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16 ottobre 2013

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di Gianni Lannes

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/10/scie-chimiche-la-nasa-ammette-le.html#more

E’ in atto una guerra segreta e non dichiarata contro l’umanità. Ci stanno avvelenando anche grazie alla nostra disattenzione. Le prime vittime: i più indifesi sono i bambini che ignorano questa minaccia, ma gli adulti che sanno e potrebbero difenderli si girano dall’altra parte.

Rendiamoci conto: non possiamo far finta di niente, e farci prendere per i fondelli da qualche demente foraggiato per ingannare il prossimo. Il negazionismo di una strage in corso è un gravissimo reato che non può essere assolutamente tollerato! Occorre una controffensiva su vasta scala che parta inizialmente dall’occupazione pacifica di tutti gli aeroporti (ho la lista completa) da cui decollano, atterrano e sostano queste mostruosità militari.

In palese violazione del diritto alla vita, va precisato che simili operazioni godono di connivenza dei vertici di Governo nonché dello Stato Maggiore della Difesa e dell’Aeronautica Militare all’interno del quadro Nato, in ossequio alle clausole segrete aggiuntive del Patto atlantico, mai ratificate dal Parlamento italiano.

Milioni di persone ogni giorno scrutano il cielo ed avvistano velivoli a bassa quota che disseminano scie di veleni (chemtrails).

Nel corso degli anni sono state pubblicate in rete numerosissime prove scientifiche e tecniche, inequivocabili ed incontrovertibili.

Chi si ostina a negare l’evidenza è un criminale e per tale ragione va perseguito non solo per legge, ma soprattutto socialmente, per impedirgli di nuocere alla vita ed alla conoscenza. Chiunque dotato di un minimo di sale in zucca e di onestà morale, per fortuna si rende conto che non si tratta di scie di condensazione (contrails) emesse dallo scarico degli aerei, bensì di aerosolterapia bellica. Il sistema sociale in cui viviamo è basato sulla menzogna, alimentata dal sistema di potere dominante e progata dai cosiddetti mezzi di disinformazione (mass media).

Il modo più efficace per nascondere qualcosa è metterla sotto il naso di tutti. Ho notato che almeno in due film (il recente: La grande bellezza di Sorrentino, e poi L’appartamento spagnolo uscito nel 2002 – ma potrebbero essere di più le pellicole cinematografiche che lasciano passare messaggi subliminali – si notano scie chimiche in diverse e ricorrenti scene.

Bisogna vivere in un mondo migliore. Non basta soltanto sognarlo ad occhi aperti.

L’unica parole d’ordine è ribellione, prima che sia troppo tardi. Su la testa!

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/09/scie-chimiche-esperimenti-pericolosi-e.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=scie+chimiche

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=nasa

http://www.theguardian.com/politics/2002/apr/21/uk.medicalscience

http://www.fas.org/irp/offdocs/nsam-jfk/nsam-235.htm

http://ia700404.us.archive.org/17/items/1980LsdFollowUpStudyVol2/1980LsdFollowUpStudyVol2.pdf

http://mcm.dhhq.health.mil/cb_exposures/briefings_reports.aspx

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Il Parroco Bergoglio e le sue affermazioni anticristiane

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I “diritti civili” come strumento per distruggere la società europea

Segnalazione de Il Faro sul Mondo

di Mauro Indelicato

Civiltà, progresso, modernità, diritti, ecc.; sono parole belle, senza dubbio, che evocano qualcosa di bello, di positivo, che danno una carica immediata di positività a chi le ascolta. Ma, in fondo, queste parole oggi esprimono il dramma che sta vivendo il mondo occidentale e l’Europa in particolar modo.
Aver avuto lo scrupolo e la capacità di strumentalizzare queste parole, dà l’idea di come oramai da diversi decenni la cultura e l’informazione di massa siano in mano alla massoneria ed a quelle lobby economico–finanziarie che stanno anestetizzando l’intelletto dell’uomo europeo.
Queste parole sono oramai diventate autentici scudi dietro i quali chi ha interesse a trasformare la società in un determinato modo, lo fa in maniera indisturbata, passando anzi quasi come eroe e come, per l’appunto, un “progressista” o un fautore della protezione dei diritti civili, etici ed umani e chi non la pensa in questa prospettiva, rischia seriamente di essere emarginato dalla società ed accusato di pericoloso anacronismo.
In proporzione, poniamo il caso di trovarci in un vigneto, che produce dell’ottimo vino da tanti anni e che frutta parecchio denaro ai proprietari; il vicino, un po’ per invidia, un po’ perché ha interesse a mettere in difficoltà il rivale, propone al proprietario del vigneto un qualcosa che a prima vista sembra poter migliorare la situazione del suo terreno: gli mostra, in particolare, come sarebbe bello a livello estetico quel terreno se, al posto del vigneto, ci fosse una bel campo di rose e si propone come “benefattore”, partecipando alla conversione di quel pezzo di terra.
Convinto dall’aspetto estetico prodotto dalle rose, il proprietario del vigneto accetta l’affare e, a poco a poco, convincendo della bontà della scelta la famiglia, inizia ad estirpare l’uva che fruttava tanto a livello economico e ad impiantare delle rose certamente gradevoli, ma che a lungo andare si riveleranno un vero e proprio disastro a livello economico, che manderà in rovina la famiglia.
In questo momento, la massoneria in Europa ha il ruolo che ha il vicino nell’aneddoto, le parole dette ad inizio articolo invece sono come quelle rose molto gradevoli a livello estetico, che sembrano dare un tocco diverso e migliore al terreno, ma che manderanno al disastro l’economia e, forse, l’unità di quella famiglia; infine, il povero proprietario del terreno, è il cittadino medio europeo, così impressionato dall’aspetto estetico, da dimenticarsi i veri valori e le vere vocazioni di quel pezzo di terra, contribuendo inconsapevolmente al disastro.
Il cittadino medio europeo infatti, viene manovrato da tempo, ma da qualche anno a questa parte chi manovra il timone, fa credere all’italiota o al francese o al tedesco di turno di possedere la guida; i veri traghettatori, come fanno da decenni (o forse secoli) a creare questa illusione? Semplice: traslando le discussioni nel campo falso dei diritti, facendo quindi passare nel dimenticatoio le vere questioni relative alla sopravvivenza stessa dell’Europa.
E così, mentre il povero proprietario della vigna semina le nuove piante al posto del vigneto, convinto di aver fatto da solo la scelta migliore, non sa che sta consegnando il suo futuro a quel vicino che ha speculato sul suo terreno e sulla sua famiglia.
E dunque, mentre in Europa ci si ammazza tra poveri da decenni su temi quali l’aborto, il matrimonio gay, il divorzio, l’eutanasia, ecc., con la convinzione che siano questi i temi vitali per il futuro, il Bilderberg, la Trilaterale e tante altre organizzazioni che nelle riunioni usano il simbolo di compasso e squadretta, hanno creato i mostri delle monete uniche, del mercato finanziario incontrollato, delle banche che prendono le redini del potere e di tutti quei meccanismi che hanno prodotto quei risultati oggi sotto gli occhi di tutti.
Ma spacciare prodotti dannosi per grandi conquiste di civiltà, non è solo servito, onestamente parlando, a distrarre l’appagato e quindi pigro e poco lucido uomo medio europeo: tornando all’aneddoto infatti, quelle rose non sono servite semplicemente ad orientare il dibattito familiare su canali estetici e non economici, ma sono servite esse stesse a distruggere l’economia e l’unità di quella famiglia e di quella azienda vinicola.
Se è vero infatti, che molti versi della massoneria incitano, per il predominio sul mondo, a dividere la società e, per farlo, auspicano la corruzione dei costumi, la perdita di sacralità della donna e la stessa fine delle società omogenee europee, allora è chiaro che molti di quei provvedimenti spacciati come “diritti civili” sono serviti e servono allo scopo delle elite.
Prendiamo, ad esempio, gli anni ’60: è il decennio della presunta “libertà sessuale”, delle proteste che volevano la demolizione dei principi cardini della società, da lì in poi al centro del dibattito politico (o pseudo tale) ci sono stati esclusivamente o quasi i diritti civili. Si è partiti con il divorzio, poi l’aborto, poi le nozze gay, poi l’eutanasia, la ricerca sugli embrioni, adesso siamo nel decennio dei diritti da dare, senza se e senza ma, agli immigrati che sbarcano nelle nostre coste.
Quel che è più grave però, sono le pieghe che questi presunti dibattiti democratici hanno preso, se è vero infatti che oggi, se si va in televisione a dire di essere contrario alle nozze omosessuali, si viene accusati di essere omofobi, così come se si cerca di orientare il dibattito sull’immigrazione verso la reale questione della speculazione economica di gruppi criminali sulle spalle di poveretti costretti a lasciare le famiglie, si viene accusati di razzismo.
Si è creata cioè una dittatura culturale, che viene però dipinta dello stesso colore magnifico che assumono le rose impiantate sul terreno; siamo tutti convinti di esser nel giusto, si inculca ai giovani la mentalità del progresso, del consumismo, si dipinge la civiltà per come le elite vogliano che si dipinga.
Torniamo un attimo agli anni ’60: da cosa è partito, a livello artistico–sociale, questo marasma? E soprattutto da dove? Guarda caso, dalle patrie di chi ha vinto la seconda guerra mondiale e da chi quindi ha iniziato ad imporre la propria cultura anglosassone anche nei paesi neolatini; facciamoci caso: basta sentire una schitarrata elettronica ed una parola con accento inglese, che subito si giudica positivamente anche la più becera tra le canzoni.
E così, a partire da chi è cresciuto negli anni ’70 e ’80, si è diffusa l’idea che il cinema americano sia il migliore, che la musica inglese sia la più alta forma d’arte, contrapposta al provincialismo italiano ancora fermo alle “canzonette” di Mina e Lucio Battisti, gente che non ha condotto una vita a sfasciare alberghi in giro per il mondo o a far apparire positivo drogarsi con tutte le sostanze possibili ed immaginabili.
In poche parole, si è avuta la diffusione di gruppi e band che hanno proposto uno stile di vita nella quale l’etica è stata fatta apparire come vetusta, retrograda e dannosa; per esempio, chi ha avuto la possibilità di guardare il film (?) sulla vita di Eminem, imbecille sfascia strumenti in voga negli anni 2000, il quale ha interpretato se stesso nella pellicola in un nauseabondo culto della personalità, ha potuto notare in molte scene la derisione verso chi aveva una famiglia “rose e fiori”, senza che nessun membro fosse stato arrestato, avesse tradito la moglie o si fosse divorziato.
E’ solo un caso la diffusione di questa cultura tramite queste band? Non proprio: è stato dimostrato di recente, che i Rolling Stones venivano finanziati dal principe Rupert zu Loewenstain, amico dei Rothschild ed a capo dello Snom, potente organizzazione paramassonica, così come è stato dimostrato che il capo della Emi, la casa discografica che lanciò i Beatles (coloro che dissero, ad un certo punto, “siamo più famosi di Gesù”), era legato ai servizi segreti inglesi ed alla massoneria londinese. O ancora, il paladino dei No Global, colui che viene etichettato come un “eroe del terzo millennio”, Bono Vox, cantante degli U2, è lautamente pagato dalla Monsanto, la multinazionale del cibo che sta avvelenando mezzo pianeta con i suoi prodotti geneticamente modificati e con l’ausilio di pesticidi potenti che negli Usa hanno fatto diminuire del 60% la popolazione delle api, gli insetti cioè da cui dipende la catena alimentare ed il mantenimento del 90% del cibo che ogni giorno mangiamo.
Come si vede dunque, dietro ogni nuovo idolo, creato ad arte (è il caso di dire), spacciato ai giovani come esempio da seguire e come emblema del grado di libertà raggiunta dalla società, si celano finanziatori, massoni, servizi segreti e multinazionali; e così, il giovane del terzo millennio europeo, con i suoi idoli musicali spuntati dal nulla, con la sua convinzione di esser libero, con la sua convinzione di esser rivoluzionario grazie alla maglietta di CheGuevara ed alla retorica anticlericale che sfodera con gli amici, non sospetta nulla del pericolo che grava sul suo futuro e del possibile disastro sociale a cui va spedita l’Europa, divenendo quindi complice della sua stessa fine.
Ma si è ancora in tempo: molti adolescenti, iniziano a svegliarsi ed a diffidare degli idoli prodotti dalla cultura di massa. Non sono la maggioranza forse, ma con l’avanzare della crisi e la perdita dei falsi privilegi materiali, sono sempre di più: per concludere con la metafora prima citata, fin quando non sarà estirpata l’ultima vigna, sarà sempre possibile ridare a quel terreno lo splendore di cui godeva un tempo.

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4 luglio 2013

Dean Henderson

L’immagine del bramino bostoniano, il segretario di Stato John Kerry che, rannicchiato tra monarchi e despoti, annuncia che gli Stati Uniti avrebbero apertamente armato la creazione dell’MI6, al-Qaida siriana, ricorda una frase del “ricco sfondato”, coniato per descrivere i primi eccessi dell’ala templare dei bankster della City of London dei Rothschild. Con alleati come questi tirapiedi non eletti dei Fratelli musulmani, Kerry non ha bisogno di nemici.

Saudi ArabiaNel 1776 la British East India Company fondò una sede in quello che oggi è il Kuwait. Quando i membri kuwaitiani del clan hashemita al-Sabah, che condividono il loro cognome con il fondatore degli assassini Hasan bin Sabah, aiutarono i turchi ottomani a sedare le rivolte nel sud dell’Iraq, lo sheik della tribù Muntafiq regalò agli al-Sabah dei boschetti vicino Fao e Sufiyah, nel sud dell’Iraq. Kuwait era visto come altamente strategico dagli inglesi, per il suo ruolo a protezione delle rotte marittime nell’Oceano Indiano. Nel 1900 gli inglesi siglarono un accordo con Mubaraq al-Sabah, che staccò il Kuwait dall’Iraq e ne fece un protettorato britannico. La stragrande maggioranza delle persone che vivevano in quello che fu dichiarato Kuwait si oppose al piano britannico e voleva rimanere nell’Iraq. Nel 1914, nel bel mezzo della prima guerra mondiale, il residente inglese del Golfo promise allo sceicco Mubaraq al-Sabah il riconoscimento della Corona del suo nuovo Paese, in cambio del voltafaccia degli al-Sabah e dell’aggressione alle truppe dell’impero ottomano a Safwan, in Mesopotamia, in quello che oggi è l’Iraq. Il clan al-Sabah si guadagnò le sue strisce dell’Union Jack. La monarchia hashemita governa il Kuwait da quel giorno.
Nel 1917 gli inglesi fecero loro cliente Ibn Saud, cui dissero anche di incoraggiare le tribù arabe a respingere i turchi ottomani dalla regione del Golfo, all’inizio della prima guerra mondiale. Nello stesso anno, la Camera dei Rothschild attraverso la Dichiarazione Balfour, spinse per aver il sostegno della Corona a una patria ebraica in Palestina. Rothschild era meno preoccupato del popolo ebraico che di voler stabilire un avamposto in Medio Oriente, da dove lui e i suoi lacchè potessero vegliare sul centro del loro monopolio mondiale del petrolio. Un anno dopo gli ottomani furono sconfitti. Iraq, Giordania e Arabia Saudita furono ricavate dall’impero ottomano e caddero sotto il dominio britannico,

con Ibn Saud che prese il controllo dell’omonima Arabia Saudita. La sua progenie forma la moderna Casa dei Saud. La Palestina divenne parte della Transgiordania e fu gestita da un emiro scelto dagli inglesi. Gli Stati della Tregua dell’Oman (oggi Emirati Arabi Uniti) e la costa dell’Oman (oggi Oman) divennero anch’essi dei protettorati inglesi. Come Winston Churchill commentò tre decenni più tardi, “L’emiro è in Transgiordania, dove lo misi una domenica pomeriggio a Gerusalemme”. Nel 1922 il trattato di Jeddah in Arabia Saudita le diede l’indipendenza dalla Gran Bretagna, anche se la Corona ancora esercitava una notevole influenza. Nel corso degli anni ’20, con l’aiuto delle truppe britanniche, Ibn Saud conquistò altro territorio dagli ottomani, quando si annetté Riyadh. Inoltre occupò le città sante di Mecca e Medina degli hashemiti.
Gran Bretagna e Francia firmarono l’accordo di San Remo, che contemplava concessioni petrolifere in Medio Oriente tra i due Paesi. Entro due settimane gli Stati Uniti risposero con la politica della porta aperta, che incluse i Cavalieri degli Stati Uniti dal gioco petrolio in Medio Oriente. Piccoli produttori indipendenti statunitensi come Sinclair, si opposero a tale politica, lamentando che favorisse gli interessi petroliferi dei Rockefeller. Le major petrolifere statunitensi Exxon, Mobil, Chevron, Texaco e Gulf, le prime tre progenie della Standard Oil Trust di John D. Rockefeller, si unirono alla British Petroleum e alla Royal Dutch/Shell, in gran parte di proprietà della Casa Reale olandese degli Orange e della famiglia Rothschild, e ai francesi della Compaignie de Petroles, nel spartirsi il quadro petrolifero del Medio Oriente. L’Iraqi Petroleum Company (IPC) e il Consorzio iraniano sarebbero stati dominati dalle aziende europee, mentre la saudita Aramco sarebbe stata posseduta dai cavalieri statunitensi. I protettorati britannici sarebbero stati sfruttati attraverso varie combinazioni dei quattro cavalieri. Una filiale dell’IPC, la Petroleum Development of Truce Coast, iniziò i sondaggi in ciò che oggi sono gli Emirati Arabi Uniti (EAU), nel 1935. Oggi negli Emirati Arabi Uniti, l’industria petrolifera ADCO è per il 24% di proprietà della BP Amoco, per il 9,5% della Royal Dutch/Shell e per il 9,5% di Exxon-Mobil. L’ADMA è di proprietà per il 14,67% della BP Amoco e per il 13,33% della francese ex-Compaignie de Petroles, che ormai si è affermata come Total. La Esso Trading Company/Abu Dhabi è al 100% di proprietà di Exxon-Mobil. La Dubai Petroleum è per il 55% di proprietà della Conoco, che possiede anche il 35% del Dubai Marine Areas, di cui la BP Amoco detiene una quota del 33,33%. La maggior parte del petrolio degli Emirati Arabi Uniti va in Giappone. BP e Total ne detengono i contratti per il trasporto a lungo termine con gli Emirati Arabi Uniti. Chevron e Texaco, che avevano già aderito all’Aramco, e il loro ramo del marketing Caltex, formarono la Bahrain Petroleum Company (BPC) in quel protettorato. La nuova Chevron-Texaco oggi gestisce la BPC. In Qatar, Exxon-Mobil domina il ricco settore del gas naturale. Possiede buona parte della Qatargas, che attualmente fornisce al Giappone 6 milioni di tonnellate di gas naturale all’anno. E’ anche partner al 30% del gigantesco giacimento di gas di Ras Luffan, che produce 10 milioni di tonnellate di gas naturale all’anno. La BP si unì alla Gulf per avviare la Kuwait Oil Company, che vende oggi greggio scontato agli ex-proprietari dell’Amoco, BP e Chevron-Texaco (Chevron acquistò la Gulf nel 1981). Nel 1949 i Cavalieri degli Stati Uniti controllavano il 42% delle riserve di petrolio del Medio Oriente, mentre i Cavalieri anglo-olandesi il 52%. Il restante 8% era di proprietà di Elf-Total-Fina e di altre società minori.
Gli inglesi cominciarono a concedere l’indipendenza ai loro protettorati del Golfo a partire dal 1961 con il Kuwait e terminarono nel 1971, quando gli Emirati Arabi Uniti furono formati da sette emirati, i più importanti dei quali sono Dubai, Abu Dhabi e Sharjah. L’influenza inglese non scemò. L’Oman rimane particolarmente vicino alla Corona. Mercenari inglesi costituiscono le guardie reali che proteggono le famiglie dominanti in tutti i sei Paesi del GCC. Questi emirati sono governati da monarchie unifamiliari selezionate dai colonialisti britannici per realizzare il loro piano di dominare il petrolio del Medio Oriente e le rotte marittime fin dal tardo 18° secolo. Le sei famiglie regnanti del GCC sono legate tra esse, proprio come lo sono le famiglie reali d’Europa.

Una monarchia comoda
Il Kuwait fu creato ufficialmente a metà degli anni ’20 in virtù dell’accordo Sykes-Picot. La famiglia al-Sabah vi domina da allora. Su consiglio del re saudita Fahd, la cricca al-Sabah del Kuwait sciolse il parlamento nel 1975 e nel 1986, quando l’opposizione all’emiro divenne troppo forte. Il parlamento del Kuwait è una facciata, in quanto i leader dell’opposizione non possono andare al governo del Kuwait. Attualmente il 25% dei ministri sono membri della famiglia al-Sabah. Le donne non possono votare. Le decisioni politiche possono essere modificate con decreto dell’emiro. La ricca elite ereditaria che domina il Kuwait si affida a manodopera asservita immigrata per svolgere compiti sconvenienti come preparare la colazione o andare al negozio. L’80% della manodopera del Kuwait è composta da operai immigrati dai Paesi poveri dell’Asia come il Bangladesh, le Filippine e l’India. Questi lavoratori, che costituiscono il 63% della popolazione del Paese, spesso non vengono pagati. Lo stupro pubblico delle domestiche è un fatto comune.
L’economia del Kuwait è strettamente controllata da meno di venti famiglie. Lo sheik Ahmed Jaber al-Sabah, che morì nel 2006, aveva 4,8 miliardi di dollari. Come i Sudeiri sauditi, gli al-Sabah si tuffano nelle casse governative del Kuwait ogni volta che ne sentono il bisogno. Il clan al-Sabah è tristemente noto per il suo stile di vita opulento. La maggior parte del reddito annuo petrolifero del Kuwait, 60-100 miliardi di dollari, viene speso in beni di lusso. Molti dei giovani al-Sabah sono stati coinvolti in incidenti imbarazzanti con prostitute, gioco d’azzardo, alcol e droghe. In un’occasione, un nipote dell’emiro è stato arrestato mentre contrabbandava eroina in Francia. Il New York Times una volta definì il Kuwait, “meno che un Paese, una compagnia petrolifera di proprietà familiare con un seggio alle Nazioni Unite“. Un’altra potente famiglia kuwaitiana sono gli al-Ghanim, che ottenne grandi ricchezze aiutando BP e Gulf a costituire la Kuwait Oil Company. Nel 1945 gli al-Ghanim davano lavoro a metà dei kuwaitiani e spesso prestavano denaro alla famiglia al-Sabah. Possiedono la Yusuf Ahmed Alghanim & Sons, che alla fine degli anni ’70 divenne il più grande concessionario estero della General Motors. Gli al-Ghanim sono agenti di Isuzu, Holden, Phillips, Frigidaire, Link Belt Cranes, BP Lubricants, Learjet, Kirby, Hitachi, Qantas, British Airways, Gulf Air e Air India. Negli anni ’90 la famiglia al-Ghanim investiva 400 milioni di dollari l’anno. Nel 1975 Qutayba al-Ghanim comprò la Kirby Industries di Houston. Altre potenti famiglie kuwaitiane sono i bin Bihani e gli al-Qarafi.
In Qatar la famiglia dominante al-Thani s’è intrecciata con tutta la popolazione per consolidare il proprio potere. Nel giugno 1995 il re, lo sceicco Khalifa bin Hamad al-Thani era in vacanza in Svizzera, quando suo figlio Hamad, laureto a Cambridge, prese le redini del potere. Nonostante le mosse del giovane verso la democrazia, come ad esempio il lancio di al-Jazeera e un decreto che permetteva alle donne di votare, molti nel Golfo videro l’occupazione del palazzo come un colpo di Stato della CIA, in quanto l’anziano al-Thani era un alcolizzato e corrotto imbarazzante per Washington. Il Qatar ha la seconda riserva più grande di gas naturale (900 miliardi di piedi cubi) del mondo dopo la Russia. Ben presto gli Stati Uniti crearono Camp Snoopy alla periferia di Doha e posizionarono i loro caccia in due basi aeree del Qatar, al-Sayliyah e al-Udeid. Nel novembre 2001 il Qatar ha ospitato la riunione annuale dell’Organizzazione mondiale del commercio, in un edificio pacchiano di Doha comprendente uno Starbucks, un McDonalds e un Kentucky Fried Chicken. I monarchi al-Thani governano per decreto e sono piazzisti di molte multinazionali, tra cui BMW e International Harvester. Gestiscono diverse operazioni di franchising occidentali in Qatar, tra cui il Ramada Hotel. Un’altra famiglia vicina agli al-Thani, che esercita un notevole potere in Qatar, è la famiglia Darwish. Rappresenta Austin, Pirelli, Union Carbide, Phillips, Dunlop, GE, Hobart, Volkswagen, Audi e Fiat. La famiglia al-Mana è anch’essa influente, e rappresenta Peugeot e altre multinazionali.
Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) sono un agglomerato di sette emirati diversi che ebbero concessa dagli inglesi l’indipendenza nel 1971. Il Primo ministro degli EAU sheik Rasid bin Said al-Maqtum è membro della monarchia governante degli al-Maqtum. Il suo patrimonio netto è stimato 4 miliardi di dollari. I suoi quattro figli occupano la carica di Viceprimo ministro, ministro delle Finanze e dell’Industria, ministro della Difesa e comandante delle Forze di difesa di Dubai. Due di loro sono anche miliardari. La famiglia al-Nahiyan governa l’emirato di Abu Dhabi degli Emirati Arabi Uniti. Lo sceicco Zayed bin Sultan al-Nahiyan è diventato il più grande azionista della BCCI, che agiva da ufficiale pagatore per le operazioni della CIA in tutto il mondo, negli anni ’80. In seguito gli al-Nahiyan avviarono Flying Dolphin Airlines, indicato dalle Nazioni Unite come vettore del “contrabbando” in Afghanistan, e del contrabbando di armi in spregio agli embargo delle Nazioni Unite nei punti caldi africani, come la Sierra Leone.
In Bahrain, a lungo importante avamposto britannico e sede della Bahrain Petroleum Company di proprietà della Chevron-Texaco, sheik Isa bin Salman al-Khalifa e il suo clan presiedono lo staterello petrolifero. Al-Khalifa è stato un investitore della Harken Energy di George W. Bush, che si aggiudicò una concessione petrolifera off shore senza precedenti nelle acque del Bahrain, poco prima della guerra del Golfo. Le famiglie mercantili saudite dominano su gran parte del resto dell’economia del Bahrain. La famiglia Qanoo di Dhahran è particolarmente prominente. I Qanoo rappresentano Exxon-Mobil, BP Amoco, Norwich Union Insurance, Holland Persian Gulf Lines e Royal Nedlloyd Lines. Il loro punto di forza è il trasporto di greggio per tutti i Quattro Cavalieri, soprattutto dal Porto del Bahrain e dalla gigantesca raffineria saudita di Ras Tanura, che fu costruita dalla Bechtel a metà degli anni ’40. I Qanoo recentemente hanno aggiunto la Kuwait Shipping Company al loro impero. Un’altra famiglia importante in Bahrain sono gli al-Moayad. Il Bahrein ospita la Quinta Flotta degli Stati Uniti ed è un importante centro bancario off-shore per JP Morgan Chase, Citigroup e altre mega-banche globali specializzate in riciclaggio di petrodollari. Non a caso, una grande percentuale del greggio saudita viene raffinata in Bahrain, sotto l’occhio vigile della Quinta Flotta degli Stati Uniti e dei banchieri internazionali.
L’Oman è governato dalla famiglia al-Qaboo. Il paese gode di relazioni particolarmente strette con la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, ospitando importanti basi militari statunitensi e frequenti esercitazioni congiunte militari USA/Regno Unito. La National Bank of Oman era di proprietà della BCCI e, a sua volta, possedeva una grossa fetta dei depositi della BCCI. La banca veniva usata dagli sceicchi del GCC per finanziare le operazioni segrete della CIA. Lo sceicco al-Qaboo, monarca di Oman, ottenne una preziosa proprietà nei pressi del porto di Karachi in Pakistan, come premio per il suo sostegno alla guerra decennale della CIA in Afghanistan, per poi cederla all’US Navy. Exxon-Mobil ha una grande presenza in Oman. Negli anni ’90, il 28% del greggio estero della società proveniva dall’Oman.
Ma l’Arabia Saudita rimane la più grande polveriera nella regione grazie ai suoi 255 miliardi di barili di riserve petrolifere. Aramco, Bechtel e altre multinazionali occidentali avevano appreso presto la necessità di elevare alcuni cittadini sauditi, come Sulaiman Olayan, a posizioni di potere al fine di avere accesso al trono saudita. Questo processo, che segue un modello praticato dalle multinazionali di tutto il mondo, ha creato l’enorme disparità di ricchezze nel Regno. Da una parte si ha la Casa dei Saud e meno di venti famiglie dell’élite legate al trono, diventate ricche in quanto partner di joint venture e agenti di vendita delle multinazionali occidentali. Questo jet set di miliardari passa il tempo volando a Montecarlo per gettare soldi nel gioco d’azzardo e in feste sontuose per diplomatici occidentali, consumando abbondanti quantità di alcool e vivendo in palazzi opulenti. Re Fahd, il patriarca attuale della Casa dei Saud, da solo vale circa 18 miliardi di dollari. Dall’altra parte c’è il 99% dei cittadini sauditi, per lo più devoti musulmani sciiti, che lottano ogni giorno per guadagnarsi un’esistenza misera e che non hanno assolutamente alcuna voce nella monarchia ereditaria che governa senza democrazia il loro Paese. Questa disparità di ricchezza si è spesso dimostrata esplosiva, più di recente negli attacchi dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti, dove 15 dei 19 dirottatori-fantocci degli aerei che colpirono le torri del World Trade Center e il Pentagono, erano di nazionalità saudita. Un grave motivo per cui gli Stati Uniti ora importano terrorismo saudita insieme al petrolio dell’Aramco. è che sono le aziende statunitensi che hanno contribuito a creare l’enorme disparità di ricchezza in Arabia Saudita, elevando alcune famiglie a dinastie finanziarie e attraverso di esse, avere l’appoggio incondizionato dei loro compari della Casa dei Saud.
Negli anni ’50, la famiglia Alireza vendeva i suoi monili per conto di Cartier, Van Cleef e Arples. Oggi possiede l’Haji Abdullah Alireza & Company (HAACO). La HAACO ha collaborato con Mobil per fondare l’Arabian Petroleum Supply Company, che all’inizio forniva marketing per il carburante degli aerei presso l’aeroporto di Jeddah, e da allora le operazioni si sono espanse. Un’altra joint venture HAACO/Mobil è l’Arabian Maritime Company. HAACO è agente di vendita per l’Arabia Saudita di Goodyear, Ford, KLM Airlines, Air Algerie, Pepsi, Dunlop e Westinghouse. La società di Alireza si è unita alla ITT come subappaltatori della Lockheed per un progetto per il controllo del traffico aereo nel Regno. Un’altra società controllata da Alireza, il Gruppo Rezayat, ha due joint venture con l’azienda per l’energia di Tulsa Williams International, una chiamata Saudi Arabian Fabricated Metals Industry e un’altra conosciuta come Rezayat & Williams Construction Company. Una terza impresa degli Alireza è la Saudi Arabian Engineering Company, una joint venture con la multinazionale olandese Amindha NV. Ancora un altro passo degli Alireza è la Crescent Transportation, una joint venture con la Sea-Land Corporation, che gestisce il terminal dei container del porto di Damman. La ditta di Jeddah Haji Hussein Alireza è il primo importatore al mondo di veicoli Mazda. L’Alireza è collegata con Brown & Root, filiale di Houston della Halliburton che si è fusa con la MW Kellogg per divenire la KBR. Alireza e Brown & Root gestiscono una società off-shore per la costruzione di oleodotti in Arabia Saudita chiamata Root-Alireza. La famiglia Alireza possiede enormi quantità di immobili nel Regno e notevoli quantità di azioni di molte delle più grandi aziende saudite tra cui National Pipe, in maggioranza di proprietà della giapponese Sumitomo.
La famiglia Juffali è anch’essa di Jeddah. Ha un valore di oltre un miliardo di dollari. La loro società principale, EA Juffali & Brothers, possiede la più grande concessionaria Mercedes Benz del mondo ed è agente di vendita di oltre 60 multinazionali straniere, tra cui IBM, Siemens, Massey Ferguson, FMC, Borg-Warner, Kelvinator e Michelin. Ha formato una joint venture con Siemens chiamata Arabia Electric, una con Dow Chemical chiamata Arabian Chemical Company, una con Borg-Warner, conosciuta come Saudi Air Conditioning Manufacturing Company e un altro con Massey Ferguson chiamato Arabian Tractor Manufacturing Company. Sheik Ahmed Juffali è membro del prestigioso Advisory Board della Chase Manhattan Bank. Gli investimenti all’estero della famiglia sono gestite dalla Enpro International di New York. La relazione più importante della famiglia Juffali è con Fluor Daniel, seconda società di costruzioni più grande del mondo dopo la Bechtel. I due hanno fatto squadra in una joint venture denominata Fluor Arabia, che fornisce servizi di ingegneria per numerosi progetti petroliferi, gasiferi e petrolchimici dei Quattro Cavalieri. Fluor Arabia ha costruito due interi complessi petrolchimici per la tentacolare Jubail Industrial City ed è attualmente impegnata in un progetto da 20 miliardi dollari per sfruttare il gas naturale dell’Arabia Saudita.
La famiglia al-Gosaibi di Dhahran è la famiglia più ricca della provincia orientale. Ha programmi di costruzione congiunti con le imprese giapponesi Mitsubishi Electric, Mitsui Harbor, Sanki Engineering e Nippon Benkan attraverso l’azienda di famiglia Khalif Abdel-Rahman Algosaibi Contracting. La famiglia ha anche una joint venture con Fiat, è proprietaria del franchising cambiavalute dell’American Express per l’Arabia Saudita e gestisce i fast food e gli hotel di Grand Metropolitan, che fino a poco prima possedeva Burger King, Olive Garden, Red Lobster e Godfather’s Pizza. La Saudi United Insurance Company è una joint venture di al-Gosaibi con tre aziende svizzere: Swiss Reinsurance, Commercial Union e Baloise Insurance. Oil Field Chemical Company è una partnership di al-Gosaibi con Essochem Belgium controllata da Exxon. Attraverso la National Bottling Company, la famiglia è proprietaria del franchising della Pepsi-Cola nella provincia orientale.
La famiglia Qanoo è anch’essa di Dhahran, sede del quartier generale dell’Aramco. I Qanoo hanno interessi in tutta l’Arabia Saudita, Bahrain, Oman e Emirati Arabi Uniti. I Qanoo sono gli agenti spedizionieri dei Quattro Cavalieri, così come agenti di vendita di numerose grandi compagnie aeree. Hanno una joint venture con Otis Elevators chiamata Saudi Otis e di una linea di bus con Greyhound, chiamata Saudi Arabian Greyhound Services. La famiglia è un importante azionista della più grande ditta di riciclaggio di petrodollari, l’Investcorp-Bahrain. I Qanoo hanno interessi nell’Ocean Inchcape Ltd., una società di servizi di manutenzione per le perforazioni off-shore controllata dalla famosa PONC/HSBC della famiglia inglese Inchcape. I Qanoo detengono una joint venture con un altro colosso delle costruzioni statunitense, Foster Wheeler.
Altre importanti famiglie saudite sono i Bugshan, i Suliman, gli Abdul-Latif Jamil, i Zahid, i Rajhji, i Qaaqis, i bin Mahfuz e i bin Ladin. Abdul Latif Jamil vale oltre 2 miliardi di dollari ed è l’agente della Toyota nel Regno dal 1955. I suoi investimenti all’estero vengono gestiti dalle Jaymont Properties di New York. La famiglia al-Rajhi possiede l’Al-Rajhi Banking & Investment Corporation e ha un valore di oltre 4 miliardi di dollari. Lo sceicco Khalid bin Mahfuz ha un valore di oltre 2 miliardi di dollari. Possiede la National Commercial Bank, la più grande del mondo arabo, ed è stato uno dei maggiori azionisti della BCCI. L’ormai famigerata famiglia bin Ladin ha guadagnato le proprie fortune nel settore delle costruzioni costruendo il palazzo reale saudita e rinnovando le città sante di Mecca e Medina. Salim bin Ladin era uno stretto socio d’affari di George W. Bush e amico di James Bath. I bin Ladin ha finanziato una cattedra di studi islamici alla Harvard. George Bush padre lavora al Carlyle Group, che ha gestito il patrimonio della famiglia bin Laden fino al novembre 2001. Sia Mohammed (padre di Usama) che Salim bin Ladin sono morti in incidenti aerei.
La più importante delle famiglie saudite sono gli Olayan, il cui patriarca Sulaiman era lo spedizioniere dell’Aramco divenuto insider miliardario della Morgan Guaranty. Il suo gruppo Olayan fu istituito con l’aiuto di Bechtel, vicino al quartier generale dell’Aramco a Dhahran. Presto la Saudi Arabian Bechtel Corporation venne avviata, con Olayan come partner. La Saudi Arabian Bechtel costruì le enormi centrali elettriche Ghazlan I e II nella provincia orientale, che forniscono la maggior parte dell’energia elettrica del Regno. Costruì anche la maggior parte dei gasdotti e degli oleodotti del Paese e un impianto d’iniezione di acqua di mare per il più grande giacimento di petrolio offshore del mondo, a Ghawar. L’Arabian Bechtel Company è la più recente venture Olayan/Bechtel in cui il principe ereditario Mohammed Fahd ha degli interessi. Ha costruito e gestisce l’enorme Jubail Industrial City e costruito il nuovo aeroporto internazionale di Riyadh. Un’altra joint venture, Saudi Arabian Bechtel Equipment Company, affitta le attrezzature pesanti nel Regno. Ma i rapporti della famiglia Olayan con Bechtel sono solo la punta di un iceberg. Il clan Olayan possiede la General Contracting Company che spesso subappalta i progetti dell’Aramco e funge da agente di vendita per International Harvester, FMC, United Technologies, Chrysler, Crane, Freuhauf, ITT, Grinnell, Cummins, British Leyland e Kenworth tra gli altri. Nel campo dei prodotti di consumo, l’Olayan General Trading Company è agente di vendita per American Tobacco, Armour, Nescafe, Quadrante, Bristol Meyers Squibb, Zuppa Campbell, Hunt-Wesson, 3M, Swisher, Sterling Drug e Kimberly-Clark. Attraverso altre società, l’Olayan rappresenta Kawasaki Steel, Hughes Tool, Mitsubishi e Owens-Corning. La sua Industrial Converting Company produce i prodotti di carta della Kimberly-Clark. Arabian Commercial Enterprises (ACE) è il braccio assicurativo della famiglia. I suoi clienti includono Aramco, Bechtel, BP Amoco, Mobil e Getty Oil. ACE possiede l’Al-Nisr Insurance Company in Libano e la Saudi Arabian Insurance of Bermuda. Gli Olayan hanno due joint venture chimiche con l’azienda svedese Nitro Nobel ed una con la Chemicals Champion di Houston. Il Gruppo Olayan possiede la metà della Saudi Arabian United Technologies, attraverso cui vende i motori Pratt & Whitney e gli ascensori Otis. Una joint venture con Texaco è la Sappco-Texaco Insulation Products. I Saudi Security Services dell’Olayan lavorano con la Burns International Security e la Freeport Security nella protezione delle operazioni delle multinazionali nel Regno. Alcune relazioni d’affari degli Olayan sono meno banali. Il suo partner nella joint venture Saudi Arabian Evergreen Aviation è l’Evergreen Aviation, la compagnia aerea del pilota trafficante di armi Richard Brenneke, che operò trasportando armi ai contras in Nicaragua. La ditta dell’Oregon ha una lunga storia quale compagnia aerea a contratto della CIA. L’Olayan Finance Company è legata alla Barclays Bank, un elemento chiave nel processo di riciclaggio dei narcodollari del Triangolo d’Argento dei Caraibi, e con Jardine Matheson, conglomerato di Hong Kong proprietario dell’Hong Kong Jockey Club e di gran parte della HSBC. Questa “triade” di joint venture è conosciuta come Barclays-Jardine-Olayan ed è insediata nelle Isole Cayman. L’Olayan è anche vicina ad American Express (AMEX), dove il rampollo di famiglia Sulaiman una volta era membro del consiglio assieme ad Henry Kissinger. AMEX ha legami con il narcotraffico globale, attraverso i suoi conttati con l’Edmund Safra Republic Bank, acquistata nel 1999 dalla HSBC.
Mentre gli Olayan accumulavano ricchezze e investivano in molte banche e società occidentali, incarnando il riciclaggio dei petrodollari, divennero la norma dell’élite saudita. Nel 1981 gli Olayan comprarono molte azioni di Chevron, Texaco, Amoco e Conoco. Sulaiman Olayan e il principe ereditario Khalid bin Abdullah bin Abdel Rahman al-Saud gestiscono Competrol, che detiene una quota dell’1% di JP Morgan Chase. Competrol possiede partecipazioni simili in Mellon Bank, Sud-Est Bancorp, Valley National First Bank Systems di Phoenix, First Interstate Bank e Hawaii Bancorp Competrol, e detiene il 19% delle società di private equity Donaldson, Lufkin & Jenrette e l’8% della First Chicago Corporation, da tempo centro di riciclaggio della CIA. Gli Olayan possiedono azioni di Occidental Petroleum, Westinghouse, Thermo Electron, Whittaker e United Technologies. Sulaiman Olayan è stato nei CdA di Morgan Guaranty, Exxon-Mobil e American Express. E’ presidente della Banca saudita-spagnola di Madrid e membro del Consiglio Internazionale della Morgan Guaranty Trust.
Il miliardario Sulaiman Olayan è una bella metafora delle relazioni Stati Uniti – Arabia Saudita. La sua immensa ricchezza e influenza sono il risultato diretto della volontà di sostenere la neo-colonizzazione delle riserve di petrolio del proprio Paese. Inoltre, la sua decisione d’investire questa ricchezza in illeciti occidentali, piuttosto che nello sviluppo del mondo arabo, ha contribuito alla povertà e ai disordini nella regione. Se Assad dovesse mantenere il controllo della Siria, Olayan e i suoi fratelli leccapiedi cominceranno a dormire male. La vendetta è amara.

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lunedì 24 giugno 2013

Il vertice britannico guidato dal premier Cameron ha ribadito che la priorità è quella di far ripartire la crescita e di aumentare libero mercato e competitività. Intanto il mondo si avvia verso il collasso energetico, climatico e delle risorse. Actionaid accusa i governi mondiali di aver dimenticato il tema della povertà globale, mentre Greenpeace si chiede dove siano finiti i cambiamenti climatici.

G8 Lough Erne
“Nel G8 appena conclusosi a Lough Erne (Irlandas del Nord) il padrone di casa David Cameron ha ribadito che le priorità sono le tre T: trasparenza, commercio (trade), tassazione.”

Qualche notizia dal mondo. In Alaska fanno 35 gradi; intanto l’Europa centro settentrionale è sconquassata da tornadi e alluvioni senza precedenti, quella meridionale attanagliata dall’afa. Sempre più studi affermano che la Terra è giunta sulla soglia del collasso delle risorse e di sconvolgimenti climatici di portata catastrofica. Le poche risorse rimaste sono distribuite in maniera sempre più diseguale; la crisi e la automazione del lavoro concorrono ad aumentare vertiginosamente queste disuguaglianze. Si prospettano guerre per l’acqua e per il cibo.
Eppure nel G8 appena conclusosi a Lough Erne (Irlandas del Nord) il padrone di casa David Cameron ha ribadito che le priorità sono le tre T: trasparenza, commercio (trade), tassazione. O ancora, sempre per usare espressioni del premier britannico il “golden thread of development” (filo d’oro dello sviluppo) e “free and fair trade, and open markets” (commercio libero ed equo e mercati aperti).

Insomma più mercato, più sviluppo, meno barriere, più competizione. E una rinnovata area di libero scambio transatlantica (fra Europa ed Usa) che mira ad aumentare i volumi di commercio internazionale di circa 100 miliardi annui. Sembra uno scherzo, ma i governanti dei paesi più influenti al mondo sembrano aver deciso di somministrare alla terra un’ulteriore dose -ancor più forte, forse letale- di quella medicina che l’ha portata al collasso attuale.
Non una parola sui cambiamenti climatici, sull’emergenza povertà che attanaglia una fetta sempre maggiore del globo, soprattutto l’Africa, sul disfacimento dei diritti e dello stato sociale in paesi come la Grecia e l’Italia, culle della democrazia.
Non sono mancate le voci di sissenso. Luca De Fraia, Vice Segretario Generale di ActionAid, lo aveva già preannunciato in apertura del vertice: “La lotta alla povertà e la priorità allo sviluppo dell’Africa vengono ridefiniti secondo la visione della leadership adesso alla guida del G8; siamo lontani dal piano di azione per battere la povertà che era stato al centro del Vertice di Gleneagles, sempre sotto la presidenza britannica, quando vennero presi impegni fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi del Millennio”.
“Otto anni fa – ha continuato De Fraia – la presidenza inglese mise al centro dell’agenda il tema degli aiuti per lo sviluppo”. Il riferimento è al summit di Gleneagles del 2005, che si era impegnato a raddoppiare gli aiuti all’Africa per arrivare a 50 miliardi di dollari all’anno entro il 2010, al completamento della cancellazione del debito per le nazioni piu’ povere e a sostenere l’accesso universale al trattamento per l’Aids. Oggi questi temi sembrano finiti di colpo nel dimenticatoio.
E sono scomparsi anche gli impegni sul clima, come ricorda Greenpeace: “Se si guarda al sito del vertice del G8, il tema dei cambiamenti climatici è imbarazzante nella sua assenza. E non è sempre stato così. Nel 2007, 2008 o 2009, per esempio, il clima è stato un elemento chiave degli incontri. Oggi c’è stato bisogni di forti pressioni da parte di Francia e Germania perché Cameron accettasse anche solo di sfiorare l’argomento.”
I potenti della terra sembrano sempre più schiavi delle loro stesse regole, incapaci di cambiare rotta nonostante il precipizio sia sempre più vicino. Un gruppo di struzzi finiti per sbaglio a sotterrare la testa sotto la terra irlandese. E da là sotto parlano e parlano di un mondo che fuori si sta distruggendo. Ma loro non lo sanno.

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/vertici_internazionali/mondo_collasso_g8_pensa_mercati.html

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Sul Sedevacantismo Apocalittico iniziato nel 1960 e la Resilienza Cattolica.

la Chiesa Cattolica che voi vedete non è più quella vera, perchè è stata rimossa ma non eliminata, perchè Dio non permetterebbe mai di distruggere ciò che Lui ha fondato. Al momento, infatti, ci ha affidati alla Madre Celeste, l’augusto Tabernacolo. Il Papato attualmente è sospeso, come descritto a Fatima nella figura del Vescovo vestito di Bianco; e forse è stato ucciso definitivamente. Eppure noi ci comportiamo come se ancora fosse lì (anche nella recita “non una cum”); ed è un bene crederlo per non morire anche noi, e subito, e porci dalla parte dei guerrfondai, dei violenti, dgli integralisti di ogni sorta e latitudine. Prima serve una giusta e vera Conversione a cui tutti siamo chiamati, nella Verità e nella Carità. Questo è il misteryum Iniquitatis

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Gli stessi che ci hanno ingannato, ora ci rivelano l’inganno per tracimarci come pesci ignari verso il Nuovo Ordine Mondiale: questa è la misura transitiva che ci porterà dal caos alla definizione dei nuovi paradigmi sociali, economici e religiosi

Foto 1Ho impressione che sia cominciato il disvelamento totale delle Menzogne, per farci scendere in piazza e prenderci a bastonate e portare i dissidenti nei campi FEMA. A loro serve per liberarsi delle coscienze attive (quelle che chiamato risvegliate) e poter fare i loro porci comodi senza trovare più resistenze.

La recente disvelazione del Datagate, ma già le wikileaks di Assange, le dichiarazioni dei giornali mainstream tedeschi sulle vere cause dell’attentato alle Torre Gemelle e l’intera internet cui ogni giorno spunta un nuovo sito di controinformazione per la disvelazione (anche limitata da forti azione di gatekeeper e debunking con disturbo quotidiano di trolls e censure, dimostrano che “qualcuno” vuol mettersi sopra all’inganno e alla segretezza per mostrarsi come salvatore e liberatore, addirittura apparendo come uno di noi, fragile, attaccabile e violabile. Ma ciò è possibile solo se esiste un accordo con i vertici (Bilderberg, il volano da cui ricevono gli ordini politici, editori, giornalisti, servizi segreti, eserciti, industriali, religiosi, ecc.) che gestiscono e governo del Nuovo Ordine Mondiale e che nulla hanno a che vedere con la Verità, i Risvegliati e la Resilienza Cattolica.

Bergoglio è uno dei prodotti di questa scelta. Papa Francesco, il noachide che ì stato elevato al ruolo dell’antipapa, attacca le fondamenta della Santa Chiesa, ma liberalizza il “politicamente corretto”, portando la religione Cattolica su un piano di società filantropica, di una religione immannete e non “Trascendente” come è sempre stata.

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Riflessione su falsi cristi e falsi profeti…

Buongiorno, ultimamente mi sono ritrovato a rileggere con attenzione alcuni di quei passi Bibblici nei quali si parla dei falsi profeti e falsi cristi che appariranno sulla terra prima della fine dei tempi.
Cercando di darmi delle risposte, la mia anima purtroppo incontra un profondo turbamento, e vi chiedo aiuto nella speranza che abbiate sia pazienza che voglia di darmi una mano affinchè risolva questo mio “dubbio” interiore.

Per quanto riguarda i falsi profeti nella Bibbia vengono menzionati più volte (fonte: laparola.net)

Matteo 7:15
«Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci.

Matteo 24:11
Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti.

Matteo 24:24
perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.

Marco 13:22
perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.

Luca 6:26
Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi, perché i padri loro facevano lo stesso con i falsi profeti.

2Pietro 2:1
Però ci furono anche falsi profeti tra il popolo, come ci saranno anche tra di voi falsi dottori che introdurranno occultamente eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si attireranno addosso una rovina immediata.

1Giovanni 4:1
Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo.

Mi colpiscono sopratutto Matteo 24:24 nel quale Gesù parla esplicitamente dei “falsi cristi” capaci di ingannare addirittura “gli eletti” , ed anche 1Giovanni 4:1 .

Inoltre vorrei fare altre citazioni nelle quali il Signore e gli apostoli ci spiegano come smascherarli:

“…tali falsi apostoli, infatti, sono degli operai fraudolenti che si trasformano in apostoli di Cristo. E non c’è da meravigliarsi,perché anche Satana si trasforma in angelo di luce” (2 Co. 11:4).

Inoltre vorrei ricordare dal Vangelo secondo Matteo 7,15-20
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere”.

Questi sono dei buoni metodi per riconoscere i falsi cristi, però purtroppo la mia anima non riesce a trovare “calma” e vi spiego il perchè…
Premetto che sin dalla giovane età ho sempre creduto nell’intercessione dei Santi e della Verine Maria, ho sempre creduto nelle apparizioni Mariane quali Fatima e Medjugorje, ho sempre creduto in San Pio da Pietralcina e nelle sue Stigmate datregli dal Signore. Purtroppo ultimamente però, come già precedentemente detto, mi sono posto delle domande su ciò in cui credevo, e la risposta che mi balza in mente mi ha profondamente turbato:

E se Gesù si riferisse proprio ai sù citati falsi cristi? Mi perdoni il Signore se in questo momento metto in dubbio la sua potenza manifestata attaverso i suoi umili servi, quali padre Pio e le pastorelle di Fatima, ma in Giovanni 24:24 Gesù ci avverte: “Faranno grandi segni e prodigi in grado di sedurre, se possibile anche gli eletti…” ovvero faranno miracoli talmente stupefacenti che trarranno in inganno anche gli “eletti” , non gli uomini qualunque…ma addirittura anche coloro i quali hanno il loro nome scritto nel Libro della Vita. Quindi si presuppone che QUESTI INGANNI, siano così ben architettati e di difficile comprensione che metteranno a dura prova moltissimi fedeli!
Ecco io mi domando come è possibile capire se un miracolo, una profezia, eccetera, siano realmente il frutto della volontà del Signore e non invece un opera malvagia eseguita dal maligno per indurre in tentazione? Del resto abbiamo visto che ” …..anche Satana si trasforma in angelo di luce…” probabilmente con lo scopo di trarre in inganno l’umanità.

La mia idea è che come ci dice la Bibbia, dobbiamo guardare i frutti dell’albero, poichè un albero cattivo non darà certamente frutti buoni, quindi riconosceremo i falsi profeti dalle loro opere. Non solo, se non erro nelle Scritture vi è anche scritto di “saper capire e scegliere ciò che riteniamo giusto” sempre presupponendo di essere in linea con la volontà di Dio considerando che “Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?” (Geremia 17:9)

Continuo a domandarmi, Padre Pio, i miracoli dei Santi, i miracoli di Maria, non potrebbero essere tutti opera del demonio (cito “…Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità….” ) tutto questo per indurre in tentazione facendo in questo modo “adorare la creatura e non il Creatore” ? Non potrebbero essere proprio questi i segni dei quali Gesù afferma che verranno molti falsi cristi che compieranno grandi miracoli? Se non erro infatti inoltre, in Corinzi si afferma chiaramente che non vi sarebbero stati più profeti, mentre in realtà continuiamo ad assistere a varie profezie.

Ma poi d’altro canto penso alle Parole del Signore quando lo accusarono di essere il principe dei demoni : ”
«Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito” ed a tutte quelle altre parabole che insegnano di guardare all’interno del proprio cuore pregando il Signore Dio tramite Gesù Cristo suo Unico Figlio.

Insomma ho un po di confusione, spero possiate aiutarmi e sopratutto che lo Spirito Santo possa guidare le nostre menti ed i nostri spiriti verso la Verità che il Signore Dio ci ha comunicato.

Grazie!

Caro Sergio,
ritengo che il tuo dubbio sia molto diffuso, soprattutto in questa epoca, in cui vediamo fiorire un sacco di “veggenti” o “pseudo-veggenti”, “apparizioni o false apparizioni”, fenomeni più o meno paranormali, miracoli eucaristici eccetera.
Sullo specifico tema dei profeti, però, il discorso è su due piani, su quello Scritturale e su quello Magisteriale.
1. Dal punto di vista scritturale, i criteri sono quelli indicati da Gesù: i frutti. Deve trattarsi, ovviamente, di frutti di fede, nel senso che al fenomeno deve ricollegarsi una fede vera, fondata sul Catechismo, mai e per niente contrastante con il Catechismo, che è la Verità nella storia.
2. Dal punto di vista magisteriale, abbiamo la fortuna di appartenere alla Chiesa e quindi dobbiamo riferirci alle decisioni della Chiesa, cioè ai provvedimenti che si occupano proprio di profeti, veggenti, rivelazioni private (in buona sostanza la Congregazione per la Dottrina della Fede).
In questo modo abbiamo la certezza su questi fenomeni. Ad es. Padre Pio fu osteggiato per molto tempo, ma è stato proclamato santo e la pronuncia della Chiesa è vera. Al contrario, vi sono altre situazioni dove la Chiesa sta ancora vagliando le cose, in modo da raggiungere un pronunciamento ufficiale.
Dunque, non temere, laddove il tuo dubbio riguardi un santo, è evidente che è una tentazione del demonio, che vuole farti credere che i santi non esistono, che la perfezione cristiana è un sogno e che tu non ti salverai. Dunque, prega molto e cerca di affidarti alla Madre Chiesa, che è l’unica via della verità voluta da Gesù.
Concludo con una frase di Paolo VI, 20 dicembre 2006:

“Certo, falsi profeti continuano a proporre una salvezza a “basso prezzo”, che finisce sempre per generare cocenti delusioni. Proprio la storia degli ultimi cinquant’anni dimostra questa ricerca di un Salvatore a “basso prezzo” ed evidenzia tutte le delusioni che ne sono derivate. E’ compito di noi cristiani diffondere, con la testimonianza della vita, la verità del Natale, che Cristo reca a ogni uomo e donna di buona volontà. Nascendo nella povertà del presepe, Gesù viene ad offrire a tutti quella gioia e quella pace che sole possono colmare l’attesa dell’animo umano”

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Nelle stesse Scritture si può notare, a partire dall’esempio di Elia, del diverso esempio dei veri profeti nella vita quotidiana, e nel comportamento morale, rispetto ai falsi profeti:

  • Uno dei primi “indici” penso sia la gratuità dell’opera profetica: così come hanno ricevuto gratuitamente, gratuitamente danno, sia in senso di “Grazia” che di “gratis”.
  • Un altro fattore, a mio avviso essenziale, è un certo pudore nella proclamazione. Il profeta non si impone con la presenza, ma con la razionalità e la sensatezza di ciò che dice, che deve essere strettamente collegato alla realtà che si vive. Quindi, il classico profeta “matto”, che “danza”, già ostracizzato a partire dalla tradizione deuteronomista, nel nostro tempo deve essere ancora più sospetto.
  • Infine (ma ci sarebbe molto altro da dire) il profeta è santo, o quantomeno è una persona che vive bene il suo rapporto con il Signore.

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Questo è molto importante, perchè esiste, sul piano teologico nell’ascesi, una compenetrazione profondissima tra la fede e le opere. Non si dà una perfezione cristiana che non si svolga sul piano dell’opera esteriore, come specchio e manifestazione del “tesoro” che Gesù ci attribuisce nel nostro interno. Dunque, sempre più pregnante è questo criterio, specialmente nelle epoche in cui, come l’odierna, la fama e il successo sono diventati una vocazione (vediamo, per es., il moltiplicarsi indomito di trasmissioni televisive di talent scounting, dove viene propagandata un’idea di successo *senza sacrificio* che è contraria alla natura umana).
Ed è dunque evidente che la falsa veggenza e la falsa profezia, nelle epoche consumistiche, si comporta proprio come “falso successo” e “falsa notorietà” basata principalmente su aspetti esteriori, su guadagni, sul potere, sul finire in copertina. Per questo non sopporto gente come Brosio, che fa del pellegrinaggio mariano un motivo da copertina.

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Gesù esiste, è vivo e presente ovunque, ma attenti ai falsi profeti!

Per chi non conosce bene il Vangelo, le parole “attenti ai falsi profeti” possono sembrare fuori dal tempo e lontane dalla realtà… ma è proprio per questo che Gesù sottolineò questo pericolo e il modo per evitarlo, prima di ascendere al cielo. Nel corso dei secoli i falsi profeti non sono mancati, e non ne mancano nemmeno ai tempi nostri. Ma nessuno di loro ha retto all’analisi fatta con i criteri indicatici nei vangeli e negli Atti degli Apostoli. Sono scomparsi nel nulla dal quale provenivano, e lo stesso accadrà a quelli contemporanei… e potremmo anche ignorarli, se non fosse per una cosa che ci deve invece far stare sempre in guardia: Non sappiamo quando tornerà Gesù, ma sappiamo che prima del Suo ritorno verrà l’anticristo e la sua opera non potrà essere ignorata. Per questo motivo dobbiamo essere sempre in guardia: il ritorno di Gesù può avvenire in qualsiasi momento, per cui in qualsiasi momento il nemico potrebbe essere all’opera. Prima di rileggere le parole del Vangelo, è opportuno fare una precisazione, visto che molti sono confusi su questo punto: Gesù non tornerà alla fine del mondo quando non ci sarà più nessuno in vita, ma tornerà in un giorno (o una notte) come tante, e sarà il Suo ritorno a porre fine a QUESTO mondo, eliminando il male e la morte. Detto questo, ci si può ancora chiedere: ma se ci fosse inviato un vero profeta, come lo potremmo riconoscere? Stando sempre alle parole di Gesù, e all’esempio fornito dai veri, grandi profeti della Bibbia, e particolarmente da S.Giovanni Battista, possiamo avere questi riferimenti di base:

  • il vero profeta riporta la parola di Dio come l’ha ricevuta, senza interpretarla;
  • non si mette in mostra, il suo scopo è solo diffondere il messaggio;
  • non guadagna nulla per farlo, e rifiuta eventuali offerte;
  • quel che afferma è conforme alla Sacra Scrittura;
  • i frutti della sua opera devono essere una autentica conversione dei cuori e il ritorno alla Chiesa e ai Sacramenti per chi ne era lontano.

Brani tratti dai Vangeli ai quali fare riferimento:

Mt. 24,3ss Quando giunse sul monte degli Ulivi, si sedette; allora gli si avvicinarono i suoi discepoli e, in disparte gli dissero: “Dicci: quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo?” Gesù rispose loro:”Badate che nessuno vi inganni! Poiché molti verranno nel mio nome dicendo: “Io sono il Cristo”, e molta gente sarà tratta in inganno. – – – Quando questo Vangelo del Regno sarà predicato in tutta la terra abitata, quale testimonianza a tutte le genti, allora verrà la fine”.

Mt. 24,15ss “Quando dunque vedrete stare in luogo Santo l’abominio della desolazione, di cui parla il profeta Daniele, chi legge intenda!, Allora quelli che stanno in Giudea fuggano sui monti, chi è sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, chi si trova in campagna non torni indietro a prendersi un mantello. Guai alle gestanti e a quelle che allattano in quei giorni. Pregate che la vostra fuga non avvenga d’inverno, né di sabato. Infatti, vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai c’è stata dall’origine del mondo fino ad ora, né mai vi sarà. Se non fossero stati abbreviati quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Tuttavia, a causa degli eletti, saranno abbreviati quei giorni”.

Mt. 24,23ss Allora se uno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui!”, oppure: “E’ là”, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi messia e falsi profeti, che faranno grandi miracoli e prodigi, tanto da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto. Se vi diranno: “Ecco, è nel deserto!” non ci andate;oppure: “Ecco, è nell’interno della casa!”, non ci credete; poiché come la folgore esce dall’oriente e brilla in occidente,così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. – – – Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze celesti saranno sconvolte. Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo, e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e splendore. Egli manderà i suoi angeli, i quali, con lo squillo della grande tromba raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli.

Mt. 24,37ss “Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio la gente mangiava, beveva, si sposava e si maritava, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non vollero credere finché si abbatté il diluvio e spazzò via tutti, proprio così sarà la venuta del figlio dell’uomo. Allora, se vi saranno due in campagna, uno sarà preso, l’altro lasciato; se due donne saranno a macinare con la mola, una sarà presa e l’altra lasciata”.

Mc. 13,33ss “State attenti, vegliate! Poiché non sapete quando sarà il tempo. Sarà come di un uomo che, partendo per un viaggio, ha lasciato la sua casa dando ogni potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e al portinaio ha comandato di vigilare. Vegliate, dunque, giacché non sapete quando il padrone della casa giungerà, se la sera o a mezzanotte, se al canto del gallo o al mattino. Che egli, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Ciò che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!”.

Atti 1,9ss Dette queste cose, mentre essi lo stavano guardando, fu levato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Stavano con lo sguardo fisso al cielo, mentre egli se ne andava: ed ecco che due uomini in bianche vesti si presentarono loro dicendo: “Uomini di Galilea, perché ve ne state guardando verso il cielo? Questo Gesù che è stato assunto di mezzo a voi verso il cielo, tornerà così, nel modo come lo avete visto andarsene in cielo“.

Stampiamo queste parole nella nostra mente e nei nostri cuori, e stiamo attenti! Anche ai nostri giorni c’è chi afferma di essere il Cristo “reincarnato” (e che bisogno avrebbe avuto Gesù di reincarnarsi, se è risorto con il suo Corpo Glorioso?) e seduce con prodigi folle sempre più grandi.  Da un altro di questi falsi profeti si è fatto sedurre persino un Cardinale… V E G L I A T E ! ! !

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SOLVE ET COAGULA
(processo di purificazione e trasformazione)

di Nicolaus S.I.I. Gran Maestro dell’Ordine

Sono ormai così abituato alla sensazione di presenza di Fabrizio intorno a me, da aver perso la consapevolezza della sua scomparsa fisica ed avvertire questo stato come normale, sorprendendomi spesso a dialogare mentalmente con lui come se fosse fisicamente presente

Questa sensazione è diventata ancora più coinvolgente rileggendo il suo libro “Introduzione alla pratica alchemica”.

Ho avvertito più che mai il tono pacato della sua voce, quel suo discorrere tranquillo e sicuro come se le sue esperienze di verità fossero quasi banali, sempre pronto a sottolineare l’importanza dei nostri rituali, la pratica alchemica per noi più facile e idonea a trasformare il nostro piombo in oro.

Infatti il suo costante insegnamento, coerente con le considerazioni riportate nel suo libro, non ha mai inteso indicare o invitarci a percorrere una via di perfezione alternativa al nostro martinismo, tanto è che il titolo del suo libro è “Introduzione alla pratica alchemica”, non alla Alchimia pratica, e quindi ad una pratica operativa fondamentalmente tesa ad esaltare la consapevolezza individuale della propria dignità e del proprio compito, in tutto identica a quella che già ora ognuno di noi percorre, e che può indifferentemente essere chiamata sia Alchimia Spirituale che, meglio, Martinismo.

Senza mutare una virgola del contenuto del libro potremmo tranquillamente mutare il titolo, da “Introduzione alla pratica alchemica” in “Introduzione al Martinismo”, quel Martinismo che rappresenta la vita vissuta del nostro Maestro L. C. de S. Martin di cui quest’anno ricorre il bicentenario della sua scomparsa fisica, e che trasse la sua e la nostra dottrina da M. de Pasqually.

Quello stesso Martinismo che attraverso i secoli è giunto sino a noi tramite i G. M. passati Nebo e Giovanni Aniel.

Non a caso il libro di Fabrizio, forse l’unico da lui scritto nel lontano 1982, fu preparato quando era ancora suo e nostro G. M. Nebo, ed ebbe la prefazione del Fr. Antelius, al secolo Carlo Gentile, mio Iniziatore.

E’ particolarmente significativa per questo nostro Convegno la sintesi del libro sul retro della copertina:

“…Attraverso la dinamica del “Solve et Coagula” in cui si riassumono i dodici processi alchemici associati ai segni zodiacali, l’uomo contemporaneo può divenire la strada della sua liberazione intellettuale e morale, ricomponendo finalmente il cruciale conflitto che oppone la natura alla cultura”.

Con questa mirabile sintesi ritroviamo le vie di conoscenza quali Alchimia, Astrologia, Natura, cultura intellettuale o Scienza dell’Uomo, sua morale, normalmente separate e quindi dissolte, ora Coagulate dalla nostra dottrina Martinista.

Le citazioni tratte dal “Narciso e Boccadoro” di Herman Hesse ed indicate da Fabrizio a supporto delle operazioni di Solve et Coagula, sono una ulteriore conferma di questo.

C’è solo una pace che si conquista continuamente con lotte senza tregua e tale conquista deve essere rinnovata giorno per giorno.

Che sintetizza la qualità di Monaco Combattente che riconosciamo come nostra specifica connotazione e qualifica.

Un uomo destinato all’alto.. può anche errare per profondi ottenebramenti senza che nel sacrario della sua anima mai si spengano la Luce Divina e la forza creatrice

Che definisce i termini della nostra immensa dignità e rappresenta, in maniera sublime, la sintesi della nostra operazione di trasformazione del piombo in oro, il nostro grande desiderio di partecipare alla realizzazione della Grande Opera, la Reintegrazione degli Esseri nelle loro primitive proprietà virtù e potenza Spirituali e Divine.

La operazione di “Solve et Coagula” che rappresenta la pratica Alchemica, è assimilabile alle operazioni per noi più familiari di Analisi e Sintesi o di Logica Razionale ed Intuizione, o di Intelligenza e Saggezza, o, meglio, di “Binah e Hochmah”.

Nel corso delle nostre quotidiane esperienze di vita siamo chiamati ad applicare, spesso e senza rendercene conto, i criteri di analisi e sintesi, e quindi di frazionamento di un’unica complessità in più elementi semplici, che più facilmente si possono dissolvere nella nostra comprensione, per poi meglio focalizzare la base comune di tutti questi dettagli e coagulare la consapevolezza di una diversa unità.

Questo è il meccanismo basilare che utilizziamo per interiorizzare le nostre esperienze e per crescere in consapevolezza.

In questa operazione noi attiviamo sempre, alternativamente, sia la Logica che la Intuizione, e quindi rispettivamente l’Emisfero cerebrale Sinistro e Destro, Binah ed Hochmah, La Regina ed il Re, dalle cui nozze potrebbe nascere il figlio Androgino, il Sè, a condizione che sappiamo operare, cioè che dopo lunga esperienza, impariamo a trovare quel giusto coagulo permanente in grado di dissolvere ogni nodo in noi.

Il profano compie queste operazioni quasi automaticamente, senza rendersi conto delle forze che muove e dei potenziali risultati che sono in gioco, mentre l’Iniziato, pur chiamando queste operazioni in tanti modi diversi, è consapevole dell’uso degli strumenti a sua disposizione e questa consapevolezza diviene il lievito determinante, il catalizzatore che gli consentirà, con certezza, di conquistare il risultato a cui tendono tutti gli Iniziati: Il permanente risveglio del Se, di quel Coagulo Immortale capace di tutto dissolvere.

Analizzare noi stessi, dividere tutte le singole componenti della nostra personalità, separando quelle posticce da quelle via via più fondamentali, alla costante ricerca dell’uno in noi.

Per Herman Hesse “Sveglio” è chi conosce con l’intelletto e con la coscienza se stesso, le proprie forze intime ed irrazionali, i propri istinti e le proprie debolezze, e sa tenerne conto.

E così potrà imparare a conoscersi ed amarsi, a conoscere ed amare tutte le sue componenti, anche quelle buie e prima sconosciute, illuminandole tutte con la luce della propria consapevolezza, da sola idonea e sufficiente a provocare automaticamente quella progressiva purificazione necessaria alla nuova coagulazione, sempre pronti a ripetere, quanto prima, più e più volte, all’infinito, questa operazione, mai stanchi e mai domi, recuperando gli errori compiuti e procedendo a piccoli passi in quella trasformazione progressiva che ci avvicina al nostro obbiettivo di Reintegrazione.

E questo accadrà inevitabilmente, con un piccolo sforzo quotidiano, solo se sapremo alimentare in noi, con cura e dolcezza, quel fuoco alchemico del Desiderio che un Dio rubò per noi all’Olimpo.

Fabrizio ha affidato alle ultime pagine del suo libro il suo testamento spirituale, affinché ogni Iniziato ne acquisisca piena consapevolezza.

“…scopriamo, andando oltre, di essere più propriamente, un grumo nello spazio e nel tempo, che nel suo ultimo stadio di corpo fisico, nella sua pietrificazione, nel suo più lento e pesante modo di essere manifesto, rappresenta il punto di incontro di pensieri, sentimenti, istinti che, nel loro insieme, così come si esplicitano in ciascuno di noi, qui, oggi, formano tante unità mosaico, ciascuna irripetibile.

In me, qui ed ora, c’è una identità biologica, un codice personale, che è mio e dura finché dura la mia presenza su questo piano: codice personale che è costituito dagli innesti degli archetipi dell’inconscio collettivo, che sono di tutti, sulla mia personale e precipua eredità genetica e sulla mia, personale e precipua, connotazione ambientale.

L’atomo seme che distaccandosi dal mio cadavere trasmigrerà oltre l’universo fisico, essendo esso stesso insieme di tutte le esperienze, a tutti i livelli fatte, di quella mia incarnazione che ha appena cessato di essere, costituisce per l’appunto l’estratto di questo codice personale, cioè di quanto in questo codice sarò consapevolmente riuscito a far sopravvivere.

Accade più spesso di quanto comunemente non si creda che di questo codice personale poco o nulla si sia risvegliato e, di conseguenza, poco o nulla sopravviva a livello di consapevolezza.

Donde la necessità dell’esercizio quotidiano e costante volto a trasformare ogni cosa in rito, sì da accendere di consapevolezza ogni livello dell’uomo, dal supremo all’infinito.”

Affinché tutto dell’Uomo Iniziato diventi Immortale!

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COME RICONOSCERE I FALSI PROFETI

         Questa lezione ci insegna “come riconoscere i Falsi Profeti.” Gesù nel Vangelo, e gli apostoli nelle lettere, non cessano un istante di avvertirci e insegnare sui falsi profeti. Predisse poi che questi sarebbero stati particolarmente abbondanti negli ultimi tempi.

Possibile che oggi questo avvertimento non sia più valido? Che tutti i profeti e maestri della nostra epoca moderna siano puri e autentici? Che Gesù si sia sbagliato nel metterci in guardia?

“Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in Mio nome una cosa che Io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire… ‘Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detto?’”

Insegnamenti pratici per un cristianesimo autentico

Cercheremo di capire come riconoscere la profezia vera dalla falsa, i profeti veri dai falsi, i maestri e l’insegnamento falso, e di stabilire la provenienza di tutte queste cose.

Prendiamo un insegnamento tratto dal Deuteronomio (18, 17-22):

“Io susciterò un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le Mie parole ed egli dirà loro quanto gli ho comandato.” (v. 17) [è questa l’utilità per Dio di avere un vero profeta: dice quello che Dio vuole, anche se gli costa!].

“Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, Io gliene domanderò conto.” (19) [É la responsabilità che portiamo su di noi quando ascoltiamo la Parola del Signore].

“Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in Mio nome una cosa che Io non gli ho comandato di dire [cioè che rivestirà col nome del Signore ciò che lui, il profeta, dice], o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire. Se tu pensi [e qui vediamo come Dio anticipi le nostre necessità]: ‘Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detto?’” (20-21).

Questo è proprio uno dei temi dell’insegnamento di oggi:

Riconoscere quando la parola viene dal Signore e quando ha altre origini. Perché se viene dal Signore, abbiamo un impegno, una responsabilità verso di essa. Se invece non viene da Lui, l’insegnamento della Scrittura ci dice:

“Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l’ha detta il Signore; l’ha detta il profeta per presunzione: di lui non devi avere paura.” (22)

Ø      In altre parole, il profeta è passato avanti a Dio. Pensate che la cosa sia possibile?

Ø      Ma il versetto di fa notare che se non è parola del Signore, non dovete avete paura del profeta, alleluia!
COME GIUDICARE IL PROFETA

In 1 Corinzi 14, 29-33, troviamo una lezione importantissima sull’argomento:

Come distinguere il falso profeta dal vero? – Infatti se è vero, va seguito, mentre altrimenti va lasciato perdere.

Ø      Mi sono ritrovato in alcune chiese “governate” dalla profezia, dove alcuni profeti rivestivano col nome del Signore i loro pensieri (v. 20). Ma sta a noi giudicare:

“I profeti parlino in due o tre e gli altri giudichino.”
Ma a noi non piace giudicare.

Ø      Pur di non dover fare il discernimento, preferiremmo buttar fuori tutti i profeti!

Ø   Oppure vorremmo credere ad ogni cosa che viene detta, perché non vogliamo prendere una decisione?

Ø    Ma il Signore ci chiede di giudicare la profezia.
Le regole evangeliche – Sul dono della profezia il Vangelo dà alcune regole precise

1.      Libertà: “I profeti parlino…”

2.      Limitazione: “”Siano in due, o al massimo in tre a parlare”

3.      Fallibilità: “Gli altri giudichino.”

I falsi profeti rivestono col nome del Signore ciò che loro dicono. Ma solo se è veramente Dio dobbiamo impegnarci in quanto è stato detto. Ma come fare a riconoscerlo?
IDONEITÀ AL GIUDIZIO DELLA PROFEZIA

Tu non puoi avere il diritto di giudicare una cosa di cui non hai la giusta, vera comprensione spirituale. Così,

Non potrai giudicare la profezia con una mente carnale.

Ø      Se vivi sotto altre regole, altre scritture e altri tipi di comprensione spirituale,

Ø      se non vivi nella docilità allo Spirito Santo, come puoi giudicare la profezia?

Conosco un pastore pentecostale nella cui chiesa un giorno una donna si alzò in piedi e profetizzò: “Così dice il Signore: lasciate immediatamente questo posto!”

Ø      Quel pastore ebbe abbastanza cervello da capire che era Dio e da abbandonare subito la Chiesa, seguito da tutti i fedeli.

Ø    Pochi istanti dopo (era tempo di guerra) una bomba piombò su quella chiesa e la distrusse. E tutti furono salvi. Fa differenza dar seguito a una profezia, oppure pensare: “Sì, è una buona donna, ma non credo che il Signore intenda davvero farci abbandonare la chiesa proprio ora, nel bel mezzo della preghiera!”

Proseguiamo la nostra lettura di 1 Corinzi 14:

“Se uno di quelli che sono seduti riceve una rivelazione, il primo taccia” (30).

Ø      La gente dice che Dio non interrompe se stesso. É prestare attenzione.

Ø      “Tutti infatti potete profetare, uno alla volta, perché tutti possano imparare ed essere esortati. Ma le ispirazioni dei profeti devono essere sottomesse ai profeti, perché Dio non è un Dio di confusione, ma di ordine”

Ø       La cosa più facile sarebbe rigettare la profezia per non doverla giudicare.

Ø        Ma allora ve ne andate alla cieca, senza guida, ed è proprio quanto avviene in molte chiese:

Ø      sono legate alla profezia fino ad esserne schiave, senza usare il discernimento;

Ø       oppure hanno rigettato profeti e profezia e non se ne interessano più.
SI PUÒ CADERE SCHIAVI DELLA PROFEZIA E DEI PROFETI?

E come può avvenire una cosa simile? Quei profeti cominciano a dire:

Ø    “Così dice il Signore …” e mettono l’etichetta di Dio sui propri pensieri, legalizzandoli.
Perché devono essere gli altri profeti a giudicare?
Ø      É la Scrittura a chiederlo!  E se giudichiamo che la profezia è vera, dobbiamo fare quanto essa dice e obbedirle.

Ø        Se durante la preghiera un profeta dice: “Alzate le braccia, lodate e adorate il Signore!” Se è parola di Dio dobbiamo farlo.

Una volta, ad un raduno internazionale, un profeta disse: “Toglietevi le scarpe, perché questo luogo è santo …” Noi che abbiamo fatto? Uno a uno, ce le siamo tolte. E il Signore Si fece presente con una tale potenza che riuscivamo a fatica a respirare. É una questione di obbedienza.

Ma c’è un altro problema:
GIUDICARE IL MISCUGLIO NELLA PROFEZIA

La profezia non è vera al 100%, o falsa al 100%. Sarebbe bello e facile se lo fosse. Ma purtroppo, le cose stanno diversamente.

Ø      Pensate che il nemico possa portare un uomo a dire una cosa falsa e cattiva? Certamente!

Ø      Spesso riesce a far sì che delle persone buone insegnino cose sbagliate. E tutti siamo soggetti a questo rischio.

Ø      Pietro ce lo dimostra chiaramente – è un uomo buono che ha detto una cosa cattiva.

Gesù aveva molto discernimento e comprensione e non era facile metterlo nei guai. Ed ecco che Pietro pensa di darGli un ottimo consiglio: “Maestro, non puoi andare là a soffrire!”
Capite a cosa mi riferisco? – Gesù avrebbe potuto pensare: “Sembrano parole buone!” Ma capite che:

Ø      Non è dal suono e dall’apparenza delle parole che possiamo giudicare se il profeta è falso!

Ø      Non è di ciò che è evidente che ci dobbiamo preoccupare,

Ø       ma di un uomo buono che dice una cosa falsa.

Ø     Questo non piace a nessuno. Preferiamo aver fiducia nella persona e prendere per vangelo tutto ciò che dice. Ma Dio ci aiuti!

Ø      Quindi, i profeti di cui dovete temere non sono quelli falsi al 100%, evidenti a chiunque,

Ø      ma le brave persone che dicono cose cattive, o false.

Ø      “Signore, non andare a soffrire!” Fu Pietro a dirlo, e suonava bene. Ma era frutto di disobbedienza, e il risultato sarebbe stato la perdita dello scopo di Dio.

Il pericolo della falsa profezia e dei falsi profeti

Quando un uomo buono dice una cosa cattiva, è una questione davvero eccitante.

Vi Farò un esempio pratico illustrato:

Ecco qui  2 bottiglie apparentemente uguali

QUALE PENSATE VI AMMAZZI MEGLIO?

Ø      Pensate forse che la Coca “corretta” vi ammazzi di meno?

Ø       Nessuno berrebbe veleno puro, e per questo il nemico prende qualcosa di  ciò che piace alla gente e introduce qualche goccia di morte in un insieme di verità.

Ø      Allora diventa indispensabile prendere dei provvedimenti seri:

Dobbiamo imparare a discernere i miscugli sia nella profezia,  sia nei discorsi della gente, e dei profeti o maestri in particolare.

Ø      Tutti quelli che hanno paura di farlo, o che non ci credono, se ne stiano pure a casa loro.

Ø       Se volete procedere con Dio, vi posso garantire che vi sono collegati dei rischi.

Ø       Troverete molti spiriti strani, strani uccelli, strana gente, persone, insegnanti, predicatori strani.

Ø       Ma dovrete discernere quanto viene detto, conoscere bene i criteri su cui basarvi, e che vi permetteranno di misurare queste cose secondo la Bibbia.

Se quelle cose, valutate in Dio, risultano vere, devono essere un impegno per voi. Una volta valutato e misurato, non dovete più avere paura.
Perché Paolo dice che sono gli altri a dover giudicare?

Ø      Perché se un profeta buono va oltre i limiti e sbaglia, porta distruzione all’intera assemblea, agli individui o a chiunque altro.

Ø       Un profeta buono che va oltre, o che non espone tutto,

Ø      È USATO DAL NEMICO per inserire nel suo messaggio quel tanto di morte sufficiente ad avvelenare tutto il messaggio e a portare distruzione.
Dobbiamo imparare a discernere il miscuglio – imparando ad usare gli strumenti di Dio, a discernere, a capire, a valutare messaggi e profezie!

Ø      Se il profeta cresce nel ministero e nell’uso del dono, aiutato anche dal discernimento dei fratelli, si avvicinerà sempre più alla profezia pura, fino a raggiungere una purezza relativa del 100%.

Ø      Quella persona sarà stata “corretta” da Dio, “purificata” attraverso le prove.

Alla mia prima predica – Dio mi parlava appena – presi il sermone ascoltato da un prete giapponese.

Ø      Dio mi fu vicino e benedisse le persone che mi avevano ascoltato. Ma ero stato io a predicare.

Ø     Poi ho ricercato il Signore affinché mi portasse ad un ministero di insegnamento puro, per quanto possibile; e mi correggesse quanto era necessario.

Costa caro – ma voglio arrivare a conoscere il contatto più puro possibile per me, onde permettere alla gente di avere dei ministri su cui fare affidamento.

Ø      Al cento per cento?

COME GIUDICARE? – Come si valutano profeta e profezia?

Ø      Sulla base della parola di Dio. – Su quella base dobbiamo valutate il profeta e stabilite il miscuglio che si manifesta nella sua vita.

Ø      Si potrebbe usare un metodo più facile: cacciare il profeta;

Ø    o non permettere a nessuno di parlare in lingue, o di interpretare. Allora non ci sarà bisogno di valutare.

Ricordo la mia prima profezia. Capii dove avrei dovuto fermarmi, perché il Signore Si fermò. Ma non io! Mi piaceva troppo! Così, Dio disse qualcosa, e Mumford aggiunse il resto.

Ø      Volete sapere qual è stata la profezia più potente che io abbia ascoltato?

Ø       Fu una sera ad un incontro, quando un uomo si alzò e disse ad alta voce: “Gesù, Gesù, Gesù!” E niente altro.

Ø       E la potenza di Dio fu su di noi. Quell’uomo disse solo ciò che Dio gli  aveva ispirato.

Lo scopo dell’intero “trattamento” correttivo di Dio verso di noi ha uno scopo preciso: liberarci dal miscuglio, per permetterci di arrivare a produrre una profezia sempre più pura e perfetta.

Gradi di falsità nella profezia – Ora sappiamo che i profeti non sono falsi al 100%, e che vi sono vari gradi di falsità.

Ø      Ogni falso profeta ha un bagaglio basato sulla parola di Dio: altrimenti nessuno lo accoglierebbe.

Ø       Ogni dottrina falsa, ogni spirito strano, fa riferimento alla Bibbia.

Ma qui non è la valigia che conta, bensì il suo contenuto!

Ø      E se vedete che contiene rapimenti e altre manifestazioni strane, potete cominciare a sospettare.
Ø e tutto sarà rivestito di Bibbia!

Valutare é indispensabile  – Dobbiamo giudicare, discernere la profezia anche se non ci piace.

Ø      Dobbiamo capire cos’è la verità spirituale e cos’è l’errore. E le due cose vi vengono presentate insieme.

Ø     É necessario imparare a discernere, a leggere tra le righe, a distinguere, se vogliamo davvero crescere nella vita dello spirito.

Come disse Paolo ai Tessalonicesi: “Dovete provare ogni cosa.” Altrimenti potete fare come la maggior parte della gente: gettate via tutto. Ma non è un criterio biblico (1 Ts. 5,21).

Profezia e falsi profeti (Ger. 23,16-17)

“Così dice il Signore: ‘Non ascoltate le parole dei profeti che profetizzano per voi; essi vi fanno credere cose vane, vi annunziano fantasie del loro cuore …” (16)

Ø      Qui cioè non si tratta di un demonio, ma del cuore del profeta. Se, davanti ad un malato di tumore, un profeta prova intensa compassione e gli dice: “Così dice il Signore: tu presto sarai guarito!”

Ø     La cosa non viene dal demonio, ma dal cuore del profeta, che desidera ardentemente che Dio faccia quel miracolo, e cerca di metterlo in causa. L’uomo tuttavia non guarirà perché Dio non agisce in questo modo.
Ø Dobbiamo capire che queste non sono cose diaboliche, ma provengono dal cuore umano che cerca di costringere Dio ad agire.

Ø      Il punto è questo: vorremmo credere che,

Ø      se siamo davvero sinceri, non potrà succedere niente di male. Ma questa è una trappola!

“… e non quanto esce dalla bocca del Signore. E dicono a coloro che disprezzano la parola del Signore: ‘Voi avrete la pace!’” (E suona anche bene!) “E a quanti seguono la caparbietà del loro cuore dicono: ‘Non vi coglierà la sventura!’” (17)

Ø      Sono parole meravigliose, consigli buoni. Ma il profeta parla seguendo la compassione del proprio cuore. Di qui la necessità di imparare a discernere, cioè a capire il vero dal falso.

è Si tratta di non stare attaccati alle tradizioni che non funzionano, ma di cercare ciò che Dio  sta facendo, e adeguarvisi.
Il cuore del profeta – I “falsi profeti” di cui parla Geremia sono profeti veri che profetizzano ciò che hanno in cuore.

Ø      Cercano di parlare di pace quando pace non c’è, di dire parole meravigliose quando non andrebbero dette. Esprimono l’immaginazione del loro cuore.

Devo confessare che nei primi anni del ministero ho fatto anch’io di queste cose.

Ø      Ho detto parole consolanti a persone che Dio stava correggendo, perché provavo dispiacere per loro e volevo incoraggiarle. Così dicevo loro che Dio le avrebbe benedette e confortate, mentre Dio le stava correggendo e formando.

Ø    Di natura io sono dolce e non mi piacciono le cose severe e difficili, ma solo quelle belle. Così dicevo loro: “Il Signore vi benedirà …” con una disfatta! Ogni profeta è capace di dire una cosa simile, e anch’io, perché amo la gente. E lo vediamo anche dalla Scrittura che ce ne fa gli esempi. Ma ricordate il punto chiave:

Ø      “Che nessuno vi inganni con parole vane …” cioè, dicendovi cose belle che il Signore non ha detto.

Profezie e maturità del gruppo – Le profezie che il Signore dà ai gruppi sono a seconda del loro grado di maturità:

Ø      “Io sono sempre con voi e vi amo.” É cosa da bambini. Dal tipo di profezie che ricevete potete capire il cammino che avete fatto.

Ø      Ad alcune chiese il Signore ha dato per trent’anni quel tipo di profezie, per rassicurarle che non era andato via; ma quel gruppo di persone non stava crescendo.

Tuttavia, anche se il gruppo sta crescendo il Signore dà profezie che lo rassicurano della Sua presenza e del Suo amore – perché c’è sempre chi non capisce i messaggi più profondi, e Dio pensa anche a loro.

Ø      Si tratta quindi di imparare a giudicare noi stessi.

Il miscuglio nella profezia (Gc. 3) – Il miscuglio è una cosa strana: riguarda un uomo buono che dice una cosa sbagliata.

Consideriamo ora se il concetto è biblico:

“Fratelli, non vi fate maestri in molti, sapendo che noi riceveremo un giudizio più severo, …”

Ø      significa che non dobbiamo andarcene sempre in giro a distribuire consigli.

“… poiché tutti manchiamo in molte cose. Se uno non manca nel parlare, è un uomo perfetto, capace di domare tutto il corpo. Quando mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano possiamo dirigere anche tutto il loro corpo…”

Ø      Quante volte ho offeso con la bocca e quante cose vorrei non aver mai detto!

“… e contamina tutto il corpo.” (Cioè il corpo di Cristo).
Il miscuglio nella lingua (Gc. 3,8)

“Ma la lingua nessun uomo la può domare: è un membro ribelle, è piena di veleno mortale.” (8)

Il versetto 9 ci presenta il miscuglio, e vi prego di capirlo per amore di Gesù. Mumford è capace di miscuglio proprio come Wilkerson e come tutti gli uomini noti come uomini di Dio!

Ø      Ogni uomo è capace di dire la cosa sbagliata al momento giusto. E sta a voi imparare a discernere, a leggere tra le righe e ad eliminare ciò che non va.

Ø      Con ciò non intendo dire che dovete ricercare il dono del “sospetto,” ma solo imparare.

Ø      Non dovete assorbire le cose senza averle prima soppesate e averne esaminata l’origine.

Ed ecco in Giacomo 3,9, come la Bibbia espone “miscuglio”:

“Con essa (la lingua) benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini, fatti a somiglianza di Dio.”

Ø      Questo “malediciamo” non significa dire parole cattive.

Ø       In greco significa ferire, fare cose maligne alla gente, ingiuriarli dicendo cose che non si dovrebbero dire. E con la stessa bocca benediremo il Signore! Capite cosa intendo dire?

“E dalla stessa bocca esce benedizione e maledizione. Ma non deve essere così, fratelli miei!”

Ø      Quindi Giacomo passa a darci degli esempi presi dalla natura:

Ø     “Forse la sorgente può far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara?

Ø    Può forse un fico produrre olive o una vite produrre fichi?

Ø       Neppure una sorgente salata può produrre acqua dolce.”

Ø      Qui Giacomo ci dice che il parlare con asprezza dei fratelli è contrario alla natura, che non agisce così! Se trovate olive su un fico avete ragione a chiedervi cos’è successo!

Ø      Se venite da me e vi aspettate amore e comprensione, ed io vi caccio via con sgarbo dicendovi di non potervi parlare perché ho da fare, ne restate feriti. Pensate che io riesca a fare una cosa simile? Eppure l’ho fatto! E dalla stessa fontana sono uscite acqua dolce e amarezza; è miscuglio, che dobbiamo imparare a discernere.

In una sola persona non si è trovata frode: Gesù! É stata l’unica persona dalla cui bocca è uscita solo dolcezza. Come vorrei che anche da me uscisse una corrente così pura dell’amore di Dio!

“Quando fu portato davanti a Pilato, non aprì bocca…” “Chi sei? … Non sai che ho il potere di ucciderti?” “Non avresti alcun potere su di me se non ti fosse stato dato dall’alto.”

Ø      Mio Dio! Queste cose mi distruggono, forse perché tante volte posso identificarmi con Pietro: “Signore, costruiamo tre tende!” E sapete cosa aggiunge poi la Scrittura? “Perché non sapeva cosa dire.”

Lo scopo del “trattamento correttivo” di Dio è portarci al punto in cui non ci sarà più inganno sulla nostra bocca.

Ø      Una delle cause dei guai nelle chiese è stata proprio la lingua. Tutti si danno da fare in quel senso, e le notizie corrono più della luce.

Ø       É qualcosa di incontrollabile, e dalla stessa fonte esce il miscuglio. Ma Dio giudica il miscuglio.

Billy Graham ha un metodo molto sicuro per evitare il miscuglio perché fa sempre riferimento alla Bibbia. Vi si attacca e la segue.
“Chi è saggio e accorto tra voi? Mostri con la buona condotta le sue opere ispirate a saggia mitezza. Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non mentite contro la verità.” (13).
Perché qualcuno dovrebbe mentire contro la verità?

Ø      Quando c’è un vantaggio personale, è facile mentire contro la verità.

Ø     Se ti costa la sconfitta, l’umiliazione di dover ammettere che avevi torto, allora possiamo arrivare a mentire.

Ø      Gelosia o invidia significa soffrire per ciò che hanno gli altri.

Ø       E lo spirito di contesa lo abbiamo in cuore.

Quando in noi vi sono queste tendenze, è facile mentire contro la verità per ricavarne vantaggio personale.

Ø      Quanti sanno di aver mentito contro la verità per sicurezza o per motivi personali? Più siete minacciati, più siete tentati a mentire.

Discernere la fonte o il frutto (Gc. 3, 15-18)

Voglio dimostrarvi come discernere e dire cosa è vero e cosa non lo è, e se lo imparerete ne vedrete il frutto o scoprirete l’origine delle azioni.

Ø      Vi sono DUE TIPI DI SAGGEZZA SOPRANNATURALE.

Ø      Non tutta la saggezza viene dall’alto, e se avvertite qualcosa “dentro,” non dovete pensare che debba provenire per forza da Dio.

Ø      Sarebbe bello se fosse così, ma dovete sempre discernere:

Ø     “Non è questa la saggezza che viene dall’alto: è terrena” cioè ha a che fare con cose della terra.
La saggezza dal basso

1.      La saggezza terrena – É originata dalla terra. Con questo tipo di saggezza possiamo utilizzare le cose di Dio e i suoi doni per averne vantaggi materiali e personali.

2.      La saggezza sensuale – Vi faccio una illustrazione: per anni in varie chiese è circolata la dottrina della “sposa spirituale.” Quando vi siete sposati non eravate credenti e non avete trovato la moglie giusta perché non conoscevate Dio.

–          Ma ora che credete, la cercate, e non appena la incontrate ricevete la testimonianza dello ‘spirito’.

–          Come dottrina non c’è male, vero? Così avete la sposa spirituale; e vi ritrovate con due spose: quella naturale e quella spirituale. Ma Dio non è all’origine di questo frutto.

Ø      Ora vi dirò qualcosa sul cielo di Maometto. Sapete in cosa consiste?

Ø      Se siete stato ucciso in battaglia, ricevete dieci vergini e tutto il vino che riuscite a bere.

Ø      Cosa c’è dietro? La sensualità. Sono cose che eccitano i sensi, l’amore umano,

Ø      e da questo è possibile discernere la fonte …

3.  La saggezza demoniaca – É la progressione delle saggezze precedenti, ed è diabolica. Ha cioè tutta la natura delle manifestazioni demoniache.

Ø      Si appella ai sensi, ma la sua origine è dal basso.

Ø      É soprannaturale, ma sta a voi discernere la sua origine, perché all’apparenza può sembrare spirituale.

Ø      Ma possiamo riconoscerla dai frutti.

I frutti della saggezza dal basso

Ø      Questi tipi di saggezza producono il frutto delle opere della carne e del diavolo:

“Poiché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni” (Gc. 3,18).

Ø      E questo è il frutto della saggezza dal basso. Un esempio:

– Un uomo è pastore di una chiesa fiorente ed è molto amico del suo collaboratore, che gli è vicino da dieci anni. Un giorno una voce gli sussurra: “Il tuo amico sta cercando di portarti via il posto!” E ritiene di aver ricevuto saggezza da Dio! Ma il frutto dà l’avvio a dei “sospetti” verso l’amico, alle paure, e così iniziano tra loro lotte, contese, invidia, confusione, problemi.

Ø      Non appena dai frutti ci renderemo conto dell’origine dell’ispirazione, potremo rimediare e chiarire la cosa con il fratello.

L’origine dell’ispirazione, infatti,

Ø      non la vediamo dalle parole ascoltate,

Ø     ma dai frutti che seguono, dai fatti che stanno dietro a quelle parole, dalle  implicazioni.
La saggezza dall’alto (Gc. 3, 17-18)

“La sapienza che viene dall’alto – vi sono dunque due tipi di sapienza, una dall’alto e l’altra dal basso – è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia. Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opere di pace.”

E quindi, la saggezza dall’alto è innanzitutto:

1.  Pura –  Proviene da una radice santa, buona. Dovrei dubitare di ogni voce che produce sospetto verso i fratelli perché non è pura, ha doppiezza, intrigo. Può anche darsi che Dio mi avverta di qualche pericolo, ma Dio ha un sistema diverso, e lo vedremo.

2.  Pacifica – La pace è una delle forme più grandi della guida di Dio in tutta la Bibbia, e voglio provare a spiegarlo.

Innanzi tutto vi sono due tipi di pace:

a)      la “pace con Dio” (Rm 5,1), per quanti hanno accettato il messaggio di salvezza di Gesù: “Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio,” e

b)      la pace di Dio, che è solo per quanti hanno fatto pace con Dio.

Se tra voi e Dio vi è della ruggine, se vi sono disaccordi e disobbedienza, nel rapporto subentrano le difficoltà e la pace se ne va via.

“E la pace di Cristo regna nei vostri cuori” (Col. 3,15).

Ø      Questa pace deve regnare in noi, e quando viene turbata da qualcosa, è già un modo per discernere l’errore che può insinuarsi. Allora possiamo sapere che qualcosa non va, pur senza sapere ancora di preciso cosa. Ma poi il Signore ce lo farà capire.

Ø      La pace di Dio è dichiarata in tutta la Bibbia ed è la sola cosa che il diavolo non può imitare.

Ø      Per questo Paolo ci dice che proprio questo tipo di pace deve regnare in noi.

Non dobbiamo permettere a niente di sconvolgere la nostra pace. Ciò non significa non avere alcun guaio:

Ø      possiamo essere nei guai fin sopra i capelli, ma anche nella pace. Parlo della pace soprannaturale di Dio nello Spirito.

3.  Mite – La parola greca corrispondente significa “sopporta.”

Quanto bisogno abbiamo della sopportazione! Non è possibile cambiare tutti come vorremmo.

Ø      Ma la saggezza dall’alto è gentile e sopporta, ti suggerisce di perdonare ancora, di tentare di nuovo di aiutare quella persona, di avere pazienza e di pregare per lei.

Ø      mentre quella dal basso ti mette contro la persona, ti porta a mandarla via, a scacciarla da te e dalla tua chiesa pensando così di risolvere i problemi.

Ø     Sono  queste le cose che provengono da Dio, che hanno origine in Lui.

4.  Arrendevole – È una saggezza aperta all’insegnamento, alla correzione, alla partecipazione dell’esperienza degli altri.

Ø      E non rifiuta di discutere le proprie rivelazioni.

Ø      Se è troppo sicura della propria spiritualità e non intende discuterla con quanti vorrebbero dire qualcosa al riguardo, o se ha rivelazioni solo private, attenzione!

Ø      Infatti,  se è Parola di Dio, potrà e vorrà stare al confronto,

Ø      ma se non lo è, il confronto lo rivelerà.

5.  Piena di misericordia – “Sapete cosa mi ha rivelato Dio? Che Giovanni vuol prendere il mio posto e mandare via me!”

Ø      E allora che farete? Getterete le sue cose, brucerete le sue carte e sarete voi a cacciarlo via?

Ø    Ma Dio non può avervi fatto una rivelazione che vi porti ad azioni tanto dure e aggravate dalla lampante caratteristica satanica del disamore. Dio è pieno di misericordia, e ciò che ispira è misericordia. La Sua misericordia non finisce mai, dura per sempre.

Ø      Quando Dio ispira una cosa, che si tratti di un problema da evitare o di una situazione da correggere, ne deriva misericordia e andremo con amore dal fratello per parlare insieme dell’argomento.

Ma se l’ispirazione viene dal basso, sarà seguita da invidia, gelosia e sospetto. É il frutto – le azioni che risultano dall’ispirazione – a provare la sua origine. Le sole parole pronunciate dicono poco.

6.  Dà buoni frutti – Se l’ispirazione è da Dio porterà buoni frutti.

Ø      Non mi porterà a litigare col fratello, a dividermi, a giudicarlo, ma a cercare insieme la soluzione, a parlare con calma e pace del problema.

7. Non fa parzialità – Avete due figli: uno con barba e motocicletta, che vi ha ammaccato la macchina nuova. L’altro che è membro di un centro cristiano, pieno di Spirito Santo e presidente della IBM.

Ø      Il Signore dice: “Amali allo stesso modo.” Vi sarà facile? Se siete nel Signore, vi riuscirà, perché la saggezza che viene dall’alto vi spingerà a farlo e ve ne darà la capacità.

Ø      Potete esser brave persone, pregare con un piccolo gruppo, trovarvi molto bene tra voi, ma non comunicate ad altri la vostra ricchezza.

Ø      Ma ciò che viene da Dio è aperto, vuole essere condiviso con gli altri perché vuole rendere tutti partecipi le meraviglie del Signore e dare a tutti, dovunque e in qualunque momento, ciò che riceve.

Ø      Le cose di Dio sono aperte, stanno alla luce, reggono bene la luce, anzi, la richiedono. Chiedono di essere messe alla prova.

Ø      Chi cerca l’ombra, il segreto, il silenzio, non è da Dio.

8.  È senza ipocrisia – Ovvero, senza agire per le apparenze.

Ø      La saggezza che viene dall’alto non esige mai che cerchiate di assumere un certo aspetto, o un certo modo di agire.

Ø       Ho un amico sacerdote veramente vicino a Dio, che mi ha confidato come vi siano molte persone che cercano di “indossare” un modo di agire “religioso” del quale non posseggono la buona sostanza.

Ø     Vi sono persone che simulano, che si sono rivestite di spiritualità. Ma non funziona, e lo si viene a scoprire.

9.  Un frutto di giustizia viene seminato nella pace – Se una cosa viene da Dio, produrrà e lascerà pace. Creerà concordia anche dove concordia non c’era.

Ø      Abituiamoci a non discernere solamente le parole delle profezie, delle ispirazioni, degli insegnamenti della gente,

Ø      ma a guardare ai risultati che producono e a misurarli con il metro del vangelo riguardo a ciò che produce la saggezza di Dio.

Ø      Se i risultati sono diversi, se la sapienza ispiratrice non è “pura, pacifica, mite e arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità e ipocrisia,”

Ø    e se il “frutto di giustizia” non viene “seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace,”

Ø      avete in mano il metro per discernere, secondo gli insegnamenti apostolici, l’origine di quella sapienza.
Per ricapitolare

Ø      La Scrittura esige che si controlli ogni profezia.

Ø      Nessun profeta è vero al cento per cento (eccetto Gesù), o falso al cento per cento. Tutti presentano percentuali di miscuglio.

Ø      Da qui la necessità di imparare a discernere il vero dal falso, e non solo nelle profezie, ma negli insegnamenti e nei discorsi.

Ø      Le belle parole possono rivelare solo il desiderio del cuore del profeta e non il messaggio di Dio.

Ø      Dai frutti che derivano dalle profezie e dagli insegnamenti possiamo risalire all’albero che li ha prodotti: saggezza dall’ alto o saggezza dal basso?

Ø      Le caratteristiche dei due tipi di saggezza ci insegnano a riconoscere la loro origine.

[i] Dal corso di 12 audio cassette:”THE SPIRIT OF TRUTH AND ERROR” di Bob Mumford  (per informazioni dettagliate su questo autore e sulla sua validissima opera, consultare la  relativo Pagina Web di Bob Mumford, indicata alla voce CONTATTI del Sito http://www.diovive.com.)

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I PRINCIPALI IMPEDIMENTI

alla crescita spirituale

IL PIÙ  GRANDE OSTACOLO ALLA MATURITÀ CRISTIANA

Bob Mumford

Dio vuol agire tramite noi

A questo punto siamo pronti ad incamminarci verso la pienezza dello scopo di Dio per noi, sia come individui sia come corpo. Egli, infatti, vuole agire per mezzo del suo corpo, al quale voi ed io apparteniamo.

Galati 5, 13-26 tocca il punto che costituisce il più grande ostacolo alla maturità spirituale. L’esperienza dimostra che NON tutto ciò che inizia a crescere, arriverà alla maturità. Dio presuppone che facciamo un cammino, da un punto ad un altro da Lui stabilito, e proprio qui sta la difficoltà: spesso ci ritroviamo a fallire tante volte nella stessa prova, ed è necessario imparare ad evitare i ripetuti fallimenti!

Tutta la Legge concentrata in un comando

Riporto qui Galati 5, 13-26, (dalla New American Standard Bible, a mio avviso la più fedele al testo greco):

13          Siete chiamati alla libertà, fratelli. Solo, non fate della vostra libertà un’opportunità per la carne, ma per mezzo dell’amore (agape) servitevi gli uni gli altri.

14        Perché tutta la legge è messa in pratica in un unico comando: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. 

15          Ma se vi azzannate e vi divorate a vicenda, state attenti, per non essere distrutti gli uni dagli altri.

16          Ma io vi dico, camminate secondo lo Spirito, e non seguirete i desideri della carne.

17          Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito, e lo Spirito ha desideri contrari alla carne, e questi sono in opposizione l’una contro l’altro, e così non potete fare le cose che volete.

18          Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge.

19          Le azioni (o manifestazioni)della carne sono: immoralità, impurità, sensualità,

20          idolatria, magia, litigi, gelosia, esplosioni d’ira, dispute, dissensi, divisioni,

21          invidie, ubriachezze, orge e cose del genere, di cui vi avevo avvertiti in precedenza, come già vi avevo avvisati che quanti praticano queste cose non erediteranno il Regno di Dio.

22          Ma il frutto dello Spirito è amore, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fedeltà,

23          mansuetudine, controllo di sé. Contro queste cose non esiste legge.

24          Quelli che appartengono a Gesù Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni ed i suoi desideri.

25          Perciò, se viviamo nello Spirito, camminiamo anche nello Spirito”.

26          “Non gonfiamoci d’orgoglio, provocandoci a vicenda, invidiandoci gli uni gli altri”.

Al versetto 26 troviamo i tre peccati cristiani particolari:

I. Non gonfiamoci d’orgoglio, (C.E.I. = vanagloria)

2. provocandoci (sfidandoci) a vicenda,

3. invidiandoci gli uni gli altri.

Prima di inoltrarci nello studio, rivolgo a Dio Padre questa preghiera: “Padre Santo, aiutami ad aprire il cuore alle norme e direttive che vuoi comunicarci e, nel nome di Gesù, Ti chiedo, fa’ che la Tua parola  penetri ciascuno di noi in modo tale che da poter essere davvero liberati. Per Gesù Cristo nostro Signore, Amen.

Ø      Come si fa ad osservare tutta la legge?

Consideriamo i versetti 13-14, dove si afferma che tutta la legge è osservata amando il prossimo.

Ø      Noi, tuttavia, vogliamo essere spirituali e preferiamo amare Dio.

Ø      Vi è una cosa però da tenere presente: possiamo dire di osservare tutta la legge “solo” quando impariamo ad amare il prossimo come noi stessi.

Le relazioni con il prossimo

Rettitudine, o giustizia. Penso si tratti di una questione di relazioni. Se davvero volete apparire giusti davanti a Dio, nella vostra vita va messo in ordine l’intero settore delle “relazioni”. Dovete essere nella giusta relazione con Dio, è vero, ma anche con tutti gli altri.

Per convincersi di essere cristiani, non basta arrivare a capire che Gesù è il Salvatore, essere battezzati con acqua e nello Spirito Santo, comprare una Bibbia nuova e frequentare gruppi e chiese.

Sono tutte cose importanti, ma del tutto insufficienti.

Per arrivare poi a capire gli scopi di Dio e l’importanza da Lui attribuita alla Sua Parola, dobbiamo considerare ciò che dice da un’ottica diversa da quella abituale. Vecchio e Nuovo Testamento sono un’entità unica, inseparabile.

Esaminando ad esempio i 10 Comandamenti, noteremo un particolare assai interessante: trattano solo due obiettivi principali, che possiamo suddividere così:

4 comandamenti riguardano Dio,

6 comandamenti riguardano gli uomini.

Il problema, infatti, non sta nella relazione con Dio, ma nell’avere le relazioni giuste con la gente che Dio ci mette intorno! Se avessi intorno gente brava, sarei bravo anch’io!

La Bibbia ci avverte di continuo contro le manifestazioni sbagliate delle relazioni umane: gelosia, invidia, sfida, orgoglio, critica, giudizio, superiorità. Il nostro problema è proprio la gente!

La giustizia o rettitudine non consiste solo nel pregare nello Spirito, cantare in lingue, e leggere e imparare a memoria tutta la Bibbia.

Ø      Si tratta invece di avere in noi tanta presenza di Dio quanto basta a farci avere le relazioni giuste con la gente!

Ø      Abbiamo bisogno di una parte più grande di Dio in noi, per avere buone relazioni coi fratelli!

La necessità si perdonare e di riconciliarsi:

Perciò, se stai portando la tua offerta all’altare e ti ricordi che un fratello ha qualcosa contro di te, lascia l’offerta e vai prima a riconciliarti con il fratello… e fai pace subito col vicino, per non finire in prigione” (Mt 3, 23-26).

La condizione per ricevere il perdono:

Perdona i nostri debiti, come noi perdoniamo i nostri debitori… Perché se perdonerete agli uomini le loro trasgressioni, il Padre Celeste perdonerà a voi. Ma se non perdonerete… neppure Lui vi perdonerà” (Mt 6,12).

Ma il perdono di Dio è al condizionale

La condizione non riguarda il momento della salvezza, perché allora Dio ci prende come siamo, per farci incamminare nella vita cristiana. Ma poi Egli non vuole lasciarci come siamo, e la condizione per ricevere il Suo perdono è perdonare chi ha offeso noi!

Solo dopo aver perdonato i torti e le offese ricevute, potremo passare alla fase successiva:

Ama il prossimo tuo come te stesso

Ma se odio me stesso? Per risolvere questa difficoltà dobbiamo capire gli effetti e conseguenze prodotti in noi dal peccato. Esso ha intaccato tre zone:

1.      La relazione tra me e Dio;

2.      La relazione con me stesso;

3.      La relazione tra me e gli altri.

Come faccio ad amarvi come amo me stesso? Non vi conosco neppure!

Ø             La giustizia o rettitudine, tuttavia, mette in ordine queste tre relazioni. Così arriviamo ad amare prima Dio, poi noi stessi e quindi gli altri. Da parte Sua, Dio penserà a metterci intorno le persone “giuste” per fare pratica. Molti, tuttavia, hanno l’impressione di trovarsi come in prigione: a causa del risentimento, non arrivano a sperimentare la libertà e la gioia del Signore.

Il risentimento

          Il risentimento è il maggiore ostacolo alla maturità spirituale. Penetra in profondità dentro di noi, e non possiamo farci niente. Mi è capitato di perdonare alcune persone per ben 9 volte! É di estrema importanza rendersi conto che, se ospitiamo in noi del risentimento, la crescita si ferma, la gioia si affievolisce, e pregare più forte e digiunare più a lungo non servirà proprio a nulla.

La prima cosa da fare è riconoscere di avere il risentimento nello spirito. Davanti all’altare Dio ce lo rivelerà e, se glielo chiederemo, ci farà ricordare proprio quelle persone che ci hanno maggiormente ferito.

Torniamo a Galati 5:

Se la rettitudine è un fatto di giuste relazioni, Gesù è venuto proprio a rimetterci nella giusta relazione prima con Dio Padre, e quindi con gli altri. La Scrittura afferma che la giusta relazione con tutti gli altri è il risultato dalla giustizia o rettitudine.

Ø      Ai versetti 13-14 è detto chiaramente che dobbiamo usare la libertà a cui Dio ci ha chiamati per servirci gli uni gli altri.

Ø      Ma noi gli altri non li vogliamo servire: vogliamo servire solo Dio!

Ø      Stentiamo a capire che proprio servendo i fratelli noi serviamo Dio!

Ø      Versetto 15:   “Se vi azzannate e divorate a vicenda…” I Galati, (cristiani del Nuovo Testamento), avevano   problemi nelle relazioni: proprio non riuscivano ad andare d’accordo tra loro!

Ø      Versetto 16: Essere spirituali significa camminare nello Spirito Santo, e quando scopriamo il vero significato di questo cammino, la nostra natura umana ci porterebbe a non voler più essere spirituali!

Ø      Versetto 19: Le opere della carne sono cattive. Non prendiamo in considerazione le prime opere qui elencate, perché non dovrebbero proprio riguardarci. Ma vi sono inclusi anche diversi problemi di relazione:

odio, (inimicizia, sentimenti di cattiva volontà); litigi, gelosia, esplosioni d’ira e di cattivo carattere, dispute (esplosioni di egoismo), eresia (opinione della propria volontà), dissensi, invidie (provare dolore per ciò che gli altri hanno).

Se qualcuno ci indispone, si manifestano in noi i sintomi di ira, inimicizia, voglia di litigare, esplosioni del nostro cattivo carattere, intolleranza, dispute, ecc.

Aspetti del risentimento

Cosa significa:

Risentimento significa provare dispiacere per un atto, una persona, un rilievo o una situazione in cui ci siamo sentiti ingiuriati o insultati. E’ qualcosa che ci ferisce dentro, in profondità, e può provenire proprio dai cristiani!

Quando si manifesta:

Il risentimento si manifesta quando Dio, o qualcun altro, agisce in modo diverso da come ci aspettavamo. Dio lo fa spesso, e se non siamo aperti ad accettare il Suo modo d’agire, ribolliremo di risentimento nei Suoi confronti e perderemo ciò che invece vuole darci. E non capita di rado!

Natura del risentimento:

Il risentimento ha le seguenti caratteristiche:

1.      É soggettivo, e nessuno lo sa oltre voi e Dio;

2.      Diventa un fatto di autocommiserazione: “Nessuno mi capisce..”

3.      Si accampa in noi sotto forma di rancore, e quando diventa rancore vero e proprio, avete un debito verso qualcuno che, a sua volta, ha un debito verso di voi. Quel debito dovrà essere pagato, perché solo se perdoniamo i debitori (chi mi ha fatto dei torti), saremo a nostra volta perdonati..

Come liberarsene:

Le quattro cose da conoscere per essere liberati dal risentimento, o per impedirne lo sviluppo, sono:

1.      Capire cosa Dio intende per prova, ed affrontarla. La Bibbia afferma che Dio ci mette alla prova. Ma Egli non ci avverte quando la prova arriverà, e siamo sempre colti alla sprovvista.

Tuttavia, non appena riusciremo ad accettare come prova le più grosse contrarietà, vedremo le cose cambiare.

Ma prima a cambiare saremo noi! Dio ha la prerogativa di fare e di permettere gli eventi nella nostra vita, ed agisce

Ø      per provocare e portare alla luce la nostra vera condizione.

Ø      Le cose che ci capitano non sono accidentali: servono a rivelare i nostri problemi,

Ø      (non certo quelli degli altri, mentre proprio questa è sempre una grossa tentazione).

2.      Capire cosa significa sovranità di Dio. Nella nostra vita nulla avviene senza esser prima passato dalle mani del nostro Dio Onnipotente.

 

Tutti dobbiamo sapere con certezza che nulla tocca la nostra vita senza il consenso di nostro Padre: “Signore, tu lo hai permesso, ed io lo abbraccio.”

3.      Accettare con gioia è la parte più dura. Se trovo la mia fuori serie nuova con una grossa ammaccatura sul davanti, mi soffermo, guardo verso l’alto e riesco a dire: “Dio, Tu lo hai permesso, ed io l’accetto con gioia!”, dov’è la mia gioia?

 

Ø      Ma basta accettare, e se lo fate, state imparando qualcosa sulle emergenze della vita e su come risolverle.

4.      Sapete cosa significa prigione? Quando non riuscite a risolvere qualcosa e il risentimento cresce troppo, quell’ammaccatura alla macchina può esser l’inizio della perdita del contatto con Dio.

Ø      La Bibbia la definisce “radice di amarezza”: inizia nella forma di piccolo seme di risentimento, e poi si arriva a pensare alla vendetta. Ma a quel punto sarete nei guai! Ed è proprio questo uno dei problemi del matrimonio!

Altri effetti del risentimento

Su questo argomento vi sono altre cose da considerare:

q       Il risentimento blocca il cammino con Dio. Se, consapevolmente o no, abbiamo ospitato in noi, magari per anni, il risentimento, non siamo liberi di accettare le cose dalle mani di Dio: Egli ci chiude in una prigione spirituale, e non ci permette di progredire: “Andiamo avanti, se Dio lo permette” (Ebrei 6,3).

q       É il maggiore ostacolo alla crescita e alla maturità spirituale. Di questo sono convinto, e se non riusciremo a risolvere il problema, diventeremo dei vecchi davvero miserabili, dei cinici che criticano tutto e tutti.

Ø      Pretenderemo che Dio e gli altri siano tutti al servizio del Nostro Regno, anziché essere noi al servizio del Regno di Dio!

Chiediamo a Dio che oggi, come popolo, ci liberi dal risentimento.

Il rimedio: dal perdono all’amore

La prima cosa da fare è perdonare il risentimento contro Dio.

Molti lo coltivano per anni: “Dio ha lasciato morire mia madre!” Oppure, non vi ha guarito, e non vi ha dato più soldi! In realtà siamo noi a non aver accettato, e con gioia, la nostra eredità in Dio!

Nutriamo un profondo risentimento verso gli altri perché hanno ciò che vorremmo noi e sono come noi vorremmo essere: belli, bravi, intelligenti.

q       Proviamo risentimento verso il prete, perché non è venuto quando doveva venire; verso i genitori che ci hanno fatto del male; verso i parenti che ci hanno feriti in modo atroce.

q       Siamo pieni di risentimento sul posto di lavoro, perché la gente ci è passata avanti nella carriera. Il medico poi ha sbagliato un’operazione e ci ha fatto stare peggio di prima.

Dio ci vuole liberare dai risentimenti più intimi e profondi.

q       Ci libera dal risentimento di cattolici contro protestanti, o protestanti contro cattolici. Una volta, in una riunione di 35.000 persone, un prete cattolico venne a lavarmi i piedi, perché riconosceva di averci offesi: così 500 anni di ingiurie cominciano a guarire.

q       Dio ci libera dai risentimenti di natura politica, dai contrasti tra partiti e fazioni. Nei cristiani, gli ideali politici fanno sorgere risentimenti profondi che li mettono gli uni contro gli altri. Lo sapevate che anche tra i discepoli di Gesù c’erano Simone lo Zelote, il giudeo più fanatico che potesse esistere, e Matteo il pubblicano, che si era completamente venduto al governo romano? Eppure, Gesù li mise insieme.

q       Gli altri nemici verso cui proviamo risentimento: Dobbiamo arrivare ad amare anche i comunisti cinesi!  Prima, pensando ai comunisti, mi riempivo di risentimento e li odiavo “nel nome del Signore”. Che dire poi dei criminali? La Bibbia afferma che un giorno impareremo ad amare ogni tipo di nemici. Non ci è permesso avere risentimento verso nessuno. Infatti, persino il risentimento contro i nemici ci fa perdere il contatto con Dio, e ben presto ci ritroveremo nelle loro stesse condizioni.

Vi chiedo di chinare il capo in preghiera, mettendo i nomi, quando pregate per il risentimento contro qualcuno. Dio, allora, ci purificherà. Innanzi tutto, dobbiamo dirgli che vogliamo perdonarlo per il risentimento provato contro di Lui. “Sono troppo piccolo, troppo alto, volevo essere un uomo, o una donna…Signore, oggi Ti perdono.”

Quindi, dobbiamo perdonare tutti gli altri.

Ecco qui un esempio di preghiera di perdono. Poi rimanete in ascolto, in silenzio.

Ø      “Mio Dio, Ti chiedo di perdonarmi.

Ø      Ma anch’io voglio perdonare Te ed essere purificato da ogni risentimento contro di Te, perché non hai guarito mia madre, o mio padre, ecc…. ed ho provato un risentimento segreto contro di Te. Oggi Ti perdono, o Dio, come Tu hai perdonato tante volte me.

Ø      Perdono il mio sacerdote per quello che ha fatto o non ha fatto, [mettete il nome nel vostro elenco].

Ø      Signore, lo perdono e libero il mio risentimento contro di lui.

Ø      Perdono i miei genitori per quello che hanno sbagliato nella mia vita. Li perdono nel nome di Gesù.

Ø      Perdono il mio principale, mia sorella, i miei maestri, i medici che hanno sbagliato, e le persone che mi hanno provocato tanto dolore.

Ø      Signore, Ti chiedo di purificarmi dai sentimenti negativi verso quanti mi offendono.

Ø      Voglio essere liberato dal risentimento contro i cattolici, o i protestanti,

Ø      i partiti politici che vanno contro le mie idee, gli albanesi e i musulmani, i criminali.

Ø      Gesù, ti chiedo di purificarmi da ogni risentimento contro il Tuo popolo, perché diventa occasione di litigi e dispute contro di esso.

Ø      Liberami dal risentimento contro i nemici, contro quelli che mi hanno disprezzato e perseguitato, che si sono presi gioco di me. [Chiedete a Dio che vi liberi da ogni vostro risentimento, anche dei più profondi e nascosti].”

Ø      Madri contro figlie, figlie contro madri.

Ø      Mariti, liberate il risentimento contro vostra moglie, e voi mogli, contro vostro marito, perché non era come pensavate fosse! Perdonatelo e siate liberati.

Ø      Perdonate gli errori e le divisioni tra denominazioni, i problemi dottrinali che trovate negli altri;

Ø      perdonate i membri delle altre confessioni cristiane, tutti quelli contro cui avete avuto dei rancori, perché pensavate fossero nell’errore o abusassero delle cose di Dio.

Ø      Provate risentimento contro Dio perché non vi ha portati nel ministero, per aver permesso che il vostro matrimonio fallisse, per non aver fatto ciò che pensavate avrebbe dovuto.

Signore, Gesù, purificaci proprio qui ed ora, come Tuo popolo”.

Il sangue di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ci purifica da ogni ingiustizia. E se abbiamo commesso dei peccati, Lui li perdonerà. Se confessiamo i nostri peccati, Lui è fedele e giusto, e ci purifica dai nostri peccati, e ci purifica da ogni ingiustizia.”

Ma il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza …” Forse con chi è perfetto? Tutte queste cose riguardano le relazioni con gli altri. Non è possibile avere pazienza senza la gente.

I frutti dello spirito riguardano le relazioni.

          Abbiamo visto che

Ø      6 dei 10 Comandamenti riguardano le relazioni tra noi, e che

Ø      la nostra “rettitudine o giustizia” è una questione di relazioni con gli altri.

Ø      Anche i frutti dello Spirito in Galati 5,22 non hanno un obiettivo diverso.

Quei frutti, infatti, non sono per Dio, ma per la gente, che vuol venire da voi e cogliere il frutto della pazienza. Nella nostra pazienza vuol vedere il carattere di Dio, avvertire la fonte. Ma finché in noi vi è il risentimento, non c’è posto per la crescita dei frutti. Vivremo allora un’esistenza tetra, perché le cose si affolleranno senza produrre il frutto dello Spirito, che ci permetterebbe di avere una giusta relazione con tutti.

Recitiamo il Padre Nostro…

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IL SECONDO MAGGIORE OSTACOLO  ALLA MATURITÀ CRISTIANA

Bob Mumford [1]

LA PAURA

Prendiamo il libro di Isaia, 35, 3-10:

q       “Incoraggiate gli esausti, rafforzate i deboli. Dite a quelli col cuore palpitante: ‘Coraggio! NON TEMETE! Guardate, il vostro Dio verrà con vendetta. La ricompensa di Dio verrà, ma Lui vi salverà. Allora gli occhi dei ciechi si apriranno, gli orecchi dei sordi sentiranno, gli zoppi salteranno come cervi, e la lingua dei muti griderà di gioia, perché acque sgorgheranno dal deserto, e fiumi nel deserto, e la terra assetata diventerà uno stagno e il suolo arido avrà sorgenti d’acqua… E Vi sarà una via maestra, che sarà chiamata via della santità. Gli impuri non la percorreranno, ma sarà per coloro che vi camminano sopra. E i folli non vagheranno su di essa. Non vi saranno leoni, né bestie viziose si troveranno in quella via. Ma i redenti vi cammineranno”.

q       Versetto 10:Allora i redenti del Signore torneranno. Verranno a Sion con grida di gioia, con gioia eterna sul loro capo. Troveranno gioia e felicità. E il dolore e i sospiri fuggiranno via.”

Dio vuole fare tutte queste cose in noi, e potrà agire solo quando saremo liberati dalla paura. Tutto, infatti, parte da un’ammonizione: “Non temete!” Se passate tutta la vita nella paura e nella timidezza, vi perdete tutte le meraviglie che Dio vuol fare sulla terra! E’ quindi necessario capire con estrema chiarezza se in noi vi è questo grande ostacolo, e prepararsi a vincerlo.

La paura degli uomini

Il secondo maggiore ostacolo che io conosco, e che impedisce alla gente di progredire nel cammino col Signore, è quella che chiamerei la paura degli uomini.

è La paura degli uomini è la radice di tutte le altre paure. É simile al risentimento, e scende in profondità, proprio dove risiede il problema. Esaminiamo i versetti di Isaia riportati qui sopra, e in particolare il n. 4:

q       Sapete cosa significa un cuore palpitante? Significa che non riuscite a fare una testimonianza davanti a più di una persona per volta: vi si secca la gola, vi va via la voce, e scoprite di avere un problema: la paura degli uomini.

q       Il timore di Dio è l’inizio di ogni saggezza, ed è un bene: à l’aspetto positivo del timore, e la Scrittura ce lo insegna. Ma ora dobbiamo imparare a togliere da noi quanto è di ostacolo alla crescita spirituale, ossia la parte negativa del timore: il timore degli uomini.

Come si manifesta:

La paura degli uomini si manifesta in diversi modi:

q       La conformità all’opinione pubblica. – Un amico psicologo chiamava questo tipo di paura “il gregge”. In altre parole, tutto il genere umano galoppa in un senso, e voi gli andate dietro: non volete essere diversi, volete stare con gli altri. “Se lo fanno tutti, è giusto”.

Ø      Ma Rm 12, 1-2 dice: “Non conformatevi alla mentalità del mondo“.

Ø      Esiste anche questa traduzione: “Non permettete al mondo di spremervi nella sua forma“.

Conosco gente talmente cosciente della moda, dello stato, della propria o altrui persona, del denaro e di ogni altra cosa, che mi chiedo come possano progredire nel cammino con Dio.

Ø      Cercano di compiacere tutti. Ma lo sapete che non si può accontentare e compiacere la gente?

Ø      Se passate la vita a cercare di accontentare gli altri, finirete male!

Ø      Si avverte una pressione crescente sul popolo di Dio, che cerca di costringerlo nello stampo del mondo. Il mondo vuole convincerci che quando tutti fanno una certa cosa – un nuovo televisore, pubblicità, oroscopi, filosofie indiane, ecc., anche noi dobbiamo seguire la corrente.

Ma la peculiarità del cristiano è proprio questa: se tutti vanno in una direzione, noi dobbiamo andare nell’altra.

Ø      A chi piace nuotare contro corrente?

Ø      A me piace essere accettato; voglio far piacere alla gente, essere parte del gruppo, essere “in”.

Ø      Il costo tuttavia è talmente alto, che non vale proprio la pena.

Si tratta di fare una scelta. Non dobbiamo voler essere intrappolati, catturati dal gregge. E non certo perché siamo dei ribelli, ma perché non vogliamo galoppare, assieme all’intera società, verso la distruzione, la degenerazione e la tragedia!

Cos’é la paura

É importante capire che, se Dio non ci libera dalla paura degli altri uomini, è assai probabile venir assorbiti dalla mentalità del mondo e gettati verso l’abisso assieme a tutti gli altri. Sentiamo cosa dice la Scrittura:

q       Proverbi 29,25:Il fatto di temere gli uomini ci mette un laccio intorno al collo”.

Ø      Quando una persona teme gli uomini, l’opinione pubblica ed il gregge, assomiglia ad un bue: ha le briglie intorno al collo, e può essere portato dovunque da chiunque.

Ø      Se tutti lo fanno, non è un buon motivo per farlo anche noi. Dobbiamo invece stabilire se è giusto o sbagliato, ed a questo proposito, dieci milioni di persone si possono sbagliare.Il timore degli uomini mette un laccio intorno al collo, ma chi spera nel Signore sarà esaltato.”

q       Proverbi 10,24:Al malvagio sopraggiunge il male che teme.” Sono parole di Giobbe, che aveva paura del male.

Ø      La paura è una fede al negativo: è fede nel diavolo, fede nell’uomo, fede nella tragedia, nei problemi e in tutto ciò che ci porta fuori strada.

Ø      Se una persona è sicura di avere un certo male e se lo aspetta, o è sicura che il marito la tradisca, può darsi che le cose tanto temute le accadano davvero! La paura, infatti, essendo fede al negativo, prepara il terreno agli eventi. La paura blocca la gente in ogni senso.

La paura nel Vecchio e nel Nuovo Testamento

Vediamo prima nel Vecchio Testamento:

q       Deuteronomio 20,8: Il popolo era pronto per entrare in battaglia, quando il sacerdote venne a dire:

Se qualcuno ha paura, può andarsene a casa.”

É un metodo diverso da quello dei nostri eserciti, che vanno alla ricerca dei codardi! Sapete perché i paurosi vengono mandati a casa? Infetterebbero il resto dell’esercito, ed è meglio mandarli via! Se avete paura, non andate coi carismatici!

q       Giosuè: Tramite Mosè, Dio disse per otto volte a Giosuè che non doveva avere paura, perché sarebbe stato con lui. Giosuè doveva portare gli ebrei in Canaan, e alla fine ebbe paura. Ma dobbiamo andare avanti e pagare il prezzo!

Una volta ricevetti una lettera da uno stimato amico: “Bob, capitola davanti a quel problema, perché gli uomini hanno il potere di stritolarti!” Che stupendo incoraggiamento, alleluia! Cercano di farvi uscire dal campo di battaglia, di immettere in voi la paura ed eliminare la vostra capacità di procedere in Dio.

Veniamo ora al Nuovo Testamento.

q       Apocalisse 21,8:Ma il codardo…” – una traduzione diversa dice: “Il pauroso…” L’originale greco, tuttavia, dice: “il timido”. Spesso, dietro queste apparenze, si nasconde la timidezza.

Ø      Ma la Bibbia dice che il timido non ce la farà.

q       2 Timoteo I,7:  Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di potenza, d’amore e di disciplina“.

Ø      Al versetto 8, Paolo rivolge parole importantissime a Timoteo, che aveva il problema di vergognarsi a dare testimonianza. Stava per soccombere alla paura degli altri uomini! Ma Paolo lo riprende.

Non crediate che io non capisca. Ma è necessario che siate scossi liberati, che riceviate una liberazione nello spirito. É necessario che Dio intervenga in voi.

Ø      Ma se ve ne state lì seduti, tremanti per la timidezza e la paura, vi posso garantire che gli scopi di Dio andranno avanti, mentre voi sarete lasciati indietro.

Ø      La compassione che provo per i timidi non mi permette di lasciarvi in quelle condizioni.

E voi, avete paura degli uomini?

Ecco qui sette sintomi della paura degli uomini: tratti dalla mia esperienza personale e dall’opera di consulente spirituale. Grazie a Dio, è impossibile averli tutti, allegria!

I SINTOMI DELLA PAURA DEGLI UOMINI

1        L’afasia – É l’incapacità di parlare, di pensare. Tutti i pensieri svaniscono, la mente diventa un lenzuolo bianco, a causa della paura degli uomini. I casi più gravi possono richiedere una liberazione. Talvolta il problema è di origine diabolica. Anche il presidente della repubblica è solo un uomo, e non c’è nulla da temere. Dovete conquistare la paura e fare ciò che vi è richiesto.

2        Evitare i confronti – Se qualcuno vi pesta un piede e ci sta sopra senza accorgersene, voi non dite niente per paura.

Ø      Se la minestra è fredda, non lo dite al cameriere del ristorante. Avete paura di lui?

Ø      O avete paura dei vostri figli, della moglie, del marito, o del principale?

Ø      Avete paura di affrontare chiunque? Significa che la paura degli uomini vi ha messo un laccio al collo.

3        L’incapacità di prendere una posizione impopolare – Non prendete mai posizioni precise:

Ø      non per il battesimo, né per l’aborto,

Ø      non a favore o contro il divorzio. Siete come un pesce che va dove scorre l’acqua.

Ø      Molti non sanno prendere posizioni riguardo al fatto di credere in Dio.

Ø      Ma voglio confidarvi un segreto: nella nostra epoca la chiesa è accettata, ma può venire il giorno in cui saremo molto impopolari. É meglio, quindi, imparare a prendere una posizione per le cose in cui crediamo, popolari o impopolari che siano.

4        Dire alla gente ciò che pensate vogliano sentirsi dire – Con quelli della destra, parlate come uno di loro, con quelli di sinistra vi adeguate alle loro idee.

Ø      Con ogni partito vi adattate. Con i Battisti parlate di Calvino.

Ø      Vi adattate alle circostanze e, come i camaleonti, cambiate colore a seconda del caso, e questo solo perché avete paura: il timore degli uomini vi blocca.

5        La filosofia della pace ad ogni costo – É un problema che ha avuto origine nella Chiesa, anche se poi si è diffuso in tutti i settori.

Ø      Ma non è una filosofia biblica: spesso deriva dall’incapacità di parlare, dalla mancanza di coraggio a dire il necessario. La Bibbia insegna a tenere la testa alta.

6        Non far inciampare il fratello più debole. – Vi è un tipo di paura degli uomini che ha un’origine religiosa: ci hanno insegnato a non far inciampare il fratello più debole.

Ø      Ma questo è un tipo di schiavitù.

Ø      Se volete una macchina nera solo perché la ritenete più santa di una rossa, avete acquisito la mentalità del fariseo: cercate di compiacere gli altri e di identificarvi con i farisei.

Diverse volte Gesù mise, intenzionalmente, dei punti d’inciampo alla gente. Voleva scuoterli e rivelare la loro vera natura. Penso che l’85% della chiesa, del popolo di Dio, avrebbe bisogno di provocazione e di inciampare: ha bisogno di una bella scossa.

Ø      Noi invece, magari, ci vestiamo di nero, non facciamo questo o quello, non tanto per convinzione quanto per tradizione umana.

Ø      Sono convinto che centinaia di migliaia di persone siano schiave della paura degli uomini. Ma è una convinzione personale, che potete rifiutare.

In ogni gruppo di persone vi sono dei cagnolini pechinesi pronti ad abbaiare. Appena cercate di fare qualcosa per il Signore, cominceranno ad abbaiare accanitamente.

Ø      Ma è proprio il Signore che provvede a metterveli intorno, e sapete perché?

Ø      Se abbaiando così riescono a farvi tornare indietro, significa che dovete tornare indietro davvero, perché non siete adatti all’opera di Dio.

Ø      E se non siete pronti per i cani, è bene che non cominciate neppure!

A volte io stesso metto intenzionalmente degli inciampi davanti alla gente: Quando si rialzano, saranno liberati. Gesù, in piedi davanti al tempio, disse: “Lo vedete questo tempio? Distruggetelo, e in tre giorni IO lo ricostruirò.”

Gli ebrei diventarono quasi matti. Se lo avesse detto in Galilea, o in Giudea… Ma perché proprio lì davanti al tempio? Perché voleva provocare un po’ di eccitazione. Dalle loro orecchie usciva vapore, e la loro pressione sanguigna era salita alle stelle: “Ma come, ci abbiamo messo quarant’anni a costruirlo!”

7        Doppiezza, incapacità a prendere decisioni – e poi a esservi fedeli. Si può anche parlare di dubbio o “dibattito interno”.

Ø      Significa che, nell’intimo, siete sempre indecisi, sottosopra, e continuate a chiedervi se fare in un modo, o in quello opposto.

Ø      Tale doppiezza, la gente che ha paura dei fratelli, è una vera tragedia. “Che penseranno i vicini?” Se vogliamo lavorare per Dio e obbedire a Lui, dobbiamo conquistare la paura degli uomini!

Ø      Non esiste una formula magica, ma è una paura da vincere!

 Vincere la paura degli uomini con il timore del Signore

q       Isaia 8,11

Così il Signore mi parlò con potenza, e mi istruì a non camminare sulla via di questa gente, dicendo: “Non devi dire che è una cospirazione ciò che questa gente chiama una cospirazione. E non devi temere ciò che essi temono…. É il Signore degli eserciti che devi considerare santo, e Lui sarà il vostro timore!”

Passando dalla paura degli uomini al timore del Signore, non saremo liberati totalmente dalla paura, ma vi cammineremo sopra.

Infatti, è proprio il timore del Signore che ci libererà dalla paura degli uomini!

q       “Hai paura di dire al cameriere che la minestra è fredda?” – “Sì, Signore!”

q        “E hai paura di me?” – “Si, Signore!”

q       “Allora, parla al cameriere!” Sapete per quale motivo dirò al cameriere: “La mia minestra è fredda!”? Per il timore, la paura del Signore! Ora di paure ne ho due, ma una è più forte dell’altra, e la vince.

“Se vuoi non avere paura degli altri, è bene che tu abbia timore di Me!” Ci dice il Signore!

Ø      Non avere paura delle loro opinioni, dell’opinione pubblica, o di cosa penserà la gente.

Ø      Per non avere queste paure, è bene che tu tema di mancare i Miei scopi nella tua vita.

Ø      É meglio che sia tu a temere, piuttosto che sia IO a provvedere a rimetterti in carreggiata, sulla strada giusta!” – “Ho capito, Signore!”

Non tutto cambierà immediatamente, ma quando Lui ve lo chiederà, avrete il motivo che vi porterà a vincere la paura degli uomini! La paura di Dio, infatti, è più grande di quella degli uomini!

Non si tratta di qualche formula magica: Io vi ho lavorato sopra per oltre 22 anni. Non abbiamo scelta.

q       2 Timoteo 1,7:

Il Signore non ci ha dato uno spirito da codardi, ma di potenza (la capacità di agire)”.

Ø      Ci ha dato anche l’amore, nel quale non c’è paura, e

Ø      la terza cosa che ci ha dato è una mente disciplinata.

Cosa significa? Che se il Signore mi dice: “Oggi devi andare dal principale a chiedere l’aumento”, tu non lo faresti, ma lo farai per la paura che hai del Signore che te l’ha chiesto.

Ø      Se il Signore lo chiede, ne avrò la capacità.

Ø      Amo Dio, amo il principale, amo la mia famiglia. E questa ha bisogno di un aumento. Magari lo otterrò!

Ø      I giusti sono coraggiosi come leoni.

Ø      La volta successiva sarà più facile farsi coraggio, e poi ancora più facile.

q       Salmo 33, 1-5:

Benedirò il Signore in ogni tempo… Ho cercato il Signore e mi ha risposto, e da ogni timore mi ha liberato.”

Mi ha liberato dalla paura della polizia tedesca, del tumore, della povertà, della vecchiaia, della gente, dei nazisti, dei pentecostali. Da tutti i timori mi ha liberato.

q       Versetti 7-8: “Questo povero grida, il Signore lo ascolta, e lo libera da tutte le sue angosce. L’Angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva.”

Ø      Se avete fatto l’esperienza della salvezza e siete battezzati nello Spirito Santo, pregate in lingue, vivete secondo la parola di Dio e passate del tempo con Lui nella preghiera,

Ø      e se date la vostra testimonianza nelle opportunità che il Signore vi offre,

Ø      vi mantenete liberi dal risentimento e conquistate i vostri timori e paure, ecco ciò che vi accadrà entro un anno al massimo:

q       Dio avrà talmente rinnovato il vostro modo di vivere e la vostra vita, che non crederete di essere la stessa persona. Io queste cose posso solo insegnarvele. Non posso certo farle per voi.

è La paura degli uomini è un serpente, un cappio intorno al vostro collo, e vi bloccherà sulla via del Signore.

q       “Tutte le cose finiranno, ma la Parola di Dio dura per sempre.”

Preghiamo:

          Padre celeste, ti ringrazio per il privilegio di averci dato la Tua Parola. Essa dice che quando viene pronunziata, non torna indietro senza produrre frutto.

Ti chiedo o Signore, nel nome di Gesù; di liberare me, e queste persone, da ogni paura, e in particolare dalla paura degli uomini.

Ti preghiamo di purificarci al punto che riusciremo a parlare con fiducia e coraggio, con certezza ed unzione. Non importa chi siamo o da dove veniamo. Ti preghiamo di operare in noi e di portarci verso questa meta, per questo ti lodiamo, nel nome di Gesù.

          Amen.

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I FALSI PROFETI E LE LORO OPERE IERI ED OGGI


Esaminiamo con attenzione il testo biblico di Matteo 7:13-29 e vediamo che cosa esso effettivamente dica sulla questione dei falsi profeti e delle loro opere.

1. La porta stretta

La sezione che consideriamo inizia con un discorso del Salvatore Gesù Cristo sulla porta stretta:13Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e molti sono coloro che entrano per essa. 14Quanto stretta è invece la porta e angusta la via che conduce alla vita! E pochi sono coloro che la trovano!”.

La via che i falsi profeti propongono è sempre una via più facile, seducente, e “ragionevole” rispetto alla verità. Essa è la via che fa appello all’umana sensualità, quella che la Bibbia chiama “carne”. La via della croce, invece, la via che contempola la radicale corruzione dell’essere umano, la sua impossibilità di salvarsi con i proprii meriti, la via che parla dell’amore di Dio che in Cristo si carica Egli stesso dei nostri peccati e di ciò che essi meritano per potercene liberare e per poterci trasformare in nuove creature, è molto più difficile ed ostica per l’uomo naturale.

Per potere abbracciare la salvezza l’essere umano deve rinunciare alle proprie pretese e al proprio intendimento per accogliere umilmente il punto di vista di Dio: “Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all’Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro Dio che perdona largamente. Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri né le vostre vie le mie vie, dice l’Eterno” (Is. 55:6,7).

Parole più rassicuranti. Il profeta Geremia doveva riferire al popolo di Israele ed ai suoi governanti il messaggio di Dio, e questo parlava di giudizio e di condanna, un messaggio "scomodo", difficile da accettare. Israele però preferiva il messaggio più bello da ascoltare dei falsi profeti: «Così dice l'Eterno degli eserciti: Non ascoltate le parole dei profeti che vi profetizzano. Essi vi fanno diventare spregevoli; vi espongono le visioni del loro cuore, e non ciò che procede dalla bocca dell'Eterno. Dicono del continuo a quelli che mi disprezzano: "L'Eterno ha detto: Avrete pace; e a tutti quelli che camminano nella caparbietà del loro cuore: "Nessun male verrà su di voi".. Ecco, la tempesta dell'Eterno si scatena furiosamente... "Io non ho mandato quei profeti; ma essi sono corsi..."». Si veda tutto Gr. 23:9-40.

Parole più ragionevoli. I Corinzi erano scandalizzati dalla predicazione dell'apostolo Paolo. La ritenevano "follia" perché "irragionevole": «Infatti il messaggio della croce è follia per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio... poiché i Giudsei chiedono un segno, e i greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocefisso, che è scandalo per i Giudei e follia per i greci» (1 Co. 1:18,23,24). Ciò che l'uomo naturale considera "irragionevole" è spesso invece la verità perché la "ragionevolezza umana è viziata anch'essa dal peccato, e deve rigenerarsi.

Un metodo di salvezza "più logico". In Galazia l'apostolo Paolo aveva predicato l'Evangelo della grazia, che siamo cioè salvati da Dio per grazia mediante la fede. Molti però reagivano a questa predicazione perché sostenevano che si potesse essere salvati solo per l'osservanza della legge di Dio, e non per fede, ed influenzavano i cristiani in questo senso. A questi Paolo risponde: "O Galati insensati! Chi vi ha ammaliati per non ubbidire alla verità?, voi, davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato ritratto crocefisso fra voi? Questo solo desidero sapere da voi: avete voi ricevuto lo Spirito mediante le opere della legge o attraverso la predicazione della fede? Siete così insensati che, avendo cominciato nello Spirito, vorreste finire nella carne?" (Ga. 3:1-3).

In Ga. 4:9-11 l'apostolo Paolo reagisce difronte a coloro che della fede cristiana ne fanno un ritualismo, come se questa fosse la sostanza della fede: "Ora invece, avendo conosciuto Dio, anzi essendo stati piutztosto conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, ai quali desiderate essere di nuovo asserviti? Voi osservate giorni, mesi, stagioni ed anni. Io tempo di essermi affaticato invano per voi". In Cl. 2:23 l'apostolo dice: "Se dunque siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché vi sottoponete a dei precetti come se viveste nel mondo, quali: 'Non toccare, non assaggiare, non maneggiare' tutte cose che periscono con l'uso, secondo i comandamenti e le dottrine degli uomini?".


2. I falsi profeti

Ecco così che il Salvatore Gesù Cristo passa a metterci esplicitamente in guardia contro i falsi profeti. Chi sono? Quelle persone che proferiscono falsamente la Parola di Dio dicendo che Dio li ha mandati, ma non è vero.

a. Conoscono la Parola. 15Guardatevi dai falsio profeti, i quali vengono a voi in vesti di pecore, ma dentro sono lupi rapaci”.
I falsi profeti possono essere perfettamente a conoscenza della lettera della Parola di Dio, ma solo abilmente sfruttarla a loro vantaggio. Un esempio illuminante è quello delle tentazioni di Cristo, dome il diavolo mostra di conoscere molto bene la Bibbia. Egli cita la Bibbia diverse volte, ma fuori dal contesto, od omettendone ad arte alcune sue parti (cf. Mt. 4:6).

b. Torcono la Parola. Essi sono in grado di manipolare la Parola di Dio: “…in esse [le lettere di Paolo] vi sono alcune cose difficili da comprendere, che gli uomini ignoranti ed instabili torcono, come fanno con le altre Scritture, a loro propria perdizione” (1 Pi. 3:16).

c. Ne insinuano elementi estranei. E’ sempre Pietro che scrive: “Or vi furono anche dei falsi profeti fra il popolo, come pure vi saranno fra voi falsi dottori che introdurranno di nascosto eresie di perdizione e, rinnegando il Padrone che li ha comprati, si attireranno addosso una fulminea distruzione” (1 Pi. 2:1).

Per usare un’espressione biblica, “loro padre è il diavolo”, ed agiscono espressamente per ingannare, per rovinare l’opera di Dio, per far perdere a Dio anime preziose. Egli è maestro dell’inganno e dell’interessato travisamento della verità, gioca a confondere e a sovvertire: “(il diavolo) fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna” (Gv. 8:14).

Per attuare questi malvagi propositi usano i mezzi dell’inganno e del travestimento. Essi si travestono “da pecora” e non possono essere riconosciuti dalla persona disattenta, perché non hanno un aspetto cattivo, anzi, si presentano come brave persone dalla testimonianza ineccepibile, ma sotto…

“…tali falsi apostoli, infatti, sono degli operai fraudolenti che si trasformano in apostoli di Cristo. E non c’è da meravigliarsi, perché anche Satana si trasforma in angelo di luce” (2 Co. 11:4).


3. Maestri di seduzione

Quali sono le tecniche degli “operai fraudolenti”, veri maestri di seduzione, e come si presentano? Lo scopriamo dalla Scrittura stessa:

“Costoro, infatti, non servono il nostro Signore Gesù Cristo, ma il proprio ventre, e con dolce e lusinghevole parlare seducono il cuore dei semplici” (Ro. 16:18).

“…ma io temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così talora le vostre menti non siano corrotte e sviate dalla semplicità che si deve avere al riguardo di Cristo” (2 Co. 11:3).

“Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perché per queste cose viene l’ira di Dio sui figli della disobbedienza” (Ef. 5:6).

“Vi dico questo, affinché nessuno vi inganni con parole convincenti” (Cl. 2:4).

“Vi ho scritto queste cose al riguardo di coloro che cercano di sedurvi” (1 Gv. 2:26).

Ecco dunque come questi falsi profeti usano bene la loro lingua con astuzia per trarre ion inganno la gente semplice e senza risorse per scoprire l’inganno: parlare dolce e lusinghevole, vani ragionamenti (abilità dialettica appresa) e parole convincenti! Essi sanno usare parole convincenti per trarre in inganno.

Chi saprebbe resistere a tutto questo, soprattutto se non super-preparato? Ringraziando Dio, però, Gesù ci assicura: “Poiché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile anche gli eletti” (Mt. 22:24). Gli eletti cioè arriveranno irresistibilmente alla salvezza, nonostante tutto. Chi però cadrà nelle reti dei falsi profeti? Risponde l’apostolo Paolo: “Israele non ha ottenuto quello che cercava, ma gli eletti l’anno ottenuto, e gli altri sono stati induriti, come sta scritto: Dio ha dato loro uno spirito di stordimento, occhi per non vedere e orecchi per non udire” (Ro. 11:7,9), e in questo si manifesta il giudizio di Dio nei loro riguardi.

Fanno mostra di opere buone! Hanno apparentemente un carattere dolce, fanno mostra di opere buone, ma non sono fatte nel giusto spirito, e quindi non sono gradite a Dio. Dio apprezza evidentemente le buone opere, esse però non possono essere mai disgiunte dal rispetto della verità rivelata di Dio.

21Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’ entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore! Non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?’. 23E allora io dichiarerò loro: ‘Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti, operatori di iniquità”.

Interessante è sapere chi siano questi “operatori di iniquità”: (1) Gente che invoca il nome del Signore; (2) gente che profetizza, cioè che compie attività di predicazione; (3) gente che sembra essere molto brava a “cacciare demoni”; gente che fa “opere potenti”, cioè opere sociali e civili, che si comporta con una certa moralità… (4) gente ripiena di “zelo” e che batte in questo ogni loro concorrente! “Quelli sono zelanti per voi, ma non per fini onesti; anzi, essi vi vogliono separare affinché siate zelanti per loro. Ora è buona cosa essere sempre zelanti nel bene…” (Ga. 4:17,18).

Inoltre è facile “dare l’apparenza” di moralità e di costumi onesti, ma di può essere così simili ai Farisei, persone certo degnissime, eppure persone che Gesù aveva condannato per la loro ipocrisia: “Perché rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine. Così anche voi di fuori apparite giusti davanti agli uomini; ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità” (Mt. 24:27,28). I Farisei al tempo di Gesù erano molto abili nella propaganda a loro favore, facendosi ritenere i migliori, la realtà però era molto diversa.

Quale opera davvero più conta e deve essere la prima? Risponde a questa domanda il Signore Gesù Cristo, che replicando a chi gli chiedeva quali opere dovesse fare per conquistare il Regno di Dio, dice: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in Colui che Egli ha mandato” (Gv. 6:29), e credere a Cristo significa affidarsi a Lui soltanto per la nostra salvezza disperando di noi stessi e rinunciando al presunto valore meritorio delle nostre opere. Solo così potremo ottenere il perdono dei nostri peccati e la vita nuova (la “nuova nascita”) che sola ci permette di fare buone opere gradite a Dio.

Inoltre la Parola di Dio ci dà un criterio molto chiaro per smascherare i falsi profeti. Dice: “Da questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio” (1 Gv. 4:2), “poiché sono apparsi nel mondo molti seduttori, i quali non confessano che Gesù Cristo sia venuto in carne; questi è il seduttore e l’anticristo (2 Gv. 10).

E’ a questo punto che l’ortodossia dottrinale è essenziale. Qualunque siano le pretese di chi “bussa alla nostra porta”, il metro per giudicarlo è se questi crede che Gesù Cristo sia Dio stesso diventato uomo per la nostra salvezza. Questo è il punto centrale di tutta la questione. Le persone che consideriamo potrebbero anche essere le migliori al mondo, ma se non riconoscono che Gesù Cristo è Dio con noi, sono dal diavolo, e non devono essere neppure ricevute, bisogna solo pregare il Signore che, se possibile, abbia pietà di loro, le converta e faccia loro aprire gli occhi. Anzi, l’apostolo Paolo stesso dice molto chiaramente: “…vi sono alcuni che vi turbano e vogliono pervertire l’Evangelo di Cristo. Ma se anche noi o un angelo dal cielo vi predicasse un Evangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia maledetto. Come abbiamo già detto, ora lo dico di nuovo: Se qualcuno vi predica un evangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia maledetto!” (Ga. 1:8,9).

P.Castellina, 15 maggio 1992


APPENDICE

Le buone opere che a Dio sono gradite

1. Le buone opere sono solo quelle che Dio ha esplicitamente comandato nella sua santa parola (1), e non quelle che ­senza la sanzione divina­ che gli uomini concepiscono dal loro zelo senza conoscenza, o sotto il pretesto delle buone intenzioni (2).

(1) Mi. 6:8; Ro. 12:2; Eb. 13:21.

(2) Mt. 15:9; Is. 29:13; 1 Pi. 1:18; Ro. 10:2; Gv. 16:2; 1 Sa. 15:21­23.

2. Queste buone opere, compiute in obbedienza ai comandamenti di Dio, sono il frutto e l'evidenza di una fede vera e vivente (3). Mediante esse i credenti manifestano la loro riconoscenza (4), rendono sicura la loro vocazione ed elezione (5), edificano i loro fratelli (6), adornano la loro professione dell'Evangelo (7), turano la bocca all'ignoranza degli uomini stolti (8), e glorificano Dio (9). Difatti i credenti sono fattura di Lui, essendo stati creati in Cristo Gesù in vista delle opere buone (10) affinché, godendo del frutto della loro santificazione, abbiano per fine la vita eterna (11).

(3) Gm. 2:18,22.

(4) Sl. 116:12,13; 1 Pi. 2:9.

(5) 1 Gv.2:3,5; 2 Pi. 1:5­10.

(6) 2 Co. 9:2; Mt. 5:16.

(7) Tt. 2:5­12; 1 Ti. 6:1.

(8) 1 Pi. 2:15.

(9) 1 Pi. 2:12; Fl. 1:11; Gv. 15:8.

(10) Ef. 2:10.

(11) Ro. 6:22.

3. La loro capacità di compiere opere buone non deriva da loro stessi, ma totalmente dallo Spirito di Cristo (12). Affinché essi ne possano essere capaci, oltre alle grazie che già hanno ricevuto, è necessaria una specifica influenza dello stesso Spirito Santo, in quanto è Lui che opera in loro il volere e l'operare per la sua benevolenza (13). Ciononostante essi non devono diventare negligenti, come se non fossero tenuti a compiere il loro dovere se non per specifico impulso dello Spirito, ma essi dovranno essere diligenti a ravvivare la grazia di Dio che è in loro (14).

(12) Gv. 15:4­6; Ez. 36:26,27.

(13) Fl. 2:13; 4:13; 2 Co. 3:5.

(14) Fl. 2:12; Eb. 6:11,12; 2 Pi. 1:3,5,10,11; Is. 64:7; 2 Ti. 1:6; At. 26:6,7; Giuda 20,21.

4. Coloro che, nella loro obbedienza, raggiungono il massimo che possa essere compiuto in questa vita sono ancora molto lontani da un zelo eccessivo e dal fare più di quanto Dio esige. Essi anzi mancano nei confronti di Dio in tante cose che hanno il dovere di fare (15).

(15) Lc. 17:10; Ne. 13:22; Gb. 9:2,3; Gl. 5:17.

5. Noi non possiamo, nemmeno per le nostre opere migliori, meritare da parte di Dio, il perdono dei nostri peccati o la vita eterna per il grande divario fra loro e la gloria a venire, e l'infinita distanza che c'è fra noi e Dio. Con le nostre opere noi non possiamo avere un qualche vantaggio né possiamo soddisfare Dio per il debito dei nostri peccati (16). Quando però noi abbiamo fatto del nostro meglio, abbiamo solo fatto il nostro dovere e siamo ancora servi inutili (17). Nella misura in cui le nostre opere sono buone, esse hanno origine nell'opera dello Spirito Santo (18), ma in quanto esse sono compiute da noi, esse ancora sono tanto contaminate e mescolate con debolezza ed imperfezione, che non potrebbero comunque reggere difronte alla severità del giudizio di Dio (19).

(16) Ro. 3:20; 4:2,4,6; Ef. 2:8,9; Tt. 3:5,6,7; Ro. 8:18; Sl. 16:2; Gb. 22:2,3; 35:7,8.

(17) Lc. 17:10.7; Gl. 5:22,23.

(19) Is. 64:6; Gl. 5:17; Ro. 7:15,18; Sl. 143:2; 130:3.

6. Tuttavia, poiché i credenti come individui sono accettati per mezzo di Cristo, anche le loro buone opere sono accettate per mezzo di Lui (20). I credenti in questa vita non sono completamente irreprensibili e senza biasimo agli occhi di Dio (21), ma Egli li vede nel suo Figlio ed è contento di accettare e ricompensare ciò che è sincero, anche se è accompagnato da molte debolezze ed imperfezioni (22).

(20) Ef. 1:6; 1 Pi. 2:5; Es. 28:38; Ge. 4:4; Eb. 11:4.

(21) Gb. 9:20; Sl. 163:2.

(22) Eb. 13:20,21; 2 Co. 8:12; Eb. 6:10; Mt. 25:21,23.

7. Le opere compiute da persone non rigenerate, possono essere in sé stesse conformi a ciò che Dio comanda e possono fare del bene sia ai loro autori che agli altri (23). Tuttavia, per il fatto che non procedono da un cuore purificato dalla fede (24) e che non sono compiute nella maniera giusta secondo la Parola (25), né per il giusto fine, cioè la gloria di Dio (26), sono quindi peccaminose e non possono piacere a Dio, né rendere l'uomo atto a ricevere la sua grazia (27). Trascurare per queste opere è però ancora più peccaminoso e fa ancora più dispiacere a Dio (28).

(23) 2 Re 10:30,31; 1 Re 21:27,29; Fl. 1:15,16,18.

(24) Ge. 4:5; Eb. 11:4,6.

(25) 1 Co. 13:3; Is. 1:12.

(26) Mt. 6:2,5,16.

(27) Ag. 2:4; Tt. 1:5; Am. 5:21,22; Os. 1:4; Ro. 9:16; tt. 3:15.

(28) Ag. 2:14; Tt. 1:15; Am. 5:21,22; Os. 1:4; Ro. 9:16; Tt. 3:5.

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Diffidate dai falsi profeti.

La via del giusto è lunga e difficile, ma nel lungo periodo chi la sceglie viene premiato e riconosciuto, anche se lo scopo non è quello.
La via dell’inganno è scelta dai falsi profeti per trarre profitti e vantaggi immediati a scapito degli altri, ma il tempo è contro di loro e vengono, primo o poi, smascherati.
Da “bravo analista” devo riconoscere che c’è una via di mezzo, ossia chi sbaglia in buona fede. Chi prende la via del giusto non è immune agli sbagli, ma la sua buona fede deve essere evidenziata e la sua eventuale ”penna” deve essere attenuata di conseguenza.
La profezia Maya.
L’ultima ed ennesima allarme relativa alla fine del Mondo ha fatto (ovviamente e per fortuna) un nuovo flop, mentre la gente comune deve imparare ad accendere il cervello, ragionare con la propria testa ed aprire gli occhi. Non si può prendere in giro la gente più ingenua per trarre benefici. Da una parte ognuno di noi ha dei limiti e sbagliare ci permette di imparare e quindi di superarli e, cosi facendo, la società migliora. Parliamo di evoluzione della specie. Tuttavia, se andiamo avanti in questo modo, tutti finiranno per fregare tutti ed è già quello che tende a succedere. Sbagliare ovviamente, ma non venire fregato da chi è più furbo. Non siamo nella giungla.
Nessuno è in grado di prevedere il futuro.
I fenomeni del mondo della finanza.
Partiamo dai presupposti che nessuno regala nulla (e dove ci sono i soldi a maggior ragione) e che un maggiore rendimento è associato ad un maggiore rischio. Questi sono probabilmente due tra i principali teoremi che regolano il mondo della finanza.
Diffidate da chi vi propone un investimento e vi prospetta il raddoppio del capitale nel giro di pochi mesi. E’ possibile con l’utilizzo di derivati che sfruttano l’effetto leva o intervenendo su prodotti molto volatili, ma fortemente improbabile ed adatto soltanto ad investitori fortemente specializzati.
Diffidate da chi si presenta sapiente in tutto parlando molto frettolosamente. In molti casi si tratta soltanto di un ottimo venditore con una buona memoria (magari è abbonato a vari report internazionali in diversi settori o legge banalmente molto).
Nessuno è in grado di prevedere il futuro.
Gli indovini.
Sono il primo ad accettare e riconoscere il fatto che, molto probabilmente, siamo tutti collegati con chi ci ha creato; e come potrebbe essere diversamente? Pertanto, tutti noi abbiamo un filo sottile ed unico che ci consente una relazione speciale ed unica, ma tocca a noi individuarla, accettarla e alimentarla. Pertanto, è molto probabile che alcuni di noi siano ispirati ed in grado di fare e di conoscere delle cose straordinarie. Gli esempi sono innumerevoli e sotto gli occhi di tutti.
Pertanto, è un controsenso ipotizzare che alcuni riescano a prevedere il futuro e consigliare su argomenti vari con l’utilizzo di alcuni oggetti. Se uno è ispirato non serve assolutamente nulla.
Inoltre, una persona ispirata aiuterebbe le persone gratuitamente in quanto lo sentirebbe una missione divina. L’ispirazione è un dono che va messo a disposizione degli altri.
In fondo, basta andare consecutivamente da due indovini per sentire due cose diverse o chiedere di una persona inesistente per capire come stanno le cose.
Nessuno è in grado di prevedere il futuro.
Anche in questo caso gli esempi sono infiniti, ma questi bastono per rendere l’idea.
Amici, da “bravo analista” mi permetto di suggerirvi che è importante non credere a qualsiasi cosa, ragionare con la propria testa, fare eventualmente qualche ricerca e diffidare dai falsi profeti, anche perché il loro numero cresce esponenzialmente nei tempi di crisi.
L’occasione mi è particolarmente gradita per augurare a tutti Voi e famiglia un buon Natale cristiano ed un Felice Anno nuovo.
Giovanni Maiani
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ORIGINE DEI FALSI PROFETI

Pubblicato da Giona a 1/13/2011


Un elemento molto importante nell’ambito del ministerio e dei doni profetici è, il pericolo riguardo alle motivazioni sbagliate.
Quando parliamo di falsi profeti, non ci stiamo riferendo agli operatori dell’occulto (Astrologi chiromanti maghi ecc.) evidentemente tali, ma piuttosto ai falsi profeti nella chiesa. Questo perché, agendo con un vero dono ma non avendo un vero carattere di profeta possono essere molto distruttivi…

Premessa

Dall’abbondanza del cuore la bocca parla(Matt.12:34)
— Lo Spirito della profezia è la testimonianza di Gesù (Ap. 19:10)
— Custodire il cuore (Pr, 4:23); se il cuore non è puro potremmo travisare la rivelazione dello Spirito Santo
— La parola si è fatta carne (Gv. 1:14); la Parola di Dio dovrebbe diventare carne anche in noi. L’albero si riconosce dai frutti.

Le fasi dei falsi profeti

Quantunque tutti quanti veniamo meno nel nostro rapporto con Dio, ci sono comunque tre difetti fondamentali del carattere che hanno a che vedere con l’egoismo.

— Nella lettera di Giuda troviamo una chiara descrizione di questi: “Guai a loro! Perché si sono incamminati per la via di Caino, e per amor di lucro si sono gettati nei traviamenti di Baalam, e sono periti per la ribellione di Kore”.Caino: rappresenta la caparbietà, il suo nome vuole dire “fabbricante costruttore”, uno che si fa da sé.— La caparbietà è il desiderio di volere fare le cose a modo nostro invece che al modo di Dio, e sottometterci a coloro che Dio ha stabilito in autorità (vedi Genesi Cap. 4). Rabbia, depressione e autocommiserazione (forgiare scuse e incolpare altri) sono le conseguenze della caparbietà.
— Un altro esempio è quello di Lucifero e Adamo che fecero a modo loro, e furono entrambi scacciati dalla loro dimora. così anche Caino fu scacciato via dalla presenza di Dio e divenne fuggiasco. Giuda 13 parla di costoro come di “stelle erranti”.Baalam: la Bibbia dice che Baalam era un profeta da cui Dio andò di persona (Num.22:9), ma Più tardi egli pervertì il suo ministerio.— Il suo nome significa “divoratore della gente”;
— Giuda descrivendo questi falsi profeti dice: “banchettano con voi senza ritegno, pascendo se stessi” (Giuda 12). “Camminano secondo le loro passioni” (Giuda 16).
Questa può essere la tentazione più grande, usare la nostra posizione, l’autorità e il potere che abbiamo per servire noi stessi. 
— Ci sono tre campi principali in cui questa tentazione opera: Il campo finanziario e politico, quello emotivo e quello sessuale.
— Il primo campo in cui Baalam fu tentato era quello finanziario, accettando per amor di lucro di acconsentire alla richiesta di Balak.
— La maggior parte di noi, forse non avrà a che fare con una cosa così sfacciata, ma il condizionamento di coloro che ci sostengono finanziariamente potrebbe indurci a diluire il messaggio di Dio per compiacere agli uomini.
— E’ giusto che coloro che predicano il vangelo ne traggano sostentamento, ma se cominciano a rivolgere il loro ministerio a coloro che hanno ricchezze ed influenza, invece di ministrare fedelmente senza riguardi a qualità di persone si rischia di prostituire il ministerio stesso (Num. 22:20-22).
— L’aspetto più subdolo di questo difetto, è la tendenza a ricercare la gloria e approvazione umana, così da cambiare il messaggio in modo che possa piacere alla gente.
— Consideriamo le parole di Gesù:” Chi parla di suo cerca la sua propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato, è veritiero e non c’è ingiustizia in lui” (Gv. 7:18; 5:44).
— La tendenza a cercare gloria e gratificazione personale è spesso collegata al rifiuto che molti hanno subìto, ma se stiamo cercando di compiacere all’uomo non possiamo essere servi fedeli di Cristo. (Ga. 1:10).
— Un altro aspetto del difetto caratteriale di Baalam, che entra spesso attraverso la porta del rifiuto di precedenti esperienze è, l’immoralità sessuale.
— Alcuni che non sono stati guariti dalle ferite di questo rifiuto, nella loro ricerca di accettazione, sono caduti in relazioni illecite con coloro ai quali stavano ministrando.
— A motivo del carattere soprannaturale e sensazionale del ministerio profetico, c’è una tendenza ad essere messi in soggezione non solo dal dono ma anche da chi lo possiede.
— Dove è presente il difetto “divoratore di gente” di Baalam, è facile usare la propria posizione e autorità per ingaggiare relazioni emotive improprie, e da lì, il passo verso l’immoralità sessuale è breve.
— Ricordiamo che la nostra eredità è celeste e che la nostra ricompensa viene dal Signore (Pr. 20:21).
— La fine di Baalam è purtroppo triste, colui che era stato chiamato potentemente da Dio , muore come un divinatore (Giosuè 13:22).
 — Kore : Il suo nome significa letteralmente: “calvo o scoperto”; lui rappresenta la ribellione spesso presente nella vita dei falsi profeti.
— Kore e altri uomini importanti di Israele, insorsero contro Mosè e Aronne, con l’accusa che avevano preso troppa autorità su di loro mentre agli occhi di Dio tutta la casa di Israele era santa (Numeri 16). Questo movimento apparentemente democratico, di fatto era stato ispirato dal desiderio personale di Kore di avere lui stesso autorità. Allo stesso modo molti falsi profeti oggi cercheranno di usare una dottrina di eguaglianza come mezzo per stabilire loro stessi in una posizione di autorità che però non gli spetta (II Co. 10:13).
— Il fatto che Kore fosse un uomo rinomato e famoso in Israele. non gli dava il diritto di assumersi un’autorità spirituale. Dio, e non il popolo, aveva posto Mosè e Aronne in autorità.
— E’ possibile che Kore fosse stato chiamato da Dio per occupare una posizione nella leadership della nazione di Israele, maggiore di quella che aveva al momento, ma non seppe sostenere la prova della pazienza. C’è un processo di formazione che riguarda il carattere del ministerio, altrimenti si rischia di distruggere il ministerio e le persone alle quali esso è rivolto. Cristo non volle accettare dal nemico una corona senza croce, Egli seguì fedelmente la strada tracciata per Lui dal Padre (Mt. 7:12-14).
— E’ possibile che Kore possedesse doni e capacità persino maggiori di Mose, ma non era stato scelto come guida da Dio in quel momento. Imparare ad aspettare Dio è un segno che riconosciamo qual’è la fonte della vera autorità spirituale, e che questa non dipende da noi o da quanto siamo dotati, ma dal Signore (Za. 4:6).
— Il carattere ribelle di Kore porta a disprezzare e mormorare contro l’autorità stabilita da Dio, che di fatto è ribellione verso Dio e le sue scelte. Se non ci occupiamo della caparbietà di Caino, della ricerca di sè di Baalam, il passo verso la ribellione di Kore sarà successivo.
— Questo difetto caratteriale è la fonte del pettegolezzo e delle accuse che a tutt’oggi devastano le chiese, e viene alimentato dall’ambizione egoistica di coloro che sono dotati ma impazienti:”sono dei mormoratori degli scontenti.. la loro bocca proferisce cose oltremodo gonfie e circondano d’ammirazione le persone per interesse” (Giuda 16).
— La caparbietà di Caino diventa ricerca di se in Baalam e infine esaltazione di se stessi in Kore; La parola del Signore ci dice: “Chiunque si innalzerà sarà abbassato” (Mt.23:12).La fine di Kore e della sua gente fu terribile, essi scesero vivi all’inferno!
Un forte contrasto con Enoc ed Elia rapiti in cielo e che in terra camminarono con Dio.— Ricordiamo in conclusione che l’albero si riconosce dai frutti (Mt. 7:15-16); Elia Fu uomo di miracoli e di grande autorità, ma non pervertì il suo ministerio per interesse personale. Enoc non fece miracoli ma fu assai prezioso agli occhi di Dio. Il profeta Eliseo non volle accettare mai compromessi o regali ( IIRe 5:15-16;Pr.15:27).
— Come dobbiamo comportarci davanti a questi credenti piegati e piagati da questi difetti caratteriali?L’atteggiamento deve essere quello di aiutare se possibile chiunque sia in difficoltà (anche i lupi) evitando comunque di sacrificare le pecore. La risposta ancora una volta viene dal Signore e dalla Sua Parola:” conservatevi nell’amore di Dio, aspettando la misericordia del nostro Signore Gesù Cristo, a vita eterna. Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio; salvateli strappandoli dal fuoco; e degli altri abbiate pietà mista a timore, odiando perfino la veste contaminata dalla carne”(Giuda 21-23)
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L’evangelista Prof. Danilo Valla ci spiega come neanche il termine ”predestinazione” esista nella Bibbia ma che è uno dei tanti errori di traduzione dal testo originale.
seguiranno altri articoli e testimonianze su questo tema e sulla falsa religione calvinista. i seguaci del calvinismo attaccano tutto e tutti come dei perfetti e moderni farisei, con la falsa umiltà di chi si ritiene in qualche modo superiore agli altri additano e accusano la chiesa cattolica come molte altre chiese, ma non ricordano a chi li ascolta che anche il loro capostipite Giovanni Calvino fece morire un oppositore delle sue linee dottrinali, un certo MIGUEL SERVET (un antitrinitario) che fece uccidere in piazza facendolo bruciare vivo nel 1553.
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PREDESTINAZIONE? …UNA FALSA DOTTRINA

Pubblicato da Giona a 2/19/2012

Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati.” (Romani8:29,30)
Questi passaggi ci dicono che Dio ha predestinato di salvare gli uomini in Gesù Cristo. Per far ciò, Dio li ha chiamati in Cristo, ha giustificato quelli che Egli ha chiamato, e glorificato quelli che Egli ha giustificato. Tutti i principi della Scrittura sono programmati e formulati in Gesù Cristo. Questo è ciò che il Libro dei Romani ci dice, tuttavia molti teologi e falsi ministri hanno trasformato questa chiara e semplice verità in una mera dottrina, consistente dei loro pensieri e interessi personali, e la diffondono scrupolosamente. Ora noi rivolgeremo la nostra attenzione a esaminare in quanti fraintendono questa verità.
Alcuni deducono cinque principali dottrine da questo passaggio: 1) prescienza, 2) predestinazione, 3) chiamata effettiva, 4) giustificazione, e 5) glorificazione. Queste cinque dottrine possono anche essere note in alcuni circoli cristiani come la “catena d’oro della salvezza” e sono state divulgate come la verità sia ai credenti che ai non credenti allo stesso modo. Ma le loro affermazioni sono piene di falli.
Tutte e cinque le dottrine parlano solo di ciò che Dio ha fatto, e cioè: “Dio ha già conosciuto, già eletto, già chiamato, giustificato, e glorificato qualcuno.” Ma la dottrina della predestinazione propinata da questi ingannati e ingannevoli farisei moderni è una dottrina che sostiene che Dio ha incondizionatamente eletto coloro che Egli salverà ancor prima della loro nascita. Tuttavia la verità biblica della predestinazione insegna che Dio ha reso i peccatori Suoi figli versando il Suo amore su di loro. Avendoli così eletti, Dio li ha chiamati, giustificati e glorificati.
L’Errore delle dottrine teologiche della Predestinazione e dell’Elezione
Nella teologia cristiana, noi possiamo trovare le “cinque grandi dottrine” del Calvinismo proclamato da Giovanni Calvino. Tra loro ci sono la dottrina della predestinazione e la dottrina dell’elezione. Nella seguente discussione, verranno evidenziati gli errori biblici di queste dottrine.
La dottrina dell’elezione nacque da un teologo chiamato Giovanni Calvino. Naturalmente, Dio parlò dell’elezione in Gesù Cristo molto prima del tempo di Calvino, ma la sua dottrina dell’elezione ha condotto molti a confusione. Questa falsa dottrina limita l’amore di Dio e lo definisce come discriminatorio e sleale. A dirla in modo essenziale, non ci sono né limiti né confini all’amore di Dio, e come tale, la dottrina della predestinazione che impone tali limiti all’amore di Dio non può essere altro che sbagliata. Tuttavia la realtà è che molti credenti in Gesù oggi hanno accettato questa dottrina come naturale e fatalistica.
Le idee di questa dottrina della predestinazione sono giunte a guidare molte menti per poi confonderne molte altre, poiché la dottrina è adatta per coloro a cui piace FILOSOFARE ( gonfi di ”esegesi ermeneutica” ma poveri di amore vero e vera autocritica umiltà) e, pertanto a dominare le loro menti, rendendola credibile per loro. Questa dottrina afferma che fin da prima della Creazione, Dio predestinò ed elesse incondizionatamente alcuni, mentre altri furono predestinati ad essere lasciati fuori da questa elezione. Se questa dottrina fosse vera, quelle anime che non sono state scelte avrebbero motivo di protestare contro Dio, ed Egli si trasformerebbe in un Dio ingiusto e pregiudizievole. Inutile dire che chi propina questa falsa dottrina facendone un basamento della propria fede, è in errore anche in varie altre cose scritturali. 
A causa di queste dottrine, la Cristianità odierna è caduta in grande confusione. Di conseguenza, molti cristiani soffrono mentre si chiedono, “Sono stato eletto? Se Dio mi ha condannato prima della Creazione, qual è il vantaggio di credere in Gesù?” Va a finire che essi sono più interessati a sapere se sono stati inclusi o esclusi dall’elezione di Dio. È per questo che la dottrina della predestinazione ha prodotto tanta confusione tra i credenti in Gesù, poiché essi assegnano più importanza alla questione della loro elezione piuttosto che al vero Vangelo.
Questa dottrina ha trasformato la verità della Cristianità in un’altra religione mondana. Ma è giunto il tempo di rigettare queste dottrine erronee dalla nostra fede, e pertanto dal nostro rapporto con Gesù. Pertanto, tu che leggi devi prima vedere dentro te se la dottrina della predestinazione è corretta o no, ed essere liberato da tutti i tuoi peccati conoscendo e credendo nella grazia di Gesù Cristo. Coloro che sono stati veramente scelti da Dio sono semplicemente coloro che conoscono e credono nella Sua Giustizia e Misericordia.
La predestinazione e l’elezione espresse dalla Verità
Efesini 1:3-5 dice, “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà.” L’elezione espressa in questo passaggio degli Efesini è un’elezione scelta “in Lui (Cristo) prima della creazione del mondo” (Efesini 1:6-7). Ci dice anche che Gesù Cristo non ha escluso una singola persona dalla grazia della salvezza dal peccato.
Da questo passaggio, noi dobbiamo appurare cosa c’è esattamente di sbagliato nella dottrina della predestinazione. L’errore fondamentale di questa dottrina è che è un pregiudizio contro il metro dell’elezione di Dio, e cioè, la sua base riguardo a chi sarà salvato o meno non dipende dalla Parola di Dio, ma invece dalla Sua decisione arbitraria e incondizionata.
Se noi dovessimo basare la nostra fede in Gesù sulla logica di tale predestinazione ed elezione incondizionata, come potremmo mai credere in Gesù nelle nostre nervose incertezze e preoccupazioni? Il Calvinismo predica una falsa dottrina che trasforma il Dio giusto in un Dio sleale e ingiusto. Il motivo per cui Calvino fece un tale sbaglio è che egli tolse la condizione “in Gesù Cristo” dalla predestinazione di Dio, e l’errore è stato abbastanza grave da confondere e fuorviare molti. Ma la Scrittura ci dice chiaramente, “In lui ci ha eletti..” ..”Dio ci ha eletti in Suo Figlio Gesù Cristo” (Efesini 1:4)
Se, come affermano i calvinisti, Dio scelse incondizionatamente alcuni per essere il loro Dio mentre escluse altri senza alcun motivo, cosa potrebbe essere più assurdo di questo? Calvino trasformò Dio in un Dio ingiusto nella mente di molte persone. Ma la Bibbia ci dice in Romani 3:29, “Dio è forse soltanto il Dio dei Giudei? Non è egli anche il Dio degli altri popoli? Certo, è anche il Dio degli altri popoli.” Dio è il Dio di tutti e il Salvatore di tutti.
Gesù è il Salvatore di tutti. Egli diede la redenzione a tutti prendendo tutti i peccati dell’umanità su di Sé tramite il Suo sacrificio sulla croce. La Scrittura ci dice che Cristo salvò ogni peccatore caricandosi tutti i peccati del mondo e portando questi peccati alla Croce (Giovanni 1:29), essendo giudicato per questi peccati al posto nostro (Giovanni 19). Inoltre, Giovanni 3:16 ci dice, “Poiché Dio ha così amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito, affinché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna.” Gesù Cristo si caricò i peccati di tutti, morì sulla Croce, e risuscitò dalla morte per tutta l’umanità nella giustizia di Dio.
La nostra comprensione di coloro che Dio ha chiamato si deve basare sulla Sua Parola. Per fare ciò, osserviamo il passaggio da Romani 9:10-11. “Ma c’è di più! Anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand’ebbe concepito figli da un solo uomo, da Isacco nostro padre; poiché, prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o del male (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio, secondo elezione, che dipende non da opere, ma da colui che chiama).”
Qui si dice che il proponimento di Dio rimane fermo “da Colui che chiama.” Chi, allora, è stato chiamato da Dio in Gesù Cristo? Sono proprio i peccatori che Dio ha chiamato. Tra Esaù e Giacobbe, chi amava Dio? Egli amava Giacobbe. Dio non amava le persone come Esaù, che era pieno della sua giustizia, ma chiamava i peccatori come Giacobbe e consentiva loro di rinascere attraverso la grazia. Questa era proprio la volontà della giustizia di Dio che scelse peccatori come Giacobbe per amarli e chiamarli attraverso Gesù Cristo.
Poiché Adamo era il progenitore di tutti, tutti sono nati come progenie di un peccatore. In Salmi 51, Davide dice che fu concepito nel peccato da quando era nel grembo di sua madre. Poiché gli uomini sono nati come peccatori, essi commettono peccati, nonostante le loro decisioni (e le loro ”chiacchiere ermeneutiche”..). Per tutta la loro vita, essi continuano a portare i frutti del peccato fino all’ultimo. Marco 7:21-27 ci dice che proprio come gli alberi di melo portano le mele e gli alberi di pero portano le pere, gli uomini sono destinati a vivere nel peccato per la loro vita intera perché sono nati con il peccato.
Devi aver avuto un’esperienza di commettere un peccato contro la tua volontà. Ciò avviene perché fin dall’inizio, sei nato peccatore. Gli uomini sono nati con pensieri malvagi inclusi adulteri, fornicazioni, omicidi, furti, bramosia, depravazione, inganno, lascivia, e altri simili peccati nella loro mente. È per questo che ognuno vive la vita nel peccato. Il peccato è ereditato. Poiché siamo nati con i peccati che i nostri progenitori passarono su di noi, noi siamo fondamentalmente determinati a vivere nel peccato. Questo è il motivo per cui noi dobbiamo credere in Gesù come nostro Salvatore e credere nella giustizia di Dio.
Questo significa allora che la prima opera di Dio, Adamo, terminò in un fallimento? No. Dio decise di rendere gli uomini Suoi figli, perciò acconsentì che il primo uomo cadesse nel peccato. Egli fondamentalmente ci permise di essere peccatori per salvarci e renderci Suoi figli con il Sangue di Gesù Cristo. Perciò, noi dobbiamo sapere che siamo nati peccatori senza eccezione. Egli decise di concedere a tutti coloro che credono la benedizione della redenzione dal peccato e di diventare figli di Dio. Questo è il progetto di Dio e il Suo disegno nel creare l’umanità.
Alcune persone possono chiedere nel loro fraintendimento, “Guardate Giacobbe ed Esaù. Non furono uno scelto e l’altro abbandonato da Dio?” Ma Dio non elesse incondizionatamente coloro che insistevano a essere salvati fuori da Gesù Cristo. Egli scelse chiaramente di rendere tutti Suoi figli attraverso Gesù Cristo. Considerando solo il Vecchio Testamento, possiamo avere l’impressione che Dio scelse solo da un lato, ma con il Nuovo Testamento, possiamo inequivocabilmente vedere che Egli scelse persone simili a Giacobbe per salvare tutti i peccatori attraverso Gesù Cristo. Noi dobbiamo avere una chiara comprensione e credere in coloro che Dio chiamò con la Sua Parola.
Tra Esaù e Giacobbe, chi chiamò e amò Dio? Egli non chiamò nessun altro che Giacobbe, un uomo pieno di difetti, inganni e ingiustizie, per amarlo e salvarlo nella giustizia di Dio. Anche tu devi credere in questa verità, che Dio Padre ti ha chiamato attraverso Gesù Cristo nella Sua giustizia.
Perché, allora, Dio scelse persone come Giacobbe? Dio scelse Giacobbe perché era un rappresentante di tutti gli uomini ingiusti. La chiamata di Giacobbe da parte di Dio fu una chiamata congruente con la Sua volontà; una chiamata in accordo con la Parola di Dio che “fummo scelti in Gesù Cristo.” Questa chiamata è anche coerente con la Parola di verità che “rimanesse fermo il proponimento di Dio, secondo elezione, che dipende non da opere, ma da colui che chiama.”
Il modo di salvare i peccatori attraverso Gesù Cristo fu di adempiere completamente la giustizia di Dio con il Suo amore. Questa fu la legge della salvezza, la giustizia di Dio per i peccatori. Per rivestirli nella Sua giustizia, Dio chiamò persone come Giacobbe, che non aveva alcuna sicurezza di sé, e quelli che risposero alla Sua chiamata attraverso Gesù Cristo.
Dio chiamò coloro che erano sicuri di sé e che sembravano proprio buoni? O chiamò coloro che non avevano sicurezza di sé, che erano pieni di difetti? Quelli che Dio chiamò erano persone come Giacobbe. Dio chiamò e salvò i peccatori destinati all’inferno a causa dei loro peccati. Tu devi renderti conto che fin dalla tua nascita, anche tu sei un peccatore che ha bisogno della gloria di Dio, e come tale, eri destinato all’inferno. Tu devi conoscere, in altre parole, il tuo vero io. Dio chiamò tutti i peccatori attraverso Gesù Cristo e li salvò nella Sua giustizia.
Il popolo di Dio sono coloro che sono stati giustificati credendo nella Sua giustizia. Dio predestinò di chiamare tutti i peccatori e redimerli in Gesù, ed Egli adempì quello che aveva predestinato. Questa è la predestinazione e la vera elezione in Gesù Cristo di cui Dio parla. Per comprendere la vera elezione di Dio, noi dobbiamo prima comprendere lo sfondo di questa verità sulla elezione, come è descritto nel Vecchio Testamento.

Lo Sfondo dell’elezione di Dio nel Vecchio Testamento

 
Genesi 25:21-26 ci racconta la storia di Giacobbe ed Esaù mentre erano ancora nel grembo della loro madre, Rebecca. Tra i due, Dio scelse Giacobbe. Calvino basò la sua Dottrina dell’Elezione su questo passaggio, ma noi capiremo presto che la sua interpretazione si discosta dalla volontà di Dio. C’era una ragione per cui Dio amava Giacobbe più di Esaù. Questa ragione è che persone come Esaù, anziché basarsi e confidare in Dio, vivono credendo nelle proprie forze, mentre persone come Giacobbe vivono basandosi e confidando totalmente nella giustizia e misericordia di Dio. Quando si dice che Dio amava Giacobbe più di Esaù, significa che Dio amava le persone come Giacobbe. È per questo che noi fummoeletti in Cristo” (Efesini 1:4).
L’“elezione incondizionata” senza Gesù e fuori dalla giustizia di Dio! è solo una FALSA DOTTRINA cristiana. Quest’idea è analoga all’indurre a credere in un dio della fatalità nella cristianità. Ma la verità ci dice che Dio elesse tutti i peccatori in Gesù. Poiché Dio scelse di salvare tutti i peccatori “in Gesù Cristo,” la Sua elezione fu una giusta elezione. Se Dio avesse scelto Giacobbe incondizionatamente e avesse condannato Esaù infondatamente, sarebbe stato un Dio ingiusto, ma Egli ci chiamò in Gesù Cristo. E per salvare coloro che chiamò, Egli mandò Gesù su questa terra per prendere su di Sé i peccati del mondo, che ha adempiuto la giustizia di Dio, e per versare il Suo prezioso sangue sulla Croce. È così che Dio ci ha scelti e amati attraverso Cristo Gesù.
Noi dobbiamo gettare via i nostri pensieri umani e credere nella Parola della Scrittura, non in una fede di interpretazione ”letterale” piena di gonfia e umana ”esegesi ermeneutica”, ma nella nostra fede spirituale. Dio Padre, in altre parole, scelse tutti noi attraverso Gesù Cristo. Ma come tratta Calvino l’elezione di Dio? La vera fede si trova quando uno conosce e crede nella giustizia di Dio. Credere nel pensiero umano come verità è la stessa cosa che adorare un idolo, non Dio.
Credere nella giustizia di Dio attraverso Gesù è chiaramente distinto dal credere nell’erronea dottrina della predestinazione. Se non conoscessimo e credessimo in Gesù secondo la Parola scritta di Dio, noi non saremmo diversi da mere bestie incapaci di ragionare. Noi siamo stati scelti come figli di Dio mediante il sigillo della giustizia di Dio “in Gesù Cristo.” Noi dovremmo esaminare la nostra fede sulla base della Parola della Scrittura.
Una delle cinque dottrine del calvinismo parla dell’“espiazione limitata”. Questa dottrina afferma che tra le tante persone del mondo, alcune sono state escluse dalla salvezza di Dio. Ma l’amore di Dio e la Sua giustizia non possono essere così ingiusti. La Scrittura ci dice che Dio “vuole salvi tutti gli uomini e che vengano tutti a conoscenza della verità” (1 Timoteo 2:4). Se la benedizione della salvezza fosse una benedizione limitata che è garantita ad alcuni ma non consentita ad altri, ci sarebbero molte persone che abbandonerebbero la loro fede in Gesù. Coloro che credono in tali FALSE DOTTRINE devono ritornare all’essenza del Vangelo che è l’amore di Dio, essere salvati dai loro peccati e ricevere la vita eterna conoscendo e credendo in Gesù Cristo come loro Salvatore. Dio ha salvato tutti attraverso Gesù Cristo con la Sua giustizia.
Se Dio avesse davvero amato alcuni e odiato altri, gli uomini volterebbero le spalle a Dio. Supponiamo che Dio sia proprio qui, proprio adesso. Se Dio scegliesse tutti coloro che sono alla Sua destra per la salvezza e quelli alla Sua sinistra per l’inferno senza alcun motivo, questo sarebbe giusto? Coloro che sono alla Sua sinistra non avrebbero altra scelta che rivoltarsi contro Dio. Se Dio fosse così, allora chi a questo mondo Lo servirebbe e adorerebbe come vero Dio? Tutti coloro che fossero incondizionatamente odiati da Dio protesterebbero e anche loro, a loro volta, odierebbero Dio. Si dice che persino i criminali di questo mondo abbiano la loro morale ed equità. Come potrebbe, dunque, il nostro Creatore essere così ingiusto, e chi crederebbe in un Dio così ingiusto?
Nostro Padre decise di salvare tutti i peccatori con la giustizia di Dio che si trova in Suo Figlio Gesù Cristo! È per questo che la Dottrina calvinista dell’Espiazione Limitata non ha niente a che fare con la giustizia di Dio. Tuttavia a causa di queste erronee dottrine, molte persone vanno purtroppo ancora fuori strada, credendo in Dio in modo errato o allontanandosi da Lui, tutto a causa dei loro fraintendimenti.


Un film infedele
 
Il romanzo di Stephen King dal titolo, ”l’Ombra dello Scorpione” (”The Stand”), fu trasformato in una mini-serie TV qualche anno fa, e fu altamente apprezzato in tutto il mondo. La trama del romanzo si svolge così: nel 1991, un’epidemia colpisce l’America, lasciando in vita solo poche migliaia di persone, che sono “immuni” all’epidemia. Dei sopravvissuti, coloro che istintivamente servono Dio si incontrano a Boulder, Colorado, mentre coloro che adorano l’“uomo scuro” si spostano a Las Vegas, Nevada. I due gruppi ricostruiscono società separate, finché una distruggerà l’altra.
Tra i sopravvissuti, un giovane di nome Stuart sogna ripetutamente che è giunta la fine del mondo, e un’anziana donna di nome Abigail gli dice in sogno di andare in un certo posto, ricordandogli che Dio lo ha già eletto. In questo film, Dio salva questo giovane perché lo aveva predestinato prima della Creazione, anche se egli non credeva in Dio o in Gesù.
Dio, allora, salva incondizionatamente quelli che non credono neanche in Gesù? Naturalmente no. Dio ha predestinato tutti in Gesù Cristo a salvare coloro che credono nella Sua giustizia dai loro peccati.
La trama di questo film si basa sulle Dottrine della Predestinazione ed Elezione di Calvino. Questo film è semplicemente una storia che esprime solo una parte di una dottrina teologica. Come potrebbe Dio decidere arbitrariamente di mandare alcuni all’inferno ed eleggere altri per la salvezza? Poiché Dio è giusto, Egli ha predestinato e scelto tutti attraverso Gesù Cristo, e non c’è nessuno che è interdetto dalla salvezza della Sua giustizia. La predestinazione ed elezione di Dio senza Gesù Cristo sono prive di significato e non bibliche. È deplorevole che tanti continuino ad affermare che Dio elesse alcuni mentre condannò altri.
Fin da prima che creasse l’universo, Dio programmò di salvare tutti i peccatori e di renderli Suoi figli con la Sua giustizia attraverso Gesù Cristo. Egli elesse, in altre parole, tutti i peccatori attraverso il Sacrificio di Gesù. Dunque, in che modo credi?
Credete che i monaci buddisti che meditano profondamente nelle montagne siano esclusi dall’elezione di Dio? Se la predestinazione e l’elezione di Dio fossero incondizionate senza Gesù Cristo, non sarebbe necessario in alcun modo per noi predicare la Sua Parola, né di credere in essa. Se, senza il Salvatore Gesù Cristo, alcuni furono destinati ad essere salvati e altri no, non sarebbe assolutamente necessario per i peccatori di credere in Gesù. Anche il fatto che Gesù ci ha salvati dai nostri peccati attraverso il Suo sangue sulla Croce, alla fine, sarebbe privo di significato. Ma nella giustizia di Dio che si trova in Gesù Cristo, Dio concesse la salvezza anche a questi monaci buddisti che non credono in Gesù, solo se si pentono e Lo riconoscono come Figlio di Dio e loro unico Salvatore rivolgendo il cuore e la mente a Dio.
Ci sono molte persone in questo mondo che vivono la loro vita credendo in Gesù. Se dovessimo dividerli in due gruppi, un gruppo sarebbe di quelli che sono come Esaù e l’altro sarebbe di quelli che sono come Giacobbe. Le persone come Giacobbe identificano se stesse come peccatori destinati all’inferno, e come tali, sono salvate dai loro peccati credendo nel Vangelo dato da Gesù. L’altro gruppo è fatto di persone come Esaù, che cercano di entrare nei cancelli del paradiso aggiungendo i loro gonfi sforzi (anche ermeneutici) alla loro fede in Gesù.
A chi assomigli tu? A Giacobbe o a Esaù? Credi nella giustizia di Dio? O credi nell’erronea dottrina della predestinazione? La tua scelta tra queste due fedi deciderà dove finirai – in paradiso o all’inferno. Tu devi gettare via queste dottrine erronee e ricevere la giustizia di Dio per fare pace con Lui credendo nel Vangelo della grazia, di cui parla la giustizia di Dio. Solo questa fede ci dà la perfetta liberazione dai nostri peccati e la vita eterna.
Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.” (Colossesi2:8)

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Pubblicato da Giona a 2/25/2012

C’è una falsa dottrina insegnata oggi in alcuni ambienti cristiani che afferma che le persone sono predestinate da Dio ad essere o salvate o perdute. Coloro che insegnano questa falsa dottrina utilizzano l’esempio del Faraone (per chi non avesse presente l’episodio.. è al tempo di Mosè e all’uscita di Israele dall’Egitto..) e dicono di guardare come Dio ha indurito il suo cuore in modo che non avrebbe lasciato partire i figli di Israele . In altre parole, dicono che non ha avuto scelta in materia. Così nella prima parte della nostra lezione ci accingiamo ad esaminare questo concetto e a determinare se il Faraone aveva avuto scelta.

La prima cosa che voglio sottolineare è che ci sono 3 diversi modi nei quali la Bibbia dice che il cuore del Faraone era indurito.
Il cuore del Faraone si è indurito.
Esodo 7:13 ”Ma il cuore del Faraone s’indurì ed egli non diede loro ascolto, come l’Eterno aveva detto.” (vedi anche Esodo 7:22 – 8:19 – 9:35)
 
Il Faraone ha indurito il suo cuore.
Esodo 8:15 Ma quando il Faraone vide che vi era un po’ di sollievo, indurì il suo cuore e non diede loro ascolto, come l’Eterno aveva detto.” (vedi anche Esodo 8:32 9:34)
Dio, ha indurito il cuore del Faraone.
Esodo 4:21 ”L’Eterno disse quindi a Mosè: «Quando sarai tornato in Egitto, avrai cura di fare davanti al Faraone tutti i prodigi che ti ho dato potere di compiere; ma io indurirò il suo cuore ed egli non lascerà partire il popolo.” (vedi anche Esodo 7:3 – 9:12 10:1,20,27 – 11:10 – 14:4,8)
Dal momento che la parola di Dio è vera e non si contraddice possiamo fare la seguente dichiarazione, “il Faraone ha indurito il suo cuore e Dio indurito il cuore del Faraone”. Da questo la questione diventa come ha fatto Dio a indurire il cuore del Faraone e come fa Dio ancora a indurire il cuore della gente di oggi?
Prima di tutto direi di sì, Dio indurisce il cuore della gente di oggi nello stesso modo nel quale ha indurito il cuore del Faraone in passato. Ma prima di rispondere alla domanda di come Dio fa questo, prima di tutto dobbiamo esaminare in che modo Dio non fa questo. La falsa dottrina che Dio rende alcune persone salve e alcune persone perdute sta a significare che una persona non ha una volontà libera.
Ma andiamo a vedere molto rapidamente passando dall’AT al NT dove si mostra chiaramente che gli esseri umani hanno una volontà libera e che Dio non viola il libero arbitrio.
Matteo 23:37 “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati! Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!”
Giovanni 5:39-40 ”Voi investigate le Scritture, perché pensate di aver per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di me. Ma voi non volete venire a me per avere la vita.”
Giovanni 7:17 ”Se qualcuno vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, oppure se io parlo da me stesso.”
Apocalisse 22:17 ”E lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ode dica: «Vieni». E chi ha sete, venga; e chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita.”
È da questo passaggio che si vede che la salvezza è offerta a tutti gli uomini. Questo è uno schiaffo in faccia a quelli che insegnano che alcuni sono predestinati ad essere perduti.
Matteo 10:32-33 ”Chiunque perciò mi riconoscerà davanti agli uomini, io pure lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, io pure lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.”
Giacomo 4:4 ”Adulteri e adultere, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio..”
 
proviamo a pensare solo per un minuto che la predestinazione sia vera e Dio imposti da un lato le persone pre-destinate all’inferno e dall’altro le pre-destinate alla salvezza. Premesso che ciò fosse vero, allora significherebbe che Dio mostrerebbe parzialità nel fare la differenza tra una persona e un’altra. Se questa dottrina è vera, allora vorrei suggerire che dobbiamo gettare via le nostre Bibbie perché se questo è vero, allora la Bibbia è sbagliata in:
Atti 10:34 ”Allora Pietro, aperta la bocca, disse: «In verità io comprendo che Dio non usa alcuna parzialità;”
Romani 2:11 ”Perché presso Dio non v’è parzialità.”
Se la predestinazione è vera, queste dichiarazioni avrebbero dovuto essere false. Vedete che ogni volta, quando si inizia a guardare l’argomento logicamente, si può chiaramente vedere come la predestinazione sia una falsa dottrina (e come siano ingannati coloro che la propagano come verità agli altri, distorcendo la Parola di Dio a loro vantaggio). Si noti adesso un po’ più di versi che si scontrano contro la predestinazione.
1 Timoteo 2:3-4 ”Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità.”
2 Pietro 3:9 ”Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento.”
Ancora una volta, pensate, se la predestinazione fosse vera allora ciò significherebbe che noi non abbiamo assolutamente alcun controllo sul nostro destino. Ciò renderebbe inutile la Bibbia, perché se non abbiamo il controllo del nostro tempo e noi siamo già stati salvati o condannati non ci sarebbe più alcun bisogno di usare la Bibbia come nostra guida. …!
Filippesi 2:12 ”Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore.”
Come potrebbe essere possibile compiere la nostra propria salvezza se fosse già stato predeterminato se noi saremo eternamente perduti o salvati?
Diamo un’occhiata a chi la Bibbia dice che saranno perduti, e come questo verrà determinato.
2 Tessalonicesi 1:8 ”in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono all’evangelo del Signor nostro Gesù Cristo.”
Ebrei 5:8-9 ”Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì, e, reso perfetto, divenne autore di salvezza eterna per tutti coloro che gli ubbidiscono.”
Queste sono le persone che andranno in perdizione, sono quelli che rifiutano di conoscere il Signore e quelle che si rifiutano di obbedire al Vangelo. In Giosuè è molto chiaro che le persone hanno la scelta di chi possono servire.
Giosuè 24:15 ”E se vi pare cattiva cosa servire l’Eterno, scegliete oggi chi volete servire, o gli dèi che servirono i vostri padri di là dal fiume, o gli dèi degli Amorei, nel cui paese voi abitate; quanto a me e alla mia casa, serviremo l’Eterno.”
Dopo tutto quello che è stato mostrato finora non ci dovrebbe essere alcun dubbio che Dio non indurisce il nostro cuore violando il nostro libero arbitrio, e non l’ha fatto neanche nell’indurire il cuore del Faraone, violando la sua libera volontà. È stato anche chiaramente dimostrato che la falsa dottrina della predestinazione semplicemente non ha verità in lei.
Ora è il momento di rispondere alla domanda su come ha fatto Dio a indurire il cuore del Faraone e come si indurisce il cuore della gente di oggi?
Credo che la risposta alla nostra domanda si trova nella Parabola dei quattro terreni (del seminatore).
Marco 4:4 ”Or avvenne che mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada e gli uccelli del cielo vennero e la mangiarono..” 
 
Questo terreno è il terreno indurito del percorso dove la gente cammina e compatta la terra verso il basso, e così come il seme non può penetrare nel terreno indurito, neanche la parola di Dio può penetrare nel cuore di qualcuno che resista alla Sua verità. Questo è esattamente come Dio indurisce il cuore del Faraone, e come indurisce il cuore della gente di oggi. Il Faraone viene presentato nella Bibbia con il comando di Dio di permettere alla Sua gente di andarsene, o avrebbe avuto delle conseguenze. Ma il Faraone di sua spontanea volontà indurirà il suo cuore resistendo al comando di Dio. La stessa cosa vale anche oggi. Quando la parola di Dio viene insegnata ai perduti ed essi scelgono di resistere alla verità, Dio indurisce il loro cuore, perché non vogliono accettare la volontà di Dio. Quindi vediamo che Dio indurisce il cuore delle persone, presentando loro i Suoi comandi a cui semplicemente non vogliono obbedire.
Questo è ciò di cui Stefano ha accusato gli ebrei poco prima di essere lapidato a morte.
Atti 7:51 ! ”Uomini di collo duro ed incirconcisi di cuore e di orecchi, voi resistete sempre allo Spirito Santo; come fecero i vostri padri, così fate anche voi.”
Abbiamo imparato che la predestinazione non è vera e che Dio non viola il nostro libero arbitrio. Abbiamo anche imparato che dobbiamo stare attenti a non indurire il nostro cuore a causa della verità di Dio o potremmo ritrovarci a condividere la sorte del diavolo. Finiamo questa lezione con quello che ha detto Giosuè..
Giosuè 24:15 ”scegliete oggi chi volete servire” !
ora questo mi domando, e vorrei ve lo domandaste anche voi.. può una qualunque persona che si definisce un apostolo di Dio, e crede e vi propina questa falsa dottrina come verità, non essere in errore anche in varie altre cose assieme a chi lo segue?
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Ed Griffin’s news – ancora buone notizie!

GriffinPerchè buone notizie? Perchè, a seconda dei casi, vediamo che non siamo soli, nella difesa per i diritti umani, o che si può vincere, come nel caso della contea del New Jersey, o che, come nel caso dei fuoriusciti dalla Bank of America o dal governo inglese le malefatte vengono alla luce. Buona lettura. (Essendo un po’ di fretta, metto originale in inglese e traduzione automatica…. non vi arrabbiate…)

dementia

Alzheimer’s and dementia patients who consume as little as one gram of turmeric a day for 3 months can experience remarkable improvements. NaturalNews 2013 Jun 19 (Cached)

Alzheimer e pazienti affetti da demenza che consumano meno di un grammo di curcuma al giorno per 3 mesi può sperimentare notevoli miglioramenti. NaturalNews 2013 19 giugno (cache)

(commento mio: più diffondiamo queste buone notizie e più saremo in salute e liberi dai farmaci)

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Former employees say Bank of America told them to lie to homeowners. [They also say that the bank rewarded employees who put homes in foreclosure.] The Week 2013 Jun 18 (Cached)

Ex dipendenti dicono che Bank of America ha detto loro di mentire ai proprietari di case. [Dicono anche che la banca premiato i dipendenti che hanno messo case in preclusione.] The Week 2013 18 giugno (cache)

(commento mio: cominciano a bvenire fuori i comportamenti antisociali delle banche….)

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Illinois passed a law requiring gas and oil hydraulic fracturing drillers to disclose their secret chemicals and to test ground water before and after for contamination. [If the water is found to be contaminated, the drillers will be held liable. It’s about time. Now, it they will only require that those who do the testing are independent of the drillers.] AP 2013 Jun 17 (Cached)

Illinois ha approvato una legge che richiede olio di trivellatori fratturazione idraulica gas e di rivelare i loro segreti e di prodotti chimici per testare l’acqua a terra prima e dopo per la contaminazione. [Se l’acqua si trova ad essere contaminato, i trivellatori saranno ritenuti responsabili. Era ora. Ora, si richiede solo che coloro che fanno il test sono indipendenti dal trivellatori.] AP 2013 17 giugno (cache)

(commento mio: finalmente qualcuno che i obbliga a rendere note le schifezze che iniettano e che inquinano l’acqua. Loro prima si erano sempre rifiutati di dirlo dicendo che era un “segreto commerciale”. Ma come? Avremo pure il diritto di sapewre se ci state avvelenendo o meno?)

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Western intervention in the Syrian conflict took center stage at the G8 meeting in Northern Ireland when Russia’s President Putin asked UK Prime Minister Cameron why he wants to arm rebels who, literally, engage in cannibalism.OKCTS9 2013 Jun 17

Intervento occidentale nel conflitto siriano ha preso il centro della scena in occasione della riunione del G8 in Irlanda del Nord, quando il Presidente russo Putin ha chiesto il primo ministro britannico Cameron perché vuole ribelli del braccio che, letteralmente, impegnarsi in cannibalism.OKCTS9 2013 17 giugno

(commento mio: meno male che c’è Putin che, di fronte a tutti, queste cose gliele dice.)

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President Obama gestures during remarks on immigration reform in the East Room of the White House on Tuesday, June 11, 2013, in Washington. (AP Photo/Evan Vucci)

South Africa: Muslim Lawyers Association calls for Obama’s arrest for war crimes during his visit next week. [They are objecting to his killer-drone program that targets Muslims.] Washington Times 2013 Jun 16 (Cached)

Sud Africa: Muslim Lawyers Association chiede l’arresto di Obama per i crimini di guerra durante la sua visita la prossima settimana. [Essi si oppongono al suo programma di killer-drone che prende di mira i musulmani.] Washington Times 16 giugno 2013 (cache)

(commento mio: ironia della sorte… prima volta nella storia di un presidente nero… e viene criticato proprio in sudafrica!)

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https://i2.wp.com/www.hindustantimes.com/Images/Popup/2013/6/18_06_13-metro17.gif

Whistleblower, Edward Snowden, has disclosed new documents showing that, in 2009, the British government set up phony internet cafes to intercept emails and phone calls of delegates from foreign nations at the G20 conference.[This same government is hosting a G8 conference in Northern Ireland.] AFP 2013 Jun 16 (Cached)

Whistleblower, Edward Snowden, ha rivelato nuovi documenti che mostrano che, nel 2009, il governo britannico ha istituito internet cafè fasulle per intercettare mail e telefonate di delegati provenienti da nazioni straniere alla conferenza del G20. [Questo stesso governo ospita una conferenza del G8 in Irlanda del Nord.] AFP 2013 16 giugno (cache)

(commento mio: vero il proverbio che dice che le bugie hanno le gambe corte…. non riescono a tenerle segrete, queste cose!)

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New Jersey: The entire Hackensack City Council was voted out after using eminent domain to seize private property that the owner wanted to develop. [A grassroots organization called Citizens for Change won every seat in the election after organizing an anti-corruption campaign. This shows what can be done when citizens get organized and take action. Why fight city hall when you can become city hall?] Institute for Justice Posted 2013 Jun 15 (Cached)

New Jersey: L’intero Consiglio Hackensack City è stato votato fuori dopo l’utilizzo di esproprio per sequestrare proprietà privata che il proprietario ha voluto sviluppare. [Un’organizzazione di base chiamato Cittadini per il cambiamento vinto ogni seggio nelle elezioni dopo aver organizzato una campagna anti-corruzione. Questo mostra cosa si può fare quando i cittadini di organizzarsi e di agire. Perché combattere municipio quando si può diventare municipio?] Istituto per la Giustizia Posted 15 giugno 2013 (cache)

(commento mio: ce la possiamo fare!)

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Iceland has halted progression toward joining the EU. [The majority of Icelanders now want no part of the EU, and their leaders are compelled to bow to this sentiment. Iceland allowed its banks to fail and now is enjoying economic growth, while economically distressed countries in the EU continue to suffer. It is hard to argue with success.]Quartz Posted 2013 Jun 15 (Cached)

L’Islanda ha fermato la progressione verso l’adesione all’UE. [La maggior parte degli islandesi ora non voglio far parte della UE, ei loro leader sono costretti a piegarsi a questo sentimento. L’Islanda ha permesso le sue banche a fallire ed ora si sta godendo la crescita economica, mentre i paesi economicamente in difficoltà nella UE continuano a soffrire. E ‘difficile discutere con successo.] Quarzo Inviato 15 giugno 2013 (cache)

(commento mio: un altro precedente importante!)

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Il solve et coagula, ossia il disvelamento dopo l’inganno è la parte più sopraffina di questa diabolica strategia per annientarci (facendoci beare, come in questo articolo). Evitiamo di farci facili illusioni, perchè i Falsi Profeti si trincerano dietro l’idilliaca immagine di chi parendo dalla tua parte in realtà sta solo finendo di sabotare il residuo delle nostre illusioni.
Eppure a noi che questa gente ora dice di essersi sbagliata, per esempio il FMI con la Grecia; o molti parlamentari italiani sulla eventualità di uscire dall’Euro; o Griffin’s ed IlFattoQuotidiano con il Signoraggio, non dovrebbe importarci, perchè se anche ne parlassero bene sarebbe perchè gli hanno detto di fare così. Infatti, stanno solo cambiando paradigma, per isolarci, renderci poco credibili; e poi sferrare il colpo finale.

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