Jim Dean New Oriental Outlook, 06.10.2013

E per quanto riguarda chi è interessato agli ebrei che controllano l’America, vedano le cose in questo modo. Se non è vero, non c’è niente di cui preoccuparsi. Se è vero, è meglio, sarebbe molto bello per noi“, Aaron Breitbart, Simon Wiesenthal Center, Los Angeles

Campaign-2012-Obama-Netanyahu-20120302Io, Io… che differenza può fare una telefonata. Ovviamente nessuno si aspettava che in Israele, da venerdì sera, i likudnik si agitassero in preda al panico. Avevano schierato tutta la loro intelligence per convertire il mancato intervento degli Stati Uniti contro la Siria in un prepotente soprassalto dello spauracchio sul programma nucleare iraniano. Ma l’AIPAC s’è schiantato e bruciato di nuovo. Netanyahu ha preso in giro se stesso di fronte alle Nazioni Unite, ancora una volta, cosa che tutti sanno non imbarazzarlo affatto, e sembra neppure gli israeliani. Bibi è su una nave che affonda per la sua scommessa sulla minaccia dell’Iran, perché un numero crescente di Paesi occidentali ha pubblicamente annunciato, uno per uno, di essere disposti a migliorare le relazioni con l’Iran. Ci sono stati due eventi chiave che hanno contribuito a chiarire il percorso della telefonata della svolta. L’Unione europea ha messo il suo prestigio nella lista dei singoli Paesi che migliorano le relazioni con l’Iran. Poi c’è stato il vertice alle Nazioni Unite con il gruppo P5 +1, che ha generato commenti sulla stampa molto promettenti riguardo “la risoluzione di tutte le questioni in sospeso“, per la prossima riunione di ottobre.

Le pretese della stampa statunitense hanno accreditato Obama sull’iniziativa della telefonata a Ruhani, potendo così testarne la ricezione al suo ritorno a casa, in Iran. Nel settore delle PR lo si chiama ‘messa in scena’. Ma Obama in realtà segue, e non guida. Tutte le aperture pubbliche degli altri Paesi all’Iran hanno preparato il terreno ad Obama, per poter dare a Bibi la cattiva notizia… che la bufala della minaccia nucleare dell’Iran è un cane morto. E’ giunto il momento per il mondo di andare avanti. Bibi corre a Washington per vedere Obama, lunedì. Ha anche ordinato a tutto il suo governo di imbavagliarsi, nessuno doveva commentare pubblicamente sui media ciò che dimostra la storica telefonata. Come affermato da una fonte anonima israeliana, “Netanyahu teme che si dirigano verso un pessimo accordo con l’Iran, e se è così, preferisce non ci sia alcun accordo“, ha detto la fonte. Vorrei chiedere al torbido Netanyahu, di quale accordo sta parlando. Hanno solo accettato di parlare. Ogni accordo è ovviamente ancora in ipotesi, per ora. L’Iran è già inciampato scioccamente nella pretesa che le sanzioni siano eliminate prima di iniziare la trattativa, un grande e inutile errore da parte sua. Quello che penso di Bibi, ma non vorrei dire, è che lui e i suoi estremisti del Likud vedono che la possibilità che l’esercito e il denaro dei contribuenti statunitensi siano usati per eliminare un avversario dei sionista, stia sparendo. I Primi ministri israeliani, a lungo, hanno venduto al pubblico israeliano la loro capacità di avere l’aiuto militare e il sostegno dei contribuenti statunitensi. Le armi di distruzione di massa d’Israele rendono gli aiuti degli Stati Uniti tecnicamente illegali, ma questi continuano a mostrare che ‘una correzione’ stia ancora consolidando le proprie competenze in politica estera. Gli israeliani vedono i loro capi come se manipolassero la politica statunitense. Se ne sono anche vantati pubblicamente. Ho il sospetto che Bibi arriverà a Washington con un piano in due parti. Cercherà di far deragliare qualsiasi normalizzazione degli Stati Uniti con l’Iran, forse minacciando qualcosa come costruire altri 5000 nuovi insediamenti in Cisgiordania. Oppure potrebbe cercare di estorcere la promessa di ottenere armi nucleari statunitensi di quarta o addirittura quinta generazione, in sostituzione delle ADM che gli israeliani hanno già, come premio di consolazione.
I sionisti radicali non possono immaginare un mondo in cui non hanno una crescente forza d’attacco nucleare. E per averla, devono tirare fuori questi spauracchi fasulli, per nascondere il fatto che hanno già queste armi offensive. I babbei hanno anche testato i loro nuovi missili balistici a lungo raggio, proprio nel bel mezzo del dramma del minacciato attacco alla Siria. E poi hanno testato due missili lanciati dai sottomarini. Penso che Netanyahu senta che il vento stia cambiando, che senza una qualche minaccia esterna artificiale, non vi sia alcuna reale necessità per Israele di tenersi il suo non dichiarato arsenale di ADM. Ciò significa che è a un passo dal sentirsi chiedere di consegnare quello che ha, nell’ambito di un piano di pace regionale. Rifiuterà, naturalmente, aprendo le porte alle sanzioni, che il mondo intero sosterrebbe subito. Chi lo meriterebbe più dei sionisti? La Lega araba già appoggia questo desiderato ‘Medio Oriente libero dalle ADM’, e l’unica cosa che ha protetto Israele in tutti questi anni, è la corruzione della politica statunitense. Per avere i finanziamenti politici ebraici, nel cuore della campagna elettorale, tutti i candidati hanno dovuto giurare fedeltà alla supremazia militare totale d’Israele su tutta la regione. Questo assegno in bianco a sostegno della politica israeliana, è stato un fallimento totale e causa di tanta miseria e distruzione in Medio Oriente, solo così i politici statunitensi potevano contare sui contanti ebraici per la loro campagna. Tutti coloro che l’hanno fatto, violavano il loro giuramento, mettendo a rischio la sicurezza nazionale statunitense per un piccolo Paese mediorientale di nessuna importanza strategica.
Proprio nel bel mezzo di tutto questo, Israele ha chiesto un grosso aumento supplementare in aiuti militari statunitensi. Caspita, sembra che vogliano che gli USA gli comprino i loro ICBM, proprio quando affrontiamo la chiusura per il tetto del debito. Gli statunitensi sono sempre al passo con il registratore di cassa d’Israele. Il fascino politico dell’offensiva iraniana continua ad essere sempre più pressante, alle sessioni delle Nazioni Unite. Il ministro degli Esteri Zarif ha fatto centro rispondendo agli insulti da quattro soldi di Netanyahu sui tentativi dell’Iran per una riconciliazione. “L’offensiva del sorriso è assai meglio dell’offensiva della menzogna. Netanyahu e i suoi pari hanno detto, fin dal 1991… che l’Iran è a sei mesi dall’avere un ordigno nucleare. E sono passati quanti anni, 22? E ancora dicono che siamo a sei mesi dalle armi nucleari”. Caro Bibi, Zarif se ne fa beffe delle tue sparate, e il notiziario domenicale della ABC, pure. Sento cambiare il vento, Bibi, e penso che anche tu lo senti. Volevo controllare ciò che gli agenti dello spionaggio israeliano faranno, di lavoro straordinario la domenica. Ciò di solito comporta tirar fuori i media e think tank da loro controllati e far spargere materiale, già preparato da qualche ‘esperto’, con un documento importante o qualche intervista televisiva. Non ho avuto bisogno di aspettare molto.
Il Los Angeles Times, la Tel Aviv sul Pacifico, aveva un articolo di Paul Richter. La mia scommessa era che i sionisti avrebbero preteso il divieto totale di qualsiasi attività nucleare dell’Iran, quale unico modo con cui il mondo potrebbe essere messo al sicuro da un Paese, che non ha attaccato nessuno in 1000 anni. Avevo ragione. Mark Dubowitz della pro-sanzioni Fondazione per la Difesa delle Democrazie, pigolava che il diritto al riprocessamento dell’Iran previsto dal TNP, sia in qualche modo oggetto di soggetti estranei, come il desiderio d’Israele di annullarlo. La FDD è uno dei più grandi think tank neocon filo-israeliani che abbiamo, con personaggi famosi come l’ex-direttore della CIA James Woolsey, che vuole che Jonathan Pollard sia rilasciato quando lui e gli israeliani hanno ucciso più persone di qualsiasi uomo della CIA, nella storia. Woolsey deve essere considerato un traditore della fedele comunità dell’intelligence, che vorrebbe vederlo con Pollard a condividere la cella. L’intelligence israeliana spesso s’infiltra in questi grandi gruppi di riflessione, a fini di controllo, perché vi sono pezzi da novanta, come ex-politici e capi dipartimento, quale Loui Freeh dell’FBI, rendendo difficile investigare, se non impossibile… questo è il punto. La FDD è una copertura per le aggressive operazioni di cambiamento di regime all’estero, e sembra rappresentare una varietà di benefattori, anche degli interessi stranieri. Per esempio, sosterebbe il terrorismo di al-Qaida in Siria senza battere ciglio. Dovrebbe cambiare il nome in Fondazione per la democrazia del terrorismo. Altri articoli del LA Times affermano che qualsiasi ritrattamento nucleare iraniano serva solo a poter continuare a nascondere gli impianti per costruire la bomba. La bufala è stata smascherata da secoli da chi segue le procedure di ispezione. Queste élite dei media e dell’impostura, dimenticano che noi contadini sappiamo leggere.
L’AIEA ha confermato con i suoi controlli che non un grammo di materiale nucleare iraniano è andato disperso. Non è una novità per noi di Veterans Today, come per il nostro esperto nucleare Clinton Bastin, per 40 anni al dipartimento di Energia, che sa come come tutti i depositi siano sotto costante monitoraggio e siano in grado di rilevare qualsiasi deviazione quasi in tempo reale. Abbiamo anche altre fonti che confermano che le strutture segrete per la bomba sono un’altra beffa, con la nostra tecnologia satellitare che rileva il ritrattamento… ovunque, e potendolo fare da molto tempo. Non posso dire come o mi sparerebbero, e preferirei continuare a scrivere queste righe per voi. La gente sa in fondo che la minaccia nucleare dell’Iran è solo una grande operazione psicologica truffaldina, fin dall’inizio. E’ stata utilizzata per preparare i cittadini ad accordare fiducia a un futuro attacco all’Iran, quando quelle stesse persone non avrebbero creduto che il loro governo gli mentiva in faccia, e perché. Scriverò oltre su quali siano queste ragioni. Dovete solo fare un lungo viaggio sulla strada della memoria delle guerre passate, per scoprirne il perché.

Jim W. Dean è caporedattore di VeteranToday.com, produttore di Heritage TV Atlanta, membro della Associazione dei funzionari dei servizi segreti e dei Figli dei Veterani confederati, appositamente per New Oriental Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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La Terra Persa. Una storia poco occidentale sulla Terra Promessa per il sionismo e Perduta per tutti gli altri

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LA TERRA PERSA

Una controstoria poco occidentale, per nulla reticente, in fondo cristiana, sulla terra Promessa agli ebrei, Negata a musulmani e cristiani, Svenduta dagli Alleati, Sequestrata dal sionismo, Proibita ai suoi figli legittimi, Perduta per tutti.

Israele, Palestina e Medioriente ieri, oggi, forse domani: quel che “l’informazione” non dice.

UN BREVE SAGGIO

di Andrea Virga

DUE PESI E DUE MISURE

I media democratici di altri Paesi si sono spesso preoccupati ogniqualvolta in un Paese occidentale acquisivano rilevanza politica partiti giudicati di volta in volta pericolosamente “populisti”, “xenofobi”, “nazionalisti”, “razzisti”, “neofascisti” o (Dio non voglia!) “neonazisti” (il non plus ultra dell’esecrazione democratica). È il caso di Haider in Austria, di Le Pen in Francia, di Geert Wilders nei Paesi Bassi, della Polonia dei fratelli Kaczinsky o, più recentemente dell’Ungheria di Viktor Orban, quest’ultima colpevole nientepopodimeno di voler sottoporre a controllo politico la Banca centrale (sacrilegio!). Addirittura, nel 2000, si giunse a sanzioni e minacce di boicottaggio da parte europea nei confronti dell’Austria, colpevole di aver democraticamente eletto il FPÖ di Jorg Haider come partito di governo.

Ora, una simile azione rappresenta certo un’intollerabile ingerenza nei confronti di (quello che dovrebbe essere) uno Stato sovrano. Tuttavia, per una volta è interessante applicare il medesimo metodo nei confronti di un Paese che non è mai oggetto (semmai autore!) di simili critiche sui media occidentali; un Paese che si fregia di essere “l’unica democrazia del Medio Oriente”; un Paese i cui apologeti e cittadini sono spesso in prima linea nel denunciare “la minaccia dell’estrema destra” in Europa. Questo Paese è lo Stato d’Israele. Questo breve articolo non intende tanto esaminare le (pur numerosissime) contraddizioni d’Israele – altri l’hanno già fatto meglio di me – ma sollevare l’attenzione sulla composizione del Parlamento israeliano (la Knesset) e sui partiti che vi sono presenti, e che rappresentano quindi (almeno in linea teorica) le posizioni dell’elettorato israeliano.

I MODERATI: CRIMINALI DI GUERRA IN PARLAMENTO

La Knesset (“assemblea”)[1] è un Parlamento unicamerale che detiene il potere legislativo; ha 120 deputati, eletti a scadenza quadriennale con metodo proporzionale, liste chiuse e soglia di sbarramento al 2%, che ne fanno uno dei parlamenti con più partiti (attualmente 14) e meno stabilità al mondo (25 mesi è la durata di un governo medio). Ha il potere di discutere e passare tutte le leggi, anche di natura costituzionale (le Leggi di Base), con una maggioranza semplice. Elegge il Presidente e propone a quest’ultimo il Primo Ministro e il Controllore di Stato; può rimuovere ciascuna di queste cariche e sospendere l’immunità dei suoi stessi membri; approva il governo e ne supervisiona il lavoro; può sciogliere se stessa. Come si può vedere, è quindi l’organo più importante della politica israeliana.

Alle ultime elezioni (anticipate), il 10 febbraio 2009, la soglia di sbarramento è stata superata da 12 liste, per un totale di 18 partiti, che esamineremo ora uno per uno. Il primo partito (22,47% dei voti e 28 seggi) è Kadima (“Avanti”), fondato dal criminale di guerra Ariel Sharon (riconosciuto “personalmente responsabile” del massacro di Sabra e Chatila da una commissione israeliana [2]), a partire dai moderati del suo partito (il Likud) e del partito laburista. Fino alle elezioni precedenti, era al governo con Ehud Olmert (attualmente sotto processo per frode, corruzione ed evasione fiscale) come Primo Ministro, mentre ora è all’opposizione. Il suo attuale leader è Tzipi Livni, famosa per aver dichiarato, durante l’operazione “Piombo Fuso”, che «non c’è nessuna crisi umanitaria a Gaza»[3]; il suo ruolo come Ministro della Giustizia in quegli eventi le fruttò un mandato d’arresto per crimini di guerra da parte di una corte inglese, poi ritirato [4]. Anche l’attuale Presidente, Shimon Peres, è di Kadima (anche se di estrazione laburista); di lui ricordiamo l’affermazione secondo cui «anche l’Iran può essere cancellato dalla carta geografica»[5].

La piattaforma del partito, sulla questione israelo-palestinese sostiene [6]: «La nazione israeliana ha un diritto storico e nazionale all’intero Israele. Tuttavia, al fine di mantenere una maggioranza ebraica, parte della Terra d’Israele deve essere ceduta per mantenere uno stato ebraico e democratico. Israele rimarrà uno stato e una patria ebraica. La maggioranza ebraica in Israele sarà preservata tramite concessioni territoriali ai palestinesi. Gerusalemme e i grandi insediamenti di coloni sulla Sponda Occidentale saranno tenuti sotto controllo israeliano. L’agenda nazionale israeliana per porre fine al conflitto israelo-palestinese e ottenere due Stati per due nazioni sarà la tabella di marcia. Verrà portata avanti per stadi: smantellare le organizzazioni terroristiche, collezionare armi da fuoco, implementare riforme di sicurezza nell’Autorità Palestinese, e prevenire sedizioni. Alla fine del processo, uno stato palestinese demilitarizzato privo di terrorismo sarà stabilito.» Anche se non sembra, Kadima nello spettro politico israeliano è un partito di centro (diciamo di centrodestra), moderato e liberale.

IL CENTRODESTRA: GLI EREDI DEL FASCISMO SIONISTA

Il partito di governo, il secondo alle elezioni (21,61% voti; 27 seggi), è il Likud (“consolidamento”), storico partito di destra, nazionalista, liberista e conservatore, che affonda le sue radici nel sionismo revisionista, ossia quell’ala del movimento sionista capeggiata da Ze’ev Jabotinsky, che rivendicava anche la Transgiordania e intratteneva stretti rapporti con i fascismi europei [7]. Il suo leader, nonché Primo Ministro in carica è Benjamin Netanyahu, il quale, tra le altre cose, sostiene che l’Iran sia una minaccia paragonabile alla Germania nazionalsocialista e che quindi debba essere fermato (ovvero aggredito preventivamente) prima che si munisca di armi nucleari [8] e che l’evacuazione dei coloni da Gaza è stata un errore [9]. Le sue condizioni di pace, espresse in un discorso all’Università di Bar-Ilan, prevedono esplicitamente che Israele conservi l’intera città di Gerusalemme, che le colonie nei territori siano mantenute, e che il futuro Stato palestinese sia del tutto demilitarizzato [10].

Quasi un miglioramento se consideriamo che lo stesso Likud, nel suo programma del 1999 proclamava: «a) Il fiume Giordano sarà il confine orientale permanente dello Stato di Israele; b) Gerusalemme è la capitale unita, eterna dello Stato d’Israele e solo d’Israele. Il governo rifiuterà completamente le proposte palestinesi di dividere Gerusalemme; c) il Governo d’Israele rifiuta completamente la costituzione di uno stato arabo palestinese a ovest del fiume Giordano; d) le comunità ebraiche in Giudea, Samaria e Gaza sono la realizzazione dei valori sionisti. L’insediamento della terra è una chiara espressione del diritto inoppugnabile del popolo ebraico alla Terra d’Israele e costituisce un importante valore nella difesa degli interessi vitali dello Stato d’Israele. Il Likud continuerà a rafforzare e sviluppare queste comunità e preverrà il loro sradicamento» [11].

ESTREMISMO NAZIONALISTA DI UN PARTITO D’IMMIGRATI

Tuttavia, per governare il Likud ha dovuto coalizzarsi con tutta una serie di partiti minori, primo fra tutti il terzo (11,70% voti; 15 seggi), ossia Yisrael Beiteinu (“Israele è la nostra casa”), partito laico e nazionalista, anch’esso nel solco del sionismo revisionista, che rappresenta gli interessi degli immigrati russi, e si pone alla destra del Likud. Esso vuole incoraggiare l’immigrazione ebraica in Israele (ma solo per gli Ebrei di sangue e i convertiti al giudaismo ortodosso) e propone il cosiddetto Piano Liebermann, che prevede lo spostamento delle frontiere israelo-palestinesi per creare due Stati etnicamente più omogenei, ovvero cedendo la regione frontaliera del Triangolo, abitata da Arabi (ma non altre aree abitate da Arabi nel Negev e in Galilea) alla Palestina ed annettendo invece ad Israele tutte le colonie in Cisgiordania vicino al confine.

Nonostante questo partito, spesso in contrasto con la destra religiosa, neghi di essere ultranazionalista, varie affermazioni del suo leader, Avigdor Liebermann, vanno nella direzione opposta. Durante l’operazione Piombo Fuso, aveva affermato che Israele avrebbe dovuto «continuare a combattere Hamas proprio come gli Stati Uniti hanno fatto con i Giapponesi nella Seconda Guerra Mondiale […] anche allora l’occupazione del territorio non era necessaria» [12]: considerando che Israele possiede armi nucleari, non è difficile capire a cosa si stesse riferendo. Ma già precedentemente aveva sostenuto che sarebbe stato meglio annegare i prigionieri palestinesi nel Mar Morto piuttosto che rilasciarli [13], e che i parlamentari arabi israeliani che avevano dialogato con Hamas meritavano di essere giustiziati in quanto collaborazionisti [14]. Nonostante tanta disinvoltura con le parole, tra cui insulti nei confronti di Mubarak e la proposta di bombardare la Diga di Aswan [15], è attualmente Ministro degli Esteri, dove può mettere a profitto la propria diplomaticità. Anche Liebermann ha avuto guai con la giustizia, oltre ad essere stato condannato a pagare una multa per aggressione ad un dodicenne, è ora sotto processo per frode e riciclaggio [16].

LA SINISTRA ISRAELIANA: POCHI E POCO EFFICACI

Il quarto partito, il Partito Laburista Israeliano (9,93% voti; 13 seggi), deriva dalla tradizione politica del sionismo laburista, ed è ormai un partito di centro, socialdemocratico e sionista moderato. Il suo leader, Ehud Barak, già agente delle forze speciali e dei servizi militari, è Ministro della Difesa, e tale era anche nel governo precedente, quando condusse l’operazione Piombo Fuso contro la popolazione di Gaza. Anche questo partito faceva parte della coalizione di governo, prima di uscirne nel gennaio 2011, per insoddisfazione verso lo stallo nelle trattative di pace. In quel frangente, Ehud Barak e altri quattro deputati si staccarono dal partito, formando il nuovo partito Indipendenza, più centrista, il quale rimane al governo.

Alla sinistra dei laburisti, troviamo Nuovo Movimento-Meretz (“Vitalità”) (2,95% voti; 3 seggi), l’unico partito sionista che si può considerare effettivamente di sinistra, con posizioni a tutela della laicità dello Stato, del welfare, dell’ambiente, dei diritti delle minoranze. Questo partito sostiene la formula “due popoli/due Stati” e il ritiro dalla maggior parte degli insediamenti, ma non ha una posizione chiara sul diritto di ritorno per i profughi palestinesi e sul diritto all’obiezione di coscienza. Riunendo assieme i resti del Partito Laburista e Meretz, possiamo affermare che la sinistra israeliana e sionista conta ben 11 deputati su 120!

ANCORA PIÙ A DESTRA: ULTRANAZIONALISTI E FONDAMENTALISTI

Il deputato israeliano Benari, fanatico sionista, strappa nel parlamento le pagine del Vangelo, ricoprendole di insulti e sputi. Non che avesse tutti i torti: si trattava di una bibbia di sette protestanti americane… completamente falsata.

D’altra parte, altre quattro liste sono state elette in Parlamento alla destra di Yisrael Beiteinu. Unione Nazionale (3,34% voti; 4 seggi) comprende quattro partitini di estrema destra (Moledet, Hatikva, Eretz Yisrael Shelanu e Tkuma). Il deputato Uki Ariel si è messo in luce per aver difeso gruppi di giovani coloni, colpevoli di aggressioni all’esercito israeliano [17]. Recentemente poi, l’altro deputato Michael Ben Ari, già dichiarato persona non grata negli Stati Uniti [18], ha mostrato la sua tolleranza religiosa, strappando pubblicamente un Vangelo [19]. Vediamo ora la piattaforma elettorale di questa coalizione [20]: Gerusalemme capitale eterna ed indivisibile dello Stato d’Israele, soluzione militare del conflitto israelo-palestinese, diritto di rappresentanza politica solo per i partiti che riconoscono la natura ebraica d’Israele, servizio militare obbligatorio anche per gli ultraortodossi, condanna dell’evacuazione delle colonie a Gaza e in Samaria, rafforzamento dei legami con la diaspora ebraica, affermazione delle colonie come realizzazione del sionismo, colonizzazione ebraica della Galilea (area israeliana a maggioranza araba), mantenimento del Golan.

La lista La Casa Ebraica, composta principalmente dal Partito Nazionale Religioso, originariamente alleata alla precedente, ha poi corso da sola (2,87% voti; 3 seggi). Le sue posizioni sono ispirate al sionismo religioso e affermano un unico Stato ebraico, tra Giordano e Mediterraneo. Le altre due liste di estrema destra, sono invece molto più influenti e rappresentano gli Ebrei ortodossi e ultraortodossi. Giudaismo della Torah Unito (4,39% voti; 5 seggi) è formata dai due partiti Agudat Israel (“Unione d’Israele”) e Degel HaTorah (“Bandiera della Torah”), rappresentanti rispettivamente gli ultraortodossi ashkenaziti chassidici e non chassidici. Questi partiti hanno anch’essi posizioni fortemente critiche nei confronti del sionismo laico e della natura secolare d’Israele, ma fanno anch’essi parte della coalizione governativa guidata dal Likud.

«I GENTILI SONO NATI SOLO PER SERVIRCI. SENZA CIÒ, NON HANNO POSTO NEL MONDO»

L’altra lista, Shas (acronimo per “Guardiani Sefarditi della Torah”), è ora il quarto partito per dimensioni nella Knesset (8,49% voti; 11 seggi), e fa parte della coalizione di governo. Rappresenta gli ortodossi meno estremisti, in particolare di estrazione sefardita e mizrahi. Shas promuove la legge religiosa, difende i diritti di sefarditi e mizrahim e si batte contro la natura secolare dello Stato d’Israele. La sua guida spirituale, il Rabbino Ovadia Yosef, è considerato relativamente moderato per essere un ultraortodosso; ad esempio, considera lecito ascoltare una cantante femminile (posto di non averla vista dal vivo), le classi miste (fino ai 9 anni), il matrimonio con Ebrei caraiti, ecc. Tanta moderazione, per così dire, non toglie che certe sue osservazioni abbiano destato scalpore. Per esempio, che i Palestinesi siano «malvagi, aspri nemici d’Israele» e «dovessero perire tutti» [21]; che (riferendosi agli Arabi) «è proibito essere misericordiosi con loro. Dovete mandare missili e annientarli. Sono malvagi e condannabili» [22]; che le vittime della Shoah fossero la reincarnazione di anime peccatrici [23]; che l’uragano Katrina costituisse la punizione divina per lo scarso studio della Torah da parte dei «negri» (testualmente Kushim) di New Orleans (oltre che per il sostegno statunitense all’evacuazione di Gaza) [24]; o che «i Gentili sono nati solo per servirci. Senza ciò, non hanno posto nel mondo – solo per servire il popolo d’Israele […] perché c’è bisogno dei Gentili? Lavoreranno, semineranno, mieteranno. Staremo seduti come un pascià e mangeremo. Ecco perché furono creati i Gentili» [25].

In sintesi, contando queste quattro liste, Yisrael Beiteinu, il Likud e partiti di centrodestra come Kadima e Indipendenza, la destra sionista e israeliana su 120 seggi parlamentare può contare sulla bellezza di 98, 65 escludendo i cosiddetti “centristi” (ossia moderati del calibro di Ehud Barak, Tzipi Livni, Shimon Peres e Ariel Sharon).

I PALESTINESI? STRANIERI IN PATRIA

E gli Arabi? Essi costituiscono il 18,7% della popolazione complessiva [26], più i Druzi che costituiscono l’1,6% della popolazione e, pur essendo di lingua araba, sono sempre stati filo-israeliani. Attualmente ci sono quattro parlamentari drusi (3,3% dei seggi), tre dei quali in partiti sionisti di destra, e dieci parlamentari arabi (8,3% dei seggi), di cui uno solo in partiti sionisti (il laburista Raleb Majadele, primo e unico ministro arabo nel 2007). Va poi citato un giudice arabo della Corte Suprema (su 15 giudici totali). Inoltre, pur essendo oltre il 20%, gli Arabi costituiscono solo il 6,1% dei pubblici dipendenti [27]. È evidente come questa minoranza sia decisamente sottorappresentata.

Per di più, essa è divisa in quattro partiti: l’antisionista Ta’al (1 seggio), Lista Araba Unita nazionalista e islamista (3 seggi; 3,38% voti insieme con Ta’al), Balad democratico e progressista (2,48% voti; 3 seggi) e il partito comunista Hadash (3,32% voti; 4 seggi). Quest’ultimo vanta anche un deputato ebreo, Dov Khenin, che è l’unico Ebreo non-sionista in tutta la Knesset. Tutti questi partiti (con un totale di 11 deputati su 120), naturalmente, sostengono il diritto di Israele ad esistere, e chiedono uguali diritti per la minoranza araba in Israele, l’evacuazione dei territori occupati, e il riconoscimento da parte israeliana di uno Stato palestinese. Tuttavia, è stato più volte proposto di proibirli [28]. D’altro canto, fare il parlamentare arabo in Israele non è facile: può capitare di vedersi revocare il passaporto per aver visitato un altro Paese arabo [29], o di venire picchiati dalla polizia durante manifestazioni di piazza [30].

Come si può vedere, in Israele, nonostante gli Ebrei costituiscano solo il 75% della popolazione, essi detengono l’88% dei seggi, e la stragrande maggioranza dei seggi parlamentari (82%) sono andati a partiti di destra, i cui principali esponenti spesso esprimono posizioni fortemente nazionaliste e offensive nei confronti delle minoranze o di Paesi esteri. Il lettore attento avrà notato che ho spesso citato fonti israeliane. Il fatto è che all’interno del Paese, questo problema viene sollevato, e questi articoli spesso arrivano anche sulla stampa estera (americana o europea). Tuttavia, i media a grande diffusione, in particolare televisivi – gli stessi che si stracciano le vesti per qualche intemperanza verbale del Bossi di turno o per un 5% strappato da qualche partito nordeuropeo colpevole di raccogliere i voti di chi è esasperato dall’immigrazione di massa –, tendono ad ignorare i fatti qui riportati e documentati, nonostante siano di pubblico dominio. Ma il rapporto tra Europa, Israele e Stati Uniti è più complesso.

I MEDIA “GENTILI”? PIÙ REALISTI DEL RE

In quei Paesi, dove la presenza politica sionista è forte (Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna), la posizione nei confronti di Israele è più moderata, in tutti i sensi. Sono rari i toni da “falchi”, ma altrettanto rare sono le critiche effettive ad Israele. Questo è meno vero per altri Stati, come i Paesi scandinavi (che non hanno mai avuto minoranze ebraiche rilevanti) o i Paesi europei orientali (dove l’antigiudaismo è sempre stato molto forte come sentimento popolare). Negli Stati Uniti, invece, è vero che la lobby sionista è molto forte, ma è anche vero che in questo Stato la politica estera è del tutto autocefala e dettata da esigenze politiche interne, non da pressioni esterne, come quelle esercitate dagli Stati Uniti appunto sui Paesi alleati o occupati. Di conseguenza, non tutti i gruppi di potere statunitensi sono a favore di una politica d’appoggio incondizionato ad Israele. D’altro canto, questo appoggio finora è sempre stato molto consistente, proprio perché coincide anche con gli interessi statunitensi. Ad esempio, le reazioni più positive per Israele, relativamente all’Operazione Piombo Fuso si sono avute negli Stati Uniti e in quei Paesi ad essi più legati politicamente e militarmente (in particolare Italia, Regno Unito, Germania) [31].

NESSUN PARAGONE CON GLI “ESTREMISTI” EUROPEI

Infine, seguito di alcune obiezioni fattemi circa la bozza di quest’articolo, relativamente al paragone tra «un sistema democratico […] molto rappresentativo della società civile» e le «destre xenofobe europee», intendo aggiungere alcune precisazioni, visto che a quanto pare non a tutti è chiara la differenza tra questi due fenomeni.

Innanzitutto, i suddetti partiti (es. la Lega Nord, piuttosto che la Lega delle Famiglie Polacche o il Partito per la Libertà) non sono antidemocratici, ma anzi, essendo populisti come minimo comun denominatore, contrappongono l’opinione popolare e la demagogia ai partiti storici e alla democrazia rappresentativa e mediata. Nella prassi, in ogni caso, sono del tutto integrati nei normali processi democratici europei, europarlamento incluso, nonostante l’euroscetticismo di molti di loro. Né tra l’altro è mai stata provata una correlazione diretta tra la loro propaganda e i casi di violenza xenofoba o politica. Anzi, è evidente che il voto a queste formazioni politiche sia conseguenza diretta di un’insoddisfazione della popolazione nei confronti della questione migratoria (che non è un «“nemico” […] creato per soli motivi di politica interna», ma costituisce un problema reale e d’importanza globale) e dell’operato dei partiti storici, e non viceversa. D’altra parte, essi stessi svolgono un ruolo innegabile nel raccogliere le spinte estremiste e radicali e convogliarle nell’alveo parlamentare, smorzandone quindi la carica antidemocratica. Per questo motivo, possiamo anzi affermare che essi sono pienamente funzionali alla democrazia liberale, in quanto ammortizzatori delle pulsioni potenzialmente eversive. Le preoccupazioni in merito si rivelano quindi essere pura ipocrisia.

TANTO PEGGIO PER I DIRITTI UMANI

In Israele, però questo tipo di affermazioni costituisce non già la demagogia di partiti minoritari, spesso esclusi (almeno in Europa occidentale e settentrionale) dalle coalizioni di governo, quanto la consueta discussione politica della maggioranza dei partiti, di governo come di opposizione. Vorrei inoltre, a maggiore conforto di questa tesi, portare l’attenzione sulla prassi politica di Israele. Già, se guardiamo alla politica estera, risalta – come abbiamo visto – il consenso e la prosecuzione di una politica aggressiva ed imperialista, e lo stesso vale per i diritti umani dal punto di vista interno. Senza scendere nei dettagli, ci limitiamo citare alcuni fatti molto indicativi. Da quando, esiste (2005), il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha emanato 44 risoluzioni che condannavano Israele, ossia il 41,51% delle risoluzioni totali [32], e ha ritenuto opportuno sottoporre Israele a sorveglianza permanente. Il documento più importante è il rapporto (29 settembre 2009), coordinato dal magistrato ebreo sudafricano Richard Goldstone, in cui sono dimostrati i crimini di guerra commessi da Israele durante l’operazione “Piombo Fuso” [33]. Si è quindi arrivati al caso estremo per cui, a fine marzo 2012, lo Stato d’Israele, che aveva più volte denigrato questo organismo ha interrotto ogni collaborazione con esso [34], dopo che questo aveva annunciato di voler indagare sulla legalità degli insediamenti coloniali nei territori palestinesi occupati. A questi crimini, commessi dallo Stato, si aggiungono poi le violenze e gli atti di terrorismo compiuti dai coloni o da fondamentalisti religiosi.

Lo stesso, invece, non si può dire dei populisti europei, che pur stante una politica poco permissiva (almeno a voce) nei confronti dell’immigrazione ed altre intemperanze demagogiche, non sono mai stati tacciati di simili accuse di violazione dei diritti umani. Inoltre, essi stessi spesso criticano, sia pure da un punto di vista isolazionista, il sostegno dei loro Paesi all’imperialismo atlantico. Basti pensare all’atteggiamento della Lega Nord nei confronti delle aggressioni alla Jugoslavia (1999) e alla Libia (2011). Peraltro, Israele e le lobby sioniste in Europa hanno avuto con questi partiti una politica storicamente ostile, criticandoli duramente e demonizzandoli per certi loro richiami ai fascismi storici e certe presunte derive antidemocratiche, ma adottando recentemente una politica più conciliante. Da una parte, i movimenti di destra europei (populisti o addirittura neofascisti) abbandonano le loro posizioni neofasciste, antiamericane, antisioniste o antigiudaiche, concentrandosi invece sull’islamofobia, la xenofobia e l’occidentalismo, mentre dall’altra ottengono un trattamento mediatico decisamente più favorevole e quindi una maggiore crescita nei consensi popolari e politici [35].

L’UNICA DEMOCRAZIA DEL MEDIO ORIENTE

Infine, un’ultima precisazione è d’obbligo, per anticipare una critica che potrebbe parere scontata: perché tutto questo accanimento nel mettere in luce i crimini israeliani, a fronte di violazioni e crimini commessi anche da altri Paesi vicino-orientali, inclusi quelli più ostili ad Israele? Semplicemente, perché – a prescindere dalla maggiore entità di questi crimini (né l’Iran né la Siria, e nemmeno l’Arabia Saudita occupano territori stranieri, ad esempio) – nessuno di questi Stati pretende di essere una democrazia liberale di matrice occidentale, e rivendica su tutti i media occidentali la propria eccezionalità storica di popolo-vittima e Stato-sotto assedio (“l’unica democrazia del Medio Oriente” appunto). Questo vittimismo e queste rivendicazioni, perseguite a prezzo della strumentalizzazione di milioni di vittime ebree del genocidio nazionalsocialista, sono funzionali, infatti, a ricevere sostegno politico, economico, diplomatico e militare, da parte degli Stati occidentali, anche contro quelli che sarebbero gli interessi effettivi di questi Paesi in fatto di politica estera. Per quest’ultimo motivo, la critica al sionismo assume una portata che va a toccare anche gli interessi dei Paesi non situati nel Vicino Oriente, e a maggior ragione di quelli mediterranei (come l’Italia e la Francia), nei cui interessi è un miglioramento dei rapporti con gli Stati islamici del Nord Africa e del Levante.

Note

[1] http://www.knesset.gov.il.

[2] http://www.mfa.gov.il/MFA/Foreign%20Relations/Israels%20Foreign%20Relations%20since%201947/1982-1984/104%20Report%20of%20the%20Commission%20of%20Inquiry%20into%20the%20e.

[3] http://www.haaretz.com/news/livni-cease-fire-in-gaza-would-grant-hamas-legitimacy-1.267233.

[4] http://www.guardian.co.uk/world/2009/dec/14/tzipi-livni-israel-gaza-arrest.

[5] http://www.dominicantoday.com/dr/world/2006/5/8/13207/Peres-says-that-Iran-can-also-be-wiped-off-the-map.

[6] http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/Politics/kadimaplatform.html; le fonti sono incerte, ma confidiamo che questo sito sionista, legato all’American-Israeli Cooperative Enterprise, non intenda diffamare il partito in questione con affermazioni spropositate.

[7] Cfr. A. Giacobazzi, L’Asse Roma-Berlino-Tel Aviv, Il Cerchio, Rimini 2010; Id., Il fez e la kippah, All’Insegna del Veltro, Parma 2012.

[8] http://www.haaretz.com/news/netanyahu-it-s-1938-and-iran-is-germany-ahmadinejad-is-preparing-another-holocaust-1.205137.

[9] http://www.haaretz.com/news/netanyahu-i-won-t-repeat-gaza-evacuation-mistake-1.281670.

[10] http://fr.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1244371095741&pagename=JPost/JPArticle/ShowFull.

[11] http://www.knesset.gov.il/elections/knesset15/elikud_m.htm.

[12] http://fr.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1231774444907&pagename=JPost/JPArticle/ShowFull.

[13] http://www.haaretz.com/print-edition/news/lieberman-blasted-for-suggesting-drowning-palestinian-prisoners-1.93554.

[14] http://www.jpost.com/Israel/Article.aspx?id=20821.

[15] http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/israel/5032256/Egypt-threatens-to-ignore-new-Israeli-foreign-minister.html.

[16] http://www.haaretz.com/print-edition/news/lieberman-indictment-hearing-set-for-january-17-1.405161?localLinksEnabled=false.

[17] http://www.jpost.com/DiplomacyAndPolitics/Article.aspx?id=249517.

[18] http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/u-s-refuses-to-grant-visa-to-israeli-mk-due-to-his-membership-in-terror-group-1.414456

[19] http://972mag.com/mk-michael-ben-ari-tears-up-new-testament-throws-it-in-trash/51196/.

[20] http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3666568,00.html.

[21] http://www.haaretz.com/news/national/shas-spiritual-leader-abbas-and-palestinians-should-perish-1.310800.

[22] http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/1270038.stm.

[23] http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/869553.stm.

[24] http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3138779,00.html.

[25] http://www.jpost.com/JewishWorld/JewishNews/Article.aspx?id=191782.

[26] http://www.cbs.gov.il/publications/isr_in_n10e.pdf.

[27] http://www.sikkuy.org.il/2003/english03/pdf/civilEn03.pdf.

[28] http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3654866,00.html.

[29] http://www.haaretz.com/news/bar-on-wants-passports-of-arab-mks-who-visited-syria-revoked-1.196942.

[30] http://web.archive.org/web/20070927214122/http://www.arabhra.org/publications/reports/PDF/SilencingDissentFinal.pdf.

[31] http://en.wikipedia.org/wiki/File:International_reaction_to_the_2008%E2%80%932009_Israel%E2%80%93Gaza_conflict.png.

[32] http://www.eyeontheun.org/browse-un.asp?ya=1&sa=1&u=344&un_s=0&ul=1&s=0&tp=1&tpn=Resolution.

[33] http://www2.ohchr.org/english/bodies/hrcouncil/specialsession/9/FactFindingMission.htm.

[34] http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-17510668.

[35] Cfr. http://kelebeklerblog.com/2010/12/27/contro-l%E2%80%99islam-l%E2%80%99estrema-destra-europea-con-israele/ e http://kelebeklerblog.com/2010/12/14/patrik-brinkmann-luomo-che-si-compro-i-nazisti-e-se-li-porto-in-israele/.

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Elogio dei “papi” degli ultimi 50 anni: quelli del World Jewish Congress non sono sedevacantisti!

world jewish congress World Jewish Congress demands critics of Jewry be silenced

Ieri mattina, Papa Francesco ha incontrato, in Vaticano, una delegazione del “World Jewish Congress”, guidata da Ronald S. Lauder, in occasione dell’arrivo dell’anno 5774 per gli ebrei di tutto il mondo. Secondo quanto riferito da un comunicato dell’organizzazione ebraica, una delle più importanti nel mondo (…). Il presidente Lauder, dopo l’incontro ha elogiato “la guida di Francesco”, che “non ha solo rafforzato la Chiesa cattolica, ma ha anche dato nuovo slancio alle relazioni con l’ebraismo”. “Mai – ha osservato il presidente – nei passati duemila anni di storia le relazioni tra Chiesa cattolica e popolo ebraico sono state così buone. La guida dei Papi che si sono succeduti negli ultimi cinquanta anni ha aiutato a superare molto pregiudizio”. (…) Francesco ha salutato Lauder con l’augurio ebraico “Shana Tova”, chiedendogli di estenderlo alle comunità ebraiche di tutto il mondo. Ha poi ribadito quanto aveva già affermato nell’udienza del 24 giugno scorso, in Vaticano, alla delegazione dell’International Jewish Committee on Interreligious Consultations, ovvero che: “Un cristiano non può essere antisemita” e che, anzi, per “essere un buon cristiano è necessario comprendere la storia e le tradizioni ebraiche”.
Synagoga locuta, causa finita est

I servizi israeliani ritengono che il regime siriano abbia effettivamente fatto uso di armi chimiche. “Sono state impiegate armi chimiche e non e’ la prima volta”, ha detto oggi il ministro israeliano per le Questioni Stategiche Yuval Steinitz, citando alla radio le valutazioni dell’intelligence. “Si tratta di un regime particolarmente crudele”, ha proseguito il ministro, criticando la comunità internazionale per la sua inazione.

Terra Santa: il deicida non perde il pelo e neppure il vizio

Il Patriarcato cattolico latino di Gerusalemme ha denunciato un ”atto intimidatorio” contro il Monastero di Beit Gemal, vicino a Gerusalemme, attaccato la notte scorsa con una bomba molotov e profanato con uno slogan in ebraico inneggiante alla vendetta. Slogan concepito nello stile delle ‘spedizioni punitive’ anti-arabe o anti-cristiane di frange ultrà dei coloni nazional-religiosi ebrei. Il Patriarcato ha sollecitato il governo israeliano ad agire per individuare i responsabili.

I frutti spirituali del ramadan?
Elenco delle chiese e dei conventi cattolici incendiati nelle scorse settimane in Egitto.
1. Chiesa francescana e scuola (strada 23) – Bruciata (Suez)
2. Monastero del Santo Pastore e ospedale – Bruciati (Suez)
3. Chiesa del Buon pastore; monastero del Buon Pastore – Molotov e attacco (Asuit)
4. Chiesa copta cattolica di san Giorgio – Bruciata (Minya, Alto Egitto)
5. Chiesa dei gesuiti – Bruciata (Minya, Alto Egitto)
6. Basilica di Fatima – Attacco – Heliopolis
7. Chiesa copto-cattolica di san Marco – Bruciata (Minya – Alto Egitto)
8. Convento francescano (suore del Cuore immacolato di Maria) – Bruciato (Beni Suef, Alto Egitto)
9. Chiesa di santa Teresa – Bruciata (Asuit, Alto Egitto)
10. Chiesa francescana e scuola – Bruciati (Asuit, Alto Egitto)
11. Convento di san Giuseppe e scuola – Bruciati (Minya, Alto Egitto)
12. Chiesa del Sacro Cuore dei copti cattolici – Bruciata (Minya, Alto Egitto)
13. Convento delle suore di santa Maria – Attacco (Il Cairo)
14. Scuola del Santo Pastore – Attacco (Minya, Alto Egitto)
Chiamate lo psichiatra

Per Papa Francesco l’udienza di oggi pomeriggio nella Basilica Vaticana con 500 ragazzi della diocesi di Piacenza-Bobbio, in pellegrinaggio a Roma per l’Anno della Fede, non è stata uno dei soliti impegni dell’agenda pontificia da rispettare. Piuttosto è stata un’ora di svago e di allegria, perché lui lo ha detto chiaramente: “A me piace stare con i giovani”. (…) Ha poi aggiunto: “Quando a me dicono: Ma, Padre, che brutti tempi, questi … Guarda, non si può fare niente!. Come, non si può fare niente? E spiego che si può fare tanto!”. Quando però – ha proseguito – “un giovane mi dice: Che brutti tempi, questi, Padre, non si può fare niente!, lo mando dallo psichiatra, eh?”, perché “non si capisce un giovane, un ragazzo, una ragazza, che non vogliano fare una cosa grande, scommettere su ideali grandi per il futuro, no? Poi faranno quello che possono, ma la scommessa è per cose grandi e belle”. (…) Ha poi rivolto ai presenti lo stesso incoraggiamento dato ai giovani argentini partecipanti alla Gmg: “Coraggio. Andate avanti. Fate rumore, eh? Dove sono i giovani deve esserci rumore. Poi, si regolano le cose, ma l’illusione di un giovane è fare rumore sempre”. (…)“

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Dal Sedevacantismo Apocalittico alla Resilienza Cattolica

Lignaggio Noachide e Libera Muratoria. Illuminati, Universalisti “pre-abramitici, pre-mosaici” e i Papi Conciliari New Age

Il B’Nai B’Rith la massoneria ebraica in Italia e nel Mondo. Misteri e segreti di organizzazioni per il Nuovo Ordine

Bergoglio ultimo Papa Cattolico o primo Papa Nero della massoneria anticlerical Sionista e del Nuovo Ordine Mondiale?

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IL NOACHISMO SARA’ LA LEGGE UNIVERSALE DEL NUOVO ORDINE GLOBALE

Pubblicato da LION OF YAHUDA mercoledì 25 luglio 2012

I 7 Commandamenti per le 70 Nazioni

D-o ha creato questi Comandamenti in modo che fossero comprensibili

per la logica umana.

Nella Torah Orale (Talmud Babilonese, Trattato Sanhedrin, Capitolo 7), è spiegato che tutti i 7 Commandamenti divini sono compresi in un singolo verso del Libro della Genesi, capitolo 2.

Il Noachismo è una ideologia farisaica basata sulle sette leggi di Noè. Secondo la legge ebraica, i non-ebrei non sono obbligati converstirsi al Giudaismo, ma devono rispettare le Sette Leggi di Noè. Quelli che sottoscrivono l’osservanza di queste leggi e le loro organizzazioni di supporto sono definiti Bene Noach (B’nei Noah) (Hebrew: בני נח‎), Figli di Noè o Noachiti. Tecnicamente il termine Bene Noach si applica a tutti i discendenti non-ebrei di Noè. Oggigiorno, tuttavia, è usato pure per indicare specificamente i non-ebrei che osservano le leggi Noachite.

Secondo la Bibbia, tutta l’umanità discende da Noè. Noè e i suoi tre figli Sem, Cam e Yafet sopravvissero al diluvio insieme alle loro mogli. Una volta raggiunta con l’arca la terra asciutta, essi rifondarono delle famigliE e ripopolarono la terra. Quando la famiglia di Noè lasciò l’arca, il Creatore strinse un patto con loro. Secondo il Talmud, questo patto comprendeva le [sette leggi noachite]. Quindi, per i B’nei Noah, tutti gli esseri umani viventi sono discendenti di Noè e come tali sono soggetti alle leggi noachite.

Moshe ben Maimon, detto anche Rambam (dall’abbreviazione del suo titolo e nome in ebraico) raccolse tutti i decreti talmudici e dell’halaka (il corpus delle leggi ebraiche) del suo tempo e le illustrò chiaramente nel suo lavoro Mishnah Torah; in aggiunta alle leggi ebraiche ed alle loro spiegazioni, anche le leggi noachite furono raccolte nell’opera di Moshe ben Maimon. Alcuni dettagli di queste leggi si ritrovano anche nella letteratura del Midrash.

Quali sono le sette leggi noachite?

1) Non commettere furti

Non commettere rapina. Non spostare una pietra confinaria. Non frodare. Non rifiutare di pagare una somma dovuta. Non far pagare un prezzo eccessivo. Non concupire. Non desiderare la roba d’altri. Il lavorante non mangi e non porti a casa il frutto del suo lavoro. Non rapire. Non fare uso di falsi pesi e misure. Non possedere falsi pesi e misure.

2) Costituire tribunali

Si nominino giudici e guardie in ciascuna citta’. Si trattino le parti in causa imparzialmente di fronte alla legge. Si verifichi con diligenza la testimonianza di un teste. Non vi sia deliberata cattiva amministrazione della giustizia da parte della Corte. Non accetti il giudice somme o doni da una della parti in causa. Non favorisca il giudice la parte in causa che sia povera, per compassione. Non oda il giudice una delle parti in causa in assenza dell’altra. Non vi sia discriminazione da parte del giudice nei confronti dello straniero e dell’orfano. Non venga nominato un giudice che abbia scarsa conoscenza della legge. La Corte non metta a morte un innocente. Non si incrimini alcuno sulla base di prove indiziarie. Nessuno faccia giustizia da se’, uccidendo l’esecutore di un delitto capitale. Sia resa testimonianza presso la Corte. Non si faccia falsa testimonianza.

3) Non commettere omicidio

Mettere in salvo una persona perseguitata. Non restare impassibili davanti al sangue di colui che si potrebbe salvare da pericolo mortale.

4) Non avere rapporti sessuali illeciti

Un uomo non deve avere rapporti sessuali ne’ con sua madre, ne’ con la sorella della madre, ne’ con un altro uomo, ne’ con la moglie di un altro uomo. Ne’ l’uomo ne’ la donna devono accoppiarsi con le bestie. Non si deve indulgere in comportamenti provocanti che possano condurre a un’unione proibita. Non sia castrato alcun maschio, ne’ uomo ne’ animale.

5) Non smembrare un animale vivo

Non ci si cibi della parte staccata di un animale vivo. Non ci si cibi di un animale smembrato da vivo, anche se e’ ormai morto. Non si deve commettere crudelta’ verso gli animali. Non si deve rimanere insensibili di fronte alla crudelta’ di altri verso gli animali. Non si deve bere il sangue di alcun animale, ne’ uccidere animali per scopo ludico o sportivo. Non si deve rimanere insensibili di fronte alla preparazione del proprio cibo.

6) Non commettere idolatria

Non si nutra il pensiero che esista altra divinita’ al di fuori del Signore. Non si intagli immagine alcuna. Non si facciano idoli per uso altrui. Non ci si inchini davanti a un idolo e non si facciano libagioni o sacrifici, ne’ si bruci incenso davanti a un idolo. Non si facciano passare i figli attraverso il fuoco del culto del Moloch. Non si pratichi l’Ov e l’Iddeoni’, cioe’ non si pratichino certe forme di magia.

7) Non bestemmiare

Non profanare il “NOME” di D-o.

In verità questo è il “sunto” delle leggi Noachite che in tutto sono 66.

Nel frattempo da alcuni anni è comparso un movimento noto come B’nei Noah i cui membri cercano di seguire le leggi noachite. Il Giudaismo ortodosso di solito non promuove la conversione al giudaismo, ma d’altro canto crede che gli ebrei abbiano il dovere di fornire informazioni a chi è interessato a seguire le leggi noachite basate su Moshe ben Maimon. Alcuni gruppi ebrei si sono distinti nell’attività di promozione delle Sette Leggi, come ad esempio il movimento Chabad-Lubavitch (il cui leader storico, il rabbino Menachem Mendel Schneerson, lanciò la campagna globale di promozione delle leggi noachite, gruppi affiliati con Dor Daim e con studiosi di Moshe ben Maimon. Piccoli gruppi che si fanno chiamare B’nei Noah (figli di Noè) si sono recentemente organizzati performare comunità che vivano secondo queste leggi e conducano vite ispirate ad una moralità percepita. L’Alto Consiglio dei B’nei Noah riscuote in particolare un apparente successo nel creare legami con il giudaismo ortodosso e con i noachiti osservanti.

Alcune delle loro organizzazioni comprendono:

L’Alto Consiglio dei B’nei Noah, è stato sottoscritto il 10 gennaio 2006 da un gruppo fondato in Israele nel 2004 che sostiene di essere il nuovo Sinedrio; questo consiglio è stato istituito per rappresentare le comunità dei B’nei Noah in tutto il mondo.

Riconoscimento di B’nei Noah

Il movimento di Chabad-Lubavitch è stato il più attivo politicamente nella promozione delle leggi noachite, nella convinzione che c’è un valora spirituale nell’accettazione delle sette leggi da parte dei non-ebrei. Nel 1991 sono riusciti a fare inserire un riferimento a queste leggi all’interno di un proclama del Congresso degli USA, il Proclama Presidenziale 5956. L’allora presidente G.H.W. Bush, richiamando la risoluzione parlamentare congiunta 173, e ricordando che i principi etici e morali di tutte le civiltà derivano in parte dalle Sette Leggi Noachite, ha proclamato il 26 marzo 1991 come il “Giorno dell’Istruzione USA”. In seguito, la legge 102-14 ha designato formalmente il giorno del compleanno del Rebbe Lubavitch come “Giorno dell’Istruzione USA”, con il Congresso che ha ricordato come “senza questi valori e principi etici l’edificio della civilizzazione corre il serio pericolo di regredire nel caos”, e come “la società è profondamente preoccupata per il recente indebolimento di questi principi che ha avuto come risultato crisi che funestano e minacciano il tessuto della società civilizzata”.

Nell’aprile del 2006, il leader spirituale della comunità Druze in Israele, lo sceicco Mowafak Tarif, si è incontrato con un rappresentante del movimento Chabad-Lubavitch per firmare una dichiarazione che invita tutti i non-ebrei in Israele ad osservare le Leggi Noachite così come sono state espresse e sviluppate nella tradizione ebraica. Il sindaco della città di Shfaram nella Galilea – dove comunità musulmane, cristiane e druze vivono fianco a fianco – ha sottoscritto anche lui il documento.

Nel marzo del 2007, il movimento Chabd-Lubavitch ha riunito ambasciatori da sei diversi paesi in un incontro per dichiarare, in nome degli stati da essi rappresentati, il loro sostegno agli insegnamenti universali delle Leggi Noachite. Gli ambasciatori erano in rappresentanza di Polonia, Latvia, Ghana e Giappone. Facevano parte di un programma speciale organizzato da Harav Boaz Kali. In aprile dello stesso anno, il sindaco di Abu Gosh Salim Jaber ha accettato le sette Leggi Noachite all’interno di un raduno di massa di Chabad tenutosi nel Bloomfield Stadium di Tel Aviv. A maggio, il neo-eletto presidente francese Nicolas Sarkozy, si è incontrato con un rabbino di Chabad-Lubavitch, che gli ha presentato dei documenti sugli insegnamenti universali delle Leggi Noachite.

Quello che segue è un messaggio tradotto in 15 lingue tra cui l’italiano:

Un Codice Morale Per Unire L’umanitá

Il seguente é un messaggio tratto e tradotto da un discorso del Rebbe di Lubavitch, come riportato da Lubavitch International, Vol. 2, No. 1 (Estate ’90), pag. 3

Ci troviamo in un’era rivoluzionaria per l’umanitá. Con la caduta dei regimi oppressivi, molti cambiamenti radicali hanno preso luogo, e la storia si trova di fronte ad un nuovo e piú elevato livello di coscienza morale. Ora é dunque il momento giusto per riflettere sulla dinamica di questi eventi, e trarne la forza e l’incoraggiamento per mettere i loro insegnamenti in pratica. Analizzando la creazione del mondo, i Saggi spiegano che esso é il prodotto del desiderio di D-o, – ovvero il creatore di ogni bontá – di fare del bene. Come appunto é scritto nei Salmi (145:9) “Il Sig-re é buono verso tutti, e la Sua clemenza é su tutte le sue creature.” Dunque, essendo la natura del bene, fare del bene al prossimo, l’universo e tutte le forme di vita sono un espressione della bontá Divina del Sig-re.

Dunque, tutto ció che accade, anche eventi che superficialmente appaiono maligni, come ad esempio disastri naturali, hanno un elemento positivo celato in essi. Ugualmente, l’inclinazione maligna dell’uomo, in essenza desidera fare del bene, ma é – suo malgrado – meccanizzata al contrario per dare all’uomo libera scelta. Se D-o avesse invece creato il mondo completamente e puramente buono, senza nessuno sforzo necessario da parte dell’uomo per conquistare il bene, esso sarebbe quasi privo di valore negli occhi della persona.

Nella lotta individuale contro il male, l’approcio con quest’ultimo non deve essere uno di sfida, ma enfatizzando ció che é giusto nelle persone che ci circondano, ed evidenziando ció che é buono, il male viene consecutivamente sconfitto e sparisce completamente, senze bisogno di dure battaglie e guerre.

Nonostante D-o abbia creato il mondo – come suddetto – dando all’uomo l’abilitá di scegliere, Lo ha anche munito del buon senso per fare la scelta giusta: un codice morale divino. Un codice di leggi primo a tutti gli altri, e che ha come unico e fondamentale messaggio la creazione di una civiltá buona e morale. Il codice Divino, conosciuto come “le sette leggi di Noé” stabilisce per prima cosa una definizione obbietiva di ció che é giusto e buono, apllicabile a qualunque genere di persona. Perché come la storia contemporanea puó dimostrare, la definizione di “bene” data dall’uomo é relativa, soggetiva, ed essenzialmente non persuasiva. Senza tralasciare il fatto che come é noto a coloro che devono garantire ed incoraggiare l’applicazione delle leggi, punizioni e minaccie non forniscono alla persona un senso morale profondo; il quale puó essere raggiunto solo con la consapevolezza che c’é un “occhio che vede, ed un orecchio che udisce” ai quali dobbiamo dare un resoconto delle nostre azioni.

p. 1 / 2 – © 20’10 Ask Noah International

Il codice di sette leggi Divine fu dato a Noé dopo il diluvio universale, di modo da assicurare che egli, la sua famiglia e tutti i suoi discendenti non commettano gli errorri compiuti dalla generazione precedente, e per prevenire che il mondo ricada in caos assoluto. Queste leggi che ordinano lo stabilirsi di aule di giustizia, proibiscono idolatria, bestemmiare, omicidio, adulterio, rubare e mangiare carne ottenuta da un animale quando ancora in vita (cattiverie ad animali), sono le fondamenta per moralit á in generale. Da queste leggi, si possono ovviamente derivare anche altre regole basilari per il comportamento dell’uomo.

Un compito particolare (é) quello di educare ed incoraggiare l’osservanza di queste sette leggi tra tutte le nazioni. La tolleranza religiosa di oggi e l’aspirazione verso libertá e democrazia, ci offrono l’opportunita speciale per pubblicizzare l’osservanza delle “Sette leggi di Noé” in tutto il mondo; perché solo attenendosi ad esse, la razza umana puó unirsi sotto un unico tetto di responsabilitá morale verso il proprio Creatore. Quest’ unitá promuove pace ed armonia tra tutte le persone, raggiungiendo cosi’ il bene piú assoluto e vero che c’é, come é scritto: “Quanto bello e piacevole é quando fratelli convivono uniti.” (Salmi 133:1)

Tratto da: Noahide.org

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Roma. Il Patto Noachita. Il Gran Maestro della Massoneria e il Rabbino Capo della Comunità ebraica – (di Mauro Cascio – a cura del sito: http://www.parvapolis.it/)

Da sinistra a destra Bernardino Fioravanti, Riccardo Di Segni e Gustavo Raffi.

Roma, 3 novembre 2003

Meeting storico quello svoltosi a Villa Medici “il Vascello” – sede del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustinani – tra il venerabilissimo Gran Maestro Gustavo Raffi e il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni.
È la prima volta, infatti, che Ebraismo e Massoneria si incontrano ufficialmente dopo i molti fraintendimenti, generati dalla propaganda anti-ebraica e anti-massonica. E se è vero che il nascente stato liberale italiano, avvalendosi di forti presenze massoniche, determinò non solo la fine del potere temporale dei papi ma anche la fine del ghetto di Roma, è altrettanto vera, purtroppo, la tendenza degli avversari ad associare in negativo tra loro ebrei e massoni per la presunta segretezza dei rituali e per l’uso del simbolismo ebraico nei templi massonici, sino alla formulazione, nei tempi bui del nazifascismo, del cosiddetto complotto pluto-demo-giudaico-massonico. E su quest’ultimo, ha subito ironizzato Riccardo Di Segni, ricordando la sua familiarità con tre dei quattro aggettivi del cosiddetto complotto: quelli relativi allo spirito democratico, all’appartenenza alla comunità ebraica e alla conoscenza della Massoneria di cui suo padre faceva parte.

«Ignoto – ha aggiunto Di Segni, tra l’ilarità dei circa quattrocento partecipanti tra massoni e non – è stato invece sempre per me il primo aggettivo della lista: il ‘pluto’».

Lo storico incontro era stato preceduto, mesi prima, da una lettera del Gran Maestro Gustavo Raffi al rabbino capo di Roma in occasione della Giornata della Memoria: “Nella Giornata della Memoria – scriveva tra l’altro il Gran Maestro – sento il dovere di ricordare come noi Liberi Muratori avvertiamo con forza, oggi più che mai, l’inderogabile necessità che il mondo non dimentichi le atrocità commesse contro uomini e donne, inermi e indifesi, colpevoli solo di appartenere al popolo ebraico (…) La Libera Muratorìa, erede dei principi universali di Fratellanza, Uguaglianza e Solidarietà, alza con forza il suo grido contro ogni barbarie, contro ogni intolleranza, contro ogni forma di oppressione e discriminazione verso chi ci appare diverso e contro ogni manifestazione volta a umiliare e a distruggere la dignità dell’Uomo (…)”.

La serata del Vascello è stata preparata con cura dal fratello Bernardino Fioravanti, direttore del Servizio Biblioteca del Goi, che in breve tempo ha allestito una mostra dal titolo “Mondo Ebraico e Massoneria” con 220 pezzi tra oggetti e documenti per illustrare l’influenza della tradizione ebraica nel simbolismo e nei rituali libero-muratòri, nonché i toni della violenta propaganda anti-ebraica e anti-massonica di oltre un secolo.

A Giuseppe Abramo, Gran Segretario del Grande Oriente ed esperto di ebraismo, il merito di aver contribuito non poco alla realizzazione dell’iniziativa: «Oggi – egli ha detto introducendo il dibattito – il Grande Oriente d’Italia si apre al dialogo con la tradizione ebraica e sempre oggi la comunità ebraica di Roma si apre al dialogo con la Massoneria». Continuando, il Gran Segretario ha messo in risalto “lo straordinario respiro cosmico dell’ebraismo” e il comune atteggiamento di ebrei e massoni nei confronti della tolleranza: l’ebraismo non si rivolge unicamente agli Ebrei e non rivendica la cosiddetta salvezza unicamente per i propri fedeli ma la garantisce a chiunque accetti e pratichi i Sette Precetti dei Figli di Noè, che prima di essere articoli religiosi sono norme della ragione e della dignità umana, le stesse norme che guidano e regolano il lavoro massonico nei diversi gradi.

Ed è appunto sui precetti noàchidi che il rabbino capo di Roma ha preso subito dopo la parola, ricordando il patto che Dio concluse con Noè “uomo giusto e integro e che camminava con Dio” come di lui è detto in Genesi (6 ,9), salvato dalle acque e “speranza del mondo” come lo definisce il libro della Sapienza (14, 16), perché simbolo di una umanità nuova che avrebbe sostituito la precedente, colpevole di violenza contro Dio e contro gli uomini. E nella tradizione ebraica le colpe commesse dall’uomo contro l’uomo sono ben più gravi di quelle commesse contro Dio, giacché queste ultime possono essere rimesse nel giorno dell’espiazione o Kippur, mentre le prime necessitano del perdono da parte dell’offeso.

Noè è il primo tipo dello Zaddiq, l’uomo giusto per eccellenza, senza distinzione di razza, lingua, nazionalità o religione. I sette precetti dati a lui e alla sua discendenza, benché compresi nelle 613 Mitzvoth degli Ebrei, si rivolgono ai giusti di tutte le nazioni con un precetto positivo: l’obbligo di istituire tribunali di giustizia e sei negativi: divieto di idolatria, di bestemmia, di relazioni sessuali illecite, di omicidio, di furto, e di cibarsi di animali vivi. Da questi precetti fondamentali discendono poi numerosi corollari positivi e negativi: così, per esempio, dal divieto di omicidio deriva anche l’obbligo di mettere in salvo una persona perseguitata; dal divieto di relazioni sessuali illecite il divieto di castrazione degli uomini e degli animali; dal divieto di cibarsi di animali vivi anche il divieto della caccia e così via.

Nel chiudere la manifestazione, il Gran Maestro Gustavo Raffi ha messo in evidenza il significato dello storico incontro tra – ebrei e massoni – spesso accomunate nel dover subire intolleranza e persecuzioni. Ha sottolineato infine l’importanza del dialogo praticato all’insegna della tolleranza che, nel suo significato più autentico e secondo la lezione del filosofo Guido Calogero – ha sottolineato il Gran Maestro – non è semplice sopportazione ma rispetto dell’altrui diversità. Con questo spirito e in questa prospettiva, la Massoneria, che non è una chiesa, guarda a tutte le fedi, consapevole di essersi via via trasformata da “corporazione muratoria” in “Tempio dell’Umanità” dove uomini diversi per razza, per religione e per credo politico “trovano un luogo comune per confrontarsi”.

Qui c’è il canale you-tube che contiene vari video su noachismo e comunità noachite:

Di bet (del 07/03/2006 @ 19:55:02, in Noachismo, è stato letto 10856 volte)
Il noachismo non è una religione: è un sistema morale nella Tradizione ebraica.
Logo del sito noachide

Chi decide di “abbracciare” il noachismo deve essere consapevole che rispettare 7 mitzvot o precetti è la cosa fondamentale…il resto (preghiere, comportamenti…rapporti) è tutto conseguenziale e direi “libero”.
Non ci sono codici predefiniti, no regole …non dogmi…se non quei 7 precetti…7 Comandamenti Noachidi:1. Non adorare gli idoli
2. Non profanare il Nome
3. Non uccidere
4. Non commettere atti sessuali proibiti
5. Non rubare
6. Perseguire la giustizia
7. Non essere crudele con gli animaliPrima del patto fra Dio e i Patriarchi c’è il patto che Dio contrasse mediante Noè con tutta l’umanità. […]
Dopo il diluvio gli uomini dovranno accettare ed osservare alcuni precetti fondamentali che poi vennero designati come i precetti dei figli di Noe (mizvoth bene Noach).
Questi formano le leggi costituzionali dell’umanità che prescrivono che gli uomini – per vivere una perfetta vita morale – debbono astenersi dall’idolatria, dalla bestemmia, dall’omicidio, dall’incesto, dal furto e debbono organizzare la loro vita basandola sul diritto e sulla mitezza dei costumi. Nessun dogma e’ imposto ne’ alcun sistema di vita o di pensiero.
Per questo sulla base dei principi noachidi si può fondare qualunque filosofia, qualunque teologia, qualunque diritto. […]
Se esistono uomini che accettano il servizio del Dio unico, per essere i suoi testimoni di fronte al mondo, questi sono i figli d’Israele; i gentili che si astengono da atti inumani e immorali sono i fgli di Noè, anch’essi eletti da Dio.
La concezione politica del Noachide fissava legalmente l’indipendenza della legge morale e dell’uguaglianza etica da qualsiasi limitazione nazionale e confessionale. Noachide, o figlio di Noè’, è ogni abitante della terra, senza riguardo alla sua fede o alla sua nazionalità, purché adempia ai più elementari doveri di monoteismo, umanità, e civismo, ha scritto Leo Baeck.

Rav Elio Toaff

Dio, prima di siglare l’alleanza benedice Noè e i suoi figli e dà loro alcuni precetti (Gen 9,1-7).
Tali precetti sono entrati nella tradizione ebraica come ”precetti noachici” o “noachidi” destinati a tutte le genti, che sono considerate “giuste”, se li mettono in pratica.
Qual è il contenuto di questa legge?
Nel trattato Sanhedrin (56-60) del Talmud babilonese ci sono diverse enumerazioni dei precetti noachidi.
La tradizione più comune è che siano sette, uno positivo e sei negativi.
Quello positivo prescrive l’obbligo della giustizia (di istituire giudici e tribunali), gli altri proibiscono: l’idolatria, la bestemmia, le relazioni sessuali illecite, l’omicidio, il furto, il consumo delle membra di un animale vivo.
Non esiste, però, l’unanimità fra i maestri. Il Talmud riporta l’opinione secondo la quale “i figli di Noè accettarono trenta precetti”.
Questo è dovuto anche al fatto, come gli stessi maestri ebrei sottolineano, che non si tratta di precetti puntuali, ma di categorie giuridiche ciascuna delle quali comprende diverse prescrizioni, anzi, la loro caratteristica è proprio quella di essere delle indicazioni passibili di sempre nuove interpretazioni e applicazioni ai diversi tempi.
Di fatto, “le sette leggi noachidi sono più che sette rigidi pronunciamenti”.
Benamozegh scrive: “Quale che sia il numero dei precetti noachidi, è certo che ciascuno di essi rappresenta non un comandamento unico, ma tutto un gruppo di obbligazioni della stessa natura” .

Non si deve guardare alla legge noachide come se fosse un codice basato sulla ragione umana, poiché è anch’essa, come la Torà di Mosè, una rivelazione divina. Dice Maimonide: “Chiunque accetti i sette comandamenti e li osservi con cura è considerato un gentile devoto, e ha parte alla vita eterna, a condizione, però, che riceva e segua tali precetti perché Dio li ha imposti nella sua Legge e ci ha rivelato tramite Mosè, nostro maestro, che quelli sono i comandamenti ricevuti in origine dai figli di Noè”.

Rav Giuseppe LARAS
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Il rapporto fra legge noachica e legge mosaica

Inviato da admin il Gio, 31/05/2012 – 03:47

Narra il Midrash che uno dei motivi del litigio fra Giuseppe e i suoi fratelli fu la disputa intorno alla legge sullo smembramento di animali ancora in vita; Giuseppe affermava che fosse in ogni caso proibito mangiare le loro carni in conformità con la legge noachica, mentre i fratelli sostenevano che, dopo aver sgozzato un animale nel sacrificio rituale, fosse possibile cibarsene immediatamente, anche se le sue membra manifestavano ancora qualche movimento come sostiene la legge mosaica.

La posizione di Giuseppe era dettata da un sogno dal contenuto profetico, ma i suoi fratelli lo consideravano troppo giovane e non credevano che potesse aver raggiunto il livello della profezia; lo giudicarono perciò colpevole di contendere loro l’autorità rabbinica e si consultarono per decidere se fosse passibile di pena di morte o fosse sufficiente darlo in schiavitù. Alla fine decisero per la punizione più lieve e lo vendettero come schiavo. Conosciamo il seguito della storia: Giuseppe fu portato in Egitto e D-o, per premiarlo della sua fermezza nel respingere il tentativo della moglie di Potifarre che voleva indurlo a trasgredire una delle Sette leggi, lo elevò alla carica di viceré. I suoi fratelli vennero infine a prostrarsi davanti a lui, riconoscendo così la correttezza della sua opinione.

Questo midrash ci aiuta a capire quale deve essere il rapporto fra leggi noachiche e leggi mosaiche anche in ambito ebraico: dal racconto si deduce chiaramente che, come sostiene rav Benamozegh, il noachismo è il primo gradino che anche l’ebreo deve salire prima di abbracciare la legge mosaica. Nel commento a Esodo 24, 3 – in cui si dice che Mosè, sceso dal monte, trasmise al popolo tutte le parole del Signore e tutti i comandamenti –, Rashi afferma: le parole dell’Eterno sono gli ordini relativi alla purità che il popolo doveva osservare durante l’attesa ai piedi del Sinay; i suoi comandamenti sono i Sette precetti dei figli di Noè.

Un’importante distinzione fra la legge noachica e quella mosaica ci viene dalla loro struttura. Abbiamo già osservato come la prima si organizzi intorno a una serie di precetti negativi e che costituiscono perciò il “titolo” di un gruppo di norme dal numero variabile a seconda delle interpretazioni e ad esso riconducibili; quindi danno origine a una struttura aperta. Ed è comprensibile, poiché le Sette leggi sono le pietre miliari attorno alle quali le diverse nazioni della terra devono articolare la formulazione della legge adattandola alla propria sensibilità e tradizione particolare; a questo proposito è bene rilevare come l’articolazione delle Sette leggi proposta dal Talmud, e ripresentata in questo testo, sia soprattutto indicativa di un metodo con cui procedere e non rigidamente fissata per tutti.

La legge mosaica invece, con le sue 613 mitzvot, rappresenta in qualche modo una struttura più rigorosa e chiusa; come detto in precedenza, i vari precetti si riferiscono esclusivamente al contenuto che vi è enunciato e spesso sono la ripetizione, formulata differentemente, di una stessa norma. Inoltre, molti di essi possono essere messi in pratica esclusivamente in Israele e in relazione all’esistenza del Tempio, che oggi non esiste: secondo un maestro chassidico dell’Ottocento, noto come Chafetz Chaim, i precetti che restano sempre in vigore sia prima che dopo l’esilio sono 271. Possiamo invece più coerentemente paragonare le Sette leggi noachiche ai Dieci comandamenti attorno ai quali il maestro Saadià Gaon (900 circa) colloca le 613 mitzvot che ne derivano e rilevare, di nuovo, l’errore insito nel far discendere l’osservanza della legge per i non ebrei, come fa la cristianità, dai Dieci comandamenti sinaytici.

Abbiamo più volte osservato e ripetuto che il seguace delle Sette leggi non è assolutamente tenuto ad abbracciare quella mosaica, anzi; tra le istruzioni che vengono impartite dai rabbini al neofita, vi è questo avvertimento: Finché non accetti il mosaismo, se mangi carni proibite non sei punibile; se violi il sabato, non incorri nel castigo90. È infatti il noachide che deve decidere di sua spontanea volontà e in piena consapevolezza se aderire o meno alla legge mosaica.

Nel Libro di Rut troviamo semplici ma importanti indicazioni su cosa significa, per un non ebreo, convertirsi all’ebraismo. La storia di Rut è nota. Era una moabita che aveva sposato il figlio di una coppia ebrea trasferitasi nella terra di Moab. Quando prima il marito e poi i due figli muoiono Noemi, la suocera di Rut, invita sia lei sia l’altra nuora a ritornare presso i genitori. Rut rifiuta con queste parole: Non insistere perché ti lasci e mi allontani da te, ché ovunque andrai tu, andrò anch’io, e dormirò dove dormirai, il tuo popolo è il mio, il tuo D-o è il mio91. Da questo versetto si può comprendere quale profonda trasformazione implichi la conversione all’ebraismo; si richiede il completo distacco dalle proprie radici, dalla propria famiglia e la completa identificazione con le vicissitudini e soprattutto la concezione ebraica della vita e di D-o, un atto simile a quello che compì Abramo quando seguì il comando divino: Lech lechà.

Consideriamo invece, di nuovo, quanto succedeva in epoca greco-romana, in cui i noachidi si presentano con connotazioni più chiare poiché abbiamo a disposizione molte testimonianze che ce le indicano:

“È chiaro… che ebrei ed ebraismo avevano a Roma un’influenza considerevole. Da molto tempo si erano diffusi nei paesi greci di Asia e d’Europa. Ovunque vi erano degli ebrei, di origine o per circoncisione e, intorno a loro, degli adoratori di D-o o ebraizzanti i quali, pur non essendo circoncisi e obbligati a tutte le pratiche mosaiche, leggevano i libri sacri e inviavano al Tempio di Gerusalemme il loro denaro e il loro omaggio”…

È un fatto che in tutto il mondo greco-romano influenzato dall’ebraismo un numero sempre crescente di pagani… si manteneva in stretti rapporti con le sinagoghe e che gruppi e centri noachici si costituivano dove i gentili, pur abiurando il politeismo, praticavano una religione diversa dal mosaismo ma che risponde esattamente a quella che i dottori ci descrivono come la sola religione obbligatoria per i non ebrei: il noachismo (rav Benamozegh, op cit).

Filone afferma che il vero ebraismo è essenzialmente monoteismo e in Avodà Zarà 357a troviamo questa idea così formulata: Chiunque abiuri l’idolatria è un vero ebreo; o anche Chiunque rigetta il politeismo professa tutta la Torà.

C’è però un’importante distinzione da ribadire fra legge noachica e legge mosaica, riconducibile alla diversa portata filosofica delle due dottrine e alla funzione sacerdotale di Israele: la legge noachica è considerata una legge naturale e razionale, che si imporrebbe anche se non fosse enunciata e chi la infrange non può addurne l’ignoranza; la legge mosaica va oltre la sfera dell’intelligibile, è il tramite spirituale dell’uomo con l’ordine universale e quindi, per applicarla, bisogna esserne istruiti formalmente. Di conseguenza, chi infrange la legge noachica è comunque colpevole; dice in proposito il Talmud Maccot, 9: Colui che crede in cuor suo che l’omicidio è cosa lecita, che non sia mai stato proibito, è considerato da Raba come assai simile all’omicida volontario. Anche Maimonide concorda con questo parere ma, in modo davvero sorprendente, Rabbi Adda e Abayè hanno opinioni contrarie: Colui che è convinto che l’omicidio sia cosa lecita, cede a una forza maggiore, affermano (ibid 9a).

Ricordiamo infine che, quando esisteva il Tempio di Gerusalemme, durante gli otto giorni di Sukkot – festa delle capanne o dei Tabernacoli – si offrivano sull’altare settanta animali per le settanta nazioni della terra92. Leggiamo nel Midrash Shir Hashirim: … i settanta vitelli che erano immolati sull’altare durante la festa dei Tabernacoli erano offerti per le nazioni affinché fossero conservate in vita in questo mondo… e in Talmud Sukkà: Rabbi Yochanan dice: “Infelici i popoli gentili per quello che hanno perduto [perdendo il Tempio], poiché quando vi era il Tempio, si faceva espiazione per loro sull’altare, ma ora chi farà per loro l’espiazione?

Bisogna tenere conto che la festa di Sukkot cade in autunno. Per gli ebrei, l’anno religioso aveva inizio nel mese di Nissan, in primavera, con la celebrazione dell’uscita dall’Egitto, la festa di Pessach; l’anno civile, invece, si inaugurava il mese di Tishrì, a partire dall’equinozio di autunno, ed era una ricorrenza che gli ebrei avevano in comune con gli altri popoli dell’area. Per questo Israele l’aveva eletta a solennità religiosa dal carattere cosmopolita.

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Il rabbino Riccardo Di Segni, attuale (29/05/2008 a. D.) presidente delle comunità ebraiche italiane, parla MOLTO più chiaramente del solito, di fronte al pubblico, selezionatissimo, di una conferenza organizzata dalla massoneria italiana.

Dopo aver visto il filmato, a nessuno sarà sfuggito il fatto che le “sette leggi noachidi”, quelle alle quali dovrà sottomettersi l’umanità inferiore dei non ebrei, sono basate sul …nulla scritturale… I riferimenti alla Sacra Scrittura, dai quali prenderebbero luogo tali “istituti giuridici”, sono melliflui, evanescenti, e soggetti ad interpretazioni incredibilmente variabili. Una cosa non precisata dal rabbino è che, “l’obbligo di costituire dei tribunali”, IMPLICA LA SOGGEZIONE ALL’AUTORITA’ RABBINICA, che è la massima autorità giuridica esistente, secondo la legge mosaica. Altra cosa non ben specificata è che i cristiani, e tutti i fedeli delle religioni diverse da quella ebraica, sono considerati …IDOLATRI. Ergo, il divieto di idolatria implica l’abbandono della fede religiosa, qualunque essa sia… Ancora, le due leggi, così diverse, non sono altro che uno strumento per meglio regolamentare la soggezione dei non ebrei; infatti, il rabbino parla di sette precetti da intendersi come “titoli di capitoli”, che, a quanto pare, devono essere ancora scritti. Insomma, quando verrà il “regnum”, quando il governo mondiale ebraico sarà il solo padrone, i non ebrei avranno una legislazione “niente affatto sovrapponibile” a quella degli “eletti”. Ma le leggi chi le scriverà?! E’ ovvio, gli stessi che, senza nessun riferimento alla Sacra Scrittura, hanno scritto i “titoli dei capitoli”… i sette precetti… Vi immaginate se, uno Stato cattolico volesse fare lo stesso con i giudei? Vi immaginate uno stato cattolico che pensasse di imporre agli ebrei sette strambi istituti giuridici, vagamente cristiani, ai quali attenersi, con il divieto di praticare la religione ebraica, e con l’obbligo di sottostare all’autorità giudiziaria di vescovi che legiferino, per loro, leggi del tutto diverse da quelle a cui dovrebbero sottoporsi i cattolici?
Le “leggi noachidi” o noachiche, che dir si voglia, sottendono, ovviamente, una morale ingiusta e razzista, per chi volesse approfondire l’argomento della “giurisprudenza” rabbinica, e di tutte le sue “prodezze”, conviene leggere QUESTO TESTO DI BLONDET

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http://www.scribd.com/doc/50585340/Chi-comanda-in-america-Maurizio-Blondet

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Riccardi, il ministro noachide

il traghettatore dell’ebraismo

Andrea Riccardi (Roma, 16 gennaio 1950) è uno storico e accademico italiano.
riccardi
Ordinario di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre, noto studioso della Chiesa in età moderna e contemporanea e fondatore, nel 1968, della Comunità di Sant’Egidio. Molti dei suoi studi, pubblicati in diverse lingue, vertono sul rapporto fra mondi religiosi differenti e sul tema della coabitazione religiosa in particolare nell’area mediterranea tra il XIX e il XX secolo. Dal 16 novembre 2011 è ministro senza portafoglio per la cooperazione internazionale e l’integrazione.[1]

Leggo su un giornale che Andrea Riccardi, guru della Stampa Comunità di Sant’Egidio e neo-ministro alla Integrazione, a metà dicembre ha visitato il campo nomadi abusivo di Torino dato alle fiamme da gente incitata dalla notizia di uno stupro di una sedicenne, poi dimostratosi falso.

Qui, il Riccardi ha promesso ai rom «case e stabilità»: cosa che non mi pare compresa nel programma del governo tecnocratico messo al potere.

Definito «Piano Salva-Italia» dalla neolingua, il piano tartassa e punisce fiscalmente chi la casa ce l’ha, ossia l’80% degli italiani; non accenna a dare una casa ai bisognosi italiani. Impone agli italiani rigori e austerità, estrae dalle loro tasche tutto il possibile per mostrare ai «mercati» che continueremo a pagare gli interessi sull’immane debito pubblico.

Da dove Riccardi ricava che in questo programma di rigore e tagli feroci, ci sia posto per dare ­ regalare ­ case ai rom?

A parte il fatto che i rom, quando gli vengono date case a spese del contribuente, non vi si stabiliscono, preferendo continuare a vivere nelle loro roulottes (è la loro «cultura» di nomadi) e tutt’al più usano gli appartamenti per accumularvi la refurtiva (è la loro cultura). Ma da dove Riccardi ricava questo suo programma?

Gli stessi giornali torinesi scrivono che Riccardi, «dopo avere visitato il campo, ha avuto un incontro alla sinagoga di Torino, uno dei ‘primi luoghi di integrazione’, secondo il ministro.

Si passa di meraviglia in meraviglia: la sinagoga «luogo d’integrazione»? Ha in mente Riccardi che in sinagoga gli ebrei apprendono che gli altri esseri umani sono «animali parlanti»? Ha un’idea di come Israele attui «l’integrazione» dei palestinesi, nei Territori e a Gaza? Di come l’ideologia ebraica dominante sia un razzismo feroce e irrazionalista?

Ma tutto diventa più chiaro quando si legge che la Comunità di Sant’Egidio organizza «giornate del dialogo» con il B’nai B’rith (la Massoneria riservata agli ebrei) come quella a Roma di metà gennaio 2009: dove lo stesso Riccardi, a fianco del rabbino Di Segni (bella tempra di umanitario integrazionista) ha avuto modo di confermare che la Sant’Egidio «ha fatto del rapporto con gli ebrei il punto focale della sua vita» (vedi Avvenire, 18 gennaio 2009, «Tra cattolici ed ebrei amicizia irrinunciabile»).

Negli incontri interreligiosi che la San’Egidio organizza ogni anno ad Assisi, lo stesso Andrea Riccardi ha ripetutamente spiegato che lo «spirito di Assisi» si ispira alla « religione universale» preconizzata dal rabbino Elia Benamozegh. Una figura che Riccardi cita molto spesso, nei suoi scritti, come suo maestro spirituale.

«Elia Benamozegh, uomo di grande sapienza», spiega Riccardi, che ne esalta il saggio principale, «Israele e l’umanità ­ Studio sulla religione universale».

Un’opera in cui il rabbino «rispondeva alle accuse che l’ebraismo non fosse una religione universale, aprendo una discussione con il cristianesimo e chiedendo di riflettere sulla legge noachica (…). Dove proponeva l’ebraismo come popolo messianico e sacerdotale tra le religioni. (Un libro che) intendeva provocare in cristianesimo e islam, un “tiqqun”, un processo di risanamento a partire dall’universalismo e dall’umanesimo ebraico» (La fede d’Israele e l’umanità: il contributo dell’ebraismo al mondo contemporaneo).

Palesemente, il cattolicone Riccardi aderisce con entusiasmo a questo «universalismo». Tanto da esigere, come Benamozegh, che siano la Chiesa e l’Islam a fare «tiqqun» (espressione talmudica che sta per «riparazione, redenzione») riconoscendo la verità e la superiorità ultima dell’ebraismo.

È il caso dunque di vedere da più vicino le teorie di Elia Benamozegh (1). Questo importante rabbino livornese, nato nel 1823 e morto nel 1900, talmudista e cabbalista, faceva molto di più che esortare i cristiani al “tikkun”.

«Benamozegh», leggo in un testo degli ebrei italiani, «riteneva possibile una riforma della cristianità attraverso un vero e proprio percorso di teshuvah» ­ il termine significa «pentimento», «ritorno al nuovo inizio» ­ «compiuto il quale il cristianesimo ‘si spoglierà di tutto ciò che ha di contrario all’ebraismo, deporrà le vesti prese in prestito, i brandelli di paganesimo, che lo hanno reso irriconoscibile ai suoi genitori, che lo fecero espellere dalla casa paterna» (L’origine dei dogmi cristiani).

Di cosa si deve «pentire» il cristianesimo? Essenzialmente, di aver dato ascolto a San Paolo: questo rabbino che ha avuto il torto imperdonabile di aver «abolito la Torah», proclamandola «fonte della morte, del peccato e della schiavitù, contrapposta alla fede, con ciò creando una dualità estranea all’ebraismo».

L’odio per Paolo è una costante del pensiero ebraico. Benamozegh la approfondisce e la rivendica. Soprattutto, odia i dogmi cristiani. Essi sono, per Benamozegh, «come una scimmia rispetto all’Uomo [Israele, nda]… la scimmia è l’imitazione mal riuscita del modello, e allo stesso tempo la sua caricatura… il Cristianesimo è una religione… non per uomini normali, ove dietro l’eccesso di ascetismo si cela la corruzione».

Le accuse di Benamozegh al cristianesimo sono veementi. Per esempio: ha la colpa di credere che «l’incarnazione si compie in un uomo solo». Mentre «per la Càbala l’incarnazione esiste nel fatto e pel fatto dell’intera creazione».

È questo, panteismo? Sì, lo è, e Benamozegh lo rivendica.

Il giudaismo religione «racchiude una duplice credenza ­per Benamozegh ­il pluralismo della divinità e l’immanenza. È perlomeno quanto afferma la teologia cabalistica… Quanto all’immanenza… gli angeli appaiono come il prolungamento della Divinità nella natura; il Talmùd dice perfino che sono sue membra ed organi… La Càbala, (…) la vera tradizione ebraica riconosce sia l’immanenza che la trascendenza di Dio, e unisce così il panteismo con il monoteismo. La fede che Israele conserva, potrà un giorno riconciliare le Chiese divise». Secondo il rabbino livornese «la Càbala concilierà Israele sacerdote con l’umanità laica».

Benamozegh attribuisce ai cristiani la colpa che è invece essenzialmente dei talmudisti, che hanno fatto di JHVH l’immagine dell’ebreo: «Il cristianesimo… ha fatto un Dio a sua immagine, come gli dèi d’Omero, invece di far l’uomo ad immagine di Dio».

Il suo attacco alla fede di Gesù assume toni che superano quelli di Nietzsche:

«La morale ebraica rassomiglia all’uomo, ma all’uomo che realizza le sue due forme, e cioè l’uomo primitivo di Mosè, l’androgino di Platone, l’uomo dai due sessi…, la morale cristiana rassomiglia alla donna isolata, separata dall’uomo, senza il contrappeso della sua fermezza, della sua esperienza; la donna abbandonata a tutti i trasporti della sensibilità, della passione… la concezione del Cristianesimo primitivo ha qualcosa di troppo femmineo…, vi è nella parola e negli atti di Cristo e dei suoi primi discepoli, l’eterno femminino…».

E a proposito della pretesa «universalità» a cui aderisce il Riccardi, Benamozegh accusa la Chiesa di mancare di nazionalismo:

«Il patriottismo, è un sentimento dell’Antica Alleanza, che teoricamente non ha posto nella Nuova (…). Il sentimento di nazionalità come l’intendono gli inglesi (sic) è un sentimento essenzialmente ebraico… I cristiani sono un non-popolo, cioè la negazione teorica e pratica di ogni nazionalità».

Se consideriamo che Israele sostiene che anche i palestinesi sono «un non-popolo», e come di conseguenza li stermina, c’è da tremare del messaggio universalista secundum Benamozegh. E Riccardi, come concilia col suo «universalismo» questa difesa del nazionalismo?

Probabilmente, come «un giovane cattolico di Lione, Aimé Pallière il quale si trovava “alla ricerca di un’esperienza religiosa che non trovava più nel Cattolicesimo”», e che per questo avvicinò Benamozegh.

«… Pallière mostrò l’intenzione di convertirsi all’ebraismo, ma Benamozegh lo dissuase; il giovane francese aveva per Benamozegh un compito particolare, quasi provvidenziale, che poteva compiere solo restando cristiano; Pallière doveva essere il messaggero della… dottrina dei Noachidi, secondo la quale gli ebrei avevano funzione di sacerdoti del genere umano… Per rendersi conto di questa missione, Pallière non aveva bisogno di convertirsi, ma solo di ‘purificare’ la propria religione da alcuni errori: l’Incarnazione e la Trinità».

Ripudiare l’Incarnazione del Figlio di Dio, negare la Trinità. E i dogmi in generale. Difatti per Benamozegh

«teorie ripugnanti, dottrine difformi, vizi inauditi si nascondono sotto i princìpii del Cristianesimo (fra cui) la finzione della resurrezione dei fedeli con Gesù… questi vizi non si sono nascosti, non si son vergognati di sé, ma hanno occupato arditamente un posto nella Chiesa, hanno esposto senza pudore la loro deformità al sole».

Dopo queste piccolissime «riforme» (e adeguato «pentimento»-teshuvah), il Cristianesimo sarà pronto ad aderire alla «religione universale». Che consiste nel «rinunciare alla centralità della Chiesa a favore della centralità di Israele ordinando l’umanità al popolo sacerdotale Israele» nel quadro di «un ordinamento gerarchico dell’umanità ad Israele».

Non che i gentili possano convertirsi all’ebraismo, questo no. Essi potranno e dovranno però ricevere da Israele «la legge noachide con i suoi sette precetti», mentre i veri ebrei avranno la loro religione superiore, con «le sue 613 mitzvot (comandamenti)».

Comandamenti che conosciamo: tipo, non mangiare carne e formaggio nello stesso piatto, non rispondere al telefono di sabato, eccetera. E sviluppa la dottrina secondo la quale l’ebraismo ha in sé una struttura duplice: la legge d’Israele, con le sue 613 mitzvot, e la legge noachide, con i suoi 7 precetti.

Agli ebrei è stata data infatti la «rivelazione di Mosè», quella vera e superiore; gli altri si contentino di quella di Noè, generale e generica. E gerarchicamente soggetta ai giudei.

Chi volesse sapere quale destino gli aspetta, in quanto goy, nella «religione universale» a cui Riccardi aderisce, sappia che (dicono i nostri amici ebrei) «I precetti noachidi prevedono l’istituzione di tribunali e la proibizione del sacrilegio, del politeismo, dell’incesto, dell’omicidio, del furto, dell’uso delle membra di un animale vivo». Ciò che non dicono, è che i tribunali che verranno istituiti, saranno composti da rabbini, talmudici e cabbalisti, i quali potranno comminare la morte ai noachici.

È quel Nuovo Ordine Mondiale che il capo sionista Ben Gurion (nato David Gruen) dipinse, il 16 gennaio 1962, alla rivista americana Look, che gli chiedeva di immaginare il mondo futuro:

«Tutti i continenti si riuniranno in un’alleanza mondiale che avrà a sua disposizione una forza di Polizia internazionale. Tutti gli eserciti saranno aboliti (…). In Gerusalemme, le Nazioni Unite (le “vere” Nazioni Unite) edificheranno un Tempio dei profeti: (…) questo sarà la sede della Corte Suprema dell’Umanità», insomma il tribunale ebraico supremo che giudicherà i sudditi noachici, l’umanità non ebraica, con una «penalizzazione rapida e sicura… secondo i principii di Norimberga» (questo lo disse Bernard Baruch). Impiccagioni alla svelta, e senza appello, decretate da talmudisti fanatici. Sarà questa l’epoca messianica.

Ora si capisce meglio perchè un governo tecnocratico-massonico, infarcito di globalisti e banchieri, e presieduto dal presidente europeo della Commissione Trilaterale e membro del Bilderberg (Goldman Sachs), abbia voluto dotarsi di un ministro come Andrea Riccardi, fondatore della Sant’Egidio.

Non poteva mancarvi un «cattolico noachide», cripto-giudeo o piuttosto sub-giudaizzante, pronto ad assoggettarsi, come razzialmente subalterno, alla religione universale senza Cristo risorto e senza Trinità. Non è questa la religione della Umanità da secoli promossa dalla Massoneria? Non sarà su questo ideale universalismo che le oligarchie del potere, riunite al Bilderberg, conformano l’One World Government, il Governo Mondiale che stanno attivamente preparandoci?

Resta da spiegare come Riccardi, e con lui la Comunità di Sant’Egidio, sia passata dalla fede cattolica all’universalismo di Benamozegh, o con la sua azione internazionale cooperi con tanto zelo (e denaro) all’instaurazione di quel governo mondiale che somiglia così tanto al regno finale dell’Anticristo. Ma a questo può rispondere una perfida inchiesta sulla Sant’Egidio pubblicata da Sandro Magister su L’Espresso del 9 aprile 1998 (Chi è Andrea Riccardi e perché è diventato ministro nel governo Monti?).

Dove si dice che gli adepti «hanno praticamente abolito il sacramento della penitenza sostituendolo con i mea culpa pubblici nelle assemblee di gruppo», che coltivamo «stranezze in materia di matrimonio e procreazione». E dove si narra la «scoperta del sesso» di questo gruppone di romani di buona famiglia-baciapile che per un po’ «s’immaginano ‘celibi per il Regno dei cieli’ e ‘monaci nel deserto della città’. Danno ai loro capi i nomi di priore e priora».

«Ma anche la fase monastica si spegne presto», continua Magister.

«Nell’estate del 1978, in un ritiro collettivo nelle Marche, nell’eremo di Macereto, un po’ tutti svuotano il sacco. E confessano di condurre tra loro una vita sessuale sin troppo movimentata. Da lì in poi cade il silenzio sul ‘nuovo monachesimo’ e prendono il via i primi matrimoni. Resta l’obbedienza assoluta a quello che era di fatto l’abate indiscusso, Riccardi».

Ecco qua. Come suol dire l’amico Vittorio Messori, «le posizioni eretiche sono come le posizioni erotiche: poche e ripetitive». E spesso le une nascono dalle altre, come adattamento di una vita personale non limpidissima, che non si vuole depurare.

Benamozegh diceva: «Il Cristianesimo è una religione… non per uomini normali, ove dietro l’eccesso di ascetismo si cela la corruzione». E’ probabile che i nuovi monaci falliti per aver presunto troppo di sè, abbiano trovato in questa frase una conferma: non sono loro, è il cristianesimo a non essere «per uomini normali». Meglio noachici.

1) Le notizie sul rabbino Benamozegh sono integralmente riprese dal magistrale saggio di don Curzio Nitoglia, «Elia Benamozegh, cristianesimo e giudaismo», di cui consiglio la lettura completa.
(ELIA BENAMOZEGH, CRISTIANESIMO E GIUDAISMO).

Aggiungo solo che Elia Benamozegh era amico, e della stessa cerchia, del rabbino Sabato Morace, l’uomo che prestava il suo passaporto a Mazzini quando questi doveva fuggire, inseguito dalla Polizie per terrorismo.

Maurizio Blondet

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E’ “ebreo” il nuovo ordine mondiale?

DI HENRY MAKOW

ebrei-nwo Iniziamo con dare una definizione di “NUOVO ORDINE MONDIALE.”

Lo scopo del Nuovo ordine mondiale è il desiderio dei grandi banchieri del mondo di tradurre il loro ampio potere economico in istituzioni globali permanenti per il controllo politico e sociale. Il loro potere è basato sul loro monopolio sul credito. Usano l’accreditamento del governo per stampare i soldi e richiedono al contribuente di pagare miliardi per il loro interesse.

Le banche centrali come la Federal Reserve fingono di essere istituzioni di governo. Non lo sono. Sono possedute privatamente da forse 300 famiglie. È significativo notare che la maggior parte di queste famiglie è ebrea, sebbene quanto significativo non sono ancora sicuro. Comunque, se fossero Luterani o Zulu, certamente le nostre obiezioni sarebbero le stesse.

Sono un ebreo non-osservante che crede che questa situazione sia egualmente mortale per l’umanità e gli ebrei. Abbiamo già visto le tragiche conseguenze di essa durante la Seconda guerra mondiale.

L’inventore americano Thomas Edison descrisse nel modo seguente questa frode colossale, che il Nuovo Ordine Mondiale ha intenzione di perpetuare:
“È assurdo dire che il nostro paese può emettere titoli di credito e non può produrre valuta. Entrambe sono promesse di pagamento, ma una ingrassa l’usuraio e l’altra aiuta la gente.”
Le banche centrali inoltre controllano l’offerta di credito alle aziende ed agli individui. Robert Hemphill, responsabile per il credito della Federal Reserve Bank di Atlanta descrive questa situazione insostenibile.
“Questa è una situazione incredibile. Dipendiamo completamente dalle banche commerciali. Obbligati a prendere in prestito ogni dollaro che abbiamo in circolazione, contanti o credito. Se le banche generano valuta in abbondanza, siamo ricchi; altrimenti, soffriamo la fame. Siamo assolutamente senza un sistema monetario permanente. Quando si ha un’idea chiara di ciò che accade, ci si rende conto di quanto è incredibile la tragica assurdità della nostra posizione disperata, ma lo è… È così importante capire che la nostra attuale civilizzazione può collassare, a meno che non vi sia un’ampia comprensione della realtà in modo che quanto prima si possa correggere ogni difetto.”
Quando la Federal Reserve venne inaugurata nel 1913, un banchiere di Londra si rese conto che era una frode. “I pochi che capiranno il sistema saranno così interessati ai suoi profitti, o così dipendenti dai suoi favori, che non ci sarà opposizione da quel tipo di classe… La grande maggioranza della gente, mentalmente incapace di comprendere, sopporterà la relativa difficoltà senza reclamare e forse senza nemmeno sospettare che il sistema è ostile (contrario) ai suoi interessi.”

Le conseguenze

Ovviamente stampare valuta dovrebbe far parte della sfera pubblica, come previsto dalla Costituzione degli Stati Uniti. Questa situazione anomala è la fonte della miseria umana. Contrappone la gente che controlla l’economia alla società nel suo insieme. È nel loro interesse destabilizzare la società, promuove l’immoralità, la divisione interna (come l’unione gay) e la guerra per aumentare il debito e distrarre e controllare le masse.

I banchieri sono responsabili dei programmi di ingegneria sociale come la rivoluzione sessuale, il femminismo ed il multiculturalismo, che insidiano la famiglia e la coesione sociale. Questo antagonismo fondamentale inoltre sostiene un ampio mondo criminale, manovrato di fatto dalle élite.

I banchieri sono responsabili degli assassinii di presidenti come Lincoln e JFK e dell’attacco al World Trade Center. Possiedono o controllano i mass-media, che legittimano G.W. Bush, la guerra nell’Iraq e l’imminente attacco all’Iran. La guerra fornisce una giustificazione per mettere in pratica il piano ed introdurre uno Stato di Polizia repressivo.

Il successo oggi è basato sul desiderio di una persona di diventare complice, consapevole o no, della frode bancaria. Anche gli imprenditori ricchi dipendono dal credito e sono poco disposti a sostenere un cambiamento genuino. Come conseguenza della truffa dei banchieri, la società e la cultura occidentali sono basate su una frode. Non abbiamo democrazia genuina o parità d’accesso ai mass-media od un’educazione aperta e sincera. La società occidentale è una truffa, gestita da vigliacchi che sanno di essere truffatori.

Sono responsabili “gli ebrei”?

Il Nuovo Ordine Mondiale è un mostro simile all’Idra (nella mitologia l’Idra era un drago policefalo al quale ogni volta che una testa veniva tagliata ne ricrescevano due). I banchieri lavorano attraverso molti fronti quali il comunismo, il socialismo, il liberalismo, il femminismo, il sionismo, il neo tradizionalismo e la massoneria. In modo sconosciuto alla maggior parte dei membri, questi movimenti “progressisti” sono tutti segretamente devoti alla “rivoluzione mondiale” che è un eufemismo per l’egemonia dei banchieri.

I banchieri controllano le più grandi aziende del mondo, i media, i servizi segreti, i think-tanks*, le fondazioni e le università. Sono responsabili della soppressione della verità. In tutto ciò gli ebrei figurano in modo rilevante, causando antisemitismo. Naturalmente molta altra gente ricerca “il successo” allo stesso modo.

I banchieri inoltre lavorano attraverso gli stati. Sono in gran parte responsabili dell’imperialismo britannico ed americano, il cui scopo è monopolizzare la ricchezza del mondo. Nel suo libro “Gli Ebrei” (1922) il critico sociale britannico Hilaire Belloc scrive che l’Impero Britannico rappresentò un’alleanza tra finanza ebrea ed aristocrazia britannica.

“Dopo Waterloo [ 1815 ] Londra divenne il più importante mercato monetario ed il crocevia del commercio mondiale. Gli interessi dell’ebreo come commerciante finanziario e gli interessi del sistema politico commerciale si avvicinarono sempre di più. Si può dire che, a partire dalla fine del diciannovesimo secolo, fossero diventati virtualmente identici.”

La confluenza dell’interesse Ebreo e Britannico si è estesa anche al matrimonio.

“Si iniziarono ad avere matrimoni, indiscriminati, fra quelle erano state una volta le famiglie territoriali aristocratiche del Regno Unito e le fortune commerciali ebree. Dopo due generazioni, con l’apertura del ventesimo secolo, le grandi famiglie inglesi territoriali in cui non c’era sangue ebreo erano l’eccezione. In quasi tutte queste famiglie lo sforzo del connubio fu più o meno contrassegnato, in alcune di loro così forte che anche se il nome era ancora un nome inglese e le tradizioni di radice puramente inglese del lontano passato, la costituzione fisica ed il carattere erano diventati interamente ebrei…”

Se il matrimonio della figlia di Al Gore con il nipote di Jacob Schiff (finanziere ebreo americano) può dare qualche indicazione, questa mescolanza di Ebrei ed élite gentile (di religione non ebrea – n.d.r.) si estende anche in America. John Forbes Kerry è un altro esempio.

Belloc continua a dire che l’obiettivo britannico ed ebreo della dominazione del mondo era sinonimo di Freemasonry (www.freemasons-freemasonry.com ) ed usato come strumento.

“Le istituzioni specificamente ebree, quale la Freemasonry (che gli ebrei posero come ponte fra se stessi ed i loro ospiti nel diciassettesimo secolo) erano particolarmente forti in Gran Bretagna e svilupparono una tradizione politica, attiva e di grande importanza, che lo Stato Britannico fu accettato tacitamente dai governi stranieri come protezione ufficiale degli ebrei in altri paesi.

La Gran Bretagna era considerata il soggetto che interveniva [laddove esisteva persecuzione ebrea] per sostenere le energie finanziarie ebree nel mondo intero e ricevere in cambio il beneficio di quel legame.”

Se Belloc ha ragione, si potrebbe dire che il Nuovo Ordine Mondiale è un’estensione dell’impero britannico, in cui gli interessi britannici, americani ed ebrei di élite sono indistinguibili.

Conclusione: cos’è ebreo?

La maggior parte degli ebrei non vorrebbe un Nuovo Ordine Mondiale, anche conosciuto come “globalizzazione” se capissero il relativo carattere non democratico e la maniera con la quale essi vengono usati.

Il vero spirito ebreo sostiene che la verità e la moralità sono assolute e non possono essere adattate ad un interesse personale superficiale.

G. J. Nueberger esprime questo spirito nel suo saggio “Il Grande Abisso fra Sionismo e Giudaismo”.

“La gente ebrea è scelta non per la dominazione sugli altri, non per la conquista o la guerra, ma per servire Dio e servire la razza umana… di conseguenza la violenza fisica dell’umanità non è una tradizione o un valore degli ebrei. Il motivo per cui la gente ebrea è stata scelta non è di regolare un esempio di superiorità militare o dei successi tecnici, ma di cercare la perfezione nel comportamento morale e nella purezza dello spirito. Di tutti i crimini della politica sionista, il peggiore ed il più fondamentale che spiega tutti i suoi altri crimini, è quello che deriva dal Sionismo che ha cercato di separare gli ebrei dal loro Dio, di rendere il patto divino nullo e senza effetto per sostituire uno stato “moderno” e la sovranità fraudolenta per gli alti ideali della gente ebrea.”

I banchieri non erano interessati ovviamente al vero Giudaismo o la purezza razziale ma erano disposti piuttosto a sacrificare milioni di ebrei per realizzare il loro disegno sostenendo Hitler. Stanno sacrificando migliaia di vite ebree, americane e musulmane in Medio Oriente in nome della loro Orwelliana “guerra perpetua per una pace perpetua”.

Il Nuovo Ordine Mondiale serve un programma “ebreo” o un programma dell’élite dei banchieri?

Mi avventuro nel dire che serve il secondo e che gli ebrei sono uno strumento di questo programma come tanta altra gente. Dando ad individui privati la capacità di generare denaro dal nulla, abbiamo generato un mostro che minaccia di devastare il pianeta e la razza umana con esso.

Fonte: Is the New World Order “Jewish”? http://www.savethemales.ca/ Traduzione per Comedonchisciotte.net a cura di Manrico Toschi

Nota:

*Think-tanks

Istituti come Heritage Foundation e Cato Institute si chiamano negli Usa think-tanks, «serbatoi di pensiero», sono cioè centri che producono ricerche mirate a dimostrare che è indispensabile privatizzare la Social Security, che il sistema sanitario canadese (qui invidiato da tutti) è un disastro, che mangiare cibi geneticamente modificati fa bene alla salute, che i neri sono più stupidi dei bianchi, che il sussidio disoccupazione è un incitamento alla pigrizia e dunque un fattore d’impoverimento (tutti esempi veri), che la scuola pubblica è un fattore d’ignoranza… Attraverso libri, studi, rapporti, questi centri producono perciò pezze d’appoggio alle campagne politiche e ideologiche della destra, forniscono argomenti «scientifici» di cui si servono i parlamentari quando devono introdurre un emendamento. Più che ricerca scientifica, questi centri sono classici esempi di «pseudoscienza», di affermazioni incontrollate bardate degli orpelli della serietà, tabelle, grafici, note, bibliografie. A colpi di tabulati questi «serbatoi» immagazzinano rancore, astio verso ogni idea di uguaglianza. Sono serbatoi sì, ma di odio, non di pensiero. E la loro influenza cresce di anno in anno.
(fonte: http://italy.indymedia.org/news/2004/11/678112.php)

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Il progetto Blue Beam

Per l’instaurazione di una religione mondiale

blue beam L’infame “Blue Beam Project” – architettato dalla NASA in tre differenti fasi operative – si prefigge di accelerare l’instaurazione di una

NUOVA RELIGIONE MONDIALE

di stampo naturalistico – satanistico. La diffusione di una nuova religione “unica” è considerata dalle elite un imprescindibile basamento ideologico su cui fondare il cosiddetto

NUOVO ORDINE MONDIALE

La mancata unificazione di tutti i credo religiosi – infatti – costituirebbe un ostacolo insormontabile rispetto ai piani di unificazione politica e sociale dell’intera popolazione planetaria.

La PRIMA FASE operativa riguarda il “ritrovamento” di antichi reperti archeologici in alcune precise zone del pianeta (in alcuni casi a seguito di sommovimenti geologici provocati artificialmente), reperimenti talmente rivoluzionari da sancire la definitiva smentita di tutte le “certezze religiose” coltivate fin’oggi dalle popolazioni mondiali (fossili di dinosauro? – nuovi Vangeli?).

Ogni nazione dovrebbe così essere indotta a credere di avere male interpretato per secoli la propria dottrina religiosa. La preparazione psicologica rispetto a tale primo segmento è riscontrabile in numerosi film e documentari atti a sostenere la sostanziale “infondatezza” della cosmogonia creazionistica e l’incompatibilità dei tradizionali dettami religiosi con la natura umana (tra i tanti: Zeitgeist, Religious, Sex Crimes and Vatican, il Codice Da Vinci ed il recente Codice Genesi).

In definitiva, obiettivo del primo segmento operativo è quello di distruggere le convinzioni (argomento approfondito nel post “Spiritualità Sotto Assedio” n.d.t.) di cristiani e musulmani anche mediante alcune “prove inconfutabili” provenienti da un remoto passato.
vedi: “Gesù non è morto sulla croce”, scoperto Vangelo in Turchia
http://www.net1news.org/ges-non-morto-sulla-croce-scoperto-vangelo-in-turchia.html

La SECONDA FASE operativa prevede l’apparizione nei cieli di numerose località sparse intorno al mondo, di enormi immagini “DIVINE”. Il tutto sarà realizzato sfruttando la teconologia degli ologrammi tridimensionali proiettati mediante raggi laser e resi “parlanti” mediante sofisticati strumenti di proiezione del suono.

La proiezione sarà effettuata direttamente dai satelliti orbitanti, usando come “schermo” uno strato di sodio fluttuante a circa 100 chilometri dalla superficie terrestre. La stessa tecnologia sarebbe già stata adoperata per fare comparire almeno una parte dei numerosissimi oggetti volanti non identificati.

Obiettivo di tali messe in scena sarà quello di fare apparire il “NUOVO MESSIA” – Maitreya, il maestro illuminato – che con le sue parole inaugurerà l’istituzione della nuova religione mondiale.

In ogni parte del pianeta i fedeli di ogni religione assisteranno alla trasfigurazione della propria divinità adorata (Gesù, Maometto, Buddha, Krishna, ecc.) nella figura della nuova divinità. Costei spiegherà che il fine della religione sia quello di unire i popoli, e non di separarli, e di come i dettami della antiche scritture e tradizioni siano stati fraintesi ed equivocati, conducendo fratelli a combattere contro fratelli.

(guarda il video sulla realtà aumentata)


Le antiche religioni dovranno perciò essere abolite, in quanto menzognere, e sostituite da una nuova
UNICA RELIGIONE UNIVERSALE.


L’evento appena descritto si verificherà in un momento di diffusa anarchia, incertezza e paura scatenata da una enorme catastrofe “naturale” (asteroide? tempesta solare?) verificatasi su scala mondiale.

La TERZA FASE operativa avrà a che fare con le nuove tecnologie di comunicazione telepatica: le microonde ELF (extremely low frequency), VLF (very low frequency) ed LF (low frequency).

Attraverso un bombardamento di impulsi di radiazione ogni singolo individuo del pianeta sarà persuaso di avere un rapporto di comunicazione diretta con il nuovo dio. Il bombardamento sarà effettuato mediante satellite, e provocherà una profonda interazione con il pensiero individuale, formando il fenomeno attualmente denominato “pensiero diffuso artificiale.” Lo studio e l’utilizzazione delle tecnologie anzidette, adoperate anche per il famigerato programma “MK-Ultra” sono stati dimostrati in numerose occasioni.

A tal proposito, è utile citare una conferenza che ebbe luogo nel gennaio 1991 presso l’Università dell’Arizona, dal titolo “Ricerche avanzate della Nato in materia di sistemi biomolecolari.” Alcuni argomenti affrontati dalla conferenza scatenarono le proteste degli astanti, spaventati dal potenziale abuso che i governi avrebbero potuto fare delle tecnologie presentate. In quella occasione gli scienziati accennarono alla capacità acquisita da parte degli Stati Uniti, di rendere cieche, sorde o mute le persone solo mediante la trasmissione di determinati impulsi magnetici.

Alcune delle anzidette tecnologie sono attualmente operative ed utilizzate dalla CIA, la NSA e l’FBI per scopi politici e militari, compresa la creazione di “candidati manciuriani.” Esse si basano su una metodologia del tutto nuova di studio del cervello e del sistema neuro-muscolare, ed agiscono mediante impulsi di radiazione trasmessi a bassissime frequenze. La sperimentazione dei sistemi biomolecolari continua ad avere luogo sui detenuti di Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Finlandia, Australia, Germania, Francia (Arancia Meccanica, film di Stanley Kubrick del 1971 trattava questo argomento n.d.t.).

E’ utile riportare quanto dichiarato nel 1970 dallo psicologo James V. McConnel in una intervista rilasciata alla rivista “Psychology Today.”

“Presto giungerà il giorno in cui saremo capaci di combinare la deprivazione sensoriale con l’azione ipnotica di alcune droghe ed il meccanismo “educativo” basato sulla dicotomia ricompensa-punizione. A quel punto potremo raggiungere un controllo pressochè assoluto sul comportamento di un individuo, ed ottenere molto rapidamente ed efficacemente un “positivo” lavaggio del cervello che ci consentirà di riprogrammare indole e personalità di qualsiasi individuo.”

Quanto appena detto, sta alla base della filosofia sociale delle Nazioni Unite, secondo la quale

nessuno dovrebbe potersi dire “possessore” di una propria personalità.

Qualsiasi personalità “antisociale” dovrebbe considerarsi “abusiva” e dunque suscettibile di “miglioramenti” impositivi da parte degli enti preposti. Tutto ciò – naturalmente – per poter soddisfare le esigenze “collaborative” richieste dal nuovo ordine mondiale.


Vi suggerisco di prendere seriamente in considerazione tali informazioni, prima di respingerle come frutto di un fanatico cospirazionista. Vi suggerisco di informarvi circa il chip trasmettitore prodotto dalla compagnia Loral Electro-Optical System con sede in Pasadena, California. Tale trasmettitore, che opera sulle stesse frequenze del sistema nervoso umano, fu commissionato dal generale Leonardo Perez in nome e per conto della aviazione militare statunitense, che era alla ricerca di un’arma che fosse in grado di trasmettere impulsi di sfiducia nella mente del nemico ed impulsi di fiducia in quella delle truppe amiche.

Si sospetta che la tecnologia ELF sia stata adoperata nel 1970 contro una donna britannica la quale protestava troppo “animosamente” contro l’installazione di missili cruise presso la base militare di Greenham Common (se è per questo esiste la possibilità che tali sperimentazioni siano già in corso d’opera da molti anni in tutto il mondo, e più precisamente dal momento in cui persone completamente normali hanno iniziato ad uccidere per futili motivi i propri congiunti, famigliari e vicini di casa, casi ormai molto frequenti, di cui sentiamo parlare quotidianamente in tutti i notiziari – n.d.t.).

Questa arma è in grado di causare la totale deprivazione sensoriale di un individuo, al punto che il soggetto non sia più in grado di udire i propri stessi pensieri. La metodologia scientifica utilizzata dalla tecnologia ELF è stata descritta in moltissime pubblicazioni del Dipartimento della Difesa statunitense, tra cui uno intitolato “Spettro elettromagnetico e conflitto a bassa intensità”, stilato del capitano Paul E. Tyler, comandante medico della marina degli Stati Uniti, incluso in una raccolta di saggi dal titolo “Bassa intensità e moderne tecnologie di modifica”, a cura del tenente colonnello David G. Dean. La raccolta è stata pubblicata nel 1986 da parte delle edizioni “Air University Press.”

Nel suo libro “The Body Electric”, il candidato premio Nobel Robert Baker descrive una serie di esperimenti condotti nel 1960 dallo scienziato Allen Frie, in cui il funzionamento della manomissione mentale è stato pienamente dimostrato. Così come gli esperimenti condotti nel 1973 dal dottor Joseph Sharp, che vi si sottopose personalmente, dimostrando di poter udire e comprendere messaggi inviatigli in una eco-camera attraverso una serie di audiogrammi ad impulsi a microonde. Baker concludeva il libro con alcune considerazioni circa il pericolosissimo potenziale di una tal sorta di tecnologia, che potrebbe “fornire istruzioni non rilevabili ad un assassino inconsapevole e programmato in tal senso.” Allen Frie ha inoltre notato come sia possibile accelerare, decelerare o arrestare il battito cardiaco di una rana sincronizzando il fascio di impulsi a microonde con il ritmo del cuore dell’animale.

Un altro libro del 1978, scritto da James C. Lynn ed intitolato “Microwave Auditory Effect and Application” descrive come sia possibile trasmettere delle voci perfettamente udibili, direttamente nella mente di un individuo. Nel dicembre 1980 venne pubblicato sul periodico “US Army Journal” un articolo dal titolo: “The New Mental Battlefield: Beam Me Up, Spock”, a cura del tenente colonnello John Alexander.

Scrive Alexander:
“… Numerosi esempi dimostrano incredibili progressi in tali aree. Il trasferimento di energia da un organismo all’altro; la capacità di trasmettere o guarire una malattia a distanza; la capacità di indurre la morte a distanza in modo tale che non sia riscontrabile una causa apparente del decesso; la modificazione del comportamento mediante strumenti telepatici, che consente di indurre uno stato ipnotico fino ad una distanza di 1000 chilometri, questi sono tutti obiettivi già conseguiti.” Alexander conclude:


“Se sarà possibile alimentare il pensiero artificiale multigenico mediante satellite, a quel punto il controllo mentale dell’intero pianeta sarà a portata di mano.”

Ecco, tornando al Blue Beam Project, la terza fase a cui accennavamo paragrafi addietro è denominata proprio “Electronic Telepathic Two Way Communication.”


Fintanto che la gente non si renderà conto che questo genere di tecnologia non è fantascienza, ma esiste realmente, essa correrà un gravissimo pericolo. Perchè arriverà la notte in cui nel cielo compariranno immagini meravigliose e sconvolgenti, che preannunceranno l’avvento del nuovo messia, ed in molti non saranno adeguatamente preparati ad affrontare la situazione, vedere il tranello, e salvarsi la vita.


link all’articolo originale: http://www.thewatcherfiles.com/bluebeam.html

Realtà aumentata – non tutto ciò che vedi è reale

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William Cooper

e il “Majestytwelve”

cooper Durante gli ultimi anni della sua vita, Cooper lavorò da solo nella sua casa in Arizona con i suoi due cani, galli e polli, dopo aver fatto espatriare la sua famiglia dagli U.S.A. nel 1999 per la loro sicurezza. Prima dei parecchi anni di solitudine nel deserto dell’Arizona, Cooper era conosciuto come conferenziere di classe mondiale, che appariva alla Wembly Hall di Londra così come in ogni stato dell’Unione durante un periodo di 10 anni.
Conosciuto come esperto ricercatore, che sosteneva le sue teorie sul Nuovo Ordine Mondiale con solide informazioni dai suoi giorni nella U.S. Navy Intelligence, Cooper ha sempre fatto comparire la paura negli occhi dei presidenti, compreso Clinton, che fece organizzare un attacco del FBI per fare tacere le opinioni di Cooper. (Guarda il video Tributo)

Subito dopo l’attentato di Oklahoma, Rush Limbaugh lesse un appunto della Casa Bianca in onda durante la sua radiotrasmissione, chiamando William Cooper, “… l’ospite radiofonico più pericoloso in America.”

Cooper successivamente dichiarò che il pronunciamento di Clinton era “il complimento più grande che avesse mai ricevuto.”

Più oltre, il fascicolo del FBI su Cooper che includeva riferimenti alla sua liquidazione di sicurezza durante il servizio militare, entrava illegalmente in possesso della Casa Bianca in quello che è noto come “Filegate”. Subito dopo questa scoperta, Il presidente Clinton ha ordinato tutti gli enti federali di cominciare l’investigazione, la persecuzione, e il processo del sig. Cooper per farlo tacere.

Mentre era occupato in continue battaglie federali su questioni di libertà di parola con l’FBI e con l’IRS che tentava di strangolare finanziariamente i suoi affari, Cooper lavorarava a tutto vapore, generando parecchi documentari sull’assassinio di JFK e sulla truffa degli UFO del governo per infondere paura negli Americani.

Cooper credeva inoltre nel rafforzamento degli Americani con il libero pensiero per mezzo dei giornali e delle onde radio, diede vita al servizio di notizie di CAJI, al giornale nazionale VERITAS, The Intelligence Service, Harvest Publications, ed ha aiutato oltre 700 stazioni FM affiliate a bassa potenza a dotarsi di equipaggiamento e trasmettere, compresa la stazione che controllò come amministratore per la Independence Foundation Trust, 101.1 FM Eagar, Arizona, trasmettendo per radio a 7.000 persone.

Sotto la sua direzione, la sua azienda inoltre si avventurò nel mercato dell’editoria. Il primo libro pubblicato era su Oklahoma: “Day One” di Michele Marie Moore… il classico definitivo sull’attentato nella città di Oklahoma del palazzo federale Alfred P. Murrah il 19 aprile 1995.

Ma per capire realmente la filosofia di Cooper e dove ha ottenuto molte delle sue informazioni segrete da usare successivamente nel suo lavoro, è necessario capire la sua esperienza militare, il posto dove diventò familiare con le vere intenzioni del Nuovo Ordine Mondiale.

Cooper servì prima con lo Strategic Air Command dell’Aeronautica degli Stati Uniti, assolvendo compiti segreti sui bombardieri B-52, sui velivolo di rifornimento di carburante KC-135, e con i missili Minuteman.

Dopo l’Aeronautica, passò alla Marina degli Stati Uniti realizzando un sogno precedentemente frustrato dalla cinetosi cronica.

[…]

A stretto contatto con informazioni segrete per molti anni, Cooper avrebbe successivamente sfruttato le sue esperienze e competenze militari come nucleo per molti dei suoi scritti, decidendo di dire la verità ed essere un uomo di coscienza invece di vendere l’anima ai criminali del Nuovo Ordine Mondiale.

Anche se il lavoro di Cooper è immenso, riguardando quasi ogni elemento possibile di ciò che che si può definire come presa di possesso globale da parte degli Illuminati, chiunque legga i seguenti brani estratti da un documento segreto scoperto da Cooper concluderà oltre ogni ragionevole dubbio che la distruzione dell’America sta procedendo dall’interno e che l’unica maniera per riprendersi il paese, guardando al 2006, è per mezzo di una rivoluzione popolare.

Nell’articolo citato sopra, intitolato “Majestytwelve”, le parole di Cooper fanno rizzare i capelli in testa:

MAJESTYTWELVE by William Cooper, 1997.

williamcooper“Ciò che segue è un fatto. Non è una teoria, è una cospirazione vera.

Sono stato testimone dei documenti Top Secret/Magic da cui queste informazioni sono stralciate mentre prestavo servizio nella Marina degli Stati Uniti aggregato alla squadra di Intelligence Briefing dell’ammiraglio Bernard Clarey, il comandante in capo della Flotta del Pacifico degli Stati Uniti.

“Certifico che le seguenti informazioni sono vere e corrette al meglio della mia memoria e della ricerca che ho compiuto. Giurerò per esse in qualsiasi tribunale.”

“Posso produrre i nomi di circa 38 ufficiali ed ad aggregati della Marina che sono stati testimoni di questi documenti mentre erano al servizio del loro paese… posso produrre i nomi di circa altri 80 che sospetto siano stati testimoni di questi stessi documenti. Non rivelerò i nomi che davanti ad un tribunale che sia disposto a perseguire le persone e le organizzazioni coinvolte nella cospirazione per rovesciare il governo degli Stati Uniti d’America ed instaurare un governo mondiale totalitario e socialista.”

“Molti anni fa ebbi accesso ad un insieme di documenti che finalmente realizzai essere il programma per la distruzione degli Stati Uniti d’America e per la formazione di un governo mondiale totalitario e socialista. Il programma è contenuto all’interno di un insieme di documenti top secret col titolo “MAJESTYTWELVE”. Non c’era spazio fra “majesty” e “twelve (dodici)”. Il termine onorava la pianificata instaurazione di un potere definitivo in un corpo di saggi destinati a governare il mondo come discepoli di un Messiah.

Questo “messiah” servirà da cuscinetto fra gli uomini saggi ed il gregge. Ho scoperto questi documenti tra il 1970 ed il 1973 mentre ero un membro dell’Intelligence Briefing Team del comandante in capo della Flotta del Pacifico degli Stati Uniti.

[…]

“Il piano descriveva la formazione di un governo mondiale totalitario e socialista.
Sarà guidato nell’ombra da un consiglio degli uomini saggi. Un cosiddetto dittatore benevolo, sarà presentato come il Messiah.

“La costituzione degli Stati Uniti d’America e la sua Carta dei Diritti sarà stracciata. Una forma parlamentare di governo prenderà il suo posto. Tutti le forze militari e gli individui devono essere disarmati tranne una forza di polizia interna che porterà soltanto il minimo necessario di armi per mantenere l’ordine interno.”

Anche se Cooper ha vissuto soltanto per vedere poco più di un anno della presidenza di Bush, era un fermo sostenitore della tesi per cui il presidente Clinton, seppur si presentasse come uomo del popolo, era in effetti una delle personalità visibili più importanti e diaboliche del Nuovo Ordine Mondiale.

E a dimostrazione della sua opinione, le seguenti due citazioni di Clinton mostrano le sue vere intenzioni:

“Quando ci siamo organizzati come nazione ed abbiamo scritto una costituzione ragionevolmente radicale con una Carta dei Diritti radicale, dando una quantità radicale di libertà individuale agli Americani… E così molti dicono che c’è troppa libertà personale. Quando si abusa della libertà personale, ti devi muovere per limitarla. Questo è ciò che abbiamo fatto con il mio annuncio dell’ultimo fine settimana sui progetti dell’edilizia popolare, su come stiamo per confiscare armi ed altre cose come rendere la gente più sicura nelle loro comunità.”

Così parlò il presidente Bill Clinton su MTV il 3 marzo 1994.

Dichiarò inoltre parecchi giorni dopo in un’intervista ad USA Today: “non possiamo essere così fissati sul nostro desiderio di conservare i diritti degli Americani ordinari…”

Oltre ad indicare Clinton, Cooper affermò che la vera fonte della cospirazione globale in realtà andasse cercata in un corpo conosciuto come gli Illuminati, un gruppo ha composto dai massimi livelli dei cosiddetti ordini segreti e delle società segrete. Esplicando la loro origine ed il loro scopo, Cooper ha scritto:

Sono tenuti assieme da giuramenti di sangue, da una religione segreta, e dalla promessa di una condizione di elite all’interno di governi regionali, o del governo mondiale superiore.

La loro religione è basata sulla Kabbalah, la filosofia Luciferina, e sul culto del sole.

Non sono legati da alcun giuramento o alleanza eccetto tra loro. Non sono leali a nessun governo o Popolo eccetto il loro. E non sono cittadini di nessuna nazione eccetto il loro governo mondiale segreto già stabilito. Con le loro stesse parole, “se non siete uno di noi non siete niente.” Per cogliere il senso di questo concetto “a pelle” guardate il film “They Live.”

“È in gran parte una cospirazione “aperta”, in quanto molte delle sue appartenenze, strutture, metodi, ed operazioni, sono materia di dominio pubblico, anche se dispersa ed oscura. Il suo sistema di coordinazione è atipico. Due nuclei – il nucleo d’elite della cricca di Wall Street (che orbita intorno ai Rockefeller) ed il nucleo d’elite della cricca finanziaria europea (che orbita intorno ai Rothschild) – coordinano questa cospirazione globale utilizzando la guerra psicologica sul resto dei cospiratori, dicendo a ciascuno niente più del necessario per compiere il suo ruolo specifico, spesso senza riconoscimento esplicito nemmeno del suo stesso ruolo, né delle regole inarticolate che lo governano.

“Così, la grande massa dei cospiratori non sa, ma soltanto sospetta, che sono parte di ed in servizio di “un potere in qualche luogo così organizzato, così sottile, così invasivo, così collegato, così completo, così dominante, che è molto meglio per essi non parlare più forte del loro respiro quando parlano in condanna di esso.”

Nel suo articolo sui documenti militari segreti, esamina a fondo il funzionamento interno degli Illuminati, mostrando come alcuni candidati salgono al livello superiore, scelti personalmente per salire oltre il tredicesimo grado (Rito di York) o il trentaduesimo grado (Rito scozzese).

Cooper afferma che quei “pochi eletti” spariscono dietro il velo e si trasformano in uno dei “Mille Punti di Luce,” e sono conosciuti più correttamente come i “Magi.”

Guardando all’indietro la storia, Cooper aggiunge:

“Il processo dell’iniziazione e dei giuramenti di sangue è sempre stato la protezione degli Illuminati in un mondo cristiano che aveva la tendenza di “bruciare al palo” coloro che seguivano credenze o filosofie diverse. Il “bruciare vivo” Jacques DeMolay, la persecuzione di uomini come Gallileo e Giordano Bruno da parte della chiesa cattolica, e la persecuzione dei loro Ordini risultò nell’odio della “Fratellanza” verso il cristianesimo e nell’obiettivo dello sterminio di tutte le religioni tranne la loro.

“Potete verificare l’obiettivo degli Illuminati visitando l’home page del Freemasonry’s Grand Lodge of Scotland”

Noterete che la bandiera della Gran Loggia di Scozia e quella “Universale” della massoneria sono visualizzate.

La bandiera “Universale” della massoneria è la bandiera delle Nazioni Unite.

Poiché questo è diventato molto noto, la Gran Loggia di Scozia ha sostituito la bandiera delle Nazioni Unite (bandiera Universale della massoneria) sulla loro web page con un grafico della Terra.”

E sepolto in profondità nei documenti scoperti da Cooper, che egli tentò vigorosamente di esporre fino alla sua morte prematura, era la decisione di uno sterminio totale in ciò che ha chiamato “l’obiettivo dell’epoca dell’inganno.”

Se qualcuno si domandasse all’alba di questo nuovo anno verso dove si dirigono gli U.S.A. dopo Oklahoma City ed il 9/11, ascolti le previsioni di Cooper basate su ciò che ha imparato negli anni di servizio nel campo dei servizi segreti:

“Questa è l’epoca dell’inganno. Il mondo è sul filo del rasoio. Per una metà è previsto lo sterminio se questa gente va avanti per la sua strada, e per l’altra metà è previsto l’asservimento quando l’unione mistica fra la luna IS (Isis o Chiesa) ed il sole RA (Osiris o Dottrina) saluterà il figlio del mattino EL (Horus o corpo completo degli Adepti) sull’orizzonte (Horus sorto) nella nuova alba (ISRAELE o realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale).

“Quando il processo sarà completo una nuova Unione Sovietica mondiale emergerà per assottigliare il gregge, tosare il popolo gregge, e farlo marciare verso la schiavitù o il macello a seconda della loro capacità di accettare ed aderire alla loro rieducazione.”

Cooper pondera il destino dell’America e del mondo, e le sue parole del 1997 sembrano avverarsi mentre entriamo nel 2006.

“Non ci saranno diritti individuali, soltanto privilegi. Questi saranno assegnati o negati a volontà dal governo mondiale.

Tutta la proprietà sarà posseduta dallo Stato. Ci sarà una ridistribuzione di ricchezza. Progettano di eliminare le differenze di classe e di ridurre lo standard di vita ad un livello più basso nelle nazioni avanzate, come gli Stati Uniti, e ad un livello più elevato nelle cosiddette nazioni del terzo mondo.

“Questo livellamento della qualità della vita verrà ottenuto con un crollo economico globale che è nelle sue fasi d’inizio.

Il crollo economico compirà l’obiettivo del manifesto comunista di Engels e Marx che propugnava la distruzione della classe media. L’imposta progressiva sul reddito era il primo passo di questo processo ed è una delle plance del manifesto comunista.

NAFTA e GATT sono una parte di questo processo in quanto incoraggiano le industrie a trasferirsi nelle nazioni del terzo mondo per sfruttare la forza lavoro a poco prezzo.

“Tutte le religioni attuali spariranno. L’unica religione sarà la religione dello stato (umanismo o illuminismo)”.

“Tutti i governi, di Contea o di Stato saranno eliminati e sostituiti da un governo regionale. Questi governi regionali (Legge Domestica) sono già sul posto. Il regionalismo sta prendendo gradualmente il controllo in tutta l’America.

“Non ci saranno più contanti. Il commercio funzionerà con un sistema di accreditamento computerizzato con i conti raggiunti tramite carte di credito o i impianti di chip integrati. Le schede ed i chip inoltre serviranno per l’identificazione personale, patente di guida, etc.. Quando questo sarà completato la razza umana sarà incatenata ad un computer in un ciclo infinito di debito. Non ci sarà mai più nessuna azione o movimento riservato.”

Esaminando più a fondo l’epoca dell’inganno del Nuovo Ordine Mondiale, Cooper punta agli UFO ed alla truffa aliena spinta in America, scoprendo all’interno dei documenti segreti di Majestytwelve che l’intero programma per la creazione di un governo socialista mondiale è protetto da una minaccia extraterrestre artificiale.

Aggiunge che l’intero fenomeno degli UFO ed il movimento dell’ufologia è stato generato ad ulteriore protezione ed attivazione del programma, esponendo Art Bell, ospite di talk show coast to coast, come uno del portavoce principali degli Illuminati.

“All’interno di Majestytwelve, Operation Majority giustifica il programma presentando una minaccia extraterrestre come motivo per la necessità per il governo mondiale, tipo “chi parla per il pianeta Terra… l’Argentina?” esattamente il modo in cui Stanton T. Friedman conclude le sue conferenze “Gli UFO sono reali,” dice Cooper.

“Quando ho visto Operation Majority mentre servivo nella marina ho creduto che la minaccia aliena fosse reale come tutti quanti. Non prima di aver effettuato molti anni di ricerca potei capire esattamente che cosa avevo visto. Fu estremamente difficile per me credere che il mio governo e la Marina degli Stati Uniti mi avessero usato, particolarmente poiché avevo dedicato la mia vita al governo ed al servizio militare. La maggior parte del governo e dei personali militari non possono e non crederanno mai in una simile idea.

“Il programma è reale. La minaccia extraterrestre è artificiale. La minaccia è presentata con l’uso di tecnologia segreta originalmente sviluppato dai tedeschi nei loro programmi segreti di armi durante la II GM, da geni come Nikola Tesla, e da molti altri.”

Per quanto riguarda il ruolo di Bell nell’agenda del Nuovo Ordine Mondiale, Cooper punta ancora sulla teoria “dell’epoca dell’inganno”, così come sulla decodificazione dei segni e dei simboli degli Illuminati per scoprire la verità reale fra i molti messaggi di inganno.

artbell2

Riferendosi al marchio ben noto di Bell con una piramide d’oro in un mare blu profondo con il suo nome sulla cima della piramide, Cooper illustra il suo punto circa il ruolo di Bell: “Ho riconosciuto che Art Bell è un paravento per il Nuovo Ordine Mondiale. È confermato nel suo libro. Il governo mondiale è, infatti, il tema del libro.

“Sapevate che il mare (mare o Mary) è un simbolo per un grande numero di persone, le masse nella simbologia marxista? Avete notato che la piramide sorge dal mare (il Popolo) e domina la scena come promessa, o salvezza? Sapevate che la piramide cui manca il vertice rappresenta la Grande Opera (non finita) della Scuola del Mistero? Sapevate che il Grande Lavoro rappresenta l’ingegneria sociale (socialismo), che opera in funzione dell’apoteosi della razza (uomo perfetto, sesta radice della razza) come promesso ad Adamo ed Eva da Satana, ed un Nuovo Ordine Mondiale?

“Avete notato che il nome di Art Bell cavalca il vertice indicando che è l’Operaio Luminoso, o Uomo Illuminato, o Mastro Massone, o Horus, o dio-Uomo perfetto, o Salvatore, che completa le Grandi Opere? Avete notato la stella luminosa caduta dal cielo appena sopra il vertice? Conoscete chi o che cosa rappresenta? Vedete i Mille Punti di Luce lavorare in silenzio dietro il velo (nubi) nel cielo.

artbell

L’illuminismo è marxismo. È una promessa falsa che la razza umana sarà perfetta che porta ad una società utopica perfetta per mezzo dell’ ingegneria sociale.

Questo è un meccanismo di lavaggio del cervello per cui una razza schiava ignara può venir generata per essere governata da un governo socialista totalitario mondiale.

“Art Bell è un massone. È un membro degli Illuminati. Il suo libro “L’accelerazione” è una delle più plateali ed evidenti forme di propaganda del Nuovo Ordine Mondiale che io abbia mai visto. In esso Art Bell, affermando di essere un americano patriottico, sostiene senza vergogna la formazione di un governo socialista totalitario mondiale.”

Con la maggior parte della gente che entra nel nuovo anno con il pensiero di un altro attacco terroristico all’orizzonte, Cooper dichiara che questi attacchi sono una strategia del nuovo ordine mondiale per dire agli Americani che qualsiasi opposizione si scontrerà con la forza bruta.

“Ruby Ridge, il massacre di Waco, l’attacco contro i Patrioti e le Milizie, ed altri atti di aggressione contro il Popolo Americano che potrebbe combattere questa frode sono atti di guerra.

Questi atti sono progettati per demonizzare i fondamentalisti cristiani, ebrei, musulmani, la milizia legale, e chiunque altro potrebbe combattere in difesa della costituzione o della libertà.

“Questi atti terroristici consegnano al popolo americano il messaggio che tutta l’opposizione al governo superiore del mondo nuovo sarà affrontata con forza schiacciante ed il completo genocidio dei nemici del socialismo.”

E mentre ognuno prepara il suo pane tostato per la vigilia del nuovo anno, domandandosi dove cadrà la prossima “scarpa terrorista,” ascoltiamo l’analisi conclusiva e le previsioni sinistre di Cooper dal 1997, la cui lettura fa immediatamente desiderare a chiunque di versarsi un altro bicchiere di quello forte.

“In Majestytwelve si dichiarava che il primo attacco terroristico negli Stati Uniti sarebbe avvenuto in una grande città come New York o Los Angeles. Basandomi su quella dichiarazione ho predetto esattamente che sarebbe accaduto a New York, e così è stato quando il World Trade Center è stato colpito.

“Majestytwelve dichiarava che il terrorismo continuerà fino a quando il popolo americano non avrà acconsentito ad essere completamente ed assolutamente disarmato.

Il documento affermava che il secondo obiettivo principale sarebbe stato “in qualche luogo nell’entroterra come Oklahoma City”. L’obiettivo reale non era nominato. Poiché il documento non era specifico quanto all’obiettivo reale ed alla sua posizione non ho predetto la città di Oklahoma… ma la mia previsione di continui attacchi terroristici compresi attacchi importanti “nel cuore” d’America era esatta.”

Scrivendo prima del 9/11, predisse inoltre quanto segue:

“Se questi atti di terrore non avranno successo ci saranno più bombe, attacchi chimici, o attacchi biologici. Si intensificherà la distruzione, mutilando ed uccidendo uomini, donne ed in particolar modo bambini. Avranno luogo più sparatorie nei centri commerciali, nei ristoranti, e nelle scuole. Come ultimo ricorso, se tutto il resto fallisce, gli Illuminati sono pronti a far esplodere un’arma atomica in una grande città americana come New York, Chicago, o Los Angeles.”

Testo originale, http://www.hourofthetime.com/majestyt.htm

Tributo – di Keith Truth

traduzione di: Timmy Love

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LA LEGGE DEI LUMINARI – (il Talmud BAVLI)

Pubblicato da LION OF YAHUDA sabato 16 ottobre 2010

“Ora questi falsi maestri sono spavaldi e superbi; non hanno paura nemmeno di offendere gli spiriti dell’universo … Questi falsi maestri sono come fontane senz’acqua, come nuvole spinte dalla tempesta: Dio ha preparato per loro le tenebre più nere” 

(2 Pt. 2:10-19)

(Grazie a Moksha75 per la traduzione del video)

Per comprendere meglio questo video leggere il relativo post di approfondimento:

>>> CLICCA QUI’ <<<

Già nel secondo secolo a.C. e prima della discesa del prescelto di Yah (Mash’yah) sulla terra il popolo scelto da Dio, era inquinato da filosofie e conoscenze tramandate oralmente e si era diviso dall’interno in numerose “sette”. Lo studio della Legge di Dio (TORAH) stava diventando una disciplina esoterica. Prima di avvicinarsi al testo, l’esegeta eseguiva [riti di purificazione], quasi stesse penetrando in un luogo sacro. Adottava una mentalità alternativa, svolgendo [rituali] che gli conferivano nuove intuizioni.

Tra queste sette, [solo qualcuna] si sentiva legata o si “conformava” a ciò che diceva la Legge di Dio. Le altre credevano addirittura di poter elaborare NUOVE SCRITTURE, queste differenziazioni furono COMPROVATE nel 1942, alla scoperta della biblioteca della comunità di QUMRAN. Gli appartenenti a questa setta si erano ritirati sulle rive del Mar Morto, dove vivevano in stato di isolamento monastico. Essi rispettavano la Legge e i Profeti (TORAH), ma [ritenevano di essere gli UNICI a saperla comprendere].

Il loro capo, detto “Maestro di Giustizia”, aveva ricevuto una RIVELAZIONE secondo cui si convinse che nelle Scritture c’erano “COSE NASCOSTE”, le quali potevano essere portate alla luce grazie ad una “speciale esegesi” detta PESHER.. la decifrazione. Ogni singola parola della Legge e dei Profeti si riferiva anticipatamente alla LORO COMUNITA’.. (esattamente come accade oggi con molte Organizzazioni religiose). 

Qumran era perciò l’apice della storia ebraica, il vero Israele spirituale … e nell’arco di breve tempo (secondo loro) DIO AVREBBE AVVIATO UN [NUOVO ORDINE MONDIALE] … e dopo la VITTORIA DEFINITIVA DEI FIGLI DELLA LUCE sarebbe stato EDIFICATO UN NUOVO MASSICCIO TEMPIO A GERUSALEMME e sarebbe stato RISCRITTO IL PATTO MOSAICO..!!

Qumran non era altro che l’ala “estremista” del movimento Esseno, che nel I secolo a.C. contava circa 4000 adepti. Anche molti di loro coabitavano in comunità, ma non nel deserto, in paesi e villaggi; si sposavano, avevano figli, (pur conducendo un’esistenza come se stesse arrivando la fine dei tempi) onoravano le norme di purificazione, si astenevano dalla proprietà privata, tenevano tutte le cose in comune e si astenevano dal divorzio. 
La setta dei FARISEI coesistente all’epoca, costituiva l’1,2% della popolazione ed erano estremamente rispettati. Il loro approccio alla TORAH era più convenzionale.. essi però erano aperti alle NUOVE IDEE. Si contrapponevano ai SADDUCEI, i quali interpretavano i testi sacri in modo letterale e non accettavano le novità.. come la resurrezione dei corpi dopo la morte. Questi come molte altre sette cercavano disperatamente nuove maniere, nuovi scritti e nuovi modi per essere il popolo di Dio … tanto che alcuni di questi rielaborarono da cima a fondo i testi antichi. 

In questo contesto non esisteva nella maggioranza, ma solo in alcuni piccoli gruppi, la sensazione che sarebbe comparso in “quel tempo” un Messyah, l’Unto di Yah, che avrebbe ristabilito la giustizia nel mondo. Le esegesi, gli insegnamenti e le interpretazioni di queste “classi sacerdotali” divulgavano e immaginavano solitamente che DIO  SOLO AVREBBE INTRODOTTO UN NUOVO ORDINE MONDIALE … si menzionava un [SOVRANO DI DISCENDENZA DAVIDICA] CHE AVREBBE GIUDICATO PER SEMPRE SUI “GOYIM”.

Tutto questo poi rirovò lo stesso Messyah quando venne sulla terra e che Egli CONDANNO’ pubblicamente chiamando questi “esegeti-savi-teologi”: IPOCRITI.. RAZZA DI VIPERE..!! 

Questa “progenie” aveva però [intuito] che qualcosa stava per avvenire.. un cambiamento epocale era in atto e per non perdere la loro rispettabilità pubblica, la loro INFLUENZA e il loro occulto POTERE sia sul popolo di Israele che sugli altri popoli avevano già iniziato un’opera secolare.. secondo il loro punto di vista: “incaricati da Dio”.. LORO ERANO IL MESSYAH.. (Scelti da Yah)..!

Il rabbi Johanan Ben Zakkai capo dei Farisei aveva sempre insegnato che la guerra contro i Romani era inutile e che IL MANTENIMENTO DELLA RELIGIONE ERA PIU’ IMPORTANTE DELL’AUTONOMIA POLITICA. Dopo la distruzione del Tempio ad opera dei Romani, i Farisei, gli Scribi, i Dottori della Legge e i Sacerdoti andarono a Yavneh la città costiera a sudovest di Gerusalemme che divenne un porto sicuro per gli studiosi ebraici.. poichè Yavneh assicurava la resurrezione di UNA NUOVA VERSIONE dell’EBRAISMO [TEMPLARE] dalle rovine del vecchio ebraismo. 

La prima opera a cui si dedicarono gli esegeti a Yavneh era la raccolta delle TRADIZIONI RELIGIOSE dei padri (gli stessi che uccisero i Profeti, il Messyah e gli Apostoli del vero Dio) affinchè quando il Tempio sarebbe stato ricostruito [!] vi si sarebbe potuto ripristinare il culto antico. Nel frattempo iniziarono a REVISIONARE LA TORAH adattandola al mondo che stava subendo gravi alterazioni. Questa impresa farisaica aveva alcune cose in comune con le prime comunità dei discepoli di Yah’u’shua. Anche i Farisei “indagavano” le Scritture, inventarono una NUOVA FORMA ESEGETICA e stilarono NUOVI TESTI, anche se non lo indicarono come “Nuovo Testamento”.

In questa loro ottica esegetica, e con il progredire degli eventi terreni, PERFINO DIO DOVEVA CONTINUARE A [STUDIARE] LA SUA STESSA TORAH per scoprirne il pieno significato. Questa nuova esegesi fù chiamata MIDRASH (il termine deriva dal verbo darash, che vuol dire “cercare, indagare“). Il senso del nuovo testo testo non era evidente di per sè.. e l’esegeta doveva “cercarlo”  per scoprirne il significato.. perciò la Midrash permetteva una reinterpretazione radicale della Torah attraverso una continua esegesi evolutiva in cui la filosofia prendeva il sopravvento sulla parola di Dio.

Fù poi il rabbino Akiba e i suoi colleghi a perfezionare ulteriormente la Midrash asserendo che la Torah data da Dio sul Monte Sinai non era stata appurata una volta per tutte.. che era una processo continuo che sarebbe proseguito finchè ABILI ESEGETI avessero “cercato” [la sapienza (Sophia) inesauribile] contenuta nel testo ... Perciò la Torah non era un prodotto finito e che gli UOMINI USARESSERO LA LORO INTELLIGENZA PER [PERFEZIONARLA]..!!

Come quasi tutti i rabbini anche Ben Azzai era un mistico. A LORO PIACEVA MEDITARE SULLA “GLORIA DI DIO” (kavod) mentre svolgevano determinati esercizi (digiuno, posizione con la testa fra le ginocchia, ripetizione sussurrata di frasi continue, ecc. esattamente come per molte altre religioni orientali) in grado di farli entrare in uno STATO DI ALTERAZIONE MENTALE. In tale condizione, sembrava loro di volare per i 7 cieli, fino alla CONTEMPLAZIONE DELLA GLORIA DI DIO SEDUTA SUL TRONO e questo viaggio era carico di pericoli mortali … questi sono gli stessi “maestri” secolari della [progenie di vipere] che hanno avvelenato la Verità del vero Dio e QUESTE sono le cose mistico-esoteriche che insegna la QABBALAH..!! 

Quelli che si diplomavano a Yavneh seguivano la “tradizione orale” e fino a questo punto i Maestri iniziati NON AVEVANO ANCORA MESSO PER ISCRITTO la maggioranza dei loro insegnamenti. Imparavano a memoria le tradizioni e le trasmettevano oralmente perchè sembrava loro rischioso scrivere le loro preziose [?] CONOSCENZE. Un libro poteva essere bruciato o ancor peggio cadere nelle mani della setta chiamata: “cristiani”..!!

Questi testi “orali” erano chiamati “tannaim“, ripetitori. 

Tra il 135 e il 160 d.C. questa progenie di “savi-maestri” avviò la creazione di una NUOVA SCRITTURA che denominarono MISHNAH … che significa “apprendimento per rietizione” anche se poi prese la forma scritta, essa era stata concepita come opera orale.

La Mishnah fu completata verso il 200 d.C. dal rabbi Giuda il Patriarca. Essa era il Nuovo Testamento della scuola Farisaica. Come per le Scritture cristiane, essa riteneva la TANAKH un’opera appartenente a una fase storica ormai superata per sempre, ma che poteva essere usata per LEGITTIMARE L’EBRAISMO POST-TEMPLARE. 

La Mishnah si distingueva con orgoglio … ABBASSANDOSI RARAMENTE A CITARE LA BIBBIA E QUASI MAI APPELLANDOSI AI SUOI INSEGNAMENTI … essa non attingeva autorità dalla Torah data a Mosè, ma PRESUMEVA DI AVERE UNA COMPETENZA INDISCUTIBILE.
I maestri-savi, che erano l’incarnazione vivente della Torah, sapevano interpretare ottimamente la volontà divina e NON AVEVANO BISOGNO DI APPOGGIARSI ALLA BIBBIA..!!

Dopo  il 312 d.C. essi produssero ALTRE SCRITTURE La TOSEFTA, un “supplemento” alla MIshnah, la SEPHER e il Talmud YERUSHALMI che fù terminato all’inizio del V° secolo d.C. Talmud significa “esegesi“, ma lo Yerushalmi INTERPRETAVA LA MISHNAH, NON LA BIBBIA, benchè mitigasse l’orgogliosa [indipendenza] della Mishnah dalla Tanakh. Tuttavia lo Yerushalmi era un cantiere aperto e durante il VI° secolo gli ebrei babilonesi redassero un Talmud più soddisfacente e raffinato: il Talmud Babilonese, detto BAVLI

Il Talmud Bavli assomigliava al Nuovo Testamento poichè i suoi autori/curatori lo reputavano IL COMPLETAMENTO DELLA BIBBIA EBRAICA, UNA NUOVA RIVELAZIONE per il mondo in trasformazione. Esso rispettava la Bibbia, ma non la riteneva sacrosanta.

Nello scritto si contraddiceva il contenuto legislativo della Bibbia e la sua interpretazione, rilevando tutta una serie di “lacune” nei Testi Sacri, SUGGERENDO QUELLO CHE AVREBBERO [DOVUTO DIRE] GLI AUTORI ISPIRATI DA DIO, MUTANDO PERSINO UNA NORMA BIBLICA PER RENDERLA PIU’ CONGENIALE AD UN “LORO” DECRETO..!!

Se la Bibbia veniva letta insieme al Bavli ESSA VENIVA TRASFORMATA correggendo ciò che era scritto in essa per ADATTARLA agli insegnamenti del Talmud Bavli.

Come spiegò rabbi Abdini di Caifa, i SAVI-MAESTRI erano i nuovi profeti: “Da quando è stato distrutto il Tempio, la profezia è stata tolta ai profeti e CONSEGNATA AI SAVI” (B. Baba – BATARA 12a). Che cos’è la Torah?“, chiedeva il Bavli.Essa è l’interpretazione della Torah” (B. Qedoshim 49b).

Questa LORO “interpretazione” è la STESSA USATA OGGI per determinare le leggi umane attuali ed è la STESSA usata per porre l’umanità sotto il giogo di un NUOVO ORDINE MONDIALE retto dalla Giustizia e dalla Pace che PROVENGONO dall’interpretazione della realtà e della vita che questi SAVI ritengono di avere per concessione di Dio.

Che il VERO Dio YAH’u’WEH ci liberi e ci salvi da questi FALSI PROFETI..!!

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Pubblicato da LION OF YAHUDA venerdì 4 novembre 2011

(Thank’s to Julyah for traduction, Yah Bless you) – (by Followers of Yah)Vi hanno mai dato del pazzo cospirazionista? O forse vi è capitato di incontrarne qualcuno? Comunque sia, di sicuro conoscete la tipologia di persona.Molte di queste persone passano ore e ore a spulciare, notizie, eventi, situazioni, che hanno relazione con la storia del mondo. Leggono disquisizioni infinite per cercare qualche ragione plausibile dietro gli sconvolgenti eventi mondiali. Secondo questi, i grandi eventi che hanno sconvolto nei secoli il nostro mondo possono essere stati orchestrati solamente da qualche elite segreta che possiede una potentissima posizione di potere. Una volta esposto il caso, il teorico della cospirazione sarà – da tutti – giudicato un lunatico pazzoide, dal momento che la maggior parte della società – inclusi i suoi vicini più prossimi – lo riterranno non solo un paranoico irrazionale, ma anche una persona del tutto male informata, e forse anche un pò pericolosa. Fatto sta, che ognuno di questi espone quello che ritiene giusto con qualche nuova prova a dimostrazione della propria teoria su questo o quel fatto.Avrete sicuramente sentito parlare di alcune di queste cospirazioni: l’assassinio del presidente J. F. Kennedy, la cosiddetta Area 51, l’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre, le scie chimiche, il sistema HAARP, ecc. il tutto collegato a società segrete come la Skull and Bones, gli Illuminati, i Gesuiti, i Massoni ed il Nuovo Ordine Mondiale.

Bene, allora siete pronti e preparati, per scoprire unavera cospirazione ancora più grande“.

Esiste una cospirazione così antica e segreta che, per scoprirla, dobbiamo tornare indietro letteralmente all’alba dei tempi. Vedete, le cospirazioni non sono niente di nuovo. Le Scritture contengono ventuno versi che trattano di “cospirazione”, mentre altri quattordici versi trattano di “complotti”. 

Ciò che rende questa cospirazione completamente diversa dalle altre è che riguarda un evento che contiunua a verificarsi da migliaia di anni; e viene letteralmente tramandato da una generazione all’altra.

Innumerevoli persone sono morte per avere esposto e rivelato questo complotto. Tristemente, molte altre sono destinate a seguire la loro stessa sorte.

Quale potrà essere questa cospirazione che ha causato così tante morti nell’arco di migliaia di anni e ne causerà altrettante nell’immediato futuro?  

“Chi è salito in cielo e ne è ridisceso? Chi ha raccolto i venti nel Suo pugno? Chi ha racchiuso le acque nella sua veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Quale è il Suo nome e il nome di Suo Figlio? Lo sai tu?” – (Proverbi 30:4)

E Yahuveh mi disse: “C’è una cospirazione tra gli uomini di Giuda e tra gli abitanti di Gerusalemme.” – (Geremia 11:9)

Gli antichi cospiratori hanno cercato di rimpiazzare, cancellare e occultare il nome del Creatore e di Suo Figlio, mentre minacciavano e assassinavano chiunque pronunciasse questi nomi. Yahuveh parlò tramite il suo servo, il profeta Ezechiele, per avvertire il popolo che c’era una cospirazione tra i profeti che avevano rubato cose preziose.

“In lei (Gerusalemme) i suoi profeti cospirano; come un leone ruggente che sbrana la preda, costoro divorano la gente, pigliano tesori e cose preziose, moltiplicano le vedove in mezzo a lei.” (Ezechiele 22:25)

Il nome sacro di Yahuveh cominciò ad essere “soppresso” ai tempi del profeta Amos (6:10) e ai tempi del grande profeta Elyah.

Avete mai visto una scena in cui il buono di turno deve combattere contro molti cattivi..??  L’emozione e la tensione emotiva che si prova nel fare il tifo per chi è dalla parte della giustizia contro tutti quei malfattori..??  Cerchiamo ora per un attimo di immaginare come si doveva sentire il profeta Elyah quando si mise contro i  450 profeti di Baal e i 400 profeti di Asherah (1 Re 18:19). Un solo profeta di Yahuveh contrapposto contro molti. Davvero, se Yahuveh è con noi, chi può essere contro di noi?Questo non fu un raduno di poco conto, ma un evento grandioso, con tutta Israele raccolta sul monte Carmelo. “Quindi invocate voi il nome del vostro dio, ed io invocherò il nome di Yahuveh. E l’Elohim che risponderà con il fuoco, quello sarà il VERO Eloah.” – 1 Re 18:24.

L’evento sarebbe durato diverse ore. Se una cosa del genere fosse avvenuta ai nostri tempi, è molto probabile che la TBN o qualche altra religione universale pagana sarebbe stata l’ospite d’onore. Ci sarebbero stati milioni di fedeli in preghiera, inginocchiati sul pavimento di casa. Altre migliaia avrebbero digiunato. Tutti gli occhi sarebbero stati incollati agli schermi dei computer, o ai nuovi schermi televisivi digitali HD. L’evento sarebbe stato trasmesso in mondovisione e avrebbe riecheggiato da ogni altoparlante. Le strade si sarebbero svuotate.

Le mega-chiese di tutto il mondo vi avrebbero partecipato.  

Tutte le piccole controversie sarebbero state messe da parte, mentre tutto il mondo avrebbe pregato affinchè ‘Ha-Baal-Gad’ (il dio-Signore della fortuna, Giosuè 11:17) facesse piovere del fuoco, da un cielo limpido e senza nuvole, per disintegrare le offerte sull’altare.

Tuttavia, il grande impostore, con l’aiuto delle moderne tecnologie e dei potenti mezzi oggi a disposizione, riuscirebbe probabilmente ad ingannare la gente. Milioni di persone potrebbero essere facilmente persuase di vedere segni e prodigi di fuoco discendere dal cielo (Apocalisse 13:13) – come in effetti accadrà nei prossimi tempi.

A quei tempi c’era un solo profeta di Yahuveh, Elyah, contro i profeti pagani del dio Baal-Gad (il Signore Dio della fortuna), senza la tecnologia moderna. Le Scritture ci narrano che i profeti di Baal cominciarono ad invocarlo dalla mattina presto. Le loro voci divennero sempre più forti nel gridare “O Baal, rispondici!”. Tutto questo fu intensificato, al punto  che essi si praticarono dei tagli sul corpo e urlarono sempre più forte, danzando in un frenetico bagno di sangue. Guardavano, controllavano, aspettavano… ma era ormai sera e ancora non c’era stata risposta da parte di Baal. Che delusione, dopo tante aspettative.

Dopo un’intera giornata di simili amenità, l’umile profeta di Yahuveh si mise a pregare. Fu allora che immediatamente e improvvisamente l’Onnipotente di Israele udì la preghiera del Suo servo. Questo uomo sincero non ebbe bisogno di praticarsi tagli sul corpo o di danzare, si limitò semplicemente a pregare! Il fuoco di Yahuveh discese dal cielo e consumò il sacrificio! Wow… se avessimo potuto vedere le loro facce! Certamente un grande timore reverenziale deve avere ispirato una tale visione!

A conclusione dell’evento i figli di Israele avevano potuto vedere con i propri occhi che il NOME dell’Onnipotente di Israele non era Baal-Gad (Signore Dio), ma Eloah Yahuveh – (1 Re 18:26-29).In contrasto con quanto è scritto, per cui il popolo di Israele doveva essere un popolo diverso e separato dagli altri, i figli di Israele desideravano integrarsi con le nazioni pagane che esistevano attorno a loro. Per questo adottarono il culto del pagano Baal/Signore (Osea 2:16). Questo causò la cancellazione del nome di Yahuveh, in violazione del terzo comandamento (Esodo 20:7). Il suo nome prezioso finì per essere sostituito con quello di Baal/Signore, proprio come era stato profetizzato:  

“Hanno essi in mente, questi profeti che profetizzano menzogne, questi profeti dell’inganno del loro cuore, pensano forse di far dimenticare il mio nome al mio popolo con i loro sogni che si raccontano l’un l’altro, come i loro padri dimenticarono il mio nome per Baal? – Geremia 23:26-27

Ma purtroppo la decisione fu presa e proclamata; chiunque avesse pronunciato il “Nome” (Ha-Shem) al di fuori del sacerdote sarebbe stato colpevole di blasfemia e messo a morte.

Secondo la tradizione, Ha-Shem (il Nome) poteva essere [pronunciato solo dal sommo sacerdote una volta all’anno] durante la festa di Yom Kippur (il giorno dell’espiazione dei peccati).

La pena per chiunque infrangesse questo comandamento fatto dall’uomo era la morte! 

La gerarchia del Sinedrio Ebraico (un organo in cui convergevano il potere religioso e quello politico) usava l’intimidazione. Per intere generazioni il tribunale riuscì a incutere nei cuori il terrore di pronunciare il Nome.

(il moderno Sinedrio – Tribunale – ricostituito oggi a Gerusalemme)Ma stava arrivando il giorno in cui UN UOMO avrebbe infranto la tradizione degli anziani pronunciando apertamente Ha Shem (il sacro nome). Egli avrebbe proclamato alla gente il nome di Yahuveh! Non appena iniziata la sua missione, Egli sovvertì la tradizione religiosa dei suoi tempi. Egli annunciò coraggiosamente il santo Nome:  

«Lo Spirito di YAHUVEH è oggi su di me, perciò mi ha unto per portare la Buona Notizia (Besorach) ai poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, per proclamare l’anno accettevole dI YAHUVEH». (Luca 4:18-19)

Mentre questo giovane della tribù di Yahuda (Giuda) leggeva il profeta Yahushayah (Isaia), molti erano stupiti poiché egli pronunciava apertamente il nome di Yahuveh, contravvenendo alla tradizione degli anziani. Quel giorno tutti gli occhi della congregazione erano fissi su di Lui (Luca 4:21).

Essi erano pieni di rabbia. Ma chi credeva di essere, quest’uomo figlio di un falegname chiamato Yahushua. Come si permetteva [un semplice operaio] di andare contro l’ordine prestabilito dai Dottori della scienza Legislativa di Israele..?? Erano così infuriati che tentarono di ucciderlo quello stesso giorno. (Luca 4:28-29).

Lo scopo principale per cui Yahushua era stato inviato dal Padre era redimere l’umanità ed espiare gli errori e le malvagità del mondo; in questo modo Egli divenne il nostro Agnello Pasquale, Sommo Sacerdote e Re. Durante il suo ministero, la sua missione fu di dare gloria a Yahuveh l’Eloah, e non a Baal (il Signore). Ci furono occasioni in cui soffrì molto e incontrò molte resistenze da ogni parte – anche in seno alla sua famiglia.

Nonostante questo, continuò a viaggiare in diverse città e paesi. Andò anche nella capitale (Gerusalemme), per restaurare la conoscenza nel “significato” del “nome” di Yahuveh: “Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola.” – Giovanni 17:6.

L’autorità religiosa del suo tempo gli diede severi ammonimenti a non far pronunciare ai suoi seguaci – durante le loro predicazioni pubbliche – il nome di Yahuveh. Gli dissero, “Maestro, sgrida i tuoi discepoli!” – Luca 19:39
Ma Yahushua rispose loro: «Vi dico che se anche costoro tacciono, grideranno le pietre. » – Luca 19:40. Questo fece infuriare il Sinedrio. Chiaramente Yahushua onorava il nome del Padre, e lo stesso facevano i suoi discepoli.

Quando Yahushua fu portato in tribunale davanti alle autorità religiose, il Sommo Sacerdote gli domandò «Sei tu il Figlio del Benedetto?» – (Marco 14:61). Il sommo sacerdote stava evitando di pronunciare il Nome del Padre. Yahushua gli rispose in questi termini: «Lo sono; e vedrete il Figlio dell’uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo.» – (Marco 14:62)

Dal momento che stava citando il Salmo 110 è molto probabile che rendesse nuovamente gloria al nome del Padre pronunciandolo apertamente. Il Sommo Sacerdote allora si stracciò le vesti e annunciò che Yahushua aveva a tutti gli effetti commesso “blasfemia” ed era quindi colpevole, meritevole della pena di morte (Marco 14:63-64).

Dopo che Yahushua fu inchiodato sul legno, le autorità ebbero un problema ancora più grande: i suoi discepoli pronunciavano apertamente il nome di Yahuveh. Stefano prese il suo legno e seguì le orme del suo Maestro, proclamando il nome di Yahuveh. Il risultato fu che anche lui fu riconosciuto colpevole di blasfemia. Fu quindi lapidato, come raccontato in Atti capitolo 6 e 7.

Ora sappiamo che il Messia porta in sé il nome del Padre, e non c’è da stupirsi che anche il prezioso e santo nome del nostro Salvatore Yahushua sia stato cancellato allo stesso modo. Naturalmente questo è proprio quello che è successo. Un altro è venuto nel suo proprio nome ed ha causato molta confusione. Satana odia il nome del Padre e del Figlio. Quello spirito è il grande simulatore che vuole per sé tutta la gloria. Ha usato ogni mezzo per tenere questi due nomi nascosti e lontani dalla gente.

Dal momento che ci viene detto Poichè il MIO NOME è in Lui(Esodo 23:21) sappiamo che il Figlio porta il nome del Padre. Poichè si evince da TUTTO il Vecchio Testamento che TUTTE le apparizioni in NOME di YHVH e l’Arcangelo che lo rappresenta e lo manifesta all’uomo sulla terra è sempre l’Unto/Prescelto da Yah (Ha’MashiYah) il Messyah. Anche da ciò, si deduce chiaramente – da quanto dice la Scrittura – che Yahushua porta effettivamente il nome di suo Padre all’interno del suo. Chi vuole arrampicarsi sugli specchi e difendere l’indifendibile menzogna, spesso oppone la questione degli scritti ‘originali in lingua Greca’. Ma la questione NON E’ AFFATTO se le scritture messianiche fossero scritte in ebraico, greco oppure in aramaico perchè un verso nel Libro degli Atti ci dice chiaramente in che lingua era SCRITTO e pronunciato il nome del Messyah e chiaramente anche il resto delle scritture:  

“Tutti noi cademmo a terra, e io udii una voce che mi disse IN LINGUA EBRAICA: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ti è duro ricalcitrare contro il pungolo”. Io dissi: “Chi sei, Signore?” E il Signore rispose: Io sono Yahushua, che tu perseguiti.” – Atti 26:14-15.

La lingua parlata dal Messyah e udita da Saulo è la lingua ebraica. I cospiratori hanno disperatamente tentato di oscurare il nome del Messyah dando al Salvatore ebreo il nome greco di Iesous, in onore della divinità pagana di Zeus.

Si, è vero, per gli antichi greci Zeus era la divinità suprema. Zeus era considerato il sole invitto, la divinità del cielo e del sole. Zeus significa “risplendere” (allegorico simbolo del portatore di luce; Lucifero). Secondo il libro di Alexander Hislop “Le Due Babilonie”, a pag. 72, “è un fatto piuttosto risaputo che i Greci adoravano occasionalmente il dio supremo con il titolo di ‘Zeus il Salvatore‘.”

Nella versione della Bibbia di King James del 1611, il nome del profeta Elishua è tradotto come Eliseo (Elizeus = Zeus è il Signore). So che è scandaloso, ma ricordatevi che questa cospirazione va avanti da innumerevoli generazioni. La maggior parte delle Bibbie KJV moderne utilizza ora il nome El-i-se’us, che significa pur sempre la stessa cosa che Eli-zeus. Ed il nome Jesus si pronuncia in spagnolo come Heysous. Ricordiamo che “HESUS” era adorato dai druidi.

La cospirazione continua fino ai nostri giorni. Proprio come qualcuno ha sottolineato in un articolo sull’inaugurazione della presidenza di Barack Obama, il sig. Rick Warren (un membro del Council of Foreign Relations) ha pregato di fronte a tutto il mondo. In conclusione della sua preghiera egli ha menzionato i seguenti nomi: Yeshua, Isa (Essa), Hey-Zeus, e Jesus. 

Il gioco dei nomi è finito e smascherato! Ecco quale è il desiderio dei veri discepoli del Messyah, quello di far vedere le tenebre per quello che sono. In questo processo la speranza è che nelle menti si accenda la scintilla del ragionamento.

ATTENZIONE: “Le mezze verità sono menzogne”..!!   “Guai a voi, dottori della legge, perché avete portato via la chiave della scienza! Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l’avete impedito.” – (Luca 11:52)

Nelle scritture il Messyah dice per tre volte che egli è venuto nel Nome del Padre, e i discepoli vengono salvati in quello e non in altri nomi: Io sono venuto nel NOME del Padre mio, e voi NON mi ricevete; se un ALTRO VERRA’ NEL SUO PROPRIO NOME, quello lo riceverete.” – Giovanni 5:43; le altre due si trovano in Giovanni 17:11-12.

E’ evidente che non c’è NESSUNA uguaglianza tra i nomi “Yahuveh/Yahushua” e “Gesù”. Molti sostengono che Dio è il padre e Cristo è il figlio. Ma le parole Dio ed Eloah non si assomigliano affatto nemmeno lontanamente, né tantomeno Cristo e Ha’MashiYah/Messyah (scelto/unto di Yah).

QUANTE PERSONE FREQUENTANDO – SPECIALMENTE – RELIGIONI DERIVATE DAL CATTOLICESIMO, HANNO RICEVUTO IN SE’ QUELLO CHE VIENE NEL SUO PROPRIO NOME..?? 

Tutti quelli che hanno “RICEVUTO” QUELLO che viene nel suo proprio nome di orgine pagana..!! 

CHI E’ QUELLO CHE VIENE RICEVUTO DENTRO DI SE’ CON L’OSTIA, OPPURE LA  SOLITA PREGHIERINA EVANGELICA CON CUI SI CHIEDE A GESU’ DI ENTRARE NEL SUO CUORE..?? 

NON YAHUSHUA DI CERTO.. E QUINDI NEMMENO LA SALVEZZA..!!

Ricordate, fu quando il Messyah disse a Giuda di fare quel che doveva fare che quest’ultimo fu posseduto da Satana. Meditate su quanta gente sia indotta a invocare il nome di Jesus (Je-zeus). Nel farlo, senza saperlo questi invitano [QUELLO CHE VIENE NEL SUO PROPRIO NOME]; lo “spirito menzognero” nel loro tempio (il loro corpo). E di conseguenza profanano il tempio.

Tutti quelli che invocano “Gesù” (Je-zeus, Y’shù) o “Signore Dio” (Baal-gad) DEVONO RAVVEDERSI E METTERE FINE A TUTTO QUESTO; nel nome di Yahushua. 

La cospirazione volta ad occultare il nome del Creatore, Yahuveh, e di suo Figlio, Yahushua è stata SMASCHERATA.

In questi tempi oscuri stanno gridando anche le pietre. La domanda è: “Quanti riescono a udire?”.

E’ chiaramente evidente che è in atto una cospirazione secolare perchè NON si pronunci il nome di Yahuveh e di suo figlio Yahushua. 

Lo stesso spirito anti-messianico che è in atto oggi, era già presente nelle autorità e gerarchie religiose e politiche di tanti anni fa. Come costoro si servirono dei pagani per uccidere il Messyah, così al tempo stesso tentarono di impedire ai discepoli di parlare nel nome di Yahushua. I governanti, gli anziani, il Sommo Sacerdote, i dottori della legge e i Sadducei erano tutti infuriati perchè i primi discepoli predicavano nel nome di Yahushua.. cioè nel Nome di: “Yah è Salvezza”. I discepoli furono arrestati (Atti 4:3) e perfino minacciati (Atti 4:17-18) affinchè non pronunciassero il nome di Yah che salva. Quando Paolo fu condotto davanti al tribunale, ed accusato di essere l’istigatore del gruppo, l’intera questione fu intorno alla legge degli ebrei, a parole e a nomi (Atti 18:14-15). 

Proprio come il nome di Yahuveh fu sostituito con Baal (Signore), allo stesso modo fu sostituito il nome del Figlio. 

Poiché, come sappiamo da Ecclesiaste, non c’è nulla di nuovo sotto il sole, oggi le cose stanno esattamente come un tempo.

Molti veri figli di Israele vogliono rendersi graditi ai più, e quindi viene perpetuata l’usanza dell’uso pagano di Baal/Signore e la cospirazione continua.

Ancora una volta, tra breve, i cospiratori cercheranno di mettere a tacere chiunque pronunci questi due nomi attraverso le Leggi Noachite (ne parleremo prossimamente).

«Fino a quando zoppicherete dai due lati? Se Yahuveh è Eloah, seguitelo; se invece lo è Baal, seguite lui.» – (1 Re 18:21)

In Verità.

by Followers of Yah

http://intermatrix.blogspot.it/2011/11/la-piu-grande-cospirazione-del-nuovo.html

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La babele religiosa in Italia

Pope Attends The Day Of Reflection, Dialogue And Prayer In AssisiSegnalazione del Centro Studi Federici

Tra le conseguenze più nefaste dell’immigrazione vi è la diffusione e il radicamento nelle terre un tempo cattoliche delle false religioni. L’agenzia di stampa Zenit ha recensito con entusiasmo un dossier su questo fenomeno: l’articolo, che segnaliamo, va però letto nell’ottica dell’indebolimento della Fede in Italia, anche grazie al relativismo religioso veicolato dagli errori del Vaticano II. Questi errori, in particolare l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, sono stati ribaditi negli ultimi anni dalle due facce della stessa medaglia, il modernista conservatore Ratzinger e il modernista progressista Bergoglio. Pubblichiamo anche l’Atto di riparazione al Sacro Cuore di Gesù, da recitare per ordine di S. S. Pio XI nel giorno della festa del Sacro Cuore.

Le religioni nell’Italia che cambia

ROMA, 3 Giugno 2013 – Enzo Pace, docente di Sociologia delle religioni all’Università di Padova, con il contributo di un nutrito e qualificato gruppo di 23 studiosi, mette a disposizione dei lettori mappe e bussole per cominciare ad aprire gli occhi sul cambiamento religioso che l’Italia ha conosciuto e sta conoscendo, orientativamente, nell’ultimo ventennio.

L’opera, composta di dodici capitoli (1) e da una ricca sezione bibliografica, è resa viva anche da un insieme di colorate carte geografiche della penisola; carte che rendono evidente una prima  dislocazione (abbastanza affidabile) dei luoghi di culto sull’intero territorio.

Le 189 diverse nazionalità degli immigrati in un’Italia a maggioranza cattolica hanno determinato quindi che “religioni un tempo considerate lontane vivono assieme in una stessa società, con una prossimità probabilmente inattesa e inimmaginabile sino a qualche anno fa”.

Per questo motivo l’Italia dal punto di vista religioso è avvicinata, allora, più a quanto si presenta nel Regno Unito, dove convivono sikh, musulmani, hindu discendenti da diversi continenti rispetto a quanto si presenta in altri paesi europei come Francia, Belgio, Olanda dove si possono individuare due o tre al massimo gruppi di cittadini di origine straniera caratterizzati da una comune matrice religiosa.

Nel viaggio italiano si incontrano allora le 16 chiese ortodosse (delle quali la più numerosa è costituita dalle 166 parrocchie romene); oppure i guardwara, i luoghi di culto dei Sikh, dove è custodito il Guru Granth Sahib che “non è visto come un semplice libro contenente la parola di Dio, ma più propriamente come qualcosa di vivo, cui si deve il massimo rispetto”.

Il contributo quantitativamente più importante è fornito nell’opera su “i musulmani e i loro luoghi di culto” dove, partendo dal XXII dossier statistico sull’immigrazione della Caritas / Migrantes del 2012 è segnalata la presenza in Italia di 1.645mila musulmani (è quindi la seconda religione dopo la cattolica) suddivisa per nazione di provenienza (Marocco 506mila; Albania 491mila; Tunisia 122mila) e regione a maggior presenza (Lombardia 379mila; Emilia Romagna 219mila; Veneto 186mila).

In tale ambito si evidenzia, inoltre, un intero paragrafo dedicato al confronto tra diritto italiano e diritto coranico con il dettaglio di alcune sentenze o ordinanze di tribunali italiani (Cagliari, Bologna, Torino e Roma), in particolare sui temi della poligamia e del ripudio.

E ancora, la comunità Valdese che trova il suo nucleo propulsore in alcune valli piemontesi ma che, stando ai dati delle dichiarazioni dei redditi del 2009 si fornisce evidenza che i contribuenti che hanno devoluto l’8 per mille alla Chiesa Valdese è circa dieci volte superiore alla consistenza numerica della comunità (470mila contro 40mila).

Oppure ancora l’approfondimento sulla forza della memoria della comunità ebraica italiana (21 comunità per circa 24mila unità) che si confronta con il veloce radicamento dei mormoni. Questo nucleo, sulla scia della candidatura di Romney alla presidenza degli USA, è composto da circa 90 comunità locali per 25mila cittadini, comunità che hanno come valori fondanti la centralità organizzativa, un forte legame con gli Stati Uniti ed una marcata rassicurazione sui valori sociali come la famiglia.

Ma, molto probabilmente, il saggio che consente con maggior forza di analizzare l’impatto dell’immigrazione sugli ambiti religiosi della società italiana è quello intitolato “Cattolici dal mondo in Italia” (…). Con la conclusione espressa dagli studiosi che – il percorso del cattolicesimo verso obiettivi di “identità integrata” rappresenti la maggior sfida per la Chiesa per il presente e per il prossimo futuro.

NOTE

(1) Di seguito il dettaglio dei capitoli:

1 – La costellazione delle Chiese ortodosse;

2 – I sikh;

3 – I musulmani e i loro luoghi di culto;

4 – L’Oriente italiano; 5 –

Le Chiese neopentecostali e carismatiche africane;

6 – Protestanti, evangelici, Testimoni e Santi; 7 –

L’ebraismo: una memoria viva;

8 –Studi di caso: Torino e Bologna;

9 – Studi di caso: Roma, Castel Volturno; Palermo; Mazara del Vallo;

10 – I tamil in Emilia – Romagna e Sicilia: identità e meticciamenti;

11 – Cattolici dal mondo in Italia;

12 – Le nuove generazioni

http://www.zenit.org/it/articles/le-religioni-nell-italia-che-cambia

Atto di riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesù.

Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblio, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi, prostrati innanzi a te, intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo tuo Cuore.

Memori però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità, e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi,ma anche quelli di coloro che, errando lontano dalla via della salute, ricusano di seguire te come pastore e guida, ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del battesimo, hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge.

E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro te e i tuoi santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l’ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi onde è profanato lo stesso sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da te fondata.

Ed oh potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto come riparazione dell’onore divino conculcato, noi ti presentiamo, accompagnandola con le espiazioni della Vergine tua madre, di tutti i santi e delle anime pie, quella soddisfazione che tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari, promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica, specialmente della carità, e di impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di te, e di attrarre quanti più potremo alla tua sequela.

Accogli, te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per l’intercessione della beata Vergine Maria riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua obbedienza e nel tuo servizio fino alla mortecon il gran dono della perseveranza, mediante il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli. Così sia

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All’udienza generale un gruppo di rabbini. Abraham Skorka racconta la sua amicizia col Papa

2013-06-12 Radio Vaticana

Tra i presenti all’udienza generale di ieri, anche un gruppo di ebrei e cristiani che in questi giorni partecipano, a Castel Gandolfo, a un incontro per l’approfondimento della dimensione spirituale del dialogo, organizzato dal Movimento dei Focolari. Tra loro, anche il rabbino Abraham Skorka, responsabile del Seminario rabbinico latinoamericano di Buenos Aires. Adriana Masotti gli ha chiesto di raccontare qualcosa sull’amicizia che lo lega a Papa Francesco, un’amicizia nata fin da quando il Pontefice era arcivescovo della capitale argentina:
R. – Es una amistad muy fuerte…
E’ un’amicizia molto forte, è un’amicizia molto sincera, è un’amicizia dove, a livello personale, si vuole dare insieme, offrire un messaggio per la comunità di Buenos Aires e, in ultimo, per l’umanità in generale: un messaggio di dialogo, un messaggio di ricerca di conoscenza, di elevazione spirituale per il fatto di camminare insieme. Non è stata una casualità che abbiamo scritto un libro di dialogo insieme, né è stata una casualità che abbiamo registrato 30 programmi per il canale dell’arcivescovato. E’ stata la conseguenza di un avvicinamento dell’uno nei confronti dell’altro: è stata la conseguenza del profondo impegno che abbiamo nei confronti dei valori biblici, nei confronti delle parole dei nostri profeti – e dico “nostri”: i profeti ebraici, i profeti comuni. Tutto questo, tenendo ben presente che i sentimenti perdono di significato se restano semplicemente nelle parole e nelle intenzioni, perché la cosa più importante è trasformarli in azione: mostrare che uno realmente si sia impegnato con l’altro e con il prossimo, ossia con tutti quelli che ci circondano. Costantemente, quando ci riunivamo e parlavamo di cose personali, immediatamente sorgeva una domanda: qual è il nostro prossimo progetto? Che cosa possiamo fare per lasciare un’impronta nella vita? Quelle impronte che non si cancellano, quella che si dice “un’impronta indelebile”, un’impronta nello spirito, nello spirito della gente. E’ come se tutto quello che lui dice a livello di valori, in tutte le sue prediche, in tutti i suoi discorsi ed omelie, siano lezioni per dare corpo a questo desiderio. Questo è il percorso che facciamo assieme. Io l’ho invitato due volte al tempio della mia comunità, alla sinagoga, perché ci dia un suo messaggio prima dell’anno nuovo: l’anno nuovo ebraico. Lui mi ha invitato ad insegnare al seminario che forma i futuri sacerdoti, e tante altre cose…
D. – Che cosa rappresenta per lei Papa Francesco per quanto riguarda il dialogo ebraico-cristiano?
R. – Para mi, la figura de Bergoglio, de mi querido amigo… Per me, la figura di Bergoglio – del mio caro amico, perché mi ha dimostrato costantemente la sua fedele amicizia – è una sfida: la sfida è quella di cercare di comprendere più profondamente quel momento storico del popolo di Israele nel quale, da una parte, emerge il giudaismo rabbinico e, dall’altra parte, sta emergendo la prima comunità cristiana. Quando si analizzano le fonti talmudiche, nelle quali appaiono le storie e le circostanze del dialogo tra i saggi di Talmud e i leader della prima comunità cristiana, possiamo veder presenziare un dialogo molto, molto speciale. In qualche modo, deve – e io lo sento – ricrearsi con lui questo tipo di dialogo. Questa è la nostra sfida e questo per rispondere all’enorme momento di crisi spirituale che l’umanità sta attraversando oggi.
Ultimo aggiornamento: 13 giugno

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L’ideologia del « meticciaggio » rischia di diluire la nostra Fede

I blog stranieri sono una miniera di informazioni e di riflessioni, che ci aiutano ad affrontare con maggiore consapevolezza la realtà del nostro tempo, cogliendo ciò che ci accomuna ed elaborandone le tendenze e gli sviluppi per cercare possibili soluzioni. Il discorso di oggi è collegato con le riflessioni di ieri sulle critiche del rabbino al papa e loro implicazioni più ampie espresse in molte precedenti riflessioni. Il testo che traduco e pubblico di seguito, aggiungendovi alcune considerazioni, è tratto da Le forum Catholique. Esso nasce dall’analisi della realtà sociale che si va delineando in Francia e che ormai evidenzia i suoi prodromi in tutti i Paesi europei compreso il nostro.


L’ideologia del meticciaggio [incontro tra diverse culture che genera mescolanze] è un’arma di distruzione massiccia nei confronti dei popoli radicati e delle culture che li hanno forgiati. Essa ha per obiettivo la loro sparizione, né più né meno, proclamando la neutralità dello Stato nei confronti delle religioni e rifiutando che gli Stati cristiani difendano la Chiesa privilegiandola in rapporto alle altre religioni, secondo la dottrina tradizionale. La Chiesa conciliare evidentemente ha una grande responsabilità nell’applicazione dell’ideologia del meticciaggio, poiché si tratta di consentire che lo stato non si faccia carico di difendere ciò che è a fondamento dell’identità dei popoli. Ma chi sono gli altri principali ispiratori e promotori dell’ideologia del meticciaggio e perché?

« Sono un cosmopolita convinto. Amo il meticciaggio e detesto il nazionalismo. Non vibro alla Marsigliese, Spero che un giorno in quadro nazionale sarà soprassato. E uno dei principali meriti dell’Europa, ai miei occhi, è di funzionare come macchina di raffreddamento di questa passione nazionale » (BHL, Nouvel observateur 4 ottobre 2007)

La mondializzazione democratica « non passerà soltanto attraverso la tecnologia, ma anche per la reinvenzione di modi di vita nuovi, ispirati da quelli dei primi popoli. Ciò esigerà il ripensare le culture e l’organizzazione del lavoro nelle città e della politica; inventare un governo planetario ; una democrazia trans-umana… si delineerà allora, al di là di disordini immensi, come la promessa d’un meticciaggio planetario, d’una terra ospitale per tutti i viaggiatori della vita … » ( Edgar Morin, Terre-patrie)

« Ciò che bisognerebbe fare per evitare il peggio è semplice a dirsi: mettere le scienze e la tecnologia al servizio della giustizia; approfittare del loro formidabile potenziale per sopprimere ogni povertà, cancellare i sistemi gerarchici, favorire la sanità e l’educazione, eliminare i depositi di armi, aprirsi alle culture degli altri, favorire ogni meticciaggio, imparare a pensare globalmente. » (Jacques Attali, Dizionario del XX secolo)

« La Francia dovrebbe perseguire la sua via singolare, quella del meticciaggio delle culture piuttosto che l’esclusione dell’altro » (Guy Sorman, Il mondo è la mia tribù)

L’origine di questo discorso ideologico e religioso, come spiegato nel 1883 dal giornale The Jewish World : « la dispersione degli ebrei ha fatto di essi un popolo cosmopolita. Essi sono il solo popolo veramente cosmopolita e, in questa qualità, essi devono agire e agiscono come un dissolvente di ogni distinzione di razza e di nazionalità. Il grande ideale del giudaismo non è che i giudei un giorno si radunino in qualche angolo di terra a scopi separatisti, ma che il mondo intero sia imbevuto dell’insegnamento ebraico e che, in una fraternità universale delle nazioni, tutte le razze e le religioni separate spariscano. » [Traduzione a cura di Chiesa e post concilio]

Ovvio che se questo è l’intento – ormai abbastanza evidente nella evocazione del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale persino nella Chiesa (vedi discorso del Card. Sodano alla vigilia dell’elezione del nuovo Papa. Non mancano altri riferimenti sparsi [vedi anche]) -, ciò non può avvenire che diluendo fino a far sparire le differenze col cristianesimo e anzi riassorbendolo da parte dell’ebraismo, come apertamente affermato anche dal rabbino Benamozegh[1], recentemente ripreso ai nostri giorni. [vedi anche] Sembrerebbe un fenomeno irreversibile e ineludibile. Per quanto ci riguarda non potremo adeguarci e, se saremo costretti a subire, soffriremo col Signore e nel Signore, che di certo non ci abbandonerà. Egli è venuto a tirar fuori il meglio da ogni uomo, liberando e donando la pienezza d’umanità ad ognuno, non a livellare le differenze (che in lui diventano ricchezze) secondo un modello prefabbricato, alla fine antropocentrico di conio giudaico che arriva a piegare Dio alla volontà (hybris) dell’uomo, invece che teocentrico secondo il principio che vede l’uomo ordinato al suo Creatore e non viceversa. Ed è la Chiesa, non il singolo fedele o il singolo uomo, che è universale = cattolica. Ma è una universalità che, in quanto portatrice del Signore e indirizzata a tutti, non cancella le culture, le purifica e le perfeziona.

Ma siamo realisti, amici miei! Pensate che questo fenomeno del cosiddetto meticciato, nel momento in cui coinvolgesse le fedi, potrebbe riuscire a scalfire identità granitiche come quelle del giudaismo e dell’islamismo? È invece la nuova chiesa-dialogante[2] che sta mettendo a serio rischio la cristianità. E tuttavia sappiamo, de fide, che sarà il Signore a far sì che portae inferi non praevalebunt!

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1. Da notare che per Benamozegh i cristiani sono un non-popolo, cioè la negazione teorica e pratica di ogni nazionalità». Quest’affermazione di Benamozegh si basa sul trinomio Dio-Popolo-Terra, che configura l’appartenenza etnica al popolo sacerdotale da cui Israele non si è mai staccato; ma non è vero che il cristianesimo è un non-popolo: esso è il Corpo Mistico di Cristo – la cui appartenenza non è etnica ma teologale e implica l’irruzione del Soprannaturale: Incarnazione – che il concilio ha diluito nel generico “popolo di Dio”, di conio vetero-testamentario… Anzi il Cristianesimo come Corpo Mistico di Cristo è il Popolo dei Salvati, dei Redenti da Cristo Signore, che porta a compimento l’intera Storia della Salvezza iniziata con Abramo.

Invece, l’ebraismo talmudico-rabbinico ci considera noachidi, cioè eredi del Patto di Noè (i gentili da non buttar via ma comunque al di sotto di loro), patto non appartenente alla Storia della Salvezza iniziata con Abramo, che essi considerano il loro “padre nella fede”… In è effetti è anche il nostro, ma perché ha creduto nel Cristo venturo. Ed è proprio qui che gli ebrei hanno concluso la prima Alleanza, sfociata definitivamente nella Nuova ed Eterna Alleanza in Cristo Signore… Ma, nella Chiesa di oggi, chi è che mette in chiaro questi principi ineludibili per la purezza e per la salvaguardia della nostra Fede?
2. Chiesa-dialogante, non più docente né annunciante, nonostante si parli tanto di “nuova evangelizzazione” che, però, è tanto “nuova” da essere “altra”!

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‘Noahide Law’ Proselytizing Chabad Rabbi Shlomo Riskin Congratulates Pope Francis

monday, march 25, 2013

When Rabbi Angel Kreiman Argentine answered the phone last night at his apartment in Jerusalem, where he moved a year ago, he was excited. “My God, do you know what this means?” he said before being asked about the election of Jorge Bergoglio as the new pope.

“As the center of gravity of the Catholic Church shifts to South America and Africa, it is vitally important to create new friendships between the future leaders of the Catholic Church in Latin America and the Jewish people,’ said David Nekrutman, executive director of [Chabad Rabbi Riskin’s] Center for Jewish-Christian Understanding and Cooperation in Israel.

Claudio Epelman, executive director of the Latin American Jewish Congress, said, “We seek to achieve increased cooperation between future Latin American Catholic and Jewish leaders in the teaching of common values, mutual respect and support for the Jewish state, which will add strength to our communities.”

CJCUC Congratulates Pope Francis on Assuming Leadership of Catholic Church

March 14, 2013

The Center for Jewish-Christian Understanding and Cooperation in Israel congratulates Pope Frances on assuming the leadership of the Roman Catholic Church. We wish him great success in guiding the Catholic faithful and continuing the great work of Pope John Paul II and Pope Benedict XVI to strengthen the friendship between the Church and the Jewish People that began at the Second Vatican Council.

“At a time when the entire human family desperately needs to recommit itself to fundamental moral values for humanity to flourish, we pray that the Church and Pope Francis will be successful in teaching the world the truths of Judeo-Christian ethics [i.e. ‘The Noahide Laws’] and the intrinsic value of the human person created in God’s Image,” said R. Shlomo Riskin, founder and Chancellor of CJCUC.

All of us at CJCUC look forward to continued cooperation with the Vatican and Catholics everywhere to teach mutual understanding between Catholics and Jews and to defend religious tolerance and freedom for all.

Rabbi Dr. Shlomo Riskin, Chancellor, CJCUC
Mr. David Nekrutman, Executive Director, CJCUC
Rabbi Dr. Eugene Korn, North American Director, CJCUC
Rabbi Dr. Angel Kreiman-Brill, Latin American Director, CJCUC

http://cjcuc.com/site/2013/03/14/cjcuc-congratulates-pope-francis-on-assuming-leadership-of-catholic-church/

Since Bergoglio has sent priests to the CJCUC center in counterfeit Israel, I strongly suggest reading the following for context:

CJCUC’s Statement on a Jewish Understanding of [‘Noahide’] Christians and Christianity

Rabbi Riskin: “We certainly must proselytize every human being to keep those seven [‘Noahide’] laws

Pope Francis Sent His Priests to Chabad Rabbi Riskin’s ‘Noahide’ Center

Pope: “We Need to Work Together” with Scheming, ‘Noahide Law’ Coercing, Land-Grabber Rabbi Shlomo Riskin

Rabbi Riskin: “The Lubavitcher Rebbe said to me …”

Rabbi Riskin: “Without the ‘Noahide Laws’ humanity would dissolve in a blast of nuclear explosions”

On Rabbi Kreiman:

Judeo-Christian Dialogue Nearing “a Promised Land”

Opus ‘Dei’ Supported Rabbi Kreiman’s Rabbinic Seminary Studies

Rabbi Kreiman: El Gran Impostor

Rabbi Krieman’s Daughter, Gay Pride Rabbi

On Rabbi Eugene Korn:

Former ADL Director, Rabbi Eugene Korn’s New Appointment at Sacred Heart University

Priest, Rabbi trace Progress of “Judeo-Christian” Fraud

Rabbi Eugene Korn Conjures a ‘Catholic’ Golem

Sacred Heart University Pilgrimage to the Gas Chambers

Also, the Marian angle:

Fatima Cult Leader’s Alleged Correspondence with Bergoglio; Fifth Marian Dogma?

Fatima Cult Leader: Benedict’s Successor Will ‘Consecrate Russia’

Bergoglio’s Judiac Brothers Effort to Install ‘Holocaust’ Relics at Fatima Shrine HERE and HERE

Fatima Rabbi Mayer Schiller’s Skver Sect Teaches its Children to Hate ‘Evil’ Non-‘Jews’: “The entire essence of the gentile is evil and impure”

Rabbi Mayer Schiller and the Fatality of the American ‘Right’

The Chilean Miner Rescue-Fatima Connection

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