Dalla Decrescita Felice alla Resilienza Cattolica. I Borghi Eucaristici di Xenobia

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Semina invernale

15 gennaio 2013

ORTO. VERDURE PER IL FREDDO: LA VALERIANA, O GALLINELLA

VERDURE PER IL FREDDO: LA VALERIANA, O GALLINELLA
La valeriana ha molti nomi. Spesso viene chiamata valerianella, erba dolcetta, gallinella, o con altri nomi. Si tratta di una verdura da insalata resistente al freddo, e quindi tra la prime che possono essere coltivate mentr aspettiamo l’arrivo della primavera. E’ di facile crescita, parca nelle richieste e generosa nella produzione. Vale veramente la pena di coltivarla
La valeriana è una pianta erbacea annuale, conosciuta praticamente da sempre. La leggenda dice che Giovanni Battista se ne cibasse vivendo nel deserto di Palestina. Le foglie sono disposte a rosetta, e costituiscono la parte commestibile della pianta. La riproduzione avviene per seme: nei Garden center troverete sicuramente bustine di semi di molte varietà.
Valeriana Pulsar a seme grosso
Le varietà si differenziano in base alla dimensione del seme (piccolo o grosso) e delle foglie (piccole o grandi), oltre che per la forma delle foglie (tonda o allungata) e per il loro colore che può variare dl verde molto chiaro a quello scuro.
Valeriana Match
Si tratta di una pianta adattabile ai diversi tipi di terreno, da quello con pH 5,5 a quello con pH 7. Preferisce in genere il terreno sabbioso o di medio impasto. Preferisce il clima temperato-fresco. Ha una buona resistenza al freddo e sopporta la siccità, ma le giornate lunghe o una temperatura media superiore ai 15 gradi provocano la prefioritura. Per questo i periodi più adatti alla coltivazione sono la fine dell’inverno o l fine dell’autunno.
Semi di Valeriana a seme grosso d’Olanda
Si può seminare si file distanti 20 cm, oppure su aiuole npn più larghe di 80 cm, a spaglio. In ogni caso quando le piantine sono alte 4-5 cm vanno diradate lasciandone una ogni 8-10 cm. Il seme si interra a pochi millimetri, e le piantine emergono dopo 20-25 giorni.Si può seminare in mini-solchi, o in mini-buche di 3-4 semi. Se si semina a spaglio si sparge il seme sulla superficie del terreno e poi lo si copre con qualche millimetro di terra, battendolo poi con una tavoletta.
La semina può essere fatta su file o a postarelle. Dopo l’emersione si farà un diradamento lasciando solo le piantine più belle
La valeriana ha esigenze moderate di irrigazione, considerando anche il periodo in cui viene coltivata, e anche di concimazione. Si sconsiglia di usare il letame che potrebbe trasferire cattivi sapori alle piantineLa raccolta può essere fatta scalarmente, mantenendo inizialmente fitte le piantine e eliminando ogni decina di giorni quelle più cresciute per lasciare maggior spazio alle altre.Subito dopo ogni raccolto è consigliabile innaffiare ed eventualmente concimare moderatamente con azoto (urea o sangue di bue) per accelerare la crescita delle piantine rimaste.
Semina in un grande vaso tondo
Dalla semina sono necessari 60 giorni per ottenere il primo prodotto. Le foglie sono tenere e carnose, hanno sapore dolce e amaro contemporaneamente e si consumano crude, da sole o miste ad altre insalate. La valeriana va consumata fresca, si può conservare solo qualche giorno in frigorifero. Resiste bene alle malattie ed ai parassiti.
Dopo la semina coprite con qualche millimetro di terra, battete il terreno e innaffiate, poi mettete un cartellino segnalatore con la data di semina e la varietà

I cavoli restano verdure predominanti nell’orto almeno fino a marzo

Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni
zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni
Le principali zone climatiche italiane. Tuttavia si può dire che ogni piccolissima zona abbia un suo proprio clima, dipendente dalla esposizione
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Pomodori appena spuntati, che in marzo potranno essere trapiantati all’aperto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Zucchini nati e quasi pronti al trapianto, che comunque in questo periodo va fatto in serra calda
Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.
Contrassegnate sempre le semine con dei cartellini, per ricordare esattamente la varietà e la data di semina.
Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Gennaio.LEGENDA
Zona
: 1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole.
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto
SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI GENNAIO
Ortaggio Temperature All’aperto Serra fredda Serra calda
Minima di germina- zione C° Media di crescita
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Aglio (spicchi) 15-20 45 T 345 T 12345 T
Asparago (radici) 45 T 345 T
Cipolle bulbilli 25-30 15-20 45 ST 2345 ST 12345 ST
Fave 25-30 15-20 345 S 12345 S 12345 S
Fragole 6 10 345 T 12345 T 12345 T
Lattuga da taglio 20-25 15-20 2345 S 12345 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 2345 ST 12345 ST
Melanzane 25-30 25 12345 S
Peperoni 25-30 25 12345 S
Piselli e Taccole 5 Inferiore a 15 345 S 12345 S 12345 S
Pomodori 20-25 25 12345 S
Prezzemolo 15-20 15-20 12345 ST 12345 ST
Rapa 25-30 15-20 345 ST 12345 ST
Ravanello 20-25 15-20 345 ST 12345 ST
Rucola 15 15-20 345 ST 12345 ST
Spinacio 15-20 15-20 345 ST 12345 ST
Valeriana 15 15-20 345 ST 12345 ST
Zucchino 15 25-30 12345 S
E’ ora di rimettere in funzione le seminiere. Vanno lavate accuratamente con acqua e candeggina, facendole poi asciugare al sole. Così sterilizzate potranno accogliere le nuove piantineLE SEMINE DI FEBBRAIO. COMINCIAMO A PROGETTARE L’ORTO COME SARA’ IN ESTATEFebbraio è il momento giusto per avviare al riparo i vivai per le semine primaverili. Per alcuni ortaggi (pomodori, peperoni, melanzane) alcuni hanno già provveduto fin da dicembre, in serra riscaldata. Per chi non ne dispone, in moltr zone si può cominciare ad allestire i vivaietti anche in

09 gennaio 2012

Gennaio nell’orto. Tabella delle semine

Le semine dell’orto all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane, per il mese di gennaio

Sono veramente poche le semine possibili all’aperto nel mese di gennaio, si possono contare su una sola mano specialmente per le zone più fredde. Naturalmente se il terreno di semina non è direttamente esposto alle gelate notturne. Sempre in  queste condizioni sono possibili alcuni trapianti di piantine già seminate in novembre-dicembre e quindi già cresciute. In serra calda invece sono ancora molte le semine e i trapianti possibili, specialmente per gli ortaggi estivi da primizia. E’ questo il mese in cui, oltre ai peperoni che hanno un ciclo più lungo già seminati da dicembre, si possono iniziare le semine di pomodori, melanzane e si può continuare quella degli zucchini.
 
Le fave possono essere seminate anche in gennaio.
Questi ultimi dovranno  essere coltivati per tutto il ciclo in serra calda, mentre le piantine di peperoni, pomodori e melanzane potranno anche essere messe a dimora all’aperto a partire da marzo per le zone più calde. La tabella pubblicata in questo post tiene conto di tutte queste differenze. Consultandola noterete come nelle zone più fredde, non si possa seminare né trapiantare praticamente niente all’aperto, mentre nelle zone più temperate le semine possibili al riparo o anche all’aperto sono ancora molte. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.
 
Anche i piselli si possono semibare in gennaio
Calendario delle semine e zone climaticheL’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni
zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni
 
Nelle zone più calde è possibile che le fave seminate a fine ottobre siano già fiorite
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendfre sotto i 5 gradi. Invece la coltivazion e in serra calda si porebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buoina esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra caldaè già in grado di utilizzarla con profitto.
 
Le fragole si possono trapiantare in gennaio
Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Gennaio.
LEGENDA
Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto
SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI GENNAIO
Ortaggio Temperature All’aperto Serra fredda Serra calda
Minima di germina- zione C° Media di crescita
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Aglio (spicchi) 15-20 45 T 345 T 12345 T
Asparago (radici) 45 T 345 T
Cipolle bulbilli 25-30 15-20 45 ST 2345 ST 12345 ST
Fave 25-30 15-20 345 S 12345 S 12345 S
Fragole 6 10 345 T 12345 T 12345 T
Lattuga da taglio 20-25 15-20 2345 S 12345 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 2345 ST 12345 ST
Melanzane 25-30 25 12345 S
Peperoni 25-30 25 12345 S
Piselli e Taccole 5 Inferiore a 15 345 S 12345 S 12345 S
Pomodori 20-25 25 12345 S
Prezzemolo 15-20 15-20 12345 ST 12345 ST
Rapa 25-30 15-20 345 ST 12345 ST
Ravanello 20-25 15-20 345 ST 12345 ST
Rucola 15 15-20 345 ST 12345 ST
Spinacio 15-20 15-20 345 ST 12345 ST
Valeriana 15 15-20 345 ST 12345 ST
Zucchino 15 25-30 12345 S

 

 
I pomodori si possono seminare in serra calda fin da gennaio per il trapianto anche all’aperto da marzo

21 gennaio 2013

LE SEMINE DI FEBBRAIO. COMINCIAMO A PROGETTARE L’ORTO COME SARA’ IN ESTATE

LE SEMINE DI FEBBRAIO. COMINCIAMO A PROGETTARE L’ORTO COME SARA’ IN ESTATE

Febbraio è il momento giusto per avviare al riparo i vivai per le semine primaverili. Per alcuni ortaggi (pomodori, peperoni, melanzane) alcuni hanno già provveduto fin da dicembre, in serra riscaldata. Per chi non ne dispone, in moltr zone si può cominciare ad allestire i vivaietti anche in serra fredda, cassone o altro luogo, anche se non riscaldato
Nel mese di febbraio, specialmente verso la fine, la natura comincia a fremere annusando aria di primavera. Da qualche anno ci stiamo abituando alla fioritura precoce delle mimose già dalla fine di gennaio. Purtroppo spesso dietro questo anticipo di primavera si nasconde un inganno, perché poi in marzo-aprile la primavera sembra scomparire. Non è raro l’evento di uccelli che nidificano e depongono le uova in febbraio per poi pentirsene successivamente. Tuttavia, ogni buon orticultore sa affrontare questi inconvenienti predisponendo gli accorgimenti opportuni per mettere al riparo, se necessario, le coltivazioni.

serra fredda, cassone o altro luogo, anche se non riscaldato

Nel mese di febbraio, specialmente verso la fine, la natura comincia a fremere annusando aria di primavera. Da qualche anno ci stiamo abituando alla fioritura precoce delle mimose già dalla fine di gennaio. Purtroppo spesso dietro questo anticipo di primavera si nasconde un inganno, perché poi in marzo-aprile la primavera sembra scomparire. Non è raro l’evento di uccelli che nidificano e depongono le uova in febbraio per poi pentirsene successivamente. Tuttavia, ogni buon orticultore sa affrontare questi inconvenienti predisponendo gli accorgimenti opportuni per mettere al riparo, se necessario, le coltivazioni.
Piantine di lattuga pronte per il trapianto in ambiente protetto
Febbraio è il momento giusto per avviare al riparo i vivai per le semine primaverili. Per alcuni ortaggi (pomodori, peperoni, melanzane) alcuni hanno già provveduto fin da dicembre, in serra riscaldata. Per chi non ne dispone, in moltr zone si può cominciare ad allestire i vivaietti anche in serra fredda, cassone o altro luogo, anche se non riscaldato.
Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.
La zucchina lunga di Albenga si semina in vivaio attendendo la salita delle temperature per il trapianto
I libri di Bruno DelMedico
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Coltivare l’orto

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Finalmente un manuale sulla coltivazione dell’orto non scritto da qualche eccentrico americano del Tennessee né da qualche professore di agraria, ma da un vero hobbysta. Quando non sapeva ancora camminare, oltre mezzo secolo fa, l’autore accompagnava il padre nel piccolo orto familiare e apprendeva i piccoli trucchi e i segreti antichi di quest’arte. Oggi coltivare un orto non significa più ingegnarsi per sopravvivere, quanto piuttosto scegliere un nuovo stile di vita. Nonostante ciò, le tecniche rimangono le stesse. La tecnica moderna ha introdotto la chimica, che il vero hobbysta rifugge. Questo libro vi darà i migliori suggerimenti per seminare, coltivare e raccogliere gustosissimi ortaggi per la gioia della vostra tavola.
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L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole.
Piantine appena emerse di zucca Hubbard
Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni
zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni
I pomodori crescono in vivaio, in attesa di essere trapiantati in campo da metà marzo.
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
L’aglio sopporta bene il freddo e si può seminare in febbraio interrando gli spicchi
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole. Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
La borragine come molte aromatiche si può già seminare alla fine di febbraio
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.
Le patate si seminano in febbraio: molti scelgono la data della luna piena (cioè in luna calante)
Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Gennaio.LEGENDAZona: 1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole Operazione: S= Semina. T= Trapianto
SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI FEBBRAIO
Ortaggio Temperature All’aperto Serra fredda Serra calda
Minima di germina- zione C° Media di crescita
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Aglio
(spicchi)
20-25 15-20 345 T 345 T 12345 T
Anguria 30 25 45 S 12345 ST
Asparago
(radici)
15 345 T 345 T
Bulbilli di Cipolla 25-30 15-20 45 ST 2345 ST 12345 ST
Barbabietola 25-30 15-20 45 S 345 S 12345 S
Basilico 20-25 25 45 S 12345 S
Bieta a coste
e erbette
15 15-20 45 S 345 ST 12345 ST
Carciofo 30 15-20 45 ST 345 ST 12345 ST
Carota 25.30 15-20 45 S 345 S 12345 S
Cavolo broccolo 30 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cavolo cappuccio 25-30 15-20 45 ST 345 ST 12345 ST
Cavolfiore 30 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cavolo verza 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 ST
Cavolo di Bruxelles 30 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cetriolo 30 25 45 T 45 S 12345 ST
Cicoria da taglio 20-25 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cipolla, bulbilli 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 ST
Cipolla estiva 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 ST
Fava 25-30 15-20 345 S 12345 S 12345 S
Fragola 6 10 345 T 12345 T 12345 T
Lattuga da taglio 20-25 15-20 2345 S 12345 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 2345 ST 12345 ST
Melanzana 25-30 25 45 S 12345 S

L’orto sul balcone ABC

272 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
Euro 15,10. Vedi prezzo scontato

Una guida validissima e completa per chi desidera iniziare la coltivazione di un orto sul balcone o sul terrazzo, anche in uno spazio piccolissimo. Il libro contiene anche diversi progetti di orti da 2 a 40 metri quadrati, completi di piantina e piano produttivo. Naturalmente, oltre alle informazioni necessarie all’impianto dell’orto, il libro contiene anche le SCHEDE DI COLTIVAZIONE per tutti gli ortaggi coltivabili sui balconi.

Lo trovi su: www.delmedico.it
con SCONTI E OMAGGI

Le patate più grandi si tagliano longitudinalmente conservando almeno una gemma ogni porzione e si lasciano asciugare due o tre giorni prima di interrarle
Melone 25-30 25 45 S
Patata 25 15-20 345 S 345 S 12345 S
Peperone 25-30 25 45 S 12345 S
Pisello e Taccola 5 Inferiore a 15 345 S 12345 S 12345 S
Pomodoro 20-25 25 45 S 12345 S
Porro 25-30 15-20 4-5 S 45 S 12345 S
Prezzemolo 15-20 15-20 45 S 12345 ST 12345 ST
Rapa 25-30 15-20 45 S 345 ST 12345 ST
Ravanello 20-25 15-20 345 ST 12345 ST
Rucola 15 15-20 45 S 345 ST 12345 ST
Sedano 20-25 15-20 45 S 12345 ST
Spinacio 15-20 15-20 345 S 345 ST 12345 ST
Valeriana 15 15-20 345 S 345 ST 12345 ST
Zucca 25-30 25-30 45 S 345 S 12345 S
Zucchina 15 25-30 345 S 12345 ST
Anche gli alchechengi si possono seminare anticipatamente. Si coltivano come i pomodori

14 febbraio 2012

FEBBRAIO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

Nonostante le nevicate di febbraio possiamo prepararci alle semine di marzo, predisponendo al riparo i nostri vivaietti

Nel mese di febbraio, specialmente verso la fine, la natura comincia a fremere annusando aria di primavera. Da qualche anno ci stiamo abituando alla fioritura precoce delle mimose già dalla fine di gennaio. Purtroppo spesso dietro questo anticipo di primavera si nasconde un inganno, perché poi in marzo-aprile la primavera sembra scomparire. Non è raro l’evento di uccelli che nidificano e depongono le uova in febbraio per poi pentirsene successivamente. Tuttavia, ogni buon orticultore sa affrontare questi inconvenienti predisponendo gli accorgimenti opportuni per mettere al riparo, se necessario, le coltivazioni. Febbraio è il momento giusto per avviare al riparo i vivai per le semine primaverili. Per alcuni ortaggi (pomodori, peperoni, melanzane)  alcuni hanno già provveduto fin da dicembre, in serra riscaldata. Per chi non ne dispone, in moltr zone si può cominciare ad allestire i vivaietti anche in serra fredda, cassone o altro luogo, anche se non  riscaldato. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.
 
I cavolfiori possono essere seminati al riparo
L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni
zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni
 
Nelle zone più calde si può seminare il basilico.
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.
 
E’ ora di seminare nuovamente la bieta (coste)
Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Febbraio.LEGENDA
Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto
SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI FEBBRAIO
Ortaggio Temperature All’aperto Serra fredda Serra calda
Minima di germina- zione C° Media di crescita
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Aglio
(spicchi)
20-25 15-20 345 T 345 T 12345 T
Anguria 30 25 45 S 12345 ST
Asparago
(radici)
15 345 T 345 T
Cipolla
bulbilli
25-30 15-20 45 ST 2345 ST 12345 ST
Barbabietola 25-30 15-20 45 S 345 S 12345 S
Basilico 20-25 25 45 S 12345 S
Bieta a coste
e erbette
15 15-20 45 S 345 ST 12345 ST
Carciofo 30 15-20 45 ST 345 ST 12345 ST
Carota 25.30 15-20 45 S 345 S 12345 S
Cavolo broccolo 30 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cavolo cappuccio 25-30 15-20 45 ST 345 ST 12345 ST
Cavolfiore 30 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cavolo verza 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 ST
Cavolo di Bruxelles 30 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cetriolo 30 25 45 T 45 S 12345 ST
Cicoria da taglio 20-25 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cipolla, bulbilli 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 ST
Cipolla estiva 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 ST
Fava 25-30 15-20 345 S 12345 S 12345 S
Fragola 6 10 345 T 12345 T 12345 T
Lattuga da taglio 20-25 15-20 2345 S 12345 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 2345 ST 12345 ST
Melanzana 25-30 25 45 S 12345 S
Melone 25-30 25 45 S
Patata 25 15-20 345 S 345 S 12345 S
Peperone 25-30 25 45 S 12345 S
Pisello e Taccola 5 Inferiore a 15 345 S 12345 S 12345 S
Pomodoro 20-25 25 45 S 12345 S
Porro 25-30 15-20 4-5 S 45 S 12345 S
Prezzemolo 15-20 15-20 45 S 12345 ST 12345 ST
Rapa 25-30 15-20 45 S 345 ST 12345 ST
Ravanello 20-25 15-20 345 ST 12345 ST
Rucola 15 15-20 45 S 345 ST 12345 ST
Sedano 20-25 15-20 45 S 12345 ST
Spinacio 15-20 15-20 345 S 345 ST 12345 ST
Valeriana 15 15-20 345 S 345 ST 12345 ST
Zucca 25-30 25-30 45 S 345 S 12345 S
Zucchina 15 25-30 345 S 12345 ST
 
I cetrioli possono essere seminati anche in serra fredda nelle zone più calde

24 marzo 2013

Tutte le semine nell’orto di marzo

Tutte le semine nell’orto di MARZO

In molte zone d’Italia il mese di marzo consente l’avvio delle coltivazioni all’aperto. In altre questo non è ancora possibile, oppure è possibile solo in ambiente protetto o serra calda. La Tabella delle semine tiene conto di queste differenze, in modo che possa essere utile in qualsiasi zona d’Italia vi troviate

Dopo tanta neve, ecco finalmente marzo. L’ambiente comincia a riscaldarsi ed in molte zone d’Italia l’orto manifesta timidi segni di risveglio. Le radici di alcune verdure raccolte nell’autunno, come i cavoli, i finocchi e le cime di rapa, emettono nuovi germogli. Questi saranno utilissimi per i nostri minestroni, e li raccoglieremo prima di lavorare il terreno per le nuove coltivazioni. Nel progettare le nuove semine ricordiamoci di attuare il principio sempre valido della rotazione: questo significa che non metteremo mai nelle aiuole le stesse verdure dell’anno precedente.

Gli zucchini sono pronti per il trapianto, nelle zone più calde anche all’esterno
Una buona abitudine sarebbe quella di rimettere la stessa verdura nella stessa aiuola solo dopo tre anni almeno. Qualcuno obietterà: ma nelle serre industriali coltivano lo stesso ortaggio per decine di anni, per esempio pomodori, peperoni, zucchine. Vero. Forse però non è noto che in questi casi viene praticamente sostituito il primo strato di 30 cm di terra, con trattamenti particolari e infilandoci tanti di quei concimi chimici che neppure immaginiamo: però possiamo immaginare che cosa ci mangiamo. Un determinato ortaggio tende a succhiare dalla terra tutte le sostanze che gli servono in modo particolare, sicché la terra, impoverita, ha bisogno di qualche anno per riacquistarle naturalmente.
E’ ora di seminare anche le patate, in luna calante
Le zone climatiche
L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
– zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
– zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
– zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni;
– zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni.
Nell’orto le lattughe sono state alternate ai cavoli, mentre sui bordi le fave si preparano a fiorire

500 segreti per avere un orto meraviglioso

320 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
Euro 18,90 Vedi prezzo scontato

L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto. Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
E’ ora di seminare anche la lattuga di stagione
Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature, distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.
Il porro può essere seminato o trapiantato anche all’aperto nelle zone più calde

NOVITA’

Come CONCIMARE L’ORTO
Uso dei concimi organici e chimici
con la ricetta per ogni ortaggio , anche in vaso. Fertilizzare il terreno con il compost

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L’orto classico è sempre stato coltivato su aree di terreno concimate ogni anno, ripetutamente, tramite l’aggiunta di concimi organici, come le deiezioni animali. Per questo, quando si parla di terra da orto, si intende una terra ben grassa e fertile.Purtroppo negli ultimi decenni diversi fattori hanno fatto sì che gli ortaggi venissero coltivati in terreni sempre meno fertili: da qui l’esigenza di aggiungere elementi nutritivi a base di concimi chimici. Anche nei piccoli orti domestici diventa sempre più difficile fornire annualmente le dosi minime necessarie di concimi organici, per diversi motivi quali i problemi di gestione pratica e igienica degli stallatici, la difficoltà di reperimento dovuta alla rarefazione delle stalle e, nelle zone più abitate, i problemi di convivenza con il vicinato. Gli ortaggi sottraggono grandi quantità di nutrimento al terreno, la cui fertilità va integrata ad ogni nuova coltivazione; dunque, oltre a soffermarsi sulla concimazione organica, questo libro esplora anche le tecniche di concimazione chimica.

Lo trovi su: www.delmedico.it
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Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Gennaio. LEGENDA
Zona
: 1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto
SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI MARZO
Ortaggio Temperature All’aperto Serra fredda Serra calda
Minima di germina- zione C° Media di crescita
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Aglio
(spicchi)
20-25 15-20 345 T 345 T 12345 T
Anguria 30 25 5 ST 45 S 12345 ST
Asparago
(radici)
15 345 T 345 T
Barbabietola 25-30 15-20 45 S 345 S 12345 S
Basilico 20-25 25 5 ST 45 S 12345 S
Bieta a coste
e erbette
15 15-20 45 S 345 ST 12345 ST
Carciofo 30 15-20 45 ST 345 ST 12345 ST
Cardo 30 15-20 45 S 345 S 12345 S
Carota 25.30 15-20 45 S 345 S 12345 S
Cavolo broccolo 30 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cavolo cappuccio 25-30 15-20 45 ST 345 ST 12345 ST
Cavolfiore 30 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cavolo verza 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 ST
Cavolo di Bruxelles 30 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cetriolo 30 25 45 ST 345 S 12345 ST
Cicoria a cespo 20-25 15-20 345 ST 345 ST 12345 ST
Cicoria da taglio 20-25 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cicoria rossa
o radicchio
20-25 15-20 45 S 345 ST 12345 ST
Cipolla, bulbilli 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 ST
Cipolla estiva 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 ST
Fagioli nani e rampic 30 25 345 S 2345 S 12345 S
Fava 25-30 15-20 2345 S 12345 S 12345 S
Finocchio 20-25 15-20 345 S 345 ST 12345 ST
Fragola 6 10 2345 T 12345 T 12345 T
Indivia riccia
e scarola
20-25 15-20 345 S 345 ST 12345 ST
Lattuga da taglio 20-25 15-20 45 S 2345 ST 12345 ST
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 345 S 2345 ST 12345 ST
Melanzana 25-30 25 45 T 345 ST 12345 ST
Melone 25-30 25 45 ST 345 ST 12345 ST
Patata 25 15-20 2345 S 2345 S 12345 S
Peperone 25-30 25 45 T 345 ST 12345 ST
Pisello e Taccola 5 Inferiore a 15 12345 S 12345 S 12345 S
Pomodoro 20-25 25 45 T 345 ST 12345 ST
Porro 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 S
Prezzemolo 15-20 15-20 2345 ST 12345 ST 12345 ST
Rapa 25-30 15-20 45 S 345 ST 12345 ST
Ravanello 20-25 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Rucola 15 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Sedano 20-25 15-20 45 ST 345 ST 12345 ST
Spinacio 15-20 15-20 345 S 345 ST 12345 ST
Valeriana 15 15-20 345 S 345 ST 12345 ST
Zucca 25-30 25-30 45 ST 345 ST 12345 S
Zucchina 15 25-30 45 ST 2345 ST 12345 ST

Le fave seminate in autunno sono ormai prossime ad iniziare la produzione

06 marzo 2011

Coltivare l’orto. Seminare i piselli

Seminare i piselli rampicanti

I piselli possono essere seminati in ottobre – novembre ma anche in febbraio marzo, dal momento che non temono il freddo e possono germinare già a 5 °C. Si possono scegliere varietà nane,mezze rampicanti o rampicanti. Ovviamente le varietà a crescita più limitata sono anche le più precoci. nel periodo primaverile è preferibile seminare le varietà a seme crespo o rugoso.
Per altre informazioni sulla coltivazione dei piselli, vedi il post precedente.

I frutti commestibili dei piselli sono dei baccelli, di cui si consumano i semi sia freschi che secchi. La raccolta si può fare scalarmente. I piselli da consumo fresco vanno raccolti prima che si ingrossino troppo: più sono piccoli, più sono dolci.

Prima di essere interrati, i semi possono essere messi a bagno per un paio di giorni in acqua. Questo accelera la germinazione.
I semi messi a bagno si ingrossano in un paio di giorni. Oltre, cominciano già ad emettere i germogli, ma è preferibile interrarli prima che ciò avvenga per evitare la rottura degli stessi durante le operazioni di semina.

Una o due settimane prima va preparato il terreno. Scegliere l’angolino che accoglierà le piantine, liberandolo da tutte le erbe spontanee. Se il terreno viene preparato almeno un mese prima, queste possono essere interrate durante la vangatura; altrimenti toglierle con lazappa e aggiungerle al mucchio del compost.

Una volta liberato il terreno, è possibile procedere ad una vangatura profonda almeno 30 cm. Se l’area è più grande e disponete di una motozappa o motocoltivatore, potete usare quello.

Spianate il terreno con il rastrello, e dividetelo in prode larghe circa 70 cm. se volete seminare piselli nani, oppure 90 cm. per i piselli rampicanti. Ogni proda accoglierà due file di piselli. Per camminare usate la canaletta centrale, che in futuro servirà anche per innaffiare a scorrimento le piante.

Il terreno deve essere spianato in modo da essere in leggerissima pendenza verso la zona meno accessibile. Lungo la zona più accessibile (per esempio, il sentierino centrale dell’orto) farete scorrere il tubo flessibile dell’acqua con il quale riempirete le diverse canalette (irrigazione a scorrimento). Per una buona irrigazione futura è necessario che la pendenza ci sia, ma sia minima.

Su ciascuna delle prode seminerete due file di piselli. Quelli nani possono essere seminati più stretti, quelli rampicanti più larghi per favorire la circolazione dell’aria. Tracciate su ogni proda due solchetti profondi circa 5 cm nei quali si lasceranno cadere i semi.

L’orientamento delle file DI QUALUNQUE TIPO DI ORTAGGIO, ancor più di quelli a portamento alto o rampicante, deve essere Est-Ovest, cioè deve seguire il corso del sole, in modo che in nessun momento della giornata alcune piante possano coprire quelle vicine. L’orientamento Est-Ovest consente al sole di “correre” tra le file. Se non avete la bussola, disponete le file da dove il sole sorge a dove tramonta. Per i più pignoli, la direzione esatta è rilevabile agli equinozi, verso la fine di giugno o di settembre.

Disporre i semi nei solchetti, alla profondità di 5cm circa, e ricoprirli.

Dopo aver ricoperto i semi pressare leggermente la terra.

Disporre  un cartellino con le indicazioni sull’ortaggio e sulla data di semina.

I piselli emergono dopo 10-15 giorni, mediamente.

Una buona fioritura prelude ad un raccolto abbondante.
Per una buona fioritura evitate le concimazioni azotate e privilegiate quelle a base di fosforo e potassio. Per un buon raccolto supportare le piante con dei sostegni adeguati.

Che cosa seminare in APRILE. Tutte le semine nell’orto

Che cosa seminare in APRILE. Tutte le semine nell’orto

In molte zone d’Italia il mese di aprile consente l’avvio delle coltivazioni all’aperto. In altre questo non è ancora possibile, oppure è possibile solo in ambiente protetto o serra calda. La Tabella delle semine tiene conto di queste differenze, in modo che possa essere utile in qualsiasi zona d’Italia vi troviate

Aprile, nella maggior parte della penisola comincia ad essere possibile la semina (o il trapianto all’aperto) di una grande quantità di ortaggi. In molte zone però,come per esempio quelle interne appenniniche e quelle alpine, come pure nelle località al di sopra dei 600 metri, occorre svolgere queste operazioni più verso la fine del mese.
In questo periodo primaverile e fino all’arresto delle piogge nell’orto si scatenano le erbe spontanee. Alcune possono essere decisamente utili, come l’ortica che è un ottimo fertilizzante; altre sono tradizionalmente commestibili, come la portulaca; altre hanno usi meno immediati. Tutte però possono essere molto invadenti, fino a soffocare le nostre piantagioni in fase di crescita.
L’invasione di erbe spontanee si può combattere in diversi modi, tra i quali ricordo:
– gli arnesi tradizionali, come il sarchiatore, la zappetta, l’estirpatore;
– le mani nude, con le quali afferrare e strappare le erbe più vicine ai fusti degli ortaggi;
– il decespugliatore a filo, che però può essere usato solo lungo i sentierini o i bordi esterni delle aiuole;
– la pacciamatura preventiva, che consiste nel mettere a dimora le piantine su aiuole protette da un telo pacciamante nero o verde; questo metodo richiede un lavoro magguiore al momento dell’impianto, ma è molto efficace; oltre a prevenire la nascita dellek infestanti assicura anche un migliore microclima al terreno;
– assolutamente da escludere, naturalmente, l’uso di diserbanti chimici.
Piantine di pomodoro pronte al trapianto
Nel progettare le nuove semine ricordiamoci di attuare il principio sempre valido della rotazione: questo significa che non metteremo mai nelle aiuole le stesse verdure dell’anno precedente. Una buona abitudine sarebbe quella di rimettere la stessa verdura nella stessa aiuola solo dopo tre anni almeno. Qualcuno obietterà: ma nelle serre industriali coltivano lo stesso ortaggio per decine di anni, per esempio pomodori, peperoni, zucchine. Vero. Forse però non è noto che in questi casi viene praticamente sostituito il primo strato di 30 cm di terra, con trattamenti particolari e infilandoci tanti di quei concimi chimici che neppure immaginiamo: però possiamo immaginare che cosa ci mangiamo.
Un determinato ortaggio tende a succhiare dalla terra tutte le sostanze che gli servono in modo particolare, sicché la terra, impoverita, ha bisogno di qualche anno per riacquistarle naturalmente.
La pacciamatura con telo plastico protegge dalle erbe infestanti e migliora il nicroclima del terreno. Per sistemare le piantine praticare dei tagli alle distanze opportune
Le zone climaticheL’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
– zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
– zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
– zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni;
– zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni.
Aprile è il mese in cui si cominciano a raccogliere le fave
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature, distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.
La borragine, oltre ad essere coltivata, spesso nasce anche spontaneamente ed è una delle molte erbe spontanee utili.

L’orto sul balcone ABC

272 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
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Una guida validissima e completa per chi desidera iniziare la coltivazione di un orto sul balcone o sul terrazzo, anche in uno spazio piccolissimo. Il libro contiene anche diversi progetti di orti da 2 a 40 metri quadrati, completi di piantina e piano produttivo. Naturalmente, oltre alle informazioni necessarie all’impianto dell’orto, il libro contiene anche le SCHEDE DI COLTIVAZIONE per tutti gli ortaggi coltivabili sui balconi.

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Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Aprile. LEGENDA
Zona
: 1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole.
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto.
SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI APRILE
Ortaggio Temperature All’aperto Serra fredda Serra calda
Minima di germina- zione C° Media di crescita
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Aglio
(spicchi)
20-25 15-20 345 T
Anguria 30 25 345 ST 345 ST 12 ST
Asparago
(radici)
15 345 T
Barbabietola 25-30 15-20 45 S 345 S 12345 S
Basilico 20-25 25 345 ST 345 S 12345 S
Bieta a coste
e erbette
15 15-20 45 S 345 ST 12345 ST
Carciofo 30 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Cardo 30 15-20 45 S 2345 S 12345 S
Carota 25.30 15-20 45 S 2345 S 12345 S
Cavolo broccolo 30 15-20 345 S 2345 S 12345 ST
Cavolo cappuccio 25-30 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Cavolfiore 30 15-20 345 S 2345 S 12345 ST
Cavolo verza 25-30 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Cavolo di Bruxelles 30 15-20 345 S 2345 S 12345 ST
Cetriolo 30 25 345 ST 345 ST 12345 ST
Cicoria a cespo 20-25 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Cicoria da radice 20-25 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Cicoria da taglio 20-25 15-20 45 S 2345 S 12345 ST
Cicoria rossa
o radicchio
20-25 15-20 345 S 2345 ST 12345 ST
Cipolla, bulbilli 25-30 15-20 2345 ST
Cipolla estiva 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 ST
Fagioli nani e rampic 30 25 345 S 2345 S 12345 S
Fava 25-30 15-20 123 S
Fragola 6 10 2345 T
Indivia riccia
e scarola
20-25 15-20 345 S 345 ST 12345 ST
Lattuga da taglio 20-25 15-20 45 S 2345 ST 12345 ST
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 345 S 2345 ST 12345 ST
Melanzana 25-30 25 345 T 2345 ST 123 ST
Melone 25-30 25 345 ST 345 ST 123 ST
Peperone 25-30 25 345 T 345 ST 123 ST
Pisello e Taccola 5 Inferiore a 15 12345 S 123 S
Pomodoro 20-25 25 2345 T 2345 ST 123 ST
Porro 25-30 15-20 345 ST 345 ST 12345 S
Prezzemolo 15-20 15-20 2345 ST 12345 ST 12345 ST
Rapa 25-30 15-20 45 S 345 ST 12345 ST
Ravanello 20-25 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Rucola 15 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Sedano 20-25 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Spinacio 15-20 15-20 345 S 345 ST 12345 ST
Valeriana 15 15-20 345 S 345 ST 12345 ST
Zucca 25-30 25-30 345 ST 2345 ST 123 S
Zucchina 15 25-30 345 ST 2345 ST 12345 ST
Le fioriture degli alberi da frutto rallegrano i nostri orti in questo periodo

31 marzo 2011

Che cosa seminare in aprile nell’orto. Tabella delle semine in aprile 2011

Che cosa seminare in aprile nell’orto. Tabella delle semine in aprile 2011
Aprile, nella maggior parte della penisola comincia ad essere possibile la semina (o il trapianto all’aperto) di una grande quantitàdi ortaggi. In molte zone però,come per esempio quelle interne appenniniche e quelle alpine, come pure nelle località al di sopra dei 600 metri, occorre svolgere queste operazioni più verso la fine del mese che verso l’inizio
 
E’ ora di seminare direttamente in campo i zucchini, o di trapiantare le piantine coltivate in vivaio
Per rendere più pratica l’applicazione ho indicato per gli ortaggi considerati le temperature:
– MINIMA DI GERMINAZIONE. Sotto questa temperatura il seme non germina;
– MEDIA DI PRODUZIONE. Al di sotto di questa temperatura MEDIA (giorno e notte) la pianta non cresce o comunque non produce. Queste informazioni sulle temperature sono tratte dal mio libro Coltivare l’orto.
Se all’esterno la temperatura di germinazione o di crescita è ancora bassa, potete si seminare in un luogo protetto, riscaldato o meno, nel quale la temperatura sia soddisfacente.
Non dimenticare mai: “luogo protetto” non vuol dire in casa, dove il clima è troppo secco per le piantine e la luce troppo poca. Dovreste disporre di una piccola serra. Oppure, se tenete la seminiera in casa, di giorno dovete metterla all’aperto in modo che assorba tutta la luce possibile, e di notte potete tirarla dentro. La seminiera deve avere un coperchio trasparente: di giorno all’aperto lo solleverete qualche ora per arieggiare, di notte lo terrete sempre applicato per conservare l’umidità.Le operazioni possibili sono: Semina (mettere i semi in terra) o Trapianto (mettere in campo piantine già cresciute)
 
Anche i porri possono essere trapiantati direttamente nell’orto
TABELLA DELLE SEMINE E DEI TRAPIANTI NELL’ORTO
NEL MESE DI  APRILE
Gli ortaggi non citati, non vanno preferibilmente seminati adesso
Ortaggio Operazione possibile Modalità consigliata Temp. Minima germinazione C° Temp. Media di produzione C°
Alchechenge Semina All’aperto 20-25 25-30
Anguria Semina/Trapianto All’aperto 30 25
Arachide Semina All’aperto 25-30 25
Barbabietola Semina All’aperto 25-30 15-20
Basilico Semina/Trapianto All’aperto 20-25 25
Bieta (coste) Semina/Trapianto All’aperto 15 15-20
Bieta (erbette) Semina All’aperto 15 15-20
Cardo Semina All’aperto 30 15-20
Carota Semina All’aperto 25-30 15-20
Cavolo broccolo Semina Luogo protetto 30 15-20
Cavolo cappuccio Semina/Trapianto All’aperto 25-30 15-20
Cavolo verza Semina/Trapianto All’aperto 25-30 15-20
Cavolo di Bruxelles Semina Luogo protetto 30 15-20
Cetriolo Semina/Trapianto All’aperto 30 25
Cicoria a cespo Semina All’aperto 20-25 15-20
Cicoria Catalogna Semina All’aperto
Indivia riccia e scarola Semina/Trapianto All’aperto 20-25 15-20
Cipolla estiva Semina All’aperto 25-30 15-20
Fagiolo nano e rampicante Semina All’aperto 30 25
Lattuga a cappuccio e da taglio Semina All’aperto 20-25 15-20
Melanzana Semina/Trapianto All’aperto 25-30 25
Melone Semina/Trapianto All’aperto 25-30 25
Peperone Semina/Trapianto All’aperto 25-30 25
Pisello Semina All’aperto 5 Inferiore a 15
Pomodoro Semina/Trapianto All’aperto 20-25 25
Porro Semina/Trapianto All’aperto 25-30 15-.20
Prezzemolo Semina All’aperto 15-20 15-20
Rapa Semina All’aperto 25-30 15-20
Ravanello Semina All’aperto 20-25 15-20
Rucola Semina All’aperto 15 15-20
Scorzobianca e scorzonera Semina All’aperto 20 15-20
Spinacio Semina All’aperto 15-20 15-20
Valeriana Semina All’aperto 15 15-20
Zucca Semina/Trapianto All’aperto 25-30 25-30
Zucchina Semina/Trapianto All’aperto 15 25-30

 

 
Per quanto riguarda le patate, oramai “Big Ben ha detto STOP”. Possono ancora essere seminate nelle zone più alte. Quelle seminate in febbraio-marzo sono già nate ed è ora di provvedere ad una prima scerbatura.
 
Anche per le fave il tempo è scaduto: quelle seminate in novembre sono ormai prossime alla raccolta. Se non avete ancora seminato le fave, sarà meglio rinviare all’autunno o all’inverno 2012.
 

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18 aprile 2013

MAGGIO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

Maggio è finalmente il mese in cui si può seminare all’aperto praticamente tutto in tutte le zone d’Italia. Pomodori, melanzane, peperoni e tutti gli altri ortaggi a ciclo lungo possono essere trapiantati anziché seminati, cioè possimao mettere nell’orto piantine già cresciute in serra che troviamo nei garden center o sulle bancarelle specializzate dei mercatini. E’ preferibile acquistare sempre piantine di qualità, cioè quelle etichettate con il nome della varietà e del produttore in modo da avere una garanzia in più sulla robustezza e sull’assenza di malattie.

Per molte varietà e è ormai tardi seminare, conviene utilizzare piantine già cresciute che solitamente hanno costi modesti. Se decidiamo di ricorrere al trapianto le piantine devono essere sane, cioè devono avere un bel colore verde carico (naturalmente nel rispetto delle diverse tonalità) , e la loro crescita in altezza deve essere bilanciata dalla robustezza del fusto. Diffidate delle piantine molto alte su uno stelo troppo esile: hanno un colore diafano, e hanno sofferto per las mancanza di luce. Messe in campo probabilmente non resisteranno al sole diretto e moriranno.
Una pianta di bieta nel momento in cui comincia a ingrossare le sue coste
Nel progettare le nuove semine ricordiamoci di attuare il principio sempre valido della rotazione: questo significa che non metteremo mai nelle aiuole le stesse verdure dell’anno precedente. Una buona abitudine sarebbe quella di rimettere la stessa verdura nella stessa aiuola solo dopo tre anni almeno. Qualcuno obietterà: ma nelle serre industriali coltivano lo stesso ortaggio per decine di anni, per esempio pomodori, peperoni, zucchine. Vero. Forse però non è noto che in questi casi viene praticamente sostituito il primo strato di 30 cm di terra, con trattamenti particolari e infilandoci tanti di quei concimi chimici che neppure immaginiamo: però possiamo immaginare che cosa ci mangiamo. Un determinato ortaggio tende a succhiare dalla terra tutte le sostanze che gli servono in modo particolare, sicché la terra, impoverita, ha bisogno di qualche anno per riacquistarle naturalmente.

Piantine di pomodoro pronte al trapianto

In questo periodo primaverile e fino all’arresto delle piogge nell’orto si scatenano le erbe spontanee. Alcune possono essere decisamente utili, come l’ortica che è un ottimo fertilizzante; altre sono tradizionalmente commestibili, come la portulaca; altre hanno usi meno immediati. Tutte però possono essere molto invadenti, fino a soffocare le nostre piantagioni in fase di crescita. L’invasione di erbe spontanee si può combattere in diversi modi, tra i quali ricordo:
– gli arnesi tradizionali, come il sarchiatore, la zappetta, l’estirpatore;
– le mani nude, con le quali afferrare e strappare le erbe più vicine ai fusti degli ortaggi;
– il decespugliatore a filo, che però può essere usato solo lungo i sentierini o i bordi esterni delle aiuole;
– la pacciamatura preventiva, che consiste nel mettere a dimora le piantine su aiuole protette da un telo pacciamante nero o verde; questo metodo richiede un lavoro magguiore al momento dell’impianto, ma è molto efficace; oltre a prevenire la nascita dellek infestanti assicura anche un migliore microclima al terreno.
– assolutamente da escludere, naturalmente, l’uso di diserbanti chimici.
In maggio si è nel pieno della raccolta delle fave
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
La borragine ha iniziato la fioritura già dalla fine di marzo.
Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Maggio.
SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI MAGGIO
Ortaggio Temperature Semina all’aperto
Minima di germina zione C° Media di crescita
Operazione
(S= Semina T= Trapianto)
Anguria 30 25 ST
Barbabietola 25-30 15-20 ST
Basilico 20-25 25 ST
Bieta a coste
e erbette
15 15-20 S
Carciofo 30 15-20 ST
Cardo 30 15-20 S
Carota 25.30 15-20 S
Cavolo broccolo 30 15-20 ST
Cavolo cappuccio 25-30 15-20 ST
Cavolfiore 30 15-20 ST
Cavolo verza 25-30 15-20 ST
Cavolo di Bruxelles 30 15-20 S
Cetriolo 30 25 ST
Cicoria a cespo 20-25 15-20 ST
Cicoria da radice 20-25 15-20 ST
Cicoria da taglio 20-25 15-20 S
Cicoria rossa
o radicchio
20-25 15-20 S
Cipolla estiva 25-30 15-20 T
Fagioli nani e rampic 30 25 S
Indivia riccia
e scarola
20-25 15-20 S
Lattuga da taglio 20-25 15-20 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 S
Melanzana 25-30 25 T
Melone 25-30 25 ST
Peperone 25-30 25 T
Pisello e Taccola 5 Inferiore a 15 S
Pomodoro 20-25 25 T
Porro 25-30 15-20 T
Prezzemolo 15-20 15-20 ST
Rapa 25-30 15-20 ST
Ravanello 20-25 15-20 ST
Rucola 15 15-20 ST
Sedano 20-25 15-20 ST
Spinacio 15-20 15-20 S
Zucca 25-30 25-30 T
Zucchina 15 25-30 ST
La pacciamatura con telo nero migliora molto il rendimento delle coltivazioni e frena decisamente l’invasione delle erbe spontanee
Gli stivali di gomma sono un ausilio utilissimo per chi si dedica all’orto. Quando si tolgono è preferibile sistemarli come nella foto, ciò rende più improbabile che insetti di vario genere vi si rifugino.

06 maggio 2011

Coltivare l’orto. Tabella delle semine di MAGGIO 2011

Che cosa seminare in MAGGIO nell’orto. Tabella delle semine in MAGGIO 2011
Maggio è il mese in cui tutte le operazioni di semina e trapianto non effettuate in aprile possono essere completate, ma è anche il mese in cui occorre usare maggiore prudenza  distinguendo tra le zone alpine e appenniniche e le altre zone più calde della penisola.  In molte zone però,come per esempio quelle interne appenniniche e quelle alpine, come pure nelle località al di sopra dei 600 metri, occorre svolgere queste operazioni più dopo la metà del mese che verso l’inizio.
 
Del rafano si consuma la radice, dal sapore piccante, grattata sulle insalate, sulle creme di formaggio o sulle carni bollite. Questa pianta, coltivata in vaso da molti anni, si secca d’inverno e rivegeta ogni primavera.
Ho suddiviso le OPERAZIONI  POSSIBILI distinguendole tra quelle delle zone climatiche più svantaggiate e quelle possibili nelle zone favorite. Anche qui sarebbe meglio distinguere, considerando generalmente un paio di settimane di anticipo per le isole, e un paio di settimane di ritardo per le zone più elevate.Le operazioni possibili sono: Semina (mettere i semi in terra) o Trapianto (mettere in campo piantine già cresciute)
 
Piantine di alchechenge. Il seme è finissimo, quindi è opportuno porre più semi in ogni vasetto. Dopo l’emersione si potrà effettuare lo sfoltimento lasciando solo la pianta migliore. Cresce come una pianta di pomodoro.
Per rendere più pratica l’applicazione ho indicato per gli ortaggi considerati le temperature:
– MINIMA DI GERMINAZIONE. Sotto questa temperatura il seme non germina;
– MEDIA DI PRODUZIONE. Al di sotto di questa temperatura MEDIA (giorno e notte) la pianta non cresce o comunque non produce. Queste informazioni sulle temperature sono tratte dal mio libro Coltivare l’orto.
Se all’esterno la temperatura di germinazione o di crescita è ancora bassa, potete si seminare in un luogo protetto, riscaldato o meno, nel quale la temperatura sia soddisfacente.
Non dimenticare mai: “luogo protetto” non vuol dire in casa, dove il clima è troppo secco per le piantine e la luce troppo poca. Dovreste disporre di una piccola serra. Oppure, se tenete la seminiera in casa, di giorno dovete metterla all’aperto in modo che assorba tutta la luce possibile, e di notte potete tirarla dentro. La seminiera deve avere un coperchio trasparente: di giorno all’aperto lo solleverete qualche ora per arieggiare, di notte lo terrete sempre applicato per conservare l’umidità.
 
La salvia può essere acquistata anche in maggio in vasetti presso i mercatini, e può essere messa subito a dimora
TABELLA DELLE SEMINE E DEI TRAPIANTI NELL’ORTO
NEL MESE DI  MAGGIO
Gli ortaggi non citati, non vanno preferibilmente seminati adesso
Ortaggio Operazione possibile nelle zone alpine e appenniniche Operazione possibile nelle zone padana, adriatica, tirrenica, e nelle isole. TUTTE LE OPERAZIONI SI INTENDONO IN CAMPO Temp. Minima germinazione C° Temp. Media di produzione C°
Alchechenge Semina a dimora Semina/Trapianto 20-25 25-30
Anguria Semina in vivaio Semina/Trapianto 30 25
Arachide Semina all’aperto 25-30 25
Barbabietola Semina all’aperto Semina/Trapianto 25-30 15-20
Basilico Semina in vivaio Semina/Trapianto 20-25 25
Bieta (coste) Semina all’aperto Semina/Trapianto 15 15-20
Bieta (erbette) Semina all’aperto Semina 15 15-20
Cardo Semina all’aperto Semina 30 15-20
Carota Semina all’aperto Semina all’aperto 25-30 15-20
Cavolo broccolo Vivaio all’aperto Semina/Trapianto 30 15-20
Cavolo cappuccio Vivaio all’aperto Semina/Trapianto 25-30 15-20
Cavolo verza Vivaio all’aperto Semina/Trapianto 25-30 15-20
Cavolo di Bruxelles Vivaio all’aperto Semina/Trapianto 30 15-20
Cetriolo Vivaio all’aperto Semina/Trapianto 30 25
Cicoria a cespo, cicoria rossa e da taglio Semina all’aperto Semina/Trapianto 20-25 15-20
Cicoria  da radice Semina all’aperto Semina all’aperto
Indivia riccia e scarola Semina all’aperto Semina/Trapianto 20-25 15-20
Fagiolo nano e rampicante Semina all’aperto 30 25
Lattuga a cappuccio e da taglio Semina all’aperto Semina/Trapianto 20-25 15-20
Melanzana Vivaio all’aperto Semina/Trapianto 25-30 25
Melone Semina in vivaio Semina/Trapianto 25-30 25
Peperone Semina in vivaio Semina/Trapianto 25-30 25
Pisello Semina all’aperto Semina all’aperto 5 Inferiore a 15
Pomodoro Vivaio all’aperto Semina/Trapianto 20-25 25
Porro Vivaio all’aperto Semina/Trapianto 25-30 15-.20
Prezzemolo Semina all’aperto Semina/Trapianto 15-20 15-20
Rapa Semina all’aperto Semina/Trapianto 25-30 15-20
Ravanello Semina all’aperto Semina 20-25 15-20
Rucola Semina all’aperto Semina 15 15-20
Scorzobianca e scorzonera Semina all’aperto Semina 20 15-20
Sedano e Sedano rapa Vivaio all’aperto Semina/Trapianto 20.25 15-20
Spinacio Semina all’aperto Semina 15-20 15-20
Valeriana Semina all’aperto 15 15-20
Zucca Semina all’aperto Semina all’aperto 25-30 25-30
Zucchina Vivaio all’aperto Semina all’aperto 15 25-30
 
Il basilico può essere seminato in vivaio nelle zone più fredde, mentre in quelle più calde può essere seminato direttamente in campo oppure si possono trapiantare le piantine già cresciute.
 
La bieta si coltiva facilmente in vaso, con ottima resa. E’ sufficiente un vaso con diametro minimo di 16 cm. (raccomandati 20 cm). E’ importante però innaffiare abbondantemente

14 maggio 2012

GIUGNO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

A giugno prosegue la possibilità si seminare all’aperto praticamente tutto in tutte le zone d’Italia; nelle zone più calde però è ormai tardi per seminare angurie e zucche, (ma si possono trapiantare piantine già cresciute) mentre un po’ dappertutto inizia il tempo utile per le semina dei finocchi.

Pomodori, melanzane, peperoni e tutti gli altri ortaggi a ciclo lungo possono essere trapiantati anziché seminati, cioè possiamo mettere nell’orto piantine già cresciute in serra che troviamo nei garden center o sulle bancarelle specializzate dei mercatini. E’ sempre preferibile acquistare piantine robuste, con radici ben accestite nel contenitore. Il trapianto si fa togliendo la piantina dal contenitore in cui è cresciuta mantenendo ben intero il pane di terra con le radici, e trasferendola subito in campo. Avvertenze importanti: i trapianti si fanno sempre al tramonto, e subito dopo occorre innaffiare la terra attorno al fusto per far sì che la terra si compatti attorno alle radici. Alcune piantine (insalate, ecc.) vanno trapiantate alla profondità del colletto, cioè esattamente come erano nel contenitore d’origine, Altre (come i pomodori) vanno interrate quasi fino alle prime foglie. Molte altre indicazioni utili per uil trapianto si possono trovare scaricando l’e-book gratuito
COME FARE I TRAPIANTI NELL’ORTO, TUTTE LE TECNICHE http://www.delmedico.it/trapianti.HTM

L’alchechengi può essere coltivato come il pomodoro.

Puoi anche vedere questo post: PROFONDITA’ DI SEMINA DEI VARI ORTAGGI
http://coltivarelorto.myblog.it/archive/2011/05/22/profondita-di-trapianto-dei-principali-ortaggi.html
Piantine di porro pronte al trapianto.
Rispettare le distanzeOgni piantina ha bisogno di uno spazio vitale nel terreno e nell’aria. Sistemando le piantine troppo vicine l’unico risultato possibile è che nessuna di esse crescerà normalmente. Se purte qualcuna darà frutti saranno piccoli e insipidi. Ogni pianta ha bisogno di spazio nel terreno per estendere le radici. Alcune piante emettono dalle radici enzimi e ormoni che tendono a respingere le radici competitrici, quindi due piante troppoi vicine si ostacoleranno a vicenda e nessuna delle due crescerà. Inoltre spazi ristretti non forniscono alla pianta tutti i minerali necessari alla nutrizione. Infine, piante troppo fitte si ombreggiano a vicenda e creano un microclima favorevole allo sviluppo di muffe e e batteri tra cui la temibilissima peronospora e l’oidio. Se coltivate in vaso le misure adatte (il diametro minimo dei vasi) lo trovate in questi post: ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 1
http://coltivarelortoinvaso.myblog.it/archive/2011/05/26/le-dimensioni-dei-vasi-per-coltivare-ortaggi-1.html
ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 2
http://coltivarelortoinvaso.myblog.it/archive/2011/05/26/dimensioni-dei-vasi-per-la-coltivazione-di-ortaggi-2.html
Se coltivate in terra la distanza sulle file deve essere del 30% in più, tra le file del 50% in più.
Nella coltivazione del pomodoro tondo da tavola va lasciato solo il getto principale eliminando tutte le femminelle ed i getti basali. Per i pomodori lunghi (tipo sanmarzano) e i ciliegini invece si possono lasciare un paio di getti basali.
Le erbe spontanee
In questo periodo primaverile e fino all’arresto delle piogge nell’orto si scatenano le erbe spontanee. Alcune possono essere decisamente utili, come l’ortica che è un ottimo fertilizzante; altre sono tradizionalmente commestibili, come la portulaca; altre hanno usi meno immediati. Tutte però possono essere molto invadenti, fino a soffocare le nostre piantagioni in fase di crescita.
L’invasione di erbe spontanee si può combattere in diversi modi, tra i quali ricordo:
– gli arnesi tradizionali, come il sarchiatore, la zappetta, l’estirpatore;
– le mani nude, con le quali afferrare e strappare le erbe più vicine ai fusti degli ortaggi;
– il decespugliatore a filo, che però può essere usato solo lungo i sentierini o i bordi esterni delle aiuole;
– la pacciamatura preventiva, che consiste nel mettere a dimora le piantine su aiuole protette da un telo pacciamante nero o verde; questo metodo richiede un lavoro magguiore al momento dell’impianto, ma è molto efficace; oltre a prevenire la nascita delle infestanti assicura anche un migliore microclima al terreno.
– assolutamente da escludere, naturalmente, l’uso di diserbanti chimici. Tenete conto che alcune piante sono utili nell’orto quindi vanno in qualche modo conservate. Per esempio potete vedere i post: ERBE SPONTANEE NELL’ORTO: LA PORTULACA O ERBA PORCELLANA
http://coltivarelortoabc.myblog.it/archive/2011/09/08/erbe-spontanee-dell-orto-la-portulaca-o-erba-porcellana.html
USARE L’ORTICA NELL’ORTO
http://coltivarelortoabc.myblog.it/archive/2011/03/10/manuale-dell-orto-usare-l-ortica.html
In giugno possono ancora essere trapiantati i peperoncini a campanella. Questa varietà trnde ad essere perenne, per cui è possibile che alcune piante dell’anno precedente abbiamo già emesso nuovi germogli fin da aprile.
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Rabarbaro coltivato ai piedi di un rosaio rampicante.

Ecco qui sotto la Tabella delle semine di Giugno

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI GIUGNO
Ortaggio Temperature Semina all’aperto
Minima di germina zione C° Media di crescita
Operazione
(S= Semina T= Trapianto)
Anguria 30 25 T
Barbabietola 25-30 15-20 ST
Basilico 20-25 25 ST
Bieta a coste
e erbette
15 15-20 S
Carciofo 30 15-20 T
Cardo 30 15-20 ST
Carota 25.30 15-20 S
Cavolo broccolo 30 15-20 ST
Cavolo cappuccio 25-30 15-20 ST
Cavolfiore 30 15-20 ST
Cavolo verza 25-30 15-20 ST
Cavolo di Bruxelles 30 15-20 S
Cetriolo 30 25 ST
Cicoria a cespo 20-25 15-20 ST
Cicoria da radice 20-25 15-20 ST
Cicoria da taglio 20-25 15-20 S
Cicoria rossa
o radicchio
20-25 15-20 S
Cipolla estiva 25-30 15-20 T
Fagioli nani e rampic 30 25 S
Finocchi 20-25 15-20 S
Indivia riccia
e scarola
20-25 15-20 S
Lattuga da taglio 20-25 15-20 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 S
Melanzana 25-30 25 T
Melone 25-30 25 ST
Peperone 25-30 25 T
Pomodoro 20-25 25 T
Porro 25-30 15-20 T
Prezzemolo 15-20 15-20 ST
Rapa 25-30 15-20 ST
Ravanello 20-25 15-20 ST
Rucola 15 15-20 ST
Sedano 20-25 15-20 ST
Spinacio 15-20 15-20 S
Zucca 25-30 25-30 T
Zucchina 15 25-30 ST

26 giugno 2012

Luglio nell’orto. Tutte le semine

Nel mese di luglio si conclude la possibilità, per alcuni ortaggi a ciclo lungo, di fare delle semine ma resta ancora possibile fare dei trapianti specialmente nelle zone a inverno mite. Esistono inoltre moltissimi ortaggi alternativi a quelli più comuni, con i quali possiamo riempire l’orto per la gioia degli occhi e della tavola

Parlando di ortaggi di cui è ancora possibile, ma con prudenza, il trapianto, mi riferisco in particolare a peperoni, melanzane, pomodori e zucche. Trapiantando ora le piantine acquistate nei mercatini o negozi specializzati si può avere un raccolto da settembre, prolungato anche fino a dicembre per pomodori e peperoni; inutile dire che si punta su una buona stagione prolungata, perché in effetti basterebbe un solo breve periodo di temperature sfavorevoli per mettere le piantine fuori produzione.
Gli zucchini aprono i loro fiori maschili. Sotto, appena visibile, una zucchina si sta formando.
PERCHE’ NON PROVARE ALTRI ORTAGGI?
Esistono tuttavia moltissimi ortaggi che possono essere tranquillamente seminati o trapiantati anche nel mese di luglio, a partire da tutta la famiglia delle brassicacee (cavolfiore precoce, broccolo, cappuccio, verza e cavolino di Bruxelles) ) che daranno ottimi prodotti nell’autunno.
Continua ad esser possibile la semina di lattughe scegliendo tra le varietà più adatte alla stagione (verificare il periodo di semina sulle bustine di semi); le piantine reperibili sulle bancarelle sono generalmente sempre adatte alla stagione in corso. Per gli amatori è questo il momento migliore di avviare la coltura dei finocchi e della cicoria catalogna, anche nella varietà detta a puntarelle.
Se il tempo utile alla semina della cipolla è al momento esaurito, resta possibile la semina o trapianto del porro.
Zucchini e fagiolini nani, essendo ortaggi a ciclo breve, possono essere seminati anche in luglio, e fino a settembre nelle zone a stagione mite lunga.
Una minuscola melanzana, appena all’inizio del suo sviluppo
L’IRRIGAZIONE
Nei mesi di luglio e agosto occorre curare molto l’irrigazione, che deve essere più o meno abbondante a seconda delle varietà, ma soprattutto deve essere costante. Il passaggio da ambienti troppo umidi ad ambienti troppo secchi (questo si verifica quando, per esempio, saltiamo anche un solo giorno di irrigazione) può provocare stress irrimediabili in alcuni ortaggi, come nei fagiolini che si riprendono molto difficilmente da una mancanza d’acqua anche breve.
Altri ortaggi (per esempio pomodori, bieta) hanno una capacità di ripresa prodigiosa. In mancanza d’acqua le foglie assumono l’aspetto di straccetti penzolanti dai rami, ma dopo una innaffiatura, in un paio d’ore riprendono l’aspetto originale. Tuttavia un danno è stato fatto, specialmente se la pianta ha già piccoli frutti. Danni peggiori che incidono sulla produttività si verificano quando peperoni o melanzane soffrono la carenza di acqua.
In particolare nei pomodori il marciume apicale (punta nera nei pomodori di taglia lunga, come i sanmarzani) può essere indotto proprio dagli squilibri di irrigazione.
Bastano pochi vasi per allestire una collezione di peperoncini
Il modo migliore di irrigare
L’irrigazione andrebbe sempre fatta con il metodo a scorrimento, gioè facendo correre l’acqua nei solchi tra le file dell’orto. Questo tipo di irrigazione si può fare, se proprio indispensabile, a qualsiasi ora del giorno. Molti usano innaffiare l’orto con gli spruzzatori, perché così si risparmia tempo. Ci sono molti elementi a sfavore. Anzitutto, questo tipo di irrigazione deve essere fatto in piena notte, nè subito dopo il tramonto quando le foglie sono ancora “calde” nè poco prima dell’alba quando il sole levandosi andrebbe a colpire foglie ancora bagnate.
Quando le piante sono alte o fitte gran parte dell’acqua spruzzata si ferma sulle foglie e non arriva alle radici, dove ce ne sarebbe più bisogno. Infine, rimane sempre vera l’equazione che recita: foglie bagnate, malattie più facili. Tutte le malattie fungine (oidio, peronospora, ecc) si sviluppano molto di più sulle foglie bagnate.
Una vecchia pianta di uva francesina cresce spontaneamente senza nessuna cura
Ortaggi più saporiti
Esiste tuttavia una tecnica che consiste proprio nel sospendere l’irrigazione qualche giorno prima del raccolto per avere angurie e meloni più dolci, o peperoncini più piccanti. In genere tutti gli ortaggi (non quelli a foglia) possono beneficiare di un miglioramento delle qualità, però quando si tratta di ortaggi a raccolta scalare, come i pomodori, la riduzione dell’irrigazione per avere pomodori più saporiti compromette la crescita di quelli piccoli che si stanno formando.I TRAPIANTI
E’ sempre preferibile acquistare piantine robuste, con radici ben accestite nel contenitore. Il trapianto si fa togliendo la piantina dal contenitore in cui è cresciuta mantenendo ben intero il pane di terra con le radici, e trasferendola subito in campo. Avvertenze importanti: i trapianti si fanno sempre al tramonto, e subito dopo occorre innaffiare la terra attorno al fusto per far sì che la terra si compatti attorno alle radici. Alcune piantine (insalate, ecc.) vanno trapiantate alla profondità del colletto, cioè esattamente come erano nel contenitore d’origine, Altre (come i pomodori) vanno interrate quasi fino alle prime foglie. Molte altre indicazioni utili per uil trapianto si possono trovare scaricando l’e-book gratuito COME FARE I TRAPIANTI NELL’ORTO, TUTTE LE TECNICHE a questo indirizzo: http://www.delmedico.it/trapianti.HTMPuoi anche vedere questo post: PROFONDITA’ DI SEMINA DEI VARI ORTAGGI
http://coltivarelorto.myblog.it/archive/2011/05/22/profondita-di-trapianto-dei-principali-ortaggi.html
I cetrioli crescono appesi alla loro rete di sostegno
Rispettare le distanze
Ogni piantina ha bisogno di uno spazio vitale nel terreno e nell’aria. Sistemando le piantine troppo vicine l’unico risultato possibile è che nessuna di esse crescerà normalmente. Se purte qualcuna darà frutti saranno piccoli e insipidi. Ogni pianta ha bisogno di spazio nel terreno per estendere le radici. Alcune piante emettono dalle radici enzimi e ormoni che tendono a respingere le radici competitrici, quindi due piante troppoi vicine si ostacoleranno a vicenda e nessuna delle due crescerà. Inoltre spazi ristretti non forniscono alla pianta tutti i minerali necessari alla nutrizione. Infine, piante troppo fitte si ombreggiano a vicenda e creano un microclima favorevole allo sviluppo di muffe e e batteri tra cui la temibilissima peronospora e l’oidio. Se coltivate in vaso le misure adatte (il diametro minimo dei vasi) lo trovate in questi post: ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 1
http://coltivarelortoinvaso.myblog.it/archive/2011/05/26/le-dimensioni-dei-vasi-per-coltivare-ortaggi-1.html
ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 2
http://coltivarelortoinvaso.myblog.it/archive/2011/05/26/dimensioni-dei-vasi-per-la-coltivazione-di-ortaggi-2.html
Se coltivate in terra la distanza sulle file deve essere del 30% in più, tra le file del 50% in più.
I primi pomodori sono già maturi, ma moltissimi altri stanno completando la loro crescita
Temperatura minima di germinazione e media di crescita
L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Piantine di broccoli pronte al trapianto
Ecco qui sotto la Tabella delle semine di Luglio.
SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI LUGLIO
Ortaggio Temperature Operazioni all’aperto
Minima di germina zione C° Media di crescita
Operazione
(S= Semina T= Trapianto)
Barbabietola 25-30 15-20 ST
Basilico 20-25 25 T
Bieta a coste
e erbette
15 15-20 ST
Carciofo 30 15-20 T
Carota 25.30 15-20 S
Cavolo broccolo 30 15-20 ST
Cavolo cappuccio 25-30 15-20 ST
Cavolfiore 30 15-20 ST
Cavolo verza 25-30 15-20 ST
Cavolo di Bruxelles 30 15-20 T
Cetriolo 30 25 T
Cicoria a cespo 20-25 15-20 ST
Cicoria catalogna 20-25 15-20 ST
Cicoria da radice 20-25 15-20 ST
Cicoria da taglio 20-25 15-20 ST
Cicoria rossa
o radicchio
20-25 15-20 ST
Fagioli nani e rampic 30 25 S
Finocchi 20-25 15-20 ST
Indivia riccia
e scarola
20-25 15-20 ST
Lattuga da taglio 20-25 15-20 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 ST
Melanzana 25-30 25 T
Melone 25-30 25 T
Peperone 25-30 25 T
Pomodoro 20-25 25 T
Porro 25-30 15-20 T
Prezzemolo 15-20 15-20 ST
Rapa 25-30 15-20 ST
Ravanello 20-25 15-20 ST
Rucola 15 15-20 ST
Sedano 20-25 15-20 ST
Spinacio 15-20 15-20 ST
Zucca 25-30 25-30 T
Zucchina 15 25-30 ST
Un vecchio pero continua a produrre i suoi frutti
Vedi anche questi articoli:
Favorire l’impollinazione dei pomodori
Concimare l’orto con lo stallatico pellettato, ottimo succedaneo del letame
Quando spunta? Tempi di germinazione degli ortaggi
Verificare la scadenza dei semi
Il trapianto a radice nuda. Superare lo stress del trapianto
Vorresti coltivare un orto, ma non sai come cominciare?

Ricevi molti consigli ma non sai quali siano quelli giusti?
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Sapevi che ci sono più di cento tipi di ortaggi?
E’ possibile avere ortaggi freschi tutto l’anno?
Come seminare, trapiantare, concimare, innaffiare?
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23 luglio 2012

AGOSTO NELL’ORTO. TUTTE LE SEMINE NELL’ORTO DI AGOSTO

Fare l’orto, coltivare l’orto, semine di agosto, cime di rapa, pomodori, melanzane, peperoni

Con il mese di agosto termina definitivamente la possibilità di mettere in campo ortaggi a lungo ciclo come pomodori, melanzane, peperoni e zucche, Nello stesso tempo però comincia ad essere possibile la semina della cipolla invernale. Nelle zone in cui il clima volge presto a valori autunnali potete iniziare la semina delle cime di rapa, un ottimo ortaggio invernale

Teoricamente in agosto dovrebbe terminare la produzione di molti ortaggi, come i pomodori, ma se questi sono stati trapiantati a dimora a fine marzo-aprile, tempo permettendo potranno continuare la produzione alcuni mesi ancora; negli orti delle zone a clima più mite si possono raccogliere pomodori e peperoni anche fino a dicembre. Nelle coltivazioni industriali non sarebbe più conveniente, ma nei piccoli orti questa è una pratica comune.
Le melanzane sono già in piena produzione, non è più tempo di semina nè di trapianto
Potare le melanzane per una seconda produzioneSempre nelle zone a clima più mite, dove il freddo invernale spesso attende oltre dicembre per farsi sentire, è possibile potare vle melanzane per stimolare un secondo raccolto. Le piante ormai esaurite si tagliano a 20 cm da terra per stimolare l’emissione di nuove ramificazioni laterali che potranno produrre a fine ottobre-novembre. Non sempre riesce, ma se non si ha l’urgenza di riutilizzare il terreno per nuove coltivazioni, si può provare.
Le cime di rapa torneranno presto nei nostri orti autunnali
E’ l’ora delle cime di rapaLa Cima di rapa preferisce clima mite ma continua la sua crescita anche fino a soli 5°C. Ama terreno sciolto, ph medio (6-7) ed esposizione soleggiata. La semina si può fare in campo in file distanti 40/60 cm e alla distanza di circa 15 cm sulla fila. In pratica, essendo il seme finissimo (300-400 semi per grammo) si semina in file ininterrotte oppure a spaglio, e si procede al diradamento quando le piantine sono alte almeno 4-5 cm.
Per saperne di più segui questi link: Coltivare le cime di rapa nell’orto Coltivare le cime di rapa in vaso
Per innaffiare nei mesi caldi è meglio raccogliere l’acqua in un serbatoio il giorno precedente, in modo che si porti a temperatura ambiente. Le piante soffrono se innaffiate con l’acqua fredda di pozzi profondi
L’IRRIGAZIONENei mesi di luglio e agosto occorre curare molto l’irrigazione, che deve essere più o meno abbondante a seconda delle varietà, ma soprattutto deve essere costante. Il passaggio da ambienti troppo umidi ad ambienti troppo secchi (questo si verifica quando, per esempio, saltiamo anche un solo giorno di irrigazione) può provocare stress irrimediabili in alcuni ortaggi, come nei fagiolini che si riprendono molto difficilmente da una mancanza d’acqua anche breve.
Altri ortaggi (per esempio pomodori, bieta) hanno una capacità di ripresa prodigiosa. In mancanza d’acqua le foglie assumono l’aspetto di straccetti penzolanti dai rami, ma dopo una innaffiatura, in un paio d’ore riprendono l’aspetto originale. Tuttavia un danno è stato fatto, specialmente se la pianta ha già piccoli frutti. Danni peggiori che incidono sulla produttività si verificano quando peperoni o melanzane soffrono la carenza di acqua.
In particolare nei pomodori il marciume apicale (punta nera nei pomodori di taglia lunga, come i san marzano) può essere indotto proprio dagli squilibri di irrigazione.
Quando il basilico emette le spighe fiorali non cresce più e perde aroma. Per prolungare la produzione le spighette vanno eliminate manualmente: la pianta emnetterà nuovi getti e nuove foglie
Il modo migliore di irrigareL’irrigazione andrebbe sempre fatta con il metodo a scorrimento, gioè facendo correre l’acqua nei solchi tra le file dell’orto. Questo tipo di irrigazione si può fare, se proprio indispensabile, a qualsiasi ora del giorno. Molti usano innaffiare l’orto con gli spruzzatori, perché così si risparmia tempo. Ci sono molti elementi a sfavore. Anzitutto, questo tipo di irrigazione deve essere fatto in piena notte, nè subito dopo il tramonto quando le foglie sono ancora “calde” nè poco prima dell’alba quando il sole levandosi andrebbe a colpire foglie ancora bagnate.Quando le piante sono alte o fitte gran parte dell’acqua spruzzata si ferma sulle foglie e non arriva alle radici, dove ce ne sarebbe più bisogno. Infine, rimane sempre vera l’equazione che recita: foglie bagnate, malattie più facili. Tutte le malattie fungine (oidio, peronospora, ecc) si sviluppano molto di più sulle foglie bagnate.
I peperoncini saranno più piccanti se si sospende o si diminuisce l’irrigazione prima della raccolta
Ortaggi più saporitiEsiste tuttavia una tecnica che consiste proprio nel sospendere l’irrigazione qualche giorno prima del raccolto per avere angurie e meloni più dolci, o peperoncini più piccanti. In genere tutti gli ortaggi (non quelli a foglia) possono beneficiare di un miglioramento delle qualità, però quando si tratta di ortaggi a raccolta scalare, come i pomodori, la riduzione dell’irrigazione per avere pomodori più saporiti compromette la crescita di quelli piccoli che si stanno formando.
Se le piantine stentano a uscire dagli alveoli, perché le radici fanno presa sui bordi, non accanirsi a tirare ma spingerle fuori con una cannuccia dal foro inferiore
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
I fagioli a portamento nano possono ancora essere seminati in agosto. I cornetti richiedono 50-60 giorni per essere pronti alla raccolta, mentre quelli tipo Marconi della figura possono richiedere almeno venti giorni in più
Ecco qui sotto la Tabella delle semine di Agosto
SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI AGOSTO
Ortaggio Temperature Operazioni all’aperto
Minima di germina zione C° Media di crescita
Operazione
(S= Semina T= Trapianto)
Barbabietola 25-30 15-20 ST
Basilico 20-25 25 T
Bieta a coste
e erbette
15 15-20 ST
Carciofo 30 15-20 T
Carota 25.30 15-20 S
Cavolo broccolo 30 15-20 ST
Cavolo cappuccio 25-30 15-20 ST
Cavolfiore 30 15-20 ST
Cavolo verza 25-30 15-20 ST
Cavolo di Bruxelles 30 15-20 ST
Cetriolo 30 25 T
Cicoria a cespo 20-25 15-20 ST
Cicoria catalogna 20-25 15-20 ST
Cicoria da taglio 20-25 15-20 ST
Cicoria rossa
o radicchio
20-25 15-20 ST
Cima di rapa 25 15-20 S

 

I miei libri possono essere trovati qui
Cipolla invernale 25-30 15-20 S
Fagioli nani 30 25 S
Finocchi 20-25 15-20 ST
Indivia riccia
e scarola
20-25 15-20 ST
Lattuga da taglio 20-25 15-20 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 ST
Lattuga romana 20-25 15-20 ST
Prezzemolo 15-20 15-20 ST
Rapa 25-30 15-20 ST
Ravanello 20-25 15-20 ST
Rucola 15 15-20 ST
Scirzobianca 20 15-20 S
Sedano 20-25 15-20 ST
Spinacio 15-20 15-20 ST
Zucchina 15 25-30 ST

 

La lattuga può essere seminata anche in agosto. La semina più fitta consente di raccogliere alcune piante quando saranno a mezza crescita ma già utili per la tavola, lasciando spazio alle rimanenti di espandersi

29 agosto 2012

Settembre nell’orto. Tabella di tutte le semine

Chiusa definitivamente la possibilità di mettere in campo ortaggi a lungo ciclo come pomodori, melanzane, peperoni e zucche, su apre la possibilità di iniziare semine che riempiranno i nostri orti nel tardo autunno e nell’inverno, talvolta fino alla primavera; tra questi la cipolla invernale, le cime di rapa ma, nelle zone meno calde, anche le fave ed i piselli.

Cime di rapa pronte al trapianto
Il momento miglioreSettembre e ottobre sono i momenti migliori per iniziare un orto: le3 verdure dche si possono mettere in campo sono tutte quelle di più facile coltivazione. Inoltre, il fresco incipiente darà una buona garanzia della assenza di molte avversità, come le malattie crittogamiche dovute al caldo umido (oidio e peronospora) e l’aggressione di parassiti.
Le cime di rapa possono essere seminate in vivaio, in contenitori alveolari
E’ l’ora delle cime di rapaLa Cima di rapa preferisce clima mite ma continua la sua crescita anche fino a soli 5°C. Ama terreno sciolto, ph medio (6-7) ed esposizione soleggiata. La semina si può fare in campo in file distanti 40/60 cm e alla distanza di circa 15 cm sulla fila. In pratica, essendo il seme finissimo (300-400 semi per grammo) si semina in file ininterrotte oppure a spaglio, e si procede al diradamento quando le piantine sono alte almeno 4-5 cm.
Per saperne di più segui questi link:
Coltivare le cime di rapa nell’orto
Coltivare le cime di rapa in vaso
Cipolle pronte al trapianto
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Nei climi miti i fagiolini nani possono essere seminati ancora in settembre
Ecco qui sotto la Tabella delle semine di SETTEMBRE
SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI SETTEMBRE
Ortaggio Temperature Operazioni all’aperto
Minima di germina zione C° Media di crescita
Operazione
(S= Semina T= Trapianto)
Bieta a coste
e erbette
15 15-20 ST
Carciofo 30 15-20 T
Carota 25.30 15-20 S
Cavolo broccolo 30 15-20 ST
Cavolo cappuccio 25-30 15-20 ST
Cavolfiore 30 15-20 ST
Cavolo verza 25-30 15-20 ST
Cavolo di Bruxelles 30 15-20 ST
Cicoria a cespo 20-25 15-20 ST
Cicoria da taglio 20-25 15-20 ST
Cicoria rossa
o radicchio
20-25 15-20 ST
Cima di rapa 25 15-20 S
Cipolla invernale 25-30 15-20 S
Fagioli nani 30 25 S
Fave 25-30 15-20 S
Finocchi 20-25 15-20 ST
Indivia riccia
e scarola
20-25 15-20 ST
Lattuga da taglio 20-25 15-20 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 ST
Lattuga romana 20-25 15-20 ST
Prezzemolo 15-20 15-20 ST
Rapa 25-30 15-20 ST
Ravanello 20-25 15-20 ST
Rucola 15 15-20 ST
Scirzobianca 20 15-20 S
Sedano 20-25 15-20 ST
Spinacio 15-20 15-20 ST
Valeriana 15 15-20 S
Cavolfiori in campo, con pacciamatura di telo nero per impedire la crescita delle erbe spontanee
A settembre continua la semina di ortaggi adatti a ottenere una produzione invernale. Quando non saranno più disponibili pomodori, peperoni e meranzane fresche, molte verdure invernali potranno supplire egregiamente in modo da non far mancare mai la freschezza dell’orto sulla nostra tavola.
Le verdure seminate in questo periodo diventeranno poi preziose sul finire dell’inverno o all’inizio della primavera, quando cicorie, bieta, cavoli, fave e piselli, prodotti genuini del nostro orto, non avranno nulla da invidiare alle verdure prodotte fuori stagione in luoghi e con metodi a noi sconosciuti. In quel periodo sarà anche utilissimo il nostro congelatore, dal quale attingeremo in abbondanza piccoli tesori riposti nel tempo di abbondanza: verdure di ogni tipo pre-lavorate per gustosi minestroni, altre cotte e pronte per essere scongelate e condite, zucchine a rotelle ottime da ripassare in padella ancora congelate, pachini che si sbucceranno senza la minima fatica, coste di bieta da preparare al forno in gratin, e moltissime altre delizie tanto più buone in quanto frutto della nostra passione e del nostro lavoro.
Con queste prospettive il nostro orto ci sembrerà meno spoglio nelle giornate nebbiose d’autunno e diventerà attuale per noi il detto “sotto la neve pane”. E’ vero, la terra se amata e ben curata non smette mai di elargire le sue ricchezze.
I cavolfiori tardivi possono essere seminati per la raccolta di fine inverno
Calendario delle semine e zone climaticheL’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in quattro zone climatiche principali: la zona alpina e appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole.Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpino-appenninica: un ritardo di 25-30 giornizona tirrenica: un anticipo di una settimana circazona insulare: un anticipo di 25-30 giorni
I cappucci possono essere seminati anche in vaso. Non inganni il fatto che le piantine sembrano disperdersi nei vasi di circa 25 cm, quando saranno cresciute i vasi dovranno essere distanziati.
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaPerò l’individuazione più puntuale del periodo di semina è data dall’osservazione della temperatura locale. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Anche la bieta può essere seminata in settembre.
Esaurite queste premesse, ecco la Tabella delle semine possibili nel mese di settembre

TABELLA DELLE SEMINE NEL MESE DI SETTEMBRE

Ortaggio Zone alpine o appenniniche Zona padana, adriatica, tirrenica, isole Temperatura minima di germinazione C° Temperatura media di produzione C°
Bieta a coste o erbette Semina Trapianto Semina Trapianto 15 15-20
Carota Semina Semina 25-30 15-20
Cavoli broccoli Semina Trapianto Semina Trapianto 30 15-20
Cavoli cappucci Semina Trapianto Semina Trapianto 25-30 15-20
Cavolfiori Semina Trapianto Semina Trapianto 25-30 15-20
Cavoli verza Semina Trapianto Semina Trapianto 25-30 15-20
Cicoria a cespo Semina Trapianto Semina Trapianto 20-25 15-20
Cicoria indivia riccia o scarola Semina Trapianto Semina Trapianto 20-25 15-20
Cicoria rossa Semina Trapianto Semina Trapianto 20-25 15-20
Cime di rapa Semina Trapianto Semina Trapianto 25 15-20
Cipolle giorno breve Trapianto Trapianto 25-30 15-20
Cipolle bulbilli Trapianto Trapianto 25-30 15-20
Fave Semine Semina 25-30 15-20
Fragole Trapianto Trapianto 6 10
Lattuga da taglio Semina Semina 20-25 15-20
Piselli Semina Sermina 5 Inferiore a 15
Prezzemolo Semina Semina 15-20 15-20
Rapa Semina Semina 25-30 15-20
Ravanello Semina all’aperto Semina all’aperto 20-25 15-20
Rucola Semina Semina 15 15-20
Spinacio Semina Semina 15-20 15-20
Valeriana Semina Semina 15 15-20
Le fave possono essere seminate per una produzione di prima primavera
Anche l’indivia riccia può essere seminata in settembre.

25 settembre 2012

OTTOBRE NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

Coltivare l’orto. Semine di ottobre

Ottobre è ancora un mese utile per iniziare un orto, se si sanno scegliere le verdure. Rinunciando definitivamente a coltivare zucchine, fagiolini e pomodori, in attesa che arrivi il prossimo anno, possiamo dedicarci ad una vasta gamma di verdure tipicamente autunnali e invernali, non per questo meno gustose. A chi rimpiange l’insalata di pomodori propongo un ottimo minestrone di verdure miste, che non ha assolutamente niente da invidiare

I cavoli sono molto resistenti al freddo
Il momento miglioreI mesi autunnali e invernali hanno la piacevole caratteristica di vedere ridotta al minimo la necessità di irrigazione, e registrano la scomparsa dellagran parte dei parassiti che d’esatte mordevano, rosicavamo e distruggevano i nostri ortaggi. Con ilo minor caloreanch ele malattie crittogamiche si riducono molto. Infine, le verdure che si possono mettere in campo in ottobre sono tutte quelle di più facile coltivazione.
Aglio pronto al trapianto
E’ l’ora dei cavoli e della Cima di rapaI cavoli possono essere coltivati anche nei mesi estivi, ma molti preferiscono metterli in campo in questo periodo per due motivi validissimi. Il primo, è che vogliono riservare tutto lo spazio disponibile nell’orto a pomodori, peperoni e melanzane, zucchine e fagiolini. Il secondo motivo è che i cavoli riescono benissimo anche l’inverno, quando gli ortaggi da mettere nell’orto non sono tanti come l’estate
Cime di rapa
La Cima di rapa preferisce clima mite ma continua la sua crescita anche fino a soli 5°C. Ama terreno sciolto, ph medio (6-7) ed esposizione soleggiata. La semina si può fare in campo in file distanti 40/60 cm e alla distanza di circa 15 cm sulla fila. In pratica, essendo il seme finissimo (300-400 semi per grammo) si semina in file ininterrotte oppure a spaglio, e si procede al diradamento quando le piantine sono alte almeno 4-5 cm.Per saperne di più segui questi link:
Coltivare le cime di rapa nell’orto Coltivare le cime di rapa in vaso
Le fave fioriranno già dalla fine di febbraio
Ortaggi molto resistenti al freddo

Ecco qui un piccolo elenco degli ortaggi MOLTO resistenti al freddo:
Aglio
Asparago
Cardo
Cavolo di Bruxelles, Cavolo Cappuccio, Caviolo Verza o di Milano, Cavolo nero o Cavolo penna o Cavolo Toscano
Fava
Fragola
Pisello
Porro
Radicchio
Rapa
Spinacio

Fragole ai primi di aprile
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Fioritura del porro
Ecco qui sotto la Tabella delle semine di OTTOBRE

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI OTTOBRE

Ortaggio

Temperature

Operazioni all’aperto

Minima di germinazione C°

Media di crescita

Operazione
(S= Semina T= Trapianto)

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

ST

Carciofo

30

15-20

T

Carota

25.30

15-20

S

Cavolo broccolo

30

15-20

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

ST

Cavolfiore

30

15-20

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

ST

Cicoria a cespo

20-25

15-20

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

ST

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

ST

Cima di rapa

25

15-20

S

Cipolla invernale

25-30

15-20

S

Fagioli nani

30

25

S

Fave

25-30

15-20

S

Finocchi

20-25

15-20

ST

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

ST

Lattuga da taglio

20-25

15-20

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

ST

Lattuga romana

20-25

15-20

ST

Prezzemolo

15-20

15-20

ST

Rapa

25-30

15-20

ST

Ravanello

20-25

15-20

ST

Rucola

15

15-20

ST

Scirzobianca

20

15-20

S

Sedano

20-25

15-20

ST

Spinacio

15-20

15-20

ST

Valeriana

15

15-20

S

 

Semi di spinacio
Piselli coltivati in vivaio e pronti al trapianto

Nei piccoli orti, ben compostati e concimati, l’antica misura di sottoporre a riposo la terra diventa superflua. Una volta liberata la terra dalle coltivazioni estive, potete dare inizio a quelle invernali che daranno frutti preziosi per febbraio e marzo

Ottobre è il mese migliore per raccogliere i semi degli ortaggi che ci hanno soddisfatto e che vogliamo coltivare ancora nel nostro orto. A questo argomento sono dedicati altri post. La raccolta degli ortaggi estivi ci assorbe ancora molto, per quanto molti stiano volgendo al termine della loro produzione. Molti di quelli seminati precocemente stanno già seccando, mentre quelli trapiantati n maggio o giugno potrebbero continuare la loro produzione fino a fine ottobre (i pomodori) o fino quasi a natale (i peperoni friggitelli) condizioni climatiche permettendo.
Alla fine di settembre i peperoni sono ancora nel pieno della produzione
Mentre siamo assorti da queste attività non dobbiamo tralasciare di rimpiazzare con delle verdure invernali tutti gli spazi vuoi che si vanno creando. Quelli derivanti da coltivazioni più impegnative potranno eventualmente essere lasciati a riposo, ma se il vostr orto è sempre arricchito da buon compost, ben lavorato e concimato, tale misura non è più così impellente. Le verdure seminate da qui a novembre, se la vostra zona climatica lo permette, saranno veramente le benvenute nei mesi di febbraio e marzo.
In questo momento l’orto è ricco e generoso, inonda la tavola con i suoi prodotti.
Calendario delle semine e zone climatiche
L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in quattro zone climatiche principali: la zona alpina e appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole.Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
zona alpino-appenninica: un ritardo di 25-30 giorni
zona tirrenica: un anticipo di una settimana circa
zona insulare: un anticipo di 25-30 giorni
Le fave possono essere seminate da settembre a marzo
Temperatura minima di germinazione e media di crescita
Però l’individuazione più puntuale del periodo di semina è data dall’osservazione della temperatura locale. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
E’ il momento di raccogliere i peperoncini a campanella, sia per il consumo che per l’approvvigionamento di semi.
Esaurite queste premesse, ecco la Tabella delle semine possibili nel mese di ottobre.

TABELLA DELLE SEMINE NELMESE DI OTTOBRE

Ortaggio Zone alpine o appenniniche Zona padana, adriatica, tirrenica, isole Temperatura minima di germinazione C° Temperatura media di produzione C°
Aglio (spicchi) Semina protetta Semina protetta 15-20
Asparagi (radici) Semina protetta Semina protetta 15
Bieta a coste o erbette Trapianto Trapianto 15 15-20
Carota Semina protetta Semina 25-30 15-20
Cavoli broccoli Trapianto Trapianto 30 15-20
Cavoli cappucci Trapianto Trapianto 25-30 15-20
Cavolfiori Trapianto Trapianto 25-30 15-20
Cavoli verza Trapianto Trapianto 25-30 15-20
Cicoria a cespo Trapianto Trapianto 20-25 15-20
Cicoria indivia riccia o scarola Trapianto Trapianto 20-25 15-20
Cicoria rossa Trapianto Trapianto 20-25 15-20
Cime di rapa Semina Trapianto Semina Trapianto 25 15-20
Cipolle giorno breve Trapianto Trapianto 25-30 15-20
Cipolle bulbilli Trapianto Trapianto 25-30 15-20
Fave Semine Semina 25-30 15-20
Finocchi Trapianto Trapianto 20-25 15-20
Fragole Trapianto Trapianto 6 10
Lattuga da taglio Semina protetta Semina 20-25 15-20
Lattuga a cappuccio varietà di stagione Trapianto Trapianto 20-25 15-20
Lattuga romana Trapianto Trapianto 20-25 15-20
Piselli Semina Sermina 5 Inferiore a 15
Prezzemolo Semina-Trapianto Semina-Trapianto 15-20 15-20
Rapa Trapianto Semina-Trapianto 25-30 15-20
Ravanello Semina all’aperto Semina all’aperto 20-25 15-20
Rucola Semina protetta Semina protetta 15 15-20
Spinacio Trapianto Semina 15-20 15-20
Valeriana Trapianto Semina 15 15-20

 

Le cime di rapa possono essere seminate scalarmente per avere il prodotto fino a marzo.

19 novembre 2012

GLI SPINACI, OTTIMI PER L’ORTO DI NOVEMBRE

Coltivare gli spinaci

Lo spinacio, come la barbabietola, appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee. E’ una pianta annuale a rapido sviluppo: vi sono piante con soli fiori maschili e altre con soli fiori femminili, cioè lo spinacio è una pianta dioica (a sessi separati). Dello spinacio si utilizzano le foglie. In Europa lo spinacio non si trova allo stato selvatico, deve essere coltivato, ciò rafforza la tradizione secondo cui proviene dalla Persia ed è stato introdotto in Europa dagli arabi verso l’anno mille

La radice è fittonante, spesso di colore rosso-bruno al colletto. Le foglie sono carnose, alterne, disposte a rosetta, con piccioli di media lunghezza. Il fusto è eretto e ramificato, specialmente quando viene coltivato a mezz’ombra. I fiori sono verdognoli, ma lo spinacio va raccolto prima della fioritura.
Spinaci pronti alla cottura
I semi sono di media grandezza, circa 90 per grammo. Questo facilita la semina che può essere eseguita su file distanti 40 cm. Solitamente si distribuiscono i semi nella fila distanziandoli di 1 cm circa uno dall’altro: dopo la nascita, quando le piantine sono alte almeno 5 cm, si esegue il diradamento lasciando una sola pianta (le migliori) ogni 15 cm circa in modo che si possano sviluppare. Lasciando le piante più fitte l’unico risultato che si ottiene è che non crescono.
Semi di spinaci. Esiste la varietà liscia e quella spinosa
Alcuni seminano anche più fitto, con file a 30 cm e piante a 10 cm sulla fila.
In effetti negli orti si usa raccogliere scalarmente lo spinacio, cioè non si raccoglie la pianta intera ma le singole foglie, scegliendone tre o quattro tra le più sviluppate. In questo modo si può fare una raccolta ogni 10-15 giorni. Tenendo le piante più distanziate si consente alle foglie di svilupparsi meglio.
Spinaci dalle caratteristiche foglie bollose
Lo spinacio si può seminare in primavera (marzo-maggio) per la raccolta primaverile-estiva, e da agosto a novembre per la raccolta autunno-invernale.
Tenete conto che lo spinacio preferisce il clima fresco, e reagisce molto male al caldo eccessivo, con la prefioritura. Quindi adattate le semine al clima della vostra zona, facendo in modo che i vostri spinaci incontrino un poco più di freddo (a cui resistono egregiamente) piuttosto che un poco più di caldo.
Spinaci raccolti a pianta intera
La temperatura ottimale di crescita dello spinacio è di 15°C, ma cresce anche a 5°C. Al di sotto ferma la crescita ma non muore.
Un fotoperiodo lungo (15 ore di luce diurna) e temperature sopra i 25 gradi lo fanno prefiorire, cioè la pianta muore prima di crescere.
La semina dello spinacio
Il terreno preferito è quello con pH neutro (6.5-7). Si adatta a diversi tipi di terreno ma preferisce quello tendenzialmente sabbioso, sciolto e ben drenato, cioè senza ristagni d’acqua. Dunque, considerando le piogge autunnali,è preferibile rialzare leggermente le prode su cui coltivate gli spinaci mantenere il terreno in pendenza, sia pure leggerissima, in modo che l’acqua possa defluire.
Spinacio America
Prima della semina lavorate il terreno con una buona vangatura profonda almeno 25-30 cm, durante la quale potete interrare del dello stallatico pellettato, sparso sul terreno senza esagerare (circa 200 gr. per metro quadrato). La concimazione a base di letame è sconsigliata perché potrebbe trasferire odori sgradevoli alle piante. La soluzione ideale sarebbe quella di usare un terreno che era stato letamato nella coltivazione precedente.
Dopo aver seminato pressate il terreno delle file di semina, eventualmente con il piede, in modo che la terra aderisca bene ai semi. Se il terreno è molto asciutto potete bagnare il solco di semina.
Spinacio Matador e Spinacio Viking
Dopo la nascita eseguite un diradamento, subito dopo innaffiate per compattare la terra attorno alle radici delle piante rimaste e fate una concimazione di superficie con concime azotato (per esempio urea) di cui gli spinaci sono ghiottissimi. Le dosi devono essere limitate, perché tutta la parte di azoto che la pianta non usa si trasforma in nitrati che restano nelle foglie e vanno nel nostro organismo quando le mangiamo.
Le concimazioni si fanno spargendo manualmente il granulare molto rado attorno alle piante; vanno fatte dopo il diradamento e dopo ogni raccolta, ma non più di ogni 10 giorni. E’ utile concimare anche se le piante scoloriscono o ingialliscono. Spargete sempre il concime sul terreno bagnato, in modo che venga assorbito rapidamente senza disperdersi.
Lo spinacio può essere coltivato in consociazione con cipolle e cavoli. Non lo coltivate sullo stesso spazio se non sono trascorsi 3-4 anni dalla coltivazione precedente.
Spinacio Viroflay dalle caratteristiche foglie lanceolate
Gli spinaci si distinguono visivamente per il colore della foglia (verde chiaro o scuro), per la forma della foglia (ovale, tondeggiante, lanceolata) e per la superficie della foglia (liscia o bollosa).
Il seme può avere forma rotondeggiate ed in tal caso è liscio, oppure triangolare ed in tal caso è spinoso.
Le varietà a seme liscio hanno foglie grandi e succose ma sono più delicate: quelle a seme spinoso hanno foglie meno saporite ma sono più rustiche e resistenti, adatte alla coltivazione invernale.
Coltivazione di spinaci
Tra le varietà più diffuse ricordiamo il Vittoria, il Mostruoso di Viroflay, l’Eskimo, il Giuliana, il Lorelay, il Viking, e altri.
E’opportuno ricordare anche una varietà, la Tetragonia, conosciuta come spinacio perenne o spinacio della Nuova Zelanda. Nei climi miti vegeta continuamente e si riproduce emettendo nuovi getti dalle radici.
Spinacio perenne, o spinacio della Nuova Zelanda

13 novembre 2012

LE SEMINE DI NOVEMBRE E DICEMBRE. I PISELLI, PROTAGONISTI DELL’ORTO D’INVERNO

LE SEMINE DI NOVEMBRE E DICEMBRE. I PISELLI, PROTAGONISTI DELL’ORTO D’INVERNO

Dalla metà di novembre a dicembre si restringe moltissimo la gamma degli ortaggi che possono essere seminati nell’orto, mentre ce ne sono molti che possono ancora essere trapiantati. Il pisello è uno dei pochissimi che tollera ancora che il suo seme venga affidato ad una terra che si sta raffreddando rapidamente

I piselli possono essere seminati in ottobre – novembre ma anche in febbraio marzo, dal momento che non temono il freddo e possono germinare già a 5 °C. Si possono scegliere varietà nane, mezze rampicanti o rampicanti. Ovviamente le varietà a crescita più limitata sono anche le più precoci.
I frutti commestibili dei piselli sono dei baccelli, di cui si consumano i semi sia freschi che secchi. La raccolta si può fare scalarmente. I piselli da consumo fresco vanno raccolti prima che si ingrossino troppo: più sono piccoli, più sono dolci.
Prima di essere interrati, i semi possono essere messi a bagno per un paio di giorni in acqua. Questo accelera la germinazione.
I semi messi a bagno si ingrossano in un paio di giorni. Oltre, cominciano già ad emettere i germogli, ma è preferibile interrarli prima che ciò avvenga per evitare la rottura degli stessi durante le operazioni di semina.
Una o due settimane prima va preparato il terreno. Scegliere l’angolino che accoglierà le piantine, liberandolo da tutte le erbe spontanee. Se il terreno viene preparato almeno un mese prima, queste possono essere interrate durante la vangatura; altrimenti toglierle con la zappa e aggiungerle al mucchio del compost.
Una volta liberato il terreno, è possibile procedere ad una vangatura profonda almeno 30 cm. Se l’area è più grande e disponete di una motozappa o motocoltivatore, potete usare quello.
Spianate il terreno con il rastrello, e dividetelo in prode larghe circa 70 cm. se volete seminare piselli nani, oppure 90 cm. per i piselli rampicanti. Ogni proda accoglierà due file di piselli. Per camminare usate la canaletta centrale, che in futuro servirà anche per innaffiare a scorrimento le piante.
Il terreno deve essere spianato in modo da essere in leggerissima pendenza verso la zona meno accessibile. Lungo la zona più accessibile (per esempio, il sentierino centrale dell’orto) farete scorrere il tubo flessibile dell’acqua con il quale riempirete le diverse canalette (irrigazione a scorrimento). Per una buona irrigazione futura è necessario che la pendenza ci sia, ma sia minima.
Su ciascuna delle prode seminerete due file di piselli. Quelli nani possono essere seminati più stretti, quelli rampicanti più larghi per favorire la circolazione dell’aria. Tracciate su ogni proda due solchetti profondi circa 5 cm nei quali si lasceranno cadere i semi.
Disponete i semi nei solchetti, alla profondità di 5cm circa, e ricopriteli. I piselli emergono dopo 10-15 giorni, mediamente.
L’orientamento delle file DI QUALUNQUE TIPO DI ORTAGGIO, ancor più di quelli a portamento alto o rampicante, deve essere Est-Ovest, cioè deve seguire il corso del sole, in modo che in nessun momento della giornata alcune piante possano coprire quelle vicine. L’orientamento Est-Ovest consente al sole di “correre” tra le file. Se non avete la bussola, disponete le file da dove il sole sorge a dove tramonta. Per i più pignoli, la direzione esatta è rilevabile agli equinozi, verso la fine di giugno o di settembre.
Una buona fioritura prelude ad un raccolto abbondante.
Per una buona fioritura evitate le concimazioni azotate e privilegiate quelle a base di fosforo e potassio. Per un buon raccolto supportare le piante con dei sostegni adeguati.
Quello che gli altri non diconoEsistono piselli detti “a seme liscio” ed altri “a seme rugoso” e questa distinzione è valida sia per i nani che per i rampicanti. Nel periodo primaverile è preferibile seminare le varietà a seme crespo o rugoso, mentre le semine d’autunno-inverno si fanno usando varietà a eme liscio. Leggendo bene sulle confezioni dei semi dovreste trovare l’indicazione del tipo di seme. Tutti i produttori seri la indicano.

Buon raccolto!

09 novembre 2012

I LAVORI NELL’ORTO DI NOVEMBRE. COMPOSTAGGIO. PACCIAMATURA. COSTRUIRE UN TUNNEL PLASTICO

Orto di novembre. Pacciamatura. Compostaggio. Costruire un tunnel plastico

Il mese di novembre può riservare molte sorprese a chi coltiva l’orto, specialmente se il clima è mite. A qualcuno, nelle zone costiere d’Italia, è capitato di raccogliere peperoni fin quasi a gennaio. Non è infrequente che i pomodori trapiantati in giugno siano ancora produttivi a novembre. Ciò detto, a mano a mano che le aiuole si liberano, conviene cominciare alcune lavorazioni tipiche dell’autunno

Le aiuole che hanno terminato la produzione possono essere lavorate e lasciate a riposo fino alla primavera successiva; è anche possibile però, dopo una opportuna lavorazione, utilizzarle per la produzione invernale.In particolare le aiuole che hanno ospitato ortaggi esigenti in fatto di concimazione possono offrire ancora dei vantaggi a verdure non troppo esigenti, come per esempio fave e piselli.
L’orto di novembre si presenta abbastanza spoglio per l’esaurimento di molte coltivazioni estive
Intanto il nostro impegno nell’orto è calato molto, sia perché le innaffiature sui vanno diradando nel tempo, sia perché l’eliminazione delle erbe spontanee, la raccolta e altri interventi si vanno riducendo sempre più.Ciò non deve fornire la scusa per indulgere alla pigrizia, perché le cose da fare nell’orto d’autunno sono veramente tante.
Nei climi più caldi, non è raro che il pomodoro continui a produrre fino a novembre
Iniziare il compostaggioPer esempio questi mesi sono ideali per impostare nell’orto una catena di compostaggio, che ci consentirà di avere sempre dell’ottimo terriccio disposizione gratuitamente.L’autunno è il periodo migliore per cominciare perché ci troviamo a disposizione quantità rilevanti di materiale da compostare: foglie secche, residui delle coltivazioni come piante di ortaggi non più produttive, residui di potature, materiale vario derivante dalla pulizia superficiale delle aiuole, e tantissimo altro.
Alcune idee per realuzzare una compostiera artigianale
Immaginate solo quanto materiale può fornire l’eliminazione di una o due file di pomodori o zucchini che hanno finito il ciclo. Si tratta di materiali biodegradabili che una volta si bruciavano: non fatelo, perché quei residui contengono ancora molta parte delle sostanze nutrienti che hanno assorbito dal suolo.
Una compostiera autocostruita con rete metallica
Bruciandoli, le disperderete inutilmente nell’atmosfera. Compostandoli, le trasformerete in terriccio fertile cioè in humus che, sparso sul terreno, gliele restituirà. Questo significa non impoverire il terreno ed evitare di dover reintegrare la sua fertilità con l’apporto di concimi chimici.
Una batteria di compostiere prevede che alcune maturano indisturbate mentre altre vengono riempite
Per un orto di un centinaio di metri quadrati potete avviare un ciclo di compostaggio che vi darà terriccio per tutto l’anno. Predisponete almeno due compostiere: non occorre acquistarle, costruitele voi stessi utilizzando un pezzo di rete alto 130 cm e lungo 4 metri circa, chiuso a cilindro e appoggiato semplicemente al suolo.
I residui delle coltivazioni possono finire tutti nella compostiera, salvo le piante ammalate da virus
Rivestitelo preferibilmente all’interno con del telo nero e cominciate a riempirlo con tutti gli scarti: a mano a mano che il materiale sale procurate dei fori sul telo nero in modo che circoli aria nel materiale. Ricordate di miscelare in parti più o meno uguali materiale secco (foglie morte) e materiale verde (piante ancora verdi, scarti di cucina, sfalci di prato). Lavorazione del terrenoAnche se volete riutilizzare subito l’aiuola per una nuova coltivazione, sottoponetela ad una lavorazione come descritto qui di seguito.Anzitutto, rimuovete tutto il materiale secco, le erbe e le foglie e mettetelo sul mucchio del compost. Sulla superficie ripulita spargete del compost vecchio di qualche mese, del letame naturale se ne disponete oppure dello stallatico pellettato che potete trovare presso i consorzi agrari.Vangate profondo quanto la lama della vanga, cioè 25-30 cm rivoltando bene le zolle in modo che la terra di sotto venga a trovarsi di sopra, e il compost o letame risultino interrati.
Aiuole rialzate (baulate)
Lasciate così la terra vangata per qualche giorno, in modo che gli uccelli insettivori vi vengano a razzolare eliminando buona parte delle larve e uova di parassiti. Se volete far risposare il terreno lasciatelo così fino al mese di marzo, quando ripeterete l’operazione, questa volta però senza aggiungere nessun fertilizzante se non il compost, che non guasta mai. L’operazione successiva, che potete fare fin da subito o in primavera, consiste nel livellare l’aiuola con il rastrello disegnando il contorno delle file su cui seminerete.
Nella lavorazione dle terreno si sparge preventivamente letame o compost che viene interrato dalla vangatura
Curate il deflusso della pioggia per evitare pozzanghere sulle colture. Se fate la nuova semina in questo mese tracciate con la pala dei sentierini tra una fila e l’altra, spostando la terra sulla zona di semina, in modo che questa risulti più rialzata dei sentierini che userete per camminare: in questo modo, in caso di pioggia, questa scorrerà via lungo i sentierini, più profondi, senza affogare le piante situate più in alto. E’ sufficiente un dislivello di 15-20 cm.
La baulatura serve a far defluire l’acqua piovana senza che possa infracidire le piante, che verranno sistemate nella parte rialzata centrale
Predisporre le protezioni, Costruire un tunnel plasticoA novembre potete cominciare ad approvvigionarvi con i materiali necessari alla costruzione dei tunnel plastici protettivi. Avete bisogno di telo plastico PVC dello spessore di 0,04 mm, che potete trovare presso i consorzi agrari. Spesso negli stessi consorzi potete trovare anche degli archetti metallici già pronti per la costruzione dei tunnel. Gli archetti vanno infissi nel terreno a cavallo della coltivazione, alla profondità di 20-30 cm circa. La sommità dell’archetto deve essere situata ad almeno 50 cm per le insalate e gli ortaggi bassi, ed a 70 cm per quelli più alti. Se non trovate archetti già pronti acquistate del fil di ferro o tondino di ferro del diametro di 7-10 mm almeno, tagliateli alla lunghezza di 2,50- 3,00 mt e piegateli voi stessi ad arco, per esempio appoggiandolo ad una botte. Tenete conto comunque che il film plastico non deve toccare la pianta e che più alto è, maggiore è la camera d’aria e quindi la protezione. E’ anche vero che nelle coltivazioni primaverili le piante verranno scoperte, per sopraggiunta primavera, prima che siano cresciute del tutto. Un tunnel adeguato si costruisce mettendo gli archetti alla distanza massima di un metro uno dall’altro. Per una maggiore solidità dell’insieme collegate gli archetti con un filo di ferro che andrà assicurato a due picchetti posti ai capi della fila.
Sistema di tunnel plastici
Il telo va allungato sulla struttura, interrandolo profondamente da un lato. Tendetelo e appoggiatelo sulla buca di interramento posta all’altro lato. Coprendo il telo con palate di terra non solo lo si interra, ma lo si tende ulteriormente. Per quanto concerne i due lati, uno può essere fissato accuratamente accumulando terra sul bordo. L’altro, quello posto possibilmente in direzione del sorgere del sole, sarà fissato meno stabilmente in modo che sia possibile, in caso di necessità, sollevarlo sia per arieggiare le piante che per altre operazioni colturali.Rincalzi e pacciamatureNovembre è il mese dei rincalzi a fini protettivi. Rincalzare significa accostare terra alla base della pianta, per proteggere il punto in cui il colletto penetra nel terreno perché se il terreno gela la pianta morirà proprio per il congelamento di quel punto. Quindi terra smossa, foglie, carta e cartone, e ogni altro materiale accostato alla base della pianta impedisce al terreno di gelare.
Dopo la vangatura e la baulatura, le zone destinate alla semina possono essere pacciamate con telo nero: oltre a bloccare la crescita delle infestanti, questo contribuisce a riscaldare il terreno

22 ottobre 2012

Le fave, un ortaggio coltivato l’inverno per la raccolta in primavera

Le fave, un ortaggio da coltivare l’inverno per la raccolta primaverile

Novembre, è tempo di seminare le fave. Resisteranno bene al freddo dell’inverno e ci daranno verdura fresca all’inizio della primavera

In tutte le zone d’Italia si possono piantare le fave nei mesi da gennaio a marzo. Al centro sud si piantano già da ottobre o novembre, come ho fatto io. Nel mese di marzo le fave cominceranno a fiorire
Le fave sono pronte al consumo già dall’inizio della primavera
Per chi vuole cimentarsi nella coltivazione di questo ortaggio, ecco una piccola raccolta di informazioni.Specie botanica.
Vicia faba var. major. Famiglia: Papilionacee.
Caratteristiche vegetative.
Questo legume è conosciuto dalla preistoria, si sa che veniva coltivato già nell’età del bronzo. E’ originaria, pare, dell’Asia. Gli antichi romani ne facevano largo uso, infatti Plinio il Vecchio già la descrive. Dalla Vicia faba sono derivate le sottospecie major e minor: la prima è la fava da orto che conosciamo, la seconda è la favetta da foraggio.
La fava è una pianta annuale di crescita rapida, molto vigorosa (ma soffre l’azione del vento). E’ alta fino a 1 metro. Il frutto è un baccello carnoso lungo 25 cm o più, che contiene da 3 a 10 semi appiattiti di colore verde o bruno.
I semi delle fave
Semina.E’ la prima leguminosa da seminare. Teme le temperature alte, ma riesce a resistere fino a 3-5 gradi sottozero. Emerge dal terreno in una-due settimane: per favorire la nascita, mettere a bagno in acquan tiepida i semi per 24-48 ore prima di interrarli. La durata del ciclo vegetativo è di 26 settimane, in caso si semina autunnale, e di 11 settimane in caso di semina primaverile.Si semina in autunno nelle regioni calde, per la produzione come primizia già in marzo-aprile. Inoltre in questo modo si evitano i danni di parassiti come l’afide nero, che in quel periodo ancora non è diffuso.Preferisce i terreni leggermente argillosi ma prospera praticamente ovunque. Il ph è preferibilmente alcalino.Nei piccoli orti la semina più diffusa è quella a postarelle di 3/4 semi, a distanza: 40×30, oppure 50×20 o 70×15 centimetri. La profondità di semina varia con le dimensioni dei semi. In genere ogni seme va interrato ad una profondità pario al doppio della sua altezza.Seme occorrente: 200 grammi per 10 metri quadrati di terreno.Non si usa seminare in vasetti da trapiantare, in quanto il vantaggio sarebbe inesistente: infatti la fava resiste benissimo al freddo e può essere seminata direttamente in campo.
Piantine di fave spuntate da qualche giorno
Concimazione.La fava, come anche i fagioli e le altre leguminose, si avvantaggia dell’attività dei batteri azoto-fissatori dei suoi tubercoli radicali, quindi non ha bisogno di azoto ed in genere sfrutta la concimazione residua delle colture precedenti. E’ utile arricchire il terreno con il compost, per l’azione arieggiante che questo esercita.
Cure colturali.Irrigazione, ed estirpazione delle erbacce. Quando spunta la quarta foglia di può eseguire la prima sarchiatura per ridurre le infestanti ed arieggiare il terreno. In concomitanza delle sarchiature si può eseguire anche una rincalzatura delle piante. (addossare allo stelo qualche centimetro di terra). Irrigare preferibilmente a scorrimento, evitare le irrigazioni a pioggia.Cimatura. Alcuni consigliano la cimatura: al momento della fioritura si toglie la punta della pianta (l’apice vegetativo), in questo modo si evitano le infestazioni degli afidi che si concentrano generalmente sulla punta, e si favorisce la fruttificazione.Cimare i getti al di sopra del quarto mazzetto di fiori. In questo modo i baccelli avranno a disposizione una quantità maggiore di linfa e cresceranno più vigorosi e saporiti.Tutori. Generalmente la fava non avrebbe bisogno di sostegni, ma se la zona è ventosa è indispensabile circondare la coltura con delle canne piantate a intervalli regolari e collegate da spaghi o fil di ferro, creando così un recinto di sostegno. Avvicendamento e consociazione.La fava è una coltura da rinnovo, che può precedere colture più impegnative anche grazie alla sua capacità di arricchire il terreno di azoto. Riesce meglio se coltivata vicina o insieme a lattuga e patata.
Una pianta di fava cimata sopra il quinto-sesto getto fiorale per evitarev l’invasione di afidi
Raccolta.Quando i baccelli misurano 6-8 centimetri si possono consumare cotti interi così some sono, come i fagiolini. Altrimenti attendere la maturazione, non oltre al momento in cui la piccola cicatrice di unione interna del singolo seme sta diventando bruna (aprire un baccello per verificare). Raccogliere con una leggera torsione verso il basso.La raccolta avviene solitamente, per il consumo fresco, quando i baccelli sono ancora teneri. La raccolta per la granella secca si effettua in giugno o luglio, quando i baccelli diventano scuri, senza aspettare che siano completamente secchi: in questo modo si attenua l’attacco del tonchio.La resa varia da 15 a 30 kg di seme secco per ogni 100 mq, e 50-60 kg di seme fresco sempre per 100 mq.
Nella foto: 3 tipi di fave, dal catalogo Ingegnoli. 182: “Aguadulce Supersimonia a lunghissimo baccello”. 185: “Olter Sciabola verde”. 189: “Superaguadulce selezione gigante Ingegnoli”
Conservazione.Lasciare maturare il baccello sulla pianta, poi estirpare la pianta ed appenderla a testa in giù. Oppure, conservare i baccelli secchi in una rete a maglie o nella carta per proteggerli dalla polvere e dai parassiti.Congelare le fave fresche dopo averle sgusciate e immerse per un paio di minuti in acqua bollente.
Varietà.Le più diffuse sono: Di Siviglia, D’Aguadulce e SuperAguadulce, Supersimonia, Sciabola Verde, Precoce d’Aquitania, Quarantina a grano violetto oppure a grano bianco.
Curiosità
.In Grecia questa pianta ebbe connessioni misteriose con l’aldilà. Pitagora ordinava ai suoi discepoli di non mangiare fave, poiché (sosteneva) all’inizio del mondo, uomini e fave erano nati dallo stesso seme. Inoltre Pitagora credeva nella trasmigrazione delle anime, e alcune scuole ispirate a lui insegnavano che le anime degli uomini trasmigravano proprio nelle fave.In alcuni paesi sopravvive l’uso, il giorno dell’Epifania, di servire un dolce nel quale è stata nascosta una fava: chi la trova diventa il Re della fava, comanda e dirige la festa. Questa usanza si ispira ai Saturnali, celebrazioni romane nelle quali il Re della fava era uno schiavo ma per la durata del banchetto comandava lui.I romani avevano in detto abstineto a fabis (astieniti dalle fave) che però ha un senso diverso dall’apparenza: il detto deriva dall’usanza di votare gettando un seme di fava nel contenitore preferito. Quindi il significato reale era: Stai lontano dalla politica.

Il fiore della fava è profumatissimo, da qui la credenza che dormire in un campo di fave faccia impazzire le persone.

Filari di fave

20 ottobre 2012

NOVEMBRE NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE e tecniche di protezione dal freddo

Le semine di NOVEMBRE nell’orto e tecniche di protezione dal freddo

Nel mese di novembre le possibilità di semine nell’orto si riducono moltissimo, e occorre scegliere con attenzione le verdure più resistenti al freddo. Dobbiamo considerare che, se al momento in molte zone della penisola le temperature sono ancora miti o comunque non scendono sotto i 10 °C se non in qualche rara notte, ben presto il freddo arriverà a colpire le nostre piante proprio nel momento del loro maggiore sviluppo

Nonostante ciò esiste un buon assortimento di ortaggi coltivabili, magari adottando qualche tecnica di protezione. Le più usate sono elencate nella tabella in basso. Resta inteso che la soluzione migliore sarebbe una serra, ma non sempre è disponibile e quando c’è, spesso, è di dimensioni molto ridotte.
Le fave sono molto resistenti al freddo

TECNICHE DI PROTEZIONE DAL FREDDO IN UN PICCOLO ORTO

1 Pacciamatura.La pacciamatura con telo nero ha lo scopo di catturare e mantenere il calore del terreno. Oltre ciò, diminuisce l’aggressione delle erbe spontanee. Una pacciamatura meno efficace ma utile per alberi e piante perenni si può ottenere accostando alla base delle piante foglie secche, trucioli, cartone, carta di giornale o altro materiale.
2 Tunnel di materia plasticaSi realizzano con archetti di filo di ferro abbastanza robusti (diametro minimo 3 mm) infissi nel terreno e ricoperti da telo plastico.Il telo più usato è quello in polietilene, che però degrada rapidamente, Un telo più resistente è il PVC (cloruro di polivinile) che limita la condensa. Infine esiste il telo EVA, cioè Etile Vinile Acetato che costa più caro ma può durare ed essere riutilizzato per diversi anni.Lo spessore ideale del telo di copertura è di 0,20 mm al nord e nella zona appenninica, 0,10-0,15 nrl resto della penisola.
3 Coperta di TNT (tessuto non tessuto). Rappresenta un rimedio provvisorio ma abbastanza efficace.
4 Barriere antiventoVanno costruite ai bordi delle coltivazioni, mantenendole basse per non togliere luce solare.
Piselli pronti al trapianto
Il momento miglioreEsistono anche argomenti a favore della coltivazione invernale. Tra questi, ricordo che i mesi autunnali e invernali hanno la piacevole caratteristica di vedere ridotta al minimo la necessità di irrigazione, e registrano la scomparsa della gran parte dei parassiti che d’esatte mordevano, rosicavamo e distruggevano i nostri ortaggi. Con il minor calore anche le malattie crittogamiche si riducono molto. Infine, le verdure che si possono mettere in campo in ottobre sono tutte quelle di più facile coltivazione.
Nelle zone più fredde si possono adottare delle protezioni, come i tunnel plastici
E’ l’ora delle fave e dei piselliFave e piselli resistono molto bene al freddo, e possono essere seminate tranquillamente in questo periodo. Non necessitano di particolari cure, se non l’eliminazione delle erbe infestanti che altrimenti le sommergerebbero. I piselli d’inverno non richiedono praticamente nessuna innaffiatura, e per quanto riguarda la concimazione, sia loro che le fave riescono a fissare autonomamente l’azoto presente in modo naturale nel suolo, sicché potrete limitare le concimazioni all’apporto di un granulare per orto solo all’inizio della primavera, quando le piante accenneranno al risveglio ed alla emissione dei fiori.
Spinaci
Ortaggi molto resistenti al freddoOltre alle fave ed ai piselli ci sono molte altre piante resistenti al freddo. Ecco qui un piccolo elenco degli ortaggi MOLTO resistenti: Aglio
Asparago
Cardo
Cavolo di Bruxelles, Cavolo Cappuccio, Caviolo Verza o di Milano, Cavolo nero o Cavolo penna o Cavolo Toscano
Fava
Fragola
Porro
Radicchio
Rapa
Spinacio
Le fragole resistono al freddo e fruttificano già dalle fine di aprile
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
I cavoli broccoli possono essere coltivati anche l’inverno. Scegliete varietà adatte
Ecco qui sotto la Tabella delle semine di NOVEMBRE. Ricordo che sono possibili anche i TRAPIANTI di piantine già cresciute, ottenute dalle semina di settembre-ottobre.
SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI NOVEMBRE
Ortaggio Temperature Operazioni all’aperto
Minima di germina zione C° Media di crescita
Operazione
(S= Semina T= Trapianto)
Aglio (spicchi) 15-20 S
Asparago (radici) 15
Bieta a coste
e erbette
15 15-20 T
Carciofo 30 15-20 T
Carota 25.30 15-20 T
Cavolo broccolo 30 15-20 T
Cavolo cappuccio 25-30 15-20 T
Cavolfiore 30 15-20 T
Cavolo verza 25-30 15-20 T
Cicoria da taglio 20-25 15-20 S
Cicoria rossa
o radicchio
20-25 15-20 T
Cima di rapa 25 15-20 S
Cipolla invernale 25-30 15-20 S
Fave 25-30 15-20 S
Finocchi 20-25 15-20 T
Indivia riccia
e scarola
20-25 15-20 T
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 ST
Lattuga romana 20-25 15-20 T
Prezzemolo 15-20 15-20 ST
Rapa 25-30 15-20 T
Rucola 15 15-20 ST
Spinacio 15-20 15-20 ST
Valeriana 15 15-20 S
Radicchio rosso

03 novembre 2011

Novembre nell’orto. Tabella delle semine

Le semine dell’orto di NOVEMBRE all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane.
Occorre sfatare il luogo comune in base al quale il tardo autunno e l’inverno le coltivazioni orticole diventano impossibili, e questo periodo viene destinato al riposo della terra. Nei piccoli orti, ben compostati e concimati, l’antica misura di sottoporre a riposo la terra diventa superflua. Una volta liberata la terra dalle coltivazioni estive, potete dare inizio a quelle invernali che vi ricompenseranno con ortaggi prelibati nei nesi da febbraio ad aprile, quando i banchi dei mercvati si riempiono di prodotti per lo più coltivate nelle serre di paesi sconosciuti.
Il mese di novembre è ottimo per la semina delle fave da raccogliere in primavera.
Mentre siamo impegnati nella raccolta degli ultimi prodotti estivi, non dobbiamo tralasciare di rimpiazzare con delle verdure invernali tutti gli spazi vuoi che si vanno creando. Questo specialmente se il nostro orto è piccolo; se invece avete un orto grande, potete lasciare ancora in terra i peperoni e altre verdure che continueranno ad essere produttive fino a dicembre.
Anche i piselli sono un ortaggio che può superare bene l’inverno; se seminati in novembre daranno i primi frutti all’arrivo della primavera.
Calendario delle semine e zone climaticheL’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole.
Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni;
zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni.
E’ il momento di diradare le cime di rapa, lasciando una sola piantina per ciascun vasetto. La prudenza suggerisce di fare l’operazione in più riprese: la prima volta si lasceranno dueo tre piantine. l’ultima volta solo la migliore.
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.Ricapitolando, una volta stabilito che gli spinaci si seminano da agosto a novermbre, prima di piantarli nel vostro orto verificate che le temperature specifiche corrispondano almeno con qualche approssimazione a quelle indicate in tabella. In agosto potrebbe essere ancora troppo caldo, in novembre potrebbe essere già troppo freddo.Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
E’ il momento di raccogliere zucche di ogni dimansione, che si sono lasciate ad asciugare sul campo.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendfre sotto i 5 gradi. Invece la coltivazion e in serra calda si porebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buoina esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.
Le rose maturano i loro semi.
Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Novembre.LEGENDAZona: 1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isoleOperazione: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE NELL’ORTO DI NOVEMBRE

Ortaggio Temperature All’aperto Serra fredda Serra calda
Minima di ger- mina- zione C° Media di crescita
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Agretto 20 10-20 345 S 345 S 12345 S
Aglio (spicchi) 15-20 345 ST 345 ST 12345 T
Basilico 20-25 25 45 ST 345 T 12345 ST
Carota 25-30 15-20 45 S 345 S 12345 ST
Cavoli broccoli 30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cavoli cappucci 25-30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cavolfiori 25-30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cavoli verza 25-30 15-20 345 T 12345 T
Cicoria a cespo 20-25 15-20 12345 T
Cicoria indivia riccia o scarola 20-25 15-20 12345 T
Cicoria rossa 20-25 15-20 123455 T
Cime di rapa 25 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Cipolle giorno breve 25-30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cipolle bulbilli 25-30 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Fave 25-30 15-20 2345 S 12345 S 12345 S
Finocchi 20-25 15-20 2345 T 2345 T 12345 T
Fragole 6 10 2345 T 12345 T 12345 T
Lattuga da taglio 20-25 15-20 345 ST 2345 S 12345 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Lattuga romana 20-25 15-20 345 T 345 T 12345 T
Piselli e Taccole 5 Inferiore a 15 2345 S 12345 S 12345 S
Prezzemolo 15-20 15-20 2345 T 12345 T 12345 T
Rapa 25-30 15-20 2345 T 12345 T 12345 T
Ravanello 20-25 15-20 2345 T 12345 ST 12345 ST
Rucola 15 15-20 2345 T 2345 T 12345 T
Spinacio 15-20 15-20 2345 ST 2345 ST 12345 ST
Valeriana 15 15-20 2345 ST 2345 ST 12345 ST
A novembre in molti orti continua la raccolta dei peperoni.

11 dicembre 2012

COLTIVARE LE LATTUGHE INVERNALI

Coltivare la lattuga invernale

La lattuga è un ortaggio gustoso e di facile coltivazione, che può dare verdura fresca anche nei mesi invernali. Occorre, però, fare attenzione alle varietà che si coltivano, perché sono legate alle stagioni. Esistono varietà di lattughe estive ed autunnali, come anche primaverili ed invernali. In questo post parliamo di quelle invernali, in favore di chi volesse cominciarne da subito la coltivazione

La lattuga è tra gli ortaggi più coltivati, e ne esistono in commercio centinaia di varietà. Sostanzialmente possiamo dividerle tutte in tre grandi gruppi: Le lattughe a cespo, quelle romane e quelle da taglio.
Lattuga Canasta
La lattuga a cappuccio ha un cespo globoso, compatto, con foglie avvolgenti; il cappuccio può essere più o meno consistente, a seconda della varietà.
Le lattughe romane hanno il cespo eretto, allungato verso l’alto e più o meno serrato.
Le lattughe da taglio hanno un cespo aperto, privo di palla, con le foglie disposte a rosetta. Si possono seminare quasi tutto l’anno, ma nei mesi invernali vanno sistemate in coltura protetta. Si usa coltivare la lattuga da taglio in vasi o contenitori che rendano più agevole la raccolta, ma può essere coltivata anche in piena terra curando molto la livellazione del piano di semina.
Piantine di Canasta pronte al trapianto
Per quanto riguarda le lattughe a cappuccio e quelle romane, le varietà precoci a giorno corto si possono seminare in serra da novembre a febbraio. La semina si può fare direttamente in terra oppure in vivaio, trapiantando poi le piantine ottenute. Per i nostri orti invernali il consiglio è di acquistare delle piantine già pronte, che costano pochissimi centesimi ed evitano quel lavoro stressante e complicato consistente nel produrre delle piantine d’inverno, a meno che si possieda una serra riscaldata. Le piantine acquistate sono sane e robuste e possono essere messe in campo predisponendo una protezione per il freddo notturno e le eventuali gelate.
Lattuga White Boston
A seconda della zona d’Italia in cui si vive, sarà possibile una protezione sommaria con la stesura sulle piante di un telo di tessuto non tessuto nei momenti più freddi, o con l’installazione di piccoli tunnel consistenti in telo PVC steso su archetti metallici. Può essere utilissimo pacciamare il terreno con del telo plastico nero, che di giorno assorbe la luce solare e riscalda il terreno (oltre a contrastare la crescita delle erbe infestanti).Poche piante possono essere protette di notte coprendole con cappucci di plastica, vasi rovesciati, o anche, quando le piantine sono ancora piccole, coprendole con delle bottiglie di plastica tagliate a metà in modo da formare una piccola campana protettiva.
Lattuga Regina dei Ghiacci
Le varietà coltivate in questo modo si raccolgono da gennaio a marzo, assicurando verdure fresca durante l’inverno. L’irrigazione può essere decisamente ridotta o annullata. Anche la concimazione va ridotta perché il metabolismo rallentato della pianta n on consente lo sfruttamento del concime apportato. Anzi, è possibile che i nitrati restino nella pianta e si trasferiscano al nostro organismo., Per questo, d’inverno è opportuno non raccogliere l’insalata se non sono trascorsi almeno 20-30 giorni dall’ultima concimazione.
Lattuga Meraviglia delle 4 stagioni
Il terreno deve essere preparato con una vangatura: se quella parcella è stata concimata nella primavera precedente non occorre apportare altro concime, come pure non serve concimare se il terreno viene coltivato per la prima volta e non si tratta di un terreno sabbioso povero. Negli altri casi potete spargere, prima della vangatura, dello stallatico pellettato (200-300 gr per mq) o del granulare comune da orto, 100 gr per mq.
Lattuga Redcross
Lavorando il terreno formate delle prode rialzate sulle quali pianterete la lattuga, in modo che le eventuali piogge non mandino le piantine sottacqua. E’ consigliabile coprire le prode con del telo nero e usare piantine allevate in vivaio per l’impianto.
Lattuga romana verde d’inverno
Acquistando le piantine già pronte presso i garden center non avrete il problema di badare alla varietà perché certamente saranno piantine adatte alla stagione; purtroppo potrà accadere che non sappiate neppure di quale varietà si tratta, perché spesso non viene segnalata.
Allevando le piantine in proprio si ha il grande vantaggio di poter scegliere tra moltissime varietà, anche se bisogna mettere in bilancio i possibili insuccessi; tra le piantine ottenute scegliere sempre solo le migliori, perché quelle piccole fin dall’inizio resteranno tali fino alla fine del loro ciclo vitale.
Le piantine si trapiantano quando hanno 5-6 foglie e sono alte almeno 5-7 cm. Per chi vuole seguire le fasi lunari, la lattuga a cespo o quella romana si seminano e si trapiantano in luna calante, per contrastare la fioritura precoce.
Bisogna notare però che ogni squilibrio può indurre la fioritura precoce: temperature di coltivazione più alte o più basse di quanto previsto per le lattughe (che deve essere compresa tra i 15 e i 20 °C) come pure irrigazioni irregolari inducono facilmente nelle piante il fenomeno.
Lattuga Cocarde
Alcune varietàCanasta
Adatta a coltivazioni primaverili, estive o autunnali. Cespo di buone dimensioni, foglie esterne rosso-vinato, ondulate, bollose, frastagliate.White Boston
Semina da gennaio-febbraio.Regina dei ghiacci
Semina da gennaio-febbraio.Redcross
Si semina anche d’inverno, sotto tunnel, per primizia. Cespi di 400-550 grammi. Buona resistenza alla salita a seme.Rossa di Trento, o Ubriacona
Ottima per le coltivazioni sotto tunnel.Lattuga romana verde d’inverno
Testa serrata, molto voluminosa, resistente ai freddi. Semina autunnale, raccolta invernale-primaverile.Cocarde
Simile alla Foglia di quercia, verde scuro con sfumature sul ciano. Si coltiva tutto l’anno.Lollo rossa (Gentilina)
Cespo compatto, foglie arricciate, tenere, croccanti. Si semina sotto tunnel a fine inverno.Inoltre: Appia, Florion, Verian, Perlane, Meraviglia d’inverno, Meraviglia delle quattro stagioni, ecc.
Lattuga Lollo o Gentilina

27 novembre 2012

DICEMBRE NELL’ORTO. CHE COSA SEMINARE

Le semine nell’orto di dicembre

A seconda delle diverse zone climatiche è ancora possibile proseguire le semine nell’orto, per le varietà più adatte alla stagione e più resistenti al freddo. iIn questo post tutte le semine dell’orto all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane

E’ possibile anche effettuare alcune semine al riparo, e naturalmente i fortunati possessori di una serra calda avranno una vasta gamma di opzioni disponibili. La tabella pubblicata in questo post tiene conto di tutte queste differenze. Consultandola noterete come nelle zone più fredde, non si possa seminare né trapiantare praticamente niente all’aperto, mentre nelle zone più temperate le semine possibili al riparo o anche all’aperto sono ancora molte. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.

Le fave si possono seminare anche in dicembre
Calendario delle semine e zone climatiche

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole.

E’ ora di iniziare in casa o su una veranda riscaldata un piccolo vivaio con pomodori, peperoni, melanzane da trasferire in terra (sotto tunnel) da fine febbraio o in serra già da gennaio
Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni.
Le varietà invernali di lattuga si possono trapiantare anche in dicembre.
Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto. Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

Le cipolle invernali si seminano trapiantano anche in dicembre

Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

Le aromatiche si preparano a superare l’inverno. La menta dopo la fioritura si spoglia, per riprendere colore in primavera.
Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di dicembre.LEGENDA
Zona
: 1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto
SEMINE NELL’ORTO DI DICEMBRE
Ortaggio Temperature All’aperto Serra fredda Serra calda
Minima di germina- zione C° Media di crescita
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Agretto 20 10-20 345 S 345 S 12345 S
Aglio (spicchi) 15-20 345 T 345 T 12345 T
Cavoli broccoli 30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cavoli cappucci 25-30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cavolfiori 25-30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cavoli verza 25-30 15-20 345 T 12345 T
Cicoria a cespo 20-25 15-20 12345 T
Cicoria indivia riccia o scarola 20-25 15-20 12345 T
Cicoria rossa 20-25 15-20 123455 T
Cime di rapa 25 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cipolle giorno breve 25-30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cipolle bulbilli 25-30 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Fave 25-30 15-20 2345 S 12345 S 12345 S
Fragole 6 10 2345 T 12345 T 12345 T
Lattuga da taglio 20-25 15-20 345 S 2345 S 12345 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Peperoni 25-30 25 12345 S
Piselli e Taccole 5 Inferiore a 15 2345 S 12345 S 12345 S
Prezzemolo 15-20 15-20 2345 T 12345 T 12345 T
Rapa 25-30 15-20 2345 T 12345 T 12345 T
Ravanello 20-25 15-20 2345 T 12345 ST 12345 ST
Rucola 15 15-20 2345 T 2345 T 12345 T
Spinacio 15-20 15-20 2345 T 2345 T 12345 T
Valeriana 15 15-20 2345 ST 2345 ST 12345 ST
Zucchino 15 25-30 12345 S
Dicembre è il mese adatto a ripulire l’orto e preparare le aiuole per le semine primaverili.

28 novembre 2011

Dicembre nell’orto. Tabella delle semine

Le semine dell’orto all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane
A seconda delle diverse zone climatiche è ancora possibile proseguire le semine nell’orto, per le varietà più adatte alla stagione e più resistenti al freddo. E’ possibile anche effettuare alcune semine al riparo, e naturalmente i fortunati possessori diu una serra calda avranno una vasta gamma di opzioni disponibili. La tabella pubblicata in questo post tiene conto di tutte queste differenze. Consultandola noterete come nelle zone più fredde, non si possa seminare né trapiantare praticamente niente all’aperto, mentre nelle zone più temperate le semine possibili al riparo o anche all’aperto sono ancora molte. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.
Le fave si possono seminare anche in dicembre
Calendario delle semine e zone climaticheL’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole.
Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni.
Le varietà invernali di lattuga si possono seminare anche in dicembre.
Temperatura minima di germinazione e media di crescitaL’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto. Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Le cipolle invernali si seminano anche in dicembre
Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.
I piselli sono un ortaggio che si semina tipicamente nei mesi autunno-invernali.
Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Novembre.LEGENDA
Zona
: 1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto
SEMINE NELL’ORTO DI NOVEMBRE
Ortaggio Temperature All’aperto Serra fredda Serra calda
Minima di germina- zione C° Media di crescita
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Zona Opera
zione
Agretto 20 10-20 345 S 345 S 12345 S
Aglio (spicchi) 15-20 345 T 345 T 12345 T
Cavoli broccoli 30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cavoli cappucci 25-30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cavolfiori 25-30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cavoli verza 25-30 15-20 345 T 12345 T
Cicoria a cespo 20-25 15-20 12345 T
Cicoria indivia riccia o scarola 20-25 15-20 12345 T
Cicoria rossa 20-25 15-20 123455 T
Cime di rapa 25 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cipolle giorno breve 25-30 15-20 345 T 2345 T 12345 T
Cipolle bulbilli 25-30 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Fave 25-30 15-20 2345 S 12345 S 12345 S
Fragole 6 10 2345 T 12345 T 12345 T
Lattuga da taglio 20-25 15-20 345 S 2345 S 12345 S
Lattuga a cappuccio varietà di stagione 20-25 15-20 345 ST 2345 ST 12345 ST
Peperoni 25-30 25 12345 S
Piselli e Taccole 5 Inferiore a 15 2345 S 12345 S 12345 S
Prezzemolo 15-20 15-20 2345 T 12345 T 12345 T
Rapa 25-30 15-20 2345 T 12345 T 12345 T
Ravanello 20-25 15-20 2345 T 12345 ST 12345 ST
Rucola 15 15-20 2345 T 2345 T 12345 T
Spinacio 15-20 15-20 2345 T 2345 T 12345 T
Valeriana 15 15-20 2345 ST 2345 ST 12345 ST
Zucchino 15 25-30 12345 S
Dicembre è il mese adatto a ripulire l’orto e preparare le aiuole per le semine primaverili.

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