Bergogliadi: il “rispetto devozioniale” per la Corona del Rosario

foto 1foto 2https://i2.wp.com/www.agerecontra.it/public/pres30/wp-content/uploads/2013/10/foto-31.jpg

Qui troverete la verità dei fatti

—————o0o—————-

Una riflessione cattolica sulla guerra

albrecht-dc3bcrer-the-four-horsemen-apocalypse-probably-1497-98-painting-artwork-printdi Pietro Ferrari
Siamo vicini alla Terza Guerra Mondiale o “solo” all’ennesima scossa di assestamento del Nuovo Ordine Mondiale? Usraele attacca o sta per attaccare la Siria, Eurolandia agonizzante come sempre non pervenuta. ONU inutile da sessanta anni. Certo come in Libia, le Forze del Bene con ancora al petto le medagliette scintillanti della pace che si sono autocucite, avendo invano delegato ad una canaglissima congrega di tagliagole di depredare, distruggere e abbattere un regime laico e nazionalsocialista della tradizione baathista, ora inventano finte prove per condurre una guerra giusta. Ma che dico “guerra giusta”?! Una “missione umanitaria”, una interposizione rivolta ad un “keep-enforcing”, ma la guerra mai. Quella è roba barbarica tra eserciti che si guardano in faccia, mica una trovata sublime gestita con armi chimiche ed uranio impoverito, mani di velluto e testate nucleari. Il tronfio trionfo di madama Ipocrisìa, mentre ricorrenti tamburi echeggiano a stordire il placido e fallace progetto onusiano della Pace, quando la geopolitica mostra come nel caso specifico, le Forze del Bene non possono permettersi che vi sia uno Stato sovrano amico dell’Iran, con una Banca Centrale non in mano ai Rothshild, uno Stato finanziatore dei libanesi di hezbollah, uno Stato imminente hub di gasdotti sotto lo sguardo severo del risorto Zar, che a Tartus non può rinunciare essendo nel Mediterraneo, porto strategico.

<strong>I cristiani sono oggetto di pulizia etnica da quasi due anni, mentre in Vaticano ci si gingilla tra digiuni ed indifferenza equidistante, non come ai tempi delle Encicliche in difesa delle persecuzioni messicane</strong>. Ma come giudicare il fenomeno antico ma sempre attuale della Guerra? Guerra “sola igiene del mondo” come voleva Filippo Tommaso Marinetti in compagnìa di un variegato filone bellicista che abbraccia De Maistre ed Hobbes, oppure sciagura suprema “senza se e senza ma”, come vorrebbe il vastissimo mondo pacifista che va dagli anarchici ai cattogandhisti? La guerra è necessaria ed in guerra tutto è permesso oppure non esiste mai una guerra giusta? La Chiesa come si è posta in questo cruciale dilemma? Tra kantismo utopico e machiavellismo cinico, tra gli idealisti bellicosi e l’idealismo bellico, perché se è vero che i cristiani non sono “del mondo” è pur vero che devono vivere”nel mondo”. La tensione irriducibile tra le astrazioni di purezza e il cinismo amorale si risolve nel realismo cristiano: la guerra può e deve essere contenuta ed evitata ma non è estirpabile da questo mondo così imperfetto, caduco, abitato da persone tutte aventi il fardello del Peccato Originale. La guerra come extrema ratio e con modalità determinate, anche perché Gesù non solo venne a “portare la spada” ma a dare una Pace che non è “quella che dà il mondo”, promettendo beatitudine ai “pacifici”, non ai pacifisti oltranzisti. Vediamo in modo sintetico come il tema è stato trattato nel corso dei secoli.

Sant’Agostino nel De Civitate Dei (lib. 19) insegna come: “Il fine della guerra giusta è la pace e cioè la disposizione di ogni cosa secondo i principii della legge naturale e divina: la tranquillità nell’ordine, non solo quindi pace tra gli uomini ma soprattutto pace degli uomini con Dio (come ebbe ad insegnare lo stesso Pio XI: “Pax Cristi in Regno Cristi”) e deve essere dichiarata da una autorità competente a seguito di una colpa da punire e con una retta intenzione tesa ad evitare mali maggiori. Qualcosa mi suggerisce che il Vescovo di Ippona non avrebbe benedetto le guerre del Nuovo Ordine Mondiale, iniziate in pompa magna contro la Serbia nel 1999 ed ora dirette in Siria.

Il più santo tra i dottori e il più dottore tra i santi, cioè San Tommaso d’Aquino (II II q 40) si espresse sulla liceità anche della guerra offensiva, quando un male peggiore della stessa sia motivo della stessa o per legittima difesa, ma occorre che la guerra sia diretta alla sottomissione dello Stato in torto ma non alla sua distruzione o alla sua resa incondizionata. Se il fine della guerra è la pace, in buona sostanza, bisogna poi concluderla con Trattati il più possibile tesi ad armonizzare le volontà per evitare nuovi conflitti. Appare evidente invece come la sola volontà di potenza e di sopraffazione siano generatori di una guerra infinita. La guerra difensiva è giusta e moralmente lecita se diretta a tutelare un diritto minacciato o a difendere un diritto leso e in questo caso la guerra è solo in apparenza offensiva, ma sempre che siano state esaurite le vie politiche e diplomatiche per risolvere la questione o le questioni. Clemente IV, amico dell’aquinate, scomunicò Corradino di Svevia dalla Cattedrale di Viterbo, disponendo l’Interdetto per tutte le città che lo avrebbero accolto.

La Chiesa, dopo anni di violenze da parte degli arabi mussulmani, benedisse e promosse le Crociate e gli ordini monastico-cavallereschi, per difendere i pellegrini dal diritto di visitare i Luoghi Santi, mentre San Bernardo di Chiaravalle così si esprimeva sulla loro liceità nel De Laude Novae Militiae: “ … i cavalieri di Cristo non peccano se uccidono il nemico ma ne ricevono gloria”. Insomma se la guerra è un male, può non essere il peggiore dei mali e può, anzi, deve essere combattuta se è giusta, necessariamente però e comunque a certe condizioni. La Legittima Difesa che vale per il singolo soggetto, nella medesima misura vale per lo Stato. San Pio V e Maria di Nazareth Regina delle Vittorie, infatti vollero il magnifico sacrificio di Lepanto, mentre Pio IX, definì sacrilega l’invasione della Città Santa e con l’Enciclica Respicientis dichiarò ingiusta, violenta, nulla e invalida, l’occupazione italianaerano incorsi nella maggiore scomunica e nelle altre censure e pene ecclesiastiche non solo coloro che avevano perpetrato l’invasione, l’usurpazione e l’occupazione dello Stato Pontificio, ma anche i loro mandanti, i loro fautori, i loro coadiutori, i loro consiglieri”. Tale dottrina che distingue la guerra giusta da quella ingiusta è confermata infallibilmente anche dal Catechismo di San Pio X – (spiegazione di C.T. Dragone S.S.P).: “Quando la guerra è giusta il soldato può uccidere il nemico senza peccato. Chi viene mobilitato non è tenuto a far ricerche se la guerra è giusta o meno ma ne è obbligato chi si arruola volontario”. Anche Leone XIII con il Magistero Ordinario della Quod Multum lodò gli ungheresi che guerreggiarono contro gli islamici per salvare la loro patria e con l’Enciclica Caritatis esaltò le “splendide battaglie” in cui i polacchi furono “difensori, e fedelissimi, della religione e della stessa civiltà”. Durante la Guerra Civile Spagnola, Pio XI, nella Allocuzione ai Rifugiati Spagnoli del 14 settembre 1936, esclamava: “La Nostra benedizione si volge in modo speciale a quanti si sono assunto il difficile e pericoloso compito di difendere e restaurare i diritti e l’onore di Dio e della Religione”. Il progresso tecnologico e la secolarizzazione hanno però trasformato la Guerra in qualcosa di diverso da quelle che venivano sospese dalle “tregue di Dio” o evitate dalla comune riverenza verso il Papa, padre dei Re cristiani che oggi viene scimmiottato dai Segretari dell’Onu.

Con la fine degli Stati Cattolici, anche la scomunica perde la sua vis deterrente essendo una pena rivolta a sovrani cattolici che teoricamente devono riconoscere una supremazia al Papa, anche indirettamente nel dominio temporale. Una scomunica sarebbe anche oggi sempre possibile per i soldati cattolici che partecipano ad una guerra ingiusta, ma evidentemente una tale pena metterebbe il cittadino che subisce una coscrizione obbligatoria, in condizioni di pericolo in quanto dovrebbe diventare disertore. L’eroismo non può essere imposto a tutti e probabilmente la presenza dei cappellani militari, viene incoraggiata dalla Chiesa proprio per salvare il salvabile nella coscienza dei soldati che a loro ricorrono.

Il coinvolgimento eccessivo rispetto al passato dei civili nei conflitti diventa un problema insormontabile, che fu denunciato da Pio XII in un Radiomessaggio del 1943, definendo chiaramente come nefasta un’abitudine di tutte le guerre contemporanee: “Sono da condannarsi i bombardamenti aerei massicci, non limitati ad obbiettivi militari e strategici, come pure l’uso distruttore e indiscriminato della bomba atomica e di armi simili”. Pertanto anche una guerra giusta può essere combattuta in modo illecito e criminale, laddove una ingiusta lo rimane anche se combattuta in modo corretto. Nel Novecento, come ricordato anche da altri siti cattolici, il gesuita Angelo Brucculeri identificava cinque condizioni in base alle quali la guerra “può essere permessa ed avere un suo valore etico”: Auctoritas principis (solo il potere sovrano ha diritto di dichiarare la guerra), Iusta causa (ovvero la necessità di difendere un diritto di sommo rilievo, il diritto all’esistenza, alla libertà, al proprio territorio, ai propri beni, al proprio onore; la causa deve proporzionarsi ai gravi mali, che si affrontano nella guerra, deve essere certa, deve esservi fondata speranza che i vantaggi prevarranno sui danni), Ultima ratio (se sono falliti i mezzi pacifici di soluzione della controversia), Intentio recta (l’intenzione dei belligeranti, dice S. Tommaso, deve essere di fare il bene e schivare il male), Iustus modus (l’uso della violenza deve essere diretto contro le forze armate nemiche, tutto ciò che non è richiesto per la rivendicazione del diritto è illecito). A questo punto le “guerre preventive”, per pericoli o minacce ipotetiche o quelle “umanitarie” per tutelare i “diritti dell’uomo”, rientrano nel novero delle guerre giuste? Vi è il rischio di valutazioni soggettive, capziose ed arbitrarie non conformi al diritto naturale ma al mero interesse egemonico o a costruzioni ideologiche. Quali (spesso supposti) diritti umani non possono essere calpestati e in che modo? Quale autorità morale e superiore è legittimata a decidere quando ciò avviene? Un mondo che ha rifiutato il Signore della Pace che è pure il Signore degli Eserciti, non troverà se non “pianto e stridore di denti”, terribilmente preannunciati dalle guerre ingiuste combattute in modo criminale.

Fonte:

http://radiospada.org/2013/09/una-riflessione-cattolica-sulla-guerra/

————o0o————

Grido di dolore dei Cattolici: Manifesto-appello sulla Sede Vacante

di Redazione

Il Prof. Franco Damiani, stimato e conosciuto docente Cattolico fedele alla Tradizione da molti anni, ha redatto, in qualità di Addetto Stampa del Circolo Christus Rex, un grido di dolore che, nelle intenzioni, vuole essere esteso indistintamente a tutti coloro che, avendo compreso lo stato di grave crisi nella Chiesa che viviamo, almeno a partire dal Concilio Vaticano II, constatano per conseguenza diretta e parallela la vacanza della Sede Apostolica. E’ un grido di dolore che, comunica comunque la certezza evangelica, nonostante l’eresia e l’immoralità stiano dilagando, che le porte degli Inferi non prevarranno sulla Chiesa, che rimarrà nei suoi caratteri visibili, Una, Santa, Cattolica e Apostolica fino alla fine dei tempi.

E’ possibile sottoscrivere il documento inviando una e-mail a christusrex@libero.it indicando Nome, Cognome, indirizzo e numero di telefono.

Ascoltate il Video della lettura del Manifesto-Appello, registrato a Paese (TV) dopo la S. Messa di domenica 1 Settembre 2013, XV^ dopo Pentecoste: http://livestre.am/4BayK

————–o0o————–

Il “papa” de noantri

Interessante presa di posizione del noto scrittore Rino Cammilleri per Antidoti (non è sedevacantista, ma neppure cieco…n.d.r.)
di Rino Cammilleri
Compito primario del Vicario di Cristo è convertire la gente, non essere simpatico a tutti i costi

L’ultimo di luglio mandai questa “risposta” a un articolo di Feltri sul «Giornale». Ma la condanna di Berlusconi ne impedì la pubblicazione per mancanza di spazio.
IL PAPA DE NOANTRI
Caro Vittorio,
hai fatto bene, il 31 u.s., a elogiare lo stile semplice e alla mano del nuovo papa. In effetti, la tua simpatia è condivisa da un sacco di gente del Terzo Millennio. Tuttavia, la tua tirata sui «papi di prima» mi ricorda quella canzone di Luigi Tenco che faceva: «Signor curato, hai detto che la chiesa è la casa dei poveri, però l’hai rivestita di tende d’oro e marmi colorati; come fa il povero a sentirsi come a casa sua?». Nella sua demagogia marxistico-sessantottina il cantautore suicida avrebbe voluto che il povero trovasse pure in chiesa lo squallore di casa sua, così da dover tenere il muso sempre chino nel brago senza mai portarlo alzare al cielo, a quello splendore che attende nell’Altra Vita gli sfortunati di Questa e di cui lo sfarzo delle chiese era figura (segno, promessa, speranza).
Ma tu, pur non credente come ti dichiari, sei indenne dal qualunquismo materialista Anni Settanta, perciò lo sai bene che la Regina d’Inghilterra si presenta, tutt’oggi, al Parlamento con la corona (e che corona!) in testa, lo scettro, lo strascico e i paggi. E gli inglesi, che non sono certo baluba, sanno perfettamente distinguere tra l’ottantenne Elizabeth Windsor e il Capo del Commonwealth nonché della Chiesa d’Inghilterra.
Tu dirai che stiamo parlando di un regno millenario che è stato anche l’impero più vasto della storia. Sarebbe facile rispondere che la Chiesa Cattolica è bi-millenaria, e che il suo Capo è anche Pontefice, cioè ha ereditato la carica suprema che fu dell’Imperatore Romano, il che ci porta indietro di un ulteriore millennio. Ma se non ti piacciono i re e le monarchie, va a vedere nella capitale americana (una repubblica che ha solo due secoli) l’enorme affresco non a caso intitolato «Apoteosi di George Washington», opera dell’italiano Brumidi e ricoprente la volta del Capitol (i.e. Campidoglio, perché gli americani ci invidiarono fin da subito Roma e la sua storia), in cui il primo presidente statunitense (che non era neppure nobile, però vestiva come un sovrano europeo e portava una dentiera fatta coi denti di schiavi negri) è raffigurato mentre sale nell’Empireo circondato da tutte le divinità dell’Olimpo.
Tu trovi ridicole le scarpe rosse dei papi prima dell’attuale e dici che se ti presentassi in redazione con calzature del genere tutti sghignazzerebbero. Tuttavia, io stesso ho visto in redazione seri giornalisti con gli occhiali rosso magenta, alla Mughini, e pantaloni dello stesso colore, alla Lerner. Perché dovrebbero ridere solo per un paio di scarpe? Eppure dovresti saperlo che l’abito del papa ha colori simbolici: il bianco della «veste della follia», con cui Erode rivestì Cristo, il rosso della porpora di cui Gesù fu coperto (colore del sangue ma anche regale, perché Cristo è il Re dei Re). I preti vestono di nero per distinguersi come persone consacrate e i cardinali di rosso per indicare la disposizione al martirio.
Dirai che sono cose superate, cose da Medioevo, cose dei tempi in cui l’abito faceva il monaco e costituiva una «card» di presentazione (gli aderenti a una corporazione dovevano portarne l’abito, come si vede nei ritratti di Dante, che faceva lo speziale). Tuttavia, ancora oggi i militari e i poliziotti vestono un abito speciale, e così i magistrati. Perfino i commessi di McDonald’s ne hanno uno, e nessuno ci trova nulla di strano. I segni e i simboli sono importanti, come non si stanca di ripetere nei suoi romanzi-bestseller planetari Dan Brown, anche se la gente non li capisce più (ma basterebbe spiegarglieli).
Per questo san Pio X dietro al letto «da papa» nell’appartamento vaticano si fece approntare un pagliericcio, nel quale effettivamente dormiva. Un altro papa santo, Pio V, sotto le vesti pontificali portava il rozzo saio francescano, che non tolse mai (potrei moltiplicare gli esempi, ma mi manca lo spazio). Però in giro si faceva portare sulla sedia gestatoria, quel palanchino che tu trovi ridicolo. Reggere il quale era un onore riservato solo ai gentiluomini più nobili di Roma, che non erano certo dei poveracci costretti alla faticata. Perfino il «predecessore d’immagine» di papa Francesco, il beato Giovanni XXIII, lo usava, con tanto di flabelli piumati attorno. Ed era il «papa buono», uno che «parla come mangia», adorato dalle folle per la sua bonomia. Tuttavia, il popolo sapeva bene che su quella sedia sopraelevata non c’era Giuseppe Roncalli, bensì il Vicario di Cristo, Cristo Re, Re dei Cieli, sì, ma anche dell’umanità pellegrina sulla terra.
Così come la gente, anche la più umile, sa bene che l’immaginetta che sta baciando è solo «figura» della Madonna, dei Santi, di Gesù. Un papa «vecchio stile», come Pio XII, non esitò a sporcarsi di sangue tra le macerie dei bombardamenti di San Lorenzo, e il popolo romano non a caso si rivolse a lui, il più ieratico dei papi, quando tutti gli altri erano scappati.
Certo, un papa «d’immagine» è quel che serve ai nostri tempi, e Francesco sembra averlo capito. Tuttavia, compito primario del Vicario di Cristo è convertire la gente, non essere simpatico a tutti i costi. A te sta simpatico, bene. Ma non mi pare che ti abbia convertito.
Comunque, la Grazia usa vie misteriose, e chissà che, tramite il «papa simpaticone», non si infili anche nel tuo cuore.

Nota di BastaBugie: per vedere gli articoli che abbiamo pubblicato fino ad oggi su Papa Francesco, clicca qui
http://www.bastabugie.it/it/ricerca.php?testo_ricerca=papa_francesco

Fonte: Antidoti, 09/08/2013

—————–o0o—————–

-o0o-

Il male assoluto è un vecchio di cent’anni

di Marcello Veneziani

Il Male Assoluto è un vecchio che domani compie cento anni alle porte di Roma. Si chiama Erich Priebke e sulle sue vecchie spalle regge ormai da solo il peso cosmico dell’Orrore Universale.
Celebri torturatori, capi spietati di polizie segrete che hanno compiuto crimini orrendi, truci infoibatori con pensione elargita dallo Stato italiano, capi di Stato che ordinarono milioni di vittime, vissero e morirono serenamente e riposano nelle segrete dell’oblio. Resta invece solo lui, nei secoli Imputato, per lui i processi si rifecero a gentile richiesta del pubblico, i tribunali mutarono sentenze.
Per forza, è il Male Assoluto… Resta un mistero perché ad esempio Paul Tibbets, il pilota di Enola Gay che sganciò la bomba atomica sulla popolazione di Hiroshima, obbedendo a un infame ordine ricevuto, sia morto pochi anni fa da eroe, e un soldato tedesco che obbedendo a un infame ordine ricevuto, eseguì sotto il comando di Kappler la strage delle Fosse Ardeatine per rappresaglia alla strage di via Rasella, incarni il Male Assoluto. Chissà come vive in cuor suo questa interminabile esistenza, lui il Mostro, se la reputa una beffa del destino, una condanna o una grazia. Vogliono proibirgli il centenario. Ma come, ancora vivo, che provocatore, che strafottenza biologica, che arroganza anagrafica, si vergogni. Vietato festeggiarlo, venite tutti a vituperarlo.
E invece tenetevelo caro, Priebke, perché morto lui, per le Fosse Ardeatine e per il Male Assoluto non resterà che prendersela con Pippo Baudo.

Fonte: il giornale [scheda fonte]

———–o0o———–

Il cadavere del comunismo olezza nella chiesa di Bergoglio

Ci volevano le dichiarazioni folli di Bergoglio, per far ricordare a tutti dove ha portato l’egualitarismo già predicato dalla rivoluzione francese, cioè al comunismo scientifico di Lenin e Marx incarnato per la prima volta dall’URSS.

E’ dunque risorto il comunismo? Penso di no, talmente grande fu il suo fallimento che nessuna pensa di riproporlo. C’è tuttavia un aspetto da non sottovalutare, quello ideologico, dove i sogni e le utopie travolgono la realtà; a nulla valgono i ragionamenti, a niente l’esperienza, contro i sogni, le fantasie, le emozioni, è un vero problema conciliarle con un minimo di logica.

La “società perfetta” parte da un errato concetto dell’uomo trovando la perfezione laddove vi è solo stoltezza; il primo errore è quello di conferire all’uomo qualità che sono proprie di Dio, e così si nega l’esistenza del male, dell’imperfezione umana, cioè si rifiuta l’idea del peccato originale. Rigettato il peccato originale si nega l’origine naturale della società, della famiglia; l’orgoglio giunge a contestare l’oggettività delle differenze, sino a partorire il pensiero egualitario che è la fonte di tutti i disastri.

Il vizio dell’invidia è però la fonte universale dell’eguaglianza atea ed anti-cristiana.

Il “sessantottismo” è l’ultimo tentativo di imporre le fantasie utopistiche alla realtà. Il comunismo crollò perché erano demenziali i suoi presupposti teorici; riuscì in Russia a dominare per settant’anni grazie ad un serie di circostanze impreviste, e grazie ad appoggi forse neppure desiderati. Che il sogno fosse irrealizzabile se ne accorse il suo fondatore, Lenin, che già nel 1926 prima di morire, modificava radicalmente la struttura economica creata con la rivoluzione del 1917 inaugurando la NEP (Nuova Politica Economica). Sotto Stalin il comunismo cercò di tornare ad una specie di “purezza ideologica”, ed è un falso vedere nello stalinismo una deviazione del pensiero marxista-leninista; l’invenzione della parola “stalinismo” fu un trucco terminologico creato per negare il fallimento pratico dell’utopia alla prova dei fatti; è un sistema che gli ideologi comunisti usano ancora oggi, separando le “buone intenzioni” dalla pratica; ma se un pensiero non è aderente alla realtà dell’uomo, e un mito da quattro soldi valido solo per pochi idioti.

A mettere in crisi l’URSS ed il comunismo reale, non furono certamente i viaggi di Woijtila in Polonia, ma il programma di protezione missilistica ideato dal presidente americano Reagan.

Il mastodontico apparato per la guerra convenzionale, che era la vera causa della povertà in Russia, andò in crisi; si trattava di ri-finanziare un costosissimo e nuovo programma di rincorsa all’arsenale americano entrato ormai, grazie alle sovvenzioni per le imprese spaziali, nell’era dell’automazione.

E cosi il “socialismo reale” (il più criminale regime che la storia abbia conosciuto) si squagliò come un gelato al sole, senza nessuno disposto a morire per difenderlo.

Ma il virus rivoluzionario ha contagiato molti ed ogni tanto esplode.

Tra i molti infettati, i cattolici, tra cui molti prelati. L’incubazione è avvenuta all’inizio del secolo scorso grazie al modernismo, che però il Papa San Pio X riuscì a debellare. Dopo la morte del santo pontefice i suoi successori hanno abbassato la guardia ed il morbo si è diffuso con incredibile ampiezza e velocità; solo Pio XII intravide l’immane pericolo ma ormai l’epidemia si era propagata tra il clero ed i laici. Il trionfo del modernismo nella Chiesa è stato il Concilio Vaticano II, cosi prelati sospetti di eresia gradatamente hanno occupato ogni carica, liquidando chi si opponeva. E’ certamente un mistero comprendere come ciò sia stato possibile, ma chiedere ad un cattolico di negare l’evidenza, e fare ingiuria all’intelligenza che è pure un frutto della Creazione di Dio.

Non è errato vedere negli occupanti della Sede Apostolica gli Anticristo di cui scrive il padre Arrighini nel suo libro del 1945.

Neppure ci meraviglia che i “cattolici”, Bergoglio in testa, come i soldati giapponesi nelle isolette del Pacifico, siano rimasti ormai gli unici a proporre ancora la criminale utopia marx-leninista. Il bunker mentale dei modernisti come a scritto oggi Piero Ostellino sul Corriere della Sera, impedisce di capire come tali atteggiamenti distruggono ogni anelito dello spirito; per quanto concerne la distruzione di “questa chiesa”, resta per me un evento più che auspicabile.

—————o0o—————

“E se usassero come scudo umano sociale e religione le cose Sacre per apparire santi ed essere inattaccabili?”

-o0o-

«Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete» (Mt 7,15-16)

Un particolare ringraziamento al nostro assiduo lettore Sig. Marco Di Giacomo, che si aggiunge ai collaboratori di Agerecontra.it

di Marco Di Giacomo

Questi due video (sotto riportati) che testimoniano l’incontro ecumenico avvenuto l’11 Novembre 2012 nella Cattedrale della Santissima Trinità di Buenos Aires, per la Commemorazione della Notte dei Cristalli, incontro organizzato dall’Arcivescovado di Buenos Aires, guidato dal card. Bergoglio, e dal B’nai B’rith (“Figli dell’Alleanza”), la più antica e potente organizzazione massonica ebraica, fondata sull’umanitarismo, sulla filantropia, e sulla Kabala. All’incontro, oltre al cardinale Bergoglio e al rabbino, hanno partecipato anche un Pastore Luterano e una Pastora Evangelica.
Ciò che distingue questo incontro dagli altri incontri ecumenici a cui ormai siamo abituati, è che, in una chiesa cattolica, viene celebrato un rito comune: cattolici, luterani, evangelici ed ebrei insieme, una sorta di Pseudo-Messa… Soltanto che al posto del Sacrificio di Cristo sulla Croce, si commemora il sacrificio del popolo ebraico: la Shoah! In pratica il Sacrificio del Redentore viene messo sullo stesso piano di quello del popolo ebraico! Il foglietto della “Liturgia” della Pseudo-Messa, come si evince dall’inquadratura ravvicinata che viene fatta nei video, è stato redatto proprio dalla B’nai B’rith…. Nella “Liturgia” suddetta, questo melting-pot di fedi diverse si autodefinisce “Popolo di Dio“…. (?!?)

Il tutto viene “giustificato” in nome del famoso Concilio Vaticano II

Considerando poi che il “Papa” neo-eletto ha detto che il suo quadro preferito è la “Crocifissione bianca” di Marc Chagall, quadro a dir poco “ecumenico”, visto che consiste in una commistione del Sacrificio di Cristo sulla croce e delle tragiche vicissitudini del popolo ebraico…:

…. mi chiedo se, oltre ad una Pseudo-Messa, abbiamo come “Papa” uno Pseudo-Profeta o cosa…

Speriamo che dietro la sua “umiltà” ostentata, il suo pauperismo strombettato ai quattro venti a suon di comunicati della Sala Stampa Vaticana, e i suoi modi di fare da simpatico nonno di famiglia, non si celi un serio pericolo per la Dottrina e per la Fede Cattolica. Non vorrei che a furia di abbracci, baci, e pacche sulle spalle, ci incantassero con il moscerino della “Chiesa povera per i poveri”, e ci facessero ingoiare il cammello dell’Apostasia e del Sincretismo…

«Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete» (Mt 7,15-16)

Che Dio ci protegga!

Sia lodato Gesù Cristo!

P.S.

Scusate se non mi adeguo al saluto “papale” (‘Buona giorno’, ‘Buona sera’, ‘Buon pranzo’, ‘Buona digestione’ ecc.)

-o0o-

Prove di discorso “papale”

Provocazione meridiana di un Prelato estimatore dell’arte oratoria di Pio Duodecimo, oggi esasperato dai vacui e sgrammaticati circiterismi bergogliani.
Cari fratelli, buon giorno. Questa mattina il Vangelo ci dice una cosa che tutti noi dovremmo fare. Ce la dice con la semplicità di Gesù che è nostro fratello. E fare quello è bellissimo. Non è bello, fratelli miei? Poi, già, ecco, ci sono quelli che non fanno quello e non va bene, e quelli che fanno quello e sono i veri cristiani. Che non si chiudono nelle chiese ma invece vanno ad annunciare il Vangelo alle periferie esistenziali. Questo è davvero bello! E chi non fa quello deve chiedersi: Perché non faccio quello? Sono quelli che dividono, che stanno chiusi e quello non è bello. Meditiamo le parole di Gesù che ci ama e ci vuole bene, e pensiamo che se ci vogliamo bene anche tra di noi, e non solo noi a Lui uno per uno, allora il mondo è migliore. Solo così siamo Chiesa, se siamo uniti per festeggiare la bellezza della verità, che è quello che ci dice il Vangelo di oggi. Noi dobbiamo andare all’incontro con il mondo, dare testimonianza della nostra gioia, che è una cosa bellissima. Poi tutte le altre cose sono importanti, beh, ma vengono dopo, e chi non capisce quello non vive la sua testimonianza. Quelli che fanno quello sono fratelli e quello e questo beh già, insomma, è tutto bellissimo. Ci vediamo domani mattina. Ciao a tutti.
—————–o0o—————–

L’Adorazione Eucaristica se effettuata con i dovuti sentimenti di devozione e amore per Gesù, non può essere mai biasimata anche se promossa da un gruppo di persone contrarie alla vera Fede e dottrina della Chiesa. Ovviamente qualche sospetto ce lo abbiamo sulle reali intenzioni del plateale e luciferino Bergoglio. Rimanendo però il sospetto solo sul piano teorico e non potendo verificare i fatti sul posto, direi di alzare alta la nostra preghiera e mantenerci allineati nella Adorazione verso il Corpo di Cristo, anche se collegati on line.

Consideriamo altresì che ieri il 80 città europee si sono consumate delle rivolte contro l’Ordine Mondiale con tanto di reazioni dure e a catena delle polizie locali. Questo potrebbe essere un segnale chiaro che sta succedendo qualcosa a livello mondiale che sfugge alle nostre coscienze. L’Adorazione così proposta potrebbe da una parte unirci nella reazione, ma anche essere un inno a Satana se l’oggetto delle nostre attenzioni sia qualcos’altro, come accadde nel 1963 nella Cappella Paolina il 29 giugno.

-o0o-

Adorazione eucaristica in simultanea

PAPA: ESCE DA PORTA ANGELICA E SALUTA FOLLA FEDELIDomenica 2 Giugno 2013

EVENTO STORICO PER LA CHIESA:
SOLENNE ADORAZIONE EUCARISTICA DI TUTTE LE DIOCESI DEL MONDO INSIEME AL SANTO PADRE

Cari amici, aiutateci a condividere questo evento importantissimo: domenica 2 Giugno, festa del SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO, avrà luogo nella Basilica di San Pietro la “Solenne Adorazione Eucaristica in contemporanea mondiale”, dalle ore 17:00 alle 18:00.

Potete seguire Papa Francesco live su questa pagina!
Cliccate sul banner “Diretta Live”.

“Sarà un evento – ha spiegato l’Arcivescovo Fisichella – che per la prima volta si realizza nella storia della Chiesa e abbiamo motivo di definirlo ‘storico’. Per un’ora le cattedrali del mondo saranno sincronizzate sull’ora di Roma in comunione con il Papa nell’Adorazione Eucaristica. Abbiamo avuto un’adesione massiccia a questa iniziativa che si è estesa oltre le cattedrali e ha coinvolto intere conferenze episcopali, le parrocchie, le congregazioni religiose, specialmente i monasteri di clausura, e le associazioni”.

Dalle Isole Cook a Reykiavyk, passando per Cile, Burkina Faso, Taiwan, Iraq, Bangladesh, Stati Uniti d’America e Filippine, le diocesi si sincronizzeranno con l’ora di San Pietro e pregheranno per le intenzioni proposte dal Santo Padre. La prima è: “Per la Chiesa sparsa in tutto il mondo e oggi in segno di unità raccolta nell’Adorazione della SS. Eucaristia. Il Signore la renda sempre obbediente all’ascolto della sua Parola per presentarsi dinanzi al mondo sempre ‘più bella, senza macchia né ruga, ma santa e immacolata’ (Ef 5,28). Attraverso il suo fedele annuncio, possa la Parola che salva risuonare ancora come apportatrice di misericordia e provocare un rinnovato impegno nell’amore per offrire senso pieno al dolore, alla sofferenza e restituire gioia e serenità”.

La seconda intenzione di Papa Francesco è: “Per quanti nelle diverse parti del mondo vivono la sofferenza di nuove schiavitù e sono vittime delle guerre, della tratta delle persone, del narcotraffico e del lavoro ‘schiavo’, per i bambini e le donne che subiscono ogni forma di violenza. Possa il loro silenzioso grido di aiuto trovare vigile la Chiesa, perché tenendo lo sguardo fisso su Cristo crocifisso non dimentichi tanti fratelli e sorelle lasciati in balia della violenza. Per tutti coloro, inoltre, che si trovano nella precarietà economica, soprattutto i disoccupati, gli anziani, gli immigrati, i senzatetto, i carcerati e quanti sperimentano l’emarginazione. La preghiera della Chiesa e la sua attiva opera di vicinanza sia loro di conforto e di sostegno nella speranza, di forza e audacia nella difesa della dignità della persona”.

Potete scaricare qui il libretto per seguire l’Adorazione Eucaristica:
http://www.vatican.va/news_services/liturgy/libretti/2013/20130602-libretto-adorazione-eucaristica.pdf

-o0o-

Corpus Domini

Autore: Riva, Sr. Maria Gloria Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele

Fonte: CulturaCattolica.it ©
lunedì 9 agosto 2004

Raffaello, La Disputa del SS. Sacramento, Vaticano Il Corpus Domini
La domenica successiva alla Solennità della SS. Trinità si celebra la festa del Corpo e del Sangue del Signore. Prima della riforma liturgica era nota come festa del Corpus Domini (distinta dalla festa del Sanguis Christi celebrata in luglio) La festa del Corpus Domini trova le sue origini nella ambiente fervoroso della Gallia belgica – che San Francesco chiamava amica Corporis Domini e in particolare grazie alle rivelazioni della B. Giuliana di Retìne. Nel 1208 la beata Giuliana, priora nel Monastero di Monte Cornelio presso Liegi, vide durante un’estasi il disco lunare risplendente di luce candida, deformato però da un lato da una linea rimasta in ombra, da Dio intese che quella visione significava la Chiesa del suo tempo che ancora mancava di una solennità in onore del SS. Sacramento. Il direttore spirituale della beata, il Canonico di Liegi Giovanni di Lausanne, ottenuto il giudizio favorevole di parecchi teologi in merito alla suddetta visione, presentò al vescovo la richiesta di introdurre nella diocesi una festa in onore del Corpus Domini. La richiesta fu accolta nel 1246 e venne fissata la data del giovedì dopo l’ottava della Trinità. Più tardi, nel 1262 salì al soglio pontificio, col nome di Urbano IV, l’antico arcidiacono di Liegi e confidente della beata Giuliana, Giacomo Pantaleone, il quale – sembra anche grazie al miracolo di Bolsena (1264) – con una Bolla datata 11 agosto 1264 estese la festa a tutta la Chiesa. In seguito la popolarità della festa crebbe grazie al Concilio di Trento, si diffusero le processioni eucaristiche e il culto del Santissimo Sacramento al di fuori della Messa. Questo diede luogo anche ad alcuni abusi che obbligarono i vescovi nei secoli XV e XVI a disciplinare l’uso delle processioni.
Se nella Solennità del Giovedì Santo la Chiesa guarda all’Istituzione dell’Eucaristia, scrutando il mistero di Cristo che ci amò sino alla fine donando se stesso in cibo e sigillando il nuovo Patto nel suo Sangue, nel giorno del Corpus Domini l’attenzione si sposta sull’intima relazione esistente fra Eucaristia e Chiesa, fra il Corpo del Signore e il suo Corpo Mistico. Le processioni e le adorazioni prolungate celebrate in questa solennità, manifestano pubblicamente la fede del popolo cristiano in questo Sacramento. In esso la Chiesa trova la sorgente del suo esistere e della sua comunione con Cristo, Presente nell’Eucaristia in Corpo Sangue anima e Divinità.

La stanza della Segnatura e l’affresco della “Disputa”
Una perenne testimonianza di questa fede nella Presenza Reale di Cristo nel Sacramento ce la offre un affresco delle Stanze Vaticane: la cosiddetta disputa del Santissimo Sacramento.
Le Stanze Vaticane furono commissionate a Raffaello Sanzio da Giulio II. Giuliano della Rovere (questo il nome di Giulio II) nativo di Savona e nipote di Papa Sisto IV, salì al soglio pontificio nel 1503. Non avendo intenzione di stabilirsi negli appartamenti che erano stati del suo predecessore Alessandro VI, cercò un alloggio che rispondesse ai suoi desideri. Fu così che decise di affrescare le Stanze Vaticane, oggi meglio conosciute come Stanze di Raffaello.
La Stanza della Segnatura nella quale è situato l’affresco della Disputa, prese questo nome più tardi, allorché la camera ospitò l’aula del Tribunale ecclesiastico, quando Raffaello la dipinse essa doveva servire come Biblioteca privata di Giulio II.
Raffaello Sanzio giunse a Roma nel 1508, all’età di 25 anni. La sua bellezza fisica e l’amabilità del suo carattere, nonché l’amicizia e la parentela con il Bramante, fecero la sua fortuna: Raffaello divenne in breve il primo pittore di Roma, capace di oscurare persino la fama di Michelangelo Buonarroti.
Nato a Urbino nel 1483, Raffaello ricevette i primi rudimenti di pittura dal padre, Giovanni Santi, pittore assai modesto della cerchia di Melozzo da Forlì. Fu poi scolaro e collaboratore del Perugino, rivelando presto maggior talento del maestro. Il pittore urbinate si accostò alle diverse espressioni artistiche del suo tempo con un’apertura senza precedenti. Nessun altro artista è, come lui, aperto a tutte le esperienze: per lui tutte le interpretazioni si conciliano e si integrano, si riconducono all’unità: non avremmo l’arte di Raffaello senza quella di Pier della Francesca, Perugino, Leonardo, Michelangelo, Tiziano, Bramante. Egli seppe sintetizzare il meglio delle espressioni artistiche altrui, sviluppandolo però con assoluta originalità.

Le figurazioni della Stanza della Segnatura (1508-11) vogliono dimostrare la continuità fra pensiero antico e pensiero cristiano, mediante le allegorie del Bello (il Parnaso) del Bene (le Virtù) e del Vero. La disputa illustra appunto il concorso al Vero, operato dalla teologia. Per la realizzazione di questo affresco Raffaello fece una quantità considerevole di disegni preparatori (40 sono giunti fino a noi, ma dovevano essere molti di più), giustificati probabilmente dal fatto che il pittore urbinate non aveva dimestichezza con il lavoro su grande scala.
Sorprende il fatto che nel più antico dei disegni, altare e Santissimo Sacramento mancano completamente. Fu probabilmente lavorando ai personaggi dell’area sottostante e rifacendosi a modelli leonardeschi, che Raffaello si rese conto dell’assenza di un punto focale in questa zona. L’inserimento dell’altare con l’ostensorio costituì una soluzione brillante che, risolvendo un problema formale, diede maggior coerenza al contenuto religioso.

Pregare nella Chiesa-corpo
La preghiera è il respiro del credente, ma è anche il respiro dell’intero corpo di Cristo. Colui che prega entra nel mistero dell’unità del Corpo mistico di Cristo. Dire mistero non significa tuttavia parlare di qualcosa di astratto e inconoscibile; anzi per il credente fare esperienza attraverso la preghiera della propria appartenenza a un corpo è qualcosa di estremamente concreto.
La concretezza del Corpo che è la Chiesa, sperimentata dal credente, è resa dall’affresco della “Disputa” in maniera spettacolare. Per i contemporanei di Raffaello, dovette essere emozionante l’impatto con la grandiosità del dipinto. Le figure a grandezza naturale occupano la maggior parte del campo visivo della stanza coinvolgendo l’osservatore nella “disputa” e nella contemplazione suscitata dal Mistero della Fede. Un effetto simile a quello che, molto più tardi, avrebbe reso possibile il cinema.
L’orchestrazione delle figure è stata definita un paesaggio di uomini (Ortolani), ma potrebbe essere ancor meglio detta un’architettura di uomini.
Dall’ostensorio divergono ruote sempre più vaste: il cerchio aureo attorno alla colomba, la raggiera del Cristo, la corona di cherubini su cui poggia il Padre e infine l’arco che racchiude l’affresco stesso. La volta celeste con le sue lamelle dorate è simile all’abside di una chiesa. Al di sotto figure del Nuovo e dell’Antico Testamento occupano l’intera larghezza dello spazio affrescato in una in una grandiosa semplicità architettonica. In primo piano una balaustra, a sinistra, controbilancia una costruzione simile, sulla destra, inserita per mascherare la presenza della cornice della vera porta che rompe la regolarità della composizione. Tutta la scena è racchiusa entro una struttura architettonica che conferisce unità e armonia all’intera composizione e suggerisce l’idea di una volta maestosa che introduce al presbiterio. Il pavimento visto in prospettiva, secondo le leggi normali della veduta, conduce al mistero dell’Eucaristia: non si tratta di un’apparizione o di un miracolo: “la rivelazione” è perfettamente logica, ragione e teologia non possono che confermarla”.
L’immagine di questo spazio universale è costruita, equilibrata come un’architettura bramantesca (Argan), la vera Chiesa per Raffaello è composta da membra viventi e non v’è differenza tra Chiesa come istituto e chiesa quale realtà materiale. I tre ambiti del dipinto ne disegnano i confini: in basso la Chiesa militante, al centro la Chiesa trionfante attorno a Cristo, Maria e San Giovanni Battista, nella volta il Padre fra angeli e cherubini.
Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito (Ef 2, 19-22).
Queste parole di Paolo potrebbero essere considerate un degno commento scritturistico alla Disputa e descrivono anche l’esperienza di ogni credente. Anche Madre Maria Maddalena dell’Incarnazione, fondatrice delle Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento, avvertiva in modo acuto questa familiarità con Dio (la stessa di cui godevano apostoli e profeti), una familiarità che l’adorazione Eucaristica alimenta e rafforza: chi lo visita spesso diviene suo amico e familiare. Sebbene la concezione di Chiesa non fosse quella illuminata dal concilio Vaticano II, la Madre avvertiva con intensità la forza unificante della carità che fa di molti una sola persona ai piedi del Sacro altare: A dire di San Giovanni Crisostomo, la carità che è virtù unitiva, di molte persone che amano ne forma una sola, cosicché essendosi tutte unite insieme, per santa mozione e pio affetto che le trasporta verso questo mistero, le adoratrici altro non sono che un corpo mistico ed una sola persona ai piedi del Sacro altare. Possono così elle esser contente al pensiero che mentre una di loro sta davanti al Signore, lo adora e lo ama, esse stesse stanno in qualche modo a pregarlo insieme con lei, lo adorano e lo amano (Dir 1814 pg 30-31).
Una tale grazia non doveva riguardare solo le Adoratrici, ma essere estesa a tutti i laici che si sarebbero uniti alla loro preghiera: L’unione delle preghiere non è limitata in una sola Chiesa, ove è un numero di anime sante che adorano giorno e notte Gesù sopra l’Altare, ma si estende a tutte quelle persone che fanno opere buone e sante, delle quali sono partecipi quelle stesse che vi concorrono, perché sono fatte a Dio davanti al Santissimo Sacramento; poiché chiunque sta in grazia di Dio partecipa di tutte le opere buone che fanno i giusti qui in terra secondo [quanto afferma] il Real Salmista: “io sono partecipe, o Signore, di tutto quello che fanno coloro che ti temono e osservano i tuoi comandamenti” (Dir 1814 pg 34).
L’Eucaristia è il cuore pulsante della vita interiore della Chiesa grazie al quale la linfa vitale dell’amore circola fra le membra. Ogni membro della Chiesa cresce e si edifica nella sua specifica vocazione, è partecipe delle opere di bene altrui e rende gli altri partecipi del suo bene grazie alla vita di comunione che scaturisce dal Sacramento dell’Altare.
Anche i personaggi della Chiesa militante, dipinti da Raffaello, conservano ciascuno una propria specifica identità. Essi, inoltre, pur nella loro compattezza formale, sono in pieno movimento: meditano, discutono additando l’ostensorio. Pochi guardano verso il cielo, eppure soltanto in cielo è la sicurezza della verità contemplata: lì siedono maestosi e quieti i santi della chiesa trionfante. (E precisamente, a partire da sinistra: Pietro, Adamo, san Giovanni Evangelista e Davide. A destra, invece, troviamo santo Stefano, Mosè, san Giacomo, il patriarca Abramo e san Paolo. Attorno allo Spirito Santo, scritti sui quattro libri compaiono i nomi dei quattro evangelisti).
Mentre nella zona sottostante dotti e teologi, formando due ali oblique, tendono al punto dell’orizzonte che coincide con l’ostensorio, nell’area superiore ogni tensione è eliminata: la Chiesa trionfante forma come un’esedra attorno alla figura di Cristo; i personaggi sono collocati sulla stessa linea della nuvola che sorregge Cristo e il semicerchio che viene a delinearsi è quasi una linea retta.
Due ambiti ben distinti, dunque, ma unico lo spazio. Due diverse prospettive, ma unico il mistero contemplato. L’ostia esposta e le tre Persone della Trinità: Spirito Figlio e Padre sono disposti su una linea verticale e ascendente che, rafforzata dai richiami dei bianchi e degli ori, sottolinea da un lato la verità teologica dell’Unico mistero, dall’altro l’unità spaziale della scena.
La preghiera cristiana è la preghiera di un corpo che rompe i confini dello spazio e del tempo e “abbraccia” l’eternità. Colui che prega entra in una dimensione che lo supera e diventa realmente concittadino dei santi e familiare di Dio. Madre Maria Maddalena viveva una particolare comunione con i santi e insegnava a guardare ad essi per superare l’eventuale delusione per le incoerenze della comunità cristiana visibile. La consapevolezza dell’unione con gli angeli e i santi deve aumentare la fiducia e accrescere la speranza che grazie alla loro intercessione la volontà di Dio si farà “come in cielo così in terra”
La centralità e verticalità del mistero eucaristico e trinitario nell’opera della Disputa evidenziano che culto e adorazione sono rivolti a Dio solo. L’invocazione alla Vergine, ai Santi e agli angeli è di diverso segno. Non si tratta più di preghiera di adorazione, ma di comunicazione che manifesta la nostra fede nella comunione del corpo mistico di Cristo. Pregare la Vergine o i Santi è comunicare con essi per accrescere e vivificare la nostra comunione con Cristo che essi sperimentano senza il “velo della carne”. Scriveva Madre Maddalena nel Direttorio del 1814: Bisogna che voi vi sforziate di diventare Angeli e Sante imitando le loro virtù. Pregate dunque questi spiriti beati e queste anime sante che hanno già la bella sorte di godere la gloria e la chiara visione di Dio, affinché vi ottengano la grazia di essere simili a loro. Celebrerete poi le loro feste con una devozione angelica, imitandoli particolarmente nell’esercizio della presenza di Dio (pg 10).
La devozione alla Vergine e ai Santi di Madre Maria Maddalena è testimoniata da molti nei processi per la causa di beatificazione. Ella si era affidata interamente alla Vergine Maria definendola la vera fondatrice dell’Istituto: Vostro fondatore è Iddio medesimo e la sua divina Madre è la vostra Fondatrice; considererete e amerete sempre questa augusta Regina anche come vostra cara ed amorosissima Madre e Protettrice. Ricorrete dunque al suo potente patrocinio in tutti i vostri bisogni senza timore, ma con vera e filiale fiducia. […]
Tutte le monache, ancora oggi, sul suo esempio, dopo la professione temporanea fanno la consacrazione alla Vergine sul modello di quella di San Luigi Maria De Montfort, meglio conosciuta come “schiavitù della Vergine Maria”.
Un particolare rapporto di vicinanza e aiuto la Madre lo aveva con Santa Veronica Giuliani; con la reliquia di questa santa la Madre operò un numero elevato di guarigioni miracolose. Era inoltre avvertita dalla medesima, attraverso segnali particolari, circa eventi tristi o gioiosi che le sarebbero accaduti.

Nel mistero del Corpo di Cristo la preghiera gli uni per gli altri
Si è discusso, fra gli studiosi, se questa scena di Raffaello rappresentasse veramente una “disputa” come la definì il Vasari, o non piuttosto il Trionfo dell’Eucaristia che, teologi e dottori, additano accogliendo l’evidenza di quanto avevano teorizzato nei loro sottili trattati. Certo è che “l’evidenza” della Presenza Reale di Cristo nel Mistero dell’Altare è qui difesa: lo confermano le linee prospettiche del pavimento che – come già affermato più sopra – conducono “naturalmente” lo sguardo all’Eucaristia, mistero della fede che la ragione può comprendere e spiegare.
Pregare in seno alla Chiesa, attingendo alla sua ricca tradizione (che nell’affresco è ben rappresentata attraverso padri e dottori), conduce alla verità tutta intera. La Verità, a sua volta, spinge il credente ad intensificare la preghiera per l’unità della Chiesa, le cui divisioni rendono meno efficace l’annuncio del Vangelo.
La chiara e luminosa consapevolezza del proprio essere cattolici non contraddice, ma anzi apre al dialogo. Madre Maddalena affermò con vigore la sua adesione alle verità che la Chiesa cattolica professa, ma non cessò di orientare la sua preghiera verso i fratelli separati, verso i non credenti e gli aderenti ad altre religioni, come ebrei e musulmani. O Signore, io credo fermamente tutto quello che ti sei compiaciuto rivelare alla S. Chiesa; non credo ciò perché lo credono gli altri, ma lo credo perché lo hai rivelato Tu, prima verità infallibile, alla S. Chiesa. Sì, io credo ciò Tu hai detto, Gesù mio Salvatore, perché nulla è più vero della verità della tua Parola. Quanto mi dispiace perciò che vi sia al mondo chi non crede in te. Questa vita darei volentieri per testimoniare il tuo S. Vangelo e affinché gli uomini si assoggettassero a crederlo. O mio Dio! Io sono figlia della tua Chiesa e come tale voglio morire…! (Dir 1814 pg19).
Pur nel linguaggio del tempo la preghiera ufficiale delle adoratrici, recitata ad alta voce nella chiesa aperta al pubblico, così si concludeva: io intendo adorarti ora non solamente per quei Cattolici che non ti adorano, ma ancora in supplemento e per la conversione di tutti gli Eretici e Scismatici (cioè Riformati e Ortodossi) … atei… maomettani ed ebrei…

L’adorazione anticipo dell’eternità
Tra i personaggi della Chiesa militante troviamo grandi maestri e teologi. Raffaello ha sapientemente fuso in un’unica chiesa, santi del passato e suoi contemporanei. A sinistra, ad esempio, compaiono artisti come Bramante (nei panni della persona che si sporge sulla balaustra) e il Beato Angelico (con la veste domenicana). Il bel giovane biondo, che con gesto semplice addita la verità indiscutibile del mistero eucaristico, potrebbe essere il ritratto di Francesco Maria della Rovere, erede del ducato di Urbino. Verso l’altare, seduto su uno scranno marmoreo, troviamo Giulio II nei panni di Gregorio Magno (senza barba), accanto al quale siede san Girolamo. Sulla destra invece, identificati sulla base delle scritte nelle aureole, troviamo: (da sinistra a destra) sant’Ambrogio, sant’Agostino (seduti), san Tommaso d’Aquino, papa Innocenzo III, san Bonaventura da Bagnoregio intento nelle lettura a papa Sisto IV, lo zio di Giulio II e Dante Alighieri. Dietro a Dante, potrebbe essere, seminascosta, la testa incappucciata del Savonarola, verso cui Giulio II manifestava aperta simpatia.
Con la fusione tra personaggi del passato e suoi contemporanei l’artista sottolinea la continuità fra i santi di “ieri” e quelli di “oggi”: tutti sono parte dell’unica Chiesa di Cristo. La fede nella comunione dei santi deve produrre la consapevolezza dell’importanza della preghiera vicendevole, della preghiera di intercessione. Già l’Apostolo Giacomo affermava: pregate gli uni gli altri per essere salvati (cfr. Gc 5, 16). I Santi non sono soltanto quelli già canonizzati dalla Chiesa; c’è una Chiesa santa in cammino, pellegrina sulla terra, che si nutre della preghiera vicendevole per giungere alla piena maturità di Cristo.
Per Madre Maria Maddalena solo con la preghiera di Adorazione si può realizzare una catena ininterrotta di solidarietà, ove pregare gli uni gli altri: Il Sacrificio stesso della Messa, che è l’omaggio più santo, più perfetto, che possa essere dato in suo onore ha il suo tempo limitato. Gli uomini inoltre, non possono sempre fermarsi ad adorarlo, obbligati, come sono, ad attendere ai bisogni della vita e a soddisfare i doveri del loro impiego; tuttavia molte persone, dell’uno o dell’altro sesso, dividendo le ore della giornata, potrebbero consacrare a questo santo esercizio tutte le ore del giorno. In tal modo il numero degli Adoratori potrà essere così grande che in ogni ora ve ne sarebbe una quantità considerevole e questa prodigiosa moltitudine si conserverà in grazia di Dio unendosi agli Angeli e ai Beati che lo adorano in Cielo e in terra e invocherebbe sopra di sé, e sopra i luoghi ove tali Adoratori saranno, mille e poi mille celesti benedizioni. […] Le nostre chiese, che riceverebbero la gente in folla, diventerebbero tanti Paradisi su questa terra e il nostro Signor Gesù Cristo, che sta perpetuamente sugli altari per farci del bene, non starebbe solo e sarebbe onorato da noi con vera effusione di cuore. Se noi stessimo lì tutti uniti insieme, Dio si piegherebbe alle nostre preghiere ed esaudirebbe gli uni per amore degli altri e (tutti) ritornerebbero tranquilli alle loro case dopo essere stati a pregare nelle chiese (Dir 1814 pg 19.20).
La preghiera davanti all’Eucaristia costituisce un prezioso legame fra i cittadini della terra e quelli del cielo, essa potrebbe a ragione essere definita il respiro dell’unico corpo di Cristo. Se, infatti, l’Eucaristia non sarà eterna e la sua funzione cesserà quando cesserà di esistere questo mondo, l’adorazione, invece, non finirà mai essendo moto spontaneo dell’anima di fronte alla visione beatifica di Dio o (qui ed ora) alla percezione della sua Presenza.
L’adorazione Eucaristica, prolungamento della Messa, è direttamente connessa alla preghiera liturgica. Ed è la liturgia il luogo ove si realizza misticamente la Presenza piena e manifesta dell’intero Corpo di Cristo. Nella liturgia la Chiesa prega per i vivi e per i defunti, chiede l’intercessione dei Santi ed eleva la lode somma al Dio trino ed Unico.
Come lo spazio universale che abbraccia cielo e terra, celebrato da Raffaello nella sua “Disputa”, la liturgia è uno spazio mistico entro al quale Chiesa militante, purgante e trionfante canta l’unico inno di gloria al Dio del cielo. In questa coreografia misteriosa e solenne, che si sviluppa attorno all’Eucaristia, cuore pulsante d’Amore, entra come parte integrante e preziosa ogni uomo che prega.

La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico.
Gesù ci aspetta in questo Sacramento dell’amore.
Non risparmiamo il nostro tempo per andare ad incontrarlo nell’adorazione,
nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo.
Non cessi mai la nostra adorazione.

(Giovanni Paolo II Sul mistero e culto della SS. Eucaristia)

-o0o-
—————–o0o—————-

Il nuovo ordine mondiale ebraico smascherato di Zander C. Fuerza – Prima parte

Il ruolo dell’ebraismo talmudico nell’epoca moderna è quello di un monarca assoluto di una nazione. Gli ebrei han preso il pieno controllo dell’intero pianeta, come era previsto negli antichi testi religiosi Ebraici.

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)

Conquistarono il mondo dominando la finanza mondiale, le banche, monopolizzando i mezzi di informazione degli USA, dell’UK, della Francia, del Canada e delle altre potenze occidentali. Influenzarono la società tramite il loro vastissimo network di lobbies sovversive, presero il controllo dei tribunali e delle professioni legali, senza dimenticare la loro infausta presenza ai livelli più alti dei governi delle nazioni più potenti.

Come spiegò l’ex premier Malese, il Dr Mahathir Mohamed: ” Gli ebrei governano questo pianeta per delega, facendo in modo che gli altri lottino e muoiano al posto loro. Ora han conquistato il controllo delle nazioni più importanti… Questa piccolissima comunità ha ora potere su tutto il mondo”. Dr. Mahathir diceva il vero e la veridicità delle sue parole è evidente; tutto ciò che ognuno deve fare è guardarsi intorno ed osservare il potere che hanno gli infidi ebrei. Il leader terrorista ebreo sionista Ze’ev Jabotinski(fondatore del gruppo terrorista ebraico Irgun Zevai Leumi) dichiarò con orgoglio: “Vi è un solo potere che è davvero importante: il potere di fare pressioni politiche. Noi ebrei siamo il popolo più potente del mondo perché abbiamo questo potere e sappiamo come esercitarlo. (Jewish Daily Bulletin, July 27, 1935) “.

Il fatto che i terribili crimini di questa pericolosissima organizzazione terroristica come il bombardamento del King David Hotel o il massacro di Deir Yassin non siano neanche citati nei libri di storia occidentali o addirittura censurati nei corsi avanzati di storia, dimostra la veridicità della frase auto-celebrativa di Jabotinski.

L’esistenza del potere ebraico è dimostrata soprattutto dal fatto che le critiche verso il cristianesimo, l’islam o altre religioni o gruppi etnici sono permesse nelle nostre società, mentre le critiche agli ebrei ed al giudaismo sono considerate tabù. Sono considerate come socialmente e politicamente pericolose. C’è da dire, che se vuoi sapere chi detiene veramente il potere, dovresti cominciare a chiederti chi è che non puoi criticare.

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)

È abbastanza interessante notare come chi parla del nuovo ordine mondiale cercando di deviare l’attenzione dai veri responsabili, come Alex Jones, Jim Marrs,Alan Watt, Mark Dice e altri(David Icke, Beppe Grillo ecc.), non vengono zittiti od oppressi, al contrario, vengono sponsorizzati dalla stampa ebraica. Questi presunti critici del nuovo ordine mondiale (NWO) e degli Illuminati(leggi anche Illuminazione sugli illuminati), che usano spesso termini vaghi come “elites, globalisti, l’establishment, la lobby militare/industriale” e che citano in modo confusionario un sacco di entità diversissime fra loro, come causa del NWO (qualunque cosa, satanisti, occultisti, massoni, gesuiti, nazisti, fascisti, templari, Re e Regine britanniche, rettiliani, alieni ecc), sono liberi di diffondere le loro teorie e le loro idee alla radio, alla TV, su internet e nei libri, senza alcuna censura. I loro shows alla radio non vengono cancellati, i loro libri non vengono tolti dagli scaffali, anzi vengono pubblicati tranquillamente, i loro video non sono censurati o tolti dai siti internet di condivisione, i loro siti web e i loro blogs, non vengono cancellati, non vengono multati o messi in prigione per “incitazione all’odio”. Al contrario, possiamo vedere questi pagliacci “kosher” ben in evidenza nelle reti televisive della propaganda ebraica, come History Channel; li vediamo nei talk show, come il talk show The View.

Chi critica il potere ebraico, il sionismo e la rete criminale giudaica non può nemmeno sognare di acquisire un tale livello di notorietà.
Vi siete mai chiesti il perché? Il comunismo è ebraico, la massoneria è ebraica, i comunisti ed i “massoni bianchi” non sono niente di più che lo strumento del potere ebraico internazionale. I massoni sono spesso nominati da queste persone ma quello che viene deliberatamente omesso dalle loro parole, è che i massoni sono subordinati agli ebrei, come ammesso dai massoni stessi nei loro libri. A pagina 249 di ” Duncan’s Ritual and Monitor”, c’è scritto che la massoneria è asservita al giudaismo e che non è niente più che un destinatario che si impegna, in generale per il bene della massoneria, ma più in particolare per il bene della nazione ebraica come accade nella Royal Arch. È innegabile anche il fatto che la stessa massoneria si basa sui riti ebraici e sul misticismo “ebraico”, la Cabala (Le vere origini della cabala ebraica). Questo fatto viene anche omesso da questi ingannatori.

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)

I protocolli dei savi anziani di Sion fan capire chiaramente l’intenzione di usare dei “bianchi asserviti” (Shabbas goyim) come capri espiatori. La massoneria bianca serve come uno schermo per noi e per i nostri obiettivi, ma la strategia delle nostre forze deve rimanere un mistero sconosciuto per tutte le altre persone(I protocolli dei savi anziani di Sion, protocollo 4)

Quelli di noi che nominano gli ebrei come coloro che muovono i fili dietro il New World Order, che noi chiamiamo Jew World Order, vengono censurati, minacciati, arrestati, imprigionati e in certi casi persino uccisi. Non vi è una “lega di difesa gesuita su internet”, che guarda in giro per il web cercando di censurare da Youtube i video che criticano l’ordine gesuita ed il Vaticano: vi è però una “Jewish Internet Defense Force”, una gang di intriganti giudei che implacabilmente si guarda in giro per il web allo scopo di sabotare blogs e siti web in cui vengono criticati gli ebrei, Israele o il sionismo.

Questa gang è responsabile per la rimozione di migliaia di video e della chiusura e il bloccaggio di migliaia di canali ed utenti di Youtube, come anche di altri siti di condivisione video. Il Vaticano non ha un esercito stipendiato di trolls da internet che vagano per i siti internet famosi come Youtube, Facebook e Twitter postando commenti in cui esaltano il Vaticano ed etichettano tutti i critici del vaticano come “bigotti anti-cattolici”. Il governo israeliano invece, insieme alla sua vasta rete di lobby sioniste come il World Jewish Congress, l’Anti-Defamation League e il B’nai B’rith, ha sul suo libro paga migliaia di ebrei fanatici, chiamati “Hasbara”, che vagano per il web diffondendo propaganda pro-ebraica ed attaccando chiunque critichi qualunque cosa abbia a che fare con Israele, gli ebrei o il sionismo, etichettandolo come “antisemita e nazifascista”.

Non sono i gesuiti o i cattolici che istruiscono i loro alunni su come manipolare Wikipedia per favorire la propria causa e le proprie ambizioni, ma sono gli ebrei sionisti a farlo.
Questo non vi dice niente? Solo dei criminali che tentano di evitare la censura ricorrerebbero a questo comportamento perverso che diffonde le falsità fin dal gradino più basso. Date un occhio a tutte le personalità la cui carriera è stata rovinata in questi anni semplicemente perché hanno espresso un’opinione o esposto un fatto che gli ebrei non vogliono che il pubblico sappia.

Per esempio, Helen Thomas, un veterano con 50 anni di esperienza del corpo dei giornalisti della casa bianca, ricevette di recente pressioni per dimettersi dopo che fu registrato in un video mentre diceva che gli ebrei israeliani avrebbero dovuto lasciar la Palestina. Subito dopo che il video venne fuori, Il giudaismo organizzato andò su tutte le furie e cominciò la caccia alle streghe; fece in modo che nascesse una barriera d’odio contro Hellen Thomas a causa delle sue affermazioni; arrivarono persino a chiamare le scuole ed i gruppi di giornalismo per fargli togliere ogni riconoscimento da loro ottenuti negli anni precedenti. Riflettendo sul suo declino Thomas disse ad un intervistatore: “Non puoi criticare Israele e sopravvivere in questa nazione”. In un altro discorso Thomas disse: “Noi siamo circondati da persone che fanno propaganda contro gli arabi. Non vi è altra spiegazione per questo. Il congresso, la casa bianca, Hollywood e Wall Street sono di proprietà dei sionisti. Non vi è altra spiegazione secondo me. Loro mettono i loro soldi ovunque siano.. E noi siamo spinti in una direzione sbagliata in ogni caso.

Ci fu anche un caso che coinvolse Rick Sanchez, un conduttore dei notiziari della CNN con un proprio show chiamato, “Rick’s list”. Sanchez fu immediatamente licenziato dal proprio posto di lavoro alla CNN dopo che disse che i mass media Americani erano controllati dagli ebrei in un’intervista radio. (“Rick Sanchez: Jon Stewart A .Bigot,’ Jews Run CNN & All Media.” The Huffington Post. 10/1/2010). Al non ebreo Rick Sanchez non è permesso di affermare fatti ovvi sul controllo dei media da parte degli ebrei; invece un giornalista ebreo del LA Times, Joel Stein, può scrivere liberamente, senza alcuna ripercussione, un articolo intitolato ” Quanto è ebraico Hollywood?” in cui si vanta arrogantemente del controllo ebraico di Hollywood, dei notiziari, del governo e della finanza, affermando:
“Gli ebrei controllano completamente Hollywood. Io, fiero ebreo, voglio che in America conoscano il nostro talento. Sì, controlliamo Hollywood. Non mi interessa se gli americani pensano che controlliamo i mezzi di comunicazione, sia per quanto riguarda le notizie che l’intrattenimento, Hollywood, Wall Strett ed il Governo. Mi interessa solo che continuiamo a controllare tutto ciò”.

Lo scrittore e giornalista conservatore Joe Sobran, fu un colonnista di lunga data del National Review prima di venire licenziato per “antisemitismo”. Egli spiegò apertamente la natura del potere ebraico. Sobran pensava che se volevi entrare nella politica che conta in America, dovevi sapere tutto a riguardo ma allo stesso tempo non dirlo a nessuno apertamente, per paura degli ebrei. “Parlare della politica Americana senza nominare gli ebrei, è come parlare dell’NBA senza nominare i Chicago Bulls. Ora che sono così potenti, che non ci si azzardi a dire tutto il male che fanno. Hanno successo e quindi hanno abbastanza potere; il loro potere è l’unico ad essere immune da ogni tipo di critica anche quando è davvero molto visibile. Essi stessi si comportano come se il loro successo fosse un segreto; vanno in panico e ricorrono alle accuse non appena una qualunque questione è sollevata verso di loro. Il controllo ebraico della maggior parte dei media, nell’epoca mediatica(e di internet per fortuna ), rende la costrizione all’omertà sia paradossale che paralizzante.

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)

Per poter andare avanti nella propria vita pubblica è necessario che tu sappia tutto di questo ma che non lo dica mai a nessuno. Un’etichetta ipocrita ci costringe a fingere che gli ebrei siano delle vittime senza alcun potere; se non rispetterai il loro vittimismo, essi ti distruggeranno. È una prova fondamentale non solo di malvagità, ma di un fiero etnocentrismo, una sorta di super-identitarismo razziale”.

In un articolo stampato il 27 Maggio 1996 sul NY Times Ari Shavit, un colonnista israeliano rifletteva sull’omicidio da parte degli israeliani di più di 100 civili libanesi il mese precedente: ” Li abbiamo uccisi con una sorta di ingenua arroganza. Credevamo con assoluta certezza che ora, con la Casa Bianca, il Senato e i media Americani nelle nostre mani, le vite degli altri non contassero quanto le nostre.”(Comunque viene insegnato loro dalla loro cosiddetta “religione”, che la vita di un ebreo ha un immenso valore, mentre i non ebrei sono delle bestie). Questo israeliano confermò ciò che molti americani sanno già da decenni, ovvero che la lobby ebraica/israeliana controlla la casa bianca, il congresso ed il senato come burattini, non certo i gesuiti, gli occultisti o i satanisti né tanto meno i rettiliani.

Pat Buchanan, famoso cronista politico ed ex candidato alla presidenza, dichiarò una volta: “Capitol Hill è un territorio occupato da Israele”. L’ex membro del Congresso Paul Findley documentò la veridicità della frase di Buchanan in un libro chiamato “Abbiano il coraggio di dirlo: Che la nostra gente e le nostre istituzioni lottino contro la lobby israeliana”. A pagina 161 di questo libro egli cita l’ammiraglio Thomas Moorer, ex capo dello stato maggiore congiunto degli USA, il quale affermò, dopo alcune pesanti minacce da parte della lobby ebraica agli Stati Uniti: “Non ho mai visto un presidente, non mi importa chi sia, stare in piedi davanti a loro (gli ebrei). Questo mi sbalordisce. Essi riescono sempre ad ottenere ciò che vogliono. Gli Ebrei sanno cosa sta succedendo in ogni momento. Sono arrivato al punto in cui non abbiamo più niente da dire. Se gli americani capissero l’influenza che queste persone hanno sul nostro governo, essi prenderebbero le armi in pugno. I nostri cittadini non hanno alcuna idea di cosa sta succedendo”.

Tom Dalyell, membro del parlamento inglese, diede voce a questi sentimenti quando affermò “un gruppo giudaico ha preso il controllo del governo degli USA e si è alleato con i fondamentalisti cristiani”. L’ex membro del congresso Cynthia McKinney condannò apertamente le lobbies pro-israeliane negli USA (AIPAC, ADL, AJC, ZOA, etc), per averle rovinato la sua carriera politica. Tutto questo perché al congresso McKinney si rifiutò di firmare un documento pro-israele prendendo una posizione pro-palestina. Per questo McKinney disse che una guerra contro di lei è stata dichiarata dalla lobby ebraica, che l’avrebbe poi cacciata fuori dal congresso finanziando e supportando i suoi oppositori politici. Nel 2009 disse ad un intervistatore che “più del 99% del congresso lavora per gli interessi pro-ebraici e pro-israeliani”.

L’ex membro del congresso Jim Trafficant fu anche lui preso di mira e distrutto politicamente dalla lobby ebraica per non essere un pupazzo filo-israeliano e per aver fatto venire fuori la falsità delle accuse al cosiddetto “criminale di guerra nazista” John Demjanjuk, che gli ebrei tentarono di metter in croce per dei “crimini di guerra” che mai avvennero (vedi: Collins, Michael Piper Target Trafficant. American Free Press, 2005). Dopo esser stato 7 anni in prigione con una falsa accusa di corruzione, egli non ebbe alcun timore ad affermare in un’intervista in TV le seguenti parole: “Israele tiene per la gola il governo americano. Gli ebrei controllano i membri della casa bianca e del senato. Ci hanno trascinato in guerre nelle quali non abbiamo nessun interesse. I nostri figli stanno tornando indietro nelle bare. La nostra nazione è finita in bancarotta a causa di queste guerre. E se apri la bocca per lamentarti vieni bersagliato. E se non ti riescono a screditare ti mettono in prigione… Controllando la nostra politica estera e influenzano anche la nostra politica interna.

Wolfowitz, il sottosegretario alla difesa, manipolò Bush per farlo entrare in guerra contro l’Iraq. Sicuramente hanno fatto anche pressione per cercare di fare lo stesso anche per attaccare l’Iran. Stiamo conducendo per conto di Israele una politica espansionista e tutti hanno paura di dirlo. Essi controllano gran parte dei media, gran parte del commercio nella nostra nazione e soprattutto hanno un grandissimo potere su tutto il congresso. Il congresso è loro.”

Il professore dell’università di Chicago, John Mersheimer e lo studente di Harvard Stephen Walt sentirono l’ira pericolosa della Lobby ebraica. Una campagna diffamatoria iniziò contro di loro dopo che pubblicarono uno studio in cui veniva spiegata la pericolosa influenza dei gruppi lobbyisti israeliani, soprattutto l’AIPAC (American Israel Public Affair Committee), intitolato “La lobby ebraica e la politica estera degli USA. Il reporter di Fox News Carl Cameron confermò la capacità della lobby giudaico-israeliana di far tacere ed estirpare chiunque non fosse loro gradito. Nella sua censurata serie in quattro parti riguardante lo spionaggio israeliano contro gli USA, Cameron disse “Gli investigatori della DEA, dell’INS e dell’FBI hanno tutti fatto sapere a Fox News che condannare o anche solo riferire qualcosa riguardo allo spionaggio israeliano vuol dire, buttare via la propria carriera”.

La conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni ebraiche americane vanta nel suo consiglio i membri di 51 fra i più potenti gruppi d’odio sionisti d’America, i quali influenzano tremendamente la vita politica in America. Un autore ebreo, J.J. Goldberg, nel suo libro “Il potere ebraico: L’establishment giudaico in America”(pag 38-39) fa notare che ci sono circa 300 organizzazioni ebraiche negli USA con un budget congiunto stimato di circa 6 bilioni di dollari, una somma maggiore del prodotto interno lordo di metà delle nazioni appartenenti alle nazioni unite(citato anche nel capitolo 7 di Cultura della critica, di Kevin MacDonald). E questo senza prender nemmeno in considerazione l’influenza dei singoli ebrei ricchi e dei dollari ebraici nei finanziamenti delle campagne elettorali sia del partito democratico che del partito repubblicano (vedere The New Babylon: Quelli che governano il mondo, di Collins e Michael Piper, American Free Press, 2009).

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order) Henry L. Feingold scrisse nel suo libro “Potere ebraico in America: mito e realtà” le seguenti affermazioni: “circa il 60% dei fondi raccolti dal partito democratico ed una percentuale significativa dei fondi raccolti dal partito repubblicano per le campagne elettorali arrivano da fonti ebraiche”. Gli ebrei sono abbastanza schietti quando parlano del loro tentativo di controllo della politica USA allo scopo di averne benefici. Il New Yorker riportò che ad una conferenza l’ebreo suprematista Haim Saban (Un ebreo-americano multibillionario e pezzo grosso dei media), descrisse alcuni modi grazie ai quali gli ebrei possono essere influenti nella politica Americana: “fare donazioni ai partiti politici, formare gruppi di esperti e controllare i mass media”. Verificate tutto questo guardando quello che la macchina da guerra ebraica sui mass media e su Hollywood, insieme allo strangolamento ebraico sulla finanza mondiale; capirete che vi è una totale dominazione razziale ebraica in America, una società virtualmente schiavistica che ricorda l’Unione Sovietica. Il fenomeno degli ebrei che bersagliano i loro oppositori politici non è limitato agli USA, è anche abbastanza evidente in Canada, in Europa, in Australia e bene o male in ogni nazione in cui gli ebrei vivono. Il vorace Congresso ebraico Canadese aveva un candidato del Partito Liberale chiamata Leslie Hughes; esso fu rimosso dal suo partito per aver scritto nel 2003 un articolo che affermava che Israele era a conoscenza dell’11 settembre( non solo era a conoscenza ma pianificò l’11 settembre).

Molti patrioti canadesi come Ernst Zündel, Paul Fromm, Terry Tremaine, Arthur Topham, Marc Lemire e altri furono perseguitati dalla tirannia canadese, su ordine delle lobbies ebraiche come la CJC il B’nai B’rith, Simon Wiesenthal Center etc, semplicemente per aver scritto su internet criticando gli ebrei, i sionisti ed Israele.

Nel 2009 un attivista anti-Sionista Australiano di nome Brendon O’Connel, fu arrestato e accusato dalla legge “orwelliana” australiana di “denigrazione razziale” dopo una lite che ebbe con due ebrei sionisti, i quali lo fotografarono insieme ad altri attivisti pro-palestina in un raduno non autorizzato. Per aver chiamato le due spie sioniste “razzisti e maniaci omicidi”, e per aver descritto il giudaismo come “una religione razzista ed omicida”(frase totalmente coerente con i fatti reali). Il patriota O’Connel, che era nel giusto, fu condannato ad una condanna di 3 anni di carcere! Se il vaticano o i gesuiti, invece degli ebrei/israeliani, fossero stati oggetto della critica di O’Connel, pensate che ora sarebbe in prigione? Certamente no.

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)

Douglas Reed, autorevole corrispondente del London Times all’epoca della seconda guerra mondiale, era un autore molto rispettato, nonché scrittore e giornalista con tantissimi fans. Ora è una sorta di appestato, disprezzato dalla stampa e non considerato nemmeno da chi pubblicò i suoi libri. Perché tutto questo? Perché cominciò a scrivere riguardo la questione ebraica, il sionismo e il piano ebraico a lungo termine per imporre un governo mondiale e schiavizzare l’umanità.(Vedere “Le Controversie di Zion”)

Alexander Solzhenitsyn era conosciuto un tempo come il più famoso dissidente russo, un sopravvissuto ai gulag che scrisse alcuni libri riguardo a questa terribile esperienza vissuta personalmente, come anche da molti dei suoi connazionali all’epoca dell’inferno comunista nella Russia sovietica. (vedi: “L’arcipelago Gulag, I e II). Nessuno parlò più di lui e egli scomparve dalla storia(ora morto). Questo accadde perché disse la verità riguardo al ruolo fondamentale che gli ebrei ebbero nella rivoluzione bolscevica e nel regime sovietico (vedere: 200 anni insieme). Così gli ebrei, che controllano i media, lo cancellarono dalla storia e Alexander Solzhenitsyn sparì più velocemente delle persone che a Stalin non andavano bene.

Un altro forte indicatore della minacciosa morsa ebraica sull’occidente è l’estrema repressione stile stalinista che viene attuata nei confronti dei revisionisti “olocaustici”. I gruppi di suprematisti ebraici, soprattutto gruppi come il World Jewish Congress, hanno fondato lobbies promuovendo una ben organizzata campagna di censura nei confronti di dozzine di governi europei al fine di criminalizzare la ricerca revisionista “olocaustica”. In tutto il mondo gli studiosi del revisionismo “olocaustico” ed anche la gente comune che si interessa di un qualche aspetto che possa mettere in dubbio il dogma olocaustico, vengono perseguitati, diffamati, calunniati, multati pesantemente, incarcerati, aggrediti fisicamente, terrorizzati e in alcuni casi anche assassinati.

Coraggiosi studiosi revisionisti come Arthur Butz, Mark Weber, Germar Rudolf, Robert Faurisson, Ernst Zündel, Fredrick Toben, Juergen Graf, Carlo Mattogno, David Cole, Ditlieb Felderer, Carlos Porter e molti altri hanno avuto moltissime difficoltà a causa del loro ottimo lavoro di ricerca che ridimensiona il mito dell’olocausto.

Tenendo conto di queste semplici osservazioni, possiamo assolutamente affermare che l’ebraismo Internazionale è al vertice di una piramide del potere che influenza e controlla il mondo. Ogni altra cosa serve loro soltanto come una distrazione ed una cortina di fumo per coprire questa realtà innegabile.

Traduzione: Dani14

Fonte: The Jew World Order Unmasked

-o0o-

2-2 – Il nuovo ordine mondiale ebraico smascherato di Zander C. Fuerza

Imperium Judaica — Bolscevismo e sionismo come strumenti del complotto ebraico

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)

IL sionismo e il comunismo sono due facce della cospirazione sionista mondiale. L’internazionale ebraica governa il mondo da tempo, e al giorno d’oggi in modo totale. Questi fatti vengono rivelati anche semplicemente osservando le azioni e le affermazioni fatte dai leader del sionismo e del comunismo internazionale, i veicoli principali per la sovversione del mondo.

Con l’avvento del comunismo nel 19esimo secolo abbiamo visto il mondo cadere in un caos brutale di cataclismi e crolli finanziari. In realtà il fine del comunismo internazionale non fu mai quello di liberare i lavoratori dalla oppressione capitalista, ma piuttosto di schiavizzarli e soggiogarli a un piccolo gruppo elitario auto dichiarato e auto perpetrato, che regnava con un pugno di ferro.

Fin dalla sua nascita il comunismo e il socialismo sono stati un tentativo ebraico di usurpare le nazioni gentili non ancora sotto il loro controllo, saccheggiare le ricchezze, schiavizzare e sterminare il meglio tra di loro!

Le origini ebraiche talmudiche del comunismo non potrebbero essere più evidenti. L’ebreo Karl Marx, discendente da una lunga serie di rabbini talmudici, è generalmente considerato come il progenitore principale dell’ideologia del comunismo. Meno noto, tuttavia, era il vero profeta del comunismo, il suprematista razziale ebraico, talmudista, razzista e sionista, Moses Hess, anche chiamato da Marx il rabbino rosso.

Hess fu guida e maestro di Karl Marx e convertì sia lui che Friedrich Engels al comunismo.

Questi due viscidi serpenti – Marx ed Engels, – autori di “opere” come Il Manifesto del Partito Comunista o il, “Das Kapital”, sono un esempio vivente di quanto siano malate e distorte, le menti di questi mascalzoni sanguinari che sognano di un’unica dittatura mondiale comunista.

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)

Nel 1920, Winston Churchill — che poi divenne un alleato e strumento del giudaismo internazionale, — avvertì in modo minaccioso e allarmante il mondo, del fatto che il movimento “giudaico-bolscevico” rappresentasse un enorme pericolo.

Un articolo dell’llustrated Sunday Herald, dell’otto febbraio 1920, a pagina cinque, pubblicò le opinioni personali di Churchill a riguardo:

Questo movimento negli ambienti ebraici non è una novità. Dai giorni di Spartaco e Weishaupt, a quelli di Karl Marx fino a Trotsky(Russia), Bela Kun (Ungheria), Rosa Luxemburg (Germania) ed Emma Goldman (Stati Uniti), questa cospirazione mondiale per il rovesciamento e la distruzione della civiltà, da sostituire con una società basata sul blocco dello sviluppo e il degrado, sulla malevolenza, l’ invidia e un’uguaglianza impossibile, è in costante crescita.

Lo stesso movimento ha anche svolto, come una scrittrice contemporanea, la signora Webster, ha abilmente dimostrato, una parte decisamente riconoscibile nella tragedia della Rivoluzione Francese

Sono stati il motore propulsore dietro a ogni movimento sovversivo durante il XIX secolo, e ora, finalmente questa banda di ”straordinarie personalità” del mondo underground delle grandi città d’Europa e d’America, hanno afferrato il popolo russo per i capelli e sono diventati praticamente i padroni indiscussi di questo enorme impero.

Non c’è bisogno di esagerare quando si parla del ruolo che ha avuto l’internazionale ebraica, una gang composta da ebrei perlopiù “atei”, nella creazione del bolscevismo e l’attuale rivoluzione russa. È un ruolo primario che supera ogni paragone. Con la notevole eccezione di Lenin, la maggior parte delle più importanti figure politiche, sono di origine ebraica. Inoltre, la principale ispirazione e forza motrice proviene da leader ebraici.

Molti camerati e patrioti si sono fatti ingannare da queste affermazioni di Churchill, fatte nell’articolo sionismo contro bolscevismo (“Zionism versus Bolshevism: A Struggle for the Soul of the Jewish People” ), e sono stati spinti a credere che le dichiarazioni di Churchil nell’articolo in questione, fossero delle coraggiose dichiarazioni contro il sionismo, beh, si sbagliano.

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)

In effetti, negli ultimi paragrafi Churchill sostiene con fermezza il sionismo e incoraggia gli ebrei a supportare il sionismo piuttosto che il bolscevismo:
„Il sionismo è già divenuto un fattore nella “convulsione politica” in Russia, come valida alternativa e “avversario” in competizione con il bolscevismo e il sistema comunista mondiale. Niente può confermare questi fatti più dell’attacco furioso di Trotsky verso i sionisti in generale e in particolar modo verso il Dr. Weissmann.

Analizzando a fondo il suo profilo psicologico non vi sono più dubbi sul fatto che i suoi piani di un governo comunista mondiale sotto dominio ebraico, entrano in conflitto con queste nuove idee, che convogliano i desideri e i pensieri degli ebrei a livello globale, verso un obbiettivo più facile da raggiungere. La lotta che inizia tra i sionisti e gli ebrei bolscevichi è una lotta per l’anima del popolo ebraico.

Churchill fu, per sua stessa ammissione, un sionista radicale, che da ipocrita fece accordi con Stalin e il regime criminale e assassino sovietico comunista. L’avversione che Churchill provava verso il bolscevismo scomparve rapidamente come anche le sue restrizioni riguardo all’ebraismo internazionale, non appena potè portare avanti le sue ambizioni personali.

Anche l’articolo da lui scritto “Il sionismo contro il bolscevismo”, era in malafede, nel senso che offrì al mondo una scelta, il sionismo o il bolscevismo, un falso dilemma in quanto entrambe le opzioni producono esattamente lo stesso risultato: un governo mondiale sotto dominazione ebraica, come preannunciato nel vecchio testamento ebraico.

Churchill consapevolmente evitò d’informare i suoi lettori, che per gli ebrei, queste ideologie, sono come due facce della stessa medaglia. Entrambe partono dallo stesso punto e si dirigono verso il medesimo obbiettivo finale: Un Nuovo Ordine Mondiale sotto dominio ebraico!

Gl’apparenti conflitti tra gli ebrei sono più sulle tattiche da adottare, non sugli obbiettivi finali. Il sionismo e il comunismo sono come due tentacoli dello stesso mostro talmudico – “tagliato e modellato dalla stessa stoffa ebraica”!

Il più famoso critico dell’ebraismo, Adolf Hitler, spiegò in modo eloquente queste tattiche adottate dagli ebrei nel suo libro, il Il Mein Kampf (la mia battaglia) di Adolf Hitler

La dominazione ebraica dello stato sembra avere raggiunto il suo culmine, tanto è vero che non solo l’ebreo inizia a mostrare le sue vere origini e il suo vero volto, ma ammette senza farsi nessuno scrupolo ne problema, le sue vere intenzioni. Una parte del popolo ebraico si dichiara apertamente un popolo straniero, ma ancora, mentono.

Infatti, mentre i sionisti cercano di fare credere al resto del mondo che l’identità nazionale degli ebrei trovì la sua soddisfazione nella creazione di uno Stato ebraico, gli ebrei, ancora una volta sono riusciti ad ingannare i gentili(termine dispregiativo per chiamare tutti i non ebrei). L’idea di creare uno stato ebraico in Palestina per viverci, non li ha neanche sfiorati, tutto quello che vogliono è un organismo centrale, una base centrale da dove portare avanti i loro piani di dominio e sovversione mondiale. Uno stato sovrano ebraico in cui l’intervento di altri stati sia impossibile: un paradiso per canaglie e condannati e un’università per truffatori e criminali.

Le dottrine maliziose e crudeli di Karl Marx e di Hess, sono state adottate accuratamente dagli ebrei di tutto il mondo, che hanno visto in esse la possibilità di distruggere i gentili una volta per tutte.

Un ebreo di nome Baruch Levy, in una lettera a Karl Marx, ha dichiarato che il comunismo era – dopo tutto – solo un modo per trasferire tutta la ricchezza del mondo in mano agli ebrei, e così realizzare la visione messianica descritta nel Talmud: “Il popolo ebraico nel suo insieme, sarà il Messia. Il dominio mondiale verrà anche ottenuto tramite la dissoluzione di tutte le altre razze, con l’abolizione delle frontiere, l’annientamento della monarchia, e con l’istituzione di una repubblica mondiale, in cui gli ebrei possano ovunque esercitare il privilegio della cittadinanza. In questo nuovo ordine mondiale i figli di Israele rimpiazzeranno tutti i leader senza incontrare opposizione. I governi dei diversi popoli che formeranno la repubblica mondiale, cadranno senza difficoltà nelle mani degli ebrei. Sarà quindi possibile per i dirigenti ebrei di abolire la proprietà privata e di sfruttare in tutto il mondo, le risorse degli stati. Così la promessa e la profezia del Talmud, in cui si dice che quando il tempo messianico sarà giunto, gli ebrei possederanno tutti i beni e le ricchezze del mondo nelle loro mani, si avvererà. “(Baruch Levy, Lettera a Karl Marx, La Revue de Paris , p. 54, 1 ° giugno 1928)

L’autore ebreo Bernard Lazare conferma che Karl Marx era davvero un talmudista: “Aveva quella mente lucida e talmudica che non vacillava di fronte alle piccole difficoltà. Era un talmudista dedicato alla sociologia che applicava il suo “talento” e sapere analitico e interpretativo, alla critica della teoria economica. È stato ispirato da quel antico materialismo ebraico, che pur respingendo perché troppo distante e dubbioso, la speranza di un paradiso dopo la morte, non smise mai di sognare del “paradiso” realizzato sulla terra. Ma Karl Marx non era semplicemente una persona logica, era anche un ribelle, un agitatore, un polemista e queste qualità, come il suo sarcasmo e il suo spirito critico, come anche Heine, le ha ereditate dai suoi avi (Lazare, Bernard. “Antisemitism, Its History and Causes”, p. 129).

L’Encyclopaedia Judaica scrive: “Nelle sue lettere a Leopold Zunz vi sono spesso riferimenti alla rivoluzione europea del 1848, come all’avvento del messia. Pure gli ebrei non praticanti, tendono ad investire e ad aderire a movimenti per la liberazione secolare, e lo fanno con ispirazione messianica“.

Il rabbino suprematista ebraico, Harry Waton, ha confessato che non solo il comunismo è di origini ebraiche, ma che è semplicemente un meccanismo per il dominio del mondo da parte degli ebrei e la sottomissione di tutti i non-ebrei – un adempimento della visione megalomane messianica della Torah e del Talmud.

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)

Nel suo libro del 1939, “Un programma per gli ebrei e una risposta a tutti gli antisemiti: Un programma per l’umanità”, il rabbino scrisse: “Non è un caso che il marxismo sia un prodotto ebraico, e non è un caso che gli ebrei adottarono e diffusero prontamente questa ideologia, il tutto era in perfetto accordo con il progresso del giudaismo e gli ebrei. Gli ebrei dovrebbero rendersi conto che Geova non dimora in cielo, ma egli dimora in ognuno di noi proprio qui sulla terra. Non dobbiamo più guardare in alto a Geova, come se fosse sopra di noi o al di fuori di noi, ma dobbiamo vederlo proprio dentro di noi, “(p . 148).

“Dal momento che gli ebrei sono il popolo più colto e più superiore della terra, gli ebrei hanno il diritto di subordinare a se stessi il resto del genere umano e di essere i padroni del mondo. Ora, in effetti, questo è il destino storico degli ebrei.”(p. 99)

“L’ebraismo è comunismo, internazionalismo, la fratellanza universale degli uomini, l’emancipazione della classe operaia e della società umana. È con queste armi “spirituali” che gli ebrei conquisteranno il mondo e governeranno sul genere umano. “(P. 100)

Non vi sembra strano che un presunto anti-capitalista come Karl Marx, non disse mai una parola o criticò i Rothschild, la dinastia dei banchieri ebraici, la famiglia più ricca di finanzieri capitalisti del mondo e profittatori delle guerre come anche sfruttatori della classe operaia.

Tutto ciò non appare più così sconcertante quando si capisce che Karl Marx stava lavorando per i Rothschild sin dall’inizio. (Vedi: Red Symphony).

Mikael Bakunin, il famoso pensatore anarchico-sindacalista e rivale di Karl Marx, attaccò il potere ebraico affermando che la rivoluzione mondiale era un piano ebraico per il dominio mondiale, smascherando cosi Karl Marx e la sua fasulla ideologia di liberazione (il marxismo). Bakunin affermò che il marxismo era un prodotto dei Rothschild, un piano con cui l’oligarchia finanziaria ebraica mirava a saccheggiare e impossessarsi di tutti i beni in mano alle nazioni gentili.

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)

Bakunin affermò anche che l’ebreo Karl Marx si era attorniato a Londra e in Francia, ma soprattutto in Germania, di una moltitudine di ebrei più o meno intelligenti e molto intriganti, che speculavano sul fatto che gli ebrei fossero presenti ovunque: agenti di commercio, banchieri, scrittori, politici, corrispondenti per i giornali di tutti i colori, con un piede in banca, l’altro nel movimento socialista e che controllano totalmente la stampa tedesca, – avendo preso possesso di tutti i giornali – penso che sia facile immaginare che tipo di letteratura nauseante che producano.

Ora, il popolo ebraico, che costituisce una setta unita dedita al profitto, un popolo di sanguisughe, un singolo parassita ingordo, strettamente e intimamente uniti non solo oltre ai confini nazionali e quindi in tutte le nazioni, ma in tutti i movimenti e partiti politici – questi individui supportano da un parte Marx e allo stesso tempo i Rothschild. Sono certo che Rothschild da parte sua valorizza notevolmente i meriti di Marx, e che Marx da parte sua, sente un attrazione istintiva e prova un grande rispetto per Rothschild.

Questo può sembrare strano. Che cosa ci può essere in comune tra il comunismo e le grandi banche? Oh! Il comunismo di Marx mira all’accentramento del potere nello stato, e, se ciò si verificasse, dovrà inevitabilmente esserci una banca centrale statale. Una volta che una tale banca viene creata, non sarà difficile per la nazione ebraica parassita, che specula sul lavoro delle persone, trovare un modo per prenderne il controllo… “(Michael Bakunin, polémique Contres les Juifs, 1869)

Benjamin Disrael, primo ministro inglese dal 1874 al 1880, di origine ebraiche, cerco ripetutamente di avvertire sulle macchinazioni da parte dei suoi “connazionali” del pericolo che essi rappresentassero. Nel romanzo di Conigsby, Disraeli, un personaggio afferma ciò: ho intervistato al mio arrivo a San Pietroburgo il ministro delle finanza, Count Canerin; vidi il figlio di un ebreo lituano… Ho avuto un’udienza al mio arrivo a Madrid con il ministro spagnolo, e vidi un mio simile, il figlio di un cristiano convertito, un ebreo di Aragona. In conseguenza di ciò che accadde a Madrid, mi sono recato direttamente a consultare il presidente del consiglio francese, e incontrai il figlio di un ebreo francese. Siamo andati in Prussia… e il conte Arnim entro nel gabinetto, si trattava di un ebrao prussiano. Quindi, vedete, mio caro Coningsby, che il mondo è governato da personaggi molto diversi da ciò che è dato a immaginare, personaggi che governano da dietro le quinte.

Poi, quattro anni dopo che gli ebrei fecero scoppiare le epidemie nel 1848, Disraeli tornò a parlare dell’argomento nel suo libro Lord George Bentinck, affermando: “Si può risalire all’influenza ebraica in ogni principio distruttivo in Europa. L’insurrezione si svolse contro la tradizione e l’aristocrazia, contro la religione e la proprietà… L’uguaglianza naturale degli uomini e l’abrogazione della proprietà vengono proclamati dalle società segrete che formano governi provvisori capitanati da uomini di razza ebraica e che si trovano a capo di ogni società segreta.”

Chaim Weizmann, uno dei più preminenti e influenti sionisti del 20 ° secolo, che architettò la dichiarazione di Balfour e fu anche il primo presidente di Israele, disse: “Una protezione divina che Dio ha istituito per proteggere la vita ebraica, consiste nel fatto che gli ebrei si sono sparsi per tutto il mondo” ( EBRAICA GUARDIAN, 8 ottobre, 1920).

Ora confrontate questo con l’ultima frase del protocollo numero 11 dei savi anziani di Sion: Per grazia di Dio il suo Popolo prediletto fu sparpagliato, ma questa dispersione, che sembrò al mondo la nostra debolezza, dimostrò di essere la nostra forza, che ci ha ora condotto al limitare della Sovranità Universale. Ci rimane da costruire ancora poco su queste fondamenta, per raggiungere la nostra meta.

La notevole somiglianza tra le parole di Weizmann e il passaggio dei protocolli, dimostra che gli anziani savi di Sion esistono eccome, e che Weizmann era uno di loro.

Questa mano nascosta del potere ebraico fu identificata e esposta in modo sottile da Walter Rathenau (1867-1922), un industriale tedesco dalle origini ebraiche, scrittore e statista che fu anche ministro degli esteri della Germania durante la repubblica di Weimar. Scrivendo sul Wiener Freie Presse nel 24 dicembre 1912, affermò: “Una cerchia ristretta di trecento uomini che si conoscono tra di loro, governano e controllano il destino del continente europeo, e si sono auto eletti a diventare la nuova classe dirigente europea.

Questi fatti sono stati confermati da Jean Izoulet, un professore ebreo del collegio di Francia e membro della loggia massonica ebraica, l’alleanza israelita universale. Scrivendo nel suo libro pubblicato nel 1926, “Parigi Capitale delle religioni”: “Io di certo non voglio abbandonare il loro magistero temporale dei trecento banchieri che, al momento, dominano il mondo.”

Al congresso sionista tenutosi a Basilea nel 1898, il Dr. Mandelstam, professore presso l’università di Kiev, proclamò: “Gli ebrei respingono energicamente l’idea di venire assimilati in altre nazioni, e che questi sono fermamente attaccati alla loro speranza storica, e cioè di creare un impero mondiale ebraico.” (Chamberlain, Houston Stewart. “Fondamenti del secolo XIX”, p. 335)

L’ebreo talmudico David Wolffsohn, il successore di Theordore Herzl come leader mondiale del sionismo e presidente dell’organizzazione sionista mondiale (OSM), fu il presidente e organizzatore del congresso sionista a l’Aia nel 1907, congresso in cui tenne il discorso di apertura e di chiusura. Il New York Times pubblicò parte del discorso di chiusura di Wolffsohn, in cui motivò e incitò gli ebrei per una più forte unità, e in cui disse anche che l’ebraismo conquisterà il mondo!

Nel 1922 in una conferenza sionista a Carlsbad, in California, il leader sionista Nahum Sokolow, si vantò del fatto che la società delle nazioni (predecessore delle Nazioni Unite) fosse un costrutto e uno strumento ebraico, e che Gerusalemme un giorno sarebbe diventata la capitale del mondo, esattamente come pianificato: “La società delle nazioni è una idea ebraica, e Gerusalemme un giorno diventerà la capitale della pace del mondo. Noi ebrei di tutto il mondo faremo in modo di portare avanti le guerre e i piani della società delle nazioni facendone una nostra causa, e non ci daremo pace finché non otterremo la vittoria finale.

Theodore Newman Kaufman fu un ebreo americano che pubblicò un libro in cui incitava al genocidio del popolo tedesco e la distruzione della nazione tedesca, tramite una campagna di sterilizzazione di massa, la soluzione finale (vedi: Kaufman, Theodore N. Germany Must Perish! Newark, NJ: Argyle Press, 1941).

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)

Nello stesso anno pubblicò anche i libro, this devilish Jew, in cui descrive le sue intenzioni e i suoi piani di annientamento del popolo tedesco, come anche dei sui piani di domino mondiale: “Credo che gli ebrei abbiano una missione nella vita. Devono fare in modo che le nazioni del mondo si riuniscono in una sola e vasta confederazione. L’”Union Now” è l’inizio di tutto ciò. A poco a poco il mondo si svilupperà in un paradiso. Avremo la pace perpetua e gli ebrei faranno il possibile per realizzare tutto ciò, perché ne saranno i primari beneficiari.

L’invito di Kaufman per l'”Union Now” era stranamente simile a una proclamazione fatta da Adolph Crémieux, un importante avvocato e statista francese dalle origini ebraiche che fondò la loggia massonica ebraica l’Alleanza Israelita Universale di Parigi, nel 1860. In una riunione dell’alleanza Crémieux fece una dichiarazione in stile I protocolli dei savi anziani di Sion: “L’Alleanza non si limita al nostro culto ma esprime il suo appello a tutti i culti e vuole penetrare in tutti i gruppi religiosi, come è penetrato in tutte le nazioni.

Cerchiamo con coraggio di realizzare l’unione di tutti i culti sotto un’unica bandiera di “unione e progresso”: questo è il motto dell’umanità. Crémieux e il suo ordine segreto ebraico sono stati accusati di essere i cospiratori principali nella formulazione dei protocolli dei savi anziani di Sion, in un saggio illuminante intitolato “The Protocols of the Ruffle Crested Kikes of Zion”.

Nel 1940, Arthur Greenwood, – Il vice presidente del partito dei laburisti britannico e membro del gabinetto di guerra britannico – fece una dichiarazione sull’ebraismo internazionale in cui disse che dopo la sconfitta delle potenze dell’asse della seconda guerra mondiale, avrebbe fatto tutto il possibile per contribuire a realizzare la formazione di un “Nuovo Ordine Mondiale” guidato e dominato dagli ebrei.

Lo strisciante tirapiedi sionista proclamò: “Quando avremo raggiunto la vittoria, come certamente avverrà, le nazioni avranno la possibilità di istituire un nuovo ordine mondiale… In un tale mondo, siamo fiduciosi che la coscienza dell’umanità civilizzata richiederà che i torti subiti dal popolo ebraico in così tante parti del mondo, verranno colmati.”

Aggiunse ancora che nella ricostruzione della società civile dopo la guerra, vi sarà una vera opportunità per gli ebrei di tutto il mondo, per dare un distinto contributo nella ricostruzione(Vedi fac-simile del presente articolo del New York Times).

Nel 1946 il governo degli Stati Uniti fece a Stalin una proposta di instaurare un governo mondiale, la proposta fu scritta dagli ebrei globalisti Bernard Baruch e David Lilienthal. Baruch fu un potente finanziere ebreo di Wall Street, e fu anche un influente consigliere di ben cinque presidenti americani. Nella prima guerra mondiale fu consigliere capo di Woodrow Wilson, per la difesa nazionale e fu anche nominato presidente del consiglio industriale di guerra (1918-1919), portando così la macchina da guerra americana sotto il controllo dei finanzieri ebrei.

Baruch, assieme a parte dei suoi connazionali, contribuì nel creare le disposizioni economiche per creare il trattato di Versailles del 1919, trattato che ridusse la Germania in pezzi dopo la prima guerra mondiale.

Nel suo scritto all’agenzia mondiale dell’energia atomica del 14 di giugno del 1946, Baruch fece la seguente affermazione, tipica di un mondialista e sionista come lui: “Dietro l’oscuro presagio della nuova era atomica c’è una speranza e un possibile piano, che se messo in atto con fede, potrà portarci alla salvezza … Non dobbiamo ingannare noi stessi: dobbiamo instaurare uno stato di pace nel mondo o la distruzione del mondo sarà inevitabile.

La pace non potrà essere a lungo conservata dal “peso di metallo” o da una corsa agli armamenti. La pace può essere assicurata solo con la comprensione e accordi fortificati da sanzioni. Dobbiamo abbracciare la cooperazione internazionale o sarà la disintegrazione globale”.

Baruch predisse anche la “guerra fredda” tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Nel 1948, durante un discorso alla commissione speciale del senato, il programma investigativo nazionale delle difesa, disse: “Anche se la guerra a colpi d’artiglieria è finita, ora siamo nel bel mezzo di una guerra fredda che si sta sempre più riscaldando.”

Il rabbino sionista Stephen S. Wise, previde nei particolari l’ascesa di Woodrow Wilson alla presidenza, e nella sua autobiografia, “Anni difficili” (p. 161), si vantò del fatto che un potere occulto immensamente influente, di cui era stato intimamente a conoscenza, scelse Wilson come una pedina importante del proprio gioco politico, ancora prima che il presidente della Princeton University era entrato in politica.

Wise avrebbe continuato ad essere uno dei principali consiglieri di Woodrow Wilson, ruolo che fu determinante nel convincere Wilson a sostenere la dichiarazione di Balfour. Wilson, fu naturalmente solo una pedina dei savi di Sion che aiutò a portare avanti l’agenda dei sionisti, facendo passare due leggi importanti, ispirate al manifesto del partito comunista – Plank # 2: “Una pesante progressiva o graduata imposta sul reddito”. E Plank # 5: la creazione di una banca centrale con monopolio esclusivo.

Forse si trattò di un impeto di ribellione contro i suoi padroni, fatto sta, che Woodrow Wilson fece la seguente osservazione inquietante riguardo alle forze occulte che governo gli USA, da dietro le quinte: “… Siamo diventati uno dei peggiori governi del mondo, uno dei governi più completamente controllati e dominati, del mondo civile – non è più un governo di libera opinione, non più un governo per convinzione e il voto della maggioranza, ma un governo che lavora per portare avanti gli interessi di gruppi di potere” (Woodrow Wilson New Freedom:. una chiamata per l’emancipazione delle energie di un popolo IndyPublish, 2007, pag 201).

—————-o0o—————-

“Il Governo Mondiale Ebraico”

LIBRI&DOSSIER – Il Governo Mondiale Ebraico
di Dagoberto Huseyn Bellucci

Governo-Mondiale-EbraicoPremessa a cura di: Dedé
La cultura della ricerca e della conoscenza, non deve farsi limitare da nessuna ideologia o pregiudizio. L’Obiettivo di chi legge, dovrebbe essere “aperto” e critico. Perché leggiamo un libro, un articolo o guardiamo un video? Con quale criterio o finalità scegliamo? Oppure con quale criterio il libro sceglie noi? Quale vibrazione emette un sito, una rivista o un libro, da chi lo compila? E’ coerente con quello che la nostra co-scienza vigile, desidera in quel momento? Per chi ama la conoscenza la risposta è ovvia. E’ un percorso di crescita continua che non ha mai fine fin da piccoli. Poi piano piano diversi piani di realtà, si affacciano alla coscienza che diventa consapevole, come un puzzle che cresce con noi per tutta la vita, finché si intravvedono prima i contorni, poi alcuni frammenti coerenti. Si può partire da ogni contenuto, intuizione, stimolo esterno. Se l’obiettivo è la ricerca della Verità Critica, metteremo in sospensione di giudizio ogni contenuto, perché la realtà visibile e invisibile è sconosciuta, nasconde misteri profondi, che solo scavando con la pura curiosità insaziabile dei bambini, si rivelano nell’essenza dell’ESSERE e ci regala Doni Preziosi.

Questo libro è giunto a me nel momento giusto, Quando a seguito di una ricerca sulla natura del conflitto tra la cultura ebraica e quella islamica, ho percepito dei “vuoti” nelle domande che ponevo. Non ho fatto indagini sull’autore. Ho letto tutto di notte, con la coscienza aperta, ascoltando nel silenzio della notte. Il resto lo lascio alla lettura e alle vostre sensazioni. Metto di seguito il titolo dei capitoli. A tratti il libro è molto crudo e potrebbe colpire la sensibilità di alcuni. Come sempre se sentite che non siete pronti per leggere, lasciate perdere, non è il momento giusto..

Governo Mondiale Ebraico 01 – LA NASCITA DI UN IDEOLOGIA RAZZISTA

Governo Mondiale Ebraico 02 – IL GRAN SINEDRIO MONDIALE – LA TESTA DEL SERPENTE

Governo Mondiale Ebraico 03 – IL PURIM – ORIGINI DI UNA FESTA TRAGICA

Governo Mondiale Ebraico 04 – NASCITA DI UN IDEOLOGIA RAZZISTA

Governo Mondiale Ebraico 05 – KABALA E TALMUD

Governo Mondiale Ebraico 06 – I SEGRETI DELLA KABALA

Governo Mondiale Ebraico 07 – DA ESCLUSIVISMO RAZZIALE AGLI OMICIDI RITUALI

Governo Mondiale Ebraico 08 – GLI OMICIDI RITUALI NELLA STORIA

Governo Mondiale Ebraico 09 – EBRAISMO E MASSONERIA

Governo Mondiale Ebraico 10 – LA MASSONERIA EBRAICA

Governo Mondiale Ebraico 11 – SIONISMO E CAPITALISMO – DA USURA A BANCA

Governo Mondiale Ebraico 12 – LE MULTINAZIONALI SIONISTE

Governo Mondiale Ebraico 13 – LA PIOVRA PLUTOCRATICA – ASSALTO DEI MERCATI

Governo Mondiale Ebraico 14 – ASSALTO DEI MERCATI MONDIALI – OLANDA

Governo Mondiale Ebraico 15 – ASSALTO DEI MERCATI MONDIALI – GERMANIA

Governo Mondiale Ebraico 16 – ASSALTO DEI MERCATI MONDIALI – ITALIA

Governo Mondiale Ebraico 17 – LA GRAN BRETAGNA

Governo Mondiale Ebraico 18 – ORGIA CAPITALISTICA

-o0o-

LA GRAN BRETAGNA GIUDAICA – FINANZA E AFFARI ALL’OMBRA DELLA CITY’

Una delle costanti che appare nella sua evidenza a chiunque, storico o economista, politico o studioso, voglia analizzare la vita economica britannica è l’assoluta dittatura esercitata sui circoli dell’alta finanza londinese da un esiguo numero di banchieri e finanzieri di origini israelite, collegati da rami familiari che si perdono nella storia d’Europa e si avvicinano ai loro correligionari d’oltreoceano.

Difatti se l’America appare il prodotto ultimo meglio finito dell’ibrida congiunzione a nozze dell’etica mercantile protestante con l’usurocrazia plutocratica ebraica non bisogna dimenticarci che la Gran Bretagna ha rappresentato il principale supporto alle strategie di dominio planetario della Plutocrazia Sionista.

La pressione esercitata dai grandi potentati economici e dalle banche ebraiche è la costante degli ultimi quattro secoli, da quando il protestante Cromwell sottomise l’isola oltremanica aprendo le porte alle turbe d’israeliti provenienti dalla vicina Olanda e dalle altre nazioni dell’Europa Occidentale.

Attualmente la Gran Bretagna – ridotta la sua sfera d’influenza sul piano militare e strategico al mero controllo a distanza’del continente – utilizza proprio la sua influente casta finanziaria ebraica per intervenire direttamente sui principali mercati del pianeta.

Alcuni dati: il commercio delle esportazioni è dominato e finanziato dalle seguenti banche sioniste: Hambros Bank, la Baring Brother’s, la Kleenworth, il potente gruppo Rothschild e la onnipresente Lazard Brother’s. La City’londinese controlla da sola praticamente il 70% del mercato mondiale dell’oro grazie ai buoni uffici che i suoi esperti brooker’s hanno ereditato dall’esperienza della Round Table Organization creata ad inizi secolo da Cecil Rhodes (1°)

Cecil Rhodes, fondatore della società, era un mercante d’assalto’che riuscì ad ottenere il monopolio dello sfruttamento delle miniere d’oro e di diamanti del SudAfrica. Egli utilizzò le sue immense fortune personali per realizzare un disegno che, situandosi all’interno delle coordinate espansionistiche dell’imperialismo inglese, ottenne l’appoggio dell’assetto di potere economico-finanziario operante in Inghilterra, allora paese-guida del capitalismo internazionale.’ (2°)

Nel mercato dell’oro e dei diamanti sono soltanto sei le compagnie che hanno in gestione l’appalto delle transazioni e, queste rispondono ai nomi di Samuel Montagu, Mocatt Goldsmith, Pixley and Abel, Shaps and Wilkins, Johnson Matthey e naturalmente i Rothschild.

Tutti ovviamente in mano ai sionisti che de facto occupano i posti chiave dell’economia britannica da oltre due secoli.

Non si sbagliava pertanto M. Wirsing quando scriveva: i banchieri sono i reali dominatori dell’Inghilterra’. Soltanto’che non sottolineava il dato razziale…. perché si sa, la razza’è importante…

Al vertice della colossale piramide affaristica del capitalismo britannico ritroviamo alcuni dei principali banchieri già incontrati nei precedenti capitoli presenti con la loro influenza a livello internazionale.

Necessario segnalare come la Banca d’Inghilterra e le Big Fivè (le Cinque Grandi Banche) del capitalismo britannico siano sotto direzione giudaica.

La Westminster Bank venne fondata nel 1836 dall’economista James William Gilbert e da Samuel Jones Lloyd (futuro lord Overstone) assieme ai loro consanguinei ebrei Walter Leaf e David Salomon quest’ultimo amministratore della banca, deputato al parlamento e primo sindaco israelita della capitale Londra.

Le altre quattro banche sono la National Provincial Bank’, la Lloyd Bank’, la Barclays Bank’ e la Midland Bank’tutte dirette da elementi della plutocrazia ebraica.

Altrettanto predominio evidentemente lo ritroviamo nelle principali compagnie petrolifere, autentiche teste d’ariete dell’espansione britannica verso Oriente.

La principale di queste la Shell’venne fondata dall’israelita Marcus Samuel in aperta concorrenza – per i mercati dell’estremo oriente (Cina e Giappone) – con Rockfeller il quale, come abbiamo visto, non badava a colpi bassi.

Ma Marcus non era meno abile e astuto del suo potente correligionario d’oltre-atlantico. Per combattere la battaglia economica contro la Standard Oil, la Shell fece costruire una flotta mercantile composta da navi-cisterna che potevano trasportare merci dai paesi dove la compagnia intendeva operare. In questo modo oltre al petrolio arrivarono in Gran Bretagna una serie di spezie, alimenti, thè, bevande esotiche, minerali e quant’altro di valore si poteva trafugare sfruttando la popolazione autoctona.

I discendenti di Marcus Samuel e quelli del fratello e socio, Samuel Samuel, diressero per anni la Banca Samuel and Company Ltd., direttamente associata alla Shell.

Il terzo visconte di Bearsted, Marcus Richard Samuel, per anni è stato il presidente della banca di famiglia diventando, allo stesso tempo, dirigente di punta della Alliance Assurance Company’ (feudo della famiglia Rothschild) e della Perham Investments Trust cos’come presidente della Anglo-Jewish Association, importante organizzazione sionista britannica sostenitrice della creazione di uno stato sionista in Palestina e impegnata attivamente con finanziamenti e progetti alla realizzazione dell’Heretz Israel biblico.

Per contro Peter Montefiore Samuel rappresentava la famiglia al Consiglio della Shell e divenne amministratore della British Field Products e della Mayborn Products oltre a amministrare il Jewish Orphanage.

Fino alla sua nazionalizzazione la Banca d’Inghilterra era amministrata da un consiglio composto da 24 membri, eletto per accordi interni alle grandi famiglie dell’oligarchia finanziaria.

Normalmente i principali dirigenti della Banca di Stato britannica uscivano dalle seguenti famiglie della casta’plutocratica: i Baring, i Grenfeeld, gli Schroeder, i Rothschild, gli Hambro, i Lazard, i Samuel.

La Banca Lazard-Brothers era la filiale londinese poi resasi autonoma della francese Lazard Frerès’, e partecipava alla gestione del trust industriale petrolifero anglo-olandese Shell-Royal Dutch.

La Hambro’s Bank era associata invece con il gruppo bancario degli Schneider, la Baring Bank ai Rothschild francesi, la Banca Saemy Japhet and Company dal canto suo – fondata dall’israelita Japhet – era membro del consiglio dell’oligarchia così come la Warburg della potentissima famiglia di israeliti provenienti dall’Europa centrale e stazionati in Italia nel XIII° secolo.

Per anni direttore della Warburg Bank fu l’israelita Sigmund George Warburg l’ultimo rampollo del ramo britannico della potente famiglia.

La Banca Rothschild sin dall’epoca del primo ministro ebreo Benjamin Disraeli rappresentò la banca della Casa Reale britannica e sosteneva tutte le operazioni finanziarie atte alla strategia di conquista imperiale, specie durante il periodo vittoriano.

E’ sintomatico rilevare come i baroni Rothschild contraessero matrimoni unitamente con ragazze di sangue ebraica mentre le loro sorelle si univano ai membri dell’alta aristocrazia europea.

La religione mosaica non si opponeva a questa commistione di sangue poiché – malgrado il rigido razzismo talmudico – da madre ebrea nascerà comunque un individuo ritenuto, sotto tutti i punti di vista, ebreo.

Indipendentemente dalla religione del padre per l’antica legge mosaica chiunque nasceva da madre ebrea restava impresso del marchio giudaico’.

Werner Sombart – scrive Batault – ha l’inestimabile merito d’aver dimostrato in termini di rigore scientifico come la religione dei Giudei presenti con le sue tendenze egemoniche i caratteri di un’autentica filosofia, di un’etica e di una metafisica del capitalismo. Sombart insiste sull’importanza delle credenze religiose in rapporto alle concezioni economiche dei popoli….’

L’intero sistema religioso (del Giudaismo ndr) è fondato su di un contratto tra Jahvè e il suo popolo eletto: un contratto con tutti gli obblighi conseguenti dai rapporti contrattuali. Dio promette qualcosa e dà qualcosa e in cambio di questo qualcosa i Giudei gli devono una prestazione.’(3°)

Tra le caratteristiche che maggiormente sono rimarcate nel rapporto strettissimo tra puritanesimo e giudaismo, crediamo qui utile, a conclusione del nostro brevissimo excursus relativo all’influenza ebraica nella Gran Bretagna (altre notizie le daremo nel prossimo capitolo anche in relazione alle banche britanniche), rimarcare l’intransigenza fanatica che accomuna entrambe le due visioni del mondo, intrise di messianismo e di escatologie bibliche.

I protestanti si considerano infatti la tredicesima tribù scomparsa d’Israele, e come tali si sentono rivestiti di una particolare missione escatologica: sostenere gli ebrei nella loro azione di dissoluzione dell’ordine tradizionale.

Padre del puritanesimo è l’intransigente discepolo di Calvino, lo scozzese John Knox. La dottrina risulterà comunque integrata da elementi attinti agli anabattisti d’Olanda:

Puritani,separatisti,brownisti, indipendentisti, ranters, quaccheri, tutti sedettero alla mensa servita dagli anabattisti un po’qua un po’là. I più voraci furono i discepoli di Robert Browne chiamati in seguito indipendentisti o congregazionisti. Alla setta degli indipendentisti si ricollega Cromwell, il capo e l’eroe della rivoluzione d’Inghilterra, la più perfetta incarnazione umana del puritanesimo.

I puritani erano dei fanatici giudaizzanti, si attenevano alle dottrine e pratiche dell’Antico Testamento, divenuto per loro la fonte unica della vita religiosa, civile e politica, come scrive Macaulay: Battezzavano i figli con i nomi dei patriarchi e dei guerrieri ebrei.

Trasformarono la festa settimanale che la Chiesa ha consacrato al ricordo della resurrezione del Salvatore in un Sabbath ebraico. Ricercarono principi della giurisprudenza nella legge mosaica e precetti per guidare la loro vita ordinaria nei libri dei Giudici e dei Re. Gli abiti, il portamento, il linguaggio, gli studi, i divertimenti di questa rigida setta furono regolati secondo canoni simili a quelli dei farisei.’ (4°)

Non è quindi un caso’(…il caso non esiste…) che la Gran Bretagna sia la più influente nazione protestante dell’intero pianeta, retta da una monarchia che assieme rappresenta il potere temporale e quello spirituale e unisce i tratti del fondamentalismo biblico sotto le insegne dell’Union Jack a quelli del messianismo giudaico delle tredici tribù disperse.

Allo stesso modo non appare casuale la determinata volontà distruttrice della Gran Bretagna sin dall’epoca della costruzione dell’impero marittimo che si sarebbe andato espandendosi in epoca vittoriana.

La tenacia con la quale la Gran Bretagna scatenerà la 2° Guerra Mondiale contro il Terzo Reich Nazional-Socialista sarà dettat essenzialmente dalle centrali sioniste che dominavano la city’ londinese.

Io mi sono sforzato di agire – fin dall’inizio dio questa guerra – come se Churchill fosse capace di comprendere questa grande politica. In realtà era capace di comprenderla solo nei momenti di lucidità. Da troppo tempo ormai era legato agli ebrei. Risparmiando gli inglesi, intendevo non creare fratture irreparabili ad Occidentè dichiarerà Adolf Hitler sempre convinto dell’inutilità di un conflitto con i britannici con i quali non aveva alcun contenzioso diretto sul continente europeo. (5°)

Naturalmente che la politica e l’economia britannica fossero nelle mani dei sionisti questo era un dato che non era certo passato inosservato a Giovanni Preziosi che nella sua rivista ‘a Vita Italiana’poteva così scrivere: Il primo, il più ovvio degli elementi – scrive Belloc – contendenti che producono attualmente il caos nella politica estera, è il grado di comando che gli ebrei hanno ottenuto ora sugli affari inglesi. Questo grado è, come si sa, molto elevato. Non esiste un’altra nazione – giacchè non possiamo più chiamare ciò che è rimasto della Russia centrale una nazione – in cui il potere ebraico sia diventato così formidabile. L’eccesso di potere ha raggiunto tale un limite, da costringere anche i più timidi ed ipocriti ad alzare la voce e, per la prima volta durante il tempo di tre generazioni, qualche avviso sulla verità dell’opera ebraica e del suo potere è stato pubblicato sulla stampa ufficiale. I grandi giornali quotidiani che solo dieci anni fa non avrebbero osato stampare la parola ebreo’, parlano ora del pericolo ebraico, benchè sia vero che essi accentuino troppo il pericolo fuori del paese invece di occuparsene sufficientemente nel paese stesso. I principali ebdomadari, specialmente The Spectator, si sono messi anche a criticare l’ebraismo. E questo sentimento è diventato così formidabile da produrre miracoli perfino in quella stampa per le classi medie, la quale nell’epoca vittoriana avrebbe potuto soltanto sussurrare con timore e privatamente intorno alla clique governativa. Il potere ebraico sugli affari dell’Inghilterra, e specialmente la preponderanza ebrea nell’attuale guazzabuglio della nostra politica estera, è soprattutto il prodotto del modo con cui per tanto tempo fu trattata in questo paese la questione ebraica. Il rito e la convenzione di ignorare la nazionalità ebraica è proprio la maniera per far accrescere il potere di essa, giacchè il permanente metodo di azione usato da questo popolo in tutto il mondo è il metodo del segreto…La simpatia degli inglesi verso gli ebrei non era dunque una simpatia positiva fra la religione nazionale inglese (anglicanismo) e la religione nazionale ebrea, essa era una simpatia negativa, nata dal contegno comune contro un avversario comune, cioè la Chiesa Cattolica.’ (6°)

Gran Bretagna e capitali ebraici sono un binomio che ha retto all’usura del tempo e alle ideologie del XX° secolo, anche e soprattutto per il semplice comune obbiettivo che unisce i britannici ai sionisti: l’odio verso la religione cattolica da un lato e il razzismo biologico verso tutto il resto dell’umanità.

Un’odio atavico che vedrà l’alta finanza plutocratica giudaica accorrere ad ingrossare le fila – attraverso i mass media controllati da membri dell’oligarchia – nella campagna di odio anti-germanico che caratterizzò i mesi immediatamente precedenti lo scoppio del secondo conflitto
mondiale.

La Guerra Ebraica contro la Germania verrà condotta in maniera furibonda attraverso una capillare campagna di menzogne che – alla fine del conflitto – avrebbe innalzato sugli altari della storia la più grande menzogna mai sparata prima di allora: l’olocausto dei sei milioni di ebrei gasatì o crematì nei campi di sterminio nazisti, una fandonia che è servita a soggiogare e a mettere in ginocchio l’intera Europa e con lei l’umanità. (7°)

La Guerra dei britannicì contro Adolf Hitler, era in realtà la guerra dell’alta finanza ebraica di Londra e poi di Washington contro una Germania che – sotto le bandiere del Nazional-Socialismo – aveva faticosamente riconquistato il suo diritto naturale e ritrovato il suo ruolo di guida del continente europeo.

Una simile prospettiva, un’Europa a guida nazional-socialista, ovviamente determinò la reazione dei grandi strozzini e dell’usurocrazia imperante a Londra.

La cricca ebraica alla guida della perfida Albionè preparò scientificamente e programmò con lungo anticipo lo scatenamento della seconda guerra mondiale che un’infame verdetto del cosiddetto processo di Norimberga’rovesciò unicamente sul popolo tedesco e sui suoi dirigenti
(8°)

Scriveva ancora Giovanni Preziosi, il massimo studioso della questione ebraica nel nostro paese: Hore Belisha, l’agitato ministro ebreo della guerra ebrea’scatenata dall’Inghilterra è, assieme a Churchill e ad Eden, il maggiore sostenitore della guerra fino in fondo’; perché in essa vede la vendetta di Israele. Il discorso più intransigente infatti è stato pronunciato alla Radio il 21 ottobre dall’ebreo Ministro della Guerra britannico Hore Belisha per affermare che, la guerra deve essere condotta inesorabilmente, fino in fondo, e non devono essere ammesse proposte di pace. Egli – il giudeo – ha parlato anche di frontiere dello spirito’ed ha detto: Noi non siamo entrati in guerra soltanto per ricostruire la Cecoslovacchia, né combattiamo soltanto per ridare vita ad uno stato polacco. I nostri scopi non si esprimono in frontiere geografiche. Quello che ci stà a cuore sono le frontiere dello spirito. Questa non è una guerra che si combatte attorno ad una carta geografica. è una guerra che dovrà ristabilire le condizioni in cui nazioni ed individui, compresa la nazione e i cittadini tedeschi, potranno vivere e tornare in a vivere. Su questo punto non ci possono essere incertezze.’Inoltre ha detto: è vero che ci sono stati condottieri che pur avendo usato la spada hanno meritato il rispetto del mondo. Alessandro fu un conquistatore, ma egli diffuse in Oriente i benefici della civiltà ellenica. Cesare fu un conquistatore, ma egli propagò la giustizia delle leggi di Roma. Napoleone fu un conquistatore, ma egli portò sulle sue bandiere luminosi principii. Ma il capo della Germania Nazionalsocialista che cosa porta con sé? Hitler sarà ricordato per le sue torture, per i campi di concentramento, per la sua politica segreta e per i
tentativi di avviluppare l’Europa in una ragnatela di odi di razza e di persecuzioni religiose.’
Non bastavano le frontiere dello spirito, occorreva tirar fuori anche Napoleone, del quale proprio gli ebrei determinarono la caduta (Casa Rothschild). Ecco che cosa pensava degli ebrei Napoleone. Nella seduta del Consiglio di Stato del 30 aprile 1806 Napoleone disse: Gli ebrei sono i veri corvi dell’umanità. Li ho visti durante la battaglia di Ulma accorrere da Strasburgo per fare ignobile razzia.’

E nella seduta del Consiglio di Stato del 17 maggio 1806, in sede di discussione del problema
ebraico, Napoleone disse ancora: Vi faccio osservare, ancora una volta, che nessuno ha ragione di lamentarsi dei protestanti e dei cattolici. Ma tutti si lamentano degli ebrei. Ciò dipende dal fatto che il male apportato al mondo dagli ebrei non deriva dagli individui, ma dalla costituzione spirituale di questo popolo. Gli ebrei sono le cavallette che distruggono la Francia’ (9°)

NOTE AL CAPITOLO 17° –

1° – si consulti il nostro L’Islam e l’Occidentalizzazione del Mondo’uscito per le edizioni
Effepi nel Giugno 2002.

2° – Maurizio Lattanzio – Stato e Sistema’– ediz. Ar’– Padova 1987

3° – Georges Batault – Aspetti della Questione Giudaica’– edizioni di Ar’– Padova 1984

4° Georges Batault – op. citata

5° – Adolf Hitler – Ultimi Discorsì ediz. di Ar’– Padova 1988

6° Giovanni Preziosi – articolo Potenza Ebraica in Inghilterra’apparso su La Vita Italiana’del
15/02/1921

7° – Sulla questione del presunto olocausto’si consultino i seguenti volumi:

– Richard Harwood – Ne sono morti davvero sei milioni?’– Genova

– Paul Rassinier – Il dramma degli Ebreì – Genova

– Wilhelm Stàglich – Il P rocesso di Auschwitz’– Genova

– AA.VV. – Il caso Faurisson e il Revisionismo Olocaustico’– Genova 1997

– Robert Faurisson – è autentico il diario di Anna Frank? – Genova 2000

– Franco Deana –Studi Revisionistì – Genova

– AA.VV. – Dallo sfruttamento nei lager allo sfruttamento dei lager’Genova 1994

– Sergio Oliveira – Sionismo Revisionismo Fantasia Realidadè – Porto Alegre (Brasile)
1993

– Acabou o Gas… o fim de um mito’(O relatòrio Leuchter sobre as alegadas Camaras de
Gas de Auschwitz, Birkenau e Majdanek) – Porto Alegre (Brasile) 1989

– Carlo Mattogno – The End of a Legend’– a cura dell’Institute for Historical Review – –
Neport Beach (Usa) 1994

– Carlo Mattogno – Auschwitz: un caso di plagio’ediz. La Sfingè – Parma 1986

– Carlo Mattogno – Come si falsifica la storia’ediz. La Sfingè – Parma 1988

– Jean Pierre Bermont – La verità sul processo di Auschwitz’ediz. La Sfingè.- Parma

– Carlo Mattogno – La Soluzione Finale: Problemi e Polemichè ediz. di Ar’– Padova
1991

– Carlo Mattogno – Auschwitz: la prima gasazionè ediz. di Ar’– Padova 1992

– Carlo Mattogno – Auschwitz: fine di una leggenda’ediz. di Ar’– Padova 1994

Carlo Mattogno – Intervista sull’Olocausto’ediz. di Ar’– Padova

– Arthur R. Butz – The Hoax of the Twentieth Century’ediz. Historical Review
Press’Brighton (G.B.) 1976

– John Cobden – Dachau: Reality and Myth?’a cura dell’Institute for Historical Review’–
Newport Beach (Usa) 1991

– Rapporto Leuchter – Parma 1993

– Paul Rassinier – Il dramma degli Ebreì edizioni Europa’- Roma

– Siegfried Ellwanger – A implosào da mentira do Seculo’ediz. Revisao’Porto Alegre
(Brasile) 1992

– Per tutti i ricercatori del cosiddetto revisionismo olocaustico valgano le parole pronunciate
da Robert Faurisson nel febbraio 1985: Le pretese camere a gas hitleriane e il preteso
genocidio degli ebrei costituiscono una sola e medesima menzogna storica che ha aperto la
strada ad una gigantesca truffa politico-finanziaria i cui principali benficiari sono lo Stato
d’Israele e il sionismo internazionale e le cui principali vittime sono il popolo tedesco, ma
non i suoi dirigenti, il popolo palestinese tutt’intero e, infine, le giovani generazioni
ebraiche, che la religione olocaustica chiude sempre più in un ghetto psicologico e moralè

8° – Sul processo farsa di Norimberga si consultino i volumi delle edizioni Effepì:

a) Maurice Bardèche – Norimberga ossia la Terra Promessa’– Genova

b) Carlos Whitlock Porter/Vincent Reynouard – Ingiustizie a Norimberga’– Genova

c) Carlos Whitlock Porter/Vincent Reynouard – Deliri a Norimberga’- Genova

d) I Processi di Norimberga – cofanetto in tre cd. – Genova

9° – Giovanni Preziosi – E la Guerra Ebrea è venuta’articolo da La Vita Italiana’del
15.09.1939 raccolto nel volume Giudaismo- Bolscevismo Plutocrazia Massoneria’delle ediz.
Hohensaufen Weiblingen 1941

GOVERNO MONDIALE EBRAICO

—————o0o—————

COSA CI PORTA IL 2012? L’avvicinarsi del Governo Mondiale…

d. CURZIO NITOGLIA
4 dicembre 2012

Prologo
● Tutte le strade dell’attuale crisi economica, politica, bellica, sociale e religiosa sembrano portarci sempre più velocemente verso un Governo Mondiale. Il Financial Times scriveva apertamente su questa ipotesi già in un articolo di Gideon Rachman, pubblicato l’8 dicembre 2009, il cui titolo era chiarissimo: Ed ora un Governo Mondiale. Questi obbiettivi sono stati rilanciati più recentemente dalla Trilateral Commission, dal CFR e dai membri interni al Bilderberg club.
● Oggi, la crema del potere globale sta chiudendo il capitolo globalizzazione e sta introducendo quello del Governo Mondiale. I mezzi di cui si serve sono sostanzialmente e principalmente:
  • 1°) Lo sbriciolamento finanziario
A partire dal 2008, il Sistema Finanziario Globale si occupa del tenersi artificialmente in vita. L’alta finanza e i mega-banchieri di Goldman Sachs, CitiGroup e JPMorganChase al lavoro con la Bank of England e la BCE, non hanno preso nessun provvedimento per aiutare né le popolazioni né le economie nazionali in difficoltà. Tutto quello che hanno fatto è stato il dirottare milioni di dollari nei forzieri delle banche. Tutto ciò è stato possibile perché, invece di essere il governo a controllare e supervisionare la finanza, quello che accade è esattamente l’opposto… “Sopra la banca la Patria campa, sotto la banca la Patria crepa”.
  • 2°) Le crisi economiche nazionali
Oggi, il Supercapitalismo selvaggio sta facendo crollare le economie nazionali, trasformandole in entità di dimensioni internazionali. La miseria delle Nazioni deriva dal mondo della finanza, delle banche e della speculazione mondiale.
  • 3°) I sollevamenti sociali
Il disfacimento di Grecia, Irlanda, Portogallo, Islanda e forse – prossimamente – di Italia, Spagna ed altri, probabilmente scatenerà violenti sollevamenti sociali, come già avviene in Grecia.
  • 4°) I grandi attacchi terroristici
Questi sono degli autentici assi nella manica che le élites mondialiste hanno e che possono utilizzare quali scorciatoie per il Governo Mondiale: nuovi attacchi in stile 11 settembre, potranno giustificare altre guerre globali, altre invasioni, altri genocidi.
  • 5°) La guerra generalizzata nel Medio Oriente
Mentre parliamo, forze navali, bombardieri ed un intero esercito è posizionato per attaccare ed invadere Siria, Iran[1] e destabilizzare la Russia.
  • 6°) Gli eventi pseudo-religiosi
Il crescente bisogno delle masse di dare un significato alla propria vita le rende facili vittime di pseudo-profeti e falsi Messia, anticipatori dell’Anticristo finale.
*
Conclusione
● Che cosa hanno in comune tutte queste crisi concatenate fra loro? Tutte concorrono a dimostrare che non possono essere risolte da nessuna Nazione isolatamente, e quindi giustificano il bisogno di un unico Governo Mondiale. Dobbiamo essere particolarmente vigili e comprendere le cose per quello che veramente sono e non per quello che i Padroni delle TV del mondo vorranno farci credere[2]. “Chi ha orecchie per capire, ascolti!”.
d. CURZIO NITOGLIA
4 dicembre 2012

[1] Crf. La Repubblica, 2 gennaio 2012, p. 18 «L’Iran sfida le sanzioni di Obama. Testato un missile “invisibile”. Haaretz: conflitto probabile prima delle elezioni Usa».
[2] Cfr. Russia Times 31 dicembre 2011, Adrian Sambuchi, RT.com.
——————o0o——————

I GIGANTI DEL MALE

– DWIGHT DAVID EISENHOWER –

Non sarà mai contro il comunismo la Massoneria che lo ha generato, e non sarà mai contro la Massoneria l’ebraismo anticristiano, che genera l’uno e l’altra. I tre sono distinti, ma l’anima è una sola, come appare nella politica di Eisenhower, ebreo, massone e filocomunista.Attingiamo le informazioni dal volume di Traian Romanescu, dell’università di Bucarest, “Traicion a Occidente”, in lingua spagnola, ed. Mexico 1961, pp. 290.L’apogeo del tradimento dell’Occidente è stato raggiunto da Dwight David Eisenhower,uno dei peggiori criminali di guerra non ancora giudicato.Ex comandante supremo delle truppe alleate in Europa, ex dirigente dell’università massonica di Colombia, e alla fine, Presidente degli Stati Uniti per opera del “Kahal”, della Loggia e dei circoli dirigenti del comunismo in America. È autore del libro “Crociata in Europa”. Si gloriava di essere ateo, poi si seppe che, quantunque ebreo, usò senza diritto alcuno del nome della Croce e dei Crociati che sono cose di cristiani.Nessun secolo come il nostro ha visto tanti criminali occupare i posti di Capi di Stato e onorati come “grandi” e “benefattori dell’umanità”!Ciò è che, in nessun secolo, l’ebreo era giunto a tanto potere; avviene, ora, che l’ebraismo si serve a suo piacimento delle rivoluzioni, degli intrighi e delle “frodi democratiche” per collocare in alto i più pericolosi individui conosciuti dall’umanità. In questa illustre (?) galleria, Eisenhower occupa sicuramente il primissimo posto, anche per l’avvenire.Nel 1939, Eisenhower era colonnello e aveva servito come Capo di Stato Maggiore il generale Mac Arthur, nelle Filippine. Scelto, da carnefice militare a comandante supremo in Europa, avanzò, in tre anni, di cinque gradi, cosa che gli permise di assumere il comando europeo, nonostante il suo nullo talento di stratega, paragonato a quello dei suoi compagni di guerra, quali il maresciallo Montgomery e Alanbroke. Quest’ultimo, nelle sue memorie, criticò violetemente lo “stratega” Eisenhower, accusandolo in pubblico di aver diretto le operazioni dell’esercito nordamericano con metodi di distruzione totale, già impiegati durante la guerra di “Secessione nordamericana”!

Il bombardamemto di Dresda

In effetti, Eisenhower e il suo Stato Maggiore commisero i più orribili crimini della seconda guerra mondiale; crimini anche peggiori di quelli commessi con i bombardamenti atomici su Nagasaki e Hiroshima, e paragonabili solo agli incredibili massacri di massa commessi dai bolscevichi. Il punto culminante dei delitti di Eisenhower, dei suoi generali e dei suoi “nipoti dello zio Sam”, fu il bombardamento e la distruzione della città tedesca di Dresda, alla fine della guerra.Avvenne il martedì 13 febbraio 1945, quando la Germania era già stata vinta e il suo territorio invaso all’oriente e all’occidente. Non fu, quindi, un bombardamento rivolto a conseguire obiettivi militari, ma un attacco sleale, massiccio, su una città intera, con l’intento di raderla al suolo con i suoi abitanti.L’attacco aereo nordamericano cominciò il 13 febbraio alle 9.55 della sera, e durò fino alle 10 del mattino dopo. Fu realizzato con circa duemila bombardieri quadrimotori inviati a ondate.Dresda era piena di rifugiati, fuggiti dalle orde sovietiche e non c’era in essa alcuna difesa militare che giustificasse l’attacco. I rifugiati erano, in maggior parte, donne e bambini, dato che gli uomini erano stati mobilitati in massa per sostenere il precario fronte tedesco dell’est, molto al di là di Dresda.I nordamericani attaccarono, prima, con bombe incendiarie e al fosforo, che trasformarono la città in un mare di fiamme. Seguirono le bombe esplosive, con le quali furono distrutte 180.000 delle 220.000 case della città. In tale inferno, provocato dall’odio secolare giudaico contro i cristiani che hanno dato al mondo la Luce, perirono in una sola notte, più di 300.000 persone, in maggior parte donne e bambini, senza contare i feriti e i mutilati a vita!La città di Dresda, uno dei più antichi centri culturali dell’Europa cristiana, fu così cancellata dalla carta geografica, e (da quando cadde in mano ai bolscevichi fino ad oggi, 15 anni dopo la guerra, rimane un mare di rovine. La massa dei detriti e la distruzione degli immobili fu calcolata di 3 metri cubi per abitante, mentre Berlino e Amburgo, che pure subirono bombardamenti di massa, risultavano per 1,6 metri cubi per abitante.Il numero dei morti di Dresda fu tre volte maggiore di quelli di Hiroshima e Nagasaki insieme, oltre al fatto che l’attacco alle città giapponesi durò solo alcuni istanti, mentre quello di Dresda durò dodici ore. Così, Eisenhower, il sorridente “lke”, paladino della cristianità e del mondo libero occidentale, ha motivo di sentirsi superiore allo stesso Truman!Così, fu castigata l’Europa cristiana secolareper aver osato affrontare la bestia comunista che ha trasferito i suoi splendori nelle tane dell’America!Il popolo tedesco fu il principale bersaglio della vendetta ebraico-massonico-comunista: fu spezzato e condannato ad ogni umiliazione e ad una fame che durò quattro anni, e costretta a immolare i suoi figli migliori davanti all’altare del sanguinolento Moloc rosso. E mentre un popolo intero, popolo esemplare per le sue eccelse virtù, lottava contro la miseria, la fame e la morte, Eisenhower festeggiava la sua vittoria, a Berlino, e i suoi soldati, ebbri di alcool, davano la caccia alle donne affamate, forzandole a consegnarsi ai negri e ai giudei per poter sopravvivere.Questi furono gli antefatti e questi i meriti che portarono Eisenhower al comando del popolo nordamericano fino alla Casa Bianca diWahsington!

Presidente degli Stati Uniti

Come Presidente, Eisenhower compì la sua seconda grande missione di tradimento dell’Occídente, tradimento compiuto con lo slogan della “pace a tutti i costi”, cosa che in altri termini significò dar tempo al comunismo di fortificarsi e di soggiogare svariati milioni di uomini.Eisenhower fu trasformato, dalla stampa giudeo-massonica e dalla stampa servile, nientemeno che una specie di angelo della pace, tanto applaudito durante i suoi “viaggi di buona volontà”.Giunto alla presidenza, gli Stati Uniti si trovavano compromessi nella guerra in Corea. Questa guerra avrebbe potuto essere vinta, però Eisenhower, come il suo predecessore Truman, non seppe vincerla, e giunse all’armistizio vergognoso, redatto nei termini desiderati dai comunisti. Così, il comunismo vinse in Corea sulle rovine della Corea del Sud e le pile di cadaveri dei suoi uomini, con l’aggravante che fino ad oggi i comunisti dominano la Corea del Sud, nonostante che il presidente Syngman Ree era disposto a combattere, perché’ sapeva che, dove arrivano i rossi, arriva solo la morte e la rovina.“Liquidata” la Corea, Eisenhower si precipitò troppo tardi alla Conferenza “di alto livello” di Ginevra, riunita nel 1955 col proposito di “rafforzare” la pace mondiale. Questa conferenza, che riunì i criminali del Kremlino con i traditori dell’Occidente, fu, in realtà, il primo colossale tradimento sul piano internazionale commesso da Eisenhower, perché in essa fu sigillata, definitivamente, la sorte dei paesi soggiogati dal comunismo nell’Europa Orientale, e da essa uscì il famoso “spirito di Ginevra”, che fu lo spirito di tradimento, tramite la cosiddetta “coesistenza pacifica”, in favore della cospirazione giudeo-massonica e al prezzo del trionfo dell’Oriente comunista sull’Occidente cristiano.Nell’ottobre 1956, si verificarono le perturbazioni anticomuniste in diversi paesi dell’Europa Orientale, che culminarono con la sollevazione in Ungheria. Questa sollevazione non sarebbe avvenuta senza la speranza (alimentata dall’Organizzazione giudeo-massonica della “Free Europe”) e con la promessa di aiuti militari dagli Stati Uniti. Sarebbe stato sufficiente un appoggio indiretto agli ungheresi, come gli Stati Uniti fecero con gli egiziani!Questo speravano quei popoli, ma l’aiuto non venne, e Eisenhower e tutte le bande “democratiche” dell’Occidente, ONU compresa, non mossero neppure un dito per aiutare gli ungheresi, limitandosi solo a frasi sonore e a ipocrite condanne degli invasori sovietici, che assassinavano il paese con tutti i suoi patrioti ungheresi!Negli ultimi anni, sono apparsi, negli Stati Uniti, circoli sempre più numerosi di nazionalisti con la stesse idee dei nazionalisti europei, e si spera che, un giorno, essi possano acquisire un potere sufficiente per soffocare la cospirazione giudeo-massonica nel proprio paese, poiché questa è la condizione indispensabile per realizzare la vittoria decisiva contro il comunismo mondiale!Questi circoli dispongono di alcuni periodici, nei quali espongono apertamente il pericolo che sovrasta il Nordamerica. Uno di questi periodici, il “Common Sense”, edito da Unione, a New Jersey, pubblicò un lungo articolo informativo intitolato “The Coming Red Dictatorship” (La dittatura rossa alle porte), nel quale, su Eisenhower, sta scritto quanto segue.–Eisenhower è totalmente al servizio dei cospiratori ebrei, e sta operando, in modo coerente, l’attuazione dei piani conteuti nei “Protocolli dei Savi di Sion”;–Egli si oppone all’emendamendo “Bricker”, perché questo impedirebbe alle Nazioni Unite di modificare il destino dell’America, rendendo impossibile l’attuazione del Governo Mondiale ebraico;

–Egli ha proposto e sostenuto il voto per l’approvazione di Trattati che lasciano i nostri figli soldati soggetti a Tribunali stranieri;

–Egli ha favorito la creazione della Cina comunista;

–Egli siè opposto a bloccare gli aiuti agli Stati che commerciavano con la Cina comunista;

–Egli ha impedito a Cian-Kai-Shek di fermare Mao Tse Tung, durante la sua conquista della Cina;

–Egli si è rifutato di proseguire la guerra di Corea;

–Egli ha concesso ai comunisti tutto ciò che essi chiedevano, durante i negoziati di armistizio, compresa l’isola strategica di Cho e altre due;

–Egli ha contrastato la politica di riduzione delle tasse, pur essendo stata una sua promessa fatta al popolo americano;

–Egli si è rifiutato di rimuovere i comunisti dai posti di Governo;

–Egli si è opposto a Mac Carthy e non ha fatto nulla per arginare il nemico comunista interno agli Stati Uniti;

–Egli si è allineato alle Nazioni Unite, destinate a divenire il “Governo Mondiale ebraico”;

–Egli ha nominato il filo-comunista Conant come presidente dell’Università di Harvard e come Alto Commissario in Germania;

–Egli ha nominato Bohlem, eletto da Baruch-Weinberg, come ambasciatore in Russia. Bohlem è stato interprete e consigliere favorito di Roosevelt e di Truman, e condivise pienamente le decisioni prese a Yalta e a Teheran. Nel 1959, Bohlem fu nominato da Eisenhower “esperto” del Dipartimento di Stato in questioni sovietiche;

–Egli ha nominato il generale Walter Bedell Smith, favorito di Roosevelt e di Truman, come Segretario di Stato, benché costui fosse uno dei cinque uomini che sapevano che i giapponesi stavano per attaccare Pearl Harbor, e non avvertirono le forze della marina americana;

–Egli ha patrocinato la legge di ammissione di 214.000 immigranti aggiunti e assicurato la loro adozione. La maggior parte di essi erano ebrei comunisti dell’Europa Orientale, giunti in America come rifugiati polacchi, ungheresi, rumeni, ecc. per azioni di sabotaggio. Tra di loro, vi erani agenti comunisti della polizia ungherese A.V.O., fuggiti per organizzare la ribellione in Ungheria;

–Egli si è opposto alla legge “Walter Mac Carran” per l’immigrazione;

–Egli è favorevole al superamento del limite massimo del debito pubblico negli Stati Uniti;

–Egli è favorevole al mantenimento delle spese destinate a finanziare i Governi socialisti e di altri paesi nemici degli Stati Uniti;

–Egli si dichiara favorevole al rogo dei libri comunisti ma, contemporaneamente, chiede, ai cittadini degli Stati Uniti, imposte per sovvenzionare l’invio di libri criptocomunisti alle biblioteche straniere (U.S.I.S.);

–Egli è per il servizio militare universale e, per studiare questo tema, ha nominato un Comitato sotto il comando dell’ebreo Julius Adler.

Altri fatti, attribuibili ad Eisenhower, sono: l’aver congelato il programma dei razzi interplanetari, sotto pretesto delle difficoltà economiche. In tal modo, siè dato tempo ai sovietici di preparare e lanciare i loro razzi nello spazio e di guadagnare terreno psicologico, dimostrando, così, al mondo la loro superiorità, specialmente tra i popoli di colore, da essi sollevati contro l’Occidente.

Eisenhower, nell’arroganza e completezza del suo tradimento, dichiarò, in una conferenza stampa in Atalanta, il 22 ottobre 1959: «Non vedo perché gli Stati Uniti debbano entrare in competizione con l’Unione Sovietica nel dominio dei razzi del programma interplanetario»!Come segno di protesta contro questo spudorato sabotaggio presidenziale al programma di difesa degli Stati Uniti, i generali Gavin e Medaris si sono dimessi. Medaris dichiarò, pubblicamente, che la politica di Eisenhower, in questo campo, non può che condurre il paese alla catastrofe.Allo stesso tempo, l’esperto tedesco dottor Werner von Braun, costruttore della bomba-razzo V2, durante la guerra, e l’uomo che lanciò i primi satelliti americani, fu posto, con tutto il suo gruppo, sotto il controllo della N.A. S.A., diretta da Heith Glenann. Furono fatti tutti gli sforzi possibili, dietro le quinte, per bloccare il progetto “Saturno” per la costruzione di un razzo capace di mettere in orbita un satellite di 15 tonnellate, e per acquisire un vantaggio, nei confronti dell’Unione Svietica, che sarebbe durato certamente per molti anni.Mentre Eisenhower predicava che non vi era denaro per il programma spaziale degli Stati Uniti, lui stesso proponeva al Congresso, il quale accettò la proposta, di destinare somme gigantesche (40 milioni di dollari nel 1960), per aiuto ai paesi in via di sviluppo, specialmente in Asia e Africa. Questo denaro, però, non doveva essere utilizzato come aiuto umanitario, ma come parte del “piano segreto”, formulato dal rabbino maggiore d’Ungheria di Budapest, il 12 gennaio 1952, durante il Consiglio di Emergenza dei Rabbini Europei, in cui una rapida industrializzazione dei paesi afro-asiatici doveva essere usata non solo per mantenere la superiorità numerica dei popoli di colore, ma anche per usare il nuovo potenziale tecnico e industriale contro la razza bianca.Il Nordamerica collaborava a questo “progetto” non per volontà del suo popolo, ma per volontà dell’uomo, alieno all’America, che occupava la Presidenza. Questo “piano”, col sostegno dei popoli di colore, doveva portare il giudaismo alla realizzazione del suo sogno di distruggere la razza bianca, l’unica capace di contrastare efficacemente i suoi piani di dominio mondiale, per regnare facilmente su una massa di popoli di colore.Già l’ebreo Henry Morgenthau, alla fine della seconda guerra, col suo “piano Morgenthau”, pretendeva di distruggere la Germania industriale per trasformarla in un paese rurale di schiavi. In questo “piano”, orientato alla distruzione della razza bianca, era prevista anche la promulgazione di leggi che promuovevano il matrimonio tra bianchi e persone di colore, per iniziare un processo che doveva portare alla fine della razza bianca, assorbita e mescolata con la razza nera e gialla. Per i giudei, invece, doveva essere sempre valido il rifiuto di mescolarsi e incrociarsi con altri popoli.Eisenhower è sempre stato un fanatico sostenitore della cosiddetta “Associazione per il Progresso dei Popoli di Colore”, manipolata dai giudei nel Nordamerica. Questa Associazione è responsabile di tutti gli scontri razziali avvenuti, poiché istigando sistematicamente i negri contro i bianchi e promuovendo la mescolanza razziale, otteneva come scopo quello di accrescere le tensioni e di alimentare gli odi tra le razze.Eisenhower sostenne la “Corte Suprema degli Stati Uniti”, controllata da Felix Frankfurter“Corte”,che è giunta a costituire il più importante strumento comunista negli USA.

Nel 1959, si scatenò lo sciopero del sindacato dei lavoratori dell’acciaio, controllato dagli ebrei David Mac Donald e Arthur Joseph Goldberg. Fu lo sciopero più grave della storia statunitense. Più di mezzo milione di lavoratori delle acciaierie di Pittsburgh e di altre città, sospesero il lavoro per diversi mesi, trascinando con sè altri duecentomila operai delle industrie automobilistiche e altre ancora, che, per mancanza di materia prima, non potevano lavorare. La perdite furono di circa mille milioni di dollari con la minaccia incombente di una catastrofe economica.Come Presidente, Eisenhower poteva intervenire e bloccare lo sciopero, in base alla legge Taft Hertley. Tuttavia, essendo lo sciopero scatenato dai suoi “fratelli”, non fece nulla. Alla fine, questo conflitto, provocato in modo del tutto artificiale, fu risolto dall’intervento personale del vicepresidente Nixon, quando il gran capo del Kremlino, Krusciov, venne invitato a visitare il Nordamerica,.Questo sciopero venne sfruttato per la propaganda comunista: si parlò degli operai nordamericani “poveri e sfruttati”, mentre, in realtà, erano i meglio pagati del mondo!

http://www.chiesaviva.com/giganti%20del%20male%20DWIGHT%20DAVID%20EISENHOWER.htm

—————–o0o—————–
ImmagineEsiste una speciale Fratellanza Massonica riservata esclusivamente a elementi ebraica: l’Ordine del B’nai B’rith talvolta trascritto anche come “Beni Berith” che in ebraico significa “Figli dell’Alleanza“. Ovviamente per Alleanza si intende quella contratta con il Dio Unico dal capostipite Abramo e sempre rinnovata dalla sua discendenza da Isacco a Giacobbe fino al patto stipulato da Mosè sul Monte Sinai. Secondo l’ideologia sionista i benefici di questa alleanza sono una esclusiva ebraica. Gli uomini delle altre razze – come abbiamo potuto vedere nei capitoli precedenti – sono escluse dal patto. Alla massoneria ebraica del B’nai B’rith difatti sono interdetti gli accessi a tutti i non ebrei, mentre sono aperte le porte anche a quei Figli dell’Alleanza convertiti al cristianesimo o all’Islam per mere esigenze speculative. L’ordine del B’nai B’rith è un’organizzazione ermetica, chiusa, assolutamente inaccessibile ai comuni mortali, rappresenta una Super Massoneria con diritto di veto e influenza sulle altre Massonerie. Il fatto stesso che, come scrive Emmanuel Ratier nel suo importante “Misteri e Segreti del B’nai B’rith” – “alla bibliothèque nationale non si trova alcunchè riguardo al B’nai B’rith salvo un modesto opuscolo in lingua ebraica, uno in tedesco datato 1932, un altro in inglese ed un quarto di un antisemitismo estremista“.

Confermerebbe il grado di segretezza e di massima riservatezza che questa organizzazione riesce a imporre sulla stampa, sui media e più vastamente al di fuori delle sue potenti logge. Non citeremo ovviamente altri passi dell’ottimo e fondamentale lavoro del Ratier, basti al lettore sapere che la situazione in Italia circa opere o libri su questa organizzazione appare praticamente identica a quella descritta oltrealpe dall’autore. In generale esisterebbe una cappa di silenzio e omertà, un’alone di ossequioso rispetto, che i massmedia riserverebbero a questa strana Massoneria. Fondata negli Stati Uniti, esattamente il 13 ottobre 1843 presso il Caffè Sinsheimer nella Essentrat del quartiere di Wall Street a Nuova York, durante una riunione da alcuni ebrei immigrati dalla Germania, il B’nai B’rith difatti assunse quale nome primordiale quello germanico di “Bundes-Bruder“. L’ordine B’nai B’rith è una delle più antiche organizzazioni sorte negli Stati Uniti così come evidenzia il Ratier. Tutti i fondatori appartenevano all’ondata migratoria di ebrei askhenazy provenienti dalla Germania e dall’Est Europa, in particolare era diffusa fra questi gruppi la lingua yiddish un miscuglio incomprensibile di tedesco, polacco, ceco e ebraico.

L’organizzazione era in stretto rapporto, almeno all’inizio, con la Loggia Massonica dell’Aurora Crescente di Francoforte, sorta nel 1908 sotto il patrocinio del Grand’Oriente di Francia. Dunque a valutare l’origine del B’nai B’rith questo assumerebbe i tratti di una delle molte ordinanze massoniche, filiazioni di altre e comunque derivate sempre da una Gran Loggia Madre. In realtà il ruolo che svolgerà il B’nai B’rith sarebbe stato immediatamente distino rispetto alle massoneie dell’epoca. Fra i membri della “loggia sorella” di Francoforte annotiamo la presenza dell’influente Leon Baruch, membro del Gran Sinedrio Ebraico Mondiale. Sebbene all’interno delle Logge Massoniche Germaniche gli ebrei non fossero ammessi dobbiamo registrare come presso quella dell’Aurora Crescente l’influenza di falsi conversi fu notevole e determinante alla successiva trasformazione dei regolamenti interni delle massonerie tedesche. Nel mentre in Germania aumentava la pressione degli ebrei per entrare nelle logge oltre oceano, a Nuova York, nasceva quella che sarebbe diventata la più influente di tutte le Massonerie. Il B’nai B’rith divise il mondo in 11 distretti ognuno dei quali doveva contare di almeno una Gran Loggia dell’Ordine. Senza dubbi 7 di questi distretti restarono negli Stati Uniti – designata dal Gran Sinedrio qualche anno più tardi come novella “Terra Promessa” dove impiantare l’establishment di potere giudaico-massonico. Le capitali degli altri 4 distretti erano Berlino, Vienna, Bucarest e Costantinopoli ossia nel cuore delle nazioni rappresentative della cristianità protestante, cattolica e ortodossa oltre che nella capitale dell’Impero Ottomano dove – fra i fondatori dell’ordine – ritroviamo numerosi i criptogiudei della setta sabbatea dei “Dummeh“.

In Germania la Gran Loggia B’nai B’rith si organizzò in modo efficace solamente a partire dal 1885, utilizzando fino a quel momento i fratelli dell’Aurora Crescente. Questi ultimi erano riusciti a far schiudere le porte della Massoneria Nazionale di Germania nel 1874 evento che portò numerosi massoni tedeschi di chiara ideologia razzista e antisemita a abbandonare l’istituzione madre e a fondare nuove Massonerie Nazionalistiche (sarebbero nate da queste – Germanen Orden, Loggia del Vril, Thule Geselschafft ecc – le organizzazioni politiche d’estrema destra e di stampo antisemita che successivamente alla 1^ Guerra Mondiale avrebbero dato vita all’ NSDAP , il Partito Nazional-Socialista dei Lavoratori Tedeschi di Adolf Hitler). L’unificazione di queste logge nazionaliste avvenne nel 1912 (costituzione del Germanen Orden) e da questa derivò probabilmente la Società Thule del barone Von Sebottendorf, alto iniziato in precedenza alla massoneria operativa turca e in contattò con ordini esoterici islamici di scuola sufi. La Loggia Thule rischiò di scomparire durante l’insurrezione socialista del 1918-19 quando alcuni fra i suoi più influenti membri (fra questi il principe Thurn Von Taxis) vennero trucidati per ordine dei commissari del popolo ebrei Tobias Axelrod, Eugenio Levine e Max Lieven. Nonostante questi momenti difficili, descritti minuziosamente dal barone Von Sebottendorf nel suo “Prima che Hitler venisse“.

La Società si riorganizzò attraverso la preziosa collaborazione di personalità di assoluto valore fra i quali spiccavano lo studioso di Geopolitica Karl HausopherGottfrid FederDietich EckertAlfred RosembergRudolf Hess e uno sconosciuto caporale di origini austriache che ben presto il mondo avrebbe imparato a conoscere molto bene: Adolf Hitler. Per quanto riguarda le altre centrali del B’nai B’rih in Europa possiamo dire che tutte si organizzarono in maniera minuziosa per muovere all’assalto del potere politico e economico. In Romania, a Bucarest, la loggia israelita venne diretta da Benjamin Peixotto, un sefardita di origine spagnola. Nominato Gran Segretario a soli 29 anni nel 1863, sette anni più tardi venne nominato dal presidente statunitense Grant console degli Stati Uniti in Romania, paese nel quale lavorò sotterraneamente per il raggiungimento dell’uguaglianza di diritti degli ebrei. Nel 1872 creò assieme a Adolphe Stern la “Confraternita di Sion” altro organismo sionista che riuscì – anche attraverso i buoni uffici di Lord Disraeli – ad ottenere l’indipendenza della Romania durante il famoso Congresso di Berlino sei anni più tardi. Nel 1888 la Confraternità di Sion venne trasformata in Gran Loggia di Sion nr° 9 e la Romania divenne – un’anno più tardi – sede del Distretto nr° 9 del B’nai B’rith. L’influenza della massoneria ebraica in terra di Romania risultò impressionante nei decenni successivi. Appena nata contava almeno 544 mebri suddivisi in 11 comunità.

Nell’anno 1927 il 9° Distretto raggiungeva il numero di 1700 fratelli ripartiti in 15 logge delle quali 11 nella Romania storica e 4 nei territori di Transilvania annessi alla fine della 1^ Guerra Mondiale. In Turchia prenderà la direzione del Grand’Oriente di Turchia il sefardita Edipo Servet che installò la sede a Costantinopoli, poi Istambul nel quartiere di Pera. Nell’area balcanica prese le redini del Grand’Oriente di Yugoslavia l’askhenazita Jorge WiefurtNell’anno 1938 l’Ordine contava circa 800 logge e 75.000 affiliati in tutto il mondo. Sarebbero diventati quasi mezzo milione alla fine del secolo. Il ruolo svolto dall’ordine nei processi dissolutivi delle società cristiane appare evidente e indiscutibile. Per fare un solo esempio la rivoluzione bolscevica del 1917 venne “profetizzata” da uno dei più influenti membri dell’ordine, il famoso banchiere ebreo Jacob Schiff, più volte tesoriere promotore di iniziative volte al finanziamento dell’ala bolscevica di Lenin, da lui lucidamente ‘annunciata con quindici anni d’anticipo’ come spiega Ratier nel suo volume.

Da parte dell’Ordine del resto non si sarebbe manifestata alcuna preoccupazione né segni di ostilità verso i regimi comunisti che si sarebbero installati nell’intera Europa Orientale. L’unico problema, casomai, era quello di ottenere garanzie sufficienti dai vertici della nomenklatura sovietica (retta da ebrei askhenazity) circa il rischio dell’assimilazione delle comunità ebraiche al laicismo, all’ateismo o più vastamente alla società Goym russa. I dirigenti sovietici, come vedremo, mantennero sempre queste promesse: le comunità ebraiche saranno infatti le sole che potranno mantenere le proprie istituzioni, sviluppare il proprio culto e – se possibile – inquadrare fanaticamente i propri fedeli forgiando entusiasti sionisti da individui fino ad allora restii al combattimento. Sarà proprio l’Est Europa a fornire i principali dirigenti del neo costituito stato d’Israele. L’ordine mise ovviamente in campo il suo stato maggiore in occasione dell’intervento americano nella 1^ Guerra Mondiale. Nacque una Lega per il benessere dei soldati e dei marinai finanziata dal B’nai B’rith di cui venne nominato presidente l’ebreo Adolf Kraus, successivamente membro della commissione statunitense inviata ai trattati di pace a Versailles.

Alla fine del primo conflitto mondiale l’ordine sviluppò nuove attività, nel 1923 creò la Hillel Foundation con Boris Bogen, la B’nai Brith Youth Organization detta anche A.Z.A, il Vocation AL Service Bureau e molte altre. Nel 1938 venne eletto presidente dell’ordine Henry Monsky il primo alto dirigente di origini russe dopo molti tedeschi. Sionista dichiarato e presidente della Conferenza Nazionale per la Prevenzione della delinquenza minorile, Monsky avrebbe svolto un ruolo discreto ma importante nella creazione delle Nazioni Unite. Grazie alla presidenza Monsky l’ordine superò rapidamente i 100.000 iscritti assicurando lealtà e sostegno alla presidenza del massone mezzo ebreo Roosevelt. Unica organizzazione non militare a ricevere una citazione d’onore dalla Marina Militare degli Stati Uniti alla fine del conflitto per gli sforzi eccezionali sostenuti a favore dell’intervento bellico.

Una delle autorità di massimo rilievo che il B’nai B’rith collocò a lato del presidente Roosevelt fu Henry Morghentau, già ambasciatore in Turchia durante il periodo 1913-1916, divenne presidente della Commissione per i rifugiati della Società delle Nazioni nel 1923 e poi presidente della Croce Rossa statunitense. Il ruolo svolto da Morghentau risulterà decisivo al fine di convincere un titubante Roosevelt a finanziare la Guerra Ebraica contro la Germania e il Giappone. Una guerra dichiarata palesemente dall’intera nazione ebraica attraverso le colonne dei principali organi d’informazione sionisti. Già il 24 Marzo 1933 il Daily Express annunciava: “Judea declares War on Germany. Jews of all the World unite. Boycott of German Goods. Mass Demonstrations” subito seguito da altri organi di stampa diretta dal Kahal Supremo.

Il 3 Aprile 1933 (ben sei anni e cinque mesi prima dello scoppio delle ostilità) il Daily Herald indica la Germania come “il paese dei macellatori di ebrei“. L’organizzazione di questa dichiarata guerra commerciale avviene attraverso la Federazione Economica Ebraica diretta dall’avv. Samuel UntermeyerSe ciò non bastasse dobbiamo rilevare come in maniera ancor più perentoria il Sionismo Mondiale avrebbe ribadito l’assoluta e incondizionata volontà di sostegno ala Guerra contro la Germania Nazional-SocialistaChaim Weizmann – l’unico che avrebbe potuto parlare a nome di tutto l’ebraismo – rassicurò in una lettera pubblicata sul Times del 5 settembre 1939 il Governo di Londra dell’assoluto e sincero sostegno che gli ebrei di tutti i continenti avrebbero combattuto al fianco delle democrazie contro il fascismo. In tutti i paesi democratici numerosi fuoriusciti antifascisti si metteranno al servizio dello sforzo propagandistico degli Alleati.

Saranno soprattutto gli ebrei a sostenere le trasmissioni radiofoniche che da Londra e New York inonderanno di menzogne Germania e Italia. Le trasmissioni radiofoniche da Londra in lingua italiana sono un feudo ebraico: Aldo Cassuto è dietro la voce del famoso colonnello StevensGiulio Finzi ed Umberto Limentani sono capiturno dell’emittenteMassimo Coen legge in italiano i notiziari della BBC, ma altri ancora sono i collaboratori ebrei: Giulio PerugiaMario FortiElio NissimPaolo Treves, figlio dell’ex segretario socialista Claudio. Negli USA l’ebraismo si agita per influenzare in senso antifascista gli ambienti italo-americani. Mentre Bruno Foà dirige, coadiuvato da Alfredo Segre,Roberto Bolaffi e Sergio Jesi, il Bureau of Latin American Research, altri elementi ebraici, tra i quali si distinguono Bruno ZeviAldo Garosci,Enzo Tagliacozzo, danno vita alla “Mazzini Society“, della quale saranno rispettivamente presidente e segretario Max Ascoli e Paolo Milano. Con i correligionari della Mazzini Society entrano in contatto Ernst Cuneo e Dino Gentili.

Il B’nai B’rith che da sempre ha ottimi rapporti con le comunità italiane (tanto che da anni si svolge sotto la sua egida l’annuale giornata della solidarietà ebraico-italiana) in particolare con la Grande Loggia newyorchese dei Figli d’America e d’Italia sostenne attivamente anche l’antifascismo dei fuoriusciti italiani in Francia e di quelli rimasti in Italia. Alla morte di Monsky nel 1947 l’Ordine del B’nai B’rith aveva raggiunto la cifra di 185000 membri che sarebbero progressivamente aumentati soprattutto tra il 1950 e il 1970. L’America rimane il feudo principale dell’Ordine sebbene moltissimi fratelli “Beni Berith” si sarebbero installati in Israele.

Tutti i presidenti eletti negli Stati Uniti dal dopoguerra fino ai giorni nostri hanno dovuto scendere a patti con l’Ordine, sottoponendosi alle forche caudine di questa Massoneria de facto autentica domina della scena politica statunitense. I candidati (siano essi democratici o repubblicani) devono inevitabilmente convincere quest’assise speciale delSionismo Mondialista per aspirare all’elezione a presidente della repubblica. Ne sanno qualcosa Richard Nixon e Dwight Eisenhowernegli anni cinquanta; John Kennedy e Lyndon Johnson nei sessanta eJimmy Carter nei settanta, Ronald Reagan e Bush senior negli ottanta,Bill Clinton e Bush junior attualmente. L’Establishment sionista controlla l’America, l’intera struttura di potere è solidamente nelle mani di questi alti iniziati, i quali (e fra loro il B’nai B’rith) formano l’autentico vertice della piramide del potere occulto ebraico-massonico.

Come ha ricordato qualcuno, è necessario ricordare che, a capo della campagna elettorale di Bill Clinton nell’anno 1992 era situato Stuart Eizenstadtalto rappresentante ebreo e massone dell’OrdineL’Aipac lobby che riunisce circa 140 associazioni dell’ebraismo americano, è stato l’ente che ha patrocinato e finanziato le fazioni democratiche e repubblicane nelle ultime campagne elettorali. Nel numero del febbraio 1993 della rivista France-Pays Arabes comparve un’articolo, estratto dalWashington Timesche metteva in relazione l’allora presidente dell’Aipac, David Steiner, e un influente industriale ebraico, Henry Katz, alle possibilità di vittoria elettorali di Clinton.

Nell’articolo citato veniva riferito che Clinton avrebbe goduto di ampi favori proprio a causa della sua posizione dichiaratamente pro-sionista rispetto a Bush seniorNon dobbiamo qui dimenticare come durante quelle elezioni Bush e i repubblicani erano impegnati nelle faticose trattative per avviare un processo di pace nel Medio Oriente che stava mettendo a rischio Israele e la sua politica oltranzista. Non dobbiamo inoltre dimenticare come lo stesso scandalo Lewinsky, che coinvolse direttamente il presidente Clinton, avvenne in un momento di stallo delle trattative mediorientali e, soprattutto, a fronte delle difficoltà israeliane dell’ex premier del Likud Nethanyau di arrivare ad una pace con l’Olp e Yasser Arafat.

Infine per concludere con le interferenze del B’nai B’rith nella politica statunitense ricordiamo la recente elezione della moglie di Clinton, Hillarycostretta a ossequiose dichiarazioni pro-israeliane e a rinunciare e rifiutare dei fondi elettorali provenienti dalle comunità arabe americane. Allo stesso modo l’Ordine ha esteso le sue influenti logge anche verso l’Europa dell’Est dove le sole comunità religiose tollerate dallo stato ateo e materialista dei Soviet erano proprio quelle ebraiche.

Torneremo ampiamente nel capitolo dedicato a Ebraismo e Comunismoalle numerose convergenze fra sovietici e sionisti, tra esponenti della nomenklatura bolscevica e membri della massoneria B’nai B’rith. Non và qui dimenticata anche l’enorme influenza che il B’nai B’rith esercita direttamente sui rappresentanti delle Nazioni Unite, di qualsiasi paese e nazionalità essi siano. Pensiamo per fare un solo esempio aBoutros Ghali, per anni presidente dell’Assemblea delle Nazioni Unite, “cristiano copto” di nazionalità egiziana sposato ad una israelita eappartenete alla massoneria anglo-americana.

Concludiamo questo capitolo dedicato al B’nai B’rith ricordando comunque che questa Massoneria esclusivista ebraica – per quanto potente e influente possa essere – non rappresenta la cupola del Sistema Mondialista (sebbene certamente non ne sia estranea) essendo questa rappresentata dal Gran Sinedrio Ebraico Mondiale il quale – entità occulta e nota a pochi altissimi iniziati – da secoli, come abbiamo potuto annotare in precedenza, è stato spostato dal Sionismo Mondiale per mere esigenze tattiche e strategiche di sicurezza e segretezza. Vedremo prossimamente di cosa si tratta.

Note al capitolo 10°:

1° Emmanuel Ratier – “Misteri e Segreti del B’nai B’rith“, edizioni Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia 1995

 Sulla setta ebraica dei Dummeh turchi crediamo utile rimandare all’ottimo libro dell’ebreo Arthur Mandel “Il Messia Militante ovvero la Fuga dal Ghetto“, edizioni Archè, Milano 1984. In questo testo difficile da reperire viene ripercorsa la storia di Jacob Frank e del suo Movimento (il Frankismo), il ruolo chiave assunto dalla figlia Eva e l’attività sovversiva che alcuni membri frankisti svolgeranno durante le fasi più acute della Rivoluzione Francese.

 Sul ruolo e l’attività della Thule Geselschafft si consulti quest’ottimo volume del barone Rudolf Von Sebottendorf tradotto in italia con il titolo “Prima che Hitler venisse” a cura della casa editrice Arktos, Torino 1987 unicamente all’altro volume del Sebottendorf “La pratica operativa dell’antica massoneria turca” edizioni Il Delfino, Torino 1980.

4° Emmanuel Ratier – op. citata

5° Piero Sella – “Prima di Israele” edizioni L’Uomo Libero, Milano1990

 – Sebbene il B’nai B’rith attualmente cerchi, invano, di evitare qualsiasi riferimento alla Massoneria, il Ratier nel suo volume esamina testi di autori e iviste massoniche che – in passato – hanno apertamento parlato di B’nai B’rith come di una Super-Massoneria Giudaica: sono citati Daniel Ligou e il suo “Dictionnaire de la franc-massonerie” (1932), l’Almanach maconnerie de l’Europe, Jean-Pierre Bayard, la rivista Globe che non esita a definire il B’nai B’rith chiaramente “ramo ebraico della Massoneria”, Daniel Beresniak e la sua “Guide de la vie juive en France’ e la potente ‘Tribune Juive” che conferma come il B’nai B’rith rappresenti “l’obbedienza massonica riservata ai soli ebrei”.

7° Citato dal PHI Auslandsdienst, Berlino 21/06/1993 e riportato nel volume della Fraternità Sacerdotale S.Pio X° – “New Age: il Piano Anticristico per la Dissoluzione del Cristianesimo”, Atti del 1° Convegno di Studi Cattolici tenutosi a Rimini il 29, 30, 31 ottobre 1993.

da IL GOVERNO MONDIALE EBRAICO
di Dagoberto Huseyn Bellucci
(Capitolo 10)

-o0o-

—————o0o—————

GIGANTISMO IMPERIALE: DISTRUZIONE DEL PIANETA TERRA

DI TOM ENGELHARDT
informationclearinghouse.info

Si estendeva dal mar Caspio al mar Baltico, dal centro dell’Europa alle isole Kurile nel Pacifico, dalla siberia al centro dell’Asia. Il suo arsenale nucleare contava 45,000 testate mentre il suo esercito raggiungeva i 5 milioni di unità. Non c’era stato nulla di simile nell’Eurasia sin dai tempi in cui i Mongoli conquistarono la Cina, parti dell’Eurasia centrale e la pianura Iraniana, e cavalcarono in Medio Oriente saccheggiando Baghdad. Tuttavia fu il più povero e il più debole potere imperiale a sparire, quando l’unione sovietica crollò nel dicembre del 1991.

E poi ce ne fu uno. Non era mai successo prima: un’unica nazione dominava il globo senza l’ombra di un rivale. Non esisteva neanche un nome per tale stato (o stato di mente). “Superpotenza” era già stato usato quando ce n’erano due.

“Iperpotenza” fu provato brevemente ma non trovo seguito. “Unica superpotenza” resse per un po’ ma non fu soddisfacente. “Grande potenza”, una volta l’apice degli appellativi, era ormai un’espressione da poco, avanzo dei secoli nei quali varie nazioni europee e il Giappone allargavano i loro imperi. Alcuni iniziarono a parlare di un mondo “unipolare” nel quale tutte le strade…beh, portavano a Washington.

Ancora oggi, non abbiamo accettato del tutto quel momento quando l’impero sovietico, non all’improvviso — soprattutto per Washington — si disintegrò nel nulla. Rimasto in piedi, il vincitore della guerra fredda sembrava, allora, come un impero dove brillava il sole. Era come se l’umanità avesse sempre viaggiato verso questa meta. Sembrava la fine della corsa.

L’Ultimo Impero ?

Dopo l’ascesa e la caduta degli Assiri e dei Romani, dei Persiani, dei Cinesi, dei Mongoli e degli Spagnoli, dei Portoghesi, degli Olandesi, dei Francesi, degli Inglesi, dei Tedeschi e dei Giapponesi, il processo sembrava giunto al termine. Gli Stati Uniti dominavano in un modo inimmaginabile prima — tranne che nei film Hollywoodiani, dove i cattivi blateravano i loro maligni piani per dominare il mondo.

Per iniziare gli U.S. erano un impero di capitale globale. Con il crollo del comunismo stile sovietico (e la trasformazione del regime comunista Cinese in una banda di pseudo capitalisti autoritari), non esistevano altri modelli da seguire, economicamente parlando. C’era il modo di Washington — e quello del fondo monetario internazionale e della banca mondiale (entrambe controllate da Washington) — e le altre strade, come ha dimostrato chiaramente l’esempio sovietico, portavano all’obsolescenza e alla rovina.

In aggiunta, gli Stati Uniti avevano un potere militare senza precedenti. Quando l’URSS cominciò a traballare, i capidistatoamericani, già da dieci anni stavano utilizzando consciamente la corsa alle armi per far spendere troppo al loro oppositore in modo da velocizzarne il crollo. E qui avvenne il fatto curioso dopo secoli di corse alle armi: quando non c’era più nessuno che corresse, gli Stati Uniti continuarono la corsa da soli.

Negli anni successivi, le spese militari americane distaccarono di gran lunga tutti gli altri paesi, o combinazione di paesi. Gli Stati Uniti ospitavano i fabbricatori delle armi più potenti al mondo, erano tecnologicamente anni luce più avanti di qualsiasi altro paese, e continuarono a sviluppare armamenti futuri, per il 2020, il 2040, il 2060, anche se avevano stabilito quasi il monopolio mondiale nello scambio di armi (e cosi controllavano chi era ben armato e chi no).

Aveva un impero di basi all’estero, più di mille sparse nel mondo, anche questo un fenomeno senza precedenti. Era culturalmente dominante, in un modo tale che il paragone con qualsiasi altro momento storico era ridicolo. Così come i fabbricatori di armi americani, che producevano oggetti che facevano boom nella notte per il pubblico internazionale, i film action e fantasyamericani si sparsero globalmente. Da quei film agli archi dorati della “m” di Mc Donalds, dallo swoosh della Nike al personal computer, non c’era cultura che potesse vantarsi di un cachet mondiale così.

Le altre maggiori potenze del momento — l’Europa e il Giappone — possedevano eserciti dipendenti da Washington, ospitavano basi statunitensi nei loro confini e continuavano a rifugiarsi sotto “l’ombrello nucleare” di Washington. Non c’è quindi da meravigliarsi se, negli Stati Uniti, il periodo post-sovietico fu presto proclamato come “the end of history” (la fine della storia), e la vittoria della “democrazia liberale” o della “libertà” fu celebrata come se non esistesse diverso domani.

Non c’è da stupirsi se, nel nuovo secolo, neoconservatori ed esperti di parte cominciarono a dichiarare che gli imperi britannici e romani erano stati scavalcati. Non c’è neanche da stupirsi che personaggi importanti dell’amministrazione George W. Bush sognavano di stabilire una Pax Americana nel Grande Medio Oriente e possibilmente in tutto il pianeta (così come una Pax Republicana in casa loro). Immaginavano di poter prevenire l’insorgere di uno o più avversari. Sempre.

Non stupiscono quindi le poche esitazioni che hanno avuto nel lanciare il loro immensamente potente esercito in guerre di scelta nel Grande Medio Oriente. Che cosa potrebbe andare storto? Che cosa potrebbe mai ostacolare la più grande potenza che la storia abbia mai visto?

Assestarsi nel Periodo Imperiale, Stile Ventunesimo Secolo

E’ trascorso quasi un quarto di secolo dalla scomparsa dell’Unione Sovietica e il fatto straordinario è quanto — e quanto poco — siano cambiate le cose.

Quanto è cambiato: il sogno di gloria militare di Washington in Afghanistan e in Iraq si è arenato con una velocità impressionante. Poi, nel 2007, il trascendentale impero del capitale rischiò anch’esso di implodere mentre un disastro unipolare finanziario contagiò tutto il pianeta. Esso condusse la gente a chiedersi se la più grande potenza mondiale potesse non essere poi così grande da non poter fallire; e ci ritrovammo improvvisamente — così dicevano tutti — immersi in un “mondo multipolare”.

Nel frattempo, nel Grande Medio Oriente scoppiarono proteste, ribellioni, guerre civili e il caos senza neanche l’ombra di una Pax Americana, facendo sì che nella regione traballasse, ma senza (ancora) crollare, il sistema di guerra fredda controllato da Washington. L’abilità di Washington nell’imporre il proprio volere sul pianeta sembrò sempre più una pazza fantasia, mentre tutti i segni, inclusa l’emorragia del tesoro nazionale nella sconfitta in una guerra da mille miliardi, facevano pensare non all’ascesa ma ad un possibile declino.

Tuttavia, quant’è cambiato poco: gli europei e i giapponesi rimasero sotto quel riparo americano, i loro territori ancora pieni di basi americane. Nell’Euro-zona, i governi continuarono a tagliare i loro investimenti sia nella nato che nei loro stessi eserciti. La Russia rimase un paese con un considerevole arsenale nucleare e un esercito, ridotto, ma ancora abbastanza grande. Essa non mostrò però nessuna pretesa di divenire una “superpotenza”. Altre potenze regionali sfidarono economicamente l’unipolarità — la Turchia e il Brasile per dirne due — ma non militarmente, e nessuna mostrò la voglia, né singolarmente, né in blocchi, di competere, imperialmente parlando, con gli Stati Uniti.

I nemici di Washington nel mondo rimasero potenze molto modeste (anche se gonfiate a proporzioni enormi nella camera di risonanza dei media americani). Comprendevano un paio potenze regionali instabili (Iran e Corea Del Nord), un paio d’insurrezioni di minorità e dei gruppi relativamente piccoli di “terroristi” islamici. A parte ciò, come stima del potere sul pianeta, solo una manciata d’altri paesi possedevaqualche base all’infuori dei propri territori.

Sotto queste circostanze non poteva succedere nulla di più strano di ciò che segue: nel suo momento di completa ascesa, l’unica superpotenza della Terra con un esercito di mirabile potenza distruttiva e livello tecnologico non riusciva a vincere una guerra contro guerriglie debolmente armate.

Sorprendeva ancora di più il fatto che, nonostante non avesse seri rivali da nessuna parte, gli Stati Uniti sembravano in declino e non in ascesa, con infrastrutture marcenti, il suo popolo economicamente depresso, i suoi beni ancor più mal distribuiti, il congresso irreparabile, mentre si udiva un suon di risucchio dovuto ai soldi e il potere diretti verso la Sicurezza Nazionale. Prima o poi tutti gli imperi cadono, ma questo momento era senza dubbi curioso.

E poi, ovviamente, c’era la Cina. Sul pianeta da noi abitato in queste ultime migliaia di anni, potevano esserci dubbi sul fatto che sarebbe stata la Cina la ovvia scelta per sfidare, prima o poi, il dominio della grande potenza regnante? Le stime prevedono che supererà gli Stati Uniti e diventerà la prima potenza economica mondiale entro il 2030.

Sembra che ora, l’amministrazione Obama, stia lavorando proprio intorno a quest’assunzione. Con la sua ben pubblicizzata “pivot” (o “riequilibratura”) verso l’Asia, essa si sta muovendo per “frenare” la temuta nuova potenza. Tuttavia, anche se è vero che i cinesi stanno accrescendo il loro esercito e sfidando i loro vicini nella acque del pacifico, non ci sono segni che la dirigenza del paese sia pronta per imbarcarsi in una sfida globale contro Stati Uniti, né che ne sarà capace in futuro. I suoi problemi interni, dall’inquinamento alle sommosse, rimangono abbastanza sconcertanti, tanto da rendere poco plausibilel’idea di una Cina senza problematiche interne entro il 2030.

E Poi Ce Ne Fu Uno (di Pianeta)

Militarmente, culturalmente e in qualche modo economicamente, gli Stati Uniti rimangono ancora sorprendentemente soli sul pianeta Terra in termini imperiali, anche se quasi niente è andato come prevedeva Washington. La storia degli anni passati dalla caduta dell’URSS potrebbe essere una prova di come la dominazione americana e il suo declino avanzassero di pari passo, con il declino facente parte dell’equazione, essendo esso sorprendentemente auto-generato.

Ma ecco una possibilità genuina, persino che può confondere: quel periodo di “unipolarità” negli anni ’90 potrebbe essere stato un punto finale nella storia così come la conoscevamo da millenni — la storia dell’ascesa e della caduta degli imperi. Gli Stati Uniti possono esser stati l’ultimo impero? E’ possibile che non esisteranno successori poiché qualcosa è profondamente cambiato nel modo di costruire imperi? Una cosa è sempre più chiara: in qualsiasi stato si trovi l’America imperiale, qualcosa di molto più cruciale per il destino dell’umanità (e degli imperi) è in declino. Parlo ovviamente del pianeta stesso.

L’attuale modello capitalista (l’unico possibile) per una potenza nascente, che sia la Cina, l’India o il Brasile, è anche un modello che va verso il declino planetario, forse in maniera precipitosa. La vera definizione di successo — più consumatori di classe media, più possessori di automobili, più acquirenti,il che vuol dire più energia usata, più carburanti fossili bruciati, più gas di serra liberati in atmosfera — concorda, e prima non sarebbe mai stato possibile, con la definizione di fallimento. Più ampio il “successo”, più intense saranno le siccità, più potenti saranno le tempeste, più estremo sarà il clima, più alto sarà il livello del mare, più cresceranno le temperature, più sarà il caos nelle terre più basse o tropicali, più assoluto sarà il fallimento. La domanda è: tutto ciò metterà fine ai precedenti schemi storici, inclusa la finora prevedibile ascesa della prossima grande potenza, del prossimo impero? In un pianeta in via di sviluppo, è quantomeno immaginabile la nuova fase di gigantismo imperiale?

Ogni fattore che normalmente porterebbe verso la “grandezza” ora porta anche verso il declino globale. Questo processo — che non potrebbe essere più ingiusto nei confronti dei paesi che stanno avendo la loro rivoluzione industriale e consumatrice in ritardo — dà un nuovo significato all’espressione “capitalismo disastro”.

Prendi i cinesi, dei quali i capi, abbandonando il modello Maoista, hanno fatto la cosa più naturale al mondo ai tempi: hanno disegnato la loro futura economia come quella degli Stati Uniti — seguendo ciò che prima era definito come il successo. Per esempio, nonostante le tradizioni comuni sia tradizionali che rivoluzionarie, decisero che per essere una potenza mondiale, c’era la necessità di fare dell’auto (che significava guidatore individuale) un pilastro di qualsiasi stato capitalista cinese futuro. Se ha funzionato per gli Stati Uniti, funzionerà anche per loro, e a breve termine funzionò meravigliosamente, un miracolo capitalista — la Cina sorse.

Era tuttavia anche una ricetta per un inquinamento massiccio, per la degradazione ambientale e per il versamento a livelli record di carburanti fossili nell’atmosfera. E non solo la Cina. E non importa se si parla del suo vorace utilizzo di energia, incluse le possibile future “bombe al carbonio”, o la possibilità che il declino americano si arresti tramite l’utilizzo di novi estremi metodi per produrre energia (il fracking o fratturazione idraulica, l’estrazione di sabbie bituminose, le perforazioni in fondo all’oceano). Questi metodi, nonostante l’indubbia degenerazione ambientale locale, potrebbero effettivamente trasformare gli Stati Uniti nella “nuova Arabia Saudita”. Tutto questo, in compenso, contribuirebbe solamente alla degradazione del pianeta, al declino su scala sempre più vasta.

E se nel ventunesimo secolo, crescita significasse declino? E se il periodo unipolare si rivela il periodo durante il quale i precedentemente singolari eventi imperiali — le ascese e le cadute — si fondessero il un unico sistema catastrofico?

E se la storia dei nostri tempi fosse questa: E poi ci fu un pianeta, ed esso stava crollando.

Tom Engelhardt
Fonte: http://www.informationclearinghouse.info
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article34863.htm
8.04.2013

Traduzione a cura di PEREA per http://www.comedonchisciotte.org

-o0o-

Non e’ necessario che il pianeta crolli.
Copio (traducendo) il primo commento sul sito originale:

“Se meno consumismo, degrado ambientale, militarismo e avidità si considerano in declino, allora io ci sto, purché la gente possa avere una dimora decente, mangiare buon cibo e avere una buona assistenza sanitaria. Prima che questo possa succedere la gente di guerra e la gente avida deve essere fermata. E questo non sarà una passeggiata nel parco.”

Ma neanche un Armageddon (hollywoodiana o no) dell’Apocalisse finale, aggiungerei io.

-o0o-

” Quando l’URSS cominciò a traballare, i capidistatoamericani, già da dieci anni stavano utilizzando consciamente la corsa alle armi per far spendere troppo al loro oppositore in modo da velocizzarne il crollo.” —- Credo che sia implosa per il tradimento dei loro capi, ladri figli di ladri che d’un tratto sono diventati “oligarchi” …. con i soldi e il consenso di chi hanno comprato le risorse dell’ URSS? —- Riguardo al futuro viene scritto tutti i giorni, non ultima la fornitura di missili antiaerei alla Siria da parte della Russia. —- Nonostante gli accordi SALT l’arsenale russo è piú che sufficente come deterrenza per i poveri imbecilli di qualunque Nazione, non a caso stanno sviluppando le nuove classi di sottomarini nucleari, ricordo che i sottomarini non servono al primo attacco ma a garantire che non ci siano sopravvissuti.

——————-o0o——————-

LA VIA EUROPEA AL TOTALITARISMO NATURALE

Europa DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

I popoli dell’Occidente stanno accettando pacificamente e senza pubblico dibattito la soppressione graduale dei principi ritenuti fondamentali per il diritto e la legittimità, come fino a pochi anni fa erano intesi.

Se, negli anni ’80, avessimo proposto di trasferire le leve macroeconomiche monetarie a una banca internazionale totalmente autonoma e irresponsabile, saremmo stati presi per matti; e se avessimo proposto una forza militare internazionale per reprimere le proteste sociali dovute a una grave depressione economica, saremmo stati isolati e accusati di nazismo.

La finanziarizzazione dell’economia ha sottoposto alla guida di interessi speculativi di cerchie ristrette la produzione di beni e servizi per la collettività, la distribuzione delle risorse, la facoltà di concentrare i redditi, regolare moneta e credito, demolire lo stato sociale e redistributivo, far competere i lavoratori dei paesi avanzati con quelli pagati un ventesimo e senza diritti sindacali.

La finanziarizzazione della politica ha trasferito le leve dell’economia politica e del fisco nelle mani delle medesime cerchie, relegando parlamenti, partiti e governi a ruoli esecutivi di piani superiori, di teatrino politico e di capri espiatori per le conseguenze di decisioni prese a porte chiuse da soggetti insindacabili.

Addirittura, il grosso della legislazione dei parlamenti nazionali è ora attività di recepimento di normative europee, peraltro valide ed applicabili anche senza tale recepimento. Le riforme per la crescita e la virtuosità di bilancio hanno fruttato enormi debiti pubblici e la più grande e durevole recessione dell’era moderna – per non parlare dell’impennata della sperequazione sociale. La pretesa integrazione europea ha divaricato enormemente i paesi europei, sia in termini di potere degli uni sugli altri, sia in termini di disparità economiche, finanziarie e di livelli occupazionali, sia in termini di risorgenti avversioni etniche, che hanno reso impossibile unificare i popoli d’Europa, sicchè insistere su questo tasto è divenuto assurdo. Il liberalismo è stato usato per condurre un percorso di riforme volto a eliminare proprio i diritti liberali e a instaurare un’autocrazia hegeliana con tasse sempre più alte, e libera da pretese metafisiche, rispondente solo al capitalismo finanziario assoluto. Insomma, a posteriori si scopre che tutto è controproducente e tutto, orwellianamente, significava il contrario.

Gli organismi dominanti ufficiali entro l’Unione Europea – non parliamo di quelli non dichiarati – sono stati dotati di caratteri molto precisi e contrari a tutti i principi che davamo per acquisiti definitivamente: il Consiglio dei Ministri, la Commissione, la BCE, il MES non sono eletti, non sono responsabili di ciò che fanno, non rivelano i verbali dei processi decisionali dei loro vertici, non sono controllabili da parlamenti né da giudici, possono esercitare grande violenza sociale, e l’ultimo di essi ha praticamente il potere di confiscare le risorse dei paesi ad esso aderenti, di attaccare il risparmio di color che erano cittadini, senza poter esser chiamato a render conto. I suoi dirigenti più importanti sono addirittura anonimi.

Nei fatti, esso ha preso e imposto e continua a imporre ai popoli, dall’alto, senza possibilità di interferenza, decisioni estremamente pesanti e fondamentali. Inoltre si è dotato di un corpo militare per piegare ogni resistenza dal basso: l’Eurogendfor, che condivide il carattere della sostanziale irresponsabilità.

Questo ordinamento del potere è stato così costruito mediante trattati e voti parlamentari senza resistenze e senza mobilitazioni da parte dei partiti popolari, dei sindacalisti, degli intellettuali, dei giuristi – con rare eccezioni solitamente bollate come populismi. E’ stata una rivoluzione senza precedenti nella storia del rapporto tra popolo e potere, nella condizione dell’uomo rispetto allo Stato o al Sovra-stato. Era la cosa più importante che stava avvenendo, doveva dominare il dibattito. Invece i principi fondamentali della civiltà giuridica sono stati dissolti come se niente fosse: i principi della democrazia, della elettività, della responsabilità per le proprie azioni, della controllabilità, dell’eguaglianza, della ricorribilità a un giudice indipendente – persino il principio del diritto scritto è abolito dal superiore diritto dei predetti organismi di decidere per i popoli senza verbalizzare i loro dibattiti e senza motivare le decisioni. Non lo credete? Andate a leggere i loro statuti.

Siamo di fronte a un cambiamento costituzionale pari per profondità a quelli con cui si instaurarono i grandi totalitarismi del secolo scorso. La tecnica è introdurre nuove norme oggi, che entreranno in vigore più avanti, a scadenza o in caso di emergenza, e solo allora colpiranno la gente, solo allora i mass media ne parleranno, solo allora ci si accorgerà che ci sono e che cosa comportano, solo allora si obietterà che sono illogiche, ingiuste, controproducenti, e la gente protesterà, e le si dirà: “sono regole, regole europee, vanno rispettate, è l’Europa che le ha volute”. E’ troppo tardi, ormai. Così è avvenuto con l’Euro e i suoi prevedibili e preveduti effetti. Così sta avvenendo con il bail-in, di cui ho parlato nell’articolo “Direttiva bail-in”, del 29.05.13. Uno strumento con cui si va a prendere direttamente il risparmio. Perché prima hanno svuotato con le frodi le banche e le grandi società e le hanno svendute; poi, col pretesto di colmare i buchi scavati con quelle frodi, hanno svuotato le casse pubbliche; poscia, col pretesto di risanare le casse pubbliche, hanno spremuto i redditi con le tasse; e ora non resta loro che saccheggiare il risparmio degli ex-cittadini tassando i patrimoni e le rendite non grandi (quelli grandi sono riparati off shore, fuori dalla portata del fisco) col pretesto di alleggerire la pressione fiscale sul lavoro. Inoltre, per saccheggiare il risparmio, decidono, a porte chiuse, di adottare il bail-in, e passano la velina ai parlamenti per l’esecuzione, e i parlamenti ottemperano, e i mass media tacciono, anche se è la cosa più importante che stia avvenendo in questi giorni, la cosa che può cambiare di più le altre cose.

La Rivoluzione francese, in era moderna, aveva portato la politica e i suoi processi decisionali nel dibattito pubblico aperto e aveva fissato ulteriori principi, come eguaglianza e libertà civili. Ora tutto quel lavoro viene disfatto usando come copertura l’ideale della unificazione europeista e la necessità di fronteggiare emergenze finanziarie create ad arte, e poi le emergenze sociali. I dibattiti che contano si fanno dietro porte chiuse. E persino ora che ciò è evidente e si può dire tranquillamente, persino ora che è chiaro che la priorità è sottrarsi immediatamente ai meccanismi della BCE, del MES, dell’Eurogendfor, della UE per salvare essenzialmente il diritto stesso e le libertà fondamentali – persino ora, non vi è dibattito su questo, la dialettica politica non affronta questo tema, si occupa di altro (Berlusconi eleggibile o ineleggibile, alleanza Pd-Pdl sì o no, nozze gay sì o no, semipresidenzialismo sì o no), la gente si adatta passivamente, non si accorge… in fondo, ciò che essa vuole è ricevere rassicurazioni e promesse dopo le minacce e gli spaventi, per quanto risibili e puerili di fronte alla tragicità della situazione… rassicurazioni e promesse, in sostanza, che il suo tenor di vita in parte almeno continui o si possa recuperare… non si leva a difendere i diritti politici, costituzionali… non ha imparato nulla dalle esperienze dei totalitarismi … è pronta a ricascarci… lo è sempre stata… ora come allora la porti dove vuoi… la plasmi come argilla sul disco del vasaio, basta farla girare, è infinitamente adattabile…

Ma tutto ciò semplicemente dimostra che la società degli uomini, nei suoi comportamenti e capacità reali, è una cosa molto, molto diversa, molto meno consapevole, intelligente, razionale di come la presuppongono quei principi perduti, di ciò che il “popolo” dovrebbe essere per capire quei principi, per attuarli, per accorgersi di quando vengono soppressi, per difenderli. Le conoscenze e la consapevolezza

E allora… ciò che avviene nei nostri tempi è l’adeguamento della struttura di potere e sfruttamento alla realtà degli uomini, di ciò che la società è. Non è lo smantellamento della civiltà e del diritto, ma è il naturale ritorno a ordinamenti totalitari nell”inevitabile tramonto di una finzione a cui ci eravamo molto affezionati. Anche intellettualmente.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/2013/06/01/la-via-europea-al-totalitarismo-naturale/
31.05.2013

—————–o0o—————–

Terra Santa – L’odio giudaico contro la Chiesa colpisce ancora

freitag_00-300x225Segnalazione del Centro Studi Federici

Gerusalemme, scritte anti-cristiane sulla chiesa della Dormizione, di Giorgio Bernardelli
Oltre che sui muri dell’edificio, insulti e minacce anche su due auto parcheggiate. Un atto attribuibile all’ala più intransigente dei coloni
Di nuovo scritte anticristiane in ebraico sui muri di una chiesa cristiana a Gerusalemme. E questa volta ad essere colpito è stato uno dei luoghi più conosciuti dai pellegrini, la basilica della Dormizione di Maria sul monte Sion. Una chiesa vicinissima al Cenacolo, nella zona adiacente al quartiere ebraico della Città Vecchia.
Le scritte sono state scoperte questa mattina dai benedettini tedeschi che vivono in questa basilica. Oltre che sui muri le scritte sono state tracciate su due delle auto parcheggiate (a cui sono state anche tagliate le gomme) e sull’ingresso del vicino cimitero greco-ortodosso. Nelle scritte compaiono insulti ai cristiani e minacce di «vendetta»; ma soprattutto c’è il riferimento ad Havat Maon, uno degli insediamenti in Cisgiordania che risultano essere abusivi per la stessa legge israeliana e quindi dovrebbero essere smantellati. Una circostanza che lascia pochi dubbi sulla matrice del gesto, legata al cosiddetto Price Tag, le violenze compiute dall’ala più intransigente del movimento dei coloni.
L’episodio accaduto stanotte alla basilica della Dormizione è solo l’ultimo di una lunga serie. E tra i luoghi già presi di mira con modalità analoghe c’è anche il Cenacolino, il convento dei francescani che dista appena poche decine di metri dalla chiesa appena presa di mira. «Bisogna mettere fine al più presto a questi atti di vandalismo favorendo un’educazione migliore dei giovani, a partire dalle scuole – ha commentato a caldo il vescovo ausiliare di Gerusalemme William Shomali -. È un processo che sarà lungo e richiede anche pazienza. Ma va detto che questi sono atti che mirano a minare la coesistenza tra i credenti a Gerusalemme, Città Santa per tre religioni».
Il nuovo episodio cade proprio alla vigilia della sessione di incontri della Commissione bilaterale tra Israele e la Santa Sede in programma a Roma lunedì e martedì. Appare del tutto probabile che questi ripetuti gesti entrino anche nell’agenda dei colloqui. Del resto – come anticipato qualche giorno fa da Vatican Insider – una delle questioni in discussione è proprio l’accordo sul Cenacolo, il luogo dove la tradizione cristiana ricorda l’Ultima Cena di Gesù e che oggi si trova all’interno di un complesso ebraico dove – al piano inferiore – viene venerata la tomba di Davide. Appare del tutto evidente – dunque – che qualsiasi accordo politico diplomatico dovrà fare i conti anche con il contesto concreto di un angolo di Gerusalemme dove l’intolleranza nei confronti dei cristiani è molto marcata. E che sottoscriverlo per il governo Netanyahu vorrebbe dire fare i conti davvero con l’estremismo violento che viene propagandato da alcune yeshiva, le scuole rabbiniche in cui si studia la Torah.
—————-o0o—————-
mercoledì 3 luglio 2013

Mentre la Grecia è sotto la tutela della Troika, mentre lo Stato reprime le manifestazioni per calmare i mercati e mentre l’Europa cerca di far galleggiare nuovamente le istituzioni finanziarie, il compositore Mikis Theodorakis chiama i greci a combattere e avverte i popoli d’Europa che, se le cose continueranno così, le banche faranno tornare il fascismo in Europa.

Intervistato ad un programma politico molto popolare in Grecia, Mikis Theodorakis, figura emblematica della resistenza contro la dittatura dei colonnelli, avverte che se la Grecia si sottometterà alle esigenze dei cosiddetti “soci europei”, questi “la faranno finita con noi come popolo e come nazione”. Theodorakis ha accusato il governo di esser una “formica” di fronte ai suoi “compagnucci” mentre il popolo li vede come “brutali e offensivi”. Se questa politica continua “non potremo sopravvivere … l’unica soluzione è ribellarsi e combattere”, aggiunge il famoso musicista.

Membro della resistenza contro l’occupazione nazista e fascista, combattente repubblicano durante la guerra civile, torturato sotto il regime dei colonnelli, Mikis Theodorakis ha scritto una lettera aperta ai popoli d’Europa, pubblicata su numerosi giornali greci. Qui sotto alcuni stralci della lettera.

La nostra lotta non è solo in Grecia: aspiriamo ad un’Europa libera, indipendente e democratica. Non credete ai governi quando questi dicono che il vostro denaro serve ad aiutare la Grecia.

(…) dei programmi per “salvare la Grecia” beneficiano solo le banche straniere che, attraverso i politici e i governi ai loro ordini, impongono il modello politico che ha portato alla crisi attuale. Non c’è altra soluzione che sostituire l’attuale modello economico europeo, concepito per generare debiti e tornare ad una politica di stimolo della domanda, ad un protezionismo dotato di un controllo drastico delle finanze. Se gli Stati non si impongono ai mercati, questi ultimi li inghiottiranno, come inghiottiranno le loro democrazie e tutti i risultati della civiltà europea.

La democrazia è nata ad Atene quando Solone annullò i debiti che i poveri avevano con i ricchi. Non si può oggi, autorizzare le banche a distruggere la democrazia europea e a saccheggiare le enormi somme che esse stesse hanno generato in forma di debito.

Non vi chiediamo di appoggiare la nostra lotta per solidarietà, né perché il nostro paese è stato la culla di Platone e Aristotele, di Pericle e Protagora, dei concetti di democrazia, di libertà e di Europa. (…..)

Vi chiediamo di farlo nel vostro stesso interesse. Se oggi permettiamo il sacrificio delle società greche, irlandesi, portoghesi e spagnole sull’altare del debito e delle banche, allora arriverà presto il vostro turno. Le società europee non potranno prosperare in mezzo alle rovine. Noi ci abbiamo messo del tempo, ma finalmente ci siamo svegliati. (….)

Resistete al totalitarismo dei mercati che minacciano di smantellare l’Europa trasformandola in un Terzo Mondo, che mette i popoli europei uno contro l’altro, che distrugge il nostro continente provocando il ritorno del fascismo”.

Fonte: http://www.humanite.fr/monde/lappel-de-mikis-theodorakis-les-banques-rameneront-le-fascisme-en-europe-483044

Tratto da: http://terrarealtime.blogspot.it/2013/07/le-banche-faranno-tornare-il-fascismo.html

—————o0o—————

Riporto da Ingannati

Ci sono dei rami recisi dell’olivo, che giaccino “in giro” da duemila anni in attesa di essere reinnestati sulle loro stesse radici sante.
Ci sono gli olivastri selvatici innestati su quelle radici sante: coloro che per natura si sarebbero facilmente dannati e che per grazia hanno la certezza di salvarsi, se accolgono la Verità salvifica e vivono secondo Essa.

Quindi ci sono gli ebrei ancora professanti la Legge mosaica e che vi adempiono in buona fede.
E i cristiani che sanno perfettamente che la vera giustificazione proviene dalla Fede e non dalla Legge. E che vivono secondo la Legge dell’Amore che è il compimento della Legge stessa.

Lucifero (che odia tutto il genere umano, poiché la sua dannazione deriva proprio da quel suo primigenio e libero rifiuto del Progetto di Dio di farSi Essere Umano: ossia Uomo e Donna. Generato e non Creato, in Gesù. Generata ma Creata in Maria) odia in maniera particolare gli uni e gli altri.
Poiché sa perfettamente (molto meglio di quanto non lo sappiamo i veri cristiani ed i veri ebrei) che sia la presenza degli uni che degli altri (destinati a riunirsi in un unico Popolo d’Israele, ossia Popolo di Dio, al momento della Parusia: assieme con tutte i figli di Dio, ossia Sue pecore, ancora dispersi tra le genti) lo condanna irrevocabilmente.

Poiché attesta la persistenza della Fede, sulla Terra.
Senza la quale: sarebbe reso vano e nullo il Ritorno/Venuta di Gesù il Messia.

E allora qual è la strategia dell’eterno perdente?
Osare l’inosabile: ossia eliminare entrambi.
Fisicamente, i veri ebrei, rami recisi dell’olivo in attesa da duemila anni fa di essere rinnestati sulle loro stesse radici sante.
Spiritualmente (ossia, inducendoli tramite inganno all’apostasia di fatto, quando non formale), i veri cristiani, olivastri innestati duemila anni sulle radici sante dell’olivo, divenuto l’Ovile Santo della Chiesa fondata DA Gesù e SU Gesù, Fondatore e Fondamento -ossia Roccia, Pètra- della Sua Chiesa-Corpo Vivo, la cui posizione -perché nessuno potesse dubitare in questi duemila anni di quale fosse la Vera Chiesa di Dio- è segnata inequivocabilmente dalla posizione del Sasso-Petròs. Rotolato da Gerusalemme a Roma e rimasto suo malgrado lì, da duemila anni. A fare da Katechon, ossia “trattenitore” ed “ostacolo” al pieno manifestarsi del Mistero d’Iniquità e dell’uomo iniquo che quel mistero pienamente incarna.
Fino a quando lui stesso non ha compreso -per ispirazione divina- che fosse giunto il momento di “rotolare” giù e di essere rimosso.
Perché era giunto il momento in cui l’uomo iniquo svolgesse pienamente il suo lavoro. E che lo svolgesse il più presto possibile.
Così come Gesù disse duemila anni fa al Suo traditore: quell’Iscariota che fino a quel momento aveva instancabilmente tentato di dissuadere dal suo intento di empia “accelerazione” degli eventi da realizzare attraverso il tradimento dell’Agnello da immolare.

Sterminare fisicamente i veri ebrei.
Sterminare spiritualmente i veri cristiani (che sono troppi, per poterli sterminare fisicamente: anche se ovviamente non disdegnerà di ucciderci, quando constaterà la nostra indisponibilità ad apostare. E ci ucciderà utilizzando proprio i falsi cristiani, mirabilmente rappresentati su questo sito da un loro “capo”. Che, essendosi scelti per padre l’omicida fin dal principio, non si fanno problemi ad uccidere coloro che secondo loro proferiscono quella che al loro cuore di pietra appare bestemmia massima: che Dio E’ Padre e Madre. E che Maria E’ Divina. Generata ab aeterno, in quanto Anima. Creata nel tempo, come Persona e quindi anche come Corpo, immune dal Peccato Originale)