SCALFARI E QUELLA CENA COSI’ STRANA E INQUIETANTE
Postato il Mercoledì, 09 ottobre @ 21:23:32 CEST di davide

DI PAOLO GUZZANTI
ilgiornale.it

Mancava soltanto Francesco, il Papa. Lo aspettavano per il caffè ma poi ha dato buca. Tutti gli altri erano lì: il signor presidente della Repubblica, il signor presidente del Consiglio dei ministri, il signor presidente della Banca centrale europea.

Quanto all’anfitrione non poteva che essere lui: Eugenio Scalfari, l’uomo di gran lunga più onnipotente di Dio, cui non crede ma da cui ha comunque ottenuto un voucher per l’eternità – just in case – proprio dal commensale assente, il papa argentino. Non conosciamo la disposizione dei commensali (anche se immaginiamo Giorgio Napolitano a capotavola) e ignoriamo tutto del menù. Non ci sembra invece difficile indovinare i temi della conversazione, dato il consesso e lo stato delle cose, ovvero la situazione politica.

Pur giocando a mosca cieca con i dettagli, ci sono un paio di considerazioni che vorremmo fare.

Il presidente della Repubblica è la più alta istituzione di garanzia del Paese. È il garante dei garanti, il super partes fra i super partes, un equilibrista in equilibrio. O, almeno, dovrebbe. E da chi va a cena? Dal venerando Eugenio Scalfari, creatore e signore di ebdomadari e gazzette quotidiane di gran successo, nonché di teorie sulla latente esistenza sia di Dio che del suo Io (cui dedicò con successo un suo libro) ma più che altro il campione incontrastato dell’antiberlusconismo, benché gli sia capitato nella sua lunga vita persino di intrattenersi ad Arcore alternandosi al pianoforte con l’odiato Cavaliere.

Insomma, al di là della scelta dei vini e dei contorni, quel che colpisce di questo simposio (rivelato ieri dal Fatto Quotidiano) è che almeno due figure centrali per il loro ruolo di garanzia – Napolitano e Draghi – piluccavano e sorseggiavano nella magione del principe e decano dell’antiberlusconismo più militante e quasi militare.

Dunque, non era certo in campo neutro che il garante della Costituzione e quello della Banca centrale si sono trovati insieme al presidente del Consiglio, il quale ultimo, pur non essendo un garante istituzionale è tuttavia un garante di fatto visto che concentra in sé la funzione di una alleanza in atto, che sostiene un governo non ancora sfiduciato. Non vorremmo essere nei suoi panni, ma i suoi sono comunque i panni di un garante.

Garante l’uno, garante l’altro e garante l’altro ancora: eccoli lì tutti a cena da Eugenio. Domanda ai lettori: c’è per caso qualcosa che non va, che non suona bene in questa faccenda? Sì, d’accordo, Scalfari si può permettere l’ego smisurato che ha, e si nutre soltanto di ospiti adeguati alla sua dieta. Ma gli altri? Perché il capo dello Stato, garante della Costituzione, era a discutere di politica – e di che cos’altro sennò? – con un giornalista schierato su uno dei due fronti politici? E che cosa ci faceva Mario Draghi? E che cosa Enrico Letta, in partenza per gli Usa? Non ci vuole molta fantasia: Eugenio dirigeva l’orchestra non facendo mancare la sua devozione a Napolitano; Draghi parlava poco e annuiva molto, Letta non poteva frenarsi dall’esprimere la sua esausta frustrazione.

Provando a immaginare la cena, ecco che un’altra immagine ci si è parata davanti: quella del panfilo Britannia a bordo del quale nella primavera del 1992 – annus horribilis di Falcone, Borsellino, Tangentopoli e molto altro ancora – fu avviata la svendita dell’Italia.

Così almeno vuole la vulgata, solida e ben fondata. Ventuno anni fa a bordo di quel naviglio c’era anche il giovane Mario Draghi, allora direttore delegato del ministero del Tesoro, Beniamino Andreatta (sponsor e mentore di Enrico Letta) e tanti altri banchieri, affaristi, venditori, acquirenti, maneggioni e speculatori d’ogni risma. Dopo quell’allegra crociera il 48 per cento delle aziende italiane passò di mano ad aziende straniere, la lira svalutò e il Paese si avviò in un declino pilotato.

Lungi da noi l’idea che l’abitazione di Scalfari galleggi e bordeggi come un panfilo e non sarà certo qualche elemento di continuità, come la presenza allora e oggi, di Mario Draghi a farci velo e indurci a similitudini forzate. Ma conosciamo i nostri polli a cominciare dal variopinto gallo Scalfari. E possiamo essere sicuri che nel corso del sobrio banchetto (persone d’età, stomaci delicati) si sia parlato più di futuro che di passato e che si siano gettate le basi sul da farsi prossimo venturo. La crostata a casa Letta (Gianni in questo caso) a confronto era una minestra della Caritas.

Ora, uno può invitare a casa sua chi vuole e chiunque è padrone di accettare qualsiasi invito. Ma la densità, la qualità e l’attualità delle persone concentrate davanti alla stessa tovaglia imbandita ci dice che è proprio il fatto in sé ad apparire improprio, criticabile e fuori dalle regole, specie considerando che quei quattro commensali sono persone che fanno del rispetto delle regole una ragione di vita. Ecco quindi che qualsiasi cosa sia accaduta, qualsiasi cosa sia stata detta in quella cena per il solo fatto che si sia svolta nella casa privata di un campione politico, oltre che giornalistico, impone uno stato d’allarme. Il capo dello Stato, il capo del governo e il capo della Bce hanno accettato di riunirsi sotto la tenda del canuto maresciallo di uno dei due eserciti in battaglia per brindare e fare piani. Nessuno dica dunque che non è accaduto nulla: non basterà un digestivo per digerire questo inquietante simposio…

Paolo Guzzanti
Fonte: http://www.ilgiornale.it
Link: http://www.ilgiornale.it/news/interni/quante-trame-casa-scalfari-letta-napolitano-e-draghi-954053.html
28.09.2013

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“Dietro il M5S ci sono CIA, Soros e Goldman Sachs”

2. GRILLO, TE LA DO’ IO L’AMERICA – BISI-REVELATION: “DIETRO IL M5S CI SONO CIA, SOROS E GOLDMAN SACHS”
Francesco Specchia per “Libero” – 29 MAGGIO 2013

Te la dò io l’America, tanto per citare, banalmente, un Grillo d’epoca televisiva (mentre sullo sfondo, rarefatto, immaginiamo il complottista Giulietto Chiesa vestito da templare, tutto contento: «Ve l’avevo detto…»). Dunque, dietro il Movimento5 Stelle ci sarebbero la Cia, Goldman Sachs «il re mondiale dei cambi» e l’ex lupo delle finanza George Soros. Detta così, dietro a Grillo potrebbero esserci anche Fu Manchu, Licio Gelli e il malvagio Ming dei fumetti di Flash Gordon (uno dei tre c’è).

Eppure, a leggere finanche in controluce il lungo, acrobatico, libro-intervista L’uomo che sussurra ai potenti (Chiarelettere) che Paolo Madron, nella parte del cronista-confessore, ha scritto con Luigi Bisignani; be’, t’accorgi che l’irresistibile ascesa del Beppe Grillo politico potrebbe essere stata davvero in parte definita dalla longa manus di Washington «come vent’anni fa accadde con Antonio Di Pietro».

Bisignani il lobbysta, Bisignani il faccendiere, Bisignani «colui-che-tutto-sa» ne è certo. «Tutto parte dal protocollo numero C17586026, che sigla il primo documento sul Movimento 5 Stelle. Destinatari: il Dipartimento di Stato e altri uffici governativi diWashington. Stiamo parlando del 2008, quando il fenomeno Grillo era ancora lì da esplodere», dice l’uomo. Dalla cui rivelazione si articola in un vero e proprio scoop. Gli americani entrano in contatto col comico attraverso due sue «vecchie conoscenze».

Una è Franco Maranzana, un geologo controcorrente di 78 anni, l’oracolo grillesco in questioni energetiche eppur eversivo rispetto alla linea ecopolitica stile Latouche del movimento; e l’altra è, soprattutto, Umberto Rapetto ex colonnello della Guardia di Finanza, il Magnum P.I. del Gat il gruppo anticrimine tecnologico, nonchè «intelligenza fuori dal comune» e uno dei migliori esperti di reati informatici al mondo che ora lavora per la Telecom di Bernabè.

Grillo e gli emissari del dipartimento di Stato e dell’Intelligence si snasano, si scrutano, si trovano simpatici. Secondo un’anticipazione de La Stampa l’inizio del loro rapporto sarebbe, appunto , datato 4 aprile del 2008, quando l’allora ambasciatore Ronald Spogli aveva inviato al segretario di Stato Condoleezza Rice un rapporto in cui descriveva l’incontro avuto con l’ex comico.

Spogli descriveva l’attenzione del leader di M5S per il problema della corruzione, e concludeva il rapporto con una nota positiva: «Alcune delle sue idee sono utopiche e irrealistiche, ma nonostante l’incoerenza della filosofia politica, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova espressione altrove».

Tra l’altro, quell’informativa allora segreta, ricevuta anche da Barack Obama, dalla Cia e dalla National Security Bisignani la pubblica, paro paro, in appendice al libro. Come fossero banalissime note a margine di una tesi di laurea, quasi in una subdola e divertita ostentazione di potere. Dopodichè, secondo Bisignani i rapporti tra gli americani e Grillo non si fermano qui. Inciucia con Beppe pure «Jim O’ Neill, della banca d’affari Goldman Sachs, forse vede nei grillini il grimaldello per scardinare l’euro».

E l’entusiasmo dell’uomo della banca d’affari sarebbe talmente esasperato che Goldman Sachs è costretta perfino a «un parziale dietrofront». E, inoltre, afferma sempre Bisignani «l’unico studio scientifico fatto finora sul Movimento 5 Stelle è stato commissionato al think thank inglese Demos supportato dalla Open Society » di George Soros «un altro guru del capitalismo americano, che lavora per destabilizzare la moneta unica».

Il faccendiere, a supporto delle proprie tesi, richiama quindi la recente visita dal capogruppo di M5S in Senato, Vito Crimi, e alla Camera, Roberta Lombardi, all’ambasciatore David Thorne all’indomani delle elezioni. Altro che Gruppo Bilderberg. Quindi Grillo sarebbe al servizio degli stessi poteri forti che Gianroberto Casaleggio vedeva al centro di una cospirazione mondiale evocando un po’ testi esoterici come Il mattino dei Maghi di Louis Pauwels.

D’altronde, lo stesso Casaleggio perpetua volontà di Grillo di dialogare soltanto con i media stranieri, e quindi di farsi capire all’estero; e la traduce anche in una serie di incontri non ufficiali con personaggi d’oltreoceano. Questa storia di Grillo «puppet», marionetta dei servizi e delle banche americane, naturalmente sta scuotendo la politica. Soprattutto i grillini, che reagiscono chiudendosi a riccio. Per dire.

Alla Camera il deputato Daniele Del Grosso si chiede «Cos’è? Un libro di fantapolitica?». E il solitamente loquace Vito Crimi si limita a «Nessuna replica…Non la merita». Sarà. Ma ieri, dopo la presentazione de L’uomo che sussurra ai potenti, crocchi di giornalisti sostavano sotto la libreria Feltrinelli in una sorta di affannoso reading collettivo. Ognuno a controllare che accanto al nome di Grillo, della Cia, di Soros non ci fosse il proprio…

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-ma-quale-misterioso-rapporto-lega-i-poteri-forti-internazionali-col-grillismo-2-dopo-62352.htm

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M5S, Bisignani: “Pressioni degli USA su Grillo per non far eleggere Prodi”

Gli Americani certamente non volevano Prodi come presidente della Repubblica e hanno fatto su Grillo qualche pressione“. Sono le parole di Luigi Bisignani, intervistato in esclusiva da Gianluigi Nuzzi nel suo ultimo appuntamento col ciclo “Le Inchieste”, su La7. Il faccendiere milanese racconta alcuni passaggi del suo libro-intervista “L’uomo che sussurrava ai potenti”, nel quale parla anche dell’interesse degli Stati Uniti per il Movimento 5 Stelle. “Uno come Grillo cinque anni fa non andava da nessuna parte e ora è andato a far colazione all’ambasciata americana. E’ la stessa attenzione che c’era stata verso Di Pietro all’inizio di Mani Pulite. Certamente gli Americani” – continua – “hanno interesse a indebolire l’area dell’euro, l’euro e l’Italia. E il M5S è stato fondamentale per non fare eleggere Prodi, che è il più europeista dei candidati”. Bisignani afferma anche che un appoggio notevole al M5S è dato dalla Goldman Sachs e dall’ex lupo della finanza George Soros. Ma la sconfitta della nomina di Prodi è anche merito di Berlusconi: “Ha fatto una mossa decisiva e geniale quando ha deciso di non mandare in Parlamento a votare Pdl e Lega, perchè c’era un bel gruppetto di ciellini dei due schieramenti che avrebbero votato certamente Prodi. In quel modo non si sono più potuti confondere i voti”. Bisignani ne ha per tutti: dai “questuanti” che sono ricorsi a lui per promozioni o raccomandazioni agli autori della congiura ai danni di Berlusconi (o meglio “una banda di sbandati e disperati”, come Alfano, Sacconi, Lupi e Schifani, per i quali “Berlusconi è l’unico salvacondotto e l’unica garanzia di stipendio“). Sferzante il giudizio su Ferruccio De Bortoli, direttore del ”Corriere della Sera”: “Era un amico, è stato un po’ vigliacco. Pochi giorni fa ha detto che dal 2007 mi ha visto quattro volte. E invece lo conosco da trent’anni e l’ho incontrato da decine, decine e decine di volte”. Il faccendiere milanese parla anche dei suoi rapporti con Giulio Andreotti, del quale era il pupillo, con Licio Gelli, con Marcello Dell’Utri. E su Gianni Letta dichiara: “E’ sempre stato un uomo delle istituzioni, il Pdl e Forza Italia non lo hanno mai amato. Enrico Letta certamente non ha il carisma dello zio, forse in futuro ne avrà”. A riguardo, Bisignani si esprime sul governo Letta: “Berlusconi è convinto di aver fatto un’operazione con cui diventa De Gasperi e invece gli hanno organizzato la forca, il trappolone“. E spiega: “Nell’ultimo momento della trattativa per formare il nuovo governo Berlusconi andò da Enrico Letta con Angelo Alfano e a Gianni Letta. Tornò a Palazzo Grazioli, convinto di aver ministro in piedi un governo di 18 ministri, di cui 5 del Pdl. Ma poi si rese conto” – continua -”che invece i ministri erano diventati 22 e quelli del Pdl erano sempre 5. Gianni Letta non mi ha detto niente, forse è in conflitto d’interessi col nipote“. Bisignani parla anche del suo ruolo di “suggeritore di nomine”: ” Sono sempre cinque o sei persone quelle che poi determinano la nomina di un generale o di un banchiere. Il sistema è sempre lo stesso, vale anche per la nomina dei direttori dei giornali. E’ un lavoro scientifico”. E rivela: “Durante il governo Berlusconi, quelle persone erano Gianni Letta, Giulio Tremonti, il segretario del Pd, il presidente della Repubblica. Berlusconi no, non si è mai occupato di nomine”. Nel finale, il “consigliere” di Gianni Letta, così come l’ha definito Berlusconi, azzarda una previsione: “Ci sarà un’implosione del Pd e del Pdl. Si andrà a nuove elezioni, probabilmente il Cavaliere rifarà Forza Italia e forse vincerà di nuovo

30 maggio 2013
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“L’uomo che sussurra ai potenti”, il libro di Bisignani che spaventa Rcs e Casaleggio

ChiarelettereLa bomba letteraria dell’anno uscirà domani (30 maggio). Si tratta del libro-confessione di Luigi Bisignani, “l’uomo che sussurra ai potenti” (è questo il titolo del libro), l’ex giornalista Ansa, che ha deposto la penna per fare il lobbista (titolo in cui lui non si riconosce).

Questo “mestiere” gli ha causato una condanna nell’inchiesta Enimont e un patteggiamento per l’indagine sulla presunta P4 (il processo per gli altri è ancora in corso). Nel libro-intervista (rilasciata a Paolo Madron) uno degli uomini più potenti d’Italia parla di tutti i personaggi che ha incontrato nella sua vita (da Profumo a Geronzi a Bernabè, tanto per fare tre nomi). Prima di lavorare all’Ansa è stato giovanissimo capo dell’ufficio stampa del ministro del Tesoro, Gaetano Stammati, nei governi presieduti dalla buonanima di “Belzebù” tra il ‘76 e il ‘79. «La mia carriera cominciò con uno schiaffo. A darmelo fu Franco Evangelisti, braccio destro di Giulio Andreotti. Pensava che fossi io la spia dei giornali… » queste le prime parole che si leggono sul libro. Il testo, prima ancora di uscire in stampa, ha già scatenato un fiume di polemiche e di minacce legali, al punto tale che la casa editrice Chiarelettere ha deciso di scrivere nella nota iniziale, a scopo cautelativo, che i «contenuti sono di parte». Il terremoto letterario – dicono i beninformati – potrebbe sconquassare anche i piani alti di Rcs, l’editore del Corriere della Sera. Sicuramente la bomba di carta offrirà uno spaccato della Prima e della Seconda Repubblica degna della migliore spy story all’italiana.

P.s. Le malelingue dicono che la presentazione del libro, programmata inizialmente al Salone del Libro di Torino a metà maggio, sia slittata anche per alcune pagine che riguardano Beppe Grillo e Casaleggio. Alla fine è stata fatta ieri a Milano

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Casaleggio e il pensiero massonico

Casaleggio e GrilloSegnalazione di www.nocensura.com

di Roberto Dal Bosco
Chi è Casaleggio? In cosa crede? A cosa si ispirano le sue complicate teorie? Esistono dei legami con la massoneria? Nel giorno in cui Panorama lancia la sua inchiesta sul guru di M5S La Nuova Bussola dà la sua interpretazione.

Chi è davvero Gianroberto Casaleggio? Quali segreti nasconde nella sua vita trascorsa il «guru» informatico di Beppe Grillo? In che cosa crede? Un’approfondita inchiesta, cui il settimanale Panorama dedica la copertina del numero in edicola da domani, giovedì 28 marzo, rivela nei dettagli un Casaleggio del tutto inedito: le due mogli, i due figli, le case, l’auto… Particolarmente interessanti sono i rapporti di Casaleggio con Giuliano Di Bernardo, già gran maestro del Grande oriente d’Italia e fondatore della Gran loggia regolare, massima autorità sulla e nella massoneria italiana. Con Panorama Di Bernardo sottolinea il comune sentire che lo lega a Casaleggio: «La sua visione e la mia sono molto simili» dice Di Bernardo.

Ancora una volta, torniamo a Gaia, l’oramai famoso video programmatico della Casaleggio Associati sul futuro dell’umanità. Qui, come ribadito più volte, si prefigura una guerra totale con l’Est del mondo, dove – secondo il guru – internet non è libera. Una guerra, precisa la clip, che sarà batteriologica.
In risultato di questa si avrà la riduzione della popolazione terrestre a un miliardo appena di persone, che quindi saranno per forza di cose portate a realizzare finalmente la democrazia elettronica e quindi la pace perpetua, in un nuovo Eden sostenuto dall’intelligenza informatica collettiva: evento, che, come riportato in un articolo precedente, accadrà al centesimo compleanno del guru Gianroberto Casaleggio.

Quando si tratta di Casaleggio, fate sempre attenzione ai numeri: quel miliardo di sopravvissuti di cui si parla nel video, non è una cifra a caso, buttata lì per dare un effetto di shock a questo racconto fantascientifico. È un numero preciso.
L’ultima volta che il mondo contava una simile cifra di viventi, fu a fine Settecento, periodo in cui nacquero i lumi e le democrazie create dalla Rivoluzione Americana e soprattutto Francese (secondo la battuta di un popolare comico calvo, il Settecento è anche l’epoca da cui viene la capigliatura del Casaleggio). Far rientrare la popolazione totale ad un miliardo di persone è la meta di moltissimo del pensiero antinatalista dell’ultimo mezzo secolo. Basti pensare a John Holdren, fisico che è stato advisor scientifico di Clinton e che tuttora lo è di Obama: in Ecoscience, un suo saggio scritto nel 1977 con l’entomologo inventore della teoria della “bomba demografica” Paul Ehrlich, Holdren discute delle soluzioni per la futura sovrappopolazione, indicando come buone opzioni l’aborto forzato e la sterilizzazione coatta, ottenuta diffondendo sostanze sterilizzanti nell’acqua di rubinetto.

Holdren, come Casaleggio e Grillo, ha anche lui delle visioni catastrofiche per il futuro: nel 2020 un cambiamento climatico – ovviamente prodotto dall’uomo – che porterà una nuova era glaciale ucciderà almeno un miliardo di persone. Per quanto le teorie di Holdren siano tuttora ascoltate in ambienti governativi di altissimo livello, è con probabilità un’altra la genealogia dell’idea supercastrofica del guru a 5 stelle. Chi ha seguito il gran finale della campagna di Grillo avrà notato che Grillo, al presentarlo, ha tirato in ballo – in una goffa excusatio non petita – le accuse rivolte a Casaleggio su una sua affiliazione con la mega-banca J.P. Morgan, la quale è concretamente connessa con la Casaleggio Associati attraverso la società Enamics.

Ebbene, la J.P. Morgan Chase altro non è che un ramo della multinazionale Rockefeller Group. La questione non è da poco, perché ad oggi, tra i fautori principali delle teorie di “limiti dello sviluppo” e della necessità della depopolazione (da cui poi sono derivati ecologismo, veganesimo, teorie della “sostenibilità” etc.) vi sono stati, gradualmente in modo sempre più aperto, i Rockefeller.
«L’impatto negativo della crescita della popolazione nel nostro ecosistema sta diventando terribilmente evidente» dice in un video reperibile su YouTube David Rockefeller, le cui fortune, peraltro, venivano essenzialmente dal petrolio.

I Rockefeller, con l’aiuto degli Agnelli furono grandi finanziatori del misterioso torinese Aurelio Peccei, uomo dalle molte entrature in Europa e nelle Americhe. Il Peccei, introdottosi nella cultura della sovrappopolazione, ebbe ad esprimersi sul tema in modo non esattamente “filantropico”: «perché dovrei preoccuparmi del fatto di quanti muoiono? Anche la Bibbia Cristiana dice: perché mai Dio dovrebbe preoccuparsi di lui. Per me gli uomini non sono altro che un cervello ad una estremità e una fabbrica di merda dall’altra».
Con questa bella lucidità, Peccei istituì a fine anni Sessanta Club di Roma, il think thank dei potenti della terra (ne fanno oggi parte la Regina Beatrice d’Olanda, Javier Solana, Mikhail Gorbachev, e moltissimi altri) che commissionò al prestigioso Massachusetts Institute of Technology lo studio chiamato Limits to Growth (1972), documento da cui sfociarono tutte le teorie della decrescita egli ecologismi aggressivi che sono ora lo sfondo naturale del magma grillino.

Il Club di Roma, tuttora attivo e che anzi ha raddoppiato con l’istituzione del TT30 (la sezione giovanile del consesso), nella sua publicazione Goals For Mankind (1977) affermava che «l’ideale sostenibile della popolazione è più di 500 milioni di individui, ma meno di un miliardo». Ecco trovata la quota di umanità che Casaleggio vuol trovare dopo la guerra totale tra l’Occidente con internet libero e l’Oriente cattivo. Un numero che Casaleggio può avere origliato con le sue frequentazione con i poteri fortissimi – i clienti di Enamics – o dal socio della Casaleggio Assocciati Enrico Sassoon, uomo della Camera di Commercio americana in Italia nonché membro dell’Aspen Institute, che ricordiamo, è un’organizzazione finanziata dalla Carnegie Foundation, dalla Ford Foundation e – sorpresa – dal Rockefeller Brothers Fund.

Ricordiamo, en passant, che i Rockefeller furono anche i primi generosi finanziatori di Margaret Sanger, la creatrice di Planned Parenthood: ossia l’ente che promuove ed effettua materialmente l’aborto a livello mondiale.
Il denatalismo di Casaleggio è però ancora più estremo, perché per arrivare al fine della decrescita umana scavalca persino la contraccezione e l’infanticidio e immagina direttamente l’eliminazione della maggior parte dell’umanità per via della guerra batteriologica: anche questa non è una idea originale, origliabile in quegli ambienti di cui abbiamo scritto più sopra.
Vale la pena di andarsi a rileggere Lord Bertrand Russel (con Aldous Huxley, un frequentatore di molte conventicole affini alle sopracitate) che ne L’impatto della scienza sulla società (1951) scriveva:

«Tempi oscuri necessitano di mezzi straordinari (…) Nel presente la popolazione mondiale sta aumentando di 58.000 unità al giorno. La guerra, al momento, non ha avuto un grande effetto su questa crescita, che è continuata attraverso le guerre mondiali (…) la guerra rispetto a questo è stata deludente (…) forse la guerra batteriologica può provare di essere più effettiva. Se una Morte Nera potesse spargersi per il mondo una volta ad ogni generazione, i sopravvissuti potrebbero procreare liberamente senza rendere il mondo troppo pieno (…) questo stato delle cose può essere spiacevole, ma che dire? Le persone con un alta mente sono indifferenti alla sofferenza, specialmente quella degli altri».

Voilà, vediamo più nitidamente da dove deriva il sogno bellico-batterico di cui parla il fondatore del Movimento 5 Stelle, voilà la base mostruosamente oligarchica ed elitista che ne informa l’ideologia: la Guida della Rivoluzione, l’uomo superiore, deve essere insensibile alle sofferenza dei miliardi di uomini, che vanno eliminati per assicurare il proprio ideale di equilibrio del pianeta. Siamo all’esatto contrario dell’uomo che si sacrifica per il suo prossimo, che prende su di sé il dolore dell’altro e il proprio, come da fondamento cristiano; al contempo non siamo invece molto distanti dalle fantasie – poi diventate pratiche – di un Hitler o di un Pol Pot. Si tratta, per chiamarle con il loro nome, di teorie genocide.

È quindi urgente denunciare come allla base del M5S vi sia una cultura realmente anti-umana, ostile alla dignità della persona, alla Vita, nel modo più tetro ed assoluto. Si tratta di dire, e con forza, che il Movimento 5 Stelle è concretamente una proiezione politica della Cultura della Morte: forse, a livello mondiale, è la sua realizzazione parlamentare più boriosa e disinibita, in cui i deliri di annientamento dell’uomo sono oscenamente slatentizzati.

Fonte: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-casaleggio-e-il-pensiero-massonico–6132.htm

Tratto da losai.eu

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Beppe Grillo è libero o controllato?
Marcello Pamio – 24 dicembre 2007 – www.disinformazione.it

Il ragioniere genovese Giuseppe Piero Grillo, conosciuto come Beppe Grillo è stato scoperto da Pippo Baudo al cabaret milanese “Il Bullone” alla fine degli anni ‘70.
Dopo aver amato e odiato la televisione, il computer e internet (lo ricordiamo nello spettacolo “Time Out” dove ha iniziato con la distruzione rituale di due computer), nel 2005 apre il suo blog (oltre 500mila accessi giornalieri che lo fa diventare uno dei siti più visitati al mondo) e subito vince il premio WWW messo in palio dal giornale di Confindustria – il quotidiano dei Poteri forti italiani – “Il Sole 24 Ore”!
Da allora il blog ha continuato a crescere e oggi, tradotto anche in inglese e giapponese, è diventato fonte biblica di informazioni per milioni di persone.
Fin qui nulla di strano. La cosa che invece è interessante riguarda il suo editore!

L’editore di Grillo
L’editore di Beppe Grillo oggi è la Società Casaleggio Associati di Milano.
Nella prefazione del libro del 2004 “Web Ergo Sum” scritto da uno dei fondatori della Società, Gianroberto Casaleggio (che ha dato anche il nome alla ditta), Beppe Grillo spiega come ha incontrato quello che diventerà il suo editore di fiducia!
Grillo scrive testualmente: «lo incontrai per la prima volta a Livorno, una sera di aprile, durante il mio spettacolo Black Out. Venne in camerino e cominciò a parlarmi di Rete. Di come potesse cambiare il mondo. (…) Pensai che fosse un genio del male o una sorta di San Francesco (…) Ebbi, lo confesso, un attimo di esitazione. Strinsi gli occhi. Casaleggio ne approfittò.
Mi parlò allora, per spiegarsi meglio, di Calimero il pulcino nero, Gurdjieff (il famoso mago nero, uno dei maestri del cantautore Franco Battiato, ndA), Giorgio Gaber, Galileo Galilei, Anna di York, Kipling, Jacques Carelman (…)
Tutto fu chiaro, era un pazzo. Pazzo di una pazzia nuova, in cui ogni cosa cambia in meglio grazie alla Rete. (…) Ce n’è abbastanza per rinchiuderlo. E’ un individuo oggettivamente pericoloso e socialmente utile»[1]

Gianroberto Casaleggio (interessato a Gurdjieff!) è riuscito dove tutti avevano fallito: convertire Grillo a internet!
Da quell’incontro infatti è nato non solo il blog di Beppe Grillo, ma anche tutti i libri e dvd, come pure e le organizzazioni dei Meet-up!
In soldoni l’immagine mediatica (a 360 gradi) di Grillo viene gestita e controllata dagli esperti della società milanese.
Addirittura Gianroberto sarebbe diventato il consigliere numero uno di Grillo, a tal punto che secondo indiscrezioni, è sua l’idea del V-Day![2] Quello che ha sparso nel mondo il verbo o virus del V-Day convincendo, attraverso il suo comico portavoce, centinaia di miglia di persone in Italia.
Uomo (Gianroberto) sulle orme del Parsifal dichiara di voler ricercare la vera natura degli uomini”. E così, ad esempio, per le riunioni da sempre ama immergere il gruppo dirigente nel mondo cavalleresco e spirituale della leggenda di Camelot (alla scoperta di quei luoghi ha persino trascorso una vacanza). Usa una tavola rotonda attorno alla quale fa sedere i suoi manager per «parlare liberamente».[3]
Sua è anche la gestione del sito web dell’amicone di Grillo, il Ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro.[4]
E’ arrivato il momento di vedere chi sono questi associati, e soprattutto di cosa si occupano.

La Casaleggio Associati
La Casaleggio Associati, nasce il 22 gennaio a Milano nei pressi della casa di Alessandro Manzoni, da cinque persone (Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich).[5]
La “mission” ufficiale dell’azienda è «di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale»

L’Affare Webegg Spa
Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati , è necessario conoscere la Webegg Spa : un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia.
Ci interessa molto perché:

Gianroberto Casaleggio è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg.[6]
Luca Eleuteri (socio Casaleggio) tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg.[7]
Mario Cucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg.
Enrico Sasoon entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg
Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e stranamente, organizzatore dei Meet-up di Grillo a Milano

Su cinque soci della Casaleggio, ben quattro lavoravano per la Webegg Spa con incarichi molto prestigiosi e importanti!
E poi cos’è successo?
Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduta da Finsiel (79,5% Telecom Italia).
Value Partners è la più grande società di consulenza strategica di origine italiana!
Nel gennaio 2004 quindi dopo pochi mesi, come è stato detto, i cinque fondano a Milano la Casaleggio Associati.
Questo dato è molto interessante perché risulta che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato fino a pochi anni fa, all’interno di una società della Telecom Italia, la stessa soggetto di attacchi (certamente giusti) da parte del comico genovese.

L’affare Telecom
Beppe Grillo sta portando avanti da anni una campagna per “prendersi” (lui, gli editori o qualcun altro?) la Telecom Italia!
Tale strategia è attuabile se tutti o una buona parte degli azionisti privati delegassero Grillo all’assemblea generale della società. Ecco perché dal blog ha chiesto ufficialmente una “shareaction” (“fatemi godere” dice nel suo appello): «inviatemi le vostre manifestazioni di interesse attraverso il form del modulo di adesione per consentirmi di valutare la fattibilità del progetto e tentarne la realizzazione».
«Fatemi godere. Rifatevi delle umiliazioni subite in questi anni come utenti e come azionisti. Il cda licenziato dai veri azionisti attraverso un comico. Una cosa mai vista al mondo. (…) Ragazze e ragazzi, dateci dentro. Aderite, aderite, aderite» [8]

Certamente è ”una cosa mai vista al mondo”, ma la domanda che sorge spontanea è: una volta attuato questo progetto, se mai si realizzerà, chi potrà garantire la sicurezza della ditta più importante in Italia? Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio o la Casaleggio Associati stessa? Ricordiamo che si tratta della società che ha il potere di ascoltare (esattamente quello che è successo allo stesso Grillo, che per ben 4 anni, è stato ascoltato e registrato…) tutte le telefonate, leggere tutti i fax e le e-mail sul suolo italiano…
Per qualche miscredente, potrebbe sembrare una manovra occulta per entrare in possesso proprio di questa importantissima azienda…ed è proprio quello che sta accadendo!
Staremo a vedere, anche se ad oggi sono decine di migliaia le persone che in buona fede, si sono affidate al nuovo “guru delle telecomunicazioni” (futuro amministratore delegato?).

Prometeus: il futuro dei media
Torniamo alla Casaleggio Associati perché nel loro sito ufficiale (www.casaleggio.it) è pubblicato nella home page un video molto indicativo e allo stesso tempo inquietante: “PROMETEUS: IL FUTURO DEI MEDIA” (www.casaleggioassociati.it/thefutureofmedia). Video da non perdere assolutamente!
Si tratta della visione futurista che i soci fondatori della Casaleggio hanno a livello di Media.

Il video inizia dicendo: «L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo di Prometeus. Tutto è iniziato con la Rivoluzione dei media con Internet alla fine del secolo scorso…»[9]
La visione continua con: « la Rete include e unifica tutto il contenuto: Google compra Microsoft, Amazon compra Yahoo! diventando così i leader mondiali dell’informazione assieme a BBC, CNN e CCTV… La pubblicità è scelta dai creatori di contenuti, dagli stessi autori e diventa informazione, confronto, esperienza. Nel 2020 Lawrence Lessing, l’autore di “Cultura Libera” diventa Ministro della Giustizia degli Stati Uniti e dichiara il copyright illegale. Dispositivi che replicano i cinque sensi sono ormai disponibili nei mondi virtuali. La realtà può essere replicata in Second Life. Chiunque ha un Agav (agente-avatar) che cerca informazioni, persone, luoghi nei mondi virtuali. Nel 2022 Google lancia Prometeus l’interfaccia standard degli Agav. Amazon crea Place, un’azienda che replica la realtà. Puoi andare su Marte, alla battaglia di Waterloo, al SuperBowl di persona. E’ reale! Nel 2027 Second Life si evolve il Spirit. Le persone diventano chi desiderano e condividono la memoria, le esperienze, le sensazioni. La vendita di memoria diventa una normale attività commerciale. Nel 2050 Prometeus compra Place e Spirit. La vita è virtuale è il mercato più grande del Pianeta. Prometeus finanzia tutte le missioni spaziali alla ricerca di nuovi mondi per i propri clienti, gli avatar terrestri»

Il video della Casaleggio Associati termina con una immagine massonica: il triangolo con l’occhio dentro, fiammeggiante!

Logo della Prometeus, estratto dal video

della Casaleggio Associati

Non male come visione, vero?
Un futuro illuminato (non si sa bene da che luce…), dove la vita diventa virtuale, dove si commercializza la memoria, le esperienze e le sensazioni. Ognuno avrà un avatar, un personaggio inventato, e potrà fare ciò vuole, anche quello che non potrebbe fare nella realtà…
In pratica la nostra Vita verrà letteralmente svuotata di significato e “copiata” o “replicata” su internet.
Lo scopo è quello di non si fare più esperienza (cioè conoscenza e quindi coscienza) sul pianeta Terra, ma su un “pianeta” che non esiste, formato da bit e byte: internet!
Che tipo di coscienza sarà mai quella di un mondo virtuale?
Non è che ci stanno indottrinando e preparando invece a vendere la nostra anima?
Questo progetto chiamato Prometeus, è la visione di un pazzo da psichiatrizzare quanto prima, o invece si tratta di un piano ben preciso di controllo occulto? Per approfondire tale delicatissimo argomento, vi rimando alla nuovissima dispensa “Il segreto occulto degli Illuminati”.

Nel video della Casaleggio Associati si pubblicizza Second Life (Seconda Vita), “un mondo virtuale in 3D aperto a tutti i maggiorenni dove ogni evento della vita può essere riprodotto[10].
Second life è ciò che tecnicamente viene definito un M.M.O.R.P.G. ovvero un Massive Multiplayer Role Playing Game (Un Videogioco di Ruolo destinato alla Massa): immaginate un videogioco in cui possano partecipare contemporaneamente centinaia di migliaia di giocatori (se non milioni) collegati in rete, ognuno con il proprio personaggio (avatar), con un proprio conto corrente e varie proprietà mobili ed immobili. Esso è stato creato dalla Linden Lab, reso disponibile in rete nel 2003, oggi può contare quasi 8 milioni di utenti nel mondo (dato di luglio 2007[11]
Poco si sa su questa strana piattaforma, ma nei media si sono già iniziati a denunciare episodi alquanto sgradevoli accaduti all’interno di questo “mondo secondario”, anche se la vera natura estremamente deviante non viene adeguatamente sottolineata! E’ un mondo estremamente deleterio e pericoloso per la psiche umana.
Casualmente sia Beppe Grillo (con tanto di avatar) che Antonio di Pietro hanno il loro sito proprio in Second Life

Dio è ovunque, è chiunque e conosce ogni cosa”, proprio come l’occhio onniveggente della massoneria (il simbolo stampato sul dollaro statunitense), usato dai creativi della Casaleggio alla fine del video.
A proposito di luce, cerchiamo di capire come mai hanno usato un nome così particolare per tale progetto: Prometeus!
Certamente deriva da Prometeo, figlio di Giapete e Climene, che ha sottratto il fuoco (simbolo della luce) agli Dei per riportarlo agli uomini sulla terra (dottrina della gnosi).
Secondo l’occultista russa Helena Petrovna Blavatsky, sotto un altro aspetto, l’allegoria del fuoco (visto come luce iniziatica, ndA) può essere letta come un’altra versione della ribellione dell’orgoglioso Lucifero (dal latino LUCIFERUS, composto da “LUC-EM” = luce, e tema “FER-RE” = portare, cioè PORTATORE DI LUCE, ndA), precipitato nell’Abisso senza fondo. La maledizione di Zeus a Prometeo è lo stesso che la maledizione di Dio a Satana![12]
Quindi secondo la maga (indubbiamente nera) Blavatsky, il fuoco o luce portato sulla terra da Prometeo è l’allegoria del fuoco o luce porta sulla terra da Lucifero!

Ecco spiegato perché il logo della Prometeus (vedi immagine sopra) è rappresentato graficamente da una fiamma (luce) che parte dalla lettera O maiuscola, quindi dal Cerchio chiuso (molto usato anche dai circoli satanici per i loro rituali).
Sicuramente la motivazione che ha spinto la Casaleggio a scegliere un nome e logo simili sarà un’altra, magari meno esoterica, però la strana coincidenza (per chi ci crede ovviamente) è interessante!

Partnership con Enamics
Nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM).
La Enamics ha come “clienti” potentissime corporation del calibro di: Pepsico, JP Morgan, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP Paribas, American Financial Group,[13] ecc.
Tra queste, quella che più c’interessa è la banca d’affari JP Morgan, perché rientra nell’impero dei Rockefeller, una delle famiglie che controllano il mondo!

Davanti al Centro Rockefeller di New York si staglia – casualmente – una statua gigante di Prometeo (vedi immagine qui a fianco), voluta proprio dal magnate in persona!
Anche i Rockefeller, come i Casaleggio (chiedo venia per la comparazione), pertanto “adorano” l’arte simbolica del Prometeo!
Fondatore della BTM Corporation è un certo Faisal Hoque, autore di numerosi best seller ed ex dirigente anziano della General Electric (anch’essa del gruppo Rockefeller) e di altre multinazionali!
I partner della BTM tecnology sono “IBM Tivoli” di New York e “Future Considerations” di Londra. Questa ultima ha come clienti privati: Coca Cola, Barclaycard, Addax Petroleum, KPMG LLP, ecc. Nel settore pubblico invece: Carbon Trust, UNIDO (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (LFPA)[14] ecc.

E’ molto indicativo venire a conoscenza che l’editore di Beppe Grillo (nonostante le giustissime campagne contro l’inquinamento ambientale, le energie alternative, i biocarburanti, l’idrogeno, ecc.) abbia tra i partner proprio quella banca (JP Morgan), che ha interessi economici enormi in ogni dove, e soprattutto nel comparto bancario, energetico e/o petrolifero!

Che fine ha fatto il Signoraggio monetario?
Al Beppone nazionale va il merito di essere stato il primo a denunciare la truffa del Signoraggio monetario (nel tour “Apocalisse Morbida” del 1998) e la natura privatistica della Banca d’Italia.
In quello spettacolo ha sparato a zero sui banchieri (Fazio, Duisemberg, ecc.), definiti i cavalieri dell’Apocalisse, che controllano le economie planetarie, sottolineando più volte come questi signori “stampano le banconote e le prestano”.
Avete capito bene: stampano denaro e lo prestano ai governi!
Per non parlare del debito pubblico. Dice infatti Grillo: “e il debito? A chi li dobbiamo due milioni e mezzo di miliardi di lire?

Nonostante questo, da un po’ di anni Grillo si rifiuta, o gli è stato consigliato di non parlarne, di Signoraggio e dei banchieri durante i suoi spettacoli, perché?
Una spiegazione la fornisce il dottor Antonio Miclavez in una recente intervista video: «ne ho parlato (si riferisce a Grillo, ndA) circa sei mesi fa e mi ha detto: “sì è molto bello, ma questo per la gente è troppo. Se è troppo poi la gente si spaventa e non lo capisce perché è troppo!”. Uguale Milena Gabanelli (Report su Rai3, ndA)»[15]
Tralasciamo la Gabanelli per ovvi motivi, ma perché Grillo che nel 1998 sparava a zero sul Signoraggio, sulla truffa del debito pubblico e sui banchieri, oggi non dice nulla e si limita ad attaccare i politici: semplici camerieri del potere economico? Cosa è successo nel frattempo? Ha ricevuto pressioni e/o ricatti? Oppure ha cambiato idea? Nessuno lo sa ad eccezione della sua coscienza!

A cosa servono il V-day, il Mastella-day, la petizione per la Forleo o De Magistris, o quella contro Gentiloni, se il vero e unico problema è la gestione massomafiosa della emissione monetaria che rende interi paesi schiavi del sistema economico, sotto la pressione di un debito inesistente?
Forse serve per dirottare le masse e deviarle verso lidi estremamente funzionali per il Sistema che ci controlla?
Qual è il senso di scatenarsi per un parlamento pulito (contro i politici pregiudicati), movimentare le masse per assurde liste civiche, quando i controllori della politica sono e rimangono i grandi banchieri internazionali? Quando coloro che emettono la moneta hanno il Potere di far fare le leggi ai burattini in Parlamento, a cosa serve prendersela con la manovalanza? Forse per evitare di tirare in ballo i veri manovratori occulti?

Come disse il giornalista Paolo Barnard in una lettera intitolata “Considerazioni sul V-day”: «I nostri personaggi (…) di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile organizzata e la speranza che essa rappresenta»[16]
Di persone svuotate del proprio Io ce ne sono già abbastanza. E’ necessario partire da noi stessi, senza delegare il politico, il Grillo, il Travaglio, la Forleo o la Guzzanti di turno: solo così saremo padroni della nostra vita e potremo conquistare, o meglio, tirare fuori la nostra vera e unica individualità, cioè l’essenza spirituale.
Se non ritorniamo in possesso della nostra autentica natura, il Potere continuerà a fare sonni tranquilli. «Credete veramente – continua Paolo Barnard – che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva?

Al Potere, le iniziative di Grillo (inconsapevolmente ci auguriamo tutti) – portate avanti grazie alla consulenza di aziende specializzate – fanno estremamente comodo, perché il vero e unico problema che ha il Potere è il risveglio della coscienza delle Individualità. Persone libere di pensare, sentire e agire, indipendentemente dagli insegnamenti e dalle dottrine di un qualsiasi messia o maestro di vita, sono veramente pericolose!
Concludo nella speranza che non siano vere le affermazioni di Dino Risi (che ha diretto Grillo nel film “Scemo di guerra”) al Corsera, perché secondo il regista, Grillo è più attore adesso che quando girava film. Non crede affatto a ciò che dice e scrive quotidianamente nel blog!
Speriamo che si sbagli…
Come pure mi auguro che Beppe Grillo dia un segnale di assoluta buona fede riprendendo a parlare, sia nel blog che durante gli spettacoli, di Signoraggio, Poteri forti bancari, Sovranità monetaria, OGM, ecc.

[1] Blog ufficiale di Beppe Grillo: www.beppegrillo.it/libri.php#web
[2]Casaleggio, il guru web di Beppe che ama Parsifal e Adriano Olivetti”, “Il Corriere della Sera” del 18 settembre 2007, www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/18/Casaleggio_guru_web_grillo.shtml
[3] Idem
[4] Idem
[5] Sito ufficiale Casaleggio Associati http://www.casaleggio.it/societa1.asp
[6] “Key4biz”, quotidiano d’informazione su Telecomunicazioni, Media e Internet”, 27 maggio 2003 www.key4biz.it/Who_is_who/2003/05/Casaleggio_Roberto.html
[7] Sito ufficiale Casaleggio Associati www.casaleggio.it/societa5.asp
[8] Dal blog ufficiale di Beppe Grillo: www.beppegrillo.it/shareaction/
[9] Dal sito ufficiale della Casaleggio Associati www.casaleggioassociati.it/thefutureofmedia
[10]Quando una vita non basta: Second Life”, Lorenza Veronese, www.disinformazione.it/second_life.htm
[11] Idem
[12]La Dottrina Segreta ”, glossario, di H.P. Blavatsky
[13] Tratto dal sito ufficiale della BTM www.btmcorporation.com/About/
[14] Tratto dal sito ufficiale www.futureconsiderations.com/our-clients_private-sector.html
[15] Video con l’intervista di Antonio Miclavez http://grappaevvinci.wordpress.com/2007/12/04/il-signoraggio-e-beppe-grillo/
[16]Considerazione sul V-Day”, Paolo Barnard http://www.disinformazione.it/lettera_paolo_barnard.htm

 

Aggiornamento sulle “scatole cinesi”, a cura di Michele Morini.

Il 16 novembre 2000 in “Brodcast & video” numero 130, alla voce “Business & mercati”, appare la seguente notizia:

Nuova Web: Professional Company per il Gruppo Telecom

«Netikos Spa è la nuova web professional company varata da I.T. Telecom, gruppo Telecom, per offrire soluzioni per le imprese legate alla rete. Il nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Gilberto Ricci ha nominato nei giorni scorsi Edoardo Narduzzi alla carica di amministratore delegato. Gli altri componenti del Cda sono: Gianroberto Casaleggio, Michele Colaninno, Alfredo Speranza». [1]

Michele Colaninno, dal sito ufficiale della Piaggio[2], è ovviamente parente del più famoso Roberto Colaninno:

Milano, 28 agosto 2006 – L’Assemblea degli Azionisti di Piaggio & C. S.p.A, a seguito dell’ammissione alla quotazione delle proprie azioni presso Borsa Italiana, ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione così composto: Roberto Colaninno, Matteo Colaninno, Michele Colaninno, Rocco Sabelli, […], ecc.[3]

Roberto Colaninno nel 1996 viene nominato amministratore delegato di Olivetti.
In quegli anni trasforma l’azienda da una società di computer in una holding di telecomunicazioni creando Infostrada e Omnitel.
Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (OPA) su Telecom Italia, fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione mai operata in Italia. Come soci dell’operazione ha un gruppo di imprenditori bresciani guidati da Emilio Gnutti.
L’operazione riesce, però crea un grosso debito in Telecom che non riesce a risanare, facendo sprofondare la società di telecomunicazione.
Nel 2001 vende la Telecom a Pirelli (Marco Tronchetti Provera) e Benetton (famiglia Benetton).

Ricapitolando:
Gianroberto Casaleggio inizia la sua carriera nell’Olivetti S.p.A. di Colaninno, poi diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel, a fine giugno 2002 Olivetti S.p.A. cede la propria quota (50% del capitale) in Webegg S.p.A. a I.T. Telecom S.p.A.., che intanto ha dato vita a Netikos Spa dove fa parte del Cda con un parente stretto di Colaninno, poi nel 2004 chiude e passa con altri dirigenti Webegg a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati , l’attuale editore di Beppe Grillo!
Come mai lo stesso Grillo si domanda chi ha affossato TELECOM, quando il suo editore attuale è stato nello stesso Cda con i Colaninno?
Attualmente la cordata Colaninno, Berlusconi e SanPaoloIMI (vedi Prodi) si stanno prendendo la Telecom (tratto da Finanza World[4])
Ecco cosa pubblica l’agenzia stampa italiana Adnkronos:

La trattativa è “in una fase avanzata, mancano solo alcuni dettagli”. Secondo quanto riferiscono all’Adnkronos fonti vicine al dossier, si starebbe per chiudere l’accordo che porterebbe Mediobanca, Intesa, Generali, Benetton e Telefonica a controllare Telecom, attraverso una quota complessiva pari a circa il 25% del capitale. Alla quota del 18% detenuta da Olimpia si sommeranno infatti anche le quote rispettivamente detenute da Mediobanca, 1,54%, e Generali, 4,1%.

Telefonica rileverebbe una quota pari al 40% di Olimpia e ne diventerebbe il primo azionista, con Mediobanca e Generali che entrerebbero apportando anche le quote dirette possedute in Telecom. A Intesa Sanpaolo spetterebbe una partecipazione più piccola. All’interno di quella che sarebbe una sorta di Newco rimarrebbe anche Benetton con una quota quasi dimezzata rispetto all’attuale 20%. Il disimpegno di Pirelli, che controlla l’80% di Olimpia, avverrebbe ad un prezzo pari a 2,80 euro, frutto della media di quanto metteranno sul piatto da una parte Telefonica e dall’altra i soci bancari. Un successivo aumento di capitale garantirebbe l’ingresso dei soci italiani.

[1] http://bv.diesis.it/n130/page1.htm
[2] http://www.piaggiogroup.com/investor_relations/comunicati_stampa/2006/nuovo_cda_piaggio.htm
[3] idem
[4] http://www.finanzaworld.it/blog/telecom-telefonica-e-gli-italiani

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GRILLO, CASALEGGIO E IL PROGETTO “GAIA”…

DI GIOVANNA CANZANO
mirorenzaglia.org

Il progetto “Gaia” ha messo Beppe Grillo tra le pedine per governare il mondo. Quello che non ha detto il progetto Gaia è chi comanderà il mondo. Io mi do una risposta: sono le stese multinazionali che hanno nominato Monti e che fanno capo a David Rockfeller, padrone di J.P.Morgan Chesa , Exon, General Elettric.
Marco Bava

Canzano- Grillo e i retroscena dei soldi della politica.

Bava – Il servizio di Report della scorsa domenica, ha fato notare che i partiti hanno intestato gli immobili come il PCI che sono spariti nelle fondazioni dove vediamo che i componenti ai vertici di destra e sinistra sono intestatari della stessa fondazione. Poi c’è il fenomeno Grillo. Grillo è un grosso catalizzatore di voti è molto convincente.

In passato lei ha collaborato con Grillo?

Infatti, io per dieci anni ho fatto per Grillo le analisi sulla Fiat ci eravamo conosciuti ad una assemblea della STET lui parlava dell’auto ecologica, quella ad idrogeno ed io ottenni da Romiti, l’autorizzazione di portare Grillo del centro di ricerche FIAT per diventare testimonial delle vetture ecologiche, poi questo progetto non andò avanti per alcuni ostacoli lui mi chiese comunque di continuare a fare per lui le analisi su Fiat e io gliele feci. Infatti, tutto quello che lui diceva sulla Fiat, erano cose che io gli comunicavo telefonicamente oppure quando veniva a Torino, si svegliava a mezzogiorno e poi faceva un briefing con le persone che avevano da dire qualcosa sulla città di Torino io ero con lui a questi incontri, e, notavo che aveva una capacità di assimilazione favolosa lui sentiva queste persone che erano i referenti della città che per i temi gli interessava sviluppare durante il suo spettacolo lui assimilava tutto quello che sentiva, e, la sera durante lo spettacolo ripeteva tutto anche senza avere preso appunti di quanto gli avevano detto in precedente, cioè Grillo ha una memoria incredibile, è un grande attore capacissimo. Dopo lo spettacolo si andava a cena insieme, anche con persone importati di Torino. Durante la cena commentavamo lo spettacolo, dove, potevo dire quello che volevo commentando ciò che era stato detto e lui aveva una buona capacità di discussione e, l’ha dimostrato anche recentemente. Il suo problema è che lui fa parte del progetto Gaia.

Ho visto il video e sono spaventata.

Anche io vedendolo, mi ha fatto riflettere. Ho avuto due occasioni di incontrare Casaleggio telefonicamente quando Grillo voleva fare la raccolta deleghe per Telecom io gli dicevo che si poteva fare attraverso la raccolta come cerco di fare io con i miei siti che sono http://www.marcobava.it e http://www.marcobava.eu. Durante la telefonata con Casaleggio, capì che non gli interessava fare questa cosa poi grillo andò in assemblea, ma non fece niente per cui le deleghe erano inutilizzabili. La stessa cosa farà adesso dei voti che ha ricevuto alle recenti elezioni non saprà come utilizzarli. Il progetto Gaia ha messo Beppe Grillo tra le pedine per governare il mondo quello che non ha detto il progetto Gaia è chi comanderà il mondo. Io mi do una risposta, sono le stese multinazionali che hanno nominato Monti e che fanno capo a David ROCKFELLER , padrone di J.P.Morgan Chesa , Exon, General Elettric.

Il Bilderberg in qualche modo?

Bilderberg, Trilaterale Petrolieri USA. Non a caso l’ambasciatore americano è stato uno dei pochi che si è espresso a favore di Grillo, poi è vero che lo hanno sostituito dopo poche settimane, ma l’ha fatto. Stiamo parlando di un ambasciatore professionista. Chiaramente Beppe Grillo è un catalizzatore di voti, per vanificarli . Quando stava entrando in politica ho tentato di parlargli per dirgli guarda se vuoi farlo, fallo da solo non farlo con Casaleggio perche tu rischi di illudere delle persone che secondo me la cosa più grave che una persona possa fare. Lui invece evitò di parlarmi, lo chiamai anche a casa e, mi faceva rispondere dalla domestica dicendomi che non era a casa. Successivamente ho rivisto Casaleggio quando è venuto a Torino, gli ho parlato del mio progetto di un nuovo modello di sviluppo energia rinnovabile detassata quella che non consuma sul territorio, fotovoltaica Casaleggio ha preso nota e mi ha data l’impressione di non essere il burattinaio siamo di fronte ad una serie di burattini anche Letta è un burattino attenzione lo è Alfano, lo è Berlusconi sotto certi aspetti. I burattinai sono sempre i soliti.

Gli stessi burattinai di cui parla Gelli?

Sì, ma anche Gelli non è un burattinaio, ma un burattino . Io ho seguitol ’Avvocato Agnelli per circa una decina di anni, nel periodo intorno al 1992, dove Gianluigi Gabetti, mi disse che l’avvocato vedeva più me che lui. Se c’era un appuntamento,a cui lui non poteva mancare che era in ottobre della Chase Manhattan Bank, (che nel 2000 l’azienda si è fusa con la J.P. Morgan & Co. dando vita alla JPMorgan Chase) e, ho capito da solo che il grande capo di Agnelli era David Rockfeller la cinghia di trasmissione era Kissinger. Una volta, mentre discutevamo, gli suggerì alcune cose e, lui disse, mica posso dire che siete i miei consulenti (Eduardo ed io) consulenti non siete Kissinger, riferendosi ad Eduardo per quando riguardava la politica internazionale e riferendosi a me e a Jacocca. Questo ci fa capire quali erano i parametri, che poi, sono rimasti ancora così. Adesso c’è stato un tentativo da parte di Montezemolo di accreditarsi al posto dell’Avvocato, e, secondo me avrebbe potuto farlo in un altro modo, ma lui preferisce accreditarsi in un altro modo. Marchionne invece, è il vero rappresentante in Italia degli USA, non lo è né Letta nè Berlusconi, quindi siamo davanti ad un sistema che si perpetua peggiorando la situazione per i più poveri a vantaggio dei potenti magari eletti dai poveri.

Ritornando al fenomeno Grillo, anche lui fa parte del ‘giro’ dei potenti, se nò, non gli avrebbero permesso di creare un movimento così vasto?

Grillo lo ha anche dichiarato che i poteri forti dietro di lui sono la massoneria, le multinazionali, il Bilderberg. Tutti quelli arrabbiati che fino ad ieri pagavano per vedere i suoi spettacoli, adesso vanno a vedere i suoi spettacoli gratis dove paga qualcun altro e loro pagano con il voto. I ‘votanti’ pensano che hanno trovato qualcuno su cui sfogarsi, pensando che li rappresenti li faccia trionfare credendo di trovarsi con Robin Hood, ma Grillo è un Robin Hood all’incontrario, perché Grillo viene pagato attraverso la pubblicità. Casaleggio è un personaggio che rappresenta un ordine mondiale, queste cose non le troviamo scritte, ma le percepiamo. Noi dovremmo essere la nuova Cina. La globalizzazione è uno spostamento di reddito tra i vari paesi. Adesso noi stiamo spostando il nostro reddito dalla Cina, cioè, stiamo dando i soldi ai cinesi, a questo punto loro saranno più ricchi e noi sempre più poveri, a questo punto loro cominceranno a chiedere salari più alti mentre noi diventeremo poveri e guadagneremo sempre di meno e cominceremo a produrre a prezzo dei cinesi per i cinesi. A questo punto potremmo essere un po’ più ricchi, ma non ricchi come oggi. Io credo che è talmente folle come disegno che non può riuscire.

Link video –

Giovanna Canzano (www.giovannacanzano.it)
Fonte: http://www.mirorenzaglia.org
Link: http://www.mirorenzaglia.org/2013/05/grillo-casaleggio-e-il-progetto-gaia/
27.05.2013

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Luigi Bisignani – CIA, Soros, e Goldman Sachs dietro al M5S

Bisignani racconta il ruolo del geologo Maranzana e dell’esperto di reati informatici Rapetto per entrare in contatto con Grillo e svela i dispacci del 2008 dall’ambasciatore Spogli a Casa Bianca e 007 – A supporto delle sue tesi Bisi cita la visita post-voto dei portavoce Crimi e Lombardi all’ambasciatore Thorne…

Te la dò io l’America, tanto per citare, banalmente, un Grillo d’epoca televisiva (mentre sullo sfondo, rarefatto, immaginiamo il complottista Giulietto Chiesa vestito da templare, tutto contento: «Ve l’avevo detto…»). Dunque, dietro il Movimento5 Stelle ci sarebbero la Cia, Goldman Sachs «il re mondiale dei cambi» e l’ex lupo delle finanza George Soros. Detta così, dietro a Grillo potrebbero esserci anche Fu Manchu, Licio Gelli e il malvagio Ming dei fumetti di Flash Gordon (uno dei tre c’è).

Eppure, a leggere finanche in controluce il lungo, acrobatico, libro-intervista L’uomo che sussurra ai potenti (Chiarelettere) che Paolo Madron, nella parte del cronista-confessore, ha scritto con Luigi Bisignani; be’, t’accorgi che l’irresistibile ascesa del Beppe Grillo politico potrebbe essere stata davvero in parte definita dalla longa manus di Washington «come vent’anni fa accadde con Antonio Di Pietro».

Bisignani il lobbysta, Bisignani il faccendiere, Bisignani «colui-che-tutto-sa» ne è certo. «Tutto parte dal protocollo numero C17586026, che sigla il primo documento sul Movimento 5 Stelle. Destinatari: il Dipartimento di Stato e altri uffici governativi diWashington. Stiamo parlando del 2008, quando il fenomeno Grillo era ancora lì da esplodere», dice l’uomo. Dalla cui rivelazione si articola in un vero e proprio scoop. Gli americani entrano in contatto col comico attraverso due sue «vecchie conoscenze».

Una è Franco Maranzana, un geologo controcorrente di 78 anni, l’oracolo grillesco in questioni energetiche eppur eversivo rispetto alla linea ecopolitica stile Latouche del movimento; e l’altra è, soprattutto, Umberto Rapetto ex colonnello della Guardia di Finanza, il Magnum P.I. del Gat il gruppo anticrimine tecnologico, nonchè «intelligenza fuori dal comune» e uno dei migliori esperti di reati informatici al mondo che ora lavora per la Telecom di Bernabè.

Grillo e gli emissari del dipartimento di Stato e dell’Intelligence si snasano, si scrutano, si trovano simpatici. Secondo un’anticipazione de La Stampa l’inizio del loro rapporto sarebbe, appunto , datato 4 aprile del 2008, quando l’allora ambasciatore Ronald Spogli aveva inviato al segretario di Stato Condoleezza Rice un rapporto in cui descriveva l’incontro avuto con l’ex comico.

Spogli descriveva l’attenzione del leader di M5S per il problema della corruzione, e concludeva il rapporto con una nota positiva: «Alcune delle sue idee sono utopiche e irrealistiche, ma nonostante l’incoerenza della filosofia politica, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova espressione altrove».

Tra l’altro, quell’informativa allora segreta, ricevuta anche da Barack Obama, dalla Cia e dalla National Security Bisignani la pubblica, paro paro, in appendice al libro. Come fossero banalissime note a margine di una tesi di laurea, quasi in una subdola e divertita ostentazione di potere. Dopodichè, secondo Bisignani i rapporti tra gli americani e Grillo non si fermano qui. Inciucia con Beppe pure «Jim O’ Neill, della banca d’affari Goldman Sachs, forse vede nei grillini il grimaldello per scardinare l’euro».

E l’entusiasmo dell’uomo della banca d’affari sarebbe talmente esasperato che Goldman Sachs è costretta perfino a «un parziale dietrofront». E, inoltre, afferma sempre Bisignani «l’unico studio scientifico fatto finora sul Movimento 5 Stelle è stato commissionato al think thank inglese Demos supportato dalla Open Society » di George Soros «un altro guru del capitalismo americano, che lavora per destabilizzare la moneta unica».

Il faccendiere, a supporto delle proprie tesi, richiama quindi la recente visita dal capogruppo di M5S in Senato, Vito Crimi, e alla Camera, Roberta Lombardi, all’ambasciatore David Thorne all’indomani delle elezioni. Altro che Gruppo Bilderberg. Quindi Grillo sarebbe al servizio degli stessi poteri forti che Gianroberto Casaleggio vedeva al centro di una cospirazione mondiale evocando un po’ testi esoterici come Il mattino dei Maghi di Louis Pauwels.

D’altronde, lo stesso Casaleggio perpetua volontà di Grillo di dialogare soltanto con i media stranieri, e quindi di farsi capire all’estero; e la traduce anche in una serie di incontri non ufficiali con personaggi d’oltreoceano. Questa storia di Grillo «puppet», marionetta dei servizi e delle banche americane, naturalmente sta scuotendo la politica. Soprattutto i grillini, che reagiscono chiudendosi a riccio. Per dire.

Alla Camera il deputato Daniele Del Grosso si chiede «Cos’è? Un libro di fantapolitica?». E il solitamente loquace Vito Crimi si limita a «Nessuna replica…Non la merita». Sarà. Ma ieri, dopo la presentazione de L’uomo che sussurra ai potenti, crocchi di giornalisti sostavano sotto la libreria Feltrinelli in una sorta di affannoso reading collettivo. Ognuno a controllare che accanto al nome di Grillo, della Cia, di Soros non ci fosse il proprio…

Francesco Specchia per “Libero”
Fonte: Dagospia

Link: www.dagospia.com/rubrica-3/politica/grillo-te-la-do-io-lamerica-bisi-revelation-dietro-il-m5s-ci-sono-cia-56693.htm
29.05.2013

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Bisignani, intervista in diretta tv con Nuzzi: “I segreti del governo Letta”

L’ex giornalista portavoce di vari ministri nella prima Repubblica e coinvolto nelle vicende P2 e P3 risponderà alle domande sui retroscena dell’esecutivo di larghe intese, sul sistema delle nomine nelle grandi aziende statali, il ruolo degli “uomini cerniera” e dei faccendieri. In onda anche l’intercettazione Dell’Utri-Carboni

di | 28 maggio 2013

Bisignani, intervista in diretta tv con Nuzzi: “I segreti del governo Letta”

I retroscena della formazione del governo Letta, il grande sistema delle nomine, il ruolo degli “uomini cerniera” nella vita politica ed economica del Paese. Un viaggio storico in quello che appare un sistema di potere parallelo che sembra avere una continua ipoteca sul sistema di rappresentanza politica italiano. Un “dietro le quinte” di presunte associazioni che si perpetua con gli stessi protagonisti come Flavio Carboni e Luigi Bisignani. L’intervista “senza rete” a quest’ultimo chiuderà il ciclo de “Le inchieste” condotto da Gianluigi Nuzzi (in onda mercoledì 29 maggio alle 22.30 su La7 e in streaming su http://www.la7.it). Bisignani sarà ospite in studio e l’intervista sarà in diretta: “L’accordo è che non ci sono domande che non si possono fare – spiega Nuzzi – e devo dare atto della correttezza di Bisignani che ha accettato senza problemi”.

Bisignani ha “saltato” la conferenza stampa di presentazione del libro-intervista con il giornalista Paolo Madron (edito da Chiarelettere) “L’uomo che sussurra ai potenti” nel quale rivela, tra l’altro, le presunte trame all’interno del Pdl per mettere da parte Silvio Berlusconi. Quindi l’intervista in diretta televisiva di Nuzzi assume un significato particolare, anche perché si parlerà di attualità stringente (dall’accordo Pd-Pdl per il governo alla trombatura di Prodi candidato al Quirinale e di quanto contano, in circostanze di questo tipo, gli “uomini cerniera” come Bisignani: in sostanza se in periodi come questi figure del genere contano di più o di meno. “Ma soprattutto cercheremo di capire – aggiunge Nuzzi – i rapporti di Bisignani con Scaroni, con gli altri boiardi di Stato. Il suo ruolo nel grande sistema delle nomine. Come vive una figura come Bisignani? Chi lo paga?”. Gli ospiti del programma saranno il direttore di Repubblica Ezio Mauro, quello di Libero Maurizio Belpietro e quello del fattoquotidiano.it Peter Gomez, oltre ai magistrati siciliani Nino Di Matteo e Roberto Scarpinato.

L’ultima puntata delle “Inchieste” di Nuzzi si concentrerà dunque sul filo rosso che unisce nel corso degli ultimi trent’anni P2, P3 e P4. Oltre a interviste e approfondimenti il programma manderà in onda le intercettazioni originali delle telefonate tra Marcello Dell’Utri e Flavio Carboni, coinvolti nell’inchiesta P3. Dopo una pausa lunga 2 anni la giunta per le autorizzazioni della Camera, presieduta da Ignazio La Russa, dovrà dare l’ok per l’utilizzo di queste intercettazioni nel processo, che – sottolinea Nuzzi – sarà il primo per associazione segreta (le indagini sulla P2 non arrivarono mai a un dibattimento). “Molti indicatori – continua il giornalista e conduttore – confermano l’idea che nei momenti come questo, dove c’è un accordo tra le forze politiche, figure come quella di Bisignani diventino più forti”. In un Paese in cui i substrati che accompagnano il potere “ufficiale” sono sempre innumerevoli e mai ben visibili Nuzzi la vede così: “Secondo me il potere ha molti strati. Dipende tutto dalla capacità di penetrare”.

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Luigi Bisignani

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Luigi Bisignani (1989)

Luigi Bisignani (Milano, 18 ottobre 1953) è un faccendiere italiano[1][2][3], ritenuto uno degli uomini più potenti d’Italia[4].

Biografia

Figlio di un manager della Pirelli, si laurea in economia e si trasferisce a Roma, dove, giovanissimo, inizia a lavorare come capo dell’ufficio stampa del ministro del Tesoro Gaetano Stammati nei governi presieduti da Giulio Andreotti tra il ’76 e il ’79 e come cronista per l’agenzia Ansa[5]. Nel 1981 il suo nome compare negli elenchi della loggia massonica P2 rinvenuti a Castiglion Fibocchi. Le cronache raccontano che lui in persona dette la notizia all’Ansa, per la quale già da qualche anno è redattore e si occupa di massoneria. Bisignani smentisce la sua appartenenza a qualsiasi loggia.[6][7]

È vicepresidente esecutivo per il ramo internazionale del gruppo Ilte.[6]

È ritenuto uno degli uomini più potenti d’Italia.[4]

È fratello del manager Giovanni Bisignani[8].

Ha scritto due romanzi, Il sigillo della porpora (1989) e Nostra signora del KGB (1992).[9]

Inchieste parlamentari e giudiziarie

Condanna nel processo Enimont

Nel 1992 Bisignani entra nel gruppo Ferruzzi (azionista di maggioranza della Montedison), per occuparsi di editoria e comunicazione[5]. Nel 1993 la Procura di Milano chiede il suo arresto per violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti nell’inchiesta Enimont. Il 7 gennaio ’94 Bisignani viene arrestato[10]. Nel 1998 la Corte di Cassazione conferma la sua condanna a due anni e sei mesi. A seguito della definitiva condanna, nel 2002 viene anche radiato dall’Ordine dei giornalisti[11].

Inchiesta Why Not

Il suo nome compare nell’Inchiesta Why Not del pm Luigi De Magistris.[12]

Coinvolgimento nella inchiesta P4

Il 15 giugno 2011 è sottoposto a detenzione domiciliare per l’ipotesi di reato di favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta associazione P4[13][14][15][16], condotta dai pubblici ministeri della Procura di Napoli Francesco Curcio e Henry John Woodcock[4][17]; analogamente, richiesta di custodia cautelare è stata inviata alla Camera di appartenenza del deputato Pdl ed ex magistrato Alfonso Papa (accusato di concussione). Le indagini da cui è derivata la misura cautelare agli arresti domiciliari sono definite «di ampio respiro» dalla Procura di Napoli: secondo la stessa Procura, esse «riguardano l’illecita acquisizione di notizie e di informazioni, anche coperte da segreto, alcune delle quali inerenti a procedimenti penali in corso nonché di altri dati sensibili o personali al fine di consentire a soggetti inquisiti di eludere le indagini giudiziarie ovvero per ottenere favori o altre utilità».

In altri termini, le indagini giudiziarie avrebbero ad oggetto la gestione di notizie riservate, appalti, nomine e finanziamenti da parte di un sistema informativo parallelo, segreto e deviato, volto alla commissione di «un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione e contro l’amministrazione della giustizia», in un misto di dossier e ricatti, anche attraverso interferenze su organi costituzionali.

Familiari

Il 14 gennaio 2013 il figlio Renato Bisignani, all’età di 27 anni, è nominato responsabile della comunicazione attività sportive della casa automobilistica Ferrari[18].

Note

  1. ^ P4, arrestato il faccendiere Bisignani:”Passavo informazioni a Gianni Letta”, L’Unione Sarda, 16 giugno 2011
  2. ^ Arrestato il faccendiere Luigi Bisignani, ancora nei guai per un’associazione segreta, tgcom.mediaset, 15-6-2011
  3. ^ Bisignani per un’ora davanti al gip, Corriere del Mezzogiorno, 20-giu-2011
  4. ^ a b c Inchiesta «P4», arrestato Luigi Bisignani, Corriere della Sera, 15 giugno 2011
  5. ^ a b Ferruzzi, arriva Luigi Bisignani: guiderà l’editoria, la Repubblica, 25 luglio 1992
  6. ^ a b Dino Martirano, Così parlò Luigi Bisignani: «Mai messo piede in una loggia», 15 giugno 2011, corriere.it
  7. ^ «Invenzioni, mai messo piede in una loggia», Corriere della Sera, 06 luglio 2007
  8. ^ Di Feo Gianluca; Caizzi Ivo. Anche Bisignani si arrende a Di Pietro in Corriere della Sera, p. 2. 8 gennaio 1994. URL consultato in data 17/06/2011.
  9. ^ Guido De Franceschi. Il Ken Follett nostrano? Io ho letto le due spystory scritte da Luigi Bisignani e ve le racconto. Tra fiction e realtà. Il Sole 24 ORE, 19 giugno 2011. URL consultato in data 24-7-2011.
  10. ^ Arrestato il giornalista Bisignani
  11. ^ Dalla P2 alla P4: la storia di Luigi Bisignani
  12. ^ De Magistris: perquisii Bisignani, fui trasferito
  13. ^ P4 Massoneria moderna: Carfagna, Prestigiacomo, Gelmini
  14. ^ Spiato mezzo governo alla ricerca della P4
  15. ^ Luigi Bisignani, arrestato l’uomo delle logge
  16. ^ P4/ Il Fatto Quotidiano: Anche i servizi segreti coinvolti nella lobby massonica
  17. ^ Napoli, Luigi Bisignani ai domiciliari. Coinvolto anche Alfonso Papa del Pdl la Repubblica, 15 giugno 2011
  18. ^ http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/14/figlio-di-luigi-bisignani-nominato-capo-ufficio-stampa-della-ferrari/469732/

Voci correlate

Collegamenti esterni

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Il racconto di Bisignani sul pranzo tra Grillo e alcuni agenti americani

Nel libro intervista scritto da Madron, il faccendiere parla di un incontro tra l’ex comico genovese e alcuni diplomatici americani avvenuto nel 2008

– Mar, 28/05/2013 – 17:08

I servizi segreti americani puntano gli occhi su Beppe Grillo già dal 2008.

È quanto emerge dal libro intervista di Paolo Madron, “L’uomo che sussurra ai potenti”, con Luigi Bisignani. Tutto parte da una informativa redatta 5 anni fa e indirizzata al Dipartimento di Stato Usa e ad altri uffici governativi Usa nella quale si presenta il “resoconto di un pranzo tra Beppe Grillo e alcuni diplomatici americani. Un fatto anomalo per uno che in Italia rifiuta ogni contatto“.

In base a quanto detto da Bisignani a Madron, il documento, firmato dall’ambasciatore Spogli in data 7 marzo 2008, “si intitola “Nessuna speranza per l’Italia. Un’ossessione per la corruzione”. Una frase che sintetizza il “Grillo pensiero”. Con ogni probabilità quel documento è finito sulla scrivania di Barack Obama“.

In 16 punti gli specialisti americani riassumono la filosofia di Grillo, e questa è la conclusione: “Molte idee di Grillo sono utopiche e irrealistiche. Ma a dispetto della sua visione politica incoerente, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica non rappresentata altrove”.

Nel discorso di Bisignani entrano anche conoscenze con il “geologo controcorrente” Franco Maranzana e l’ex colonnello della guardia di Finanzia Umberto Rapetto. E poi si parla anche di Goldman Sachs e del controverso finanziere George Soros. “Sarà pure un caso, ma l’unico studio scientifico di decine di pagine fatto finora sul Movimento 5 Stelle nel febbraio 2013 è stato commissionato al think tank inglese Demos. Il supporto è stato dato proprio dalla Open Society di Soros”, dice Bisignani.

“Mi sembra una sciocchezza. Non si sa più che cosa dire su Grillo e sul Movimento 5 Stelle che ormai inventano storie di complotto”. Così Luigi Di Maio, deputato M5S e vice presidente della Camera risponde a chi gli chiede un commento sull’analisi che Luigi Bisignani fa dei rapporti tra gli Usa e Beppe Grillo.

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Luigi Bisignani: le verità sui misteri d’Italia

di – 29/05/2013 – Dai tentati tradimenti di Alfano e Schifani a Berlusconi, fino ad Andreotti e la finanza che voleva bloccare Tangentopoli: la versione del lobbista

Luigi Bisignani: le verità sui misteri d'Italia

Dai tentativi di tradimento di Alfano e Schifani nei confronti di Silvio Berlusconi, ai corteggiamenti del Cavaliere a Matteo Renzi. E poi la grande finanza che voleva fermare il pool di Mani Pulite, i segreti del Parlamento, Andreotti inedito, gli intrighi Ior e i presunti rapporti tra l’intelligence americana e Beppe Grillo. Luigi Bisignani, l’ “uomo che sussurra ai potenti”, ha deciso di raccontare le sua “verità”. Confessioni che provano a raccontare uno spaccato dell’Italia degli ultimi trent’anni, in un intreccio tra finanza e politica. Giornalista, faccendiere e lobbista, condannato a 2 anni e mezzo nel caso Enimont e poi coinvolto nell’inchiesta sulla ‘P4′ (dove ha patteggiato una pena di un anno e sette mesi) ha presentato ieri con Paolo Madron il libro-intervista con il quale ha fornito la sua versione dei fatti. Ma, come ricordano il Giornale e il Corriere della Sera sono tante le questioni non affrontate, così come i silenzi. Nessuna parola sull’Eni e Scaroni, che lo stesso Bisignani aveva definito “l’azienda a lui più vicina”. Mentre Statera di Repubblica parla di “veleni e piccola spazzatura” presenti nel libro, mentre l’ex piduista avrebbe tenuto per sé i veri segreti del Paese.

Fhotocredit: Il Giornale

Fhotocredit: Il Giornale, Chiarelettere

ALFANO, SCHIFANI E I TENTATI TRADIMENTI – Bisignani non è uomo molto conosciuto al grande pubblico, avvolto – spiega il Giornale – “da una nebbia di mistero anche per chi gli passa più vicino”. Ma si muoveva a suo agio dietro le quinte della politica italiana, tanto che lo stesso Berlusconi lo avrebbe definito “l’uomo più potente d’Italia”. Nel volume edito da Chiarelettere, Bisignani racconta di come Angelino Alfano e Renato Schifani avrebbero tentanto di disfarsi di Silvio Berlusconi, che a sua volta avrebbe corteggiato più volte il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Per Bisignani i big del Pdl lavoravano a un’alleanza senza Berlusconi. O meglio, il faccendiere parla di “piccoli uomini creati da Berlusconi dal nulla e improvvisamente convinti di essere diventati superuomini”. Ma chi erano i traditori presunti? Bisignani tira in ballo Renato Schifani, l’ex presidente del Senato. Sarebbe stato proprio lui a “lavorare con il segretario del Pdl per far fuori il Cavaliere. E poi ci sarebbero anche diversi ex An, come La Russa e Mantovano. Non Altero Matteoli, giudicato “sempre leale”. Alfano si sarebbe mosso soltanto dopo l’insediamento del governo Monti, cercando la sponda con Casini. Ma l’esponente dell’Udc lo avrebbe “sempre illuso”. Allo stesso modo non sarebbe mai stato interrotto un rapporto sottorraneo con l’attuale presidente del Consiglio Enrico Letta (all’epoca vicesegretario del Pd). Per eliminare dalla scena politica Berlusconi ci sarebbe stato un asse con Roberto Maroni. Eppure il Cavaliere puntava già oltre, avendo cercato – secondo quanto racconta Bisignani – di corteggiare Matteo Renzi.

DALLA FINANZA AD ANDREOTTI – Nel libro-intervista, Bisignani racconta anche il tentativo del grande capitalismo finanziario di fermare i pm di Tangentopoli. Il Giornale ricorda come la strategia sarebbe stata elaborata durante una riunione segreta nella sede di Mediobanca ,presieduta da Cuccia. Bisignani spiega chi sarebbero stati i presenti: “Da Agnelli e Romiti, Pirelli accompagnato da Tronchetti Provera, fino a De Benedetti, Pesenti ,Samaper il Gruppo Ferruzzi e anche l’amministratore delegato dell’istituto Maranghi”. Quest’ultimo avrebbe fatto sparire i documenti scottanti dietro una libreria dell’Istituto con «un pulmino». Si sarebbe concordato una linea per togliere ogni forma di collaborazione con i pm di Milano, così come si volevano denunciare “i metodi che stavano destabilizzando il paese e la sua economia”. Il piano sarebbe poi fallito per il silenzio rotto da un dirigente della Fiat e perché i tg di Berlusconi avrebbero cavalcato la questione. Ci sono poi nel libro altri racconti inediti, come quelli che riguardano Giulio Andreotti. Nel racconto emerge come lo storico esponente democristiano ritenesse che, dietro le stragi del 1992 in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino “non si dovesse cercare a Palermo, ma fra Mosca e Roma”. Il sette volte presidente del Consiglio sarebbe stato convinto che la morte di Falcone fosse collegata alla sua presunta collaborazione con una “spinosa indagine della magistratura russa sui finanziamenti del Kgb al Partito comunista”. Ma non solo: Bisignani svela presunti rapporti di Beppe Grillo con i servizi segreti americani: viene raccontata una vicenda già conosciuta, come il pranzo tra il comico e alcuni agenti diplomatici degli Stati Uniti, così come il dispaccio dell’ex ambasciatore Ronald Spogli.”C’è qualcosa che andrebbe approfondito”, spiega Bisignani, che ha letto lo stesso rapporto. Questioni sulle quali non sono però fornite prove.

SILENZI E SPAZZATURA – C’è spazio anche per “Scalfari che regalava champagne a Bisignani per gli scoop” e per le questioni dello Ior, con il faccendiere che ritiene come il nuovo papa riformerà l’istituto in un banca della solidarietà. Statera di Repubblica boccia il libro-intervista:

“Stando alle anticipazioni del libro, si è guardato bene dal rivelarli a Madron, consegnandogli invece tanta piccola spazzatura, qualche veleno e molte vendette personali, come fece qualche mese fa il suo sodale Cesare Geronzi nel librointervista con Massimo Mucchetti. Bisignani «rivela» che dietro le stragi di mafia ci fu non la mafia, ma proprio il servizio segreto sovietico. Così, almeno, la pensavano Andreotti e pure Cossiga, purtroppo entrambi deceduti. Prove non ne porta, ma ci racconta — guarda un po’ — dei finanziamenti del Pcus al Pci, una notizia ben nota anche ai ragazzi di quinta elementare. La Cia, invece, sta studiando da anni il Movimento 5 Stelle e si è presa la briga di riassumere in 16 punti la «filosofia » di Beppe Grillo. Ora, che gli analisti americani si occupino attivamente della politica italiana lo sanno pure i chierichetti in sagrestia e, comunque, l’incontro tra l’ambasciatore degli Stati Uniti Thorne e quei «cittadini» pivelli capigruppo dell’M5S è stato reso pubblico con squilli di tromba e fanfara”.

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L’uomo che sussurrava ai potenti

Il faccendiere Luigi Bisignani Il faccendiere Luigi Bisignani

Esce il libro shock di Bisignani: “Grillo telecomandato dagli Usa. Alfano e Schifani ‘giuda’ nel Pdl”

I servizi segreti americani puntano gli occhi su Beppe Grillo già dal 2008. E’ quanto emerge dal libro intervista di Paolo Madron, “L’uomo che sussurra ai potenti”, con Luigi Bisignani (edizioni Chiarelettere). Tutto parte da una informativa redatta 5 anni fa e indirizzata al Dipartimento di Stato Usa e ad altri uffici governativi Usa nella quale si presenta il “resoconto di un pranzo tra Beppe Grillo e alcuni diplomatici americani. Un fatto anomalo per uno che in Italia rifiuta ogni contatto”.
Il documento sul tavolo di Obama – In base a quanto detto da Bisignani a Madron, il documento, firmato dall’ambasciatore Spogli in data 7 marzo 2008, “si intitola ‘Nessuna speranza per l’Italia. Un’ossessione per la corruzione’. Una frase che sintetizza il ‘Grillo pensiero’. Con ogni probabilità quel documento è finito sulla scrivania di Barack Obama”. In 16 punti gli specialisti americani riassumono la filosofia di Grillo, e questa è la conslusione: “Molte idee di Grillo sono utopiche e irrealistiche. Ma a dispetto della sua visione politica incoerente, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica non rappresentata altrove”.
Grillo e gli Usa – I rapporti dei servizi segreti degli Stati Uniti con Beppe Grillo sono il tema di un capitolo del libro intervista a Luigi Bisignani. Il faccendiere, oltre a raccontare una vicenda già conosciuta come il pranzo tra Beppe Grippo e alcuni agenti e diplomatici amercani e il dispaccio dell’ex ambasciatore Ronald Spogli, aggiunge: “Avendo avuto anch’io il dispaccio in mano, c’é qualcosa che andrebbe approfondito” in quanto sono stati occultati “chirurgicamente quasi tutti i destinatari sensibili” tra cui oltre alla Casa Bianca, al Dipartimento di Stato e alla Cia “c’é da scommetterci ci fosse il Dipartimento dell’energia e la National Secuity Agency, che si occupa soprattutto di terrorismo informatico”. “Agli americani – spiega Bisignani – è noto il rapporto strettissimo che Grillo ha con due loro vecchie conoscenze. Franco Maranzana, un geologo controcorrente di 78 anni, considerato il suo più grande suggeritore su tematiche energetiche e ambientali non politically correct, in contrasto così con la linea ecologica che viene attribuita al movimento. E soprattutto Umberto Rapetto, un ex colonnello della Guardia di finanza”.
Goldman Sachs e Soros – Nel discorso di Bisignani entrano anche Goldman Sachs e il controverso finanziere George Soros. “Sarà pure un caso – dice Bisignani – ma l’unico studio scientifico di decine di pagine fatto finora sul Movimento 5 Stelle nel febbraio 2013 è stato commissionato al think tank inglese Demos. Il supporto è stato dato proprio dalla Open Society di Soros”.
“Alfano tramava contro Berlusconi” – Luigi Bisignani in un altro capitolo choc sostiene che Angelino Alfano, una volta insediato il governo Monti, si mosse per cercare alleanze per abbandonare Berlusconi. “Finché il governo Berlusconi stava in piedi, seppur con una maggioranza risicata, Alfano non si mosse. Cominciò a farlo non appena insediato l’esecutivo Monti, nel momento in cui per Berlusconi iniziava la fase più aspra di un calvario politico giudiziario che sembra non finire mai”. Secondo Bisignani, Alfano cercò la sponda di Casini “il quale in realtà lo ha sempre illuso. E non interrompendo mai un filo sotterraneo con Enrico Letta, all’epoca vice segretario del Pd”.
I “molti Giuda” del Pdl – Bisignani ha poi aggiunto che “la sua corte cercò di costruirsela incontrando parlamentari nella casa ai Parioli che Salvatore Ligresti gli aveva fatto avere in affitto. E in più stringendo un asse con Roberto Maroni, che da ex potente ministro dell’Interno, dopo aver fatto fuori Umberto Bossi, preconizzava la morte civile del Cavaliere e l’investitura di Alfano come nuovo leader”. Bisignani ha anche fatto cenno alle liste del Pdl alle ultime politiche. “Più che di tradimento vero e proprio parlerei di piccoli uomini creati da Berlusconi dal nulla e improvvisamente convinti di essere diventati superuomini”, ha detto riferendosi ai “molti Giuda”. “Il primo che mi viene in mente – dice Bisignani – è Renato Schifani, avvocato di provincia di Palermo, ex presidente del Senato. Con Angelino Alfano, altro siciliano, lavoravano alla costruzione di una nuova alleanza senza Berlusconi”.
Gli industriali cercarono di bloccare il Pool di “Mani Pulite” – “I protagonisti sotto assedio” del capitalismo italiano, “tutti indistintamente, da Agnelli a De Benedetti, cercarono disperatamente di bloccare il pool dei giudici di Milano”, afferma il faccendiere in un altro capitolo del libro-intervista. La “fortezza” in cui si arroccò il capitalismo per respingere l’offensiva giudiziaria contro il sistema delle tangenti fu “Mediobanca”. “Fu lì – racconta Bisignani – che si tenne una riunione riservata presieduta da Enrico Cuccia, il custode di tutti i segreti. Vi presero parte, oltre all’avvocato Agnelli e a Cesare Romiti, Leopoldo Pirelli accompagnato da Marco Tronchetti Provera, Carlo De Benedetti, Giampiero Pesenti, Carlo Sama per il Gruppo Ferruzzi e ovviamente l’amministratore delegato dell’istituto Vincenzo Maranghi”. Proprio Maranghi, dopo una perquisizione della polizia giudiziaria a Piazzetta Cuccia, organizzò nella notte “un pulmino che portò via tutte quelle carte dal contenuto inquietante” che non erano state scoperte. Agli investigatori era infatti sfuggita una parete mobile “celata dietro una libreria in una delle sale del piano nobile dell’istituto – dove si custodivano altri segreti”.

28 maggio 2013

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Bisignani, Woodcock e il cane. Il pm: ma io ho altri ricordi…

Il magistrato e un episodio citato dall’indagato nel suo recente libro di memorie

Bisignani, Woodcock e il cane. Il pm: ma io ho altri ricordi...

L’interrogatorio di Luigi Bisignani è in corso da sette ore, ma ad un tratto il pm di Napoli Henry John Woodcock chiede una pausa per dare conforto al suo cane che dice di aver lasciato in auto. Bisignani suggerisce al magistrato di portare l’animale in Procura, il pm dice che non può per evitare il rischio di un procedimento disciplinare.

“Meglio una denuncia per aver fatto assistere un cane a un interrogatorio che per abbandono di animali”, replica Bisignani, che racconta l’episodio nel suo libro “L’uomo che sussurra ai potenti”.

“Io ho altri ricordi – dice oggi il pm Woodcock a proposito dell’episodio -. Ricordo bene, ad esempio, le circostanze, di indubbia rilevanza, che Luigi Bisignani riferì in quello ed in altri interrogatori; non ricordo, invece, l’episodio riferito al mio cane. Di sicuro si trattò di una battuta di spirito per stemperare la tensione riguardo ad un lungo atto di importante rilevanza probatoria”.

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mercoledì 29 maggio 2013

Politici corrottiCorte dei Conti: corruzione dilagante, ecco la lista dei politici indagati e corrotti e ora anche in Germania Il presidente tedesco Christian Wulff ha annunciato le sue dimissioni!!

Di Agata Marino

Superiorità morale, condanna alla corruzione, quante volte abbiamo sentito queste parole in bocca ai politici? Tante! quelli del Partito democratico e della sinistra in generale alle inchieste ci stanno facendo l’abitudine, unendosi ai loro colleghi di altri partiti.Quanti sono gli indagati?

“60 MLD L’ANNO SONO I NUMERI DELLA PIAGA SOCIALE E DELLA CORRUZIONE: illegalità, corruzione, malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese e le cui dimensioni, presumibilmente, sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce”.

Da quando al comando del Pd c’è Pier Luigi Bersani sono quasi 400 gli indagati all’interno del partito, sfortunato!! oppure non ha indagato bene sul suo partito… è facile gridare alla giustizia e definirsi paladini e difensori della legalità… quando a cosa propria succedono le cose peggiori. Per chi volesse approfondire ecco il video QUI

L’ultimo caso arriva da Pomezia, dove un consigliere comunale, Renzo Antonini, è stato beccato con la busta in mano.

Per qualche appaltino!! favorendo l’assegnazione di appalti. Per non parlare delle tangenti rosse a Sesto (caso Penati) e quelle dell’Enac (caso Pronzato), i soldi rubati dai tesorieri (l’ex della Margherita Lusi, poi passato al Pd,milioni di Euro e NESSUNO SI è ACCORTO DI NULLA!!), le molestie sessuali (il vicepresidente del consiglio della Regione Umbria, Goracci) . Questo articolo insieme a quello di ieri, che potete leggere andando QUI,lo dovete conservare quando sarete chiamati a votarli, in tanto inserisco la lista degli immacolati che ci rappresentano, è nota e non svelo nulla di nuovo ma è giusto ricordarla

ECCO LA LISTA DEGLI INDAGATI/CONDANNATI IN PARLAMENTO

ABRIGNANI Ignazio (PDL) – indagato per dissipazione post-fallimentare

ANDREOTTI Giulio (Sen. a vita) – condannato per associazione a delinquere (l’associazione mafiosa è stata inserita nel codice solo dopo l’epoca dei fatti contestati), prescritto

BERLUSCONI Silvio (PDL) – 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade)

BERRUTI Massimo Maria (PDL) – condannato per favoreggiamento

BOSSI Umberto (Lega Nord) – condanne per finanziamento illecito, istigazione a delinquere, vilipendio della bandiera

BRAGANTINI Matteo (Lega Nord) – condannato in appello per propaganda razziale

BRANCHER Aldo (PDL) – condannato in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al psi. Il primo reato prescritto, il secondo depenalizzato. Indagato per ricettazione

BRIGANDI’ Matteo (Lega Nord) – condannato in primo grado per truffa aggravata alla regione Piemonte

BRIGUGLIO Carmelo (PDL) – vari processi a carico (truffa, falso, abuso d’ufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali ed in seguito assolto

CALDEROLI Roberto (Lega Nord) – indagato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale prescritto, indagato per associazione antinazionale reato poi dichiarato incostituzionale

CAMBER Giulio (PDL) – condannato in via definitiva per millantato credito

CANTONI Giampiero (PDL) – patteggia per corruzione e bancarotta fraudolenta

CAPARINI Davide (Lega Nord) – resistenza a pubblico ufficiale prescritto

CASTAGNETTI Pierluigi (PD) – rinviato a giudizio per corruzione, prescritto

CASTELLI Roberto (Lega Nord) – indagato per abuso d’ufficio patrimoniale, il Senato vota totale immunità

CATONE Giampiero (PDL) – rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, false comunicazioni sociali, bancarotta fraudolenta pluriaggravata e estorsione

CESA Lorenzo (UDC) – condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per incompatibilità del GIP, indagato per truffa e associazione a delinquere

CIARRAPICO Giuseppe (PDL) – condannato per truffa aggravata e continuata ai danni di INPS e INAIL, multa per violazione legge tutela “lavoro fanciulli e adolescenti”, condannato per falso in bilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato per finanziamento illecito, condannato per il crac “valadier”, condannato in appello per assegni a vuoto e in seguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato per truffa ai danni di palazzo Chigi

CICCHITTO Fabrizio (PDL) – Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All’epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.

COMINCIOLI Romano (PDL) – rinviato a giudizio per false fatture e bilanci truccati, reati poi depenalizzati

CRISAFULLI Vladimiro (PD) – Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta su Messina Ambiente. Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagine archiviata nel febbraio 2004

CUFFARO Salvatore (UDC) – condannato per favoreggiamento

CUSUMANO Stefano (Udeur) – Arrestato nel 1999 a Catania con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta. Oggi resta sotto processo, con la sola accusa di turbativa d’asta, per gli appalti del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. È senatore della Repubblica.

D’ALEMA Massimo (PD) – finanziamento illecito accertato, prescritto

DE ANGELIS Marcello (PDL) – condannato per banda armata e associazione eversiva

DE GREGORIO Sergio (PDL) – indagato per riciclaggio e favoreggiamento della camorra, corruzione, concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio

DELFINO Teresio (UDC) – Sottosegretario del governo Berlusconi, ha ricevuto un avviso di garanzia nell’inchiesta sui fondi dell’Enoteca d’Italia.

DELL’UTRI Marcello (PDL) – condannato per false fatture e frode fiscale, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

DEL PENNINO Antonio (PDL) – Nel luglio 1994 ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese

DEL BONO Flavio (PD) – indagato per abuso di ufficio, peculato e truffa aggravata

DE LUCA Francesco (PDL) – indagato per tentata corruzione in atti giudiziari

DE Luca Vincenzo (PD) – Nel dicembre 2008 con altri 46 imputati, viene rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso in relazione alla vicenda relativa alla delocalizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Nell’aprile 2009 il rinvio viene confermato per De Luca ad altri 13 imputati. Nel luglio 2010 viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all’ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti gli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno. Viene condannato a pagare 23 mila euro . Il 6 luglio 2010 la Corte dei Conti di Salerno dichiara la prescrizione nei confronti di De Luca e degli altri imputati del processo per lo sversamento di rifiuti, nel 2001, nel sito di Ostaglio, non ancora completato.

DRAGO Giuseppe (UDC) – condannato in appello per peculato e abuso d’ufficio

FARINA Renato (PDL) – patteggia condanna per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar

FASANO Vincenzo (PDL) – condannato per concussione, indultato

FIRRARELLO Giuseppe (PDL) – condannato in primo grado per turbativa d’asta, richiesto rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa

FITTO Raffaele (PDL) – rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamento illecito

FRIGERIO Gianstefano (PDL) – Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di Forza Italia. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione

GALATI Giuseppe (PDL) – indagato per associazione a delinquere, truffa e associazione segreta

GIUDICE Gaspare (PDL) – condannato in primo grado per bancarotta, prescritto

GRILLO Luigi (PDL) – rinviato a giudizio per aggiotaggio, indagato e prescritto per truffa

LA LOGGIA Enrico (PDL) – Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalat di Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”.

IAPICCA Maurizio (PDL) – rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d’ufficio, prescritto

LA MALFA Giorgio (Gruppo Misto) – condannato per finanziamento illecito

LAGANA’ FORTUGNO Maria Grazia (PD) – indagata per truffa ai danni dello Stato

LANDOLFI Mario (PDL) – indagato per corruzione e truffa “con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre”

LEHNER Giancarlo (PDL) – condannato per diffamazione

LETTA Gianni ( PDL) – Nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma che ne aveva chiesto addirittura l’arresto. L’inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni non proprio esaltanti per Letta. Un altra inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura di Milano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell’Iri, nella quale l’allora direttore del “Tempo” Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1 miliardo e mezzo di lire in nero dall’ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Un giornale che, scrissero Scalfari e Turani in “Razza padrona”, era “in vendita ogni giorno, e non solamente in edicola”.

LOLLI Giovanni (PD) – rinviato a giudizio per favoreggiamento

LUSETTI Renzo (PD) – condannato a risarcimento di 1 milione di lire per consulenze ingiustificate

MALVANO Franco (Forza Italia) – Ex questore di Napoli, Ë sotto inchiesta per concorso esterno in associazione camorristica.

MANNINO Calogero (UDC) – condannato in appello per concorso esterno in associazione mafioso e processo d’appello annullato e da rifare, rinviato a giudizio per associazione a delinquere, appropriazione indebita, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso ideologico e truffa aggravata

MARGIOTTA Salvatore (PD) – indagato per falso ideologico e abuso d’ufficio

MARONI Roberto (Lega Nord) – condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, imputato per creazione di struttura paramilitare fuorilegge

MARTINAT Ugo (PDL) – indagato per turbativa d’asta e abuso d’ufficio

MATTEOLI Altero (PDL) – imputato per favoreggiamento, processo bloccato dalla Camera

MESSINA Alfredo (PDL) – indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta

NANIA Domenico (PDL) – condannato per lesioni personali, condannato in primo grado per abusi edilizi e prescritto

NARO Giuseppe (UDC) – condannato per abuso d’ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta

NESSA Pasquale (PDL) – rinviato a giudizio per concussione

ORLANDO Leoluca (IDV) – condannato per diffamazione

PARAVIA Antonio (PDL) – arrestato per tangenti, prescritto

PAPA Alfonso (PDL) – indagato per abuso d’ufficio patrimoniale, immunità

PAPANIA Antonio (PD) – patteggia accusa per abuso d’ufficio

PECORELLA Gaetano (PDL) – imputato per favoreggiamento nelle stragi di piazza fontana e piazza la loggia

PILI Mauro (PDL) – Ex presidente della Regione Sardegna, Ë indagato a Cagliari per peculato.

PITTELLI Giancarlo (PDL) – indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare”

PREVITI Cesare (PDL) – Avvocato personale di Silvio Berlusconi, ha ereditato l’incarico professionale dal padre, che aiutò il giovane Silvio a fondare la Fininvest. E’ stato condannato, in appello, a 5 anni per corruzione del giudice Squillante e a 7 anni per corruzione del giudice Metta nel caso Imi-Sir.

RIGONI Andrea (PD) – condanna in primo grado per abuso edilizio prescritta

ROMANI Paolo (PDL) – Viene indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture. L’udienza preliminale termina però con un pieno proscioglimento: per Romani niente bancarotta. Il suo nome è anche nell’elenco dei politici che ricevono generosi finanziamenti dalla Banca popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. In effetti Romani ha bisogno di soldi: sta pagando circa 400 mila euro come risarcimento al curatore fallimentare di Lombardia 7.

ROMANO Francesco Saverio (ex UDC, adesso ai “Responsabili” e attuale ministro dell’Agricoltura del Governo Berlusconi – marzo 2011) – nel 2003, è stato indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Il 1º aprile 2005 il gip ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura con la seguente motivazione: «Gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio». Successivamente la Procura della Repubblica ha riaperto l’indagine per il sorgere di nuovi elementi, in seguito alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella.

RUSSO Paolo (PDL) – indagato per violazione della legge elettorale

SCAJOLA Claudio (PDL) – arrestato per concussione aggravata nel 1983, è stato prosciolto poi in seguito.

SCAPAGNINI Umberto (PDL) – condannato in primo grado per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale, indagato per abuso d’ufficio aggravato

SCELLI Maurizio (PDL) – accusato di aver dirottato 17 milioni di euro destinati alla missione “antica babilonia”

SCIASCIA Salvatore (PDL) – condannato per corruzione

SIMEONI Giorgio (PDL) – indagato per associazione per delinquere e corruzione

SPECIALE Roberto (PDL) – indagato per utilizzo privato di mezzi della GdF

STERPA Egidio (PDL) – Deputato di Forza Italia. Dirigente del vecchio Partito liberale, Ë stato condannato a 6 mesi in via definitiva per la tangente Enimont.

STORACE Francesco (PDL) – Ex presidente della Regione Lazio e poi ministro della Salute, ha dovuto dimettersi perchè coinvolto nello scandalo delle intercettazioni e dello spionaggio illecito ai danni di Piero Marrazzo, Alessandra Mussolini e Giovanna Melandri, suoi avversari alle elezioni regionali del 2005. Per questa vicenda, è indagato anche per associazione a delinquere.

TOMASSINI Antonio (PDL) – condannato per falso

TORTOLI Roberto (PDL) – indagato per concorso in estorsione

VALENTINO Giuseppe (PDL) – indagato per favoreggiamento

VISCO Vincenzo (PD) – Deputato della Repubblica, ex ministro Ds. Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.

VITO Alfredo (PDL) – Fu indagato, arrestato e processato per tangenti. Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Patteggiò la condanna e restituì parte del malloppo. Quei quasi 5 miliardi sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli

VALENTINO, Giuseppe (PDL) – Sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, è indagato in Calabria in relazione “a condotte attinenti gli interessi della criminalitý organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione”. Il suo nome Ë anche presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani.

VIZZINI Carlo (PDL) – condannato in primo grado per finanziamento illecito, prescritto

ZINZI Domenico (UDC) – condannato in primo grado per omicidio colposo. In seguito la prima sezione della corte di appello di Napoli lo ha assolto perché il fatto non sussiste

Fonte: politicicorrotti.it

Tratto da: http://www.signoraggio.it/corruzione-dilagante-ecco-la-lista-dei-politici-indagati-e-corrotti/

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BISIGNANI E LE STRADE INFINITE DELLA P2

di Anna Vinci – 16 Giugno 2011

Il blocco di potere berlusconiano vacilla. Tutto torna nei diari di Tina Anselmi

BISIGNANI E LE STRADE INFINITE DELLA P2Quando alcuni anni fa, l’onorevole Tina Anselmi – con la quale avevo già collaborato nella stesura della sua autobiografia – mi affidò il diario che aveva tenuto durante i quattro anni in cui era stata presidente della Commissione bicamerale inquirente sulla loggia massonica Propaganda 2, perché io lo trascrivessi, studiassi, inquadrassi e infine lo pubblicassi, mi disse: “bisogna stare attenti, la P2 è ancora molto pericolosa… ma spero che i miei appunti metteranno al centro dell’attenzione degli storici, il progetto politico eversivo di Licio Gelli. Purtroppo, i 120 volumi, che documentano il lavoro mio e dei commissari, depositati nella biblioteca della Camera non sembrano abbiano stimolato troppo interesse.”

Infine, mi diede un consiglio di lettura dei suoi oltre settecento appunti: “Chi ha paura delle proprie origini, del proprio passato, cerca di oscurarlo e confonderlo. Io vorrei che tu nello studiare i miei appunti, seguissi come traccia, il modo in cui s’intrecciano certi nomi e avvenimenti. Scegline, uno per volta. Così potrai capire la trasversalità del progetto eversivo di Gelli. Segui questa traccia e poi guarda quello che appare nelle biografie ufficiali, più sono potenti nel sommerso, meno appaiono. Parlo dei consiglieri, non dei primi attori.”
Ed ecco una notizia dell’ultima ora. Leggo dalle cronache da Milano: “È stato arrestato il faccendiere Luigi Bisignani, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P4. Già iscritto alla Loggia P2, condannato a tre anni e 4 mesi nel processo Enimont, e coinvolto nell’inchiesta Why Not del pm Luigi De Magistris, Bisignani è accusato di associazione segreta.
La richiesta di detenzione ai domiciliari, oltre che per Bisignani, è stata fatta anche nei confronti del senatore Pdl ed ex magistrato Alfonso Papa. In questo caso, la richiesta di arresto è stata inoltrata al Parlamento”.
Seguo i consigli di Tina, stabilisco dei collegamenti, seguendo un nome, appunto quello di Bisignani. Torno alle origini.
Castiglion Fibocchi, presso Arezzo, 17 marzo 1981. La guardia di Finanza perquisisce Villa Wanda e la fabbrica Giole, entrambe di proprietà di Licio Gelli, su ordine dei giudici di Milano, Giuliano Turone e Gherardo Colombo, che indagavano sull’assassino, ordinato da Michele Sindona, dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, l’11 luglio del 1979. Durante la perquisizione le forze dell’ordine trovano un elenco di appartenenti alla Loggia Massonica P2.
Tra questi anche il giovane Luigi Bisignani, nato nel 1946, giornalista Ansa di belle speranze, di fulgido avvenire.
Vado a cercare nei diari di Tina e in un appunto del marzo 1982, leggo una considerazione della stessa Presidente della Commissione: “Bisignani Luigi, (Ansa) pagato da Gelli, è ancora in rapporto con Gelli”.
Segui le tracce, mi diceva Tina. Nello stesso appunto leggo: “Ferrari Alberto, della Bnl dice a Valori che Gelli e Ortolani gli erano nemici e che Gelli ricattava finanziariamente i vertici militari”.
“Gelli e Ortolani erano stati presentati a Ferrari da Stammati?”, si chiede nello stesso appunto l’Anselmi. Allora mi soffermo, prima di proseguire: Umberto Ortolani, piduista, da alcuni considerato la vera mente della P2.
Continuando a fare intrecci, ritrovo Stammati, in un appunto, sintesi di un’audizione del gennaio 1982, alla Commissione, di Ermenegildo Benedetti (gran maestro aggiunto di Palazzo Giustiniani): “Nella lista P2 ho ritrovato nomi conosciuti nel nostro ambiente da prima: Fabrizio Cicchitto, Gaetano Stammati“.
Stammati, iscritto alla P2 – sempre secondo le liste ritrovate da Turone e Colombo a Castiglion Fibocchi – era stato più volte ministro negli anni settanta e suo capoufficio stampa quando era ministro del Tesoro, era Luigi Bisignani.
Torno, come in una caccia al tesoro macchiata di sangue, all’appunto del marzo 1982, e leggo: “Occorsio (molto amico di Giancarlo Elia Valori), nel 1974, dice a Valori che Gelli era un delinquente, e che aveva le mani nell’Italicus. Occorsio ripete la pericolosità di Gelli. Teneva le carte in macchina quando il 10 luglio è stato ucciso”. E ancora mi fermo.
Vittorio Occorsio è stato un magistrato italiano, vittima del terrorismo di estrema destra negli anni di piombo. Gian Carlo Elia Valori, manager pubblico, piduista, torna spesso negli appunti di Tina Anselmi, e in quello dell’11 febbraio 1982, il suo nome è legato a quello di Pazienza, consulente del Sismi, al centro delle vicende più tragiche della storia italiana degli anni ’80, depositario di informazioni mai rivelate, altre raccontate a modo suo. Nato a Taranto, come tarantino è Giuseppe Santovito, direttore del Sismi dal gennaio 1978 all’estate 1981, anche egli piduista, di cui dice Pazienza, nell’appunto sempre dell’11 febbraio 1982: “Falsa la notizia che ricevevo settanta, ottanta milioni dal Sismi. Non sapevo che Santovito fosse della P2. Gravava allora la battuta che i servizi segreti erano la P2”.
Bisignani era giovane, certo… ma anche Giorgio Ambrosoli era giovane, all’epoca, eppure credeva nello Stato che voleva difendere. Uno che faceva il suo dovere, come la stessa Anselmi, come dopo lo avrebbero fatto Falcone e Borsellino e altri ancora. Quando all’epoca scoppiò lo scandalo P2, Bisignani come molti, considerarono quello scandalo, una semplice battuta d’arresto. Ahimè, così fu.
Ieri Bisignani, consigliere stimato – che dicono non ami apparire – di un altro appartato uomo potentissimo, Gianni Letta, è stato arrestato! Il blocco di potere berlusconiano vacilla, ma sta per crollare? Forse faremo bene a rileggere la testimonianza di Tina Anselmi, che dopo la presidenza della Commissione sulla P2 ha visto infrangersi la sua carriera politica fatta d’impegno e trasparenza al servizio dello Stato e del suo popolo.
“Ognuno è figlio del proprio passato”, diceva Tina Anselmi. La P2 non era una confraternita di pii uomini. Era legata al progetto eversivo, di svuotamento dall’interno delle istituzioni. E come affermava Tina Anselmi, nel suo discorso alla Camera, nella seduta del 9 gennaio 1986: “…in questo sistema [democratico] non vi è e non può esservi posto per nicchie nascoste o burattinai di sorta, perché il sistema che ci siamo dati, nel quale i cittadini hanno vissuto […] è tale che in questo paese chi ha idee di affermare o interessi da difendere, è libero di farlo; se qualcuno si nasconde, ha qualcosa da nascondere”.

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Luigi Bisignani: dalla P2 alla P4 e quegli amici che volevano il Corriere

di – 15/06/2011 – Trovare pane per la “macchina del fango”: questa la missione del giornalista arrestato. E mentre i colleghi di Rcs sono in rivolta, emergerebbero particolari su Letta e Bocchino Acquisire notizie riservate ed anche segretate su procedimenti penali in corso

Trovare pane per la “macchina del fango”: questa la missione del giornalista arrestato. E mentre i colleghi di Rcs sono in rivolta, emergerebbero particolari su Letta e Bocchino

Acquisire notizie riservate ed anche segretate su procedimenti penali in corso ma anche raccogliere informazioni sui dati sensibili strettamente personali e riservati “riguardanti in particolare esponenti di vertice delle istituzioni e delle alte cariche dello Stato” per “infangare” ovvero per “poter poi ricattare ed esercitare indebite pressioni sui medesimi esponenti delle istituzioni”. E’ una delle accuse mosse al sodalizio di cui farebbero parte anche Luigi Bisignani e il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, per il quale il tribunale di Napoli ha inviato al Parlamento la richiesta di autorizzazione a procedere per la custodia cautelare in carcere. Misura motivata dalla possibilita¯’ di inquinamento delle prove, dal pericolo di fuga e dalla possibile reiterazione del reato.

E A RCS TREMANO – Intanto i giornalisti di Rcs sono sul piede di guerra: Bisignani sarebbe infatti socio in affari dei Farina, accreditati come probabili acquirenti della testata. E affidano a due comunicati le loro preoccupazioni:

Come abbiamo richiesto al CDR questa mattina durante l’incontro informale che si è svolto nella redazione di Novella 2000, noi giornalisti delle testate coinvolte nell’ipotetico pacchetto di vendita chiediamo che venga convocata subito un’assemblea permanente dell’intera periodici. Comprendiamo l’esigenza attendista di alcuni, ma ormai non è più tempo di attendere, perché alla luce di quanto pubblicato oggi dal Sole 24 ore le ipotesi di cui si vociferava da mesi sono ormai una notizia. Con tanto di acquirenti, sull’onestà dei quali è la cronaca di oggi a parlare. Pertanto oltre all’assemblea, il cui scopo è quello ovviamente di bloccare i lavori, intendiamo coinvolgere gli organi di informazione nazionali per dare massima visibilità alla vicenda, e a tale scopo sarebbe più che opportuna una partecipazione dell’intera azienda alla protesta.

È indispensabile a questo punto far sentire forte la nostra voce, che sia per ottenere la tanto attesa smentita pubblica di ogni ipotesi di vendita o per costringere chi ha operato in maniera ignobile, a bloccare una trattativa svolta fin’ora sottobanco per ragioni ingiustificabili. In questa situazione anche le ore contano, e quindi richiediamo che in mancanza di risposte immediate (il silenzio aziendale significa una conferma delle voci) il CDR convochi l’assemblea permanente entro le 16:30.

I giornalisti della Rcs Periodici sono indignati per il colpevole silenzio di azionisti e vertici aziendali sulle voci di vendita di una parte delle nostre testate. Silenzio che oggi appare ancora più sconcertante alla luce delle notizie di cronaca sull’arresto di Luigi Bisignani, faccendiere piduista, nelle ultime ore coinvolto in un’altra inchiesta su una presunta organizzazione criminale, la P4. Bisignani è uomo legato alle aziende dei Fratelli Farina, accreditati tra i possibili acquirenti del pacchetto di giornali della periodici. Azionisti e management di Rcs Mediagroup vogliono davvero ac costare il proprio nome a questo tipo ambienti e personaggi? I giornalisti di Rcs Periodici diffidano l’azienda dal proseguire su questa strada e si aspettano una decisa smentita da parte dei soci che domani si riuniranno nel Comitato esecutivo. Una smentita che a questo punto appare improcrastinabile anche a tutela del buon nome delle testate giornalistiche e del gruppo editoriale
I giornalisti della Rcs Periodici da questo momento sono in assemblea permanente e si riservano ulteriori forme di mobilitazione a tutela e garanzia dell’occupazione, dell’indipendenza e dell’autonomia professionale.

“AVVISAVO LETTA” – Intanto emergono particolari sui verbali del neoarrestato. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta sarebbe stato informato di ‘tutte le vicende’ giudiziarie ‘che potevano riguardarlo direttamente o indirettamente’ ottenute da Luigi Bisignani attraverso il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, che a sua volta le riceveva da fonti delle forze di polizia. E’ quanto ha fatto mettere a verbale, nell’interrogatorio del 9 marzo scorso, lo stesso Bisignani, arrestato oggi nell’inchiesta sulla P4. ‘Mi chiedete se io informassi Letta delle notizie e delle informazioni riservate di matrice giudiziaria comunicatemi da Papa – risponde l’ex giornalista ai magistrati napoletani -. A tal riguardo vi dico che sicuramente parlavo e informavo il dottor Letta delle informazioni comunicatemi e partecipatemi dal Papa, e in particolare di tutte le vicende che potevano riguardarlo direttamente o indirettamente come la vicenda riguardante Verdini, come la vicenda inerente al procedimento che riguardava lui stesso (cioe’ il Letta) e il Chiorazzo e come, da ultime, la vicenda inerente al presente procedimento’. Ad un certo punto, prosegue Bisignani nell’interrogatorio, ‘nel contesto delle indagini sulla cricca (l’inchiesta sugli appalti del G8 dei magistrati perugini, ndr), usci’ una conversazione in sui si parlava di uno ‘zio’; ricordo che si disse che poteva essere Letta, mentre si trattava del rettore dell’Universita’ di Tor Vergata, tale Renato Lauro’.

BOCCHINO – Sarebbe stato Italo Bocchino ad informare Luigi Bisignani dell’inchiesta napoletana sulla P4. Lo dice ai pm lo stesso ex giornalista nell’interrogatorio del 9 marzo e lo ribadisce in occasione del confronto tra i due che avviene una settimana dopo, il 14. Confronto nel quale Bocchino conferma di aver parlato dell’indagine ma di averlo fatto dopo che la notizia era uscita sui giornali. ‘Un giorno – dice ai magistrati il 9 marzo Bisignani – Bocchino mi disse di aver appreso che Papa (Alfonso Papa, ndr) era indagato e che a Napoli c’era una indagine e delle intercettazioni che riguardava alcune schede procurate e diffuse dal Papa…Bocchino parlo’ espressamente di una indagine di Napoli ma non fece mai il nome dei magistrati’. Parole confermate il 14 marzo: ‘…vi ribadisco che il Papa, quando io gli dissi delle intercettazioni e delle schede – informazioni passatami da Bocchino – mi diceva che aveva fatto i suoi giri negli ambiti della Guardia di Finanza…’. Lo stesso giorno i magistrati sentono il vicepresidente di Futuro e Liberta’ e gli chiedono quale sia la sua versione ‘Rispondo – mette a verbale Bocchino – che l’affermazione del Bisignani risulta imprecisa e che il Bisignani abbia riassunto piu’ (nostri) colloqui: ricordo che in un primo tempo io mi limitai a dire al Bisignani che vi erano semplicemente delle voci generiche e vaghe su talune attenzioni giudiziarie sull’onorevole Papa da parte della procura di Napoli; ricordo, invece, che della vicenda delle schede intercettate io parlai con Bisignani successivamente dopo che tale notizia era uscita sui giornali. In precedenza erano solo rumors e boatos e non ricordo da chi con precisione…Ricordo di aver parlato con Bisignani della vicenda da dicembre ultimo ad oggi, forse quattro o cinque volte; ricordo che il Bisignani si mostrava preoccupato e che era ancora piu’ preoccupato dal fatto che Alfonso Papa sottovalutava la questione’. I pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock, viste le dichiarazioni contrastanti, decidono di mettere i due a confronto, che avviene sempre il 14 marzo. Ecco cosa si dicono Bocchino e Bisignani. Bisignani: ‘Confermo quello che ho gia’ detto. Ti ricordi Luigi che presso la Galleria Sordi, prima che la notizia fosse uscita sulla stampa, mi dicesti che avevi raccolto notizie sul fatto che vi era un’indagine che aveva ad oggetto le schede telefoniche di Papa. Ricordo bene che tu, preoccupato, in quanto sei mio amico, mi chiedesti se per caso non avessi anche io usufruito delle schede del Papa. Io, mentendo, ti dissi di no e ricordo che tu ne fosti molto sollevato. Nel senso che recepisti che io non ero coinvolto in questa storia’. Bocchino: ‘La circostanza che tu hai riferito e’ in se’ esatta ma la collochi in un momento sbagliato. E’ vero che ti dissi dell’indagine sulle schede del Papa e che verosimilmente ti chiesi se per caso anche tu le avessi utilizzate. Tuttavia cio’ avvenne in un momento successivo alla pubblicazione delle notizie su questa storia’. Bisignani: ‘io ricordo che mi hai detto questo fatto in epoca precedente’.

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Le talpe sulle indagini parlavano di Gianni Letta

di – Uno dei fascicoli svelati dalle spie di Bisignani riguardava il sottosegretario di Berlusconi L’uragano Milanese scuote la maggioranza. Lo strano caso del consigliere politico del ministro Tremonti, che si è dimesso ieri per aver parlato con i magistrati, mentre non

Uno dei fascicoli svelati dalle spie di Bisignani riguardava il sottosegretario di Berlusconi

L’uragano Milanese scuote la maggioranza. Lo strano caso del consigliere politico del ministro Tremonti, che si è dimesso ieri per aver parlato con i magistrati, mentre non aveva avuto la stessa sensibilità quando erano uscite le notizie di indagini su di lui, potrebbe allargarsi. Perché, come scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, tra le indagini svelate dalle talpe nella GdF spuntano quelle su Gianni Letta:

Milanese viene interrogato un paio di mesi fa. Il suo nome è noto ai magistrati di Napoli e di Roma che lo accusano di aver utilizzato la propria influenza per orientare le nomine ai vertici di società e per far assegnare appalti ad alcune aziende che in cambio erano disponibili a versargli tangenti. Gli viene chiesto se è a conoscenza che Bisignani fosse stato informato che c’erano indagini sul suo conto. E lui dichiara: «Durante una cena il generale Adinolfi mi disse di aver chiesto a Pippo Marra, direttore dell’agenzia di stampa Adn Kronos, di avvisare Bisignani ». La versione fornita dal diretto interessato, alla presenza dei suoi legali Fabio Lattanzi e Gianpiero Pirolo, è diversa: «Marra mi chiamò per una vicenda completamente diversa e mi disse: non parlare al telefono, stop. Dopodiché io ne parlai con l’onorevole Milanese che dopo un po’ mi disse che avevo il telefono… per via dell’inchiesta sui Casalesi, su un certo Schiavone… ». Versioni divergenti anche quando si è deciso di convocare Adinolfi come indagato e metterlo a confronto proprio con Milanese.

Il capo di stato maggiore ha negato con veemenza di aver mai parlato dell’indagine in corso:

«Chi mi accusa mente», ha ribadito anche ieri. In realtà, di fronte a Woodcock e Curcio, Milanese avrebbe confermato pure quanto era emerso su altre vicende che coinvolgono i vertici delle Fiamme Gialle fornendo nuovi dettagli e spianando la strada a ulteriori verifiche. Un atteggiamento di apertura che negli uffici giudiziari viene interpretato come il tentativo di alleggerire la propria posizione processuale. In questo quadro si inserirebbero anche i racconti della sua compagna Manuela Bravi, la portavoce del ministro, che ha confermato di aver partecipato ad almeno due cene durante le quali si parlava di «informatori» della Guardia di Finanza. E di aver ottenuto conferma anche dal direttore del Poligrafico dello Stato Roberto Mazzei. «Il Mazzei, commentando le notizie pubblicate su Bisignani—ha dichiarato a verbale la donna — mi disse espressamente che vi era un appartenente e più precisamente un ufficiale (non ricordo se maggiore o capitano) alla Guardia di Finanza di Napoli che passava notizie ». Gli accertamenti svolti in seguito avrebbero consentito di individuarlo e di verificare anche le altre dichiarazioni della coppia. «Al mio cliente — si limita a spiegare il difensore di Milanese — sono stati chiesti chiarimenti su alcuni episodi emersi nel corso dell’inchiesta e lui ha raccontato quanto era a sua conoscenza. Lo stesso ha fatto la signora Bravi ». Quanto basta per ritenere che ulteriori sviluppi possano arrivare nei prossimi giorni su questi due filoni che ormai corrono paralleli.

Il capitolo più interessante riguarda i nomi «secretati» e le soffiate:

Il generale Adinolfi non è l’unico ad essere sospettato di aver fornito notizie sulle indagini. Esiste un verbale di Bisignani, quando ancora non era stato arrestato, che è stato quasi interamente coperto dal segreto. E riguarda proprio le «soffiate ». Soltanto una frase è rimasta «in chiaro» e conferma come uno dei fascicoli «svelati» sarebbe stato quello che riguardava il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta e l’imprenditore Chiorazzo per le convenzioni sui centri per immigrati avviato dai magistrati di Lagonegro e poi in parte trasferito alla procura di Roma. È scritto nel verbale di Bisignani: «Vi dico che anche con riferimento alla vicenda che ha riguardato Chiorazzo (della Cascina e dell’Auxilium) e omissis vicenda giudiziaria omissis, il Papa mi disse di essersi informato e di aver acquisito informazioni attraverso omissis che era a suo dire una delle “fonti” omissis». È appunto sulle «fonti» di Bisignani e del suo presunto sodale Alfonso Papa—l’ex magistrato e ora parlamentare del Pdl per il quale è stato sollecitato l’arresto alla Camera—che si concentra questa fase dell’indagine. Ma anche sulla catena di comando interna alla Finanza che consente la veicolazione delle informazioni. Partendo proprio dall’episodio che coinvolge Adinolfi. Ad informarlo che un’indagine era stata avviata sarebbe stato Vito Bardi, comandante interregionale per l’Italia del Sud che è stato indagato per rivelazione del segreto d’ufficio. L’alto ufficiale nega la circostanza, annuncia denunce per calunnia. In ogni caso si dovrà stabilire se gli ufficiali sono tenuti alla riservatezza o se invece la loro gerarchia li obblighi ad informare i superiori sulle deleghe ottenute dall’autorità giudiziaria.

Questa è l’indagine su Chiorazzo:

Il principale capo di imputazione individuato dalla procura di Potenza a carico di Letta, Morcone e dei Chiorazzo sarebbe quello di aver messo in piedi un’associazione a delinquere finalizzata a reati come turbativa d’asta e corruzione, in grado di operare sul territorio nazionale. Punto di partenza, la decisione di aprire a settembre 2008 il Centro di Accoglienza per i Richiedenti Asilo politico (C.A.R.A.) di Policoro. Negli stessi giorni veniva stipulata una convenzione tra la prefettura di Matera e la Auxilium, sottoscritta in data 12 settembre 2008. Lungo questi passaggi ci sarebbe stata l’intromissione illecita di Gianni Letta e del prefetto Morcone per favorire l’assegnazione della gestione del CARAe#8200;di Policoro alla Auxilium dei Chiorazzo. Una scelta che sarebbe addirittura stata imposta. E tanto per precisare meglio, piu’ avanti, si parla di “regia impositiva” svolta da Letta, di “procedura illecita”, clientelare e contraria agli interessi della pubblica amministrazione”, organizzando in epoca antecedente all’8 agosto 2008 l’affidamento diretto della gestione del centro CARA di Policoro a favore della Auxilum. Un rilievo di tutta valenza politica, visti i tempi e i modi di mettere in campo i provvedimenti sull’immigrazione. Una catena d’interessi, abusi e collusioni, quella che viene ipotizzata alla Procura, con i fratelli Chiorazzo e le loro societa’ in veste di monopolisti delle attivita’ economiche connesse all’emergenza immigrazione per ricavarne illeciti profitti. E che il business sia consistente, lo dicono le cifre: il gruppo La Cascina-Auxilium e’ all’opera presso i centri Cara di Bari (circa 1200 immigrati), Policoro (circa 200) e Taranto (400 immigrati, di prossima apertura). Il giro d’affari viene per giunta ammantato da intenti caritatevoli e solidali. Tanto solidali che i Chiorazzi avevano cercato di ottenere anche la gestione dei Cara di Crotone e Foggia, benche’ quest’ultimo fosse gia’ gestito dalla Croce Rossa.

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Da Letta a Silvio passando per i servizi segreti: tutti gli amici nei verbali di Bisignani

di – Ecco l’interrogatorio del faccendiere “amico di tutti” Luigi Bisignani aveva voglia di parlare, il giorno in cui è stato convocato per essere interrogato dai pubblici ministeri in qualità di testimone. E ha parlato a ruota libera, chiamando in causa Gianni

Ecco l’interrogatorio del faccendiere “amico di tutti”

Luigi Bisignani aveva voglia di parlare, il giorno in cui è stato convocato per essere interrogato dai pubblici ministeri in qualità di testimone. E ha parlato a ruota libera, chiamando in causa Gianni Letta, Silvio Berlusconi e un carabinieri che voleva lavorare nei servizi segreti.

GIANNI LETTA – Nella richiesta d’arresto per il deputato PdL Alfonso Papa che è stata consegnata in parlamento si legge ad esempio che Gianni Letta sarebbe stato informato da Luigi Bisignani di tutte le vicende giudiziarie che potevano in qualche modo coinvolgerlo, notizie che lo stesso avrebbe avuto da Alfonso Papa. “Mi chiedete se informassi Letta delle notizie e delle informazioni riservate di matrice giudiziaria comunicatemi da Papa; A tal riguardo – avrebbe detto Bisignani – vi dico che sicuramente parlavo e informavo il dott. Letta delle informazioni comunicatemi e partecipatemi dal Papa, e in particolare di tutte le vicende che potevano riguardarlo direttamente o indirettamente come la vicenda riguardante il Verdini, come la vicenda inerente al procedimento che riguardava lui stesso (e cioé il Letta) e il Chiorazzo e come, da ultimo, la vicenda inerente al presente procedimento..Ad un certo punto, nel contesto delle indagini sulla Cricca” quella sugli appalti al G8 “uscì una conversazione in cui si parlava di uno ‘zio’; ricordo si disse che poteva essere Letta, mentre si trattava del Rettore dell’Università di Tor Vergata, tale Renato Lauro..”. Ciò nonostante, non è bastato a Papa per diventare sottosegretario. Lo avrebbe detto Gianni Letta ai magistrati secondo quanto riferito da chi ha letto le carte della richiesta di autorizzazione. Letta, il 23 febbraio scorso, avrebbe detto di conoscere Papa “quando era al ministero di Giustizia” e che “è rimasto al Ministero sia con Castelli che con Mastella. Ricordo che un giorno Papa mi disse che aveva aspirazioni politiche. In seguito del Papa e delle sue aspirazioni politiche mi parlò anche il Bisignani. Io rappresentai tale aspirazione del Papa a Berlusconi, che mi disse che aveva ricevuto molte altre sollecitazioni riferite al Papa. Dopo l’elezione a deputato, il Papa mi chiese di fare il sottosegretario ma non fu accontentato”. Conferma di queste affermazioni, per i giudici – riferisce sempre chi ha letto le carte in Giunta – si ritrova nelle dichiarazioni del 9 dicembre dell’onorevole Giacomo Caliendo, “dopo le ultime elezioni il Presidente Berlusconi, in una occasione, mi chiese notizie sul Papa dal momento che aveva ricevuto qualche segnalazione diretta a far ottenere un incarico al Papa..”.

IL RUOLO DI BOCCHINO – Sarebbe stato Italo Bocchino ad informare Luigi Bisignani dell’inchiesta napoletana sulla P4. Lo dice ai pm lo stesso ex giornalista nell’interrogatorio del 9 marzo e lo ribadisce in occasione del confronto tra i due che avviene una settimana dopo, il 14. Confronto nel quale Bocchino conferma di aver parlato dell’indagine ma di averlo fatto dopo che la notizia era uscita sui giornali. ‘Un giorno – dice ai magistrati il 9 marzo Bisignani – Bocchino mi disse di aver appreso che Papa (Alfonso Papa, ndr) era indagato e che a Napoli c’era una indagine e delle intercettazioni che riguardava alcune schede procurate e diffuse dal Papa…Bocchino parlo’ espressamente di una indagine di Napoli ma non fece mai il nome dei magistrati’. Parole confermate il 14 marzo: ‘…vi ribadisco che il Papa, quando io gli dissi delle intercettazioni e delle schede – informazioni passatami da Bocchino – mi diceva che aveva fatto i suoi giri negli ambiti della Guardia di Finanza…’. Lo stesso giorno i magistrati sentono il vicepresidente di Futuro e Liberta’ e gli chiedono quale sia la sua versione ‘Rispondo – mette a verbale Bocchino – che l’affermazione del Bisignani risulta imprecisa e che il Bisignani abbia riassunto più (nostri) colloqui: ricordo che in un primo tempo io mi limitai a dire al Bisignani che vi erano semplicemente delle voci generiche e vaghe su talune attenzioni giudiziarie sull’onorevole Papa da parte della procura di Napoli; ricordo, invece, che della vicenda delle schede intercettate io parlai con Bisignani successivamente dopo che tale notizia era uscita sui giornali. In precedenza erano solo rumors e boatos e non ricordo da chi con precisione…Ricordo di aver parlato con Bisignani della vicenda da dicembre ultimo ad oggi, forse quattro o cinque volte; ricordo che il Bisignani si mostrava preoccupato e che era ancora piu’ preoccupato dal fatto che Alfonso Papa sottovalutava la questione’.

CONFRONTO ALL’AMERICANA – I pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock, viste le dichiarazioni contrastanti, decidono di mettere i due a confronto, che avviene sempre il 14 marzo. Ecco cosa si dicono Bocchino e Bisignani. Bisignani: ‘Confermo quello che ho gia’ detto. Ti ricordi Luigi che presso la Galleria Sordi, prima che la notizia fosse uscita sulla stampa, mi dicesti che avevi raccolto notizie sul fatto che vi era un’indagine che aveva ad oggetto le schede telefoniche di Papa. Ricordo bene che tu, preoccupato, in quanto sei mio amico, mi chiedesti se per caso non avessi anche io usufruito delle schede del Papa. Io, mentendo, ti dissi di no e ricordo che tu ne fosti molto sollevato. Nel senso che recepisti che io non ero coinvolto in questa storia’. Bocchino: ‘La circostanza che tu hai riferito e’ in se’ esatta ma la collochi in un momento sbagliato. E’ vero che ti dissi dell’indagine sulle schede del Papa e che verosimilmente ti chiesi se per caso anche tu le avessi utilizzate. Tuttavia cio’ avvenne in un momento successivo alla pubblicazione delle notizie su questa storia’.
Bisignani: ‘io ricordo che mi hai detto questo fatto in epoca precedente’.

ED ECCO SILVIO – Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si sarebbe attivato ‘con qualcuno’ all’interno dell’Aise, l’Agenzia dei servizi segreti esterni, per dare una mano al maresciallo dei carabinieri Enrico La Monica, destinatario oggi di una ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta sulla P4. A dirlo ai magistrati e’ lo stesso Luigi Bisignani – l’ex giornalista destinatario anche lui di misura cautelare, assieme al parlamentare del Pdl Alfonso Papa, nei cui confronti e’ stata chiesta alla Camera l’autorizzazione a procedere – nell’interrogatorio del 9 marzo di quest’anno. ‘Il Papa mi ha sempre detto che il suo amico maresciallo (La Monica) era persona introdotta negli ambienti giudiziari in grado di assumere notizie riservate riguardanti procedimenti penali – mette a verbale Bisignani -. Il Papa mi ha detto piu’ volte che il suddetto maresciallo era una delle sue fonti’.
Bisignani poi prosegue: ‘Il Papa mi disse che il maresciallo La Monica si era rivolto al Lavitola (il direttore dell’Avanti Valter Lavitola – ndr) per essere raccomandato per entrare all’Aise; tale circostanza me l’ha riferita il colonnello Sassu che mi disse che il Lavitola aveva raccomandato il predetto maresciallo a Berlusconi che aveva poi parlato con qualcuno dell’Aise’.

LA MACCHINA DEL FANGO – L’ex giornalista, poi, avrebbe dato al ministro dell’Economia un nome per la presidenza del Poligrafico dello Stato. E’ lo stesso Bisignani a dirlo ai magistrati nell’interrogatorio del 9 marzo scorso e riportato nell’ordinanza di custodia cautelare. ‘Ho sicuramente segnalato il Mazzei – mette a verbale Bisignani – al professor Tremonti per fargli ottenere la nomina di presidente del Poligrafico dello Stato. Con il Poligrafico la Ilte e’ in rapporti per il modello unico’. Roberto Mazzei e’ stato nominato presidente dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato nel settembre del 2009. Ma Tremonti smentisce: in una nota diffusa dal ministero dell’economia in serata si ribadisce che il ministro non ha mai ricevuto segnalazioni da Bisignani. In ogni caso, secondo i Pm l’associazione criminale di cui sono accusati Papa, Bisignani e La Monica “mira a raccogliere notizie ed informazioni su ‘dati sensibili’ e strettamente personali riguardanti in particolare esponenti delle istituzioni e ad alte cariche dello Stato per infangare ovvero per poter poi ricattare”. Lo scrive il gip di Napoli nella richiesta di autorizzazione alla custodia cautelare in carcere nei confronti del deputato del Pdl.

INSISTENZA MORBOSA – Una vicenda “rilevante” in questo senso, secondo gli inquirenti, è quella riportata nella testimonianza di Roberta Maria Darsena, sentita il 12 aprile del 2011, che dichiara di avere un “rapporto personale” con Papa conosciuto nel ’99 all’università di Napoli quando il deputato Pdl era assistente del professor Di Nanni. Darsena racconta che nel settembre del 2010, all’indomani di una cena a Trastevere dove era presente il vicepresidente del Csm Michele Vietti, Papa “mi fece un sacco di domande e mi chiese con insistenza morbosa quale fosse il ristorante e tutti i dettagli della serata. Papa fu così insistente che addirittura mi richiamò per sapere se mi fossi ricordata il nome del ristorante che, tuttavia, io non mi ricordai”. “Io – spiega Darsena – non ho detto al Papa di avere rivisto Vietti e non l’ho fatto perché avevo notato, in occasione della prima cena, che Papa voleva sapere particolari e dettagli con insistenza morbosa che a me non convinceva”. Questo, secondo gli inquirenti, “lascia trasparire la notevole attenzione alla raccolta di informazioni su membri delle istituzioni che si è esteso fino a ipotizzare proposte di lavoro che non sono mai avvenute”.

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da Gianna Bianca (Note) Martedì 20 marzo 2012 alle ore 5.52

fonte: http://www.meetup.com/grillipensanti/messages/boards/thread/3713934?thread=3713934

Sebbene se ne parli poco o niente, le società segrete esistono e non sono mai state potenti come ora.

http://www.beppegrillo.it/2007/06/post_24.html

Non è richiesto un eccessivo sforzo di fantasia, specie alla luce del silenzio mediatico più totale che ha preceduto il V-day, per rendersi conto che praticamente tutti i media sono controllati.

E Grillo non fa eccezione.

Non è un segreto, infatti, che sia il Blog di Beppe Grillo, sia i principali Meetup (come il Nazionale), siano gestiti dalla Casaleggio Associati.

Una società che fra i suoi obiettivi aziendali indica la “creazione di gruppi di pensiero”.

E che, come video di presentazione aziendale, ha questo…

Per chi si intende un minimo di simbologia massonico-illuminata, non c’è altro da aggiungere…E’ infatti possibile individuare i seguenti elementi caratteristici:

-L’affermazione “Dio sono gli uomini”.

-La manipolazione della mente umana mediante la tecnologia.

-Il culto della dea Semiramide.

-Il culto di Prometeo.

-L’occhio che tutto vede: il triangolo, o meglio, la punta della piramide con l’occhio all’interno spesso circondato dai raggi solari.

Che l’obiettivo sia quello di trasformare Internet dal luogo libero che è in un luogo controllato mediante la creazione di “gruppi di pensiero” e veri e propri siti-mass mediacosì spropositatamente più frequentati rispetto ad altri da poter manovrare Internet esattamente come già si fa con la Televisione?

Di certo sarebbe un obiettivo gigantesco, tanto ambizioso da giustificare il sacrificio di qualche vecchia pedina (per esempio i politici condannati che siedono in parlamento) allo scopo di aumentare le probabilità di successo focalizzando maggiore attenzione mediatica.

QUI UN’ALTRO INTERESSANTISSIMO THREAD DAL TITOLO “CASALEGGIO CONNECTION” POSTATO DA UN UTENTE DEL MEETUP DI VICENZA

http://www.meetup.com/MoVimento5Stelle-Vicenza/messages/boards/view/viewthread?thread=2771351

Attenti al fumo negli occhi, ripeto, attenti al fumo negli occhi

Da notare che questo stesso messaggio che avevo postato sul Meetup Nazionale è magicamente sparito dopo pochi minuti… Il fatto che venga censurato voi come lo interpretate?

Provate a ri-postarlo voi per credere

PS: La Casaleggio ha linkato il suo video di presentazione con chiari riferimenti alla massoneria dalla sua homepage.

Notare che l’occhio che tutto vede che compare come immagine del post di Grillo contro le società segrete è lo stesso simbolo che compare alla fine del video della Casaleggio, società che estisce il suo Blog!

Questo dovrebbe far rabbrividire chiunque abbia letto – e capito – “1984” di George Orwell. Occhio che tutto vede.

NB: Il simbolo dell’occhio che tutto vede si trova anche, in tutto il suo splendore, sul retro di tutte le banconote da un dollaro (!) contornato dalla frase: “Novus Ordus Secolorum” ovvero “Nuovo Ordine dei Secoli” o, anche, “Nuovo Ordine Mondiale”.

Sul davanti delle banconote è invece nascosto un piccolissimo gufo, altro simbolo massonico scelto per il fatto che il gufo vede nella notte.

Per provare a vederci più chiaro suggerisco il documentario di Aaron Russo dal titolo:

America: dalla Libertà al Fascismo

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fgl%3DGB%26hl%3Den-GB%26v%3DHsJLRX-nK4w&h=dAQFquyGY&s=1

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GOLPE DI PALAZZO E COMPLOTTI INTERNAZIONALI

DI GIANNI PETROSILLO
conflittiestrategie.it

Che cosa è davvero accaduto in Italia agli inizi degli anni 90? Tangentopoli è stata ciò che ci raccontano i quotidiani e la storia ufficiale, cioè un’azione encomiabile dei togati per liberare il Paese dagli intrecci politica-affari e dalle collusioni mafiose tra apparati dello Stato e gruppi dell’antistato, oppure un complotto a più teste, autoctone e non, una macchinazione per togliere alla Repubblica quel minimo d’indipendenza nazionale di cui era ancora padrona? Secondo un libro mai tradotto in Italia, di cui parla Paolo Guzzanti in un editoriale su Il Giornale, “The Italian Guillotine: Operation Clean Hands and the Overthrow of Italy’s First Republic” firmato da Stanton H. Burnett e Luca Mantovani, non ci sono dubbi, si trattò di un colpo di Stato, ma di tipo moderno, una sorta di rivoluzione colorata ante litteram, di quelle viste all’opera nei sistemi dell’est e in qualche regime mediorientale.

Fu un Golpe di Palazzo eterodiretto da manine sapienti, nient’affatto pulite ma tanto tanto esperte ed intelligenti, anzi d’intelligence.

Scrivono i due autori: “Un gruppo di magistrati altamente politicizzati, in larga maggioranza orientati a sinistra, agendo come pubblici ministeri, hanno usato una legittima inchiesta giudiziaria per perseguire, selettivamente, i loro nemici politici, ignorando o minimizzando misfatti simili dei loro alleati politici. L’investigazione di fondo è stata un’inchiesta su pratiche che erano andate avanti per decenni… I magistrati sono stati abbondantemente appoggiati da un gruppo di quotidiani e settimanali, tutti di proprietà di alcuni pochi grandi industriali che avevano una chiara posta in gioco nel successo del colpo di Stato”. Burnett, inoltre, rincara la dose in alcune interviste affermando che il pool di Milano, a capo delle indagini, applicò inflessibilmente la legge per i nemici graziando partiti e personaggi, pure coinvolti nelle spartizioni pubbliche, incredibilmente risparmiati dalla mannaia giustizialistica: “Il pool non si è limitato ad applicare la legge ma ha speso molte energie per eliminare il pentapartito sapendo che a beneficiare di questa operazione sarebbe stato il PDS. Per questo si chiama golpe. [ …] Con l’eliminazione del pentapartito tutti davano per scontata la presa del potere del PDS alle elezioni del 1994. Ricordo che a fine 1993 ricevetti al CSIS [Center for Strategic and International Studies, n.d.r.] Giorgio Napolitano e lo presentai come il prossimo ministro degli Esteri…Il primo colpo di Stato in stile postmoderno, portato a termine da un piccolo gruppo di magistrati, quasi certamente appoggiati da alcuni leader politici e da potentati economici, con la complicità degli organi di stampa da questi ultimi posseduti.”

Questa versione viene confermata da un giudice che inizialmente faceva parte della procura meneghina, Tiziana Parenti, la quale ammise di essere stata allontanata per aver osato indagare sulle tangenti del PCI. Fu proprio il collega D’Ambrosio a suggerirle di considerare un “vagone staccato” quello degli illeciti a sinistra, ma in sostanza non si voleva procedere per nulla in quella direzione. Più tardi qualcuno del tribunale sibilò che non si poteva abbattere l’intero arco istituzionale poiché altrimenti si rischiava un pericoloso vuoto di potere. Salvati, dunque, non perché innocenti ma perché necessari.

La Parenti è anche convinta che il PM simbolo della lotta al ladrocinio partitocratico, Antonio Di Pietro, fosse dei servizi segreti americani: “La provenienza di Antonio Di Pietro è in una struttura parallela ai servizi segreti. Di Pietro su questo non ha mai fatto chiarezza… Quello che dico– è tutto documentato in carte riservate in possesso della procura di Milano. Basterebbe indagare partendo da una domanda semplice: perché è cominciata Tangentopoli? Cos’è successo nella procura di Milano dal ’90 al ’92? È successo qualcosa a cui le indagini del Gico sono arrivate molto vicino, ed è per questo che le vogliono fermare. È successo che prima di Mario Chiesa c’erano altri, e in particolare un imprenditore che aveva, non so a che titolo, colloqui stretti con Di Pietro e che lo teneva in contatto con certi ambienti, per così dire, ambigui, in Italia e Oltreoceano”. Ipsa dixit. Del resto, piccole ammissioni vennero anche da Gherardo Colombo, il quale sapeva che Tangentopoli aveva finalità recondite, tanto da riferire al collega Misiani che la competenza di Milano sulle inchieste non era una questione giuridica. E se non era di diritto era di utilità politica. Tertium non datur.

Ed, infatti, le trame tra politica e affari avevano una origine atavica, coinvolgendo tutti nel sistema del cosiddetto consociativismo, tuttavia, soltanto dopo la caduta del Muro di Berlino ed il crollo dell’URSS venne a modificarsi l’ambiente internazionale per cui come enuncia Rino Formica, ex ministro PSI: “La questione morale diventa questione politica quando cambia la storia: fino al 1989 Italia e Germania avevano presidiato la frontiera ma con la caduta del Muro si comincia a temere per la stabilità dell’Italia”. Ovvero, i vincitori della guerra fredda cambiarono i loro piani geopolitici e attuarono il “regime change” in Italia per sbarazzarsi di una classe dirigente troppo compromessa con equilibri e accordi definitivamente saltati. La II Repubblica è nata con il marchio di questa brutta bestia epocale e per questo sarà eternamente stramaledetta. Piuttosto, chiediamoci anche come mai il nano (in senso politico) di Arcore, nonostante sia proprietario di grandi gruppi editoriali e sia stato “datore di lavoro” di Luca Mantovano, co-autore di The Italian Guillotine e capo dell’ufficio stampa di Forza Italia alla Camera dei deputati, non abbia mai avuto il coraggio di fare tradurre il testo in italiano. Costui si lamenta delle persecuzioni ma non vuole indispettire troppo certi poteri che gliela hanno promessa da quando è sceso in campo. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

PS. Che Gorbaciov fosse un venduto della Cia, dipartimento Pizza Hut, ci era ben noto. Costui dopo aver liquidato la grande potenza sovietica continua a svolgere incarichi sporchi per gli Usa, tramando in ogni angolo d’Europa. Putin sta dando un giro di vite contro i traditori che agiscono da agenti infiltrati e prendono finanziamenti dall’estero per destabilizzare il Cremlino. Ci si lamenta della mancanza di democrazia di Mosca ma se lì circolano tranquillamente personaggi come Gorbaciov vuol dire che di libertà ce n’è fin troppa. Quello che scrive Guzzanti testimoniando delle congiure internazionali verso Berlusconi, passate attraverso soggetti infidi come Gorbaciov [“un uomo che è sempre stato rifiutato dai russi e che non è mai stato eletto in libere elezioni dove prese poco più del 2 per cento, è diventato da quei lontani tempi sovietici un guru, un ambasciatore fra lobby di potere, autore di mille articoli del tutto vacui e inutili, ma influente e disposto a viaggiare. Se l’informazione è esatta, Gorbaciov si sarebbe dato un gran da fare per tessere una rete multinazionale con cui catturare ed eliminare Berlusconi. Se ciò fosse vero, è ovvio che un tale interesse non sarebbe certo dipeso da questioni di stile di vita, cene con belle ragazze ed eventuali comportamenti disdicevoli. No, se la notizia fosse solida, il movente andrebbe cercato altrove. Andrebbe cercato nelle pieghe della politica che conta, quella che sposta ricchezze gigantesche e in particolare le questioni energetiche. Che gli americani siano più che irritati con Berlusconi per la sua strettissima amicizia con Putin è un fatto certo. Ricordo un cordiale colloquio con l’ambasciatore Spogli che mi confermò questo elemento di ostilità”] non scagionano il Cav dalle sue responsabilità, anzi, proprio perchè assediato dall’interno e dall’esterno, egli avrebbe dovuto premunirsi contro i suoi nemici esercitando un migliore controllo dei servizi nostrani e puntando a rinsaldare l’amicizia con la Russia (l’unica che lo stava a sentire per sue esigenze strategiche). Invece, per pararsi il culo si è ritirato con la coda tra le gambe dal fronte, rinunciando anche alle piccole cose ottenute dalla nazione per farla franca individualmente. E, dopo vent’anni, non è nemmeno scontato che ci riesca. Si può definire coglione uno che non ha i coglioni? Sì, e fa rima con…

Gianni Petrosillo
Fonte: http://www.conflittiestrategie.it
Link: http://www.conflittiestrategie.it/golpe-di-palazzo-e-complotti-internazionali
5.06.2013

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Riflettevo in questi giorni su quale fosse la “colla” che tiene insieme i pezzi del Governo, sia PD che PDL vogliono evitare i processi ed il pubblico ludibrio che meritano, per ottenere ciò devono solo obbedire agli ordini e distruggere economicamente il Paese, assecondando il gioco della moneta privata garantita da debito pubblico.

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http://www.articolotre.com/2013/06/incontro-segreto-napolitano-berlusconi-oggetto-indulto-ad-personam/176667

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http://www.articolotre.com/2013/06/g8-in-irlanda-del-nord-il-paese-nasconde-la-crisi-allestendo-finti-negozi/176643

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gorbaciov era della cia. il conflitto ce l’avete nella testa. la strategia sarebbe quella di trovarvi uno bravo.

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L’obbiettivo storico delle classi dominanti è PRIVATIZZARE ogni servizio fornito dallo stato: sappiamo che il loro fine è quello di rendere a pagamento ogni cosa, inclusi i servizi considerati “base” come scuola, sanità, previdenza, assistenza.

Mani Pulite servì ad eliminare la classe politica culturalmente legata invece allo statalismo, quella della DC vecchio stile e dei socialisti.

Cavallo di Troia fu l’ex PCI che in cambio della immunità intravide finalmente, dopo 50 anni, l’opportunità di salire al potere. In cambio dovette però garantire stretta osservanza alle linee guida che venivano dall’esterno, quelle che oggi definiamo “lo vuole l’Europa” oppure “ce lo impongono i nostri alleati internazionali”.

Poi venne Berlusconi e scombussolò i piani della “gioiosa macchina da guerra”… intanto però la parola anzi le parole date andavano mantenute…

se fossero rimasti al potere i politici tipo CAF forse, dico forse, le firme sui vari trattati europei non sarebbero state messe, o perlomeno a condizioni migliori.

Ecco, tutto qua, non c’è bisogno di scrivere un libro.

C’è ancora tanta gente che crede che mani pulite servì per ripulire la politica dalla corruzione. Ma per favore

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Certo, questione molto politica, ma già da prima di quell’epoca. L’interessamento politico degli Usa all’Italia e le relative operazioni vengono ben descritte nel libro di Gianni Barbacetto, Il Grande Vecchio, ed ovviamente, con l’avvento di Mani Pulite, questo interessamento proseguì. Ma non vedo lo scandalo in quanto Mani Pulite non ha portato ad un ventennio di Comunismo, tutt’altro. Ha portato ad una nuova forma di consociativismo, ad una nuova “Componenda” che prosegue tuttora. Potesi semmai parlare di tentativo di colpo di stato ed eseguito da un manipolo di magistrati? Ammirevole.