Oggi, Festa di Cristo Re: “Quando l’infallibilità del gregge diventa la fallibilità della Chiesa?”

di Redazione

Per questa solenne occasione l’amico italo-argentino Diego Pappalardo ci segnala:

1) Cristo, Rey de las inteligencias, voluntades y corazones:
http://veritasliberavitvos.wordpress.com/2013/10/27/cristo-rey/

2) Padre Mateo Crawley- Jesús, Rey de Amor:
http://veritasliberavitvos.wordpress.com/2013/10/27/jesus-rey-de-amor/

Oggi, nella Festività di Cristo Re, che sentiamo particolarmente per la vocazione del nostro Circolo Culturale, che da Egli prende il nome, affidiamo a Lui tutte le nostre intenzioni, in particolare la conversione dei singoli, delle famiglie e della società all’Unico Dio, Uno e Trino, Via, Verità e Vita, attraverso la cui Chiesa, Santa Cattolica Apostolica Romana è possibile la salvezza eterna nella Sua visione beatifica. Mentre chi dovrebbe rappresentare il Vicario di Cristo in Terra e trasmettere la Fede attraverso il proselitismo, ospita il circo in Piazza San Pietro e gioisce, chissà per cosa, tra palloncini colorati, noi ci riuniamo in preghiera affinché il castigo dell’occupazione abusiva dei Sacri Palazzi da parte di apostati impostori termini, facendo tornare la normalità nella Chiesa.

Nella Meditazione domenicale ricordiamo con S. Alfonso Maria de’ Liguori questa santa Verità: “Consideriamo come in punto di morte sentirai grandi rimorsi, se non hai atteso a servir Dio. Consideriamo quando si trascura questo gran fine! Si pensa ad accumulare ricchezze, a festeggiare, a darsi bel tempo, a gioire per nulla o per le idiozie di questo mondo. E Dio non si serve ed a salvare l’anima non si attende e il fine eterno si tiene per una bagatella! E così la maggior parte dei cristiani (forse oggi potremmo definirli i “bergoglioni”) banchettando, cantando, suonando, ridacchiando rischia di andarsene all’Inferno!”

Attenzione, dunque, ai falsi Pastori, ricordando le parole dei grandi Santi regolando ed impiegando meglio il tempo, dirigendo ogni nostra azione alla divina gloria, ricordandoci spesso di Dio, dei suoi immensi benefici, ringraziandolo con tutto il cuore. Tutto questo non esclude affatto i divertimenti legittimi, nei tempi e nei modi dovuti. Lungi da noi ritenerli, però, i fini della nostra esistenza!

Quando l’infallibilità del gregge diventa la fallibilità della Chiesa? Le novità sul caso Liberio

di Carlo Di Pietro

Il mare tumultuoso di proteste contro l’operato del “vescovo di Roma”, si sta manifestando in un ribollire di editoriali, articoli, interpretazioni, summit, conferenze, ecc… in ogni dove; si va dall’aperta condanna da parte di ambienti laici, all’invito alla resistenza “in faccia a tutto e tutti”, alla fantasiosa ipotesi di un “papa apostata”, ai millenarismi, alle congetture più creative … in tutto questo la Gerarchia attualmente sembra tacere.

Nel mio piccolo ho pubblicato [1] decine di studi approfonditi- alcuni tradotti anche in spagnolo- sull’infallibilità della Chiesa, sulla giurisdizione, sulla privazione, sulla resistenza, sulla disobbedienza e sul Concilio Vaticano II, pertanto non mi ripeterò, ma invito gli interessati alla lettura degli studi in nota.

E’ da lodare l’impegno che molti attenti studiosi della materia stanno dimostrando per cercare di offrire una spiegazione a tutto quello che oggi accade e che, inevitabilmente, turba il popolo fiducioso in cammino verso la “Gerusalemme celeste”, tuttavia devo dire che talvolta ho una brutta “sensazione”. Leggendo alcuni studi, che non posso far altro che confutare apertamente per dovere morale, mi sembra che si cerchi in tutti i modi di sconfessare l’infallibilità in materia di “fede e costume” in alcuni Pontefici del passato, instillando così nei fedeli- come già accadde in varie epoche di contestazione- il dubbio sull’Autorità stessa. Certo della buona fede dei commentatori contemporanei, auspico e prego affinché determinate posizioni prossime al gallicanesimo non prendano piede.

Radio Spada già a suo tempo pubblicò [2] un breve studio storico contro la “leggenda nera” di Papa Liberio, oggi probabilmente strumentalizzata quale esempio di presunto errore papale su questioni di “fede e costume” a mo’ di giustificazione per eventuali resistenze- che non sono però affatto correttive come l’Aquinate ben spiega- ma hanno più la parvenza di una riproposizione in veste “tradizionale” del protestantesimo.

Quanto qui sto affermando non è certo una mia idea, ma è certezza della Chiesa cattolica, così come ricorda Sant’Alfonso Maria de Liguori nei suoi 2 testi “Verità della fede” parte III, cap. X, 20,ss. e “Storia delle eresie” cap. IV, Art. II; inutile ricordare che il Liguori, detto il “Dottore utilissimo” è appunto un Dottore della Chiesa, la cui dottrina “è immune da qualsiasi censura teologica”, come da dichiarazioni di Papa Gregorio XVI e di Papa Pio IX [3]. Inoltre il Santo “ha illuminato questioni oscure e spiegato questioni dubbiose, spianando tra le avviluppate opinioni o più lassiste o più rigide dei teologi una via sicura, su cui le guide dei fedeli potessero avanzare senza inciampo” [4].

Ciò detto, quindi avendo fatto presente chi sta parlando, non io che sono un mero scrittore ma il “Dottore utilissimo” che qui cito, passiamo alla vicenda di Papa Liberio, riportando alcuni studi del Liguori attualizzati in lingua contemporanea quindi più comprensibile, ma senza dimenticare che già avevamo smentito tempo fa su Radio Spada ogni ipotesi comparativa fra le vicende del passato e quelle contemporanee [5]:

[Per giustificare le loro disubbidienze, opposizioni e dichiarazioni blasfeme] … gli eretici pertinaci diranno sempre che il concilio non è stato universale e legittimo, per non esservi intervenuti, o per averlo ripugnato proprio loro che si ritengono la miglior parte della Chiesa. Ond’è che, tolta l’infallibilità al Papa, non vi è modo di convincere gli eretici. E perciò ben avvertì San Tommaso … che l’unità della fede «servari non posset, nisi quaestio fidei determinaretur per eum qui toti ecclesiae praeest, ut sic eius sententia a tota ecclesia firmiter teneatur» [6].

Ecco quanto intervenne nell’eresia di Lutero: Lutero prima passò dal Papa male informato al Papa meglio informato; poi dal Papa al concilio futuro; poi dal Concilio di Trento già fatto alla Sacra Scrittura; e finalmente dalla Scrittura allo “spirito privato”, quindi ad esternare le idee del suo cervello sconvolto, scrivendo un libro, ove cercò di provare «Nihil opus esse conciliis»; e giunse a chiamare anche il I Concilio Niceno «foenum et stramen».

Nel vecchio studio “Sulla necessità dell’infallibilità del Pontefice e sulla condanna della collegialità” [7] già si parlava di questo e di molo altro, sempre ricordando le opere del Liguori e traducendo decine di dichiarazioni dal latino in lingua contemporanea; gli interessati possono quindi approfondire.

Torniamo sulla vicenda odierna:

Ma come mai- dicono gli avversari- che più Pontefici hanno errato nel definire materia di “fede e costume”? Ma questo è stato sempre lo studio degli impugnatori dell’autorità dei Pontefici, di ritrovare errori nelle loro definizioni; ma non hanno mai potuto appurare alcun errore circa i dogmi, e proferito da alcun Pontefice, come Pontefice e «dottore della chiesa» [«Chiesa docente»; 8].

Dicono che al tempo dei concilii di Arimino e di Sirmio [9] Liberio papa cadde nell’eresia ariana, sottoscrivendo la formula di fede che gli ariani proponevano. Ma, secondo quanto riferisconoSant’Atanasio, Sant’ Ilario, San Girolamo, Severo Sulpizio e Teodoreto, il fatto fu così:

Fu data allora a Liberio ed agli altri vescovi cattolici da sottoscriversi la formula di fede, nella quale si diceva che «il Figliuolo non era creatura come le altre, ma era di sostanza simile al Padre; ma vi mancava l’espressione del Concilio Niceno, che fosse vero Dio come il Padre e consostanziale al Padre».

E questo fu l’inganno col quale Valente, capo degli Ariani, indusse Liberio a sottoscrivere, promettendo che poi nella formula si «sarebbero aggiunte tutte le espressioni necessarie»; e così il Papa e gli altri vescovi, per tal promessa e per liberarsi definitivamente dalla persecuzione degli Ariani e dell’imperatore Costanzo, sottoscrissero quella formula.

Altri però come Onorato Tournely, Dottore della Sacra Facoltà di Parigi, [10] vogliono che Liberio non sottoscrisse già questa formula, che era la terza, perché nell’anno 359, allorché fu proposta dai «padri sirmiensi» la suddetta terza formula, già Liberio sin dall’anno precedente era stato liberato dall’esilio ed aveva recuperato la sua Sede, come narra anche Sant’ Atanasio; invece Liberio sottoscrisse la prima formula, la quale da Sant’ Ilario fu interpretata in senso cattolico.

Sicché Liberio, o che avesse sottoscritta la terza o la prima formula, quantunque peccò[uomo Simone], si può dire certamente che mai ha approvato l’eresia ariana. Tanto più che Liberio, resosi conto del suo peccato, della sua mancanza, manifestò celermente e pubblicamente di non aver mai avuto l’intenzione di scostarsi dalla «fede nicena», ed espressamente ritrattò.

Quindi, Sant’Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa, riferendo quanto sostengono Sant’Atanasio, Sant’ Ilario, San Girolamo, Severo Sulpizio e Teodoreto dice che “manifestò celermente e pubblicamente di non aver mai avuto l’intenzione di scostarsi dalla «fede nicena», ed espressamente ritrattò”; ben diversa, secondo alcuni, è la situazione contemporanea detta anche del «post-concilio» … nessuno ritratta niente, anzi c’è una totale continuità di insegnamento, ed una indifferenza/insofferenza alla critica; se a tutto questo aggiungiamo che presto mons. Bergoglio (Francesco I) canonizzerà mons. Roncalli (Giovanni XXIII) ovvero l’uomo del Concilio Vaticano II, e mons. Wojtyla (Giovanni Paolo II) ovvero l’uomo della divulgazione definitiva dello spirito del Concilio Vaticano II, la situazione appare radicalmente diversa [11]. Citata brevemente l’opera “Verità della fede” [12], adesso passiamo a “Storia delle eresie” [13]:

Dopo questo concilio [Sardicese], Costanzo, divenuto più mite verso i vescovi cattolici, permise loro di tornare alle loro chiese [14]; e specialmente in Antiochia si accolse con buona grazia Sant’ Atanasio [15], e spedì gli ordini in favore del Santo, il quale fu accolto poi con grande allegria dai vescovi dell’Egitto e dal clero e popolo di Alessandria [16].

Gli Ariani però nuovamente cercarono il favore di Costanzo; talmente che avendogli scritto Liberio Papa, succeduto nell’anno 342 a San Giulio, come riferisce Sant’Ilario [17], che gli Eusebiani avevano tentato di convincerlo a condannare Sant’Atanasio, ma che egli nello stesso tempo aveva ricevuto le lettere di 80 vescovi che lo difendevano; quindi non poteva in coscienza condannarlo, ed opporsi al concilio di Sardica, che l’aveva dichiarato innocente: ed avendo nello stesso tempo mandato a Costanzo ad Arles, dove stava allora la corte, due suoi legati, Vincenzo di Capua e Marcello vescovo della Campagna, pregando l’imperatore di convocare un sinodo in Aquileia, al fine di risolvere la causa di Atanasio, ma più per mettere in sicuro l’«affare della fede», e così stabilire la pace delle chiese: Costanzo di tale ambasciata, non sappiamo perché, si offese [18], e convocò un altro sinodo in Arles: ove, quando giunsero i legati, trovarono già conclusa la condanna di Atanasio dagli Ariani, ed emanato da Costanzo un editto di esilio contro i vescovi che non l’avessero confermata; e per questo Costanzo volle che anche i legati l’avessero sottoscritta. All’inizio Vincenzo di Capua fu riluttante e si oppose, ma poi a forza di strapazzi e di minacce vi consentì insieme col suo collega, promettendo di non comunicare più con Atanasio [19], ebbero paura.

Poi ci fu il concilio di Milano … Nello stesso tempo Ilario- uno dei legati- fu spogliato nudo, e crudelmente flagellato sulla schiena, rimproverato allora dagli Ariani: “E tu perché non ti sei opposto a Liberio?”; quindi Costanzo sostituì Ausenzio nel vescovado a San Dionigi e poi costrinse Liberio a giungere a Milano. Giunto sul posto, l’imperatore voleva che Liberio condannasse Sant’Atanasio, ma questi si rifiutò di farlo, Costanzo gli diede tre giorni di tempo, dicendogli che se non avesse condannato Sant’Atanasio, sarebbe stato mandato esilio con tutte le conseguenze. Ed in effetti Liberio fu relegato a Berea nella Tracia, dove era vescovo Demofilo perfido Ariano.

Oltre Liberio, il principale sostegno della fede cattolica in Occidente era Osio il grande, Vescovo di Cordova in Spagna e già perseguitato da Massimiliano per aver difeso pubblicamente la fede integra in Cristo … Osio purtroppo cadde a causa di Potamio vescovo di Lisbona che lo fece brutalmente torturare. Orsi riferisce che «Osio in morte dichiarò essere stato vinto dalla violenza a commettere il suo errore; onde anatematizzava l’eresia degli Ariani, ed esortava tutti ad averla in orrore» e Sant’Agostino che «Osio morì nella comunione della Chiesa».

Passiamo ora a parlare della caduta di Liberio. Si è scritto da alcuni che Osio sottoscrisse la seconda formula di Sirmio [le formule erano tre]. Pertanto al fine di capire bene quale sia stata la caduta di Liberio, è necessario qui premettere la notizia delle tre formule di fede composte in Sirmio; Natale Alessandro vuole [20] che una sola formula si fece in Sirmio e che le altre due furono fatte in altri luoghi; ma il Baronio, e comunemente gli altri, scrivono che tutte le tre formule furono fatte nei conciliaboli di Sirmio. Né pure è verosimile, da ciò che si dirà, quel che scrive Socrate, cioè che tutte tre le formule furono fatte in uno stesso concilio di Sirmio. Gli Ariani, per il fatto che Liberio aveva sottoscritto una delle tre formule, si vantarono, stando a quello che racconta Orsi, praticamente sostenevano che Liberio si fosse unito allo loro stessa fede [l’eresia ariana].

Secondo il sapere unanime degli scrittori, fatta eccezione per Orsi, Liberio commise un grande errore, tuttavia non cadde mai nell’eresia; bisogna quindi capire quale formula delle tre fatte in Sirmio egli sottoscrisse.

Valesio vuole che avesse soscritto la terza: ma questa opinione non può sussistere, perché la terza fu presentata nell’anno 359, e, come scrive Sant’ Atanasio [21], in quel tempo Liberio era già tornato a Roma. Altri poi, come Blondello e Petavio [22], vogliono che avesse firmato la seconda pure Ariana: e questa opinione seguitano ancora a sostenere gli eretici, quindi pretendono arguire che la Chiesa cattolica ha potuto mancare. Il protestante Daneo nomina tra i vescovi che passarono al «partito Ariano», anche Liberio, soscrivendo quella formula; e da ciò egli poi conclude che non si può negare che anche la Chiesa romana possa errare: «Inter quos etiam omnium historicorum consensu Liberius romanus episcopus recensetur, ne quis romanam ecclesiam errare posse neget».

Ma la sentenza comune dei Cattolici, o almeno molto più comune e molto più probabile con Baronio,Natale Alessandro, Graveson, Fleury, Giovenino, Tournely, Bernino, Orsi, Hermant e il dottoSelvaggi nelle note che fa alla «Storia di Mosheim», è che Liberio firmò la prima formula, col cardinal Gotti [23] il quale dice, parlando di tale opinione: «Ita communiter sentiunt auctores catholici».

E tal comune sentenza è appoggiata a più forti motivi. Primariamente, come riferisce Sozomeno, la formula che fu sottoscritta da Liberio fu quella che si formò nello stesso tempo in cui fu condannatoFotino, e senza dubbio fu la prima, non la seconda. Secondariamente la formula firmata da Liberio, e offertagli da Demofilo, come prova Giovenino dalla «Lettera di Liberio» e dai «Frammenti di Sant’Ilario», non fu fatta dagli Anomei [puri Ariani] ma dai Semiariani, quali erano lo stesso Demofilo, Basilio di Ancira, Valente, Orsacio ed altri colleghi, i quali ammettevano «essere il Figlio non già consostanziale col Padre, perché non volevano approvare il simbolo Niceno, ma essere dalla sostanza del Padre»; il che era espresso solamente nella prima, non già nella seconda formula, nella quale fu soppressa totalmente la voce di «sostanza» e di «similitudine». Anzi i vescovi appena nominati, poco dopo formata la seconda, la riprovarono in un sinodo speciale convocato in Ancira. Né osta che la formula sottoscritta da Liberio fu sottoscritta anche dagli Anomei; perché questi furono costretti a sottoscrivere da Costanzo, il quale favoriva il partito dei Semiariani, come scrive Socrate.Si aggiunge che Liberio, come dice Sozomeno, dichiarò nella sua lettera scritta ai Semiariani, di essere alieni dalla Chiesa coloro «qui Filium secundum substantiam et per omnia Patri similem non esse assererent».

Da tutto questo si evince chiaramente che Liberio sottoscrisse la formula, dove si ometteva la «consostanzialità», ma si approvava la «sostanzialità» e la «similitudine» … Gli anatematismi attribuiti a Sant’Ilario contro Liberio sarebbero inoltre falsi o aggiunte postume degli Ariani allo scritto, poiché quando Sant’Ilario scrisse questi «frammenti», Liberio era già rientrato a Roma ed aveva già negato con fortezza la formula fatta nel concilio di Rimini. Anche la famosa frase nel «Cronico» di San Girolamo: «Liberius, taedio victus exilii, in haereticam pravitatem subscribens, Romanam quasi victor intravit» viene spiegata da Natale [24] nel senso che per peccato, per paura o comunque per mancanza «non già per aver sottoscritta una formula per sé eretica, ma per avere comunicato cogli eretici. Ma il comunicar cogli eretici era bensì errore, e non già eresia». Difatti «Liberio negò di sottoscrivere la formula di Rimini; onde fu costretto a fuggire da Roma, e nascondersi ne’ cimiterj sino alla morte di Costanzo» [25].

Grazie all’autorevolezza del Dottore della Chiesa Sant’Alfonso Maria de Liguori, e dei tanti altri Santi qui citati ed autorevoli storici e teologi, possiamo tranquillamente affermare che la vicenda di Papa Libero nulla ha a che vedere con la situazione presente che, secondo alcuni, è di “apostasia e/o eresia e/o scsima nella Chiesa” [situazione inoltre continuativa, ostinata], che per altro è un concetto fantasioso ed incompatibile con il dogma [26]. Appare più che evidente che c’è oggigiorno un “gregge” che vuol ritenersi infallibile, con la presunzione che possa esistere invece una “Chiesa fallibile” alla quale disobbedire quando, come e dove loro pare! Tutto ciò, si sappia, è fuori dalla Grazia di Dio, il Liguori ce lo ha appena dimostrato.

*** A te o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa. Deh! Per il sacro vincolo di carità che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio e per l’amore paterno che portasti al Fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò con il Suo Sangue e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo, allontana da noi, o Padre amatissimo, codesta peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; ci assisti propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mercé il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Così sia. Padre, Ave, Gloria ***

Pubblicazione a cura di Carlo Di Pietro (clicca qui per leggere altri studi pubblicati)

Note:
[1] http://www.google.it/webhp?source=search_app&gws_rd=cr#q=%22carlo+di+pietro%22+site:radiospada.org
[2] http://radiospada.org/2013/01/contro-la-leggenda-nera-di-papa-liberio/
[3] Denzinger, EDB, pp. 974; cfr. Benedetto XIV, De Servorum Dei beatificatione, II, 28, § 2; Decreto della Sacra Congregazione dei Ritidel 18 maggio 1803 circa l’esame delle sue opere; Risposta della Santa Penitenzieria all’arcivescovo di Besançon, 5 luglio 1831; Risposta al “confessore dubbioso”, confermata dal Papa il 22 Luglio 1831; Bolla di canonizzazione Sanctitas et doctrina del 26 maggio 1839 (Gregorio XVI, Acta, a cura di A.M. Bernasconi 2, 305a-309b); Decreto Inter eos qui del 23 marzo 1871, che gli conferisce il titolo di «dottore della chiesa» (Pio IX, Acta, 1/V, 296-298); ecc …
[4] Denzinger, EDB, pp. 975
[5] http://radiospada.org/2013/06/da-santalfonso-maria-de-liguori-al-vescovo-di-roma-francesco/
http://radiospada.org/2013/09/sulla-perpetuita-ed-invariabilita-della-chiesa-anche-in-caso-di-sede-vacante/
http://radiospada.org/2013/10/commento-critico-allarticolo-parlare-o-tacere-questo-e-il-dilemma/
http://radiospada.org/2013/10/caso-gnocchi-e-palmaro-2-unanalisi-del-pubblicista-e-scrittore-carlo-di-pietro/
http://radiospada.org/2013/10/si-vede-subito-che-tali-teorie-sono-in-contrasto-con-la-fede-cattolica/
http://radiospada.org/2013/10/confusione-e-belligeranza-nel-cattolicesimo-contemporaneo-la-zizzania/
[6] Summa Theologiae, II-II quaest. 1. a 10.
[7] http://radiospada.org/2013/08/sulla-necessita-dellinfallibilita-del-pontefice-e-sulla-condanna-della-collegialita/
[8] cf. San Pio X, Catechismo maggiore, 115 ss
[9] Istoria universale dei Concilii, Maco Battaglini, Tomo I, Venezia, 1689, p. 122 ss
[10] Praelect. theol. t. 2. q. 4. sect. 2. a. 3.
[11] http://radiospada.org/2013/07/sullinfallibilita-nella-canonizzazione/
[12] Cap. X, 20 ss.
[13] Cap. IV, Art. II, 31 ss.
[14] Orsi l. 14. n. 31. ex s. Hilar. l. 2. ad Const.; Ivi.
[15] S. Athan. ad Solit. p. 831.; Ivi.
[16] S. Athan. p. 836. Fleury l. 13. n. 17. Orsi ibid.; Ivi.
[17] Orsi l. 14. n. 34.; Ivi.
[18] Ibid.
[19] S. Athan. hist. Ar. n. 44. Orsi l. 14. n. 43. Fleury l. 13. n. 22.; Ivi.
[20] Natal. Ibid. §. 16.; Ivi.
[21] Apud Tournely theol. t. 2. part. 5. q. 4. a. 1. sect. 2. p. 119.; Ivi.
[22] Blondell. de Primatu p. 48. 484. Petav. in observ. s. Epiph. p. 316.; Ivi.
[23] Baron. an. 357. n. 43. Natal. Alex. t. 9. diss. 32. Graves. hist. t. 4. coll. 5. Fleury l. 13. n. 46. Iuvenin. theol. 40. 3. q. 2. c. 1. a. 4. §. 4. p. 90. Tourn. theol. t. 2. q. 4. a. 2. sect. 2. a. 3. p. 119. Bernin. t. 1. sect. 4. c. 7. Orsi l. 14. n. 71. Hermant t. 1. c. 101. Gotti de vera eccl. t. 2. c. 45. §. 4. n. 6. Selvag. Nota 52. ad Mosh. part. 2. c. 5.; Ivi.
[24] Cit. diss. 32.; Ivi.
[25] Theod. l. 2. c. 22. Baron. an. 359. n. 37.; Ivi.
[26] In senso logico e consequenziale –> cf. Ef 4,4-5; 11-16; 1Tm 3,15; 1Cor 13,4; Catechismo Maggiore, san Pio X, n° 150-151, 157, 167-168, 171, 225, 228, 864-867, 874, 889-891; Mystici Corporis, Pio XII; Satis Cognitum, Leo XIII; Compendio della dottrina cristiana, Sant’Alfonso; S. Tommaso Aq., Quodlib, 10, art. 6. – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; Tommaso Aq., 2a 2ae q. 11, art. 2 ad 5 – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; Alfonso M. De Liguori Vescovo, cfr. Istruzione e pratica pei confessori, IV, I; cfr. Confessore diretto per le confessioni della gente di campagna, IV, I; in IIam, IIae, q. XI a. 2; S. Tommaso Aq., Quodlib, 10, art. 6. – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; S. Tommaso Aq., 2a 2ae q. 11, art. 2 ad 5 – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; S. Alfonso M. De Liguori Vescovo, Confessore diretto per le confessioni della gente di campagna, Cap. IV, I, 3; Pio IX, Concilio Vaticano I, Cost. Dogm. De Fide Cath.; S. Alfonso M. De Liguori Vescovo, Confessore diretto per le confessioni della gente di campagna, Cap. XVIII, II, 18; Sant’Alfonso Maria de Liguori, Istruzione e pratica pei confessori, Cap. IV, I, 4-5; Pio IX, Concilio Vaticano I, Cost. Dogm. Pastor Aeternus; San Bonaventura, La perfezione evangelica, Questione IV, Articolo Terzo. 8; San Girolamo, Explanatio Symboli; San Tommaso d’Aquino, Compendio della Somma Teologica, LA FEDE, questione 4. Cfr. vol. 14 Sum. T.; Sant’Alfonso M. De Liguori Vescovo, Opera dogmatica: eretici pretesi riformati; Sant’Ireneo, Adv. haer., III, 24, 1; Sant’Ireneo, cfr. Adv. haer., III, 24, 2; S. Augustinus, De Haeresibus, n. 88; San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, II_II, q. 2, art. 1; San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, II_II, q. 4, art. 8; San Bonaventura, La perfezione evangelica, Questione IV, Articolo Terzo. Conclusione; San Cipriano, Canone Loquitur Dominus, 18; San Bonaventura, La perfezione evangelica, Questione IV, Articolo Terzo; San Leone Magno, Canone Ita Dominus, 7; San Tommaso d’Aquino, Compendio della Somma Teologica, LA FEDE, questione 11. Cfr. vol. 14 Sum. T.; San Tommaso d’Aquino, Compendio della Somma Teologica, LA FEDE, questione 5. Cfr. vol. 14 Sum. T.; Mt 5,37; Lc 11,23; Sant’Alfonso M. De Liguori Vescovo, Verità della fede, Cap. V, 7; Mt 18,15-18; Ef 4,4; Pio XI, enciclica Mortalium Animos; San Bonaventura, La perfezione evangelica, Questione IV, Articolo Terzo; Papa Marco, Canone Haec est fides, 14 (in realtà non è San Girolamo ma Papa Marco); Pio IX, enc. Quanto Conficiamur Moerore; S. Fulgenzio di Ruspe, De fide seu de regula fidei ad Petrum, 38, n. 81; Papa Eugenio IV, bolla Cantate Domino sull’unione con i copti e gli etiopi. Concilio di Firenze, 4 febbr.1442; Pio IX, enc. Quartus Supra, 9; Codex Iuris Canonici – 1917: Canone 2314; Catechismo Tridentino, 108-109; Les canons des Pères Grecs, ed. P. P. Joannou, P. Commissione per la redazione del Codice di diritto canonico orientale, Fonti, fasc. IX, Discipline générale antique, tom. II, Grottaferrata 1962. C. 1, 94-95; Sant’Alfonso M. de Liguori, Verità della Fede, Cap. VII, 5; San Cipriano, L’unità della Chiesa cattolica, 3, 4, 6, 7 e 23; San Cipriano, Epistola 4,4 e 73,21; Catechismo Tridentino, 103; San Pio X, Catechismo Maggiore, 866-868; San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, II_II, q. 1, art. 10; San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, I, q. 57, art. 4; San Pio X, Catechismo Maggiore, 229; ecc ecc; decine di altre citazioni ed autori sono leggibili nelle note) [stesso discorso, presto compendiato in un testo, lo faremo anche quanto al rapporto fra il “Corpo mistico” e lo “scisma”]

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La Decrescita felice come segnale per la Resilienza Cattolica

Piccolo abecedario sulla Parusia 1 Candela accesa: simbolo dell’attesa del Signore che viene.2 L’Avvento è il tempo liturgico che ci abilita ad attendere il Signore che viene.3 Gesù è il compimento della storia di ciascuno di noi. È la sua visita che attendiamo con fiducia.

4 La Vergine Maria è il personaggio in cui si condensa tutto lo spirito dell’Avvento. Lei è colei che più di ogni altro ha atteso la nascita del Salvatore.

5 Giovanni il Battista è uno dei protagonisti del Tempo d’Avvento. La sua predicazione ci invita a ricercare le cose essenziali nella nostra vita se vogliamo trovare Dio.

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Partiamo da questa semplicissima equazione per esprimere il concetto che seguirà sulla Parusia, sul Capitolato dei Campi e sulle Virtù da sviluppare tra gli Arcieri.

Civiltà Contadina=Terra

Civiltà Urbana e NWO=Soldi

Ho letto e riletto quel capitolo del libro di Benedetto 16 (“Luce ne Mondo” e sono arrivato alla conclusione che lui sa esattamente quel che dice (nel bene e nel male) ed il significato implicito in relazione alle cose che evidentemente non poteva dire troppo chiaramente, come il legame della Venuta Intermedia con il periodo dell’Anticristo che nell’Apocalisse sono strettamente connessi con quelle due Bestie, del Mare (massoneria laicista) e della Terra (massoneria ecclesiastica) che collaborano con lui, e che con la battaglia di Armagheddon vengono cacciate all’Inferno insieme all’Anticristo e dove Satana le troverà ad attenderlo dal ‘millennio’ precedente quando anche lui verrà definitivamente sconfitto nella guerra di ‘Gog e Magog’.

Il taglio di Benedetto 16 sui Novissimi è chiaro, e il riferimento a San Bernardo di Chiaravalle è oltremodo esplicito. Tra l’altro, come avevo già scritto sui libri LA PASSIONE DELLA CHIESA (pubblicati su Escogitur), un’omelia di San Bernardo riguardo alla Venuta Intermedia (nascosta) nel cuore degli uomini proprio nel periodo di Avvento che si legge nel Breviario che in teoria i sacerdoti dovrebbero leggere facendovi qualche riflessione. A me una volta lo aveva segnalato proprio un sacerdote che aveva letto alcuni libri che parlavano di Parusia nei termini in cui credo di poterla presentare io nella mia ‘lettura’ di alcuni testi mistici, valtortiani e dell’Apocalisse.

Non è che – come tu pensi – siamo rimasti in pochi a parlarne, quanto invece che siamo in pochi – oggi – a parlarne per primi, San Bernardo e qualche altro a parte.

Bisogna però parlarne, a costo di venire scambiati per scemi, perché la gente non sa quel che ci sta per capitare e quindi verrà colta impreparata con le conseguenze spirituali del caso. Quindi è non solo carità ma un dovere il parlarne.

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Tuttavia c’è modo e modo di parlarne. Spesso, qui, in internet, ho scritto a degli ‘intenditori’ e sono stato quindi sbrigativo. Ma so che molti hanno bisogno di maggiori approfondimenti e spesso non è sufficiente scandire la miseria dei nostri tempi per mostrare come sia il caso di “redimerci” quanto prima, se poi non si sa cosa accadrà. Quando invece ne parlano altri amici per i lettori più esigenti svolgono tutto un ragionamento logico deduttivo che li può impegnare anche in più capitoli ma che hanno lo scopo non di proporre un ‘dogma’ ridicolo ma una serie di ragionamenti che possono indurre il lettore – anche se rimane scettico come lo sarebbe se tu gli dicessi che lui ha davvero un’anima – quantomeno a riflettere e porsi degli interrogativi.

Per questo molti sono contrari a portare questi argomenti su un blog che non consentono alcun approfondimento e dove quanto scriviamo e diciamo – se scritto nei termini in cui lo facciamo parlando alla gente – potrebbe creare problemi, almeno in via teorica, a Benedetto XVI che non ha a mio avviso voluto e potuto dire le cose esplicitamente (per inciso mi è stato detto due anni fa che egli conosce la Valtorta e la sua visione escatologica, con particolare riferimento ai tempi dell’Anticristo, etc.), ma anche all’Opera valtortiana che potrebbe essere ancora una volta sommariamente ‘giustiziata’ dai soliti chierici modernistie non solo.

Questo è un argomento che o si tratta con professionalità e con completezza e dovizia di argomentazioni che mettano in difficoltà gli stessi teologi oppure é meglio lasciar perdere.

Il Signore conosce anche altre strade.

E noi stiamo cercando di percorrerle attraverso la politica del fare, nella verità in carità.

Percorso che chiunque può compiere anche senza essere teologo e dotto. Percorso che si fonda su un Papa “Degnitoso” che riconosca sopra a tutto Gesù Dio, Eucaristia ed Adveniente, Maria CoRedentrice, e l’Amore per il Vangelo, il Magistero Papale con tutta la sua Autorità data da Dio, il Rosario, la Liturgia, la Bellezza, il Buon Governo ed il Bene Comune.

Prima di tutto, pertanto, per chi volesse approfondire, invito tutti a leggere accuratamente quei cinque meditati dettati (che non sono i soli nell’Opera valtortiana dove però bisogna fare attenzione a non confondere il tempo dell’Anticristo con quello della fine del mondo, perché sembra talvolta che le due cose si sovrappongano e che quando si parla di una poi si finisce per parlare anche dell’altra, ed è qui che serve estrema attenzione per non prendere cantonate) dove uno integra l’altro completandolo; oltre a tonificarti spiritualmente ti sarebbe di grande utilità personale e ti darebbe una maggior convinzione nel portare avanti la tesi della Parusia Intermedia, o meglio la tesi valtortiana che si comprende però meglio se è accompagnata dalla conoscenza dell’Apocalisse (in particolare i Capp. 19, 20, 21 e 22) e da altri brani escatologici profetici dell’antico Testamento che la teologia ‘ufficiale’ interpreta come riferibili alla fine del mondo, ovviamente. Dico ‘ovviamente’ perché non ponendosi un problema di Parusia Intermedia si sposta l’Anticristo alla fine del mondo o addirittura da taluni viene assimilato allegoricamente alla figura di Satana, nonostante la differenza in Apocalisse sia chiarissima a meno di non essere ciechi o … ‘accecati’.

Ma dai chierici e cardinali che negano la Resurrezione attribuendola non ad una realtà storica ma ad una semplice credenza di fede o da soggetti come quel Ravasi che pontifica modernisticamente in TV ,e che certo conosci, cosa ti aspetti che dicano?

Di quest’ultimo un mio amico nei giorni scorsi mi ha scritto: questa mattina, in una ripetizione di catechesi, mons. Ravasi l’arcivescovo ha detto che il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci è stata un miracolo ‘mistico’ cioè le ‘briciole’ hanno soddisfatto. Questo è stato il miracolo: dare alle molliche la capacità di soddisfare la ‘fame’.

Nella Valtorta, gli apostoli invece commentando il fatto hanno detto che si è trattato veramente di pani e pesci…

Un abbraccio e – per il futuro – tieni sempre presente che la terra, la campagna, sarà fondamentale, a condizione di avere anche qualche trattore ed attrezzatura. Non vorrei che ci trovassimo a fare la guerra per il pane come in Algeria e Tunisia in questi giorni. Che siano già dei prodromi di quanto potrebbe succedere su più vasta scala se la crisi finanziaria precipitasse e la globalizzazione ci ‘inglobasse’?

ps

Oltre alla VALTORTA consiglio la lettura di Don BOSCO, dell’AGREDA, della EMMERICK, della KOWALSKA, di GLORIA POLO, della PICCARRETA, di Don BORTOLUZZI, Don Gobbi, Padre Penasa, Parvulis e altri mistici dei Tempi Finali

NON SI TRATTA DI UNA VENUTA di GESU’ VERA E PROPRIA IN CARNE ED OSSA, ma di una sorta di manifestazione straordinaria ‘PENTECOSTALE’ di Gesù in Spirito Santo che fonderà il Regno di Maria e sconfiggerà con la Sua Manifestazione l’Anticristo instaurazione di fatto il Regno di Dio in terra nel cuore degli uomini secondo ciò che ci tramanda S. Giovanni circa la fine della sua Apocalisse.

Penso che in Ap. il termine ‘mille anni’, ripetuto sei volte in poche righe (Ap 20,1-10) stia per ‘periodo di tempo lungo’, a simboleggiare che Maria non sarà solo una “visione”, ma segnerà un’Era Straordinaria di pace e armonia.

Ebbene, Benedetto 16 nel suo recente libro-intervista (LUCE DEL MONDO: IL PAPA E LA CHIESA ED I SEGNI DEI TEMPI’, Libreria Editrice Vaticana) rilasciata al giornalista tedesco, Peter Seewald, ha confermato una ‘Venuta Intermedia’ di Gesù (prima di quella finale del Giudizio universale) nel corso della storia e nel cuore degli uomini come aveva già predicato 1000 anni fa San Bernardo di Chiaravalle (e come – aggiungo io – sostenevano i primi SANTI Padri della Chiesa nell’ambito della concezione della ‘settimana universale’, prima che Sant’Agostino portasse fuori strada i teologi dei tempi successivi con un suo errore di interpretazione dell’Apocalisse).

Viene chiamata impropriamente ‘venuta’ di Gesù, ma in realtà il termine greco di Parusia va tradotto più propriamente con ‘manifestazione gloriosa‘, un qualche cosa di straordinario che si manifesta e che ci fa proprio dire: ‘Questo segno è proprio il Suo!’. La vera venuta di Gesù è quella della fine del mondo e del Giudizio universale.

Orbene, il tempo è veramente prossimo.

Nell’agosto 1943 Gesù aveva infatti detto (alla Valtorta che trascriveva) che già allora erano nate persone che in futuro avrebbero assistito alla manifestazione del regno dell’Anticristo ed alla sua successiva sconfitta da parte di Gesù, ed aveva aggiunto che il loro ‘seme’, cioé i loro figli (i trenta/quarantenni di adesso) sarebbero stati sette volte peggiori dei padri: pare che sia il mondo che in buona parte ci circonda oggi.

Si tratta del nostro avvenire prossimo, dunque, considerando una età ‘media’, rispetto agli anni 1940/1943, di un 70/75 anni.

I 5 Dettati dei Quaderni del 1943, di cui sopra, sono:

– Dettato 16.08.43 pagg. 236/237

– Dettato 20.08.43 pagg. 244/255

– Dettato 22.08.43 pagg. 254/255

– Dettato 27,08.43 pagg. 264/265

– Dettato 16.09.43 pagg. 304/306

Sono brani particolari, in perfetto stile profetico, di commento all’Apocalisse (in particolare ai Capp. 19, 20, 21, 22 di Ap) e quindi richiedono un certo sforzo di analisi e meditazione ma capirai – anche perché ora ti aiuto a leggerli meglio – che la cronologia che se ne ricava è la seguente.

Anni prossimi: manifestazione Anticristo (è un uomo di Chiesa, un ‘astro’ del suo ‘esercito’ e quindi della Chiesa ‘cattolica’), che ‘precipiterà’ vendendosi a Satana e che cercherà di distruggere la fede e la Chiesa cattolica dall’interno, un altro Giuda, un ‘cavallo di Troia’. Sarà appoggiato da potenze politiche ed ideologiche alle quali chiederà aiuto non parendogli sufficiente quello di Satana. Periodo orrendo di convulsioni mondiali nel suo tempo di ‘regno’ (breve: tre anni e mezzo). Sua sconfitta ad opera della Madonna, la ‘solita’ che gli schiaccerà il capo con il suo ‘Calcagno’:

vale a dire Gesù. Lei è infatti la donna ‘vestita di Sole’ (Ap) – Regina degli Angeli e dei Santi – la suprema Condottiera delle Schiere celesti che combatteranno unitamente a quelle della ‘Chiesa militante‘, e cioé i veri credenti, soldati di Gesù.

Uomini contro uomini, ma i pretesti degli uomini saranno solo pretesti, perché la vera battaglia avrà ragioni spirituali dove in ballo c’è la conquista dell’Umanità e se possibile – da parte di Satana – la sua distruzione materiale definitiva per portarla all’Inferno. Non ci riuscirà. Una volta sconfitto l’Anticristo, coadiuvato dalle due Bestie dell’Apocalisse (demoni potentissimi che rappresentano la violenza politica dell’io e quella delle ideologie e della scienza perversa) cacciate con l’Anticristo all’Inferno, seguirà l’instaurazione del Regno di pace in Terra con l’Umanità intera pentita che ritornerà a Dio, conscia delle proprie colpe che hanno provocato catastrofi. Periodo lunghissimo di benessere materiale e spirituale, nel corso del quale discenderanno sulla Terra ad opera dello Spirito Santo delle grandi correnti spirituali con nuovi evangelizzatori per una nuova evangelizzazione, identica nei contenuti a quella vecchia, perché la Parola di Dio non cambia, ma sarà nuova nelle forme che avranno grandissima efficacia. Conversione graduale al cattolicesimo di una parte notevole dell’Umanità tale da poter far dire che il Regno di Dio in terra – che chiediamo senza rendercene neanche conto nel ‘Padre nostro’ – si sta finalmente realizzando dopo duemila anni. Alla fine del periodo ‘millenario’ di pace di cui parla L’Apocalisse, Satana – che in tale periodo sarà stato reso inoffensivo dall’Arcangelo Michele per far sì che gli uomini possano far vedere a Dio quanto lo sanno amare una volta messo fuori causa l’Accusatore che li sobillava – verrà nuovamente liberato. Gli uomini dimentichi degli errori e degli orrori del passato ricominceranno a seguirlo, finché Dio (Apocalisse: guerra di Gog e Magog) dirà il suo ‘Basta’ finale. San Michele sconfiggerà definitivamente Satana che verrà una volta per tutte ‘sigillato’ nell’inferno insieme a tutti i suoi angeli e uomini seguaci, mentre le anime dei ‘giusti’ ad un comando divino riacquisteranno la loro corporeità, questa volta gloriosa come quella del Gesù risorto, ed ascenderanno al Cielo dietro al Gesù del Giudizio in un Paradiso di cui non abbiamo la minima idea di cosa si tratti, ma dove certo la ‘corporeità’ (anche se con un corpo glorificato che non ha più le esigenze della attuale natura umana) avrà un suo senso, visto che la Madonna e lo stesso Gesù ci sono già ora in anima e corpo.

Bene, spero di averti dato – leggendoti tu uno al giorno dei suddetti dettati del libro che hai in mano – degli argomenti importanti di riflessione.

Si avvicinano tempi molto duri, sia per la Chiesa cristiana ma cattolica in particolare che verrà sempre più perseguitata in tutto il mondo, sia a livello finanziario e politico mondiale dove già da tempo si vedono fermenti di grande instabilità economico-finanziaria, disordini, guerre di fame, catastrofi naturali e ometto il resto che temo.

Ciao, vai avanti con il Rosario: è l’Arma di questi tempi perchè Dio per l’occorrenza non l’ha dotata di normali ‘pallottole’ ma di pallottole ‘dum-dum’, e ‘caricata’ non con polvere pirica ma di polvere ‘al plutonio’. Rendo l’idea?

Parusia

In Gesù Adveniente e Maria CoRedentrice

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Le parole e le frequenze possono influenzare e riprogrammare il DNA

In principio era il Verbo (suono, frequenza, energia), il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio

Il DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l’intuizione, gli atti spontanei ed a distanza di cura, l’auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l’influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e
riprogrammato dalle parole e dalle frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali.
Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine. Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L’altro 90% è considerato “DNA rottame”. Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un’esplorazione di quel 90% di “DNA rottame”. I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente rivoluzionarie! Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di informazioni e per la comunicazione.
I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente nell’apparentemente inutile 90%, segue le stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole grammaticali di base. Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un riflesso del nostro DNA inerente.
Anche il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio del DNA. (Per essere breve, qui farò solo un riassunto. Per maggiori informazioni, per favore, andate all’appendice finale di questo articolo).
La linea finale è stata: “I cromosomi vivi funzionano come computer “solitonici/olografici” usando la radiazione laser del DNA endogeno”. Questo significa che hanno fatto in modo di modulare certi modelli di frequenza con un raggio laser e con questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in questo modo, l’informazione genetica stessa. Siccome la struttura base delle coppie alcaline del DNA e del linguaggio (come si è già spiegato) sono la stessa struttura, non si rende necessaria nessuna decodificazione del DNA.

Uno semplicemente può usare parole e orazioni del linguaggio umano! Questo è stato anche provato sperimentalmente.
La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano le frequenze appropriate. Infine questo spiega scientificamente perchè le affermazioni, l’educazione autogena, l’ipnosi e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e i loro corpi. E’ del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici.
Per esempio il gruppo di ricercatori di Garjajeva ha avuto successo nel provare che con questo metodo si possono riparare i cromosomi danneggiati dai raggi X. Sono anche riusciti a catturare modelli di informazione di un DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro, riprogrammando così le cellule su un altro genoma. In quel modo, hanno trasformato con successo, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo i modelli di informazione del DNA!
In quel modo, l’informazione completa è stata trasmessa senza nessuna delle disarmonie o effetti collaterali che si manifestano quando si fa l’ablazione e si reintroducono geni individuali del DNA! Questo rappresenta una rivoluzione e sensazione incredibili, che trasformerà il mondo! Tutto ciò applicando semplicemente la vibrazione e il linguaggio al posto dell’arcaico
processo d’ablazione! Questo esperimento punta all’immenso potere della genetica delle onde, che ovviamente ha più influenza, sulla formazione degli organismi, che i processi biochimici delle sequenze alcaline.

I maestri esoterici e spirituali sanno da millenni che il nostro corpo si può programmare con il linguaggio, le parole e il pensiero. Ora questo è stato provato e spiegato scientificamente.
Certamente la frequenza deve essere quella corretta e a questo si deve il fatto che non tutti hanno lo stesso risultato o possano farlo sempre con la stessa forza. La persona deve
lavorare con i processi interni e la maturità per poter stabilire una comunicazione cosciente con il DNA. I ricercatori russi lavorano con un metodo che non dipende da questi fattori, però funziona SEMPRE, sempre e quando venga usata la giusta frequenza.
Però, quanto più è sviluppata la coscienza individuale, meno c’è la necessità di qualsiasi tipo di dispositivo! Si possono ottenere quei risultati da se stessi e la scienza finalmente smetterà di ridere di tali idee e potrà spiegarne e confermarne i risultati. E non finisce qui. Gli scienziati russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare modelli di perturbazione nel vuoto, producendo così “cunicoli” magnetizzati!
I “piccoli buchi” sono gli equivalenti microscopici di quelli chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza dei buchi neri (lasciati da stelle consumate).
Questi sono dei tunnel di connessione, fra aree completamente differenti dell’universo, attraverso i quali si può trasmettere l’informazione fuori dallo spazio e dal tempo. Il DNA attira quei frammenti di informazione e li passa alla nostra coscienza. Questo processo di ipercomunicazione è più efficace in stato di rilassamento. Lo stress, le preoccupazioni e
l’intelletto iperattivo impediscono il successo dell’ipercomunicazione o ne distorcono completamente l’informazione rendendola inutile. In Natura, l’ipercomunicazione è stata applicata con successo da milioni di anni. Il flusso di vita strutturato in “organizzazioni stato” di insetti lo prova drammaticamente. L’uomo moderno lo conosce solo ad un livello molto più
sottile come “intuizione”. Però anche noi possiamo recuperarne a pieno l’uso.

Un esempio in Natura. Quando un formica regina è lontana dalla sua colonia, la costruzione continua con fervore e in accordo con la pianificazione.
Tuttavia, se si uccide la regina, nella colonia tutto il lavoro si ferma.
Nessuna formica sa cosa fare. Apparentemente, la regina invia i “piani di costruzione” anche da molto lontano per mezzo della coscienza gruppale dei suoi sudditi. Può stare lontana quanto vuole, fintanto che sia viva.
Nell’uomo l’ipercomunicazione si attiva quando uno improvvisamente riesce ad avere accesso ad un’informazione che è fuori dalla propria base di conoscenze.

A quel punto questa ipercomunicazione viene sperimentata e catalogata come un’ispirazione o intuizione. Il compositore italiano Giuseppe Tartini, per esempio, una notte sognò che il diavolo si sedeva vicino al suo letto suonando il violino. La mattina seguente, Tartini potè trascrivere il brano a memoria con esattezza e lo chiamò la Sonata del Trillo del Diavolo.
Per anni, un infermiere di 42 anni sognò una situazione nella quale era connesso ad una specie di CD-ROM di conoscenza. Gli veniva trasmessa conoscenza verificabile da tutti i campi immaginabili e alla mattina poteva ricordare. Era tale la valanga di informazioni che sembrava che di notte gli trasmettessero tutta una enciclopedia. La maggior parte delle informazioni
era fuori dalla sua base di conoscenze personali e arrivava a dettagli tecnici di cui lui non sapeva assolutamente niente.
Quando avviene l’ipercomunicazione, si possono osservare fenomeni speciali nel DNA, così come nell’essere umano. Gli scienziati russi hanno irradiato campioni di DNA con luce laser. Nello schermo si è formato un modello di onde tipico. Quando hanno ritirato il campione di DNA, i modelli di onda non sono scomparsi, sono rimasti. Molti esperimenti di controllo hanno
dimostrato che il modello proveniva ancora dal campione rimosso, il cui campo energetico apparentemente è rimasto di per se stesso. Questo effetto ora si denomina effetto del DNA fantasma.
Si presume che l’energia dello spazio esteriore e del tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora attraverso i “cunicoli”. La maggior parte delle volte gli effetti secondari che si incontrano nell’ipercomunicazione, anche degli esseri umani, sono campi elettromagnetici inspiegabili nelle vicinanze della persona implicata. In presenza dei quali i dispositivi elettronici, come attrezzature per CD e altri simili, possono essere alterati e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve lentamente, le attrezzature funzionano ancora normalmente. Molti curatori e psichici conoscono questo effetto dovuto al loro lavoro. Più si migliorano l’atmosfera e l’energia dell’ambiente più frustante è che in quel
preciso istante l’attrezzatura di registrazione smette di funzionare e di registrare. Il riaccendere e spegnere dopo la sessione non ne ristabilisce ancora la funzionalità totale che però il giorno dopo ritorna alla normalità. Chissà forse leggere ciò risulta tranquillizzante per molti, in quanto non ha niente a che vedere con l’essere tecnicamente incapaci, ma significa semplicemente che sono abili per l’ipercomunicazione.
Gli scienziati russi hanno irradiato diversi campioni di DNA con dei raggi laser e su uno schermo si è formata una tipica trama di onde che, una volta rimosso il campione, rimaneva sullo schermo. Allo stesso modo si suppone che l’energia al di fuori dello spazio e del tempo continua a passare attraverso gli tunnel spaziali attivati anche dopo la rimozione del DNA. Gli effetti collaterali più frequenti nell’ipercomunicazione sono dei campi magnetici vicini alle persone coinvolte. Gli apparecchi elettronici possono subire delle interferenze e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve, l’apparecchio ricomincia a funzionare normalmente. Molti operatori spirituali conoscono bene questo effetto.
Grazyna Gosar and Franz Bludorf nel loro libro Vernetzte Intelligenz spiegano queste connessioni in modo chiaro e preciso. Gli autori riportano anche alcune fonti secondo le quali gli uomini sarebbero stati come gli animali, collegati alla coscienza di gruppo, e quindi avrebbero agito come gruppo. Per sviluppare e vivere la propria individualità, tuttavia, avrebbero abbandonato e dimenticato quasi completamente l’ipercomunicazione.
Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di gruppo. Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete, scaricare informazioni e stabilire un contatto con altre persone connesse. In questo modo si possono spiegare i fenomeni quali telepatia o guarigioni a distanza.

Senza un’individualità distinta la coscienza collettiva non può essere usata per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato primitivo di istinti primordiali.
L’ipercomunicazione nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa.
I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena individualità formassero una coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare le cose sulla terra, come fossero Dio! E l’umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di coscienza collettiva.
Il tempo atmosferico è piuttosto difficile da influenzare da un solo individuo, ma l’impresa potrebbe riuscire dalla coscienza di gruppo (niente di nuovo per alcune tribù indigene). Il tempo viene fortemente influenzato dalla frequenza risonante della terra (frequenza di Schumann). Ma queste stesse frequenze vengono prodotte anche nel nostro cervello, e quando molte persone si sincronizzano su di esse, o quando alcuni individui (p. e. maestri spirituali) concentrano i loro pensieri come un laser, non sorprende affatto che possano influenzare il tempo. Una civiltà moderna che sviluppa questo tipo di coscienza non avrebbe più problemi né d’inquinamento ambientale, né di risorse energetiche; usando il potere della coscienza collettiva potrebbe controllare automaticamente e in modo naturale l’energia del pianeta.

Se un numero abbastanza elevato di individui si unisse con uno scopo più elevato, come la meditazione per la pace, si dissolverebbe anche la violenza.
Il DNA sembra essere anche un superconduttore organico in grado di lavorare a una temperatura corporea normale. I conduttori artificiali invece richiedono per il loro funzionamento delle temperature estremamente basse (tra -200 e -140°C ). Inoltre, tutti i superconduttori possono immagazzinare luce, quindi informazioni. Anche questo dimostra che il DNA sia è grado di farlo.
Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono altamente instabili e durano soltanto una frazione di secondo. In certe condizioni però si possono creare dei tunnel stabili in grado di formare delle sfere luminose. In alcune regioni della Russia queste sfere appaiono molto spesso. In queste regioni le sfere a volte s’innalzano dalla terra verso il cielo, e i ricercatori hanno scoperto che possono essere guidati dal pensiero.
Le sfere emettono onde a bassa frequenza che vengono anche prodotte dal nostro cervello, quindi sono in grado di reagire ai nostri pensieri. Queste sfere di luce hanno una carica energetica molto elevata e sono in grado di causare delle mutazioni genetiche. Anche molti operatori spirituali producono queste sfere o colonne di luce, quando si trovano in uno stato di profonda meditazione o durante un lavoro energetico. In alcuni progetti per la guarigione della terra queste sfere vengono catturate anche nelle foto. In passato di fronte a questi fenomeni luminosi si credeva che apparissero degli angeli. In ogni caso, pur mancando le prove scientifiche, ora sappiamo che persone con queste esperienze non soffrivano affatto di allucinazioni. Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella comprensione della nostra realtà.
Anche la scienza “ufficiale” conosce le anomalie della terra che contribuiscono alla formazione dei fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di Roma.

L’articolo intero (in inglese) si può trovare sulla pagina http://www.fosar-bludorf.com/ (Kontext – Forum for Border Science). Su questa pagina è anche possibile contattare gli autori.

Traduzione: disinformazione.it

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Il grande inganno degli ultimi tempi

Gli ultimi tempi saranno caratterizzati dal più grande inganno mai perpetrato nei confronti dell’umanità. Un tale inganno, che persino i cristiani potranno esserne coinvolti. Una grande nazione capitanata dall’anticristo sottometterà tutte le nazioni della terra dominando il mondo. Le persone daranno fiducia a questo “capo” che verrà perché si presenterà sulla scena con le risposte ai problemi complessi del mondo. Lo reputeranno un grande uomo di pace in un mondo in cui vivere è diventato ormai pericoloso perché atterrito dal collasso economico e da guerre di scala mondiale. Egli farà l’impensabile e istituirà un patto con Israele per la pace in Medio Oriente. Asserirà di essere cristiano e apparirà alle folle come un grande personaggio (perché giungerà al potere anche con il consenso della chiesa apostata), ma alla fine si rivolterà nei confronti della vera chiesa e di Israele nella peggior persecuzione che il mondo abbia mai visto.

Anche se si parla di avvenimenti previsti da Daniele e dall’apostolo Giovanni tra i 2.600 e 2.000 anni fa, potrebbero verificarsi durante la nostra vita. La Bibbia parla di un periodo d’inganno e di tribolazione che non conoscono precedenti. Ma di cosa si tratterà? Se la Bibbia è corretta in quanto afferma, si arriverà ad un punto in cui non si potrà più fare acquisti, né tantomeno vendere. Non si avrà accesso al cibo, al vestiario, al sistema sanitario, alle scuole, a niente! Se in quel periodo non si avrà una personale relazione con Dio mediante Gesù Cristo il rischio è quello di trovarsi coinvolti in questo inganno, tanto che, quando verrà data la possibilità di scelta, probabilmente si sceglierà di prendere un marchio e di adorare l’anticristo pur di poter continuare a comprare o vendere. Questa scelta determinerà il destino di tutti, ma la maggioranza cadrà in questo inganno perché sceglierà il metodo della non resistenza. Anche tu cadrai nell’inganno …

  • se sarai un cristiano che ha messo le radici nel mondo
  • se non avrai afferrato per fede la tua “vera” cittadinanza celeste, vivendo solo per i piaceri momentanei di questa terra
  • se ti conduci secondo la sapienza del mondo
  • se cercherai di vivere nel compromesso cercando di avere il meglio di entrambe le cose (il terreste e il celeste), perché quello che amerai di più sarà quello che alla fine ti conquisterà
  • se cercherai l’approvazione delle persone avendo paura di andare contro corrente
  • se amerai la tua vita più di Dio stesso
  • se amerai di più la tua famiglia e i tuoi amici di Dio stesso
  • se non amerai la verità così come rivelata nella parola di Dio
  • se non prenderai una posizione precisa.

Se sei un vero cristiano e non sara trovato tra le fila della chiesa apostata e decaduta, a motivo della tea presa di posizione sarai perseguitato dai tuoi amici cristiani e dalla tua famiglia, dalle persone che tu amavi e delle quail ti fidavi. Se sei un cristiano vittorioso dovrai affrontare la perdita di tutte le cose, amici compresi, e come se non bastasse, potrai anche trovarti esposto alla morte (questo sarà il prezzo da pagare per il privilegio di regnare con Cristo per tutta l’eternità).

Nel libro dell’Apocalisse ci sono parole come, “testimone“, “testimoni” e “testimonianza“. La radice greca che sta alla base di queste parole è μάρτυς, che significa “martire”! Apocalisse 12:11 ci dice che, “ essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza [martirio] e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte”. Solo coloro che saranno disposti a morire per la loro fede sfuggiranno al grande inganno. Questa è stata la regola nel corso dei secoli e ancor più lo sarà alla fine dei tempi.

Prima che sia troppo tardi, tutti i cristiani devono essere al corrente dell’inevitabilità di questo inganno che coprirà tutta la terra e dei rischi che essi potrebbero correre. Si tratterà di un’astuzia così artefatta e apparentemente non letale da poter ingannare perfino gli eletti (a proposito, la frase “se fosse possibile” di Matteo 24:22 presente in alcune traduzioni della Bibbia, non si trova nell’originale greco). Ecco perché tutti dovrebbero sapere che la profezia biblica è stata scritta per un motivo preciso e non per gli interessi accademici di alcune fazioni, cioè, per avvisarci di quello che sta per venire sulla terra perché non cadiamo nell’errore.

Il mistero dell’empietà è già all’opera. E’ all’opera nei mass media, nel mondo dell’intrattenimento, nelle scuole, nei governi e persino nella chiesa. Solo chi riconosce e obbedisce alla voce di Dio scamperà. Chi vede le cose con gli occhi dello “Spirito” avrà la percezione della realtà e chi avrà orecchi da udire ciò che lo Spirito dice alle chiese vincerà. Solo chi sarà disposto a soffrire la perdita di tutte le cose riuscirà.

Non dipendere solo dagli altri nell’interpretare la Bibbia, ma lascia che sia Dio stesso a parlarti personalmente. La tua unica speranza per evitare l’inganno sta nel conoscere il Signore, la sua parola e di vivere in unità con altri santi. La posta in gioco è alta, ma la ricompensa è grande.

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Negli ultimi giorni verranno tempi difficili

tempo

Introduzione

Dio ha preannunciato che le condizioni dell’umanità peggioreranno al punto che Egli interverrà con i terribili giudizi descritti nell’Apocalisse.
La nostra società è invasa da un’ondata di sporcizia e degenerazione morale. Ciò che è perverso agli occhi di Dio diventa sempre più accettato dal mondo. Gli ambienti religiosi non sono da meno; esistono delle associazioni di preti e pastori omosessuali, e in molti ambienti le relazioni prematrimoniali non vengono più definite come fornicazione. Gesù predisse che al suo ritorno la situazione sulla terra sarebbe stata come nei giorni prima del diluvio (Matteo 24:37).
È doloroso che dopo tanto progresso in tutti i campi l’uomo sia moralmente a questo livello. Se sfogliamo le pagine della storia rimaniamo inorriditi nel considerare le atrocità commesse per falsi ideali.

A questo riguardo è la stessa Parola di Dio a venire in nostro soccorso. Essa infatti non si limita solo a predire i tempi difficili, ma fa qualcosa che altri veri o presunti profeti non fanno, cioè guidarci a prendere le misure necessarie non tanto per evitare queste sofferenze, ma ad alleviarle, ad attraversarle nel modo migliore.“Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili, perché gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, aventi l’apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza; da costoro allontanati”. (Timoteo 3:1-5)

Il Signore Iddio ci avverte nella Sua Parola dicendoci: “Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili” (2 Ti. 3:1). In effetti, pur non amando lo speculare sulle predizioni apocalittiche, non posso fare a meno di osservare come proprio ora, vi sia una “strana” concentrazione di minacce a livello planetario che gravano su tutti noi (guerre, fenomeni astronomici e geologici, crisi economiche, sanitarie e informatiche, come pure una grave crisi spirituale). Ho l’impressione che ancora “ne vedremo delle belle”, per così dire, che però tanto “belle” non saranno…

apocalisse

Il mondo fisico non finirà così presto come certi falsi profeti predicono, però la società, in contrasto con il pensiero di Dio, verrà radicalmente abbattuta. “Il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza” (II Tess. 1:7-9; cfr. Apoc. 19:11-15).


“Quando diranno: Pace e sicurezza, allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno” (I Tess. 5:3).

Molto probabilmente non siamo “alla fine”, ma davanti a noi non ci sono tempi facili e faremmo bene a non prendere la cosa alla leggera, anzi, di fronte ad una probabile emergenza, dobbiamo responsabilmente disporci a premunircene, organizzando le nostre risorse materiali e spirituali!

Nessun avvenimento di grande importanza, o castigo (il diluvio, la distruzione di Sodoma, la caduta di Babilonia, quella di Gerusalemme, ecc.) si è verificato nella storia senza che Dio non lo avesse predetto molto tempo prima, per dare agli uomini il tempo di ravvedersi della loro condotta e sfuggire così al suo giusto giudizio.

Anche oggi, prima della manifestazione della Sua ira, Dio avverte l’umanità per mezzo della Sua Parola di ravvedersi, e invita a convertirsi a Gesù e a riceverLo come Salvatore e Signore (Atti 17:30-31)

1. Tempi difficili

pesci morti

Negli ultimi tempi, così dice la Bibbia, verranno “tempi difficili”. La parola greca qui tradotta con “difficili” sottintende concetti come “duri, dolorosi, difficili da sopportare, violenti, pericolosi, selvaggi, pieni di afflizioni e di guai”.

Non per minimizzare l’attuale crisi, ma dobbiamo pur dire che questo testo biblico, come altri simili, è stato usato dai cristiani sempre prima di ogni maggiore crisi che si è succeduta nel corso di questi millenni. E’ stata usato ai tempi della caduta dell’Impero romano guardandone l’estrema corruzione e la minaccia delle incursioni barbariche, ma non era quella la fine del mondo, semmai di “quel” mondo. E’ stata usata all’avvento dell’anno 1000, ma quello non era il momento della fine. E’ stata usato in corrispondenza della prima guerra mondiale, e poi della seconda, ma il mondo, sebbene allora afflitto da inenarrabili sofferenze, non sarebbe giunto alla fine. Questo testo biblico lo si usa ora, e dico questo non per sottovalutare la crisi attuale o per smentire i profeti di sventura, ma perché dobbiamo vedere le crisi globali in una giusta prospettiva.

Molti prendono l’espressione “gli ultimi giorni” come ad indicare il periodo immediatamente precedente il ritorno di Cristo e quindi la fine del mondo. In realtà la Bibbia usa quest’espressione per indicare l’intero periodo intercorrente fra la prima e la seconda venuta del Signore Gesù Cristo. In altre parole, per tutti questi 2000 anni siamo vissuti negli “ultimi giorni”. Quando infatti l’apostolo Pietro, nel giorno di Pentecoste, spiega alla folla il senso dell’effusione di Spirito Santo che era sopravvenuta alla comunità cristiana di allora, egli ne parla come dell’adempimento della profezia di Gioele che, predicendolo, lo rimanda agli “ultimi giorni”. Pietro vede il suo tempo come “gli ultimi giorni” (At. 2:17). Lo scrittore dell’epistola agli Ebrei dice che il tempo in cui Dio ha parlato nella persona di Cristo, sono gli “ultimi giorni”. E’ chiaro così che “gli ultimi giorni” sono un periodo che è cresciuto fino a comprendere 2000 anni.

L’apostolo Paolo così dice che entro questo esteso periodo di tempo vi saranno cicli ripetuti di afflizione, grande tensione a livello globale, tempi pericolosi, in cui si manifesteranno le condizioni descritte con quelle sue raggelanti parole. Infatti, se guardiamo indietro a questi 2000 anni passati, vediamo proprio come questo sia stato vero. Si sono succeduti nel nostro mondo periodi di relativa pace e prosperità, solo per essere interrotti da terribili periodi di tensione e di sofferenze indicibili. Queste parole, così, non sono necessariamente una predizione degli ultimi giorni di questo mondo, ma il riconoscimento del ciclo ricorrente di giorni come questi. Naturalmente, uno di questi sarà l’ultimo.

E’ difficile dire se siamo noi a vivere “l’ultima crisi” o se l’attuale ultimo ciclo sia quello immediatamente precedente il ritorno di Cristo. Come nel passato, le nuvole nere potrebbero disperdersi, e il sole tornare a brillare. Potrebbero tornare per il mondo periodi di pace e prosperità. Non si tratta però di una scusa per “prendere le cose sotto gamba” e dire: “O beh, allora, perché preoccuparsene…”, no, le sofferenze sono e saranno autentiche e devastanti. Quello che la Parola di Dio vuole rilevare è che esse non avvengono mai per caso, ma sono il logico risultato dell’infrazione dei principi etici e morali che Dio ha stabilito per il benessere dell’umanità. E’ come se dicesse: “Volete risparmiarvi queste sofferenze? Allora seguite i principi di vita che io ho stabilito! Non li volete seguire? Allora pagatene le conseguenze!”.

2. Una conseguenza ineluttabile

ambizione

Si, queste cose non avvengono “per caso”. Noi raccogliamo quello che seminiamo. Infatti il nostro testo biblico descrive con esattezza quale sia la causa di queste difficoltà: l’elenco è impressionante. Questo testo, come altri è un invito, a chi è saggio, al ravvedimento, a tornare a volgersi a Dio ed alla Sua legge come l’unica cosa che davvero può garantire il meglio per noi stessi.

1. L’elenco che fa l’apostolo Paolo può essere diviso in quattro sezioni. La prima fluisce dal primo termine, “amanti di sé stessi”. Si tratta del peccato di base dell’umanità. L’amore esagerato di sé stessi, il culto di un altro dio, noi stessi, è la forma più bassa di idolatria. Esso priva Dio del culto dovuto al Suo nome, e mette al suo posto un dio rivale, noi stessi, sul trono della vita. E’ soprattutto oggi che si vive nell’epoca del culto di sé stessi. Tutto viene focalizzato sul “me”, i miei diritti, i miei bisogni, le mie idee… Che cosa succede quando si serve soltanto il proprio “io” a scapito degli altri? La guerra civile, ad ogni livello, sia di popoli, di etnie come a livello locale e familiare.

2. Di tutto questo ne è espressione primaria le parole: “avidi di denaro”. Non vi sembra che questo, lo sfrenato materialismo, sia lo stile di vita prevalente oggi? L’avidità del denaro è quella che ci permette di calpestare tutto e tutti, di ignorare qualsiasi etica e scrupolo, di giustificare qualunque crimine. Il denaro è uno strumento buono che va acquisito nei modi che la Legge di Dio stabilisce e per gli usi che Dio indica, e certamente non in modo egocentrico, anzi, pure come mezzo di condivisione e solidarietà. Ci sorprendono forse le tragiche conseguenze dell’acquisizione egoistica e della mancanza di solidarietà? Esempi di questo sono sotto i nostri occhi ogni giorno.

3. A questo segue gli aggettivi “vanagloriosi” e “superbi”, per descrivere cioè quella vita impostata a presuntuosa ambizione, quel sentimento smodato e vano di orgoglio di chi si gloria per meriti inesistenti. E’ la megalomania di chi mette sé stesso sul trono che non gli spetta. Potrebbe essere il sentimento di chi vanta la superiorità della propria razza, nazione, civiltà o intelligenza e per questo è pronto a schiacciare chi vede “inferiore”, oppure l’arroganza dell’intelligenza umana quando pretende di poter fare qualunque cosa senza limiti o regole alcune, mettendosi al posto stesso di Dio, come quella di certa scienza pronta a manipolare la vita stessa sfruttando per fini egoistici la conoscenza e le capacità.

4. La parola “bestemmiatori” descrive gente che non ha timore di deridere ed insultare con le loro parole e comportamento tutto ciò che è sacro: prima di tutto Dio stesso, e poi la Sua buona creazione. È l’empietà moderna: si sfida Dio e si ritiene di rimanerne impuniti. Si pretende di essere dio e legge a sé stessi, ma pure di potere impunemente insultare la sacralità della vita e del creato, sfruttandolo senza ritegno, abusando delle ricchezze che dovrebbero invece essere saggiamente amministrate. La nostra società più che mai nega e si prende gioco di Dio, ma potrà continuare a pretendere di non subirne poi delle conseguenze, la Sua ira e giusto giudizio?

5. Una seconda sezione di questa lista ha a che fare con la vita familiare. Menziona: “disubbidienti ai genitori”. Include l’attuale disprezzo per ogni autorità che si vede palese nella nostra società: disprezzo della famiglia come Dio l’ha voluta fin dall’inizio, disprezzo ed insubordinazione a padre e madre, agli insegnanti, alle autorità sia politiche che di giustizia e polizia. E’ una società fondamentalmente anarchica, la nostra, dove non solo ogni regola viene distorta e disprezzata, ma dove pure i rapporti di giusta subordinazione vengono ignorati e disonorati. Potrebbe sussistere a lungo una società così?

6. A questo il nostro testo aggiunge “ingrati”. Oggi infatti si pretende tutto ma non si sa debitamente riconoscere e ringraziare chi ti fornisce ciò che hai, ad ogni livello, e certamente ci si dimentica di ringraziare Dio, da cui proviene ogni migliore dono del quale possiamo godere.

7. L’aggettivo “scellerati” significa empi, irreligiosi, infami. È il contrario di “santo”. Questa parola significa l’indisponibilità ad osservare persino la minima umana decenza. Descrive chi si vanta di azioni che Dio condanna, il fare cose senza alcuna vergogna per il solo piacere di provocare e scandalizzare con cose scioccanti che sfidano il senso comune ritenuto da essi discutibile. A questo è collegata l’espressione “senza affetto”, cioè la mancanza di affetti comuni, brutalità, bestialità. E poi l’aggettivo “implacabile”, indicando ciò che è persino contro la ragione, l’atteggiamento spietato ed accanito che niente e nessuno può ostacolare. Lo vediamo non solo nei conflitti bellici contemporanei dove si privilegia la logica militare e le vittime innocenti si definiscono come “inevitabili effetti collaterali”, ma anche, per esempio, quando negli ospedali i pazienti vengono considerati solo numeri, trattati come fonte di profitto o oggetto del proprio lavoro, senza compassione e umanità.

8. La nostra lista, direi molto “moderna” si muove poi in quelle aree che toccano i rapporti interpersonali. La parola che segue è: “calunniatori”, letteralmente “gente diabolica” nel commettere il male; poi “intemperanti”, persone cioè senza il minimo autocontrollo, che devono solo soddisfare le loro passioni e voglie immediatamente; “crudeli”, cioè senza nessuno scrupolo a far del male e a causare sofferenza; “senza amore per il bene”: questo era ciò di cui Gesù accusava i Farisei i quali, sebbene moralmente rispettabili, dentro di sé si opponevano a Dio ed odiavano il bene, e lo provarono mettendo a morte il miglior uomo che mai fosse esistito. L’aggettivo “traditori” viene usato per Giuda, Colui che tradì il Maestro e il Salvatore del mondo per motivi di opportunità o convenienza. Abbiamo poi “temerari”, gente a cui non importa ciò che accade, che si buttano a fare qualcosa d’impulso, senza pensare alle conseguenze. Abbiamo poi “orgogliosi”, letteralmente gente “gonfia”, che ha un’opinione di sé più alta di quella che si dovrebbe avere.

9. L’ultima espressione di questa lista è “amanti dei piaceri invece che amanti di Dio”: anche di questa non servono molte spiegazioni. La nostra epoca, infatti, priva di valori eterni ed ideali, ha un solo obiettivo: “godersi la vita” il più possibile, perché questo sarebbe l’unico valore rimasto, l’unica “soddisfazione” di una vita per altro vuota e priva di significato. Non descrive forse questo benissimo lo spirito della nostra epoca ed i comportamenti corrispondenti?

3. Una curiosa connessione

apostasia

L’elenco che la Parola di Dio ci fornisce è chiaro e illuminante, come d’altronde lo è sempre stata. Ho lasciato apposta, fuori dall’elenco, un’altra espressione, perché vorrei dedicarle uno spazio a parte. In tutta questa lista mi colpisce particolarmente una delle ragioni per cui tali condizioni diventeranno prevalenti negli “ultimi tempi”: si trova nelle parole “aventi l’apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza”, tradotta pure: “con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore” (CEI), “Conserveranno l’apparenza esterna della fede, ma avranno rifiutato la sua forza interiore” (TILC), “aventi le forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza” (Riv.).

Violenza, egoismo, avidità, intemperanza… sono cose gravi, ma avete notato come stia nello stesso elenco e vada di pari passo il formalismo religioso? Ci troviamo davvero in pericolo quando si professa una forma esteriore di religiosità e al tempo stesso si tollera e si giustifica ciò che chiaramente Dio considera peccato. Vorremmo non subirne le conseguenze?

Giustificare ciò che è male. In altre parole, la cosa che dovrebbe tenere a freno il male e sanarlo è diventata quella stessa che lo incoraggia e persino lo giustifica. Pensate che oggi c’è persino chi vorrebbe che la Chiesa benedicesse aberrazioni morali, come tutta l’area che gira attorno all’omosessualità. Un tempo volevano che si benedicessero armi ed eserciti! Vorrebbero una Chiesa che volentieri accogliesse e benedicesse tutto e tutti, svuotandola della sua carica polemica e di denuncia contro ciò che Dio considera peccato! È questo perché? In nome di un non meglio precisato “amore”, in nome di una “accogliente” chiesa di popolo che diventerebbe tutto meno che la Chiesa di Gesù Cristo!

  • Privi di consistenza. Attenersi ad una “apparenza di pietà” significa semplicemente che molti si atteggeranno falsamente a religiosità, dicendo di volerla promuovere, ma essendo però di fatto privi della sua realtà essenziale, persone che vantano di amare “la religione” a cui però è totalmente estranea, sconosciuta e persino avversata la realtà della potenza dell’Evangelo di Gesù. Vorrebbero l’apparenza esteriore della religiosità, negando che possa esistere una vita autenticamente in armonia con la volontà di Dio. Vorrebbero essere “religiosi”, ma al tempo stesso liberi di essere “avidi di denaro, vanagloriosi superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri ecc.”. Non è una contraddizione?
  • Sale e luce. Gesù mette in evidenza come i Suoi seguaci debbano essere sale e luce di questo mondo. La luce rivela il peccato, il sale frena l’influenza del peccato. Quando la Chiesa cessa di denunciare il peccato e di ritardare l’influenza del male, essa cessa di essere vera Chiesa del Signore Gesù Cristo. Se non denuncia ciò che Dio nella Sua Parola considera peccato attingendo poi alle risorse della sua guarigione, se non reprime l’influenza del male, diventa complice di coloro che pur dicendo di professare la fede cristiana, continuano allegramente a praticare ciò che è peccato.

Un elenco simile a quello citato (in cui vengono incluse pure aberrazioni di tipo sessuale) lo troviamo in Romani 1, che termina dicendo: “essi, pur avendo riconosciuto il decreto di Dio secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non solo le fanno, ma approvano anche coloro che le commettono” (Ro. 1:32).

  • Svuotare la Bibbia. E come fanno a giustificare il peccato sotto l’apparenza di religiosità? Nel modo più logico, negando la base normativa della fede cristiana, svuotando la Bibbia della sua autorevolezza. Scrive Gary North: “…con poche eccezioni, le facoltà di teologia sono ripieni di professori di letteratura, più che professanti di Cristo. Essi hanno adottato la concezione che dice che i testi biblici rivelano grossolani errori da parte degli scrittori ed editori della Bibbia. Questi critici considerano la Bibbia come un libro pieno di miti. Questi scettici eruditi e presuntuosi … hanno trafficato per più di un secolo per estirpare la fiducia dei cristiani nell’accuratezza della Bibbia. Il loro obiettivo personale, al di sopra di ogni altro, è quello di vanificare il giudizio finale del Dio che ha rivelato Sé stesso chiaramente. Essi si consolano con lo stesso sillogismo che serve a sbalestrare la fede che i loro studenti hanno nella Bibbia e che dice: ‘Nessuna Bibbia permanente, nessuna legge permanente, nessun giudizio permanente'”.
  • Accumulo. Se non si denuncia e non ci si oppone prendendo le dovute misure alla diffusione nella società di ciò che Dio considera peccato, solo si aumenta la reale possibilità del giudizio di Dio su quella società: ce ne sorprendiamo? La Scrittura dice: “tu, per la tua durezza ed il cuore impenitente, ti accumuli un tesoro d’ira, per il giorno dell’ira e della manifestazione del giusto giudizio di Dio” (Ro. 2:5). E’ vero che dovremo affrontare molti problemi, ma non dobbiamo mai dimenticarci che il problema di fondo che li genera è il peccato. Ciascuno dei problemi che dobbiamo affrontare può essere fatto risalire ad una o più infrazioni della Legge che Dio ha stabilito sul comportamento umano.

Conclusione

distruzione

Il Signore, dunque, nella Sua Parola, predice per noi “tempi difficili”. Questo davvero è un esercizio di realismo! Non lo fa per angosciarci ma per permetterci di prendere misure atte a proteggerci prevenendo questi mali, alleviandoli, e affinché di essi noi non si sia corresponsabili. Questi prossimi “tempi difficili” non saranno forse quelli “finali”, ma una cosa il Signore vuole che noi abbiamo ben chiara: essi non avvengono mai per caso, ma sono il logico risultato dell’infrazione dei principi etici e morali che Dio ha stabilito per il benessere dell’umanità. La cosa peggiore, però, lo abbiamo rilevato, è pretendere di essere religiosi e amici di Dio pur commettendo, tollerando e giustificando ciò che Dio chiaramente ha condannato! Di tutto questo dobbiamo ravvedercene e tornare a Dio, invocando la Sua misericordia e la Sua opera di guarigione prima che per noi diventi troppo tardi!

Che possono fare i cristiani degni di questo nome nei “giorni difficili” che verranno? Impegnarsi per la causa dell’Evangelo e testimoniare con coerenza la verità tanto che, se cadremo sempre più in basso, almeno non sia per causa nostra. Probabilmente i più non ascolteranno e continueranno a prendersi gioco di noi, ma non potranno poi dirci che non erano stati avvertiti!

“Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e perché vengano dei tempi di refrigerio dalla presenza del Signore, ed egli mandi Gesù Cristo che è stato predicato prima a voi, che il cielo deve ritenere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, dei quali Dio ha parlato per bocca di tutti i suoi santi profeti fin dal principio del mondo.”
(Atti 3:19-21)
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Il bisogno vero dell’uomo

tempi difficili

Esistono diverse teorie su quello che realmente è il vero problema di questo mondo. Alcune ipotizzano la povertà, altre la fame – le idee sono numerose. Ma Dio, nella Sua Parola, precisa chiaramente quale sia il più profondo bisogno di questo mondo, e ne indica la soluzione.


Viviamo in tempi difficili
Non c’è alcun dubbio che questa affermazione, che viene pronunciata dalle labbra di esponenti di ogni campo del sapere umano, sia vera. E’ facile dimostrare che viviamo in tempi di crimini dilaganti, di insicurezza economica, di minacce di rivoluzioni, di pericolo di una guerra globale e con lo spettro della fame in numerosi paesi. Queste, e un’altra dozzina almeno di altre penose situazioni sono divenute, oggi più che mai, la caratteristica dei tempi in cui viviamo. Migliaia di voci si levano per avvertire il mondo delle gravi difficoltà in cui esso si dibatte. Anche negli ambienti religiosi si invocano, ad alta voce, nuovi programmi che possano risolvere gli angosciosi problemi di questo mondo.
Ma qual è il vero problema che bisogna affrontare?
Il problema della povertà
povertà
« II problema del mondo è la povertà! » viene affermato da molti. Conseguentemente si cerca di far credere che il bisogno che assilla il mondo sia una ridistribuzione della ricchezza. Un noto senatore di Washington U.S.A., di buona disposizione cristiana, ha introdotto una nuova tassa sostenendo che lo scopo di essa è quello di una nuova ridistribuzione economica. Analogamente un’altra teoria, sorta nell’America Latina, chiamata « teologia della liberazione », pensa di identificare nei deficit economici l’essenza del peccato e ritiene che la rivoluzione contro il capitalismo sia diventata ormai il primo dovere di ogni credente.
Una campagna ben orchestrata cerca quindi di sensibilizzare la simpatia dei credenti verso i poveri di questo mondo e chiede i loro aiuti materiali per i programmi sociali che dovrebbero supplire ai bisogni dell’umanità mediante ciò che il denaro può acquisire. I credenti devono senz’altro essere sensibili e pronti a donare, ma essi devono rendersi conto che il vero bisogno del mondo non è il denaro, per la semplice ragione che il vero problema non è la povertà. Nè il denaro offerto in dono potrebbe alleviare la povertà.

Il problema della fame

fame
Altri dicono « No, il problema è la fame! » e dimostrano come i popoli del Terzo Mondo, sepolti da lunghe generazioni nel paganesimo che distrugge l’anima, stanno letteralmente, e a migliaia ogni giorno, morendo di fame. Essi insistono sulla colpa dei credenti che hanno violato il comandamento divino e affermano che la loro responsabilità principale è quella di dare del pane agli affamati, seguendo il primo comandamento di Cristo. E’ un fatto assodato che la fame esiste, e anche che delle persone muoiono a causa di questa. E’ pertanto sicuro che il dovere del credente è quello di « fare del bene a tutti gli uomini » nella misura di una ragionevole capacità. Ma non si deve comunque credere che il vero problema del mondo sia la fame fisica. La prima e maggiore responsabilità del credente non consiste nel dar da mangiare e nel rivestire l’umanità, anche se deve essere sensibile e agire concretamente di fronte a questi problemi.

II problema dell’ignoranza

laureati
« No, il problema del mondo è l’ignoranza! » dicono altri e, forse, sono i più percettivi. Ricordano a quelli che li ascoltano che esistono milioni di persone analfabete e che a molti manca anche l’opportunità di una sia pur minima istruzione. Affermano perciò che il dovere della Chiesa è quello di sviluppare dei programmi educativi per il mondo in modo che la conoscenza seppellisca l’ignoranza: in questo modo si arriverà ad una soluzione di tutti gli altri problemi. La risposta, insistono, è l’istruzione.
Questo discorso va però preso con cautela. I centri di educazione della nostra civiltà occidentale si sono corrotti al punto di divenire, essi stessi, la fonte di nuovi e più angosciosi problemi. Si può osservare continuamente che le persone istruite sono diventate atee, marxiste, edoniste, creatrici del male più raffinato che l’umanità abbia mai visto. Non è l’ignoranza del sapere accademico il problema primario del mondo, e la soluzione non consiste pertanto nella realizzazione di vasti programmi di istruzione.

Il problema della guerra

guerra
« Ma no » dicono altri « il problema è la guerra! ». Queste persone, molto spesso del tutto sincere, ricordano piangendo che nazione si leva contro a nazione, e che milioni di uomini sono morti nell’amaro calderone della guerra. E’ questo, affermano, il vero problema dell’umanità. Essi elencano le tetre statistiche dei morti e dei feriti, le vite sconvolte, le famiglie rimaste orfane, i dolori e l’angoscia che sono gli inevitabili risultati delle guerre. Ciascuno deve piangere col suo prossimo alla vista dell’inumanità dell’uomo verso l’uomo, e ciascuno deve commuoversi davanti alla prospettiva di una guerra globale. Però molti di quelli che ritengono che le guerre siano il male peggiore, mettono la loro fiducia nei movimenti per la pace. Il fatto di lavorare per la pace, esclamano, vuoi dire lavorare a favore di quel bene che non può esser superato da nessun altro. I conflitti dell’umanità sono, per loro, il problema basilare del mondo e la soluzione consiste nell’operare, ed anche nel lottare, a favore della pace. Ma il problema ultimo del mondo non è la guerra, e anche se lo fosse, la sua soluzione non andrebbe ricercata in un movimento per la pace qualsiasi. Infatti questi movimenti non impediscono la guerra.

Il bisogno maggiore dell’umanità

salvezza
Qual è allora il maggior problema del mondo e in che cosa consiste il bisogno maggiore dell’umanità? Fino a circa vent’anni or sono ogni cristiano era in grado di dare una precisa risposta a questa domanda. Ma anno dopo anno i credenti si sono rivolti dalla ben nota risposta ad altre più modeste, più costose, più drammatiche, meno efficaci. Conseguentemente si può oggi constatare l’impotenza di gran parte della chiesa moderna, che non conosce la battaglia nella quale è chiamata a combattere, e perciò ignora i risultati che essa dovrebbe produrre.
I credenti possono facilmente ricordare la natura del più importante problema del mondo, riandando con la memoria alle origini della teologia cristiana. A presiedere tutto l’universo vi è un Dio il cui attributo principale è la santità. L’umanità, che Dio ha creato a Sua immagine, si trova in uno stato di ribellione morale contro di Lui. Essa ha violato la legge divina, offendendo in tal modo la santità del Creatore che ha fatto l’uomo. Questa offesa alla divina santità, nelle Scritture, è chiamata con una piccola, mortale parola – peccato. « Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio » (Romani 3:23). L’umanità ha peccato ed ogni singolo uomo o donna sulla faccia della terra è un peccatore. « Non c’è sulla terra alcun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai » (Ecclesiaste 7:20). L’angoscioso problema dell’umanità è ben riassunto in Isaia 53:6: « Noi tutti eravamo erranti come pecore ».
Finché l’uomo rimane un peccatore, nessuna misura di cibo, di vestiario, di denaro, di istruzione, di ricovero, né qualsiasi discorso sulla pace potrà mai produrgli del bene permanente. In effetti, finché egli rimarrà nella condizione di peccato, queste « cose » che vengono offerte al peccatore da molti credenti in buona fede possono, paradossalmente, causargli dei danni molto gravi. La persona che viene aiutata mentre si trova ancora nel suo peccato, senza farle rilevare la sua condizione assolutamente disperata davanti a Dio, può esser portata a credere che la via del trasgressore non sia difficile. Essa può abbracciare una visione errata della realtà e pensare che non è ciò che l’uomo semina quello che egli mieterà. Se ci si limita a rendere confortevole la via verso l’inferno, è possibile che la sua condanna sia resa più sicura proprio da coloro che hanno tentato di fargli del bene. Alla persona che può vivere in pace ed in mezzo agli agi, mentre è ancora in uno stato di peccato, viene perpetrata una grande ingiustizia. Quale dottore prescriverebbe un’aspirina ad un paziente affetto da un tumore, che potrebbe invece esser salvato solo con un intervento chirurgico?
L’infliggere il dolore di questo intervento costituirebbe una vero aiuto se, attraverso di esso, si potrà salvare la sua vita.
Queste affermazioni sono semplici e sono a conoscenza di tutti quei credenti che vogliono prendersi qualche minuto di tempo per pensare e ricordare. Tuttavia il pensare ed il ricordare gl’insegnamenti delle Sacre Scritture sono divenuti un’inconsueta attività per la Chiesa. Ingannati dai promotori dei nostri tempi con le loro costose e talvolta profittevoli panacee, i credenti possono facilmente dimenticare la dura verità, e facilmente dimenticare quale sia il più grande bisogno del mondo.
L’uomo ha bisogno di udire il Vangelo
Siccome l’uomo è un peccatore, il bisogno maggiore dell’umanità è quello di udire il Vangelo e di credere in Gesù Cristo il quale solo può salvare dal peccato. Questa semplice verità è stata dimenticata da molti, ma senza di essa, nulla, assolutamente nulla, potrà giovare. Senza il Vangelo, l’uomo e la società sono perduti! Dando ascolto al Vangelo invece, il peccatore, redento dal prezioso sangue di Gesù Cristo, ha avuto Gesù Cristo che può fare infinitamente al di là di quel che domandiamo o pensiamo. In possesso della giustizia di Cristo, egli si trova nella posizione descritta da Davide: « Sono stato giovane e sono anche diventato vecchio, ma non ho visto il giusto abbandonato, ne la sua progenie accattare il pane » (Salmo 37:25).
Il vangelo è ineguagliabile
Quanto sono gloriosi, perciò, i risultati della predicazione del Vangelo di Cristo! E, al contrario, quanto sono costosi e quanto generalmente effimeri sono gli altri programmi, anche se ben intenzionati, ma che non fanno della predicazione della croce il principio più grande della loro esistenza. Poche lire spese per la proclamazione della croce di Gesù Cristo realizzeranno l’opera di migliaia di lire spese per qualsiasi altra causa.
Sono ben poche le organizzazioni religiose, oggi esistenti sulla scena del mondo, le quali, essendosi dedicate a problemi sociali, siano rimaste fedeli al Vangelo. Avendo ridimensionato i problemi del mondo in termini di bisogni sociali, esse hanno, malgrado il divieto divino (Galati 1:1-8), inventato un nuovo messaggio ed un nuovo programma per rispondere a quei bisogni. Milioni di ingenui credenti, che si sono associati sentimentalmente a molte di queste organizzazioni, continuano a sostenerle. Molti donatori fiduciosi, molto spesso omettono di leggere le pubblicazioni di queste organizzazioni nelle quali, esse stesse, per propria testimonianza, predicano un Vangelo fatto di opere, una salvezza che è di ordine economico, una speranza che si basa solo sul cibo donato e su di un Cristo che non avrebbe dovuto salire sul Calvario!
Senza la predicazione della croce tutti i nostri sforzi saranno inutili, perché solo mediante questo messaggio l’Eterno intende salvare i peccatori. Qualunque possa essere il bene sociale e temporale che sarà la conseguenza della predicazione del Vangelo, esso costituirà un dividendo meraviglioso dato in soprappiù, in un mondo che presto passerà. Il vero scopo della nostra attività, quindi, è quello di portare all’umanità perduta quel messaggio che, solamente, porta la salvezza eterna, con la conseguente possibilità di vivere una vita che abbia veramente un senso.

“Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita ma l’ira di Dio resta sopra di lui”. (1 Giovanni 5:12

Guidami nella tua verità e ammaestrami, perché tu sei il DIO della mia salvezza; io spero grandemente in te tutto il giorno.

(Salmi 25:5)

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Il “Sistema” Chiesa ha fallito?

sistema
L’inganno sarà la regola degli ultimi tempi. Chi rimarrà nella Chiesa istituzionale e corrotta ci rimarrà a suo rischio e pericolo. Quella parte di Chiesa che si riconosce più in un sistema che in un corpo funzionale si è compromessa senza che nessuno se ne sia potuto accorgere. È giunto il tempo di essere realisti e di uscirne.
La Chiesa “apparato” sta fallendo! È morta. Non riproduce più quella caratteristica propria della prima comunità di credenti rappresentata nel libro degli Atti, cioè la vitalità dei suoi membri, tipica manifestazione di un corpo organico che è in movimento.
Questo concetto lo vado ripetendo da non so quanti anni. Se non avessi sperimentato un periodo di dieci anni di vita (attiva) di Chiesa non-istituzionale vivrei senza speranze, ma so che quanto ho vissuto è sempre possibile. Avevamo dei piccoli gruppi, come anche dei gruppi più numerosi, ma la cosa importante era che in ciascuno di essi ogni membro partecipava attivamente. Chi conduceva gli incontri era lì solo per tenere ordine, mentre si poteva apprezzare il contributo che ogni singolo membro apportava.
Ho trascorso gli ultimi quarant’anni alla ricerca di questo tipi di vita di chiesa e sono oramai pienamente convinto che quello che noi vogliamo far passare con il termine “Chiesa”, oggi non verrebbe riconosciuto da Cristo Gesù. L’idea di vita che scorre nel corpo è completamente estranea ai cristiani di oggi perché sono troppo presi dall’esecuzione del bel “messaggio”, da non riuscire a realizzare che la fresca esperienza del Signore nelle loro vite la si trova anche nella vita che proviene da tutto il corpo ben collegato.
chiesa propositiva

Le Chiese nate dal movimento di risveglio che va sotto il nome di “The Jesus Movement” (anni ’60) furono istituite come segno di protesta contro la Chiesa istituzionalizzata. Con il passar del tempo, questo movimento perse presto il fuoco iniziale. Non solo, ma anche la caratteristica intrinseca che lo contraddistingueva, cioè la “partecipazione” attiva di tutti i suoi membri andò scemando, facendo sì che il fuoco degli albori si traducesse in un vuoto movimento istituzionale. Perse tutta la “vita” spirituale che lo distingueva allorchè alcuni esponenti delle Chiese Vineyards si davano esclusivamente alla ricerca di “segni e prodigi”, o, mentre i leaders della Calvary Chapel si dedicavano di più alla musica piuttosto che alla preghiera. E come se non bastasse, tutto questo accadeva nel periodo in cui stavano nascendo i moderni sistemi di marketing e di intrattenimento, propri di un cristianesimo “condotto dai propositi” (vedi Rick Warren). Mentre tutte queste Chiese venivano riconosciute come centri di adorazione, i cristiani di quella generazione si sono trasformati ed evoluti da “coloro che cercavano il Signore” a “cristiani emergenti” dalla società, da Cristiani a “post-cristiani”, da credenti “organici” a credenti “organizzati”. Come risultato, abbiamo avuto che la Chiesa non è rimasta altro che un guscio vuoto. All’apparenza sembra viva perché canta ed è sempre in festa, ma al suo interno non si trovano altro che cristiani che ripetono le stesse cose settimana dopo settimana, dove si ascoltano gli stessi sermoni. Ma tra di loro, ci sono dei nuovi salvati, oppure la crescita di queste Chiese avviene per “trasferimento” di credenti che si muovono di comunità in comunità alla ricerca di qualcosa, senza mai trovare una vita reale di Chiesa, una reale comunità?

lupo agnello

Con questo non vogliamo dire che in certi edifici apparentemente sterili non vi siano credenti nati di nuovo e ripieni di vita, né tantomeno che Dio non sia all’opera nel Suo popolo ovunque esso si trovi, ma possiamo affermare con certezza che il cristiano medio ormai si regge in piedi solo con il supporto di qualcun’altro. Il pastore spende se stesso nel cercare di portare avanti le sue pubbliche relazioni settimana dopo settimana, i responsabili della musica cercano di tirare su gli animi dei credenti come possono, mentre agli occhi di chi vive questa situazione da decenni tutto questo non è altro che pura monotonia. Molti cristiani vivono una situazione di “tranquilla” disperazione, senza gioia e senza una relazione personale con il Signore e con i loro fratelli e sorelle in Cristo, salvo che per quei momenti di incontro settimanale che loro chiamano “Chiesa”!

Pensi che Gesù sia contento della nostra idea di intendere la “Chiesa”? Pensi che gli piacciano i nostri sermoni? Il gruppo musicale? I programmi?

Solo due tipi di Cristiani

vera chiesa
Quando parliamo di ultimi tempi possono esserci solo due tipi di cristiani: quelli che per un tempo hanno mantenuto una relazione con il Signore, ma che l’hanno persa per strada, poi ci sono cristiani veri, i quali non hanno investito in questo mondo, nella sua religione o nell’apparato “Chiesa”, ma solo nel Signore e nelle comunità viventi di credenti. In futuro vedremo i cristiani morti e spiritualmente ciechi perseguitare la vera Chiesa, ma saremo consolati nel vedere chi saranno questi perseguitati – l’insieme di coloro che nella semplicità della loro consacrazione totale a Gesù si sono opposti al sistema religioso corrotto.
La Bibbia ci parla di una Chiesa gloriosa e di una sposa preparata per il suo sposo. Si parla di persone che sono così dedicate al loro Signore che sono pronte a dare la propria vita per Lui e per i propri fratelli anche nel mezzo della più grande tribolazione che il mondo abbia mai visto. Matteo 24:9,21 lo descrive in questo modo:
“Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome…perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà”.
A questo punto ci domandiamo: “dov’è la Chiesa? Dove sono quelli che un giorno verranno perseguitati per aver rigettato il sistema Chiesa? Dove sono quei cristiani che -hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e con la parola della loro testimonianza e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte-? Dov’è il credente che è disposto a perdere tutto per il Signore, incluso la propria vita?”. Per ognuno di questi te ne posso indicare novantanove che vogliono anticipare il rapimento e che vivono nell’attesa di “sfuggire” perché vorrebbero evitare ciò che sta per venire sulla terra.

La Chiesa Occidentale

chiesa occidentale
La Chiesa di oggi è meno preoccupata del progresso del Vangelo perché è più impegnata nel tenere in ordine il proprio cortile riempiendolo con programmi e attività all’infinito.
L’idea che il Signore non permetta alla sua Chiesa di soffrire (qui si è erroneamente miscelata l’ira di Dio con il periodo di sette anni di tribolazione) non è soltanto un pensiero di codardia, ma è un affronto a tutti i martiri che ci hanno preceduto, i quali considerarono come onore il perdere la propria vita per il Signore. Chi darà alla Chiesa il privilegio di -regnare con Lui- quando non ha mai sofferto con Lui?
Ora, strano ma vero, fuori dalla Chiesa Occidentale l’idea del rapimento prima della tribolazione è praticamente inesistente, specialmente in Cina e tra i credenti poveri e sofferenti!
Questo apparato organizzato di Chiesa stile Laodicea che si è costruito (ad hoc) il pensiero “escapista” (di scappare/sfuggire dalla tribolazione) è una farsa e una vergogna per tutti coloro che invocano il nome di Gesù. È emblematico di una Chiesa mondana, tiepida e compromessa. L’idea che i “santi della tribolazione” (i salvati dopo il rapimento) diventino i testimoni di Dio in terra (evangelizzati da 144,000 Giudei) è contro la stessa natura dell’opera di Dio in noi. Intanto perchè il processo di trasformazione e di maturità richiede tempo e impegno da parte di tutti nella relazione con il Signore (così come richiede tempo anche l’unità tra i credenti), poi, perchè è ridicolo che quest’ultimo gruppo di cosiddetti “santi della tribolazione” possa fare in sette anni quello che la Chiesa non ha mai fatto in duemila anni. Non posso crederci.
chiesa e israele
Se Dio, agli albori dell’era delle Chiesa, ha potuto operare dispensando un periodo di transizione tra i due popoli (Giudei e Gentili) sarà altresì in grado di operare ancora con i “due popoli” e allo stesso momento, alla chiusura dell’epoca presente. In un certo senso lo ha già cominciato a fare con la nascita del Sionismo restaurando e raccogliendo il popolo di Israele (le ossa secche) nella sua terra, e proprio alla presenza della Chiesa! La Chiesa è quindi stata scelta da Dio come testimone nei confronti dei principati e delle potestà nei luoghi celesti – Israele invece è stato raccolto tra le nazioni per essere testimone nei confronti delle nazioni – l’uno verso i luoghi celesti, e l’altro qui in terra, ma entrambi per la gloria di Dio. La verità teologica che Dio opererà mediante due popoli allo stesso momento porta scompenso nell’accampamento dei dispensazionalisti della linea dura, ma allo stesso tempo rende la Chiesa libera per renderla partecipe del più grande raccolto mai visto fino ad ora, proprio mentre Israele sta preparandosi ad incontrare il suo Messia.

Ciò che Dio vuole e di cui ha bisogno in questi ultimi giorni è un popolo che lo conosca, che esprima la sua vita e il suo amore mediante la famiglia dei credenti. Tutto questo non può essere pianificato, programmato, messo assieme, o fatto passare mediante della bella musica o dei sermoni studiati per intrattenere.

chiesa in rovina
Molta parte di questa Chiesa occidentale qui discussa è un falso, una copia dell’originale. È vuota e morta (e con questo non si vuole denigrare l’opera di Dio in tante, tante persone) perché la Chiesa di cui sto parlando, non è niente di più che una riunione centrata su un sermone e sulla musica e dove la qualità dei suoi risultati è data dai programmi e dalle attività offerte. Ciò è in netto contrasto con quello che la Chiesa dovrebbe realmente essere – tutti quei credenti che hanno una viva relazione con Gesù; una manifestazione di doni e di ministeri, dove ciascun membro apporta il proprio contributo vivo e attivo. In essa non ci sono persone che primeggiano o che sono il centro dell’attenzione di tutto. Non si trova un ordine precostituito, nè soltanto performance musicali, ma vi si trovano dei credenti che interagiscono tra di loro sotto la direzione dello Spirito Santo, mentre condividono il vangelo in amore come in una vera comunità. Gesù sta ritornando per il suo corpo e non solo per delle labbra che cantano o delle corde vocali che vibrano. Egli vuole un corpo che viva dove ogni suo membro supplisce vita all’altro (Efesini 4:16).
Non mi interessa quanto piacevole sia il sermone, quando eloquente sia l’oratore, quanto toccanti le sue storie o quanto persuasivo possa essere. A volte capita che il sermone soppianti la vita che ciascun cristiano può diffondere negli altri. La musica e i canti elevati sotto l’impulso della grazia e in spontaneità possono sollevare lo spirito di tutti i credenti, quando, le esecuzioni corredate da coreografia, benché eseguite a regola d’arte, il novanta percento delle volte sono solo una esibizione. Un incontro sotto la guida dello Spirito Santo non è pianificato o preparato la settimana prima. Ogni credente dovrebbe essere libero di parteciparvi attivamente e in ogni momento. Qui non parliamo in sé e per sè riunioni tenute in casa – quello a cui mi riferisco è la comunità spontanea di credenti il cui amore e dedizione l’uno per l’altro e la cui condivisione del vangelo sono diventati uno “stile di vita”, non una mera esecuzione!
Molte Chiese esistono solo per i loro membri. Non si raggiunge la comunità che è all’esterno e non si trovano in esse persone nuove, tranne che per qualche caso di “furto di pecore” (membri conquistati e strappato ad altre comunità). Le Chiese sono diventate qualcosa in cui le persone vanno e non quello che veramente sono!
In tutto questa confusione rischiamo di dimenticarci il fine ultimo della Chiesa, quello di essere un’assemblea di chiamati fuori dal mondo per essere santi per il Signore. Inoltre, la propagazione del vangelo è solo uno degli aspetti della Chiesa, infatti, quello che Dio cerca è la crescita di ciascun membro e la testimonianza potente del suo corpo nel mondo. Questa testimonianza la si ha quando i santi dimorano assieme esprimendo la vita e l’amore del Signore verso un mondo che viene attratto da quello che vede – e non solo da quello che sente dire da un singolo predicatore (Colossesi 3:15-17). Vi prego di leggere Efesini 2,3,4 e vedrete che Dio non vuole che vi siano solo qualche gigante spirituale, ma un corpo unito e funzionante, ripieno delle ricchezze insondabili di Cristo, testimone non solo verso il mondo ma anche nei confronti dei principati e delle potestà nei luoghi celesti. Il vero vangelo di Gesù Cristo si riflette in una dinamica e vivente relazione che noi chiamiamo il corpo di Cristo.

Fuggire o testimoniare?

persecuzione
Da dove viene la nozione che la “beata speranza” e la gloriosa venuta del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo sia in qualche modo connessa alla nostra “gloriosa fuga”? Fratelli, non toglietemi la mia beata speranza – perché questa speranza non ha niente a che fare con una nostra presunta fuga segreta – ma ha a che fare con Gesù Cristo in persona e con la Chiesa vibrante e ripiena di Spirito Santo degli ultimi tempi nell’attesa del suo Signore!
I Dispenazionalisti sostengono che la chiesa verrà rapita all’inizio della tribolazione e che poi, l’opera di evangelizzazione venga affidata ai Giudei rimasti in terra ed esclusi dal rapimento, ma fortificati e salvati comunque (ora che la Chiesa, e apparentemente, anche lo Spirito Santo non sono più sulla terra). I Giudei finiranno questa grandiosa opera in 7 anni – in un arco di tempo faranno quello che la chiesa non è riuscita a fare in 2000 anni! Che cosa c’è di sbagliato in questa idea? Dio non si è mai dimenticato del suo popolo terreno, i Giudei, e il suo patto con loro è eterno, ma, con la rimozione della Chiesa, egli rimuoverebbe la sua testimonianza spirituale dalla terra. Questo non ha alcun senso biblicamente parlando, per diversi aspetti:
1. La redenzione avviene in un istante, ma la salvezza è un processo che dura una vita. Sembra improbabile che un cristiano neofita abbia la maturità e l’esperienza di vita che lo rendono capace di affrontare la tribolazione più grande che il mondo abbia mai conosciuto.
2. Un rapimento parziale e selettivo dei credenti creerebbe una Chiesa nel cielo e il resto del corpo ancora qui sulla terra.
3. Che cosa c’è tanto di speciale in me che sono stato salvato il giorno prima del rapimento, rispetto a qualcuno che viene salvato il giorno dopo il rapimento?
L’economia presto crollerà e le monete nazionali perderanno il proprio valore. Ci saranno solo pochi lavori a disposizione e i prezzi di luce e gas andranno alle stelle. Il sistema dei trasporti collasserà, gli scaffali dei supermercati si svuoteranno e ci saranno sommosse in tutte le città, pestilenze, carestie e la cosa più terrorizzante di tutte, si arriverà alla legge marziale. Sono un allarmista? Ok, allora pensiamo alle migliaia di posti di lavoro che vengono persi ogni giorno e pensiamo cosa potrebbe accadere se questi posti non verrebbero più recuperati.
Fuori da questo calderone non potrà che emergere un popolo che non si è fatto trascinare nel baratro dello scoraggiamento e dello sgomento, che sarà inamovibile, che avrà speranza e che con amore si prenderà cura del prossimo. La vita, la forza e la virtù ne attireranno molti. “Perché siete così differenti”, si chiederanno in tanti? “Perché conosciamo Gesù” si risponderà. “Abbiamo una speranza, perché lui ritornerà presto. Non importa quanto le cose si mettano male, egli è il Signore ed è in controllo di tutto”. Le persone rimarranno attonite di fronte alla fede di queste piccole comunità di credenti.
L’esecutivo religioso si sentirà grandemente offeso per quei cristiani che non sostengono le decisioni prese dal governo che loro avranno supportato e per coloro che non vogliono rendere conto ai vari comitati esecutivi (ecc…..) e li abbandoneranno ai tribunali per essere condannati. Le persone che assisteranno a queste scene conosceranno qual è la speranza e la forza che li motiva, Gesù, colui che viene, e si meraviglieranno nel vedere che questi credenti, condotti come pecore al mattatoio non reagiranno per difendere i propri diritti.
I cristiani in Cina, in Medio Oriente, India, Pakistan e Africa stanno già pagando il prezzo più alto, mentre parte della Chiesa occidentale si è così immischiata nella cultura del proprio tempo che coloro che rimarranno al suo interno saranno inevitabilmente presi nella rete del grande inganno che sta per venire sulla terra. Un giorno sarà chiesta alleanza totale e supporto all’unico governo mondiale, alla nuova moralità e a quant’altro, e la Chiesa apostata si volgerà contro chi avrà abbandonato le sue fila.
Adolf Hitler si schierò contro il vivere dissoluto, la società del cabaret e l’immoralità del XX secolo e non salì al potere nelle vesti di un peccatore o impostare, ma nei panni di un uomo santo e sulla base di una forma morale esteriore pienamente sostenuta e supportata dall’apparato organizzato della Chiesa evangelica del tempo. L’Anticristo perciò non sarà una figura New Age e nemmeno un uomo immorale come molti si aspettano, ma avrà il pieno supporto della Chiesa organizzata (della donna che cavalca la bestia descritta in Apocalisse 17). Egli sarà anche un sostenitore e amico di Israele e solo a metà della settantesima settimana di Daniele si schiererà apertamente contro Israele e la Chiesa.

Ha importanza?

pecore ingannate
In questa nuova epoca di liberismo dove tutti hanno paura di offendere e perciò non parlano, vi è la tendenza a relegare le questioni dottrinali ai margini. Si separano dalla fede le questioni essenziali da quelle non essenziali. Prendi in esame per un attimo il tuo punto di vista sugli ultimi tempi. Ora dimmi alla luce del tuo pensiero se ha importanza il “quando” avverrà il rapimento. Ha importanza conoscere chi sia la Babilonia profetica, l’Anticristo, ecc….? Ai fini della tua salvezza tutto ciò non ha alcun valore soteriologico, ma se siamo negli ultimi tempi (e io credo che sia così), il modo in cui tu pensi agli ultimi tempi determinerà inevitabilmente quello che farai o quello che non farai, come reagirai o come non reagirai. Quello in cui tu credi, quello che ti è stato insegnato e tramandato e che ritieni caro, determinerà il tuo comportamento e persino la possibilità di cadere o meno nell’inganno. Il Cristiano medio, quello cioè che aspetta il rapimento da un momento all’altro prima della tribolazione, che crede che l’America sia in declino assoluto perché l’anticristo possa ascendere da un’altra parte del mondo, che crede che l’America sia un vero alleato di Israele, che pensa che l’America stia dalla parte della giustizia e che sia stata scelta per essere una luce posta in luogo elevato –potrebbe ritrovarsi dalla parte sbagliata quanto verrà la fine!
Se noi pensiamo che tutto questo discorrere non abbia alcuna importanza perché “tanto ci penserà il Signore”, allora fammi anche dire che esiste la possibilità di essere facilmente influenzati dal pensiero di quelli che ci stanno attorno. Allora saremo facile preda del modo di pensare derivante dalla tradizione. Credetemi, non è facile prendere una posizione come stiamo facendo noi (incontriamo resistenza e incredulità da più parti, derisione e anche disprezzo). Pensi che molti Cristiani accettino facilmente l’idea di non essere poi così tanto infuocati per Dio, ma di essere invece dei bambini spirituali? Pensi che abbandonino con altrettanta facilità l’insegnamento comodo sul rapimento prima della tribolazione?
Tu dirai, “ma tutti i miei amici pensano così”. Questo non vuol dire che tu debba lasciarli, ma che è ora di imparare a capire quale sia l’importanza della verità nell’ambito delle tue relazioni. Purtroppo le relazioni sono una componente molto forte della nostra vita, specialmente nella società come la nostra dove è molto facile che le relazioni sociali si sostituiscano alla verità. Matteo 10:34-36 spiega la severità del problema. Dio ci ha dato la sua parola profetica per avvisarci. Pensiamo veramente che proprio tutti sono attenti ai suoi avvertimenti?
I cristiani si aspettano di essere rapiti anche questa notte, che l’anticristo venga dall’Europa o dal Medio Oriente in qualità di profeta universale della New Age. Invece sembrerà un cristiano a tutti gli effetti. Solo così ne potrà ingannare molti. La caratteristica degli ultimi giorni sarà proprio l’inganno.
Se la chiesa istituzionale si corromperà e se i cristiani vi rimarranno cadranno nell’inganno perché subiranno una lenta, ma inesorabile influenza negativa. A tal proposito è stato detto che non sono le persone che cambiano le istituzioni, ma che le istituzioni cambiano le persone. Infatti, una volta che al loro interno è stata diffusa un’idea le persone fanno fatica a cambiare opinione. Una volta che sono state ammaestrate in un certo modo, specialmente dai conduttori che loro rispettano di più, è molto fatica che cambino quella veduta. Sono quindici anni che scrivo su questi argomenti e non c’è nessuno che mi abbia mai detto “grazie per questa cosa nuova che stai dicendo”, ma mi hanno sempre fatto capire che ciò che scrivevo confermava quello che il Signore aveva già fatto loro vedere. Vedete, ci vuole una rivelazione per capire la salvezza, per conoscere Gesù, per capire la Bibbia, ma ci vuole una rivelazione anche per intendere la profezia. Invece di guardare alla profezia biblica sugli ultimi tempi con lo sguardo rivolto ai tempi in cui stiamo vivendo, gli insegnamenti che abbiamo ricevuto sono datati perché sono stati passati da generazione a generazione senza che siano state poste domande o obiezioni in merito.
Il 95% dell’insegnamento sulla profezia biblica è puro inganno. La vecchia botte del sistema clerico/pastorale e laico, dei gruppi di intrattenimento nelle chiese, dei soliti sermoni e dei programmi, non può produrre più niente di maturo in un corpo che è stato creato per vivere grazie all’interconnessione dei credenti, ma può creare solo dei bambini dipendenti dai loro piatti insipidi settimanali. Mentre discernere e conoscere gli uni gli altri per lo Spirito e non secondo la carne è la cosa più rinfrescante che possa esistere nel corpo vivente di Cristo.
La scrittura ci insegna che la Chiesa apostata si rivolterà nei confronti dei veri credenti. Le persone che rimarranno nella chiesa istituzionale diverranno istituzionalizzate a loro volta – totalmente devote alla loro istituzione e a ciò che essa rappresenta. Se fosse facile intravedere l’inganno nessuno cadrebbe nella grande apostasia finale. Se si trattasse di una religione mondiale New Age o Induista o Buddista, non ci sarebbero problemi di sorta; non dovremmo preoccuparci perché sarebbe facile identificare l’inganno.
Se avrai il coraggio di lasciare questo apparato di Chiesa organizzato e compromesso, lo Spirito Santo ti aprirà tutte le porte necessarie affinchè tu possa condividere la tua fede con persone come te, coinvolte dalla stessa passione – quello che devi fare è di condividere le tue convinzioni con altri e pregare, pregare, pregare. Sicuramente alcuni ti prenderanno di mira, ma alla fine scoprirai che là fuori c’è un mondo tutto nuovo fatto di credenti, dove troverai il modo di raggiungerli e condividere Gesù con loro e il vero vangelo della grazia di Dio!
bruciare
Chi rigettò Gesù la prima volta? Non furono forse i leader religiosi del sistema istituzionale religioso del tempo? Chi lo rigetterà la seconda volta prima della sua venuta? Non sarà forse lo stesso tipo di religione istituzionalizzata – quella forma morta di religione fatta dall’uomo, contraffazione di qualcosa che si spaccia per vero? Tu rimani nella chiesa istituzionale compromessa a tuo rischio e pericolo. Ciò non significa che in essa non si trovino dei credenti meravigliosi, no, ma solo che la cosa che può impedire di più ai credenti di seguire Gesù fino in fondo sono le nostre relazioni. Sono le relazioni che ci portano al compromesso. Abbiamo bisogno di seguire Gesù fino fuori dall’accampamento (Ebrei 13:13) dove troveremo una nuova e viva relazione con il Signore e una comunità di credenti dedicata a Lui, desiderosa di rimanere in piedi e dare la propria testimonianza negli ultimi giorni.

di Dene McGriff

“Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti al Signore, udendo ciò che io ho detto contro questo luogo e contro i suoi abitanti, che saranno cioè abbandonati alla desolazione e alla maledizione; poiché ti sei stracciato le vesti e hai pianto davanti a me, anch’io ti ho ascoltato», dice il Signore.”
(2 Re 22:19)
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La Chiesa sta morendo!

rovine
La Bibbia afferma: se il popolo non ha rivelazione è senza freno. È ovvio che siamo negli ultimi tempi, la profezia si compie davanti ai nostri occhi e la chiesa tace! In quest’ora finale, la chiesa dovrebbe essere nel suo pieno vigore, ma il silenzio profetico nelle nostre chiese la dice lunga.
I pastori sono muti. È la solita routine: tieni unita la famiglia, non cambiare lo stato delle cose, e i santi vanno avanti in modalità di sopravvivenza, si recano in chiesa animati da senso del dovere ma senza entusiasmo; è la stessa cosa, settimana dopo settimana. Perché è tutto così monotono? Il problema è chiaramente la mancanza di visione profetica. Stiamo ignorando la Parola di Dio! Metà della Bibbia è profetica e fu scritta affinchè le prestassimo attenzione e la comprendessimo. Dio sta parlando a questa generazione: “MIO FIGLIO STA TORNANDO! PREPARATEVI!”, ma nessuno vuole averci nulla a che spartire, così la chiesa ignora Dio e la sua Parola.
Sì, stiamo vivendo per il qui ed ora e abbiamo perso di vista il premio. Non ci sono oggi dei credenti come Abramo cheper fede soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende, come Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, perché aspettava la città che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore é Dio” (Ebrei 11:9-10)… cioè viveva con una visione profetica!

O viviamo negli ultimi tempi oppure no. La chiesa sta perdendo la rotta, Israele è tornato nella sua terra ed è accerchiato da un miliardo di musulmani che non desiderano altro che vederlo cancellato dalla faccia della terra e l’economia mondiale è sull’orlo del collasso. La popolazione mondiale è arrivata a quota 7 miliardi mettendo a dura prova la disponibilità di risorse naturali, acqua pulita e aria. Le nostre scuole stanno venendo meno al loro compito e i nostri figli stanno lottando con prospettive buie per il loro futuro formativo e professionale. L’America si divide in due, dove una parte che si avvia lungo la strada del socialismo e di un governo più coinvolto nell’economia, entra in collisione con l’altra, la quale, invece, vuole mercati liberi e un governo più in disparte.

apocalisse

Terremoti, carestie ed eventi meteorologici fuori controllo (estrema calura, freddo, alluvioni e siccità) sono in aumento, poi siamo divenuti testimoni dell’avvio di una nuova guerra, che si distingue per la sua casualità, astrattezza e mortalità, chiamata terrorismo. Vediamo un governo pronto a manipolare la verità, mentire e controllare ogni aspetto delle nostre vite nel nome della nostra sicurezza e un mondo sul punto di cadere in uno stato di guerra permanente, di collasso economico e di disfacimento della società. Sempre più nazioni, alcune non così stabili e affidabili ma dotate di armi nucleari, sono in via di formazione. Il collasso totale è sempre più vicino. Per esempio, che cosa provocherebbe una grande guerra nel Medio Oriente con protagonista l’Iran? Nel migliore dei casi causerebbe un blocco nel trasporto della metà del petrolio mondiale mentre nella peggiore delle ipotesi, scatenerebbe un conflitto nucleare o l’aggressione di un esercito di terroristi improvvisati. La bella vita, la libertà e la prosperità come la conosciamo scomparirebbero per sempre nel giro di un secondo.

Intanto la Bibbia ci ha fornito un piano completo e preciso degli avvenimenti degli ultimi tempi. Basta leggere Matteo 24 e la descrizione sarà molto simile al paragrafo qua sopra. Sappiamo che negli ultimi tempi gli ebrei sarebbero tornati nella loro terra, che avrebbero firmato un trattato di pace (a loro imposto) con l’Anticristo e che si sarebbe scatenata una guerra di proporzioni enormi con i paesi islamici dare l’assalto a Israele. Tutti questi eventi segneranno l’inizio degli ultimi sette anni di tribolazione, di cui parlò il profeta Daniele (Daniele 9:27) e ciò potrebbe accadere in qualsiasi momento. Le nostre chiese non hanno la consapevolezza di tutto ciò, per questo puoi recarti in centinaia di chiese e non ascoltare una singola parola sull’argomento, tranne un messaggio rassicurante sul rapimento pretribolazionista o la bizzarra nozione che Daniele 9:27 sia stato adempiuto da Gesù stesso, il quale, dopo tre anni e mezzo, ruppe il suo “trattato” con Israele attribuendo così l’opera di Cristo all’Anticristo!
La nostra generazione è stata la più ricca e corrotta che sia mai vissuta sulla terra. Quando l’ex segretario dell’Istruzione Bill Bennett era giovane, partecipò a una conferenza internazionale di giovani leader a New York City; studenti coetanei provenienti da Russia e Cina gli chiesero di portarli in un quartiere veramente povero; fu così che si recarono in metropolitana ad Harlem, un quartiere abbastanza povero negli anni ’60, ma in cui ogni casa era comunque dotata di aria condizionata, televisione, frigorifero e mobilio e in cui erano in molti ad avere un’automobile. Gli studenti l’hanno accusato di averli imbrogliati, portandoli in un quartiere modello: in confronto al resto del mondo, la nostra povertà è ricchezza.
I cristiani non sono pronti ad abbandonare la bella vita per la sofferenza e la morte. Essi dicono di sì, ma lo sono davvero? Non abbiamo un po’ troppo da perdere? I predicatori pre-tribolazionisti promettono alle loro congregazioni che Dio li ama così tanto da risparmiarli da tutto e rapirli in cielo prima che la tribolazione cominci. Questa è una realtà molto diversa dalla vita degli eroi biblici che essi studiano. Ebrei 11 elenca tutti i grandi uomini e donne di fede nell’Antico Testamento, da Abele a Enoc, Abramo e Sara e conclude dicendo,“Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra.”(Ebrei 11:13). Il capitolo continua fornendo innumerevoli esempi. Altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore; altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra. Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso…” (Ebrei 11:35-40).
Gli eroi del passato vissero vite straordinarie perché avevano una visione profetica. Ebrei 12:25-28 conclude così,Badate di non rifiutarvi d’ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d’ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo; la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa. Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo. Or questo «ancora una volta» sta a indicare la rimozione delle cose scosse come di cose fatte perché sussistano quelle che non sono scosse. Perciò, ricevendo un regno che non può essere scosso, siamo riconoscenti, e offriamo a Dio un culto gradito, con riverenza e timore!”.
Sembra il ritratto della chiesa di oggi? Penso che qui possiamo vedere un paio di cose. Prima di tutto, Dio sta parlando e si aspetta che lo ascoltiamo. Secondo, permette che il mondo sia scosso in modo che possiamo vedere dove i nostri cuori hanno posto la loro attenzione: è questo mondo la nostra casa? Confidiamo nelle nostre abilità, istruzione, intelligenza e ingegnosità? Terzo, il nostro orientamento è verso questo mondo o quello a venire? Ci vuole visione profetica per vivere con un obiettivo più grande di me, del mio lavoro e della mia famiglia.
La vita è una prova. Ricorda la storia di Giobbe. Satana schernì Dio dicendo, Non l’hai forse circondato di un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l’opera delle sue mani e il suo bestiame ricopre tutto il paese. Ma stendi un po’ la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia” (Giobbe 1:10-11). Allora Giobbe perde la sua casa e la sua famiglia e nel capitolo successivo la sua salute. Ma nonostante ciò che Dio permise a Satana di fare, Giobbe non volle maledire Dio, ma fece invece una dichiarazione incredibile: “Ma io so che il mio Redentore vive, e che alla fine si alzerà sulla polvere.” (Giobbe 19:25). Queste persone superarono la prova – non a motivo dei loro sforzi e della loro giustizia ma della loro visione profetica, di un Dio che aveva in serbo per le loro vite molto più che vivere e morire. Stiamo vivendo per questo mondo o per l’eternità? Siamo pronti a perdere tutto?
Ogni persona, durante la propria vita, ha perso qualcosa o qualcuno, ma come reagiamo di fronte a queste cose? Con rabbia e amarezza? Oppure vediamo un proposito più grande? Se confidiamo nel mondo e nelle cose che abbiamo raggiunto, saremo delusi. Se pensiamo che ci sia speranza in questo mondo, se siamo convinti che i team Bush, Obama o Romney lo renderanno migliori, allora saremo delusi poiché l’intero mondo è nelle mani del maligno e non troveremo alcun conforto in esso. L’unica cosa che ci aiuterà ad andare avanti è una relazione con Dio, con Gesù ed egli non ci promette un giardino di rose. No.“Nel mondo avrete tribolazione.” (Giovanni 16:33). La tribolazione serve a uno scopo.
Ogni generazione ha avuto le sue guerre, crisi, carestie, rivolte popolari e nel corso della storia, le vite delle persone sono state sconvolte da circostanze fuori dal loro controllo. I cristiani sono stati talvolta perseguitati, talvolta accettati e quando questo accade, allora è meglio stare in guardia. Quando l’Imperatore Costantino accolse il cristianesimo come religione di stato, la chiesa si spostò in edifici e stabilì una forma di clero sacerdotale per professione, e così, andò incontro alla morte. Gesù diede un avvertimento “Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me.” (Giovanni 15:18) Sappiamo anche da fonti bibliche che ci sarà un tempo, poco prima della fine, che viene chiamato “la grande tribolazione”: Perché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non ce n’è stata una uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà.” (Marco 13:19) Se stessimo per affrontare la peggiore tribolazione nella storia dell’umanità, che cosa fareste voi?

Ci viene detto in numerosi passaggi che il ritorno d’Israele nella Terra Promessa accadrà negli ultimi tempi. Tutto ebbe inizio con Mosè e in Deuteronomio 30, Dio disse “Quando tutte queste cose che io ho messe davanti a te, la benedizione e la maledizione, si saranno realizzate per te e tu le ricorderai nel tuo cuore dovunque il SIGNORE, il tuo Dio, ti avrà sospinto in mezzo alle nazioni”. Ai figli d’Israle fu detto che sarebbero stati allontanati dalla loro terra se avessero servito altri dei, ma Dio non aveva ancora terminato con loro. Così finirono schiavi in Egitto e in Babilonia, dalla quale furono, poi, riportati indietro e dopo l’epoca di Gesù, si dispersero su tutta la terra. Ma negli ultimi giorni Dio dice:Io vi farò uscire dalle nazioni, vi radunerò da tutti i paesi, e vi ricondurrò nel vostro paese; vi aspergerò d’acqua pura e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni”. (Ezechiele 36:24-27). L’adempimento finale di questa profezia deve ancora verificarsi nel futuro, anche se rimane il fatto che, dopo 2000 anni, il popolo ebraico è ritornato nella sua terra.

israele

Ora non so se accade anche a te la stessa cosa ma ogni volta che guardo il telegiornale, si parla sempre del piccolo Israele. L’Iran e gli altri paesi musulmani vogliono cancellarlo dalla faccia della terra, quella piccola nazione di alcuni milioni di persone, la “zona calda” a livello mondiale! A chi dovrebbe importare quel puntino nel deserto? È possibile che Dio abbia un piano non solo per noi ma anche per la nazione di Israele, dalla quale viene il nostro Salvatore Gesù?
Il tempo sta per finire. Non è necessario essere un genio per leggere e comprendere ciò che la Bibbia dice. Basta guardare i telegiornali per vedere che l’Iran è deciso a distruggere completamente Israele, mentre lo stato ebraico è determinato d’impedirgli lo sviluppo di armi nucleari. Il primo ministro Netanyahu afferma che “l’opportunità” per Israele di eliminare l’opzione nucleare avverrà prima delle elezioni americane nel 2012; intanto, la Siria si sta disintegrando e l’Egitto sta trasportando artiglieria pesante nel Sinai. Il presidente della Siria Assad, il quale è pronto per un conflitto armato, è pericoloso come un leone chiuso in un angolo e ha promesso di eliminare Israele, dovesse anche farlo con il suo ultimo alito di vita. Basta un’altra crisi per indurre l’America a firmare un patto di difesa con Israele, incapace di difendersi, in modo da poterne controllare le sue imprevedibili azioni. Gli sarà imposto un trattato, citato in Daniele 9:27, che secondo molti seri studiosi della Bibbia marcherà l’inizio dei setti anni di tribolazione finali culminanti con il ritorno di Cristo.

La grande domanda

chiesa
Così, se stiamo per entrare in un periodo conosciuto come “la più grande tribolazione che il mondo abbia mai visto”: perché non sentiamo nulla a riguardo? Perché le chiese tacciono? Ciò vale per le chiese liberali, conservatrici, fedeli alla Bibbia, carismatiche, per le mega chiese e per quelle di quartiere. Prova recarti in ogni chiesa della zona in cui vivi e non sentirai niente che riguardi la profezia, ad eccezione dei discorsi senza senso e lontani dalla realtà riguardanti il rapimento prima della grande tribolazione, di cui Corrie Ten Boom dice: “Ci sono alcuni tra noi che insegnano che non vi sarà alcuna tribolazione e che i cristiani la scamperanno. Costoro sono i falsi maestri da cui Gesù ci aveva messo in guardia e che aveva detto si sarebbero manifestati negli ultimi tempi”. Le chiese liberali ed emergenti desiderano rendere il mondo un luogo migliore. Altri, invece, vogliono scappare oppure sostengono che il periodo degli ultimi tempi va avanti dalla venuta di Cristo: niente di speciale.
Non c’è alcuna consapevolezza riguardo alla profezia, né alla tribolazione, solo l’aspettativa che le cose vadano avanti come è sempre stato. Le chiese evangeliche predicano un vangelo di salvezza e di prosperità: due figli, un cane, un gatto, una casa con tutte le bollette in ordine, calcio e balletto, investimenti nell’azienda per cui lavori e una gita a Disney, cene a buffet e incontri casalinghi, scuola domenicale e sermoni. Che cosa c’è di sbagliato in questo?
L’istituzione che chiamiamo “Chiesa” è diventata niente di più che una facciata, un’istituzione morta, opportunista e soffocante che cerca di dare un senso alla vita delle persone attraverso quattro canzoni e un sermone. Il pastore si esibisce, le persone osservano e questo spettacolo è molto lontano dalla comunità vivente e dinamica di persone che era la chiesa primitiva. I pastori sono agli ordini della propria congregazione nel loro servizio, così si sforzano il più possibile di essere divertenti e interessanti, ma non troppo controversi per timore di essere lasciati a casa.
Faccio una distinzione tra l’istituzione e le persone – cioè i veri credenti nati di nuovo (che potrebbero rappresentare un numero inferiore a quello che crediamo) nella chiesa. L’istituzione serve se stessa, deruba le persone di una genuina esperienza di vita nel corpo di Cristo, nella quale si possa vivere, amare e condividere la vita di Cristo reciprocamente. È un’entità artificiale che dà la posizione di “pastore” o “sacerdote” a una persona piuttosto che avere un’entità vivente dove le persone funzionano come pastori, evangelisti, insegnanti e si preoccupano e si amano l’un l’altro.

Le Scuole e i Seminari Biblici perpetuano troppo spesso insegnamenti antiquati, se non sbagliati, che non hanno nulla a che vedere con la chiesa e la situazione geopolitica oggi e che vengono trasmesse per inerzia da una generazione all’altra.

profezie

Consideriamo alcuni degli insegnamenti errati e fuorvianti

Molte istituzioni evangeliche tradizionali si aggrappano all’insegnamento del rapimento pre-tribolazionista, in cui i cristiani “scappano” prima della Tribolazione. Il risultato di questo insegnamento è che dà ai cristiani un falso senso di sicurezza e li priva della necessità di prepararsi, in quanto sono convinti che non saranno qui durante questo tempo di persecuzione ed è per loro una fonte d’inganno, e probabilmente la cosa più importante è che rimuove la Testimonianza del popolo di Dio sulla terra derubandone così Dio.
C’è sempre stato un elemento di vangelo liberale e sociale nella chiesa. Ora c’è anche “La chiesa emergente”, del cui movimento fanno parte persone che capiscono l’irrilevanza della chiesa in questo mondo moderno e vogliono far si che abbia un impatto sociale. Nel farlo, cadono nella trappola della giustizia sociale o del “dominionismo” e vedono la chiesa coinvolta in politica e nella società come un agente di cambiamento con lo scopo di modificare la linea di condotta del paese.
Inoltre, insegnanti in ogni ambito considerano che l’America non abbia alcun ruolo nella profezia. La Bibbia identifica una grande nazione degli ultimi tempi, la quale è descritta in Apocalisse 16-19 e in molti altri posti. È una nazione cristiana apostata (perduta) con radici spirituali che ha abbandonato e che inquina il mondo con la sua sporcizia (Apocalisse 17). È una nazione molto consumista, una fucina economica che compra i prodotti del mondo (Apocalisse 18) ed è una grande potenza militare ed è anche il difensore d’Israele (Capitolo 19).

Potrei continuare a lungo e fare un elenco esauriente ma il punto cruciale per i cristiani e per la “chiesa” è: sono questi gli ultimi tempi o no? Se sì, come saranno? Abbiamo un ruolo importante da svolgere? Che cosa succederà ai cristiani? Dovremmo fare qualcosa per prepararci? O siamo negli ultimi tempi o non ci siamo. Israele è nella terra promessa ed è una “coppa di stordimento” per le nazioni, quella piccola nazione è la zona calda del mondo oppure una coincidenza fortuita, una profezia che si autoadempie. A qualcuno importa? Siamo così nauseati da ignorare un terzo della Bibbia (che è chiaramente profetica)?

Perché non comprendiamo le profezie

profezie bibliche

Consideriamo le diverse ragioni per le quali non comprendiamo le profezie.

Per prima cosa, noi cristiani “laici” non studiamo le profezie perché sono complicate, confuse e tremende, lasciando questo compito ai professionisti, i quali studiano la Bibbia più dettagliatamente e conoscono il greco e l’ebraico. Quello che mi posso limitare a dire è che la bontà di quest’idea è uguale a quella di un cattolico che confida nei preti per leggere e interpretare la Bibbia al posto loro. Siamo pigri. La maggior parte dei cristiani legge la Bibbia come se leggesse un libro qualsiasi per ricavarne informazioni e non come il Libro vivente che Dio usa per parlarci.
Secondo, c’è così tanta inerzia nelle istituzioni educative cristiane che i seminari e le scuole bibliche tendono a trasmettere gli stessi vecchi insegnamenti da una generazione all’altra, mentre ogni generazione ha il dovere di leggere la Bibbia in una maniera nuova e permettere che Dio riveli cose nuove.
Terzo, c’è il problema della “necessità di sapere”.
Ero un capitano nell’intelligence dell’esercito americano, avevo un nulla osta di sicurezza con livello segretissimo e insegnavo nel centro di formazione dei servizi segreti a Fort Huachuca in Arizona. Se sei mai stato in contatto con persone dell’intelligence saprai che una delle prime cose da imparare è il principio della “necessità di sapere”. Anche se avessi il nulla osta di sicurezza col livello più alto, ma non avessi “la necessità di sapere”, non potresti, qualunque sia la tua identità, avere accesso alle informazioni. Daniele 12:9 dice:“Va’ Daniele; perché queste parole sono nascoste e sigillate sino al tempo della fine”. Perché causare preoccupazione ai santi di tutte le epoche con le profezie sugli ultimi tempi quando la cosa non è rilevante per loro? Sarebbe stato interessante per loro esserne informati, ma essi non avevano “la necessità di sapere”: questa è uno dei motivi principali di confusione oggigiorno. I cristiani erano occupati a comprendere le profezie, così, hanno fatto il loro meglio nelle circostanze geo-politiche della loro epoca. Per questo motivo, erano sicuri di sapere, nei secoli passati, l’identità dell’anticristo (da Napoleone a Hitler, Stalin, Saddam e così via) e certi che l’Europa si sarebbe unita come un unico Sacro Romano Impero risorto dalle ceneri comportando la scomparsa dell’America.
L’intera questione era così confusa e con così tante possibilità diverse che la maggior parte ha semplicemente rinunciato. Creava solo troppe divisioni e paura. Molti hanno anche fatto delle predizioni che sono state contraddette e così la loro credibilità ha toccato il fondo. Le profezie sono divenute d’interesse per i ciarlatani e gli allarmisti e nessuno ha osato occuparsene; a ciò si deve aggiungere il nuovo insegnamento della “beata speranza”, il rapimento pretribolazionista e ora a chi importa davvero? Perché preoccuparsene?
Oggi i cristiani sono svogliati: s’interessano più di football, calcio e della bella vita. A loro basta essere salvati. Quante volte ascoltano lo stesso noioso sermone? Ciò che conta è che siano a posto oggi e per l’eternità. Le profezie sono stupide e umilianti. Perché non rendere il mondo un posto migliore per i nostri figli e confidare in Dio per il resto?
Chiamo la mia generazione “i quarantottini”. Non dimenticherò mai l’entusiasmo nella chiesa quando abbiamo capito che nel 1948 Israele sarebbe finalmente tornato nella sua terra. Abbiamo seguito ogni guerra col fiato sospeso ed ascoltato Abba Iban nel 1967 prima che le Nazioni Unite facessero un quadro tetro del dilemma militare che stava affrontando Israele e del miracolo seguente nella guerra dei Sei Giorni. I miei figli sono cresciuti chiedendosi se mai si sarebbero sposati e se mai avrebbero cresciuto una famiglia, considerando la prospettiva terribile dei loro figli di fronte alla persecuzione. Il tempo è avanzato, il caro vecchio papà è diventato solo un altro allarmista e quella generazione ha già rinunciato. La chiesa può essere noiosa e irrilevante ma i genitori sentono il bisogno che i loro figli ricevano una buona influenza, così li conducono come bravi soldatini alla scuola domenicale e sopportano quattro canzoni e un sermone. Intanto, però, a causa dell’alto tasso di disoccupazione e dei sempre più frequenti licenziamenti corrono da una parte all’altra presi dalla paura: avranno abbastanza soldi per il college del figlio? O addirittura avranno un lavoro?
Le chiese offrono nutrimento e grande intrattenimento, un pò di sfida e incoraggiamento per andare avanti con il Signore e tenere insieme i matrimoni, ma la maggior parte è in modalità sopravvivenza. Alcune chiese si danno all’attivismo: vota e cambia il sistema. Combatti l’aborto! Difendi il matrimonio! Altri si rinchiudono fra le mura sicure del proprio focolare e della propria famiglia, ma pochi si mettono in ginocchio e lottano con Dio su questioni profetiche.

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La triste verità del problema è che se un pastore iniziasse a predicare la pura verità riguardo alla fine dei tempi, sarebbe deriso o buttato fuori dalla propria chiesa – o entrambe le cose! Nessuno vuole sentire più profezie che non si realizzano. Un giorno mi sono seduto nella Calvary Chapel ad ascoltare un pastore che faceva un quadro dello scenario della fine dei tempi, del ruolo cruciale d’Israele, dell’economia mondiale e l’avvicinarsi della fine. Ha fatto un ottimo lavoro andando in crescendo, è arrivato a parlare della “beata speranza”, il rapimento che ci condurrà in cielo lontano da questo caos. È la fuga la nostra “beata speranza”?

Questo è il triste stato delle cose. Se siamo negli ultimi giorni, nessuno ha voglia di parlarne o vuole sentirne parlare. Le chiese sono silenziose e cadono in fretta vittime dell’inganno.
Non c’è da meravigliarsi che le chiese siano morte. Il messaggio più importante per i nostri tempi è completamente ignorato, così se qualcuno osa parlare di profezie, lo fa in modo accademico e probabilmente con la prospettiva rassicuramente che saremo rapiti oppure che esse avverranno in un lontano futuro. Non c’è nulla da preoccuparsi.
Di recente, un nostro buon amico è stato invitato a un raduno di pastori a Fort Worth, Texas – hanno partecipato da tutti gli Stati Uniti al più grande seminario della nazione per tenere una conferenza sulla “profezia”. Il tema era Matteo 24, il discorso sul monte degli Olivi e i versetti specifici in cui Gesù parla degli eventi che culmineranno con la Grande Tribolazione…quelli che lui ha definito col nome di “mini-apocalisse”. È piaciuto a tutti, l’unico problema è stata la consapevolezza da parte dei pastori presenti che non avrebbero mai potuto predicare qualcosa del genere alle loro congregazioni, pena la perdita del loro incarico!
Il problema non è il tempo in cui avverrà il rapimento, ma dov’è la testimonianza di Dio sulla terra. I teologi della chiesa sembrano decisi a distruggere il piano di Dio; alcuni affermano che la chiesa verrà rapita lasciando il popolo ebraico a soffrire, mentre altri affermano che il popolo ebraico abbia perso la promessa e che solo la chiesa ha importanza. Dio ha una testimonianza sulla terra, sarà giudice e ha bisogno di due testimoni prima di poterlo fare. Questi due testimoni sono i suoi due popoli: Israele e la Chiesa…coloro che “cantano il Cantico di Mosè, il servo di Dio (Israele), e il Cantico dell’Agnello (la Chiesa).”
In Apocalisse 11 nel mezzo della tribolazione, essi testimonieranno a tutto il mondo. Dio ha bisogno di entrambi perché essi sono il suo popolo che dichiara la sua fedeltà; ecco perché in Apocalisse 12 il dragone va a far guerra “al rimanente di quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù”… c’è un prezzo da pagare per essere testimoni.
Ti ricordo che quando tutto questo inizierà a verificarsi, la chiesa apostata sarà la prima a perseguitare i veri credenti. Questo è il momento in cui saremo denunciati da amici e parenti. Queste non sono mie parole. Leggi Matteo 24:9-11 dove è scritto Allora vi abbandoneranno all’oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti”.
È sorprendente che la chiesa degli ultimi tempi abbia le caratteristiche di Laodicea, una meravigliosa chiesetta molto impegnata e socialmente utile ma tiepida, sventurata, patetica, povera, cieca e nuda. Questa chiesa è benestante, a dire il vero disgustosamente ricca e pensa di non aver bisogno di nulla. Sanno tutto, hanno tutto sotto controllo ma si sbagliano di grosso quando si tratta di comprendere quale sia la loro condizione. Perciò consideriamo la chiesa di oggi come istituzione.
Gli Stati Uniti si classificano ora al terzo posto dietro India e Cina per il numero di persone che non sono cristiani praticanti, in altre parole, gli Stati Uniti stato diventando sempre di più “una popolazione non raggiunta dal Vangelo”.
Μetà di tutte le chiese negli Stati Uniti non ha acquisito alcun nuovo membro negli ultimi due anni. Ma perché le persone stanno lasciando la chiesa? Uno studio afferma che “le statistiche della ricerca Barna hanno riportato che forse il 50% delle persone che va in chiesa non è nemmeno cristiano!”
Molti stanno abbandonando l’istituzione per incontrarsi a casa con altri amici cristiani per la condivisione, ma un buon numero lascia perché le preoccupazioni e l’irrelevanza della chiesa li scoraggia – NON C’È VISIONE! Non c’è niente per vivere e niente per cui morire.
La chiesa tradizionale è la fonte d’inganno e persecuzione perché non ascolta più Dio e i suoi avvertimenti scritti e si occupa di riassicurare le persone che tutto va bene. Mi azzarderei a dire che novantanove pastori o responsabili di chiesa su cento comprendono poco la profezia. Le chiese sono impegnate a predicare il vangelo, hanno dei credenti neonati e danno loro latte spirituale per il resto delle loro vite, non preparandoli per quello che Matteo 24:11 dice “Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti”. La chiesa istituzionale tace.
Sembra che i cristiani cerchino la verità solo nella chiesa istituzionale, ma la cercano nel posto sbagliato. È invece ora arrivato il tempo di seguire i consigli di Ebrei 13:13 “Usciamo quindi fuori dall’accampamento e andiamo a lui portando il suo obbrobrio.
Non abbiamo bisogno di più sermoni, insegnamento e studio interminabile, ma abbiamo bisogno di conoscere Dio e di stare con le persone che cercano la stessa cosa: lottare con la Parola di Dio come fece Giovanni in Apocalisse quando gli fu dato “il libretto” per“divorarlo”e poi gli fu comandato di profetizzare.
Se mai fosse esistita una generazione che aveva bisogno di liberarsi dalle catene della religione e dei dogmi, dal falso insegnamento e dall’inganno, è proprio questa. Tu sei responsabile di ciò che fai, non il tuo prete, il ministro, il vescovo, il pastore, l’anziano o il leader dello studio biblico, perché hai bisogno di essere legato a un corpo vivente di credenti e di una sottomissione reciproca in spirito d’umiltà, non solamente perché qualcuno ha una “posizione”. Sfortunatamente, c’è la possibilità che i tuoi leader siano già caduti nell’inganno. Dico questo non a causa di un cuore ribelle, ma con dolore e cinquantanni d’agonizzante esperienza a conferma di questo fenomeno che si sta verificando nella chiesa d’oggi.
Dio è interessato a un corpo dove ognuno funziona e esercita i suoi doni spirituali. Questa è una realtà spirituale, non basata sulla formazione, gli studi o la posizione, mentre noi abbiamo provato a mettere il Corpo di Cristo in una scatola/edificio. Non è un’istituzione ma un organismo composto da persone vere che si relazionano l’un l’altro perché condividono tutti la stessa vita in Cristo. La chiesa di cui si legge in Efesini 3 e 4 non assomiglia al culto a cui ti rechi la domenica mattina. Sfortunamente sono pochi i cristiani che vivono veramente la vita della chiesa come corpo vivente dove tutti sono membra l’uno dell’altro, esaltando il nostro Capo che è Gesù Cristo.
Perciò qual è la risposta a questo problema nella chiesa di oggi? Dove troviamo la chiesa vera? Non è in un edificio all’angolo della strada vicino a casa tua, ma nei tuoi fratelli e sorelle in Cristo!
Inizia con una visione: vedere te stesso come uno di quelli che “l’hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte”(Apocalisse 12:11). Sarà necessaria probabilmente un’altra guerra e un patto di difesa che Israele sarà obbligato a sottoscrivere prima che alcuni lo riconoscano come l’evento descritto in Daniele 9:27 che da l’avvio alla settantesima settimana di Daniele. Alcuni forse non lo vedranno fino a quando il tempio non sarà ricostruito e l’Anticristo non andrà nel luogo Santissimo per un sacrificio e si dichiarerà come Dio. Altri forse non lo comprenderanno fino a quando non gli sarà richiesto di prendere un “marchio” per comprare o vendere.
Una volta che i cristiani saranno abbastanza disperati e inizieranno a scavare nella profezia loro stessi, comprenderanno che la chiesa istituzionale è apostata e non cambierà. Solo allora saranno seri abbastanza da cercare altri cristiani e riscoprire la “vita di chiesa” nel quartiere o nella propria casa. Mi scuso per non essere stato molto incoraggiante di fronte alla prospettiva che i cristiani comprendano questa semplice verità, tuttavia se non la cercano da soli, nessuno lo farà per loro.
Proclamo questo messaggio da quasi 30 anni e pochi sono coloro che si preoccupano. Penso ci saranno più persone che capiranno quando questi eventi ci coglieranno di sorpresa; la ragione, però, per cui sono così critico verso la chiesa istituzionale non è solo perché è passiva. Essa è attivamente contro di noi nel suo compiacimento, i suoi violenti attacchi contro chi vuole cambiare lo stato delle cose e causare problemi e la sua aggressiva abilità nell’anestetizzare i credenti insegnando che “tutte le cose rimarranno come sono sempre state” – Gesù tornerà fra 400 anni… sarai rapito lontano da qui in una qualunque circostanza o, peggio ancora, la seconda venuta di Cristo è la sua venuta in noi ed è già qui – ogni altra cosa che senti è uno sproloquio allarmista, non ascoltare!
“La cristianità formale e istituzionale” non è nostra amica. Essa rappresenta lo status quo ed è parte dell’inganno. I leader di chiesa non comprendono la vera natura della bestia e dell’inganno e sono così pieni delle loro antiquate interpretazioni e del loro desiderio di rimanere in pace con il gregge. Sono il problema piuttosto che la soluzione.
di Dene McGriff
“Abbiamo inoltre la parola profetica piú salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori. Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo.”(2 Pietro 1:19-21)
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Il Rapimento della Chiesa

rapimento
Introduzione
Nell’interpretazione degli insegnamenti profetici delle Scritture è quasi universalmente riconosciuto dall’intero mondo evangelico che questa presente era terminerà con un periodo di Grande Tribolazione, al cui tempo, la Chiesa che è sulla terra, verrà rapita (presa in cielo senza soffrire morte fisica) per essere per sempre con il Signore e per raggiungere tutti quei santi che l’hanno preceduta fino a quel momento. Per circa centocinquanta anni la Chiesa ha dibattuto sul “quando” questo rapimento sarebbe avvenuto, se prima o dopo la Grande Tribolazione. Nella Chiesa Evangelica attuale il pensiero più comune è a favore del rapimento prima della tribolazione (da cui ne deriva la teoria pre-tribolazionista). Tuttavia, ben pochi cristiani conoscono la storia e i retroscena di questa dottrina, tantomeno conoscono i presupposti e le basi su cui si poggia.
Lo scopo di questo scritto è di rendere disponibile in forma breve alcune delle informazioni mancanti sul tema per compararle e commentarle sulla base delle evidenze. Così, la speranza è che sia garantita al lettore la possibilità di considerare la parte più ignorata dell’argomento, l’altra faccia della medaglia. Se il punto di vista pre-tribolazionista è corretto, allora il tema della Grande Tribolazione è e rimane, per il cristiano, una argomento di interesse puramente accademico, perché privo di conseguenze. Se, viceversa, si scopre corretto il punto di vista post-tribolazionista, l’argomento diventa di importanza vitale perché ciò significherebbe che la Chiesa deve ancora entrare nel periodo più intenso di persecuzione e tribolazione della sua storia. Ne consegue, che se la Chiesa deve subire l’offensiva dell’Anticristo e delle forze del male (nel tentativo di distruggere definitivamente la cristianità nella sua interezza) è ora di cominciare a prepararsi! I posttribolazionisti (l’insieme di coloro che sostengono che il rapimento avverrà dopo la tribolazione) possono permettersi di non avere ragione. Non così i pre-tribolazionisti! Infatti, la loro coscienza dovrebbe imporgli di essere estremamente sicuri di quello che sostengono.
L’origine e i retroscena
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Il pensiero pre-tribolazionista era sconosciuto alla Chiesa primitiva. Nessuno infatti è mai stato in grado di dimostrare che questa particolare dottrina venisse insegnata dai padri della Chiesa, né dagli studiosi della Bibbia prima del 19° secolo. Questo pensiero ebbe apparentemente origine durante un risveglio di interesse intorno alla profezia biblica nel 1830, quando una giovane donna scozzese, Margaret McDonald, sostenne di aver ricevuto per “rivelazione” che la Chiesa sarebbe stata rapita prima della Grande Tribolazione. Dopo questa sua affermazione l’idea si propagò fino a Londra dove destò molto interesse. Nel corso di ulteriori “rivelazioni”, le date per il rapimento oscillavano tra il 1835 e il 1847!
La teoria del pre-tribolazionismo venne esposta pubblicamente per la prima volta alla Powerscourt House (Irlanda) in una serie di incontri aventi per oggetto la profezia biblica, durante i quali, John Darby, fondatore del movimento dei Plymouth Brethren (da cui deriva la chiesa dei Fratelli) accolse pienamente questo pensiero facendolo diventare parte essenziale dei suoi insegnamenti, dando vita a quello che oggi è conosciuto come il “Darbismo” o meglio ancora, il “Dispensazionalismo”. Tuttavia, non tutti tra i “Fratelli” accettarono questo insegnamento. Fu infatti subito rigettato e avversato da esponenti di spicco come George Muller e Samuel P. Tregelles, i quali si dissociarono presto dal movimento dei Plymouth Brethren proprio per questo motivo. Tra gli altri che si opposero a questa “novella della seconda venuta di Cristo a due fasi”, reputando tale insegnamento non scritturale, c’era anche il “principe dei predicatori” (di fede battista) Charles Spurgeon. Nonostante l’opposizione di uomini illustri questa dottrina varcò i confini denominazionali per propagarsi in tutta l’Inghilterra. L’insegnamento pre-tribolazionista raggiunse l’apice della sua notorietà nel 20° secolo, soprattutto per mezzo degli insegnamenti sulla “dispensazione” contenuti nella Bibbia con note e commenti di C. I. Scofield.
I principali esponenti della dottrina della pre-tribolazione sono: J.N. Darby, E.S. English, H.A. Ironside, J.D. Pentecost, J.R. Rice, C.I. Scofield, H.C. Thiessen. R.A. Torrey, J.F. Walvoord e Hal Linsdey.
Il lettore avrà ora interesse a conoscere quale fosse, intorno a questo tema, il pensiero dei più noti e influenti uomini di Dio, nonché teologi della Chiesa. Come già accennato, se si esaminano gli insegnamenti e gli scritti dei primi 1900 anni del Cristianesimo, non si trova alcuna traccia della dottrina pre-tribulazionista. Alcuni dei massimi esponenti della Chiesa del passato furono: Policarpo, Barnaba, Ireneo, Tertulliano, Agostino, Martin Lutero, Giovanni Calvino, Charles e John Wesley, Matthew Henry, William Tyndale, John Wycliffe, George Whitefield, Jonathan Edwards, John Knox, e Charles Finney.
La lista dei personaggi che non ha mai parlato di rapimento prima della tribolazione si allunga: George Muller, Samuel P. Tregelles, Charles Spurgeon, William Booth, G. Campbell Morgan, W.E. Blackstone, H.H. Halley, A.B. Simpson, C.T. Studd, Leon Morris, Oswald J. Smith, Francis Schaeffer, Peter Marshall, J.B. Phillips, A.W. Pink, Paul S. Rees. and C.S. Lovett.
Anche se questa lista di nomi eccellenti non può provare o disapprovare alcuna dottrina, rappresenta comunque quel contributo storico ineluttabile che ci consente di affermare con certezza che la teoria del rapimento della Chiesa prima della tribolazione è una dottrina “nuova”, sconosciuta alla Chiesa fino al 1830, e priva di un consenso universale.
L’insegnamento delle Scritture
apocalisse 20
La maniera più attendibile per conoscere le verità profetiche concernenti la fine dei tempi è la pura meditazione (scevra da ogni condizionamento mentale, da altre interpretazioni, note, commentari, o qualsiasi aggiunta d’uomo) degli insegnamenti espliciti della Bibbia sul tema. Questo tipo di approccio metterà inevitabilmente in risalto che:
  • (1) La Chiesa entrerà nella Grande Tribolazione
Nel sermone sul monte (Matteo 24, Marco 13, Luca 21) Gesù ci fornisce un resoconto chiaro, preciso e dettagliato di quello che avverrà nei tempi della fine. Egli ci dice che i credenti (gli eletti) che vivranno in quei giorni dovranno passare attraverso un periodo di Tribolazione, poi, procede a dare loro istruzioni al riguardo (es. Matteo 24:9-26). Ci viene detto, infatti, che per amore degli eletti i giorni di questa Tribolazione saranno accorciati (es. Matteo 24:22). Al riguardo, i pre-tribolazionisti (coloro che sostengono che i cristiani non subiranno persecuzione dall’Anticristo perché saranno già stati rapiti) allo scopo di rendere valida la loro dottrina fanno grande violenza al significato della parola “eletti” in questo passaggio della Scrittura. Essi sostengono che quando Gesù parla di “eletti” in Matteo 24 egli si riferisca al residuo dei Giudei che riceveranno la salvezza (giustificazione per la fede in Cristo) durante la tribolazione. Questa interpretazione di “eletti” non traspare in nessun passo del Nuovo Testamento, ma è accreditato, senza questioni, che questo termine venga utilizzato per intendere i membri del “corpo di Cristo” (Giudei e stranieri), senza alcuna distinzione. Poiché non c’è distinzione tra Giudeo e Greco, essendo egli lo stesso Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano (Romani 10:12); (Galati 3:18)Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù”. Vedi anche Romani 2:28, 29 e Colossesi 3:11.
Proseguendo, in Apocalisse leggiamo dei santi passati per la Grande Tribolazione: “E vidi le anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non avevano adorato la bestia né la sua immagine e non avevano ricevuto il suo marchio sulla loro fronte e sulla loro mano” (Apocalisse 20:4). “Vidi che quella donna era ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù” (Apocalisse 17:6); vedi anche Apocalisse 7:9-14.
  • (2) Gesù descrive un solo rapimento e ci dice quando dovrà avvenire
Nel discorso sul monte, solo un rapimento è descritto e ci viene detto con chiarezza quando avverrà: Subito dopo la tribolazione di quei giorni……..(egli) manderà i suoi angeli con gran suono di tromba per riunire i suoi eletti dai quattro venti”. (Matteo 24:29-31; Marco 13:24-27).
Questo è l’unico e solo rapimento menzionato nell’intero discorso. Un rapimento “pre” tribolazione è totalmente assente. Leggendo i resoconti dei tre vangeli sul sermone su monte, non è possibile arrivare a credere che Gesù abbia volutamente omesso ogni riferimento ad un evento così importante quale la rimozione della Chiesa nella sua totalità dalla faccia della terra! Per di più, Gesù fece una dichiarazione precisa durante questo suo discorso che preclude la possibilità che egli abbia omesso un soggetto di così grande importanza. In Marco 13:23 egli dice: Ma voi, state attenti; io vi ho predetto ogni cosa (“vi ho detto tutto in anticipo”).
Se insistiamo così tanto su un ulteriore rapimento “prima”, di cui egli non fa menzione alcuna, dobbiamo dunque credere che il nostro amato Signore stesse mentendo?
  • (3) Anche Paolo ci dice quando avverrà il rapimento
Gli insegnamenti dell’apostolo Paolo sono in perfetto accordo con quelli di Gesù concernenti la tempistica del rapimento. In I Corinzi 15:52 egli scrive che noi saremo rapiti “In un momento, in un batter d’occhio” e che questo avverrà “al suono dell’ultima tromba“.
Apocalisse ci dice che sette sono le trombe che suoneranno e che la settima tromba (l’ultima) viene suonata alla fine della Tribolazione. In Matteo 24:31 Il “gran suono di tromba” annuncia il rapimento post (dopo la) Tribolazione. “E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba per riunire i suoi eletti dai quattro venti, da un capo all’altro dei cieli”. Questo è il rapimento descritto anche il I Tessalonicesi 4:16-18 “perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole”.
In II Tessalonicesi 2:1-4, Paolo parla di nuovo del rapimento, del “nostro incontro con lui” e dice: “Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione“. (II Tessalonicesi 1:3).
  • (4) E’ possibile comprendere la tempistica del rapimento
La traslazione dei credenti che saranno ancora in vita (il rapimento) viene categoricamente menzionata solo sei volte nel Nuovo Testamento, ma la sua tempistica viene data solo in quattro di questi passaggi, vale a dire in:
  • Matteo 24:29-31 – (“subito dopo la tribolazione”)
  • Marco 13:24-27 – (“dopo quella tribolazione”)
  • I Corinzi 15:51-52 – (“al suono dell’ultima tromba”)
  • II Tessalonicesi 2:1-3 – (“quel giorno non verrà prima che sia stato manifestato l’uomo del peccato”)
Gli altri due passaggi di I Tessalonicesi 4:14-17 e Giovanni 14:1-4 non ne descrivono la sequenza.
  • (5) Tra i santi rapiti ci sono anche i martiri della Tribolazione

La Bibbia parla di due risurrezioni; la prima riguarda il giusto ed è per la vita eterna, la seconda è per l’empio e riguarda la morte eterna (Giovanni 5:28, 29; Luca 14:14; Atti 25:14). Da I Corinzi 15:51- 52 e I Tessalonicesi 4:16-17 impariamo che la prima risurrezione e il rapimento avvengono allo stesso momento, cioè quando i morti in Cristo sono vivificati per ricevere un corpo incorruttibile ed essere raccolti fin sulle nuvole per incontrare il Signore, assieme a coloro che saranno rimasti in vita e che appartengono a Cristo. In Apocalisse 20:4-6 l’apostolo Giovanni ci dice che coloro che parteciperanno alla prima risurrezione regneranno con Cristo per 1000 anni. Questo gruppo di credenti include anche quei santi che saranno stati decapitati durante la Grande Tribolazione per non aver adorato la bestia, né ricevuto il suo marchio. Questa è chiaramente detta la prima risurrezione (di modo che non ce ne possano essere delle precedenti) che include coloro che sono stati martiri durante la Grande Tribolazione.

È perciò molto chiaro. Se la prima risurrezione e il rapimento coincidono con lo stesso evento (a cui partecipano anche i martiri della tribolazione), è chiaro deve avvenire dopo la Grande Tribolazione! (George Muller faceva sempre questa domanda riguardo al rapimento: “Può esserci un’altra risurrezione prima della prima risurrezione? E può esserci un’altra tromba dopo l’ultima tromba?” Se ciò non è possibile, appare ora chiaro che il rapimento è stato volutamente spostato di tempo).
Nel posizionare ad hoc la risurrezione dei giusti prima della Tribolazione e inserirne un’altra dopo la Grande Tribolazione e chiamarle entrambe “prima risurrezione” il pensiero pre-tribolazionista diventa poco convincente in materia! La teorizzazione di questa favola appare nella nota di C.I. Scofield su I Corinzi 15:52 “La prima risurrezione, che porta vita, avrà luogo nel momento in cui la Chiesa verrà rapita per incontrare il Signore nell’aria. I martiri della tribolazione risusciteranno alla fine di questo tremendo periodo, quando Cristo tornerà sulla terra per stabilire il suo regno millenniale”.
Il pensiero pre-tribolazionista
persecuzione
La Bibbia dichiara inconfondibilmente che dopo la Grande Tribolazione ci sarà il rapimento. Questo fatto è senza disputa. Tuttavia, ci troviamo in presenza di un serio problema ogniqualvolta qualcuno cerca i versi che descrivono il rapimento facendoli coincidere arbitrariamente prima della Tribolazione. Questo succede perché non è possibile trovarne. Anche questo fatto è oltre ogni disputa, perché chi si accinge a studiare la Bibbia in tutta onestà, presto scoprirà che la tesi pre-tribolazionista dipende interamente da inferenze e deduzioni, poiché i passi della Scrittura utilizzati dai pre-tribolazionisti per provare questa teoria devono essere per forza soggetti ad una interpretazione forzata per dedurre un rapimento “pre” Tribolazione. Lo stesso John Walvoord, uno tra i maggiori sostenitori di oggi di questa tesi ha ammesso, nel suo libro “La controversia sul rapimento” (pag. 148), che il pre-tribolazionismo “non è un insegnamento esplicito della Scrittura”, una devastante ammissione, per il principale insegnante di questa teoria, tanto che, nelle successive edizioni questa sua frase è stata volutamente omessa!
Breve esame dei “versi prova” e i punti principali che formano la base della teoria pre-tribolazionista
(1) In Apocalisse 3:10, Gesù dice che: Siccome hai osservato la mia esortazione alla costanza, anch’io ti preserverò dall’ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra.
Non c’è niente nel linguaggio di questo testo che ci autorizzi a credere che noi cristiani verremo preservati dall’ora della tentazione che sta per venire attraverso la rimozione del nostro corpo dalla terra, cioè un rapimento. Nel testo originale greco, le stesse parole qui usate per “anch’io ti preserverò” sono le stesse usate da Gesù in Giovanni 17:15 nella preghiera a favore dei discepoli, fatta ….. perché Dio li preservi dal maligno. Il Signore qui non stava pregando perché noi fossimo rimossi dal mondo, ma che fossimo preservati dalla potenza del male perché disse, “non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno” (per il fatto che viviamo “in mezzo” al male). Lo stesso concetto è contenuto nelle istruzioni alla preghiera che Gesù dà ai discepoli in Matteo 6:13, “… ma liberaci dal maligno” (letteralmente, “salvaci dal male”), ma anche nell’espressione di Paolo in Galati 1:4per sottrarci al presente secolo malvagio”. Perciò, quando preghiamo in questo modo, noi non chiediamo di essere fisicamente rimossi dal male (perché come abitanti del mondo non possiamo), ma stiamo chiedendo a Dio la forza per continuare a vivere in questo mondo di tenebre! La Bibbia è piena di prove di come possiamo riporre la nostra fiducia nel nostro meraviglioso Dio per essere liberati in ogni tribolazione (Salmo 91, Isaia 43:2, Daniele 3:3-29, 6:16-23).
(2) In Luca 21:36 leggiamo: Vegliate dunque, pregando in ogni momento, affinché siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per venire, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”.
Qui dobbiamo chiederci a che cosa si riferisca la frase “tutte queste cose”. Esaminando il verso nel suo contesto (versi 25-28) noteremo che Gesù parla dei segni immediatamente precedenti la sua seconda venuta in gloria. In questo periodo gli uomini saranno presi da spavento e terrore “per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo” (verso 26). Il contesto rende chiaro che questa paura è causata dall’attesa del giudizio divino di Dio “poiché le potenze dei cieli saranno scrollate”. La seconda venuta di Cristo (il suo glorioso ritorno) sarà accompagnata da giudizio e retribuzione (I Tessalonicesi 1:7-10; Atti 3:20-21), cose che la Chiesa non deve temere, perché il Signore ci rivolge questo incoraggiamento, “ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina” (verso 28). Le cose che stanno per venire (così temute dall’uomo) sono dunque associate con il ritorno glorioso del Signore e non alla Grande Tribolazione.
(3) In I Tessalonicesi si legge: “. . . cioè, Gesù che ci libera dall’ira imminente (1:10) Dio infatti non ci ha destinati ad ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo (5:9)
Di nuovo, questi passaggi non ci dicono niente del rapimento, ma solo che la Chiesa non sarà soggetta all’ira di Dio. L’ira di Dio non è la Tribolazione (che è la sofferenza risultante dall’ira dell’Anticristo) ma si riferisce al giudizio finale di Dio sui malvagi. In Romani 2:5 leggiamo: ” . . . il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio.
In Matteo 24:29-30 si legge dei segni nel cielo che avverranno subito dopo la Grande Tribolazione e che precedono la seconda gloriosa venuta di Cristo. In Apocalisse 6:13-17 leggiamo ancora di questi segni e della paura terribile degli empi che vorranno nascondersi: “… dall’ira dell’Agnello; perché è venuto il gran giorno della sua ira. Chi può resistere?
I non convertiti non saranno preparati per il giorno dell’ira e del giudizio.
(4) Un altro “testo prova” comunemente quotato per sostenere un rapimento segreto “pre” tribolazione è Matteo 24:40-41: “Allora due saranno nel campo; l’uno sarà preso e l’altro lasciato; due donne macineranno al mulino: l’una sarà presa e l’altra lasciata”.
Questo passaggio non parla di rapimento, né tanto meno di chi sarà preso o di chi sarà lasciato sulla terra. La Bibbia, tuttavia, non ci lascia nel dubbio, ma ha fatto luce su questo passo, infatti è Gesù che ci da l’esatto significato. In Matteo 13:24-30 egli ci ha lasciato la parabola del grano e delle zizzanie, dove nei versi 36-42 ne dà l’interpretazione.
In questa parabola, a cominciare dal verso 24 leggiamo che il regno di Dio è paragonato a un uomo che semina una buona semenza nel suo campo. Mentre dormiva, venne un nemico e vi piantò delle zizzanie le quali crebbero assieme al grano. I servi del padrone gli chiesero da dove fossero venute le zizzanie ed egli rispose loro che era stato il nemico ad averle piantate. I servitori gli chiesero se avessero dovuto raccoglierle, ma il padrone di casa gli disse di lasciarle stare per non correre il rischio che anche il grano venisse sradicato. Grano e zizzanie furono lasciate lì sul posto fino al tempo della raccolta, quando i mietitori avrebbero prima raccolto le zizzanie per essere messe in un fascio destinato al fuoco, e poi il grano per essere sistemato nei covoni.
Interpretando questa parabola Gesù disse: Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo; il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; le zizzanie sono i figli del maligno; il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell’età presente; i mietitori sono angeli” (versi 37-39). Da qui capiamo che i cristiani vivranno assieme ai non cristiani in questa presente epoca fino alla fine del mondo, quando le zizzanie verranno separate per essere distrutte.
“Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano con il fuoco, così avverrà alla fine dell’età presente. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono l’iniquità, e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti” (versi 40-42).
Ora che abbiamo la chiave di lettura torniamo per un momento al verso 30 della parabola. Lasciate che tutti e due (salvati e non salvati) crescano insieme fino alla mietitura (alla fine di questo mondo) e, al tempo della mietitura, (io, Gesù) dirò ai mietitori (gli angeli): ‘Cogliete prima le zizzanie (i figli del maligno, i non salvati), e legatele in fasci per bruciarle (nella fornace ardente dove vi sarà pianto e stridor di denti); ma il grano (i figli del regno, i salvati), raccoglietelo nel mio granaio“.
Più avanti, al verso 49 ne leggiamo il sommario: Così avverrà alla fine dell’età presente. Verranno gli angeli, e separeranno i malvagi dai giusti”. Gesù lo dice chiaramente – prima saranno raccolti i non salvati, poi i salvati!
Su questo punto, la teoria pre-tribolazionista semplicemente rifiuta le parole di Gesù. Nelle note di C.I. Scofield sul verso 24 leggiamo: “la parabola del buon seme e delle zizzanie non descrive il mondo, ma coloro che dicono d’appartenere al regno”; poi nella nota del verso 30 scrive, “alla fine della nostra era le zizzanie verranno messe da parte per essere bruciate, ma prima il grano è raccolto nel granaio.” (NB: questa frase non compare nella versione tradotta in italiano, ma solo nell’ originale). Ciononostante, Gesù aveva detto “il campo è il mondo” (verso 38), e, “così avverrà alla fine dell’età presente” (verso 40); e ancora, “cogliete prima le zizzanie” (verso 30)!
(5) Per giustificare il loro punto di vista, i pre-tribolazionisti si servono di alcune analogie tratte dall’Antico Testamento. Viene dato molto rilievo alla traslazione di Enoc prima del giudizio del diluvio e alla salvezza di Lot prima della distruzione di Sodoma, affermando che i due personaggi sono una figura della Chiesa rapita in cielo prima della tribolazione. Noè invece, che fu lasciato in terra durante il diluvio, sarebbe figura d’Israele nella tribolazione. Ora, perché non potrebbe essere anche Noè un modello della Chiesa preservata durante la Grande Tribolazione non è mai stato detto.
(6) Riguardo all’imminenza del ritorno di Cristo i pre-tribolazionisti sostengono che il Signore potrebbe ritornare “in ogni momento” e che avrebbe potuto farlo in ogni periodo della storia della Chiesa. Per tanti, solo questo ragionamento in sé costituirebbe la ragione principale per aderire a questa dottrina.
Gli apostoli non consideravano il rapimento nel senso di imminenza, cioè di “rapimento in ogni momento”. Ad esempio, Paolo era in attesa del suo martirio e non del suo rapimento (II Timoteo 4:6-8), inoltre, in II Tessalonicesi 2:1-2 Paolo è molto chiaro riguardo al fatto che il rapimento non era imminente, Ora, fratelli, circa la venuta del Signore nostro Gesù Cristo e il nostro incontro con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto sconvolgere la mente, né turbare sia da pretese ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche lettera data come nostra, come se il giorno del Signore fosse già presente.
Anche Pietro non credeva in un rapimento “in ogni momento”, perché sapeva bene quale sarebbe stata la sua fine, cioè che sarebbe invecchiato e sarebbe morto, ma mai rapito in ogni istante (Giovanni 21:18-19). Inoltre, tutti gli apostoli sapevano che il vangelo doveva prima essere predicato fino alle estremità della terra. (Ancora non è stato completato questo mandato duemila anni dopo).
Gesù stesso non ha mai insegnato che sarebbe potuto ritornare “in ogni momento”. Le parabole delle vergini e dei talenti in Matteo 25 ci dimostrano invece come dovremmo usare il nostro tempo nell’attesa del ritorno di Cristo. Il verso 5 ci dice che “lo sposo tardava” e nel verso 19 che “dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò“.
Inoltre, Gesù disse che certi segni e determinate condizioni avrebbero dovuto avverarsi prima della Tribolazione (i fatti descritti in Matteo 24:15-21 e Marco 13:10, 14-19 devono ancora compiersi). Allo stesso modo Paolo insegnò che prima del rapimento doveva verificarsi l’apostasia e manifestarsi l’Anticristo (II Tessalonicesi 2:1-3). Solo quando vedremo tutte queste cose avverarsi la fine sarà vicina (Matteo 24:32-33; Marco 13:28-30; Luca 21:28, 31).
(7) E’ opinione comune tra i pre-tribolazionisti che il pensiero di un rapimento imminente “ad ogni istante” costituisca il migliore incentivo per una condotta santa. Togli il rapimento ad ogni istante e hai tolto questo incentivo e ti ritrovi con tanti cristiani che fanno fatica a condurre una vita santa. Il defunto Dr. M.R. DeHaan, popolare insegnante e conduttore di programmi biblici radiofonici, nel novembre del 1962 fece il seguente commento via radio (incluso successivamente nel libro “This Same Jesus” – “Questo stesso Gesù”): “anteporre qualsiasi evento prima del ritorno del nostro Signore rappresenta un peccato terribile meritevole d’essere severamente giudicato e dire che debba accadere qualcosa prima che il nostro Signore possa ritornare equivale a distruggere l’imminenza e la potenza della Sua seconda venuta; toglie di mezzo un incentivo alla santificazione, al servizio, e alla paziente aspettativa…”.
Eppure, la pietà (che è religione del cuore), se non è motivata esclusivamente da un sincero amore per Dio e dall’unico proposito di servirlo e di potergli piacere, non potrà mai essere chiamata santità! Invece, la giusta motivazione a vivere per il Signore, è capace di produrre lo stesso modello di vita santa e vittoriosa, sia che noi aspettiamo il Suo ritorno la prossima settimana, il prossimo mese, o entro dieci anni. La pietà che proviene dalla paura di non essere “presi” al Suo ritorno, non è santificazione, ma mera ipocrisia.
(8) Alcuni dei principali sostenitori del pre-tribolazionismo moderno (Hal Lindsey e J.F. Walvoord) ritengono essenziale il periodo di tempo tra il rapimento e la seconda venuta al ripopolamento della terra in vista del futuro Millennio. Hal Lindsey, nel suo popolare libro intitolato “Addio terra, ultimo pianeta” (milioni di copie vendute in pochi anni) ritiene questo fatto la prova più importante a favore della teoria della pre-tribolazione! A pag. 143 egli scrive, “in questo è la ragione principale per cui noi crediamo che il rapimento avverrà prima della Tribolazione…se il rapimento avvenisse allo stesso momento della seconda venuta, non rimarrebbe alcun credente in vita; perciò, non entrerebbe nessuno nel regno del millennio che potrebbe ripopolare la terra” (tratto dalla versione originale). In risposta alle sue tesi, consideriamo che, all’apparizione di Cristo, un residuo di Giudei si pentirà e sarà salvato (questi Giudei contribuiranno al ripopolamento della terra (Zaccaria 12-14) come indicato da Lindsey stesso a pag. 54 del suo libro), inoltre, in quel tempo ci sarà un’intera generazione di bambini che non avranno ancora raggiunto l’età della responsabilità morale.

(9) I pre-tribolazionisti sostengono che suggerire che Dio permetta alla sua preziosa Chiesa di soffrire durante la Grande Tribolazione equivale a gettar discredito sul suo carattere amorevole. Se è così, allora Dio è già sotto accusa per aver permesso a migliaia di suoi figli preziosi, nel passato e anche nel presente, di soffrire le pene più atroci per amore del suo nome. Purtroppo Dio non aveva in programma un rapimento ad hoc per loro! Forse la scusa è che questi preziosi figli non erano nella Grande Tribolazione, ma solo nella persecuzione. Forse che, non essere nella Grande Tribolazione (pur morendo da martiri) abbia alleggerito la loro sofferenza? C’è sofferenza maggiore di ciò che causa morte fisica? No, perchè le sofferenze della Grande Tribolazione non possono essere più intense di quelle che sono state subite nel passato (anche se la portata di quelle sofferenze sarà maggiore). Dopo tutto, possono esservi sofferenze di maggior intensità che quelle di essere bruciati vivi, tagliati a pezzi, dati in pasto a bestie feroci o altre diaboliche forme di morte sofferte dai martiri del cristianesimo?
C’è un insegnamento coerente che pervade il Nuovo Testamento e che prepara i figli di Dio alle sofferenze e che ci dice che è una benedizione poter soffrire per causa Sua. Da nessuna parte è scritto che i cristiani debbano aspettarsi di sfuggire alla Tribolazione.
Nonostante la persecuzione sia prevalente in molte parti del mondo la Chiesa occidentale gode di una sicurezza e prosperità senza precedenti nella storia, non sapendo cosa significhi realmente essere perseguitati e tribolati per il vangelo. E’ stato calcolato che ci sono stati più martiri cristiani nel 20° secolo che in tutte le epoche cristiane precedenti. Come possiamo credere che noi saremo rapiti e rimossi da Dio per scampare a un tempo di prova e di affinamento, quando Lui stesso ha permesso e sta permettendo a un numero infinito di nostri fratelli di soffrire fino alla morte? Siamo noi meglio di loro? È del tutto inconsistente il credere che Dio permetta ai cristiani di soffrire la persecuzione e il martirio a livello individuale o di piccoli gruppi di individui, e nello stesso tempo non credere che questo gruppo di perseguitati possa allargarsi così tanto fino a contenere in sé tutta la CHIESA. Il nostro insegnamento è privo di fondamento se prevede che nella gloria del cielo, i martiri del passato (che hanno ritenuto essere un privilegio ineffabile soffrire e morire per il nome di Gesù) si riuniscono in comunione con una Chiesa “sfuggita”, perché aveva considerato diritto inalienabile “scappare” al suo destino!
“Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi”. (Matteo 5:11-12; Luca 6:22- 23)
Sommario e conclusione
martirio
È credo comune tra molti sinceri credenti che ogni deviazione da questo popolare insegnamento sulla pre-tribolazione sia di natura non scritturale, ma liberale (cioè, un dietro front dallo storico punto di vista). Questa forma di credo, tuttavia, non regge il confronto quando viene esaminato alla luce dei fatti storico biblici. La Scrittura identifica solo una traslazione, o rapimento dei santi, ponendolo inconfondibilmente dopo la Grande Tribolazione. Un rapimento prima della Tribolazione non è descritto in nessuna parte della Bibbia. Questo tipo di dottrina dipende esclusivamente da ingerenze, che ad un attento esame non possono essere comprovate. Oltre tutto, la troppo breve storia del pre-tribolazionismo rinnega il valore e l’importanza di una dottrina storica e fondamentale. A tal proposito E.F. Sanders del Wheaton College ha scritto: “investigate le pagine della storia della Chiesa e la sua letteratura e non troverete mai alcuno (fino al 1830) che faccia menzione del fatto che il Signore tornerà prima della Tribolazione. Nessuno fino ad oggi ha mai fatto citazioni o quotato scritti del passato per dimostrare il contrario!”. Le implicazioni di questa verità sono molto serie, perché se la dottrina pre-tribolazionista fosse vera, significherebbe che è stata nascosta alla Chiesa per 19 secoli. Allora nessuno tra i teologi o tra gli insegnanti appartenenti al periodo precedente al 1830 è stato mai in grado di scoprire nelle pagine della sacra Scrittura un rapimento e una venuta del Signore prima della Tribolazione?
Due sono le ragioni per cui questo tema merita un’attenta considerazione.
Prima di tutto perché il pensiero pre-tribolazionista potrebbe contribuire alla propagazione dellapostasia nella Chiesa degli ultimi tempi. Questa dottrina, quando insegnata assieme al vangelo della grazia a poco costo e del creder facile e a un concetto di cristianesimo gradevole per credenti casuali disposti ad accettare Gesù, può essere estremamente nociva.
Secondo, perché se una parte di Chiesa che crede nella pre-tribolazione si trovasse ad entrare nella Grande Tribolazione, ne conseguirebbe un periodo di confusione e devastazione spirituale senza precedenti. Non ci vuole tanta immaginazione per descrivere lo shock, il dubbio, l’allontanamento dalla vera fede e dall’amore, l’amarezza e la confusione che ne potrebbe risultare. Di sicuro, l’efficacia della testimonianza personale e dei ministeri verrebbe drasticamente compromessa e il nome prezioso di Dio non sarebbe glorificato nel modo in cui si dovrebbe. Esempio e preludio di ciò lo abbiamo avuto nel risultato spiritualmente devastante della Chiesa in Russia, allorché in tempi recenti, tra le sue fila si pensava che fosse giunta la fine, dopo la decimazione (della Russia) ad opera dei Bolscevichi dopo la rivoluzione del 1917. Abbiamo invece assistito all’effetto glorioso della persecuzione in Cina nel 1948 in una Chiesa già preparata.
Per concludere, il tema del “rapimento” non dovrebbe essere considerato come un testo di ortodossia, tanto meno dovrebbe essere il motivo intorno al quale dipende la comunione cristiana. Tuttavia, i pre-tribolazionisti sono qui con amore esortati a studiare con preghiera e considerare la posizione post-tribolazionista affinché tutti possiamo essere pronti qualora quel periodo terribile dovesse vederci protagonisti, allo scopo di rendere a Dio gloria e onore nella persecuzione e nella sofferenza e per conformarci sempre più alla sua meravigliosa immagine.
“Perché vi è stata concessa la grazia, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui, ma anche di soffrire per lui (Filippesi 1:29), “Carissimi, non vi stupite per l’incendio che divampa in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Anzi, rallegratevi in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo, perché anche al momento della rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare(I Pietro 4:12-13), “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Com’è scritto:
«Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno;
siamo stati considerati come pecore da macello».
Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati(Romani 8:35-37).
di Michael Corner
” Secondo la mia viva attesa e la mia speranza di non aver da vergognarmi di nulla; ma che con ogni franchezza, ora come sempre, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia con la vita, sia con la morte. Infatti per me il vivere è Cristo e il morire guadagno. ”
(Filippesi 1:20-22)
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