La Bayer e il suo primato OGM

Di su ottobre 24, 2013
bayer riso ogm

Una recente indagine all’Ufficio Europeo dei Brevetti mostra che, in termini di numero di brevetti sugli OGM, la BAYER è addirittura la prima.

La discussione sui semi geneticamente modificati è dominata dalle critiche rivolte alla MONSANTO. Sulla scia della MONSANTO la compagnia tedesca BAYER è diventata una delle più grandi multinazionali dell’agricoltura nel mondo. La BAYER è già oggi uno dei principali fornitori di pesticidi e di semi.

Mais, frumento, riso, orzo, soia, cotone, barbabietola da zucchero, rape, patate, tabacco, pomodori, uva: la lista delle piante transgeniche di cui la BAYER CROPSCIENCE detiene il brevetto, è lunga. La multinazionale ha brevettato anche alberi geneticamente modificati, come per esempio, pioppi, pini ed eucalipti. Questo è il risultato di una recente indagine presso l’Ufficio Europeo dei Brevetti di Monaco, in Germania, condotta dalla Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (Germania) assieme a No Patents on Seeds! (No ai brevetti sui semi!). A questo scopo, l’iniziativa ha esaminato tutte le richieste di brevetto presentate dalla BAYER negli ultimi 20 anni. Secondo i risultati dell’indagine, la Compagnia possiede 206 dei 2000 brevetti concessi in totale in Europa su piante transgeniche. Questo mette la BAYER al primo posto, davanti a PIONEER (179), BASF (144), SYNGENTA (135) e MONSANTO (119).

Brevetti OGM (Bayer, Syngenta)
Brevetti OGM (BASF, Pioneer, Dow, Monsanto)

Con una fetta di mercato del 20 per cento, la BAYER CROPSCIENCE, una sussidiaria posseduta interamente dalla BAYER AG, è la seconda maggior produttrice al mondo di pesticidi, (dopo SYNGENTA). Riguardo ai semi la Compagnia è al settimo posto con una fetta di mercato del 3 per cento.

Il processo di concentrazione del mercato agricolturale sta procedendo da decenni. Nel settore semi e pesticidi, le dieci più grandi multinazionali possiedono una fetta di mercato di oltre il 70%. L’obiettivo di questo oligopolio è quello di spartirsi il mercato, stabilire i prezzi, indirizzare le politiche e, alla fine, controllare il modo in cui l’umanità produce il cibo e quindi controllare le sorti dell’intero pianeta. “Chi controlla i semi, comanda il mondo” ha detto una volta l’ex Segretario di Stato statunitense Henry Kissinger. E, a tal fine, i brevetti su piante e animali sono mezzi essenziali.
Già nel 2008 lo studio International Assessment of Agricultural Science and Technology for Development (valutazione internazionale della scienza agricola e della tecnologia per lo Sviluppo, IAASTD), avviato dalle Nazioni Unite e dalla Banca Mondiale, ha espresso preoccupazione per il fatto che la ricerca e la diffusione delle conoscenze vengono limitate dalla crescente registrazione di brevetti. Specialmente nei paesi in via di sviluppo, ciò rende più difficile l’adozione di pratiche agricole adattate alla situazione locale, che contribuirebbero alla sicurezza alimentare e alla sostenibilità economica.

MONSANTO è di gran lunga il maggior fornitore nel mondo di semi geneticamente modificati. La multinazionale ha acquisito dozzine di piccoli produttori e coltivatori di semi, raggiungendo una fetta di mercato intorno al 27%. La compagnia statunitense è anche davanti a tutti nella vendita di erbicidi: il 95% della soya OGM e il 75% di piante OGM, tipo il mais o il cotone, sono resistenti all’erbicida glifosato (nome commerciale ROUNDUP), sviluppato dalla MONSANTO.

Ci sono studi che indicano che l’uso di questa sostanza può causare difetti alla nascita e cancro. Un numero sempre più alto di coltivatori ne vengono avvelenati, soprattutto in America Latina. Contrariamente alle costanti promesse dell’industria, l’uso di piante geneticamente modificate non ha per niente diminuito l’uso di pesticidi, che invece è continuamente aumentato. Le critiche rivolte alla MONSANTO, sono quindi giustificate.
Ma questo mette le compagnie tedesche BAYER e BASF in una posizione di comodo, in quanto non ricevono molta attenzione nel dibattito pubblico. Invece, il glufosinato, un pesticida della BAYER, parente del glifosato, che viene usato anch’esso in combinazione con semi resistenti agli erbicidi, è altrettanto pericoloso. Il principio attivo può causare deformità nel feto ed è perciò classificato come reprotossico. Per questa ragione l’erbicida dovrà essere ritirato dal mercato europeo al massimo entro il 2017. Ma ciò non ha impedito alla BAYER di annunciare, nel maggio 2013, la costruzione di una nuova enorme fabbrica di glufosinato negli USA. Con questa mossa, la multinazionale vuole colmare il vuoto causato dalla crescente inefficacia del glifosato contro le erbe selvatiche.

Nel campo della “tecnologia OGM verde”, la BAYER sta costantemente avanzando.

La Compagnia sta portando avanti la ricerca sulle piante geneticamente modificate, fin dagli anni ’80. Nel 2001 ha fatto il suo ingresso tra le grandi del settore con l’acquisizione di AVENTIS CROPSCIENCE, la quale a sua volta era stata creata dai settori OGM di SCHERING, RHONE POULENC e HOECHST. In seguito la BAYER ha comprato altre compagnie, come PLANT GENETICS SYSTEMS, PLANTTEC, PROSOY GENETICS e ATHENIX. Inoltre ha creato accordi di cooperazione con compagnie di biotecnologia, come la EVOGENE (ricerche sul riso), MERTEC (soia) e FUTURAGENE (cotone), oltre che con istituti di ricerca come il Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (frumento) e il Brazilian Centre for Sugarcane Technology (canna da zucchero).
Al momento la BAYER raggiunge le vendite maggiori con i semi di cotone, su cui la Compagnia possiede 18 brevetti OGM. La BAYER fornisce anche colza, canna da zucchero, mais e soia geneticamente modificati e, già dieci anni fa, ha fatto domanda per l’importazione in Europa del riso OGM resistente agli erbicidi, LL62.

206 brevetti OGM della BAYER.

La nostra indagine mostra che negli ultimi 20 anni, la Bayer ha presentato un totale di 771 domande all’Ufficio Europeo Brevetti e 206 di queste sono state accettate (vedi tabella). Addirittura due compagnie tedesche sono in testa per numero di brevetti assegnati negli ultimi tre anni: la BASF con 69 e la BAYER con 56.
La BAYER, detiene 26 brevetti solo per amido e zucchero. L’obiettivo è quello di produrre amido per uso industriale attraverso piante geneticamente modificate e, sempre attraverso la modificazione genetica, produrre specifici tipi di zucchero per usi speciali.
23 brevetti della BAYER riguardano la resistenza agli erbicidi. I brevetti sul glufosinato risalgono in parte agli anni ’80 e sono ora scaduti. Per estenderne la durata, la BAYER ha apportato piccoli cambiamenti al DNA di piante importanti come la soia e il cotone e ha fatto domanda di nuovi brevetti in tal senso.
Dal momento che il brevetto per il glifosato della MONSANTO è anch’esso scaduto, la BAYER lo sta producendo e detiene 10 brevetti sulle tecnologie di produzione. Per esempio, il brevetto N. EP1994158, descrive un processo di resistenza al glifosato con il quale la BAYER ha avanzato diritti su ben 23 piante diverse, tra cui mais, frumento, orzo, soia e riso, vari alberi e addirittura erbe.

In agosto 2011, la BAYER ha ricevuto dall’Unione Europea, il permesso di importare la soia resistente al glufosinato del tipo A5547-127. Questo tipo di soia sarà coltivata principalmente in Sud America e importata in Europa come mangime per animali. Solo pochi mesi prima, la Compagnia aveva ottenuto, per questa soia, un brevetto che sarà valido fino al 2026. Il brevetto, con il prevedibile proposito di evitare controlli indipendenti, dà alla Compagnia anche il diritto esclusivo di controllare i semi per quanto riguarda le contaminazioni da questo tipo di soia geneticamente modificata.

Una pianta resistente al glufosinato, è anche stata la responsabile del più grande scandalo da contaminazione nella storia dell’ingegneria genetica. Nel 2006, il riso genetico modificato del tipo LL 601, fu trovato nei supermercati di tutto il mondo, anche se non esisteva alcun permesso. Poco più del 30% del raccolto degli Stati Uniti risultò contaminato. L’Europa e il Giappone bloccarono tutte le importazioni di riso dal Nord America. Nel 2012 la BAYER dovette pagare oltre 900 milioni di dollari di indennizzo ad agricoltori danneggiati dalla contaminazione.
Il riso LL 601 esiste ancora e viene regolarmente trovato nel riso commerciato convenzionalmente.

Per migliaia di anni gli agricoltori hanno prodotto i loro semi creando tipi di piante che si adattavano in modo ottimale alle condizioni locali. Questo metodo auto-perpetuante è chiaramente problematico per i produttori su vasta scala. Il trucco più insidioso usato dai giganti dell’agricoltura contro la libera riproduzione dei semi, è la cosiddetta “tecnologia terminator”: una modificazione genetica che rende la pianta sterile dopo un solo ciclo di semina e costringe quindi gli agricoltori a comprare ogni anno nuovi semi.

Tutte le grandi compagnie del settore agricolo conducono ricerche sui semi “terminator” e hanno ottenuto dei brevetti in questo campo. Dopo l’acquisizione di Hoechst Schering Agrevo GmbH (in seguito divenuta AVENTIS), anche la BAYER detiene brevetti sulla tecnologia “terminator”. Per esempio, uno si chiama “Processo per la produzione di piante a sterilità femminile”.
Le piante terminator non sono usate al momento, perchè dal 2000, esiste una moratoria dovuta alla Convenzione ONU sulla diversità biologica. Questa però non è legalmente vincolante e ci sono stati svariati tentativi di indebolire il bando. Se questi tentativi dovessero aver successo, ne deriverebbe una immensa minaccia alla biodiversità e alla sicurezza alimentare di milioni di persone che vivono solo di agricoltura, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Per questo, ci sono in tutto il mondo iniziative ecologiche che chiedono un bando permanente su questa tecnologia, così come sui brevetti che la riguardano.

Malgrado l’alto numero di brevetti e cooperazioni, il programma di ingegneria genetica della BAYER si basa principalmente su due sole tecniche: prima, semi resistenti agli erbicidi, venduti in combinazione con gli erbicidi glufosinato o glifosato; seconda, piante che contengono il Bacillus thuringiensis (Bt), un batterio velenoso che uccide gli insetti.

Entrambi i metodi sono sul mercato dagli anni ’90. A causa dei pericoli che causano all’uomo e all’ambiente, la Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania) chiede che il glufosinato e il glicosato siano immediatamente ritirati dal mercato.
Dal momento che le piante geneticamente modificate perdono via il loro effetto, la BAYER ha scambiato molti brevetti con MONSANTO, DUPONT, SYNGENTA e DOW. Le compagnie usano ora le tecniche dei loro concorrenti e offrono semi che sono resistenti a due o anche tre erbicidi. Nel 2012 è stato introdotto un tipo di soia resistente al glufosinato, al glifosato e al 2,4D (quest’ultimo era un componente del defoliante Agent Orange, usato in Vietnam). La MONSANTO ha recentemente fatto domanda per avere il permesso di importare in Europa il mais dolce “Smartstax”, che non solo è immune al glifosato e al glufosinato, ma contiene anche sei tossine del Bacillus thuringiensis.

Negli ultimi 25 anni, la BAYER e i suoi simili non sono riusciti a scuotere lo scetticismo dei consumatori Europei nei confronti dell’ingegneria genetica. La BASF si è arresa e ha spostato negli USA l’intero settore della ricerca sugli OGM.

Inoltre le profezie sugli esiti delle manipolazioni genetiche si sono rivelate sbagliate. I raccolti non sono aumentati significativamente e l’uso dei pesticidi non si è ridotto. Per questi motivi la BAYER sta ora intensificando di nuovo l’uso di metodi di coltivazione convenzionali. Ma la coltivazione convenzionale genera profitto solo se la compagnia ha dei brevetti su di essa, e così la BAYER mira a ottenerli e ci è già riuscita. Nell’agosto del 2011, l’Ufficio Europeo Brevetti, ha concesso un brevetto per la coltivazione di piante con accresciuta resistenza allo stress (brevetto EP1616013). Il brevetto è valido fino al 2024. I fattori considerati di stress sono, per esempio, siccità, troppa luce o troppo calore o un terreno povero di sostanze nutrienti.
Solo 100, dei 2000 brevetti rilasciati dall’Ufficio Europeo Brevetti, riguardano piante coltivate convenzionalmente. Una prassi comune è anche quella di prendere piante coltivate prima convenzionalmente e geneticamente manipolate in seguito, perché in questo modo è più facile ottenere il diritto al brevetto. Concedendo questi brevetti, l’Ufficio Europeo Brevetti accetta, di fatto, che anche piante coltivate convenzionalmente siano dichiarate “invenzioni” e che le risorse genetiche vengano monopolizzate.
Questo dimostra che la legge internazionale sui brevetti è cambiata significativamente. Sia la Convenzione di Strasburgo sui Brevetti, nel 1963, che la Convenzione Europea sui Brevetti, nel 1977, escludevano richieste di diritti proprietari riguardanti “procedure essenzialmente biologiche”. Razze e speci di animali o piante non venivano considerate invenzioni da proteggere e l’obiettivo della decisione era quello di impedire che i processi vitali divenissero beni di mercato. Questa situazione avrebbe reso pressoché impossibile che l’ingegneria genetica diventasse un settore economico redditizio. Perciò le lobby della BAYER e delle altre compagnie, hanno fatto di tutto per reinterpretare la legge con qualche acrobazia legale. Il colpo buono è venuto nel 1980, quando un ufficio brevetti statunitense ha concesso il copyright su un batterio, sostenendo che era molto più simile a un composto chimico senza vita che non a un cavallo, a un’ape o a una fragola. Da quel momento in poi le cose si sono mosse in fretta. Nel 1988, l’Università di Harvard è riuscita ad ottenere la proprietà intellettuale sul cosiddetto oncomouse (un topo particolarmente suscettibile di contrarre il cancro) e ha immediatamente concesso un contratto di licenza alla compagnia farmaceutica DuPont. Oggi, l’Ufficio Europeo Brevetti concede diritti proprietari anche su piante coltivate convenzionalmente.
C’è comunque uno spiraglio di speranza. Nell’ultimo incontro prima della pausa estiva, il Deutscher Bundestag, il parlamento tedesco, ha deciso di cambiare la legge tedesca sui brevetti e bandire la concessione di diritti proprietari su animali e piante allevati convenzionalmente. E’ vero che questa legge non interferisce con le pratiche dell’Ufficio Europeo Brevetti, ma è possibile che altri paesi decidano di imitarla e bandiscano i brevetti sugli organismi viventi.

Numero di brevetti emessi dall’Ufficio Europeo Brevetti
1. BAYER 206
2. DUPONT-PIONEER 179
3. BASF 144
4. SYNGENTA 135
5. MONSANTO 119
6. DOW 20

Numero di domande di brevetto
1. DUPONT-PIONEER 1.454
2. BASF 1.273
3. SYNGENTA 961
4. MONSANTO 811
5. BAYER 771
6. DOW 228

di Ruth Tippe (KEIN PATENT AUF LEBEN!) e Philipp Mimkes
Per concessione di CBG
Fonte: http://www.cbgnetwork.de/5229.html
Data dell’articolo originale: 10/10/2013
URL dell’articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=10701

Foto

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L’Europa potrebbe presto non essere più capace di produrre cibo

Di su ottobre 21, 2013
produzione cereali

I Paesi Europei potrebbero non essere più in grado di aumentare la produzione alimentare, perché vicini a raggiungere il limite fisiologico di crescita delle colture. Questo l’allarme lanciato da Lester Brown. Ma è veramente così? E quali sono le soluzioni proposte?

Secondo Lester Brown, presidente dell’Earth Institute di Washington e analista alimentare di fama internazionale: “In Francia, Germania e Regno Unito, i tre produttori di grano leader nell’Europa occidentale, c’è stato poco aumento dei rendimenti [delle colture]per oltre 10 anni. Altri Paesi raggiungeranno presto i loro limiti per le rese di granaglie”.

Una frase che ha un peso molto importante nel panorama alimentare mondiale e che ci impone una riflessione a riguardo.

Secondo Lester Brown, molte colture di base presenti in Europa sono vicine a raggiungere il loro limite di crescita fisiologico. Non solo, in India, nella Corea del Sud e in Giappone, la produttività dei raccolti di riso non cresce da ben 17 anni.

Secondo l’ambientalista, fondatore dell’Earth Institute di Washington, i governi non avrebbero capito che le coltivazioni intensive perpetrate in decenni di raccolti, spingeranno la terra a non produrre più cibo. Soprattutto in previsione della crescita vertiginosa della popolazione mondiale che, entro la metà di questo secolo, arriverà a ospitare circa tre miliardi di persone in più.

Si tratta di un processo tutt’altro che naturale, secondo Brown, che sarebbe invece il risultato di limiti “imprevisti” come la diminuzione di rendimento delle colture di riso in Giappone e in Cina.

”Abbiamo vincoli reali per l’acqua, l’erosione del suolo e le rese, a cui si aggiungono quelli dovuti ai cambiamenti climatici. Si tratta di una convergenza che non abbiamo mai affrontato prima”, precisa Brown.

Eppure, c’è chi non condivide pienamente questa posizione: l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), nel suo ultimo rapporto trimestrale “Crop Prospects and Food Situation”, evidenzierebbe invece come la produzione cerealicola mondiale nel 2013 potrebbe aumentare di circa il 7% rispetto al 2012, aumento che porterebbe la produzione mondiale di cereali al livello record di 2.479 milioni di tonnellate.

E c’è chi, invece, condivide solo in parte la previsione di Brown. Stuart Knight, direttore e agronomo presso il National Institute of Agricultural Botany, afferma: “È vero che esiste un limite fisiologico, ma siamo convinti di essere ancora lontani da quel livello”.

Di sicuro, comunque, la Terra non riuscirà a reggere ancora per molto le imposizioni di un mercato fatto di sprechi e paradossi.

A ciò si aggiunge il fatto che alcuni Paesi, soprattutto l’Inghilterra, sono convinti che il rimedio migliore per correre ai ripari sia quello di intervenire geneticamente, attraverso nuove ricerche e ulteriori proposte di coltivazioni OGM.

Una preoccupazione che diventa sempre più reale, visto che, ad esempio, la Fondazione Bill e Melinda Gates e l’Istituto internazionale di ricerche sul riso (International Rice Research Institute, Irri) starebbe “lavorando a una tecnica che ci permetta di sovra-alimentare il riso in modo che riesca ad aumentare la produzione fino al 50%”.

Strano che nessuno abbia pensato a una soluzione alternativa, che curi alla base il problema: intervenire sullo spreco alimentare. Stando ai dati FAO, l’attuale produzione globale di alimenti potrebbe permettere di nutrire oltre 12 miliardi di persone.

Potete approfondire l’argomento con il nostro articolo: Lo spreco alimentare e lo spreco della natura”.

Fonte

(Foto: utente flickr Venex_jpb)

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LA GUERRA CHIMICA DI MONSANTO E OBAMA: CONTRO LA NATURA
Postato il Lunedì, 21 ottobre @ 00:10:00 CEST di Truman

DI JUAN LUIS BERTERRETCHE
rebelion.org

Nel decidere un’aggressione militare in Siria, gli alleati imperialisti si giustificano presumendo l’ uso di armi chimiche da parte del governo di Assad. Il Sudamerica è più di un decennio che sopporta attacchi di guerra chimica contro il suo territorio da parte di Monsanto e i suoi soci. Prima con Bush junior poi con Obama, con la complicità totale del governo USA.

Nel 2010 Obama diede una virata alla politica di sviluppo agrario negli USA orientando il settore verso il mercato estero. In quell’anno la nomina di Islam Siddiqui, uomo di Monsanto, come capo per le negoziazioni agricole al Ministero dell’Agricoltura fu il fatto chiave che delineò questo cambiamento. Sotto la falsa promessa di migliorare la produzione di alimenti ed imponendo all’estero l’eccesso di produzione agricola statunitense, gli “aiuti alimentari”, attraverso il dumping/1, fece passare per “sicurezza alimentare” quella che in realtà era un’ imposizione degli organismi geneticamente modificati (OGM) e dei suoi pesticidi.

In realtà il cambio di strategia di Obama consisteva nella sostituzione della borsa del grano, riso e mais, esportati a prezzo di dumping contro gli agricoltori dei paesi che caddero dentro il suo “storto” Trattato di Libero Commercio, con la borsa dei pesticidi fertilizzanti e semi geneticamente modificati. Una vera aggressione a livello mondiale contro il pianeta e la sua popolazione./2

Gli Stati Uniti non forniscono né promuovono nessuna classe di “sicurezza alimentare”. La maggior parte degli alimenti del mondo non sono prodotti dall’agro-industria. Un miliardo e mezzo di piccoli agricoltori producono in piccola scala più del 70% degli alimenti del pianeta. Originano gran parte di quello che consumano con limitata eccedenza, la quale viene generalmente commercializzata o scambiata in piccoli mercati.
Questa è la realtà nelle grandi regioni dell’India e della Cina abitate da più di 2/3 della popolazione mondiale, regioni dove lo sterco animale è uno degli introiti più importanti.
Il problema della fame non è dovuto al basso rendimento dell’agricoltura familiare. Il mondo ha 7miliardi di abitanti e produce alimenti sufficienti per 9 miliardi. Tuttavia attualmente nel mondo soffrono la fame oltre 1miliardo di persone (oltre 50milioni solo negli USA). Allo stesso tempo ci sono oltre 1miliardo di persone sovrappeso, molte delle quali sono obese e soffrono di malattie derivanti da una cattiva alimentazione di origine “industriale” che può essere tanto mortale quanto la fame nel mondo.
La fame e l’obesità non sono il risultato del basso rendimento agricolo, derivano dall’eccessiva produzione di alimenti tossici, dall’enorme eccesso di alimenti commercializzati e industrializzati, dalla carenza di alimenti organici salutari nei paesi dominati dall’agro-industria, dall’ingiustizia che disciplina la proprietà dei terreni agricoli e dalla diseguaglianza con la quale il capitalismo distribuisce gli alimenti.

Con la falsa politica di “sicurezza alimentare” si completava il programma della strategia mondiale statunitense del governo Obama. Questa politica agricola è complementare alla “guerra al terrorismo” che ha esteso l’intervento militare statunitense , in prima persona o in forma anonima, a quasi un centinaio di paesi, alla “guerra contro la droga” che ha fornito alla DEA il dominio del traffico internazionale di sostanze tossiche e la manipolazione dell’economia attraverso gli uomini di Wall Street che provocarono la grande crisi economico-sociale –mondiale iniziata nel 2007-2008 , e ancora attuale, con la quale sottomisero l’economia globale alla capitale finanziaria mondiale. Alla “guerra al terrorismo” e alla “guerra contro la droga” si aggiunse la “guerra chimica contro la natura”.

Caduta transitoria dell’offensiva transgenica in Europa

La falsa “sicurezza alimentare” dei transgenici e agro-tossici sta passando da diversi mesi delle serie difficoltà in Europa. Nel giugno di quest’anno Monsanto ha annunciato in Germania che non stava promuovendo la coltivazione né cercava nuovi consensi per piante modificate geneticamente nell’area del continente europeo, queste dichiarazioni sono state fatte perché l’opposizione ai suoi semi biotecnologici in molti paesi è ancora alta. Il portavoce di Monsanto in Germania, Ursula Luttmer –Ouazane /3 ha dichiarato alla stampa “Siamo giunti alla conclusione che attualmente questo non ha un ampio consenso”.

L’annuncio di giugno preparava una decisione importante per la salute europea. La multinazionale di “biotecnologia”- e altri agro tossici – ha annunciato il 17 luglio scorso di ritirare tutte le domande di permesso depositate alla Commissione Europea per coltivare mais, soia e barbabietola da zucchero geneticamente modificate. Pretende però di rinnovare l’autorizzazione per coltivare mais di tipo MON810, quando vari stati membri come Francia, Germania e Italia, lo hanno proibito in ambito nazionale, attraverso iniziative popolari. Monsanto ha avvertito che non ha intenzione di abbandonare la commercializzazione di sementi tradizionali. Quest’ultimo con l’Ucraina come principale obiettivo.

Nel 2012, il gruppo chimico tedesco BASF ha rinunciato ai suoi intenti transgenici nel continente, decentrando la sua centrale di biotecnologia vegetale negli USA, accettando il fatto che in Europa l’ingegneria genetica è fortemente contestata.

Nel settembre 2012, facendo per la prima volta una ricerca, all’oscuro dell’industria degli OGM, il Dott. Gilles-Eric Seralini dell’Università di Caen e la sua equipe, dimostrarono come i topi alimentati con una dieta contenente NK603 (una varietà di semi di mais modificati geneticamente per tollerare la dose di erbicida Roundup) o con acqua contaminata con questo prodotto chimico, permesso negli USA, morivano molto prima di quelli alimentati senza questo elemento. Inoltre, le femmine alimentate attraverso una dieta geneticamente modificata svilupparono tumori alle mammelle e i maschi seri danni al fegato e reni. Lo studio, pubblicato nella rivista “Food and Chemical Toxicology”, si è svolto in assoluta clandestinità, visto che le multinazionali proprietarie dei semi alterati geneticamente dominano una lobby con i tentacoli che arrivano nelle Università, nei centri di ricerca, nei ministeri dell’agricoltura e nelle istituzioni governative che concedono le autorizzazioni statali, e continentali nel caso dell’Unione Europea, per le “controproducenti innovazioni” della biotecnologia. Le constatazioni di Seralini provocarono un forte impatto nell’opinione pubblica europea. Malgrado l‘immediata e costosa offensiva della lobby di Monsanto, BASF, Du Pont, Syngenta, Bayer, etc., attraverso la pubblicità nei media per provare a screditare lo studio, la disapprovazione dei transgenici fu intensa.

Il portavoce di Monsanto, Thomas Helscher, affermò che la compagnia vuole che sia chiaro che cercherà una penetrazione di mercato dei suoi prodotti biotecnologici nelle aree che concedono un ampio appoggio. “Andiamo a vendere i semi geneticamente modificati solo dove godiamo di un ampio appoggio da parte degli agricoltori, di un ampio appoggio politico e di un sistema normativo funzionante”. Helscher ha dichiarato a Reuters /4. “Fino a dove siamo certi, oggi in Europa questo si applica solo in pochi paesi, principalmente in Spagna e Portogallo” . Il 30 luglio scorso Greenpeace informava che la superficie attualmente coltivata in Spagna con transgenici è approssimativamente di 140 mila ettari – secondo il Ministerio de Agricultura Alimentacion y Medio Ambiente-, ipotizzando un aumento del 20% rispetto alla superficie destinata nel 2012. Considerato che sia il precedente governo socialdemocratico, sia l’attuale governo di Rajoy, vanno contromano rispetto alle decisioni europee, non è difficile dedurre che la lobby transgenica ha “lubrificato” gli ingranaggi dell’approvazione dei suoi prodotti, in un governo probabilmente corrotto del Partito Popolare.

Financial Times ecologista?

La principale testata finanziaria europea, l’inglese Financial Times, pubblicò il 21 luglio che l’Europa ha ragione a proteggersi in relazione alle piantagioni transgeniche. In un testo titolato “I semi del dubbio” la testata nella sua versione on line ricorda che, anche se raro in Europa, le coltivazioni transgeniche rappresentano circa il 90% di tutto il mais, cotone e soia piantati in USA, dove dimostrarono che i vantaggi produttivi della tecnologia sono transitori. E aggiunge “gli insetti stanno scoprendo nuove maniere per sconfiggere le difese artificiali delle piantagioni transgeniche. Le colture transgeniche si sono ampliate allo stesso modo degli erbicidi per i quali erano programmate a resistere, questo ha portato alla crescita di piante infestanti altrettanto resistenti. Ciò ha costretto molti agricoltori a ritornare ai metodi antichi per controllare l’erba che loro credevano di evitare quando comprarono i carissimi semi transgenici”.

Il Financial Times mette anche in discussione le promesse di Monsanto di controllare la resistenza delle nuove piante infestanti con nuovi semi transgenici. “Monsanto ha provato a sostenere che fosse improbabile che i suoi semi transgenici originali portassero allo sviluppo di erba resistente all’erbicida, fino a quando il nuovo “invasore” ha dimostrato il contrario. Gli scienziati stanno correndo il rischio di entrare in guerra contro la natura, per la quale gli agricoltori saranno costretti a pagare senza ricevere in cambio nessun beneficio a lungo termine”. Che è quello che sta già succedendo a Rio Grande do Sul, per esempio. FT (Financial Times) conclude il suo articolo dicendo che l’Europa, evitando le coltivazioni transgeniche, rinuncia al guadagno che gli USA godono dagli anni ’90. “Se questo servirà ad impedire danni ecologici permanenti alla produttività agricola, sarà un piccolo prezzo da pagare”. In verità le affermazioni del Financial Times non sono delle novità per gli ecologisti latino americani, i quali da oltre dieci anni ci avvertono con gli stessi argomenti.

Allarme

Senza ombra di dubbio le dichiarazioni dei vertici di Monsanto e gli articoli del Financial Times sono una conseguenza diretta dell’intensa attività ambientalista e, in particolar modo, della Marcia Mondiale del 25 maggio 2013 contro Monsanto in 41 paesi del mondo. I luoghi dove ci furono più manifestazioni sono gli USA e gli stati dell’Europa. In totale ci sono state oltre 400 marce in diverse città di tutto il continente. Questo tipo di risposta è la più reale contro la multinazionale degli OGM e agro-tossici, perché smuove l’opinione pubblica e mette pressione alla classe politica e alle èlite dei paesi. Però, mette in allerta l’attivista Gary Cameron, non dobbiamo fidarci delle dichiarazioni degli inventori, dell’ Agente Arancio/5 e degli altri molti veleni, portando come esempio che nel 1999 Monsanto fece un’ offerta pubblica alla compagnia del Mississipi Delta&Pine Land per l’acquisizione dei suoi brevetti su una nuova tecnica di OGM radicali, conosciuti ufficialmente come GURTS ( Tecnologia di riduzione di uso genetico) chiamata anche tecnologia Terminator.

Si trattava di una pianta che “si suicida”, dopo un solo raccolto, obbligando gli agricoltori a tornare ogni anno da Monsanto per comprare nuovi semi senza preoccuparsi del prezzo o della disponibilità. La cattiva immagine di Terminator ha minacciato di distruggere tutto il progetto del transgenico appena iniziato. Gordon Conway, presidente della Fondazione Rockefeller, promotrice finanziaria del transgenico, convinse il comitato dirigente di Monsanto a ritirarsi, per il momento, dalla negoziazione al fine di limitare i danni. Monsanto annunciò allora di non voler comprare la tecnologia Terminator. Le ONG anti OGM la considerarono una grande vittoria e non si seppe nulla per sette anni fino a quando, senza tanti proclami, Monsanto annunciò l’acquisizione dei brevetti Terminator. Con questa manovra di rinvio Monsanto ottenne la vittoria sulla lotta ecologista contro Terminator/6.

Lo stesso può succedere attualmente dopo l’annuncio di Monsanto di ritirare le richieste di permesso per i suoi OGM in Europa. Secondo alcuni investigatori, la multinazionale a partire da questo momento inserirà la sua offensiva transgenica all’interno delle negoziazioni in corso sul Trattato di Libero Commercio tra USA e UE/7. Per questo il presidente Obama designò Islam Siddiqui a capo dei negoziati agricoli del trattato in corso. Quando Obama lo nominò all’interno del suo staff del Ministero dell’Agricoltura nel 2010, 98 organizzazioni statunitensi rappresentanti degli agricoltori, pescatori e agricoltura sostenibile, dell’ambiente, dei consumatori, della lotta contro la fame e altri gruppi, espressero la loro opposizione inviando una lettera ai senatori del Congresso perché non approvassero la nomina di questo “uomo di Monsanto” perché “lui favorisce sistematicamente gli interessi agro-industriali”…”scavalcando gli interessi dei consumatori, dell’ambiente e la salute pubblica”.

Essi affermavano che la nomina di Siddiqui debilita gravemente la credibilità dell’amministrazione Obama nella promozione dei sistemi locali per alimenti più salutari e sostenibili e che la sua nomina altresì invia il pessimo segnale al resto del mondo che gli USA programmano di continuare il fallito cammino di un alto ingresso e alto consumo energetico nell’agro-industria attraverso la promozione di pesticidi tossici, biotecnologia di semi infami e accordi commerciali sleali con le nazioni che si oppongono a questa strategia.

Siddiqui, tra il 2001 e il 2008, si è presentato in Europa come lobbysta registrato con CropLife America, i cui membri sono Monsanto, Syngenta, DuPont e Dow, un’ associazione industriale di produttori di pesticidi e prodotti transgenici/8.

Immunità legale a Monsanto

La Monsanto è consapevole che i suoi prodotti sono nocivi ( infettano l‘equilibrio ambientale e le biodiversità, provocano il cancro e molte altre malattie) tant’è che si è avvalsa del senatore Roy Blunt, repubblicano dello Stato del Missouri –dove ha la sua sede Monsanto- e principale ricevente del finanziamento in campagna elettorale della multinazionale, per introdurre la Legge per le Spese in USA un testo che libera Monsanto dall’essere querelata per i danni causati dai suoi prodotti chimici. La Legge per la Protezione di Monsanto, così chiamata dagli oppositori, fu votata dal Congresso e successivamente firmata come legge dal Presidente Obama, nonostante le centinaia di migliaia di petizioni di protesta per non farlo. Così facendo Monsanto come altri fornitori di OGM hanno avuto l’immunità legale di fronte al danno che causano alla popolazione statunitense. I tribunali federali non hanno nessun potere per fermare la sua diffusione, uso o vendita. L’unico altro gruppo USA che gode di questa sconcertante immunità legale sono i fabbricanti di vaccini farmaceutici. Il guerriero Premio Nobel per la Pace, associato a Monsanto e altre multinazionali del settore, concede nel suo paese l’immunità legale alla guerra chimica contro la natura e promuove un’ aggressione analoga contro il Sudamerica.

JUAN LUIS BERTERRETCHE
Fonte: http://www.rebelion.org
Link: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=173203
30.08.2013

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org di GIANLUCA MARTIN

Note

1/ si dice dumping quando un industriale lancia sul mercato un prodotto sottocosto, per rovinare i concorrenti e monopolizzare il mercato. O, nell’export, quando un paese esporta prodotti con prezzo sotto costo di produzione per eliminare la concorrenza straniera. Un esempio di dumping agricolo lo realizzarono gli Stati Uniti in Messico. L’ingresso di grano e carne dagli USA in Messico con prezzo di dumping –sotto il costo di produzione- provocò nei produttori messicani una perdita di guadagno di 12mila e 800 milioni di dollari tra il 1997 e il 2005 ( 1500 milioni di dollari in media annuale). I produttori di mais furono i più colpiti, con perdite per 6600 milioni di dollari, cosa che portò alla rovina e alla perdita dei suoi terreni a molti di loro. Il dumping degli USA in Messico fu poi protetto con l’entrata in vigore del Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord (TLCAN). I prodotti agricoli ricevettero sussidi in USA e furono appoggiati con politiche che caldeggiarono la sovrapproduzione. http://www.jornada.unam.mx/2010/09/18/procampo.html

2/ DuPont, Monsanto e Obama contro i piccoli agricoltori del mondo. Freedom Food, 11 07 2010 http://foodfreedom.wordpress.com/2010/07/11/dupont-monsanto-and-obama-versus-the-worlds- family- farmers/

3/ Global Research, 04 06 2013 http://www.globalresearch.ca/the-monsanto-protection-plan-monsantos- deception-game-on-gmo-in-europe/5337502

4/ Stop Monsanto (Espana) 31 05 2013 http://stop-monsanto.es/2013/05/31/monsanto-vamos-a-vender- las-semillas-donde-tenemos-apoyo-politico-y-un-sistema-regulatorio-en-funcionamento-en-europa- principalmente-espana-y-portugal/

5/ L’Agente Arancione era un defoliante utilizzato dai militari USA come parte del suo programma di guerra chimica durante la sua offensiva contro il Vietnam (1961-1971). Le foreste venivano affumicate per defogliarle e scoprire così il nemico altrimenti nascosto dal fogliame e i campi venivano avvelenati perché i vietcong non avessero da mangiare. Il Vietnam stima che 400mila persone furono uccise o mutilate con l’affumicatura. Nelle aree polverizzate si moltiplicò per dieci il numero di nascite con anomalie fisiche e genetiche. 500mila bambini furono infettati. La Croce Rossa del Vietnam calcola che fino a 1milione di persone sono disabili o hanno problemi di salute dovuti all’Agente Arancione. Oggi il Department of Veterans Affairs degli USA presume che una certa quantità di malattie che contraggono i suoi veterani della guerra in Vietnam sono dovute all’esposizione all’Agente Arancione e altri erbicidi, quello che gli da diritto a ricevere compensi per malattia o altre forme di sussistenza. Ci sono decine di malattie gravi: vari tipi di cancro ai polmoni, molte malattie della pelle, leucemie, melanomi, linfomi (come la malattia di Hodgkin) e sarcomi, Parkinson e vari tipi di neuropatie.
http://www.publichealth.va.gov/exposures/agentorange/

6/ Gary Cameron. Gioco dell’inganno Monsanto sui transgenici in Europa. Stop Monsanto. 06 06 2013. http://stop.monsanto.es/2013/06/06/jeugo-de-engano-de-monsanto-sobre-los-transgenico-en-europa-stopmonsanto/

7/ Marianne Falck, Hans Leyendecker e Silvia Liebrich. Il lato più sporco di Monsanto. Outras Palavras. http://outraspalavras.net/destaques/o-lado-mais-sujo-de-monsanto/

8/ Gary Ruskin. Obama nomina come negoziatore agricolo un uomo di Monsanto. Global Research, 05 aprile 2010 http://www.globalresearch.ca/obama-gives-key-agriculture-post-to-monsanto-man/18499

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Crisi alimentare? Tornerà utile, per costringerci ad accettare gli OGM

Posted by on 13, mar, 2013

– Debora Billi –

L’Europa ha bisogno di una bella crisi alimentare, così finalmente si deciderà a comprare le nostre biotecnologie. Parole di un consigliere di Hillary Clinton.

Jack Bobo, il consigliere capo di Hillary Clinton per quanto riguarda le biotecnologie, durante una recente conferenza a Londra ha affermato che che la moratoria dell’Unione Europea sulle coltivazioni OGM è stata un vero disastro per il commercio. Ha anche incoraggiato i Paesi europei a prendere le decisioni riguardanti la tecnologia basandosi sulla scienza e non sulla politica.

Quando gli è stato poi chiesto cosa servirebbe perché i Paesi come la Francia cambino la loro posizione negativa verso gli OGM, ha risposto:

Temo che servirà una crisi. Succederà solo quando tutti vedranno e sentiranno la sofferenza di non avere la biotecnologia, e allora la richiederanno.

Durante la suddetta conferenza, poi, mr.Bobo ha puntigliosamente riferito una lunga serie di dati che mostrano come l’agricoltura dovrà produrre nei prossimi anni una mostruosa quantità di cibo per sfamare una mostruosa quantità di persone, e tutto ciò in un momento di calo di risorse: senza biotecnologie -il succo- sarà impossibile farcela.

Sembra che mr.Bobo abbia tanto a cuore le sorti dell’umanità affamata, ma non dimentichiamo le parole esatte che usa, ovvero: “La moratoria è un disastro per il COMMERCIO”, e non certo per i poveri bimbi che muoiono di fame. E’ chiara insomma qual è la reale preoccupazione: il business.

E siccome in Europa ci si preoccupa che tale business possa far male alla salute, ecco l’esimio augurarsi che la crisi alimentare ci riduca tutti in ginocchio a supplicare i suoi preziosi OGM. Che a quel punto, immagino, le aziende USA ci rivenderebbero a caro prezzo. Si sa: non si bada a spese pur di sfamarsi. Anche se in realtà ci sarebbero molte strade da seguire per rispondere alla crisi alimentare.

Tanto cinismo ha un nome. Si chiama shock economy, e ormai abbiamo imparato a conoscerla. Dai disastri naturali alle calamità finanziarie, la shock economy è una manna per il business, per la finanza e per la politica. C’è sempre chi si augura disgrazie altrui per arricchirsi, e quando non arrivano, a volte, si adopera persino a provocarle.

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L’UE: piccoli ortaggi fuorilegge, vietato prodursi il cibo

16 maggio 2013

Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”. Si chiama “Plant Reproductive Material Law”, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi. Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato come criminale. Questa legge, protesta Ben Gabel del “Real Seed Catalogue”, intende stroncare i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala. «Come qualcuno potrà sospettare – afferma Mike Adams su “Natural News” – questa mossa è la “soluzione finale” della Monsanto, della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul pianeta».

Criminalizzando i piccoli coltivatori di verdure, qualificandoli come potenziali criminali – aggiunge Adams in un intervento ripreso da “Come Don Chisciotte” – i burocrati europei possono finalmente «consegnare il pieno controllo della catena alimentare nelle mani di corporazioni potenti come la Monsanto». Il problema lo chiarisce lo stesso Gabel: «I piccoli coltivatori hanno esigenze molto diverse dalle multinazionali – per esempio, coltivano senza usare macchine e non vogliono utilizzare spray chimici potenti». Per cui, «non c’è modo di registrare quali sono le varietà adatte per un piccolo campo, perché non rispondono ai severi criteri della “Plant Variety Agency”, che si occupa solo dell’approvazione dei tipi di sementi che utilizzano gli agricoltori industriali». Praticamente, d’ora in poi, tutte le piante, i semi, gli ortaggi e i giardinieri dovranno essere registrati. «Tutti i governi sono, ovviamente, entusiasti dell’idea di registrare tutto e tutti», sostiene Adams. Tanto più che «i piccoli coltivatori dovranno anche pagare una tassa per la burocrazia europea per registrare i semi». Gestione delle richieste, esami formali, analisi tecniche, controlli, denominazioni delle varietà: tutte le spese saranno addebitate ai micro-produttori, di fatto scoraggiandoli.

«Anche se questa legge verrà inizialmente indirizzata solo ai contadini commerciali – spiega Adams – si sta stabilendo comunque un precedente che, prima o poi, arriverà a chiedere anche ai piccoli coltivatori di rispettare le stesse folli regole». Un tecno-governo impazzito: «Questo è un esempio di burocrazia fuori controllo», spiega Ben Gabel. «Tutto quello che produce questa legge è la creazione di una nuova serie di funzionari dell’Ue, pagati per spostare montagne di carte ogni giorno, mentre la stessa legge sta uccidendo la coltura da sementi prodotti da agricoltori nei loro piccoli appezzamenti e interferisce con il loro diritto di contadini a coltivare ciò che vogliono». Inoltre, aggiunge Gabel, è molto preoccupante che si siano dati poteri di regolamentare licenze per tutte le specie di piante di qualsiasi tipo e per sempre – non solo di piante dell’orto, ma anche di erbe, muschi, fiori, qualsiasi cosa – senza la necessità di sottoporre queste rigide restrizioni al voto del Consiglio.

Come sempre, il diavolo si nasconde nei dettagli: «Il problema di questa legge è sempre stato il sottotitolo, che dice un sacco di belle cose sul mantenimento della biodiversità e sulla semplificazione della legislazione», come se il nuovo dispositivo rendesse finalmente le cose più facili, ma «negli articoli della legge c’è scritto tutto il contrario», avverte Adams. Esempio: dove si spiega come “semplificare” le procedure per le varietà amatoriali, non si fa nessun accenno alle accurate classificazioni già elaborate dal Defra, il dipartimento britannico per l’agricoltura impegnato a preservare le varietà amatoriali. Di fatto, spiega lo stesso Adams, la maggior parte delle sementi tradizionali saranno fuorilegge, ai sensi della nuova normativa comunitaria. «Questo significa che l’abitudine di conservare i semi di un raccolto per la successiva semina – pietra miliare per una vita sostenibile – diventerà un atto criminale». Inoltre, spiega Gabel, questa legge «uccide completamente qualsiasi sviluppo degli orti nel giardino di casa in tutta la comunità europea», avvantaggiando così i grandi monopoli sementieri.

E’ quello che stanno facendo i governi, insiste Adams: «Stanno prendendo il controllo, un settore alla volta, anno dopo anno, fino a non lasciare più nessuna libertà», al punto di «ridurre le popolazioni alla schiavitù in un regime dittatoriale globale». Si avvera così la “profezia” formulata da Adams nel libro “Freedom Chronicles 2026” (gratuito, scaricabile online), nel quale un “contrabbandiere di semi” vive in un tempo in cui le sementi sono ormai divenute illegali e c’è gente che, per lavoro, ne fa contrabbando, aggirando le leggi orwelliane imposte della Monsanto. L’incubo pare destinato a trasformarsi in realtà: «I semi stanno per diventare prodotti di contrabbando», afferma Mike Adams. «Chiunque voglia prodursi il suo proprio cibo sta per essere considerato un criminale». Questo, conclude Adams, è il dominio totale sulla catena alimentare. «Tutti i governi cercano un controllo totale sulla vita dei cittadini». Per questo, oggi «cospirano con le multinazionali come la Monsanto», ben decisi a confiscare la libertà più elementare, cioè il diritto all’alimentazione. «Non vogliono che nessun individuo sia più in grado di coltivare il proprio cibo».

http://www.libreidee.org/2013/05/lue-piccoli-ortaggi-fuorilegge-vietato-prodursi-il-cibo/

a confessione di un ex produttore di OGM

mercoledì 15 maggio 2013
Notizia tratta da una “lettera al direttore” del media canadese Vancouversun (http://www.vancouversun.com/health/Genetically+modified+food+rapped/8308415/story.html). Come preambolo alla pubblicazione di questa confessione leggiamo sul quotidiano on line: “una colonna sul cibo geneticamente modificato ha suscitato reazioni da parte di dei critici, tra i quali un ex scienziato dell’agricoltura canadese che ha cambiato i suoi punti di vista sulla sicurezza di questi prodotti.

Traduzione a cura di https://www.facebook.com/LaNostraIgnoranzaELaLoroForza

I DISCUSSI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI

“Sono andato in pensione 10 anni fa, dopo una lunga carriera come ricercatore per l’agricoltura del Canada. Quando ero sul libro paga, ero lo scienziato designato del mio istituto per affrontare i gruppi pubblici e rassicurarli che le colture e gli alimenti geneticamente modificati sono sicuri.

Non so se ero appassionato a questo proposito, ma ero consapevole. Ho difeso il lato del progresso tecnologico, della scienza e del progresso.

Negli ultimi 10 anni ho cambiato la mia posizione. Ho cominciato a prestare attenzione al flusso di studi pubblicati provenienti dall’Europa, alcuni da laboratori prestigiosi e pubblicati su prestigiose riviste scientifiche, che mettevano in dubbio l’impatto e la sicurezza dei prodotti alimentari OGM.

Respingo le affermazioni delle aziende biotecnologiche che sostengono che le loro colture ingegnerizzate producono di più, che richiedono meno applicazioni di pesticidi, che non hanno alcun impatto sull’ambiente e, naturalmente, che sono sicure da mangiare.

Ci sono una serie di studi scientifici che sono stati fatti per la Monsanto dalle università negli Stati Uniti, in Canada e all’estero. La maggior parte di questi studi riguardano le prestazioni sul campo delle colture ingegnerizzate, e naturalmente vogliono dimostrare che gli OGM sono sicuri per l’ambiente e quindi sicuri da mangiare.

Vi è, tuttavia, una crescente corrente di pensiero sulla ricerca scientifica, fatta per lo più in Europa, in Russia e in altri paesi, che stanno dimostrando che le diete contenenti mais e soia ingegnerizzati causano gravi problemi di salute nei topi da laboratorio.

Noi tutti dovremmo prendere sul serio questi studi ed esigere che le agenzie governative li rifacessero invece di basarsi su studi pagati dalle aziende biotech.

Il mais Bt e le piante di soia, che sono ormai ovunque nel nostro ambiente, sono registrati come insetticidi. Ma sono regolate queste piante insetticide e le loro proteine sono state testate per la sicurezza? Non dai servizi federali responsabili della sicurezza alimentare, non in Canada e non negli Stati Uniti.

Non esistono studi di alimentazione a lungo termine condotti in questi paesi per dimostrare le affermazioni che il mais e la soia ingegnerizzati siano sicuri. Tutto quello che abbiamo sono gli studi scientifici fatti in Europa e in Russia, che mostrano che i topi nutriti con il cibo ingegnerizzato muoiono prematuramente.

Questi studi dimostrano che le proteine prodotte dalle piante ingegnerizzate sono diverse da come dovrebbero essere.
La letteratura scientifica è piena di studi che dimostrano che il mais e la soia ingegnerizzati contengono proteine tossiche o allergeniche.

L’ingegneria genetica ha 40 anni. Si basa sulla comprensione ingenua del genoma basata sulla One Gene – un’ipotesi per la proteina di 70 anni fa, che codifica ogni gene per una singola proteina. Il progetto Genoma Umano completato nel 2002 ha dimostrato che questa ipotesi è sbagliata.

L’intero paradigma della tecnologia di ingegneria genetica si basa su un malinteso. Ogni scienziato ora viene a sapere che un gene può dare più di una proteina e che l’inserimento di un gene in qualsiasi punto di un impianto alla fine crea proteine canaglia. Alcune di queste proteine sono ovviamente allergenici o tossici”.

Il dottor Thierry Vrain Courtenay

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Il vero volto del Codex Alimentarius
Marcello Pamio – 15 aprile 2009

Il Codex Alimentarius, è un insieme di importantissime regole su tutto quello che riguarda l’alimentazione, adottate da 181 paesi[1] (il 97% della popolazione mondiale).
Codici che vanno dalla produzione degli alimenti, all’etichettatura, regolamentazioni sui livelli di sostanze chimiche permesse (inquinanti, pesticidi, tossine, additivi, ecc.), sul trasporto e la tracciatura, nonché le norme igieniche, ecc.
Circa 200 codici per gli alimenti, 40 di igiene e 3200 limiti massimi di residui di pesticidi e farmaci veterinari.[2]
Normative fondamentali e nessuno ne sa nulla.

Ufficialmente il Codex dovrebbe facilitare gli scambi internazionali degli alimenti. Ufficialmente.
La verità come sempre sta da un’altra parte.
“Regolamentare” spesso e volentieri è sinonimo di “controllare”.
Ogni organismo che “regolamenta” un qualcosa, ovviamente ne ha il controllo totale.
Il Codex Alimentarius (Codice o Legge Alimentare) ovviamente non è estraneo a tutto ciò, con l’aggravante che qui stanno controllando una delle cose più importante per la salute umana: l’alimentazione!
Il settore alimentare è indubbiamente anche tra i più interessanti dal punto di vista economico: secondo la FAO infatti i fatturati annui si aggirerebbero attorno ai 400 miliardi di dollari.[3]
Detto tra noi, il Codex è un sistema intergovernativo, o per meglio dire, il Sistema Sovranazionale che codifica e controlla l’alimentazione planetaria.

Un po’ di storia
Il Codex è stato creato ufficialmente nel 1963 sotto l’egida, cioè sotto le ali protettive della F.A.O. (Food and Agricolture Organization) e dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità).[4]

Cosa comprende il Codex?[5]
– Norme per i prodotti alimentari;
– Codici di igiene;
– Valutazione dei pesticidi;
– Limiti dei residui di pesticidi;
– Linee guida dei contaminanti;
– Valutazione degli additivi alimentari;
– Valutazione dei farmaci in veterinaria.

In pratica controlla il cibo dalla produzione, alla trasformazione, al trasporto fino a quando arriva nel piatto e per ultimo nel nostro intestino.Dal punto di vista storico però il Codex non è nato nel 1963, ma è stato un passaggio lento e inesorabile, iniziato molto tempo fa.
Nel 1903 per esempio la I.D .F. (International Dairy Federation), cioè la Federazione Internazionale delle Latterie, ha sviluppato degli standard internazionali per il latte e i derivati.[6]
Proprio questa Federazione è stata un catalizzatore importante per la concezione del Codex Alimentarius.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1945 nasce la FAO con lo scopo ufficiale di gestire e controllare la nutrizione e le norme alimentari internazionali, (il vero intendimento è controllare le popolazione mediante il controllo degli alimenti!)[7]

Nel 1948 viene creata l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con lo scopo di salvaguardare la salute globale e in particolare di stabilire norme alimentari (il vero intendimento è controllare le popolazione mediante il controllo e gestione della malattia!).[8]
Nel 1949 l’Argentina propone agli Stati latinoamericani un codice alimentare, il Còdigo Latino-Americano de Alimentos.[9]
Nel 1954-1958 l’Austria persegue attivamente la creazione di un codice alimentare regionale, il Codex Alimentarius Europaeus.[10]
Iniziano nel 1960 i primi congressi internazionali in seno alla FAO e all’Organizzazione Mondiale della Sanità (due strumenti importanti nelle mani dell’elite economico-finanziaria che controlla il Sistema) proprio per cercare di stabilire quelle norme che alcuni paesi richiedevano insistentemente.[11]

L’anno successivo, nel novembre del 1961, con il supporto dell’OMS, la Commissione Economica Europea (ECE), l’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE) ed il Consiglio del Codex alimentarius Europaeus, l’undicesimo congresso della F.A.O. stabilisce il Codex Alimentarius e crea un programma di norme alimentari internazionali.[12]
Finalmente nel maggio del 1963, la sedicesima Assemblea Mondiale della Salute (World Health Assembly) ha adottato lo statuto della Commissione del Codex Alimentarius.[13]
Ufficialmente nasce il Codex, ma come si può evincere da questi passaggi storici, non è certamente arrivato dal cielo, di punto in bianco.

I Comitati del Codex
All’interno di questo Codice ci sono nove comitati (i centri di Potere del Codex), detti “orizzontali“, il cui lavoro viene applicato ai campioni di tutto il mondo:[14]

– Comitato dei Principi Generali, con sede in Francia;
– Comitato delle Etichettature Alimentari, con sede in Canada;
– Comitato dei Metodi di Analisi e Campionatura, con sede in Ungheria;
– Comitato di Igiene Alimentare, con sede in USA;
– Comitato dei Residui di pesticidi, con sede in Olanda;
– Comitato degli Additivi Alimentari e Contaminanti, con sede in Olanda;
– Comitato di Ispezione Import/Export e Sistemi di Certificazione, con sede in Australia;
– Comitato di Nutrizione e Alimenti Dietetici, con sede in Germania;
– Comitato dei Residui negli Alimenti dei farmaci veterinari, con sede in USA

Oltre a questi importanti nove Comitati, ce ne sono altri tredici, questa volta definiti “verticali”, che hanno la responsabilità di sviluppare standard per specifici alimenti o classi di alimenti:[15]

– Comitato dei Grassi e Oli, con sede in Inghilterra;
– Comitato del Pesce e prodotti ittici, con sede in Norvegia;
– Comitato del Latte e Prodotti lattei (presso la FAO /WHO), con sede in Nuova Zelanda;
– Comitato della Frutta Fresca e Verdura, con sede in Messico;
– Comitato del Cacao e prodotti a base di cioccolata, con sede in Svizzera;
– Comitato dello Zucchero, con sede in Inghilterra;
– Comitato della Frutta e Verdura trasformate, con sede in USA;
– Comitato delle Proteine Vegetali, con sede in Canada;
– Comitato dei Cereali e Legumi, con sede in USA;
– Comitato dei Prodotti di Carne e Pollo, con sede in Danimarca;
– Comitato delle Zuppe e Brodi, con sede in Svizzera;
– Comitato per l’Igiene della Carne, con sede in Nuova Zelanda;
– Comitato sulle Acque Minerali naturali, con sede in Svizzera.

Molto interessante notare come il Comitato responsabile dei prodotti a base di cioccolata abbia sede proprio nella capitale mondiale della cioccolata; come pure il Comitato di gestione delle acque minerali ha sede nel medesimo paese che da i natali – sempre per pura casualità – a società come la Nestlé.
Questa piccola transnazionale elvetica oltre a gestire la trasformazione della cioccolata, controlla circa trenta marchi di acque minerali (Panna, Vera, Evian, Lievissima, Pejo, Terrier, Recoaro, San Pellegrino, San Bernardo, ecc. ecc.).
Altrettanto interessante è venire a conoscenza che all’interno del Codex, la gestione mondiale (questa volta per i “comitati orizzontali”) dell’igiene alimentare è statunitense.

Dico questo perché nel paese dell’American Dream’s, o meglio nel paese dell’“American Nightmare”, il grande e democratico presidente Barack Obama (voluto alacremente dai Poteri Forti) ha creato, a seguito di assurde quanto ridicole intossicazioni alimentari (tipo salmonellosi), un nuovo “Gruppo di Lavoro per l’Igiene Alimentare” (Food Safety Working Group) e sta per darne la direzione a un certo Michael Taylor, un avvocato della Monsanto![16] Non male come conflitto di interesse.
Colui che gestisce la “sicurezza alimentare”, l’igiene degli alimenti in America, lavora per la ditta che da decenni inquina il mondo con sementi transgenici e con prodotti chimici, devasta il pianeta con pesticidi letali, dissangua i poveri contadini con le royalty (il pizzo sulle sementi) e ammala centinaia di milioni di persone con gli ormoni della crescita bovina (che poi arriva in tavola tramite la carne, il latte e tutti i derivati).

Il fine ultimo del Codex
Il Codex da una parte è un’arma micidiale nelle mani delle lobbies agroalimentari, della chimica e farmaceutica (i cui proprietari sono gli stessi delle corporation delle armi, energia, telecomunicazioni, ecc.), dall’altra sarà lo strumento principe del mercato globale, quindi nelle mani della stessa Élite dominante.
Se per esempio il Codex definisce i “supplementi nutrizionali”, gli “integratori vitaminici” come delle “tossine” invece di semplici alimenti, sarà possibile imporre (per legge) una soglia “minima di dannosità”.

E’ proprio quello che è accaduto qualche anno fa, quando il 21 maggio 2004 il Governo italiano ha approvato un decreto legge in attuazione della Direttiva numero 2002/46/CE del “Parlamento Europeo e del Consiglio” teso ad uniformare le discipline degli Stati membri sugli integratori alimentari.[17]
Un esempio per tutti è la Vitamina C (acido ascorbico o sodio ascorbato). “L’apporto giornaliero è ammesso fino al 300% del valore di riferimento”.
Siccome il valore di riferimento (RDA) è un tristissimo 60 mg al giorno (che serve solo a prevenire lo scorbuto), significa che la Direttiva europea – tanto voluta delle lobbies del farmaco – impone un massimo giornaliero di 180 mg di Vitamina C (60 mg x 3 = 180 mg).[18]
Una offesa alla nostra intelligenza, alla memoria del doppio premio Nobel Linus Pauling, il quale ha dimostrato scientificamente l’utilità di grammi giornalieri, e soprattutto un attacco mirato alla nostra salute.

Ecco perché non si trovano più, se non con grande fatica, in erboristeria gli integratori di compresse da 1 grammo di Vitamina C: sono illegali!
Sono stati molto sottili, perché non hanno “imposto per legge” la soppressione delle compresse da 1 grammo , hanno semplicemente abbassato il limite massimo del principio attivo, ed il gioco è fatto.
La medesima cosa avviene nella creazione di nuovi malati: abbassano le soglie (colesterolo, Psa, pressione arteriosa, glucosio, ecc.) et voilà per magia ecco milioni di nuovi consumatori di droghe, cioè di farmaci.
Dietro ovviamente c’è lo zampino del Codex.

Per spiegare invece come tale Codice sarà sempre più lo strumento globalizzante per eccellenza, basta comprendere come funziona il WTO (OMC), l’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Il WTO è l’arbitro del commercio internazionale e si rifà proprio al Codex per decidere se un paese può rifiutare oppure no l’importazione di un prodotto alimentare.
Se per esempio la carne statunitense – pregna di ormoni della crescita bovina di sintesi (della Monsanto) – viene accettata (e lo è) dal Codex, il paese o l’unione di paesi (Europa) non potrà più rifiutarne l’importazione.
Cosa che è avvenuta fino ad oggi nel Vecchio Continente e che dal 31 dicembre 2009 potrà cambiare drasticamente.
Tutti i 181 paesi membri del Codex, entro e non oltre il 31 dicembre 2009, non avranno più proroghe: dovranno accettare, per esempio, la Direttiva europea vista prima, sulle vitamine e minerali (Direttiva 2002/46/EC).[19]
Che piaccia o non piaccia a noi sudditi europei, entro quest’anno le normative del Codex dovranno essere recepite dai singoli governi firmatari.

Il Codex – visti gli sponsor – non poteva non essere un grande promotore dei prodotti biotech, cioè degli alimenti geneticamente modificati. Siccome tali cibi pericolosi hanno proprio il sigillo Codex, sarà sempre più difficile per un paese proteggere la salute dei suoi cittadini impedendone l’entrata in commercio.
Quindi tutti i prodotti marchiati Codex, che facciano bene alla salute o siano pericolosi, in quanto accettati dall’ente certificatore delle lobbies (appunto il Codex), entreranno nei circuiti di vendita e consumo, e nessun paese potrà rifiutarsi, pena sanzioni.
Non a caso parlo di prodotti “pericolosi per la salute”. L’aspartame (codice 951) per esempio, il dolcificante di sintesi estremamente tossico è un edulcorante così ben accettato dal Codex (nonostante sempre più studi indipendenti lo mettano all’indice) che le soglie di “concentrazione massima” rasentano il ridicolo.

Ecco cosa riporta il sito ufficiale del Codex:

– “Alimenti dietetici” la “concentrazione massima” di aspartame è di 1000 mg/kg di peso;[20]
– “Altri zuccheri e sciroppi”, la “concentrazione massima” è di 3000 mg/Kg di peso;[21]
– “Complementi alimentari” la “concentrazione massima” è di 5500 mg/Kg;[22]
– “Chewing gum” la “concentrazione massima” di aspartame è di 10.000 mg/Kg.[23]

Quindi le comunissime gomme da masticare – deleterie di per sé per la dentizione – possono avere una “concentrazione massima” di aspartame pari a 10 grammi per chilo! Forse il veleno per topi fa meno male.
Per non parlare degli alimenti dietetici, integratori e bevande “free sugar”, ecc.
Questo è il Codex

Ma perché tutto ciò?
La risposta è di una semplicità disarmante: vogliono farci ammalare per controllarci meglio.
Una persona malata non è una persona libera.
E’ risaputo che una integrazione nutrizionale apporta benefici all’organismo. Sono infatti numerosi gli studi pubblicati che lo dimostrano inequivocabilmente: le vitamine sono importantissime per la vita (lo dice il nome stesso Vitamina (Vita + Ammine, quindi composti organici fondamentali per la Vita ).
E’ risaputo invece che le droghe chiamate farmaci e vendute a prezzi assurdi dalle lobbies, sono pericolose per la salute pubblica, e si potrebbero gettare nella spazzatura se una persona adottasse uno stile di vita sano e un’alimentazione non tossica.
Tutti i farmaci di sintesi, anche se apparentemente sembrano curare una malattia, in realtà non curano assolutamente nulla. L’effetto degli antinfiammatori, per fare solo un esempio, è quello di “spegnere” il sintomo (dolore, infiammazione, ecc.) andando a “bloccare” le connessioni nervose. Il problema vero, la causa che ha dato origine al dolore, all’infiammazione non viene contemplata, per cui non può essere risolta.

Per ultimo, tutte le medicine inquinano l’organismo di tossine chimiche: hanno una quantità enorme di effetti collaterali spesso pericolosi. Basta leggere i bugiardini, i foglietti illustrativi, per rendersene conto.
Un’alimentazione sana a base esclusivamente di frutta e verdura biologica o biodinamica, sono le fonti naturali per eccellenza di vitamine e minerali organici.
Modificando geneticamente le piante, gli ortaggi e le verdure in generale, immergendole in pesticidi, crittogamici e antiparassitari, stanno creando degli obbrobri pericolosi per la vita stessa.
Ecco perché le vitamine, i minerali organici, gli alimenti integrali, sono un pericolo per il Sistema a cui sta a cuore la nostra malattia e non la nostra salute.
Per tanto, avere il controllo di questi, significa controllare la salute di miliardi di persone (esattamente il 97% del pianeta), e per ultimo la loro vita.
D’altronde pensiamoci un attimo, se le lobbies del farmaco (tutte società quotate in borsa) dovessero scoprire un medicinale che cura, per esempio il diabete, chi guadagnerà più dalla vendita delle siringhe, dell’insulina, dei farmaci, ecc. per quei 170 milioni di ammalati nel mondo?
Idem per le malattie degenerative, cardiovascolari, cancro, ecc.
E’ ovvio che tali società, lucrando sulla pelle delle persone, non mirano a far scomparire le malattie, ma puntano esattamente al contrario: al loro mantenimento.
Una società costantemente malata è una società facilmente manipolabile.
Il Codex Alimentarius serve proprio a questo.

Cosa possiamo fare?
Possiamo fare molto per invertire tale processo.

– Prima di tutto informiamoci. Fintantoché non sapremo con chi o che cosa abbiamo a che fare, non prenderemo coscienza e non potremo adottare gli strumenti adeguati.

– Una volta presa coscienza è necessario passare all’azione, perché una informazione fine a sé stessa, non serve a nulla.

Se quindi il Sistema ci vuole sempre più malati, per meglio controllarci, dovremo diventare sempre più sani, e per capire come diventare sempre più sani forse è utile comprendere come fanno ad ammalarci.

Esami e screening
Mediante gli esami di massa chiamati screening, le lobbies scovano, senza tanta fatica, ogni anno milioni di nuovi malati: persone oggettivamente sane che di punto in bianco, per via di un esame, un parametro o un valore (scelto da qualcun altro) diventano malate. E si convincono di esserlo perché il medico compiacente o ignorante appoggia tale sistema di cose, con altri esami o con la prescrizione di farmaci.
Pesare attentamente qualsiasi esame è una regola importante. Quando l’esito e il responso sono stati dati, i danni (psicologici ed emotivi) possono essere deleteri. Tenendo conto anche degli innumerevoli “falsi positivi” e falsi negativi” che ogni esame ha.
Un esempio per tutti l’ipercolesterolemia. Il livello di colesterolo totale viene costantemente abbassato: oggi è 200 mg/dL di sangue (anche se c’è già chi spinge per 190 mg/dL), ma negli anni ’80 era addirittura 280 mg/dL.
Basta a questo punto informarsi adeguatamente per comprendere la truffa enorme messa in atto dalle case farmaceutiche per vendere statine (non a caso farmaci usati da 80 milioni di persone nel mondo) e controllare la vita di centinaia di milioni di persone.
Lo stesso dicasi per l’ipertensione arteriosa, il diabete, ecc. ecc.
Lo screening (mammella, prostata, mappatura dei nei, ecc.) è il sistema per cercare il malato nel sano!
E lo trovano sempre.

Alimentazione
Siamo fatti “anche” da ciò che mangiamo. Viene da sé che la qualità dei cibi e il come li combiniamo tra loro, sono di estrema importanza per la nutrizione cellulare.
Mangiando cibi spazzatura, cibi industriali, come quelli che riempiono gli scaffali nei supermercati, pregni di chimica, additivi, aromi, coloranti, ecc. è normale che il corpo prima o poi ne risentirà.
E’ solo questione di tempo e il tempo è galantuomo: sa attendere.
Alimentandosi saggiamente con frutta e verdura di stagione e ogni tanto con qualche cereale integrale biologico, nelle giuste e corrette combinazioni, lasciamo all’organismo tutte le energie (che altrimenti sarebbero dirottate e indirizzate per smaltire tossine, veleni, proteine, ecc.) per mettere in atto processi di autoguarigione.
Durante la notte il corpo assimila i nutrienti dal cibo mangiato precedentemente, mentre la mattina, dalle 4 alle 11, espelle tutte le tossine (lingua con patina bianca, per es.).
Diventa importante di notte dormire bene in una camera bonificata dalle onde elettromagnetiche, eliminando dalle vicinanze del letto tutto ciò che emana onde: cordless, cellulare, radiosveglia, lampada alogena, ecc.
Utile anche di mattina, almeno fino alle 11, bere liquidi e mangiare solamente frutta, così da non bloccare il processo di espulsione delle tossine.

Spegnere la televisione
Un’altro strumento potente per condizionare e controllare le masse è la paura.
Il megafono principe della paura è la televisione.
Teniamola spenta il più possibile, soprattutto quando si sta mangiando.
Il rituale del pasto è sacrosanto e va consumato nella totale tranquillità interiore ed esteriore. Se mangiamo con immagini e notizie di violenza, stupri, terremoti, eutanasia, incidenti, cani impazziti, ecc. anche i cibi che mangiamo saranno inquinati da tossine emozionali, deleterie quanto quelle fisiche.

Produttori locali
Centinaia di migliaia di aziende agricole in tutta Italia hanno chiuso i battenti nell’ultimo periodo a causa della crisi economica. Crisi strumentale e veicolata dall’Élite.
Oggi queste aziende sono quasi tutte nelle mani delle banche e saranno acquistate dai grossi gruppi industriali per qualche spicciolo (esattamente come avvenne nel 1929).
Visto che abbiamo ancora la possibilità di scegliere, indirizziamo i nostri acquisti verso quei piccoli produttori locali (anche se non certificati, ma che non utilizzano chimica di sintesi) che altrimenti finirebbero schiacciati e spazzati via dalla globalizzazione.
Evitiamo quanto più possibile la grande distribuzione, aderiamo ai sempre più crescenti Gruppi di acquisto solidali (GAS), e premiamo coloro che lavorano bene (senza chimica), con passione e amore, anche se non possono vantare le certificazioni biologiche.


[1] Codex Alimentarius http://www.codexalimentarius.net/web/index_en.jsp
[2] World Health Organization www.who.int/foodsafety/codex/general_info/en/index3.html
[3] “Codex and the international food trade”, http://www.fao.org/docrep/w9114e/W9114e06.htm#TopOfPage
[4]
Codex Alimentarius www.codexalimentarius.net/web/index_en.jsp
[5] “The Codex achievement”, FAO, www.fao.org/docrep/w9114e/W9114e02.htm#TopOfPage
[6] “Origins of the Codex Alimentarius”, http://www.fao.org/docrep/w9114e/W9114e03.htm#TopOfPage
[7] Idem
[8] Idem
[9] Idem
[10] Idem
[11] Idem
[12] Idem
[13] Idem
[14] “The Codex system: FAO, WHO and the Codex Alimentarius Commission”, http://www.fao.org/docrep/w9114e/W9114e04.htm#TopOfPage
[15] Idem
[16] “Tutto il potere alla Monsanto”, Maurizio Blondet, www.effedieffe.com/content/view/6991/171
[17] “Cambia la norma sugli integratori alimentari”, www.laleva.org/it/2004/06/cambia_la_norma_sugli_integratori_alimentari.html
[18] Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee L. 183/51, del 10 giugno 2002, www.ministerosalute.it/resources/static/news/591/documento1.pdf
[19] “Food Safety – From the farm to the risk” European Commission http://ec.europa.eu/food/food/labellingnutrition/supplements/index_en.htm
[20] Codex Alimentarius http://www.codexalimentarius.net/gsfaonline/additives/details.html?id=90
[21] Idem
[22] Idem
[23] Idem

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IL CODEX ALIMENTARIUS: un inquietante progetto in campo alimentare

Autore: FrancoLibero Manco

Il Codex Alimetarius entrerà in vigore il 31 dicembre del 2009 e potrebbe essere il più grande disastro per la salute umana: determinerà gli standard di sicurezza alimentare e le regole in più di 160 paesi del mondo, cioè per il 97% della popolazione mondiale.

La Commessione di Commercio Codex Alimentarius (che nel 1994 dichiarò le tossine come nutrienti) è attualmente finanziata e condotta dall’OMS (che appartiene all’ONU) e dalla FAO.

Un insieme di standard internazionali aventi come scopo la protezione della “salute” dei consumatori, attraverso pratiche nel commercio per: preparati alimentari, semipreparati, crudi, l’igiene degli alimenti, gli additivi, i pesticidi, i fattori di contaminazione, l’etichettatura, i metodi di analisi. Lo scopo recondito è di mettere fuori legge ogni metodo alternativo nel campo della salute, come le terapie naturiste, l’uso di integratori alimentari, di vitamine e di tutto ciò che potrebbe essere un potenziale concorrente per l’industria chimico-farmaceutica.

La lobby della chimica farmaceutica è nata da un’associazione condotta da Rockfeller e dall’IGFarben della Germania nazista. L’IGFarben fin dal 1932 fornì ad Hitler un finanziamento di 400.000 marchi senza il quale il secondo conflitto mondiale non avrebbe potuto avere luogo e nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica del mondo approfittando della mano d’opera dei campi di concentramento. Nel processo di Noriberga i responsabili della IGFarben furono dichiarati colpevoli di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Però un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati con l’aiuto di Nelsen Rockefeller (che a quei tempi era ministro degli affari esteri in USA) e s’infiltrarono nell’economia tedesca.

Fino dagli anni 70 il consiglio direttivo della società BASF, BAYER e HOECHST era costituito da membri del partito nazista che, a partire dal 1959, finanziavano il giovane Helmut Kohl. In pratica l’organizzazione nazista associata a Rockfeller ha costituito il mercato farmaceutico del pianeta.

L’alleanza della IGFarben si è poi tramandata sotto un altro nome: “Associazione per l’industria chimica” che nel 1955 è stata raggruppata nel CODEX ALIMENTARIUS il cui spirito è la soppressione delle innovazioni scientifiche indipendenti degli ultimi 50 anni usando ogni mezzo per mantenere il suo posto sul mercato in riferimento al cancro, all’AIDS, alle malattie cardiovascolari ecc.

Un gran numero di partiti politici europei, di sinistra e di destra, sono stati finanziati da questa industria per assicurarsi una legislazione favorevole all’industria farmaceutica. Per influenzare i legislatori, condizionare gli organismi di controllo, manipolare le ricerche in campo medico ed educativo, solo nel 1961 le industrie farmaceutiche hanno fatto donazioni alle grandi università degli USA: 8 milioni di dollari ad Harvard, 8 milioni di dollari a Yale, 10 milioni di dollari a Jonh Hopkins, 1 milione di dollari a Standford, 1,7 milioni di dollari a Columbia di New York. L’informazione dei medici è interamente finanziata dalle compagnie, che nascondono con attenzione un gran numero di effetti secondari pericolosi e perfino mortali dei farmaci. Vale la pena ricordare che ogni anno solo nel Nord America muoiono 800.000 persone a causa delle medicine allopatiche. Il 13 marzo 2002 gli europarlamentari adottarono leggi a favore dell’industria farmaceutica secondo le disposizioni fissate del Codex Alimentarius, finalizzate ad elaborare una documentazione coercitiva per tutte le terapie naturiste e gli integratori alimentari. Ma nonostante 438 milioni di petizioni inviate al Parlamento Europeo le direttive del Codex sono state adottate.

Il dr. Rath Matthias, uno specialista tedesco per l’uso di trattamenti naturisti, nel 2003 ha consegnato alla Corte Internazionale di Giustizia un atto di accusa per crimini contro l’umanità. Matthias afferma: “Il vero scopo dell’industria farmaceutica mondiale è di guadagnare soldi grazie alle malattie croniche e di non preoccuparsi di prevenire o sradicare queste malattie. L’industria farmaceutica ha un interesse finanziario finalizzato alla diffusione di queste malattie, per assicurarsi il mantenimento o addirittura l’aumento dei prezzi dei medicinali. Per questo motivo i farmaci sono fatti per eliminare i sintomi e non per trattare le vere cause delle malattie… le compagnie farmaceutiche sono responsabili di un genocidio permanente e diffuso, in quanto uccidono in questo modo milioni di persone”.

A partire dal 2005 le direttive applicate mirano a:

– eliminare ogni supplemento alimentare naturale che sarà sostituito con 28 prodotti di sintesi disponibili solo in farmacia: tutto ciò che non è nella lista del Codex è considerato illegale;

– le medicine naturiste, come l’agopuntura la medicina energetica, ayurvedica, tibetana ecc. saranno progressivamente vietate;

– l’agricoltura e l’allevamento di animali saranno regolate dall’industria chimico-farmaceutica che vieta per principio l’agricoltura biologica. Questo significa che ogni mucca da latte sarà trattata con l’ormone bovino della crescita (ricombinato geneticamente) prodotto dalla Monsanto. Inoltre. Ogni animale del pianeta usato a fini nutrizionali dovrà essere trattato con antibiotici ed ormoni della crescita. Le regole del Codex permettono che gli alimenti contenti OGM non debbano più essere etichettati come tali. Non solo. Nel 2001 il Codex Alimentaris reintegra 7 delle 12 sostanze chimiche (note per essere causa di cancro) vietate unanimemente da 176 nazioni.

– l’alimentazione umana dovrà essere irradiata con Cobalto i cui livelli saranno maggiori di quelli permessi in precedenza.

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ALIMENTAZIONE OGGI 07/2004

Che cos’è il Codex Alimentarius

Food TodayIl Codex Alimentarius è, traducendo letteralmente dal latino, un “codice alimentare”. Comprende una serie di standard di sicurezza di carattere generale e specifico che sono stati formulati con l’obiettivo di tutelare la salute del consumatore e garantire la correttezza del commercio alimentare. I cibi immessi sul mercato per il consumo locale o per l’esportazione devono essere sicuri e di buona qualità. Inoltre, non devono contenere organismi vettori di malattie che potrebbero danneggiare gli animali o le piante nei paesi che li importano.

Il Codex Alimentarius è stato istituito negli anni ’60, grazie alla cooperazione tra due organizzazioni delle Nazioni Unite: l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con l’obiettivo di guidare e promuovere l’elaborazione e l’applicazione di definizioni e requisiti per gli alimenti, incoraggiarne l’armonizzazione e, così facendo, favorire il commercio internazionale. La maggior parte della popolazione mondiale vive nei 170 paesi che sono membri del Codex Alimentarius e che quindi partecipano alla definizione degli standard qualitativi e molto spesso all’implementazione degli stessi a livello nazionale e regionale.

Il Codex è un punto di riferimento utilizzato su scala internazionale

Pur non essendo legalmente vincolanti, gli standard qualitativi adottati dal Codex Alimentarius hanno notevole peso e sono ampiamente riconosciuti in quanto basati su una solida documentazione scientifica. Ove opportuno, l’Organizzazione Mondiale per il Commercio fa riferimento agli standard del Codex nella soluzione di controversie commerciali che interessano generi o prodotti alimentari. Tali standard sono quasi sempre un punto di partenza per le leggi e le norme nazionali e regionali.

L’influenza del Codex Alimentarius si estende a tutti i continenti e il suo contributo alla tutela della salute pubblica e alla correttezza del commercio alimentare è immenso.

Gli standard del Codex possono essere generici o riguardare un prodotto specifico

Nel Codex Alimentarius vi sono migliaia di norme e standard, da quelle di carattere generale, che si applicano a tutti gli alimenti, a quelle specifiche per un determinato alimento o prodotto. Le norme generali riguardano l’igiene, l’etichettatura, i residui di pesticidi e di farmaci veterinari, l’ispezione di importazioni, esportazioni e sistemi di certificazione, i metodi di analisi e campionatura, gli additivi alimentari, i contaminanti, l’alimentazione e i cibi per speciali usi dietetici. Vi sono inoltre norme specifiche per tutti i tipi di alimenti e prodotti alimentari: frutta e verdura fresca, surgelata e lavorata, succhi di frutta, cereali e legumi, grassi e oli, pesce, carne, zucchero, cacao e cioccolato, latte e latticini.

Come vengono preparati gli standard?

Il Codex Alimentarius è gestito dalla Commissione per il Codex Alimentarius, un organismo intergovernativo in cui tutti gli stati membri hanno un voto. Vari comitati specialistici sono preposti all’elaborazione degli standard, che vengono poi approvati dalla Commissione per il Codex. Il processo di definizione di una norma si avvia quando un governo nazionale, o un comitato della Commissione per il Codex, propone lo sviluppo di uno standard su un particolare problema o prodotto alimentare. Se la Commissione per il Codex (o il suo Comitato Esecutivo) decide che è necessario fissare uno standard, la Segreteria della Commissione redige una bozza e la diffonde agli Stati membri per una valutazione. I commenti sono quindi riesaminati dal comitato competente, che può presentare il testo come bozza di standard alla Commissione per il Codex. Se la Commissione la approva, la bozza viene inviata ai governi con una procedura per fasi successive, mediante la quale la bozza finale diventa un nuovo standard del Codex.

Il procedimento, che prevede dai cinque agli otto step, può richiedere vari anni ed è impostato in modo da riscuotere il più ampio consenso possibile dagli Stati Membri.

Nel frattempo, il comitato competente, affiancato dalla Segreteria, modifica e adatta i particolari sulla base delle richieste. A volte, possono essere ripetute alcune fasi. Una volta approvato dalla Commissione per il Codex, lo standard è aggiunto al Codex Alimentarius: il “codice alimentare” del mondo.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI

È possibile scaricare gratuitamente la maggior parte dei documenti del Codex (relazioni, standard, pubblicazioni specialistiche) dal sito web del Codex:
http://www.codexalimentarius.net/
http://www.who.int/foodsafety/codex/en/

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16 maggio 2011 | Autore

Traduzione per Stampalibera di Carla Morselli che ringraziamo per l’impegno

Link: http://www.anh-europe.org/campaigns/codex#Damage_caused

Codex – il governo e le multinazionali controllano la nostra alimentazione

Che cos’è il Codex Alimentarius?

La Commissione del Codex Alimentarius, parola latina per “codice alimentare”, è un organismo inter-governativo che stabilisce le linee guida e le norme per assicurare pratiche commerciali leali e tutela dei consumatori in relazione al commercio globale di prodotti alimentari. E’ stato istituito a tale scopo nel 1963 e ha perciò 40 anni di esperienza nel controllo degli alimenti in un mondo sempre più globalizzato. Ha più di 170 paesi membri all’interno del programma congiunto FAO/OMS sulle norme alimentari, istituito dalla Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Il suo scopo primario dichiarato è “tutelare la salute dei consumatori e garantire pratiche leali nel commercio degli alimenti”. La Commissione promuove inoltre il coordinamento di tutti i lavori sulle norme alimentari effettuati dalle Organizzazioni Internazionali Governative e Non Governative (OING).

Le linee guida e le norme sono utilizzate come parametri di riferimento per la legislazione regionale/nazionale e nelle dispute nella Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC, WTO). Il lavoro è condotto attraverso quasi 30 comitati, ciascuno incentrato su specifici settori alimentari, e le decisioni sono basate sul voto di consenso da parte dei paesi membri. Le OING non hanno diritto di voto, ma possono influenzare il procedimento. La maggior parte delle OING presenti alle riunioni del Codex rappresentano gli interessi delle società multinazionali.

L’unica grande minaccia all’approvvigionamento di prodotti naturali salutistici

La Commissione del Codex Alimentarius è responsabile della definizione di un sistema di linee guida, norme e raccomandazioni che definisce la direzione dell’approvvigionamento globale alimentare. Essa mira a dirci cosa è sicuro, ma nel processo utilizza spesso dei criteri che vengono manipolati a sostegno degli interessi delle più grandi multinazionali del mondo.

Ammirevole, si potrebbe dire ma, ovviamente, in che modo i governi aderenti al Codex tutelano la salute, sulla base di quali criteri e cosa si intende esattamente per “pratiche del commercio equo”?

Beh, certamente non ha niente a che fare con il movimento del commercio equo che si propone di sostenere gli agricoltori e i produttori dei Paesi in via di sviluppo, promuovendo al contempo la sostenibilità. E’ soprattutto un sistema di linee guida e norme che lavorano a vantaggio dei maggiori fornitori e produttori alimentari a livello mondiale. Con una tale compagnia, inevitabilmente, i piccoli produttori e fornitori vengono lasciati fuori al freddo – come quei piccoli governi che non sono d’accordo con la spinta di alcune delle decisioni prese sotto la bandiera del Codex.

Il Codex Alimentarius, per lo meno negli ambienti alternativi, viene spesso considerato come la più grande minaccia all’approvvigionamento di prodotti naturali salutistici e agli alimenti sani. Robert Verkerk, della Alliance for Natural Health (ANH, Lega Per la Salute Naturale), commenta le opinioni sbagliate e spiega che cosa sia il Codex veramente e di cosa dovremmo essere preoccupati.

Informazioni errate sul Codex

C’era una voce in circolazione che diceva che il Codex sarebbe entrato in vigore il 31 dicembre 2009. Questa voce non era corretta. Tale data rappresentava in realtà una delle date di attuazione della Direttiva Alimentare Europea sugli Integratori e non ha niente a che fare direttamente con il Codex.

Il testo per la linea guida del Codex sugli Integratori Alimentari di Vitamine e Minerali, che si basava strettamente sulla Direttiva UE e che la riprende in parte integralmente, è stato ratificata nel luglio del 2005 ma è improbabile che venga finalizzato fino al 2012 o 2013 e solo in questo momento potrà forse venire utilizzato come base per le leggi nazionali e regionali in molte parti del mondo. In larga misura, le linee guida del Codex sugli integratori alimentari sono irrilevanti per i cittadini europei in quanto riflettono semplicemente le leggi europee sulla base delle quali sono basate e sono le leggi che alla fine possono limitare il nostro accesso a prodotti, non gli orientamenti del Codex!

Molte altre linee guida e norme, per esempio quelle che interessano gli alimenti geneticamente modificati (OGM) e gli alimenti biologici sono complete, anche se tendono a essere oggetto di modifica regolare.

Alcune delle disinformazione sul Codex sembrano venire deliberatamente diffuse, mentre altre parti sono riproduzioni inconsapevoli della disinformazione da parte di persone interessate, ma ingenue. Tra i fatti comuni sbagliati citiamo:

  • Tutte le sostanze nutritive (vitamine e minerali per esempio) devono essere considerate tossine o veleni e devono essere rimosse da tutti gli alimenti, perché il Codex proibisce l’uso di integratori per “prevenire, trattare o curare tutti i disturbi o malattie”.
  • Tutti i prodotti alimentari (anche biologici), devono essere irradiati, eliminando così tutte le sostanze nutritive “tossiche” dal cibo (a meno che i consumatori non riescano ad approvvigionarsi a livello locale).
  • Le sostanze nutritive permesse saranno limitate a un elenco sviluppato dal Codex, che conterrà anche elementi “benefici” come il fluoruro (3.8 mg al giorno), provenienti dai rifiuti industriali.
  • Tutte le sostanze nutritive (ad esempio vitamine A, B, C, D, zinco e magnesio) che hanno un impatto positivo sulla salute dell’organismo saranno considerate illegali in dosi terapeutiche nell’ambito del Codex e saranno ridotte a valori trascurabili per la salute, con limiti massimi pari al 15% della dose raccomandata giornalmente (RDA). Non saremo in grado di ottenere tali sostanze nutritive in dosi terapeutiche in qualsiasi parte del mondo, nemmeno con una prescrizione medica.
  • Probabilmente sarà illegale dare consigli sulla nutrizione (anche in articoli scritti postati online e in riviste, nonché un parere orale a un amico, a un familiare o a chiunque).
  • Tutte le vacche da latte del pianeta verranno trattate con l’ormone ricombinante della crescita bovina (rBGH).
  • Tutti gli animali utilizzati per i prodotti alimentari dovranno essere trattati con potenti antibiotici e ormoni esogeni della crescita.
  • L’uso degli ormoni della crescita e di antibiotici sarà obbligatorio su tutti gli animali, uccelli e specie acquatiche destinati al consumo umano.
  • Obbligatorietà dell’introduzione a livello mondiale di OGM non etichettati e mortali in coltivazioni, animali, pesci e piante.

Queste sono affermazioni davvero grandi. Sono anche profondamente preoccupanti per chiunque voglia occuparsi della propria salute in modo naturale, sia consumando abbondanti quantità di alimenti biologici integrali e sani che assumendo in grandi quantità integratori di vitamine, minerali ed erbe – o entrambi. Il problema è che queste affermazioni non sono tutte vere. Alcune sono in realtà molto lontane dalla verità, anche se la maggior parte contengono elementi di verità.

In quale modo i governi prendono le decisioni sul sistema di controllo dell’approvvigionamento alimentare nel mondo?

Il Codex è composto da oltre 40 comitati, gruppi di azione e gruppi di esperti che si occupano di quasi ogni aspetto della produzione alimentare. Il mandato del Codex copre quasi tutti i settori della catena alimentare, che vanno dai cereali, al cacao, al latte, alla carne, all’igiene delle carni, agli zuccheri, alla frutta e verdura fresca fino a questioni più controverse, come l’etichettatura degli alimenti, gli additivi alimentari, gli agenti contaminanti nei prodotti alimentari, i residui di pesticidi e gli organismi geneticamente modificati (OGM).

Le riunioni del Comitato sono ospitate da determinati governi nazionali e tenute nel paese di accoglienza o in un’altra parte del mondo. Per esempio, il governo del paese ospitante per il Comitato del Codex sull’Etichettatura degli Alimenti (CCFL) è il Canada, mentre la Germania è quello per il Comitato del Codex per la Nutrizione e per gli Alimenti destinati a Usi Dietetici Particolari (CCNFSDU), che si occupa, tra le altre cose, di integratori alimentari, alimentazione infantile e formule.

Tutti i paesi membri del Codex sono ammessi a partecipare ad ogni riunione annuale o “sessione” e la riunione è guidata e strettamente gestita dal presidente del comitato e dalla segreteria che si siede al tavolo di fronte ai delegati.

Dietro ai delegati di ogni paese, di solito da tre a cinque membri, ci sono le Organizzazioni Internazionali Non Governative (OING). In base alla riunione, questi potrebbero includere i gruppi di consumatori di grandi dimensioni come Consumers International, ma tendono a essere dominati dagli interessi dell’industria, cioè dalle varie associazioni internazionali che rappresentano le industrie alimentari, farmaceutiche e delle biotecnologie.

Le decisioni in queste riunioni di commissioni derivano dal cosiddetto consenso tra i governi. Le OING non sono autorizzate a votare, ma possono certamente intervenire durante gli incontri e, pertanto, hanno il potenziale per influenzare le decisioni.

Osservazioni sul processo del Codex

Il Codex Alimentarius non rappresenta alcuna legge. Tuttavia sono le direttive, le norme e le raccomandazioni promosse dalle organizzazioni inter-governative del Codex che hanno così vaste ramificazioni sulla gestione del commercio alimentare globale e della sicurezza degli alimenti.

Le delegazioni governative che siedono nelle commissioni e la forza operativa del Codex non sono democraticamente eletti, sono dei burocrati. Uno dei cambiamenti a cui abbiamo assistito negli ultimi anni è la crescente influenza dei burocrati nel promulgare le leggi, per esempio, anche negli Stati Uniti, che si vanta di essere una vera democrazia, si ha notato una crescita massiccia dell’influenza delle agenzie federali rispetto ai Congressi eletti democraticamente. Jonathan Emord, nel suo libro The Rise of Tyranny (l’ascesa della tirannia), stima che ben il 75% di tutte le leggi negli Stati Uniti è ora creato dalle agenzie, bypassando completamente il processo democratico.

I burocrati delle delegazioni delle nazioni del Codex sono teoricamente responsabili riguardo agli argomenti degli azionisti e del pubblico, spesso tramite consultazioni, ma la realtà pratica è che l’azione principale proviene da collaborazioni importanti. Le piccole imprese e gli individui possono anche presentare le proprie osservazioni alle consultazioni ma, in generale, le loro opinioni vengono ignorate. Il processo decisionale del Codex si verifica per consenso, ogni paese ha un solo voto. Questo processo è complicato dal fatto che i paesi possono unirsi in blocchi commerciali, provocando cambiamenti alle norme procedurali del Codex come avvenne nel 2003. L’Unione europea ora agisce come un blocco commerciale dove un singolo funzionario non eletto della Commissione europea rappresenta in genere i governi dei 27 paesi membri, accanto a quelle degli Stati membri attuali.

Le delegazioni di governo e il segretariato della commissione possono essere influenzati dalle Organizzazioni Internazionali Non Governative (OING) che partecipano alle riunioni ufficiali del Codex dove gli è stato concesso lo status di osservatore. Le OING presumibilmente riflettono tutti gli interessi relativi a un’attività determinata del comitato (ad esempio gli OGM, gli additivi alimentari, i residui di antiparassitari, l’igiene alimentare, ecc), ma la realtà è che l’influenza OING è sproporzionatamente a favore delle associazioni di categoria che rappresentano i maggiori cartelli internazionali nel settore alimentare. Durante il corso delle riunioni del Codex possono spesso verificarsi dibattiti accesi tra le varie OING, governi e segretariato, ma sembra che questo sia in realtà solo un modo per mostrare che i procedimenti del Codex avvengono tramite consenso. La realtà è un po’ più cruda, in molte situazioni, le decisioni principali sono già state prese prima della riunione e, a fronte di pareri contrari delle OING, si constata che il loro punto di vista non interessa che poco o per nulla.

Un’altra interessante osservazione che si può trarre dalle riunioni del Codex è la portata dell’influenza delle delegazioni di determinati paesi, e la mancanza di influenza degli altri. Per esempio, il caso del comitato del Codex per la Nutrizione e gli Alimenti destinati a Usi Dietetici Particolari (CCNFSDU) sembra essere sproporzionatamente influenzato dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dalle delegazioni del governo canadese mentre il Segretariato, controllato dai tedeschi e presieduto dal Dott. Rolf Grossklaus, esercita un’influenza primaria. In questi incontri, è chiaro che queste delegazioni governative si sono consultate a fondo nei mesi precedenti l’incontro annuale CCNFSDU, aiutati dalle associazioni di categoria specifiche, al fine di ratificare le decisioni che le favoriscano.

Quali settori vengono influenzati dal Codex?

Non vi è dubbio che il Codex sviluppa il primo sistema di orientamento per l’approvvigionamento globale di cibo. Se consideriamo la quantità di residui di antiparassitari o di particolari micro-organismi che sono considerati sicuri, la quantità di glutine consentito nei prodotti alimentari senza glutine, i sistemi di trasporto e stoccaggio della frutta fresca e verdure o la sicurezza degli additivi alimentari o geneticamente modificati (OGM), le particolari linee guida del Codex o norme riguardanti la questione sono considerate il punto di riferimento fondamentale per gli scambi internazionali.

Una delle tendenze che vediamo, data l’influenza sproporzionata dei gruppi di imprese di grandi dimensioni, è che gli alimenti OGM, i contaminanti, gli additivi, i residui di pesticidi, e le altre sostanze chimiche sintetiche che molti di noi considerano intrinsecamente nocive, vengono sostenuti come validi e sono considerati sicuri nelle concentrazioni tipicamente utilizzati negli alimenti trasformati. Per contro, si rende invece la vita difficile a quegli elementi che noi consideriamo intrinsecamente benefici, come le vitamine e i minerali. Se ciò non bastasse, le norme del Codex per i sistemi di produzione degli alimenti sani come i sistemi di produzione biologica, sono sempre più sminuiti, al fine di soddisfare le esigenze e gli interessi delle imprese transnazionali, che sono le principali beneficiarie del commercio alimentare globale.

Guardando attraverso la molteplicità delle questioni su cui si interessa il Codex, è possibile estrapolare alcuni dei temi di maggiore interesse per la salute naturale.

Questioni importanti controllate dal Codex che hanno un impatto sulla nostra capacità di gestire la nostra salute in modo naturale

Organismi geneticamente modificati (OGM):

  • mossi da interessi di modificazione genetica che sostengono che il fabbisogno alimentare mondiale non possano essere soddisfatti senza l’attuazione globale di modificazioni genetiche;
  • sostenuti in primo piano da USA e Canada; l’UE può cercare di fare pressione;
  • via libera alle piante alimentari geneticamente modificate per quanto riguarda la sicurezza;
  • probabile approvazione di semi, che non si riproducono, per il commercio internazionale;
  • sono in studio gli animali, per uso alimentare, geneticamente modificati.

Alimenti biologici

  • Declassamento delle norme di produzione biologica per soddisfare gli interessi di grandi produttori alimentari.
  • Promozione di agricoltura su larga scala con alto rendimento e scambio internazionale di merci.
  • Approvazione di vari additivi chimici di sintesi e di sostanze “coadiuvanti la trasformazione” negli alimenti biologici.
  • Nessun divieto assoluto di utilizzo di irradiazione post-produzione.
  • L’etichettatura consente l’uso di ingredienti nascosti non biologici.

Additivi alimentari

  • L’approvazione di circa 300 additivi alimentari diversi (soprattutto sintetici), incluso l’aspartame, BHA, BHT, bromato di potassio, tartrazina, ecc., in quanto “sicuri”.
  • Nessuna considerazione in merito ai potenziali rischi associati all’esposizione a lungo termine a miscele di additivi.

Residui di antiparassitari

  • Accettazione di residui significativi di oltre 3.275 pesticidi diversi, compresi quelli che sono sospetti cancerogeni o perturbatori endocrini, ad esempio, 2,4-D, l’atrazina, il bromuro di metile.
  • Nessuna considerazione sugli effetti a lungo termine dell’esposizione a miscele di residui negli alimenti.

Integratori alimentari e dietetici

  • Dosi massime quotidiane molto basse per gli integratori, stabilite con metodi scientificamente errati di valutazione del rischio.
  • Efficace definizione dei confini internazionali tra alimenti e farmaci per le sostanze nutritive, inserendo forzatamente le sostanze nutritive terapeutiche nella categoria degli stupefacenti.
  • Necessità di studi clinici a sostegno delle indicazioni sulla salute; costi troppo alti per le piccole imprese. Prevede quindi un sistema con via libera per le grandi società e agisce come ostacolo alla libertà di parola dei più piccoli.
  • Valori di Riferimento molto bassi per le sostanze nutritive che abbassano molto i requisiti per una salute ottimale a lungo termine, per determinati gruppi di popolazioni, di età e sesso.

L’adesione al Codex è volontaria?

Poiché sono necessari vari anni per trovare la soluzione a molti dei problemi, che devono farsi strada attraverso il lungo estenuante, iterativo processo decisionale basato sul consenso a otto fasi, spiegato in dettaglio nel Manuale di Procedura del Codex, le date di attuazione sono raramente conosciute per lo meno fino verso la fase terminale dei procedimenti di considerazione. Inoltre, l’impatto di qualsiasi norma o linea guida non è immediato, poiché la sua incidenza viene di norma realmente notato dai consumatori o produttori una volta che le legislazioni nazionali sono state armonizzate in base al Codex.

Ma quando i cittadini esprimono ai loro governi le preoccupazioni circa il Codex, la risposta comune è sulla falsariga di: “Non preoccupatevi, il Codex è un sistema volontario di linee guida e norme che non è obbligatorio. Il Codex non rappresenta la legge. L’Agenzia Statunitense per gli Alimenti e i Medicinali, la US Food & Drug Administration (FDA), ha espresso chiaramente la sua opinione su questo per diversi anni, considerando in particolarmodo che le preoccupazioni della maggior parte degli americani circa il Codex sono incentrate sulla fertile industria americana degli integratori alimentari.

Mentre la FDA cerca di declassare l’importanza del Codex nella creazione di leggi in materia di alimenti e sostanze correlate, come gli integratori alimentari, la FDA è in qualche modo parca con la verità. Essa individua giustamente l’articolo 3 dell’Accordo sull’Applicazione delle Misure Sanitare e Fitosanitarie (SPS) dell’Organizzazione Mondiale del commercio (WTO-OMC) come privo di significato, ma a mio avviso, ne respinge erroneamente la sua rilevanza cruciale.

Grossklaus Rolf Dr, presidente del Comitato Codex per la Nutrizione e gli Alimenti destinati a Usi Dietetici Particolari (CCNFSDU).

Il maggior impatto del Codex

Il Messico, dove le leggi sono storicamente da sempre abbastanza lascive da consentire il fiorire di un’industria per il trattamento del cancro naturale e integrata, è ora costretto a reprimere le proprie leggi. La Trilateral Co-operation Charter (Carta della Cooperazione Trilaterale), firmata dagli Stati Uniti, Canada e Messico, sta diventando sempre di più il meccanismo per stringere le viti in tutti e tre i paesi.

Se si va avanti con l’Accordo per il Libero Commercio nel Nordamerica (North American Free Trade Agreement), questo probabilmente farà sì che le politiche che incidono sulla salute naturale (compreso gli OGM, gli additivi alimentari, i residui di pesticidi e tutte le altre cose di cui si occupa il Codex) saranno allineate al sistema europeo esistente. E’ quasi certo perché si vede una transizione dal piano europeo con un atteggiamento tradizionalmente anti OGM verso una presa di posizione pro-OGM, nonostante la massiccia opposizione da parte del pubblico europeo, perché è così che gli Stati Uniti e il Canada vogliono che sia.

Una volta che questi blocchi commerciali sono allineati, le nazioni più piccole saranno costrette sempre più a ballare sulle note del Codex.

I danni causati dal commercio alimentare globale

Abbiamo stabilito che finora la Commissione del Codex Alimentarius è il meccanismo prevalente che detta le norme che disciplinano il commercio globale di cibo. Abbiamo anche stabilito che l’OMC è il “poliziotto” che assicura che queste regole siano rispettate. La domanda che dobbiamo porci è se queste norme siano buone per noi – il popolo – e se siano buone per l’ambiente. La posizione di ANH è che lo sviluppo del commercio alimentare a livello mondiale avutosi negli ultimi 30 anni non è un bene per la nostra salute e nemmeno per l’ambiente.

Il sistema dispone di pochi vincitori – le principali sono le società multinazionali che sono direttamente coinvolte nella produzione globale e nel commercio di prodotti alimentari e l’industria farmaceutica che trae profitto dal peso crescente delle malattie croniche che ne derivano.

Una delle caratteristiche chiave del commercio alimentare globale contemporaneo è la sua semplicità e la mancanza di diversità. Il contenuto nutrizionale e la qualità degli alimenti è una priorità bassa. L’igiene alimentare come mezzo di controllo degli agenti patogeni che causano malattie di origine alimentare (una vera e persistente minaccia per la salute) è una priorità fondamentale, ma i metodi per la gestione di tali agenti patogeni, come l’uso di irradiazione o di grandi quantità di conservanti, riducono l’integrità e la qualità del cibo. Il crescente utilizzo di OGM, approvati dal Codex, è un problema enorme, sia in termini di effetti sulla salute umana che sull’ambiente.

Noi sosteniamo che il sempre maggior controllo del nostro approvvigionamento alimentare da parte di un piccolo numero di governi e un numero ancora più piccolo di aziende è in contrasto con i bisogni e le esigenze della maggioranza della popolazione mondiale. Un insieme considerevole e crescente di attività punta al fatto che la sostenibilità dell’ambiente e della salute richiede il funzionamento efficiente dei sistemi di produzione alimentare e del sistema sanitario, locali e basati sulla comunità che sono stati adattati perfettamente alle esigenze locali. Tali sistemi richiedono un maggiore decentramento piuttosto che un aumento della centralizzazione. Necessitano un impegno comunitario e individuale piuttosto che perdita di senso comunitario e dell’individuo.

Quando le Nazioni Unite cercarono 400 scienziati provenienti da 60 paesi per offrire nuove possibilità su approcci vitali per risolvere il problema della sicurezza alimentare e della fame nel mondo come parte del progetto per lo Studio Internazionale sulle Conoscenze Agrarie, Scienze e Tecnologie per lo Sviluppo (IAASDT), il consiglio generale argomentò contro la biotecnologia come soluzione. Infatti, la relazione sottolinea che, rendendo gli agricoltori di sussistenza dipendenti da sementi geneticamente modificate prodotte da appena una manciata di aziende, è assolutamente in contrasto con i requisiti di sicurezza alimentare di questi agricoltori. Esso ha sottolineato che l’agricoltura basata sulla sostenibilità e sulla comunità è il punto centrale della una soluzione e, naturalmente, il Codex Alimentarius attualmente lavora in una direzione completamente opposta.

Perché i paesi sono costretti a ballare secondo il ritmo del Codex?

Nonostante alcuni paesi, come gli Stati Uniti, pubblicizzino che non hanno alcuna intenzione di armonizzare le loro legislazioni nazionali con le linee guida del Codex, hanno poi dovuto ammettere anche che dovranno attenersene per le esportazioni, al fine di evitare di scontrarsi con il “poliziotto commerciale” mondiale, l’OMC (WTO). Ma queste affermazioni sono sia ingannevoli che vuote, non riescono a considerare tutte le implicazioni della spada a doppio taglio che è il Codex che si occupa, da un lato, della facilitazione degli scambi internazionali e, dall’altro, della restrizione degli scambi, con la scusa della sicurezza dei consumatori.

Come abbiamo visto, l’intero scopo del Codex Alimentarius è quello di istigare un sistema di linee guida a cui i paesi possano adattare le loro legislazioni per facilitare le cosiddette pratiche commerciali eque in relazione agli alimenti. Ciò significa eliminare le barriere agli scambi. E dal momento che l’OMC arbitra su tali questioni, esaminiamo l’Accordo sull’Applicazione delle Misure Sanitare e Fitosanitarie dell’OMC.

L’accordo, di cui all’articolo 3, prevede espressamente che i paesi armonizzano le loro misure sanitarie e fitosanitarie alle linee guida, norme o raccomandazioni internazionali. Questo articolo utilizza in particolare il verbo “dovranno” piuttosto che “dovrebbero”. L’accordo stabilisce chiaramente che, per le questioni concernenti la sicurezza alimentare, le linee guida, norme o raccomandazioni stabilite dalla Commissione del Codex Alimentarius saranno quelle rilevanti per l’armonizzazione. Dato che l’accordo affronta la questione della tutela dei consumatori in modo centrato, ne consegue che i paesi hanno il compito di armonizzare le loro legislazioni nazionali al Codex. In realtà, i paesi possono essere anche più restrittivi del Codex, ai sensi dell’articolo 3, anche se tale restrizione deve essere scientificamente giustificata.

Nel caso di disputa sugli effetti delle leggi di un paese che limitino gli scambi o che non tuteli adeguatamente i consumatori, si può chiamare ad arbitrare l’Organo dell’OMC per la Soluzione delle Controversie (Dispute Settlement Body – WTODSB). Questo ovviamente è qualcosa che possono fare le nazioni potenti, mentre per i paesi più piccoli, o i paesi in via di sviluppo, dipendenti dal commercio degli alimenti, è probabile che, risucchiato in una controversia commerciale finiscano in lacrime.

Un buon esempio delle conseguenze di una controversia commerciale gestita attraverso il WTODSB è il lungo divieto UE sulle importazioni di carne bovina trattata con ormoni della crescita artificiale negli Stati Uniti e Canada. La controversia costa all’UE oltre 116 milioni di dollari ogni anno in sanzioni pagate agli Stati Uniti, con un altro 11 milioni di dollari pagati per il Canada, e sta già andando avanti da oltre 10 anni senza ancora alcuna risoluzione in vista.

L’adesione è l’unica vera opzione a meno che i vostri portafogli non siano così pieni come quelli di un blocco commerciale potente, come l’UE.

Il potere alla base

Dato che il Codex non crea leggi, ma fornisce solo le linee guida, norme e raccomandazioni, le sue delibere sono considerate innocue da molti governi e corporazioni che ne traggono beneficio. La realtà è che la maggior parte dei paesi scoprono di non avere alternativa se non quella di armonizzare le loro legislazioni al Codex in quanto non sono in grado di affrontare le sanzioni imposte loro dal WTODSB, l’Ente preposto per l’applicazione delle normative del Codex che governano il commercio mondiale di prodotti alimentari.

Quando si tratta di noi stessi, avvelenati da sostanze inquinanti o da sostanze chimiche nel nostro cibo, o dei nostri diritti e libertà fondamentali, limitati dal non poter accedere agli alimenti naturali sani e agli integratori non è, naturalmente, lo stesso Codex che fornisce lo strumento giuridico che ci interessa, ma è la legislazione nazionale e regionale dei paesi. Questo allontanamento del Codex dalla legge sembra consentirgli di sfuggire alla diretta colpevolezza e naturalmente rende anche il suo funzionamento molto insidioso.

Man mano che il commercio di generi alimentari a livello mondiale continua ad espandersi e la produzione alimentare a livello regionale e locale è sempre più sotto pressione da parte dei grandi produttori agricoli e alimentari nel mondo, il Codex continua il suo lavoro. In alcuni casi, le linee guida del Codex e le norme sono costruite su modelli giuridici esistenti, come nel caso della linea guida del Codex sugli integratori alimentari di vitamine e minerali, che si ispira da vicino alla direttiva sugli integratori alimentari dell’UE. Il Codex permette poi esportare a livello internazionale tale modello. In altri casi, come per gli alimenti OGM, dove vige il modello legale degli Stati Uniti – che presume che gli alimenti geneticamente modificati siano sostanzialmente equivalenti a quelli tradizionali e, quindi intrinsecamente sicuri – agisce sempre più in qualità di modello internazionale in relazione ai prodotti biotecnologici.

Anche se tutti noi possiamo entrare in contatto con i nostri governi per cercare di mostrare loro la miopia di tanti che si impegnano dentro le stanze della commissione del Codex, probabilmente la nostra arma più potente è la nostra capacità di scegliere ciò che mangiamo. Molti di noi sono ancora in grado di esercitare la libertà di scelta e una delle azioni più efficaci che possiamo fare è essere selettivi nella scelta dei cibi.

Dovremmo, per esempio, fornire sostegno ai sistemi di produzione alimentare che contribuiscono positivamente alla nostra salute, respingendo quelli che non lo fanno. Dobbiamo anche assicurarci che quelli intorno a noi – e soprattutto i nostri figli – capiscano l’importanza del potere dei consumatori. Unendo ciò a determinate unioni di governi e ai rappresentanti eletti potremo vedere un cambiamento fondamentale per il nostro approvvigionamento di alimenti, un cambiamento che ha la capacità di facilitare il nostro ritorno agli alimenti a cui i nostri geni si sono adattati nel corso dei millenni.

Tempo di agire

Ironia della sorte, quando si tratta delle valutazioni del Codex sulla sicurezza delle sostanze nutritive, essi prendono in considerazione le sostanze nutritive consumate nella dieta e le sottraggono dai minori valori che ritengono sicuri utilizzando fattori di sicurezza multipli e dati selettivi dei peggior casi scientifici. Il risultato finale? Il Codex accetta degli integratori contenenti dei micronutrienti praticamente privi di vita.

Il dottor Bruce Ames, professore di Biochimica e Biologia Molecolare, dell’Università di Berkeley, California, e scienziato anziano presso l’Istituto di Ricerca dell’Ospedale Infantile di Oakland (Children’ Hospital Oakland Research Institute – CHORI), è uno dei molti scienziati che hanno a lungo sostenuto, sulla base di notevoli prove scientifiche, che la carenza di micronutrienti, associata a diete occidentali moderne, è uno dei fattori più importanti per l’epidemia di malattie croniche. Queste malattie includono le cinque grandi malattie: quelle cardiache, il cancro, il diabete, l’obesità e l’osteoporosi, che oggi rappresentano il peso maggiore sui nostri sistemi sanitari. Il Codex, e i regimi normativi basati su di esso, presentano sicuramente una delle maggiori minacce per qualsiasi sistema sanitario che cerca di trattare le cause profonde della malattia con l’assunzione di micronutrienti.

Sei disposto a lasciare che i governi e le grandi società controllino quello che metti dentro al tuo corpo? Oppure farai la tua parte per contribuire a invertire la tendenza del controllo globale del nostro approvvigionamento alimentare e la dismissione dei farmaci naturali causati da una scienza manipolata ed erronea? Le parole di Thomas Jefferson devono risuonare forti nella nostra mente, mentre noi agiamo per questi cambiamenti che sono urgentemente necessari per prevenire ogni ulteriore allontanamento dell’uomo dal patrimonio naturale. Dobbiamo proteggere non solo la nostra linfa vitale, ma quella delle generazioni future.

Che cosa puoi fare tu per influenzare il Codex?

La risposta sintetica è che è estremamente difficile influenzare il Codex. E’ ancora più difficile se sei in Europa, poiché gli Stati membri europei non agiscono individualmente, ma sono anch’essi rappresentati dalla Commissione Europea, che agisce a nome del blocco commerciale UE. Quindi, anche se arrivi ai burocrati della delegazione del tuo Stato, questi non rappresentano che solo uno dei 27 Paesi della UE che, a sua volta, è rappresentata da un unico burocrate della Commissione europea. Questo è uno dei motivi per cui è così importante per gli individui nella UE d’avere una chiara visione dei reali problemi, in modo che si possa applicare la massima influenza in relazione alle stesse questioni chiave, sia ai governi degli Stati membri che alla Commissione Europea.

Vorremmo andare un passo oltre e sostenere che la difficoltà nell’influenzare il Codex è probabile che risulti dai processi decisionali deliberatamente elaborati per impedire o almeno complicare notevolmente la capacità degli individui di esercitare il loro diritto democratico.

Uno dei requisiti chiave per avere influenza è garantire che le denunce circa il Codex siano accurate e che possano essere motivate. Ci sono molti esempi che dimostrano che la disinformazione sul Codex ha agito come una cortina fumogena per nascondere i reclami genuini, e questo consente a politici e burocrati di avere un motivo per respingere le preoccupazioni del popolo. Troppo spesso abbiamo avuto feedback dai membri del pubblico che ci dicono che quando si sono avvicinati al loro rappresentante eletto con le loro preoccupazioni, gli è stato detto che i loro fatti sono sbagliati e che hanno frainteso il problema quindi non c’è nulla che possa, o necessita, d’essere fatto.

Tenendo questo in mente, diamo i seguenti consigli:

1) Informati sul Codex usando fonti affidabili di documentazione disponibile dal sito ufficiale del Codex. Informazioni imprecise o disinformazione possono essere più dannosi per la causa di nessuna informazione.

2) Concentrati sulle seguenti questioni

  • Il controllo del Codex per il commercio globale di alimenti semplificati, inadeguati da un punto di vista nutrizionale e sempre più modificati geneticamente.
  • La mancanza di sostegno o di interesse del Codex per l’agricoltura basata sulla comunità e per le infrastrutture di approvvigionamento alimentare che è noto offrono alimenti di qualità più adeguati alle realtà locali.
  • La crescente declassificazione dei principi di agricoltura biologica che li rende meno sostenibili ecologicamente, rendendoli però più fruibili dalle aziende agricole di grandi dimensioni.
  • La mancanza di interesse del Codex nell’autosufficienza agricola dei paesi più poveri.
  • Il sostegno del Codex per le tecnologie alimentari pericolosi come gli OGM, gli additivi chimici, i pesticidi e l’irradiazione.
  • Il desiderio del Codex di limitare le sostanze nutritive terapeutiche e benefiche fornite come integratori.
  • L’accettazione di principi per l’analisi di rischio che sono assolutamente difettosi scientificamente, quando si tratta di considerare le sostanze nutritive e di alimenti benefici per la salute.
  • Il tentativo del Codex di armonizzare le indicazioni sulla salute utilizzando criteri eccessivamente onerosi a sostegno di affermazioni che contrastano gli approcci che sostengono l’educazione dei consumatori in materia di sana alimentazione e di integratori nutrizionali.
  • Pressione da parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) per i paesi ad armonizzare le raccomandazioni, le linee guida o le norme del Codex, o ad affrontare le sanzioni che potrebbe essere sufficienti a paralizzare l’economia dei paesi più piccoli.

3) Comunica queste preoccupazioni sopracitate al maggior numero di contatti sia del tuo paese che all’estero.

4) Scrivi al e/o incontra il rappresentante eletto e controlla che lavori per conto tuo per influenzare il governo.

5) Se possibile opera per influenzare i rappresentanti della delegazione del Codex: i loro nomi e indirizzi sono disponibili al pubblico nelle relazioni annuali delle singole riunioni della commissione del Codex

6) Agisci per influenzare le legislazioni nazionali come quelle sugli additivi alimentari, sugli OGM, sulla sicurezza alimentare, sui residui di pesticidi, sull’agricoltura biologica, sugli integratori alimentari e sulla salute che possono influenzare lo sviluppo delle linee guida e delle norme del Codex.

In sostanza, alcune delle leggi più influenti sono derivate dall’UE, dagli USA e dal Canada. Questo è quindi un invito ai cittadini e ai produttori di generi alimentari e dei fornitori di questi tre paesi a impegnarsi al massimo con il sistema legislativo nel reale interesse della salute pubblica.

Punti di azione chiave

In aggiunta alle azioni dei singoli (in alto), le azioni sul Codex possono essere divise in tre gruppi principali:

  • Azione politica: assicurati di rendere nota la tua opinione sulle leggi nazionali e sul Codex ai governi e ai rappresentanti eletti (vedi sopra).
  • Azione dei consumatori: come spendi il denaro è uno dei modi più potenti per portare un cambiamento. Non acquistare o consumare alimenti trasformati, alimenti geneticamente modificati, o cibi contenenti additivi alimentari, ove possibile. Cerca di acquistare o coltivare alimenti biologici o alimenti ai quali i pesticidi non sono stati applicati. Sostieni la comunità locale alimentare basata sui sistemi di produzione. Riduci al minimo l’acquisto di prodotti alimentari importati.
  • Azione sociale: rendi gli altri consapevoli dei rischi per l’alimentazione legati al commercio di generi alimentari a livello mondiale e il suo controllo attraverso il Codex. Tieniti informato e usa solo le risorse affidabili che forniscono informazioni accurate. Aiuta i tuoi amici, parenti e conoscenti a comprendere i rischi degli alimenti geneticamente modificati e trattati, non naturali. Sottolinea l’importanza dell’assenza di sostanze chimiche, degli alimenti di livello locale o regionale, dei cibi integrali nella dieta. Fa’ che siano attivi politicamente e come consumatori.

Comitato del Codex per la Nutrizione – informazioni ufficiali

25 a sessione del Comitato del Codex per la Nutrizione e per gli Alimenti destinati a Usi Dietetici Particolari (CCNFSDU) 2003, Germania

Informati! Scopri cosa dice di sé il Comitato Codex per la Nutrizione e per gli Alimenti destinati a Usi Dietetici Particolari (CCNFSDU).

Se vuoi scoprire qual è la linea ufficiale del Comitato del Codex per la Nutrizione e per gli Alimenti destinati a Usi Dietetici Particolari, potresti essere fortunato da ottenere una copia del video ufficiale sulle attività del CCNFSDU prodotto da parte del governo tedesco e girato nel 2006 durante la riunione del Comitato a Chiang Mai, Thailandia. Siamo a conoscenza di un certo numero di persone che hanno ottenuto con successo una copia del video da CCNFSDU dopo avere mandato una mail a ccnfsdu@bmelv.bund.de.

Il video contiene un’intervista con il Dott. Rolf Grossklaus, che dirige il comitato.

“Se si lascia che il governo decida quali cibi mangiamo e che farmaci dobbiamo prendere, i nostri corpi saranno presto in uno stato pietoso, come le anime di coloro che vivono sotto la tirannia”. Thomas Jefferson (1762-1821), terzo presidente della USA, autore della Dichiarazione d’Indipendenza.

Ulteriori letture

“Codex Alimentarius uncovered” – articolo scritto da Leonie Nimmo (compreso il punto di vista di Robert Verkerks) per il numero di luglio/agosto del 2010 della rivista Ethical Consumer.

Articolo del Dott. Robert Verkerk per la rivista Caduceus (luglio 09) con il titolo “Codex Alimentarius – Focus on true threats, not disinformation” (Focalizzatevi sulle reali minacce, non sulla disinformazione).

Scaricare il flyer di una pagina Download

Per scaricare il flyer riassunto di una pagina di ANH del Codex, clicca qui, stampalo, invialo via email, informa i tuoi amici e conoscenti sul rischio a lungo termine del Codex. Si tratta, in parte, delle lunghe tempistiche per lo sviluppo delle linee guida e norme che le rende così problematiche.

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Codex alimentarius, il cibo che mangiamo contiene piccole dosi di veleno?

Le regole internazionali per gli alimenti permettono di avvelenarci? Le multinazionali delle sementi e dell’alimentazione registrani i brevetti anche di piante e animali presenti in natura in modo che siamo poi costretti a comprare le loro produzioni? Anche se sono geneticamente modificate?

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Il Codex è dal 1963 è uno strumento di regolamentazione degli alimenti voluto dalla F.A.O. (Food and Agricolture Organization) e dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità)

Cosa comprende il Codex?

– Norme per i prodotti alimentari;

– Codici di igiene;

– Valutazione dei pesticidi;

– Limiti dei residui di pesticidi;

– Linee guida dei contaminanti;

– Valutazione degli additivi alimentari;

– Valutazione dei farmaci in veterinaria.

In pratica controlla il cibo dalla produzione, alla trasformazione, al trasporto fino a quando arriva nel piatto.

All’interno di questo Codice ci sono nove comitati

– Comitato dei Principi Generali, con sede in Francia;

– Comitato delle Etichettature Alimentari, con sede in Canada;

– Comitato dei Metodi di Analisi e Campionatura, con sede in Ungheria;

– Comitato di Igiene Alimentare, con sede in USA;

– Comitato dei Residui di pesticidi, con sede in Olanda;

– Comitato degli Additivi Alimentari e Contaminanti, con sede in Olanda;

– Comitato di Ispezione Import/Export e Sistemi di Certificazione, con sede in Australia;

– Comitato di Nutrizione e Alimenti Dietetici, con sede in Germania;

– Comitato dei Residui negli Alimenti dei farmaci veterinari, con sede in USA.

Oltre a questi ce ne sono 13 che hanno la responsabilità di sviluppare standard per specifici alimenti o classi di alimenti:

– Comitato dei Grassi e Oli, con sede in Inghilterra;

– Comitato del Pesce e prodotti ittici, con sede in Norvegia;

– Comitato del Latte e Prodotti lattei (presso la FAO /WHO), con sede in Nuova Zelanda;

– Comitato della Frutta Fresca e Verdura, con sede in Messico;

– Comitato del Cacao e prodotti a base di cioccolata, con sede in Svizzera;

– Comitato dello Zucchero, con sede in Inghilterra;

– Comitato della Frutta e Verdura trasformate, con sede in USA;

– Comitato delle Proteine Vegetali, con sede in Canada;

– Comitato dei Cereali e Legumi, con sede in USA;

– Comitato dei Prodotti di Carne e Pollo, con sede in Danimarca;

– Comitato delle Zuppe e Brodi, con sede in Svizzera;

– Comitato per l’Igiene della Carne, con sede in Nuova Zelanda;

– Comitato sulle Acque Minerali naturali, con sede in Svizzera.

Guarda caso per esempio a detenere il comitato di cacao e acqua minerale c’è la Svizzera, madrina della Nestle, la più grande multinazionale del settore.

Qual è il vero fine del Codex?

Controllare la nostra alimentazione per controllare la nostra salute e renderci sempre più dipendenti da farmaci e integratori alimentari che sono sempre in mano alle multinazionali.

Per esempio gli Usa a seguito di una banale salmonellosi, hanno fatto costituire il “Gruppo di Lavoro per l’Igiene Alimentare” dandone la direzione a un certo Michael Taylor, un avvocato della Monsanto (più grande produttore di sementi e pesticidi).

Il risultato quindi è che colui che gestisce la “sicurezza alimentare”, lavora per la ditta che da decenni inquina il mondo con sementi transgenici e con prodotti chimici, e ammala centinaia di milioni di persone con gli ormoni della crescita bovina.

Il fine ultimo del Codex Il Codex è di fatto nelle mani delle lobbies agroalimentari, della chimica e farmaceutica. Se per esempio il Codex definisce i “supplementi nutrizionali”, gli “integratori vitaminici” come delle “tossine” invece di semplici alimenti, sarà possibile imporre (per legge) una soglia “minima di dannosità”.

Fonte: Disinformazione

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Intanto un brevetto europeo apre alle multinazionali la possibilità di controllare la comune frutta e verdura

Carlo Petrini (Slow Food) descrive il caso di un brevetto conteso, che riguarda broccoli con doti particolari. Ogni broccolo contiene alti livelli di molecole con proprietà anticancro. Ora, un’azienda europea ha preso in esame il patrimonio genetico dei broccoli, e ha imparato a selezionare le piante con gli assetti genomici giusti. Incrociando con metodi tradizionali le piante, si sono ottenuti broccoli particolarmente ricchi della molecola in questione. Ovviamente, l’azienda ha brevettato la scoperta, ma ha chiesto i brevetti di tutti i broccoli con il livello di glucosinati pari ai vegetali prodotti nei loro laboratori. Quindi se un agricoltore raggiunge il loro stesso risultato attraverso una diversa modalità deve comunque pagargli il brevetto per produrre. <<Codex Alimentarius (dal latino “codice alimentare”), è un oscuro matrimonio tra le industrie farmaceutiche e chimiche ed il WTO (World Trade Organization), concepito per il preciso e completo controllo su tutti i prodotti alimentari e le sostanze nutritive in tutto il mondo. Il Codex è un complesso, globale, programma inter-governativo, scritto dal Big Pharma, controllato dalle Nazioni Unite e composto di 170 Nazioni tra cui gli Stati Uniti.>> Fonte: http://codenamejumper.wordpress.com/2010/01/07/codex-alimentarius-una-condanna-a-morte-per-3-miliardi-di-persone/

Se l’UE intende assecondare la richiesta ci saranno due gravi conseguenze secondo Petrini:

– si darà il permesso alle multinazionali di studiare la natura e brevettare i segreti conosciuti come loro proprietà (mentre i brevetti dovrebbero limitarsi alle “Invenzioni biotecnologiche”).

– salirà il prezzo del cibo e ci saranno monopoli sui prodotti.

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L’allarme sul Codex Alimentarius, una bufala che gira sul web

23 giugno 2009

L'allarme sul Codex Alimentarius, una bufala che gira sul webDa qualche tempo girano in rete messaggi che lanciano l’allarme sul Codex Alimentarius. Lunghe email e un video su YouTube mettono in guardia dai raschi derivanti da presunte norme pericolose per la salute. Ma si tratta di una bufala, una delle tante che si trovano su internet.

La bufala che gira in rete
Da qualche tempo girano in rete messaggi che lanciano l’allarme sul Codex Alimentarius. Lunghe email, nonché un video su YouTube mettono in guardia sui pericoli delle norme che entrerebbero in vigore il prossimo 31 dicembre. Tra i vari passaggi di questi messaggi di allerta, arrivati anche a molti nostri soci, si dice che il Codex Alimentarius potrebbe essere il più grande disastro per la salute umana, che il suo scopo è la soppressione delle innovazioni scientifiche indipendenti degli ultimi 50 anni, che vieterà le medicine alternative e naturiste, così come spariranno l’agricoltura e l’allevamento biologici. Insomma un vero e proprio attacco alla nostra salute a favore delle industrie chimiche e farmaceutiche. Risulta abbastanza chiaro che si tratta di una bufala, una delle tante che si possono trovare su internet. Ma cerchiamo di capire perché e di che cosa si tratta nella realtà.

Il Codex Alimentarius
Il Codex Alimentarius è un insieme di norme e direttive, di diversa natura, frutto del lavoro di una Commissione creata dalla Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, e dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e che si è riunita per la prima volta nel 1963. Ai lavori della commissione partecipano i rappresentanti di 180 Paesi. In Italia la rappresentanza del Codex Alimentarius ha sede presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Tra i membri c’è anche la Commissione europea.

Gli obiettivi del Codex Alimentarius
Il Codex ha come obiettivo principale quello di difendere il diritto dei consumatori ad avere cibo sicuro, di buona qualità e adeguato alla nutrizione, con un particolare occhio di riguardo per alcune categorie come quella dei bambini. Le direttive emanate sono di natura diversa, ma tutte legate all’alimentazione: dalle caratteristiche che devono avere alcune categorie di cibi, alle regole per l’etichettatura, dalle norme igieniche ai livelli massimi di contaminazione da sostanze indesiderate. Nessuna norma, contrariamente a quanto si dice nella email, si occupa di medicine alternative, dato che si tratta di temi non attinenti alla sfera alimentare. In ogni caso, le norme che vengono stilate non sono obbligatorie, cioè vincolanti per gli Stati membri. A volte, possono essere utilizzate come riferimento nell’adozione di leggi nazionali o nella definizione di standard commerciali. Risulta quindi priva di fondamento anche la notizia che queste entrerebbero in vigore alla fine dell’anno.

Il lavoro della Commissione
I progetti di norme del Codex, prima di essere approvati nell’ambito della Commissione, sono discussi a livello locale in tutti i Paesi membri, compresa l’Italia. Alle riunioni sono invitati rappresentanti del mondo scientifico e delle istituzioni, rappresentanti dei consumatori (tra cui Altroconsumo) e del mondo della produzione (agricola e industriale). Durante questi incontri è possibile avanzare la propria opinione; c’è il rischio però che a volte, soprattutto sulle norme più specifiche, le associazioni di produttori siano più informate e più propositive rispetto ai rappresentanti delle istituzioni e che quindi la loro posizione possa influenzare la decisione finale. L’adozione delle norme avviene, in ogni caso, per consenso nell’ambito della Commissione.

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Codex Alimentarius

mercoledì 27 febbraio 2013
Rosamaria Freda

Quanti di voi hanno sentito parlare del Codex Alimentarius? Di sicuro pochissimi. Eppure si tratta di un argomento che ci tocca da vicino visto che riguarda la nostra alimentazione e quindi la nostra salute.

Il Codex Alimentarius è un sistema normativo che fissa 3.200 limiti massimi sui residui di pesticidi e farmaci veterinari ed è formato da 200 codici in materia di alimenti e 40 sull’igiene. Quest’opera titanica è frutto del lavoro di una commissione intergovernativa, chiamata appuntocommissione del Codex Alimentarius,attualmente finanziata e condotta dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dall’Organizzazione per gli alimenti e l’agricoltura(FAO). Si tratta dunque di un insieme di norme che determinano gli standard di sicurezza alimentareper 181 Paesi del mondo, circa il 97% dell’intera popolazione del globo.

In ogni Stato queste norme sono però in vigore in maniera parziale, visto che ogni Nazione ha le proprie regole per quanto riguarda la varietà di additivi e la concentrazione massima permessa negli alimenti sia destinati all’essere umano che agli animali. In poche parole il Codex mette a punto gli standard per tutti gli alimenti possibili, siano essi preparati, semipreparati o crudi, e per la distribuzione verso il consumatore. Riguarda inoltre tutto ciò che concerne l’igiene alimentare, gli additivi alimentari, i pesticidi, i fattori di contaminazione, l’etichettatura e la presentazione, i metodi di analisi e di prelievo….

Alle riunioni periodiche del comitato del Codex partecipano i rappresentanti di ogni Paese membro, oltre all’Autorità europea sulla sicurezza alimentare (Efsa) che, su richiesta della comunità Ue, controlla che le norme messe a punto siano rispettose dei parametri ritenuti non arischio per la nostra salute. L’ultima riunione si è tenuta proprio qui in Italia lo scorso mese di luglio e ha portato all’adozione di più di trenta nuovi codici standard internazionali relativi al contrasto dei rischi chimici e batteriologici legati al cibo. La prossima riunione dovrebbe invece svolgersi in Cina dal 15 al 19 marzo 2010.

Il fine di tutto questo lavoro dovrebbe dunque essere unico, cioè proteggere la nostra saluteattraverso il controllo su ciò che mangiamo. Fin qua tutto chiaro, ma se proviamo a spingere un po’ più in là l’analisi scopriamo incongruenze e “buchi neri” che dovrebbero quanto meno farci riflettere e che hanno portato alla nascita di movimenti di opinione che cercano, in particolare attraverso il Web, di diffondere più informazioni possibili su quello che possiamo definire un vero e proprio mistero contemporaneo.

Ma procediamo con ordine cercando di sciogliere alcuni nodi sull’argomento a partire dalla data di entrata in vigore del Codex nei Paesi membri del comitato.

Molti, a partire dalla controinformazione, hanno cavalcato l’ipotesi che il Codex sarebbe entrato in vigore il 31 dicembre 2009, ma qualora questa fosse la verità ciò sarebbe accaduto nel silenzio pressoché generale dei mass media.L’avvocato Giuseppe Ursini, copresidente del Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) ed esperto dei diritti dei consumatori, sostiene infatti che il codice sia già in vigore in Italia dal’inizio del 2010 con tutto il carico di preoccupazioni e di possibili danni per la nostra salute che porta con sé.

Ma c’è di più. Secondo Ursini anche il Codice agricolo nazionale, che entrerà in vigore a febbraio nel nostro Paese, riprende l’impostazione del Codex. Questo nonostante il Ministero delle Politiche agricole, sentito da greenMe.it sull’argomento nei giorni scorsi, abbia dichiarato la totale estraneità del codice nazionale da quello comunitario. In particolare, invece, secondo Ursini, il Codice nazionale riprende a grandi linee quanto previsto dal Codex in materia di Ogm:l’art. 36 prevederebbe, infatti, la possibilità di colture transgeniche, senza però imporre vincoli rigidi per evitare contaminazioni alle colture tradizionali. E qui viene il bello. E’ infatti arrivata fresca fresca la notizia del presunto via libera agli Ogm da parte del nostro Paese. Secondo alcuni articoli pubblicati sulla stampa sarebbe infatti imminente (si parla addirittura del 28 gennaio prossimo) il via libera formale alla bozza sugli Ogm, che prevede le linee guida per la coesistenza (tra colture tradizionali e colture Ogm) richieste dall’Unione Europea, che tuttavia non sono state elaborate dalla grande maggioranza degli Stati membri fino a ieri.

All’improvviso arriva dunque la notizia della firma dell’accordo tra lo Stato e le Regionisull’argomento, cosa alquanto strana visto che fino a qualche tempo fa 16 Regioni italiane si dichiaravano “Ogm free”. Al momento non esiste però alcun comunicato ufficiale del governo sull’argomento, ma c’è comunque da chiedersi se su questa decisione abbiano influito le norme del Codex Alimentarius.

Senza andare troppo in là con il discorso ci stiamo avviando dunque sulla strada della globalizzazione di un codice normativo mondiale per il commercio agro-alimentare che di fatto è già globalizzato. Infatti esso nasce proprio con l’intento di appianare la legislazione a livello internazionale per favorire gli scambi commerciali e per tutelare i consumatori con standard riconosciuti a livello internazionale.

Il problema nasce proprio qui. Pur essendo nato a “fin di bene”, quanto messo a punto da questo organismo fa presagire un futuro alquanto inquietante per tutti quanti noi. La causa di tutto ciò, secondo molti organi di informazione alternativa, sarebbe dovuto all’influenza che il Codex avrebbe subito da parte delle lobby agroalimentari dell’industria chimico-farmaceutiche, specializzata nel fornire tutti quegli additivi che risultano, nel migliore dei casi, dannosi a lungo termine per la nostra salute e nel peggiore, altamente cancerogeni se superate certe soglie. Leggendo infatti le norme del Codex ci si accorge di quanto esso sia “permissivo” sull’utilizzo di prodotti chimici da rappresentare un notevole passo indietro nella tutela del consumatore rispetto a molte legislazioni nazionali, compreso quella italiana. E’ infatti già online la versione web delle “Normative generali del Codex in materia di addittivi alimentari (Gsfa) che consente alle autorità che vigilano sui prodotti, ai consumatori e all’industria alimentare di avere accesso alle ultime informazioni aggiornate sulle norme del Codex riguardo gli additivi alimentari.

Un discorso a parte va fatto sugli ormoni della crescita prodotti da Monsanto e “sostenuti” dal Codex. Secondo alcune direttive contenute nel codice infatti ogni mucca da latte del pianeta dovrebbe venir trattata con l’ormone della crescita ricombinato geneticamente, prodotto dalla Monsanto. Ma è non l’unico “buco nero” di questo insieme di norme. Esso permette infatti che i prodotti contenenti Ogm (Organismi geneticamente modificati) non debbano più essere etichettati come tali. E ancora. Nel 2001 12 sostanze chimiche, note per essere cancerogene, sono state vietate unanimemente da 176 Nazioni, compresi gli Stati Uniti. Ebbene, il Codexreintegra 7 di queste sostanze vietate, come l’hexachlorobenzene, la dieldrina, l’aldrina, etc, che potranno essere di nuovo usate liberamente.

E poi che dire delle norme che riguardano i prodotti biologici, il cui uso, qualora il Codex dovesse venir applicato interamente, tenderà a scomparire in favore di prodotti di sintesi farmaceutica?

A un’analisi più approfondita si tratta dunque di norme che a tutto sembrano tendere meno che la tutela della nostra salute. Proprio questa riflessione ha portato molti a cercare di rompere la barriera del silenzio e a diffondere più informazioni possibili sull’argomento. E’ il caso della dottoressa Rima Laibow, direttore medico della Natural Solutions Foundation, che porta al limite estremo questo discorso: prevedendo scenari di “sterminio di massa” qualora tutti i Paesi decidano di aderire pienamente a tutte le direttive del Codex. Questa teoria ha portato alla nascita di un filone “allarmista” che attraverso blog e forum in Rete vuole metterci in guardia sui pericoli che corriamo.

Per Disinformazione.it attravero il Codex Alimentarius le industrie chimico-farmaceutiche, e le lobbies che ne difendono gli interessi, vorrebbero farci ammalare per controllarci meglio. E cosa c’è di più semplice, per far ammalare qualcuno, che dargli da mangiare alimenti velenosi?

A conclusioni più o meno analoghe arriva anche il blog Tanker Eremy. Scopo della creazione del Codex sarebbe infatti quello di ridurre di circa il 92 per cento la popolazione mondiale, causando tumori, patologie cardiovascolari, diabete, malattie da carenza vitaminica: i consumatori saranno costretti a nutrirsi di alimenti irradiati, degradati, demineralizzati e pieni di insetticidi. Secondo quanto si legge sul blog, la F.A.O (Food and Agricolture Organization) e l’O.M.S. (Organizzazione mondiale della Sanità) avrebbero stimato che, con la sola introduzione delle direttive su vitamine e minerali contenute nel Codex, nell’arco di un decennio, si avranno almeno tre miliardi di decessi.

Della stessa idea anche il blog Straker che definisce il Codex il più grande disastro alimentare per la salute umana di tutti i tempi. E che dire dei video che si trovano su Youtube secondo i quali l’applicazione del Codex porterebbe a un vero e proprio sterminio di massa?

Insomma, basta navigare in Rete e digitare su qualunque sito di ricerca le parole Codex Alimentarius per essere inondati di notizie a dir poco preoccupanti che disegnano scenari apocalittici in cui ci ciberemo di alimenti tossici e avremo difficoltà a reperire una compressa di Vitamina C.

Per smentire tali teorie era scesa in campo anche Altroconsumo, l’associazione dei consumatori, che definisce questo filone allarmista una bufala mediatica. Il Codex – chiarisce Altroconsumo – ha come obiettivo principale quello di difendere il diritto dei consumatori ad avere cibo sicuro, di buona qualità e adeguato alla nutrizione. E basta.

Un’ipotesi, dunque, che per quanto inquietante, al momento sembra decisamente lontana vista l’attenzione che alcuni Paesi, compreso il nostro, rivolgono al settore agro-alimentare. Insomma, come sempre bisogna fare attenzione a distinguere bene la realtà attuale dalle previsioni future. Ciò che rimane è il codice scritto, con le sue incongruenze, le sue contraddizioni e le sue pretese di globalizzazione che potrebbero rappresentare un gravissimo passo indietro per noi sulla tutela del consumatore e sulla sua libertà di scelta.

Detto questo cerchiamo di capire come si esprimono le fonti ufficiali sul Codex Alimentarius.greeMe.it si è messa direttamente in contatto con il Comitato nazionale del Codex, che ha sede presso il ministero delle Politiche agricole. Il funzionario del comitato italiano ha chiesto esplicitamente di non essere menzionato e non lo sarà. Paradossalmente il membro del più importante riferimento nazionale del Codex non sapeva nulla di tutte le “paure” che hanno a che vedere con la totale applicazione delle norme del Codex in Italia e che hanno portato alla nascita di una “controinformazione” a cui chiunque di noi può attingere sul web. Venuto a conoscenza (tramite greeMe.it, ma non dovrebbe essere il contrario?) della situazione, si è limitato a etichettarla come un puro delirio mediatico che non vale neanche la pena smentire ufficialmente, in quanto “non si parla mica del Corriere della Sera?”. Dalle pochissime dichiarazioni concesse si evince però l’esistenza, nelle norme del Codex, di alcune incongruenze e zone poco chiare.
Ma questo lo sapevano già.

Ma andiamo avanti. A dare manforte all’ipotesi di un futuro sempre più “difficile” per il nostro cibo arriva proprio in questi giorni una notizia della Coldiretti sulla decisione di raddoppiare il contenuto massimo ammissibile di aflatossine tossiche nella frutta secca in commercio nell’Unione Europea. Il Comitato dei Rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri presso l’Ue non si è infatti schierato contro l’innalzamento dei limiti attualmente in vigore in Europa di questa sostanza tossica, aprendo così la strada all’arrivo in Italia anche delle nocciole turche che si sono distinte proprio per gli elevati livelli di contaminazione. Le aflatossine – sottolinea la Coldiretti – sono tossine prodotte da alcuni tipi di muffe che possono essere presenti in arachidi, nocciole, mandorle e pistacchi che secondo gli esperti hanno effetti potenzialmente cancerogeni. L’aumento dei limiti – denuncia ancora l’associazione agricola – serve solo a favorire le importazioni di un prodotto di bassa qualità e sicurezza (c’entrano per caso le norme del Codex?), causando un rischio per i consumatori comunitari e un grave problema per i produttori italiani, che subiscono una concorrenza sleale da parte di Paesi dove non solo non si applicano pratiche agronomiche corrette, ma si utilizzano fitofarmaci vietati in Europa (ancora il Codex?). E ciò anche perché non esiste l’obbligo di etichettatura del prodotto trasformato. La procedura comunitaria prevede che sulla decisione si esprima con proprio parere anche il Parlamento europeo e pertanto – conclude la Coldiretti – l’obiettivo delle forze politiche e di rappresentanza deve essere indirizzato verso una giusta sensibilizzazione degli europarlamentari, perché venga sovvertita una decisione che è pericolosa per i cittadini e negativa per le imprese comunitarie.

Anche il Codacons ha lanciato l’allarme sull’uso, autorizzato dal Codex, degli additivi chimici negli alimenti. “Quello che doveva essere uno strumento a difesa della sicurezza alimentare e della salute dei consumatori – si legge in un comunicato – sta rivelando la sua vera faccia”. Secondo l’associazione infatti vengono taciuti i possibili effetti collaterali e il residuo potere nutrizionali degli alimenti trattati con sostanze quali micotossine, idrocarburi aromatici policiclici, desoxynivasol, acrilamide e cadmio. E ancora, il metilmercurio e il piombo. E che dire delle aflatossine? Esse, continua l’associazione, “non sono “potenzialmente” cancerogene, ma SONO cancerogene e basta”. Motivi più che sufficienti per “riparametrare” le norme del Codex, dice il Codacons, “attraverso la realizzazione di accordi che in primo luogo rispettino i prodotti naturali e la loro commercializzazione, ed in secondo luogo tutelino la salute dei consumatori (garantita dall’art. 32 della Cost.) ponendosi al di sopra di interessi privatistici e commerciali di qualsiasi natura e provenienza”.

Insomma la faccenda è molto complessa visto che riguarda la salute – e quindi il futuro – dell’intera popolazione mondiale. Quello che possiamo fare noi consumatori, oltre che leggere le etichette, è tenere sempre occhi e orecchie aperti, cercando ogni volta diportare la nostra conoscenza al di là delle notizie – a volte poche – passate dai mezzi di comunicazioni istituzionali.
www.greenme.it

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Scie chimiche, Morgellons, Codex Alimentarius ed alimentazione

By Edoardo Capuano – Posted on 12 dicembre 2009

Il Codex alimentarius è una normativa che, ufficialmente, dovrebbe garantire, attraverso opportune misure, la salute dei consumatori. L’entrata in vigore del Codex è prevista per il 2010. Che cosa si nasconde, però, veramente dietro questa iniziativa promossa dalle diaboliche multinazionali? È un sistema che vieterà gli integratori alimentari, le vitamine e tutti i rimedi naturali. Inoltre agli animali da allevamento dovranno essere somministrati ormoni della crescita, i cibi saranno irradiati con cobalto, cereali, frutta ed ortaggi saranno trattati con velenosi pesticidi, gli alimenti geneticamente modificati saranno legalizzati.

Lo scopo del Codex alimentarius pare essere quello di ridurre di circa il 92 per cento la popolazione mondiale, causando tumori, patologie cardiovascolari, diabete, malattie da carenza vitaminica: i consumatori saranno costretti a nutrirsi di alimenti irradiati, degradati, demineralizzati e pieni di insetticidi. La F.A.O. e l’O.M.S. hanno stimato che, con la sola introduzione delle direttive su vitamine e minerali, nell’arco di un decennio, si avranno almeno tre miliardi di decessi; un miliardo sarà dovuto ad inedia, gli altri due miliardi saranno l’esito di inevitabili malattie degenerative da alimentazione insufficiente e non salutare, come, ad esempio, cancro, patologie cardiovascolari e diabete.

Da rilevare che l’obiettivo di portare la popolazione del pianeta dagli attuali, secondo le stime ufficiali, 6.692 milioni di individui sino a 500 milioni, corrisponde in percentuale al decremento dei nativi americani, decremento perpetrato dagli Europei. I nativi, da 60 milioni, si assottigliarono alle 500.000 attuali unità, con una diminuzione approssimativa del 92 per cento, come esito delle politiche governative di genocidio. In questo inquietante quadro, vaccini, farmaci “antitumorali”, onde elettromagnetiche, nanoparticelle degli inceneritori, radiazioni delle centrali nucleari, aspartame, psicofarmaci etc. servono ad indebolire il sistema immunitario delle persone affinché più facilmente siano aggredite da malattie mortali o degenerative.

Che ruolo svolgono le scie chimiche nell’ambito di tale scenario? Le chemtrails, che contengono metalli, agenti patogeni e biopolimeri, sono uno strumento per fiaccare le difese naturali e le capacità di autoguarigione dell’organismo. I vari elementi chimici (alluminio, bario, titanio, litio, silicio, cesio, zolfo…) attaccano l’organismo su più fronti: è quindi difficile riuscire a preservare uno stato di salute accettabile, considerata la miscela velenosa che ci viene ammannita ogni giorno. Purtroppo poi, come si è visto, le scie chimiche non costituiscono l’unico problema, sebbene, considerando la frequenza e l’intensità delle irrorazioni, non ci sbaglieremo se le reputeremo un catalizzatore delle varie patologie.

Infine sono le chemtrails la causa di una terribile patologia, del tutto ignota, prima che le attività di avvelenamento globale si diffondessero: mi riferisco al Morgellons. Per il morbo di Morgellons, la dottoressa Gwen Scott ha studiato, insieme con altri esperti, un protocollo medico che può essere utile per tutti. Consiglio vivamente di leggerlo e di applicarlo là dove è possibile e necessario, anche come forma di prevenzione.

Si tratta forse di resistere qualche anno in queste condizioni proibitive.

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22/01/2013

PRIMA O POI COLTIVARE L’ORTO SARA’ VIETATO!

L’Ue assalta la sovranità alimentare e Mario Monti dichiara illegale l’agricoltura a “chilometro zero”.

di Italo Romano

“Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo“, è questo il pensiero di Henry Kissinger, ex Segretario di Stato dell’era Nixon e Ford e membro portante del gruppo Bilderberg.

Forse la possente azione dell’Unione europea, imbastita per dare l’assalto alla sovranità alimentare dei singoli stati, ha avuto origine da questo spassionato consiglio del famoso politico statunitense.

Fin dal 1998 è in vigore una direttiva comunitaria che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (Monsanto e altre multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato un reato. Per far fronte a questa imposizione sono nate varie associazioni di volontari impegnati nel recupero delle varietà antiche e tradizionali, con lo scopo di preservare e distribuire a chi le richiede, sementi fuori dal catalogo uffìciale affidato alle mani delle multinazionali.

Con sentenza del 12 luglio, la Corte di Giustizia della UE ha confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo.

Con questa sentenza sono messe fuorilegge anche le suddette associazioni di volontari. Essi sono criminali delle sementi, sporchi tradizionalisti che mirano alla condivisione incontrollata del bene comune.

Ma non è finita qui.

Il nostro premier golpista Mario Monti ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro l’agricoltura a “chilometro zero”. In pratica il governo vuole bloccare alcuni atti normativi della Regione Calabria, rea di aver legiferato oltre la sue competenze stabilite in materia.

Secondo il governo oligarchico la legge regionale contiene delle disposizioni che, nel favorire la commercializzazione dei prodotti regionali, ostacolerebbero la libera circolazione delle merci in contrasto con i principi comunitari. In sostanza, la normativa regionale viene considerata alla stregua di un provvemento di natura quasi autarchica tale che i prodotti regionali avrebbero un vantaggio considerato contrario al principio di libera circolazione delle merci rispetto ai prodotti extraregionali.

(Qui troverete il Comunicato ufficiale del governo tecnocrate contro l’agricoltura a “Km zero”)

E’ chiaro che il ricorso mira a liberare il campo alle multinazionali da qualsiasi tipo di concorrenza.

Distruggono le aziende locali, devastano il tessuto sociale e rendono il popolo completamente dipendente da strutture extraterritoriali e multinazionali senza scrupoli. Annientano la tradizione, distruggono l’identità e le coscienze per imporre il loro progetto di governo mondiale.

Il controllo delle sementi, quindi dell’agricolura, e di conseguenza degli alimenti è il chiaro segno che si aprono il varco per l’introduzione delle colture Ogm.

Attentano alla basi della coesione sociale. L’agricoltura, ricordiamolo, è un bene comune nato 10.000 anni fa. Da quando l’uomo ha fatta propria questa arte, sono nati i primi centri urbani, le prime aggregazioni civili, è stata la base dello sviluppo della società che oggi andiamo demolendo.

Il culto dell’ugualianza e dell’omologazione sta per convertire le diversità agro-alimentari.

Quando tutto il cibo apparterrà alle multinazionali come faremo? E’ questa l’anticamera della nuova schiavitù?

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L’Ue assalta la sovranità alimentare e Mario Monti dichiara illegale l’agricoltura a “chilometro zero”.

di Italo Romano

“Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo“, è questo il pensiero di Henry Kissinger, ex Segretario di Stato dell’era Nixon e Ford e membro portante del gruppo Bilderberg.

Forse la possente azione dell’Unione europea, imbastita per dare l’assalto alla sovranità alimentare dei singoli stati, ha avuto origine da questo spassionato consiglio del famoso politico statunitense.

Fin dal 1998 è in vigore una direttiva comunitaria che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (Monsanto e altre multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato un reato. Per far fronte a questa imposizione sono nate varie associazioni di volontari impegnati nel recupero delle varietà antiche e tradizionali, con lo scopo di preservare e distribuire a chi le richiede, sementi fuori dal catalogo uffìciale affidato alle mani delle multinazionali.

Con sentenza del 12 luglio, la Corte di Giustizia della UE ha confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo.

Con questa sentenza sono messe fuorilegge anche le suddette associazioni di volontari. Essi sono criminali delle sementi, sporchi tradizionalisti che mirano alla condivisione incontrollata del bene comune.

Ma non è finita qui.

Il nostro premier golpista Mario Monti ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro l’agricoltura a “chilometro zero”. In pratica il governo vuole bloccare alcuni atti normativi della Regione Calabria, rea di aver legiferato oltre la sue competenze stabilite in materia.

Secondo il governo oligarchico la legge regionale contiene delle disposizioni che, nel favorire la commercializzazione dei prodotti regionali, ostacolerebbero la libera circolazione delle merci in contrasto con i principi comunitari. In sostanza, la normativa regionale viene considerata alla stregua di un provvemento di natura quasi autarchica tale che i prodotti regionali avrebbero un vantaggio considerato contrario al principio di libera circolazione delle merci rispetto ai prodotti extraregionali.

(Qui troverete il Comunicato ufficiale del governo tecnocrate contro l’agricoltura a “Km zero”)

E’ chiaro che il ricorso mira a liberare il campo alle multinazionali da qualsiasi tipo di concorrenza.

Distruggono le aziende locali, devastano il tessuto sociale e rendono il popolo completamente dipendente da strutture extraterritoriali e multinazionali senza scrupoli. Annientano la tradizione, distruggono l’identità e le coscienze per imporre il loro progetto di governo mondiale.

Il controllo delle sementi, quindi dell’agricolura, e di conseguenza degli alimenti è il chiaro segno che si aprono il varco per l’introduzione delle colture Ogm.

Attentano alla basi della coesione sociale. L’agricoltura, ricordiamolo, è un bene comune nato 10.000 anni fa. Da quando l’uomo ha fatta propria questa arte, sono nati i primi centri urbani, le prime aggregazioni civili, è stata la base dello sviluppo della società che oggi andiamo demolendo.

Il culto dell’ugualianza e dell’omologazione sta per convertire le diversità agro-alimentari.

Quando tutto il cibo apparterrà alle multinazionali come faremo? E’ questa l’anticamera della nuova schiavitù?

Cercate in rete :

L’Ue e il governo Monti proscrivono anche la sovranità alimentare

Nove Semi (Navdania) – La Biodiversità di Vandana Shiva

L’Europa cancella le sementi tradizionali

Unione europea: dittatura delle sementi

Le Multinazionali della morte: L’uomo della Mon(santo) ha detto si!

Il codex alimentarius, la paura alimentare del nuovo millennio

Dove portano gli Ogm

L’Ue e la dittatura delle sementi

Il mondo secondo Monsanto

fonte: http://www.oltrelacoltre.com/?p=13437

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22 maggio 2013 | Autore

Come la Tecnocrazia intende affamare il Popolo

– Oggi, lo stato di indigenza, di povertà e di dipendenza dai bisogni primari, è tale, da indurre i soggetti più deboli della società al suicidio, e altri, i più resistenti che, a breve, saranno costretti ad abbandonare i centri urbani per riparare nelle campagne, e prodursi autonomamente il cibo necessario per sopravvivere.
Parallelamente, l’Unione Europea, emana leggi che vietano la coltivazione privata di orti e ortaggi e l’allevamento di animali da cortile. La tecnocrazia vuole affamare il popolo, dopo averlo ridotto in schiavitù –

Quando ti tolgono il lavoro e ti ammazzano di tasse, l’ultima speranza rimane quella di tornare alla terra per auto produrre il sostentamento necessario alla vita di tutti i giorni. Tanto è vero che la fortissima crisi economica ha favorito la nascita di migliaia di nuovi agricoltori, anche in Italia, ognuno con il proprio orticello. Ma ecco arrivare la proposta di legge UE – totalmente folle – che vuole mettere al bando i piccoli orti e vietare l’autoproduzione di cibo. A questo punto, e se dovesse andare in porto, cosa resterà se non la rivolta sociale contro il regime tecnocratico?

Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”. Si chiama “Plant Reproductive Material Law”, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi. Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato come criminale.
Questa legge protesta, intende stroncare i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala. «Come qualcuno potrà sospettare questa mossa è la “soluzione finale” della Monsanto, della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul pianeta».

Criminalizzando i piccoli coltivatori di verdure, qualificandoli come potenziali criminali i burocrati europei possono finalmente consegnare il pieno controllo della catena alimentare nelle mani di corporazioni potenti come la Monsanto. I piccoli coltivatori hanno esigenze molto diverse dalle multinazionali – per esempio, coltivano senza usare macchine e non vogliono utilizzare spray chimici potenti. Per cui, non c’è modo di registrare quali sono le varietà adatte per un piccolo campo, perché non rispondono ai severi criteri della “Plant Variety Agency”, che si occupa solo dell’approvazione dei tipi di sementi che utilizzano gli agricoltori industriali. In pratica, d’ora in poi, tutte le piante, i semi, gli ortaggi e i giardinieri dovranno essere registrati.
Tutti i governi sono, ovviamente, entusiasti dell’idea di registrare tutto e tutti. Tanto più che i piccoli coltivatori dovranno anche pagare una tassa per la burocrazia europea per registrare i semi. Gestione delle richieste, esami formali, analisi tecniche, controlli, denominazioni delle varietà: tutte le spese saranno addebitate ai micro-produttori, di fatto scoraggiandoli.
Anche se questa legge verrà inizialmente indirizzata solo ai contadini commerciali si sta stabilendo comunque un precedente che, prima o poi, arriverà a chiedere anche ai piccoli coltivatori di rispettare le stesse folli regole.
Un tecno-governo impazzito!!! Questo è un esempio di burocrazia fuori controllo. Tutto quello che produce questa legge è la creazione di una nuova serie di funzionari dell’Ue, pagati per spostare montagne di carte ogni giorno, mentre la stessa legge sta uccidendo la coltura da sementi prodotti da agricoltori nei loro piccoli appezzamenti e interferisce con il loro diritto di contadini a coltivare ciò che vogliono». Inoltre è molto preoccupante che si siano dati poteri di regolamentare licenze per tutte le specie di piante di qualsiasi tipo e per sempre – non solo di piante dell’orto, ma anche di erbe, muschi, fiori, qualsiasi cosa – senza la necessità di sottoporre queste rigide restrizioni al voto del Consiglio.

Come sempre, il diavolo si nasconde nei dettagli. Il problema di questa legge è sempre stato il sottotitolo, che dice un sacco di balle, come sul mantenimento della biodiversità e sulla semplificazione della legislazione, come se il nuovo dispositivo rendesse finalmente le cose più facili, ma negli articoli della legge c’è scritto tutto il contrario. Esempio dove si spiega come “semplificare” le procedure per le varietà amatoriali, non si fa nessun accenno alle accurate classificazioni già elaborate dal Defra, il dipartimento britannico per l’agricoltura impegnato a preservare le varietà amatoriali. Di fatto, la maggior parte delle sementi tradizionali saranno fuorilegge, ai sensi della nuova normativa comunitaria. Questo significa che l’abitudine di conservare i semi di un raccolto per la successiva semina – pietra miliare per una vita sostenibile – diventerà un atto criminale. Inoltre, questa legge uccide completamente qualsiasi sviluppo degli orti nel giardino di casa in tutta la comunità europea, avvantaggiando così i grandi monopoli sementieri.
E’ quello che stanno facendo i governi: stanno prendendo il controllo, un settore alla volta, anno dopo anno, fino a non lasciare più nessuna libertà, al punto di ridurre le popolazioni alla schiavitù in un regime dittatoriale globale.

Si avvera così la “profezia” formulata da Adams nel libro “Freedom Chronicles 2026” (gratuito, scaricabile online), nel quale un “contrabbandiere di semi” vive in un tempo in cui le sementi sono ormai divenute illegali e c’è gente che, per lavoro, ne fa contrabbando, aggirando le leggi orwelliane imposte della Monsanto. L’incubo pare destinato a trasformarsi in realtà: «I semi stanno per diventare prodotti di contrabbando», afferma Mike Adams. «Chiunque voglia prodursi il suo proprio cibo sta per essere considerato un criminale». Questo, conclude Adams, è il dominio totale sulla catena alimentare. «Tutti i governi cercano un controllo totale sulla vita dei cittadini». Per questo, oggi «cospirano con le multinazionali come la Monsanto», ben decisi a confiscare la libertà più elementare, cioè il diritto all’alimentazione. «Non vogliono che nessun individuo sia più in grado di coltivare il proprio cibo».

FATE AZIONI D’AMORE PARTENDO DA UN SEME
Fate una bomba di semi da gettare ovunque e in ogni luogo! Mettete fiori nei cannoni: era un detto degli anni ’70, della Flower Power Generation. Oggi i figli dei fiori si sono trasformati in molteplici manifestazioni umane, come i guerriglieri del Guerrilla Gardening. Gli attivisti della semina selvaggia se ne vanno, a volto coperto nella notte, a seminare fiori e ortaggi nelle zone degradate della città, creano delle aiuole stupende e coloratissime, preparano bombe di terra e semi e le gettano dove ci sia un lenzuolo di terreno disponibile. Fanno cultura, celebrano la vita oltre la specie, credono in un’idea, sono pacifisti. Seminano Amore attraverso dei piccoli semini. Tutti noi possiamo fare la guerriglia dei semi, uscire alla sera o anche al mattino con un cestino pieno di bombe di semi e spargere la vita sulla terra.

Gianni Tirelli – con l’ausilio della Rete

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17 febbraio 2012 | Autore

MAIS, cereale – quello OGM, svelati i suoi danni

Il mais è un cereale originario dell’America Latina scoperto da Cristoforo Colombo nel 1492, si diffuse in Spagna e da qui in tutta Europa, Africa Settentrionale, Medio Oriente, Cina e India. Il suo nome scientifico, Zea Mais, etimologicamente deriva dal greco “Zao”(vivere) e da “Mayze” (pane) quindi “pane di vita”. La pianta è coltivata in numerose varietà e presenta una cariosside di forma tipica generalmente di colorazione giallo arancio variando dal bianco- avorio al bruno.
A seconda della varietà di Mais gli utilizzi sono diversi, ad esempio la varietà Zea mais ceratina viene usata dalle industrie alimentari come addensante, mentre la Zea mais saccarata è usata come mais da insalata.
Per preparare pop-corn si utilizza una varietà, la Zea mais everta, le cui cariossidi vestite accumulano amido, che riscaldato scoppia. Dalla macinazione delle cariossidi si ottengono diversi tipi di farine: la bramata adatta per polente saporite e gustose, per polente pasticciate sceglieremo il fioretto di farina, per dolci e biscotti è idonea la fumetto di mais.
In passato una alimentazione solo a base di mais provocava la pellagra, una malattia che comportava diarrea, dermatite e demenza e se non curata causava la morte. Dal momento che da un punto di vista medico non si conosceva quale fosse l’agente scatenante, ci furono grandi epidemie sia in Europa sia negli Stati Uniti.

Successivamente si constatò che in Messico, pur essendoci un grande consumo di mais, la diffusione della Pellagra era molto ridotta. Probabilmente il modo in cui veniva preparato il cerealMAIS, cereale – quello OGM, svelati i suoi danni

Il mais è un cereale originario dell’America Latina scoperto da Cristoforo Colombo nel 1492, si diffuse in Spagna e da qui in tutta Europa, Africa Settentrionale, Medio Oriente, Cina e India. Il suo nome scientifico, Zea Mais, etimologicamente deriva dal greco “Zao”(vivere) e da “Mayze” (pane) quindi “pane di vita”. La pianta è coltivata in numerose varietà e presenta una cariosside di forma tipica generalmente di colorazione giallo arancio variando dal bianco- avorio al bruno.
A seconda della varietà di Mais gli utilizzi sono diversi, ad esempio la varietà Zea mais ceratina viene usata dalle industrie alimentari come addensante, mentre la Zea mais saccarata è usata come mais da insalata.
Per preparare pop-corn si utilizza una varietà, la Zea mais everta, le cui cariossidi vestite accumulano amido, che riscaldato scoppia. Dalla macinazione delle cariossidi si ottengono diversi tipi di farine: la bramata adatta per polente saporite e gustose, per polente pasticciate sceglieremo il fioretto di farina, per dolci e biscotti è idonea la fumetto di mais.
In passato una alimentazione solo a base di mais provocava la pellagra, una malattia che comportava diarrea, dermatite e demenza e se non curata causava la morte. Dal momento che da un punto di vista medico non si conosceva quale fosse l’agente scatenante, ci furono grandi epidemie sia in Europa sia negli Stati Uniti.
Successivamente si constatò che in Messico, pur essendoci un grande consumo di mais, la diffusione della Pellagra era molto ridotta. Probabilmente il modo in cui veniva preparato il cereale spiegava la bassa incidenza della malattia.
Infatti nelle popolazioni messicane è consuetudine consumare il mais come “tortillas” nella cui preparazione viene usato il latte di calce.
Con questo trattamento si rendono “biodisponibili” per la digestione la vitamina niacina, che il mais contiene soprattutto in forma legata e quindi non utilizzabile dall’organismo umano, e un importante amminoacido il triptofano precursore di questa vitamina.
La contemporanea carenza determina la comparsa della malattia.
Ai giorni nostri la Pellagra non è più un problema in quanto essendoci un maggiore benessere economico, è possibile ricorrere ad una alimentazione variata. E’ bene ricordare che il mais è un cereale privo di glutine e quindi particolarmente adatto all’alimentazione di chi è affetto dal morbo celiaco.

USA: mais e soia Ogm contaminati da virus erbicida – 04/03/2011
È stato identificato negli Stati Uniti un virus sinora sconosciuto, probabilmente connesso all’uso dell’erbicida glifosato applicato sulle piante di soia e mais Ogm.
A lanciare l’allarme è stato Don Huber, esperto di patologia vegetale della Purdue University e coordinatore del Sistema nazionale per la cura delle patologie vegetali (Npdrs) presso il Dipartimento Usa per l’agricoltura.
Test di laboratorio avrebbero infatti rilevato la presenza, in alte concentrazioni, di un organismo micro-fungale, dalla forma di un virus e in grado di replicarsi, nei mangimi a base di farina di soia e mais Roundup Ready, modificati geneticamente per la resistenza all’erbicida a base di glifosato.
L’agente patogeno è stato riscontrato anche nello stomaco e nelle placenta di maiali e bovini nutriti con tali mangimi, causando in alcuni casi infertilità (oltre il 20%) e aborti spontanei (oltre il 45%).
Don Huber ha dunque sollecitato il Dipartimento all’agricoltura ad intervenire con la massima urgenza per evitare gli effetti negativi che il nuovo organismo potrebbe avere sulle piante, sulla salute degli animali e su quella degli esseri umani, ma anche per scongiurare un collasso dell’agricoltura Usa e delle esportazioni di mais e soia.
Secondo l’esperto ci sono prove evidenti che lo sviluppo dell’agente infettivo sia una conseguenza dell’abuso del glifosato sulle colture Ogm, quali soia, mais, colza, cotone ed erba medica.
Tratto da: adnkronos.com

2009, Francia: Mais OGM innocuo per la salute ? – La Verità da una Ricerca italiana dell’INRAN
Alterazioni del sistema immunitario, e 43 proteine modificate tra cui la Gamma-Zeina allergenicae.
In USA: OGM, genocidio legalizzato – vedi: Danni della Monsanto
By Agernova – Accademia Mediterranea per l’Agroecologia e la Vita (AMA la Vita)

RISULTATO: alterazioni del sistema immunitario e 43 proteine modificate tra cui la Gamma-Zeina allergenica, nel mais Mon 810. Le alterazioni sono più marcate durante la crescita e l’invecchiamento dei topi di laboratorio, il che fa supporre maggiori pericoli degli OGM per le categorie più deboli (bambini ed anziani).
Mentre la FDA americana ha tenuto nascosto le prove della pericolosità dei cibi transgenici, la Francia dichiara che rispetterà la decisione della Commissione europea, in caso di autorizzazione alle coltivazioni di OGM… e gli ambientalisti fanno un pò di “confusione”.

A cura di Giuseppe Altieri, con la collaborazione di Marina Mariani:
Sulla base del riduzionismo antiscientifico della tecnologia sugli OGM, le multinazionali stanno creando esseri viventi in un modo mai accaduto durante tutta la storia evolutiva del Pianeta, violando le leggi della Natura e della Vita, propagandando la “sostanziale equivalenza” degli OGM, quando da trent’anni la Scienza ha dimostrato che modificando artificialmente un tratto del DNA di un organismo, viene a modificarsi tutto l’equilibrio della sua fisiologia, con conseguenze pericolose e impossibili da prevedere.

L’avvocato Druker dell’Alliance for Bio-Integrity una coalizione di scienziati, leaders religiosi e consumatori, che ha fatto causa alla Food and Drug Administration USA (vedi anche: FDA NASCONDE Pericoli di cibi, farmaci e vaccini) per ottenere test obbligatori di sicurezza e l’etichettatura dei cibi modificati geneticamente nel 1998, ha affermato che… “se fosse stata detta la verità, cioè ciò che è emerso dalle analisi degli scienziati, nessun cibo manipolato geneticamente sarebbe potuto entrare negli anni ’92/’95 nel mercato americano che poi li ha esportati in Europa e in tutto il mondo e la popolazione mondiale non sarebbe stata esposta a questo grave rischio. Si può quindi parlare di genocidio legalizzato”.

Eppure gli alimenti e le coltivazioni transgeniche oggi ottengono parere positivo dell’EFSA di Parma, l’Ente europeo che “dovrebbe” garantire la sicurezza alimentare… basandosi solo su dossier e risposte forniti dalle Multinazionali produttrici di OGM e non sulle ricerche indipendenti che attestano proprio il contrario. E mentre Veronesi annuncia in pompa magna un pomodoro OGM che “previene” il cancro solo perche’ produce un pò più di vitamine (invece di consigliare la frutta biologica), una lettera del Dr. Samorindo Peci del Consorzio Interuniversitario Cerifos, chiede al Ministro della Sanità urgenti ricerche sui Virus “Promoters” (35 S e V 40), patogeni inseriti “artificialmente” nel DNA degli OGM per introdurre il gene estraneo (transgene), ritrovati nel DNA di Virus associati a Linfomi e Leucemie di alcuni pazienti.
Cinque anni di ricerche della Dr.ssa Manuela Malatesta, hanno dimostrato nei ratti alimentati con OGM, anomalie al fegato, ai reni, ai testicoli, confermando i gravi pericoli per la salute evidenziati da altri ricercatori, sempre ignorati (si legga il libro di Arpad Putzstay: “La sicurezza degli OGM” EDILIBRI, Milano 2008).
Di recente, il Prof. Jurgen Zentek ha dimostrato che alimentando cavie con Mais OGM per generazioni successive, queste perdono la capacità di riprodursi in maniera significativa, diventando sterili.
Ma a Bruxelles la “Commistione” Europea da anni approva importazioni di cibi OGM, senza maggioranze qualificate di Ministri che evidentemente non si assumono la diretta responsabilità di mettere a rischio la salute dei propri cittadini, scaricandola sui pareri dell’EFSA, basati sui dossier “manipolati” dalle Multinazionali Agrochimicofarmaceutico OGM.
Le stesse che in palese conflitto di interesse ci avvelenano da decenni attraverso i dossier sulle soglie di “In”tolleranza di Pesticidi.

E’ urgente una Civile Moratoria Europea, con immediata sospensione delle importazioni e produzioni di qualsiasi OGM o derivato, se necessario in applicazione della Clausola di Salvaguardia Nazionale, sulla base dei risultati delle recenti ricerche indipendenti sui gravi pericoli per la salute e l’ambiente, diritti inviolabili ai sensi degli Art. 32 e 9 della Costituzione Italiana, non delegati ai trattati internazionali.

Per passare all’Agricoltura Biologica, prima che sia troppo tardi. Approfittando dei Programmi Europei di Sviluppo Rurale (oltre 100 miliardi di €) con Pagamenti Agroambientali atti a coprire tutti i mancati ricavi e maggiori costi, più in 20% di transazione per gli agricoltori Biologici.

Ma se vogliamo salvare i prodotti Biologici e, con essi, tutta l’agricoltura italiana, dobbiamo mantenere l’assenza di OGM, senza soglie di “tolleranza”, istituendo se necessario il marchio Biologico Nazionale previsto dal nuovo regolamento europeo, con assoluto divieto di Coltivazioni OGM sul territorio nazionale. Introducendo responsabilità penali per chi contamina i prodotti biologici e tradizionali italiani e le sementi di qualsiasi natura, da parte dei proprietari dei brevetti, concessionari e commercianti di OGM, per il principio europeo di “chi inquina paga”, a tutela dei consumatori e produttori italiani.

Nel momento in cui il protezionismo USA annuncia forti incentivi al consumo dei prodotti nazionali, perche’ mai in Italia dovremmo coltivare e mangiare OGM, rinunciando alla tradizione Agroalimentare più imitata al mondo ?
E in attesa del Decreto del Ministro Zaia, dal 1 gennaio 2009, chiediamo ai produttori biologici una garanzia aggiuntiva: l’etichetta di prodotto 100% libero da OGM, se possibile “coltivato in Italia”.

Mais OGM della Monsanto, già approvato anche per il consumo umano, è tossico !
La revisione dei dati della sperimentazione voluta da Greenpeace ha dimostrato effetti tossici su reni e fegato.

Uno studio ha rivelato la tossicità di un mais Ogm prodotto dalla Monsanto ed autorizzato per il consumo animale e umano.
Le cavie nutrite con il mais geneticamente modificato in questione (MON863) hanno mostrato segni di tossicità per reni e fegato. Ed è la prima volta che un prodotto Ogm approvato per il consumo causi degli effetti tossici ad organi interni.
Lo studio ha preso in esame i risultato dei test sulla sicurezza che la Monsanto ha presentato alla Commissione europea per la richiesta di autorizzazione alla commercializzazione del mais Ogm MON863 nell’Unione europea.
Questo mais quindi non può essere considerato sicuro e adatto al consumo. Nonostante questo e nonostante la maggioranza degli stati membri fossero contrari, la Commissione europea ne ha approvato la commercializzazione sia per consumo umano che per i mangimi animali.
Prima dell’Unione europea, il mais Ogm della Monsanto era già stato autorizzato in altri Paesi: Australia, Canada, Messico, Usa, Giappone e Filippine.

I dati della sperimentazione del mais Ogm sono oggetto di un feroce dibattito in quanto furono identificate notevoli differenze nel sangue degli animali nutriti con il mais MON863.
Greenpeace ha ottenuto i dati dei test in questione in seguito ad una vicenda giudiziaria e li ha consegnati ad un gruppo di scienziati indipendenti, (NdR: NON PAGATI dalle MULTINAZIONALI), diretti dal professor Gilles Eric Séralini, un esperto governativo in
ingegneria genetica dell’Università di Caen (Francia) affinchè venisse fatta una valutazione oggettiva dei dati.
Greenpeace e Séralini hanno tenuto una conferenza stampa durante la quale il professore, che ha diretto lo studio, ha dichiarato che le analisi presentate dalla Monsanto non hanno superato un severo controllo. I protocolli statistici utilizzati dall’azienda sono molto discutibili e cosa ancor più grave non sono state effettuate sufficienti analisi delle differenze di peso degli animali studiati. Inoltre dal dossier presentato sono stati cancellati alcuni dati fondamentali che riguardavano i test
delle urine.

Come conseguenza Greenpeace ha chiesto che il mais Ogm MON863 venga immediatamente ritirato dal mercato e ha chiesto anche che i vari governi nazionali avviino una nuova valutazione di tutte le altre autorizzazioni concesse ai prodotti geneticamente modificati e la revisione dei metodi
analitici utilizzati finora.
Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace Italia ha dichiarato che: “L’attuale sistema autorizzativo per gli Ogm non ha più alcuna credibilità, dopo che è stato approvato un prodotto ad alto rischio nonostante chiare evidenze dei possibili pericoli”.
Lo studio è stato pubblicato dalla rivista “Archives of Environmental Contamination and Toxicology”.

“Mais Ogm innocuo per la salute” – Ma in Francia resta la moratoria http://lanuovaecologia.it
L’Agenzia francese di sicurezza sanitaria degli alimenti dà l’OK al mais della Monsanto. Gli ecologisti accusano le lobby pro-biotech. Il governo conferma la clausola di salvaguardia per i rischi ambientali

Mais transgenico sì, forse, anzi no: la Francia stabilisce per la prima volta – tramite la sua principale agenzia sanitaria governativa – che il mais Mon 810, prodotto dall’americana Monsanto, non presenta rischi per la salute dell’uomo. Insorgono gli ambientalisti, fin quando dal governo non arriva la precisazione: la moratoria sulla coltivazione del mais biotech non è in discussione, ma solo per i suoi potenziali rischi sull’ambiente.
È stata l’Afssa, l’Agenzia francese di sicurezza sanitaria degli alimenti, a sdoganare il mais della Monsanto, da anni considerato da molti in Europa, soprattutto in Francia, un prodotto pericoloso.
È stato un parere elaborato, controverso, ma alla fine l’agenzia ha reso noto che il rapporto ricevuto dal professor Yvon Le Maho, incaricato dal governo della perizia, non portava “alcun elemento di novità”.
E quindi, le conclusioni già rese note nell’aprile 2008, secondo le quali le coltivazioni di mais transgenico presentano “lo stesso rischio di sicurezza sanitaria” delle varietà tradizionali sono automaticamente confermate. La prima reazione degli ecologisti è stata di preoccupazione e si sono contestati i tempi di relazione del contestato parere: firmato il 23 gennaio ma diffuso soltanto ieri, dopo uno “scoop” del quotidiano Le Figaro. Greenpeace, associazione ambientalista fra le più combattive, ha addirittura denunciato “la diffusione organizzata di un rapporto che doveva essere segreto”. “Nessun segreto – è stata la replica di Pascale Briand, direttrice generale dell’agenzia che è stata l’ultima a firmare il parere – la procedura è stata assolutamente classica.
E non c’è nessun legame neppure con il calendario europeo”.
La notizia, infatti, è rimbalzata subito a Bruxelles, dove la Francia fa blocco insieme con altri paesi (Austria, Grecia e Ungheria) e non rinuncia alla sua clausola di “salvaguardia”, in concreto il divieto di coltivare il mais Mon 810. Da lì, il primo ministro Francois Fillon ha subito ufficializzato che “la Francia conferma la sospensione in attesa di una decisione della Commissione europea, che rispetterà”.
Se da un punto di vista della salute non ci sono allarmi immediati, infatti, la Francia vuole cautelarsi per i rischi sull’ambiente, secondo gli ecologisti mai contraddetti dalla scienza. “Reazione sana e di buon senso”, ha subito commentato Greenpeace.

Amari invece i pareri dei gruppi ambientalisti e di José Bové, capofila degli altermondialisti più volte arrestato per aver “falciato” campi biotech: “bel colpo per le industrie, non c’è dubbio – ha detto Bové – questa è una spallata delle lobby filo-ogm”.
Per France Nature Environnement, associazione ambientalista, si tratta di “un parere politico, non scientifico”.

Offensiva della Commissione Ue nei confronti della moratoria austriaca. L’Esecutivo sempra orientato a superare lo stallo decisionale in senso favorevole agli organismi manipolati. E dopo aver imposto all’Austria di aprire le frontiere al mais, chiederà a Vienna di autorizzare altre due colze biotech

Dopo la Francia, la Commissione europea chiede anche all’Austria di mettere fine alla clausola di salvaguardia che vieta dal 1999 la coltura del mais geneticamente modificato Mon 810 della Monsanto, oltre al T25 della Bayer. Vienna ha invece già riaperto nel maggio 2008 le frontiere all’importazione dei due mais in questione, come chiedeva Bruxelles, alla luce del parere dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), secondo cui i due mais non presentano nessun pericolo per la salute umana e animale.Ma l’offensiva di Bruxelles nei confronti dell’Austria, da sempre portabandiera nell’Ue degli Stati e delle Regioni che si oppongono agli ogm, va oltre. La Commissione europea infatti, precisano fonti comunitarie, a breve chiederà a Vienna di autorizzare altre due colze biotech: tra queste la GT73 della Monsanto, resistente all’erbicida glifosate.
Spetta ora alla presidenza ceca dell’Ue decidere quando portare queste proposte all’esame dei ministri europei, che hanno tre mesi di tempo per pronunciarsi.

Quanto a Bruxelles, sembra più che mai decisa a superare lo stallo decisionale in materia di Ogm. Fino ad ora, infatti, il via libera all’import o al commercio di Ogm e di prodotti derivati è stato deciso in ultima istanza dalla Commissione europea.
E questo, per l’incapacità del Consiglio Ue di riunire sui singoli dossier una maggioranza qualificata di paesi favorevoli o contrari.
OGM: dalla Germania NO al mais transgenico Mon810

No alla coltivazione del mais geneticamente modificato Monsanto “Mon810″: il divieto arriva dal ministro dell’ Agricoltura tedesco Ilse Aigner (Csu) , secondo quanto riferisce la agenzia di stampa Dpa.
Euromais, sei Stati membri dell’UE respingono il mais OGM Monsanto.. Francia, Austria, Ungheria, Germania, Grecia e Lussemburgo hanno respinto la relazione della Commissione europea per la sicurezza alimentare, che aveva dichiarato che il controverso mais geneticamente modificato MON810 della Monsanto è sicuro…..

Commento NdR: ed ecco il risultato di serie ricerche che hanno portato ad uno studio francese che afferma e dimostra che il mais transegnico e’ MOLTO pericoloso per la Salute umana ed animale; questo in TOTALE contrasto con le “verifiche e controllo fasulli degli enti preposti alla “salvaguardia” della Salute dei cittadini – questi enti sono solo al servizio delle multinazionali….agroalimentari e farmacologiche…

TRADUZIONE delle parti conclusive, dall’inglese in italiano, dello studio Francese :
4. Discussione
Laddove un “segno di tossicità” può solo potenzialmente causare una reazione, una patologia o un avvelenamento, un cosiddetto “effetto tossico” è senza dubbio deleterio sul breve o lungo termine. Ovviamente gli effetti significativi dal punto di vista statistico osservati in tutte e tre le varietà di mais OGM analizzate sono segni di tossicità piuttosto che prove di tossicità.
E questo essenzialmente per tre ragioni. In primo luogo i trial alimentari sono stati condotti solo una volta per ogni caso, e solo su una specie mammifera. Occorre senza dubbio ripetere gli esperimenti, preferibilmente con più di una specie animale. In secondo luogo, il periodo di alimentazione è durato al massimo tre mesi, permettendo così l’osservazione soltanto di eventuali effetti relativamente gravi e a medio termine, simili a quelli che possono insorgere in un processo come la carcinogenesi [19, 20] o in seguito a una disfunzione endocrina negli adulti [21]. La prova di tossicità è difficile da stabilire sulla base di queste condizioni. Esperimenti alimentari a più lungo termine (fino a 2 anni) sono chiaramente giustificabili e quindi necessari.
Questa necessità è resa ancora più fondata dal fatto che il cancro, le malattie del sistema nervoso e del sistema immunitario e perfino i disordini riproduttivi possono per esempio manifestarsi solo dopo uno o due anni dall’inizio di un determinato trattamento analizzato, e in ogni caso non andranno a manifestarsi dopo tre mesi di somministrazione, allorché è possibile osservare i primi segni di tossicità [22, 23]. Inoltre, effetti importanti (per es. l’aumento del 40% dei trigliceridi) con ogni probabilità non potranno essere considerati usando il protocollo degli studi attuali, essendo limitati dal numero degli animali usati in ogni gruppo sottoposto al trial alimentare e dalla natura dei parametri studiati. In terzo luogo, il potere statistico dei test svolti è esiguo (30%) a causa del modello sperimentale di Monsanto (vd. Materiali e metodi). Tuttavia, è importante notare che questi trial alimentari per ratti a breve termine (3 mesi) sono gli unici test svolti in materia, sulla base dei quali i legislatori determinano se queste varietà di colture/cibo OGM sono sicure come quelle convenzionali.
Dato che queste colture OGM potenzialmente possono essere mangiate da miliardi di persone e animali in tutto il mondo, è importante discutere se il modello sperimentale, le analisi statistiche e le interpretazioni adottati originariamente siano adeguati e sufficienti.

Qualsiasi differenza osservata rispetto alla varietà isogenica deve essere considerata come una potenziale disfunzione fisiologica. Ciò è particolarmente vero in quanto un’eventuale differenza statistica osservata ha pochissime probabilità di derivare dalla variazione di una popolazione come quella umana, a causa dell’omogeneità genetica del ceppo di ratto usato in questi studi.

Inoltre, le condizioni standardizzate impiegate per il mantenimento dei ratti, dichiarate essere in conformità con gli standard OCSE [24, 25], considerano la dieta l’unico fattore di variazione del protocollo. In questo modo il componente mais OGM del regime alimentare del test viene a essere il principale fattore di differenza qualora si effettui un confronto diretto tra ratti trattati e controlli. Ciò viene indicato dalle stelline nelle Tabelle che mostrano le caratteristiche totali dei profili fisio-patologici relativi agli OGM. Gli altri risultati incorniciati da riquadri nelle Tabelle evidenziano che gli effetti derivanti dal mais OGM non comprendono quelli osservati per nessuna delle sei diverse diete. Non comprendono, per esempio, un effetto osservato con una dieta più ricca di sale o zucchero durante il periodo di alimentazione di 3 mesi. Si sarebbero potute evitare queste ulteriori diete di“controllo” seguendo un modello sperimentale che davvero si concentrasse sulla questione generale della tossicità degli OGM.

La nostra prima osservazione è stata che esiste una buona coincidenza generale tra i nostri dati e i risultati della Monsanto presentati nei suoi primi report riservati, in particolare riguardo alla quantità di osservazioni significative dal punto di vista statistico. Tuttavia, la metodologia che abbiamo impiegato ha rivelato effetti diversi, che hanno cambiato completamente l’interpretazione dei risultati sperimentali.
Per esempio, il nostro studio, diversamente dai primi commenti pubblicati relativi a questi dati [18, 26, 27], considera attentamente le differenze sesso-specifiche. Abbiamo valutato e registrato le differenze nella reazione dei ratti maschi e femmine ai test alimentari sul mais OGM, che si basano su conoscenze accettate e oggi classiche dell’endocrinologia [28], dell’embriologia [29, 30], della fisiologia [31, 32], dell’enzimologia o dell’epatologia [33], e che hanno dimostrato effetti fisio-patologici sesso-specifici. Inoltre, i nostri attuali risultati hanno pienamente confermato la distribuzione sesso-specifica degli effetti sui parametri renali ed epatici per tutti i ratti in tutti e tre gli studi analizzati in questa sede. Un effetto identico in entrambi i sessi sarebbe stato insolito, come nei casi di forte o grave tossicità. Ovviamente non è questo il caso.
Inoltre, abbiamo ritenuto di pari importanza gli effetti che non erano ascrivibili né al tempo né alla dose, pur elencandoli dettagliatamente se osservati nei risultati. La prova di dipendenza lineare da dose, come richiesto da Doull e colleghi [4] per determinare l’importanza degli effetti, risulta impossibile da ottenere con solo due punti di alimentazione e senza una standardizzazione precedente. Inoltre, una reazione metabolica di tipo fisiologico o patologico non è necessariamente lineare nella sua risposta [34, 35].
Si ribadisce che ciò non invalida una descrizione degli effetti che si manifestano con dosi alimentari OGM più alte.

Anche se le differenze significative si aggirano intono al 5% di tutti i confronti per ciascuna coltura OGM, crediamo che esse possano molto probabilmente rappresentare segni di tossicità, o che per lo meno dovrebbero essere considerate come prove abbastanza forti da giustificare una ripetizione degli esperimenti, includendo tempi di alimentazione più lunghi.
Tutto ciò per molteplici ragioni. In primis, le argomentazioni di Hammond e colleghi [18, 26, 27] di Monsanto e di Doull e coll. [4] non possono dimostrare che le differenze ascrivibili all’alimentazione OGM importanti dal punto di vista statistico non sono rilevanti a livello fisiologico [2]. In secondo luogo, pochissimi effetti ascrivibili all’alimentazione OGM appaiono a dosi basse o dopo il periodo di alimentazione più breve (5 settimane): 8,6% per NK 603, 6,6% per MON 810, 14,7% per MON 863 (Tabelle 1, 2 e bibl. [5]). In terzo luogo, i vistosi effetti sesso-specifici osservati nei gruppi alimentati con mais OGM in molti casi sono stati riscontrati nei marker fisiologici di tutti i ratti. È poco probabile, quindi, che questi effetti siano stati casuali e accidentali.
Inoltre i nostri rigorosi strumenti statistici hanno permesso di differenziare le reazioni ascrivibili all’alimentazione OGM dalle differenze derivanti dalla variazione della composizione di un’altra dieta di riferimento.
Un’analisi del genere non era mai stata svolta prima. Vi è inoltre una mancanza di dati relativi a marker funzionali cancerogeni, ormonali o epatici (per esempio, espressione oncogene, livelli di ormone steroideo sessuale, livelli di citocromo P450), che avrebbero potuto spiegare i risultati.
La mancata disponibilità di questo tipo di dati può essere utile a coloro che dubitano che le attuali osservazioni forniscano la prova di potenziali segni di tossicità. Oltre al fatto che i parametri fisiologici e biochimici risultati non nella norma in questi studi alimentari forniscono frequentemente un quadro degli eventi coerente e OGM-specifico, che corrisponde e supporta il presupposto generalmente accettato e sostenuto dall’industria e dai legislatori secondo il quale le colture e il cibo OGM dovrebbero essere considerati caso per caso. Oltre a ciò, numerosi risultati evidenziati con un doppio riquadro includono tutti gli effetti relativi alla dieta dopo solo 3 mesi di periodo di alimentazione. Infine, gli effetti più forti e numerosi interessano organi coinvolti nella detossicazione, come i reni e il fegato, generalmente colpiti in seguito a eventi di tossicità alimentare.

Per esempio, nello studio sulla varietà NK 603, forti e statisticamente rilevanti scompensi ionici delle urine e i marcatori renali implicano un perdita renale. Ciò include la creatinina (aumento della clearance urinaria), in concomitanza con la sua diminuzione nel sangue, e la diminuzione dell’azoto ureico. La riduzione di creatinina nel sangue in alcuni casi è risultata essere associata a problemi muscolari. È quindi forse degno di nota il fatto che nei gruppi nutriti con OGM a essere colpito è stato il cuore, un ottimo esempio di organo muscolare. La possibilità di porosità renale, come dimostrato da questi dati, può essere causata dalla presenza di residui dell’erbicida Roundup, presenti nelle varietà di colture OGM come il mais NK 603 analizzato.

Abbiamo dimostrato in precedenza che gli erbicidi a base di glifosate, come il Roundup, anche in concentrazioni molto basse sono altamente tossici per le cellule renali embrionali dell’uomo [36], e inducono una diminuzione della vitalità, soprattutto tramite l’inibizione della deidrogenasi succinica mitocondriale.

La deficienza funzionale renale che osserviamo nei ratti maschi è diversa tra gli animali nutriti con NK 603 e quelli nutriti con MON 863. Quest’ultimo è caratterizzato da un aumento dei livelli di creatinina nel plasma e della ritenzione degli ioni, che erano associati a una nefropatia interstiziale cronica, come ammesso originariamente nel report di Monsanto MON 863 e da Hammond e colleghi. [18]. Tuttavia, questo disturbo funzionale dei reni è stato accantonato nelle loro conclusioni in quanto il ceppo di ratto usato negli studi alimentari è apparentemente sensibile a questo tipo di patologia, specialmente durante l’invecchiamento, cosa che non caratterizzava il caso preso in analisi. Tuttavia, questo ragionamento è stato sostenuto da varie autorità regolatrici (EFSA, CGB in Francia). Queste argomentazioni appaiono nuovamente invalidate in quanto i ratti erano ancora relativamente giovani, sarebbero stati di 5 mesi entro la fine dell’esperimento, e quindi al di sotto dell’età a cui potrebbero sviluppare spontaneamente patologie renali. Ancora più importante è il fatto che questi effetti sui reni dipendono chiaramente da MON 863 in quanto non vengono osservati con le altre tre varietà di mais OGM e i gruppi di controllo, e di conseguenza non sarebbero potuti derivare da una predisposizione genetica del ceppo di ratto usato, che inoltre era lo stesso in tutti i casi.
In generale, negli animali maschi i parametri relativi ai reni non risultano fuori dalla norma nel gruppo nutrito con MON 810, anche se la sensibilità alle sostanze tossiche sembra generalmente più alta in questo sesso

[37, 38]. Un ulteriore fattore che contribuisce a compromettere le funzionalità renali potrebbe derivare sia da un nuovo, imprevedibile effetto tossico causato a sua volta dall’intrinseco effetto mutageno della tecnologia OGM, o forse dalle nuove forme mutanti della tossina Bt prodotta da MON 863, la quale è completamente diversa da quella inserita in MON 810. In ogni caso, le femmine nutrite con MON 810 mostrano un leggero aumento di peso dei reni, che può corrispondere a una leggera iperplasia solitamente associata a processi infiammatori immunitari.
Una rivalutazione dei vetrini istologici di questi animali sarebbe interessante al fine di verificare questa ipotesi. Inoltre, in questi studi manca l’analisi di alcuni marker pertinenti alle funzionalità renali, come per esempio la tensione arteriale o i livelli di angiotensina.
Questo tipo di indagine, integrato con controlli in cui gli animali sono nutriti con una dieta normale a cui si aggiunge la corrispondente tossina Bt purificata, permetterebbe un’interpretazione più razionale e precisa dei risultati.

Nel caso dei trial alimentari con MON 863, trattati in uno studio precedente [5] e al centro del dibattito [2, 4], sono stati ottenuti nuovi risultati dalla rivalutazione dei dati tramite più potenti metodi statistici. Questi risultati sono illustrati qui di seguito.
Nei ratti femmine c’è il rischio di venire occupati dalle reazioni già ascritte al gruppo nutrito con OGM, dato che diversi parametri indicano degli aumenti del glucosio in circolazione e dei livelli di trigliceridi, con parametri di funzionalità epatiche compromessi in concomitanza con un lieve aumento del peso corporeo totale [5]. Questa condizione fisiologica è indicativa di un profilo pre-diabetico. In questa sede dimostriamo che negli animali femmine il profilo dei trigliceridi, la creatinina o l’escrezione di cloruro nell’urina sono alterate differentemente e specificatamente con il passare del tempo rispetto ai gruppi di controllo, a seconda della dose di OGM. Tutti questi scompensi e differenze considerati nel loro complesso potrebbero essere interpretati come chiari segni di tossicità.
Gli effetti riscontrati dopo solo 5 settimane di alimentazione o con dose di alimentazione inferiore all’11% non possono essere trascurati semplicemente perché sono osservati meno frequentemente. Potrebbero verificarsi processi di compensazione o ristabilimento in seguito alla lesione dei tessuti, come forse osservabile nel caso di topi alimentati con una dieta contente la soia OGM Roundup Ready [39]. Processi infiammatori acuti possono verificarsi in tessuti danneggiati, seguiti da una fase di rigenerazione, come osservato in seguito a un’infezione batterica/virale o a un insulto tossico di natura chimica [40, 41]. Per esempio, nel gruppo nutrito con il mais OGM MON 863 con una dose dell’11%, con il passare del tempo il potassio urinario diminuisce nei ratti maschi, fenomeno non riscontrato in un solo controllo. Quest’effetto dipende specificatamente dal tempo e non risulta quindi artefatto. Questo tipo di puntuale rigenerazione può essere parte di un processo cancerogeno, e ovviamente, anche laddove si verificasse una guarigione totale, questo non dovrebbe essere considerato come segno di non pericolosità degli alimenti OGM.

5. Conclusioni
I profili pato-fisiologici sono unici per ogni coltura/alimento OGM, il che sottolinea la necessità di una valutazione della loro non pericolosità caso per caso, come è largamente ammesso e sostenuto dai legislatori. Non è possibile formulare dei commenti riguardo a eventuali simili effetti tossici generali a livello subcronico per tutti gli alimenti OGM. Tuttavia, per le tre varietà di mais OGM che hanno costituito la base di questa indagine, sono stati riscontrati nuovi effetti collaterali collegati al consumo di questi cereali, che sono risultati sesso-specifici e spesso dose-specifici.
Gli effetti hanno coinvolto principalmente la funzionalità renale ed epatica, colpendo i due maggiori organi coinvolti nella detossicazione alimentare, seppur manifestando delle differenze tra i vari tipi di OGM. Inoltre, sono stati frequentemente osservati alcuni effetti sulle cellule cardiache, surrenali, spleniche ed ematiche. Dato che esistono normali differenze di sesso nel metabolismo del fegato e dei reni, i disturbi assai significativi dal punto di vista statistico della funzionalità di questi organi, osservati nei ratti maschi e femmine, non possono essere ritenuti insignificanti dal punto di vista biologico, come è stato invece proposto da altri [4]. Concludiamo pertanto asserendo che i nostri dati suggeriscono fortemente che queste varietà di mais OGM inducono uno stato di tossicità epatorenale.
Ciò può essere dovuto ai nuovi pesticidi (erbicidi o insetticidi) presenti specificamente in ogni tipo di mais OGM, sebbene non sia possibile escludere effetti metabolici non previsti dovuti alle proprietà mutagene del processo di trasformazione OGM [42].
Tutte e tre le varietà di mais OGM contengono un residuo di pesticida distintamente differente, associato al loro particolare evento OGM (glifosate e AMPA in NK 603, Cry1Ab modificato in MON 810, Cry3Bb1 modificato in MON 863). Queste sostanze non sono mai state parte integrante della dieta animale o umana e quindi non se ne conoscono, al momento, le conseguenze sulla salute di coloro che le consumano, specialmente per lunghi periodi. Inoltre, qualsiasi effetto collaterale legato all’evento OGM sarà in ogni caso unico, dato che il sito di inserimento transgenico e la gamma di mutazioni a livello genomico differiranno tra i tre tipi di mais modificato. In conclusione, i dati che abbiamo presentato raccomandano fortemente la necessità di effettuare ulteriori studi alimentari su animali a lungo termine (fino a 2 anni) in almeno tre specie, preferibilmente anche multi-generazionali, con il fine di fornire dati scientificamente validi e veritieri relativamente agli effetti tossici acuti e cronici delle colture, degli alimenti e dei prodotti OGM.
La nostra analisi sottolinea che nel corso di una ricerca investigativa occorre concentrarsi particolarmente su reni e fegato, dato che si è osservato un impatto nettamente negativo sulle funzionalità di questi organi nei ratti alimentati con le varietà di mais OGM per soli 90 giorni.

Le Ricerche Italiane dell’INRAN sulla pericolosità del mais Mon 810
Finora le valutazioni di possibili effetti avversi sul sistema immunitario da parte degli organismi geneticamente modificati si sono basati sulla determinazione del potenziale allergenico della proteina ricombinante purificata, e soltanto uno studio recente ha considerato gli effetti potenziali immunotossicologici dell’intero alimento geneticamente modificato somministrato a ratti (Finamore A. et al. J. Agric. Food Chem 2004). Inoltre non esistono studi che abbiano preso in considerazione la risposta immunitaria intestinale. Tuttavia, l’intestino interagisce continuamente con gli antigeni derivati dagli alimenti, con allergeni, patogeni, e altri agenti tossici, e il sistema immunitario intestinale, che è il tessuto linfoide più esteso di tutto l’organismo, è fondamentale per rispondere correttamente ad agenti dannosi, mentre mantiene uno stato quiescente verso antigeni innocui, quali le proteine contenute negli alimenti.
Il gruppo di ricerca della Dr. Mengheri dell’Istituto Nazionale di Ricerca per la Nutrizione e gli Alimenti ha effettuato uno studio di valutazione degli effetti del mais MON 810 sul sistema immunitario sia intestinale che periferico di topi, con particolare riguardo alle implicazioni legate allo sviluppo e all’età anziana.
Infatti è noto che durante lo sviluppo e la vecchiaia il sistema immunitario può rispondere con minore efficienza agli stimoli esterni rispetto a quanto accade in un adulto sano. Questo mais è stato geneticamente modificato mediante l’introduzione di un gene, derivante da Bacillus thuringiensis, che comporta la produzione di una tossina insetticida da parte della pianta stessa. I risultati dopo 30 e 90 giorni di alimentazione provano che, al contrario di quanto accade con il mais naturale, con il MON 810 si sono verificate alcune alterazioni (non è proprio corretto parlare di disfunzioni, perché non abbiamo valutato la funzione, anche se alterazioni implicano disfunzioni) immunitarie che hanno riguardato:
– la percentuale delle sottopopolazioni dei linfociti intraepileliali dell’intestino, della milza, e circolanti
-il livello delle citochine del siero, con un aumento delle citochine infiammatorie (Sono proteine prodotte dalle cellule del sistema immunitario, ma anche da molti altri tipi di cellule, indispensabili per la regolazione del funzionamento del sistema immunitario, generalizzando si possono classificare in citochine anti-infiammatorie e pro-infiammatorie. Un tempo si chiamavano interleuchine, oggi si preferisce citochine proprio per la loro molteplice origine)
Queste alterazioni sono risultate più marcate, e quindi più gravi, proprio a carico dei topi durante lo sviluppo e nell’invecchiamento.

Nell’articolo si legge inoltre che all’analisi proteomica è risultato che nel mais MON 810 la regolazione di ben 43 proteine ha subito modifiche rispetto al mais normale, e che tra queste risulta presente una nuova versione della proteina gamma-zeina, già nota per essere allergenica. (alla faccia della sostanziale equivalenza, ndr…)
Fonte: Agernova – Accademia Mediterranea per l’Agroecologia e la Vita (AMA la Vita)

NO TO TRANSGENIC MAIZE – To the people of Mexico – To the peoples of the world – To the Mexican government

To the Convention on Biological Diversity / Cartagena Protocol on Biosafety
To the Food and Agriculture Organization of the United Nations / FAO

The indigenous and peasant organizations and communities, environmental organizations, popular education organizations, base organizations, ecclesiastical communities, groups of producers, members of urban movements, scholars, scientists, and political analysts of the Network In Defense of Maize vigorously repudiate the planting of transgenic maize in Mexico. It is a historic crime against the peoples of maize, against biodiversity and food sovereignty, against ten thousand years of indigenous and peasant agriculture that bequeathed this seed for the wellbeing of all the peoples of the world.

We assert that the presidential decree of March 6, 2009, which allows the planting of transgenic maize, intentionally fails to consider that:

Mexico is the center of origin and diversity of maize. There are over 59 known races and thousands of varieties, which will be inevitably contaminated.

It is indigenous and peasant peoples who created and preserve this genetic treasure of maize, one of the main crops on which human and animal nourishment depends around the globe.

Maize is the basic food source for the Mexican population. There are no studies of what happens when a population eats large quantities. And in México the consumption of maize happens in large quantities. There are scientific studies which, at much smaller levels of consumption, report allergies and other negative impacts on the health of humans and animals fed with transgenic food.

The varieties of transgenic maize which are being proposed for planting in the country do not solve Mexico’s agricultural problems: They are more expensive, since the cost of seeds and licensing are greater than those associated with conventional crops; they do not have a greater rate of return: it is equal or less, unless there is a strong incidence of pests which are not common in Mexico; they require more pesticides since they constantly emit Bt toxins, which generate resistance and secondary pests that must be controlled with other pesticides.

These crops will damage biodiversity and the environment. Since Mexico is an extremely biodiverse country, no research undertaken in other environments is applicable because the variables and interconnections increase exponentially. Since maize is an open pollinated crop, avoiding transgenic contamination is impossible when cultivated in open fields. Contamination also occurs in warehouses, during transportation, and in industrial facilities.

Transgenic crops are useless for peasant or organic agriculture, but they will unavoidably contaminate native and criollo varieties of maize, while threatening organic production, which will lose its market niche.

All transgenic seeds are patented and are controlled by six multinational companies (Monsanto, Syngenta, DuPont, Dow, Bayer, BASF), which results in a complete dependence of peasants and farm workers on these multinationals and criminalizes the victims of contamination.

The native peoples of Mexico created maize and they have been the guardians and creators of the diversity of varieties currently in existence. Food sovereignty and the preservation of this diversity depend on the integrity of their rights. Because of that, transgenic contamination is an assault on the identity of Mesoamerican peoples and is an act of aggression against ten thousand years of agriculture. The planting of transgenic maize is a frontal attack against native and peasant peoples and a violation of their rights.

For the peoples that constitute Mexico, maize is not merchandise, but the origin of a civilization and the foundation of the livelihood of peasant lives and economies.

We will not let our seeds be lost or contaminated by transgenes owned by transnational companies. We will not comply with unfair laws that criminalize seeds and peasant lifestyle. We will continue protecting maize and the life of our peoples.

We place responsibility for the loss and damage of Mexican maize on the companies that produce transgenic seeds; on the legislative powers that approved the Law of Biosafety and Genetically Modified Organisms (“Monsanto Law”) for the benefit of corporations; on the Mexican government; on the secretaries of Agriculture, Environment and the Intersecretarial Commission on Biosafety and GMOs (CIBIOGEM), who are responsible for the final measures to eliminate all legal protections of maize.

For all of those reasons:

We repudiate the experimental or commercial cultivation of transgenic maize and demand that it be banned in Mexico.

We repudiate the “Monsanto Law” its bylaws, and any other mechanism to criminalize peasant seeds.

We repudiate government monitoring of peasant cornfields, because it is a pretext for eliminating even more peasant seeds.

We commit ourselves, and call on all indigenous and peasant communities and peoples to do the same: defend native seeds and continue planting, storing, exchanging, and distributing their own seeds, as well as exercising their right over their territories and preventing the cultivation of transgenic maize.

We call on the population to demand that all produce we consume on a daily basis is GMO-free.

We call on international agencies to condemn the government of Mexico for this violation of peasant ancestral rights, biodiversity, food sovereignty, and the precautionary principle in centers of origin of basic crops for world nourishment and economy.

NO TO TRANSGENIC MAIZE !

NETWORK IN DEFENSE OF MAIZE

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