ENRICO LETTA, UN PARA-MASSONE DILIGENTE, SUBALTERNO E SERVIZIEVOLE, ALL’OBBEDIENZA DEI CIRCUITI MASSONICI SOVRANAZIONALI PIU’ REAZIONARI E ANTIDEMOCRATICI

DI GIOELE MAGALDI
grandeoriente-democratico.com

Nella generale ignoranza e confusione dei media a proposito del reale funzionamento dei circuiti massonici e para-massonici, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e di fornire qualche chiave di comprensione utile tanto per i giornalisti (almeno quelli che vogliano continuare a fare il proprio mestiere senza censure o auto-censure e con un minimo di competenza) che per l’opinione pubblica in genere.

Cos’è la Para-Massoneria?
Cosa sono le “società para-massoniche”?
Qual è l’identità di un Para-Massone?

Ne avevamo accennato in precedenza in altri scritti consultabili su www.grandeoriente-democratico.com, e in particolare in

Il Massone tecnocratico Mario Monti si fa alzare la palla dal para-massonico Council on Foreign Relations (consolidato pensatoio di grembiulini elitari) e schiaccia ogni residuo anelito di sovranità democratica per il popolo italiano (clicca per leggere).

Chi vuole cominciare a comprendere come, da sempre, i Massoni preferiscano operare incisivamente sulla “società profana” tramite società para-massoniche, cominci con il leggersi o rileggersi questo nostro contributo del 28 settembre-2 ottobre 2012.

A breve, poi, sul fondamentale fenomeno secolare dell’associazionismo para-massonico, saranno disponibili alcune brillanti e preziose pagine del libro di Gioele Magaldi, MASSONI. Società a responsabilità illimitata. Il Back-Office del Potere come non è stato mai raccontato, Chiarelettere Editore.

Cosa scrivevamo, qualche mese fa, a proposito delle società para-massoniche, partendo dall’esempio di una di esse, il Council on Foreign Relations (CFR)?

Ecco:

“Cos’è, anzitutto, il Council on Foreign Relations (abbreviato: CFR )?

Si tratta di una delle tante associazioni para-massoniche palesi o segrete (in questo caso palese) la cui tradizione deriva direttamente dalla fine del XVIII secolo.

Questo tipo di associazioni possono essere definite para-massoniche in quanto sono sempre fondate da un nucleo ristretto di Liberi Muratori, i quali poi coinvolgono nelle loro attività sociali anche non-massoni (cosa che non potrebbero fare in Loggia, dove si può accedere soltanto dopo un lungo percorso preparatorio e una iniziazione ufficiale di tipo misteriosofico) per finalità più direttamente politiche, diplomatiche, civili, culturali o economiche di quanto (ufficialmente) può concedersi di fare una singola officina libero-muratoria o una federazione di logge (Comunione o Obbedienza che dir si voglia), vincolate a determinati principi rituali e sapienziali che limitano l’intervento diretto nelle questioni della Polis nazionale, inter-nazionale o globale.

E’ un po’ come il noto principio ecclesiastico cattolico in uso fino a secoli recenti, secondo cui Ecclesia abhorret a sanguine (“La Chiesa aborre lo spargimento di sangue”) e dunque, anche quando prescriveva di fatto la condanna a morte di qualcuno, essa veniva ufficialmente eseguita da una qualche forma di potere civile che recepiva le indicazioni superiori di matrice ierocratica.

Alcune organizzazioni massoniche si comportano analogamente, con non minore ipocrisia, per quello che attiene a questioni di politica, religione, diplomazia, economia e finanza, etc.

Esse, cioè, dichiarano la loro trascendenza esoterico-spirituale rispetto a questo tipo di interessi, e tuttavia delegano con minuzia strategica ad associazioni specifiche l’esecuzione dei propri desiderata.

Rimane il fatto, però, che –immancabilmente- queste società (segrete o palesi) para-massoniche sono sempre dirette (in modo riservato e più o meno velato) da una ristretta cerchia di Massoni: i non-massoni vi figurano come comprimari subalterni, compagni di viaggio, semplici ospiti occasionali, anche se si tratta di personalità ragguardevoli – a livello nazionale o internazionale – della politica, dei media, della diplomazia, dell’industria, della finanza, della cultura, etc.

Una associazione archetipica, da questo punto di vista, fu il CERCLE SOCIAL (anche denominato Club “Les Amis de la Vérité” ) fondato nel 1790 dai Massoni Nicolas de Bonneville (1760-1828) e Claude Fauchet (1744-1793), intorno al quale si dipanava l’attività politica e ideologico-culturale dei Massoni Guillaume François Charles Goupil de Préfelne (1727-1801), Marie Jean Antoine Nicolas de Caritat, marchese de Condorcet (1743-1794), Camille Desmoulins (1760-1794), Bertrand Barère (1755-1841), Jean Marie Roland de la Platière (1734-1793), Nicolas Edme Restif de La Bretonne (1734-1806), Louis-Sébastien Mercier (1740-1814), Jean-Baptiste de Lamarck (1744-1829), Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre (1737-1814), Jacques Pierre Brissot (1754-1793) e di diversi altri, sia in Francia che nel resto d’Europa.

Del resto, quasi tutti i club rivoluzionari francesi (fondati da monarchico-costituzionali o repubblicani, giacobini moderati o estremisti, girondini o foglianti, cordiglieri o gruppi popolar-radicali) avevano una matrice massonica maggioritaria, che nel caso dell’area girondina diventava sovrapposizione totale fra logge e associazionismo politico-civile e culturale.

Nella prima parte dell’Ottocento, le principali società-paramassoniche (in questo caso, in gran parte segrete, dovendo lottare contro regimi assolutistici, tirannici, illiberali e anti-democratici) furono gli Adelfi, i Filadelfi, i Sublimi Maestri Perfetti, la Filikí Etería, la Giovine Italia, la Giovine Europa, il B’nai B’rith (società non segreta) e naturalmente la Carboneria, organizzazione inter-continentale (diffusa in Sud e Nord America, oltre che in tutta Europa), che costituì il più poderoso braccio armato del circuito massonico progressista.

Tra fine XIX e XX secolo (allorché la Carboneria perdura ancora, tanto da essere la protagonista della Rivoluzione che nel 1910 dota il Portogallo di una costituzione repubblicana parlamentare e di una legislazione laica in un paese fino ad allora dominato dal clericalismo più illiberale) vengono fondate nuove tipologie (non più segrete, ma solo riservate nella struttura, nel funzionamento e nelle finalità più importanti) di associazioni para-massoniche.

Nascono così il Bohemian Club (1872, a San Francisco), la Fabian Society (costituita a Londra nel 1884), la Pilgrims’ Society britannica (1902) e la Pilgrims’ Society statunitense (1903), il Round Table movement (1909, con il cerchio interno della Society of the Elect), il Royal Institute of International Affairs o Chatam House di Londra (1920), il Council on Foreign Relations (1921) con sedi a New York e a Washington, il Lucis Trust (1920-22, attualmente con sedi a New York, Londra e Ginevra, è anche membro del Consiglio economico e sociale dell’ONU ), il Tavistock Institute of Human Relations (1947) , la Mont Pelerin Society (1947), il Bilderberg Group (1954), la Ditchley Foundation (1957), la Trilateral Commission (1973), il Group of Thirty (1978), il Bruegel (2005) ed altre ancora.

Orbene, per quel che riguarda tutte queste società para-massoniche fondate e tuttora controllate da Massoni (nonostante la partecipazione subordinata e ancillare anche di profani), lasciamo al libro di imminente uscita,
Gioele Magaldi, MASSONI. Società a responsabilità illimitata. Il Back-Office del Potere come non è stato mai raccontato. Le radici profonde e le ragioni inconfessabili della crisi economica e politica occidentale del XXI secolo, Chiarelettere Editore,

il compito di approfondire rigorosamente i legami ideologici ed operativi di questi consessi ibridi con il milieu libero-muratorio in senso stretto.

In questa sede, basterà osservare che lo statunitense Council on Foreign Relations (CFR), al pari del suo omologo britannico Royal Institute of International Affairs (RIIA) o Chatam House  furono costituiti entrambi a seguito di importanti colloqui intervenuti a margine della Conferenza di Pace di Parigi del 1919.

Tale Conferenza, i cui protagonisti ufficiali furono ovviamente i rappresentanti delle nazioni vittoriose nella Prima Guerra Mondiale (1914-1918), e cioè i Massoni Woodrow Wilson (presidente USA) David Lloyd George (premier Regno Unito), George Clemenceau (presidente del consiglio francese, mentre il presidente della repubblica era Raymond Poincaré), Vittorio Emanuele Orlando (presidente del consiglio italiano), impegnati su posizioni strategiche e progettuali diverse rispetto al futuro dell’Europa e del Mondo, vide anche un intenso lavorio ufficioso e di diplomazia riservata (massonico-istituzionale) che condusse da un lato alla fondazione della Società delle Nazioni (28 giugno 1919), dall’altra alla costituzione appunto del RIIA (1920) e del CFR (1921), organizzazioni para-massoniche di nucleo anglo-americano e di vocazione mondialista.

Non per caso, pullulavano di Massoni tanto le famose riunioni informali presso l’Hotel Majestic di Parigi di fine maggio 1919 ( vi troviamo fra gli altri i Liberi Muratori Edward Mandell House, Walter Lippmann, Lionel George Curtis, Christian Archibald Herter, Charles Seymour, Archibald Cary Coolidge, James Thomson Shotwell, Harold William Temperley, Eustace Percy of Newcastle, Paul Warburg e il para-massone Herbert Hoover, futuro segretario al commercio sotto le presidenze USA dei Massoni conservatori Warren Harding e Calvin Coolidge, prima di raggiungere lui stesso la Casa Bianca nel 1929), quanto la Convenzione della Società delle Nazioni, incaricata di redigerne lo statuto ( fra altri meno ragguardevoli, vi rinveniamo i fratelli Edward Mandell House e Woodrow Wilson per gli USA, Edgar Robert Cecil per il Regno Unito, Paul Hymans per il Belgio, Léon Bourgeois per la Francia, Vi Kyuin Wellington Koo per la Cina, Makino Nobuaki per il Giappone, Vittorio Emanuele Orlando e Vittorio Scialoja per l’Italia, etc.).” (citazione tratta da Il Massone tecnocratico Mario Monti si fa alzare la palla dal para-massonico Council on Foreign Relations (consolidato pensatoio di grembiulini elitari) e schiaccia ogni residuo anelito di sovranità democratica per il popolo italiano, clicca per leggere)

Insomma, i Massoni, creatori e controllori ferrei, sin dal XVIII secolo, di società para-massoniche, vi coinvolgono anche dei partecipanti che appartengono al jet-set della politica, dell’economia, della diplomazia, della cultura, del mondo dei media, etc., e che magari non sono ancora passati (e non necessariamente vi passeranno) per l’iniziazione stricto sensu libero-muratoria.

I partecipanti tecnicamente non massoni a queste società paramassoniche sono considerati dei “profani utili”.

Quelli che vengono invitati una tantum alle riunioni esterne dei club para-massonici come il Bilderberg Group, la Trilateral Commission, il CFR, il RIIA, etc., non rivestono una grande importanza nell’ambito di questi consessi e la loro utilizzazione (da parte dei Fratelli Muratori che controllano rigorosamente i citati club para-massonici) è contingente e limitata.

Coloro che invece vengono convocati stabilmente e utilizzati con qualche frequenza per qualche operazione politico-diplomatica, economico-finanziaria o mediatica, godono di una più ampia considerazione e ricevono benefici maggiori di quei profani che solo una o due volte siano stati invitati.

Quei soggetti, maschi e femmine che, pur senza avere compiuto il rito d’iniziazione massonico propriamente detto, vengono cooptati come membri a tutti gli effetti di queste società para-massoniche sovra-nazionali, sono considerati dei Para-Massoni, una specie di fratellastri, i quali non avranno mai un ruolo di indirizzo gestionale o strategico in capo alle varie associazioni mondialiste di cui sono parte (tale ruolo è riservato esclusivamente a Massoni passati per il gabinetto di riflessione e tra le colonne Jachin e Boaz), ma vi manterranno comunque un ruolo servizievole e utile (per sé e la propria carriera/sorte personale; per gli altri, specie per i danti causa/mandanti in grembiulino), ancorché subalterno.

Ma c’è modo e modo di essere subalterni: alcuni rimangono per tutta la vita dei “camerieri” (anche se di rango elevato), altri possono arrivare ad essere dei “caposala”, qualcuno più fortunato può persino trovarsi ad impersonare un ruolo di “maggiordomo” o “gran ciambellano”.

Tuttavia, i ruoli veramente direttivi e strategici sono riservati ai Fratelli Liberi Muratori propriamente detti, che non solo sono all’origine di tali società para-massoniche (avendole costituite), ma ne mantengono sempre -di generazione in generazione, attraverso un lascito che non è familiare in senso profano, ma di precipua ascendenza spirituale-iniziatica- il ferreo controllo.

Il perfetto Para-Massone, in questi contesti, solitamente deve essere una persona ambiziosa ma anche servile e cosciente dei propri limiti e della propria subalternità rispetto a chi sia Massone a tutti gli effetti; una persona furba e sveglia più che veramente intelligente, piena di spirito di iniziativa ma senza grandi idee o principi troppo radicati.

Il perfetto Para-Massone non deve avere una Weltanschauung troppo complessa e raffinata, ma in compenso deve essere un infaticabile collettore e/o organizzatore di visioni e proposte (tanto teorico-intellettuali che pratico-operative) semplificanti e trasversali.

Naturalmente, stiamo parlando di para-massoni e massoni che costituiscano l’elite globale sovra-nazionale. Dunque si può dare benissimo il caso che un qualsiasi massone “peone” di una qualsivoglia comunione latomistica nazionale, magari sia anche un notabile rispettato e influente a livello locale, ma conti infinitamente di meno di un Para-Massone assurto al ruolo e alla funzione di prezioso “cameriere o maggiordomo, messaggero o portavoce” in nome e per conto dell’establishment massonico trans-nazionale, costituito soprattutto, a partire dal XX secolo, dalle cosiddette “UR-LODGES”.

Tutto ciò premesso, dichiariamo e riconosciamo ufficialmente e pubblicamente che Enrico Letta è quasi un perfetto Para-Massone.
Ciò, a differenza di suo zio Gianni Letta, che non è mai stato direttamente cooptato in seno ad associazioni para-massoniche sovra-nazionali (la consulenza per Goldman Sachs è un’altra cosa, al contrario di quel che pensano i blogger e i complottisti confusionari, i quali mettono sullo stesso piano una banca privata ad alto tasso di azionisti e manager massoni –la Goldman Sachs, appunto – con l’associazionismo para-massonico e massonico che raggruppa in se stesso non solo interessi legati alla finanza, ma anche istanze legate all’industria, al mondo dei media, alle relazioni diplomatiche e ai grandi giochi di strategia geopolitica), ma che ha comunque ottenuto a suo tempo la sua peculiare iniziazione libero-muratoria, ottimo viatico per mediare da par suo fra interessi massonici conservatori e altrettante istanze di matrice reazionaria e ascendenza curiale e opusiana (cioè di ambiente Opus Dei).

In questa sede, comunque, non intendiamo occuparci di Letta Senior.

Nel caso del giovane Enrico, Letta Junior, gravitante nell’area delle associazioni para-massoniche BILDERBERG GROUP (fondato nel 1954 soprattutto per iniziativa dei Massoni Bernhard van Lippe Biesterfeld (1911-2004), Józef Hieronim Retinger (1888-1960), David Rockfeller (classe 1915), i quali seppero subito coinvolgere, sin dalla prima conferenza del 1954, molti fratelli e diversi profani di rango, alcuni presto innalzati allo status informale di para-massoni) e TRILATERAL COMMISSION (creazione del 1973 ispirata dal Massone David Rockfeller con il fattivo supporto dei Massoni Henry Kissinger (classe 1923) e Zbgniew Brzezinski (classe 1928) in primo luogo, ma anche dei Massoni McGeorge Bundy (1919-1996, statunitense), Henry Owen (1920-2011, statunitense), Fred Bergsten (classe 1941, statunitense), Saburo Okita (1914-1993, giapponese), Kiichi Miyazawa (1919-2007, giapponese), Tadashi Yamamoto (1936-2012, giapponese), René Foch (?-2008, francese), Karl Karstens (1914-1992, tedesco), Louis-François Duchène (1927-2005, britannico), Guido Colonna di Paliano (1908-1982, italiano), Max Kohnstamm (1914-2010, olandese) ), abbiamo dunque a che fare con un individuo che, proprio in virtù della propria mediocrità intellettuale, dell’assenza di idee che non siano del tutto banali, conformiste e rabberciate nel solco del pensiero politico ed economico mainstream (quale che esso sia: dunque le convinzioni di Enrico Letta potranno evolvere in sintonia con lo spirito dei tempi…), del proprio carattere diplomatico, servile e opportunista (rispetto ad ogni potere forte e costituito), è stato da anni prescelto come uno dei più promettenti allievi Para-Massoni per l’Italia, da parte di coloro che fanno “girare la ruota” in Europa, in Occidente e nel Mondo, da qualche decennio.

Questi attuali “volgitori della ruota” (“chakravartin”), dopo circa due secoli e mezzo di ininterrotta egemonia della Libera Muratoria progressista (creatrice delle moderne società aperte fondate su stato di diritto, parlamenti rappresentativi, laicità delle istituzioni, trinomio Libertà, Fratellanza Uguaglianza, diritto al lavoro e alla dignità personale per ogni cittadino etc.), sono alcuni estesi e influenti gruppi di Massoni contro-iniziati, reazionari e conservatori, desiderosi di realizzare una graduale ma inesorabile involuzione illiberale, anti-democratica, tecnocratica e neo-oligarchica nella gestione della res publica occidentale (fuori dal sistema politico occidentale non è ancora mai esistita né la democrazia né la società aperta laica, libera e pluralista).

Questi attuali “volgitori della ruota” (“chakravartin”) stanno mettendo in atto non già un complotto o una cospirazione occulta, bensì un progetto che è potenzialmente sotto gli occhi di tutti, salvo per coloro che si rifiutino di guardare (che sono tanti, specie fra gli operatori mediatici), come l’archetipico filosofo-astronomo Cesare Cremonini (1550-1631), che non volle mai osservare il cielo con il cannocchiale offertogli da Galileo, per non mettere in discussione il proprio fallace paradigma aristotelico-tolemaico e dover accettare la nuova cosmologia copernicano-galileiana.

Del resto, come insegna un vecchio motto di matrice iniziatica, non c’è verità fattuale meglio occultata di quella che sia esposta in bella evidenza, in un contesto in cui i potenziali osservatori siano distratti da svariati giochi d’artificio, collocati sapientemente da chi sappia come sviare quotidianamente l’attenzione.

L’Europa è un laboratorio a cielo aperto di questo progetto di involuzione tecnocratica, illiberale, anti-democratica e neo-oligarchica nella gestione della res publica occidentale.

La Grecia (e con essa Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia, ciascuno a suo modo) è un laboratorio nel laboratorio, onde sperimentare fin dove ci si possa spingere nell’imporre, tramite la manipolazione mediatica diuturna, reiterata e pervasiva, una macelleria sociale inesorabile e assoluta. Qualcosa che possa trasformare gradualmente i cittadini europei, orgogliosi e consapevoli dei propri diritti, in sudditi depressi, frustrati e rassegnati al proprio destino di subalternità ad una nuova aristocrazia dello spirito (e non del lignaggio, come era ancora nel XVIII secolo) che è anche oligarchia nel controllo della finanza, dei media, dell’eurotecnocrazia, della casta di piccoli cortigiani insipienti e vili che costituiscono gli attuali ceti politici (di destra, centro e sedicente sinistra) del Vecchio Continente tutto.

Gli incubi visionari e profetici del Massone socialista, democratico, libertario e progressista George Orwell (Eric Arthur Blair -1903-1950-), espressi in modo magistrale specie nel capolavoro 1984, dove si mostra come la propaganda manipolatrice riesca a capovolgere il senso stesso delle parole, delle cose e degli eventi, riscrivendo e falsificando punto per punto la medesima narrazione storica, sono stati declinati in modo grottesco proprio l’altro giorno in un osceno servizio a cura del giornalista Paolo Pagliaro, collaboratore di Lilli Gruber nella trasmissione OTTO e ½ , in onda su La7.

Ineffabilmente, Pagliaro raccontava con grande enfasi degli “ottimi risultati sin qui conseguiti dalla governance europea della crisi: nessuna nazione dell’eurozona è fallita; Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda sono state tratte dal baratro, Cipro è stata salvata, la Grecia è stata salvata…(SIC!) e cosi via…”.

La Grecia è stata salvata

Ci auguriamo che, quale pena del contrappasso, in luogo di essere ancora uno pseudo-giornalista ben pagato de La7 con il culo ben al caldo, l’ineffabile Paolo Pagliaro, nella prossima vita (a dar credito alle cosmologie reincarnazioniste e ammesso che non rinasca in forma animale inferiore o vegetale), si trovi a sperimentare cosa voglia dire, oggi, essere un imprenditore o un commerciante greco (o italiano) appena fallito; un disoccupato greco (o italiano) in mezzo a una strada e a un passo dalla tentazione di suicidarsi per mancanza di lavoro, dignità e alternative; un cittadino (greco o italiano) tramutato in suddito che debba anche far finta di credere che le misure di austerità imposte con sadica e cinica determinazione da potentati remoti siano il viatico di sorti magnifiche e progressive in un futuro indeterminato e indeterminabile (per il semplice fatto che tale futuro non esiste e mai esisterà, hic stantibus rebus).

Laboratorio Europa, laboratorio Grecia (e Spagna, Portogallo, Irlanda, etc.) e laboratorio Italia.

Laboratori per creare la de-industrializzazione sistematica di questi Paesi, per far fallire aziende e licenziare lavoratori, far crollare i consumi e dunque far crollare la domanda di merci e servizi e, con tale crollo, come in un diabolico circolo vizioso, far fallire ulteriori aziende, che non sanno più a chi vendere i propri prodotti sul mercato interno.

Crisi delle aziende e dei lavoratori, ma crisi anche dei liberi professionisti, che lavorano sempre meno e i cui clienti diminuiscono a vista d’occhio o non hanno più soldi per pagare i servizi richiesti.
E il circolo diabolico e vizioso continua, perché anche i liberi professionisti, al pari di ex imprenditori o ex lavoratori (ora disoccupati) sono costretti a consumare di meno.

Pensionati e cittadini in genere messi in ginocchio scientemente anche dall’aumento del prelievo fiscale, IMU in primis.
CUI PRODEST, tutto ciò?

Tutto ciò giova a chi ha speculato per mesi e mesi sulle differenze tra i rendimenti dei vari titoli di stato delle nazioni europee (sarebbe bastato creare degli eurobond, cioè dei titoli di stato europei unificati, per far cessare all’istante qualsivoglia speculazione sul famigerato SPREAD); giova a chi ha i mezzi per acquisire aziende dei vari Paesi in crisi a prezzi di saldo; giova a chi si accinge ad acquistare a prezzi vantaggiosi e stracciati beni e aziende di Stato messi in vendita a quattro soldi per fare cassa e favorire amici e amici degli amici di amministratori pubblici corrotti e infingardi; giova a chi si accinge a speculare sulla privatizzazione di servizi pubblici essenziali per la vita quotidiana (privatizzazione motivata con le stesse pseudo-ragioni con cui si vorrebbe svendere il patrimonio immobiliare e aziendale statale e para-statale: bisogna fare cassa per diminuire il debito pubblico e poi lo Stato deve essere “minimo”, in omaggio ai principi della teologia dogmatica neoliberista); giova a chi desidera avere, nel cuore dell’Europa e dell’Occidente, una massa enorme di disoccupati disperati, rassegnati a costituire una manodopera a buon mercato per i nuovi padroni sovra-nazionali dei mezzi di produzione locali, acquisiti a prezzo di favore proprio grazie alla CRISI; giova a chi ha progettato una de-strutturazione sociale e politica delle lande europee, ri-trasformando i cittadini in sudditi con gli occhi rivolti al basso e solleciti soprattutto della propria sopravvivenza materiale, in modo tale che la sovranità, dal popolo, venga dirottata de facto (salvando le forme esteriori della democrazia, ma svuotandole di senso e contenuti) verso nuovi aristoi, padroni e sorveglianti elitari di un nuovo perimetro concreto del Potere, in cui la stessa politica rappresentativa dei partiti-movimenti sia decisamente subalterna ad ambienti altri, esterni e sopra-elevati rispetto ad essa.

Di tutto ciò, sia Noi di Grande Oriente Democratico che le amiche e gli amici di Democrazia Radical Popolare (www.democraziaradicalpopolare.it) avevamo parlato diffusamente nei mesi scorsi.

Si rileggano, in proposito:

Grande Oriente Democratico a fianco del popolo europeo in piazza contro l’Austerity, a fianco di lavoratori, studenti e di tutti i cittadini indignati e schifati dalla pessima governance di UE, BCE e complici vari (del 3-16 novembre 2012, clicca per leggere)

Democrazia Radical Popolare, Grande Oriente Democratico, gli Eurobond e l’esito scontato del Consiglio europeo del 27-28 giugno 2012 a Bruxelles ( del 27-28 giugno, clicca sopra per leggere)

L’ennesima Truffa Manipolatoria dell’ennesimo inutile Vertice Europeo del 28-29 giugno 2012. Commento di DRP a “Vertice Ue, si a scudo spread e ‘salva stati’. Vittoria di Monti e Hollande, Merkel ko”, articolo del 29 giugno 2012 by Stefano Feltri per IL FATTO QUOTIDIANO ( del 29-30 giugno, clicca sopra per leggere)

Mario Monti Massone contro-iniziato, bugiardo, spregiudicato, cinico e iettatore che lavora alla rovina dell’Italia e dell’Europa ( del 2-5 luglio 2012, clicca per leggere)

4 luglio 1776-4 luglio 2012. La drammatica assenza di una coscienza patriottica europea che, al pari di quella massonica statunitense di fine Settecento, proclami una Dichiarazione di Indipendenza dagli Avvoltoi che stanno lacerando e macellando il Vecchio Continente, fingendo di volerlo salvare ( del 2-5 luglio 2012, clicca per leggere)

Grande Oriente Democratico e la scoperta frammentaria ed occasionale del Back-Office del Potere da parte dei giornalisti italiani. Commento a “Il vero potere è quello del ‘Sistema’”, articolo del 5 luglio 2012 by Giorgio Meletti per IL FATTO QUOTIDIANO (del 6-8 luglio 2012, clicca per leggere)

GOD avvisa: il Massone contro-iniziato Mario Monti aspira al Quirinale nel 2013, per portare meglio a compimento la sua opera di devastazione politico-sociale ed economica dell’Italia (+ qualche avvertimento al Fratello Barack Obama se non vuole perdere le elezioni) ( del 9-12 luglio 2012, clicca per leggere)

14 luglio 1789: Rivoluzione Francese/ 14 luglio 2012: La Piovra Oligarchica che espande i suoi tentacoli globalizzati / 14 luglio 20XX: Rivoluzione Democratica anti-tecnocratica e anti-oligarchica (del 13-15 luglio 2012, clicca per leggere)
La Catastrofe europea e occidentale. Grande Oriente Democratico e Democrazia Radical Popolare avevano previsto per tempo (dall’estate 2011) quello che sarebbe accaduto, e l’avevano ribadito anche all’indomani degli stolti commenti ottimisti sul vertice europeo del 28-29 giugno 2012:… (del 21-22 luglio 2012, clicca per leggere)

Commento di DRP a “Venti anni di decrescita chiamata ‘fiscal compact'”, articolo del 20 luglio 2012 per KEYNES BLOG e a “Il gioco delle parti tra Monti e Merkel sugli Eurobond”, pezzo del 23 luglio 2012 per KEYNES BLOG ripreso da un articolo del 12 luglio di Domenico Mario Nuti (del 24 luglio 2012, clicca per leggere)

DRP: laissez faire, laissez passer! Si lasci fare come desiderano i vertici attuali della TROIKA UE, BCE e FMI. Si lasci che Mitt Romney vinca negli USA. Si lasci che la governance politico-economica dell’Europa rimanga in mano di Merkel, Draghi, Van Rompuy, Monti, etc. (per conto terzi)…. (del 25-27 luglio 2012, clicca per leggere)

Un Massone Manipolatore, Masnadiero, Contro-Iniziato ed Eversivo peggiore di Mario Monti: il Fratello Mario Draghi (del 25-27 luglio 2012, clicca per leggere)

GOD avvisa i somari del circuito politico-mediatico italiano (ed europeo): la Tempesta Perfetta dei Massoni Contro-Iniziati Mario Draghi e Mario Monti si è già consumata. Ad agosto 2012 solo repliche del dèjà vu e sceneggiata in stile poliziotti buoni/poliziotti cattivi (del 2-6 agosto 2012, clicca per leggere)

La Raffinata “Truffa” del Venerabilissimo Maestro Mario Draghi & dei suoi Sodali ( del 24 agosto-11 settembre 2012, clicca per leggere)

Il Massone tecnocratico Mario Monti si fa alzare la palla dal para-massonico Council on Foreign Relations (consolidato pensatoio di grembiulini elitari) e schiaccia ogni residuo anelito di sovranità democratica per il popolo italiano (del 28 settembre-2 ottobre 2012, clicca per leggere)

Ebbene, ora, con mirabile presa dei fondelli del Popolo Sovrano italiano, dopo aver imposto dall’autunno 2011 fino al 2013 il governo funesto e devastatore del Massone contro-iniziato Mario Monti, sostenuto da PD, PDL, UDC e FLI, l’illuminato e illustrissimo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano propone/impone al popolo italiano (in spregio alla precisa volontà di quest’ultimo di sconfessare quel governo e le sue conseguenze tragiche sulla situazione italiana) un esecutivo – sostenuto dagli stessi pagliacci di PD, PDL + UDC e FLI trasmutatisi alchemicamente in Scelta Civica per Monti– che sarà altrettanto funesto e devastatore (per quello che farà e soprattutto per quello che non farà rispetto alle vere emergenze della crisi politico-economica italiana ed europea) del Para-Massone Enrico Letta.

Enrico Letta, un individuo del tutto subalterno agli amici di merende del suo predecessore Fratello Monti.

Un individuo mediocre, opportunista e servizievole che non mancherà di genuflettersi non soltanto dinanzi alle sacre pantofole della curia vaticana per quel che riguarda il blocco ferreo di qualsivoglia evoluzione laica e liberale dell’ordinamento giuridico italiano in termini di nuovi diritti civili per chi ne sia privo o di revisione dei limiti clericali rispetto al finis vitae e alla libertà di ricerca e sperimentazione scientifica, ma che soprattutto saprà inchinarsi ai desiderata di Bruxelles, Francoforte e Berlino meglio del Massone Mario Monti, che almeno si rapportava a certi consessi massonici da pari a pari, come membro effettivo, mentre Enrico Letta è solo un Para-Massone, un diligente “ragazzo di bottega”, che ubbidisce senza discutere.
Sulla cifra personale e psicologico-comportamentale di Enrico Letta, si legga il sagace ritratto che ne veniva fatto in

“S’è fermata una macchina e non è sceso nessuno. Era Enrico Letta”, articolo del 24 aprile 2013 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere).

E non ci si lasci incantare dalla recente e fasulla dialettica polemica triangolare fra lo stesso Para-Massone Enrico Letta, il Massone conservatore Olli Rehn (l’ex calciatore finlandese catapultato in politica e assurto al rango di Commissario europeo per gli affari economici e monetari e Vicepresidente della Commissione europea) e il Massone reazionario Wolfgang Schäuble (potente Ministro delle finanze del governo Merkel).
Si tratta del solito gioco delle parti in stile “poliziotto buono-poliziotto cattivo” (come già spiegato in GOD avvisa i somari del circuito politico-mediatico italiano (ed europeo): la Tempesta Perfetta dei Massoni Contro-Iniziati Mario Draghi e Mario Monti si è già consumata. Ad agosto 2012 solo repliche del dèjà vu e sceneggiata in stile poliziotti buoni/poliziotti cattivi, articolo del 2-6 agosto 2012, clicca per leggere), che, stavolta, vede Letta Junior in veste di “poliziotto buono” che vorrebbe ri-discutere i termini delle politiche europee di austerity, Schäuble in veste di “poliziotto cattivo” che si oppone decisamente a una tale evenienza e anzi bacchetta Letta (per finta), mentre l’ineffabile Olli Rehn (fino all’altro ieri uno dei “falchi del rigore eurotecnocratico”) si mostra comprensivo e mediatore fra le parti, aprendo spiragli vaghi quanto inconcludenti verso un allentamento futuribile e generico dell’austerità, nel momento stesso in cui, però, ribadisce la credenza cieca nel paradigma fasullo che tale austerity ha concepito: la fede truffaldina nella necessità di demonizzare sempre e comunque il debito pubblico degli Stati e la loro potenziale spesa a deficit per rilanciare il sistema economico.
Una sonora presa per il culo.
Una falsa spinta verso l’allentamento dell’Austerità (ma non si tratta di allentare alcunché, si tratta di mettere in discussione completamente un paradigma anti-keynesiano infondato scientificamente e disastroso e fallimentare alla prova dei fatti), quella di Letta, che, ricevendo una spinta uguale e contraria nel senso della conservazione e anzi della reazione a qualsivoglia cambio di strategia politico-economica, fatalmente si azzera, lasciando tutto così com’è, a parte le solite raccomandazioni della nonna (Olli Rehn) di coniugare rigore e crescita, formulazioni che non significano nulla e anzi che riposano su un evidente paralogismo della ragione.
D’altronde, Letta Junior era ed è il più “montiano” del PD, colui che più di ogni altro ha preteso un totale asservimento dei parlamentari piddini alle nefaste pretese del governo Monti, come l’approvazione del Pareggio di Bilancio costituzionale (che, ancora nell’estate del 2011, quell’anima morta e farisea di Pierluigi Bersani dipingeva come un ottuso impedimento alla facoltà di fare politica economica pubblica nell’ambito del sistema-Italia) e come l’approvazione del famigerato Fiscal Compact.
Con quale faccia di bronzo, ora, il Para-Massone Enrico Letta fa finta di voler mettere in discussione ciò che è stato approvato anche e soprattutto grazie ai suoi buoni servigi, resi ai Fratelli Reazionari e Contro-Iniziati che attualmente egemonizzano FMI, BCE e UE?

Cari cittadini italiani e cari operatori mediatici peninsulari sempre duri di comprendonio e dai lentissimi riflessi cerebrali (quando non si tratti di mala fede), sappiate che non c’è alcuna soluzione di continuità fra il passato governo Monti  e il futuro governo Letta.
Anzi, mentre ormai era divenuto lampante il fallimento dell’accoppiata Napolitano-Monti nel risolvere la crisi (che si era ovviamente aggravata, come Noi avevamo vaticinato che sarebbe accaduto, quando tutti celebravano il Sire della Bocconi e il suo patrono quirinalizio, nei primi mesi del 2012), adesso ci vorranno altri mesi prima che sia patente il fallimento ancora più rovinoso (nel risolvere i problemi italo-europei) della coppia Napolitano-Letta.
E, tuttavia, come spiegava efficacemente il Fratello Gioele Magaldi in

Politica, Massoneria, Giorgio Napolitano. Intervista a Gioele Magaldi del 22 aprile 2013 by Alfredo Lissoni per RADIO PADANIA (clicca per visionare/ascoltare), dopo questa ennesima dimostrazione di inadeguatezza delle diagnosi e delle cure approntate in relazione alla crisi italiana ed europea (dimostrazione che diverrà palese di giorno in giorno, di settimana in settimana), finalmente personaggi come Giorgio Napolitano, Mario Monti, Enrico Letta & Compari-  con tutti coloro che gli sono andati e ancora gli andranno dietro con vomitevole e acritico servilismo decerebrato- saranno nudi e senza più giustificazioni dinanzi all’opinione pubblica del Popolo Sovrano.
Un Popolo, si badi bene, cui non mancherà il supporto delle avanguardie massoniche progressiste nazionali e cosmopolite, come già accadde in Occidente nel 1776, nel 1789, nel 1820-21, nel 1830-31, nel 1848, nel 1870 e nei decenni successivi, sino alla sconfitta del nazi-fascismo (magnum opus di cenacoli massonici reazionari che avevano nel Gran Consiglio del Fascismo e nell’establishment finanziario e industriale nazista vicino a Hjalmar Schacht i propri referenti privilegiati in Europa) nel 1945 e alla fondamentale approvazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 10 dicembre 1948.

Da allora, i Fratelli progressisti si sono seduti colpevolmente sugli allori e i trionfi conseguiti, senza accorgersi per tempo che gli ambienti massonici reazionari e conservatori (per secoli minoritari e sempre sconfitti), convinti di avere il diritto-dovere di governare il popolo bue ed asino con rinnovato ed elitario pugno di ferro, nonché la facoltà di trasformare ovunque la democrazia in “democratura oligarchica”, hanno di molto accresciuto il loro potere e la loro influenza nell’ecumene planetaria, specie attraverso il controllo maggioritario di quelle società para-massoniche di cui “maggiordomi-cortigiani” come Enrico Letta ed altri politicanti europei sono figli legittimi e servizievoli.

Ma le conquiste ideologiche e politico-culturali di Massoni progressisti (ognuno in relazione al suo tempo) come Montesquieu, Diderot, D’Olbach, Voltaire, Condorcet, La Fayette, Washington, Franklin, Jefferson, Paine, M.Wollstonecraft, O. de Gouges, Garibaldi, Mazzini, de Miranda, San Martin, Bolivar, Martì, T. Roosevelt, Wilson, F.Delano Roosevelt, H. Truman, G. Marshall, J.M. Keynes, Eleanor Roosevelt e tantissimi altri di non minore spessore e calibro sono li a ricordarci che la Libera Muratoria democratica e libertaria ha accompagnato la trasformazione dei popoli occidentali da ammasso di sudditi in donne e uomini fieri del proprio status di cittadini e latori di precisi e universali diritti alla libertà, alla dignità, all’uguaglianza e al lavoro equamente retribuito.

Coloro che, oggi, stanno stuprando il diritto ad un presente e ad un futuro dignitoso di intere generazioni di greci, spagnoli, portoghesi, irlandesi, italiani, francesi, etc.; coloro che in Grecia hanno istituito un mattatoio sociale a cielo aperto; che in Spagna stanno smantellando ad una ad una le più normali conquiste del welfare; che in Francia hanno stoppato le potenzialità riformatrici infra-europee della presidenza Hollande con un mix di corruttive blandizie e minacce anche personali; che in Italia, dopo lo sciagurato governo Monti, propongono la formazione del governo del Para-Massone filo-montiano Enrico Letta, stiano in campana.

Costoro stiano molto in campana.

Anche le aristocrazie d’Ancien Régime danzavano leggiadre e incuranti sull’orlo dell’abisso; incuranti del privilegio odioso e dei soprusi in danno di milioni di aspiranti cittadini trattati come sudditi privi di ogni peso politico, sovranità e dignità personale.
Poi, però, i labari delle logge massoniche progressiste furono portati fuori dalle officine, il trinomio Libertà-Fratellanza-Uguaglianza uscì dal chiuso dei templi libero-muratori per animare le rivendicazioni di donne e uomini agguerriti, il canto della marsigliese scosse sin dalle fondamenta tutto il Vecchio Continente.
In campana.

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO ( www.grandeoriente-democratico.com),

con la piena condivisione, in questo caso, da parte delle CITTADINE E DEI CITTADINI di Democrazia Radical Popolare ( www.democraziaradicalpopolare.it).

POST SCRIPTUM: A proposito di quanto titolava la redazione di Dagospia nel pezzo

“Uomo di Letta e di Governo/3- Bilderberg, Arel, Aspen: a che serve la Massoneria quando ci sono i pensatoi?”, pezzo per DAGOSPIA del 24 aprile 2013 (clicca per leggere), occorre spiegare ai talvolta ingenui collaboratori di Roberto D’Agostino che la “forza d’urto” dei vari pensatoi lettiani come “TrecentoSessanta”, “Vedrò”, “Arel” è qualcosa di infinitamente modesto e ininfluente se messo a confronto con il network massonico e para-massonico.

Lo stesso Aspen Institute, specie nella sua cellula italiana, non può neanche essere considerato una società para-massonica, bensì solo un modesto contenitore di intelligenze e personalità pubbliche che, talvolta, singolarmente o in gruppo, vengono anche cooptate in seno a situazioni effettivamente para-massoniche o massoniche, per lo più in posizione ancillare e subalterna.

Altra cosa è il Bilderberg Group, effettivamente associazione para-massonica mondialista a guida massonica, ma in questo caso – come nel caso della Trilateral Commission- la condizione di Letta Junior è quella di un utile maggiordomo/capo-cameriere a disposizione, non certo quella di un influente membro di primo livello o di rango direttivo.

Dunque, cari amici di Dagospia, senza l’avallo di un certo back-ground massonico, Enrico Letta con i suoi think-tank “TrecentoSessanta”, “Arel” e “Vedrò” potrebbe al massimo organizzare una festa della birra e un torneo di subbuteo invitandovi un po’ di politici, accademici, giornalisti e industriali italiani che non hanno niente di meglio da fare nel week-end, non certo assurgere a delicati incarichi di governo e/o di rilevanza istituzionale in Italia e in Europa.

La Massoneria serve e anche molto, se si vuole essere incaricati di formare un nuovo governo da parte di Giorgio Napolitano, anch’egli molto sollecito e servizievole da decenni rispetto a certi potentati massonici euro-atlantici.

Gioele Magaldi
Fonte: http://www.grandeoriente-democratico.com
Link: http://www.grandeoriente-democratico.com/Enrico_Letta_un_Para_Massone_diligente_mediocre_subalterno_e_servizievole.html
27.04.21013

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Magaldi in fondo mi piace, ci informa sui loro segreti e ci fa riflettere, se dice che nessuno puo’ organizzare nulla di importante senza un back ground massonico, ci racconti se e’ vero che il 5 Stelle e’ massonico.

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Batti il chiodo oggi e battilo domani i complottisti sono riusciti almeno ad avere articoli come questo. è solo l’inizio. ci sono altre cose che il popolo bue non sa. E sono anche peggio. ma almeno ora chi ha orecchie per intendere capisce quello che molti di noi da anni dicono: il vero potere non è nei partiti e lo schierarsi a destra o a sinistra è una trappola colossale.

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Articolo estremamente interessante. Da appassionato da diversi lustri di esoterismo, dirotatto nell’ultimo biennio allo studio del “grande crimine” perpetrato dall’elites mondialiste, devo dire che quanto scritto conferma ancora una volta quanto da me sostenuto. Più volte ho postato infatti che la tragedia in cui ci troviamo non consente alcuna speranza, ma solo testimonianza, ora Gioele Magaldi scrive nero su bianco quello che è un mio dubbio al quale non so rispondere (e non ho trovato risposta). Poichè la Massoneria è cosa assolutamente seria e non è composta solo da criminali, come è stato possibile che la componente “buona” della Massoneria abbia accettato che si arivasse fino a questo punto. Correttamente viene utilizzata l’espressione contro-iniziato, pertanto resta da chiedersi come intendono muoversi i non contro-iniziati all’interno della Massoneria, per evitare che il “grande crimine” sia portato a compimento. Si attendono notizie

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LO SCANDALO DELLE INFILTRAZIONI MASSONICHE DENTRO LE MURA VATICANE PERMESSE DA PRELATI CORROTTI E DA PONTEFICI (CONCILIARI) IMPREGNATI DI DOTTRINE MASSONICHE…

martedì 14 maggio 2013

Fonte: Corrieredellasera.it…

Quello strano filo che lega Chiesa e massoneria

Una lettera scritta dal cardinale Oddi e dal Gran maestro Gaito a Papa Giovanni Paolo II e le testimonianze di vari prelati e “insider” sollevano il tema delle infiltrazioni all’interno del Vaticano

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L’infiltrazione della massoneria nelle sacre stanze della Santa Sede è stata spesso mormorata, suggerita, ventilata in più circostanze. La Chiesa formalmente ha sempre bandito e scomunicato la massoneria. Ma banchieri massoni come Bernardino Nogara, Michele Sindona e Roberto Calvi hanno gestito le finanze vaticane. Figure come Licio Gelli e Umberto Ortolani sono state insignite di alte onorificenze vaticane. E scandali recenti come la P3 e la P4 hanno sollevato quesiti circa i rapporti attuali tra ambienti curiali e logge massoniche. Quanto conta allora la massoneria in Vaticano? E in che modo può aver avuto anche a che fare con l’elezione del primo Papa gesuita della Storia, Jorge Mario Bergoglio? Un’inchiesta condotta dal giornalista di Sette Ferruccio Pinotti e da Giacomo Galeazzi de La Stampa, Vaticano massone, affronta questi nodi attraverso documenti inediti e una mole di testimonianze interne ed esterne alla Chiesa. Ne anticipiamo qui alcuni stralci. 
 
https://i0.wp.com/ilpaeseonline.blog.tiscali.it/files/2006/05/1139c0c986b.jpg Le carte. Un documento inedito che prova l’esistenza di rapporti tra alti prelati e massoneria è una lettera scritta dai vertici del Grande Oriente, nella persona dell’ex Gran maestro Virgilio Gaito, un avvocato romano (classe 1930) che è stato alla guida della massima obbedienza massonica italiana dal 18 dicembre 1993 al 21 marzo 1999, insieme al cardinale Silvio Oddi (1910-2011), e diretta a Papa Giovanni Paolo II. Una lettera sconvolgente, nella quale il cardinale e il Gran maestro massone chiedono apertamente a Wojtyla un “grande patto” di pacificazione tra Chiesa e massoneria, il riconoscimento ufficiale da parte del Vaticano della conciliabilità tra la fede cattolica e l’appartenenza alla libera muratoria. Una missiva tanto più eclatante perché proviene da un cardinale noto per le sue posizioni di intransigenza disciplinare. Oddi, che era stato creato cardinale da Paolo VI, fu il prelato che cercò infatti di mediare con il vescovo tradizionalista Marcel Lefebvre favorendo il reinserimento dei seminaristi e dei preti allontanatisi dal vescovo “ribelle” francese, accogliendoli in un collegio ecclesiastico romano. Oddi è stato considerato un “grande protettore” dell’Opus Dei, ma anche un grande sponsor della discesa in campo, nel ’94, di Silvio Berlusconi.

Il suo rapporto consolidato coi massoni del Goi lo spinse a scrivere con il Gran maestro Gaito questa lettera a Giovanni Paolo II: “Santo Padre, è con profonda gioia che i qui sottoscritti Cardinale Silvio Oddi ed Avvocato Virgilio Gaito, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, si onorano rendere partecipe Vostra Santità della convergenza di vedute da essi raggiunta sulla constatazione che, nei rapporti non sereni intercorsi nei secoli tra Chiesa Cattolica e Massoneria, dall’una e dall’altra parte si è attribuita soverchia importanza a ciò che ci ha diviso trascurando del tutto il credo che ci unisce da sempre: la necessità che l’Uomo, emendato dal vizio, elevi templi alla virtù nella purezza e nella luminosità degli spazi celesti. Sicché gli opposti integralismi hanno scavato un vallo sempre più profondo che non ha giovato ad alcuno perché l’umanità ha estremo bisogno di armonia per salvarsi dalla distruzione morale prima che fisica (…) Appare quindi in tutta la sua drammaticità l’urgenza che tutte le menti illuminate, perché rivolte al cielo, facciano professione di umiltà, accettino di marciare insieme, per allontanare dal precipizio il gregge sbandato. A nostro avviso, proprio questo deve essere, nell’anno mondiale della tolleranza, l’imperativo categorico di tutti coloro che hanno l’esaltante privilegio dell’incommensurabile responsabilità della cura d’anime e di essere guida morale. (…) Pienamente consapevoli delle finalità perseguite dalla Massoneria universale, da sempre votata al miglioramento dell’individuo per il miglioramento ed il progresso dell’Umanità raggiungibili soltanto attraverso l’Amore e la tolleranza, riteniamo giunto il momento di lanciare un doveroso appello alla riconciliazione che ponga fine a quella secolare incomprensione tra Chiesa Cattolica e Massoneria (…)”.

Alleanza segreta. La lettera al Papa prosegue così: “Essendo quindi le strade della Chiesa Cattolica e della Massoneria in tale direzione quanto meno parallele, i sottoscritti ritengono che non vi sia più oggi motivo di opposizione tra le due Istituzioni e che, invece, esse, superando antiche, aspre, dolorose discordie e reciproche incomprensioni, debbano tendersi la mano per rendere più intensa e benefica per l’Umanità la loro opera di bontà e carità. Siamo infatti persuasi che l’intolleranza ed il fanatismo sono forze del male contro le quali noi possiamo e dobbiamo mobilitare le legioni del bene in una vera santa alleanza. (…) Concordi sull’analisi compiuta i sottoscritti sottomettono alla saggezza ed alla lungimiranza della Santità Vostra la valutazione della possibile promozione di incontri bilaterali a qualificati livelli, preceduti da un’udienza speciale da Voi, Santo Padre, accordata al Gran Maestro Virgilio Gaito in presenza del sottoscritto Cardinale Silvio Oddi, affinché venga concretamente avviato l’auspicato ed ormai maturo processo di riavvicinamento tra la Chiesa Cattolica e la Massoneria regolare. Nell’anno mondiale della tolleranza simile straordinario evento sarebbe uno dei più consolanti nella storia dell’umanità e saremo particolarmente felici vederlo realizzato dalla Santità Vostra alla quale va tutta la stima dei Massoni regolari italiani e – ne siamo certi – del resto del mondo i quali, unitamente al sottoscritto Cardinale Silvio Oddi, Vi augurano di proseguire ancora per lunghissimi anni nel Vostro apostolato di pace”.

Le testimonianze. L’inchiesta riporta poi le testimonianze dei Gran maestri delle tre principali obbedienze massoniche italiane: Gustavo Raffi, Luigi Pruneti, Fabio Venzi (il quale ammette l’esistenza di sacerdoti massoni). Così come quella dell’ex Gran maestro Gaito e dei leader di controverse realtà massoniche. Ma propone anche numerose interviste a prelati che parlano apertamente di infiltrazioni massoniche nella Chiesa, come padre Gabriele Amorth; del pericolo di collusioni tra Chiesa, mafia e massoneria, come monsignor Bregantini, don Giacomo Ribaudo e padre Giulio Maria Scozzaro.

C’è anche la “replica” di prelati come monsignor Francesco Micciché e di monsignor Domenico Mogavero della Cei. L’inchiesta interpella fonti come Antonio Mancini, che ha fatto parte della banda della Magliana; ma anche l’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, Giovanni Maria Vian direttore dell’Osservatore Romano, oltre a un importante teologo gesuita, al Rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e al giurista di fiducia del Vaticano, Francesco Clementi.

7 maggio 2013 (modifica il 13 maggio 2013)
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Penso che solo un ingenuo o un disinformato potranno meravigliarsi leggendo questo articolo.

La moda attuale, ben diffusa nel Cattolicesimo ufficiale, non distingue più tra umanitarismo filantropico e agape cristiana.

Avviene questo esattamente perché la seconda, della quale si ha perso la connotazione (e forse questo deriva proprio da una vera e propria assenza di grazia: i sacramenti del Cattolicesimo ufficiale “funzionano” ancora???), è stata assorbita nella prima.

Si tratta, a ben vedere, di un arianesimo pratico.
Come nel III-IV secolo l’arianesimo ha significato l’assorbimento della divinità di Cristo nell’umanità (Cristo non poteva essere considerato Dio ma solo uomo) così oggi, nei fatti, la Chiesa cattolica ufficiale fa assorbire l’agape cristiana nell’umanitarismo filantropico, affermando talora il contrario in qualche raro discorso che non ha impatto alcuno nella pratica: “La Chiesa non si amministra con le Ave Maria” (Paul Marcinkus).

La mancanza di laici ben formati o di prelati in grado di denunciare questo processo eretico la dice lunga sullo stato di salute di questo Cristianesimo (ma poi lo è veramente ancora?).

Il cardinale Oddi, inoltre, fu quello che, in base ad indiscrezioni pervenutemi, affermava pressapoco: “Sì, mi invitano a conferire il suddiaconato in certe comunità tradizionaliste ma, siccome quest’ordine è stato abolito dal papa (Paolo VI) di fatto io non conferisco niente”. Il “tradizionalista” Oddi faceva dei gesti ai quali neppure lui credeva mostrando come un certo “tradizionalismo” sia, di fatto, solo pura vetrina e apparenza. E’ uno specchietto per le allodole!

E che certo tradizionalismo sia pura facciata succede anche in alcuni elementi della Fraternità san Pio X. So per certo che un signore (ora passato a miglior vita) che ha lasciato alla Fraternità un’eredità cospiqua, quando gli si parlava di “grazia”, “Spirito Santo”, “santificazione”, liquidava tutto etichettando questi argomenti con “Sono filosofie!”.

E qui torniamo al punto di partenza.
Se nella Chiesa non si sa cosa sia la grazia, non si ha avuto alcuna percezione della sua presenza, sarà giocoforza adagiarsi su una visione filantropica di Cristianesimo, esattamente come si vede nella lettera di accordo tra il cardinale Silvio Oddi e la Massoneria.

Non dico che quello che fa la Massoneria sia necessariamente sbagliato ma si pone su un piano totalmente diverso da quello cristiano. “Nessuno può porre un fondamento differente da Cristo”, dichiarava san Paolo e questo ha delle conseguenze pratiche rilevantissime: non si può mescolare Dio con mammone, la grazia, con la filantropia umana.

Cristo è ancora più estremo: “Chi non raccoglie CON ME disperde!”.

Sulla base di questa coscienza la Chiesa ha sempre condannato l’adesione dei cattolici alla massoneria. Quindi il primo “integralista” che è Cristo, viene sconfessato nella lettera su esposta. Questo, fatto da un cardinale, la dice lunga…

E, d’altra parte, questi fatti concreti pongono dei pesanti interrogativi pure sulla reale efficiacia dei sacramenti impartiti dal Cattolicesimo attuale.

Che non paia “strano” tutto ciò! Anche i cristiani nei primi secoli, davanti al fenomeno dei lapsi (di coloro, cioè, che abiuravano al Cristianesimo per paura delle persecuzioni) si domandavano se il battesimo in quei casi avesse veramente conferito la grazia.
Se questa ci fosse veramente stata, infatti, il cristiano sapeva a cosa non doveva rinunciare e non lo avrebbe mai fatto!

Sì, oggi ci troviamo davanti ad un Cattolicesimo di fatto ariano e, quindi, eretico.
A che serve una “Chiesa” così?

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13 MAGGIO, APPARIZIONI DELLA MADONNA A FATIMA E LA SCANDALOSA DISUBBIDIENZA DELL’APPARATO MODERNISTA VATICANO…

lunedì 13 maggio 2013

Oggi ricorre il ricordo dell’apparizione della Madonna a Fatima, noi la ricordiamo rinnovando la denuncia dei personaggi che loscamente hanno affossato il Suo messaggio, in particolar modo la terza parte in cui viene annunciata l’apostasia della Chiesa che tutti noi oggi vedono con i propri occhi…
In questo testo del libro “La battaglia finale del diavolo”, si puo’ leggere con chiarezza tutte le manovre operate da questi alti Prelati per affossare, colpevolmente,  il messaggio di Fatima:
Capitolo 16
La situazione in cui si trovano oggi la Santa Chiesa ed il mondo è davvero gravissima. In questi tempi così preoccupanti, proprio come durante la crisi ariana, i laici devono sostenere delle responsabilità che in tempi normali non gli competerebbero.

In quanto membri del Corpo Mistico di Cristo, abbiamo il dovere di impegnarci positivamente per combattere questa crisi, in base alle nostre possibilità. Nel fare ciò, non possiamo venire distolti dal falso appello alla pietà, che ci chiede di indulgere nella grossolana presunzione per la quale sarebbe “Dio a guidare la Chiesa”, se questo significa per i Cattolici di rango inferiore di stare zitti ed ubbidienti e non far niente per opporsi agli errori ed alle ingiustizie perpetrate dai membri della gerarchia, ed anzi obbedire ciecamente a qualsiasi decisione delle autorità, non importa quanto distruttive possano esserne le conseguenze.

Il nostro dovere di giustizia e carità

Questa non è la via del Cattolicesimo, non è ciò che hanno fatto i laici ed il clero rimasto fedele durante la crisi ariana, e non è quello che dovremmo fare noi al giorno d’oggi. Il nostro silenzio e la nostra accondiscendenza di fronte al disastro imminente è per prima cosa un ingiustizia verso la Chiesa ed un tradimento del nostro dovere solenne di giustizia in quanto Cattolici Cresimati, soldati di Cristo.
Inoltre, abbiamo anche l’obbligo della carità verso i nostri fratelli Cattolici, tra cui i nostri superiori nella gerarchia ecclesiastica. Abbiamo un dovere di carità verso i nostri superiori che ci obbliga ad opporci a quello che sta accadendo nella Chiesa, anche se questo implica riprendere pubblicamente i nostri superiori, come mezzo straordinario.
Come insegna San Tommaso d’Aquino: “Se è in pericolo la Fede, una persona deve riprendere il suo prelato, anche pubblicamente”. Perché è giusto e caritatevole in tali casi riprendere un proprio superiore, persino in pubblico? San Tommaso afferma che la contestazione pubblica di un prelato “potrebbe sembrare un comportamento presuntuoso; ma non c’è presunzione nel ritenersi migliori di qualcun altro in qualche cosa, dato che in questa vita, nessun uomo è perfetto. Dobbiamo anche ricordarci che quando un uomo rimprovera il proprio prelato in modo caritatevole, non lo fa perché si sente superiore ad esso, ma piuttosto per offrire il proprio aiuto ad una persona che, ‘proprio perché in una posizione gerarchica superiore, corre un pericolo assai maggiore’, come Agostino fa giustamente osservare nella sua Regola citata prima”.1 Ed ovviamente il pericolo lo corrono anche i nostri fratelli Cattolici — il pericolo più grave che si possa immaginare — per via dell’attuale condotta, innovativa e distruttiva allo stesso tempo, che viene seguita da alcuni elementi dell’apparato Vaticano, i quali hanno voltato le spalle non solo al Messaggio di Fatima, ma al passato stesso della Chiesa.
L’insegnamento di San Tommaso sul dovere che ciascuno di noi ha di contestare i propri superiori quando le loro azioni minacciano la fede, rispecchia gli insegnamenti unanimi dei Santi e dei Dottori della Chiesa. Anche San Roberto Bellarmino, Dottore della Chiesa, insegnava nel suo lavoro sul Pontefice Romano, che anche il Papa può venir ripreso, disobbedito e resistito in caso Egli minacci di recare danno alla Chiesa stessa:

       Così come è lecito resistere ad un Pontefice che aggredisca fisicamente una persona, è ugualmente lecito resistere a qualcuno che aggredisca le anime o a colui che disturbi l’ordine civile, o sopratutto, a colui che cerchi di distruggere la Chiesa. Io dico che è giusto resistere a questa persona, non obbedendogli ed impedendo che i suoi ordini vengano eseguiti; non è invece lecito tuttavia, giudicarlo, punirlo o deporlo, dato che queste azioni competono ad un superiore.2

Allo stesso modo si espresse il grande teologo del 16° secolo Francesco Suarez (nominato Esimio e Pio Dottore, dallo stesso Papa Paolo V):

       Ed in questa seconda via il Papa sarebbe scismatico, se si rifiutasse di restare in unione con l’intero corpo della Chiesa, se per esempio decidesse di scomunicare l’intera Chiesa, oppure, come fanno osservare Torquemada e Cajetan, se desiderasse cambiare i riti della Chiesa basati sulla Tradizione Apostolica. … Se [il Papa] da un ordine contrario alle giuste tradizioni, non dovrebbe essere obbedito; se cerca di compiere qualcosa di manifestamente opposto alla giustizia ed al bene comune, sarebbe lecito resistergli; se egli attacca con la forza, con la forza può essere combattuto, con la moderazione proporzionata alla giusta difesa.3

Se si può resistere persino agli ordini o alle azioni di un Papa quando queste causerebbero un danno alla Chiesa, ancora di più lo si può fare nel caso dei prelati che accusiamo in questo libro. Papa San Felice III affermò con semplicità: “Non opporsi ad un errore vuol dire approvarlo; non difendere la verità vuol dire sopprimerla”. I laici ed il clero di basso rango non sono esenti da un tale dovere. Tutti i membri della Chiesa ne sono soggetti.
Abbiamo quindi il dovere di parlare. Abbiamo il dovere di portare all’attenzione del Papa quello che crediamo essere, in coscienza, il crimine compiuto dai prelati che abbiamo nominato in questo libro (ed i loro collaboratori), crimine che arrecherà, in un futuro assai prossimo, gravi danni alla Chiesa ed al mondo per l’attacco che porta al Messaggio di Fatima. Abbiamo il dovere di sottoporre una petizione al Santo Padre affinché intervenga contro questo crimine e chi lo ha commesso.

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Questi signori del nulla non vogliono assolutamente il bene della Chiesa ma annunciano la fine di essa con il proporre le nuove dottrine eretiche Conciliari…

mercoledì 8 maggio 2013

Il Signore Gesù ha ordinato agli Apostoli:

“Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno”. (San Marco capitolo 16)

Quindi il comando è semplice, gli Apostoli devono fare proseliti per la salvezza delle anime di tutti i popoli. Cosa insegnano oggi, al contrario di Nostro Signore Gesù Cristo, gli eterodossi Pontefici, Cardinali Vescovi e sacerdoti totalmente impregnati del diabolico Conciliabolo Vaticano II?

L’evangelizzazione non è fare proselitismo“. Queste false affermazoni producono la morte della Chiesa missionaria istituita da Nostro Signore Gesù Cristo. Questi signori del nulla farebbero bene a costruirsi i loro ponti e buttarsi di sotto, forse qualcuno non ascolterà le loro abberazioni del Vangelo di Nostro Signore e si salverà l’anima…

http://tuttacronaca.files.wordpress.com/2013/04/papa-francesco-tuttcronaca.jpg

L’evangelizzazione non è fare proselitismo. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa alla Casa Santa Marta. Il Papa ha ribadito che il cristiano che vuole annunciare il Vangelo deve dialogare con tutti, sapendo che nessuno possiede la verità, perché la verità si riceve dall’incontro con Gesù. Alla Messa, concelebrata dal cardinale Francesco Coccopalmerio e mons. Oscar Rizzato, hanno preso parte un gruppo di dipendenti dei Servizi generali del Governatorato, della Cancelleria del Tribunale dello Stato Vaticano e della Floreria. Il servizio di Alessandro Gisotti:

I cristiani di oggi siano come Paolo che, parlando ai greci nell’Areopago, costruì ponti per annunziare il Vangelo senza condannare nessuno. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco che ha messo l’accento sull’atteggiamento “coraggioso” di Paolo che “si avvicina di più al cuore” di chi ascolta, “cerca il dialogo”. Per questo, ha osservato, l’Apostolo delle Genti fu davvero un “pontefice, costruttore di ponti” e non “costruttore di muri”. Questo, ha aggiunto, ci fa pensare all’atteggiamento che sempre deve avere un cristiano:

“Un cristiano deve annunziare Gesù Cristo in una maniera che Gesù Cristo venga accettato, ricevuto, non rifiutato. E Paolo sa che lui deve seminare questo messaggio evangelico. Lui sa che l’annunzio di Gesù Cristo non è facile, ma che non dipende da lui: lui deve fare tutto il possibile, ma l’annunzio di Gesù Cristo, l’annunzio della verità, dipende dalla Spirito Santo. Gesù ci dice nel Vangelo di oggi: ‘Quando verrà Lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità’. Paolo non dice agli ateniesi: ‘Questa è la enciclopedia della verità. Studiate questo e avrete la verità, la verità!’. No! La verità non entra in una enciclopedia. La verità è un incontro; è un incontro con la Somma verità: Gesù, la grande verità. Nessuno è padrone della verità. La verità si riceve nell’incontro”.
Ma perché Paolo ha agito così? Innanzitutto, ha affermato il Papa, perché “questo è il modo” di Gesù che “ha parlato con tutti” con i peccatori, i pubblicani, i dottori della legge. Paolo, dunque, “segue l’atteggiamento di Gesù”:

“Il cristiano che vuol portare il Vangelo deve andare per questa strada: sentire tutti! Ma adesso è un buon tempo nella vita della Chiesa: questi ultimi 50 anni, 60 anni sono un bel tempo, perché io ricordo quando bambino si sentiva nelle famiglie cattoliche, nella mia: ‘No, a casa loro non possiamo andare, perché non sono sposati per la Chiesa, eh!’. Era come una esclusione. No, non potevi andare! O perché sono socialisti o atei, non possiamo andare. Adesso – grazie a Dio – no, non si dice quello, no? Non si dice quello no? Non si dice! C’era come una difesa della fede, ma con i muri: il Signore ha fatto dei ponti. Primo: Paolo ha questo atteggiamento, perché è stato l’atteggiamento di Gesù. Secondo: Paolo è consapevole che lui deve evangelizzare, non fare proseliti”.

La Chiesa, è stata la sua riflessione citando Benedetto XVI, “non cresce nel proselitismo”, ma “cresce per attrazione, per la testimonianza, per la predicazione”. E Paolo aveva proprio questo atteggiamento: annuncia non fa proselitismo. E riesce ad agire così perché “non dubitava del suo Signore”. “I cristiani che hanno paura di fare ponti e preferiscono costruire muri – ha avvertito – sono cristiani non sicuri della propria fede, non sicuri di Gesù Cristo”. I cristiani invece, è stata la sua esortazione, facciano come Paolo e inizino “a costruire ponti e ad andare avanti”:

“Paolo ci insegna questo cammino di evangelizzare, perché lo ha fatto Gesù, perché è ben consapevole che l’evangelizzazione non è fare proselitismo: è perché è sicuro di Gesù Cristo e non ha bisogno di giustificarsi e di cercare ragioni per giustificarsi. Quando la Chiesa perde questo coraggio apostolico diventa una Chiesa ferma, una Chiesa ordinata, bella, tutto bello, ma senza fecondità, perché ha perso il coraggio di andare alle periferie, qui dove sono tante persone vittime dell’idolatria, della mondanità, del pensiero debole… tante cose. Chiediamo oggi a San Paolo che ci dia questo coraggio apostolico, questo fervore spirituale, di essere sicuri. ‘Ma, Padre, noi possiamo sbagliarci’…. ‘Avanti, se ti sbagli, ti alzi e avanti: quello è il cammino’. Quelli che non camminano per non sbagliarsi, fanno uno sbaglio più grave. Così sia”.

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30 maggio 2013 | Autore

Il governo “Alfetta “, composto dal duo Letta/Alfano, che ha sancito le “larghe intese” tra le principali forze politiche, ha salutato come un “successo” la chiusura della procedura d’infrazione per eccessivo deficit di bilancio sancita dalla Commissione Europea in questo fine Maggio 2013. Arrivata la notizia da Bruxelles, il presidente Letta ha subito dichiarato trionfante:

“ Siamo orgogliosi di questo risultato, questo è merito di tutti gli italiani e dell’azione dei precedenti governi, in particolare del governo Monti al quale va il mio personale ringraziamento. Ora rispetteremo gli obblighi europei ed il programma votato dalle Camere».

Quindi Letta “ringrazia” Monti per il risultato, per la verità lo ringraziano un po’ meno quanti italiani hanno perso il loro posto di lavoro nel corso del 2012 a causa delle politiche di austerità e tasse imposte da questo governo cosi “meritorio” : si stima che siano stati circa 1milione e 238.000 i posti di lavoro persi fino al primo trimestre del 2013, con un numero totale di oltre 5 milioni, record storico dal dopoguerra.

Ringraziamenti che sarà difficile per Monti ottenere anche dai circa 85.000 imprenditori titolari di altrettante piccole e medie aziende commerciali ed artigiane che hanno chiuso l’attività fino al primo trimestre del 2013 (dati forniti dalla CGIA di Mestre) http://www.ilmondo.it/finanza/2013-05-21/crisi-cgia-mestre-ad-oggi-perse-85-000-imprese-artigiane-commerciali_258875.shtml.

Le chiusure delle imprese sono conseguenza diretta delle stesse politiche di austerità, tagli e tasse oltre la soglia di tollerabilità che hanno determinato il crollo verticale dei consumi e il quasi totale blocco del credito da parte del sistema bancario. Fra questi piccoli imprenditori anche molti dei suicidi riscontrati nell’ultimo anno che hanno riempito le cronache ma sono stati quasi sempre oscurati dai media.

In realtà, a ben vedere, ci sarebbe poco da essere ottimisti, se si leggono le previsioni economiche per il nostro paese ,appena pubblicate dall’OCSE: il Pil previsto a -1,8% quest’anno e +0,4% nel 2014; disoccupazione rispettivamente all’11,9% e al 12,5%; deficit in calo al 3% e 2,3%, ma in aumento rispetto al Pil.

Prospettive quindi ancora nere di recessione con le conseguenze che ne derivano di chiusura di altre migliaia di aziende, perdite di posti di lavoro e delocalizzazione di impianti industriali in altri paesi meno sfavorevoli dell’Italia con conseguente perdita di tecnologia italiana di eccellenza.

C’è poi un aspetto poco enfatizzato nella comunicazione ricevuta dalla Commissione Europea e questo è rappresentato dalle “condizioni” poste da Bruxelles per la revoca della procedura di infrazione: si tratta di precise “raccomandazioni” che suonano piuttosto come direttive visto il totale stato di subordinazione di questo governo (non diversamente dagli altri) alle decisioni di Bruxelles e Francoforte. Non a caso Enrico Letta, non appena investito del mandato, si è recato a Bruxelles a prendere disposizioni dall’eurocrazia europea e dalla Merkel , altro che manifestare la “necessità di un piano per il lavoro e la crescita”, come dichiarato ufficialmente.

Le condizioni (o direttive) sono quelle di agire sull’IRPEF e sull’’IRAP per stimolare l’occupazione, recuperare gettito fiscale dalla casa e dai consumi , vale a dire mantenere l’IMU, alzare di un punto l’IVA e ridurre il sistema delle esenzioni, oltre all’invito pressante a procedere nei tagli alla spesa pubblica ed in particolare spesa sociale e sanitaria, troppo alta che il paese non può più permettersi. Quindi la Commissione Europea, per bocca del commissario Olli Rehn, insiste nel chiedere al governo italiano di aumentare le tasse sui consumi e sui patrimoni, oltre a fare le solite raccomandazioni generiche su “liberalizzazioni”, formazione, riforme amministrazione pubblica, ecc..

Questo quindi il sarà il vero programma del governo al di là dei proclami di facciata.

Possiamo prepararci quindi ad un ulteriore stretta dei consumi conseguente all’aumento dell’IVA con riduzione della capacità di spesa di una buona parte dei ceti medi e popolari che avrà le sue ricadute sul commercio, già in condizione critica, nonché sulle aziende manifatturiere che ancora sono rimaste aperte.

Non si può sottovalutare che in Italia c’è stata una crescita esponenziale delle insolvenze non soltanto delle imprese ma anche delle famiglie, espressa in utenze non pagate, bollette scadute, assicurazioni non rinnovate, rate mutui insolute, conti correnti in rosso non ripianati, ecc. Queste sono state stimate in un totale di 35 miliardi circa. L’indice delle insolvenze costituisce un altro indicatore della crescita delle difficoltà e della miseria incombente per chi perde casa e lavoro e si trova letteralmente “in mezzo ad una strada”.

Dopo la chiusura per ferie in Agosto si vedrà quante aziende saranno in grado di riaprire i battenti e ricominciare a produrre, quante invece andranno ad allungare l’elenco delle aziende chiuse con richiesta di cassa integrazione straordinaria. Questa situazione non mancherà di avere i suoi effetti anche sui conti dello Stato per il vertiginoso aumento della cassa integrazione (balzata nel 2013 al record di 365 milioni di ore con 530.000 lavoratori coinvolti) e per i mancati introiti fiscali con un effetto perverso sui conti pubblici e sul debito.

http://www.affaritaliani.it/economia/crescita-senza-freni-per-la-cassa-integrazione.html

Bisogna porsi una domanda: tutto questo interessa veramente ai signori della Commissione Europea, della BCE e delle altre Istituzioni comunitarie, quella che costituisce una vera oligarchia tecno finanziaria di personaggi come gli Olli Rehn, come i Barroso, come i Van Rompuy , Joaqin Almunia, ecc., non eletti da nessuno ma che decidono per tutti e possono determinare le politiche economiche, di bilancio, le politiche sociali, previdenziali e quant’altro era una volta di competenza dei singoli governi?

Per la verità dopo il caso eclatante della Grecia, ridotta alla miseria oltre ogni aspettativa per essersi adeguata alle direttive della CE, un caso che ha richiesto anche un interessamento ed anche una denuncia per violazione dei diritti umani da parte di un inviato dell’ONU, non sembra che i signori di Bruxelles abbiano una qualche “sensibilità” circa gli effetti che producono con le loro ricette economiche (fino ad oggi disastrose) applicate ai paesi in deficit o in disavanzo di bilancio.

Sembra piuttosto che questa oligarchia burocratica persegua delle finalità proprie che potrebbero essere quelle dell’affossamento economico e deindustrializzazione di paesi come l’Italia che potevano rappresentare un concorrente temibile per il paese leader dell’Europa, la Germania, interessato ad attrarre capitali, supremazia tecnologica, investimenti e personale specialistico a spese degli altri paesi.

Risulta fuori da ogni dubbio che la principale preoccupazione di questa oligarchia sia stata quella di salvaguardare gli interessi delle grandi banche che avevano nelle proprie casseforti i titoli pubblici dei paesi in difficoltà di bilancio e mantenere intatti i privilegi della finanza speculativa che ha avuto campo libero e libertà assoluta di movimento in Europa, realizzando grandi profitti a spese degli investimenti nell’economia reale. Qualcuno si è mai chiesto per quali interessi lavorano questi signori che siedono a Bruxelles?

Inutile chiedere chiarimenti agli esponenti della classe politica italiana, sempre protesa ad occuparsi dei propri affari e dei propri posti di governo e sottogoverno e che piuttosto nell’Europa ha sempre trovato un comodo alibi per la propria inazione ed incapacità di riformare alcunché.

Questa classe politica si manifesta in tutta la sua evidenza come incapace di tutelare l’interesse nazionale e rappresentare gli interessi reali dell’Italia come paese manifatturiero con una economia di trasformazione e di servizi, quali turismo e commercio, settori chiave per l’autosufficienza come l’agricoltura, settori sempre marginalizzati e penalizzati , con politiche realizzate a favore della crescita incontrollata delle burocrazie clientelari pubbliche, settori esposti alla concorrenza di paesi a basso costo, grazie al dogma dei “mercati aperti”, alla mercè delle grandi multinazionali, con un mercato preda delle lobby finanziarie internazionali.

Il voler seguire le politiche imposte da altri ha rappresentato per l’Italia un gravissimo scotto anche per quanto riguarda il proprio fabbisogno energetico, vedasi la rinuncia alla cooperazione con la Libia, causa le note vicende di guerra e sanzioni, vedasi la passiva adesione alle sanzioni all’Iran, quello che rappresentava un importante fornitore di energia ed un mercato di esportazione fra i più importanti per le imprese italiane.

D’altra parte l’Italia è subordinata al rispetto di una serie di trattati europei vincolanti che non consentono scelte autonome , quali il trattato di Lisbona, il Fiscal Compact, il MES (meccanismo di stabilità) e da ultimo persino il TWO Pack con il quale la CE potrà imporre modifiche alle leggi finanziarie di ogni stato, quindi la sovranità nazionale è stata già da un pezzo consegnata nelle mani dell’eurocrazia che tutto decide (con il plauso di Napolitano, un presidente che avrebbe avuto fra i suoi compiti la difesa della sovranità nazionale).

Non diversamente l’Italia, grazie all’euro,ha rinunciato anche ad avere una propria sovranità monetaria ed è costretta (ogni volta ne ha necessità) a richiedere alla BCE ed alle banche private, dietro interessi a debito, le risorse finanziarie di cui lo Stato ha necessità per pagare stipendi, pensioni, spese sociali, ecc.. Questo significa una dipendenza completa e l’impossibilità, anche se volesse, per il governo di operare con le leve macroeconomiche che qualsiasi stato sovrano possiede per orientare la propria politica. Tutto è stato consegnato all’oligarchia di Bruxelles e Francoforte e le elezioni politiche sono ormai una stanca ritualità che non rappresenta più nulla di attrattivo per i cittadini che sempre di più disertano le urne, né si potrebbe dare loro torto visto che le elezioni servono per eleggere i “camerieri” del potere ove il menù è già scritto da altri e la scelta delle portate varia tra recessione, sottosviluppo e riduzione economica.

http://finanzanostop.finanza.com/2013/05/28/two-pack-da-giugno-leuropa-potra-imporre-modifiche-su-leggi-finanziarie-di-tutti-gli-stati/

http://economia.panorama.it/UE-archivia-procedura-infrazione-italia

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