Resilienza Cattolica per la Decrescita Felice

ARCA DELLA BELLEZZA – APOSTOLATO, ARCIERI, BORGHI DI XENOBIA PER LE OPERE DEL SETTIMO GIORNO

Dal primo incontro all’approccio finalizzato alla formazione degli Apostoli degli Ultimi Tempi:

1)      Il primo incontro con l’Arca e Nostra Signora della Tenda avviene normalmente in circostanze a noi note: casualmente se si incontrano Arcieri in missione presso un luogo Santo, e/o durante un pellegrinaggio e riconoscibili per il loro caratteristico e vistoso manto, per lo scapolare e/o per l’abito; per conoscenza diretta, quando ci si avvicina incuriositi per chiedere informazioni specifiche a loro riguardo e sapendo quindi con chi si sta parlando e di cosa si sta parlando; per cooptazione se l’Arciere in una conferenza esorta ad una chiamata particolare; per vocazione, se l’Arciere chiamato o inviato in un luogo aapre il cuore a Maria e Gesù e alla battaglia per gli Ultimi Tempi; attraverso la Santa Messa, Esercizi e/o Ritiro Spirituale, il Catechismo Itinerante, la Scuola, l’insegnamento di Arti e Mestieri, l’Orto e la Dieta, Percorsi Guidati, la Vita in Tenda, i Borghi e non per ultimo le CAERP;  da considerarsi anche tutte le altre iniziative caratterizzanti a livello locale (convitto, film, recite, fiere, sagre, feste patronali, cerimonie, ecc.) ed i Pupazzi “non serviant”;

2)      Visita nei Borghi e nella Certosa di Xenobia. Xenobia è il primo luogo per capire la nuova idea di sistema Arca; dove scoprire forme di cooperazione, collaborazione, partecipazione e assimilazione con la comunità itinerante destrutturata Fondazione PRM-Arca della Bellezza per la Ricostruzione, la Rievangelizzazione e la Seconda Venuta. La Certosa si identifica con il luogo dove vive e persiste per la maggior parte dell’anno il Preposito Generale Apostolico, nonchè Reggente dei Borghi di Xenobia. In una settimana nei Borghi, a ospitalità gratuita (solo se si intende aderire al progetto) o a pensione (per sostenere il progetto), si entra in contatto con gli Arcieri e con la Compagnia di Maria – Amici di Gesù. Dopo aver appreso le modalità con cui si avvia e gestisce un Borgo si può visitare la Certosa, e soggiornare per un mese imparando a costruire le Tende. Così gli ospiti hanno la possibilità di comprendere cosa vuol dire diventare “arcieri” di Dio, e visionare il PANEL (che si trova anche su internet) di iniziative, opere, programmi in itinere a cui partecipare nelle forme più svariate. Si potrà scoprire così l’Arca della Bellezza nelle sue attività di maggior impegno: Opere di Carità, Apostolati, CAERP, Borghi di Xenobia; ma anche gli strumenti non profit per gestire i risparmi, i finanziamenti privati, gli oboli o le offerte, documentando in tempo reale come questi fondi vengono gestiti, ed i “frutti di carità” che hanno prodotto. Questo trasferimento di ricchezza sul “Fondo Arca” dà origine al progetto “Centuplico”, affidato alla Provvidenza, che sostiene gli Annunciatori della Parusìa, gli Apostoli della Bellezza, la creazione di Borghi di Xenobia, e, tramite queste missioni, Vocazioni Sacerdotali, Poveri e Ultimi che diventano i protagonisti del progetto. In questa occasione saranno rilasciati i gadget e l’equipaggiamento delle Opere del “Settimo giorno”;

3)      La Giara Simbolo delle Opere del Settimo Giorno. L’obiettivo dell’Arca della Bellezza – Istituto della Carità che opera sotto il Manto di Nostra Signora della Tenda per mostrare i Segni degli Ultimi Tempi, è indurre tutti a “Cambiare per primi sé stessi, abbandonando gli stili di Mammona per poi dedicarsi liberamente a convertire gli altri”. Nulla è possibile all’uomo se non dando l’esempio di ciò che si è rispetto a ciò che si dice. In quest’ottica tutto si fa “Bellezza” e, come diceva il poeta, “La Bellezza Salverà il Mondo”. Se è vero dunque che la Bellezza è Splendore della Verità, per sillogismo ne deriva che esiste una “interpolarità” tra Carità e Bellezza. In questo quadro si inseriscono le “Opere del Settimo Giorno”, cui siamo tutti chiamati in questa missione terrena ai fini anche della nostra Salvezza, alle quali tendono gli Arcieri e tutti gli Amici di Gesù.

La Bellezza suprema è infatti Maria. Basta contemplare e viver con Maria per comprendere quali strumenti formidabili sprigiona in Virtù, Grazie, Doni Provvidenziali. Tali Opere simboleggiano il significato dell’acqua nelle Nozze di Cana che Gesù fa riporre nelle 6 Giare dei 6 Giorni della Creazione. Lì è Dio a compiere il Miracolo, per richiesta di Maria. La 7^ Giara, la nostra, rappresenta la risposta che Gesù dà alla Madre: “Donna cosa abbiamo io e te da spartire” “Non è ancora la Mia Ora”. Maria è la Madre. La Madre di Dio ma anche di tutti noi. E’ Eva rigenerata, per i nostri tempi finali. Infatti, chi ha Maria per Madre ha Gesù per fratello. Ma, accade che l’Ora o Giorno di Gesù –come lo si vuole intendere- non è quello in cui si verifica il Miracolo, cioè il 7° quesllo destinato all’Uomo. Bensì è l’Ottavo, che indica l’infinito, ma anche la Risurrezione, la Nuova Vita, il Battesimo che è rinascita nello Spirito come Figli di Dio. Dunque, Gesù, per colpa dei nostri peccati, ha anticipato i tempi della Parusia dell’8° Giorno della Sua Gloria, con la Sua Morte e il Santo Sacrificio, transustanziandosi, per il riscatto di molti, nell’Istituzione Eucaristica e nel nostro 7° Giorno il Suo Sangue, il Vino più pregiato che ci possa essere. E lo fa prima che noi lo si possa comprendere: “Ecco io farò Nuove Tutte le Cose” fa dire a San Giovanni in Apocalisse. Quindi noi siamo in grande ritardo. Egli tornerà a giudicare quel che abbiamo aggiunto di nostro. Perché il Giorno in cui il Padre riposa, noi facciamo ben poco, non avendo ancora ben compreso a cosa siamo stati chiamati: “conPartecipare alla Creazione”. E’ ora che tutto ciò che di buono abbiamo prodotto entri nell’Arca, in Maria; che si comincino a affidare a Lei le nostre piccole croci assieme agli “ultimi”, come Egli ci chiede, con la separazione delle Opere Collettive, d’Ingegno, di Talento, di Bellezza, di Misericordia Corporale e Spirituale, di Carità, Buona Volontà, Desiderio e Testimonianza, dal Male, chiedendo a Nostra Signora della Tenda, che è Arca e Bellezza, di farsi Lei garante di questo “servizio”. Noi, tutto questo lo simboleggiamo con Scapolari e Giare e con la memoria delle Nozze di Cana. Per l’occasione, e per sensibilizzare la gente, distribuiamo cappellini, magliette e spille che rievocano il colore del Saio degli Apostoli della Parusìa e degli Arcieri, su cui sono posti i simboli dello Spirito Trasformante e del BuonGoverno sul Creato nel 7° giorno;

4)      Visite Itineranti nei Borghi di Xenobia. Queste visite itineranti sono organizzate nell’ambito dei progetti sulle “Terre Nobili”, dell’Arca della Bellezza – Gruppo d’Eccellenza “Admirabilem Scholam”. Sono organizzate in collaborazione con scuole, enti non profit, parrocchie, organizzazioni ed istituti religiosi, associazioni famigliari, ma anche fra i Gruppi di Amici dei Borghi stessi. Queste visite hanno come Prima Meta, Fatima, e come leit motiv i “Parchi Itineranti della Civiltà Cristiana”, i “Lab-Oratori Tematici deLocalizzati”, le “Redazioni Locali-Ciao Roma. Qui Resto del Mondo”, le “Film Location e la Rassegna Internazionale del Cinema Cattolico e dello Spettacolo”, la “Borsa Universale del Mediterraneo, del Turismo Itinerante e dei Piccoli Centri Europei”. In ogni sosta, costituita da Condotte e Commanderie si riceve ospitalità gratuita e degustazione di Prodotti Tipici oltre alla sosta nelle CAERP locali e “dedicate” per l’Adorazione Eucaristica ed il Rosario Perpetuo. I Borghi visitati possono essere attivi o in fase di ricostruzione, senza per questo perdere il loro fascino. Anzi in questa occasione sarà anche possibile comprare alloggi in MultiComproprietà, qualora fossero disponibili o in programma o verificare progetti finanziati;

5)      Prova e adozione del Saio degli Apostoli. La seconda fase dell’accostamento all’Arca della Bellezza è il soggiorno a Fatima, una tappa fondamentale per iniziare il cammino di iniziazione. Senza Fatima i laici non potrebbero capire la missione di Annunciatori della Parusìa e Arcieri. Per la prima volta, qui, si può indossare il Saio senza essere Apostoli e provare l’emozione di sentirsi sintonizzati nello Spirito e con la stessa energia che contraddistingue questi speciali “arcieri di Dio”. In questo contesto non è consentito però, ai visitatori, indossare anfibi e cinturone. E’ una fase di prova e di transizione per capire se c’è una chiamata. Si visitano il laboratorio o atelier dove vengono confezionati il Saio, ed altri manufatti artigianali, tra cui i “Serviant?” (pupazzi raffiguranti mansioni, missioni, mestieri degli Arcieri, utilizzati anche per allestire Presèpi domestici e di piazza). L’ABITO deve trasmettere il mistero delle Nozze di Cana. Messaggio che deve rimanere ben impresso nella mente dei “pii” visitatori. In questa occasione si conoscerà la missione di Xenobia, dei 12 Apostoli degli Ultimi Tempi, degli Arcieri, degli Annunciatori della Parusia. Sempre qui si comprenderà il significato dell’Oblazione ed i rischi che l’umanità sta correndo. Si sentirà per la prima volta parlare di Spirito Santo, di Parusìa e di Apostasia e delle Profezie che riguardano gli Ultimi Tempi. Qui si sentirà molto parlare di San Michele Arcangelo, di San Daniele, di San Paolo;

6)      Visite di Promessa nei Luoghi Santi. L’Arca della Bellezza – comunità dello Spirito Santo, dei Servi di Dio e dei Misteri della Luce, è consacrata ai Nostri Santi Protettori per la Fine dei Tempi. Ecco perché Annunciatori, Apostoli, Arcieri, Amici hanno come missione la visita nei luoghi dove li si celebrano e commemorano. Fra questi vanno considerate le Visite a: Loreto per la “Promessa del Sì allo Spirito Santo nella Fede” come fece Maria; Santo Sepolcro per la “Promessa di Speranza” nella Resurrezione; Scholam di San Paolo alla Regola per la “Promessa di Carità” nel giusto Spirito di rinnovamento; Colonia per la “Promessa di essere Guidati come accadde ai Re Magi” e portarci all’Adorazione del Corpo di Gesù; Santa Sindone per la  “Promessa di Fedeltà” al Signore della Passione, Crocifisso e Risorto; Fatima per la “Promessa di Conversione” anche alla luce delle Profezie che riguardano gli Ultimi Tempi; Santa Casa di Efeso per la “Promessa di Bellezza” per la Salvezza del mondo nella Verità; Monte Carmelo per la “Promessa del Rosario” perpetuo e salvifico; Monte Megiddon per la “Promessa di essere Vigili” con la Chiesa fino alla Parusìa; la Perdonanza di San Celestino V per la “Promessa di rimanere Umili” e poveri ma in Spirito; Monte Sant’Angelo per la “Promessa di Liberazione dal Male” con la Protezione di San Michele Arcangelo;

7)      Affiancamento per imparare a farci Carità. Questa è la fase tre del percorso iniziale, in cui si va in missione con un Annunciatore della Parusìa o Apostolo della Bellezza o Arciere per verificare gli slogan: “Liberi da Mammona per Liberare”, “La Bellezza Salverà il Mondo”, “Ecco, io farò Nuove Tutte le Cose”, “Vegliate, non sapete quando verrà l’Ora”, “Instaurare Tutto in Cristo”, “Facciamoci Carità”, “Gioite, sia sempre Festa”, “La nostra Legge è la Fratellanza”. Con questo Spirito si partecipa attivamente agli itinerari di fede, evangelizzazione e proselitismo, agli incontri con i Gruppi di Amici nelle CAERP e nelle opere come nelle missione (opera della misericordia corporale e spirituale e lavori nei Borghi di Xenobia). Fra le varie occupazioni vi è anche quella di impegnarsi nella Raccolta e Distribuzione di Cibo, Vestiti, nella Raccolta di fondi per la realizzazione di Pozzi, e non solo. Ciò anche nella speranza di ricevere Grazie e Doni soprannaturali dallo Spirito Santo;

8)      Attraversata del Deserto. E’ la quarta prova definitiva e conclusiva del percorso ed introduce al Castello Interiore. In questo momento si vivrà da soli la propria esperienza interiore che dovrebbe trasformare il nostro Ego in uno specchio per permettere a Dio di far rispecchiare, in ogni momento, il nostro spirito e la nostra anima sulla nostra coscienza. Consiste in lunghe camminate a piedi o “Vagheggiamenti” in vero e proprio spirito di sopravvivenza, senza sussidi economici, per sperimentare e tentare la Provvidenza. Si scoprirà in questa esperienza il valore del Tempo, dello Spazio, del Movimento e delle Persone, per comprendere definitivamente che la scelta decisiva è il Signore e non Mammona. In particolare, prima della “Grande Prova”, verrà spiegato, attraverso un apposito “esercizio spirituale” studiato ed elaborato dall’Arca della Bellezza su quello fondamentale di Sant’Ignazio da Loyola, come imparare ad attivare l’”occhio spirituale” attraverso la pratica santa. Nessuna “Attraversata” sarà valida senza: penitenza, purificazione, adorazione, preghiera, digiuno, riparazione e performazione a Cristo, Nostro Signore. Tutto questo precederà l”Attraversata del Deserto” di 15 giorni in cui si metteranno in pratica le nozioni apprese di Carità con le Opere di Misericordia Corporale e Spirituale. La vera scoperta sarà quando l’Apostolo apprenderà che “Farsi Carità” vuol dire essere sempre “impegnati senza tempo, senza sè, e senza ma”, e quindi PRONTI;

9)      Scelta dei Tre Bauli (Arche). Al rientro dal “Deserto” si ritorna prima a Soriano del Cimino dove raccontare e riassumere In Breve la propria esperienza, nell’ottica del perfezionamento personale e una comprensione maggiore del proprio Deserto arricchito dal confronto spirituale, anche ai fini di una ottimizzazione delle imprese e delle attività da trasmettere al Gruppo. Poi ci si trasferisce tutti insieme nella Certosa di Xenobia per il convivio di lode al Signore. In questa occasione Arcieri, Apostoli e, quindi, Pontieri, Mercedari, Annunciatori “in pectore”, indicheranno pubblicamente la propria intenzione e disponibilità di tempo (qualora si tratti anche di persone sposate, con figli o che sono vincolate a precedenti scelte). La scelta dei Tre Bauli è il cardine degli Arcieri e consiste in un tempo di Missione o Xenobiano, uno di Famiglia o Vacanza ed uno di Comunità o Comunione. In qualunque caso si dichiarerà di intestare beni, patrimoni e sostanze al coniuge e/o ai figli, che potranno disporne come crederanno. Questa regola stabilisce il legame di affetto, fiducia totale nei “cari”, e senso di responsabilità nei confronti di coloro che potrebbero non aver ancora condiviso la scelta o che devono, in sua sostituzione, farsi carico di mantenere averi e famiglia. E’ atto di amore e di carità, perché questo non appaia una fuga e perché l’altro possa comprendere più pienamente la buona fede e il modo con cui lo Spirito ci porta a fare certe scelte. I Tre Bauli sono e rappresentano il nostro tempo, le nostre stagioni, il nostro ABITO: nel primo caso si parte alla ricerca di nuove conversioni, alla volta di un apostolato tutto dedito alla rievangelizzazione, e al costante generoso impegno di carità, quale servo dei servi. Questa è la fase del reclutamento e dell’arruolamento, in cui prendiamo per mano i Cuori Tiepidi che “decidono” diversamente dal Giovane Ricco, e gli “ultimi” che accompagnamo a ripopolare i Borghi di Xenobia o a farsi Arcieri e Apostoli essi stessi; nel secondo caso si tratta di stare in famiglia, con i cari, con gli amici, in un periodo prolungato tra clima di festa e distacco dall’impegno generale e dagli impegni missionari. Si tratta di un momento di convivialità e gioia condivisa, dove l’Arciere è tutto proteso nel vivacizzare con lo stile tipico degli Amici di Gesù, che è di portatori di letizia e di speranza, come faceva Gesù quando era in compagnia dei suoi discepoli. E’ una simulazione di Emmaus e Betania; nel terzo caso si vive in comunità, portando avanti studi, orti, attività domestica e laboratoriale e si coordina -con i Magistri Viarum ed i City Cultural Manager- la ricerca di nuovi Borghi abbandonati, da recuperare; come anche si va alla ricerca di fondi con i Questuanti o a fare visita a un Borgo ancora in fase di ricostruzione, dove portare l’organizzazione e la propria professionalità, nonchè gente in visita o gli “ultimi”, conosciuti nel frattempo, o che già siano stati mondati attraverso i vari step di visite. Questo è tempo di studio, lavoro e preghiera. Dopo aver scelto questa Regola, passiamo alla fase successiva, che è inserire nei Bauli solo gli oggetti indispensabili che avremmo la cura e ci premuniremo di etichettare con i simboli ed i Marchi di Xenobia. In alternativa possiamo anche sostituire tutto l’armamentario con l’equipaggiamento di dotazione che potremo trovare comunque in ogni luogo dove risiedono Arcieri Resilienti. La scelta delle Arche (Bauli) non solo è condizione sine qua non per definirci Arcieri (Aderire all’Arca della Bellezza vuol dire essere Amici di Gesù e Amici di Xenobia, ma non necessariamente Arcieri), ma è anche l’unica forma autentica che abbiamo per comprendere se siamo realmente liberi da Mammona e quindi dai suoi lacci;

10)  Subito una Prova Pubblica e di Squadra. Dopo esser stati sotto la tensione dell’ignoto ed in pieno isolamento, senza contatto con il Padre Spirituale o con la Madre Badessa, si ritorna nel proprio paese o nella propria città. Lì si forma lo Spirito di Squadra, dove l’Arca della Bellezza dimostra tutta la sua forza organizzatrice, operatrice e di movimentazione di persone e cose. Si tratta della prima “Festa di Strada” del nostro Apostolo che invita e apre “simbolicamente” le braccia della cittadinanza a tutti: “bisognosi”, “ultimi”, “giovani”, “donne”, “anziani”, “religiosi”, “malati” nostri consulenti e la nostra gente più rara. Questa iniziativa si denomina “Nostro Pane Quotidiano”. In realtà il nostro amico o la nostra amica mentre erano in Prova, già avevano chi stava lavorando per loro, prendendo contatti con loro amici, con i concittadini ed i residenti che, coinvolti nella scelta del loro compaesano hanno dato disponibilità a portare tutti qualcosa per la migliore riuscita della festa. Quindi, indirettamente, lo stesso candidato Arciere già compie il miracolo nel suo farsi Carità ed essere tutti per gli altri, nello Spirito. E’ una giornata indimenticabile, perché dopo tanto penare è come rivivere la Prima Comunione con il Signore. E’ il momento in cui l’Istituto dell’Eucaristia si manifesta in tutta la Sua complessità: Passione, Sacrificio, ComUnione e ConDivisione;

11)  La scelta dei Gruppi di Amici di Gesù. Nel contesto del Nostro Pane Quotidiano, il candidato è assistito da una commissione per individuare: un conoscente, che si applicherà nella formazione di un Gruppo di Amici di Gesù per la fondazione di una CAERP in loco; un conoscente a cui affidare la costituzione di Redazione Locale di Ciao-Roma. Qui (nome paesino); un conoscente per la realizzazione di uno Sportello di Potenziamento Ciao-Roma Educational nelle scuole; un conoscente per il coordinamento dei Lab’Oratori Tematici nelle parrocchie; un conoscente per la creazione di un Gruppo d’Eccellenza –“Admirabilem Scholam” locale. Se sussistono le condizioni per la promozione di valori ed emergenze etnico-antropologiche, archeologiche, agroalimentari, culturali, ambientali, tecnologiche, industria-archeologiche, geologiche, bioecologiche, agricole, energetiche e naturalistiche, si consiglierà la scelta anche di un conoscente per la realizzazione di un Dipartimento Tematico per l’Alta Scuola di Specializzazione per l’Ecostenibilità del Territorio, attraverso la quale sarà possibile istituire le figure del City Cultural Manager (capomastro) e del Magister Viarum (magistratura del territorio per la compatibilità ambientale dello sviluppo) da affiancare nella ricostruzione, valorizzazione e riqualificazione dei Borghi di Xenobia;

12)  La Costituzione delle Cappellette di Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo. Ogni CAERP avrà nel Tabernacolo le particole del Corpus Domini consacrate da presbiteri che saranno stati formati per l’occasione dagli Apostoli degli Ultimi Tempi. Assieme all’atto sacerdotale, essi benediranno, con rito, anche la Cera della Candele Benedette. Le CAERP, per poter funzionare hanno bisogno di 250/350 Amici di Gesù. Intorno a questo Gruppo di Amici di Gesù si costituisce una vera e propria comunità nella logica Benedettina dell’ORA ET LABORA, dove lo stesso lavoro diventa preghiera al Signore. Lo scopo delle CAERP è venerare e adorare il Signore 24 ore su 24 senza mai lasciarlo solo, pure in previsione dei Tempi Ultimi che preannunciano l’Apostasìa, la Grande Tribolazione e la Parusìa. Questo è possibile attraverso turni (ogni dieci giorni) di un’ora a persona. Nel caso dell’Arca della Bellezza, viene introdotta anche la recita del Rosario Perpetuo, con l’introduzione di una 5^ cinquina data dai nuovi Misteri dello Spirito (La Visita dei Magi; Il Sermone della Montagna e il Giovane Ricco; Il Cieco di Gerico e la Luce; Il Figliol Prodigo e la Vigna del Padre; Il Matrimonio del Figlio e l’Abito). La forza dei Borghi di Xenobia e degli Apostoli della Parusìa e della Bellezza sta, dunque, proprio nel riunire tutti i gruppi di preghiera, sotto la denominazione di Amici di Gesù, intorno ad un unico modello di CAERP che, attraverso i mille rivoli fa convogliare l’attenzione delle vaie comunità umane nelle scuole di Carità, nelle parrocchie di Carità, nelle famiglie di Carità, negli ordini, istituti, enti e nelle case religiose di Carità, nelle località di Carità, che hanno già adottato una domus ecclesiae, che hanno saputo creare condotte per l’ospitalità gratuita, che avranno aperto negozi EcoTUr GLocal Service, che si saranno sapute trasformare in un Borgo di Xenobia. Tutto questo sarà il segnale che nella gente vive il giusto Spirito. E forse anche grazie a questo sarà possibile accrescere la speranza nella salvezza dei Tiepidi per l’occasione trasformati in Cuori Caldi, capaci di affrontare con giusta serenità nello Spirito di Dio le avversità, ma anche accogliere con pianto pneumatico il Signore quando tornerà per Instaurare Tutto in Cristo;

13)  La Vestizione come Unico Corpo Missionario. Un Arciere vuol dire 144.000 Apostoli. Un Apostolo vuol dire Piccolo Resto. Fede vuol dire Dogma conservato in Portogallo a Fatima. Il messaggio deve passare chiaro. Chi vede anche un solo Arciere in giro per il mondo deve pensare e sapere che non è mai solo. Che lui è lì per “anticipare qualcosa”. In lui vive, gioisce, partecipa lo Spirito Santo trasformante e vivificante. Dunque la Vestizione è il momento culminante di un percorso di difficoltà, ma anche di sorprese e di gioie. Il Saio è vanto e onore dell’Arciere e dell’intera ‘comunità’ dell’Arca della Bellezza, seconda sola alla missione dei 12 Apostoli. La “Cerimonia di Vestizione” avviene a Roma nella chiesa di San Paolo alla Regola, da dove il Santo mandava le sue Lettere. L’Apostolo delle Genti, che rivive negli Apostoli della Parusìa, si carica sulle spalle una responsabilità enorme: quella di aiutare a riconoscere la Luce di Cristo nei momenti critici della Grande Tribolazione, quando Satana tenterà l’assalto finale (senza riuscire a prevalere). Dietro ogni Annunciatore della Parusìa c’è dunque San Paolo, e dietro ogni Apostolo della Bellezza c’è San Benedetto. Entrambe gli Apostoli si identificano in una persona. In quanto Carità e Bellezza salveranno il mondo. La Vestizione a(de)bito sarà anch’essa un atto di donazione. I più anziani degli Apostoli e degli Arcieri cederanno il loro abito ai “neofiti”. In questa fase avviene contestualmente la “Consacrazione” dell’Apostolo e dell’Arciere e l’”Ufficializzazione” del nuovo Gruppo nell’ambito della Compagnia degli Amici di Gesù. Sarà quindi inserita in elenco la nuova CAERP con il nome del Santo Protettore di riferimento, fra quelli ancora disponibili;

14)  La preparazione per il Giuramento. Dopo la scelta dei Tre Bauli, la Festa in Piazza e la Vestizione, prima di effettuare il grande passo del Giuramento degli Arcieri, tanto agoniato, si effettua un corso preparatorio per le mansioni legate all’organizzazione di “Reti di Guardiani”, appositamente  elaborata dall’Arca della Bellezza attraverso il proprio Centro per l’Eccellenza di Condotte e Presidi o Centro Sindacale Studi Progetto EcoTUr, su cui potranno contare l’Annunciatore della Parusìa, l’Apostolo della Bellezza, l’Arciere Pontiere-Mercedario. Questo per facilitare la loro missione, la canalizzazione delle idee, delle forze lavoro, ma anche per consentire di intercettare nuove vocazioni, essere assistiti nelle scelte e nella ricerca delle risorse economiche e materiali, senza mai trascurare la missione principale della evangelizzazione. Ogni Apostolo deve conoscere e comprendere in che modo relazionarsi con la Casa Madre ovunque egli si trovi, e come individuare sul territorio il Presidio dei Guardiani. Questo corso aiuta anche a proporsi alla gente con uno stile tipico dell’Arca della Bellezza. La Scuola di Formazione può coincidere con il Seminario di Fatima;

15)  La conferma del Sì a Loreto. Dopo la Vestizione, alla prima sessione utile (ripetizione ogni 25 marzo), davanti a Nostra Signora, nella Santa Casa, avverrà la “Cerimonia di Rito” della conferma del Sì. E’ una cerimonia solenne in cui partecipa il Vescovo o Protettore Apostolico dell’Arca della Bellezza. Il nostro SI’ vuole essere la dimostrazione inequivocabile di come siamo grati tutti a Nostra Signora di aver saputo rispondere affermativamente all’Arcangelo Gabriele che gli annunciava l’Incarnazione dello Spirito Santo nel suo grembo e che da lì a poco sarebbe nato Gesù. In questo momento all’Apostolo gli si svela il significato del nome dell’Arca della Bellezza. Lui si accorge di essere dentro l’Arca della Salvezza, nella Santa Casa in cui Dio, per mezzo dell’Angelo annunciò la Sua I^ Parusìa o Incarnazione. Dunque l’Apostolo comprenderà che lui è lì per essere preposto alla difesa della Casa di Nazareth e per poter, da lì, portare il messaggio al mondo della I^ Parusìa o Avvento, come enuncia San Giovanni (In Principio Erat Verbum+Et Verbum Erat Apud Deum+Et Deus Erat Verbum+Et Verbum Caro Factum Est Et Habitavit in Nobis) e della II^ Parusìa di Nostro Signore (E Verrà a Giudicare i Vivi ed i Morti). In primis, dunque, avanzeranno per la conferma del SI’ gli Apostoli della Parusìa e della Bellezza che si protrarranno ai piedi di Maria Bellissima; e quindi, uno ad uno i Gruppi di Amici di Gesù che converranno tutti insieme in date preordinate dall’Arca della Bellezza. Per quei giorni sarà organizzata una festa in piazza, e l’ospitalità, per tutti nella Casa Accoglienza di Loreto;

16)   La Verità vi farà Liberi. Da questo momento Annunciatori, Apostoli e gli Arcieri Pontieri-Mercedari verranno lasciati liberi di andare in ogni dove a convertire e rievangelizzare secondo il carisma de l’Arca della Bellezza. In ogni luogo dove non sia mai arrivato nessun Apostolo e nemmeno sia stata realizzata una CAERP o un Borgo di Xenobia, essi fonderanno un Priorato e stabiliranno una linea diretta con la sede della Certosa di Xenobia, per ogni genere di supporto logistico e organizzativo.

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TEST: PIU’ VITA SENZA MAMMONA. RAFFORZARE LA NOSTRA ADESIONE ALLA VIGNA CON LE TRE ARCHE (BAULI)

I vantaggi di smettere di seguire Mammona sono tanto più grandi, quanto prima si verificherà di averla lasciata alle spalle. Per comprendere questo basterà vedere la facilità con cui riusciamo ad accostarci alla Regola delle Tre Arche, che sono i valori caratteristici su cui si basa l’intera attività degli Arcieri: Tempo, Carità, Vigna del Signore.

 Scopri, come tornare alla Vita, come ottenere ciò nei 15 passi illustrati agli Arcieri per abbandonare Mammona e abbracciare Gesù il Salvatore, che è Via, Verità e Vita. Scopri come ritrovare il tuo tempo nella Vigna del Signore.

–          Effetto nefasto di Mammona sulla salute dell’anima, sul tempo e sulle attività quotidiane

–          Valutazione del tuo grado di dipendenza, nonostante tu lo voglia escludere dal tuo tempo

–          Benefici per te e per gli altri nell’essere veramente “liberi”, con tempo e al servizio della Vigna

–          15 passi per smettere di appartenere a Mammona e indossare l’Abito delle Tre Arche

Inoltre, riprenditi davvero la tua vita…

…per avere Più Tempo Vita e Più Vita e coltivare quella Eterna

Lasciare Mammona non è, normalmente, una scelta facile

Solo una piccolissima percentuale di “pertinaci” in Mammona è capace di mantenere livelli bassi di dipendenza e rarissimamente evitarne la schiavitù. Noi tenteremo qui di accompagnarti fino a portarti a lasciare con convinzione e facilità le strutture di peccato e le matrici di interdipendenza micidiale e cruciale di cui Mammona è capace, e che oggi minano la tua propria esistenza, attualmente lontana, tuo malgrado, -e nonostante la tua ostinazione a credere il contrario- dalla “Via”, dalla “Verità” e dalla “Vita”. Infatti, nonostante una grandissima maggioranza di persone come te ravvede in essa (Mammona) un pericolo vero per il nostro l’amore verso Dio, la perseveranza verso le cose giuste, il tempo di dedizione verso gli altri e la ricerca della propria autonomia per la propria insostituibile indipendenza, autodeterminazione, salute e crescita morale, sociale, civile, personale, spirituale, poi al dunque percepiscono di non essere davvero libere come credevano di essere. Quasi tutti i cittadini del mondo, prima ancora che gli “esuli”, pertanto, pur ravvedendone un pericolo mortale per la salvezza dell’anima, hanno serie difficoltà ad abbandonare molte delle abitudini che da essa dipendono e ad essa di abbarbicano. Perché?

In questa situazione esistono oggi diversi avvalli sul piano delle usanze, di natura comportamentale o farmacologica che invece di aiutare le persone ad uscire da stati acuti di dipendenza del denaro, della moda, del gioco, delle paure, delle tecnologie, non fanno che acutizzare i processi degenerativi di depressione e di-sperazione nel futuro.

Il problema, infatti, per cui non ci si riesce ad allontanare da Mammona e dalle conseguenze psicologiche, culturali, sociali e materiali, e del perché nessuna religione, interesse o appoggio farmacologico o terapeutico è efficace di far fronte a tanto malessere è perché nessuno è sufficientemente motivato a mettere in pratica la propria decisione.

Quali gli effetti di Mammona sulla nostra anima

Mammona contiene un numero infinito di richiami alla autonomia materiale, data prevalentemente da scambio denaro/tempo, con cui si crede di poter amministrare tutto: tempo residuo, libertà, acquisti, conoscenza e  controllo di ciò che gli è direttamente riconducibile, senso acuto del possesso, proprie sicurezze, qualità, efficienza, persone, dipendenti, proprietà, amanti, idee, pensieri, sogni, sesso molti dei quali con effetti negativi, degenerativi e violenti sulla morale, contro il prossimo, contro la natura, contro la cosa pubblica, contro il bene comune, contro la bellezza, contro il buon governo delle cose create, contro le identità locali forti di economie ad alto valore aggiunto… e prima di tutto contro Dio.

Nell’apparentamento con Mammona, Gesù ci insegna a riconoscere attraverso il discernimento tutte le cause della nostra disgrazia spirituale, non potendo servire il Signore che Salva e la padrona che uccide contemporaneamente. Molti dei frutti velenosi di Mammona spuntano quando meno ce lo aspettiamo, a volte troppo tardi, quando ne siamo “intortati fino alla morte”, quando si pensa, anzi, di aver finalmente raggiunto gli obiettivi, ma anche quando abbiamo compromesso tutto, o quasi tutto di noi stessi. Di sicuro non esistono modi per dire di averla evitata.

Per questo Mammona potrebbe essere paragonata al pari di una droga, la più subdola e la meno comprensibile come tale, con proprietà psico-attive, socio-culturali, politiche, economiche e persino religiose, lì dove la si eleva su ogni ragionevolezza, divinità, buon senso. Ma nessuno dirà mai che Mammona occupa il primo posto nella propria vita, pur se poi sono pochi a dimostrarci realmente cosa o chi occupa il primo posto, avendo prima però sempre da sbrigare una faccenda direttamente riconducibile a Mammona. Credete forse che servire Gesù, Maria, la Chiesa, il Prossimo, gli altri possa avere a che fare minimamente con Mammona? Ecco che Mammona passa dall’inganno che la sacralità della Vita possa convivere e anzi passare dall’ordinarietà quotidiana, e non dallo utilizzo che diamo del nostro tempo nel momento in cui ci è chiesto di essere pronti a metterlo “subito” al servizio di Altri. E che per la qual mancanza di disponibilità ci rendiamo subdolamente responsabili “negativamente” proprio per la dipendenza dell’essere “tutti” strutturati in Mammona, come scelta sociale moderna del vivere. Che è: crescere nello spreco, studiare e acquisire titoli, lavorare per formarsi un curriculum, aprire un conto in banca, comprare la macchina ed ogni bene di consumo “attingibile” anche attraverso rateizzazioni che ipotechino il futuro, sposarsi (il culto non importa) come status symbol, avere “un” figlio da viziare, accendere mutuo per comprare la casa, il negozio, la licenza, il garage, lo stabilimento, programmare vacanze, andare in palestra e al ristorante con amici, frequentare persone prevalentemente legate al nostro lavoro, ai nostri interessi e alle nostre ambizioni, puntare ad un sistema pensionistico e a formule integrative, farsi l’amante, considerare il divorzio come forma  conclusiva dell’amore e se non si sono raggiunti  gli obiettivi prefissati, crearsi rendite, ingannare gli altri e mentire a se stessi, ecc., ecc., ecc..

Questa dipendenza è di natura sociale, pseudo religiosa, miticondriale, psico attitudinale, pseudometafisica, legata e strutturata in buona parte alla paura di rimanere soli e morire senza aver concluso nulla per cui sia valsa la pena vivere, di non avere nulla che possa un giorno identificarsi con l’idea che abbiano di noi, di non essere riconosciuti dagli altri per quello che vorremmo essere e apparire, per il timore di non avere potere sufficiente da esercitare sugli altri, per la paura atavica di non avere nessuno che ci ricordi e nulla a cui associare la nostra memoria in terra.

Quando si vive in questo stato di interdipendenza con Mammona, attraverso le mille articolazioni della paura, che fungono da nicotina, possono emergono diversi sintomi: difficoltà di ascolto, di concentrazione, insonnia, ansia, fuga dalla realtà, stress, distrazione, irritabilità, prepotenza, aumento dell’appetito, sindromi compulsive (esigenza di fare compere, di spendere, di consumare qualsiasi cosa, di essere indotti ad assumere droghe leggere e pesanti), aggressività. Dallo altro lato, appena questi impulsi vengono appagati, il cervello manda un segnale di soddisfazione in pochi secondi, riproporzionando lo stimolo dei centri cerebrali relazionati con il piacere, che porta la ripetizione del gesto, di ricominciare o continuare ad accumulare oggetti e percorsi con cui queste cose possono essere prese.

Una volta instaurata la dipendenza da Mammona e quindi il principio di causa-effetti o psico-ficico con l’oggetto del desiderio e del piacere, mantenersi ai bordi delle strutture di peccato torna ad essere una forma di rassicurazione, un gesto compulsivo meccanico, come un binbo attaccato alla gonna o al seno della madre, da cui molti, impigriti e assai indeboliti, siano esse persone o popoli di culto religioso (si pensi anche agli indiani delle riserve e ai nativi di altri emisferi conquistati dalle civilizzazioni avanzate), laici, atei, pagani, uomini-donne istruiti, cittadini, operai e dipendenti hanno seria difficoltà a liberarsene obiettivamente, persino quando in un momento di sana lucidità cominciano ad avvertire la manifestazione dei problemi da questa situazione derivanti, frutto di un insuccesso, di un elevato grado di immaturità, di indebitamento inarrestabile, di dipendenza irreversibile/ossessivo di desideri affatto realizzabili, del fallimento di una vita a inseguire sogno irrealizzabili, della perdita totale dei valori veri della vita, dell’abbandono del necessario a vantaggio del superfluo, della diagnosi di una malattia grave e non curabile.

Allora direte a voi stessi che l’ideale sarebbe stato non cominciare mai questa corsa… Col senno del poi!

Valutazione del grado di dipendenza da Mammona

Soffermiamoci un attimo a ragionare attentamente. Chi può volerci veramente bene, Colui che Salva o chi ci inganna deliberatamente con promesse irraggiungibili di cose a noi inutili e al quale concediamo la maggior parte del nostro tempo e delle nostre attenzioni? Come non pensare che esiste una scienza elaborata su misura per impedire che si venga a conoscenza della verità gratuita dell’universo creato; che la propaganda altri non è che uno strumento di marketing con cui un gruppo di potentati economico-finanziari e non solo, a capo del mondo, deliberatamente intende minare le nostre capacità di scelta e discernimento, portandola nella direzione su cui vogliono indirizzare la nostra attenzione, il nostro impegno, la nostra adesione ferma e convinta e non la ricerca del nostro bene supremo; che dietro ogni azione sociale c’è l’interesse verticale di una serie di attori più o meno consapevoli che mantengono in piedi la piramide in cambio di promesse, pronti a programmare, nei vari livelli di coinvolgimento, tutto cio che riguarda la nostra vita? Pensate solo a quante cose dipendono dall’industria petrol-chimica, quanti i loro derivati: guerre, governi, leggi, combustibili, platiche, farmaci, industrie delle auto, strade ed autostrade, ogni forma di energia (anche l’alternativa oggi fa capo a loro), petrol-dollari, narco-dollari, l’industria agroalimentare, (pesticidi, fertilizzanti, ogm, la grande distribuzione), l’industria bellica e persino la industria cinematografica madre di tutte le propagande perchè condiziona il nostro vivere ed il nostro sentire. Non voler credere che le oligarchie mondiali, con i loro sistemi di controllo di popolazioni hanno interessi diretti su di loro con la moda, le pubblicità, la tv ed i media, le banche, le assicurazioni, i consigli per gli acquisti, e quindi con le matrici sanitarie, energetiche, alimentari, educative, formative, monetarie… significa essere ingenui, sprovveduti o persino in mala fede oltre che totalmente dipendenti dalla madre di tutte le aberrazioni, che è Mammona.

L’importanza che dài a uno qualsiasi di questi sistemi, senza esserti posto mai la domanda di quanto possa incidere negativamente e fortemente sulle tue abitudini e consuetudini e sull’idea che hai del mondo e della loro reale efficacia e del tuo livello di schiavitù di volerle a qualunque costo acquisire e avere, associata alla quantità di tempo che hai perso o ceduto per ottenere la “moneta” di scambio, è già un buon indicatore del tuo grado di dipendenza.

Normalmente i servi ideali di Mammona, già pensano a come operare per lei nei primi trenta minuti dal risveglio e sono pronti a farsi indottrinare dal primo anchormar di turno, dalla TV, dai giornali, dalle pubblicità, dalla vicina di casa, sull’autobus, sul treno, a scuola, sul posto di lavoro, alla radio, in internet ed in ogni altro angolo del mondo.

Un’altra forma rapida e semplice di verificare il tuo grado di dipendenza fisica a Mammona corrisponde a questo piccolo test: 1) quanto tempo al giorno decichi a parlare di soldi, lavoro a controllare il tuo conto in banca o i soldi nel portafogli? 2) quanti acquisti effettui in una giornata e/o quanto tempo passi davanti alle vetrine dei negozi? 3) quanto tempo dopo esserti svegliato/a accendi la televisione o il computer? 4) è più difficile per te trovare tempo a guardare una bella macchina, una barca, una moto, un bene di consumo quando vai di corsa, o a rivolgere un pensiero ad un disperato? 5) quante volte arrivi in ritardo sul posto di lavoro, ad un appuntamento, negli incontri importanti della giornata a casa ed in famiglia? 6) quanto tempo dedichi alla riflessione, al silenzio, alla tua anima, e alla vita spirituale? 7) riesci più facilmente a trovare tempo per fare dello sport e per andare in palestra o per la tua formazione spirituale? 8) I tuoi viaggi sono solo di piacere per recuperare il tempo perso ed il riposo o riesci anche a trovare tempo per passeggiate, incontri culturali, ferie in famiglia e con gli amici quando sei al massimo delle tue energie? 9) quale è l’impegno che per mancanza tempo avresti più difficoltà a rinunciare? 10) quanti soldi guadagni al giorno, quanto tempo impegni rispetto alle reali necessità e poi quanti soldi spendi? 11) riesci a guadagnare a sufficienza per far fronte a tutti i progetti o sei stato costretto/a ad accendere un mutuo o un sistema di rateizzazione ipotecando il tuo tempo? 12) le sindromi compulsive (gli acquisti ed i passeggi dentro i grandi negozi commerciali) sono più frequenti dopo una crisi, momenti di ansia, stress da lavoro, nei momenti sereni in famiglia o dopo  meditazione o alleggerimento psicologico dato da una lettura o una compagnia edificatrice? 13) quante volte sei entrato in un supermarket per comprare una cosa sola e, approfittando di quel tempo, ne sei uscito/a con il carrello quasi pieno? 14) quanto credi che la realtà delle cose sia basata più sul bombardamento dei media, sulla tua mancanza di tempo per rielaborarla che sui tuoi reali interessi? 15) quando hai finalmente un pò di tempo, quali sono i primi pensieri al risveglio, nel letto, e l’ultimo la sera, prima di coricarti?

Buone ragioni per smettere di seguire Mammona

I rischi per la tua salute spirituale, ma anche per l’affermazione dell’autostima, dipendono dalla quantità di tempo e di attività che gli dedichi nell’arco della giornata, fosse solo mentale, emotiva e celebrale. Mammona vive anche di sole attenzioni, desideri e programmi giornalieri. Un fiasco per Mammona vale quasi il doppio di una operazione andata a buon fine. Se poi moltiplichiamo l’intero progetto di una vita legato a questo “inganno” il risultato è deleterio e pressochè irreversibile. E non solo per impegni, cambiali, debiti, compromessi, giuramenti, rivincite, scommesse, contratti disseminati qua e là, ma soprattutto per i mille lacci, laccioli, corde, cordoni, lucchetti, catene, casseforti, con cui ci siamo legati a doppia mandata e da cui finiamo inevitabilmente per dipendere. E se a queste trappole micidiali, sommiamo, poi, eventuali processi a carico, arresti, incidenti, conti con la giustizia, pignoramenti, ipoteche, malattie gravi, guerre, divorzi con famiglia a carico, lavori non remunerati, disgrazie familiari, furti/rapine, catastrofi, investimenti, tradimenti, rapimenti, violenze e stupri, abusi, inganni affettivi rischiamo non solo di non uscirne più, ma nemmeno di capire da che parte andare per cercare un barlume di speranza e di soluzione.

Lasciare Mammona porta benefici immediati a medio/lungo termine

. trascorse 8 ore di totale astinenza dal mondo e dalle sue “spirali”, i livelli di attrazione diminuiscono ed il tempo libero aumenta. Resta però il grande vuoto, che deve essere colmato in qualche modo con risorse valoriali e nella maggior parte dei casi sconosciute. Quindi, con le quali non si hanno confidenza e vanno apprese con il tempo (che nella maggior parte dei casi nessuno ha più. Primo grande successo di Mammona)

. trascorse 72 ore si sviluppano nuovi interessi, si comincia a dare valore al tempo ritrovato, si apprezzano nuove amicizie e ci si presta all’ascolto di cose nuove (musica classica, lezioni di filosofia, omelie dall’altare, ecc.).

. graduatamente si sentirà sempre più l’esigenza di strutturare diversamente la propria vita, andando alla ricerca del tempo lento con altre persone che condividono situazioni analoghe e soprattutto con chi ha già avviato un percorso, formando una coscienza di gruppo performata al Signore. Ci sarà una miglioria nello stato dell’umore, nel fisico, nella igiene mentale ed una predisposizione a pensare in maniera limpida e collettiva al bene comune.

. a questo punto ci si sente con più energia, più tempo per tutto e con un buon stato generale di salute, riscoprendo il proprio talento e valorizzando le proprie esperienze al servizio di una nuova forma di vita, impegnata e di servizio.

. scoprirai come il denaro accumulato può essere utilizzato diversamente per il bene proprio e degli altri, e che in sua assenza, sono poche le occasioni in cui rimpiangi di non averne e che puoi comunque provvedere altrimenti.

A medio termine, i vantaggi per la tua salute si traducono in:

. minor necessità di spendere e accumulare denaro e maggior controllo del tuo tempo, che è unico e irrepetibile.

. capacità di prendere appunti e segnare le cose da fare, senza mai spingerti oltre o lasciarti condizionare.

. migliore stato di salute e qualità del tempo libero, una risorsa che puoi apprezzare solo quando è disponibile.

. diminuzione del rischio di sottostare a strutture di peccato, alle matrici industriali velenose e invadenti.

. diminuzione di forme di abuso, dell’uso di droghe e di consumo smodato e incontrollato di beni non necessari.

I dipendenti di Mammona che abbandonano questo stato prima dei 50 anni di età riducono in 15 anni del 50%, il rischio di tardare l’adesione ai nuovi precetti di vita da noi proposti rispetto a coloro che continuano a permanervi.

Dopo un anno di astinenza da Mammona e dalle sue logiche perverse e approfittatrici, il rischio di rimanere fuori la comunione con Gesù si riduce del 50% rispetto a coloro che continuano a mantenersi aderenti ai sistemi macro e microeconomici del sistema mondialista attuale. Dopo 15 anni di astinenza da Mammona il rischio di avere l’anima corrotta è uguale a chi si è mantenuto sempre fedele alla tradizione autentica della Chiesa preunitaria e preconciliare e che ha lo stesso sesso e la stessa età.

La prognosi ed il recupero dei “figli della perdizione” e dei seguaci di Mammona, così come dei figli di Dio che desiderino di essere totalmente nella Vigna del Signore è notoriamente migliore fra i seguaci che con “cuore ardente” lasciano di farsi ammaliare dalle chimere e dalle sirene del mondo, con aumento del tasso di sopravvivenza spirituale e di impegno e opere.

Tra i 5 ed i 15 anni di astinenza dal rischio di essere strutturati alle matrici di Mammona e lontani da Dio, la possibilità di essere simili ai “cuori ardenti” è pressochè identica.

Tenersi fuori dalle strutture del mondo e da Mammona per “farsi carità”, riduce i sintomi da astinenza, da sindromi e crisi compulsive, dal seguire gli stereotipi, i clique, gli stili consumistici, i concetti normalizzatori, la corsa verso il successo, le ambizioni, la prepotenza, la ricerca di nuove esperienze e nuovi obiettivi sociali.

Anche la prospettiva di una società che avanza verso il baratro, comincia a invertire la sua progressiva crisi con una reazione perspicace, autentica, condivisa ed esportabile. Dopo 5 anni di astinenza da Mammona infatti, diminuisce a metà il rischio di dipendenza verificato tra chi continua a perseverare nell’errore. A mano a mano che il tempo di astinenza aumenta, il rischio va diminuendo.

Il rischio di coltivare in seno altri vizi va anche questo diminuendo con il passare del tempo.

Smettere di seguire Mammona ha benefici per te stesso, ma anche per gli altri

Bambini e giovani imparano a accettare e venerare Mammona osservando, per imitazione, le abitudini degli adulti.

Lasciare Mammona per altro stile di vita, così come insegnatoci da Gesù nel Vangelo contribuisce affinchè i bambini ed i giovani mai adottino questa consuetudine, che impareranno a distinguere fra le droghe peggiori e subdole.

In tal senso dobbiamo essere esempio per gli altri, a cominciare da noi che siamo Arcieri Resilienti, e contribuire a ridurre anche l’esposizione involontaria a Mammona e alle sue matrici o strutture di peccato, evitando così di essere anche deliberatamente loro seguaci pertinaci che contaminano l’ambiente e la società umana moderna.

Nel caso in cui si desideri servire Dio, la Chiesa ed il prossimo, o nel caso in cui si creda già di servire come cristiani, si smetta di sostenere, foraggiare, adorare, testimoniare Mammona, riducendo al massimo i punti di contatto e tutto ciò che nella vita ci avvicina a lei e alle sue strutture. Un esempio può essere quello di “migliorare facendo”, senza farsi investire dell’idea che solo comprando o spendendo si possano portare migliorie e abbellimenti ad arte.

Nella propria vita domestica, con i figli e anche con i parenti più lontani, usate forme di carità, di scambio di merce e servizi, di dono gratuito di tempo, oggetti, vestiti che non usate più, ricette culinarie o prodotti agricoli, conserve, e esercitate il baratto, se serve. Mostratevi quanto più potete lontano dalle forme di vita riconducibili a quella strutturate in Mammona che tu hai saputo riconoscere e che denunci pericolose per l’anima e la conversione.

Prepararsi per smettere di vivere ‘in’ e ‘per’ Mammona

Lasciare di sottostare alle rigide, severe, soffocanti ed inebrianti regole di Mammona, da un momento all’altro può essere difficile. Soprattutto se conosci o hanno fatto sì che conoscessi solo questo modo di vivere, e se così sei stato educato a ragionare. Per questo, al fine di facilitare questo processo devi prepararti, adottando alcune misure che ti aiuteranno a superare i sintomi provocati dall’astinenza dalle droghe sociali del consumismo, dell’accumulo di denaro, del cibo confezionato e adulterato, delle medicine, dell’energia, degli strumenti di informazione e comunicazione (nessuno escluso), ecc.. con minor sofferenza. Aumentando così le possibilità di successo.

La motivazione personale è essenziale, e per questo noi stiamo compiendo enormi sforzi proponendo “abiti” prima  che abitudini, conformi al nostro spirito, per preparare poi all’idea dei borghi, al senso dell’accoglienza, alla vita fra gruppi familiari, alla partecipazione attiva ad ogni singolo processo sociale, alla frequentazione dei luoghi santi, di preghiera e meditazione, alla economia della conoscenza e frequentazione di centri e laboratori professionali, artigianali e di lavorazione dei prodotti della terra, dei campi, degli allevamenti, e lo sviluppo di tutto ciò che sia coerente con l’amore che abbiamo per Gesù e Maria e per la Santa Madre Chiesa. Un ritorno al futuro, ci verrebbe da dire, pensando a tutto ciò che nel passato dava l’apporto per una sana conduzione di vita collettiva e famigliare. Un’idea che noi abbiamo sintetizzato nella regola dei Tre Archi, fondata sulla gestione coscienziosa del tempo.

Fra gli obiettivi che ognuno di noi deve darsi è quello di rinforzare, con l’aiuto degli Arcieri, i motivi per lasciare Mammona e le tecniche di persuasione a lei associate, che sono tante. Prepararsi per un mutamento è il secondo passo, e non deve passare per un “convincimento” mentale, ma per una “conversione” spirituale, essendo questo progetto di Dio una “vocazione” vera e propria. Non si può infatti lasciare Mammona se non accostandosi a Gesù, il Nostro Unico vero Signore e Salvatore. Ogni convincimento a cambiare, che non sia una vera “chiamata” dall’Alto, in Grazia e Prontezza, è solo un palliativo destinato a rientrare in poco tempo e con maggiori oneri.

Quello che infatti suggeriamo è innanzitutto mettersi all’ascolto di Dio (Trinità) per conoscere meglio le proprie abitudini, la propria indole e la propria condizione sociale e famigliare. Chi è sposato ed ha figli, ad esempio, non può prendere e lasciare tutto e tutti: esistono responsabilità civili e religiose che vanno onorate e caso mai assistite e aiutate a raggiungere nel migliore dei mondi, senza mancare di essere poste loro stesse al servizio si Dio e non di Mammona. In questo la comunità degli Arcieri, l’Arca della Bellezza, può molto, essendo preparata con i Pontieri, i Mercedari e i Questuanti a accogliere chiunque giaccia in stato di usura, dipendenza, depressione, malattia da lavoro usurante e tristezza spirituale.

Tra le prime forme si assistenza e salute, gli Arcieri cercano di insegnare i modi di confrontarsi con lo stress. Serve l’appoggio della famiglia, degli amici, dei colleghi di lavoro e se non fosse sufficiente, sono gli Arcieri stessi ad organizzare incontri e a spiegare come ciò può avvenire. Ma per prima cosa, aiutàti con la meditazione e sii un umile penitente e ricorrente del Rosario. Quando passeggi da solo, medita sui Misteri. Preparati al rischio di una ricaduta. E nel caso di ricaduta, non ti disperare e non arrenderti. Impara con l’esperienza e prepararti meglio per il prossimo tentativo. Noi siamo qui anche per questo. Conosciamo i problemi e siamo formati per superarli e vincerli.

Quindici (15) passi per lasciare definitivamente Mammona e le sue Matrici

1 – La motivazione è il primo passo. Fai una lista di motivi che, per te, giustificano la tua decisione di stare e mantenerti lontano da Mammona

Esempio per una buona lista. Risparmierai denaro e con i tempi di crisi che corrono, non è male; sarai più sereno e disteso; la mattina, al risveglio, non dovrai cominciare a correre di qua e di là; potrai sempre contare su buone amicizie e trascorrervi del tempo conversando di argomenti sani e costruttivi; ritornerai ad apprezzare il cibo sano e genuino; ridurrai il rischio di contrarre malattie a causa di una vita frenetica, di preoccupazioni inutili e di sregolatezza dei costumi; ti sentirai più affrancato con la vita ed i tuoi cari; avvertirai sempre più il significato della libertà e la prontezza come stato dell’animo; sarai sempre disponibile, perché non preso da impegni di secondaria importanza rispetto al bene comune e agli impegni morali e di assistenza del prossimo…; avrai più tempo per le cose che hai sempre desiderato fare; avrai meno entrate economiche, ma ti si saranno anche drasticamente ridotte le uscite (forse più di quello che comunque continuerai a ricevere grazie alla Provvidenza. Conserva questa lista. Quando sentirai il desiderio negativo di tornare a vivere secondo Mammona, rileggiti questa lista (che diventerà sempre più lunga fino a scriverci persino un libro di consigli e testimonianza), riammira le foto scattate con gli amici mentre insieme condividevate momenti di gioia, anche nei lavori più duri dei campi, delle attività di courvee, nella trasformazione dei raccolti, ma soprattutto nei momenti di convivenza civile, religiosa, di festa, di convitto. Non mancheranno i ricordi di viaggio e tante, tante nuove scoperte e amicizie. Vedrai che i motivi che ti hanno spinto ad abbracciare questa nuova prospettiva di vita vocazionale lontano da Mammona era molto più seria e convincente di quella che hai deciso di abbandonare e lasciare lontano dalle tue tentazioni. Tutto questo ti darà il coraggio per non ricaderci. Conserva sempre il buon ricordo di quello che fai, ricorrendo a fotografie, filmati, racconti, poesie, descrizioni, narrazioni, piccoli oggetti e persino mettendoti in gioco ed organizzando il tuo spazio come formatore, consigliere, operatore e costruttore di pace, specialista e professionista, conferenziere, opinionista, narratore, educatore. Se credi, comincia anche ad etichettare con i nostri “adesivi” di Xenobia, tutto quello che salveresti e porteresti con te in un eventuale Paradiso, fuori dal mondo di Mammona. E’ quello che noi facciamo quando poniamo nei Bauli o Arche, i pochi oggetti utili, irrinunciabili ed indispensabili e che ci danno la misura di quanta “spazzatura” conservavamo dentro casa, di quanto denaro speso, e di contro quanto tempo e fatica sprecati per averli, che alla fine non hanno giustificato il fatto per cui non mi sono invece dedicato a cosa più belle e care.

2 – Cerca di conoscere il più possibile le tue abitudini come ex assertore e giustificatore di Mammona

Identifica le situazioni in cui normalmente sei costretto, per le circostanze in cui ti trovi ancora, a fare una sortita nel mondo di Mammona (carburante per l’auto, assicurazioni, manutenzioni varie, tempo perso, libri, sprechi, economia domestica, spesa alimentare, abbigliamento, mutuo, rate, scuola, università, vacanze, computer, salute, sport, tecnologie, bar, ristorante, pizzeria, banca, abbonamenti, bollette acqua, gas, telefonia, energia, nettezza urbana, ICI, internet, tasse, ordine professionale, mobilio e complementi arredo per la casa, ecc.). Registra, durante un’intera giornata, tutte le appendici di Mammona a cui devi ricorrere per la vita quotidiana, così come la conduci oggi; e annota anche in che circostanza sei stato costretto a ricorrervi e quali casi ti danno maggior soddisfazione e desiderio di riconoscere Mammona come fondamentale ed irrinunciabile.

Conoscere le tue abitudini e i legami con le matrici “aliene” di questa società di Mammona ti permetterà di evitare, o resistervi meglio, le situazioni in cui il desiderio di asservirvici è più forte.

3 – Decidi una data in cui prendere drasticamente le distanze da Mammona

Scegli un giorno per smettere di servirti delle strutture di Mammona o di esserne condizionato oltre modo. Puoi chiamare questo giorno, con la lettera X di Xenobia, se decidi di conformarti alla vita campagnola e fraterna dei Borghi o al semplice ricorso ai mezzi naturali di sopravvivenza. Comincia anche prendentoti cura di un orto o di una piantina da orto; puoi chiamarlo con la lettera A se decidi di conformarti ai precetti e alla regola degli Arcieri e delle Tre Arche (Bauli) e quindi vivere i Borghi in forma Itinerante. Comincia anche a farti venire delle idee da attuare e condividere; puoi chiamarlo con la lettera D se decidi di cominciare con la Dieta degli Arcieri e quindi prendendo direttamente consapevolezza nei primi 15 giorni di come sia efficace la prova di amore verso te stesso e il tuo fisico (impari a conoscere meglio i funzionamenti del tuo organismo per poi passare ai funzionamenti delle tue capacità psicofisiche e all’amore per il Trascendente); chiamalo con la lettera R se credi ti sia al momento sufficiente dire un Rosario giornaliero e sentirti così in serena pace con Gesù e Maria. Questi giorni potrebbero  corrispondere in futuro ad una data importante per te, indimenticabile e pietra miliare di un cambiamento. Ovviamente la X e la A includono le altre lettere: la D e la R. La D include la R, mentre la R è inclusa ma non include e non rende Resilienti.

4 – Annuncia alle persone care e ai tuoi amici e nel posto di lavoro che a partire da questa data prenderai le distanze da Mammona

Annunciare agli altri una tua decisione rinforza l’impegno che hai stabilito con te stesso e metterà i cari, gli amici, le persone che ti stimano e ti vogliono bene a solidarizzare con te. A questo punto puoi prendere in esame di iniziare l’Itinerario dell’Arca, che ti porterà fino alla scelta delle Tre Arche, in maniera serena e accompagnato da Arcieri.

5 – Nelle settimane precedenti il giorno scelto per allontanarti e prendere le distanze dalle spirali e chimere di Mammona, preparati psicologicamente con gioia ai grandi cambiamenti

–          Rileggi la tua lista dei motivi per cui conviene cambiare vita e analizza il tuo registro quotidiano delle cose che ancora fai ricorrendo alle false ed inique opportunità di Mammona. Medita bene sul lavoro che fai;

–          Cerca di tardare il più possibile, durante il giorno, il primo approccio con le strutture di Mammona;

Elimina progressivamente, i legami con il “controtempo”, nel corso della giornata, ragionando e prendendo in seria considerazione la consapevolezza di quali rimedi anteporgli, molto spesso alternativi e migliorativi;

–          Cambia le tue abitudini e, quindi, anche gli “abiti” acquisendo “a(de)biti” presso gli Arcieri. Adotta i simboli di Xenobia. Quello che risparmi dovresti imparare a metterlo da parte e poi investirlo nel progetto degli Arcieri e dell’Arca della Bellezza. Vedrai che risparmierai una fortuna in termini di denaro, tempo e stress;

–          Evita tutte le situazioni in cui senti un forte desiderio di abbandonarti alle strutture di Mammona;

–          Evita non solo di cadere in tentazione, ma anche di pensare che siano meglio organizzate, inevitabili ed ineguagliabili. Pensa già, se sei preparato per farlo, che queste trappole esistono perché si è impedito che antiche pratiche cristiane e contadine sopravvivessero all’era moderna e all’inganno monetario, essendo altamente economiche, naturali, utili e fondamentali nel concorso dell’armonia tra uomo, natura e Dio;

–          Evita di compiere azioni che possano ricondurti con il pensiero alle precedenti abitudini: per es. non farti tentare di prendere l’auto quando potresti usare una bici o fare una camminata in compagnia di amici; non fermarti in un bar per consumare un caffè, quando potresti prepararne uno sul patio e offrirlo ad amici, collaboratori e persone care; non comprarti la camicetta colorata solo perché ne sei rimasta attratta, per usarla solo una volta; cambiati abito se ti attingi a compiere un lavoro di fatica, per evitare di rovinare quelli più pregiati; non adottare contraccezionali, solo per non rimanere agitata dopo aver compiuto un atto d’amore; non scegliere di rimanere in casa a leggere un libro mentre gli amici vanno in campagna; ecc.;

–          Evita prodotti di marca. Se puoi adotta il sistema del km0 andando anche alla fabbrica, comprando, se serve e se tutti concordano, stock di prodotti, da suddividere, risparmiando molto sul prezzo, formando Gruppi di Acquisto Solidale. Se sei costretto a prendere qualcosa da Mammona, fai in modo che non sia per il tuo maggior piacere ma solo perché inevitabile. Mammona va solo sfruttata e in cambio non dobbiamo dargli il minimo della nostra attenzione, del nostro tempo, del nostro interesse. Prendi solo ciò che serve;

–          Qualunque cosa prendi da Mammona, non usarlo mai fino in fondo. Una parte cedila così da poter dire a te stesso di aver comunque compiuto un’opera buona. Ripaga Mammona solo ed unicamente della sua stessa moneta, perchè lei cerca da te, ciò che non ha: idee, tempo, generosità, animo buono, talento, creatività, per poi darlo ai cani. Chi infatti prende una pensione, uno stipendio, una paga, un dono, un contributo ne dia parte (minimo una decima) all’Arca della Bellezza e i regali a chi ne ha più bisogno. Provvederanno gli Arcieri Mercedari a distribuire i beni in eccesso fra coloro che ne hanno bisogno. Se quello che “avreste” comprato da Mammona lo trovate nei Negotii EcoTUr Glocal Service, offrite in pegno (come a(de)bito) la differenza, come obolo ai nostri Missionari, che provvederanno a distribuirlo fra i poveri ed i bisognosi;

–          Non essere tentato a mostrare in pubblico beni che appartengono a Mammona, soprattutto se ritieni ci aver fatto un affare (potrebbero essere produzioni cinesi o comunque lesive dei diritti della persona) onde evitare di dare falsa testimonianza della tua nuova missione, del tuo impegno e del tuo sacrificio;

–          Prima di prendere contatti con persone che appartengono di fatto alle matrici e strutture di peccato, e prima di aderire o farti prendere dai tentacoli di Mammona, pensa seriamente se era proprio necessario;

–          Nel caso tu abbia ancora una forte nostalgia di Mammona e della sua struttura, solo perché la vedi più efficiente, collaudata, funzionale, allora potresti avere bisogno di un appoggio di un Arciere o della intera struttura dell’Arca della Bellezza. Sperimenta allora una settimana di esercizi spirituali. Ciò significa che la tua ricaduta è forte e che hai bisogno di chiarimenti e consigli. Esistono infatti sostituti a questa nostalgia che impegnano, soddisfano, gratificano, elevano lo spirito ma che non sempre siamo capaci di ricercare da noi stessi. All’inizio è probabile che non ne sei stato informato, e possiamo aiutarti a percepirli, vederli e coglierli. Il tuo percorso è appena iniziato e noi stessi siamo in crescita e abbiamo bisogno di te, delle tue prove sincere, dei tuoi contributi, del tuo talento. Esistono ricette che esigono una particolare conoscenza tua del funzionamento dei Borghi di Xenobia, di nostri riti e regole, come per esempio dei Tre Bauli, che potrebbero essere indicati al tuo caso. Parla con un Arciere o con un Amico/a di Gesù, magari per unirti ai Gruppi delle CAERP (Cappellette di Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo), per sapere o decidere, graduatamente, cosa sia più indicato per te e quale è la dose di tempo da impegnare in attività, preghiere e opere. Gli Arcieri in qualità di operatori nella Vigna del Signore, non disprezzano i contributi in denaro, che comunque è devoluto direttamente alle casse dell’Arca della Bellezza nella figura del suo Preposito, ma di gran lunga preferiscono l’adesione diretta, partecipata e conversa delle singole persone, che in questa maniera facendosi carità e comunità di amore possono aiutare a liberare gli altri da Mammona, dopo essersi liberati a loro volta. Di fatto tutte queste buone intenzioni e la buona amministrazione del proprio tempo aumentano la propria autostima, il piacere di vedere crescere i frutti delle buone opere, il desiderio di essere utili, autodeterminati. Il successo del gruppo, dell’organizzazione e soprattutto la riscoperta di Dio  mostrano come sia possibile superare i sintomi di assenza di Mammona e delle sue strutture di peccato;

–          Informati e simula cosa potrebbe voler dire per te acquisire la regola dei Tre Arche e vivere da Arciere con il solo equipaggiamento dei Bauli; la sola idea potrebbe essere di incoraggiamento o desistenza.

6 – Nel giorno scelto da te per smettere di servire Mammona… smetti semplicemente di avere contatti

Nel giorno scelto (X), (D), (A), (R) smetti totalmente di fare compere, usare macchine, accendere il computer, comprare giornali, andare al lavoro, usare la corrente elettrica, aprire il portafogli, usare la carta di credito. Prova ad arrangiarti con quello che hai. Registra passo per passo tutto quello che avresti voluto fare, cosa hai fatto in alternativa e come hai fatto senza ricorrere ai mezzi di Mammona. In alternativa, sentendoti mancare il fiato per mancanza di idee (è la prima constatazione che sei dipendente 100% da Mammona), riordina casa (attenzione ai prodotti che usi per l’igiene e la pulizia) e dagli una nuova sistemazione, alla luce della tua nuova scelta; esci poi per una buona passeggiata o per la spesa al mercato, dove troverai i prodotti dei campi; cucina, anzi, se non sei capace, impara a cucinare o fatti insegnare a prendere confidenza con i fornelli; aggiusta da solo cose che avevi in mente di far mettere a posto da qualcun altro; se scopri di non avere gli attrezzi da lavoro, fatteli imprestare da un vicino, senza dover attendere che te li porti un amico o un parente; dedicati ad una buona lettura, ma non sprofondare da subito nella poltrona, sul divano o su un letto. Appogiati sul muretto della veranda; invita un amico o una amica per momenti di compagnia a parlare anche di questa tua nuova esperienza; divertiti, sorridi, prendi tutto come un gioco, come una esperienza nuova di vita. Resisti alla tentazione di accavallare i ritmi lenti che stai sperimentando in assoluto per la prima volta, con i tempi rapidi e schizzofrenici di Mammona. Scoprirai presto che il chiasso della TV e lo squillo del telefono contrastano con il tuo stato di “metamorfosi”. Se qualcuno ti cerca, assicurati non sia per farti perdere tempo o per stressarti con argomenti o attività in cui riconosci Mammona ed i suoi effetti deleteri sulla nuova vita che ti stai approntando a realizzare. Non per intolleranza verso persone moleste, ma evita sterili chiaccherate al telefono. Non rispondere; Non lasciarti nemmeno persuadere nella tentazione di dire: faccio solo questo. Perché Mammona è come il peggiore dei peccati che con la scusa che il meglio per l’anima lo si può sempre rimandare di un giorno, poi si impossessa della persona, del tempo, degli affetti e della capacità di essere di Dio.

7 – A partire da questo giorno, approfitta come attività primaria e anche per distrarti e prendere le misure della tua scelta nuova e ponderata, per togliere di mezzo gli oggetti che ti riconducono inevitabilmente a Mammona e alle sue pratiche ricorrenti

Trova il coraggio di eliminare o meglio regalare tutte le cose inutili che circolano nella tua casa. Quello che è inutile ed in eccesso per te, può fare la gioia di altri meno fortunati. Affida quello che hai agli Arcieri e medita cosa lasciare o dare ai tuoi figli e al coniuge che è già stato tuo e che ora potrebbe non solo non servirti più, ma esserti persino di intralcio. Svuota cassetti, armadi, soffitte, cantine e, persino, se ce l’hai, la cassaforte. Troverai cose che avresti dovuto già buttare anni fa e non hai trovato il coraggio di fare pensando alla maniera di Mammona. Molte cose possono essere riciclate in forme più utili, e puoi conservarle in un posto adibito o metterle in comunione con gli Arcieri. Vedrai che subito, metà delle cose, troveranno altra destinazione. L’abuso maggiore lo scoprirai fra gli abiti e le scarpe che non usi da tempo o che non hai nemmeno mai usato. In alcuni casi ti verrà da piangere per la rabbia e comincerai anche a fare una lista delle spese ed i sacrifici che hai sostenuto per acquistarle e “averle”. Farai per forza di cose una disanima attenta di quanto avresti risparmiato e quanto tempo in meno avresti potuto buttare nel lavoro per avere i mezzi sufficienti a soddisfare questi capricci. Presto ti accorgerai che si lavora quasi per il nulla e che quel “nulla” spesso coincide con Mammona. La odierai, soprattutto quando di accorgerai che è per colpa sua che stai compiendo solo ora questo percorsa e senza alcuna persona cara vicina, perchè quelle ancora le appartengono. Questo nuovo atteggiamento ti porterà alla convinzione che stai facendo la cosa giusta e la migliore.

Riponi macchine elettriche e elettrodomestici in grandi scatoloni; metti la macchina e la moto in garage e tira fuori la bici. Se non ce l’hai, prima di comprarla usata, fattene imprestare una. Quando avrai preso coscienza di quanto andrai risparmiando deciderai piano piano di prenderne una e di adottare tutti gli stili degli Arcieri. Per essere arrivati a questo punto, si suppone che qualcosa l’hai già appresa e non si è colti alla sprovvista. Per cui è facile che tu abbia già programmato una autonomia di almeno 15 giorni, sia per gli alimenti che per la vita di tutti i giorni.

Sia chiaro una volta per tutte, il nostro non è un ritorno alla vita senza corrente elettrica, senza i benefici della tecnologia, della scienza, della industria, delle invenzioni, del computer. Sarebbe sbagliato non usare tutto ciò che serve a risparmiare tempo e che è al nostro servizio. Quello che però dobbiamo comprendere è il modo di come ci relazioniamo a queste. Non possiamo cedere tutto il nostro tempo per ottenere moneta con cui comprare ogni bene inutile, pericoloso e superfluo. Ma possiamo apprezzare ciò che ci regala tempo. E’ importante concentrare ogni nostro sforzo per quella cosa, se serve, pur sapendo che alcune creano dipendenza e richiedono manutenzione e energia, di cui noi, al momento non disponiamo ancora, anche perché le macchine oggi in circolazione sono fatte per funzionare secondo le leggi di mercato legate al petrolio e non secondo il concetto di bene comune e gratuito.

Potrebbe anche capitarti di pensare seriamente di chiudere il conto bancario o postale, di rinunciare all’iscrizione all’albo professionale e a detenere la partita iva, di versare contributi provvidenziali, di continuare a lavorare alle dipendenze di un datore colluso a Mammona, di servirti da uno stesso fornitore o di fare acquisti in un determinato negozio, di andare in palestra, far parte di un club, detenere azioni e titoli, di uscire da una società di cui si è soci vendendo le proprie quote o cedendole ad un parente. Sì certo, perché il proposito non deve essere buttare tutto all’aria, ma semplicemente staccarsi da Mammona e offrire ad altri la possibilità di farlo, senza però lasciarlo nel guado. Quindi ben venga che figli e coniugi gestiscano in una sorta di Bring Trust i possedimenti o ciò che è stato costruito in una vita da chi ha deciso di lasciare tutto e dedicarsi a Dio. Qualora poi, anche loro decidessero di seguirlo, possono sempre vendere o trasferire tutto nell’Arca della Bellezza o metterlo a disposizione in comodato.

8 – Nei momenti in cui sentirai un forte desiderio di tornare ai vizi di un tempo, quelli di Mammona, respira profondamente

Impara a relazionarti con la Verità salvifica, la Fede e la Carità, senza ricorrere alle interdipendenze delle spirali matriciali. Affidati alla Santa Provvidenza, a Nostra Signora della Tenda Arca della Bellezza, ai Santi, agli Apostoli, a Giuseppe, al Santo Vangelo, allo Spirito Santo, con i Suoi Doni, le Sue Grazie, le Sue Virtù.

Dopo aver interrotto l’abitudine di ricorrere senza giudizio, o addirittura inconsciamente, alle strutture di Mammona, per buona parte della tua vita possono esserci momenti in cui sentirai il desiderio di tornare a consumare senza pudore quello che il mondo ti offre, con tutte le sue forme liberali, predatorie, eretiche, parasubordinate. In questi momenti potremmo dirti di pensare alle vittime di guerra, alle violente perpetuate sugli indifesi, sui bambini denutriti e abbandonati, sulle donne, sugli anziani inermi, sui nuovi schiavi. Potremmo suggerirti mille forme di abuso e di disaffezione da Mammona. Ma ci riesce altrettanto facile dire che tutto questo desiderio non durerà che alcuni minuti e che chiunque può resistere. Prova ad immaginare quando all’improvviso di sera va via la luce. Nei primi minuti sopraggiunge il panico. Poi si cercano le candele e quindi si instaura un clima di quiete e le persone cominciano a parlare fra loro, abbassando in una forma automatica il tono della voce. Si attende un poco e poi si va a dormire e tutto finisce con la notte. Questa dovrebbe essere la forma naturale in cui vivere, secondo i tempi che il Signore ci ha dato. Possono esserci eccezioni, ma tali devono essere. A mano a mano che il tempo passa, il desiderio di ricorrere ai tempi di Mammona si riduce notevolmente venendo sostituito da una nuova mentalità che è quella della economia, della perseveranza, della lotta allo spreco, dalle virtù. La tentazione di prendere tutto e subito, di sincerarsi di avere molte cose sotto il proprio controllo, di voler mettere tutto in sicurezza, si indebolirà sempre più e perderà di senso, finchè ti sentirai libero da questa dipendenza. Persino arriverai a pensare di poter tenere la porta di casa aperta e di non aver paura alcuna di essere aggredito e visitato da ladri o ospiti non graditi se sarai con il Signore. Questo significa che stai acquisendo il senso di una economia di comunione e conoscenza.

9 – Non pensare che mai più ti tornerà la voglia di appoggiarti ai vantaggi di Mammona. Ricordati che le strutture di peccato sono direttamente subordinate a Satana. Pensa al giorno di oggi e al successo di una scelta indovinata

Cerca di avere sempre pensieri positivi, e soprattutto di aver trovato un gran numero di persone che vivono come te, per scelta e condividendo esperienze, attività, opere e spiritualità verso l’unico verso Signore che è Gesù, Colui che è morto e resuscitato per noi, il Salvatore, la linea di divisione con Mammona, la struttura con cui Satana opera nella società umana per contrapporci a Dio. Pensa al bene che hai portato alla tua anima e come il tuo spirito si trova per la prima volta libero nella Verità, nella Carità, probabilmente per una vera e propria chiamata (vocazione).

Cerca di dimenticare la mancanza che il denaro, la tv, l’informazione, la propaganda, il consumismo, e tutte le forme di condizionamento mentale e psicologico può provocare sul tuo nuovo stato di vita, e cosa invece non stai perdendo. E che, anzi, hai ritrovato o assaporato per la prima volte. Pensa ripetutamente a voce alta quante cose non avresti mai scoperto, compreso, vissuto se ti fossi fatto trascinare nelle spirali distrutrici e negative di Satana, il mistificatore di Mammona. Ripetitelo più volte e usa propria questa espressione: Grazie Signore, grazie Maria!

10 – Aumenta il tuo livello di attività fisica quotidiana

Che bisogno hai di palestra se durante il giorno sei impegnato in attività domestiche, ortolane, vivaiste, di guida, formazione, artigianali, di pellegrino, di curatore, di addetto e responsabile di mille e più attività, visite e opere di misericordia corporale e spirituale e tutto il movimento che questo comporta, rispetto alla vita sedentaria di prima?

Una decisione accertata sarà aumentare, infatti, il livello di attività fisica giornaliera simultaneamente alla rinuncia delle attenzioni alle strutture e alle attività di Mammona. Basta per esempio cominciare ad andare di più a piedi. La pratica di una attività fisica quotidiana di intensità moderata non può che comportare di farti sentire meglio, meno ansioso e con miglior umore e disposizione. Eviterai anche di aumentare di peso, permettendo di migliorare la tua forma fisica. Arriverai pertanto a riconoscere un Arciere anche per questo, venerando Santa Brigida e il Rosario.

Partecipare a competizioni, fare sport all’aria aperta, anche con i propri figli, non può che essere un atteggiamento positivo non solo ridotto alla “necessità di fare sport” ma anche di socializzare, fare gruppo e divertirsi con amici.

11 – Procurati una alimentazione salutare

Smettere di essere di Mammona potrebbe far aumentare l’appetito. Ma subentrare subito con attività che impegna fisicamente, può in parte anche aiutare a bruciare molte calorie. Nelle prime settimane è bene sottoporti alla Dieta degli Arcieri, ed imparare a relazionarci con il cibo disponibile e di nostra coltivazione diretta. Questa nuova forma di vita non può essere improvvisata e soprattutto non può, a livello alimentare mantenersi sui livelli ipocalorici fondamento di una dieta basata prevalentemente sui carboidraiti (pasta) e sulle proteine (carne). Occorre imparare a non mangiare fuori dai pasti e molto meno concentrarsi nella quantità per dedicarsi alla qualità. Su questo piano ci sarà molto da imparare, facendo scoperte sorprendenti, anche per essere sempre consapevoli di quello che si mangia ora, che mangiavamo prima, di quello che richiede veramente il nostro organismo, di come si comporta in certi momenti, di come spesse volte certi malesseri, difficoltà digestive, stati d’animo erano correlate a disordini.

L’astinenza da Mammona, di norma non ha ricadute dirette sulla psiche e tanto meno sull’organismo. E’ facile però sentire la differenza tra l’alimentazione di prima e quella che propongono gli Arcieri. Nel senso che è molto più ricca e gonfia di meno lo stomaco, per cui è più leggera e salutare. E’ un avviso che diamo, perché, chi è abituato ad essere attraversato da un camion sulla pancia, poi pensa che quando non succede è perché è lui che sta nel posto sbagliato e non il camion che faceva una cosa che non doveva fare.

12 – Elimina o riduci l’ingestione di acqua e bibite gassate e alcoliche non estratte direttamente dal frutto

Bisognerebbe eliminare o ridurre al massimo l’ingestione di sostanze eccitanti e quindi di acqua e bibite gassate non solo nella fase preliminare in cui si è deciso di cambiare stile di vita, ma anche dopo, per ragioni salutari e per evitare di esporre lo stomaco a eccessive e inutili espansioni volumetriche. Infatti, stomaco grande ha più necessità di assimilare cibo oltremodo la necessaria misura di cui il nostro corpo necessita. Questo stratagemma, di imbottirti di sostanze dilatanti lo stomaco è una invenzione della industria alimentare, e quindi dei grandi interessi economici che vi sono dietro. L’aumento della fame e quindi dell’appetito, premia il consumo, e non fa che rifocillare una rete commerciale e di distribuzione da cui noi vogliamo sottrarci con fermezza. Anche i legumi, la frutta, gli ortaggi, il riso,  possono gonfiare, ma nel giro di qualche ora dopo i pasti, quando si è sazi, riportano lo stomaco alla sua dimensione originale, per “resilienza” e senza conservare l’ingrossamento tipico degli animali pronti per il macello o dei “rassegnati”. Metaforicamente è quello che capita con i cristiani e il genere umano. Non non siamo animali e per questo dobbiamo imparare a usare la testa per mantenerci liberi di essere creature di Dio, pensanti e adoranti.

Sostituite queste bibite con succhi di frutta -senza esagerare- succhi di pomodoro e di carote, con frullati, tisane, caffè, te. E soprattutto rifornitevi di acqua alla fonte, che è ricca di minerali, chiara, dolce e fresca. Prendete il controllo di sane abitudini naturali e tenete il controllo del vostro organismo. Evitate aggiunta di zucchero e sale dove non ce n’è assolutamente bisogno. Usate miele e fichi per addolcire. Vogliatevi bene. Il nostro corpo non è un cestino dei rifiuti e nemmeno una latrina da cui entrano ed escono porcherie. Questi è il tempio della nostra anima.

13 – Evitare di stare in prossimità di peccatori strutturati in Mammona

Chi non è peccatore alzi la mano! Gli Arcieri scelgono lo stato di penitenti e sanno che devono espiare molto. Ma un conto è tenersi distanti dalle strutture che legittimano il peccato con propri sistemi di matrici, e un altro è accettarli e viverle come un dato di fatto acquisito e buono “strutturato” secondo la voce dei mediatori, all’evoluzione. Il nostro nuovo stato di vita e di coscienza è nella libertà di amare Dio con tutto il cuore, tutta la mente, tutta l’anima e tutto lo spirito. Non è quindi possibile vivere a fianco a chi ci biasima per portare la testimonianza della propria fede, l’annuncio, la rievangelizzazione della cultura, l’apostolato. Quello che possiamo fare è chiedere a parenti ed amici di evitare di imporci le loro prerogative mammoniche e di accettare piuttosto di essere nostri ospiti secondo le nostre regole, così da assaporare cosa vuol dire vivere in pace ed armonia con la creazione, nella Vigna.

14 – Fai attenzione con i momenti “pericolosi”, quelli in cui abitualmente ti accompagnavi con altri amici in un bar, in una pizzeria, in un acquisto superfluo, in una palestra, in un viaggio di consumo e piacere

La prima cosa da fare è uscire dall’ozio quanto prima e avere sempre qualcosa da fare. Un segreto è quello di non terminare mai un lavoro intellettuale e manuale lo stesso giorno e lasciarsi un pezzo da completare l’indomani, così da avere qualcosa da cui iniziare appena svegli. Poi “il dopo” vien da se, appena la testa ha cominciato a riprendere la misura del da farsi. Il detto che l’ozio è il padre dei vizi non è assolutamente da “scantonare”: è verissimo. Mammona investe molto sull’ozio, l’indolenza, l’ignavia, l’accidia. Capirai che anche fra gli Arcieri si annidano alcuni pigri che sono rimasti impaludati e inguaiati dalle strutture di Mammona. Non è vero e proprio ozio, ma una forma di indigenza, di temporeggiamento che trova parte della sua radice nella assidua lettura di libri, nella assenza di apprendimento e gusto per la manualità ragione di una mancata educazione alle arti e ai mestieri. I giovani dei Borghi e delle famiglie degli Arcieri, per questo, vengono educati sin dalla tenera età a giocare, a sviluppare la creatività, l’inventiva, la fantasia, così da stimolare una reazione con l’ambiente in cui vive e cresce, per diventare parte attiva della formazione del “genio loci”. Fra i giochi potremo recuperare quelli dell’infanzia dei nostri nonni a rispetto della natura: mamma e figlia; guardie e ladri; la capanna nel bosco; il capitano, le costruzioni, ecc.. Tutti giochi che insegnano ad avere un ruolo dinamico nella società, a sviluppare la leadership, il desiderio di famiglia, la cura della persona, l’attenzione per l’altro, lo stimolo alla ricerca, alla invenzione ed alla scoperta.

Noi suggeriamo di indossare la mattina appena alzati, l’abito che ci accompagnerà per parte della giornata e che ci dice a quale compito, esercizio, attività, lavoro, missione siamo chiamati o ci siamo candidati a dare un contributo. L’abito è parte del nostro essere Arciere e siamo noi stessi a confezionarlo. Si uniforma alle Arche, e al contenuto dei nostri Bauli, ben equipaggiati, e alla scelta di vivere i tre periodi dell’anno in missione, comunità e famiglia. Questo implica che c’è sempre una vocazione particolare in cui siamo coinvolti ed uno stato di prontezza assoluti.

Un altro consiglio è tenere nelle tasche un oggetto, un quadernetto con matita per gli appunti, strumenti da lavoro efficienti e ben curati, un dolce ed una tanichetta d’acqua o succo. Ogni abito prevede un astuccio per il rosario ed un cinturone porta oggetti. Tutto questo ci mette sempre in uno stato di prontezza e di disponibilità. In questa situazione è difficile venga voglia di allontanarci con una macchina o confonderci in mezzo alle folle urbane. Per rompere la routine si può partire come escursionisti, guide, formatori, magister, precettori, Mercedari e Pontieri.

15 – Conserva ogni giorno, in un posto ben visibile, il denaro che avresti speso nel mondo di Mammona

Quello che avresti speso nel mondo di Mammona è e sarà sempre la minima parte rispetto quello che ora metti  da parte (almeno che non sia quanto spendi al mese di benzina, mangiare, merende, ricariche telefoniche, ecc.). Ma quello di cui avrai la percezione rispetto a quello che realmente spendevi è già sufficiente per avere una idea di quanto Mammona lavori o lavorasse su di te, sulla tua schiavitù, sulla tua illusione di libertà. Alla fine del mese, quanto risparmiato, spendilo in qualcosa che ti dà piacere. Ma fallo, se ti è possibile, fra le belle e buone produzioni dei Borghi e/o in un viaggio (gli Arcieri non hanno normalmente mezzi propri di trasporto per lunghe tratte di viaggi); e/o per quando nel tempo del Baule (Arca) della vita in famiglia decidi di visitare gli amici, viaggiare con i parenti (consigliamo un tuffo in Mammona, con una Crociera annuale). Divertiti a tenere scritto da qualche parte tutto quello che avresti speso o comprato se avesse prevalso in te il vecchio istinto di non porti limiti e quanto hai guadagnato/risparmiato invece con questa nuova mentalità. Scoprirai ogni giorno guadagni/risparmi inattesi e che forse da adesso in poi puoi anche lavorare meno e dedicarti di più a te stesso, alla tua anima, alla salute spirituale.

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LA PROPOSTA DEL MARCHIO “XENOBIA” PER I SUOI BORGHI: ENTRA A FAR PARTE DELLA VIGNA DEL SIGNORE

> Sinergia Cielo Terra e spiritualità cristiana (Instaurare Omnia in Christo):

> Borghi Itineranti di Xenobia fondati attorno alle Cappellette di Adorazione Eucaristica e Rosario Perpetuo e santi
> Buoni sacerdoti (formati secondo il canone preconciliare e preparati per riscattare le cittadinanze da mammona e dalle strutture di peccato, e sintonizzarsi con la vita dei borghi e con gli Arcieri come Popolo e Compagnia di Maria)
> Formazione cristiana secondo il Catechismo di San Pio X, e sviluppo di sistemi di “gemellaggio” con le scuole con la creazione di Gruppi d’Eccellenza -“Admirabilem Scholam”, Lab’Oratori e Parchi Itineranti della Civiltà Cristiana
> Scelta di vivere secondo la Regola dei Tre Archi e quindi di diventare Arciere Resiliente ben Equipaggiato di tutto

> e per la vita spirituale siamo a posto, uniti alla Chiesa Cattolica nella Tradizione

> Formazione, produzioni principali e marchi caratterizzanti:

> Educational e rievangelizzazione cultura: sistemi in-formativi, depliant turistici, prontuari, marketing territoriale, culturale, ambientale, urbano, turistico, agroalimentare, progetti-concorsi-idee, visite guidate, sport e film-location

> Canapa: fibbre per tessuti, alimenti, oli, creme, saponi, combustibili, medicinali, corde, teli, carta, materiale edile
> Vestiario, abiti, tende yurta-feltro, equipaggiamento, accessori per Arcieri e per i “Negotii EcoTUr GLocal Service”
> Coltivazioni Xenobia (patate, mais, ortaggi, legumi, frutta, olivi e vigneti), conserve e produzioni alimentari tipiche
> Allevamenti, pesca, pastorizia, apicoltura, acquicoltura, soma, raccolta lana, uova, formaggi, norcineria, olio, vino
> Resort: accoglienza, ospitalità diffusa, ristorazione, comunità incontro, università del fare, modelli architettonici modulari (negotii, condotte, xenodochium, areopaghi, tende, serre, orti, scholae, ecc.) e ritiri per esercizi spirituali
> Riciclo, risparmio, riusi, riscoperta arti-mestieri antichi, raccolta differenziata porta-porta, rottamazione, recupero
> Questua, beneficienza, donazioni, trasferimento ricchezze, comodati d’uso gratuito, servizi e consulenze, offerte
> Artigianato, specializzazioni bioarchitettoniche ed ecologiche, produzione tipica locale, gadget e modelli Arcieri
> Produzione candele, coltivazioni in serra, oasi ecologiche, raccolta semenza naturale, filiere agroalimentari corte

> e per l’appannaggio economico, la soddisfazione dei propri talenti, la creatività, possiamo rispondere ai bisogni materiali con la cultura materiale e agricola ecosostenibile;

> Energia:
> per il riscaldamento: Rossi-Focardi
> Trasporti: celle a idrogeno
> Elettricità: pannelli fotovoltaici
> Biomassa, mulini ad acqua e a vento, fitodepurazione
> e per l’energia, abbiamo creato l’indipendenza;
>
> Cibo:
>
> La natura produce in sovrabbondanza molto più di quanto abbiamo bisogno. Serve buon governo dei beni comuni
> Permacoltura, o coltura sinergica e biodinamica, con la creazione di reti territoriali e tornazione delle colture
> Dieta dell’Arciere, Diaconiae, Km0, Gruppi di Acquisto Solidale e Banco Alimentare di Xenobia, orti e mezzadrie
>
> Salute:
> applicando la dottrina cristiana (=perdono) non ci si ammala più. Pronto soccorso per chirurgia e odontoiatria
> Nuova Medicina Germanica (Hamer); e se, nonostante anche questo, uno si ammala lo stesso, medicinali a base di THC (estratto dalla Cannabis) che rimette a posto l’equilibrio generale. Senza vaccini, uso del fluoro, ogm, cibi a lunga conservazione e trattati con solventi chimici, evitiamo anche tumori, autismo, malformazioni congenite, ecc.
>
> E anche con il cibo e la sanità siamo a posto;
>
> Altro:
> Organizzazione sociale: dono libero e gratuito di sè (facciamoci tutti carità) e del proprio tempo (prontezza)
> Televisione: bandita (come il demonio). L’unica forma di “spettacolarizzazione” è il teatro o produzione propria
> Denaro: bandito (o allineato sull’EcoTUr, unità valoriale dei Borghi impostato su indici di natività e soddisfazione)

Quando riuscirete a decidere voi con che moneta o valore farvi pagare un servizio, allora significa che vi siete resi sufficientemente autonomi per non dipendere più dalla moneta corrente e da Mammona. Solo allora potrete cominciare a essere sereni e felici, liberi nella verità e autosufficienti. E solo allora potrete anche pensare che siete diventati un pericolo costante per gli stampatori di moneta, i produttori di petrolio, le industrie chimiche ed i trafficanti e commercianti di ogni tipo di nefandezza. In quel momento voi siete parte attiva di un nuovo sistema rigeneratore, vicino al Regno di Dio. E le tasse che pagherete saranno quel poco che resta tra voi e loro.

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Modello Borgo di Xenobia – sull’architettura, le destinazioni, le arti ed i mestieri

–          Unità abitative modulari (stanza, sala, bagno, cucinotto), accorpabili con spazio uffici centralizzato

–          Lavanderia (lavatoio, lavatrici, stireria, stenditoio-altana), laboratorio dei saponi e di decantazione

–          Pozzo-cisterna, fontanelle, vasche per l’irrigazione, la itticultura, laghetti artificiali e fitodepurazione

–          Impianti attrezzati e sale multiuso per lo sport (calcetto, tennis, bocce, pallavolo, tiro, pattinaggio)

–          Chiesa-cappellette-CAERP, parrocchia-oratorio, edicole devozionali, Via Crucis e Via Lucis Parusiae

–          Orto-giardino privato ecosostenibile secondo l’architettura del paesaggio stile inglese, pollaio-aia

–          Orto-botanico all’italiana, frutteti, parco, bosco, viti, oliveti, vivai, serra monumentale, spazi verdi

–          Laboratori per la trasformazione dei prodotti agricoli, le conserve e per l’artigianato tipico locale

–          Cantina, dispensa collettiva, luoghi per la ristorazione ed il vitto, grande cucina collettiva, forno

–          Condotte per l’ospitalità o l’albergo diffuso, sistema accoglienza, hall ricevimento/panel, ostelli

–          Piazzette per l’incontro, il piccolo ristoro, il teatro-recita, le fiere-mercato, parco giochi e asili nido

–          Arcate, viadotti, porticati, ponti (mobili, fissi, tibetani), terrazze, cortili, belvederi, portici, pergolati

–          Sedute, panchine, arredo e decoro urbano, alto design, viali di alberi da frutta, roveti, orto di guerra

–          Stalle, piccoli allevamenti, porcileria, ricovero animali, maneggio, arenile  (anche per carote-patate)

–          Macchine e strutture per Feste Patronali Locali, impianti di ripresa fotografica e cinematografica

–          Barbiere-parrucchiere, emporio per ferramenta, attrezzi per la casa, articoli,complemento d’arredo

–          Parcheggi interrati (riconvertibili industrialmente e messi a norma sicurezza e qualità) con impianti per magazzino-deposito, impianti per la catena del freddo, bancarelle a scomparsa, magazzini con tappeti rotanti, rulli e macchine per il confezionamento, il packing, lo stoccaggio, sala e spazi giochi

–          Garage e parcheggio esterno per bici, carrozzine e moto, deposito macchinari agricoli, edili e varie

–          Silos per il foraggio-mulino (acqua, vento, eolico), cisterna e pompa per combustibili fossili, legnaia

–          Wireless, fotovoltaico, produzione energia gratuita e libera per l’uso interno e la rivendita esterna

–          Pista ciclabile, percorsi pedonali attrezzati per la corsa e la ginnastica, gincane e parchi attrezzati

–          Biblioteca e spazio per la comunicazione sociale, le conferenze, la multimedialità, tv circuito interno

–          Piazzole per raccolta, smistamento, stagionatura, lavorazione, essiccatura delle produzioni agricole

–          Negozi GLocal Service per la rivendita dei prodotti con marchio Xenobia del sistema di rete EcoTUr

–          Opifici e Ateliers di sartoria, calzature, bauli, botti, accessori, conceria, arte sacra, e antichi mestieri

–          Film location e Commission, Areopaghi e Campus, Gruppo d’Eccellenza – “Admirabilem Scholam”

–          Xenodochium per anziani, ricoveri, piccole cure, e Diaconiae per distribuzione viveri-abbigliamento

–          Solarium, bagno pubblico, piscina (invernale ed estiva), piccola terma, sauna, palestra attrezzata

–          Produzione di canapa (per tessuti, alimenti, produzione artigianale, manufatti e accessori, medicinali, ecc.), essenze per distillati, prodotti omeopatici, erbe medicinali, spezie e  aromi

–          Raccolta differenziata, compostaggio, riciclaggio, riuso, trasformazione e immagazzinamento scorte

–          Parcheggio e aree di sosta attrezzate per i camper ed il plein air

–          Piccole officine (falegnameria, caseificio, norcineria e macelleria, pastificio, distilleria, semenzeria, frantoio, carrozzeria-meccanico, maniscalco-fabbro, tornitori, tessitori-maglierie-lanifici, arnie per apiculture e altri manufatti, stamperia, vasai-vetrai-cestai, ecc.)

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Decrescita, di cosa?

Estratti e sintesi del Post di Bagnai sulla Decrescita

Esiste un piacere maligno che si trae dallo spettacolo dell’altrui male. Questa pseudo soddisfazione, è in grandissima parte motivata dal poter dire “io l’avevo detto”, cioè dal trovare nell’Armageddon un valido, anzi, il più valido, alleato per l’affermazione delle proprie teorie.

Le manovre di austerità che ci vengono proposte sono totalmente assurde, perché qualsiasi studente del secondo anno sa che in un periodo di recessione le politiche di tagli alla spesa, anche se accompagnate da paralleli tagli alle imposte, che peraltro non si vedono, hanno effetti profondamente depressivi. E questo non lo dice Piga o (umilmente) Bagnai, ma Trygve Haavelmo, che ha preso un Nobel per l’economia nel 1989.

Oltre a essere totalmente assurde, sono anche fuori legge, perché il Trattato sull’Unione Europea prevede che in circostanze eccezionali le regole di “disciplina” fiscale siano sospese. Sarebbe quindi il caso che il governo, invece di risparmiare, spendesse, per rilanciare, con il suo stimolo, investimenti e consumi privati. Perché la tanto deprecata “spesa pubblica” si trasforma direttamente o indirettamente in redditi, che vengono poi spesi, cioè (attenzione) consumati dai cittadini, generando altri redditi. Si chiama moltiplicatore keynesiano.

Si fa presto a deprecare il consumo, quando si ha la pancia piena.In una trasmissione radiofonica il tema era appunto questo: la recessione ci sta imponendo un nuovo stile di vita, sarà migliore, sarà peggiore, che bello il Natale senza sprechi, riscopriamo i valori, ecc. Garruli ascoltatori e ascoltatrici di area cattopiddina intervenivano col solito sms moralista (“meno male che c’è la crisi, finalmente dovremo cambiare il nostro stile di vita insostenibile”).

Ma prima chi ve lo impediva?

La recessione è pericolosa, e che valutare in termini moralistici i consumi, pubblici o privati che siano, identificandoli con spreco e distruzione tagliando corto, non è una strada per uscirne. Il consumo è anche un atto fisiologico: chi non consuma muore. Certo, una parte dei consumi collettivi (spesa pubblica) rischia di trasformarsi in mazzette imboscate all’estero, e certo queste non generano redditi nel nostro paese. Ma questo problema non è stato risolto né dalla destra, né dalla sinistra, né dall’euro, dal cui gioco gli ingenui (?) si aspettavano e tuttora si aspettano anche un’azione moralizzatrice (al grido di “meno male che c’è l’euro altrimenti i nostri governi sarebbero liberi di fare quello che vogliono”. E invece ora…pensa un po).

Distinguiamo (non: separiamo) i problemi economici da quelli politici.Se poi il problema è che siete degli esteti dal palato sopraffino e non vi piace la parola consumo, allora proponetene un’altra. Chi ha la pancia piena ha tanto tempo per pensarci su! Ma il problema ora sono le pance vuote. E questa non è demagogia.Il consumo non è sempre buono, certo, ma nemmeno sempre cattivo. E in recessione è più buono che cattivo.

Il conduttore ,ha chiamato in causa una persona che ha immediatamente lanciato il grido “non siamo delle termiti” (insetto sociale visto come metafora del consumo irresponsabile… ma perché, poveretto?).Era un ideologo della decrescita felice. Il quale, ovviamente, si è subito dato all’ elogio della crisi,che per fortuna ci sta impedendo di consumare il nostro pianeta. Certo. E poi, basta con il Pil, che non è un indicatore attendibile del benessere di una popolazione! Già. E si possono fare mille esempi di riduzione del Pil che costituiscono un aumento del benessere. Bene.

Tre degli esempi.Ogni giorno gettiamo una quantità di cibo buono (cioè ancora consumabile) nelle nostre pattumiere. Se ci limitassimo a non acquistarlo il Pil diminuirebbe, perché si ridurrebbe la deprecabile spesa per consumi, ma non staremmo peggio, anzi: mangeremmo ugualmente e avremmo meno rifiuti da smaltire.Oppure Le nostre abitazioni sono estremamente inefficienti. Se avessimo delle case costruite razionalmente, come in Germania,sprecheremmo molti meno combustibili fossili per riscaldarle, e quindi il Pil diminuirebbe, perché si ridurrebbe la deprecabile spesa per consumi. Ma noi staremmo meglio e non comprometteremmo il futuro del pianeta.

Come è vero, come parla bene, avranno pensato in tanti. Orsù, compatti, riduciamo il Pil.Avanti con i tagli.Cosa obiettare?

L’esempio numero uno funziona benissimo, purché nella pattumiera, al posto del cibo che non sprechiamo, gettiamo i soldi che avremmo speso per acquistarlo. E l’esempio numero due funziona benissimo, purché la casa “ecologica” si costruisca da sola.Mi spiego. Il nostro stile di vita attuale è evidentemente incompatibile con la sostenibilità ambientale, nel senso che se esso venisse istantaneamente esteso oggi a tutti gli abitanti del pianeta, domani non ci sarebbe più nulla da “consumare”.

Quindi consumo meno elettricità. Ma il Pil che c’entra? Nemmeno la più becera e oltranzista teoria mainstream della crescita, quella associata a un altro premio Nobel (Robert Solow), prevede che tutti i paesi debbano crescere “a manetta” per sempre.Ma il progresso tecnologico (cioè la crescita) è proprio… la decrescita! Già.

Perché è grazie al progresso tecnologico che le nostre tecnologie possono diventare meno inquinanti (vedi le case tedesche), e che i nostri consumi si riallocano da beni materiali a beni immateriali. La crescita del Pil non è più fatta solo di altoforni e centrali a carbone. È fatta anche di sviluppo software, agricoltura biologica certificata (e quindi servizi di certificazione), istruzione terziaria, energie rinnovabili, ecc. Tutti consumi ad alto valore aggiunto, che si associano a crescita del Pil (la mela biologica costa più di quella tradizionale, e forse finisce ugualmente nella pattumiera: in ogni caso, non abbiamo necessariamente decrescita, anzi…).

Attenzione: la mia non vuole essere una posizione ingenuamente positivista. Voglio solo attirare l’attenzione su un punto ovvio, sempre lo stesso: il problema è politico, non tecnico. È ovvio che di questa “crescita” buona non ce n’è abbastanza e sarebbe meglio che ce ne fosse di più, che investiamo poco in rinnovabili, in istruzione (non sia mai la gente capisse cos’è l’inflazione!), in tutela del territorio. Se vi piace decrescere, pensate che costa meno, non più, un funerale a valle che una riforestazione a monte, quindi è il funerale che fa diminuire il Pil, mentre la spesa pubblica, correttamente indirizzata, oltre a far aumentare il Pil potrebbe evitare il funerale. In realtà “preferiamo” la crescita cattiva perché l’azione pubblica è indirizzata non da una razionalità collettiva comunque individuata, ma dall’azione di gruppi di potere (lobby), cosa pacificamente ammessa dalla teoria positiva della politica economica. E allora prendersela con il Pil nei termini che vi ho abbastanza esattamente riferito è demagogia.

Perché in fondo il semplice fatto che ci poniamo il problema è una diretta conseguenza del fatto che grazie alla nostra tecnologia abbiamo abbastanza soldi, cioè abbastanza Pil, in tasca da poterci consentire certe riflessioni.

Parliamone. L’idea di fondo sembra essere che occorra un cambiamento di stile di vita o un investimento iniziale per ridurre i consumi, ponendo le basi di una decrescita, unica strada possibile per la sostenibilità ambientale. Bene, ripartiamo dalla pattumiera. Cambio il mio stile di vita e compro la quantità giusta di cibo, per cui non lo spreco, i consumi si riducono, io sto meglio, ecc. Ma… mi sono rimasti dei soldi, giusto? Perché se ho comprato meno cibo per nutrire la pattumiera, ho più soldi in tasca, no? E con quei soldi cosa ci faccio?Ma non ci vuole molta fantasia per fare delle ipotesi, visto che le possibilità sono due: o li spendo (e allora ho solo sostituito un consumo, indubbiamente dannoso, con un altro, forse meno dannoso, chissà…), o li risparmio. Se li consumo, ovviamente non c’è stata decrescita.

Attenzione: non sto dicendo che non ho fatto la cosa giusta: riducendo uno spreco ho fatto la cosa giusta, solo che se poi i soldi li spendo in altro modo il Pil quello era e quello rimane: sarà un Pil migliore, ma non è decresciuto. Se invece risparmio i soldi accantonati riducendo lo spreco, si aprono due scenari:

nel caso A il sagace sistema finanziario indirizzerà i sudati risparmi verso il solerte imprenditore che realizzerà qualche suo meritevole progetto (nel qual caso allo spreco di cibo si sostituisce l’acquisto di capitale fisso, e quindi non c’è decrescita, anzi, forse maggiore crescita nel medio periodo);

nel caso B la finanza userà questo denaro fresco per gonfiare qualche bolla in giro per il mondo. E quindi da una buona decrescita sarà nata una pessima crescita.Lo stesso discorso vale per la casa tedesca. A parte il fatto che costruirla costa soldi (ed è un bene spenderli, perché così si dà lavoro), e necessita, tra l’altro, l’importazione di tecnologie e materiali che non abbiamo, immaginiamo che si sia costruita da sola. Poi abitandoci risparmiamo. E con questi risparmi cosa ci facciamo? Mistero.

Primo, capisco la necessità di essere diretti, soprattutto operando nei tempi radiofonici, cerco di esserlo anch’io quando mi intervistano, ma essere diretti non implica necessariamente essere demagogici, cioè privilegiare la capacità di persuasione rispetto alla coerenza logica. Probabilmente nella teoria della decrescita c’è di più di quanto vi ho riferito, ma questo è stato riferito a me e agli altri ascoltatori,non mi fermarmerei al primo anello di un ragionamento. Ci sarà pure un modo di essere coerenti e sintetici. Non sto dicendo che chi parlava avesse torto, sto dicendo che non mi ha fatto capire le sue ragioni (e io vorrei capirle), e secondo me non me le ha fatte capire perché ha cercato la scorciatoia del consenso.

Secondo, non esagererei con la retorica dei comportamenti individuali. Certo, è persuasiva, perché ci sentiamo tutti in colpa. Lo sappiamo benissimo che non c’è un singolo motivo al mondo per il quale siamo stati partoriti in Italia anziché in Burkina Faso. È andata così non per nostro merito, ma per caso.E così se abbiamo sete basta che apriamo il frigo, ma sappiamo che altrove le cose non sono così semplici. E allora l’idea che dobbiamo “punirci” un po’, riformando i nostri consumi, ha un ovvio appeal, e magari è anche giusta, non so. Ma non perdiamo di vista il fatto che oggi il problema globale è non solo e non tanto nel circuito del consumo e quindi nei comportamenti individuali, ma in quello del risparmio e quindi nella struttura del sistema finanziario, cioè in cosa viene fatto coi soldi che individualmente risparmiamo (magari “decrescendo” virtuosamente).

Terzo, starei un po’ attento alle teorie “della Provvidenza”.Le “teorie della Provvidenza” hanno un solo risultato: quello di spianare la strada all’“uomo della Provvidenza”. La cosa più eversiva oggi in Occidente è il buon senso. Quel buon senso dal quale ci vogliono sviare a botte di “neoquesto” e “neoquello”, cercando di convincerci che le “ricette” keynesiane sono antiquate e errate. Purtroppo la decrescita è oggettivamente un pezzo di questo contrattacco.Ma rimane il fatto che quelle ricette keynesiane, quel buon senso, sono quanto ha permesso all’Europa del secondo dopoguerra di essere, con tutti i suoi limiti, la società più decente mai sperimentata nella storia dell’umanità. Come dice il solito Krugman (Nobel economia)

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