La Resilienza Cattolica e la Decrescita Felice

LA DIETA DELL’ARCIERE ED IL CIBO O VETTOVAGLIAMENTO DEGLI ANGELI

Si tratta della regolamentazione di alimenti sani disintossicanti e altamente economici, efficacemente applicati alla nostra produzione locale, e ovunque vivono gli Arcieri. Di tipo mediterranea, la Dieta degli Arcieri è basata su uso di verdura, frutta, tuberi, legumi, uova, miele, riso produzioni tipiche quali prodotti di norcineria e di conservazione naturale. Il consumo riguarda solo raccolti stagionali e non prevede come uso corrente alimenti derivanti da grande consumo di energia, spreco di acqua, trasporto e refrigerazione. L’Arciere non contempla nella sua Dieta abuso di carne, bensì è valorizzata la pesca naturale. Prevalentamente il piatto base è la zuppa, composta di ortaggi e patate e arricchita a seconda dell’occorrenza e della disponibilità, con pasta, riso, legumi, avanzi di carne, uova, formaggi.

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FAZER COMPRAS – La Dieta dell’Arciere: se non è zuppa, è panbagnato

Innanzitutto precisiamo: questa è la continuazione della Dieta dell’Arciere, che di seguito enumereremo per la sua alta capacità disintossicante. Ha una caratteristica sua propria, che è quella di fondare la sua Dieta su tre elementi cardine: la scorta, l’orto e il detto “se non è zuppa è panbagnato”. É la Dieta più antica che esiste, perché costruita sulla povertà, di meno non si può fare che mangiare direttamente dagli alberi e raccogliendo quel che si trova tra bacche e radici. Noi ci siamo spinti ad un livello classico, arrangiando la nostra cucina su quello che offre l’orto, l’aia, il forno e, per i più fortunati, anche la stalla con i campi e la stagionatura o essiccatura (latticini, latte, formaggi, norcineria, carne, affumicati, conserve, ecc.). La combinazione di tutti questi ingredienti con la “zuppa” o il “panbagnato” (non si spreca e butta via niente) e com l’immancabile riso, dà una serie inimmaginabile di ricette saporite, calde e appetitose, che saziano anche le pance più esigenti. Ma qui non ci proponiamo di insegnare nulla. Ognuno con la propria fantasia (che liberiamo in questo modo all’inverosimile) scoprirà che raramente si ripetono due stesse ricette e mai si mangiano due stesse pietanze, che diventano infinite. Per questo pensare ad un ricettario con le sue regole, i suoi ingredienti e le sue proporzioni di dosi è solo presuntoso e pretestuoso. Ognuno lo scopra da sé. Però ci preme intervenire sulla scorta o come si crea una dispensa e soprattutto come evitare lo spreco e come evitare di usare sostanze inutili.

Prima regola assicurarsi sempre delle scadente. Non accumulare quantità che possono scadere subito. Affidarsi in questo anche alla Provvidenza, anche quando le cose sembrano a buon mercato. Ciò che è in eccesso regalatelo e vedrete che presto riceverete un cambio da qualcuno che la pensa come voi su come economizzare in cucina. Seconda cosa assicurarsi che ci sia sempre qualcosa adatto al caso. Spesso a dettare la cucina sono gli alimenti che avete a disposizione o appunto, in scadenza. Date sempre priorità al cibo che avanza (in tutti i sensi) e mai ai desideri della fame e dello stomaco. Seconda regola non preoccupatevi delle temperature. Se la casa conserva una temperatura mite, non riscaldata da termosifoni, allora molti alimenti resistono anche a temperatura ambiente. D’inverno tenere i cibi fuori in una sacco traspirante, è più conveniente persino di un frigo. Utilizzate quindi le temperature secondo i metodi migliori di conservazione dei cibi. Se poi avete nella casa una stufa come quelle di una volta, in acciaio o ceramica, allora avrete sempre qualcosa di caldo su cui riscaldare l’acqua o una pietanza. Terza regola evitate di consumare tutto in una volta. Spesso le portate migliori sono quelle che comprendono i pasti dei giorni prima (non andate oltre i due/tre giorni per evitare sorprese). Il consiglio dato è di non servire tutto a tavola. Conservate una parte della pietanza da utilizzare per una seconda ricetta. Capita a volte che con questo metodo, piatti semplici possano apparire molto più complessi e invitanti, seppur cucinati in breve tempo. Aggiungete l’impasto in una saporita omelette, o amalgamate con riso, con patate, con verdure per formare timballi o nuove performance gastronomiche.  Quarta regola lasciatevi sempre guidare dal buon senso. Mettete, la mattina, su un tavolo tutti gli ingredienti che pensate possano comporre la pietanza del giorno. Se vi viene in mente di aggiungervi altro avete tutta la mattinata per pensarci. A volte sono cose casuali che vengono fuori inattese e dall’esterno: un conoscente che ha dell’insalata che gli avanza, un pollo appena confezionato per la cottura, un pane raffermo o appena sfornato, frutta, frutta secca, insaccati o salumi, verdura dell’orto (che a volte eccede il normale consumo di una famiglia), delle uova appena raccolte. In linea di massima, però, consiglio di tenere sempre pronto un recipiente con riso cotto (al dente per i suoi mille possibili usi), delle patate lessate con ancora la buccia, una zuppa di verdure carote patate cipolla (attenzione perché dopo 5 giorni non presta più), e quindi un recipiente di migas di pane bagnato in olio extravergine con aglio e verza o “parenti del cavolo”.  Quinta regola non fatevi mai ingannare dalla cosiddetta normalità dei pasti completi di primo, secondo, contorno, dolce, frutta, caffè, ammazzacaffè, più i liquidi. Questa è una stupida legge dettata dal consumismo. L’idea base è quella di mangiare più volte al dì, quando si ha appetito, e precauzionandovi di mangiare la frutta sempre lontano dai pasti. Per chi non vuole inaspettate sorprese può cibarsi quando ha i crampi della fame, di carote, finocchi, foglie di lattuga, o anche verdura precotta, con due gocce di olio e sale. L’Arciere in media tende a perdere peso e per questo deve aumentare i momenti di pasto e se serve nutrirsi anche com un buon panino com prosciutto o frittata che porta com se all’occorrenza. Ovviamente l’organizzazione della casa richiede ordine e disciplina. Quindi solo una persona deve essere  addetta ai cibi. Per quelli prelevabili da tutti in qualsiasi momento esiste una dispensa a parte. Il resto fa parte dell’economia domestica, dell’organizzazione della cucina e dei pasti e del padrone della cucina che ne usa e abusa a discrezione. Sesta regola vale per gli accessori. Al cuciniere o addetto alla cucina serve poter organizzare gli spazi, immagazzinare gli alimenti, preparare le conserve e ripristinare gli avanzi. Per cui è di vitale importanza che ad ogni cosa sia abbinato lo strumento di lavoro adeguato, il calendario delle stagioni e delle produzioni orticole, e persone a sufficienza per l’assistenza quando il lavoro si moltiplica. Lavora meglio, con maggiore soddisfazione e alla occorrenza sa sempre dove poter trovare le cose. Settima regola è elementare ma salutare allo stesso tempo. E’ quella che stabilisce cosa mangiare e quando, secondo le stagioni, le ricorrenze, le festività, la dieta, l’opportunità. E perché si abbia la certezza che questa regola venga seguita da tutti e da tutti presa alla lettera senza dimenticanze, si stabilisce un programma diverso di alimenti da tenere in casa per ogni periodo dell’anno e che viene indicato in un apposito calendario delle Diete. Capita così che durante la Quaresima si torni a non mangiare carne (rendendola più cara a Carnevale); che nei periodi di festa quale Natale, Pasqua, l’Assunta (Ferragosto per i laici) si possono fare scorte di dolci e carni pregiate; che il martedì ed il venerdì ci sia sempre pesce fresco o comunque pesce e frutti di mare (tonno, salmone, baccalà, sardine, acciughe, mitili, seppie, calamari).  Ottava regola fate sì che ci sia sempre la possibilità di aggiungere un posto a tavola allungando una pietanza con acqua calda, riso già cotto, verdure già passate, migas di “coves” foglie di cavolo già preparate con avanzi di pane raffermo, patate già lessate, uova già cotte, pasta già lessata, avanzi da mettere dentro la zuppa con un po’ di formaggio, e della frutta che non deve mancare mai, come avere sempre un dolce preparato, un ciambellone, una paidina o dei biscotti, che sfruttando il forno si scalda anche la cucina ed il luogo dove si soggiorna, ma anche gelato con frutta o marmellata da gelato da mettere a gelare, della carne preconfezionata o intingoli o pizze nel surgelatore. Insomma, come dicevamo all’inizio, “se non è zuppa è pan bagnato”. Questa arte non solo vi pone nella condizione di essere sempre pronti all’ospitalità, ma vi fa superare il problema se in casa posso esserci o no eserciti di bambini e giovani superaffamati, superando qualsiasi dubbio sulla propria povertà e possibilità di essere all’altezza. Ogni bambino, ricordiamocelo, “porta il suo fagottino”. Per un bambino si forma sempre automaticamente un pasto in più ed una attenzione in più da parte dei parenti e dei vicini. Sono l’allegria della casa, la gioia della vita, il dono di Dio per le famiglie dalla grande fede. Nona regola da considerarsi come “segreto della nonna” é quella che stabilisce la conservazione dei cibi per i periodi di vacche magre e che porta in conserva, appunto, e nella dispensa la produzione orticola in sovrappiú o che non si riesce a consumare. In quest’ottica finiscono fave, piselli, ceci, fagioli, melanzane, carciofini, peperoni, zucchine, pomodori, ma anche le zucche, il cavolo, le carote, i cetrioli, i funghi, le cipolli, i faggiolini, gli spinaci, i lampascioni, i peperoncini, il cuore di palma, la barbabietola, l’aglio… e poi prodotti da alberi da frutta con e senza guscio, essiccati o lavorati in sciroppi e marmellate di more, lamponi, castagne, ciliegie, amarene, fragole, pesche, albicocche, prugne, mele, pere, ecc. … Per non parlare di conserve di carne lavorate in norcineria o essicate, pesci e molluschi, tonno sott’olio, baccalá in stoccafisso insalato, sardine marinate, seppioline e calamari… Per non parlare di tutto ció che si puó fare con le olive, l’uva, la vinaccia, il miglio, il grano, il latte, la canna da zucchero, la canapa, l’avena, il miele, gli odori e le essenze, le uova, i semi e non solo di girasole… Insomma una cucina parallela che ci prepara per l’inverno e le stagioni in cui i raccolti sono scarsi. Il tutto affidato alla sapienza di chi opera tra cucina, orto e piccoli laboratori artigianali per la trasformazione dei raccolti e la messa sotto pressione, olio, aceto, sale, zucchero, spirito. E che dire delle sementi varie pronte ad essere riposte in piccoli vasi nella serra, pronti per la prossima stagione? Decima regola per chi vive disperato! Occhio che se si muore di fame é perché esiste qualcuno che ha messo in programma questa disgrazia, che é un dramma apocalittico da 4 cavalieri: Pestilenza (o Epidemia), Guerra, Cataclismi e Carestia. “Maramao perché sei morto, pane e vin non ti mancava, l’insalata era nell’orto…” canta una canzonetta italiana. Infatti con insalata, carote, pomodori, un ovetto, noci, olive, cipolle ed un pezzo di pane non muore nessuno. E se ti sposti un pó per raccogliere dall’albero un frutto, potresti addirittura avere la dose quotidiana di zuccheri buoni. Ma noi ci spingiamo oltre e ci assicuriamo “migas” (pane raffermo con coves-foglie di cavolo, aglio e olio) per il pranzo e una zuppa calda tutte le sere, che ha per base: 5 carote, mezza melanzana, mezza zucchina, due cipolle, 3 patate. Facciamo lessare in una pentola a pressione riempita d’acqua fino al bordo dei vegetali e legumi tagliati a pezzetini e con un pó di sale, e poi frulliamo il tutto. Abbiamo il necessario per inventare ogni sera una pietanza diversa, con aggiunta di uova o pollami o carni o pesci o formaggi (ideale Gorgonzola, Brie, Parmigiano o Pecorino Romano) e semi di lino, pasta corta giá precotta o avanzata, patate lessate, migas e l’immancabile riso. Ma si puó versare anche il cibo avanzato a pranzo o il giorno prima, e che mettendo a tavola sarebbe insufficiente per tutti ma che alla fine fa una gran bella figura per la sua unicitá. Nel dosaggio non andare al di lá di tre mestoli cadauno, nella fase di distribuzione. Ma se non bastasse, tenete sempre del riso a portata di mano per i piú esigenti. Agli intenditori si consiglia aggiunta di pepe o peperoncino e una spruzzatina di “olio a crudo”. La raccomandazione é di rendere la zuppa il piú possibile leggera, senza aggiunta di secondi, perché é abbastanza per sentirsi sazi e per una buona notte. Al limite una frutta per concludere ed un dolce. Vedrete che servirá solo un pezzettino di pane per pulire la scodella e leccarvi i baffi. Una dose base, cosí proposta, per poche persone, puó durare fino a 4 giorni. Oltre si rischia di mangiare cibo con sapore acidulo. Le “invenzioni” rispetto alla base aggiuntetele ogni volta che vi apprestate a cucinare e dopo aver versato 3 mestoli per persona in una terrina. La cottura é rapida e vi sorprenderá la rapiditá con cui si prepara questo piatto dalle mille sfumature. Tenuto conto che lo stesso piatto “base” puó essere a seconda dei desideri del cuoco arricchita di verdure, o sbilanciata a piacere a favore di carote, zucchine, cipolla, aglio francese o melanzane.  Si sconsiglia l’uso eccessivo di patate. Undicesima Regola per le massaie che amano i saponi sgrassanti. Non cucinando grasso le stoviglie possono essere lavate con acqua corrente, purché ció venga fatto subito (con le pentole ancora calde per sfruttare con poca acqua il loro calore). Cosí la maggior parte di piatti e posate sono giá messi ad asciugare. Resta il problema bicchieri (meglio sarebbe se ognuno mantenesse il proprio a tavola e se lo gestisse in proprio, ma ció é meno indicato quando ci sono gli ospiti) e padelle. Qui si usano i prodotti naturali classici: cenere, amido dell’acqua di cottura, olio e limone mischiati insieme. Il suggerimento é che a turno, ogni volta che si prepara il mangiare, qualcuno si affretti a fare le pulizie principali, altrimenti, si puó accumulare il lavoro e farlo tutto in una volta, non tutti i giorni. Comunque, ad ognuno il proprio caso, che varia.

Nei tempi attuali è ancora possibile creare una dispensa a misura di mercato o supermercato, qualora ci siano prodotti a buon prezzo e già preconfezionati. E’ questo il momento di fare una buona scorta di generi alimentari, che torneranno utili nelle emergenze o quando i tempi non aiutano la raccolta, la semina ed il pascolo.

–          Granuli di “pannocchia” o Miglio dolce, Fagioli di diversi colori, Ceci, Funghi, Pisellini, Fagiolini, Spinaci… in confezioni sigillate o lattiera

–          Salame, Carne essiccata e sfilacciata, Norcineria Varia (Prosciutto, Lardo di Colonnata, Salamella Romana, Salsiccette, Mortadella, Cotechino, Bresaolo, Coppa, Speack…), Salsiccia, Luganica, Carne tritata, Wustell

–          Bacon o Pancetta arrotolata e a quadrettini o anche Carne Tritata insaccata in budello com pepe e sale

–          Carne di Pollo, Coniglio, Tacchino, Maiale, Vitello; Uova raccolte dal pollaio e sempre fresche all’uso

–          Pesce giá impanato e surgelato da tenere nel surgelatore, se se ne dispone di uno, se possibile in comunitá.

–          Alici marinate, Tonno, Sardine, Vongole, Telline, Acciughe, Baccalá sfilacciato o Stoccafisso, Anelli di Calamari in salsa, Salmone e Pesce affumicato

–          Formaggi: Gorgonzola, Gorgonzola e Mascarpone, Forme di Parmigiano e Pecorino Romano, Emmenthal, “Scamorza”, Brie, Provolone Piccante, Fette che si sciolgono tipo “Kraft”, Burrata, Bocconcini di Mozzarella, Fiordilatte, Mozzarella di Bufala, Fonduta, CacioCavallo, Asiago, Ricotta,…); Formaggi Locali di pecora, mucca, capra; Formaggi Stagionati, Formaggi di pasta Molle, Formaggi alle Erbe

–          Caffé, Orzo e Cacao in Polvere; Cioccolato in tavolette in tutte le sue caratteristiche

–          Caramelle di Liquirizia, Miele, Anice, Menta e Frutta, Caramella di Cocco

–          Grani di “Pannocchia” per Pop Corn e Corn Flacks (ma anche per le galline e gli altri animali da “aia”)

–          “Tortiglie” di Riso Soffiato ed Integrale, Patatine Fritte in tenuta stagna (per le riserve speciali e le “visite”)

–          Plum Cake, Torte, Crostate di Frutta, Ciambelloni, Castagnaccio, Biscotti e Dolci Vari fatti in casa

–          Yogurt da Latte com Bacillo Bulgaro, Budino, Cream Caramel, Gelatina, Mousse, Gelati di Frutta o preparati

–          Zucchero di Canna “Mascavado”, Marmellata, Nutella, Miele Naturale, Cream Caramel

–          Frutta Secca (Noci, Noccioline, “Bruscolini”, Lupini, Arachidi, Caju, Castagna do Pará, Pistacchi, Mandorle, Pinoli, Marron Glaces …), Uva, Banana, Albicocche e Prugne Passite, Fichi Secchi e “Farciti”, Datteri, Cocco sfilacciato ed essiccato…

–          Latte Scremato a Lunga Conservazione e Latte Condensato

–          Conserve Sottovuoto di Frutta Sciroppata: Ananas, Pesche, Prugne, Albicocche, Ciligie, …

–          Riso, Pasta Varia (Spaghetti, Bucatini, Penne Rigate, Mezze Penne, Farfalle, Ditalini, Conchiglie, Fettuccine, Tortiglioni, Mezzi Tortiglioni, Manicotti, Fusilli, Stelline, Cappelletti), Sfoglie per Lasagne e Cannelloni, (Tortellini, Agnolotti, Ravioli Piccoli), Trofie, Gnocchi, Gnocchi Ripieni, Polenta

–          Pizza preparata, Focacce, Torte Salate, Timballi (Patate, Verdura, Melanzane, ecc.)

–          Patate: Bianca, Rossa, Novella, Americana, Xuxu. Farina di Grano, GranTurco, Farina di Manioca e Castagna

–          Pane Integrale, Pane in Cassetta, Pan Grattato, Casareccio, Piadine, Craekers, Fette Biscottate e Salatini

–          Lievito di Birra e Lievito per Dolci, Bicarbonato di Sodio, Amido (riso, patate, zuccheri naturali, pesce, ecc.)

–          Cipolla, Aglio, Scologno, Rucola, Rughetta, Cicoria di Campi, Rosmarino, Salvia, Prezzemolo, Basilico, Capperi, Basilico, Erba Cipollina,  …Olive in tutte le lavorazioni

–          Condimenti e Semipreparati: Ragú alla Bolognese, Maionese, Mostarda, Ketchup, Aceto di Vino, Aceto Balsamico, Passata di Pomodoro, Pesto, Salse Naturali  e, con molta moderazione, Panna, Besciamella, Mascarpone; Peperoncino Piccante (anche tritato e conservato in olio), Paprica, Pepe nero e bianco

–          Vino Rosso, Lambrusco, Moscato, Chianti, Porto, Spumante, Sintra, Birra, Acqua Vite, Limoncello, Digestivi, Amari, Bevande Alcoliche (Batida de Coco, Crema di Wisky, Martini), Bevande alle Erbe, Succhi di Frutta, …

–          Frutta di Stagione, Frutta Tropicale, Limone (per cucinare, lavare, disinfettare, curare, detergere, ecc..)

–          Zucchine, Melanzane (nera e bianca), Carote, Insalata (in tutte le sue forme), Cavoli (in tutte le sue varietá), Spinaci, Radicchio, Fagiolini, Fagioli (Fagiolino, Fagiolo Verde e Varie Tipologie e Colori), Cicoria, Finocchio, Cetriolo, Bieta, Carciofo, Zucche, Barbabietole, Fave, Girasoli, Pomodori (in tutte le sue varietá a partire dai “Pachino”), Sedano, Lenticchie

–          Burro, Burro Salato, Burro di Arachidi, Margarina Vegetale di Girasole, Olio Extravergine, Olio di Sansa per Cucinare e Lavare, Lardo

–          Conserve (Carciofini, Lampascioni, Melanzane Grigliate, Melanzane a Filetti, Peperoni, Cetriolini, Funghi, Sottaceti di Carete e Broccoli, Pomodori Secchi, Palmito, Lupini, ecc.)

–          Sale Grosso e Sale Fino

–          Specialitá Locali

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Pentola a pressione con cestello

Tegamino per piccole cotture e uova

Pirofila da forno e vasellame da forno

Padella antiaderente medio grande; Padella per friggere con bordi medio alti

Damigiane e contenitori di ogni dimensione e forma (possibilmente vetro, ceramica e argilla)

Casseruola antiaderente riscalda vivande, Pentola per cuocere paste e verdure, Pentolone per preparare conserve

Apriscatole, apribottiglie e altri accessori quali trita caffé, trita aglio, trita pepe, spremiagrumi

Battitore elettrico o bastone frullatore a immersione

Padella a conca per  “paella” e casseruole in rame

Caffettiere (varie misure) per la “moca” e piastra elettrica

Tagliere, coltelli da cucina, mestoli, forbici da cucina, scolapasta e retini, contenitori

Depuratore d’acqua e cisterne per la potabilizzazione

Bicarbonato di sodio, olio di ricino, alcool etilico, sapone azzurro, aceto bianco e nero, soda caustica, boroctalco, cloro o varecchina, acqua ossigenata per ogni occorrenza

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LA DIETA DELL’ARCIERE

Per quanto concerne il metodo di dimagramento per persone sane, che non abbiano malattie o disturbi in corso, la Arca della Bellezza ha elaborato un promemoria dalla nota dieta ScarsDale. Deve essere seguita per massimo 14 giorni (2 settimane), seguita e coadiuvata nel calore domestico e familiare, dal concorso vivo del gruppo di amicizia, per poi passare ad una dieta di mantenimento fatta di condivisione di momenti di gioia, preghiera e lavoro. Quando si acquisiscono 2 kg in più rispetto al peso forma, vuol dire che il nostro termometro psico fisico ci sta dicendo che siamo entrati in un periodo di rilassatezza o stress e che è ora di consultare un “padre” o un “direttore”: rimettersi in azione assieme all’impegno di riiniziare la dieta e segno vitale; in questo caso una settimana dovrebbe bastare.

Stiamo parlando di una dieta priva quasi totalmente di Glutine e di cibo geneticamente modificato.

Agli Arcieri è consigliata una preparazione spirituale, prima di cimentarsi nella dieta, di almeno dieci giorni, che comincia con l’osservanza sempre valida di momenti di digiuno (si consiglia il martedì ed il venerdì) e di confidenza e ricercatezza di cibi naturali, presi dai campi, dall’orto domestico o dal pollaio. Infatti l’abbondanza di frutta e verdura, con legumi, olio extravergine, pomodori e uova e l’eliminazione di grassi, con riduzione progressiva di pane, pasta, cereali, sali, alcolici, contribuiscono sul piano della sazietà, a tutti gli effetti, a ridurre le dimensioni volumetriche dello stomaco e dell’appetito. Praticamente cominceremo ad abituarci a portare il nostro pensare in sintonia anche con lo stomaco e con le altri parti del corpo (dovuto all’alleggerimento progressivo delle nostre articolazioni e dei nostri movimenti), al punto che non sarà più il nostro corpo a reclamare il cibo, ma saremo noi a dargli tutto ciò che impedirà di accumulare grassi e zuccheri in eccesso e che invece li reintegrerà in dosi concrete di sostanza o carni bianche. Verranno apprezzate meglio le specificità locali tipiche del Mediterraneo.

Tale consiglio alimentare può diventare una disposizione interna durante i ritiri spirituali secondo gli esercizi di Sant’Ignazio e dell’Arca della Bellezza e possono essere adottati come linea base durante i corsi formativi e di addestramento, con integrazione di calorie e prodotti tipici locali. Ai giovani, alle persone eccessivamente magre e alle donne in stato interessante è sconsigliata tale Dieta. Salvo eccezioni. Per il resto vale quanto sopra.

Così, come l’Arciere ha il controllo di se stesso, perché tutto subordinato alla vita e al lavoro per il Signore, lo stesso tornerà utile, anche in forme complementari, a coloro che vengono in contatto con un Arciere, o con le loro comunità e le loro imprese, e che attraverso tali simili ed umili strumenti di conservazione del proprio stato cosciente e corporeo sono pienamente degni di partecipare con il Creato a glorificare, adorare Gesù Adveniente e Maria Corredentrice, accompagnati in una fase di conversione vera, comprendendo il senso ed il significato di combattere una buona battaglia, nel proposito serio di essere parte attiva nell’instaurazione di tutto in Cristo, cominciando nel cambiare da noi stessi e facendoci utili strumenti di carità e amore. Intendendo con ciò essere contestualmente al servizio di Dio e degli altri, di propria spontanea volontà, mettendo i propri “talenti” sinora sopiti, nella missione dell’Arca della Bellezza. Con ciò trovando il loro riscontro visibile nella dimensione psico-fisica e armoniosa con il proprio corpo, gli altri ed il Creato, non più alla mercè del bieco consumo e delle mode, ma in un progetto condiviso. E ciò cominciando nel ristabilimento del proprio ruolo “sacrificale” in una attività di impegno costante e prolifico verso gli altri, verso la bellezza creazionale e vivificante, come generoso slancio di sé in una dimensione sacerdotale verso i beni comuni, la sensibilizzazione di tutto se stesso verso l’economia ed equa distribuzione delle cose create, come modello, nella propria lotta e testimonianza, a difesa della fede e del buon governo di tutto quanto ci circonda e contro le tentazioni del demonio (che diparte operando un graduale deterioramento del nostro fisico, e quindi della nostra psiche per poi divorarsi la nostra anima) e quindi delle strutture di peccato che la società -asservita sempre più al maligno- ci propina nella quotidiana normalità.

Durante questa dieta, si consigliano buone passeggiate, magari anche culturali fra le rovine o nei luoghi dello Spirito con il rosario in nano, compiendo anche opere di misericordia corporali e spirituali, la contemplazione dei misteri della fede, incrociando le meditazioni anche con i misteri dello Spirito, carisma degli Arcieri, che sono: la visita dei magi a Gesù nel segno dell’ecumene trinitaria, Gesù nel mercato davanti al Tempio che rovescia gli indegni banchi dei cambiavalute, il Sermone della Montagna ed il giovane ricco, il figliol prodigo ed il ritorno alla Vigna del Signore, la Festa delle nozze organizzata da Padre per il Figlio nello splendore della Sua Visita ritorno.

Ecco, dunque, le regole fondamentali della Dieta dell’Arciere:

  • Mangiare esattamente quello che è stato qui stabilito. Un solo sgarro può inficiare il lavoro di un giorno
  • Niente alcol, per nessuna ragione ed in nessuna occasione, nel momento in cui si sta a regime di dieta
  • Spuntini, se necessari, solo a base di carote, finocchi e sedano (soltanto!!)
  • Condire insalata e verdura con limone o aceto (niente olio!! Almeno per le prime due settimane)
  • La carne deve essere molto magra e preparata senza burro, margarina, olio o altri grassi; togliere tutto il grasso (e la pelle per il pollo e il tacchino)
  • Quando ci si sente sazi, smettere di mangiare! (eventualità peraltro rara, ma possibile…)

PRIMA COLAZIONE (tutti i giorni)

1/2 pompelmo una fetta di pane integrale caffè o the senza zucchero e senza latte

LUNEDI’

PRANZO: carni fredde assortite a vostra scelta, niente carni grasse; pomodori affettati, alla griglia, in umido; caffè o the. CENA pesce magro o crostacei, di qualunque genere, preparati senza burro o olio;  insalata mista, 1 fetta di pane alle proteine o integrale tostata; frutta di stagione; caffè o the

MARTEDI’

PRANZO: macedonia di frutta a volontà caffè o the. CENA hamburger magro alla griglia, abbondante pomodori, peperone, lattuga, sedano, olive, zucchine o cetrioli; caffè o the

MERCOLEDI’

PRANZO: insalata di tonno (anche a vapore), condita con limone o aceto; pompelmo o melone o frutta di stagione; caffè o the. CENA agnello arrosto affettato, a cui va tolto tutto il grasso; insalata di lattuga, pomodoro, cetriolo, sedano, senza olio; caffè o the

GIOVEDI’

PRANZO: 2 uova, cucinate senza usare grassi, formaggio magro zucchine o cavolini di Bruxelles o pomodori affettati; 1 fetta pane alle proteine o integrale tostata; caffè o the. CENA pollo arrosto o alla griglia (togliere la pelle o il grasso); spinaci, peperoni, fagiolini, pomodori; caffè o the

VENERDI’

PRANZO: formaggio magro; spinaci; 1 fetta di pane alle proteine o integrale tostata caffè o the. CENA pesce magro, congelato o fresco, o crostacei insalata mista nella quantità desiderata, comprese verdure fredde o cotte; 1 fetta di pane alle proteine o integrale tostata; caffè o the

SABATO

PRANZO: macedonia di frutta caffè o the. CENA pollo o tacchino arrosto insalata di pomodori e lattuga pompelmo o frutta di stagione; caffè o the

DOMENICA

PRANZO: tacchino o pollo; pomodori, carote, cavolo cotto, broccoli o cavolfiore pompelmo o frutta di stagione; caffè o the. CENA vitello arrosto magro; insalata di lattuga, cetrioli, sedano, pomodoro, zucchine; caffè o the

Qualora non servisse perdere peso, o tanto meno non subito, si possono considerare verdure, legumi, carne tritata come piatto base primario, che può poi essere completato mischiandovi una patata (bollita, ma anche passata in padella), o un pugno di riso, o qualche elemento di pasta/pane, carni, uova, pesce, o funghi, ecc.. La porzione poi ottenuta, che sembrerà più abbondante di quella attesa, va divisa per due per condividerla con altra persona, o riponendola in zona fresca da consumare a breve.

Ricordiamo a chi fosse sfuggito che consuetudine tipica degli Arcieri per la cena, è la preparazione del minestrone o zuppa, come base alimentare ipo vitamicino da arricchire con gli avanzi del pranzo, o con una manciata, a scelta, di legumi, riso, pastina, uova, o, a piacere, e in piccola misura, di tortellini.

Nei Borghi l’uso di pasta lavorata ripiena, sostituisce di fatto i secondi piatti e apporta meno calorie nell’organismo.

La carne, insaccata sapientamente da maestri saluminieri e norcini, quindi opportunamente conservata con spezie, nella loro lavorazione diversificata, può essere utilizzata nella sua forma tritata o affettata, per condire pietanze.

Una raccomandazione riguarda l’uso del pentolame, in argilla e rame. Non va sottovalutato il significato dei valori nutrizionali conservati dall’uso della pentola a pressione e di padelle o recipienti a fondo termico, che continuano a cuocere anche con il coperchio e a fuoco spento. Importante è il ruolo dei forni in pietra ignifuga alimentati a legna e con combustibili alternativi dove poter cuocere pane, pizze, biscotti, torte, dolci, timballi, strudel, patate, torte salate, arrosti di carni e pesce, frutta essiccata e alimenti a base grano di supporto alla dieta.

n.b. del “Mal di glutine”. La forza di questa Dieta è che senza dirtelo apertamente, ti fa vedere come un enzima si inceppa. E che, per chi dipiù, per chi di meno, non segue il classico problema digestivo con tutte le varie gradazioni di gravità contribuendo alle malattie più svariate. notano che eliminando il glutine scompaiono mal di testa, scompare nervosismo, stanchezza, fibromialgia, dolori articolari. Le malattie hanno sempre più di una causa. Quindi occorre continuare a cercare e magari agire su più fronti. Per esempio quello dei denti devitalizzati che fanno infezione di nascosto nell’osso. Le conseguenze, per tutte le persone con intolleranza al glutine non diagnosticata (1/7 della popolazione solo in Italia), sono di avere una vita strana, piena di farmaci, piccole difficoltà inspiegabili, problemi ricorrenti. Stiamo parlando di problemi che ogni volta prendono una forma diversa: difficoltà nervose, complicanze al cervello, dolori reumatici, ferro basso, problemi a carico del fegato e dell’apparato riproduttivo, tumori, problemi alle ossa, insomma… di tutto.

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RICETTE DI PRODOTTI ECOLOGICI PER LA PULIZIA E L’IGIENE

E’ parte della nostra lotta quotidiana contro i Produttori Petrolchimici e neo mondialisti

Aiuta anche tu a minimizzare l’impatto inquinante che causiamo sul pianeta terra, soprattutto dovuto alla produzione disordiata e squilibrata di  materiale per la pulizia. Oltre a contribuire alla salute di noi tutti, puoi anche economizzare molto e dare un senso alle cose che fai. Perché in parte stai portando avanti una lotta contro i guerrafondai che hanno bisogno di petrolio. Prova la differenza a fine mese!

SAPONE LIQUIDO PER LA PULIZIA DELLE STOVIGLIE

  • 2 litro d’acqua
  • 1 sapone azzurro grattato
  • 1 cucchiaio di olio di ricino
  • 1 cucchiaio di zucchero

Bollire tutti gli ingrendienti insieme fino a che si dissolvono e imbottigliare.

DETERGENTE ECOLOGICO

  • 1 pezzo di sapone di cocco neutro
  • 2 limoni
  • 4 cucchiai di amoniaca (che é biodegradabile)

Sciogli il sapone di cocco grattato in un litro di acqua. Poi, aggiungi cinque litri di acqua fredda. In seguito, spremi i limoni. Per ultimo versa l’ammaniaca e mescola bene. Conserva il prodotto ricavato in bottiglie e utilizzalo al posto di quelli commerciali. Otterrai sei litri di un detergente che pulisce, non inquina, il cui valore economico é incredibilmente minore dell’equivalente prodotto industrialmente.

DETERGENTE ECOLOGICO MULTIUSO

  • acqua
  • aceto
  • amoniaca liquida
  • bicarbonato di sodio e acido borico

In un litro di acqua tiepida (circa 45º C), aggiungi un cucchiaio di aceto, un cucchiaio di aceto, un cucchiaio di amoniaca, un cucchiaio di bicarbonato di sodio, un cucchiaio di acido borico. Puó essere utilizzato per qualunque tipo di pulizia, in sostituzione di quelli multiuso convenzionali. Mantenere l detergente ecologico fuori dalla portata di bambini e animali.

DISINFETTANTE PER IL BAGNO

  • 1 litro di alcool (di preferenza 70º)
  • 4 litri di acqua
  • 1 sapone azzurro
  • foglie di eucalipto

Lasciare le foglie di eucalipto a mollo nell’alcool per 2 giorni. Bollire in un litro d’acqua con il sapone grattato, fino a dissolversi. Aggiungere acqua e essenza di eucalipto (senza alcool). Imbottigliare.

AMMORBIDENTE PER ABBIGLIAMENTO

  • 5 litri d’acqua
  • 4 cucchiai di glicerina
  • 1 sapone grattato
  • 2 cucchiai di latte di rose

Bollire un litro d’acqua com un sapone grattato, fino a dissolversi. Aggiungere altri 4 litri di acqua fredda, i 4 cucchiai si glicerina e i2 cucchiai di latte di rose. Mescolare bene e poi imbottigliare.

PULIENTI PER FINESTRE E SPECCHI: Per la pulizia di routine, usare 3 cucchiai di aceto diluiti in 11 litri di acqua calda. Se il vetro fosse molto sporco, prima pulirlo com acqua e sapone. Per asciugare la superficie utilizzare tessuto di cotone o vecchi giornali.

PER PULIRE E PROFUMARE TAPPETI E TENDE: Mischiare due parti di “fubá” con una parte borotalco. Polverizzare generosamente elasciare decantare per un’ora circa, poi aspirare. Una profumazione rapida pu+o essere ottenuta polverizzando sul tappeto il bicarbonato e aspirare subito.

PER AMMORBIDIRE I VESTITI: Aggiungere ½ bicchiere di aceto o ¼ di bicarbonato durante il risciacquo.

PULIZIA DEL BAGNO: Per la pulizia generale del bagno, usare una spazzola con bicarbinato di sodio e acqua calda. Per i sanitari, rovesciare aceto e lasciare decantare durante la notte, sciacquando la mattina. Para la pulizia piú detagliata della privata, applicare una pasta di bórax e succo di limone. Lasciare per alcune ore e poi scaricare. Utilizzare in alternativa una soluzione robusta di aceto.

PER LA PULIZIA DI VETRI E PER SGRASSARE: Usare una soluzione di aceto o limone diluita nell’acqua.

PER LA PULIZIA DEL FORNO: Basta una soluzione di acqua calda con bicarbonato di sodio, che deve essere passata con un panno fino.

PER LA PULIZIA DI PENTOLE, TEGAMI, PADELLE E FORME BRUCIATE: Ricoprire la superficie con un sottile strato di bicarbonato di sodio e acqua, e lasciare riposare per alcune ore prima di lavare.

ALTRI MODI DI PULIRE LE FINESTRE: Diluire ½ tazzina di alcool, 2 tazzine di acqua e un cucchiaio di amoniaca. Utilizzare i guanti prima di applicare la soluzione con uno strofinaccio.

FINESTRE E VASSOI DI METALLO: Per mantenere finestre e vassoi di alluminio o argento sempre brillanti come nuovi, basta lavarli una volta al mese con una soluzione di olio da cucina e alcool, in parti uguali. In seguito. In seguito é sufficiente passare un panno morbido o di flanella.

PRODOTTO DI PULIZIA PER PAVIMENTI IN CERAMICA: Mischiare nel secchio per le pulizie, all’incirca 3,5 litri d’acqua con ¾ di tazzina di aceto bianco e ½ tazzina di amoniaca. Lavare il pavimento come sempre.

AL POSTO DELLA NAFTALINA: La naftalina (altro prodotto del petrolio e lo si dovrebbe capire dal nome) aggredisce il fegato ed i reni, sostituiscila con sacchetti di fiori di lavanda.

DEODORANTE PER L’AMBIENTE Puó essere sostituito da una soluzione di erbe aggiunte ad aceto e succo di limone. Oltre a spendere meno, eviterai cosí l’uso di quei prodotti che sono la causa di aumento di malattie respiratorie e diallergie.

RICETTE PER LA REALIZZAZIONE DEL SAPONE

* * * * * Avvertenze: Segui correttamente le proporzioni e le orientazioni delle recette. La soda caustica deve essere manipolata con grande cura, per non creare ulcere nelle mani ed in altre parti del corpo, evitando anche di innalarla nella respirazione. Molte recette sono state sviluppate, testate e approvate nel corso degli anni, principalmente dalle donne che vivevano ni mezzi rurali ed ecosostenibili. Anche noi potremmo continuare, secondo la tradizione, a ridurre al massimo l’impatto dell’uso di pordotti di pulizia sulla natura, sul nostro organismo e sulla salute in genere. Eppoi, perche anche non economizzare, non accedere noi direttamente ai prodotti base che giá sono a portata di mano dentro casa, e che possiamo ancora recuperare dai ricordi di queste donne, in antichi taccuini, recette pratiche, piú economiche, e, ancora piú importante, che non portano rischi per nessuno. Alcuni esempi:

SAPONE

Il sapone azzurro ha come ingredienti base:

  • grasso
  • soda caustica
  • acqua

Il grasso puó essere animale, brodo o grasso di gallina, che danno un sapone di buona qualitá se unito all’altro. Anche l’avvocado, quando avanza, puó essere usatocome base grassa. Si puó anche approfittare dei grassi residui di cucina. Prima dell’uso, peró, devono essere ripulite in questo modo: 1 parte d’acqua ed una di grasso da portare a ebollizione. Tirare fuori dal fuoco e mescolare bene fino ad aggiungere un litro d’acqua fredda per ogni litro di acqua calda. Le sostanze estranee e inutili rimarranno depositate nel fondo del recipiente. Quando raffredda il grasso tenderá a rimanere solido, potendo cosí essere rimossa. Se dovesse rimanere molto sporco, deve ripetersi l’operazione. Questo processo é buono perché aiuta a togliere il sale delle fritture dal grasso. La soda é un minerale che si incontra in natura in diversi stati di purezza. Deve essere tratta con attenzione per non ustionarsi e non repirarne le esalazioni. E sempre miglior consiglio utilizzare la soda di buona qualitá per produrre un buon sapone.

SAPONE NEUTRO O SAPONE DI ALCOOL

  • 4 Kg di grasso animale
  • 2 lattine da un litro di olio di soia
  • 1 Kg di soda
  • 3 litri di acqua tiepida
  • 5 litros de Álcool

Sciogliere sul fuoco il grasso e aggiungere olio di soia. Aspettare che raffreddi un pó. Aggiungere alcool, soda (disciolta in un poco di acqua) e la parte restante dei 5 litri d’acqua. Si possono sostituire le due lattine di olio di soia com un altro chilo di grasso animale. L’alcool etilico puó essere sostituito da alcool di canna. Non devono essere usati recipienti e pentole di alluminio. L’acqua che é utilizzata per la struttura del sapone puó essere utilizzata aromatizzata con succhi, té, tisane: foglie di mamão; radice di guanxuma, eucalipto, citronella, hortelã, bardana, tanchagem e babosa. Per la pulizia di vestiti e per la cucina sono preferibili l’uso di foglie di mamão e radici di guanxuma; per i saponi disinfettanti e per pulizia di utensili usare: eucalipto, citronella, propoli (2 cucchiai). Puó anche usato come saponetta:

  • Sapone medicinale per la caduta di capelli e problemi della pelle: bardana e calendula
  • Per scurire i capelli: babosa
  • Per schiarire i capelli: camomila
  • Per l’uso quotidiano dell’igiene personale, scegliere tra: babosa, propoli, bardana, camomila o tanchagem

Tu puoi anche usare questa ricetta e poi aggiungere 500 grammi di sapone pronto, grattato, con 1/2 bicchiere di una qualsiasi di queste piante. Portare al fuoco fino a sciogliere e poi mettere in una forma e lasciare freddare e infine tagliare a pezzettini.

SAPONE FREDDO

  • 12 litri di acqua
  • 1 Kg de farina di granoturco
  • 1Kg di soda
  • 4Kg di grasso animale cotto

Sciogliere il grasso animale (sebo) in un recipiente grande. Diluire la farina di granoturco in 6 litri di acqua. Sciogliere la soda in altri 6 litridi acqua. Mischiare tutto e mescolare per 40 minuti. Rovesciare in forme e lasciare seccare. Poi tagliare.

SAPONE DI AVVOCADO

  • 5 Kg di polpa di avvocado
  • 1/2 Kg di grasso animale sciolto o brodo di gallina
  • 400 g di soda commerciale
  • 150 g di breu

Raccogliere l’avvocado con attenzione che non si ammacchi e riporlo all’ombra finché diventi maturo. Appena maturo, tagliare l’avvocado in mezzo e separare il nocciolo e la buccia dalla polpa. Collocare tutta la polpa in un recipiente bem pulito e aggiungere la soda, il grasso o il brodo e il breu. Mescolare per un’ora. Aggiungere in un contenitore rivestita in plastica e lasciare 24 ore a seccare (dipendendo dalla umiditá dell’aria, a volte é necessario lasciare piú tempo). Tagliare in barre. Per una maggiore consistenza aggiungere 2-3 cucchiai di farina di granoturco.

SAPONE DI ERBE

  • 5 Kg di grasso vegetale
  • 2,5 Kg di sebo o grasso animale
  • 2,5 Kg di olio di cucina (usato), brodo o grasso di gallina sciolto
  • 1 Kg di soda
  • 4 litri di alcool
  • 4 litri di acqua o succo di erbe

Triturare le erbe e spremere. Scaldare il grasso animale com l’olio. Mescolare, fuori dal fuoco, l’alcool nel sebo caldo. Mescolare a soda com acqua, il succo delle erbe in un recipiente non corrosivo. Aggiungere il sebo con l’olio in questo stesso impasto. Mescolare bene fino a che appare schiumoso. Collocare nelle forme. Lasciare freddare e sará pronto per essere tagliato.

SAPONE DI GRANTURCO

  • 6 litrI di acqua
  • 1/2 Kg di soda caustica
  • 2 Kg di brodo o sebo
  • 1/2 Kg di farina di granoturco

Mescolare in un recipiente 3 litri di acqua bollita con la soda caustica. Aggiungere brodo o sebo, Sciogliere la farina negli altri tre litri di acqua fredda. Riportare la mistura precedente e mescolare abbastanza, per circa 15 minuti. Rovesciare l’impasto in una scatola rivestita in plastica. Lasciare riposare 3 giorni prima dell’uso.

SAPONE DI CENERE

  • 5 Kg si sebo
  • 2,5 Kg di cenere
  • 5 litros di acqua
  • 0,5 Kg di soda caustica

Sciogliere il sebo in fuoco lento fino a essere uniforme. Bollire la cenere con acqua per 4 ore. Lasciare la cenere decantare (da mettere poi da parte per altri usi) e usare solo l’acqua da aggiungere al sebo. Mescolare bene. Aggiungere lentamente la soda, fuori dal fuoco, e mescolare fino a dissolversi. Collocare in forme. La cenere ha l’alto potere di sbiancare. Per schiarire le tovaglie, le lenzuola, metterle a mollo, insaponate, in un recipiente con una quantitá di cenere. Lavare normalmente il giorno seguente.

DUBBI:

Molte persone ci sollevano dei dubbi e cerchiamo di rispondere come sempre sulla base dell’esperienza. Ma é importante anche ricordare che molta della tradizione orale é andata persa e in ogni Paese le usanza possono cambiare, come possono cambiare i prodotti usati.
L’idea di disporre di ricette di prodotti ecologici di pulizia e bellezza é stata realizzata per soddisfare le richieste di molte donne che temono il ritorno alla vita campestre come una rinuncia. Scoprono, poi, che hanno tutto a portata di mano e che lo sviluppo della creativitá porta anche a soluzioni piú confacenti alle loro esigenze. Senza contare che a volte non sappiamo dove mettere l’olio fritto, la cenere e altri prodotti deteriorati, come limoni andati a muffa, o cibo avariato. Dunque, ridurre l’impatto inquinante ai danni della nostra salute e minimizzare i costi. Questo é il primo obiettivo raggiunto. A dire il vero, noi non siamo specialisti sull’argomento e nemmeno molte ricette saranno mai testate da noi, sebbene sarebbe utile farlo anche per una maggiore diffusione delle esperienze. La miglior cosa da fare, comunque, é sempre provare, provare e provare e poi condividere i risultati perché altri possano trovarsi avvantaggiati e magari possano, contestualmente, fornire ulteriori soluzioni giá in uso. Alcuni dati, comunque, ci mancano, come la validitá dei prodotti. E per il fatto di essere naturali, non dovrebbero durare molto.

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I MILLE IMPIEGHI DELL’ACQUA OSSIGENATA H202

Pensi che l’acqua ossigenata sia di poca utilità? Allora sorprenditi!

L’acqua ossigenata è stata sviluppata nella decade del 1920 da scienziati che avevano come primo obiettivo contenere i problemi derivati dalle infezioni di cancrena dei soldati che stavano sul fronte di battaglia. Nella Seconda Guerra Mondiale il numero delle amputazioni, infatti, si è ridotto di molto.

Quale era la specificità che si ponevano con questa invenzione:

–          Poterla utilizzare per molte finalità;

–          Facilità di trasporto;

–          Facilità di immagazzinamento;

–          Facilità di utilizzo;

–          Assenza di effetti collaterali.

In una soluzione del 3% è uno dei più potenti disinfettanti che esistono.

Perché, allora, è così poco divulgato?

Non fa guadagnare ed è altamente competitivo con i prodotti farmaceutici e le industrie dei disinfettanti domestici e ospedalieri.

L’efficacia domestica dell’acqua ossigenata:

1-      Un cucchiaio da dolce di acqua ossigenata usato  nei risciacqui boccali e mantenuto nella bocca per alcuni minuti uccide tutti i germi del cavo orale e schiarisce i denti! Dopo un po’, però, va sputato tutto.

2-      Tenere gli spazzolini da dente in una soluzione di acqua ossigenata conserva le setole libere da germi che causano gengiviti e altri problemi alla bocca.

3-      Un po’ di acqua ossigenata in uno strofinaccio disinfetta meglio di qualsiasi altro prodotto. E’ eccezionale per la cucina ed il bagno.

4-      I taglieri, i coltelli da cucina e altri utensili possono essere totalmente disinfettati, dopo l’uso, con un po’ di acqua ossigenata, che uccide qualunque batterio o germe, incluso la salmonella.

5-      Passata nei piedi, la notte, evita problemi di funghi e geloni che causano i principali problemi nei piedi, incluso i cattivi odori.

6-      Passata sulle ferite (varie volte al giorno) evita infezioni e aiuta a cicatrizzare. Ci sono casi di cancrene regredite dopo l’uso dell’acqua ossigenata.

7-      Unendolo metà e metà con l’acqua pura, si può iniettare nel naso in casi di raffreddore e sinusiti. Attendere alcuni istanti e soffiare il naso. L’acqua ossigenata uccide i germi ed altri microorganismi nocivi.

8-      Un po’ di acqua ossigenata nella vasca da bagno riempita d’acqua, aiuta a combattere la micosi, i funghi e aiuta a mantenere la pelle sana.

9-      I vestiti che abbisognano di essere disinfettati (lenzuoli, fazzoletti, mutande, ecc.) o quelli che sono in contatto con secrezioni corporali e sangue, possono essere totalmente disinfettati o mantenuti a mollo in una soluzione di acqua ossigenata. E questo prima di un lavaggio normale.

10-  Certamente potrai scoprire altri modi di usare l’acqua ossigenata nella tua casa.

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Dieta mediterranea

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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO-ICH-blue.svg Patrimonio immateriale dell’umanità
Dieta Mediterranea
(EN) Mediterranean diet
Gazpacho ingredients.jpg
Olio di oliva e verdure
Stati Italia Italia (promotore)
Grecia Grecia
Spagna Spagna
Marocco Marocco
Inserito nel 2010
Lista Lista rappresentativa del patrimonio
Settore Cognizioni e prassi sulla natura e l’universo
Scheda UNESCO (AR, EN, ES, FR) 00394

La dieta mediterranea è un modello nutrizionale ispirato ai modelli alimentari tradizionali di tre paesi europei e uno africano del bacino del mediterraneo: Italia, Grecia, Spagna e Marocco. Nel 2008 l’Italia presentò richiesta all’UNESCO affinché la dieta mediterranea venisse inserita fra i patrimoni culturali immateriali dell’umanità, riconoscimento che riceve nel 2010. [1]

Questo modello nutrizionale è stato abbandonato nel periodo del boom economico degli anni sessanta e settanta perché ritenuto troppo povero e poco attraente rispetto ad altri modelli alimentari provenienti in particolare dalla ricca America, ma ora la dieta mediterranea sta sicuramente riconquistando, tra i modelli nutrizionali, l’interesse dei consumatori e sta conoscendo una grande diffusione, specie dopo gli anni novanta, in alcuni paesi americani fra cui l’Argentina, l’Uruguay e alcune zone degli Stati Uniti d’America.

Storia

Il primo a intuire la connessione tra alimentazione e malattie del ricambio, qualidiabete, bulimia, obesità, fu il medico nutrizionista italiano Lorenzo Piroddi (Genova 1911-1999). Considerato il “padre” della dieta mediterranea è anche autore del libro Cucina Mediterranea. Ingredienti, principi dietetici e ricette al sapore di sale. Qualche anno dopo, dal canto suo, lo scienziato americano Ancel Keys (1904-2004) si fece promotore dell’ampio programma di ricerca noto come Seven Countries Study e autore del libro Eat well and stay well, the Mediterranean way. Keys aveva notato una bassissima incidenza di malattie delle coronarie presso gli abitanti di Nicotera e dell’isola di Creta, nonostante l’elevato consumo dei grassi vegetali forniti dall’olio d’oliva, e avanzò l’ipotesi che ciò fosse da attribuire al tipo di alimentazione caratteristico di quell’area geografica. In seguito a questa osservazione prese l’avvio la famosa ricerca “Seven Countries Study”, basata sul confronto dei regimi alimentari di 12.000 persone, di età compresa tra 40 e 59 anni, sparse in sette Paesi del mondo (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Jugoslavia). I risultati dell’indagine non lasciarono dubbi: la mortalità per cardiopatia ischemica (infarto) è molto più bassa presso le popolazioni mediterranee rispetto a Paesi, come la Finlandia, dove la dieta è ricca di grassi saturi (burro, strutto, latte e suoi derivati, carni rosse). Ancel Keys, e altri scienziati che presero parte al “Seven Countries Study”, proseguirono i loro studi a Nicotera (Vibo Valentia), Crevalcore (Emilia), Montegiorgio (Marche). A Pioppi (Pollica), nel Cilento, Keys continuò a vivere per oltre 40 anni. È stato insignito nel 2004 della Medaglia al merito alla salute pubblica dello Stato Italiano

Con la guida del Prof. Jeremiah Stamler (scienziato, cardiologo americano, collaboratore di Ancel Keys), dopo 40 anni dalla pubblicazione dei risultati delle ricerche del “Seven Countries Study” (settembre 1969), è stata fondata a Pioppi “l’Associazione per la Dieta Mediterranea: alimentazione e stile di vita” (Presidente dott. A. Notaro) che ha organizzato dal 24 al 27 settembre 2009 il convegno sulla Dieta Mediterranea a Pioppi, a cui hanno partecipato illustri scienziati(alcuni dei quali avevano partecipato anche alla pubblicazione degli studi del ’69) e personalità da ogni parte del mondo, l’associazione ha ricevuto un’onorificenza dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano per il valore culturale e sociale rivestito dall’associazione e dal convegno organizzato, come importante fonte di divulgazione di un corretto stile di vita. Durante il Convegno gli scienziati hanno firmato un documento che attesta l’effettiva connessione tra la Dieta Mediterranea e Pioppi come luogo di svolgimento degli studi di Keys e dei suoi collaboratori, facendo così diventare Pioppi Capitale Mondiale della Dieta Mediterranea.

Il 20 gennaio 2003 si è svolto il primo Simposio Internazionale sulla dieta mediterranea italiana di riferimento, organizzato da Antonino De Lorenzo, presso l’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” dove sono stati definiti i criteri di adeguatezza nutrizionale per la dieta mediterranea italiana di riferimento. Nel 2005 si è svolto il secondo Simposio Internazionale sulle Diete Mediterranee Europee a Nicotera. Allo stesso anno risale la fondazione dell’Istituto Nazionale per la Dieta Mediterranea e la Nutrigenomica (I.N.D.I.M), con sede a Reggio Calabria. Nel 2008, il ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, riconosce la dieta mediterranea come dieta di riferimento biologica. Il 9 maggio 2010 si è svolto il terzo Simposio Internazionale a Nicotera, nella ricorrenza del Cinquantenario del rilevamento dei consumi alimentari del 1960, in quella sede sono stati definiti l’associazione tra il modello alimentare mediterraneo e l’espressione di alcuni geni che controllano l’infiammazione e l’aterosclerosi fornendo le basi con cui la nutrizione molecolare offre una prospettiva efficace d’intervento, definendo l’apporto di nutrienti specifici in base al fabbisogno energetico e al patrimonio genetico individuale. I Congressi Internazionali dedicati all’argomento si sono svolti dal 1996 in Spagna, che ne ha curato anche l’aspetto promozionale

Alimenti principali

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La dieta mediterranea ha un elevato consumo di pane, frutta, verdura, erbe aromatiche, cereali, olio di oliva, pesce e vino (in quantità moderate) ed è basata su un paradosso (almeno per il punto di vista del nutrizionismo tradizionale): i popoli che vivono nelle nazioni del Mediterraneo consumano quantità relativamente elevate di grassi ma, nonostante ciò, hanno minori tassi di malattie cardiovascolari rispetto alla popolazione statunitense, nella cui alimentazione sono presenti livelli simili di grassi animali. La spiegazione è che la gran quantità di olio d’oliva usata nella cucina mediterranea controbilancia almeno in parte i grassi animali.
L’olio di oliva sembra infatti abbassare i livelli di colesterolo nel sangue; si pensa inoltre che il consumo moderato di alcool durante i pasti, sia un altro fattore protettivo, forse per gli antiossidanti contenuti nelle bevande alcoliche. Secondo lo studio, la dieta mediterranea diminuisce il tasso di mortalità della coronaropatia (malattia coronarica) del 50%. Inoltre la dieta mediterranea spiega che sarebbe meglio bere minimo 6 bicchieri d’acqua al giorno. In realtà il largo uso dei cereali è stato da alcuni criticato:

« Fa comodo a molti spacciare l’abuso alimentare di amidi (pizze, pasta, patate) come “dieta mediterranea”. Le abitudini alimentari delle popolazioni del bacino del Mediterraneo sono, meglio sarebbe dire erano, caratterizzate dal consumo di frutta, legumi, ortaggi, pesce, e olio d’oliva la cui pianta produttrice vegeta in modo esclusivo nell’area. Questo tipo di alimentazione, nella quale i cereali giocano un ruolo marginale è particolarmente idoneo a prevenire tumori e malattie cardiovascolari grazie all’elevato contenuto in fosfolipidi del pesce, degli acidi monoinsaturi dell’olio d’oliva, delle fibre e delle vitamine di frutta e verdura. I cereali vi sono compresi solo perché apportano energia di basso costo economico. Come si può ben capire, niente a che fare con certe merendine…[2] »
(Alberto Fidanza et al. da “La dieta mediterranea”)

Cereali

Un posto privilegiato nella Dieta Mediterranea è occupato dai cereali integrali e non. Al gruppo dei cereali appartengono i seguenti alimenti: pasta, riso, patate, mais, orzo e farro. Cereali meno cumuni nella tradizione culinaria l’avena, la quinoa ed il miglio. Il consumo di cereali integrali sarebbe da preferire. Il processo di raffinazione impoverisce i cereali di vitamine, sali minerali e fibre. I cereali sono per lo più fonte di carboidrati complessi, che, in base alla Dieta Mediterranea, dovrebbero fornire il 55-60% delle calorie giornaliere. Secondo il modello della Dieta Mediterranea le porzioni di riferimento nel consumo di cereali dovrebbero essere:

  • 80 g per la pasta secca e per il riso. Mentre la porzione di riferimento per la pasta all’uovo fresca è di 120 g. Per i primi piatti in brodo, invece, 40 grammi per la pasta secca e il riso e di 60 grammi per quella all’uovo fresca. Il primo piatto deve essere sempre l’inizio per un pasto? No. Tra pasta e riso bisognerebbe mangiare il primo circa 8 volte alla settimana tra pranzo e cena. Le altre volte si potrebbe consumare un piatto unico abbinato ad un contorno. Il piatto unico è caratterizzato dall’unione del primo piatto col secondo (pasta e fagioli, pasta col ragù, gnocchi di patate al ragù, pizza con mozzarella e pomodoro).
  • 50 g di pane. Anche nel caso del pane il consumo dovrebbe essere limitato a 1-2 volte al giorno.
  • 200 grammi di patate (pesate a crudo e senza buccia). Le patate andrebbero portate a tavola circa 2 volte alla settimana, come alimento o in preparazioni come ad esempio gli gnocchi.

Legumi

La loro funzione è duplice, giacché la loro composizione vede una discreta presenza di carboidrati a lento assorbimento (basso indice glicemico), ma soprattutto, se comparata con altri cibi vegetali, una corposa presenza di proteine. Una dieta equilibrata che comprenda l’associazione di cereali e legumi è completa dal punto di vista proteico, in quanto fornisce all’organismo tutto lo spettro amminoacidico necessario.
I legumi hanno anche il merito di apportare discrete quantità di sali minerali, alcune vitamine e fibra alimentare.

Frutta fresca e verdura

È ormai consolidata l’opinione circa la quale è opportuno consumare quotidianamente la cifra ideale di 5 porzioni di frutta e verdura. Indubbi sono i vantaggi: questi alimenti generano un senso di sazietà a fronte di un ridotto potere calorico. Da sottolineare anche l’ingente quantità d’acqua che questi alimenti contengono, molto spesso superiore al 90% (nella frutta), caratteristica che dovrebbe tendere ad aumentare il consumo di questi cibi a maggior ragione nelle calde giornate estive mediterranee, per integrare adeguatamente i liquidi perduti.
Molti frutti forniscono un imprescindibile e insostituibile contributo di vitamina C e acido ascorbico, una vitamina idrosolubile fondamentale per molteplici funzioni.
Si raccomanda di consumare preferibilmente frutta di stagione.

Carne e pesce

Generalmente la dieta mediterranea tende a consigliare un consumo di pesce più largo rispetto a quello della carne. Il pesce, d’altra parte, non ha potuto restare escluso dalle tavole mediterranee, proprio per la presenza dell’ambiente marino che ha plasmato e determinato la storia dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
Gode principalmente di ottime quantità proteiche, di acidi grassi essenziali e alcuni sali minerali. Quanto alla carne, si tende a preferire quella bianca (pollo, tacchino, coniglio) a quella rossa. Ricca in proteine, vitamine e sali minerali, la componente lipidica (grassi) dipende fortemente dall’animale di provenienza e anche dalla parte dell’animale.

Uova e latticini

Questi alimenti sono famosi per l’apporto di proteine in quantità, e per le qualità. Stando alle scale del valore biologico delle proteine dei singoli alimenti, l’uovo ha una posizione privilegiata, seconda soltanto al siero del latte. È doveroso differenziare le due componenti dell’uovo: il tuorlo (contenente grassi e colesterolo, ma anche vitamine e sali minerali) e l’albume (contenente proteine). Il latte è fonte di sali minerali, di vitamine e di proteine.

Caratteristiche

Acidi monoinsaturi

Gli acidi grassi monoinsaturi sono contenuti in elevata quantità nell’olio extravergine di oliva e nei pesci (i grassi di animali terrestri sono invece costituiti in massima parte da grassi saturi, nocivi alle arterie); assunti nelle dovute quantità, diminuiscono i livelli di LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”) mentre aumentano o lasciano invariato il livello di HDL (cosiddetto colesterolo buono). La pericolosità delle LDL risiede nella loro capacità di innescare, se ossidate dai radicali liberi, un meccanismo che conduce alla progressiva occlusione delle coronarie e al conseguente infarto.

Antiossidanti

Gli antiossidanti, largamente diffusi in tutto il mondo vegetale, sono sostanze prodotte dalle piante a difesa delle loro stesse strutture; si oppongono alle ossidazioni prodotte dai “radicali liberi”, un sottoprodotto delle reazioni chimiche che avvengono nell’organismo.

Gli antiossidanti più noti sono l’idrossitirosolo e l’oleuropeina contenuti nell’olio d’oliva e appartenenti alla classe dei fenoli; il resveratrolo e la quercitina contenuti nel vino rosso (appartenenti alla classe dei flavonoidi), le vitamine E, C e carotenoidi (precursori della vitamina A).

Le fibre

Le fibre producono nel nostro organismo effetti molto interessanti: stimolano la secrezione della saliva, dei succhi gastrici e danno una sensazione di sazietà; normalizzano le funzioni intestinali; abbassano i livelli di colesterolo nel sangue; accelerano il transito intestinale.

Dolci

I dolci sono poco presenti nella dieta mediterranea ma essa, essendo una dieta variata, ne consente l’utilizzo una volta alla settimana.

I benefici

Secondo degli studi la dieta mediterranea ha effetti protettivi sul cervello, contribuendo a prevenire il declino cognitivo; essa è molto importante per i suoi effetti benefici sulla salute. Dopo essersi rivelata protettiva nei confronti di malattie cardiovascolari, tumori e probabilmente di allergie e asma, lo studio ne segnala i potenziali effetti protettivi sul cervello. È infatti emerso che chi segue questo tipo di regime alimentare ha meno possibilità di andare incontro a un modesto declino cognitivo, uno stadio tra il normale invecchiamento e la demenza. Non solo, la dieta mediterranea ridurrebbe le possibilità di sviluppare la malattia di Alzheimer in chi già mostra segnali di difficoltà cognitive. L’aderenza ad un modello di dieta mediterranea salutare si associa ad un significativo miglioramento della salute così come dimostrato nello studio (F. Sofi et al. Meta-analysis, BMJ september 2008), condotto su circa 1.500.000 di persone, con follow up variabile da 3 a 18 anni, ha dimostrato una riduzione pari al 13% sia per l’Alzheimer che per il Parkinson, al 6% della mortalità da cancro, al 9% per le malattie cardiovascolari ed ancora al 9% per la mortalità totale. Recentemente gli studi di De Lorenzo e collaboratori (Curr Pharm Des. 2010;16(7): 814-24.), hanno messo in evidenza il possibile impatto positivo sulla salute della dieta mediterranea biologica (dieta italiana mediterranea di riferimento) rispetto a quella convenzionale, in termini di riduzione dello stato infiammatorio e della disfunzione endoteliale associata con l’obesità e le patologie renali. Sottolineano, inoltre, per la prima volta, che il consumo giornaliero di alimenti biologici nell’ambito della dieta mediterranea potrebbe essere collegato ad una riduzione di omocisteina, fosforo, colesterolo totale, microalbuminuria e ad un aumento della vitamina B12 nel sangue. Inoltre, la Dieta Mediterranea, articolata in un intervento sugli stili di vita più ampio in uno studio di follow-up clinico, ha migliorato la circolazione a livello di arterie renali nella ipertensione essenziale. Ciò si verifica attraverso la riduzione delle resistenze intrarenali, e non comporta una modifica dell’insulino-resistenza. Attraverso questo meccanismo vascolare la dieta mediterranea sembra in grado di modificare una componente importante della patofisiologia della ipertensione arteriosa e dell’arterosclerosi.[3]

Da tutti questi fattori deriva una minore incidenza di patologie cardiovascolari, che risulta essere particolarmente importante per i pazienti con insufficienza renale cronica. Per tali ragioni è possibile affermare che la dieta mediterranea svolga un ruolo fondamentale nella longevità e nella qualità della vita.

Considerazioni

Da diversi anni è presente la tendenza ad abbandonare la dieta mediterranea tradizionale in favore di modelli alimentari diversi. Secondo le statistiche ISTAT, la Campania ha registrato nel 2001 una incidenza della malattia ben al di sopra della media nazionale. Al di sotto di questa media si collocano, invece, nello stesso anno, 9 regioni, di cui 6 appartenenti all’Italia centromeridionale (Sicilia, Basilicata, Toscana, Marche, Puglia, Abruzzo, Calabria, Molise) e 3 al Nord Italia (Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia).

Riconoscimenti

Il 16 novembre 2010, l’Unesco ha incluso la dieta mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità[4], accogliendo la proposta presentata – nel 2009 – dal Gruppo di lavoro Unesco del Ministero delle Politiche Agricole coordinato dal professor Pier Luigi Petrillo (che in precedenza aveva ottenuto l’iscrizione de “Le Dolomiti” nella prestigiosa Lista dell’UNESCO)[5]. Con questo riconoscimento, l’UNESCO ha affermato il valore culturale di questo grande patrimonio dei popoli del Mediterraneo. La Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO è stata introdotta con una Convenzione internazionale del 2003 e si differenzia profondamente per l’altra Lista dell’UNESCO -quella dei siti e dei beni materiali.

Note

  1. ^ Unesco.it: La candidatura della “Dieta Mediterranea”. URL consultato in data 26 novembre 2012.
  2. ^ A. Fidanza et al. La dieta mediterranea. Borgia E. Roma 1984
  3. ^ Trovato G.M., Pirri C., Martines G.F., Tonzuso A., Trovato F., Catalano D. (2010). Lifestyle interventions, insulin resistance, and renal artery stiffness in essential hypertension.. Clin Exp Hypertens 32 (5): 262-269. PMID 18511765.
  4. ^ L’Unesco premia la dieta mediterranea. URL consultato in data 16.11.2010.
  5. ^ . URL consultato in data 31.10.2011.

Bibliografia

Approfondimenti

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Dieta mediterranea

In  questo sito, come in molti altri, si parla spesso di dieta mediterranea. Il termine dieta è comunque improprio poiché più che di un vero e proprio programma dietetico, si tratta di uno stile alimentare fatto di regole e di abitudini ispirate alla tradizione mediterranea.
mediterranea dieta dieteNegli anni 50 Ancel Keys, un nutrizionista americano, si accorse che le popolazioni del bacino mediterraneo erano meno suscettibili ad alcune patologie rispetto agli statunitensi. Da questa osservazione nacque l’ipotesi che la dieta mediterranea fosse in grado di aumentare la longevità di chi la seguiva. Lo stesso studioso, tornato in patria, proseguì per anni tali ricerche, che culminarono nella stesura del libro Eat well and stay well, the Mediterranean way”.
In questo libro furono riportati i risultati del famoso “Seven Countries Study”, che per vent’anni monitorò dieta e condizione di salute di 12.000 persone di età compresa tra i 40 ed i 60 anni, residenti in diversi Paesi come Giappone, USA, Olanda, Jugoslavia, Finlandia e Italia. L’ipotesi iniziale di Keys era a quel punto confermata e la dieta mediterranea fu proposta al mondo intero come il regime alimentare ideale per ridurre l’incidenza delle cosiddette “malattie del benessere”
A partire dagli anni ’70 si cercò pertanto di diffondere le abitudini alimentari tipiche della dieta mediterranea anche negli Stati Uniti. Cereali, verdure, frutta, pesce ed olio di oliva furono proposti come alternativa ad una dieta troppo ricca di grassi, proteine e zuccheri.
Per riassumere tutti i princìpi della dieta mediterranea e far presa sulla popolazione fu proposta negli anni ’90 una semplice piramide alimentare che riportava  la distribuzione in frequenza e quantità degli alimenti nell’arco della giornata. In particolare alla sua base si trovavano gli alimenti da consumare più volte al giorno mentre all’apice venivano riportati i cibi da limitare.

Punti cardine della dieta mediterranea

La dieta mediterranea è incentrata soprattutto sulla corretta scelta degli alimenti mentre l’aspetto calorico gioca un ruolo di secondo piano. Ad un uomo adulto occorrerebbero ogni giorno circa 2500 calorie di cui il 60% dovrebbe provenire da carboidrati, il 20% da lipidi e solo il 10% da proteine.
I princìpi più importanti della dieta mediterranea sono contenuti nelle seguenti linee guida:

  • Maggiore consumo di proteine vegetali rispetto a quelle animali
  • Riduzione dei grassi saturi a favore di quelli vegetali insaturi
  • Riduzione della quota calorica globale
  • Aumento dei carboidrati complessi a sfavore di quelli semplici
  • Elevata introduzione di fibra alimentare
  • Riduzione del colesterolo
  • Il consumo di carne bianca è prevalente rispetto a quella rossa, ed è comunque limitato a una o due volte la settimana. Maggiore è invece il consumo di pesce e legumi
  • I dolci sono consumati solo in occasioni particolari
  • La dieta mediterranea prevede inoltre una drastica riduzione del consumo di: insaccati, super alcolici, zucchero bianco, burro, formaggi grassi, maionese, sale bianco, margarina, carne bovina e suina (specie i tagli grassi), strutto e caffè.
Un esempio: RIGATONI ALL’ORTOLANA
Rigatoni g 300 Peperone rosso g 100 Peperone giallo g 100 Peperone verde g 100
Pomodori pelati g 400 Zucchina g 100 Melanzana g 100 Cipolla g 100
Olio d’oliva 50 ml Grana grattugiato 2 cucchiai Peperoncino piccante q.b Basilico 4 foglie
Sale q.b.

Come vedremo tra poche righe la pasta condita con i frutti della terra ci aiuta a vivere meglio e più a lungo rispetto a dolciumi vari e carni troppo grasse.

diete dieta mediterraneo

Perché la dieta mediterranea è efficace

Alcuni princìpi della dieta mediterranea rappresentavano e rappresentano tuttora la miglior difesa contro malattie come arterosclerosi, ipertensione, infarto del miocardio ed ictus.
La dieta a base di pane, pasta (meglio ancora se integrali), verdure, pesce, olio di oliva e frutta, fornisce proteine, lipidi e zuccheri ad alto valore nutritivo, a basso contenuto di colesterolo, lipidi saturi e zuccheri semplici; è ricca di vitamine, sali minerali e fibre non digeribili.
Frutta, verdura e cibi integrali proprio perché estremamente ricchi di antiossidanti svolgono un’azione protettiva contro malattie cardiovascolari ed alcune forme di cancro.

I pomodori per esempio oltre ad essere ingredienti tipici della dieta mediterranea sono ricchi di antiossidanti ed in particolare di licopene, una sostanza in grado di proteggere dal cancro alla prostata. Il processo di riscaldamento durante la preparazione della conserva di pomodoro ne incrementa la disponibilità rendendo la pasta preparata con questo alimento un ottimo alleato della nostra salute.

Anche la fibra alimentare è una componente molto importante della dieta. Con la sua azione previene l’iperalimentazione dando un precoce senso di sazietà, regola le funzioni intestinali, modula l’assorbimento dei nutrienti e i processi metabolici. Ha inoltre un’azione disintossicante e anticancerogena, grazie anche all’elevato apporto vitaminico degli alimenti in cui è contenuta.

Il pesce è uno degli alimenti più completi in quanto ricco di proteine, grassi amici del cuore e sali minerali come fosforo, calcio, iodio e ferro. Grazie ai suoi princìpi nutritivi é uno dei piatti fondamentali della dieta mediterranea.

La dieta mediterranea è ideale per combattere: arteriosclerosi, cardiopatie, ipertensione, diabete, tumori (specie a carico dell’apparato digerente, vedi: dieta e cancro) e disturbi della motilità intestinale (ovvero colon irritabile)

La Dieta mediterranea rappresenta anche un patrimonio storico e culturale di grande rilievo e si propone come simbolo di una cucina la cui semplicità, fantasia e sapori sono apprezzati in tutto il mondo.
I piatti tipici della dieta mediterranea rappresentano dunque un’eccellenza gastronomica e nutrizionale di prim’ordine. La breve cottura esalta i profumi ed i sapori di tutti gli ingredienti, ognuno dei quali esprime decise proprietà nutritive e protettive.

Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-mediterranea.html
 

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Dieta mediterranea, ricerca: “Ecco perché è il miglior elisir di lunga vita”

Lo studio, pubblicato sulla rivista PLOS One, ha coinvolto 217 anziani, suddividendoli in gruppi in base all’aderenza, più o meno stretta, alla dieta mediterranea e analizzandone quindi i globuli bianchi. I risultati mostrano chiaramente che una dieta equilibrata influenza l’attività dell’invecchiamento cellulare

di | 5 maggio 2013

Dieta mediterranea, ricerca: “Ecco perché è il miglior elisir di lunga vita”

La dieta mediterranea è il miglior elisir di lunga vita, capace di accendere letteralmente un enzima che mantiene le cellule giovani più a lungo. Allo studio c’è un farmaco che agisce sullo stesso enzima, ma gli esperti sottolineano che un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi animali, risulta ancora la miglior “terapia” antinvecchiamento. Tutti sanno che frutta, verdura, legumi, cereali e pesce fresco sono gli alleati più preziosi per restare giovani a lungo, perché agiscono anche a livello delle singole cellule impedendone il deterioramento: ora una ricerca italiana spiega perchè ciò sia possibile, svelando i meccanismi precisi per cui un’alimentazione bilanciata ed equilibrata ha un potente effetto antiaging.

Lo studio, pubblicato sulla rivista PLOS One, è stato condotto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna e Geriatria della Seconda Università di Napoli guidati da Giuseppe Paolisso, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG). I medici hanno coinvolto 217 anziani, suddividendoli in gruppi in base all’aderenza, più o meno stretta, alla dieta mediterranea e analizzandone quindi i globuli bianchi. “Abbiamo studiato i telomeri, la parte terminale dei cromosomi che sappiamo essere una sorta di ‘orologio’ cellulare – spiega Giuseppe Paolisso – A ogni divisione della cellula si accorciano fino ad arrivare a una soglia critica, oltre la quale non possono più diminuire; è a questo punto che parte il processo di invecchiamento cellulare. Sapevamo già che la dieta mediterranea si ‘oppone’ all’accorciamento dei telomeri: siamo perciò andati a valutare i telomeri dei globuli bianchi dei partecipanti allo studio per capire se e soprattutto come l’alimentazione incida sulla loro lunghezza”.

I risultati mostrano chiaramente che una dieta equilibrata influenza l’attività della telomerasi, l’enzima che permette di “costruire” i telomeri impedendone l’accorciamento. “Tanto più i soggetti seguivano una dieta mediterranea, quanto più risultava attivo l’enzima – riprende Paolisso – Avere individuato che su questo ‘interruttore’ cellulare agiscono i nutrienti di un’alimentazione sana e bilanciata, in cui siano abbondanti frutta, verdura, legumi, pesce fresco e cibi a basso contenuto di grassi, evidenzia il meccanismo che permette alla dieta di mediterranea di favorire la longevità ed è un’ulteriore prova della sua spiccata capacità antiaging, che si può ormai ritenere un vero e proprio farmaco”. Attenzione però: l’effetto si ottiene dal mix equilibrato dei diversi nutrienti e gli stessi vantaggi non sembrano raggiungibili attraverso integratori, per quanto associati a ricreare il più possibile il “cocktail” che emerge da un’alimentazione sana. Esiste tuttavia una sostanza che agisce sulla telomerasi, attivandola: già in commercio negli Stati Uniti come integratore, è tuttora in sperimentazione clinica. “Per il momento l’unico modo certo per rallentare l’invecchiamento è aderire ai principi della dieta mediterranea”, conclude però Paolisso.

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Alcuni ingredienti della dieta mediterranea, come l’olio d’oliva e la frutta secca, pare possano proteggere il cervello dal declino cognitivo. Foto: ©photoxpress.com/Greg

Olio d’oliva, frutta secca… alcuni ingredienti della dieta mediterranea sono stati trovati aumentare la potenza del cervello quando s’invecchia: uno scudo contro le possibili patologie cerebrali come la demenza e il declino cognitivo
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Vanto della tradizione italiana, e non solo, la dieta mediterranea fa ancora parlare di sé.
E se ne parla sempre in termini positivi, per fortuna.

Sono noti infatti gli studi che hanno evidenziato come una dieta sana che includa, appunto, alcuni ingredienti della dieta mediterranea, sia un modo per prevenire diversi disturbi e malattie come, per esempio, quelle cardiovascolari – e anche il cancro.
A tutte queste conferme si associa un nuovo studio pubblicato sulla versione online del Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry, e condotto dai ricercatori spagnoli dell’Università di Navarra.

La dottoressa Elena H Martínez-Lapiscina, insieme ai colleghi Pedro Clavero, Estefania Toledo, Ramon Estruch, Jordi Salas-Salvadó, Beatriz San Julián, Ana Sanchez-Tainta, Emilio Ros, Cinta Valls-Pedret e Miguel Á Martinez-Gonzalez, per questo studio ha coinvolto 522 ambosessi di età compresa tra i 55 e gli 88 anni.
Tutti i partecipanti non presentavano malattie cardiovascolari, ma erano tuttavia ad alto rischio cardiovascolare, per via delle proprie condizioni mediche. Tra queste, la presenza di diabete di tipo 1 e 2, pressione alta, un elevata presenza di grassi nel sangue, sovrappeso, una storia familiare di malattia cardiovascolare precoce, e l’essere fumatori.

Dopo una prima analisi delle condizioni mediche, i volontari sono stati avviati al programma PREDIMED, un procedimento atto a sviluppare il modo migliore per scongiurare le malattie cardiovascolari. Dopo di che sono stati suddivisi in modo casuale in due gruppi, di cui uno che avrebbe seguito la dieta mediterranea con l’aggiunta di olio extravergine di oliva o frutta secca, mentre l’altro gruppo (di controllo) che avrebbe ricevuto l’istruzione di seguire una dieta a basso contenuto di grassi, consigliata in genere per prevenire infarto e ictus.

Durante il periodo di studio, tutti i partecipanti sono stati oggetto di regolari check-up da parte del proprio medico di famiglia e controlli trimestrali sulla conformità circa la dieta loro prescritta. Dopo una media di 6,5 anni, i volontari sono stati sottoposti a test per individuare eventuali segni di declino cognitivo. La valutazione è stata fatta con il “Mini Mental State Exam”, e un test di disegno a tempo, per determinare le funzioni cerebrali superiori, compresa la memoria di attenzione e capacità di orientamento, il linguaggio, le abilità visuo-spaziali e visuo-percettive. E poi ancora le funzioni esecutive come la memoria di lavoro, di attenzione, e il pensiero astratto.

Al termine del periodo di studio, i ricercatori hanno trovato che 60 partecipanti avevano sviluppato un deterioramento cognitivo lieve: di cui 18 appartenevano al gruppo “dieta mediterranea” con l’aggiunta di olio d’oliva; 19 facevano parte del gruppo con la dieta aggiunta di noci miste e, infine, 23 appartenevano al gruppo di controllo.
Dei partecipanti, altre 35 persone hanno sviluppato la demenza. Di queste, 12 facevano parte del gruppo “olio d’oliva”; 6 del gruppo “frutta secca” e 17 del gruppo “dieta a basso contenuto di grassi”, ossia il gruppo di controllo.

Sul fronte dei test cognitivi e per la salute del cervello, i punteggi medi di entrambi i test sono risultati significativamente più elevati per coloro che seguivano una delle due diete mediterranee, rispetto a coloro che seguivano la dieta a basso contenuto di grassi.
I risultati, sottolineano i ricercatori, sono restati tali anche dopo aver tenuto conto di altri fattori di rischio o confondenti come, per esempio, l’età, il livello educativo, la pratica o meno di esercizio fisico, i fattori di rischio vascolare, la depressione, la storia famigliare di deficit cognitivo o demenza, la presenza della proteina ApoE – associata alla malattia di Alzheimer.

Questo studio si attesta come il primo processo a lungo termine che abbia esaminato l’impatto della dieta mediterranea sulla potenza del cervello. E, sebbene i ricercatori sentano la necessità di condurre altri studi più approfonditi, che non coinvolgano soltanto soggetti a rischio cardiovascolare, i risultati suggeriscono che un modello alimentare di alta qualità può proteggere le funzioni cognitive del cervello durante il processo di invecchiamento.

La ricerca spagnola si va ad aggiungere dunque al sempre più grande corpo di evidenze che mostrano come una dieta corretta e salutare possa avere risvolti benefici in più ambiti della salute.