Parte 3/4 vai a 1/4 o 2/4 0 4/4

L’ex presidente iraniano Ahmadinejad torna alla vita normale

Dov’è Ahmadinejad?

L’ex presidente iraniano Ahmadinejad, dipinto dai mass media occidentali quale “dittatore”, dopo essere stato recentemente sconfitto alle ultime elezioni è tornato alla sua vita: insegna ingegneria all’Università di Theran, e si reca a lavoro con i mezzi pubblici, come un cittadino ‘qualsiasi’, muovendosi senza scorta… i nostri politici invece, anche quelli che hanno ricoperto incarichi molto meno rilevanti, mantengono la scorta (oltre che i privilegi) anche quando escono dalla scena: per esempio Gianfranco Fini, per citare un nome dei tanti…

Alessandro Raffa, portavoce di Nocensura.com

Di seguito il commento di Maurizio Blondet:

Eletto due volte alla presidenza dell’Iran, compiuto il suo secondo mandato, sconfitto alle ultime elezioni, Mahmaoud Ahmadinejad che cosa fa adesso? Ha ripreso il suo lavoro di professore all’università di Teheran, dove insegna ingegneria.

Eccolo mentre va al lavoro sui mezzi pubblici, come qualunque altro cittadino. Senza auto blu, senza scorta, non disturbato dagli altri passeggeri. Poveramente vestito come al solito.
Naturalmente, l’Iran è una teocrazia demoniaca e irrazionale, non una democrazia come la nostra. Noi abbiamo la più bella Costituzione del mondo. Ma non ricordiamo di alcun politico italiano che, disfatto alle elezioni, torni alla sua vita lavorativa. Nemmeno il professor Mario Monti è tornato alla Bocconi; ma lì forse il problema è che alla Bocconi, una volta che se ne sono liberati, non lo vogliono. Lo stiamo mantenendo noi cittadini, come senatore a vita. A Teheran non sembra esistano cariche di senatori a vita dispensate dalla Guida Suprema. Un popolo incivile.

http://informatitalia.blogspot.com/2013/10/lex-presidente-iraniano-ahmadinejad.html

Fonte: Informati

-o0o-

1963

E’ l’anno dell’elezione a Sommo Pontefice di Giovan Battista Montini che prenderà il nome di Paolo VI. Sarebbe stato il 262º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica e il 4º sovrano dello Stato della Città del Vaticano a partire dal 21 giugno 1963 fino alla morte, se su di lui non fossero ricaduti moltissimi sospetti di aver manovrato i destini della Chiesa negli ultimi 18 anni, sin da quando era segretario di Eugenio Pacelli nelle segrete stanze Vaticane nei periodi della II Guerra Mondiale e poi della ricostruzione dell’Italia. Perché sarebbe? Perché è lui che aprì il Concilio Vaticano II innaugurando con questo un nuovo corso della Chiesa, anzi, un’altra chiesa ed un’altra religione. Al posto suo, anche questa volta sarebbe stato confermato il card. Giuseppe Siri, che una altra volta fu costretto a rinunciare dietro pressioni di ogni genere, fino anche al ricatto sui familiari.

Strano destino la storia che spesso inanela una sorpresa appresso all’altra. Vediamo bene le date.

Queste sono le immagini dell’incontro tra Paolo VI eletto al soglio pontificio proprio il giorno precedente e il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy.

2 luglio. Paolo VI non ha escluso la possibilità di recarsi negli Stati Uniti: rispondendo stamane alla calorosa esortazione che il presidente Kennedy gli rivolgeva a nome di tutti i cattolici del Nord America, il Papa infatti si è limitato ad alzare le braccia, divaricate, le palme delle mani aperte verso l’alto, come a indicare che l’attuazione del disegno è solamente devoluta alle buone disposizioni della Provvidenza. Se la Provvidenza vorrà, un Papa per la prima volta nella storia traverserà l’Atlantico a portare la sua parola e la sua benedizione al Nuovo Mondo. Perché ciò avvenga, tuttavia, è necessario che la Provvidenza sia opportunamente coadiuvata dalla buo¬ na volontà degli uomini, ed a questo riguardo sono già abbastanza chiare le condizioni alle quali, secondo la Segreteria di Stato vaticana, è possibile che Paolo VI accolga t’invito di Kennedy. La prima, ed essenziale, è che gli Stati Uniti finalmente arrivino a riconoscere la posizione della Santa Sede anche sul piano diplomatico, seguendo l’esempio di quasi tutti, ormai, i Paesi del mondo, anche ie abitati da popolazioni in maggioranza non cattoliche. In secondo luogo — come si deduce da un passaggio del discorso ufficiale pronunciato dal Papa stamattina in Vaticano — si ritiene necessario che negli Stati Uniti si raggiunga preventivamente una soluzione ai conflitti che contrappongono in questo momento i cittadini di vario colore, non tutti ancora pienamente equiparati nel godimento dei diritti civili. Il colloquio tra Paolo VI è il presidente Kennedy ha avuto stamattina una durata eccezionalmente lunga, circa quaranta minuti, senza alcun altro interlocutore nella biblioteca privata, neppure in funzione di interprete, dato che il Papa parla e intende correntemente l’inglese. Kennedy è arrivato in Vaticano in leggero ritardo sull’orario previsto — alle 10,11 anziché alle 10 — ,e subito è stato introdotto, da solo, alla presenza del Papa. Le regole del cerimoniale, per il breve corteo dal cortile di San Damaso fino alla seconda loggia e di qui per la sala Clementina e quella dei Sediari, dei Gendarmi, della Guardia Palatina e degli Arazzi, per la cappella Barberini fl.no alla sala del Trono e a quella del Tronetto, erano le norme per le visite private, quindi con poco spiegamento di corpi armati e dignitari. Tuttavia, l’accoglienza era del tutto eccezionale, al di là delle forme protocollari, e straordinario l’interesse. Se ne coglieva il segno, facilmente, dalla stessa vivacità del primo dialogo avvenuto fra il segretario di Stato, cardinale Cicognani, e il presidente Kennedy nella sala del Tronetto. Sul cardinale, fragile d’aspetto e di ninute proporzioni, il Presidente inclinava dall’alto della sua statura il rosso capo ricciuto piegato benevolmente, e il cardinale parlava rapido, accompagnando con lé”mani appena disgiunte, a piccoli scatti, le parole fluenti; e Kennedy, dall’alto, pareva annuire. Poi, quando Kennedy disparve oltre la soglia della biblioteca privata del Pontefice, nella sala del Tronetto il cardinale Cicognani restò a lungo seduto in conversazione col suo collega segretario di Stato Dean Rusk, che teneva le mani incrociate sulle ginocchia, guardava in alto, guardava avanti, generalmente annuiva; senza forse, impegnarsi su ogni punto concretamente, ma dimostrando in ogni modo un’attentissima partecipazioìie. Tutto intorno, frattanto, nelle anticamere pontificie, avanti e indietro passeggiando tra bussolanti, guardie svizzere, sediari, camerieri segreti di spada e cappa in vesti spagnolesche, e mo?isignori dai mantelli paonazzi, si aggiravano le marsine indorate dei dignitari della corte pontificia, l’uniforme bianca dell’aiutante navale di Kennedy, capitano Tazwell T. Shepard, l’uniforme grigiazzurra del brigadiere generale Godfrey T. McHugh, aiutante aeronautico, le sobrie giacchette di colore scuro del capo del protocollo, Angier Biddle Duìce, dell’assistente particolare Me George Bundu, del consigliere particolare Theodore C. Sorensen, del capo dell’ufficio stampa Pierre E. G. Salinger, e finalmente i pizzi, i veli svolazzanti e le trine trapunte dell’elegante acconciatura della sorella di Kennedy, Eunice Shriver, la sola donna nel corteggio presidenziale. L’attesa dei distinti personaggi americani nelle anticamere pontificie è durata una quarantina di minuti, essendo in corso il colloquio tra il Papa e il Presidente. Circa alle undici si sono aperte le porte della biblioteca privata, sono state fatte le presentazioni e il Papa ha letto un indirizzo, in inglese, di benvenuto all’ospite e di elogio alla sua politica. Ha cominciato a ricordare che Kennedy, ancor giovane, venuto a Roma per l’incoronazione di Pio XII era entrato in Vaticano per la prima volta nel 1939, incontrandovi a quei tempi il minutante della Segreteria dì Stato, monsignor G. B. Montini. Ha ricordato ancora i propri viaggi negli Stati Uniti traendone spunto ed occasione per elogiare, oltre che l’operosità, lo schietto e profondo spirito religioso del popolo americano, la sua generosità, il suo spirito di pacifica intraprendenza, anche rivolto all’esplorazione degli spazi, in imprese che possono giovare «al vero e pacifico progresso che unisca gli uomini in una stretta relazione di fraternità universale ». A questo punto, sono cominciate le dichiarazioni di valore, niù’propriamente politico. Un primo accenno è stato dedicato alla concorrenza che il Papa ha riscontrato frequentemente fra i discorsi di Kennedy e l’enciclica di Giovanni XXIII «Pacem in terrisi. Ha detto Paolo VI: « Con questa chiarezza, nei vostri discorsi sono richiamati gli alti principi morali di verità, di giustizia, di libertà! Noi vi troviamo una spontanea armonia con quello che il nostro venerabile predecessore, Papa Giovanni XXIII, disse nella sua ultima enciclica “Pacem in terris” quando egli presentò al mondo il costante insegnamento della Chiesa sulla dignità della persona umana, dignità che Iddio conferì all’uomo nel crearlo a propria immagine e somiglianza ». Dal discorso generale sulla pace, a quello sulla dignità della persona umana in quanto tale, l’avvìo era facile alla considerazione del problema della convivenza ed uguaglianza tra le razze negli Usa: «Noi ricordiamo sempre nelle nostre preghiere — ha detto infatti il Papa a Kennedy — gli sforzi che ella compie per assicurare a tutti i suoi concitta- dini gli uguali benefici della cittadinanza, che hanno per fondamento l’uguaglianza di tutti gli uomini a motivo della loro dignità come persone umane e come figli di Dio ». Kennedy ha ascoltato il discorso ufficiale con severa e tesa attenzione, le braccia conserte, il capo volto nettamente verso destra, dove il Papa sedeva, leggendo l’indirizzo di saluto. Il Papa, al termine, si è alzato, si è tolto gli occhiali, ha porto la mano a Kennedy che per due volte, con un franco vigore cordiale, l’ha stretta fra le sue, cogliendo anzi l’occasione del momento per esortare il Papa a compiere un viaggio negli Stati Uniti. Paolo VI ha risposto levando le braccia nell’invocazione del consenso della Provvidenza al compimento del disegno, che rimane subordinato, come si è detto in principio, a due fondamentali condizioni. Il discorso è poi proseguito sul tema generale della pace, e su questo argomento è avvenuto il congedo sulla soglia della sala del Tronetto. Speditamente, Kennedy ha ripercorso la teoria delle sale, è disceso nel cortile di San Damaso, vi è stato accolto dalla squillante banda della guardia palatina che in suo onore ha intonato l’inno pontificio di Gounot. Gli squilli erano alti, tanto alti ohe dal cortile in basso salivano ad invadere la sala Clementina, dove frattanto il Papa stava porgendo il suo saluto e la sua benedizione agli alunni del collegio ecclesiastico nord americano. Diceva loro: «Ho ricevuto il vostro Presidente e voi conoscete quale sia stato l’argomento del colloquio: soprattutto la pace nel mondo, sotto la protezione di Cristo ». Ma, per farsi sentire dagli alunni americani, Paolo VI ha dovuto ripetere due volte il suo breve messaggio, dopo che gli scoppi • gli squilli della fanfara che suonava nella corte in onore di Kennedy finalmente si furono placati. Allora solo ha potuto ripetere ciò che aveva già detto al Presidente ed al suo seguito: «E’ altamente da elogiarsi l’instancabile sua attività per conseguire la pace nel mondo. Noi siamo fiduciosi che queste sue fatiche troveranno pronta risposta da parte di tutti gli uomini di buona volontà. La pace universale, nella carità e nella giustizia, può essere raggiunta, • noi pensiamo che gli sforzi degli Stati Uniti saranno fruttuosi e contribuiranno ad assicurare a tutti ì popoli di questo mondo travagliato, quella pace che li metterà in grado di prosperare • di godere le benedizioni ad essi riservate da Dio. A tale fine, seguendo l’esempio dei nostri predecessori, noi pure consacriamo le nostre preghiere, le no3tre energie e la nostra vita».

Pubblicato da Lanfranco Palazzolo. http://kennedyshock.blogspot.com/2011/03/kennedy-shock-lincontro-con-paolo-vi-in.html 

Nulla da fare. Kennedy, in carica dal 1961 viene assassinato quello stesso anno, tre mesi dopo il colloquio con Paolo VI il 2 luglio c.a… E’ la Provvidenza che aveva segnato diversamente i destini dell’Umanità? Qualche mese prima di morire (il 4 giugno 1963) con l’ordine esecutivo 11110 delegava al Segretario del Tesoro USA e quindi al Dipartimento del Tesoro il potere esplicito “di emettere certificati d’argento a fronte di ogni lingotto d’argento, ossia, dollari d’argento della Tesoreria.” Questo significava che per ogni oncia di argento nella cassaforte della Tesoreria degli Stati Uniti, il Governo poteva introdurre soldi in circolazione basandosi, appunto sui lingotti d’argento fisicamente presenti. Con un colpo di penna, il presidente Kennedy dichiarò che la Federal Reserve Bank, di proprietà di privati, sarebbe presto fallita. La Christian Law Fellowship ha ricercato questo evento nel Registro Federale e nella biblioteca del Congresso. Possiamo tranquillamente concludere che quest’Ordine Esecutivo non è mai stato abrogato, corretto o superato da nessun Ordine Esecutivo successivo. In parole semplici, è ancora valido. Le “Banconote degli Stati Uniti” furono emesse come valuta senza interessi e senza debiti avvallate dalle riserve d’argento nella Tesoreria degli Stati Uniti. Abbiamo confrontato una “Banconota della Federal Reserve” emessa dalla banca centrale privata degli Stati Uniti (la Federal Reserve Bank o Federal Reserve System), con una “Banconota degli Stati Uniti” della tesoreria americana, emessa grazie all’ordine esecutivo del Presidente Kennedy. Sono quasi identiche ad eccezione del fatto che una riporta la dicitura “Banconota della Federal Reserve” e l’altra “Banconota degli Stati Uniti”.

Il Presidente Kennedy fu assassinato il 22 novembre del 1963 e le banconote degli Stati Uniti che lui aveva emesso furono immediatamente tolte dalla circolazione. Le banconote della Federal Reserve continuarono a fungere da valuta legale della nazione. I Servizi Segreti americani confermano che il 99% delle banconote in circolazione erano nel 1999 banconote della Federal Reserve.

Kennedy sapeva che le “Banconote degli Stati Uniti” prodotte in base alle riserve argentee si sarebbero ampiamente diffuse e avrebbero eliminato la richiesta delle “Banconote della Federal Reserve”. E’ una questione economica molto semplice. Le BSU (Banconote degli Stati Uniti) erano emesse sulla base del valore delle riserve argentee e le BFR (Banconote della Federal Reserve) non avevano alcun corrispettivo di valore intrinseco. L’Ordine Esecutivo 11110 avrebbe evitato al debito nazionale di raggiungere il livello attuale (virtualmente quasi tutti i 9000 miliardi del debito federale si sono prodotti dal 1963 in poi) se LBJ o ogni Presidente successivo lo avessero applicato. Il Governo degli Stati Uniti avrebbe avuto il potere di cancellare il debito senza passare per la mediazione delle Federal Reserve Banks e senza l’aggravio di interessi per creare nuovi soldi. L’ordine esecutivo 11110 dette agli Stati Uniti la possibilità di creare i suoi soldi basandosi sul vero valore delll’argento. Inoltre, secondo le nostre ricerche, solo cinque mesi dopo l’assassinio di Kennedy, la serie dei “Certificati Argentei” del 1958 non fu più emessa, e successivamente furono rimossi dalla circolazione. Forse, l’omicidio di JFK era un messaggio per tutti i futuri presidenti di non interferire nel controllo della Federal Reserve sulla creazione del denaro. Risulta evidente che il Presidente Kennedy sfidasse i poteri esistenti dietro gli Stati Uniti e la finanza mondiale. Con vero coraggio patriottico, JFK affrontò con coraggio i due modi più fruttuosi mai usati per appianare il debito: 1) guerra (Vietnam); e 2) creazione della moneta attraverso una banca centrale gestita da privati.

Kennedy, unico Presidente Cattolico eletto negli USA, secondo lo Spirito Cristiano e di Camelot (Re Artù e la Tavola Rotonda, da cui traeva le origini irlandesi), l’autore del libro “Il Profilo del Coraggio” in un attimo stava distruggendo tutto il capolavoro dei Rockefeller, dei Dulles, dei Bush, e dei Presidenti massoni che si sono succeduti nella Casa Bianca.

1964

George Bush fa campagna contro il Civil Rights Act nella corsa all’elezione. Viene trombato

1966

George Bush viene eletto al Congresso

1968

Nixon viene eletto 37° Presedente Usa e resterà in carica fino al 1974.

18 marzo.  Robert Kennedy pronuncia presso l’università del Kansas il discorso nel quale evidenzia -tra l’altro. l’inadeguatezza del PIL come indicatore di benessere di nazioni economicamente sviluppate. Tre mesi dopo viene ucciso durante la sua campagna elettorale che lo avrebbe  probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d’America. “Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jpnes, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto serrature speciali per le nostre porte di casa, le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.

1969

Zapata cerca di acquisire la United Fruit, entrambe zeppe di uomini della CIA e coinvolte nei golpe ai danni dei paesi centroamericani riformisti.

1971

Bush nominato ambasciatore alle Nazioni Unite.

14 ago – Ferragosto 1971: il presidente americano Richard Nixon decide di mettere fine al sistema di cambio che ha governato il mercato mondiale dalla fine della seconda guerra mondiale e sceglie di abbandonare definitivamente la parità tra dollaro e oro sancita nel 1944 dagli accordi di Bretton Woods.

Da quel ferragosto la faccia dell’economia mondiale è cambiata radicalmente: la decisione di Nixon fu una vera rivoluzione che ha rafforzato il ruolo degli Stati Uniti nell’economia globale, ponendo le condizioni, o le premesse, per la loro supremazia economica a livello internazionale. Finché il dollaro rimase ancorato all’oro e alle altre valute, gli Usa dovevano infatti operare per rispettare quella parità e non potevano distribuire arbitrariamente la propria moneta per il mondo, generando al contempo inflazione. Dal 1971 in poi, ora, liberi da ogni vincolo monetario, gli USA sono stati in grado di finanziarie operazioni all’estero, semplicemente stampando moneta. Ampliando così la loro influenza economica e politica sugli altri continenti. Da quel ferragosto la faccia dell’economia mondiale è cambiata radicalmente: la decisione di Nixon fu una vera rivoluzione che ha rafforzato il ruolo degli USA e dei soliti noti nell’economia globale, ponendo le condizioni, o le premesse, per la loro supremazia economica a livello internazionale. Finché il dollaro rimase ancorato all’oro e alle altre valute, gli Usa dovevano infatti operare per rispettare quella parità e non potevano distribuire arbitrariamente la propria moneta per il mondo, generando al contempo inflazione. Dal 1971 in poi, invece, liberi da ogni vincolo monetario, gli Stati Uniti sono stati in grado di finanziarie operazioni all’estero, semplicemente stampando moneta. E ampliando così la loro influenza economica e politica sugli altri continenti. Nel libro “Il Governo del Dollaro”, l’autore Duccio Basosi sottolinea l’irritazione degli europei di fronte all’abbandono di Bretton Woods: per rispondere a quello che percepiscono come un “sopruso”, l’Europa cercherà di organizzarsi già da allora per costruire una comune valuta, ma soprattutto un forte blocco monetario; mentre gli Usa, dall’altra parte, mineranno sistematicamente i tentativi europei di arrivare a una sufficiente stabilità. (ANSA).

Il dado si direbbe che è tratto.

Simbolismo esoterico del Dollaro

1972

Scoppia lo scandalo Watergate durante la rielezione di Nixon. Ora Nixon poteva essere “scaricato”.

I Repubblicani spiavano i Democratici e cercavano di diffamarli attraverso dossier falsi della CIA.

George Bush diventa capo del Partito Repubblicano. Il successo ottenuto in quel Ferragosto non va disperso e nemmeno si può correre il rischio che altri compiano azioni come quelle di Kennedy.

Bush crea rappresentanti dei gruppi etnici all’interno del partito, in pratica si tratta di un insieme di Nazisti emigrati dall’Europa dell’Est.

Membri del gruppo sono Lazlo Paszor, membro della Freccia Crociata ungherese, Radi Slavoff, fascista bulgaro, Nicolas Nazarenko ufficiale SS nella Divisione Cosacca, Florian Gaddu, membro della Guardia di Ferro rumena, Method Balco fascista slovacco, oltre a Nixon e Dulles, che credevano questi personaggi utili per ottenere i voti degli immigrati.

1975

Colby rivela informazioni a proposito dei programmi domestici della CIA: Mokingbird, Mk-Ultra. Cheney chiede il licenziamento di Colby. Colby morirà pochi anni dopo. Poco prima aveva cercato di avvertire il Senatore DeCamp della pericolosità delle sue indagini sulla Franklin Union, e sul suo boss, Larry King. King, in collaborazione con i servizi utilizzava soggetti trattatati nel programma MK-Ultra (controllo mentale, creazione dell’agente-perfetto tramite spersonalizzazione di bambini trattati fin dai 6 anni), ed altri minorenni per rifornire alte sfere dell’Amministrazione di schiavi sessuali (anche George W. Bush II), ed era a capo di un network che usava l’esca sessuale per ricattare gli avversari.

1976

I Bush prendono il comando della macchina mondiale, che sono gli USA con l’appoggio di Israele e delle Banche che battono moneta. George Bush diventa direttore della Cia, nominato da Gerald Ford, ex-membro del gruppo filonazista American First finanziato da Dulles.

Bush consente l’esecuzione del dissidente cileno Orlando Letelier da parte del regime di Pinochet.

Bush è a perfetta conoscenza dell’Operazione Condor, progettato da Kissinger per il Cile, il piano di diverse dittature fasciste sudamericane per l’eliminazione dei loro oppositori sparsi nel mondo.

1978

29 settembre, viene trovato morto nella sua stanza Papa Giovanni Paolo I. Aveva contrastato a suo tempo, quando era Patriarca di Venezia, la vendita del Banco Ambrosiano Veneto. Potremmo qui introdurre tutto il discorso che fa del fronte IOR (Istituto Opere di Religione – Banca del Vaticano) una storia a sé, essendo il punto di snodo di manovre finanziarie internazionali di ogni genere che fanno capo a CIA, Partiti di ispirazione cristiana e anticomunisti, MAFIA, Multinazionali, ecc… e che ha trovato fra i suoi massimi rappresentanti massoni del calibro di Calvi, Sindona, Marcinkus, Geli, Villot, Carboni, Pazienza, Bisignani.

Sale sul soglio Pontificio Giovanni Paolo II il primo che dopo 250 anni si prenderà la briga di cancellare dal Codice di Diritto Canonico la condanna alla Massoneria.

1984

George W. Bush (2°) fonda la Arbusto Energy Inc. che viene venduta dopo essersi rivelata un fiasco.

1988

La Silverado Banking Savings & Loans viene chiusa dalle autorità. Neil Bush, figlio di George I Vicepresidente di Reagan in corsa per la Presidenza Usa, e fratello di George II, ne è il direttore.

Il sequestro e le investigazioni vengono rimandate fino a dopo le elezioni.

Fred Malek, un noto collaboratore nazista colabora alla campagna elettorale. Malek servirà Bush anche nella campagna del 1992.

Diversi collaboratori alla campagna di Bush sono costretti alle dimissioni dopo la scoperta che erano ex-criminali nazisti; tra loro: Laszlo Pastor e Yaroslav Stetsko.

William Draper, il cui nonno fondo’ il Pioneer Fund per promuovere l’eugenetica, è a capo della raccolta fondi per le presidenziali.

1989

George Bush prende possesso dell’ufficio presidenziale. Mette le sue proprietà in un Fondo Cieco gestito da William Farish, nipote del William Farish che forniva il gas ad Hitler.

E’ l’anno del crollo del Muro di Berlino. L’URSS non serve più e viene smantellata da Gorbaciov.

1990

Dopo la Guerra del Golfo, il Bahrein riconosce licenze di estrazione alla Harken Oil, un’azienda legata a George W. Bush, figlio del Presidente. La stessa compagnia sarà capofila degli appalti concessi in Iraq.

1992

George Bush perdona tutti i principali protagonisti dello scandalo Iran-Contra, ora tutti in posizione di responsabilità.

1996

George Bush I prega Sun Myung Moon a Buenos Aires.

L’organizzazione del Reverendo Moon è piena di ex-nazisti ed affiliata alla Lega Anticomunista Mondiale, che è pure piena di ex-nazisti. Ma anche le organizzazioni del Dalai Lama non sono da meno. La CIA da sempre sponsorizza speudo religioni per allontanare i giovani dalle Chiese.

2000

George W. Bush (l’ultimo) viene nominato presidente dalla Corte Suprema con 5 voti su 9, dopo che è stato necessario ricontare più volte i voti degli americani.

2001

Dopo l’attacco del 9/11, Bush ottiene il mandato a dichiarare guerra e restringere le libertà.

Passa il Patriotic Act, che restringe le le libertà costituzionali secondo i desideri di George W. Bush.

…a voi lettori completare questo riassunto con i propri ricordi, con i fatti più recenti, o con i racconti dei nonni ed echi di vecchi telegiornali ed articoli o con le coincidenze con altri avvenimenti storici…

Credits Glen Yeadon della cui opera questa è una traduzione elaborata solo in minima parte.

———————————————

In Iraq, Afghanistan, Iran, Sudan, Nigeria, Tunisia, Egitto, Libia, Siria, Libano, ovunque nel mondo, lo scontro non è tra religioni come ci vogliono far credere, ma politico ed economico, per un Nuovo Ordine Mondiale. Queste rivolte che sembrano nascere spontaneamente attraverso in tam tam di internet, vengono invece innescati dai Servizi Segreti con piccole scaramucce, perchè almeno così appaiano ai popoli. E’ strategia psyops per alimentare il senso dell’odio e della rivalsa militare.

Pino Arlacchi su l’Unità del 31 dicembre 2010 ci porta alcune considerazioni importanti

“La persecuzione anticristiana in corso in Iraq è inspiegabile se non si tiene conto del trauma della guerra del 2003. Molti osservatori rilevano con sorpresa come lo scontro religioso fosse del tutto sconosciuto in Iraq prima dell’invasione anglo-americana”. Cioè prima dell’intervento anglo-sionista successivo al crollo delle Torri Gemelle. Andiamo avanti.

“Cristiani e musulmani professavano liberamente la propria religione, nel solco di una millenaria tradizione mediorientale, all’interno di uno stato autoritario ma laico, dove un cristiano militante come Tarek Aziz poteva raggiungere i vertici del potere pubblico senza che si prestasse alcuna attenzione alla sua fede”.

“È stato il terribile shock dell’occupazione militare che ha letteralmente scassato la società irachena, scatenando una specie di lotta di tutti contro tutti: odi e tensioni irriducibili non solo tra cristiani e musulmani, ma tra sciiti e sunniti, e tra questi ed altre minoranze. La religione in se stessa non c’entra nulla con le animosità attuali. Se non si tiene conto dell’immenso risentimento provocato dai bombardamenti e dalle distruzioni belliche condotte in Iraq da potenze occidentali e cristiane che hanno fatto a pezzi il paese e lasciato sul terreno 660 mila vittime civili, non si capisce nulla di ciò che accade adesso. Si vedono solo gli effetti perversi di cause sconosciute. Oppure si invocano impulsi primordiali, o inclinazioni violente dell’Islam che datano comunque da secoli, e che non si sa perché siano riaffiorate solo adesso”.

“Lo scontro di civiltà (e di religioni) è una invenzione nefasta, che continua a venire proposta per interpretare crisi che hanno matrici completamente differenti. La Chiesa cattolica si tiene alla larga da questo concetto, perché ne conosce la pericolosità, e perché è impegnata da decenni in un dialogo interreligioso”.

“La Chiesa, perciò, invoca libertà religiosa per tutti, e non solo per i propri fedeli. In Italia, la promozione dell’idea dello scontro di civiltà è opera soprattutto del “Corriere della sera” e dei suoi editorialisti e collaboratori, che non si stancano di attaccare questa etichetta fuorviante a una congerie di argomenti: dall’Iraq alla Nigeria, dal Sudan all’Egitto, dal terrorismo alle migrazioni“.

“Pochi giorni fa, il Corriere ha pubblicato un articolo di Benny Morris nel quale la guerra civile in atto in Sudan veniva definita come uno scontro di civiltà, e di religioni, tra il Nord arabo e musulmano e il sud nero e cristiano. Quando chiunque conosca anche un po’ la questione sa bene che il vero tema del conflitto è il controllo di una risorsa fondamentale come il petrolio, e che la religione non gioca alcun ruolo autonomo nella contesa. Il Presidente attuale del Sudan è accusato dalla Corte penale internazionale di violazioni che egli avrebbe commesso comunque, dati gli interessi in ballo e la natura del suo potere. Se il Sud del paese fosse stato turco o buddista non avrebbe fatto molta differenza”.

“Uno scenario analogo è quello della Nigeria, dove da un paio di decenni sono in corso conflitti sanguinosi, che costano ogni anno la vita di centinaia di persone, e che vengono descritti – non solo dal “Corriere”, in verità, ma da gran parte dei media occidentali – come scontri tra cristiani ed islamici. Ma il fattore religioso conta in realtà poco e niente. Il problema è che anche quando l’autore del reportage, come nel Corriere del 29 dicembre 2010, scrive correttamente che nelle carneficine in atto «in ballo non c’è soltanto la religione, ma soprattutto potere e soldi», e quando sottolinea che i «leader religiosi cristiani e musulmani hanno accusato i politici locali di usare la fede per esasperare le tensioni tra le due comunità in vista delle elezioni di aprile», ci si ritrova con il solito titolo degli 80 morti negli scontri religiosi”.

Tutto questo non significa negare l’influenza della religione nei comportamenti della gente. Intendo solo dire che essa non è mai la base esclusiva dell’identità degli individui. E soprattutto non conduce fatalmente all’intolleranza e all’aggressione, come i seguaci di Samuel Huntington e di altri fondamentalisti vogliono farci credere. Decine di esempi storici dimostrano come, lasciati liberi di riunirsi, di pregare ed onorare il loro Dio, né i musulmani né i cristiani né gli altri tendono naturalmente a disprezzarsi e ad attaccarsi. La norma è piuttosto la coesistenza pacifica e il rispetto reciproco. La rissa scoppia quando entrano in campo i grandi giochi e traumi della storia, oppure gli interessi costituiti e le macchine politiche con il loro corredo di manipolazioni e disinformazioni. La religione ridiventa allora l’antico pretesto per la sopraffazione, e lo scontro religioso è l’ultimo anello di una catena che spesso non si vede, ma che va portata alla luce se non si vuole restare intrappolati nell’inganno.

Storicamente, dunque, la plebe (e per plebe intendo noi tutti, esseri umani asserviti al potere) serve solo a 4 cose (almeno che non ci si inserisce personalmente nella corrente Viva della Chiesa che è lo Spirito Santo:

1 – sgobbare, bruciare il proprio tempo, i talenti e le proprie energie per altri e poi …pagare le tasse;
2 – consumare, instupidirsi, drogarsi, malarsi, muoversi e acquistare i prodotti su cui poi paga l’IVA;
3 – fornire carne da cannone all’esercito, massacrandoli gli un altri e così ricominciare un altro ciclo;
4 – per tutto il resto, fornire manovalanza sottopagata, schiavitù, tratta delle bianche, carne per sesso

——————————————-

Sembra proprio che ormai gli USA producano quasi esclusivamente ARMI e servizi legati all’estrazione petrolifera. Per tutto il resto si affidano alla Cina e al resto del mondo sottomesso, pagando, quando non con le armi, con pezzi di carta stampati in verde. Furbi, è?

Diceva Lincoln: “Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo”.

——————–o0o——————–

Per questo il mondo lo tengono sotto controllo! La fine delle SS naziste e la nascita della CIA

Runa Bianca  23 Ottobre 2011 | n.4

Il 28 aprile del 2001 il Corriere della Sera stampa un’interessante articolo sulla rivelazione di oltre 10.000 pagine della CIA inerenti a molte notizie sul regime nazista, sui rapporti tra i suoi membri interni e sulle sue relazioni con americani e russi 1.

Il clamore che si ebbe nei giorni successivi si è stranamente spento, e quasi non se ne parla più, come se il silenzio possa eliminare le pericolose implicazioni che ancora oggi persistono.

In questo articolo si vuole quindi ripercorrere alcune tappe salienti e cercare di aprire una tenda che ci faccia intravedere cosa successe in quegli anni, e come è possibile che eventi successi oltre 60 anni fa abbiano fortemente condizionato lo sviluppo di tutto il mondo civile come noi oggi lo conosciamo.

Tralasciamo la ricca documentazione di vari rapporti psichiatrici nazisti che avevano prima sospettato e poi confermato che Adolf Hitler fosse affetto da una malattia schizofrenica che rapidamente lo aveva portato alla pazzia trasformandolo nel “peggior criminale del mondo”. Ma non fu fatto nulla per impedirgli di commettere le atrocità che sappiamo. Anche perché lui ebbe l’accortezza di circondarsi di “collaboratori” che ne condividevano le idee folli e senza alcun tipo di pietà o remore ad usare tutti i mezzi per raggiungere i loro fini.

La sorpresa che è giunta dall’apertura di questi archivi CIA è che alla morte del Fuhrer non corrispose un altrettanto degna fine dei suoi collaboratori.

Si è scoperto infatti che Kurt Waldheim, che fu uno dei nomi più noti del regime a capo delle SS divenne, alla fine della seconda guerra mondiale, Segretario dell’ONU e successivamente il Presidente dell’Austria, pur mantenendo ottimi rapporti con i servizi segreti Russi come loro ben pagato informatore. Solo negli anni ‘90 gli americani vietarono a Waldheim l’ingresso nel loro territorio, poiché solo allora la CIA si “accorse” che era uno dei principali artefici delle atrocità naziste.

La pubblicazione di queste 10.000 pagine

1)      http://archiviostorico.corriere.it/2001/aprile/28/Cia_cosi_usammo_criminali_nazisti_co_0_0104281790.shtml

ci fornisce una lista di nomi eccellenti da far rabbrividire per le conseguenze che possiamo facilmente immaginare.

Qualche nome: Josef Mengele, che guidò gli orrendi esperimenti medici di Auschwitz, il capo della Gestapo Heinrich Mueller, Adolf Eichmann, l’architetto dello sterminio degli ebrei, Klaus Barbie, il boia di Lione, e quindici altri, sollevano angosciosi interrogativi sulla condotta delle potenze vincitrici dopo il conflitto. Hitler si suicidò prima della sconfitta, Mengele, Eichmann e Barbie furono scoperti dopo molti anni in America latina – gli ultimi due furono sottoposti a clamorosi processi in Israele e in Francia – ma di Mueller e gli altri si persero ufficialmente le tracce. Il motivo, ha spiegato Eli Rosenbaum, il direttore del ministero della Giustizia americano, un esperto della caccia ai criminali nazisti, è che l’URSS e l’Occidente se ne servirono per combattere la Guerra fredda. «Questi criminali – ha detto – furono i veri vincitori del conflitto, perché non pagarono mai i loro delitti. Furono impiegati dai servizi segreti invece di essere processati e giustiziati». Secondo Rosenbaum, cinque finirono al servizio dello spionaggio tedesco occidentale, guidato dal generale Gehlen, spionaggio di cui la CIA assunse il controllo nel 1949, e altrettanti finirono al servizio dell’Urss. Anche gli inglesi e i francesi ne avrebbero avuto uno ciascuno.

A una conferenza stampa, ieri agli Archivi nazionali, Rosenbaum ha precisato che l’esame dei tre milioni di documenti segreti della Seconda guerra mondiale non è finito, ma che sarà approfondito nei prossimi mesi.

Il direttore del ministero della Giustizia americano ha messo sotto accusa sia la CIA sia il suo antesignano, i Servizi Speciali, che operarono fino al 1947, quindi per tutta la durata del conflitto. Le accuse non sono nuove, ma è la prima volta che vengono documentate in maniera irrefutabile.

Rosenbaum ha rivolto critiche pesanti anche ad Allen Dulles, l’agente dei Servizi Segreti Usa a Zurigo, che negoziò nascostamente la resa tedesca nell’Italia nel Nord. A suo parere Allen Dulles, il fratello del futuro segretario di Stato Foster Dulles, protesse alcuni criminali di guerra nazisti con cui era stato in contatto, tra cui qualcuno che aveva operato anche in Italia. In particolare sono stati svelati i diari di Guido Zimmer, ufficiale delle SS (da  Schutz-staffel, “reparti di difesa”) che prese parte ai rastrellamenti di ebrei a Genova e a Milano.

Ma ritorniamo un attimo ad un’informazione che abbiamo appena fornito. Cinque alti funzionari nazisti dopo la fine del conflitto finirono al servizio segreto tedesco occidentale, guidato dal generale Gehlen, di cui la CIA assunse il controllo sin dal 1949.

Per la prima volta si ha la certezza di uno stretto rapporto tra la CIA ed alti esponenti degli SS nazista. Rapporti di “lavoro” connessi al reperimento di informazioni (tipico dei servizi segreti) ma anche di azioni preposte per “contrastare” quello che in gergo prese il nome di “guerra fredda”.

Vennero adottate una serie di strategie che fecero sì che le conoscenze ed i “metodi” degli alti ufficiali nazisti servissero al grande scopo di contrastare lo strapotere dei regimi comunisti del colosso sovietico.

A tutti questi “collaboratori” nazisti la CIA garantì anonimato e protezione anche quando, raggiunti i limiti di età, decisero di andare in pensione.

Ad esempio, nel 2006 è stato scoperto che la CIA coprì attivamente il nascondiglio di Eichmann, colui che organizzò le deportazioni nei campi di concentramento nazista 2

.Eichmann era un uomo della CIA utilizzato nei “rinati” servizi segreti tedeschi della Germania Ovest contro le iniziative Comuniste. Il suo nascondiglio fu trovato solo nel 1960 da agenti israeliani. Fu processato e riconosciuto colpevole dello sterminio di milioni di persone e giustiziato nel 1962.

È con questo tipo di “personaggi” che la CIA del dopoguerra aveva a che fare, anzi che utilizzava attivamente per i suoi fini.

Ma quali erano le principali occupazioni della CIA-SS di quegli anni? Ricerche perpetrate in tutte le direzioni che studiavano il modo di strappare informazioni utili al “nemico”. In tali documenti segreti si parla di oltre 120 modi diversi per raggiungere questo

2)      http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/esteri/eichmann-nascosto/eichmann-nascosto/eichmann-nascosto.html

fine… spesso metodi di una crudeltà esasperata, che solo degli ex-nazisti potevano compiere senza alcun tipo di rimorso.

Il vero salto di qualità fu l’uso di una droga allora ancora poco conosciuta chiamata LSD.

È opportuno ripercorrere i primi passi della creazione e della scoperta di tale droga.

•          16 Novembre 1938: Albert Hofmann, un chimico che lavora per l’azienda farmaceutica Sandoz di Basilea, in Svizzera, è il primo a sintetizzare l’LSD-25, un derivato semi-sintetico di alcaloidi della segale cornuta, durante la ricerca uno stimolante sanguigno.

•          16 Aprile 1943: Albert Hofmann assume accidentalmente, per la prima volta, una piccola quantità di LSD. È la prima esperienza umana con puro LSD-25.

Riferisce di aver visto “un ininterrotto flusso di immagini fantastiche, forme straordinarie con intensi, caleidoscopici giochi di colori.” L’esperienza dura poco più di due ore.

•          19 Aprile 1943: Bicycle Day – Albert Hofmann ha intenzionalmente assunto, per la prima volta, 250 μg LSD. È il primo uso intenzionale di tale droga3

•          1947: primo articolo sugli effetti mentali dell’LSD pubblicato da Werner Stoll su Swiss Archives of Neurology.

•          1949: il dr. Max Rinkel porta l’LSD negli Stati Uniti dall’azienda svizzera Sandoz, e avvia gli studi con l’LSD a Boston; Nick Bercel comincia gli studi con l’LSD a Los Angeles. (3)

•          Maggio 1950: il primo articolo sull’LSD appare su American Psychiatric Journal. (3)

•          1951: la CIA inizia la sperimentazione dell’LSD.

Come pensate che un ente statale e governativo come la CIA/Servizi segreti tedeschi abbia potuto fare le prime sperimentazioni su questa droga? Banalmente, producendo del.. pane all’LSD!!!

Immaginate questo scenario: un intero paese in preda al terrore per via di allucinazioni.

Sembra uscito dalla trama di un film di Hollywood, ma è successo realmente nel 1951 a Pont-Saint-Esprit, Francia, quando improvvisamente gli abitanti vennero colpiti da allucinazioni di massa.

Il mistero è durato quasi 50 anni, e solo ora si scopre cosa è successo realmente. La CIA decise di verificare che tipo di effetti potesse avere sulla popolazione di un intero paese e produsse del pane con, mescolato alla farina, dell’LSD di “ottima qualità“.

Non fu un episodio accidentale, ma una deliberata somministrazione di allucinogeni alla popolazione.

3)      Potete trovare la descrizione dell’esperienza da parte dello stesso Hofmann all’indirizzo

http://www.autistici.org/mirrors/www.psicoattivo.it/chimica/lsd/esp/lsd02.htm

Un abitante del villaggio tentò di affogarsi perché sentiva “la sua pancia mangiata da serpenti”. Un altro saltò dal secondo piano gridando  “sono un aeroplano!”. Un ragazzino tentò di strangolare sua nonna. Il bilancio dei morti ammontò a 17 vittime, colpite dalla “maledizione del pane” (Le Pain Maudit), mentre molti altri vennero ricoverati in ospedali psichiatrici per evitare che si uccidessero o si ferissero per l’improvvisa follia che li aveva colpiti.

Uno dei sopravvissuti, intervistato nel video “Le mystère du pain maudit”, racconta della sua avventura terrificante, e della sensazione di essere divorato da serpenti. Afferma che avrebbe preferito morire che avere quell’esperienza. Ma non fu trovato veleno nel pane, nessuna sostanza tossica venne rilevata dalle analisi chimiche… solo per il fatto che i tecnici che effettuarono le analisi erano dei laboratori “governativi”. Trovate il video all’indirizzo web:

Ma a chi dobbiamo dare il “merito” degli esperimenti della CIA col pane all’LSD? Ad un certo Frank Olson.

A noi italiani è un nome che dice molto poco, ma è stato una delle menti di MK-ULTRA, un’organizzazione al soldo della CIA che riuniva i maggiori scienziati nel famoso periodo della guerra fredda. Alcune informazioni si trovano in un libro a lui dedicato di H.P Albarelli Jr: “Un terribile errore: l’omicidio di Frank Olson e gli esperimenti segreti della CIA durante la guerra fredda”4

. Insieme a Kurt Blome, uno scienziato nazista sottratto alla forca dopo la seconda guerra mondiale dagli americani e portato negli Stati Uniti, Frank Olson partecipa ad un progetto di sperimentazione dell’uso dell’LSD nel corso degli interrogatori. È qui che la vita dello scienziato si incrocia con quella degli abitanti di Point Saint Esprit. Albarelli ha parlato con i colleghi di Olson, è entrato nei laboratori della Sandoz, che all’epoca forniva alla CIA e all’esercito LSD per gli esperimenti, ed ha trovato “le carte” che parlavano del segreto di Point Saint Esprit. Dall’indagine è emerso

4)      http://www.gialli.it/un-libro-sulla-morte-di-frank-olson

anche che quello di Olson non è stato un suicidio ma un omicidio. Era uno scienziato, è vero.

Ma sapeva troppo, e forse non se la sentiva più di andare avanti. La CIA deve aver deciso che era il momento di chiudere quel capitolo. In modo “pulito”, senza conseguenze. Frank Olson è diventato vittima dei suoi stessi esperimenti. Gli agenti della CIA gli hanno somministrato a sua insaputa LSD, hanno reso i suoi ultimi giorni di vita un inferno che potesse giustificare quel tuffo dal 13° piano del Hotel Statler. Ha infranto i vetri della finestra chiusa e si è buttato giù. Questa la versione ufficiale.

Suicidio indotto dallo stato di alterazione causato dall’LSD. Per questo la CIA ha pagato alla famiglia Olson danni per 750.000 dollari. Ma l’autopsia condotta quarant’anni dopo su richiesta dei familiari ha svelato che non c’erano tracce di impatto contro i vetri mentre aveva una lesione al cranio non provocata dall’impatto. Oggi, dopo sessant’anni, il libro di Albarelli non lascia più dubbi. Frank Olson è stato ucciso.

Si sta delineando lentamente un quadro abbastanza chiaro; vediamo di riassumere quanto appena detto.

Casualmente, all’inizio della seconda guerra mondiale, si scopre questa sostanza (LSD) che, grazie allo stesso scopritore, nel 1943 dimostra ampie ed estese proprietà psicotrope di alterazione della mente umana.

Alla fine della seconda guerra mondiale,  l’LSD viene prodotto dalla società farmaceutica svizzera Sandoz ed esportata negli Stati Uniti (1948), dove è acquistata dalla CIA.

Iniziano i primi esperimenti sui singoli individui sino al 1951, quando la droga ritorna in Europa e viene data in mano alle SS tedesche, che non si fanno alcun scrupolo ad intraprendere un esperimento di massa producendo e vendendo del pane all’LSD ed avvelenando l’intero paese di Pont-Saint-Esprit.

Ma, dopo aver defenestrato dal 13° piano una delle menti di quegli esperimenti… cosa fece la CIA americana con LSD?

Gli esperimenti continuarono? E su quali fronti?

Nel 2006 è uscito un libro a dir poco sconvolgente. Un libro-denuncia che sta riaprendo le polemiche sulle torture dei detenuti iracheni nelle carceri segrete della Cia, che descrive a tinte fosche uno dei capitoli più bui della storia americana moderna. Si intitola «Il mondo come laboratorio: esperimenti con topi, cunicoli e uomini», lo ha scritto Rebecca Lemov, antropologa dell’Università dello Stato di Washington5

. Il libro illustra i disumani tentativi della CIA e di alcuni tra i più grandi psichiatri di «distruggere e ricostruire» la mente dei pazienti negli Anni ‘50. Questi furono inizialmente i reduci della guerra di Corea catturati e poi liberati dal regime comunista, che la CIA temeva

5)      http://torniamoinclasse.noblogs.org/post/2011/07/19/psico-esperimenti-usa-su-cavie-umane/

fossero stati indottrinati, ma più tardi anche dei civili, bambini inclusi, con vere o presunte turbe psichiche. Secondo l’autrice – che si basa su un dossier rivelato di recente- la CIA abbracciò la tecnica delle «torture morbide» dopo avere assistito alla confessione del cardinale Jozsef Mindszenty al processo di Budapest nel 1949. Privato del sonno per 39 giorni, drogato, interrogato incessantemente, il cardinale dichiarò di avere attentato allo Stato comunista. La CIA si propose di seguire la stessa strada per piegare «i nemici dell’America». I primi test vennero condotti nel ‘50, su 4 spie a Tokio e 25 prigionieri di guerra nordcoreani. Al ritorno dei reduci liberati dalla Nordcorea nel 1953, l’America assistette a uno spettacolo tragico. Sbarcati a San Francisco, i soldati sembrarono automi, non riconobbero i propri cari. La CIA mobilitò Harold George Wolff, psichiatra dell’Università di Cornell. Questi affermò che non soffrivano di una semplice «sindrome del reduce» ma di una sorta di sdoppiamento della personalità, una difesa naturale contro le torture subite.

L’atroce rimedio: chiusura in celle senza luce e suoni, somministrazione di «sostanze biologiche e chimiche capaci di modificare la condotta», controinterrogatori.

La Lemov racconta che la tecnica fu raffinata dallo psichiatra canadese Ewen Cameron. Per ripulire «l’ego instabile» dei pazienti, Cameron sottopose 53 psicolabili ad elettroshock, bombardamenti di messaggi agghiaccianti («hai ucciso tua madre») per 20 ore al giorno per 2 settimane, 250.000 volte in tutto. Nella fase successiva, vennero «ristrutturati», cioè resi più docili. La CIA cessò gli esperimenti negli anni ‘60. Sulla questione coreana era già trapelato qualcosa: nel 1962 Hollywood girò un film, «The manchurian candidate» con Frank Sinatra, che narrava di un reduce «programmato» dalla Corea del Nord per assassinare il presidente.

Dettagliate analisi di altri esperimenti della CIA di quegli anni sui bambini si possono trovare al seguente indirizzo:http://www.pietrobarone.net/2011/07/la-tragedia-nascosta-degli-esperimenti.html

Gli esperimenti sulla capacità di assorbimento del fisico umano, in base all’età o al peso, furono effettuati in America direttamente dalla CIA. Come cavie furono utilizzati inconsapevoli americani.

Il metodo fu molto semplice ma efficace: La CIA attrezzò delle case con la classica grande vetrata e con dietro le cineprese al fine di riprendere dal vivo come gli effetti della droga si manifestassero nei malcapitati.

Assunse delle avvenenti signorine che adescavano le cavie reclutandole nei bar, scegliendoli tra coloro che avevano pochi o nulla rapporti con parenti che potessero accorgersi della loro scomparsa.

Dopo la somministrazioni di dosi di LSD di varia entità, alcuni di loro impazzivano o erano soggetti a manie compulsive che richiesero un pronto intervento degli uomini della CIA per sbarazzarsi di prove compromettenti.

Alla fine, dopo centinaia di casi ben studiati e documentati, si ebbe un quadro molto chiaro dei suoi effetti sulla psiche e sulle quantità da assumere senza incorrere in spiacevoli effetti secondari.

Gli esperimenti medici degli Stati Uniti su cavie umane non si limitarono all’LSD… di seguito il link ad un “breve” elenco:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=2689

Ma, ritornando alla “nostra” LSD… arriviamo all’operazione CHAOS.

CHAOS era il nome in codice di un piano della CIA elaborato alla fine degli anni ’60 dal generale americano William Westmoreland sotto l’amministrazione Johnson. È stata una tipica operazione False Flag (Le operazioni False flag, o operazioni sotto falsa bandiera, sono operazioni segrete condotte da governi, grosse compagnie multinazionali, e sono progettate per apparire come condotte da altri enti e organizzazioni. Il nome deriva da ‘false’ e ‘flag’, ossia bandiera falsa. L’idea è quella di ‘firmare’ una certa operazione per così dire “issando” la bandiera di un altro stato o la sigla di un’altra organizzazione). Obiettivo di quest’operazione era, come dice il nome, creare il caos, in modo che l’opinione pubblica ne chiedesse al governo la repressione. L’operazione raggiunse il suo momento culminante nel 1968 e nel 1969; secondo alcune tesi operò perfino nel concerto di Woodstock, diffondendo stupefacenti per il progetto MK ULTRA.

Ritroviamo infatti attivamente coinvolto MK-ULTRA (quello del pane all’LSD) nella distribuzione di allucinogeni al pubblico giovanile dei primi concerti Rock (quali quello di Woodstock).

Ma a che scopo? Non certo quello del controllo della mente dei giovani per scopi “politico-militari” tipici della guerra fredda.

No, il motivo è molto più subdolo.

La CIA si accorse che l’LSD poteva, se controllato nelle dosi (e ne ormai aveva un’approfondita conoscenza), dare degli effetti che sarebbero stati apprezzati dalle classi giovanili in cerca di “evasione”.

Quindi la CIA fece da importatore della droga dalla Sandoz svizzera, da sperimentatore con cavie e da diffusore della stessa presso le classi giovani, che in quel periodo usavano ritrovarsi a milioni nei concerti musicali.

Non è segreto il modo in cui l’LSD si diffuse a macchia d’olio negli anni sessanta tra la quasi totalità degli artisti, cantanti e loro fans.

La mortalità fu altrettanto elevata… basta ricordare nomi quali Jim Morrison, Adam Goldstein, Sid Vicious, Jimi Hendrix o Elvis Presley.

Ma se la CIA pensò alla sperimentazione ed alla diffusione dell’LSD in grandi quantità… chi ne curò la distribuzione, a livello capillare, da parte del singolo spacciatore?

Vi era negli stati uniti un’organizzazione già ben introdotta e distribuita nel territorio che allora si dedicava al controllo della “semplice prostituzione”, del pizzo e di qualche altra “amenità”…la MAFIA americana.

La CIA trovò quindi nella Mafia un partner ideale in grado di convertire immense somme di denaro in fondi segreti destinati a finanziare qualsiasi operazione la CIA avesse voluto intraprendere, senza più passare dalle forche caudine dei bilanci approvati dal congresso.

Fondi neri che crearono una specie di secondo stato nello stato, che avevano ampie entrate dai personaggi politici (ai massimi livelli) da un lato e dall’altro, insieme ai massimi esponenti della Mafia e della malavita organizzata.

Uno stato nello stato, un’organizzazione (CIA-Mafia) in grado di poter anche organizzare l’assassinio di un presidente degli stati uniti.

Si tratta di valide teorie o di assurde ipotesi complottiste?

Nel sito web segnalato di seguito si può leggere l’intervista al giornalista Gianni Bisiach, che nel suo libro “ il Presidente” sostiene con dati alla mano questa tesi: che John Kennedy fu ucciso dalla Mafia americana, in collaborazione con alcuni settori della CIA. Potete trovare maggiori informazioni al riguardo nel seguente indirizzo web:  http://www.spazio-forum.net/forum/topic/26757-mafia-e-cia-coinvolte-nellomicidio-jfk/

Quanti di questi eventi possono considerarsi facenti parte della storia e quanti invece possono rivestire un interesse contingente anche ai nostri giorni?

La descrizione di come si sia evoluta un’organizzazione priva di scrupoli come le SS naziste in n’associazione “governativa” come la CIA, e di come la stessa sia stata in grado di creare un gruppo con capitali illimitati e con appoggi sia politici sia mafiosi in grado di ideare e realizzare qualsiasi cosa potesse essere utile ad uno scopo…ci fa intuire che essa non sia mai stata smantellata del tutto e che sia ancora attiva ed intensamente operante sia in territorio americano che all’estero.

La mente corre immediatamente all’attentato delle Torri Gemelle che, se anche non fosse stato messo in opera direttamente dalla CIA, sicuramente ha avuto ampi appoggi logistici sul territorio americano, e ad alti ed altissimi livelli.

Ma la CIA non è l’unica organizzazione che agisce nell’ombra di poteri apparentemente più forti: vi son le lobbies finanziarie, militari… dove il dio soldo fa da padrone.

A noi, gente comune, non resta che assistere impotenti ad intrighi che avvengono sopra le nostre teste; tuttavia la nostra reazione deve essere almeno quella di non credere a tutto quello che ci viene propinato dai media.

Ma di ricercare, sin quanto è possibile e con tutti i mezzi a nostra disposizione, un’informazione corretta ed aderente ai fatti.

-o0o-

Risultato di tutto ciò? Proviamo a stilare delle stime per approssimazione. Poco potrebbe importare se stiamo sul difetto di qualche milione. Comunque sono numeri da capogiro. Milioni son milioni fossero anche solo 1 milione. Fotografiamo la situazione al 2011:

Circa 600.000.000 di NON OCCUPATI in TUTTO il mondo..!! (esclusi pensionati)
” 100.000.000 di bambini che vengono STUPRATI ogni anno nel mondo..!
” 60.000.000 di bambini che MUOIONO SOLO di [MALNUTRIZIONE]
(CHE NON VUOL DIRE SOLO FAME)..!!
” 50.000.000 di bambine e giovani donne che vengono avviate alla schiavitù e alla prostituzione..!!
” 30.000.000 di bambini che SPARISCONO dal mondo..!!
” 17.000.000 di bambini in tutto il mondo sono sotto psicofarmaci per varie problematiche!!             ” 25.000.000 di civili INNOCENTI che muoiono nelle varie guerre..!!
” 50.000.000 di morti per INCIDENTI, OMICIDI, VIOLENZE, ecc. (non ubriachi)..!!
” 120.000.000 di INFANTICIDI (aborti)..!!
” 500.000.000 di persone ADULTE che muoiono in condizioni di vita disumane..!!

71.000.000 morti per tabacco nell’ultimo secolo…!!

10.000.000 morti in incidenti automobilistici…!!

28.000.000 morti per AIDS dal 1981 al 2002… !!

Per non parlare delle Catastrofi Naturali o considerate tali. Basti una per tutte:

230.000 vittime a Sumatra nel 2004 a causa dello Tsunami… !!

Negli ultimi 10 anni sono morte otre 710.000 creature per disastri riconducibili a origini naturali.

Le Guerre del ‘900 rappresentano il 95% dei morti nelle guerre degli ultimi 3 secoli. E la percentuale dei civili è cresciuta fino a raggiungere il 50% con la Seconda Guerra Mondiale ed il 90-95% con i conflitti dell’ultimo decennio.

———————————————

…e sono arrivate nel gennaio 2011 le Primavere Arabe con la detronizzazione di Ben Alì (23 anni) Mubarak (33 anni) e uccisione di Gheddafi (42 anni). Scopriamo solo ora alcune verità sul leader libico, ma anche sulla fine di Craxi, che con i leader del nord Africa aveva una certa affiliazione. Tra poco toccherà alla Siria, al Libano, alla Giordania, e quindi all’Iran, e chissà che non si arrivi ad una guerra mondiale con il coinvolgimento anche di Russia, Cina ed Israele. Riporto:

giovedì 27 ottobre 2011- La Libia si prepara alla Democrazia – Le 16 cose che perderanno

E’ finita la Guerra in Libia, il Male ha perso il Bene ha vinto, I liberatori, partiginai, i combattenti della rivoluzione sono stati i cavalieri dei Bene i paladini della giustizia…..

Ma in tutto questo c’è qualcosa che non quadra….

Sicuramente Gheddafi non era un Santo è probabilmente ne ha fatte di tutti i colori ma come mai nessuno in questi mesi ci ha fatto conoscere la Libia?

In questo altro post Gheddafi ex speranza per l’Africa ho già affrontato il problema postando un articolo che si soffermava sul sistema economico della Libia  e della volontà di Gheddafi di creare una moneta Africana non in gestione ai banchieri privati come in Europa e in America ma agli Stati, quindi usata per il bene del popolo.

Qui sotto tratto dal Blog di Neovitruvian un articolo su 16 cosè che i Libici non potranno più avere.

Leggendo, ci si chiede come mai è stata fatta una rivoluzione, non vi era motivo, o forse non li conosciamo.

Ormai Gheddafi è morto è la Libia si sta preparando ad un nuovo corso, e toccherà al popolo Libico bilanciare il positivo e il negativo di quello che hanno perso, di quello che volevano ottenere e di quello che realmente avranno ottenuto.

1 – Non vi è alcun bolletta elettrica in Libia; l’elettricità è gratuita per tutti i cittadini.

2 – Non vi è alcun interesse sui prestiti, le banche in Libia sono di proprietà dello Stato e i prestiti concessi a tutti i suoi cittadini hanno, a norma di legge, lo zero percento di interesse.

3 – Avere una casa è considerato un diritto umano in Libia.

4 – Tutti i novelli sposi in Libia ricevono  60 mila dinari (US $ 50.000) da parte del governo per acquistare i loro primo appartamento contribuendo così all’avvio della famiglia.

5 – Istruzione e cure mediche sono gratuite in Libia. Prima di Gheddafi solo il 25 per cento dei libici erano alfabetizzati. Oggi, la cifra è dell’83 per cento.

6 – Se un libico volesse intraprendere una carriera agricola, riceverebbe terreni agricoli, una casa in campagna, attrezzature, sementi e bestiame per avviare la propria attività, il tutto gratuitamente.

7 – Se i libici non fossero riusciti a trovare il sistema medico o scolastico di cui avessero avuto bisogno (in Libia), ci sarebbero stati dei fondi governativi per andare all’estero e non solo, avrebbero ottenuto mensilmente US $ 2.300 / al mese per indennità di alloggio e auto.

8 – Se un libico compra una macchina, il governo sovvenziona il 50 per cento del prezzo.

9 – Il prezzo del petrolio in Libia è di $ 0,14 per litro.

10 – La Libia non ha un debito estero e le sue riserve monetari sono pari a $ 150 miliardi (ora congelate).

11 – Se un libico non è in grado di trovare lavoro dopo la laurea lo stato paga l’equivalente dello stipendio medio per la professione. (ciò vale anche per le professioni per cui non serve una laurea)

12 – Una parte degli introiti derivanti dalla vendita del petrolio libico viene accreditato direttamente sui conti bancari di tutti i cittadini libici.

13 – Una madre che dà alla luce un bambino riceve 5.000 dollari USA.

14 – 40 pagnotte di pane in Libia costano $ 0,15.

15 – Il 25 per cento dei libici è laureato.

16 – Gheddafi rese possibile il più grande progetto mai sperimentato al mondo di irrigazione, conosciuto come il Great Manmade River project, al fine di rendere disponibile più facilmente l’acqua nella regione desertica.

Per completare l’articolo ho postato anche un esperienza diretta di un Italiano che abitava e lavorava in Libia prima di essere mandato a casa con l’ultimo aereo dell’Alitalia.

E’ un esperienza diretta che aiuta a capire ancora meglio la situazione del Paese prima della Rivoluzione.
E’ un commento di Guido Ingegnere del Gruppo Eni in Libia. tratto da StampaLibera

Sono stato in Libia, da lavoratore, fino al 21 febbraio scorso quando, costretto dagli eventi, ho dovuto abbandonarla con l’ultimo volo di linea Alitalia.

Ho avuto modo di conoscere gran parte del Paese, da Tripoli a Bengasi, a Ras Lanuf a Marsa El Brega a Gadames, non frequentando gli ambienti dorati, ovattati e distaccati dei grandi alberghi, ma vivendo da lavoratore tra lavoratori e a quotidiano contatto con ambienti popolari, sempre riscontrando cordialità e sentimenti di amicizia per certi versi inaspettati e sorprendenti.
Non era raro per strada sentirsi chiedere di poter fare assieme una fotografia da chi si accorgeva di stare incrociando degli italiani, peraltro numerosissimi anche per le tantissime imprese che vi operavano, dalle più grandi (ENI, Finmeccanica, Impregilo ecc.) alle più piccole (infissi, sanitari, rubinetterie, arredamenti ecc.), in un ambiente favorevolissimo, direi familiare…

Da quello che ho potuto constatare il tenore di vita libico era abbastanza soddisfacente: il pane veniva praticamente regalato, 10 uova costavano l’equivalente di 1 euro, 1 kg di pesce spada circa 5 euro, un litro di benzina circa 10 centesimi di euro; la corrente elettrica era di fatto gratuita; decine e decine di migliaia di alloggi già costruiti e ancora in costruzione per garantire una casa a tutti (150-200 m2 ad alloggio….); l’acqua potabile portata dal deserto già in quasi tutte le città con un’opera ciclopica, in via di completamento, chiamata “grande fiume”; era stata avviata la costruzione della ferrovia ad alta velocità e appaltato il primo lotto tra Bengasi e il confine egiziano della modernissima autostrada inserita nell’accordo con l’Italia; tutti erano dotati di cellulari, il costo delle chiamate era irrisorio, la televisione satellitare era presente sostanzialmente in ogni famiglia e nessun programma era soggetto a oscuramento, così come internet alla portata di tutti, con ogni sito accessibile, compreso i social network (Facebook e Twitter), Skype e la comunicazione a mezzo e-mail.

Dalla fine dell’embargo la situazione, anche “democratica”, era migliorata tantissimo e il trend era decisamente positivo: i libici erano liberi di andare all’estero e rientrare a proprio piacimento e un reddito era sostanzialmente garantito a tutti.

Quando sono scoppiati i primi disordini, la sensazione che tutti lì abbiamo avuto è stata quella che qualcuno stava fomentando rivalità mai sopite tra la regione di Bengasi e la Tripolitania, così come le notizie che rilanciavano le varie emittenti satellitari apparivano palesemente gonfiate quando non addirittura destituite da ogni fondamento: fosse comuni, bombardamenti di aerei sui dimostranti ecc.

Certamente dal punto di vista democratico i margini di miglioramento non saranno stati trascurabili, del resto come in tanti altri paesi come l’Arabia Saudita, la Cina, il Pakistan, la Siria, gli Emirati Arabi, il Sudan, lo Yemen, la Nigeria ecc. ecc… e forse anche un po’ da noi! Pertanto prima o poi qualcuno dovrà spiegare perché in questi Paesi non si interviene…

Sono triste e amareggiato al pensiero di come sarò considerato dagli amici libici che ho lasciato laggiù dopo questa scellerata decisione di stupidissimo interventismo!

Guido Nardo

Ingegnere Gruppo ENI

http://www.pennyguide.org/2011/10/finita-la-guerra-in-libia-il-male-ha.html

-o0o-

E che dire di Craxi, sempre rimanendo in tema di Sovranità Nazionale, per quanto limitata.

Bettino Craxi, l’euro e la svendita dell’Italia

Era il 1997, da due anni Bettino Craxi era considerato, per lo stato italiano, un latitante. Da Hammamet, Ghino di Tacco – pseudonimo con il quale Craxi firmava i suoi articoli su l’Avanti – lanciava le sue invettive contro la politica italiana e inviava le sue analisi relative alla situazione internazionale. Oltre alla fitta attività giornalistica, Craxi, dal suo esilio tunisino, rilasciò anche diverse interviste; vogliamo segnalarne una in particolare. Come dicevamo era il 1997 e di lì a cinque anni sarebbe entrato in vigore l’euro, un’operazione i cui “vantaggi”, oggi, sono sotto gli occhi di tutti. Le previsioni di Bettino Craxi, proprio in merito all’euro e alle conseguenze devastanti che avrebbe portato, si sono dimostrate di una veridicità straordinaria.

“Si presenta l’Europa come una sorta di paradiso terrestre – dichiara Craxi – ma per noi l’Europa nella migliore delle ipotesi sarà un limbo e nella peggiore ipotesi sarà un inferno. Quindi bisogna riflettere su ciò che si sta facendo. Perché la cosa più ragionevole di tutte è quella di richiedere e di pretendere, essendo noi un grande paese, la rinegoziazione dei parametri di Maastricht. Perché se l’Italia ha bisogno dell’Europa, l’Europa ha bisogno dell’Italia, non dimentichiamolo”.

Attenzione, Bettino Craxi non fu mai un oppositore dell’idea di un’Europa unita; in merito alla politica europea, egli prevedeva una grande Europa, dall’ampio respiro mediterraneo e, proprio per questo, con un occhio attento ai paesi arabi. Un mercato comune era il fine ultimo, ma un mercato creato ad hoc, un’economia che corrispondesse alle reali forze degli stati membri. Ciò che l’ex premier socialista contestava era la totale assenza di previsioni, di analisi, su ciò che sarebbe accaduto quando l’euro, quello che oggi si presenta come un cancro per le economie degli stati membri dell’unione, avrebbe cominciato ad imporre la sua natura usuraia, in assenza di una reale regolamentazione. Le analisi di Ghino di Tacco, circa i processi socio-economici che avrebbero sconvolto il vecchio continente, si fanno più specifiche in un articolo del marzo ’97 dal titolo “Europa, Europa”.

Scrive Craxi:

Ciò che si profila è ormai un’Europa in preda alla disoccupazione e alla conflittualità sociale, mentre le riserve, le preoccupazioni, le prese d’atto realistiche si stanno levando in diversi paesi che si apprestano a prendere le distanze da un progetto congeniato in modo non più corrispondente alla concreta realtà delle economie e agli squilibri sociali che non possono essere facilmente calpestati. Il governo italiano, visto l’andazzo delle cose, avrebbe dovuto (…) porre con forza nel concerto europeo il problema della rinegoziazione di un trattato che nei suoi termini è divenuto obsoleto e financo pericoloso (…). Non lo ha fatto il governo italiano. Lo faranno altri e lo determineranno soprattutto gli scontri sociali che si annunciano e che saranno duri come le pietre.

Del resto, nel 1985, fu proprio Bettino Craxi a presiedere il Consiglio europeo da cui, due anni più tardi, nascerà l’Atto unico attraverso il quale si deliberava la caduta delle barriere doganali al fine di creare un autentico mercato europeo: da Comunità – superata l’opposizione di Margaret Thatcher – l’Europa diventava Unione. Ma un uomo forte che dettava legge in Europa, evidentemente, dava fastidio a molti, soprattutto a Londra.

Non era comunque la prima volta che Craxi faceva tremare le banche londinesi e non, basti ricordare l’idea dell’introduzione della “lira forte”. Memore di quanto fatto in Francia da De Gaulle nel ’59, anche Craxi prevedeva, per l’Italia, una moneta nazionale che potesse imporsi sui mercati mondiali. Un progetto, questo, che guarda caso fu osteggiato da tanti, compreso l’attuale Presidente Mario Monti che dalle pagine del Corriere ammoniva duramente l’operazione craxiana. Ma più di tutti, a sabotare la nuova emissione monetaria fu Carlo Azeglio Ciampi, allora governatore della Banca d’Italia che, nonostante l’insistenza e il tono imperativo con il quale Craxi chiedeva venissero eseguite le sue direttive, fece di tutto per far naufragare il progetto.

La crisi di Sigonella, la solidarietà al popolo palestinese, un cambiamento dell’assetto geopolitico mediterraneo, una lira forte, la volontà d’imporre regole chiare nella gestione della Comunità europea; tutto questo era troppo per le lobbies internazionali: Craxi doveva essere fatto fuori.

Così come sempre è avvenuto in Italia, dal Risorgimento a oggi, da Londra si decise che l’Italia doveva essere messa in grado di non nuocere. Il 17 febbraio del 1992 inizia l’operazione “mani pulite”, con l’arresto di colui che Craxi definì un “mariuolo” in seno al partito. Quello che segue è storia nota, almeno per chi non ha paraocchi politici ed ideologi. In quel 1992 la classe dirigente italiana venne sconvolta dalle inchieste della magistratura, mentre la popolazione – in un clima di terrore psicologico – venne catapultata nell’incubo delle stragi di mafia, la prima, quella di maggio che uccise Falcone a Capaci. L’opinione pubblica era disorientata quando non addirittura plagiata. In questo stato di cose, nel giugno del “92, riscontrata la totale assenza dello stato, i potentati inglesi e statunitensi, sul panfilo Britannia, coadiuvati dai “camerieri” italiani, pianificarono il secondo colpo all’Italia, quello micidiale: la privatizzazione delle aziende strategiche di stato. Intanto Soros & C. organizzarono l’attacco alla lira, provocando il famoso prelievo forzoso, del 6 per mille, dai conti correnti degli italiani. E’ questo il corso che ha portato l’Italia all’interno del circuito euro.

Oggi non c’è più la mafia a terrorizzare il paese, la violenza psicologica procede con lo spettro della disoccupazione. A distrarre gli italiani dalle operazioni di speculazione finanziaria, protrattasi dall’entrata in vigore dell’euro a oggi, non c’è più tangentopoli, ma inchieste giudiziarie sul malcostume dei politicanti italioti. L’operazione “britannia due” è già iniziata e all’orizzonte si vedono solo nuvole cupe, intrise di conflitti sociali e miseria. L’unica nota positiva, nell’atmosfera da apocalisse che regna sull’Europa, è rappresentata dal fatto che le parole profetiche di Bettino Craxi non sono più semplici denunce di un isolato esule politico, ma sono il grido di rabbia di tutti quegli uomini liberi che non hanno intenzione di stare in silenzio, mentre la patria viene fagocitata dall’usura internazionale.

Romano Guatta Caldini

-o0o-

Ma voglio anche spingermi oltre e riportare un altro discorso di un Leader che rischia di essere spazzato via in men che non si dica, Ahmadjnejad, il Presente dell’Iran moderno.

venerdì 21 ottobre 2011 – Dopo la morte di Gheddafi ora tocca ad Ahmadinejad – Il suo discorso alle Nazioni Unite di Settembre

Morto Gheddafi nel piano dichiarato dopo l’ 11 settembre ora tocca all’Iran di Ahamadinejad, conosciamolo meglio prima che faccia la stessa fine. Questo è il suo ultimo discorso alle nazioni unite, ovviamente neanche una piccola parte è stata tradotta dai media che hanno solo detto che l’America e i suoi alleati compresa l’ Italia sono usciti dall’aula per protesta prima che iniziasse a parlare. Ma perchè? Non ha detto niente di cosi Demoniaco, non ha usato nessun linguaggio Terroristico, anzi…. Che non sia così cattivo come dicono ?

Iran, settembre 2011 – “Il delegato degli Stati Uniti all’Assemblea generale dell’Onu ha lasciato l’aula, così come quello della Francia e di numerosi altri Paesi europei, dopo che aveva appena iniziato a parlare il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad” riferisce il Corriere della Sera del 22 settembre scorso

Traduzione integrale del discorso del presidente iraniano Ahmadinejad all’ONU il 22.9.2011

http://www.pennyguide.org/2011/10/dopo-la-morte-di-gheddafi-ora-tocca-ad.html

Ecco quale è nella realtà il discorso definito dai media una “diatriba contro gli occidentali” e che ha provocato la collera dei diplomatici occidentali che hanno abbandonato la sala per protesta

Discorso del Presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad in occasione della 66° sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il 22.9.2001

In nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso,

“Lodato sia Allah, il Signore dell’Universo, pace e benedizione per il nostro Maestro e Profeta, Maometto, la sua pura figura, i suoi nobili Compagni e tutti i divini messaggeri”.

“O Dio, affretta l’arrivo dell’imam Al-Mahdi e concedigli buona salute e la vittoria e rendi noi suoi discepoli e testimoni della sua giustizia”


Signor Presidente,

Eccellenze,
Signore e Signori,

Io sono riconoscente verso l’onnipotente Allah che mi ha concesso, una volta di più, l’opportunità di comparire davanti a questa assemblea mondiale. Esprimo con piacere i miei sinceri ringraziamenti a H.E. Joseph Deiss, presidente della 65° sessione per l’enorme impegno speso nel corso di essa. Vorrei anche felicitarmi con H.E. Nassir Abdulaziz Al-Nasser per la sua elezione a presidente di questa 66° sessione dell’assemblea generale e gli auguro il successo.
Permettetemi di approfittare di questo momento per rendere omaggio a tutti coloro che sono morti in questo anno, soprattutto alle vittime della tragica carestia in Somalia e della devastante epidemia in Pachistan e a quelle del terremoto e delle esplosioni che sono seguite nelle centrali nucleari in Giappone.
Esorto tutti a intensificare l’assistenza e l’aiuto alle popolazioni colpite in questi paesi.
Gli anni scorsi ho parlato dei diversi problemi mondiali e del bisogno di introdurre cambiamenti profondi nell’attuale ordine internazionale.
Oggi, tenendo conto delle evoluzioni internazionali, tenterò di analizzare la situazione attuale da un diverso punto di vista.
Come tutti sapete, il dominio e la superiorità degli esseri umani sulle altre creature sono nella natura stessa e nella realtà umana. Si tratta di un dono divino e della manifestazione dello spirito divino che comprende: la fede in Dio, che l’eterno creatore e l’architetto dell’universo; mostrare compassione verso gli altri, la generosità, la ricerca della giustizia; evidenziare l’integrità nelle parole e negli atti; l’aspirazione alla dignità per raggiungere la perfezione, l’aspirazione ad elevare la materia e la spiritualità di ciascuno, e il desiderio di essere liberi; sfidare l’oppressione, la corruzione, e la discriminazione sostenendo gli oppressi; cercare la felicità, e la prosperità durevole e la sicurezza per tutti.
Ecco qualcuna delle manifestazioni dei caratteri che sono comuni all’umano e al divino, che possono essere osservate con chiarezza nelle aspirazioni storiche degli esseri umani, come li si possono rintracciare nelle nostre ricerche nell’arte e nei lavori letterari, prosa e poesia, e nei movimenti socio-culturali e politici degli esseri umani nel corso della storia.

Tutti i profeti divini e i riformatori sociali hanno sempre invitato gli esseri umani ad imboccare questa strada.
Dio ha donato all’umanità la dignità, perché essa si elevi e assuma il suo ruolo di successore sulla terra.

Cari colleghi ed amici,

è molto chiaro che, nonostante le realizzazioni storiche, per esempio la creazione delle Nazioni Unite, che sono state il prodotto di lotte instancabili e degli sforzi di spiriti liberi e di individui che aspiravano alla giustizia e alla cooperazione internazionale, le società umane sono ancora molto lontane dall’aver soddisfatto i loro nobili desideri e aspirazioni.

La maggior parte delle nazioni del mondo non sono soddisfatte della situazione internazionale attuale.
E nonostante il desiderio generale e l’aspirazione a promuovere la pace, il progresso e la fraternità, guerre, uccisioni di massa, povertà diffusa, crisi socio-economiche e politiche continuano a mettere in pericolo i diritti e la sovranità delle nazioni, provocando irreparabili danni al mondo.
Circa tre miliardi di persone vivono con meno di 2,5 dollari al giorno, e più di un miliardo vive senza nemmeno un solo pasto sufficiente al giorno.
Il 40% delle popolazioni più povere del mondo si dividono solo il 5% della ricchezza globale, mentre il 20% dei più ricchi detengono il 75% della ricchezza mondiale.
Più di 20.000 bambini poveri e innocenti muoiono ogni giorno a causa della povertà.

Negli Stati Uniti l’80% delle risorse finanziarie sono controllate dal 10% della popolazione, mentre il rimanente 20% appartiene al 90% della popolazione.
Quali cause e quali ragioni sono all’origine di queste diseguaglianze? Come porre rimedio a simili ingiustizie?
I teorici della governance globale tengono distinta la vita sociale dall’etica e dalla spiritualità, dichiarando che la situazione è il risultato dell’aver seguito gli insegnamenti dei profeti divini o della vulnerabilità delle nazioni o dei fallimenti di piccoli gruppi o di individui. Essi proclamano che solo le loro opinioni e punti di vista possono salvare la società umana.


Cari colleghi e amici,

non pensate che la causa fondamentale dei problemi dovrebbe essere considerata, nell’ordine internazionale in vigore, il modo in cui il mondo è governato?
Vorrei richiamare la vostra gentile attenzione sulle seguenti questioni:

-“Chi ha sottratto con la forza milioni di persone alle loro case in Africa e in altre regioni del mondo durante il triste periodo della schiavitù, facendo di essi le vittime della loro avidità materiale?
– Chi ha imposto il colonialismo per 4 secoli in questo mondo? Chi ha occupato terre e massicciamente spogliato le risorse di altre nazioni, distruggendo i talenti, le lingue tradizionali, le culture e le identità di queste nazioni?
– Chi ha fatto scoppiare la prima e la seconda guerra mondiale, che hanno ucciso 70 milioni di persone e di feriti o gettato sulla strada altre centinaia di milioni? Chi ha avviato le guerre di Corea e Vietnam?
– Chi ha imposto, con l’inganno e l’ipocrisia, il Sionismo e quasi 60 anni di guerra. Esclusione, terrore, e uccisioni di massa al popolo palestinese e degli altri paesi della regione.
– Chi ha imposto e sostenuto per decenni dittature militari e regimi totalitari in Asia, Africa ed America Latina?
– Le economie di quali paesi poggiano sulla guerra e la vendita di armi?

– Chi ha provocato e incoraggiato Saddam Hussein a invadere e imporre una guerra di 8 anni all’Iran, e chi l’ha assistito e rifornito quando ha utilizzato armi chimiche contro le nostre città e il nostro popolo?
– Chi ha utilizzato il misterioso incidente dell’11 settembre come un pretesto per attaccare l’Afghanistan e l’Iraq, uccidendo, ferendo e provocando l’esodo forzato di milioni di persone in questi paesi, avendo come obiettivo finale la dominazione sul Medio oriente e le sue risorse petrolifere?
– Chi ha posto fine al sistema di Bretton Woods stampando miliardi di dollari senza avere riserve o mente equivalenti? Un cambiamento che ha scatenato in tutto il mondo l’inflazione e che aveva come obiettivo di predare i successi economici delle altre nazioni?
– Di quale paese la spesa militare supera annualmente i mille miliardi di dollari, superando la somma dei budget militari di tutti gli altri paesi del mondo? Quali governi sono i più indebitati del mondo?
– Chi domina nell’elaborazione delle politiche economiche delle istituzioni sovranazionali?
– Chi è responsabile della recessione economica mondiale, è sta scaricandone le conseguenze sull’America, l’Europa e il resto del mondo?
– Quali governi sono sempre pronti a lanciare migliaia di bombe su altri paesi, ma tentennano quando si tratta di portare aiuto alle persone colpite dalla povertà in Somalia o in altri paesi?
– Quali sono quelli che dominano il consiglio di sicurezza dell’ONU, che è palesemente responsabile della salvaguardia della sicurezza nel mondo?
Vi sono molte altre domande simili. Evidentemente le risposte sono chiare.
La maggioranza delle nazioni e dei governi del mondo non hanno avuto alcun ruolo nella creazione delle crisi globali attuali, e dunque, sono stati essi stessi vittime di tali politiche.

E’ chiaro come la luce del giorno che sono sempre gli stessi: gli schiavisti, i poteri coloniali, quelli che hanno un tempo scatenato le due guerre mondiali, e oggi hanno provocato la miseria generalizzata e il disordine con conseguenze a lungo termine per coloro che verranno dopo di noi.

Cari colleghi ed amici,

Forse che questi poteri arroganti hanno realmente la competenza e la capacità di dirigere o governare il mondo? E’ accettabile che essi si autoproclamino unici difensori della libertà, della democrazia e dei diritti dell’uomo, quando attaccano militarmente e occupano altri paesi?
Il fiore della democrazia può mai sorgere sui missili della NATO e sulle sue armi?


Signore e Signori,

Se taluni paesi europei utilizzano ancora l’Olocausto, dopo sei decenni, come scusa per pagarne il prezzo ai sionisti, non dovrebbe costituire un obbligo anche per gli schiavisti o i poteri coloniali per risarcire le nazioni che ne sono state colpite?
Se i danni e le perdite del periodo della schiavitù e del colonialismo fossero risarciti, che cosa succederebbe ai manipolatori ed ai poteri politici occulti negli Stati Uniti e in Europa? Permarrebbe lo strappo tra il Nord e il Sud?
Se solo la metà delle spese militari degli Stati Uniti e dei suoi alleati della NATO fossero utilizzati per cercare di risolvere i problemi economici nei loro stessi paesi, sarebbero essi ancora sul punto di essere colpiti da una crisi economica?
Che cosa succederebbe se la stessa somma fosse offerta alle nazioni povere?
Come si giustifica la presenza di centinaia di militari USA e di basi di intelligence in tutto il mondo, comprese le 268 basi in Germania, le 124 in Giappone, le 87 in Corea del Sud, le 45 nel Regno Unito e le 21 del Portogallo? Si tratta di qualcosa di diverso da un’occupazione militare?
Le bombe custodite in tali basi non mettono in pericolo la sicurezza di queste nazioni?

Signore e Signori,

La questione fondamentale è la ricerca della causa prima di un simile atteggiamento. Essa deve essere  cercata nelle credenze e tendenze dell’establishment.
Un’assemblea di persone che si pone in contraddizione con gli istinti naturali dell’uomo  e le loro tendenze, che inoltre non hanno alcuna fede in Dio e nei precetti dei divini profeti giustificano la loro sete di potere e i loro scopi materialisti con dei valori divini.
Per essi , contano solo il potere e la ricchezza e tutto deve condurre a tale sinistro obiettivo.
Le nazioni oppresse non hanno alcuna speranza di restaurare o proteggere i loro legittimi diritti contro tali poteri.
Questi poteri aspirano al loro proprio progresso, alla loro propria prosperità e dignità, imponendo agli altri la povertà, l’umiliazione e l’annichilimento.
Essi ritengono di essere superiori agli altri, godendo di speciali privilegi e concessioni. Non hanno alcun rispetto per gli altri e sono a proprio agio nel violare i diritti delle nazioni e dei governi.
Si autoproclamano quali gli indiscutibili guardiani di tutti i governi e le nazioni attraverso l’intimidazione, ricorrono alla minaccia e alla forza, abusano dei meccanismi internazionali. Semplicemente violano tutte le regole internazionali riconosciute.
Insistono nell’imporre il loro stile di vita e le loro credenze agli altri. Sostengono ufficialmente il razzismo.
Indeboliscono i paesi grazie agli interventi militari e distruggono le loro infrastrutture, con l’obiettivo di saccheggiarne le risorse, di renderli ancora più dipendenti.

Seminano l’odio e l’ostilità tra le nazioni e i popoli in diversi modi, al fine di impedire loro di raggiungere i propri obiettivi di sviluppo e di progresso.
Tutte le culture, le identità, le vite, i valori e la ricchezza delle nazioni, donne, giovani, famiglie, come ricchezze delle nazioni, sono sacrificati ai loro progetti imperialisti e il loro apprezzamento per lo schiavismo.
L’ipocrisia e l’inganno sono autorizzati in vista dei loro obiettivi imperialisti. Anche il traffico di droga e l’uccisione di esseri umani innocenti sono autorizzati per realizzare simili obiettivi diabolici. Nonostante la presenza della NATO nell’Afghanistan occupato, laggiù si è registrato un incremento drammatico nella produzione di droghe illegali.
Essi non tollerano alcuna messa in discussione o critica, e invece di trovare giustificazioni per le loro violazioni, essi vestono sempre l’abito degli inquisitori.

Per mezzo della loro rete di media imperialisti, influenzati dal colonialismo, essi rivolgono minacce di sanzioni e azioni militari contro chiunque si interroghi sull’olocausto e l’11 settembre.

L’anno scorso, quando si è sentita la necessità di mettere in piedi un gruppo di lavoro per condurre una inchiesta approfondita sugli aspetti nascosti dell’11 settembre, una necessità avvertita anche da tutti gli altri governi e nazioni indipendenti, oltre che dalla maggioranza del popolo degli Stati Uniti, il mio paese e io stesso siamo stati oggetto di pressioni e minacce da parte del governo degli Stati Uniti.
Invece di mettere insieme loro un gruppo di ricerca, essi hanno ucciso il principale responsabile e gettato il suo corpo in mare.
Non sarebbe stato invece ragionevole portarlo dinanzi alla Giustizia al fine di fare luce sugli aspetti mantenuti segreti sull’aereo dirottato per attaccare le twins towers?
Perché non lo si è tradotto davanti alla Giustizia per cercare di individuare quelli che promuovono i gruppi terroristi e provocano combattimenti e altri danni nella regione?
C’era forse qualche informazione che doveva essere mantenuta segreta?
Essi considerano il sionismo come una idea sacra e un’ideologia. Qualsiasi domanda venga posta a proposito delle sue vere origini e sulla sua vera storia viene condannata da essi come un peccato imperdonabile. Tuttavia essi approvano e permettono dei sacrilegi e degli insulti contro altre divine religioni.

Cari colleghi e amici,

La vera libertà, la giustizia, la dignità, il benessere e la sicurezza sono diritti di tutte le nazioni.
Questi valori non possono essere distrutti né dalla dipendenza sull’attuale sistema inefficace di governance, né attraverso l’invasione del mondo da parte di poteri arroganti e le forze della NATO.
Questi valori potranno essere attuati solo attraverso l’indipendenza e il riconoscimento dei diritti degli altri nell’armonia e nella cooperazione.
Esiste una qualunque maniera di risolvere i problemi e le sfide che assillano il mondo ricorrendo ai meccanismi internazionali in vigore per aiutare l’umanità a realizzare le sue insopprimibili aspirazioni alla sicurezza ed alla eguaglianza?
Tutti coloro che hanno tentato di introdurre delle riforme, mantenendo inalterate le norme e le tendenze vigenti hanno fallito. I preziosi sforzi fatti dal movimento dei Non-Allineati e il gruppo 77 e il gruppo 15, oltre che da celebri personalità a titolo individuale, non sono riusciti a produrre dei cambiamenti fondamentali.
La governance e la guida del mondo richiedono riforme fondamentali. Che cosa si deve fare adesso?

Cari colleghi e amici?

Devono farsi degli sforzi con una ferma risoluzione e con una cooperazione collettiva per creare un nuovo piano, sulla base dei principi e la stessa fondazione dei diritti umani universali come il monoteismo, la giustizia, la libertà, l’amore e la ricerca della felicità.
L’idea della creazione delle Nazioni Unite resta un grande e storico successo pewr l’umanità. La sua importanza deve essere apprezzata e le sue potenzialità devono essere utilizzate al meglio per i nostri nobili obiettivi.
Noi non dovremo autorizzare questa organizzazione, che riflette la volontà collettiva e l’aspirazione condivisa della comunità delle nazioni, a deviare dalla sua strada e cadere nelle mani dei poteri mondiali.
Deve essere preparato un terreno favorevole ad assicurare la partecipazione collettiva e il coinvolgimento delle nazioni per promuovere la pace durevole e la sicurezza.
La gestione condivisa e collettiva del monde deve essere realizzata nel suo vero significato, e basata sui principi consacrati nella legge internazionale: La giustizia deve essere il criterio e il fondamento di tutte le decisioni e le azioni internazionali.
Ognuno di noi dovrà riconoscere che non vi sono altri mezzi, all’infuori della gestione condivisa e collettiva del mondo, per porre fine all’attuale disordine, la tirannia e la discriminazione.
E’ infatti la sola strada verso la prosperità e il benessere della società umana che è una verità stabilite e viva.
Riconoscendo questa verità, ognuno dovrà sottolineare che il solo riconoscimento non basta. Occorre credervi e raddoppiare gli sforzi per la sua realizzazione.

Cari colleghi e amici,

La gestione condivisa e collettiva del mondo è diritto legittimo di tutte le nazioni, e noi come loro rappresentanti abbiamo l’obbligo di difenderlo. Nonostante che certo poteri tentino continuamente di bloccare tutti gli sforzi internazionali destinati a promuovere la cooperazione collettiva, noi dobbiamo tuttavia rafforzare la nostra fede nella realizzazione di tale obiettivo, che è la gestione collettiva e condivisa del mondo.
Le Nazioni Unite sono state create per realizzare una partecipazione effettiva di tutte le nazioni nei processi decisioni internazionali.
Tutti noi sappiamo che tale obiettivo non è stato ancora raggiunto a causa della assenza di giustizia nelle strutture di gestione attuale e dei meccanismi dell’ONU.
La composizione del consiglio di sicurezza è ingiusta e iniqua. Di conseguenza modifiche anche della struttura delle Nazioni Unite sono considerate come le richieste fondamentali delle nazioni alle quali l’assemblea generale deve dare risposte. Durante la sessione dello scorso anno, io ho insistito sull’importanza di questo obiettivo e invitato a considerare il decennio attuale come quello della gestione globale condivisa e collettiva.
Vorrei reiterare la mia proposta. Sono convinto infatti che attraverso la cooperazione internazionale, la vigilanza e l’impegno dei leader mondiali e dei governi, e insistendo sulla necessità della giustizia e l’appoggio delle altre nazioni, noi potremo gettare le basi per un brillante futuro comune.
Questo movimento è certamente sulla strada giusta per assicurare un futuro promettente per l’umanità.
Un futuro che sarà costruito quando l’umanità comincerà ad imboccare la strada segnata dai divini profeti e dei giusti sotto la guida dell’imam Al-Mahdi, l’ultimo salvatore dell’umanità e l’erede di tutti i messaggeri divini e delle guide
La creazione di una società ideale e suprema, con l’arrivo di un essere umano perfetto che è un vero e sincero seguace di tutti i diritti dell’uomo, è la promessa di Allah.
Egli giungerà, accompagnato da Gesù Cristo, per essere di guida ai seguaci della libertà e della giustizia, per distruggere la tirannia e la discriminazione e promuovere il sapere, la pace, la giustizia, la pace nel mondo. Presenterà a tutti gli individui le meraviglie del mondo e tutte le cose buone che daranno la felicità all’umanità.
Oggi le nazioni si sono risvegliate. Con la crescite della presa di coscienza pubblica, esse non subiranno più a lungo le oppressioni e le discriminazioni.
Il mondo è ormai prossimo ad assistere, più che mai, ad un generale risveglio nelle terre islamiche, in Asia, in Europa, in America. Questi movimenti apriranno loro lo spirito ogni giorno di più e influenzeranno la lotta per la giustizia, la libertà e la creazione di un futuro migliore.

La nostra grande nazione è pronta a stringere le mani di quelli della altre nazioni per avviare questo magnifico cammino nell’armonia in simbiosi con le aspirazioni condivise dell’umanità.
Lasciateci salutare l’amore, la libertà, la giustizia, la saggezza e il meraviglioso futuro che attende l’umanità.

Grazie

Tratto dall’osservatorio internazionale per i diritti: http://www.ossin.org/

-o0o-

Ma come non soffermarci un istante a rileggere alcune parole chiave del testamento di Mussolini?

“Ve l’ho detto. Scoppierà una terza guerra mondiale”

Ho concluso che ho sopravvalutato l’intelligenza delle masse. Nei dialoghi che tante volte ho avuto con le moltitudini, avevo la convinzione che le grida che seguivano le mie domande fossero segno di coscienza, di comprensione, di evoluzione. Invece, era isterismo collettivo… Ma il colmo è che i nostri nemici hanno ottenuto che i proletari, i poveri, i bisognosi di tutto, si schierassero anima e corpo dalla parte dei plutocrati, degli affamatori, del grande capitalismo. Sarà un giovane. Io non sarò più. Lasciate passare questi anni di bufera. Un giovane sorgerà. Un puro. Un capo che dovrà immancabilmente agitare le idee del fascismo. Collaborazione e non lotta di classe; carta del Lavoro e socialismo; a proprietà sacra fino a che non diventi un insulto alla miseria; cura e protezione dei lavoratori, specialmente dei vecchi e degli invalidi; cura e protezione della madre e dell’infanzia….. esatta e che non ha più la fiducia dei familiari dell’importante degente. Molti medici si affollano per la successione. Molti di questi sono già conosciuti per inetti; altri non hanno che improntitudine o gola di guadagno. Il nuovo dottore deve ancora apparire. E quando sorgerà, dovrà riprendere le ricette mie. Dovrà solo saperle applicare meglio. Non so se Churchill è, come me, tranquillo e sereno. Ricordatevi bene: abbiamo spaventato il mondo dei grandi affaristi e dei grandi speculatori. Essi non hanno voluto che ci fosse data la possibilità di vivere. Se le vicende di questa guerra fossero state favorevoli all’Asse, io avrei proposto al Fuehrer, a vittoria ottenuta, la socializzazione mondiale. La socializzazione mondiale, e cioè: frontiere esclusivamente a carattere storico; abolizione di ogni dogana; libero commercio fra paese e paese, regolato da una convenzione mondiale; moneta unica e, conseguentemente, l’oro di tutto il mondo di proprietà comune e così tutte le materie prime, suddivise secondo i bisogni dei diversi paesi; abolizione reale e radicale di ogni armamento. Libertà di pensiero, di parola e di stampa? Sì, purché regolata e moderata da limiti giusti, chiaramente stabiliti. Senza di che, si avrebbe anarchia e licenza. E ricordatevi, sopra tutto la morale deve avere i suoi diritti. Ogni religione liberissima di propagandarsi: siamo stati i primi, i soli, a ridare lustro e decoro e libertà e autorità alla Chiesa cattolica. Assistiamo a questo straordinario spettacolo: la stessa Chiesa alleata ai suoi più acerrimi nemici. Ho riflettuto molto. Ho deciso ubbidendo all’amore che io ho per questa divina adorabile terra. Ho avuta precisissima la convinzione di firmare la mia sentenza di morte. Non avevo importanza più. Dovevo salvare il più possibile vite ed averi, dovevo cercare ancora una volta di fare del bene al Popolo d’Italia E la moneta di occupazione, i marchi di guerra, che già erano stati messi in circolazione, sono stati per mia volontà ritirati. Ho gridato. Oggi saremmo con miliardi di carta buona per bruciare. Invece nel Sud, i governanti legali, hanno accettato le monete di occupazione. La nostra lira nel regno del Sud non ha praticamente più valore. La più tremenda delle inflazioni delizia quelle regioni così dette liberate. Quando arrivammo nel Nord, in questo Nord che la Repubblica Sociale ha governato malgrado bombardamenti, interruzioni di strade, azioni di partigiani e di ribelli, malgrado la mancanza di generi alimentari e di combustibili, in questo Nord dove il pane costa ancora quanto costava diciotto mesi fa e dove si mangia alle Mense del Popolo anche a otto lire, quando arriveranno a liberare il Nord, porteranno, con altri mali, la inflazione. Il pane salirà a 100 lire il chilo e tutto sarà in proporzione… Ve l’ho detto. Scoppierà una terza guerra mondiale. Democrazie capitalistiche contro bolscevismo capitalistico. Solo la nostra vittoria avrebbe dato al mondo la pace con la giustizia. Mi hanno tanto rinfacciata la forma tirannica di disciplina che imponevo agli italiani. Come la rimpiangeranno. E dovrà tornare se gli italiani vorranno essere ancora un Popolo e non un agglomerato di schiavi. E gli italiani la vorranno. La esigeranno. Cacceranno a furor di popolo i falsi pastori, i piccoli malvagi uomini asserviti agli interessi dello straniero. Porteranno fiori alle tombe dei martiri, alle tombe dei caduti per un’idea che sarà la luce e la speranza del mondo. Diranno, allora, senza piaggeria, e senza falsità: Mussolini aveva ragione”. Milano, 22 aprile 1945

http://laprofezia.blogspot.com/search/label/LA%20PROFEZIA

-o0o-

Letto tutto? Bene, cosa hanno dunque in comune un fascista illuminato, un rivoluzionario beduino, un socialista riformatore ed un leader islamico progressista, tanto da sembrare delle chimere per la loro verve e che a noi, probabilmente sfugge? Hanno forse tutto ciò che manca a qualsiasi leader occidentale che ha deciso di servire consapevolmente il Nuovo Ordine Mondiale: il coraggio di dire la verità con dignità, e di voler davvero servire la propria Patria, senza però avere il senso e la conoscenza della Verità ultima. Concorrono, insomma a dire e non dire e questo aiuta ben poco. Di certo non salva. Quindi, sebbene ostacolino l’ascesa dell’AntiCristo, in un certo altro verso invece, concorrono a intronizzarlo attraverso guerre e rivoluzioni, giustificate da una supremazia economica del petrol-dollaro, dell’elettro-dollaro, dell’eco-dollaro, ecc.. Ecco perché anche Hugo Chavez, Evo Morales, Vladimir Putin, Fidel Castro non possono essere considerati dei salvapopolo.

Mussolini previde questi tempi che stiamo vivendo noi? Sì, ma solo appena si accorgono che il loro sogno è svanito e che la “trimurti” li sta per spodestare dopo averli sostenuti cominciano a svuotare il sacco. Ma il problema è duplice: primo non si denuncia se poi non si offre la soluzione che è nel Salvatore. Nessun ideale è durato nella storia umana come il messaggio cristiano di amore; secondo, di recente lo stesso Antonio Socci si appella alla Chiesa per i suoi figli. Ma quando è che questa gente comincerà a chiamare questi ultimi falsi papi per il loro vero nome?

Tutte le loro affermazioni pubbliche passate di Hitler (Germania, 20 milioni di morti), Stalin (URSS, 20 milioni di morti), Mao Zedong (Cina, 70 milioni di morti), Chiang Kai-shek (Cina, circa 3 milioni di morti), Mussolini, Franco (Spagna, 200mila morti), Marcos, Peron e Salazar, e presenti di Videla, Pol Pot (Cambogia, 2 milioni di morti), Josip Broz, detto Tito (Jugoslavia, 1 milione di morti) Bokassa, Pinochet (Cile, 30mila morti), Alfonsin, Batista, Banzer, Noriega, Assad, Kim Jong Il, dei “colonnelli” della Grecia fanno capire che loro sanno, altro che profezia. Anche Nicolae Ceausescu (Romania, 60mila morti), Slobodan Milosevic, Saddam Hussein (Iraq, 500mila morti) sapevano e sono stati giustiziati per tacere. Lo stesso vale per altri tiranni e dittatori africani e orientali. Solo a Roma pare che nei palazzi apostolici le cose si possano risolvere facendo compromessi. (Forse non lo sapeva Albino Luciani). A meno che non ci sia qualche furbizia di troppo, come l’ipotesi piuttosto laconica che i Gesuiti stiano controllando da vicino il Nuovo Ordine Mondiale per poi fare una pernacchia ai grandi capi anglosionisti. Ma è mai possibile siano loro a controllare la Goldman e Sachs? Se così fosse, il gioco è grave visto che di Fede non c’è traccia. E’ solo una grande partita a Risiko e nemmeno tanto bella, perchè di mezzo ci sono morti fisiche, morti spirituali e dannazioni eterne. Chiunque sia a manovrare le marionette e a dettare queste regole del gioco, poi ne risponderà di fronte alla Storia e soprattutto di fronte a Dio. Cari utili idioti!

Diceva un amico: “Io resto sempre più convinto che il requisito necessario per far parte di queste elìte malefiche è non avere alcuna empatia, rimorso, senso di colpa, anzi essere sadici e godere del dolore altrui! Caratteristiche che contraddistinguono numerose psico-patie, che non vietano per
nulla che la persona sia apparentemente normale e persino geniali. Non posso credere una persona normale abbia il coraggio di premere il bottone per sganciare una bomba atomica, fosse anche contro il loro peggior nemico! Perchè appunto da un lato razionalmente hai mille ottimi motivi ma alla fine siamo umani e siamo empatici e riusciamo a immedesimarci nelle azioni che facciamo e se esse siano bene o male. . Lo stesso mussolini non ha mai condannato a morte nessun dissidente. Gramsci l’ha ingabbiato, gli altri al confino o su un isola.  La guerra non la voleva fare e alla fine l’ha fatta con l’idea fosse un blitz krieg dipochi mesi quindi minimo sforzo per massimo guadagno.
Mi viene da ridere che lo additino come sanguinario dittatore, è forse stato uno dei più “buoni” a conti fatti! Che russi e cinesi stiano ancora low-profile dinanzi all’espasione Nato forse è dato dal
semplice fatto che loro sono ancora guidate da persone con la testa sulle spalle mentre gli yankee da psicopatici assetati di sangue. Sui Gesuiti tutto è possibile. Ma infatti di Fede non ne vedo …forse Fede nell’AntiCristo o altre satanerie …Come puo’ un uomo di fede supportare l’idea di creare non dico un Governo Mondiale ma anche solo unificare mezzo pianeta sotto un unico governo? Per poi farne il solito gulag a cielo aperto come in URSS china etc. Cioe’ come fa uno a svegliarsi la mattina e sognare a occhi aperti di conquistare tutto con l’usura, con le atomiche e avere miliardi di schiavi in mano … C’è veramente qualcosa di malato, di esagerato e di megalomane in tutto ciò… tutte caratteristiche del giudaismo non a caso”. Gli rispondo subito per le rime, visto che è un ragionamento lucido, realistico e non privo di logica: “Pensa che tutto ciò che tu dici, la Chiesa lo diceva fino al 1957. Era il Katechon, l’ostacolo da rimuovere. …Poi è arrivato il “papa buono” filo massone, neopelagianista e neopagano e con lui il Vaticano II. E’ stato facile poi spalancare le porte ai partiti cristiani che potevano solo fare peggio dei comunisti, come disse lo stesso Gramsci.

-o0o-

Ancora non vi basta? Vediamo ora di chiarirci su altri due punti, oggi Dogma laico a tutti gli effetti: il Debito Pubblico e l’Olocausto. Cerchiamo di capire bene quello che sembrerebbe essere sfuggito probabilmente ai presunti “difensori della Patria”, (anche se ritengo che nella loro visuale ristretta siano invece rimasti trincerati e racchiusi dietro le cortine e protezioni della famigerata plutocrazia criminale, e dall’egoismo avido e disumano di una idea (idealismo utopico) di società diversa da quella che ci è insegnata da Dio per mezzo della Chiesa e dello Spirito Santo.

-o0o-

IL SIGNORAGGIO BANCARIO ED IL DISONORE DELLA MAGISTRATURA CHE TACE

Indisturbate le banche centrali, fra cui la Banca d’Italia (BdI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente private, praticano il signoraggio primario, mentre le banche commerciali praticano l’ancor più grave signoraggio secondario, realizzando peraltro un’evasione fiscale maggiore sia delle tasse pagate che delle tasse evase dal resto della società. Dopo averlo infatti segretato già dalla nascita della Repubblica fin negli atti del Parlamento (con gli omissis), si è “scoperto” che la BdI è al 95% di privati (85% banche, 10% assicurazioni e 5% INPS), come gran parte delle altre banche centrali; fra cui la BCE, che è al 14,57% della BdI, e quindi dei suoi proprietari. Signoraggio primario della BdI/BCE e delle altre banche centrali che consiste: -1) Nello stampare continuamente le banconote al costo della carta e dell’inchiostro (dal 1929 non occorre alcun corrispettivo in oro, né è mai realmente occorso). Banconote la cui quantità è nota solo a loro, perché i numeri di serie non sono progressivi, e non se ne conosce il significato. -2) Usarle (al valore in euro, dollari ecc. su esse stampato) per comprare dagli Stati – udite udite – un pari importo in titoli del debito pubblico (BOT, CCT, BPT, CTZ). -3) Vendere i titoli alle aste, riprendendosi i soldi e lasciando allo Stato il “debito pubblico” inventato mediante questo crimine. -4) Iscrivere fraudolentemente al passivo l’importo delle banconote stampate a costo zero allo scopo di “pareggiare” iscrivendo all’attivo i titoli o il ricavato della loro vendita, e di occultare queste enormi somme. Crimini attraverso i quali i proprietari della BdI, all’aliquota del 50%, hanno fin qui evaso tasse per 800 miliardi di euro, cioè per la metà delle banconote emesse, che devono ammontare a 1.600 miliardi di euro, visto che sono state via via stampate proprio per “acquistare in contropartita” i 1.600 miliardi di debito pubblico. 1.600 miliardi rubatici addossando a noi il “debito pubblico”, al solo pagamento dei cui interessi dobbiamo per di più destinare il 16% del bilancio. Fermo restando che molti deducono dalla non progressività dei numeri di serie delle banconote che la loro quantità è fuori controllo. Un fenomeno prima di produzione incontrollata e da falsari delle banconote e poi, come vedremo, di cinquantuplicazione del suo uso ad opera delle banche commerciali (signoraggio secondario) che è la causa dell’iflazione. Truffe che, tra l’altro, fermo restando l’obbligo dello Stato di pagare ai compratori alla scadenza i titoli già emessi con i promessi interessi, rendono però responsabili del “debito pubblico” la BdI/BCE, avendone esse (non lo Stato) riscosso il corrispettivo. -5) Riciclare il denaro così truffato mediante centrali interbancarie mondiali, fra cui innumerevoli fonti Internet indicano la Clearstream, l’Euroclear, la Swift ed altre. Fenomeni che hanno stravolto il mondo, a partire dal fatto che, tra l’altro, se fosse lo Stato a produrre il denaro, potrebbe produrne quanto ne occorre senza causare alcuna inflazione. Questo perché lo Stato, per legge, dovrebbe poi erogarlo solo a corrispettivo di valori positivi a chi ne ha diritto, ovvero a fronte di un parallelo incremento delle ricchezza reale, per cui il potere di acquisto del denaro rimarrebbe invariato. La stampa di una somma da parte di un falsario (un soggetto non legittimato a produrla: una banca centrale) equivale invece ad un “assegnare a sé” quel denaro senza dare in cambio nulla. Con il doppio effetto, quando il falsario lo spenderà, che da un lato si approprierà illecitamente di ciò che “compra”, e dall’altro incrementerà il denaro globale senza che vi sia un corrispondente incremento della ricchezza reale, che è poi ciò definiamo inflazione. L’inflazione è infatti causata dall’introduzione di denaro ad opera di falsari mediante lo spenderlo, perché ciò causa una diminuzione (a vantaggio del falsario) della percentuale del denaro globale di ciascuno, alla quale corrisponderà una parallela diminuzione della percentuale di ricchezza reale che può comprare. Considerazioni dalle quali si deduce anche che i cittadini, in quanto frazioni dello Stato, hanno il potere di inverare i soldi (chiunque li produca) per il sol fatto di riceverseli. Inveramento che avviene perché il cittadino, nel momento in cui li riceve, li “copre” con la prestazione, il bene o il diritto a riceverseli corrispettivo. Per cui, all’incremento del denaro globale causato dai soldi dati al cittadino, corrisponderà un pari incremento di ricchezza reale, o di sviluppo, da lui realizzato in cambio per la società. Un quadro nel quale, se un falsario “presta” dei soldi ad un ignaro cittadino, che li spende mettendoli irrimediabilmente in circolazione, ma poi viene a sapere della loro falsità e può provarla, nulla dovrà al falsario, sia perché il falsario nulla gli ha dato, e sia perché il corrispettivo dello spendere quei soldi il cittadino lo otterrà dalla collettività, non dal falsario; sicché è alla collettività che dovrà restituirli. Motivi per i quali sostengo di seguito che fidi, mutui, quinti di stipendio ecc. non vanno restituiti alle banche, e che se si vogliono rendere veri i “debiti” dei cittadini verso di esse, e poterli poi esigere, occorre prima confiscarle e nazionalizzarle, essendo altrimenti i loro crediti inesigibili in quanto crediti di falsari e di truffatori. Crediti la cui riscossione renderà ricchissimo lo Stato debellando la drammatica demonetizzazione pilotata dalle banche per indebolirci e dominarci. Accuse di violazione degli artt. del c.p. 241, 283, 648 bis, 501, 501 bis, 416, 61 ecc. che non vanno ad alcun soggetto noto, ma ai soli beneficiari consci, diretti ed ignoti di questi delitti. Opera di falsificazione delle Banche Centrali, a cui si somma l’opera di continua appropriazione indebita da parte delle banche commerciali attraverso il meccanismo del “moltiplicatore monetario”. Moltiplicatore monetario in virtù del quale le banche, secondo prassi che una prona e scellerata dottrina di regime dà per scontate, ma sono il massimo della criminalità, realizzano prestiti per un ammontare 50 volte maggiore del denaro che detengono. In sostanza, se Tizio versa su Banca Intesa/San Paolo (proprietaria del 44,25% di BdI) 100.000 euro, essa banca tratterrà il 2% come riserva (per arrotondare, in realtà è l’1,6%), è presterà il 98% che, una volta depositato in un’altra banca, di nuovo, a cascata, sarà prestato al 98% all’infinito. Finché, non la singola banca, ma il sistema bancario, attraverso un giro di prestiti di un importo ogni volta più basso del 2% avrà azzerato i 100.000 euro iniziali, ma avrà incassato gli interessi su prestiti per 5.000.000. Un usare 50 volte sempre lo stesso denaro che serve a monetizzare la società, ma serve poi alle banche commerciali per imporre illecitamente interessi su ognuno di questi prestiti di denaro altrui, per i quali hanno diritto solo a dei compensi per il servizio (che peraltro già riscuotono) dovendo gli interessi andare ai proprietari del denaro. Senza contare la forma di fiscalità illecita in cui si concreta la produzione del denaro falso da parte delle banche centrali in danno dei cittadini. Meccanismi fraudolenti che, tra signoraggio primario e secondario, processi inflattivi a loro vantaggio, tasse evase e fiscalità illecita, sversa fiumi di denaro nelle banche, il cui operato è quindi basato su denaro accumulato nel tempo illecitamente. Ecco perché, per gli stessi motivi per i quali non è dovuta ad un ladro la restituzione di un prestito di somme rubate, si può ben sostenere nelle cause che non è dovuta alle banche la restituzione dei fidi, mutui, quinti di stipendio ecc., essendo essa dovuta al vero proprietario: la collettività. Contestazioni che però vanno fatte salvaguardandosi con ogni indispensabile strategia giudiziaria e, specie per i mutui, continuando, se possibile, nel mentre a pagarli. Cause che noi avvocati dobbiamo iniziare in massa adducendo, in subordine, che il tasso, specie nei fidi, è di solito usuraio, per cui, a limite, va restituito il solo capitale; ed, ancor più subordinatamente, ciò che la giurisprudenza già riconosce, come l’illegittimità dell’anatocismo, dell’accredito tardivo dei versamenti, della commissione di massimo scoperto, ecc. Citazioni impostate cioè in modo da ottenere già in primo grado l’accoglimento anche solo parziale delle subordinate (per importi sovente elevati), per poi proseguire, per il resto, in appello ed in cassazione, in attesa che, in breve, la giurisprudenza si evolva. Cause che vanno promosse anche contro le tasse ed imposte, perché è vergognoso per la magistratura perseguire l’ “evasione fiscale” comune, consentendo queste evasioni e crimini faraonici. Cosche che hanno imposto al mondo le loro regole codificandole nei famosi accordi di Basilea, di cui tutti si riempiono ridicolmente la bocca, ignorando che sono solo dei volgari accordi illeciti tra privati. Cose che ora, per la verità proprio in seguito alla vasta diffusione di questo documento, sono divenute così note che, per dare un contentino, si inizia a parlare di nazionalizzare le banche centrali, a partire dalla BdI. Fermo restando invece il signoraggio secondario, che è la maggior fonte dei loro proventi, in forma di interessi sui mutui, fidi ecc., e sulle carte di credito: fonte di fiumi di interessi (“compensi”). Cose illecite perché gli interessi devono andare integralmente ai proprietari del denaro, e lo Stato, quando ha bisogno di soldi, deve stampare, da sé, le banconote, come fa già con le monete di metallo, che sono però solo il 2% delle banconote. Interessi peraltro generalmente usurai. Usura che, consistendo il signoraggio secondario, come abbiamo visto, nell’appropriarsi indebitamente di interessi cinquantuplicati sui prestiti di denaro altrui, ne costituisce quindi la forma estrema. Stampa delle banconote e creazione del denaro cartolare da parte dello Stato che richiede una modifica del trattato di Maastricht e della Costituzione Europea, però aggirabile confiscando e nazionalizzando le banche ed eliminando i fattori di criminalità dal loro operato. Trattato e Costituzione Europea scritti di pugno dalle banche, e con i quali hanno tentato di rapinare gli Stati della sovranità economica per ricettarla a queste cosche, ma senza potervi riuscire, perché resta il contrasto con tutti i principi fondamentali della Costituzione Italiana, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, e con tutti gli altri principi della stessa Costituzione Europea. Stampa dei soldi da parte dello Stato non indispensabile anche da varie altre angolazioni, essendo sufficiente che lo Stato li paghi alla BCE/BdI al mero costo tipografico, o anche solo che le banche centrali iscrivano come è ovvio all’attivo le banconote che creano e vi paghino le tasse: cosa che non risolve tutto il problema, ma basta ad arricchirci e ad evidenziare la criminalità dell’attuale sistema. Truffe la cui segretazione in tanta disgrazia torna utile nelle cause per il rimborso del signoraggio primario in ragione di 28.000 euro a cittadino + i danni non patrimoniali, poiché, non potendo certo dette truffe essere previste per legge, non vi sono ostacoli normativi a rimuoverle (la sentenza delle Sezioni Unite 16751/06 verte in altra fattispecie perché la relativa citazione in tema di signoraggio primario non coglie nel segno. Ferma restando la obbrobriosità del prodigarsi delle S.U. a negare di avere giurisdizione sulle politiche economiche degli Stati, omettendo però di avere giurisdizione sui crimini, e che inoltre le politiche si basano sulle leggi, delle quali si può sempre sostenere l’illegittimità.) Prassi queste della BCE come della Federal Reserve, della Bank of England, Banca del Giappone, Banca della Cina, eccetera, contro le quali non è vero che nessuno e nessun Paese può nulla, perché non appena magistratura, politica ed informazione inizieranno a fare il loro dovere questi mostri saranno sconfitti in un baleno; e se non lo faranno saranno travolti lo stesso insieme ai loro mezzani; grazie ad Internet: la nuova alleanza.

Avv. Alfonso Luigi Marra

http://www.marra.it/documenti/signoraggio.php

-o0o-

Tutto chiaro sull’economia? Bah! Eppure loro è così che oggi ci fanno guerra. Sì, continuanoad usare ancora le armi, ma siccome le guerre più grandi si combattono nei Paesi in cui loro stessi vivono, ecco che i colpi arrivano dal computer. Qualche parola in più? Il titolo dice tutto…

…LE BANCHE FINANZIANO I GOVERNI I QUALI DANNO I SOLDI ALLE BANCHE…

Cioè da una parte c’è un carosello virtuale, e dall’altro un “sacrificio” disumano. Gira che ti rigira siamo noi a finanziare le Banche e tramite di esse le Oligarchie che comandano il mondo.

DI GZ – cobraf.com

L’unica cosa che conta oggi, sia per i mercati che i governi sono le Banche, il credito e le banche centrali. Tutto quello che leggi sull’economia e la crisi è rivolto in sostanza tenere a galla le Banche. Delle imprese grandi e piccole, dell’industria, degli artigiani, del commercio, della bilancia dei pagamenti, della tecnologia, delle regolamentazioni, delle famiglie e dei loro debiti… di tutto il resto insomma, non frega niente.

Ad esempio i mercati sembrano tenere negli ultimi giorni perchè oggi la BCE ha prestato tramite asta 489 miliardi di euro al modico costo dell’1%, per la durata di tre anni, alle maggiori banche europee. Questo è un risultato tecnologico, industriale ed economico bellissimo, di cui essere fieri e che fa sentire stasera meglio tutti in ogni casa, da Copenaghen a Siracusa.

Come mai le banche si sono fatte prestare 489 miliardi dal governo?

Beh… su 3.900 miliardi di depositi in C/c le banche europee hanno al momento circa solo 200 miliardi di cash, soldi contanti, quelli che i rapinatori chiedono quando entrano con la pistola. Ad esempio nel 2012 i governi dell’eurozona devono rifinanziare circa 1.700 miliardi di debiti e le banche la metà circa. E Le banche stanno dal 2010 comprando titoli di stato, anzi li comprano quasi solo loro, per cui i governi hanno bisogno che le banche li finanzino. E a loro volta però le banche hanno bisogno che i governi diano loro soldi. Sembra un gatto che si morde la coda, un meccanismo circolare ? Certo ! Perchè lo è ! Sono miliardi che vengono creati dal niente e girano avanti e indietro nel circuito finanziario e bancario senza quasi toccare l’economia reale!

Il trucco è farlo senza che si noti che ogni sforzo e provvedimento dei governi è in pratica rivolto a finanziare le banche (Nota Bene: contrariamente a quello che si pensa e ancora insegnano a scuola, le banche non finanziano l’economia, è l’economia, famiglie e imprese che finanziano per lo più le banche… Ad esempio l’austerità, le stangate e i sacrifici di Monti, Zapatero, Papadopulos, Sarkozy… sono rivolti a far pagare i debiti verso banche estere, sostanzialmente. Per l’economia sono dannosi, servono a pagare interessi alla rendita finanziaria).

A dire la verità anche un cieco dovrebbe un poco intuirlo visto che come primo ministro in Grecia è stato installato un banchiere, Papademos, in ottobre e in Italia in novembre nel nuovo governo di fatto comanda Corrado Passera di Banca Intesa e Mario Monti prende ordini direttamente dalla BCE. Il punto è che tutto il resto dell’economia conta circa zero ora, per cui conviene cercare di capire i meccanismi e le manovre che riguardano le fottute banche:

i) da luglio la BCE ha iniziato a comprare circa 6-9 miliardi di euro di titoli di stato italiani, portoghesi, spagnoli, greci, irlandesi a settimana ed è arrivata ora a 220 miliardi

ii) simultaneamente sempre da maggio-giugno le banche centrali dei paesi “deboli” in europa si sono fatte prestare dalla Banca Centrale olandese e tedesca circa 450 miliardi di euro, tramite “TARGET 2” (usano nomi in codice come nei film di 007 e nello spionaggio perchè le masse non capiscano).

iii) Il 4 dicembre il governo Monti ha inserito nel decreto dell’austerità una norma per cui i bonds bancari sono garantiti dallo stato (non completamente) e lo stesso avevano fatto mesi fa Irlanda e Portogallo

iv) sempre ai primi di dicembre Draghi e la BCE hanno annunciato la creazione di una cosa chiamata “long term refinancing operation” (o “LTRO”), un asta di liquidità con cui la BCE mette a disposizione delle banche europee che ne fanno richiesta tutta la liquidità di cui hanno bisogno ad un certo tasso. Attualmente le operazioni di LTRO della BCE sono trimestrali, ma i prestiti sono fino a tre anni e possono arrivare a 600 miliardi. La BCE chiede alle banche che partecipano all’asta un “collaterale”, qualcosa in pegno diciamo, per garantire il credito ottenuto. Il tasso applicato dalla BCE è “qualcosa di più” dell’Euribor a 3m cioè ora circa l%. QUESTA NON E’ LO STAMPARE MONETA CLASSICO, MA UN ABILE TRUCCO CHE SEMBRA DRAGHI ABBIA INVENTATO ASSIEME AI FRANCESI PER INCASTRARE I TEDESCHI

v) Ieri Intesa e Unicredit hanno chiesto ufficialmente che i loro bonds possano essere usati come “collaterale”, cioè qualcosa che viene dato in pegno, all’interno di questo nuovo programma LTRO di cui al paragrafo precedente. (Questo perchè i tedeschi rompevano i maroni che bisognava prestare solo se c’è una qualche garanzia..)

vi) in aggiunta qualche giorno fa il governo Monti ha passato una norma per cui lo stato vende alle banche beni pubblici tipo immobili, caserme e terreni e queste a loro volta creano obbligazioni cartolarizzate basate su questi beni e poi li danno in leasing allo stato (!). In questo modo si riesce a creare abilmente del “Collaterale”, qualcosa che le banche possono dare a garanzia dei soldi che devono prendere a prestito per stare a galla

vii) tra ieri e oggi i mercati sono saliti perchè hanno intuito che il lancio di questo “LTRO”, previsto per oggi, avrebbe mosso centinaia di miliardi. Alle 10:45 è uscito il risultato dell’asta e voilà, 489 miliardi sono stati “allocati” alle banche europee dalla BCE, soldi prestati per 3 anni all’1%, di cui quasi 200 miliardi è denaro fresco e il resto rifinanzia debiti esistenti (Nota: il mercato ha ceduto sul momento oggi perchè i trader che sono ignoranti e superficiali non si erano accorti che di 489 miliardi solo 200 miliardi era denaro fresco, la cifra totale era maggiore delle previsioni, ma la parte “fresca” non tanto)

I ministri delle Finanze, le banche centrali, il Fondo Monetario e i banchieri (che sono poi la stessa cosa)… sperano che con questa prima botta da 200 miliardi le banche ora comprino BTP, Tesobonos spagnoli, bonds portoghesi, irlandesi tenendo a galla gli stati. E così alle prossime aste trimestrali.

E in questo modo gli astuti italiani e francesi pensando di incastrare i tedeschi e olandesi della BCE per centinaia di miliardi…

Qualcuno ha seguito la storia fino in fondo ? Ho cercato di colorirla un poco perchè la fanno complicata per mettertela meglio in quel posto, ma questa E’ L’UNICA VICENDA AL MOMENTO A CUI PRESTARE ATTENZIONE, i mercati e i governi dipendono interamente da questa simpatica storia….

Link: http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=4626&reply_id=327697

21 dicembre 2011

—————-o0o—————-

Iran: la rivincita degli esperti di relazioni internazionali e dell’élite religiosa

La (prevedibile) elezione di Hasan Ruhani: in cantina filosofi e seguaci del messianismo; spazio a esperti di relazioni internazionali, marja’ al-taqlid, e grandi famiglie dell’establishment religioso sciita. Al vertice, c’è sempre la Guida, ‘Ali Khamene’i. .

La Repubblica islamica dell’Iran ha un nuovo presidente, Hasan Ruhani. Dopo il profondo trauma degli scontri di piazza seguiti alle elezioni presidenziali del 2009, i giovani e le donne iraniane del campo progressista hanno mostrato la loro maturità appoggiando il percorso moderato e conciliatore di Hasan Ruhani, in mancanza di quello in difesa dei principi di giustizia ed eguaglianza, ma senza capacità di compromesso, di Mir Husayn Musavi.

Il giorno dopo l’annuncio ufficiale delle elezioni, i media italiani e internazionali gridano alla sorpresa e all’imprevedibilità per la vittoria di una delle figure più importanti del panorama politico e culturale iraniano, Hasan Ruhani1. Eppure, per l’Autore non era stato difficile descrivere, più che prevedere, l’atteso risultato delle elezioni: individuando i tre candidati più importanti in Hasan Ruhani, Muhammad Baqer Qalibaf, e Sa‘id Jalili – risultati rispettivamente primo, secondo e terzo per numero di voti –, e dando per favorito proprio Ruhani, in risposta a quanto previsto dal The Economist che parlava invece di Jalili2. Il perché è semplice. Il perché risiede nella conoscenza, più che nella consapevolezza, del fatto che l’Iran è fra le più avanzate democrazie del Vicino Oriente3 (insieme alla Turchia, attualmente alla prova della Piazza, e di Israele, che però andrebbe giudicato all’interno della drammatica questione palestinese). Infatti, il sistema iraniano, il Nezam, invece di essere una dittatura è un’ampia e variegata oligarchia che si regge sull’alternanza e la convivenza, sia nel Parlamento che alla Presidenza della Repubblica, delle quattro litigiose componenti ideologico-culturali del Paese: i conservatori-tradizionalisti, i conservatori-riformisti/rivoluzionari, i moderati, e i progressisti (o, meglio, la “sinistra islamica”).

L’Autore conosce personalmente parte importante del team e dei gruppi di potere che hanno portato Hasan Ruhani alla vittoria. Ruhani è conosciuto dalla stampa e dalle cancellerie europee e americane per essere stato a lungo segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale (Shura-ye ‘Ali-ye Amniyat-e Melli) in Iran, dal 1989 al 2005, e quindi volto dei negoziati per il nucleare venuti in essere in seguito alla “rivelazione” nel 2002 della possibile esistenza di un programma nucleare militare parallelo a quello civile. Nessuno sembra sapere, però, che Ruhani è anche stato direttore dal 1992 a oggi del Centro per la Ricerca Strategica4/Istituto per la Ricerca Strategica5 (Markaz-e Tahqiqat-e Estratejik) del Consiglio per il Discernimento dell’Interesse del Sistema (Majma‘-e Tashkhis-e Maslahat-e Nezam), l’istituto di studi strategici della più importante istituzione conciliare della Repubblica Islamica dell’Iran (dal 1997 ad oggi; in precedenza il Centro era legato alla Presidenza della Repubblica). Tale Consiglio, va ricordato, è stato guidato dalla sua creazione nel 1989 sino a oggi da Ali-Akbar Hashemi-Rafsanjani (presidente dell’Iran dal 1989 al 1997).

Alcuni anni fa, l’Autore fu invitato dall’Istituto per la Ricerca Strategica a scrivere un contributo sul ruolo degli esperti di sciismo nella comprensione della geopolitica e delle relazioni internazionali della Repubblica Islamica dell’Iran6. Il successo del saggio aprì a chi scrive le porte della bellissima sede dell’Istituto e lo catapultò al settimo piano dell’edificio, a fare la diretta conoscenza di Mahmud Vaezi7, vice di Ruhani e de facto in carica della gestione quotidiana dell’Istituto, oltre che ex Viceministro degli Esteri per gli Affari Europei e Americani. Nel corso della stesura e revisione del saggio, durata un paio di mesi, e delle visite fatte in seguito all’Istituto, l’Autore poté costatare l’elevatissimo livello di preparazione e organizzazione dei membri dello stesso e soprattutto come, di fatto, perlomeno durante la seconda legislatura di Ahmadinejad, l’Istituto stesse fungendo da riparo ad alcuni dei più importanti diplomatici e analisti sia riformisti che moderati del Paese sempre più esclusi dall’amministrazione pubblica in favore delle nuove leve portate al potere dai gruppi in sostegno del presidente Ahmadinejad. Le buone intenzioni dell’alleanza fra Rafsanjani e Khatami erano state messe concretamente alla prova ben prima dell’alleanza elettorale “a sorpresa” delle recenti elezioni.

Cosa ci aspetta: tanta geopolitica, ma ancor più relazioni internazionali

La vittoria di Hasan Ruhani rappresenta la vittoria dell’alleanza fra i tecnocrati moderati del Sistema (Nezam) e le forze più riformiste dell’Islam ideologico à la ‘Ali Shariati. Non è difficile descrivere, più che annunciare, il ruolo di preminenza che ricopriranno gli esperti di relazioni internazionali in luogo dei filosofi, adepti del messianismo islamico sciita (mahdaviyat), e ideologi ammucchiatisi attorno all’Amministrazione Ahmadinejad. Esemplare può essere un dibattito andato in onda nel corso delle elezioni fra Mahmud Vaezi, in rappresentanza di Hasan Ruhani, e ‘Ali Bagheri, in rappresentanza di Sa‘id Jalili. Nel dibattito, Vaezi denunciava l’insensatezza dell’utilizzo a fini di politica estera della vicenda dell’olocausto, che egli descriveva come “tirata fuori dalle profondità della Storia”, dichiarando, inoltre, la necessità di rimettere innanzitutto in ordine le relazioni dell’Iran con l’Europa e con i paesi della regione del Vicino Oriente, prima di preoccuparsi di zone come l’America Latina. La risposta di Bagheri era che “la questione dei negoziati sul nucleare in realtà non è legata alla questione del nucleare, ma alla contrapposizione del sistema attuale [i.e. dei poteri internazionali] con la Repubblica Islamica dell’Iran”, e aggiungeva che, “loro [i.e. i poteri internazionali] non sono contrari a un Iran nucleare, ma a un Iran islamico”8.

Cosa ci aspetta: il ritorno della marja‘iyya e delle grandi famiglie dell’establishment religioso sciita di Qom (e Najaf)

La marja‘iyya rappresenta l’evoluzione della struttura informale di gestione del fatto religioso in ambito sciita imamita, la forma di sciismo maggioritaria in Iran9. Per farla breve, lo sciismo imamita prevede che ogni credente segua le prescrizioni religiose così come interpretate da uno dei grandi giurisperiti islamici a livello internazionale (marja‘ al-taqlid) residenti nelle città con i centri di studio religioso tradizionale; sostanzialmente, e sempre più solo, Najaf (Iraq) e Qom (Iran)10. L’appoggio e gli auguri fatti dall’Ayatollah al-‘Uzmà Asad-Allah Bayat-Zanjani, marja‘ al-taqlid di riferimento in ambito progressista e membro a pieno titolo della marja‘iyya, a Ruhani sono più che sufficienti a documentare quanto vengo dicendo11. A tal riguardo, pochi sembrano sapere che le due legislature di Ahmadinejad hanno rappresentato una sfida senza precedenti alla marja‘iyya e alle tradizionali élite dell’establishment religioso sciita. Inoltre, rispetto a questo tema, ancora più minoritari sono coloro a conoscenza del ruolo di assoluta preminenza rivestito all’interno dell’establishment religioso sciita – e più in generale delle società islamiche – da parte di alcune grandi famiglie di presunti discendenti del Profeta Muhammad; conosciuti come “alidi” in ambito accademico12. Esemplificativa è la famiglia degli al-Sadr, quella del famoso Imam Musa al-Sadr in Libano (scomparso in Libia nel 1978), di Muqtada al-Sadr in Iraq, e della suocera dell’ex presidente Muhammad Khatami (1997-2005) in Iran. Ebbene, è più che prevedibile che i membri di queste famiglie torneranno alla ribalta dopo le forti difficoltà incontrare durante l’Amministrazione Ahmadinejad, sostenuta da ambienti religiosi in netto contrasto con le menzionate élite tradizionali.

Gli auguri

A chi scrive non rimane che fare gli auguri al nuovo Presidente e al laborioso e accattivante popolo iraniano. Il tutto sotto lo sguardo vigile e lucido della Guida.

Raffaele Mauriello, dottore di ricerca in Civiltà islamica: storia e filologia (Università Sapienza di Roma), ha vinto nel 2013 il “World Prize for the Book of the Year of the Islamic Republic of Iran” col suo saggio “Descendants of the Family of the Prophet in Contemporary History: A Case Study, the Šīʻī Religious Establishment of al-Naǧaf (Iraq)”.

Fonte: www.geopolitica-rivista.org
Link: http://www.geopolitica-rivista.org/22542/iran-la-rivincita-degli-esperti-di-relazioni-internazionali-e-dellelite-religiosa/
17.06.2013

NOTE:

1. http://www.csr.ir/departments.aspx?lng=en&abtid=09&&depid=106&&semid=283.
2. http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/luogo-lontano/2013-06-08/turchia-iran-proteste-possibili-125646.php
3. http://temi.repubblica.it/limes/il-voto-e-le-proteste-la-grande-prova-della-democrazia-iraniana/5093.
4. http://www.csr.ir/Center.aspx?lng=en&abtid=00.
5. http://www.isrjournals.ir/en/about-us.html.
6. http://www.isrjournals.ir/en/archive/iranian-review-of-foreign-affairs/year-1-no-4-winter-2011/56-shii-studies-and-the-islamic-republic-of-iran-claiming-islam-back-to-its-own-history.html.
7. http://www.csr.ir/departments.aspx?lng=en&abtid=09&&depid=74&&semid=176.
8.

9. http://www.treccani.it/enciclopedia/il-crescente-sciita-o-grande-medio-oriente-sciita_%28Atlante-Geopolitico%29/.
10. http://temi.repubblica.it/limes/repubblica-islamica-teocrazia/5284.
11. https://bayatzanjani.net/fa/news/article-335.html.
12. http://www.sirialibano.com/siria-2/un-libro-sulle-reti-di-potere-transnazionale-dei-discendenti-di-maometto.html.

-o0o-

Penserete: come hanno potuto arrivare a tanto! Chi glielo ha permesso? Facciamo un salto indietro.

TESORO DELLA IG FARBEN – DA HITLER AL IV REICH (NUOVO ORDINE MONDIALE)