Il governo italiano ci ha venduto al Bilderberg

Posted By On 30 ott 2013
Letta finge di chiedere spiegazioni sul “datagate” a Kerry. Ma un ex agente dell’Nsa rivela a Popoff che Palazzo Chigi sapeva tutto. Gli Usa ci hanno spiato con il nostro

di Franco Fracassi

Milioni e milioni di telefonate intercettate, di email letbilderberg 25 ottobrete, di conversazioni skype ascoltate. Il grande fratello americano ci controlla, ci sorveglia e spia. Ma la cosa peggiore è che lo fa con il nostro consenso. Non nostro di cittadini italiani, nostro del nostro governo. Anzi, di tutti gli ultimi nostri governi. Il ministro degli Esteri Usa John Kerry è a Roma e il presidente del consiglio Enrico Letta ha dichiarato che gli chiederà spiegazioni in proposito del “datagate”. Cosa curiosa, visto che molte delle informazioni che l’Nsa ci ha spiato (invadendo la nostra privacy) gli sono state fornite proprio dai nostri servizi segreti. Siamo stati venduti non solo alla Casa Bianca, ma anche alle grandi banche, alle società di Borsa e alle multinazionali, in altre parole: al Club Bilderberg, di cui Letta fa parte, per sua stessa ammissione.

Il settimanale tedesco “Der Spiegel” ha scritto che i suoi giornalisti hanno visto documenti cartacei e digitali da cui emerge come la Germania abbia collaborato in maniera massiccia alla raccolta dati da parte dell’Nsa.

Secondo il quotidiano britannico “Guardian”, lo spionaggio europeo da parte dell’Nsa sarebbe iniziato cinque anni fa.

Jan Philipp Albrecht, deputato dei Verdi tedeschi e specialista di protezione dei dati, intervistato dal “Guardian”, ha dichiarato: «Da quello che mi risulta, Regno Unito, Danimarca, Olanda, Francia, Germania, Spagna e Italia hanno tutte firmato un accordo che prevede la fornitura di dati digitali agli Stati Uniti. In altre parole, hanno spiato i propri cittadini per conto di Washington». Informazione, questa verificata dal quotidiano britannico “Observer”.

Il governo italiano nega. Popoff ha deciso di parlare con un ex funzionario dell’Nsa, Wayne Madsen. Madsen in passato ha fatto rivelazioni scioccanti sull’11 settembre, sul caso Calipari, su Al Qaida e sulla famiglia Bush. Tutte informazioni rivelatesi corrette e dimostrate anche documentalmente.

Madsen: «L’Italia, ma anche la Germania, la Francia e altri paesi europei hanno accordi segreti con gli Stati Uniti per il passaggio di dati personali alla National Security Agency. L’Italia, ma anche la Gran Bretagna, la Francia, la Danimarca, l’Olanda, la Germania, la Spagna e, ovviamente, gli Stati Uniti, hanno accesso al Tat-14, il sistema di telecomunicazioni transatlantico via cavo che consente loro di intercettare un’enorme quantità di dati, incluse telefonate, email e la storia di accesso a Internet degli utenti. E per utenti intendo anche l’Unione Europea, che viene definita dall’Nsa un “target”, un obiettivo».

«L’Nsa ha suddiviso i suoi partner, che l’aiutano a reperire informazioni, in tre gruppi diversi, in base al livello di fiducia. Gli Usa sono ovviamente nella prima categoria. La seconda è formata da Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. La terza è composta da Danimarca, Paesi Bassi, Francia, Germania, Spagna e Italia. In realtà c sarebbe anche un quarto livello. Ma di questo si conoscono solo alcuni Paesi, come Finlandia e Svezia».

«La National Security Agency è diventata più potente con il passare degli anni. La guerra al terrore dell’Amministrazione Bush, proseguita da Obama, ha fatto il resto. Oggi l’Nsa è di gran lunga il più potente servizio di spionaggio al mondo».

«Ma lo sapete qual è la cosa più assurda? L’Nsa è il servizio segreto elettronico degli Stati Uniti d’America. Quindi, chiunque giungerebbe alla conclusione che i dati che raccoglie vengano consegnati alla Casa Bianca. Magari fosse così. Lo sapete a chi riferisce le informazioni il direttore Keith Alexander? oltre a Obama, ovviamente. Ebbene, Alexander partecipa alle riunione del Club Bilderberg. Dunque, entrano in possesso dei nostri segreti banchieri, finanzieri, amministratori delegati di multinazionali, generali».

snowden«Da quello che mi risulta, l’Italia è stato uno dei Paesi più solerti a fornire informazioni a Washington. Sto parlando di milioni e milioni di dati sensibili e di informazioni personali per ciascuno dei sessanta milioni di italiani. Prendete ad esempio il caso Calipari. Il vostro agente segreto è stato assassinato da una squadra americana d’élite anche grazie alle informazioni fornite dai vostri servizi segreti. Insomma, i vostri governi vi hanno venduto alla Casa Bianca, alle grandi banche, alle grandi società di Borsa, alle multinazionali».

Fonte: http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=89262&typeb=0&Il-governo-italiano-ci-ha-venduto-al-Bilderberg

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Letta: “Cambiare l’Italia senza paura”

L’invito del premier dal palco della festa di Scelta Civica: “No al conservatorismo e alle battute politiche”. E ancora: “Basta vergognarsi delle larghe intese. Il governo sta lavorando con una intensità eccezionale”

13.9.2013
foto Ansa

23:26 – “In Italia c’è troppo conservatorismo istituzionale. Invece noi dobbiamo cambiare l’Italia senza paura”. Lo dice il premier Enrico Letta intervenendo alla festa di Scelta Civica a Caorle. Letta spiega che il sistema del bicameralismo perfetto, con una legge elettorale che dà vita a maggioranze diverse, “è una follia”. Bisogna cambiare la seconda parte della Costituzione, ha aggiunto. “Detesto è la politica fatta di battute che in questo periodo trionfa”.

Il governo potrebbe avere risultati “potenzialmente rivoluzionari a patto che si voglia cambiare l’Italia”, ha continuato Letta. “Quando sento critiche di un certo tipo penso che qualcuno preferisce che l’Italia resti così. Perché c’è anche chi non la vuole cambiare”.

“Essenziale superare finanziamento pubblico” – “Il superamento dell’attuale sistema di finanziamento pubblico ai partiti è un tema essenziale e deve essere nella logica delle cose: la settimana prossima ci sarà un passaggio importante in Parlamento e spero che avvenga”.

“Basta vergognarsi delle larghe intese” – Letta ha parlato poi anche della maggioranza che sostiene il suo governo. “La maggioranza non sia un campo di battagli perché così non si va da nessuna parte”. Il premier ha invitato anche a “non vergognarsi di quello che si sta facendo insieme perché nessuno sarà contagiato”. “Stiamo lavorando per il cambiamento del Paese con una modalità, un’intensità, una forza secondo me straordinariamente interessante e utile e dai risultati possibili e potenzialmente rivoluzionari per l’Italia”, ha detto il presidente del Consiglio dal palco della festa di Scelta Civica.

L’omaggio di Monti – “Sei il miglior successore possibile, ma devi cercare di resistere alle pressioni e ai veti dei partiti della maggioranza”. Il “padrone di casa” Mario Monti, dal palco, si è rivolto con queste parole a Letta, per ribadirgli piena stima e fiducia, ma anche la richiesta di non subire più i diktat, soprattutto del Pdl. Quando ho saputo che il capo dello Stato aveva scelto lui, ha sottolineato l’ex presidente del Consiglio, “ho pensato: che fortuna poter avere il successore che uno avrebbe sempre voluto avere”. Ed ora, ha ricordato, “Scelta Civica non è forse la più grande, ma certamente è la più forte sostenitrice del governo. Detto ciò, il professore lo ha invitato ad essere “meno sensibile alle richieste dei partiti perché noi non pensiamo che così facendo l’operare governo andrebbe nell’interesse del Paese”.

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Il vero scopo del governo Letta-Napolitano? Perpetuare la particrozia attraverso la crisi

di Marco Della Luna
Il paradosso del governo Letta è che esso non fa quasi nulla, limitandosi a temporeggiare, rinviare e farsi difendere, mentre è stato formato e giustificato come governo trasversale imposto dall’esigenza di fronteggiare l’emergenza mediante interventi forti e risolutivi sull’economia, sulla costituzione, sulla legge elettorale. Debito pubblico, disoccupazione, insolvenze, fallimenti salgono, sale anche lo spread, e il governo se ne sta a guardare, al massimo impetra l’autorizzazione tedesca a spendere qualche miliardo di soldi italiani spalmato sui prossimi anni, un niente rispetto alle dimensioni del male.

E’ una contraddizione vistosissima, da cui si esce chiamando il bluff: il vero scopo del governo Letta e della blindatura Napolitano è di proteggere l’establishment consolidato, la partitocrazia, impedendo che perda il potere sul Paese per effetto della crisi, della lotta tra le sue fazioni,  dello sputtanamento totale, del discredito delle istituzioni, della possibile reazione sociale al collasso economico. A tale scopo, l’importante, per i partiti, è stare insieme qualsiasi cosa accada,  gestire insieme il giorno per giorno, galleggiare, aspettando gli eventi e le decisioni che contano, che vengono da fuori: le elezioni tedesche, le mosse della BCE, della Fed, di Obama.

Mettere assieme i grandi avversari (PD, Pdl, Montiani, Casiniani) e blindare tale coalizione rieleggendo Napolitano non è stato fatto al fine di avere la forza e la coesione necessarie per riformare e rilanciare il Paese e tutelarlo in sede comunitaria – da anni nessuno più tenta di riformare il Paese o di tutelarlo rispetto a Germania, Francia e soci -, bensì al fine di realizzare una solidarietà partitocratica nell’interesse del potere e dei profitti e delle poltrone dei capi dei partiti. Al fine di corresponsabilizzarsi del disastro socio-economico, ma anche di funzionamento dell’apparato pubblico, che sta rapidamente avanzando, e che in autunno esploderà quando molte imprese non riapriranno e bisognerà fare ulteriori tagli e tasse, e non si potranno mantenere le promesse di partenza su imu, iva, cuneo fiscale. Al fine di corresponsabilizzare tutti nel fallimento e nelle misure che a quel punto si adotteranno per fronteggiare la protesta sociale: misure sicuramente dure, autoritarie, repressive. Non si vuole che, in quello scenario, vi sia un’opposizione forte e organizzata che possa approfittare del fallimento delle politiche economiche impostate sul modello imposto da Berlino e del ricorso alla forza contro il popolo, per prendere il potere e togliere poltrone e cordini della spesa pubblica e le leve di comando anche burocratiche e giudiziarie a chi li detiene stabilmente. Forse, per averlo in coalizione, a B. è stata offerta anche una soluzione per i problemi legali suoi personali e del suo gruppo industriale.

In un’intervista del 18.07.13 sul Sole 24 Ore,http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2013/7/18/ATTACCO-A-LETTA-Sapelli-i-poteri-forti-contro-l-Italia/413057/

il prof. Giulio Sapelli sostiene che il governo Letta sia stato formato tra le forze che, sostenute da Napolitano, vogliono un’integrazione economica europea  dell’Italia paritaria alla Germania;  mentre per contro gli attacchi diretti e indiretti al governo Letta verrebbero dalle forze che, capeggiate da Renzi, Saccomanni (Bankitalia) e da La Repubblica,  nell’interesse dell’egemonismo tedesco, vorrebbero un’integrazione subalterna, ancillare dell’Italia alla Germania.

A me pare invece che tutte le forze politiche e bancarie al governo (e qualcun’altra) siano da lungo tempo al servizio dell’egemone capitalismo tedesco, che tutte abbiano cooperato nell’asservire l’Italia alla Germania, e che oggi competano tra di loro per ottenere dai poteri forti stranieri, in cambio della preservazione dei loro privilegi inveterati, l’incarico fiduciario per pilotare, sfruttare e riformattare l’Italia nell’interesse straniero, nella fase che si aprirà dopo  la prossima emergenza, la prossima rottura dell’attuale pseudo-equilibrio su cui si regge il funzionamento del sistema-paese e il mantenimento di condizioni di vita accettabili per la gran parte della popolazione. E’ una sorta di gara di appalto per avere il mandato dal paese occupante di turno.

Su una cosa invece sono d’accordissimo con Sapelli: l’Italia non ha futuro senza e fuori dal rapporto con gli Stati Uniti. Anche se neanch’essi hanno ricette economiche valide e sostenibili (tali non sono i quantitative easings che finanziano impieghi improduttivi e speculativi), solo gli USA la possono salvare dal ferale modello economico-finanziario imposto egoisticamente da Berlino, e che prescrive prima di risanare i conti interni ed esterni, e poi di stimolare lo sviluppo. Un modello che va bene alla Germania, che ha già i conti sani – o meglio la forza di nascondere i loro buchi – e può quindi sostenere sviluppo, investimenti, occupazione a bassi tassi perché li finanzia coi denari che attrae-sottrae dai paesi periferici. Un modello che, al contempo, condanna l’Italia alla recessione e al continuo aumento del debito pubblico. E ricordiamo che l’elettorato tedesco, complessivamente, guarda agli italiani con disprezzo e diffidenza (razzismo?), quindi non accetterà mai l’integrazione politica e di bilancio, e invece approverà l’imposizione agli italiani di sofferenze e privazioni di ogni sorta. Mentre, al contrario, l’elettorato americano non è razzista né ostile né orientato al sadismo verso di noi.

Fonte: Marco della Luna blog

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Il giorno della condanna di Restivo a 30 anni per omicidio di Elisa Claps (53)

e della morte di Teodoro Buontempo (er pecora) che parlò del Signoraggio

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Dichiarazione del Presidente della Repubblica del 24 aprile 2013. Giorgio Napolitano, dopo il conferimento dell’incarico all’on. Enrico Letta

E’ stato presente in molti fori europei ed internazionali e queste credo siano caratteristiche eccellenti

MA QUALI SONO QUESTI “FORI”?

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Sotto il governo Alema I, diventa il ministro più giovane della Repubblica. Da allora ha ricoperto incarichi sempre più di maggiore responsabilità. In comune con lo zio Gianni la passione per la politica. A dividerli, i schieramenti a cui appartengono
foto LaPresse
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12:58 – Di Enrico Letta, deputato Pd alla Camera e vicesegretario nazionale dal 2009, non si può dire che la politica non l’abbia nel sangue. Nel 1998 a 32 anni diventa ministro per le Politiche Comunitarie nel governo D’Alema I: la nomina lo rende il più giovane ministro della storia repubblicana. Nato a Pisa nel 1966, dopo la laurea in Scienze politiche, è presidente dei Giovani democristiani europei dal 1991 al 1995.

Dallo zio Gianni, uomo fedele a Berlusconi, apprende l’arte della diplomazia in politica. Enrico Letta diventa così un fidato dirigente di partito con ruoli sempre di più di primo piano.

Fidato collaboratore – Suo mentore negli studi e nella vita politica fu Nino Andreatta. Di quest’ultimo era “l’ombra”: all’Arel, l’Agenzia di ricerche e legislazione, e in politica. Questo ruolo lo lancia come giovanissimo segretario generale del Comitato euro del ministero del Tesoro, vicesegretario del Partito popolare e ministro delle Politiche comunitarie nel governo D’Alema.

Competenze economiche – Nel secondo governo D’Alema e nel successivo dicastero Amato (1999-2001) ricopre il ruolo di ministro dell’Industria. Letta continua ad approfondire i problemi economici anche negli anni successivi, quelli del governo Berlusconi, quando compie un’analisi della piccola e media industria italiana insieme con Pier Luigi Bersani, esponente dei Ds (l’ala di sinistra dell’alleanza ulivista nella quale Letta milita prima come popolare e poi all’interno della Margherita). Questa esperienza confluisce in un libro, una delle tante pubblicazioni economiche delle quali è autore. Con Bersani nasce una consolidata amicizia, fino a condividerne la segreteria nel Pd.

C’è sempre un Letta a Palazzo Chigi –  Nel 2006 è nominato segretario del Consiglio dei ministri del governo Prodi succedendo allo zio Gianni Letta. In molti fanno notare che in Italia cambiano i governi ma sempre un Letta rimane a palazzo Chigi. Dopo questa esperienza, Enrico torna al partito a fianco del segretario Bersani, fino al calvario degli ultimi mesi.

Dal Gruppo Bilderberg al Aspen Institute – Sposato in seconde nozze con la giornalista Gianna Fregonara, ha tre figli. Letta è inoltre membro del comitato europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller. Nel 2012 ha partecipato alla riunione del Gruppo Bilderberg. E’ anche membro del comitato esecutivo dell’Aspen Institute Italia, un’organizzazione americana finanziata sempre dalla Rockefeller Brothers Fund, che ha lo scopo di incoraggiare e diffondere le idee e i valori universali.

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Giuliano Ferrara in Radio Londra il 18 novembre 2011

Giulianone alla riscossa! Oggi ritrova tutto il suo smalto primigenio, la verve letteraria del dolce stil novo ( il modo ancor m’offende ), il gusto dello smascheramento truffaldino della ganga dei Letta-Letta, il pizzino ritrovato, insomma sarebbe una puntata memorabile se non fosse macchiata purtroppo da quell’accenno al fu Silvietto….Giulianone, liberati dalle catene del servile schiavismo al quale ti sei prostrato, lo senti che esisti ancora! Fu per il vil denaro? No, non te ne può mancare e poi lo sai benissimo che rispetto ai veri soldi quelli che prendi sono spiccioli, elemosina dell’imbelle principe. Per il quotidiano brivido della diretta che solo la RAI ti può dare (e tu lo sai che ti posso capire )? No, se dicessi mezza dico mezza cosa giusta al dì potresti rimanere su quella meravigliosa poltrona girevole a vita. E allora perchè Giulianone ti sei così malridotto, strisciante ai piedi del nano?

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“Enrico Letta? E’ nella Trilateral Commission”

Il complottismo di Ferrero

Aggiornato al 24 aprile 2013 ore 11:10

"Enrico Letta? E' nella Trilateral Commission"

‘La probabile nomina di Enrico Letta a presidente del Consiglio segna la piena continuita’ con il governo Monti: entrambi fanno parte della Trilateral Commission, fondata da Rockefeller e che costituisce uno dei centri di direzione piu’ rilevanti del capitalismo internazionale’. Lo afferma il segretario del Prc, Paolo Ferrero.

LETTA E’ IL MALE! – ‘Il fatto che la Trilateral continui a nominare i presidenti italiani significa che siamo stati definitivamente trasformati in un protettorato, in cui la sovranita’ del popolo italiano e’ un puro simulacro. Facciamo appello a tutte le forze di sinistra per costruire una opposizione unitaria a questo ennesimo governo dei poteri forti’, conclude.

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Se questo è quello che dice un giornale di regime, preparatevi ad altro!

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Berlusconi, intanto, va a Dallas dai due Bush, Carter, Obama e Clinton

Le condizioni del Cav: via l’Imu o si vota

Oggi Napolitano nominerà il nuovo presidente del Consiglio. Il Pdl tiene duro su Imu e fisco: Berlusconi detta le condizioni al Colle per le larghe intese. Da oggi l’ex premier a Dallas con i due Bush, Carter, Obama e Clinton

Adalberto Signore – Mer, 24/04/2013 – 08:08

Roma «Ho confermato a Napolitano il nostro approccio responsabile e gli ho detto che sono pronto ad andare a vedere cosa mette sul tavolo il Pd.

Non ne faccio certo una questione di nomi per Palazzo Chigi, il punto è che bisogna agire sull’Imu e sugli sgravi per chi assume giovani, impegni che dobbiamo mantenere con il nostro elettorato». Le consultazioni al Quirinale sono finite da qualche ora e Silvio Berlusconi è alle prese con i dettagli del suo viaggio lampo a Dallas quando spiega all’interlocutore che è dall’altro capo del telefono come sia andato il faccia a faccia con il capo dello Stato.
Tutto bene, è ovvio. Tanto che il Cavaliere dice chiaro che il Pdl darà «il maggior sostegno possibile a chi sarà il presidente incaricato». L’ex premier, insomma, resta «pronto a dare il suo appoggio a un eventuale governo di larghe intese». Il punto, però, è cosa vuole fare il Pd. Perché – è la riflessione che Berlusconi affida ai suoi collaboratori nel tardo pomeriggio – l’ordine del giorno approvato dalla direzione dei Democratici è una sorta di foglia di fico dietro cui si nascondo posizioni lontanissime tra loro. Si tratta infatti di una specie di cambiale in bianco a Napolitano firmata, però, anche da quanti non vogliono alcun governo di larghe intese e da chi continua a teorizzare l’impossibilità di un’intesa con Berlusconi. Insomma, «cosa davvero voglia fare il Pd non è per nulla chiaro».
Il Cavaliere, dunque, vuole sì andare a vedere ma deve essere chiaro che i Democratici devono dare un sostegno convinto. Anche perché non avrebbe alcun senso dar vita a un governo che sia destinato a vivacchiare. Già, perché il Pdl – ieri un sondaggio Tecné per SkyTg24 dava il centrodestra al 37,7 contro il 29,6 del centrosinistra e il 21,2 del M5S – pagherebbe un costo altissimo, soprattutto se non si dovesse tener fede agli impegni presi in materia fiscale durante la campagna elettorale. Non è un caso che a Palazzo Grazioli oggi si guardi con perplessità sia al fatto che la Lega ha già annunciato che starà all’opposizione sia alla Banca d’Italia che ieri invitava a «evitare incertezze sull’Imu» mantenendola «in maniera permanente».
Due ostacoli evidenti per un Pdl che, dovesse entrare in un governo di larghe intese, vedrebbe nuovamente rompersi l’alleanza con la Lega e riaprirsi il tira e molla sul fisco perché – è il senso di quel che si dice a via del Plebiscito – «non possiamo certo bissare l’esperienza Monti». Questa volta, insomma, il Cavaliere farebbe valere le sue ragioni. «Perché – spiega la Santanché – il nostro è sì un cammino di responsabilità ma non ci si può chiedere di tradire i nostri elettori su impegni chiave come l’abolizione dell’Imu». Se accordo deve essere, insomma, che sia «blindato» e, magari, con Gianni Letta nel governo come garante.
Tutte questioni di cui Berlusconi si occuperà via telefono, almeno fino a venerdì. Già, perché questa mattina alle dieci il Cavaliere partirà per Dallas dove è atteso per l’inaugurazione della George W. Bush Presidential Library and Museum, la fondazione filantropica dell’ex presidente degli Stati Uniti. All’appuntamento parteciperanno ben cinque inquilini della Casa Bianca: i due Bush, Bill Clinton, Jimmy Carter e ovviamente Barak Obama. Un appuntamento – ha spiegato ieri personalmente il Cavaliere a Napolitano, scusandosi per le prossime 48 ore di assenza – «a cui non posso mancare perché vado anche a rappresentare l’Italia». E in effetti Berlusconi sarà l’unico italiano presente, insieme a molti ex capi di Stato e di governo, da Tony Blair a José Maria Aznar.
Il rientro di Berlusconi è previsto per sabato, quando i giochi per il governo dovrebbero essere più o meno chiusi. Senza l’ipotesi Matteo Renzi premier più in pista, visto che sembra Napolitano non sia particolarmente convinto. Uno scenario, quello del sindaco di Firenze alla guida di un governo di larghe intese, che aveva fatto tremare buona parte della dirigenza di via dell’Umiltà, preoccupata di essere rottamata «di fatto» dall’arrivo di un Renzi destinato a quel punto a guardare anche all’elettorato di centrodestra.

http://www.ilgiornale.it/news/interni/condizioni-cav-limu-o-si-vota-911186.html

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Che cos’è la Trilaterale?

di: WSI Pubblicato il 19 aprile 2013| Ora 17:14
La Commissione Trilaterale, associazione non governativa e non partitica formata da oltre 300 uomini d’affari, politici e intellettuali, si riunisce periodicamente con lo scopo ufficiale di lavorare per la soluzione dei problemi su scala internazionale. Ma non mancano le voci critiche ed aleggiano i sospetti.

Il simbolo della Commissione Trilaterale Il simbolo della Commissione Trilaterale

ROMA (WSI) – Il nome Trilaterale potrebbe non suggerire granché ai non addetti ai lavori del settore economico e finanziario, ma in realtà si tratta di un potente think tank fondato nel 1973 da David Rockfeller, l’allora Presidente della Chase Manhattan Bank. Al primo nucleo della Commissione Trilaterale parteciparono anche alcuni tra i più influenti notabili dell’epoca, come Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski.
Originariamente lo scopo dichiarato dalla Commissione era di lavorare a favore della cooperazione internazionale e dell’interdipendenza tra gli Stati.

Ma che cos’è oggi la Trilaterale e che ruolo assume nello scacchiere politico, economico e finanziario mondiale?

I membri della Commissione sono divisi nel seguente modo: 170 provengono dall’Europa, dove gli Stati più rappresentati sono la Germania (20), l’Italia, la Francia, il Regno Unito (18) e la Spagna; 120 dal Nord-America (87 dagli USA; 20 dal Canada; e 13 dal Messico); 117 dall’area dell’Asia Pacifica (75 giapponesi, 11 sudcoreani, 7 australiani e neozelandesi); 15 dal Sud Est Asiatico. Dal 2011, inoltre, sono ammessi alla Trilaterale anche rappresentanti cinesi e indiani.
Per ogni divisione geografica esiste un “gruppo” con a capo un Presidente.

I membri che assumono un ruolo governativo nel loro Paese di origine sono obbligati ad abbandonare il proprio incarico all’interno della Commissione Trilaterale: ciò è accaduto a Mario Monti, Presidente del gruppo europeo nel biennio 2010-2011, a seguito della sua nomina a Presidente del Consiglio.

Sul sito italiano dell’associazione appare la seguente mission:”La Commissione Trilaterale è un’associazione privata, fondata nel 1973 da un gruppo di cittadini Nord Americani, Europei e Giapponesi con la finalità di offrire ai soci un forum permanente di dibattito per approfondire i grandi temi comuni alle tre aree interessate, diffondere l’abitudine a lavorare insieme per migliorarne la comprensione e fornire contributi intellettuali utili alla soluzione dei problemi affrontati. Per raggiungere questi obiettivi, la Commissione Trilaterale ha seguito fin dall’inizio tre principi di fondo: lavorare su un piano di parità, riconoscere l’importanza degli organismi multilaterali ed evitare azioni unilaterali”.

Tuttavia, il nome della Trilaterale compare spesso nella “Teoria del complotto”: molti dei personaggi che presiedono alle riunioni della Commissione Trilaterale, infatti, sono gli stessi che vengono invitati a quelle del Club Bilderberg.

Lo scrittore francese Jacques Bordiot ha affermato a più riprese che i membri dell’associazione sono scelti sulla base della loro capacità di comprendere il grande disegno dell’organizzazione, vale a dire la realizzazione del “Nuovo Ordine Mondiale”. L’obiettivo non dichiarato dalla Trilaterale sarebbe, dunque, quello di esercitare una forte pressione politica sui governi delle nazioni industrializzate per raggiungere tale scopo.
Nonostante Bordiot non documenti dettagliatamente le sue considerazioni, è innegabile che la Trilaterale sia composta da un ristretto e ben selezionato gruppo di influenti personaggi che delibera su argomenti cruciali come il sistema monetario, il governo e le istituzioni globali, il commercio internazionale; ma anche sul “problema” del mondo arabo e la sicurezza, le fonti energetiche e il clima.

Secondo i critici, insomma, la Trialterale rappresenta una potente oligarchia in grado di influire concretamente sulla vita di milioni e milioni di individui che, nella maggior parte dei casi, ne ignorano totalmente l’esistenza.

Continua a leggere altri articoli sulla commissione trilaterale

Video Report – Commissione trilaterale

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Enrico Letta

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Enrico Letta
Enrico Letta 2009.jpg

Ministro per le Politiche Comunitarie
Durata mandato 21 ottobre 1998 –
22 dicembre 1999
Presidente Massimo D’Alema
Predecessore Lamberto Dini[1]
Successore Patrizia Toia

Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D’Alema, Giuliano Amato
Predecessore Pier Luigi Bersani
Successore Antonio Marzano

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Durata mandato 2006 –
2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Gianni Letta
Successore Gianni Letta

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
PPI (19942002)
DL (20022007)
on. Enrico Letta
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Pisa
Data nascita 20 agosto 1966
Titolo di studio Laurea in scienze politiche, PhD in diritto internazionale
Professione Dirigente di azienda privata
Partito La Margherital’Ulivo, Partito Democratico
Legislatura XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo La Margherital’Ulivo, PD
Coalizione PDIdV (XVI),
l’Unione (XV),
l’Ulivo (XIV)
Circoscrizione IV (Lombardia 2) (XVI),
III (Lombardia 1) (XV),
I (Piemonte 1) (XIV)
Incarichi parlamentari
  • XVI Legislatura
    • Componente della XI Commissione (Lavoro Pubblico e Privato)
  • XV Legislatura
    • Componente della XI Commissione (Lavoro Pubblico e Privato)
    • Componente della XIII Commissione (Agricoltura)
  • XIV Legislatura
    • Componente della IV Commissione (Attività produttive, Commercio e Turismo)
    • Componente del Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche
Pagina istituzionale
on. Enrico Letta
Monogramma del Parlamento Europeo

Unione europea
Parlamento europeo

Luogo nascita Pisa
Data nascita 20 agosto 1966
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Partito Uniti nell’Ulivo
Legislatura VI
Gruppo Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa
Circoscrizione Italia nord-orientale

Enrico Letta (Pisa, 20 agosto 1966) è un politico italiano.

Ministro per le Politiche Comunitarie del Governo D’Alema I, all’epoca di questa nomina è il più giovane Ministro della storia della Repubblica. Successivamente è Ministro dell’Industria dei Governi D’Alema II ed Amato II, europarlamentare nel gruppo Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa (seppure per soli due anni), e poi sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Prodi II.

Attualmente ricopre la carica di deputato alla Camera nel Partito Democratico, del quale è stato vicesegretario nazionale dal 2009 al 2013.

Il 24 aprile 2013 gli viene conferito l’incarico di formare un nuovo governo[2], dopo le elezioni politiche del 24/25 febbraio 2013 e dopo la conferma alla presidenza della repubblica di Giorgio Napolitano[3].

Biografia

Laureato in Scienze politiche (indirizzo politico-internazionale) all’Università di Pisa, ha conseguito il perfezionamento (equivalente al dottorato di ricerca, in base alla legge N. 41/1987) in Diritto delle comunità europee presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

È stato presidente dei Giovani democristiani europei (19911995), segretario generale del Comitato Euro del Ministero del Tesoro (19961997), vicesegretario nazionale del Partito Popolare Italiano (19971998), Ministro delle Politiche comunitarie (19981999), Ministro dell’Industria (19992001), responsabile nazionale per l’economia della Margherita dal 2001.

Alle elezioni europee del 2004 è stato eletto parlamentare europeo per la lista di Uniti nell’Ulivo nella circoscrizione nord-est, ricevendo 176 mila preferenze. Iscritto al gruppo parlamentare dell’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa, è stato membro della Commissione per i problemi economici e monetari; della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell’Unione allargata nel periodo 20072013; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l’Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia).

Nel 2006, viene nominato Segretario del Consiglio dei ministri del Governo Prodi, succedendo allo zio Gianni Letta, e abbandona l’incarico europeo per accettare quello di deputato nazionale.

L’8 maggio 2008 restituisce l’incarico di Segretario del Consiglio allo zio Gianni Letta, a causa della caduta del Governo Prodi e della successiva elezione a Presidente del Consiglio di Silvio Berlusconi.

È segretario generale dell’Arel – Agenzia di Ricerche e Legislazione, fondata da Nino Andreatta; fondatore delle associazioni Trecentosessanta e VeDrò[4].

È inoltre membro del comitato europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller [5]. Nel 2012 ha partecipato alla riunione del Gruppo Bilderberg presso Chantilly, Virginia, USA. [6]

È anche membro[7] del comitato esecutivo dell’Aspen Institute Italia, un’organizzazione americana che si pone come obiettivo quello di incoraggiare le leadership illuminate, le idee e i valori senza tempo.

È sposato in seconde nozze con la giornalista Gianna Fregonara e ha tre figli.

Candidatura alle primarie per la segreteria del Partito Democratico

Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD. Il 24 luglio 2007 annuncia la sua candidatura alle primarie per la segreteria del PD,[8] tramite un video su YouTube.[9] In seguito ha dichiarato:

« Vorrei fare in modo che il nuovo partito sia costruito un po’ come l’enciclopedia Wikipedia, un po’ come un quadro di Van Gogh. Come accade con Wikipedia, anche nel Pd ognuno delle centinaia di migliaia di partecipanti deve portare il proprio contributo, le proprie competenze, che in certi campi sono di sicuro maggiori delle mie e di quelle dei leader del centrosinistra. E, come i quadri di Van Gogh, il nuovo partito deve avere tinte forti: un giallo che sia giallo, un blu che sia blu. »
(Enrico Letta)

Enrico Letta

La sua candidatura raccoglie il sostegno di varie personalità e gruppi del centrosinistra:

Raccogliendo 391.775 voti (l’11,02%), si piazza terzo alle spalle di Rosy Bindi e Walter Veltroni, che viene eletto segretario col 75,82% dei voti.

Dal 9 maggio 2008 al febbraio 2009 è “ministro ombra” al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del PD.[15]

Alle elezioni primarie del 2009 sostiene la mozione vincente di Pier Luigi Bersani ed il 7 novembre 2009 viene eletto vicesegretario nazionale del PD.[16]

Proposte di legge

Tra le principali proposte di legge che ha presentato nella legislatura cominciata nel 2008, quella sull’abolizione dei vitalizi dei parlamentari.

Primo firmatario, insieme con l’amico On. Guglielmo Vaccaro, della Legge 238/2010 Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia rientrante nel progetto COntroesodo – Talenti in movimento.

Nell’estate del 2011 ha partecipato al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione.[17]

L’8 gennaio 2013 la direzione nazionale del PD candida Letta alla Camera dei Deputati come capolista della lista PD nella circoscrizione Marche e Campania II in vista delle Elezioni politiche italiane del 2013[18].

A marzo, in seguito alle Elezioni, insieme con molti altri colleghi del Parlamento, aderisce al progetto “Riparte il futuro”, firmando la petizione che ha lo scopo di revisionare la legge anti-corruzione modificando la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare.[19]

Il 20 aprile 2013, contestualmente alla effettività delle dimissioni del segretario Bersani a causa dell’esito fallimentare delle candidature a Presidente della Repubblica di Franco Marini e Romano Prodi, tutta la segreteria del PD, e quindi anche il vicesegretario Letta, rassegna le dimissioni dai propri incarichi nel partito.

Il 24 aprile 2013 riceve l’incarico per la Presidenza del Consiglio dei ministri dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, incarico che accetta con riserva.

Controversie

Lo scandalo Lusi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Luigi Lusi#Inchieste giudiziarie.

Nel gennaio 2012 Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, è iscritto nel registro degli indagati per aver sottratto, secondo la procura di Roma, ingenti somme di denaro dalle casse del partito. Lusi ha poi sostenuto che parte di tali soldi sono andati a diversi appartenenti al partito, tra i quali Enrico Letta[20].

Opere

Note

  1. ^ Ministro per gli Affari Esteri con delega alle Politiche comunitarie; Sottosegretario di Stato delegato Piero Fassino
  2. ^ Corriere della Sera – Incarico a Letta
  3. ^ Elezione del Presidente della Repubblica
  4. ^ Noi in Associazione TrecentoSessanta. URL consultato in data 10-03-2010.
  5. ^ Trilateral.org. URL consultato in data 23-09-2011.
  6. ^ bilderbergmeetings.org/
  7. ^ “Comitato Esecutivo dell’Aspen Institute Italia”
  8. ^ Pd: Letta: «Mi candido». Video sul web – Corriere della Sera
  9. ^ Enrico Letta si candida alle primarie del Partito Democratic – YouTube
  10. ^ De Castro: «Candidatura Letta grande occasione per coinvolgere società» – EnricoLetta.it
  11. ^ La lista Ferrante con il Pd Corritore appoggia Letta
  12. ^ Lo «strappo» del ds Ranieri «Pronto a sostenere Letta»
  13. ^ Dellai Viva Veltronima qui il Pd non si fara – Cronaca – Trentino Corriere Alpi
  14. ^ Gli Innovatori Europei sostengono la candidatura di Enrico Letta in tutta Italia – Innovatori Europei- Info
  15. ^ Governo ombra, tutti i nomi. Corriere della Sera, 09 5 2008. URL consultato in data 01-11-2009.
  16. ^ Bersani indica la rotta “Partito dell’alternativa” Enrico Letta eletto vice. Quotidiano Nazionale, 07 11 2009. URL consultato in data 07-11-2009.
  17. ^ Coop rosse e Compagnia delle Opere, quanto è bello realizzare affari insieme ilfattoquotidiano.it,
  18. ^ Elezioni Politiche – Ordine di lista della Camera dei deputati (PDF) in Sito ufficiale Partito Democratico. 8 gennaio 2013. URL consultato in data 9 gennaio 2013.
  19. ^ parlamento italiano riparteilfuturo.it
  20. ^ Affari italiani – Lusi tira in ballo Enrico Letta

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Un precedente

“Wikipedia censura Monti su Bilderberg e Trilateral”

31/12/2012 – Il Giornale usa il complottismo per attaccare il premier

"Wikipedia censura Monti su Bilderberg e Trilateral"

In un articolo a firma di Stefano Filippi oggi il Giornale dice che Wikipedia censura i riferimenti dei collegamenti del presidente del Consiglio Mario Monti con i Bilderberg e la Trilateral. Ecco l’infografica del Giornale che accusa Wikipedia:

Il Giornale cita il sito Ilbuio.org, che racconta così quanto successo su Wikipedia:

Ma gli amministratori de L’enciclopedia libera non sono di questo avviso. Basti vedere la pagina di discussione della voce . Negli ultimi mesi ogni edit tendente a citare semplicemente il ruolo di Monti all’interno della Trilaterale veniva contestato e annullato in modo iperveloce dal diligentissimo amministratore di turno (talvolta con minaccia di ban sull’utente coinvolto). Fino all’exploit del 16 dicembre scorso: un utente ha pensato bene di inserire una lista cronologica dei Presidenti della Trilaterale (citando inevitabilmente il nome di Monti); a quel punto, un altro diligente amministratore è intervenuto annullando tutte le modifiche e i miglioramenti effettuati nel frattempo da vari utenti (comprese revisioni ortografiche e stilistiche, e correzioni di errori materiali) , riportando la voce ad una versione precedente, datata ed incompleta (e priva naturalmente di ogni riferimento a Mario Monti), nonché “bloccando” la voce per limitarne ulteriori modifiche.

E’ da notare però che in questo momento la voce di Wikipedia su Mario Monti dice:

Nel 2010 è inoltre divenuto presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller[18] e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg[19]. Da questi incarichi si è dimesso il 24 novembre 2011, a seguito della nomina a presidente del Consiglio[13].

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Il Presidente del consiglio in pectore Mario Monti, non solo è un uomo di Goldman Sachs, la banca di affari e di speculazione che ha massicciamente speculato contro i nostri titoli di Stato e che continua tutt’ora a farlo, Mario Monti è anche Presidente Europeo della Commissione Trilaterale (Trilateral Commission) , organizzazione fondata il 23 giugno 1973 per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti del gruppo Bilderberg e del Council on Foreign Relations, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski.

La Trilaterale è un’organizzazione mondialista che ha sede a New York ed è composta da più di 300 influenti privati cittadini (uomini d’affari, politici, intellettuali) dall’Europa, dal Giappone e dal Nord America, con l’obiettivo di favorire e guidare la globalizzazione liberal-capitalista del pianeta e l’omogeneizzazione di tutti i popoli e di tutti gli Stati. Per lo scrittore francese Jacques Bordiot “il vero obiettivo della Trilaterale è di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale”.(“Prèsent”, 28 e 29 gennaio 1985).

Mario Monti è un’espressione dei poteri forti, bancari e plutocratici, che cercano di guidare i destini del Mondo, infatti oltre che Presidente della Commissione Trilaterale per l’Europa, è anche membro del Gruppo Bildemberg, che ogni anno riunisce in Svizzera i più alti sacerdoti della globalizzazione liberista, consulente internazionale della Coca Cola Company e della Goldman Sachs, una delle più grandi banca d’affari del mondo, la stessa che ha avuto quale consulente un altro ex Commissario Europeo ed ex Presidente del Consiglio dei Ministri, l’on. Prof. Romano Prodi, e quale Vice-Presidente l’ex Governatore della Banca d’Italia ed attuale Governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi.

Il Governo Monti difficilmente farà gli interessi del popolo, ma sicuramente lo farà delle organizzazioni plutocratico-mondialiste del quale è espressione, di quei poteri forti legati alle lobby anglo-americane che vedeva con sospetto l’Italia di Berlusconi troppo amica della Russia di Putin e della Libia di Gheddafi e che troppo spesso dimenticava che da quando gli anglo-americani sono sbarcati in Sicilia nel 1943 (e non se ne sono più andati) l’Italia non deve avere più una politica estera autonoma ma bensì seguire gli ordini delle lobby liberal-mondialiste atlantiche delle quali Monti è espressione.

Il Governo Monti, sarà internazionalmente ben accettato avendo il sostegno della “cittadella trilaterale, luogo protetto, dove la tecné è legge e dove sentinelle della torre di guardia vegliano e sorvegliano”, l’Italia sarà così inserita in quel Nuovo Ordine Mondiale (Novus Ordo Mundi o New World Orden –NWO) dove la sinarchia o governo ombra del mondo, detta legge.

Spulciando tra i pochi (appena 5 su un totale di 300 a livello mondiale) italiani della Trilaterale, tra banchieri ed industriali abbiamo notato che c’è anche un parlamentare, è l’On. Enrico Letta del PD, sarà forse lui, dopo Prodi e Monti il prossimo Premier espressione delle lobby mondialiste nel nostro Paese?

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Enrico letta, uomo di Bilderberg, Trilaterale, Aspen Institute. Insieme a Monti

sabato 1 dicembre 2012

ENRICO LETTA, UOMO DI FIDUCIA DEI POTENTI CHE MANOVRA IL PD DIETRO LE QUINTE…

Renzi e Bersani che si affrontano alle primarie: due leader al servizio di potentati che portano l’acqua al grande molino del PD … [di De Benedetti – JP Morgan – Bilderberg] in TV si vede spesso la Bindi e altri, mentre invece ENRICO LETTA si espone poco: ma in realtà è potentissimo.

Enrico Letta, soprannominato dal popolo del web “il 

lettaculo”  (da “leccaculo“) dopo che fu sorpreso a consegnare il “pizzino” a Monti dove definiva la nomina del suo caro amico “un miracolo“…

Vice presidente PD, membro Bilderberg, Vice presidente dell’Aspen Institute (che è una succursale del Bilderberg) e membro della Trilaterale il signor Letta è un “manovratore” del PD; suo zio Gianni Letta è uomo di fiducia di Berlusconi; uno dei consiglieri più fidati.

I Letta hanno agganci potentissimi: Enrico e Gianni si passarono il testimone del ruolo di “Sottosegretario alla presidenza del consiglio” quando il governo Berlusconi si avvicendò a quello di centrosinistra.

Bilderberg, Trilaterale, Aspen Institute. Si tratta di 3 associazioni elitarie di stampo massonico di cui sia Enrico Letta che Mario Monti sono membri…

ECCO CHI MANOVRA IL PD… ALTRO CHE PRIMARIE… 

Approfondimenti:

Elenco membri della commissione trilaterale:
http://www.trilateral.org/download/file/TC_list_11-12_(2).pdf

“Conoscete Aspen Institute Italia?”
http://www.nocensura.com/2012/03/conoscete-laspen-institute-italia.html

Il Vice presidente del PD Enrico Letta partecipa al Bilderberg 2012″
http://www.nocensura.com/2012/06/il-vice-presidente-del-pd-partecipa-al.html

Elenco partecipanti Bilderberg 2012
http://www.nocensura.com/2012/06/ecco-lelenco-dei-partecipanti-al.html

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Teorie della Cospirazione e la Religione della Democrazia

19 aprile 2013 Di
Teorie+della+Cospirazione+e+la+Religione+della+Democrazia Teorie della Cospirazione e la Religione della Democrazia

di Gary North

Remnant Review

Ho scritto un articolo su Murray Rothbard, economista della Scuola Austriaca, sostenendo che uno dei motivi per cui gli economisti di ruolo della Scuola Austriaca vogliono prendere le distanze da lui, possiamo ritrovarlo nei suoi scritti sulle cospirazioni nella storia americana.

Rothbard era abbastanza chiaro quando applicava le teorie dell’azione umana al tema delle cospirazioni. Nel 1977 scrisse su questo argomento, iniziando a descrivere la reazione istintiva degli intellettuali dell’Establishment.

Ogni volta che viene presentata un’analisi caparbia su chi siano in realtà i nostri governanti, di come si intreccino i loro interessi politici ed economici, viene sempre denunciata dai liberal e dai conservatori (e anche da molti libertari) come una “teoria della cospirazione,” “paranoica,” “economicamente determinista,” e addirittura “Marxista.” Queste etichette oltraggiose vengono applicate su tutta la linea, anche se tali analisi realistiche possono essere (e lo sono) composte da parti di qualsiasi spettro economico, dalla John Birch Society al Partito Comunista. L’etichetta più comune è “teorico della cospirazione,” utilizzata quasi sempre come un epiteto ostile piuttosto che descrittivo.

LA GILDA DEGLI STORICI

Ciò ci porta alla corporazione accademica. Ogni gilda ha regole e regolamenti, ma soprattutto ha un sistema di screening. La gilda passa al vaglio le persone che non sono in possesso degli standard imposti dalla gilda stessa, cercando di definire le proprie pratiche come le sole vere ed accettabili. Non solo, ma dovrebbero essere accolte a braccia aperte anche dalla società. Ogni professionista che si discosta dagli standard imposti dalla gilda, viene automaticamente definito come una sorta di deviato. I rappresentanti della gilda avvertono il pubblico di non accettare le conclusioni, le pratiche, o i presupposti di chiunque (soprattutto gruppi rivali) osi mettere in discussione le conclusioni, le pratiche ed i presupposti della gilda.

La gilda respinge tutte le ipotesi che la vogliono operante in base ad interessi personali. Rassicura le persone che ha a cuore solo il loro di interesse. Persegue i suoi obiettivi al fine di difendere i cittadini dagli operatori senza scrupoli che cercano di fregarli. Per questo motivo, e solo per questo motivo, la gilda insiste sulla necessità che lo stato intervenga per bandire coloro che offrono opinioni opposte, pratiche contrarie e, soprattutto, prezzi più bassi. La popolazione necessita di una protezione contro i ciarlatani, insiste la gilda, e al fine di aiutarla invita politici e burocrati a stabilire norme (il che significa scritte dalla gilda) per limitare l’ingresso nel campo di studio della gilda o nelle operazioni che attualmente ha sotto il suo dominio.

La gilda cerca di legittimare le pratiche, i presupposti ed i concetti secondo i suoi standard. E’ questa definizione di legittimità che è fondamentale affinché la gilda possa promuovere i suoi interessi, perché deve scansare tutte le critiche che si basano su un attento studio di causa-effetto economico riguardo le misure politiche raccomandate dalla gilda. Chi segue i soldi, dagli effetti delle normative fino ai conti bancari dei membri della gilda, viene deriso come un teorico della cospirazione. Viene definito un Marxista, o qualcuno che si è opposto al bene della popolazione. La gilda insiste sul fatto che la sua adesione alle proprie norme di funzionamento non ha nulla a che fare con il suo guadagno maggiore e con i proventi minori dei suoi concorrenti.

Quasi tutta la legislazione politica moderna, così come quasi tutti gli standard adottati dalle burocrazie governative per far rispettare le leggi, sono il risultato di pressioni esercitate sui politici e sulle burocrazie dai membri delle gilde. La quasi totalità della vita economica moderna si basa sulle gilde, così come la vita urbana ed economica nel 1200 si basava sulle gilde. Oggi non si chiamano più così, ma interessi particolari: gruppi di produttori il cui interesse è in particolare il loro interesse personale.

INTERESSE ECONOMICO PERSONALE

Uno degli aspetti strani della storiografia moderna e della scienza sociale è questo: la frase “gruppo con interessi particolari” è ampiamente accettata, ma la frase “storia delle cospirazioni” è disprezzata. Da un punto di vista economico, un gruppo con tali interessi esercita pressioni sui politici affinché vengano approvate leggi che limitano l’entrata ai nuovi in un determinato campo. Questo aspetto è ampiamente riconosciuto come fondamento della vita politica moderna, e gli accademici non hanno dubbi sul seguire i soldi fino ad un gruppo capitalista con interessi particolari: una corporazione, un’associazione di categoria, o un cartello. In altre parole, seguono i soldi quando conducono ad uno specifico gruppo di capitalisti. Questa tradizione risale ad Adam Smith nella ricchezza delle nazioni. Si tratta di una tradizione di lunga data.

Quando la pista del denaro porta ad organizzazioni dell’Establishment ben note, come il Council on Foreign Relations o la Commissione Trilaterale, o peggio alla Federal Reserve, lo storico accademico traccia la linea di demarcazione. “Fino a qui, e non oltre.” Cessa di seguire il denaro. E’ legittimo, egli dice, seguire il denaro fino ad organizzazioni il cui unico scopo è fare soldi. Questi sono i cattivi. Ma è illegittimo continuare a seguire i soldi quando portano ad organizzazioni governative composte da persone di spicco nel mondo degli affari, nel mondo accademico, nei media, ed ai più alti livelli del governo nazionale. Rothbard la metteva in questo modo quando parlava di David Rockefeller.

Possiamo affermare che gli sforzi prodigiosi di David Rockefeller, per conto di certe politiche stataliste, siano solo un riflesso di un altruismo sfocato? O è coinvolto il perseguimento di interessi economici? Jimmy Carter fu nominato membro della Commissione Trilaterale non appena venne fondata perché Rockefeller e gli altri volevano ascoltare la sapienza di un anonimo governatore della Georgia? O venne strappato dall’anonimato e fatto presidente grazie al loro sostegno? J. Paul Austin, capo della Coca-Cola, era uno dei primi sostenitori di Jimmy Carter solo per la sua preoccupazione per il bene comune? Carter scelse tutti Trilateralisti, quelli della Rockefeller Foundation e della Coca-Cola semplicemente perché sapeva che erano le persone più capaci possibili per determinati lavori? Se le cose stanno così, è una coincidenza che lascia sbigottiti. O sono coinvolti interessi politico/economici più sinistri? Secondo me gli ingenui che si ostinano a rifutare di esaminare l’interazione tra gli interessi politico/economici nell’ambito governativo, stanno gettando via uno strumento essenziale per analizzare il mondo in cui viviamo.

Gli economisti accademici della Scuola Austriaca non lo seguono in questo percorso e nemmeno gli storici accademici. Perché no? Perché sanno chi li paga e in fin dei conti fa anche parte della loro formazione: sono stati formati per anni affinché capissero dove porta una simile strada, e cioè alla disoccupazione. Sanno quali sono le regole del gioco (anche se non dichiarate), come tutti i membri della gilda. Riconoscono l’esistenza di confini (es. l’etichetta accademica), e sanno che chi oltrepassa tali confini ottiene una sola cosa: mancato rinnovamento dei contratti di insegnamento. Sanno di quali argomenti non possono discutere quando si trovano in compagnia di persone educate. Le cospirazioni sono uno di questi argomenti. Secondo loro non esistono, invece secondo me sì.

OPPOSIZIONE ALLE TEORIE DELLA COSPIRAZIONE

Le teorie della cospirazione, in quasi tutti i casi, sostengono che gli obiettivi dei cospiratori si estendono oltre i propri interessi economici personali fino alla religione, all’ideologia, e agli “amici degli amici.” Una teoria della cospirazione segue il denaro, ma il suo obiettivo di lungo termine è quello di esporre gli interessi nascosti che sono più profondi di quelli economici e più grandi dei conti bancari. In altre parole, una teoria della cospirazione, mentre vuole smascherare il tornaconto economico di politici corrotti e degli uomini d’affari che offrono loro le tangenti, non si concentra sul denaro come l’obiettivo della cospirazione, ma sul denaro come il mezzo della cospirazione.

Se un’organizzazione di interessi particolari si limita alla pressione politica come mezzo per fare più soldi, quasi tutti gli scienziati sociali e gli storici sono disposti a darvi considerazione. Ma se si sostiene che gli interessi economici personali sono secondari e che le connessioni religiose, ideologiche o familiari sono alla base del gruppo con interessi particolari, la teoria viene automaticamente liquidata come folle.

Perché? Perché seguire il denaro potrebbe condurre a persone che sono alla ricerca di potere piuttosto che di soldi? Seguire il denaro spesso porta a persone con programmi che si basano sull’affiliazione, una di quelle che va oltre i confini economici e nazionali. I confini economici sono secondari, ma i confini confessionali o familiari sono centrali.

Ancora più importante: e se il gruppo con interessi particolari è legato ad una sorta di giuramento di fedeltà, esplicito o implicito, e questo giuramento si estende oltre i confini nazionali? E se tale giuramento comporta fedeltà ad un’organizzazione nascosta, o ad una sezione nascosta dell’organizzazione pubblica, a cui viene impedita l’entrata alla stragrande maggioranza dei cittadini?

Ciò indicherebbe due cose. In primo luogo indicherebbe che l’analisi Marxista del tornaconto economico personale è sempre stata sbagliata, così come risulterebbero sbagliate tutte le teorie sociali influenzate dai Marxisti. Vorrebbe dire che i politici democraticamente eletti non riuscirebbero a far andare avanti gli interessi particolari modificando semplicemente la politica fiscale. I loro consiglieri sarebbero pescati dai gruppi con interessi particolari più potenti, che non sono prevalentemente economici, ma che sono alleati di industrie privilegiate (in generale) e favoriscono il settore bancario internazionale (in particolare).

Ciò significherebbe che l’interesse economico personale è subordinato ad altri interessi, e rappresenta ancora una volta un rifiuto della teoria Marxista. La teoria Marxista originale poneva il modo di produzione al centro dello sviluppo sociale. Quasi tutte le forme di socialismo, Marxiste o non-Marxiste, hanno adottato questa idea di base. L’unica eccezione fu Antonio Gramsci, che in realtà fu il più importante anti-Marxista mai uscito da tale movimento. Negli anni ’30 Gramsci riconobbe che la società occidentale era profondamente religiosa, e l’unico modo per ottenere una rivoluzione proletaria sarebbe stato quello di rompere la fede degli elettori occidentali nel Cristianesimo e nel relativo sistema morale. Pose la religione e la cultura alla base della piramide; ciò significa che il modo di produzione è secondario.

In secondo luogo indicherebbe che uno studio accademico convenzionale, basato su una teoria economica dell’interesse personale e su documenti pubblici, risulterebbe incompleto in tutte quelle aree in cui predominano quei gruppi con interessi particolari legati da un giuramento. Questi ultimi non potrebberoo essere compresi con precisione utilizzando come parametro valutativo la motivazione economica, cosa relativamente facile da valutare, ma piuttosto bisognerebbe basare l’analisi su lealtà profonde e nascoste che vanno al di là del richiamo dell’economia.

Ciò significa che alcune persone sono profondamente motivate ​​dall’obiettivo di cambiare l’umanità cambiando il mondo. Sono disposte ad usare l’influenza politica per ri-plasmare il mondo, anche se questo obiettivo è in contrapposizione con la maggioranza democratica prevalente. Questo indica che la maggioranza democratica non è una guida affidabile per definire la strategia di politica, perché essa sarà riscritta, ri-formata e ri-organizzata da gruppi nascosti che possiedono il vero potere al vertice della gerarchia politica. In altre parole, una teoria della cospirazione è intrinsecamente anti-democratica.

La teoria democratica è la religione regnante per la stragrande maggioranza di coloro che sono stati istruiti secondo le scienze sociali negli istituti scolastici superiori. Tutto ciò che sfida la sovranità ultima dello stato democratico è considerato come il male, ed è per questo che gli scienziati sociali sono disposti a seguire il denaro fino all’obiettivo “fare più soldi.” In questo modo è possibile esporre i responsabili della strategia politica come persone con interessi personali che si opponevano alla democrazia, ed i critici danno per scontato che gli elettori democratici risponderanno a tali denunce. Questa prospettiva era il fondamento del movimento Progressista di un secolo fa, ed è alla base delle dichiarazioni ufficiali di tutti i movimenti riformisti liberal.

E se i gruppi con interessi particolari sono solo marginalmente motivati ​​dal denaro? E se il loro obiettivo è il potere, cioè la capacità di plasmare ciò che la stragrande maggioranza degli elettori vuole fare a prescindere dai loro interessi? Allora la democrazia è un’illusione, solo un comodo strumento di inganno manipolato dall’élite. Per il potere elitario la democrazia è un mezzo, non un fine – proprio come lo è il denaro. Quindi una teoria della cospirazione indebolisce la fede della gente nell’efficacia dello stato democratico. I sommi sacerdoti della religione della democrazia sono sconvolti poiché tali idee danneggiano la fede delle masse.

Quindi esiste una certa resistenza accademica a qualsiasi teoria della cospirazione che pone un giuramento di fedeltà al di sopra del tornaconto economico personale o del potere della democrazia di produrre bene sociale per le masse. Una teoria della cospirazione, se vera, indicherebbe che la vita moderna è modellata in ultima analisi da prospettive religiose che operano dietro le quinte, e non dal modo di produzione, dalla cabina elettorale e dal denaro sottobanco.

SANZIONI CONTRO LA BLASFEMIA

Gli scienziati politici ritengono che le persone vogliono raggiungere il potere politico, ma non vogliono credere che un gruppo di individui d’elite, che opera da decenni e anche da secoli, possa aver ostacolato la maggioranza democratica ancora e ancora. Questi elitisti hanno tratto profitto dalla loro capacità di indurre in errore la maggioranza democratica. Queste persone non stanno solo cercando di fare i soldi; queste persone stanno giocando a fare Dio. Gli umanisti che rifiutano l’idea di Dio, lo hanno sostituito un nuovo dio: le masse democratiche. Si risentono profondamente per qualsiasi ipotesi che abbia alla base questo concetto: gruppi nascosti con interessi particolari hanno ingannato le masse democratiche sin dall’inizio. Quindi promuovere qualsiasi teoria della cospirazione vuol dire sputare in faccia a dio: la democrazia. I sacerdoti di questa religione non tollerano tale ipotesi, per gli umanisti è l’equivalente della blasfemia.

Oggi nessuno viene mandato al rogo per blasfemia, e nessuno brucia libri. Ma prima della nascita di Internet, la produzione dei libri era accuratamente vagliata da editori istruiti nei college, ed i libri che promuovevano una teoria della cospirazione non venivano pubblicati. Essa era considerata legittima solo se il denaro riconduceva ad un qualche gruppo che stava cercando di fare soldi a spese del corpo politico. Non era considerata legittima se il denaro avesse ricondotto ad un gruppo con interessi particolari che era rimasto nascosto per oltre un secolo e il cui obiettivo era in ultima analisi religioso, vale a dire, una nuova struttura della società attraverso connessioni nascoste e manipolazioni dietro quello che sembrava essere il trionfo della religione della democrazia.

La teoria sociale moderna si aggrappa a due presupposti: gli uomini sono motivati ​​da interessi economici personali e le istituzioni democratiche possono essere utilizzate per limitare il successo dei gruppi con interessi particolari. L’ultimo di tali gruppi, che non è affatto un gruppo con interessi particolari ma è l’interesse generale (cioè, le masse democratiche), risulterà vittorioso. Questo è il dio del mondo moderno, e questo dio è difeso da un sacerdozio. Esso è per lo più accademico, e dove non arriva il mondo accademico ci arrivano i mezzi di comunicazione. Il professore e il conduttore sono i sommi sacerdoti di questa religione ben organizzata.

I professori e il conduttore respingono qualsiasi ipotesi secondo cui esiste un gruppo nascosto che modella il loro pensiero. Essi si risentono quando alcune persone affermano che sono dei venduti. Penso che sia un errore credere che vendersi per soldi possa riassumere tutta questa storia. Non si sono limitati a vendere il corpo, hanno anche venduto il cervello: credono che la democrazia trionferà sugli interessi economici del capitalismo con interessi particolari.

Le persone che credono che i sacerdoti del mondo accademico e dei media si siano venduti, non hanno seguito il denaro abbastanza a fondo. Questi sacerdoti si sono effettivamente venduti, ma sono stati comprati in un modo molto speciale. Sono stati sottoposti ad uno screening che passa al vaglio la loro confessione di fede: deve essere a favore della religione della democrazia. Chi si discosta da questa fede non viene promosso nelle più alte sedi del servizio sacerdotale.

Questi portavoce, attentamente selezionati dall’Establishment, respingono profondamente qualsiasi ipotesi secondo cui dietro alla religione della democrazia c’è sempre stato un gruppo i cui membri credono che si possa ingannare tutta la popolazione e che si possa ingannare la maggior parte dei professori. Si offendono se qualcuno ipotizza che il modo con cui hanno raggiunto la loro posizione si basa su rozze tangenti. Sono d’accordo, le tangenti non sono affatto rozze. Sono subdole. Uno dei più grandi saggi di C.S. Lewis è “The Inner Ring,” e descrive la natura delle tangenti.

ALLA RICERCA DI LEGITTIMITA’

I membri della gilda vogliono credere che stanno veramente aiutando la popolazione. Vogliono credere che la loro ricchezza sia solo un sottoprodotto della loro attività. Sì, hanno tratto grande profitto dall’intervento dello stato nell’economia affinché facesse rispettare le norme consigliate dalla gilda. Tutti cercano legittimità per le proprie convinzioni.

E se c’è un piccolo numero di membri della gilda con una fedeltà superiore? E se la loro fedeltà non va alle rispettive gilde, ma piuttosto ad un’associazione di elitisti internazionali con programmi nascosti? E se queste persone sono disposte a sacrificare gli obiettivi delle loro gilde, così come quelli della religione della democrazia? Ciò indicherebbe che i membri anziani di ogni gilda sono tanto zotici quanto la popolazione agli occhi degli anti-democratici. Sono stati ingannati.

Nessuno vuole pensare di essere un bifolco. Nessuno vuole pensare di essere una vittima. Nessuno vuole pensare di essere uno sciocco. Ma se il teorico della cospirazione ha ragione, allora praticamente tutti i membri anziani delle gilde accademiche sono degli zotici, dei creduloni e degli sciocchi. Hanno speso la loro vita cercando di spiegare causa-effetto nella società, eppure sono stati manipolati dai poteri dietro i troni nazionali. Hanno pensato che loro fossero i poteri dietro il trono. Questo è il motivo per cui considerano oltraggiose tutte le teorie della cospirazione.

Ai conservatori piace il detto “le idee hanno conseguenze.” Ma anche le confessioni, i giuramenti di lealtà, le connessioni familiari, gli “amici degli amici,” il denaro, il potere hanno conseguenze. Quando guardiamo la forma della società, quali di questi fattori rappresenta il fondamento dell’ordine sociale?

Chiunque avanzi una teoria della cospirazione che pone qualsiasi altra cosa al posto dello stato democratico e del tornaconto economico personale come fondamento dell’ordine sociale, è considerato una minaccia e pertanto deve essere liquidato come un pazzo. L’etichetta usata più comunemente per liquidare un teorico sociale rivale è questa: teorico della cospirazione. Nelle gilde accademiche questo è di gran lunga più pericoloso (rispetto ad altre infrazioni, come il plagio) per chi sta scalando la scala accademica. Ci sono stati numerosi plagiari che hanno fatto carriera anche dopo essere stati esposti come tali. Se si è un plagiario che promuove l’Establishment americano, probabilmente si può farla franca senza nemmeno perdere la propria reputazione. Ma se si è un teorico della cospirazione, allora no. Si è come una persona in una stanza piena di vampiri che ha un palo e un martello nella borsa, e il sole sorgerà tra 30 minuti. Faranno del loro meglio per usare il palo contro di voi.

GIURAMENTI DI FEDELTA’

C’è un odio endemico all’interno del mondo accademico moderno, e nel liberalismo moderno in generale, contro il concetto di un giuramento di fedeltà. A loro non piacciono i giuramenti di fedeltà verso il governo, ma soprattutto non piace l’idea di un giuramento di fedeltà nei confronti di qualsiasi istituzione che è considerata più fondamentale di un governo nazionale. Un giuramento di fedeltà comporta ovviamente fedeltà e in un’epoca in cui gli uomini e le donne sono infedeli, un giuramento di fedeltà è spregevole.

Più di 40 anni fa assistetti ad una conferenza di una delle più grandi menti conservatrici del XX secolo, Erik von Kuehnelt-Leddihn. Fece un’osservazione di importanza cruciale: parlò di suo padre. Era stato un burocrate del governo austriaco ed aveva giurato fedeltà all’Imperatore prima della Prima Guerra Mondiale. Dopo la sconfitta dell’Imperatore, suo padre giurò fedeltà al governo democratico che sostituì l’Impero in Austria. Dopo il trionfo dei nazisti nel 1938, giurò fedeltà al regime nazista. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, giurò fedeltà al governo austriaco del dopoguerra. Kuennelt-Leddihn ne trasse la corretta conclusione: il XX secolo distrusse il concetto di lealtà in Europa. Oggi la fedeltà è qualcosa di temporaneo, ma non ha nulla di vincolante a livello spirituale. E’ strettamente pragmatica. Si può giurare fedeltà ai governanti attuali, ma se questi vengono sconfitti, si può immediatamente giurare fedeltà ai vincitori.

Alcune cospirazioni sono davvero vincolate da un giuramento di fedeltà verbale. Altre sono legate ad un giuramento di fedeltà implicito. L’organizzazione impone il giuramento, ci sono sanzioni negative imposte su coloro che infrangono tale giuramento. Ci sono sanzioni negative su coloro che lasciano l’organizzazione, anche se non violano apertamente il giuramento. Queste organizzazioni richiedono fedeltà, ma il governo moderno no. Questi giuramenti di fedeltà si estendono a tutti i confini politici. Si tratta di organizzazioni internazionali, e rappresentano qualcosa di confessionalmente paragonabile alla Chiesa Cattolica Romana.

L’ostilità dei Giacobini contro la Chiesa Cattolica Romana nel 1789 si basava su confessioni rivali, su giuramenti di fedeltà rivali, su finanziamenti rivali; tutti e due in competizione per il potere politico all’interno della Francia. Lo storico che per primo richiamò l’attenzione sul sistema dei giuramenti di fedeltà dei Giacobini fu un prete Gesuita, Augustin Barruel. Il suo libro del 1798, Memoirs Illustrating the History of Jacobinism, divenne uno dei libri fondamentali sull’origine del conservatorismo europeo (una reazione contro la Rivoluzione Francese). La voce su Wikipedia ci informa che Edmund Burke scrisse a Barruel: “Non posso esprimervi facilmente quanto sia rimasto deliziato dal primo volume della Storia del Giacobinismo.” Elogiò “la narrazione meravigliosa” supportata da documenti e prove e “la precisione minuziosa e regolare.” Alla fine della lettera Burke aggiunse: “Ho dimenticato di dirvi che ho conosciuto personalmente cinque dei principali cospiratori; e posso dirvi, per mia conoscenza certa, che nel lontano 1773 erano impegnati nella trama che avete così ben descritto, e nel modo e nel principio che avete così vivamente rappresentato. Per questo aspetto posso parlare da testimone.”

Qualsiasi studente di storia che dovesse citare il libro di Barruel, se non per attaccarlo, non vedrebbe nemmeno da lontano una laurea in storia (soprattutto se insistesse nel considerare il libro come una spiegazione della Rivoluzione Francese). Il libro è un’anatema, e per la gilda accademica lo è stato per più di un secolo. Agli studenti di storia non viene mai rivelata la sua esistenza, e tanto meno viene chiesto loro di leggerlo. Eppure il grande storico cattolico, Stanley Jaki, scrisse un’introduzione entusiasta di una sua ristampa del 1995. La tesi del libro venne ampliata dallo storico Nesta Webster nel suo libro, The French Revolution: A Study in Democracy (1919). Si tratta di un libro brillante, come lo sono le sue opere meno conosciute sulla monarchia francese. Fu per confutare questo libro che Crane Brinton scrisse il suo, che rimane uno standard nel mondo accademico, The Anatomy of Revolution (1938). Il libro è così importante che esiste una voce su Wikipedia. Ma Brinton non menzionò mai i libri della Webster. C’è un breve accenno alle “spavnetose Tory come Nesta Webster” (pagina 56, edizione tascabile) — nessuna spiegazione, nessun riferimento, niente bibliografia. Eppure tutto il suo libro era dedicato a confutare il suo, come lo capì Quigley. Brinton non ebbe l’integrità di dire ai lettori chi era lei e perché scrisse il suo libro. Si trattava di un’insabbiatura e funzionò. C’è solo un riferimento sul Web per “spavnetose Tory come Nesta Webster,” ed è in un libro che scrissi io. Ora ce ne saranno due di riferimenti. È possibile scaricarlo gratuitamente qui in PDF.

Quando lessi il suo libro nella scuola di specializzazione, probabilmente ero l’unico in tutta la facoltà che lo avesse mai letto. Sapevo chi fosse il suo bersaglio, sospettavo che fosse un tentativo di contrastare i suoi argomenti, ma non avevo le prove. La prova fu fornita nel 1974 da Carroll Quigley, lo storico della Georgetown University che scrisse Tragedy and Hope (1966) e che insegnò a Bill Clinton. In un’intervista registrata, disse quanto segue.

Questi stessi cospiratori sono i Giacobini che fecero la Rivoluzione Francese. Una donna di nome Nesta — NESTA — Webster scrisse quel libro. Per confutarlo, il mio tutor Crane Brinton — BRINTON — scrisse la sua tesi di dottorato chiamata The Jacobins, in cui cerca di confutarla. Capito? Però credo che alla fine della sua vita Brinton iniziò a percepire che si fosse sbagliato, che esistesse davvero una qualche società segreta coinvolta con i Giacobini. E una sua allieva di nome Elizabeth Eisenstein, ricercatrice meravigliosa (ora professoressa alla American University), scrisse una tesi di dottorato sul fondatore della Cospirazione Babeuf.

Potete stare certi che questa ammissione di Quigley non ha ricevuto alcuna attenzione all’interno dei dipartimenti di storia delle università occidentali.

Il più grande libro mai scritto sullo sfondo cospirativo della moderna storia europea è Fire in the Minds of Men: Origins of the Revolutionary Faith (1980) di James Billington. Fu pubblicato da Basic Books, una casa editrice neoconservatrice. Billington resta il Bibliotecario del Congresso. Il libro mostra che i movimenti rivoluzionari del XIX secolo dipendevano da due istituzioni: i nuovi giornali e le società segrete — cospirazioni legate da giuramenti. Incorpora documenti in una mezza dozzina di lingue e ha note che riempiono 140 pagine. La tesi del libro viene ignorata dai libri di testo di storia e di storia europea.

CONCLUSIONE

I sostenitori di qualsiasi cospirazione negli eventi storici sono considerati paria nel mondo accademico. Perché? Perché queste teorie si avvicinano alla verità, e cioè che la democrazia di massa non ha impedito ai gruppi messianici con interessi particolari di cercare il potere politico e la ricchezza come modi per ri-modellare l’umanità. Questi gruppi esercitano il potere dietro molti troni. Non sono a favore della democrazia e non sono a favore del libero mercato. Sono uomini in cerca di modi per ottenere ciò che vogliono: una nuova umanità. Useranno denaro e politica per raggiungere questo obiettivo.

Il modo migliore per contrastarli è attraverso una confessione migliore, e attraverso una proprietà decentrata. Non si può battere qualcosa con il niente.

Il modo migliore per spodestare una cospirazione è quello di eliminare la sua influenza: il potere politico a difesa della redistribuzione della ricchezza. Esiste già uno slogan: “Togli le mani dal mio portafoglio, ed io le toglierò dal tuo. Cominciamo con il Congresso, che ha le sue mani nel portafoglio di tutti.”

[*] traduzione di Francesco Simoncelli

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Monti, i Bilderberg e la Trilaterale

Monti, Letta i Bilderberg e la Trilaterale

di Emanuele Menietti

Siamo andati a vedere cosa c’è di concreto nelle voci cospirazioniste sul futuro presidente del Consiglio

14 novembre 2011

Da quando il presidente Napolitano ha annunciato, prima in maniera implicita, poi esplicitamente e in maniera formale, di voler affidare a Mario Monti la creazione di un nuovo governo, sono iniziate a circolare molte voci sulla carriera e gli incarichi assunti negli anni dall’economista. I detrattori accusano Monti di far parte di grandi banche di investimenti come Goldman Sachs e di essere parte attiva in alcune associazioni – specialmente il gruppo Bilderberg e la Commissione Trilaterale. Queste organizzazioni vengono spesso accusate di essere al lavoro per costruire una grande cospirazione, un “nuovo ordine mondiale”, per favorire banche, multinazionali, i-poteri-forti e le grandi potenze mondiali. Allora abbiamo messo insieme le cose che si sanno su queste organizzazioni e sul ruolo del potenziale futuro presidente del Consiglio al loro interno.

Gruppo Bilderberg
È un gruppo che si riunisce una volta all’anno e i cui incontri riservati furono organizzati per la prima volta a fine maggio del 1954 presso l’Hotel de Bilderberg (Oosterbeek, Paesi Bassi), luogo che diede anche il nome all’iniziativa. L’associazione nacque con lo scopo di contrastare l’antiamericanismo nell’Europa occidentale e per incentivare maggiore collaborazione tra Stati Uniti e paesi europei sia sul fronte politico che su quello finanziario. Il gruppo organizza di norma una sola riunione all’anno cui sono invitati meno di 150 partecipanti, solitamente personaggi influenti dal mondo delle imprese, della finanza, delle università e della politica. Gli incontri durano pochi giorni e sono preclusi ai giornalisti, che non possono nemmeno avvicinarsi alle aree in cui si tiene il summit. La zona degli incontri è sorvegliata di solito da società di sicurezza private, a volte con il sostegno delle forze dell’ordine. Chi si avvicina o prova a ottenere informazioni viene rapidamente allontanato (quest’anno Mario Borghezio della Lega Nord fu arrestato dalla polizia e successivamente bandito dal Cantone dei Grigioni per tutta la durata del summit).

Proprio a causa dell’estrema riservatezza, nel corso degli anni il gruppo Bilderberg è stato accusato di ordire oscure cospirazioni da parte di attivisti e organizzazioni politiche, che paragonano spesso gli incontri dei partecipanti a quelli della massoneria intenta a creare un “nuovo ordine mondiale”, per quanto non ci sia alcuna prova che durante i convegni si siano mai fatte discussioni o prese decisioni di questo genere (non si capisce nemmeno quali dovrebbero essere, queste decisioni). Le opinioni sul tipo di cospirazioni cambiano molto a seconda dei detrattori e così anche le ipotesi sui risultati raggiunti da oltre mezzo secolo. Gli organizzatori degli incontri difendono la scelta di svolgere tutto senza far trapelare informazioni: i partecipanti ai convegni si sentono così liberi di dire davvero che cosa pensano senza temere la diffusione delle loro dichiarazioni da parte della stampa.

Mario Monti è membro del Consiglio direttivo del gruppo Bilderberg dallo scorso anno. Il Consiglio viene eletto ogni quattro anni e non ci sono limiti al numero dei mandati per i singoli consiglieri: si occupa di organizzare l’incontro annuale e di selezionarne i partecipanti. Monti risulta tra gli invitati dell’incontro dello scorso giugno a Saint Moritz (Svizzera), ma non è l’unico italiano ad avervi partecipato. Nella lista compaiono anche il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, Franco Bernabè (Telecom), John Elkann (FIAT), e Paolo Scaroni (ENI). I temi affrontati durante l’incontro sono stati molteplici: dal ruolo delle economie emergenti all’innovazione tecnologica nelle economie occidentali, passando per le sfide per l’economia europea. Proprio per le ragioni di riservatezza con cui sono organizzati gli incontri, non sappiamo che cosa abbia fatto o detto Monti durante il summit (a cui di recente hanno preso parte anche, tra gli altri, Barroso e Van Rompuy). In veste di presidente della Bocconi, Monti ha partecipato agli incontri del gruppo Bilderberg anche nel 2010 e nel 2009.

Commissione Trilaterale
È una organizzazione non governativa fondata nel 1973 dal magnate statunitense David Rockefeller per favorire la cooperazione tra Europa, Stati Uniti e Giappone. L’obiettivo all’epoca era quello di superare le distanze e i disaccordi tra queste tre parti del mondo, cercando di aprire il dialogo e il confronto su temi di natura politica ed economica. Il Nord America è rappresentato da 120 membri, l’Europa da 170 e l’Asia da 85 membri (nel corso degli anni l’organizzazione si è aperta ad altri paesi orientali oltre il Giappone). La Commissione Trilaterale è stata criticata da organizzazioni politiche e di attivisti con motivazioni simili a quelle usate per il gruppo Bilderberg. L’accusa è quella di voler creare un sistema sovranazionale per gestire il potere senza alcuna legittimazione democratica.

Mario Monti è direttamente impegnato nell’organizzazione come presidente del gruppo europeo dal 2010, affiancato da un presidente per il gruppo americano e da uno per l’area asiatica. Tra i membri italiani della Trilaterale [pdf] ci sono anche Enrico Letta (PD), Carlo Pesenti (Italcementi), Luigi Ramponi (PdL, ex Comandante della Guardia di Finanza ed ex direttore del SISMI), Maurizio Sella (Banca Sella) e Marco Tronchetti Provera (Pirelli). Monti ha il compito di coordinare il lavoro del nucleo europeo dell’organizzazione. Nel corso degli incontri globali, in genere uno l’anno, e di quelli in Europa, la Commissione Trilaterale si occupa di questioni economiche e produce analisi e previsioni sull’andamento dei mercati, sulle opportunità per imprese e altre organizzazioni di collaborazione. I risultati degli incontri e degli studi vengono pubblicati regolarmente e pubblicamente, evitando le chiusure e la segretezza del gruppo Bilderberg.

Goldman Sachs
È una delle più grandi e importanti banche di affari del mondo. Ha sede legale negli Stati Uniti ed è quotata alla borsa di New York. Offre consulenze a migliaia di società, che la utilizzano per gestire i loro investimenti, per ristrutturarsi e per effettuare nuove acquisizioni. La banca si occupa anche degli investimenti a rischio e sui derivati, e amministra fondi previdenziali. Considerata la sua enorme influenza, è stata spesso criticata per aver condizionato l’andamento dei mercati o aver favorito speculazioni spregiudicate, che hanno contribuito alla progressiva crisi finanziaria di questi ultimi anni.

Mario Monti è diventato nel 2005 consulente internazionale di Goldman Sachs International. Da allora si è occupato di politica internazionale e mercati di capitali, offrendo la propria consulenza per il Goldman Sachs Global Markets Institute. Ha realizzato rapporti e analisi sostenendo le proprie teorie economiche in materia di stabilità dei conti pubblici e liberalizzazioni. Monti non ha alcun ruolo esecutivo o dirigenziale all’interno della banca.

foto: L’hotel di St Moritz, Svizzera, dove il gruppo Bilderberg si è riunito nel giugno di quest’anno.

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Enrico Letta, membro del Bilderberg e della Commissione Trilaterale

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Enrico Letta ha accettato con riserva l’incarico di formare il nuovo governo. Letta è ‘membro del comitato europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller. Nel 2012 ha partecipato alla riunione del Gruppo Bilderberg. E’ anche membro del comitato esecutivo dell’Aspen Institute Italia, un’organizzazione americana finanziata sempre dalla Rockefeller Brothers Fund, che ha lo scopo di incoraggiare e diffondere le idee e i valori universali.’ (Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/1092158/enrico-letta-l-enfant-prodige-della-politica.shtml).

Nella foto è in una classica posa massonica.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Per capire cosa sono il gruppo Bilderberg e la Commissione Trilaterale leggi il mio libro ‘La Massoneri smascherata’

Leggi la lista dei partecipanti al Gruppo Bilderberg del 2012 in cui compare pure il nome di Enrico Letta

Guarda questi video:

Il gruppo Bilderberg smascherato – Un documentario (in inglese) che smaschera il Bilderberg Group: i suoi piani, i suoi obbiettivi. A quanto pare vogliono pure ridurre di molto la popolazione mondiale [1], e viene pure rivelato come.

[1] David Rockefeller, che è un membro influente del gruppo Bilderberg, fa un discorso all’ONU in cui prospetta la riduzione della popolazione mondiale (sottotitoli in italiano)

CLUB BILDERBERG, intervista a Daniel Estulin

Lo scrittore e conferenziere Marco Pizzuti intervistato sul Gruppo Bilderberg

Lo scrittore Gabriele Sannino ospite a Canale Italia parla del Club Bilberberg e del Nuovo ordine Mondiale

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SLOGGIA CHI NON FA PARTE DELLA LOGGIA! – NEL CURRICULUM DI MARIUCCIO MONTI BRILLA L’APPARTENENZA ALLA TRILATERAL (UNA SPECIE DI MASSONERIA ULTRALIBERISTA STATUNITENSE, EUROPEA E NIPPONICA) E UNA POLTRONA ALLA TAVOLA ROTONDA DEL BILDERBERG GROUP (UNA CONGREGA DI UOMINI INFLUENTI CHE ‘’MANOVRA’’ LE DEMOCRAZIE PARLAMENTARI E SE DIVENTANO UNA BURLETTA, VEDI IL BANANA, ENTRANO DIRETTAMENTE IN CAMPO, VEDI MONTI) – NON A CASO ERANO MEMBRI ANCHE CLINTON, BLAIR E PRODI, PRIMA DI SALIRE AL POTERE…

19 dicembre 2012

Gianfranco Amato per “Italia Oggi

MONTIMONTI

Mario Monti vanta lunghi studi all’estero. Trascorre un anno presso la prestigiosa Università di Yale, dove diventa allievo di James Tobin, premio Nobel per l’Economia nel 1981. Non abbiamo prove di una sua affiliazione alla Skull and Bones, la celeberrima e potente società segreta di ispirazione mondialista che dal 1832 ha sede presso quel prestigioso ateneo statunitense. Abbiamo però la prova che il professore varesino rappresenti un autentico apostolo del pensiero mondialista. Alcune inequivocabili circostanze lo attestano.

club bilderbergclub bilderberg

Mario Monti era membro del Bilderberg Group. La notizia è passata sui media con una certa nonchalance. Istituito nel 1954 presso il castello olandese di Bilderberg, questo esclusivissimo club si ritrova segretamente ogni anno per decidere del futuro dell’umanità. Si tratta dei 130 uomini più potenti e influenti del mondo riuniti in una stessa stanza, che guardie armate tengono lontana da occhi indiscreti. In più di cinquant’anni d’incontri è sempre stata vietata la presenza della stampa, non sono mai state rilasciate dichiarazioni sulle conclusioni degli intervenuti, e non è mai stato svelato l’ordine del giorno.

A prescindere da cosa realmente accada in quel segreto consesso, il solo fatto di come si svolga e di chi lo componga non risponde certo a una logica di democrazia e trasparenza. Fino all’ultimo momento resta occulto il luogo degli incontri e si interviene solo su espresso invito, che non può essere pubblicamente divulgato, pena la mancata partecipazione.

David RockefellerDavid Rockefeller

Per comprendere meglio di cosa si tratti è sufficiente leggere quanto sul tema ha scritto William Vincent Shannon, non esattamente un paranoico complottista, ma un prestigioso giornalista, redattore del New York Times e ambasciatore degli Stati Uniti in Irlanda durante la presidenza Carter (1977-1981): «I membri del Bilderberg stanno costruendo l’era del post nazionalismo: quando non avremo più paesi, ma piuttosto regioni della terra circondate da valori universali.

Sarebbe a dire, un’economia globale; un governo mondiale (selezionato piuttosto che eletto) e una religione universale. Per essere sicuri di raggiungere questi obiettivi, i Bilderberger si concentrano su di un “approccio maggiormente tecnico” e su di una minore consapevolezza da parte del pubblico in generale». Del resto, lo stesso fondatore del Bilderberg Group, il principe Bernardo d’Olanda, sul punto era stato chiaro: «È difficile rieducare gente allevata al nazionalismo all’idea di rinunciare a parte della loro egemonia a favore di un potere sovranazionale ».

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Onesto, a suo modo, è stato pure David Rockefeller – altro Bilderberg di razza – il quale ha lasciato scritto nelle sue Memorie (2002): «Alcuni credono che facciamo parte di una cabala segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia come “internazionalisti”, e di cospirare con altri nel mondo per costruire una più integrata struttura politico-economica globale, un nuovo mondo, se volete. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole, e sono orgoglioso di esserlo».

Il Times, che non può certo definirsi un foglio complottista, nel 1977 descrisse i membri del Bilderberg Group come «una congrega dei più ricchi, dei più economicamente e politicamente potenti e influenti uomini nel mondo occidentale, che si incontrano segretamente per pianificare eventi che poi sembrano accadere per caso». A conferma, si possono elencare alcune singolari coincidenze (per citare i casi più noti e più recenti) dovute a fatti accaduti dopo gli incontri del Bilderberg. Bill Clinton partecipa al meeting del 1991; vince le primarie del Partito democratico, e da oscuro governatore dell’Arkansas diventa presidente degli Stati Uniti nel 1992. Tony Blair partecipa al meeting del 1993; diventa il leader del Partito laburista nel luglio del 1994, e viene eletto primo ministro nel maggio del 1997.

ROMANO PRODIROMANO PRODI

George Robertson partecipa al meeting del 1998; viene nominato segretario generale della Nato nell’agosto del 1999. Romano Prodi partecipa al meeting del 1999; riceve l’incarico di presidente dell’Unione europea nel settembre del 1999, ricoprendo tale incarico fino a gennaio 2005; nel 2006 viene eletto presidente del Consiglio italiano. Sembra confermata ancora una volta la saggia conclusione del barone Denis Winston Healey, ex ministro britannico della Difesa (1964-1970) e delle Finanze (1974- 1979): «Quel che accade nel mondo non avviene per caso; si tratta di eventi fatti succedere, sia che abbiano a che fare con questioni nazionali o commerciali, e la maggioranza di questi eventi sono inscenati da quelli che maneggiano la finanza».

Per chi volesse saperne di più, consiglio la lettura di un ottimo testo intitolato The True Story of the Bilderberg Group, di Daniel Estulin, un libro di 340 pagine, corredato da una preziosa documentazione, che raccoglie i risultati di una indagine durata anni sull’intoccabile gruppo elitario di cui la stampa ufficiale appare sempre reticente. La seconda prova della propensione mondialista del professor Monti risiede nel fatto che egli faccia anche parte della Trilateral Commission.

MARIO MONTI SULLA HOME DELLA TRILATERAL COMMISSIONMARIO MONTI SULLA HOME DELLA TRILATERAL COMMISSION

Anzi, per essere precisi, ricopre la carica di presidente per l’Europa nel triennio 2010-2012. Chi ha l’avventura di accedere al sito ufficiale di quella istituzione (www.trilateral.org), troverà, infatti, una lettera di presentazione sottoscritta da Mario Monti, quale European Chair, da Joseph S. Nye, Jr., quale North American Chair, e da Yotaro Kobayashi, quale Pacific Asian Chair, con tanto di fotografia.

Ufficialmente si tratta di un think-tank fondato nel 1973 da David Rockefeller con forte impronta mondialista. Il professor Piergiorgio Odifreddi ha invece liquidato il prestigioso pensatoio internazionale definendolo, su Repubblica (9 novembre 2011), «una specie di massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger». Quella di Odifreddi non rappresenta, ovviamente, l’unica voce critica nei confronti della Trilateral.

Nel 1979 l’ex governatore repubblicano Barry Goldwater la descriveva come «un abile e coordinato sforzo per prendere il controllo e consolidare i quattro centri di potere: politico, monetario, intellettuale ed ecclesiastico grazie alla creazione di una potenza economica mondiale superiore ai governi politici degli stati coinvolti».

ENRICO LETTAENRICO LETTA

Lo scrittore francese Jacques Bordiot sosteneva, inoltre, che per far parte della Trilateral, era necessario che i candidati fossero «giudicati in grado di comprendere il grande disegno mondiale dell’organizzazione e di lavorare utilmente alla sua realizzazione », e precisava che il vero obiettivo della Trilateral fosse quello «di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale».

Il canadese Gilbert Larochelle, professore di filosofia politica presso l’Università del Québec, nel suo interessante saggio L’imaginaire technocratique, pubblicato a Montréal nel 1990, ha definito, più semplicemente, la Trilateral come una privilegiata élite tecnocratica: «La cittadella trilaterale è un luogo protetto dove la téchne è legge e dove sentinelle, dalle torri di guardia, vegliano e sorvegliano. Ricorrere alla competenza non è affatto un lusso, ma offre la possibilità di mettere la società di fronte a se stessa. Il maggiore benessere deriva solo dai migliori che, nella loro ispirata superiorità, elaborano criteri per poi inviarli verso il basso».

GOLDMAN SACHSGOLDMAN SACHS

Il connotato resta sempre il medesimo: poca democrazia e poca trasparenza. Piccolo inciso legato all’attualità della cronaca politica: un altro italiano membro della Trilateral è l’onorevole Enrico Letta, al centro di una polemica per uno strano biglietto inviato al consociato professor Monti. La terza prova della visione mondialista di Mario Monti sta nel fatto di essere un uomo Goldman Sachs. Per comprendere la reale natura di tale istituzione non occorre addentrarsi nei siti complottisti.

È sufficiente leggere sul Monde del 16 novembre 2011 (giorno dell’investitura di Monti) l’articolo di Marc Roche, corrispondente da Londra, dal titolo sintomatico: «La “franc-maçonnerie” européenne de Goldman Sachs». Si tratta di una vera e propria requisitoria contro la potente banca d’affari. Per il Monde, Goldman Sachs funziona come la massoneria, in cui ex dirigenti, consiglieri ma anche trader della banca d’affari americana si ritrovano oggi al potere nei paesi europei chiave per la gestione della crisi finanziaria. In Europa, Goldman Sachs si è fatta fautrice di una forma di «capitalismo delle relazioni », e punta a piazzare i suoi uomini.

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Può sembrare esagerato il giudizio del Monde, ma forse non lo è se si pensa a un’altra singolare coincidenza. Si tratta del fatto che l’omologo greco di Mario Monti, il professor Lucas Papademos (anch’egli studi statunitensi), già vicepresidente della Bce (dal 2002 al 2010), e ora tecnocrate mandato a commissariare il governo ellenico, è un altro uomo Goldman Sachs. Oltre che – guarda caso – membro anche lui della Trilateral Commission. Il panorama si fa ancora più inquietante se si considera che l’uomo Goldman Sachs più potente in Europa è Mario Draghi.

Nonostante tutte queste sinistre coincidenze, faccio ancora fatica a cedere alle suggestioni complottiste. Confesso, però, che quando ho letto sul quotidiano economico Milano Finanza che è stata proprio Goldman Sachs a innescare l’ondata di vendite di Btp il 10 novembre scorso, un pensiero cattivo mi ha attraversato la mente. Sarà forse perché il giorno prima, il 9 novembre, Mario Monti è stato nominato senatore a vita dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Una settimana dopo sarebbe diventato premier sull’onda degli spread. Coincidenze, ne sono certo.

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Enrico Letta (Pd), un pizzino è per sempre

Enrico Letta è  un politico (si fa per dire) italiano. Dal 9 maggio 2008 al febbraio 2009 è stato “ministro ombra” al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del PD, nel “governo ombra” del professionista delle frattocchie Uòlter Veltroni. Poi il governo ombra divenne inciucio, l’abbraccio mortale che contribuì ad avviare la parabola discendente della fallimentare “macchina da guerra” del loft veltrusconiano. Alle elezioni primarie del 2009, Letta sostenne la mozione vincente dell’arrampicatore sociale Pier Luigi Bersani, e il 7 novembre viene eletto vicesegretario nazionale del Partito Democratico. Oggi in Aula il neo presidente del Consiglio Mario Monti ha letto un biglietto. Per pochi attimi lo scritto è rivolto verso le telecamere e le macchine fotografiche. C’è scritto: «Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!». La firma è “Enrico”. «Sì il biglietto è mio, ma non è auto candidatura, solo un’apertura al governo come indicato dal segretario Bersani» si è giustificato Letta, con un grande sorriso sul faccione da orco, rivendicando la paternità del messaggio firmato “Enrico” e mostrato inavvertitamente ai fotografi dal presidente del Consiglio Mario Monti che lo aveva ricevuto pochi istanti prima, durante il dibattito sulla fiducia. Era un discorso fortemente metaforico, «in privato diciamo le stesse cose che in pubblico: sostegno pieno, soddisfazione per il miracolo e suggerimenti per la composizione di una squadra di tecnici che funzioni bene con il Parlamento, visto che la convivenza durerà per un buon anno e mezzo», e che il novello sgherro miracolato della Commissione Trilaterale ha fatto recapitare all’emerito Mario Monti dell’Opera internazionale di beneficienza che è la Trilateral. La metafora però era assai assurda. Solo Monti l’ha capita…

In una nota dell’ex p2ista Silvio Berlusconi a Montecitorio: «La situazione dell’euro e del mercato è tale per cui siamo consapevolmente arrivati a questa situazione, che non rientra nei canoni della democrazia che prevede che i governi siano eletti dalla gente. E’ una invenzione italiana per dare una risposta ad una situazione difficile».

Qual è il loro programma politico? Liberismo e privatizzazioni. Un potere occulto, di chiara matrice affaristico-criminale, tessuto tra gli intrecci solidali fra politica e massoneria, istituzioni dello Stato ed apparati mafioso-criminali. Un mosaico ben articolato ed intrecciato a dovere a scapito della sovranità nazionale e della sovranità popolare. Centrodestra, centrosinistra, centro, dipietristi, sindacati di regime e contestatori fasulli fanno tutti parte dello stato borghese al servizio del nuovo ordine mondiale, al quale noi vogliamo che una volta per tutte sia data una spallata utile ad aprire la strada a un vero governo del popolo e delle forze autenticamente nazionalrivoluzionarie ed anticapitalistiche.

L’informazione embedded ha ora un nuovo padrone. Nella porcilaia delle strutture di controllo e di disinformazione di massa tutto va bene, di che ci preoccupiamo? Magari qualcuno anche ci crede. Poi prima di addormentarsi ricordano ai loro simili che buona parte di essi altro non fa che gli affari suoi parandosi il culo. Da domani la democrazia ci scoppierà sotto il culo.

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Bilderberg 2012, la global mafia che polverizza lo stato sociale

Si è conclusa l’annuale riunione dell’èlite plutocratica mondialista riunitasi in conclave dal 31 maggio al 3 giugno 2012, negli Stati Uniti del Nord, a Chantilly, in Virginia, nel lussuoso Hotel Westfields Marriott Washington Dulles. La novità della rituale conferenza del gruppo Bilderberg quest’anno è stata il cambio al vertice nella piramide oligarchica mondialista presieduta dal francese Henri de Castries, ad dell’AXA, la multinazionale nel campo delle assicurazioni. Il summit si è occupato principalmente di questioni politiche (elezioni Usa 2012), economiche e sociali, come l’evoluzione dello scenario politico in Europa (euro) e negli Stati Uniti (dollaro), l’austerity ma anche la cyber sicurezza, l’energia, il futuro della cosiddetta “democrazia”, della Russia, della Cina e del Medio Oriente (Siria e Iran) cui hanno presenziato risme di banchieri, politici, capi di stato, amministratori di multinazionali, direttori di grandi compagnie di trasporti e dell’energia, proprietari dei principali mezzi di comunicazione e giornalisti. Seguivano il direttore dell’Hotel con signora, un conte con contessa annessa e un cardinale senza signora. L’agenda Bilderberg è proseguita come previsto e come sempre sono stati banditi i mezzi di comunicazione per evitare la relativa copertura mediatica dell’evento e la conseguente diffusione di informazioni, immagini e video. L’incontro è stato riservato e le decisioni prese dall’élite sono le decisioni a cui noi tutti cittadini dovremo, semplicemente, conformarci. Quasi un’adunata di filantropi, insomma, in cui il pensiero dominante della cricca dei potenti non si deve disturbare. Il Capo del servizio d’ordine si aggirava a larghi passi, incazzato come una vespa, perchè non era stato usato abbastanza napalm verso la folla di cinquecento manifestanti che insidiavano civili e militari. Tra i 145 partecipanti del Bilderberg 2012 c’è anche qualche rappresentante per l’Italia, sempre pronti a contribuire allo sviluppo dell’umanità. Scorrendo la lista (guarda in basso), stilata in rigoroso ordine alfabetico, dalla parte orientata verso il culo del cavallo si scopre quindi che quest’anno i “rappresentanti italiani” più importanti al Bilderberg sono stati: Franco Bernabè, presidente e CEO di Telecom Italia; Fulvio Conti, ad e dg Enel; John Elkann, presidente Fiat. Ma non solo. A “sorpresa” appare poi il nome di Lilli Gruber, con abbondante décolleté ed esubero di collane, ex europarlamentare con la coalizione Uniti nell’Ulivo iscritta al gruppo del PSE nel 2004 candidatasi dopo aver denunciato la “carenza di libertà d’informazione in Italia”, e giornalista di La7 TV (di proprietà Telecom Italia). Qualcuno ricorderà certamente l’intervista (guarda il video) che la fatina inebetita fece all’ex international advisor di Goldman Sachs Mario Monti, quando in un trionfo di merda tiepida domandò al premier: «Ma lei è un massone?». Dopo una presenza fissa nel corso degli ultimi anni, il boiardo bocconiano non ha partecipato, dimessosi da Presidente europeo della Commissione Trilaterale pochi giorni prima dell’insediamento (eletto da nessuno) a Palazzo Chigi, e assente al meeting statunitense per ovvie ragioni di opportunità. E “miracolosamente” era presente anche Enrico Letta – nipote di Enrico (PdL) ex Goldman Sachs – deputato e vicesegretario nazionale del Partito democratico. Tutti avevano fame ma non si poteva dire. Finalmente sette camerieri in giacca bianca e grembiulino arrivarono con vassoi, e salmonarono e cavialarono i presenti. Al conte andò subito di traverso un crostino, e furono attimi di terrore. Il Capo del servizio d’ordine era già pronto a una tracheotomia mediante baionetta. Non ci furono altri disordini e si procedette continuando a mangiare e trincare.

Erano già le 08:00 e qualcuno cominciava già a fischiare. “Allora – gridò uno – cominciamo a mezzanotte?”. “Ci vuole il suo tempo” – disse la Gruber – giornalista promossa addetta alle luci. Il giardino dell’Hotel era pieno, banchieri sulle sedie, politici per terra e sui balconi e qualcuno anche rampicante sugli alberi.

Le luci erano puntate, sul palco allestito per l’occasione di questo memorabile 60° meeting mondialista di criminali che “illuminano” la grande ribalta politica usuraia internazionale mancava però l’ultranovantenne David Rockfeller (classe 1915), banchiere statunitense e massone dichiarato, sesto figlio di John Davison Rockefeller, l’unico ancora in vita e perciò patriarca della famiglia, tra i fondatori del Club Bilderberg.

Tra le sue memorie un’affermazione eloquente:

«Noi controlliamo le istituzioni politiche ed economiche americane. Alcuni credono che facciamo parte di una cabala segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia internazionalisti, e di cospirare con altri nel mondo per costruire una struttura politica ed economica integrate, un nuovo mondo, se volete. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole, e sono orgoglioso di esserlo».

Cosa avrà potuto trattenere il novantaseienne mega-bankster dal buttarsi nell’orgia del suo amatissimo denaro? Non era un bankster mondano e forse l’aveva fatto incazzare la scritta sull’invito “È gradito l’abito scuro”. Povero David, che periodaccio!

Qualche minuto dopo, però, volò una bottiglia di champagne sul palco, e tutti ricominciarono a rumoreggiare. Il maggiordomo battè dieci colpi di campanella e sull’undicesimo finalmente la festa iniziò. Quando finirono, non solo applaudirono Letta e la Gruber ma, dicono le cronache, applaudì tutto l’Hotel, compreso il Capo del servizio d’ordine che gridava “basta, contegno”, ma quelli non smettevano.

Il meeting fu adrenalina pura.

La mattina seguente il mondo si svegliò, Enrico Letta e Lilli Gruber tornati con il primo aereo si abbracciarono e si scambiarono gli indirizzi – “Ehi, disse Enrico, non rovinarmi la reputazione”; “E neanche a me” disse la fräulein bolzanina -, e tutto ci sembrò migliore: è la globalizzazione che impone la moderazione salariale, licenziare è bello perchè crea occupazione, abbiamo vissuto troppo a lungo e al di sopra dei nostri mezzi, il privato è più efficiente del pubblico, è colpa delle pensioni se in Europa c’è il debito sovrano o si è creata una voragine nel bilancio dello Stato. Il ricordo di quella bella festa di giugno aveva placato la rabbia dei Popoli.

Poi diedero la notizia del Papa a Milano.

E tornò a girare la giostra dell’inquietudine..

Lista dei Participanti:

Presidente: 

FRA Castries, Henri de Chairman and CEO, AXA Group
DEU Ackermann, Josef Chairman of the Management Board and the Group Executive Committee, Deutsche Bank AG
GBR Agius, Marcus Chairman, Barclays plc
USA Ajami, Fouad Senior Fellow, The Hoover Institution, Stanford University
USA Alexander, Keith B. Commander, US Cyber Command; Director, National Security Agency
INT Almunia, Joaquín Vice-President – Commissioner for Competition, European Commission
USA Altman, Roger C. Chairman, Evercore Partners
PRT Amado, Luís Chairman, Banco Internacional do Funchal (BANIF)
NOR Andresen, Johan H. Owner and CEO, FERD
FIN Apunen, Matti Director, Finnish Business and Policy Forum EVA
TUR Babacan, Ali Deputy Prime Minister for Economic and Financial Affairs
PRT Balsemão, Francisco Pinto President and CEO, Impresa; Former Prime Minister
FRA Baverez, Nicolas Partner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP
FRA Béchu, Christophe Senator, and Chairman, General Council of Maine-et-Loire
BEL Belgium, H.R.H. Prince Philippe of
TUR Berberoğlu, Enis Editor-in-Chief, Hürriyet Newspaper
ITA Bernabè, Franco Chairman and CEO, Telecom Italia
GBR Boles, Nick Member of Parliament
SWE Bonnier, Jonas President and CEO, Bonnier AB
NOR Brandtzæg, Svein Richard President and CEO, Norsk Hydro ASA
AUT Bronner, Oscar Publisher, Der Standard Medienwelt
SWE Carlsson, Gunilla Minister for International Development Cooperation
CAN Carney, Mark J. Governor, Bank of Canada
ESP Cebrián, Juan Luis CEO, PRISA; Chairman, El País
AUT Cernko, Willibald CEO, UniCredit Bank Austria AG
FRA Chalendar, Pierre André de Chairman and CEO, Saint-Gobain
DNK Christiansen, Jeppe CEO, Maj Invest
RUS Chubais, Anatoly B. CEO, OJSC RUSNANO
CAN Clark, W. Edmund Group President and CEO, TD Bank Group
GBR Clarke, Kenneth Member of Parliament, Lord Chancellor and Secretary of Justice
USA Collins, Timothy C. CEO and Senior Managing Director, Ripplewood Holdings, LLC
ITA Conti, Fulvio CEO and General Manager, Enel S.p.A.
USA Daniels, Jr., Mitchell E. Governor of Indiana
USA DeMuth, Christopher Distinguished Fellow, Hudson Institute
USA Donilon, Thomas E. National Security Advisor, The White House
GBR Dudley, Robert Group Chief Executive, BP plc
ITA Elkann, John Chairman, Fiat S.p.A.
DEU Enders, Thomas CEO, Airbus
USA Evans, J. Michael Vice Chairman, Global Head of Growth Markets, Goldman Sachs & Co.
AUT Faymann, Werner Federal Chancellor
DNK Federspiel, Ulrik Executive Vice President, Haldor Topsøe A/S
USA Ferguson, Niall Laurence A. Tisch Professor of History, Harvard University
GBR Flint, Douglas J. Group Chairman, HSBC Holdings plc
CHN Fu, Ying Vice Minister of Foreign Affairs
IRL Gallagher, Paul Former Attorney General; Senior Counsel
USA Gephardt, Richard A. President and CEO, Gephardt Group
GRC Giannitsis, Anastasios Former Minister of Interior; Professor of Development and International Economics, University of Athens
USA Goolsbee, Austan D. Professor of Economics, University of Chicago Booth School of Business
USA Graham, Donald E. Chairman and CEO, The Washington Post Company
ITA Gruber, Lilli Journalist – Anchorwoman, La 7 TV
INT Gucht, Karel de Commissioner for Trade, European Commission
NLD Halberstadt, Victor Professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings
USA Harris, Britt CIO, Teacher Retirement System of Texas
USA Hoffman, Reid Co-founder and Executive Chairman, LinkedIn
CHN Huang, Yiping Professor of Economics, China Center for Economic Research, Peking University
USA Huntsman, Jr., Jon M. Chairman, Huntsman Cancer Foundation
DEU Ischinger, Wolfgang Chairman, Munich Security Conference; Global Head Government Relations, Allianz SE
RUS Ivanov, Igor S. Associate member, Russian Academy of Science; President, Russian International Affairs Council
FRA Izraelewicz, Erik CEO, Le Monde
USA Jacobs, Kenneth M. Chairman and CEO, Lazard
USA Johnson, James A. Vice Chairman, Perseus, LLC
USA Jordan, Jr., Vernon E. Senior Managing Director, Lazard
USA Karp, Alexander CEO, Palantir Technologies
USA Karsner, Alexander Executive Chairman, Manifest Energy, Inc
FRA Karvar, Anousheh Inspector, Inter-ministerial Audit and Evaluation Office for Social, Health, Employment and Labor Policies
RUS Kasparov, Garry Chairman, United Civil Front (of Russia)
GBR Kerr, John Independent Member, House of Lords
USA Kerry, John Senator for Massachusetts
TUR Keyman, E. Fuat Director, Istanbul Policy Center and Professor of International Relations, Sabanci University
USA Kissinger, Henry A. Chairman, Kissinger Associates, Inc.
USA Kleinfeld, Klaus Chairman and CEO, Alcoa
TUR Koç, Mustafa Chairman, Koç Holding A.Ş.
DEU Koch, Roland CEO, Bilfinger Berger SE
INT Kodmani, Bassma Member of the Executive Bureau and Head of Foreign Affairs, Syrian National Council
USA Kravis, Henry R. Co-Chairman and Co-CEO, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
USA Kravis, Marie-Josée Senior Fellow, Hudson Institute
INT Kroes, Neelie Vice President, European Commission; Commissioner for Digital Agenda
USA Krupp, Fred President, Environmental Defense Fund
INT Lamy, Pascal Director-General, World Trade Organization
ITA Letta, Enrico Deputy Leader, Democratic Party (PD)
ISR Levite, Ariel E. Nonresident Senior Associate, Carnegie Endowment for International Peace
USA Li, Cheng Director of Research and Senior Fellow, John L. Thornton China Center, Brookings Institution
USA Lipsky, John Distinguished Visiting Scholar, Johns Hopkins University
USA Liveris, Andrew N. President, Chairman and CEO, The Dow Chemical Company
DEU Löscher, Peter President and CEO, Siemens AG
USA Lynn, William J. Chairman and CEO, DRS Technologies, Inc.
GBR Mandelson, Peter Member, House of Lords; Chairman, Global Counsel
USA Mathews, Jessica T. President, Carnegie Endowment for International Peace
DEN Mchangama, Jacob Director of Legal Affairs, Center for Political Studies (CEPOS)
CAN McKenna, Frank Deputy Chair, TD Bank Group
USA Mehlman, Kenneth B. Partner, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
GBR Micklethwait, John Editor-in-Chief, The Economist
FRA Montbrial, Thierry de President, French Institute for International Relations
PRT Moreira da Silva, Jorge First Vice-President, Partido Social Democrata (PSD)
USA Mundie, Craig J. Chief Research and Strategy Officer, Microsoft Corporation
DEU Nass, Matthias Chief International Correspondent, Die Zeit
NLD Netherlands, H.M. the Queen of the
ESP Nin Génova, Juan María Deputy Chairman and CEO, Caixabank
IRL Noonan, Michael Minister for Finance
USA Noonan, Peggy Author, Columnist, The Wall Street Journal
FIN Ollila, Jorma Chairman, Royal Dutch Shell, plc
USA Orszag, Peter R. Vice Chairman, Citigroup
GRC Papalexopoulos, Dimitri Managing Director, Titan Cement Co.
NLD Pechtold, Alexander Parliamentary Leader, Democrats ’66 (D66)
USA Perle, Richard N. Resident Fellow, American Enterprise Institute
NLD Polman, Paul CEO, Unilever PLC
CAN Prichard, J. Robert S. Chair, Torys LLP
ISR Rabinovich, Itamar Global Distinguished Professor, New York University
GBR Rachman, Gideon Chief Foreign Affairs Commentator, The Financial Times
USA Rattner, Steven Chairman, Willett Advisors LLC
CAN Redford, Alison M. Premier of Alberta
CAN Reisman, Heather M. CEO, Indigo Books & Music Inc.
DEU Reitzle, Wolfgang CEO & President, Linde AG
USA Rogoff, Kenneth S. Professor of Economics, Harvard University
USA Rose, Charlie Executive Editor and Anchor, Charlie Rose
USA Ross, Dennis B. Counselor, Washington Institute for Near East Policy
POL Rostowski, Jacek Minister of Finance
USA Rubin, Robert E. Co-Chair, Council on Foreign Relations; Former Secretary of the Treasury
NLD Rutte, Mark Prime Minister
ESP Sáenz de Santamaría Antón, Soraya Vice President and Minister for the Presidency
NLD Scheffer, Paul Professor of European Studies, Tilburg University
USA Schmidt, Eric E. Executive Chairman, Google Inc.
AUT Scholten, Rudolf Member of the Board of Executive Directors, Oesterreichische Kontrollbank AG
FRA Senard, Jean-Dominique CEO, Michelin Group
USA Shambaugh, David Director, China Policy Program, George Washington University
INT Sheeran, Josette Vice Chairman, World Economic Forum
FIN Siilasmaa, Risto Chairman of the Board of Directors, Nokia Corporation
USA Speyer, Jerry I. Chairman and Co-CEO, Tishman Speyer
CHE Supino, Pietro Chairman and Publisher, Tamedia AG
IRL Sutherland, Peter D. Chairman, Goldman Sachs International
USA Thiel, Peter A. President, Clarium Capital / Thiel Capital
TUR Timuray, Serpil CEO, Vodafone Turkey
DEU Trittin, Jürgen Parliamentary Leader, Alliance 90/The Greens
GRC Tsoukalis, Loukas President, Hellenic Foundation for European and Foreign Policy
FIN Urpilainen, Jutta Minister of Finance
CHE Vasella, Daniel L. Chairman, Novartis AG
INT Vimont, Pierre Executive Secretary General, European External Action Service
GBR Voser, Peter CEO, Royal Dutch Shell plc
SWE Wallenberg, Jacob Chairman, Investor AB
USA Warsh, Kevin Distinguished Visiting Fellow, The Hoover Institution, Stanford University
GBR Wolf, Martin H. Chief Economics Commentator, The Financial Times
USA Wolfensohn, James D. Chairman and CEO, Wolfensohn and Company
CAN Wright, Nigel S. Chief of Staff, Office of the Prime Minister
USA Yergin, Daniel Chairman, IHS Cambridge Energy Research Associates
INT Zoellick, Robert B. President, The World Bank Group
Relatori:
GBR Bredow, Vendeline von Business Correspondent, The Economist
GBR Wooldridge, Adrian D. Foreign Correspondent, The Economist

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27 Novembre 2011

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Capita di subire il fascino delle teorie del complotto. In fondo, danno l’indubbio vantaggio di offrire spiegazioni razionali e complete del caos planetario. L’idea che esista un disegno intelligente, seppur malefico, dietro ai rivolgimenti della storia, è molto rassicurante. Tutto si spiega, il capro espiatorio è in bella vista, la semplificazione è servita. Ecco perché il complottismo ha già un bel passato alle sue spalle, oltre che una buona dose di responsabilità per qualche tragedia del secolo scorso.

L’esordio della letteratura complottista è infatti il classico “I protocolli dei Savi di Sion”, documento palesemente falso prodotto dai servizi segreti zaristi, che pretendeva di svelare i sordidi piani di conquista del mondo da parte degli ebrei. Altro testo fondamentale per la destra complottista  è “La guerra occulta” di Emmanuel Malynski, uscito nella metà degli anni ’30. Pressappoco vi si raccontava la stessa storia dei Protocolli, anche se con maggiore talento romanzesco: era in corso un gigantesco complotto ebraico e massonico con lo scopo di distruggere la civiltà cristiana e tradizionale per mezzo delle rivoluzioni liberali e nazionaliste dell’800, quella italiana compresa, e poi del bolscevismo mondiale. Il barone Julius Evola curò e diffuse il volumetto in Italia, e ancora nel secondo dopoguerra ne consigliava la lettura a Pino Rauti e agli altri suoi giovani allievi di Ordine Nuovo.

La Pax americana istaurata dopo il 1945 aveva dato nuovo alimento agli affezionati della teoria del complotto: bastava tirare in ballo la Cia dietro tutte le vicende meno chiare. Dopo il crollo del Muro di Berlino il genere sembrava destinato a diventare di nicchia, ma l’11 settembre 2001 ha ridato fiato. In tanti si sono improvvisati esperti di pilotaggio aereo o di demolizione di edifici per dimostrare che gli Usa hanno inscenato tutto per rinforzare il dominio sull’intero globo (a partire dai quattro sassi dell’Afghanistan che li circondano da anni).

Presso il grande pubblico italico, la teoria del complotto non aveva mai conosciuto un seguito di massa (non è che Evola avesse proprio tanti estimatori…) ma da quando Mario Monti è stato nominato Presidente del Consiglio, tutti ci sentiamo un po’ complottisti. L’ultima incarnazione del complotto plutomassonico, che oggi si chiama “mondialismo” è la famigerata Commisione Trilaterale, il think tank che vede Monti occupare un posto di non poco rilievo.

La Trilaterale venne fondata nel 1973 per iniziativa del banchiere e finanziere David Rockefeller, ultimo rampollo della famiglia più plutocrate d’America, Henry Kissinger (non solo Segretario di Stato degli Usa negli anni di Nixon e Ford ma, ricordiamolo, ebreo tedesco fuggito alle persecuzioni naziste) e Zbigniew Brzezinski, il polacco americanizzato che ebbe la non troppo lungimirante idea (vedendola con gli occhi del 2001) di finanziare e sostenere i mujaheddin afgani contro l’Urss. Insomma, tre nomi che sono una garanzia di scelleratezza, a sentire i loro nemici.

Scopo della Commissione era, ed è tutt’ora, quello di promuovere la cooperazione fra Europa, Giappone e America. Più di duecento uomini d’affari, politici ed intellettuali, nipponici e del vecchio e nuovo continente, si incontrano periodicamente a New York per elaborare strategie di azione comune. Per conquistare il mondo, ci sussurra all’orecchio il complottista; come minimo per impedire che lo conquisti qualcun altro, rispondiamo noi.

Scherzi a parte, veniamo ai fatti di casa nostra. Che Monti sia chairman dell’Europa in Trilaterale pare indizio poco trascurabile del fatto che il nostro nuovo governo sia stato caldamente suggerito dalle élite mondialiste. Stesso sospetto sarebbe sorto se altri noti membri italiani delle Trilaterale (John Elkann, Pier Francesco Guarguaglini di Finmeccanica, Marco Tronchetti Provera, Enrico Letta) fossero finiti a Palazzo Chigi. A proposito di Letta: la scorsa settimana uno zoom fotografico ha decifrato un bigliettino nella mano di Monti, firmato proprio Enrico. Esordiva così: “Mario, quando vuoi dimmi forme e modi in cui posso esserti utile.

Ora, se veramente la Trilaterale avesse ordito da tempo un cambio di governo e un insediamento di Monti, forse Letta non avrebbe avuto bisogno di scrivere un biglietto come si fa alle scuole medie. Avrebbero potuto benissimo parlarne a quatt’occhi sotto lo sguardo benevolo del plutocrate Rockefeller. “Per ora mi sembra tutto un miracolo”, continuava il vicepresidente del Pd. E ci pare ovvio che se la detronizzazione di Berlusconi fosse stata decisa a tavolino in quel di New York, uno di loro non avrebbe certo parlato di miracolo.

Dunque, la Trilaterale non c’entra nulla con i recenti fatti italiani (ed europei)? Non metteremmo la mano sul fuoco; Kissinger, Monti e Tronchetti Provera non sono per forza dei potentissimi burattinai mondialisti, ma in momento di crisi globale come quello che stiamo vivendo non sono certo impreparati. La realtà è troppo complessa, dicevamo, per poterla spiegare con le teorie del complotto, gli attori in scena sono molti, con interessi non sempre convergenti. Però, se anche nella menzogna c’è sempre un poco di verità, non ci stupiremmo di trovarla anche nelle fantasie complottiste.

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Il gioco delle parti per costringere il Paese ed il PD ad accettare qualunque cosa venga chiesto dai Padroni

Letta: “Governo di Servizio per il Paese”. Alfano: “Basta che non sia un governicchio”

I 100 giorni

24 Aprile 2013

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Enrico Letta, 46 anni, vicesegretario del Pd, allievo di Andreatta e presidente della Fondazione Ariel, membro dell’Aspen insieme a Giuliano Amato, nipote del braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta, ha ricevuto (“con riserva”) l’incarico per la formazione del governo di larghe intese dalle mani del Presidente Giorgio Napolitano.

“Ho ricevuto l’incarico che ho accettato con riserva secondo consuetidine. La mia sorpresa è pari al profondo senso di responsabilità che questo incarico mi fa sentire sulle spalle, siamo in una situazione fragile, indedita, determinata dal voto”.

“La situazione politica attuale non puo perdurare, ecco perche ho accettato questa responsabilità, che sento più forte della mia capacita di reggerlo. Il paese ha bisogno di risposte, sia quella parte che soffre, che non ha lavoro, per le imprese che chiudono, il senso della poverta che crece, i giovani che vanno via. Il mio primo impegno è di dare una risposta a questa emergenza enorme e insopportabile”.

“Il secondo tema sarà quello di dare una politica nuovamente credibile al Paese. O si ritrova tutti insieme la credibilita oppure non avremo strumenti per risolvere i problemi. Metterò grande determinazione per far sì che da questa vicenda possa uscire una politica italiana diversa, grazie a una profonda riforma costituzionale che riduca il numero dei parlamentari, riformi il sistema bicamerale e la legge elettorale, ridia la governabilita”.

“Mi appello alla responsabilità delle forze politiche, tutte, le riforme costituzionali dovremo farle insieme. Tutto questo si potrà fare se ci sarà un impegno dell’Italia affinché cambi la barra della Unione Europea sulle politiche di austerità, che non sono piu sufficienti. Servono risposte immediate, domani farò le consultazioni e nel più breve tempo possibile tornerò dal Presidente a scogliere definitivamente la riserva”. “Profonda gratitutidine al Presidente napolitano”. tentativo complesso, difficile.

Per Letta sarà “un governo di servizio per il paese” e “non dovrà nascere a tutti i costi”. Napolitano esprime soddisfazione: “Sola prospettiva possibile, larga convergenza tra le forze politiche che possono assicurare al governo la piena maggioranza nelle Camere”. Cita Ariel e ricorda Beniamino Adreatta. Sottolinea la familiarità di Letta con “importanti fori internazionali”.

Era già arrivato in mattinata il “warning” di Alfano e del Pdl, “no al governicchio”, no a un “caso Marini 2”. Per il Pdl va bene seguire la strada dei saggi, ma via l’IMU dalla prima casa e no all’aumento dell’IVA. Insomma, il Pd adesso ha la responsabilità della formazione e della tenuta del nuovo governo ma ricordiamo i distinguo e le critiche neppure troppo velate di Rosy Bindi. Da parte piddina c’è diffidenza verso la lista dei ministri, che, soprattutto in dicasteri chiave come welfare ed economia, i Democrats pongono veti sui nomi del Popolo delle Libertà.

Sui ministri Napolitano dovrà quindi mediare nella trattativa spendendo ancora una volta tutta la sua forza di persuasione. Il presidente punta al giuramento del governo domani, il giorno del 25 aprile. Avremo un premier giovane, almeno rispetto agli standar italiani, e che ha scelto di andare al Quirinale con la macchina di famiglia, per dare un primo segnale al Paese.

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Letta premier: se non son Bilderberg non li vogliono. E la Lega?

Segnalazione di http://www.nocensura.com

Il comunicato dell’On. Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord: 

“Napolitano non si smentisce, dopo il capo europeo della Trilateral Monti, ci ha scodellato per la carica di Presidente del Consiglio un altro assiduo frequentatore del Club Bilderberg e della Trilateral Commission. Il nostro Paese è quindi destinato a continuare a subire i diktat dell’alta finanza mondiale e dei poteri occulti. Fino a quando? ” …

Parte del commento favorevole a Letta di Flavio Tosi, Segretario della Liga Veneta-Lega Nord e sindaco di Verona:

“Enrico Letta rappresenta una figura giovane, di cambiamento rispetto al passato”. (…)

Le persone comuni si chiedono quale sia il pensiero vero della Lega Nord. E allora va a leggere i commenti dei leader padani e si accorge che la linea è quella di Tosi…

CHI è ENRICO LETTA? Leggi l’articolo, con numerosi approfondimenti,

domenica 21 aprile 2013

APPROFONDIMENTI su ENRICO LETTA

“Enrico letta, uomo di Bilderberg, Trilaterale, Aspen Institute. Insieme a Monti”
http://www.nocensura.com/2012/12/enrico-letta-uomo-di-bilderberg.html

“I POTERI FORTI E IL PARTITO DEMOCRATICO”
http://www.nocensura.com/2013/01/i-poteri-forti-e-il-partito-democratico.html

“Enrico Letta e la sua amata “agenda Monti”: ecco i suoi obiettivi dichiarati”
http://www.nocensura.com/2012/12/enrico-letta-e-la-sua-amata-agenda.html

“Ecco l’elenco dei partecipanti al Bilderberg 2012. C’è anche Gianni Letta”

http://www.nocensura.com/2012/06/ecco-lelenco-dei-partecipanti-al.html

“Conoscete Aspen Institute Italia?” (Enrico Letta è il vice presidente… ha la stessa carica nel PD)
http://www.nocensura.com/2012/03/conoscete-laspen-institute-italia.html

ALTRI APPROFONDIMENTI ESTERNI:
 
“Enrico e Gianni Letta una famiglia al governo”
http://www.lastampa.it/2011/11/11/italia/politica/enrico-e-gianni-lettauna-famiglia-al-governo-z1ApCxxDODEpwr96wdCezO/pagina.html

“Travaglio mette all’angolo Gianni Letta (braccio destro di Berlusconi) davanti al nipote Enrico Letta del PD.”


“MPS ANTONVENETA: IL CONSULENTE ERA GIANNI LETTA”

http://crisis.blogosfere.it/2013/01/mps-antonveneta-il-consulente-goldman-sachs-era-letta-gianni.html

Un Letta per ogni stagione.

Prima Gianni, poi figli e nipoti, ora Maria Teresa numero due di Croce Rossa Italiana…
http://ilcentro.gelocal.it/regione/2013/02/02/news/un-letta-per-ogni-stagione-1.6463343

“Chi è Gianni Letta?”
Recensione della “biografia non autorizzata”
http://www.ilrecensore.com/wp2/2010/02/chi-e-gianni-letta/

Articolo de “Il Giornale” che lo definisce ‘Enfant Prodige”… lo criticano un po’, ma lo rispettano, visti i rapporti di B. con lo zio, però illustra molte vicende interessanti…

http://www.ilgiornale.it/news/interni/letta-jr-lex-enfant-prodige-che-si-smarrito-strada-832438.html

LE SCHEDE DI WIKIPEDIA:

http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Letta
http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Letta

Staff nocensura.com

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Zio Letta


“Un errore se non proprio una gaffe del Belfast Telegraph: il giornale dell’Irlanda del Nord nel suo speciale dedicato al G8 ‘sbaglia’ foto e al posto di quella del premier italiano Enrico Letta mette quella dello ‘zio’ Gianni.

E inciampa anche sulla biografia, dandogli qualche anno di piu’: 56, otto in piu’, si legge nel boxino dedicato alle biografie dei leader.”

fonte: notizie.it.msn.com

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domenica 28 aprile 2013
Enrico Letta, membro di spicco di tutti i più potenti “gruppi di potere”, dal Gruppo Bilderberg alla Commissione Trilaterale passando per l’Aspen Institute, del quale è stato vice-presidente: stessa carica che ricopre nel PD.

Enrico Letta ha scritto un libro che si intitola “Morire per Maastricht” ed è uno dei più fermi sostenitori di Mario Monti (con il quale ha in comune l’appartenenza ai gruppi sopracitati) e della sua “agenda”…

Secondo Letta gli “Stati Uniti d’Europa” sono “l’unica soluzione per uscire dalla crisi”; è quello che vogliono/vorranno farci credere, in modo da trasferire ancora più poteri all’Europa e andare verso la nazione unitaria (unioni che stanno portando avanti in tutto il globo, a livello continentale: una tappa fondamentale verso il “governo unico mondiale”…)

Hanno creato a tavolino la crisi (è fin troppo evidente, almeno per chi si informa e non prende per buone le bugie dei politici, che da oltre 10 anni, mentre la situazione precipitava, hanno continuato a dire di “intravedere luce alla fine del tunnel” e di essere “vicini alla fine della crisi”…) per poi proporci la “soluzione”: la cosiddetta “integrazione europea”… e che la crisi fosse “necessaria” per questo scopo, lo ha ammesso candidamente anche l’amico preferito di Enrico: Mario Monti (guarda il video)

Avete mai sentito parlare di “Problema, reazione, soluzione” ? Creare un problema e fornire la “soluzione” – quella che fa loro comodo – è un caposaldo delle strategie di controllo e manipolazione della massa..

CHI è ENRICO LETTA ED A QUALI POTERI RISPONDE: APPROFONDIMENTI

MARIO MONTI: “LA CRISI è NECESSARIA PER L’INTEGRAZIONE EUROPEA

Staff nocensura.com

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