New York Times: Aaron Alexis era mentalmente controllato

Posted By On 07 ott 2013

alexis

Rapporto del New York Times – FBI riferisce che lo sparatore della Navy Yard ha detto che sono stati attacchi elettronici al cervello a spingerlo alla violenza.

Incredibile! FBI & Main Steam media hanno pubblicato rapporti che l’uomo armato delle rivendicazioni Massacre Navy Yard era sotto controllo mentale da parte della pubblica amministrazione.

Pubblicato: 25 settembre 2013

WASHINGTON – L’uomo che ha ucciso 12 persone al Washington Navy Yard dieci giorni fa, ha lasciato dietro di sé documenti elettronici che dicono che il governo aveva attaccato il suo cervello per gli ultimi tre mesi con onde elettromagnetiche create dalla Marina, di una “frequenza estremamente bassa”, e che era questo il motivo per cui aveva bisogno di scatenarsi, hanno detto Mercoledì alti funzionari delle forze dell’ordine .

I documenti forniscono la spiegazione più dettagliata ad oggi per quello che gli investigatori ritengono abbia motivato la furia di Aaron Alexis, un 34enne appaltatore militare ed ex riservista della Marina di Fort Worth che è stato ucciso in una sparatoria con la polizia presso l’Arsenale.
“Un attacco a frequenza ultra bassa è quello di cui sono stato oggetto negli ultimi tre mesi,” ha scritto Alexis in un documento trovato dagli investigatori, riferisce in una conferenza stampa Mercoledì Valerie Parlave, il vicedirettore responsabile del settore ufficio di Washington del FBI.
“E per essere onesti, questo è ciò che mi ha spinto a questo”, ha scritto il signor Alexis.
Alexis ha anche detto “che era pronto a morire in attacco e che avrebbe accettato la morte come inevitabile conseguenza delle sue azioni”, ha detto la signora Parlave. Non è chiaro se egli ha inviato i documenti a qualcuno.
Il datore di lavoro di Alexis, una società di servizi informatici, chiamati gli esperti, gli ha parlato il 13 settembre, tre giorni prima della sparatoria, di una “questione prestazioni di routine,” ha detto la signora Parlave.
Ma i funzionari di polizia hanno detto di non credere che la discussione sia stata un fattore motivante per la sparatoria.
I funzionari hanno anche detto che non hanno trovato alcuna prova che Alexis abbia mirato ai collaboratori e che le gli spari sembravano essere casuali.
Alexis ha avuto una storia di esplosioni di rabbia negli ultimi dieci anni, ed è stato arrestato tre volte in tre stati, anche se non è mai stato condannato in nessuno di questi episodi. Poco dopo la conferenza stampa del FBI, Hewlett-Packard Company, il contractor principale dei servizi informatici presso il cantiere della marina, ha annunciato di aver terminato il suo rapporto con Gli Esperti. Il signor Alexis ha lavorato presso numerose installazioni militari per Gli Esperti nel corso dell’anno passato, ma aveva iniziato a lavorare presso l’arsenale appena una settimana prima della sparatoria.
Hewlett-Packard “ha perso ogni fiducia nella capacità da parte della compagnia The Experts di far fronte ai propri obblighi contrattuali e di servire come un subappaltatore HP”, ha detto il direttore di Hewlett-Packard di lavoro contingente globale, Henry Dreschler, in una lettera all’amministratore delegato di The Experts, Thomas E. Hoshko.
Un portavoce della Hewlett-Packard, Michael Thacker, ha rifiutato di commentare la lettera. Ma in una e-mail, ha detto, “Sulla base di ciò che ora sappiamo di ‘condotta, compresa la sua incapacità di rispondere in modo appropriato a Aaron Alexis’ Gli esperti problemi di salute mentale e di alcuni incidenti recentemente riportato dalla stampa, HP ha terminato il suo rapporto con The Experts. “
Un mese prima della sparatoria, Alexis aveva detto alla polizia di Newport che egli aveva sentito voci inviate da una “dispositivo a microonde.” Logs dall’hotel presso cui Alexis alloggiava mostrano che i funzionari di The Experts erano a conoscenza della sua condizione “instabile” e lo avevano condotto a casa. Ma non è chiaro ciò che la società ha fatto per risolvere i suoi problemi in seguito.
The Experts ha detto in una dichiarazione che il gestore del sito Hewlett-Packard a Rhode Island aveva “tenuto sotto stretto controllo” Alexis, “anche durante gli eventi”.
L’azienda ha detto che era “delusa dalla decisione di HP”, perché “non aveva una comprensione della salute mentale di Alexis maggiore di HP.”
La Marina ha usato le onde elettromagnetiche a bassa frequenza, o ELF, per le comunicazioni sottomarine. Ma alcuni teorici della cospirazione dicono che il governo ha come arma le frequenze per monitorare e manipolare ignari cittadini, la signora Parlave detto. Le frasi “la mia arma elf”, “fine al tormento”, “non quello che dicono ya” e “meglio in questo modo” sono state incise a lato del fucile che Alexis ha usato per uccidere molte delle vittime, ha detto.
Le autorità hanno rilasciato Mercoledì anche i video di sorveglianza che mostrano Alexis arrivare da solo in auto nel garage dell’installazione della Marina, assemblare il suo fucile e camminare per un corridoio, scivolando dentro e fuori delle porte, prima di aprire il fuoco.
Il video, che sembra essere modificato per escludere le immagini della sparatoria, non lo mostra nella zona atrio che si affaccia la caffetteria dove diverse persone sono state uccise mentre facevano colazione.
I documenti resi pubblici dal governo dettagliano mandati di ricerca ottenuti nell’ambito delle indagini. In uno zaino ritrovato nel cortile della marina, Alexis conservava un flash drive, un hard disk esterno e diversi compact disc. Al suo albergo le autorità hanno trovato un computer portatile nella sua camera.
Al Pentagono Mercoledì, Ashton B. Carter, il vicesegretario alla difesa ha detto ai giornalisti che l’esercito aveva iniziato tre revisioni delle sue procedure di sicurezza in risposta alla sparatoria. Le revisioni dovranno esaminare i potenziali difetti della sicurezza di base, indagini di sfondo e altre aree che potrebbero aver permesso che la sparatoria all’arsenale si sia verificata. Ad Alexis è stato concesso un nulla osta di sicurezza di medio livello nel 2007, mentre era un riservista che gli ha permesso di ottenere una carta speciale dandogli accesso a basi militari per The Experts.
“La linea di fondo è che abbiamo bisogno di sapere in che modo un dipendente è stato in grado di portare un arma e munizioni su un impianto del Dipartimento della Difesa e come segnali di avvertimento sono stato smarriti, ignorati o non affrontati in modo tempestivo”, ha detto Carter.
Emmarie Huetteman contribuito segnalazione da Washington, e Serge F. Kovaleski da New York.
Una versione di questo articolo appare in stampa il 26 settembre 2013, a pagina A 17 di New York edizione con il titolo: Gunman Detto Attacchi cervello elettronico lo ha spinto a violenza, FBI dice.

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Grande Risveglio o Campi di Concentramento?

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lunedì 22 aprile 2013

Mentre al mondo intero è stato chiesto di “dare la caccia e segnalare la presenza dei due sospettati ovunque si trovassero”, l’FBI sapeva benissimo chi fossero e dove abitassero, da almeno 5 anni. Lo ha rivelato la madre, che vive nella repubblica russa del Dagestan, in questa intervista telefonica alla BBC (Qui l’intervista completa).

Ci sono diversi modi per coltivare un patsy e poi manovrarlo fino a fargli compiere le azioni che servono a te, e che a lui finiranno per costare la vita (oppure l’ergastolo) . Il patsy infatti è il classico capro espiatorio al quale verrà data la colpa per un crimine che non avrà commesso, in modo da coprire e proteggere i veri responsabili di quel crimine.

Il più famoso patsy della storia è senza dubbio Lee Harvey Oswald. Agente CIA sotto copertura, venne coinvolto nell’omicidio Kennedy con una falsa motivazione, in modo che venisse a trovarsi nel Book Depository di Dealey Plaza il mattino del 22 novembre 1963. Quando poi andò all’appuntamento previsto, un’ora dopo, in un cinema vicino a casa sua, …

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FONTE

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giovedì 2 maggio 2013
Mentre al mondo intero è stato chiesto di “dare la caccia e segnalare la presenza dei due sospettati ovunque si trovassero”, l’FBI sapeva benissimo chi fossero e dove abitassero, da almeno 5 anni. Lo ha rivelato la madre, che vive nella repubblica russa del Dagestan, in questa intervista telefonica alla BBC (Qui l’intervista completa):

Massimo Mazzucco – luogocomune.net

Ci sono diversi modi per coltivare un patsy e poi manovrarlo fino a fargli compiere le azioni che servono a te, e che a lui finiranno per costare la vita (oppure l’ergastolo). Il patsy infatti è il classico capro espiatorio al quale verrà data la colpa per un crimine che non avrà commesso, in modo da coprire e proteggere i veri responsabili di quel crimine.

Il più famoso patsy della storia è senza dubbio Lee Harvey Oswald. Agente CIA sotto copertura, venne coinvolto nell’omicidio Kennedy con una falsa motivazione, in modo che venisse a trovarsi nel Book Depository di Dealey Plaza il mattino del 22 novembre 1963. Quando poi andò all’appuntamento previsto, un’ora dopo, in un cinema vicino a casa sua, scoprì che era proprio lui il ricercato per l’omicidio Kennedy. Oswald non fece mai in tempo a raccontare la sua versione dei fatti, perchè 48 ore dopo fu messo a tacere per sempre da Jack Ruby. Nel frattempo però era riuscito a pronunciare la frase che avrebbe reso famoso il termine da lui usato: “I didn’t kill anyone, I’m just a patsy”. Non ho ucciso nessuno, sono soltanto un capro espiatorio.

La tradizione del patsy è continuata, nel corso degli anni, passando dai Timothy McVeigh agli Zacharias Massaoui, dai ragazzi pakistani di Londra al Ramzi Yousef della bomba del ’93 al World Trade Center. In tutti i casi è risultato a posteriori un collegamento decisamente ambiguo con l’FBI (o con altre agenzie simili), che naturalmente gli investigatori non hanno mai ritenuto necessario esplorare fino in fondo.

Oggi è toccato a due ragazzi di origine cecena, Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev, da tempo “osservati speciali” dell’FBI.

In un’altra intervista, la madre ha anche raccontato che Tamerlan l’aveva chiamata, il mattino prima di venire ucciso, dicendole: “L’FBI mi ha cercato al telefono. Mi hanno detto che sono sospettato per gli attentati di Boston, e mi hanno chiesto di presentarmi da loro. Gli ho risposto che se vogliono parlarmi sanno benissimo dove trovarmi.”

Ma invece di andare semplicemente a trovarlo – cosa che non avrebbero potuto fare, senza rivelare la loro trama – hanno dovuto coinvolgerlo in qualche modo nella sparatoria che è costata la vita al poliziotto del MIT. Solo così hanno potuto “imbattersi” ufficialmente nei due ragazzi, dando inizio all’ultimo atto della messinscena.

Pensate che coincidenza: anche Oswald è stato “trovato” casualmente mentre la polizia di Dallas cercava l’assassino del poliziotto Tippitt, che era stato ucciso nelle vicinanze del cinema, un’ora dopo la morte di Kennedy.

I paralleli con i “casi storici”dei patsy sono talmente tanti che torneremo sull’argomento con un articolo apposito. Nello stesso articolo analizzeremo anche a fondo i fatti di Boston, ed in particolar modo la “procedura” mediatica con la quale è stato sufficiente mandare in onda la fotografia di un paio di ragazzi con zainetto e cappellino per trasformarli automaticamente negli attentatori sanguinari, senza che nessun giornalista si sia posto nemmeno la più semplice delle domande: ma le provi quali sarebbero?

Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4231

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…e nel frattempo in Italia rieleggono Napolitano, il garante. L’avviso per una nuova stagione delle stragi? “Uomo avvisato mezzo salvato?”

Dopo ore di caccia all’uomo, anche Dzhokhar Tsarnaev è stato preso dalla polizia. Scene di giubilo nelle strade della città. Obama: “Si chiude un capitolo, ma rimangono tante domande senza risposta”

12:27 – Dzhokhar Tsarnaev, il secondo attentatore di Boston in fuga dopo una sparatoria al Mit, è stato arrestato. Ferito gravemente, si è arreso e, insanguinato e ammanettato, è stato portato fuori dall’edificio nel quale aveva trovato riparo e trasferito in ospedale. “Il terrore è finito”, ha annunciato il Dipartimento di polizia, e a Watertown si sono registrate scene di giubilo “come fosse Carnevale”, ha detto un commentatore tv.

Boston, preso l'attentatore Video"Nessun legame con Al Qaeda"Il 19enne fuggitivo, che assieme al fratello 26enne Tamerlan, ucciso ieri dalla polizia in uno scontro a fuoco, è sospettato di essere l’autore dell’attentato alla maratona di Boston, come ultimo nascondiglio aveva scelto un’imbarcazione sistemata nel retro di una abitazione di Watertown. A dare l’allarme sarebbe stato proprio il proprietario della casa, uscito a fumarsi una sigaretta in giardino. Insospettito dalle tracce di sangue viste in terra, ha preso una scala e ha controllato l’interno del motoscafo. Si sarebbe a quel punto accorto della presenza di un corpo insanguinato, dando subito l’allarme.

La polizia, ricorrendo a un elicottero dotato di un rilevatore di calore, ha avuto la conferma della presenza di un uomo dentro la barca. Una volta che gli agenti hanno circondato l’area si sono poi uditi diversi spari. Fonti investigative raccontano come siano stati utilizzati lacrimogeni e bombe accecanti per disorientare il ragazzo e impedirgli di reagire, magari utilizzando esplosivi.

Alla fine è entrato in azione un negoziatore per convincere il giovane ad arrendersi. Sono stati minuti interminabili. Un poliziotto è stato udito urlare: “Sappiamo che sei lì. Vieni fuori con le mani in alto!”. Alla fine, un improvviso applauso udito anche dai milioni di americani incollati alla tv, ha annunciato l’epilogo della vicenda. “Lo abbiamo preso”, ha urlato un agente. “Il terrore è finito”, ha postato su Twitter il Dipartimento della Polizia di Boston. E’ cominciata la festa, e la gente che si è riversata in strada festeggiando come successe dopo l’annuncio dell’uccisione di Osama Bin Laden.

Dzhokhar Tsarnaev è stato portato via ammanettato e insanguinato: le prime mostrano come abbia ricevuto i primi soccorsi sul posto. Immediatamente portato con un’ambulanza in ospedale, è stato sottoposto alle cure dei medici: le sue condizioni sarebbero critiche.

“Come due fratelli che sono cresciuti qui possono essersi rivoltati contro il nostro Paese?”, si è chiesto il presidente, Barack Obama, parlando in diretta tv agli americani. “Si chiude un capitolo – ha sottolineato – ma mancano ancora tante risposte”.

La madre: “Sono stati incastrati” – La madre dei due terroristi coinvolti negli attentati di Boston, Zubeidat Tsarnaeva, si rifiuta di credere alla responsabilità dei suoi figli: “Sono stati incastrati. E’ impossibile che abbiano fatto quelle cose – ha detto infatti la donna -. Mio figlio più piccolo vive in America da quando ha otto anni, il più grande è stato ben educato. A casa nostra nessuno ha mai parlato di terrorismo”.

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Le Forze speciali dietro le bombe di Boston

chriskyle

aprile 18, 2013 4 com5uhkqumenti

Aangirfan, 18 aprile 2013

4chan ThinkTank – Imgur.
Yqq0ZDMQuesti due uomini, visti al traguardo della maratona di Boston poco prima delle esplosioni, indossano stivali militari per il deserto (foto in alto).
Uno indossa un berretto con un logo utilizzato dalle forze speciali degli Stati Uniti o da ex membri delle forze speciali (foto in basso).
È questo il bombarolo?

kylecapIl berretto è della “Craft International”, una società per l’addestramento di mercenari fondata dall’ex Navy SEAL Chris Kyle. “Almeno uno di loro indossa un auricolare, il tipo che i servizi segreti usano per comunicare sul posto durante le operazioni.”
La bomba di Boston: uomini addestrati dalla Craft International presso il luogo dell’attentato, prima dell’esplosione della bomba.

punisherI Navy SEALs visti alla maratona di Boston, indossavano zaini sospetti?

Il Navy SEAL Kyle

Una squadra d’emergenza della Guardia Nazionale, la 24.ma squadra civile di supporto della Guardia Nazionale per la Distruzione di Armi di Massa di New York, era a Boston quando le bombe sono esplose. L’unità ADM della Guardia Nazionale è intervenuta a Boston.

J57yXU2hIl ragazzo che è morto (in alto), l’uomo che passa la borsa (in basso)

Un anonimo scrive: I due tizi avvistati al traguardo erano della 1° unità ADM CST di Boston, MA, cioè la Squadra di supporto civile sulle Armi di distruzione di massa. Uno indossa il logo utilizzato dal personale per le operazioni speciali.

puvQAoAhUomo con zaino

La 1° Unità WMD CST durante un’esercitazione a Boston, MA, 666.ma Strada, “Vicino la più antica taverna massonica“. 1° Unità WMD CST

Bost 3Jn82qarhScott Creighton non è d’accordo con John Kaminski. La bomba di Boston: “niente vittime“, solo “attori dell’emergenza”, la disinformazione è iniziata prima. La Craft International è una società militare e sicurezza privata simile alla Blackwater (Xe).

FI4ogxThLa Craft International alla maratona di Boston.

4chan.org, Anthony Gucciardi, Paul Joseph Watson e Alex Jones hanno rivelato che vi erano appaltatori militari privati con zaini operanti sulla scena delle bombe di Boston.

CraftL’uniforme della Craft International.

craft-international-boston-marathon1Prima che le bombe esplodessero.

qTHP5z4obyu7VDhFI4ogxThDopo.

Sandy HookSandy Hook e Boston.

Secondo i media main stream, questa volta il suo nome è Donna ed era a pochi isolati di distanza dalle bombe di Boston… Non credo che questo sia un errore di FOX News, a mio parere, è la firma di coloro che sono dietro il massacro di Sandy Hook, collegando i due eventi.
Le bombe di Boston sono un affare interno – le prove

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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Boston. Innalzate le misure di sicurezza in Italia

L’Italia alza le misure di sicurezza dopo l’attentato alla Boston Marathon che ha provocato tre morti e decine di feriti. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che già da ieri sera è in stretto contatto con le autorità americane, ha inviato una direttiva a prefetti e questori in cui si chiede di innalzare il livello di attenzione su tutti gli obiettivi sensibili. Oggi il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha convocato il Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica.

E il presidente Napolitano, nel suo messaggio a Obama sottolinea come l’attacco terroristico negli Usa “per l’Italia, che vive una complessa transizione istituzionale” sia “un potente monito sulle incertezze e le insicurezze di un mondo complesso e interdipendente”. Pur in assenza di specifici segnali di pericolo per il nostro Paese e di certezze sulla matrice dell’attentato, l’innalzamento delle misure di sicurezza e’ una misura necessaria in questi casi. Il Comitato, cui hanno partecipato i vertici di forze di polizia ed intelligence, ha disposto di mantenere alto il livello di vigilanza e di allerta, rafforzando i dispositivi di sicurezza sull’intero territorio nazionale nei confronti di obiettivi sensibili.

Massima allerta dunque su ambasciate e consolati, porti aeroporti e stazioni ferroviarie, luoghi turistici e di culto, con una particolare attenzione raccomandata nei confronti degli interessi americani in Italia. A dover essere vigilate non sono quindi solo le sedi diplomatiche ma anche quelle di università e aziende a stelle e strisce, le basi americane sul territorio italiano, luoghi di ritrovo dei cittadini statunitensi. A Firenze, oltre ad aeroporto e consolato americano, sono stati rafforzati i controlli sulle numerose sedi di università statunitensi.

“Non sono state decise particolari precauzioni – ha detto il prefetto di Pisa Francesco Tagliente – ma i fatti di ieri sera hanno determinato una conseguente maggiore attenzione, da parte delle forze dell’ordine, per la protezione degli obiettivi, soprattutto statunitensi, ritenuti sensibili ai fini di polizia”. Le misure di sicurezza sono già scattate a Roma, dove vengono presidiate l’ambasciata e la residenza dell’ambasciatore Usa, il consolato e le università americane, e all’aeroporto di Fiumicino.

In questo caso i controlli riguardano soprattutto i voli delle compagnie aeree statunitensi e della compagnia El Al ed in particolare l’area del Terminal 5, dove ci sono le procedure di check-in dei passeggeri diretti in Usa ed Israele con tali collegamenti. Agli americani è intanto arrivata la vicinanza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che a nome del paese ha espresso a Barak Obama la “più profonda solidarietà e sdegno” per l’attacco terroristico.

“Hanno colpito – ha affermato – dove le nostre società sono più vulnerabili, perché impegnate nella quotidiana costruzione di una serena convivenza civile. Tuttavia, nessun atto di violenza ci impedirà di tenere fede ai nostri valori e alla nostra fiducia nella libertà, nella democrazia e nello stato di diritto”. Anche per questo il capo dello Stato ha ribadito che l’Italia non si tirerà indietro nella lotta al terrorismo.

“Nei dodici anni trascorsi dall’11 settembre, l’Italia e l’Europa si sono schierate con l’America nella lotta al terrorismo. Abbiamo intensificato la nostra cooperazione di intelligence e di sicurezza”, mentre le “nostre forze armate hanno operato e operano insieme in Afghanistan, in Nord Africa, nel Mediterraneo e nell’Oceano Indiano”. “Manterremo questo impegno – ha concluso il presidente – perché non possiamo abbassare la guardia nell’azione volta ad assicurare la pace e la sicurezza per la comunità internazionale, nonché la sicurezza per i nostri cittadini”.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=176808

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Come far sparire i fatti

BOSTON. Attentat: Comment faire disparaître les faits derrière les mots

Publié le 22 avril 2013

clip_image010Comment faire disparaître les faits derrière les mots

La manipulation (9000 hommes en arme !)

Faire accepter l’inconcevable ou l’inacceptable

Notre information ne repose plus sur les faits, mais repose pratiquement uniquement sur les mots.

Les faits importent peu, les mots des autorités sont paroles d’évangile.

Nous avons un journalisme de mots.  Des journalistes à l’affut du moindre mot «qui explique» (sic) tout.  L’époque où l’on confrontait les discours à la réalité est bien révolue.  On peut nous dire n’importe quoi, nous n’avons plus qu’à opiner du bonnet.  Nos journalistes ne sont que des transmetteurs de discours et n’ont plus le temps de vérifier les faits et de nous les présenter.

Le tournant majeur faisant que les mots ont remplacé les faits en information s’est fait lors de cet événement incompréhensible et demeurant plein de réels mystères : le marquant 11 septembre 2001.

Si on avait à choisir une date où les mots ont remplacé la réalité, c’est bien lors de ce 11 septembre 2001.   Le soir même les mots « expliquaient » (sic) absolument tout. Oui, «le soir même».    Il n’a pas fallu 24 heures avant qu’on nous explique dans sa totalité la version officielle et, de là,  plus aucun doute ne fut permis.

Les journalistes au lieu de persister à questionner les faits et à enquêter sérieusement les moindres doutes ont plutôt choisi de passer sous silence les « mystères » et lorsque ceux-ci s’imposaient un peu trop on trouvait «l’expert» adéquat pour les expliquer (sic) « dans le sens respectant la version originale officielle ».

Ce fut l’apparition des gens « crédibles » livrant la parole de l’évangile officielle et tous les autres ayant des doutes furent classés «incompétents», non qualifiés, non sensés, manquant d’information ou « d’expertise », bref tous les autres qui persistaient dans le questionnement furent mis dans la case «conspirationniste», c’est-à-dire ceux qui ont la maladie du complot.  Et pour s’assurer de leur faire perdre toute crédibilité, on a fait apparaître des complots « lunaires » ou encore d’Elvis vivant sur une ile secrète en les y associant.

 Le 19 avril 2013

Nous avons vécu hier (19 avril), le dernier événement inconcevable majeur.  Un événement qui, bien évidemment,  nous fut expliqué «par les mots».

Les mots sont tellement puissants qu’ils nous enfument totalement notre bon sens commun qui nous a été offert à tous dès notre naissance.  Ce bon sens commun qui est aujourd’hui dénigré et annihilé totalement par les grands mots sérieux des autorités (!) et des experts (sic) bien payés pour les appuyer.

Hier (19 avril), ce qu’on appelle bien calmement une « chasse à l’homme » spectaculaire nous a été expliqué (sic).  Nos braves journalistes (sic), qu’on devrait qualifier de perroquet (ara) plutôt que de journalistes sérieux, n’ont pas cru bon mettre l’accent sur l’incroyable et «hallucinant» déploiement de forces militaires pour capturer un seul homme.  Un jeune homme de 19 ans !

Lorsqu’on ose permettre à notre sens commun de visiter l’événement, on en arrive bien vite à avoir de la difficulté à avaler goulument l’explication de cette réalité romanesque digne d’un bon (sic) film US.  Un scénario hollywoodien du début à la fin où l’on retrouve même la fameuse scène classique de la foule en délire criant bravo à ses héros.

Si on oublie les mots et qu’on observe les faits.

Observons simplement le profil des deux jeunes accusés (condamnés).  Deux frères sans histoire, dont l’entourage et les parents déclarent unanimement et avec conviction qu’ils ne sont pas du genre à faire sauter des bombes.  Lorsqu’on examine l’allure des jeunes sur différentes photos comme celle ci-contre où l’on voit l’homme qui fut tué hier lors d’une terrible fusillade dit-on, une photo alors qu’il recevait un trophée remporté lors d’un tournoi de boxe, on constate qu’il est surprenant de penser qu’il soit un terroriste extrémiste.   Il y a aussi ce reportage photo…

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Parenthèse

Lors de la rédaction d’articles, pour bien étayer mes observations j’offre le plus possible des documents que je trouve éloquents.  Ce reportage photo entrevu hier (19 avril) lors des événements incroyables qui se déroulaient m’a interpelé.  Je voulais donc le faire découvrir aujourd’hui.  J’ai vu passer ce document en premier sur le fil tweet de Radio-Canada.  Ce matin, j’ai beau passer en revue le tweet, pas moyen de le trouver.  Ai-je rêvé ?  Je ne crois pas.  J’ai aussi vu qu’on en parlait sur Slate.

David Weigel nous offrait deux liens qui fonctionnaient hier matin (19 avril).

Celui du site du photographe  Johannes Hirn

et celui du reportage photo : « Will Box for Passport« 

Les deux liens sont devenus inaccessibles.

Voilà comment on présentait le document sur ce site:

« According to Slate.com, photographer Johannes Hirn created this photo essay of Tsarnaev, who was a trained boxer and competed in the National Golden Gloves competition in Salt Lake City, UT.

In the photo essay titled “Will Box for Passport,” Hirn noted that Tsarnaev would consider becoming a naturalized American if he won enough boxing competitions.

In one of the photos in the album, Tsarnaev shared a tender moment with his girlfriend, who is described as half Portuguese, half Italian and converted to Islam.

Tamerlan reportedly said: “I don’t have a single American friend, I don’t understand them.”»

Cette dernière phrase est «LA» phrase retenue.  Elle devient un mantra répété ad nauseam sur toutes les chaines sur toutes les plateformes et sur tous les médias.

On pouvait aussi voir les photos du reportage et lire d’intéressantes légendes nous faisant ressortir le profil du Boxer ici:

On constate que toutes ces légendes qui nous faisaient visiter la personnalité du boxer en vedette ont été remplacées par le mantra:

I Don’t Have a Single American Friend

et le titre de boxer émérite est remplacé par «Boston ‘Black Hat’ Bomber»

J’ai été incapable de trouver ce matin « Je boxe pour un passeport », ce reportage photo dont plusieurs médias parlaient  hier.

Dans « La Presse »:

«le suspect «numéro 1». Il semblait être le sujet d’un essai photographique intitulé Je boxe pour un passeport, de Johannes Hirn, qui fournit de très nombreux éléments de personnalité. »

Dans « Le Télégramme »:

Le copié-collé des mêmes mots

Sur « France 24″

Où l’on donnait le lien du reportage qui ne fonctionne plus ce matin:

« Il semble avoir été le sujet d’un essai photographique intitulé « Je boxe pour un passeport », du photographe Johannes Hirn, qui fournit de très nombreux éléments de sa personnalité. »

Tous les médias perroquet reprenaient exactement les mots pour nous présenter ce document important hier (19 avril) et très difficilement trouvable aujourd’hui (20 avril).

Je l’ai finalement déniché ici dans la version pdf du journal de l’université de Boston : «The Comment »

Fin de parenthèse

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Le « Journal de Montréal » rapporte ceci:

«En 2010, Tamerlan Tsarnaev a participé à un essai photographique intitulé «Je boxe pour un passeport», où l’on peut le voir à l’entraînement.

À «The Comment», le magazine qui a publié l’essai le mettant en vedette. Il a également souligné qu’il préférerait se battre pour les États-Unis plutôt que la Russie, puisque la Tchétchénie n’a toujours pas obtenu son indépendance. Il avait espéré participer aux Jeux olympiques en 2012

Il est clair que le profil des présumés terroristes «extrêmement» dangereux colle difficilement au chapeau qu’on leur fait porter.

Ce matin on peut trouver sur le Web une page Youtube qu’on dit être la page du boxer ainsi qu’un «wishlist de Amazone» pour nous indiquer les intérêts de celui qui a eu la « chance » d’être accusé catégoriquement d’être le poseur de bombes du marathon de Boston.

On a l’impression qu’on lui a construit en moins de 24 heures une personnalité « internet » solide, mais qui ne correspond nullement à la personnalité qu’il avait il y a 48 heures.  Absolument aucun de ses amis ne confirme cette personnalité « internet » sauf peut-être un oncle qui reste douteux.  Il affirme sans émotion que son présumé neveu méritait son sort (la mort) parce qu’il était un looser.  Il ajoute aussi ne pas être en contact avec la famille proche des garçons depuis plus de cinq ans.

> Il était un looser 

> Il était le clown de la classe

> Il était comme tous les jeunes Américains

Des faits importants « oubliés »

Suite au mystérieux meurtre du policier sur le campus du M.I.T., les deux frères ont pris la fuite à bord d’une auto volée.  Ils sont partis avec le conducteur.  Après un long trente minutes de fuite, il libère le conducteur indemne.

Ceci est un fait.  Ce ne sont pas des mots.

Comment expliquer que nos journalistes ne s’intéressent pas plus à cet homme ?

Sur « Ouest-France » on précise l’événement:

« 23 h 30 : un automobiliste est pris en otage, pendant 30 minutes, par deux hommes à Cambridge. Le propriétaire du véhicule est retrouvé sain et sauf dans une station-service. La traque du SUV Mercedes volé commence. »

– Qui donc est ce propriétaire ?

– Quel est son nom ?

– Comment a-t-il été attaqué ?

– Comment a-t-il été traité par ses agresseurs ?

– Comment était le comportement de ses agresseurs ?

– Dans quelles circonstances, comment et pourquoi a-t-il été libéré ?

– Quel arsenal les deux frères avaient-ils dans leur sac à dos (ou leur casquette) pour ainsi tenir tête à la police pendant une fusillade, dont les autorités ont dit en conférence de presse avoir été nourrie de «200» projectiles ?

(À 20min15 sec 200 gun shot, hand made grenade,  explosive

Où donc sont nous journalistes pour poser toutes ces questions ?

Cette question des armes des présumés terroristes «extrêmes» ayant une dangerosité suffisante pour faire sortir en un clin d’œil plus de 9000 militaires et policiers est une question IMPORTANTE.  C’est un « fait » non négligeable.

Où sont donc nos journalistes ?

Nos journalistes ont-ils une tête sur les épaules et de la matière grise entre les deux oreilles ?

Qui donc va demander à la police de nous montrer ces armes «extrêmes» qu’avaient les deux frères pour ainsi leur tenir tête? On dit qu’il avait des « hand made grenade » et des explosifs !  Peut-on les voir ? Ce sont donc des armes qu’ils avaient lors de leur fuite avec l’auto (Mercedes) volée, la fusillade ayant eu lieu après leur fuite.

N’étaient-ils pas un peu encombrés de leurs Ak-47,  de leurs grenades, home made, et de leurs nombreux « explosifs » ?

Pourquoi donc nos journalistes n’ont pas appris à faire du journalisme de «faits» et sont-ils si aiguillés à faire du journalisme de micro en relayant les mots comme des perroquets-sans-tête ?

Une femme à rencontrer…

Celle de Tamerlan Tsarnaev, ce boxeur abattu qui travaillait fort pour se joindre à l’équipe olympique américaine.

Ce couple avait une petite fille.

Où donc est cette femme?  Pourquoi ne peut-elle pas être interviewée ?

Elle est un autre personnage-clef majeur.

Une autre personne incompréhensiblement négligée.

– Où donc habitaient les deux frères ?

– Comment était leur maison ?

En visitant les lieux, on peut apprendre beaucoup de leur mode de vie et de leur personnalité.

Leurs voisins aussi peuvent faire des témoignages intéressants.

Les athlètes s’entrainant au gymnase du boxer sont tous aussi des personnes clefs pouvant nous en apprendre sur cet homme abattu que l’on dit être un terroriste extrême.

Le mystère du 7-eleven

Comment expliquer que ces dangereux terroristes se soient retrouvés dans un 7-eleven (dépanneur aux ÉU) ?

On rapportait toute la journée, il y a deux jours (19 avril) qu’ils avaient été découverts lors d’un vol dans un 7-eleven:

«Tsarnaev, 19, and his brother, 26-year-old — who is now dead — engaged in a shootout with police after robbing a 7-11 convenience store late Thursday.

Both suspects then fled to Massachusetts Institute of Technology in Cambridge, where a campus police officer, Sean Collier, was fatally shot.

The suspects then hijacked a car in Cambridge, prompting a police chase during which they reportedly threw explosive devices at the cops. »

On rapportait dans Le New York Daily News:

« The wild night Thursday started with a robbery at a Cambridge 7-Eleven, where the terror suspects were among the customers, authorities said.

Ten minutes later, the bullet-riddled body of MIT campus police officer Sean Collier, 26, of Somerville, Mass., was found inside his vehicle. He had responded to the 7-Eleven heist, and authorities said he was cold-bloodedly executed.

The brothers then allegedly carjacked a Mercedes SUV and took its owner hostage at gunpoint.

The man was released unharmed about 30 minutes later at a Cambridge gas station before the cinematic shootout in Watertown — where the elder Tsarnaev was killed. »

Un magnifique graphique dans The Sun en nAngleterre faisant la synthèse de ce que l’on appelle sagement «chasse à l’homme» cette journée de folie à Watertown.

Notez bien l’événement numéro 1 : « Bombers rob 7-11 store»

Mais hier soir (19 avril) lors d’une conférence de presse, le  » State Police Colonel Tim Alben » déclare à 6h15:

« 6:15 PM: Alben clarifies that the Tsarnaev brothers were not involved with a 7-Eleven robbery last night, as has been widely reported.

They were at a 7-Eleven, but the robbery happened at a different store around the same time.

He says the brothers’ presence was « coincidental. » »

Comment est-ce possible que cette information du 7-11 ait pu être véhiculée depuis 23h30 la veille sans qu’aucun journaliste ne se rende dans ce dépanneur pour interroger les témoins et le propriétaire de l’établissement ?

Comment se fait-il qu’aucun vidéo des caméras de surveillance du dépanneur n’ait été offert aux médias pour faire voir le vol et les voleurs ?

Et surtout comment se fait-il que la police ait pris plus de 18 heures avant d’infirmer la nouvelle ?

Aujourd’hui si vous cherchez les circonstances entourant les événements du 7-11 vous ne trouvez que des démentis.  La police a modifié l’histoire.  L’histoire est modifiée par des mots, mais concernant les faits «RIEN» absolument «rien».  Aucune visite au dépanneur en question.  Aucune entrevue avec les gens du dépanneur.

C’est presque incroyable de voir à quel point les journalistes ne servent plus à rien, ou servent uniquement à relayer comme des perroquets-sans-tête ce que les « autorités » peuvent dire, et ce, sans jamais vérifier la moindre affirmation qui est dite.  Les «faits» n’existent tout simplement plus.

Personne des médias n’est allé nous montrer le fameux 7-eleven.

Y a-t-il vraiment eu un incident dans ce 7-eleven  pour qu’un policier ait été abattu suite à cet incident ?

On peut nous dire absolument n’importe quoi et on nous dit effectivement n’importe quoi.  Nos fameux journalistes sont d’une nullité phénoménale !

L’inconcevable « normalisé » !

Force est de constater que nous assistons à un phénomène presque incroyable.

On a réussi à rendre « normal » pour la planète entière qu’un jeune de 19 ans ait fait sortir plus de 9000 militaires et policiers avec blindés et équipement de combat sophistiqué, en plus de rendre prisonnier de leur maison plus d’un million de personnes tout en fermant 7 campus universitaires et paralysant tout le commerce d’une ville pendant une journée, interdisant tout transport en commun, métro, autobus, taxi et dans certains secteurs tout déplacement privé, automobile et même à pied !  Plus de vingt pâtés de maisons ont été fouillés sans le moindre mandat.  Les citoyens n’avaient plus aucun droit ni aucune liberté.  Cela nous rappelle notre crise d’octobre 70 (au Québec), mais en beaucoup plus musclé.

Ce simple jeune homme de 19 ans a été la cause de tout cela après avoir été «désigné» sans preuve et sans procès comme étant un des deux terroristes de Boston.  Ce jeune en fuite après un présumé vol de dépanneur qui fut par la suite démenti et, dit-on, l’assassinat d’un policier suite à ce prétendu vol !

INCROYABLE

Incroyable cette capacité de rendre l’inconcevable comme étant une réalité « normale ».

Les rares images de la capture du jeune trouvé caché dans le bateau nous montrent un jeune de 19 ans sans armes et blessé.  Imaginez qu’il y avait tout ce cirque pour le capturer.

Imaginez plus de 9000 militaires et policiers armés jusqu’aux dents avec des équipements dignes d’une guerre en bonne et due forme.

La présomption d’innocence...

Ce jeune est condamné sans procès sans preuve et sans aucune chance de s’exprimer.  Lesdites preuves concernant sa culpabilité ne seront ni scrutés, ni analysés sérieusement.  Le doute raisonnable à son endroit devient un doute inadmissible et même interdit.  Les autorités l’ont déclaré coupable et ont pu lui fabriquer un passé incriminant en un tour de main.  Rien ne sera sérieusement enquêté par nos journalistes perroquet livrant l’évangile des autorités.

Nous vivons dans ce monde.  Un monde où notre pensée et notre jugement sont sérieusement conditionnés, un monde qui annule le raisonnement rationnel et va même jusqu’à nous faire sentir anormal d’avoir des doutes.  Notre seule bouée de sauvetage pour conserver notre cerveau en santé, c’est de toujours s’accrocher aux faits.

Est-il concevable pour vous, vous qui avez du vécu et qui avez vu dans votre vie des criminels en fuite, des chasses policières, des événements majeurs, la crise d’octobre, le 11 septembre, les attaques de Londres, de Madrid, de Waco, est-il concevable pour vous qu’un jeune homme de 19 ans, visiblement blessé et sans armes puisse avoir fait sortir tout ce gratin d’armes et de militaires ?

Comment est-ce possible qu’un jeune homme de 19 ans ayant posé des bombes à Boston, dévalise un dépanneur ?  Comment est-ce possible qu’après le meurtre d’un policier et le vol d’un véhicule cet individu et son frère «extrêmement dangereux» aient pu relâcher indemne le propriétaire après 30 minutes de fuite.  Comment est-ce possible que ces individus avec leurs seuls sacs à dos aient pu nourrir une fusillade de deux cents projectiles et mêmes d’explosifs et de grenades « home made » dit-on ?

À 20min15 sec 200 coups de feu, hand made grenade,  explosives

Comment est-ce possible que ce jeune sérieusement blessé ait pu s’enfuir en ne laissant aucune trace de sang (on dit avoir découvert des vêtements très ensanglantés près du bateau où il était caché).

Comment peut-on imaginer un terroriste «dangereux» qui ne prend pas un seul otage ?  La prise d’otage est l’unique et le seul recours d’un terroriste traqué.  Même blessé, un terroriste dangereux peut vous prendre en otage.

Il est clair que la sortie de tout cet incroyable arsenal militaire et de ces 9000 policiers et soldats armés est totalement aberrant et défie toute intelligence humaine.  Mais malgré que cela défie l’intelligence humaine, nous l’acceptons comme étant « normal ».  Certains manipulateurs de conscience et de jugements possèdent l’art de tout nous expliquer et de tout nous « normaliser ».  Notre cerveau est mis à l’arrêt et nos pensées leur appartiennent.  Nous en venons même à nous sentir anormaux de remettre en question.

Pour terminer, je vous invite à écouter la mère des deux frères.  Elle a été interviewée par la télé russe.

Lorsqu’on entend ce témoignage et qu’on se voit analyser l’événement, on ressent une lutte intérieure nous disant que nous avons tort de mettre en doute la bonne foi des autorités US et une voix nous dit que la mère est soi dans le coup ou soi aveugle du fanatisme de ses fils dont elle affirme être très près.  Notre cerveau est conditionné.  Nous devenons insensibles au monde réel et nous vivons dans ce monde virtuel meublé de bons totalement purs et sans taches, comme tous ces bons policiers qui nous ont fait des «press conferences» (opérations psychologiques) et qui luttent vaillamment contre ces criminels sans cœur et plein de ce fanatisme islamique en guerre contre notre liberté et notre mode de vie enviable.

Le seul rempart à cette manipulation est d’en être conscient.

Serge Charbonneau

Québec

P.S.: Comme on ajuste l’histoire pour que le scénario puisse se tenir il est possible que les liens qui fonctionnaient lors de l’écriture de cet article deviennent inopérants rapidement si ceux-ci nous amènent trop éloquemment vers le questionnement.

Voir la liberté de la presse lors de l’événement

Le grand Boston totalement désert

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VIDEO: Bomber suspect Tamerlan Tsarnaev appears to be alive, naked and handcuffed

April 20, 2013 By 136 Comments

BREAKING: Serious Condition of Boston Suspect Raises Questions About What Police Did and When

REPORT BELOW LAST UPDATED: 21/4/13

21st Century Wire

This is a real video. Was this the suspect Tamerlan in the video, or not?

If it’s not, then what is the name of this person in the video?

PREFACE: There appear to be a number of omissions and changes in the official story this week, some of which we’ve already exhibited here , here and here, and this is why we are asking this question about this video.

The following video below is a clip was just released via YouTube. It may have been shot on a hand-held camera or phone. It aired on CNN. We are told it also aired on a Brazilian television news channel covering the Boston Bomber suspect chase.

PHOTO: Suspect number one, older brother Tamerlan Tsarnaev – is this the man in the video?

This UNCONFIRMED video which we are told appeared on Brazilian TV earlier today appears to have been shot at the scene of the Boston Police Dept’s arrest of suspect bomber Tamerlan Tsarnaev – the video clearly shows the 26 year old being escorted to BPD vehicle whilst handcuffed and not wounded, which in total contradiction to official reports which claim the suspect was shot by police and then run-over by his younger brother in a stolen SUV in Sommerville, MA.

Please bookmark and share this video, and do continue to ask questions about what happened on the evening April 18th and the morning of April 19th, 2013, so the public can better determine the truth of all that really happened.

Could it be the same Tamerlan Tsarnaev that Federal authorities and Boston police say was shot and died at the scene of a shootout?

Make up your own mind…

We found this video originally at YouTube Channel “Hebert D.”

CNN news also briefly aired this very clip yesterday, and also presented here in a different edit, but gave little information as to who was actually apprehended here. See the brief and somewhat ambiguous CNN explanation in this video:

UPDATE: Medical examiners rule out that older brother Tamerlan could have been run-over by SUV

Despite claims in the media which originated from law enforcement, Dr. Richard Wolfe, head of the hospital’s Emergency Department, could not see any evidence of this claim. The Boston Herald reported:

“When asked about reports that Tsarnaev was run over by a vehicle driven by his fleeing brother, Dzhokhar Tsarnaev, Wolfe said he did not see any obvious injuries that would back up that theory.

“I certainly did not see any tire marks or the usual things we see with someone run over by a car,” he said.

Please leave your comments or any information on this subject in our comments section below the article.

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Le Lieutenant Colonel Potter dénonce la mise en scène de #Boston #falseflag #USA

2 Votes

« Le Lieutenant Colonel Potter a servi dans divers postes de police militaire et du renseignement militaire dans le monde entier durant 28 ans et affirme qu’il y a une guerre intestine à l’intérieur du gouvernement américain pour une lutte de pouvoir qui amènera l’établissement d’un État policier«

source, E&R : http://www.egaliteetreconciliation.fr/Attentat-de-Boston-le-lieutenant-colonel-Roy-Potter-denonce-une-mise-en-scene-17637.html

Photos des Navy Seals ou mercenaires de type Blackwater aperçus avant et après les explosions de Boston :

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Deux hommes peuvent être aperçus légèrement à l’écart de la foule quelques minutes avant la première explosion
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Deux minutes après l’explosion, les deux hommes se sont déplacés et semblent communiquer par téléphone ou oreillette
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Comme le montre cette comparaison, leur accoutrement peut être celui des Navy Seals (forces spéciales de l’US Navy) ou des mercenaires de type Blackwater, appelés « defense contractors »
« Another image shows an individual dressed in the same fashion placing a black backpack on the ground in the moments after the nearby explosion. » (prisonplanet)
.
same dressed-guy with a look-like-transmettor object in hand
.

Another image shows what could be the same Caucasian man or a third identically dressed individual with a black object in his hand after the blast.

Après les explosions, les deux hommes ont rapidement reçu du renfort. Légende : « D’autres Navy Seal/contractors ? Est-ce qu’ils fournissent de l’aide ? Qu’y a-t-il dans leurs sacs à dos ? »
black-waters-trousers
How black waters usually dress ?

Pour plus de détails : infowars.com (en anglais).

gold_plungeon« Gold quotes 3 days before » Chute inhabituelle de l’Or -13%/3J précédent le jour J


Facebook: création de la page mémoriale de l’attentat 8 h avant l’attentat


Image télévisuelle maquillée


http://www.youtube.com/verify_controversy?next_url=/watch%3Ffeature%3Dplayer_embedded%26v%3DgmGNtasS_3Q

Episode de « Family Guy » 1 mois avant : décrit un attentat à Boston pendant le marathon « Family Guy Episode Predicted Boston Marathon Attack »

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Nbc: “Risponde a domande investigatori”

foto Twitter

08:37 – Dzhokhar Tsarnaev, 19 anni, l’unico dei due attentatori ceceni di Boston ancora vivo, ferito gravemente alla gola, “ha ripreso conoscenza e risponde per iscritto alle domande degli investigatori”. Lo riferisce l’emittente statunitense Nbc, precisando che il giovane è “intubato e sotto sedativi e le sue condizioni rimangono gravi”.

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In memoria delle innumerevoli vittime perite nelle stragi di stato.

Boston, 15 aprile 2013, “attentato” durante la maratona. Alexander Light, nell’articolo “The Boston bombing is an inside job: evidence!”, individua un comune denominatore tra i fatti di Boston ed altre azioni efferate che i vergognosi media di regime attribuiscono ipso facto a fanatici quasi sempre islamici. Il tratto che accomuna questi eventi è la concomitanza con esercitazioni compiute da reparti militari o para-militari, anche privati. Inoltre, come nel caso dell’eccidio alla Sandy Hook School, molti particolari non quadrano: contraddizioni nelle testimonianze oculari, testimoni che si scopre essere attori, produzioni televisive e fumetti che prefigurano con il loro intreccio gli accadimenti, capri espiatori sùbito uccisi dalla polizia per evitare che parlino, immagini contraffatte, individui con zainetti ed auricolari che bazzicano sul teatro della strage per dileguarsi subito dopo le esplosioni… Non è questa la sede per approfondire la dinamica degli avvenimenti occorsi a Boston, ma è necessario denunciare la strategia della tensione di matrice governativa, strategia in cui anche i servizi segreti (deviati?) italiani sono maestri…

Per approfondimenti ed aggiornamenti si visiti il blog Freeskies.

Riferisce Mike Adams di “Natural News” che gli ordigni alla maratona di Boston sono detonati nel corso di un’esercitazione che prevedeva un’esplosione controllata per opera di artificieri. Come ha scritto il Boston Globe: “Ci sarà un’esplosione controllata di fronte alla biblioteca, come parte delle attività che saranno compiute dagli artificieri.’ […] Questo è l’esatto modus operandi della confraternita segreta che governa il mondo dal regno delle ombre! Elencherò una serie di “attacchi terroristici” che hanno avuto luogo nello stesso tempo e nello stesso modo nel corso di esercitazioni condotte da agenzie governative o da società affiliate al governo.

1. Durante gli attacchi dell’ 11 settembre, la U.S. Air Force stava conducendo una simulazione in cui dei terroristi dirottavano degli aerei per dirigerli contro alcuni grattacieli. Inoltre, per diversi anni prima degli eventi del 9 11, l’Agenzia per la difesa degli Stati Uniti ha compiuto esercitazioni con aerei reali, simulando attacchi terroristici con velivoli che si schiantano contro edifici, tra cui le Torri gemelle ed il Pentagono. La mattina del 9 11, diverse agenzie della “difesa” si dilettarono in cinque giochi di guerra. Era anche contemplata la trasmissione di falsi segnali radar sugli schermi dei controllori di volo.

2. Erano in corso simulazioni di un attentato terroristico il 7 luglio del 2005 a Londra, quando ebbero luogo gli attacchi reali. Una società privata stava eseguendo un’operazione di addestramento contro il terrorismo, quando le vere esplosioni squassarono la rete di trasporto della metropolitana. Queste informazioni non provengono da una fonte anonima, ma da Peter Power, il dirigente della ditta che svolse l’esercitazione.

Peter Power dichiarò: “Ieri eravamo effettivamente in città a lavorare in un addestramento che comprendeva trasmissioni radio finte quando è successo per davvero. Quando i telegiornali hanno cominciato a diffondere la notizia dell’attentato, la gente ha riconosciuto che l’esercitazione era stata molto realistica, senza rendersi conto era stato veramente perpetrato un atto terroristico”.

Non so quanti di voi lo ricordino, ma quasi un’ora dopo gli attacchi alla metropolitana di Londra, una quarta bomba esplose sul piano superiore di un autobus. Peter Power aggiunse: “Abbiamo simulato uno scenario che prevedeva l’esplosione di più bombe, di cui una su un autobus di interscambio. Ciò per sperimentare al meglio le nostre capacità”.

3. Durante il massacro di Sandy Hook, il Dipartimento per la sicurezza nazionale e la F.E.M.A. condussero un addestramento denominato “Needs for children in disasters” nello stesso giorno, 14 dicembre 2012, e nello stesso stato degli accadimenti occorsi alla Sandy Hook School.

4. Una “simulazione” di un terremoto di 7.9 gradi della scala Richter fu pianificata il 20 marzo 2012 in Messico. Nel medesimo giorno un sisma di magnitudo 7,9 si verificò realmente.

5. Il medesimo giorno del cosiddetto “massacro di Batman” ad Aurora si svolse un’esercitazione alla Colorado University.

6. Attentati di Oslo, Norvegia, 22 luglio, 2010. Ad Oslo una potente bomba detonò dentro o vicino all’edificio che ospitava l’ufficio del Primo Ministro. Esattamente come ci aspetteremmo, speciali reparti di polizia anti-terrorismo si erano addestrati collocando degli ordigni proprio in quel sito, in particolare nel corso del 2010. L’opinione pubblica non era stata informata in anticipo, ma scoperse che cosa stava accadendo quando cominciò ad udire le deflagrazioni nel quartiere dove sorge il Teatro dell’Opera, a meno di un chilometro di distanza dall’ufficio del primo ministro che fu attaccato venerdì 22 luglio. Ecco una cronaca dal quotidiano “Aftenposten”.

‘Sono stati visti agenti nella zona intorno al Teatro dell’Opera di Oslo e si sono udite violente deflagrazioni in alcuni quartieri della città. Nessuno sapeva che era in atto un’esercitazione. La Sezione informazione della polizia di Oslo si rammarica profondamente che i cittadini non siano stati resi edotti circa l’addestramento. Era all’opera la squadra di emergenza, l’unità speciale della polizia nazionale contro il terrorismo (sic): essa stava compiendo un’esercitazione nella zona transennata del molo Bjørvika”. […]

L’attentato alla maratona di Boston è stato subito etichettato dai funzionari come un “attacco terroristico”. Si tratta in effetti di un attacco terroristico, ma i terroristi appartengono alla cosiddetta élite che trae cospicui vantaggi da questi atti sanguinari.

E’ ancora un altro inganno: per favore, non cadete nella trappola! Come conseguenza si perderanno ulteriori libertà. Dobbiamo aspettare e vedere chi sarà falsamente accusato dalla Fratellanza babilonese. Rimanete con la mente aperta e, per piacere, condividete l’articolo. E’ fondamentale per diffondere la consapevolezza.

Fonte: humansarefree

http://humansarefree.com/2013/04/the-boston-bombing-is-inside-job.html

http://freeskies.over-blog.com/

http://straker-61.blogspot.com/2008/12/september-clues-i-media-coinvolti.html

http://zret.blogspot.it/2013/04/maratona-di-boston-quando-il-governo-e.html

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Thierry Meyssan – La Siria a Boston

Cosa c’entra la Siria con l’attentato di Boston? Niente, a prima vista, mentre questo attacco— e il rumore che spande — dà risposta all’interrogativo principale della sospensione del piano Kerry-Lavrov. Se nulla accade in Siria, è perché Washington e Mosca incontrano delle difficoltà impreviste, tra le quali la questione cecena.

L’attuazione del piano Kerry-Lavrov per la Siria è stata interrotta dalle difficoltà incontrate dai due Grandi. Da parte USA, sembra difficile farsi obbedire da alleati che loro stessi hanno aizzato contro la Siria e ai quali si richiede una ritirata senza contropartite. Da parte russa, si osserva con inquietudine l’arrivo improvviso di combattenti provenienti dal Caucaso. Potrebbero confrontarsi con le forze di pace dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, come già accadde con l’Armata Rossa in Afghanistan.

Di colpo, il cambiamento nella squadra dell’amministrazione Obama non sembra dare i suoi frutti. Lo stesso John Kerry si contraddice da una frase all’altra, di modo che nessuno vede più l’uscita dal tunnel. Approfittando di questo momento, delle nuove forze di opposizione stanno emergendo nel Congresso, dove sono stati depositati tre disegni di legge. Il primo persegue il progetto israeliano di distruzione la Siria. Il secondo rappresenta gli interessi del complesso militare-industriale: una guerra limitata. Il terzo è sulla spartizione del gas. È in questo contesto che ha avuto luogo l’attentato di Boston.

Una doppia bomba ha ucciso tre persone e ne ha ferite oltre un altro centinaio alla fine della maratona di Boston, martedì 16 Aprile 2013, alle ore 14:50 (ora locale). Grazie alla sorprendente scoperta di uno zaino contenente il coperchio di una pentola a pressione e grazie ai video delle telecamere di sorveglianza, le autorità erano in grado, giovedi alle ore 17:10, di diffondere le fotografie di due sospetti: i fratelli Tamerlan (26 anni) e Dzhokhar (19 anni) Tsarnaev. Venerdì, i due fratelli erano sfuggiti a un poliziotto che aveavano ucciso nel campus del MIT. Poi, dopo essersi impadroniti di una Mercedes, sono stati attaccati dalla polizia. Più di 200 colpi d’arma da fuoco sono stati scambiati durante la notte, i due fratelli sono stati feriti. Tamerlan è morto all’ospedale Beth Israel. Suo fratello, Dzhokhar, è fuggito a piedi, prima di essere arrestato dalla polizia.

Tutta questa vicenda ha mobilitato i canali televisivi del mondo intero. Da Makhachkala (capitale del Daghestan), i genitori dei sospettati hanno sostenuto che questi erano stati manipolati. La loro madre, che sembra aver subito pressioni della polizia degli Stati Uniti, ha messo in evidenza che erano sotto stretta sorveglianza da parte dell’FBI e non potevano iniziare alcuna operazione a sua insaputa. Mentre il governatore della Cecenia, Ramzan Khadirov, notando che i sospetti non avevano vissuto in Russia, ha smentito in anticipo qualsiasi rapporto con il paese.

L’impegno personale del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che è intervenuto quattro volte e si è recato alla Cattedrale di Boston per pronunciarvi un’omelia, dimostra l’importanza dell’evento. La telefonata del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha sottolineato il rilancio della cooperazione anti-terrorismo. Rimane il fatto che questa può prendere due direzioni opposte.

Se si ammette che il nemico comune è il terrorismo ceceno, possiamo concludere che gli si sbarrerà il passo in Siria; gli Stati Uniti e la Russia si accorderanno per farvi fronte ovunque nel mondo, compreso il Levante. Così come si potrebbe dedurne che Washington e Mosca possono sconfiggerlo in casa e ignorarlo laggiù. Il problema con questo tipo di attentati è che permette degli sviluppi contraddittori che solo coloro che li hanno pianificati hanno previsto. E in qualsiasi momento, possono far emergere nuovi elementi che orienteranno il modo in cui questo attentato sarà percepito e le conseguenze politiche che ne scaturiranno.

In ogni caso, possiamo dire che (1) la questione della Cecenia inibisce i russi in Siria, (2) che l’attacco di Boston è una messa in scena mirante a posizionare il terrorismo ceceno in prima linea, (3) che il modo in cui questo caso sarà presentato determinerà la sequenza degli eventi in Siria.

L’unico punto debole del dispositivo, è la sopravvivenza di Dzhokhar Tsarnaev. Un ragazzo di 19 anni è incontrollabile.

Thierry Meyssan
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/rubriche/67-cronache-internazionali/10152-la-siria-a-boston.html
21.04.2013

Traduzione a cura di Matzu Yagi.

Questa “cronaca settimanale di politica estera” appare simultaneamente in versione araba sul quotidiano “Al-Watan” (Siria), in versione tedesca sulla “Neue Reinische Zeitung”, in lingua russa sulla “Komsomolskaja Pravda”, in inglese su “Information Clearing House”.

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Boston, l’ennesima strage orchestrata da governi e servizi segreti

lunedì 22 aprile 2013
Chi davvero volesse credere che l’attentato alla maratona di Bostonsia stato eseguito da due fratelli Ceceni letteralmente impazziti, sadici, fanatici, tanto da studiare l’attentato per lungo tempo e confezionare l’ordigno, dovrebbe spiegarmi:

1) per quale motivo l’hanno fatto se nessuno ha mai rivendicato l’attentato?
2) se l’unico plausibile (si fa per dire) motivo è puro sadismo e pura follia omicida (ma una follia terribilmente lucida e razionale che porta ad una lunga pianificazione, bel diversa quindi dagli scatti d’ira o di follia di chi in un raptus uccide i familiari e poi si suicida) quali sono le prove che questi due fratelli fossero così terribilmente folli e così sadicamente assetati di sangue?

E poi come mai le forze dell’ordine riescono in così poco tempo ad individuare i colpevoli? Sono realmente colpevoli a capri espiatori? E come mai uccidono il presunto attentatore inece che catturarlo vivo e garantirgli un giusto processo? In democrazia (ma gli USA sono una democrazia? evidentemente no) prima di condannare giustiziare un eventuale colpevole lo si sottopone a regolare processo. In questo caso prima lo si è ucciso e poi … chissà se ci sarà mai un qualsiasi processo!

Se poi pensiamo alla storia delle stragi di stato italiane, chiaramente ordite dai servizi segreti, e se poi pensiamo che ogni attentato innesca una reazione psicologica di paura nella popolazione, e che tale reazione porta la popolazione a stringersi intorno alle istituzioni, le quali hanno così la pronta scusa per varare leggi di emergenza e provvedimenti repressivi che permettono un ulteriore accentramento del potere, forse comprendiamo che il vero colpevole va cercato altrove.

In fondo anche Pompeo ottenne l’imperium (poteri straordinari) quando riuscì a costringere Spartaco a puntare su Roma invece che a scappare in Sicilia). Da che mondo è mondo il potere poco si cura delle vittime che può fare: per i soldi e per il potere re, ministri e presidenti hanno sempre utilizzato i loro sudditi/cittadini come semplici oggetti se non come carne da macello.

In particolare a Boston abbiamo visto una militarizzazione spettacolare del territorio, che abitua la gente a vedere persino come una cosa buona e giusta tale presenza militare “per una giusta causa”, mentre si discutono provvedimenti per limitare il secondo emendamento (che garantisce ad ogni cittadino il diritto di detenere un’arma). Per instaurare una dittatura negli USA entrambe le cose sono decisamente utili. Se poi pensiamo all’esultanza della gente quando è stato ucciso uno dei presunti attentatori comprendiamo come lo scopo di far passare per salvatori quelli che impongono lo stato di emergenza. Mentre i criminali al potere negli Stati Uniti conducono sempre nuove guerre all’estero, nonostante gli agenti a volte uccidano e pestino impunemente innocenti cittadini, la gente applaude le divise quando uccidono dei poveri capri espiatori.


Boston, 15 aprile 2013, “attentato” durante la maratona. Alexander Light, nell’articolo “The Boston bombing is an inside job: evidence!”, individua un comune denominatore tra i fatti (false flag) di Boston ed altre azioni efferate che i vergognosi ‘media’ di regime attribuiscono ‘ipso facto’ a fanatici quasi sempre musulmani. Il tratto che accomuna questi eventi è la concomitanza con esercitazioni compiute da reparti militari o para-militari, anche privati. Inoltre, come nel caso dell’eccidio alla Sandy Hook School, molti particolari non quadrano: contraddizioni nelle testimonianze oculari, testimoni che si scopre essere attori, produzioni televisive e fumetti che prefigurano con il loro intreccio gli accadimenti, capri espiatori sùbito uccisi dalla polizia per evitare che parlino, immagini contraffatte, individui con zainetti ed auricolari che bazzicano sul teatro della strage per dileguarsi dopo le esplosioni… Non è questa la sede per approfondire la dinamica degli avvenimenti occorsi a Boston, ma è necessario denunciare la strategia della tensione di matrice governativa, strategia in cui anche i servizi segreti (deviati?) italiani sono maestri… 

Riferisce Mike Adams di “Natural News” che gli ordigni alla maratona di Boston sono detonati nel corso di un’esercitazione che prevedeva un’esplosione controllata per opera di artificieri. Come ha scritto il Boston Globe: “Ci sarà un’esplosione controllata di fronte alla biblioteca, come parte delle attività che saranno compiute dagli artificieri.” […] Questo è l’esatto modus operandi della confraternita segreta che governa il mondo dal regno delle ombre! Elencherò una serie di “attacchi terroristici” che hanno avuto luogo nello stesso tempo e nello stesso modo nel corso di esercitazioni condotte da agenzie governative o da società affiliate al governo.

1. Durante gli attacchi del 9 11, la U.S. Air Force stava conducendo una simulazione in cui dei terroristi dirottavano degli aerei per dirigerli contro alcuni grattacieli. Inoltre, per diversi anni prima degli eventi del 9 11, l’Agenzia per la difesa degli Stati Uniti ha compiuto esercitazioni con aerei reali, simulando attacchi terroristici con velivoli che si schiantano contro edifici, tra cui le Torri gemelle ed il Pentagono. La mattina del 9 11, diverse agenzie della “difesa” si dilettarono in cinque giochi di guerra. Era anche contemplata la trasmissione di falsi segnali radar sugli schermi dei controllori di volo.

2. Erano in corso simulazioni di un attentato terroristico il 7 luglio del 2005 a Londra, quando ebbero luogo gli attacchi reali. Una società privata stava eseguendo un’operazione di addestramento contro il terrorismo, quando le vere esplosioni squassarono la rete di trasporto della metropolitana. Queste informazioni non provengono da una fonte anonima, ma da Peter Power, il dirigente della ditta che svolse l’esercitazione.
Peter Power dichiarò: “Ieri eravamo effettivamente in città a lavorare in un addestramento che comprendeva trasmissioni radio finte quando è successo per davvero. Quando i telegiornali hanno cominciato a diffondere la notizia dell’attentato, la gente ha riconosciuto che l’esercitazione era stata molto realistica, senza rendersi conto che era stato veramente perpetrato un atto terroristico”.

Non so quanti di voi lo ricordino, ma quasi un’ora dopo gli attacchi alla metropolitana di Londra, una quarta bomba esplose sul piano superiore di un autobus. Peter Power aggiunse: “Abbiamo simulato uno scenario che prevedeva l’esplosione di più bombe, di cui una su un autobus di interscambio. Ciò per sperimentare al meglio le nostre capacità”.

3. Durante il massacro di Sandy Hook, il Dipartimento per la sicurezza nazionale e la FEMA. condussero un addestramento denominato “Needs for children in disasters” nello stesso giorno, 14 dicembre 2012, e nello stesso stato degli accadimenti occorsi alla Sandy Hook School.

4. Una “simulazione” di un terremoto di 7.9 gradi della scala Richter fu pianificata il 20 marzo 2012 in Messico. Nel medesimo giorno un sisma di magnitudo 7,9 si verificò realmente.

5. Il medesimo giorno del cosiddetto “massacro di Batman” ad Aurora si svolse un’esercitazione alla Colorado University.

6. Attentati di Oslo, Norvegia, 22 luglio 2011. Ad Oslo una potente bomba detonò dentro o vicino all’edificio che ospitava l’ufficio del Primo Ministro. Esattamente come ci aspetteremmo, speciali reparti di polizia anti-terrorismo si erano addestrati collocando degli ordigni proprio in quel sito, in particolare nel corso del 2010. L’opinione pubblica non era stata informata in anticipo, ma scoperse che cosa stava accadendo quando cominciò ad udire le deflagrazioni nel quartiere dove sorge il Teatro dell’Opera, a meno di un chilometro di distanza dall’ufficio del primo ministro che fu attaccato venerdì 22 luglio. Ecco una cronaca dal quotidiano “Aftenposten”.
‘Sono stati visti agenti nella zona intorno al Teatro dell’Opera di Oslo e si sono udite violente deflagrazioni in alcuni quartieri della città. Nessuno sapeva che era in atto un’esercitazione. La Sezione informazione della polizia di Oslo si rammarica profondamente che i cittadini non siano stati resi edotti circa l’addestramento. Era all’opera la squadra di emergenza, l’unità speciale della polizia nazionale contro il terrorismo (sic): essa stava compiendo un’esercitazione nella zona transennata del molo Bjørvika”. […]

L’attentato alla maratona di Boston è stato subito etichettato dai funzionari come un “attacco terroristico”. Si tratta in effetti di un attacco terroristico, ma i terroristi appartengono alla cosiddetta élite che trae cospicui vantaggi da questi atti sanguinari.

E’ ancora un altro inganno: per favore, non cadete nella trappola! Come conseguenza si perderanno ulteriori libertà. Dobbiamo aspettare e vedere chi sarà falsamente accusato dalla Fratellanza babilonese. Rimanete con la mente aperta e, per piacere, condividete l’articolo. E’ fondamentale per diffondere la consapevolezza.

Fonte (dove potete consultare tutti i link che giustificano le varie affermazioni e dove trovate diversi aggiornamenti): humansarefree.com

traduzione tratta da http://zret.blogspot.it/2013/04/maratona-di-boston-quando-il-governo-e.html#comment-form

Ulteriori informazioni fotografie e video che sembrano provare la matrice statale dell’attentato sono reperibili ai seguenti link:
NB: c’è una testimone chiave del massacro alla scuola Sandy Hook che è pure testimone chiave della strage alla maratona di Boston, mentre i primi agenti che arrivano sul posto nei due casi sembrano molto somiglianti; in più ci sono diverse foto di agenti con auricolari che sono molto sospetti.

Quanto a Ferdinando Imposimato, per quanto concordo con molte sue analisi e dichiarazioni, il sospetto che anche lui abbia qualcosa da nascondere resterà fino a quando si limiterà a denunciare le stragi di stato senza fare cenno alle scie chimiche.

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LA SCIARADA BOSTON-CECENIA DELL’FBI

DI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com

LONDRA – L’esplosione delle bombe a Boston è stata decisamente un’azione vendicativa. Questo è certo. Il punto è: che tipo di vendetta?
Può essere stata un’operazione d’intelligence finita molto male. Può essere stata una controffensiva degli ex-“guerrieri della libertà” – in questo caso di etnìa cecena – riconvertiti in terra-risti. Può essere stata una rappresaglia alla politica estera americana che prende di mira i Musulmani, spedendoli a Guantanamo, Abu Ghraib o Bagram, estradandoli in modo straordinario o assassinandoli intenzionalmente.

Ovviamente, l’FBI non sta ammettendo alcuna di queste ipotesi. Si attiene strettamente a quei contorti copioni delle notti Hollywoodiane impregnate di cocaina degli anni ’80: un paio di delinquenti che “odiano le nostre libertà” perchè… le odiano e basta.

Come ho già scritto altrove (1) quasi come preambolo a questo articolo, ci sono buchi intergalattici nella storia dei Fratelli Tsarnaev. Ora sappiamo anche – attraverso la loro madre – (2) che l’FBI teneva d’occhio il fratello maggiore, Tamerlan, già da cinque anni. In una successiva intervista a Piers Morgan della CNN, la madre ha parlato di un vero e proprio “counseling”.

Allo stesso tempo, l’FBI fu costretta ad ammettere che già nel 2011 aveva accettato la richiesta da parte di un governo “straniero” (nome in codice: Russia) di controllare meglio Tamerlan. Questo, a quanto pare, l’hanno fatto – senza trovare in lui alcuna attività di tipo terroristico.
Che è successo dopo? Alcuni soggetti dell’FBI con un QI maggiore di 50 devono essersi resi conto di aver messo le mani su un prezioso “bene” Ceceno – americano. Quindi Tamerlan divenne un informatore dell’FBI. Potevano manovrarlo come una marionetta – come avevano fatto con altri prima di lui.

D’altra parte se non l’avessero fatto, l’FBI sarebbe stata giustamente accusata d’imbarazzante incompetenza (e non sarebbe stata la prima volta). Perché quello che l’FBI sta dicendo è che non avevano alcun indizio su che cosa il loro “uomo” stesse lavorando, che stesse preparando una bomba, che l’avesse collaudata e che stesse trasportando uno zaino nero sospetto alla maratona di Boston.
Quello che l’FBI non dirà mai è quando sia stata l’ultima volta che hanno controllato/monitorato/tampinato Tamerlan. Ricordatevi che questa è la stessa FBI che ci ha regalato il complotto Iraniano-Messicano alla Fast and Furious per uccidere un Ambasciatore saudita,(3) complotto poi rientrato nel giro di pochi giorni.
Tamerlan, alla fine, ha deciso di sFBIzzarsi (..e non ci vuole poi così tanto) – e dopo anni di vessazioni e ossessioni, ha iniziato a fare il doppio gioco. Risulta che abbia lasciato gli USA per la Russia per un lungo periodo di tempo – dal Gennaio al Luglio 2012. Nessuno sa esattamente cosa abbia fatto; all’FBI piacerebbe poter dimostrare che era impegnato in attività di addestramento tattico di tipo terroristico. Eppure, se fosse stato davvero un “uomo” prezioso, sarebbe stato mandato in missione come infiltrato degli jihadis ceceni capeggiati da Doku Umarov nel vicino Dagestan.

Per quanto riguarda l’ultima parola, densa di sfumature, sul rapporto molto stretto che intercorre fin dagli anni ’90 tra Washington ed i terra-risti Ceceni – un argomento tabù per i grandi gruppi d’informazione americani – basta leggere l’articolo del sorprendente Sibel Edmonds, a questo link. (4)

L’ESERCITAZIONE

L’FBI ha il potere di imporre agli USA e al mondo intero questa improbabile sceneggiatura del “giovane Ceceno cattivo”. Cerchiamo quindi di sviluppare uno scenario alternativo e credibile, e vediamo dove ci porta.

Invece di due ragazzi “stranieri”, completamente americanizzati, in cui all’improvviso scoppia un odio “contro le nostre libertà”, instillato da un indottrinamento jihad, per lo più online, cerchiamo di capire chi trae un reale vantaggio dai fatti di Boston.

Il Boston Globe è stato costretto a far “sparire” l’informazione che durante la maratona fosse in corso un’esercitazione anti-terrorismo, completa di cani da fiuto di esplosivi.

Immaginatevi l’FBI che dice al suo “uomo” Tamerlan che avrebbe preso parte all’esercitazione. Anche se lui è un duro, avrebbero facilmente potuto minacciare la sua famiglia se non avesse cooperato.

Quindi, a Tamerlan viene consegnato uno zaino nero con dentro una pentola a pressione/bomba e gli viene detto di posarlo in un posto preciso – come fosse una delle procedure previste dall’esercitazione. Ed è proprio qui che dobbiamo stare molto attenti: non c’è alcuna prova definitiva per stabilire se questa doveva essere solo un’esercitazione o se la bomba avesse davvero dovuto esplodere.

Supponiamo che il duro Tamerlan e suo fratello Dzhokhar siano i veri responsabili (escludendo del tutto l’FBI). Tutta quella programmazione doveva necessariamente prevedere un’immediata via di fuga – trasporto, passaporto, denaro, biglietti aerei. Non c’era niente. Dzhokhar andò a scuola, fece allenamento in palestra, socializzò, mandò messaggi su Twitter.

Non c’e’ ombra di testimone che dica che furono i due fratelli a posizionare le bombe. Lo fecero perché glielo ordinò l’FBI. E da qui in poi, è tutto pieno di buchi. Hanno rubato una Mercedes a una stazione di servizio mettendo in fuga il guidatore – non senza dirgli che erano loro i dinamitardi della maratona. Dzhokhar con la Mercedes sfugge ad una grossa sparatoria, sfondando un imponente sbarramento di poliziotti –senza però evitare che la Mercedes investisse Tamerlan, il cui corpo era foderato di esplosivo. Dzhokhar lascia una scia di sangue ma non viene inseguito da alcun cane.

E poi è stata collaudata la cara legge marziale: un’intera città paralizzata – a un costo inimmaginabile – perché c’è un teenager in fuga. Sta attenta, America: questo è solo l’inizio.

Ciò che è certo è che i fratelli Tsarnaev non erano della jihad: solo la stampa spazzatura di Murdoch l’avrebbe bevuta. Guardate soltanto questo sito jihad (5), molto ben costruito e molto rappresentativo di quella che viene definita l’Insurrezione Islamica dell’Emirato Caucasico. Si pongono validi interrogativi, ad esempio qui.(6) E viene totalmente smontata l’ipotesi che i fratelli siano degli jihadis incalliti.

L’ONNISCIENTE “THE CRAFT”

Poche divise paramilitari del mondo occidentale industrializzato sono tanto sinistre quanto quella di the Craft (7). E’ The Craft il responsabile dell’esercitazione. Il suo simbolo è un teschio, molto simile a quello dell’eroe della Marvel, Ghostrider il Punitore. Il suo motto non è per niente “timido”: “Qualsiasi cosa ti abbia detto tua madre, la violenza risolve i problemi”. Non c’e’ traccia sui mezzi d’informazione americani degli operativi di The Craft presenti in gran numero alla maratona di Boston: un vero e proprio blackout mediatico.

I canali d’informazione alternativi, tuttavia, non si sono fatti intimidire. Su questo link (8) si possono trovare numerosissime immagini che mostrano gli operativi del Craft alla maratona, con tanto di uniforme da combattimento, zaini neri, attrezzature tattiche e persino rilevatori di radiazioni. Ora, come ha reagito l’FBI? Imponendo un totale blackout. Censura totale delle immagini (“…qualsiasi altra immagine non sarà ritenuta credibile”). Solo foto e video dei fratelli Tsarnaev. Il Craft non si tocca.

Il problema è che tutto quello che in questa vicenda riguarda The Craft è molto preoccupante.
1) La sua invisibilità – con i grandi gruppi mediatici che s’inchinano all’FBI e non ne fanno alcuna menzione.
2) La loro esperienza nel campo della sicurezza – un esercito di mercenari strapagati e di duri super addestrati carichi di attrezzature supertecnologiche che non riesce a trovare un paio di bombaroli dilettanti.
3) La sinistra possibilità che questa potrebbe essere stata un’operazione segreta messa in atto proprio da The Craft.

Se ci atteniamo alla realtà, tralasciando gli eroi della Marvel, tutto dell’attentato alla maratona di Boston ricorda molto da vicino il modus operandi di quella dubbia galassia di finti al-Qaeda. Inoltre, le prove e notizie raccolte intorno alla storia e al comportamento dei fratelli – nessun trascorso militare o di sabotaggi – suggeriscono anche che non avevano l’esperienza necessaria per organizzare la cosa tutta da soli. E’ invece ragionevole supporre che si sia trattato di un’operazione copiata da quelle di al-Qaeda e poi attribuita a un paio di ‘capri espiatori’ – qualcosa che, in teoria, il Craft poteva facilmente architettare.

Ed ecco, quindi, dove ci porta questo scenario piuttosto realistico: una falsa operazione FBI/Craft che 1) poteva finire molto peggio; ecco spiegata la necessità di trovare due agnelli sacrificali nel giro di poche ore; oppure 2) la sinistra probabilità che tutto questo è stato progettato come uno stratagemma per produrre quel preciso risultato – ovvero, la quasi totale militarizzazione della vita civile statunitense.

E’ scritto (col sangue) su tutti i muri. Le ultime vestigia dello stato di diritto stanno svanendo – anche se una commissione bipartitica aveva scoperto che diversi alti funzionari dell’amministrazione di George W Bush erano tutti coinvolti in torture, e che le torture erano sistematiche, benché non servissero per nulla a evitare future azioni terroristiche.

Washington sta per unirsi ai luccicanti ranghi dell’Egitto di Mubarak, del Bahrain e dell’Uganda. Come dice quel malefico piccolo impiastro del Senatore Lindsay Graham: “Oggi il campo di battaglia è il territorio nazionale”. E se noi te lo diciamo, tu devi combattere il nemico.



Pepe Escobar è autore di Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007) e di Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge. Il suo ultimo libro, pubblicato di recente, è Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009).
Lo si può contattare a questo indirizzo: pepeasia@yahoo.com.

Fonte: http://www.atimes.com
Link: http://www.atimes.com/atimes/World/WOR-01-220413.html
22.04.2013

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

NOTE:

1) http://rt.com/op-edge/boston-bombing-us-chechen-133/
2) http://www.youtube.com/watch?v=wHfn3bJsg4I
3) http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/2011/10/201110121715573693.html
4) http://www.boilingfrogspost.com/2013/04/19/usa-the-creator-sustainer-of-chechen-terrorism/#more-19602
5) http://www.kavkazcenter.com/eng/
6) http://www.kavkazcenter.com/eng/content/2013/04/21/17675.shtml
7) http://thecraft.com/
8) http://www.naturalnews.com/039977_The_Craft_Boston_marathon_private_military_contractors.html

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Per noi che sappiamo e lo dichiariamo, nulla di nuovo. Boston e le lettere avvelenate sono tappe intermedie della guerra scatenata nel 2001 e che continuera’. La tecnica adottata e’ sempre la stessa e funziona, quando seppi della notizia gia’ mi aspettavo che pochi giorni dopo avrebbero incastrato due musulmani, ovviamente burattini gia’ pronti per l’uso.

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Nonstante sia un estimatore di Escobar penso che questa volta si sia inoltrato in una visione troopo surreale degli avvenimenti. La conclusione sui craft la trovo troppo facile per un segugio come lui. La cosa che mi sembra strana è che questi agenti privati vanno a fare un attentato tutti vestiti in uniforme in maniera da essere ancora più visibili. Non credo. Non so quale sia la regia occulta dietro questo attentato ma non credo nella versione dei craft. Credo piuttosto che siano stati pagati per vigilare tra i civili. L’ FBI non lascia traccia, la CIA non lascia traccia. 9/11 dice tutto.

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A Mio parere qui siamo di fronte ad un nuovo caso Merah.
Probabilmente i 2 Fratelli ceceni sono stati incastrati per darli in pasto ai Media.
A naso direi che tutta la faccenda è stata organizzata e fatta dall’interno.
I Servizi Segreti di solito fanno cosi’ , arruolano sconosciuti infiltrabili , li usano e se ne sbarazzano una volta raggiunto lo scopo.
Se è cosi’ il Giovane Tsarnaev ha vita breve e gli capiterà qualche “incidente” a breve.

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ma se il ragazzo (il grande) l’hanno presso vivo uno cosi vi sembra morto????

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USA: Il più pericoloso Stato terrorista del mondo.

Che è da tempo rivolto pure contro gli stessi cittadini americani.

Bello, il “Primo Mondo”.

E che adesso sta cercando di rovesciare Maduro in Venezuela e di destabilizzare il governo argentino, tra tanti altri disastri che sta facendo nel mondo e negli Stati Uniti pure.

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martedì 23 aprile 2013
Swat-Assault-Team-1080p-Desktop-WallpaperAd oggi – una settimana dopo l’attentato alla maratona – gli avvenimenti di Boston continuano ad avere molti punti oscuri mentre emergono nuovi elementi che contraddicono le spiegazioni del mainstream.
Ma è soprattutto l’incredibile sceneggiata della caccia all’uomo a far pensare a qualcosa d’altro che non ad una semplice ricerca dei colpevoli.di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)

Nella peggiore tradizione cinematografica cui Hollywood ci ha abituato, abbiamo assistito nei giorni scorsi allo spettacolo di una città – Boston – completamente blindata, con il coprifuoco, da cui nessuno poteva uscire né entrare.
tsarnaev-brothers-parents-innocentProprio Boston – la città da cui è partita la rivoluzione americana contro il potere dei reali d’Inghilterra, sarà un caso? – il primo germe della Land of the Free, è diventata ostaggio di CIA ed FBI, sotto legge marziale e con irruzioni violente nelle case private.
9.000 uomini – comprese le famigerate forze speciali SWAT – pesantemente armati hanno paralizzato completamente la città in una caccia all’uomo in cui i ricercati sono stati indicati aprioristicamente come colpevoli dell’atto terroristico, dando così la stura a una nuova ondata di islamofobia.

Un esperimento di legge marziale e di occupazione militare di un’intera città.

I cittadini hanno potuto sperimentare come i diritti civili non abbiano alcun valore di fronte alle pretese motivazioni di sicurezza nazionale, cosa che si ripete ormai a scadenze regolari nella storia recente di questo Paese.
Ma la scala in cui questa occupazione manu militari di Boston si è svolta è superiore a qualsiasi altra nel passato e fa pensare ad una prova generale di possibili operazioni future.

Basta evocare una minaccia terrorista, straniera o domestica, reale o fittizia – come le famigerate weapons of mass destruction di Saddam che si rivelarono una colossale bufala – che la propaganda governativa rilanciata dai media mainstream batte la grancassa del patriottismo costi quel che costi.
A quel punto il cittadino scopre di non aver più diritti civili, di essere di fatto prigioniero in casa propria e soggetto a qualsiasi possibile violenza da parte delle forze speciali che perquisiscono casa per casa alla ricerca del terrorista di turno.

bratkiQuanto ai due fratelli Tsarnaev, cui fin dall’inizio è stata gettata addosso la croce della colpevolezza, ora stanno emergendo fatti a dir poco inquietanti: in una intervista alla BBC (1) la madre di Tamerlan e Dzhokar sostiene che l’FBI – che li teneva d’occhio da ben 5 anni come presunti sovversivi – avesse sempre saputo benissimo dove fossero.
Infatti emergono ora degli elementi seri a indicare come l’FBI sapesse già da tempo che Tamerlan Tsarnaev fosse un “islamico radicale” dal 2010, in quanto messa sull’avviso dal governo russo ancor prima del viaggio di 6 mesi del giovane ceceno nel suo Paese d’origine (2).
article-2312378-19673BB0000005DC-916 470x573Eppure l’FBI aveva dichiarato immediatamente dopo il massacro della maratona che ignorava l’identità dei due sospetti, chiedendo anzi alla popolazione di aiutare gli investigatori a trovare i colpevoli dell’attentato.
Non solo: la CBS ha riportato che l’FBI aveva addirittura negato di aver avuto qualsiasi contatto con i due fratelli. Messa successivamente alle strette dai giornalisti – viste le notizie che iniziavano a trapelare –  l’agenzia investigativa ha dovuto confessare di averli interrogati già nel 2011, ammettendo alla fine di conoscerli bene e di averne seguito da tempo le mosse.
I media russi hanno inoltre confermato che i servizi russi avevano nuovamente contattato l’FBI nel novembre dell’anno scorso a proposito di Tamerlan (3).

fatherAnche il padre dei due fratelli, Anzor, afferma in un’intervista alla Reuter che agenti dell’FBI erano già venuti a casa loro a Cambridge, Massachusetts, almeno cinque volte a cercare Tamerlan.
Vi sono, come si vede, ancora molti lati oscuri della vicenda e – conoscendo tristemente le recenti vicende di false flag stile Twin Towers e di patsies (capri espiatori) stile Oswald  – essi resteranno oscuri ancora per lungo tempo, ma una cosa è certa: sia stato o meno un atto terroristico autentico  – e non costruito ad arte con dei capri espiatori che erano in realtà agenti che facevano il doppio gioco come sostengono ora gli israeliani della Debka (4) – esso è stato usato dal governo come pretesto per una escalation ed una prova generale di applicazione di legge marziale e di repressione interna.
Cosa c’è dietro?
Un voler saggiare la reazione della popolazione verso un nuovo ‘pericolo islamico’? Il preparare la strada a nuove crociate contro stati-canaglia come quelle cui ci ha abituato tristemente l’era Bush?
I prossimi giorni ce lo diranno.
war-on-terrorIl punto sembra essere comunque questo: la ‘War on terror’ deve venir alimentata regolarmente dal consenso popolare, così che milioni di americani ritengano indispensabile un apparato militar-poliziesco orwelliano mentre le corporation delle armi, delle ricostruzioni post-belliche e del petrolio continuano a fare profitti multimiliardari.
Lo spettro del terrorismo viene sbandierato ad arte – quando non direttamente creato dai servizi – dai media, che sono il vero e proprio ministero della propaganda del regime, proprio per catalizzare i sentimenti di sdegno e di dolore del popolo davanti alle stragi di innocenti, come abbiamo ben potuto sperimentare anche noi in Italia con la nostra ‘strategia della tensione’.
Prima i sovietici, poi i vietnamiti ed ora gli islamici sono il nemico di cui ha bisogno il mostruoso apparato militare USA per poter tenere soggiogato il mondo e il proprio popolo, con la sospensione dell’Habeas Corpus, dei diritti civili, con gli assassini mirati con i droni e con il potere praticamente senza limiti assegnato all’‘Homeland Security’.
frankUn conferma indiretta viene, d’altra parte, dalle stesse parole di quel generale Tommy Franck, che guidò l’invasione dell’Iraq nel 2003, alla ricerca di fantomatiche armi di distruzione di massa, secondo il quale le stragi di civili sono necessarie per dar vita alla consapevolezza della gente e per canalizzare l’appoggio popolare alla ‘guerra globale al terrorismo’ attraverso la militarizzazione del Paese, in modo da evitare altri episodi del genere. (5).

Cosa aggiungere a questa delirante dichiarazione di intenti?

(1)

(2) http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324763404578433113880189762.html
(3) http://www.dailymail.co.uk/news/article-2312496/Tamerlan-Tsarnaev-Russia-asked-FBI-investigate-Boston-bomber-just-6-MONTHS-ago.html
(4) http://www.debka.com/article/22914/The-Tsarnaev-brothers-were-double-agents-who-decoyed-US-into-terror-trap
(5) “[A] terrorist, massive, casualty-producing event [will occur] somewhere in the Western world – it may be in the United States of America –that causes our population to question our own Constitution and to begin to militarize our country in order to avoid a repeat of another mass, casualty-producing event.” (General Tommy Franks Interview, Cigar Aficionado, December 2003)

Fonte: http://www.liberopensare.com/articoli/item/461-boston-una-prova-generale

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Boston, un’intera città agli arresti domiciliari

giovedì 25 aprile 2013
Di Stefano Fait per IxR

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Si dovevano attaccare i civili, la gente, donne, bambini, persone innocenti, gente sconosciuta molto lontana da ogni disegno politico. La ragione era alquanto semplice: costringere … l’opinione pubblica a rivolgersi allo stato per chiedere maggiore sicurezza.
Vincenzo Vinciguerra, ex agente Gladio, deposizione
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La vera notizia è come è bastato un decennio per addomesticare i cittadini americani e far loro accettare detenzione permanentetorturaesecuzione sommaria di cittadini americani, in patria o all’estero, una massiccia presenza di paramilitari nelle loro strade e nelle loro case. Ogni richiesta fatta dalle autorità era a titolo volontario, ma quasi nessuno si è rifiutato di ottemperare. E’ vero che Boston è un caso particolare: una città particolarmente rispettosa della legge e con forti simpatie per il presidente Obama. Tuttavia resta il dato davvero inquietante di una popolazione fin troppo facilmente malleabile e disposta a credere, obbedire, combattere la “Guerra al Terrore”. La buona notizia è che le voci di dissenso stanno facendosi sentire in rete e nei forum dei quotidiani, in modo articolato e fermo. Boston è servita da monito.

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Allo stato attuale, non vi è nulla di sostanziale che colleghi i due indagati al delitto. Ci sono voci, 32 secondi di video per nulla incriminante (così tante telecamere a circuito chiuso ma nessuna registrazione utile?), alcune fotografie non troppo chiare, i loro zaini sembrano diversi da quelli incriminati. Non c’è un movente, non c’è una  prova visiva che mostri i sospetti che dispongono la bomba sulla scena del crimine e non c’è alcun filmato dei sospetti in fuga da una qualunque scena del crimine. L’automobilista rapito che, ci viene detto, ha riferito che i due, prima di lasciarlo andare senza torcergli un capello, si sono autoaccusati dell’attentato (!!!??? per farsi prendere più facilmente?), non è stato intervistato da nessuno, si è letteralmente volatilizzato. Ci sono ben 6 versioni discordanti di come è avvenuta la cattura.
Al momento nessun giudice li condannerebbe.
Obama, in quanto presidente, non deve permettersi di emettere sentenze, come ha implicitamente fatto e come esplicitamente fa con le sue liste di persone da uccidere con i droni.
Il ragazzo è un cittadino americano, non un “nemico combattente” come John McCain vorrebbe che fosse considerato, in modo da farlo internare e processare da un tribunale militare, a porte chiuse .
Non deve essere interrogato dall’FBI e giudicato a livello federale. La giurisdizione è quella del Massachussetts: si sta forse cercando di sfruttare il caso per degli scopi che hanno poco a che vedere con la sicurezza dei cittadini e molto a che vedere con ulteriori restrizioni dei loro diritti (se possono fare a pezzi la costituzione per un cittadino americano, lo possono fare per tutti)? Oppure si sta cercando di evitare che qualcuno capisca in che rapporti erano stati il fratello maggiore e l’FBI nel corso degli ultimi 3 anni?
L’FBI organizza complotti terroristici, agevolando gli estremisti, fornendo loro idee, logistica, contatti ed armi per arrestarli preventivamente, senza che i cittadini si chiedano se non sia istigazione a delinquere, se queste persone avrebbero realmente compiuto certe azioni se non fossero stati inseriti in un certo tipo di dinamica:
L’FBI sorvegliava Tamerlan, il fratello maggiore, da 3 anni e lui lo sapeva, perchè avevano informato i suoi genitori (!). Allora perché quell’appello ai cittadini affinché aiutino ad identificare dei sospetti che già conoscono? 
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Il giovane Dzhokar Tsarnaev era un giovane cittadino Americano modello. Era un calciatore e si allenava tre volte in settimana con i suoi compagni di squadra e, non contento, era anche il capitano della squadra di wrestling del suo istituto: i suo compagni di wrestling lo ricordano come una persona sempre disponibile pronta ad elargire consigli. Aveva ottenuto una borsa di studio in medicina, voleva diventare un infermiere, era stato un bagnino perché “voleva salvare la gente”, nel tempo libero assisteva come volontario ragazzini affetti dalla sindrome di Down. Nessuno dei suoi amici più stretti l’ha mai considerato una persona religiosa. I suoi insegnanti lo hanno descritto come uno studente ideale. I suoi vicini come un ragazzo adorabile. Era l’incarnazione del sogno Americano ma, da un giorno all’altro, ci viene detto che è diventato uno jihadista che uccide civili ad una competizione sportiva (lui che adora lo sport) e la sera stessa va ad una festa (mentre il fratello va tranquillamente in palestra ad allenarsi), poi a dormire nella sua stanza. Il giorno dopo si rende conto che è in corso una caccia all’uomo, scappa con suo fratello maggiore, ruba un’auto ma rilascia il proprietario dopo avergli detto che è l’autore dell’attentato (!!! – questo sostengono le autorità investigative: nessuno ha visto e intervistato questo tizio), sfugge alla cattura anche se dopo la prima sparatoria è circondato da poliziotti.
Per qualche ragione le sue radici cecene non lo spingono ad attaccare la Russia ma gli Stati Uniti che gli hanno dato tutto quel che poteva desiderare, inclusa la cittadinanza (qualche mese fa). È uno jihadista ma non si immola e non si comporta come tale; è come se avesse due personalità e nessuno avesse mai visto quella islamista.
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Ancora più drammatica è la criminalizzazione dei giovani: secondo la stessa versione ufficiale in cui cambiano i nomi e i connotati ma gli altri dettagli si ripetono, gli autori di attentati e stragi sono immancabilmente giovani immaturi, inquieti e, soprattutto, indignati con il governo. Questi escono di testa per ragioni che non sono mai chiare, agiscono da soli e sfruttano insospettabili abilità militari per uccidere degli innocenti e/o sfuggire alla cattura: fino alla loro uccisione o suicidio, come in ogni film americano che si rispetti.
Il copione è ripetitivo e meccanico, ma le serie TV (24, Homeland) ed i blockbuster lo hanno reso plausibile per un pubblico ovinizzato che delega ad altri le attività cerebrali non necessarie alla sopravvivenza fisica.
Le autorità ci assicurano che il fratello maggiore era un integralista, a dispetto delle apparenze (era appassionato di hip-hop, skateboard e droghe leggere)
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e, stando al racconto della madre, Zubeidat K. Tsarnaeva, negli ultimi anni l’FBI l’aveva avvertita del fatto che il figlio Tamerlan era su una brutta strada e che lo stavano sorvegliando [NB, l’FBI ha ammesso che le cose stavano così solo DOPO l’intervista della madre ad una TV russa]. Questo significa che dovevano sapere che aveva consultato dei siti per costruire bombe fatte in casa (se è vero) e che dovevano sapere che si era comprato un arsenale di armi…però…boh?
Nel 2011 l’intelligence russa aveva chiesto all’FBI di indagare su di lui, per capire se era “a rischio”. L’FBI fece delle scrupolose investigazioni (internet, telefonate, conoscenze, biografia, movimenti, domande a parenti e conoscenti, ecc.) senza trovare alcuna attività sospetta o legame con associazioni terroristiche, ma riferì di un’evidente tendenza integralista:
Dopo l’attentato Tamerlan non si è suicidato: è tornato a casa dalla bella moglie americana – Katherine Russell – e dalla figlia (fonte: Telegraph).
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Le autorità, a partire dal presidente, stanno trattando dei sospetti alla stregua di colpevoli già condannati.
Questo normalmente succede in un sistema giuridico primitivo come quello giapponese, dove l’imputato deve dimostrare di essere innocente. In un sistema giuridico civile l’accusa deve dimostrare la colpevolezza. Dal Patriot Act in poi gli Stati Uniti non sono più un paese civile e, anche grazie a certe leggi controfirmate da Obamail nostro presunto terrorista rischia di scomparire per anni in un labirinto giudiziario, come se fosse a tutti gli effetti morto (morte civile):
http://www.informarexresistere.fr/2012/01/07/ndaa-torneranno-i-campi-di-concentramento-in-america/#axzz2QwmMcGkz
Nessuno si curerà della sorte di Tsarnaev, preventivamente condannato article-2311986-19652E8C000005DC-965_306x423dall’opinione pubblica, allo stesso modo in cui praticamente nessuno si preoccupa dei diritti degli internati nei campi di prigionia antiterroristi americani. Però è così che i diritti di tutti vengono amputati: prima si colpiscono le figure marginali, detestate o appena tollerate (zingari, ebrei, comunisti, gay, ecc.) e poi, nel constatare che la popolazione non reagisce, l’abolizione della tutela giuridica si istituzionalizza, si espande e diventa sempre più arduo contestarla. Per abolirla non resta altro da fare che combattere e sacrificare la propria vita. E’ quel che succederà negli Stati Uniti nei prossimi anni, con buona pace degli obamofili. http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/28/children-of-men-i-figli-degli-uomini-un-film-preveggente/
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Boston, una città di oltre 600mila abitanti è stata, virtualmente, messa agli arresti domiciliari (chiunque si fosse trovato in strada era passibile di fermo e perquisizione corporale – in un caso un tizio è stato denudato e dei poliziotti hanno inveito contro i giornalisti) e sotto legge marziale (con migliaia di paramilitari che entravano nelle case per setacciarle, senza alcuna autorizzazione) per la durata della caccia allo studente diciannovenne modello-assistente di ragazzini down-terrorista jihadista a tempo perso.
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La militarizzazione della metropoli ora costituisce un precedente. Invece di usare i cani per rintracciare rapidamente il ricercato, che perdeva sangue ed aveva abbandonato l’auto, 9mila agenti militarmente equipaggiati hanno trascorso la notte perlustrando le abitazioni di una vasta sezione della città (senza un permesso, in piena violazione del quarto emendamento), come se fosse la cosa più naturale del mondo. Nessuno ha protestato, la folla alla fine festeggiava per le strade, senza rendersi conto dell’implicita carta bianca che hanno fornito al governo.
In nessun paese europeo, dopo la sconfitta di Hitler, la minaccia terroristica è mai stata gestita in questo modo. Queste sono “cose da Hollywood”:
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Ora qualunque cellula terroristica (e presidente) sa che basta davvero poco per mettere in stand-by gli Stati Uniti e che la popolazione accetterà con entusiasmo che la sua libertà sia sacrificata in nome della sicurezza. Il sogno di Bush è realtà, ma con Bush tutto questo non sarebbe stato possibile. Obama il Buono, invece, può, perché è “animato dalle migliori intenzioni”, nonostante tutto:
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Perciò non è un problema se il confino domestico dei cittadini elimina possibili testimoni delle azioni delle forze dell’ordine paramilitari (stavano cercando indizi o disseminando “prove”? Chi può dirlo?), se il ragazzo è stato scovato da un privato cittadino che aveva violato il coprifuoco perché non ne poteva più, se l’atmosfera diventa ancora più agghiacciante, amplificando gli effetti dell’atto terroristico.
Chiunque contesti questo genere di prassi poliziesca viene bollato come complottista (yawn/sbadiglio) o apologeta di terrorismo (!!!).
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Molti di quelli che hanno seguito Obama durante la crisi hanno osservato che il suo atteggiamento era freddo, distante, privo di emozioni, meccanico nel pronunciare parole di pura circostanza.
Il mio timore è che si stia chiudendo nel suo guscio, come accade agli schizoidi quando la situazione si fa seria. A quel punto è difficile distinguerli dagli psicopatici. A quel punto, tutto diventa possibile:
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La questione, allora, è la seguente: gli americani sono stati ammaestrati come i tedeschi negli anni Trenta, oppure saranno capaci di ridestarsi dall’ipnosi collettiva?
Se vivessi negli USA sarei seriamente preoccupato e traumatizzato, perché saranno anni di lacrime, piombo e sangue

Fonte: http://www.informarexresistere.fr/2013/04/21/stati-uniti-di-polizia-la-fase-finale-della-guerra-al-terrore-e-cominciata/

Tratto da: http://terrarealtime.blogspot.it/2013/04/stati-uniti-di-polizia-la-fase-finale.html

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Ecco bravo tu non ci vivi. Bel articolo pure corredato di foto. Non mi dispiace dirlo ma siete VOI giornalisti che create tutto questo marasma. Io ci vivo e sono stufa di leggere articoli come questi e la rete ne e’ piena.

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Menzogne dell’Impero! menzogne su menzogne!

L’unica voce che si sente sulla strage dei maratoneti di Boston è quella del Potere americano. Nel paese delle garanzie e dei diritti civili quale si atteggiano gli USA non risulta che un avvocato o più avvocati abbiano potuto assumere la difesa del ragazzo ferito a morte. Si sente ogni tanto soltanto la voce della madre che nega la responsabilità dei figli che i massmedia fanno trapelare a stento dalla fitta cortina di menzogne della FBI e del Dipartitimento di Stato accreditate senza battere ciglio sulla vicenda.
Intanto gli USA consentono ai loro gorillas in Siria di usare gas nervini per poterne accusare Assad. Gli USA che dovrebbero garantire la pace nel mondo hanno ridotto la Siria ad una macelleria umana in cui la gente sopravvissuta oramai soffre anche la fame e la sete.
Questo perchè gli eserciti americani debbono sempre essere occupati in una qualche guerra che faccia girare la giostra della industria delle armi e giustifichi le spese militari.

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Due aggiornamenti sull’attentato (false flag) di Boston

giovedì 25 aprile 2013
Consiglio vivamente la visione delle immagini di questa pagina web:
Sebbene i commenti siano in inglese direi che le immagini siano abbastanza eloquenti anche per chi non comprendesse bene questa lingua.
Qui sotto un video alquanto convincente che illustra come la foto che ritrae il presunto attentatore dopo lo scoppio dell’ordigno sia stata digitalmente manipolata per eliminare uno zainetto che ancora portava dietro le spalle, allo scopo di fare credere che costui abbia deposto lo zainetto incriminato sul luogo del delitto (zainetto che per altro sembrerebbe di colore differente da quello che conteneva l’ordigno, come mostra l’articolo segnalato all’inizio).
Per altre informazioni sul medesimo argomento vedi il precedente articolo:
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Informazioni sui presunti bombaroli di Boston che non troverete sul Corriere della Sera

20 aprile 2013 a 07:42 (Guerra al Terrore, Mondo Vecchio e Complotti, Sfatare i miti)
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Tamerlan-girlfriendPrimi tentativi di stabilire un legame con l’Iran (l’Occidente appoggia ufficialmente gli jihadisti ceceni e quelli “siriani”, ma questi “jihadisti” ceceni sono mandati dall’Iran!)

http://www.wnd.com/2013/04/boston-bombers-followers-of-irans-ayatollah/

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I due fratelli, di nazionalità turca, ottengono un permesso di residenza negli Stati Uniti e vi risiedono dal 2002. Il più grande si allena con successo come pugile e sogna di battersi alle Olimpiadi con i colori americani. L’altro, che ha trascorso la maggior parte della sua vita negli USA, ottiene una borsa di studio per un istituto esclusivo ultraliberale già frequentato da Matt Damon, vuole diventare un infermiere (!) e intanto fa il bagnino per “salvare vite umane, perché è questo che mi rende felice”. L’11 settembre 2012 diventa cittadino americano. Perché diamo per scontato che si mettano ad uccidere altri americani a casaccio, senza alcuna ragione?

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Il mero fatto che uno dei due sia musulmano (senza alcuna affiliazione) è diventato il loro movente.

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Il più giovane è convinto che la versione ufficiale dell’11 settembre sia falsa. L’11 settembre è quella suggestiva favoletta per cui dei pivelli dediti all’alcool, alle droghe, alle spogliarelliste ed al gioco d’azzardo decidono di unirsi ai fondamentalisti islamici di Al-Qaeda e, pur essendo incapaci di far volare decentemente un Cessna, riescono a colpire con precisione chirurgica 3 obiettivi su 4 nello spazio aereo meglio difeso del mondo pilotando dei giganteschi Boeing senza commettere il minimo errore. Fortunatamente per il genere umano la maggior parte degli abitanti di questo pianeta è scettica:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/22/perche-una-maggioranza-di-persone-nel-mondo-non-crede-alla-versione-ufficiale-dell11-settembre/

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/11/ferdinando-imposimato-sull11-settembre-e-sul-rischio-di-un-altro-11-settembre-in-inglese/

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Sempre il più giovane – descritto da amici e compagni di scuola come un “angelo ambulante” (walking angel) spiegava su twitter che in due settimane aveva avuto 3 incubi in cui gli Stati Uniti erano invasi dagli zombie, cominciava a sospettare che stesse per accadere qualcosa di grosso (infatti: l’hanno quasi ucciso e lo condanneranno a morte) e aggiungeva che se avesse potuto si sarebbe trasferito altrove. Il giorno dell’attentato avvertiva i suoi conoscenti: “Non c’è amore nel cuore di questa città. Restate al sicuro”. Il suo allenatore lo ricorda come un ragazzo adorabile, gioviale, atleta formidabile e gran studioso, grato di aver potuto intraprendere gli studi

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2311580/Boston-bombing-suspects-brothers-Dzhokhar-A-Tsarnaev-Tamerlan-Tzarnaev-links-Chechnya.html

Però i media riportano ossessivamente solo una frase: “mi interessano solo i soldi e la carriera” pubblicata su un account del facebook russo.

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pb-130419-boston-manhunt-04.photoblog900Non sapremo mai la loro versione dei fatti. Ci dovremo fidare della versione ufficiale. Come nel caso di Osama Bin Laden.

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Questi due ragazzi portavano due pentole a pressione negli zainetti, ma dalle immagini non sembra che gli zainetti fossero pieni e pesanti. Compiono un attentato terroristico a viso scoperto, come se volessero farsi identificare facilmente. Poi rimangono diversi giorni nei paraggi dedicandosi ai piccoli furti (perché? Non sono poveri). Non hanno pensato ad un piano di fuga? Non si preoccupano della caccia all’uomo? Non immaginano di poter essere abbattuti da poliziotti dal grilletto facile? Non cercano neppure di nascondersi? Non cambiano vestiti, aspetto? Rubano un’auto giusto per farsi individuare? È un film hollywoodiano?

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La madre afferma che il figlio maggiore era in contatto con l’FBI per almeno 3 anni

Salvo tre eccezioni, tutti i complotti terroristici sul suolo americano dopo l’11 settembre 2001 sono stati organizzati grazie ad infiltrati FBI che hanno istigato, informato ed equipaggiato degli estremisti per poi sventare gli attentati (ricerca dell’Università di Los Angeles):

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/21/lfbi-organizza-e-sventa-la-maggior-parte-degli-attentati-terroristici-islamici-sul-suolo-americano-ricerca-della-ucla/

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article-2311443-19637835000005DC-695_964x526Una delle maggiori città americane viene militarizzata (inclusa una no-fly zone e mezzi blindati nelle strade). Nulla del genere era successo a Washington per il cecchino di qualche anno fa:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/03/10/usa-condannato-morte-il-cecchino-di-washington.html

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article-2311410-195F9862000005DC-117_634x433Effetti di questo attentato terroristico sull’immaginario americano:

  • anche degli studenti modello possono essere radicalizzati;
  • questo può accadere anche senza che entrino in contatto con una rete di fanatici;
  • l’islam è un virus terribile che, in pochi mesi (pochi giorni o forse ore nel caso del più giovane), trasforma due ragazzi normali che non hanno mai dato problemi a nessuno in macchine di morte;
  • è sufficiente avere accesso ad internet;
  • su internet puoi anche imparare come farti in casa delle bombe e come maneggiare armi ed esplosivi senza farsi del male;
  • su internet puoi imparare come sfuggire per ore a migliaia di poliziotti con la migliore assistenza tecnica disponibile e “sopravvivere” a due sparatorie;
  • nessuno può sentirsi al sicuro, tutti possono essere dei potenziali terroristi, anche persone che conosci da tempo e che si comportavano così amabilmente e premurosamente;
  • se c’è una caccia all’uomo non è un problema se i poliziotti uccidono i fuggitivi, se sono ACCUSATI di essere terroristi (= il linciaggio è una buona pratica);
  • la gente può partecipare alla caccia all’uomo segnalando e pubblicando su internet foto di decine di persone completamente innocenti che saranno costrette a rivolgersi alla polizia per farsi scagionare e, se possibile, non essere linciate, ma non potranno togliere dalla rete le loro immagini;
  • la serie “Homeland” descrive la realtà, o la preannuncia, o la plasma, o comunque prepara psicologicamente la cittadinanza americana ad un certo tipo di scenario che prevede poteri virtualmente illimitati conferiti al governo federale ed alle forze dell’ordine/forze armate;
  • la legge marziale è dietro l’angolo ed è una misura ragionevole;

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Questa storia è anche più assurda di quella del terrorista di Tolosa

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/23/cose-successo-a-tolosa/

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La strategia della tensione è una tattica che mira a dividere, manipolare e controllare la pubblica opinione usando paura, propaganda, disinformazione, guerra psicologica, agenti provocatori ed azioni terroristiche di tipo false flag. L’espressione è stata ripresa dalla traduzione letterale dell’inglese strategy of tension, utilizzata dal settimanale The Observer in un articolo del dicembre 1969, per definire la politica degli Stati Uniti, con il fattivo appoggio del regime militare greco, tesa a destabilizzare i governi democratici delle nazioni con particolare valenza strategica nell’area mediterranea, nella fattispecie Italia e Turchia, attraverso una serie di atti terroristici, allo scopo di favorire l’instaurazione di dittature militari. Alla strategia della tensione sono inoltre riconducibili tentativi di colpo di stato, organizzazioni segrete eversive, e infiltrazioni di provocatori in movimenti avversi alla destra.

http://it.wikipedia.org/wiki/Strategia_della_tensione

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Meglio non essere negli USA intorno alla metà di aprile:
19 Aprile 1993: massacro di Wako.
19 April 1995: bomba alla sede dell’FBI di Oklahoma City.
20 aprile 1999: Columbine.
16 aprile 2007: Virginia Tech
15 aprile 2013: Maratona di Boston

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Boston, Toronto: solo un aperitivo?

25 aprile 2013 a 07:49 (Guerra al Terrore, Mondo Vecchio e Complotti, Terza Guerra Mondiale e Secondo Olocausto)
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10iLe due vicende di Boston e Toronto sono semplicemente grottesche: due fallimenti belli e buoni.
Una strategia della tensione ben fatta necessita di eventi di ben altra scala.
Arriveranno, forse non subito, ma arriveranno.
Tutto è pronto per l’Armageddon nel Medio Oriente: il mastino israeliano sarà sguinzagliato, nel disperato tentativo di ritardare il crac del sistema finanziario globale (quotazioni dell’oro e dell’argento impazzite) e di tenere a bada milioni di persone esasperate, con sempre meno da perdere.

BOSTON

Questa storia è obiettivamente molto confusa e lo diventa ogni giorno di più.

Dzhokhar Tsarnaev era disarmato quando si nascondeva nella barca. La nota di Associated Press osserva che questa rivelazione contraddice le versioni precedenti, in cui si parlava di una sparatoria e del tentato suicidio del diciannovenne cittadino americano di origini cecene che gli avrebbe impedito di parlare, forse per tutta la vita (invece ora parla tranquillamente e le sue condizioni sono già ritenute “soddisfacenti”):

http://www.boston.com/news/local/massachusetts/2013/04/24/officials-suspect-unarmed-when-arrested-boat/15RdBrwnAoMLdWlVun5GXI/story.html

Inizialmente le forze di polizia inseguivano 2 auto. Poi le auto sono diventate un’auto, identica a quella dei fratelli. Il proprietario dell’auto è rimasto circa 30 minuti ostaggio dei fratelli, poi è stato lasciato libero, incolume, ma nessuno ne ha più saputo niente, pur potendo fornire la testimonianza più corposa possibile sui due sospetti terroristi. Il fratellino investe il fratello con l’auto durante uno scontro a fuoco, ma in seguito – ci informano – questo fratello è stato ucciso dalla sparatoria.

Il fratello più giovane ha lasciato tracce di sangue che portano ad una barca; oppure non c’è alcuna traccia di sangue sulla parte esterna della banca e sul telo che la ricopre;  esce di sua iniziativa dalla barca dopo essere stato scoperto da un privato cittadino, al quale non spara; oppure è stato tirato fuori con la forza; oppure ha sparato contro le forze dell’ordine; oppure era disarmato ed è arrivato all’ospedale senza che gli fossero letti i suoi diritti in quanto in condizioni critiche; non può parlare perché ha tentato di suicidarsi e potrebbe essersi lesionato irrimediabilmente le corde vocali; oppure il giorno dopo è in condizioni soddisfacenti e sta parlando senza problemi.

Le bombe erano 5, 3 sono rimaste inesplose (una alla biblioteca JFK), però non ci sono indicazioni che i due fratelli siano stati visti collocare le altre 3. Non solo, sulle altre bombe è sceso il velo dei media: argomento tabù. È già stato deciso che non potevano esserci altri complici. La versione più recente è che hanno fatto tutto da soli, addestrandosi su internet, come se uno come Tamerlan Tsarnaev, che era monitorato dall’FBI, potesse imparare ad usare armi ed esplosivi in giardino – senza farsi male – e poi arrivare al dunque, non trovando alcun ostacolo.

Farsi delle bombe in casa non è un giochetto. Si rischia di restare uccisi. Chi le ha fatte? Dove le hanno testate? In che poligono di tiro hanno imparato a sparare a bersaglio? Dove hanno riposto armi ed esplosivi? Chi ha pagato l’acquisto?

A dire il vero una cosa del genere ha dei precedenti: nel 1993 l’FBI aveva fornito a degli aspiranti terroristi tutto l’occorrente e, prima dell’attentato, poteva ancora far fallire il primo attacco al World Trade Center (nei parcheggi sotterranei). Invece non l’ha fatto.

Un informatore dell’FBI sotto copertura, Emad A. Salem, incredulo nel sentire che non poteva rimpiazzare con polvere innocua l’esplosivo che poi causò la morte di 6 persone, il ferimento di altre 1000 e 500 milioni di dollari di danni, registrò segretamente le sue conversazioni telefoniche con il contatto dell’FBI. I nastri sono stati poi utilizzati come prova in un processo. Come si vede l’FBI non dà priorità alla protezione delle vite dei cittadini degli Stati Uniti:

http://www.nytimes.com/1993/10/28/nyregion/tapes-depict-proposal-to-thwart-bomb-used-in-trade-center-blast.html?pagewanted=all&src=pm

Sappiamo anche che diversi congressisti, membri della commissione 9/11 e agenti dell’FBI sospettano, e l’hanno asserito pubblicamente in più di un’occasione, che l’attacco dell’11 settembre potesse essere scongiurato e sia stato invece facilitato dalla CIA e da elementi deviati del governo, delle forze armate e della monarchia saudita:

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/23/reichstag-o-golfo-del-tonchino-tutti-e-due-un-ripassino-sul-futuro-delloccidente/

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Come ha fatto Tamerlan Tsarnaev a morire in una sparatoria della polizia (in teoria schiacciato dall’auto guidata dal fratello minore!!) quando ci sono riprese video che lo mostrano mentre obbedisce ai comandi della polizia e si fa prendere in custodia.

ed esistono le dichiarazioni di un testimone oculare che lo confermano – la BBC ha successivamente cancellato l’articolo (19 aprile 2013), ma lo potete leggere qui:

http://members5.boardhost.com/medialens/msg/1366476873.html

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Skull-TFin dall’inizio è circolata in rete una narrazione alternativa, che incolpava i mercenari di Craft International (il cui fondatore è stato assassinato un paio di mesi fa):

È infatti curiosa la coincidenza che il fratello maggiore era vestito nello stesso, identico modo degli uomini della sicurezza di Craft International (incluso lo zainetto). 

Ma possiamo immaginarci dei mercenari così stupidi da compiere un attentato a Boston vestiti con le loro uniformi e loghi in bella vista e facilmente fotografabili e registrabili dalle videocamere?

http://aurorasito.wordpress.com/2013/04/18/le-forze-speciali-dietro-le-bombe-di-boston/

La cosa è sospetta, perché quelle immagini di sorveglianza sono arrivate quasi immediatamente in rete. Non sono immagini a cui chiunque potrebbe avere accesso e certamente non in così breve tempo. Qualcuno desiderava individuare un diverso capro espiatorio? Oppure è l’opera di una gola profonda che era a conoscenza dei piani e voleva rispettare la volontà del defunto fondatore (se è realmente stato tolto di mezzo)?

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L’esercitazione antiterrorismo che si svolge concomitantemente all’attentato vero e proprio è un classico che ormai conoscono anche i bambini (è successo anche nel caso di Breivik)

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E non dimentichiamoci delle bizzarre missive avvelenate inviate ad Obama e ad un congressista, giusto per aumentare la confusione:

http://www.internazionale.it/news/stati-uniti/2013/04/17/una-lettera-tossica-diretta-a-obama/

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Il tentativo, fallito, di chiamare in causa gli iraniani è chiaramente imputabile alla fazione sionista che deve trovare un pretesto per convincere gli americani ad attaccare l’Iran.

http://www.wnd.com/2013/04/boston-bombers-followers-of-irans-ayatollah/

TORONTO

blackjackdL’Iran è come il prezzemolo: prima o poi finisce sempre al centro di tutte queste trame.

È stato chiamato in causa anche nel fallito attentato al treno canadese diretto negli Stati Uniti (doveva essere fatto deragliare).

http://www.repubblica.it/esteri/2013/04/22/news/canada_e_usa_annunciano_sventato_grande_attacco_terroristico-57266275/

Ci sarebbe una cellula alqaedista in Iran dietro questo piano terroristico. Peccato che l’Iran (come l’Iraq di Saddam Hussein) sia ai ferri corti con gli al-qaedisti per ammissione degli stessi Stati Uniti (documenti trovati nella casa di Osama Bin Laden). Al Qaeda è sunnita-wahabita e quindi fa riferimento all’Arabia Saudita, nemica giurata dell’Iran. I membri di al Qaeda fuggiti in Iran sono stati fatti prigionieri. Uno dei figli di Bin Laden è stato giustiziato in Iran:

http://www.reuters.com/article/2012/05/03/us-usa-binladen-documents-iran-idUSBRE8421EG20120503?irpc=932

“Questa è la cosa più divertente che abbia mai sentito nei miei 64 anni di vita. Un’al Qaeda iraniana è una invenzione ridicola – ha detto il responsabile delle relazioni estere della Repubblica islamica – Spero che le autorità canadesi riflettano un po’ e tengano conto dell’intelligenza della popolazione e dell’opinione pubblica”.

http://it.euronews.com/2013/04/23/attacco-sventato-al-treno-iran-definisce-ridicole-accuse-canada/

L’attacco è stato sventato proprio lo stesso giorno il cui il primo ministro Harper cercava di far passare nuove misure anti-terrorismo (= anti-diritti civili)

Harper è noto per le sue posizioni filo-sioniste

http://www.thestar.com/news/canada/2012/09/28/stephen_harper_discusses_threats_posed_by_iran.html

SIRIA, IRAN, TERZA GUERRA MONDIALE

4150146122Itai Brun, capo dell’intelligente militare israeliana, ha accusato il governo siriano di aver usato e continuare ad usare armi chimiche

http://www.guardian.co.uk/world/2013/apr/23/syrian-regime-chemical-weapons-israeli

“Le informazioni di cui sono in possesso al momento non mi danno una conferma tale da poter commentare la vicenda” ha detto John Kerry. “Ma ovviamente ogni accusa merita la massima attenzione ed è necessario verificare e capire cosa succede, su questo non c‘è dubbio”.

http://it.euronews.com/2013/04/24/israele-accusa-siria-assad-usa-armi-chimiche-usa-non-confermano/

Tutto questo non significa che Obama non abbia intenzioni bellicose. È solo che si muove cautamente, come un serpente, non come un elefante in una cristalleria (stile Bush). Infatti:

“Dagli Usa arriva un apparente voltafaccia rispetto agli impegni di Barack Obama verso il disarmo nucleare. Il Pentagono si appresta infatti a spendere 11 miliardi di dollari per ammodernare 200 ordigni nucleari tattici B61 allocati in Europa per trasformarli in “bombe atomiche intelligenti (teleguidate)” sganciabili dal controverso caccia di ultima generazione F-35, di cui si doterà anche l’Italia. E’ quanto rivela il britannico Guardian.
Le B61 sono ordigni americani conservati negli arsenali Nato europei. Sono ‘nascosti’ in Belgio, Olanda, Germania, Turchia, ma anche in Italia sul cui territorio sono ancora presenti 90 di questi ordigni (70 secondo le ultimissime stime): 50 ad Aviano in Friuli e 40 (20) a Ghedi, in provincia di Brescia”.

http://www.repubblica.it/esteri/2013/04/21/news/usa_11_miliardi_per_adeguare_le_atomiche_agli_f-35-57197605/?ref=HREC1-6

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30 aprile 2013 | Autore

Prof. Michel Chossudovsky, Global Research, 22 aprile 2013

Il generale Tommy Franks insieme ad elementi delle Fozre spaciali USAIl generale Tommy Franks insieme ad elementi delle Forze speciali USA

Nota del redattore di Global Researc

Global Research pubblicherà una serie di articoli e relazioni, al fine di promuovere la “Verità su Boston”. L’obiettivo è affrontare e sfidare la versione ufficiale degli eventi riguardanti gli attentati di Boston, nonché le interpretazioni contorte dei media mainstream. Invitiamo i nostri lettori a sottoscrivere la “Verità su Boston” e a diffonderla sui social media, i media indipendenti e i blog.

Novemila poliziotti armati, tra cui squadre SWAT, sono stati impiegati in una caccia all’uomo per catturare un studente di 19 anni dell’Università del Massaschussettes, dopo che suo fratello Tamerlan Tsarnaev, il presunto ideatore della strage della maratona di Boston, è stato ucciso dalla polizia, presumibilmente dopo un inseguimento in auto e una sparatoria con la polizia. Ancora prima delle indagini della polizia, lo studente 19enne è già stato giudicato “colpevole”. Il principio giuridico fondamentale dell’”innocenza fino a prova contraria” è stato smantellato. Secondo il presidente Obama (un laureato alla Harvard Law School), lo studente di Boston è “colpevole” di crimini efferati (senza prove e prima di essere accusato da un tribunale): “Qualunque agenda odiosa abbia spinto questi uomini [sospetti] a tali atti efferati, non potranno prevalere. Qualunque cosa pensavano di poter raggiungere, hanno già fallito… Perché dei giovani che sono cresciuti e hanno studiato qui, nella nostra comunità e con la nostra ospitalità, sono così violenti?
Assieme alle presunte lettere con antrace e ricina, a Washington DC, misteriosamente emerse sulla scia immediata della tragedia di Boston, Washington e i media hanno sottolineato i tenui legami dei fratelli Tsarnaev con l’insurrezione jihadista in Cecenia. Secondo il Wall Street Journal, citando l’opinione di esperti: “…lo sfondo della [famiglia] cecena è forse in parte ciò che ha spinto [i due sospetti] a fare quello che hanno fatto“, ha detto Lorenzo Vidino, esperto di militanti ceceni presso il Centro per gli studi sulla sicurezza di Zurigo “… Un profilo sul social network russo Vkontakte, che sembra appartenere a Dzhokhar Tsarnaev, include una clip della propaganda jihadista che invita a recarsi in Siria per combattere a fianco dei ribelli, citando le parole del profeta Maometto.” [E’ ampiamente documentato, si da il caso, che i combattenti stranieri jihadisti in Siria siano reclutati dagli Stati Uniti e dai loro alleati]. (Wall Street Journal, op cit.)
Ciò che è implicito è che, anche se i sospetti non sono legati ad una rete estremista musulmana, il loro patrimonio culturale personale e lo “sfondo” musulmano li inciterebbe, naturalmente, a commettere atti di violenza. In che modo questo concetto, che abitualmente associa i musulmani al terrorismo, ripetuto ad nauseam dai notiziari occidentali, influenza la mentalità umana? Mentre l’identità e le motivazioni dei sospetti sono all’esame degli investigatori della polizia, i fratelli Tsarnaev sono già stati classificati, senza prove a sostegno, “musulmani radicali”. In tutto il Paese i musulmani vengono demonizzati e insultati. Una nuova ondata di islamofobia si è avviata.

La creazione di una nuova leggenda: “la connection cecena”
Una nuova leggenda si disvela: “La connection cecena” che minaccia gli USA. L’islamismo creatosi nella Federazione Russa viene ora “esportato in America”. Propagato dai tabloid in tutti gli Stati Uniti, l’attentato della maratona di Boston del 15 aprile, il Giorno dei Patrioti, viene inesorabilmente comparato all’11 settembre 2001. Secondo il Council of Foreign Relations: “Le forze dell’ordine, a tutti i livelli, hanno fatto progressi nella sorveglianza e nel controllo dagli attentati dell’11 settembre 2001, ma persistono rischi per la sicurezza. Molti esperti dell’antiterrorismo sollecitano una nuova attenzione sulla capacità degli Stati Uniti di resistere e riprendersi da tali incidenti…
La tragedia di Boston viene utilizzata da Washington per inaugurare una nuova ondata di provvedimenti da Stato di polizia nei confronti di diverse categorie di “terroristi interni”? Questo evento catastrofico viene strumentalizzato per favorire la reazione del pubblico contro i musulmani? Viene utilizzato per ricostruire l’accettazione della santa crociata americana avviata durante l’amministrazione Bush, diretta contro un certo numero di Paesi musulmani, i quali avrebbero “dato rifugio a terroristi islamici“?
Secondo il potente Council of Foreign Relations (che esercita un’influenza pervasiva sia alla Casa Bianca che al dipartimento di Stato), gli attentati di Boston, ancora una volta, “sollevano lo spettro del terrorismo sul suolo statunitense, mettendo in evidenza le vulnerabilità di una società libera e aperta“. (Ibid) Contro il terrorismo, la legge marziale, che implica la sospensione delle libertà civili piuttosto che l’applicazione della legge civile, viene proposta quale soluzione. Secondo il segretario di Stato John Kerry, “penso che sia giusto dire che questa intera settimana abbiamo, piuttosto, affrontato direttamente il male”.
Si dispiega massiccio il consenso dei media (tra cui Hollywood) secondo cui gli USA sono ancora una volta sotto attacco. Questa volta, però, i presunti colpevoli sono “terroristi musulmani” non dell’Afghanistan o dell’Arabia Saudita, ma della Federazione Russa: “Se è stata stabilita una connessione tra i sospettati dell’attentato alla maratona e i separatisti ceceni, ciò indicherebbe per la prima volta che i militanti della ex-repubblica sovietica hanno lanciato un attacco mortale al di fuori della Russia. I ribelli ceceni negano qualsiasi legame con gli attentati alla maratona”. (US News)
“La connessione cecena” è ormai parte integrante del nuovo consenso mediatico. La patria americana viene potenzialmente minacciata da terroristi musulmani provenienti dalla Federazione russa, che hanno legami con al-Qaida. C’è anche un programma di politica estera dietro gli attentati. La Casa Bianca ha lasciato intendere che se i “fratelli ceceni” hanno collegamenti con l’Islam radicale, l’amministrazione “potrebbe ampliare gli sforzi dell’intelligence all’estero, nonché ampliare le misure di sorveglianza e di screening negli Stati Uniti.” Inoltre, la nuova narrazione terroristica coinvolge i jihadisti provenienti dalla Federazione russa, piuttosto che dal Medio Oriente. Vi sono implicazioni geopolitiche. Il collegamento ceceno sarà utilizzato dall’amministrazione come un rinnovato pretesto per fare pressioni su Mosca? Che tipo di propaganda mediatica rischia di emergere?

Al-Qaida e la CIA
Il pubblico statunitense viene ingannato. I media occultano attentamente le origini storiche del movimento jihadista in Cecenia e i suoi legami pervasivi con l’intelligence statunitense. Il nocciolo della questione è che il movimento jihadista è una creazione dell’intelligence degli Stati Uniti, che ha anche portato allo sviluppo dell’”Islam politico”. Mentre il ruolo della CIA a sostegno della jihad islamica (tra cui la maggior parte delle organizzazioni affiliate ad al-Qaida), è ampiamente documentato, vi è anche la prova che l’FBI ha segretamente equipaggiato e incitato i terroristi negli Stati Uniti. (Cfr. James Corbett, The Boston Bombings in Context: How the FBI Fosters, Funds and Equips American Terrorists, Global Research, 17 aprile 2013.)
L’agenda della CIA, a partire dalla fine degli anni ’70, era reclutare e addestrare “combattenti per la libertà” (mujahidin) jihadisti per condurre “una guerra di liberazione” contro il governo laico filo-sovietico dell’Afghanistan. La “Jihad islamica” (o guerra santa contro i sovietici), divenne parte integrante delle manovra d’intelligence della CIA. Ciò fu sostenuto dagli Stati Uniti e dall’Arabia Saudita, con un ruolo significativo del finanziamento generato dal narcotraffico della Mezzaluna dorata: “Nel marzo 1985, il presidente Reagan firmava la National Security Decision Directive 166… [che] autorizzava l’intensificazione degli aiuti militari segreti ai mujahidin, e chiariva che la guerra segreta afghana aveva un nuovo obiettivo: sconfiggere le truppe sovietiche in Afghanistan attraverso le azioni segrete e incoraggiare il ritiro sovietico. La nuova assistenza segreta degli USA ebbe inizio con un drammatico aumento delle forniture di armi, un aumento continuo da 65.000 tonnellate all’anno fino al 1987… così come un “incessante flusso” di specialisti della CIA e del Pentagono che si recavano nella sede dei servizi segreti dell’ISI pakistana, sulla strada principale per Rawalpindi, in Pakistan. Lì, gli specialisti della CIA incontravano gli ufficiali dei servizi segreti pakistani per pianificare le operazioni dei ribelli afghani.” (Steve Coll, The Washington Post, 19 luglio 1992.) Mujahidin di numerosi paesi musulmani furono reclutati dalla CIA. Jihadisti provenienti dalle repubbliche musulmane (e dalle regioni autonome) dell’Unione Sovietica furono reclutati. (Per un’analisi più approfondita vedasi Michel Chossudovsky, Al-Qaida e la “guerra al terrorismo”, Global Research, 20 gennaio 2008)

Al-Qaida e la Jihad in Cecenia
La Cecenia è una regione autonoma della Federazione Russa. Tra le reclute per l’addestramento specializzato nei primi anni ’90, vi era il capo della ribellione cecena Shamil Basaev che immediatamente dopo la guerra fredda, guidò la prima guerra secessionista della Cecenia contro la Russia. “Nel corso del suo addestramento in Afghanistan, Shamil Basaev si collegò con il veterano comandante dei mujahidin, il saudita “al-Qattab”, che aveva combattuto come volontario in Afghanistan. Appena pochi mesi dopo il ritorno di Basaev a Groznij, al-Qattab fu invitato (all’inizio del 1995) ad istituire una base militare in Cecenia per l’addestramento dei mujahidin. Secondo la BBC, l’invio di al-Qattab in Cecenia era stato “organizzato attraverso l’Organizzazione [Internazionale] saudita Islamic Relief, un’organizzazione religiosa militante finanziata da moschee e ricchi individui che inviano fondi in Cecenia”. (BBC, 29 settembre 1999). L’evidenza suggerisce che Shamil Basaev avesse legami con l’intelligence USA a partire dalla fine degli anni ’80. Fu coinvolto nel colpo di Stato del 1991 che portò alla disgregazione dell’Unione Sovietica. Successivamente fu coinvolto nella dichiarazione unilaterale d’indipendenza della Cecenia dalla Federazione Russa, nel novembre 1991. Nel 1992 ha guidato una rivolta contro i combattenti armeni nell’enclave del Nagorno-Karabakh. Fu anche presente in Abkhazia, la regione separatista in gran parte musulmana, della Georgia.
La prima guerra cecena (1994-1996) esplose immediatamente dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Faceva parte di una operazione segreta degli Stati Uniti per destabilizzare la Federazione Russa. La seconda guerra cecena venne combattuta nel 1999-2000. In linea di massima, le stesse tattiche terroristiche applicate dai guerriglieri in Afghanistan vennero attuate anche in Cecenia. Secondo Yossef Bodansky, direttore della Task Force sul terrorismo e la guerra non convenzionale del Congresso degli Stati Uniti, l’insurrezione in Cecenia era stata pianificata durante un summit segreto di Hizb Allah Internazionale tenutosi nel 1996 a Mogadiscio, in Somalia. (Levon Sevunts, “Who’s Calling The Shots? Chechen conflict finds Islamic roots in Afghanistan and Pakistan“, The Gazzette, Montreal, 26 ottobre 1999.) E’ ovvio che il coinvolgimento dell’ISI pakistana in Cecenia “va ben oltre la fornitura ai ceceni di armi e capacità: L’ISI e i suoi rappresentanti fondamentalisti islamici in effetti guidano questa guerra.” (Ibid.) L’ISI è permanentemente collegata alla CIA. Ciò significa che l’intelligence degli Stati Uniti, usando l’Inter Services Intelligence (ISI) del Pakistan come tramite, dirigeva il tiro nella guerra in Cecenia. Il principale oleodotto della Russia transita attraverso la Cecenia e il Daghestan. Nonostante la condanna di Washington del “terrorismo islamico”, i beneficiari delle guerre in Cecenia furono i conglomerati petroliferi anglo-statunitensi che si contendevano il controllo completo sulle risorse petrolifere e gli oleodotti provenienti dal bacino del Mar Caspio.
I due principali eserciti ribelli ceceni (che all’epoca erano guidati dai comandanti Shamil Basaev e emiro al-Qattab), stimati in 35.000 uomini, furono sostenuti dalla CIA e dal suo omologo pakistano, l’ISI, svolgendo un ruolo chiave nell’organizzare e addestrare l’esercito ribelle ceceno: “[Nel 1994] l’ISI pakistana [in collegamento con la CIA] organizzò Basaev e i suoi fidati luogotenenti, sottoponendoli ad un intensivo indottrinamento islamico e all’addestramento alla guerriglia nella provincia di Khost, nell’Afghanistan, presso il campo Amir Muawia, istituito nei primi anni ’80 dalla CIA e dall’ISI e gestito dal famoso signore della guerra afghano Gulbuddin Hekmatyar. Nel luglio 1994, dopo la promozione ad Amir Muawia, Basaev venne trasferito nella base di Markaz-i-Dawar in Pakistan per essere addestrato in tecniche avanzate di guerriglia. In Pakistan, Basaev incontrò i vertici militari e dei servizi segreti pakistani: il ministro della Difesa generale Aftab Shahban Mirani, il ministro degli Interni generale Naserullah Babar e il capo del settore dell’ISI incaricato di sostenere le cause islamiche, generale Javed Ashraf (ora tutti in pensione). Tali legami ad alto livello si dimostrarono molto utili per Basaev.” (Ibid.) Dopo il suo addestramento e indottrinamento, Basaev venne assegnato alla guida dell’assalto contro le truppe federali russe nella prima guerra cecena, nel 1995. La sua organizzazione aveva anche sviluppato forti legami con gruppi criminali a Mosca, nonché con il crimine organizzato albanese e l’UCK. (Vitalij Romanov e Viktor Jadukha, “Chechen Front Moves To Kosovo“, Segodnia, Mosca, 23 febbraio 2000) L’insurrezione cecena sul modello della jihad in Afghanistan sponsorizzata dalla CIA, servì anche come modello per diversi interventi militari sponsorizzati da USA-NATO, tra cui Bosnia (1992-1995), Kosovo (1999), Libia (2011) Siria (2011).

I ribelli ceceni: un’operazione segreta degli Stati Uniti per destabilizzare la Federazione Russa
Nel 1994-1996 la guerra cecena, istigata dai principali movimenti ribelli contro Mosca, servì a minare le istituzioni statali laiche. L’adozione della legge islamica nelle società musulmane, in gran parte secolarizzate, dell’ex Unione Sovietica, favoriva gli interessi strategici degli Stati Uniti nella regione. Un sistema parallelo di governi locali, controllati dalla milizia islamica, era stato impiantato in molte località in Cecenia. In alcune piccole città e villaggi, dei campi per la Sharia islamica furono istituiti nell’ambito di un regime di terrorismo politico. Gli aiuti finanziari dall’Arabia Saudita e dagli Stati del Golfo agli eserciti ribelli erano subordinati all’installazione dei tribunali della sharia, nonostante la forte opposizione della popolazione. Il Giudice Principale ed emiro dei tribunali della sharia in Cecenia era lo sceicco Abu Omar, che “giunse in Cecenia nel 1995 e si unì ai ranghi dei mujahidin guidati da Ibn-al-Qattab… Si mise a insegnare l’Islam con l’Aqidah corretta ai mujahidin ceceni, molti dei quali avevano credenze errate e distorte sull’Islam.” (Global Muslim News, dicembre 1997).
Il movimento wahabita dell’Arabia Saudita non solo tentava di abbattere le istituzioni statali civili in Daghestan e in Cecenia, ma anche cercava di eliminare i tradizionali leader musulmani sufi. Infatti, la resistenza ai ribelli islamici e ai combattenti stranieri in Daghestan si basava sull’alleanza dei governi locali (laici) con gli sceicchi sufi: “Questi gruppi [wahabiti] costituivano una piccolissima ma ben finanziata e ben armata minoranza. Proponevano questi attentai per terrorizzare il cuore delle masse… Creando anarchia ed illegalità, questi gruppi possono far valere la proprio dura ed intollerante versione dell’Islam… Questi gruppi non rappresentano il punto di vista comune dell’Islam, adottato dalla stragrande maggioranza dei musulmani e degli studiosi islamici, per i quali l’Islam esemplifica l’esempio perfezionato di civiltà e moralità. Rappresentano ciò che non è altro che un movimento anarchico con un’etichetta islamica… Il loro intento non è tanto creare uno Stato islamico, ma creare uno stato di confusione in cui possano prosperare.” (Mateen Siddiqui, “Differentiating Islam from Militant ‘Islamists’”, San Francisco Chronicle, 21 settembre 1999)
La seconda guerra cecena venne avviata da Vladimir Putin nel 1999, con l’obiettivo di consolidare il ruolo del governo centrale e di sconfiggere i terroristi ceceni sponsorizzati dagli USA contro la Russia.

False Flags
Il 19enne sospettato viene utilizzato come capro espiatorio. Non è neanche nato in Cecenia. Mentre lui e suo fratello non avevano alcun collegamento con il movimento jihadista, i media statunitensi creano attentamente una “connection cecena”, puntando a un modello di comportamento intrinseco associato ai musulmani: “I fratelli hanno vissuto per 10 anni negli Stati Uniti, nel periodo formativo della loro vita, presentando un comportamento normale per degli immigrati di prima generazione, ha detto Mitchell Silber, un ex agente del dipartimento di Polizia di New York. “La domanda è, che cosa ha catalizzato il cambiamento? Il nazionalismo ceceno? Hanno iniziato con il nazionalismo ceceno e in qualche modo sono passati alla causa della Jihad panislamista” (“Renewed Fears About Homegrown Terror Threat”, WSJ, 20 aprile 2013)
Ci sono prove, tuttavia, dalle testimonianze dei familiari che i fratelli Tsarnaev erano seguiti dall’FBI da diversi anni, prima degli attentati di Boston, e sono stati oggetto di ricorrenti minacce e molestie. Confermato dal Wall Street Journal, l’FBI avrebbe “intervistato” Tamerlan Tsarnaev nel 2011. (Ibid.) Ciò che è evidente è che il governo degli Stati Uniti non sia impegnato a combattere i terroristi. Tutto il contrario. L’intelligence statunitense ha reclutato e guidato i terroristi per più di 30 anni, mentre allo stesso tempo sosteneva l’idea assurda che questi terroristi, che sono in buona fede una “risorsa dell’intelligence” della CIA, costituiscono una minaccia al territorio statunitense. Queste presunte minacce da parte di “un nemico esterno”, fanno parte di una manovra propagandistica dietro la “guerra globale al terrorismo” (GWOT).

Qual è la verità?
Lo sviluppo di una milizia terrorista islamista in diversi Paesi del mondo, è parte di un complesso piano dell’intelligence degli Stati Uniti. Mentre i fratelli Tsarnaev vengono casualmente accusati, senza prove, di avere legami con i terroristi ceceni, la domanda importante è chi c’è dietro i terroristi ceceni? Con una logica completamente contorta, i protagonisti della ‘guerra globale al terrorismo’ contro i musulmani sono gli architetti de facto del “terrorismo islamico”.

La mentalità da “guerra globale al terrorismo”
La mentalità da “guerra al terrorismo” costruisce il consenso: milioni di statunitensi vengono portati a credere che un apparato di polizia militarizzata sia necessario per proteggere la democrazia. Non si rendono conto che il governo degli Stati Uniti è la principale fonte del terrorismo sia nazionale che internazionale. I media aziendali sono il braccio propagandistico di Washington, che ritraggono i musulmani come una minaccia alla sicurezza nazionale. A questo punto della nostra storia, al crocevia della crisi economica e sociale mondiale, gli attentati di Boston hanno un ruolo centrale. Giustificano lo Stato di Sicurezza Nazionale. L’evoluzione degli Stati Uniti a Stato di Polizia viene quindi accolta come mezzo per proteggere le libertà civili. Con la scusa della lotta al terrorismo, le uccisioni extragiudiziali, la sospensione dell’habeas corpus e la tortura vengono giustamente considerati come mezzi per difendere la Costituzione degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, i terroristi, creati e supportati dalla CIA, vengono utilizzati per partecipare ad azioni terroristiche “false flag” al fine di giustificare l’avvio di una crociata militare globale contro i Paesi musulmani, a cui capita di essere delle economie petrolifere.

“La produzione di stragi”
L’ex comandante del CENTCOM, il generale Tommy Franks che guidò l’invasione dell’Iraq nel 2003, aveva delineato uno scenario di ciò che descrisse come “un grave evento che causa vittime” sul suolo statunitense, (un secondo 11 settembre). Implicita nella dichiarazione del generale Franks era l’idea e la convinzione che la morte di civili sia necessaria per sensibilizzare e avere il sostegno dell’opinione pubblica alla “guerra globale al terrorismo”. “[Un] grave evento terroristico che causi numerose vittime [avverrà] in qualche parte del mondo occidentale; potrebbe accadere negli Stati Uniti d’America, spingendo la nostra popolazione a mettere in discussione la nostra Costituzione e a iniziare a militarizzare il nostro Paese al fine di evitare il ripetersi di un altro grande evento che causi numerose vittime”. (Intervista al generale Tommy Franks, Cigar Aficionado, dicembre 2003)
Mentre l’attentato di Boston è di natura completamente diversa dall’”evento catastrofico” alluso dal generale Tommy Franks, l’amministrazione, comunque, appare impregnata dalla logica della “militarizzare del nostro Paese”, come mezzo per “proteggere la democrazia.” Gli eventi di Boston vengono già utilizzati per galvanizzare il sostegno pubblico a un ampio apparato dell’antiterrorismo interno. Quest’ultimo verrebbe usato assieme agli omicidi extragiudiziali contro i cosiddetti “terroristi radicalizzati interni”: “Dal 2001 la politica dell’antiterrorismo degli Stati Uniti si è concentrata in gran parte nell’uccidere i terroristi all’estero o impedendogli di entrare negli Stati Uniti, ma gli attentati di Boston dimostrano come la diffusione delle tattiche terroristiche trascenda facilmente le frontiere. Contrastare piccoli gruppi di individui negli Stati Uniti può essere un compito tormentato”.
Bruce Riedel, direttore del Progetto Intelligence presso la Brookings Institution, un think tank apartitico di Washington, ha detto che l’attentato di Boston è probabilmente un presagio. “Siamo propensi a vederlo come il futuro fronte delle minacce terroristiche negli Stati Uniti“, ha detto, aggiungendo che il caso di un piccolo numero di radicali che vivono e complottano negli Stati Uniti, è “il peggiore incubo della comunità dell’antiterrorismo: il terrorismo interno di estremisti che acquisiscono le proprie capacità tramite Internet.” (WSJ, 20 aprile, op. cit.)
Il “grave evento terroristico che causa numerose vittime” è stato confermato dal generale Franks quale cruciale punto di svolta politico. Gli attentati di Boston costituiscono un punto di transizione, uno spartiacque che contribuisce in definitiva alla graduale sospensione del governo costituzionale?

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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30 maggio 2013 | Autore

Anche qui come a Boston, depistaggi e menzogne della stampa di regime foraggiata ad arte. ndr

maggio 30, 2013

Aangirfan, 30 maggio 2013

trovato su http://aurorasito.wordpress.com/

Traduzione di Alessandro Lattanzio

931265_461494040608784_214286923_nTVNews ha rivelato l’identità di due mercenari stranieri uccisi in un agguato dell’esercito siriano nella regione occidentale della città di Idlib in Siria. “Il primo è una donna del Michigan negli Stati Uniti di nome ‘Nicole Lyn Mansfield’ nata nel 1980. Il secondo è un maschio di nazionalità britannica di nome ‘Ali al-Manasifa’ nato a Londra.” Syriaonline

US-Senator-John-McCain-with-FSA-terroristsMcCain e i suoi amici di al-Qaida. Il senatore McCain incontra i ribelli siriani collegati con al-Qaida

In Siria, l’Esercito libero siriano, sostenuto dagli Stati Uniti e dalla NATO, ha attaccato il villaggio cristiano di al-Duwayr, uccidendo un gran numero di donne e bambini cristiani. (Syriaonline)
Assad è il protettore dei cristiani in Siria. Una donna statunitense e un uomo inglese tra i morti … – LunaticOutPost
Non dobbiamo dimenticare che gli USA e la NATO hanno usato bin Ladin e al-Qaida per distruggere la Jugoslavia e di provocare il caos in Cecenia. E Usama bin Ladin è stato invitato nelle Filippine.

Sopra vediamo un uomo che dice di essere ‘l’agente dell’MI5′ Michael Adebolajo. Sembra che cercasse di incoraggiare lo scontro di civiltà. La maggior parte dei provocatori sono cristiani ed ebrei che fingono di essere musulmani.

adam_gadahnQuesto terrorista musulmano è in realtà un ebreo. Musulmani pericolosi

Dobbiamo ricordare che Michael Adebolajo è stato arrestato in Kenya nel 2010. La Gran Bretagna insistette affinché venisse rilasciato. “La decisione sollevò interrogativi sul coinvolgimento ufficiale nel rilascio di Adebolajo e la reale portata dei suoi legami con i servizi segreti...”
L’MI5 ha ‘cercato di reclutare’ il sospettato dell’attacco di Woolwich, Michael Adebolajo

tunisia rallyTunisini all’assalto organizzati dalla CIA e dai suoi amici.

Gli estremisti salafiti sono una invenzione britannica, usati per destabilizzare i Paesi musulmani. La forma salafita-wahabita dell’Islam, inventata dagli inglesi, è stato utilizzata per minare l’impero ottomano nella prima guerra mondiale, ed è ancora oggi utilizzato dalla CIA e dai suoi amici. Danneggiare ebrei e cristiani “è in contraddizione con le regole dell’Islam“, secondo la maggior parte dei musulmani. Ciò viene sfruttato da Israele, che è coinvolto nello scontro con tutte i popoli onesti. Perché c’era lo scontro?

1. Gli israeliani avevano usato il terrore per scacciare gli arabi dalle loro terre.
2. Alcuni degli israeliani erano fondamentalisti religiosi dalle strane credenze obsolete. Ma, certe persone intelligenti negli Stati Uniti sono riuscite a cambiare la storia. Ora lo scontro dovrebbe essere tra i ‘pazzi musulmani’ da un lato, e i liberali e democratici occidentali dall’altra.
Come il Pentagono e la CIA, insieme ai loro amici israeliani, sono riusciti a suscitare uno scontro tra i musulmani e l’occidente?

1. CIA/Pentagono sostengono i fondamentalisti islamici in Paesi come l’Arabia Saudita, il Pakistan e l’Afghanistan?
2. CIA/Pentagono/Mossad sono infiltrati da cristiani fondamentalisti alleati del sionismo?
3. Certi politici occidentali hanno permesso a un gran numero di musulmani semianalfabeti di entrare clandestinamente in alcuni Paesi occidentali?
4. CIA/Pentagono hanno reclutato Usama bin Ladin e gente come Mohamed Atta?
5. Alcuni musulmani ignoranti sono stati reclutati da alcuni servizi di sicurezza per prendere parte parte a varie attività dubbie?
6. I media ‘influenzati dagli ebrei’ hanno fomentato le tensioni tra cristiani e musulmani?
7. Un gran numero di musulmani si è lasciato manipolare?
Lo ‘scontro di civiltà’ sembra essere un progetto legato a diversi recenti eventi, attentati in Nigeria, in Norvegia, in India, in Belgio, in Indonesia, la morte della spia dell’MI6 Gareth Williams …

Gareth-Williams1Gareth Williams, sapeva troppo?

“La spia dell’MI6 Gareth Williams impedì un assalto armato furioso in stile Mumbai in Gran Bretagna, solo poche settimane prima della sua morte misteriosa“, secondo il britannico Sunday Express (L’eroe del complotto del terrore – Express.co.uk).
Williams “scoprì il complotto durante una missione d’intercettazione segreta in Afghanistan. Svolse un ruolo fondamentale nell’intercettare telefonate di jihadisti inglesi in un campo d’addestramento abbinando le loro impronte vocali con quelle di una banca di dati.” Forse Gareth Williams scoprì che i jihadisti lavoravano per la CIA ed i suoi gruppi alleati? Williams poco prima della sua morte è stato avvelenato? Il 23 agosto 2010, la polizia trovò il suo corpo in un appartamento vicino al quartier generale dell’MI6 a Londra. (L’omicidio della spia Gareth Williams: NSA; controllo mentale…)

headleyL’agente statunitense David Headley, pianificò gli attentati di Mumbai del 2008

L’11 novembre 2010, il Derby Evening Telegraph (UK) riferì della connessione di David Headley con Derby e spie inglesi. (David Headley ha pianificato gli attentati terroristici di Mumbai del 2008, incontrò due uomini a Derby.)
Quando alcune autorità indiane furono vicine a catturare Headley, l’FBI lo prese in custodia. Alcune spie indiane dicono che lavorava per la CIA e il Mossad. Headley, che si ritiene sia un agente della CIA, disse negli ‘interrogatori’ negli Stati Uniti che si era recato a Derby nel Regno Unito nell’agosto 2010 per un incontro su un complotto danese. Secondo quanto riferito, l’MI5 “monitorava” l’incontro.

Omar KhayamOmar Khayam (a destra)

Nel 2006, Omar Khayam indossava il giubbotto di attentatore suicida in una dimostrazione davanti l’ambasciata danese a Londra.
La dimostrazione sembrava essere parte di un complotto della CIA-Mossad-MI6 per promuovere lo scontro di civiltà. Nel 2003, Khayam era stato condannato a otto anni di prigione per cospirazione avendo spacciato droga di classe A e per possesso di cocaina. La sentenza fu poi notevolmente ridotta. Forse Khayam è stato reclutato da un certo gruppo? Khayam faceva parte di una banda che mirava a inondare la zona di Bedford con 2,6 milioni di sterline di eroina. (Il falso mussulmano ‘fanatico’ Omar Khayam incarcerato)

bernard-lewisFoto del professor Bernard Lewis dall’Ufficio di Comunicazione, Università di Princeton. Lewis è stato professore a Princeton e si è specializzato in storia dell’Islam e del rapporto tra Islam e occidente. Amico di Dick Cheney, Bernard Lewis, era “forse il più significativo intellettuale a influenzare l’invasione dell’Iraq.” (La strana celebrazione dell’AEI)
Bernard Lewis ha contribuito a inventare il nuovo nemico dell’occidente, noto come ‘Islam’. Per gli inglesi, una volta erano i terroristi ebrei ad essere visti come il nemico. Per gli Stati Uniti, un tempo era il piccolissimo Vietnam. Il professor Bernard Lewis è un ebreo che ha lavorato per l’intelligence britannica. (Bernard Lewis – Wikipedia, l’enciclopedia libera)
Lewis, nato a Londra nel 1916, è uno storico e un ‘esperto’ di Islam. Nel 1974 ha accettato una posizione presso la Princeton University. Nel 1990 ha scritto un saggio dal titolo Le radici della rabbia musulmana. In questo saggio, Lewis sostiene che la lotta tra l’occidente e l’Islam andava raccogliendo forza ed inventò la frase “scontro di civiltà”, che è stata menzionata nel libro di Samuel Huntington. La “frase scontro di civiltà” fu usata da Lewis in una riunione a Washington nel 1957. Vi sono state speculazioni secondo cui Lewis, i servizi di intelligence e persone come Brzezinski vogliano mettere il mondo musulmano in cattiva luce, in modo che possa essere più facilmente controllato e sfruttato. Gran parte del petrolio del mondo si trova in terre musulmane. Come si fa a mettere sotto cattiva luce i musulmani? È possibile finanziare gli estremisti e aiutarli ad andare al potere. È possibile effettuare operazioni sotto falsa bandiera. I servizi di sicurezza ‘hanno cercato di incastrare un sergente nel tentativo di coprire il loro ruolo in un omicidio’…

ParkerIl boss dell’MI5 – Andrew Parker

Parker 2Andrew Parker, Pete Podolski, Carol Lempert e Brian P. Sage nella produzione della Jewish Ensemble Theatre Company di “Photograph 51“. Foto: Jan Cartwright

Adebolajo5.jpgIl ‘terrorista’ di Woolwich Michael Adebolajo.

Ade 2

Il ‘terrorista’ di Woolwich Michael Adebolajo in Kenya.

Si potrebbe pensare che ci sono due Michael Adebolajo. C’è il cattolico amante del divertimento e quello che lavorava per MI5/6. Michael Adebolajo aveva tra i suoi amici su Facebook due agenti di polizia che lo conoscevano dai tempi della scuola.
kirkMichael Adebolajo era uno dei migliori amici del caporale Kirk Redpath. Il Caporale Kirk Redpath è stato ucciso in Iraq. Michael è cresciuto in una famiglia benestante cattolica. Era un vicino di Kirk Redpath a Romford. Erano compagni di classe nella scuola Marshall Park. Visitavano le rispettive case dopo la scuola. Il fratello di Kirk, Grant ha detto che Michael era “il ragazzo più rilassato del mondo.” E’ probabile che ci fosse un Michael Adebolajo al lavoro per l’MI5 già nel 2003. Aderì ad al-Muhajirun che sarebbe gestito dall’MI6. I terroristi di Woolwich…

Romford, Essex; May 23rd 2013. A young woman believed to be Blessing Daniels, the sister of Michael Adebolajo, leaves her home, on Kings Lynn Drive, with a police officer in the early hours of this morning.Blesing Daniels, sorella di Michael Adebolajo

I genitori del musulmano convertito Hayden Allen, 21 anni, sospettato di aver aiutato il killer Woolwich, dicono che Hayden ha subito il ‘lavaggio del cervello’.

Michael AdebowaleL’altro sospettato di Woolwich, Michael Adebowale, posa per una foto scolastica nel 2007.

Claire Connor, 22 anni, è un ex-compagna di classe del sospettato di Woolwich Michael Adebowale, dice che Adebowale era un allievo modello, “estremamente timido e molto educato. Sapeva la differenza tra giusto e sbagliato. Non l’ho mai visto violento o chiunque altro essere violento con lui. Non sapeva essere scortese, non l’ho mai sentito insultare. Quando arrivammo alla scuola secondaria iniziò a comunicare di più ed era un po’ più forte. Tutti gli volevano bene, era solo se stesso. Non cercò mai di comportarsi come se fosse qualcun altro”. (Dailymail)
Michael Adebowale, il secondo ‘terrorista’ di Woolwich, è sospettato di aver subito il lavaggio del cervello da parte dell’MI5 mentre era nell’istituto correzionale minorile di Feltham. Altre persone dalla mente controllata dall’MI5 nell’istituto Feltham si pensa fossero Richard Reid e Jermaine Grant. Richard Reid finse di cercare di far saltare in aria un aereo con un ‘scarpa-bomba’ e Jermaine Grant è attualmente detenuto in Kenya accusato di terrorismo. La madre di Adebowale, Juliet lavorava come addetta alla sorveglianza. Adebowale era brevemente apparso in TV nella serie di Jamie Oliver, School Dinners.

Ferrie OswaldDavid Ferrie (a sinistra) e Lee Oswald Harvie (a destra)

Lee Harvie Oswald aveva un sosia. Il vero Lee Harvie Oswald era un bravo ragazzo caduto nelle mani dell’agente della CIA David Ferrie. Il vero Lee Harvie Oswald avrebbe avuto la mente controllata dalla CIA. Ferrie, mentre lavorava con varie squadre di cadetti, fece sesso con ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni. David Ferrie era un pilota a contratto della CIA… era anche coinvolto in traffici di droga e armi… Un tempo Barry Seal era sul suo libro paga…La morte di JFK: La connessione di New Orleans
I servizi di intelligence sono soliti avere una vera spia e un capro espiatorio da accusare. Secondo quanto riferito, c’era un Lee Harvey Oswald a New Orleans e, allo stesso tempo, un Lee Harvey Oswald in Giappone. C’era un Lee Harvey Oswald in Messico che non assomigliava per niente al Lee Harvey Oswald che divenne famoso a Dallas. Uno o più falsi Oswald possono aver lavorato per i servizi di sicurezza. L’Oswald che è stato ucciso potrebbe essere stato il capro espiatorio.

_47528546_fatao_226Il vero Mohamed Atta non può aver voluto uccidere nessuno.
L’impostore Mohamed Atta non può essere stato un musulmano e potrebbe essere stato un agente dei sB9ervizi di sicurezza. Xymphora parla dei due Atta: L’originale … Mohamed Atta è lo… studente di architettura nato in Egitto visto l’ultima volta ad Amburgo, in Germania. Gli venne rubato il passaporto in Germania nel 1999. Il falso Mohamed Atta è il ragazzo che finse di essere Mohamed Atta negli Stati Uniti. Un Mohamed Atta frequentò la Scuola Internazionale per Ufficiali a Montgomery, in Alabama. Il Mohamed Atta negli USA avrebbe parlato ebraico e gli piacevano le ballerine di lap-dancanders_behring_breivike e le braciole di maiale. Mohamed Atta – Benvenuti in Terrorlandia.

Uno dei tiratori in Norvegia, sosia di Breivik.

Il vero Breivik con grandi orecchie e il naso più ampio…

kasab 3Ajmal Kasab il capro espiatorio innocente, accusato degli attentati di Mumbai del 2008.
(India’s Dodgy Dossier on Mumbai)

Kasab_2Il sosia di Kasab
(Ajmal Kasab fu rapito dal Nepal prima del 2006, dagli indiani... )

0000000Si è sostenuto che questo mostrasse Osama morto.

0000000 blackhawkdownÈ una scena del film Blackhawkdown.

Con una bomba legata al petto, uno dei sospettati della maratona di Boston fu ucciso la mattina del venerdì dopo che lui e suo fratello avevano rapinato un 7-Eleven...” Un sospetto della maratona di Boston ucciso, il secondo fugge dopo uno straordinario scontro a fuoco. No aspettate, la polizia sembra aver mentito. “La polizia ha detto che i sospetti non hanno rapinato il negozio.” Caccia ai sospettati di Boston: Spari, un sospetto con le spalle al muro.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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binladen mori di malattia, e continuarono a usarlo dopo la sua morte, forti sti americani, adesso stanno concentrandosi, cu come distruggere il nostro euro, una volta raggiunto il loro progetto, potranno potranno fare que cazzo che vogliono, cosi il dollaro potranno rifare gli americani, viva gli stati uniti viva viva tutti quelli che vogliono sfasciare leuropa,

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Il dollaro e l’euro sono due facce della stessa medaglia prodotta e posseduta dai Rothschild & Co. L’euro serve ad esempio a ripianare i buchi finanziari creati dalla finanza fraudolenta yankee. Nazioni innocenti e sovrane stanno per essere distrutte (Libia, Siria, Yemen, Sudan ecc.) tramite infiltrati di Al Qaeda affiliazione CIA addestrati nel protettorato americano del Kosovo.
L’Italia dove la leva obbligatoria è stata abolita è ormai invasa e molti immigrati che risiedono nei nostri quartieri sono terroristi dormienti addestrati dalla cupola criminale Usraeliana i quali verranno attivati, magari come squadroni della morte, a tempo debito per distruggere la nostra civiltà ed identità.

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Non credo che gli ammeregani vogliano distruggere il “nostro” euro, visto che è proprio il “nostro” euro che sta distruggendo noi, intesi come nazione, come popolo e come economia. Il “nostro” euro è una manna per gli ammeregani, tanto che se non fosse funzionale ai loro interessi non credo che gli europei avrebbero avuto la forza di crearlo a dispetto dei padroni dell’impero.

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I veri terroristi sono gli angloamericani,serviti dai camerieri europei.In Italia tutte le intercettazioni telefoniche ai politici sono dirette da loro e vengono utilizzate all’uopo.
Vogliono destabilizzare l’Europa che tra poco diventerà una nuova Siria.

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La polizia ammette: a Boston erano state pianificate esercitazioni antiterrorismo

giovedì 13 giugno 2013
Di seguito traduco gli stralci più interessanti dell’articolo  Police response training planned, but bombs hit first (ovvero L’esercitazione di reazione della polizia è stata pianificata, ma le bombe sono scoppiate prima) scritto da Maria Cramer e pubblicato l’8 giugno 2013 sull’edizione on line del media statunitense Boston Globe e reperibile al link:

Tale articolo conferma i numerosi sospetti (vedi anche qui) sull’attendibilità della versione ufficiale: possibile che ogni volta che ci sia un attentato (11 settembre 2001, Londra, Boston …)  puntualmente si scopre che forze dell’ordine stavano organizzando un’esercitazione antiterroristica nel medesimo luogo e in periodo di tempo molto prossimo ad esso o addirittura concomitante?  La statistica mostra che parlare di coincidenze è impossibile.Per altro, sebbene le forze dell’ordine, dietro la pressione della gente insospettita, ha ammesso che l’esercitazione si sarebbe dovuta svolgere due mesi dopo l’effettivo attentato,  le informazioni rilasciate al Boston Globe confermano una precedente testimonianza oculare di chi ha visto cani anti-bomba e squadre speciali anti-bomba che eseguivano una perlustrazione durante la mattina della maratona di Boston. Siamo sicuri che l’esercitazione, prevista in un periodo successivo, non prevedesse anche qualche altra prova preliminare proprio per il giorno dell’attentato?

Anche l’autrice dell’articolo non può fare a meno di notare quelle che chiama “inquietanti somiglianze” tra l’esercitazione e “l’investigazione della polizia che ha portato alla cattura dei sospetti attentatori della maratona di Boston“.

Il logo della Craft recita: “A dispetto di quanto ti ha detto tua madre … la violenza risolve i problemi”

Risulta davvero incredibile poi la notizia che il finto gruppo terroristico di estrema destra che doveva realizzare gli attentati nel corso dell’esercitazione avrebbero avuto come logo  un teschio di metallo col  cappello alla Uncle Sam [tipico copricapo a cilindro decorato a stelle e strisce] . Le coincidenze cominciano ad essere veramente troppe. Da tempo gli attivisti che denunciano la responsabilità governativa nell’attentato alla maratona di Boston hanno fatto notare come in quella circostanza siano stati fotografati uomini della sicurezza con cappellini con il logo di un teschio.

Incredibilmente quel logo “inventato” dai pianificatori dell’esercitazione si è rivelato il logo della società di sicurezza priva internazionale Craft (per verificare basta andare sul sito dell’agenzia http://www.thecraft.com/   dove si trova pure una pagina dedicata al cappello http://www.511craft.com/All-Products/Accessories/Hats/Craft-Hat.html).


L’esercitazione di reazione della polizia è stata pianificata, ma le bombe sono scoppiate prima

Lo scenario era stato pianificato attentamente: un gruppo teroristico preparato per colpire un gran numero di persone intorno a Boston avrebbe lasciato zainetti ripieni di esplosii a Faneuil Hall, il Distretto del Porto Marittimo (Seaport District), ed in altre città, in modo da diffondere un’ondata di panico e di paura. Gli investigatori avrebbero dovuto trovare i colpevoli.
Mesi di scrupolosa pianificazione erano stati impiegati per preparare l’esercitazione denominata “Operazione Scudo Urbano” che mirava ad addestrare dozzine di investigatori nell’area di Boston per lavorare assieme per sventare una minaccia terroristica. Secondo una copia dei piani ottenuti dal Boston Globe all’ipotetico gruppo terroristico era stato dato pure un nome: Liberi Cittadini Americani (Free America Citizens) un gruppo di miliziani appartenente agli stessi Stati Uniti, il cui logo sarebbe un teschio metallico dall’espresisone furiosa e con indosso un cappellino alla Uncle Sam.
(…)
Ma due mesi prima della data prevista per lo svolgimento dell’esercitazione, la città fu colpita da un reale attacco terroristico
(…)
Agenti di una dozzina di agenzie si erano riuniti per mesi al fine di pianificare lo scenario. Si erano comportati un po’ come dei produttori di film, recrutando studenti della Northeastern University e dell’Accademia di Polizia di Boston che facessero le parti dei terroristi e dei testimoni.

(…)

La trama di base era questa: membri del gruppo Liberi Cittadini Americani volevano valutare la risposta della polizia alla minaccia di una bomba. Avrebbero disseminato finti ordigni quindi sarebbero rimasti nei paraggi per osservare e registrare l’attività degli artificieri e degli investigatori, in prospttiva di realizzare in seguito un attacco più serio.
(…)
L’esercitazione pianificata presenta inquietanti somiglianze all’investigazione della polizia che ha portato alla cattura dei sospetti attentatori della maratona di Boston, Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev, le cui immagini sono state catturate dalle telecamere e che sono stati catturati dopo un inseguimento in automobile ed una sparatoria con la polizia.

Nello scenario dell’esercitazione gli investigatori partecipanti all’Operazione Scudo Urbano avrebbero dovuto rintracciare i filmati degli attentatori ripresi dalle telecamere di sorveglianza stradale e dai cellulari dei “testimoni”.(…)

Nello scenario, i terroristi sarebbero sfuggiti alla polizia guidando automobili rubate raggiungendo alcune località fuori Boston, il che avrebbe costretto investigatori di differenti giurisdizioni a cooperare e condividere le informazioni ai fini dell’indagine.(…)

Fiandaca, il portavoce della polizia, ha rifiutato di dire quale potrebbe essere un nuovo scenario di esercitazione.
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