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Il sito ufficiale delle Apparizioni Ghiaie

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La Madonna “clandestina” di Fatima apparsa la 7^ volta a Ghiaie

La lettera di Giovanni 23

Su Medjugorie non siamo noi che lo diciamo, ma la Chiesa, indipendentemente la si voglia vedere dal punto di vista della Tradizione come anche dell’ambito conciliarista, non ne riconosce come autentiche le Apparizioni e Rivelazioni.
In questo nuovo capitolo di escogitur ho deciso pertanto di aggiungere altre apparizioni mariane in Italia, meno note, ma altrattanto celebrate, senza che vi siano mai state l’approvazione ufficiale della Chiesa. Eppure in questi luoghi, come alle Tre Fontane a Roma, stranamente, non solo non si sono facilitati e creati “ad hoc” attorno gli stessi fenomeni di pellegrinaggio di Medj, ma sono addirittura intervenute le forze dell’ordine per impedirne il culto. Nonostante avessero caratteristiche tali da essere definite, queste Apparizioni, nei modi più magnifici: una per tutte, la Fatima italiana, Regina della Famiglia avvenuta il 13 maggio 1944. Questa apparizione di Ghiaie di Bonate fu anche più prodigiosa di quella di Fatima del Sole, in un certo senso, tanto da sconvolgere Mussolini, che se ne interessò (sebbene destinato alla piazza di Loreto) ed il Governo degasperiano, che invece fece di tutto per metterlo in sordina e occultarlo per non arrecare danni al dialogo interreligioso con i protestanti. E se stessimo parlando della Settima Apparizione di Maria predetta ai giovani pastorelli di Fatima? Pio XII era convinto ci fosse una relazione tra le due Apparizioni e con il Dogma dell’Assunta e con i fatti che riguardavano lui ed Hitler. E così era. De Gasperi piangerà qualche hanno dopo quando Pio XII celebrerà il Dogma dell’Assunta. Quindi ecco la cosa bizzarra: queste “fanie” italiane furono stoppate al livello del ridicolo, mentre quella di Medj suo malgrado viene pubblicizzata persino attraverso testimonial televisivi che sembrano giornalisti mandati in prima linea per far dimenticare LaSalette, Fatima e Ghiaie. Ora un fatto incridibile. Questa Apparizione avvenne ad una bambina che si chiama Adelaide Roncalli, a pochi chilometri dal luogo in cui Roncalli era nato. Siamo nel 1944. Quest’uomo già allora Nunzio Apostolico a Parigi non ebbe la sensibilità di comprendere che i Messaggi di Fatima erano rivolti proprio a lui. Inutile che il film Ghiaie ce lo voglia mettere dentro per forza. Lui non percepì il grande Disegno che Dio gli aveva posto nelle mani. Qui racconteremo la storia di un gravissimo crimine portato avanti da uomini di Chiesa che si dicevano di Fede.

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Video originali dell’Apparizione di Ghiaie di Bonate del 1944

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Le opposizioni: forse che sì, forse che no. O meglio la dinastia dei BER

L’incontro con Pio XII
Nel 1949, un anno dopo la pubblicazione del decreto vescovile, Papa Pio XII ricevette in udienza privata la bambina Adelaide Roncalli che gli rivelò il segreto a lui riservato che la Madonna le aveva confidato il 17 maggio 1944 durante la quinta apparizione. Il Papa, ricevendo Adelaide, manifestava certamente di credere alle apparizioni di Ghiaie di Bonate; altrimenti che cosa avrebbe spinto quel grande pontefice a ricevere la fanciulla, visto il “non consta” del decreto vescovile?

La lettera di Papa Giovanni XXIII
In data 8 luglio 1960, Papa Giovanni XXIII inviò una lettera a monsignor Giuseppe Battaglia vescovo di Faenza “circa l’affare Ghiaie”.

Riservata 8-VII-1960
Cara Eccellenza, siamo sempre ben uniti di pensiero, di cuore, di preghiera. Circa l’affare Ghiaie comprendete che si ha da cominciare non dal vertice, ma dal piano: e non toccare chi deve pronunciare non la prima ma l’ultima parola. Più che di sostanza, qui devesi tenere conto delle circostanze, che vanno studiate e tenute in gran conto. Ciò che vale in “subiecta materia” è la testimonianza della veggente: e la fondatezza di quanto ancora asserisce a 21 anni ed in conformità alla sua prima asserzione a 7 anni: e ritirata in seguito alle minacce, alle paure dell’inferno fattele da qualcuno. Mi pare che insista quel terrore di quelle minacce. Comunque V. S. comprende che non è pratico, nè utile, che la prima mossa per una revisione venga dal sottoscritto a cui spetta il “verbum” per la Congregazione dei Riti, o di altro dicastero, che a suo tempo “faciat verbum cum S.S.” ecc. Scusate la semplicità della mia parola. E statemi sempre bene “in laetitia et in benedictione” anche se “dies mali sunt.
Aff.mo Io. XXIII

Un commento di Padre Pio
Padre Pio avrebbe detto a gente di Bonate recatasi da lui a Petralcina: “Ma cosa ci venite a fare voi, quaggiù, voi che avete a casa vostra la Madonna di Bonate?”

La petizione al vescovo del 1974
Nel trentesimo anniversario delle apparizioni, il sig. Cortinovis presentò al vescovo monsignor Clemente Gaddi una petizione accompagnata da 7000 firme di fedeli i quali manifestavano il desiderio di pregare con consenso del vescovo nel luogo delle apparizioni.

Monsignor Gaddi rispose di non poter riaprire il processo se non in presenza di elementi nuovi, seri e gravi e che rimanevano in vigore le disposizioni dei vescovi che lo avevano preceduto, ma aggiunse che però non poteva né proibire, né impedire a persone singole o a gruppi di persone di recarsi sul posto a pregare la Madonna.

La riaffermazione solenne
Il 20 febbraio 1989, Adelaide Roncalli decise di riaffermare solennemente e ufficialmente, davanti a un notaio, la veridicità delle apparizioni:

Io sottoscritta Roncalli Adelaide nata a Ghiaie di Bonate Sopra (Bg) il 23 aprile 1937, nel quarantacinquesimo anniversario torno a dichiarare, come già più volte ho fatto in occasioni precedenti, che sono assolutamente convinta di aver avuto le Apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate dal 13 al 31 Maggio 1944 quando avevo sette anni.
Le vicende da me dolorosamente vissute da allora, le offro a Dio ed alla legittima Autorità della Chiesa, alla quale sola appartiene di riconoscere o no quanto in tranquilla coscienza e in sicuro possesso delle mie facoltà mentali ritengo essere verità.
In fede Adelaide Roncalli
20 febbraio 1989.

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Mons Luigi Cortesi

L’intervento di don Cortesi

Don Luigi Cortesi, giovane e brillante professore del Seminario di Bergamo, filosofo, giunse alle Ghiaie il venerdì 19 maggio 1944. Si mosse subito con lo spirito indagatore dello studioso, con signorilità ed affabilità, tanto che non gli risultò difficile prendere in mano la situazione ed entrare nel ruolo dell’inquisitore dei fatti delle Ghiaie. Non entrò con mandato del vescovo ma di propria iniziativa. Assistendo alle visioni, violò il divieto del vescovo ma pensò comunque che l’autorità ecclesiastica dovesse tollerare che qualcuno violasse il divieto per indagare e riferire esattamente i fatti. Il 22 maggio diede un ampio resoconto al vescovo che non lo rimproverò ma lo ringraziò.
Interpretò quel ringraziamento come un permesso sottaciuto e continuò a studiare la bambina che nel frattempo era stata portata a Bergamo. Il 27 maggio, il permesso sottaciuto divenne permesso esplicito e da quel giorno Don Cortesi prese in mano la situazione. Dopo le apparizioni, la bambina fu portata via dalle Ghiaie e Don Cortesi diede ordine che nessuno potesse avvicinarla senza il suo permesso.

La ritrattazione
Don Cortesi passò presto a fare l’avvocato del diavolo e sottopose la bambina per molto tempo a dure prove, con forti pressioni sulla psiche e la coscienza della bimba. Il 15 settembre 1945 riuscì finalmente a farla ritrattare facendole scrivere, con l’inganno, su una pagina di quaderno:

Non è vero che ho visto la Madonna. Ho detto una bugia, perché non ho visto niente. Non ho avuto il coraggio di dire la verità, ma poi ho detto tutto a don Cortesi. Adesso però sono pentita di tante bugie. Adelaide Roncalli. Bergamo-15 settembre 1945.

Ecco come Adelaide riportò l’episodio nel suo diario:

In una sala delle Suore Orsoline di Bergamo, dopo aver chiuso le porte, Don Cortesi mi dettò le parole da scrivere sullo sfortunato biglietto. Mi ricordo benissimo che, posto lo stato di violenza morale che stavo subendo, lo macchiai ed egli divise il foglio e me lo fece rifare, con molta pazienza, pur di ottenere il suo scopo. Così il tradimento fu compiuto.

Si andò di male in peggio per molto tempo e don Cortesi continuò la sua crudele opera inquisitoria. Dopo crescenti rimostranze di persone oneste, il vescovo di Bergamo finì, ma troppo tardi, per vietare perentoriamente a don Cortesi di avvicinare la bambina.

La riaffermazione
Ritornata in famiglia per qualche settimana di vacanza, il 12 luglio 1946, alla scuola materna di Ghiaie di Bonate, Adelaide riaffermò per iscritto quanto segue:

Ghiaie Bergamo 12-7-1946
Roncalli Adelaide
È vero che ho visto la Madonna (Io ho detto che non ho visto la Madonna perché mi aveva dettato Don Cortesi ed io per ubbedire a lui ho scritto così).
Roncalli Adelaide

Il foglio fu anche firmato da 7 testimoni: il parroco, le 4 suore, Rota Agnese e Roncalli Annunciata.

Adelaide scrive in un diario:
“Nel 1947 andai dalle Suore della “Sapienza” e, qui, feci il mio grosso sbaglio; narrai tutto quanto era successo nelle apparizioni, affermando con precisione di aver visto la Madonna e sentite le sue parole. Sul finire della narrazione fui presa da grande paura; le parole di don Cortesi: “Fai peccato ad affermare di aver visto la Madonna” mi dominarono. Dapprima tacqui, poi decisi di ripetere ciò che avevo imparato da don Cortesi, e perciò dissi di non aver visto la Madonna”.

Bastano queste righe per capire con quale violenza psicologica don Cortesi avesse legato a sé la bambina in un rapporto di totale dipendenza.

La relazione favorevole di padre Agostino Gemelli
In data 11 luglio 1944, padre Agostino Gemelli, psichiatra e psicologo di fama internazionale, incaricato espressamente dal vescovo di effettuare esami approfonditi sulla bambina Adelaide Roncalli scrisse, tra l’altro, nella conclusione della sua lunga relazione inviata a monsignor Bernareggi, vescovo di Bergamo:

È da escludere che si tratti di soggetto anormale in cui la menzogna dia ragione del racconto delle visioni avute. L’osservazione prolungata di quattro giorni avrebbe permesso, specialmente mediante test mentali, di mettere in luce una tale personalità nel quadro della quale sarebbe in modo evidente e pronto apparso il desiderio di ingannare o di presentare in maniera diversa dalla realtà la propria personalità. Lo si può escludere nel modo più assoluto, anche perché la bambina non ritorna mai spontaneamente sul racconto delle visioni; interrogata, abbassa la testa, si fa seria, tace; inoltre tutta la personalità si presenta allo psichiatra come una personalità dominata dalla spontaneità, dalla semplicità, dalla immediatezza, ossia da caratteri che non possono essere imitati da una bambina… Siamo di fronte ad un tipo precocemente positivo, realistico, sintetico, ossia a ciò che vi è di più opposto al tipo isterico…grazie all’esclusione di forme morbose della personalità o di atipie di essa, possiamo affermare che se le asserite visioni di Bonate sono vere, non sono opera di mente malata, ovvero effetto di immaginazione, ovvero effetto di suggestione…


Padre Gemelli fu accanitamente contrastato da Don Cortesi.

Come è curiosa la storia. Don Gemelli tanto attaccò Padre Pio, quanto avallò Adelaide Roncalli (ndr)

Il processo
La commissione teologica, purtroppo, si lasciò guidare nel suo lavoro dall’indagine del prof. don Luigi Cortesi assunta arbitrariamente e senza alcuna garanzia di legalità.

Tra il 21 maggio e il 10 giugno 1947, si riunì il tribunale ecclesiastico e Adelaide fu chiamata a deporre. Durante uno degli interrogatori, alla fanciulla fu presentato il suo biglietto con la negazione. Adelaide si sentì ingannata da don Cortesi e preferì chiudersi nel silenzio e piangere.

Nel 1960, Adelaide ebbe a dire a Padre Mario Mason, in merito al suo interrogatorio al processo:

Quando firmai quella lettera, che mi aveva lui stesso dettata assicurandomi che era riservata solo a lui, dentro di me sentii subito che quello che avevo scritto era falso. Ma ormai don Cortesi si era presa la lettera firmata. Rividi quella lettera nel giorno del mio interrogatorio sul tavolo dei giudici della Curia di Bergamo, e dopo il giuramento prestato di dire tutta la verità… compresi ancora di più che ero stata ingannata da don Cortesi. Che cosa mi restava da fare? Potevo osare di denunciare davanti a tanti preti don Cortesi come un falso? Preferii tacere e piangere…

(Vedi: “Lampade viventi”, febbraio 1978, Milano)

Il decreto vescovile
Il 30 aprile 1948, il vescovo di Bergamo emise il seguente decreto:

“Adriano Bernareggi, Prelato domestico di Sua Santità, Assistente al Soglio Pontificio, e Conte, per grazia di Dio e della Santa Sede Apostolica, Vescovo di Bergamo – avendo preso in attento esame gli studi diligenti e ponderati compiuti dalla Commissione teologica nominata con Decreto vescovile in data 28 ottobre 1944 per l’esame delle apparizioni e rivelazioni della Madonna alla bambina Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate, nel maggio 1944; e tenendo presenti le conclusioni a cui la stessa Commissione è pervenuta dopo aver sottoposto a minuziosa indagine i fatti e le varie circostanze concernenti le asserite apparizioni e rivelazioni, col presente atto dichiariamo:

1) Non consta della realtà delle apparizioni e rivelazioni della B. Vergine ad Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate nel maggio dell’anno 1944.
2) Con questo non intendiamo escludere che la Madonna, fiduciosamente invocata da quanti in buona fede la ritenevano apparsa a Ghiaie, possa avere concesso grazie speciali e non ordinarie guarigioni, premiando in tal modo la loro devozione verso di Lei.
3) In virtu’ del presente Atto, ogni forma di devozione alla Madonna, venerata come apparsa a Ghiaie di Bonate, a norma delle leggi canoniche resta proibita.
Bergamo, 30 aprile 1948
Adriano Bernareggi vescovo di Bergamo”.

Le guarigioni
Molte furono le testimonianze dei malati guariti durante e dopo le apparizioni. Diverse guarigioni furono istantanee, perfette ed inspiegabili. Durante quel periodo, fu anche istituito un ufficio apposito per le indagini di rito.
Nel decreto del vescovo si legge: ” Con questo non intendiamo escludere che la Madonna, fiduciosamente invocata da quanti in buona fede la ritenevano apparsa a Ghiaie, possa avere concesso grazie speciali e non ordinarie guarigioni, premiando in tal modo la loro devozione verso di Lei”. Stando a quanto appena affermato, nella gente comune, rimangono due dubbi persistenti.

1) I tanti ammalati, guariti inspiegabilmente dal 13 maggio 1944 fino al giudizio del vescovo del 30 aprile 1948 perché recatisi “in buona fede” a Ghiaie di Bonate (non conoscevano ancora la posizione della Chiesa in merito a quelle apparizioni), se veramente nulla di speciale fosse accaduto a Ghiaie di Bonate, non si sarebbero di certo sognati di recarsi a pregare la Madonna e a chiedere grazie in quel luogo sconosciuto. Tutte quelle guarigioni sarebbero avvenute? Quando?

2) Per tutti coloro che, dal 1948 ad oggi, non più “in buona fede” (perché a conoscenza del “non consta” e delle proibizioni del decreto vescovile), hanno invece creduto all’innocenza di una bambina di sette anni e si sono recati in pellegrinaggio sul luogo delle apparizioni ed hanno pregato da soli o in gruppo, con o senza la presenza di sacerdoti, ed hanno invocato specificatamente l’aiuto della Madonna di Ghiaie di Bonate o Regina della Famiglia ottenendone grazie speciali o guarigioni, come devono ritenersi premiati?
Di certo, per aver creduto nelle apparizioni e rivelazioni della B. Vergine ad Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate ed avere invocato specificatamente l’aiuto della Madonna delle Ghiaie o Regina della Famiglia. Non di certo come indicato nel decreto.

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Da: Il segreto di Ghiaie. Le rivelazioni di Mons Capovilla

Ecco la versione dell’incontro con Pio XII, riportata da Padre B. Raschi, nel libro “Questa è Bonate” a cui si sono riferiti molti altri autori:

Interrogai su questo punto l’Adelaide:

– Hai potuto confidare il segreto al Santo Padre?

– Sì.

– In che ambiente ti trovavi?

– Nella sala, prima del suo studio, appartata dagli altri.

– In che posizione?

– Ero in ginocchio, ma il Papa mi disse:… «Su, su, sta in piedi» …

e mi aiutava con la sua mano, poi mi ascoltò ed accolse il segreto con tanta affabilità e mi disse: «Non l’hai più vista la Madonna?». «No, non l’ho più vista. Quando ero in collegio avevano inventato che l’avevo rivista».

In quel giorno benedetto mi trovavo anch’io a Roma e parlai all’Adelaide, in una casa religiosa e le dissi:

– Sei contenta, Adelaide, d’essere stata dal Santo Padre?

– Sì, così mi sono levata una responsabilità.

(Cfr. “Questa è Bonate”, P. B. M. Raschi, pag. 37, ed. A.G.I.S. 1959

Pare molto strano che un Papa come Pio XII, un anno dopo il decreto “non constat” emesso dal vescovo di Bergamo mons. Bernareggi, abbia ricevuto in udienza privata la bimba di Ghiaie, definita “un’indemoniata“, “un pericolo per la fede“, “un pubblico pericolo“, “un mostro“, “un nodo di vipere, uno scrigno custodito da sette draghi, una ninfetta oreade“… da chi l’aveva inquisita.

Ma questo è un altro nodo da sciogliere quando si parlerà della profezia del 28 maggio che riguarda proprio Papa Pacelli.

Più tardi, Adelaide tenterà di ottenere un colloquio con Papa Giovanni XXIII, ma il segretario mons. Loris Capovilla non concederà il “placet” per l’incontro con il pontefice. Recentemente, mons. Capovilla ha giustificato questo divieto asserendo che lui non sapeva che Pio XII aveva ricevuto Adelaide, altrimenti non avrebbe ostacolato l’incontro di Adelaide con Papa Giovanni.

Possibile che ai tempi di Papa Giovanni, in Vaticano, non ci si ricordasse di quell’incontro di Adelaide con Pio XII?

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Un testimonial inedito di Ghiaie: Paolo Brosio (VIDEO)

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I misteri di Ghiaie (nella BERgamasca controllata direttamente da Giovanni 23)

(di Marisa Uberti)

Ci siamo recati a Ghiaie (BG) per fare ‘due passi’ in un mistero che è ancora in parte sconosciuto e irrisolto, che ha coinvolto milioni di persone ma che non ha ricevuto l’eco di altre località, pur essendo stata teatro dei medesimi fenomeni anzi, a sentire le cronache, ben più grandiosi… Cosa accadde veramente a Ghiaie nel 1944?

https://i1.wp.com/www.duepassinelmistero.com/ghiaie-04.jpg(la foto, scattata a Ghiaie nel dicembre 2009, è solo a corredo di questo articolo. Gli effetti che il sole sembra produrre, sono dovuti alla fotocamera digitale)

Se diciamo Fatima, tutti abbiamo ben presente a cosa sia legata quella città del Portogallo, la stessa cosa se diciamo Lourdes, nella Francia meridionale  o Medjugorie, in Bosnia: apparizioni mariane e fenomeni astronomici, come il cosiddetto ‘sole rotante’.

Pochissimi conoscono però una minuscola località del bergamasco in cui tutto ciò avvenne, secondo un racconto della testimone tutt’oggi vivente, e di molte persone che videro con i loro occhi il sole compiere degli strani movimenti in cielo. Il paese si chiama Ghiaie, una frazione di Bonate Sopra, in provincia di Bergamo. Esattamente nella sottofrazione di Ghiaie, denominata Torchio, si localizzano gli eventi che stiamo per narrare, avvenuti a partire dal 13 maggio 1944, in cui tutta l’Italia era ancora immersa nell’orrore della II Guerra Mondiale. Il toponimo ‘Ghiaie’ deriva dal fatto che le poche case sono sorte vicino al terreno ghiaioso del fiume Brembo, dominato dall’altopiano della popolarmente nota ‘Isola Bergamasca’, sulla quale si ammassarono a più riprese folle di pellegrini, richiamati dalle miracolose apparizioni e dai fenomeni interconnessi. A dispetto della paura dei bombardamenti e dei sospetti che questo ‘assiepamento’ aveva insinuato nei tedeschi, la gente cominciò quasi subito ad accorrere; tra di essa vi erano curiosi e devoti, infermi e studiosi, laici e religiosi. In soli due mesi, si assistette all’arrivo di oltre tre milioni di persone  in questo minuscolo ‘teatro del prodigio’. Dovremmo dire ‘dei prodigi’, in quanto le cronache riferiscono anche di misteriosi fenomeni di movimenti del sole, prodigi cosmici più intensi di quelli di Fatima,e che si ripeterono per ben 6 volte, venendo osservati a distanze notevoli, non solo nelle zone limitrofe ma in regioni più distanti.

 

I fatti di sabato 13 maggio 1944

Una bambina di 7 anni, Adelaide Roncalli, abita in una casa in località Torchio di Ghiaie; a metà della scala per salire nella sua cameretta, c’è una figura di Madonna cui la piccola vuole portare dei fiori freschi. Per questo, in compagnia di altre coetanee, si reca nel campo per raccogliere delle margherite, che ripone in una carriola e si appresta a fare ritorno alla sua dimora. Sulla strada scorge un bel fiore di Sambuco e lo vorrebbe prendere ma è ad un’altezza impossibile per lei, che deve limitarsi a rimirarlo ma, in quel mentre, succede qualcosa di straordinario: la bimba vede scendere dal cielo un puntino d’oro che mano a mano https://i0.wp.com/www.duepassinelmistero.com/ghiaie-02.jpgsi allarga fino a delinearsi in una figura ben nitida: una Bella Signora con un Bambino in braccio e, alla sua sinistra, San Giuseppe. Un alone di luce, come una ‘mandorla misitca’, circonda i tre personaggi, che rimangono sospesi nell’aria, poco distanti dai fili dell’alta tensione. La bambina ne è rapita, vorrebbe fuggire ma nessun altro può vedere ciò che vede lei,  nessuno può sentire ciò che la Signora le dice, in una lingua alla piccola comprensibile:il dialetto bergamasco. Tutto ciò verrà annotato da Adelaide in un diario, scritto qualche tempo dopo(nel 1947). In esso si leggono molti particolari di come si era presentata la Signora, che si qualifica con lei: ‘Sono la Madonna‘. Le dà anche alcuni moniti di essere buona, ubbidiente e rispettosa del prossimo e le preannuncia che per altre nove sere, in quel luogo e a quell’ora, Lei ritornerà. Dopo di che la figura si allontana senza voltarle le spalle, confondendosi poi tra le nuvole biancastre.

La bambina racconta l’accaduto, la notizia si sparge in fretta: il bisogno di aggrapparsi ad una speranza di pace, di serenità, di trovare lenimento ai tanti dolori individuali è fortissimo. Iniziano ad accorrere i primi pellegrini, vogliono sapere, chiedono spiegazioni dettagliate, aspettano risposte alle loro invocazioni. Curiosamente, era il 13 maggio (ma del 1917, in piena I Guerra Mondiale) quando la Madonna comparve a Fatima.

Nel dipinto centrale è ricordata l’apparizione della Sacra Famiglia ad Adelaide (Ghiaie, cappella dell’Apparizione, interno)                    

 

Le 13 apparizioni mariane di Ghiaie

Domenica, 14 maggio, alla stessa ora e allo stesso posto, la Signora riappare ad Adelaide e dopo i consueti moniti, le preannuncia che diventerà suora Sacramentina tra i 14 e i 15 anni, che soffrirà molto ma di non dolersene in quanto la Madonna l’accoglierà in Paradiso. Poco dopo, alla presenza di Candido Maffeis, la Signora predice a questi che diventerà sacerdote missionario, alla fine della guerra.

Le apparizioni si ripetono con costanza tutti i giorni alla stessa ora e nello stesso luogo, fino a domenica 21 maggio. In esse, la Vergine comunica ad Adelaide messaggi unici e particolari ogni volta, imperniati sulla condanna dei peccati contro la vita, sulla santificazione della famiglia, del dolore e della sofferenza, esortando il valore della preghiera e della penitenza.

Nell’apparizione del 16 la Signora confida alla bambina un segreto, che non deve rivelare a nessuno, all’infuori del vescovo e del Papa. Nell’apparizione del 17, Adelaide- incalzata dalla folla- chiede alla Signora un ‘segno’ per soddisfare la curiosità della gente che è venuta a pregare e la Signora la rassicura che, a tempo debito, arriverà anche quello. Il giorno 20 la Madonna informa la piccola che è l’ultima volta che le parla, perchè poi la lascerà riflettere su ciò che le ha detto. Infatti, la domenica 21 maggio, l’apparizione mariana avviene ma è silenziosa. In compenso viene accompagnata da una descrizione minuziosa da parte della bambina, che nel proprio diario annoterà particolari incredibili e circostanziati. Il 20 maggio è la data in cui compaiono strani fenomeni astronomici. La dottoressa Maggi ed altri testimoni oculari non vedono la Madonna ma assistono a qualcosa per loro inspiegabile: nella piovosa giornata, prima dell’apparizione, hanno visto un raggio di sole posarsi sul capo della bimba e dal cielo scendere una pioggia di stelline dorate e argentee, per circa un paio di minuti; al contempo il cielo si è squarciato in forma di croce. La gente grida al miracolo, mentre Adelaide è in estasi. Alcuni testimoni riferirono in seguito di aver visto il sole ‘girare e cambiare colore’ (di cui ci occuperemo dopo).

Si verificano le prime 9 apparizioni. A questo punto la piccola Adelaide viene prelevata dalla sua casa e trasferita, per ordine dei religiosi, a Bergamo, presso il monastero delle Suore Orsoline (ufficialmente si dice per ‘questioni di sicurezza della bambina’).

Ma pochi giorni dopo, la Roncalli deve ricevere la Prima Comunione e dunque rientra a Ghiaie dove, domenica 28 maggio, le riappare la Signora, che le parla angosciata della situazione di pericolo del papa, per il quale è necessario pregare molto. Seguono altre tre apparizioni, in cui Adelaide riceve messaggi per gli ammalati e i sofferenti e apprende che rivedrà la Signora nell’ora della sua morte. Il 31 maggio c’è l’ultima apparizione, poi la lucente figura ‘con un dolce e soave bacio sulla mia fronte‘ -scrive la piccola nel suo diario- scomparve. Le apparizioni sono in totale tredici.

Una bambina sotto accusa, un culto proibito

Adelaide viene ben preso esaminata dai medici, per capire se non soffra di fenomeni visionari o allucinatori, se sia ‘sana di mente’ e via discorrendo. Il famoso psichiatra padre Agostino Gemelli, viene incaricato dal vescovo di Bergamo di studiare il ‘caso’ e l’11 luglio del 1944 si reca a Ghiaie. Dopo quattro giorni di test, il luminare esclude che la piccola soffra di isteria o menta, sarebbe priva insomma di forme morbose o manie di protagonismo.

Il 28 ottobre del 1944 viene nominata con decreto vescovile una Commissione Teologica, incaricata di esaminare le presunte  apparizioni e le rivelazioni della Madonna a Ghiaie. Il fenomeno delle apparizioni aveva scosso completamente la piccola Parrocchia, che era ora investita da una fiumana di gente ogni giorno, incessantemente. I Tedeschi incalzavano il vescovo Adriano Bernareggi di far cessare immediatamente quello ‘spettacolo’, temendo che in mezzo a tanto movimento potessero fomentarsi moti partigiani.

Si ha notizia di guarigioni miracolose, complete e inspiegabili. Che fare, dunque?

Temendo (ufficialmente) per l’incolumità di Adelaide, il vescovo la affida ad un sacerdote che insegna nel Seminario di Bergamo, don Luigi Cortesi il quale, dopo aver confuso la piccola in lunghi, insidiosi dialoghi e facendo leva sui sensi di colpa, ottiene nel 1945 la ritrattazione di ogni cosa (abiura). La bimba dunque è costretta (parola che userà nel suo diario) a negare di aver visto ciò che aveva minuziosamente descritto, addossandosi la colpa di aver inventato tutto. Lo mette per iscritto. Ha soltanto otto anni.

Adelaide scriverà in seguito di aver subito una crudele violenza psicologica da parte di don Cortesi; la piccola è stata messa sotto accusa e i metodi sono da Santa Inquisizione. Probabilmente nessun attacco fisico è stato volto alla bambina, ma psicologicamente è stata pesantemente attaccata e svergognata. Di qualcosa che però la bimba è sicura aver assistito. E dopo che rientra in famiglia per un periodo di vacanze, nel luglio del 1946, confessa ogni cosa in forma scritta, alla presenza di diversi testimoni: la ‘sua’ verità e le pressioni del sacerdote. La Madonna è veramente apparsa a Ghiaie, ribadisce la piccola!

Il caso viene ‘chiuso’ nel 1948, da un decreto del vescovo. Costui -preso atto delle circostanze che gli vengono presentate dalla Commissione Teologica- emette una sentenza datata 30 aprile 1948 in cui, tuttavia, non si esclude la possibilità che la Madonna possa aver concesso grazie speciali a quanti devotamente e in buona fede si era rivolti a lei a Ghiaie. Il vescovo usa anche parole come “Non costa della realtà delle apparizioni e rivelazioni della Beata Vergine ad Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate nel maggio dell’anno 1944″. Per molti fedeli, quel ‘non costa’ rimane ambiguo. Comunque il decreto si conclude con la formula che ‘ogni devozione alla Madonna di Ghiaie, a norma delle leggi canoniche, resta proibito’. In poche parole, a Ghiaie non è avvenuto nulla.

 

Vicende seguenti e documenti

Adelaide si reca nel 1949 in udienza da papa Pio XII, per rivelargli il ‘segreto’ che la Signora le aveva affidato durante la quinta apparizione, ma non sappiamo cosa si siano detti. Alla vicenda si interessa anche papa Giovanni XXIII, che in una missiva privata al vescovo di Faenza (8 luglio 1960), ricorda i fatti avvenuti a Ghiaie, che definisce “da studiare e approfondire”, e di come Adelaide, divenuta adulta, ancora confermi le apparizioni.

Nel 1974 i fedeli raccolgono ben 7.000 firme per una petizione consegnata al vescovo Clemente Gaddi: essi vogliono semplicemente il permesso di pregare nel luogo delle apparizioni ma la risposta del prelato è netta: in assenza di nuovi elementi, il processo non si può riaprire. Tuttavia apre uno spiraglio: non può vietare a singoli individui o ai gruppi di andare a pregare là.

Nel 1976, così come ha fatto negli anni intercorsi e in quelli a seguire, Adelaide Roncalli riconferma per iscritto ciò che ha visto. Il 20 febbraio 1989 si reca da un notaio: vuole rendere testimonianza fedele della fondatezza di ciò cui ha assistito nel maggio del 1944 e scrive:  “Io sottoscritta Roncalli Adelaide nata a Ghiaie di Bonate Sopra (Bg) il 23 aprile 1937, nel quarantacinquesimo anniversario torno a dichiarare, come già più volte ho fatto in occasioni precedenti, che sono assolutamente convinta di aver avuto le Apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate dal 13 al 31 Maggio 1944 quando avevo sette anni.Le vicende da me dolorosamente vissute da allora, le offro a Dio ed alla legittima Autorità della Chiesa, alla quale sola appartiene di riconoscere o no quanto in tranquilla coscienza e in sicuro possesso delle mie facoltà mentali ritengo essere verità.
In fede Adelaide Roncalli. 20 febbraio 1989.

Chiaramente c’è solo la sua parola a stabilire queste apparizioni, e la fede di chi crede. Non vogliamo entrare nel merito della questione, lo abbiamo ribadito in diverse occasioni. L’unico metro di giudizio è la Fede.

Oggi, nel luogo dell’apparizione mariana, non sorge un grandioso santuario come a Fatima ma una modesta cappella rivestita all’interno di ex-voto, meta di fervente pellegrinaggio. E’ nota come ‘Cappella dell’Apparizione’. Nel retro dell’edificio, dove si vendono ricordini e libri sui fatti di Ghiaie, è conservata la lastra di pietra sulla quale la piccola Adelaide aveva le sue visioni (foto sotto). La chiesa non ha ancora riconosciuto Ghiaie come luogo di apparizioni.

 

 I fenomeni solari avvenuti a Ghiaie

Già il 20 maggio del 1944, diverse persone testimoniarono che, in concomitanza dell’apparizione della Signora ad Adelaide, alle ore 18, si verificarono ‘stranezze in cielo’, come abbiamo avuto modo di dire più sopra. 

Il 21 maggio la bimba, all’ora prevista, fu tenuta in casa dalle forze dell’ordine per vedere cosa sarebbe successo e, pochi minuti prima delle 18, si osservò un fenomeno celeste straordinario(la piccola arrivò nel luogo consueto alle 18.15). La gente si era assiepata nel luogo convenuto e sulla collina. Una testimonianza è particolarmente lucida, quella di don Giuseppe Piccardi di Bergamo, il quale mise per iscritto ciò cui assistette: “[…]la gente gridava al miracolo; mi girai tra l’incuriosito e il diffidente e vidi il sole che- uscito dalle nubi- girava su se stesso e per la velocità del movimento sembrava che sbandasse. Nello stesso tempo vidi che proiettava fasci di luce, allora, per me, quasi costantemente giallo oro. Tale colore lo contemplai anche quando il sole era velato di nubi non fitte“. Il Piccardi afferma che alcune persone vedevano anche altri colori, oppure dicevano di scorgere i simboli dell’Ostia, o una Croce, la Sacra Famiglia e la Madonna! Poco più tardi, in presenza dell’allora direttore del quotidiano  L’Eco di Bergamo (don Andrea Spada), che era propenso a considerare quei fenomeni frutto della suggestione o dell’illusione ottica, videro il sole al tramonto di colore argenteo, che ruotava su se stesso; curiosamente era possibile fissarlo senza fastidio. Dal disco solare sembravano emanare fasci di luce ora gialla, ora verde o violetta, che investiva le nuvole circondandole di un’aureola fantastica. Il fenomeno dirò una decina di minuti, alla vista di tutti i presenti, fino a che il sole venne coperto definitivamente dalle nubi. Ma dopo cinque minuti ne riuscì, producendo lo stesso spettacolo di poco prima.

Per i fedeli, quel segno celeste era il segno palese della presenza della Madonna a Ghiaie, la conferma di quel che Adelaide diceva.

Questi racconti furono annotati anche da persone di estrazione culturale diversa e in luoghi diversi. A Bergamo vi assistette- tra la moltitudine-  il senatore Belotti, il dottor Enrico Caffi, lo studioso Achille Ballini e pure il vescovo Bernareggi, che si trovava al Patronato di via Gavazzeni a Bergamo per la festa di don Bosco. Così descrisse i fatti nel suo diario: “Alle 18 ero al Patronato per la festa di S. G. Bosco. Proprio in quell’ora terminavo di parlare davanti alla Chiesa. Poi entravo in Chiesa per la Benedizione col SS. Sacramento. Ma la maggior parte della folla rimase fuori perché diceva di aver osservato per lo spazio di dieci minuti circa, il sole girare su se stesso, cangiando anche repentinamente di colore, giallo, rosso, bleu. Il sole poteva essere osservato senza disturbo. Il fatto fu osservato anche in altre località. Io ebbi solo a notare al termine della funzione un colore giallo delle case, come quando vi è un’eclisse parziale di sole al tramonto. Alle 19,45 dissero che il fenomeno si ripeteva. Ho guardato anch’io. Fissando il sole che abbagliava si finiva col vedere il sole staccarsi nettamente, dando poi l’impressione che girasse. Poi tutto prendeva un colore rosso. Ma allora era evidente un fenomeno ottico”.

Il diffidente don Luigi Cortesi scriverà in seguito, nel libro “Storia dei fatti di Ghiaie” le sue riflessioni. Interessanti alcuni passaggi, che evidenziano come l’uomo di Dio si imponga di essere un uomo di Scienza: “Un brivido mi scuote per un secondo. Reagisco energicamente, mi impongo di non perdere la testa, di non lasciarmi travolgere. Stringo disperatamente le pupille, e guardo il sole: vedo una gran macchia chiara senza contorni netti, poi, quando l’occhio si è adattato, vedo un disco di intensissima bianchezza che pareva liquido. Fissando i bordi del disco, rilevo una rotazione vertiginosa, come di una circolare elettrica, come di una vertiginosa girandola, salvo che il senso del moto varia rapidamente da sinistra a destra e poi da destra a sinistra. Mi rammento di Fatima. Sennonché, stavolta, il sole gira attorno a un perno fisso, senza spostarsi nel cielo. Ritorno alla terra, alla folla: noto che i volti, le mani, gli alberi trapassano attraverso tutti i colori dell’iride. È naturale, penso fra me: quando l’occhio è offeso da una luce intensa o da uno stimolo equivalente, proietta sugli oggetti una macchia, che sfuma dal rosso al violetto e tinge dei diversi colori gli oggetti che l’occhio nel frattempo incontra; la macchia scompare quando l’occhio, riposato, è ritornato alla normalità. Di fatto, pochi minuti dopo, non vedo più quei colori cangianti; ogni oggetto ha ripreso il suo colore naturale. Mi lascia dubitoso il fenomeno della rotazione. Un vicino mi offre gli occhiali affumicati, guardo: il sole continua a roteare. Mi offre un cannocchiale, lo inverto, lo schermo e guardo: il sole gira ancora. Poi non ce la faccio più: non sono convinto neppur oggi, che vedere un prodigio cosmico valga la pena di rimetterci la vista. Allora non ero convinto neanche di vedere un prodigio, poiché mi si abbozzava rapidamente nel pensiero una plausibile spiegazione naturale del fenomeno. Comunque, invitato dai vicini a entusiasmarmi, taccio. E faccio tacere a forza di pizzicotti e di sberle sulle braccia dei circostanti tese verso il cielo”.

La bambina -veggente fu portata via proprio dopo l’ultima supposta apparizione, il 21 maggio; ritornò il 28 maggio in occasione della sua Prima Comunione e  il prodigio del sole si ripetè mentre era in estasi per l’apparizione mariana; il 31 maggio si verificò il medesimo fenomeno solare alle 18, quando doveva apparire la Madonna ma quel giorno, Adelaide la vide palesarsi due ore dopo. Il prodigio cosmico fu visto di nuovo il 13 giugno e il 13 luglio sempre di quell’anno. Secondo padre M. Raschi, il fenomeno del sole si ripresentò il 13 maggio 1953 e il 13 maggio 1959 (dalle 17.15 alle 18.15), ma pare essere una fonte isolata.


Foto scattata a Ghiaie nel dicembre 2009. Non si tratta di strani fenomeni solari ma semplicemente della fotocamera digitale.

 

Una spiegazione scientifica per un evento grandioso?

Da alcune ricerche condotte sul fenomeno solare di Ghiaie del 21 maggio 1944, si appurò che esso venne visto a Ghiaie, a Bergamo e in località limitrofe, fino a Borgomanero (NO); quello del 28 maggio fu osservato- oltre che nelle suddette località- ben oltre, in prov. di Bergamo, di Brescia, a Gelsenherichen (Westfalia, Germania). Perchè proprio lì, lo ignoriamo! Il fenomeno solare del 31 maggio fu visto, oltre che a Ghiaie e Bergamo, anche sulla strada Rovato – Palazzolo (BS),a Cevo (BS), a Piacenza e in diversi paesi del Trentino. Anche quelli successivi (del 13/6 e del 13/7) vennero notati a distanze considerevoli mentre è un dato accertato che nessuno sembra averne riscontrato in zona prima del 20 maggio 1944.

Interessante è che gli osservatori astronomici di Brera (MI), Merate (LC), Arcetri (FI), dichiararono di non aver notato alcun fenomeno particolare nel sole per il periodo dal 13 maggio al 13 luglio del 1944. Allora che mistero è mai questo, che è analogo a quello che ha interessato Fatima (teatro di una celebre serie di apparizioni mariane tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917), in Portogallo? Lì il fenomeno del ‘sole rotante’ venne osservato in occasione dell’ultima apparizione, e fu documentato in località distanti anche decine di chilometri. Anche a Medjugorie, dal 2 agosto 1981 (data della prima apparizione mariana) ad oggi vengono documentati prodigi solari identici (basta cercare in internet e si trovano anche parecchi – e contrastanti -video).

Ma sono tanti altri i casi anche in Italia, non famosi e non riconosciuti dalla Chiesa, in cui si sono verificate apparizioni mariane con concomitante fenomeno del ‘sole rotante'(vedi ad esempio Oulx (TO); Balestrino(SV), Bergalla; S. Margherita di Staffora (PV), Casanova di Sinistra; S. Giorgio Piacentino(PC), San Damiano; Venarotta (AP), Gimigliano; Città di Castello (PG); Roma; Oliveto Citra (SA); Crosia (CS); Belpasso (CT), Borrello).

Le cronache storiche che narrano di soli rotanti risalgono al 1901 (a Tilly-sur-Seuilles, Francia), fermo restando che esistono alcune iconografie molto più antiche che ritraggono strani fenomeni in cielo, come cerchi, più soli o soli in movimento, ma anche croci, sfere, etc. Spesso sono fenomeni legati al parelio, come vedremo tra poco. Il dipinto sotto è una copia seicentesca di un originale del 1535 che ritrae un parelio nella città di Stoccolma, dove venne ritenuto un segno di cattivo presagio!

Sulla “Gazzetta Cittadina”di Basilea del 7 agosto 1566 comparve invece l’ illustrazione sotto riportata, che veniva accompagnata da uno strano racconto, ad opera del cronista Samuel Coccius: descriveva grandi sfere nere che si muovevano davanti al sole molto velocemente, mentre alcune di esse divenivano rosse ed infuocate:

E’ certo che la spiegazione di tali fenomeni esista, ma forse non è ancora stata del tutto chiarita. Chiaramente tutto ciò che avviene in cielo è per noi esseri umani qualcosa di spettacolare: di temibile se rapportato ai significati apocalittici, di speranzoso se inquadrato in un’ottica escatologica/cristologica, un segno che ‘qualcosa esiste’, ci assiste, ascolta le nostre preghiere e si manifesta. Altri ancora vi vedono espressioni extraterrestri. Non potendo nè negare nè confermare nessuna ipotesi (chi ha certezze, scagli la prima pietra), la razionalità deve cercare di trovare delle risposte. Anche perchè non è- per un fedele- la spiegazione scientifica che cambierà mai la sua devozione.

Parrebbe, dalle descrizioni, che i fenomeni si verifichino più spesso nel momento del tramonto del sole, in giornate non del tutto serene (anzi piovigginose), e questo può far pensare a fenomeni di rifrazione atmosferica, più che illusioni ottiche collettive, come viene spesso proposto.

Il problema è capire che relazioni possano sussistere tra il cosiddetto ‘sole rotante” e l’apparizione mariana. Quest’ultima è uno degli eventi più discussi al mondo, che mette gli uni contro gli altri gli scettici e gli uomini di fede. Parlando dal punto di vista razionale, sappiamo che l’occhio umano tende ad attribuire a ciò che coglie, delle forme; il cervello va a cercare nel proprio ‘database’ ciò che gli è familiare e ci rimanda quello che ha pescato. Così potrebbe essere che ciascuno veda in un determinato soggetto, dei significati diversi (ma lo stesso discorso potrebbe essere valido per i suoni). Si chiama pareidolia, cioè  “l’illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note degli oggetti o dei profili naturali o artificiali dalla forma casuale. Questa associazione si manifesta in special modo verso le figure e i volti umani. Potremmo definirla come illusione subcosciente insita nel nostro cervello, la quale tende a ricondurre a forme conosciute oggetti e profili naturali (oppure artificiali) in un contesto (o texture) casuale. È una tendenza istintiva e automatica che fa scattare l’accostamento di forme familiari in immagini disordinate. Normalmente questo genere di associazione si manifesta sopratutto verso le figure e i volti umani”  (http://pareidolie.blogspot.com). Le estasi sono inoltre argomento che qui non possiamo approfondire.

Il fenomeno del sole che ruota è interessantissimo. Perchè è ovvio ammettere che il sole stia fermo; in realtà,  non gli accade proprio nulla ma siccome tra lui e noi qui sulla Terra vi sono 150 milioni di chilometri di distanza, e strati e strati di atmosfera, è possibile che i gas che la compongono – in determinate condizioni- possano creare i fenomeni che abbiamo esaminato (luce multicolore, sole argenteo, tremolante, infiammato, etc.). Nei ‘riferimenti’ a fine testo abbiamo inserito alcuni links che mostrano dei fenomeni naturali che sono poco frequenti a vedersi, ma esistono. Spesso l’ignorare una spiegazione, fa crogiolare nel fascino nel mistero, ma cercare sempre se ne esiste una è, per noi oggi, doveroso.
Anche la presenza di due o tre soli in cielo non è inspiegabile, ma dovuta al cosiddetto fenomeno del parelio, definito come “un fenomeno ottico atmosferico abbastanza comune, dovuto alla rifrazione della luce solare da par

te dei piccoli cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera e che solitamente costituiscono i cirri. Nei testi anglofoni [parhelion] lo si può trovare anche in versione popolare definito come ‘Sun Dogs’, che in italiano è letteralmente tradotto in ‘guardiani del sole’, ma questo termine non è usato in italiano”.
Il caso mostrato in figura rende bene un’idea (se lo vedessimo in cielo, cosa penseremmo?):

Ma anche qui o qui si hanno altri utili esempi.

 

Un interessantissimo articolo pubblicato in questo sito, a firma del prof. A. Gaspani, ci illustra altri ‘casi’ in Bergamo e provincia -anche di vecchia data- in cui in cielo apparvero dei fenomeni solari molto curiosi e insoliti. E ci fornisce anche una spiegazione scientifica.

Conclusioni:

Cosa sia accaduto a Ghiaie nel maggio 1944 non lo sapremo mai. Il 24 febbraio 1994 venne presentato il caso durante la trasmissione ‘Detto tra noi’ (Raidue), in cui intervennero alcuni testimoni, che confermarono come i fenomeni solari del 21 maggio del 1944 vennero osservati da tantissime persone. La signora Adelaide Roncalli, unica depositaria dell’apparizione mariana, si è formata una famiglia e vive oggi nel milanese. Torna di tanto in tanto nei suoi luoghi di origine. Molti studiosi si sono impegnati a svolgere il bandolo della matassa. Noi non abbiamo alcuna autorità per dare giudizi, non abbiamo mai assistito a simili fenomeni ma possiamo immaginare i tempi in cui essi si svolsero, perchè ce li hanno raccontati i nostri genitori. Tempi durissimi, di fame e miseria, di guerra e malattie, di paura ed incertezza estrema, di sottomissioni e di affidamento alla Madonna, figura familaire e amata di Madre Universale. Nei ricordi di chi lo ha vissuto dev’essersi trattato effettivamente di qualcosa di indelebile, di inspiegabile e di inquietante, indipendentemente dalla verità dei fatti. E’ qualcosa che ha fatto sperare e credere ancora nel ‘domani è un’altro giorno’, spingendosi oltre il quotidiano e la realtà contingente. Riflettendoci, quella gente ha vissuto un’esperienza più che straordinaria.

Sui fenomeni miracolosi di Ghiaie è fiorita un’intensa letteratura ed è stato realizzato anche un film

Riferimenti:

DVD “Ghiaie, 1944 Regina della famiglia”, Parrocchia Sacra Famiglia di Ghiaie di Bonate Sopra (BG), Tele Ema productions:E.Venditti, Edizioni M. Boario sas
www.madonnadelleghiaie.it
Umberto Cordier “Guida ai luoghi miracolosi d’Italia”, Piemme, 1999, pp. 81-83 e pp.466-67
http://www.mazzottiefigli.com/cfm2004/astrofotografia/effetti_ottici.html
http://www.pianetamarte.net/pareidolia.htm
http://pareidolie.blogspot.com/
http://www.astrophys-assist.com/wilobs/weathwin/sundog.htm
http://www.starrynightphotos.com/planet_earth/sun_dog_halos.htm
http://englishrussia.com/?p=712
http://www.atoptics.co.uk/

Sezioni correlate in questo sito:

Fenomeni insoliti
Italia da conoscere
L’Uomo e Dio

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Pressioni politiche e militari da BERlino. La Madonna non appaia più!

Durante gli ultimi giorni delle apparizioni, l’allora vescovo di Bergamo, mons. Bernareggi, subì certe pressioni politiche e militari perché mettesse fine a quelle apparizioni. Lo attesta mons. Gustavo Testa:

Le autorità politiche impensierite per la mobilitazione stragrande di popolo che accorre sul luogo delle apparizioni, andarono dal Vescovo per pregarlo che impedisse tali rivelazioni, a cui il Vescovo dovette rispondere che non gli era possibile comandare al cielo di non rivelarsi… Finita l’ultima apparizione che noi conosciamo, ossia quella del 31 maggio, il capo della Compagnia che formava il cordone disse alla famiglia: «Per ordine dell’Autorità Superiore sono finite le rivelazioni» Come se queste dovessero dipendere dall’autorità terrena.

(cfr. Manoscritti di mons. Gustavo Testa, 01 giugno 1944).

E lo conferma anche lo stesso don Luigi Cortesi:

Quella sera, poco prima di partire per le Ghiaie, S. Ecc. il Vescovo, pressato dalle autorità provinciali, che trovavano nel fenomeno di Bonate motivi di gravi preoccupazioni civili, politiche, militari, mi avvertì per telefono che aveva potuto strappare alle autorità il permesso di trasportare la bambina alle Ghiaie per l’ultima visione, soltanto a patto che questa fosse davvero l’ultima …

(cfr. Luigi Cortesi, “Le visioni della piccola Adelaide”, pag. 32)

Inquietanti interrogativi:

1) Quali pressioni furono fatte a mons. Bernareggi dalle autorità politiche italiane di quel tempo e dal Comando delle SS di Bergamo che monitoravano il luogo delle apparizioni?

2) Quali ordini furono impartiti da Berlino?

3) Hitler minacciò di rappresaglie la diocesi di Bergamo?

4) Quale fu il ruolo del capitano Langer, amico di mons. Bernareggi e di don Luigi Cortesi?

UN AGENTE INGLESE MONITORAVA GHIAIE

Don Vittorio Bonomelli, diventato agente degli Inglesi, venne paracadutato l’11 luglio 1944 nelle vicinanze di Ghedi (Brescia) per compiere un’operazione di sabotaggio a un quadrimotore catturato dai nazisti. Dopo aver compiuto il 13 luglio la sua missione, fuggì in bicicletta verso Bergamo e, a Romano di Lombardia, si accodò ad un folto gruppo di pellegrini diretti verso Ghiaie di Bonate. Trovò rifugio a Clanezzo, in Val Brembana, dove incontrò un ufficiale inglese della “Special Force”, un certo Peter Cooper.

Ecco quanto scrisse G. S. Pedersoli nel suo libro “Bergamo salvata” in merito a quel periodo:

Durante una di quelle serate della seconda metà di luglio, don Vittorio parlò a Peter di quanto stava accadendo a Ghiaie. L’alto ufficiale inglese era stato paracadutato al Nord subito dopo il 8 settembre 1943; conosceva bene l’Italia e parlava la lingua italiana in modo perfetto, al punto che nessuna sfumatura ne rivelava l’origine anglosassone.

La prima reazione ai fatti di Ghiaie fu quasi di scherno:

«Voi latini siete sempre pronti ad immaginare qualche Madonna al vostro servizio… Una Madonna per ogni occasione, per ogni circostanza, specialmente se spiacevole, come la guerra…»

Don Vittorio, da parte sua, non era molto disposto a credere ciecamente a quanto aveva affermato una bambina, tanto più che sul fatto circolavano – tra le non molte persone che pure aveva potuto contattare – versioni di ogni tipo, alcune sicuramente e nettamente fantasiose.

La noia del nascondimento, delle interminabili nottate e la curiosità, mista ad una certa esigenza di spiare il comportamento dei nemici, spinsero Peter a recarsi a Ghiaie, dove, nonostante le apparizioni fossero terminate con il 31 maggio, avvenivano continui pellegrinaggi.

Peter si travestì da prete; non badò ai rischi che correva, abituato com’era a mettere a repentaglio la vita (e non sempre la vita si mette a repentaglio per azioni eroiche!)

La veste era quella di don Vittorio. Portava con sé una piccola macchina da ripresa con la quale filmò varie interessanti scene della vicenda. Buon attore, vivace parlatore, non mancava di fingere la lettura del Breviario e di raccogliere tutte le possibili particolarità degli avvenimenti che si erano svolti in loco e che ora si svolgevano sotto i suoi occhi. Giungeva sul posto normalmente a piedi, ma a volte prendeva il trenino della Val Brembana per Bergamo e concludeva il viaggio sul tram per Ponte S. Pietro.

Recava a don Vittorio tutte le novità e gli parlava a lungo di Adelaide – che aveva incontrato varie volte –, di don Vitali, di don Cortesi e di professionisti e gente comune con la quale aveva parlato. Gli capitava di parlare anche di miracoli, come fossero cose… naturali nella terra di Ghiaie.

Ma il fatto sul quale più frequentemente insisteva era la convinzione, a Ghiaie, che per intercessione della Vergine, Bergamo e quel luogo benedetto non sarebbero stati bombardati …

Peter s’era ormai familiarizzato con Ghiaie, al punto di sentirne un’attrattiva intensa, come il ferro per la calamita. E pensava, pensava; e discuteva animatamente con don Vittorio, ripetendo con insistenza: «Qui c’è qualcosa di misterioso. Quella ragazzina tanto rozza riferisce cose superiori ed estranee totalmente al suo modo fanciullesco… Non può mentire. È impossibile che possa mentire!…» (cfr. G. S. Perdersoli, “Bergamo salvata”, pagg. 55÷59)

I fatti raccontati, confermati tra l’altro da altre testimonianze e dallo stesso mons. Vittorio Bonomelli, aprono uno nuovo scenario preoccupante sulla questione Ghiaie.

Inquietanti interrogativi:

1) Come fece l’agente inglese Peter Cooper, in missione segreta a Ghiaie di Bonate, vestito da prete, ad incontrare la piccola Adelaide, dopo “la seconda metà di luglio” del 1944, se la bambina era stata portata via dal suo paese alla fine di maggio ed era stata segregata nel convento delle suore Orsoline di Bergamo e di Gandino?

2) Chi autorizzò e organizzò a luglio 1944 i vari colloqui dell’agente segreto britannico Cooper con la piccola Adelaide? Don Luigi Cortesi (visto che l’agente lo incontrò a più riprese in quel periodo)?

3) Dove avvennero quegli incontri con la bambina? Dalle suore Orsoline o altrove?

4) Ma se avvennero nel convento delle suore Orsoline, madre Gesuina Seghezzi del convento di Gandino, sapeva chi era Peter Cooper?

5) E allora, che ruolo giocava effettivamente don Luigi Cortesi in quel periodo, visto che manteneva contatti sia con i nazisti (tramite l’amico Langer), sia con i partigiani e gli Inglesi?

6) Qual era l’atteggiamento di mons. Bernareggi, in questa intricata vicenda?

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9   ORDINE DI HITLER DI RAPIRE ADELAIDE

Più fonti concordano nell’affermare che Hitler andò su tutte le furie dopo l’attentato del 20 luglio 1944 e che diede l’ordine di rapire e deportare in Germania la piccola Adelaide.

G. S. Pedersoli, per esempio, riferisce nel suo libro “Bergamo salvata” di un interessante colloquio tra don Bonomelli e l’agente britannico Peter Cooper:

“Peter disse: «Sai bene quel che affermano ogni giorno i fascisti alla loro radio: che Bergamo non verrà risparmiata dai bombardamenti e verrà rasa al suolo. E dicono questo perché noi siamo barbari… e la nostra barbarie non ha limiti! Anzi, dicono che i fatti di Ghiaie saranno un motivo in più perché Bergamo venga rasa al suolo, trattata peggio di Brescia… Io sono ormai propenso a pensare che le Apparizioni stiano minando il morale di questi scalmanati; e che sui nazisti abbiano più deleteri effetti di quanto si pensi e anche sullo stesso Hitler che pare abbia legato l’attentato del 20 luglio con i fatti di Ghiaie… È inutile che costoro cerchino di attribuire gli avvenimenti di Ghiaie all’opera malefica di noi inglesi e del nostro “Intelligence Service”; e che pensino che qualcuno abbia suggestionato la ragazzina… L’Adelaide è sincera, anche se un poco rozza; l’Adelaide è una bambina intelligente; da buona contadinella parla poco e va per le spicce, non badando ad alcuno… Io ormai la conosco bene, benissimo, direi. Ha detto e ripete cose che neppure può comprendere, tanto che altro non può essere che una messaggera del Cielo…»

Tacque per un momento, perché, la ricetrasmittente inviava messaggi in codice. Messaggi che avevano un preciso e terribile significato: «È necessario bombardare Bergamo».

In codice, invece, avevano un dolce suono: «Mussolini a Bergamo in visita a una famiglia nobile».

E anche: «Capitano Langer delle SS incaricato rapire Adelaide Roncalli, la bambina delle Ghiaie». Peter guardò don Vittorio e con viva preoccupazione, ansioso disse: «Vedi? Vedi quel che ci chiedono i nostri agenti lombardi? Di bombardare, bombardare pesantemente la città. Oh che strazio! Che macello sarebbe! Che delusione per quella enorme massa di persone che crede, che ama la Vergine di Ghiaie, la Madonna di tanti miracoli! Ti sembra, Vittorio, che valga la pena, anche politicamente di tanti miracoli! Sai che di Ghiaie si parla in tutt’Europa? A me parrebbe un grave errore deludere tutti i credenti, gli amanti della Vergine…»

(cfr. G:S. Pedersoli, “Bergamo salvata”, pagg. 57÷59)

Anche l’Eco di Bergamo, martedì 23 settembre 1986, a pagina 13, in un servizio di Renato Ravanelli, riporta nella rubrica “Come eravamo / Gli anni Quaranta a Bergamo” la notizia del messaggio al Capitano Langer, di rapire la bambina.

In occasione della visita pastorale prevista per il 17 ottobre 1969, il parroco di Ghiaie di Bonate, don Italo Duci scrisse:

“… Si precipitò così verso il 20 luglio. Attentato a Hitler. Il fatto venne subito posto dai nazisti in relazione con quello delle Ghiaie. Il capitano Langer riceve l’ordine telefonico da Berlino di svolgere attivissime indagini alle Ghiaie e di sequestrare all’occorrenza la bambina.

Difatti, ancor ricordo e l’ho segnato sul mio diario che giunsero in quei giorni alle Ghiaie due ambasciate in casa parrocchiale: una della questura di Bergamo e una di alti ufficiali tedeschi accompagnati da due cappellani italiani e fecero interrogatori ed indagini per scoprire se vi erano trucchi. E non ne trovarono. Anche questo depone per la verità o almeno per la serietà dei fatti, perché, se inganni, allucinazioni o altro del genere vi fossero stati, i tedeschi, così furibondi come erano in quei giorni, li avrebbero scovati …”

(cfr. Nota 4° sui Fatti di Ghiaie del 1944 da unirsi al pro memoria per il Vescovo, pag. 3.)

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Adelaide Roncalli e la Madonna delle Ghiaie di Bonate

Libro sulla veggente di Ghiaie di Bonate

«ECCO LA STORIA DEL “MARTIRIO” SUBITO DA ADELAIDE RONCALLI»

Sequestrata grazie a una trappola tesa dal parroco. Segregata in conventi di suore, con religiose-arpie alle spalle. Torturata nell’anima, a volte picchiata. Protagonista, suo malgrado, di un finto funerale, avvolta in un sudario e portata al cimitero. Segnata da una visita medica ai genitali in un convento della val Seriana, all’insaputa della famiglia e alla presenza di suore, di un prete inquisitore e di un medico occultista. Sottoposta a tre interrogatori senza difensore in un tribunale di austeri prelati, con toni da Nome della Rosa. Sottoposta a esorcismo perché ritenuta indemoniata. Cacciata nottetempo come una ladra, da un convento dove, adolescente, era entrata per tentare di farsi suora. Tenuta segregata in un albergo di Roma come cameriera. E tutto questo solo per aver osato dire, a soli 7 anni, lei bambina di famiglia contadina, di aver visto tredici volte la Madonna, alla presenza anche di centinaia di pellegrini.

Storia medievale? Fiction fanta-religiosa di Dan Brown? Atmosfere lontane dalla “civile” Bergamasca?

Niente affatto. E’ il racconto romanzato di una vicenda vera – risponde l’autore del romanzo “Ali spezzate” (157 pagine, ed. Vitanuova), lo scrittore lecchese, Giuseppe Arnaboldi Riva – . La storia del “martirio” subìto dalla veggente di Ghiaie di Bonate, Adelaide Roncalli, dalla fanciullezza fino all’adolescenza».
La cosiddetta “Ustica della Chiesa bergamasca” è stata quindi romanzata per il grande pubblico.
«E’ un romanzo psicologico che ha come protagonisti l’Inquisitore, giovane e brillante insegnante del seminario di Bergamo, e la vittima predestinata, oggetto di un lavaggio del cervello perché era inconcepibile che una contadina povera avesse potuto avere il dono di un’apparizione della Vergine».
Ci tratteggi in breve la trama del romanzo.
«L’incontro fatale con il giovane prete. La guerra, le SS che tentano di rapire la bambina (su ordine di Hitler?), gli intrighi in Curia, l’isolamento del vescovo di allora, le sadiche suore “carceriere”, la ritrattazione estorta dopo un martellante sfinimento psicologico, gli interrogatori del processo farsa a una povera bambina. Sarebbe ora che gli storici locali indagassero su quanto effettivamente avvenne a Bergamo in quegli anni. Mettendo fine a ogni compromesso. I cittadini e i credenti devono sapere.».
Un romanzo che susciterà non poco turbamento tra i cattolici bergamaschi.
Don Cortesi, la bambina veggente Adelaide e il prof. Cazzamalli«E’ una storia lacerante ma anche educativa: la piccola Adelaide, con un destino straordinario, affronterà un percorso di sofferenza e di durissime prove tanto da diventare una piccola martire come predisse la stessa Vergine. Per diffondere il messaggio di pace e di difesa della famiglia».
La prefazione porta la firma del vicedirettore delle News di Mediaset: Ghiaie esploderà sui grandi media?
«Sì. Canale 5 (ma anche Rai2, nda), si è occupato e si occuperà di nuovo di Ghiaie. Gliene siamo grati».
Un’opera di parte?
«Tutt’altro. Tra le mie fonti ci sono gli atti e le relazioni al processo ma soprattutto i libri di don Luigi Cortesi (poco noti anche tra gli studiosi locali, nda) e del medico esperto di metapsichica Ferdinando Cazzamalli. Io stesso, cristiano praticante, ho sofferto nel ricostruire il clima e la psicologia di parte delle gerarchie ecclesiastiche e quella vocazione a considerarsi elitari, lontani dalla gente. Adelaide è presentata come una bimba-mostro».
Fosse successo oggi, le reazioni di qualsiasi Procura della Repubblica sarebbe facilmente immaginabili.
«Ah, indubbiamente. Ma all’epoca l’abito talare riscuoteva fiducia».

fonte

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Nel 1944, al Torchio, sottofrazione delle Ghiaie di Bonate Sopra, abitava la famiglia Roncalli composta da un figlio Luigi e da sette figlie: Caterina, Vittoria, Maria, Adelaide, Palmina, Annunziata e Romana (e Federica morta in tenera età). Papà Enrico aveva rinunciato alla vita del contadino e prestava servizio come operaio in uno stabilimento locale. La mamma Anna Gamba, casalinga, doveva crescere con pazienza certosina la numerosa prole.
Adelaide aveva allora sette anni. Era nata il 23 aprile 1937 alle ore 11 al Torchio e battezzata il 25 aprile dal parroco Don Cesare Vitale. Frequentava la classe prima elementare; era una bambina comune, piena di salute e di vivacità, le piaceva giocare.

Nulla faceva presagire fino a quel pomeriggio del 13 maggio 1944 quando le apparve la Sacra Famiglia, che il suo nome avrebbe varcato non solo i confini d’Italia, ma quelli d’Europa.

Mentre il mondo bruciava tra le fiamme dell’odio e delle armi e la guerra sembrava non finire mai, la Madonna, madre di unità e regina della pace, scelse una fanciulla di Bonate, Adelaide Roncalli, per lanciare i suoi messaggi al mondo. Le apparve per tredici giorni in due cicli: il primo dal 13 al 21 maggio, il secondo dal 28 al 31 maggio.

La Madonna le predisse:
“Soffrirai molto, ma non piangere perché dopo verrai con me in paradiso.” “In questa valle di veri dolori sarai una piccola martire…” Ma Adelaide era troppo bambina per valutare subito la gravità di queste parole. Dopo le apparizioni, fu isolata, intimorita, spaventata e tormentata psicologicamente, tanto che alla fine qualcuno, il 15 settembre 1945, riuscì a strapparle uno scritto di ritrattazione che peserà come un macigno sul processo di riconoscimento delle apparizioni.

Il 12 luglio 1946, smentì la ritrattazione che le era stata dettata, riaffermando per iscritto la veridicità delle apparizioni, ma purtroppo non ebbe l’esito sperato poiché il 30 aprile 1948, il vescovo di Bergamo mons. Bernareggi emise il decreto di “non consta” proibendo ogni forma di devozione alla Madonna, venerata come apparsa a Ghiaie di Bonate.

Spostata di qua e di là, contro il suo volere e all’insaputa dei suoi genitori, contrastata, derisa e calunniata, Adelaide portò la sua croce, lontano da casa.

Al compimento del suo quindicesimo anno, ottenne dal vescovo di entrare tra le suore Sacramentine di Bergamo. Morto il vescovo, qualcuno riuscì a strappare l’ordine di farla uscire dal convento costringendola a rinunciare al disegno vocazionale che Maria aveva manifestato su di lei. Questa rinunzia le portò molta sofferenza e le costò una lunga malattia.

Qualunque adolescente sarebbe uscita distrutta da una vicenda come la sua, ma Adelaide era forte e si riprese. Stanca di aspettare che le si riaprisse la porta del convento, decise di sposarsi ed andò a vivere a Milano dove si dedicò con sacrificio alla cura degli ammalati. Passarono gli anni e Adelaide rimase chiusa nel silenzio impostole dai superiori.

Finalmente, avvalendosi dei decreti del Concilio Vaticano II in materia di diritto all’informazione, Adelaide si sentì sgravata dalle proibizioni che le erano state imposte e decise di riaffermare solennemente e ufficialmente, davanti a notaio, la veridicità delle apparizioni.

Il 20 febbraio 1989 dichiarò quanto segue:

“Io sottoscritta Roncalli Adelaide nata a Ghiaie di Bonate Sopra (Bg) il 23 aprile 1937, nel quarantacinquesimo anniversario torno a dichiarare, come già più volte ho fatto in occasioni precedenti, che sono assolutamente convinta di aver avuto le Apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate dal 13 al 31 Maggio 1944 quando avevo sette anni.
Le vicende da me dolorosamente vissute da allora, le offro a Dio ed alla legittima Autorità della Chiesa, alla quale sola appartiene di riconoscere o no quanto in tranquilla coscienza e in sicuro possesso delle mie facoltà mentali ritengo essere verità.
In fede Adelaide Roncalli
20 febbraio 1989.”

fonte

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traggo da Wikipedia

… queste apparizioni non furono riconosciute dalla Chiesa di Bergamo: ad oggi è ancora in vigore il decreto vescovile del 18 aprile 1948, firmato dal vescovo Adriano Bernareggi, che emette un giudizio sospensivo: “non consta della soprannaturalità”. I vescovi che si sono succeduti a capo della diocesi di Bergamo (monsignor Giuseppe Piazzi, monsignor Clemente Gaddi, monsignor Giulio Oggioni e monsignor Roberto Amadei) hanno sempre ribadito la validità del decreto del loro predecessore. L’attuale vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, in carica dal 15 marzo 2009, non si è ancora espresso ufficialmente sulla questione Ghiaie e in un’intervista pubblicata su YouTube (canale Bergamocronacatv), prima dell’insediamento, aveva ammesso di conoscere ancora poco l’argomento. In realtà l’attuale posizione della Curia Orobica è confermata come negativa (01/2012).

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Inserisco un articolo del 14/03/2012 tratto da: http://www.bergamonews.it

Dopo il rinvio tanto contestato di una settimana fa, questa sera “Viaggio a..”, la trasmissione di Paolo Brosio, torna su Rete 4. La Madonna delle Ghiaie, dunque, sbarca su Mediaset con tutti i suoi misteri e tutte le sue polemiche.

Di seguito vi proponiamo un articolo inviatoci dal giornalista Giuseppe Purcaro, che ha provato a riassumere la storia della Regina della Famiglia che stasera sarà proposta nel programma di Brosio.

Lo scoop è arrivato. Un’emittente nazionale dedicherà largo spazio a uno degli episodi storici più inquietanti e sconosciuti al grande pubblico che ha visto come scenario Bergamo tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta (anche se l’epilogo non è stato ancora scritto).

Questa sera, su Rete 4 alle 21.10, sarà trasmesso in prima serata uno speciale dedicato all’affaire Ghiaie, uno degli episodi più sconvolgenti della storia bergamasca del Novecento. Una “storia occultata”, ignorata persino dagli storici di professione locali (e dai massmedia) che invece la tenacia di un professore di francese, Alberto Lombardoni, bergamasco, 67 anni, ha meticolosamente ricostruito attraverso testimonianze inedite e una estenuante ricerca sul campo rincorrendo anche gli ultimi testimoni oculari, durata ben dieci anni.

Il giornalista Mediaset, Paolo Brosio, gli darà la parola e ricostruirà con lui, sul campo, con riprese effettuate nei luoghi dove si svolsero i fatti, i punti salienti di una storia iniziata nel maggio del 1944, a Ghiaie di Bonate, e non ancora terminata. Una storia che ha come nodo centrale le persecuzioni, psicologiche e anche fisiche (testimoniate da diversi scritti), cui fu sottoposta dal 1944 fino al 1947 (ma poi anche in età giovanile) una bambina di 7 anni, Adelaide Roncalli, segregata in diversi conventi delle suore Orsoline (soprattutto a Gandino) e delle suore della Sapienza (in Città Alta) e che si sviluppa, in un plot alla “Dan Brown”, che co-protagonisti Papi, cardinali, agenti segreti britannici, le Ss, e tante figure di eminenti sacerdoti bergamaschi, tra tutti quel monsignor Luigi Cortesi, scomparso nel 1985, l’”insidioso inquisitore” come lui stesso si definì nei suoi libri (l’ultimo, pubblicato dalla Sesa, casa editrice della Curia, nel 1945), che descrisse la piccola Adelaide di sette anni come “un nodo di vipere, uno scrigno chiuso custodito da sette draghi”, ma anche “traforella, monella, ninfetta oreade, lussuriosa, bugiarda, goduriosa, pubblico pericolo, precoce malizietta”. E poi l’episodio (riportato in uno scritto del prete don Attilio Goggi, su testimonianza della stessa Roncalli), del finto funerale di cui fu vittima la bambina per essere sottratta alle Ss; la visita ginecologica nel convento delle Orsoline di Gandino, compiuta il 5 luglio del 1944, descritta minuziosamente dallo stesso medico esecutore, Ferdinando Cazzamalli, in un libro pubblicato nei primi anni Cinquanta (“La Madonna di Bonate”), alla presenza anche di don Cortesi. E poi ancora le azioni belliche di monsignor Vittorio Bonomelli, questo sacerdote camuno, al servizio della “special force” britannica, che avrebbe contribuito a preservare Bergamo da una massiccio bombardamento nell’estate del 1944 (anche grazie alle apparizioni), figura poi ignorata dalla storiografia post resistenziale di Bergamo; le centinaia di migliaia di pellegrini che, a vagonate, giunsero dal nord Italia sotto occupazione tedesca, alle Ghiaie per assistere alle apparizioni (“neanche a Fatima ci fu tanto concorso di persone”, evidenzia Alberto Lombardoni); la visita che Papa Eugenio Pacelli accordò alla bambina nel 1949; il diniego che invece frappose il Papa bergamasco, Angelo Roncalli, che si astenne dall’intervenire nel 1960, a favore della bambina e dell’affaire Ghiaie, nonostante fosse stato sollecitato da diversi vescovi italiani. Roncalli fu dissuaso a intervenire anche su parere del suo compagno di studi, monsignor Carozzi, arciprete di Seriate, che in caso di riapertura dell’affaire Ghiaie, paventò a Papa Giovanni, una “manata di fango sulla veneranda figura di monsignor Bernareggi”.

Una vicenda che uscì dai confini di Bergamo, la cui eco arrivò forse anche a Berlino tanto che le SS tentarono di rapire la bambina per farne oggetto di studio. Uno studio cui fu sottoposta anche da Padre Agostino Gemelli che visitò la bambina e che la dichiarò invece normale e sana di mente. “Un percorso di dolore e di intrighi che sono rimasti insabbiati per quasi 70 anni – spiega Lombardoni -, basti considerare che di quelle scene bibliche esiste un filmato originario girato il 31 maggio del 1944 da un cinereporter milanese, e che pur tuttavia, è ancora oggi un documento underground, ignorato dal pubblico bergamasco”.

Lombardoni, con meticolosità, ha ricostruito la storia ma ha anche messo gli storici veri, di fronte a una schiera di punti tutti da chiarire. A cominciare dalla vera partita che si giocò a Bergamo, tra Curia, Ss, autorità di Salò e resistenza, intorno a questa intricata vicenda.

L’affaire Ghiaie iniziato già all’indomani delle apparizioni del maggio del 1944, attraversa, come un canale sotterraneo, tutta la storia della Chiesa di Bergamo dal dopoguerra ad oggi, interessando tutti i vescovi, che a partire da monsignor Adriano Bernareggi (il vescovo del decreto del “non constat” del 1948, scritto sotto l’egida del Cardinale Ottaviani, del Sant’Uffizio, che vietò il culto della Madonna della Ghiaie), fino a monsignor Francesco Beschi, si sono dovuti occupare della “grana” di Ghiaie.

E le apparizioni mariane di Ghiaie sono l’unico caso nella cattolicità dove un vescovo arrivò a chiedere alla veggente (il 31 maggio del 1944) di dire Madonna di “non apparire più”, come evidenzia padre Angelo Tentori, mariologo e collaboratore di Radio Maria.

Tutti i principali protagonisti, diretti e indiretti, della vicenda sono oggi ormai scomparsi. A cominciare da Monsignor Cortesi, che poi divenne un illustre uomo di cultura a Bergamo; monsignor Patelli, rettore del seminario di Bergamo, monsignor Merati, arcidiacono della Cattedrale, monsignor Magoni, cancelliere della Curia, monsignor Cavadini, docente del seminario di Venegono e componenti del tribunale ecclesiastico istituto dalla Curia nel 1947 per “processare” le apparizioni. E altri ancora. Unica sopravvissuta è Adelaide Roncalli, oggi 75enne, che in questi decenni non ha mai preso pubblicamente posizione sulla vicenda che la vide vittima, salvo un atto notarile del 1989 in cui affermò la veridicità delle apparizioni.
La sua vicenda, a cominciare dal sequestro architettatole ai suoi danni il 21 maggio del 1944 (descritto nel libro “Storia dei fatti di Ghiaie”) passando poi dalla cacciata dal convento delle Sacramentine di Lavagna (Lc) dove voleva farsi suora, l’ha segnata profondamente nell’animo.

Per chi volesse saperne di più, consigliamo i siti www.madonnadelleghiaie.it (ricco di documenti storici, curato dal professor Lombardoni) e il sito www.alispezzate.it (che ripropone una forte analisi antropologico religiosa letteraria su questi fatti), curato dallo scrittore Giuseppe Arnaboldi Riva, autore del romanzo “Ali spezzate”.

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INTRODUZIONE

In pellegrinaggio a Ghiaiei di Bonate (Bergamo)
il 18 giugno 2008 in bicicletta

Le apparizioni della “Regina della Famiglia” ad Adelaide Roncalli avvenute dal 13 al 31 maggio 1944 a Ghiaie di Bonate (BG)

Il quadro ufficiale del pittore Galizzi.

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I fatti di Ghiaie di Bonate

di Sileno Lessi

Sessant’anni fa, il 30 aprile 1948, l’allora vescovo di Bergamo monsignor Adriano Bernareggi si pronunciava sulle presunte apparizioni della Madonna ad Adelaide Roncalli di 7 anni, alle Ghiaie di Bonate Sopra e con un decreto chiudeva, di fatto, il caso: «Non consta della realtà delle apparizioni e rivelazioni». Il luogo alle Ghiaie è rimasto comunque da sempre meta di numerose pellegrini, che vi sostano in preghiera. Attorno al caso sono fioriti volumi, discussioni e ora anche un film, che ha il chiaro intento di riaprire il caso. Nel ‘46 il settimanale Famiglia Cristiana dedicò alla storia un intero numero. Il quotidiano “L’Eco di Bergamo”, dedica un ampio servizio che ripercorre storicamente quei fatti, sui quali alcuni ancora oggi si interrogano.

La folla alle apparizioni del ‘44

Le presunte apparizioni avvennero nella località Torchio, alle Ghiaie di Bonate, dal 13 maggio al 31 luglio 1944. Adelaide affermò che la Madonna le era apparsa per tredici volte e di queste per 8 volte con tutta la Sacra Famiglia. In poco tempo, nel luogo si riversò una marea di persone, nonostante dal cielo piovessero le bombe della seconda guerra mondiale. Neanche due mesi dopo, il 6 luglio, si sarebbe avuta l’immane tragedia del bombardamento di Dalmine. Da quei giorni, la vita della piccola Adelaide cambiò inesorabilmente. Seguirono i processi, gli interrogatori, i dubbi, le dichiarazioni, le ritrattazioni, le riaffermazioni. Le indagini della commissione teologica istituita da monsignor Bernareggi, incaricata di valutare l’autenticità delle apparizioni, e formata da sacerdoti di Bergamo, Brescia, Milano, Lodi, che ha lavorato in stretto contatto con l’ex Sant’ Uffizio, l’esame dei fatti, le ritrattazioni della bambina e i pareri di alcuni medici furono alla base del decreto pronunciato il 30 aprile 1948 dallo stesso Bernareggi. «Non consta», scrisse il vescovo di Bergamo, che proibì ogni forma di devozione alla Madonna, venerata come apparsa a Ghiaie di Bonate. Della vicenda si occupò anche don Luigi Cortesi che in un primo tempo scrisse alcuni opuscoli in favore dell’autenticità delle apparizioni, in seguito ne pubblicò altri in cui si disse decisamente contrario.

La Cappellina delle Apparizioni

Le ritrattazioni di Adelaide, che secondo taluni sarebbero state frutto delle pressioni psicologiche subite dalla bambina, di fatto si ripeterono nel tempo, né le nuove versioni – cioè le nuove conferme di aver visto la Madonna – aiutarono a capire anche a distanza di decenni il mistero delle Ghiaie. Le parole discordanti di Adelaide sono state terreno di scontro fra «sostenitori» e «oppositori» delle presunte apparizioni. Oggi la spiegazione delle negazioni di Adelaide, sottolineate anche dal «difensore» monsignor Bramini, rimane ardua. Va però rilevata la saggezza di monsignor Bernareggi che accanto al «non consta» aggiunse parole altrettanto chiare: «Con questo non intendiamo escludere che la Madonna, fiduciosamente invocata da quanti in buona fede la ritenevano apparsa a Ghiaie, possa avere concesso grazie speciali e non ordinarie guarigioni, premiando in tal modo la devozione verso di Lei». Una devozione che non cessa da oltre sessant’anni. Infine va precisato che il contrasto non è tra devoti alla Madonna e non devoti ma tra chi accetta la decisione della commissione avallata dall’autorità del vescovo Bernareggi e chi invece, per diversi motivi, non accetta queste conclusioni.Sulla questione si è pronunciato anche mons. Marino Bertocchi, parroco di Sotto il Monte, che segue la vicenda da anni. Secondo il sacerdote non è necessaria una riapertura del caso sul quale la Chiesa si è già pronunciata, ma occorre arrivare a un “riconoscimento delle Ghiaie come luogo di culto mariamo, come del resto è già avvenuto in altre località (Montichiari, Schio, Tre Fontane ecc.).
(23/04/2008) L’Eco di Bergamo

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Il luogo e gli eventi storici

Ghiaie di Bonate è un piccolo paese a circa dieci chilometri da Bergamo, frazione del comune di Bonate Sopra.
“Ghiaie” trae il nome dalla ghiaia poiché giace sul greto di un antico laghetto, ora prosciugato, ed è bagnata ad est dal fiume Brembo.
All’epoca dei fatti la frazione era composta da un gruppo di case coloniche e una Chiesa parrocchiale dedicata alla Sacra Famiglia, inaugurata nel settembre del 1899 ed è proprio in un cascinale della contrada del “Torchio” (edificio adibito alla spremitura di cereali) che il 23 aprile 1937 nasce Adelaide Roncalli, quinta di otto figli. Lei è la bimba alla quale Maria Santissima confiderà i suoi messaggi destinati alla famiglia e al mondo intero.
Siamo nel mese di maggio del 1944. L’Italia è al quarto anno di guerra, la gente è sfinita, gli uomini sono al fronte, molti di loro non torneranno più, e il mondo intero è prostrato da una guerra che conterà alla fine oltre sessanta milioni di morti.
E’ la guerra che la Madonna a Fatima, il 13 luglio 1917 aveva preannunciato ai tre pastorelli se il Mondo non si fosse convertito. “…la guerra sta per finire, – aveva detto allora Nostra Signora del Rosario – ma se non cessano di offendere il Signore, nel pontificato di Pio XI, ne scoppierà un’altra peggiore…”.
A Roma, intanto, Hitler impone ad un suo fedelissimo generale delle S.S. di rapire il Santo Padre per deportarlo in Germania.
E’ dunque proprio in questi anni che Maria, scendendo dal cielo con il suo sposo dirà alla piccola Adelaide: “… prega pure per il Santo Padre che passa momenti brutti; da tanti è maltrattato e molti attentano alla sua vita. Io lo proteggerò ed egli non uscirà dal Vaticano”.
Solo la Madre del Cielo, che tutto vede da lassù, avrebbe potuto conoscere quei segreti; terribili piani di un capo di Stato che già aveva ordinato di ammazzare oltre sei milioni di innocenti nei suoi lager.

La meta è già raggiunta

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Il mio pellegrinaggio in bicicletta

Sono le 7: 30 di domenica 8 giugno e mi preparo a partire con la mia bici per visitare a Ghiaie di Bonate, in provincia di Bergamo, i luoghi dove è apparsa la Madonna.
In questo paesino Adelaide Roncalli, che adesso ha l’età di mia mamma e vive a Milano, ha avuto la visita della Vergine Maria per tredici volte: siamo in piena seconda Guerra Mondiale e la piccola veggente parla solo il dialetto bergamasco.
Ma perchè la Madonna ha scelto di apparire ad una bambina di sette anni ?…perchè si è rivolta a lei in dialetto bergamasco ?… perchè ha permesso che l’esistenza della veggente fosse tanto travagliata in tutti questi anni ?… perchè l’allora vescovo locale non ha riconosciuto attendibili le dichiarazioni di Adelaide e la Chiesa in questi anni non ha ritenuto utile riaprire la discussione sulla veridicità delle apparizioni ?… perchè in questi anni numerosi sono gli episodi miracolosi legati alle apparizioni di Ghiaie ?
Sono tanti gli interrogativi che emergono legati a questo luogo, ma una cosa è certa: durante tutti questi anni non si è mai interrotto l’afflusso di pellegrini che sostano in preghiera alla cappellina eretta sul luogo delle apparizioni.
Anch’io ho desiderato visitare questo luogo per pregare.
Dove appare la Madonna si respira un’aria speciale.

Alla partenza da Como

Alla meta

Dopo la recita del Santo Rosario in questa domenica speciale decido di proseguire l’itinerario su due ruote che in pochi chilometri mi conduce ad un’altra località della “bergamasca” famosa per avere dato i natali a Papa Giovanni XXIII : Sotto il Monte.

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I PRODIGI COSMICI DI GHIAIE DI BONATE

(A cura di Alberto Lombardoni)
Rivista “Senapa” n. 2 2003

Il prodigio cosmico di Ghiaie di Bonate fu più grandioso di quello di Fatima, perché si ripeté sei volte e perché fu osservato a maggiori distanze da centinaia di migliaia di persone, persino in Piemonte e Liguria. Il grande fenomeno solare si manifestò il sabato 20 maggio 1944 contemporaneamente all’apparizione; il 21 maggio precedette l’apparizione (perché Adelaide era stata tenuta in casa da un maresciallo dei carabinieri); la domenica 28 maggio avvenne durante l’apparizione mentre il mercoledì 31 maggio si avverrò alle 18 mentre l’apparizione ritardò di quasi due ore. Si ripeté di nuovo il giorno 13 dei due mesi successivi.

Tutti sapevano che la Madonna aveva predetto alla bambina Adelaide che alla fine del primo ciclo di nove apparizioni ci sarebbe stato un miracolo e tutti lo aspettavano con trepidazione. La predizione era stata minuziosamente registrata anche nel Diario del Vescovo, sotto la data del 20 maggio 1944: “La cugina è stata molto prudente. Chiede che (cosa) si debba fare, se accompagnare o no la bambina stasera. Ha detto che ci sarà un miracolo domani, e se non fosse, sarebbe un colpo per la fede di molti. Io dico di non potermi pronunciare”. E il miracolo ci fu già quella stessa sera del 20 maggio.

Nella sua deposizione giurata davanti alla Commissione Vescovile (16 gennaio 1946) la Dottoressa Maggi riferì quanto avvenne quel 20 maggio 1944: “Il sabato era giornata piovosa; e all’inizio dell’apparizione è venuto un raggio di sole sulla testa della bambina, ed io ho alzato gli occhi ed ho visto uno squarcio a forma di croce nel cielo e una specie di pioggia di puntini (stelline) d’oro e d’argento per un minuto o due. E tutti hanno gridato al miracolo… Poi la pioggia di stelline è cessata; ed io ho guardato alla bambina che si era messa con gli occhi estatici avanti… Riguardo alla luce non ho parlato con altre persone, se non con Maria, che però disse di non aver visto niente: ma essa disse che aveva sentito una musica armoniosissima, tanto che si era distratta; e la notte, pensandoci, pianse tutta la notte”.

In un interrogatorio eseguito per rogatoria dal cancelliere della Curia diocesana di Savona e Noli il 3 luglio 1946, Maria Roncalli, cugina di Adelaide fattasi suora di N. S. della Misericordia di Savona, così depose: “Durante la visione di quella sera (20 maggio) alcuni testimoni riferirono di aver visto una pioggia d’argento che scendeva sulla testa della bambina: io vidi le mani della sig.na Dottoressa Maggi presente, che si coloravano di vari colori e sentii una melodia musicale tanto bella che non ho mai sentito di eguali… Ritornando a casa dopo la visione abbiamo visto il sole che girava e cambiava colore”.

Ma fu la sera seguente, domenica 21 maggio, ultimo giorno del primo ciclo di apparizioni, che il prodigioso fenomeno si ripeté in tutta la sua fantasmagorica magnificenza.

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Il racconto di Don Piccardi

“Non posso non fissare sulla carta, perché serva a testimonianza, quanto io ammirai alle Ghiaie di Bonate il giorno 21 maggio 1944. Il ricordo e l’impressione sono così vivi che mi sembra un fatto avvenuto ieri.
Alle sei della sera di quel giorno ero con una moltitudine di gente sull’alto della morena che sovrasta il luogo delle apparizioni, poiché non era possibile, data la piena di gente, andare laggiù. A un certo punto sentii la gente che diceva: “Guardate il sole, guardate il sole!”. Mi voltai anch’io tra il diffidente e il curioso e vidi il sole che uscito dalle nubi (il cielo minacciava acqua) girava su se stesso e per la velocità del movimento sembrava sbandasse. Nello stesso tempo vidi che proiettava fasci di luce, allora, per me, quasi costantemente giallo-oro. Tale colore lo contemplai anche quando il sole era velato da nubi non fitte. Anche chi mi era vicino, all’unanimità, diceva di constatare lo stesso movimento, ma in più di vedere anche altri colori; altri dicevano di aver visto nel sole i simboli dell’Ostia, altri una Croce, chi la Sacra Famiglia, chi la Madonna.

Verso le Otto, lasciata la morena, mi incamminai per il ritorno e sotto una leggera pioggia mi avviai alla casa del Parroco. Là trovai molte persone che commentavano i vari fatti di quella sera. Don Andrea Spada, direttore dell’Eco di Bergamo mi chiamò in casa del Parroco e mi domandò che cosa avessi visto io nel sole. Gli esposi quanto sopra ed egli mi prospettò la possibilità di una illusione ottica e di una suggestione collettiva. Stavamo discutendo, quando uno, non so chi, venne dentro a chiamarci dicendo: “Uscite, uscite, il sole gira ancora”. Di colpo fummo in cortile e contemplai uno spettacolo quale non avrei mai potuto immaginare. Il sole al tramonto presentava il suo disco in un placido colore argenteo e lo vedevo vertiginosamente roteare su se stesso, dando talvolta l’impressione che per la velocità dovesse sbandarsi nel cielo. L’occhio lo poté fissare subito, senza fatica, con un senso dolce di riposo. Ma il meraviglioso non fu tutto qui. Nella sua roteazione il sole, quale girandola creata dal più bravo mago di fuochi d’artificio, lanciava fasci di luce or gialla, or verde, or violetta, con una vivezza tale, che le nubi attorno al sole ne erano meravigliosamente investite e formavano attorno ad esso un’aureola fantastica.

Un tale spettacolo, che io non mi attendevo più in quella sera e che si mostrò invece così imponente, mi colpì in fondo all’anima. Esso fu per me una prova così evidente delle apparizioni della Madonna che un’altra prova non mi sarebbe sembrata più efficace. Ebbi anche l’impressione che ciò dovesse essere una prova definitiva e indiscutibile per tutti. Poiché il fenomeno continuava nella sua imponenza, non riuscii più a tacere e diedi un grido di gioia, esclamando: “Oh! come a Fatima, come a Fatima!”. Il Prevosto di Ponte San Pietro, che mi era vicino, mi scosse, richiamandomi a non so quale prudenza, e mi disse: “Non dica per ora di queste cose!”.
Constatai che nessuno dei presenti negò il fatto; e vi erano chierici, sacerdoti, professionisti, ecc. che ammiravano, ma non sapevano che dire. Tutto questo durò per un buon periodo di circa dieci minuti, finché una nube ricoprì il sole. Ognuno incominciava a fare i suoi commenti, quando circa cinque minuti dopo il sole uscì di nuovo dalle nubi, ripresentando lo stesso spettacolo, e ricordo bene come il colore che io potei riscontrare in quella seconda fase, durata alcuni minuti, fu il violetto.

Durante la strada di ritorno verso Ponte San Pietro mi trovavo accanto a parecchi giovani e ricordo bene come essi, colpiti dai fenomeni di poco prima, guardassero, ed io con loro, alle nubi che ricoprivano il sole, nella speranza di rivedere lo stesso spettacolo. Ma il sole non si fece più vedere e tramontò in silenzio. Cosa gli si poteva domandare ancora?».

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Il racconto del senatore Belotti

“Domenica 21 maggio 1944, io mi trovavo nel cortile di don Bepo Vavassori in via Gavazzeni, a Bergamo, assieme a tanti altri giovani ad ascoltare il vescovo Bernareggi, in occasione di una festa dell’Azione Cattolica, dedicata a don Bosco. Erano le ore 18 e, mentre il vescovo parlava, si verificò un fenomeno solare eccezionale: il disco del sole si ingrandì enormemente davanti ai nostri occhi e cominciò a girare vorticosamente, lanciando raggi di diversi colori. Un sacerdote, vicino al vescovo gli disse: “Non sarà in relazione alle apparizioni di Ghiaie?” e il presule rispose: “Può darsi”. Poi entrò nella chiesetta dell’istituto per la benedizione eucaristica, ma tanti rimasero fuori”. Dopo la cerimonia il senatore Belotti ritornò a casa e raccontò alla moglie e ai figli quanto era successo. Si affacciarono alla finestra e il sole, che era ormai al tramonto ripeté gli stessi fenomeni di prima. Chiesero ai loro bambini di che colore era il sole. Risposero “Verde” e poi “Blu”…
Il senatore Belotti ha testimoniato pubblicamente la sua fede in queste apparizioni, dedicando loro un intero capitolo nel suo libro “I Cattolici di Bergamo nella Resistenza” edito nel 1989, volume II° recensito sull’Eco di Bergamo da mons. Roberto Amadei.

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L’annotazione del vescovo mons. Bernareggi

Mons. Bernareggi annoterà poi nel suo diario sotto la data domenica 21 maggio: “Alle 18 ero al Patronato per la festa di S. G. Bosco. Proprio in quell’ora terminavo di parlare davanti alla Chiesa. Poi entravo in Chiesa per la Benedizione col SS. Sacramento. Ma la maggior parte della folla rimase fuori perché diceva di aver osservato per lo spazio di dieci minuti circa, il sole girare su se stesso, cangiando anche repentinamente di colore, giallo, rosso, bleu. Il sole poteva essere osservato senza disturbo. Il fatto fu osservato anche in altre località. Io ebbi solo a notare al termine della funzione un colore giallo delle case, come quando vi è un’eclisse parziale di sole al tramonto. Alle 19,45 dissero che il fenomeno si ripeteva. Ho guardato anch’io. Fissando il sole che abbagliava si finiva col vedere il sole staccarsi nettamente, dando poi l’impressione che girasse. Poi tutto prendeva un colore rosso. Ma allora era evidente un fenomeno ottico”.

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Achille Ballini, un testimone oculare

Anche lo studioso Achille Ballini, testimone oculare, racconta nel libro “Andiamo alle Ghiaie a vedere” che il 21 maggio, “dalla folla che pregava, guardava e attendeva, ad un tratto si alzò un grido: “Miracolo! Madonna Santa ti ringraziamo! Oh, quale miracolo! Il sole, il sole, guardate il sole!”. La voce passa e si diffonde, e la gente alza la testa e fissa lo sguardo nell’astro luminoso. Chi lo vede roteare vertiginosamente e mandar riflessi vari secondo i colori dell’iride; chi dice di vedere in esso l’Ostia santa… È vero, non tutti i presenti poterono vedere in modo soddisfacente quei fenomeni solari… La folla non si decideva quella sera ad abbandonare il luogo benedetto per ritornare a casa. Aveva una grande voglia di trattenersi ad osservare, a commentare i fatti avvenuti. Molti inteneriti fino alle lacrime, ridiscendevano al luogo dell’apparizione per pregare, per aprire il loro cuore a Dio e alla Vergine. Altri però, scossi nell’intimo da voci misteriose e persistenti, salivano alla parrocchiale in cerca di un ministro di Dio; volevano parlare con lui e da soli; avevano delle partite vecchie e sempre aperte da regolare. Se i confessionali potessero dire…”

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Il “sole rotante” visto da una bambina

Marcella Zonca aveva cinque anni e mezzo. Abitava a Calusco. Quel 21 maggio si recò a Ghiaie con la zia Airoldi Maria. “Essendo io molto piccola di statura, la zia mi aveva messa al riparo dalla folla sotto un gelso che si trovava poco discosto dalla cascina situata alla sinistra del recinto delle apparizioni. Piovigginava ed io vedevo solo le persone che erano vicino a me. Ad un tratto da più parti si sentì dire: “Guardate il sole”. Gli ombrelli si chiusero ed io vidi tutti i colori passare sui volti delle persone: verde, rosso, giallo, blu, ecc. in una girandola vorticosa. Alzai gli occhi per vedere da dove provenissero quei raggi colorati e vidi un disco violetto che roteava impazzito nel cielo. Era sorto alla mia destra e vorticando si spostava sulla mia sinistra, (oggi so che quel punto è ovest e l’altro est, allora non conoscevo ancora i punti cardinali). La gente si era prostrata a terra. Chi pregava, chi si confessava apertamente e chi gemeva. In questo modo mi lasciarono un’ampia visuale del cielo. Guardavo sempre in alto ed a un tratto vidi una candida croce sfavillare nel cielo proprio dove dicevano che c’era la Madonna. Era solo la croce, grande, ma senza il Cristo e dall’incrocio dei bracci partivano dei raggi più bianchi della croce stessa. Un candore che sulla terra non ho ancora visto. Mentre guardavo sorpresa quella croce, sentii un colpo sulla spalla sinistra, come se mi fosse caduto addosso un peso, ma non ci feci caso. Sul gelso c’erano delle persone ed una di esse mi era caduta addosso. Ebbi un contraccolpo su me stessa, ma non distolsi lo sguardo da quella croce che mi affascinava. L’ho impressa nella mente come se fosse successo pochi minuti fa. Poi, non so come, tutto finì. Adelaide veniva riportata a casa in braccio e la gente cominciava a disperdersi…»

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Il fenomeno solare visto dall’inquisitore

Anche don Luigi Cortesi descrive nel suo libro “Storia dei fatti di Ghiaie” il fenomeno solare del 21 maggio. Scrive a pag. 94: “Intanto nel recinto, pochi minuti dopo le 18, un signore, che accompagnava un figlioletto malato, crede di vedere fenomeni straordinari nel sole, e, con voce isterica, grida: – Guardate il sole, guardate il sole! – Un fremito scuote i circostanti: pochi secondi dopo si leva d’attorno un’esplosione di entusiasmo frenetico: – Il sole, il sole… Guarda come gira… Oh! Madonna Santa!… Guarda le mie mani… Sono rosse, gialle, sono verdi, ora sono viola… Guarda la croce nel sole là, là, eccola… Ecco l’Ostia benedetta… Quella è la Madonna Immacolata… Oh! Madonna, grazia, grazia! Fammi guarire… Vedi i colori di quelle foglie… – Tutti guardano nel sole, che era appena sbucato dalle nubi, ma era ancora velato da una tenue bambagia di vapori. Tutti hanno qualche cosa da vedere nel sole e attorno a sé. Si piange, si sviene, si ride, si canta, si grida in un’estasi furiosa. Il sentore di un prodigio è un terribile catalizzatore delle reazioni della folla.
Un brivido mi scuote per un secondo. Reagisco energicamente, mi impongo di non perdere la testa, di non lasciarmi travolgere. Stringo disperatamente le pupille, e guardo il sole: vedo una gran macchia chiara senza contorni netti, poi, quando l’occhio si è adattato, vedo un disco di intensissima bianchezza che pareva liquido. Fissando i bordi del disco, rilevo una rotazione vertiginosa, come di una circolare elettrica, come di una vertiginosa girandola, salvo che il senso del moto varia rapidamente da sinistra a destra e poi da destra a sinistra. Mi rammento di Fatima. Sennonché, stavolta, il sole gira attorno a un perno fisso, senza spostarsi nel cielo. Ritorno alla terra, alla folla: noto che i volti, le mani, gli alberi trapassano attraverso tutti i colori dell’iride. È naturale, penso fra me: quando l’occhio è offeso da una luce intensa o da uno stimolo equivalente, proietta sugli oggetti una macchia, che sfuma dal rosso al violetto e tinge dei diversi colori gli oggetti che l’occhio nel frattempo incontra; la macchia scompare quando l’occhio, riposato, è ritornato alla normalità. Di fatto, pochi minuti dopo, non vedo più quei colori cangianti; ogni oggetto ha ripreso il suo colore naturale. Mi lascia dubitoso il fenomeno della rotazione. Un vicino mi offre gli occhiali affumicati, guardo: il sole continua a roteare. Mi offre un cannocchiale, lo inverto, lo schermo e guardo: il sole gira ancora. Poi non ce la faccio più: non sono; convinto neppur oggi, che vedere un prodigio cosmico valga la pena di rimetterci la vista. Allora non ero convinto neanche di vedere un prodigio, poiché mi si abbozzava rapidamente nel pensiero una plausibile spiegazione naturale del fenomeno. Comunque, invitato dai vicini a entusiasmarmi, taccio. E faccio tacere a forza di pizzicotti e di sberle sulle braccia dei circostanti tese verso il cielo”.

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Un fenomeno osservato da lontano

Si potrebbero riempire centinaia e centinaia di pagina di testimonianze sui fenomeni avvenuti a Ghiaie di Bonate in quel lontano 1944. Per mancanza di spazio, mi sono soprattutto limitato ad alcune testimonianze significative riferite alle ultime apparizioni del primo ciclo. Mons. Bramini, difensore di Adelaide ne raccolse moltissime da diverse località. Il giorno 20 maggio 1944 il fenomeno fu osservato a Ghiaie, il giorno 21 maggio a Ghiaie, a Bergamo e in località circonvicine; il giorno 28, a Ghiaie, a Bergamo, a Castione della Presolana, a Tavernola Bergamasca, a Bratto, a Darfo in Val Camonica, a Pontirolo, a Caprino Bergamasco, a Gelsenherichen in Westfalia (Germania); il 31 a Ghiaie, a Bergamo, sulla strada Rovato Palazzolo, a Cevo in Val Camonica, a Piacenza e in diversi paesi del Trentino; il 13 giugno a Ghiaie, a Bergamo, a Piazzolo in Val Brembana, a Corzano; il 13 luglio in Piemonte (ne riferì il giorno 15 la Gazzetta del Popolo di Torino), a Valsaviere e altrove.

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Anche mia madre osservò il fenomeno solare

Vorrei infine citare una testimonianza che mi tocca personalmente. Solo qualche mese fa, sapendo che mi stavo interessando della causa di Ghiaie, mia madre, Rondi Giuseppina, mi confidò che anche lei si era recata a Ghiaie di Bonate (presumibilmente il sabato 20 maggio 1944) con alcune sue amiche e che era rimasta sconvolta dopo aver assistito al prodigio del sole. Ricorda ancora distintamente oggi, all’età di 81 anni, che “l’astro roteava, si abbassava e si alzava ed emetteva raggi luminosi di colore diverso che colpivano la gente e il luogo cambiando i colori dei volti e degli abiti”. Ebbe molta paura quel pomeriggio perché “sembrava che il disco solare cadesse” nella sua direzione.

Malgrado l’imponenza dei fenomeni avvenuti a Ghiaie di Bonate, gli Osservatori astronomici di Brera, Merate, Venegono, Arcetri, interpellati in proposito, dichiararono che nessun fenomeno particolare nel sole fu registrato nel periodo dal 13 maggio al 13 luglio 1944.

Stando alle testimonianze, il fenomeno del “sole rotante” si ripeté più volte a Ghiaie di Bonate. Padre Raschi scrive tra l’altro che fu osservato anche il 13 maggio 1953 e il 13 maggio 1959. Il fenomeno si verificò anche nel maggio 1973 in presenza di Mamma Carmela.

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IL SOLE ROTEÒ ANCHE CON MAMMA CARMELA

Uno strano fenomeno si verificò anche il 25 maggio 1973, all’inizio della recita dei tre Rosari, in presenza di numerosi pellegrini milanesi guidati da Mamma Carmela.
“Il sole, splendente senza abbaglio, velocemente roteava su se stesso con movimento eccentrico, mutando la luce nei più svariati colori: dal più intenso blu, al rosso vivo, dal giallo, al verde ecc., con variazione di toni che, riflettendosi sulle persone e le cose illuminate, suscitavano commozione. Un’enorme massa di polvere d’intenso vivo colore, distintamente e visibilmente catapultata dal centro del sole, compatta avanzava, apparentemente di pochi metri, di fronte ai fedeli che ammirati, s’inginocchiavano per l’improvviso ed inconsueto spettacolo. Come per suo naturale peso, la massa di polvere così spaziata, calava in basso a mo’ di lenta ed ampia cascata che, diradando nell’atmosfera, ne diluiva il colore sino a confondersi e a sparire nel terso azzurro del cielo. Tosto il fenomeno si ripeteva con successive vivaci tinte: blu, rosso, giallo, verde, ecc., sempre catapultate in massa dal centro del sole alla solita maniera, per scendere, diradare e spegnersi nello stesso modo. Tale fenomeno durò più di mezz’ora, e pure gli autisti che avevano accompagnato il pellegrinaggio, e che sostavano in gruppo poco discosto dalla Cappelletta, ammutoliti, erano sorpresi e meravigliati per i colori che singolarmente erano riflessi sui loro volti, come su quelli di tutti i presenti che avevano di fronte».

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DUE PESI DUE MISURE

Se si esaminano le centinaia di testimonianze dirette di persone presenti a Ghiaie di Bonate, durante le Apparizioni del maggio 1944, si noteranno che i fenomeni rilevati per diversi giorni in quel luogo hanno forti somiglianze e similitudini impressionanti con quelli rilevati a Fatima e talvolta convergono perfettamente.

Furono fenomeni ottici, come sostenne lo scettico don Luigi Cortesi che pare non credesse nemmeno alle Apparizioni di Fatima? Furono tutte esaltazioni collettive? Non credo proprio! Che valore avrebbero allora quei fenomeni? Se non si crede all’autenticità di Ghiaie, con 6 fenomeni solari distinti osservati da centinaia e centinaia di migliaia di persone sparse in una vasta area e in località diverse distanti fra di loro, come si può ritenere autentico l’unico fenomeno solare riscontrato a Fatima visto da 70.000 persone soltanto stipate in una piccola fascia di terreno. Fatima dovrebbe allora essere rimessa in discussione! O forse che, in materia di apparizioni, vi siano due pesi e due misure, come vi sono stati due pesi e due misure nell’applicazione, a Bergamo, del codice di diritto canonico durante il processo alla piccola Adelaide!

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Campo Marzio

• Dec. 27, 2012 – LA “FATIMA DELLA RSI”. Maggio 1944: le apparizioni mariane di Ghiaie di Bonate, tra speculazione politica e realtà storica

Autore: Pietro Cappellari

Editore: Fondazione della RSI – Istituto Storico – Delegazione Lombarda (Mantova, 2011)

Formato: 15×21 (pag. 32)

Info: lo studio si può richiedere GRATUITAMENTE a barbaraspadini@virgilio.it

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Piano dell’opera:

RINGRAZIAMENTI

SOMMARIO

INTRODUZIONE

CAPITOLO I: CRONACA DI UN EVENTO MISTERIOSO

CAPITOLO II: SCENDE IN CAMPO L’ANTIFASCISMO DI PROFESSIONE

CAPITOLO III: IL “MESSAGGIO DELLA PACE”: PROFEZIA, ERRORE O POLITICA?

CAPITOLO IV: LA MANIPOLAZIONE

CAPITOLO V: L’INTERVENTO DELLE AUTORITA’ REPUBBLICANE

CAPITOLO VI: IL “COMPLOTTO NAZISTA”

CAPITOLO VII: LA PRUDENZA DELLA CURIA

CAPITOLO VIII: L’INDAGINE ECCLESIASTICA

INDICE DEI NOMI

BIBLIOGRAFIA

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Lucia di Fatima racconta come Nostra Signora predisse le Apparizioni di Ghiaie (sta scritto nei racconti ufficiali di Fatima)

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Adelaide Roncalli, le apparizioni a Ghiaie di Bonate

marzo 7, 2012 Stella del Cielo Apparizioni

Nel 1944, al Torchio, sottofrazione delle Ghiaie di Bonate Sopra, abitava la famiglia Roncalli composta da un figlio Luigi e da sette figlie: Caterina, Vittoria, Maria, Adelaide, Palmina, Annunziata e Romana (e Federica morta in tenera età). Papà Enrico aveva rinunciato alla vita del contadino e prestava servizio come operaio in uno stabilimento locale. La mamma Anna Gamba, casalinga, doveva crescere con pazienza certosina la numerosa prole.
Adelaide aveva allora sette anni. Era nata il 23 aprile 1937 alle ore 11 al Torchio e battezzata il 25 aprile dal parroco Don Cesare Vitale. Frequentava la classe prima elementare; era una bambina comune, piena di salute e di vivacità, le piaceva giocare.

Nulla faceva presagire fino a quel pomeriggio del 13 maggio 1944 quando le apparve la Sacra Famiglia, che il suo nome avrebbe varcato non solo i confini d’Italia, ma quelli d’Europa.

Mentre il mondo bruciava tra le fiamme dell’odio e delle armi e la guerra sembrava non finire mai, la Madonna, madre di unità e regina della pace, scelse una fanciulla di Bonate, Adelaide Roncalli, per lanciare i suoi messaggi al mondo. Le apparve per tredici giorni in due cicli: il primo dal 13 al 21 maggio, il secondo dal 28 al 31 maggio.

La Madonna le predisse:
“Soffrirai molto, ma non piangere perché dopo verrai con me in paradiso.” “In questa valle di veri dolori sarai una piccola martire…” Ma Adelaide era troppo bambina per valutare subito la gravità di queste parole. Dopo le apparizioni, fu isolata, intimorita, spaventata e tormentata psicologicamente, tanto che alla fine qualcuno, il 15 settembre 1945, riuscì a strapparle uno scritto di ritrattazione che peserà come un macigno sul processo di riconoscimento delle apparizioni.

Il 12 luglio 1946, smentì la ritrattazione che le era stata dettata, riaffermando per iscritto la veridicità delle apparizioni, ma purtroppo non ebbe l’esito sperato poiché il 30 aprile 1948, il vescovo di Bergamo mons. Bernareggi emise il decreto di “non consta” proibendo ogni forma di devozione alla Madonna, venerata come apparsa a Ghiaie di Bonate.

Spostata di qua e di là, contro il suo volere e all’insaputa dei suoi genitori, contrastata, derisa e calunniata, Adelaide portò la sua croce, lontano da casa.

Al compimento del suo quindicesimo anno, ottenne dal vescovo di entrare tra le suore Sacramentine di Bergamo. Morto il vescovo, qualcuno riuscì a strappare l’ordine di farla uscire dal convento costringendola a rinunciare al disegno vocazionale che Maria aveva manifestato su di lei. Questa rinunzia le portò molta sofferenza e le costò una lunga malattia.Qualunque adolescente sarebbe uscita distrutta da una vicenda come la sua, ma Adelaide era forte e si riprese. Stanca di aspettare che le si riaprisse la porta del convento, decise di sposarsi ed andò a vivere a Milano dove si dedicò con sacrificio alla cura degli ammalati. Passarono gli anni e Adelaide rimase chiusa nel silenzio impostole dai superiori.Finalmente, avvalendosi dei decreti del Concilio Vaticano II in materia di diritto all’informazione, Adelaide si sentì sgravata dalle proibizioni che le erano state imposte e decise di riaffermare solennemente e ufficialmente, davanti a notaio, la veridicità delle apparizioni.

Apparizioni e Rosario alla Vergine di Ghiaie d di Bonate

Sito Ufficiale

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(in formato PDF)   

Libro “Ali spezzate”, di Giuseppe Arnaboldi Riva.

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Il segreto di Ghiaie: profezia negata al mondo ?

La mattina di sabato 20 maggio 1944, la bambina Adelaide Roncalli, accompagnata dalla cugina Maria Roncalli e dal Parroco di Ghiaie Don Cesare Vitali, si recò a Bergamo Alta, presso il Vescovado, dove confidò privatamente al Vescovo Mons. Adriano Bernareggi, il segreto consegnatole dalla Madonna nella visione di martedì 16 maggio 1944. Di tale segreto non conosciamo il contenuto, ma sappiamo per testimonianza della cugina Maria che parte di esso riguarderebbe questa affermazione: “… Adelaide, fatta suora, dovrà pregare e fare penitenza con il Papa, probabilmente nella stessa Roma”.
Sucessivamente, cinque anni dopo nel Giugno del 1949, Adelaide dodicenne fu accompagnata da Mons. Ubert e dalla Signorina Galli (la sua nutrice di Milano) in udienza privata dal Papa PIO XII,  ove la bambina confidò il segreto anche al Santo Padre.
Testimone esterno della visita a Roma del 1949 fu Padre Raschi, che affermò nel suo libro, scritto a stretto contatto con la Veggente ormai ventenne, che il contenuto del segreto potrebbe non essere lo stesso per il Vescovo ed il Papa.
E’ certo che il testo originale è detenuto negli archivi del Vaticano e della Diocesi di Bergamo.

Secondo una analisi più approfondita a noi sembra, invece, che il segreto consegnato dalla Madonna a Ghiaie è lo stesso per il Vescovo e per il Papa, e che lo stesso ha carattere escatologico ed è intimamente legato alle rivelazioni di Fatima.

Queste informazioni ci giungono dall’ analisi di tre testi, scritti rispettivamente da tre Sacerdoti: Don Luigi Cortesi (Le visioni della piccola Adelaide Roncalli – nel 1944) – Padre Bonaventura Raschi o.f.m.conv. (Questa è Bonate – nel 1959) – Padre Angelo Maria Tentori o. servi maria (La Madonna a Ghiaie di Bonate ? – 1999).


Adelaide in estasi il giorno 28 o 29 maggio 1944
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Angelo Roncalli, sempre a “pensar” male di lui. Ma non è che a forza di insistere a volte ci si “azzecca”?
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(Versione ancora in corso di aggiornamento al febbraio 2013)

Di seguito l’elenco degli articoli su giornali o riviste che ho potuto ritrovare e consultare durante la mia lunga ricerca sui Fatti di Ghiaie di Bonate del 1944. Rappresentano solo una parte di quanto è stato pubblicato sulle Apparizioni alla piccola Adelaide. Mancano gli articoli della stampa estera. Ho potuto notare che una parte della stampa, soprattutto quella cattolica non indipendente “non vuole” oppure “non può” o “non deve” interessarsi dell’argomento Ghiaie, perché ancora oggi vi sono pressioni per mettere tutto a tacere.
Complimenti e grazie a tutti quei giornalisti che non hanno avuto paura di scrivere sui Fatti di Ghiaie di Bonate del 1944.

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IL SEGNO DEL SOPRANNATURALE

N. 288 – Giugno 2012
Il veggente fu inviato dalla Madonna a riconfermare le apparizioni di Ghiaie.ù

N. 290 – Agosto 2012
“Non mi hanno voluta!”. Della serie le “Madonne italiane rifiutate…” di Piero Mantero

N. 291 – Settembre 2012
“Il «non consta» di Ghiaie” di Alberto Lombardoni

N. 293 – Novembre 2012
“Il Papa non uscirà dal Vaticano” di Alberto Lombardoni

N. 296 – Febbraio 2013
“Tra due mesi, un giovedì – La predizione della fine della guerra”, di Alberto Lombardoni.

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AMICI DEL BEATO PAPA GIOVANNI
N. 1 gennaio / febbraio 2005
Il beato Card. Schuster e le “Apparizioni di Bonate”.
Le sue considerazioni finali sull’evento furono molto prudenti.

N. 2 Marzo/Aprile 2005
L’evento Ghiaie di Bonate negli scritti di Papa Roncalli
Il problema delle “apparizioni” in Bergamasca suscitò in lui molto interesse.

N. 3 Maggio / Giugno 2005
Ghiaie di Bonate: gli appunti lasciati da Angelo Roncalli
Numerosi i contatti che instaurò sul tema con il vescovo Bernareggi

N. 4 Luglio / Agosto 2005
Prudenti scritti di Roncalli sul “miracolo” alle Ghiaie.

N. 5 Settembre / Ottobre 2005
Papa Giovanni e l’evento Ghiaie

N. 1 Gennaio / Febbraio 2006
Ghiaie, è questa la vera lettera che ha scritto Adelaide al Papa.

N. 2 Marzo / Aprile 2006
Vicenda Ghiaie: quante volte Adelaide scrisse al Pontefice?

N. 5 Settembre / Ottobre 2006
Le negazioni di Adelaide e la fallita difesa di Bramini

N. 6 Novembre / Dicembre 2006
Presto anche Ghiaie potrebbe diventare santuario Mariano?

N. 1 Gennaio / Febbraio 2007
1947: con la regia del S. Ufficio viene esaminato il caso Ghiaie.
Mons. Cortesi: l’affermazione, la negazione e poi il silenzio.

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ASTRA
N. 5 Maggio 2005
Misteri della fede: i messaggi di Maria
Quelle apparizioni sono firmate
Ghiaie di Bonate: la piccola Fatima italiana 60 anni dopo

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AVVENIRE
15 gennaio 2005 (Il caso, di Salvatore Mazza)
Hitler: rapite Pio XII

18 gennaio 2005
Pio XII, parlano i documenti

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BERGAMO SETTE
CRONACHE DELL’ISOLA

11 maggio 2001 – pagine 18 e 19
Miracolo a Bonate, 57 anni dopo
Quando un annuncio della radio scosse l’Italia in guerra: «A Bonate appare la Madonna..» – «Scapa mia, ché mé so la Madonna», la Bella Signora parlava, e la piccola ascoltava come rapita – La Madre celeste parlava di Pace – La «Bella Signora» appare ancora a Bonate? – Le ragioni per riaprire il «caso»: Una lettera di Papa Giovanni XXIII a Monsignor Battaglia – Apparizioni mariane? Solo fantasie… – «…Sono assolutamente convinta…»

08 marzo 2002 – pagina 12
«Sia fatta la verità» – L’evento non fu mai riconosciuto dalla Curia: sessant’anni tra smentite e conferme – Un Libro per conoscere: «Adelaide, speranza e perdono» – Le date delle tredici apparizioni mariane alle Ghiaie di Bonate – Bergamo, perché la città non fu bombardata? – Bonate, Come arrivare alla cappelletta

05 aprile 2002 – pagina 7
«Una piccola martire» – La bambina fu percossa fisicamente e psicologicamente da don Cortesi e dalle suore – Nel 1960 il pontefice bergamasco scrisse une lettera riservata: Papa Giovanni XXIII si espresse così – Il sito è destinato a superare i 10000 collegamenti in un anno: http://www.madonnadelleghiaie.it

19 aprile 2002 – pagina 12
Le due verità, nero su bianco – Giuseppe Arnaboldi Riva narra la storia delle apparizioni e quella del martirio della bimba – Lettera: «Papa Giovanni XXIII credeva a Ghiaie» – «Un processo che ricorda quello subito da Gesù»

03 Maggio 2002 – pagina 12
Ho ricevuto un ordine divino – Lo studioso Giuseppe Arnaboldi Riva ricorda Padre Candido – In diretta da Clusone un messaggio rivolto al «Miracolo» delle Ghiaie di Bonate – Apparizioni: nel maggio del 44 anche il Vescovo andò a Ghiaie – Un’intensa testimonianza della vita di Padre Candido Maffeis – La preghiera di padre Candido alla Regina della Famiglia

10 maggio 2002 – pagina 13
Una luce nel buio della guerra – Le tredici «visioni» che sconvolsero la Bergamasca – Le testimonianze della gente riguardo ai fenomeni solari – Fede e speranza tra fatti straordinari: guarigioni miracolose ed inspiegabili

17 maggio 2002 – pagina 3
Ghiaie, un rosario per la Madonna – Le dichiarazioni di Lucia – Preghiera alla Regina della Famiglia – Quel giorno in riva al grembo… – Arrivarono in migliaia al Torchio – Lettera: Ma dov’erano i sacerdoti? – Pareri: Ecco le testimonianze di alcuni personaggi illustri

24 maggio 2002 – pagina 20
Lettere alla Redazione – Continuano i messaggi e le testimonianze dei fedeli della Madonna delle Ghiaie

31 maggio 2002 – pagina 15
L’associazione trova casa – «Torchio», sottofrazione delle Ghiaie: qui abitava la famiglia Roncalli – «La fede della gente» di Ermenegilda Poli – Lettere: Altre testimonianze di devoti della Madonna che domandano l’intervento del vescovo Amadei (6 lettere, di cui 1 dall’Argentina)

07 giugno 2002 – pagina 8
«Sono certa di aver visto la Madonna» – Bozza di una lettera che Adelaide avrebbe scritto a Papa Giovanni XXIII – L’incartamento era custodito da una nobildonna. Ora una devota la rende pubblica
I destinatari odierni della lettera – La paura dell’inferno – La vestizione – Conclusione

21 giugno 2002
Lettera al direttore di Donatella Lussana

05 luglio 2002 – Pagina 21
Il dipinto della Vergine: La lettera del pittore Giambattista Galizzi a Papa Pio XII – La Madonna incarcerata – La speranza di Padre Murachelli – La lettera di G. Arnaboldi Riva – Achille Ballini, scrittore del libro scomunicato, venne chiamato lo «scandalo della diocesi» –
La coraggiosa penna che volle far luce su «Una fosca congiura contro la storia» – «Le intimidazioni che subì lo scrittore ricordano il “Principe” di Macchiavelli»

06 settembre 2002
Anche il Vescovo fu boicottato – L’intervento del professor Arnaboldi riva – La testimonianza di Carolina Finazzi Falsetti – La lettera indirizzata a monsignor Battaglia di Faenza

16 maggio 2003
Ho visto una bambina miracolata – Folle di pellegrini a Ghiaie – Rosina ceresoli, 78 anni, ha visto camminare una bimba storpia – Antonietta vive nella casa delle veggente e custodisce il quadretto come una reliquia – I pellegrini “Maria è apparsa davvero”

30 maggio 2003
Massimo rispetto per i pellegrini
Don Galbiati, parroco di Ghiaie, confida nella saggezza e nella lungimiranza della Chiesa – mancano parcheggi, punti di ristoro, assistenza (anche medica), alberghi
Turismo religioso, lontano il modello San Giovanni Rotondo – La speranza di Giovanni Cortinovis, Presidente dell’Associazione dei Fedeli – La Madonna in Web – 133 le apparizioni mariane

27 maggio 2005
Devoti attesi alle Ghiaie
Il 31 maggio 61° anniversario delle 13 apparizioni alla Madonna

16 maggio 2008
Ghiaie, il popolo di Maria non molla

30 maggio 2008
Ghiaie, oltre 50 mila pellegrini

06 giugno 2008
“Ghiaie”, a Bonate il cast del film

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BERGAMO-OGGI
13 maggio 1984 – pagina 9
Oggi migliaia di persone alle Ghiaie di Bonate – Perché la gente ha voluto credere alle apparizioni – Lunga serie di miracoli attribuita alle visioni della piccola Adelaide

18 ottobre 1987
Giallo “religioso” alle Ghiaie per la scomparsa del parroco

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BERGAMO REPUBBLICANA
23 maggio 1944
Il perché del silenzio

24 maggio 1944
Un’autorevole smentita

26 maggio 1944
Per la precisione

29 maggio 1944
Siamo d’accordo, quindi…

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CHI – settimanale
09 dicembre 2004 – Articolo di Renzo Allegri
La bambina Veggente – Un enigma che dura nel tempo – Alla ricerca della verità
Intervista al prof. Alberto Lombardoni

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CIRCOLO CULTURALE “IL PONTE2
Maggio 1981
Cronache e immagini storiche di Ponte San Pietro – pag. 160 e 170
Al confine di Ponte appare la Madonna
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COMUNE DI BONATE SOPRA
(1990 – 1995)
Contadini e gentiluomini a Bonate
IV Le Apparizioni delle Ghiaie (pag. 143 – 148)

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COMUNITÀ DI GHIAIE
Bollettino parrocchiale
dal n. 18 del 1993 al n. 48 del dicembre 1999

Numero 3 Dicembre 2003
L’assemblea parrocchiale presieduta da Mons. Roberto Amadei.
Una domanda sulla questione della madonna di Ghiaie.

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COMUNITA’ VIVA
Bollettino parrocchiale di Mozzo (Bg)
60° delle apparizioni della Madonna alle Ghiaie
Avvenimenti rimasti nella memoria popolare

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COOPERATIVA VINCENZIANA
N. 104 Ottobre / Dicembre 2003
Che dire delle apparizioni della Madonna?

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CORRIERE DELLA SERA
16 settembre 1977
Giovanni XXIII credette nella bimba che “vide la Madonna”

13 maggio 2008
“Fatima della Bergamasco” – Un film riapre il mistero

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EVA EXPRESS
06 ottobre 1977, n. 40
Solo Papa Giovanni le ha creduto

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FAMIGLIA CRISTIANA
Anno LXXIV – N. 27 – 4 Luglio 2004
Il “martirio” di Adelaide
Articolo di 2 pagine di Angelo Montonati.

Anno LXXIV – N. 32 – 8 Agosto 2004
Le Apparizioni alla piccola Adelaide
“Grazie per quell’articolo sulla Madonna”

Anno LXXV – N. 1 – 2 gennaio 2005-02-04
Lettera a pag. 125

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FERVORE DI POPOLO di Stefano Luciani
31 luglio 1944
Cronistoria dei fatti di Bonate

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FRA GIACOMO
3/2002
Le vacanze di Fra Giacomo

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GENTE
01-08-15 ottobre 1977
Articoli a puntate di Renzo Allegri
La prima apparizione – Processo-farsa – Mi picchiavano – Non ha mentito – Fatti misteriosi – tre cerchi luminosi – Una dolce presenza – La profezia – Andiamo in cucina – A colloquio col Papa – Le quattro bestie – Saranno castigati – Mi mandò un bacio – Imprese leggendarie – Caccia spietata – Bresciani, svegliatevi – La parola d’ordine – Sequestratela – Esodo di massa – Lunghi interrogatori

Ottobre 1970
Fa l’infermiera a Milano la bimba che vide la madonna

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GIORNALE DELL’ISOLA
Numero 5 ottobre / Novembre 2005
Ghiaie, la frazione in riva al Brembo – Madonna delle Ghiaie: il santuario che non c’è

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GIORNALE DEL POPOLO
2 giugno 1953

24 marzo 1954

1, 2 aprile 1954
Inserto speciale per il decennale delle Apparizioni
“Rievocando i Fatti delle Ghiaie di Bonate”
1 – La bella Signora delle Ghiaie di Bonate
2 – Adelaide vide veramente la Madonna?
3 – Anelito popolare di accertamento sui non spiegati fatti di Bonate

02 aprile 1954
Articolo di Ferruccio Rodigari, lettera al Direttore – Solo una “bimba bugiarda” la piccola Adelaide di Bonate?

14 maggio 1954
Anche ieri alle Ghiaie di Bonate molti fedeli e strani fenomeni

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GIORNALE DI BERGAMO
28 dicembre 1973
Immutata la devozione per la Madonna delle Ghiaie

03 maggio 1974
Una folla di fedeli alle Ghiaie di Bonate ha ricordato l’”apparizione” della Madonna

07 dicembre 1974
Nel ricordo della “apparizione” in preghiera alle Ghiaie di Bonate

08 dicembre 1974
Oggi in preghiera alle Ghiaie per la pace e per gli ammalati

09 dicembre 1974
Vecchi, malati ed anche i giovani per pregare alle Ghiaie di Bonate

17 settembre 1977
Anche Papa Giovanni si era interessato alla Madonna di Bonate

29 novembre 1977
Anche il “Papa Buono” credeva alla Madonna delle Ghiaie di Bonate

04 marzo 2002
Il problema delle apparizioni di Ghiaie di Bonate

15 febbraio 2003
La Madonna ha salvato mio figlio
Caso chiuso con il decreto Bernareggi

22 febbraio 2003
Madonna di Ghiaie – Apparizioni, santoni e studiosi
Lettera al direttore e risposta

28 febbraio 2003
Misteri: Ghiaie di Bonate – L’indio che vede la Madonna

05 marzo 2003
Lettera al direttore sull’articolo del 28 febbraio. Risposta del direttore e di un sacerdote

19 marzo 2003
Il giorno dell’apparizione – In lacrime per l’apparizione

20 marzo 2003
Inchiesta – Che fine fanno le offerte raccolte a Ghiaie di Bonate – Apparizioni, Radio Maria fa chiarezza

15 marzo 2008
Bonate, 13 maggio del 1944, la vergine ha scelto Adelaide – L’incredibile profezia su padre Candido maffeis – Ennesimo miracolo alla Ghiaie – Paralizzato, cammina

13 maggio 2003
Lettera al Direttore di Luisa Colombo di Milano, in merito a Ghiaie di Bonate

22 aprile 2008
Madonna delle Ghiaie, esce il film
Lungometraggio presentato ieri – La vicenda della piccola Adelaide, la bambina preferita dalla Madonna – Il boom del sito, contatti in Cina e in Russia

26 aprile 2008
Il volto di Adelaide per superare i contrasti – Intervista ad G. Arnaboldi Riva

06 maggio 2008
La prima del film sulle Ghiaie – Il regista: “Mi ha aiutato Dio”

10 maggio 2008
Ghiaie, martedì esce il film “L’ha voluto la Provvidenza”
Don Ettore salvato due volte – Non muovevo le due gambe, poi mia mamma ha pregato

15 maggio 2008
Curno, Ghiaie all’Uci Cinemas – “La gente è uscita piangendo” – Diecimila fedeli a Bonate Sopra – Adelaide e la Vergine

17 maggio 2008
Ghiaie, prega e guarisce dalla necrosi ossea
Nelle sue radiografie la Madonna e un frate

03 giugno 2008
Ghiaie la Chiesa ci ripensa: Sorella Grazia delle suore della Sapienza chiede scusa – Ghiaie, prime scuse della Chiesa – Bonate Sopra, folla per il film

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GIORNALE DI MERATE
15 agosto 2005
Era intervenuto sulle apparizioni alle “Ghiaie” (l’11 ottobre 2000, don Giacomo prende parte al Consiglio Presbiturale…)

31 gennio 2006
Il parroco trova la “vera” lettera di Adelaide

21 febbraio 2006
La vera lettera di Adelaide a Papa Giovanni diventa un caso.
Il libro di Giuseppe Arnaboldi Riva tratta delle persecuzioni che la giovane ha subito.

28 febbraio 2006
Altro colpo di scena sulla lettera di Adelaide Roncalli.

25 aprile 2006
La Madonna è apparsa davvero
Sono in migliaia a credere ancora in questo miracolo
Una testimone: “Vidi l’Ostia in cielo”
Sul caso delle due lettere interviene mons. Bertocchi:
“la vera missiva è quella pubblicata da me”
L’opinione del professor Alberto Lombardoni: Quella annotazione sulla busta potrebbe cambiare tutto

23 gennaio 2007
Basta processi, la Madonna delle Ghiaie sia luogo di culto

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GRAND HOTEL
06 giugno 2008 – numero 23
La madonna in Lombardia? La Chiesa è dubbiosa

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IL BERGAMO
21 aprile 2008
La Madonna a Ghiaie di Bonate – Il film arriva a Benedetto XVI
Il mistero della Fatima della Bergamasco

22 aprile 2008
Le nuvole si aprirono e comparve la Madonna

26 aprile 2008
La madonna guarì un bambino “Mamma guardami, cammino” – Trecento miracoli documentati ma la Chiesa non ne tiene conto

28 aprile 2008
È il caso Ustica della Chiesa bergamasco, ma ora la verità su Ghiaie sta emergendo
Intervista al prof Alberto Lombardoni (storico delle apparizioni)
La Madonna del Torchio appare sopra un albero

29 aprile 2008
Il sole iniziò a ruotare nel cielo e sembrava precipitare su di noi
Adelaide la piccola martire che ha scelto la via del silenzio

30 aprile 2008
Il corteo di fiaccole fino a Ghiaie ricordo della prima apparizione

07 maggio 2008
Ecco il film verità sulla Madonna “La Chiesa riapra il caso Ghiaie”

13 maggio 2008-07-07 Ghiaie, è il giorno della Madonna – Sono in arrivo migliaia di fedeli

14 maggio 2008
Ghiaie, l’invasione dei pellegrini, tra ceri, preghiere e bancarelle
Adelaide pregò per don Ettore, la Vergine lo guarì dal suo male

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IL CARMELO OGGI
Maggio 2002-10-28 La Madonna delle Ghiaie

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IL CITTADINO
Settimanale di Lodi
Anno 50 – n. 22
Un giudizio sui fatti delle Ghiaie

14 Luglio 1944
Un giorno alle Ghiaie, basta pregare

28 Luglio
Cenni e presentazioni di fotografie originali

11 Agosto 1944
Cenni e presentazioni di fotografie originali

20 ottobre 1944
Cenni e presentazioni di fotografie originali

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IL GIORNALE DI BRESCIA
06 giugno 1948
Chi era Gioppino con gli scarponi

13 luglio 1952
Don Bonomelli e il tragico 13 Luglio – Preannunciò il bombardamento, ma ormai era troppo tardi

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IL GIORNO (Bergamo – Brescia)
21 maggio 2002
Madonna, pensaci tu – Ghiaie, in cerca di santità

21 maggio 2005 Apparizione dei misteri: i fedeli non si fermano

15 dicembre 2007
Ha scoperto “l’Ustica della Chiesa cattolica” – Intervista ad Alberto Lombardoni

22 aprile 2008
Rompiamo il silenzio su quelle apparizioni nella Fatima d’Italia

05 maggio 2008
“Fatima d’Italia”, si studia il caso Ghiaie

11 maggio 2008
Resta valido il decreto di Bernareggi

14 maggio 2008
Pellegrinaggio di fedeli alle ghiaie
Presto un centro potrà accoglierli

05 giugno 2008
Madonna delle Ghiaie fa proseliti
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IL MESSAGGERO DI S. ANTONIMO
Agosto / settembre 1944
Il messaggio della madonna delle Ghiaie

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IL NOSTRO TEMPO
23 dicembre 1951
Visioni o Apparizioni a Ghiaie di Bonate? – Ubbidienti sì, stupidi no

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IL POPOLO CATTOLICO
Settimanale d’informazione di treviglio dal 1921
05 giugno 2004
Sessant’anni fa alle Ghiaie
Il messaggio della Madonna. La posizione della chiesa circa la consistenza delle apparizioni. sempre intenso l’accorrere dei pellegrini.
Articolo a cura di don Giuseppe Brioschi

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IL PUNGOLO SU BONATE
Periodico dell’Associazione di ricerche storiche di Bonate “44
Opuscolo speciale n. 1 gennaio 1978
Lettera di Papa Giovanni a Mons. Battaglia dell’08/07/1960
Articoli importanti dei vari giornali sulle Apparizioni di Ghiaie di Bonate
Dichiarazione di Adelaide Roncalli del Natale 1976 (a pag. 19)
Attestato del vescovo di Faenza Mons. Battaglia dell’01/11/1977

Opuscoli n. 2 aprile 1978
Lettera aperta del Presidente al Vescovo Mons. Oggioni
Testimonianze di Don Candido Maffeis, di Padre Mario Mason S. J., di Padre Sonaglio Mario Giuseppe, del Dott. Franco Agnelli
Lettera aperta a Mons. Luigi Cortesi; testo della querela a Mons. Luigi Cortesi
Lettera aperta a Don Giambattista Busetti direttore de “La Domenica del Popolo”
Intervista rilasciata da Mons. Battaglia al mensile “National Enquirer”

Vedasi anche gli opuscoli successivi.

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IL RESTO DEL CARLINO
05 maggio 2008-07-07″Fatima d’Italia” si studia il caso Ghiaie

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IL SECOLO XIX
06 giugno 2008
Pubblico sa record per il film “Ghiaie”

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IL SEGNO DEL SOPRANNATURALE
N. 98, giugno 1996
1945, 21 Maggio, Ghiaie di Bonate – Bergamo

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ISTITUTO SALESIANO DON BOSCO MILANO
Luglio 2003 – opuscolo speciale
Don Ettore Bonaldi, sacerdote salesiano
Per lui il miracolo (pag. 12 ÷ 115)

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JESUS
Gennaio 1990
La sincerità di Adelaide

Ottobre 2002, n. 10, pagina 96
Dal 1944 a Ghiaie si continua a pregare

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LAMPADE VIVENTI
Settembre, ottobre 1948
Che dire delle “Apparizioni” della Madonna?

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LA DOMENICA DEL POPOLO

30 gennaio 1977 – n. 5
Articolo nella rubrica “Settimanale Aperto”

20 febbraio 1977 – n. 8
Ancora su “Una voce alla Ghiaie”

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LA FAMIGLIA CRISTIANA
(Approv. eccles. del 6-7-1944)
numero di 16 pagine dedicato alle Ghiaie

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LA FRECCIA
Bollettino della parrocchia di S. Sebastiano, Cremona
Settembre 1944
La Madonna di Bonate (articolo tolto da L’Italia e da La Famiglia Cristiana)
Bonate e noi

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LA GAZZETTA DEL POPOLO DI TORINO

15 luglio 1944
Articolo sul fenomeno solare

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LA NAZIONE
05 MAGGIO 2008
“Fatima d’Italia” si studia il caso Ghiaie

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LA NOSTRA DOMENICA

30 gennaio 1977 – n. 5
Settimanale Aperto: “Una voce alla Ghiaie”

20 febbraio 1977 – n. 8
Settimanale Aperto: “Una voce alla Ghiaie”

17 giugno 1984
A Pio XII il merito della salvezza di Roma

24 febbraio 2002
Mons. Cortesi, l’ultimo “uomo rinascimentale”

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L’APOSTOLO DI MARIA

Novembre 2004
La posta: Una foto di Maria “Regina della famiglia” inviata da Lorenzo Pedali, Bergamo

Gennaio 2005-02-04 Le “apparizioni” delle Ghiaie di Bonate Sotto
Articolo di Mons. Marino Bertocelli

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LA REPUBBLICA FASCISTA
04 giugno 1944
Avvengono miracoli in Val Brembana

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LA SCUOLA CATTOLICA
Rivista Teologica del Seminario Arcivescovile di Milano
Il card. Schuster e fra’ Cecilio Cortinovis
Le Apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate (pagine 13-14)

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LA STAMPA
17 settembre 1977
Una bimba vide la Madonna e Papa Giovanni ci credette

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LA VITA DIOCESANA
Luglio 1944
Comunicato – Documenti relativi ai Fatti delle Ghiaie – Invito alla Diocesi

Ottobre 1944
Atti e comunicati vescovili – Costituzione di una Commissione

Aprile 1945
Decreto relativo a Ghiaie di Bonate

Novembre 1977
Pagina 429

Novembre 2000
Gestione dei luoghi di presunte apparizioni

Febbraio 2001
Votazione delle mozioni sui luoghi delle presunte apparizioni mariane

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L’AZIONE Settimanale di Vittorio Veneto
08 Luglio 1944
Le apparizioni mariane a Ghiaie

15 Luglio 1944
La piccola veggente di Ghiaie e le sue risposte alle inquisizioni di un religioso

22 Luglio 1944
Relazione di un pellegrino a Ghiaie

29 Luglio 1944
sei giorni a Ghiaie (12-18 Luglio)

05 Agosto 1944
Un giorno alle Ghiaie

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L’ECO DI BERGAMO
15 maggio 1944
L’alta visione

22 maggio 1944
Un comunicato della Ven, Curia sui Fatti delle Ghiaie di Bonate –
Cronaca di Bergamo – I fatti delle Ghiaie di Bonate

23 maggio 1944
Dopo i fatti delle Ghiaie

25 maggio 1944
Per la chiarezza

26 maggio 1944
Un comunicato delle Ven. Curia

27 maggio 1944
Ancora circa una interpretazione
Un paio d’ore in convento con la bimba delle Ghiaie

29 maggio 1944
Un paio d’ore in convento con la bimba delle Ghiaie

02 giugno 1944
Dopo i fatti delle Ghiaie di Bonate

09 giugno 1944
Un comasco alle Ghiaie

10 giugno 1944
Nessuna manifestazione alle Ghiaie di Bonate il 13 giugno

27 giugno 1944
Un paio d’ore in convento con la bimba delle Ghiaie (1° parte)

28 giugno 1944
Un paio d’ore in convento con la bimba delle Ghiaie (2° parte)

30 giugno 1944
Comunicato dell’Ordinario Diocesano

12 agosto 1944
Un comunicato della Ven. Curia

18 maggio 1945
Chi era Pioppino con gli scarponi

05 luglio 1945
Dialogo con Platone

04 dicembre 1945
Perché Bergamo non fu bombardata

23 settembre 1986
Come eravamo / Gli anni Quaranta a Bergamo

21 maggio 1992
Presunte apparizioni e “benedizioni”

22 febbraio 2002
Un protagonista sulle “vie del sapere”
L’esempio di monsignor Luigi Cortesi, indagatore dell’animo e del dramma umano

24 febbraio 2002
Monsignor Cortesi: l’eredità di una vita dedicata alla ricerca

17 ottobre 2002
Rosarium Virginia Mariae
Grande fotografia di gente che recita il Rosario alla Cappella di Ghiaie di Bonate abbinata alla foto di giovani con il Rosario in Piazza San Pietro (a pag. 25).

31 dicembre 2004
Tutto il mondo in mille presepi.
In mostra a Bonate Sotto parte della collezione di don Ettore Ronzoni, raccolta in 30 anni.

16 Gennaio 2005
Ex generale nazista rivelò: “Hitler mi ordinò di rapire pio XII”

23 aprile 2008
Ghiaie di Bonate, un mistero lungo 60 anni
articolo su L’Eco di Bergamo.it

23 aprile 2008
Ghiaie di Bonate, un mistero lungo 60 anni
Da Bernareggi un decreto prudente ed equilibrato

15 maggio 2008
Ghiaie, un film senza spessore che non fa i conti con la verità storica

31 maggio 2008
Sulle Ghiaie una ricerca esaustiva

12 giugno 2008
Gaetano Bonicelli: sono ottimista. Siamo nelle mani del Signore

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L’ITALIA
08 giugno 1944
La Madonna di Bonate, nelle “visioni” della piccola Adelaide

21 e 22 giugno 1944
In margine ai fatti di Bonate

04 luglio 1944
Gli uomini guardavano il cielo –
1 – Quasi una storia o forse una fantasia

05 luglio 1944
Gli uomini guardavano il cielo –
2 – Episodi minimi per un libro di “fioretti”

06 luglio 1944
Gli uomini guardavano il cielo –
3 – Cronaca di un giorno alle Ghiaie di Bonate

07 luglio 1944
Gli uomini guardavano il cielo –
4 – Nero di seppia su azzurro cielo

08 luglio 1944
Gli uomini guardavano il cielo –
5 – Rosario d’”Ave e Rosario” di sofferenze

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L’OPERAIO CATTOLICO
Settimanale di Vicenza
04 giugno 1944
I “fatti” di Ghiaie, da L’Eco di Bergamo

18 giugno 1944
È apparsa la Madonna alla piccola Adelaide R.?

25 giugno
Promessa di un articolo

02 Luglio 1044
Una visita a Ghiaie di Bonate

09 Luglio 1944
Come si prega a Ghiaie di Bonate

16 Luglio 1944
Spunti e precisazioni

23 Luglio 1944
Ai margini del prodigio, parole chiare

27 agosto 1944
Pietà vera e pietà d’occasione

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L’OSSERVATORE
Mercoledì 5 dicembre 1945
Perché Bergamo non fu bombardata

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MADRE DI DIO
Novembre 1984
Bonate: dopo 40 anni

Dicembre 1984
Interventi di Maria nella vita di Pio XII – Nella testimonianza di Suor Pascalina

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MARIA AUSILIATRICE
Rivista del santuario Basilica di Maria Ausiliatrice – Torino
N. 5, maggio 2003
13 maggio 1944 – La Madonna a Ghiaie di Bonate (Bg)
In questa valle di veri dolori sarai una piccola martire
Articolo di Don Mario Morra

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MEDJUGORJE
Spirito e verità – febbraio 1995
Richiami, Le ricerche su Bonate pagina 63

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METRONEWS.IT
21 MAGGIO 2008
Il film fatto in casa che riempie le sale

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NATIONAL ENQUIRER
11 aprile 1978
Pope John Believed Girl Saw Madonna
And Child in Controversial “Miracle”

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MESSAGGERO DI GESU’ BAMBINO DI PRAGA
N. 2 febbraio 2006
Bambine sante

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OGGI
28 MAGGIO 2008 – N. 22
Lourdes di Lombardia

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PRO LOCO NOTIZIE (BONATE SOPRA – GHIAIE)
Periodico Marzo 2005
Madonna delle Ghiaie: Maggio, mese dedicato all’apparizione
Vogliamo restaurare la pellicola che riporta questo grande evento religioso

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RIVISTA DIOCESANA MILANESE
Agosto 1944
Atti arcivescovili

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SBUGIARDINO
Periodico settimanale della Città di Bergamo
07 Maggio 2004
La bambina dei prodigi: Quando la radio riaccese la speranza.
Una vita nell’attesa. Di rivederLa. – “La guerra finirà!” E la folla accorse… – Madonna di Bonate: Chi l’ha vista? – Le ragioni per riaprire il “caso”. – Una “Bonate story”.

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SENAPA
Edizioni Villadiseriane

N. 5 1998
La lettera di Papa Giovanni dell’8 Luglio 1948 – Il Giubileo

N. 6 1998
Ghiaie di Bonate cosa succede? – Una madre tra noi – La ripresa della devozione popolare a ghiaie di Bonate nel 1980 – Il fenomeno del sole si ripeté alle Ghiaie il 25 maggio 1973 con Mamma Carmela – La mia vocazione è nata alle Ghiaie – La madonna delle famiglie torna a parlare a Ghiaie – I simboli straordinari di Ghiaie – Due personaggi di Ghiaie: Pino Casagrande e don Aldo Rottini

N. 1 1999
Il Messaggio della Madonna ai sacerdoti tramite Glauber a Ghiaie di Bonate – Il demonio a Ghiaie!

N. 2 1999
La Madonna parla ai giovani “Io vi amo tutti con grande amore!” – Il “caso” Ghiaie di Bonate dalle apparizioni del 1944 al Non Consta – Hanno detto su Ghiaie di Bonate

N. 3 1999
Il cardinal Schuster e fra Cecilio favorevoli alle Ghiaie di Bonate – Papa Roncalli era prozio di Adelaide – Profilo di fra Cecilio – Ecco L’intervista di fra Cecilio ad Adelaide

N. 4 1999
Don Cortesi decide di “demolire Ghiaie” nella testimonianza di Don Murachelli – Lettera di Don Vitali, parroco a Ghiaie, a don Felice Murachelli – In fenomeno nel cielo di Ghiaie con Pino Casagrande il 18 giugno

N. 5 1999
I simboli di Ghiaie di Bonate

N. 6 1999
Ghiaie di Bonate: il personaggio Mons. Giuseppe Battaglia – La lettera del Papa che mons. Battaglia non comprese – La Madonna di Ghiaie e la salvezza di Roma

N. 1 2000
Padre Aldo Rottini scrive a Senapa – Ghiae di Bonate e la letttera di papa Giovanni XXIII a mons. Battaglia – La lettera di Giuseppe Rota e la risposta di mons. Pesenti – Nell’anno del perdono si chieda scusa ad Adelaide

N. 2 2000
Devoto delle Apparizioni di Ghiaie ricorda i fenomeni del sole – Lettera di Padre Aldo Rottini dal Cemerun – Pino Casagrande il 18 marzo, dieci anni di preghiera a Ghiaie

N. 3 2000
Allora a Ghiaie: quanto pregare, quanto invocare! – Adelaide Roncalli incontrata a Ghiaie di Bonate

N. 6 2000
Un vescovo esiliato dal Congo in preghiera a Ghiaie di Bonate – Padre Luigi benedice i fedeli

N. 2 2001
Ghiaie di Bonate 57° anniversario delle apparizioni
Una Bambina Miracolata a Ghiaie nel 1948 dà la sua testimonianza

N. 3 2001
Cara Madonnina delle Ghiaie, ho deciso di scriverti – Padre Candido Maffeis

N. 4 2001
Gli ortodossi a Ghiaie

N. 5 2001
Un italo-argentino scopre la devozione alla Madonna
http://www.madonnadelleghiaie.com

N. 6 2001
Cara piccola Adelaide…

N. 1 2002
Edson Glauber è tornato a pregare alla cappella – Testimone delle Ghiaie progettò la cappella

N. 2 2002
Adelaide: Speranza e perdono – I benemeriti di Ghiaie – È cattolico chiederle scusa

N. 3 2002
Un benemerito dimenticato – Povera Adelaide! – Notizie su una statua della madonna delle Ghiaie – La collaboratrice Donatella Lussana scrive al Papa su Ghiaie di Bonate – Una nuova associazione una nuova statua – Una grazia della Madonna di Ghiaie

N. 4 2002
Pio XII e papa Giovanni credevano in Ghiaie
http://www.madonnadelleghiaie.it

N. 5 2002
Padre Bonaventura M. Raschi, la sua voce ci parla ancora – Lucia di Fatima predisse l’apparizione di Ghiaie – L’incontro di Adelaide con la veggente di Montichiari

N. 6 2002
La lettera apostolica sul Rosario, con la foto della Cappelletta – Lettera a Senapa di Donatella Lussana – Lettera ad Adelaide di Anna Ferri – L’ing. Baroni, costruttore della cappella

N. 1 2003
Effetto luminoso a Ghiaie di Bonate 18 dicembre 2002 – Basta un solo miracolo! Degli oltre trecento censiti – L’ing. Baroni, costruttore della cappella – I pellegrini di Bonate salvarono Bergamo dai bombardamenti

N. 2 2003
I prodigi solari
Il sole rotante – Fatima e il prodigio del sole – Pio XII, testimone oculare – I prodigi cosmici di Ghiaie di Bonate – Due pesi e due misure
Fotografia di una croce su Ghiaie
Il Papa e la regina della Famiglia

N. 3 2003
Grande devozione a Ghiaie di Bonate per il 59° anniversario

N. 4 2003
Il punto su Ghiaie (I 60 paragrafi di Alberto Lombardoni – Parte prima: da 1 ÷ 24).
A sua Santità Giovanni Paolo II: Lettera / Cartolina di petizione al Papa per il riconoscimento delle Apparizioni di Ghiaie.

N. 5 2003
Il punto su Ghiaie (I 60 paragrafi di Alberto Lombardoni – Parte prima: da 25 ÷ 46).

N. 6 2003
Il punto su Ghiaie (I 60 paragrafi di Alberto Lombardoni – Parte prima: da 47 ÷ 60).
Il Testamento spirituale di Don Italo Duci ai parrocchiani di Ghiaie.
Ricordo di don Italo Duci, curato e parroco di Ghiaie. La Madonna di Ghiaie e i vescovi di Bergamo.

N. 1 2004
Don Ettore Bonaldi: Una guarigione da Ghiaie di Bonate raccontata dal miracolato. Maria modello di fede: Mons. Oggioni così parlava di Maria. Sito internet per una Madonna strapazzata di Alberto Lombardoni.

N. 2 2004
Auguri per i 94 anni dell’Ing. Alessandro Baroni (21 aprile) testimone di Ghiaie.
Che cos’è storico (di Alberto Lombardoni) La visita pastorale del Vescovo a Ghiaie di Bonate.
A scapito di ogni norma e rispetto del diritto: la prima delle cinque fasi del processo, l’interrogatorio di Adelaide. Verbale della prima seduta del Tribunale diocesano.
Papa Giovanni XXIII – A. G. Roncalli e Adelaide di Ghiaie sua pronipote. – La fede della gente a Bonate. – Un veggente molto contestato: Pino Casagrande.

N. 3 2004
Preghiera alla Madonna di Ghiaie. – Tieni sempre quella parola! La seconda delle cinque fasi del processo: L’interrogatorio di suor Bernadetta e di Adelaide. Verbale della seconda seduta e commento. – 60° di Ghiaie: ovazione di popolo. – Lettera di Mons. Chiodi: la Commissione agì bene su Ghaie. – A sua santità Papa Giovanni Paolo II – Clotilde Cardente e il Vaticano – I dubbi del cardinal Schuster su Ghiaie. – A Maria Regina della Famiglia, 60° Anniversario – Maria, ti prego, ritorna a Bonate!

N. 4 2004
La Terza fase del processo: Una seduta tecnica. Verbale della terza seduta e commento.
Prima parte della quarta fase del processo: Suor Bernadetta costretta a mentire?
Verbale della quarta seduta, prima parte, e commento.
Lettera di Clotilde Cardente a Senapa e all’Arcivescovo Mons. Ladri.
A sua Santità Papa Giovanni Paolo II, lettera di Donatella Lussana.
Maria difenditi, Tu che puoi! Poesia di Chiara Farina.

N. 5 2004
La seconda fase della Quarta parte del processo: Adelaide di nuovo alla sbarra
Verbale della seduta e commento
L’ultimo raggio di sole (Poesia di Donatella Lussana)

N. 6 2004
La terza fase della Quarta parte del processo: L’inquisitore alla sbarra!
Anche a Lourdes un giovane prete dubitò di Bernadette
Testimonianze da Ghiaie

N. 1 2005
La quinta fase del processo: Don Cesare Vitali davanti ai giudici.
Il Cardinal Ottaviani e Ghiaie.

N. 2 2005
La sesta fase del processo: Il processo farsa finisce qui.
Quel libro del Cortesi mi nausea (Testimonianza di don Italo Italo Duci)
Piano massonico per la distruzione della Chiesa
Poesie di Donatella Lussana: “Desiderio d’attesa”, “La tua immagine, Maria!”

N. 3 2005
Davvero Adelaide fu in pericolo
13 maggio 2005, tutta la gente a Ghiaie (arriva anche Canale 5)- Caro Alberto… (Articolo di Sergio Pagliaroli)

N. 4 2005
Ma chi la ferma più? – Cavalieri dell’Apocalisse.

N. 5 2005
San Matteo e san Giuda Taddeo: a Ghiaie di Bonate. L’apparizione del 28 maggio 1944. – Un migliaio di sacerdoti a Ghiaie.

N. 6 2005
Autotestimonianza di una vocazione a Ghiaie: Non chiedermi: perché? – A Maria (poesia)

N. 1 2006
Si è avverata la profezia di san Giovanni Bosco: lo ha detto la Madonna a Edson Glauber. – I tanto discussi scritti dell’inquisitore.

N. 2 2006
Le apparizioni di Ghiaie: per l’unità e la pace nella Chiesa e nel mondo. Il bozzetto di copertina della pittrice Vitalba.
Il giallo delle lettere di Adelaide al Papa. Due lettere, due carteggi, due periodi diversi in discussione.
Poesia alla Madonna delle Ghiaie

N. 3 2006
Sul giallo delle lettere di Adelaide al Papa – Così non va! – Lettera aperta ad Adelaide Roncalli – Fotografie da Ghiaie di Bonate, 18 febbraio 2006

N. 4 2006
Il processo farsa in diretta a Radio Maria – Il perché hanno demolito Adelaide

N. 5 2006
L’odiosa visita alle pudende ordinata dall’inquisitore

N. 6 2006
Un dramma su misura (Il dramma dagli esiti scontati di don Cortesi) – Dal volto alle pudende (L’inquisizione totalitaria di don Cortesi)

N. 1 2007
Un sito mariano che va a mille.

N. 2 2007
Tre locuzioni interiori su Ghiaie – Con l’anima a Ghiaie – Edson Glauber a Martinengo

N. 3 2007
Adelaide estromessa dal convento – 63° anniversario a Ghiaie.

N. 4 2007
Monsignore, non è tutto a posto! (1° parte)

N. 5 2007
Monsignore, non è tutto a posto! (2° parte)

N. 6 2007
La televisione si interessa a Ghiaie!

N. 1 2008
La Verità Alleluia (di Alberto Lombardoni) – Lettere a Senapa su Ghiaie
Preghiera di don Bruno Borelli alla Regina della Famiglia

N. 2 2008
I miei dubbi sul caso Ghiaie – 65 interrogativi inquietanti
Per non dimenticare Ghiaie – Proposta di un rosario alla Regina della Famiglia e due locuzioni
Preghiera di don Bruno Borelli alla Regina della Famiglia – Tu quoque, Luigi Stambazzi

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STAMPA NERA
29 e 30 maggio 1944
E’ apparsa la Madonna in Val Brembana?
Rapida cronaca con cenni della guarigione di Breviario Andrea

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UNA VOCE ALLE GHIAIE
Edizione extra-commerciale degli amici della Madonna – Ghiaie di Bonate
Dicembre 1976
Accorato messaggio della Vergine ai sacerdoti

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VISTO
30 maggio 2008 – numero 22
La Madonna qui ha fatto più miracoli che a Fatima

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VITA CONCEZIONISTA
Dicembre 1985
Ricordo di Anna M. Sala

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VITA FEMMINILE
02 maggio 1976
Una lettera di Nonna Susanna

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VITA NUOVA
Quotidiano di Trieste
24 giugno 1944
Una seconda Fatima

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VIVERE – PRESEZZO
Periodico della Comunità dei SS. fermo e Rustico
Anno XVI – Numero 5 – Maggio 2004
Devozione e non devozionalismo

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14   ADELAIDE CAVIA PER ESPERIMENTI

Adelaide non fu oggetto di studio solo per don Luigi Cortesi diventato “padrone assoluto” della bimba, che non esitò a praticare su di lei esperimenti giudicati sacrileghi e disonesti (utilizzò persino l’ipnosi per suggestionare la bambina e indurla a continue ritrattazioni), ma l’inquisitore introdusse in convento, senza averne le credenziali, personaggi come l’occultista, prof Ferdinando Cazzamalli, perché eseguisse su di lei odiose visite complete. Anche l’ufficiale inglese Peter Cooper poté, grazie a don Cortesi incontrare più volte Adelaide senza forse intuire che l’inquisitore, nel permettere questi colloqui, aveva altri scopi. Anche Cooper era soggetto d’indagine di Cortesi che voleva verificare l’attendibilità delle voci che correvano  tra i nazisti-fascisti e cioè che le apparizioni erano una “volpina invenzione degli Inglesi” che avrebbero suggestionato la bimba con arti magiche per agevolare la dissoluzione dell’esercito nemico.

Si sa che il Führer si era circondato di persone dedite all’occultismo e a pratiche esoteriche e che aveva creato dei servizi speciali e un Ufficio Occulto delle SS allo scopo di studiare, tra l’altro, anche i fenomeni di origine extraterrestre. Adelaide era una bimba molto interessante per loro perché aveva avuto contatti privilegiati con l’aldilà, per cui Hitler si era interessato personalmente al caso e voleva farla rapire e deportare, probabilmente non per eliminarla, ma verosimilmente per utilizzarla come cavia per gli esperimenti occulti dei suoi servizi speciali.

Un argomento inquietante che verrà sviluppato successivamente.

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