14 ottobre 2013
http://www.gamerlandia.net/2013/10/11/falsi-buonisti-filantropi-dellultima-ora-utopia-verde/

Pat Jones

utopia

Appaiono al “potere” banchieri e non eletti e la union sacrée parlamentare, fornisce la maschera di legalità al commissariamento del paese. Accostati a loro – come putrida seconda pelle – i media. Media che sostengono la farsa in atto, quella che porterà l’umanità negli ABISSI dell’utopia, in un LIBERALISMO d’ogni gradazione e d’ogni tinta. E le masse, intrise di ignoranza indotta, restano rinsecchite nella loro felice gabbia mentale con la netta convinzione che, attraverso questo nuovo peso politico, si trovi la responsabilità e che ogni decisione sia lecita: privatizzazioni e svendita del paese compresi. Obiettivo: distruzione del concetto di proprietà privata assieme a quella dell’identità e della famiglia.

Cioè, tutta la sontuosa retorica e le piroette degli “ecologisti“, ora avrà bisogno di adattarsi con il mondo reale ovvero, il mondo reale dovrebbe adattarsi a loro. I linguaggi idilliaci – spesso di fattezza orwelliana – gridati in segno di protesta, dovranno ora cedere il passo a qualche realismo politico: roba di dura governance politica. Ma non accadrà facilmente.

Con una così lunga storia della retorica della rivolta, tornare giù al pianeta Terra non sarà facile e – probabilmente – non vi si arriverà molto presto. Da notare il parallelismo mondiale: tutti questi eventi sono dettati in ogni paese, allo stesso tempo. Abbiamo sentito declaratorie utopistiche come “La terra è di tutti” che ricordano gli irrealizzabili progetti babuvisti ne “La Congiura degli Uguali” di Babeuf. Leggiamo proclami da parte di paladini della menzogna sguinzagliati per l’occasione, del genere: “La privatizzazione salverà il paese“. Falso.

Sentiamo ogni giorno in una eco martellante: “Abbiamo bisogno di più amore in questo mondo, non di meno“. Ringraziamo questi personaggi per il loro improvviso interessamento filantropico al genere umano, un interesse che dovrebbe risolvere tutti i nostri problemi molto in fretta. Naturalmente, questi proclami lasciano intendere che abbiamo bisogno di più amore omosessuale, dal momento in cui la priorità – oggi – sembra essere il matrimonio omosessuale.

Comportamenti velatamente equivoci, sembrano voler suggerire il ritorno al tempo degli hippies dove – dopo una bella passata di LSD – si divagava sulle questioni di quanto tutti noi si abbia un estremo bisogno di amore, amore, amore. Proprio così. La tendenza assoluta – da un anno a questa parte – della politica “moderna” è fatta di tutti i diritti utopistici e di hippismo. Questo è il trend di oggi. Un gruppo di hippies invecchiati, di pseudoidealisti (per avere ideali si necessita di cervello) ed utopisti che “pensano” di cambiare il mondo in tre soli minuti, inaugurando il paradiso in terra con banalità senza fine e scarso cerebro.

Questo cinico stato attuale delle cose nella politica nostrana (ma non solo – dati i parallelismi tematici), tale romanticismo, pseudoidealismo e visione stellata, potrebbe spalancare presto le porte al nuovo ordine mondiale. Ma il problema fondamentale è che non c’è nulla di nuovo sotto il sole: per un certo numero di secoli, abbiamo visto utopisti andare e venire. E questo ”record storico” sembra non volgere al meglio.

Solitamente, l’utopismo fallisce miseramente e/o impone costi enormi alle sue sventurate vittime. Nella categoria dell’utopia, i progetti “ecologisti” rientrano di molto. Quindi, avremmo bisogno di imparare qualche lezione che derivi direttamente dalla storia (questa sconosciuta!). Invece di diventare le cavie della loro sperimentazione sociale, cerchiamo di ricordare le lezioni del passato.

Abbiamo parecchio materiale scritto circa la voglia utopica e le sue conseguenze. Ho ripreso un paio di grandi volumi dai miei scaffali, ne ho soffiato via la polvere ed ho rivisitato le loro parole di saggezza. Il primo libro che vale la pena sottolineare è del 1967: un volume di Thomas Molnar, “Utopia: la perenne eresia“. In questo importante libro del pensatore sociale cattolico di origine ungherese (Strano, eh? L’Ungheria è uno dei paesi più democratici in assoluto), sostiene giustamente che l’utopismo è sempre eretico: in almeno due sensi.

Dice Molnar, “L’utopia sta nel regno della politica come l’eresia sta nella teologia“.

L’idea di perfettibilità umana senza Cristo è naturalmente eretica e vola anche di fronte alla realtà politica.

E’ un nonsense politico ed un’eresia cristiana. Questo perché gli utopisti ignorano la realtà politica, la natura umana e la verità teologica. Pensano che l’uomo sia malleabile e perfettibile e che sarebbe unicamente un compito delle società corrotte, mantenerne l’evoluzione in un ordine perfetto. Negando il nucleo della dottrina biblica della Caduta, gli utopisti credono in “un inizio incontaminato ed in una perfezione raggiungibile” – tutto con le sole forze umane, naturalmente. Gli uomini potranno esser liberi quando si andranno a rompere le catene della società, credono. Così, da secoli stan sempre tentando di rifare la società per creare il perfetto ordine mondiale.

La parola ‘utopia‘ in greco significa ‘non luogo’. Proprio così, in nessun posto sulla terra. Cercheranno di farlo spesso – e spesso si è tentato di realizzare – ma l’utopia non è la parola giusta per descrivere il risultato effettivo. I tentativi di creare l’UOMO NUOVO – come nel marxismo – o di creare un ambiente incontaminato, senza macchia come nell’ambientalismo radicale, sono sempre destinati a fallire.

La creazione della società perfetta, creando l’individuo perfetto è il centro della questione utopica.

Dice Molnar, “Le stesse fondamenta della situazione umana, sono esattamente ciò che gli utopisti vorrebbero sradicare e ricostruire. In questo senso, i pensatori utopici meritano pienamente di esser chiamati ‘radicali’ perché la loro ricostruzione della società e dell’uomo, richiede il totale ripensamento su Dio e la creazione.” – Non giunge piuttosto bizzarro il fatto che i “nuovi movimenti” con tanto di apertura di scatolette di tonno, nutrano simpatie radicaliste e chiedano a gran voce, con inconsueta insistenza la messa al governo di un esponente ONU che appartiene ai radicali ecologisti? Ci sarebbe da pensare, perlomeno.

Ma in questa ricerca della perfezione, il solo modo per giungervi, avverrà attraverso l’imposizione, che porterà – a sua volta – “sia alla perdita della libertà per i membri della comunità, sia al potere illimitato e di orgoglio per i governanti: gli Eletti“. Infatti, ne le ”radici dell’utopia c’è la sfida di Dio, l’orgoglio senza limiti, la brama ardente dell’enorme potere e l’assunzione di attributi divini al fine di manipolare e modellare il destino del genere umano.”

Troviamo molti argomenti preziosi nel libro di Molnar, ma desidero soffermarmi un po’ di più sul tema di applicazione e coercizione. R.J. Isaac ha scritto un intero libro su questo argomento. Mi riferisco all’utile volume del 1983, gli “Utopisti coercitivi“. Questo è il modo in cui inizia il libro:

La maggior parte dei diversi gruppi che andremo a descrivere sono utopici perché ipotizzano che l’uomo è perfettibile ed i mali che esistono sono il prodotto di un sistema sociale corrotto. Credono che l’ordine sociale ideale possa essere creato. Ordine in cui le potenzialità dell’uomo potranno fiorire liberamente. Sono ‘coercitive’ perché nel loro zelo per il raggiungimento di un ordine ideale, cercano di imporre i loro progetti in modi che vanno al di là della legittima persuasione.”

Nel titolo del libro, viene rilevato come gli utopisti – soprattutto puntando al sistema economico – pensino in modo profondamente fallato. Così, il libero mercato sarà il nemico principale degli utopisti. Ma troviamo anche altri aspetti nel mirino: “Gli utopisti vanno ben oltre al respingere le nostre istituzioni economiche: in definitiva, il loro attacco è diretto contro la tecnologia moderna e la scienza stessa. In un senso molto reale, gli utopisti coercitivi sono i luddisti del ventesimo secolo.”

Oh, perbacco! Non pare esser la fotocopia del “pensieroutopista dei giorni nostri? Dagli ecologisti, come dai comunisti, come dai pentastellati (ben noto simbolismo, la stella a cinque punte).

D’altronde, oggi assistiamo, avvolti dall’oblio, alle decisioni utopiste di un Governo Unico. Sinarchia, come la definì per la prima volta Alexandre SaintYves d’Alveydre, il profeta delle sette. E come gli ecologisti, tutti gli utopisti cercano di sfruttare la potenza dello Stato per raggiungere i loro fini. Hanno “fatto accomodare la loro visione di un potente governo centrale, gestito da loro stessi, come uno stato intermedio“.

Il libro si chiude in questo modo: “E mentre non possono costruire l’Utopia – la ‘distopia’, l’antitesi dell’Utopia – l’uomo ha il potere di creare”. Si cita uno studente cecoslovacco che – nel corso dell’anno 1960 – mentre era in visita negli Stati Uniti, “Semplicemente, non vi rendete conto del fatto che non si possa costruire un’utopia senza terrore e che – tra non molto – il terrore sarà tutto ciò che resta.” – Frase molto veritiera che rispecchia il momento attuale.

Oppure come una citazione di Chesterton risalente al 1908: “I secolaristi non hanno distrutto le cose divine, ma i laicisti hanno distrutto le cose secolari, se questo li conforta. I Titani non fecero la scalata al cielo, ma devastarono il mondo.” – Ciò sembra essere un’ottima descrizione di dove siano dirette le politiche attuali. Tanto più che ecologisti e comunisti ne abbiano preso il controllo.

L’Utopismo è sempre stato con noi.

Purtroppo, sembra che nessuno comprenda ed abbia imparato dagli errori del passato. Così, sembra proprio che – molto presto – le masse siano pronte ad offrirsi di nuovo in sacrificio.

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Le retrovie della Massoneria: il club Rotary International ed il Lions Club International

31 dicembre 2012

massoneriaQualcuno ha detto: ‘Se la massoneria è un esercito di prima linea, i club sono le retrovie che alimentano gli avamposti’, e non si può non concordare con lui. Questi club sono anche stati soprannominati ‘Massoneria bianca’, perchè quantunque non facciano parte della Massoneria, sono di ispirazione massonica in quanto portano avanti ideali massonici ed hanno legami con la Massoneria. E quindi tramite questa cosiddetta Massoneria Bianca è piuttosto facile avvicinarsi alla Massoneria. Attenzione dunque, perchè la Massoneria usa proprio questa cosiddetta ‘Massoneria bianca’ per reclutare nuovi adepti. Queste retrovie sono costituite da organizzazioni culturali e filantropiche come il Rotary International e il Lions Club International, con cui collaborano anche delle Chiese Evangeliche e tra i cui soci purtroppo ci sono anche degli Evangelici.

Per capire il legame tra questi club e la Massoneria basta ricordare che il Gran maestro del GOI Giordano Gamberini, sulla rivista massonica ‘Hiram’ del 1 febbraio 1981, rivendicò ufficialmente che sia i Rotary sia i Lions derivano e confluiscono nell’organizzazione della massoneria, scrivendo: «Melvin Jones, maestro massone di Chicago, fu tra i fondatori dei Lions. Ne divenne segretario generale e tesoriere fin dal 1917. Nel Lions, l’origine massonica risulta evidente anche dal primo stemma che si diede l’associazione. Pressoché identici rapporti con la massoneria aveva avuto il Rotary».
Diamo dunque qualche informazione in più in merito a questi club, presenti anche in Italia.

Rotary International

rotary-internationalIl fondatore ed ispiratore del Rotary fu Paul H. Harris (1868-1947), un avvocato di Chicago, che a quanto pare non era massone. Comunque tra i fondatori del Rotary (anno di nascita 1905; luogo di nascita Chicago), c’erano i seguenti massoni: Harry L. Huggles (Loggia Exemplar N.966), Robert C. Flechter (Loggia Lagrange N.770) e Charles A. Newton (Loggia Golden Rule N. 726), e sin dall’inizio il Rotary si è ispirato ai principi della Massoneria. Paul Harris infatti invitò alcuni dei suoi clienti a unirsi a lui per formare un club il cui scopo era quello di promuovere l’amicizia ed allargare le conoscenze professionali. Dirà poi Harris: ‘Mi venne l’idea che forse le mie sensazioni erano comuni a centinaia o migliaia di persone che erano arrivate come me in questa grande città…..Ero sicuro che c’erano tanti altri giovani che provenivano come me dalla provincia, dalla campagna per farsi strada a Chicago … Perché non provare a farli riunire? Se anche gli altri cercavano un affiatamento di questo tipo, forse saremmo riusciti a creare qualcosa’ (Paul P. Harris, My Road to Rotary). Il nome ‘Rotary’ fu scelto in riferimento alla pratica di tenere gli incontri a rotazione nelle sedi in cui i membri esercitavano le rispettive attività. Mentre il gruppo si sviluppava in una organizzazione internazionale, Harris sottolineò i principi sui quali si basava il club: ‘I Rotariani rispettano le opinioni altrui e sono sempre tolleranti e ben disposti’ e disse che ‘al Rotary, cattolici, protestanti, mussulmani, ebrei e buddisti mangiano alla stessa tavola’. Quindi i principi fondamentali del Rotary sono gli stessi di quelli della Massoneria, vale a dire libertà, fratellanza e uguaglianza. Più avanti negli anni, Harris, dichiarò che la sua affiliazione religiosa era difficile da etichettare: ‘Non ho una vera e propria affiliazione religiosa……non posso essere classificato; nel senso che le cose in cui credo non sono quelle che si riconoscono completamente nell’affiliazione ad una singola chiesa……Naturalmente adesso uno può anche ascoltare i sermoni per radio e io, di domenica, ne ascolto almeno tre o quattro’. Oggi, il Rotary International annovera circa 34.000 club in oltre 200 nazioni, per un totale di 1,2 milioni di membri. La fondazione ogni anno dona oltre cento milioni di dollari per borse di studio e organizzazione mediche volontarie. Il loro impegno – come dicono sul loro sito – è focalizzato sulle seguenti aree d’intervento: 1) Pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti; 2) Prevenzione e cura delle malattie; 3) Acqua e strutture igienico-sanitarie; 4) Salute materna e infantile; 5) Alfabetizzazione e educazione di base; 6) Sviluppo economico e comunitario (-http://www.rotary.org/it/).
A conferma di un legame o collegamento tra il Rotary International e la Massoneria, c’è la scoperta di un distintivo con la ruota del Rotary che circonda la squadra e il compasso con la lettera ‘G’ all’interno, e poi similmente una busta che ha una etichetta che dice: ‘LOGGIA ROTARIANA N° 4195. Una loggia Massonica per Membri del Movimento Rotary il cui distintivo è nell’Emblema’ (vedi foto).

rotarian-lodgeLa Loggia Rotariana N° 4195 di Londra ricevette l’autorizzazione della Gran Loggia Unita di Inghilterra il 3 Novembre 1920. La loggia ebbe 29 membri fondatori, che erano tutti membri del Rotary Club di Londra, che a quel tempo aveva oltre 300 membri. La loggia esiste ancora e si riunisce presso la Freemasons Hall di Great Queen Street a Londra. E si badi che questa non è la sola loggia rotariana sotto la Gran Loggia Unita d’Inghilterra, in quanto ne esistono altre (notizie e foto tratte da: -http://www.rotaryfirst100.org/).

Ma oltre a ciò c’è il fatto che Giorgio Hugo Balestrieri, che è ‘Immediate Past President’ del Rotary Club di New York (-http://www.nyrotary.org/), è un massone. Iscritto alla P2 di Licio Gelli (cfr. Mario Guarino & Fedora Raugei, Gli anni del disonore, Edizioni Dedalo, Bari 2006, pag. 132), ha dichiarato: ‘Mi ci sono trovato benissimo’ (cfr. ‘Realizzerò il desiderio del Conte Ugolini di portare la preziosa scultura a San Marino’ in -http://www.sanmarinoworld.sm/).
Per ciò che concerne i rapporti tra Evangelici e Rotary, faccio presente che Riccardo Bachrach, appartenente alla Chiesa Luterana, che è il tesoriere della Federazione delle Chiese Evangeliche e quindi membro del Consiglio della FCEI, è stato Presidente del Rotary Club di Napoli Nord Est (-http://www.claudiana.it/pdf/9788870168181-saggio.pdf). In una sua relazione del 2010 fatta in seno alla Comunità Luterana di Napoli ha affermato: ‘Continua il nostro sostegno al progetto “Nisida Futuro Ragazzi” con le borse lavoro che regolarmente finanziamo. A dicembre 2009 abbiamo concesso l’uso della chiesa di via Carlo Poerio al Rotary Club (Napoli Castel dell’Ovo ) per un concerto di beneficenza, il cui ricavato ci è stato dato per Nisida’. Quindi la Chiesa Luterana collabora con il Rotary.

Lions Club International

lionsNel 1917 Melvin Jones (1879-1961), un uomo d’affari di Chicago, che era massone (Loggia Garden City N. 141, Chicago), disse ai soci del proprio business club locale che avrebbero dovuto guardare oltre i problemi legati al lavoro e dedicarsi al miglioramento della comunità e del mondo. Il gruppo di Jones, il Business Circle di Chicago, fu d’accordo. Dopo aver contattato gruppi simili negli Stati Uniti fu tenuto un incontro organizzativo il 7 giugno 1917, a Chicago (USA). Il nuovo gruppo prese il nome di uno dei gruppi invitati, la “Association of Lions Clubs”. Nell’ottobre dello stesso anno si tenne una convention nazionale a Dallas (USA) nel corso della quale vennero approvati lo statuto, il regolamento, gli scopi e il codice etico. Nell’arco di tre anni i Lions divennero un’organizzazione internazionale. I Lions hanno 46.000 club con oltre 1 milione e 300 mila soci, che la rendono l’organizzazione di club di assistenza più grande del mondo. Va rimarcato che inizialmente la lettera “L”, che compare nel logo del Club, era racchiusa tra squadra e compasso (vedi foto), tipico simbolo massonico, e questo fa capire quanto anche i Lions abbiano dei forti legami con la Massoneria.

primo-logo-lionsIl primo logo del 1916 (da: -http://www.lionsclubs.org/EN/common/pdfs/lions_brand.pdf)

Le Finalità di Lions International sono le seguenti:
1) Organizzare, fondare e sovrintendere i club di assistenza noti come Lions club;
2) Coordinare le attività e rendere standard l’amministrazione dei Lions club;
3) Creare e promuovere uno spirito di comprensione tra i popoli del mondo;
4) Promuovere i principi di buon governo e buona cittadinanza;
5) Partecipare attivamente al benessere civile, culturale, sociale e morale della comunità;
6) Unire i club con legami di amicizia, fratellanza e comprensione reciproca;
7) Fornire un luogo di dibattito per discussioni aperte su tutte le questioni di interesse pubblico, fatto salvo che politica e religione non saranno argomenti di discussione fra i soci;
8) Incoraggiare le persone predisposte a servire la comunità senza derivarne vantaggi finanziari, incoraggiare l’efficienza e promuovere alti valori di etica nel commercio, nell’industria, nelle professioni, nelle attività pubbliche e in quelle private (-http://www.lionsclubs.org/IT/).

Ad ulteriore conferma del legame tra questi club e la Massoneria, sulla bacheca Facebook della Loggia Heredom 1224 di Cagliari il giorno mercoledì 16 novembre 2011 è stato postato quest’annuncio: ‘Morris Ghezzi, Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia, sarà a Monselice, a pochi chilometri da Padova, il 18 novembre per una conferenza organizzata dal Lions Club cittadino. La serata sarà in interclub con il Lions Club di Conselve e di Arquà Petrarca e l’invito è stato esteso anche ai Clubs di Montagnana, Este Host e Colli Euganei Dogi Contarini. Tema dell’incontro ‘La Massoneria e i 150 anni dell’Unità d’Italia’ (-www.facebook.com/notes/loggia-heredom-1224-di-cagliari/).

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Don Curzio Nitoglia 09 Settembre 2010

Prologo

Il Rotary è nato il 23 febbraio del 1905 a Chicago (Illinois, USA). I fondatori erano 4: Gustav Loehr, ingegnere minerario, S. Schiele, negoziante di carbone, H. Shorey, sarto e Paul Percival Harrys, avvocato (1) e massone (2). Il nome Rotary fu proposto da Harrys poiché i 4 fondatori si riunivano a rotazione nei loro studi ed officine professionali. Durante la Convention di Duluth nel 1912, i rotaryani decisero di assume come loro simbolo una ruota blu con 24 denti e 6 raggi (3). Essa simboleggia la ruota dei carri dei pionieri dell’avventura americana, iniziatasi nel Seicento, coi Padri Pellegrini, che dall’Inghilterra e dall’Olanda si diressero nel nord America per vivere più liberalmente il loro protestantesimo puritano e calvinista. I denti rappresentano un ingranaggio meccanico, che significa la rivoluzione industriale e una concezione del mondo o filosofia marcatamente tecnologica e tecnocratica, con un richiamo alla inter-attività e inter-dipendenza tra i membri del Rotary, simili alle rotelle di un grande ingranaggio (4). Tuttavia, vi è anche una simbologia più nascosta, segreta o esoterica di tale emblema.

La ruota è “un simbolo antichissimo, presente in tutte le culture. Assumerla come allegoria del progresso è ad un tempo corretto e riduttivo. La ruota partecipa alla perfezione suggerita dal cerchio, (…). Essa si riferisce, inoltre, al movimento e al divenire (…), tensione verso elevati standard (professionali, etici, personali), (…) calati nella (…) realtà di una concretezza operativa (…). Ma la ruota è anche larota mundi’, simbolo del mondo (…), che contiene luniverso entro la sua circonferenza(5).

La vocazione rotaryana implica universalità e mondialismo planetario. Il Rotary aspira ad “abbracciare entro la propria circonferenza luniversalità delle nazioni, delle razze, delle culture” (6). Il numero 24 è il doppio di 12 (come i mesi dell’anno, le costellazioni dello zodiaco), che di per sé significa pienezza e totalità, volutamente raddoppiata e accentuata dai rotaryani, i quali vorrebbero spaziare oltre il mondo intero. I 24 denti significano l’ingranaggio che vorrebbe realizzare l’addentellamento di tutte le nazioni della terra. Onde il Widmann definisce il Rotary come “movimento sovrannazionale, sovraculturale e sovrarazziale’” (7).

Il colore blu rappresenta la tensione cosmica, come l’acqua del mare, la volta del cielo (e della loggia massonica) e sta a significare la volontà di riunificate tutte le nazioni in un Nuovo Ordine Mondiale più ampio (vedi la bandiera dell’ONU e delle Nazioni Unite) mediante un sentimento di amicizia filantropica. I 6 raggi della ruota blu, sono il simbolo di un’emanazione, la quale si propaga dal centro della ruota dentata verso tutti gli altri enti, i quali non sono creati ex nihilo da Dio, ma emanano dall’Indeterminato o dall’Architetto dell’Universo. Il colore blu è circondato dal giallo oro, per significare l’eccellenza, che è il quarto concetto della filosofia rotaryana (tecnocrazia, mondialismo, filantropia ed eccellenza), vale a dire il rotaryano è un iniziato, non uno qualsiasi, fa parte di una elite tradizionale e non della gente comune, che tende ad una perfezione sempre maggiore, all’infinito.

La storia

La vitalità dei vari club rotaryani sparsi nel mondo (27. 000, con 1. 200. 000 soci, in 150 nazioni) trae origine dallo spirito americanista, essendo nato a Chicago 115 anni fa. La sua prima origine lo colloca nel genere di associazioni fondate sulla capacità di rispondere alla sfida di un ambiente in rapida «crescita industriale e capitalistica selvaggia(8). Chicago nei primi del Novecento contava già 2 milioni di abitanti, in essa erano assai vivi i “valori umanistici dellademocrazia e della solidarietà sociale’ ” (9). Proprio in quegli anni l’America cominciava a diventare una super-potenza a livello mondiale; infatti dopo la guerra contro la Spagna (1898), Cuba, Portorico e le Filippine passarono sotto l’orbita statunitense, nel 1907-1909 una squadra navale americana aveva compiuto un giro di ricognizione attraverso il Pacifico, attraccando ai porti giapponesi, per mostrare di essere una potenza mondiale e non più limitata al solo continente americano del nord e del sud.
Questo sentimento americanissimo di imporsi all’attenzione del mondo intero non è estraneo al desiderio rotaryano di espansione totale e sovrannazionale (10).

Il Mondo Nuovo si affacciava sulla scena dell’orbe e non è “azzardato collocare in questo contesto storico il desiderio delRotary Internationaldi costruire e di diffondere un modello di ‘uomo nuovo’ ” (11). Mentre in quel tempo nascevano in America associazioni di ispirazione protestantica: LEsercito della Salvezza (1880), caratterizzato da un certo moralismo puritano, ad esempio la lotta contro l’alcool; e politico-sociale: l’Associazione Cristiana delle Giovani Donne (1858) di ispirazione femminista; il Rotary “nasce senza infiammarsi di ardori politici (…), né religiosi, non (…) formulò piattaforme elettorali (…), ma individuò nello spirito di una solidale amicizia il sostegno di un sodaliziofilantropico’ ” (12).

Occorre dire che se la dottrina e prassi pubblica del Rotary è molto simile a quella massonica, esso non era – tuttavia – ricco “di quei connotati di segretezza e di esoterismo, di quei rituali iniziatici che contraddistinguevano la Massoneria(13). In breve il Rotary appare come una massoneria pubblica e come l’anticamera di quella esoterica e segreta, ove i massoni possono facilmente pescare delle persone, che vi sono entrate per ingenuità, per farne dei fratelli a tre puntini. In un certo senso è anche peggiore della massoneria anglo-americana, la quale “postula come esigenza primaria la credenza nel Grande Architetto dellUniverso, (…) mentre il Rotary è al di sopra e al di fuori di ogni concezione religiosa(14).

La dottrina rotaryana

La filosofia dei 4 fondatori del Rotary “è impregnata di realismorazionalistico’, influenzato dalpragmatismoamericano di William James (…). Gli Stati Uniti nascono come un Paeseriformato’ (luterano), ovvero popolato di persone che provenivano dalla culturasuccessivaalla riforma protestante’ (…). Lamericano non impone il credo protestante (…), in America non esiste neppure una religione che tollera e una che viene tollerata. Si ha unaccettazionetranquilla’ (o forse indifferente) delle varie confessioni (…). Il Rotary èal di fuori’, più che al di sopra, di ogni questione religiosa, cioè estraneo ad ogni discriminazione circa le credenze religiose dei soci (…). ‘L’indifferentismo religioso’, come lo ha definito il gesuita Pietro Pirri, costituisce uno dei principali capi di accusa che la Chiesa romana ha imputato al Rotary (vedi LOsservatore Romano, 15 febbraio 1928, ‘Che cosè il Rotary?’)” (15).

Il Rotary si espande prima nei Paesi anglofoni e protestatici (Canada e Inghilterra, 1911), poi nell’Europa occidentale e in America Latina (1920-1939), infine in Asia e Africa. In Italia e Germania, Spagna e Portogallo il Rotary viene soppresso negli anni Trenta dalle dittature fasciste ivi installatesi e riprende solo dopo la loro caduta. “I rotaryani vennero tenuti per molti anni in grande sospetto (anche dopo la fine della guerra) dal Vaticano. Lappartenenza al Rotary era vietata ai religiosi e vivamente sconsigliata ai credenti(16).

Il Rotary in Italia

Il 20 novembre 1923, presso l’esclusivo Ristorante Cova di Milano, viene ufficialmente inaugurato il primo club Rotary d’Italia. Milano fu scelta come sede poiché si preparava a divenire la capitale economica della penisola. L’ispiratore di tale fondazione non fu un milanese, né un lombardo, né tanto meno un padano-italiano ma un inglese, sir James Henderson, affiancato dal suo amico Leo Giulio Culletton. Quest’ultimo avrebbe voluto che il club rotaryano italiano fosse del tutto simile a quelli americani, ossia ultra-democratico, mentre Henderson propendeva per un Rotary italiano elitario ed aristocratico (17), con membri influenti dell’alta borghesia ed imprenditoria, (tra essi figurano Motta, Falk, Pirelli, Borletti). Dopo Milano il Rotary si espande verso Trieste, Genova e il Piemonte (con Vittorio Emanuele III come socio), per giungere sino a Firenze, Roma (con Arnaldo Mussolini, sino a quando il regime tollerava tacitamente il club), Napoli e Palermo, i nomi dei vip aumentano: Giovanni Agnelli, Marzotto, Giovanni Treccani, Guglielmo Marconi, Nel 1925 il fascismo entra in collisione col club a causa delle sue origini demo-plutocratiche, del suo pacifismo e del suo mondialismo (18). Nel 1928 la Chiesa cattolica attacca il Rotary (vedi padre Pirri, in L’Osservatore Romano, 15 febbraio 1928) accusandolo di para-massoneria, poiché “la sua morale non è che un travestimento di quella massonica(19).

Il 4 febbraio 1929 il Sant’Uffizio pubblica un decreto con cui proibisce in Italia ai sacerdoti di iscriversi all’Associazione rotaryana, mentre in Spagna il cardinale primate Pedro Segura y Saenz, arcivescovo di Toledo, il 23 gennaio 1929 estendeva la proibizione anche ai semplici laici battezzati, poiché l’associazione era basata su una morale autonoma e laicistica, una concezione mondialistica, una concezione di fratellanza filantropica in opposizione con la virtù teologale di carità, una filosofia soggettivista e relativista; il caudillo Francisco Franco lo sciolse e venne ristabilito solo nel 1983. Anche La Civiltà Cattolica si occupò della questione massonico-rotaryana in tre articoli (16 giugno 1928, 21 luglio 1928 e 16 febbraio 1929), in cui l’associazione rotaryana veniva definita come “unemanazione massonica, una nuova specie di massoneria che opera in pieno giorno”. Ma, in Italia, il club fu soppresso ufficialmente solo nel 1938. In realtà da parte rotaryana “non venne mai smentito che fra i soci del Rotary figurassero anche persone appartenenti alla massoneria, proprio in quanto lo statuto dellassociazione non prevedeva discriminazioni in ordine a convinzioni religiose, filosofiche e politiche(20).

L’11 gennaio 1951, L’Osservatore Romano pubblicò un Decreto del Sant’Uffizio, che diffidava i sacerdoti di iscriversi alle associazioni segrete, con riferimento implicito al Rotary. Tale Decreto venne spiegato dal padre gesuita Francesco Pellegrino il 14 gennaio del 1951, nella chiesa del Gesù di Roma. Infine vi fu un articolo ulteriormente chiarificatore apparso su L’Osservatore Romano il 27 gennaio 1951, in cui si negava ai vescovi aventi diocesi di permettere agli ecclesiastici di iscriversi al Rotary, ma veniva loro consentita la frequenza alle riunioni rotaryane con carattere pubblico o con finalità caritatevole; quanto ai laici nessun cenno di proibizione. Il cardinale Angelo Roncalli, durante il suo patriarcato a Venezia (1953-58) ebbe numerosi contatti con i rotaryani (21) e da Papa il 20 aprile 1959 ricevette una prima volta i rotaryani d’Italia, seguita da una seconda il 20 marzo 1963. Il 13 novembre del 1957 Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, aveva già presenziato alla riunione del club rotaryano milanese ed aveva dichiarato che in passato aveva avuto molte riserve sul Rotary, “frutto di ignoranza e di errore(22). Il 28 settembre 1963 Paolo VI ricevette un’intera rappresentazione rotaryana, poi il 20 marzo 1965, quindi il 14 novembre 1970, inoltre il 16 febbraio 1974 ed infine Giovanni Paolo II indirizzò ai rotaryani della LXX Convention un messaggio di viva simpatia il 14 giugno 1979, poi il 13 febbraio 1984, quindi il 25 febbraio 1989 (23).

Conclusione

L’ideologia del Rotary presenta gravi carenze filosofico-dogmatiche ed una inconciliabilità di fondo con la dottrina cattolica. Infatti, essa è il frutto – come abbiamo visto nel corso dell’articolo grazie alle citazioni dei rotaryani stessi – del neoprotestantesimo liberale americano, ancora più latitudinarista di quello classico luterano. L’Americanismo o modernismo pratico, condannato da Leone XIII in Testem benevolentiae (1895), ne è il cuore, assieme al Pragmatismo razionalista di William James (+ 1910).

Il mondialismo oggi imperante, con il concetto di società multi-etnica, multi-religiosa e multi-culturale, rappresenta uno dei pilastri della filosofia e prassi rotaryana.

L’iniziazione del tutto laica e borghese, elitario-tecnocratica, tendente al progresso all’infinito è presente nel Rotary anche se non in maniera segreta o esoterica come nella massoneria. Il filantropismo, che cerca di scalzare la virtù teologale e soprannaturale di Carità, pure. L’esclusione di ogni concezione religiosa propria del Rotary sorpassa anche il vago deismo massonico, il quale richiede almeno la credenza nel Grande Architetto dell’Universo ed esclude l’ateismo grossolano, perciò essa porta ad una forma estrema di indifferentismo agnostico, estraneo persino alla massoneria anglo-americana.

La morale rotaryana è autonoma, soggettiva o kantiana, dunque essenzialmente contrapposta a quella oggettiva, naturale e divina del cattolicesimo e della retta filosofia. Il laicismo politico, con la separazione assoluta tra Chiesa e Stato è un caposaldo del rotarysmo ed è contraria al Diritto Pubblico Ecclesiastico tradizionale. Il tutto è incorniciato in un sostanziale soggettivismo e relativismo filosofico, religioso e sociale, che inquina e guasta l’intera dottrina e prassi rotaryana.

Ciò che lascia perplessi è il cambiamento o rovesciamento di giudizio nei confronti del Rotary, avvenuto con Giovanni XXIII (1962) e Paolo VI (1963), dopo quaranta anni circa di condanne ecclesiastiche (1928-1951) a partire da Pio XI sino a Pio XII. Ma data la svolta antropocentrica della teologia del Vaticano II (confronta Gaudium et spes numero 22; Paolo VI, 7 dicembre 1965, Omelia nella IX sessione del Concilio Vaticano II; Karol Woytjla, Segno di contraddizione, Milano, Vita e Pensiero, 1977; Giovanni Paolo II, Redemptor hominis (1979); Dives in misericordia (1980),  Dominum et vivificantem (1986); non ci si meraviglia più di tanto, anzi è del tutto normale che ad una teologia del primato dell’uomo su Dio, sia seguita una pastorale della preminenza dell’unitarismo sulla verità, la quale è sfociata infine nella superiorità della diplomazia o filantropia sulla religione positiva e rivelata.

Il cambiamento a 360 gradi del giudizio clericale sul Rotary è una conferma dell’inesistenza dell’ermeneutica della continuità tra Vaticano II e Tradizione divino-apostolica, (confronta B. Gherardini, Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare, Frigento, 2009; Idem, Tradidi quod et accepi. La Tradizione vita e giovinezza della Chiesa, Frigento, 2010) anzi è la prova provata della rottura e contraddizione tra Tradizione e conciliarismo: teocentrismo/antropocentrismo; retta filosofia/sincretismo; religione/filantropismo. Solo rimettendo ordine alle idee e ai fatti: mezzi disposti al Fine, creatura al Creatore, unione a Verità, politica a Religione, si potrà ritrovare la tranquillità e la stabilità teoretico-pratica in campo filosofico, teologico e spirituale, altrimenti si resta nell’attuale caos della post-modernità nichilistica del neo-modernismo condannato da Pio XII (Humani generis, 12 agosto 1950), che mette l’uomo contro Dio, la mondializzazione contro la Verità e la politica contro la Religione. Mentre la modernità e il modernismo classico condannato da San Pio X (Pascendi, 8 settembre 1907) si limitavano a fare a meno dell’Essere oggettivamente reale e Trascendente o a separare l’uomo da Dio, come non esistesse; a volere l’unione senza la Verità e la politica priva di Religione.

Questa è la tragedia conciliare, l’uomo al posto di Dio, che ha reso l’ambiente cattolico una bolgia e il mondo una specie di inferno.

Foto al link: http://www.parvapolis.it/page.php?id=26916 (… per un Rotary laico-liberale, filomassonico…)

Per gentile autorizzazione di don Curzio Nitoglia a EFFEDIEFFE.com

www.doncurzionitoglia.com


1) Confronta P. P. Harrys, La mia strada verso il Rotary, trratuzione italiana, s. l., Edizioni del Distretto 2070, 1993.

2) A. Mellor, Dictionnaire de la Franc-maçonnerie et des Francs-maçons, Parigi, Belfond, 1989, pagina 196.

3) Confronta Claudio Widmann, a cura di, Il Rotary, unidea, una storia, Chicago 1905, Ravenna 1995, Ravenna, Longo Editrice, 1996, pagina 9. Sulla simbologia rotaryana confronta M. Chevalier, Society, manners and politics in the United States, New York, Anchor Books, 1961; idem, Chronicle of the Pilgrim Fathers, London & New York, J. M. Dent, 1910; M. Novak, Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo, Roma, Armando, 1987.

4) C. Widmann, ivi.

5) Ibidem, pagina 10.

6) Ibidem, pagina 11.

7) Ibidem, pagina 12.

8) Ibidem, pagina 18.

9) Ivi.

10) Confronta ibidem, pagina 19.

11) Ibidem, pagina 20.

12) Ibidem, pagina 21.

13) Ibidem, pagina 22.

14) L. Troisi, Dizionario massonico, Foggia, Bastogi, s. d., pagina 347.

15) C. Widmann, citato, pagina 23.

16) Ibidem, pagina 26.

17) Confronta A. Frumento, Nascita e rinascita del Rotary in Italia, Milano, Rotary Club di Milano, 1975, pagina 19. Confronta anche A. Belloni Sonzogni, Rotary di Milano: interpretazione storica di un progetto civile, Milano, Rotary Club di Milano, 1993.

18) Confronta C.  Widmann, citato, pagine 44-46.

19) Confronta E. Cianci, Il Rotary e la Chiesa cattolica, Congresso 207, Distretto Arezzo, 10-12 maggio 1985; O. Ranelletti, Il Rotary e la Chiesa Cattolica, Milano, Istituto Culturale Rotaryano, 3a edizione, 1991.

20) C.  Widmann, citato, pagina 50.

21) Confronta O. Ranelletti, Rotary e Chiesa Cattolica, Milano, Istituto Culturale Rotaryano, 3a edizione, 1991, pagina 91.

22) E. Cianci, Il Rotary nella società italiana, Milano, Mursia, 1983, pagina 176.

23) Idem, citato, pagina 178. Confronta R. Esposito, Le grandi concordanze tra la Chiesa cattolica e la massoneria, Firenze, Nardi, 1987; G. B. Buzzetti, voce Rotary, in Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1952, volume X, col. 1398 s.

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LA MASSONERIA SMASCHERATA

Ciò che ognuno dovrebbe finalmente sapere

(Le due organizzazioni della massoneria: una visibile, un’altra invisibile e mondialmente dominante).

 

Vorremmo che tutti i massoni leggessero questo articolo, prima di leggerne altri. Poiché occorre sapere che esiste all’interno della massoneria stessa, un’organizzazione ANCORA PIU’ SEGRETA, di cui la maggior parte dei massoni non ne sa niente, neppure alcuni massoni del 33° grado !

 

(Il grande segreto del documento più antico del “Nuovo Ordine Mondiale” denominato:

“I Protocolli dei savi di Sion”)

 

NOTA BENE:

SE TU CHE LEGGI SEI UN CRISTIANO IMPEGNATO, MAGARI ANCHE UN ANZIANO, O PASTORE O RESPONSABILE DI QUALCHE CHIESA O MOVIMENTO CRISTIANO E PURTUTTAVIA SEI LEGATO AD UNA LOGGIA MASSONICA PENSANDO CHE ESSENDO AI PRIMI GRADI NON CI SIA NIENTE DI MALE, (AVENDO ESSA MAGARI QUALCHE SIMBOLO BIBLICO COME EMBLEMA, O LA BIBBIA, O L’ARCA DELL’ALLEANZA O ALTRI SIMILI), DEVI LEGGERE IMMEDIATAMENTE QUESTO ARTICOLO CON GRANDE ATTENZIONE E POI USCIRE PER SEMPRE DALLA LOGGIA MASSONICA CHE FREQUENTI (FOSSE ANCHE AL 1° GRADO) POICHE’ SI TRATTA DI UN’ORGANIZZAZIONE SATANICA !!!

 

ECCO DI SEGUITO SMASCHERATA L’ORGANIZZAZIONE PIU’ INTERNA E PIU’ SEGRETA DELLA MASSONERIA.

 

(Il presente articolo contiene, fra gli altri testi, anche alcuni brani dei famosi “PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION”, che è il documento più antico conosciuto del “NUOVO ORDINE MONDIALE”, ricevuto attraverso la scrittura automatica (pratica satanica !!)

 

Informiamo i lettori che anche il “Rotary Club”,  il “Lyons” e altre associazioni simili che si dedicano alla cultura e alla beneficenza (con le loro cene negli hotels  e i loro periodici apparentemente “culturali” e “dedicati alla beneficenza”), SONO ESPRESSIONI APPARENTEMENTE “BENEFICHE” MA PURSEMPRE FACENTI PARTE, ISPIRATE E GUIDATE DALLA MASSONERIANASCOSTA, QUINDI DAGLI STESSI ILLUMINATI SATANISTI PER MASCHERARE CON QUESTE FALSE APPARENZE LE LORO VERE SEMBIANZE:

STATE ALLA LARGA DA QUESTE ASSOCIAZIONI !!!

 

FORSE TU PENSAVI CHE UNA CERTA MASSONERIA FOSSE COMPATIBILE CON IL VERO CRISTIANESIMO…?

ALLORA, DOPO AVER LETTO ATTENTAMENTE QUESTO ARTICOLO, SE HAI SOLO UN MINIMO DI INTELLIGENZA, NON LA PENSERAI PIU’ COSI !!

Leggi anche gli altri articoli riguardanti “gli illuminati”, ospitati in italiano su questo sito, fra i quali:

“Testimonianza di un ex illuminato”

http://it.geocities.com/sentinelles2004/b2.htm

“Billy Graham e gli illuminati”

http://it.geocities.com/sentinelles2004/b8.htm

“I programmatori mentali degli illuminati…”

http://it.geocities.com/sentinelles2004/b7.htm

“Le radici europee degli illuminati”

http://it.geocities.com/sentinelles2004/b21.htm

“Gli illuminati in America”

http://it.geocities.com/sentinelles2004/b23.htm

“La fine degli illuminati”

http://it.geocities.com/sentinelles2004/b22.htm

e altri ancora….

 

Articolo di Cutting Edge Ministries

L’originale può essere consultato in inglese al seguente indirizzo:

In English at this address:

http://www.cuttingedge.org/free001a.htm

En Francais à l’adresse suivante :

http://www.paroledevie.org/base/articles/html/A86.la_franc_maconnerie.htm

La riproduzione in italiano di questo articolo è consentita solo alle seguenti condizioni:

A) che venga sempre citato il titolo completo, la fonte, e l’indirizzo del presente sito dove l’articolo viene pubblicato per la prima volta in italiano: http://it.geocities.com/sentinelles2004

B) che venga pubblicato integralmente senza togliere né cambiare niente

C) che vengano sempre riportate tutte queste precisazioni di cui ai punti A, B e C.

(E’ possibile creare un collegamento diretto all’indirizzo del nostro sito dove si trova il presente articolo).

Noi riceviamo costantemente delle e-mail di massoni che sono molto scioccati di leggere in alcuni dei nostri articoli che LA MASSONERIA E’ UN’ORGANIZZAZIONE SATANICA.

 

Essi ci affermano onestamente che questa non e’ la situazione DELLA LORO LOGGIA…

Alcuni affermano anche di essere dei massoni del 32° o del 33° grado, e dicono dunque che sono arrivati molto in alto per sapere ciò che avviene nella massoneria. E insistono nel proclamare con sicurezza che “la massoneria non è satanica”.

Essi hanno forse ragione quando dicono che ciò che fanno nella loro loggia non è espressamente satanico, ma occorre sapere che IL CUORE (IL CENTRO) DELLA MASSONERIA E’ SATANICO, POICHE’ ESSO LAVORA POTENTEMENTE PER MANIFESTARE IL CRISTO MASSONICO DEL NEW AGE (NUOVA ERA), OVVERO L’ANTICRISTO !!

 

Per cercare di spiegare meglio le cose, occorre dire che la massoneria è un’organizzazione segreta in seno ad un’altra organizzazione.

L’organizzazione interna conosce la verità spirituale sulla massoneria e la difende con tutte le sue forze, con tutta la sua anima e con tutta la sua mente.

Mentre l’organizzazione esterna è deliberatamente tenuta all’oscuro di questa verità, e deliberatamente indotta in errore con delle false interpretazioni.

 

DESCRIZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLA MASSONERIA

 

Vediamo come l’autore massone Manly P. Hall descrive questa organizzazione della massoneria a due dimensioni.

Essa comprende infatti due organizzazioni distinte, ma interdipendenti.

Una è visibile, l’altra invisibile. Hall è stato onorato dal giornale del Rito Scozzese, che nel settembre 1990 lo ha chiamato “l’illustre Manly P. Hall”, e ancora “il più grande filosofo della massoneria”, aggiungendo che “il mondo è assai migliore da quando esiste un Manly Palmer Hall, e noi siamo diventati migliori dopo averlo conosciuto e aver conosciuto la sua opera”.

Ecco cosa dice Manly P. Hall:

“La massoneria è una fraternità nascosta in un’altra fraternità: un’organizzazione visibile che nasconde una fraternità invisibile degli eletti…(OVVERO “GLI ILLUMINATI” !! Ndt)

E’ necessario stabilire l’esistenza di questi due ordini separati e tuttavia interdipendenti, uno visibile, l’altro invisibile.

 

“L’organizzazione visibile è una splendida compagnia composta “di uomini liberi e uguali” che si consacrano a progetti etici, educativi, fraterni, patriottici, e umanitari .

“L’organizzazione invisibile è una fraternità segreta, fra le più anguste, maestosa in dignità e grandezza, i cui membri sono consacrati al servizio di un misterioso “arcanum arcandrum”, ovvero di un mistero nascosto” (Hall, Conferenza sulla filosofia antica, pagina 433).

(Si tratta in realtà degli “ILLUMINATI” che adorano e servono satana ! Ndt)

MOLTI uomini sinceri sono membri di questa organizzazione visibile, senza preoccuparsi dell’esistenza di un’organizzazione invisibile in mezzo a loro!

 

Infatti, Albert Pike aveva delle cose da dire riguardo ai “fratelli” dell’organizzazione invisibile:

“Come tutte le religioni, tutti i misteri, l’Ermetismo e l’Alchimia, la massoneria non rivela i suoi segreti a nessuno, se non agli Adepti, ai Saggi, e agli Eletti. Essa ricorre a delle false spiegazioni per interpretare i suoi simboli, per indurre in errore coloro che meritano di essere indotti nell’errore, per nascondere loro la Verità che richiama la Luce, ed escluderli” (Morale e Dogmi, pagine 104-105, 3° grado).

Avete capito bene queste rivelazioni fondamentali di Pike ? Dopo tutto la massoneria è veramente una religione, secondo l’ordine dei MISTERI SATANICI, della filosofia ermetica e dell’alchimia, CHE SONO UGUALMENTE SATANICHE !!

La massoneria non rivela i suoi segreti ai “fratelli” dell’organizzazione esteriore, qualsiasi sia il loro rango o grado !

Solo gli “eletti” della società nascosta, invisibile, hanno accesso alla verità. I poveri “fratelli” dell’organizzazione visibile sono nutriti “col cucchiaino” ! Vengono date loro delle false spiegazioni dei simboli massonici, e vengono indotti scientemente in errore ! Per quale motivo ? Poiché questi bravi ragazzi, membri dell’organizzazione visibile, se sono indotti in errore “hanno quello che si meritano”.

Se accade che un nuovo membro della massoneria venera Gesù Cristo, viene IMMEDIATAMENTE chiuso nell’organizzazione visibile, e la verità nascosta non gli verrà MAI RIVELATA !

Egli non sarà mai considerato  come un adepta, un saggio, o un eletto (ovvero un “illuminato”…ndt).

Questi termini sono riservati ai membri dell’ORGANIZZAZIONE INVISIBILE.

Egli farà parte di coloro ai quali si nasconderà deliberatamente la verità riguardante le dottrine segrete della massoneria, e a cui si daranno delle interpretazioni deliberatamente ERRONEE DEI SIMBOLI MASSONICI, allo scopo di far credere loro semplicemente credere che essi conoscono la verità.

 

Pike completa così le sue istruzioni per indurre deliberatamente in errore i membri dell’organizzazione visibile:

“La massoneria nasconde gelosamente i suoi segreti, e induce intenzionalmente in errore i suoi interpreti pretenziosi” (Ibid., pagina 105).

I membri dell’organizzazione visibile sono considerati come facenti parte della “massa”; essa comprende il 95% di tutti i massoni.

Ascoltate ciò che dice Pike a proposito del fatto di nascondere la verità alle “masse”:

Uno spirito che ama la saggezza e che contempla da vicino la verità è forzato a mascherarla, alfine di indurre le moltitudini (cioè tu ! NDE)) ad accettarla… Le finzioni sono necessarie per il popolo, e la verità diventa mortale per coloro che non sono abbastanza forti per contemplarla in tutto il suo splendore” (Ibid., pagina 103, 3° grado).

 

Se un massone non è capace di accettare la verità che LA MASSONERIA INVISIBILE IN REALTA’ ADORA E SERVE SATANA, questa verità diventa “mortale” per lui !

Per questo “le finzioni sono necessarie”, affinché i massoni membri non siano talmente schiacciati, se conoscendone i segreti, lasciassero la massoneria e rivelassero i suoi segreti alla luce del giorno.

Un libro, uscito di recente (il presente articolo è stato redatto nel 1999, ndt) parla ugualmente di queste due organizzazioni nella massoneria.

David Ovason, celebre astrologo, ha scritto un libro pubblicato nel 1999 e intitolato “The Segret Architecture of our Nation’s Capital: the Masons and the

Building of Washington D.C.” (L’architettura segreta della capitale della nostra nazione: i massoni e la costruzione della città di Washington).

Questo libro non si oppone alla massoneria. Infatti la prefazione elogiante di questo libro è stata redatta da C. Fred Kleinknecht, massone egli stesso del 33° grado, sovrano gran comandante del supremo consiglio del 33° grado, giurisdizione del Sud, Washington, Stati Uniti d’America!

In altri termini, le conclusioni di questo libro sono particolarmente apprezzate da uno dei massoni più importanti del mondo attuale !

Leggete ciò che dice questo libro a proposito delle due organizzazioni della massoneria.

Dopo aver parlato del “viaggio astrale cosmico in termini massonici”, Ovason spiega il significato dei simboli più comuni della massoneria: “Bromwell ha iniettato un profondo livello di esoterismo nei simboli APPARENTEMENTE INOFFENSIVI USATI NELLE LOGGE.

Questi simboli sono abbondantemente rappresentati sui quadri e sui tappeti usati dai maestri massoni per spiegarli ai neofiti.

Questi quadri e tappeti, quando non sono utilizzati come strumenti di educazione, restano lì come i simboli della loggia e come i simboli del cammino interiore e del cammino esteriore della nobile professione” (pagina 99; i colori e le frasi in stampatello sono del traduttore).

Albert Pike aveva sfrontatamente dichiarato che i “neofiti” ricevevano un insegnamento deliberatamente falso sul vero significato dei simboli !!

 

Bill Cooper autore del New Age (Nuova Era), che non è affatto anti-massone e che non è certamente cristiano, dichiara quanto segue a proposito delle due fraternità della massoneria, l’una impregnata e legata all’altra:

“La stragrande maggioranza dei membri della massoneria NON SANNO CHE GLI ILLUMINATI SONO INIZIATI AI “SEGRETI NEL CUORE DEI SEGRETI”, o alle “organizzazioni nel cuore delle organizzazioni”, come essi le chiamano” (Behold a Pale Horse – Ecco un cavallo bianco – pagina 79).

L’esempio perfetto di questa “fraternità in una fraternità”, una invisibile nel cuore di una visibile, lo si può trovare nel più antico documento conosciuto del Nuovo Ordine Mondiale.

Questo documento è uno dei migliori esempi di una “rivelazione”ricevuta attraverso LA SCRITTURA AUTOMATICA (pratica satanica !)

 

QUESTO DOCUMENTO E’ CONOSCIUTO CON IL NOME DI “I PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION”; si tratta di un MANUALE DI BASE DELL’OCCULTISMO !!

 

Esso dettaglia ogni cambiamento che devono subire tutte le società del mondo, affinché possa manifestarsi il “regno di cristo” (del loro cristo massonico s’intende, OVVERO L’ANTICRISTO DELLA BIBBIA !!! Ndt)

 

Ascoltate ciò che l’autore soprannaturale di questo documento dice delle due organizzazioni della massoneria. Questo “autore” (demone) spiega in che maniera sorniona e mascherata GLI ILLUMINATI FINIRANNO PER ESERCITARE LA LORO DITTATURA MONDIALE (NUOVO ORDINE MONDIALE):

 

“E’ per questo che abbiamo inventato questa POLITICA GLOBALE, e l’abbiamo iniettata nella mente dei Gentili, senza dar loro la minima possibilità di capire il suo significato segreto.

Perché non raggiungere attraverso dei metodi distorti ciò che la nostra tribù non potrebbe mai raggiungere attraverso vie dirette ?

E’ ciò che è servito di base all’organizzazione di una massoneria segreta, che nessuno conosce, e i cui scopi non sono sospettati da nessun membro del gregge dei Gentili.

Noi li attireremo, solo nell’apparenza, nell’armata delle Logge massoniche, affinché accechino gli occhi dei loro fratelli” (Protocollo 11 – LO STATO TOTALITARIO, paragrafo 7 – Le parti scritte in rosa sono in GRASSETTO nell’originale).

Notate che questo “autore” soprannaturale descrive i massoni che sono membri della fraternità esterna, visibile, come coloro che costituiscono “il gregge dei Gentili”. Essi sono deliberatamente attirati nella massoneria “per l’apparenza” e affinché “essi accechino gli occhi dei loro fratelli”.

E’ chiaro dunque che i massoni della fraternità invisibile non hanno molta considerazione per quelli della “fraternità visibile” !

Non dovremmo dunque stupirci di vedere che Pike chiama i “fratelli visibili” degli “interpreti pretenziosi”, mentre si sforzano semplicemente di imparare il significato dei simboli della loro Loggia!

E dico, solo di passaggio, a chi fra di voi tenta di convincermi che Albert Pike sarebbe oggi discreditato: leggete ciò che scrive David Ovason a proposito di Pike, nel suo libro sopra citato:

° “Albert Pike, senza dubbio l’esoterista  più profondo degli Stati Uniti…”(p.31)

° “Albert Pike era un profondo erudito in certi campi…” (pagina 92)

° “Il dotto Albert Pike…” (pagina 366)

° “Pike morì nei suoi appartamenti situati nel tempio, il 2 aprile 1891. Sette anni più tardi, il Congresso votò la costruzione di un memoriale in suo onore… La statua è imponente. Più grande che al naturale, la statua di Pike si innalza su di un alto piedistallo. Ai suoi piedi si lamenta una donna che rappresenta lo spirito della massoneria” (pagina 321).

Ricordatevi bene che questo libro era calorosamente raccomandato da C. Fred Kleinknecht, massone del 33° grado !!

E chiaro che se Kleinknecht prova una tale considerazione per Albert Pike, tutti coloro che hanno tentato di convincermi del contrario, hanno bisogno di spiegarsi con M. Kleinknecht…

In verità, Pike incarna completamente ancor oggi la massoneria!

Un breve paragrafo di un altro libro di Manly P. Hall definisce perfettamente ciò che costituisce il cuore e l’anima della “fraternità invisibile” della massoneria:

“Quando un massone apprende che il significato di guerriero sulla tavola, rappresenta in realtà una dinamo sprigionante una potenza vivente, egli conosce il mistero della sua nobile professione.

Le energie bollenti di Lucifero sono nelle sue mani. Prima che egli possa cominciare ad innalzarsi, deve provare che è capace di utilizzare correttamente queste energie” (The Lost Keys to Freemasonry – Le chiavi perdute della massoneria – pubblicato da Macoy Publishing and Masonic Supply Company, Inc., Richmond, Virginia, 1976, pagina 48 – Il colore rosso della suddetta frase è del traduttore, per metterla in evidenza ai lettori, così come tutte le altre frasi in altri colori, con lo stesso scopo).

Il Giornale del Rito Scozzese aveva dichiarato nel 1990 che Manly P. Hall era il “più grande filosofo della massoneria”.

Un massone del 32° grado mi ha scritto per dirmi che non aveva mai sentito parlare di Manly P. Hall…

Eppure potete costatare voi stessi che il suo libro è stato pubblicato da una Casa Editrice massonica !

L’unico motivo per cui questo massone di alto rango non ha mai sentito parlare di Manly P. Hall, E’ PERCHE’ HALL ERA UN DIRIGENTE DELLA FRATERNITA’ INVISIBILE (DUNQUE UN DIRIGENTE DEGLI ILLUMINATI ! Ndt), mentre questo massone è solo un membro della “fraternità visibile” !

 

Un altro massone del 33° grado, Foster Bailey, ha spinto la sua donna, Alice A. Bailey, nella massoneria femminile, dove ella è diventata UNA DIRIGENTE PRINCIPALE.

Alice Bailey ha ugualmente diretto LA SOCIETA’ DI TEOSOFIA, fra gli anni ’20 e gli inizi degli anni ’50.

Essa è stata un’autrice molto prolifica, e riconosceva che era un “canale” di espressione di uno spirito che si chiamava il maestro D.K.

Essa ha ugualmente ricevuto delle rivelazioni significative A PROPOSITO DI QUESTA MASSONERIA INTERIORE E INVISIBILE.

 

“Non c’è nessuna separazione fra la chiesa Una e Universale, questa parte invisibile della massoneria, e i cerchi più segreti di tutte le Società esoteriche” (Bailey, L’esteriorizzazione della gerarchia, pagina 513).

Bailey spiega infatti che tutti coloro che accedono a questa massoneria interiore e invisibile, che costituisce LA CHIESA UNIVERSALE DELL’ANTICRISTO, sono in perfetta comunione con tutti coloro che appartengono al nocciolo segreto delle Società esoteriche del mondo !

 

Ma Bailey fa una dichiarazione ancora più forte a proposito del cuore della massoneria invisibile:

“Il movimento massonico è il guardiano della legge. E’ la Casa dei Misteri, e il seggio dell’iniziazione. Detiene, nel suo simbolismo, il rituale della divinità e preserva nella sua opera pittorica la via della salvezza.

I metodi della Divinità sono dimostrati nei suoi Templi.

Il mondo può avanzare sotto lo sguardo di questo occhio al quale non sfugge niente.

La massoneria è un’organizzazione molto più occulta di quello che si possa immaginare. Essa è destinata ad essere la scuola di formazione dei futuri occultisti più evoluti” (Bailey, Ibid., pagina 511 – Le sottolineature e le frasi colorate sono sempre del traduttore).

Le parole usate da Bailey, “occulto”, “segreto”, “invisibile” ci permettono di capire che lei parla in realtà della parte interiore e invisibile della massoneria.

Non solo questa “fraternità invisibile” esiste davvero, ma è destinata ad essere “la scuola di formazione dei futuri occultisti più evoluti” ! !

 

E’ QUESTA LA MASSONERIA INVISIBILE, DI CUI TI HANNO NASCOSTO PER COSI’ TANTO TEMPO L’ESISTENZA !! (GLI ILLUMINATI DIRIGENTI !! Ndt).

 

Per permettere ai massoni di verificare essi stessi questo fatto, li incoraggiamo a consultare la Casa Editrice e di distribuzione dei libri massonici segreti riguardanti la massoneria invisibile.

Si tratta della Casa Kessinger. L’indirizzo internet è il seguente:

http://www.kessingerpub.com

Vi incoraggiamo a consultare i soggetti che sono raffigurati in basso sulla loro pagina d’accoglienza (home page).

NOTATE LA NATURA ESTREMAMENTE SATANICA E ANTICRISTIANA DI TUTTI I SOGGETTI DI CUI SI OCCUPA LA “FRATERNITA’ INVISIBILE” ! (ovvero “GLI ILLUMINATI” ! Ndt).

 

Ecco di seguito un certo numero di questi soggetti che riproduco per voi:

ALCHIMIA, RELIGIONI ANTICHE, CORPO ASTRALE (pratica satanica), astrologia (proibita dalla Bibbia), autosuggestione, Babilonia, H.P. Blavatsky (una delle adepte più tenebrose della magia nera. Adolf Hitler ha studiato i suoi insegnamenti e ne ha tratto degli argomenti per l’Olocausto degli ebrei), buddismo, lettura delle carte, Caldei, (i misteri caldeiani e babilonesi hanno attirato su questi popoli una distruzione divina completa, A CAUSA DELLE LORO PRATICHE SATANICHE, misticismo cristiano (è l’aspetto “cristiano” della massoneria, che reinterpreta tutte le dottrine cristiane a modo suo…), scienza cristiana (completamente ANTICRISTIANA, ma compatibile con la massoneria), chiaroveggenza (completamente satanica e proibita dalla Bibbia), colori e suoni (questi sono molto importanti NEL SATANISMO), coscienza cosmica (altra pratica satanica), lettura della sfera di cristallo (proibita dalla Bibbia), divinazione (proibita dalla Bibbia), druisismo e religione celtica (essi hanno sviluppato il più alto livello nei sacrifici UMANI), dottrine orientali, cristianesimo ESOTERICO (consiste nel ridefinire le dottrine cristiane in modo esoterico, quindi ANTIBIBLICO), evoluzione (FORSE TU PENSAVI CHE LA MASSONERIA FOSSE COMPATIBILE CON IL VERO CRISTIANESIMO…?), la buona sorte o buona fortuna (proibite dalla Bibbia), geomanzia e gematria (PRATICHE SATANICHE !), gnosticismo (l’apostolo Paolo nelle sue epistole combatte questa dottrina), ermetismo, ricerca del Graal (ALLEGORIA SATANICA CHE RAPPRESENTA IN REALTA’ LA RICERCA DELLA MANIFESTAZIONE DELL’ANTICRISTO, DI CUI SI PARLA ANCHE NEL LIBRO “IL CODICE DA VINCI”, LIBRO COMPLETAMENTE ANTICRISTIANO !!), ipnosi, karma, (DOTTRINA SATANICA DELLA REINCARNAZIONE !!), coscienza d’amore e coscienza sessuale (PRATICHE COMPLETAMENTE SATANICHE), magia (pratica proibita dalla Bibbia), adorazione della natura (l’adorazione del sole è una pratica essenziale nella massoneria invisibile (“illuminati”), lettura delle linee della mano, (divinazione satanica), PRATICA FALLICA (ADORAZIONE DELL’ORGANO SESSUALE MASCHILE IN EREZIONE !), kabala (interpretazione satanica dell’Antico Testamento Ebraico), reincarnazione, rosa-croce (COMPLETAMENTE SATANICA !), ADORAZIONE DEL SERPENTE (NON SOLO LA MASSONERIA E’ UNA RELIGIONE, MA VI SI PRATICA L’ADORAZIONE DEL SERPENTE, CIOE’ DI SATANA STESSO !!), telepatia (comunicazione SATANICA attraverso il pensiero), tarocchi, (divinazione, proibita dalla Bibbia), fisica trascendentale, zoroastrismo (CULTO SATANICO CHE DIO HA DISTRUTTO NELL’ANTICO TESTAMENTO),

(…. Per non aggiungere i sacrifici umani, l’immenso traffico della pedofilia, prostituzione, e pornografia, traffico internazionale di armi, la pratica regolare dell’INCESTO che gli illuminati praticano DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE, ecc. ecc. ecc. …Ndt. Leggi in proposito l’articolo ospitato in italiano su questo sito dal titolo  “IL DENARO DEGLI ILLUMINATI”).

 

Potete adesso prendere un po’ coscienza di ciò che costituisce il cuore della “fraternità invisibile” …!

LA PARTE PIU’ OSCURA DI TUTTE QUESTE PRATICHE E’ SENZA ALCUN DUBBIO IL CULTO FALLICO.

 

L’OBELISCO E’ IL SIMBOLO MAGGIORE DI QUESTO CULTO SATANICO.

E’ PER QUESTO CHE POTETE VEDERE LA COLLOCAZIONE DI OBELISCHI ASSOCIATI AI LUOGHI PIU’ IMPORTANTI DELLA MASSONERIA (uno dei quali messo proprio nel bel mezzo della piazza del VATICANO…Ndt).

 

E’ ORMAI GIUNTO IL TEMPO PER TE DI USCIRE PER SEMPRE DA QUESTA SUBDOLA SEDUZIONE, NON CREDI…??

Nota cosa dice Albert Pike a proposito dell’OBELISCO: “Da qui il significato del fallo, o del suo inoffensivo sostituto, l’obelisco, drizzato (il simbolo del pene in erezione che loro adorano ! Ndt) come un emblema della resurrezione della divinità” (Morals and Dogma, pagina 393).

Adesso tu sai perché si possono vedere numerosi obelischi sulle tombe dei massoni, poiché per loro rappresenta “l’emblema della resurrezione della divinità”.

I massoni invisibili (GLI ILLUMINATI), CREDONO CHE DIVENGONO DEGLI DEI DURANTE TUTTA LA LORO VITA E L’OBELISCO SULLE LORO TOMBE ALTRO NON E’ CHE LA MANIFESTAZIONE VISIBILE DI QUESTA LORO CREDENZA !

L’obelisco viene dai Misteri Egizi, del tempo dei Faraoni. La Bibbia ne parla in 2 Re 10: 25,26 “E come fu finita l’opera di offrire gli olocausti,  Jehu disse ai soldati e ai capitani: entrate, uccideteli e che non ne esca neppure uno ! Ed essi li passarono a fil di spada; poi soldati e capitani ne buttarono là i cadaveri e andarono fino all’edificio del tempio di Baal; portarono fuori le statue del tempio di Baal e le bruciarono”.

La parola ebraica tradotta con “statua” è “matsabah”, o “pilastro, pietra innalzata”. Può essere tradotta come “OBELISCO”.

L’Iddio Onnipotente ha ordinato che i pilastri di Baal siano DISTRUTTI. Ma prima ha ordinato al re Jehu di colpire GLI ADORATORI DI QUESTO PILASTRO, O ADORATORI DI BAAL !

La massoneria invisibile E’ DUNQUE CONSACRATA ALL’ADORAZIONE DELL’OBELISCO, culto proibito da Dio e punito con la morte!

RICORDATI DUNQUE DI QUESTO QUANDO CONTEMPLI L’OBELISCO DEL MONUMENTO DI WASHINGTON (o quelli di altre città!  Ndt).

 

Terminando, devi sapere CHE IL CULTO DEL SERPENTE CONDUCE DIRETTAMENTE ALL’INFERNO, POICHE’ E’ SATANA STESSO CHE E’ DIRETTAMENTE DIETRO A QUESTO CULTO !!

 

E’ QUESTA LA MASSONERIA INVISIBILE !

…E suppongo che tu non ne sapevi niente, vero…?

Ma adesso che tu sai tutto questo, ti incoraggio a leggere i nostri articoli di Cutting Edge, realizzando che stiamo parlando di questa organizzazione interiore invisibile (alcuni di questi articoli sono ospitati in italiano sul presente sito, riguardanti “GLI ILLUMINATI” E LA LORO DIABOLICA INFLUENZA MONDIALE IN TUTTI I SETTORI DELLA SOCIETA’ !).

 

Ricordati questo: non stiamo facendo un dibattito ! Non sto cercando di farti entrare nel mio ambiente.

MA E’ IL FUTURO DELLA TUA PREZIOSA ANIMA ETERNA CHE E’ IN GIOCO !

 

SE TU SEI UN MASSONE (anche ai primissimi gradi) TU FAI PARTE  DI QUESTA ORGANIZZAZIONE SEGRETA, LA  PIU’ NEFASTA, LA PIU’ TENEBROSA, LA PIU’ CORROTTA DEL MONDO !!!

 

Il fatto che tu faccia parte di una “fraternità visibile” dà ai demoni IL DIRITTO LEGALE DI ATTACCARTI e di produrre nella tua vita ogni sorta di disperazione e di afflizione, ANCHE SE TU IGNORI COMPLETAMENTE L’ESISTENZA DELLA FRATERNITA’ INVISIBILE !!

 

E’ IN CAUSA LA SALVEZZA ETERNA DELLA TUA ANIMA !!

Te ne prego, leggi i nostri articoli con la massima cura e che i tuoi occhi spirituali si aprano !!

 

David Bay

(Direttore di Cutting Edge Ministries)

Conclusioni del sito francese paroledevie.org

Vogliamo completare quest’appello indirizzato ai massoni che leggeranno questo articolo con le seguenti parole:

Solo Gesù Cristo vivente può farti uscire dalla rete spirituale con la quale Satana è riuscito ad intrappolarti.

Sappi che GESU’ CRISTO HA VINTO SATANA (l’antico lucifero) ALLA CROCE DEL GOLGOTA !

 

Non esiste un “buon” lucifero e un cattivo Satana: sono una sola ed unica persona.

Lo scopo di Satana è quello di sedurre ed ingannare l’umanità, per trascinarla con sé NEL LAGO DI FUOCO.

Egli si guarda bene dal rivelare ai massoni ciò che li attende, se non si liberano dalla sua rete !!

GESU’ CRISTO HA VINTO SATANA ALLA CROCE: “Voi che eravate morti a causa dei vostri peccati e per l’incirconcisione della vostra carne, egli vi ha riportato in vita con Lui, facendoci grazia per tutte le nostre offese; EGLI ha cancellato l’atto con il quale le ordinanze ci condannavano e che sussistevano contro noi, e lo ha distrutto inchiodandolo alla Croce; Egli ha spogliato le dominazioni e le autorità, le ha spogliate pubblicamente in spettacolo (atto pubblico) TRIONFANDO SU DI ESSE ALLA CROCE” (Colossesi 2: 13, 15).

 

GESU’ CRISTO TI OFFRE IL PIENO PERDONO PER TUTTI I PECCATI CHE HAI COMMESSO (SE SEI VERAMENTE PENTITO), in special modo per quelli che hai commesso per ignoranza, nell’incredulità, ATTRAVERSO LA TUA APPARTENENZA AD UNA LOGGIA MASSONICA.

 

Confessa a Lui questi peccati e ti sarà accordato un pieno perdono, se vai a Lui con cuore pentito.

IL SANGUE DI GESU’ E’ POTENTE PER CANCELLARE TUTTI I PECCATI !

 

Gesù Cristo ti farà allora entrare in UNA VERA NUOVA NASCITA, CHE NON HA NIENTE A CHE FARE CON LA “NUOVA NASCITA” DI CUI SI PARLA NELLA MASSONERIA.

 

ALLORA CONOSCERAI DAVVERO LA VERITA’ E LA VERITA’ TI LIBERERA’ !

 

RIVOLGITI A GESU’ CRISTO, ADESSO, SUBITO, NON ASPETTARE ANCORA, POICHE’ IL SUO RITORNO E’ VICINO, ED ALLORA EGLI VERRA’ PER CONDANNARE COLORO CHE NON HANNO ACCETTATO LA SUA SALVEZZA QUANDO C’ERA TEMPO ED HANNO PREFERITO RIMANERE NELLE TENEBRE !!

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Struttura delle Società Segrete
Tratto dal libro: “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia
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Sia il martinista Pierre Mariel, conoscitore indubbio della materia, il nostro Virgilio nel faticoso peregrinare per terre così inospitali.
La classificazione delle società segrete che egli introduce è classica:

Società segrete inferiori, conosciute dal pubblico, come i primi tre gradi della massoneria, detti azzurri, o i cerchi esterni della Società Teosofica. Il reclutamento avviene per cooptazione: si tratta perlopiù di gente in buona fede, profondamente convinta di un ideale religioso, filosofico o politico. 1 nuovi iscritti vengono studiati e, “se non dimostrano di essere adatti, vengono avviati verso “binari morti”. Altrimenti vengono orientati verso la seconda categoria di società segrete. (1)

Stephen Kníght, nella sua opera The Brotherhood afferma in proposito che solo un quinto dei Maestri massoni, titolo che compete al terzo grado, giunge all’”Arco Reale” (Holy Royal Arch), passaggio fra il terzo grado e i livelli superiori (p. 235). La selezione, man mano che si sale, si fa sempre più stringente: in Inghilterra “il 31° grado (Commendatore Grande Ispettore Inquisitore) è ristretto a 400 membri, il 32° (Sublime Principe del Real Segreto) a 180, e il 33° (Grande Ispettore Generale) a soli 75 membri” (p. 41).

– Società segrete intermedie o di quadri. Veramente segrete, i cui membri sono sconosciuti ai membri delle società segrete di base. “Il nuovo iscritto è scelto d’autorità. Un rifiuto da parte sua lo esporrebbe a sanzioni imprevedibili; egli deve, ormai, obbedire perinde ac cadaver (= fino alla morte, divisa gesuitica, N.d.R.) [ … ] la minima indiscrezione, la minima imprudenza sarebbero punite in modo radicale. Queste società di quadri modificano, secondo le circostanze, i propri nomi, e perfino le proprie strutture. Perciò non vengono scoperte se non dopo la loro scomparsa o metamorfosi.
Proprio come gli Illuminati di Baviera

“Questi gruppi lasciano alla minutaglia delle società segrete inferiori le vane attrattive delle ideologie sentimentali. Si considerano realisti e […] al di là del Bene e del Male […], controllano i meccanismi più importanti degli Stati, così come i grandi organismi mondiali politici ed economici […]. Ma queste associazioni, più che comandare, eseguono.
L’elaborazione del piano spetta alle società segrete di terzo grado.

– Le società segrete superiori che sono completamente sconosciute, ignorate dalle società segrete inferiori e “per le società intermedie costituiscono un soggetto tabù”.
“[…] Questo stato maggiore internazionale è composto soltanto da un esiguo numero di iniziati […], alcuni di loro vivono, clandestinamente, un’esistenza ritirata, ascetica: nessuno sospetta la loro influenza o addirittura la loro identità. Tutti questi adepti hanno poteri immensi. Sembra che siano animati unicamente dalla volontà di potenza o – chi sa? – dalla fede in una missione universale […]. Le società segrete superiori lavorano con le “forze irrazionali che, con una certa approssimazione, si chiamano magia, occultismo […]. Esse lasciano ai profani (o agli sciocchi) le caricature di queste forze formidabili. Liberandosi da ogni sentimentalismo, hanno separato il buon grano dal loglio, cioè la superstizione dalla realtà”.

Mariel prosegue con una suddivisione dell’umanità operata dal celebre mago nero russo Gurdijeff – che fu compagno di studi di Stalin nel Seminario di Alexandropol – su quattro cerchi concentrici.
Passando dal centro verso la circonferenza Gurdijeff individuava dapprima un cerchio interno:
“che riunisce gli umani completamente svegli (= gli uomini “rigenerati” attraverso la magia, gli alti iniziati, i maghi, N.d.R.), capaci di svegliare coloro che hanno selezionato. Tra questi adepti non vi può essere discordia. La loro attività è profondamente coordinata e li conduce verso uno scopo comune, senza la minima deviazione o costrizione”

Viene poi il cerchio mesoterico, intermedio, i cui membri sono a conoscenza degli scopi da raggiungere, ma non ancora in grado di tradurli in azione. Essi, riferisce il nostro autore, “sanno più di quanto non facciano”.
Il terzo cerchio, exoterico, “cerchio esterno della parte interna dell’umanità”. Gli uomini che vi fanno parte hanno “molte conoscenze in comune con i membri dei gruppi precedenti, ma il loro sapere iniziatico – la loro conoscenza – è più astratto di quello dei mesoterici”. Costoro “calcolano” ovvero – fuor di metafora – eseguono al meglio.
Il quarto cerchio descritto da Gurdijeff è il cerchio esterno, “il cerchio di Babele o della confusione delle lingue”, dell’umanità addormentata, dei non iniziati, dei “trascurabili” di Arthur Machen. Esso costituisce la mandria dei montoni protagonisti di una storia edificante che il Gurdijeff amava raccontare ai suoi discepoli e che affidiamo al giudizio del lettore. Eccola:

“C’era una volta un mago ricco e avaro che possedeva molte mandrie di montoni. Non assoldava pastori né recingeva i pascoli. I montoni si sperdevano nei boschi, cadevano nei burroni e soprattutto scappavano all’avvicinarsi del mago, poiché avevano sentore di quel ch’egli faceva della loro carne e del loro vello.
Cosicché il mago trovò il solo rimedio efficace. Ipnotizzò i montoni e suggerì loro per prima cosa che essi erano immortali e che il fatto di scorticarli era eccellente per la loro salute. Poi, suggerì loro che egli era una buona guida, pronta a qualsiasi sacrificio per i suoi cari montoni che non erano più montoni. A questi ultimi suggerii che erano leoni, aquile o perfino maghi. E così il mago visse senza preoccupazioni. I montoni rimanevano sempre accanto alle mandrie, e aspettavano con serenità il momento in cui il mago li avrebbe tosati e sgozzati”.

Particolarmente illuminante il pensiero del matematico polacco J.M. Hoene Wronsky (1778-1853) – un mago che influenzò profondamente Eliphas Levi, membro dell’Ordine Cabalistico della Rosacroce – che dà ragione dei motivi di quello scambio osmotico che dall’alto della piramide sinarchica infiltra i livelli inferiori:
“Tutte le società segrete esistite e esistenti ancora sulla nostra terra, tutte mosse da molle misteriose che le fanno dominare il mondo malgrado i governi, nascono in uno scenario mistico.
Queste società segrete, create a misura del bisogno, sono distaccate in gruppi in apparenza distinti e opposti. Esse professano rispettivamente, di volta in volta, le opinioni storicamente più contrastanti per guidare separatamente e con efficacia tutti i partiti politici, religiosi, economici e letterari, ma si ricollegano a un centro comune quando devono ricevere appunto, una direzione comune”.

E’ l‘Ordo ab Chao sintesi della dottrina massonica, così ben descritto nella sua essenza dal grande iniziato R. Guénon:

“Ricorderemo ancora, senza insistervi oltre misura, un altro significato di carattere più particolare […]: l’utilizzazione, per farle concorrere alla realizzazione dello stesso piano d’insieme, di organizzazioni esteriori, inconsapevoli come tali di questo piano, e apparentemente opposte le une alle altre, sotto una direzione “invisibile” unica, la quale è – essa – al di là di tutte le opposizioni. […]. In se stesse le opposizioni, per l’azione disordinata che generano, costituiscono di fatto una specie di “caos” (assumendolo in qualche modo come la “materia” su cui si esercita l’azione dello “spirito” rappresentato dalle organizzazioni iniziatiche dalla natura più elevata e più “interiore”) alla realizzazione dell’ordine” generale […]. Perché le cose siano effettivamente così, occorre che ciò che presiede all’ordine” adempia, nei confronti del mondo esteriore, la funzione di “motore immobile”

Giova ripetere che sarebbe erroneo credere che tutti i membri di una società segreta siano coscienti dei suoi scopi occulti. Il pretesto ostentato di filantropia, studi filosofici, letterari, artistici o altri le servono ad ottenere l’adesione di personalità eminenti (tenute accuratamente all’oscuro delle sue reali intenzioni) che le apportano una garanzia morale necessaria alla propria “copertura”. E il caso dei cerchi esterni delle sessioni riservate di consessi come il Bilderberg, spesso popolate di figure pregevoli, o di quello, emblematico, del conferimento a Madre Teresa del premio Nobel per la Pace , mentre la quasi totalità degli insigniti di tale ordine di onore brilla per la sua appartenenza ad alte associazioni massoniche.

Soccorre una volta ancora l’autorità del Guenon:
“[…] vi sono molti Massoni, dovrebbe dire addirittura la maggior parte, persino nei gradi più alti, ai quali è estranea ogni conoscenza reale della Massoneria […]

Note:
(1) P. Mariel, Le società occulte che dominano il mondo, cit., p. 7. Club come il Rotary, il Rotaract, il Lions, il Kiwanis, la Round Table (da non confondersi con quella di C. Rhodes, di ben altro spessore!), il Soroptimist ecc., servono agli iniziati da “riserve di pesca”: del resto il Rotary, il più noto e antico fra detti club incontestabile veicolo, al pari degli altri, degli ideali massonici di fraternità, solidarietà e universalità venne fondato a Chicago il 23 febbraio 1905 da un massone d’alto rango, l’avvocato Paul F. Harris (1868-1947) e da altri 3 colleghi, massoni come lui. (v. P. Rosario Esposito, Le grandi concordanze tra Chiesa e Massoneria, Firenze, Nardini editore, 1987, p. 335). In quel libro, al capitolo IX, il paolino P. Esposito sottolinea la matrice e l’ispirazione massoniche dei Rotary). Riferisce Omero Ranelletti nel suo li Rotary e la Chiesa Cattolica (“Quaderni di Realtà Nuova”, Milano, Istituto Culturale Rotariano, 1991) che nel 1981 Giovanni Paolo li ricevette dalle mani dei Presidente internazionale le insegne di “Paul Harris FelloW (p. 13), e che: “oggi fra i rotariani italiani si annoverano ben 5 cardinali, dieci arcivescovi, diciannove vescovi e tanti prelati” (ivi). Per l’appartenenza di Giovanni Paolo Il al Rotary v. anche la rivista ufficiale dei Rotary italiano dei 9 settembre 1986, lettera intitolata Una precisazione sull’articolo: “La massoneria va a Canossa?”, ripresa dalla rivista della massoneria italiana Híram, nov.-dic. 1986, a firma di Lamberto Mosci, Governatore dei 203′ distretto rotariano. Qui l’Autore, prendendo spunto da una riunione dei Rotary torinesi, alla quale intervenne l’allora Gran Maestro della massoneria italiana, Armando Corona, dopo aver esaltato i “valori spirituali comuni alla massoneria e al Rotary Club”, fa presente che è caduta la scomunica nei confronti della massoneria e i divieti canonici nei confronti dei Rotary. A sostegno dei suo assunto afferma, né risulta che questa autorevole e pubblica affermazione sia stata smentita, che 1o stesso Pontefice Giovanni Paolo Il è un Paul Harris FelloW, vale a dire un rotariano. Il fatto è tanto più sconcertante quando si apprende che la “Rotary Foundation” sostiene la diffusione dei Notiziario della Buona Volontà Mondiale, organo neopagano e neognostico del Lucis Trust, (v. supplemento al numero 1/1995 dei detto Notiziario).

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Rotary Club, massoneria, cattolici

Rotary Club. Atteggiamento contrario, pur con alcune cautele, dei gesuiti della «Civiltà Cattolica». La Chiesa come tale non ha ancora preso un atteggiamento a proposito del Rotary Club. I gesuiti rimproverano al Rotary i suoi legami col protestantesimo e con la massoneria: vedono in esso uno strumento dell’americanismo, quindi di una mentalità anticattolica, per lo meno. Il Rotary però non vuole essere confessionale né massonico: nelle sue file possono entrare tutti, massoni, protestanti, cattolici – in qualche posto vi hanno aderito anche degli arcivescovi cattolici; il suo programma essenziale pare sia la diffusione di un nuovo spirito capitalistico, cioè l’idea che l’industria e il commercio, prima di essere un affare, sono un servizio sociale, anzi sono e possono essere un affare in quanto sono un «servizio». Il Rotary cioè vorrebbe che fosse superato il «capitalismo di rapina» e che si instaurasse un nuovo costume, piú propizio allo sviluppo delle forze economiche. L’esigenza che il Rotary esprime si è manifestata in America in forma gravissima recentemente, mentre in Inghilterra era già stata superata, creando una certa media di «onestà» e «lealtà» negli affari. Perché proprio il Rotary Club si è diffuso fuori dell’America e non un’altra delle tante forme di associazione che vi pullulano e vi costituiscono un superamento delle vecchie forme religiose positive? La causa deve essere cercata in America stessa: forse perché il Rotary ha organizzato la campagna per l’Open Shop e quindi per la razionalizzazione.

Dall’articolo Rotary Club e Massoneria (nella «Civiltà Cattolica» del 21 luglio 1928) tolgo alcune informazioni:

Il Rotary, sorto come istituzione nazionale, nel 1910, si costituí in associazione internazionale con un versamento di capitale a fondo perduto, fatto in conformità con le leggi dello Stato di Illinois. Il presidente del Rotary internazionale è Mister Harr Rogers. Il presidente dei clubs italiani è Felice Seghezza. L’«Osservatore Romano» e la «Tribuna» si posero il problema se il Rotary sia un’emanazione massonica. Il Seghezza mandò una lettera («Tribuna», 16 febbraio 1928) protestando e dichiarando infondato ogni sospetto: la «Tribuna», postillando la lettera, scrisse tra l’altro: «Sono […] gli incerti di tutte le organizzazioni internazionali, le quali spesso hanno apparenze perfettamente innocue e legittime, ma possono anche assumere sostanze ben differenti. La sezione italiana del Rotary può sentirsi perfettamente libera di massoneria e in piena regola col Regime; ma questo non significa che il Rotary altrove non sia diverso. E se è, e altri lo afferma, noi non possiamo né dobbiamo ignorarlo».

Il «Codice morale rotariano». Nel Congresso generale tenuto nel 1928 a St. Louis fu deliberato questo principio: «Il Rotary è fondamentalmente una filosofia della vita che si studia di conciliare l’eterno conflitto esistente fra il desiderio del proprio guadagno e il dovere e il conseguente impulso di servire al prossimo. Questa filosofia è la filosofia del servizio: Dare di sé prima di pensare a sé, fondata sopra quel principio morale: Chi meglio serve guadagna di piú». Lo stesso congresso deliberò che tutti i soci del Rotary devono accettare «senza giuramento segreto, senza dogma né fede, ma ognuno a modo suo, tale filosofia rotariana del servizio». La «Civiltà Cattolica» riporta questo brano del rotariano comm. Mercurio da «Il Rotary», pp. 97-98, che dice citato, ma non lo è in questo numero (non so se il Mercurio sia italiano e «Il Rotary» una pubblicazione italiana, oltre alla «Realtà» diretta dal Bevione): «A questo modo si è fatto, per cosí dire, dell’onestà un interesse e si è creata quella nuova figura dell’uomo di affari il quale sappia associare in tutte attività professionali, industriali, commerciali, all’interesse proprio l’interesse generale, che è in fondo il vero e grande fine di ogni operosità, perché ogni uomo nobilmente operoso anche inconsciamente serve sopra tutto l’utile generale».

Il carattere prevalente dato dal Rotary all’attività pratica appare da altre citazioni monche e allusive della «Civiltà Cattolica». Nel Programma del Rotary: «…un Rotary club è un gruppo di rappresentanti di affari e di professionisti, i quali senza giuramenti segreti, né domma, né Credo… accettano la filosofia del servizio». Esce un «Annuario» italiano del Rotary, a Milano presso la Soc. An. Coop. «Il Rotary». È uscito almeno l’«Annuario» 1927-28.

Filippo Tajani nel «Corriere della Sera» del 22 giugno 1928 ha scritto che il Rotary è fra «le istituzioni internazionali che tendono, sebbene per vie amichevoli, alla soluzione dei problemi economici e industriali comuni». Su 2.639 clubs rotariani esistenti (al momento dell’articolo), 2.088 erano negli Stati Uniti, 254 nell’Inghilterra, 85 nel Canadà, 18 in Italia, 13 in Francia, 1 in Germania, 13 in Ispagna, 10 in Isvizzera, 20 a Cuba, 15 nell’Australia, 19 nel Messico e molto meno in altri paesi. (Il Rotary Club non può essere confuso con la Massoneria tradizionale, specialmente con quella dei paesi latini. È un superamento organico della Massoneria e rappresenta interessi piú concreti e precisi. Carattere fondamentale della Massoneria è la democrazia piccolo-borghese, il laicismo, l’anticlericalismo ecc. Il Rotary è organizzazione di classi alte, e non si rivolge al popolo, altro che indirettamente. È un tipo di organizzazione essenzialmente moderna. Che ci siano interferenze tra la Massoneria e il Rotary è possibile e probabile, ma non è essenziale: il Rotary, sviluppandosi, cercherà di dominare tutte le altre organizzazioni e anche la Chiesa cattolica cosí come in America domina certamente tutte le Chiese protestanti. Certo la Chiesa cattolica non potrà vedere di buon grado «ufficialmente» il Rotary, ma pare difficile che assuma nei suoi riguardi un atteggiamento come quello contro la Massoneria: dovrebbe allora atteggiarsi contro il capitalismo ecc. Lo sviluppo del Rotary è interessante sotto molti aspetti: ideologici, pratici, organizzativi ecc. Bisognerà vedere però se la depressione economica americana e mondiale non darà un colpo al prestigio dell’americanismo e quindi al Rotary).

Confrontare nella «Civiltà Cattolica» del 16 febbraio 1929 l’articolo Ancora Rotary Club e Massoneria. Gli argomenti dei gesuiti per mettere in guardia contro il carattere massonico del Rotary vi sono esauriti. Il «sospetto» è di due gradi: 1) che il Rotary sia una vera e propria emanazione della massoneria tradizionale; 2) che il Rotary sia un nuovo tipo di massoneria. A questi due motivi si intrecciano altri di carattere subordinato: 1) che in ogni caso la massoneria tradizionale se ne serva astutamente approfittando dell’«ingenuità» e dell’agnosticismo dei rotariani; 2) il carattere «agnostico», di indifferenza o di tolleranza religiosa, del Rotary è per i gesuiti un tal difetto capitale da indurli a una levata di scudi e a prendere atteggiamenti di sospetto e di polemica (stadio preparatorio che potrebbe concludersi con la condanna del Rotary da parte della Chiesa). Questo secondo motivo non dà luogo ancora a una campagna a fondo, preludio di una «scomunica», perché i gesuiti devono distinguere tra paesi a maggioranza cattolica e paesi a maggioranza acattolica. In questi ultimi essi domandano la tolleranza religiosa, senza cui non potrebbero diffondersi: la loro posizione «offensiva» richiede anzi l’esistenza di istituzioni amorfe in cui inserirsi per procederne alla conquista. Nei paesi cattolici, la posizione «difensiva» domanda invece la lotta a fondo contro le istituzioni amorfe che offrono terreno favorevole agli acattolici in generale. La fase attuale dell’atteggiamento verso il Rotary è: di offensiva ideologica senza sanzioni pratiche di carattere universale (scomunica o altra forma attenuata di proibizione) e neanche nazionale, ma solo di carattere vescovile (in qualche diocesi, spagnola per esempio, il vescovo ha preso atteggiamento contro il Rotary). L’offensiva ideologica si basa su questi punti: 1) il Rotary ha origini massoniche; 2) in molti paesi si trova nelle migliori relazioni con la massoneria; 3) in qualche luogo ha assunto un atteggiamento apertamente ostile al cattolicismo; 4) la morale rotariana non è se non un travestimento della morale laica massonica.

Il problema dell’atteggiamento dei gesuiti verso il Rotary è complicato dalle condizioni italiane: il Rotary è permesso in Italia, mentre la massoneria è illegale; sostenere in forma tassativa che il Rotary è un travestimento della massoneria o un suo strumento, porterebbe a conseguenze di carattere giudiziario. Inoltre i rotariani hanno iniziato la loro vita italiana sotto auspici eminenti: uno dei primi rotariani è stato il principe ereditario, noto per le sue tendenze cattoliche e devote. In ogni caso, poi, per riconoscimento dei rotariani stranieri, il Rotary italiano ha un suo particolare carattere, legato alla situazione locale. La «Civiltà Cattolica» riporta alcuni brani di una relazione di Stanley Leverton, pubblicata dopo una visita ai clubs d’Italia per incarico del Rotary Internazionale, in «The Rotary Wheel», organo ufficiale del Rotary Britannico, e riportata nel fascicolo di agosto 1928, p. 317, dell’organo italiano «Il Rotary»: «si ha l’impressione che in Italia il Rotary non tiri la nostra stessa barca»; «il loro Rotary è il solo Rotary possibile in Italia», «appare un po’ diverso, piuttosto un primo cugino che un fratello»; «il loro presente regime dirige le loro attività con larghezza di propositi (eh eh!!! – esclama lo scrittore della “Civiltà Cattolica”), ma il loro fine è uguale al nostro…»; «per quanto possa sembrare inconsueto e diverso, vi è sempre una buona ragione perché esso sia cosí». «Ad ogni modo il signor Leverton ha l’impressione che i Rotariani italiani», per quanto ecc. ecc., «sono gli uomini che stanno facendo l’Italia moderna».

America e massoneria. Cfr. lo studio: La Massoneria americana e la riorganizzazione della Massoneria in Europa, pubblicato nella «Civiltà Cattolica» del 1° novembre 1930 e 3 gennaio 1931. Lo studio è molto interessante e pare abbastanza oggettivo. La situazione internazionale attuale della Massoneria, con le sue lotte interne eredità della guerra (Francia contro Germania), risalta in modo chiaro. Dopo la guerra fu fondata l’«Association Maçonnique Internationale» con sede a Ginevra, per impulso della massoneria franco-belga, il cui scopo era di riorganizzare le forze. Il primo problema era di ricondurre la massoneria tedesca e anglosassone sotto la guida della massoneria franco-belga, sotto il patrocinio della massoneria americana. Sull’A.M.I. il padre Pirri (che è lo scrittore di quistioni massoniche della «Civiltà Cattolica») ha pubblicato un opuscolo di estratti della rivista. Pare che l’A.M.I. sia fallita completamente, e gli americani abbiano ritirato il loro patrocinio alla Francia. A questa iniziativa i tedeschi risposero ampliando le basi di una «Esperanto Framasona» esistente già prima della guerra e riorganizzata come «Universala Framasona Ligo» (Allgemeine Freimaurerliga), che sulla base della diffusione dell’Esperanto volle creare un nuovo tipo di massoneria agnostica nelle quistioni di religione e di politica (la Massoneria francese è illuministica e democratica). La Massoneria americana pare aiuti ora i massoni tedeschi (di Germania e Austria) contro il Grande Oriente francese. Ossian Lang, massone americano, viaggia continuamente in Europa per questo lavoro di organizzazione. (Ricordare che la massoneria americana è molto ricca e può finanziare queste iniziative. La «Ligo» si diffonde in tutta Europa: essa pare si mostri piú conciliante e tollerante verso il Cattolicismo della vecchia massoneria tipo francese. Su questo atteggiamento che dette luogo a un incontro di tre rappresentanti della «Ligo» col gesuita padre Gruber, studioso di quistioni massoniche, la «Civiltà Cattolica» si diffonde e di questa parte occorre ricordarsi, perché ha un certo valore per la storia della cultura. Rito Simbolico e Rito Scozzese: pare che il Rito Simbolico sia piú forte nei paesi latini e il Rito Scozzese nei paesi anglosassoni, quindi tutta questa attività americana porterebbe a rafforzare la Massoneria di Rito Scozzese.

Owen, Saint-Simon e le scuole infantili di Ferrante Aporti. Da un articolo La questione delle scuole infantili e dell’abate Aporti secondo nuovi documenti («Civiltà Cattolica» del 4 agosto 1928) appare che i gesuiti e il Vaticano nel 1836 erano contrari all’apertura di asili infantili a Bologna del tipo sostenuto da F. Aporti perché tra i sostenitori c’era «un certo Dottor Rossi», «in fama di essere fautore del sansimonismo, allora molto rumoroso in Francia e assai temuto pure in Italia, forse anche piú di quanto si meritava» (p. 221). L’arcivescovo di Bologna, richiamando l’attenzione della Santa Sede sulla propaganda e distribuzione di opuscoli che si faceva per gli asili infantili, scriveva: «in sé stessa l’opera potrebbe essere buona, ma che temeva assai per certe persone che sono a capo dell’impresa e per il grande impegno che mostrano… che l’autore di queste scuole è un certo Roberto Owen protestante, come v’era riferito nella “Guida dell’educatore” del prof. Lambruschini che stampasi a Firenze, nel n. 2 febbraio 1836, pag. 66» (p. 224).

Il consultore del Santo Uffizio, P. Cornelio Everboeck, gesuita, nel febbraio 1837 diede il suo parere sugli asili all’assessore del Santo Uffizio, Mons. Cattani: è uno studio di 48 grandi e fitte pagine, dove si comincia esaminando la dottrina e il metodo dei sansimoniani e conclude che il metodo delle nuove scuole è infetto, o almeno sospettosissimo, della dottrina e della massima di panteismo e sansimonismo, ne consiglia la condanna e propone un’Enciclica contro la setta e la dottrina dei sansimonisti (p. 227). Lo scrittore della «Civiltà Cattolica» riconosce che mentre la prima parte del parere, contro il sansimonismo in generale come dottrina, mostra «lo studio e l’erudizione del consultore», la seconda parte invece, che dovrebbe dimostrare l’infiltrazione del sansimonismo nella nuova forma di scuole, è molto piú breve e piú debole, «manifestamente inspirata e in parte sviata dalla notizia e dalla persuasione» degli informatori di Bologna che vi avevano visto e denunziato i metodi, lo spirito o il pericolo del sansimonismo francese. La Congregazione del Santo Uffizio non insistette sul pericolo del sansimonismo ma proibí gli opuscoli e le scuole con quel metodo. Quattro consultori ancora consigliarono l’Enciclica contro [il] sansimonismo.

Sansimonismo, Massoneria, Rotary Club. Sarebbe interessante una ricerca su questi nessi ideologici: le dottrine dell’americanismo e il sansimonismo hanno molti punti di contatto, indubbiamente, mentre invece il sansimonismo mi pare abbia influito poco sulla massoneria, almeno per ciò che riguarda il nucleo piú importante delle sue concezioni: poiché il positivismo è derivato dal sansimonismo e il positivismo è stato un momento dello spirito massonico si troverebbe un contatto indiretto. Il Rotarismo sarebbe un sansimonismo di destra moderno.

I sansimoniani. La forza espansiva dei sansimoniani. È da ricordare l’osservazione di Goethe nelle Memorie (cfr.) scritte nel 1828: «Questi signori del “Globe”… sono penetrati da uno stesso spirito. In Germania un giornale simile sarebbe impossibile. Noi siamo solamente dei particolari; non si può pensare ad una intesa; ognuno ha l’opinione della sua provincia, della sua città, del suo proprio individuo e ci vorrà molto tempo prima che si creino dei sentimenti comuni».

Il Sansimonismo in Italia. Studiare la diffusione del Sansimonismo: esistono alcune pubblicazioni in Italia. Potrebbe pensarsi che le idee del basso del sansimonismo abbiano avuto una diffusione attraverso Sue.

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11 luglio 2013

COSA SONO E COME OPERANO LE RETI MASSONICHE DAL XVIII SECOLO AI NOSTRI GIORNI

Di Antonella Randazzo http://antonellarandazzo.blogspot.it/2010/04/dissimulazioni-massoniche.htmlNell’Ottocento, il popolo italiano capiva che i politici e la Corona erano controllati dalla massoneria, e provava disagio per questo. Lo studioso Matteo S. Giordano spiegava: “Chi volesse pigliarsi il fastidio di leggere tutti i discorsi della Corona, fatti in Italia dal 1860 sin’oggi, troverebbe che i Ministri de’ diversi partiti, succedutisi in ogni tempo, han mai permesso che in quella solenne ricorrenza fosse profferita la parola di Dio; e alla Provvidenza han fatto sostituire il caso e la fortuna della stella d’Italia (a cinque punte! Mi spiego?), alla fede in Lui quell’altra nel progresso della scienza e nell’avvenire della patria”.

Cos’è davvero la massoneria e che ruolo ha oggi? Per quale motivo, nel corso dei secoli, è diventata il tabù dei tabù?
E’ davvero così poco importante per la nostra vita quotidiana come sembra?
Come mai nelle maggiori indagini della magistratura emergono gruppi di affiliati massoni che agiscono in modo truffaldino o criminale? Perché molti mafiosi sono affiliati alla massoneria?
Sono stati scritti moltissimi libri sulla massoneria, ma nessun libro, prima di questo, ha spiegato con chiarezza il ruolo delle reti massoniche nel sistema di potere attuale.
In questo libro emerge una sorta di “schizofrenia” del fenomeno massonico. La massoneria è stata raccontata come “tutto” e il contrario di “tutto”. Ovvero essa è stata descritta con categorie antitetiche: democratica e istituita per controllare; spirituale e satanica; militaristica e orientata alla libertà; tollerante e piena di pregiudizi verso le donne e i neri; ideologicamente neutrale e con un corpo ideologico rigido; orientata alla fratellanza universale e motivata alle guerre, ecc.
Dall’analisi storica e sociologica degli ultimi secoli, emerge il senso di questa rete di potere e controllo, si comprende chi la capeggia e gli effetti che produce nella realtà. Il testo percorre le fasi storiche più importanti della massoneria, facendo luce su come i più importanti fatti storici, economici e finanziari siano strettamente legati a questo fenomeno.
Il libro tratta anche gli aspetti psicologici, antropologici e sociologici del fenomeno, non trascurando il contesto in cui le varie massonerie sono

nate e si sono sviluppate.

INDICE

INTRODUZIONE……………………………………………………….5

CAPITOLO I – Le dissimulazioni massoniche ………………23
Par. I – Il B’nai B’rith
Par. II – L’Ordine dei Templari
Par. III – Società massoniche dichiaratamente violente e razziste
Par. IV – Massoneria anglo-americana oggi

CAPITOLO II – Massoneria in Italia ……………………….102
Par. I – Risorgimento massonico insanguinato
Par. II – La Loggia Propaganda
Par. III – Massoneria e finanza
Par. IV- L’Istituto per le Opere di Religione (IOR)
Par. V – Allusioni nei mass media

CAPITOLO III – Oltre la dissimulazione ..……………….183
Par. I – Un altro percorso iniziatico
Par. II – I Rosacroce
Par. III – I pochi e i molti
Par. IV – Simbologia Massonica
Par. V – Massoneria e satanismo

CAPITOLO IV – Gli adepti .…………………………………..245
Par. I – Reclutamento per lavaggio del cervello
Par. II – Gli adepti all’Opus Dei
Par. III – Paura, infelicità e potere

CAPITOLO V – Demolire le reti massoniche……………289
Par. I – La loggia Propaganda Due e la Commissione Anselmi
Par. II – Mafia, Massoneria e Servizi Segreti
Par. III – Sconfiggere le reti massoniche

BIBLIOGRAFIA…………………………………………………..351

INTRODUZIONE

Moltissimi libri sono stati scritti sulla massoneria, specialmente negli ultimi tre secoli. Nella maggior parte dei casi si tratta di libri scritti da massoni allo scopo di dare un’immagine prestigiosa e positiva dell’organizzazione. Molti altri libri sono stati scritti da cattolici e non, per far emergere volti meno rispettabili delle associazioni massoniche.
Questo libro non può essere posto né nella prima categoria né nella seconda, dato che non è né pro-massoneria né anti-massoneria. Ci è sembrato riduttivo e parziale partire da un presupposto propagandistico oppure oppositivo. Il nostro intento era quello di portare alla luce quello che la massoneria risulta essere dal punto di vista storico e sociale. La ricerca storica dovrebbe semplicemente considerare i fatti storici connessi all’argomento, senza alcun interesse a modificare fatti e testimonianze per apologizzare o avversare.
Anche se sono stati scritti moltissimi libri sulla massoneria, ad oggi rimane un argomento non chiaro, valutato come “strano”, non univoco e confuso.
Coscienti del retroterra di confusione, mistificazione e scetticismo che ha accompagnato tale argomento, abbiamo cercato di fare chiarezza consultando testi di vari autori, massoni e non.
L’opinione comune vede questo tema come “esotico”, “bizzarro” e non rilevante al fine di comprendere la realtà in cui si vive.
La stessa ricerca dei materiali è problematica: non è possibile accedere direttamente agli archivi se non si è “accademici accreditati”, e dunque dall’ambiente massonico e dai suoi archivi vengono esclusi tutti coloro che non sono adepti o che non hanno alcun incarico accademico rilevante.
Considerando la letteratura sulla massoneria, quello che salta all’occhio è che, anche le pubblicazioni più precise, dettagliate e complete, glissano su alcuni argomenti, o non li trattano in modo così chiaro e completo come trattano altri aspetti. Ad esempio, uno degli argomenti poco toccati e chiariti è quello dei vertici massonici, ovvero del controllo delle logge massoniche da parte di chi ha creato la massoneria e la diffonde. Un altro argomento è quello del culto luciferino, testimoniato da non pochi massoni o ex massoni, e documentabile attraverso varie simbologie, riti e comportamenti massonici.
Un problema che emerge nello studio della massoneria riguarda una sorta di “schizofrenia”. Addentrandosi nella ricerca si capisce che la massoneria è stata raccontata come “tutto” e il contrario di “tutto”. Ovvero essa è stata descritta con categorie antitetiche: democratica e istituita per controllare; spirituale e satanica; militaristica e orientata alla libertà; tollerante e piena di pregiudizi verso le donne e i neri; ideologicamente neutrale e con un corpo ideologico rigido; orientata alla fratellanza universale e motivata alle guerre, ecc.
Insomma, cos’è davvero la massoneria e che ruolo ha oggi? E’ davvero così poco importante per la nostra vita quotidiana come sembra?
Dall’analisi storica e sociologica degli ultimi secoli, la massoneria emerge come una sorta di rete di potere e controllo, capeggiata da un vertice che talvolta pianifica con largo anticipo gli eventi voluti e ha i mezzi finanziari e politici per realizzarli. In particolare, dalla creazione della Loggia Madre di Londra, queste reti sono state istituite in molti paesi, Italia compresa.
Per molto tempo, dopo l’Unità d’Italia, i governi italiani furono accusati di essere governi massoni. Di fatto moltissimi politici erano massoni, così come molti militanti nei Partiti, nei Sindacati, molti giornalisti, imprenditori, banchieri, latifondisti, ecc.
I massoni ebbero un ruolo rilevante nel periodo risorgimentale, ma anche dopo. Essi influirono sulle scelte belliche, sulla Marcia su Roma, e persino sull’avventura dannunziana a Fiume.
Pochi italiani sanno che in Italia, fino agli anni Venti dello scorso secolo molti italiani sapevano che i governi post-unitari erano sotto controllo della massoneria e se ne lamentavano sentendosi in un sistema opprimente. Intellettuali come Benedetto Croce e Luigi Einaudi rilasciavano dichiarazioni esplicite su questo argomento. Frasi come “Per quanto mi sia sforzato, non sono riuscito a trovar nulla che potesse esser detto in favore di una così comica e così camorristica come la massoneria” (detta da Einaudi), non stupivano nessuno perché era noto che maestri massoni come Lemmi condizionassero le scelte di governo, allineandole con la volontà delle alte autorità massoniche, che coincidevano col gruppo dominante, che intendeva tenere in scacco il paese impedendone ogni spontaneo e libero sviluppo.
Sia alla Camera che al Senato c’erano persone che denunciavano tale situazione, anche se le loro denunce non sortivano alcun effetto concreto essendo in minoranza. Ad esempio il senatore Santini, durante una seduta ebbe a dire: “Del resto, aveva detto a maggio il parlamentare di Palazzo Madama, quali finalità, quale rispettabilità presenta questa associazione? A me piace parlar chiaro: quali ne sono le eccelse autorità? Noi sappiamo che coloro i quali vi presiedono hanno tante scarse benemerenze e tradizioni liberali, che non fino al ’70, ma fino al ’75 erano papalini temporalisti. Il che qui, in Roma nostra sanno tutti, anche i selci delle dirute strade. Ciò non può essere oltre tollerato. E potrei, se non fosse per amor di brevità, dar lettura di brani di frammassoni onesti, che bollano a sangue la ridicolosamente misteriosa associazione. Vi sono prospettati i ridicoli misteri, le molteplici buffonate, i pomposi giuramenti, le pagliaccesche funzioni e una infinita serie di altre amenità, proprio in contraddizione con ogni liberale ordinamento” (1).

Alcuni autori parlano di “pregiudizio” ancora presente fino agli anni Venti dello scorso secolo, che induceva a vedere la massoneria come fomentatrice di rivoluzioni. Altri sostengono che tale presunto “pregiudizio” deriverebbe dal fatto che il cattolicesimo avversava la massoneria e aveva interesse a screditarla o a metterla in cattiva luce. Si vuol far credere che non ci siano fatti concreti che inducano a ritenere che la massoneria abbia esercitato un potere iniquo.
Ma dai fatti emersi, si comprende che di pregiudizio non si tratta, e che parlare di “pregiudizio”, così come anche parlare di “massoneria deviata”, serve a convincere della buona fede della massoneria.
Un’altra cosa che salta all’occhio quando si studiano testi scritti da massoni è che in quasi tutti questi libri c’è una parte (spesso posta alla fine del libro) in cui si dà una chiara stoccata a chi solleva il fatto che le reti massoniche abbiano avuto ruoli storici spesso di tipo criminoso. Questi autori mirano ad accusare coloro che sollevano questa realtà di essere “scettici” e “sospettosi”. Alcuni autori ritengono che si tratti di “antimassoneria” oppure di “”complottismo” privo di prove oggettive e razionali.
Si vuole dunque far passare una denuncia fondata su fatti storici precisi e verificabili per un atteggiamento mentalmente non equilibrato o emotivo. Questa tecnica è assai comune nella propaganda che mira a proteggere lo status quo da coloro che, sollevando certe questioni normalmente occultate, possono metterlo a repentaglio.
Si tratta certamente di un atteggiamento paradossale. Per usare una metafora: se qualcuno di noi vedesse una persona rubare e gridasse “al ladro!” non verrebbe certo accusato di essere contro la persona vista rubare, e nemmeno si sospetterebbe che la persona che sta denunciando un reato possa essere mentalmente disturbata, dato che il reato esiste. Lo stesso dicasi per i misfatti criminali provocati dalle reti massoniche di potere: chi li denuncia e può provarli non dovrebbe certo essere accusato di essere “antimassone” o mentalmente disturbato da una “natura sospettosa”. Eppure, ancora oggi molti autori massoni cercano di screditare chi denuncia i crimini delle reti massoniche additandoli come irrazionali e glissando sulle prove concrete. Ad esempio, scrive Laurence Gardner:
“Chi aderisce alla teoria del complotto considera la dabbenaggine dei più come un atteggiamento infantile… sono dubbiosi, sono per natura sospettosi… è quasi un atteggiamento filosofico che intende la ricerca della verità come la possibilità di sollevare i veli che ad arte la occultano agli occhi dei più…Il messaggio negativo di fondo è che, sempre e in tutti i casi, i governi sono corrotti, l’industria è corrotta, tutto è corrotto, allo scopo di creare un ambiente e situazioni di instabilità diffusa, dove poter mantenere attivo un potere di base” (2).
Con queste parole Gardner vuole far credere che la corruzione e i crimini del gruppo di potere legato alle reti massoniche siano un’invenzione di menti “filosofiche” di persone che di natura sono “sospettose”. Ovvero, egli vuole convincere i lettori che i crimini oggettivi e verificabili non esisterebbero.
Questo libro prova che questi crimini purtroppo esistono e non sono inventati da “menti filosofiche” o da persone “sospettose per natura”. Noi preferiremmo di certo che fosse così, ma non lo è.
La verità è ben altra, e chiudere gli occhi per timore di essere screditati a colpi di stoccate miranti a mettere in dubbio razionalità ed equilibrio non è moralmente auspicabile. E non servirebbe ad altro che a proteggere il potere criminale di coloro che agiscono attraverso la massoneria.
Come questo libro dimostra, è possibile provare con fatti storici che le reti massoniche esistono e ad oggi assolvono a compiti ben precisi.
Chi solleva la retorica della “teoria del complotto” lo fa per deviare l’attenzione dai fatti. Gli autori che cercano di portare alla luce il fenomeno delle reti massoniche non sono “antimassoneria” o fissati con presunti “complotti” ma persone motivate a vedere obiettivamente come opera il potere, al di là della propaganda.
D’altronde, come si potrebbe pensare che le tantissime persone che negli ultimi secoli hanno inteso il fenomeno massonico come una “ragnatela di potere internazionale” siano tutte matte o affette da una natura “eccessivamente sospettosa”? Sarebbe davvero esemplare dal punto di vista sociologico questo accanimento di parecchie persone contro la massoneria se essa fosse davvero soltanto un’”associazione filantropica”.
Il lettore attento, onesto e intelligente non si fermerà alle etichette ma considererà i fatti. C’è una chiara differenza tra chi fa propaganda, chi polemizza per difendere proprie posizioni ideologiche e chi fa opera di Storico.
Chi solleva i paradossi della massoneria è stato anche tacciato per ignorante, dato che si sta riferendo in modo univoco ad un fenomeno complesso e variegato. Certamente, come emerge anche da questo libro, nel suo percorso storico la massoneria ha mostrato diverse facce, e di sicuro non bisogna stigmatizzare tutti gli adepti. Sarebbe del tutto sbagliato sostenere che tutti i membri della massoneria siano persone motivate al potere e al controllo, così come sarebbe sbagliato pensare che tutti gli adepti delle logge siano consapevoli degli scopi delle reti massoniche. Come scriveva Renè Guénon: “Vi sono molti massoni, dovremmo dire addirittura la maggior parte, persino nei gradi più alti, ai quali è estranea ogni conoscenza reale della massoneria” (3).
Questo libro spiega la natura, gli scopi e gli effetti delle organizzazioni di natura massonica, andando oltre l’immagine ufficiale della massoneria e le feroci critiche rivolte a chi osa sollevare alcuni fatti storici che smentiscono quest’immagine.
Molte cose relative alla massoneria generano legittimi sospetti, ad esempio il fatto che i nostri presidenti della Repubblica sono assai propensi a fare “saluti” e “discorsi” rivolti alla massoneria, facendo intendere una certa simpatia o vicinanza. Ad esempio, Francesco Cossiga, al tempo in cui era Presidente della Repubblica mandò un saluto in occasione del convegno massonico del 21 marzo 1987. Il telegramma diceva: “Ai partecipanti e a quanti si riconoscono nel Grande Oriente d’Italia invio un cordiale e sincero augurio a operare secondo gli ideali di libertà, di giustizia e di pace nell’interesse del bene comune” (4).
Anche il nostro attuale presidente Giorgio Napolitano invia saluti e messaggi alla massoneria. Ad esempio, in occasione del convegno promosso dal Grande Oriente d’Italia nel 60° anniversario della promulgazione della Costituzione, il presidente Giorgio Napolitano inviò un telegramma di “apprezzamento”. Dato che non risultano telegrammi di “apprezzamento” o di saluto inviati ad altre organizzazioni esoteriche, ci si chiede come mai esista tale reverenza e considerazione verso la massoneria da parte delle nostre autorità. Questo libro spiega questo e molti altri fenomeni, facendo emergere il vero senso della massoneria, al di là delle dissimulazioni e delle mistificazioni, a cui molti credono anche in buona fede.
E’ certo ingenuo pensare che sia casuale che in molte inchieste della nostra magistratura siano emerse queste reti di potere che agivano in segreto per ottenere diversi risultati: per appropriarsi di denaro pubblico, per controllare la Giustizia, per creare associazioni di vario genere, per truffare, ecc.
Anche da recente, dalle indagini sulla frode al fisco che riguarda dirigenti di Fastweb e Telecom Italia sono emersi chiari collegamenti con logge massoniche. In particolare l’imprenditore Gennaro Mokbel, parlando ad un amico confessava: “Alle 4 e mezzo aspetto un 33˚ grado… Mio cognato è il più alto in grado, ha fatto il costruttore di una famiglia importante Scarozza- Finocchi, l’ex capo del Sisde”. L’interlocutore sottolineava: “Ce ne stanno parecchi: voi, c’è Palazzo Villa Grossi, c’è piazza del Gesù” (5).
Mokbel è il personaggio che fungeva da intermediario fra le società di telecomunicazioni che fatturavano in modo falso e gli esponenti della ‘ndrangheta. Dalle indagini sono emersi collegamenti tra Mokbel e Antonio D’Inzillo, un personaggio considerato l’assassino del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis.
Diverse altre indagini hanno portato gli inquirenti a considerare la comune appartenenza massonica di molti indagati. Chi utilizza l’intelligenza non può non trovare significativo che i mass media non facciano capire che c’è qualcosa che non quadra quando emergono truffe ai danni dello Stato e le persone implicate sono quasi tutte massoni. Le notizie spesso vengono date senza menzionare o senza far ragionare su questo importante elemento. La massoneria è l’illustre assente dei nostri media.
Alcuni massoni si prodigano a far credere che esisterebbe un volto “buono” della massoneria e uno “cattivo” o “deviato”, che sarebbe più raro. Noi non siamo propensi a credere a questa presunta realtà da “dottor Jekyll e mister Hyde”. Questa dicotomia ci appare perlomeno sospetta, considerando che essa offre il vantaggio di additare come “cattiva” o “deviata” la loggia smascherata come criminale (come la P2), “salvando” la bontà di tutte le altre. Se la magistratura non avesse smascherato la P2, essa sarebbe rimasta “buona”. Infatti, non risulta nessun caso in cui siano stati gli stessi massoni a denunciare i crimini di qualche loggia alle autorità, e lo stesso Gelli, accusato di reati gravissimi, come concorso in omicidio, non verrà mai processato seriamente dalla loggia.
Come afferma il giornalista Gianni Cipriani, “il termine ‘deviazione’ è stato creato e utilizzato per far sembrare “eccezione” quello che invece era la regola”.
D’altronde, la concezione manicheistica del buono/cattivo proposta da molti per salvaguardare la credibilità della massoneria, appare del tutto insensata all’analisi dei fatti. Certamente possono esistere persone in buona fede all’interno dell’associazione, ma, come testimoniato da tanti massoni ed ex massoni, si potrebbe parlare piuttosto di una sorta di “degenerazione” della massoneria come originaria associazione iniziatica. Tale degenerazione ha privato la massoneria della sua origine operativa ed esoterica, rendendola un’organizzazione sostanzialmente funzionale al sistema vigente, e da esso controllata.
Non c’è alcun motivo che possa spingere studiosi indipendenti a screditare un’associazione filantropica o esoterica, se davvero di questo si trattasse. Anzi, il mondo oggi proprio di filantropia avrebbe bisogno. Ma i veri filantropi non si nascondono, non si vergognano, non ingannano e non hanno bisogno di esibirsi in particolari “spettacoli rituali”.
La verità che emerge dai fatti storici considerati in questo libro è che la massoneria oggi è un’associazione che ha copiato simboli e riti da molte antiche tradizioni, li ha fatti propri talvolta interpretandoli in modo impreciso o addirittura opposto. Cambiare il significato originario di un numero, simbolo o colore può svelare l’intento di attuare progetti diversi da quello dichiarato, ovvero di asservimento e condizionamento anziché di “progresso spirituale”.
Qui non si vuole certo negare la possibilità che in passato possano essere esistite scuole di “crescita spirituale” che si valevano di conoscenze esoteriche. Quello che si sostiene è che, probabilmente a partire dal XVII secolo, tali organizzazioni sono state cooptare all’interno della massoneria posta sotto controllo dei vertici di potere. Non lo si è fatto per nobili fini, come questo libro prova ampiamente.
Pensiamo a quanta furbizia ci può essere nell’infarcire di magia, mistero, esoterismo e gnosticismo una setta che agendo in segreto potenzia il potere vigente. Da molti secoli il potere viene protetto attraverso ideologie o religioni, e poterlo proteggere addirittura con un’organizzazione che si spaccia per paladina della libertà e della crescita interiore degli individui risulta essere davvero il massimo della strategia propagandistica. Significa ammantare di prestigio e di rispettabilità il potere che l’èlite esercita attraverso i crimini più immondi, e utilizzare spesso anche persone ignare per scopi inconfessabili.
Questo libro spiega anche come gli italiani dimenticarono l’esistenza di un’organizzazione preposta al controllo dei settori più importanti, e come oggi ignorano o credono inverosimile l’esistenza di tali reti.
Oggi molti, quando si trovano di fronte all’argomento massoneria pensano alla P2, che però viene definita massoneria “deviata”. I più acculturati pensano al documento “Protocolli dei Savi di Sion”, che viene usato per dimostrare l’esistenza di un occulto gruppo ebraico che vorrebbe dominare il mondo. Secondo alcuni autori, il documento sarebbe stato prodotto dai servizi segreti dello zar per perseguitare gli ebrei, anche se molte cose che vengono dette rappresentano il modo di agire del potere, sia esso in mani di persone ebree oppure no.
Questi esempi fanno pensare alla massoneria come ad un’organizzazione che ha avuto esempi di estremismo, per favorire la presa del potere da parte di un preciso gruppo. Questo risulta assai riduttivo, dato che le reti massoniche sono a servizio del potere, ovvero sono costituite da persone che hanno fatto giuramento di segretezza e di obbedienza, e dunque operano a favore dei vertici a cui si sono sottomessi. Tali vertici sono costituiti dalle grandi famiglie di potere, che oggi posseggono il controllo finanziario, mediatico, culturale e politico. Dunque, non si tratta di poche logge “deviate” e nemmeno di un gruppo esclusivamente ebraico, ma di gruppi eterogenei che utilizzano reti massoniche per diversi scopi.
Pochi sanno che in seno alla massoneria circolarono, prima di realizzarsi, progetti come l’Unità d’Italia e l’Unione Europea.
Diversi massoni si lamentano del fatto che alcune persone avrebbero “pregiudizi” nei loro confronti o che altri addirittura vogliano disinformare sulla massoneria. Questo libro prova che i migliori mistificatori del fenomeno sono gli stessi massoni, precisamente quelli che conoscono la verità sulle reti massoniche e hanno interesse a nascondere aspetti della massoneria che non sono lusinghieri. La falsa informazione o la disinformazione sono fenomeni tipici del sistema attuale e riguardano anche la massoneria, nel modo in cui sarà ampiamente spiegato in questo libro.
Un’altra reazione che le persone (affiliate o meno) possono avere quando qualcuno solleva il problema dell’esistenza di reti massoniche di potere, è quella di incredulità, stupore. Non credono che possano esistere persone talmente crudeli e ben organizzate da controllare i popoli e tenerli a loro sottomessi con l’inganno. Persino quando vengono mostrate prove inoppugnabili, la reazione di alcuni è: “non è possibile, forse non è così”. E’ una reazione umana quella che si ha di fronte ai crimini più atroci o alle manipolazioni del potere più diaboliche: non si vuole credere, non si vuole pensare che possa essere così.
Su questa incredulità si basa molto del potere del gruppo egemone. Come qualcuno ha detto, “La migliore protezione per un potere iniquo è che nessuno creda ai crimini che sta commettendo”.
Altri possono pensare: “ma se fosse vero qualcuno ce lo avrebbe fatto sapere”, ignorando che oggi il sistema dei mass media non è utilizzato allo scopo di far capire la realtà, ma per creare un “rumore di fondo omologante”, ossia per manipolare l’opinione pubblica in modo favorevole al potere.
Si può essere tentati anche a minimizzare o addirittura a negare il potere delle reti massoniche, rimanendo nel fenomeno del “bias di conferma” che ci fa rifiutare tutto quello che non rientra nella forma mentis prevalente.
Per salvaguardare la propria vecchia concezione, qualcuno potrebbe fare uso dello scetticismo, ma si ricordi che lo scetticismo non dà alcuna garanzia di verità. Infatti, quando si solleva un argomento che suscita scetticismo in apparenza sembrerebbe legittimo prenderne le distanze, ma talvolta uno spirito scettico può essere per nulla incline a rifiutare le più assurde contraddizioni e fantasie quando esse sono supportate dal sistema vigente.
Ignorare le reti massoniche o non credere alla loro esistenza equivale a credere che i nostri governi siano liberi e agiscano per l’interesse dei cittadini, che nelle istituzioni i ruoli più importanti siano dati per merito, o che i mass media informino correttamente. Questo, come molti sanno, non è vero, e non sarà possibile finché le persone che avranno ruoli importanti nella vita pubblica saranno controllate da reti di potere.
Dunque, il problema delle reti massoniche è fondamentale per la nostra possibile democrazia e per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Non è affatto un problema “esoterico”, campato in aria o senza alcuna prova tangibile. La propaganda cerca di far credere questo, ma non è la verità.
In Italia e all’estero i personaggi più influenti sono stati e sono massoni, le città e gli edifici più importanti sono stati costruiti seguendo piani massonici, ispirati all’antico Egitto o ad altri saperi esoterici praticati dalla massoneria. Persino i primi due uomini che sbarcarono sulla Luna erano massoni, così come moltissimi scienziati e intellettuali. E’ impossibile che si possa parlare di “caso” a meno che non si voglia dissimulare la realtà.
I simboli di potere massonici e quelli usati dall’élite di potere coincidono. Sono ad esempio, la piramide con il vertice staccato, l’occhio di Horus, l’aquila, il fascio e altri simboli ripresi dall’antica tradizione faraonica o dalla mitologia greco-romana.
Il testo percorre le fasi storiche più importanti, facendo le debite distinzioni fra le diverse formazioni massoniche nate in diverse epoche storiche. Inoltre, saranno trattati anche gli aspetti psicologici, antropologici e sociologici del fenomeno, non trascurando il contesto in cui le varie massonerie sono nate e si sono sviluppate.
La massoneria moderna, nata a Londra nel 1717, può essere collegata strettamente a molti fatti storici avvenuti dall’anno della nascita fino ai nostri giorni. Spesso le sue azioni non hanno avuto alcuna attinenza all’immagine esoterica e filosofica che la massoneria ha voluto dare di sé.
Perché meravigliarsi tanto del fatto che la massoneria, pur millantando riti e principi di alto valore sia nella sostanza un sistema di reti di controllo a servizio del gruppo di potere?
Se pensiamo ad una religione come quella cattolica troviamo la stessa situazione: la Chiesa millanta di avere il potere ricevuto da Dio di guidare i fedeli alla salvezza, ma di fatto, storicamente, è stato uno dei poteri più forti nel controllare i popoli, condizionandone le coscienze. Ad oggi, pur professando onestà e povertà, la Chiesa controlla, attraverso lo Ior, un flusso enorme di denaro e accetta di arricchirsi anche sul traffico di armi e su altri crimini mafiosi.
E che dire dell’attuale sistema politico? Se andiamo a vedere i programmi politici dei maggiori partiti troviamo grandi valori e intenti di essere a servizio dei cittadini. Ma poi cosa avviene di fatto? Dal comportamento dei politici attuale risulta evidente che essi sono a servizio di chi li assolda per fare in modo che essi proteggano e rafforzino il sistema, impedendo ai cittadini di avere un vero sistema politico, che difenda i loro interessi.
E’ dunque chiaro che la massoneria rispecchia molte caratteristiche delle altre istituzioni dell’attuale sistema, in cui l’immagine propagandata non corrisponde affatto alla vera realtà.
Così come la religione dovrebbe avere importanti funzioni spirituali, essendo ispirata a personaggi spiritualmente evoluti, ma spesso risulta semplicemente un sistema di controllo, anche la massoneria, pur ispirandosi a principi esoterici o spirituali importanti, risulta essere un sistema di controllo e potere.
I massoni si definiscono una confraternita con scopo filantropici e esoterici, e con questa definizione giustificano l’esistenza di rituali segreti, i quali sarebbero dovuti allo scopo di trovare principi spirituali superiori, che molti non sarebbero pronti a comprendere. La massoneria, dunque, richiederebbe un lungo percorso di evoluzione, dai primi gradi fino al massimo grado, il 33°.
Se la massoneria fosse davvero quello che propaganda di essere, non si capisce perché all’interno di essa ci sono regole per nascondere i nomi degli adepti, le cose di cui si parla nelle riunioni o addirittura ci sono vincoli per cui un determinato “fratello” non può parlare con un altro “fratello” di certi argomenti se non in Loggia, secondo un determinato rituale e sotto il controllo delle autorità, che possono togliergli la parola quando e come vogliono.
Lasciando perdere i paramenti, gli oggetti pseudo-esoterici, la ritualistica quasi carnevalesca, fronzoli di vario genere ecc., e considerando altri aspetti, non sono poche le perplessità che emergono.
Diversi documenti attestano una sorta di comportamento a volte intimidatorio, altre volte ansioso nel nascondere. Ad esempio, in un documento del 19 novembre 1971, il gran maestro Lino Salvini manda un elenco di massoni che chiedono di essere accettati nella loggia P2, ma scrive soltanto il nome dicendo che “per ‘riservatezza’ vengono coperti i nomi dei massoni qui indicati”. Le autorità massoniche danno spesso prova di essere ossessionate dalla segretezza, volendo tenere segreto tutto ciò che riguarda le logge, come se molte cose fossero inconfessabili. Se si trattasse davvero di un’associazione con finalità di bene perché si vogliono occultare i nomi persino su un documento riservato?
Un altro esempio concreto è dato dal sostegno che il Grande Oriente d’Italia, attraverso il Gran Maestro Lino Salvini, dette alla loggia P2, ufficialmente “deviata”. Non soltanto Salvini riconosce la loggia e le accorda diversi privilegi, ma fa in modo che in essa convergano diversi personaggi importanti delle istituzioni. In una sua circolare, comunica agli iscritti: “Sono lieto di informarti che la P2 è stata adeguatamente ristrutturata… soprattutto, per rafforzare ancor più il segreto di copertura indispensabile per proteggere tutti coloro che per determinati motivi particolari, inerenti al loro stato, devono restare occulti” (6).
Se una persona pratica una religione o sceglie di fare il volontario per la Croce Rossa di solito non ha l’esigenza di occultarlo, e non è ossessionata dalla segretezza come accade in ambiti massonici.
Questo voler rimanere “occulti” è proprio delle organizzazioni massoniche. E quando c’è bisogno di nascondersi vuol dire che c’è qualcosa da nascondere. Questo libro spiega il vero motivo di questa eccessiva esigenza di segretezza.
Molte sono le similitudini fra massoneria e mafia: entrambe le organizzazioni lavorano a favore del gruppo egemone anche se in modo diverso. Entrambe praticano “riti” di assoggettamento, affinché l’adepto si senta vincolato e obbedisca anche quando la sua coscienza lo porterebbe a comportarsi diversamente.
Al contrario della mafia, la massoneria presenta al pubblico una “faccia pulita”, esoterica e talmente misteriosa e bizzarra da far pensare ad un gruppo pittoresco, amante delle vecchie tradizioni illuministe, a cui si rifarebbe per difendere la “libertà”, la “fraternità” e la “legalità”.
Se la massoneria fosse davvero così filantropica come asserisce, come mai non denuncia i crimini che vengono commessi nel Terzo mondo? Come mai non si schiera dalla parte dei più deboli?
Come mai non si occupa delle gravi disparità nella distribuzione delle ricchezze? Come mai non denuncia lo strapotere delle corporations e delle banche?
Nei siti delle logge troviamo la stessa retorica di regime. Ad esempio, nel sito del Grande Oriente d’Italia si possono trovare parole in “ricordo della Shoah”, ma non ci sono condanne per l’invasione dell’Iraq o per la distruzione dell’Afghanistan. I massoni potrebbero obiettare che non vogliono interessarsi di politica o di guerre. Ma se non si è dalla parte degli oppressi com’è possibile essere filantropi? Come si può credere di “difendere con forza l’uguaglianza, le libertà civili, la solidarietà” senza perlomeno denunciare chi fomenta disuguaglianza, ingiustizia e razzismo?
In cosa consiste concretamente il loro prendersi cura degli esseri umani? Non si può essere filantropi se si asseconda chi vuole dominare con la guerra, la povertà e il crimine. Quella portata avanti dalle autorità del Goi risulta essere una vuota retorica, dello stesso stampo di quella del nostro presidente della Repubblica e del papa, personaggi che a parole sostengono “pace, uguaglianza e giustizia” ma non osano parlare di chi ha creato il sistema attuale, basato proprio sull’opposto di questi valori.
La massoneria denuncia, con voce all’unisono delle autorità occidentali, i crimini del passato, come l’Olocausto ebraico, ma glissa sugli Olocausti che stanno oggi vivendo gli immigrati che tentano di uscire da situazioni da incubo provocate dalle corporations e dalle banche. Non è conveniente denunciare i crimini di oggi, mentre è conveniente per la propaganda denunciare quelli di ieri.
Non è credibile la facciata filantropica mostrata dai maestri massoni, a meno che si scelga di ignorare i fatti e di assumere una posizione a dir poco ingenua.
Questo libro prova che la massoneria non è un fenomeno marginale. Essa partecipa al “lavoro” per mantenere il sistema e per impedire che esso possa subire cambiamenti o venga abbattuto dai popoli. Per questo ha partecipato attivamente a tutte le operazioni volte a contrastare i tentativi dei popoli di acquisire maggiore potere. Ad esempio, in Italia la vediamo partecipe, attraverso numerosi suoi esponenti, oltre che alle guerre risorgimentali e ad altri eventi storici, anche ai fatti terroristici degli “anni di piombo” e di vari altri tentativi di tenere sotto controllo il governo italiano, come il “golpe Borghese” e l’assassinio di Aldo Moro.
In questo libro saranno analizzate le tecniche di condizionamento, di asservimento e di controllo delle reti massoniche, chiarendo lo scarto fra l’immagine pubblica della massoneria e la verità su di essa.
Di certo esistono persone che credono alla presunta funzione umanitaria e spiritualistica dell’organizzazione, ma accanto a queste persone, ce ne sono altre che conoscono assai bene le vere funzioni delle reti massoniche. Si tratta di persone che hanno aderito proprio per avere un ruolo importante all’interno del sistema, e di solito ottengono privilegi, denaro e opportunità di diventare “importanti” all’interno di settori come il giornalismo, l’Arma, la finanza, la magistratura o la politica.
La maggior parte dei massoni non sono burattinai ma burattini, poiché le leve del potere sono appannaggio soltanto delle poche persone che stanno al vertice.
La massoneria, come le religioni o istituzioni di vario genere, hanno propugnato l’idea che la libertà consisterebbe nel seguire un’ideologia proveniente dall’esterno, e dunque nel seguire precise autorità.
Questo paradosso, insieme a molti altri, è presente in tutte le organizzazioni di tipo massonico, che propagandano di credere nella libertà ma poi chiedono agli adepti obbedienza e sottomissione alle autorità.
I mass media e i documentari, si prodigano a far associare la massoneria ai principi illuministici, all’esoterismo oppure alle vecchie corporazioni dei liberi muratori, trascurando del tutto di trattare i fattori psicologici, politici e sociologici del fenomeno. Queste fonti ammettono che moltissimi personaggi di potere o di cultura erano o sono massoni, ma ritengono in ultima analisi che questo possa essere casuale oppure una scelta del soggetto che nulla ha a che vedere con il suo comportamento in una determinata carica istituzionale. Quello che si nega è la possibilità che queste organizzazioni possano influire sull’individuo e attraverso di esso creare una rete di controllo che garantisce il potere del gruppo egemone. Ma i fatti sostengono il contrario, ovvero che è possibile imporre un determinato sistema controllando le cariche istituzionali principali e praticando metodi di assoggettamento mentale o di induzione ad un comportamento funzionale ai propri scopi.
Come disse Giancarlo Caselli, “Ci sono cose che non soltanto stiamo dimenticando, ci sono soprattutto cose che si vuole che siano dimenticate, e si vuole che non siano neanche conosciute” (7).
Il primo capitolo mette in evidenza le caratteristiche e le funzioni della massoneria nei diversi periodi storici. Il secondo spiega come le reti massoniche abbiano avuto ed hanno potere nel nostro Paese. Il terzo capitolo spiega lo scarto fra massoneria antica e massoneria moderna; il quarto tratta le maggiori tecniche utilizzate dalla massoneria per assoggettare gli adepti e nell’ultimo capitolo viene affrontato il problema di come estirpare le reti massoniche.
Ovviamente, questo lavoro non pretende di racchiudere tutte le possibilità di comprensione del fenomeno massonico, ma ha l’obiettivo di contribuire a fare chiarezza su un argomento che è stato come pochi bersaglio di mistificazione.
Occorre tener presente che alcune persone hanno interesse a mantenere una potente dissimulazione. Si vuole che i cittadini rimangano ignari e fiduciosi nelle istituzioni, anche quando questo equivale ad un silenzioso quanto criminale assenso. Negare gli aspetti più inquietanti della realtà serve soltanto ad impedire ogni cambiamento.
Questo libro ha lo scopo di contribuire ad accrescere la conoscenza su un fenomeno assai importante, con l’obiettivo di costruire un futuro migliore, di maggiore consapevolezza, necessaria a creare una realtà in cui non possano più prevalere la sopraffazione e il crimine.

NOTE

1) “La Massoneria al Parlamento”, con prefazione dell’on. Filippo Meda, Libreria ed. Fiorentina, Firenze 1913, p. 14.
2) Gardner Laurence, “I segreti della Massoneria”, Newton Compton Editori, Roma 2009, p. 311.
3) Guénon René, “Forme tradizionali e cicli cosmici”, Edizioni Mediterranee, Roma 1981, p. 74.
4) Corona Armando, “Dal bisturi alla squadra. La Massoneria italiana senza cappuccio”, Bompiani, Milano 1987, p. 170.
5) http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_08/Mokbel-e-la-massoneria-piccolillo-gianvito_728809d0-2a93-11df-8ae4-00144f02aabe.shtml
6) Circolare in data 11 dicembre 1972.
7) Presentazione alla Feltrinelli di Torino del libro di Camillo Arcuri Sragioni di Stato, http://www.youtube.com/watch?v=bge6cPhaPs8&feature=related

ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO:
– Inchieste della magistratura sulla massoneria.
– Tecniche di controllo mentale per l’asservimento dei popoli.
– Caratteristiche dell’Alta Finanza.
– Eventi storici progettati in anticipo nelle logge.
– Nascita e caratteristiche della massoneria moderna e contemporanea.
– Meccanismi emotivi che favoriscono le reti di potere.
– Come le reti massoniche agiscono in Italia.
– Le famiglie che hanno creato la massoneria attuale.
– Come la massoneria ha operato nel periodo risorgimentale.
– Come liberarsi dalle reti di potere massoniche.

Antonella Randazzo si è laureata in Filosofia all’Università di Pavia, città nella quale ha insegnato. Si occupa da tempo di Storia Moderna e Contemporanea, Scienze dell’Educazione e Diritti Umani.
Ha vinto il Premio Ibiskos con il saggio “Se il futuro è nero. L’Africa che nessuno racconta”, in cui analizza le caratteristiche più significative del colonialismo e del neocolonialismo, nel tentativo di trarre una maggiore comprensione dei problemi dell’Africa di oggi. Nel 2006 ha scritto il libro “Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943″, (Kaos Edizioni), e nel 2009 ha pubblicato la ristampa del volume “Dittature. La Storia Occultata” (Espavo). Ha pubblicato anche “Il travagliato Travaglio. Lo strano caso di un informatore disinformato” e “Pirati & Mafiosi. La vera Storia del crimine organizzato”.
Da alcuni anni si occupa anche di giornalismo d’inchiesta, con particolare riferimento alle violazioni dei diritti umani, cura la pubblicazione del periodico NUOVA ENERGIA e il blog http://lanuovaenergia.blogspot.com/.

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Il Complottologo. Un’intervista intima e sgarbata con Maurizio Blondet

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Un’intervista intima e sgarbata, un dialogo spudorato e per nulla cerimonioso, un botta e risposta per niente celebrativo all’uomo e al personaggio Maurizio Blondet. Che si rivela sino in fondo: la malattia, il pensiero alla morte, l’infanzia, i licenziamenti clamorosi, i complotti, gli ebrei, la fede e il dubbio, i suoi peccati e la conversione, il Katechon e la Bestia. Chi è veramente Blondet? E pensa davvero tutto ciò che scrive? E quello che ho cercato di capire per voi. Seguitemi!

Una intervista di

Antonio Margheriti Mastino

1001458_10200579178534774_422173223_nA Maurizio Blondet gli riconosco anche io con ammirazione lo spessore culturale, il genio forse, certamente la penna brillantissima che spesso mi dà i nervi: per l’invidia magari. Un giorno a Roma incontrai un milanese che lo conobbe bene a suo tempo, e ne fu amico: mi narrò un po’ la sua biografia non autorizzata, “scriteriata” (si sarebbe detto nell’800 di certi tipi scapigliati) e vissuta pericolosamente. Come è entrato ed è uscito dai grandi giornali. Gli dissi che non sapevo di preciso se fosse “sperpero di fosfati” o “emorragia di genio”, o magari, ora, “spreco di inchiostro”. Sta di fatto che la sua vita m’affascinò e, ho detto a Blondet, andrebbe raccontata in un romanzo, in un thriller forse. In mancanza di tutto questo stiamo qui per raccontarla in una mia intervista. Sull’uomo e il personaggio Blondet. E su qualche sua “ossessione”. Che non è poi detto, infine, risulti solo un’illusione. Chissà! Proviamo a capirlo.

QUEI FIGLI CHE NON HO AVUTO

*Caro Blondet! Ho passato la vita (e tanti guai) ad andare in cerca di gente che non mi piaceva, premurandomi di farglielo sapere. Lei mi è tanto simpatico umanamente, sono in certo senso affezionato: ricorda che gliel’ho scritto? Poi c’è tutto il resto, in base al quale ho stabilito una cosa. Blondet, lei non mi piace! Le dà fastidio?

No, anzi. Ho passato una vita a perfezionare l’arte di “non” piacere. Adesso ci riesco senza sforzo: la spontaneità è il vertice dell’arte.

*Ad ogni modo, ho annunciato questa intervista in un mio stato facebook, chiedendo agli amici se avessero domande per Blondet: me ne sarei fatto portavoce. Sono arrivati moltissimi commenti e messaggi privati: molti (penso a Gianluca Marletta che l’accusa di prendere troppi spunti dalle sue opere senza citarle, ma che glielo perdona) mi hanno incaricato di portarle i loro saluti: tutti cattolici puri e duri, molti giovanissimi…

Aspetti aspetti! Ho sempre creduto che fosse Marletta a prendere spunti da me, ma lo perdono (anzi lo ringrazio, mi cita). Insisto però: credo di essere stato il primo a documentare, con dati oggettivi, che l’attentato dell’11 Settembre è stato un false-flag, architettato dai neocon americani. Il mio libro sul tema è stato pubblicato nel maggio 2002, credo prima di Marletta. Ero stato mandato come inviato a New York, Marletta non credo.

Blondet nel suo studio

Blondet nel suo studio

*…Ok mettiamoci un chissenefrega! Che strano, stavo dicendo, che dei ventenni seguano così attentamente Blondet, prendendo davvero per oro colato quel che dice, e gli mandano pure i loro “cari saluti”. Sa cosa mi chiedevano di chiederle (e mi hanno sorpreso) molti di questi ragazzi?

La sento oltremodo impaziente di dirmelo…

* … io m’aspettavo domandassero di questo e quel complotto, di papi e antipapi, di ebrei e solite bufale sui “savi di Sion”. Niente di tutto ciò! Mi chiedevano di domandarle degli assoluti, Dio e l’uomo, la vita e la morte, la malattia e la sofferenza. E di Blondet dinanzi a tutto questo: Dio, la vita, la morte, la malattia, ogni mistero alto, assoluto; non da bassifondi. Le chiedono di parlar loro dell’uomo Blondet.

Chi mi chiama “complottista” (rovinandomi la carriera) è sempre uno che non ha mai letto i miei libri, dove – insisto – ho enumerato fatti documentati, che uno può smentire: ma deve farlo con altri fatti. E’ molto più facile non affrontare l’argomento (per esempio 11 Settembre) dando del complottista chi prova e dimostra che la versione ufficiale è falsa, invece di esaminare e rigettare le sue prove. Ma non è una cosa che mi stupisce. Ho vissuto troppo per illudermi sulla stupidià e malafede di chi – dall’una e dallaltra – ci guadagna.

Quanto alle domande alte dei ragazzi che mi leggono, ne parliamo dopo…

*E certo, sto lavorando per lei. Vuole a suo piacimento posticipare altro?

Al momento no, grazie.

*Dicevo… Qualche settimana fa scrissi un articolo dove per primo parlavo della telefonata del papa a un giornalista “tradizionalista” in cattiva salute. Senza fare il nome (questa porcheria l’ho lasciata fare a quel gentiluomo di Beretta, Dio lo ripaghi!). Ebbene, 5 minuti dopo, la mia mail ha cominciato ad essere assalita dai fan di Blondet (non immaginavo ce ne fossero tanti). Trafelati mi facevano tutti la stessa domanda: “Ma si tratta di M.B.? speriamo di no!. Dove M.B. stava per Maurizio Blondet. Io invece mi domandavo perché mai il papa avesse dovuto telefonare a Blondet; ma soprattutto perché mai esclamassero “menomale!” al mio “non è M.B.”, come se la sua vita valesse più di quella d’altri. Blondet, ha allevato dei mostri!

A parte tutto, Lei Blondet, come sta veramente? Mesi fa ci ha fatto preoccupare seriamente, come stanno le cose adesso?

Questi sono i “miei” ragazzi. Mi spiego: non ho avuto figli a cui tramandare ciò che ho appreso dalla vita. Ma ne ho trovati facendo il blog, a centinaia. Sono un padre felice, ho tanti figli a cui faccio il pedagogo e trasmetto esperienza (pre quanto posso) , mi vogliono bene e nemmeno devo dar loro la paghetta. La mia salute è oggi buona, grazie.

UN CANCRO CHE CONSIGLIO A TUTTI

1186403967286*La sua ultima fugace battuta mi pare un comunicato tipico del Vaticano o del Cremlino quando dice “il papa sta bene” o “il Compagno Presidente è in ottima forma”, il che significa…

… So’ bene che significa, Mastino: non è il mio caso! Sto bene, ora, si rassegni! Passiamo alla prossima!

*Non le sembri jettatura, dopotutto siamo cattolici: pensa spesso alla morte?…

…E me pareva a me!…

*…Il cardinale Martini diceva di avere paura proprio di “quel momento” preciso in cui si abbandona questa vita, l’attimo eterno del trapasso. Lei è alla soglia dei 70 (a febbraio), ha più anni alle spalle che non davanti, e come recita un antico detto della Dinastia Tang “il sole del tramonto è magnifico, ma la notte si avvicina”. In definitiva, Blondet, ha paura della morte?

Ma perché, lei non pensa spesso alla morte? Scusi, ma che cattolico è?

*Un cattolico giovane e in salute. Torniamo a lei.

La meditazione sulla morte è assolutamente prescritta da ogni trattato di devozione come efficacissima ascesa alla santità. Per il Buddha, è la più grande meditazione, grande “come l’orma dell’elefante”. Vorrei pensarla di più; il fatto è che non è facile, è difficile immaginarla per sé.

Da inviato in zone di guerre o di catastrofi, ho visto molti morti ammazzati e ho sentito il pericolo della morte vicina e improvvisa: una granata, un proiettile, la jeep su una mina. La paura che avevo era di non essere preparato, di essere in stato di peccato. Preparato, non lo sono stato quasi mai, peccatore impenitente, con dubbi sulla fede, linguacciuto contro la Chiesa…

*E poi, per un attimo, ha incrociato la sua stessa morte, l’ha sfiorata.

A fine 2010. Mi è stato diagnosticato il cancro polmonare. Ho capito subito che questa “malattia”, malattia mortale nell’aldiquà, era la “medicina per l’aldilà” di cui avevo bisogno. Era ciò che mi necessitava, era la grazia di potermi “preparare”, di abbandonare vizi e peccati ricorrenti; quanto ai dubbi di fede, non ce ne sono più quando si ha qualche mese di vita (non ci sono atei nelle trincee). Non sono in grado di ringraziare veramente il Signore della grazia che mi ha dato: è immensa. Ma sapete, questa grazia viene per tutti, prima o poi: approfittatene, ringraziate, buttatevi nelle braccia che vi vengono tese, e di cui non siete degni. Quella che tutti qui chiamano una disgrazia, è una fortuna.

* Sarà. Ma lei non si è abbandonato del tutto alle “sue braccia”, se è qui a rispondermi. E consigliarmi la stessa esperienza, per edificarmi. Che belle parole che ha detto però…

Di fatto, poi, non sono morto. Ho rifiutato la chemio (amici “complottisti” mi avevano informato sul criminale business del cancro) e ho fatto flebo di alte dosi di vitamina C. Per un anno mi sono sentito un sopravvissuto, con la domanda: perché mi hai risparmiato? Non sapevo nemmeno esserne del tutto grato. Ora comincio a capire meglio, forse, che anche questo rimando è grazia.

download* Rifiutare la chemio come sintesi chimica di un complotto universale? Scusi se tutto questo mi pare una stravaganza! Una eccentricità persino. E ancora più eccentrico è che lei sia ancora vivo: davvero, Dio esiste! E anche il coraggio, o l’incoscienza forse. Ma non era dopotutto proprio questa la religione della “stultitia crucis”… dell’idiozia della croce? Eccone la prova, semmai ce ne fosse stato bisogno. Avesse ragione Odifreddi?

Guardi caro Mastino, non voglio dare l’idea di non aver paura della morte. Certo che ho paura: ma anche Cristo nell’Orto degli Ulivi ha avuto paura, forse della sofferenza più che della morte… si vede che di lì bisogna passare. Ma Cristo ci ha aperto la strada alla resurrezione. Per un cristiano, confessato e comunicato, la morte e le sue sofferenze sono solo un brutto quarto d’ora. Poi, certo, non sono mai pronto come si dovrebbe; conto molto sulla Misericordia, come ci è stato insegnato.

*Accidenti Blondet, non immaginavo che fosse così saggio, in fondo. Mi ha quasi persino commosso.

Sta invecchiando pure lei, giovane Mastino, qualunque età lei dichiari in giro.

* … quasi mai quella vera. Mah!

RITRATTO DI FAMIGLIA CON SIGNORA

Quei giovani idealisti crudeli: la Brigata Garibaldi, comunisti radicali

Quei giovani idealisti crudeli: la Brigata Garibaldi, comunisti radicali

* Stavo guardando la sua biografia su wikipedia: nato nell’anno crudele 1944. Mi chiedevo che bambino fosse stato Maurizio Blondet, e com’era sua madre, e suo padre.

I miei nel ’44: una coppia di giovanissimi sposini, entrambi impiegati in un’industria militare presso Sesto San Giovanni, senza casa perché la loro fu bombardata dai liberatori, abitavano in un locale requisito. Per scaldarlo, bruciavano dell’alcol in un catino di latta. Avevano fama di “fascisti”, il che in quel quartiere, dopo la “liberazione”, significava essere ammazzati come niente. Alcuni miei zii, impiegati civili di Salò, invitati a presentarsi (“Se non avete niente da temere”) si presentarono: mio nonno li trovò una settimana dopo sotto una catasta di cadaveri nella zona di piazza Durante, eliminati dalla Brigata Garibaldi.

* Maledetti porci partigiani, luridi assassini, divoratori di pensioni statali a tradimento. Possano bruciare tutti all’inferno! Meglio tornare a sua madre: non posso pensare ai partigiani (io che vengo dall’ex PCI) senza ripetere ogni due parole la parola “porci”, e tra una parola e l’altra inserirci un “assassini”. E “comunisti”! Torniamo a sua madre, che è meglio… (…che porci quelli!!…)

Mia madre, siccome volevo ascoltare racconti e favole, da bambino mi leggeva romanzi sulla cavalleria, il mito di Sigfrido (era a puntate sul Corriere dei Piccoli), e persino la storia della famiglia degli Atridi, Agamennone, Clitennestra… forse è questo che mi ha rovinato, cosa di cui sono infinitamente grato allla mamma.

*Forse da quelle favole nasce il produttore a catena di montaggio di teoremi complottistici direi io, fossi una persona maligna…

Fin da bambino ho capito che vivere significa affrontare inevitabilmente la tragedia, e la cosa più vile è nasconderselo. Se vuole, mi sono sempre considerato un soldato. Nei momenti di presunzione, mi vedo come un soldato oltre le linee nemiche, di un esercito che si è arreso in massa, o ha tradito. Il soldato giapponese scoperto nella giungla trent’anni dopo Hiroshima, che tutti considerano un fesso, è il mio eroe.

*(una smorfia sul mio viso: un sorriso forse…)

Sa una cosa? Dal Cavaliere ho cercato di apprendere lo sprezzo per l’etica. Il cavaliere non vuole “etica”, vuole “epica” ed “estetica”. Nel senso che per lui pugnalare alla schiena il fiducioso e derubare la vedova e l’orfano è “brutto” prima che immorale. Ciò non mi ha preparato ad apprendere la mascalzonaggine, e la mancanza di pudore, che tanto occorre per far carriera nella repubblica e nella demokràzia. Ne sono grato alla mamma. Mio padre, gravemente malato di reni, è morto che aveva 47 anni.

matrix20060911-blondet* Ma stiamo parlando del Cavaliere di Arcore?

In effetti stavo parlando del cavaliere dei romanzi cavallereschi, non di quello delle cronache giudiziarie sui giornali. Ma suppongo che per lei, caro ragazzo, sia la stessa cosa…. Le lascio le sue illusioni, deve ancora crescere e imparare.

* Anche i giornali sono diventati un romanzo “cavalleresco” (proprio nel senso di Arcore, stavolta: in diretta dalla camera da letto) non sai quanto noir o a luci rosse: cronache rosa scritte da penne rosse.

Resta il fatto che stavo parlando d’altro…

*Già!, torniamo indietro, siamo adesso arrivati al Dopoguerra. Mi domandavo se è stato un ragazzo felice, se si porta del dolore dentro, se i sogni della gioventù l’hanno tradita. Quando si guarda indietro, Blondet, cosa le dice il cuore?, cosa le racconta la sua memoria? Era questo l’uomo che immaginava di diventare?

Ebbene no, non la metterei così. Ho sempre vissuto come ho potuto, non come avrei dovuto; ho commesso anch’io la mia quota di abbiezioni. Ma non, per dire, quel tipo di abiezioni che fanno di te un Fiorito o una Rosi Bindi, un politico a 18mila al mese, un governatore di Regione a 400 mila l’anno… No, di quelle non sono stato capace. Non ho mai rubato denaro ai poveri e agli onesti contribuenti, non ho mai mentito professionalmente, né mi sono fatto passare per “progressista” quando era essenziale per avanzare in carriera… e molti giornalisti, persino ex nazisti, erano diventati filo-comunisti.

ANTISEMITA È CHI DETESTA GLI EBREI PER CIÒ CHE SONO. IO LI DETESTO PER QUEL CHE FANNO

306014684_640*Alcuni dicono che lei è antisemita. Alcuni altri che lei è un complottista. Certuni che è semplicemente “pazzo”. Tal’altri un “folle lucidissimo” una tipologia umana della quale il mondo sarebbe “pieno”, e “Chesterton ne scrisse”. Questo dicono. Oh sia chiaro, per molti altri è un “profeta”, un oracolo. Io sono scettico su tutto.

Vediamo: folti gruppi di europei provenienti dalla Russia o dalla Polonia e parlanti un dialetto tedesco, o gente americana dai capelli rossi e gli occhi azzurri, tutti ben forniti di denaro da banchieri che restano a casa, piombano su un territorio abitato da arabi semiti, li cacciano compiendo atti di innominabile crudeltà, li inceneriscono con bombe al fosforo, sta compiendo su quella terra (santa) la più plateale pulizia etnica che sia mai avvenuta sotto i nostri occhi….e sarei io “l’antisemita”?

Antisemita è chi detesta gli ebrei per ciò che sono. Io denuncio gli ebrei per ciò che fanno.

* Ci dica Blondet – e le crederemo – lei è davvero un “negazionista”? lei è davvero complottista? O, semplicemente, lei è “pazzo” non di più ma almeno quanto un Cossiga qualsiasi? C’era un noto giornalista che avanzava un’ipotesi alternativa: “Blondet ci è o ci fa?”. Secondo questo suo collega, lei “ci fa”. Per coltivare il suo orticello, per blandire la sua nicchia di lettori ai quali lei dice quel che loro vogliono sentirsi dire. In definitiva, caro Blondet: lei crede davvero a tutto quel che scrive? Ma se tutto è complotto, non ritiene che alla fine nulla sia più complotto?

L’orticello, mi creda, non rende altro che insulti, censure ed emarginazioni. Soldi, niente… Se no, quel collega giornalista sarebbe qui a coltivarlo, cacciando me…

Non ritengo affatto che “tutto sia complotto”, questa frase è una sciocchezza disinformata. Le volte che ho descritto e denunciato complotti, ho documentato, allineando prove documentali ed indizi, quel che sostenevo. Vorrei che mi si confutasse confutando le mie documentazioni. Non lo si fa’ mai: si preferisce strillare: Blondet è “antisemita, negazionista dell’olocausto”, magari omofobo e femminicida.

effedieffe*Un ragazzo, Giuseppe, mi chiede di domandarle questo: «Abbiamo letto sue critiche ad alcuni passi dell’Antico Testamento, che rifletterebbero una presunta perfidia della religione del popolo eletto. Sono fraintendimenti, o questa è la sua opinione della religione ebraica? E come concilierebbe ciò col Cattolicesimo?»

Vede fino a che punto lei è disinformato?

* E’ sempre “colpa dei giornalisti”! Ma lei qui mi casca male, Blondet: io non sono un giornalista, e querelo chiunque mi appelli in tal guisa! Se la prenda con quel moccioso che le ha fatto la domanda… io manco so che significa ‘sta roba… ‘sti regazzini de oggi già nascono imparati… io ho dovuto studiare invece. Se la prenda con lui dunque…

Il “moccioso” parla di “religione ebraica” come fosse la stessa dei tempi della Madonna e di Gesù. Ma invece è cambiata, ed è inevitabile dal momento che hanno rifiutato il Messia inviato per loro. Dovevano ricostruirsi una religione che non promette più a chi la segue la salvezza eterna, ma il possesso collettivo di un pezzo di terra… Le pare che questa sia una religione? Del resto, mi pare che già quel Messia, Gesù di Nazaret, ebreo, avesse sottolineato la perfidia di quei “religiosi” del suo tempo: sepolcri imbiancati, indecenti miscredenti sadducei, razza di vipere, ipocriti… spesso si mostrò esasperato fino a passare alle vie di fatto, dal modo in cui quelli “obbedivano alla Legge di Mosé” tradendone lo spirito: sicuramente era un antisemita. Oltretutto, omofobo.

*Rido: “Gesù omofobo”.

Era “omofoba” la Scrittura. Omofobia condivisa da San Paolo, rabbino scuola di Gamaliele. Nel mondo antico ebraico non c’era alcuna indulgenza per la sessualità contro natura. O ne trova qualche cenno da qualche parte?

*E che diavolo ne so io?!

E allora non c’è niente da ridere.

9-11-inganno-globale*C’era un suo collega, che avendo “sentore di intelligenza e cultura, forse di genio” in Blondet, accostava il suo caso a quello di Travaglio ai tempi della Torino di Voce del Popolo: lefevriano furioso e collezionista maniacale di ritagli di giornale, restò come per caso prigioniero di un ruolo da “accusatore del popolo”, da Fouquier Tainville dei poveri ed è riuscito alla grande assecondando egli pure una nicchia e prestandosi alla strumentalizzazione di quella sinistra che detesta. È la stampa, bellezza?

Un lefevriano, Travaglio? Non lo sapevo: bello! Ma lei sbaglia a farmi entrare nella categoria del mono-maniaco per vizio professionale e per tornaconto. Come le ripeto, io dimostro ciò che dico e scrivo sull’ebraismo sviato, razzista e psichiatrico di oggi. Perché sono monomaniaco? No, perché quella gente venuta ad occupare la Palestina da Europa ed Usa, s’è dotata di 200-300 testate atomiche, e in mano a squilibrati messianici, le testate atomiche sono un rischio reale.

LA TERRA PROMESSA E’ UNA BUFALA BIBLICA. E IL V. T. NON È POI TANTO VECCHIO. BLONDET ERETICO MARCIONITA?

Israel Finkelstein: "Mosè non è mai stato qui"

Israel Finkelstein: “Mosè non è mai stato qui”

* Una sua vecchia conoscenza, Franco da Milano, vicino agli ambienti di Alleanza Cattolica e uno dei pochi gentiluomini d’altri tempi che io conosca, mi chiede di domandarle del suo “marcionismo”. Cos’è pure eretico lei, Blondet?

Senta, non sono io ad avere problemi con la veridicità dell’antico Testamento: è – fra gli altri – il massimo archeologo israeliano vivente, Israel Finkelstein, con i suoi colleghi. Se ne procuri il libro, intitolato “Sulle tracce di Mosé”. Il titolo vero avrebbe dovuto essere : “non c’è traccia di Mosé”: nel senso che l’indagine archeologica ha smentito le primarie asserzioni bibliche. E sì che gli israeliani hanno ormai indagato il territorio “metro per metro”, sollevandone ogni pietra, per un comprensibile motivo: è dalle tracce archeologiche che cercano la legittimità della loro occupazione, il loro “siamo stati qui tremila anni fa”. Invece, nulla…

*Che fa, adesso si mette a fare pure il negazionista sulla “Terra Promessa”? Ma quante volte delle “indagini archeologiche” hanno dogmaticamente smentito la Bibbia per poi essere infine, e definitivamente, smentite? Succede ogni santissima volta!

Non ci fu un esodo dall’Egitto; ai tempi del presunto re Davide, Gerusalemme era un villaggetto, non una capitale; impossibile che la tribù di Giuda, arretrata e povera, esercitasse una qualunque egemonia sulle altre undici; del Tempio di Salomone, descritto come colossale e fastosissimo, non s’è trovata la minima traccia; una quantità di cronache e racconti, che dipingono il popolo perseguitato che si prende una giusta vendetta sui vicini, come il Libro di Ester, sono pura invenzione, tipica “narrativa” ebraica, delirio di persecuzione paranoide.

*Lei è davvero un marcionita, Blondet. Blondet, lei è il diavolo! Sant’Agostino l’avrebbe schiaffeggiata sulla guancia destra come “marcionita”, sulla sinistra in quanto “manicheo”, forse.

“Forse”! Ma mi faccia il piacere!… esca fuori dalle scenografie de “Il nome della rosa” che sta vivendo adesso nella sua testa e torni alla realtà invece di fare il terribile Jorge da Burgos!

ac*Continui pure lei a fare frate Guglielmo da Baskerville…. Bernardo Gui l’avrebbe consegnata alle fiamme comunque!

A cosa crede che servissero “gli scribi” citati nelle Scritture insieme coi Farisei? Erano gli specialisti della “narrativa”, che variavano e correggevano secondo i bisogni della propaganda politica – anche se, purtroppo per loro, c’era l’impero egizio con i suoi enormi archivi, antichi di millenni, a sbugiardarli. Nè la Bibbia è così antica come vuol far credere: i primi libri non risalgono al 1400-1200 a.C., ma in pratica al cosiddetto “esilio babilonese” o giù di lì….tra il 630 e il 509 a.C.

E secondo me questa desolante assenza di “prove” della legittimità ebraica come occupante, è un geniale trucco della Provvidenza: proprio ora che gli ebrei sionisti vogliono ridurre la Bibbia ad atto notarile e prova del loro possesso immobiliare, non trovano nulla.

*Aridaje de complottismo!

Sulla Bibbia giurano ancora molti alti prelati cattolici, anche se sanno benissimo tutto ciò. Sono la genìa pericolosa contro cui combatté Paolo, fariseo convertito: i giudaizzanti, quelli che vorrebbero tornare nell’utero della madre, essendo intimamente scandalizzati da Cristo. Com’era appunto il povero cardinal Martini. Un tempo, la Chiesa sconsigliava ai comuni fedeli la lettura dell’Antico Testamento, sapendo che poteva essere un pericolo per la loro fede.

* Che curioso, vedo che la Chiesa, che in tanti anni non s’è fatta mancare niente, s’è fatta mancare proprio di mettere la Bibbia all’Indice dei libri proibiti. Ma come fai a no ride… Blondet, stiamo sfiorando il ridicolo! Mi tappo le orecchie…

resizerNo, ascolti, ascolti. Quando sento rileggere a Messa i passi biblici sulla “terra” che Dio avrebbe “promesso”, mi rivolta lo stomaco, perché so come la leggono gli ebrei di oggi; è per questo che ammazzano i palestinesi. Sono marcionita per questo? Mah , forse il problema è superato. Dal fatto che abbiamo un Papa che dichiara l’assoluta libertà di coscienza… forse non è più il tempo di buttarsi in faccia accuse di eresia, altrimenti non si sa dove si va a finire.

*All’inferno, lei Blondet andrà a finire all’inferno di questo passo. Non come “eretico”, ma come il classico caso di “estremi” che finiscono per toccarsi. Lei “si tocca” con Martini. E’ come ne fosse l’altra faccia, quella presentabile; è il pendant di “quel povero cardinale Martini”, il quale, mi disse un giornalista cattolico, «mi sono convinto che (come tutti i biblisti) fosse un agnostico o al massimo un deista. Ma in questo fu ammirevole e va sul serio ammirato: provi Lei a fare il gesuita impeccabile – e lo fu davvero, pare – per tutta una vita, consapevole al contempo che è tutta una commedia! Provi Lei ad annunciare ogni giorno il Vangelo, sicuri che non è altro che un pastiche di midrash ebraici e di miti ellenistici… Santo subito: questa è davvero “virtù eroica”».

Una virtù eroica degna dell’inferno o di miglior causa, secondo me!

Lei è un romantico, caro Mastino! Un nevrotico anche. Beato lei che non capisce una mazza: perché di lei sarà il regno dei cieli! Come per tutti i “bambini”.

LA RIMOZIONE DEL KATECHON. L’INTRONIZZAZIONE DELLA BESTIA

adelphi-della-dissoluzione-libro-64923 (1)*Seh seh. E a proposito di Alleanza Cattolica, visto che a ‘na certa è zompata fuori, perché punzecchia sempre Massimo Introvigne? Come si fa a punzecchiare Introvigne? In tante volte che l’ho incontrato non mi sono mai realmente convinto che sia davvero un essere umano: ho sempre l’impressione che all’interno invece che interiora abbia ingranaggi a orologeria e ne esistono diverse copie in tutto il mondo che sfornano simultaneamente libri articoli convegni su dieci cose diverse.

Introvigne ha preso partito per un anti-islamismo che sono stati i sionisti, e i neocon americano-ebraici, a voler diffondere. Quasi tutti i “tradizionalisti cattolici” l’hanno fatto, in ricordo delle Crociate… Introvigne dovrebbe sapere di più. Non credo sia in buona fede, è stato invitato nella università del Mossad…

*Lei ci ha dato i brividi qualche mese fa parlando della “rimozione del Katechon”, che è stato forse uno dei tanti, ma il più alto e drammatico, dei suoi momenti letterari; e il più profondo momento, teologicamente, intellettualmente, di pensiero cristiano. Apocalittico.

Sebastiano Mallia, quello che gestisce il sito Et-Et di Messori, mi chiedeva di domandarle circa la sua indagine a monte degli “Adelphi della dissoluzione” se «nota la sua teoria sul katechon come immagine dell’Imperius romanus, cosa pensa sia venuto (o stia venendo meno) come argine e se pensa, come credo lui pensi, sia questo il tempo in cui il katechon è tolto di mezzo».

Che cosa c’è da spiegare ancora? Mi pare che la rimozione del katechon sia evidentissima, sotto i nostri occhi – ammesso che non li chiudiamo. Quando alludeva a “ciò che trattiene” l’Anticristo dal manifestarsi, Paolo alludeva al governo e al diritto di Roma, “amico dell’uomo”, fondato sulla legge naturale. Oggi, sta avanzando un diritto che rende obbligatorio l’assenso dei cittadini aciò che prima era immorale, vietato, aberrante, o “grida vendetta al cospetto di Dio”; per contro, è vietato, o almeno criticato o deriso, ciò che è sempre stato “normale”. Questo rovesciamento del diritto è il “totalitarismo della dissoluzione”, è nemico dell’uomo e ne vuole l’estinzione.

* L’Anticristo è qui, Blondet?… perché lei pensa che l’anticristo c’è già, e, a quel che capisco, coincide con molte delle entità che non le piacciono: l’America, Israele, gli omosessuali, forse gli ebrei stessi. Allora uno si domanda se lei è troppo pessimista o troppo soggettivo nel giudicare il mondo. Per verità sto domandandomi anche se lei è in buonafede… e sono pessimista.

Macchè, non è questione di preferenze. Quando ero giovane, per decenni, l’approssimazione più vicina all’Anticristo fu il comunismo sovietico. Era quello che non mi “piaceva”, magari per il Gulag e le infornate di innocenti che ci gettava, magari per la persecuzione della fede, le chiese fatte saltare, per la Lubiankja dove si torturava, per la magistratura di partito che condannava per ideologia… chissà perché, allora “non mi piaceva” l’URSS. Oggi “non mi piace” l’America: precisamente dopo l’11 settembre, e visto che quel potere è pronto a fare strage di suoi cittadini per aggredire e devastare due paesi islamici, Afghanistan e Irak. Dove sono ancora, gli americani, dieci anni dopo. E non c’è più la Lubianka, ma c’è Guantanamo: dove si torturano persone di cui non si sa il capo d’accusa e nemmeno l’identità. Come nell’URSS, ci sono verità che non si possono dire, e menzogne che invece è obbligatorio profferire. Con in più la retorica della “libertà”, che almeno il Cremlino aveva il pudore di non vantare…

505605403_7eaecbe89b_o*Urss, Usa… mi faccia indovinare: adesso tocca a Israele?

Poi c’è Israele che ogni due anni bombarda Gaza, il Libano, la Siria, e minaccia l’Iran.. e che è uno stato razziale, fatto “solo” per ebrei, e bisogna pure dire che quella è la “democrazia”, la sola del MedioOriente, e che non fa altro che difendersi, povera pecorella… E insieme, Usa e Israele formano un potere mondiale che non riconosce in sé alcun limite giuridico. Chissà perché, ciò “non mi piace”…

*Ci faccia respirare, Blondet, ci sarà qualcosa di positivo a questo mondo: lei vede tutto nero… ma questo è un incubo diuturno!

Ha ragione lei, è una mia paturnia, una questione di gusti. Ha ragione, sono troppo pessimista. Mi fa anche venire in mente il “falso agnello” che parla come il dragone, e che si fa ventriloquo della Bestia, o più precisamente del suo “simulacro”. Quella che ha avuto «una delle sue teste come ferita a morte; ma la sua piaga mortale fu guarita; e tutta la terra, meravigliata, andò dietro alla bestia e adorarono il dragone perché aveva dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: “Chi è simile alla bestia? e chi può combattere contro di lei?”» (Apocalisse 13:3,4).

images (3)*E sarebbe la Casa Bianca la “bestia”? Tanto rumor per così poco?

Già, perché la Casa Bianca sembra oggi un simulacro, a cui qualcun altro dà voce: certi gruppi organizzati, certe lobbies, potentissime in denaro ed egemonia culturale e la prima lobby che è un Agnello, sempre da tutti perseguitato e sempre innocente… povero pecorella, che sembra proprio Gesù Cristo, o una sua imitazione. O sua parodia.

*… alle volte, incidentalmente, ce l’avesse ancora con gli ebrei… lobbisti? Ok, era una domanda retorica!

A lei, questo “piace”? La invidio. Concludo dicendo che i Padri della Chiesa dai primi secoli hanno messo sull’avviso: il popolo ebraico, che ha rifiutato il Cristo, farà dell’Anticristo il suo re… ma non ne tenga conto. Erano tutti Padri antisemiti e sicuramente omofobi.

* E “complottisti”, forse.

VIVERE IL GIORNALISMO PERICOLOSAMENTE, E FARE DELLA VITA OPERA D’ARTE. KITSCH

Dino Boffo... e dire che un po' si "vedeva"...

Dino Boffo… e dire che un po’ si “vedeva”…

*È rimasta negli annali, già leggenda un po’ triste non fosse un tantino comica, la sua cacciata e ricacciata (definitiva) da “Avvenire”. Lei è riuscito nell’impresa che ha del miracoloso di farsi cacciare da “Avvenire” perché solo un genio come lei poteva sputtanare il suo direttore in carica sul suo stesso giornale.

Un direttore quello che era un’altra “leggenda”… barzelletta anzi: Dino Boffo. Come mai lei arrivò a sputtanare il suo direttore? Soprattutto: come mai, mentre lo sputtanava, non ha pensato di dargli del “frocio”?… che poi fra i giornalisti era un segreto di pulcinella: gli davano del “frocio” tutti. Alle spalle.

Qualche anima buona mi ha fatto avere la lettera pubblica con la quale lei si scusò con Boffo, il quale – a detta di quest’anima buona – per spirito cristiano la riammise al giornale, dopo aver fatto lei ammenda, oltre il lecito anche. Salvo risputtanarlo su quello stesso giornale poco dopo. Ma allora la fa apposta! Vivere pericolosamente e fare della vita un’opera d’arte kitsch?

Il mio giudizio su Boffo era sul suo modo di essere direttore, la sua qualità come giornalista. Probabilmente ho esagerato, il vero colpevole era Ruini, quello del “progetto culturale” che non era né l’uno né l’altro. Boffo era solo il suo delegato. Il fatto è che mi annoiavo a morte di quella prudenza clericale, senza ali (nella Chiesa Italiana si proclama il Vangelo della Mezza Verità) e quando mi annoio faccio colpi di testa. Per fortuna avevo 37 anni di contributi pensionistici….

*C’è qualcosa in tutta la sua carriera giornalistica e di scrittore della quale s’è pentito amaramente? Qualcosa che avrebbe preferito non dire o non fare ma che le è scappata?

Forse di essere andato ad Avvenire…ma ormai è acqua passata.

*So che siete stati colleghi e amici, lei e Messori. So anche che fu lui a farla assumere da Folloni, allora direttore, ad Avvenire, togliendola dunque dallo stato precario di free-lance (che oggi è lo stato naturale di tutti i giornalisti e aspiranti “grandi giornalisti”). Una gran fortuna la sua.

Chi le ha raccontato questo, Messori?

*No. In ogni caso le mie “fonti” godono dell’immunità dallo sputtanamento.

In ogni caso gliel’hanno raccontata male. Quando sono andato ad Avvenire, non ero freelance o, come ritiene lei, precario: ero inviato economico al Giornale di Montanelli. Prima, ero stato per anni al settimanale Gente, e prima ancora alla Domenica del Corriere, dove sono diventato giornalista nel 1970. Al Giornale guadagnavo poco; ad Avvenire – a quei tempi in mano ai ciellini, che avevano grandi ed arditi progetti – mi attrassero offrendomi quasi il doppio. Ho ceduto ai soldi (ero appena sposato…) ed ho fatto male. Era chiaro che non era il mio ambiente.

*Chiusa l’esperienza giornalistica in modo così brusco, tentò l’approdo peripatetico fra le sperdute campagne viterbesi, al seguito di una casa editrice dal destino incerto, di qualche dietrologia e di Fabio de Fina, al quale so ha voluto molto bene, così come Messori pure, il quale ne riconosceva la fede profonda.

Restare a Milano da pensionato era parsa una scemenza. Il progetto era di costruire una “colonia” di milanesi in una città medievale, murata, gotica, che ci parve bellissima. Il progetto non è riuscito; anche se adesso ho più amici a Roma di quanti ne abbia mai avuti a Milano.

Fabio di Fina

Fabio de Fina

*Si dice che De Fina, pace all’anima sua, avesse a casa sua stendardi e cimeli nazisti. Come si svolge adesso la sua vita, solo pensione e blog a pagamento?

Eh sì, De Fina aveva un’ampia raccolta di cimeli nazisti e fascisti, e inoltre una quantità di corna di cervi, trofei di caccia (che lui non praticava). Era un collezionista folle, frequentava le mostre e aste di “militaria”… ovviamente in quei luoghi vanno a ruba cose nazi; ammetterà che il nazi-look è stato d’insuperabile eleganza maschile. Se De Fina non fosse stato folle anche come editore, non avrebbe pubblicato i miei libri.

*Ma è un’altra la domanda stronza che le vorrei fare, in realtà. Lei dice: “io sono un giornalista”. Tanto di cappello! Ma non dovrebbe essere precisamente un “giornalista cattolico”? Ecco allora la domanda che presumo stronza: Messori con i suoi scritti, articoli, libri soprattutto è riuscito a fare diverso bene, quanti si sono convertiti coi libri di Messori? Tanti, io pure. Quanti con i suoi scritti?… o piuttosto (e qui, ammetto, sono stronzissimo) qualcuno può averla persa le fede? So che tanti lefebvriani pendono dalle sue labbra… tanti che ultimamente danno dell’“antipapa” persino al papa e si sentono la coscienza a posto. Perché loro sono “perfetti”. Proprio come il fariseo in piedi nel tempio.

Non capisco la domanda. Secondo lei un giornalista dovrebbe mettersi ben in vista l’etichetta di “giornalista cattolico” sulla fronte? Altrimenti non sembro abbastanza “cattolico” a lei e ai suoi amici? Ebbene, io non l’ho mai intesa così. Io ho lavorato, e ancora lavoro, osservando la realtà e riferendone, avendo dentro alcune categorie cattoliche: sono quelle categorie che occorre accettare per fede, ma una volta accettate, ti consentono di capire la realtà in modo più completo, profondo e complesso di quello banalmente giornalistico.

*Quali categorie?

Una è, per esempio, il peccato originale: l’uomo è ferito, per lui fare il male è più facile che fare il bene. L’altro è Satana come principe di questo mondo, con tutta la conoscenza del suo carattere suggerita da Gesù e dalla tradizione: omicida, padre della menzogna, soprattutto “parodista” del sacro, scimmia di Dio. In fondo, la passione per i complotti, il lato occulto e mortale del potere, viene dalla passione di indagare il satanico e il suo modus operandi.

cronache-dell-anticristo-1666-1999_29758*Tutto qui?

Poi c’è la coscienza della “discessio”, dell’apostasia generale come segno dei tempi ultimi; e ci sono i lampi dell’Apocalisse da scrutare: sappiamo che il Princeps porta l’umanità ad un impero politico globale, un potere finanziario totale, dove chi non ha il segno della Bestia “non può nè vendere né comprare”; e dove l’Uomo di iniquità si rivelerà non solo come un capo poltiico secolare, ma come “colui che siede sul trono di Dio”, la pretesa di essere re e sacerdote, parodia dell’unico vero. E io credo che avverrà a Gerusalemme, quando sarà ricostruito il Tempio e sarà di nuovo sgozzato, dentro, l’agnello pasquale: sacrilegio in odio a Gesù, abominazione del luogo sacro, perché l’ultimo Agnello è stato sacrificato una volta per tutte… Non ho convertito abbastanza lettori? E che cosa ne sa, lei?

*Insinuo; deduco col faro del pregiudizio, con la lente dell’avvocato del diavolo, col veleno tenue dell’antipatizzante. Queste sue ultime parole, però, sono uno squarcio di eloquenza drammatica: cazzo, quanto è bravo con le parole che evocano fantasmi. Applaudo! Se l’applauso del mondo non la turba…

So’ soddisfazioni, come dite voi a Roma…

“UNA DELLE SOLITE CASSANDRE”. EPILOGO

crown-thorns*Quali figure ecclesiali, politiche sente più vicine alla sua sensibilità?

Non so di “figure ecclesiali”: sono un devoto di padre Pio, padre Kolbe e la piccola Giacinta di Fatima sono i miei eroi… dai prelati sto lontano. Ma no, ho simpatia profonda per Pio IX quando ho visto, nel museo della guerra di secessione a New Orleans, la lettera che mandò a Jefferson Davis, primo ed ultimo presidente della Confederazione. Sconfitto il Sud, Jefferson Davis era in prigione, attendeva la pena capitale per alto tradimento. La sola persona che si ricordò di lui fu Pio, che gli mandò una corona di spine “fatta con le sue stesse mani”, insieme ad una lettera in latino (Jefferson Davis lo parlava) che lo esortava alla preparazione alla croce. La moglie di Jefferson Davis, lasciata sola in miseria coi numerosi figli, fu aiutata da suore cattoliche mandate alla sua porta da Pio IX. Poi: ecco chi amo, Pio XII, poi De Gaulle, poi Albert Speer, ebbene sì.

*E fra i colleghi giornalisti?

Quanto ai giornalisti, nessuno: nulla è più passeggero e svanente di questo mestiere. L’attualità ti inchioda, e quando è passata, anche tu non sei più attuale e tutti ti dimenticano. Ed è meglio così. Avrei, piuttosto, voluto essere un Thomas Mann, ma non ci sono risucito.

*Caro Blondet, a febbraio saranno settant’anni, dunque. Hemingway pensava a Dio “qualche volta di notte”. Con tutto quel che scrive da anni, trova tempo di pensare “qualche volta” a Dio di giorno? Che tipologia di cattolico pratico è lei?

Per decenni sono stato un cristiano intermittente, mi convinceva di più Buddha, ho molto peccato nella carne e nella mancanza di carità, soprattutto. Dopo il cancro, credo di stare migliorando: non tanto, e non per merito mio. Non avevo capito una cosa essenziale, e ciò mi rendeva difficile la fede, agra, mi ci avvicinavo con “accidia”, senza gioia. Credo che la scoperta decisia sia stata, per me, recentissima: il miracolo eucaristico avvenuto a Buenos Aires nel 1995.

mir16* Quello che Bergoglio cardinale tenne in sordina perché non diventasse scontato e mantenesse la sua “sorpresa”? Così almeno l’hanno infiocchettata…

Un’ostia che si muta in un lacerto di carne, che all’analisi si rivela un ventricolo sinistro di cuore umano, e per il medico legale che lo esamina, “il reperto è stato prelevato da una persona vivente”, che “ha sofferto enormemente nel cuore”. E dunque, che cosa vai ancora a cercare, a dubitare? Cristo è lì in ogni ostia, anche se consacrato da sacerdoti in disarmo di una Chiesa che ha abbandonato la liturgia e l’idea stessa di sacrificio… E’ lì, Lui, perché è fedele. Ed è la verità addirittura letterale: “la mia carne, il mio sangue”. Da quel momento, sono tranquillo. Gli insulti alla liturgia, lo smantellamento del rigore sacro, non mi rattristano più, li sopporto – anche Cristo li sopporta. Lui è qui, anche se noi tradiamo. E’ l’indiscutibile realtà, cruda, fisica, sanguinante. E dunque è tutto alla lettera vero, anche la sua infinita Misericordia, che colmi la mia insufficienza. E’ sempre stato lì ad attendermi, con Lui la morte sarà solo un brutto quarto d’ora.

*Adesso mi sta spaventando: è impressionante come lei muti pelle in pochi minuti: fin poco fa stavo dandole dell’eretico… e la mandavo all’inferno. Ora mi sono convinto di stare a parlare quasi con un mistico. Lei mi confonde, Blondet… qual era la domanda?…

“Che cristiano sono?”. Cerco di pregare due volte al giorno, e non lo so quasi fare. Vado a messa feriale, e non è un sacrificio essendo in pensione. Dico il Rosario. Continuo a non sopportare le persone moleste: sono ancora al grado zero.

*Al compimento del suo centesimo anno di età, cosa vorrebbe ci fosse scritto sulla sua tomba? Su quella di Funari a Milano semplicemente “ho smesso di fumare”; su quella di una prostituta dell’antica Roma emersa durante degli scavi un “finalmente posso riposare con le gambe chiuse”. Sulla sua cosa leggeremo un giorno? “Fu a causa di un complotto”? Davvero, Blondet, a parte gli scherzi.

Non credo che la mia vita, vita di giornalista, valga un epitaffio. Forse, se mai, ecco: “Una delle solite Cassandre”.

*A proposito di sito Effedieffe a pagamento: mi regala un abbonamento gratis per un anno?

Certo, può usare la mia password: ma non la diffonda (e me la dà sul serio. NdR). Sia chiaro che non guadagno io i soldi dell’abbonamento. Ero contrario a far pagare l’accesso, ho ceduto a De Fina, ma questo ha quasi finito per essere, da ultimo, quasi l’unico cespite per lui e la sua famiglia, ed oggi per il suo erede… mi manca il cuore.

*Ce l’ha lei un cuore, Blondet. Forse persino grande. Possa Iddio concedergli di battere ancora a lungo.