Nuovo Ordine Mondiale






La massoneria e le origini dei testimoni di Geova

Di Ernesto Zucchini [*]


I. La “religione incivile” negli Stati Uniti

Uno degli aspetti più caratteristici della vita sociale e culturale americana è la presenza di una “religione civile”, di un minimo comune denominatore morale, patriottico e vagamente “spirituale” che si suppone condiviso dalla grande maggioranza degli americani, pure separati da una straordinaria molteplicità di appartenenze religiose [1]. Tra gli aspetti della “religione civile” americana messi in luce dai sociologi ce n’è uno discutibile ma non per questo meno essenziale: la necessità per rafforzare l’identità nazionale e spirituale di designare continuamente avversari, che servono a sottolineare la distinzione fra “noi” e “loro” in quanto vengono presentati come “stranieri”, “altri”, estranei alla patria e ai suoi simboli. Lo stesso sociologo che ha reso celebre negli ultimi decenni la teoria della “religione civile”, Robert Bellah, ha suggerito l’espressione “religione incivile” per designare questo aspetto di ostilità all’estraneo che accompagna come un’ombra la “religione civile” americana [2].

Chi sono gli stranieri designati come estranei all’ethos nazionale americano dalla “religione incivile”? Bellah e i suoi collaboratori hanno mostrato che è esistita nella giovane nazione americana nascente una tradizione antisemita, ma ben presto gli ebrei sono stati riconosciuti come parte integrante e non estranea della vita civile e sociale degli Stati Uniti. Nell’Ottocento i due gruppi particolarmente denunciati come “stranieri” e “non americani” sono i cattolici e i mormoni. Benché già dalla metà del secolo scorso i cattolici siano diventati il gruppo religioso di maggioranza relativa negli Stati Uniti – e i mormoni, naturalmente, siano una religione americana fondata da americani – venivano percepiti come estranei alla “religione civile” in particolare due elementi: la struttura gerarchica della Chiesa cattolica e della Chiesa mormone, considerata incompatibile con l’ideale democratico statunitense; e il segreto (segreto del tempio mormone, segreto del confessionale cattolico), ritenuto inconciliabile con una democrazia dove tutto avviene in pubblico. Cattolici e mormoni vennero così considerati degli outsider, degli estranei, e spesso perseguitati. C’è però un terzo gruppo che viene spesso accostato ai cattolici e ai mormoni e attaccato in quanto estraneo alle tradizioni americane, gerarchico e segreto: la massoneria. Molti tra i padri fondatori degli Stati Uniti erano massoni e, da un certo punto di vista, la massoneria americana si considera la custode della “religione civile”.

Tuttavia negli anni che vanno dalla Rivoluzione francese al 1850 nacque negli Stati Uniti un forte movimento contro la massoneria [3]; venne perfino fondato un partito politico chiamato “Partito Anti-Massonico” che per una quindicina di anni riuscì ad ottenere un certo successo [4]. È interessante notare che gli stessi gruppi – protestanti conservatori, patrioti “nativisti”, difensori della “religione civile” – attaccavano la massoneria, la Chiesa cattolica e i mormoni, e addirittura gli stessi romanzi popolari venivano ripubblicati identici cambiando l’identità degli “avversari” o dei “cattivi”: il cattivo e corrotto mormone o massone di un opuscolo diventava il cattivo gesuita di un altro, ma la trama rimaneva la stessa [5]. Per di più i tre gruppi “stranieri” venivano considerati in contatto e in lega fra loro: si affermava facilmente che la massoneria era segretamente diretta dal Vaticano, che i mormoni erano in realtà massoni, oppure erano cripto-cattolici, e così via. In una letteratura che si situa alle frange più estreme del protestantesimo fondamentalista queste accuse sono ripetute ancora oggi.

Tuttavia, a partire dalla fine dell’Ottocento, qualche cosa ha cominciato a cambiare. I cattolici (sempre più numerosi, e ormai non sempre identificati con i ceti più poveri) e i mormoni (dopo la rinuncia alla poligamia nel 1890) hanno iniziato una marcia verso il centro della scena religiosa e civile americana, e – se i pregiudizi non sono del tutto scomparsi – molti oggi li accettano come americani a pieno titolo, non più outsider o stranieri. Accanto ai massoni – sempre attaccati da una certa letteratura protestante, anche se i tempi del “Partito Anti-Massonico” sono certamente passati – i nemici della “religione civile” sono stati cercati altrove. Negli ultimi anni gli “stranieri” per eccellenza sono i nuovi movimenti religiosi, le “sette”, i “culti”: Hare Krishna, Scientologi, Bambini di Dio, seguaci del reverendo Moon. Ma – prima dei “culti” più recenti, e per molti anni – il posto dei mormoni e dei cattolici come gruppo pericoloso da criticare e denunciare è stato largamente preso dai testimoni di Geova [6]. Il meccanismo della “religione incivile” è sempre lo stesso: tutti coloro che sono estranei alla “religione civile” fanno parte di un complotto e sono in lega fra loro. Così alcuni anti-cattolici, duri a morire, sostengono ancora oggi che i testimoni di Geova (come del resto i massoni) sono segretamente ispirati dal Vaticano e che tra i membri del Corpo Direttivo ci sono gesuiti sotto mentite spoglie [7]. E altri insistono sulle relazioni fra i testimoni di Geova e la massoneria.

Un esempio di questa letteratura – che rimarrebbe incomprensibile senza il quadro di riferimento della “religione incivile” americana e della sua tradizione – è costituito dalle attività dell’organizzazione anti-geovista Witness Inc. Uno dei suoi “missionari”, Fritz Springmeier di Portland, nell’Oregon, insiste particolarmente sui collegamenti massonici dei primi Studenti Biblici – da cui originano gli attuali testimoni di Geova – e sostiene, tipicamente, che anche “i leader cattolici del Vaticano sono quasi tutti massoni” [8]. Se si aggiunge che i testi di Springmeier sono distribuiti da Saints Alive, un gruppo anti-mormone dello Stato di Washington che accusa di collegamenti massonici sia i mormoni che i cattolici, il quadro è completo e mostra la persistenza della “religione incivile”, che da anni ha incluso i testimoni di Geova in una sua teoria del complotto che già dalla prima metà del secolo scorso collegava la massoneria, la Chiesa cattolica e la Chiesa mormone.

Parallela alla letteratura sui collegamenti massonici dei testimoni di Geova ne esiste un’altra che cerca nelle loro pubblicazioni e attività tracce di occultismo e perfino di satanismo. In un libro che ha avuto un certo successo – e che ogni tanto viene citato anche in Italia – Darek Barefoot ha sostenuto che all’interno di illustrazioni che compaiono sulla Torre di Guardia e nei libri dei testimoni di Geova sarebbero nascosti simboli occulti e anche satanici, che si possono identificare solo scomponendo le figure [9]. Le argomentazioni di Barefoot sono spesso francamente incredibili, e scomponendo figure apparentemente innocue – magari con l’aiuto di un computer – si potrebbero trovare simboli sinistri e demoniaci pressoché ovunque.

Si tratta di una letteratura che ha un interesse sociologico, nell’intreccio fra “religione civile” e “religione incivile”. In questa sede, tuttavia, voglio affrontare il problema da un altro punto di vista, prendendo sul serio la tesi relativa ai rapporti fra massoneria e testimoni di Geova a prescindere dal contesto bizzarro e fantastico in cui viene spesso presentata. Mi chiedo allora: c’è qualche cosa di vero? Tra le fonti del moderno Geovismo c’è anche la massoneria? Naturalmente gli attuali testimoni di Geova – come gli attuali mormoni e, da sempre, i cattolici – si esprimono a proposito della massoneria esclusivamente in chiave critica: oggi ai testimoni di Geova viene fortemente sconsigliato di aderire a organizzazioni di tipo massonico, e anzi la massoneria viene denunciata come “satanica”. Questa circostanza non è però decisiva per quanto riguarda le fonti del fondatore degli Studenti Biblici, il pastore Charles Taze Russell (1852-1916). Mi propongo quindi di esaminare gli argomenti salienti degli autori anti-geovisti che sostengono un legame fra Studenti Biblici e massoneria, proponendone una valutazione critica e formulando quindi qualche conclusione. Mi asterrò dall’esaminare gli argomenti di carattere puramente speculativo o teorico, e mi atterrò agli elementi di fatto, esponendoli in forma di tesi.

II. Charles Taze Russell e la massoneria: le tesi

1. “Charles Taze Russell era affiliato alla massoneria”

Fritz Springmeier sostiene di avere, dopo una lunga ricerca, rinvenuto le prove della affiliazione di Charles Taze Russell alla massoneria e in particolare ai Cavalieri Templari (Knights Templar), un sistema di “alti gradi” massonici particolarmente popolare nelle Isole Britanniche e negli Stati Uniti, sulle cui origini si dibatte ma che è oggi associato al Rito di York, la maggiore alternativa – nel mondo anglosassone – al Rito scozzese. Giacché i Cavalieri Templari della Pennsylvania a cui il fondatore degli Studenti Biblici era affiliato derivavano la loro regolarità da una patente irlandese, i documenti relativi alla affiliazione massonica di Charles Taze Russell sarebbero conservati a Dublino [10]. Se questa informazione fosse esatta, la questione dell’appartenenza alla massoneria dell’uomo che si situa alle origini dei testimoni di Geova sarebbe risolta in senso affermativo, posto che non è possibile senza essere maestri massoni entrare tra i Cavalieri Templari. Tuttavia la questione della appartenenza massonica di questo o quel personaggio storico si presenta quasi sempre con caratteristiche ambigue e infide. Non è difficile falsificare documenti e patenti. Per il momento la documentazione che Fritz Springmeier ha fornito non è sufficiente a risolvere in modo definitivo la questione.

A proposito della massoneria Charles Taze Russell ha formulato delle obiezioni critiche esposte in tono più moderato rispetto alle accuse di “satanismo” dei suoi successori. Il 15 giugno 1895 scriveva sulla Torre di Guardia che “l’Ordine dei Massoni, se lo giudichiamo dalla sua storia passata, ha degli obiettivi e schemi segreti che vanno al di là del mutuo aiuto finanziario in caso di malattia o di morte. Per quanto possiamo giudicare c’è nei riti di questo ordine – e di alcuni altri – una certa dose di ritualità profana e di parata, che gli adepti non capiscono ma che in molti casi serve a soddisfare l’inclinazione naturale verso il rito, e pertanto distoglie i membri dall’autentico rito dove si adora Dio in spirito e verità attraverso l’unico vero Mediatore e Gran Maestro, Gesù Cristo” [11]. D’altro canto, nell’ambiente di commercianti di Pittsburgh dove Charles Taze Russell si era formato l’affiliazione alla massoneria era piuttosto comune. Se pure il futuro pastore si era affiliato alla massoneria nei suoi anni giovanili, sembra che nel 1895 considerasse le attività massoniche secondarie e vi vedesse un rischio di distogliere gli adepti dagli interessi spirituali. Peraltro, il fondatore degli Studenti Biblici non sembra avere aderito alle campagne anti-massoniche che caratterizzavano diverse denominazioni e movimenti protestanti della sua epoca.

2. “Charles Taze Russell si è servito di un linguaggio massonico nei suoi sermoni”

Ci sono in effetti diversi sermoni in cui Charles Taze Russell dimostra una notevole familiarità con il linguaggio massonico. Il primo sermone raccolto nel volume I Sermoni del Pastore Russell si intitola Potete conoscere i segreti di Dio ed è tutto giocato sulla metafora di Dio come “fondatore di una società segreta”. Gli uomini si entusiasmano per la massoneria – che, afferma il pastore, “non è parte della mia missione attaccare” – ma gli Studenti Biblici offrono la possibilità di entrare in un ordine più grande, l’”Ordine segreto di Melchisedec” dove si può “passare di grado in grado”, cioè “di grazia in grazia” e avere l’orgoglio di essere iniziati all’”Ordine segreto del Signore” [12]. In un altro sermone dello stesso volume, Il desiderio di tutte le Nazioni, il pastore osserva che molti movimenti spirituali attendono la seconda venuta di un messia: i cristiani attendono Gesù Cristo e i massoni attendono Hiram Abiff, “il grande Maestro Massone la cui morte, glorificazione e futuro avvento sono continuamente menzionati dalle lettere poste sulle loro pietre angolari. Egli morì di morte violenta, dicono, per la sua lealtà ai segreti divini di cui era tipo il Tempio di Salomone. Egli deve tornare sulla terra, dicono, perché il grande tempio antitipico sia completato e il suo grande servizio per Israele e per tutti i popoli possa essere compiuto” [13].

Come si vede, Charles Taze Russell si serviva del linguaggio massonico con una certa dovizia di particolari e precisione. Da questa circostanza, peraltro, non si devono trarre conclusioni affrettate. A proposito dell’uso del linguaggio massonico da parte di Joseph Smith, il fondatore dei mormoni (che, a differenza del pastore Russell, era stato certamente iniziato alla massoneria), il sociologo Armand Mauss ha osservato che si trattava di un linguaggio familiare e noto ai ceti medi dell’America ottocentesca e che Joseph Smith se ne serviva per mettere a suo agio un certo tipo di interlocutore e trasmettergli un contenuto molto diverso da quello massonico [14]. Anche nel sermone che ho citato Charles Taze Russell si serve della forma massonica – che indubbiamente mostra di conoscere bene – per far passare un contenuto diverso, di cui afferma reiteratamente la superiorità rispetto a quanto i suoi contemporanei potevano apprendere frequentando la massoneria.

Il sole alato, simbolo egiziano che compariva sulle copertine dei libri di Russell

La croce nella corona,
un simbolo usato per molti anni
dai primi Testimoni di Geova

3. “Charles Taze Russell si è servito di simboli massonici”

Il fondatore degli Studenti Biblici è stato accusato di utilizzare abitualmente diversi simboli massonici. Anzitutto, non sembra possa essere revocato il dubbio che il pastore Russell fosse straordinariamente affezionato al simbolo usato dai Cavalieri Templari massonici americani costituito da una corona al cui interno si trova una croce. Si tratta di una rielaborazione massonica tardo-settecentesca o ottocentesca di simboli medievali, molto più popolare presso i Templari massonici americani di quanto non sia in Inghilterra, e presentata come “simbolo crociato”. Charles Taze Russell utilizzò questo simbolo per alcuni anni sulle copertine della Torre di Guardia [15] e della rivista interdenominazionale People’s Pulpit; lo esponeva nelle grandi riunioni pubbliche e lo teneva in bella evidenza nel suo studio [16]. Questo simbolo è tuttora utilizzato da diversi gruppi scismatici “russelliti” che si denominano Studenti Biblici, in polemica con gli attuali testimoni di Geova che lo hanno invece abbandonato. È tuttora uno dei simboli ufficiali dei Cavalieri Templari massonici. Springmeier e altri autori anti-geovisti si dimenticano però di precisare che, nonostante la sua origine massonica (e il ruolo di Charles Taze Russell nella sua diffusione) si tratta di un simbolo che con il significato di “crociata cristiana” ha acquisito nel nostro secolo una diffusione negli Stati Uniti anche in ambienti protestanti evangelici, ostili sia ai massoni che ai testimoni di Geova. Viene per esempio riprodotto sull’”anello dell’Alleanza” proposto ai protestanti evangelici come segno di identificazione [17]. Naturalmente gli attuali testimoni di Geova non lo usano più, perché – a differenza del pastore Russell – non riconoscono più la croce come simbolo di Gesù Cristo: insegnano che Gesù morì su un palo di tortura e che la croce è un simbolo pagano.

Sulla copertina di diversi libri di Charles Taze Russell a partire dal 1910 figura il simbolo del sole alato [18]. L’origine del simbolo è evidentemente orientale ed egiziana, e il pastore poteva averlo visto nei suoi viaggi in Egitto, ma ai suoi tempi il simbolo solare era usato anche dalla Società Teosofica e dalla massoneria di rito scozzese, come simbolo del 33° grado. Non si tratta evidentemente di un simbolo soltanto massonico, ma era certamente un simbolo popolare nella massoneria.

L’elemento che mi sembra più significativo è però un altro. Charles Taze Russell si è interessato per tutta la sua vita alle speculazioni esoteriche sulla Grande Piramide, che riteneva costruita su istruzioni di Dio, forse da Melchisedec, “una Bibbia di pietra eretta con lo scopo di trasmettere le verità essenziali sulla infinita saggezza e preveggenza di Dio” [19]. Gli insegnamenti sulla Grande Piramide saranno espunti dalla dottrina dei testimoni di Geova dal successore del pastore Russell, l’avvocato Joseph Franklin Rutherford (1869-1942), comunemente chiamato “giudice Rutherford” per avere esercitato per breve tempo le funzioni di magistrato onorario; anche questi temi sono conservati oggi solo da alcuni gruppi “russelliti” scismatici. Il tema della Grande Piramide non indica univocamente una relazione con la massoneria, perché nell’Ottocento era largamente diffuso in un’ampia letteratura esoterica, sia massonica che non massonica. Più interessante è la circostanza che il Pastore Russell abbia voluto essere sepolto sotto una piramide la cui punta era separata dal tronco da una linea continua, che ripete il tema dell’”occhio sopra la piramide” noto a tutti gli americani perché compare sul dollaro. Un popolare studioso di simboli contemporaneo, Joseph Campbell, ha confermato le origini massoniche di questo simbolo americano [20]. Sulla piramide che faceva da monumento funebre a Russell era stato scolpito del resto anche il prediletto emblema templare.

4. “Il tema della necessità di conoscere un nome di Dio, che è Geova, per salvarsi è un tema massonico”

Anche nei sistemi di “alti gradi” massonici – successivi ai primi tre – si insegna che “il segreto essenziale della massoneria” è “il Grande e Sacro Nome” che è il nome di Dio. Questo “segreto” viene comunicato nel rito scozzese nel 13° e nel 14° grado e nel rito di York nel 7° e 9° grado. Con particolare enfasi si insiste sul nome di Dio nella massoneria dell’Arco Reale (attuale 7° grado del rito di York): viene comunicato prima il nome “Jah-Bul-On” (Jehovah-Baal-Osiride, a simboleggiare che il Dio a cui ci si rivolge è il Dio di tutte le religioni, non di una sola), quindi il nome “Jehovah” (il Dio giudaico-cristiano di cui le quattro lettere del nome avrebbero però un valore universale) [21]. L’Arco Reale esisteva da cento anni quando Charles Taze Russell fondò gli Studenti Biblici, e pertanto egli potrebbe avere semplicemente derivato l’idea dell’importanza centrale del “nome” di Dio e la stessa enfasi del nome Geova dalla massoneria. Questa conclusione è plausibile, anche se non è ovvia. Infatti anche nel protestantesimo evangelico anglo-americano – non tutto filo-massonico, anzi in parte anti-massonico – verso la metà dell’Ottocento teologi come Alexander MacWhorter e Frederick Leonard Chappell avevano reso popolare la tesi che Dio ha un nome che deve essere usato per salvarsi. Da questi teologi (che, certo, possono essere stati influenzati da teorie massoniche) e non direttamente dall’Arco Reale deriva una vasta corrente di “movimenti del Sacro Nome” [22]diversi dai testimoni di Geova, che in parte esistono ancora oggi. E’ vero, peraltro, che la massoneria era molto più diffusa negli Stati Uniti all’epoca della formazione del pastore Russell di quanto non fossero i “movimenti del Sacro Nome”.

5. “In certe epoche della loro storia gli Studenti Biblici – e i loro successori, i testimoni di Geova – si sono mostrati alleati della massoneria”

Si allega in particolare che, soprattutto all’epoca di Joseph F.Rutherford la Torre di Guardia e Golden Age, precursore di Svegliatevi!, hanno difeso la massoneria contro gli attacchi della Chiesa cattolica, del fascismo e del nazional-socialismo [23]. È difficile vedere qui più di un tentativo di alleanza tattica perché si tratta della stessa epoca in cui – lontani dalla moderazione di Charles Taze Russell – indagando Come ha avuto origine la Massoneria? i testimoni di Geova concludevano che “è nata dal Demonio” [24]. Si afferma pure che la massoneria avrebbe favorito le missioni dei testimoni di Geova in chiave anticattolica. Le prove portate non sembrano decisive: si tratterebbe in ogni caso di una strategia di carattere generale favorevole a proposte “alternative” rispetto alla Chiesa cattolica, non di una promozione speciale dei testimoni di Geova. Infine, il sionismo di Charles Taze Russell era legato al suo calendario profetico, che prevedeva il ritorno degli ebrei in Palestina, e non deve essere definito troppo frettolosamente “massonico” perché da una parte non tutte le correnti massoniche della sua epoca erano sioniste, dall’altra – per ragioni profetiche analoghe – il sionismo era ampiamente diffuso presso ambienti evangelici millenaristi che erano nello stesso tempo ostili alla massoneria [25].

III. Conclusioni

Per terminare, mi limiterò ad esporre alcune conclusioni in forma di tesi:

1. Charles Taze Russell dimostrava di avere eccellenti informazioni sul linguaggio e i simboli massonici: se non era massone (il contrario resta da dimostrare) aveva evidentemente frequentato un ambiente dove la massoneria era diffusa e comune.

2. Alcune idee e simboli – particolarmente rilevante è la teoria del nome di Dio, ma per Russell erano molto importanti anche le speculazioni sulla Grande Piramide e il simbolo della croce nella corona – sono comuni agli Studenti Biblici e alla massoneria del loro tempo. Si ritrovano però anche in altri ambienti. Quando li troviamo presso Russell non possiamo immediatamente concludere che sono di derivazione massonica, ma – soprattutto per la teoria cruciale del nome di Dio – la tesi di un influsso massonico è plausibile.

3. La discussione sui rapporti fra le origini dei testimoni di Geova e la massoneria è importante perché mostra come i testimoni di Geova non siano un fenomeno assolutamente unico, nuovo, inaudito: fanno parte (come la massoneria) dell’ambiente della “nuova religiosità” e da questo ambiente hanno attinto idee, argomenti, simboli.

4. Il ruolo della massoneria fra le possibili fonti del materiale rielaborato da Charles Taze Russell per creare il primo abbozzo del Geovismo (che nella sua forma attuale nascerà solo con Joseph F. Rutherford) non è stato – probabilmente – irrilevante, ma non deve essere esagerato. Il pastore Russell ha infatti trovato nell’ambiente della “nuova religiosità” dell’epoca – un ambiente su cui esercitava la sua influenza anche la massoneria – un linguaggio, dei temi e dei simboli, che ha però utilizzato creativamente al servizio di un progetto certamente diverso da quello massonico.


Note:

[*]Questa pagina viene pubblicata con il consenso dell’Autore.

[1]  Cfr., sul punto, i saggi raccolti in Massimo Introvigne (a cura di), Tra Leghe e nazionalismi. “Religione civile” e nuovi simboli politici, Effedieffe, Milano 1993.

[2] Cfr. Robert Bellah – Frederick E.Greenspahn (a cura di), Uncivil Religion. Interreligious Hostility in America, Crossroad, New York 1987.

[3] Cfr. per uno sguardo riassuntivo Paul Goodman, Towards a Christian Republic. Antimasonry and the Great Transition in New England 1826-1836, Oxford University Press, New York-Oxford 1988.

[4] Cfr. William Preston Vaughn, The Anti-Masonic Party in the United States 1826-1843, University Press of Kentucky, Lexington (Kentucky) 1983.

[5] Cfr. David Brion Davis, “Some Themes of Countersubversion: An Analysis of Anti-Masonic, Anti-Catholic, and Anti-Mormon Literature”, Mississippi Valley Historical Review, vol.47 (1960), pp. 205-224.

[6] Cfr. Lawrence Foster, “Cults in Conflict: New Religious Movements and the Mainstream Religious Tradition in America”, in R.E.Bellah – F.E.Greenspahn, op.cit., pp. 185-204.

[7] Questa tesi ritorna negli albi a fumetti anti-cattolici pubblicati in numerose lingue dalla Chick Publications di Chino (California).

[8] Fritz Springmeier, The Watchtower & The Masons, 2a ed., presso l’Autore, Portland (Oregon) 1992, p.X. Le tesi di Springmeier sono state ulteriormente esposte nel suo Be Wise as a Serpent, presso l’Autore, Portland (Oregon) 1993 e in una serie di interviste radiofoniche trasmesse dalla WWCR, in cui Springmeier è arrivato a sostenere che ancora “oggi la massoneria controlla i testimoni di Geova”.

[9] Cfr. Darek Barefoot, Hour of Darkness. A Battle against Occult Subversion and Blind Faith, Grand Valley Press, Grand Junction (Colorado) 1992.

[10] Ibid., p.VIII e tavola fuori testo a fronte di p. VIII.

[11] Watch Tower June 15, 1895, pp. 142-144 (nei Reprints pubblicati dai Chicago Bible Students, s.d., vol.IV, pp. 1827-1828).

[12] Pastor Russell’s Sermons, IBSA – People’s Pulpit Association, Brooklyn (New York) 1917, pp. 5-17.

[13] Ibid., p. 113.

[14] Armand Mauss, “Culture, Charisma and Change: Reflections on Mormon Temple Worship”, Dialogue: A Journal of Mormon Thought, vol.20, n. 4, inverno 1987, pp.77-86. Per una discussione più ampia cfr. Massimo Introvigne, I Mormoni, ed.it. ampliata, Interlogos, Schio (Vicenza) e Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1993.

[15] Cfr. per esempio The Watch Tower, 18 gennaio 1911.

[16] Secondo una fotografia riprodotta in F.SPRINGMEIER, op.cit., p. 98, della cui autenticità non sembra ci siano ragioni per dubitare.

[17] Cfr., per un solo esempio, la pubblicità del Covenant Ring a p. 51 del numero dell’8 novembre 1993 della più diffusa rivista evangelica americana, Christianity Today.

[18] Cfr.per esempio Charles Taze Russell, What Say the Scriptures About Our Lord’s Return, International Bible Students Association, Brooklyn (New York) 1917, copertina.

[19] Charles Taze Russell, Studies in the Scriptures. Series III: Thy Kingdom Come, reprint, Dawn Bible Students Association, East Rutherford (New Jersey) s.d. (1a ed.: 1891), pp. 309-376.

[20] Joseph Campbell-Bill Moyers, The Power of Myth, Doubleday, New York 1988, pp. 24-25. [si veda in questo sito la pagina “La Grande Piramide”: link ndr]

[21] Cfr.per un riassunto la voce Religion in Coil’s Masonic Encyclopedia, nuova ed., Macoy Publishing & Masonic Supply Company, New York 1961, pp. 511-522.

[22] Su cui cfr. Massimo Introvigne, Le nuove Religioni, SugarCo, Milano 1989, pp. 127-129.

[23] Cfr.per esempio Golden Age, 9 ottobre 1935, p.21; Golden Age, 20 novembre 1935.

[24] “How Masonry Originated?”, in Golden Age, 3 settembre 1930.

[25] Cfr.l’opera principale sul sionismo di Russell, opera di un “russellita” contemporaneo: David Horowitz, Pastor Charles Taze Russell: An Early American Christian Zionist, Philosophical Library, New York 1986.

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LE ORIGINI OCCULTE DELLA WATCH TOWER RIVELATE  DA ALCUNI ANZIANI MEMBRI DEL BETHEL

Spesso, le persone si chiedono per quale ragione gli ex membri della Watch Tower (“Torre di Guardia”), che hanno occupato posizioni di un certo rilievo all’interno dell’organizzazione geovista, parlino così raramente in pubblico delle origini massoniche ed esoteriche della Watch Tower. Innanzitutto, va detto che solamente una piccolissima parte degli ex membri della Watch Tower è stata implicata nelle sue attività esoteriche. La maggioranza ne ignora la vera origine. Altri ex membri sono venuti a conoscenza degli “esoterismi” della Watch Tower mentre occupavano una posizione all’interno del Quatier Generale e nelle filiali della sétta, ma non hanno ricevuto risposte alle loro domande che sembrassero immediatamente sospette. Essi compresero che era meglio cambiare argomento di conversazione… C’è tuttavia un’altra ragione ancora più importante. La Massoneria è sempre massicciamente presente negli Stati Uniti, e siccome la maggior parte dei membri più anziani del Bethel è composta da persone abbastanza avanti negli anni, che tra l’altro hanno assai sofferto per mano della Watch Tower, per i nostri lettori sarà facile comprendere che queste persone amerebbero finire per quanto possibile la loro vita in una certa tranquillità, lontano dalle minacce della Massoneria. Altra ragione ancora: l’organizzazione conosciuta con il nome di Testimoni di Geova o Watch Tower Bible and Tract Society (“Società della Torre di Guardia della Bibbia e dell’opuscolo”) – la sua denominazione legale – minaccia in continuazione di perseguire legalmente quelle persone che parlano troppo dei suoi segreti. Giacché si tratta di un’organizzazione che possiede una pleiade di avvocati a tempo pieno e che dispone di una fortuna immensa, pochissime persone desiderano misurarsi con questa macchina legalistica. è a causa di questa denominazione legale che spesso i Testimoni di Geova hanno la curiosa abitudine di parlare della loro religione non come una di una chiesa, ma come di una “Società”. Non si tratta forse di uno strano modo di considerare la propria “religione”? Come se si trattasse di una società di affari… Ciononstante, comprendete che quando qualcuno ha lavorato al suo interno e conosce il potere della “Società” ci pensa due volte prima di mettersi in mostra pubblicamente con domande che esulano dalla dottrina. La vecchia “Società”, che non è nient’altro che un’immensa multinazionale, fa paura… Nella sua edizione di gennaio-febbraio del 1992 (vol. 11, nº 1), la rivista Bethel Ministries ha celebrato i suoi dieci anni di esistenza. Questa rivista ha la caratteristica di essere pubblicata dagli ex membri del Quartier Generale della Watch Tower (“Former Watchtower Headquarters Staff Members”). Essa si prefigge come scopo quello di aiutare i Testimoni di Geova, famiglie ed amici, a liberarsi dalla schiavitù di cui sono vittime sotto la “tutela” di questa organizzazione. In occasione della celebrazione dei dieci anni di vita di questa rivista, i suoi editori e collaboratori attaccarono direttamente il fondamento stesso della Watch Tower, vale a dire le sue origini occulte e massoniche. Che ex membri della Watch Tower abbiano messo in evidenza la dimensione “occulta della WatchTower“, e ciò in una delle loro pubblicazioni, è stato un atto di grande coraggio poiché la maggior parte dei suoi anziani aderenti, che ha occupato incarichi importanti nell’organizzazione, non desidera generalmente, come abbiamo detto in precedenza, abbordare pubblicamente questo argomento. Randall Watters (e la sua équipe), che è relativamente giovane rispetto ai vecchi capofila nella lotta contro la Watch Tower, ha dimostrato a più riprese che essi non temono più questa sétta. Di conseguenza, essi proseguono in una campagna d’informazione e di aiuti che prende principalmente la forma del sito internet che possiede, della rivista Bethel Ministries e di un certo numero di altre pubblicazioni. Tuttavia, come vedremo, le notizie diffuse da Watters sull’aspetto occulto della Watch Tower non si limitano unicamente alla sua rivista. Ecco dunque in esclusiva la copertina di questo numero pubblicato nel 1992. Il signor Watters ci ha fatto giungere gentilmente questa edizione. Noi lo ringraziamo..

 

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A pagina 9 del suo articolo, Randall Watters menziona (vedi sotto l’ingrandimento) un’opera di Fritz Springmeier del 1990 intitolata The Watchtower and the Masons(“La Torre di Guardia e i massoni”). Questo libro riprende alcune teorie di “cospirazioni discutibili”. In questo sito siamo soliti non garantire alcun libro, ma come Randall Watters, siamo dell’opinione che il rimanente del libro non invalida affatto le ricerche di Springmeier sulle notizie contenute in questo articolo a proposito della Watch Tower. Di seguito riportiamo la lettera che Watters ci ha fatto pervenire per far ben comprendere questo punto. D’altronde, nel 1997, la Bethel Ministries riprese questo articolo che ha fatto epoca con un altro articolo intitolato “The Watchtower Occult Image Scandals” (“Lo scandalo delle immagini occulte della Watch Tower”). Siccome le fotocopie digitali di cui siamo in possesso non sono sempre facilmente leggibili, abbiamo richiesto e ottenuto il documento per ciò che riguarda la parte riguardante la Watch Tower e la Massoneria. Li aggiungiamo di seguito alle tavole delle fotocopie. Ecco dunque la parte della lettera di Randall Watters concernente il valore di questo articolo.

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Traduzione

Salve amici miei,

ciò che segue è stato estratto dall’articolo “The Watchtower Occult Image Scandals”, apparso sul numero di luglio-agosto 1997, preceduto da un numero del 1992, del quale purtroppo non ho più il file su supporto magnetico. Springmeier è menzionato come fonte. Tuttavia, non condivido le sue teorie cospirazioniste di cui ho preso conoscenza dopo la pubblicazione dell’articolo del 1992. Nondimeno, non rigetto l’insieme delle sue ricerche sulle informazioni contenute in questo articolo.

Grazie.

Randy Watters

Traduzione italiana di un estratto dell’articolo apparso sul numero di luglio-agosto 1997 della rivista Bethel Ministries. Ecco il testo in inglese estratto dalla rivista Bethel Ministries da confrontare con le precedenti fotocopie:

LE ORIGINI OCCULTE

DELLA WATCH TOWER

Lo gnosticismo è un sistema mistico religioso di dotrine filosofiche che combina il cristianesimo con la filosofia greca e le filosofie orientali. Esso venne diffuso nei primi secoli da alcune sètte cristiane che lo denunciarono come eretico. La Cabala, un filosofia occulta religiosa sviluppata dai rabbini ebrei, si basa su di un’interpretazione mistica delle Sacre Scritture. La numerologia è una forma di divinazione (per predire il futuro) che usa numeri con un significato “speciale”. L’occultismo ha a che fare con le arti magiche, le scienze, o gli studi che includono l’astrologia, la magia, la numerologia, ecc…; esso comprende anche la mistica e i segreti.

Non sarebbe giusto affermare che il fondatore della Watch Tower, Charles Taze Russell, sia stato l’unico ad usare concetti gnostici ed occultisti nel tentativo di interpretare meglio la Bibbia. Nel tardo 1800, molti ecclesiastici e teologi cercarono di stabilire la data del ritorno di Cristo, così come tentarono di predire altri eventi di portata mondiale. La numerologia venne impiegata anche per “spiegare” certi modelli numerici presenti nella Bibbia Quest’ultima è una pratica che risale alla Cabala ebraica ed oltre. Il concetto dei “tempi dei Gentili” di 2.520 anni, sebbene sia stato ampiamente utilizzato da Russell per predire la data del ritorno di Cristo, era stato concepito già nel 1823, quando un certo John A. Brown di Londra pubblicò Even­Tide, un libro che identifica i “tempi dei Gentili” con un periodo che oscilla dalla caduta del Regno di Giuda, in Israele, nel 604 a. C. al 1917 d. C. Nelson M. Barbour, un ex compagno di Russell, scrisse su questi “tempi dei Gentili” e convinse Russell del loro significato. Tuttavia, Russell cambiò il punto di partenza del 604 a. C. con il 606 a. C. (che stabilì come data della distruzione di Gerusalemme) e il 1917 venne sostituito dal 1914. Questa data (il 1914) segnerebbe la fine del dominio dei Gentili sulla terra ed il pieno stabilimento del Regno di Dio (con il ritorno di Cristo). Russell ed i suoi antenati dedussero il concetto dei “tempi dei Gentili” dal quarto capitolo del libro di Daniele, dove “sette tempi” trascorrono su Nabucodonosor, re di Babilonia affinché egli fosse finalmente rassicurato nel suo potere sovrano. Sebbene non ci sia indicazione in Daniele di alcuna applicazione estesa di questo passo, Russell la collegò con altri passi non correlati come Ap 12, 5-14 per calcolare la data del ritorno di Cristo. James Penton, uno storico della Watchtower, scrive di Russell: “Nessun movimento settario cristiano ha mai così tanto insistito nel profetizzare la fine del mondo presente in modi così ben definiti ed in diverse date come i Testimoni di Geova, almeno da quando i millenaristi e gli Avventisti del XIX sec. che sono gli antenati diretti dei Testimoni di Geova. Durante i primi anni della loro storia, essi fissarono continuamente delle date – 1874, 1881, 1910, 1914, 1918, 1920, 1925 ed altre – come se avessero definito un significato escatologico. Charles Taze Russell, il loro fondatore, organizzatore e primo presidente della “Watch Tower Society”, originariamente credeva che il 1874 segnasse l’inizio della “presenza invisibile” di Cristo; che prima il 1878 e poi il 1881 avrebbero visto il “cambiamento” dei membri della chiesa dai corpi carnali ai corpi spirituali, e che il 1910 sarebbe stato testimone dell’inizio degli sconvolgimenti mondiali che avrebbero portato alla fine del mondo, un evento che avrebbe avuto necessariamente lugo nel 1914. Quando queste profezie fallirono, esse vennero reinterpretate, spiritualizzate e in alcuni casi alla fine abbandonate. Ciò, tuttavia, non diassuase Russell e i suoi seguagi dal fissare nuove date, o dal proclamare semplicemente che alla fine di questo mondo o sistema di cose non mancavano che pochi anni o magari pochi mesi” 1. Nonostante i ripetuti fallimenti delle loro date per la fine del mondo, l’attuale Watch Tower tenta ancora tenta di fissare una data per l’Armageddon, la fine del mondo. Nel 1966 la Watch Tower Society rivelò che il 1975 cera la data più che probabile per il ritorno di Cristo sulla Terra. Il libro Life Everlasting in Freedom of the Sons of God (“La vita eterna nella libertà dei figli di Dio), pubblicato nel 1966, riporta la seguente asserzione che fece rizzare i capelli dei Testimoni di Geova: “Secondo la nostra attendibile cronologia della Bibbia, 6.000 anni dalla creazione dell’uomo termineranno nel 1975, ed il settimo periodo di milli anni della storia umana comincerà nell’autunno del 1975” 2. Il Kingdom Ministry (“Ministero del Regno”), una pubblicazione interna della Watchtower, scrisse nel numero di marzo del 1968: “Pensate solo, fratelli, mancano solamente circa novanta mesi prima che i 6.000 anni di esistenza dell’uomo sulla terra siano completati […] La maggioranza delle persone che oggi vive probabilmente sarà viva quando arriverà l’Armageddon” 3. Mentre alcuni sostengono che speculare sulla cronologia Biblica non significhi necessariamente fare ricorso alla numerologia occultista (dato che la Bibbia annuncia alcune predizioni del futuro basate sul passaggio di certi “giorni, stagioni, o anni”), questo fatto non giustifica l’uso di altre cose, come i simboli e le interpretazioni puramente occultiste. Inoltre, secondo la Sacra Scrittura (Dt 18, 20-22), chi volesse stabilire una data ben definita per il ritorno di Cristo sarebbe identificato come un falso profeta 4. Siccome la Watchtower ha asserito di essere un profeta in numerose occasioni, essi non possono che essere annoverati insieme ad altri falsi profeti come Joseph Smith, il fondatore dei Mormoni, Mary Baker Eddy, la fondatrice della Scienza Cristiana, ed Herbert W. Armstrong, il fondatore della Chiesa di Dio Universale. Forse che Russell era coinvolto in qualche tipo di occultismo o gnosticismo?

PIRAMIDOLOGIA

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Fra il più evidente tra i collegamenti occultistici di Russell c’è lo studio della Grande Piramide egizia, che egli usò per predire il futuro. Russell si recò in Egitto ed effettuò le misurazioni dei passaggi segreti ed interni della piramide, e girò letteralmente “a piedi per anni” per calcolare la data del ritorno di Cristo. Riferendosi alle misurazioni dei passaggi interni di questa piramide, Russell afferma: “Così, quindi, se noi misuriamo all’indietro e in giù il “Primo Passaggio Ascendente” fino al suo congiungimento col “Passaggio d’ingresso”, avremo una data fissa per segnare il passaggio inferiore. Questa misura è di 1.542 pollici, ed indica l’anno 1542 a. C., come la data di quel punto. Misurando poi in giù il “Passaggio d’ingresso” da quel punto cercando la distanza dall’entrata della “Fossa”, che rappresenta la grande tribolazione e la distruzione con cui questa era si concluderà, quando il male sarà rovesciato dal potere, abbiamo calcolato che è di 3.457 pollici, simbolizzanti i 3.457 anni dalla summenzionata data, il 1542 a. C. Questo calcolo dimostra che il 1915 segna l’inizio del periodo della tribolazione; sommando il 1542 a. C. ai 1915 anni si ottengono 3.457 anni. Perciò, la Piramide testimonia che la fine del 1914 sarà l’inizio del tempo della tribolazione che non c’è mai stata da quando c’era una nazione” 5. Inoltre, la piramide era ripartita in diversi “piani” e sezioni che avrebbero presumibilmente dimostrato il piano di Dio attraverso le età con rispetto per il suo popolo. Supponendo che gli egizi non le abbiano costruite da soli, Russel suggerì la seguente idea: “Una spiegazione del fatto che la Grande Piramide esibisce una conoscenza tecnica in campo progettuale che gli egizi non potevano possedere – una conoscenza che dev’essere stata acquisita sotto la supervisione di qualche ispirato servo di Dio – ha portato alla congettura che Melchisedec fosse il suo costruttore… Di questo noi possiamo saperne poco, tranne che Melchisedec fosse un grande e pacifico re, e che visse in questo tempo, non molto lontano dall’ubicazione della Grande Piramide” 6. (Ironicamente, Rutherford, il secondo presidente della Watchtower Society, ha successivamente affermato che la suddetta Piramide fosse stata costruita dal demonio! N.d.A.).

 

NUMEROLOGIA

Russell era convinto di aiutare ad sollevare il velo di oscurità riguardo il piano di Dio, e di mostrare molti argomenti celati ritenuti segreti. “Noi crediamo che il velo possa essere rimosso dagli occhi delle nazioni attraverso la manifestazione di verità a lungo nascoste, con tutti i mezzi che Dio può usare a tal scopo; è senza dubbio il compito e privilegio di tutti quelli che in diverse misure possiedono la luce quello di lasciarla risplendere” 7. Russell credeva che Dio gli avesse rivelato molte di queste verità, non solo attraverso la Piramide, ma anche attreverso certi numeri più volte ripetuti nella Bibbia. “Number Seven” è il titolo di un articolo comparso sulla rivista Zion’s Watch Tower 8, in cui Russell discute sul significato del numero “sette” in alcuni passi nei quali “giorni” sono menzionati nella Bibbia. Egli sostiene che in alcuni casi in cui Gesù parla di “giorni”, egli intendeva non 24 ore, ma giorni di mille anni: “A parte ciò, ci sono diverse affermazioni ambigue di Nostro Signore, che sembrano mettere in luce l’idea che 7.000 anni equivalgono a 7 giorni”. Nella Watch Tower del 1925 (pag. 51), J. F. Rutherford usa il numero magico 7 per aiutare a spiegare la sua vittoria sui suoi oppositori che cercavano di impedirgli di diventare presidente (il cui ruolo egli alla fine usurpò): “Era il 17 luglio del 1917 quando i problemi (conseguenti all’uscita del libro “The Finished Mystery” [“Il mistero svelato”] nelle sedi generali) giunsero al culmine. Il 17 luglio, ossia quasi sette anni prima del 20 luglio, quando il raduno di Columbus venne aperto. Le esperienze della chiesa durante questi sette anni non avevano prodotto nulla di miracoloso. Nel luglio del 1917 sembrava che gran parte del lavoro dovesse andare perduto e calasse il buio della notte. Le tenebre aumentarono fino alla primavera del 1919. Allo scadere dei sette anni la luce tornò a brillare grandemente come mai era successo prima […]. Alcuni erano propensi a pensare che si trattasse di un evento luminoso”. Russell parlò anche del numero tre 8. “Ci sono tre battesimi dei quali si parlò come relazionabili al rapporto Dio-uomo, quello d’acqua, di Spirito, quello di fuoco. Sono tutti menzionati in Giovanni: “In verità io ti battezzo con l’acqua […], ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco”” 9. Al contrario di ciò che insegna la Sacra Scrittura, Russell considerava il battesimo come uno specifico decreto di Dio nei confronti di Israele e del suo popolo. Quindi, se la Bibbia impiega certi numeri con un determinato significato all’interno di messaggi profetici. bisogna considerarli come una forma di divinazione per scoprire quello che c’è dietro lo scritto e speculare sul futuro usando i numeri.

 

NUMEROLOGIA

é cosa nota che Russell ammirava le Società segrete, specialmente la Massoneria. è difficile pensare ad una coincidenza quando uno degli emblemi preferiti dai massoni – la Croce e la Corona – non sia nient’altro che il logo dei Cavalieri Templari. Sia i massoni che Russell ricorrevano alla Grande Piramide per scoprire la “verità”. L’uso del nome “Geova” è, di tutte le parole con significato massonico, è di gran lunga la più importante. Reghellini la definisce in modo appropriato “la base del nostro dogma e dei nostri misteri” 10. Quantunque altre chiese usassero ai tempi di Russell il nome “Geova”, essa divenne la parola-chiave sia ai tempi di Russell che in quelli di Rutherford (così come lo è anche ai nostri giorni). L’uso di questo nome finì per eclissare anche quello di Gesù Cristo, assumendo così un modello sconosciuto nel Nuovo Testamento. Ci sono molti paralleli interessanti tra la Massoneria e la Watch Tower. Russell amava utilizzare il “Disco Alato” del dio-Sole Ra, rivelando così la sua attrattiva per la religione e per i misteri egizi. Egli fece stamapre questo simbolo sulla copertina dei sui Studies on the Scriptures (“Studi sulle Sacre Scritture”). Secondo l’opera Practical Egyptian Magic (“Magia pratica egizia”), di Murry Hope, il Disco Alato è “emblematico dell’elemento dell’aria; esso consiste in un cerchio o un tipico disco solare, cinto da un paio di ali. Durante il rituale magico, esso è sospeso al di sopra dell’altare, orientato verso Est ed è utilizzato quando si invoca la protezione e la cooperazione dei silfi”. Buona parte del pensiero e dell’iconografia di Russell è stata ricalcata sul modello massonico ed occultista. Fritz Springmeier menziona le seguenti similitudini tra la Massoneria e la sètta geovista nella sua opera del 1990 The Watchtower and the Masons (“La Watch Tower e i massoni”):

“l“Geova” è la parola più importante, essendo la base del loro dogma ed il nome del loro Dio;

lEntrambe utilizzano il termine massonico “Grande Architetto”.

lEntrambe credono che Dio abbia ceduto il suo potere ad un dio inferiore;

lLa Chiesa sarebbe una Piramide;

lLa Bibbia sarebbe scritta in codice; è un libro nascosto;

lEntrambe rigettano la dottrina dell’inferno;

lEntrambe credono che una menzogna non è una menzogna quando si tratta di ingannare una persona che non è degna di conoscere la verità;

lEntrambe sono affascinate dai numeri e dai loro significati speciali e misteriosi (la cosìddetta “numerologia“);

lDio avrebbe fatto costruire la Grande Piramide, forse grazie alla mediazione di Melchisedec;

lEntrambe erano molto interessate all’egittologia.

lEntrambe utilizzano le parole ed i simboli massonici;

lEntrambe considerano la Chiesa cattolica come “Babilonia la Grande”;

lEntrambe pensavano che i neri erano inferiori ai bianchi;

lEntrambe tenevano le loro assemblee nelle sale massoniche”.

Una parola sui

concetti gnostici

La parola “gnostico” deriva dal greco “gnòsis”, che significa “conoscenza”. Essa è stata tradizionalmente usata per descrivere la convinzione secondo cui la conoscenza è potere, specialmente la conoscenza dei segreti dell’Universo. Gli gnostici credono che solamente una cerchia ristretta di persone è qualificata per accedere a questa “conoscenza segreta”, e che sono gli unici ada essere veramente illuminati. I massoni credono in diversi livelli di conoscenza suddivisi in 33 livelli o “Gradi”. Ad ogni gradino della scala vengono rivelati nuovi segreti, dando all’iniziato un tipo di potere sugli altri. Lo gnosticismo poggiava sul razionalismo nella formazione della sua struttura delle credenze. Sebbene gli gnostici siano sempre rimasti all’esterno per lungo tempo prima che si formasse la cristianità, alcuni aderirono alla Chiesa degli albori. Quelli che non abiurarono le loro credenze gnostiche furono espulsi e formarono altre sette. Dalla

fine dei primi due secoli, i Padri della Chiesa ci dicono che esisteva un considerevole numero di sette cristiane e gnostiche. La prima Epistola di San Giovanni è stata scritta come un avvertimento ai credenti per stare all’erta contro certe idee gnostiche, come la credenza secondo cui la materia e la carne sono intrinsecamente cattive, e che veramente tutte le questioni sono “spiritualità”. Tale credenza era manifesta in due varietà:

w gli gnostici che erano veramente stoici e “mortificavano la carne” (perché era cattiva);

w la forma più popolare di quelli che pensavano che pressocché qualsiasi cosa era lecita nella carne (fornicazione, ecc…) poiché la carne era provvisoria, mentre solo lo spirito era eterno. La conseguenza logica di tale credenza era che Cristo non poteva essere veramente di carne e di sangue, poiché la carne è cattiva. In altre parole, Egli non si fece mai carne come un vero uomo (né è mai resuscitato nella carne) 12. Charles Taze Russell venne fortemente influenzato dal pensiero gnostico fino al punto di negare il castigo eterno a causa della sua irragionevolezza, e la Trinità perché era illogica. Molta enfasi fu posta sul bisogno essere istruiti a riguardo dei “segreti rivelati” che erano appena stati liberati come “una nuova luce” sia nelle pagine della Watch Tower che nella sua serie di libri intitolata Studies in the Scriptures. Per darvi un’idea dell’estensione dell’enfasi che Russell annetteva all’importanza di ottenere questa conoscenza che (secondo lui) era più preziosa della lettura della Bibbia, ecco un estratto dalla Watch Tower 13: “Inoltre, non solo vediamo che queste persone sono incapaci di intravvedere il piano divino studiando la Bibbia, ma vediamo anche che se mettono da parte gli “Scriptures Studies”, anche dopo averli utilizzati ed aver familiarizzato con essi, dopo averli letti per dieci anni, se li mettono da parte e li ignorano passando direttamente alla lettura della sola Bibbia, anche se hanno compreso la loro Bibbia per dieci anni, la nostra esperienza dimostra che dopo due anni esse tornano nelle tenebre. D’altra parte, se esse hanno letto solamente gli “Scriptures Studies” con i loro riferimenti, e non hanno letto una sola pagina della Bibbia, queste persone saranno nella luce anche dopo due anni, perché hanno la luce delle Scritture”. Attraverso la storia della Watch Tower fino ad oggi, questo stesso tema è riecheggiato più volte, dicendo ai Testimoni di Geova che hanno ottenuto una conoscenza speciale, che non si potrebbe ottenere leggendo solamente la Bibbia, e che è vitale rimanere sotto gli insegnamenti della Watch Tower per poter conservare questi meravigliosi segreti. Due citazioni da fonti più recenti basteranno a dimostrare questa affermazione:

w“Considerate anche il fatto che l’unica organizzazione di Geova su tutta la terra sia diretta dallo spirito santo o forza attiva di Dio […]. Così, la sacra parola di Dio, la Bibbia, non è un libro sigillato […]. Quanto i veri cristiani apprezzano grandemente essere associati all’unica organizzazione sulla terra che comprende le “cose profonde di Dio””! 14

w“Dunque la Bibbia è un libro organizzazativo ed appartiene alle congregazioni cristiane in quanto organizzazioni, e non individui. Poco importa fino a che punto esse possano sinceramente credere che possono interpretare la Bibbia. Per questa ragione la Bibbia non può essere compresa correttamente senza avere in mente l’organizzazione visibile di Dio” 15.

La Watch Tower dichiara anche di predicare un nuovo Vangelo, che non era stato predicato nei secoli passati, “del regno celeste di Dio che è stato stabilito dall’intronizzazione del suo Figlio Gesù Cristo alla fine dei tempi dei Gentili nel 1914” 16. Si tratterebbe di una “nuova comprensione” del Corpo Governativo dei Testimoni di Geova, che ha permesso di captare il messaggio del ritorno invisibile di Cristo nel 1914, al posto del Vangelo storico della morte, della sepoltura e della risurrezione di Cristo. (1 Cor 15, 3-4.). Apparentemente, un individuo non può acquisire le verità di Dio senza i “segreti” del piano di Dio che sono stati rivelati nel corso degli anni, come se si trattasse di “nuove comprensioni”, dal Corpo Governativo. La sola Bibbia non è più sufficiente. Anche la loro traduzione del versetto di Gv 17, 3 suona in questo modo: “Ciò significa la vita eterna: che imparino a conoscerti, tu l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo”. Le altre traduzioni bibliche rendono questo versetto con più precisione con “consiste nel conoscerti” o “che ti conoscano”, in opposizione a “imparino a conoscerti”. Quest’ultima traduzione ha più precisamente il significato di acquisire una familiarità piuttosto che di apprendere dei fatti. Questo schema si manifesta nel libro degli Atti degli Apostoli, al secondo capitolo, dove si dice che la salvezza giunse ad alcune migliaia di persone sentendo le parole relative alla crocifissione e alla risurrezione di Cristo. Queste persone si pentirono e si convertirono, donando appassionatamente le loro vite a Cristo. Nient’altro era loro necessario per essere considerati come “salvi” (At 2, 41-47). Secondo la Watch Tower, l’insegnamento secondo cui Cristo sarebbe ritornato invisibilmente nel 1914 viene accolto solamente da quelli che possiedono la vera “Saggezza”. La loro spiegazione del versetto Ap 1, 7 sul ritorno di Cristo (“ogni occhio lo vedrà”) è che solamente quelli che possiedono la vera perspicacia spirituale (ossia i Testimoni di Geova) discerneranno la sua presenza, mentre il resto dell’umanità ne rimarrà all’oscuro. Ecco un classico esempio di gnosticismo! Altri segreti custoditi dalla Watch Tower includono:

wIn che modo sanno che c’è una classe speciale “unta” che governerà con Cristo. Questa conoscenza viene regolarmente spiegata a coloro che sono all’esterno di detta classe come un mistero (in questo caso, bisogna includere non solo i non-Testimoni, ma più del 99% dei Testimoni che non sono “unti”!).

wUn segreto ancor più grande cela il modo con cui si suppone che Geova comunichi col presidente o con i membri del Corpo Governativo. Evidentemente, non si tratta di affari che riguardano i “Testimoni della base”. Scriveva in proposito Rutherford: “Questi angeli sono invisibili agli occhi degli uomini e sono lì per comunicarci le istruzioni del Signore. Non c’è dubbio che essi siano i primi a sentire le istruzioni che il Signore vuol rivelare al suo resto, e allora questi messaggeri invisibili comunicano tali istruzioni a questi ultimi. I fatti dimostrano che gli angeli del Signore, che sono con lui nel suo tempio, hanno in questo modo reso un servizio al resto a partire dal 1919″ 17. “Certi doveri e interessi del regno sono stati attribuiti dal Signore ai suoi angeli, inclusa la trasmissione delle notizie al popolo unto di Dio sulla terra per il loro aiuto ed il loro conforto. Anche se non possiamo comprendere come gli angeli trasmettano queste notizie, sappiamo essi che lo fanno; e le Scritture ed i fatti dimostrano che ciò è vero” 18. “I membri che compongono il resto non sentono dei suoni udibili, perché non è necessario. Geova ha stabilito il modo di comunicare il suo pensiero agli spiriti degli unti. L’organizzazione è una società segreta per tutti coloro che non fanno parte del resto unto 19.

Hanno cambiato?

Oggi i Testimoni di Geova sostengono di avere ricevuto “nuove comprensioni” dall’epoca di Russell, e che la Watch Tower ha rinnegato le sue origini pagane. Tuttavia, fino almeno al 1980, una delle sale per le assemblee di Queens (N.Y). aveva il disco alato affisso al suo interno. A partire dal 1983, essi hanno smesso di citare spiritisti come Johannes Greber (utilizzato per “convalidare” la loro interpretazione del versetto Gv 1, 1: E il verbo era un dio), sebbene la versione spagnola del 1987 di Aid to Bible Understanding (“Un aiuto per comprendere la Bibbia”) continuasse a fare riferimento a Greber! Le radici gnostiche della Watch Tower restano nella forma delle loro dottrine. Non solo essa nega la divinità di Gesù Cristo, la Trinità e l’esistenza dell’inferno sulla base della ragione, ma crede ancora che una persona non possa essere salvata se non ha appreso il messaggio della Watch Tower, incluso che il ritorno invisibile di Cristo avvenuto nel 1914 e l’esistenza della classe speciale degli “unti”. Si deve credere che il Corpo Governativo riceve segretamente mutevoli “nuove comprensioni” da Geova. Inoltre, l’uso del nome “Geova” è obbligatorio se si vuole essere accettati nel “nuovo sistema”. Essenzialmente, le cose non sono cambiato dall’epoca di Russell. È prevedibile che la Watch Tower continuerà ad alimentarsi alle sorgenti gnostiche ed occulte per convalidare le sue credenze, poiché le sorgenti storiche tradizionali esigono un approccio più ortodosso alla Sacra Scrittura!

NOTE

1 Cfr. J. Penton, Apocalypse Delayed (“Apocalisse rinviata”), Toronto Press, 1985, pagg. 3, 4.

2 Cfr. Life Everlasting in Freedom of the Sons of God, pag. 29.

3 Cfr. Kingdom Ministry, marzo 1968, pag. 4.

4 “E il profeta che osasse dire in nome mio cosa che Io non gli ho comandato di dire, e parlasse in nome di altri dèi, quel profeta deve morire. Forse tu dirai in cuor tuo: “Come conosceremo noi le parole che il Signore non ha detto”? Se questo profeta dice di parlare in nome del Signore, ma la sua parola non avrà effetto nè si avvererà, allora sarà una parola che il Signore non ha detto. Il profeta ha parlato per presunzione: non aver timore di lui”.

5 Cfr. C. T. Russell, Thy Kingdom Come [“Venga il tuo regno”], vol. 3 di Studies in the Scriptures, ed. 1916, pag. 342).

6 Ibid., pag. 322.

7 Cfr. C. T. Russell, Zion’s Watch Tower (“La Torre di Guardia di Sion”), aprile 1880, pag. 6.

8 Stranamente, Russell ha usato i pochi argomenti riguardanti il numero tre nella natura di Dio o nel suo piano, così come d’altronde fanno i trinitaristi al giorno d’oggi. Nella Watch Tower del maggio 1881, è scritto: “Noi siamo convinti che il numero tre sia fondamentale in paradiso e in terra, come per Dio e per l’uomo, nella struttura dell’universo, nel piano delle ere, nel processo di maturazione dell’essere cristiano e nel percorso che porta a Dio […]. Noi richiameremmo l’attenzione sull’argomento prioritario del Tre Divino – Padre, Figlio e Spirito Santo – più volte menzionato nella Bibbia. Questo è fondamentale, come dimostrato dal mandato di Cristo (Mt 28, 19), ed è relativo alla nostra fede nel Creatore, Redentore e Rigeneratore, e suggerisce i tre gradini nel passaggio relativo dell’uomo a nell’immagine divina”. Oggi, la Watchtower non fà più analogie di questo tipo! Esse sono troppo vicine ad ammettere la Trinità!

9 Cfr. Zion’s Watch Tower, marzo 1881, pag. 6.

10 Cfr. G. A. Mackey, An Encyclopedia of Masonry (“Un’enciclopedia della Massoneria”), The Masonic History Co., Chicago 1871, vol. 1, pag. 363 e ss..

11 Cfr. M. Hope, Pratical Egyptian Magic, St. Martin Press, New York 1984, pag. 107.

12 A tal proposito, vedi 1 Gv 4, 1-5.

13 Cfr. The Watch Tower, del 15 settembre 1910, pag. 298.

14 Cfr. The Watch Tower, del 1º luglio 1973, pag. 402.

15 Cfr. The Watch Tower, del 1 ottobre 1967, pag. 587.

16 Cfr. The Watch Tower, del 1º maggio 1981, pag. 17.

17 Cfr. Rutherford, Vindication, 1932, vol. 3, pag. 250.

18 Cfr. Rutherford, Preparation, 1933, pagg. 36-37.

19 Ibid, pag 64

Il Bethel Ministries – che, lo ripetiamo, è pubblicato da ex membri del Quartier Generale dei Testimoni di Geova, e tra questi Randall Watters – constituisce dunque un lavoro di grandissima importanza per quelli che hanno bisogno della conferma degli anziani del Bethel. Si tratta anche di rappresentanti di uno dei siti internet americani (che ora ha anche una senzione francofona) più importante sulla questione (http://www.freeminds.org/). Watters, che fu membro del Bethel di New York e sorvegliante delle tipografie del Quartier Generale, non è un personaggio di second’ordine. La sua esperienza al Bethel di New York è del resto molto documentata. Come dicevamo precedentemente, l’articolo di Watters sull’aspetto occulto della Watch Tower non è stato unicamente pubblicato dalla sua rivista. Grazie alla mediazione del sito “Freeminds” questa squadra avanza sempre più in questa direzione perché la sua pagina internet contiene una sezione sulla Massoneria e la Watch Tower http://www.exjws.net/museum/masonry.htm .

Noterete su questa pagina di “Freeminds” il magnifico “tempio massonico Rosa-Croce” che viene ancora utilizzato come sala di assemblea dai Testimoni di Geova, la “Queens, New York Assembly Hall”. Sui muri di questo edificio sono raffigurati gli stessi simboli massonici che si ritrovano nella vecchia letteratura dell’organizzazione! E questo ai nostri giorni… mentre la Watchtower dice avere tagliato con il suo passato!!!

Nel volume 11, nº 1, “Celebrating Our Tenth Year“, del Bethel Ministries il titolo non lascio alcun dubbio: “The Occultic Origins of the Watchtower” (“Le origini occulte della Watchtower”). Sulla copertina riconosciamo due dei simboli massonici più ricorrenti nella letteratura della Watchtower ai suoi inizi. In particolare il simbolo di Ahura Mazda, che si ritrova anche nei simbolici egizi che rappresentano il dio sole Râ. Questo simbolo è stato utilizzato da Russell sulla copertina delle sue opere e si ritrova anche sulle pareti della succitata “Sala di assemblea – tempio massonico” anche ai nostri giorni, visibile all’URL citato precedentemente del sito americano “Freeminds”.

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DOCUMENTO MASSONE NEL QUALE SI PARLA DELLA CONVENIENZA DEL SOSTENERE FINANZIARIAMENTE IL MOVIMENTO DEI RUSSELLITI
NEGLI INTERESSI DELLA MASSONERIA EUROPEA 

Il teocratico “pacifista” Rutherford, secondo presidente della Società Torre di Guardia non si fece scrupolo di accettare ingenti somme da alcuni appartenenti a un gruppo ebreo-massonico, arricchiti grazie alla piena guerra mondiale. Per quale motivo fu egli duramente contestato durante una conferenza tenuta a Monaco, dinanzi a 7.000 persone, stipate nel “Zirkus Crone”.

 “Nel 1922 il fratello Rutherford intraprese un lungo viaggio attraverso l’Europa  …  a Monaco  …  il fratello Rutherford dichiarò: “In questa città (Monaco) e in altri luoghi è stato dichiarato che l’Associazione degli Studenti Biblici Internazionali sia finanziata dagli Ebrei”. (Annuario dei Testimoni di Geova, 1975 p. 91)

 “L’organizzazione religiosa Greca Ortodossa ha recentemente distribuito opuscoli in cui è dichiarato che i testimoni di Geova sono finanziati dai giudei”.(La Torre di Guardia, 15 marzo 1948 p. 85)

Come mai Rutherford fu costretto a menzionare queste critiche pubblicamente? Che cosa celavano le accuse mosse ai testimoni di Geova? Perché l’Annuario non si dilunga sull’argomento? Evidentemente c’era sotto qualcosa.

In quel periodo (negli anni venti) ci fu una corrispondenza tra massoni che ebbe per oggetto i testimoni di Geova. Riporto gli stralci di questa corrispondenza così come furono riferiti dal periodico Vita Apuana del 6 settembre 1959, p. 4:

“La lettera (datata 27 dicembre 1922) che pubblichiamo fu resa nota dallo stesso autore (massone americano del 33° grado Mac William Brown) e dal destinatario della medesima (massone germanico barone Herbert Bomsdorff-Bergen) quando si distaccarono dalla Massoneria.

I testimoni di Geova minacciarono più volte il processo per diffamazione, ma nessuno riuscì mai a dimostrare la falsità del documento. Stralciamo alcuni brani dalla lettera:

     “Caro fratello!  …  questa gente (i tdG) ci è molto utile. Noi dobbiamo loro, tramite la nota via indiretta, molto denaro versato da fratelli che hanno fatto grossi guadagni durante la guerra: il loro voluminoso portafoglio non ne soffre molto. Sono Ebrei. La primavera prossima verrà in Europa il signor Rutherford, che farà propaganda con le sue conferenze…  La prego di provvedere affinché l’attività dei Seri Studiosi della Bibbia (si chiamano così i propagatori delle nuove teorie) non venga messa in cattiva luce dalla stampa.  …  Il metodo per vincere un paese è trarre profitto dalle loro debolezze e abbattere le sue colonne. I nostri nemici sono i protestanti come pure i cattolici in Europa. I loro dogmi intralciano i nostri piani. Perciò dobbiamo fare di tutto per diminuire il numero dei loro aderenti e di metterli in ridicolo”.

Non risulta che il Corpo Direttivo dei testimoni di Geova abbia compiuto azioni per contestare l’autenticità dei fatti riportati; era normale negli anni venti per il Corpo Direttivo accettare “tramite la nota via indiretta molto denaro” da massoni ed Ebrei?

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I TESTIMONI DI GEOVA
CONTRO LA CRISTIANITA’ ED I SUOI MINISTRI

     La documentazione che segue costituisce soltanto una piccola parte di tutti i dati disponibili circa la maniera in cui i testimoni di Geova perseguitano verbalmente tutti quelli che sfidano le loro teorie. Io la presento perché spero di mostrare qual è la vera natura di quelli che sostengono di essere gli unici testimoni di Geova sulla terra.

     Nella Torre di Guardia del 15/7/1953, pagg. 219 – 221, dall’articolo “Mostrate interesse per i poveri”, con il loro zelo abituale, i testimoni scagliano accuse velenose e sarcastiche contro tutta la cristianità circa la sollecitudine mostrata verso i poveri. Non soddisfatti di paragonare le raccolte a scopo benefico di ispirazione cristiana con il “demonismo” in Africa, la superstizione religiosa in India e la “religione rossa” dei senza-Dio comunisti, i testimoni passano ad accusare la cristianità di responsabilità per le stesse miserie che le sue raccolte a scopo di beneficenza si propongono di alleviare.

     Ecco un esempio del loro atteggiamento: “E nella cristianità, per quanto ad alcuni possa sembrare sorprendente, i falsi insegnamenti religiosi, credi, tradizioni e comandamenti di uomini sono il motivo sia diretto che indiretto della miseria materiale e spirituale dei poveri, nonostante l’ostentato sfoggio di soccorsi della Cristianità” (pag. 219).

     Dato che non reca alcun fastidio alla Torre di Guardia di saltare da un argomento all’altro, senza che tra i due vi sia il minimo rapporto, eccoli, subito dopo, condannare la cristianità come in larga misura responsabile di fatto della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Dicono: “Se avesse voluto la Cristianità avrebbe potuto facilmente evitare la prima e la seconda guerra mondiale” (pag.219).

     Nessuna persona dotata di una mente che non si lascia confondere potrebbe mai onestamente credere che la cristianità abbia ostacolato la prevenzione dell’una o dell’altra delle due guerre. Ma i testimoni di Geova sono soddisfatti di insegnare questo errore evidente cui si oppone poca resistenza unita da parte dei cristiani di tutte le denominazioni.

     Per quanto riguarda l’interessamento della cristianità per i poveri e i bisognosi i testimoni sostengono che si tratti di pura ipocrisia.

“Il preteso interesse della Cristianità verso i poveri è semplice ipocrisia” (pag. 220).

    Si sarebbe tentati di credere che dopo un sì sfrontato attacco alla cristianità, ‘lo schiavo fedele e discreto’ tacesse per un po’, ma non è così. Soffiando alito infuocato sul collo delle fuggenti orde di religiosi, araldi dell’inferno di fuoco, come descrivono i loro avversari i testimoni di Geova, essi leggono subito dopo, nel ventesimo capitolo del libro di Ezechiele, una tonante condanna della cristianità che essi applicano mal a proposito a tutti quelli al di fuori del loro ovile. Cito il loro parafrasare per mostrare il tipo di maldicenza teologica non insolita nelle molte imprese letterarie dei testimoni di Geova.

“I suoi sacerdoti violano la mia legge, e profanano le mie cosa sante;  …  I suoi capi, in mezzo a lei, son come lupi che sbranano la loro preda: spandono il sangue, prendono le anime per saziare la loro cupidigia. E i loro profeti intonacan loro tutto questo con malta che non regge: Hanno delle visioni vane, pronostican loro la menzogna, e dicono: Così parla il Signore. L’Eterno non ha parlato affatto.” E, quale conseguenza: “Il popolo del paese si dà alla violenza, commette rapine, calpesta l’afflitto e il povero, opprime lo straniero, contro ogni equità.” – Ezechiele 22:26-29). (p. 220).

Le accuse dei testimoni di Geova proseguono poi in toni ancor più violenti. Esplode la Torre di guardia:

“Oh, Cristianità empia! Perché hai abbandonato la pura adorazione di Dio? Perché hai fatto alleanza e sei divenuta una parte dell’iniqua organizzazione di satana che opprime il popolo? Perché non hai mostrato interesse per i poveri come Geova comanda…” e così via, continuando nella parafrase di Isaia 58:6, 7” (pag. 220).

     La costante opera di adescamento svolta dai testimoni di Geova è caratterizzata da questo genere di illogico ragionare che non tiene alcun conto di fatti o cifre statisticamente provati.

     Sorge allora la domanda: fino a quando tacerà la cristianità davanti a simili mendacii e infondate accuse? Nello stesso numero della Torre di Guardia, l’autore dell’articolo prosegue:

“La misera assistenza caritatevole che i poveri ottengono dalla cristianità è come le briciole che il mendicante Lazzaro raccolse dalla mensa del ricco, mentre i cani lambivano le sue ulcerose piaghe. Né le briciole né il leccare mette rimedio allo stato di medico. Soltanto Geova può effettuare il soccorso. Com’è confortante dunque per le persone abbattute e oppresse della terra sapere che v’è Uno ‘più alto dei più alti’ sovrani della Cristianità”. (Pagg. 220, 221).

     Ignorando del tutto i miliardi che i milioni di appartenenti alla cristianità profondono per alleviare le sofferenze dei poveri e dei bisognosi, i testimoni di Geova gratuitamente svolgono opera di denigrazione affermando che in realtà nessuno fa checchessia di valore al di fuori di essi, i soli veri servitori di Geova iddio. Ci troviamo davanti ad un grave travisamento dei fatti, deplorevole mistificazione circa le condizioni esistenti e gli sforzi compiuti da altri.

     L’interessato lettore potrebbe allora domandare: ma è proprio vero che i testimoni di Geova credono realmente di essere i soli a praticare un costruttivo sforzo caritatevole a favore dei poveri? Si tratta certamente di un’errata presentazione. Per chiunque sia ancora tanto ingenuo da credere che i testimoni di Geova non mantengano un atteggiamento dogmatico in questa loro impostura, cito le parole da essi usate, quando dopo aver condannato la cristianità per la sua incapacità, riversano sul proprio umile capo tutto l’onore per l’aiuto dato ai poveri. Essi scrivono:

“Sì, Geova l’Onnipotente ascolta i gemiti dei morituri, e ascoltando, Egli risponde alle loro preghiere e manda i suoi ‘buoni Samaritani’ in soccorso, i suoi testimoni che sono disprezzati dalla Cristianità,  … “ (pag. 221).

E’ tale la propria giustizia di cui si ammantano, da ritenersi i principali strumenti di Dio nel prendersi cura dei bisogni, dei poveri.

     Il “Pastore Russell” il loro fondatore e il suo successore Rutherford, hanno ben insegnato ai loro discepoli l’arte degli equivoci fondati sui giochi di parole, e di una irremovibile sfrontatezza, caratteri che distinguono sempre tutti gli sforzi compiuti dai testimoni di Geova.

     Per confutare l’inganno secondo cui sarebbe ben poco l’aiuto dato dalla cristianità ai poveri e ai bisognosi, basterebbe esaminare i rendiconti finanziari delle varie denominazioni più importanti che sostengono annualmente innumerevoli ospedali, istituti di carità, orfanotrofi, case per anziani e attività di ricerca medica. La verità in tutto è che se i testimoni riconoscessero che la cristianità fa qualcosa di buono, questo equivarrebbe per essi ad una ammissione di non essere riusciti a tenere sotto il proprio controllo il regno teocratico, poiché la cristianità farebbe del bene pur respingendo la loro predicazione.

     Invito i testimoni di Geova a far conoscere le cifre riguardanti i loro contributi per opere caritatevoli, perché se devono condannare gli altri, mostrino almeno qualche prova, e nel farlo dimostrino il loro amore elencando le loro distribuzioni di beni ai poveri ed ai bisognosi che essi ci accusano di ingannare. Se i testimoni di Geova non possono presentare tali prove che stiano in silenzio quando si parla di una questione di cui essi conoscono poco per quanto riguarda la sua relazione con la cristianità.

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I Testimoni di Geova fanno davvero della beneficenza?

E’ risaputo che i Testimoni di Geova non fanno della beneficenza in maniera sistematica, continuativa e organizzata e nemmeno festiscono delle istituzioni a tale fine. Però, leggete quanto i loro dirigenti scrivono a proposito

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AL TESTIMONE DI GEOVA L’ADORAZIONE A GESU’ NON E’ PERMESSA IN COMPENSO GLI VENIVA PROPOSTA L’ADORAZIONE A RUSSELL.
Un modo per porre in crisi il Testimone di Geova consiste nel chiedere loro: “Voi adorate Gesù?”. Questa domanda, banale per un cristiano perché la risposta corretta è ovvia, per un Testimone di Geova, è un vero dilemma.
Il poverino, se risponde positivamente, viene a cozzare con gli insegnamenti impartitigli dalla “centrale”, quindi diviene “apostata”; se invece risponde negativamente, da un lato si è mantenuto fedele alla dottrina appresa dai gerarchi di Brooklyn, ma da un’altra angolatura, in altre parole dalla voce della coscienza, sa di aver bestemmiato.
Il problema che sto trattando ha creato, nei 125 anni d’esistenza della Società geovista, un grande imbarazzo ai Testimoni di Geova. La risposta fornita dai vertici, sull’argomento, è stata, nel corso del tempo, molto equivoca.
La Società Torre di Guardia, dal suo inizio (1879) e fino al 1980 insegnava i suoi adepti a adorate Gesù Cristo.

IL CORPO DIRETTIVO DEI TESTIMONI DI GEOVA, INCORAGGIAVA I SUOI ADEPTI A ADORARE GESU’ CRISTO

CRISTO VIVENTE

“Esiste ed è sempre esistito un solo Cristo. Un cambiamento di natura non cambia identità. Come la PAROLA che si è fatta carne, come l’Altissimo Sacerdote che viene sfiorato dalle nostre debolezze, Egli è ancora il SIGNORE e come tale noi lo adoriamo. “Io sono il Signore Dio tuo” disse sulla terra. Il perdono è una delle prerogative di Dio. “Egli disse al paralitico: figlio, i tuoi peccati ti saranno perdonati perché il Figlio dell’Uomo ha il potere di rimettere i peccati”.
I saggi si portarono alla sua capanna quando nacque e lo adorarono. (Mt. 2:11). Il lebbroso lo adorò, i pescatori lo adorarono, così come il signore e la donna di Cana. Nessuno fu mai rimproverato per questo.
Perfino come uomo Egli fu manifestazione di Dio; dal suo comportamento noi possiamo avere la nostra prima idea di Dio e della sua perfezione. Quando Filippo chiese di poter vedere il Padre, Egli rispose: “Non sono stato abbastanza lungo con te perché tu non mi conosca? Colui che ha visto me, ha visto il Padre; e come fai a dire tu, mostraci il Padre?” (Gv. 14:19). Se noi, come Filippo, ci avviciniamo a Lui negli esempi della Sua vita terrena, o se cerchiamo di capire lo spirito delle parole scritte, il cui insegnamento finale contiene l’immagine di Colui che è chiamato la Parola del Signore, noi Lo conosceremo e avremo la vita eterna. (Gv. 17:3).
Adorare un falso Cristo sarebbe peccato, ma adorare CRISTO in qualsiasi forma non può essere un errore, perché quando ha mandato il Suo Figlio Unigenito sulla terra, Egli ha detto: “Lasciate che tutti gli angeli adorino il Signore”.
Ed ancora: “Tu, Signore, hai creato la terra, e anche i cieli sono il lavoro delle Tue mani. Questi passeranno, ma Tu sarai eterno … Tu li avvolgerai come una veste, ed essi cambieranno, ma THOU art the SAME, e i Tuoi anni non finiranno» (Ebrei 1: 6, 10, 12). (The Watch Tower, marzo 1880, Reprints pp. 82/83) (Sottolineatura mia).

1880 “ … Egli fu oggetto di adorazione non disapprovata, anche quando era bambino, dagli uomini che vennero a vedere il Re neonato (Mt. 2:11). Perfino gli angeli provarono gioia nel rendergli onore. “E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: “Lo adorino tutti gli angeli di Dio”. Egli non rimproverò nessuno per atti di adorazione che gli fu offerto, ma quando Cornelio offrì tale servizio a Pietro – il primo degli apostoli – Pietro lo rimproverò dicendo: “Alzati, anch’io sono un uomo”. (Atti 10:26)”.
(The Watch Tower, Reprints, 1 ottobre 1880, p. 144)

1898 “Domanda – (…) Era veramente adorato, o è la traduzione sbagliata? Risposta – (…) Sì, noi crediamo che il nostro Signore (Gesù) mentre era sulla terra fu veramente adorato,, e giustamente (…) Era giusto che il nostro Signore ricevesse la lode”. (The Watch Tower Reprints, 15 luglio 1898, p. 216).

1926 “Ed ecco che Gesù andò loro incontro e disse: Vi saluto! Ed esse, accostatesi, gli presero i piedi e lo adorarono.
(Matteo 28:16-17). (Liberazione – 1926, p. 163).

1930 “Tutto il genere umano rigenerato si renderà conto della maestà di Dio e si rallegrerà di adorarlo, Lui, come anche il Grande Re”. (Luce – 1930 vol. 2° p. 251 ed. inglese; p. 245 ed. italiana)

1932 “Quando Dio risuscitò dai morti il suo figlio diletto, lo esaltò alla più alta posizione celeste dell’universo, gli diede un nome elevato al di sopra di ogni altro nome, e comandò che la moltitudine delle creature l’onorassero e l’adorassero… E il giorno è vicino in cui ognuna di loro che otterrà la vita piegherà il ginocchio per adorare Cristo e dare gloria all’Iddio Onnipotente”. (La Casa della felicità – 1932, p. 29).

1934 “Siamo determinati … a ubbidire, servire e adorare Geova Iddio e il suo diletto Figlio Cristo Gesù, che è il legittimo Capo del mondo, e a partecipare così alla rivendicazione del nome di Geova”.
(Il Giusto Governatore – opuscolo, 1934, p. 27).

Notate che secondo questa citazione, quelli che adorano Cristo rivendicano il nome di Geova!

1936 “Questa gente di cuore onesto che ha lasciato l’organizzazione di Satana e si è schierata dalla parte del
Signore, desidera di farlo conoscere ed infatti lo fa conoscere, adorando l’unico vero Geova Iddio ed
il suo Re” (Ricchezza – 1936, p. 312).

1939 “Ognuno è libero di prostrarsi davanti agli uomini, ma i cristiani non glorificheranno e non adoreranno che Dio e Cristo”. (Governo e Pace – opuscolo, 1939, ed. francese, p. 10).

“Per ottenere salvezza i popoli di tutte le nazioni devono affluire alla casa dell’Eterno per adorare; devono, cioè, credere e adorare Geova Iddio ed il Signor Gesù Cristo, il Re da lui costituito”.
(Salvezza 1939 p. 148)

1941 “… Tutte le creature nel cielo e sulla terra devono adorare Gesù così come Lui adorò il Padre. Filippesi 2:5-11.
… Il Padre vedrà che tutto il creato adorerà il Figlio”. (The Watchtower, 15 agosto 1941, p.252).

1944 “Gli scopi di questa Società sono … la pubblica adorazione cristiana di Dio Onnipotente e di Cristo Gesù; indire e tenere assemblee locali e mondiali per tale adorazione”. (Carter of the Watch Tower Society of Pennsylvania – [Statuto della Società Torre di Guardia di Pennsylvania], Articolo II, pp. 19, 20, come emendato nel 1944).

1945 ”Poiché Geova Dio ora regna come Re per mezzo di Sion, la Sua capitale organizzazione, allora chiunque lo voglia adorare, deve anche adorare e prostrarsi davanti al principale rappresentante di Geova, in quella capitale organizzazione, cioè Cristo Gesù il Suo Correggente sul trono della Teocrazia. Gli angeli santi ubbidirono lietamente al comando divino e dimostrarono la loro adorazione del nuovo Re di Geova e la loro sottomissione a Lui, partecipando alla Sua “guerra in cielo” contro Satana e i suoi angeli malvagi”.
(The Watch Tower, 15 ottobre 1945, p. 313).

1947 “ … Cristo Gesù è il Re intronizzato al quale dobbiamo ora ubbidire. Essi santificheranno e adoreranno
sempre queste autorità superiori dell’universo e ubbidiranno solo ad esse”.
(Il Principe della pace – opuscolo 1947, ed. francese, p. 56).

1953 “Cristo deve essere adorato come uno Spirito Glorioso, Vittorioso della morte sul Palo di Tortura”
(Accertatevi di ogni cosa – 1953, p. 85, ed. inglese).

“L’adorazione degli eroi esiste da gran tempo in questo mondo, benché non sia approvata dalla Bibbia, la quale indica che l’adorazione è riservata soltanto a Dio e al suo Figlio reale, Cristo Gesù”.
(La Torre di Guardia 1/8/1953 p. 246)

“Il nuovo mondo adorerà eternamente il suo Creatore e Salvatore”.
(Dopo Armaghedon Dio stabilirà un nuovo mondo – 1954, opuscolo, ed. francese, p. 27)

SI EBBE UN ALTRO RIPENSAMENTO

In seguito, sette anni dopo, l’apice della Società dei Testimoni di Geova cambiò parere, dato che, continuando a porre ai seguaci l’adorazione a Gesù, implicitamente ammetteva che Egli è Dio, poiché solo alla Divinità va resa l’adorazione; vedi Es. 34:14; Mt. 4:10; Dt. 6:13. Quindi si ripresentava per la direzione geovista il problema della SS. Trinità, scioccamente accantonato; perciò fu scritto: “ … Nessuna adorazione deve essere resa a Gesù Cristo ora glorificato in cielo. La nostra adorazione va resa a Geova Dio”. (La Torre di Guardia, 15 settembre 1954, pp. 574/575; cfr. Torre di Guardia 1/3/55, p. 157). “Non concludete erroneamente che i cristiani devono adorare Cristo; Egli non ha insegnato questo. E’ vero che Gesù è un dio, un potente, ma Egli non adorò se stesso né si fece adorare dai suoi discepoli”. (La Torre di Guardia, 1/2/60, p.70).

Questa posizione è stata affermata dai Testimoni di Geova con La Torre di Guardia del 15/6/1965, p. 383 e 1/8/1983, p. 18 ove è scritto: “Il verbo greco proskynèo può significare: 1) Rendere rispettoso omaggio, come inchinandosi, a Gesù, colui che Geova Dio ha onorato e glorificato. 2) Adorare Geova Dio mediante o per mezzo del suo principale rappresentante, Gesù suo Figlio”. Nel loro libretto, che utilizzano quando si trovano in difficoltà con le persone durante la loro predicazione “Ragioniamo facendo uso delle Scritture” – 1990, a pagina 168 scrivono: “La parola greca tradotta ‘adorare’ è proskynèo … l’atto descritto da proskynèo è riservato a Dio solo”.

FATICOSA CORREZIONE

Vi fornisco la prova di questo: dal 1967 (ultima volta che il Corpo Direttivo si è lasciato … sfuggire alla traduzione esatta di “proskynèo” – in Ebrei 1:6 – in italiano) loro sono riusciti a “correggere (in italiano) soltanto nel 1986; quindi 19 anni dopo; e preparando lentamente, attraverso due altre tappe. Come? Uno dei sistemi più comuni che usano è quello si stabilire che due vocaboli, anche se non hanno niente in comune, significhino la stessa cosa. Altro è “adorare”, altro è “rendere omaggio”: ma essi piano, piano hanno preparato, insensibilmente, il loro gregge a credere che questi due termini indicherebbero la stessa cosa, sarebbero sinonimi. Come hanno fatto?
Vi ho detto che per l’ultima volta “lo adorino” di Ebrei 1:6 appare nell’edizione italiana del 1967. Pressato dai dubbi suscitati, il Corpo Direttivo – come facciata prestigiosa dietro cui celarsi – ha stampato il testo critico del Nuovo Testamento in edizione interlineare (quella greco-inglese), nelle edizioni del 1969 e del 1985.
Ebbene nell’edizione del 69, in Ebrei 1:6 si trova una apparentemente innocua stranezza: sotto al verbo greco “proskynèo” c’è la traduzione inglese “obeisance” = “rendere omaggio”; mentre a fianco, con molta astuzia conserva “Worship” = “adorare”: vogliono cioè iniziare a convincere il lettore che “rendere omaggio” e “adorare” corrisponderebbero entrambi a traduzioni equivalenti del verbo “proskynèo”. Se poi prendiamo l’edizione del 1985 troviamo il completamento della “correzione”: sotto il verbo “proskynèo” conservano “rendere omaggio” (come nell’edizione del 69, ma nella colonna a fianco non c’è più “worship” (adorare), come era nell’edizione del 69; c’è invece “rendere omaggio”.
Evidentemente, secondo il Corpo Direttivo, a questo punto, cioè dopo 16 anni di insistenti martellamenti, il chiodo doveva essere entrato nei lettori assidui: insomma questi avrebbero dovuto ormai esser ben convinti che “adorare” e “rendere omaggio” fossero TRADUZIONI EQUIVALENTI di “proskynèo”: proprio per questo, nell’Interlineare del 1985, il Corpo Direttivo ha tranquillamente sostituito al furbesco accostamento (del 69) il sospirato, definitivo allineamento di Ebrei 1:6 con tutti gli altri passi nei quali “proskynèo” era sempre stato … corrotto in “rendere omaggio” (quando aveva per complemento oggetto Gesù).
Ormai il Corpo Direttivo poteva altrettanto tranquillamente … corrompere Ebrei 1:6 anche nelle altre lingue moderne: infatti nel 1986 esce la nuova edizione italiana della loro cosiddetta “Bibbia”: vi leggo il testo di Ebrei 1:6: “Tutti gli angeli di Dio gli rendano omaggio”.
Sembra la naturale conclusione di un teorema! Non vi viene voglia di scrivere: “c.v.d.” (= “come VOLEVASI dimostrare”)? Sono riusciti a “correggere” le ottime versioni italiane (N.B.: ottime limitatamente a Ebrei 1:6) del 63 e del 67, attraverso quel giro di 19 anni.
Ma a loro non è bastato: il teorema, per loro, non era ancora completo; e nel 1987 hanno stampato una nuova edizione della loro … traduzione della Bibbia in italiano; ed in Ebrei 1:6 abbiamo: “Tutti gli angeli di Dio gli rendano omaggio”. Ma c’è un asterisco; rimanda alla nota dove è scritto: “RENDANO OMAGGIO O ADORINO”. Ecco: qui finalmente hanno completato il cammino, il teorema; ed hanno stabilito, arbitrariamente, addirittura la equivalenza lessicale di “rendere omaggio” e di “adorare”. Aggiungono, in quella nota, dei paragoni di confronto perché riguardano altri contesti. E così hanno sistemato la Sacra Scrittura e negano l’adorazione e la divinità di Gesù.
Penso che ora sia chiaro quanto dia fastidio al Corpo Direttivo la figura di Gesù come Dio: ogni volta che la sua divinità compare nella Sacra Scrittura il testo sacro viene … addomesticato.
Perché tanto accanimento contro il Salvatore? Solo una organizzazione satanica può assumere un atteggiamento del genere.
Nella Torre di Guardia del 15/11/91, a pagina 31 è scritto: “… Dio fece sparire il corpo di Gesù, evitando che vedesse la corruzione e impedendo così che divenisse una pietra di inciampo per la fede”.

“Il corpo di Gesù fu fatto sparire da Geova Dio per impedire che del suo corpo si facesse culto idolatrico”.
(Torre di Guardia 15/6/54, pagine 361/362).

“Tuttavia, il vero cristiano non può rendere culto né all’immagine Né alla persona che lo rappresenta, perché deve seguire l’esempio biblico e non prostrarsi che davanti a Dio solo”. (Svegliatevi! 8/7/64, p. 10).

“… Se Gesù non è Dio, eppure lo si adora come se lo fosse, pensate ciò che questo significa. Si adorerebbe qualcun altro che non è l’Onnipotente Dio. Certo questo dispiacerebbe al Creatore. … Tuttavia le chiese continuano a insegnare che Gesù sia Dio, causando confusione nella mente di milioni di persone. Ma peggio ancora, rivolgono l’adorazione delle persone a qualcun altro che non è l’Onnipotente Dio, conducendole nella via della falsa adorazione”.
(Svegliatevi! 8 settembre 1972, pp. 5, 9).

Adorare Cristo è dunque, secondo i Testimoni di Geova, una falsa adorazione.

Ma non perdiamoci d’animo, perché anche se al Testimone di Geova l’adorazione di Cristo non è permessa, in compenso gli è proposta l’adorazione di Russell (il loro fondatore e presidente). Non è una favola ma realtà!
Vi trascrivo quanto è riportato nella stessa stampa ufficiale della Società:

“… Il nostro caro fratello e pastore non dorme nella morte ma fu istantaneamente trasformato dalla natura umana a quella divina, ed ora e per sempre è con il Signore. … C. T. Russell, tu sei stato incoronato come Re dal Signore; e per i secoli futuri il tuo nome sarà conosciuto fra la gente e i tuoi nemici verranno a adorarti ai tuoi piedi”.
(The Watch Tower, 1 dicembre 1916, pagina 6015 della ristampa).

Qui s’impone una domanda: se Russell fu trasformato istantaneamente dalla natura umana a quella divina, perché mai l’hanno seppellito?

Che C. T. Russell sia stato fatto oggetto di adorazione ce lo conferma il libro edito dalla Società: I Testimoni di Geova nel proposito divino (solo in inglese) dove a pagina 69 è scritto:

“L’insistenza che Russell era stato ‘quello schiavo’ portò molti a ciò che era in realtà l’adorazione della creatura”.

Ancora titoli esagerati alla persona di Russell si leggevano sulla Torre di Guardia del 1/11/1917 a pagina 223 dove si diceva che Russell era oltre che Pastore (unico tra i Testimoni di Geova a godere di questo titolo), un antitipo di Ezechiele, quindi profeta, considerato il settimo e ultimo messaggero (angelo) della Chiesa militante (iscrizione tuttora esistente sul cippo tombale del suo mausoleo fatto a forma di piramide di Cheope da lui tanto stimata), e inoltre si leggeva in suddetta rivista, la seguente blasfema: “Le Scritture indicano che Russell fu scelto dal Signore fin dalla sua nascita. I due più famosi messaggeri furono Paolo (l’apostolo) ed il Pastore Russell”.
Quindi Russell fu ritenuto più importante di Giovanni Battista, degli apostoli, dei profeti e dei Re che pure furono messaggeri del Signore, ma non dello spessore del fondatore dei Testimoni di Geova.

SOPPRIMERE LA VERITA’

Il Corpo Direttivo non mette al corrente le persone dei lati oscuri del movimento che, sono celati, come è scritto nelle loro pubblicazioni:

“… Qualche volta è meglio non dire certe cose, anche se sono vere”.
(Manuale di Procedura dell’Ufficio Filiale, capitolo 24:11).

“Mentire ai nemici di Dio non è in verità mentire ma è solo una strategia bellica”.
(Torre di Guardia, 15/12/60, p. 762).

“Ci sono alcune cose che preferiamo non dire ai nuovi interessati”.
(Manuale per la scuola di Ministero Teocratico – 1971, p. 173).

Non bisogna scherzare col fuoco. Leggete questa messa in guardia dell’organizzazione dei testimoni di Geova:

Volete la verità?
Ci sono persone che non vogliono si dica loro la verità perché essa non è d’accordo con le loro vedute favorite. Preferiscono credere alle falsità. (La Torre di Guardia, 15/1/1972, pagina 64)

“Tutti i veri servitori di Geova Dio e i sinceri seguaci di Gesù Cristo dovrebbero perciò prestare molta attenzione a non attestare mai il falso. Sì, diano sempre ascolto al consiglio di ‘dire la verità’. Efesini 4:15”.
(Svegliatevi! 8 giugno, 1971, pagina 30).

“Bugiardo non è chi, per sbaglio, dice involontariamente una falsità. Bugiardo è chi dice consapevolmente una menzogna, con lo scopo di ingannare e sviare. Menzogne e verità non vanno d’accordo”.
(La Torre di Guardia, 1 gennaio 1972, pagina 21).

I NIPOTINI DELL’ADORATO FONDATORE RUSSELL ABBIANO ALMENO IL BUON GUSTO DI TACERE.

Provino i Testimoni di Geova a dire che quanto ho scritto è falso!

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LA SALVEZZA
SECONDO LA BIBBIA E SECONDO LA TORRE DI GUARDIA

“La nostra salvezza dipende dalla traduzione corretta di Giovanni 1:1”.
(La Torre di Guardia, 15/3/63, pagina 183)

Ai Testimoni di Geova viene insegnato che la salvezza si ottiene solo seguendo le direttive dello “schiavo fedele e discreto” (il cui esponente è il Corpo Direttivo), anche se sono innumerevoli le occasioni in cui è stata chiaramente dimostrata la loro falsità! Un comune modo di sentire dei Testimoni, il loro pensiero è “meglio seguire lo schiavo e sbagliare che avere ragione e trovarsi fuori dall’organizzazione dei Testimoni di Geova”. (Questo è esattamente ciò che avviene quando un Testimone dissente apertamente dalle interpretazioni del Corpo Direttivo).

Ecco cosa troviamo scritto nelle loro pubblicazioni:

“L’Organizzazione di Geova è l’unico luogo di salvezza e chiunque, dopo essersi rifugiato in questo luogo di salvezza, lo abbandona, si condanna alla distruzione”. (Ricchezza, 1936, p. 99)

“Sappiamo che non c’è salvezza in nessun luogo all’infuori della Società del Nuovo Mondo.”(Informatore, 8/53, p. 1).

“La volontà di Dio è che, per rendere effettiva la sua salvezza nella vita eterna, il credente dev’essere un predicatore in questo mondo”. (Questo significa vita eterna, 1952, p. 135)

“Cosa richiede Dio da coloro che risiederanno per sempre sulla sua terra paradisiaca? … E’ quello di essere in contatto col canale impiegato da Dio, la sua organizzazione. … Per ricevere la vita eterna sulla terra paradisiaca dobbiamo identificare questa organizzazione e servire Dio in qualità di componente d’essa.”(La Torre di Guardia, 1/9/84, p. 21).

Un lettore ha detto: “La Torre di Guardia e Svegliatevi! sono la mia ‘salvezza’. Non posso farne a meno”.
(Siamo vicini ad Armaghedon? – Notizie del Regno n. 31 – 1982, p. 4)

Ecco, tutto è chiaro! L’organizzazione dei Testimoni di Geova assicura di essere l’unica via di salvezza. La Torre di Guardia rimprovera alla Chiesa Cattolica questa pretesa e, precisa, che la Chiesa Cattolica dovrebbe sottomettersi all’analisi e alla critica:

“I sistemi ecclesiastici, vorrebbero che il popolo creda, che soltanto coloro che divengono membri delle loro chiese possono salvarsi.” (Milioni or viventi non morranno mai! – 1920, p. 94).

“Salvezza vuol dire salvato dalla morte eterna con un’opportunità per la vita eterna. … Noi dovremmo essere ansiosi di dirlo ad altri senza soldi e senza prezzo. … I Cattolici e i Protestanti credono e insegnano che la salvezza riguarda solamente per quelli che divengono membri della loro Chiesa e che tutti gli altri scompariranno. … La volontà di Dio è che tutti gli uomini siano salvati. Devono essere inclusi i Cattolici, Protestanti, Ebrei, Buddisti, Maomettani ed ogni altro pagano”. (The Golden Age 2/11/1925 p. 314)

“La Chiesa Cattolica occupa un posto molto importante nel mondo e afferma d’essere la via della salvezza per centinaia di milioni di persone. Qualsiasi organizzazione che assuma questa posizione dev’essere disposta a farsi esaminare e criticare”. (Svegliatevi! 8/8/85 p. 28).

Noi, allora, ci domandiamo: “I Testimoni di Geova sono disposti a sottomettersi all’analisi profonda e alla critica del loro movimento?” ASSOLUTAMENTE NO. Questo lo ritengono valevole per gli altri ma non per loro.

Ecco, secondo i Testimoni di Geova, tutte le pratiche necessarie da compiersi prima di avere una probabilità di essere salvati:

“Non c’è una strada facile per salvarsi. Questo è possibile solo con strenui sforzi … Tali vigorosi sforzi sono del tutto in contrasto con la facile veduta del cristianesimo che molti assumono … E’ essenziale per la propria salvezza associarsi con la congregazione di cristiani (Testimoni di Geova) … chiunque vuole la vita eterna purifichi la sua vita… La “nuova personalità” è assolutamente necessaria per la salvezza. … chi cerca la salvezza deve rivolgere l’attenzione al servizio comandato da Cristo Gesù … La partecipazione alla predicazione e all’insegnamento della Parola di Dio è essenzialmente collegata alla vostra salvezza. … La fede dovrebbe condurvi a fare un altro importante passo necessario per la salvezza. Sì, è il passo della dedicazione”. (cioè, il battesimo). (La Torre di Guardia, 1/7/68, pagine 389, 390).

“La conoscenza della verità è una delle cose essenziali per ottenere la salvezza, mentre l’ignoranza reca la morte”.
(La Torre di Guardia, 1/9/65, p. 531).

“Per lodare Geova non basta condurre una vita retta… la nostra adorazione implica anche che dichiariamo le eccellenze di Geova e che facciamo pubblica dichiarazione del suo nome!… La predicazione pubblica… è una delle opere più importanti che compiamo… Oggi il “ministero della parola” è altrettanto importante; è l’unico mezzo attraverso cui si può essere salvati”. (Il Ministero del Regno, 1/96, p. 1).

Riassumendo, secondo la Torre di Guardia, per essere salvato, l’uomo deve rivolgersi verso l’organizzazione di Brooklyn, accettare tutti i suoi insegnamenti, riconoscere nel capo dello ‘schiavo fedele e discreto’ il portavoce di Dio. Vivere in seguito ubbidendo alle istruzioni della Società, essere attivo nella predicazione, insomma fare molti sforzi vigorosi. Il Testimone di Geova non possiede alcuna certezza riguardo alla salvezza, questa dipende da molteplici opere compiute nell’ottica della Società Torre di Guardia. Non dimentichiamo che lo Spirito Santo attesta al nostro spirito che noi apparteniamo al Signore (Romani 8:16), e che già siamo salvati. Per i Testimoni di Geova questa certezza non è nient’altro che una colpevole presunzione. Tuttavia, la Bibbia ci offre tali certezze. E’ per la fede che noi abbiamo ricevuto la grazia del nostro Signore. Se l’adepto della setta non ha alcuna certezza, dà la prova lui stesso che non è salvato (Efesini 2:6).
La Società Torre di Guardia insegna, che solo i 144.000 possono ricevere una nuova nascita da parte di Dio:

“Quanti otterranno questa condizione celeste? Secondo tutti i versetti attinenti a questo soggetto, sono comparativamente pochi quelli che ‘nascono di nuovo’. … L’apostolo Giovanni dice di aver visto 144.000 israeliti spirituali suggellati sulle loro fronti(Rivelazione 7:4)”. (La Torre di Guardia, 1/2/82, p. 20).

“… predicatori televisivi cullano il pubblico in un falso senso di sicurezza con la loro teologia e l’uso indiscriminato di slogan come “nati di nuovo” e una volta salvati, salvati per sempre”… solo un limitato numero di persone ha il privilegio di essere nato di nuovo… la “grande folla” di veri cristiani non ha bisogno di nascere di nuovo, perché ha la speranza di vivere per sempre sulla terra, e non in cielo”. (La Torre di Guardia, 1/4/88, pp.17-18).

Contrariamente a ciò che i Testimoni di Geova propongono, la Bibbia dichiara che chiunque crede che Gesù è il Cristo è nato da Dio:

“Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio…”. (1 Giovanni 5:1)

La Società Torre di Guardia precisa che solo i membri della classe celeste possono dire di essere “nati di nuovo”, ma si affretta a precisare che anche quelli non hanno la certezza della salvezza:

“Coloro che appartengono alla classe celeste potrebbero rispondere: Sì, lo sono (nato di nuovo). Ma la Bibbia ci avverte di non prendere per scontata la nostra posizione”.(Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1990, p. 243).

I Testimoni di Geova arrivano fino a pretendere che lo stesso Gesù è dovuto “nascere di nuovo”, ciò implica allora che Egli era peccatore.

“Nascere di nuovo comporta l’essere battezzati in acqua (‘nascere d’acqua’) e l’essere generati dallo spirito di Dio (‘nascere di spirito’) divenendo così figli di Dio con la prospettiva di partecipare al suo Regno. (Giov. 3: 3-5). Gesù fece questa esperienza, così come lo fanno i suoi 144.000 coeredi al Regno celeste”.(Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1990, p. 239).

In tal modo i Testimoni di Geova membri della classe terrestre (la grande folla), riconoscono di “non essere nati di nuovo” e quelli della classe celeste non sono nemmeno certi. La conclusione logica e biblica e che essi non appartengono a Gesù Cristo (Romani 8:9).

Altro errore madornale per i Testimoni di Geova, Cristo è il mediatore solo della classe dei 144.000.

“… perciò, in senso strettamente biblico Gesù è il “mediatore” solo per i cristiani unti”.(La Torre di Guardia, 1/10/79, p. 31).

Poveri Testimoni! Gesù non è dunque il loro mediatore, mentre la Bibbia afferma che Cristo lo è totalmente per il cristiano:

“Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo”. (1 Timoteo 2:5).

Su questo importante passaggio biblico, i Testimoni di Geova si definiscono da se stessi come dei falsi insegnanti:

“Non avete letto 1 Timoteo 2:5-6? Dove è detto: “V’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, il quale diede se stesso quale prezzo di riscatto per tutti”? Forse voi credete, ma sapete che molti eminenti ecclesiastici non hanno fede in questa verità? … Come possono far nascere la fede negli altri se essi stessi non l’hanno?”. (La Torre di Guardia, 1/5/63, p. 265).

Ma chi nega, alla fine, che Cristo sia il mediatore di tutti? Noi non conosciamo questi ecclesiastici, tuttavia abbiamo la certezza che i Testimoni di Geova negano questa dottrina cardinale. Non c’inganniamo. La grande salvezza di Dio (Ebrei 2:3) è basata unicamente sul valore del sacrificio perfetto di Cristo e non sulle nostre opere. Esaminiamo qualche passaggio:

“Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, e non per opere, perché nessuno si glori. Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù, per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo”. (Efesini 2:8-10).

Notiamo che la fede è la sola condizione posta all’uomo in vista del conseguimento della salvezza (Romani 3:27-28). Le opere che provengono dalla vera fede salvatrice, non sono il mezzo ma la conseguenza normale della salvezza già ricevuta. Un gatto non miagola per diventare migliore, ma perché è un gatto. Il vero cristiano non pratica le buone opere per diventare un miglior cristiano, ma perché è già un cristiano.

Un altro testo è capitale:

“A lui rendono testimonianza tutti i profeti, che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome”. (Atti 10:43).

Se Gesù ci dà il perdono dei nostri peccati ciò vuol dire che siamo salvati. La questione del nostro peccato è definitivamente regolata. Non abbiamo più a temere sperando un’eventuale salvezza, Dio ce l’ha già data in Gesù Cristo. Nessun uomo può con le sue opere guadagnare la vita eterna. Questa è ricevuta unicamente per mezzo della fede del nostro Salvatore. La Torre di Guardia lo conferma d’altronde:

“La vita non può essere acquistata da esseri umani imperfetti, ma è il gratuito dono mediante la fede in Gesù Cristo. (Romani 6: 23)”. (Commento alla Lettera di Giacomo, 1979, p. 27).

Incoerenza del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova.

Dalla risposta data dall’opuscolo preparato per i giornalisti: “I Testimoni di Geova nel ventesimo secolo”, 1979 pagina 29, sembrerebbe che i Testimoni di Geova non pretendano di avere il monopolio della salvezza.
Ecco la domanda e la risposta ufficiale.

“Pensano forse di essere i soli a salvarsi? No. Molti milioni di persone vissute nei secoli passati e che non furono testimoni di Geova torneranno in una risurrezione e avranno l’opportunità di ottenere la vita. Molti ora viventi possono ancora schierarsi dalla parte della verità e della giustizia prima della “grande tribolazione”, e ottenere la salvezza. Inoltre, Gesù disse che non dovremmo giudicarci gli uni gli altri. Noi guardiamo l’aspetto esteriore; Dio guarda il cuore. Egli vede accuratamente, giudica con misericordia. Ha rimesso il giudizio nelle mani di Gesù, non nelle nostre (Matteo 7:1-5; 24:21)”.(Cfr. Opuscolo “I Testimoni di Geova chi sono? – 2000, pagina 29)

La testimonianza di Adriano Fontani (ex Testimone di Geova)

In una assemblea al Teatro Tenda a Firenze sentii l’oratore principale, il sorvegliante Andrea Frecciero, dire, nel discorso riservato al pubblico (1985) che noi TdG non diciamo che ci salveremo solo noi. Mi sentii confortato autorevolmente ed a fine conferenza gli parlai. Ma Frecciero raffreddò subito i miei entusiasmi facendomi osservare che “Il mio discorso, così come l’opuscolo, sono per le persone esterne ed a loro non possiamo dire che ci salviamo solo noi, ma in realtà noi sappiamo che per salvarsi occorre essere battezzati nella nostra organizzazione”.
(“ATTI Convegno Nazionale di Studi su Bibbia, Società e Geovismo”. Napoli 25/26 maggio 1991, p. 60).

“Se qualcuno serve ubbidientemente qualche persona o qualche organizzazione, sia volontariamente che per forza, ritenendola in una posizione di superiorità e di grande autorità, si può scritturalmente definire tale persona un adoratore” La Torre di Guardia, 15/2/1962, p. 109).

“Attribuire la salvezza a una persona o ad una ‘organizzazione’ costituisce idolatria” (La Torre di Guardia, 1/1/1990, p. 26).
Come mai i Testimoni di Geova non considerano idolatria l’invito rivoltogli di “Trovare salvezza nell’organizzazione di Geova” contenuto nella Torre di Guardia del 15 marzo 1982, p. 21?

SALVEZZA PER MOLTI O PER TUTTI? – CHE COSA DICE LA BIBBIA?

Dopo una conferenza, un signore chiese perché noi cattolici diciamo che Gesù si è dato nell’Eucarestia e alla morte, per tutti, quando la Bibbia dice ‘per molti’.

RISPOSTA:

Questo signore ha ragione, ma non ha tutta la ragione perché nel Nuovo Testamento (per i Testimoni di Geova, è antiscritturale ed erroneo chiamare questi 27 libri ‘Nuovo Testamento’, ma sono chiamati ‘Scritture Greche Cristiane’ – “La Torre di Guardia, 1/5/1951, p.137, che risente della mentalità semitica, dove il fatto si verifica più accentuatamente, “i molti” vuol dire “la moltitudine” e “la moltitudine” vuol dire “la totalità che è fatta di molti”. Gli antichi non erano del tutto ignoranti. Essi sapevano, come sappiamo noi, che la totalità a volte è fatta di pochi. Quando dicevano “i molti”, volevano dire: “tutti” che sono molti.

PROVA:

Spesso nel Nuovo Testamento si trova la parola “molti” [pollòi], “i molti” [oi pollòi] e onestamente è tradotta “molti”, “i molti”.
Per esempio in relazione alla Comunione:
Mt. 26:28 “…questo è il mio sangue dell’alleanza versato per molti in remissione dei peccati”. [to perì pollòn].
In relazione al riscatto:
Mt. 20:28 “… il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”.[lutron antì pollòn].
IN QUESTI DUE CASI troviamo la parola “molti” [pollòi]. Si potrebbe dire allora che Gesù ha dato l’Eucarestia ed è morto per “alcune” persone come insegnano oggi i Testimoni di Geova a differenza di quanto insegnava il loro fondatore Russell. Il geovismo avrebbe ragione se la Bibbia stessa non specificasse il significato di “pollòi” e non ci dicesse che in questi casi “pollòi” vuol dire “tutti”.
Porto subito un esempio. San Matteo ci ha detto che Gesù ha dato la sua vita in riscatto per molti (Mt. 20:26: lutron antì pollòn) mentre S. Paolo in 1° Tim. 2:6 dice che Gesù ha offerto se stesso come riscatto per “tutti”. Lo stesso geovismo traduce esattamente “per tutti”. Ma allora, Gesù è morto per molti o per tutti? E’ morto per tutti perché la parola “tutti” è più specifica di “molti” e qui dice che “molti” vuol dire tutti.

Per dimostrare meglio questo concetto, cioè della salvezza universale e non solo del 144.000 geovisti di serie A, concetto di cui la Bibbia è piena, porterò un esempio da S. Paola in cui troveremo quasi come sinonimi e “pollòi”(molti) e “pantes”(tutti). Si tratta di Romani 5:11-19. Leggiamolo:

5,12 : La morte ha raggiunto tutti gli uomini perché tutti hanno peccato.
(eis pantas anthròpus.. ef’ò pantes…)
5,15 : …morirono tutti (pollòi)
…su tutti gli uomini (pollùs).

Bisogna chiarire. Qui, il geovismo traduce “molti” e non “tutti” perché questo “molti”, tradotto alla lettera, fa comodo alla sua falsa teoria della salvezza parziale, ma è evidente dal senso che il peccato di Adamo portò la morte a tutti, (v. 17 e 18) non a molti. Del resto anche il geovismo crede che il peccato di Adamo portò la morte a tutti. Quindi il geovismo avrebbe fatto meglio a tradurre “tutti” perché qui “pollòi” ha il senso di “tutti”.

5,18 :…su tutti gli uomini la condanna (pantas anthròpus).
…su tutti gli uomini la giustificazione (pantas anthròpus).
Da notare che questo è talmente chiaro da dare fastidio al geovismo fino al punto di obbligarlo alla corruzione biblica evidente e pacchiana quando traduce “pantas” che vuol dire “tutti”, con “persone di”, cioè alcune persone prese di qua e di là.

5,19 : Qui S. Paolo ripete lo stesso concetto di 5,18. Solo cambia il “pantes” in “pollòi” per dimostrare che pollòi e pantes hanno lo stesso significato.

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Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova per sostenere la traduzione: “La Parola era un dio” ha fatto uso proprio dello spiritista Johannes Greber.

I Testimoni di Geova hanno citato per diversi anni la traduzione della Bibbia di Johannes Greber, un ex sacerdote cattolico tedesco, per avvallare l’interpretazione di alcuni versetti della Sacra Scrittura nella sua Traduzione del Nuovo Mondo. La sua traduzione è stata usata in vari articoli soprattutto per sostenere la traduzione della Società Torre di Guardia di Giovanni 1:1 – “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era un dio”. Ad esempio nell’opuscolo “The Word: Who is He? According to John” (La Parola: chi è? Secondo Giovanni), pubblicato nel 1962, si dice a pagina 5: “Simile è l’interpretazione di un ex prete cattolico romano: “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era un dio”. (1) (Cfr. La Torre di Guardia del 1/3/63, p. 138; Accertatevi di ogni cosa, 1965, p.478.). La prima opera di maggiore riferimento della Società Watchtower, “Aid to Bible Understanding”, pubblicata nel 1971, utilizza la traduzione di Greber come referenza a Gv. 1:1 nella Traduzione del Nuovo Mondo. “Una traduzione dell’ex prete cattolico Johannes Greber (ed. 1937) rende la seconda apparizione della parola “dio” nella frase “un dio” (2). Aid to Bible Understanding utilizza anche l’interpretazione di Greber come punto di riferimento per la traduzione della Watchtower di Matteo 27:52 utilizzata per eliminare il riferimento alla risurrezione di alcuni morti sopraggiunta al momento della morte di Gesù: “ La traduzione di Johannes Greber (ed. 1937) di questi versetti è la seguente: “Ed i sepolcri si aprirono, e parecchi corpi di quelli che erano sepolti furono risuscitati. In questo atteggiamento uscirono dai sepolcri, e furono visti da parecchi che passavano in questo luogo, sulla strada di ritorno verso la città” (3). I riferimenti alla traduzione di Greber appaiono parecchie volte nelle pubblicazioni della Società Torre di Guardia, almeno fino al 1976, dopo di che hanno smesso di utilizzarla come fonte di riferimento. Finalmente, essi l’hanno ripudiata nel 1983.

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Ma chi era Johannes Greber? Come ha eseguito la sua Traduzione del Nuovo Testamento?

Negli Stati Uniti esiste una fondazione dedicata al suo nome, e dal materiale che essa ha prodotto apprendiamo che egli nacque nel 1874 a Wenigerath, distretto di Bernkastel, in Germania e fu ordinato sacerdote cattolico nel 1900 esercitò il suo ministero religioso in una parrocchia rurale della Germania. Nel 1923, Greber fu invitato da uno dei suoi parrocchiani a una riunione di preghiera. Egli descrive così la sua esperienza: “La preghiera era appena terminata quando un ragazzo cadde improvvisamente per terra ed emanò un’esalazione di fiato così forte che sono rimasto molto turbato. […] Dopo qualche secondo, la parte superiore del suo corpo venne proiettata in verticale in una serie di soprassalti come se fosse tenuto da una mano invisibile, ed è rimasto seduto con gli occhi chiusi”. Il ragazzo che Greber descrive era un medium e la riunione era una seduta spiritica. Lo spirito, parlando per mezzo del ragazzo, ha risposto a molte delle domande fatte da Greber, compreso il motivo per cui il Cristianesimo non esercita più un’influenza sulle persone del nostro tempo: “Gli insegnamenti di Cristo non si trovano ormai più nella loro purezza originale e nella loro chiarezza nei documenti che sono giunti fino a voi. In quello che voi chiamate “Nuovo Testamento”, numerosi paragrafi e interi capitoli sono stati omessi. Ciò che avete adesso sono delle copie mutilate. […] Anche l’ultima lettera dell’Apostolo Paolo, inviata a tutte le comunità cristiane, è stata distrutta. In questa egli spiegava minuziosamente certi passi nei suoi primi scritti che hanno dato luogo a incomprensioni. Le sue spiegazioni erano in contrasto con numerose dottrine erronee che si sono infiltrate successivamente nella fede cristiana”. Più tardi, lo spirito che parlava attraverso il ragazzo si è identificato, precisando anche la natura della sua missione: “Avete ragione di chiedermi chi io sia, perché è vostro primo dovere provare gli spiriti che vi parlano e assicurarvi che siano mandati da Dio […]. Vi giuro davanti a Dio che sono uno dei Suoi spiriti buoni, certamente uno dei Suoi spiriti più elevati, ma non rivelate ad alcuno il mio nome […]. Fin dai tempi del primo uomo, il mondo degli spiriti ha comunicato con l’umanità. Questo è vero sia per gli spiriti benevoli sia per quelli cattivi […]. Il mondo degli spiriti, che è materialmente separato da voi, ha diversi modi di comunicare con voi attraverso i mezzi percettibili dai vostri sensi […]. Quando la Bibbia dice “Dio parlava”, non era Dio che parlava, perché, è una regola, che Dio parla solamente per la mediazione dei suoi spiriti messaggeri. La mia missione è di comunicare con gli uomini”. Lo spirito invitò allora Greber a informarsi ulteriormente sul mondo della comunicazione spiritica. Greber accetta questo invito e da quel momento in poi cerca conferma della validità dell’esperienza di questa seduta recandosi ad altre sedute e da altri medium, dove sentì proclamare le stesse “verità”.
Nel 1925, per continuare le sue pratiche spiritiche, Greber rinunciò al suo stato di sacerdote cattolico e lasciò definitivamente la Chiesa Romana.
Nel 1929 emigrò in America, ove fondò una società spiritistica.
Nel 1932 racconta le sue esperienze “medianiche” nel libro Communication with the Spirit World of God – Its Laws and Purpose (Comunicazione con il mondo dello spirito di Dio – Sue leggi e il suo proposito). In questo libro spiega le verità comunicatogli dagli spiriti e i principi del nuovo mondo di comprendere il Cristianesimo.
Nel 1933, “aiutato dagli spiriti” che correggono le contraddizioni dei manoscritti greci tramite la moglie “una medium” o direttamente tramite delle visioni di “Lettere e parole che i suoi stessi occhi hanno potuto vedere. Altre volte la risposta corretta gli veniva data durante adunanze di preghiera”, scrisse una traduzione del Nuovo Testamento intitolato: “The New Testament – A New Translation and Explanation”.(4).
Come abbiamo già detto, in caso di dubbi, i versetti biblici venivano corretti spiriticamente. In altre parole, ciò significa che Greber ricevette una risposta ispirata dai demoni. Pertanto Il Nuovo Testamento di J. Greber è un libro spiritico, che i cristiani non possono usare.
E’ sufficientemente chiaro che la fonte dell’illuminazione di Greber non era da Dio. Ciò nonostante il geovismo citava la traduzione di Greber come autorevole sostegno per le sue dottrine. Mentre da una parte i Testimoni di Geova asseriscono che lo spiritismo non dovrebbe mai essere utilizzato come fonte di conoscenza, dall’altra essi fanno uso di esso a sostegno della loro teologia.

Lo “Schiavo fedele e discreto” faceva la seguente dichiarazione che, in effetti, si ritorce contro essa stessa:

“Essendo lo spiritismo condannato da Dio, è ovvio che chi si rivolge allo spiritismo per ottenere conoscenza o aiuto non si rivolge a Dio. Egli sta consultando una fonte contraria a Dio…”.(5)

“Ne consegue logicamente che qualsiasi presunta comunicazione con i defunti, […] deve venire da una fonte malvagia, in opposizione a Geova Dio. La Bibbia indica chiaramente che spiriti malvagi, demoni, sono questa fonte malvagia”(6).

E’ una contraddizione straordinaria quella di condannare chiunque abbia a che fare con lo spiritismo e allo stesso tempo attingere a fonti direttamente connesse con i medium spiritici per sostenere le proprie dottrine.

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La Società Torre di Guardia fin dal suo fondatore, C. T. Russell, ha fatto uso dello spiritismo.

“L’autore spiega che uno spirito malvagio con il quale si era messo in contatto, gli aveva confermato che la serie dell’Aurora Milleniale (successivamente chiamata Studi sulle Scritture) era corretta sai dal punto di vista della dottrina che da quello della cronologia. Sembra che ciò includesse anche gli insegnamenti concernenti la Piramide. In altre parole, i demoni avallarono la teologia di Russell!”. (7)

La Società Torre di Guardia, in mala fede, fece suoi gli
scritti spiritici e le traduzioni di Johannes Greber.

Sia N. H. Knorr, 3° presidente, che F. Franz, 4 ° presidente, nel preparare la Traduzione del Nuovo Mondo, si sono avvalsi di J. Greber. Eppure la Società Torre di Guardia sapeva che quest’uomo era uno spiritista e medium. La Società fornì perfino delle informazioni particolareggiate su Johannes Greber:

“Johannes Greber nell’introduzione della sua traduzione del Nuovo Testamento, pubblicata nel 1937, dice: “Io stesso ero un sacerdote cattolico, e fino all’età di quarantotto anni non avevo mai nemmeno creduto nella possibilità di comunicazione col mondo degli spiriti di Dio. Ma venne il giorno in cui involontariamente feci il mio primo passo verso tale comunicazione, e provai cose che mi scossero fino alla profondità dell’anima […] Le mie esperienze sono riportate in un libro pubblicato sia in tedesco che in inglese, dal titolo: Comunicazione col mondo spirituale – Le sue leggi e il suo proposito”. (Pagina 15, §§ 2, 3) In armonia con la sua provenienza cattolica romana la traduzione rilegata di Greber ha una croce d’oro sulla rigida copertina. Nella prefazione del suo suddetto libro l’ex sacerdote Greber dice: “Il più significativo libro spiritualistico è la Bibbia”. Con questa impressione Greber tenta di rendere la sua traduzione del Nuovo Testamento con un linguaggio molto spiritualistico. […] E’ molto chiaro che gli spiriti nei quali crede l’ex sacerdote Greber l’hanno aiutato nella sua traduzione.(8)

Notate che questo articolo è apparso sette anni prima del primo ricorso a Greber sulla Torre di Guardia del 1963, e che in quel momento la Società era al corrente sia della natura della sua traduzione del Nuovo Testamento che dell’esistenza del suo libro.
La Società ha smesso di citare Greber come fonte nel 1983, quando nella rubrica “Domande dai lettori”, apparsa sulla Torre di Guardia, (edizione in lingua inglese, perché in italiano non è mai apparsa) si scriveva: “Perché, in anni recenti, La Torre di Guardia non ha più fatto uso della traduzione dell’ex sacerdote cattolico, Johannes Greber? […] Questa traduzione è stata usata occasionalmente a sostegno della nostra traduzione di Matteo 27:52-53 e di Giovanni 1:1 […] Ma come è indicato nella prefazione dell’edizione del 1980 del Nuovo testamento di Johannes Greber, questo traduttore fece affidamento sul “Mondo spirituale di Dio” per ottenere chiarimenti circa come dovesse tradurre passaggi difficoltosi. Viene detto: “Sua moglie, una medium è stata spesso lo strumento usato per trasmettere la corretta risposta da parte dei Messaggeri di Dio al Pastore Greber. La Torre di Guardia ha ritenuto non appropriato fare uso di una traduzione che ha tali stretti rapporti con lo spiritismo”. (Grassetto e sottolineatura mia). (9).
Ci si chiede, allora, cos’è che ha causato una risposta del genere da parte del geovismo? Fu forse il desiderio di purificare ulteriormente le sue pubblicazioni? In effetti, si trattò soltanto di un artificio per occultare che essi avevano fatto uso del Nuovo Testamento tradotto da Johannes Greber come autorità per anni! Tale spiegazione apparsa sulla Torre di Guardia fu necessaria perché fonti esterne avevano scoperto l’uso flagrante di tale traduzione della Bibbia e lo stavano rendendo di pubblico dominio. Per neutralizzare tale attacco, i dirigenti del Corpo Direttivo presentarono l’impressione di essersi resi conto solo allora di questo errore e di averlo immediatamente corretto. In effetti, essi erano stati costretti ad agire sotto la spinta di pressioni che minacciavano di divenire rovinose per loro.

Nel tentativo di minimizzare il tutto, il geovismo mediante il suo “Ministero della Verità”, si diede da fare per cancellare le tracce del misfatto. Nel 1986, infatti, pubblicò un nuovo Indice delle Pubblicazioni degli anni 1930-1985. In esso è contenuta l’espressione: ”Questo indice include tutti i precedenti indici”. Ma non è vero. Difatti, a pagina 372, sotto l’esponente Johannes Greber, troviamo soltanto in riferimento all’articolo contenuto nella rubrica “Domande dai lettori” de La Torre di Guardia [inglese] del 1° aprile 1983, ed uno a Giovanni 1:1 in La Torre di Guardia del 1° marzo 1963. Le altre sei volte in cui Greber viene citato sono state semplicemente cancellate! Vi è buon motivo per agire così. Difatti, se un Testimone di Geova venisse a contatto con una persona al corrente del fatto che la Torre di Guardia ha fatto uso di medium spiritici, e si decidesse a fare delle ricerche, in tutto egli troverebbe soltanto due riferimenti in tale Indice, e ne potrebbe quindi concludere che gli scrittori della Società hanno usato Greber come fonte solo una volta, poi si sarebbero accorti del loro errore. Ciò servirebbe a sostenere la loro tesi della buona fede.

Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, richiede altri
volumi di questo Nuovo Testamento di Johannes Greber

La Società Torre di Guardia, pur conoscendo sin dal 1955 che Greber aveva prodotto la sua traduzione con l’aiuto degli spiriti, con una lettera alla Johannes Greber Memorial Foundation , chiede altre copie di questo Nuovo Testamento.

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Il seguente prospetto ci permette di verificare le somiglianze
dottrinali tra Greber e i Testimoni di Geova:

JG = Johannes Greber
TdG = Testimoni di Geova
Le citazioni di Greber sono tutte state estratte dal suo libro Comunicazione con il mondo spirituale di Dio. Sue leggi e suoi scopi, salvo indicazione contraria.

DOTTRINE A PROPOSITO DI DIO

Dio ha un corpo

JG: “Le forme materiali sono delle immagini delle forme spirituali, e così come le cose materiali hanno una forma e un contorno, allo stesso modo ne hanno le cose spirituali, e quindi anche Dio […]. Dunque, poiché Dio ha una forma, può essere visto dagli altri spiriti” (pagg. 260, 261).

TdG: “I corpi degli esseri spirituali (Dio, Cristo, gli angeli) sono gloriosi”(10).

Dio non è onnipresente

JG: “Poiché Dio possiede una forma e una personalità, non è onnipresente […]; come spirito personificato Egli non è dovunque” (pag. 261).

TdG: “Il vero Dio non è onnipresente, infatti, viene detto che ha un luogo di dimora” (11).
Dio non è onnisciente

JG: “Avete ampiamente prove che sono uno spirito di verità […]. Quando vi dico che Dio non ha conoscenze anticipate degli atti volontari dell’uomo, non sto diminuendo la Sua grandezza […]. Una tale conoscenza anticipata infallibile non è posseduta da nessuno spirito, neanche da Dio stesso” (pagg. 263, 265).

TdG: ”In maniera simile, Geova ha la capacità di preconoscere gli avvenimenti, ma la Bibbia mostra che Dio usa questa capacità in modo selettivo e discrezionale, con il dovuto riguardo per il libero arbitrio di cui ha dotato la sua creazione umana” (12).

DOTTRINE A PROPOSITO DI CRISTO

Cristo è la prima e più elevata delle creature di Dio

JG: “Cristo è più elevato degli spiriti creati da Dio ed il solo che ha creato direttamente […]. Cristo non era Dio, ma solamente il primo dei figli di Dio […]. Cristo è lo spirito più elevato che Dio onnipotente poteva creare. Cristo […] è il primo “figlio di Dio” creato, e in quanto tale, la Sua creatura più elevata e perfetta” (pagg. 301, 267).

TdG: “Le Scritture identificano dunque la Parola (Gesù nella sua esistenza preumana) con la prima creazione di Dio, il suo Figlio primogenito” (13). “Ciò significa che fu creato prima di tutti gli altri figli spirituali di Dio e che egli è l’unico a essere stato creato direttamente da Dio” (14).
JG: “Di conseguenza, Cristo era il Figlio di Dio, e non dichiarò mai di essere niente di più. Non era la divinità. Non una sola volta egli ha detto ‘io sono Dio’” (pag. 330).

TdG: “Gesù disse mai di essere Dio? No, mai. Nella Bibbia egli è chiamato ‘Figlio di Dio’” (15).

Cristo è l’agente di Dio per la creazione, non il Creatore

JG: ”Conservato per il primo Figlio di Dio creato, tutto il mondo degli spiriti non è venuto all’esistenza per mezzo di una creazione diretta divina […], ma è stato chiamato all’esistenza per la mediazione del Figlio cui Dio aveva accordato un potere creatore” (pagg. 167-168).

TdG: “Il fatto che il Figlio abbia preso parte all’opera creativa non fece di lui un Creatore come il Padre. Il potere di creare veniva da Dio tramite il suo spirito santo o forza attiva” (16).

Passi della Scrittura che dimostrano che Cristo non è Dio

JG: “Vedete fino a che punto è illogico per la vostra (quella di Greber) vecchia religione basare le sue affermazioni della divinità di Cristo sulla frase “Io e il Padre siamo uno”, davanti al fatto che la stessa unità che esiste tra loro è promessa a tutti quelli che credono” (pag. 333).

TdG: “Questa accusa di bestemmia prendeva a pretesto le parole di Gesù “Io e il Padre siamo uno”(Gv. 10:30). Con questo Gesù non voleva dire di essere il Padre o di essere Dio” (17).
JG: “Dopo la sua risurrezione, Cristo ha detto: “Ascendendo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”” (Gv. 20:17) (pag. 364).
TdG: “Egli insegnò agli uomini non di adorare lui, ma di adorare Geova, il Padre suo.[…] “Io ascendo al Padre mio e Padre vostro e all’Iddio mio e Iddio vostro”” (18).

JG: “E ancora: il Figlio non sa nulla del giorno del giudizio; tale conoscenza appartiene solo a Dio: “Quando poi a quel giorno e a quell’ora, nessuno ne sa nulla, né gli angeli dei cieli, né il Figlio, ma solo il Padre”” (Mt. 24:36).

TdG: “Gesù spiegò anche che c’erano cose che né lui né gli angeli sapevano, ma solo Dio” (Mc. 13:32) (19).

Cristo non è stato risuscitato materialmente dai morti

JG: “Nemmeno nel caso di Cristo, il corpo carnale è stato risuscitato” (pag. 385).

TdG: “Gesù Cristo è chiamato il “primo a essere risuscitato dai morti” (Atti 26:23).Ciò significa che fu il primo a essere risuscitato senza dover morire di nuovo. Inoltre fu il primo a essere risuscitato come persona spirituale (1 Pietro 3:18) (20).

Le apparizioni di Cristo dopo la sua risurrezione erano solo delle materializzazioni

JG: “Materializzato in una forma umana, Cristo apparve a quelli che erano stati più vicini a Lui in vita […]. Il fatto che Cristo, dopo la sua morte sulla terra, apparve ai suoi discepoli in una forma materiale vi ha condotto alla conclusione erronea che il suo spirito avrebbe reintegrato il suo vecchio corpo fisico. In realtà, Egli si è reso visibile allo stesso modo in cui tutti gli spiriti lo fanno, precisamente mediante la materializzazione del suo corpo spirituale” (pagg. 351, 387).

TdG: “Tuttavia nei 40 giorni successivi alla sua risurrezione Gesù apparve più volte ai discepoli con corpi carnali diversi, come nell’antichità angeli erano apparsi agli uomini” (21).

Gesù era capace di peccare

JG: “Il fatto supplementare (è) che Cristo aveva delle debolezze e dei difetti umani […]. Di conseguenza, Cristo, in quanto mortale, ha dovuto apprendere l’ubbidienza […]. La parola “peccato” è qui utilizzata non per designare delle trasgressioni dovute all’imperfezione umana, dalla quale anche Cristo non era al riparo, ma piuttosto in riferimento all’iniquità che ci separa da Dio” (pag.323).

TdG: ”Eppure questa certezza non sollevava il Figlio di Dio dal peso della responsabilità, né lo privava della libertà di decidere se essere fedele o infedele” (22).

DOTTRINE RELATIVE ALLA TRINITA’

La Trinità è un’invenzione degli uomini

JG: “Voi insegnate l’unione di tre persone in un solo Dio […]. E’ una teoria umana erronea ed è un’assurdità (pag.265). “Cristo insegnava esservi un Dio unico […]. Non conosceva il Dio trino che è insegnato dai cattolici e da altre denominazioni cristiane. Solo il Padre è Dio” (pag. 364).

TdG: “Il motivo per cui nella Bibbia la dottrina della Trinità non è insegnata in maniera esplicita è semplice: non è un insegnamento Biblico. Se Dio fosse stato una Trinità, l’avrebbe senz’altro spiegato chiaramente, in modo che Gesù e i suoi discepoli lo potessero insegnare ad altri. Tale informazione essenziale sarebbe stata inclusa nell’ispirata Parola di Dio, senza costringere uomini imperfetti a scervellarsi secoli dopo per risolvere il problema” (23).

DOTTRINE SULL’ INFERNO

JG: “Una dottrina alla quale vi aggrappate con una stupefacente tenacia [..] è quella dell’inferno eterno […]. Si tratta di un errore totale, di un’idea degli uomini […]. Non c’è prova nella Bibbia che convalidi la vostra dottrina falsa e disumana di un inferno eterno” (pagg. 377, 379).

TdG: “Riscontriamo che [inferno] è la traduzione della parola ebraica sceol, che significa semplicemente lo stato o condizione di morte. Essa non dà la più pallida idea di vita o tormento; . . . Tuttavia [il clero] continua a predicare la falsa idea dell’inferno, che non è nient’altro che una calunnia contro la personalità di Dio” (24).

COSA PENSANO GLI STUDIOSI DI GRECO DELLA TRADUZIONE
DEI TESTIMONI DI GEOVA DI GIOVANNI 1:1?

(Le presenti citazioni sono prese da William Cetnar, “Questions for Jehovah’s Witnesses”, pagina 55).

Dr. Julius R. Mantey: considera la traduzione della Società Watchtower di Gv. 1:1 “UNA TRADUZIONE GRANDEMENTE SCORRETTA. Non è né erudito né ragionevole tradurre Gv. 1:1 ‘la Parola era un dio’.
Bruce M. Metzger: professore di lingua e letteratura del Nuovo Testamento al seminario teologico di Princeton ha detto: “La cosa più perniciosa di questo versetto è la sua traduzione […] ‘e la Parola era un dio’, con la seguente nota in calce: “’un dio’, in contrasto con ‘il Dio’”. Si deve dire con molta franchezza che, se i Testimoni di Geova credono seriamente in questa traduzione, essi sono politeisti. A causa della maggiore luce che è disponibile in quest’era della Grazia, una tale traduzione è ancora più biasimevole di quanto non lo fossero gli errori paganeggianti e politeistici nei confronti dei quali l’antico Israele era così portato a incorrere. Circa la solidità dei fatti, comunque, tale maniera di tradurre è veramente raccapricciante.

Dr. J. J. Griesback: Gli argomenti e le testimonianze delle Scritture a favore della divinità di Cristo sono così chiari e numerosi, che posso immaginare difficilmente come, sia per l’ammissione della divina autorità della Scrittura, sia per la chiarezza delle regole interpretative, questa dottrina possa essere messa in dubbio. Specialmente il passo di Giovanni 1:1 è così chiaro e così superiore a tutte le eccezioni, che anche con tutti gli sforzi dei critici e dei detrattori esso può essere sottratto ai difensori della verità.

Dr. Eugene A. Nida: (Capo del reparto traduzione della Società Biblica Americana, traduttore della Good News Bible): Circa Giovanni 1:1 vi è, naturalmente, una complicazione semplicemente perché la NEW WORLD TRANSLATION (Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture) è stata apparentemente eseguita da persone che non hanno preso nella dovuta serietà la sintassi del Greco.

Dr. William Barclay: (Università di Glasgow, Scozia). La deliberata distorsione della verità da parte di questa setta si vede dalla loro traduzione del Nuovo Testamento. Giovanni 1:1 è tradotto: “La Parola era un dio”, una traduzione che è grammaticalmente impossibile. E’ chiarissimo che una setta che può tradurre il Nuovo Testamento come fa questa è intellettualmente disonesta. (The Expository Times Nov. 1953).

Dr. B. F. Westcott: (Il cui testo è usato nella TRADUZIONE INTERLINEARE DEL REGNO dei Testimoni di Geova). Il predicato (Dio) viene prima, in posizione enfatica come in 4:24. Si trova necessariamente senza articolo […]. Nessuna idea di inferiorità è implicata nella forma di questa espressione che afferma semplicemente la vera deità della Parola […] nella terza proposizione si afferma che “la Parola” è Dio e così è inclusa nell’unità della deità.

Dr. Ernest C. Colwell: (Università di Chicago). Un nominativo predicato determinativo ha l’articolo quando segue il verbo; non ha l’articolo quando lo precede […]. Questa dichiarazione non può essere considerata strana nel prologo del Vangelo che raggiunge il suo culmine nella confessione di Tommaso, “Mio Signore e mio Dio” (Giovanni 20:28).

Dr. Paul L. Kaufman (Portland OR.): I Testimoni di Geova evidenziano un’ignoranza abissale dei principi basilari della grammatica greca nella loro traduzione erronea di Giovanni 1:1.

Dr. Charles L. Feinberg (La Miranda CA.). Vi posso assicurare che la traduzione data dai Testimoni di Geova di Giovanni 1:1 non è condivisa da nessuno studioso rispettabile del Greco.

Dr. Harry A. Sturz (direttore del Dipartimento di Lingue e cattedratico di greco presso il Biola College): Perciò, la Traduzione del Nuovo Mondo “la Parola era un dio” non è una traduzione letterale, ma sgrammaticata e tendenziosa. Una traduzione letterale in inglese non può essere che “the Word was God” [in italiano: “la Parola era Dio”].

NOTE

1 Una nota precisa la fonte: The New Testament. A New Translation and Explanation (“Il Nuovo Testamento. Una nuova traduzione e spiegazione”), di J. Greber. (Cfr. The Wactower, 15 settembre 1962, pag. 554, ed. inglese, con La Torre di Guardia 1/3/1963, pag. 138.

2 Cfr. Aid to Bible Understanding, (Ausiliario per capire la Bibbia)1971, pag. 1669.

3 Ibid., pag.1134

4 Introduzione Opuscolo pubblicitario Fondazione J. Greber.

5 La Torre di Guardia, 15/4/1978, pag.16 § 9.

6 Perspicacia nello studio delle Scritture, 1990, Vol. 2° pag. 1033.

7 The Watchtower, 1° maggio 1912, Vol. 11, pag. 5024.

8 La Torre di Guardia, 15/8/1956, pag. 485/488; Cosa dicono le Scritture di una vita dopo la morte? – Opuscolo, 1955, pag. 89.

9 The Watchtower, 1° aprile 1983, p. 31[edizione in lingua inglese perché in italiano non è mai apparsa].

10 Perspicacia nello studio delle Scritture, 1990, Vol. 1° pag.576.

11 Ibid., pag. 699; Accertatevi di ogni cosa Attenetevi a ciò che è eccellente, 1974, pag. 204.

12 Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1990, pag. 101.

13 Perspicacia nello studio delle Scritture, 1990, Vol. 1° pag. 1060.

14 Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, 1990, pag. 58. Cfr. Quindi è finito il mistero di Dio, 1971, pag. 306; Ausiliario per capire la Bibbia, 1981, pag. 535.

15 Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, 1990, pag. 39.

16 Perspicacia nello studio delle Scritture, 1990, Vol. 1° pag.1060.
17 Ibid., pag. 1063.

18 Accertatevi di ogni cosa Attenetevi a ciò che è eccellente, 1974, pag.208.

19 Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, 1990, pag. 39.

20 Ibid., pag. 172. Cfr. Cose nelle quali è impossibile che Dio menta, 1965, pag. 332; La Torre di Guardia, 15/6/1954, pagg. 3361/362; Sia fatta la Tua volontà, 1961, pagg. 313/314.

21 Perspicacia nello studio delle Scritture, 1990, Vol. 2° pag. 779.

22 Ibid., Vol. 1° pag. 1076.

23 La Torre di Guardia, 1/11/1991, pag. 23.

24 La Torre di Guardia, 1/7/1979, pag. 14.

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