Fukushima, un disastro nucleare superiore 100 volte Chernobyl, prima del sisma di oggi…

disastro fukushima26 ottobre 2013

L’articolo sotto è stato pubblicato prima del sisma di oggi di magnitudo 7,2 sulla costa orientale del Giappone (cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-25/terremoto-giappone-fukusima-scatta-allarme-tsunami-194115.shtml?uuid=AB7X7PZ)

VENERDÌ 25 OTTOBRE 2013 –

Fukushima: 100 volte Cernobil

Fonte: http://www.articolotre.com/2013/10/fukushima-un-disastro-nucleare-superiore-100-volte-chernobyl/217930

-RedazioneIl disastro ambientale è senza precedenti ed è in costante peggioramento.

Il Nord America è bombardato dalle radiazioni nucleari di Fukushima con rischio sempre crescente per le popolazioni. Ogni giorno 300 tonnellate di acque contaminata affluisce nell’Oceano Pacifico e i tecnici parlano di almeno quarant’anni per ripulire il disastro nucleare, quarant’anno di esposizione a livelli elevatissimi di radiazioni nucleari. Quel che si dà per certo che le radiazioni sopravviveranno a noi con un margine molto ampio sempre che si abbia la buona sorte di non ammalarsi di cancro.

Queste comunque le conseguenze stimate e la situazione attuale.

1. Gli orsi polari, foche e trichechi lungo la costa dell’Alaska sono affetti da perdita di pelo e ferite aperte …

Esperti della fauna selvatica stanno studiando se la perdita di pelo e ferite aperte rilevati in nove orsi polari nelle ultime settimane è diffusa e correlata ad incidenti simili tra foche e trichechi.

Gli orsi, 33 avvistati, sono stati trovati pressi di Barrow, in Alaska, durante il lavoro di indagine di routine lungo la costa artica. I test hanno mostrato che avevano “alopecia o perdita di pelo e altre lesioni cutanee”, l’US Geological Survey ha detto in una dichiarazione .

2. C’è una epidemia di leoni marini morti lungo la costa della California. Al rookeries isola al largo della costa della California del Sud, il 45 per cento dei cuccioli nati nel mese di giugno sono morti, ha detto Sharon Melin, un biologo della fauna selvatica per il National Marine Fisheries Service con sede a Seattle.Normalmente, meno di un terzo dei cuccioli sarebbero morti. E ‘diventato così pessima la situazione nelle ultime due settimane che la National Oceanic and Atmospheric Administration ha dichiarato un “evento insolito di mortalità.”

3. Lungo la costa del Pacifico del Canada e dell’Alaska, la popolazione di salmone rosso è a un minimo storico . Molti stanno incolpando Fukushima.

4. Qualcosa sta causando a molte specie di pesce lungo la costa ovest del Canada il sanguinamento dalle loro branchie, pance e bulbi oculari .

5. Un vasto campo di detriti radioattivi da Fukushima, che è circa la dimensione della California ha attraversato l’Oceano Pacifico e sta iniziando a entrare in collisione con la costa occidentale degli Stati Uniti.

6. Viene previsto che la radioattività delle acque costiere al largo della costa occidentale degli Stati Uniti potrebbe raddoppiare nel corso dei prossimi 5-6 anni.

7. Gli esperti hanno scoperto livelli molto elevati di cesio-137 nel plancton che vive nelle acque dell’Oceano Pacifico tra le Hawaii e la costa occidentale.

8. Un test in California, ha scoperto che 15 su 15 dei tonni rossi esaminati sono stati contaminati con radiazioni da Fukushima.

9. Già nel 2012, il Vancouver Sun ha riferito che il cesio-137 veniva trovato in una percentuale molto alta dei pesci che il Giappone stava vendendo in Canada …

• 73 per cento di sgombro testato

• 91 per cento del halibut

• il 92 per cento delle sardine

• 93 per cento del tonno e anguilla

• 94 per cento del merluzzo e acciughe

• 100 per cento della carpa, alghe marine, squali e coda di rospo

10. Autorità canadesi stanno trovando livelli estremamente elevati di radiazioni nucleari in alcuni campioni di pesce . Alcuni campioni di pesce testati fino ad oggi hanno avuto livelli molto alti di radiazioni: un campione di branzino raccolto nel mese di luglio, per esempio, ha avuto 1.000 becquerel per chilogrammo di cesio.

11. Alcuni esperti ritengono che abbiamo potuto vedere casi elevati di cancro lungo la costa occidentale solo da persone che mangiano pesce contaminato . Daniel Hirsch, docente di politica nucleare presso l’Università di California-Santa Cruz, ha detto Global Security Newswire . “Potremmo avere un gran numero di tumori da ingestione di pesce.”

12. BBC News ha recentemente riportato che i livelli di radiazioni intorno Fukushima sono ” 18 volte più elevato ”di quanto si credesse.

13. Uno studio finanziato dall’UE ha concluso che Fukushima ha rilasciato fino ad ora 210 quadrilioni becquerel di cesio-137 in atmosfera.

14. La radiazione atmosferica da Fukushima ha raggiunto la costa occidentale degli Stati Uniti nel giro di pochi giorni nel 2011.

15. A questo punto, 300 tonnellate di acqua contaminata si riversano nell’Oceano Pacifico da Fukushima ogni singolo giorno.

16. Un ricercatore di chimica marina dell’Agenzia giapponese di Meteorological Research Institute del dice che “30 miliardi di becquerel di cesio radioattivo e 30 miliardi di becquerel di stronzio radioattivo” vengono rilasciate nell’Oceano Pacifico da Fukushima ogni singolo giorno .

17. Secondo la Tepco, un totale compreso tra 20 mila miliardi e 40.000 miliardi di becquerel di trizio radioattivo sono stati riversati nell’Oceano Pacifico dopo il disastro di Fukushima.

18. Secondo un professore dell’Università di Tokyo, 3 gigabecquerels di cesio-137 scorrono nella porta di Fukushima Daiichi ogni singolo giorno .

19. Si stima che, rispetto a Chernobyl, fino a 100 volte di più di radiazioni nucleari sono state rilasciate in mare a Fukushima rispetto a quanto è stato rilasciato durante l’intero disastro di Chernobyl.

20. Uno studio recente ha concluso che un grande aggregato di cesio-137 dal disastro di Fukushima inizierà a fluire nelle acque costiere degli Stati Uniti all’inizio del prossimo anno . Simulazioni oceaniche hanno mostrato che la massa di cesio radioattivo-137 rilasciato dal disastro di Fukushima nel 2011 potrebbe iniziare a scorre nelle acque costiere degli Stati Uniti a partire nei primi mesi del 2014 con un picco nel 2016.

21. Viene previsto che livelli significativi di cesio-137 si raggiungeranno in ogni angolo del Pacifico entro il 2020 .

22. Viene previsto che l’intero Oceano Pacifico sarà presto contaminato con “livelli di cesio da 5 a 10 volte superiore” rispetto a quello che abbiamo visto durante l’epoca di pesanti prove di bombe atomiche nell’oceano Pacifico molti decenni fa.

23. Le immense quantità di radiazioni nucleari entrati in acqua nel Pacifico hanno indotto l’ambientalista-attivista Joe Martino ad emettere il seguente avviso .”I vostri giorni fatti di mangiare pesce dell’Oceano Pacifico sono finiti.”

24. Lo iodio-131, cesio-137 e stronzio-90 che sono costantemente in arrivo da Fukushima stanno andando a influenzare la salute di coloro che vivono nell’emisfero nord per un tempo molto, molto lungo. Basta considerare quello che Harvey Wasserman aveva da dire su questo . “Lo Iodio-131, per esempio, può essere ingerito nella tiroide, dove emette particelle beta (elettroni) che danni tissutali. Una piaga di tiroidi danneggiate è già stato segnalato tra ben il 40 per cento dei bambini nella zona di Fukushima. Tale percentuale non può che andare più in alto. In via di sviluppo tra i giovani, può arrestare la crescita sia fisica che mentale. Tra gli adulti che provoca una vasta gamma di disturbi secondari, tra cui il cancro”.

25. Secondo un recente rapporto di Infowars Planet , la costa della California si sta trasformando in una “zona morta” .

26. Uno studio condotto l’anno scorso è giunto alla conclusione che le radiazioni dal disastro nucleare di Fukushima potrebbe influenzare negativamente la vita umana lungo la costa occidentale del Nord America dal Messico all’Alaska “per decenni”.

27. Secondo il Wall Street Journal, la pulizia di Fukushima potrebbe richiedere fino a 40 anni per il completamento .

28.Il professore di Yale Charles Perrow avverte che se la pulizia di Fukushima non viene gestita con il 100% di precisione, l’umanità potrebbe essere minacciata per “migliaia di anni “. ”Le condizioni della piscina dell’unità, a 100 metri dal suolo, sono pericolose, e se due aste qualsiasi dovessero toccarsi potrebbero provocare una reazione nucleare che sarebbe incontrollabile. La radiazione emessa da tutte queste sbarre, se non sono continuamente al fresco e mantenute separate, richiederebbe l’evacuazione delle zone circostanti Tokyo. A causa della radiazione presso il sito dove sono contenute 6375 barre nel lotto in comune, se non venissero raffreddate continuamente, le conseguenze potrebbero essere un processo di fissione che minaccerebbe l’umanità per migliaia di anni“.

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Fukushima, castigo di Ponzio Pilato

Posted on 22/04/2011 by
logoPP

“Vi risulta abbiano mai tentato di lapidare la dea Khalì? C’è mai stato un mandato di cattura per Nettuno? No. Perchè mai questi han detto di amare l’uomo. Il problema si pone se Dio dice di amarti”.

di Pietro Guareskj

Il Giappone è ormai lontano dai titoli dei giornali nonostante le sue migliaia di morti. E lontane sono le polemiche sul professor Roberto de Mattei, la sua razionalità, la sua fede, la sua gogna. Passata la notizia, passata la commozione mediatica, resta il menefreghismo verso un popolo forse non castigato da Dio ma certo lontano, con quelle facce gialle e schiacciate. Pasqua si avvicina ma, nella nostra società, si dimentica la morte e perciò non interessa la resurrezione. Di Dio si sente parlare ormai quasi solo in coda ai semafori. Si bestemmia in coda ai semafori, agli incroci, in strada e non solo. Perché? Perché è lì che emerge la grande obiezione dei laicisti e cioè: ma se il tuo dio esiste, come mai permette brutture come un pomeriggio in coda sull’autosole? Un’obiezione che sembra spazzare altri interrogativi sul perchè si muoia di fame, sul come mai le carestie e come mai le guerre, come mai le sciagure e la sofferenza. Insomma ciò che tutti chiedono a Dio è una vita normale. Non una vita maleducata e piena di guai. Quella serve quando si canta Vasco. Noi vogliamo una vita dove tutto fili liscio: casa, lavoro, tv, cine, passeggiate, viaggi, vacanze. E ci vien chiesto perchè non accada: come mai Dio permette una vita così? Cioè senza queste comodità ormai date per acquisite da ognuno tra le quali, alla fine, la possibilità di scegliersi la morte. Vien quasi da ridere. Il laicista, l’agnostico, lo chiede a noi provocatoriamente, insistentemente, spavaldamente: perchè soffro o anche solo vivo malaccio? Ma perchè dovremmo rispondere noi, dico, perché dovrei rispondere io, perchè dovrebbe rispondere il cristiano. Posto che c’è la sua bella differenza tra il soffrire su questa terra, che è un mistero, e la mancanza di comodità vissuta come sofferenza, che sarà un mistero ma mi attanaglia un po’ meno, dica invece il non credente per quale motivo ipotizza che Dio debba eliminare ogni problematica terrena. Dica soprattutto perché, lui, un Dio se l’immagina buono. La verità è che il problema per l’uomo non è mai stato se Dio esista o meno ma se e quanto ci ami. Si è mai posta una questione sull’esistenza di Giove o di altre divinità pagane? Avete mai sentito dire che Apollo abbia incontrato problemi di fustigazione o crocifissione? Vi risulta abbiano mai tentato di lapidare la dea Khalì? C’è mai stato un mandato di cattura per Nettuno? No. Perchè mai questi han detto di amare l’uomo. Tutto può essere e tutto può convivere, se un dio ti permette di fare quel che ti pare o ti domina e ti soggioga. Il problema si pone se Dio dice di amarti. Vuoi credergli o no. Vuoi lasciarti amare o no. E’ vero o no? Se ti chiedi se è vero, se entra in ballo l’amore, puoi perderci la ragione o la vita, porco Giuda. Ma l’albero di fico è lontano almeno quanto i giapponesi. Possiamo più altezzosamente dire che è un problema di razionalità. Quid est veritas? Diceva quel razionalista campione di sofismo e di menefreghismo: Ponzio Pilato.

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Fukushima, Tokyo ammette: il rischio-apocalisse è adesso

Posted By On 27 set 2013

Se anche solo una delle piscine di stoccaggio dovesse crollare, avvertono l’esperto nucleare Arnie Gundersen e il medico Helen Caldicott, non resterebbe che «evacuare l’emisfero nord della Terra e spostarsi tutti a sud dell’equatore».

Era tutto vero: il pericolo Fukushima comincia solo adesso e il Giappone non sa come affrontarlo. Le autorità hanno finora mentito, ai giapponesi e al mondo intero: Fukushima era una struttura a rischio, degradata dall’incuria. Un impianto che andava chiuso molti anni fa, ben prima del disastro nucleare del marzo 2011. Da allora, la situazione non è mai stata sotto controllo: la centrale non ha smesso di emettere radiazioni letali. Tokyo finalmente ammette che, da mesi, si sta inquinando il mare con sversamenti continui di acqua radioattiva, utilizzata per tentare di raffreddare l’impianto. Ma il peggio è che nessuno sa esattamente in che stato siano i reattori collassati: si teme addirittura una imminente “liquefazione” del suolo. L’operazione più pericolosa comincerà a novembre, quando sarà avviata la rimozione di 400 tonnellate di combustibile nucleare. Operazione mai tentata prima su questa scala, avverte la “Reuters”: si tratta di contenere radiazioni equivalenti a 14.000 volte la bomba atomica di Hiroshima. Enormità: bonificare Fukushima – ammesso che ci si riesca – richiederà 11 miliardi di dollari. Se tutto va bene, ci vorranno 40 anni.

Gli scienziati non hanno idea del vero stato dei nuclei dei reattori, riassume il “Washington’s Blog” in un lungo reportage tradotto da “Megachip”: le Fukushima tecniciradiazioni potrebbero investire la Corea, la Cina e la costa occidentale del Nord America. Perché il peggio deve ancora arrivare: gli stessi tecnici incapaci, che hanno prima nascosto l’allarme e poi sbagliato tutte le procedure di emergenza, ora «stanno probabilmente per causare un problema molto più grande». Letteralmente: «La più grande minaccia a breve termine per l’umanità proviene dai bacini del combustibile di Fukushima: se uno dei bacini crollasse o si incendiasse, questo potrebbe avere gravi effetti negativi non solo sul Giappone, ma sul resto del mondo». Se anche solo una delle piscine di stoccaggio dovesse crollare, avvertono l’esperto nucleare Arnie Gundersen e il medico Helen Caldicott, non resterebbe che «evacuare l’emisfero nord della Terra e spostarsi tutti a sud dell’equatore». Un allarme di così vasta portata, che disorienta anche gli esperti più prudenti. Come Akio Matsumura, già consulente Onu, secondo cui la rimozione dei materiali radioattivi dai bacini del combustibile di Fukushima è «una questione di sopravvivenza umana».

Migliaia di lavoratori e una piccola flotta di gru, riferisce il “New York Times”, si preparano a «evitare un disastro ambientale ancora più profondo, che ha già reso la Cina e gli altri paesi vicini sempre più preoccupati». Obiettivo, neutralizzare le oltre 1.300 barre di combustibile esaurito dall’edificio del reattore 4. E’ come sfilare sigarette da un pacchetto accartocciato, avverte Gundersen: basta che due barre si urtino, e c’è il rischio che rilascino cesio radioattivo, xenon e kripton. «Ho il sospetto che nei prossimi mesi di novembre, dicembre e gennaio, sentiremo che l’edificio è stato evacuato, che hanno rotto una barra di combustibile, e che la barra di combustibile sta emettendo dei gas. Ritengo che le griglie si siano contorte, il combustibile si sia surriscaldato e il bacino sia giunto a ebollizione: la conseguenza naturale è che sia probabile che una parte del combustibile rimarrà incastrata lì per un lungo, lungo periodo». Le griglie Arnie Gundersensono contorte per effetto del terremoto, che ha fatto collassare il tetto proprio sopra il deposito nucleare.

«Le conseguenze – conferma il “Japan Times” – potrebbero essere di gran lunga più gravi di qualsiasi incidente nucleare che il mondo abbia mai visto: se una barra di combustibile cadesse, si rompesse o si impigliasse mentre viene rimossa, i possibili peggiori scenari includono una grande esplosione, una fusione nel bacino o un grande incendio. Ognuna di queste situazioni potrebbe portare a massicci rilasci di radionuclidi mortali nell’atmosfera, mettendo in grave rischio gran parte del Giappone – compresi Tokyo e Yokohama – e anche i paesi vicini». Secondo la “Cnbc”, il pericolo maggiore riguarda il possibile sversamento di acqua in uno dei bacini, che potrebbe incendiare il combustibile. «Un enorme incendio del combustibile esaurito – dichiara alla “Cnn” il consulente nucleare Mycle Schneider – probabilmente farebbe apparire poca cosa le attuali dimensioni della catastrofe, e potrebbe superare le emissioni di radioattività di Chernobyl di decine di volte». Una sorta di apocalisse: «Le pareti della piscina potrebbero avere perdite al di là della capacità di fornire acqua di raffreddamento, o un edificio del reattore potrebbe crollare in seguito una delle centinaia di scosse di assestamento. Poi, il rivestimento del combustibile potrebbe incendiarsi spontaneamente emettendo il suo intero accumulo radioattivo».

Sarebbe il più grave disastro radiologico mai visto fino ad oggi, conferma Antony Froggatt nel suo “World Nuclear Industry Status Report 2013”, redatto con Schneider. E per Gundersen, direttore di “Fairewinds Energy Education”, l’operazione si prospetta «piena di pericoli», e la verità è che «nessuno sa quanto male potrebbero andare le cose». Ciascun assemblaggio di barre combustibili pesa 300 chili e misura 4 metri e mezzo. Gli assemblaggi da rimuovere sono 1.331, informa Yoshikazu Nagai della Tepco, più altri 202 stoccati nel bacino: le barre di combustibile esaurito inoltre contengono plutonio, una delle sostanze più tossiche dell’universo, che si forma durante le ultime fasi del funzionamento di un reattore. «Il problema di una criticità che colpisca il bacino del combustibile è che non la si può fermare, non ci sono barre di controllo per gestirla», sostiene Gundersen. «Il sistema di raffreddamento del bacino del combustibile esaurito è stato Mycle Schneiderprogettato solo per rimuovere il calore di decadimento, non il calore derivante da una reazione nucleare in corso».

Le barre sono rese ancora più vulnerabili agli incendi nel caso debbano essere esposte all’aria. Il quadro è estremamente precario: l’operazione si svolgerà sott’acqua, in un bacino all’interno di un edificio lesionato, che la Tepco ha già puntellato. «La rimozione delle barre dal bacino è un compito delicato», testimonia Toshio Kimura, ex tecnico della Tepco, al lavoro a Fukushima per 11 anni. «In precedenza era un processo controllato dal computer che memorizzava al millimetro le posizioni esatte delle barre, ma ora non se ne può più disporre: il processo deve essere fatto manualmente, quindi c’è un alto rischio che si possa far cadere e rompere qualcuna delle barre di combustibile». In più, la situazione è assolutamente instabile. Secondo Richard Tanter, esperto nucleare dell’università di Melbourne, il reattore 4 di Fukushima «sta affondando». Lo conferma l’ex premier giapponese Naoto Kan: sotto il grande deposito di combustibile atomico, il terreno è già spofondato di circa 31 centimetri.

Per tentare di stabilizzarlo e isolarlo dall’acqua, la Tepco sta considerando la possibilità di congelare il suolo attorno all’impianto. Essenzialmente, riferisce “Nbc News”, si tratta di costruire un muro sotterraneo di ghiaccio lungo un miglio, cosa che non è mai stata tentata prima: in pratica, stanno cercando di arrampicarsi sugli specchi perché non sanno come risolvere il problema. «Un altro errore che venisse fatto dalla Tepco potrebbe avere conseguenze perfino esiziali, per il Giappone», sottolinea “Japan Focus” puntando il dito contro l’azienda elettrica responsabile del disastro. La Tepco ha infatti taciuto la verità sul degrado dell’impianto prima ancora del sisma, poi ha sbagliato tutto il possibile. Il governo di Tokyo ha concluso che il disastro ha avuto “cause umane”, ed è stato provocato da una “collusione” tra il governo stesso e la Tepco, oltre che da una cattiva progettazione del reattore. Già all’indomani della tragedia, «la Tepco sapeva che 3 reattori nucleari avevano perso capacità contenitiva, che il nuclere apocalissecombustibile nucleare era “scomparso”, e che non vi era di fatto alcun vero contenimento».

L’azienda, ricorda il “Washington’s Blog” ha cercato disperatamente di coprire la verità per due anni e mezzo, «fingendo che i reattori fossero in fase di “spegnimento a freddo”», e solo ora ha ammesso che da due anni sta rilasciando enormi quantità di acqua radioattiva che, attraverso le falde sotterranee, si riversano nell’Oceano Pacifico. La dimensione del pericolo lascia sgomenti: nessuno, al mondo, è preparato a fronteggiare una catastrofe come quella evocata dai tecnici più pessimisti. Ma l’aspetto più sinistro, forse, è proprio quello che riguarda l’informazione e l’assoluta mancanza di trasparenza: la verità è stata negata dai tecnici, minimizzata dai politici, oscurata dai media. Molti blogger hanno incessantemente rilanciato l’allarme, fino alla notizia – qualche mese fa – degli sversamenti radioattivi in mare. Solo ora – di fronte all’impossibilità di continuare a negare, alla vigilia della pericolosissima operazione di bonifica – si giunge ad ammettere tutto. Colpisce l’appello di Mitsuhei Murata, ex ambasciatore giapponese in Svizzera, che chiede che il Giappone rinunci ad ospitare a Tokyo le Olimpiadi 2020, perché non potrebbe garantire la sicurezza degli atleti. Così, il Sol Levante tramonta nella vergogna.

Per approfondire sulla vicenda Fukushima leggi gli articoli in cui ormai da due anni denunciamo quello che stava accadendo e che i mezzi d’informazione, persino quelli giapponesi, negavano. Clicca qui per vedere gli articoli

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Lo Stato più canaglia di tutti, da Hiroshima in poi

Hiroshimadi Nico Macce

Occorre smetterla di definire le atomiche su Hiroshima e Nagasaki “operazioni belliche”. Eccidi di massa di così vasta portata non meritano questo appellativo, che ha il sapore di “accordi di Ginevra” e di regole che gli Stati si sono dati nei secoli, almeno sulla carta, e che hanno cercato quanto meno di non coinvolgere direttamente i civili nei conflitti bellici. Per altro il Giappone era ormai stremato e fare leva sullo spirito di sacrificio dei soldati del Sol Levante è puramente strumentale. Volendo anche solo per un istante guardare la cosa da un punto di vista bellico, agli Usa sarebbe bastato far deflagrare un ordigno atomico al largo delle coste nipponiche, a distanza di sicurezza dalla popolazione. I giapponesi avrebbero capito e capitolato, nonostante la fanatica caparbietà dei gruppi dirigenti e della casta militare. Del resto era solo questione di settimane, la guerra stava già volgendo al termine.

Le ragioni di Hiroshima e Nagasaki, i due peggiori crimini dell’umanità insieme ai campi di sterminio nazisti, furono due: dare un monito chiaro e ben diretto al nuovo avversario della potenza statunitense: l’Urss di Stalin. La seconda ragione è ancora più schifosa e abietta: sperimentare l’arma atomica sulla popolazione civile. Chi meglio di un popolo massacrato, alla fame e alla miseria, bombardato, vessato e strumentalizzato dalle sorde e fanatiche autorità fasciste dell’Imperatore poteva servire a tale scopo? Cosa è meglio di una guerra per sperimentare le nuove armi? Questa logica prosegue anche oggi. In Irak sono state sperimentate tecnologie belliche che le pubbliche opinioni occidentali addormentate neanche si immaginano. Per esempio, il servizio di Sigfrido Ranucci (qui), descrive molto bene come l’esercito statunitense, durante la seconda aggressione all’Irak, abbia testato a Fallujah sofisticate bombe al fosforo e i loro effetti sulla popolazione, eccidio sui civili che le autorità Usa hanno cercato di tenere nascosto.

A distanza di 68 anni, meditiamo su cFallujahosa siano i complessi militari-industriali ancora oggi, cosa siano diventati e come si siano perfezionati dentro economie di guerra che hanno amministrato la “pace” in qualche oasi metropolitana occidentale attraverso il terrore nucleare e un numero spropositato di guerre locali nel resto del mondo, direttamente o attraverso regimi alleati e terroristi. Guerre in cui il terrore e l’azione sui civili costituisce non un “danno collaterale” come vogliono farci credere, ma un aspetto strategico di ormai quasi tutte le guerre del terzo millennio. Meditiamo sulle politiche delle oligarchie capitaliste al potere, dei veri decisori delle politiche Usa e Nato e di tutte le potenze militariste come la Cina. Perché se non vediamo dietro a questo stato di guerra permanente il vero volto predatorio dell’economia capitalista e non agiamo di conseguenza per rimuoverlo dalla storia umana come la vera causa delle guerre, dirsi anti-militaristi è un puro esercizio di ingenue quanto inutili intenzioni. E’ come se non facessimo nulla per arrivare a un’era di pace e di uguaglianza sociale. Come se fossimo rimasti a quell’oggetto sganciato da un B29 nel cielo torrido di un agosto di morte.

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Nuovo Ordine Mondiale ed Eugenetica

Ricordiamoci che fu San Francesco Saverio, gesuita, il primo missionario a convertire il Giappone.

Nagasaki città dell’atomica. E dei martiri cristiani

Sono 188, di quattro secoli fa, e saranno beatificati tra un anno. Nella stessa città in cui nel 1945 furono uccisi in un sol giorno i due terzi dei cattolici del Giappone. Fu questa una scelta deliberata?

di Sandro Magister

ROMA, 30 ottobre 2007 – Nelle memorie del cardinale Giacomo Biffi da oggi in vendita nelle librerie, c’è un passaggio con il finale in sospeso, che riguarda il Giappone.

È là dove Biffi ricorda il forte impatto che ebbe su di lui nel 1945 la notizia delle bombe atomiche sganciate dagli Stati Uniti il 6 agosto su Hiroshima e il 9 agosto su Nagasaki.

Scrive:

“Di Nagasaki avevo già sentito parlare. L’avevo ripettamente incontrata nel ‘Manuale di storia delle missioni cattoliche’ di Giuseppe Schmidlin, tre volumi pubblicati a Milano nel 1929. A Nagasaki fin dal secolo XVI era sorta la prima consistente comunità cattolica del Giappone. A Nagasaki il 5 febbraio 1597 avevano dato la vita per Cristo trentasei martiri (sei missionari francescani, tre gesuiti giapponesi, ventisette laici), canonizzati da Pio IX nel 1862. Quando riprende la persecuzione nel 1637 vengono uccisi addirittura trentacinquemila cristiani. Poi la giovane comunità vive, per così dire, nelle catacombe, separata dal resto della cattolicità e senza sacerdoti; ma non si estingue. Nel 1865 il padre Petitjean scopre questa ‘Chiesa clandestina’, che si fa da lui riconoscere dopo essersi accertata che egli è celibe, che è devoto di Maria e obbedisce al papa di Roma; e così la vita sacramentale può riprendere regolarmente. Nel 1889 è proclamata in Giappone la piena libertà religiosa, e tutto rifiorisce. Il 15 giugno 1891 viene eretta canonicamente la diocesi di Nagasaki, che nel 1927 accoglie come pastore monsignor Hayasaka, che è il primo vescovo giapponese ed è consacrato personalmente da Pio XI. Dallo Schmidlin veniamo a sapere che nel 1929 di 94.096 cattolici nipponici ben 63.698 sono di Nagasaki”.

Premesso questo, il cardinale Biffi conclude con una domanda inquietante:

“Possiamo ben supporre che le bombe atomiche non siano state buttate a casaccio. La domanda è quindi inevitabile: come mai per la seconda ecatombe è stata scelta, tra tutte, proprio la città del Giappone dove il cattolicesimo, oltre ad avere la storia più gloriosa, era anche più diffuso e affermato?”.

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In effetti, tra le vittime della bomba atomica su Nagasaki scomparvero in un sol giorno i due terzi della piccola ma vivace comunità cattolica giapponese. Una comunità quasi azzerata con la violenza per due volte in tre secoli.

Nel 1945 lo fu per un atto di guerra misteriosamente concentratosi su di essa. Tre secoli prima per una terribile persecuzione molto simile a quella dell’impero romano contro i primi cristiani, con epicentro sempre Nagasaki e la sua “collina dei martiri”.

Eppure, da entrambe queste tragedie la comunità cattolica giapponese ha saputo risorgere. Dopo la persecuzione del Seicento, dei cristiani mantennero viva la fede trasmettendola dai genitori ai figli per due secoli, pur privi di vescovi, preti e sacramenti. Si racconta che il venerdì santo del 1865 ben diecimila di questi “kakure kirisitan”, cristiani nascosti, sbucarono dai villaggi e si presentarono a Nagasaki agli stupiti missionari che avevano da poco riavuto accesso in Giappone.

E anche dopo la seconda ecatombe di Nagasaki, quella del 1945, la Chiesa cattolica è rinata, in Giappone. Gli ultimi dati ufficiali, del 2004, stimano in poco più di mezzo milione i giapponesi di fede cattolica. Pochi in rapporto a una popolazione di 126 milioni. Ma rispettati e influenti, anche grazie a una fitta rete di loro scuole e università.

Inoltre, se ai giapponesi di nascita si sommano gli immigrati da altri paesi dell’Asia, il numero dei cattolici raddoppia. Un rapporto del 2005 della commissione per i migranti della conferenza episcopale calcola che il totale dei cattolici abbia di recente superato il milione, per la prima volta nella storia del Giappone.

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Su questo sfondo prende una luce nuova un decreto autorizzato il 1 giugno 2007 da Benedetto XVI: la beatificazione di 188 martiri del Giappone, che si aggiungono ai 42 santi e ai 395 beati – tutti martiri – già elevati agli altari dai precedenti papi.

La beatificazione – la prima mai tenuta in Giappone – sarà celebrata il 24 novembre del 2008 proprio a Nagasaki dal prefetto della congregazione delle cause dei santi, cardinale José Saraiva Martins, come inviato speciale di Benedetto XVI.

I 188 martiri giapponesi che saranno beatificati l’anno prossimo sono classificati nelle carte del processo canonico come “padre Kibe e i suoi 187 compagni”. Sono stati uccisi a causa della loro fede tra il 1603 e il 1639.

Pietro Kibe Kasui nacque nel 1587, nell’anno in cui il maresciallo della corona a Nagasaki, lo shogun Hideyoshi, emise un editto che ingiungeva ai missionari stranieri di lasciare il paese. Dieci anni dopo cominciarono le persecuzioni.

A quell’epoca in Giappone si contavano circa 300 mila cattolici, evangelizzati prima dai gesuiti, con san Francesco Saverio, e poi anche dai francescani.

Nel febbraio 1614 un altro editto impose la chiusura delle chiese cattoliche e il confinamento a Nagasaki di tutti i sacerdoti rimasti, stranieri e locali.

Nel novembre dello stesso anno i sacerdoti e i laici che guidavano le comunità furono costretti ad andare in esilio. Kibe riparò prima a Macao e poi a Roma.

Fu ordinato sacerdote il 15 novembre 1620 e, dopo aver completato il noviziato a Lisbona, pronunciò i primi voti da gesuita il 6 giugno 1622.

Tornato in Giappone fra i cattolici sottoposti a crudele persecuzione, nel 1639 fu catturato a Sendai assieme ad altri due sacerdoti. Torturato per dieci giorni di fila, rifiutò di abiurare. E fu martirizzato a Edo, l’attuale Tokyo.

Uno dei suoi 187 compagni di martirio, per la maggior parte laici, fu Michele Kusurya, detto il “buon samaritano di Nagasaki”. Salì la “collina dei martiri”, poco fuori la città, cantando dei salmi. Morì, come molti, legato al palo e bruciato a fuoco lento.

Un altro dei prossimi beati fu Nicola Keian Fukunaga. Morì gettato in fondo a un pozzo di fango, dove fino all’ultimo pregò a voce alta, chiedendo perdono “per non aver portato Cristo a tutti i giapponesi, a cominciare dallo shogun”.

Altri martiri furono uccisi inchiodati su croci o tagliati a pezzi, con inaudite crudeltà che non risparmiavano donne e bambini. Oltre che dalle uccisioni, la comunità cattolica fu falcidiata dalle apostasie di quelli che abiuravano per paura. Eppure non fu annientata. Una parte si celò nella clandestinità e conservò la fede fino all’arrivo, due secoli dopo, di un regime più libero.

Lo scorso settembre la diocesi di Takamatsu ha dedicato un simposio a un altro ancora dei 188 martiri che saranno beatificati nel 2008, il gesuita Diego Ryosetsu Yuki, discendente di una famiglia di shogun.

Uno dei relatori, il professor Shinzo Kawamura della Università Sophia dei gesuiti di Tokyo, ha mostrato che la forza indomita con cui tanti cattolici di quell’epoca resistettero alle torture e affrontarono il martirio proveniva anche dallo spirito comunitario con cui essi si sostenevano a vicenda, nella fede. In parte avevano preso come modello le comunità buddiste di Jodo Shinshu, della Terra Pura. “Furono le kumi, le comunità dei kirisitan, dei cristiani, il terreno sul quale fiorirono i 188 martiri. La Chiesa di quell’epoca in Giappone era una vera Chiesa di popolo”.

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Le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, un fallimento morale

3 agosto 2009 – di Pino Cazzaniga

Il 6 e il 9 agosto cadono gli anniversari delle bombe atomiche lanciate sulle due città giapponesi. E segnano l’inizio dell’era del terrore nucleare. Le testimonianze del gesuita p. Arrupe, allora ad Hiroshima, e di un medico cattolico di Nagasaki. Nel ’45 i disegni politici la vinsero sugli scienziati e umanisti che rifiutavano l’uso dell’atomica. E ora?

Tokyo (AsiaNews) – Ogni anno nelle prime ore mattutine del 6 agosto a Hiroshima nel parco memoriale della pace (Peace Memorial Park) migliaia di cittadini giapponesi e qualche centinaia di turisti siedono in raccoglimento di fronte al cenotafio che ricorda le vittime della prima esplosione atomica. Alle 8.15 il suono cadenzato di un gong invita l’assemblea alla preghiera silenziosa.

Sopra lo stesso cielo 64 anni prima il “Little Boy” (“piccolo bambino”), la prima bomba atomica, sganciata da un B29 americano, esplose con una potenza pari a 13 mila tonnellate di tritolo, facendo sull’istante 80 mila vittime che divennero 350 mila entro la fine dell’anno.

Tre giorni dopo, il 9 agosto alle ore 11 una simile cerimonia-memoriale si tiene sulla collina della Pace, nella città di Nagasaki: anche qui 64 anni prima, nello stesso momento esplose una bomba atomica, “Flat Man” (“uomo grasso”),  lanciato pochi istanti prima da un altro B29. Qui le vittime immediate furono solo 44.000 perché per improvvisa deviazione strategica del bombardiere, l’ordigno è esploso sopra la valle di Urakami, che ha contenuto le micidiali radiazioni.

Per la gravità dei danni inferti e soprattutto per il fatto che si tratta del primo e unico utilizzo di simili armi, i due attacchi vengono considerati dagli analisti tra  gli episodi bellici più significativi dell’intera storia dell’umanità. Ma il significato della tenebrosa tragedia supera l’aspetto strategico o giuridico: esso è soprattutto morale.

La tragedia nelle testimonianze di due protagonisti

“Riposate in pace, perché questo sbaglio non sarà ripetuto”, sono le parole scolpite sulla pietra del cenotafio di Hiroshima.. La frase un po’ ambigua forse è stata scelta con l’intenzione di commemorare le vittime di Hiroshima senza politicizzare la questione.

Ma di quale “sbaglio” si tratta? Strategico? Giuridico? Morale? La nostra risposta non ha tentennamenti: l’errore è stato soprattutto morale. Due testimonianze dirette ci aiutano a metterne a fuoco la dimensione etica

Il padre Pedro Arrupe (1907-1965), divenuto in seguito superiore generale dei gesuiti,  il 6 agosto del 1945 si trovava nella casa della sua comunità religiosa alla periferia di Hiroshima. Ecco quanto scrisse: “Ero nella mia stanza con un altro prete alle 8,15  quando improvvisamente vedemmo una luce accecante, come un bagliore al magnesio. Non appena aprii la porta che si affacciava sulla città, sentimmo un’esplosione formidabile simile al colpo di vento di un uragano. Allo stesso tempo porte, finestre e muri precipitarono su di noi in pezzi. Salimmo su una collina per avere una migliore vista. Da là potemmo vedere una città in rovina: di fronte a noi c’era una Hiroshima decimata. Poiché ciò accadde mentre in tutte le cucine si stava preparando il primo pasto, le fiamme a contatto con la corrente elettrica, entro due ore e mezzo trasformarono la città intera in un’enorme vampa. Non dimenticherò mai la mia prima vista di quello che fu l’effetto della bomba atomica: un gruppo di giovani donne, di diciotto o vent’anni, che si aggrappavano l’un l’altra mentre si trascinavano lungo la strada. Continuammo a cercare un qualche modo per entrare nella città, ma fu impossibile. Facemmo allora l’unica cosa che poteva essere fatta in presenza di tale carneficina di massa: cademmo sulle nostra ginocchia e pregammo per avere una guida, perché eravamo privi di ogni aiuto umano”.

La preghiera diede al missionario l’energia per essere aiuto e consolazione per la citta’ desolata e poi per il Giappone depresso dell’immediato dopoguerra.

Un rosario tra le ceneri di Nagasaki

Il dottor Paolo Takashi Nagai (1908-1951), radiologo e preside della facoltà di medicina dell’università’ di Nagasaki, la mattina del 9 agosto 1945 si trovava al suo posto di lavoro non lontano dall’epicentro dell’esplosione ma da esso separato dal dorsale di una collina. Al di là di quell’altura viveva una numerosa comunità cattolica.

Scrive uno storico: “Secondo il comando militare alleato, la bomba atomica era una necessità, perché non si trattava di piegare una resistenza armata, ma l’idea molto viva tra i giapponesi che dio era dalla loro parte….L’atomica avrebbe dovuto scalfire questa certezza perché infliggeva un colpo mortale allo shintoismo artificialmente trasformato in ideologia militarista. Invece, continua l’analista, la bomba più che il cuore della religione giapponese colpì in pieno il quartiere cattolico di Nagasaki, il più importante e numeroso centro della Chiesa in estremo oriente La comunità cattolica contava allora più di 12.000 fedeli. Perirono quasi tutti. L’epicentro dell’esplosione era stata proprio la loro cattedrale che, tra l’altro, in quel momento era affollata di fedeli in coda davanti al confessionale per prepararsi alla festa dell’Assunta”.

La casa di Nagai si trovava a pochi decine di metri dalla chiesa. Quando il professore poté ritornarvi trovò solo cenere e ossa.  Da radiologo esperto non ebbe difficoltà a individuare i resti di sua moglie Midori. Tra le ossa della mano brillava qualcosa: era una corona del rosario e un crocifisso. Mise tutto in un secchiello e mentre, triste ma non depresso si avviava verso il cimitero, gli parve di sentire nel tintinnare del rosario e del crocifisso la voce della sposa che gli infondeva speranza.

I contabili della guerra e gli umanisti

Pur essendo convinti che i due bombardamenti atomici sono stati moralmente atti delittuosi e non solo un male minore, ci guardiamo dall’attribuirne la responsabilità a un popolo o a una nazione.

Anzitutto va segnata una netta linea di demarcazione tra il governo e le chiese cristiane d’America. In un rapporto del Concilio Nazionale delle Chiese intitolato “guerra atomica e fede cristiana”, redatto nel 1946, si legge: “In quanto cristiani americani siamo profondamente pentiti per l’irresponsabile uso già fatto della bomba atomica. Abbiamo concordato che, qualunque sia il giudizio che si può avere della guerra in principio, i bombardamenti a sorpresa di Hiroshima e Nagasaki sono moralmente indifendibili”.

La responsabilità della decisione di usare l’atomica contro il Giappone è stata del presidente americano Harry Truman, entrato in carica solo nell’aprile del 1945, dopo la morte repentina di Franklin Roosevelt. Ma a questa data la prima bomba atomica era già  pronta.

Nel 1939 Roosvelt, su esortazione di Albert Einstein, aveva acconsentito al “Progetto Manhattan” che si è poi concluso con il primo test atomico ad Alamogordo nel deserto del Nuovo Messico il 16 luglio 1945. Il suggerimento di Einstein era stato motivato dalla consapevolezza che la Germania nazista di Hitler stava lavorando a un progetto simile. Ma nel 1945 Einstein e altri scienziati si sono decisamente opposti ad all’uso della bomba.

Esistono resoconti storici che indicano che la decisione di usare bombe atomiche venne presa alla scopo di provocare una resa anticipata del Giappone tramite l’uso di un potere impressionante. Per questo le bombe vennero usate di proposito su obiettivi che includevano zone abitate da civili. I contabili della strategia bellica hanno avuto la meglio sugli umanisti. E così l’umanità  è entrata nell’era del terrore nucleare.

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Hiroshima e Nagasaki erano cattoliche!

Esaminiamo un pò di relazioni-coincidenze… per capire se si tratta di storia o di cospirazionismo…
analizzando varie stragi-genocidi viene fuori che ci sono due costanti..

Le due città anche attualmente fulcro della chiesa cattolica in Giappone (pochi lo sanno!)erano all’epoca le uniche due ad avere vescovi cattolici… quindi fu in buona parte una strage di cattolici-cristiani.. civili inermi, non c’erano infatti postazioni e basi militari li.. e si sarebbe potuto colpire ben altro…quindi militarmente non ha senso…

Solomon Truman, presidente, e il comitato scientifico-politico formato da scienziati come Sam Cohen e Oppheneimer, il rettore di Harvard James Conant,Carl Spatz dell’Air Force.. e Byrnes..
decisero lo sgancio della bomba..

il legame stra strage e chi la decise c’è?
o è solo una coincidenza?

Esaminiamo una altra strage-genocido-olocausto

Gli Armeni!
Pochi sanno che gli Armeni furono i primi a riconoscere il Cristianesimo
Da wikipedia:
Nel 301 d.C. l’Armenia divenne la prima nazione ad adottare il Cristianesimo come religione di Stato. Durante la sua successiva decadenza politica, l’Armenia si affidò alla Chiesa per preservare e proteggere la propria identità.

http://it.wikipedia.org/wiki/Armeni

Si dovrebbe inoltre ricordare che la chiesa ortodossa è sicuramente più tradizionalista di quella cattolica e legata direttamente alla figura di Cristo e non riconosce il primato papale,del papa come rappresentante di dio sulla terra http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cristiana_ortodossa

…ad esempio la chiesa di Gerusalemme trae direttamente ispirazione da Cristo e non come quella cattolica che è stata fondata da un suo apostolo da cui prende ispirazione..
Col diffondersi delle idee comuniste i turchi(i giovani turchi)si narra che storicamente temessero che gli Armeni, una minoranza, potessero mettere in atto quanto accaduto in Russia, ovviamente questo era impossibile visto che erano solo una minoranza tra l’altro molto pacifica..
resta il fatto che una campagna di odio e terrore fu instillata contro gli armeni(forse mi ricorda qualcosa?) e cosi’ fu messa in atto la strage che per metodi e percentuale rispetto alla popolazione, fu il più tremendo …annientrando quasi completamente la popolazione…

di nuovo altra strage.genocidio di cristiani.. si parla di 1-2milioni…

il legame tra il genocidio e chi lo fomentò c’è?
o è solo una coincidenza?

che ruolo ebbero la minoranza ma ricchissima, di banchieri, finanzieri, uomini d’affari sionisti, ossia musulmani convertiti,ma cripto.giudei dei Donmeh in parte confluito nei ‘giovani turchi’?
Crearono di sicuro un clima di paura ed odio contro gli armeni, ovviamente anche i turchi ci misero del loro…

Ataturk primo ministro turco,da ‘giovane turco’ aveva avuto un ruolo attivo in quella persecuzione,lo stesso fu poi finanziato e portato al potere dai Dunmeh,questa è storia.
http://it.wikipedia.org/wiki/Dunmeh
D’altronde i giovani turchi sono accusati storicamente del genocidio..
D’altronde i ”giovani turchi” erano considerati in parte un movimento sionista,visto che c’erano importanti finanziamenti di banche e personaggi importanti,sionisti.
D’altronde storicamente erano dei massoni..
eccolo qui http://it.wikipedia.org/wiki/Giovani_Turchi

Sillogismi? Falsi sillogismi? Relazioni?Coincidenze?

oltre ad evidenze e collegamenti storici in questo libro di 575 pagine si ripercorre minuziosamente la preistoria e la storia del genocidio armeno
scritto da Christopher Jon Bjerknes

http://www.jewishracism.com/JewishGenocide.pdf
dal titolo ‘the jewish genocide of armenian christians’
la tesi è già dichiarata,meglio leggerlo senza prevenzioni o preconcetti, interessante la lettura,visto che quel tratto di storia non è praticamente mai affrontato…

La situazione in parte ricorda quello che avviene oggi(almeno finchè Emmanuel Israel Rahm,capo consigliere di Obama,e figlio di un terorrista dell’Irgun,rimane al suo posto http://it.wikipedia.org/wiki/Rahm_Emanuel ovviamente wikipedia si autocensura e si limita a dire del padre ”fu esponente dell’Irgun” ma chi non sa cosa fosse non lo va a cercare anche perchè il link sull ‘Irgun non è quello che mostra l’elenco infinito della stragi efferate di innocenti messe a segno dal gruppo terrorista sionista dell’Irgun che invece è questo http://it.wikipedia.org/wiki/Liste_degli_attacchi_dell%27Irgun_durante_gli_anni_%2730 quindi ecco che la maggior parte delle persone che non sa cosa cercare non trova niente..)

ossia che i vari presidenti USA vengono appoggiati e finanziati da Israele ,senza manco chissà quale segreto(come nel caso di Rahm,sfacciamente sotti gli occhi di tutti,mentre di converso dava scandalo che Obama avesse in tenerissima età avuto amicizia con un musulmano che poi 20anni dopo pare fosse divenuto un estremista,due pesi due misure..) per poi ovviamente influenzarne la politica estera ossia le guerre..che altrimenti gli USA forse non inizierebbero (questo lo ricordava anche Wikipedia nella pagina dedicata al padre Benjamin,poi cancellata subito dopo l’elezioni a capo consigliere..evidenteme le pressioni del governo americano sono state troppe ,ecco cosa diceva wikipedia “Obviously he [ Rahm Emanuel ] will influence the president to be pro-Israel. Why wouldn’t he be? What is he, an Arab? He’s not going to clean
the floors of the White House.”
ossia ‘ovvio che Rahm influenzerà Obama pro Israel ,o pensate che è li per pulire il paviamento” ,naturalmente non perchè è ebreo ,che di per se non dovrebbe significare nulla,ma perchè è figlio di un terrorista!)

qualcuno l’aveva salvata

http://www.cco.net/~trufax/pdf/Benjamin_Emanuel.pdf sempre più difficile da trovare..evidentemente qualcuno la sta eliminando perchè scomoda…

ed ecco invece come wikipedia annunciava l’eliminazione della voce

http://servv89pn0aj.sn.sourcedns.com/~gbpprorg/obama/Benjamin_M_Emanuel_Wiki.jpg

Questa censura stende un velo nero sull’indipendenza di Obama..

d’altronde l’Iraq che ad oggi conta oltre 1 milione di morte è avvenuto con lo stesso metodo ed ad influenzare le scelte sono sempre loro..
basta pensare alle enormi pressioni che il governo iraniano sta facendo sul governo USA affinchè appoggi l’attacco all’Iran e quindi avalli la sua
campagna di paura ed odio contro l’Iran.

Anche in Iraq c’è (insieme ad etnie più numerose) una delle più antiche ed importanti religioni cristiane, la caldea, un oasi nella zona, dominata da altre religioni, lo stesso ministro degli esteri,Tarek Aziz era caldeo ad oggi ancora sotto arresto e rischiava di essere giustiziato… infatti nel caso di Saddam Hussein non si tratta di stato islamico,essendo di fatto l’unico stato laico della zona..
e questo chiarisce che facendo finta di attaccare gli arabi alla fine muoiono si arabi ma anche moltissimi cristiani, di cui nessuno parla..
http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica_caldea
Questo ovviamente non significa che si è attaccato l’Iraq per colpire i caldei,sarebbe un falso sillogismo..

Vogliamo invece parlare della chiesa russa e di come l’elite che portà avanti il comunismo da Lenin a Trotsky e tutta la macchina statale che stava anche dietro a Stalin era governata e diretta da sionisti…
In quel periodo tra deportazioni e stragi morirono di stima oltre 20milioni di persone…, tutti cristiano-ortodossi..

Vogliamo parlare della seconda guerra mondiale?
40milioni di morti, quasi tutti cristiani… mi chiedo come mai gli 1 o 3 o 6
milioni di morti debbano essere considerati l’unico olocausto, perchè si tratta di motivi razziali-religiosi..anche ammettendolo, i cristiani uccisi sono decine di milioni solo nella seconda guerra mondiale e continua ancora oggi nell’indifferenza delle gerarchie cattoliche..ormai troppo infiltrate ed indebolite dal di dentro..

Vogliamo parlare del circa 1 milione di civili uccisi, tutti cristiani, moltissimi bambini, nei bombardamenti USA in Italia, fatti senza nessuna motivazione e che colpivano solo civili..
un pò come l’Iraq o l’Afghanistan..
qui ci sono le stragi più eclatanti..(ma il conteggio non tiene conto dei moti a piccolo gruppi,di civili,nelle tantissime incursioni USA)
http://www.italia-rsi.org/alleatidichi/bombardamenti.htm

Vogliamo parlare di Dresda,l’inutile bombardamento di oltre 200mila civili bruciati vivi(non vi era nessuna postazione militare in città!)
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1945n.htm tutti quei morti in cosi’ poco tempo manco in Giappone ci furono..
A Dresda la comunità cristiana ortodossa era numerosa,sebbene impossibile praticare il culto,come tutto il mondo sovietico ,alla luce del sole…
Fu anche quella una strage efferata ed immotivata di cristiani…

ora qualcuno mi dovrebbe spiegare perchè tutto queste stragi e genocidi di cristiani,quasi sempre senza che ci sia un motivo militare,ma fini a se stessi…soprattutto stragi di civili,cristiani…

come mai spesso dietro a chi comanda le stragi o fomenta l’odio c’ è la propaganda di paura e terrorismo sionista,ora come allora…ed alla fine arriva(da un certo periodo storico in poi)il fratello grosso,gli USA,a fare il lavoro sporco?

qualcuno mi sa dire e rassicurare,che sono solo coincidenze e che non c’è nessuna relazione?
Che è solo cospirazionismo(non lo escludo a priori!)

Penso che se fossi cosi’ dormiremmo tutti più tranquilli,ma con tutte queste coincidenze,un pò di sonno lo sto perdendo!
Se c’è qualcuno si faccia avanti..
Penso piacerebbe a tutti un confronto con chi invece conosce fatti storici ed inoppugnabili che possano rassicurare tutti quelli che vedono troppo coincidenze per pensare solo ad un caso fortuito o cieca sfortuna..
che chi può rassicurare sia sionista o meno,non conta,l’importante accetti un metodo serio di discussionie e non quello di tacciare di antisemitismo tutti quelli che vedono coincidenze..invece di affrontare la questione sul piano storico per sgombrare il campo da ogni dubbio..del più incallito complottista..

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L’elenco delle città possibile obiettivo di armi atomiche è stato prodotto dal Nunzio Apostolico e consegnato ad un giovane componente della Segreteria di Stato Vaticana.

Questo monsignore consegnò il documento all’OSS e questa organizzazione lo riportò al Pentagono.

Quel monsignore (Giovan Battista Montini – Paolo VI) fece molta carriera.

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Tempo fa’ mi sono imbattuto nella registrazione dell’annuncio dato alla radio dal presidente Truman circa il bombardamento di Hiroshima.

Purtroppo ho dimenticato il testo esatto, ma grosso modo diceva:
” Abbiamo sganciato la bomba atomica sopra una postazione militare nemica ad Hiroshima”.

Se qualcuno conosce per caso il link a questo spezzone audio storico, vi sarei grato.

A conferma che i politici ed i militari raccontano solo balle infarcite qua e la’ di verita’.

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Cosa ne pensate? Il Santo Rosario e la bomba atomica di Hiroshima?

Su Hiroshima è caduta una bomba atomica. Lo scopo era di annientare Hiroshima per distruggere il potere militare giapponese.
Ma la Madonna, la Regina del Rosario, ha protetto miracolosamente una piccola comunità di quattro padri gesuiti, che vivevano nella casa parrocchiale, a soltanto otto isolati dal centro dell’esplosione. Padre Hubert Schiffer aveva 30 anni elavorava nella parrocchia dell’Assunzione di Maria, a Hiroshima. Ha dato la sua testimonianza davanti a decine di migliaia di persone: “Attorno a me c’era soltanto una luce abbagliante. Tutto a un tratto, tutto si riempì istantaneamente da una esplosione terribile. Sono stato scaraventato nell’aria. Poi si è fatto tutto buio, silenzio, niente. Mi sono trovato su una trave di legno spaccata, con la faccia verso il basso. Il sangue scorreva sulla guancia. Non ho visto niente, non ho sentito niente. Ho creduto di essere morto. Poi ho sentito la mia propria voce. Questo è stato il più terribile di tutti quegli eventi. Mi ha fatto capire che ero ancora vivo e ho cominciato a rendermi conto che c’era stata una terribile catastrofe! Per un giorno intero i miei tre confratelli ed io siamo stati in questo inferno di fuoco, di fumo e radiazioni, finché siamo stati trovati ed aiutati da soccorritori. Tutti eravamo feriti, ma con la grazia di Dio siamo sopravvissuti”.
Nessuno sa spiegare con logica umana, perché questi quattro padri gesuiti furono i soli sopravvissuti entro un raggio di 1.500 metri. Per tutti gli esperti rimane un enigma, perché nessuno dei quattro padri è rimasto contaminato dalla radiazione atomica, e perché la loro casa, la casa parrocchiale, era ancora in piedi, mentre tutte le altre case intorno erano state distrutte e bruciate. Anche i 200 medici americani e giapponesi che, secondo le loro stesse testimonianze, hanno esaminato padre Schiffer, non hanno trovato nessuna spiegazione a perché mai, dopo 33 anni dallo scoppio, il padre non soffriva nessuna conseguenza dell’esplosione atomica e continuava a vivere in buona salute. Perplessi, hanno avuto tutti sempre la stessa risposta alle tante loro domande: “Come missionari abbiamo voluto vivere nel nostro paese il messaggio della Madonna di Fatima e perciò abbiamo pregato tutti i giorni il Rosario.” Ecco il messaggio pieno di speranza di Hiroshima: La preghiera del Rosario è più forte della bomba atomica! Oggi, nel centro della città ricostruita di Hiroshima, si trova una chiesa dedicata alla Madonna. Le 15 vetrate mostrano i 15 misteri del Rosario, che si prega in questa chiesa giorno e notte. Un altro racconto di padre Schiffer aggiunge che avevano appena finito di dire Messa, e si erano recati a fare colazione, quando la bomba cadde:
“Improvvisamente, una terrificante esplosione riempì l’aria come di una tempesta di fuoco. Una forza invisibile mi tolse dalla sedia, mi scagliò attraverso l’aria, mi sbalzò, mi buttò, mi fece volteggiare come una foglia in una raffica di vento d’autunno.” Quando riaprì gli occhi, egli, guardandosi intorno, vide che non vi erano più edifici in piedi, fatta eccezione per la casa parrocchiale. Tutti gli altri in un raggio di circa 1,5 chilometri, si racconta, morirono immediatamente, e quelli più distanti morirono in pochi giorni per le radiazioni gamma. Tuttavia, il solo danno fisico che padre Schiffer accusò, fu quello di sentire alcuni pezzi di vetro dietro il collo. Dopo la resa del Giappone, i medici dell’esercito americano gli spiegarono che il suo corpo avrebbe potuto iniziare a deteriorarsi a causa delle radiazioni. Con stupore dei medici, il corpo di padre Schiffer sembrava non contenere radiazioni o effetti dannosi della bomba. In realtà, egli visse per altri 33 anni in buona salute, e partecipò al Congresso Eucaristico tenutosi a Philadelphia nel 1976. In quella data, tutti gli otto membri della comunità dei Gesuiti di Hiroshima erano ancora in vita. Questi sono i nomi degli altri sacerdoti gesuiti che sopravvissero all’esplosione: Fr. Hugo Lassalle, Fr. Kleinsorge, Fr. Cieslik.
Un miracolo simile avvenne anche a Nagasaki, dove un convento francescano – “Mugenzai no Sono” (“Giardino dell’Immacolata”) – fondato da San Massimiliano Kolbe rimase illeso come a Hiroshima. Dal giorno in cui le bombe caddero, i gesuiti superstiti furono esaminati più di 200 volte dagli scienziati senza giungere ad alcuna conclusione, se non che la sopravvivenza degli otto gesuiti all’esplosione fu un evento inspiegabile per la scienza umana.Sapevate che nel 1945 il 70% dei cattolici giapponesi viveva a Nagasaki? Era “la città cattolica del Giappone”.
Testimonianza del prof. Hikoka Vanamuri – sopravvissuto di Hiroshima nel 6 agosto 1945 : Hikoka Vanamuri, già professore all’Università di Tokio in filosofia, è stato intervistato in occasione del suo pellegrinaggio a Fatima, e così ha risposto: «Non tornerò in Giappone. Dopo anni di studi, dopo anni di meditazione ho compreso che la vita nell’atmosfera vizia

Dettagli aggiuntivi

Dopo anni di studi, dopo anni di meditazione ho compreso che la vita nell’atmosfera viziata di Buddha è rimasta un’inacidita testimonianza storica di paganesimo vociferante e mi sono convertito alla religione cattolica. La decisione l’ho presa dopo lo scoppio della bomba atomica su Hiroshima. Ero a Hiroshima per una ricerca storica. Lo scoppio della bomba mi trovò in biblioteca. Consultavo un libro portoghese e mi venne sott’occhio l’immagine della Madonna di Fatima. Mi sembra che questa si muovesse, dicesse qualcosa. All’improvviso una luce abbagliante, vivissima mi ferì le pupille. Rimasi impietrito. Era accaduto il cataclisma. Il cielo si era oscurato, una nuvola di polvere bruna aveva coperto la città. La biblioteca bruciava. Gli uomini bruciavano. I bambini bruciavano. L’aria stessa bruciava. Io non avevo portato la minima scalfittura. Il segno del miracolo era evidente. Non riuscivo tuttavia a spiegare quello che era successo. Ma il miracolo ha una spiegazione? Non riuscivo nemme

3 anni fa

Non riuscivo nemmeno a pensare. Solo l’immagine della Madonna di Fatima mi splendeva su tutti i fuochi, sugli incendi, sulla barbarie degli uomini. Senza dubbio ero stato salvato perché portassi la testimonianza della Vergine su tutta la terra. Il dott. Keia Mujnuri, un amico dal quale mi recai quindici giorni dopo stabilì attraverso i raggi X che il mio corpo non aveva sofferto scottature. La barriera del mistero si frantumava. Cominciavo a credere nella bellezza dell’amore. Imparai il catechismo ma sul cuore tenevo l’immagine di Lei, il canto soave di Fatima. Desideravo il Signore per confessarmi, ma lo desideravo per mezzo di Sua Madre».

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Hiroshima e Nagasaki. I miracoli di Maria e il ricordo nella speranza di un mondo di pace

Scritto da Andrea Gagliarducci  – 6 agosto 2012

Ad Hiroshima, quel 6 agosto 1945, c’era anche una piccola comunità di otto gesuiti. Il loro presbiterio era proprio nel raggio di devastazione della bomba atomica. Ma sia loro che il presbiterio rimasero illesi. E attribuirono il miracolo al fatto che vivevano ogni giorno il mistero di Fatima. Quando ci si ricorda di Hiroshima, della prima bomba atomica della storia sganciata su una città, si pensa subito alla devastazione e alla morte che portò quell’atto di guerra. Tre giorni dopo, il 9 agosto, l’attacco atomico toccherà a Nagasaki, una città composta per due terzi da cristiani, e anche lì avverrà che un convento rimarrà miracolosamente illeso. E poi, più nulla. Il Giappone è rimasta l’unica nazione ad essere vittima di un attacco nucleare. Ma è anche una nazione che sa come rialzarsi, e che sa ricordare. E tra i ricordi di Hiroshima, c’è anche quello del miracolo ricevuto da otto padri gesuiti.

Il 6 agosto è il giorno della Trasfigurazione del Signore, ovvero di quando Gesù, accompagnato da Pietro, Giacomo e Giovanni, andò sul monte Tabor e fu trasfigurato davanti ai loro occhi. Il 6 agosto è anche il giorno di un’altra trasfigurazione, quella di Hiroshima. Erano le 8 e 15 del mattino quando un B-29 americano, l’Enola Gay, lanciò la sua bomba “Little Boy” su Hiroshima. La bomba scoppiò a circa 600 metri sulla città. Un flash, una palla di fuoco gigante, e tutto fu praticamente vaporizzato in un raggio di poco più di un chilometro e mezzo dal punto di impatto. Si stima che circa 80 mila persone persero la vita subito, e che il numero delle vittime crebbe rapidissimamente entro l’anno, a causa delle ferite e degli effetti delle radiazioni.

Eppure, non tutto è morte e devastazione. Ad Hiroshima c’era una piccola comunità di padri Gesuiti che viveva in un presbiterio vicino la parrocchia, situata a poco più di un chilometro dal punto di detonazione, proprio nel centro del raggio di totale devastazione. E tutti gli otto membri di questa comunità scamparono praticamente illesi dagli effetti della bomba. Il presbiterio rimase in piedi, quando due terzi degli edifici di Hiroshima erano crollati e a vista d’occhio intorno a loro non c’erano altro che edifici crollati.

Uno di questi sopravvissuti era padre Hubert Schiffer, un gesuita tedesco. Aveva 30 anni al momento dell’esplosione, e visse fino a 63 anni in buona salute. Negli anni seguenti ha viaggiato per raccontare la sua esperienza. E il Catholic Herald, anni fa, ha riportato uno stralcio della sua testimonianza registrata nel 1976, quando tutti e otto i gesuiti della comunità erano ancora vivi.

Il 6 agosto, dopo aver detto Messa, Schiffer si era seduto per fare colazione. Fu lì che vide il fascio di luce. Dato che Hiroshima aveva impianti militari, Schiffer ritenne che c’era stata qualche esplosione nel porto. Ma quasi subito si rese conto che non era così. “Una terribile esplosione – raccontava – riempì l’aria con un tuono rumorosissimo. Una forza invisibile mi sollevò dalla sedia, mi scagliò per aria, mi scosse, mi sbatte e mi fece girare intorno e intorno”. Ricaduto per terra, si risollevò e si guardò intorno, ma non vide niente da nessuna parte. Tutto era stato devastato.

Schiffer ebbe qualche ferita lieve, ma niente di serio, e anche dopo gli esami eseguiti dai medici dell’esercito americano e da scienziati hanno mostrato che né lui né i suoi compagni hanno poi sofferto di malattie causate dalle radiazioni o dalla bomba. Schiffer e i suoi fratelli gesuiti ne sono convinti. “Siamo sopravvissuti perché vivevamo il messaggio di Fatima. Vivevamo e pregavano il rosario ogni giorno nella nostra casa”.

Dopo Hiroshima, il governo giapponese rifiutò di arrendersi incondizionatamente, e per questo una seconda bomba atomica fu lanciata sulla città di Nagasaki tre giorni dopo. Nagasaki era un obiettivo secondario, perché il primo obiettivo era la città di Kokura. E c’è forse della sadica ironia della sorte nel fatto che alla fine la scelta ricadde su Nagasaki, la città dove erano concentrati due terzi dei cattolici in Giappone, i quali – dopo secoli di persecuzione – dovettero patire questo terribile colpo proprio alla fine della guerra.

Ma anche in questo caso c’è un’altra ironia, uno di quei paralleli di cui la storia è piena. Perché come il presbiterio gesuita non subì danni, così il convento francescano che San Massimiliano Kolbe – morto durante la guerra ad Auschwitz nel 1941 , dando la vita al posto di un prigioniero – aveva stabilito a Nagasaki prima della guerra non ebbe danni dalla bomba che cadde lì. San Massimiliano, ben conosciuto per la sua devozione alla Vergine Maria, aveva deciso di costruire il convento proprio lì, alle falde del monte Hikosan, contro il consiglio di scegliere invece un’altra posizione e lo aveva chiamato Mugenzai no Sono (Giardino dell’Immacolata)  Ma, quando la bomba fu lanciata, il convento fu protetto dalla forza della bomba proprio grazie all’interposizione del monte Hikosan. Quindi si può dire che sia in Hiroshima che in Nagasaki ci sia stata la mano protettiva di Maria.

Una mano che si è vista chiaramente in un altro miracolo, a Nagasaki. Tra gli edifici ridotti in rovineci fu la cattedrale di Urakami, allora una delle più grandi chiese dell’Asia. Le vetrate si sciolsero a causa dello scoppio di “Fat Boy”, i muri caddero, l’altare si bruciò, le campane si liquefecero. Ma la testa di una statua di legno della Vergine Maria sopravvisse tra le colonne collassate e i rottami della Chiesa. Fa quasi paura il modo in cui l’icona religiosa appare dopo lo scoppio: gli occhi della Madonna sono bruciati, la guancia destra è annerita e una screpolatura corre lungo il suo volto come fosse una lacrima. Tanto che Shigemi Fukahori, allora giovane sacerdote, sostiene che “la prima volta che ho visto la statua danneggiata, ho pensato che la Vergine Maria stesse piangendo. Ho pensato che è come se la vergine Maria ci stesse dicendo della miseria della guerra sacrificando se stessa. Questo è un significativo simbolo di pace che dovrebbe essere preservato per sempre”. I resti della statua sono ora dentro la chiesa ricostruita sullo stesso punto, a soli 500 metri dal punto di esplosione della bomba.

Mentre è stata completamente ricostruita la cattedrale di Hiroshima, considerata uno dei centri più

importanti della cristianità in Giappone. A volerne la ricostruzione è stato Hugo Lassalle, un parroco tedesco di Nobori Church, che a stento è sopravvissuto alla bomba atomica. Lassalle ha dedicato la sua vita alla ricostruzione della Chiesa, che oggi è la “Memorial Cathedral for the World Peace”, la cattedrale memoriale per la pace del mondo. Una costruzione che lo stesso Lassalle volle si configurasse come una costruzione aderente ai canoni architettonici giapponesi e allo stesso tempo luogo di culto cattolico e memoriale. Sembravano canoni inconciliabili, ma non lo sono.

Ed è anche qui che, come ogni anno, si celebrano, dal 6 al 15 del mese, dei “Dieci giorni per la pace”. Una iniziativa ispirata  all’appello lanciato da Giovanni Paolo II nel febbraio 1981 nel “Peace Memorial Park” di Hiroshima. Il Papa disse:  “Ricordare il passato è impegnarsi per il futuro. Non posso non rendere onore e plauso alla saggia decisione delle autorità di questa città  secondo cui il monumento in memoria del primo bombardamento nucleare dovrebbe essere un monumento alla pace” . . Così facendo, la città  di Hiroshima e tutto il popolo del Giappone hanno vigorosamente espresso la loro speranza per un mondo di pace e la loro convinzione secondo cui l’uomo che fa la guerra è anche in grado di costruire con successo la pace. Da questa città , e dall’evento che il suo nome ricorda si è andata originando una nuova consapevolezza mondiale contro la guerra ed una rinnovata determinazione ad operare in favore della pace”.

Un appello ripreso nel messaggio per l’iniziativa dei vescovi giapponesi. I quali – ricordando il terremoto e l’incidente ad una centrale nucleare – concludono: “La via della pace è proprio la strada per amare e rispettare la vita. Pertanto, facciamo ogni sforzo, rinnovando l’appello, per abolire le centrali nucleari immediatamente e per creare una società in cui le persone possano proteggere la vita e cercare la pace”.

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Nuova allerta alla centrale nucleare. La Tepco: “Nessun rischio per l’ambiente”. Due giorni fa si era fermato per diverse ore il sistema di raffreddamento

09:38 – Nuova possibile perdita di acqua contaminata dalla centrale giapponese di Fukushima. A renderlo noto è il gestore del disastrato impianto, la Tepco, che minimizza le conseguenze. Elementi radioattivi sono stati infatti rilevati nell’acqua raccolta sul terreno vicinio a un serbatoio di stoccaggio sotterraneo e sullo strato esterno di un fondo impermeabile del serbatoio. L’azienda ritiene improbabile che l’acqua radioattiva possa fluire nel mare.

“Una piccola quantità di acqua sarebbe fuoriuscita dal serbatoio, anche se non è stato rilevato alcun calo del livello dell’acqua all’interno del serbatoio”, hanno spiegato i rappresentanti della società in un comunicato. Due giorni fa si era fermato per diverse ore il sistema di raffreddamento del combustibile esaurito della piscina del reattore n.3 della centrale.
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Seibo no mikuni (Il regno di Nostra Signora)

Gruppo sedevacantista apocalittico anti-abortista giapponese, fondato da Yukio Nemoto (1925-1988): convertitosi alla fede cattolica nel 1950, egli era entrato nella Milizia di Maria Immacolata nel 1965, ma, poco dopo la fine del Concilio Vaticano Secondo (1962-1965), abbandonò la Chiesa Cattolica per fondare la propria setta. Nemoto sviluppò una sua teologia, basata sulla predicazione apocalittica (egli dedicò una Spiegazione in quattro volumi all’interpretazione dell’Apocalisse di San Giovanni), sulla decadenza e perversione della Chiesa cattolica (attaccata con violenza nel materiale divulgativo della setta), sul ruolo centrale della Vergine Maria.
I cinque punti dell’atto di fede dei seguaci di Nemoto sono:

  1. Credere ai tre dogmi della Vergine Maria, vale a dire Immacolata Concezione, Assunzione e Mediazione Universale. Quest’ultimo concetto, che non è mai stato proclamato ufficialmente dalla Chiesa Cattolica, ha comunque anche nella Chiesa di Roma i suoi sostenitori. Al riguardo, Nemoto ha istituito la festività della “Mediatrice di tutte le Grazie” la seconda domenica di maggio.
  2. Riconoscere la Seibo no mikuni come l’unica vera Chiesa Cattolica degli ultimi giorni.
  3. Proclamare che la Chiesa di Roma è diventata la “Grande Prostituta” dell’Apocalisse di San Giovanni (17,1).
  4. Professare che i papi di Roma (Giovanni XXIII e i suoi successori) sono l’Anticristo e la Bestia dell’Apocalisse (13,11).
  5. Uscire dalla Chiesa Cattolica.

Il gruppo, la cui sede è a Fukushima (in Giappone), non conta più di qualche decina di membri, guidati dalla figlia di Nemoto, Suor Maria Immacolata.

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da Chiesa Cattolica (Note) il Mercoledì 13 aprile 2011

di Riccardo Cascioli

14-04-2011

Fukushima come Chernobyl? Per favore, non scherziamo. Il livello 7 di pericolosità decretato dalle autorità giapponesi, lo stesso di Chernobyl, “indica la gravità dell’incidente, non i pericoli per le persone”. Marco Pellegrini, ingegnere nucleare italiano che sta svolgendo un dottorato di ricerca al Tokyo Institute of Techonology (Tit), resta in Giappone proprio perché di pericoli seri non ce ne sono. “Il paragone con Chernobyl è improponibile – dice Pellegrini – il livello 7 si giustifica per il fatto che ci sono stati incidenti gravi in 3 reattori e che continua ad esserci una perdita radioattiva, ma le emissioni rispetto a Chernobyl sono molto minori, e nessuno dice che i livelli di radioattività intorno a Fukushima hanno già cominciato a scendere. Senza considerare che gli effetti più gravi di Chernobyl furono causati dalla mancanza di informazione, mentre qui, fin dal primo minuto la situazione è costantemente monitorata”.

Del resto basterebbe ricordare in cosa è consistito l’incidente di Chernobyl: allora ci fu l’esplosione di un reattore funzionante che sparò materiale radioattivo a oltre 9mila metri di altezza (quota a cui transitano anche gli aerei) spargendolo per un’area molto vasta. A Fukushima ci sono stati invece dei rilasci controllati di vapore, per evitare esplosioni, e di acqua usata per raffreddare i reattori. Inoltre l’aumento importante di radioattività è estremamente localizzato nei dintorni della centrale: “L’evacuazione di persone in un raggio di 30-40 chilometri dalla centrale – dice Pellegrini – non è data dall’aumento della radioattività, ma è una misura precauzionale per il permanere di livelli di radioattività superiori alla norma. Già a 100 chilometri da Fukushima la situazione, dal punto di vista della radioattività, è perfettamente normale”. Le paure evocate qui in Italia di nubi radioattive sono dunque infondate se non interessate. Addirittura il WWF stima che in Europa, come diretta conseguenza di Fukushima, ci saranno centinaia se non migliaia di morti per cancro entro il 2050, cosa che non è accaduta neanche per Chernobyl. Allarmi totalmente infondati che sfociano nel terrorismo mediatico, o almeno dimostrano che per provocare danni alle facoltà intellettive non sono necessarie le emissioni radioattive.

Proseguendo nel confronto, c’è da rilevare che anche le emissioni di iodio-131, uno degli elementi radioattivi che oltretutto decade in pochi giorni, a Fukushima sono state di oltre dieci volte minori rispetto a quelle di Chernobyl nel 1986.

Anche nell’esposizione dei lavoratori alle radiazioni si nota la totale differenza: nel mese successivo all’incidente, a Chernobyl furono ricoverati per gravi sintomi da radiazione 134 lavoratori, di cui 31 morirono. Neanche un caso si è verificato in Giappone.

Ma allora, si dirà, come mai il livello si è alzato da 4 a 7, dando l’idea di una situazione fuori controllo? “Lo so che questa è l’impressione che si ha, ma in realtà questo passaggio non indica che la situazione stia peggiorando, anche se l’incidente non è ancora concluso e dei rischi permangono. Tuttavia, come ho detto, i livelli di radiazione si stanno abbassando, e l’innalzamento del livello di gravità è dovuto a una rilettura di tutti i dati riguardanti l’incidente. Casomai l’errore – se di errore si può parlare – è stato fatto all’inizio, sottostimando la gravità”.

Eppure si legge di una popolazione impaurita dal pericolo nucleare: “In realtà non è così: il problema della radioattività, del cibo, dell’acqua è un problema che si sente più in Italia che in Giappone. Qui è stata soltanto vietata la pesca nella zona antistante Fukushima, ma per il resto non ci sono limitazioni. La gente qui è molto più preoccupata del terremoto. Anche le poche persone che, i primi giorni, hanno lasciato Tokyo era per il terremoto, non per la paura del nucleare. Ma è anche comprensibile: tuttora ogni giorno ci sono in media due scosse di assestamento pari o superiori al sesto grado della scala Richter”, vale a dire pari al sisma che colpì l’Abruzzo due anni fa. Nelle immagini che arrivano dal Giappone stupisce comunque l’estrema calma con cui la popolazione affronta questi terribili momenti: “Sicuramente sono preparati a questo – dice il ricercatore italiano -, cercano di mantenere la calma perché sanno che il panico provoca danni peggiori del terremoto in sé. Anche nei supermercati non ci sono più file come nei primi giorni. C’è comunque evidente un desiderio di tornare alla normalità, come dimostrano le piazze affollate per la fioritura dei ciliegi, una festa molto sentita qui”.

Il che non vuol dire che non ci siano problemi o che le ferite del terremoto si siano già rimarginate. Peraltro proprio la situazione di Fukushima, con la centrale nucleare non ancora “domata”, pone molti problemi, anzitutto per la popolazione locale, visto che al momento non si può fare praticamente nulla per ricostruire. Ma c’è anche il grave problema della scarsità di elettricità: “Al momento – dice Pellegrini – ci sono dieci centrali spente, e non si possono certo far ripartire in tempi brevi, oltretutto con la terra che continua a tremare in questo modo. Già oggi in tutto il Giappone si risente di questa carenza, perché ci sono provvedimenti per risparmiare e razionare l’energia elettrica: i negozi fanno un orario ridotto, sui treni non c’è l’aria condizionata, e anche le corse dei treni sono state ridotte. Anche nelle case e negli uffici non si usa l’aria condizionata: in questa stagione la cosa è sopportabile, ma nel giro di due mesi, se non si sarà in grado di ripristinare le centrali e la disponibilità di energia elettrica, la situazione potrebbe diventare molto pesante per la popolazione”.

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Fukushima

Il disastro nucleare di Fukushima è una grande tragedia che riempie di tristezza, angoscia e paura tutti coloro che vivono, hanno vissuto, anno amici, parenti in Giappone e anche chi guarda la vicenda da lontano.
Ma è una tragedia annunciata, il che la rende ancora più tragica.

Sogni di Akira Kurosawa è del 1990, c’era già stata Chernobyl, ma l’espisodio in questione suona ora come una profezia fin troppo facile, che riempie di tristezza e rabbia.

Ma a Fukushima c’è stato dell’altro. Non si sa ancora cosa perché la TEPCO (la secietà che gestisce la centrale) e probabilmente anche il geverno stanno raccontanto un sacco di fregnacce, ma evidente che i fatti e il continuo evolversi degli eventi smentiscono puntualmente tutto ciò che è stato detto finora.

E qui torniamo a un argomento di cui molto si è dibattuto, anche aspramente, in queste pagine.
Parlo della rigidità, dell’assenza di spirito critico, della spesso ottusa obbedienza alla gerarchia che blocca ogni critica, ogni dubbio, ogni diffidenza nei processi, nelle dinamiche, nei sistemi della società giapponese. Mai come ora la sensazione che i giapponesi spesso si trovino a marciare veloci, ordinati e muti, verso una tragica meta, della cui letalità sono consapevoli. E’ successo durante la seconda
guerra mondiale, succede ora con la scelta nucleare.
E poi parlo delle balle della modernità e della tecnocrazia giapponese, che finora ha ammaliato e abbagliato molti, acritici e adoranti ammiratori del Giappone in occidente. Lo dissi in tempi non sospetti, la tecnologia e modernità giapponese sono un sottile strato di vernice lucida su un grande edificio vecchio e fatiscente. Le avete viste tutti le case spazzate via dallo tsunami. Sono poco più che
capanne, fatte di legno, cartongesso e lamiera. Chi filmava le scene da apocalisse se ne stava, atterrito, ma al sicuro, ai piani alti di edifici in cemento e muratura.

Le prove di apocalisse nucleare le avevano già fatte in Giappone nel 1999. La memoria degli uomini è sempre troppo corta e non ne ho sentito parlare su alcun mezzo di informazione in questi giorni, ma il nome di una località giapponese, Tokaimura, era già andato a far compagnia a quelli di Three Miles Island e Chernobyl. L’incidente aveva già messo ben in luce la leggerezza, l’incompetenza,
l’incoscienza con cui i nipponici stavano trattando il nucleare.

Atterriscono ora i problemi a Fukushima, ma purtroppo non stupiscono.
E comunque si risolverà questa devastante tragedia essa sarà una nuova, deturpante ferita nella storia e nella cultura nipponica.

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Le notizie tenute nascoste

http://www.ukbbcnews.com/fukushima-area-off-limits-for-decades.html

http://www.repubblica.it/ambiente/2011/08/31/news/fukushima_31_agosto-
21091785/

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Fukushima-cesio-oltre-
livello-Cernobyl/31-08-2011/1-A_000242196.shtml

(ANSA) – TOKYO – Il suolo in 34 punti di sei comuni della prefettura di Fukushima ha registrato punte di cesio di 137 volte superiori agli standard
seguiti per le evacuazioni forzate dopo la crisi di Cernobyl del 1986.
Secondo la mappa aggiornata sulla radioattivita’ presentata in un recente incontro al ministero della Scienza, nei sei centri (Okumamachi, Futabamachi, Namiemachi, Tomiokamachi, Iitatemura e Minami-Soma) sono stati
rilevati piu’ di 1,48 milioni becquerel per metro quadrato di cesio 137.

Molte zone continueranno ad essere inabitabili per decenni.

Anche questo non viene calcolato nel “rateo morti/kwh”

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IL DISASTRO NUCLEARE DI FUKUSHIMA IN PROSPETTIVA

  DI HELEN CALDICOTT
globalresearch.com

Il 18 marzo scorso si è tenuta a Montreal una conferenza della dottoressa Helen Caldicott, con il sostegno del Centre for Research on Globalization (CRG). Qui di seguito verrà riportata la conferenza stampa organizzata da Global Research, tenuta dopo la conferenza della dottoressa Aldicott.

Vorrei anzitutto presentare questo rapporto su Chernobyl, stilato dalla New York Academy of Sciences. Può essere scaricato (2). Sono stati tradotti per prima volta cinquemila articoli dal russo all’inglese. Sembra che siano già morte circa un milione di persone a causa di Chernobyl, a dispetto di quel che l’OMS (3) e la IAEA dicono(4). Questo è uno degli insabbiamenti più mostruosi nella storia della medicina. E tutti dovrebbero sapere di cosa si tratta.

E poi faremo un confronto con il Giappone. Quello del Giappone è, in ordine di grandezza, un incidente infinitamente peggiore di quello di Chernobyl. Nella mia vita non mi era mai capitato di immaginare che sei reattori nucleari potessero essere a rischio (5). Sapevo che tre ingegneri della GE che hanno contribuito a progettare i reattori Mark I si erano dimessi perché sapevano che erano pericolosi (6).

Insomma, il Giappone li ha costruiti su una faglia sismica. I reattori hanno resistito parzialmente al terremoto, ma la corrente elettrica è rimasta interrotta e l’elettricità serve per raffreddare l’acqua, un milione di galloni al minuto per ogni reattore. Senza l’acqua di raffreddamento, il livello del liquido si abbassa e le barre si surriscaldano fino a sciogliersi, come è successo a Three Mile Island e a Chernobyl.

I generatori d’emergenza, azionati con il diesel e grandi come una casa, sono stati distrutti dallo tsunami e non c’è stato modo di far circolare l’acqua nei reattori (7). Inoltre, le vasche di raffreddamento si trovano sui tetti dei reattori e non all’interno. Ogni anno si rimuovono circa 30 tonnellate di barre che hanno il più alto livello di radioattività se si possa pensare (8). Ognuna è lunga 4 metri e larga più di un metro. E irradia così tanta energia che si muore se vi si rimane vicini per qualche minuto. Ma non si rimane stecchiti. Vi ricordate di Litvinenko, il russo che morì avvelenato dal polonio? (9) Si muore proprio così, si perdono i capelli e si perde sangue con infezioni diffuse, come muoiono i malati di AIDS.

E le barre esaurite sono così calde che devono essere collocate in una grande vasca e raffreddate continuamente. La vasca in realtà non è al coperto.

Ci sono state tre esplosioni d’idrogeno che hanno fatto saltare il tetto e non la vasca di contenimento centrale, lasciando la vasca di raffreddamento scoperta (10). Due delle vasche sono rimaste vuote, senza acqua. In pratica, le barre attive sono ricoperte con un materiale chiamato zirconio. Quando lo zirconio rimane esposto all’aria, brucia, si incendia. In questo momento due delle vasche di raffreddamento stanno bruciando. Nelle vasche il livello di radioattività supera di 10 o 20 volte quello del nocciolo dei reattori. Ogni nocciolo contiene radiazione che ha una durata tale che potrebbe corrispondere a quella prodotta da un migliaio di bombe del tipo di quelle usate a Hiroshima. Abbiamo a che fare con un’energia diabolica.

E=MC2 è l’energia che fa esplodere le bombe atomiche. Einstein diceva che l’energia nucleare è un modo diabolico per bollire l’acqua (11). Perché l’energia nucleare è usata proprio per questo, per bollire l’acqua con una quantità di calore enorme, convertirla in vapore e generare l’elettricità tramite una turbina.

Quando si scinde l’uranio, si vengono a formare 200 nuovi elementi, tutti molto più pericolosi dello stesso uranio (12). E l’uranio è già parecchio pericoloso di suo. L’America lo ha usato a Fallujah e a Bagdad. L’ottanta per cento dei bambini che nascono a Fallujah hanno pesanti deformazioni (13). Nascono senza cervello, con un solo occhio, senza braccia… I medici hanno chiesto alle donne di smettere di fare bambini. L’incidenza di cancro nei bambini è aumentata di circa 12 volte. Questo si chiama genocidio, una guerra nucleare contro l’Iraq. L’uranio che stanno utilizzando ha una durata di oltre 4,5 miliardi di anni. Stiamo contaminando la culla della civiltà. “La coalizione dei volenterosi!”

Negli stabilimenti nucleari c’è un’enorme quantità di radiazioni, emesse da duecento elementi. Alcune durano secondi, altri milioni di anni. Lo iodio radioattivo dura sei settimane e causa il cancro alla tiroide. Per questo si dice che è meglio assumere ioduro di potassio, perché blocca l’assorbimento dello iodio radioattivo che può in seguito causare il cancro alla tiroide.

A Chernobyl oltre 20,000 persone hanno sviluppato questo cancro (14). Hanno la tiroide di fuori e devono prendere quotidianamente un sostituto della tiroide per non morire, come fanno i diabetici con l’insulina.
Lo stronzio-90 uscirà dalla centrale e ha una durata di 600 anni. Penetra le ossa e causa il cancro alle ossa o la leucemia. Il cesio dura 600 anni, se ne trova in tutta l’Europa; il 40 per cento dell’Europa è ancora radioattivo. Il cibo turco è estremamente radioattivo. Non comprate albicocche essiccate o nocciole provenienti dalla Turchia. I turchi erano così legati ai russi che hanno mandato tutto il loro tè radioattivo, subito dopo Chernobyl. (15)

Gli agnelli delle fattorie inglesi sono così pieni di cesio che non riescono a venderli. Non mangiate cibo europeo.

In realtà questo non è niente in confronto a quel che sta accadendo. Uno dei più prodotti nucleari più funesti è il plutonio, così chiamato in onore di Plutone, dio degli inferi. Un milionesimo di grammo, se inalato, può causare il cancro. Ipoteticamente, un paio di etti di plutonio, se distribuito con precisione, potrebbero provocare tumori a tutta la popolazione mondiale. Ogni reattore contiene 250 chili di plutonio. Per fare una bomba sono necessari appena 2,5 chili di plutonio.

Quindi qualunque paese abbia un reattore sicuramente lavora con l’uranio. Voi (del Canada) siete i più grandi esportatori di uranio al mondo (16). Il Canada vende due cose: il grano per vivere, l’uranio per morire. Il plutonio uscirà e si diffonderà su tutto l’emisfero nord. In questo momento si sta dirigendo verso il Nord America.

Iodio radioattivo, più stronzio, più cesio, più trizio e potrei andare avanti. Quando piove cadono insieme alla pioggia e saranno presenti nel cibo. Se cadono in mare saranno le alghe a intrappolarli con una concentrazione centinaia di volte superiore. E saranno nei crostacei, ancora più concentrati. Poi toccherà ai pesci piccoli, a quelli grandi e infine a noi (17).

Dal momento che siamo al culmine della catena alimentare non sentiamo il sapore di questi elementi radioattivi nel cibo, non possiamo vederli né sentirne l’odore. Sono silenziosi. Quando li ingeriamo non moriamo subito di cancro, ci vogliono dai 5 ai 60 anni per prenderlo e quando una donna si ritrova un nodulo al seno non ci sarà scritto che è stato causato dallo stronzio-90 contenuto in un boccone di pesce mangiato 20 anni prima.

Tutte le radiazioni fanno male. Si accumulano, ogni dose che si prende si aggiunge a quelle precedenti e accresce il rischio di contrarre il cancro. L’americio è più dannoso del plutonio e così vale per tanti altri. Dipende dalla pioggia. Se piove e la radiazione cade al suolo non si può coltivare cibo né mangiarlo per 600 anni.

Ho sentito dire che si vogliono sotterrare le scorie nucleari vicino al lago Ontario. Usciranno e arriveranno alle acque e nella catena alimentare. Le scorie nucleari porteranno epidemie di cancro, leucemia e malattie genetiche per sempre. È questa la più grande minaccia alla salute pubblica della storia, insieme alla quotidiana minaccia di guerra nucleare.

Einstein disse che “la separazione dell’atomo ha cambiato tutto, tranne che la mentalità degli esseri umani” – verissimo – “e quindi siamo diretti verso una catastrofe senza precedenti.” Siamo arroganti, ci diamo un sacco di arie e secondo me la mancanza di cervello di alcuni uomini è patologica (18).

Siamo arrivati al punto di creare l’energia solare e ora è completamente fuori controllo. E noi non possiamo farci niente.

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Note:

1) Helen Caldicott ha fondato Physicians for Social Responsibility e ha scritto “The New Nuclear Danger” (The New Press, 2002).
2) “Chernobyl: Consequences of the Catastrophe For the People and the Environment,” Annals of the New York Academy of Sciences http://www.nyas.org/publications/annals/Detail.aspx?cid=f3f3bd16-51ba-4d7b-a086-753f44b3bfc1
3) “Health Effects of the Chernobyl Accident,” World Health Organization. http://www-ns.iaea.org/appraisals/chernobyl.asp
4) “Consequences of the Chernobyl Nuclear Accident,” International Atomic Energy Agency. http://www-ns.iaea.org/appraisals/chernobyl.asp
5) Per una descrizione generale del complesso, incluso le sezioni dei reattori, vedere http://en.wikipedia.org/wiki/Fukushima_I_nuclear_accidents
6) http://en.wikipedia.org/wiki/GE_Three Tratto da questo link: Alexander Litvinenko era un ex-agente del Servizio di Sicurezza russo, FSB e KGB, che era fuggito dalla Russia e aveva trovato asilo politico nel Regno Unito. Scrisse due libri: “Far esplodere la Russia: il terrore dall’interno” e “Gruppo Criminale di Lubyanka”, dove lui accusava i servizi segreti di aver inscenato le bombe nell’appartamento e altri atti di terrorismo per far salire Vladimir Putin al potere. Il primo novembre 2006, Litvinenko si è ammalato improvvisamente e fu portato in ospedale. Morì tre settimane dopo, diventando la prima vittima confermata della sindrome indotta della letale radiazione di polonio-210. Secondo i medici, “l’omicidio di Litvinenko rappresenta una tappa inquietante: l’inizio dell’era del terrorismo nucleare”. Le accuse di Litvinenko nei confronti del FSB e le sue accuse dal letto di morte sulla responsabilità del presidente russo Vladimir Putin per il suo malanno sono state riportate dai media di tutto il mondo.
10) “Greater Danger Lies in Spent Fuel Than in Reactors,” Keith Bradsher & Hiroko Tabuchi, NY Times, March 17, 2011 http://www.nytimes.com/2011/03/18/world/asia/18spent.html
“Radiation Spread Seen; Frantic Repairs Go On,” David Sanger & William J. Broad, NY Times, March 17, 2011 http://www.nytimes.com/2011/03/18/world/asia/18intel.html
“U.S. Sees Array of New Threats at Japan’s Nuclear Plant,” James Glanz & William J. Broad, NY Times, April 6, 2011 http://www.nytimes.com/2011/04/06/world/asia/06nuclear.html
“Focus on preventing explosions at Japan nuke plant,” Mari Yamaguchi, Associated Press, April 6, 2011 http://news.yahoo.com/s/ap/20110406/ap_on_bi_ge/as_japan_earthquake_65
11) http://wisequotes.org/nuclear-power-is-one-hell-of-a-way-to-boil-water
12) http://en.wikipedia.org/wiki/Decay_product
13) “US Accused of Using Poison Gases in Fallujah,” Democracy Now, Monday, November 29th, 2004 http://www.democracynow.org/2004/11/29/u_s_accused_of_using_poison
“Evidence of Extensive War Crimes, Unprecedented in the annals of legal history,” Niloufer Bhagwat, Global Research, December 11, 2004 http://globalresearch.ca/articles/BHA412A.html
“Depleted Uranium Weapons: Dead Babies in Iraq and Afghanistan Are No Joke,” by Dave Lindorff, Global Research, October 20, 2009 http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=15744
“The consequences of a US war crime: Cancer rate in Fallujah worse than Hiroshima,” Tom Eley, World Socialist, July 23, 2010 http://www.wsws.org/articles/2010/jul2010/fall-j23.shtml
“Research Links Rise in Fallujah Birth Defects and Cancers to US Assault,” Martin Chulov, The Guardian/UK, December 31, 2010 http://www.commondreams.org/headline/2010/12/31
14) “Chernobyl’s Continuing Thyroid Impact,”By Mary Shomon, December 15, 2003 http://thyroid.about.com/cs/nuclearexposure/a/chernob.htm
15) “Authorities lied on impact of Chernobyl in Turkey,” Rapporto di Greenpeace http://www.blackraiser.com/cherno.htm
16) Rapporto del WISE sul Mercato Mondiale di Uranio http://www.wise-uranium.org/umkt.html
“Why is Uranium Important to Canada?” Canadian Nuclear Association, http://www.cna.ca/english/pdf/nuclearfacts/04-NuclearFacts-uranium.pdf
17) http://en.wikipedia.org/wiki/Bioaccumulation
18) http://www.crystalinks.com/reptilianbrain.html

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Helen Caldicott
Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=24730
12.05.2011

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di RENATO MONTINI

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19 ottobre 2012 | Autore

Articolo di Furio Stella per Stampalibera

Perché non si parla più di Fukushima. In Giappone il governo rassicura, ma il popolo non si fida e scende in piazza. Una ricerca indipendente: radioattività dieci volte superiore a quella pre-tsunami. Lo strano caso del CTBTO: le sue centraline monitorano quasi l’intero pianeta, ma i suoi dati non sono pubblici. Costa agli italiani 5 milioni l’anno e a livello giuridico nemmeno esiste

E Fukushima? Com’è che non si sente più parlare di Fukushima? I reattori scoperchiati dallo tsunami dell’11 marzo 2011 sono stati riparati? Qual è il livello di radioattività in tutto il Giappone? E cosa dicono loro, i giapponesi, a due anni dal disastro nucleare che secondo alcuni ricercatori sarebbe addirittura peggiore a quello di Chernobyl del 1986? Non si sa. Giornali e tv, tranne rarissime eccezioni, tacciono sull’argomento. E siamo anche d’accordo che all’indomani di Fukushima i padroni dell’atomo hanno imposto al mondo una sorta di moratoria (meglio: un divieto a parlarne), o che notoriamente l’AIEA, la super organizzazione mondiale dell’energia atomica, non può per suo stesso statuto divulgare i dati in suo possesso, ma anche ai peggiori bavagli massmediatici dovrebbe esserci un limite di decenza. Anche perché in Giappone, dove le proteste sono merce molto rara, le manifestazioni antinucleari sono tuttora all’ordine del giorno, e ciò nonostante la sordina degli organi d’informazione ufficiali o i provvedimenti (dal manganello all’arresto) delle forze dell’ordine.

SIT-IN. Il sit-in più grosso si è registrato a fine giugno a Tokyo, dove più di 150 mila persone hanno manifestato nel parco della capitale il loro no al nucleare, in risposta alla decisione del premier Yoshihiko Noda di riattivare due delle vecchie centrali chiuse dopo l’incidente di Fukushima. «Lo impongono le necessità energetiche del paese», ha detto Noda, ben consapevole che le 54 centrali atomiche del Giappone forniscono alla sua nazione il 30 per cento dell’energia elettrica, e tirato contemporaneamente per il coppino dalla lobby degli affari e dell’industria. Un vero smacco dopo l’annuncio del governo nipponico, non ancora tramutatosi in una linea politica effettiva, di spegnere pian piano i reattori fino a chiuderli definitivamente prima del 2040. «L’ottanta per cento dei giapponesi è contrario al nucleare», continuano a ripetere intanto i rappresentanti della protesta, riaccesasi proprio di recente dopo la nomina all’interno della commissione governativa che dovrà decidere il “quando” e il “come” di due membri accusati di avere le mani in pasta con il nucleare e ritenuti per questo ineleggibili.

VALORI. A livello scientifico, nonostante i dati rassicuranti sbandierati dal governo, non mancano le voci critiche. Chi si è speso di più è senz’altro il professor Yukio Hayakawa, geologo dell’università di Gunma, il quale se n’è andato in giro per la periferia di Tokyo con un rilevatore di radioattività, riscontrando valori superiori dieci volte la media del 2010 (cioè pre-Fukushima). Ricerca che gli attirato non solo l’ira dell’apparato ufficiale, ma addirittura quella della stessa università dove lavora che lo ha pubblicamente e aspramente criticato. Ma se l’apparato politico e scientifico respinge le critiche, la voce di Hayakawa non è una voce isolata. «A Tokyo sembra di vivere in un film di fantascienza, sui dati della radioattività il governo mente», ha dichiarato per esempio John Clammer, professore di sociologia della Sophia University della capitale, denunciando in pubblico la poca informazione data dal governo. E non solo, visto che Clammer ha accusato Noda di aver addirittura truccato le carte, nel senso di aver innalzato i parametri di rischio radioattivo rispetto ai parametri sanciti dall’OMS, l’organizzazione mondiale della Sanità. Con lo scopo, ovvio, di riportare “nella norma” i valori riscontrati in tutto il Giappone. Di più: ci sono altre ricerche indipendenti (sempre fonte Clammer) che indicherebbero un aumento di radioattività persino nel latte materno. Nulla di cui stupirsi visto che negli USA ha destato scalpore uno studio dei biologi della California, secondo cui i tonni a pinne blu o gialle in perenne migrazione tra le due sponde dell’oceano Pacifico contengono tracce di radioattitività che non erano invece presenti fino al 2010.

TRATTATO FANTASMA. L’onda di protesta popolare in Giappone conferma: la gente non si fida più dei suoi governi. Di chi fidarsi allora? Be’, sarebbe bello se le informazioni (i dati, i numeri, le cifre) potessero essere messe direttamente a disposizione dei cittadini. Peccato che invece, specie in materia di energia atomica, se ne restino chiuse nel cassetto. Non solo le informazioni in possesso dell’AIEA di cui s’è detto, o quelle dei referenti scientifici del governo di Tokyo, ma anche quelle di un’altra organizzazione mondiale i cui database potrebbero fornire un quadro molto più realistico e dunque credibile della situazione. Parliamo del CTBTO, acronimo di Comprehensive Nuclear Test-Ban Treaty Organization, l’organizzazione internazionale con sede a Vienna (come l’AIEA) che dal 1996 si occupa del controllo del bando totale degli esperimenti nucleari, così come dal trattato di Ginevra firmato nello stesso anno. Firmato? Oddio, firmato è una parola grossa nel senso che il trattato, a distanza di ben 16 anni non è stato ancora ratificato da tutti i suoi 182 stati membri – non solo da “stati canaglia” come Iran e Corea del Nord ma anche da Stati Uniti, Cina, Israele, India ed Egitto – e dunque non è in vigore. E di conseguenza sotto il profilo giuridico il CTBTO è come se non esistesse nemmeno. Una situazione paradossale, tanto da meritarsi addirittura la tirata d’orecchi da parte dell’ONU. «Fallimento di responsabilità come comunità internazionale», ha tuonato il mese scorso a New York il segretario generale Ban Ki-moon durante l’ultimo meeting ministeriale (il sesto: ce ne’è uno ogni due anni) dei paesi membri. Meeting che avrebbe dovuto favorire o sollecitare appunto l’entrata in vigore del trattato, e che invece non ha prodotto niente di più che un souvenir: quello della solita foto di gruppo dei ministri mondiali sorridenti, firmatari e non.

EPPUR FUNZIONA. Occasione persa, dicevamo. Ed è un peccato perché il CTBTO, di cui l’Italia ha una rappresentanza permanente a Vienna, per quanto non sia “ufficialmente” in funzione, in realtà funziona benissimo: per quanto provvisorio, il suo segretariato tecnico ha già messo in opera un sistema di monitoraggio internazionale con 273 stazioni di rilevamento sulle 337 previste – ce ne sono anche in paesi non firmatari come USA e Israele – che significa l’80 per cento della capacità prevista dal trattato. E anche se in verità il CTBTO non è stato concepito per controllare i livelli di radioattività nei singoli stati, ma solo per individuare i segnali di un’esplosione nucleare, come ha fatto per esempio nel 2006 con un test nordcoreano, di fatto è stato utilizzato a uso civile nel monitoraggio di materiali radioattivi proprio in seguito all’incidente di Fukushima. Per mantenerne in piedi la struttura i paesi membri scuciono dal 1996 circa 100 milioni di euro l’anno, di cui 5 sono il contributo fisso dell’Italia. Saranno mica un po’ troppi 5 milioni, specie con i chiari di luna del governo Monti, per tenere in piedi un’organizzazione che opera secondo un trattato mai ratificato, dunque nullo, e che se mai un giorno funzionasse sul serio a pieno regime, non potrebbe comunque essere di nessuna utilità ai cittadini che con le loro tasse ne contribuiscono al bilancio? I dati rilevati dalle stazioni del CTBTO, difatti, vengono forniti ai governi degli stati firmatari (di cui s’è visto che i cittadini non si fidano più, e fan bene) e, attraverso di essi, solo agli enti accreditati della comunità scientifica. Oltre che all’immancabile AIEA, si capisce. Il che conferma: sull’energia nucleare il silenzio resta sempre la parola d’ordine.

Furio Stella

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Hiroshima and Nagasaki, the christian view?

Spring/Summer 1945
By April 12, 1945, the day of President Franklin Roosevelt’s untimely death, he, Gen. Douglas MacArthur, and Adm. Chester Nimitz had led the United States and Australia to assured victory in the Pacific Theater. Already, Japan’s Emperor Hirohito was negotiating surrender with President Roosevelt, and other U.S.A. allies, working through Pope Pius XII’s acting secretary for diplomatic affairs, Giovanni Montini (later Pope Paul VI). At the time Roosevelt died, the islands of Japan were already effectively blockaded; Japan’s military situation was hopeless. Surrender on the Emperor’s proposed terms was virtually assured within a few more months, as the logistical noose tightened sufficiently to end all Japan military leaders’ resistance to the Emperor’s will. At the time, the best U.S. guess was Autumn 1945, by no later than November.
There was no need for a military invasion of the islands of Japan. There was no military reason for dropping those nuclear weapons on two cities, Hiroshima and Nagasaki, of a Japan which had been utterly defeated; there was only a British geopolitical motive, which had almost nothing to do with Japan as such.

As Niccoló Machiavelli’s commentaries on the ten books of Livy emphasized to many generations of professional military officers, there is no military justification for a deadly assault on an adversary who is already hopelessly defeated, and cornered; to invade Japan head-on, in such circumstances, would have been a folly fit for the court-martialling of any commander incompetent enough to order it.

There was one crucial motive for that bombing: Winston Churchill and Company wished those bombs used. Once Churchill’s political adversary, President Franklin Roosevelt, was dead and buried, Churchill and his U.S. accomplices had their way with Harry S Truman.

http://www.larouchepub.com/lar/1995/hiroshima.html

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I have begun, but not finnished, my personal research and ran across this.  It seems the Vatican envoy that the Japanese diplomats were working through was a Soviet agent.  So of course this peace effort would have failed.  It would also explains why he would have in later years said that America dropped the bomb for no reason.

I am not standing behind these statement.  I need more then 30 minutes to weigh the evidence I am finding, shocking as it is.  I just about fell out of my chair when I found this.

Next to be ‘elected’ to the Papal chair was Giovanni Battista Montini, a man who was said to have lived in the shadow of his predecessor. He had been born in Brescia in 1897, the son of a Catholic journalist and politician of strong liberal leanings. During his seminary days, he had been allowed to live and study at home for reasons of health, which resulted in a very limited theological training and almost no spiritual formation. It also allowed him to imbibe much of his father’s liberal philosophy. During this period he also associated himself with such organizations as the Student Association of Alssandro Manzoni, as well as other liberal political groups. After ordination he was appointed to the Vatican diplomatic corps and slow rose in rank until he became Pro-Secratary of State, a position he held for many years. Needless to say such an appointment allowed him to both become acquainted with many members of the hierarchy and to foster the advancement of those who held similar views to his own.
Then in 1954 he was suddenly ‘dismissed’ to Milan under circumstances which have never been entirely clear. Myra Davidoglou documents the following facts: In July of 1944 Montini offered his services without the knowledge of Pius XII to the Soviet Union through the offices of his childhood friend Togliatti (then head of the Communist Party in Italy). The details of this sinister affair were exposed to the Pope by the Archbishop Primate of the Protestant Church in Sweden who was a state official and as such had access to governmental intelligence reports. This information came as a shock to Pius XII. An enquiry was made and among other things it was found that Montini’s private secretly, the Jesuit Tondi, was a Russian agent and the man responsible for giving the Soviets the names of Catholic priests who were being sent into Russia. This explained why they were all being immediately caught and executed (54). The upshot of this was that Montini was exiled to Milan without the traditional red hat.

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Disatro combinato a Fukushima

‘Disastro combinato’ La carta … Waco e torre di Ginza, Tokyo

Il gioco Illuminati ha previsto il disastro di Fukushima? Beh, la scheda rappresenta un terremoto con disastri combinati – in quello che sembra essere un paese asiatico, con una caduta di una torre con l’orologio in background. In un esame più attento si vede che la torre dell’orologio è la torre di Waco in Ginza, Tokyo. In senso orario punta a 3 e 11. Potrebbe essere interpretata come dell’11 marzo 2011? Gli Illuminati amano l’ 11…

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13 settembre 2013

2fukushima

Fukushima-Daiichi-Nuclear-Plant

Seguono sotto:

– Fukushima: una bomba radioattiva fuori controllo!

– LA TEPCO AMMETTE DI AVER DELIBERATAMENTE UTILIZZATO RILEVATORI DI RADIAZIONI CHE FORNISCONO DATI INFERIORI ALLA REALTÀ: LE EMISSIONI RADIOATTIVE SONO STATE BEN PIÙ ALTE DI QUANTO DICHIARATO

– Fukushima, la Tepco ha perso il controllo della situazione. Il Giappone chiede aiuto al mondo

– Torna l’incubo Fukushima, altri 350 serbatoi d’acqua radioattiva sono a rischio perdite

– 5 mila tonnellate di acqua radioattiva sotto la centrale nucleare di Fukushima

– Non vi immagineresti cosa sta accadendo a Fukushima ora

– Uranio impoverito, il business segreto della regina Elisabetta.

Un sentito ringraziamento alla scienza che, impostasi come indiscutibile faro dell’umanità per il suo progresso e la sua salvaguardia, abusa del suo potere per dedicarsi al controllo sulle masse, tramite nanotecnologia, la manipolazione genetica e del clima. Al servizio del profitto delle imprese (soprattutto di Big Pharma) e dei deliri di onnipotenza dei governi, ha venduto la sua etica e morale ed ora distrugge il pianeta senza premurarsi di porre vagamente un rimedio. E siamo qui a menarcela sulle questioni economiche mentre sono state poste le basi per la devastazione del creato per milioni di anni. I pochi scienziati che denunciano le nefandezze di una

scienza depravata, purtroppo rischiano la vita, sciacciati da una macchina ormai fuori controllo. Come accade in Brasile, solo per citare un “piccolo” e recente esempio.

Un sentito ringraziamento anche al Nobel per la Pace Obama che non trova di meglio che trascinare l’umanità nella Terza Guerra Mondiale e verso la distruzione planetaria.

Barbara

Fukushima: acqua contaminata e pesce radioattivo fino in Italia!

A poco piu’ di due anni dal sisma la TEPCO la società giapponese che gestisce la centrale nucleare di Fukushima ammette che la situazione è gravissima e che le conseguenze non riguardano piu’ solo il Giappone ma l’interno globo. Una notevole quantità di radiazioni si sta riversando nell’oceano pacifico

con conseguenze devastanti per l’habitat naturale ma anche per il pesce che arriva nelle nostre tavole. A diramare l’allarme è Shinji Kinjo, direttore di una task force dell’Autorità di regolamentazione nucleare. “Abbiamo una situazione di emergenza”, ha aggiunto.

Il livello di radiazioni nei pressi di tre serbatoi contenenti acqua contaminata nella centrale giapponese di Fukushima e’ 18 volte piu’ alto rispetto al 22 agosto, ovvero 1.800 millisievert all’ora. Lo ha reso noto l’operatore Tepco, a due anni e mezzo dall’incidente causato dallo tsunami del marzo 2011. Il nuovo livello di radioattivita’ e’ in grado di uccidere una persona esposta nel giro di quattro ore. Il 22 agosto il livello nella stessa area era di 100 millisievert/ora e la Tepco non esclude che l’aumento sia dovuto a infiltrazioni di acqua contaminata.

La legge giapponese fissa la soglia massima di esposizione a 50 millisievert/ora per i lavoratori delle centrali. Ad agosto era stato reso noto che un serbatoio aveva una perdita e l’agenzia per la sicurezza nucleare aveva poi elevato la gravita’ dell’incidente dal livello 1 (anomalia) al livello 3 (incidente grave). L’incidente seguito al sisma e allo tsunami dell’11 marzo 2011 provoco’ la fusione delle barre di carburante in tre reattori e la contaminazione radioattiva dell’aria, del terreno e dell’acqua, imponendo l’evacuazione di 160.000 persone. Intanto un milione di giapponesi hanno preso parte a una gigantesca esercitazione per simulare un terremoto di magnitudo 9,1 e verificare la prontezza dei servizi d’emergenza. Dal 1960 ogni anno nel Sol Levante si celebra la Giornata nazionale per la prevenzione dei disastri per commemorare il terremoto del 1923 che fece 100.000 morti. A due anni dal terribile sisma e tsunami del 2011, che produsse anche l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, il governo nipponico ha aggiornato le stime per il caso di un terremoto di magnitudo superiore ai 9 gradi, previsto entro 30 anni, che potrebbe causare fino a 320.000 morti. Anche il premier Shinzo Abe ha partecipato all’esercitazione simulando una riunione d’emergenza del suo gabinetto.

Da Affari italiani

Fukushima: una bomba radioattiva fuori controllo!

GIAPPONE-Le perdite di acqua radioattiva nella centrale nucleare giapponese di “Fukushima-1? sono fuori controllo, ha detto il vice presidente della commissione per l’energia atomica del Giappone Tatsujiro Suzuki.

In precedenza il governo giapponese aveva annunciato investimenti per circa 500 milioni di dollari per la costruzione di un blocco di ghiaccio intorno ai reattori nucleari. Secondo Suzuki, una parete di ghiaccio sotto il reattore danneggiatopotrebbe fermare temporaneamente la fuoriuscita di acqua contaminata nel terreno, anche se non sarà facile per il futuro trovare una soluzione duratura.

Fonte: Irib

Lo sai

LA TEPCO AMMETTE DI AVER DELIBERATAMENTE UTILIZZATO RILEVATORI DI RADIAZIONI CHE FORNISCONO DATI INFERIORI ALLA REALTÀ: LE EMISSIONI RADIOATTIVE SONO STATE BEN PIÙ ALTE DI QUANTO DICHIARATO

Data: Giovedì, 05 settembre

DI MIKE ADAMS

naturalnews.com

Dall’impianto nucleare di Fukushima-Daiichi, non escono solo radiazioni. Ogni settimana sembra venir fuori un altro pezzo di verità che finora era stata deliberatamente occultata al mondo. Ieri la TEPCO ha finalmente ammesso di aver fornito dati sulle radiazioni avvenute del 20 % inferiori ai dati reali.

Ma il punto cruciale qui è capire come la TEPCO abbia potuto fornire questi dati ingannevoli fin dall’incidente del 2011. Pare che (si legga sotto) la TEPCO abbia volutamente utilizzato dei rilevatori di radiazioni calibrati al ‘ribasso’ (es.: che non superano mai i 100 mSv). Quando questi rilevatori raggiungono il massimo dei limiti radioattivi rilevati, invece di passare ad utilizzare congegni a più largo raggio di rilevazione, continuano a segnalare sempre il loro livelli massimi, facendoli passare per dati “reali” di esposizione.

Cosa??? Già, proprio così. Siamo seri. Ed ecco come lo abbiamo scoperto.

EMISSIONI RADIOATTIVE 18 VOLTE PIÙ ALTE DI QUELLE DICHIARATE IN PRECEDENZA

Secondo un comunicato stampa della TEPCO riportato da Bloomberg Japan (1), “TEPCO ha dichiarato di aver rilevato un’altissima concentrazione radioattiva di 1800 mSv l’ora nella zona periferica del serbatoio”.

Si trattava di acqua altamente radioattiva che fuoriusciva dagli ormai noti “serbatoi di stoccaggio”, serbatoi che, in primo luogo, non sono mai stati progettati per fungere da stoccaggio a lungo termine. In precedenza, la TEPCO dichiarò che questi serbatoi registravano una radiazione di soli 100 mSv all’ora, occultando praticamente il 95% dell’effettivo livello di radiazione. (2)

E anche qui, stessa storia:

A proposito del livello orario di radiazioni di 1800 mSv, il Prof. Ito Tetsuo, della Kinki University (Biologia delle Radiazioni) ha affermato che: “Se una persona viene esposta a simili livelli per ore, possiamo parlare di una sola cosa, e si chiama morte. Il 100% delle persone esposte a livelli del genere moriranno entro 30 giorni”.

Anche la BBC sta seguendo la vicenda, in caso si voglia sentire la notizia in inglese, ecco il link BBC (3) :

“Le autorità giapponesi hanno avvertito che i livelli di radiazione intorno all’impianto nucleare di Fukushima sono 18 volte più elevati di quanto si pensasse. Si viene ora a sapere che i livelli radioattivi rilevati sabato scorso nelle vicinanze del serbatoio di stoccaggio in questione, erano tali da essere letali dopo solo quattro ore di esposizione.”

“I nuovi dati avranno conseguenze dirette sulle dosi radioattive a cui sono stati esposti gli addetti dell’impianto che la settimana scorsa sono stati lì continuativamente, tentando di contenere la perdita (servizio da Tokyo di Rupert Wingfield-Hayes della BBC).”

E si tratta comunque di una minimizzazione: il termine “conseguenze dirette” vuol dire che quei tecnici sono già praticamente morti.

COME SI È PASSATI DA 100 MSV A 1800 MSV? E’ CHE ALLA FINE HANNO INIZIATO AD UTILIZZARE UN DIVERSO RILEVATORE DI RADIAZIONI.

Quindi, esattamente, come ha fatto la TEPCO a rilevare fino a poco fa solo 100mSv e poi all’improvviso dichiara 1800 mSv l’ora?

Non ci crederete quando ve lo diremo: utilizzavano un rilevatore di radiazioni calibrato per un massimo di 100mSv.

Con la stessa logica potrò brevettare a breve la “miracolosa dieta Fukushima (4)”, una dieta che prevede una bilancia in grado di pesare al massimo 60 kg. Quando la usi, il tuo peso non ha alcuna importanza: la bilancia segnerà al massimo 60 kg. Miracolo della dieta Tepco…

In altre parole, alla TEPCO, le misurazioni sono state eseguite con rilevatori di radiazioni (5) progettati in modo tale da non essere in grado di misurare l’intera gamma di radiazioni presenti nell’ambiente. Il livello di radiazione segnalato, quindi, corrispondeva al limite massimo misurabile dai quei rilevatori a ‘bassa frequenza’.

Tutto questo è talmente disonesto da sfociare nel crimine. Non solo quelli della TEPCO (6) sono ricorsi a un giochetto di prestigio utilizzando dei rilevatori a ‘corto raggio’, ingannando così il mondo intero, ma hanno anche mentito con il “max 100 mSv” per stabilire il tempo massimo di esposizione consentita ai tecnici impegnati nell’intervento di emergenza.

??Risulta infatti che i calcoli effettuati hanno un margine di errore di ben 18 volte. Questo significa che tutti gli addetti dell’impianto che hanno lavorato in quell’area negli ultimi giorni sono stati esposti a radiazioni del 1800% superiori a quanto gli era stato detto.

COLTI IN FLAGRANTE NEL GIOCHETTO DEL ‘RIBASSO’

E’ inconcepibile che la maggiore società di impianti nucleari del paese non sia dotata di rilevatori di radiazione in grado di misurare 1800 mSv all’ora. Quest’ ingannevole strategia di dichiarare emissioni inferiori è palesemente intenzionale. Fa parte di una deliberata volontà della TEPCO di mentire al Giappone, ai propri dipendenti e al mondo intero sulla reale portata del disastro nucleare verificatosi a Fukushima.

Ed è stato un approccio che la TEPCO ha seguito fin dal primo giorno dell’incidente: MENTIRE!

Va ricordato che la TEPCO era anche dietro quella bizzarra propaganda governativa in stile lavaggio-del-cervello (7) che andava diffondendo tra la gente la notizia che per diventare immuni alle radiazioni bastava bere molta birra e ridere tanto.

Abbiamo anche saputo da notizie diffuse nel 2011 che la TEPCO spesso spegneva il sistema di rilevazione delle radiazioni per non far spegnere i sistemi di allarme. Radiazioni? Quali radiazioni?

E ora sappiamo anche che la società ha volutamente utilizzato dei rilevatori calibrati a un massimo di 100 mSv. Qualsiasi spiegazione farebbe comunque acqua, perchè chiunque utilizzi delle strumentazioni scientifiche sa bene che se le misurazioni superano il massimo rilevabile, va utilizzato uno strumento di gamma superiore!

In altre parole, se il contachilometri della tua macchina segna al massimo 180 kmh e tu vai a tavoletta sull’autostrada superando i 180 kmh, questo non significa che stai andando a 180 kmh solo perché il contachilometri segna 180. Questo discorso è più che ovvio. Eppure la TEPCO ha continuato a girare intorno al suo impianto con i suoi rilevatori truccati, dichiarando che quel livello “massimo” segnalato fosse il dato reale.

SE LA TEPCO HA MENTITO SULLE EMISSIONI RADIOATTIVE, SU COS’ALTRO HA MENTITO?

Questo ci porta ad un altro punto importante dell’articolo: su cos’altro ha mentito finora la TEPCO? Su tutto, pare. La TEPCO ancora non ammette che l’impianto abbia subito un incidente di fusione del nocciolo. Ancora non ammette che l’impianto stia per collassare, nel qual caso si sprigionerebbe un’immensa nube radioattiva che devasterebbe l’intero Nord America. E, ovviamente, non ammette di aver bisogno di un sostegno internazionale per risolvere il problema.

Di conseguenza, grazie all’arroganza e alla disonestà criminale del management e dei burocrati della TEPCO, un’altra massiccia fuoriuscita radioattiva è praticamente inevitabile. Basta un altro terremoto.

Mike Adams

Natural News

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Fukushima, la Tepco ha perso il controllo della situazione. Il Giappone chiede aiuto al mondo

Il Wall Street Journal – non il ciclostilato dei centri sociali – lo scrive papale papale: a Fukushima la Tepco – la società proprietaria della centrale nucleare con tre reattori in meltdown e multiple perdite d’acqua radioattiva – ha perso il controllo della situazione. Per la precisione il WSJ specifica che questa è l’opinione di molti (non espressamente nominati) esperti nucleari. Ma la sostanza non cambia di una virgola, per farsi un’opinione del genere non è indispensabile essere esperti nucleari: basta seguire il flusso delle notizie.

L’ultima, di fonte Reuters, è che secondo l’autorità nucleare giapponese la Tepco non ha sorvegliato con sufficiente cura le condizioni dei mille serbatoi in cui stocca l’acqua radioattiva (la crisi nucleare al rallentatore che va avanti dal terremoto e dallo tsunami del 2011 ha avuto un’impennata quando si è scoperto che almeno uno di essi perde).

Un particolare (omesso da Reuters) dà l’idea di cosa concretamente significhi l’ “insufficiente sorveglianza”. La Tepco – che risparmia anche sulle provette – ha installato un solo strumento per misurare il livello dell’acqua nell’intero gruppo di cinque ciclopici serbatoi intercomunicanti (ciascuno ha una capacità di 1000 tonnellate) da cui proviene la perdita. E vai a scoprire dove è il buco, posto che l’acqua è troppo radioattiva perchè qualcuno possa anche solo avvicinarsi.

Ma questo è solo un esempio, è solo una delle ciliegine che ornano (si fa per dire…) questa immane tragedia. Il quadro generale è impressionante. Così impressionante che gli orgogliosi samurai del Sol Levante, fino all’altro giorno preoccupati solo di minimizzare, ora chiedono aiuto al mondo intero.

Il vero nocciolo della faccenda è che nessuno, a due anni e mezzo dall’inizio della tragedia, sa dove si trovi – e in che condizioni sia – il combustibile nucleare che si è fuso insieme ai tre reattori. In più, fra terremoto, tsunami ed esplosioni avvenute nei primi giorni della tragedia, gli edifici della centrale nucleare – che teoricamente dovrebbero mantenere al proprio interno qualsiasi perdita radioattiva – sono più bucati di un colabrodo.

Però il combustibile, ovunque esso sia, deve essere raffreddato senza sosta. La Tepco pompa continuamente acqua sugli (ex) reattori: essa diventa fortemente radioattiva e si accumula negli scantinati e nell’intrico di tubi che costituiscono il ventre della centrale nucleare. Un ventre tutt’altro che ermetico.

Da una parte, la Tepco versa acqua. Dall’altra parte la estrae dai sotterranei: per questo l’area di Fukushima è tappezzata di serbatoi di acqua che, pur se sottoposta a parziale decontaminazione, rimane altamente radioattiva: ribadisco che la recente perdita di 300 tonnellate riguarda acqua già trattata, eppure ha una radioattività pari a 80 milioni di becquerel al litro.

Ma il bilancio dell’acqua che si accumula nei sotterranei e dell’acqua che ne viene estratta non è in pareggio. Togliere l’acqua radioattiva è come cercare di vuotare il mare con un secchiello. C’è anche l’acqua di falda: mille tonnellate di acqua di falda tutti i giorni attraversano l’area di Fukushima. E’ acqua proveniente dalle montagne che si trovano alle spalle della centrale; si getta nell’Oceano Pacifico, sul quale Fukushima si affaccia.

Si calcola che 400 tonnellate di quest’acqua entrino tutti i giorni negli scantinati di Fukushima (è l’acqua radioattiva che Tepco estrae, decontamina parzialmente e stocca); le altre 600 tonnellatevanno nell’oceano. Da due anni. Si suppone che 300 tonnellate siano radioattive e le altre 300 no.

In ogni caso i prelievi di acqua di falda effettuati nella zona attorno a Fukushima mostrano livelli elevati o elevatissimi di radioattività. Ci si è sempre concentrati sulla vana costruzione di barriere per fermare l’acqua radioattiva di falda a valle di Fukushima ed impedirle di raggiungere l’oceano. Di recente si è cominciato a parlare di un bypass da costruire a monte di Fukushima, per scaricare nell’oceano l’acqua prima che diventi radioattiva. Pare che ormai sia troppo tardi.

Blogeko

Torna l’incubo Fukushima, altri 350 serbatoi d’acqua radioattiva sono a rischio perdite

Scritto da: Marina Perotta – mercoledì 21 agosto 2013

Torna l’incubo Fuskushima poiché la perdita di 300 tonnellate di acqua radioattiva è stato valutato livello 3 della scala INES, il che vuol dire: grave e ci sono altri 350 serbatoi che rischiano di rilasciare perdite

TEPCO ammette la fuoriuscita dialtra acqua radioattiva sversata nell’oceano Pacifico a causa di un serbatoio che si è bucato:l’incidente nucleare viene ora valutato dal Japan’s nuclear authority come livello 3 (grave) nella scala INES (che prevede 7 livelli).

Il problema è che TEPCO, che proprio ieri ha tenuto l’ennesima conferenza stampa straordinaria e urgente, ha dichiarato che ci sono altri 350 serbatoi contenenti acqua radioattiva dello stesso tipo che rischiano di usurarsi precocemente e rilasciare così il liquido radioattivo nell’oceano Pacifico. Non solo: come fa notare Iori Mochizuki di Fukushima Diary, nella zona in cui si trova il serbatoio che TEPCO ha dichiarato danneggiato e da cui è fuorisucita l’acqua contaminata ve ne sono altri 3 collegati a quello rotto e poi altri 26 serbatoi in cui sono state immagazzinate in totale 25.610 m3 di acqua radioattiva.

La classificazione del livello 3 su una scala che va da 0 a 7 corrisponde al rilascio di una grade quantità di materiale radioattivo all’interno dell’installazione. L’incidente accorso a Fukushima Daiichi lo scorso 11 marzo 2011 fu classificato nel suo insieme Livello 7 della scala INES.

L’acqua radioattiva ha contaminato anche il suolo penetrando in due grosse intercapedini formando dei laghi sotterranei il che sta ponendo ancroa un altro problema, ossia la risalita di queste acque.

La radioattività misurata a circa 50 cm al di sotto di queste falde è pari a 100 millisieverts per ora.

Da Ecoblog

5 mila tonnellate di acqua radioattiva sotto la centrale nucleare di Fukushima

Un lago sotterraneo contenente più di 5 mila tonnellate di acqua radioattiva è stato scoperto sotto la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, come ha ammesso la TEPCO

Secondo il comunicato il trizio radioattivo è pari a 8,7 milioni di bequerel per litro, ossia 145 volte sopra i limiti. L’acqua si è accumulata in una cavità al di sotto del secondo reattore nucleare dopo lo tsunami causato dal sisma dell’11 marzo 2011 e che a causato l’incidente nucleare alla centrale ancora in atto.

Gli esperti giapponesi hanno già espresso preoccupazione per l’alto livello del trizio radioattivo riscontrato in mare nelle prossimità della centrale e dovuto a perdite non controllate. La settimana scorsa i rappresentanti di TEPCO hanno per la prima volta ammesso la fuga di acqua radioattiva nell’Oceano Pacifico.

Riferisce l’Asahi Shimbun che si sta valutando se l’acqua radioattiva dalla vasca sia filtrata in mare e se così fosse si pone la necessità di impermiabilizzare il terreno.

Il 27 luglio, TEPCO aveva annunciato che un livello estremamente alto di cesio, pari a 2,35 miliardi di becquerel per litro d’acqua è stato rilevata nell’acqua accumulata nella vasca. Un funzionario della TEPCO ha riferito che sono al lavoro per controllare le perdite nel terreno e per evitare ulteriori perdite in mare.

Resta di fatto che la centrale nucleare è ancora in equilibrio precario e che sembra davvero difficile mantenere il controllo e sopratutto gestirlo.

Da Ecplanet

Non vi immagineresti cosa sta accadendo a Fukushima ora

Difficile, visto che i mass media non ne parlano…

A Fukushima, l’acqua radioattiva presente nel sottosuolo avrebbe infatti oltrepassato la ‘barriera’ di contenimento.

Ecco un aggiornamento ..

Catherine

La Tepco NON ha nessuna idea di come stabilizzare i reattori.

Di recente abbiamo sentito brutte notizie da Fukushima. Ma è peggio di quanto pensiate.

Il Wall Street Journal nota che i livelli di radiazione FUORI dall’impianto sono probabilmente piu’ alti che dentro il reattore:

Alcuni funzionari della NRA [Nuclear Regulation Authority] hanno detto che nel suolo ci sono presumibilmente perdite di acqua altamente contaminata, che finisce con il confluire nelle falde acquifere ed anche nell’oceano.

In questi giorni si rileva la piu’ alta concentrazione di radioattività dal marzo 2011, dopo il terremoto e tsunami.

Ma come è possibile che FUORI sia piu’ radioattivo che dentro il reattore? I reattori hanno perso

l’isolamento e gli esperti non hanno idea di dove siano i nuclei nucleari.

Ed i problemi intercettati alle falde acquifere sono solo la punta dell’iceberg…

Japan Times sottolinea:

I livelli di cesio nell’acqua sotto l’impianto nr 1 di Fukushima si alzano tanto piu’ si scende in profondità, rivela la Tepco. Tepco ha trovato 950 milioni di becquerels di cesio e 520 milioni di becquerels di sostanze radioattive nell’acqua , che emettono raggi beta, tra cui lo stronzio, da 13 metri sottoterra.

Ad 1 metro di profondità l’acqua conteneva 340 milioni di becquerels e un campione da 7 metri ne conteneva 350 milioni

Il Cesio, un elemento metallico, è soggetto a gravità.

Yomiuri riporta che l’acqua freatica, altamente radioattiva, potrebbe cominciare ad arrivare alla superficie dell’impianto di Fukushima:

“Il portavoce della TEPCO, Noriyuki Imaizumi ha rivelato che il livello dell’acqua delle falde freatiche contaminate del reattore 2 si è alzata rapidamente, dopo un test fatto al lato del mare”.

“Se il livello dell’acqua continua a salire, potrebbe raggiungere la superficie,” ha detto Imaizumi, un general manager della società, per la divisione relativa all’energia atomica, alla conferenza stampa di lunedi. Persino la Tepco ammette che i problemi alle falde freatiche sono causate dalla mancanza di programmazione.

La Reuters nota che le sbarre del serbatoio di Fukushima si corroderanno in appena un paio di anni ed un operario dell’impianto rivela che “la Tepco dice di non sapere quanto ancora terranno i serbatoi”:

Da saluteolistica.blogspot.it

Uranio impoverito, il business segreto della regina Elisabetta

Scritto da: Davide Mazzocco – mercoledì 7 agosto 2013

La Casa Reale britannica, incurante dell’impatto ambientale, avrebbe investito nell’uranio circa 4 miliardi di sterline. Una rivelazione shock sull’intreccio fra Buckingham Palace e società produttrici di armi

La notizia, se confermata, è destinata a fare parecchio rumore. Secondo il gruppo pacifista Stop the War Coalition, la regina Elisabetta II, una delle donne più ricche e potenti del pianeta, avrebbe fatto affari con l’uranio impoverito, portando ingenti guadagni nelle casse di Buckingham Palace. Nel video, pubblicato su Youtube, gli attivisti raccontano di come, in sessant’anni, il capitale della Casa Reale Britannica sia cresciuto da 300 milioni di sterline a 17 miliardi di sterline. Come? Con investimenti nell’industria petrolifera nazionale (BP) e nelle aziende che producono armi che utilizzano l’uranio impoverito, come la Rio Tinto Zinc.

Il video cita l’esperto Jay M. Gould che nel 1996 pubblico The Enemy Within, libro nel quale rivelava come la casa reale britannica, ma soprattutto la regina in prima persona, avesse investito una cifra di circa 4 miliardi di sterline nell’uranio attraverso la Rio Tinto Zinc, la compagnia mineraria fondata nel 1950 (con il nome Rio Tinto Mines) da Ronald Walter Rowland, per volontà della casa reale britannica.

Nel video si sostiene che la Regina e gli altri reali abbiano investito nell’uranio impoverito, senza farsi troppi scrupoli sulle conseguenze sanitarie e ambientali delle loro speculazioni. Le armi all’uranio impoverito sono state utilizzate dai militari degli Stati Uniti durante la prima Guerra del Golfo contro l’Iraq, nel 1991. Da allora sono diventate di uso comune in numerosi conflitti, fra cui quelli in Afghanistan, nei Balcani e, nuovamente, in Iraq. Secondo il Ministero della Difesa degli Stati Uniti solamente in quel conflitto furono utilizzate fra le 315 e le 350 tonnellate di uranio impoverito in bombe, granate e proiettili.

Secondo Doug Rocchi, che fu responsabile del Pentagono per i progetti sull’uranio impoverito, la decontaminazione dell’ambiente dove è stato utilizzato uranio impoverito è impossibile.

A ventidue anni dal primo conflitto ea quasi dieci anni dalla “guerra preventiva”, in Iraq continua a crescere il numero di malformazioni, leucemie e patologie genetiche attribuibili all’utilizzo di uranio impoverito.

I problemi del Medio Oriente, però, sono distanti dagli affari della casa reale, quegli affari che nascondono parecchie zone d’ombra che la stampa mainstream bada bene a tenere sotto silenzio, interessandosi piuttosto ai cappellini delle principesse e al nome del Royal Baby.

Via | Stop The War Coalition

Ecoblog

Fonte: http://dadietroilsipario.blogspot.it

SAT 7 SEP 2013