Piccolo vademecum cattolico per votare bene al “referendum” di Bergoglio

foto 1Premettiamo che non si può leggere questo saggio dell’amico Carlo senza tener conto della fotografia a lato, scattata ieri in Piazza San Pietro

di Carlo Di Pietro

Pare che il Vaticano voglia chiedere “consiglio” al mondo su questioni di fede e costume, allora come regolarsi? Personalmente mi sono interrogato ed attingendo al Magistero della Chiesa, man mano che appunto riflettevo, scrivevo e pregavo. Condivido con voi le mie meditazioni sperando di fare cosa buona.

INTRODUZIONE

Tre delle proprietà e prerogative della Chiesa fondata da Cristo sono l’indefettibilità, l’immutabilità e l’infallibilità. In parte ne ho già parlato, quindi rimando il lettore allo studio degli scritti richiamati in nota [1], scorrendo le pagine per argomenti di interesse. Per conservarsi quale essa è, ed anche per essere visibilmente riconosciuta, la Chiesa fondata da Gesù vive senza mai errare nell’insegnamento di tutto quanto si deve credere e fare per onorare degnamente Dio e quindi per riuscire a conseguire la salvezza. Il fine della Chiesa è difatti la salvezza delle anime, pertanto essa nel suo insegnamento su questioni di fede e costume, nella sua legge e nella sua liturgia non può indurre in errore, non può vincolare o persuadere le anime al peccato mortale e non può diffondere un culto errato a Dio oppure un culto ad un falso “dio”; diversamente sarebbe superstiziosa o apostata, quindi si separerebbe visibilmente dalla Fede.

Segni riconoscibilissimi questi che lasciano intendere tutto; ed anche quanto può essere importante il «Deposito», poiché lo Spirito Santo non è stato concesso ai successori di san Pietro e degli Apostoli da lui guidati (cf. Mt 16,13-20), per inventare una nuova dottrina, una nuova legge ed un nuovo culto, ma solamente per custodire la veracità della Parola, la sacralità del Culto e la certezza della Tradizione, non in senso monolitico e cieco, bensì in virtù dello Spirito Santo che aiuta la Chiesa a vivere e propagarsi nel tempo contro ogni persecuzione ed eresia, senza tuttavia venir mai meno al «Deposito» ed alla missione che le è stata affidata. (cf. Pastor Aeternus, Costituzione dogmatica del Concilio Vaticano I sulla Chiesa di Cristo, approvata il 18 luglio 1870)

LA CHIESA E GLI STATI. LE TASSE ED IL PECCATO

La Chiesa si distingue da tutte le altre società anche per questo: Essa esattamente ha origini trascendenti; ha una natura trascendente; ha una missione trascendente. Per questi motivi non potrà mai rinunciare alla propria autonomia nei rapporti con il potere civile, anche a costo del martirio come spesso è accaduto. Il potere civile ha invece il dovere di capire e rispettare la Chiesa, ma anche di difenderla punendo gli avversari; tutto quanto detto, secondo le tesi formulate dagli imperatori Arcadio e Onorio nel 407. (cf. Codex theodosianus, XVI, 5, 40). Papa San Pio X celebrando il XVI Centenario dell’Editto di Costantino, in data 23 febbraio 1913:

«La Chiesa, questa grande società religiosa degli uomini, che vivono nella stessa fede e nello stesso amore sotto la guida suprema del Romano Pontefice, ha uno scopo superiore e ben distinto da quello delle società civili, che tendono a raggiungere quaggiù il benessere temporale, mentre essa ha di mira la perfezione delle anime per l’eternità. La Chiesa è un regno, che non conosce altro padrone che Dio ed ha una missione tanto alta che sorpassa ogni limite, e forma di tutti i popoli d’ogni lingua e d’ogni nazione una sola famiglia; non si può quindi nemmeno supporre che il regno delle anime sia soggetto a quello dei corpi, che l’eternità divenga strumento del tempo, che Dio stesso divenga schiavo dell’uomo … Coraggio adunque, o figli diletti; quanto più la Chiesa è osteggiata da ogni parte, quanto più le false massime dell’errore e del pervertimento morale infettano l’aria dei loro miasmi pestiferi, tanto maggiori meriti vi sarà dato acquistare dinanzi a Dio, se farete ogni sforzo per evitare il contagio e non vi lascerete smuovere da alcune delle vostre convinzioni, rimanendo fedeli alla Chiesa».

I governanti non possono avere nulla a pretendere, non possono obbligare i sudditi al peccato mortale qualora essi, i potenti, si fanno portatori di iniquità, questo perché se è vero che ogni autorità è legittimata dall’autorità che Dio stesso conferisce, è altrettanto vero che:

«La legge umana in tanto ha natura di legge, in quanto si uniforma alla retta ragione: e in tal senso deriva evidentemente dalla legge eterna. Ma quando si scosta dalla ragione, codesta legge è iniqua: e allora non ha natura di legge, ma piuttosto di violenza. – Tuttavia anche la legge iniqua, per quell’aspetto che salva le apparenze di legge, e cioè per il potere di colui che la emana, ha una derivazione dalla legge eterna: poiché, a detta di San Paolo, “ogni potestà viene da Dio” … Essendo dunque la legge eterna criterio di governo esistente nel governante supremo, è necessario che tutti i criteri di governo che sono nei governanti inferiori derivino dalla legge eterna. Di conseguenza tutte le leggi, nella misura in cui partecipano della retta ragione, derivano dalla legge eterna. E per questo Agostino dice, nel primo libro del De Libero Arbitrio che “nella legge temporale niente è giusto e legittimo, se non quanto gli uomini hanno derivato dalla legge eterna”». (cf. san Tommaso d’Aquino,Summa Thelogiae, I-II q. 93 a. 3 ad a, ss.) .

Interroghiamoci, per esempio, sul perché meno di due anni fa mons. Bagnasco si faceva apologeta pubblico del suo probabile «legalismo»; egli insegnava che in Italia, proprio attualmente e nonostante le visibili appropriazioni indebite del pubblico risparmio per finalità inique, “La Chiesa non ha esitazione ad accennare questo discorso, perché non può e non deve coprire auto-esenzioni improprie. Evadere le tasse è peccato. Per un soggetto religioso questo è addirittura motivo di scandalo” [2]. Qual grado di concepibile incompetenza o di ipotetica collusione, il tutto attribuito a «la Chiesa»? Cerchiamo una risposta nel Magistero della Chiesa:

«… abbiamo dimostrato che l’inviolabilità del diritto di proprietà è indispensabile per la soluzione pratica ed efficace della questione operaia. Pertanto le leggi devono favorire questo diritto … Ne seguirà un terzo vantaggio, cioè l’attaccamento al luogo natio; infatti non si cambierebbe la patria con un paese straniero, se quella desse di che vivere agiatamente ai suoi figli. Si avverta peraltro che tali vantaggi dipendono da questa condizione, che la privata proprietà non venga oppressa da imposte eccessive. Siccome il diritto della proprietà privata deriva non da una legge umana ma da quella naturale, lo Stato non può annientarlo, ma solamente temperarne l’uso e armonizzarlo col bene comune. È ingiustizia ed inumanità esigere dai privati più del dovere sotto pretesto di imposte» (Papa Leone XIII,Rerum novarum del 15 maggio 1891);

«… Perciò il sapientissimo Pontefice [Leone XIII] aveva già dichiarato non essere lecito allo Stato di aggravare tanto con imposte e tasse esorbitanti la proprietà privata da renderla quasi stremata. Poiché non derivando il diritto di proprietà privata da legge umana, ma da legge naturale, lo Stato non può annientarlo, ma semplicemente temperarne l’uso e armonizzarlo col bene comune» (Papa Pio XI, Quadragesimo anno del 15 maggio 1931);

«Astenetevi da quelle misure [fiscali inique], che, malgrado la loro abilità tecnica, urtano e offendono nel popolo il senso del giusto e dell’ingiusto, sottovalutano la sua forza vitale, la sua legittima ambizione di raccogliere il frutto del proprio lavoro, la sollecitudine per la sicurezza familiare: tutte considerazioni che meritano di occupare nella mente del legislatore il primo posto e non l’ultimo. Il sistema finanziario dello stato deve mirare a riorganizzare la situazione economica, così da assicurare al popolo le condizioni materiali della vita, indispensabili per conseguire il fine supremo assegnato dal Creatore: lo sviluppo della sua vita intellettuale, spirituale e religiosa» (Papa Pio XII, Discorso ai partecipanti al Congresso dell’Istituto internazionale delle finanze pubbliche, 2 ottobre 1948);

«Il pubblico potere perciò non può mai far sì che l’imposta divenga un comodo mezzo per colmare il deficit provocato da un’amministrazione improvvida, per favorire un’industria od una branca del commercio a discapito di un’altra altrettanto utile. Lo Stato dovrà evitare ogni spreco del denaro pubblico, dovrà prevenire gli abusi e le ingiustizie da parte dei propri funzionari come pure l’evasione di coloro che sono legittimamente tassati» (Papa Pio XII, Allocuzione al Congresso del’Associazione fiscale internazionale sula natura e i limiti delle tasse, 2 ottobre 1956).

Analizziamo bene la vicenda: non pagare le tasse è reato sempre, ma moralmente è peccato solo a condizione che le leggi non siano inique, come spiegava l’Aquinate. Dato che lo Stato non è infallibile nel legiferare, e non viviamo nemmeno nell’epoca della presunta divinità dei faraoni egizi, ci possono essere anche leggi ingiuste e sbagliate, nel qual caso la legittima difesa da una ingiusta oppressione fiscale o da altre ingiuste leggi è moralmente consentita. Rimanendo comunque la cosa reato, il non pagare le tasse è anche comportamento rischioso, dato che la persona azzarda di passare seri guai quindi, a meno che un uomo non muoia di fame o quasi, è opportuno e conveniente di gran lunga pagare i tributi, anche se palesemente ingiusti, facendo sacrifici in più.

Sebbene io non lo ritenga chiaro o autorevole in tutte le sue esposizioni- pertanto ho il dovere morale di ricordarlo pubblicamente- si può per confronto citare addirittura il recente Compendio al C.C.C. del 2005 scritto da mons. Ratzinger (Benedetto XVI), al n° 406: «L’autorità è esercitata in modo legittimo quando agisce per il bene comune e per conseguirlo usa mezzi moralmente leciti … Le leggi ingiuste e le misure contrarie all’ordine morale non sono obbliganti per le coscienze».

Sembra oltremodo evidente che mons. Bagnasco: a) forse non ha letto neanche il Compendio o forse si è distratto; b) forse ne condanna le proposizioni  pubblicamente. Ma che il messaggio di mons. Bagnasco passi per messaggio della «Chiesa» come lui stesso sostiene, certamente è sconveniente e scorretto. (cf. tascabile Le Tasse e la Chiesa, Segno, 2012)

Forse vi state domandando che attinenza possa avere questo discorso con il questionario che proporrà il Vaticano a mo’ “referendum”? Beh, lo si capirà leggendo e parimenti dirò appresso per altre leggi inique approvate od in via di approvazione. Rimando per approfondimenti allo studio del principio di «epikeia» come spiegato, per esempio, da Francisco Suárez nel Trattato delle leggi e di Dio legislatore, Vol. II. Altri approfondimenti fondamentali li ritroviamo in san Tommaso d’Aquino, Summa Thelogiae, I-II qq 90 – 97.

LA CHIESA E LA SCIMMIA

Le suddette note- infallibilità, immutabilità, indefettibilità- sono requisiti che anche testimoniano concretamente la visibile esistenza della Chiesa fondata da Gesù Cristo, dato che essa è Una Santa, Cattolica, Apostolica, a cui si aggiunge la Romanità della stessa.

Che significa tutto questo? Per indefettibilità intendiamo che essa non verrà mai meno; per immutabilità si suole dire che essa non cambierà mai sostanzialmente la sua organizzazione monarchica e gerarchica [3], né la sua dottrina, né la sua legge di base, né il suo culto; per infallibilità crediamo che essa insegnerà sempre la verità su ciò che si deve credere e su ciò che si deve praticare per ottenere la salvezza, considerando che la salvezza non è un diritto acquisito ma è una conquista che si ottiene osservando le Regole imprescindibilmente e con l’aiuto della grazia di Dio.

Posto di base il necessario rispetto di tali requisiti, in contro non può certo parlarsi lecitamente di Chiesa fondata da Gesù Cristo ma piuttosto di una società che ne scimmiotta le parvenze, ancor più grave se l’abominio ha principio dal suo “capo”,  possiamo tranquillamente dire che la Chiesa è indefettibile ed intendiamo appunto sostenere che non verrà mai meno, ma durerà per sempre. Come? Per tutti i tempi come militante, per tutta l’eternità nella gloria del Signore come trionfante.

Interrogandosi sul problema degli scismi, delle apostasie, delle eresie e della talvolta apparente diminuita visibilità, l’Abbé Barbier, e con lui molti altri,  soleva sostenere ne I Tesori di Cornelio ALapide:

«La Chiesa cattolica, apostolica, romana rimase invariabile da Gesù Cristo in qua per la sua unità nella fede, nei sacramenti, nelle sue leggi, nel’ suo capo. Ella ha veduto succedersi alla sua testa una non interrotta genealogia di sommi Pontefici e di vescovi; noi ne siamo certi per le storie e per i monumenti autentici che ci notano la succes­sione dei primi pastori non solamente di secolo in secolo, ma di anno in anno. E non importa se si è talvolta protratta per mesi ed anche per anni l’elezione di un nuovo Papa, o se sorsero antipapi; l’intervallo non distrugge la successione, perché allora il clero ed il corpo dei vescovi sussiste tuttavia nella Chiesa, con intenzione di dare un successore al defunto Pontefice non appena le circostanze lo permettano».

Al suo pensiero si aggiunge quello del «Dottore utilissimo», sant’Alfonso Maria de Liguori in Verità della Fede, esaltando a guisa di Sovrano infallibile il primato di Pietro:

«Ma se per qualche tempo [il papa] non fosse stato veramente accettato universalmente dalla chiesa, in tal caso per quel tempo sarebbe vacata la sede pontificia, come vaca nella morte de’ pontefici. Così neppure importa che in caso di scisma siasi stato molto tempo nel dubbio chi fosse il vero pontefice; perché allora uno sarebbe stato il vero, benché non abbastanza conosciuto; e se niuno degli antipapi fosse stato vero [ovvero tutti fossero antipapi], allora il pontificato sarebbe finalmente vacato … La seconda cosa certa si è, che quando in tempo di scisma si dubita, chi fosse il vero papa, in tal caso il concilio può esser convocato da’cardinali, e da’ vescovi; ed allora ciascuno degli eletti è tenuto di stare alla definizione del concilio, perché allora si tiene come vacante la sede apostolica. E lo stesso sarebbe nel caso, che il papa cadesse notoriamente e pertinacemente in qualche eresia. Benché allora, come meglio dicono altri, non sarebbe il papa privato del pontificato dal concilio come suo superiore, ma ne sarebbe spogliato immediatamente da Cristo, divenendo allora soggetto affatto inabile, e caduto dal suo officio».

Così allo stesso modo papa Pio XII- nella Mystici Corporis del 29 giugno 1943- rimarca ed illustra la natura della Chiesa:

«In realtà, tra i membri della Chiesa bisogna annoverare esclusivamente quelli che ricevettero il lavacro della rigenerazione, e professando la vera Fede … Come dunque nel vero ceto dei fedeli si ha un sol Corpo, un solo Spirito, un solo Signore e un solo Battesimo, così non si può avere che una sola Fede, sicché chi abbia ricusato di ascoltare la Chiesa [insegnando false dottrine], deve, secondo l’ordine di Dio, ritenersi come etnico e pubblicano. Perciò quelli che son tra loro divisi per ragioni di fede o di governo, non possono vivere nell’unita di tale Corpo e per conseguenza neppure nel suo divino Spirito».

LA CHIESA E LA VERACITÀ DI DIO

La Chiesa deve  necessariamente essere indefettibile per raggiungere il fine stesso che Gesù Cristo le ha assegnato nella sua fondazione o istituzione, difatti Gesù Cristo ha istituito la Chiesa per continuare sulla terra, per mezzo e per opera di essa, la missione Sua; altrimenti se questa missione fosse alterata o convertita al male si capirebbe con universale evidenza e visibilità che essa non starebbe più operando la missione di Cristo ma quella del Suo nemico, e tutto ciò sarebbe impossibile (cf. Lc 22,31-32).

Gesù Cristo che ci ha insegnato la via della salute, per il tramite della Chiesa ripete e conferma il suo insegnamento verace, così fino alla fine dei tempi, ecco perché l’infallibilità [4] è stata concessa alla Chiesa docente per far sì che nulla muti nel dogma, nella legge, nel culto ed in quanto vi è dogmaticamente connesso, o indirettamente ne discende (cf. S. Cartechini, Dall’opinione al domma). La Chiesa continua l’ammaestramento di Gesù, riconcilia, santifica, trasforma, perpetua, salva, e proprio per questo risulta agevole conoscerne anche le doti essenziali di cui deve essere fornita, e in primo la sua indefettibilità, dote che le è necessaria come abbiamo già detto.

Monsignor Perardi, Prelato domestico di S.S. nell’anno 1930 scriveva un corposo Trattato dogmatico, morale, apologetico e liturgico. In esso si legge:

«Dio vuol salvi tutti gli uomini, è di fede: perché si possano salvare, fa mestieri che Iddio offra loro i mezzi necessari a tale fine: i mezzi necessari per salvarsi si riducono al conoscimento delle verità rivelate, e alla grazia per crederle e metterle in pratica: per conoscere le verità rivelate con sicurezza ci vuole chi le insegni, e ci vogliono i mezzi per avere la grazia di praticarle come si conviene: ora la Chiesa è stabilita da Dio per insegnarci queste verità e dispensare i Sacramenti che sono i canali della grazia: dunque fino a che sulla terra vi saranno uomini da salvare, vi deve essere anche la Chiesa, per cui solo abbiamo i mezzi di salvezza».

QUALE LIBERTÀ DI VOTARE?

Uno dei principali ostacoli ai piani di Dio è la pretesa libertà secondo lo spirito del tempo; tuttavia, diversamente da quello che sembra insegnare la Dignitatis Humanae ovvero che chiunque può essere libero di divulgare il male e di pretenderne l’osservanza [5], in realtà tutto ciò altri non è che il concetto di schiavitù del maligno. Ecco perché papa Pio XII nella allocuzione ai Giuristi cattolici, Ci riesce del 6 dicembre 1953:

«Qualsiasi cosa non risponda alla verità ed alla legge morale non ha oggettivamente alcun diritto ad esistere, né alla propaganda, né all’azione».

Altri documenti di riferimento che dipanano ogni dubbio, per altro immotivato, sono: Mirari Vos del 15 agosto 1832 di papa Gregorio XVI; Singulari Quadam del 9 dicembre 1854, Quanta Cura dell’8 dicembre 1864 di papa Pio IX; Immortale Dei dell’1 novembre 1885, Libertas del 20 giugno 1888 di papa Leone XIII.

Anche la tolleranza rispetto a tutti i sistemi di pensiero è un altro evidente ostacolo alla propagazione ed alla proclamazione del Regno di Cristo. Il padre Agostino da Montefeltro nelle sue Prediche (Torino, 1888):

Non vi è nessuna parola di cui si sia tanto abusato come la parola: tolleranza. Vi sono tre sorta di tolleranze: la tolleranza civile e la regolamenta la Chiesa; la tolleranza personale e la insegna la Chiesa, la tolleranza teologica e non è consentita. La tolleranza diventa «scienza degli egoisti e privilegio degli incapaci» quando sacrifica la verità (cf. 1Cor 13,4-6) e non è lecita, ed è il caso della tolleranza teologica e dell’errore.

Sprofondato nel cosiddetto «errorum tenebris» a causa di una interruzione nella trasmissione della fede, il contemporaneo purtroppo non è quasi più in grado di distinguere menzogna e verità, si lascia sedurre. Solo la vera carità ovvero quella al servizio della verità (cf. 1Cor 13,4-6), può aiutarci a contrastare la seduzione dei tempi. Il diavolo possiede un immenso potere di corruzione, ha cercato addirittura di sedurre Cristo direttamente (cf. Lc 4,1-13) o servendosi di Pietro (cf. Mt 16,23). «Vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare» (1Pt 5,8); con una sincera vita di Fede, caratterizzata da fiducioso abbandono all’amore di Dio (cf. Lc 12,22-31) e dall’obbedienza alla Sua volontà (cf. Mt 6,10) si riesce a vincere il diavolo.

Ecco perché san Paolo, in 2Timoteo 3 e non solo lì, pone l’accento sull’importanza della Tradizione che in un certo senso precede la Scrittura perché è da Dio, ne fissa il canone garantendone divina ispirazione ed inerranza, la completa poiché non ne è semplicemente la sintesi e la interpreta correttamente per evitare derive protestanti (cf. Leone XIII, Provvidentissimus Deus del 18 novembre 1893).

«Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati. Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannatori e ingannati nello stesso tempo. Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l’hai appreso» (12-14);

«Io infatti non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede … È in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede» (Rm 1,16);

«Proprio per questo anche noi ringraziamo Dio continuamente, perché, avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione, l’avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in voi che credete» (1Ts 2,13).

IL MASSONE

Un altro nemico spietato di Gesù e quindi della Chiesa, antagonista che purtroppo dalle cronache si apprende essersi tanto infiltrato nei «servi indegni» che si nutrono dalla mammella della Chiesa, è la Massoneria con il suo spirito liberista ma intollerante pensiero e la sua apologia al «relativismo». La Chiesa biasima e censura questo e tanti altri principi di consorteria con vari documenti. Le condanne annesse alla Massoneria sono anche ad altre ideologie immorali e dissennate: negazione del soprannaturale, concetti presunti o effettivi di naturalismo, deismo, razionalismo, scetticismo, indifferentismo e relativismo, anticlericalismo.

I principali documenti di condanna sono: In Eminenti Apostolatus Specula del 1738 di papa Clemente XII;Providas Romanorum Pontificum del 1751 di papa Benedetto XIV; Ecclesiam a Jesu Christo del 1821 di papa Pio VII; Quo Graviora del 1825 di papa Leone XII; Traditi humilitati del 1829 di papa Pio VIII; Qui pluribus del 1846 di papa Pio IX; Humanum Genus del 1884 di papa Leone XIII.

Pregando Dio affinché ci doni la grazia di vivere il nostro agire da cristiani, con le Virtù teologali di Fede, Speranza e Carità, imploriamoLo perché anche noi un giorno con san Paolo possiamo dire:

«Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione» (2Tm 4,7-8).

IL MODERNISTA

Ma i nemici sono tanti e non finiscono certo qui, poiché il Cristo è il bersaglio numero uno dello spirito del mondo, di Satana che anima i superbi, gli eretici, gli infedeli, gli apostati, gli scismatici e tutti quanti si frappongono con ostinazione fra Lui e noi, con inganno e menzogna (cf. Mt 24,24; 2Pt 2,1; 1Gv 4,1). Come per esempio i modernisti o «sintesi di tutte le eresie che è il modernismo» secondo la parola di papa San Pio X nella Pascendi, ovvero i negatori- sfacciati o meschini- della filosofia scolastica e della dottrina tomistica, che invece ha carattere vincolante [6]:

«Degli ostacoli, tre sono i principali che più sentono opposti ai loro conati [dei Modernisti]: il metodo scolastico di ragionare, l’autorità dei Padri con la tradizione, il magistero ecclesiastico. Contro tutto questo la loro lotta è accanita. Deridono perciò continuamente e disprezzano la filosofia e la teologia scolastica … certo si è che la smania di novità va sempre in essi congiunta coll’odio della Scolastica; né vi ha indizio più manifesto che taluno cominci a volgere al modernismo, che quando incominci ad aborrire la Scolastica. Ricordino i modernisti e quanti li favoriscono la condanna che Pio IX inflisse alla proposizione (Sillabo, Prop. 12)».

IL PANCRISTIANO O FALSO ECUMENICO

Con il termine «pancristianesimo» individuiamo quei movimenti religiosi di derivazione protestante che vogliono unificare la complessità delle “chiese” cristiane, tutte in una, o una in tutte, facendo leva sulle verità dette «primarie», perché da tutte professate, e lasciando ciascuna libera di sostenere quelle «secondarie» (cf. Dizionario del Cristianesimo, E. Zoffoli, Sinopsis).

Per «irenismo», greco “εἰρήνη”, noi dobbiamo intendere quella corrente teologica che tende alla pace universale da raggiungersi a tutti i costi, pur sacrificando la verità. Di «irenismo» ci parla anche Pio XII nell’enciclica Humani generis del 12 agosto 1950, esprimendo una dura condanna e definendo i criteri del vero «metodo apologetico».

C’è un modo eclatante per smascherare gli ingannatori contemporanei, quindi avere certezza che trattasi di protestanti e non certo di Cattolici- uomini da non ascoltare poiché cattivi maestri, «Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!» (Mt 15,14) bisognosi di cure pastorali e di preghiere- ci illumina Papa Pio XI nella Mortalium Animosdel 6 gennaio 1928:

«Potrà sembrare che questi pancristiani, tutti occupati nell’unire le chiese, tendano al fine nobilissimo di fomentare la carità fra tutti i cristiani; ma come mai potrebbe la carità riuscire in danno della fede? Nessuno certamente ignora che lo stesso apostolo della carità, San Giovanni (il quale nel suo Vangelo pare abbia svelato i segreti del Cuore sacratissimo di Gesù che sempre soleva inculcare ai discepoli il nuovo comandamento: Amatevi l’un l’altro), ha vietato assolutamente di avere rapporti con coloro i quali non professano intera ed incorrotta la dottrina di Cristo: Se qualcuno viene da voi e non porta questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo nemmeno. Quindi, appoggiandosi la carità, come su fondamento, sulla fede integra e sincera, è necessario che i discepoli di Cristo siano principalmente uniti dal vincolo dell’unità della fede».

Per maggiori approfondimenti si può leggere «IL FALSO ECUMENISMO» [7].

IL GIUDEO TRAVESTITO DA CATTOLICO

Ne ho già parlato 2 volte [8]  [9]. Ora, per non ripetermi vi invito allo studio dei documenti qui segnalati, ma rilancio le cattoliche dichiarazioni di papa san Pio X nel suo Catechismo al n° 126 «Chi sono gli ebrei? Gli ebrei sono i non battezzati che professano la legge di Mosè e non credono che Gesù è il Messia o Cristo promesso»; al n° 124 «Chi è fuori della comunione dei santi? E’ fuori della comunione dei santi chi é fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati»; al n° 131 «È grave danno esser fuori della Chiesa? Esser fuori della Chiesa è danno gravissimo, perché fuori non si hanno né i mezzi stabiliti né la guida sicura alla salute eterna, la quale per l’uomo è l’unica cosa veramente necessaria».

Ciò detto, ricordo che i giudei NON sono stirpe di Abramo (cf. Gv 8,33; Mt 3,9; Lc 3,8), in Galati 3 san Paolo conferma: «Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. E se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa» (28 ss); in Rm 4,9 si legge che la beatitudine non è concessa ai circoncisi in quanto tali, per presunta «stirpe» e Giacomo 2,20 ss fa capire che Abramo ebbe fede in Dio, cosa che i giudei non hanno.

Il deicidio da loro compiuto in combutta con i pagani, si perpetua giorno dopo giorno fino a quando si offenderà Cristo conoscendoLo ma non riconoscendLo e di conseguenza anche il Suo Corpo mistico che è la Chiesa. Ciò fanno oggi tutti quelli di cui sopra parlava san Pio X.

«Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: “Crocifiggilo, crocifiggilo!”. Disse loro Pilato: “Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa”. Gli risposero i Giudei: “Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio”» (Gv 19,6-7; 15; Lc 23,21; Mc 15,14, ecc).

Non riconobbero Cristo e continuano a non riconoscerLo pur avendoLo conosciuto. Ed è ovvio che gli uomini che si fanno apologeti del «catto-giudaismo» sono come ciechi che pretendono di guidare altri ciechi; è particolarmente significativo l’insegnamento che traiamo da Romani 10,14 «Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi?». Spero abbiate capito cosa intendo dire citando qui Romani 10.

I Giudei inoltre non sono nostri «padri nella fede» (ma lo era Abramo) e non hanno alcuna «alleanza di salvezza» (cf. Concilio di Firenze, Bolla di unione dei copti, sessione 11;  Catechismo Tridentino, n 173, 216; Pio IX, Quanto Conficiamur Moerore; Gregorio XVI, Summo Iugiter); ed è gravissimo insegnare questo poiché, come ricorda Giacomo 2,10-11 «chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto». 2Corinzi 1,12 «Questo infatti è il nostro vanto: la testimonianza della coscienza di esserci comportati nel mondo, e particolarmente verso di voi, con la santità e sincerità che vengono da Dio». «Gesù Cristo è mediatore della nuova Alleanza affinché, avvenuta la sua morte per riscattare le trasgressioni commesse sotto la prima Alleanza, i chiamati ricevano l’eterna eredità, loro promessa» (Eb 9,15).

In senso biblico l’Alleanza è il patto di reciproca fedeltà tra Dio e il popolo ebraico. Esso è stato celebrato più volte da Dio con Noè (Gen 9,1-17), con Abramo (Gen 17,1-14), con Giosuè (Gs 24,25-26), con tutto il popolo sotto il re Giosia (Ne 10,1). Più interessante quella con Mosè sul Sinai: è la più solenne perché per essa Israele diventa speciale proprietà di Jahvè; è la più chiara anticipazione di quella definitiva stipulata da Dio con l’umanità intera nel sangue di Gesù (Mt 26,27-8;  1Cor 11,25), per la quale diventiamo figli di Dio (Rm 8,14), riceviamo lo Spirito (2Cor 3,6), non siamo più schiavi, ma liberi (Gal 4, 22). San Paolo sottolinea la superiorità della nuova rispetto all’antica a. (Ebr  9,11-14): la nuova, essendo unica e definitiva, valida solo dopo e per la morte di Cristo, propriamente è detta «testamento» [Dizionario del cristianesimo, E. Zoffoli, Sinopsis].

L’APOLOGETA DELLA SODOMIA

Ritorniamo quindi su ciò che Dio prescrive nell’Antico Testamento: «Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro» (Lv 20,13). E la vicenda di Sodoma e Gomorra (Gen 18,16 ss.) è conosciuta da tutto il mondo, dalla notte dei tempi:

«… condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie. Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio, 10 soprattutto coloro che nelle loro impure passioni vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore. …» (2Pt 2,6 ss.); «… Così Sodoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all’impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno …» (Gd 7).

L’interpretazione unanime dei Padri è assolutamente collimante rispetto a quanto il Testo Sacro riporta letteralmente. E nel Nuovo Testamento, inoltre:

«… La legge non è fatta per il giusto, ma per i non giusti e riottosi, per gli empi e di peccatori, per gli scellerati e i profani, per i parricidi e matricidi e omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i ladri d’uomini, i bugiardi, gli spergiuri …» (1Tm 1,9).

Alcune condanne dei Padri e dei Dottori della Chiesa:

“I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre. Quand’anche tutti gli uomini li commettessero, verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina: Dio infatti non ha creato gli uomini perché commettessero un tale abuso di se stessi. Quando, mossi da una perversa passione, si profana la natura stessa che Dio ha creato, è la stessa unione che deve esistere fra Dio e noi a venir violata” (Sant’Agostino, Confessioni, c.III, p.8);

“Che lo zolfo evochi i fetori della carne, lo conferma la storia stessa della Sacra Scrittura, quando parla della pioggia di fuoco e zolfo versata su Sodoma dal Signore. Egli aveva deciso di punire in essa i crimini della carne, e il tipo stesso del suo castigo metteva in risalto l’onta di quel crimine. Perché lo zolfo emana fetore, il fuoco arde. Era quindi giusto che i Sodomiti, ardendo di desideri perversi originati dal fetore della carne, perissero ad un tempo per mezzo del fuoco e dello zolfo, affinché dal giusto castigo si rendessero conto del male compiuto sotto la spinta di un desiderio perverso”. (San Gregorio Magno, Commento morale a Giobbe, XIV, 23, vol. II, pag. 371);

“Questo vizio non va affatto considerato come un vizio ordinario, perché supera per gravità tutti gli altri vizi. Esso infatti, uccide il corpo, rovina l’anima, contamina la carne, estingue la luce dell’intelletto, caccia lo Spirito Santo dal tempio dell’anima” . (San Pier Damiani, Liber Gomorrhanus, in Patrologia latina, vol. 145, coll. 159-190);

“Nei peccati contro natura in cui viene violato l’ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della natura” (San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, II-II, q. 154, a. 12);

“… Commettendo il maledetto peccato contro natura, quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono …”  (Santa Caterina da Siena,Dialogo della Divina Provvidenza, cap. 124);

“Più pena sente uno che sia vissuto con questo vizio de la sodomia che un altro, perocché questo è maggior peccato che sia” (San Bernardino da Siena, Predica XXXIX in: Prediche volgari, p. 915);

“… Di questa turpitudine mai abbastanza esecrata sono schiavi coloro che non si vergognano di violare la legge divina e naturale” (San Pietro Canisio, Summa Doctrina Christianae, III a/b, p. 455);

Alcune condanne di Papi:

“… L’esecrabile vizio libidinoso contro natura; colpe per le quali i popoli e le nazioni vengono flagellati da Dio, a giusta condanna, con sciagure, guerre, fame e pestilenze …”  (San Pio V, Costituzione Cum Primum, del 1 aprile 1566, in Bullarium Romanum, t. IV, c. II, pp. 284-286);

“… Il peccato contro natura grida vendetta al cospetto di Dio…” (San Pio X – Catechismo, N. 966).

Leggendo la Sacra Scrittura impariamo da Dio, giusto giudice, che com’è vero che il Signore perdona qualunque peccato a chi, con sincero pentimento, gli chiede il perdono e soddisfa anche rimediando allo scandalo, è altrettanto vero che giudicherà secondo la Sua Parola e non secondo quella degli uomini, quanti si ostinano nel peccato. Di cosa vorrà mai tenere conto questo “referendum” proposto dal Vaticano se il «Deposito» non mente e non può mutare.

IL COMUNISTA

Decreto del Sant’Uffizio – 28 Giugno 1949. Fa peccato Mortale e non può essere assolto:

1. Chi è iscritto al Partito Comunista.
2. Chi ne fa propaganda in qualsiasi modo.
3. Chi vota per esso e per i suoi candidati.
4. Chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.
5. Chi rimane nelle organizzazioni comuniste: Camera del Lavoro, Federterra, Fronte della Gioventù, CGIL, UDI, API, ecc…

È scomunicato e Apostata: Chi, iscritto al Partito Comunista, ne accetta la dottrina atea e anticristiana; chi la difende e chi la diffonde. Queste sanzioni sono estese anche a quei partiti che fanno causa comune con il comunismo. Chi in confessione tace tali colpe fa sacrilegio; può invece essere assolto chi sinceramente pentito rinuncia alle sue false posizioni.

In nota si possono leggere numerose altre informazioni [10].

VARI ALTRI SOGGETTI

Gli “anti puritani”. L’aggettivo “puritano” viene usato in maniera impropria e secondo il comune sentire contemporaneo. L’uomo moderno, difatti, vuol contrapporsi con tutte le forze all’etica cristiana ed usa con spregio definire “puritano” ogni atteggiamento che invece è moralmente corretto ed ostile al propagarsi dell’immoralità e della depravazione dei costumi. Il «puritanesimo» fu piuttosto un movimento eretico di origine calvinista che prese piede nel secolo XVI principalmente nell’Anglicanesimo e tendeva a “purificare” alcune forme ritenute “corrotte” dell’impianto ecclesiastico protestante;

Gli ingannatori nella procreazione. Ovvero gli esaltatori di contraccezione artificiale e sterilizzazione, sia femminile che maschile. Questi metodi sono a tutti gli effetti una frode nell’uso del matrimonio. Impedire la procreazione è immorale e nessuna presunta “necessità” o “autorità” ha il diritto di trasformare un’azione intrinsecamente immorale in atto morale o lecito. Si può approfondire l’argomento studiando la Lettera enciclica Casti Connubii di papa Pio XI del 31 dicembre 1930; anche il Discorso alle Ostetriche di papa Pio XII del 29 ottobre 1951;

I prestigiatori delle unioni. Il vero e unico matrimonio è un’unione monogamica ed indissolubile, di un uomo con una donna nati tali e che moriranno tali (Dio non ha creato il “gender”). Trattasi di un «contratto naturale» fra battezzati elevato alla dignità di Sacramento. Vi si oppongono aberrazioni di disordine morale da biasimare quali la convivenza, il divorzio, l’adulterio, la contraccezione, la sterilizzazione, l’aborto, le unioni di fatto, ecc … Principali documenti di riferimento: Arcanum divinae sapientiae del 10 febbraio 1880 di papa Leone XIII; Casti Connubii del 31 dicembre 1930 di papa Pio XII; Decretum de Finibus Matrimoniidel 25 marzo 1954 di papa Pio XII in risposta ai «novatori»;

Gli assassini di innocenti. La Chiesa condanna l’aborto sempre, a prescindere dalla presunta  ragione o dal presentato motivo, lo definisce «omicidio perché sopprime una vera vita innocente». Per approfondimenti si consulti il volume Enchiridion symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum o «Denzinger-Schönmetze» ai numeri: 670, 2134, 3298, 3337, 3719-21;

Gli ingannatori o i silenti. Il silenzio o «conservazione di un segreto» è lecito solo nel caso in cui non nuoce agli altri, quindi non è nocivo al bene comune. In questo caso, se il silenzio è  male, invece si acconsente a non divulgare intenti e manovre occulte, ciò rende complici nel peccato (cf. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, II-II, q. 68, a. 1; q. 70, a. 1). Il demonio opera anche attraverso l’inganno e rende l’ingannato a sua volta ingannatore di terzi. Sappiamo che è mentitore il diavolo e chi lo segue, «padre della menzogna» (Gv 8,44); può ingannare, indurre all’errore, illudere. Gesù è la Verità (cf. Gv 8, 44) mentre il diavolo è il bugiardo per antonomasia;

I negatori della pena di morte. Tipica posizioni di presunti liberali o di uomini traviati dalla propaganda politica e dalla pedagogia cripto-massonica. La pena di morte in realtà è lecita in alcuni rari casi per salvaguardare il bene comune se non vi sono altre soluzioni e se si è già tentato tutto il possibile (cf.Catechismo maggiore, n° 413); «È lecito uccidere il prossimo quando si combatte in una guerra giusta, quando si esegue per ordine dell’autorità suprema la condanna di morte in pena di qualche delitto; e finalmente quando trattasi di necessaria e legittima difesa della vita contro un ingiusto aggressore»;

I falsi scienziati. Davanti a darwinismo e poligenismo, Pio XII ricorda quella incompatibilità con la Fede cattolica: «però quando si tratta dell’altra ipotesi, cioè del poligenismo, allora i figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà. I fedeli non possono abbracciare quell’opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l’insieme di molti progenitori; non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio» (Pio XII, Enciclica Humani generis del 22 agosto 1950) [10];

Gli emancipati o femminismo. L’emancipazione è in verità l’involuzione dell’intelletto; man mano che apre al peccato, quindi ai vizi, l’uomo si allontana dalla retta ragione e rinnega ostinatamente anche i principi intrinsecamente presenti in lui, quali la legge naturale. «La santa madre Chiesa sostiene ed insegna che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto mediante il lume naturale della ragione umana a partire dalle cose create» (Costituzione conciliare Dei Filius del 24 aprile 1870); questa presunta emancipazione, volgarmente e con tracotanza accentuata nel femminismo, è solo un metodo per allontanare l’uomo, ingannandolo, dalla ricerca di Dio;

Gli esoteristi. L’esoterismo è condannato dalla Chiesa in ogni sua parvenza o ramificazione. Va ritenuto quale complesso di dottrine riservate ad alcuni iniziati, di solito concernenti magia, alchimia, “religioni” cabalistiche o gnostiche;

Gli occultisti. Allo stesso modo anche l’occultismo è biasimato da Dio e dalla Chiesa. Riguarda la pratica di fenomeni occulti come la divinazione, la chiromanzia, la negromanzia, ecc … La concezione contemporanea del complesso ideologico-pratico inteso quale occultismo la si deve probabilmente al medico cabalista Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim (Colonia, 15 settembre 1486 – Grenoble, 18 febbraio 1535);

Gli “stregoni bianchi”. Anche la cosiddetta «magia bianca» è in realtà una manifestazione, seppur celata, di iniquità. Teologicamente può definirsi «superstizione», poiché in materia di religione il vizio consiste nel non rispettare il giusto mezzo secondo certe circostanze. Infatti il culto divino si può prestare a chi si deve, cioè al vero Dio, «però in maniera indebita», e questa è la prima specie di superstizione (cf. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, II-II, q. 92).

I falsi guaritori. La Rivelazione e la Chiesa ci insegnano che in contesti ostinatamente prossimi alla superstizione, all’esoterismo, all’occultismo, all’eresia, ecc … piuttosto che di reali guarigioni si dovrebbe parlare di «inganni diabolici». Non è affatto strano incappare in falsi mistici e presunti carismatici che in realtà operano nell’iniquità e tutto questo «non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce» (2Cor 11,14). Sortilegi, stregonerie, negromanzia, idromanzia, scrittura automatica, sedute spiritiche, lettura dei tarocchi, interrogazioni degli astri, ecc … sono tutte pratiche già fortemente colpite dal Diritto romano sin dall’antichità, ma vengono condannate più volte anche nella Bibbia (A.T. e N.T.) e dal Magistero della Chiesa, poiché tutte queste e tante altre pratiche occulte, si oppongono apertamente ai piani della Provvidenza che evidentemente guida noi uomini secondo strade differenti da quelle che la “magia” vorrebbe imporre e propone.

I linguacciuti. Secondo la teologia cattolica il «dono delle lingue» fu concesso agli Apostoli che dovevano evangelizzare i popoli della terra per due motivi, ed oggi non c’è più bisogno di tutto ciò. Motivo uno: «perché ne avevano bisogno per farsi comprendere»; motivo due: «perché come la confusione delle lingue fu segno dell’allontanamento del mondo da Dio, così il dono delle lingue doveva essere il segno del riavvicinamento del mondo a Dio». Ecco perché, come scrive sant’Agostino, «pur ricevendosi anche oggi lo Spirito Santo, nessuno parla più le lingue di tutte le genti; perché ormai tutte codeste lingue le parla la Chiesa, dalla quale chi è escluso non riceve lo Spirito Santo» (cf. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, II-II, q. 176, a. 1 ad 3). Vi furono rarissime eccezioni;

I falsi carismatici. La storia della Chiesa dimostra che è molto difficile riconoscere i veri dai falsi carismi. Secondo la dottrina tomistica il vero carismatico ripugna sinceramente di esibirsi, aborrisce la pubblicità, è subordinato pienamente al giudizio ed ai provvedimenti della Gerarchia, non specula (cf. San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, I-II, q. 111, a. 1; III, q. 7, a. 7).

I benedicenti improvvisati. L’imposizione delle mani è quel gesto usato da Gesù, dagli Apostoli e dai primi missionari evangelici per guarire gli infermi, è prescritto nella celebrazione della Messa, nell’amministrazione di alcuni Sacramenti, ed è materia di Cresima e dell’Ordine (cf. Mt 9,18; 19,13; Mc 10,16; Lc 4,14; 13,13; At 6,6; 8,19; 1Tm 5,22; Cf. Dizionario del Cristianesimo, E. Zoffoli, Sinopsis, Roma, 1992). In numerose confessioni protestanti- es. Pentecostali- si abusa pericolosamente dell’imposizione delle mani, specialmente da parte dei laici, e si presume di effondere lo Spirito Santo senza avere Ordine. Negli stessi contesti si crede che Gesù abbia ricevuto lo Spirito Santo solo al momento del Battesimo e che possa esistere un battesimo di spirito, privilegiato solo per alcuni. Tutto è pura fantasia. «Gesù volle ricevere il battesimo non per essere santificato dalle acque ma per santificare le acque. Quando Cristo fu battezzato lo Spirito Santo discese sopra di lui in forma di colomba per mostrare che tutti coloro che si fanno battezzare ricevono lo Spirito Santo, purché si facciano battezzare con semplicità di cuore, come è simboleggiato dalla colomba. Cristo ricevette il battesimo di Giovanni per approvarlo e per santificare il battesimo; ma non ricevette il battesimo suo, perché non ne aveva bisogno. Cristo ricevette il battesimo all’inizio del suo ministero pubblico per apparire idoneo a insegnare e a predicare e per mostrare che il battesimo rende l’uomo perfetto, come era lui a quell’età. Quando Cristo fu battezzato, i cieli si aprirono per mostrarci che il battesimo è di una virtù celeste ed è la chiave del regno dei cieli. La colomba che apparve si può ritenere una colomba vera, miracolosamente formata, perché le finzioni mal si addicono al Figlio di Dio, che è la stessa verità. Il battesimo ricevuto da Gesù è l’esemplare del battesimo nostro, che viene dato nella virtù e nell’invocazione della Trinità: perciò, a completare l’esemplare, quando Cristo fu battezzato si fece udire anche la voce del Padre» (San Tommaso d’Aquino, Compendio della Summa Theologiae, III, q. 39).

Scusate se sembro scorbutico, ma davvero non so come esprimere certi concetti con maggiore diplomazia. Si capisce bene che qui nessuno vuol giudicare l’uomo, ci mancherebbe, ma le idee e le ideologie; resto comunque a disposizione, come sempre, per un confronto culturale ed ideologico. Potrei proseguire fino a notte fonda, tuttavia preferisco fermarmi qui e tornare prossimamente a scrivere di indefettibilità, infallibilità e immutabilità.

Pare che il Vaticano voglia chiedere “consiglio” al mondo su questioni di fede e costume, allora cosa rispondere? Io credo: Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (At 5,29); e san Paolo: «Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!» (Gal 1,8) poiché «ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio» (1Gv 4,3).

Pubblicazione a cura di Carlo Di Pietro (clicca qui per leggere altri studi pubblicati)

Note:
[1] https://www.google.it/webhp?source=search_app&gws_rd=cr#q=%22carlo+di+pietro%22+site:radiospada.org
[2] http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_22/bagnasco-evadere-e-peccato-appello-al-voto_72dd1abc-64a4-11e2-8ba8-1b7b190862db.shtml
[3] http://radiospada.org/2013/09/dalla-chiesa-monarchica-alla-chiesa-conciliare-la-potesta-di-giurisdizione/
[4] http://radiospada.org/2013/06/linfallibilita-della-chiesa-e-del-papa-magistero-universale-e-ordinario/
[5] http://radiospada.org/2013/08/sulla-liberta-religiosa-e-sulla-dignitatis-humanae/
[6] http://radiospada.org/2013/10/halloween-modernismo-e-raggiri-demoniaci/
[7] http://radiospada.org/2013/06/il-falso-ecumenismo/
[8] http://radiospada.org/2013/06/stirpe-di-abramo-un-altro-cattolicesimo-nel-post-concilio/
[9] http://radiospada.org/2013/06/il-papa-emerito-il-vescovo-di-roma-e-il-giudaismo/
[10] http://radiospada.org/2013/07/scudo-senza-croce-genesi-di-un-declino/
[11] http://radiospada.org/2013/08/evoluzionismo-o-creazionismo-poligenismo-o-monogenismo/

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Bergoglio a un chierichetto con le mani giunte: “ti si sono incollate le mani?” E gliele apre

manigiunteSegnalazione di Gianni Toffali

Ecco le notizie che i media allineati CENSURANO!!!

Bergoglio ironizza su un povero chierichetto con le mani giunte!!
Dettagli che la dicono lunga sulla doppiezza di Bergoglio.
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Francesco sta fondando una nuova religione opposta al Magistero cattolico

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Ci sembra interessante segnalare questo articolo de Il Foglio (http://www.ilfoglio.it/soloqui/20158) ove implicitamente sembrano accorgersi della sede vacante, anche se essa. purtroppo non inizia con Bergoglio ma con Roncalli….

di Mattia Rossi

La chiesa cattolica, da circa sei mesi, ha un nuovo dogma: la continuità. Già, perché chiunque provi a dimostrare la discontinuità innescata da Papa Francesco viene immediatamente additato all’untore e messo al neo Indice dai “normalisti”, ovvero quelli secondo cui nulla è cambiato a prescindere. Va da sé che la continuità, in quanto superdogma, non viene mai effettivamente dimostrata, ma, perfettamente in linea con l’odierna prassi ateoretica squisitamente conciliarista giunta al Soglio, lanciata solamente attraverso slogan.

La realtà, invece, è chiara: con Papa Francesco è in corso la fondazione di una nuova religione, di una neo chiesa in netta rottura, non solo con i predecessori, ma con il Magistero cattolico perenne. Il Papa venuto “dalla fine del mondo” sta operando – ed è un’evidenza, per chiunque la voglia vedere – una veloce dissoluzione della dottrina cattolica che, attraverso un erosivo “magistero liquido”, va a intaccare il sensus fidei così come trasmesso dalla Tradizione, che è la seconda via della Rivelazione. Non occorre aggiungere molto altro alla magistrale requisitoria del duo Gnocchi-Palmaro (sul Foglio citato poco sopra), ma valga come esempio su tutte le varie dissoluzioni bergogliane la doppia concezione di Redenzione e Incarnazione secondo Papa Francesco.

Nella celebre intervista concessa a Eugenio Scalfari, Bergoglio arriva a sostenere che “il Figlio di Dio si è incarnato per infondere nell’anima degli uomini il sentimento della fratellanza”. Quindi, per il Papa, che fa dell’antropocentrismo spinto e della “teologia dell’incontro” la cifra distintiva del suo pontificato, sparisce la finalità redentiva della kenosis del Figlio. Cristo si è incarnato per redimere l’uomo dalla schiavitù del peccato originale (anche questo sparito dal “magistero” bergogliano in luogo di un inaccettabile e pernicioso cainismo) e, attraverso la croce, farlo rinascere alla vita nuova della Risurrezione. Questo dice il cattolicesimo. Qui e solo qui è possibile la vera fratellanza in Cristo che non è quella umanitarista da ong e sentimentalista, tanto sbandierata quanto inaccettabile, di Papa Francesco.

Ad Assisi, poi, nel discorso ai bambini disabili, Papa Francesco è tornato sul tema incalzante dei “poveri-carne-di-Cristo” con parole che, se non lo sono in pieno, rasentano fortemente l’eresia: “Sull’altare adoriamo la Carne di Gesù; in loro troviamo le piaghe di Gesù. Gesù nascosto nell’Eucaristia e Gesù nascosto in queste piaghe. […] Gesù è presente nell’Eucaristia, qui è la Carne di Gesù; Gesù è presente fra voi, è la Carne di Gesù: sono le piaghe di Gesù in queste persone”. Come è possibile bere in tutta tranquillità parole di una gravità inaudita come queste? Come è possibile accettare che venga messa sullo stesso piano (e per di più se lo fa un Papa) la presenza reale nell’Eucaristia e quella nei poveri/disabili? L’inganno, perpetrato senza alcun supporto teologico, è molto sottile ed è intollerabile dal cattolico: la “carne” dei poveri è quella di Cristo solamente per analogia, non realmente come nocivamente buttato lì da Bergoglio; in essi è, sì, riconoscibile Cristo da servire, ma è cosa ben diversa dalla “carne” vera e viva di Cristo rintracciabile solamente nelle specie dell’Altare. Qui si rischia di far passare l’idea che curare i poveri, oltre che considerarli figli come il Figlio, equivalga all’attingere alla stessa “mensa” (la terza, dopo quella già ampiamente ambigua “della Parola”?). Non è da confondere (e, certo, l’antropocentrismo di “Gaudium et spes” al numero 22 non aiuta) la “carne” di Cristo, il Verbo fattosi uomo in Gesù attraverso l’Incarnazione, con quella genericamente umana dei poveri.

Parrebbe giunto il momento di dire davvero basta a questo continuo stillicidio e disgregazione del cattolicesimo, ma chi può farlo se non l’Autorità che, al momento, sembra remare a tutta forza in direzione opposta?

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ALI AGCA: “FACILE SPARARE A PAPA FRANCESCO, MA È SOLO PARROCO DI PROVINCIA” – “VORREI SPARARE A OBAMA”

1 luglio 2013 19:14

“Voglio tornare in Italia e incontrare il Papa, faccio appello a Letta. Altrimenti entro come clandestino”. “Emanuela Orlandi viva, voglio fare documentario sulla sua storia”. “Invidio Berlusconi per le donne, io sto con una di 25 anni”. “Se a un uomo non piacciono le donne, può buttarsi dalla finestra”…

La Zanzara su Radio 24

PAPA FRANCESCO JORGE BERGOGLIOPAPA FRANCESCO JORGE BERGOGLIO “E’ facile sparare anche a questo Papa, ma nessuno ha interesse a farlo. Se qualcuno lo volesse fare potrebbe farlo molto facilmente, ma non gliene frega niente a nessuno. Papa Francesco è un semplice parroco di provincia”. Lo dice Ali Agca, l’attentatore di Giovanni Paolo II, a La Zanzara su Radio 24. “Io adesso vivo in Turchia – dice Agca – e non ho nessun piano per uccidere Papa Francesco, rassicuro il Vaticano. Mi piacerebbe sparare al presidente Obama, sì. Ma sto scherzando”.

ALI AGCAALI AGCA “Mi piacerebbe tornare in Italia – prosegue Agca alla Zanzara – per visitare la tomba del Papa polacco e incontrare fraternamente Francesco, ma il governo italiano mi ha posto il divieto di rientrare in Italia. Faccio un appello al premier Letta di lasciarmi entrare, altrimenti posso venire da clandestino. Tanto non rischio nulla, nemmeno il carcere”. “Vorrei tornare sul luogo dell’attentato in piazza San Pietro – aggiunge l’ex terrorista turco – perchè non è stato un delitto ma un miracolo. E lasciare una rosa bianca in segno di riconciliazione”.

EMANUELA ORLANDIEMANUELA ORLANDI Poi Agca torna sulla vicenda di Emanuela Orlandi: “Ho letto che il magistrato Capaldo ha detto che è morta, ma un giudice deve dimostrarlo con i documenti e i fatti, non con le supposizioni. Emanuela invece è viva e si trova segregata in un convento in Europa, non può parlare con nessuno. Il Vaticano sa tutto di questa storia, è complice del suo rapimento, ma adesso non può dire niente perchè è una storia inconfessabile, incredibile”.

LETTA OBAMALETTA OBAMA Poi rivela: “Sto cercando i fondi per realizzare un documentario sulla storia della Orlandi e anche dell’altra ragazza scomparsa, Mirella Gregori”. “La politica italiana – dice Agca a la Zanzara – non la seguo tanto, tanto ormai è al carro dell’America e della finanza internazionale. Ma vorrei essere al posto di Berlusconi con tutte quelle belle ragazze. Anch’io qualche ragazza ce l’ho adesso sto con una di 25 anni. Cerco di mantenermi bene, corro anche per due ore di seguito. Sono forte e sano. D’altra parte, se a un uomo non piacciono le donne può anche buttarsi dalla finestra, no?”.

ali agcaAttentato al Papa Giovanni Paolo II - Ali Agca

Attentato al Papa Giovanni Paolo II – Ali Agca

Il Papa giacobino e il papa modernista

bergoglioScritto e segnalato da Pietro Ferrari

Una premessa. Questo signore non meriterebbe più neanche di essere commentato ma ignorato, perché è un provocatore, uno che si diverte a scandalizzare i cattolici sparando amenità colossali sulle quali poi si discute. Ormai il Dialogo tra il “vescovodiroma” e il Papa Giacobino è diventato la Regola prossima della “fede”, alla quale i cattolici devono prestare grande attenzione ed è questo che impone purtroppo, di dover intervenire: La Fede. Vediamo cosa scrive il “vescovodiroma” nella I° Lettera di Bergoglio a Scalfari: “…con l’aiuto di Dio, soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II, abbiamo riscoperto che il popolo ebreo è tuttora, per noi, la radice santa da cui è germinato Gesù… attraverso le terribili prove di questi secoli, gli ebrei hanno conservato la loro fede in Dio. E di questo, a loro, non saremo mai sufficientemente grati, come Chiesa, ma anche come umanità.” Ammettere di aver “riscoperto” qualcosa “con l’aiuto di Dio”, significa che per molto tempo questo qualcosa era stato dimenticato o addirittura “perduto” e che Dio stesso ha dissipato le tenebre di questo oblìo: pertanto la Chiesa avrebbe “riscoperto” che “gli ebrei hanno conservato la fede in Dio” e come se fosse la loro “radice santa” ad aver germinato Gesù? Un tremendo equivoco frutto di errori ed eresìe quindi, un’impostura gravissima che non ci stancheremo di denunciare, in quanto colpisce il fondamento stesso della Fede Trinitaria. Nel paragrafo “Cattogiudaismo” inserito nel seguente studio al quale rimando, già abbondantemente cercai di chiarire l’equivoco sulle “tre religioni monoteiste” generato da Nostra Aetate e ripreso dai designati al Soglio nel post-concilio:

http://radiospada.org/2013/05/la-barca-di-pietro-nella-tempesta/

L’ultima intervista di Eugenio scalari a J.M. Bergoglio del 1 ottobre 2013 ricalca i contenuti della Lettera che lo stesso inviò al direttore. Come riporta La Repubblica:

“Il Papa sorride e mi dice: «Qualcuno dei miei collaboratori che la conosce mi ha detto che lei tenterà di convertirmi»
È una battuta gli rispondo. Anche i miei amici pensano che sia Lei a volermi convertire.
Ancora sorride e risponde: «Il proselitismo è una solenne sciocchezza, non ha senso
. Bisogna conoscersi, ascoltarsi e far crescere la conoscenza del mondo che ci circonda….Il mondo è percorso da strade che riavvicinano e allontanano, ma l’importante è che portino verso il Bene … Mi pare d’aver già detto prima che il nostro obiettivo non è il proselitismo ma l’ascolto dei bisogni, dei desideri, delle delusioni, della disperazione, della speranza. ».”

(E’ proprio da fanatici impostori, indegnamente creduti Pastori, il pur minimo ed implicito dileggio nei confronti di quei Martiri incoronati da Dio, per aver dato testimonianza estrema della loro Fede, “rei” per codesto sì, sciocco accusatore, di essere stati degli “insensati” perché “sordi ai desideri” dei loro carnefici che volevano farli apostatare. Ricordiamoci cosa insegna invece Dio stesso in Matteo 28, 18 – 20: E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.)

E poi. “Santità, esiste una visione del Bene unica? E chi la stabilisce?
«Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene».”

(Davvero si rimane sgomenti e non ha senso neanche scervellarsi troppo nel commento o fare decine di esempi, che dimostrano l’assurdità di quanto è stato detto. Siamo alla negazione di Dio come Sommo Bene, in un’ottica di relativismo radicale e di democratizzazione assoluta della scelta del “bene”: Infiniti “beni” cangianti nei pensieri, tutti capaci di dare il Senso all’esistenza. Il pensiero “produce” il Bene da sé e bisogna solo assecondare questo processo.)

Non basta, il Papa Giacobino incalza entusiasta: “Lei, Santità, l’aveva già scritto nella lettera che mi indirizzò. La coscienza è autonoma, aveva detto, e ciascuno deve obbedire alla propria coscienza. Penso che quello sia uno dei passaggi più coraggiosi detti da un Papa.
«E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo».”

(Viene ribadito con forza e nettezza l’idea della “coscienza autoredentrice” per cui rimando allo studio già pubblicato su Radio Spada: http://radiospada.org/2013/09/dignita-umana-e-coscienza-analisi-di-un-equivoco/)

Il Papa Giacobino ormai trova tutte le conferme che desidera: “E ancora: “Gesù nella sua predicazione disse che l’agape, l’amore per gli altri, è il solo modo di amare Dio. Mi corregga se sbaglio.
«Non sbaglia. Il Figlio di Dio si è incarnato per infondere nell’anima degli uomini il sentimento della fratellanza…L’agape, l’amore di ciascuno di noi verso tutti gli altri, dai più vicini fino ai più lontani, è appunto il solo modo che Gesù ci ha indicato per trovare la via della salvezza e delle Beatitudini».

(Gesù sarebbe venuto non a riscattare col suo Sangue le anime prigioniere del demonio, non a redimere con la Croce, non ad insegnare la sua Santa Dottrina ed a lasciarci i Sacramenti, non ad aprire le porte del Cielo per il Suo Corpo Mistico, ma semplicemente a farci amare tra noi. Yoko Ono sarà ben presto canonizzata? Dal Vangelo di San Marco 12, 28 – 34: “Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi». Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.” Se il comando è duplice, la Carità è UNA e pertanto non si ama veramente il prossimo se non si ama prima Dio e il prossimo in Dio e per Lui nella stessa misura in cui dobbiamo amare rettamente noi stessi.)

Vi è stata anche una frecciata scagliata ai Papi del passato, uno sparare nel mucchio degno dei peggiori manualetti della fetida ribellistica anticattolica:

“I Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani. La corte è la lebbra del papato.”

(Questa però, e che ci sia consentito, vorremmo “aggiornarla” e la dedichiamo quindi a tutti gli arrampicatori sugli specchi, ai difensori d’ufficio obtorto-collo ed ai visionari, per cui “Roma” va onorata e difesa anche se “Roma” diventa sede di qualcosa di molto lontano dal cattolicesimo. Lebbra del papato.).

Ed ancora senza freni, colto da una frenesìa di onnipotenza il Papa Giacobino continua a fare passaggi a porta vuota, per mandare in goal il bomber argentino e far impazzire la Curva dei fans:

“È vero, non sono anticlericale, ma lo divento quando incontro un clericale.
Lui sorride e mi dice: «Capita anche a me, quando ho di fronte un clericale divento anticlericale di botto. Il clericalismo non dovrebbe aver niente a che vedere con il cristianesimo. San Paolo che fu il primo a parlare ai Gentili, ai pagani, ai credenti in altre religioni, fu il primo ad insegnarcelo».”

(Usare una terminologia tratta da ambienti anticattolici, è davvero incredibile per un Papa (?!) che addirittura “diventa” anticlericale davanti ad un “clericale”!!! Cosa intende Bergoglio per “clericale” non è chiaro ma certamente non è una cosa che gli piace. Non gli piace perché forse si rende conto di non essere neanche un vescovo, ma solo un prete di una chiesa secolarizzata. Fino a prova contraria, pare che San Paolo cercasse ovunque di convertire gli increduli e di confermare i fedeli, esortandoli in ogni modo. Se poi frequentasse il Caffè Progresso assieme a qualche antenato di Eugenio Scalfari, non risulta neanche dagli apocrifi.)

Ovvio che le conseguenze politiche siano queste: “Le istituzioni politiche sono laiche per definizione e operano in sfere indipendenti. Questo l’hanno detto tutti i miei predecessori, almeno da molti anni in qua, sia pure con accenti diversi.”

(La dottrina condannata da tonnellate di Magistero sulla separazione dei poteri spirituale e temporale, viene rivendicata esplicitamente come conquista degli ultimi “pontificati” postconciliari.)

Bergoglio risponde a Scalfari: “E io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio.”

NOTIZIA BOMBA!!!

Dio non è cattolico come affermava già Madre Teresa di Calcutta e il Cardinal Carlo Maria Martini quando sosteneva che “non puoi rendere cattolico Dio” (Da ‘Vita Diocesana’ – Periodico della Curia di Campobasso – n° 11). Del resto Bergoglio rivendica l’importanza che ha avuto C.M. Martini per la sua formazione. State tranquilli però, se il vostro “Dio non è cattolico” non lo siete neanche voi.

A questo punto occorre riflettere per deduzione, cercando di spiegarci cosa sta succedendo. Il Papa è il Vicario di Cristo sempre o con intermittenza? Il carisma della Infallibilità è intrinseco alla funzione oppure no? Se i Papi scrivono ed insegnano pubblicamente, COMUNQUE, mai dovrebbero contraddire il magistero consolidato o possono invece farlo, usando le furbe invenzioni post-conciliari del magistero “autentico “, “non infallibile” e pertanto “non vincolante”?

Se il Papa propone a credere che il preservativo possa essere un male minore in certi casi o che un gay che cerca Dio non va giudicato perché “si deve sempre guardare la persona”, chi lo ascolta deve sentirsi vincolato o no? I confessori cosa faranno? I fedeli cosa penseranno? Chiunque direbbe che lo ha detto il Papa e che quindi è giusto così, eccetto i sofisti. Difficilmente però si potrebbe fare il contrario di quanto ha detto ufficialmente il Papa.

La Costituzione Dogmatica Pastor Aeternus del Concilio Vaticano I, prevede l’infallibilità non attraverso forme specifiche, ma quando il Pontefice, come Papa e in virtù della sua autorità, definisce dottrine di fede e morale come da tenersi da tutta la Chiesa. Quando come Papa in virtù della sua autorità definisce dottrine di fede e morale come da tenersi da tutta la Chiesa è INFALLIBILE. In buona sostanza il magistero è UNO ma con forme e modalità di esercizio diverse. Pertanto il Papa non è infallibile solo se pronuncia dogmi col magistero straordinario!! Ad esempio il dogma della Assunzione di Maria fu proclamato solennemente nel 1950, ma il magistero ordinario universale della Chiesa, lo proponeva a credere già dal quarto secolo dopo Cristo. La liceità morale dei metodi “contraccettivi” naturali fu insegnata da Pio XII in un discorso alle ostetriche e alle famiglie cattoliche, mica pronunciò un dogma! Né l’esistenza del purgatorio e del limbo sono DOGMI ma metterli in discussione significa andare contro la Fede, perché la Chiesa ha già dato a credere la loro esistenza. Pio XI nella Casti Connubi: “Disdirebbe ad un cristiano… il ritenere che la Chiesa, da Dio destinata a maestra e reggitrice dei popoli, non sia abbastanza illuminata intorno alle cose e circostanze moderne; ovvero il non prestarle assenso ed obbedienza se non in ciò che essa impone per via di definizioni più solenni, quasi che le altre sue decisioni si potessero presumere o false, o non fornite di sufficienti motivi di verità e di onestà” .
Pio XII nella Humani Generis: «Né si deve ritenere che gli insegnamenti delle Encicliche non richiedano, di per sé, il nostro assenso, col pretesto che i Pontefici non vi esercitano il potere del loro Magistero Supremo. Infatti questi insegnamenti sono del Magistero ordinario, di cui valgono pure le parole: “Chi ascolta voi, ascolta me” (Lc X, 16); e per lo più, quanto viene proposto e inculcato nelle Encicliche, è già, per altre ragioni, patrimonio della dottrina cattolica….Non è forse il Magistero… il primo ufficio della Nostra Sede Apostolica? (…) Sulla Cattedra di Pietro, Noi siamo assisi unicamente perché Vicario di Cristo. Noi siamo il suo Rappresentante sulla terra; siamo l’organo per mezzo del quale fa sentire la sua voce Colui che è il solo Maestro di tutti (Ecce dedi verba mea in ore tuo, Ger. 1, 9)».

In buona sostanza il magistero è UNO ma con forme e modalità di esercizio diverse, oppure ve ne sono due o tre con diverso valore? Quando si può dire che il Papa parla come “dottore privato” dal momento che non ci avvisa in alcun modo? Il Papa è dottore privato sicuramente prima di essere eletto o anche dopo eletto, quando in conversazioni private o discorsi informali esprime personali opinioni, suggestioni o posizioni da studioso privato tra pochi intimi, oppure quando utilizza strumenti insoliti pur insegnando e chiudendo questioni connesse alla fede o ai costumi? Una intervista pubblica fatta al Papa quindi, per non parlare dei discorsi e delle lettere inviate ai giornali, sono magistero ordinario infallibile o essendo “viziate” nella forma sono solo aria fritta e nel caso specifico stomachevole? Se pur non fossero magistero ufficiale, questi messaggi nel confermare gli erranti nei loro errori (in quanto se non sono eresie formali, sicuramente sono almeno errori quelli che vengono “insegnati”), fino a quando potranno NON essere presi in SERIA considerazione dai pochi e soliti sofisti e da tutti i vescovi? Appare evidente come GIURIDICAMENTE e in senso stretto tra gli atti del magistero non possono essere considerate le interviste o le lettere “private”, anche se poi “private” non sono perché pubblicate e lette da centinaia di migliaia di persone, ma COMUNQUE queste stravaganti forme esprimono IL PENSIERO del Papa ed hanno un gigantesco EFFETTO nelle coscienze della massa degli “spettatori”, estremamente più pervasivo dei mezzi ufficiali tradizionali. Quando gli eletti da un Conclave regolare diventano Papi, accettando la designazione e ricevendo l’Autorità, possono essere ancora definiti dottori privati, solo perché scrivono ed insegnano abitualmente con mezzi “insoliti”? Se scelgono prevalentemente un modo poco canonico per esprimere Urbi et Orbi il loro pensiero? I Papi parlano da Papi abitualmente, perché non avrebbe senso avere un Vicario che deve confermare nella fede, abitualmente fallibile e COMUNQUE mai il Vicario potrebbe contraddire il magistero consolidato. Quanto meno occorrerebbe PRUDENZA anche a seguito di domande sopra un aereo, perché chi risponde è il Papa, che parla dopo una domanda fatta al Papa e quindi SA che la risposta sarà ascoltata per ascoltare quello che il Papa pensa! E’ singolare che un Papa non abbia neanche un grammo della virtù cardinale della prudenza, anche se a me pare che invece lo faccia non per “imprudenza” ma per scelta deliberata.

Jorge Mario Bergoglio ha definito nella Lettera ad Eugenio Scalfari e lo ha ribadito nell’intervista successiva che E’ LA PROPRIA COSCIENZA IL PARAMETRO PER GIUDICARE LA MORALITA’ DEGLI ATTI E IL BENE DA SEGUIRE E CHE LA CHIESA DEVE INCITARE A SEGUIRE CIO’ CHE OGNUNO RITIENE ESSERE IL BENE, non lo ha detto né “in privato” come propria idea personale a pochi intimi (è già sarebbe gravissimo) ma lo ha INSEGNATO e dato a CREDERE con mezzi rivolti alle moltitudini o almeno ha PRESENTATO tali idee come DA SEGUIRSI senza incorrere in errore, RIBADENDOLE in occasioni successive. Lo ha fatto, oppure vogliamo negare l’evidenza? Ovvio che il termine ‘DEFINISCE’ della Pastor Aeternus se inteso bene, significa ogni volta che in qualsiasi modo il Papa chiude una questione proposta. Insomma Jorge Mario Bergoglio HA DATO RISPOSTE PERENTORIE sulle questioni postegli, addirittura ribadendole, oppure no? Se Cristo ha promesso di essere sempre coi Suoi e che “chi ascolta voi ascolta me”, questo vale in eccellenza per il Papa, in quanto il carisma dell’Infallibilità è intrinseco alla funzione. Se poi volontariamente un Papa (ammesso che lo sia) vi rinuncia usando forme dubbie di apostolato, per cui molti possono giustificarlo (a torto) perché non “impegnerebbe mai l’infallibilità”, allora dovremmo chiederci che senso ha accettare il papato se poi non si vuole insegnare in modo infallibile per confermare nella fede, se poi quel carisma soprannaturale lo si mette nel cassetto. I Papi parlano da Papi abitualmente perché non avrebbe senso avere un Vicario che deve confermare nella fede, abitualmente fallibile. Come potremmo capire QUANDO e COME crederGli?. Ce lo dicono gli zelanti gazzettieri Antonio Socci e Massimo Introvigne o ce lo indica qualche vescovo? Qualcuno suona il campanello per avvisare che il Papa sta per dire una cosa infallibile e dopo lo risuona per avvisare che il tempo dell’infallibilità è finito e che quindi, quello che dirà lo dice “a titolo personale”? Io sarei curioso di assistere a questa domanda da fare a J.M. Bergoglio per “chiarire” ciò che è già chiaro e cioè: “Quello che ha scritto nella Lettera a Scalfari o che ha detto nell’intervista a La Civiltà Cattolica e poi nuovamente a Scalfari, era una sua opinione personale e non vincolante, oppure Lei stava parlando come maestro dei cristiani per vincolare le loro coscienze, per indicare la via da seguire?”. Risponderebbe sicuramente con la seconda ipotesi ….. ma i sofisti direbbero ANCORA che ha parlato a titolo personale …. poi magari ci sarà un Concilio Ecumenico che ribadirà le stesse cose solennemente “comandando” tali cose come “conformi alla Rivelazione” ed “ispirate dallo Spirito Santo” … e costoro direbbero ANCORA che il Concilio è solo pastorale. Come se poi con il pretesto del “pastorale” si potessero dire cose aberranti e come se comunque il “pastorale”, possa sganciarsi dal dogmatico quando casomai ne discende.

Questo rovesciamento verticale del depositum fidei, può mai essere insegnato dai vertici più alti della Chiesa Cattolica? Apparentemente sì. Chiesa fallace dunque e avvelenatrice di anime? Pastori che portano le pecorelle nelle tenebre? Apparentemente sì perché le pecorelle seguono i pastori. Ma costoro SONO VERI PASTORI? Se fosse infatti la Chiesa a contraddirsi e a sbagliare avremmo dato ragione al modernismo, il quale punta proprio a questo: distruggere la Chiesa annientando la fede stessa nella Chiesa. Non è più ovvio costatare che questo Papa ha posto un ostacolo a ricevere l’autorità da Gesù Cristo e che pertanto, non è il Suo Vicario in terra? Cos’è più prudenziale? Dire che la Chiesa, la gerarchia, i Papi hanno tradito, manomesso, scardinato il sacro deposito della Fede e quindi aborrirli, gettando discredito su di essi, oppure constatare e testificare la vacanza della Sede in attesa ovviamente di un pronunciamento legale da parte della Chiesa tornata in autorità? Compito della teologia non è solo ripetere ma riflettere per comprendere, guardare in faccia la realtà e spiegare come tutto questo accade: Il problema che al singolo si presenta per primo riguarda il compimento dell’atto di fede: il resto è conseguenza. Se credo ad una cosa che va contro la fede e ne sono consapevole, ho perso la fede. Se credo che il Papa o la Chiesa abbiano insegnato qualcosa di sbagliato in materia di fede o di morale, ho perso la fede (perché in qualche maniera nego l’infallibilità del Magistero). L’unica strada percorribile è constatare che ogni “verità” contraria a quelle già professate dai Romani Pontefici non può venire da un vero Papa. . Ergo, l’autorità che promulga l’errore non è assistita dallo Spirito Santo …. Ergo tale autorità è solo materiale in quanto non assistita dallo Spirito Santo. Non è formalmente autorità. La contraddizione rende impossibile due atti di fede opposti perché il magistero è UNO e quindi si segue quello da sempre seguito. La vera scelta prudenziale è la sostanza della Sede Vacante, al di là di qualunque differenza tra chi la professa. Infatti il primo dovere che abbiamo verso la Chiesa e i nostri fratelli è la Carità della Verità, non delle pietose bugie.

Fonte: http://radiospada.org/2013/10/il-papa-giacobino-e-il-papa-modernista/ 2/10/2013

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IL PIANO MASSONICO PER LA DISTRUZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA

Un prete francese che ha abiurato la sua appartenenza alla Massoneria, ha reso noto questo piano massonico che egli seguiva quando faceva parte della loggia. Come abbiamo ricevuto questo documento così lo pubblichiamo, chiedendo ai nostri lettori di offrire, su questo punto, un contributo di discernimento e di ulteriore documentazione.

Direttive del Gran Maestro della Massoneria ai Vescovi cattolici massoni, effettive dal 1962. (Aggiornamento del Vaticano II). Tutti i confratelli massoni dovranno riferire sui progressi di queste decisive disposizioni. Rielaborate nell’ottobre 1993 come piano progressivo per lo stadio finale. Tutti i massoni occupati nella Chiesa debbono accoglierle e realizzarle.

1 Rimuovete una volta per tutte San Michele, protettore della Chiesa Cattolica da tutte le preghiere all’interno e all’esterno della Santa Messa. Rimuovete le sue statue, affermando che esse distolgono dalla Adorazione di Cristo.

2 Rimuovete gli Esercizi Penitenziali della Quaresima come l’astinenza dalle carni del venerdì o anche il digiuno; impedite ogni atto di sacrificio di sé. Al loro posto debbono essere favoriti atti di gioia, di felicità e di amore del prossimo. Dite: “Cristo ha già meritato per noi il Paradiso” e “ogni sforzo umano è inutile”. Dite a tutti che debbono prendere sul serio la preoccupazione per la loro salute. Incoraggiate il consumo di carne, specialmente di maiale.

3 Incaricate i pastori protestanti di riesaminare la Santa Messa e di dissacrarla. Seminate dubbi sulla Reale Presenza nell’Eucaristia e confermate che l’Eucaristia -con maggior vicinanza alla fede dei protestanti- è soltanto pane e vino e intesa come puro simbolo. Disseminate protestanti nei Seminari e nelle scuole. Incoraggiate l’ecumenismo come via verso l’unità. Accusate ognuno che crede alla Presenza Reale come sovversivo e disobbediente verso la Chiesa.

4 Vietate la Liturgia Latina della Messa, Adorazione e Canti, giacché essi comunicano un sentimento di mistero e di deferenza. Presentateli come incantesimi di indovini. Gli uomini smetteranno di ritenere i Sacerdoti come uomini di intelligenza superiore, da rispettare come portatori dei Misteri Divini.

5 Incoraggiate le donne a non coprire la testa con il velo in chiesa. I capelli sono sexy. Pretendete donne come lettrici e sacerdotesse. Presentate la cosa come idea democratica. Fondate un movimento di liberazione della donna. Chi entra in Chiesa deve indossare vesti trascurate per sentirsi là come a casa. Ciò indebolirà l’importanza della Santa Messa.

6 Distogliete i fedeli dall’assumere in ginocchio la Comunione. Dite alle suore che debbono distogliere i bambini prima e dopo la Comunione dal tenere le mani giunte. Dite loro che Dio li ama così come sono e desidera che si sentano del tutto a loro agio. Eliminate in Chiesa lo stare in ginocchio e ogni genuflessione. Rimuovete gli inginocchiatoi. Dite alle persone che durante la Messa debbono attestare la loro fede in posizione eretta.

7 Eliminate la musica sacra dell’organo. Introducete chitarre, arpe giudaiche, tamburi, calpestìo e sacre risate nelle Chiese. Ciò distoglierà la gente dalla preghiera personale e dalle conversazioni con Gesù. Negate a Gesù il tempo di chiamare bambini alla vita religiosa. Eseguite attorno all’Altare danze liturgiche in vesti eccitanti, teatri e concerti.

8 Togliete il carattere sacro ai canti alla Madre di Dio e a San Giuseppe. Indicate la loro venerazione come idolatria. Rendete ridicoli coloro che persistono. Introducete canti protestanti. Ciò darà l’impressione che la Chiesa Cattolica finalmente ammette che il Protestantesimo è la vera religione o almeno che esso è uguale alla Chiesa Cattolica.

9 Eliminate tutti gli inni anche quelli a Gesù giacché essi fanno pensare la gente alla felicità e serenità che deriva dalla vita di mortificazione e di penitenza per Dio già dall’infanzia. Introducete canti nuovi soltanto per convincere la gente che i riti precedenti in qualche modo erano falsi. Assicuratevi che in ogni Messa ci sia almeno un canto in cui Gesù non venga menzionato e che invece parli soltanto di amore per gli uomini. La gioventù sarà entusiasta a sentire parlare di amore per il prossimo. Predicate l’amore, la tolleranza e l’unità. Non menzionate Gesù, vietate ogni annuncio dell’Eucarestia

10 Rimuovete tutte le reliquie dei Santi dagli Altari e in seguito anche gli Altari stessi. Sostituiteli con tavole pagane prive di Consacrazione che possono venir usate per offrire sacrifici umani nel corso di messe sataniche. Eliminate la legge Ecclesiastica che vuole la celebrazione della Santa Messa soltanto su Altari contenenti Reliquie.

11 Interrompete la pratica di celebrare la Santa Messa alla presenza del Santissimo Sacramento nel Tabernacolo. Non ammettete alcun Tabernacolo sugli Altari che vengono usati per la celebrazione della Santa Messa. La tavola deve avere l’aspetto di una tavola da cucina. Dev’essere trasportabile per esprimere che essa non è affatto sacra ma deve servire a un duplice scopo come, per esempio, da tavola per conferenze o per giocarvi a carte. Più tardi collocate almeno una sedia a tale tavola. Il Sacerdote deve prendervi posto per indicare che dopo la Comunione egli riposa come dopo un pasto. Il Sacerdote non deve mai stare in ginocchio durante la Messa né fare genuflessioni. Ai pasti, infatti, non ci si inginocchia mai. La sedia del Sacerdote deve essere collocata al posto del Tabernacolo. Incoraggiate la gente a venerare e anche ad adorare il Sacerdote invece che l’Eucarestia, ad obbedire a lui invece che all’Eucarestia. Dite alla gente che il Sacerdote è Cristo, il loro capo. Collocate il Tabernacolo in un locale diverso, fuori vista.

12 Fate sparire i Santi dal calendario Ecclesiastico, sempre alcuni in tempi determinati. Vietate ai Sacerdoti di predicare dei Santi, tranne di quelli che siano menzionati dal Vangelo. Dite al popolo che eventuali protestanti, magari presenti in chiesa, potrebbero scandalizzarsene. Evitate tutto ciò che disturba i protestanti.

13 Nella lettura del Vangelo omettete la parola “santo”, per esempio, invece di “Vangelo secondo San Giovanni”, dite semplicemente: “Vangelo secondo Giovanni”. Ciò farà pensare alla gente di non doverli più venerare. Scrivete continuamente nuove bibbie finché esse saranno identiche a quelle protestanti. Omettete l’aggettivo “Santo” nell’espressione “Spirito Santo”. Ciò aprirà la strada. Evidenziate la natura femminile di Dio come di una madre piena di tenerezza. Eliminate l’uso del termine “Padre”.

14 Fate sparire tutti i libri personali di pietà e distruggeteli. Di conseguenza verranno a cessare anche le Litanie del Sacro Cuore di Gesù, della Madre di Dio, di San Giuseppe come la preparazione alla Santa Comunione. Superfluo diverrà pure il ringraziamento dopo la Comunione.

15 Fate sparire anche tutte le statue e le immagini degli Angeli. Perché mai dovrebbero stare fra i piedi le statue dei nostri nemici? Definiteli miti o storielle per la buona notte. Non permettete il discorso sugli Angeli giacché urterebbe i nostri amici protestanti.

16 Abrogate l’esorcismo minore per espellere i demóni; impegnatevi in questo, annunciate che i diavoli non esistono. Spiegate che è il metodo adottato dalla Bibbia per designare il male e che senza un malvagio non possono esistere storie interessanti. Di conseguenza la gente non crederà all’esistenza dell’inferno né temerà di poterci mai cadere. Ripetete che l’inferno altro non è che la lontananza da Dio e che c’è mai di terribile in ciò se si tratta in fondo della medesima vita come qui sulla terra.

17 Insegnate che Gesù era soltanto uomo che aveva fratelli e sorelle e che aveva odiato i detentori del potere. Spiegate che egli amava la compagnia delle prostitute, specialmente di Maria Maddalena; che non sapeva che farsi di chiese e sinagoghe. Dite che aveva consigliato di non obbedire ai capi del Clero, spiegate che egli era un grande maestro che però deviò dalla retta via quando negò obbedienza ai capi della chiesa. Scoraggiate il discorso sulla Croce come vittoria, al contrario presentatela come fallimento.

18 Ricordate che potete indurre suore verso il tradimento della loro vocazione se vi rivolgerete alla loro vanità, fascino e bellezza. Fate loro mutare l’Abito Ecclesiastico e ciò le porterà naturalmente a buttar via i loro Rosari con dissensi. Ciò disseccherà le loro vocazioni. Dite alle suore che non saranno accettate se non avranno rinunciato all’abito. Favorite il discredito dell’Abito Ecclesiastico anche fra la gente.

19 Bruciate tutti i Catechismi. Dite agli insegnanti di religione di insegnare ad amare le creature di Dio invece di Dio stesso. L’amare apertamente è testimonianza di maturità. Fate che il termine “sesso” diventi parola di uso quotidiano nelle vostre classi di religione. Fate del sesso una nuova religione. Introducete immagini di sesso nelle lezioni religiose per insegnare ai bambini la realtà. Assicuratevi che le immagini siano chiare. Incoraggiate le scuole a divenire pensatori progressisti nel campo dell’educazione sessuale. Introducete l’educazione sessuale tramite l’autorità Vescovile così i genitori non avranno nulla in contrario.

20 Soffocate le scuole cattoliche, impedendo le vocazioni di suore. Rivelate alle suore che sono lavoratrici sociali sottopagate e che la Chiesa è in procinto di eliminarle. Insistete che l’insegnante laico cattolico riceva l’identico stipendio di quello delle scuole governative. Impiegate insegnanti non cattolici. I Sacerdoti debbono ricevere l’identico stipendio come i corrispondenti impiegati secolari. Tutti i Sacerdoti debbono deporre la loro Veste Clericale e le loro Croci così da poter essere accettati da tutti. Rendete ridicoli coloro che non si adeguano.

21 Annientate il Papa (il riferimento in queste direttive è Papa Giovanni Paolo II), distruggendo le sue Università. Staccate le Università dal Papa, dicendo che in tal modo il governo le potrebbe sussidiare. Sostituite i nomi degli Istituti Religiosi con nomi profani, per favorire l’ecumenismo. Per esempio, invece di “Scuola Immacolata Concezione” dite “Scuola Superiore Nuova”. Istituite reparti di ecumenismo in tutte le Diocesi e preoccupatevi del loro controllo da parte protestante. Vietate le Preghiere per il Papa e verso Maria perché esse scoraggiano l’ecumenismo. Annunciate che i Vescovi locali sono le autorità competenti. Sostenete che il Papa è soltanto una figura rappresentativa. Spiegate alla gente che l’Insegnamento Papale serve soltanto alla conversazione ma che è altrimenti privo di importanza.

22 Combattete l’Autorità Papale, ponendo un limite di età al suo esercizio. Riducetela a poco a poco, spiegate che lo volete preservare dall’eccesso di lavoro.

23 Siate audaci. Indebolite il Papa introducendo sinodi Vescovili. Il Papa diverrà allora soltanto una figura di rappresentanza come in Inghilterra dove la Camera Alta e quella Bassa regnano e da essi la regina riceve gli ordini. In seguito indebolite l’autorità del Vescovo, dando vita a una istituzione concorrente a livello di Presbiteri. Dite che i Sacerdoti ricevono in tale modo l’attenzione che meritano. Infine indebolite l’autorità del Sacerdote con la costituzione di gruppi di laici che dominino i Sacerdoti. In questo modo si originerà un tale odio che abbandoneranno la Chiesa addirittura Cardinali e la Chiesa allora sarà democratica… la Chiesa Nuova…

24 Riducete le vocazioni al Sacerdozio, facendo perdere ai laici il timore reverenziale per esso. Lo scandalo pubblico di un Sacerdote annienterà migliaia di vocazioni. Lodate Sacerdoti che per amore di una donna abbiano saputo lasciare tutto, definiteli eroici. Condannate anche come uno scandalo che i nostri confratelli massoni nel Sacerdozio debbano venir resi noti e i loro nomi pubblicati. Siate tolleranti con l’omosessualità del Clero. Dite alla gente che i Preti soffrono di solitudine.

25 Cominciate a chiudere le Chiese a causa della scarsità di Clero. Definite come buona ed economica tale pratica. Spiegate che Dio ascolta ovunque le preghiere. In tale maniera le Chiese diventano stravaganti sprechi di denaro. Chiudete anzitutto le Chiese in cui si pratica pietà tradizionale.

26 Utilizzate commissioni di laici e Sacerdoti deboli nella fede che condannino e riprovino senza difficoltà ogni apparizione di Maria e ogni apparente miracolo, specialmente dell’Arcangelo San Michele. Assicuratevi che nulla di ciò, in nessuna misura riceverà l’approvazione secondo il Vaticano II. Denominate disobbedienza nei confronti dell’autorità se qualcuno obbedisce alle Rivelazioni o addirittura se qualcuno riflette su di esse. Indicate i Veggenti come disobbedienti nei confronti dell’Autorità Ecclesiastica. Fate cadere il loro buon nome in disistima, allora nessuno penserà di tenere in qualche conto il loro Messaggio.

27 Eleggete un Antipapa. Affermate che egli riporterà i protestanti nella Chiesa e forse addirittura gli Ebrei. Un Antipapa potrà essere eletto se venisse dato il diritto di voto ai Vescovi. Allora verranno eletti tanti Antipapi così che verrà insediato un Antipapa come compromesso. Affermate che il vero Papa è morto.

28 Togliete la Confessione prima della Santa Comunione per gli scolari del secondo e terzo anno così che non importi loro nulla di essa quando frequenteranno la quarta o la quinta classe e poi le classi superiori. La Confessione allora scomparirà. Introducete (in silenzio) la confessione comunitaria con l’assoluzione in gruppo. Spiegate alla gente che la cosa succede per la scarsità del Clero.

29 Fate distribuire la Comunione da donne e laici. Dite che questo è il tempo dei laici. Cominciate con il deporre la Comunione in mano, come i protestanti, invece che sulla lingua. Spiegate che il Cristo lo fece nel medesimo modo. Raccogliete alcune ostie per “messe nere” nei nostri templi. Indi distribuite invece della Comunione personale una coppa di ostie non consacrate che si possono portare con sé a casa. Spiegate che in questo modo si possono prendere i doni divini nella vita di ogni giorno. Collocate distributori automatici di ostie per le comunioni e denominateli Tabernacoli. Dite che devono essere scambiati segni di pace. Incoraggiate la gente a spostarsi in chiesa per interrompere la devozione e la preghiera. Non fate Segni di Croce; al posto di esso invece un segno di pace. Spiegate che anche Cristo si è spostato per salutare i Discepoli. Non consentite alcuna concentrazione in tali momenti. I Sacerdoti debbono volgere la schiena all’Eucarestia e onorare il popolo.

30 Dopo che l’Antipapa sarà stato eletto, sciogliete i sinodi dei Vescovi come le associazioni dei Sacerdoti e i consigli parrocchiali. Vietate a tutti i religiosi di porre in discussione, senza permesso, queste nuove disposizioni. Spiegate che Dio ama l’umiltà e odia coloro che aspirano alla gloria. Accusate di disobbedienza nei confronti dell’Autorità Ecclesiastica tutti coloro che pongono interrogativi. Scoraggiate l’Obbedienza verso Dio. Dite alla gente che deve obbedire a questi superiori Ecclesiastici.

31 Conferite al Papa (= Antipapa) il massimo potere di scegliere i propri successori. Ordinate sotto pena di scomunica a tutti coloro che amano Dio di portare il segno della bestia. Non nominatelo però “segno della bestia”. Il Segno della Croce non deve essere né fatto né usato sulle persone o tramite esse (non si deve più benedire). Fare il Segno di Croce verrà designato come idolatria e disobbedienza.

32 Dichiarate falsi i Dogmi precedenti, tranne quello dell’Infallibilità Pontificia. Proclamate Gesù Cristo un rivoluzionario fallito. Annunciate che il vero Cristo presto verrà. Soltanto l’Antipapa eletto deve essere obbedito. Dite alle genti che debbono inchinarsi quando verrà pronunciato il suo nome.

33 Ordinate a tutti i sudditi del Papa di combattere in sante crociate per estendere l’unica religione mondiale. Satana sa dove si trova tutto l’oro perduto. Conquistate senza pietà il mondo! Tutto ciò apporterà all’umanità quanto essa ha sempre bramato: “l’epoca d’oro della pace”.

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Tutto vero.
Tutto giusto.

La domanda, ineludibile, è:
l’Antipapa (o Falso Agnello) è già stato eletto?
O ancora no?

E se lei ritiene, così come ritiene, di no: di fronte a cosa, padre Giulio Maria, lei riterrà che Bergoglio sia il falso agnello preconizzato da San Giovanni e l’uomo iniquo preconizzato da San Paolo?

Quando disvelerà buona parte di ciò che è contenuto negli Archivi Vaticani circa l’esistenza di altre Umanità? E circa la realtà biologica e genetica del Peccato Originale?
Accreditandosi così come uomo della verità finalmente svelata?

Proprio poco minuti fa, un’amica e sorella in Cristo mi inviava quest’articolo:
http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/imminenti-rivelazioni-sugli-alieni-dal-papa.html.

Se esistesse il “caso”, sarebbe un “caso” assai significativo.

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Dal Sedevacantismo Apocalittico alla Resilienza Cattolica

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Il conflitto di interessi di Bergoglio. I gesuiti nascono come un vero e proprio ordine militare al servizio del papato ma, ben presto, diverranno così potenti da nominare un generale quasi con gli stessi poteri, ma occulti, del Capo del Vaticano. Non a caso viene denominato Papa Neroperché con la sua veste lugubre si contrappone a quella bianca e immacolata dei successori di Pietro. Il loro grande potere viene da ciò che è l’opposto del concetto francescano: Papa Gregorio XIII gli concesse di essere l’unico ordine religioso a poter condurre transazioni commerciali e bancarie.

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Video da non perdere. Sintetizza tutto ciò che si può pensare e si sà di Bergoglio

http://www.video.mediaset.it/video/mistero/puntate/379580/profezie-.html

Il nuovo ‘papa’ Francesco, i Gesuiti, la Massoneria e il Nuovo Ordine Mondiale

Questa puntata di ‘Mistero’ andata in onda il 20 Marzo 2013 e che si intitola ‘Francesco sarà l’ultimo Papa?’ contiene delle parti interessanti, e mi riferisco a quelle che confermano la collusione del Vaticano e dei Gesuiti con la Massoneria, ed il fatto che il Vaticano ormai promuove il Nuovo Ordine Mondiale e questo perchè la Massoneria ha ormai preso il controllo della Chiesa Cattolica Romana.
Prestate molta attenzione a quello che afferma nel programma Nicola Spinello, Gran Maestro Aggiunto Vicario della Comunione di Piazza del Gesù, il quale alla domanda: ‘Che rapporto c’è tra i Gesuiti e la Massoneria?’ ha risposto: ‘Gesuiti e Massoneria hanno da sempre avuto credo un grande interesse vicendevole speculativo …’, poi alla domanda: ‘Il papa è argentino, e in Argentina c’è una grande tradizione massonica, lui è stato arcivescovo di Buenos Aires, pensa che può avere avuto rapporti con la Massoneria?’, ha risposto: ‘Mi stupirebbe esattamente il contrario: se non li avesse avuti. La tradizione massonica in Argentina è potentissima …’, e ad un altra domanda della intervistatrice afferma: ‘Credo che questo papa sia la realizzazione di un disegno che da troppo tempo voleva essere adottato ….’. Il messaggio è chiaro.
A conferma di quanto stretti siano i legami tra Massoneria e Gesuiti – che è l’Ordine a cui appartiene il nuovo ‘papa’ Francesco – c’è la dichiarazione di Giuliano di Bernardo, ex Gran Maestro del GOI, che alla domanda del giornalista Ferruccio Pinotti se esistono veramente delle contiguità o delle concordanze tra Gesuiti e massoneria ha risposto così: ‘Le concordanze ci sono sempre, al vertice. A un certo livello ci sono sempre state, segretamente. Quando si parla di questo filo segreto, si parla di un dialogo sottile, profondo, che esiste tra persone di qualità. Sono queste convergenze a evitare – in caso di crisi o conflitti – i danni maggiori, le situazioni irreparabili. E’ chiaro che, alla base della piramide, troviamo il prete e il massone che si comportano come don Camillo e Peppone. Ma i vertici, poichè sono vertici illuminati, si toccano sempre’ (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 23).
Voglio dunque continuare a mettere in guardia le Chiese Evangeliche dall’ecumenismo con la Chiesa Cattolica Romana – a cui Francesco vuole dare continuità – che costituisce uno degli strumenti usati dalla Massoneria per creare il Nuovo Ordine Mondiale e quindi di conseguenza la Religione Unica Mondiale.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Talmud, Sionismo, Religione Universale. Ma chi conosce la “BlueBeam” e la Legge Noachide di forma Giudeo-Bergogliana?

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Egregio Parroco,
non ci tengo a sollevare un problema, ma… non riesco a concepire come sia possibile che fuori dell’oratorio di don Bosco sia esposta la bandiera arcobaleno della pace… che papa Benedetto ha invitato a non usare perché proveniente dalla cultura anticristiana e massonica di fine ‘8oo… È importante non creare confusione nelle menti e nei cuori dei giovani… per certe ideologie la pace e la fratellanza sono assoluti partoriti da una ragione divinizzata… Non credo che don Bosco avrebbe agito contro le parole del Papa.

Gentile signora,
un simbolo è solo un simbolo e nulla più. I simboli rappresentano delle idee ma in genere non insegnano storia o filosofia. Alcuni sono specifici di gruppi associazioni, fondazioni, ecc. altri sono universali.
Il simbolo dell’arcobaleno è universalmente interpretato come “PACE” e “ALLEANZA”, a parte la disposizione dei colori che solo i tecnici notano, se pur lo notano!
Sono del parere di non lasciare lo sfruttamento dei simboli alla – diciamo – “parte avversa”. Lungo il lento volgere dei secoli ci siamo lasciati sfuggire, proprio per la fregola di spaccare il pelo in quattro, dei simboli che ci appartenevano. A mio parere anche l’arcobaleno, che come icona di pace risale ai tempi di Noè.
Se una istituzione religioso/educativa mostra ai suoi ragazzi l’arcobaleno, non vuole propagandare principi massoni o ideologie anarcoidi, né gli interessano elucubrazioni semiotiche, o indagini esegetiche, ma la “pace” e questa in chiave biblica, come realizzazione delle promesse di Dio. Punto e basta.
Quanto a don Bosco le Memorie Biografiche riportano un episodio alquanto significativo: un giorno il santo disse a don Taroni di Faenza, che era andato a visitarlo, che non avrebbe avuto difficoltà a fare tanto di cappello al diavolo se ciò gli avesse permesso di salvare un’anima. Ma anche papa Pio XI il 24 maggio del 1929, in un discorso agli alunni del collegio di Mondragone disse: “Quando si trattasse di salvare qualche anima… ci sentiremmo il coraggio di trattare col diavolo in persona”.
L’arcobaleno all’oratorio non c’è per fare sottili disquisizioni storico/critiche, ma per veicolare un’idea: la pace che secondo sant’Agostino “è un bene così grande che non se ne può desiderare uno maggiore!”.
Con stima

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Quando il cardinale Jorge Bergoglio impartì la sua benedizione al Parlamento argentino delle religioni

bergoglio-parlamento-argentinoVi ho mostrato giorni fa come il cardinale Jorge Bergoglio, ora ‘papa’ Francesco I, era ecumenico. Ora vi mostro come egli era a favore del dialogo interreligioso che si prefigge di unire tutte le religioni.
Sul sito del Parlamento Argentino de Religiones (http://www.par.org.ar/ – vedi anche qua http://www.guruom.com.ar/krishananda/bergoglio/bergoglio.htm) viene comunicata la notizia che il cardinale Jorge Bergoglio il 5 maggio 2006 ha impartito una benedizione speciale al Parlamento argentino delle religioni, e a supporto vengono mostrate diverse foto del cardinale Bergoglio durante un incontro in cui era presente Mahatma Krishananda (Prof. José Sergio Griffa) – quello con la camicia arancione – in rappresentanza del Parlamento.

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bergoglio-par-04Questo stesso Sergio Griffa, che avete visto nelle foto sopra con il cardinale Bergoglio, peraltro l’11 dicembre 2005 presso lo Sheraton Hotel di Buenos Aires aveva partecipato al lancio della Federación para la Paz Universal (Federazione per la Pace Universale) a cui aveva partecipato anche il falso profeta Moon (come si può vedere nella foto sottostante).

moon-griffaFonte: http://www.par.org.ar/Miembros/intereligiosa.htm

Le cose sono molto chiare quindi: l’attuale papa ha come obbiettivo quello di creare una grande fratellanza che comprenda tutte le religioni del mondo. E quindi il suo obbiettivo coincide con quello dei Massoni e degli Illuminati.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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Il nuovo ‘papa’ era il candidato del cardinale massone Carlo Maria Martini

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Questo articolo dal titolo ‘Jorge Mario Bergoglio (Francesco I) è il nuovo Papa’ afferma quanto segue: ‘L’argentino Jose Mario Bergoglio è il nuovo Papa. Si chiamerà Francesco I. Ha 76 anni, è l’arcivescovo di Buenos Aires ed il primo Pontefice extraeuropeo e sudamericano, nonchè il primo gesuita e il primo a fregiarsi del nome di Francesco; figlio di emigrati piemontesi in argentina della zona di Asti; membro della Compagnia di Gesù; nel 2005 arrivò secondo dietro Ratzinger e pare sia stato il candidato auspicato dal Cardinal Martini. E’ diventato prete ha 33 anni; prima di diventare gesuita ha studiato come chimico. Quando fu nominato cardinale nel 2001 ordinò ai suoi di non andare a Roma ma di donare i soldi per il viaggio ai poveri. Vive in umiltà; da quando è arcivescovo di Buenos Aires ha scelto un piccolo appartamento al posto di quello lussuoso adiacente alla cattedrale della capitale argentina. E’ diventato popolare al tempo della grande crisi economica argentina del 2001: fu un punto di riferimento rispetto alla pessima reputazione dei politici e burocrati del Paese. A posteriori, il Conclave del 2005, risulta oggi come una “prova generale” di questo, se l’unico che seriamente attirò voti oltre a Ratzinger si ritrova ad essere il suo successore. Bergoglio ha sempre rifiutato di accettare ruoli curiali. È stato ritenuto un conservatore ma, nonostante questo, non ha mai approvato l’eccessiva rigidità della Chiesa soprattutto in materia di sessualità. Negli anni ’70 contestò l’apertura dei gesuiti alla Teologia della Liberazione e forse questa posizione gli valse anche l’accusa di connivenza con il regime dei generali ( secondo la denuncia del CELS, che sarebbe stata confermata dalla vedova di Emilio Bignone, sarebbe stato coinvolto nel sequestro di due giovani seminaristi aderenti al movimento dei sacerdoti del terzo mondo). Ma nell’anno santo del 2000 fece “indossare” all’intera Chiesa argentina le vesti della pubblica penitenza, per le colpe assunte negli anni della dittatura. Bergoglio è professore di letteratura e psicologia. Nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936, ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L’11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia. È stato ordinato sacerdote nel dicembre ’69. Maestro di novizi a Villa Barillari, San Miguel, nel ’73 è stato eletto Provinciale dell’Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni. Autore dei libri “Meditaciones para religiosos” del 1982, “Reflexiones sobre la vida apostolica” del 1986 e “Reflexiones de esperanza” del 1992. Giovanni Paolo II lo nominò vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires nel maggio del ’92. Il 27 giugno dello stesso anno ricevette nella cattedrale di Buenos Aires l’ordinazione episcopale dalle mani del cardinale Antonio Quarracino, del nunzio apostolico monsignor Ubaldo Calabresi e del vescovo di Mercedes-Lujan, monsignor Emilio Ognenovich. Se i nomi hanno un senso, la scelta di Francesco (è la prima volta che un papa decide di chiamarsi così), dovrebbe tuttavia essere di buon auspicio. Sperando non trattarsi di un diversivo per fiaccare il nuovo corso latino-americano. Nei prossimi giorni altri servizi per conoscere meglio la figura del nuovo Papa e le reazioni in America Latina’ (fonte: http://cambiailmondo.org/2013/03/13/jorge-mario-bergoglio-francesco-i-e-il-nuovo-papa/).Ora, voglio che notiate che il cardinale Bergoglio era il candidato di Carlo Maria Martini (cardinale gesuita arcivescovo emerito di Milano, morto nell’agosto del 2012), cosa questa confermata anche dal sito dell’ACLI di Bergamo in questi termini: ‘Al Conclave del 2005 che elesse Joseph Ratzinger, Bergoglio fu candidato dall’ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini e risultò il secondo più votato’ (fonte: http://www.aclibergamo.it/notizie/articolo/largentino-bergoglio-e-papa-francesco-vengo-dalla-fine-del-mondo).Questo è un particolare non da poco, perchè Carlo Maria Martini era un massone. Cito dal mio libro ‘La Massoneria smascherata’: ‘Nella lista ‘Pecorelli’ compaiono questi prelati Gesuiti massoni: il prete Giovanni Caprile e l’arcivescovo Alessandro Gottardi. Secondo ‘la lista di Mons. Marinelli’ pubblicata in molti scritti, il cardinale gesuita Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano, morto nell’agosto del 2012, era anch’egli un massone (cfr. ‘Lo scandalo del tempio satanico a San Giovanni Rotondo dedicato a San Padre Pio’ a cura di Franco Adessa e Alberto Felici – http://musicasacra.forumfree.it/?t=51100131). La cosa è stata confermata da quelli del Grande Oriente Democratico in occasione della sua morte, infatti affermano del Martini che ‘volle essere iniziato Libero Muratore’ – http://www.grandeoriente-democratico.com/). Questa sua appartenenza alla Massoneria, spiegherebbe dunque le belle parole spese dal Gran Maestro del GOI Gustavo Raffi in occasione della sua morte: ‘Ha creduto nell’ecumenismo e nel dialogo con la società civile e con le altre religioni a cominciare dall’ebraismo e mancherà a credenti e non credenti la sua grande umanità e l’esempio di una riflessione che ha affrontato i grandi temi della vita umana. In ogni occasione ha saputo sempre guardare l’altro negli occhi, cercando insieme la verità’ (http://www.corrispondenzaromana.it/omaggio-del-grandoriente-al-card-martini/)’ (pag. 255-256).

E’ evidente dunque che dietro l’elezione del cardinale Bergoglio al soglio pontificio c’è la Massoneria, e che il candidato dei cardinali massoni (perchè nella curia romana esistono cardinali massoni) era l’argentino Bergoglio.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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L’anello del pescatore del nuovo ‘papa’ Francesco è stato fatto da un massone

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Il cosiddetto anello del pescatore (d’argento dorato) che oggi è stato messo a Francesco, il capo della Chiesa Cattolica Romana, e che ha scelto lui stesso è opera dell’artista italiano Enrico Manfrini, infatti su Varese report si legge: ‘L’anello che è stato scelto da papa Francesco è opera dell’artista italiano Enrico Manfrini, uno scultore molto vicino a Paolo VI e al suo segretario, il monsignore varesino Pasquale Macchi. Il modello scelto dal nuovo papa era stato dato da Manfrini a monsignor Macchi. Una scelta caduta sull’anello varesino dopo che al pontefice il maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Guido Marini, lo aveva proposto insieme ad altri due modelli. Il Papa ha scelto quello di Manfrini, l’artista romagnolo scomparso a 87 anni nel 2004 a Milano, conosciuto anche come “lo scultore dei papi”. È stato anche autore di un notevolissimo numero di medaglie commemorative e di monete che hanno segnato le tappe più significative dei pontificati da Pio XII a Giovanni Paolo II. Sono da attribuirgli anche un ingente numero di ritratti Vie Crucis e placche bronzee, in gran parte di soggetto religioso; di grande interesse le opere realizzate durante il papato di Paolo VI’ .

Fonte: http://www.varesereport.it/2013/03/18/lanello-del-varesino-monsignor-macchi-al-dito-di-papa-francesco/

Va tuttavia fatto notare che sia Enrico Manfrini che Pasquale Macchi risultano essere massoni, infatti sono nell’elenco di massoni presenti sul sito cattolico Non possumus dove si legge a proposito di questo elenco: ‘Di seguito è riportato un elenco di massoni ristampato con alcuni aggiornamenti dal Bulletin de l’Occident Chrétien NR.12, Luglio, 1976, (Directeur Pierre Fautrad a Fye – 72490 Bourg Le Roi.) Tutti gli uomini in questo elenco, se infatti essere massoni, sono scomunicati dal Diritto Canonico 2338. Il nome di ogni uomo è seguito dalla sua posizione, se conosciuta, la data in cui è stato avviato alla Massoneria, il suo codice #, e il suo nome in codice, se noto –’

Ecco quello che si legge a proposito dei due:

Macchi, Pasquale. Cardinal. Pope Paul’s Prelate of Honour and Private Secretary until he was excommunicated for heresy by Pope Paul VI. Was reinstated by Secretary of State Jean Villot, and made a Cardinal. 4-23-58; # 5463-2. “MAPA.”
Manfrini, Enrico. Lay Consultor of Pontifical Commission of Sacred Art (laico consultore della Pontificia Commissione per l’arte sacra). 2-21-68; # 968-c. “MANE.”

manfrini-macchi-massoni

Fonte: http://nullapossiamocontrolaverita.blogspot.it/2010/09/elenco-di-illustrissimi-e-influenti.html (vedi l’elenco dei massoni anche qua: http://bouddhanar.blogspot.it/2012/12/la-loge-vaticane.html)

Ma quante coincidenze ‘massoniche’ abbiamo già trovato su Francesco!

Chi ha orecchi da udire oda

Giacinto Butindaro

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Faccio notare che la foto di Bergoglio nella metropolitana sembra un fotomontaggio. Ma lui ha effettivamente la mano in quell’atteggiamento

La mano nascosta del Cardinale Jorge Bergoglio, ora ‘papa’ Francesco

Ecco il cardinale Jorge Bergoglio, ora ‘papa’ Francesco, in una particolare posa da lui assunta davanti ad un fotografo, e quindi la posa è cercata e voluta. Come si può vedere, non pare proprio una foto fattagli senza che lui fosse consapevole che in quel momento gliela stavano facendo.
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Fonte: http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2013/03/papa-francisco-e-il-fantasma-di-oscar.html

Questa posa è una delle pose massoniche più conosciute, ed è chiamata ‘mano nascosta’. Costituisce uno dei segnali di riconoscimento massonici.
Il suo significato massonico è ispirato dal versetto biblico di Esodo 4:6. ‘In questo versetto biblico, il cuore («petto») sta per ciò che siamo, la mano per quello che facciamo. Può quindi essere interpretato in questo modo: Quello che siamo è ciò che in ultima analisi, facciamo. Il significato simbolico di questo gesto potrebbe spiegare il motivo per cui è così ampiamente utilizzato dai massoni più importanti. La mano nascosta consente agli altri iniziati di sapere che l’individuo raffigurato nell’opera fa parte della confraternita segreta e che le sue azioni sono ispirate dalla filosofia massonica e dalle sue credenze. Inoltre, la mano che esegue le azioni viene nascosta da un vestito, che simbolicamente si riferisce alla natura occulta delle azioni massoniche’ (http://www.neovitruvian.it/2012/03/26/la-mano-nascosta-che-ha-manipolato-la-storia/).
Ecco alcuni ritratti e foto che confermano che si tratta di una posa massonica. Da sinistra in alto: disegno da un libro massonico; l’imperatore francese Napoleone Bonaparte (1769-1821); il compositore Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791); e da sinistra in basso: lo scultore francese Frederich Bartholdi (1834-1904); il generale, patriota e rivoluzionario venezuelano Simon Bolivar (1783-1830); e il generale Giuseppe Garibaldi (1807-1882), che erano tutti massoni.
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Ma ecco altri massoni in questa posa

Lo scrittore tedesco Freiherr Adolph Franz Friedrich Ludwig Knigge (1752-1796), che fece parte anche degli Illuminati.
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Il musicista Antonio Tirabassi (1882-1947) antonioTirabassi

Concludo facendo notare questa fotografia del cardinale Giacomo Antonelli (1806-1876).giacomo-antonelli

A proposito di questo cardinale, sul sito http://www.disinformazione.it/ viene detto: ‘Quanto furono coinvolti il Vaticano ed il suo Papa Nero dell’ordine dei Gesuiti nell’assassinio del Presidente Abramo Lincoln nel 1865? Burke McCarty, in un suo straordinario libro del 1924, “ La Verità nascosta sull’Assassinio del Presidente Abramo Lincoln”, suggerisce che il potente ed influente Giacomo Antonelli, Cardinale e Segretario dello Stato Papale sotto il Papa Pio IX, supervisionò il piano per l’assassinio e persino nascose l’assassino stesso Jon Wilkes Booth nello Stato del Vaticano, dove era emigrato per trovare protezione dall’esecuzione stabilita dalle autorità Americane. Nel libro, il ricercatore McCarty include questa foto del Cardinale Antonelli senza, comunque, spiegare l’insito significato del gesto della mano caratteristico della società segreta (fonte: http://www.disinformazione.it/simbolismo_massonico.htm).
Nel Dizionario Biografico degli Italiani di lui viene detto che era ambizioso, ‘non esitava a spezzare coloro che gli facevano ombra senza preoccuparsi dei servizi ch’essi avrebbero potuto rendere alla causa della Chiesa, preferendo d’altronde alla lotta aperta e leale le vie traverse’, e poi che ‘era interessato, avido di denaro’, ‘attorniato da una folla di clienti, non aveva amici’, ed anche ‘Taluni hanno avuto persino sospetti sulla sincerità del suo sentimento religioso, e si è perfino preteso talvolta che fosse massone’ (http://www.treccani.it/enciclopedia/giacomo-antonelli_(Dizionario-Biografico).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Quando il cardinale Jorge Bergoglio, ora ‘papa’ Francesco, appoggiava le unioni civili omosessuali

Jorge Mario Bergoglio, Pope Francis

Vi propongo questo interessante articolo dal titolo ‘Papa Francesco, le unioni civili del cardinale Bergoglio’ presente su Agenzia Radicale, perchè mostra che il cardinale Jorge Bergoglio, ora ‘papa’ Francesco, appoggiava le unioni civili omosessuali in Argentina, il che conferma che questo nuovo ‘papa’ è stato messo lì dalla Massoneria presente nella Chiesa Cattolica Romana. Chi ha orecchi da udire, oda. Giacinto Butindaro

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Secondo Simon Romero, giornalista del New York Times che si occupa di America Latina, il cardinale Jorge Mario Bergoglio, all’epoca della rovente polemica in Argentina sulla legalizzazione dei matrimoni omosessuali, mantenne una posizione di enorme apertura sul tema.

E’ ovvio, e non fa notizia, che il Papa sia contrario al matrimonio omosessuale. Come altrettanto ovvio è che la Chiesa tenti di scongiurare, nei Paesi in cui è presente, la possibilità che si approvino leggi sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. La posizione di Bergoglio è, in queste ovvietà però, decisamente rivoluzionaria.

Secondo il New York Times, in un articolo firmato da Simon Romero ed Emily Shall, nel 2010 (anno in cui in Argentina impazzavano le polemiche sulla legge sul matrimonio gay, approvata in luglio) l’arcivescovo Bergoglio caldeggiava una soluzione decisamente poco ortodossa all’interno della Conferenza Episcopale Argentina: sostenere le unioni civili omosessuali.

Insomma, niente sacramento del matrimonio, su questo non ci piove, ma un’apertura incredibile alle unioni civili (cosa che, sono convinti in molti, annichilirebbe la provocatoria “battaglia” sul matrimonio gay); nel 2010 la Chiesa di Roma era disperata nel tentativo di arrestare la “deriva omosessuale” del governo argentino: le pressioni di Oltretevere su Buenos Aires perchè si facesse il possibile per mettersi di traverso al disegno di legge, poi approvato, sul matrimonio omosessuale erano feroci e le strade della capitale argentina registravano imponenti manifestazioni ultra-cattoliche per protestare contro quel “lavoro del diavolo”, condannando pubblicamente la proposta di legge.

La posizione di Papa Benedetto XVI, che da cardinale fu a prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, era inflessibile sulla purezza dottrinale: occorreva che la Chiesa sostenesse una posizione intransigente e Bergoglio, all’epoca a capo della Conferenza Episcopale, aveva il dovere di mostrare i muscoli.

Il futuro papa però, secondo il New York Times, vedeva in quell’intransigenza “un errore strategico” e sosteneva, tra i vescovi sudamericani, la soluzione di caldeggiare le unioni civili omosessuali per scongiurare il matrimonio (che dottrinalmente rappresenta un sacramento per la Chiesa). Una sorta di “male minore” che però poneva la Conferenza Episcopale in una posizione di apertura al mondo, di dialogo con la società; posizione alla fine non passata, visto che prevalse la linea di Papa Benedetto.

Secondo Roxana Alfieri, un’assistente sociale che ha seduto in alcune delle riunioni dei vescovi argentini nel 2010, Bergoglio “non voleva che la Chiesa assumesse una posizione che condannasse le persone, ma piuttosto che fosse di rispetto dei loro diritti, come quelli di qualsiasi altra persona vulnerabile”.

In molti potrebbero contestare quanto riportato dal New York Times adducendo una lettera inviata nel luglio 2010 da Bergoglio alle Suore Carmelitane di Buenos Aires, nella quale si legge che quella legge avrebbe messo “in gioco un rigetto frontale della legge di Dio, per di più incisa nei nostri cuori” trattandosi di “una mossa del Padre della Menzogna che pretende di confondere e ingannare i figli di Dio”.

Parole tuttavia non contraddittorie con il Bergoglio-pensiero: discusse le varie posizioni all’interno della Conferenza Episcopale Argentina, preso atto della linea di Roma e dell’intransigenza da mantenere, viene da sè che l’allora cardinale non aveva grandi chance di far emergere come vincente la sua posizione (che pure molti vescovi appoggiavano) e, certamente, non aveva il potere di calcare la mano di fronte alla posizione dell’allora Papa.

22 Marzo 2013

Andrea Spinelli Barrile

Fonte: http://www.agenziaradicale.com/

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CLAMOROSO: Il ‘papa’ Francesco ha fatto sostituire il simbolo massonico sul suo stemma con un altro simbolo massonico

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Voglio che sappiate che l’astuto ‘papa’ Francesco (non può che essere astuto visto che è un Gesuita) ha fatto da pochissimo cambiare la stella a cinque punte presente sul suo stemma – che giorni fa avevo segnalato su un mio post facendo notare che si tratta del pentalfa o pentagramma massonico – con una stella a otto punte.

Lo stemma era con cinque punte come peraltro si può chiaramente capire da tutti gli articoli di stampa che uscirono a tale riguardo dopo la conferenza stampa tenuta dal prelato papale Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, il 18 marzo scorso, durante la quale annunciò a tutto il mondo quale era lo stemma papale scelto da ‘papa’ Francesco, mostrandolo (con la stella a cinque punte) e spiegandolo. Ecco alcune delle parole che pronunciò in quella conferenza: ‘Abbiamo avuto proprio poco prima di venire, la decisione presa dal santo padre a proposito di stemma e motto, che rimangono quelli che erano quando era arcivescovo di Buenos Aires’.

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Qui invece potete vedere lo stemma in un articolo uscito sul sito del Vaticano news.va

sito-news-vaticano

Fonte: http://www.news.va/it/news/lo-stemma-e-il-motto-del-santo-padre

Ma ecco che adesso al posto del pentalfa massonico c’è una stella a otto punte!

Voglio però che sappiate pure questo, che nella sostanza è cambiato poco, perchè lui ha fatto sostituire un simbolo occulto-massonico con un altro simbolo occulto-massonico, infatti anche la stella a otto punte è un simbolo occulto-massonico e ve lo passo a dimostrare, riportandovi una parte del mio libro ‘La Massoneria smascherata’ dove parlo proprio di questo simbolo massonico.

‘Questa stella a otto punte è un simbolo esoterico-occulto che viene usato anche nella Massoneria, e per i Massoni rappresenta Satana – che loro chiamano Lucifero – che per loro è il portatore di Luce, detto anche Venere, nel suo aspetto di stella del mattino che, al mattino, risveglia i dormienti e incita alla rivolta contro i dogmi del Cristianesimo. E’ un simbolo molto antico questo, in quanto nell’antica Mesopotamia Venere era la terza divinità della triade astrale mesopotamica. Il suo simbolo era la stella a otto punte, in quanto il suo ciclo astronomico è legato ad un periodo di otto anni. Anche oggi questo simbolo si trova nella carta de La Stella dei Tarocchi.
stella-otto-punte-tarocchi

Foto (in cui ho oscurato la nudità) presa da un sito di cartomanzia (http://www.cartefortunate.com/tarocchi/le-stelle.php)

Ho detto poco fa che viene usato anche nella Massoneria, e difatti guardate questa foto con a sinistra la stella a otto punte in un tempio massonico e a destra su un sigillo massonico.

otto-punte-tempioMa guardate soprattutto queste due foto: la prima mostra il soffitto di una stanza all’interno dell’House of Temple di Washington D.C. (che è il quartiere generale del Rito Scozzese Antico ed Accettato Giurisdizione Sud degli USA), e la seconda una specie di porta tra due colonne. Notate la stella a otto punte come viene messa in risalto, e che nella seconda foto si trova sotto un simbolo egiziano e tra due serpenti.

otto-punte-houseotto-punte-colonne-tempioE guardate pure queste foto, che si riferiscono all’entrata del tempio massonico della Doylestown Masonic Lodge No. 245 che è una loggia molto attiva in Pennsylvania (USA).

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Da: http://doylestownmasons.org/lodge245/

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Fotogramma tratto da questo video su Youtube:

A conferma del significato esoterico-occulto-massonico di questo simbolo, voglio ora proporvi questa foto della ‘Casina delle Civette’ situata nel parco di Villa Torlonia a Roma. Notate in alto dove ci sono almeno sei di questi simboli.
casinaLa presenza di questo simbolo si spiega con il fatto che il suo proprietario – Giovanni Torlonia Junior (1873-1939) – che la rese così come è oggi era una persona data all’esoterismo (tanto da essere definito una persona misteriosa e tenebrosa) e la sua casa quindi fu disseminata di simboli esoterici. Ecco infatti cosa si legge in un articolo della giornalista Flavia Capitani apparso su Egolatina: ‘All’inizio era conosciuta come Capanna Svizzera, realizzata dall’architetto Giuseppe Jappelli nel 1840, ed era stata concepita come uno chalet rustico, per la struttura in tufo che la rendeva grezza, secondo i desideri del proprietario, Alessandro Torlonia. Figlio di Giovanni Torlonia, Alessandro si occupò di numerose trasformazioni per dare un aspetto meno ordinario alla struttura, e oltre alla Capanna, arricchì il giardino con viali serpentinati, laghetti e piante esotiche. Ma l’aspetto attuale, quello che vediamo noi oggi, è stato realizzato nel 1908 dal successore di Alessandro, Giovanni Torlonia Junior. Il principe Giovanni, oltre ad essere misantropo, nutriva un curioso interesse per l’esoterismo, e questo spiega perché nelle decorazioni interne ed esterne ci siano rappresentate, in numero cospicuo, le civette, da cui deriva la denominazione della Casina. Il principe fece di questo edificio la sua personale residenza, modificandola ulteriormente tra il 1916 e 1920 con l’inserimento di logge, porticati e articolazioni architettoniche, ed elementi decorativi che la rendono vivace e fiabesca’ (http://egolatina.it/news/2012/09/01/la-casina-delle-civette/).

Ma questo simbolo rappresenta anche il Caos, infatti è chiamato ‘Simbolo del caos’. Osservate su Wikipedia cosa viene detto:
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La traduzione è: ‘Il Simbolo del Caos ha origine dalle storie Campione Eterno di Michael Moorcock. In esse, il Simbolo del Caos include otto frecce in un modello radiale. In contrasto, il simbolo della Legge è una singola freccia diritta. Esso è anche chiamato Le braccia del Caos, Le Frecce del Caos, la Stella del Caos o il Simbolo di Otto’. Una variante di questo simbolo – come si può leggere sopra – è la ‘Caosfera’ che rappresenta la magia del Caos.
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E’ interessante quello che viene detto sui praticanti della magia del Caos su un sito di magia: ‘I praticanti della Magia del Caos tendono ad essere fuori da ogni categoria di persona. Per essi le visioni del mondo, le credenze, le opinioni, le abitudini e persino le differenti personalità sono strumenti che possono essere scelti e cambiati in modo arbitrario allo scopo di manipolare e capire il mondo che essi vedono e si creano intorno. I chaos magician sono spesso descritti come divertenti, estremi o molto individualisti. Si considerano eccezionalmente tolleranti, rimarcando il fatto che qualsiasi opinione, anche contrastante, è comunque modificabile’ (http://antrodellamagia.forumfree.it/).

[….]

Guardate anche la copertina del libro dal titolo Condensed Chaos: An Introduction to Chaos Magic [Caos Condensato: Una introduzione alla Magia del Caos] che contiene studi sull’occultismo; e quella del libro Psybermagick: Advanced Ideas in Chaos Magick scritto da Peter J. Carroll, un noto occultista e praticante della magia del caos’

libri-caos

(Giacinto Butindaro, La Massoneria smascherata, pag. 664-673).

Faccio peraltro notare che questo simbolo occulto-massonico è anche nel logo della casa editrice delle Assemblee di Dio in Italia (ADI) presente su tanti libri, come si può vedere in questa foto.
stella-otto-punte-adiQuesta operazione fatta fare da Jorge Bergoglio sul suo stemma induce quindi a domandarsi: come mai a distanza di pochissimi giorni, Francesco ha deciso di far cambiare la stella a cinque punte con una stella a otto punte? Non vi pare molto strano ciò? Io considero questa sua decisione non solo clamorosa, ma anche molto inquietante.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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Il nuovo stemma del papa e il cambiamento dalla stella a 5 punte a quella a 8 punte.

 mercoledì 27 marzo 2013

Il papa ha apportato alcune modifiche al suo stemma.

Potrebbe sembrare, tra tutte le notizie inquietanti che si susseguono nel mondo una priva di importanza. Eppure, la sorpresa per questa decisione, implica, agli occhi di alcuni appassionati di esoterismo una serie di interrogativi.

L’ansa accenna a “piccoli cambiamenti per lo stemma di Papa Francesco. Il sito del Vaticano ha pubblicato la nuova versione dell’emblema che già Jorge Bergoglio aveva fin da vescovo. Le modifiche riguardano in particolare il cambiamento della stella, non più a 5 punte ma a 8 punte, come 8 sono le beatitudini”.

Quindi, spiegano in Vaticano, le otto punto sono il simbolo delle beatitudini.

La stella è stata modificata in quanto prima di punte ne aveva
cinque.

Scrive Giacinto Butindaro in  “La Massoneria smascherata” che la stella a otto punte è uno dei simboli fondamentali della dea Ishtar, il cui culto era diffuso in area mesopotamica, ma anche di tutte le divinità femminili corrispondenti, come Astarthe, Iside, Afrodite e Venere. E’ sempre stata associata al pianeta Venere, che si presenta all’osservazione diretta nella sua duplice natura di “Stella del Mattino” e “Stella della Sera”. Era noto già agli antichi astronomi sumeri che tale pianeta segue un ciclo di fasi la cui durata corrisponde ad otto anni terrestri.

Il cristianesimo ha assorbito questo simbolismo e nel passaggio dal culto della dea e della “grande madre” a quello della Madonna, Madre di Dio, la stella polare è diventata anche un attributo mariano.

La troviamo rappresentata più frequentemente sul suo capo, oppure sul manto, e simboleggiano la verginità prima, durante e dopo il parto.

I Cavalieri Templari avevano una particolare predilezione per il culto della Maddalena e delle Madonne Nere, quest’ultimo mutuato dai Monaci Cistercensi, che avevano costruito le grandi cattedrali gotiche dedicandole a Notre-Dame, “Nostra Signora”, e da San Bernardo di Chiaravalle, che proprio da alcune gocce di latte miracolosamente fuoriuscite dal seno di una statua di Madonna Nera ricevette l’illuminazione. Per questo motivo, uno degli emblemi principali dell’Ordine era la Croce delle Beatitudini, che richiamava la forma della stella ad otto punte.

Qualcuno però osserva anche che, leggendo un testo di Oswald With, scrittore interessato alla massoneria e alla sua simbologia si legge «La stella a 8 punte rappresenta lucifero il portatore di Luce, detto anche Venere, nel suo aspetto di stella del mattino che, al mattino, risveglia i dormienti e incita alla rivolta luciferina contro i dogmi esistenti»

Non potremmo mai sapere davvero le motivazioni che hanno spinto il papa a cambiare il numero di punte della stella nel suo stemma, certo è che con i simboli occorre sempre andarci cauti, specialmente se i diversi significati tendono a essere così ambigui e inquietanti.

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Bergogliamente e politicamente stiamo messi male…

Segnalazione del Centro Studi Federici

Previsioni del tempo
“Sarà la primavera dopo il duro inverno” (intervista a Leonardo Boff, uno dei fondatori della teologia della liberazione)
Spiccatamente
Un senso spiccato dell’ebraismo maturato grazie anche alla rilevante comunità ebraica di Buenos Aires”. Il ministro Riccardi, tra i pochi politici italiani a conoscere personalmente Bergoglio, sottolinea con queste parole la propensione al dialogo del nuovo pontefice.
Maomettamente
Oggi Papa Francesco ha ricevuto in udienza i rappresentanti delle Chiese e delle altre comunità ecclesiali, ed ha sottolineato la volontà di proseguire nel dialogo con l’Ebraismo e con le altre religioni: “Innanzitutto i musulmani, – ha detto – che adorano Dio unico, vivente e misericordioso, e lo invocano nella preghiera. Apprezzo molto la vostra presenza: in essa vedo un segno tangibile della volontà di crescere nella stima reciproca e nella cooperazione per il bene comune dell’umanità“. (…)
I love Kasper: ermeneutica della continuità
La citazione del cardinale Walter Kasper, definito “buon teologo” durante l’Angelus di oggi da parte di Papa Francesco, che ha detto di aver letto da poco un libro del porporato tedesco e che ciò gli ha fatto bene, aggiungendo anche una battuta sul fatto che pero’ non vuole fare pubblicita’ a uno dei suoi cardinali, ha un precedente nel libro “Gesù di Nazaret, dall’ingresso in Gerusalemme alla Risurrezione” di Benedetto XVI-Jospeh Ratzinger. Il Pontefice oggi Emerito scrisse infatti di non aver “tentato di scrivere una Cristologia” in quanto quella di Kasper era ottima: “nell’ambito di lingua tedesca abbiamo una serie di importanti Cristologie”, spiegò citando nella sua bibliografia anche altri due cardinali, il salesiano Angelo Amato e il domenicano Christoph Schoenborn..
Contrordine compagni: la teologia della liberazione va bene
Dopo l’elezione di Jorge M. Bergoglio alcuni giornalisti e scrittori, che fino a ieri brandivano il vessillo ratzingeriano considerato come un baluardo contro i progressisti, sono diventati improvvisamente strenui difensori del progressismo bergogliano. Un caso emblematico è questo articolo dell’agenzia Zenit sulla teologia della liberazione:
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13 inoppugnabili ragioni per cui Bergoglio è massone

papa_francescoQui di seguito ho elencato 13 motivi (fino ad ora conosciuti da me) per cui Bergoglio è massone.

1) È sfacciatamente ‘ecumenico’

– Guardatevi dall’ecumenico ‘papa’ Jorge Bergoglio
http://gianmicheletinnirello.org/2013/03/17/guardatevi-dallecumenico-papa-jorge-bergoglio/

bergoglioecumenico06-06Guardatelo mentre riceve la benedizione da un pastore evangelico ad una riunione tra cattolici ed evangelici.

2) È filoislamico

– Il 20 marzo ha affermato che i musulmani ” adorano dio unico, vivente e misericordioso, e lo invocano nella preghiera”
http://www.repubblica.it/esteri/2013/03/20/news/papa_musulmani_dialogo-54981417/

– Il giornalista cattolico romano Magdi Allam lascia il cattolicesimo perché non gradisce l’avvicinamento all’Islam di Francesco I. Ha capito che il nuovo papa è filoislamico.

http://imposturecattolicesimo.blogspot.it/2013/03/magdi-allam-la-chiesa-mi-ha-deluso-non.html

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/1211239/Il-Cristiano-Magdi-ci-ripensa—La-Chiesa-mi-ha-deluso–Non-sono-piu-cattolico-.html

http://www.tzetze.it/2013/03/magdi-allam-lascia-la-chiesa-troppo-debole-con-lislam/index.html

3) È iscritto al Rotary International, organizzazione tipicamente massonica
http://gianmicheletinnirello.org/2013/03/21/il-nuovo-papa-francesco-e-membro-del-rotary-international/

francesco-rotary

Fonte: http://www.rotaryfirst100.org/history/headings/leaders/vatican.htm#Francis

4)Mano sul petto 
Nella foto notate la mano sul petto, tipico gesto massonico di fedeltà.

mano-sul-petto

Fonte: http://www.unavox.it/FruttiPostconcilio/NuoviPreti/CardBergoglioEcumenico.htm

5) Mano nascosta
Eccolo in autobus mentre, consapevole di essere fotografato, nasconde la mano. Questo gesto nella massoneria rappresenta l’influenza nascosta dell’organizzazione nella storia.
http://giacintobutindaro.org/2013/03/22/la-mano-nascosta-del-cardinale-jorge-bergoglio-ora-papa-francesco

bergoglio-mano-nascosta

6) Mano del marrano
http://www.marcovuyet.com/ALARMA%20SIGNUM.htm

7) Accolto con entusiasmo da massoni italiani e stranieri così come dalla massoneria ebraica

La Massoneria Italiana: ‘Con Papa Francesco nulla sarà più come prima’
http://gianmicheletinnirello.org/2013/03/14/la-massoneria-italiana-con-papa-francesco-nulla-sara-piu-come-prima/

La potentissima Massoneria ebraica dà il benvenuto a Francesco I
http://gianmicheletinnirello.org/2013/03/17/la-potentissima-massoneria-ebraica-da-il-benvenuto-a-francesco-i/

bergoglio-ebrei

8) Quanto era cardinale sosteneva le unioni civili omosessuali
http://giacintobutindaro.org/2013/03/22/quando-il-cardinale-jorge-bergoglio-ora-papa-francesco-appoggiava-le-unioni-civili-omosessuali/

9)Atei o credenti sono tutti figli di Dio proprio come dicono i massoni
http://giacintobutindaro.org/2013/03/23/per-francesco-tutti-gli-uomini-sono-figli-di-dio-come-per-la-massoneria/

10) Era candidato del massone Carlo Maria Martini al precedente conclave
http://gianmicheletinnirello.org/2013/03/14/il-nuovo-papa-era-il-candidato-del-cardinale-massone-carlo-maria-martini/

11) L’anello del pescatore che indossa è stato fatto da un massone
http://gianmicheletinnirello.org/2013/03/20/lanello-del-pescatore-del-nuovo-papa-francesco-e-stato-fatto-da-un-massone/

anello-pescatore-francesco

12) Simbolo massonico sullo stemma episcopale di Bergoglio
http://giacintobutindaro.org/2013/03/17/simbolo-massonico-sullo-stemma-episcopale-del-nuovo-papa-jorge-mario-bergoglio/

Papa Francesco ha cambiato il simbolo della stella a cinque punte nel suo stemma. Leggete:

– CLAMOROSO: Il ‘papa’ Francesco ha fatto sostituire il simbolo massonico sul suo stemma con un altro simbolo massonico
http://giacintobutindaro.org/2013/03/27/clamoroso-il-papa-francesco-ha-fatto-sostituire-il-simbolo-massonico-sul-suo-stemma-con-un-altro-simbolo-massonico/

stemmi-papali

13) Eletto il 13-03-2013 la cui somma dei numeri (1+3+0+3+2+0+1+3) è 13. Numero tipicamente massonico per eccellenza…

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Il quadro che più piace a Bergoglio. La crocefissione bianca di Chagall, con menorah giudaica sotto.

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

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LA «CHIESA CONCILIARE» CONSEGNA I SUOI AL BRACCIO SECOLARE DEL NWO

clip_image002[1]L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

A lato: Mgr Pontier, nouveau Président de la Conférence épiscopale de France, en cérémonie avec des Francs-maçons du GOF. Que fait cette Croix dans le fond?

“Le persone stanno diventando sempre più consapevoli della necessità di un Nuovo Ordine Mondiale” (Giovanni Paolo 2, 1.1. 2004)

Sulla Storia Segreta del (Nwo) Nuovo Ordine Mondiale, torniamo al libro «Governo Globale» di Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta (Arianna Editrice, Cesena, sigla GG),poiché nell’articolo precedente dico che svolgono (in particolare la Perucchietti occupatasi del Segreto di Fatima) l’argomento del dominio mondialista ma senza sufficiente rilievo alla macroscopica questione dell’incombente Anticristo. Eppure è inevitabile legare le due questioni nel piano del dominio globale proprio nella sua massima, apocalittica importanza, come crediamo sia nella Profezia di Fatima.

Ora vediamo la parte riservata in quest’opera al rapporto del problema con il Vaticano.clip_image003[1]

“Vaticano e Nuovo Ordine Mondiale: un rapporto ambiguo (GG, pp. 303-307)

“Uno dei temi più scottanti che stanno venendo alla ribalta in questi ultimi anni è quello del rapporto tra Chiesa cattolica e NWO, specie dopo alcune sconcertanti dichiarazioni rilasciate dagli ultimi pontefici. In passato, il giudizio del Vaticano sul progetto mondialista era sempre stato chiaro e inequivocabile; già Leone XIII, nell’Enciclica Humanum Genus, dedicata in particolare all’azione della Massoneria nella società del tempo, affermava esplicitamente: – L’ultimo e il principale dei suoi intenti [della Massoneria; N.d.A.] è quello di distruggere dalle fondamenta tutto l’ordine religioso e sociale nato dalle istituzioni cristiane e creare un nuovo ordine -.

“Il progetto del NWO, del resto, è nato e si è sviluppato in contesti ferocemente anticattolici (protestantesimo radicale, massonerie, organizzazioni occultiste ecc.) ed era quindi normale che la Chiesa ne percepisse il pericolo e l’ostilità. Negli ultimi anni, tuttavia, qualcosa sembra essere cambiato. In un’omelia degli ultimi mesi del pontificato di Giovanni Paolo II (1 gennaio 2004), il Pontefice affermava per la prima volta che le persone stanno diventando sempre più consapevoli della necessità di un Nuovo Ordine Mondiale. Si trattava, certamente, di un Papa stanco e logorato dalla malattia, ma le cui parole dovevano necessariamente riflettere il suo pensiero (o più probabilmente quello di una parte del suo entourage). Tali affermazioni si sono infatti moltiplicate durante il pontificato di Benedetto XVI. Proprio Ratzinger, durante la sua prima benedizione Urbi et Orbi, il 25 dicembre 2005, in un discorso ormai celebre che ha lasciato di stucco non pochi cattolici, ha affermato testualmente:

«Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà, lasciati prendere per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce ti incoraggia a impegnarti nell’edificazione di un Nuovo Ordine Mondiale, fondato su giusti rapporti etici ed economici. Il suo amore guidi i popoli e ne rischiari la comune coscienza di essere ‘famiglia” chiamata a costruire rapporti di fiducia e di vicendevole sostegno. L’umanità unita potrà affrontare i tanti e preoccupanti problemi del momento presente: dalla minaccia terroristica alle condizioni di umiliante povertà in cui vivono milioni di esseri umani; dalla proliferazione delle armi alle pandemie e al degrado ambientale, che pone a rischio il futuro del Pianeta».

Il capitolo tratta piuttosto dell’Italia, Stato di banchieri e spazia, dalle profezie di Tremonti al tecnogovemo Monti, ma la parte sul Vaticano ne occupa solo 3 pagine su più di trecento.

“Il Nuovo Ordine Mondiale sarebbe, pertanto, l’unica possibile risoluzione delle crisi globali, che affliggono (o affliggerebbero) il Pianeta; lo stesso concetto e stato ribadito più di recente (2011) e in forma ancora più ufficiale nel documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale, in cui si afferma la necessita della costituzione di un’Autorità Pubblica Mondiale. Il punto di partenza del documento è l’attuale crisi economica globale, che viene attribuita, molto genericamente, all’assenza di un controllo da parte di un’autorità riconosciuta. A tale scopo, si auspica la creazione progressiva di un potere unico globale, che possa “unificare la famiglia umana”.

“L’auspicio è che ciò possa avvenire a partire dalle stesse istituzioni sovranazionali oggi esistenti (ONU, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale ecc.):

«Un lungo cammino resta però ancora da percorrere, prima di arrivare alla costituzione di una tale Autorità pubblica a competenza universale. Logica vorrebbe che il processo di riforma si sviluppasse avendo come punto di riferimento ‘Organizzazione delle Nazioni Unite, in ragione dell’ampiezza mondiale delle sue responsabilità, della sua capacità di riunire le Nazioni della terra e della diversità dei suoi compiti e di quelli delle sue Agenzie specializzate. [. . .] A un Governo mondiale non si può  pervenire, se non dando espressione politica a preesistenti interdipendenze e cooperazioni».

«Prima di salire al soglio pontificio, mentre era ancora cardinale, nell’introduzione al libro Nuovo Disordine Mondiale di Michel Schooyans — autorevole professore dell’Università Cattolica di Lovanio, Ratzinger affermava:

«Le tesi portate avanti da Schooyans, oltre a essere un autentico pugno nello stomaco, esprimono dunque una linea interpretativa che potremmo definire autorevolissima della posizione della Chiesa riguardo a un problema, quale quello della “vita” e della sua strumentalizzazione, che è preconizzato come un tentativo di “dittatura mondiale” perseguito dai Paesi più ricchi e che si avvale, nella visione proposta, di importantissimi strumenti politici quali l‘OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l‘ONU, le ONG, la Banca Mondiale e tutte le organizzazioni a esse collegate. Secondo l’Autore, il Nuovo Ordine Mondiale altro non è che il tentativo di imporre la Filosofia dell’egoismo” dei Paesi ricchi ai Paesi poveri o in via di sviluppo e il dominio di pochi su tutti gli altri».

“La differenza tra queste parole e le dichiarazioni rilasciate negli anni successivi è talmente stridente da lasciare basiti! Com’è possibile che nel giro di soli quattordici anni un modello di potere, stigmatizzato come tentativo di dittatura mondiale possa diventare invece una possibilità auspicabile e sostenibile?

“Alcuni cattolici, per “salvaguardare” la buonafede della “gerarchia”, pongono sul banco degli imputati l’indubbia decadenza spirituale e dottrinale, che avrebbe travolto la Chiesa negli ultimi decenni e avrebbe reso la “gerarchia” incapace di “cogliere i segni dei tempi” e di interpretare efficacemente lo scenario del mondo contemporaneo; altri affermano che, in qualche modo, la Chiesa e costretta dagli eventi a prendere atto dello status quo di un NWO, che appare ormai trionfante, nella speranza (forse utopistica) di potere “limitare i danni”; altri, ancora, infine, vedono l’appoggio della Chiesa al NWO come un “tradimento” o, perlomeno, come il sintomo di una profonda infiltrazione nella Chiesa stessa di “forze” anticattoliche. Vi è anche chi parla apertamente di un possibile ricatto, cui la Chiesa cattolica sarebbe sottoposta da parte di alcuni “poteri forti” mondialisti.

“C’è però un altro aspetto di cui tenere conto, ovvero quello della diffusione, negli ultimi anni, di una nuova ideologia made in USA, che sembra fatta apposta per arruolare ciò che resta del “cattolicesimo politico” [americanismo] e portarla sul grande vascello del mondialismo: il neoconservatorismo. Se esiste, infatti, un pensiero mondialista con caratteristiche che, in un’ottica profana, potremmo definire di “sinistra” (denatalismo, ecologismo estremo, New Age ecc.), si è per sviluppato anche, negli ultimi decenni un mondialismo “di destra”, che persegue il progetto di un NWO a partire da categorie diverse: ultraliberismo economico, militarismo, esaltazione identitaria dell”Occidente”, nonché uso strumentale di ciò che rimane delle religioni tradizionali.

“Negli ultimi anni, il mondialismo “di destra” ha assunto la forma del neoconservatorismo: una lobby di pensiero nata negli USA, che, specie dopo lo shock dell’11 settembre, ha guadagnato sempre più spazio. Personaggi come Richard Perle, Paul Wolfowitz, Donald Rumsfeld, Dick Cheney e Condoleeza Rice, tanto per citare degli esempi, sono tutti cresciuti all’ombra del pensiero neocons. La convergenza d’interessi fra i neocons e alcuni gruppi religiosi protestanti – specie i “sionisti cristiani” —  è stata pressoché automatica, soprattutto dopo l’11 settembre. La strategia di “arruolamento” si è sviluppata tuttavia anche in direzione del mondo cattolico, attraverso una rete di gruppi di pressione e di “pensatoi”, che hanno esercitato un grande influsso negli ultimi anni. In cambio di un sostegno defacto o de iure alla grande “crociata” filoccidentale contro l’Islam, infatti, i neocons fanno proprie le parole d’ordine di un “recupero dei valori”, etici in una forzata identificazione fra Cristianesimo e civiltà occidentale. In Italia, ad esempio, si è formata, sotto l’influsso neocons, quella corrente di cristianisti o “atei devoti” (composta da personaggi come Giuliano Ferrara, Marcello Pera ecc.), che hanno avuto grande credito anche presso le più alte gerarchie ecclesiastiche, quasi incredule di poter trovare una sponda “in campo laico” alle proprie rivendicazioni. Nella logica del “male minore”, infatti, una parte del mondo cattolico può avere ritenuto strategicamente utile il proprio arruolamento sul “carro dei vincitori” [sionista], specie se ciò è avvenuto a partire da posizioni apparentemente meno ostili alla religione rispetto al mondialismo “di sinistra”.

“Certamente, la Chiesa di oggi, di fronte all’opera di forze che umanamente appaiono quasi invincibili [massoneria giudaica], si sente messa con le spalle al muro e forte diventa, in una situazione simile, la tentazione di scendere a patti. Solo il tempo, tuttavia, ci dirà se l’implicita alleanza tra Chiesa cattolica [si legga chiesa conciliare] e “fronte occidentale” sarà realmente utile per assicurare alla Chiesa [idem] quello spazio minimo d’azione e di sopravvivenza istituzionale cui essa aspira.» (GG, p. 307)

Questa è la rivoluzione nella realtà apocalittica così difficile da vedere ai più, proprio per apparire incredibile! Tuttavia, la visione simbolica del Segreto di Fatima rivela il suo atto iniziale: l’ecatombe del Papa, con tutto il suo seguito fedele e la rovina del Cristianesimo, fatto che sarebbe «più chiaro nel 1960», quando in Vaticano era stabilito il modernista filo-massone e globalista Giovanni 23, che ha spalancato le finestre e le porte della Chiesa per far entrare i fetori autodistruttivi dei “nuovi teologi” ecc. Così è stata inaugurata la successione degli amici dell’UNESCO e dell’ONU, che avrebbero iniettato nelle dottrina il piano per una «religione ecumenista più universale»!

Bergoglio, in questo senso, è solo un seguace del vecchio progetto di Comenius. Sì, perché non può ignorare che queste “nuove teologie” armino le potenza mondiale, collegate alle logge e sinagoghe del mondo, veri promotori di tutto ciò che serve a far sparire il Cristianesimo, dal darwinismo al malthusianismo, dall’aborto all’ingegneria genetica in pieno svolgimento. Tutto questo è sostenuto diretta o indirettamente, per l’«educazione dei popoli» dalle Nazioni Unite, l’UNESCO, per la Scienza e la Cultura, il cui primo direttore fu Julian Huxley, promotore delle idee di Comenius. Già nella Royal Society dell’Impero Britannico, egli aveva portato l’idea del gruppo selezionato di titolari illuminati della nuova verità, che poteva e doveva guidare l’umanità a scopi ignorati dai popoli, secondo il programma portato poi alla Commissione preparatoria dell’UNESCO (J. S. Huxley, UNESCO il suo scopo e la sua filosofia, 1946. testo in inglese, formato pdf sito ufficiale dell’UNESCO). In esso Huxley afferma esplicitamente: «Il progresso non è automatico o inevitabile, ma dipende dalla scelta e di uno sforzo della volontà umana. Prendendo le tecniche di persuasione e di informazione e di vera propaganda che impariamo da applicare come una nazione in guerra, e deliberatamente usando le attività internazionali per la pace, se necessario utilizzando, come Lenin aveva previsto, per manipolare la resistenza di milioni per un cambiamento auspicabile. »

Questo sarebbe un obiettivo programmatico delle Nazioni Unite, oggi appoggiato da un Vaticano apostata per il NWO = nuovo disordine mondiale, sia a causa del letale social-comunismo, sia del capitalismo liberale, sia della perfidia ecumenista.
Già il voluro silenzio sulla resistenza al comunismo, da Giovanni 23 a Benedetto 16 si riconosce, per esempio nella testimonianza di Armando Valadares che esprime con forza il suo stupore da cattolico cubano ed ex prigioniero politico (22 anni nelle carceri di Castro) per la simpatia politica del Vaticano verso il regime cubano. Confessa il suo dolore spirituale, che supera la tortura fisica nelle carceri di Fidel Castro (“Media senza maschera», 14.1.2010.). Valadares ha scritto su questa «consegna» nella collaborazione ecclesiastica della “Ostpolitik” del Vaticano con il comunismo cubano: «Benedetto XVI, CELAM e la “favela” cubana» (30.03.2007); «CELAM a Cuba “dialogo cordiale” tra lupi e pastori» (27.07.2007).
Che dire di questa ideologia globalista che ha il sostegno ipocrita dei “papi conciliari”, che usano un linguaggio fuorviante di apostasia dal regno di Cristo, ma si presentano come vicari di Cristo? Può essere lecito accettarli come pastori e apostoli della Chiesa cattolica? Certamente no, perché sarebbe complicità, pur se passiva, con quanti corrompono la Parola del Signore nostro Gesù Cristo per tutti gli uomini. Ma un popolo disperso, addormentato nella fede e inebriato della pace ecumenista, li esalta e difende come fossero intoccabili santi padri!

È la tragedia attuale per la coscienza dei cattolici. Una «Chiesa» che aspira alla sopravvivenza senza la vera Croce di Gesù Cristo, che è quella della conversione propria e altrui. Come potrebbe Bergoglio appartenere e rappresentare la Chiesa del Signore se è aperto a ogni compromesso con le potenti logge e sinagoghe del mondo, di modo a far silenzio sul bisogno generale di conversione al Regno di Gesù Cristo?

Ciò configura proprio l’«altra donna» di cui parla il Libro dell’Apocalisse sulla GRANDE MERETRICE (Ap 17, 1-2): «Poi, uno dei sette angeli dalle sette coppe s’avvicinò e mi disse: «Orsù, voglio mostrarti il castigo della grande meretrice, che sta assisa su acque copiose; con essa i re della terra hanno fornicato e col vino della sua prostituzione si sono inebriati gli abitanti della terra»…

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S.S. Pio XII e l’Arcivescovo americano Fulton J. Sheen, che ha previsto: “Satana formerà una contro-chiesa che sarà la scimmia della Chiesa, poiché il diavolo è la scimmia di Dio. Essa avrà tutte le caratteristiche della Chiesa, però alla rovescia e vuota del suo contenuto divino. Sarà il corpo mistico dell’Anticristo, esternamente tanto simile al corpo mistico di Cristo. Così si verificherà il paradosso : le stesse obiezioni con cui gli uomini dei tempi moderni rifiutarono la Chiesa, saranno le ragioni per cui accetteranno la contro-chiesa.” (Fulton J. Sheen, El comunismo y la conciencia de Occidente , (Bobbs-Merrill, 1948), pp 24 – 25)

«Udii ancora un’altra voce dal cielo che disse: “Uscite da essa, o popolo mio, affinché non vi associate ai suoi stessi delitti e compresi nei suoi stessi flagelli. Ché sono giunti fino al cielo i peccati di lei; si è ricordato Dio delle sue iniquità.” (Ap 18, 4-5)

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Bergoglio: auguri ai Giudei e insulti ai Cattolici…

Kristallnacht+Pogrom+70+Years+Anniversary+B8TgYiKv2L3lSegnalazione del Centro Studi Federici

Bergoglio: auguri ai Giudei…

25/3/2013 – Papa Francesco ha scritto al capo rabbino della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, per porgere gli auguri di buon Pesach (la Pasqua Ebraica) a tutta la comunità romana. Dio ”continui a liberarvi da ogni male” scrive Papa Francesco aggiungendo: ”Vi chiedo di pregare per me”.

Questa mattina – riporta il sito della Comunità ebraica di Roma – ”gli uffici della segreteria di Stato del Vaticano hanno fatto recapitare una lettera firmata da Papa Francesco al Capo Rabbino della Comunità ebraica di Roma. Bergoglio porge gli auguri di buon Pesach a tutta la Comunità romana”. In un passaggio della lettera il Papa scrive:”L’Onnipotente, che ha liberato il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto per guidarlo alla Terra Promessa, continui a liberarvi da ogni male e ad accompagnarvi con la sua benedizione. Vi chiedo di pregare per me, mentre io assicuro la mia preghiera per voi, confidando di poter approfondire i legami di stima e di amicizia reciproca”.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/03/25/news/papa_francesco_buona_pesach_auguri_alla_comunit_ebraica_romana-55313674/

… e insulti ai Cattolici

16/4/2013 – Il Vaticano II “è stato un’opera bella dello Spirito Santo”, eppure, a 50 anni di distanza, non c’è stata “continuità della Chiesa” e ci sono dei “testardi” che vogliono addirittura tornare indietro, vogliono “addomesticare lo Spirito Santo”. La lettura del passo degli Atti degli apostoli che racconta di Stefano che prima di essere lapidato chiama “testardi” coloro che si oppongono allo (…) Oggi – ha proseguito il Papa – sembra che “siamo tutti contenti” per la presenza dello Spirito Santo, ma “non è vero. Questa tentazione ancora è di oggi. Un solo esempio: pensiamo al Concilio”. “Il Concilio è stato un’opera bella dello Spirito Santo. Pensate a Papa Giovanni: sembrava un parroco buono e lui è stato obbediente allo Spirito Santo e ha fatto quello. Ma dopo 50 anni, abbiamo fatto tutto quello che ci ha detto lo Spirito Santo nel Concilio? In quella continuità della crescita della Chiesa che è stato il Concilio? No. Festeggiamo questo anniversario, facciamo un monumento, ma che non dia fastidio. Non vogliamo cambiare. Di più: ci sono voci che vogliono andare indietro. Questo si chiama essere testardi, questo si chiama voler addomesticare lo Spirito Santo, questo si chiama diventare stolti e lenti di cuore”. (…)

http://www.asianews.it/notizie-it/Papa:-testardi-coloro-che-vogliono-tornare-indietro-rispetto-al-Vaticano-II-27672.html

Brevissimo commento alle esternazioni di Bergoglio

Ma i testardi, stolti e lenti di cuore non dovrebbero essere quelli che si ostinano a negare la divinità di Nostro Signore Gesù Cristo?

Percorsi laici, risorgimentali e massonici 

Uno straordinario percorso turistico serale per scoprire, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, tutta la storia del Risorgimento e dei suoi uomini a Torino, città dalle antiche radici laiche.

Un viaggio affascinante alla scoperta della storia meno conosciuta della Città, per incontrare i personaggi che hanno fatto l’Unità d’Italia e i loro legami con il pensiero laico e la Massoneria, con la visita, in assoluta esclusiva, al Tempio Massonico, in un itinerario di scoperta unico, sospeso tra storia e simbolismo, mai proposto sino ad ora al pubblico. Per motivi di privacy all’interno del Tempio Massonico non sono permesse riprese o foto. (…)

PERCORSO: Partenza: Corso Bolzano angolo Porta Susa.

Via Cernaia (Giardino La Marmora): monumento al generale Alessandro La Marmora, fondatore del corpo dei Bersaglieri (scultore Giuseppe Cassano – 1867).

Piazza Savoia: obelisco commemorativo dell’abolizione del foro ecclesiastico (Leggi Siccardi, 1850)

Piazza Carlina (Piazza Carlo Emanuele II): monumento a Camillo Benso conte di Cavour (scultore Giovanni Duprè – 1863).

Via dei Mille: monumento a Giuseppe Mazzini ( scultore Luigi Belli – 1917).

Corso Vittorio Emanuele II:  esterno del Tempio Valdese e della Sinagoga Ebraica.

Lungo Po Cadorna: monumento a Giuseppe Garibaldi (scultore Edoardo Tabacchi – 1884).

Piazza Castello: ore 22,30 Tempio Massonico (visita alla sede della Massoneria – durata 1 ora)

Rientro in bus in Corso Bolzano. Il percorso avverrà tutto in bus tranne la visita in Piazza Castello.

http://www.torinolaica.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1475:percorso-turistico-torino-laica-risorgimentale-e-massonica&catid=37:news-dalla-consulta&Itemid=63

Angela Merkel riceve il premio dei rabbini europei

16/04/2013 – La cancelliera Angela Merkel è stata insignita del premio Lord Immanuel Jakobovits, riconosciuto dalla Conferenza dei Rabbini Europei. In questo modo i fondatori del premio rendono merito al sostegno fornito dalla Merkel alla comunità ebraica in Germania, e anche alla feroce condanna dell’antisemitismo in Europa, si legge nel comunicato stampa dell’organizzazione. Il premio Immanuel Jakobovits è stato istituito nel 2012 in nome dell’ex presidente della Conferenza dei Rabbini Europei e Rabbino della United Hebrew Congregations of the Commonwealth. Il primo vincitore è stato Jerzy Buzek, politico polacco, ex presidente del Parlamento Europeo.

http://italian.ruvr.ru/2013_04_16/Angela-Merkel-riceve-il-premio-dei-rabbini-europei/

Moschea rosa

18/4/2013 – Un imam omosessuale di Washington, Daayiee Abdullah, si è detto “disponibile a celebrare nozze gay“. Il religioso musulmano, il primo dichiaratamente omosex, partecipava ad un incontro di giovani attivisti per i diritti dei gay nella capitale americana. L’imam ha parlato durante la proiezione del documentario “Sono gay e musulmano”. Ad un certo punto ha stupito tutti dicendo: ”Ritengo che siamo all’inizio di un movimento per un Islam più inclusivo in America”. (…) L’imam Abdullah, un afroamericano convertito all’Islam, guida la moschea progressista Luce della Riforma di Washington. Ha già celebrato alcune unioni gay, garantendo la massima discrezione, e invitando gli sposi a fare altrettanto.

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/usa-imam-omosessuale-daayiee-abdullah-si-nozze-gay-1535456/

Grande Fratello (maggiore) 

26/4/2013 – Il nome, Najwa Daughman, suonava non tranquillizzante. Le origini palestinesi della famiglia, costretta ad abbandonare Haifa nella guerra del 1948, accrescevano il senso di disagio. A ciò si aggiungeva la netta sensazione che la giovane architetta appena sbarcata all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv dopo un volo notturno dagli Stati Uniti fosse un’attivista filo-palestinese dell’International Solidarity Movement, possibilmente in procinto di entrare in azione nei Territori.  Per cui – era il maggio 2012 – la responsabile dei servizi di sicurezza israeliani all’aeroporto le disse: «Adesso facciamo qualcosa di interessante». Le presentò un computer e le disse di entrare nella propria casella postale Gmail. Lo stato di Israele desiderava dare una scorsa alla sua corrispondenza…

L’episodio – denunciato con grande evidenza un anno fa da «Haaretz» – ha allarmato l’associazione israeliana per i diritti civili Acri, secondo cui le violazioni della privacy di stranieri in arrivo sono divenute un fenomeno preoccupante. Ieri però queste apprensioni sono state trovate ingiustificate dal consigliere legale del governo israeliano, Yehuda Weinstein, che si sente di poter invece giustificare «in casi straordinari» le intrusioni degli agenti di frontiera nella corrispondenza di quanti suscitino una serie di sospetti. Costoro, precisa, non sono costretti a mostrare le proprie mail. Ma il loro rifiuto potrebbe indurre gli agenti a negare l’ingresso in Israele. La Daughman (e come lei altre tre donne statunitensi, di origine araba, citate in quell’occasione da Haaretz) fu sbigottita dalla richiesta e accettò di collaborare. Avrebbe poi riferito che la agente si era interessata ai messaggi che contenevano le parole: Israele, Palestina, Cisgiordania e aveva preso nota dei suoi contatti. Dopo alcune ore la Daughman fu costretta a rientrare negli Stati Uniti.

Israele, sottolinea il consigliere Weinstein, non ha alcun obbligo di garantire l’ingresso a cittadini stranieri. Quei controlli sono dunque giustificati per determinare il «background» di chi desideri entrare nel Paese. Parole che non acquietano l’Acri: in Israele, rileva, la ispezione della corrispondenza di un cittadino deve essere autorizzata da un giudice; altrimenti rappresenta una violazione della privacy. A ciò le autorità replicano, in via informale, che gli stessi israeliani che chiedono un visto all’ambasciata degli Stati Uniti d’America di Tel Aviv possono essere sottoposti a lunghi e dettagliati interrogatori. Talvolta basta essere nati nel Paese «sbagliato» (come l’Iran) per vedersi negare il permesso di sbarcare negli Stati Uniti. Dove pure capita per altro che computer siano ispezionati alla frontiera. L’Acri comunque non si dà per vinta. Adesso, anticipa, la battaglia passerà alla Knesset. «Vogliamo – spiega l’avvocato Lila Margalit – che in merito si faccia una legge ben chiara. E, cosa più importante, che le pratiche all’aeroporto Ben Gurion siano costantemente controllate dalla magistratura».

http://www.lastampa.it/2013/04/26/esteri/grande-fratello-all-aeroporto-in-israele-controllano-le-e-mail-UUaMQ2yi8cpNvo3VKOESkO/pagina.html

Comunione e Circoncisione

27/4/2013 – “Storia religiosa degli Ebrei di Europa” è il volume presentato il 25 aprile al Castello Estense di Ferrara dall’Arcivescovo Mons. Luigi Negri e dal rabbino Giuseppe Laras, presidente emerito e onorario dell’Assemblea Rabbinica Italiana, già rabbino capo di Milano. Pubblicato nella collana “Europa ricerche” della “Fondazione Ambrosiana Paolo VI”, il testo è frutto della XXIX Settimana europea svoltasi a Villa Cagnola (VA) nel settembre 2007, e contiene i preziosi contributi di eminenti studiosi del mondo ebraico; non solo ebrei ma anche cristiani. (…) “Si tratta di un libro di straordinaria fattura e importanza – ha esordito Mons. Negri – una grande lezione di storiografia intelligente e appassionata che ha cercato di investire questo fenomeno così complesso e drammatico con ampiezza di documentazione e con intelligenza di lettura realmente eccezionali (…)  dobbiamo recuperare, con tanta gratitudine a Dio, le nostre identità: “l’identità dell’esperienza ebraica, nella sua straordinaria e terribile storia, a cui milioni e milioni di nostri fratelli ebrei hanno saputo rimanere fedeli, ma allo stesso modo l’identità cattolica, maturata nel tempo non senza fatica, tensioni, pericoli di divisione e che è sfociata nel Concilio Vaticano II, punto anche di grande svolta per il dialogo fra cattolici ed ebrei” (…) “L’uomo ha bisogno dell’ebraismo attuale e del cattolicesimo attuale e di quella sana laicità su cui si è soffermato più volte il Magistero di Benedetto XVI, perché l’uomo di questo tempo è disperato” (…).

http://www.zenit.org/it/articles/mons-negri-e-il-rabbino-laras-raccontano-la-storia-degli-ebrei-in-europa

Meticci

29/4/2013 – Cecile Kyenge va avanti per la sua strada. «Le polemiche sulla mia nomina? Non sono un problema mio, la legge parla chiaro, chi ha la cittadinanza può essere eletto. Dico no a politiche di contrapposizione, cerco un terreno condiviso per una nuova coesione sociale. Più che mai l’ Italia deve recuperare valori come solidarietàe accoglienza». Edè felice per l’ endorsement di Mario Balotelli. «Mi fa piacere, in questo momento l’ Italia ha bisogno di esempi concreti e positivi per far vedere che ormai è una società meticcia, mista e bisogna prenderne atto». (…)

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/04/29/immigrati-maroni-contro-la-kyenge-alfano-dica.html?ref=search

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http://federiciblog.altervista.org/

http://www.centrostudifederici.org/

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21 ottobre 2011

Il giorno 6 novembre 2008 il Corriere.it, noto organo di “informazione” titolava così la notizia della vittoria di Obama:

Barack Obama ha vinto nettamente le elezioni per la presidenza degli Stati Uniti. Che cosa cambierà ora? E cosa vi attendete dalla nuova amministrazione?

La vittoria di Barack Obama e’ una grande vittoria. Per la civiltà occidentale, per l’America, per tutti noi. L’America seppellisce definitivamente il Ku Klux Klan e la Guerra di Secessione. L’anima ormai multirazziale degli Stati Uniti trova in Barack Obama una sua definitiva consacrazione. La società occidentale trova, finalmente, un capo con ampie vedute, capace di comprendere il quadro globale e non di guidare il mondo da un ranch texano. Noi tutti, piccoli, provincialissimi, italiani possiamo gioire perche’ ci viene offerta oggi una importante lezione di stile e di saggezza. L’America ha scelto un leader giovane, magari con ancora molto da imparare rispetto ad un McCain, ma con idee chiare ed una fortissima determinazione a porre in essere quella inversione di rotta di cui il mondo ha disperatamente bisogno. Gli Stati Uniti, ancora una volta, scelgono di prendere il toro per le corna e si affidano ad un leader giovane, ma determinato. E’ la forza del nuovo che avanza. Anche a scapito della tradizione. Ciò che ci viene mostrato e’ il coraggio di cambiare, di battere strade nuove, noi italiani che della parola cambiamento abbiamo dimenticato perfino il suono. E non gioiscano i militanti di casa nostra. Repubblicani e Democratici nulla hanno in comune con il Centrodestra ed il Centrosinistra nostrani. Non riduciamo i Democratici a Sinistra ed i Repubblicani a Destra. Non se lo meritano. Anzi, lo considererebbero un insulto. E avrebbero ragione loro.
Articolo di Vanreese

Riportiamo anche la dichiarazione di Obama riguardo la conquista della Libia e l’assassinio di Gheddafi.

LIBIA: OBAMA, CON MORTE GHEDDAFI SI CHIUDE LUNGA ERA DI DOLORE

Barack Obama accoglie la notizia della morte di Muammar Gheddafi come una liberazione ed un’opportunita’ per il popolo libico. Per il presidente americano la scomparsa del Colonnello pone fine ad ‘un lungo e doloroso capitolo per i libici’, che ora hanno una chance per costruire ‘una nazione tollerante e democratica’.

Gigantesco Menorah, candelabro ebraico, costruito di fronte alla Casa Bianca a rimpiazzo dell’albero di Natale.

La Menora davanti alla Casa Bianca (Foto: Israel Bardugo)Il Primo Ministro Canadese accende la Menorah con Chabad (Foto: Lubavitch.com)Il Primo Ministro della Repubblica Ceca accende con Chabad (Foto: Lubavitch.com)Il Primo Ministro della Repubblica Ceca con il rabbino e sig.ra Barash, rabbino di Chabad a Praga (Foto: Lubavitch.com)

Il Governatore della California Arnold Schwarzenegger all’accensione (Foto: Lubavitch.com)

Il Governatore della California balla con i rabbini di Chabad (Foto: Lubavitch.com)Mosca: Accensione davanti al CremlinoMosca: Rav Berel Lazar con il sindaco di Mosca Yuri LushkovLa Menorah a Vienna dove si è verificata l’aggressione al rabbino Chabad (Foto: Lubavitch.com)Vienna (Foto: Lubavitch.com)Budapest: La folla vista dalla MenoraBudapest: Rav Baruch Oberlander, marito di Batsheva (Lazar) OberlanderLa Menorah a BudapestBruxelles: Rav Gershon Mendel Garelik accende l’Euro MenorahL’Euro Chanukà a BruxellesBerlino: davanti alla Porta di BradenburgoBerlino: l’accensione davanti alla Porta di BradenburgoTel Aviv (Foto: Col.org.il) Rav Benny Zippel accende la Chanukià in Salt Lake City, UtahMontreal: Rav Leibel Rodal con il consiglere comunale Herbert BrownsteinManhattan (Foto: Col.org.il)Pechino, Cina: Con l’ambasciatore IsraelianoParigi: Davanti alla Tour Eiffel (Foto: Mendel Benhamou)Il Governatore del Minnesota, Tim Paulenty, all’accensione con il rabbino Mendel Feller, marito di Dina (Lazar) Feller

Il Senatore Norm Coleman con i rabbini Feller nel Minnesota

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E’ incredibile, come questo popolo che 2000 anni fa ha fatto condannare ed uccidere il Cristo (con l’aiuto dei Romani, corresponsabili di questo incoscente atto) continuino ancora oggi a voler manifestare il loro potere ed opprimere popoli che per causa loro stanno soffrendo da tantissimo tempo. Spero che anche per loro le porte dell’inferno e della dannazione eterna siano gia aperte.

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Rievo e volentieri pubblico

Dopo già 4 minuti nemmeno un segno di benedizione,ma vai al minuto 4.35 e vedrai che saluta con il pollice all’insù…non credo consono al successore di Pietro.

Ancora una volta minuto 6.42 saluta con il pollice all’insù,minuto 7.26 la carità al Signore piace quando si fa nel nascondimendo,quello che fa lui è mostrare un gesto di pietà e misericordia d’innanzi alle telecamere.

Primo saluto del Papa con il primo della fila,notare come si salutano sembrano “amici di  merenda”,secondo stretta di mano ed occhiali da sole,terzo stessa stretta di mano,il quarto si china come dovrebbe essere da protocollo e gli bacia la mano,quinto stretta di mano e saluto da “regina Elisabetta”,sesto occhiali da sole come da “disco music”,gli altri a seguire salutano sempre con stretta di mano,ad un tratto la fila sembra dividersi ed iniziano gli altri a salutare con inchino e bacio sul dorso della mano (tranne due o tre).Ancora una volta minuto 3.57 saluta con il pollice all’insù, MA ALL’IMPROVVISO AL MINUTO 4.49 UN PICCOLO ANZI PICCOLISSIMO CENNO DI BENEDIZIONE!!!Minuto 5.54 ancora il gesto “italia 1”, minuto 6.02 giusto una seconda benedizione proprio perchè ci siamo,questa è l’immagine più triste di tutte minuto 10.21 bacia il bambino con disabilità con una faccia da pietà,ma ripeto a Dio la carità piace più se tenuta nel riserbo che vantata davanti a tutti come a mostrarsi di tanta umanità!

Il popolo di Dio è lontano da Dio stesso,da quello stesso Padre che gli aha creati,e per tanto sono cechi perchè non si accorgno che la figura di San Pietro in terra invece di benedire il popolo del Signore saluto con pollice all’insù come Eminem,che invece di parlare solo di carità la deve applicare nell’intimità e non sfacciatamente in pubblico davanti alle telecamere come in uno show televisivo e che dovrebbe salutarsi con Vescovi e Cardinali con più rispetto e non con la stretta di mano dopo la giocata a carte.

Questo “papa” fa Bergoglio ma basta togliere Be e mettere O che appare Orgoglio.

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Bergoglio regala medaglie della Sede Vacante alla Merkel

Foto: "CITTA' DEL VATICANO - E' durato oltre 45 minuti ieri il colloquio privato nella Sala della Biblioteca tra papa Francesco e la cancelliera tedesca Angela Merkel. L'incontro, in cui la cancelliera si è rivolta al Papa IN TEDESCO, si è svolto alla presenza di un INTERPRETE.Il Papa ha donato alla Merkel delle medaglie della SEDE VACANTE."Segnalazione di Monica Lodi Rizzini

“CITTA’ DEL VATICANO – E’ durato oltre 45 minuti ieri il colloquio privato nella Sala della Biblioteca tra papa Francesco e la cancelliera tedesca Angela Merkel. L’incontro, in cui la cancelliera si è rivolta al Papa IN TEDESCO, si è svolto alla presenza di un INTERPRETE.
Il Papa ha donato alla Merkel delle medaglie della SEDE VACANTE.”

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Bergoglio contro i discepoli di Gesù: “Intolleranti…sbagliavano”

di Redazione
“Chi crede in Lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio”. (Vangelo di San Giovanni 3,18)
 “I discepoli erano un po’ intolleranti”, chiusi nell’idea di possedere la verità, nella convinzione che “tutti quelli che non hanno la verità, non possono fare il bene”. E “questo era sbagliato”… (“Vangelo” secondo Bergoglio/Francesco da L’Osservatore Romano del 23/05/2013)

L’insegnamento di San Giovanni o quello di Bergoglio? Cari cattolici perplessi, abbiate in coraggio di scegliere e di riconoscere il vero Pastore.

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“Ma qual è la radice di questa possibilità che appartiene a tutti gli uomini? «Io penso che sia proprio nella creazione» ha risposto il Papa: «Il Signore ci ha creati a sua immagine», e se «lui fa il bene, tutti noi abbiamo nel cuore questo comandamento: Fai il bene e non fare il male. Tutti». E davanti «a chi dice: Ma padre, questo non è cattolico, non può fare il bene, rispondiamo: Sì può farlo, deve farlo; non può ma deve, perché ha questo comandamento dentro», nel suo cuore.

Pensare che non tutti possono fare del bene è una chiusura, «un muro — ha sottolineato il Santo Padre — che ci porta alla guerra» e «a quello che alcuni hanno pensato nella storia: uccidere in nome di Dio. Noi possiamo uccidere in nome di Dio». Infatti, «dire che si può uccidere in nome di Dio è una bestemmia». Il Signore ha redento tutti con il sangue di Cristo, «tutti, non soltanto i cattolici. Tutti» ha ricordato il vescovo di Roma. E gli atei? «Anche loro, tutti. È questo sangue che ci fa figli di Dio». Ecco perché «tutti noi abbiamo il dovere di fare il bene».

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invece Bergoglio nelle sue esternazioni è stato molto tollerante: “…Di più: ci sono voci che vogliono andare indietro. Questo si chiama essere testardi, questo si chiama voler addomesticare lo Spirito Santo, questo si chiama diventare stolti e lenti di cuore.”

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il commento prosegue così :
“E Gesù li corregge. A questo punto è lecito «che noi ci domandiamo: chi può fare il bene e perché? Cosa significa questo “non glielo impedite” di Gesù? Cosa c’è dietro?». In questo caso «i discepoli erano un po’ intolleranti», ma «Gesù allarga l’orizzonte e noi possiamo pensare che dica: Se questo può fare il bene, tutti possono fare il bene. Anche quelli che non sono dei nostri»
Cari cattolici perplessi, meglio l’insegnamento di San Giovanni o di Gesù Cristo ?

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Vero che anche quelli che non sono dei nostri possono fare del Bene. Ma si salvano, lo dice Gesù Cristo, coloro che crederanno, saranno battezzati ecc. La malizia bergogliana, tipica del modernista è inficiare nella verità il tremendo errore ecumenista.
San Giovanni ha scritto ciò che Gesù ha fatto e detto.

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Questa è anche «una bella strada verso la pace». Se infatti ognuno fa la sua parte di bene, e lo fa verso gli altri, «ci incontriamo facendo il bene». E così costruiamo la «cultura dell’incontro; ne abbiamo tanto bisogno». Nessuna preclusione, dunque, nei confronti degli atei e di chi la pensa in modo diverso: «Fa’ il bene, ci incontriamo là» poiché «su questa strada di vita» il Signore «parlerà a ciascuno nel cuore». Fare il bene «è un dovere, è una carta di identità che ha dato a tutti il nostro Padre, perché ci ha fatto a sua immagine e somiglianza. E lui fa il bene sempre» ha detto il Papa.

«Io vorrei chiedere oggi al Signore — ha concluso — questa grazia per tutti. Scoprire il comandamento che tutti noi abbiamo: fai il bene, non fare il male, e lavorare su questo incontrarci facendo il bene». Una strada percorribile da ognuno, ha ribadito Papa Francesco ricordando che «oggi è santa Rita, patrona delle cause impossibili»; e dunque se questo sembra impossibile, «chiediamo a lei questa grazia» di fare tutti del bene come se fossimo una sola famiglia. Un «lavoro di creazione» lo ha definito, opera che ci avvicina «alla creazione del Padre».

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Quest’uomo ricopre la cattedra di Pietro ma la sua elezione non è stata guidata dallo Spirito Santo… La Madonna a Garabandal ha detto ai veggenti che dopo il papa Giovanni XXIII ci sarebbero stati solo 4 papi: Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI quindi non c’è da stupirsi del suo comportamento… basta ricordare il giorno della sua elezione quando non riusciva neppure a recitare l’AVE MARIA!!!

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Clericomassoneria & Cattogiudaismo

di Pietro Ferrari

Paolo M. Siano nel suo “Un manuale per conoscere la massoneria” 2012, ci ricorda la storia del massone Earl Brennan (33° RSAA), che come capo dell’OSS in Italia (assieme al “fratello” Frank Bruno Gigliotti che ricuciva i rapporti tra massoneria italiana ed americana), lavorò con la mafia italo-americana per preparare lo sbarco degli Alleati in Sicilia. Earl Brennan grazie ad un personaggio della Segreteria di Stato del Vaticano, ottenne mappe di obbiettivi strategici giapponesi dalla Nunziatura Apostolica di Tokyo. Tale personaggio era G.B. Montini, il primo Papa ad essere elogiato dalla Massoneria tramite il Gran Maestro Gamberini, con un elogio funebre. G.B. Montini, colui che depose la Tiara, così viene ricordato proprio da OR. del 06/08/10: “…officiando in Duomo il Te Deum di ringraziamento per la “liberazione” di Milano dagli austriaci, l’arcivescovo ammise di riconoscere nelle vicende del Risorgimento italiano “quel carattere superlativo che pure chiamiamo provvidenziale”. Bisognerebbe pertanto ringraziare la Carboneria per aver liberato la Chiesa dal fardello del potere temporale!

La fascinazione delle gerarchie ecclesiali per Cavour, Mazzini e compagnìa cantando, si rafforza con l’agognata stesura di DH, che rifiuta il concetto stesso di Stato Cattolico. Mons. Luigi Bettazzi (presunto massone come pubblicato da Mino Pecorelli il 12/09/78 da L’Osservatore Politico) nel suo libro del 2006 riguardo la persecuzione anticattolica nel cosiddetto “Risorgimento” (visto positivamente come “cammino di laicità…”), sostiene che:“l’anticlericalismo è stato una reazione al clericalismo, ossia all’eccessivo influsso della Chiesa nella società … i nemici di Gesù erano clericali sicchè Gesù è stato anticlericale”. Insomma il solito desiderio di confinare il cattolicesimo nelle catacombe!! Il Card Esilio Tonini, è stato elogiato da Gustavo Raffi (GOI) come uomo che auspica una collaborazione tra Chiesa e Massoneria per il benessere dell’umanità. Come accennato da Mons Luigi Negri nella prefazione al libro “I Papi e la Massoneria” di A. Pellicciari, Esilio Tonini sarebbe assai vicino alla Massoneria; peccato che lo stesso Mons Luigi Negri abbia rapporti col Rotary di Montefeltro! Per una disamina approfondita della questione si consiglia il libro: “La Massoneria alla conquista della Chiesa” del magistrato C.A. Agnoli.

Appare chiaro come questo Nuovo Umanesimo sia il collante tra “chiesa conciliare” & Loggia, che trova ai livelli di base del laicato “cattolico” già da tempo, una sintesi operativa coi massoni come sostiene il prelato filo-massone Rosario Esposito. Il massone Pierre Simon (GLDF), ossìa l’alfiere dell’avanzata laicista nella legislazione francese, fu proprio colui che negoziò la visita in Loggia di Mons. Pezeril e Padre Riquet, evidentemente in ossequio ad una nuova concezione dei rapporti tra Massoneria e Chiesa, “al di là del Bene e del Male”, verso la Coincidenza degli Opposti o lo svuotamento dogmatico del cattolicesimo. Avanzano agnosticismo e autocompiacimento nella “ricerca” spirituale, come aspetti inquietanti aventi anche coloriture esoteriche. In tal senso fu emblematica una frase di Joseph Ratzinger ad Assisi 2011 riferita agli atei:

“Queste persone cercano la verità, cercano il vero Dio, la cui immagine nelle religioni, a causa del modo nel quale non di rado sono praticate, è non raramente nascosta.”
Intanto chi lo dice che i non credenti cercano la verità e che pertanto cercano il vero Dio? Anche se fosse, ma non è dimostrabile, come si può affermare che questa ricerca sia difficile per il modo abituale in cui si pratica quella religione non cattolica? Esiste quindi un modo “raro” di praticare religioni non cattoliche per recuperare la nitidezza totale della “immagine” divina? E chi ce lo insegna, la Kabala nelle Logge o Gesù cristo?

In buona sostanza: E’ IL MODO SBAGLIATO DI PRATICARE LE RELIGIONI A DEFORMARE L’IMMAGINE DI DIO O SONO LE STESSE RELIGIONI IDOLATRICHE A FONDARSI SU DEFORMAZIONI DI QUELLA IMMAGINE? Appare evidente come Joseph Ratzinger abbia parlato a chi ha orecchie per intendere. Il “guenoniano” Jean Reyor sostiene la cattolicità dell’esoterismo “cristiano” templare per cui occorre superare le forme “esteriori e rozze” della Fede per raggiungere la Conoscenza, il Principio Divino nel quale scompaiono tutte le distinzioni come nel 30° grado di Cavaliere Kadosch RSAA, nel quale vi è il calpestamento esoterico della croce. Ancora Joseph Ratzinger ad Assisi 2011: “Si è, invece, incapaci di ritrovarsi su quel confine tra i due cortili simbolici del tempio di Sion, l’atrio dei gentili e quello degli israeliti, quando ci si arrocca solo in difesa dei propri idoli.”

Non avrei mai pensato che la religione cattolica in se stessa e al di qua dei suoi confini, fosse una rocca eretta in difesa di idoli.

L’erroneo convincimento esaltato particolarmente dai “focolarini” che l’Unità debba essere trovata nel dialogo e che la “divisione” sia di per sè diabolica solo perché “diavolo” deriva dal greco “dia-ballein” (dividere), elude la vera natura di Satana (cioè l’Avversario) che è quella del mentitore, nemico della Verità. Anche la Verità divide: il Signore venne infatti “a portare la spada” (Mt X, 34). I traditori e gli spergiuri che rinnegarono il giuramento antimodernista sono pertanto “satanici” in quanto edulcorano o traviano la verità stessa, anche se in una prospettiva di umanitarismo immanentista lavorano “per unire” l’umanità. Ma non è forse questo uno degli obbiettivi della Massoneria? Questa è la tattica dei modernisti: non negano mai esplicitamente una verità ma la edulcorano col contrario: dicono una cosa e dopo due righe ammettono cose diverse o tollerano cose opposte negli scritti o nella prassi e una volta scoperti, scindono dottrina e pastoralità. Ecco come si ribadiscono timidamente (perché espunte dal nuovo codice di diritto canonico) le condanne alla Massoneria, ma se ne assumono i principii di fondo glissando assai sulle scomuniche da fare…

Dal disordine ascetico causato dai giochi pirotecnici di Medjugorie, siamo ormai giunti ad una sorta di neo-quietismo affamato di apparizionismo: tutto ciò fonda emotivamente la neo-religione Ecumenica. Cento anni fa un neo-convertito dal protestantesimo scrisse un romanzo emblematico quanto profetico. Il romanzo di Benson “Il padrone del Mondo” sembra ricordare il “cristo-umanità” dei Rosacroce, Giuliano Felsemburgh atteso al di là del bene e del male, “oltre” le religioni, dai chierici del nuovo ordine per una Nuova Era in una Nuova Umanità. Il nuovo clero “costituzionale” (oggi “conciliare”) ha però l’appoggio dell’autorità che invece scaccia i “refrattari”, scomodissime spine nel fianco perché specchi di una cattiva coscienza.

CATTOGIUDAISMO

E.M. Radaelli nel suo “Il mistero della sinagoga bendata” Effedieffe 2002 / Milano, denuncia i complici e i favoreggiatori di quei ladri ed assassini di Naboth, nel Patto Antico (1RE XXI 1,16) e dei vignaioli perfidi, del Vangelo (Matth XXI 34,36). Falsari della Santa Religione che cadono nel tranello di pensare (o pongono tale tranello a chi li ascolta) che sia l’antropologìa a produrre il divino, che Dio sia frutto e prodotto delle contingenze storiche ed ideali dei popoli, smascherando in modo limpido il cuore giudaizzante di troppi porporati tipo Carlo Martini o Etchegaray, ma anche dei vari Cantalamessa che spargono i semi di una nuova religione che ripudia implicitamente il Dio Trinitario. L’unico Dio E’ trinitario e pertanto la trinitarietà è coessenziale a Dio: senza di Essa Dio non è. G.B. Montini non si contraddistinse solo per tale vocazione verso “il Culto dell’Uomo”, ma anche per il suo ecumenismo quando parlò di cattolicesimo, giudaismo ed islamismo come di: “…tre espressioni che professano un identico monoteismo, attraverso le tre vie più autentiche”. E’ una frase contenente due falsità: una falsità metafisica, non avendo i cattolici elementi essenziali in comune con giudei e islamici essendo la nostra essenza proprio l’essere cristiani, non accidentalmente ma sostanzialmente; una falsità religiosa, in quanto per avere un “identico monoteismo”occorrerebbe escludere da parte nostra la Rivelazione stessa, il principio stesso della nostra religione e cioè Gesù Cristo, che rivela il mistero divino e che riassume in se stesso il Libro che rivela. Quale rapporto allora tra Chiesa e Sinagoga?

Gli ebrei, intesi come veri fedeli, popolo eletto e quindi custode delle promesse messianiche, credono a tal punto alla Forza della Parola da definirsi ‘figli della Legge’; infatti: “Nella benedizione di Isacco ai gemelli Esaù e Giacobbe è LA PAROLA a ribaltare l’ordine della natura e della storia per cui il primogenito deve cedere il primato al secondo … La VIS immateriale della Parola sovrasta quella del Sangue perché la prima è divina mentre l’altra caduca ed accidentale. GESU’ vero Verbum rompe i legami che congiungevano i giudei al padre Abramo: ‘Voi avete per padre il diavolo’ (Ioann. VIII, 44). Infatti Jesse, padre di Davide, non sarebbe padre del Messia nella carne e nella fede se non fosse stato sostenuto dalla Potenza del Figlio: non Cristo è ebreo perché nato da ebrei, come se la sua dignità fosse effetto della dignità loro; ma essi sono ebrei perché nati da Cristo e la loro dignità discende dalla Sua, la loro elezione dalla Sua, la loro santità dalla Sua. Non è la Radice ad essere portata da Te ma è Essa che Ti porta. Eliminare la teologìa della sostituzione con l’invenzione dell’attesa parallela tra “fratelli minori e maggiori” significa ragionare come se la Rivelazione e la prima venuta fossero imperfette (rendendo scusabile l’incredulità) ed avessero assurdamente realizzato un nuovo Patto universale, perfetto e definitivo, ma lasciando ancora vivo quello Antico (compiutosi in quanto annunciante il Nuovo avvenuto), Patto ancora vivo nonostante l’apostasìa del Venerdì Santo che rifiutò la Rivelazione divina. Da quel momento è la Chiesa nascente il Vero Israele. Come ha ricordato anche Don Giorgio Maffei (“Il popolo deicida” – 1994): “…il primato salvifico diviene, col rifiuto, primato di condanna”, ribadendo quanto già la Sacra Scrittura con San Paolo aveva mostrato: ira divina sui giudei e loro accecamento fino a quando non si convertiranno al Signore (2Cor III 12, 16 – 1Ts II 14, 16).

Un punto centrale rimane quello dell’insegnamento dottrinale, in quanto (Matth, XXIII, 2): “sulla cattedra di Mosè si sono seduti scribi e farisei”. Chi si siede sulla cattedra di un altro è un usurpatore (Caifa) se il suo insegnamento è in contraddizione con l’altro: la cattedra garantisce proprio al popolo, che lo scambio accidentale della carne e della storia non muta la sostanza e cioè la continuità essenziale dello spirito, ma solo se non vi è usurpazione. La cattedra è di Pietro, è di Mosè in quanto Vicari di Gesù Cristo, uno seguente l’altro precedente di UNA cattedra. I giudei che erano figli di Abramo nella carne si illusero di essere giustificati quasi a titolo ereditario, mentre nello spirito erano “figli del diavolo”(Ioann VIII, 44). Pertanto i cattolici non devono illudersi di essere tali solo perché “materialmente” appartengono alla Chiesa, come se fosse un dato “storico-anagrafico-culturale” il loro tratto essenziale, ma devono esserlo per la Fede. In tal senso Santa Brigida di Svezia (Rivelazioni – Libro VII, 7): “…non avendo il Papa commesso eresia, la vera fede è credere che nonostante i numerosi peccati commessi, egli abbia comunque la piena facoltà e autorità di assolvere le anime, poiché tale potere gli è stato dato da San Pietro e affidato da Dio … similmente affermo che, malgrado i loro peccati li rendano indegni davanti al Dio di gloria, i sacerdoti sono veri sacerdoti – e quindi consacrano, somministrano l’eucaristia e gli altri sacramenti ai fedeli e con le loro mani sull’altare innalzano e toccano realmente il corpo di Cristo – purchè non siano eretici.”

Insomma, quella delle “tre religioni monoteistiche” non è solo una trovata giornalistica che riduce la religione a sociologìa d’accatto, ma una balla colossale spacciata per “verità” dalle gerarchie conciliari e postconciliari. Tale confusione sulle “tre religioni monoteiste” induce ulteriori confusioni o travisamenti che vanno a consolidare vecchi errori e pregiudizi, come nel libro di Adriano Scianca “Riprendersi tutto – le parole di CasaPound: 40 concetti per una rivoluzione in atto” – SEB: “Non a caso il monoteismo religioso è figlio del deserto: fra le dune non c’è alcun Dio che possa manifestarsi attraverso la natura … piatta monotonìa che genera per riflesso un Dio che è Totalmente altro rispetto al mondo. La desolazione desertica rinvia alla solitudine metafisica di un Dio che non è afferrabile concettualmente né rappresentabile figurativamente”.Qualche risposta bisogna darla anche perchè Adriano Scianca ha in parte ragione.

Perché Dio non potrebbe manifestarsi nel deserto? E il miracolo della manna e del roveto ardente? L’autore ragiona come se Dio avesse bisogno per forza di una materia particolare per manifestarsi, palesando una concezione materialistica e immanentistica della divinità. Un “dio” totalmente altro e inafferrabile concettualmente, né rappresentabile figurativamente è invece quello a cui credono di credere (perché non esiste) giudei ed islamici, mentre Dio può essere “afferrato” (parzialmente ma esattamente) dalla ragione come insegna san Tommaso e può essere benissimo raffigurato, non come per giudei ed islamici, loro sì fratelli maggiori e minori, ma di un’altra famiglia. Se Dio non si identifica col mondo allora sarebbe irrimediabilmente Altro e Distaccato da esso? Questo secondo il neopaganesimo monista e immanentista che non conosce Dio come Padre. Dio E’ l’Essere stesso creatore di tutto per mezzo del Suo Figlio Unigenito, Sapienza incerata, il Verbum, generato ab aeterno dal Padre che contempla con Carità se stesso e viene contemplato ed amato ab aeterno dal Verbum con la Carità scambievole dello Spirito Santo, che quindi, procede da entrambi. La Trinità divina è relazione di Amore che viene comunicato all’esterno proprio perché, prima e da sempre, vissuta internamente. Quindi Dio può liberamente creare il mondo e l’uomo, facendolo Suo figlio adottivo nella fede per mezzo del battesimo, laddove un “dio” rigidamente “unico” e non trinitario (che non esiste in realtà) diventa Lontanissimo ed inafferrabile, distaccato dagli uomini che tutto saranno o potranno essere tranne che suoi figli. Dio è Altro dal mondo ma non è distaccato da esso, né dai destini umani che segue con la Sua provvidenza. Mi pare ovvio come l’aver insistito troppo sull’aspetto monoteistico scisso da quello trinitario da parte delle gerarchie ecclesiastiche, abbia consolidato anche in altri ambienti ostili al “monoteismo” la falsa idea dei “tre monoteismi”. Parafrasando il prof. Adriano Nardi, il cristianesimo comprese il significato della rivelazione divina, afferrandone il riferimento allo “eschatòn” ultraterreno, mentre l’ebraismo cadde in un fraintendimento interpretando lo “eschatòn” come accadimento storico intramondano, traducendo la verità palesatagli dalla manifestazione trascendente in una dimensione immanente … il giudaismo ha trasformato lo spirituale in materiale, la redenzione in riscatto, l’attesa in rivalsa, la promessa del paradiso ultraterreno nel perseguimento del dominio sulla terra; di Dio ha fatto lo strumento del suo potere. Tale concezione ebraica ha trionfato su quella cristiana ateizzandola, con la conseguenza per i “cristiani ateizzati” della perdita della fede nella salvezza ultramondana, trasformata nella “fede” in un riscatto nella storia verso un Eden terreno, con l’unica differenza però rispetto al giudaismo, che sarebbe condiviso da tutti senza distinzioni. Nei Paesi occidentali vi è una bassa percentuale di atei teorici (“devoti” e non…), mentre le masse vivono un ateismo pratico, un distacco dalla dimensione religiosa vista come per niente necessaria o poco importante per la propria esistenza; giudicata magari come retaggio di epoche “buie”. Tale ateizzazione di massa fatta da “credenti-non-praticanti”, è il frutto di una civiltà apostata che genera agnostici, cioè figure troppo immerse nei propri interessi e desideri, per porsi il fastidioso ed “ozioso” problema del senso stesso della loro esistenza. Ingranaggi dunque, di una macchina nullificante, che pretende un moto continuo ed implacabile: un “fare” senza mai “essere”. Non bisogna chiamarli “credenti-non-praticanti”, ma “agnostici che praticano l’ateismo”. Tutto ciò sembra impossibile ai più anche se la Chiesa ha avuto e sempre avrà dei nemici, esterni ed interni che combattono per corrompere il dono prezioso della Fede nelle anime; ma del resto non fummo forse direttamente avvisati da Cristo che disse: “Quando il Figlio dell’uomo tornerà, incontrerà ancora la Fede? (Lc 18, 8).

ET HOMO DEUS FACTUS EST

Martedì 11 Dicembre 2012 a Teramo si è tenuto un convegno dal titolo: “Fede e Cultura a cinquanta anni dal Concilio”. L’intento dell’iniziativa: dimostrare come il CVII abbia trasformato una “Chiesa del giudizio”, sono le parole dell’organizzatore dell’evento, il Sig. Attilio Danese, nella “Chiesa del dialogo”. Questo “miracolo” conciliare si sarebbe prodotto grazie al fatto che i Padri Conciliari avrebbero “rimesso al centro della dottrina cattolica la Persona Umana”, come se il “peccato” precedente fosse stato di aver messo al centro Dio.

Mons. Sanna ha bollato la Messa Tridentina come una “celebrazione di un’assemblea muta e passiva”, spiegando che con la riforma liturgica si sia passati “dal Dio dell’altare al Dio della vita … dal culto domenicale ed esteriore di sacrestìa a quello della testimonianza della carità cristiana”.
Il CVII, ha fatto eco Michele Seccia (vescovo di Teramo), nel suo breve intervento introduttivo: “ha fatto proprio il personalismo” che poco spazio aveva avuto in precedenza perché ovviamente corretto e in gran parte condannato dalla filosofia tomistica. Veniva così elogiato il vescovo Abele Conigli che a Teramo abolì la processione del Venerdì Santo e che consegnò la direzione dell’organo diocesano “L’Araldo Abruzzese” ai laici (a seguito del Concilio il seminario aprutino fu chiuso per carenza di vocazioni!!!). Poi è stato il presidente della “Association des amis d’E. Mounier”, Guy Coq, ad esaltare nella sua relazione le idee del filosofo personalista francese rallegrandosi di quanto il Concilio le abbia recepite, prima fra tutte, quella sulla laicità dello Stato, accusando la Chiesa preconciliare di non aver compreso la differenza tra laicità e laicismo in quanto a suo dire: “il progetto di fondo del cristianesimo non è quello di costruire una civiltà cristiana”, occorrendo “il riconoscimento dell’autonomìa dei laici in materia di impegni temporali.”

Il professor Campanini ha ricordato in modo trionfale come gli intellettuali marginalizzati e condannati dai Papi, abbiano influenzato in modo decisivo il CVII con la “geniale intuizione della riconciliazione con la modernità … Mounier nel 1935 aveva parlato di rifare il Rinascimento … il Concilio fece propria la filosofia personalista e finalmente cancella dai propri documenti e dal proprio linguaggio parole come ‘Stato Cattolico’ e ‘Società Cristiana’…”. Quale differenza tra questi signori e sant’Ignazio di Loyola, che nei suoi Esercizi Spirituali invitava a rispondere alla Chiamata di Cristo Re, partendo da quella del Re temporale che aiuta appunto a contemplare quella del Re Eterno! Ebbene: “Troppo a lungo – asserisce il relatore – la Chiesa era stata legata alle strutture del potere … il Concilio libera la Chiesa da questo abbraccio mortale.”

Tutti concordi nella necessità di andare Oltre la post-modernità, così come E. Mounier voleva ripensare il Rinascimento. Insomma, non finisce qui! Con la vittoria del principii della separazione tra Stato e Chiesa i rivoluzionari non sono ancora soddisfatti: occorre che la Chiesa rinunci a concepire se stessa come Istituzione, per liquefarsi nel “popolo di Dio”, in un “popolo in cammino”. Insomma è stato davvero curioso vedere tanti detrattori della Chiesa “costantiniana e tridentina”, quasi desiderosi di tornare nelle catacombe o di essere offerti in pasto alle belve del Circo Massimo e constatare nel contempo che in fin dei conti, sono tutti stipendiati e riveriti, alloggiati e al sicuro, pronti ad apostatare senza neanche avere una ghigliottina che incombe sulla loro testa. E’ proprio questa la “chiesa” nata dal CVII: quella dei “preti” che sputano sulle glorie della Chiesa, che rinnegano con disinvoltura secoli di Santi e Martiri, che fanno gli indovini o gli psicologi in tivvù avendo perso la vocazione a guidare il gregge, quella della centralità della persona umana in chiave sentimentale o neo-umanistica col protagonismo dei Laici Illuminati. Una “chiesa” che sradica gli altari e mette i tavoli, non più confortata dalla forza e dalla centralità del Sacrificio di Cristo. Una “chiesa” che minaccia nuovi concilii per celebrare e “canonizzare” un domani nuovi errori. Una “chiesa” con la quale si può essere “Una Cum”, rimanendo cattolici?

Pubblicato su RadioSpada il

24 maggio 2013
Nella festa di Santa Maria Ausiliatrice
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martedì 11 giugno 2013
zagamiTra le “grandi” interviste, le più singolari e interessanti (oserei dire esclusive) ricorderemo quella a questo personaggio. Buongiorno a Leo Zagami, antroposofista sui generis, scrittore, imprenditore. Con il dott. Zagami ci lega una lunga conoscenza in ambienti a noi similari, nonché alla frequentazione di gente del “bel mondo”, io un tempo, lui tutt’ora. Come si suol dire largo ai giovani!
Esimio Leo, ad oggi sei (ci diamo del tu) uno scrittore di successo. Qual’è il Paese in cui i tuoi libri hanno venduto un maggior numero di copie?
3Il Paese in cui i miei libri hanno venduto di più è senz’altro il Giappone forse perché è il primo che mi ha dato la possibilità di pubblicare il mio pensiero nell’ormai distante 2009 e quello con cui ho creato un maggiore rapporto di collaborazione a vari livelli, arrivando a creare successivamente un team italo-giapponese d’eccezione con il mio traduttore Haruhiko Yamanouchi, noto anche come Hal Yamanouchi (Tokyo, 20 aprile 1946) attore e doppiatore giapponese naturalizzato italiano che vive a Roma e con cui ho tradotto i miei ultimi tre libri per il Giappone tra cui il sesto che uscirà breve, un saggio dedicato al mondo sottile, a quello delle entità benevole ma ancora più spesso malvagie e manipolatrici, segue il mio 5° libro per il Giappone scritto insieme alla nota giornalista di origini imperiali Kaoru Nakamaru sul Vaticano che aveva predetto tra l’altro la crisi che ha poi portato alle dimissioni di Ratzinger nonostante la Chiesa non ami ammettere le sue malefatte. Hal è particolarmente attento alle tematiche spirituali dell’essere e alle teorie del complotto che riguardano il suo Paese che è stato la vittima sacrificale più evidente della Seconda Guerra Mondiale e del Nuovo Ordine Mondiale che si stava instaurando subito dopo. Hal Mi aiuta non solo con le traduzioni ma a trasporre il mio materiale e le mie ricerche seguendo una modalità più giapponese, il che aiuta ulteriormente l’apprezzamento dei miei lavori da parte del pubblico del Sol Levante. Yamanouchi è anche un attore piuttosto famoso a breve lo vedremo in Wolferine L’immortale.
Perché i tuoi libri hanno come unico tema il complotto?
I miei libri non hanno come unico tema il complotto, anzi hanno elementi più filosofici e profondi al proprio interno , ma in questo periodo del Kali Yuga l’Età Nera che andrà ancora avanti, purtroppo, questo è il tema del giorno a cui si da maggior risalto per ottenere un interesse maggiore. 2A volte la curiosità si accende nel lettore qualunque per via di un evento, o di una persona che per lo scrittore non deve necessariamente divenire il fine ultimo della propria pubblicazione, anzi questo è un mezzo per poi far progredire il lettore e fargli capire stati iniziatici e valori ben più profondi della critica che si vuole avanzare verso un sistema evidentemente corrotto. Noi per queste entità che ci guidano dal mondo invisibile serviamo a volte solo come “bestiame umano” per vampirizzare le nostre energie,1 le nostre gioie e i nostri dolori dalla “batteria umana” che pilotano da sempre usando mezzi noti solo ai grandi iniziati. Di questo bisogna rendersi conto per evolversi come razza oltre ogni complotto messo su da istituzioni di tipo religioso,politico o militare che fino ad adesso si dimostrano alla fin fine dei semplici burattini dei loro cosiddetti Maestri Invisibili. Quella “Gran Loggia Bianca” che li guida è in realtà un Gran Loggia Nera anzi nerissima il cui vertice non è in Tibet o in qualche montagna misteriosa ma è in Vaticano e in Israele dove L’Eggregora e da sempre di natura malvagia e corrotta cosi come lo era l’Impero Romano che si vuole emulare e con cui si scontra il Maestro dei Maestri Gesù.
Quali tipi di persone hai frequentato in passato? Quali sono quelle di cui bisogna avere più timore?
Ho frequentato uomini e donne di diversa estrazione, ho avuto la fortuna di frequentare dai più umili e poveri ai più esaltati e ricchi, dai più grandi criminali ai più grandi uomini di fede e cultura, nascere nobile ti facilità a non avere la necessità di provare chi sei e ti fornisce un lasciapassare ideale per frequentare tutte le classi sociali se hai un animo realmente nobile e non sei uno snob senza senso. 58962_444797835607010_370881897_nCerto capire il grande teatro della vita significa anche capire cosa è il bene e cosa è realmente il male, e di solito il male più grande non lo praticano gli stolti e gli ignoranti e i poverelli di strada che al massimo ti possono uccidere in un atto criminale dovuto dalla loro disperazione, ma bensì coloro che in posizioni privilegiate, con un animo calcolatore e senza scrupoli decidono la vita di milioni di persone. Questi sono i veri psicopatici che governano il mondo al giorno d’oggi, e questi sono coloro che vanno rimossi prima o poi costi quel che costi.
Il Nuovo Ordine Mondiale esiste veramente oppure è soltanto un’altra mania di cospirazionismo mediatico?
Il Nuovo Ordine Mondiale oggi è il risultato di una visione distorta della Spiritualità Occidentale in sposa a quella Orientale promossa in primis dalla Società Teosofica che giunge con la creazione delle Nazioni Unite alla sua fase finale e alla sua massima ipocrisia, ma che nasce da un piano millenario ben più complesso che origina con L’Editto di Milano (noto anche come Editto di Costantino, Editto di tolleranza o Rescritto di tolleranza) da cui nascerà il Nuovo Ordine Mondiale dell’asse Giudeo-Cristiano che si trasferirà poi nel Sacro Romano Impero e di li nel 1776 negli Stati Uniti d’America, mantenendo in gran segreto il piano originale grazie a società più o meno segrete create per questa missione. Tra queste quella degli illuminati fondata nello stesso anno in Germania da Adam Weishaupt che nonostante non abbia avuto una gran durata ispirò altri ordini e organizzazioni simili nei decenni e secoli successivi,cosi da continuare questa missione segreta trasmessa agli illuminati e agli alti gradi della Massoneria dalla Rosa+Croce ovvero l’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale. Questo Ordine Mondiale avrà eventualmente una sola voce e un solo credo, quello dell’Anticristo almeno che un vero Messia non si faccia avanti, questo è il triste destino dell’umanità ovvero essere presi per il culo visto che il sistema iniziatico Occidentale è oramai collassato su se stesso, e in mano ai demoni del Kali Yuga.
Qualche “scoop” ?
Lo “scoop” è che esiste un accordo tra le gerarchie occulte dell’aldilà di tutte le religioni che si trovano in difficoltà nel canalizzare la fede degli uomini sempre più spenta e lontana dai fasti di un tempo, che non riesce più a fornire l’energia di un tempo, ricordiamoci che le gerarchie occulte si cibano di questa energia generata dalle batterie umane. Quindi l’ inesorabile ascesa di queste pseudo religioni New Age (altro termine coniato in seno alla Massoneria) segna l’inevitabile ascesa di falsi profeti e dell’Anticristo in persona se ne avrà la possibilità.La verità non è in esseri esterni pur luminosi e appetibili che i ciarlatani della New Age ci propinano ma dentro noi stessi, nella Vera Massoneria si trovano le risposte non nella pseudo Massoneria di stampo spiritualista come quella di Charles Leadbeater,un frammassone inglese con il dono della chiaroveggenza ,che presentò gli avatar tradizionali come “maestri” che si potevano contattare a piacimento. Questo atteggiamento triviale degenerò ben presto per lasciar spazio alle migliaia di channeler della New Age, dominati p presi per i fondelli dai demoni del Kali Yuga pronti a tutto per ottenere il lor piano mondialista di schiavitù della coscienza collettiva che inesorabilmente verrà sottomessa a questo imbroglione cosmico che a breve catalizzerà gli interessi del genere umano.
Il tuo nuovo libro di cosa parlerà?
I miei prossimi saggi che usciranno dopo l’estate hanno per tema GLI ILLUMINATI E LA MUSICA e sono dedicati al mondo della musica e del suono in relazione all’esoterismo, alle società segrete, al satanismo, al controllo mentale e alla propaganda del Nuovo Ordine Mondiale. Sarà un opera unica nel suo genere proposta in modo assolutamente inedito e non superficiale che vorrei giungesse al maggior numero di persone per renderle consapevoli del pericolo che corrono loro o i propri figli e probabilmente uscirà come trilogia visto l’immensa mole di materiale che stiamo mettendo insieme. Li sto scrivendo con la collega Enrica Perucchietti con cui ho già scritto un paio di libri e con cui mi trovo molto in sintonia, ma sto anche preparando il mio primo romanzo, si un thriller esoterico che nasconderà in forma di finzione alcune verità nascoste sul mondo delle sette e degli apparati cosiddetti deviati dell’ intelligence. ultimoLo sto scrivendo a quattro mani con un Fratello Massone di cui non divulgherò ancora il nome, ma che mi sta aiutando molto insegnandomi i trucchi del mestiere tipici di un romanziere che sono ben diversi da quelli di un saggista, aspettatevi quindi grandi cose anche da questo progetto e chi lo sa che non servi a risvegliare successivamente un maggior numero di persone che non leggono i libri di saggistica ma che forse lo faranno dopo essersi letti questo mio primo romanzo. Ad Maiora.
Grazie Leo per l’intervista e per il tempo concessomi.
Abbiamo ritenuto, come persone desiderose di apprendere, ovvero filomati, di farvi conoscere anche questa realtà, del vasto giro mediatico ormai da anni. Ognuno ne tragga liberamente le sue conseguenze e, forse, nuove prospettive di ricerca.
Pietro P. Della Torre.

Fonte: http://filomatinews.wordpress.com/2013/06/10/il-nuovo-ordine-mondiale-ce-lo-spiega-leo-zagami/

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L’origine oscura della Menorah e delle 7 Luci. O si chiamava MeNOAH?

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Menorah

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Una ricostruzione della Menorah del Tempio creata dalla Temple Institute

La Menorah (ebraico: מנורה) è una lampada ad olio a sette bracci che nell’antichità veniva accesa all’interno del Tempio di Gerusalemme attraverso combustione di olio consacrato.

Il progetto originale, la forma, le misure, i materiali e le altre specifiche tecniche si trovano per la prima volta nella Torah, nel libro dell’Esodo, in corrispondenza delle regole inerenti al tabernacolo. Le stesse regole adottate poi per il Santuario di Gerusalemme.

Rappresentazione artistica della Menorah, tratta dal soffitto affrescato della sinagoga di Saluzzo, Piemonte.
Storia

La Menorah è uno dei simboli più antichi della religione ebraica. Secondo alcune tradizioni la Menorah simboleggia il rovo ardente in cui si manifestò a Mosè la voce di Dio sul monte Horeb, secondo altre rappresenta il sabato (al centro) e i sei giorni della creazione. Nel tabernacolo d’Israele, la menorah era d’oro e di disegno simile a quello delle comuni lampade (o candelabri) d’uso domestico, era adorna di pomoli e fiori alternati e aveva un’asta centrale e tre bracci per parte, che sostenevano in tutto sette piccole lampade. Per queste lampade si usava solo olio puro di olive schiacciate. Dio è la suprema Sorgente di luce e di guida. Dopo essere stato liberato dalle mani dei nemici e di Saul, Davide disse: “Tu sei la mia lampada, o Dio”. Nei Salmi troviamo un’espressione analoga: “Tu stesso accenderai la mia lampada, o Dio”. Dato che “l’uomo non deve vivere di solo pane, ma di ogni espressione che esce dalla bocca di Dio”, i Suoi comandamenti sono come una lampada, che illumina la via dei servitori di Dio nelle tenebre di questo mondo. Il salmista dichiarò: “La tua parola è una lampada al mio piede, e una luce al mio cammino”. Il re Salomone disse: “Il comandamento è una lampada, e una luce è la legge, e le riprensioni della disciplina sono la via della vita”.

Perciò il fatto stesso che la menorah si trovasse nel tabernacolo e successivamente nel tempio indicava chiaramente anche se in senso simbolico, che Dio stesso sosteneva l’adorazione ebraica a Gerusalemme in quel tempo, per questo dopo il 70 d.C. con la distruzione di Gerusalemme da parte dei romani, gli ebrei persero l’approvazione di Dio, e la menorah per mano divina andò persa per sempre, insieme all’arca del patto.

Il destino della Menorah originale è tuttora oscuro: fatta interamente d’oro, d’un sol blocco, venne con molta probabilità portata a Roma quando Tito conquistò la terra di Israele nel 70, come testimoniato da una raffigurazione sullo stesso Arco di Tito. Secondo alcune testimonianze non confermate, è rimasta a Roma fino al sacco di Roma del 455 finendo poi, dopo alterne vicissitudini, a Costantinopoli. Da qui in poi se ne perdono le tracce. La tradizione ebraica sostiene invece che la Menorah trafugata da Tito fosse una copia (come provato dalle incongruenze fra il bassorilievo raffigurato sull’arco di Tito e la forma conosciuta della Menorah biblica). Quella vera sarebbe stata nascosta in previsione della distruzione del secondo Tempio di Gerusalemme.

Con la distruzione del Santuario di Gerusalemme molte tradizioni sono state riadattate ma non la Menorah che non ha collocazione liturgica mantenendo quindi solo funzioni ornamentali oppure come candelabro di illuminazione (anche elettrica) in luoghi di riunione e di preghiera. Ancor oggi, la Menorah è un simbolo universale della religione ebraica.

Lo stemma ufficiale dello Stato di Israele: la Menorah fiancheggiata da due rametti d’olivo. Sotto la Menorah la scritta “Israele”.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terumah (parashah).

Uso moderno

Nelle Sinagoghe, oltre ad una lampada semplice ad olio sempre accesa di fronte all’Aron, chiamata ner tamid (luce eterna), è spesso presente una menorah o una sua rappresentazione.

Una menorah è rappresentata sullo stemma dello Stato di Israele, basata sulla rappresentazione della menorah sull’Arco di Tito.

Esegesi ebraica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aronne, Cohanim, Kohen Gadol, Luce celeste, Qedushah, Shekhinah, Tabernacolo e Tempio di Gerusalemme.
  • Un Midrash insegna che Mosè si chiese come fosse possibile che nel Mishkan prima e poi nel Tempio di Gerusalemme vi fosse bisogno della Menorah per la luce rispetto alla luce celeste della Shekhinah, certamente più grande a magnificente della prima; Dio gli rispose dicendo Behalotekhà, vi eleverete, con allusione all’elevazione anche sul piano materiale del livello spirituale, appunto distintamente la luce dei lumi della Menorah e quella celeste dell’irradianza della Shekhinah: in questo caso le due sono infatti collegate.
  • Mosè non riusciva a concepire la forma della Menorah tramite l’intelletto o “l’immaginazione profetica”, così Dio lo permise tramite una visione profetica.
  • Nel Tempio di Gerusalemme esistevano lampade minori rispetto alla Menorah, che ne era la principale: essi vennero probabilmente rubati.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chanukkah e Chanukkiah.

Esegesi di Rashi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arca dell’alleanza.

In un commento al Talmud Rashi ha proposto la descrizione della Menorah del Tempio di Gerusalemme come indicato nello stesso.

Uso nella Chiesa Cattolica

La Menoràh è frequentemente utilizzata nelle celebrazioni eucaristiche dal Cammino Neocatecumenale, un itinerario di formazione post-battesimale della Chiesa Cattolica.

Galleria

  • Pekiin tablet.jpg
  • Moneta raffigurante una menorah emessa dall’ultimo re Hasmonean.

  • Disegno Maimonides della menorah

  • Legion001.jpg
  • Un disegno sulla rappresentazione della Menorah vista sull’Arco di Tito a Roma, Italia.

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Francesco I e il ‘Vaticano III’ ~ L’intervista di Eugenio Scalfari a papa Bergoglio

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FRANCESCO I E IL ‘Vaticano 3’

L’intervista di Eugenio Scalfari a papa Bergoglio

(Repubblica, 1° ottobre 2013)

La crisi religiosa che attraversano gli uomini di Chiesa non deve portare al pessimismo. Infatti come Gesù “solo la Chiesa ha parole di vita eterna” essendo essa il Corpo Mistico di Cristo. Quindi non dobbiamo temere e scoraggiarci: alla fine la Chiesa di Cristo risorgerà come Gesù risuscitò dal Sepolcro.

Oggi (v. l’intervista di Eugenio Scalfari a papa Bergoglio, Repubblica, 1° ottobre 2013), con papa Francesco I, assistiamo all’ultima scena dell’opera di “auto-demolizione” del potere sociale del Papato ad opera di un Papa. Ma questo era il piano della Massoneria: “un Papa secondo i nostri desideri, che non sia iscritto alla Setta, ma ne abbia lo spirito e faccia lui la Rivoluzione in cappa e tiara”.

Ogni giorno, parlando come dottore privato, in omelie alla sua messa privata, concedendo interviste e soprattutto agendo in maniera sovvertitrice dell’ordine e della dignità papale, papa Bergoglio colpisce ciò che dopo il Concilio Vaticano II, miracolosamente, era rimasto ancora in piedi. Egli vuole fare il Vaticano III senza indire un Concilio, nemmeno pastorale, sarebbe troppo dottrinale per il suo spirito pragmatista. Ciò che Küng, Schillebbeckx, Metz, Boff, Gutierrez, rimproveravano a Paolo VI e Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI (aver bloccato lo spirito del Vaticano II) è condiviso in pieno da Francesco I, il quale riprende la loro lamentela e asserisce di voler portare sino alle ultime conseguenze il Vaticano II.

San Paolo nella Seconda Epistola ai Tessalonicesi (II, 6-7) ha rivelato la venuta dell’Anticristo finale: “Voi conoscete Colui che lo trattiene, di modo che egli si manifesterà al suo preciso momento. Infatti il Mistero d’Iniquità già opera internamente. Solo quando Colui che ora lo trattiene verrà tolto di mezzo, allora l’uomo d’iniquità si manifesterà, ma il Signore Gesù lo ucciderà con un soffio della sua bocca”.

I Padri ecclesiastici interpretano questi due versetti in maniera unanime. L’Anticristo finale si manifesterà, ma vi è un “ostacolo”, un “katechon”, “Colui che lo trattiene”, che è il potere spirituale e sociale del Papato. Quando questo potere non avrà più la forza socialmente sufficiente per trattenere l’Anticristo, ma sarà stato ridotto ad influire solo sulle singole anime, allora questi apparirà, ma sarà ucciso da Cristo stesso, che veglia tutti i giorni sino alla fine sulla sua Chiesa. San Paolo lo chiama Mysterium iniquitatis, esso operava già nell’epoca in cui l’Apostolo scriveva (sono gli “anticristi iniziali”, che si manifesteranno durante il corso della storia). Ma al momento stabilito e permesso da Dio, quando il Papato dopo essere stato attaccato da tutti i fronti avrà perso, momentaneamente, la sua forza sociale di restaurazione, allora apparirà l’Anticristo finale. Il liberalismo che vuol ridurre il Cristianesimo a puro fenomeno individuale, negando la Regalità sociale di Cristo è uno dei pilastri della “contro-chiesa” e apre le porte all’Anticristo finale.

Questi due versetti di san Paolo si applicano perfettamente a quel che sta succedendo oggi con Francesco I. È chiaro che il Mistero d’Iniquità, operante segretamente durante la storia della Chiesa sin dall’epoca apostolica, si collega al Vaticano II ove, tramite la collegialità, l’ecumenismo e la libertà delle false religioni, la potenza sociale restauratrice ed antisovversiva del Papato e della Chiesa è stata scemata. A partire da allora pian piano si manifesta il Mistero d’Iniquità in tutta la sua ferocia (e lo vediamo oggi sotto i nostri occhi) sino al Regno dell’Anticristo finale, che Cristo annienterà.

Però non dobbiamo preoccuparci eccessivamente. Era scritto e previsto. Dio lo ha permesso per trarre dal male un bene maggiore. Dopo aver ultimato la sua Rivoluzione in cappa e tiara, apparirà l’uomo d’iniquità, ma Gesù lo annienterà. “Nolite timere pusillus grex, Ego vici mundum!” (Lc., XII, 32). La vittoria finale, dopo tante sconfitte intermedie, appartiene a Dio e alla sua Chiesa. E così sarà. “Verbum Domini manet in Aeternum!”.

Occorre sapere che papa Bergoglio si è formato alla scuola della filosofia della prassi marxista. Uno dei suoi principali autori è senz’altro Ludwig Feurbech che studiò filosofia a Berlino con Hegel. La sua opera più conosciuta è L’essenza del cristianesimo pubblicata nel 1847, nel 1851 pubblicò Lezioni sull’essenza della religione e nel 1857 Teogonia (l’origine di Dio). Morì il 13 novembre del 1872. Egli si inscrive appieno nel solco della filosofia moderna che è «antropocentrica: il suo centro di riflessione non è […] Dio, ma è l’uomo. Però sino a […] Feuerbach nessuno aveva spinto l’antropocentrismo sino al punto di negare Dio. […]. La tesi fondamentale di Feurbach è l’identificazione dell’uomo con Dio. […] Egli fa dell’uomo l’essere supremo, identificandolo con Dio». La nuova religione immanentistica e antropocentrica di Feurbach consiste nella «divina trinità nell’uomo, l’unità di ragione, amore e volontà»
Ora questo spirito lo si ritrova già nel Concilio Vaticano II e papa Bergoglio lamenta che dopo aver aperto le porte alla modernità il Vaticano si sia fermato un po’ e che abbia ritardato l’opera della Rivoluzione in cappa e tiara, ma che lui la porterà a termine.
Già durante “l’omelia nella 9a Sessione del Concilio Vaticano II”, il 7 dicembre del 1965, Papa Montini giunse a proclamare: «la religione del Dio che si è fatto uomo s’è incontrata con la religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio. Cosa è avvenuto? Uno scontro, una lotta, un anatema? Tale poteva essere; ma non è avvenuto. […]. Una simpatia immensa verso ogni uomo ha pervaso tutto il Concilio. […]. Noi, più di tutti, abbiamo il culto dell’uomo».

Inoltre papa Giovanni Paolo II ha affermato nella sua seconda enciclica (del 1980) “Dives in misericordia” n.° 1: «Mentre le varie correnti del pensiero umano nel passato e nel presente sono state e continuano ad essere propense a dividere e persino a contrapporre il teocentrismo con l’antropocentrismo, la Chiesa [conciliare, ndr] […] cerca di congiungerli […] in maniera organica e profonda. E questo è uno dei punti fondamentali, e forse il più importante, del magistero dell’ultimo Concilio». Ancora una volta non è l’interpretazione radicale del Concilio, ma è l’insegnamento stesso conciliare ad essere gravemente erroneo.

Vi è una lotta evidente, esplosa in tutta la sua virulenza durante il Vaticano II, tra la Chiesa di Cristo e la “contro-chiesa” o “sinagoga di satana” (Apoc., II, 9), che si serve della modernità immanentista per sovvertire la mentalità dei fedeli e dei chierici inclini al progressismo, i quali potranno diventare in futuro i capi della Sinarchia di una “contro-chiesa” infeudata alla “Repubblica universale” massonica e al “Tempio universale” giudaico, tramite l’ecumenismo, che dovrà portare alla riunione dei cattolici con i massoni o “fratelli” separati e ebrei o “fratelli” maggiori.

Tutto ciò è avvenuto mediante una silenziosa e sotterranea Rivoluzione religiosa (Concilio Vaticano II, 1962-65) e culturale (maggio 1968), non cruenta e militare, grazie alla quale l’uomo prenderà il posto di Dio per distruggere poi, nichilisticamente, l’uomo stesso quale animale razionale. Ma non basta, bisogna passare ora alla piena e perfetta realizzazione di quanto è stato posto in atto imperfetto nel Vaticano II con un Vaticano III fatto appena detto e non elaborato dottrinalmente.

Infine Bergoglio si accinge (e lo dice) al terzo ed ultimo passo, il quale è il traguardo finale che la “sinagoga di satana” si era prefissa da almeno 200 anni: la costituzione di un unico “Tempio universale” mediante l’ecumenismo, ossia un amalgama di tutte le religioni a scapito dell’unica vera religione, quella fondata da Gesù su Pietro ed i suoi successori. Purtroppo, avendo con il Modernismo infiltrato i propri suppositi nella Chiesa, la Setta infernale è riuscita a far compiere l’ultimo passo della Rivoluzione anti-divina proprio agli uomini di Chiesa, soprattutto durante e dopo il Concilio Vaticano II, che ha raccomandato pastoralmente l’Ecumenismo, la Libertà delle false religioni e la Collegialità, cioè propri quegli errori condannati costantemente dal Magistero dogmatico ed infallibile della Chiesa. La “rivoluzione in cappa e tiara” si è avverata nel 1965 e perdura ancor oggi, anzi con Francesco I è divenuta una valanga inarrestabile – tramite gesti, fatti e detti quotidiani non magisteriali, ma ampliati e globalizzati dai mass media – che solo l’Onnipotenza e la Giustizia di Dio potrà bloccare prime che giunga al compimento del Vaticano III.

La “contro-chiesa” sa che non può giungere al dominio del mondo senza avere corrotto anche il potere spirituale, che viene da Dio. Infatti non si può reggere e governare la Società civile se questa non è sorretta da quella soprannaturale. Stato e Chiesa debbono cooperare. La “contro-chiesa” ha combattuto la dottrina della cooperazione tra potere temporale e spirituale ed ha distrutto il potere temporale della Chiesa (che la aiutava a diffondere il Vangelo nella Società civile, senza essere infeudata a nessun potere umano) per sostituirvisi e diventare il nuovo “contro-potere” o la “demonio-crazia” preternaturale, che viene dal basso e dagli inferi e lotta contro la “teocrazia”. Oltre il potere economico, sociale e politico occorre avere nelle mani anche quello religioso, senza il quale tutto il resto vacilla e poi crolla. Avendo macchinato contro la vera Religione, la Sinarchia deve darci un surrogato di essa, una “contro-chiesa” ed una “contro-religione”. La religione non è qualcosa di posticcio o puramente accessorio che aiuta lo Stato a governare meglio, ma è essenziale al funzionamento del potere civile e al suo perdurare. La Chiesa lo ha sempre insegnato, la “contro-chiesa” lo ha capito e lo ha negato, ma ha sempre cercato di metterlo in pratica alla rovescia 1°) avversando la vera Religione, 2°) propinando agli uomini una falsa religiosità, rivelandosi vera “scimmia di Dio” come il diavolo (Tertulliano).

Questa è l’ora decisiva dello scontro tra due entità dal quale arriverà al suo completamento la “città del diavolo” oppure rinascerà la “città di Dio” (S. Agostino, De civitate Dei, XIV, 28).

Scalfari ha capito molto bene che senza una “contro-chiesa” (“Il Tempio”) la Setta (“La Repubblica”) non può riuscire a costruire un “super Governo Mondiale”, come senza la grazia divina l’uomo non può edificare la Civitas Dei o la Res Publica Christiana.

Ora il problema ultimo da risolvere è sapere se la Sinarchia sia all’altezza di portare sino alle ultime conseguenze (la distruzione della Chiesa di Roma, fondata da Gesù su un solo Pontefice: Pietro) questa Sovversione annichilatrice nella Chiesa e della Chiesa. Possiamo rispondere con certezza: “sì, ma inutilmente!”. Infatti le membra della Chiesa sono umane, ma il suo principio è Cristo che l’ha fondata, il suo fine è Dio e il cielo verso cui tende, infine i suoi mezzi sono soprannaturali nella loro essenza: i Sacramenti, che conferiscono la vita soprannaturale. Contro questa realtà assistita divinamente perché fondata e istituita da Dio stesso, nulla può la Sinarchia, la “contro-chiesa” e la “sinagoga di satana”. Gesù lo ha promesso formalmente: “le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa!”(Mt., XVI, 18). “Ecco, Io sto con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo” (Mt., XXVIII, 20).

Certamente siamo arrivati alla frutta e al caffè, ma non si è fatti i conti con l’oste (il Padreterno) e i conti saranno più che salati, saranno infuocati. Solo un immane castigo, pari alla gravità dell’apostasia strisciante e pratica che viviamo sotto i nostri occhi. Monsignor Francesco Spadafora raccontava che nel suo paese d’origine vi era un cattivo prete, un certo don Antonio e i suoi fedeli esclamavano: “Povero Gesù Cristo in mano a don Antonio!”. Poi don Antonio morì e i fedeli dissero: “Povero don Antonio in mano a Gesù Cristo!”. È quel che succede adesso col ‘mistero d’iniquità’, il quale è arrivato quasi al suo zenit e tra poco sarà dissolto dal “soffio della bocca di Gesù”. “Poveri Vaticano II e III in mano a Gesù Cristo!”, possiamo dire noi, parafrasando il grande monsignor Spadafora.

don Curzio Nitoglia

2 ottobre 2013