30 ottobre 2013

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1341314/Grillo-e-il-Cav–un-partito-anti-euro–Una-nuova-maggioranza-c-e-gia.html

ALTRE INTESE

Otto italiani su dieci insoddisfatti dalla moneta unica: Berlusconi fu il primo euroscettico, poi il M5S, che ha fatto il botto alle elezioni

30/10/2013
Grillo&Silvio, il partito anti-euro<br /> è la nuova maggioranza in ItaliaBeppe Grillo e Silvio Berlusconi

Sovranità nazionale – Il 74% di euroscettici è una percentuale alta che potrebbe suggellare, come suggerisce l’ex direttore di Libero,Vittorio Feltri, un nuovo asse tra Forza Italia e Movimento Cinque Stelle. Fu Silvio Berlusconi infatti a sollevare dubbi sull’utilità dell’euro e Grillo ne fece il suo cavallo di battaglia alle politiche di febbraio che lo hanno visto ottenere un risultato impressionante. Berlusconi e Grillo secondo Feltri dovrebbero allearsi accantonando momentaneamente il nodo giustizia con l’obiettivo di fare insieme una battaglia per riconquistare la sovranità nazionale e battere moneta per affrontare e fermare la prepotenza teutonica. “Con i voti di Forza Italiapiù quelli del M5S la maggioranza è garantita. Coraggio, che ce vo’?”, conclude Feltri.

La telefonata – Per qualcuno queste considerazioni sembreranno campate sul nulla visto che mai e poi mai Grillo scenderebbe a patti con l’odiato Berlusconi. Eppure qualcosa potrebbe anche muoversi. Si tratta di una voce da prendere con le pinze, rilanciata dal Corriere della Sera:pare che Berlusconi abbia già avuto un colloquio con il professore Becchi, fedelissimo del leader pentastellato, genovese, anti-euro convinto.

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La triste parabola del massone reazionario Monti, aguzzino per bene

La parabola di Mario Monti finisce in farsa. Arrivato al potere in Italia per grazia ricevuta, tra gli squilli di tromba di una stampa servile e senza un briciolo di dignità, il professorino di Varese ha collezionato in poco tempo una serie di autogol da far impallidire Niccolai. Nonostante i disastri combinati, Monti continuerà a fare la bella vita passeggiando tra i corridoi di Palazzo Madama a spese dei contribuenti per sempre. Grazie alla indiscussa lungimiranza di Giorgio Napolitano, (“il piccolo padre”) infatti, l’esimio bocconiano ha acquisito lo status di senatore a vita per meriti futuribili. L’ennesimo scempio commesso da un Presidente della Repubblica che in meno di dieci anni è riuscito a dilapidare secoli di conquiste civili e democratiche. Come ebbi modo di dirvi fin dall’inizio, Monti fu imposto al potere in Italia dal primo cerchio della massoneria reazionaria che governa l’Ue per accelerare il processo di dolosa de-industrializzazione in corso da anni (clicca per leggere http://www.ilmoralista.it/2011/12/05/il-killer-venuto-dal-freddo/ ).

Un compito che Monti ha assolto con scrupolo e fredda cattiveria. Insensibile al dramma degli esodati, dei disoccupati e dei sottosalariati, a Monti va comunque riconosciuta una dose di coerenza che lo rende in fin dei conti un demone rispettabile. A differenza dei vari Casini, Mauro, Alfano, Bersani e compagnia, mezze calzette disposte a dire e fare qualsiasi cosa pur di ricavarne un vantaggio personale in termini di denaro e potere, Monti palesa una volontà infernale più profonda che lo porta ad anteporre il desiderio di spargere dolore, miseria e morte perfino rispetto al soddisfacimento di obiettivi di natura più egoistica e contingente. Insomma, mentre Casini può lodare indifferentemente Berlusconi o Bersani, recitando tutte le parti in commedia al fine di strappare cariche, poltrone e prebende per sé e per i suoi cari, Monti mantiene comunque un profilo di rigorosa e incrollabile perfidia. E’ questa la differenza principale che permette a qualunque attento osservatore di separare i burattini dai burattinai. Monti, massone reazionario e contro-iniziato, è strumento secolare di un processo spirituale che vuole cambiare la società in senso oligarchico costi quel costi. E’ un angelo del male, lautamente retribuito dai soliti colossi finanziari che provvedono ad assumerne la prole, uscito allo scoperto nel tentativo di imporre a viso aperto una visione perversa del mondo, indifferente rispetto agli umori e alle mode del momento. Monti, al pari di Draghi, Schauble e compagnia, è un burattinaio. Questo non significa che non sbagli mai. Anzi. Di errori il nostro incappucciato di ispirazione neonazista ne ha commessi a iosa. Alcuni dei quali, tra l’altro, segnalatigli per tempo proprio sulle pagine del blog de “Il Moralista” (clicca per leggere http://www.ilmoralista.it/2012/12/20/lagenda-monti-e-il-mein-kampf-del-2000/ ).

Durante la recente crisi minacciata da Berlusconi, Monti prese parola in aula per condannare l’atteggiamento irresponsabile di quei partiti che operano in virtù della ricerca del consenso (clicca per ascoltare):

Come se il consenso espresso dai cittadini nelle urne non costituisse l’unico strumento in grado di separare l’esercizio di un potere democratico e legittimo dalle diverse forme di oppressione, più o meno mascherate, che endemicamente refluiscono dagli anfratti più bui della storia dell’Uomo. Monti odia la democrazia e non fa nulla per nasconderlo. Considera la sovranità popolare un inutile orpello, riconoscendo ai sudditi l’esclusivo diritto di uniformarsi al volere degli sfuggenti “mercati” (che hanno sostituito le vecchie divinità oramai vintage). Casini, Mauro, Alfano e gli altri, al contrario, sono solo dei poveri mendicanti, perennemente in ginocchio di fronte ai cangianti padroni nell’attesa di ricevere il giusto compenso frutto della più ignobile e ipocrita prostituzione intellettuale. Monti, come Hitler, trionferà definitivamente o finirà i suoi i giorni all’interno del suo personalissimo bunker. Gli altri, vale a dire i politicanti etero-diretti dalla massoneria reazionaria sopramenzionati, potranno invece serenamente morire a cent’anni nel proprio letto sull’esempio dell’appena deceduto capitano nazista Erich Priebke. Potranno sempre dire, in fin dei conti, di avere soltanto “eseguito gli ordini”.

Fonte: www.ilmoralista.it/
Link: http://www.ilmoralista.it/2013/10/19/la-triste-parabola-del-massone-reazionario-monti-aguzzino-per-bene/
19.10.2013

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da Ingannati riporto un articolo di Nicoletta Forcheri del 14 novembre 2012.

Così scrive Alberto Medici:

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Condividendo al 100%, copio e incollo da stampalibera:

Sull’exploit di Grillo in Sicilia e l’ascesa politica del suo movimento, avrei preferito non esprimermi: grillina antelitteram, ricordo un’azione mitica che concludemmo felicemente per scacciare  un inceneritore di Suez Gaz de France  dalla bellissima valle di Pieve di Teco (provincia di Imperia):  la sala consiliare era talmente gremita che la gente si era radunata e accalcata persino per la strada, non essendoci più posto dentro neanche per uno spillo.

Poi fui  la prima in assoluto ad avergli chiesto nel lontano 2006 sulla Casaleggio. Lo chiamai in occasione delle politiche di quell’anno – dopo essere riuscita a ottenere il suo numero da un suo conoscente/militante del net –  per chiedergli e supplicarlo di farci scendere in campo (mi consideravo una di loro), onde scongiurare l’avvento dei soliti partiti – in particolare Berlusconi – che consideravo, come tanti, la nostra peggiore rovina. Dovetti poi ricredermi, visto che i tecnici sono i peggiori in assoluto. Ma questo per dire quanto ci credevo e ci speravo…

La Casaleggio la cliccavo nelle mie ricerche per ricostruire la proprietà delle società e i nomi chiave delle stesse, i cumuli di poltrone nelle aziende, di cui proponevano uno schema interattivo sul sito; ma già avevo notato che tale opera d’informazione era del tutto parziale poiché si fermava ai confini italiani in un momento storico in cui tutte le nostre imprese erano e sono continuamente acquisite da holding estere, e in un momento in cui cominciavo a scrivere su quello che si è rivelato essere un vero e proprio golpe  finanziario eterodiretto sul nostro patrimonio nazionale dagli anni ’80 e, in particolare, dal 92 con tangentopoli e l’accordo Britannia . Avevo chiamato anche la Casaleggio a suo tempo circa lo schema interattivo delle strutture societarie delle società italiane quotate in borsa sul loro sito: come mai vi è il black-out assoluto sulle holding d’oltralpi? Penso che furono presi di sorpresa e la risposta fu del tutto evasiva.

Sulla questione delle politiche, Grillo mi disse con un tono perentorio che i tempi non erano maturi, e poco importava se parti più o meno numerose del  movimento si sentivano pronte, e poco importava se con tale gesto si regalava di fatto la vittoria a Berlusconi, poiché se lui non si considerava maturo, alla sua età, noi giovani e meno giovani e soprattutto esasperati dalla situazione, lo eravamo, eccome se lo eravamo. Ne andava della nostra vita. Già questo fatto mi fece riflettere: per quale recondito scopo faceva tale gesto? Non capiva Grillo che così si perdeva tempo prezioso nel fermare la cessione di sovranità e di aziende e servizi chiave del paese? E quindi di futuro, di lavoro, di progetti, di un minimo di stabilità?

Chiesi quindi a Grillo in quella telefonata del 2006 non già spiegazioni sulla Casaleggio in sé bensì su quel video sconcertante pieno zeppo di simboli esoterici (Gaia) che campeggiava sulla prima pagina del loro sito: mi rispose con un tono canzonatorio e grave due parole: “Casaleeeeeeggio!, massoneeeeeeria!”,  e si congedò senza che potessi cavargli più alcun ragionamento di bocca.

Ma non è questo che poi mi fece allontanare  dai meetup, alcuni dei quali devo ammettere facevano, e fanno tuttora,  un discreto lavoro di divulgazione delle idee e delle informazioni, a livello capillare e del territorio: è il fatto che, mai e poi mai Grillo si è degnato di pubblicare o rispondere a un mio articolo, a una mia mail, dove denunciavo le cause della merda attuale con certa lungimiranza; il fatto che qualcuno come lui, che si riempiva la bocca di “acqua bene pubblico”, all’epoca in cui stavo esaminando l’abuso di posizione dominante con falso di gara,  per non dire inesistente, corruzione e quant’ altro da parte di Suez/Mps/Acea/Caltagirone per l’ottenimento dell’appalto di Publiacqua in Toscana – quando vi fu l’occasione di parlarne in TV a un programma della D’Amico sull’acqua pubblica, invece di denunciare il piano di spartizione della nostra acqua tra Veolia e Suez Gaz de France, scoperto in un documento riportato da una sentenza dall’autority antitrust, lui si scagliò contro gli uomini d’affari e i politici nostrani. Stava nascendo l’idea di ‘casta’ con il libro di Stella, per deviare egregiamente l’attenzione del pubblico dai veri responsabili.

Poi, il fatto di constatare personalmente un livellamento verso il basso e il ‘pensiero unico’ dei grillini, non certo una meritocrazia, insomma non riuscivo a sentirmi a mio agio con loro, o giustamente riconosciuta. Il pensiero unico o conformismo che dir si voglia, è stato confermato da quella certa Federica che a Ballarò di due martedì fa  ha dichiarato di sostenere perfettamente l’Ici prima casa perché altrimenti i comuni piangono, senza accennare minimamente all’istituzione di una bella commissione d’indagine sul debito fraudolento, a una bella spiegazione di come siamo scientificamente strozzati dagli stampatori di moneta, e di come possiamo ricuperare la nostra dignità ricuperando la facoltà di stampare monete, complementari e parallele all’euro, in attesa di una felice e agognata uscita da questo circolo infernale.

La reazione di Grillo il giorno dopo che  la redarguisce non già perché ha detto cazzate non in linea con il ‘programma’  ma perché si sarebbe esposta in tv per ottenere quell’orgasmico piacere dell’esibirsi davanti ad amici e parenti, non fa che confermare che  quell’orgasmo del bagno di folla lo può provare solo Grillo che con i suo show ci fa sognare la cancellazione del debito pubblico come in Ecuador, mentre  poi  l’eliminazione dell’IMU prima casa per non schiavizzare il popolo al servizio del nostro debito pubblico non è neanche citata nel programma del movimento. Vedo cioé un movimento dove la meritocrazia e la visibilità valgono solo per lui, non eletto, mentre il resto è un esercito di persone  tenute appositamente nell’anonimato, di cui è previsto che non si facciano conoscere  a livello nazionale – né le persone né le idee che non sono da discutere in TV a livello nazionale – e per chi sgarra come Federica, sfuriata del boss e minacce di espulsione.

I metodi con cui Grillo ha tentato di richiamare all’ordine la Federica ha provocato una giusta risposta, in cui Grillo è stato paragonato ai soliti capi di partito maschilisti e autocratici. Effettivamente attualmente è un pullulare di partitini e movimenti, sulla scia dello scontento e dello sgomento sul nostro futuro, nella quotidiana violazione dei diritti umani, tra esodati, sfrattati e sfollati dimenticati, tra abusi burocratici, sequestri e multe abusive di equitalia, nella precarietà la più assoluta e nell’enunciazione di plateali luogocomuni orwelliani previsti per lavarci il cervello e farci accettare, supini, l’inaccettabile in un marasma di sensi di colpa (mafia, evasione fiscale, violazioni di cavilli, frodatori ed evasori, bamboccioni e choosy) che però non attecchiscono bene come si vorrebbe ma che sono tali da minarci nella libertà di espressione (cfr. caso Sallusti, il carcere per diffamazione) : un pullulare di partitini che vorrebbero o fanno finta di proporre cose nuove, ma con metodi del tutto vecchi e datati. Il partitino che ruota tutt’intorno a un gallo che, promettendo un ipotetico posto al sole nel frattempo richiede sacrifici e lavoro A GRATIS per preparare campagne stampa e campagne elettorali per il solito galletto nel pollaio non differendo in questo da chi chiede a chi cerca lavoro di pagare un anticipo,  nell’humus assurdo della disoccupazione e della suboccupazione totali dovuti a un dato matematicamente certo: un sistema economico basato su una moneta che arreca con sé il NOSTRO debito e che rastrella quindi le nostre ricchezze, provocando carenza di posti di lavoro decenti premiando e drenando i capitali al monopolio della finanza.

Vorrei che non fosse così, vorrei cioé che tutto quello che sento sul movimento 5 stelle, fosse un abbaglio, e mi ero lasciata un margine di errore circa il giudizio, le cose possono cambiare e i movimenti sono composti da persone umane, mi dicevo. Intanto, però, percorrendo il programma, constato con tristezza che si voltano le spalle al perno dei problemi: la moneta debito e il conseguente gonfiato debito pubblico. L’ordine di priorità non è il mio.

Di tale programma, bene la class action, l’abolizione della legge Biagi, la reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate, l’abolizione delle cariche multiple dei consiglieri di amministrazione nelle società quotate…

Però mi chiedo come si possa “introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite”, senza trasformare tutto il sistema bancario (da occidentale a islamico?)  e soprattutto senza introdurre un controllo del pubblico e/o della collettività su di esso. A meno che il movimento non voglia arrivarci a piccoli passi? Si, ma quanto piccoli? Perché poi alla fine saremo tutti morti, e la nostra vita sarà passata en attendant Godot…intrattenuti da un comico…

Nel programma del movimento, punti come l’abolizione delle scatole cinesi in Borsa, se le filiali delle multinazionali che scorribandano nel paese non devono sottostare allo stesso obbligo, non significa che ‘aprire’ ancora di più ai potentati finanziari esteri; dovreste anche spiegarmi in cosa il divieto di incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale possa fare del bene al paese se dobbiamo difenderci dagli stessi, quintuplicati, di paesi come la Francia che  con coaguli di conflitti di interessi e di incroci tra banche industrie e governo come il consiglio di amministrazione di Axa, ci sta soffiando la Monte dei Paschi e con essa il ricco territorio senese. Non sto difendendo gli incroci azionari, tutt’altro, sto semplicemente allargando la cornice per dichiarare che tali incroci azionari sono tipici proprio di quei paesi che ci stanno colonizzando mentre da noi sono piuttosto l’eccezione. Noi gli azionisti bancari li abbiamo direttamente al governo..

Poi leggo il divieto di acquisizione a debito di una società, però l’esempio tipo è la Telecom acquisita a debito dalle banche, ma non la Parmalat, acquisita a debito da una società francese, la Lactalis…

Tutto nel programma di Grillo è relegato alla microeconomia, alla realtà locale e comunale, però non per esaltarne la ‘sussidiarietà’  cioé l’autonomia, ma unicamente per  contrastare degli effetti le cui radici non sono mai attaccate e nemmeno citate: l’assenza di sovranità – monetaria e non; un debito pubblico fraudolento, la colonizzazione della finanza internazionale.

Leggo ancora: abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, Enel, Mediaset, Ferrovie dello Stato. Esattamente il contrario di quello che vorrei. Inoltre annoverare  Mediaset, che non è un monopolio e neanche un oligopolio con la concorrenza di Rai e Sky, tra i monopoli ex pubblici, significa celare a stento la deliberata volontà debenedettiana/rotschildiana di ridimensionare Berlusconi; attaccare gli altri ex monopoli pubblici significa attaccare direttamente la sovranità dell’Italia, una sovranità tradizionalmente espressa in tutti i paesi del mondo dal numero di fondi, industrie e servizi in mani pubbliche. Quei monopoli di fatto di cui parla il programma di Grillo andrebbero al contrario integralmente rinazionalizzati, o per lo meno andrebbe lanciato un dibattito sui servizi di base e strategici del paese…. Fa specie comunque leggere un punto così radicalmente iperliberista alla thatcher in un movimento che attrae tutta quella parte della popolazione di delusi della “sinistra”… Sempre più Orwell…

Ma il primato delle banalità spetta al punto della “Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato il taglio degli sprechi”. Fa il paio con “l’Ici prima casa è una tassa giusta altrimenti i comuni non sanno dove prendere i soldi”, della Federica Salsi, niente di più bancocratico, allineato al pensiero unico dei banchieri che ci spennano.

D’accordo poi con il tentativo di “impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manufatturiere con un prevalente mercato interno”,  più o meno ridondante con il punto “favorire le produzioni locali”, tutte cose encomiabili, ma se il programma non dice – volutamente – come, allora davvero siamo nel microbismo, cioé nel far finta di cambiare la sfumatura a un colore di un quadro che sta cascando dal muro perché il chiodo è dondolante. Vogliamo guardare fuori dalla cornice?  Sulla cornice figura il sistema delle compartecipazioni statali all’IRI e le monete locali e nazionale, di cui non si fa il sia pur minimo accenno. Fuori dalla cornice ci stanno le lobby finanziarie, la trilaterale, il signoraggio della Federal Reserve, l’euro, la BCE, l’FMI, la BIS e tutti quanti. Il chiodo dondolante è la speculazione che si è abbattuta sul nostro paese con la complicità delle tre agenzie di rating in conflitto di interessi con le banche creditrici e/o banche dealer. Sul fuori dalla cornice il programma non dice niente, nada, nulla. Fuori dalla cornice, capisco, il muro è troppo ampio. Potrebbe essere una questione tattica, ma..

Infine si noti il   “sussidio di disoccupazione garantito”, ben diverso però dal nostro auspicato reddito di cittadinanza, attuabile unicamente in una collettività che abbia la sovranità monetaria ossia la possibilità di stampare, controllare e valutare la propria moneta senza dover passare dalle grinfie delle banche, di cui si deve ripristinare il ruolo originale, quello di semplici intermediari finanziari. Se non si esce dal contesto ‘prudenziale’ delle banche, i popoli non potranno mai rimettere al centro delle politiche l’umano e i suoi fabbisogni al posto dell’avidità dei parassiti eterodiretti.

Il programma non fa altro che confermare quello che già sapevo: il movimento di Grillo è uno specchietto per le allodole che fa finta di volere cambiare tutto, ma cambia unicamente alcuni dettagli di contorno, gli inceneritori, i farmaci generici, la moralità dei politici ecc, senza neanche affrontare né lo strapotere dei tentacoli della finanza internazionale conficcati nel paese, né il conseguente problema del debito e dell’usura né tantomeno la vera perdita di sovranità del popolo negli enti pubblici e nello Stato, e il depauperamento di massa,  rimanendo quindi strettamente nella cornice prudenzial-contabile dell’euro-Europa (cfr. http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=28811 ).

L’articolo l’ho scritto per chi ci accusa ancora oggi di essere complottisti ‘rabbiosi’ che remando contro Grillo consegneranno il paese al ‘Monti bis’. Ho volutamente omesso di parlare del tema arcinoto della Casaleggio di cui i nostri lettori sono al corrente, per soffermarmi su questioni fattuali di programma. Il programma non mi convince, si sofferma su tanti dettagli apparentemente seducenti  ma senza affrontare i veri nodi, confonde le priorità e i livelli, omette del tutto i temi  per noi prioritari, e si ostina su punti per noi del tutto secondari.

E questi sono argomenti di merito, a meno che per taluni non sia la forma a rappresentare la novità. Beh, conoscendo gli altri partiti, in certo senso si, il format del movimento con l’abuso della rete per il dialogo, l’organizzazione e la diffusione delle informazioni della base, è una novità per un partito, ma della rete non ha certo l’esclusiva. Tuttavia, la strabiliante visibilità unicamente per il gallo Grillo, il  ’prestanome’  (?) del movimento, no, qua casca l’asino:  questo è un dèjà vu nauseabondo.

A questo punto la domanda è d’obbligo: riuscirà la base a organizzarsi e a diventare un vero movimento/partito politico emancipandosi da Grillo e la Casaleggio? Questa sì che sarebbe una rivoluzione…

N. Forcheri – Novembre 2012

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31 marzo 2013 | Autore

Arrivati alla serata del 30 marzo  non ci sono soluzioni previste  nella ingarbugliata situazione politica italiana al di là dell’unico dato certo: il Presidente della Rpierluigi-bersaniepubblica rimane al momento l’unico arbitro con il potere determinante di “dettare il gioco”.

Altro dato certo è che Pierluigi Bersani si è bruciato irrimediabilmente nel suo tentativo maldestro di fare un governo comunque , nonostante i veti incrociati e la sua indisponibilità ad imbarcare il PDL il una grande coalizione per un governo di programma (come gli veniva richiesto da Berlusconi ed Alfano). Né sono valsi a nulla  i suoi tentativi di dividere la Lega dal PDL o di convincere i “Grillini” a dare un appoggio al suo governo.

A giudizio di tutti gli osservatori qualificati ,Bersani ha giocato male le sue carte ed ha perso un’opportunità: quella di mettere nell’angolo Grillo ed il suo movimento.

Uno scampato pericolo per l’Italia, diciamo noi, quello di avere un leader scialbo, provinciale e senza un orizzonte , come ha chiaramente dimostrato già nel corso della  sua campagna elettorale.

Bersani infatti ha dimostrato chiaramente di non avere un programma e piuttosto di farfugliare circa  un generico “piano di cambiamento e di ammodernamento” senza mai entrare nel merito di quale fosse questo cambiamento. Piuttosto si è adagiato su un preteso modello Hollande, da adottare anche in Italia, guardandosi bene però di specificare che lo stesso leader socialista in Francia, una volta al governo, ha prodotto il licenziamento di circa 6.000 operai, si è dovuto rimangiare la “tassa sui ricchi” giudicata incostituzionale e lui stesso  ha dovuto riconoscere di aver sottovalutato la portata della crisi. Il tutto con una precipitosa perdita di popolarità in Francia.

In sostanza Bersani ha dimostrato di non voler cambiare la linea fin ad oggi seguita dal suo partito e dalla sinistra in genere, quella  di un acritico sostegno alla politica dell’eurocrazia di Bruxelles e Francoforte, della gestione monetaristica e di austerità fatta per conto della BCE e del FMI che ha portato alla disgrazia ed alla miseria  popolazioni come quella greca ed alla più profonda recessione dal dopoguerra i paesi come Spagna, Italia e Portogallo.

Certo il PD si propone dei “correttivi” che tradotti significherebbero andare a Bruxelles con “ il cappello in mano” a chiedere qualche deroga sul patto di stabilità (quello del 3% )  ma si guarda bene di mettere in discussione i trattati europei già sottoscritti quali Lisbona, Fiscal Compact e MES (fondo di stabilità) che tolgono di fatto all’Italia qualsiasi possibilità di scelta su politiche di bilancio, di spesa pubblica di servizi sociali.  Bersani sa bene che un nuovo governo a guida PD procederebbe con l’imposizione di nuove tasse (magari una patrimoniale) e con l’esecuzione di tutte le direttive di tagli che provengono da Bruxelles con la scusa del “ce lo chiede l’Europa”.

Dal PD continuano a sostenere che il problema dell’Italia stia nella “lotta alla corruzione”, alle “mafie ed all’evasione fiscale”, occultando il fatto che la prima mafia,  sanguisuga dell’economia italiana ,è quella della cupola bancaria che ci ha imposto il sistema dell’euro, dell’usura e della cessione di sovranità ad una oligarchia tecno finanziaria di stanza a Bruxelles e Francoforte.

Tutta la solita “doppiezza” caratteristica di questo partito della sinistra schieratosi da tempo con gli interessi del grande capitale  che strizza l’occhio contemporaneamente  al suo elettorato rimastogli costituito in prevalenza dai dipendenti pubblici della casta parassitaria garantita, inclusa quella degli alti burocrati delle amministrazioni e della magistratura. Per gestire questa strategia non c’è bisogno di presentare un programma: basta mantenersi sul vago: “Riforme sì, Europa si  ma con più crescita… lavoro… giustizia»

Naturalmente Bersani si è guardato bene di parlare di questioni concrete come del gigantesco scandalo del MPS , quasi che questo non riguardasse il suo partito ed anzi ha cercato di schivarlo e minimizzarlo ma non può nascondere che  intanto la procura  di Siena ha trovato il testo di un presunto accordo fra l’ex sindaco di Siena Ceccuzzi, PD, con il caporione berlusconiano Verdini: un patto segreto per spartirsi le poltrone nella banca fra «sinistra» e «destra». Una conferma del fatto che, di fronte agli interessi di gestione di denaro e posti,  non esiste più governo ed opposizione ma  piuttosto che sinistra e destra sono le due facce della stessa medaglia.

Adesso Bersani, bruciato politicamente per  causa delle sue stesse mosse,  dovrà cedere il passo e ritirarsi lasciando che avanzi un sostituto che potrebbe anche essere qualche altro personaggio scelto da Napolitano, magari un esponente della tecnocrazia bancaria estratto dal CDA della Banca d’Italia (come lo furono Ciampi e Dini) che proceda a fare un governo “di garanzia o istituzionale”.

In questo caso sappiamo bene a chi rispondono e quali interessi siano prioritari per questo tipo di governi, viste le precedenti esperienze.  Possiamo anche indovinarne le prime mosse,  per pagare gli interessi alle banche  ci diranno che c’è una via obbligata: privatizzazioni e vendita di pezzi del patrimonio italiano, quelli che più fanno gola alle grandi  “corporations” multinazionali  (in prevalenza tedesche) che sono già appollaiate  al di là delle Alpi come avvoltoi pronti a ghermire la preda.

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Tanto peggio per l’Italia, tanto meglio per Grillo!

Non meno di cinque milioni di voti provenienti dal PD e dalla sinistra italiana sono stati inghiottiti da Beppe Grillo e hanno disdegnato la scelta di Rivoluzione Civile-Ingroia che era pur sempre una scelta di sinistra c he avrebbe riportato i comunisti e la vera antimafia in Parlamento a difesa dei lavoratori. Ora su Ingroia si accanisce la vendetta del sistema ed i comunisti presto saremo fuori legge come in Ungheria e negli USA dove chi è comunista praticante non trova di che vivere perchè nessuno si vuole compromettere a dargli lavoro.
Questo enorme afflusso di voti ha fatto perdere la testa a Grillo ed al suo Melantone. Ora vogliono tutto e per averlo non esitano a adottare la politica del tanto peggio tanto meglio. Tanto peggio andrà per l’Italia tanto meglio andrà per Grillo che riverserà la colpa sui partiti esistenti. Alla fine dei conti la sua azione serve magistralmente al rilancio di Berlusconi che è tornato in grande auge.
Gli insulti di Grillo a Bersani sono una manifestazione di intolleranza fascista, un modo per aizzare gli elettori ed i militanti di 5 stelle contro una persona che ha offerto di fare un governo di cambiamento. Si sarebbe potuto fare un governo Bersani con una fondamentale presenza di cinque stelle. Perchè si accettano le cariche in Parlamento e nelle civiche amministrazioni e non si accetta di dividere il potere con il PD che è una forza assai più condizionabile da sinistra di quella di Berlusconi?
Ora Grillo gioisce della nomina di due Commissioni fatte da puttane della politica italiana anche se sono tutti rigorosamente maschi. Gioisce al rilancio del governo Monti che è presente nelle due commissioni come si trattasse di una grande forza politica.
Avevo apprezzato il comizio di Piazza San Giovanni perchè sono persona priva di pregiudizi ed aperta a trovare quanto di buono ci sia in tutti. Mi ero ingannato. Grillo è solo un pericoloso avventuriero che vuole il potere tutto per se e che usa la forza che ha ricevuto manipolandola ed ignorandone i contenuti progressisti e riformatori.

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Il Capo dello Stato già intenzionato a non mollare, ma la telefonata dalla Bce ha rafforzato il suo convincimento a guidare i partiti verso una soluzione

07:51 – Dimettersi o restare. Giorgio Napolitano ha scelto la seconda opzione. Una decisione maturata già maturata nella serata di venerdì, fin dalla conclusione dell’incontro con la delegazione Pd, corroborata da mail, tweet e dichiarazioni con le quali si auspicava che il Presidente della Repubblica restasse al suo posto. Un flusso ininterrotto di sollecitazioni a “non mollare”. Una su tutte, decisiva, quella di Mario Draghi.

Il presidente della Bce, secondo La Stampa, non avrebbe nascosto a Napolitano la fondatezza dei suoi timori. In Europa si sarebbe molto ricamato sull'”Italia nello stallo, fino al punto da costringere il Presidente alle dimissioni”.

E poi: come avrebbero reagito i mercati alla riapertura di martedì? Quanto sarebbe salito lo spread? E col Capo dello Stato dimissionario – e sempre senza governo – su cosa si sarebbe potuto puntare per rassicurare i mercati? Draghi non era il primo a manifestare simili timori: timori che si aggiungevano a un altro paio di elementi di riflessione che riguardavano i tempi di soluzione della crisi e l’eredità da lasciare al futuro presidente della Repubblica.

Così, alla fine, Giorgio Napolitano, resta al suo posto: e i commenti, interni ed esteri, sono di assoluto apprezzamento. la parola ai partiti ora. e Martedì, ai mercati.

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31 marzo 2013 | Autore

(Da http://voxnews.info/2013/03/30/ecco-i-nomi-dei-saggi/)

Ecco i nomi dei “saggi”

Ecco i nomi dei “saggi” che si riuniranno nel corso della prossima settimana per formulare proposte programmatiche in materia istituzionale e in materia economico-sociale ed europea. Hanno accettato di farne parte: il prof. Valerio Onida, il sen. Mario  Mauro, il sen. Gaetano Quagliariello e il prof. Luciano Violante; per il secondo, il prof. Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, il prof. Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato; il dottor Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca d’Italia, l’on. Giancarlo Giorgietti e il sen. Filippo Bubbico, presidenti delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato, e il ministro Enzo Moavero Milanesi.

Più che saggi, una banda.

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Come dice Dagospia (http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-re-giorgio-ha-tirato-fuori-dall-uovo-la-sorpresa-pasquale-due-gruppi-ristretti-53303.htm):

30 MAR 15:59

1. RE GIORGIO HA TIRATO FUORI DALL’UOVO LA SORPRESA PASQUALE: DUE GRUPPI RISTRETTI DI “COMPETENTI DI DIVERSE CULTURE”, UNO POLITICO ISTITUZIONALE E UNO ECONOMICO SOCIALE – 2. IN BREVE, SONO LE DUE SOLITE LOGGE MASSONICHE ANTAGONISTE D’ITALIA: UNA DI ISPIRAZIONE EX FRANCESE-FILOEUROPEA-BILDERBERG E L’ALTRA DI ISPIRAZIONE EX ANGLO AMERICAN-ATLANTICA, LE QUALI, DOPO AVER GIOCATO ALLE ELEZIONI E ALLA FORMAZIONE DEL GOVERNO SENZA ESITO COSTRUTTIVO OGGI, GIUSTAMENTE, RIPRENDONO IN MANO IL BOCCINO E VEDONO CHI “PICCHIA” MEGLIO E FA FILOTTO SUL BILIARDO ITALICO – 3. I BOOKMAKERS ACCETTANO SCOMMESSE SUL TANDEM GIANNI LETTA E GIULIANO AMATO –

Di Bubbico dicevo il 28 settembre 2008 nella mia ricerca sulle trivelle in Toscana (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/search?q=Bubbico ):

Interessi “trasversali” accomunano Marzano, ministro alle Att. Prod., cui è stata inviata l’istanza nel 2004, a Scajola, che richiedeva il 13 dicembre 2005 l’intesa alla Regione, a Bersani e Bubbico, quando sono stati pubblicati i decreti. Il naturale coronamento lo raccoglie Scajola. La trasversalità risulta anche dalla conclusione dell’indagine di De Magistris, Toghe lucane, che conferma Bubbico e il suo segretario personale tra gli indagati di un comitato d’affari che getta ponti tra la politica e gli affari, tra le forze dell’ordine e la giustizia. Grazie a Prodi poi il paese intero è dichiarato dal 1996 “disponibile in maniera permanente alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione d’idrocarburi” (625/1996, art. 3, comma1).

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“Quella indicata dal Colle è la miglior soluzione possibile. Ora serve un Parlamento funzionante”

15:32 – La soluzione di Napolitano al momento è “la migliore possibile in un Paese che ha visto Parlamenti svuotati di ogni autorità”. Il giudizio è di Beppe Grillo, che commenta così sul suo sito la strada imboccata dal Colle. La proposta può in qualche modo rispondere alla necessità di “ridare al Parlamento la sua centralità”, ma “è urgente istituire le commissioni perché il Paese ha bisogno di un Parlamento funzionante e non di badanti della democrazia”.

“Il presidente Napolitano – si legge ancora sul blog del leader a Cinque Stelle – ha confermato ieri le nostre posizioni su Parlamento e governo. In sostanza ha affermato che un governo (mai sfiduciato…) è in carica, sebbene limitato agli affari correnti, e sta operando in collaborazione con il Parlamento, anzi solo previo consenso del Parlamento”.”Ad esempio – spiega – la Commissione speciale sta esaminando un provvedimento legislativo di carattere economico per sbloccare pagamenti alle aziende per 40 miliardi di euro con il contributo di tutte le forze politiche, tra cui il M5S, come espressione del Parlamento e non, come è avvenuto negli ultimi anni, attraverso atti di imperio del governo con ripetuti decreti. In questa fase, infatti, per poter emettere un decreto di urgenza fuori dagli affari ordinari, il governo deve chiedere l’autorizzazione al Parlamento”.“Mettere il Parlamento al centro” – “Al momento – chiarisce ancora il comico – è la miglior soluzione possibile in un Paese che ha visto una serie di governi che hanno imposto le loro politiche a Parlamenti svuotati di ogni autorità e significato, anche grazie al Porcellum che ha trasformato i parlamentari in ‘nominati’, in yes men. E’ necessario ridare al Parlamento la sua centralità. Per farlo è urgente l’istituzione delle commissioni per l’esame delle proposte di legge. Le Commissioni a più di un mese dal voto non sono ancora state istituite, il risultato è un rallentamento dell’attività legislativa che potrebbe occuparsi da subito di temi come la nuova legge elettorale, il conflitto di interessi, il reddito di cittadinanza, la legge anti corruzione, l’abolizione dell’Irap”.

Chi si oppone alle Commissioni? E perché, chiede ancora Grillo. “Il M5S da settimane – ricorda – sta proponendo la loro formazione immediata nell’indifferenza dei partiti e delle istituzioni. Il Paese non ha bisogno di fantomatici negoziatori o facilitatori del calibro di Violante, il gran maestro dell’inciucio, tanto per citarne uno, che operano come gruppi di saggi, non ha bisogno di badanti della democrazia, ma di far funzionare meglio il Parlamento e alla svelta”.

Franceschini: “I saggi non sono una scelta risolutiva” – I cosiddetti “saggi” individuati da Napolitano per uscire dall’impasse politica “sono una soluzione utile, che può aiutare, ma che non può essere sostitutiva del luogo in cui certe decisioni si devono prendere, ovvero il Parlamento”. Parola di Dario Franceschini (Pd), che precisa: “La scelta del Quirinale non mi pare sia una soluzione risolutiva. E’ stata fatta per tranquillizzare il Paese”.

Pdl: “I saggi concludano lavoro in 7 giorni, poi esecutivo politico” – Dure critiche dal Pdl alla soluzione dei “saggi”: l’ex capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, ha puntato il dito contro gli esperti del Colle, quasi intimandogli di concludere il loro lavoro istruttorio in “7-10 giorni al massimo” per poi aprire la strada ad un esecutivo politico. A rincarare la dose il successore di Cicchitto, Renato Brunetta che, lasciando intendere di parlare non a titolo personale, accusa tra le righe la decisione di tirare per le lunghe una crisi politica apertasi ormai l’8 dicembre scorso con le dimissioni del governo Monti. ”Il presidente della Repubblica – spiega Brunetta premettendo di non voler giudicare il capo dello Stato – prova a prendere altro tempo, chiedendo a dieci soggetti di indicare un programma e un percorso. Tale iniziativa – sentenzia – credo non cambierà i dati del problema”.

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Retroscena. Poco prima dell’entrata in campo del M5S
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26 settembre 2009 | Autore

[Paolo Barnard] FONTE: http://www.paolobarnard.info/intervento_stampa.php?id=139

Il Trattato di Lisbona. Altro che Cavaliere.

ForcheriRadiciFinalborgoPerti 055

E così, mentre tutti guardano da quella parte, da quell’altra accade il nostro destino, ma non c’è nessuno a osservare. Accade per esempio il Trattato di Lisbona, il quale, come tutte le cose che ridisegnano la Storia, che decidono della nostra esistenza, che consegnano a poteri immensi immense fette del nostro futuro, non è al centro di nulla, passa nel silenzio, non trova prime pagine o clamori di alcun tipo, nel Sistema come nell’Antisistema.

Pensate: stiamo tutti per diventare cittadini di un enorme Paese che non è l’Italia, governati da gente non direttamente eletta da noi, sotto leggi pensate da misteriosi burocrati a noi sconosciuti, secondo principi sociali, politici ed economici che non abbiamo scelto, e veniamo privati nella sostanza di tutto ciò che conoscevamo come patria, parlamento, nazionalità, autodeterminazione, e molto altro ancora. E’ il Trattato di Lisbona, vi sta accadendo sotto al naso, qualcuno vi ha detto nulla? Ribadisco: fra poco Montecitorio potrebbe essere un palazzo dove qualche centinaio di burocrati dimenticati si aggirano fingendo di contare ancora qualcosina; fra poco la Costituzione italiana potrebbe essere un poemetto che viene ricordato agli alunni delle scuole come un pezzo di una vecchia storia; fra poco una maggioranza politica che non sa neppure cosa significa la parola calzino potrebbe trovarsi a decidere come noi italiani ci curiamo, se avremo le pensioni, cosa insegneremo a scuola, come invecchieremo, o se dobbiamo entrare in guerra, e così per tutto il resto della nostra vita. Altro che Cavaliere, altro che Brunetta o Emilio Fede.

Bene, vado per gradi. Nel primo, vi fornisco un breve riassunto delle puntate precedenti; nel secondo vi spiego il Trattato di Lisbona in sintesi; nel terzo l’approfondimento per chi lo desidera.

LE PUNTATE PRECEDENTI

L’Italia è parte dell’Unione Europea (UE), che è la versione moderna di un vecchio accordo fra Stati europei iniziato nel 1957 col Trattato di Roma, il quale partorì la Comunità Economica Europea (CEE), divenuta nel 1967 la Comunità Europea (CE). Si trattava di una unione prettamente commerciale, non politica, ma presto lo divenne: nel 1979 eleggemmo infatti il primo Parlamento Europeo, e fu lì che prese piede l’idea che questa vecchia Europa poteva dopo tutto diventare qualcosa di simile agli Stati Uniti (sempre per fini soprattutto economici). Nel 1993 nacque l’Unione Europea col Trattato di Maastricht, che sancì una serie di riforme eclatanti, fra cui dal 1 gennaio 2002 quella dell’Euro come moneta comune ai suoi membri. Nel 1957 erano sei le nazioni disposte a legarsi fra loro, oggi siamo in 27 membri nella UE, tutti Stati sovrani che sempre più agiscono secondo regole e principi comuni. Infatti, l’Unione Europea si è dotata già da anni di una sorta di proprio governo sovranazionale (che sta sopra ai governi dei singoli Stati dell’unione), chiamato Commissione Europea e Consiglio dei Ministri, di un Parlamento come si è già detto, e di un organo giudiziario che risponde al nome di Corte di Giustizia Europea. La UE ha persino una presidenza, che viene assegnata a rotazione agli Stati membri, e che si chiama Consiglio Europeo. Quindi: questo agglomerato di nazioni che da secoli forma l’Europa, si è lentamente trasformato in una unione che ha già un suo presidente, un suo governo, un suo parlamento e un suo sistema giudiziario. Cioè, quasi uno Stato in tutta regola. Fin qui tutto fila, poiché comunque ogni singolo Paese come l’Italia o la Germania o l’Olanda ecc. ha finora mantenuto la piena sovranità, e i suoi cittadini sono rimasti italiani, tedeschi, olandesi, gente cioè del tutto propria ma che ha accettato sempre più una serie di regole comuni nel nome dell’essere europei uniti e moderni.

Ma a qualcuno non bastava. Nelle elite politiche del Vecchio Continente sobbolliva sempre quell’idea secondo cui questa Europa degli Stati sovrani poteva, anzi, doveva diventare gli Stati Uniti d’Europa, ovvero un blocco cementato di popoli sotto un’unica bandiera, leggi comuni, governo comune e soprattutto un’economia comune. Una potenza mondiale. Ma la litigiosità che ci ha sempre caratterizzato come singoli Paesi, l’individualismo nazionalista, e l’attaccamento ciascuno alle proprie regole e tradizioni, erano l’ostacolo fra gli ostacoli. Infatti l’evidenza dell’andamento dell’Unione suggeriva che pur essendoci adeguati a una ridda di leggi europee, regolamenti e sentenze, ancora ciascuna nazione era ben salda negli interessi di casa propria, e in quel modo gli Stati Uniti d’Europa erano impossibili da realizzare. Occorreva qualcosa di unificante, di potente, più potente degli Stati e dei loro capricci. Cosa? Una Costituzione europea in piena regola, con tutto il potere proprio di una Costituzione.

Ed ecco che quei signori importanti che fanno politica fra Strasburgo, Bruxelles e il Lussemburgo si riunirono nel 2001 nell’anonima cittadina belga di Laeken, e decisero: scriveremo una Costituzione per tutte le genti d’Europa. Fu fatto, sotto la supervisione dell’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing e con la figura in evidenza del nostro Giuliano Amato. Ma quei burocrati in doppiopetto fecero un ‘errore’: furono aperti e democratici, cioè permisero alle genti d’Europa di conoscere i contenuti della nuova Carta. Nel 2005, mentre noi italiani attivi giustamente perdevamo il sonno per le Tv del Cavaliere, i francesi e gli olandesi bocciarono la Costituzione in due referendum, accusando i burocrati europei di aver redatto un testo scandalosamente ignorante dei temi sociali e altrettanto parziale a favore dei grandi interessi economici. In altre parole: con quella Costituzione, gli Stati Uniti d’Europa sarebbero diventati il parco giochi dei falchi miliardari e terra dolente per le persone comuni, per me e per voi e per i vostri figli.

Fu uno shock per i doppiopetti blu, e soprattutto per i loro sponsor nelle corporate rooms d’Europa. Ricacciati nelle loro Mercedes blindate a suon di voti franco-olandesi, essi decisero la momentanea ritirata, ma non la resa. Infatti, la mattina del 13 dicembre 2007, mentre noi italiani attivi giustamente perdevamo il sonno per la scelta fra PD o Beppe Grillo, ventisette capi di governo europei si riunirono a Lisbona e decisero: ci si riprova, ma stavolta col cavolo che permetteremo ai cittadini di esprimere un parere. Nacque così il Trattato di Lisbona, scritto in segreto, firmato in segreto, segreto nei contenuti che sono praticamente impossibili da leggere, e segretamente persino peggiore della defunta Costituzione. Nel Trattato è sancito il nostro futuro con mutamenti così sconvolgenti da lasciare a bocca spalancata. La mia e la vostra vita, quella dei vostri figli, viene destinata lungo corsie d’acciaio che se definitivamente ratificate saranno quasi impossibili da mutare. Ma quelle corsie dove portano? Al nostro interesse di persone? Al nostro benessere? Alla nostra pacifica convivenza? Ce l’hanno chiesto? Abbiamo voce in capitolo? No, nessuno ce lo ha chiesto e voi non ne sapete nulla.

IL TRATTATO DI LISBONA IN SINTESI

E’ un impianto di regole europee raccolte in un Trattato che non è così come ce lo immagineremmo (un unico testo), ma è formato da migliaia di emendamenti a centinaia di regole già in essere per un totale di 2800 pagine. E’ stato fatto in quel modo con intento truffaldino e anti democratico, come spiego fra poco. Se ratificato da tutti gli Stati, esso diventerà di fatto una Costituzione che formerà la struttura per la nascita di un super Stato d’Europa, come gli Stati Uniti d’America, con una Presidenza, con un governo centrale, un Parlamento, un sistema giudiziario. Questo super Stato diventerà più forte e vincolante di qualsiasi odierna nazione europea. Tutti noi europei diverremo cittadini di quello Stato e soggetti più alle sue leggi che a quelle dei Parlamenti nazionali, pur mantenendo la cittadinanza presente (italiana, tedesca ecc.). Infatti le leggi fatte da questo super Stato d’Europa saranno vincolanti sulle nostre leggi nazionali, e saranno persino più forti della nostra Costituzione. Ma al contrario degli Stati Uniti, tali leggi verranno scritte da burocrati che noi non eleggiamo (es. Commissione Europea), mentre l’attuale Parlamento Europeo, dove risiedono i nostri veri rappresentanti da noi votati, non potrà proporre le leggi, né adottarle o bocciarle da solo. Potrà solo contestarle ma con procedure talmente complesse da renderlo di fatto secondario. Il Trattato di Lisbona infatti offrirà poteri enormi a istituzioni che nessun cittadino elegge direttamente (Consiglio Europeo che sarà la presidenza – Commissione Europea e Consiglio dei Ministri che sarà l’esecutivo – Corte di Giustizia Europea, che sarà il sistema giudiziario), le quali avranno persino la facoltà di far entrare in guerra l’Europa senza il voto dell’ONU. I poteri di cui si parla avranno principi ispiratori pericolosamente sbilanciati a favore del business, con poca attenzione per i bisogni sociali dei cittadini. Tutto il cosiddetto Capitolo Sociale del Trattato di Lisbona (lavoro, salute, scioperi, tutele, leggi sociali, impiego…) è miserrimo, con gravi limitazioni e omissioni, mentre sono sanciti con forza i principi del Libero Mercato pro mondo degli affari. Dovete ricordare mentre leggete queste righe, che stiamo parlando di un Trattato che potrebbe molto presto ribaltare la vostra vita come nulla da 60 anni a questa parte: nuovo Stato, nuova cittadinanza, nuove leggi, nuovi indirizzi di vita nella quotidianità anche più banale, sicuramente meno democrazia, e nessuno che ci abbia interpellati. Come sarà questa nuova esistenza? Migliore, o un salto indietro nella qualità di vita? Saremo più liberi o più schiavi degli interessi delle elite di potere? Anche nel Capitolo Giustizia il Trattato pone seri problemi. Ci sarà un organo superpotente, la Corte di Giustizia Europea, che emetterà sentenze vincolanti sui nostri diritti fondamentali e sulle leggi che ci regolano; la Corte sarà superiore in potere alla nostra Cassazione, al nostro Ministero di Giustizia, ma di nuovo sarà condotta da giudici nominati da burocrati che nessuno di noi ha scelto. Come interpreteranno i nostri diritti di uomini e di donne? Ci hanno interpellati?

Ed è qui il punto. Un Trattato col potere di ribaltare tutta la nostra vita di comunità di cittadini, viene scritto in modo da essere illeggibile ed è stato già ratificato (manca solo la firma dell’Irlanda, che terrà un referendum il 2 ottobre) dai nostri governi completamente di nascosto da noi, e volutamente di nascosto. Questo poiché una versione simile di questo Trattato (la Costituzione Europea) e con simili scopi fu bocciato da Francia e Olanda nel 2005, proprio perché scandalosamente sbilanciato a favore delle lobby di potere europee e negligente verso i cittadini. Scottati da quell’umiliante esperienza, i pochi politici europei che contano (il 90% non ne sa nulla e firma senza capirci nulla) hanno architettato una riedizione di quelle Costituzione bocciata chiamandola Trattato di Lisbona, e la stanno facendo passare in segreto dietro le nostre spalle.

Il Trattato di Lisbona contiene anche clausole di valore, che come ogni altra sua regola sarebbero vincolanti su tutti gli Stati, dunque anche su questa arretrata e cialtrona Italia, e limitatamente a ciò per noi non sarebbe un male. Tuttavia, la mole dei cambiamenti cruciali che porterebbe è tale e di tale potenza per la nostra vita di tutti i giorni e per i nostri diritti vitali, da obbligare chi vi  scrive a lanciare un allarme: il Trattato di Lisbona va divulgato alle persone d’Europa e da queste giudicato con i referendum. Pena la possibilità di un futuro molto, ma molto più gramo di quello che qualsiasi Cavaliere potrà mai regalarci.

L’APPROFONDIMENTO

Cosa è.

Il Trattato di Lisbona (di seguito chiamato il Trattato) non è una Costituzione europea, ma ne mantiene esattamente tutti i poteri. Esso non è neppure un trattato in sé, visto che nella realtà si tratta di una colossale mole di modifiche apportate ai due trattati fondamentali della UE, che sono: il Trattato dell’Unione Europea (TEU) e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU). Ad essi viene aggiunto il Trattato di Nizza del 2003. Ogni singolo articolo del Trattato, inclusi gli annessi e i protocolli, assume una forza enorme, spessissimo sovranazionale, cioè più potente di qualsiasi legge nazionale degli Stati membri della UE.

L’astuzia e l’inganno.

L’intera opera è stata architettata in modo da essere incomprensibile e letteralmente illeggibile dagli esseri umani ordinari, inclusi i nostri politici. In totale si sta parlando di 329 pagine di diversi e disconnessi emendamenti apportati a 17 concordati e che vanno inseriti nel posto giusto all’interno di 2800 pagine di leggi europee. Questo labirinto non è accidentale. Come spiega il parlamentare europeo danese Jens-Peter Bonde “i primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”. Il nostro Giuliano Amato ribadì il concetto appieno, in una dichiarazione rilasciata durante un discorso al Centro per la Riforma Europea a Londra il 12 luglio del 2007: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile, poiché così non sarebbe stato costituzionale (evitando in tal modo i referendum, nda)… Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum, perché avrebbe significato che c’era qualcosa di nuovo (rispetto alla Costituzione bocciata nel 2005, nda)”. (fonte: EuObserver.com). Il sigillo a questo tradimento dei principi democratici fu messo dallo stesso Valéry Giscard D’Estaing in una dichiarazione del 27 ottobre 2007, raccolta dalla stampa europea: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”. I capi di Stato erano concordi questa volta: no al parere degli elettori, no ai referendum.

In Italia, il Parlamento ha ratificato il Trattato l’8 agosto del 2008 (già la data la dice lunga), senza alcun pubblico dibattito, senza prime serate televisive, e senza che fosse letto dai parlamentari votanti. Nel resto d’Europa le cose non sono andate meglio, data la natura semi clandestina del Trattato e la specificata intenzione di nasconderlo agli elettori. Ma in Irlanda è successo qualcosa di particolare. Lo scomparso politico Raymond Crotty denunciò la procedura presso la Corte Suprema del Paese, ed ottenne modifiche tali da imporre all’odierno premier Brian Cowen un referendum popolare finale sul Trattato (uno già ci fu nel 2008), che si terrà il 2 ottobre di quest’anno. Si tenga presente che un no irlandese affonderebbe anche questa impresa.

Preciso, ma poi continuo.

Una precisazione è di dovere a questo punto. Ciò che è sotto accusa non è il processo di armonizzazione dei popoli europei, né la possibilità di fonderci in un grande Paese federale europeo alla stregua degli Stati Uniti, né il fatto di avere una Costituzione e leggi comuni in sé. Anzi, per una nazione di cittadini cialtroni e incivilizzabili come l’Italia, il ‘bastone e la carota’ dell’Unione potrebbero essere l’unica speranza di rimanere all’interno del circolo dei Paesi evoluti, e di non sprofondare del tutto nei Bantustan del mondo cui oggi apparteniamo (non per colpa di Berlusconi, ma nostra). Ciò che invece è gravissimo, è rappresentato dal fatto che un cambiamento di portata storica come sarebbe  la nascita degli Stati Uniti d’Europa e la perdita del 90% della nostra autodeterminazione come popoli singoli, sta avvenendo secondo principi politici, economici e sociali che nessuno di noi conosce, che nessuno di noi ha discusso o votato. E un’analisi attenta del Trattato ci dice che quei principi sono pericolosamente contrari ai nostri interessi di persone comuni. Ci stanno riscrivendo la vita, nientemeno, e ci potremmo svegliare fra pochi mesi in un mondo che non abbiamo scelto e che ci potrebbe costare lacrime e sangue. Senza ritorno. Altro che “regime dello psiconano”.

Il potere al super Stato, e gli Stati odierni esautorati.

Il Trattato crea le basi legali per la nascita di un grande Stato unico europeo con poteri sovranazionali a tutto campo, cioè con leggi che saranno superiori a qualsiasi legge degli Stati membri (dichiarazioni 17 & 27). Questi poteri del nuovo super Stato d’Europa saranno estesi a 68 nuovi settori dove oggi gli Stati singoli hanno la possibilità di veto, che sarà perduta. Il Trattato sottolinea il ruolo subordinato dei Parlamenti nazionali nella nuova Europa, dove essi dovranno fare gli interessi dell’Unione prima che i propri (Art. 8c, TEU). Nel Consiglio Europeo, che sarà la sede della presidenza del nuovo super Stato, i partecipanti di ciascuna nazione dovranno rappresentare l’Unione presso gli Stati membri, piuttosto che rappresentare gli Stati membri presso l’Unione come accade ora. Essi poi, dovranno “interpretare e applicare le loro leggi nazionali in conformità con quelle dell’Unione”. La Commissione Europea assieme al Consiglio dei Ministri sarà l’esecutivo del super Stato d’Europa. Vi sarà come oggi un Parlamento e la Corte di Giustizia Europea sarà il sistema giudiziario.

Nel capitolo immigrazione le cose staranno così: la nuova Unione avrà frontiere esterne comuni, e deciderà a maggioranza chi potrà entrare e risiedere nei nostri territori, mentre i singoli governi perderanno il potere di decidere su ciò. Di nuovo, nessuno di noi cittadini potrà influenzare i criteri di quelle politiche, che potranno essere troppo permissive oppure disumane.

Si comprende già da questi primi aspetti del Trattato in quale misura drastica i poteri che oggi appartengono ai governi e ai Parlamenti che eleggiamo saranno trasferiti al nuovo super Stato europeo. Non è eccessivo dichiarare che siamo sulla strada per rendere Montecitorio e Palazzo Madama delle marginali rappresentanze di facciata. Le uniche aree dove ancora i Paesi europei manterrebbero autonomia decisionale sono la politica estera comune e la sicurezza. L’europarlamentare danese Jens-Peter Bonde ha dichiarato: “Non ricordo un singolo esempio di legge nazionale che non potrà essere influenzato dal Trattato di Lisbona”.

Dunque, super leggi vincolanti. Ma chi le farà?

Sarebbe naturale pensare che nei nuovi Stati Uniti d’Europa, verso i quali il Trattato ci spinge, saranno i rappresentanti eletti dal popolo a fare le leggi, come ovvio. Invece no. Il potere legislativo del nuovo super Stato, come accade già oggi nella meno vincolante UE, sarà ad esclusivo appannaggio di 1) La Commissione Europea che proporrà le leggi, ma che non è direttamente eletta da noi, 2) Il Consiglio dei Ministri che voterà le leggi, neppure esso direttamente eletto dai cittadini. Tenete presente che il ruolo del Consiglio è quasi un proforma, poiché funge praticamente da timbro alle leggi proposte dalla Commissione, visto che solo il 15% di esse viene discusso dai Ministri, e questo non cambierà col Trattato. Insomma, la Commissione Europea non direttamente eletta diverrà potentissima. Tutto ciò è grave. Il Trattato, inoltre, darà alla Commissione un elevato potere di legiferare per decreto, e le sue decisioni saranno persino vincolanti sulle Costituzioni dei Paesi membri. E così le leggi che potrebbero condizionale tutta la nostra vita futura saranno pensate da circa 3000 gruppi di lavoro della Commissione composti da oscuri burocrati che, ribadisco, nessuno ha eletto. Inoltre, questa istituzione non avrà più un Commissario per ogni Stato membro, ma solo due terzi dei Paesi saranno rappresentati a ogni mandato, per cui potrà accadere che una legge sovranazionale e vincolante cancellerà di fatto una legge italiana senza che neppure un italiano l’abbia discussa o pensata.

E allora il Parlamento Europeo? Il Parlamento Europeo non ha e non avrà alcun potere di proporre le leggi né di adottarle o di bocciarle da solo, non potrà votare sul PIL dell’Unione né sulle tasse, e sarà escluso del tutto dal deliberare su 21 settori essenziali su un totale di 90, anche se la sua sfera di competenza è stata estesa ad un numero maggiore di aree. Ciò che ho appena affermato sembra una contraddizione, ma non lo è. Infatti, il Trattato da una parte taglia le gambe al Parlamento (i 21 settori da cui viene escluso), e dall’altra gli dà un contentino (ampliamento aree di competenza), che contentino è visto che nel secondo caso i parlamentari potranno solo decidere ‘assieme’ al Consiglio dei Ministri, dunque non da soli come accade in tutte le democrazie del mondo. Oltre tutto, se anche i nostri eletti rappresentanti in Europa si impuntassero per contestare le leggi della Commissione, avrebbero una vita durissima. Il Trattato stabilisce in quel caso che: se i parlamentari vogliono contestare una legge proposta dalla Commissione dovranno ottenere una maggioranza qualificata nel Consiglio dei Ministri (cioè il 55% degli Stati) o una maggioranza assoluta di tutti i deputati europei. Si avrebbe così il paradosso di politici regolarmente eletti che devono sgobbare per contestare le decisioni di un ‘governo’ che nessuno ha eletto. Già oggi la Commissione si può permettere di snobbare persino i parlamenti nazionali degli Stati membri, come dimostra il fatto che fra il settembre 2006 e il settembre 2007 questi ultimi avevano spedito a Bruxelles ben 152 bocciature di leggi proposte dalla Commissione, col risultato di essere ignorati nel 100% di casi.

Un’ultima stortura insita nell’impianto legislativo europeo si chiama Principio di Sussidiarietà. Stabilisce che nel caso di non chiarezza su chi deve fare che cosa fra l’UE e gli Stati membri, il diritto di agire ricade su chi garantisce la maggiore efficienza. Ma che significa? E chi stabilisce che cosa sia efficiente per noi persone? Ve l’hanno mai chiesto? Ce lo chiederanno?

Il quadro che emerge dal progetto del Trattato vede in primo piano il macroscopico e sproporzionato potere della Commissione Europea, che, bisogna ricordarlo ancora, nessuno di noi elegge. Pensate che occorrerà un terzo dei Parlamenti nazionali europei per, non dico bloccare le proposte della Commissione, ma per ottenere che essa le riconsideri, senza alcun obbligo di altro. Nel frattempo, i Parlamenti nazionali perderanno ben 68 poteri di veto in Europa. Una esautorazione immensa, che, a prescindere dai meriti, nessuno di noi cittadini ha votato e approvato.

Cittadini… di che?

Siamo italiani, tedeschi, olandesi o spagnoli, ma col Trattato diventeremo “in aggiunta” cittadini del super Stato d’Europa (Art. 17b.1 TEC/TFU). Attenzione qui: finora, le regole della UE stabilivano che noi eravamo cittadini europei “come corredo” alla nostra cittadinanza nazionale. Il termine “aggiunta” è usato nel Trattato per esprimere una doppia nazionalità a tutti gli effetti, con però un gigantesco ma: dovete sapere che i diritti e i doveri di questa nostra nuova nazionalità saranno superiori a quelli stabiliti dalle nostre leggi nazionali in ogni caso dove vi sia un conflitto fra di essi, e questo per la sancita superiorità delle leggi dell’Unione rispetto a quelle nazionali e persino rispetto alle nostre Costituzioni. Al di là del merito, è inquietante sapere che potremmo essere obbligati a fare cose non previste dalle nostre leggi, senza aver avuto alcuna voce in capitolo, come al solito.

In campo internazionale.

Il Trattato creerà uno Stato superiore agli Stati membri esattamente come gli Stati Uniti sono superiori ai singoli Stati americani. Esso avrà il potere di firmare accordi internazionali con altri Paesi del mondo, e questi accordi saranno vincolanti su ogni Paese membro anche se i suoi parlamentari sono contrari, e avranno precedenza sulle sue leggi.  Avrà il potere di entrare in guerra come Europa e senza l’autorizzazione dell’ONU, lasciando ai singoli Stati il solo potere di “astenersi costruttivamente” (che significa poi collaborazionismo), e imporrà inoltre agli Stati membri un aumento delle spese militari. Il Presidente della nuova Unione non sarà eletto dal popolo come negli USA, ma potrà rappresentarci nei rapporti con Paesi cruciali come l’America, la Russia o la Cina, che non dialogheranno più con i nostri attuali governi su una serie di importanti affari internazionali.

I padroni del vapore.

Uno dei motivi per cui i francesi e gli olandesi bocciarono la Costituzione europea nel 2005, fu che essa magnificava i diritti del business lasciando le briciole ai diritti dei cittadini. Quella Carta fu infatti definita “socialmente frigida”. Il Trattato di Lisbona non altera in alcun modo questo stato di cose, ed è grave. Il problema, gridarono allora i detrattori della Costituzione, era che essa sanciva con forza il principio economico della “libera concorrenza senza distorsioni”, un principi che all’orecchio del profano può anche suonare giusto, ma che nel gergo delle stanza dei bottoni di tutto il mondo significa: privatizzazioni piratesche (ovvero svendite a poche lire ai privati) di tutto ciò che fu edificato con le nostre tasse, speculazioni selvagge nel commercio, precarizzazione galoppante del lavoro e dei diritti di chi lavora, tagli elefantiaci alle nostre tutele sociali e poi… ipocrisia sfacciata, con la notoria regola del ‘capitalismo per i poveri e socialismo per i ricchi’. Cioè: meno salvagenti sociali alla popolazione, ma poi ampi salvataggi di Stato quando è il business a finire nei guai. Infine, la ‘libera concorrenza senza distorsioni’ applicata al commercio europeo significa nessuna tutela di Stato nei Paesi svantaggiati ma sovvenzioni statali miliardarie per le economie opulente dei Paesi ricchi.

Quindi, la ‘libera concorrenza senza distorsioni’ sarà di nuovo sancita nero su bianco dal Trattato, nonostante fosse stata bocciata nella Costituzione. La si trova infatti in una dichiarazione vincolante del Protocollo 6. Come dire: ciò che fu cacciato dalla porta di casa, rientra dalla finestra. Ma c’è molto altro.

Il Trattato, per esempio, dà priorità all’aumento della produzione agricola europea che già oggi è sovvenzionata dall’Unione a suon di 1 miliardo di euro al giorno, ma non spende una parola sulle condizioni di lavoro dei braccianti né sull’impatto ambientale dell’espansione di quel settore, che è fra i più inquinanti del mondo (idrocarburi, pesticidi, consumo acqua…). Ancor più grave è il capitolo del Trattato sul diritto di sciopero, dove si prevede un assoluto divieto se esso ostacola “il libero movimento dei servizi”, una clausola che sarà aperta a interpretazioni selvagge; scioperare sarà altrettanto vietato quando colpirà un’azienda straniera che paga salari da miseria in Paesi europei dove il salario medio per lo stesso lavoro è del doppio; si immagini a quali sfruttamenti si andrebbe incontro, col corredo di gravi instabilità e tensioni sociali. Infine, diventa illegale pretendere nei pubblici appalti il rispetto di alcune contrattazioni salariali già acquisite, altra voragine. In tema di salute, il Trattato ha in serbo un pericolo non minore: il capitolo sui diritti del paziente è inserito fra le regole del Mercato Interno, e non in quelle dedicate alla sanità. Innanzi tutto questo significa che per decidere sui diritti di noi ammalati (perché lo saremo tutti nella vita) sarà necessaria solo la maggioranza qualificata dei voti e non l’unanimità, ma soprattutto spaventa trovarsi da ammalati nell’ambito del Mercato, che con la salute non ha proprio nulla a che vedere, come già sappiamo drammaticamente dalla nostra vita quotidiana.

Verremo privati anche del diritto di favorire certi settori della nostra economia anche se chiaramente svantaggiati. Se uno Stato membro deciderà di offrire un trattamento di favore ai propri cittadini in certi aspetti del vivere comune, potrà essere sanzionato. Se deciderà di aumentare l’occupazione pubblica a spese dello Stato per superare una crisi occupazionale (alla New Deal di Roosevelt) sarà sanzionato. La Banca Centrale Europea (BCE) ha il potere di imporre a tutti la stabilità dei prezzi a scapito della piena occupazione. E la BCE sarà arbitro assoluto e incontrastabile delle politiche monetarie, che non di rado significano per noi cittadini indebitati lacrime e sangue (mutui, tassi ecc.). Il Trattato non prevede alcun meccanismo per ridistribuire la ricchezza fra i cittadini ricchi e quelli in difficoltà all’interno dell’Unione; non prevede una politica comune in tema fiscale, salariale e sociale. Non prevede infatti alcun metodo per finanziare il già misero Capitolo Sociale del nuovo super Stato europeo, poiché fra le migliaia di articoli pensati con oculatezza, guarda caso manca proprio quello che armonizzi le politiche fiscali/monetarie/economiche con quelle sociali. Guarda caso.

Scorrendo queste righe, risulta chiarissimo il perché i bravi francesi e olandesi hanno bocciato queste stesse regole quando furono presentate nella Costituzione europea. Qui di sociale c’è poco più del nome. E il sociale è la rete di sicurezza nella mia e nella tua vita di tutti i giorni.

La Giustizia. I Diritti.

In questo settore, il Trattato adotta appieno la Carta dei Diritti Fondamentali, che diventa vincolante per tutti i cittadini del nuovo super Stato d’Europa (Art.6 TEU). Chi deciderà interpretando di volta in volta questi diritti con potere unico sarà la Corte di Giustizia Europea con sede nel Lussemburgo. Infatti, secondo le regole già spiegate in precedenza, anche qui le decisioni della Corte avranno potere sovranazionale e dunque saranno più forti di qualsiasi legge degli Stati membri. Esse poi avranno potere di condizionare ogni singola legge esistente nella UE. Ma chi impedirà alla Corte di interpretare un diritto odierno di un singolo Stato membro in senso più restrittivo? Vi do un esempio: in Svezia, una legge permette ai burocrati di Stato di fare ‘soffiate’ ai giornalisti, per cui il governo non può pretendere che il reporter sveli poi le fonti di uno scandalo pubblicato. Se la Corte decidesse che ciò è illegale, addio avanzatissima legge svedese. E vi ricordo che quando il collega tedesco Hans-Martin Tillack fu arrestato per aver denunciato lo scandalo Eurostat (fondi neri dell’agenzia di statistica della UE), la Corte di Giustizia Europea approvò l’arresto.

Ma chi nomina quei giudici? Nessuno dei cittadini europei, è la risposta. Li eleggono i governi, e questo li rende di fatto a loro soggetti. In altre parole, le sentenze sui nostri diritti fondamentali e sulle leggi che ci governano saranno nelle mani di magistrati del tutto fuori dal nostro controllo e secondo leggi, non lo si dimentichi, fatte da burocrati non eletti. Questo prevede il Trattato di Lisbona, all’apice di almeno duemila anni di giurisprudenza ‘moderna’. Inoltre, ciò che viene deliberato in seno alla Corte di Giustizia Europea avrà precedenza su quanto deliberato dalle nostre Corti Supreme, Cassazione, e da altre Alte Corti europee. Essa ha il potere persino di influenzare la tassazione indiretta (IVA, catasto, bolli ecc.).

Tutto questo è improprio, irrispettoso del diritto dei cittadini di decidere del proprio vivere, visto che siamo e ancora rimaniamo in teoria gli arbitri finali delle democrazie. Qui siamo completamente messi da parte, ingannati e manipolati, con rischi futuri colossali a dir poco. Ma il realismo di cittadino italiano mi impone di aggiungere un altro distinguo. In un Paese come il nostro dove la nostra inciviltà ha portato in Parlamento dei bifolchi subculturati e violenti come i seguaci di Bossi e altri, il fatto che in futuro gli articoli della Carta dei Diritti Fondamentali e del Trattato di Nizza (diritti di prima, seconda, terza e quarta generazione; dignità umana; minoranze; diritti umani; no pena di morte; diritti processuali ecc.) saranno vincolanti in Italia potrebbe essere la salvezza, nonostante i pericoli che ho delineato. E queste considerazioni mi portano a dire che la critica al Trattato di Lisbona fatta dalla prospettiva italiana è un affare ambiguo, poiché se è vero che quel Trattato potrà da una parte travolgere in negativo le nostre vite e drammaticamente il futuro dei nostri figli, è anche vero che certa barbarie e mediocrità a tutto campo degli italiani rendono impossibile capire dove sia la padella e dove la brace, ovvero se ci farà più male entrare nell’Europa di Lisbona o rimanere l’Italia sovrana di oggi. La risposta sarebbe né l’una né l’altra, certo, ma il rischio per noi italiani di combattere e vincere la battaglia contro l’inganno del Trattato, è poi di ritrovarci qui a soffocare nella melma italica senza neppure l’Europa a mitigarla. Questo va detto per onestà.

Conclusione.

Se ripercorrete i capitoli principali che vi ho esposto, non potrete non rendervi conto che come sempre i grandi giochi che regoleranno ogni futuro atto della vostra vita di cittadini si decidono altrove e in segreto, mentre nessuno nell’Italia che protesta contro il secondario berlusconismo vi aiuta a capire cosa e chi veramente aggredisce la democrazia, e chi veramente tira le fila della vostra esistenza. E’ scandaloso che si sia pensato agli Stati Uniti d’Europa come a un colosso di potere in mano a oscuri burocrati non eletti e massicciamente sbilanciati verso il business, con le briciole lasciate a quel fastidioso ‘intralcio’ che si chiama popolo. E il tutto di nascosto. Questa macchina va fermata e la parola va restituita a noi, i cittadini, attraverso i referendum, come accade in Irlanda. Il Trattato di Lisbona pone 500 milioni di esseri umani in bilico fra due possibilità: un dubbio progresso, o la probabile caduta in un abisso di dominio degli interessi di pochi privilegiati su un oceano di cittadini con sempre meno diritti essenziali. Sto parlando di te, di me, di noi persone.

Ma noi italiani attivi siamo giustamente impegnati a discutere di Tarantini, di Papi, di “farabutti” e di “psiconani”. Giustamente.

Le fonti di questo articolo:

–       Il Trattato di Lisbona, http://bookshop.europa.eu/eubookshop/bookmarks.action?target=EUB:NOTICE:FXAC08115:EN:HTML&request_locale=EN

–       From the EU Constitution to the Lisbon Treaty. The revised EU Constitution analysed by the Danish member of the two constitutional Conventions, Jens-Peter Bonde.

–       The Treaty of contempt Robert Joumard, Michel Christian and Samuel Schweikert (Commission for European Integration, Attac Rhône) September 7, 2007

–       An analysis of the Lisbon Treaty by Prof. Anthony Coughlan, The Brussels Journal. European and constitutional law by Anthony Coughlan, Secretary of the National Platform EU Research and Information Centre, 24 Crawford Avenue, Dublin 9, Ireland.

–   The Reform Treaty: Treaty of Lisbon: di Giuseppe Bronzini – Magistratura Democratica,

da  Budgeting for the Future, Bulding Another Europe, Sbilanciamoci 2008.

–   From Constitution to Reform, or from bad to worse. Susan George – Chair of the Transnational Institute.

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https://i2.wp.com/www.stampalibera.com/wp-content/uploads/2012/04/http-www.oggi_.it-attualita-files-2011-11-governo_monti-320x309.jpg26 aprile 2012 | Autore

Una Repubblica fondata sul lavoro è schiava del bisogno, una moderna democrazia deve necessariamente fondarsi sull’uomo libero dalla schiavitù del lavoro, mica tanto paradossalmente fondata sul ’Tempo Libero’.”

Permanendo gli impegni “circenses” del (moderno) Popolo (occhio di) bue col Campionato e la Champions League, col Grande Fratello e Striscia la Notizia, con Sanremo e Ballando con le Stelle, Porta a Porta e Che Tempo Che Fa, Report e Servizio Pubblico, Facebook e Twitter… ed in previsione di quelli già in scaletta per il “panem” sarebbe auspicabile, prima della definitiva “terzoMONTIzzazione” dell’Italia, una dittatura “illuminata” ma inversa e “complottista”. Dimostrata l’incapacità e la pochezza della politica, in dimostrazione ed in aggiunta l’inutilità e la doppiezza della “tecnica”, è il momento di contrapporre agli Illuminati “pluto-teo-crati” ed ai loro dipendenti (giornalisti sguatteri, politici “camerieri”, tecnici maggiordomi, giudici autisti, mafiosi spazzini ed intellettuali ignoranti) la “fantasia” dei Complottisti “illuminati”. “Teorici della Cospirazione” che guardano oltre gli schermi illusoriamente predisposti dai Media e gli schemi “dem(ent)ocraticamente” predeterminati dal Debito, dal Peccato, dal Mercato e dallo Sviluppo “nuovo nome della (missione di) pace”, che vedono, più dell’assonanza, la “residenza” e l’equivalenza Osama-Obama e che “sentono” solidarietà per Chavez, Fidel Castro, Sankara*, Gheddafi*…, “dittatori-terroristi-canaglie” ché rifiutano le importazioni di “demo(raz)zia” anche a costo della vita, nel *50% dei casi “se va male” agli esportatori!

Un Governo “luminoso” e “simpatico”, magari con Presidente della Repubblica “antropocratica” Nicolò Bellia al posto del catto-nazisionista rincoglionito Napolitano ed il “sovrano” Paolo Barnard Premier al posto del “suddito” e “lecca-pluto” Mario Monti. Con Paolo Franceschetti ad “aggiustare” la bilancia della Giustizia, Mondart a “chiarire” la Comunicazione, Corrado Penna e Rosario Marcianò a “ritrovare” la Ricerca, l’immenso Valdo Vaccaro ad “igienizzare” il Ministero della Alimentazione “e” della Salute, Roberto Duria a “rapportarci” con gli “altri” Animali, Lino Bottaro a “difendere” la Pace, Massimo Mazzucco a “dirigere” lo Spettacolo, Marcello Pamio a “disinformare” l’Informazione, Marco Pizzuti a “revisionare” la Storia, Marco Cedolin ad “indirizzare“ i Trasporti, Attilio Folliero a “cooperare” con gli Stati canaglia e bolivariani, Fabio Marchesi a “ri-programmare” la Tecnologia, Tnepd ad “occupare” il tempo libero ed a “liberarci” dal lavoro… E Tom Bosco, Marco Della Luna, Maurizio Blondet, Eugenio Orso, Pierluigi Paoletti, Marco Saba… a “ridimensionare” l’Economia ed a “socializzare” la Politica al posto degli stupidi tecnocrati sostituti degli idioti politocrati. E Antonella Randazzo, Solange Manfredi, Ida Magli, Nicoletta Forcheri… a “correggere” l’Istruzione, a “seminare” la Cultura ed a “matriarcare” la Società al posto delle “patriarcali” zoccole del PDL, dei Bind(on)i-finocchi-Finocchiaro del PD e delle “cesse” bi-facciali del serio e seriale “sicario dell’Economia” Monti, supportato dagli “sciacquoni” del Sindacato e di Confindustria. E gli “onorevoli” Giulietto Chiesa(?) ed Alfonso Marra(?)… Gli incarichi sono “indicativi”, come pure i punti interrogativi!

Un Governo “solare” ed “empatico” di Felicità Nazionale (FIL del Bhutan e non PIL dell’UE) per le socializzazioni e non le privatizzazioni, la collaborazione e non la concorrenza, lo Stato e non il Mercato…, per “tornare bambini” e non per “crescere” all’infinito o “de-crescere” al primitivo. Non è utopia, a conoscerla la “realtà” è molto più assurda! Con la moneta sovrana e “fiat”, credito e non debito, la Scienza e la Tecnologia usate finalmente “per” l’uomo ed il reddito di cittadinanza a tutti dalla nascita è possibile ri-fondare una Repubblica “libera” dal triangolo maledetto lavoro-disoccupazione-pensione, dal debito e dal peccato, dalla paura e dalla scarsità, dalla malattia e dalla medicina…, per “con-dividere” reddito, credito, sicurezza, abbondanza, benessere e salute senza lo spauracchio inflazione-deflazione-recessione-depressione più le solite pretese di “remissione”.

I Complottisti sono gli unici ad avere le conoscenze, le competenze e le coscienze per “condurre” il Popolo a ri(?)appropriarsi delle SOVRANITA’ usurpategli ed “accentrate” da Cesare e da Dio. Sono loro gli intellettuali del nostro tempo, non certo i tanti Scalfari che “coglionificano” su Repubblica, Sole 24 Ore, Corriere, (Mis)Fatto Quotidiano…, Radio, TV, Cinema e retorica bella.

I 13 punti del Programma di Governo della Repubblica “complottista”, “antropocratica”, “empatocratica”, “bolivariana” e “canaglia” fondata non sul lavoro, che del resto non ci siamo mai potuti permettere, ma sul Tempo Libero e sul “diritto allo stipendio” di tutti come dovere di ogni Stato, a prescindere dal lavoro:

1-Affanculo UE e Trattati di Maastricht e di Lisbona. Ri-fondazione della Repubblica sul “tempo libero”, opzional il lavoro, scelta e non obbligo, eventualmente poco, “ben distribuito” e solo se necessario. Chi volesse lavorare “di più” è libero di farlo, nel rispetto di se stesso e degli altri, ma l’unico “impegno” rimane con la vita! Ministero del Lavoro “sotto-posto” a quello del Tempo Libero. Partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica ed alla formazione delle leggi e re-iscrizione della Costituzione massonica a quattro mani col Popolo, evitando stavolta la “presa per la Bastiglia” della Rivoluzione e ricordando che “ad ogni Rivoluzione corrisponde una Reazione uguale, contraria e colorata.”

“Nelle dittature sono violenti i mezzi, nelle democrazie i risultati.”

2-Affanculo Euro, BCE, FMI, BIS, MES, Patti di Stabilità e Pareggi di Bilancio. Conio “sovrano” della miracolosa “fiat money” a credito, mezzo e non fine e solo “misura del valore”(Auriti). Reddito di cittadinanza a tutti dalla nascita, arretrati dal concepimento!, con decurtazione dall’emissione della moneta necessaria alla spesa pubblica e conseguente “ridi(p)ensionamento” del lavoro ed eliminazione di tasse, balzelli, Agenzie (a) Guardia dello scontrino, usure ed “inequitalità” varie.

“I ricchi muoiono convinti di aver migliorato il mondo, i poveri di andare a migliorare il Paradiso.”

3-Affanculo l’illegittimo Debito Pubblico. Giubileo del Debito e del Peccato con cancellazione definitiva pure degli “originali” e degli sportelli-chiese conseguenti, restituzione di ogni “signoraggio”, almeno dei  “temporali”, e confino “cautelativo” a vita dei bankesters in caveau asettici e vuoti,  clinicamente e cinicamente “pre-disposti” come le loro “crisi”. Nazionalizzazione della Banca d’Italia, di Banche, Fondazioni, Assicurazioini, Sedi Sante e “Vati” cani di tutte le “razze”…,  e di tutte le “stampanti” false del Debito e le “cattedrali” ipocrite del Peccato. Ad ogni nuovo nato spetterà un credito a vita ed in contanti e senza “resto” nell’Aldilà!

“La Chiesa e la Banca hanno dell’uomo la stessa visione, entrambe lo vedono bene sulla croce.”

4-Affanculo NATO ed Eurogendfor, e pure le barzellette (su) Carabinieri, Polizia ed Esercit(i), ma sequestro delle Basi da usare come deterrente, Gheddafi docet! Rinuncia a qualsiasi “missione di pace” ed a guerre fredde, calde e tiepide. Ministero della Difesa che diventa “della Pace”. Affanculo ONU, WTO, OMS e tutti gli Organismi mondiali e sovranazionali privati e servili al NWO. Fuorilegge Bildelberg, CFR, Trilaterale, Aspen… E Banche d’Affari, ONG, Multinazionali, Think Tanks, Lobbies, Borse, Agenzie di Rating, Paradisi Fiscali e Celesti, Partiti, “Servizi” e “Cupole” legali ed illegali…

“La guerra prepara la ricostruzione, la ricostruzione prepara la guerra… La Pace è quasi sempre impreparata.”

5-Affanculo pure i Patti Lateranensi. Occupazione ed annessione del Vaticano, confisca di tutti gli “IOR” della Chiesa catto-massonica e di tutte le altre confraternite “piramidali”. Riequilibrio dei rapporti con Dio su linee orizzontali, dopodiché ognuno può credere che cazzo gli pare. Inquisizione e rogo (virtuale!) per il Pastore tedesco  (di) “Ratz-inger”  e per il Papa “nero”, per i pretendenti “rossi”, gesuiti, legionari, Opera(i) di Dio, ciellini e “pretofili” vari. Per santi e “polacchi” beati si confida nelle fiamme dell’Inferno!

“La Chiesa ha diviso il potere temporale da quello spirituale solo per raddoppiare le entrate.”

6-Istituzione, dopo “tarato” la bilancia della Giustizia e “messo a dieta” giudici ed avvocati, del Tribunale per i crimini di guerra in tempo di (missioni di) pace commessi dalla Plutocrazia e dai suoi dipendenti. Sedia elettrica (elettroshock!) per gli Illuminati, avviamento all’Edilizia dei “liberi muratori” manovali e “successivo” collocamento sotto ai ponti dei politicanti superstiti al “jumping” senza elastico “precedente”… Requisizione dei beni, arresto e processo con annessa fucilazione (finta!) dei criminali Napolitano, Monti, Draghi, Prodi, Amato, Ciampi e di “tutta” la inetta e miserabile classe politica e tecnica “Britannia ‘92” ancora in vita, senza dimenticare le ignobili “classi” precedenti e successive e le attuali, da A-B-C  fino a tutti gli altri Z(ero)!

“Il potere corrompe chi ce l’ha.”(Acton)… “Una volta, oggi il potere corrompe pure chi non ce l’ha, così quando arriva non perdi tempo ed eviti pure il ‘logoramento’.”

7-Ricostituzione delle Partecipazioni Statali. Nazionalizzazione delle Industrie ed Aziende di terra, di cielo e di mare, italiane e straniere, a cominciare dalla già da sempre “finanzionalizzata” Fiat. Confisca dei beni, arresto e “lavori forzati” per Agnelli, Benetton, Della Valle, De Benedetti, Berlusconi, Moratti… e per tutti gli altri Calta(gironi) infernali di Confindustria compresi i “ceo” beati e beoti Profumo, Passera, Marchionne, Montezemolo, Tronchetti Provera e rovina d’Italia bella. Pena capitale per i Capitalisti e capitolo chiuso per il Capitale!

“Un imprenditore sa far bene solo i cazzi suoi, quelli degli altri sono concorrenza.”

8-Nazionalizzazione e ri-programmazione “alle” verità di tutti i Media mainstream, a partire dalla TV, “spettatore” quotidiano della nostra stupidità. Sequestro dei beni e ghigliottina (simbolica!) per tutti i “media(t)tori” dell’Informazione asserviti e funzionali al sistema per le bufale prezzolate propinateci “Attivissimamente” negli anni (Fede, Vespa, Saviano, Travaglio, Grillo, Santoro, i Costanzo, gli Angela…) e gli “artisti” del cazzo che “copionano” di conseguenza (Celentano, Vasco, Benigni, Fiorello per citare il “meglio”!), tutti gatekeepers a guardia del proprio “cancello” dorato. Taglio “coranico(?)” dei piedi per i calciatori Totti, Del Piero, Buffon e buffoni altri, (s)pompati a proteine nobili, integratori e presunzione.

“I calciatori sono gladiatori arricchiti da dare in pasto ai coglio(leo)ni.”

9-Autarchia intesa come autosufficienza alimentare, sanitaria, energetica e culturale. Agricoltura ed industria alimentare naturale e vegetale, bio-eco-etico-logica! Agricoltura “del non fare”(Fukuoka). Permacultura. Protezionismo. Economia locale. Revisione e riallineamento “fraterno” delle “gerarchie animali” ordinate alla “Genesi” dal Padreterno(cida) e chiusura allevamenti animali, macellerie, pescherie, latterie, salumerie ed osterie. Boschi, frutteti, orti, giardini, piantagioni di cannabis e campi coltivati, ovunque! Meditazione, respirazione, alimentazione vegano-crudista, fruttariana e pranica.

“Diventa vegano oggi per non diventare un vegetale domani!”

10-Nazionalizzazione e riconversione dell’Industria Farmaceutica. Iniezione letale (placebo!) per i pigs di Big Pharma. Affanculo farmaci, vaccini, medici, psichiatri e farmacisti assassini iatro-eu-genetici dell’umanità. Medicina Ufficiale “sintomatica” solo di urgenza e di pronto soccorso. Igienismo Naturale, NMG, Medicina Olistica, Naturale ed Alternativa per morire “obbligatoriamente” in perfetta forma e di “sana” vecchiaia. Ospedali e carceri case di riposo, di digiuno e di “facili” digestioni per l’auto-ripristino del sistema immunitario (“cura della non cura”). “Care” chemio e radio per i Veronesi della Ricerca che “trovano” e “tesorizzano” solo nuovi farmaci a scapito delle cavie animali prima e di quelle umane dopo. La prevenzione comincia, e può finire!, a tavola.

“Non si vive di più, solo si resta più a lungo moribondi.”

11-Ricerca, Sviluppo ed Applicazioni delle “free energy”(energia radiante, magneti permanenti, resistenze meccaniche, elettrolisi, implosione-vortici, fusione fredda, pompe di calore…). Scaduta la “conservazione” di Lavoisier e variata pure la “relatività” di Einstein, gli studi di Nikola Tesla, (al) bene indirizzati, sull’elettromagnetismo e la meccanica quantistica promettono energia illimitata, inesauribile, gratuita, pulita e senza scorie per liberarci dal petrolio e dalle altre presunte fonti fossili “in picchiata”, dal nucleare e dalle “rinnovabili” per i soliti unti o (De) Benedetti dai “Signori”.

“La Filosofia ipotizza quello che la Scienza crede di sapere e la Natura già sa!”

12-Rifondazione e riorganizzazione della Scuola e dell’Università “pubblica!” sul pensiero critico e sulla ricerca “delle” verità, “per una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa”(R.Steiner). Insegnamento dell’Igienismo e “della salute” dalla nascita. Re-iscrizione della Storia, iniziando da quando Dio “comprò” il Mondo dal Big Bang, dando “fiducia” ad Eva ed annullando per brogli la “elezione” degli ebrei per evitare il mantra dell’Olocausto a giustificazione dei millenari crimini sionisti “avallati” biblici… Chiusura della Luiss, della Bocconi, della Sapienza, della Cattolica… e di tutte le altre fabbriche di dementi e delinquenti al soldo dell’Oligarchia Finanziaria.

“Ignorante è chi da risposte prescindendo dalle domande.”

13-Tutela, salvaguardia, rispetto, promozione e “fruizione” dell’immenso patrimonio naturalistico, culturale, artistico e turistico. Centri culturali, artistici, strutture sportive e ricreative dappertutto, vietato “tifare”! Aria, acqua, sole, cibo, casa e salute(di mente, corpo e anima) per tutti! Riciclo totale dei rifiuti. Smaltimento e disattivazione delle scorie, nucleari ed altre, esistenti. Ricostruzione “sociale” e “verde” delle città. Trasporti pubblici capillari, efficienti ed ecologici. Fuorilegge Scie Chimiche, Haarp, telefonini, microcips, carte “di debito”, telecamere, bodyscanner… E farmaci, vaccini, droghe, alcool, integratori, proteine animali, cibi raffinati e trattati, OGM…, per non essere più “inquinati”, ammalati, medicalizzati, controllati, plagiati, intercettati, schedati, mercificati, schiavizzati, terrorizzati, suicidati, assassinati…  “Mari e monti”, e non “Draghi e (Terzo)Monti”,  per tutti!

“Mentre dopo la tempesta gli uccelli cantano gli uomini imprecano, ed invece di cambiare il loro comportamento modificano la tempesta.”

“Un Illuminato è uno che se va via la luce l’ha tolta lui” ed i Complottisti sono gli unici che sanno dov’è l’interruttore per “spegnerli”. “Uniti” sono “free energy” rivoluzionaria, non colorata ed illimitata, unica alternativa al cecchino e becchino d’Italia Mario “Tonti” ed al NWO, che governerà non appena il Mondo sarà diventato tutto Terzo Mondo!

Se il possibile è scontato, l’impossibile è gratis!”

(Enzo Raffaele)

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30 aprile 2012 | Autore

A riprova del fatto che la vecchia dicotonomia di sinistra operai/imprenditori è più che superata, anzi strumentale al sistema usurocratico, ecco un imprenditore con le palle dichiarare quello che tutti gli imprenditori veri vorrebbero dichiarare. La nuova categoria in cui collocare il mutamento evolutivo dell’umanità, quindi qualsiasi dibattito politico, dev’essere oramai umani vs alienati, e negli umani gli imprenditori hanno un posto di tutto riguardo: creativi per natura, creano valore e concretizzano visioni e idee che migliorano la vita. Esattamente come artisti, maestri, terapeuti – e streghe –  essi sono perseguitati dai disumani alienati: basti pensare al numero di imprenditori che sono stati uccisi o rimasti uccisi in incidenti sospetti, dal caso di scuola Mattei ad Agostino Rocca della Techint (morto in un incidente aereo nel 2001, azionista di riferimento storico della Impregilo), da Pininfarina  – morto in un incidente di moto guarda caso poco prima della cessione di un ramo dell’azienda e della vendita dell’auto elettrica a Bolloré fino all’ultimo caso preso a casaccio sul net – http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio_emilia/cronaca/2012/04/25/702783-milo-campioli-morto-in-cina.shtml – per non parlare dei numerosi suicidi per debito in cui gli alienati spingono ponendo le persone in situazioni senza apparente altra via d’uscita. E mi riferisco ai veri imprenditori, razza in via di estinzione, non agli pseudo imprenditori alla tronchetto, benetton, elkann, della valle and co, i soliti alienati travestiti da imprenditori.

I politici sono una delle tante categorie prezzolate agli stessi alienati banchieri. Una delle tante.

Perché alienare significa infatti “trasferire in altrui dominio una cosa” – normalmente riferito a immobili – ma anche in senso lato a qualsiasi cosa, per cui anche all’anima e quindi, dal pensiero marxista, estraneo a sé stesso, alla propria coscienza. Io aggiungo estraneo alla propria natura umana, la cui anima è stata venduta al diavolo, cioé all’angelo ribelle cacciato dal paradiso che tenta gli umani al male.

Per riassumere, una casta di alienati, cioé venduti al diavolo, si organizza e trama per alienare il 99% dell’umanità: alienandoci gli immobili, attraverso l’alienazione della moneta, ambiscono ad alienare le nostre anime al diavolo.

La risposta? Stay human.
N. Forcheri

Fonte: Fonte: sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

Il più grande imprenditore italiano attacca le banche e ne denuncia la speculazione.
di Sergio Di Cori Modigliani

E’ il nostro fiore all’occhiello.

E’ forse l’unica grande azienda italiana, leader planetario nel suo specifico settore merceologico, ad essere virtuosa, solida, in espansione. Presente in 132 nazioni, ha 75.560 dipendenti, di cui 62.000 addetti che producono nel territorio della repubblica italiana. Non ha neppure un cassintegrato e non ne prevede. Il suo titolo quotato in borsa, soltanto nel 2012, è schizzato in avanti del 32%: unico titolo in positivo. Il suo fatturato si aggira intorno ai 7 miliardi di euro, superiore di un +13,1% rispetto all’anno precedente.

L’azienda è nata nel 1961, ad Agordo, in provincia di Belluno, dentro un garage.

La storia di questa fabbrica e del suo ideatore e fondatore è studiata oggi nel corso di management industriale all’università di Harvard come esempio pratico e vincente “del miracolo economico italiano che coniuga impresa, creatività, rischio, con una ricerca accurata del design, del gusto e del dettaglio che nasce dall’applicazione della tradizione artigiana locale”.

L’azienda non ha mai visto uno sciopero, né uno scorporo, né proteste.

Si chiama LUXOTTICA. Produce lenti per occhiali e li vende in tutto il mondo. Tra i suoi clienti più famosi la polizia stradale della California (i celeberrimi CHIPS) l’esercito cinese, tutta la linea occhiali di Christian Dior e Yves Saint Laurent. Produce in Italia e vende in Cina.

Il suo proprietario e fondatore, Leonardo Del Vecchio, nato nel 1935 a Milano, è poco noto alla massa degli italiani. Ma il suo nome è un mito in Usa, Germania, Gran Bretagna, Cina.

La sua frase più recente? “Non investiamo neppure un euro nella finanza, perché noi sappiamo come produrre, come inventare mercato, avendo come fine la ricchezza collettiva della comunità, altrimenti questo lavoro non avrebbe senso”.

Alieno da conventicole, complotti, schieramenti politici di parte, corteggiato da sempre sia dalla destra che dalla sinistra (“no grazie, non mi piacciono i balli a corte” ha risposto all’ultima preghiera-convocazione alle elezioni politiche del 2008 sia al PD che al PDL che alla Lega Nord) è uscito allo scoperto per la prima volta nella sua esistenza, violando il suo codice personale fatto di discrezione, poche chiacchiere e molto lavoro intinto di creatività.

“Basta con i manager mitomani finanzieri” ha detto al giornalista Daniele Manca in una esplosiva intervista pubblicata sul corriere della sera qualche giorno fa, non a caso, in Italia, volutamente passata sotto silenzio e rimasta priva del dibattito che avrebbe meritato.

Ma non all’estero.

Soprattutto in Usa e in Gran Bretagna dove la situazione italiana è seguita con estrema attenzione, perché Del Vecchio sta spiegando come funziona l’Italia, anzi….come non funziona l’Italia e perché, allertando il business internazionale che conta sulla situazione nel nostro paese. Vox clamantis in deserto, la sua opinione è fondamentale, soprattutto in questo momento, e per una ragione ben specifica: perché Del Vecchio è sceso in campo (non ama e non ha bisogno di visibilità) andando all’attacco del cuore della finanza italiana.

Qualche notizia biografica su di lui tanto per capire che tipo sia.

All’età di sette anni rimane orfano, insieme a quattro fratelli. Provenendo da famiglia disagiata, i fratelli vengono dati in affidamento. Lui, invece, finisce nei Martinitt, l’orfanotrofio milanese per poveri. All’età di 15 anni, con il diploma di scuola media, esce e va a lavorare come garzone di bottega in una fabbrica che stampa marchi di metallo. I proprietari del negozio lo aiutano e lo spingono a iscriversi ai corsi serali all’Accademia di Brera per studiare design e soprattutto incisione. A ventidue anni si trasferisce nel trentino dove trova lavoro come operaio in una fabbrica di incisioni metalliche e impara il mestiere. Dopo sei anni, all’età di 27 anni, riesce a ottenere gratis un enorme garage e capannone abbandonato nel comune di Belluno, di proprietà della regione, con la consegna di avviare un’attività per assumere personale proveniente dalle comunità montane più disagiate. E inizia, insieme a due collaboratori, a tirar su l’impresa: fabbricare occhiali all’italiana, con montature originali artigianali d’eccellenza, incise a mano, e lenti molate da lui personalmente. Vent’anni dopo è una florida azienda e va all’attacco del mercato statunitense che gli mette potenti sbarramenti. Li supera tutti. Stende la concorrenza più competitiva che si arrende. Acquista i tre più importanti marchi Usa e diventa la più potente multinazionale al mondo nel settore della produzione di occhiali. Dal 2002 è leader incontrastato.

Oltre ad essere il maggior azionista di Luxottica è un importantissimo grande azionista di Unicredit e soprattutto le assicurazioni Generali. Data la sua posizione è sempre stato nel consiglio direttivo del colosso assicurativo. Tre giorni fa (ed ecco perché ne parliamo e lui ha deciso di parlarne al pubblico) si è dimesso, se n’è andato sbattendo via la porta, con un clamoroso atto d’accusa: “la mia è una protesta contro il management imprenditoriale di questo paese, composto da individui superficiali che non sanno nulla del loro lavoro, sono semplici contabili mitòmani. Mi sento davvero a disagio. Il vero problema è che quando da assicuratori si vuole diventare finanzieri comprando le più disparate partecipazioni senza comunicare nulla ai propri azionisti, non si fa un buon servizio né per l’azienda, né per gli azionisti, né per il paese. Mentre questo è un periodo in cui ciascuno dovrebbe fare il proprio dovere, ovverossia: fare ciò che sa fare. E chi crede che lo spread sia domato, si sbaglia di grosso. Basta un nulla per farlo schizzare a 600 e mandare la nazione a picco. E’ ciò che stanno facendo gli imprenditori italiani e le banche e i colossi assicurativi perché insistono nell’investire nella finanza: il rischio è alto ed estremo”.

La considero una voce fondamentale da ascoltare, quella di Leonardo Del Vecchio.

Sulla quale riflettere. Perché l’Italia ha bisogno di un incontro tra imprenditoria efficace, efficiente e virtuosa da una parte e mondo del lavoro dall’altro, uscendo fuori dalle consuete griglie di protesta che finiscono per coagulare dissenso e indignazione uscendo fuori dalla immediata necessità di emergenza di costruire alleanze solide tra le due parti sociali.

Del Vecchio è sceso in campo.

Nel modo giusto.

Non scende in campo appoggiando un certo partito, né movimento. Non ama Monti e non lo odia. Non vuole entrare in politica come soggetto. Vuole dare uno scossone al mondo dell’imprenditoria. La sua voce è da diffondere.

Perché il suo curriculum professionale ed esistenziale è il suo biglietto da visita.

“Il problema dell’Italia nasce quando si vuole fare finanza. Quando, le aziende, usando i soldi degli investitori e soprattutto dei risparmiatori, comprano un pezzettino di Telecom, e un pezzetto di una banca russa; si mettono a repentaglio –come nel caso delle assicurazioni Generali- ben due miliardi di euro alleandosi con il finanziere ceko Kellner e ci si impegna con la Citylife in una percentuale che nessun immobiliarista al mondo avrebbe mai accettato, com’è avvenuto nel 2009 quando hanno investito 800 milioni in fondi di investimento greci. Miliardi di euro sono andati in fumo. Erano soldi di imprenditori italiani che avevano investito con l’idea di poter poi spostare i profitti nel mercato del lavoro per tirar su imprese e creare lavoro. I manager responsabili di questi atti perdenti sono stati tutti promossi e saldati con stipendi multi milionari. Non si va da nessuna parte, così”.

E’ impietoso, Del Vecchio. Picchia duro. E se lo può permettere. E parlando al canale televisivo di Bloomberg, quando un giornalista americano gli ha fatto la domanda da 1 milione di dollari “Lei come si pone rispetto all’articolo 18 che in Italia è il punto dolente nello scontro tra imprenditori e lavoratori?” ne è uscito in maniera impeccabile. Ha risposto: “Un dibattito inutile, fuorviante. Personalmente, ripeto “personalmente” non mi riguarda. Su 65.000 lavoratori italiani che pago ogni mese, non c’è nessuno, neppure uno che rischia il licenziamento. Che ci sia l’art.18 così com’è, che venga abolito, modificato, cambiato, per me è irrilevante. La mia azienda funziona e ogni imprenditore -parlo di quelli veri- ha come sogno autentico quello di assumere e non di licenziare. Il paese si rialza assumendo non licenziando. E la colpa è delle banche”.

E’ la prima volta che un grande imprenditore, un grande finanziere, un grande industriale, attacca frontalmente le banche italiane. E qui non si tratta dei bloggers che odiano Goldman Sachs o dei consueti slogan contro la finanza internazionale. Perché Del Vecchio attacca la gestione inconcludente delle banche, affidata a “personale e personalità poco affidabili”. Racconta la parabola di Alessandro Profumo che lui presenta come una favola con un brutto finale, senza fare pettegolezzi o scandali.

“Finchè Unicredit e le Generali facevano le banche andava bene. Poi si sono buttati nella finanza e hanno perso la testa. Ho visto sotto i miei occhi trasformarsi Profumo. Partecipazioni, fusioni, investimenti a pioggia inutili e perdenti, con l’unico fine di agguantare soldi veloci e facili invece che produrre impresa con l’unico risultato di ottenere perdite colossali e bonus di uscita per diverse decine di milioni di euro. Le banche italiane hanno perso la testa. Ricordo il 1981. La mia azienda, dopo 20 anni, era diventata forte e solida. Avevo capito che la globalizzazione era alle porte e bisognava andare all’attacco del mercato americano. Ma non si cerca di entrare in Usa se non si è solidi finanziariamente. Abbiamo fatto le nostre ricerche e analisi e alla fine abbiamo calcolato che avevamo bisogno di una certa cifra molto alta. Mi rivolsi al Credito Italiano. Andai a parlare con Rondelli che la dirigeva. Gli dissi che volevo iniziare acquistando Avantgarde, un marchio americano che sarebbe stato il cavallo di Troia, ma non avevo i soldi. Presentai il progetto, il business plan, il programma, i rischi. Dieci giorni dopo mi convocò alla banca. Accettò. Mi presentai in Usa che mi ridevano in faccia. Dissero la cifra. Tirai fuori il libretto di assegni e firmai senza neppure chiedere lo sconto di un dollaro. Due ore dopo, l’amministratore delegato di Avantgarde mi confessò al bar penso di aver commesso il più grande errore professionale della mia vita e si ritirò dagli affari. Un anno dopo avevo restituito alla banca tutto il capitale con gli interessi composti, avevo aperto quattro nuovi stabilimenti e assunto 4.500 persone. Questo deve fare una banca. O in Italia lo capiscono e si danno una smossa, oppure si rimane alle chiacchiere e si affonda”.

Del Vecchio spera e auspica che Monti intervenga molto presto nel settore che lui (e Corrado Passera) conoscono molto ma molto bene: banche e finanza italiane. E propone di far applicare un codice ferreo di regolamentazione comportamentale che imponga a tutti gli amministratori delegati di banche, fondazioni e aziende, di riferire come usano i soldi.

“Alle Generali l’amministratore delegato poteva disporre investimenti fino a 300 milioni di euro senza comunicare niente a nessuno. Lo stesso a Unicredit, Intesa SanPaolo, Mps. La verità è che nessuno sa dove vanno a finire quei soldi, dove siano andati a finire i soldi. La mia azienda alla fine dell’anno si ritrova circa 700 milioni di euro da investire. Andrea Guerra che è il mio amministratore ogni volta che deve spendere cifre superiori a 1 milione di euro, informa ogni singolo membro del consiglio e manda copia a ogni importante azionista. Pretende di avere delle risposte e pretende che si discuta del suo investimento perché vuole sapere l’opinione di tutti, compreso il collegio sindacale interno e il rappresentante sindacale dei lavoratori dipendenti. Perché l’azienda è anche loro. Il loro posto dipende dalle scelte di chi dirige. Ogni decisione presa viene valutata collettivamente. Se si rischia, lo sanno tutti, l’hanno accettato. Non esistono mai sorprese. Questa è la strada. Non ne esistono altre. O si fa così, o si chiude tutti quanti, baracca e burattini”.

Perché la classe politica italiana non si fa carico delle gravissime preoccupazioni di imprenditori come Del Vecchio e non interviene in proposito?

Non stanno lì in parlamento ad appoggiare un gruppo di professori nel nome delle imprese e della ripresa economica? Se non ascoltano i leader che producono, che senso ha? Dov’è il Senso?

Ho pensato che potesse essere interessante una voce insolita, diversa dai precari, dai disoccupati, dai licenziati, che vivono ogni giorno la propria tragedia esistenziale. Il nemico non sono le imprese. Il vero nemico è la sordità di governanti e politici che non ascoltano chi produce e conosce la verità del mercato.

Quello è il vero nemico.

Quella sordità è l’anti-politica. Che cosa c’entra Beppe Grillo?

Fonte: sergiodicorimodiglianji.blogspot.it 29 Aprile 2012

-o0o-
10 dicembre 2012 | Autore

Monti è andato da Napolitano sabato 8 dicembre per avvertire che rassegnerà le dimissioni poiché, essendo stato sfiduciato dal PDL sul Decreto crescita e sviluppo bis e la legge sui costi della politica, venerdì 7 dicembre alla Camera,  non ha più la maggioranza. Dimissioni con condizione, o meglio, con la condizionale, o meglio con condizionalità, quel neologismo eurocratese scoperto con l’austerità in salsa BCE, in occasione della famosa lettera di Trichet a Berlusconi: la condizione è che sia definitivamente approvata la legge di stabilità , la condizionalità è che aumenti l’IVA, si riduca la spesa sanitaria, si svenda il demanio e altre chicche di perfidia prudenziale (cfr. Trattati UE: il diavolo è nei dettagli). Del resto, dal relatore Grilli, cosa pensate che ci si possa aspettare visto che era il presidente del gruppo che si è occupato della redazione del MES?

Grilli presidente della commissione economica e finanziaria, e Tremonti alla firma della prima versione del MES, l’11 luglio 2011

Monti, quindi, ha dichiarato, con il beneplacito di Re Giorgio, che darà le dimissioni a una data indefinita, forse tra un mese. Nel frattempo, il governo non avendo più i numeri, sarà provvisorio. Per tradizione, nella provvisorietà sono sempre stati votati i provvedimenti più perfidi in assoluto. Si noti poi che il tutto avviene come per caso proprio sotto Natale.

Gatta ci cova quindi: è chiaro che si sono messi d’accordo, tranne mossa repentina dell’ultimo momento, franchi tiratori in cui confidiamo ma senza illuderci, visto che la candidatura di Berlusconi è calata come una ghigliottina assieme alla promessa di approvazione dei provvedimenti che sono già in Parlamento.

Attenzione, Berlusconi ha fatto più che bene a staccargli la spina, a quel burattino della Goldman Sachs, ma quello che diciamo è: perché non gliela stacca del tutto? Perché non dichiara alto e chiaro che non voterà le leggi di bilancio, e la legge stabilità oltre al decreto sviluppo? Comincia molto male questa campagna elettorale, peggio non si può.

Sono ancora da approvare, e quindi in bilico, il decreto Ilva, la legge di riduzione dei costi della politica, la finanziaria per il 2013, il decreto sviluppo e la legge di stabilità, le di cui gioie sono esposte in questa tabella, http://www.altalex.com/index.php?idnot=19441

LEGGE DI STABILITA’ 2013
(testo approvato dal CdM il 9 ottobre 2012)

LA TABELLA DELLE NOVITA’

Anticorruzione Un Commissario a costo zero presiederà la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle P.A.
Assicurazioni L’acconto sulle riserve tecniche delle assicurazioni sale dallo 0,35% allo 0,50% (2013) per poi scendere allo 0,45% (2014).
Banche Le deduzioni riconosciute alle banche per il maggior valore riconosciuto al riallineamento per l’imposta sostitutiva sono posticipate di 5 anni.
Chiesa Introduzione dell’Imu sugli immobili della Chiesa dal 1° gennaio 2013.
Deduzioni e detrazioni Modifiche per i redditi superiori a 15mila euro annui dal 2012:

  • deduzioni: franchigia di 250 euro;
  • detrazioni: tetto massimo a 3mila euro.
Demanio I beni demaniali potranno essere messi in vendita attraverso fondi immobiliari.
Disabili Salta (nella prima bozza del testo era prevista) la decurtazione del 50% della retribuzione per i 3 giorni di permesso previsti al mese.
Esodati Istituzione di un fondo specifico con dotazione 2013 pari a 100 milioni di euro.
Giustizia amministrativa Aumenta il contributo unificato per tutti i tipi di procedimento.
Imprese, arti e professioni La deducibilità delle spese scende dal 27% al 20%.
Impugnazioni civili Raddoppiano le somme del contributo a carico del proponente in caso di soccombenza integrale o di impugnazione che venga dichiarata inammissibile o improcedibile.
Intercettazioni telefoniche Al via una tariffa “flat” al fine di ridurne i costi.
Irpef Diminuiscono dal 2013 i primi due scaglioni: dal 23% al 22% (redditi fino a 15mila euro) e dal 27% al 26% (redditi fino a 28mila euro). Invariata la soglia di reddito non tassabile: 7.500 euro.
IVA Aumenterà di un solo punto (dal 10% all’11% per i generi alimentari e dal 21% al 22% per quanto riguarda l’aliquota ordinaria) dal 1° luglio 2013. Dimezzato quindi l’iniziale aumento previsto di due punti.
Patronati Previsti tagli sia per il 2014 (30 milioni di euro) che per il 2015 (30 milioni di euro).
Pensioni di guerra Assoggettamento ad Irpef.
Quote latte La riscossione delle multe per lo sforamento delle quote latte torna di competenza di Equitalia.
Ricerca Alcuni enti specifici potranno aumentare il proprio budget del 4% annuo.
Salari Impegno a ridurre la tassazione sui salari di produttività per 1,6 miliardi di euro nel biennio 2013-2014 (previo accordo tra le parti sociali).
Sanità Tagli per 1 miliardo di euro derivanti da riduzione di spesa per l’acquisto di beni, servizi e dispositivi medici.
Scuola L’orario di lavoro passa da 18 a 24 ore per i docenti delle scuole medie e superiori, uniformandosi all’orario degli insegnanti delle elementari.
Statali Blocco per un altro anno del rinnovo dei contratti.
Super CNR E’ sparito dal testo iniziale l’accorpamento degli attuali 12 enti di ricerca in uno unico, il Centro Nazionale delle Ricerche (sotto il quale avrebbero dovuto confluire anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Agenzia Spaziale e l’Istituto di Fisica Nucleare). Viene invece dato mandato al presidente del CNR di coordinare una “consulta dei presidenti” dei vari Enti che dovrà procedere ad un riordino che garantisce comunque “il mantenimento dell’identita’ storica, l’attuale denominazione e l’autonomia scientifica e budgetaria” degli stessi.
Taglio del debito pubblico Sconto fiscale del 19% sulle erogazioni liberali al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.
Trasporti Stanziamento di 800 milioni di euro per studi e progetti e di ulteriori 1,6 miliardi (2013) per il trasporto pubblico locale.
Tobin Tax Introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie (sono esclusi i titoli di Stato).
Università Il budget potrà crescere del 3% annuo.

Ora, oltre al fatto che Berlusconi approverà molto probabilmente la Legge stabilità che noi non vogliamo, poiché comprende ulteriore depauperamento del paese con l’aumento di un ulteriore punto percentuale della tassa sui poveri, l’IVA, e altre carognate tipo la tassabilità a partire da miseri 7500 euro lordi annui rimasta invariata (unico paese in Europa forse tranne la Grecia dove sebbene la prima aliquota fiscale sia così spudoratamente al di sotto di qualsiasi livello di povertà, continuano a rintronarci  con il leitmotiv dell’evasione fiscale), il raddoppio delle spese in giudizio, l’aumento generale delle polizze assicurative, altri regali alle banche… è chiaro che il duo Berlusconi/Bersani, con l’eccezione dell’ago della bilancia Grillo (Casaleggio/Sassoon) il gallo (cfr. Grillo il Gallo?), non fa che riproporre il vecchio, becero modello antidemocratico della partitocrazia e degli accordi pre e post elettorali di personaggi calati dalla pirlamide, frustrando come al solito le forze vive e giovani del paese, che magari vorrebbero fare politica e che ne avrebbero tutti i numeri, le competenze, e il sacrosanto diritto.

La presentazione della candidatura di Berlusconi ha indispettito non solo i suoi avversari, ma la base stessa del PDL, i cosiddetti formattatori (cfr. Addio alle primarie del PDL, i formattatori salentini gridano la delusione.html ) che si lamentano perché si stavano preparando al ricambio generazionale e speravano in un minimo di democrazia con le primarie del PDL.

Da qualche anno a questa parte fanno sempre così: ci prendono completamente di sorpresa in modo che non possiamo organizzarci per presentare delle liste degne di questo nome, ci sbarrano l’accesso alla TV, e ci costringono a elezioni improvvisate e anticipate, ma concordate tra di loro, i matusa della politica calati dall’alto. Ed è chiaro quindi che porcellum+elezioni improvvisate daranno sempre i soliti risultati: la museruola al popolo e alle sue forze vive, e campo libero ai soliti inciuci, Berlusconi ha già dichiarato del resto, subito rifiutato, ma è tutto teatrino, di aprire all’uomo delle banche per eccellenza del PD, Renzi, secondo solo a Bersani (ma il PD dovrebbe chiamarsi per antonomasia PB).

Del resto l’annuncio della sua candidatura ha ricominciato a prestare il fianco alla solita spaccatura disastrosa, manichea e manipolatoria “Berlusconi si, Berlusconi no”, dove tra i due litiganti il terzo gode e soffia sul fuoco,  versandoci pure l’olio: ha cominciato il kapò rotschildiano presidente del PE, Schultz che dall’alto della sua medaglia d’oro Nobel (cfr. cerimonia ieri: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/12/10/Nobel-la-Pace-Ue-Monti-Draghi-platea_7930276.html), si intromette con dichiarazioni inaudite e non richieste (cfr. Berlusconi è una minaccia per l’Italia ) –  e spuntano qua e la campagne massicce come minimo di cattivo gusto contro B.: i soliti diversivi per separare il paese e seminare  zizzania nel panorama italiano e farci dimenticare l’essenziale, cioé le leggi che stanno per approvare, il MES già approvato, e dulcis in fundo, la mancata riforma della legge elettorale.

E’ chiaro che i Rotti ci vogliono far litigare su “Berlusconi si, Berlusconi no”, che come un pendolo ipnotizza il popolo, sta al popolo non cascarci e organizzarci.

Perché se in altre sedi ho attaccato gli attacchi strumentali e finanziari a Berlusconi che avevano il chiaro intento e scopo di farlo desistere da alcuni suoi progetti e velleità sovraniste e popolari (tacciate di populiste), questa volta il giro è cominciato malissimo, ma starò a guardare: voterà o no la stabilità? Il bilancio? Lo sviluppo? Temo proprio di si, visto che lo ha dichiarato e visto che si tratta proprio dell’accordo dietro le quinte, verosimilmente per potere godere del lasciapassare in politica dei big player finanziari, di cui è sempre stato un border line, e potere godere di certa immunità contro attacchi speculativi alle sue aziende e alla sua persona dalla magistratura.

Prometterà sicuramente di eliminare l’IMU prima casa e di aumentare il contante, ma non basta assolutamente, e poi quale contante se la massa monetaria scarseggia matematicamente? (cfr. Pochi spiccioli all’Italia)

Prometterà di ridurre le tasse, OK, va benissimo, ma poi che fare con spread e debito pubblico? Tanto vale Silvio annunciare a reti unificate gli altarini che oramai il popolo sta capendo. O dobbiamo sperare che Nibiru si schianti sulla terra provocandone l’apocalisse, per sperare in un giubileo?

La demonetizzazione dei PIIGS continua, e nessuno di questi  lo dice chiaramente, interroga il parlamento o si indigna.

Nel frattempo è venuto fuori che la Deutsche Bank (cfr. http://www.stampalibera.com/?p=57157) ha truccato i conti occultando 12 miliardi di perdite per non ricevere gli aiuti UE – che portano la iella, oramai lo avranno capito anche i bambini – mentre l’Unione europea, però, per la precisione la sua famigerata Direzione Concorrenza, di cui tutti i commissari senza eccezione devono essere iniziati al Bilderberg, ha permesso gli aiuti di Stato tedesco alle banche tedesche in difficoltà, senza per questo subire le scure dell’UE in materia di Concorrenza. Si vede che gli aiuti nazionali sono più ‘agevolati’ di quelli UE…(cfr. Www.agenceurope.com e https://twitter.com/AgencEurope ).

Come vedete se l’Italia facesse la stessa cosa con le sue banche, avremmo subito qualche multa da pagare, così come abbiamo la multa del tutto iniqua, che sarebbe da non pagare avessimo le palle, per le quote latte artatamente limitate mentre tutti i produttori di latte europei protestano per le quote latte troppo generose, oppure i vari spezzatini suggeriti dall’UE, Eni/Snam e Finmeccanica, deprivate della golden share per ordine dell’UE (ENI, Enel, Telecom e Finmeccanica), il divieto per l’Alitalia di concentrarsi o di ricevere aiuti di Stato mentre le altre multinazionali di altri Stati possono spesso concentrarsi senza che l’UE batta ciglio, ad esempio nel caso Air France KLM, che si predestina a diventare la padrona di Alitalia, delle sue rotte, dei nostri cieli, e Suez Gaz de France che ha creato in tal modo un monopolio immondo soprattutto in Italia con Cofatech che poi per perdere le tracce ha cambiato nome: monopolio dall’abuso di posizione dominante nella nostra acqua pubblica nei rifiuti negli inceneritori nell’illuminaizone pubblica e in altri servizi elettrici per gli ospedali per non parlare di dighe elettriche e di Tirrena Power, quella che inquina in modo spudorato e letale il mare di Savona, ma li, contrariarmente all’Ilva nessuno dice niente. Per non parlare degli aiuti di stato consentiti a Ryanair, in modo del tutto fazioso e tirato per i capelli, dalla magistratura europea. O delle decisioni europee che costringono de facto i nostri comuni a privatizzare con bando di gara tutti i servizi pubblici locali, dall’acqua ai rifiuti e le spiagge demaniali concederle ai grossi player internazionali.

Hanno deciso di sacrificarci come maiali da scannare, e il peggio è che lo stanno facendo con la complicità, il tradimento, l’infamia di chi dice di rappresentarci. Ma chi ve lo ha chiesto? Fatevi da parte e lasciate spazio ai veri tecnici, i quali devono servire i politici i quali devono servire il popolo e i suoi fabbisogni, in nome di certo umanesimo di cui saremmo la culla e non il contrario, com’è il caso oggi, il popolo che serve i politici i quali si sottomettono ai tecnici, i quali adorano il dio denaro e profitto e servono i loro padroni occulti che tirano le fila e corrompono tutti i governi del mondo con la loro stampa moneta.

Io mi propongo per illuminare i politici provinciali che non hanno capito l’importanza, le trappole, le ingiustizie dell’UE o che avendole capite non sanno come fare. Sperequazioni geopolitiche insite nella scacchiera europea.

O che avendole capite, hanno sicuramente subito una sorta di anestesia ipnotica a giudicare dal voto del Trattato di Lisbona il 31/7/2008 (cfr. http://parlamento.openpolis.it/votazione/index/id/19831/sf_highlight/trattato+lisbona e qua al Senato http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Votel/0047/vot_a.htm ): impressionante, neanche un’astensione, neanche un voto contrario, non uno, dico bene, non uno ha votato contro quel famigerato testo, gli unici che non hanno votato erano assenti o in missione, di cui personalità di peso dal punto di vista tecnico-mondialista come la Emma Bonino, Amato, ben tre ex Presidenti della Repubblica (Cossiga, Scalfaro e Ciampi), nonché Andreotti, ma anche Veronesi e Cuffaro, Dell’Utri, De Gregorio e pochi altri. ecc. Perché consapevoli del rischio di essere giudicati un giorno per alto tradimento? Del resto molti degli assenti avevano già pagato il loro tributo all’altare del globalismo bancocratico e avevano ottenuto ampiamente le loro credenziali di fronte  ai padroni occulti del NOM, chi con i governi tecnici scellerati, chi con l’adesione al Bilderberg….E’ lecito chiederci cosa succede in quei casi al Parlamento: voto sotto ipnosi, dietro ricatto, dietro minaccia, dietro ricompensa, per omertà? Le ipotesi sono lunghe…e del tutto legittime.

Un’ultima chicca: lunedì 3 dicembre sono state rese pubbliche le conclusioni per il vertice del Consiglio europeo del 13/14 dicembre – sempre ste date esoteriche, hanno rotto alla fine, ma pensano che non ce ne accorgiamo? – dove si prevede che il MES potrà istituzionalmente formalmente finanziare direttamente le banche dei paesi dell’eurozona: cioé quello che i nostri pappagalli di giornalisti chiamano fondo salvastati, in realtà sarà a tutti gli effetti e per statuto e per diritto divino un fondo salva-banche e pertanto affossa Stati. Per chi come noi sa come le banche creano moneta dal nulla, anzi da meno del nulla, dal nostro debito, questa dovrebbe essere la beffa delle beffe e provocare una rivoluzione di pensiero: tutto un popolo dovrebbe svegliarsi e non pagare, non prima di avere spiegato tutte le motivazioni in tutti i media. Ma la paura attanaglia i nostri politici che sanno che ciò equivarrebbe a un atto di guerra, e abbiamo i nostri coloni/invasori in casa, 113 basi NATO USA per farci desistere da mosse di questo tipo. Basterebbe che si sapesse, diffondere l’informazione per innescare un circolo virtuoso di presa di consapevolezza e di ripresa in mano della nostra sovranità senza aspettare il permesso di nessuno.

Perché è nostra, per Costituzione, che è al di sopra delle leggi, e le leggi traditrici vanno abolite così come i trattati internazionali. Ma noi aspettiamo da una vita una vita decente che non arriva, e questo perché? Per mantenere in vita una tecnocrazia non eletta che delibera sulla lunghezza delle banane e la consistenza dei piselli, le quote latte che possiamo produrre o i semini che non possiamo né vendere né scambiare, o gli OGM che dobbiamo mangiare, le scie chimiche che dobbiamo respirare, i farmaci che dobbiamo subire in caso di malattia; oppure i prodotti che dobbiamo importare per trattati commerciali UE, le persone che dobbiamo assumere a condizioni del loro paese d’origine, e tante altre imposizioni e prepotenze volte a toglierci dignità, personalità, storia, e libertà. In poche parole la bancarizzazione o la finanziarizzazione dell’economia. Per non parlare del debito fraudolento.

E’ l’ora di ignorarli e di organizzarci. Di riprenderci il nostro paese, il nostro patrimonio e di stampare moneta. Paesi inaspettati e alleanze impreviste sorgeranno all’orizzonte, a partire dalla Grecia, il Venezuela, l’Argentina, la Russia, la Bolivia, l’Ecuador e tanti altri, forse tutto il bacino del Mediterraneo tranne inizialmente Israele e i feudi del petrodollaro, ma la nostra posizione farà macchia d’olio.

Cosa aspettiamo?

Nicoletta Forcheri

Commenti moderati dall’autrice
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24 marzo 2013 | Autore
24/3/2013

Avverto tutti quanti i miei lettori che non parteciperò al linciaggio di Berlusconi – in Craxiana maniera – da parte dei suoi compari della finanza più criminali di lui perché arrabbiati con lui per non avere eseguito fino in fondo i piani del NOM.
Avverto tutti quanti i piccolini di spirito che ciò non vuol dire che ho votato Berlusconi o che ne abbia mai fatto la sua difesa elettorale. Anzi. Mai votato.
Avverto tutti quanti che se il cappio ricattatorio e minatorio su di lui continua a stringersi come stanno dimostrando i fatti, poiché pur essendo la sua coalizione la terza forza del paese vi sono due esponenti PD a capo delle camere, e probabilmente né lui né nessuno dei suoi uomini andrà al Quirinale – a causa del veto idiosincratico germanoeuropeo così bene veicolato dai sedicenti ‘comunisti’ ma in realtà degli impostori dell’ideologia alla quale si richiamano – può anche darsi che alla prossima io lo possa votare MA IN SEGNO DI PROTESTA.
Faccio ancora notare che alla fine del 2007 chiamai Grillo per farci scendere in campo alle elezioni del 13 aprile 2008, a noi grillini, onde evitare a tutti i costi una rivincita di Berlusconi, cosa che lui rifiutò predisponendo quindi la vittoria di Berlusconi, che all’epoca non volevo.

L’ennesimo orrido esempio di linciaggio mediatico, il più recente, effettuato da FORD India – Porta la firma della massoneria satanista, non credete?
Avverto infine che chi non è d’accordo con questo fatto imprescindibile che qualsiasi siano i suoi reati presunti o reali, i suoi torti politici presunti o reali, e il suo malgusto morale presunto o reale, egli si trova obiettivamente al centro di una stigmatizzazione da ALMENO un decennio destinata appunto a evitare che facesse passare misure:
  1. contro la riduzione dei contanti,
  2. per la nazionalizzazione di Bankitalia (art. 19, comma 10 , della legge 28/12/2005, n, 262, cfr. http://www.stampalibera.com/?p=3954),
  3. per l’abolizione di ICI e IMU,
  4. per prevedere che la Cassa Depositi e Prestiti salvasse le aziende di ‘interesse nazionale’ dagli speculatori internazionali acquisendone la maggioranza (cfr. DL 34 del 31/3/2011, art 7),
  5. per la rinegoziazione dell’euro in UE come ha ripetuto da Santoro,
  6. per l’abolizione dei derivati agli enti pubblici che Tremonti aveva sospeso il 17 giugno 2009 in attesa di una regolamentazione che Berlusconi aveva dichiarato di volere fare – ma fermato dallo scandalo ‘Noemi’ – (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2011/11/berlusconi-monti-e-il-complotto.html ).
  7. Per non parlare dei suoi accordi di affari ed energetici con Russia, Venezuela di Chavez e soprattutto Libia di Gheddafi.

CIO’ NON SIGNIFICA che lui al governo non abbia preso alcune di quelle misure volute dalla banda centrale e dall’UE, ma che magari non avendole fatte tutte, o avendone volute alcune riparatorie, lui non ha ottemperato COMPLETAMENTE ai diktat del Nuovo ordine mondiale.
Per questo gli hanno mandato Monti per sgomberarlo, e viste le sue vicende giudiziarie persecutorie lui è rimasto in sella, per avere salva la vita.
Premesso questo fatto, e cioè che è vittima di un ostracismo e di una persecuzione della magistratura bancaria e dei media rotschildiani nazionali e soprattutto internazionali, chiunque non sia d’accordo con questo può anche salutarmi, non entrerò in sterili polemiche. Tale accanimento è stato appena attenuato ultimamente grazie all’intervento del massone Napolitano: sarà che Ber minaccia di tirare fuori il dossier sui retroscena del paracadutaggio di Monti, come ha detto da Santoro? O della trattativa Stato mafia?
Partendo da tale premessa, che è indiscutibile, benvengano dati di fatto sul suo operato, sul suo fare ondivago, provocato probabilmente da quella premessa. Non voglio ulteriormente perdere tempo su sta faccenda e dedicarmi ai fatti più importanti, la moneta, l’economia, la geopolitica, il rischio Grecia e adesso Cipro. Oppure sui suoi torti reali come la votazione del MES, l’istituzione degli studi di settore e quant’altro. Argomentazioni con fatti. Ma senza quel rancore meticolosamente e scientificamente instillato nell’italiota medio che si nutre di media e TV. E nella presunzione di superiorità di certa sinistra che si richiama a dubbia superiorità morale e a ideologia di conformismo radical chic, che non fa che mascherare un complesso di inferiorità nei confronti dei padroni anglosassoni e che perciò odia la sua origine italiana di giullare e cantore.

Chi pensa che B è il corruttore in capo, non ha capito che la nostra euroEuropa è intrinsecamente  basata tutta sulla corruzione dei signori della moneta nei confronti di politici magistratura parlamenti stati governi istituzioni UE e tutti quanti. Bisogna debellare la corruzione intrinseca data a chi stampa moneta senza rendere conto a nessuno – sancita dai trattati UE – e che poi in parte presta alle banche dealer (cfr. http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialisti_in_titoli_di_Strato_-_Dal_6_Luglio_2012.pdf ) per prestarla agli stati e l’altra la da agli amichetti (nelle cosiddette Operazioni di Mercato Aperto), altra ancora la gioca in Borsa per speculare come qualsiasi banca d’investimento SULLA NOSTRA PELLE, I NOSTRI BENI E LE NOSTRE VITE.

Corre voce che vogliano effettuare un prelievo forzoso sui nostri conti entro maggio per racimolare i 130 miliardi di euro che lo Stato deve al MES entro giugno. Qualcosa mi dice che il nostro ‘buffone’ non sarebbe d’accordo con un gesto del genere. Qualcosa mi dice che la mafia bancario lo vuole eliminare dalla scena politica, ma non solo, per non avere ostacoli a procedere…L’italiano che non capisce che ciò è profondamente contrario al rispetto del voto di un terzo degli italiani e che casca nella trappola della propaganda del regime bancario, fa il male di sé stesso e della nostra sovranità.

Concludo infine dicendo che questa fissazione sul ruolo di B nelle vicende italiane è frutto di una manipolazione mediatica che ha esasperato il ruolo del premier rispetto a quello di Commissione europea, BCE, Troika e tutti i figli di mignotta nei circoli esclusivi che cooptano e paracadutano negli istituti i loro scugnizzi dove decidono sopra le nostre teste e i nostri parlamenti cose vitali come fiscal compact semi ogm e contanti: la bancarizzazione delle nostre vite.

24 marzo 2013 – Nicoletta Forcheri

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Casalessio e Prodi = i cinesi. Tutto qua
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Domenica, 28 aprile 2013 – 13:21:00

Di Stefano Golfari

Parte l’ Alfetta, il governo di Alfano e Letta. Guida Napolitano, che dite… andrà lontano? Per ora parte da Zero. Zero Renato: “la geometria non è reato”, l’immortale verso del Triangolo verrà scolpito nella pietra d’angolo del portone di Palazzo Chigi: l’inciucio diventa Storia. Perchè mai nella storia d’Italia ministri di destra e di sinistra hanno governato insieme, berlusconiani e antiberlusconiani erano cane e gatto fino all’altro ieri. Oddio, l’arcobaleno politico italiano è sempre stato fatto di infinite sfumature, e periodi di intenso e sinuoso corteggiamento fra le parti avverse ci sono stati eccome. Ma esplicitamente è la prima volta che lo fanno strano. Però attenzione: il gioco è a tre, è – appunto – un triangolo.

Un amore un po’ più articolato, questa è la vera ideona che può portare lontano l’Alfetta di Enrico Letta e di Angelino Alfano. In mezzo ai due partiti litiganti, cioè, ci han messo i tecnici. In funzione di airbag: a loro vanno i dicasteri più importanti e “pericolosi”, la Giustizia alla Cancellieri, l’ Economia a Saccomanni, il Lavoro a Giovannini, gli Affari europei a Moavero Milanesi. Più la Bonino agli esteri, ottima scelta non assimilabile per intero a nessuna delle due parti politiche. L’Alfetta è comunque a guida politica (Napolitano docet), può grippare su Zanonato (sceriffo PD a un ministero tecnico, le Attività produttive) e bucare su mille altri chiodi (il primo è l’IMU), ma l’airbag tecnico è stata una scelta furba e intelligente: un pdl o un pd alla Giustizia sarebbero stati travolti da un tir di sospetti a ogni stormir di fronda dalle aule dei tribunali nei quali, a breve, Berlusconi andrà a sentenza. Nota: chi pensava che il Silvio si sarebbe mosso come un camionista al ballo delle debuttanti ha, di nuovo, sottovalutato l’avversario.

Comunque sia, le prime sentenze che pronunzieremo, tutti noi, saranno altre: quelle sui ministri economici. Anche qui un pd o un pdl al Ministero del Lavoro o dell’ Economia avrebbero creato contrasti politici ad ogni atto. I tecnici della Banca d’ Italia e dell’ Istat possono muoversi con maggiore libertà. Ma… lo faranno? Questo è il vero dubbio, il vero tarlo che mi rode: i nuovi tecnici sapranno muoversi con quella spregiudicatezza, quella velocità, quella forza, quella efficacia e quel disprezzo dei conflitti d’interesse che son mancati nel governo Monti? Sapranno, loro, diventare più politici e meno professori? Saprà Saccomanni essere meno banchiere, Giovannini meno statistico?

Nella sinistra il bisturi, nella destra l’ascia di guerra: così armati li vorrei vedere entrare al ministero dell’economia e del lavoro. Per incidere con cura il corpo malato di un Paese che soffre, ma anche per tagliare di netto, con colpi rapidi e decisi, i lacci che lo tengono prigioniero. L’allegra Alfetta dei quarantenni di successo può anche fermarsi per un aperitivo, quattro dischi e un po’ di wiskey e l’ Enrico, l’ Angelino, la Nunzia e la Beatrice ti fanno serata… E magari va bene così: sorrisi e canzoni della meglio gioventù non fanno male a un’ Italia in depressione cronica, anzi. Ma sul lavoro è tragedia: le grida disperate del Paese prigioniero, le sofferenze vere della gente comune, sfigata, disperata, rabbiosa e stremata sono finalmente arrivate alle nobili orecchie dei signori tecnici?

Se dovessi basarmi sui trascorsi esiti della mitica Comliv, la Commissione per il livellamento degli stipendi dei parlamentari italiani a quelli europei, mi sarebbero già cascate le braccia: “Nonostante l’intenso lavoro svolto nei mesi scorsi i vincoli posti dalla legge, l’eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri paesi e le difficoltà incontrate nella raccolta dei dati non hanno consentito alla Commissione di produrre i risultati attesi. Dunque, nessun provvedimento può essere assunto dalla Commissione per i fini previsti dalla legge” Così relazionava nell’aprile 2012 il neoministro Enrico Giovannini che da Presidente dell’ Istat quella Commissione aveva presieduto per 8 mesi, gettando la spugna. Ora è di nuovo sul ring, e combatte per il lavoro. Gli si chiarisca subito che deve vincere per K.O. alla prima ripresa se no dovrà vedersela con milioni di italiani incazzati. Renato Zero compreso. Stavolta Giovannini non scappi, rintracciarti non è un problema. E buon triangolo a tutti.