MARIA MADRE DI GESU’ VERA EBREA E VERA CRISTIANA

Analisi di Martino Gerber, Giuliano Lattes e Simone Oren, studiosi biblisti

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Maria madre di Gesù, per conoscerla bene occorre cercarla nel Nuovo Testamento;

i Vangeli apocrifi parlano moltissimo di lei, ma non sono attendibili, essendo tardivi, pieni di storie fantasiose, romanzati senza valore storico. I Vangeli gnostici citano poche volte la madre i Gesù, poi sono di provenienza eretca. I Padri della chiesa raccontano molto della madre di Gesù, attingendo dal Nuovo Testamento, e facendo loro proprie riflessioni, che sono il nucleo basale da cui poi si è formata la Mariologia. Da non prendere nemmeno in considerazione il Talmud ebraico, che risulta tardivo, e non affidabile per il tono anti-cristiano.

Dal Nuovo Testamento ricaviamo abbastanza notizie per poter affermare che Maria la madre di Gesù è vera ebrea e vera cristiana.

Tutti i quattro Vangeli parlano di Maria, ed anche Atti, poi nei restanti libri del Nuovo Testamento, non si parla più di lei, tranne un passo di Paolo; Galati 4: 4.

Per quanto riguarda l’Apocalisse alcuni teologi cattolici vi hanno visto citazioni riguardo Maria, ma è solo personale interpretazione, l’Apocalisse è un libro che si presta a diverse interpretazioni, essendo scritto con il linguaggio profetico-simbolico dell’Antico Testamento.

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Dei quattro Vangeli, Luca è quello che parla più di tutti della madre di Gesù, raccontando delle cose straordinarie.

 Il Vangelo di Marco è quello che parla meno di Maria, citandola solo in due passi.

Marco 3: 31-35

 3-31Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. 32Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero:

 “Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano”. 34Ma egli rispose loro: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”.

34Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: “Ecco mia madre e i miei fratelli!

35Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre”.

Marco 6: 3-Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone?

E le sue sorelle non stanno qui da noi?”.

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Vediamo ora le citazioni nel Vangelo di Giovanni, sono solo tre ma molto importanti.

Giovanni 2: 1-12

2-1Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. 4E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. 5La madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”.

6Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 7E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo. 8Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. 9E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo 10e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”. 11Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

12Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.

Giovanni 6: 42

6-42E dicevano: “Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?”.

Giovanni 19: 25-27

19-25Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.

 26Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”.

27Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

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Passiamo al Vangelo di Matteo, qui troviamo importanti fatti riguardo Maria, il Vangelo di Matteo include l’infanzia di Gesù,

come anche il Vangelo di Luca. Vediamo che entrambi i Vangeli parlano della nascita miracolosa di Gesù, parlano di Giuseppe

sposo di Maria, di Betlemme, ma raccontano altre cose diverse uno dall’altro come ora vedremo.

Matteo 1: 15-25

1-15Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, 16Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.

17La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.

18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. 21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.

22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,

che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

Matteo 2:1-23

2-1Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2“Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”. 3All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

6E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero
il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele.

7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme esortandoli: “Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.

9Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”.

14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.

16Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. 17Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

18Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.

19Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese d’Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino”. 21Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d’Israele. 22Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: “Sarà chiamato Nazareno”.

Matteo dopo il Vangelo dell’infanzia cita soltanto altre due volte la madre di Gesù.

Matteo 12: 46-50

12-46Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli.

 47Qualcuno gli disse: “Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti”.

 48Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”.

49Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: “Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli;

50perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre”.

Matteo 13: 53-56

13-53-Gesù partì di là 54e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva:

 “Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? 55Non è egli forse il figlio del carpentiere?

Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? 56E le sue sorelle non sono tutte fra noi?

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Ora passiamo a Luca, il Vangelo che parla molto di Maria, e ci fa capire che Maria è una donna ebrea osservante e timorata di Dio,

una donna grande, la più grande del mondo, piena di grazie ed anche profetessa.

Maria era una fanciulla che viveva a Nazareth in Galilea, ma aveva parenti in Giudea, parenti molto osservanti della legge,

unfatti si tratta di una famiglia sacerdotale, due sposi  Elisabetta e il sacerdote Zaccaria,entrambi discendenti da famiglie sacerdotali.

Maria è cugina di Elisabetta, ma è anche sua amica e confidente, infatti Maria si reca da Elisabetta, per aiutarla durante la gravidanza,

Elisabetta è in attesa di un bambino, il più grande uomo nato da donna, Giovanni il Battista.

Luca 1: 26-45

1-26Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,

27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

 28Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. 29A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

30L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

32Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

34Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. 35Le rispose l’angelo:

“Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

 36Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37nulla è impossibile a Dio“.

38Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.

39In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce:

“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

 44Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.

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Ora attenzione, nel passo che segue, Maria rivela d’essere profetessa, a conoscenza della sua grandezza,

afferma la sua fedeltà a Dio, e al patriarca Abramo, e al suo popolo.

Luca 1: 46-56

1-46Allora Maria disse:

L’anima mia magnifica il Signore
47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
48perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
49Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
50di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

51Ha spiegato la potenza del suo
braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri
del loro cuore;
52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
53ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.

54Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,

55come aveva promesso
ai nostri padri,
ad Abramo e alla
sua discendenza,
per sempre”.

56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

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Nei passi seguenti vediamo la nascità di Gesù, e come Maria e Giuseppe, osservano la legge del Signore.

Luca 2: 1-40

2-1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.

 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide,

 chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

8C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.

 Essi furono presi da grande spavento, 10ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:

11oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”.

13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:

14“Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama”.

15Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: “Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”.

16Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

 18Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

20I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

21Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

22Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, 23come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.

25Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele;

26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

29“Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele”.

33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre:

“Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione 35perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

36C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza,

 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.

38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

39Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret.

 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

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Passano gli anni, Maria e Giuseppe crescono Gesù, ed essendo molto osservanti si recano ogni anno a Gerusalemme per la Pasqua.

Luca 2: 41-52

2-41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza;

43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”.

49Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. 50Ma essi non compresero le sue parole.

51Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

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Dopo il Vangelo dell’infanzia Luca cita Maria solo in due passi.

Luca 8: 19-21

8-19Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.

20Gli fu annunziato: “Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti”. 21Ma egli rispose:

“Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”.

Luca 11: 27-28

11-27Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”.

28Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”.

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Luca torna poi a parlare di Maria nel suo libro Atti degli Apostoli, dove incontriamo Maria non solo ebrea osservante,

ma ormai anche  vera cristiana, unita in preghiera con gli Apostoli.

Atti 1: 1-14

1Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio 2fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo,

egli fu assunto in cielo.

3Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio.

 4Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre “quella,

disse, che voi avete udito da me: 5Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni”.

6Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?”. 7Ma egli rispose:

 “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, 8ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme,

 in tutta la Giudea e la Samarìa e fino agli estremi confini della terra”.

9Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. 10E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava,

 ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: 11“Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo,

 tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”.

12Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.

 13Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo,

 Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. 14Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

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Conclusione: Maria madre di Gesù è nata ebrea è poi è diventata cristiana, è vissuta osservando con timore le leggi divine,

in Maria non c’è difetto, ma solo grazia, è la benedetta fra tutte le donne, è stata degna di diventare la madre dell’Unigenito Figlio di Dio,

Gesù nostro Signore e Salvatore.

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Citazioni Bibbia di Gerusalemme

http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_s…

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GESU’ E’ STATO CIRCONCISO MA I CATTOLICI LO IGNORANO!

Don Gabriele Pedrina direttore Centro padovano comunicazione sociale della Diocesi di Padova,

è davvero ignorante in Vangelo e fede cristiana, dichiara che i Vangeli non parlano della circoncisione di Gesù:

“Approfittando del fatto che i vangeli non parlano della circoncisione di Gesù, il regista racconta che Maria chiese a Giuseppe di non circonciderlo per risparmiargli una inutile violenza.”

  

http://www.saledellacomunita.it/sale_della_comunita/news___mediacenter/00002384_Cosa_ti_dice_il_cuore.html

 Invece il Vangelo parla della circoncisione di Gesù chiaramente:

GESU’ E’ STATO CIRCONCISO

Riguardo la circoncisione di Gesù, non esiste nemmeno con la più grande fantasia ed immaginazione, che genitori ebrei non facevano circoncidere il figlio, la circoncisione è il segno dell’alleanza di Dio con il suo popolo, l’incirconciso era considerato impuro, ed estraneo al popolo eletto. Per essere ebrei e frequentare la Sinagoga ed il Tempio gli uomini ebrei dovevano circoncidersi.

Un Gesù incirconciso non sarebbe ebreo, non potrebbe recarsi in Sinagoga ed al Tempio, non potrebbe essere maestro, profeta per gli ebrei, e assolutamente non potrebbe essere il Messia Figlio di Dio.

Quindi questa invenzione di un Gesù incirconciso è davvero demenziale.

Dai Vangeli sapiamo che i genitori di Gesù erano osservanti della Legge, e si recavano ogni anno a Gerusalemme per il rito pasquale.

Maria e Giuseppe erano religiosi ed osservanti e vediamo che rispettano tutti i riti religiosi; Luca 2: 39.

Maria e Giuseppe fecerò circoncidere Gesù e poi lo presentarono al tempio; Luca 2: 21-24. 

Maria e Giuseppe essendo osservanti educarono Gesù nell’osservanza della legge, e Gesù obbediva; Luca 2: 51.  

https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/-io-sono-con-te-di-guido-chiesa-un-film-contro-la-sacra-famiglia   

La circoncisione di Gesù è ben documentata in Luca 2: 21-24 

Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù,

come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.  

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore;

e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore

https://sites.google.com/site/lesacrescritture/Home/il-vangelo-secondo-l-ateo-guido-choiesa

Circoncisione di Gesù

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La circoncisione di Gesù è un evento narrato dal Vangelo secondo Luca (2,21): otto giorni dopo la sua nascita, Gesù venne circonciso secondo la prassi ebraica della Milah.

L’evento viene ricordato dalla Chiesa ortodossa con la corrispondente festa liturgica celebrata il 1º gennaio del calendario giuliano, corrispondente al 14 gennaio dell’universale calendario gregoriano.

La Festa della Circoncisione di Nostro Signore è una celebrazione religiosa nell’ottavo giorno dopo la nascita di Gesù.

È osservato come il giorno in cui Gesù fu circonciso, come da tradizione ebraica, e in cui ricevette il nome di “Gesù” che deriva dalla lingua ebraica, in cui significa “salvezza” o “salvatore”.[1] [2] Per i credenti, è una festa che celebra non soltanto Gesù, il “Donatore della Torah“, ma anche la prima volta che Gesù donò il sangue per l’umanità. Tutto ciò dimostra non soltanto l’obbedienza di Gesù a Dio, ma anche la profezia della Risurrezione di Gesù. Il giorno di festa è celebrato dalla Chiesa ortodossa, dalla Chiesa cattolica e da alcune chiese della comunione anglicana il 1º gennaio[3] (o il 14 gennaio, che corrisponde al 1º gennaio del tradizionale Calendario Giuliano per coloro che continuano a usarlo).[4]

Anche le Chiese ortodosse orientali celebrano questa festa il 1º gennaio o del Calendario Gregoriano o del Calendario Giuliano, a seconda di quale venga utilizzato in ogni chiesa. In Russia, il giorno della Circoncisione (14 gennaio secondo il Calendario Gregoriano nei secoli XX e XXI) è conosciuto come il “Nuovo Vecchio Anno”, perché prima del 1918 era il giorno di Capodanno. La festa è celebrata con una veglia notturna, e i festeggiamenti sono combinati con quelli per San Basilio Magno. Dopo la liturgia, i russi ortodossi spesso celebrano il nuovo anno.

La Festa della Circoncisione era precedentemente celebrata dalla Chiesa cattolica come festa di precetto.[5] Come gli Ortodossi orientali, i cattolici ancora celebrano questa festa sotto questo nome, ma molti cattolici, con la riforma portata dal Concilio Vaticano II, celebrano il 1º gennaio la Solennità di Maria, la Madre di Dio, pur rimanendo festa di precetto. In questo giorno si celebrano attualmente entrambe le ricorrenze, oltre all’Ottavo giorno dopo Natale, e la liturgia include elementi di riflessione su tutte e tre le festività.

Note

  1. ^ Luke 2:21 (King James Version) “Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome GESU’, come era stato chiamato dall’angelo pria che fosse concepito nel grembo”.
  2. ^ Catholic Encyclopedia: Feast of the Circumcision
  3. ^ Greek Orthodox Archdiocese calendar of Holy Days
  4. ^ Russian Orthodox Church, Patriarchate of Moscow
  5. ^ Liguorian, luglio-Agosto 2007

http://it.wikipedia.org/wiki/Circoncisione_di_Ges%C3%B9

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Riccardo Pacifici presidente comunità ebraica romana:

GUIDO CHIESA SBAGLIA GESU’ FU CIRCONCISO 

Strano fare un film in cui si mostra Gesù come un bambino ebreo non circonciso”. Riccardo Pacifici, presidente della Comunita’ ebraica romana, commenta la scelta del regista Guido Chiesa nel film ‘Io sono con te’, oggi in concorso al Festival internazionale di Roma. Nella pellicola, Chiesa racconta una storia di Maria di Nazareth particolare, dove la Madonna viene vista come una ‘rivoluzionaria’ che disubbidisce alle regole della comunita’ israelitica e, prima fra tutte, quella della circoncisione imposta ai neonati all’ottavo giorno di vita.

“Fino agli anni ‘80 il capodanno era celebrato come il giorno della circoncisione di Cristo  spiega ancora Pacifici  che veniva appunto entro otto giorni dalla nascita. Il capodanno era considerato la notte della veglia della circoncisione del neonato”. (AGI) Cau

http://www.agi.it/spettacolo/festival–del-cinema-di-roma-2010/elenco-notizie/201011031800-spe-rt10304-roma_film_fest_pacifici_guido_chiesa_sbaglia_gesu__fu_circonciso

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Terra Santa: ­ Mons. Giuseppe Valerga, Patriarca Latino di Gerusalemme

RC20Segnalazione del Centro Studi Federici

Nel 1847 papa Pio IX con il breve “Nulla celebrior” ripristinava il Patriarcato di Gerusalemme dei Latini, vacante dal tempo delle Crociate. Con la morte del patriarca Guglielmo IV (+ 1374), che si era trasferito a Cipro, il patriarcato latino di Gerusalemme divenne una semplice sede titolare. Il primo patriarca che ritornò a insediarsi a Gerusalemme fu mons. Giuseppe Valerga, strenuo difensore dell’infallibilità pontificia al Concilio Vaticano. In questi giorni ricorre il bicentenario della sua nascita (Loano, 9 aprile 1813): lo vogliamo ricordare con questo articolo.
 
Lettera da Gerusalemme, di Giampaolo Merciai
Il 10 ottobre1847, nella cappella del Quirinale, Papa Pio IX consacrò l’arcivescovo cattolico Giuseppe Valerga, Patriarca di Gerusalemme e restaurò il patriarcato latino nella città. Nel gennaio 1848, infatti, il Patriarca fece il suo ingresso ufficiale a Gerusalemme e s’insediò nella nuova sede fatta costruire da Pio IX l’anno precedente. Dopo 553 anni tornava finalmente a Gerusalemme un patriarca latino.
La gerarchia latina, residenziale fino al 1294, si era poi spostata in Europa. In quei cinque secoli e mezzo la custodia della Terra Santa fu affidata ai francescani che ebbero un ruolo determinante nella conservazione, formazione e promozione delle varie comunità cattoliche. Ancora oggi la loro opera è costante e fruttuosa in quanto sono ufficialmente i custodi dei luoghi santi cattolici e reggono una decina di parrocchie inserite nel patriarcato latino.
Giuseppe Valerga era nato il 9 aprile 1803 a Loano (oggi provincia di Savona) ed era stato consacrato sacerdote il 17 dicembre 1834. Fu consacrato Patriarca dopo essere stato segretario del delegato apostolico di Aleppo per la Siria e la Mesopotamia, nonché Vicario Generale per la Mesopotamia. Durante il patriarcato fece costruire la concattedrale di Gerusalemme, dedicata al Santissimo Nome di Gesù, che ancora oggi è la chiesa madre della diocesi.
Morì il 2 dicembre 1872, lo stesso anno della consacrazione della “sua” concattedrale.
Nelle scorse settimane mi è arrivata fra le mani una lettera (in originale) scritta da un sacerdote originario della montagna pistoiese, segretario di Monsignor Valerga. La lettera descrive in maniera dettagliata il pellegrinaggio che la comitiva, al seguito del Patriarca, effettuò per giungere a Gerusalemme e l’entrata solenne del 17 gennaio 1848 nel Santo Sepolcro. Non è stato facile decifrarla, ma con tanta pazienza e tanta voglia di conoscere i particolari del lungo viaggio ci sono riuscito.
Ecco il testo completo:
Ill.mo signor Cavaliere
Il 17 gennaio giunti felicemente in Gerusalemme circa le nove della mattina. Il viaggio è stato dilettevole. Il primo sbarco, ma di poche ore fu a Napoli, e vidi quanto potei. Passammo pel faro di Messina, a Malta ci si trattenne un giorno, in Alessandria d’Egitto due giorni, e vidi la superba colonna di Pompeo, e l’aguglia di Cleopatra, e il giardino Gibara. La città tiene affari dell’Europeo, e si parla da molti l’italiano. A Beirut dovemmo passare dodici giorni in quarantena: finiti questi i consoli francese, e sardo ci vennero a prendere, e con molto seguito, e pompa entrammo in città a cavallo. Il Pascià fece subito visita a Monsignore Patriarca.
Dopo tre giorni partimmo alla volta di Giaffa (oggi Tel Aviv, ndt) ove ci trattenemmo due giorni. I consoli francese e sardo, e i signori del luogo, e vari religiosi ci accompagnarono a Ramah e Gerusalemme; eravamo tutti a cavallo. Non è da dire quale e quanta sia la bellezza dei giardini, e dei contorni di Giaffa e Ramah, come gremi e di grandissimi pomi gli aranci, e i cedri, come sereno e spazioso è il cielo, e amena la terra. La sola vista ispira una continua poesia all’animo, e ricorda essere veramente questa la terra promessa. In Giaffa vedemmo la casa in cui San Pietro ebbe la visione relativa a Cornelio, in Ramah la cisterna di Elena madre di Costantino, e la torre detta dei Quaranta Martiri che si vuole del tempo dei Crociati.
Da Ramah ci ponemmo in cammino dopo aver pernottato, e di buon mattino per San Giovanni in Montana (Ain Karem, ndt) patria del Battista e c’inoltrammo nelle gole della Giudea presso Emmaus, e passammo, varcati alcuni monti, per Abugosh, patria di Geremia. Sulla strada rimane una chiesa assai in buono stato ma abbandonata, e a tre navate e dagli arredi mi parve stile semigotico, e del tempo pure delle crociate, come anche altri dicevano. In un prato vicino, presso una fonte, trovammo betleemiti, e religiosi venuti ad incontrarci, e salito il monte scendemmo nella valle dei Terebinti. Quivi Davidde atterrì Golia, e giungemmo a San Giovanni in Montana a due ore di giorno. In cima la chiesa dei religiosi, e alla destra dell’altare maggiore avvi una cappelletta. È il luogo della nascita di San Giovanni Battista e ci dissi messa. A piccola distanza dal paese si trova la casa di Elisabetta, la fontana della Madonna, e proseguendo il deserto, ove resta la grotta del santo formatasi naturalmente in un macigno. È elevata e sembra una stanzetta quadrilunga. Guarda il mezzogiorno, e s’entra da ponente. Sgorga pure da ponente, e dal masso stesso, una fonte che ha formato nell’interno del sasso una vaschetta a cono fonda circa tre piedi scarsi, e più indentro una quadrilunga tinozza, come da bagno. Noi ci fummo coi betleemiti, e gli altri del seguito, e formavamo una cavalleria ambulante, e gli arabi, ove non sia strada, ma balze e sassi, e muri e cigli, e campi e boschi, fanno volare i loro sbruffanti cavalli, e costeggiando e serpeggiando s’urtano spesso uomini, e cavalli, e portano in mano un’asta con lunghissima pertica. Io pure corsi, ma non mi curai di tanti giri.
San Giovanni in Montana, Gerusalemme, Betleem, per la loro topografica posizione costituiscono un triangolo equilatero, e noi andavamo a Gerusalemme, ed eravamo a mezza strada quando vedemmo apparire molta gente, ed un cavallo bardato d’oro, che pareva non toccasse terra, tanto era superbo; e agile. Il Pascià l’avea mandato a Monsignore che lo salisse, e montò. Il console di Francia, e di Sardegna, e il Padre custode di Terra Santa, e Vicario erano nella comitiva.
Nell’appressarsi alla porta di Gerusalemme si videro cristiani, turchi, ebrei, e greci accorsi da tutte parti, e alcune donne turche in segno d’allegrezza prolungavano un certo gorgheggio, o piuttosto trillo, che a me pareva il canto delle grù. Fece, benché diversa, a tutti grand’impressione l’ardire dei religiosi latini, che in cotta, e processionalmente si fecero ad incontrare il Patriarca, e fino alla porta della città inalberavano la croce. Era forse dai tempi di Goffredo in qua che non avevano sofferta tal vista, e quasi attoniti l’un l’altro diceva: seiuf, seiuf! ve! ve! Niente seguì non so se per rispetto al Pascià, o per l’impressione del Patriarca, che è uomo bellissimo, e di barba mosaica.
Entrammo a cavallo; la processione ci procedea, e presso la chiesa del Divino Salvadore smontammo. Entrato in chiesa il Patriarca, e genuflesso s’intonò il Te Deum, ma la chiesa era troppo angusta e traboccava da tutte le parti; eppure poté leggere un commovente, e ragionato discorso in italiano, che da molti si capisce e quindi ammise al bacio dell’anello i consoli, i religiosi e parte del popolo.
Eccole in succinto la narrazione del mio viaggio, e dell’arrivo in Gerusalemme. Della città non parlo perché la conosce, e per non tediarla con tante parole; io la trovo squallida ma non tanto quanto mi era stata dipinta. La grotta di Geremia, il Getzemani, il Sepolcro, e la valle di Giosafat sarebbero le più belle meditazioni, e della più alta e profonda poesia.
In Alessandria io parlai col cavaliere dottor Francesco Grassi che le fa i più distinti ossequi, e ci ricevei compitissime gentilezze. Da Beirut le scrissi ringraziandola anche della bontà che aveva avuta per me nel dirigermi a sua Eccellenza il signor Felici che mi fu cortesissimo. Non so se abbia ricevuta la lettera. In quanto agli uccelli ne avrò cura, ma per ora non ho visto che corvi, e qualche cardellino; ne parlai anche al Grassi, e d’Egitto se ne potrebbe avere, ma parvemi che dicesse non volerne perché n’aveva.
Gradisca i miei ossequi veraci in segno d’affetto, e gratitudine, e mi onori delle sue nuove, e comandi
affezionatissimo e devotissimo servo ed amico
Padre Gio.Batta Gavazzi
segretario di Monsignore Patriarca di Gerusalemme
Gerusalemme, 26 Gennaio 1848
La lettera è indirizzata al Cavaliere Francesco Grandi, per 36 anni direttore sanitario dell’ospedale Pacini e per 11 anni sindaco di San Marcello come riportato sulla lapide che si trova ancora bene in vista nel cimitero del paese. (…) Da allora, nell’oltre secolo e mezzo trascorso, la Chiesa latina ha avuto un mirabile sviluppo. Insieme alle comunità dei greci ortodossi e dei greci cattolici, i latini costituiscono una delle tre Chiese più numerose in Terra Santa e in Giordania. Oggi i latini della Terra Santa sono circa 44.000 e circa 35.000 sono quelli di Giordania. La parrocchie del patriarcato sono 29 in Terra Santa e 34 in Giordania. La lingua abitualmente usata nella liturgia è l’arabo, il rito è quello latino. Ma in generale, considerato che la Terra Santa è crocevia di molti incontri, la maggior parte del clero è formata per conoscere e parlare più lingue. Nel 1987, dopo sei patriarchi italiani, è stato eletto un patriarca arabo: Monsignor Michel Sabbah.
La ricostruzione di questo spicchio di storia sanmarcellina è stata possibile grazie al contributo di: Vittoria Nesi, Adriano Lori, Holy Land Catholic Communications Centre, Patriarcat Latin de Jérusalem, Archivio storico di San Marcello, Archivio diocesano di Pistoia.
Fonte: la rivista Nuèter, n. 72, dicembre 2010
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Chi è il Messia?

Scritture profetiche concernenti il Messia

original text available on the Messiah Revealed web site

Quelle che seguono sono alcune delle profezie contenute nelle Sacre Scritture, concernenti il Messia. Tutte queste profezie si sono adempiute in Gesù (Y’shua) di Nazareth, il Cristo. Vi invitiamo a leggerle e a riconoscere che Gesù Cristo è il Messia che doveva venire, e che dunque solo andando a Lui possiamo essere salvati.


La venuta del Messia

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia sarebbe stato annunciato al suo popolo 483 anni dopo il decreto di riedificare la città di Gerusalemme Daniele 9:25 Giovanni 12:12-13
Il Messia sarebbe stato ucciso prima della distruzione del tempio Daniele 9:26c Matteo 27:50-51
L’autorità degli Ebrei nell’amministrare la giustizia sarebbe terminata con l’arrivo del Messia Genesi 49:10c Giovanni 18:31


L’eterna esistenza del Messia

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia è eterno Salmo 102:25-27a Colossesi 1:17
Il Messia esiste da prima della creazione Proverbi 8:22-23 Giovanni 17:5
Il Messia è eterno (“Padre eterno”) Isaia 9:5e Apocalisse 1:8
Il Messia è eterno Isaia 48:16a Giovanni 1:1-2
Il Messia è eterno Michea 5:2c Giovanni 8:58


Il Messia è Dio venuto in carne

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia è il creatore di ogni cosa Salmo 102:25-27b Giovanni 1:3
Il Messia è il Signore Salmo 110:1a Matteo 22:41-45
Il Messia è santo Daniele 9:24b Luca 1:35
Il Messia è Dio Salmo 45:6-7b Ebrei 1:8-9
Il Messia è Dio Isaia 7:14c Giovanni 12:45
Il Messia è Dio Isaia 40:3c Giovanni 10:30
Il Messia è Dio Geremia 23:5-6b Giovanni 13:13
Il Messia è sia Dio che uomo Geremia 23:5-6c 1 Timoteo 3:16
Il Messia è sia Dio che uomo (“Dio potente”) Isaia 9:6d Giovanni 10:30
Il Messia è Dio Zaccaria 11:10-11b Giovanni 14:7
Il Messia è Dio Zaccaria 11:12-13d Giovanni 12:45
Il Messia è sia Dio che uomo Zaccaria 12:10b Giovanni 10:30
Il Messia è sia Dio che uomo Zaccaria 13:7c Giovanni 14:9


Il Messia è il Figlio di Dio

Argomento Profezia Adempimento
Dio ha un Figlio Proverbi 30:4b Matteo 3:16-17
Il Messia è il Figlio di Dio (YHWH) Salmo 2:7a Luca 1:31-35
Il Messia è il Figlio di Dio Salmo 2:12a Matteo 17:5
Il Messia è il Figlio di Dio 2 Samuele 7:13-14 Matteo 3:16-17
Il Messia è il Figlio di Dio 1 Cronache 17:13-14 Giovanni 12:28-30
Il Messia è il Figlio di Dio Isaia 9:6b Luca 1:35
Il Messia avrebbe chiamato Dio (YHWH) suo Padre Salmo 89:26 Matteo 11:27


La genealogia del Messia

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia è un discendente di Sem Genesi 9:26 Luca 3:23-36
Il Messia è un discendente di Abrahamo (Avraham Avinu) Genesi 12:3 Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Abrahamo Genesi 18:17-18a Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Abrahamo Genesi 22:18a Galati 3:16
Il Messia è un discendente di Isacco (Yitzchak) Genesi 17:19 Luca 3:23-34
Il Messia è un discendente di Isacco Genesi 21:12 Luca 3:23-34
Il Messia è un discendente di Isacco Genesi 26:4 Luca 3:23-34
Il Messia è un discendente di Giacobbe (Yaakov) Genesi 28:14a Luca 3:23-34
Il Messia è un discendente di Giuda (Y’hudah) Genesi 49:10a Luca 3:23-33
Il Messia è un discendente di Giuda 1 Cronache 5:2 Luca 3:23-33
Il Messia è un discendente di Boaz e Ruth Ruth 4:12-17 Luca 3:23-32
Il Messia è un discendente di Isai Isaia 11:1a Luca 3:23-32
Il Messia è un discendente di Isai Isaia 11:10a Luca 3:23-32
Il Messia è un discendente di Davide 2 Samuele 7:12-13 Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Davide 2 Samuele 7:16 Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Davide 1 Cronache 17:11-12a Luca 3:23-31
Il Messia è un discendente di Davide Salmo 89:3-4 Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Davide Salmo 89:29 Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Davide Salmo 89:35-36 Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Davide Salmo 132:11 Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Davide Salmo 132:17 Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Davide Isaia 7:13-14 Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Davide Isaia 9:7 Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Davide Geremia 23:5-6a Luca 3:23-31
Il Messia è un discendente di Davide Geremia 33:14-15 Luca 3:23-31
Il Messia è un discendente di Davide Ezechiele 17:22-24 Luca 3:23-31
Il Messia è un discendente di Davide Ezechiele 34:23-24 Matteo 1:1
Il Messia è un discendente di Zorobabele Aggeo 2:23 Luca 3:23-27


La nascita e l’infanzia del Messia

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia sarebbe nato dalla progenie di una donna Genesi 3:15a Luca 1:34-35
Il Messia sarebbe nato da una vergine Isaia 7:14a Luca 1:34-35
Il Messia sarebbe nato da una vergine Geremia 31:22 Matteo 1:18-20
Il Messia è Emmanuele, “Dio con noi” Isaia 7:14b Matteo 1:21-23
Il Messia è chiamato per nome prima ancora di nascere Isaia 49:1c Luca 1:30-31
Il Messia sarebbe nato in Betlemme (Bethlehem Efrata) Michea 5:1a Matteo 2:1-2
La nascita del Messia Isaia 9:6a Luca 2:11
Il Messia è protetto da Dio Isaia 49:2b Matteo 2:13-15
Il Messia sarebbe cresciuto in una famiglia povera Isaia 11:1b Luca 2:7
Il Messia sarebbe cresciuto in una famiglia povera Isaia 53:2a Luca 2:7
Il Messia conosce suo Padre fin dalla sua giovinezza Salmo 22:9 Luca 2:40


Il messaggero del Messia

Argomento Profezia Adempimento
Il messaggero del Messia avrebbe vissuto nel deserto Isaia 40:3a Matteo 3:1-4
Il messaggero avrebbe preparato il popolo per la venuta del Messia Isaia 40:3b Luca 1:17
Il messaggero avrebbe preparato la via per il Messia Malachia 3:1a Matteo 11:10
Il messaggero del Messia sarebbe venuto nello spirito di Elia Malachia 4:5 Matteo 3:1-2
Il messaggero del Messia avrebbe condotto molti alla giustizia Malachia 4:6 Luca 1:16-17


Gli attributi del Messia

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia è un Profeta Deuteronomio 18:15-19a Giovanni 6:14
Il Messia è Sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec Salmo 110:4 Ebrei 6:17-20
Il Messia è Sacerdote e Re Zaccaria 6:12-13 Ebrei 8:1
Il Messia è Re Genesi 49:10b Giovanni 1:49
Il Messia è Re Numeri 24:17 Giovanni 19:19
Il Messia è Re Salmo 2:6 Giovanni 12:12-13
Il Messia è il “Consigliere ammirabile” Isaia 9:5c Giovanni 7:46
Il Messia è il “Principe della pace” Isaia 9:5f Colossesi 1:20
Il Messia è un testimone Isaia 55:4 Giovanni 18:37
Il Messia è come un pastore Isaia 40:11 Giovanni 10:11
Il Messia avrebbe parlato in parabole Salmo 78:2 Matteo 13:34-35
Il Messia avrebbe parlato in parabole Isaia 6:9-10b Matteo 13:13-15
Il Messia avrebbe portato un messaggio di grazia Salmo 45:2 Luca 4:22
Le parole del Messia sono come una spada tagliente Isaia 49:2a Apocalisse 2:12-16
Il Messia avrebbe parlato con parole di autorità dategli da Dio Deuteronomio 18:15-19b Giovanni 12:48-50
Il Messia avrebbe ministrato in Galilea Isaia 9:1-2a Matteo 4:12-17
Il Messia avrebbe avuto pienamente lo Spirito of Dio su di Lui Isaia 11:2a Matteo 3:16-17
Il Messia avrebbe avuto lo Spirito di Dio su di Lui Isaia 42:1b Matteo 3:16-17
Il Messia avrebbe avuto lo Spirito di Dio su di Lui Isaia 61:1-2a Matteo 3:16-17
Il Messia avrebbe avuto lo Spirito di saggezza Isaia 11:2b Luca 2:40
Il Messia avrebbe avuto lo Spirito di intelligenza Isaia 11:2c Luca 2:40
Il Messia avrebbe avuto lo Spirito di consiglio Isaia 11:2d Matteo 7:28-29
Il Messia avrebbe avuto lo Spirito di forza Isaia 11:2e Matteo 8:27
Il Messia avrebbe avuto lo Spirito di conoscenza di Dio Isaia 11:2f Giovanni 7:29
Il Messia avrebbe avuto lo Spirito di timore del Signore Isaia 11:2g Ebrei 5:7
Il Messia avrebbe avuto una profonda comprensione del timore del Signore Isaia 11:3a Luca 2:46-47
Il Messia avrebbe riposto la sua fiducia in Dio Isaia 50:8-10 Giovanni 11:7-10
Il Messia è giusto Zaccaria 9:9c Giovanni 5:30
Il Messia non avrebbe giudicato secondo l’apparenza Isaia 11:3b Giovanni 7:24
Il Messia avrebbe giudicato i poveri con giustizia Isaia 11:4 Marco 12:41-44
Il Messia avrebbe avuto compassione dei poveri e dei bisognosi Isaia 42:3 Matteo 11:4-5
Il Messia avrebbe agito con giustizia Salmo 45:6-7c Giovanni 5:30
Al Messia è affidato il giudizio dell’umanità Isaia 49:2c Giovanni 5:22-29
Il Messia non avrebbe attirato l’attenzione su di Sè Isaia 42:2 Matteo 12:15-21
Il Messia è umile Zaccaria 9:9e Matteo 11:29
Il Messia avrebbe avuto l’aspetto di un uomo qualunque Isaia 53:2b Filippesi 2:7-8
Il Messia è la pietra angolare Isaia 28:16 1 Pietro 2:4-6
Il Messia è la pietra angolare Zaccaria 10:4 Efesini 2:20
Il Messia è la “Roccia” 2 Samuele 23:2-4a 1 Corinzi 10:4
Il Messia è come la “luce del mattino” 2 Samuele 23:2-4b Apocalisse 22:16
Il Messia avrebbe detto che le Scritture parlano di Lui Salmo 40:6-8b Luca 24:44
Il Messia avrebbe avuto la chiave di Davide Isaia 22:22 Apocalisse 3:7


Gli eventi durante il ministero del Messia

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia avrebbe predicato la buona notizia Isaia 61:1-2b Luca 4:17-21
Il Messia avrebbe dichiarato di essere il Figlio di Dio Salmo 2:7b Giovanni 9:35-37
I bambini avrebbero dato lode al Messia Salmo 8:2 Matteo 21:15-16
Il Messia sarebbe stato salutato con gioia in Gerusalemme Zaccaria 9:9a Matteo 21:8-10
Il Messia è riconosciuto come Re Zaccaria 9:9b Giovanni 12:12-13
Il Messia è presentato a Gerusalemme in groppa a un asino Zaccaria 9:9f Matteo 21:6-9
Il Messia avrebbe visitato il secondo Tempio Aggeo 2:6-9 Luca 2:27-32
Il Messia sarebbe improvvisamente entrato nel Tempio Malachia 3:1b Marco 11:15-16
Il Messia sarebbe stato adirato per la mancanza di rispetto verso il Tempio di Dio Salmo 69:9a Giovanni 2:13-17
Dio avrebbe guidato e ministrato al Messia Isaia 42:6b Giovanni 8:29
Il Messia avrebbe chiesto a Dio la Propria eredità Salmo 2:8a Giovanni 17:4-24


Il Messia avrebbe compiuto miracoli

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia avrebbe guarito i ciechi Isaia 35:5a Marco 10:51-52
Il Messia avrebbe guarito i sordi Isaia 35:5b Marco 7:32-35
Il Messia avrebbe guarito gli zoppi Isaia 35:6a Matteo 12:10-13
Il Messia avrebbe guarito i muti Isaia 35:6b Matteo 9:32-33
Il Messia avrebbe aperto gli occhi dei ciechi Isaia 42:7 Matteo 9:27-30
Il Messia avrebbe operato guarigioni Isaia 53:4a Luca 6:17-19


Il Messia sarebbe venuto a fare la volontà di Dio

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia è chiamato al servizio di Dio fin dal grembo di sua madre Salmo 22:10 Luca 1:30-33
Il Messia è chiamato al servizio di Dio fin dal grembo di sua madre Isaia 49:1b Matteo 1:20-21
Il Messia è inviato da Dio Isaia 48:16b Giovanni 7:29
Il Messia sarebbe venuto a fare la volontà di Dio Salmo 40:7-8 Giovanni 5:30
Dio si sarebbe compiaciuto nel Messia Isaia 42:1c Matteo 3:16-17
L’opera del Messia avrebbe glorificato Dio Isaia 49:3b Matteo 15:30-31
Il Messia non avrebbe tenuto nascosta la sua missione alla congregazione Salmo 40:9-10 Luca 4:16-21
Il Messia non sarebbe stato ribelle alla volontà di Dio Isaia 50:5 Giovanni 12:27
Il Messia sarebbe risolutamente avanzato nella sua missione Isaia 50:7 Luca 9:51-53
Il Messia è servo di Dio Isaia 42:1a Giovanni 4:34
Il Messia è servo di Dio Isaia 49:3a Giovanni 17:4
Il Messia è servo di Dio Isaia 49:5 Giovanni 6:38
Il Messia è servo di Dio Isaia 49:6a Giovanni 12:49-50
Il Messia è servo di Dio Isaia 52:13a Giovanni 9:4
Il Messia è servo di Dio Isaia 53:11b Romani 5:18-19
Il Messia è servo di Dio Michea 5:2b Giovanni 15:10
Il Messia è servo di Dio Zaccaria 3:8 Giovanni 17:4
Il Messia avrebbe sopportato gli insulti, per amore di Dio Salmo 69:7 Matteo 26:65-67
Il Messia avrebbe sopportato gli insulti, per amore di Dio Salmo 69:9b Romani 15:3
È per volontà di Dio che il Messia avrebbe portato su di Sè i peccati di tutta l’umanità Isaia 53:6b 1 Giovanni 4:10
È per volontà di Dio che il Messia sarebbe morto per tutta l’umanità Isaia 53:10a Giovanni 18:11
È per volontà di Dio che il Messia sarebbe morto per tutta l’umanità Zaccaria 13:7a Giovanni 18:11
Dio è pienamente soddisfatto del sacrificio espiatorio compiuto dal Messia Isaia 53:11a Giovanni 12:27
Il Messia avrebbe ricevuto guida da Dio Isaia 42:6a Giovanni 5:19-20
Il Messia avrebbe parlato con la conoscenza datagli da Dio Isaia 50:4 Giovanni 12:49
Il Messia sarebbe venuto nel nome del Signore Salmo 118:26 Matteo 21:9


Il Messia sarebbe venuto per tutte le genti

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia sarebbe venuto per tutte le nazioni Genesi 18:17-18b Atti 3:24-26
Il Messia sarebbe venuto per tutte le nazioni Genesi 22:18b Galati 3:14
Il Messia sarebbe venuto per tutte le genti Genesi 28:14b Galati 3:26-29
Il Messia sarebbe venuto per tutte le genti 2 Samuele 22:50 Romani 15:8-9
Il Messia sarebbe venuto per tutte le genti Salmo 18:49 Efesini 3:4-6
Il Messia sarebbe venuto per tutte le genti Isaia 11:10b Atti 13:47-48
Il Messia sarebbe venuto per tutte le genti Isaia 49:1a 1 Timoteo 2:4-6
Il Messia sarebbe stato una luce per i Gentili Isaia 9:1-2b Luca 2:28-32
Il Messia sarebbe stato una luce per i Gentili Isaia 42:6d Giovanni 8:12
Il Messia sarebbe stato una luce per i Gentili Isaia 49:6b Atti 13:47-48
Il Messia avrebbe portato la giustizia ai Gentili Isaia 42:1d Matteo 24:14


Il Messia sarebbe venuto a portarci la salvezza

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia è il messaggero di un nuovo patto Malachia 3:1c Luca 4:43
Il Messia è la nuova alleanza Isaia 42:6c Matteo 26:28
Il Messia è la nuova alleanza Geremia 31:31 Matteo 26:28
Il Messia sarebbe venuto a porre fine al peccato Daniele 9:24a Galati 1:3-5
Il Messia avrebbe portato liberazione dalla schiavitù del peccato e della morte Isaia 61:1-2c Giovanni 8:31-32
Il Messia avrebbe proclamato un periodo di grazia Isaia 61:1-2d Giovanni 5:24
Il Messia sarebbe morto per i peccati del mondo Isaia 53:8d 1 Giovanni 2:2
Il Messia sarebbe morto per i peccati del mondo Daniele 9:26b Ebrei 2:9
Il Messia avrebbe dato la propria vita per salvare l’umanità Isaia 53:12b Luca 23:46
Il Messia è come l’agnello sacrificale Isaia 53:7c Giovanni 1:29
Il Messia è un offerta per il peccato Isaia 53:10b Matteo 20:28
Il Messia sacrificando Se stesso avrebbe rimpiazzato qualunque altro sacrificio Salmo 40:6-8a Ebrei 10:10-13
Il sangue del Messia sarebbe stato versato per espiare le colpe di tutti Isaia 52:15 Apocalisse 1:5
Il Messia si sarebbe caricato dei peccati tutta l’umanità Isaia 53:6a Galati 1:4
Il Messia si sarebbe caricato dei peccati tutta l’umanità Isaia 53:11d Ebrei 9:28
Il Messia si sarebbe caricato dei peccati tutta l’umanità Isaia 53:12d 2 Corinzi 5:21
Il Messia si sarebbe caricato dei peccati tutta l’umanità Isaia 53:4b 1 Pietro 2:24
Il Messia avrebbe subìto il castigo per le trasgressioni di tutta l’umanità Isaia 53:5a Luca 23:33
Il sacrificio del Messia avrebbe ristabilito la pace tra l’uomo e Dio Isaia 53:5b Colossesi 1:20
Il Messia avrebbe giustificato l’uomo davanti a Dio Isaia 53:11c Romani 5:8-9
Il Messia è l’intercessore tra l’uomo e Dio Isaia 59:15-16b Matteo 10:32-33
Il Messia avrebbe interceduto presso Dio per l’umanità Isaia 53:12e Luca 23:34
L’espiazione compiuta dal Messia avrebbe reso i credenti Suoi fratelli Salmo 22:22 Ebrei 2:10-12
Il Messia sarebbe venuto a portarci la salvezza Isaia 59:15-16a Giovanni 6:40
Il Messia avrebbe portato la salvezza Zaccaria 9:9d Luca 19:10
Il Messia avrebbe avuto un ministero per i “miseri”, il residuo credente Zaccaria 11:7 Matteo 9:35-36
Il Messia avrebbe offerto la salvezza a tutta l’umanità Gioele 2:32 Romani 10:12-13
Il Messia sarebbe venuto a ricondurre Israele a Dio Isaia 49:5b Matteo 15:24
Il Messia sarebbe venuto a Sion come loro Redentore Isaia 59:20 Luca 2:38
Chi rifiuta di ascoltare il Messia è giudicato Deuteronomio 18:15-19c Giovanni 12:48-50
Il Messia rigetterà quelli che non crederanno in Lui Salmo 2:12b Giovanni 3:36


Il Messia sarebbe stato tradito

Argomento Profezia Adempimento
L’uomo che avrebbe tradito il Messia è un amico con il quale Egli spezzava il pane Salmo 41:9 Marco 14:17-18
Il Messia sarebbe stato tradito per 30 sicli d’argento Zaccaria 11:12-13a Matteo 26:14-15
30 sicli d’argento sarebbero stati gettati nella casa dell’Eterno Zaccaria 11:12-13c Matteo 27:3-5
Il campo del vasaio sarebbe stato deserto Salmo 69:25 Atti 1:16-20
L’uomo che avrebbe tradito il Messia avrebbe avuto una vita breve Salmo 109:8a Atti 1:16-18
Al posto del traditore sarebbe stato messo un altro uomo Salmo 109:8b Atti 1:20-26


Il Messia sarebbe stato abbandonato

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia sarebbe stato abbandonato dai discepoli (talmidim) Salmo 22:11 Marco 14:50
Il discepoli del Messia lo avrebbero abbandonato nel momento del bisogno Salmo 69:20b Marco 14:33-41
Gli uomini avrebbero cercato di non essere associati con il Messia Isaia 53:3d Marco 14:50-52


Il Messia sarebbe stato disprezzato

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia sarebbe stato disprezzato Isaia 49:7 Giovanni 10:20
Il Messia sarebbe stato disprezzato Zaccaria 11:8b Matteo 27:20
Il Messia sarebbe stato disprezzato Isaia 53:3a Luca 4:28-29
Il Messia sarebbe stato odiato da molti senza motivo Salmo 69:4 Luca 23:13-22
I leader politici e religiosi avrebbero cospirato contro il Messia Salmo 2:2 Matteo 26:3-4
Il Messia sarebbe stato disprezzato Salmo 22:6 Luca 23:21-23


Il Messia sarebbe stato giudicato dagli uomini

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia sarebbe stato accusato di falsa testimonianza Salmo 109:2 Giovanni 18:29-30
Il Messia sarebbe stato giudicato dagli uomini Isaia 53:8b Giovanni 18:13-22
Il Messia sarebbe rimasto in silenzio davanti ai suoi accusatori Isaia 53:7b Matteo 27:12-14
Il Messia è innocente e non ha compiuto alcuna violenza Isaia 53:9b Marco 15:3
Non c’è stato inganno nelle parole del Messia Isaia 53:9c Giovanni 18:38


Il Messia sarebbe stato rifiutato

Argomento Profezia Adempimento
Al tempo della venuta del Messia, Israele avrebbe avuto conduttori indegni Zaccaria 11:4-6a Matteo 23:1-4
I fratelli del Messia non avrebbero creduto in Lui Salmo 69:8b Giovanni 7:3-5
Il Messia è la “roccia” rifiutata dagli Ebrei Salmo 118:22 Matteo 21:42-43
Gli Ebrei avrebbero avuto un cuore indurito verso il Messia Isaia 6:9-10a Giovanni 12:37-40
Il Messia è una “pietra di inciampo” gli Ebrei Isaia 8:14 Matteo 21:43-44
L’incredulità dei conduttori di Israele avrebbe costretto il Messia a rigettarli Zaccaria 11:8a Matteo 23:33
Il Messia avrebbe smesso di ministrare a quelli che Lo avrebbero rigettato Zaccaria 11:9 Matteo 13:10-11
Il Messia soffre per l’incredulità degli Ebrei Isaia 49:4a Luca 19:41-42
Il popolo del Messia non avrebbe creduto che Egli è il Cristo Isaia 53:1 Giovanni 12:37-38
Il Messia sarebbe stato rifiutato Zaccaria 11:12-13b Matteo 26:14-15
Il Messia sarebbe stato rifiutato Isaia 53:3b Matteo 27:21-23
Il Messia sarebbe stato rifiutato dagli Ebrei Isaia 49:4b Giovanni 5:43
Il Messia sarebbe stato rifiutato dagli Ebrei Salmo 69:8a Giovanni 1:11
Gli uomini avrebbero rifiutato il Messia e avrebbero scelto un altro Zaccaria 11:4-6c Giovanni 19:13-15
Il Messia sarebbe stato rifiutato Zaccaria 11:12-13b Matteo 26:14-15
Il Messia sarebbe stato rifiutato dai Gentili Salmo 2:1 Atti 4:25-28
Il Messia sarebbe stato rifiutato Zaccaria 12:10c Giovanni 1:11
Il rifiuto del Messia da parte degli uomini avrebbe fatto sì che Dio togliesse la Sua protezione dal popolo di Israele Zaccaria 11:4-6b Luca 19:41-44
Il rifiuto del Messia da parte degli uomini avrebbe fatto sì che Dio togliesse la Sua protezione dal popolo di Israele Zaccaria 11:10-11a Luca 19:41-44
Israele sarebbe stato disperso per aver rigettato il Messia Zaccaria 13:7d Matteo 26:31-56


Il Messia avrebbe sofferto terribilmente

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia avrebbe sofferto nel cercare di riconciliare gli uomoni con Dio Genesi 3:15c 1 Pietro 3:18
Il Messia avrebbe sofferto grandi dolori e sofferenze Isaia 53:3c Luca 19:41-42
Il Messia, agonizzate, avrebbe pregato senza smettere Salmo 22:2 Matteo 26:38-39
Il Messia sarebbe stato oppresso e afflitto Isaia 53:7a Matteo 27:27-31
Il Messia sarebbe stato arrestato e perseguitato Isaia 53:8a Matteo 26:47-27:31
Avrebbero colpito e sputato sul volto del Messia Isaia 50:6b Matteo 26:67
La schiena del Messia sarebbe stata percossa Isaia 50:6a Matteo 27:26
Il Messia sarebbe stato percosso, trafitto e ucciso Isaia 53:5c Matteo 27:26
Il volto del Messia sarebbe stato sfigurato dal dolore e dalle lacerazioni Isaia 52:14 Matteo 26:67-68


La crocifissione del Messia

Argomento Profezia Adempimento
Il Messia sarebbe stato sacrificato sullo stesso monte dove Dio mise alla prova Abrahamo Genesi 22:14 Luca 23:33
Il Messia sarebbe stato annoverato tra i trasgressori Isaia 53:12c Luca 23:32
I piedi e le mani del Messia sarebbero stati forati Salmo 22:16c Matteo 27:38
Il Messia avrebbe pregato per i Suoi nemici Salmo 109:4 Luca 23:34
Al Messia sarebbero stati offerti fiele e aceto Salmo 69:20-21a Matteo 27:34
Gli abiti del Messia sarebbero stati spartiti Salmo 22:18a Giovanni 19:23-24
La tunica del Messia sarebbe stata tirata a sorte Salmo 22:18b Giovanni 19:23-24
Il Messia sarebbe stato circondato dai Gentili alla Sua crocifissione Salmo 22:16a Luca 23:36
Il Messia sarebbe stato circondato dagli Ebrei alla Sua crocifissione Salmo 22:16b Matteo 27:41-43
La gente avrebbe osservato il Messia durante la Sua crocifissione Salmo 22:17b Luca 23:35
La gente avrebbe pensato che il Messia fosse stato un uomo maledetto da Dio Isaia 53:4c Matteo 27:41-43
Il Messia sarebbe stato deriso da persone che avrebbero scosso la testa Salmo 22:7 Matteo 27:39
Il Messia sarebbe stato deriso da persone che avrebbero scosso la testa Salmo 109:25 Marco 15:29-30
I denigratori avrebbero detto del Messia: “si è confidato in Dio: lo liberi dunque” Salmo 22:8 Matteo 27:41-43
Il Messia sarebbe stato crocifisso Salmo 22:14b Matteo 27:35
Il Messia avrebbe gridato a Dio Salmo 22:1a Matteo 27:46
Il Messia sarebbe stato abbandonato da Dio Salmo 22:1b Marco 15:34
Il Messia sarebbe stato attorniato dagli spiriti maligni Salmo 22:12-13 Colossesi 2:15
Il Messia avrebbe avuto sete Salmo 22:15a Giovanni 19:28
Il Messia avrebbe avuto sete Salmo 69:20-21b Giovanni 19:28
Il Messia avrebbe avuto sete poco prima della propria morte Salmo 22:15b Giovanni 19:30
Il Messia sarebbe stato ucciso Isaia 53:8c Matteo 27:35
Il Messia sarebbe stato ucciso Daniele 9:26a Matteo 27:35
Il Messia sarebbe morto di una morte violenta Zaccaria 13:7b Matteo 27:35
Nessun osso del Messia sarebbe stato spezzato Salmo 22:17a Giovanni 19:32-33
Nessun osso del Messia sarebbe stato spezzato Salmo 34:20 Giovanni 19:32-33
Il corpo del Messia sarebbe stato trafitto Zaccaria 12:10a Giovanni 19:34-37
Dal Messia sarebbero usciti acqua e sangue Salmo 22:14a Giovanni 19:34
Il Messia sarebbe stato sepolto nella tomba di un uomo ricco Isaia 53:9a Matteo 27:57


La resurrezione e la vittoria del Messia

Argomento Profezia Adempimento
Il corpo del Messia non si sarebbe decomposto Salmo 16:8-10b Atti 13:35-37
Il Messia sarebbe risuscitato Salmo 16:8-10a Matteo 28:6
Il Messia è risorto e vive in eterno Isaia 53:10c Marco 16:16
Il Messia è stato risuscitato da Dio Isaia 55:3 Atti 13:34
Altri sarebbero tornati in vita alla resurrezione del Messia Isaia 26:19 Matteo 27:52-53
Il Messia è il “primogenito” di Dio Salmo 89:27 Marco 16:6
Il Messia avrebbe sconfitto la morte Isaia 25:8 Apocalisse 1:18
Il Messia avrebbe sconfitto la morte Hosea 13:14 1 Corinzi 15:55-57
Il Messia avrebbe sconfitto Satana Genesi 3:15b 1 Giovanni 3:8
Il Messia sarebbe stato giustificato dalla propria giustizia Isaia 50:8 1 Timoteo 3:16
Il Messia sarebbe asceso al cielo Salmo 68:18a Luca 24:51
Il Messia sarebbe asceso al cielo Daniele 7:13-14a Atti 1:9-11
Il Messia sarebbe asceso e ritornato dal cielo Proverbi 30:4a Giovanni 3:13
Il Messia è esaltato alla presenza di Dio Salmo 16:11 Atti 2:25-33
Il Messia è risorto e incoronato Re Salmo 2:7c Atti 13:30-33
Il Messia è esaltato da Dio con potenza e forza 1 Samuele 2:10 Matteo 28:18
Il Messia è alla destra di Dio Salmo 80:17 Atti 5:31
Il Messia è alla destra di Dio Salmo 110:1b Marco 16:19
Il Messia è alla destra di Dio Salmo 110:5 1 Pietro 3:21-22
Il trono del Messia è eterno 1 Cronache 17:11-12b Luca 1:32-33
Il trono del Messia è eterno Salmo 45:6-7a Luca 1:31-33
Il dominio del Messia è eterno Daniele 7:13-14c Luca 1:31-33
Per il Suo sacrificio, il Messia è grandemente esaltato da Dio Isaia 53:12a Matteo 28:18
Il Messia è grandemente esaltato Isaia 52:13b Filippesi 2:9-11
Il Messia è grandemente esaltato Daniele 7:13-14b Efesini 1:20-22
Il Messia avrebbe prosperato Isaia 53:10d Giovanni 17:1-5
Il Messia avrebbe ricevuto autorità su ogni cosa Salmo 2:8b Matteo 28:18
Il Messia avrebbe ricevuto autorità su ogni cosa Salmo 8:6 Matteo 28:18
Una visione del Messia nella sua condizione glorificata Daniele 10:5-6 Apocalisse 1:13-16

“Ascoltatemi, o gente dal cuore ostinato,
Che siete lontani dalla giustizia!
Io faccio avvicinare la mia giustizia;
essa non è lungi,
e la mia salvezza non tarderà;
io porrò la salvezza in Sion,
e la mia gloria sopra Israele.”

(Isaia 46:12,13)


“Ma da te, o Betlemme, Efrata, sebbene tra le più piccole città principali di Giuda, da te mi uscirà Colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni” (Michea 5:1).

“Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, per dare incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora e per sempre: questo farà lo zelo del SIGNORE degli eserciti” (Isaia 9:5-6).

“Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.
Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato!
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e grazie alle sue ferite noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca.
Dopo l’arresto e la condanna fu tolto di mezzo; e tra quelli della sua generazione chi rifletté che egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo?” (Isaia 53).

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Qual è il messaggio del Vangelo di Cristo?

In ogni uomo vi è l’inquietante sensazione di una mancanza: egli cerca continuamente qualche cosa di importante, che “dovrebbe possedere”, ma che non riesce mai a raggiungere. Spesso gli accade di osservare qualcuno che sembra aver ottenuto una posizione sociale invidiabile, o individui che hanno scalato “le vette del successo”, ed in questi momenti egli pensa di essere il solo ad avvertire quel “senso di vuoto” che talvolta si materializza in tormento ed angoscia. Si illude quindi che conquistando quelle mete il problema trovi una soluzione immediata. Ma ahimè! Una volta “arrivato”, magari dopo estenuanti sacrifici, rimane deluso e si rende conto che deve esserci qualcosa di più… qualcosa di inspiegabilmente superiore… e si ricomincia daccapo.

Questa condizione è comune a tutti gli uomini: ognuno vorrebbe un mondo migliore, più tranquillità e più pace. Possiamo affermare infatti che in tutte le epoche è stato così. Il consorzio umano, pur avendo raggiunto un notevole grado di sofisticazione, piena libertà politica, un tenore di vita alto, un avanzato livello tecnologico, continua ad avvertire un incolmabile vuoto interiore, al quale si addiziona la “preoccupazione” di un futuro dai contorni foschi e burrascosi. La società attuale sembra guidata da una morale edonistica, la vita è ridotta in termini puramente materiali, e il suo unico scopo diviene la ricerca smodata del piacere. Tutto questo non fa che acuire e portare ad esasperazione l’insoddisfazione dell’uomo. E così la filosofia che prevale nel mondo è: “mangiamo e beviamo perché domani… chi sa?” Divertirsi, svagarsi, coltivare degli hobby, non basta più. Oggi si cercano emozioni forti, realtà eccitanti, cose nuove… che spezzino la noia e la monotonia. Ma il vuoto resta, anzi si esaspera, e la ricerca non finisce mai!

Un saggio affermava che il cuore dell’uomo è stato creato con una forma particolare: quella di Dio, e quindi solo Dio può riempire il vuoto del cuore. Peccato, tristezza e morte rappresentano il passato, il presente e il futuro dell’uomo. Ma è tutta qui la vita?

Tu non sai da dove vieni, perché vivi, dove stai andando. Dare una risposta a queste domande significherebbe aver trovato la chiave per cambiare tutta la tua vita. Ma chi ti darà la risposta?

La Parola di Dio, la Bibbia, è l’unica chiave che penetra nel significato della vita, e mostra all’uomo come risolvere i suoi problemi esistenziali, etici, morali e spirituali. Soprattutto indica la soluzione al vero problema dell’uomo: il peccato. Alcuni credono che la Bibbia sia un libro storico, altri un libro di morale, altri ancora un libro sorpassato e noioso; noi vogliamo dirti che questo libro contiene il piano meraviglioso di Dio per la salvezza dell’uomo.
Il tema di questo libro meraviglioso è GESÙ CRISTO: Egli appare fin dal primo verso della Genesi e viene rivelato attraverso le pagine dell’Antico Testamento come il Messia che deve venire, presentato nei Vangeli come il Salvatore che è venuto a cercare e salvare i peccatori, nelle epistole del Nuovo Testamento come il Figliuolo di Dio coronato di gloria alla destra del Padre, nell’Apocalisse come colui che torna per regnare e giudicare i popoli. Vuoi conoscere Dio? Sapere chi è? Dov’è? Cosa fa? Leggi la Parola di Dio e credi in essa.

Alcuni dicono: Dio? Se Egli esiste davvero perché tanta violenza, guerre, odio, sofferenze, dolore, morte? Nazioni contro altre nazioni, razzismo, epidemie, corruzione, famiglie divise, figli abbandonati, egoismo? Perché non fa qualcosa? Perché non ferma tutto ciò?

Sono domande vecchie quanto il mondo, ma anche abbastanza superficiali e puerili.
È Dio il colpevole? Colui che ha fatto la terra, che ha dato all’uomo la vita, l’intelligenza, la capacità di scegliere e di volere; che cioè lo ha creato a Sua immagine e somiglianza dandogli dominio su tutto il creato, potrebbe desiderare il male o rimanere indifferente di fronte ai drammi dell’umanità? No, Dio non può essere accusato se non dalla follia e dalla stoltezza! È l’uomo che potendo scegliere tra il bene e il male ha scelto il male. Ha scelto il PECCATO, cioè la ribellione contro Dio, per seguire le menzogne di satana. Allora tu domanderai: Ma è giusto che noi scontiamo gli errori dei nostri progenitori? Se loro hanno sbagliato, perché dobbiamo pagare anche noi? Il problema è che noi non siamo stati capaci di fare meglio. Adamo, Eva furono colpevoli, ma noi lo siamo quanto loro perché abbiamo continuato a peccare, a rifiutare le leggi di Dio, ad amare le tenebre più della luce.

La Bibbia dice: “Tutti gli uomini hanno peccato, e sono privi della gloria di Dio. Non c’è nemmeno un giusto.”  La nostra natura è quella di Adamo: non dobbiamo sforzarci di peccare, lo facciamo istintivamente, oltre che volontariamente. In altri termini ciò significa che l’uomo è schiavo, cioè è dominato dal peccato.
Il peccato è la causa; la morte, l’angoscia, la sofferenza, il male ne sono le conseguenze. Ma oltre a questo, il peccato è separazione da Dio. Separazione che diverrà eterna e irrimediabile per ogni uomo che muore in questa condizione.

GESÙ è la risposta a questa separazione. Egli disse: “Io sono la via, la verità, la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.”

Gesù Cristo venne nel mondo una notte di duemila anni fa, nascendo in una umile stalla di Betlemme. Egli predicò il Regno di Dio e girò la terra d’Israele facendo del bene a tutti: guarì i paralitici, liberò gli indemoniati, donò la vista ai ciechi, risuscitò i morti, insegnò l’amore vero. Accusato ingiustamente fu crocifisso come un malfattore, ma quella che apparentemente sembrava una sconfitta risultò la più straordinaria vittoria mai riportata. Gesù, il Figlio di Dio, portò su di sè i nostri peccati, subendone la condanna al nostro posto, sulla croce; e vinse la morte, risuscitando dopo tre giorni e sedendo alla destra del Padre dove anche ora intercede per coloro che credono in Lui.

Tu puoi conoscere Gesù personalmente nella tua vita! Prima di te in ogni epoca della storia e in ogni luogo della terra milioni di persone Lo hanno conosciuto come Persona vivente nella loro vita, sono state trasformate dalla Sua grazia e hanno trovato in Lui salvezza, liberazione, gioia e vita eterna. Egli è vivente, e ti ripete ancora oggi: “Venite a me voi tutti che siete aggravati e travagliati, e io darò riposo alle anime vostre” (Vangelo, Matt. 11,28).

Gesù è vivente, e ti ama!
Egli desidera salvarti ed avere un rapporto personale con te, perché anche per te Gesù ha versato il Suo sangue innocente alla croce.

Leggi il Vangelo. Se non ne hai uno, puoi riceverlo gratuitamente per posta cliccando qui.

“Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

“Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore” (Geremia 29,13).

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San Tommaso e l’Immacolata Concezione

Posted on 01/06/2013 by Segreteria_Web_di_don_Curzio

Domenico_Ghirlandaio_Madonna_and_Child_enthroned_between_Angels_and_Saint_c_1486SAN TOMMASO E L’IMMACOLATA CONCEZIONE

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Natura dell’immacolata concezione

L’immacolata concezione consiste nel fatto che “Maria, nel primo istante del suo concepimento, per singolare grazia di Dio, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale” (Pio IX, Bolla Ineffabilis Deus, 8 dicembre 1854).

Maria come persona fu il soggetto o la causa materiale di tale privilegio (non la sola sua anima o il solo suo corpo) nel primo istante della sua esistenza, ossia nel momento esatto in cui l’anima di Maria fu creata da Dio ed infusa nel di lei corpo formato dai suoi genitori.

Anche Maria, come discendente di Adamo, per via di generazione naturale o sessuale avrebbe dovuto nascere con il peccato originale, ossia senza la grazia santificante. Ma, siccome era stata scelta ad essere Madre del Verbo Incarnato per essere degna abitazione di Lui venne preservata da Dio dalla contrazione della colpa originale. Perciò la sua anima sin dal primo istante in cui fu infusa da Dio nel di lei corpo ebbe la grazia abituale. Maria fu preservata dal peccato originale (Redenzione preventiva o preservativa[1]) e non liberata o rialzata (Redenzione liberativa o restaurativa) come gli altri uomini lo sono in virtù del Battesimo dopo la loro nascita o in casi straordinari nel seno della loro madre come Geremia (Ier. I, 5)[2] e San Giovanni Battista (Lc., I, 15)[3].

La storia dalla dottrina sull’immacolata

Sino al secolo XV con papa Sisto IV (Bolla Grave nimis, 1483) non si è avuto alcun intervento del Magistero pontificio. Liturgicamente si celebrava in Oriente (a partire dal VII secolo) e in Occidente (a partire dal IX secolo) la “festa della Concezione di Maria”, ma l’oggetto di tale festa non era ancora ben determinato: alcuni celebravano la sua preservazione dal peccato originale sin dal primo istante della sua esistenza come persona umana (Redenzione preventiva); altri invece intendevano la santificazione di Maria nel seno di sua madre qualche istante dopo la sua esistenza (Redenzione liberativa). La Tradizione riguardo all’immacolata concezione si può dividere in tre periodi: 1°) dall’età apostolica al XII secolo, in cui prevale l’asserzione soltanto implicita e quasi mai esplicitata dell’immacolata concezione; 2°) dal XII alla prima metà del XV secolo, in cui predomina la discussione e la negazione[4]; 3°) dalla seconda metà del XV secolo sino al XIX (8 dicembre 1854), in cui la maggior parte dei teologi era incline alla immacolata concezione e con Sisto IV (1483) per la prima volta il Magistero si pronunciò favorevolmente alla dottrina della immacolata concezione definita formalmente da Pio IX nel 1854.

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Il pensiero di san Tommaso sull’immacolata

a) L’inizio (1253-1254)

San Tommaso all’inizio della sua carriera di insegnante di teologia in Parigi (1253-1254), ripieno di zelo domenicano verso la BVM, afferma esplicitamente il privilegio della santificazione o immacolata concezione di Maria: “La purezza di Maria fu talmente grande da essere immune dalla macchia del peccato originale e attuale” (In Ium Sent., dist. 44, q. 1, a. 3, ad 3).

b) Il medio (1255- 1271)

Poi, siccome alcuni teologi a partire da questo privilegio affermavano che la BVM era Immacolata in sé ed indipendentemente dai meriti di Gesù e così sottraevano Maria alla Redenzione universale di Cristo, che è divinamente e formalmente rivelata (Rom., V, 18; 1 Tim., II, 5), l’Angelico rivide la sua posizione e la addolcì insistendo soprattutto sulla Redenzione universale di Cristo (S. Th., III, q. 27, a. 2, ad 2).

San Tommaso, perciò, afferma con chiarezza che anche Maria è stata riscattata dai meriti di Cristo: ella aveva bisogno di Redenzione preventiva o preservativa dal debitum culpae originalis poiché figlia di Adamo per via di generazione ordinaria o sessuale e non per opera dello Spirito Santo come fu per il corpo in se stesso immacolato di Gesù.

Maria non fu santificata prima dell’infusione dell’anima razionale nel suo corpo, proprio perché il corpo umano è la causa strumentale della trasmissione del peccato originale da Adamo a tutti i suoi figli. Inoltre il corpo non è il soggetto in cui risiede la grazia, infatti essa si trova solo nell’anima razionale.

Ora per San Tommaso l’infusione dell’anima razionale nel corpo avviene (come insegnava Aristotele) dai 40 giorni agli 80 giorni dopo la concezione del corpo o la fecondazione del feto e si è in presenza di una persona umana solo quando il corpo è animato da un’anima razionale (S. Th., III, q. 33, a. 2, ad 3).

Quando, per l’Angelico, esattamente inizia l’unione tra anima umana e corpo? Quando il corpo o la materia è sufficientemente disposta o proporzionata a ricevere un’anima razionale. Ora secondo San Tommaso ciò non è ancora possibile all’istante della concezione del feto umano, poiché esso non sarebbe proporzionato a ricevere un’anima razionale. Ai tempi di San Tommaso la medicina non aveva ancora l’esatta nozione dei feti umani. Quindi si reputava che essi fossero molto rudimentali e primari. Ora, per fare un esempio, il corpo di una formica o di una mosca non sarebbe proporzionato a ricevere l’anima umana, quindi il feto umano (che secondo la scienza medievale era simile al corpo di un animale inferiore) sarebbe informato prima da un’anima vegetativa, poi da un’anima sensitiva e quindi, avendo esse reso il corpicino atto a ricevere l’anima umana, questa prenderebbe la sua dimora nel neonato 40/80 giorni dopo il concepimento. Gli scolastici posteriori a San Tommaso, valendosi delle scoperte mediche più recenti, hanno constatato che il feto è già una materia atta e proporzionata a ricevere un’anima razionale, avendo tutte le caratteristiche di un uomo in miniatura (l’ecografia del feto contenuto sin dalle prime tre settimane nel seno di una madre mostra il suo capo, le sue braccia con le mani, il suo corpo e le sue gambe con i piedi, il cervello è formato, il cuore batte, egli respira e il tutto si muove). Quindi hanno corretto, in base alle scoperte mediche che erano ignote nel XIII secolo, l’opinione “biologica” e non metafisica di San Tommaso ed hanno sostenuto, penso a ragione, che il feto sin dal primo istante del suo concepimento è un essere umano vivente e quindi riceve da Dio per infusione nel corpicino l’anima creata dal nulla[5].

Quando, perciò, si trova negli scritti dell’Angelico che “Maria fu concepita nel peccato originale/Contraxit originale peccatum” (S. Th., III, q. 27, a. 2, ad 2) bisogna sempre ricordarsi che per San Tommaso il concepimento del corpo ha una priorità cronologica e non ontologica di 40/80 giorni sull’animazione o infusione dell’anima razionale nel corpo umano. Perciò la frase potrebbe essere intesa nel senso che quando il corpo di Maria fu concepito era ancora strumento di trasmissione del peccato originale e che solo con l’infusione successiva dopo 40/80 giorni dell’anima nel corpo, essa fu preservata dal debito di colpa, che avrebbe dovuto contrarre in quanto figlia di Adamo. Ma l’Angelico non ha esplicitato questa distinzione nel periodo intermedio del suo pensiero teologico sulla immacolata concezione.

Occorre prendere atto che l’Angelico ha voluto evitare di pronunciarsi, in questo periodo intermedio, che va sino al 1271, in maniera definitiva sulla questione del momento preciso in cui Maria è stata santificata nel seno materno, tranne la frase iniziale (1254) che è stata citata sopra e che poi l’Angelico ha temperato alla luce della Redenzione universale di Cristo, alla quale è sottomessa anche Maria. Sulla fase iniziale sembra essere ritornato verso la fine della sua vita (1272-1273) riaffermando, secondo alcuni tomisti tra i quali spicca Reginaldo Garrigou-Lagrange[6], l’immacolata concezione della BVM.

Prima di allora il Dottore Comune aveva soltanto affermato che la santificazione di Maria era seguita subito dopo (“cito post”) l’animazione (Quodlib., VI, a. 7), ma aveva anche dichiarato di non sapere dire con certezza in quale istante esatto “quo tempore santificata fuerit, ignoratur (S. Th., III, q. 27, a. 2, ad 3). Egli sino ad allora ha lasciato la questione aperta, non si è pronunziato a favore dell’immacolata concezione di Maria nel medesimo istante dell’animazione né l’ha negata esplicitamente[7], come invece aveva fatto San Bonaventura, dato l’atteggiamento non ancora esplicito della Chiesa universale, che si pronunziò solo nel 1483, la posizione contraria di un certo numero di teologi di altissimo valore soprattutto dal XII al XV secolo ed infine il fatto che non si celebrasse ancora una festa dell’immacolata concezione nel senso teologicamente esatto del termine, ossia sin dal primo istante dell’animazione del corpo, nella Liturgia della Chiesa universale.

Solo in Gesù Cristo, asserisce con certezza l’Angelico, l’animazione coincise con il concepimento del suo corpo nel seno della Vergine Maria per opera miracolosa dello Spirito Santo e non per generazione normale, come avvenne per Maria concepita da Gioacchino e Anna tramite generazione sessuale.

Nel Commento alle Sentenze San Tommaso si domanda se la Beata Vergine Maria sia stata santificata prima (“ante”) che la sua concezione sia stata portata a compimento mediante l’infusione dell’anima nel suo corpo. Egli risponde di no. Infatti la santificazione consiste nella cancellazione del peccato originale (mancanza di grazia santificante), che solo Dio può operare mediante l’infusione della grazia santificante nell’anima la quale ne è priva a causa del peccato di Adamo. Ora il peccato si trova solo nell’anima razionale e non in quella delle piante o degli animali. Quindi Maria non poté essere purificata dal peccato originale prima che la sua concezione sia stata completata mediante l’infusione dell’anima razionale nel suo corpo (In III Sent., dist. 3, q. 1, a. 1).

San Tommaso non ha specificato in quale momento Maria è stata santificata nel seno di sua madre Anna. Mi sembra plausibile – come sostengono i padri N. Dal Prado, E. Hugon, P. Mandonnet, J. M. Vosté e R. Garrigou-Lagrange – che alla fine della sua vita, nel periodo d’insegnamento in Napoli (1272-73), vi sia tornato, riprendendo quanto aveva insegnato nel 1253-1254 a Parigi commentando le Sentenze di Pietro Lombardo ed ha chiarito, come vedremo meglio dopo, la questione.

Prima del 1272 per l’Angelico la santificazione di Maria è seguita subito dopo all’infusione dell’anima razionale nel suo corpo (“cito post”), ma non precisa in quale preciso istante (Quodlib., VI, a. 7). Perciò San Tommaso, sino al 1272-1273, non si è pronunciato volutamente (per le ragioni prudenziali di ossequio all’insegnamento comune della Chiesa su esposte e per evitare l’eccesso di coloro che sottraevano la santificazione di Maria ai meriti di Gesù) sul problema della santificazione di Maria nell’istante stesso della sua animazione, egli ha lasciato la questione aperta e non ha affermato esplicitamente se la Redenzione universale di Cristo abbia preservato Maria dal peccato originale o lo abbia cancellato subito dopo averlo contratto.

Nella terza parte della Somma Teologica (q. 27, aa. 1-2), scritta in Napoli nell’ultimo periodo della sua vita, l’Angelico scrive nuovamente che “Maria ha contratto il peccato originale, ma è stata mondata da esso prima di nascere uscendo dall’utero di sua madre” (S. Th., III, q. 27, a. 2, ad 2). Quindi non ha affermato ancora la santificazione di Maria nell’istante dell’infusione dell’anima nel corpo.

L’Angelico non ha neppure fatto personalmente la distinzione, insegnata dai tomisti[8] (Giovanni di San Tommaso[9], E. Hugon[10], T. Pégues[11], N. Del Prado[12], G. M. Vosté[13], P. Mandonnet[14]) che hanno propugnata l’immacolata concezione di Maria, tra la creazione ed infusione dell’anima nel corpo (che ha una priorità naturale o ontologica ma non cronologica) e la santificazione di Maria; cioè l’Angelico non ha scritto esplicitamente (come hanno fatto costoro) che Maria è stata animata solo naturalmente o ontologicamente, ma non cronologicamente prima di essere santificata e quindi che Maria sarebbe stata santificata nel medesimo istante cronologico dell’infusione dell’anima, anche se naturalmente o ontologicamente l’infusione precede la santificazione, come riconosce molto correttamente il tomistissimo padre domenicano B. Merkelbach[15], il quale ammette che l’intenzione dei tomisti di fare dell’Angelico un esplicito propugnatore dell’immacolata concezione, anche nel periodo intermedio (1255-1271) del suo pensiero teologico su tale problema, sin dal primo istante del concepimento di Maria è “tirata per i capelli”. Può darsi che San Tommaso implicitamente ritenesse ciò, ma non se ne ha la certezza.

Infatti, in questo periodo, l’Angelico ha scritto senza fare alcuna distinzione: “subito dopo la concezione e l’infusione dell’anima la BVM fu santificata” (Quodl., VI, q. 5, a. 1).

c) Il termine (1272-1273)

Tuttavia verso il 1272-1723, alla fine della sua vita, il Dottore Comune ritorna sulla questione riprendendo il suo primo insegnamento tenuto a Parigi (1253-1254) e si può notare una certa evoluzione nel suo pensiero riguardo al secondo periodo, per esempio nel Compendio di Teologia (c. 224), redatto a Napoli nel 1272/73, scrive: “la BVM fu immune non solo dal peccato attuale, ma per un privilegio speciale fu mondata anche da quello originale”. Certo non dice quando fu mondata, se nel medesimo istante dell’animazione o dopo, ma parlando di “privilegio speciale” si può arguire che quello di Maria fu diverso da quelli comuni, per esempio di Geremia o San Giovanni Battista, che furono mondati nel seno delle loro madri circa sei mesi dopo l’animazione del loro corpo. Tuttavia non specifica esplicitamente neppure che sia stata mondata nell’istante stesso dell’infusione dell’anima.

Nel Commento sull’Ave Maria (Expositio super salutationem angelicam) del 4 aprile 1273[16], quasi un anno prima di morire (7 marzo 1274) l’Angelico scrive: “Maria è stata concepita nel peccato originale (“in originali peccato concepta”), ma non è nata in esso. […]. Maria non è incorsa né nel peccato originale (“nec originale peccatum incurrit”), né mortale e neppure veniale”.

Innanzi tutto bisogna sempre tener presente che il concepimento del corpo per San Tommaso è anteriore all’animazione. Tuttavia se non si vuole ammettere una contraddizione grossolana nello stesso testo dell’Angelico, occorre ammettere che San Tommaso abbia certamente distinto in questo testo implicitamente tra 1°) “debito di contrarre la colpa originale”, il quale riguarda lo strumento della trasmissione del peccato di Adamo, che è il corpo ricevuto dai genitori, e, 2°) il peccato originale in sé, che è privazione di grazia santificante, la quale risiede solo nell’anima spirituale[17].

Sembra poco probabile ritenere che l’Angelico si sia contraddetto nello spazio di poche righe, quindi è lecito risolvere la questione nel seguente modo: Maria “in originali peccato concepta” 1°) ha contratto potenzialmente nel corpo, ricevuto per generazione sessuale dai suoi genitori e in ultima analisi da Adamo, il debito di contrarre il peccato originale in potenza; tuttavia Maria “nec originale peccatum incurrit”; 2°) non ha contratto il peccato originale in sé o in atto, il quale risiede solo nell’anima. Cioè Maria avrebbe dovuto contrarre (“debitum culpae”) in potenza nella sua anima infusa al corpo la macchia del peccato originale in se stesso o in atto, ma ne fu liberata per Redenzione preventiva in vista dei meriti di Gesù Cristo.

Perciò quando San Tommaso ha scritto che Maria “ha contratto il peccato originale” voleva intendere che in potenza Maria avrebbe contratto il peccato originale, distinguendo il debito della colpa (avrebbe dovuto contrarre il peccato originale in sé o in atto), ma non lo ha contratto in atto perché ne è stata preservata.

Perciò si può affermare con tutta probabilità ed anche con certezza morale che San Tommaso alla fine della sua vita è ritornato al suo primo insegnamento del 1254: “La purezza di Maria fu talmente grande da essere immune dalla macchia del peccato originale e attuale” (In Ium Sent., dist. 44, q. 1, a. 3, ad 3)[18].

Maria nello stesso istante cronologico fu formata quanto al corpo, fu informata dall’infusione dell’anima razionale e fu santificata; tuttavia si può fare la distinzione tra ordine cronologico o di tempo e ordine ontologico o di natura e valore. Allora si può dire che Maria prima (cronologicamente) fu concepita e animata e poi (ontologicamente) fu santificata. Questa mi sembra essere la posizione definitiva ed ultima di San Tommaso riguardo alla immacolata concezione di Maria.

*

Conclusione

Si può dire pertanto che l’Angelico, pur essendo personalmente sin dall’inizio favorevole alla dottrina della immacolata concezione, per la sua grande ponderazione e prudenza ha voluto sospendere l’assenso nel periodo intermedio del suo lavoro teologico (data la dottrina ancora non certamente insegnata dal Magistero della Chiesa, dalla Liturgia e dai teologi, alcuni dei quali minavano la Redenzione unica e universale di Cristo). Infine circa un anno prima di morire ha riaffermato il privilegio dell’immacolato concepimento di Maria, pur se in forma implicita ma chiara senza farne il suo cavallo di battaglia, sempre per il motivo sopra esposto[19].

d. Curzio Nitoglia

… … …


[1] La ‘Redenzione preventiva’, per fare un esempio, è come se un uomo che sta per cadere viene retto da un altro e non cade; se non fosse stato sorretto sarebbe caduto, perciò è stato preservato dalla rovinosa caduta a terra. La ‘Redenzione liberativa’ è come se un uomo che è caduto viene rialzato da un altro e liberato dal suo restare a terra, poiché con le sue sole forze non è capace di rialzarsi in piedi. Ora Maria è stata preservata dal cadere o dal peccato originale, mentre tutti gli altri uomini sono stati rialzati da Dio e da Maria, Corredentrice secondaria “con Cristo e sotto Cristo” Mediatore principale.

[2]Antequam exires de vulva, santificavi te”.

[3]Spiritu Sancto replebitur adhuc ex utero matris suae”.

[4] In questo periodo la maggior parte dei teologi nega l’immacolato concepimento di Maria. Per esempio Ruperto da Deutz (In Cantica Canticorum, lib. I); San Pier Damiani (Sermones, sermone XXIII); San Bernardo di Chiaravalle (Sermone 174 ai Canonici di Lione) ed infine Sant’Anselmo d’Aosta (De conceptu virginali, cap. III, 22).

[5] “Il feto è animato dall’anima umana sin dal momento della sua concezione, tale è l’opinione di quasi tutti i fisiologi moderni e di molti teologi” (F. Roberti – P. Palazzini, Dizionario di Teologia Morale, Roma, III ed., 1961, p. 583, voce “Feto”).

[6] La Sintesi Tomistica, Brescia, Queriniana, 1953, p. 255; Id. La Mère du Sauver et notre vie intérieure, Parigi, 1941, pp. 48-54.

[7] Alcuni autori asseriscono che San Tommaso ha negato il privilegio dell’Immacolato concepimento di Maria (cfr. P. Le Bachelet, Dict. de Théol. Cath., voce “Immaculé Conception, coll. 1050-1054). Altri (N. Del Prado, Santo Tomas y la Immaculada, Vergara, 1909; P. Mandonnet, D. Th. C., voce “Frères Précheures”, col. 899; E. Hugon, Tractatus dogmatici, Parigi, V ed., 1927, vol. II, p. 749) sostengono che non si è pronunziato in questo secondo periodo e che nel terzo (1271-1273) è ritornato alla dottrina dell’Immacolata Concezione di Maria, che aveva sostenuto nel suo primo periodo (1253-1254).

[8] Essi, specialmente padre Norberto De Prado ed Eduardo Hugon, applicano in maniera un po’ troppo disinvolta la distinzione tra debito della colpa del peccato originale in potenza e peccato originale in atto al testo dell’Angelico (In III Sent., dist. 3, q. 1, a. 2, ad 2am quaestiunculam) in cui egli scrive: “La santificazione della BVM non poté avvenire convenientemente […] nel medesimo istante dell’infusione dell’anima”. Per essi Maria avrebbe dovuto contrarre (“debeat contrahere”) il peccato originale, ma ne è stata preservata dai meriti di Cristo. Però San Tommaso non ha fatto esplicitamente questa distinzione e non ha affermato chiaramente se la santificazione di Maria l’abbia preservata dal peccato originale o glielo abbia rimesso. Anzi egli ha scritto: “Maria contraxit peccatum originale” e non ha mai scritto “Maria debeat contrahere seu contraxisset peccatum originale si non fuisset preservata ab eo”. Per cui tale interpretazione è abbastanza arbitraria (esplicitando l’implicito in maniera certa e non ipotetica) e non corrisponde al sicut litterae sonant.

[9] Cursus theologicus, initio, De approbatione doctrinae Sancti Thomae, dist. III, a. 2,

[10] Tractatus theologicus, vol. II, ed. V, 1927, pp. 716-795.

[11] Revue thomiste, 1909, pp. 83-87.

[12] Divus Thomas et Bulla «Ineffabilis Deus», 1919.

[13] Commentarius in IIIam partem Summae Theologiae Sancti Thomae, II ed., 1940, pp.13-20.

[14] Dictionnaire de Théologie Catholique, articolo «Frères Précheurs», col. 899.

[15] Mariologia, Parigi, 1939.

[16] Cfr. J. F. Rossi, S. Thomae Aquinatis Expositio salutationis angelicae. Introductio et textus, in «Divus Thomas», Piacenza, 1931, pp. 445-479.

[17] Cfr. P. Mandonnet, Notes et communications, in «Bullettin thomiste», gennaio-marzo 1933, pp. 164-167.

[18] Cfr. G. M. Vosté, Commentarius in IIIam partem Summae Theologiae Sancti Thomae, II ed., Roma, 1940, p. 19; R. Garrigou-Lagrange, La Mère du Sauveure et notre vie interiéure, Parigi, 1941, p. 54.

[19] G. Roschini, La Mariologia di San Tommaso, Roma, 1950.