13 settembre 2013

Fonte: http://www.signoraggio.it/marra-monte-paschi-il-27-11-13-dal-gup-per-usura-per-una-mia-denunzia-del-2009-ma-a-che-serve-se-il-super-massone-giuliano-amato-diventa-giudice-costituzionale/

downloadIl Fatto Quotidiano, con un articolo di Vincenzo Iurillo, ha già, a fine agosto, dato la notizia dell’importantissima richiesta, da parte del PM Alfredo Greco, di rinvio a giudizio per usura, su una mia denunzia del 2009, del Monte Paschi, e della fissazione, al 27.11.2013, dell’udienza preliminare dinanzi al GUP del Tribunale Penale di Vallo della Lucania.

Questione giudiziaria di cui però devo ora illustrare sia l’aspetto cruciale che il modo in cui in essa (che rappresenta un passaggio importantissimo della lotta alle banche) si inserisce la vergognosa, sfrontatissima nomina alla Corte Costituzionale del super-massone, aspenino eccetera, Giuliano Amato, da parte del super-massone Napolitano (mi rifiuto di chiamarlo Presidente).

La magistratura, cioè, è sempre stata al servizio delle banche, ed è piena di massoni deviati e persino pedofilo satanici. E questo lo sapevamo.

E sappiamo che anche la Corte Costituzionale – oltre ad avere vari giudici variamente chiacchierati in quanto in odore di massonicità – è globalmente anch’essa filo-massonica non fosse altro che perché finge di non capire che la massoneria è illecita, dato che la sua essenza è nella segretezza (che è vietata), così come finge di non capire che il bilderberg è un’organizzazione criminale.

Sennonché, non tutti i magistrati sono massoni di fatto o in pectore e, ora che lo sfascio creato dal potere bancario è divenuto insopportabile, ecco che, qui e là, qualche giudice coraggioso e dignitoso sta trovando lo spazio per aprire quelle indagini e quei processi che probabilmente avrebbe voluto fare da anni, ma che fin qui non c’erano le condizioni per fare, come il PM Alfredo Greco che, già dal 15.11.2011, in seguito alla mia denunzia del 2009, iscrisse nel registro degli indagati Giuseppe Mussari e Antonio Vigna, quali presidenti e direttore pro tempore del Monte Paschi.

Provvedimento al quale sono poi seguiti altri, sicché il potere bancario – avendo fiutato il pericolo di ‘epidemia’ – corre ai ripari. Corre ai ripari cercando di rafforzare i ranghi massonici nell’ambito della magistratura mediante nomine come quella di Giuliano Amato, personaggio orrendo, ‘residente’ in quellaland of darkness (terra dell’oscurità) in cui si decide e si organizza il condizionamento e la rovina morale e materiale della società mondiale.

Nomina contro la quale presenterò una denunzia alla Procura di Roma, alla quale già presentai la denunzia per la nomina di Mario Monti a Presidente del Consiglio da parte del circolo criminale occulto bilderberg, perché non ritengo che la magistratura possa rimanere all’infinito in silenzio di fronte a simili crimini, ora anche al suo stesso interno.

Perché – va bene che la magistratura è piena di PM e giudici massoni deviati, alcuni dei quali pure pedofilo satanici, ma almeno non lo si sapeva, e i nomi, per il momento, salvo alcuni, non sono venuti fuori con chiarezza – ma che Amato è espressione della peggiore massoneria e della finanza più criminale lo sanno tutti, sicché per nominarlo giudice della Corte Costituzionale ci voleva solo una faccia di bronzo come Napolitano.

Napolitano che del resto ha nominato poco fa senatori a vita quattro personaggi due dei quali massoni conclamati (Claudio D’Abbado e Renzo Piano), uno (Elena Cattaneo) che con la politica c’entra come i cavoli a merenda, ma che c’è da giurare farà sempre quello che le diranno gli stessi ambienti che guidano Napolitano, e un altro che è intimo alle logiche massoniche, cioè lo pseudo-scienziato Rubbia, ovvero quell’asino secondo il quale si può andare indietro ma non avanti (o viceversa, non ricordo) nel tempo; laddove il tempo non è che un numero di codice per ‘etichettare’ le forme della realtà che si succedono, sicché non si può né riandare alle forme che essa ha avuto né anticipare quelle che avrà (approfondisci da La definizione del concetto di tempo, in La storia di Giovanni e Margherita). Nomine eseguite per incarico del potere massonico\bancario allo scopo di alterare la maggioranza al Senato, dove c’è già Mario Monti (quindi 5 voti sicuri per le banche).

Si stanno in pratica organizzando in modo che il Governo fa i decreti legislativi anticostituzionali, il Parlamento (che è già sotto il controllo della massoneria) immancabilmente li converte in legge, e la Corte Costituzionale, quando le arrivano i ricorsi per la loro anticostituzionalità, li boccia.

Nonostante, cioè, siamo già in un regime di assoggettamento quasi totale della magistratura alla potere bancario tramite il potere massonico, si stanno organizzando perché questo controllo divenga più serrato, perché il rischio è che, anche un solo PM come Alfredo Greco, che non obbedisce agli ordini, può mettere in crisi il regime, specie poi se trova un GUP che la pensa come lui.

Una situazione molto grave, perché che i politici, da Napolitano a Renzi a quello squallido di Pannella ecc, sono tutti massoni, bilderberghini e così via lo sapevamo, ma se comincia una colonizzazione massonica esplicita anche della Corte Costituzionale si potrà solo aspettare che il regime sia travolto dai conflitti interni o dalla tragedia climatica e ambientale.

Pannella che definisco squallido perché i finti rivoluzionari come lui o Grillo o Bonino (quest’ultima è bilderberghina) mi disgustano peggio ancora di quelli conclamati.

Perché quanto Grillo e i grillini siano fasulli lo si capisce ad esempio anche dal fatto che hanno sì protestato contro Amato, ma adducendo che così guadagnerà ancora di più, ovvero guardandosi bene dal dire che il vero problema è che è un pericoloso massone.

Argomenti che non possono prendere perché Casaleggio è intimo al peggiore potere bancario, che equivale a dire massonico, e lo stesso Grillo non ha ancora spiegato cosa ci faceva a bordo del Britannia, la nave della marina inglese, nel 1992, in occasione di quella gravissima riunione massonico\bilderberghina, e soprattutto continua a non spiegare perché di banche si limita a parlare il minimo indispensabile (qualcosa la deve pur dire o far dire, visto quanto ne parlava prima che lo arruolassero).

E veniamo ora alla questione Monte Paschi. Ebbene, sono una trentina d’anni che la magistratura mi fa crepare sulla questione della responsabilità penale, per l’usura, del presidente e del direttore della banca, in questo caso del Monte dei Paschi, e non invece del funzionario dell’agenzia dov’era il conto corrente o il mutuo usuraio.

In sostanza, quando presento queste denunzie per usura, denunzio la banca in persona del presidente e del direttore. E lo faccio nella logica che se una banca pratica l’usura nei confronti ad esempio di Paolo Rosi, non è perché ha in antipatia Paolo Rossi, ma perché pratica l’usura con tutti.

I PM, invece, quando proprio l’usura non la si può negare, la richiesta di rinvio a giudizio magari (raramente) la fanno, ma la fanno nei confronti del malcapitato funzionario dell’agenzia, che non c’entra nulla, perché i criteri secondo i quali vengono concessi i mutui o i fidi vengono stabiliti in sostanza dalla proprietà della banca attraverso gli organi che la rappresentano, per cui la responsabilità non può che essere della banca in persona del suo legale rappresentante.

Cose ovvie, ma che PM e giudici hanno sempre finto di non capire allo scopo palese di circoscrivere i processi al singolo caso per consentire così alle banche di poter continuare a praticare l’usura verso tutto il resto della collettività.

Una questione sulla quale ho avuto negli anni scontri violentissimi con la magistratura o con singoli magistrati, sperando che il principio passasse sia pure magari non in una mia causa per non dare a vedere che davano ragione a me, come spesso accade.

Ed ecco invece che, sorprendendomi piacevolmente, il PM Alfredo Greco, il 15 novembre 2011, iscrisse Giuseppe Mussari e Antonio Vigna, rispettivamente, all’epoca, presidente e direttore del Monte Paschi, nel registro degli indagati, per cui, alla fine, il GUP ha fissato l’udienza preliminare per il 27 novembre 2013.

Ora, cosa farà il GUP, se cioè li rinvierà a giudizio o no, proprio non lo so, e se dicessi che conto nel rinvio a giudizio mi comporterei come colui che spera troppo, perché sono decenni che assisto con disgusto allo svilupparsi di una giurisprudenza assurda e mostruosamente in favore delle banche e contro la società, sicché se il GUP, che non so chi sia, li rinvia a giudizio, fa una cosa assolutamente nuova, inattesa e straordinaria, nonostante sia una cosa logica, e che la magistratura avrebbe dovuto fare da sempre.

Il guaio è, però, che ora il nostro Governo a guida bilderberg sa di avere il super-massone Amato alla Corte Costituzionale, per cui ha pochi timori a riprendere il varo dei suoi decreti legge filo-bancari da far poi approvare a questo parlamento per la quasi totalità di invertebrati.

Un controllo della Corte Costituzionale indispensabile anche per altri motivi, perché la Corte, qui e là, negli ultimi tempi qualche legge gliel’ha bocciata.

Insomma è un disastro: siamo proprio in mano ai criminali..

12.9.2013
Alfonso Luigi Marra

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8 ottobre 2013

Fonte: http://informatitalia.blogspot.it/2013/10/scandaloso-il-governo-letta-versera.html 8 ottobre 2013

Il governo che non trovava 1 miliardo e mezzo di euro per evitare l’aumento dell’IVA, trova altri 2 miliardi per il Monte dei Paschi: e il conto dei soldi sborsati dai cittadini sale a ben 6 miliardi di euro!

Ci permettiamo un piccolo ‘appunto’ all’articolo che segue, secondo il quale l’aumento dell’IVA sarebbe servito per reperire questi 2 miliardi di euro da devolvere al Monte dei Paschi: ebbene in realtà l’aumento dell’IVA non produrrà alcun gettito per l’erario: bensì provocherà PERDITE, dovute alla contrazione dei consumi e al conseguente fallimento/chiusura di altre aziende, che già versavano in una situazione di difficoltà e per le quali l’aumento dell’IVA rappresenta la mazzata finale. Guarda il video di Alessandro Raffa di nocensura e leggi questo articolo.Redazione Informati
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banca d'italiaIL GOVERNO MONTI HA EROGATO UN ANNO E MEZZO FA CIRCA 4 MILIARDI DI EURO ALLA STESSA BANCA. ORA ARRIVA UN ALTRO ‘REGALO’. COSI’ VENGONO SPESE LE TASSE DEGL’ITALIANI: PER FORAGGIARE BANCHE FALLITE E SOTTO INCHIESTA DA PARTE DELLA MAGISTRATURAAl via la nazionalizzazione del Monte dei Paschi di Siena? A giudicare da quello che sul sito Basta casta sembrerebbe proprio di sì. O, quanto meno, dopo il ‘prestito’ di 4 miliardi alla banca senese erogato dal Governo di Mario Monti (a proposito, questo prestito è stato restituito? A noi sembra di no), arriva un altro ‘regalo’, questa volta dal Governo Letta.

“La toppa al buco di bilancio – leggiamo sul siti Basta casta – la mette lo Stato. Sarà il Tesoro a puntellare le vacillanti fondamenta del Monte dei Paschi di Siena, la storica banca senese, piegata dalla gestione di Giuseppe Mussari, oggi presidente dell’Associazione bancaria italiana, sotto la cui guida è stata acquisita Antonveneta”.
“Il patrimonio della banca dilapidato per rilevare l’istituto veneto dal Santander, sarà puntellato attraverso l’emissione di altri 2 miliardi di ‘Tremonti bond’. Il nuovo sostegno pubblico al Monte dei Paschi, infatti, arriverà fino a 2 miliardi attraverso nuovi strumenti finanziari di patrimonializzazione assimilabili a obbligazioni speciali simili ai Tremonti bond”.
Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri in una nota in cui spiega che sottoscriverà nuovi strumenti finanziari emessi dalla banca fino a 3,9 miliardi e saranno contestualmente sostituiti i vecchi Tremonti bond per 1,9mld.

Insomma, gl’italiani pagano le tasse, ma i soldi, invece di andare a sostenere le imprese e a finanziare i servizi, finiscono nelle ‘casse’ di una banca fallita sulla quale indaga la magistratura.
“La Banca d’Italia – leggiamo ancora sul sito Basta casta – ha comunicato che per raggiungere il target di 3,3 miliardi di capitale richiesto dall’Eba entro il 30 giugno la banca senese stima un fabbisogno di capitale di 1,3-1,7 miliardi”.
A questo punto ci chiediamo: a che titolo la Banca d’Italia interviene in questa storia? Ricordiamo che la Banca d’Italia non è più pubblica, ma privata. E, da banca privata, dovrebbe occuparsi di altre cose, ma non si quello che, di fatto, è un intervento finanziario pubblico in favore in favore di una banca privata con attuato con i soldi scippati dalle tasche degl’italiani.
“Si tratta di fatto di una nazionalizzazione dell’istituto – leggiamo sempre su Basta casta – visto che in Borsa la banca non vale più di 2,5 miliardi di euro”.
Dunque lo Stato sta intervenendo in favore di una banca che è stata gestita con i piedi con un’iniezione di capitali pari a una volta e mezzo i valore di tale banca in Borsa! Tutto questo riempendo di tasse i cittadini!
Ci chiediamo e chiediamo: è per questo che il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha aumentato di un punto l’Iva, appesantendo la situazione di imprese e famiglie e, di conseguenza, deprimendo i consumi del nostro Paese? Era quiesta la sua missione, come blaterava dai microfoni della tv di Stato quando sdi cercava di sventare quest’ennesma ingiustizia?
Sapete da dove arriva il signor Saccomanni? Dalla Banca d’Italia, una delle peggiori istituzioni del nostro Paese: quella Banca d’Italia che ha lasciato mezza parte del nostro Paese – il Sud, ovviamente – senza un sistema creditizio di riferimento per sostenere banche del Centro Nord Italia che erano uguali, se non messe peggio, delle banche meridionali.
“Nel 2007 – conclude la nota di Basta casta – Mps, spese ben 9 miliardi per comprare i mille sportelli di Antoveneta. L’intervento dello Stato dovrebbe però essere “eccezionale e temporaneo” e solo per consentire alla banca di raggiungere un coefficiente patrimoniale core tier 1 del 9 per cento, secondo quanto chiesto dall’Eba, l’Authority bancaria europea”.
Ovviamente, siamo senza parole!

Fonte: linksicilia.it

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Londra, stagista muore dopo turno di 72 ore

Il 21enne lavorava presso la sede londinese della Bank of America. Non ancora chiarite le cause della morte, ma il caso ha scatenato il dibattito sui turni estenuanti imposti ai tirocinanti

20.8.2013
foto Dal Web

16:33 – Morire a 21 anni dopo aver lavorato per 72 ore consecutive. È successo a Londra, dove un aspirante manager, stagista presso la Bank of America, è stato trovato senza vita nella doccia del dormitorio in cui risiedeva. Non sono ancora ben chiare le circostanze del decesso di Moritz Erhardt, questo il nome del giovane studente tedesco, secondo le prime indiscrezioni sarebbe stato malato di epilessia. Il suo stage estivo sarebbe finito tra una settimana.

Ad ogni modo il caso ha scatenato il dibattito sui turni estenuanti imposti agli stagisti dalle grandi banche della City: un ex banchiere ha infatti rivelato all’Independent che di solito i ragazzi lavorano 14 ore al giorno, raggiungendo le 100-110 ore alla settimana.

La retribuzione assicurata dalla Bank of America ai suoi stagisti è molto alta: si parla di circa 2700 sterline al mese, oltre 3100 euro. Una cifra consistente, commisurata alla mole di lavoro e stress che questi futuri maghi della finanza sono destinati ad accumulare. Di solito senza risvolti tanto drammatici.

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Banca d’Italia, MPS e la scoperta dell’acqua calda.

Dal Messaggero del 23/01/2013

“«La vera natura di alcune operazioni riguardanti il Monte dei Paschi di Siena riportate dalla stampa è emersa solo di recente, a seguito del rinvenimento di documenti tenuti celati all’Autorità di Vigilanza e portati alla luce dalla nuova dirigenza di Mps», afferma la Banca d’Italia in una nota.”

Oggi Mps in una nota ha affermato che «le analisi, avviate nel mese di ottobre 2012 inizialmente su Alexandria e successivamente estese anche a Santorini e Nota Italia…

Notate i due grassettati. Banca d’Italia parla di rivelazioni recenti e portate alla luce dalla nuova dirigenza MPS. La nuova dirigenza s’insedia il 27 aprile 2012. E’ quindi dopo l’aprile 2012 che essa scopre i documenti incriminanti sull’uso di derivati truffaldini. Tenete a mente aprile 2012. Nel secondo grassetto si parla di analisi avviate da MPS nell’ottobre 2012. Tenete a mente ottobre 2012.

Ora tenete a mente questa data: febbraio 2012, mesi prima delle date relative alla ‘grande scoperta’ di Profumo e di Banca d’Italia. Tenete a mente che la sostanza dei giochetti truffaldini fatti da MPS con altre banche internazionali si chiama “equity swaps

Riassunto:

A) Banca d’Italia e MPS dichiarano che tutto il pasticcio dei derivati si scopre fra l’aprile e l’ottobre 2012.

B) Il pasticcio dei derivati MPS fa uso delle “equity swaps”.

Ecco cosa scriveva un semplice corrispondente di Bloomberg nel febbraio 2012:

Investitori come Aabar Investments PJSC e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena hanno fatto uso di derivati per tentare di proteggere il loro valore o per ottenere prestiti… Monte Paschi ha accettato di mettere quote del suo capitale come garanzia nell’equity swap.”

Lo sapeva sto tizio e lo pubblicava in febbraio, mesi prima delle ‘scoperte’ italiane. Ma qui da noi Banca d’Italia e i bravi colleghi di Corriere e Sole 24 Ore? Ora scoprono l’acqua calda. What a wonderful world…

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EuroCrisi: ormai si “suicidano” anche in RAI

Rai, suicida Paolo Petruccioli

Era il vicedirettore del Tgr

Rai, suicida Paolo Petruccioli Era il vicedirettore del TgrPAOLO PETRUCCIOLI

Paolo Petruccioli si è suicidato stamattina lanciandosi da una finestra degli uffici Rai.

Il vicedirettore della Testata giornalistica regionale della Rai, Paolo Petruccioli, si è suicidato stamani lanciandosi da una finestra degli uffici Rai di Borgo Sant’Angelo a Roma. Prima di suicidarsi avrebbe spedito una mail alla moglie manifestando le sue intenzioni. La donna, secondo quanto si apprende da fonti investigative, avrebbe tentato di fare il possibile per evitare il tragico gesto. Sul posto è intervenuto il 118 di Roma. Petruccioli lavorava alla Rai dal 1982. Prima dell’incarico nel Tgr, è stato vicedirettore di Raisport, di Radio1, delle Relazioni Esterne e di Televideo.

Lunedì 06 maggio 2013 13:30

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Uno che si suicida in cosi’ “malomodo” (non che ve ne siano di buoni), ha gia’ da tempo Sintomi e Stati d animo Precursori (depressione, ansia, instabilita’ mentale, ..) che lasciano presagire l’insano gesto;la mail non conta nulla; puo’ averla mandata anche il suo assassino che conosceva la password o che l ha trovata aperta al momento del crimine (depi stando prontamente o con premeditazione),… troppa gente importante in ambito Bancario e Mediatico si sta’ buttando dalle finestre; non vorrei ci fosse una pista massonica,… per punire e\o zittire chi poteva dar noie e dire verita’ scomode! siamo in i talia, e fra indagini e processi, manco i rei confessi….

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Ecco, al finto suicidio Cosimo Massaro (autore di “La moneta di Satana” e “La caduta dell’ultimo impero”) non ci aveva pensato….

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29 gennaio 2013 | Autore

Articolo di Marco Della Luna | Link
(di questo articolo sono ricolate diverse bozza – questo testo è quello autentico)

Per-la-Montepaschi-di-Siena-situazione-patrimoniale-solidaPremesso che fatti e accuse devono ancora essere accertati, il caso MPS (come raccontato, e salva la verifica di realtà, che è in corso) è la regola: colui che ha disponibilità dei soldi degli altri, tende naturalmente a prenderli per sé o per i soci, direttamente o attraverso teste di legno. Ciò avviene sia nel management delle banche, che delle altre imprese, che degli enti pubblici. Avviene anche nei governi. Avviene ai danni degli azionisti, dei risparmiatori, dei dipendenti, dei contribuenti, dei cittadini. E’ un modello estrattivo (ossia saccheggiatore) di gestione del potere, di governance, che si sta affermando universalmente. Pensiamo al caso di quei governi che, coi crismi della legge, tassano i loro cittadini per assicurare profitti speculativi a banchieri stranieri.

La storia del compagno Giuseppe Mussari, come raccontata da mass media e talk shows, con gli scandali Antonveneta, Santorini, Alexandria, Casaforte, Ampugnano, liar loans (cioè mutui concessi largamente a chi si sapeva che non li avrebbe rimborsati), è una tipica storia di bancarotta mediante una testa di legno: si mette una persona di fiducia a spolpare una società e a prendersi tutte le colpe, mentre il malloppo va in tasca ad altri, meno il compenso per la testa di legno. Quindi è di primaria importanza andare a vedere a chi è andato il malloppo effettivamente.
Mussari non aveva una formazione finanziaria: era un avvocato penalista di origine calabrese, che si era distinto come fedele del PCI-PDS-DS-PD e come difensore di suoi amministratori locali senesi. Fu nominato nel 2006 a presidente del MPS dalla Fondazione MPS che, su 16 consiglieri, ne ha 13 nominati da Comune, Provincia, Regione – enti da sempre in mano al PCI e succedanei. Fino al Maggio 2007 rimane però consigliere della Fondazione. Non appena nominato presidente di MPS, avviò i noti affari. Nel corso della sua permanenza, ha donato di tasca propria quasi € 700.000 al PD, in ossequio alla regola che chi diviene dirigente attraverso il partito, poi deve essere riconoscente. Ha compiuto le sue operazioni di spolpamento con metodo, tenendo formalmente nascoste alcune carte, ma in un contesto in cui era palese che stava avvenendo qualcosa di occultato e di illecito.
Tutti, a cominciare dal collegio sindacale di MPS, presieduto da Tommaso di Tanno (ora indagato dal PM senese), vedevano l’anomalo gonfiaggio del prezzo della Banca Antonveneta mediante una ben poco credibile tripla vendita in pochi mesi, prima a ABN-AMRO , poi a Banco di Santander, infine a MPS, con un’acquisizione tenuta segreta fino all’ultimo, annunciata dai tg, quindi tale da dover far subito scattare controlli e ispezioni, come pure doveva farli scattare il fatto che il pagamento avveniva per cassa, cioè subito, mentre di regola questi pagamenti si fanno a credito, nel tempo. Il fatto che si pagasse tutto subito suggeriva oggettivamente che era una compravendita fraudolenta. Tutti sapevano che il prezzo era gonfiato. Tutti potevano sapere, con un minimo di diligenza, che Mussari non aveva fatto la due diligence su Antonveneta prima di pagarla circa 17 miliardi e si era basato su una stima fatta dalla non molto attendibile, perché interessata, di agenzie di rating. Bankitalia, allora governata da Draghi, però lasciò fare, il che ben illustra l’incompatibilità inerente a Bankitalia, tra il suo compito di sorvegliare le banche e il fatto che le medesime banche sono le sue proprietarie, rectius partecipanti, nel suo ridicolo capitale sociale di € 156.000. E la Consob? Niente. E il Ministero del Tesoro? Niente, nemmeno dopo. Forse i gestori di MPS se lo tenevano buono comprandogli ben 27 miliardi di titoli di debito grazie al finanziamento all’1% elargito dalla BCE. La mole dello spolpamento è di molti miliardi: per un’Antonveneta che valeva 2,3 miliardi (detto da Tommaso di Tanno, presidente del Collegio Sindacale di MPS, ora coindagato con Mussari), MPS ha emesso 8 bonifici per un totale di oltre 17 miliardi.
Già nel bilancio depositato nel 2012, 5 anni dopo l’acquisto di Antonveneta, quindi con un colpevole ritardo, il nuovo management di MPS esponeva una perdita di 4,7 miliardi di cui il 90% da minusvalenze di Antonveneta. In realtà, Antonveneta, considerate anche le sue sofferenze non registrate in bilancio, valeva sui 2 miliardi, e se è stata pagata 10, allora i gestori retrostanti si sono spartiti 8. Si aggiungano 750 milioni per i contratti derivati Alexandria e Santorini, e alcuni miliardi per i mutui fasulli. Adesso si tratta di vedere a chi è finito il bottino, di arrestare le persone fisiche e di citare per danni le società che hanno concorso nel reato. Sappiamo che il Banco di Santander ha incassato almeno 7 miliardi; ma poi, che uso ne ha fatto? A chi li ha accreditati? Sono partite quote del bottino dal Santander a favore di altri soggetti? E gli altri bonifici? Sappiamo che ulteriori 2,6 miliardi sono stati spediti a Londra nella disponibilità del medesimo Banco, e poi sono stati scudati e riportati in Italia. A chi sono poi stati girati? A chi sono finiti in tasca?
In quanto ai derivato Alexandria e Santorini (contratti tra MPS e Nomura Bank il primo, e tra MPS e Deutsche Bank il secondo), l’attuale management ci dichiara che ci sia stata una perdita di 220 milioni (ma un alto dirigente dice 740) dovuta a un’errata copertura di un rischio preesistente mediante un derivato. Questa spiegazione non è credibile, per due motivi.
Primo: se io mi copro mediante un derivato dal rischio che un mio asset o contratto in essere si deprezzi, la copertura ha un costo molto basso, assicurativo, rispetto al valore capitale dell’asset; sicché, se l’asset perde valore, la copertura mi rifonde dalla perdita; mentre se (l’asset ) aumenta di valore, l’aumento assorbe il costo di copertura ( che in tal caso si azzera ) e lascia un margine di guadagno. In nessuno dei due casi caso io perdo in termini di capitale ( solo se l’asset non si muove nell’arco di tempo assicurato si perde il capitale investito nel premio). Data l’alta volatilita’ dei mercati, questo non si realizza mai. Per aver realizzato una perdita capitale a danno di MPS, chi ha agito coi soldi di MPS bisogna che abbia fatto un’operazione diversa, come una speculazione in proprio, decisa senza approvazione del CdA dai vertici gestionali, e che gli sia andata male, e che quindi ora egli o la banca stessa, per la propria immagine, stia creando una giustificazione posticcia.
Secondo: se fosse stata un’operazione di copertura legittima, ufficiale, e inerente a un asset o a un contratto della banca, sarebbe stata contabilizzata subito, e non tenuta sospesa e nascosta per anni!
Il razionale sospetto è, quindi, che qualcuno abbia preso soldi della banca e li abbia usati per speculare su qualche titolo o derivato, fidando di realizzare un grosso guadagno, con cui restituire alla banca quanto preso, tenendo per sé la differenza. Poi, invece di guadagnare, ha perso, e la banca si ritrova con un buco. Cose di questo genere mi risulta che siano avvenute e tuttora avvengano in grandi banche e società di gestione estere, dove chi ha il maneggio dei soldi della banca li usa per conto proprio, e lascia le operazioni in sospeso, cioè aperte a partitario, finché non si trova un modo di chiuderle fittiziamente.
Se fossi il PM di Siena, verificherei questa ipotesi, sequestrando ed esaminando i partitari storici su cui si devono trovare i movimenti delle somme interessate, cioè ipoteticamente usate per l’operazione suddescritta. Sequestrerei i partitari storici, perché chi fa queste cose non le fa una volta sola, ma le fa di prassi, quindi se ne troveranno molte, risalendo nel tempo. Dai partitari (che sono i registri di conti transitori, su cui si segnano le operazioni in attesa di imputarle alle voci del conto economico del bilancio) si desume se vi sono stati impieghi di denaro in quel senso. Tornando al caso MPS, bisogna anche considerare che quando va a partitario un movimento di decine di milioni di euro, gli organi interni di controllo della banca li hanno sotto gli occhi. Quindi, se tutti i presidii, interni ed esterni, sono rimasti inerti, vuol dire che non è stata un’operazione di singoli gestori infedeli, né un’operazione organizzata da un solo partito politico, sia pur dominante rispetto alla banca: può essere stata solo un’operazione di Stato. Pertanto, mi aspetto che, se mai verranno svelati i nomi degli effettivi percettori dei due miliardi di bottino scudato, e degli altri miliardi, si tratterà di nomi molto più esplosivi di quelli di un leader politico.
Se hanno chiuso gli occhi l’ispettorato interno (audit) di MPS, i sindaci, Bankitalia, Consob, il Ministero; e se il percettore dei due miliardi si sentiva tanto sicuro da riportarli in Italia, allora i casi sono due: o il regista è un potere molto alto, i vertici dello Stato; oppure è stata un’operazione trasversale, bipartisan, tra maggioranza e opposizione, magari con benedizione vaticana (il Banco di Santander è in mano a certo Emilio Botin, descritto dalla stampa come uomo forte dell’Opus Dei). Questa ipotesi è rilevante per capire la minaccia di Bersani (del 26.01.13) di “sbranare” i rivali politici qualora insistano sullo scandalo MPS. Minaccia che potrebbe riguardare la “finanza cattolica” e l’immagine della stessa Chiesa. Si tenga presente che, nella Fondazione come nel CdA di MPS, erano presenti anche uomini del centro cattolico, a cominciare da Gabriello Mancini, nominato presidente della Fondazione pur non avendo qualificazione tecnica, dato che era un funzionario dell’Asl locale.
Una conferma all’ipotesi che si tratti di un’operazione di Stato o bipartisan viene da Dagospia, che pubblica (http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/1-il-verbale-degli-ispettori-bankitalia-inchioda-draghi-tarantola-profumo-e-visco2-la-favola-49952.htm) documenti, per altro pubblicati anche da quotidiani nazionali, che sembrano inchiodare Draghi e Tarantola (allora responsabile dei controlli di vigilanza entro Bankitalia), smentendo Visco e Profumo, perché provano che le carte segrete sui derivati scoperti solo ieri dall’onesto successore di Mussari, Fabrizio Viola, nei cassetti di MPS, in realtà erano in possesso di Bankitalia sin dall’ispezione da questa eseguita in MPS da Maggio ad Agosto del 2010, nei cui verbali si menziona esplicitamente gli inopportuni contratti derivati con Deutsche Bank e Nomura Bank. Draghi e Tarantola addirittura collusi, insomma, secondo Dagospia?
Ai contribuenti col cui denaro è stato salvato il Monte, ma anche ai suoi defraudati azionisti e ai suoi tartassati dipendenti, su cui l’attuale management scarica il danno (licenziamenti, tagli stipendiali, costrizione a collocare prodotti discutibili), è dovuta un’azione risarcitoria verso le persone fisiche e giuridiche colpevoli e beneficiarie delle malefatte che via via emergono. Banca d’Italia potrebbe essere chiamata a risarcire per il suo mancato intervento a seguito della strana operazione Antonveneta e dei risultati dell’ispezione del 2010. Ma forse anche il Comune e la Provincia di Siena e la stessa Fondazione dovrebbero rispondere, per culpa in eligendo et vigilando: colpa nello scegliere e nel mantenere, omettendo la dovuta vigilanza, nonostante i segnali di allarme, quel certo management. Anche il PD potrebbe essere tenuto a risarcire, qualora si accertasse che la scelta di Mussari si debba a suoi organi centrali – cosa plausibile, dato che Mussari andava a compiere affari di dimensioni nazionali.
Sarebbe opportuno estendere, almeno per il futuro, mediante legge, la responsabilità per omessa vigilanza e omessa ispezione anche a Bankitalia e ai soggetti che la partecipano, solidalmente, così saranno motivati a tenere gli occhi doverosamente aperti anziché amichevolmente socchiusi. Non dovrebbe avvenire ciò che avviene in questi giorni, ossia che da un lato si svela quanto marcio e inaffidabile vi è nei conti di MPS, e dall’altra Banklitalia dichiara che i conti vanno bene e autorizza il prestito di 4 miliardi con denaro pubblico, senza poter valutare il rischio. Ma come fa Visco ad affermare che i conti siano a posto, in questa situazione? Per verificare la corrispondenza dei bilanci alla realtà, ci vorrebbero mesi di due diligence, bisognerebbe controllare tutti i contratti in tutti gli armadi, anche i contratti segreti come quello con Nomura, e verificare anche tutti i bilanci delle singole filiali, cosa che Visco non ha fatto, quindi non può dire certe cose.
Se potessi, se fossi nel PM di Siena, indagherei altre tre ipotesi: -se e come il valore di Antonveneta sia stato gonfiato ad arte per giustificare da parte di MPS un esborso multiplo del suo valore; il gonfiaggio può essere operato con diversi strumenti: nascondimento delle sofferenze, erogazioni-cartolarizzazione di liar loans, contratti derivati truffaldini, dolo della società di rating incaricata della stima;
-chi, dal 2006, ha organizzato un sistema di erogazioni facili di mutui del medesimo tipo in MPS, che poi sono stati cartolarizzati a lunghissima scadenza e rifilati ai risparmiatori (vedi Casaforte); andrei a ricercare le correlazioni tra i mutui non regolarmente paganti (anche quelli sospesi e quelli non contabilizzati come tali, che sono molti), i funzionari che li hanno autorizzati, i collegamenti di questi funzionari coi dirigenti, gli intermediari finanziari e immobiliari dei mutui in questione, e gli azionisti importanti del periodo;
-se sia stato gonfiato a suo tempo anche il valore di Banca Agricola Mantovana, per farla pagare sensibilmente più di quanto valeva sempre a MPS; e se parte del prezzo pagato sia finito a terzi beneficiari, eventualmente anche a magistrati civili che respinsero i ricorsi contro la trasformazione di Banca Agricola Mantovana da cooperativa in spa – trasformazione necessaria per poterla vendere a MPS: qui a Mantova, infatti, circolavano al tempo voci sospette.
MPS, con l’assemblea del 25 Gennaio 2013, deliberando di non procedere alle azioni risarcitorie verso il precedente management e i suoi corresponsabili, ha dimostrato di non operare in discontinuità dal passato, di essere ccondizionato da poteri retrostanti, di non voler scoprire i colpevoli e i beneficiari delle colpe, di voler scaricare i danni sui dipendenti, sui clienti (con le solite politiche sempre più aggressive), sullo Stato finanziatore… a proposito, i 4 miliardi prestati dal governo Monti, sono stati prestati sulla base di un bilancio inattendibile perché non tiene conto dei contratti derivati segreti (vedi Alexandria) e perché continua a non registrare sofferenze sui crediti, che vengono tenute a partitario. Quindi è un prestito concesso illegittimamente, senza due diligence sul prestatario, basandosi un bilancio evidenziante perdite per 4,7 miliardi, oltre a quelle non dichiarate. Un’operazione molto “politica”, altro che governo tecnico, altro che professori! E Viola stesso, il nuovo direttore generale di MPS, ha detto che bisogna rettificare i bilanci passati! Per inciso: i Monti-bonds sono un prestito a tasso eccessivo (9%), senza vincoli di impiego per la banca, e per giunta convertibile in azioni qualora MPS abbia difficoltà a rimborsarlo (lo Stato perde il credito e diventa azionista di una banca dal valore molto, molto dubbio), mentre i Tremonti-bonds erano un prestito a tasso sostenibile, ma con vincoli di impiego in favore delle pmi, dell’economia produttiva, e non convertibile in azioni – e questa differenza specifica riflette la differente qualità umana ed etica tra un Monti e un Tremonti, al di là di tutto ciò che può essere rimproverato a quest’ultimo.  E come farà MPS, impoverito e indebitato, coi clienti che ritirano i depositi,  a pagare 360 milioni l’anno di interesse sui Monti Bonds (4 miliardi x 9%)? C’è un forte rischio di una crisi debitoria del Monte già nel breve periodo. Nel qual caso chi oggi ha dato il via ed elargito assicurazioni dovrà essere chiamato personalmente a rispondere.
Il PM senese che indaga Mussari e altri per lo scandalo Antonveneta pare sappia i nomi dei beneficiari della quota di 2,6 miliardi, poi scudata, ma che li voglia rivelare solo dopo le elezioni, per non influenzarle – evidentemente, si tratta di soggetti della politica italiana, o ad essa legati, e/o legati al Vaticano e/o a capitali “calabresi”. Con le rivelazioni post-elettorali, però, il PM delegittimerà il nuovo parlamento, perché gli elettori voterebbero diversamente, se informati. Inoltre, immaginate come potrà essere la formazione di una nuova maggioranza, sotto la spada di Damocle di quelle rivelazioni incombenti. O forse si vuole usare quell’informazione proprio come strumento di minaccia per condizionare la politica? O Mario Draghi? O la finanza cattolica, visto che il Banco di Santander era rappresentato, in Italia, dall’ex presidente dello Ior, Gotti-Tedeschi?
Monti afferma che MPS era dominato dal PCI-PD – affermazione ovvia, anche se dimentica le altre componenti politiche compresenti. Aggiunge che l’Italia ha visto troppe commistioni tra banking e politica – affermazione grottesca, in bocca di uno che è stato imposto come premier dal mondo bancario, a meno che fosse diretta solo a banchieri e politici italiani, e che per contro riconoscesse il diritto dei banchieri stranieri a occuparsi di politica italiana, come appunto hanno fatto nominando lui. Bersani e D’Alema, con angolazioni diverse, affermano che il PD ha fatto il PD e non la banca, quindi non è responsabile. Gli uomini del PD in Fondazione erano sì la maggioranza, ma nominati non dal PD, bensì dagli amministratori locali eletti dai senesi. E nel PD vi sono sicuramente militanti disposti a credere che i titolari del PD lascino che la direzione della terza banca nazionale, fonte di finanza su scala nazionale per il partito, sia scelta in tutta autonomia dagli elettori di una cittadina di 55.000 abitanti. E che sia puramente casuale tutto ciò che, poi, questi gestori della banca hanno fatto e dato per il Partito, e che ora viene alla luce dei mass media… D’Alema, dal canto suo, si contraddice in modo buffo allorché, oltre a negare che il PD faccia banking, rivendica al PD l’iniziativa di sostituire Mussari e Vigni: se il PD ha questo potere, vuol dire che è il dominus di MPS! Questa affermazione non è solo contraddittoria con la precedente (che il PD faccia il PD e non il banchiere), ma è anche oggettivamente falsa, nel senso che è falso che il sindaco di Siena o il PD abbia di sua iniziativa cacciato Mussari e Vigni subito dopo aver scoperto la loro mala gestio: infatti, erano anni che si sapeva del loro mismanagement, della porcata con l’Antonveneta, dei mutui fraudolenti. Mussari fu scaricato come si scaricano le teste di legno quando si bruciano e si è costretti a scaricarle. Fu scaricato dopo che io stesso ebbi pubblicato, il 29.06.11, nel mio sito http://www.marcodellaluna.info, l’articolo “Ora si salvi MPS” (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8537) in cui descrivevo i mali di MPS, le sue sofferenze non dichiarate, le criticità dell’acquisizione di Antonveneta, preannunciavo lo scandalo. E fu scaricato perché si sapeva che le carte compromettenti erano già in mano a Report e ad altri. E a Report non le aveva certamente portate il sindaco, né D’Alema, né Bersani! Probabilmente gliele aveva portate qualche consigliere della Fondazione disgustato o scontentato.
 Però i banchieri italiani – comproprietari (“partecipanti”) di Bankitalia!- vollero e tennero Mussari come presidente dell’ABI persino dopo la sua uscita da MPS. Lo vollero e lo confermarono pur sapendo quanto sopra e pur sapendo dei procedimenti penali. E’ dal 6 maggio 2012 che Report aveva dato notizia anche dell’affaire Alexandria. In quella puntata emerse da fonti interne a MPS che in MPS si operava extracontabilmente, con fondi neri esteri, con brokers occulti esteri, per beneficiari pure occulti, assumendo rischi altissimi e irregolari (http://www.report.rai.it/dl/docs/1336333767662monte_dei_fiaschi_report_pdf.pdf), e che questa era una prassi. E già nel 2010 l’ispezione di Bankitalia aveva rilevato serie “criticità” operative del Monte, ma non era affatto intervenuta. Ordunque, se l’ABI lo nominò suo presidente pur sapendo che cosa bolliva in pentola, delle due l’una: o far quelle cose è normale in quell’ambiente, oppure, più probabilmente, fu una o più forze esterne, politiche o istituzionali, a imporre la sua nomina. Forse, con lo scopo che blindasse o coprisse l’operazione, la quale non era finita con l’acquisto di Antonveneta e il pagamento di circa 15 miliardi di cresta su 17.
La seconda parte dell’operazione si capisce che doveva consistere nel togliere di mezzo la maggioranza assoluta di MPS detenuta dalla Fondazione (cosa realizzata con 3 aumenti di capitale), nel confezionare MPS con una finzione di saldezza e redditività (cosa realizzata nel bilancio 2011 col ricorso a derivati e a una politica di budget molto aggressiva), per giustificare un suo acquisto a prezzo gonfiato da parte di altra banca (si parla di BNP), con relative creste. I derivati consentono di realizzare un beneficio immediato (togliere un debito dal bilancio o incassare una somma come anticipo su prodotti preventivati) in cambio dell’assunzione di un rischio di importo maggiore o multiplo. In particolare, hanno consentito di togliere dai bilanci i debiti scomodi trasformandoli in scommesse con altre banche, cioè da passività certe di, poniamo, 100, in una scommessa di, poniamo, 200. Se chi scommette perde, poi, d’improvviso, i debiti rispuntano all’improvviso. Ma nel frattempo hai già venduto la banca, sicché la passività moltiplicata è a carico del compratore. Questa cosa si può fare non solo con le società commerciali, ma anche con gli Stati e il loro debito pubblico. Così la Grecia, mediante contratti derivati con l’intervento di Goldman & Sachs, ha “ristrutturato”, cioè trasformato in scommessa differita, il proprio debito pubblico, migliorando il rating, acquisendo una forte liquidità e ampliando la spesa pubblica e l’indebitamento verso banche tedesche e francesi. Poi ha perso la scommessa – come di solito avviene in questi casi, dato che l’algoritmo del contratto derivato viene studiato dagli ingegneri finanziari di una delle due parti della scommessa – e di conseguenza sono andate in crisi le banche tedesche e francesi che avevano in portafoglio il debito greco. Allora l’Italia europeista è intervenuta, e con nuove tasse, per aiutare la Grecia a pagare il suo debito. Con queste tasse, l’Italia mette anche a posto i suoi conti pubblici, e tira su il proprio rating, quindi si rifinanzia a migliori condizioni, colloca meglio il proprio debito pubblico, nel breve termine; però deprime la propria economia, sicché nel medio-lungo termine prevedibilmente avrà difficoltà a onorare i propri titoli, sicché scoppierà una nuova crisi, che costringerà a nuovi interventi di emergenza e cessioni di sovranità nazionale, sempre sotto la guida di uomini di Goldman & Sachs, e via così verso l’”integrazione” europea. Potere degli strumenti finanziari!
 Infatti in Europa si è affermato proprio questo tipo di business finanziario: svuotare un’impresa della sua ricchezza reale, farne un bidone indorato truccando bilanci e rating, metterle un nuovo amministratore pulito (Viola era pulito, anche se non era un abile risanatore, avendo fino al giorno prima gestito la Banca Popolare dell’Emilia Romagna con risultati pessimi), poscia rivenderla con sovrapprezzo (destinato a spartizione) ad altra impresa, la quale di conseguenza si destabilizzerà e diverrà un bidone da cosmetizzare e sbolognare al medesimo modo. Anche la Banca Antonveneta era stata svuotata, riempita di bad credits, indorata e venduta con accorgimenti per gonfiarne il prezzo. Venduta a MPS, che poi è stata destabilizzata appunto da questo bidone indorato. Qualcuno però, divulgando nel 2011 le informazioni sul reale stato di MPS, ha rotto le uova nel paniere proprio poco dopo che era stato depositato l’ingannevole bilancio dell’anno 2010, riportante una forte crescita dell’attivo, ovviamente al fine di far pagare MPS molto più di quanto valeva effettivamente e ripetere il giochetto. (MPSA ora dichiara sofferenze per 17 miliardi, ma vi sono anche sofferenze non dichiarate per mancanza del denaro necessario a costituire i fondi relativi, e anche sofferenze mascherate mediante le sospensioni dei mutui).
Ormai, l’operazione di vendita di MPS con sovrapprezzo è abortita e bruciata. Però a questo punto i dipendenti dell’antica banca dovrebbero svegliarsi, valutare tecnicamente il nuovo management cosi come hanno imparato a valutare il cliente che chiede fiducia, e rendersi conto che a un salasso di 15 miliardi e passa non può rimediare lavorando qualche ora gratis, rinunciando al premio di produttività, abolendo i gadget, chiudendo sedi, demansionando o scivolando i colleghi, e spremendo la clientela con polizze che danno alla banca un guadagno upfront fino all’8%, né coi prestiti SOV a 4 mesi (ufficiosamente) rinnovabili, che daranno luogo a cause per usura ( o a nuovo contenzioso). Spremere la clientela non paga, bensì affossa, analogamente a spremere la nazione con le tasse del Montismo, che servono a rendere apparentemente sano il btp, ma uccidono l’economia reale che lo dovrà rimborsare. Non è più tempo nemmeno di debustisiani contratti For You. Finché non ripristineremo un livello fisiologico di liquidità nel paese, invece che dissanguarlo, continuerà il calo di consumi, investimenti, produzione, occupazione. E l’aumento delle insolvenze e delle morti aziendali.
 Gli oltre trentamila montepaschini possono risanare la loro azienda solo unendosi e coordinandosi per dare al PM di Siena tutte le informazioni utili, e per promuovere un’azione giudiziaria per il risarcimento dei danni contro la Fondazione e i suoi consiglieri, contro i managers vecchi e nuovi, contro chi ha lucrato dalle operazioni scorrette, contro le autorità di vigilanza che non sono intervenute come dovevano. Per chiedere sequestri conservativi, in civile e in penale, onde assicurarsi il risarcimento. Bersani, il 26 Gennaio 2013, minaccia: “Se Lega e PDL attaccheranno il PD su MPS, li sbraneremo”: con che denti? Coi democratici denti dei PM collaterali? Ma ci sono ancora? Oppure è una minaccia rivolta ai magistrati senesi? Oppure ancora è un preavviso di chiamata in correità di un sistema politico che, trasversalmente e sistemicamente, lucra abusando del suo controllo sulle banche, operato via fondazioni bancarie? Non credo che Bersani minacciasse di rievocare il dissesto delle due banchette della Lega, la Credieuronord e il Credito Cooperativo Fiorentino, perché si tratta di valori irrisori rispetto alla ventina di miliardi del buco MPS; ma soprattutto perché, in quei due casi, non vi fu un governo amico a turare con soldi del contribuente i buchi fatti dai politici, e perché, cosa ancor più importante, in quei casi le indagini giudiziarie sono state fatte e non sono state inibite dall’alto. E non dimentichiamo che i dirigenti della Lega hanno subito chiesto scusa e messo mano alle loro tasche per ripianare i buchi della loro banca: Bersani, D’Alema, Ceccuzzi e compagni seguiranno il loro esempio?
27.01.13 Marco Della Luna

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7 marzo 2013 | Autore |
Il 6.3.2013 verso le 20,43 è stato chiamato il 118 a Siena perché è stato trovato morto in un cortile del suo ufficio in piazza Salimbeni, MPS a Siena, David Rossi, 51 anni, capo comunicazione dell’ufficio dell’ex presidente della banca, Mussari. Ma prima di ripetere come in un gioco di specchi che si è suicidato, vorrei capire le circostanze e cosa spinge i giornalisti ad affermare che si è suicidato, con tanta sicumera. Con chi era in quella sala, era con qualcuno o solo, qualcuno lo ha visto cadere di sotto? In tal caso, chi lo ha visto? Chi ha chiamato il 118? No, perché concorderete che qualcuno potrebbe benissimo averlo buttato di sotto. O potrebbe esserci caduto. Perché tutti si affrettano a dire che si è suicidato?

Non era indagato ma era stato perquisito il 19 febbraio dalla magistratura, che gli aveva requisito pc, palmare, cellulari e documenti ecc. nell’ambito delle perquisizioni che avevano coinvolto Lorenzo Gorgoni e Michele Briamonte, nel cda di MPS nonché l’ex presidente Giuseppe Mussari e l’ex direttore generale Antonio Vigni, entrambi indagati.

Non so voi, ma una notizia a sto modo, poi pappagallata da tutti i media di regime, mi sa tanto di sospetta, perché prima di dire che “si è ucciso questa sera gettandosi da un ufficio della sede dell’istituto a Rocca Salimbeni” (cfr. lastampa) un giornalista decente direbbe:

“E’ stato trovato morto forse caduto dalla finestra David Rossi. Bisognerà accertare se si è trattato di un suicidio, se vi sia stato costretto o se sia un incidente”

Leggendo le varie agenzie si scopre che avrebbe lasciato nel suo cestino (?) un foglietto accartocciato con su scritto “Ho fatto una cavolata”. Ma perché nel cestino?

Si apprende dal Messaggero che i “pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari dell’indagine, sospettavano che potesse avere messo in contatto gli ex manager indagati con altri dipendenti della banca rimasti in Mps che avrebbero dovuto testimoniare.” Aveva rapporti personali stretti con Giuseppe Mussari e aveva curato varie campagne promozionali affidandone la realizzazione dei video a registi come Virzi, Tornatore e Marco Bellocchio, che ha firmato ironicamente lo spot “Monte dei Paschi, una storia italiana”.

Insomma Bankenstein ha colpito ancora, Bankenstein colpisce continuamente, Bankenstein  trasforma l’eden in inferno. Gli altolocati che non vengono mai sfiorati neanche dalle indagini possono essere ricercati tra i proprietari delle banche interessate dalle frodi – ma nessuno lo fa mai – in questo caso i controllori di Santander, ABN Amro e advisor, oltre che i padroni occulti di MPS, ricostruendo la reale e occulta catena di comando, che appare lampante, e l’aggiotaggio, i falsi di gara, gli abusi di posizione dominante, i conflitti di interesse, che sono onnicomprensivi, forse per questo nessuno indaga su questi? Rotschild è stato Advisor della ABN AMRO per la ‘vendita’ dell’Antonveneta  e nel contempo è azionista di riferimento di Santander in conflitto di interessi, aggiotaggio e quant’altro, la quale senza neanche fare la due diligence della banca ha buttato la bad company, l’Antonveneta smembrata, svuotata e piena di debiti (8 miliardi) addosso a MPS, che ha sborsato 3 miliardi di troppo, eseguendo semplicemente degli ordini mafiosi, e depauperando le casse della città di Siena.

Si, perché, prima della privatizzazione di MPS, Siena e la banca erano una cosa sola. Lo statuto della fondazione era cooperativa pubblica, la banca era controllata dalla città, e tutti gli utili redistribuiti obbligatoriamente tra i soci di cui la Città di Siena e il territorio. Ma poi vi fu il 1992, Maastricht e il dogma dell’indipendenza delle BC dalla “politica”: delle BC, ma in Italia divenne la privatizzazione di tutti i nostri enti creditizi pubblici.  Cominciò la manfrina che la banca MPS miliardaria, una chicca, doveva essere quotata in borsa per affrontare il mondo della finanza globale, in realtà MPS e il suo territorio, i suoi asset, facevano gola a chi sta diventando il nuovo padrone di Siena, che proprio italiano non è, tanto per rimarcare ironicamente il messaggio dello spot, perché non è più una storia italiana. Siena e territorio diventeranno francesi, o meglio francorotti, dalla bancarotta fraudolenta alla frode dei franco-Rot. Axa o BNP fate voi, tanto sono più o meno la stessa cosa, o meglio Axa è uno spin off di BNP Paribas – o viceversa? – dove per nostra sfortuna è rappresentato un paese colonialista che si dice tanto amico e cugino ma che in realtà non ha mai perso il vizio di trattarci come la discarica di casa, la Francia.

Ora sono da poche settimane entrati nella proprietà di MPS tre fondi avvoltoi,  Fidelity, Vanguard e Rotschild, per fare compagnia alle loro consociate (?) già presenti in MPS, Morgan e soprattutto il colosso assicurativo AXA, che annovera nel suo cda il presidente onorario di BNP Paribas, Michel Pebereau, e la vice presidentessa di Suez Gaz de France   Isabelle Kocher,   il presidente del comitato esecutivo di Solvay cioé Suez nonché la presidentessa di Coca Cola Europa: tutti amichetti del duo Monti/Bassanini, colleghi cooptati nel comitato del banchiere Jacques Attali per la “liberazione della crescita economica della Francia” non mi stancherò mai di ripeterlo, visto che gli indizi dell’alto tradimento sono tutti contenuti in queste dubbie appartenenze e missioni in conflitto con il bene della nostra collettività e del nostro paese. Non che la crescita della Francia ci sia nemica, ma lo è chi serve quella e non la nostra, di crescita, in conflitto perché al soldo della ‘crescita’ di quei fondi e banche semisovrane imperniate sulla finanza speculativa e predona, e lo fa essendo stato paracadutato da quegli stessi mai sfiorati dalle indagini in posti chiave del nostro paese lautamente ed esageratamente e smaccatamente pagati da noi.

Ce ne sono tanti di indizi. Nello stesso cda di AXA ad esempio era stato cooptato anche Mussari, a ribadire chi è stato in questi anni il vero padrone occulto di MPS e quindi di Siena, AXA la consociata di  BNP Paribas, con partecipazioni incrociate di azioni di riferimento. Quando un presidente di una azienda importante italiana viene cooptato nel cda di una partecipante apparentemente minima al capitale significa questo: che quel presidente va a prendere gli ordini dai padroni occulti e futuri acquirenti. E’ successo così con il presidente di Alitalia in Air France, con Scaroni di Eni in Edf, o De Benedetti in.. Rotschild.

Contrariamente a quanto hanno diffuso i media, le disgrazie di MPS sono iniziate con la privatizzazione, nel 1996, della banca che era un istituto di diritto pubblico e che persino la statalizzazione di Mussolini aveva tollerato come banca pubblica comunale durante il fascismo, sfuggendo alla scure del centralismo mussoliniano.

Sospetto che la creazione della fondazione nel 1996  fu un modo per frenare i danni della privatizzazione, attraverso il prolungamento del controllo della politica sulla banca che essa consentiva, onde evitare il dissanguamento dei forzieri fuori dalle mura della città, in altri paesi, solo che il PD che ha governato la città è il partito per eccellenza che dovrebbe chiamarsi PB, quello che ha svenduto il paese per avere avuto salvo Napolitano da Manipulite e poi, dopo la quotazione in borsa, lo statuto della fonazione, che cambiò nel 2001 come effetto della Legge Amato/Carli del 30 luglio 1990, n.218  per assumere uno statuto privato ma “senza fini di lucro”, espressione antinomica che per una banca fa proprio ridere i polli. Nel frattempo sono entrate le Unicoop e il patron di Menarini, Alberto Aleotti…

La Legge Amato/Carli, firmata da Cossiga, Andreotti e Carli  consente agli enti creditizi pubblici che erano stati nazionalizzati da Mussolini con il regio decreto legge del 12 marzo 1936, anno in cui il nostro “dittatore” nazionalizzò anche Banca d’Italia, di trasformarsi in SpA. Consente, o comunque spiana la strada a qualcosa che era vietato dalla legge del 1936, la privatizzazione dei maggiori enti creditizi pubblici del paese che sarebbero annoverati “all’art. 29″ del regio decreto legge 12 marzo 1936, n.375, convertito dalla legge 7 marzo 1938 n.141, ma che sono però irreperibili. Si trattava della lista delle casse di credito, degli enti creditizi pubblici, delle banche di interesse nazionale, degli istituti previdenziali e assicurativi pubblici. Introvabili.

Sempre a riprova del fatto che i “dittatori” sono coloro che si espongono mentre i traditori sono coloro che si nascondono, fu sempre Carli che il 24 giugno 1992 – anno cruciale – firmò un decreto per mutare il sistema di contabilità di tali enti creditizi pubblici, perché si adeguasse alle norme dettate da Banca d’Italia, la quale obbedisce ad altri organismi di contabilità internazionale e alle direttive dell’UE, in modo da consentire alle società controllate da case madri altrove di esibire bilanci d’esercizio e consolidati secondo le modalità previste dal Paese della sede delle controllanti.

Questo excursus per risalire alle origini della nostra situazione odierna. Ordini calati dall’alto e tecnicismi che cambiano tutto, che si ammantano di specificità per non fare capire la fregatura ai cittadini. Decisioni fondamentali come la Legge Amato/Carli – Amato che si difende in questi giorni di non appartenere alla casta ahahah – per imporre la privatizzazione dei nostri enti di credito pubblici e spianare la strada al drenaggio di risorse finanziarie verso l’estero, la City, Parigi, Lussemburgo o le Cayman, e seguendo le norme e le regole del paese della casa madre. Che poi è poco diverso da quello che è successo in Grecia dove il debito pubblico è passato addirittura sotto la giurisdizione del diritto inglese…Essendo diventata una semplice provincia della…. “casa madre”…

DecretoCarli24giugno1992

Nicoletta Forcheri 6 marzo 2013

Altre letture su MPS

http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2010/01/monte-dei-paschi-banca-canaglia.html

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Rossi qui non c’entra niente.
E’ stato suicidato perchè dovevano mandare un “messaggio” agli addetti ai lavori (e forse alla politica).
Il Capo della Comunicazione è un “messaggero”, un “annunciatore”, un “inizio di passa parola”. Hanno usato una persona (come è stato il caso di Paolo GABRIELE per Vatileaks) per dire che se non si forma un Governo, qualunque sia, le Banche saranno mandate tutte sul lastrico e quindi appresso il Paese. Valeva per Ratzinger e vale per i Partiti Italiani.
In tutto questo gioco entra l'”Uomo Mascherato” (ridicolo ma efficace) e la GS.
Grillo ha un ruolo di riappacificazione. Lo vogliono lanciare più in alto possibile: lui o chi per lui. Per poi metterci il michochip senza vasellina, ma con una semplice risata.

Usiamo un parametro per capire la situazione attuale: la gente è ancora libera di scegliere? E se la massa va (si sposta) verso una direzione tutta insieme è perchè esprime una scelta libera o perchè è eteroguidata?
E’ possibile che nella gravità econimica in cui gravita il Pianeta non abbiamo preso le precauzioni di controllare il tutto anche a costo di metterci nelle casse FEMA?
Credo che invece gli stia andando fin troppo liscia come l’olio, perchè per ora nessuno è sceso in piazza. Ma siamo in un CAOS CALMO (manca l’elezione del Papa Tecnico ed Utile e la scelta del Presidente della Repubblica)

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7 marzo 2013 – da TGCom24 – Mps, suicidio Rossi: giallo su una telefonata

I pm hanno sentito anche il presidente di Monte dei Paschi, Alessandro Profumo. Disposta l’autopsia sul cadavere. Nuove ispezioni a Siena. Le indagini si starebbero muovendo anche su una traccia di istigazione al suicidio

21:42 – Nell’ufficio di David Rossi, il responsabile dell’area comunicazione di Mps suicidatosi mercoledì sera, gli inquirenti hanno trovato, oltre al biglietto indirizzato alla moglie Antonella, vari fogli accartocciati. L’uomo avrebbe cercato invano di scrivere una lettera proprio alla moglie. Le indagini si starebbero muovendo anche sulla traccia di un’istigazione al suicidio.

I pm titolari dell’inchiesta dell’acquisizione di Antonveneta si sono recati nella sede della banca. Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, secondo quanto si apprende avrebbero fatto un sopralluogo nell’ufficio di Rossi, che dopo il suicidio era stato sequestrato su ordine del pm di turno Nicola Marini.Disposta l’autopsia sul cadavere – Nel pomeriggio, intanto, è stata fatta l’autopsia. Lo ha confermato il pm Marini che aveva invece detto che ci sarebbe stata solo “un’ispezione esterna”. L’esame non verrà eseguito per “rispetto della persona. Non è necessario, le lesioni riscontrate ieri sera erano già evidenti”. Dopo il dietrofront, l’incarico è stato affidato al professore Mario Gabbrielli. L’autopsia è durata circa due ore.

Prima del suicidio Rossi ricevette una lunga telefonata – Prima di gettarsi dalla finestra del suo ufficio, David Rossi avrebbe ricevuto una lunga telefonata sul cellulare. Lo si apprende da fonti vicino all’inchiesta che non specificano l’interlocutore. Subito dopo al telefono di Rossi numerose telefonate, tutte senza risposta, da parte della moglie.

Sentito dai pm il presidente Profumo – Il presidente di Mps, Alessandro Profumo, è stato sentito dai pm di Siena. Profumo è stato chiamato dopo il sopralluogo effettuato dagli stessi pm nell’ufficio di Rossi.

La banca chiede silenzio – Di fronte alla tragedia che l’ha colpita Mps “chiede il silenzio come forma di rispetto nei confronti di David Rossi”. E’ quanto si legge in una nota in cui la banca si stringe alla famiglia e a tutti i colleghi del capo Area comunicazione suicidatosi ieri sera, in quella che è definita la “fase più difficile della storia” di Mps.

Sequestrato il cellulare di Rossi e file del suo computer – Un cellulare trovato nella stanza di David Rossi sarebbe stato sequestrato dagli inquirenti che già avevano effettuato un primo sopralluogo nell’ufficio del capo comunicazione di Mps dopo il suo suicidio. Gli stessi inquirenti avrebbero sequestrato alcuni file dal suo computer e anche del materiale cartaceo.

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Fiore (FN): omicidio Perugia e suicidio dirigente MPS hanno in comune sgretolamento fiducia in istituzioni

dell’On. Roberto Fiore

“Sostengo che ci sia un legame fra i fatti di Perugia e di Siena:  sta nel fatto che due città del centro Italia, ricche e che hanno fatto la storia di questa nazione, stanno vivendo entrambe le ore drammatiche di uno sgretolamento della fiducia nelle vecchie istituzioni”. Dichiara Roberto Fiore, Segretario Nazionale di Forza Nuova, che prosegue: “Massoneria, banche e istituzioni politiche (comprese le Regioni) hanno concesso per secoli, nel bene e nel male, una certa dose di sicurezza sociale, a patto che si stesse dalla parte giusta. Oggi, evidentemente, non è più così. Dinanzi a tutto ciò è quindi necessario ricostituire una nuova socialità e un rapporto comunitario nuovo basato sulla famiglia e sulla comunità cittadina, ispirandosi alla dottrina sociale. È necessario e fondamentale quindi, dinanzi a questi tristi episodi di cronaca, ricostruire l’ Italia partendo da quelle energie ancora vive e profonde che restano centrali per la comunità nazionale, altrimenti il modello della perfetta città rinascimentale, che ci ha contraddistinto nei secoli, si avvia ad essere inevitabilmente devastato dall’ inferno sociale che si prospetta.”

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8 marzo 2013 – da Il Messaggero – Mps, giallo sull’ultima telefonata di Rossi

Il tragico volo ripreso dalle telecamere

Il dirigente non era indagato ma da giorni temeva l’accusa di insider trading nell’inchiesta per l’affare Nomura. Profumo sentito dai pm

di Valentina Errante

SIENA – Il dramma di David Rossi è tutto nei fotogrammi di una telecamera di sorveglianza. Il corpo che giace al suolo, di spalle. E rimane lì per quasi 20 minuti . Finché un uomo si avvicina, capisce, chiama i carabinieri. Sono le 19,59 di mercoledì sera e per la procura di Siena comincia una nuova indagine. Infinitamente più delicata. Perché se gli ultimi istanti di vita di un uomo disperato sono consegnati ai pm da quella telecamera, cosa sia accaduto prima è tutto da investigare.

Forse potrà raccontarlo il cellulare del responsabile dell’area comunicazione di Monte dei Paschi, con i riferimenti dell’ultima, lunga, telefonata prima del salto nel vuoto di David Rossi, con la stanza in ordine e le note di un cd che andavano avanti. Non lo spiegano neppure i tre foglietti accartocciati, buttati via prima di aprire quella finestra: messaggi appena abbozzati per spiegare alla moglie un gesto che non può trovare giustificazioni. E’ per questo che la procura ha disposto l’autopsia, senza limitarsi all’esame esterno del corpo.

LE INDAGINI
Adesso si rincorrono voci e ipotesi: forse il tormento di Rossi riguardava la nuova inchiesta, nata dopo la fuga di notizie sull’azione di responsabilità che Mps aveva deciso di avviare nei confronti degli ex manager e delle banche straniere. Sullo sfondo, il malessere di un uomo che non appariva più sicuro, dopo settimane di indiscrezioni e di indagini. La lunga notte di mercoledì, per i pm di Siena Nicola Marini, Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, si è conclusa quasi all’alba in casa di David Rossi, con la moglie Antonella. Gli investigatori hanno prelevato documenti e computer. Gli agenti della mobile, guidati da Sabatino Fortunato, invece sono rimasti fino a mattina inoltrata a Rocca Salimbeni, finché i magistrati sono tornati per un sopralluogo nell’ufficio piantonato. E più tardi intorno, alle 13, si sono ripresentati per portare via altri documenti. Saranno i tabulati dei due cellulari sequestrati, le email inviate e ricevute, rimaste nella memoria del pc, a raccontare qualcosa dei suoi ultimi istanti di vita.

LA TELEFONATA
David Rossi ha parlato a lungo con qualcuno, prima di scegliere la morte. In uno dei due cellulari sequestrati nel suo ufficio è rimasta la traccia di una telefonata. I pm non rivelano dettagli, ma forse quell’interlocutore, presto convocato in procura, potrà chiarire quale fosse la preoccupazione che affliggeva Rossi. E poi c’è una serie di sms sui quali adesso sono in corso le verifiche.

GLI INTERROGATORI
Ieri mattina sono stati sentiti il fratello e la cognata: da tempo era scosso, hanno detto. Ma nessuno poteva immaginare. È stato più lungo, invece, il colloquio dei pm con Alessandro Profumo, presidente della banca, che poco prima, insieme all’ad Fabrizio Viola, aveva diffuso una nota per ribadire la fiducia che la banca aveva rinnovato a Rossi. Davanti ai pm, Profumo ha smentito l’ipotesi del licenziamento imminente: «È destituita di fondamento». Mercoledì notte, invece, era stato sentito anche il direttore finanziario, Bernardo Mingrone.

INSIDER TRADING
Il sospetto dei pm è che Rossi, che della sua onestà aveva sempre fatto una bandiera, temesse di rimanere coinvolto nell’inchiesta giudiziaria sulla fuga di notizie della scorsa settimana. La decisione del cda di Mps di chiedere i danni a Mussari a Vigni e alle banche d’affari Nomura e Deutsche Bank, (partner nelle spericolate operazioni Alexandria e Santorini), era stata pubblicata da un quotidiano prima che il consiglio la comunicasse ufficialmente. E, soprattutto, prima che la causa civile fosse iscritta al Tribunale di Firenze. Era stata Mps a presentare un esposto in procura, ed era partita l’indagine per insider trading.

I contratti di diritto inglese con le banche straniere sono blindati; e comunque sarebbe Londra il foro competente di un’eventuale causa; così i legali di Mps avevano deciso di avviare una causa per danni “extracontrattuale”, sperando di celebrare il processo in Italia. E la pubblicazione di quella notizia, secondo i pm, potrebbe aver fornito alle banche la possibilità di avviare una causa a Londra prima che Mps si rivolgesse ai giudici di Firenze.

Venerdì 08 Marzo 2013 – 09:08

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Mercoledì 13 Marzo 2013 02:49

rossi david11In foto: David Rossi, dirigente MPS che si è suicidato lanciandosi dalla
finestra del proprio ufficio. Era molto vicino a Mussari

Una banca non può gestire in proprio i fondi pensione dei suoi dipendenti, ma MPS e Intesa San Paolo, recentemente, la prima con ampio preannuncio, ma senza consultare i sindacati, la seconda con la loro approvazione, hanno affidato in deposito i fondi della previdenza integrativa dei loro dipendenti (la prima in toto, la seconda – se ben capisco – in parte) a “State Street Bank” – nome stranamente adottato da molte banchette, tra cui una milanese controllata da una srl con un capitale sociale di 11.112 Euro, a sua volta posseduta da una srl tedesca. A quella banchetta MPS aveva però già concesso, con modalità strane, due mutui decennali chirografari per ben 1,750 miliardi, poi rimborsati con 9 anni di anticipo… Bankitalia e Consob sapevano? Possono stare tranquilli sulle loro pensioni integrative  decine di migliaia di bancari?

David Rossi, capo dell’area comunicazioni di MPS e amico di Mussari, alle 20:30 del 6 marzo 2013 si è suicidato buttandosi a spalle indietro dalla finestra del suo ufficio poco dopo aver telefonato alla moglie che stava per tornare a casa e poco dopo un’altra, lunga telefonata (un confidente mi dice con superiore). Fossi il PM, disporrei esami per accertare a) se era stato narcotizzato; b) chi era in sede al momento (ore 20:30). Soprattutto mi interesserei a chi era presente tra i dipendenti recentemente assunti dalla direzione senza concorso, in un rinnovo del personale avvenuto durante l’attuale crisi, quindi sospetto. Questo tanto per cominciare.

Scusatemi se insisto nella difesa del Monte dei Paschi, dei suoi interessi, del suo personale, delle sue pensioni future. Forse i miei timori sono infondati, i miei dubbi mere traveggole, e i fatti che seguono troveranno spiegazioni completamente rassicuranti per tutti gli interessati, come mi auguro.

Il PM di Siena sta indagando, e recentemente ha interrogato, certo Morelli Marco, il quale ha avuto, fino al febbraio 2008, la rappresentanza presso il MPS di State Street Bank spa.

Nel 1792 fu costituita a New York la State Street Bank Corp., oggi una grande banca, gestore di molti fondi previdenziali di molti paesi del mondo, quotata alla Borsa di Boston. Nel 2008 è entrata in crisi e ha ottenuto circa 2 miliardi di aiuti statali, restituiti – dice – prima del luglio 2009. Nel 1970 aveva costituito in Europa alcune società bancarie collaterali. Nel 2012 si era annunziato che la State Street Bank di Boston avrebbe assunto il deposito dei fondi;http://www.advisoronline.it/promotori-finanziari/risparmio-gestito/14430-state-street-banca-depositaria-per-banca-mps.action. Ma Axa-Mps ha dichiarato che la depositaria è la piccola spa milanese: http://www.axa-mps.it/pertefamiglia/integrapensione/documents/paschi%20prev+/supplemento2.pdf

Non ho ancora informazioni complete, ma da elementi attinti da banche dati collegate alla Camera di Commercio emergono fatti sconcertanti. Gli elementi da raccogliere e ordinare sono molti, quindi posso aver commesso qualche errore nel metterli insieme e nell’interpretarli – errore di cui chiedo venia, impegnandomi a correggerlo ringraziando chi me lo segnali. Parimenti chiedo venia e mi impegno a correggermi qualora mi si provino errate le ulteriori informazioni, passatemi da gente che ha lavorato per MPS e che mi consulta come saggista e avvocato versato in queste faccende.

Il 02.04.70 viene costituita a Siena una società di gestione, che poi diventa la State Street Bank spa, oggi con un unico sportello in Via Ferrante Aporti 10 di Milano, capitale sociale versato 140.700.000 euro (cioè piccolissimo, per una banca), iscritta in Camera di Commercio prima a Siena, come Mps Finance spa (http://www.abi.cab.banche.meglio.it/banca.htm?i=03163.3), poi a Milano il 05.08.08, con data di inizio delle attività 02.01.01, con sede in Milano. State Street Bank spa risulta oggi controllata al 100 % da State Street Holdings Italy srl, costituita il 14.01.10, iscritta in Camera di Commercio di Milano il 15.01.10, con inizio di attività il 17.05.10, con capitale sociale € 11.112, zero dipendenti, nessun ufficio o sede secondaria attiva, avente sede sociale coincidente con l’unico sportello della sua controllata, e dominata a sua volta da una GmbH (srl) tedesca, la State Street Bank GmbH, costituita nel 1970 da State Street Bank USA. La GmbH è socio unico della State Street Holdings Italy srl fino al 20.12.11, e in quella data cede il 10%, cioè 1.111,20 euro, a State Street Holding, USA. Chiaramente, la srl è stata creata ad hoc per possedere la spa. Però la Camera di Commercio dice che la GmbH sia cessata il 15.11.11: strana incongruenza, tutta da chiarire… potrebbe essere un errore materiale di registrazione (forse è cessata solo la sua partita iva in Milano), oppure la chiave per scoperte importanti, che attendono gli indagatori di questa materia.

Dal 01.10.09 direttore generale della spa è Lamanna Riccardo (Milano 1965), già procuratore di Banca IMI spa, il quale, dal 17.05.10, è anche consigliere della controllante srl (ma lo ritroviamo anche come AD e Vicepresidente del CdA della spa, che pare quindi una sua creatura). Certo Gmür Stefan Peter (CH, 1968), già per 5 anni uomo della Deutsche Bank, è presidente del CdA della spa dal 17.05.10 nonché presidente del CdA della srl dal medesimo giorno! Inoltre, revisore della spa è Reconta Ernst and Young spa, già usata da MPS per società del suo gruppo come società di revisione, convocata anche dal Tar del Lazio il 7 marzo per il ricorso congtro il prerstito di Stato a MPS (Monti Bonds). Gli azionisti minori della spa sono cittadini stranieri.

A questa State Street Bank spa, il CdA di MPS – quello nuovo, col Profumo di Viola – , il 01.01.13 trasferisce circa 2 miliardi di fondi previdenziali integrativi dei suoi 31.000 dipendenti, che prima custodiva presso di sé, oltre a gestirli in proprio. Perché lo fa senza prima discutere la mossa con i sindacati? Perché, nel relativo comunicato, il CdA di MPS dice che passa la custodia (e forse anche la gestione) a “State Street Bank”, senza specificare che si tratta della spa italiana, non della Corp USA, come preannunciato l’anno prima? Perché non hanno detto chiaramente quale fosse l’ufficio interno di MPS, l’eventuale gestore esterno, che avrebbe continuato la gestione dei fondi? Perché non fare una buona e completa informazione rasserenante? Non lo so con certezza, mentre con certezza si sa chi era lo stratega delle comunicazioni del Monte: il poi suicida David Rossi.

Torniamo ai misteriosi mutui. Non è che ci sia di mezzo – avanzo nel modo più neutro un’ipotesi investigativa – un giroconto per regolare obblighi pregressi? Anche State Street Bank spa aveva depositi titoli, poi chiusi, presso MPS. Tra i rapporti accesi da MPS vi sono molte State Street Bank, con sedi in varie parti del mondo. Perché ne sono state costituite tante con un unico nome? Forse per poter equivocare tra una e l’altra? Alcune possono essere state costituite per volere della Corporation americana, ma quella di Milano nasce come Mps Finance spa a Siena, non dalla Corporation americana. Chi ha architettato tutto ciò? Ed stato considerato il fatto che lo Stato della California, nel 2009, ha fatto causa a State Street Bank per frode di 200 milioni a fondi pensione (http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-748849/usa-california-state-street/)?

E la dichiarazione dell’avvenuto trasferimento della custodia è provenuta solo da MPS o anche anche dal nuovo custode, la State Street Bank, quale che sia? Siamo sicuri che i fondi siano stati trasferiti proprio alla State Street Bank di Milano e non a un’altra? E che siano stati trasferiti a titolo di custodia e non a titolo che comporti la costituzione di un diritto altrui sui fondi stessi – ad es., a titolo di vendita o pegno? Cioè, siamo sicuri che i fondi previdenziali dei dipendenti ci siano ancora e siano ancora dei dipendenti? E’ un’ipotesi remotissima, cervellotica, e non la azzarderei nemmeno, se non che la direzione, il giorno 1 marzo, con una circolare interna, ha informato i dipendenti che non possono più variare la linea dei loro fondi previdenziali personali, cioè non potevano più variarne la composizione tra azionario e obbligazionario, e poco dopo David Rossi è morto come sappiamo – o come non sappiamo. Fatti molto strani e inquietanti, se congiunti al fatto che da un paio d’anni la direzione ritarda di molto la comunicazione ai dipendenti del montante aggiornato dei loro fondi personali, e che i tempi della riscossione dei riscatti parziali di questi fondi, spettanti per legge, si sono pure notevolmente allungati. Insomma, mettendo insieme tutti questi indizi, una persona apprensiva potrebbe anche sospettare che i fondi siano stati, impropriamente, venduti o costituiti in pegno o collaterale, o qualcosa del genere.

Urge a questo fine controllare gli ultimi bilanci della spa probabile nuova custode, che però non sono riuscito a trovare. Sono stati depositati, oppure no? Probabilmente sì, ma meglio verificare, per tranquillizzare i dipendenti. Dipendenti che potrebbero inquietarsi, vedendo che – probabilmente a causa di qualche altro errore materiale di scritturazione – dagli ultimi due bilanci della dominante State Street Holdings srl risultano perdite di decine di milioni.

Perché il 27.12.06 MPS, già prossima a sovra-impegnarsi finanziariamente per l’acquisto di Antonveneta, eroga a State Street Bank spa due mutui decennali bullet (cioè con rimborso del capitale in unica soluzione alla scadenza) per totali 1,750 miliardi, pari a 12 volte il capitale sociale di quella spa? Una somma pari, con rivalutazione, ai 2 miliardi dei fondi previdenziali che le trasferirà nel 2013 (prestito estinto anticipatamente, dopo soltanto un anno). I due strani mutui erano forse collegati al pagamento del prezzo o del sovrapprezzo di Antonveneta? E poi, perché vengono definiti “mutui subordinati”? Raccomando di controllare se questi mutui siano stati rimborsati realmente, con un bonifico o equivalente, e non mediante una compensazione o altra operazione più o meno dubbia.

Perché il CdA eroga due mutui in un solo giorno e al medesimo soggetto, anziché un mutuo unico? Perché eroga mutui per 1,750 miliardi, decennali, che poi però vengono estinti dopo solo un anno?

E perché la segnalazione interna di decorrenza dell’estinzione viene fatta solo il 03.01.13, per ambo i mutui – guarda caso due giorni dopo il conferimento dei fondi pensione in State Street Bank?

E perché manca la pratica di istruttoria dei mutui, che MPS fa di prassi? Il prestito è stato erogato senza previa istruttoria, con forzatura del sistema? E se sì, chi lo ha forzato?

E perché in entrambi i mutui la fonte di finanziamento non è indicata (“Descrizione inesistente”)?

E qual è il Taeg? Non è dichiarato nelle annotazioni interne a MPS.

Tutte queste stranezze, e altre che qui non dico, forse non significano un bel niente, se non che mi sono confuso e ho travisato i dati, ma si può anche razionalmente chiedersi, per mera ipotesi, se non adombrino un contorto modo di predisporre fondi per pagare poi creste connesse all’operazione Antonveneta con modalità difficilmente ricostruibili.

E perché il prestito avviene con riferimento ai “fondi speciali” (previdenziali) previsti dal TU bancario? Chi lo aveva autorizzato? Che vantaggio è stato ottenuto?

Come fu registrata contabilmente l’erogazione dei due mutui (cioè da quale voce contabile hanno attinto), e come il loro rimborso?

A che titolo fu abbattuta del 100% l’imposta sostitutiva, dovuta sui mutui chirografari decennali? Era dovuta, e se sì è stata fatta, la segnalazione antiriciclaggio?

E’ stato omesso qualche controllo da parte di autorità preposte?

E in che modo è stato estinto anticipatamente? Mediante versamento di denaro o mediante compensazione? Nel secondo caso, si rafforzerebbe l’ipotesi di predisposizione di fondi per pagamenti sospetti riferibili all’acquisizione di Antonveneta, mediante triangolazione. Prego verificare.

Sempre a questa State Street Bank spa anche Intesa San Paolo trasferisce i fondi previdenziali integrativi dei suoi dipendenti, stimabili in almeno 3 miliardi. Perché? In base a quali valutazioni? Forse ce lo saprebbe dire il Lamanna, che, prima di essere direttore generale della spa e consigliere della sua controllante srl, è stato Vicepresidente del CdA di Intesa dal 12.06.08. Lamanna – parrebbe dalle banche dati –  ha avuto cariche in JP Morgan, la banca speculativa con cui MPS ha stipulato il calamitoso derivato FRESH da un miliardo. Ma forse si tratta di dati erronei, o erroneamente interpretati da me.

Meglio anche controllare una serie di cessioni aziendali compiute da MPS, Intesa e altre banche verso la predetta spa, tutte registrate in Camera di Commercio.

E che senso ha che questi 5 miliardi e più di fondi siano ora affidati a una spa che ha un capitale sociale di soli 170 milioni ed è dominata da una srl minima, a sua volta dominata da una srl tedesca, di cui non si può sapere niente perché le banche dati disponibili in Italia non comprendono i dati sulle imprese tedesche? Perché la srl tedesca, emanazione della State Street Bank di Boston, ha ceduto a quest’ultima il 10% della srl italiana? Forse per passare dal regime di srl unipersonale a quello della srl con pluralità di soci?

E che succederebbe se la srl italiana o quella tedesca fallisse o cadesse in mani “sbagliate”? Non è che 70.000 bancari rischierebbero i loro fondi integrativi? Direi di no, dato che i fondi non potrebbero entrare nei patrimoni delle società di custodia e di gestione.

Cambiamo discorso: è un caso che i vertici della Cassa Previdenza di MPS siano stati rimossi proprio nel luglio del 2012? Questa mossa faceva parte della medesima discontinuità prescritta da Bankitalia per i vertici della banca MPS? E della scelta di mantenere il Mussari come consigliere del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi almeno fino al 2013 – un nome, una garanzia?

E perché la Cassa Previdenza ha acceso almeno 9 rapporti esteri, tutti il 14.09.12? Si tratta di bonifici esteri in entrata o in uscita? ma perché una Cassa che contiene i fondi previdenziali integrativi di dipendenti di una società italiana opera in quel modo con l’estero? Forse la spiegazione c’è ed è banale, ma io non la intuisco.

E perché mai da circa 2 anni il CdA di MPS ritarda di circa 6 mesi l’aggiornamento ai dipendenti sul montante progressivo dei loro contributi previdenziali integrativi? E, a questo punto, siamo sicuri che gli ultimi aggiornamenti siano veritieri?

Non voiglio pensare che si sia predisposto il gioco per una nuova Enron europea. Forse è un’operazione europeista, tesa a girare i soldi dei lavoratori italiani alla finanza del paese europeo virtuoso, paterno e dominante, più sicuro per i fondi penmsione della tormentata Italia?

E che cosa diavolo stanno aspettando Consob, Bankitalia, Isvap e Mef a fare chiarezza e a ridare sicurezza ai dipendenti delle due grandi banche nazionali? La prof. Fornero, tanto pronta a lacrimare quando sono toccate le pensioni, che aspetta a gettarsi nell’azione?

Immaginiamo di voler scrivere un romanzo giallo, e scrivamo che, forse, col povero Rossi, le cose sono andate così: il Rossi, come manager della comunicazione, legge gli articoli su MPS, quindi anche la precedente, incompleta versione di questo mio articolo, pubblicata dal sito di Marra (signoraggio.it) il 26 febbraio. Fa i suoi accertamenti, e, dopo qualche giorno, scopre il problema sopra descritto. Il 6 sera ne discute al telefono con qualche superiore, fa le sue rimostranze, litigano, minaccia: “Adesso vado a casa, e domattina ne vado a parlare col PM”. E che cos’era la grossa cavolata che egli stesso, poco prima, aveva scritto di aver commesso? Probabilmente, era il comunicato sul trasferimento dei fondi pensionali a State Street Bank. Se non lo avesse fatto, non avrebbe messo la pulce nell’orecchia a me, e io non avrei diffuso la strana faccenda sopra illustrata, e forse certe indagini non sarebbero partite. Oppure la cavolata del Rossi è stata quella di parlare con un superiore del problema anziché coi magistrati inquirenti. Realtà romanzata? Ovviamente. Libera fantasi, senza alcuna pretesa di realtà né di realismo.

Ma, questa volta, i PM non stiano ad attendere informative di Consob, Bankitalia e Ministero: troveranno tutto regolare e a posto, ma, per poterlo assicurare agli interessati, indaghino immediatamente, entrino nel sistema informatico di MPS con livello operativo nazionale, traccino tutti i trasferimenti, acquisiscano gli originali di tutti i contratti, individuino i soci delle varie società, soprattutto di quella tedesca, coi loro collegamenti. E chiedano il sequestro dei soldi a garanzia dei dipendenti, se sussistono ragioni di timore. Inoltre, chiariscano la storia dei due strani mutui da MPS a State Street Bank spa, emanazione della State Street Bank Corp. Che subito dopo riceve un bailout (salvataggio) federale di importo circa pari a quello dei due mutui, mutui che la spa rimborserà con 9 anni di anticipo, mentre anche la Corp. restituirà molto presto al governo federale il bailout. Con che soldi il gruppo State Street Bank ha rimborsato, in breve tempo, circa 4 miliardi di dollari, proprio nell’arco temporale dell’operazione MPS-Santander-Antonveneta? Forse bisognerebbe controllare anche i conti e i bilanci del Banco di Santander, per vedere se, accidentalmente, esso abbia erogato analogo importo al gruppo State Street Bank in quel periodo.

11.03.13 Marco Della Luna – http://marcodellaluna.info

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Il bunker di Adolf Draghi

Non è più il momento di scherzare. La Grecia vive una catastrofe umanitaria, la disoccupazione nei Paesi della fascia mediterranea si aggira intorno al 25% (con punte del 50% per i giovani), i suicidi sono diventati macabra routine e perfino alcuni colleghi giornalisti, invecchiati senza mai raggiungere l’agognata dignità retributiva, si arrendono al dolore chiudendo la partita con la vita con un colpo di pistola alla tempia (clicca per leggere). Abbiamo un vantaggio: sappiamo chi sono i nostri assassini. I killer in doppiopetto di oggi guidano le principali banche centrali dell’eurozona. La banca centrale europea, utilizzando sapientemente la finta contrapposizione al ribasso offerta dal banchiere nazista Jens Weidmann, prosegue nel piano di annientamento riattualizzando le idee di Adolf Hitler.

E’ paradossale constatare come tanti giornalisti contestino a papa Francesco presunte contiguità passate con il regime di Videla e Massera anche se, stranamente, nessuno di loro è ancora riuscito a scrivere una parola sui carnefici di oggi (non meno spietati dei generali argentini) Draghi e Weidmann. Mi rifiuto di approfondire la situazione politica italiana in questa fase appaltata a grillini e pulcinella vari. Quello che avevo da scrivere l’ho già scritto all’indomani del voto, avvertendovi con larghissimo anticipo circa il finale obbligato di questa triste pantomima che serve solo a lavare la coscienza sporca di un beduino falso e miserabile come Pierluigi Bersani. Il segretario del Pd ha nei fatti servito i nazisti Draghi e Weidmann puntellando il governo Monti e ora, con le mani ancora sporche di sangue, pensa di pulirsele utilizzando per l’occasione il grembiule ancora (per poco) candido dei vari Grillo, Casaleggio e Sassoon.

Bersani vergognati e ritirati. Dio considera gli ipocriti peggiori degli assassini, ricordalo. Lasciamo quindi perdere i tristi balletti di questi burattini ridicoli e concentriamoci nell’analizzare le mosse degli spietati architetti a capo della Shoah europea, killer di alta scuola che, perlomeno, conservano il coraggio di premere il grilletto guardandoci negli occhi. Ieri Mario Draghi ha illustrato il suo piano per “aiutare” i Paesi dell’Ue con problemi di “competitività” (clicca per leggere). Si tratta delle solite ricette, salari da fame, distruzione del welfare e promozione del lavoro schiavile, che hanno già ampiamente fallito distruggendo la civiltà e il benessere dell’Europa. Ma Draghi, a differenza di Bersani, possiede il dono della coerenza. Resterà come Hitler nel suo bunker fino alla fine della festa. Draghi gioca a fare il poliziotto buono lasciando il ruolo di cattivo al capo della banca centrale tedesca, il già citato Weidmann.

Quest’ultimo, giusto per rimettere la barra al centro, si è appena preoccupato di richiamare all’ordine i Paesi “maiali”, tra cui l’Italia, chiarendo una volta ancora chi comanda per davvero: “I Paesi della zona euro”, ha detto il nipotino dei nazisti autentici, “devono proseguire con il risanamento delle finanze varando riforme strutturali” (clicca per leggere). Avete capito l’ordine del piccolo fuhrer? “Cari italiani”, sembra dire questo pagliaccio biondo, “vi abbiamo ancora lasciato il diritto di votare ma quello di scegliere le politiche da adottare lo conserviamo saldamente noi. Quindi divertitevi ad eleggere un governo qualsiasi ma continuate ad ubbidire rispettando un ossequioso silenzio”. E’ oramai certo come lo strumento democratico del voto risulti assolutamente insufficiente al fine di depotenziare la furia violenta dei neonazisti tecnocratici contemporanei. Hanno costruito un sistema resistente alla prassi formalmente democratica, un superorganismo maligno che nessun “antibiotico classico” può’ realisticamente debellare.

In Francia Hollande, eletto promettendo discontinuità, si è subito inginocchiato ai padroni; in Italia, Grillo o non Grillo, accadrà la stessa cosa: nessuno troverà il coraggio di mettere seriamente in discussione le politiche economiche di austerità che mascherano il desiderio di decimare i popoli dell’Europa mediterranea. Allora bisogna cominciare ad immaginare altri percorsi, prima di finire tutti uccisi dal freddo o dalla fame. Il sistema che esprime Weidmann, nelle cui vene scorre sangue nazista, formalmente non utilizza strumenti criminali: chi si oppone al neonazismo tecnocratico non rischia, infatti, ad oggi, di finire torturato, imprigionato o ucciso. Tale circostanza prova la forza assoluta che l’attuale regime emana, imponendo la sua volontà carnefice senza formalmente assumere i panni scomodi del boia. E’ questo il primo anello della catena che bisogna demistificare. E’ bene si creino presto le condizioni affinché il regime mostri il suo vero volto: tirannico, sanguinario e antidemocratico.

E per riuscire nell’impresa è doveroso aumentare da subito la pressione democratica da esercitare nei confronti del gotha bancario del potere neonazista europeo. Se le manifestazioni di piazza, risolute e pacifiche, di fronte ad istituzioni come l’Eurotower (moderna Auschwitz) aumenteranno di numero, intensità, qualità e misura, prima o poi, in preda al nervosismo, il neonazismo tecnocratico butterà la maschera utilizzando finalmente gli stessi metodi con i quali il generale Bava Beccaris sul finire dell’Ottocento decise di risolvere la questione degli indigenti che protestavano per l’aumento del pane. Quel giorno tana libera tutti.

Francesco Maria Toscano

Fonte: Il moralista

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28 marzo 2013

MONTE DEI BAVAGLI DI SIENA – IL COMUNICATO ‘’RIPULITO’’ DI BANKITALIA

Bankitalia prima ha diramato un comunicato in cui il Fmi sottolineava come i soldi prestati a Mps andassero monitorati da vicino, parlando addirittura di nuovi consiglieri e di possibili nazionalizzazioni, poi ne ha mandato un altro, depurato – A parte “La Stampa”, nessuno sembra essersene accorto…

Bankitalia prima ha diramato un comunicato in cui il Fmi sottolineava come i soldi prestati a Mps andassero monitorati da vicino, parlando addirittura di nuovi consiglieri e di possibili nazionalizzazioni, poi ne ha mandato un altro, depurato – A parte “La Stampa”, nessuno sembra essersene accorto…

Possibile che fra i grandi giornali e le grandi agenzie di stampa solo Gianluca Paolucci ed i suoi colleghi della redazione economica de La Stampa si siano accorti che Bankitalia ieri ha distribuito due versioni del comunicato sui rilievi del FMI sulle banche italiane. La prima e la seconda versione non erano identiche, ma pare che solo a Torino (quando non si deve parlare di Fiat e grande capitalismo , noblesse oblige…., la vecchia professionalita’ de La Stampa opera con maggior liberta’) abbiano capito che un raffronto fra le due versioni si imponeva.

Perche’ mai Bankitalia si era affrettata a diffondere la seconda versione, con preghiera di cestinare la prima? Forse perché, come e’ parso ai giornalisti torinesi, la prima versione conteneva osservazioni su Monte Paschi? E che osservazioni erano? Beh, non proprio banali. La notizia, come si dice, c’era tutta. Si osservava da parte del FMI che forse il soldi prestati a Monte Paschi andavano ben monitorati da vicino, magari esprimendo nuovi consiglieri per la banca, che il Governo non ha indicato sinomad oggi; e che forse le autorità’ italiane dovevano anche star pronte ad intervenire, nazionalizzando alla fine la banca gia’ senese.

Il potere puo’ anche dire e non dire, ritrattare, modificare i propri comunicati, confondere le acque. La libera informazione dorme? Come mai nessuno, ma proprio nessuno, ha fatto la doverosa analisi comparata dei due comunicati, per capire come mai il secondo veniva depurato di qualche aspetto? Credo sia esercizio che si insegna ai praticanti in qualunque redazione giornalistica. Oppure a Torino abbiamo dei geni assoluti della professione giornalistica? Con rispetto parlando per il pur bravo Paolucci e per la sua redazione, non credo sia questione che sono loro i geni. E allora? L’autocensura a volte e’ peggio della censura. Non vi e’ rimedio.

www.dagospia.com

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L’IMU era per Monte dei Paschi di Siena

di Giovanni Zibordi

Riassumendo MontePaschi a dicembre scorso ha ricevuto 23 miliardi dalla BCE con l’LTRO all’1%, con cui ha comprato BTP che in media le pagano un 5% e su cui guadagna quindi un miliardo circa come differenziale di interesse. Nonostante questo regalo ora riceve dallo stato altri 3.9 miliardi, ma su questi pagherà un 10% circa, quindi 10 volte di più di quello che potrebbe pagare se emettesse debito a breve che oggi per le banche italiane è sotto 1%.

Mps: Viola, ‘cedola annua Monti bond al 9%, +0,5% ogni due anni’
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 23 gen – “La banca sui Monti bond paga un interesse annuo del 9% che si incrementa dello 0,5% ogni due anni”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Banca Mps, Fabrizio Viola, intervistato da Sky Tg24, spiegando che “la banca e’ impegnata al rimborso fino all’ultimo euro di questo prestito su un orizzonte temporale a medio termine. Per lo Stato si tratta di un investimento finanziario e non di una spesa, un investimento finanziario che ha un buon rendimento, superiore a quello che e’ il costo medio che lo Stato paga per il suo debito pubblico”. (1)

non è un errore di stampa o di agenzia… se pagano un 9-10% su 3.9 miliardi di Monti Bond come razzo fanno a chiudere un bilancio non in perdita nei prossimi anni ? Ovvio che vanno sotto e infatti “si ragiona su un aumento di capitale da 1 miliardo (2) , che finirà per ridurre definitivamente al ruolo di comprimario la Fondazione Mps, oggi ancora azionista di riferimento con il 36 per cento.

Viola ha anche chiarito l’utilizzo dei cosiddetti Monti-bond: “Sono delle obbligazioni emesse dalla banca – ha spiegato – e sottoscritte dallo Stato, che per le loro caratteristiche sono equiparati al capitale…”. Sicuro, non esiste oggi un solo bonds nemmeno nell’Africa nera che paghi un 9%, questo è un altro aumento di capitale mascherato che però costerà così caro da necessitare un aumento di capitale a scapito degli azionisti

A proposito Monti questi 3.9 miliardi da dare a MontePaschi li ha presi con l’IMU, in pratica. In TV Monti ha dichiarato che “l’IMU è necessaria …perchè le case consumano risorse pubbliche” tipo illuminazione pubblica, asfaltare strade…cioè se tu ti compri una casa costi allo stato (anche se paghi già tasse per acqua, luce, gas, spazzatura…). Balle ovviamente, gli servivano alcuni miliardi per evitare di nazionalizzare MontePaschi. Ma gli italiani sono dei masochisti e tra un mese rimandano Monti al governo

“Mps: Viola (Ad), Consob e Bankitalia non informate su derivati” (3) cioè hanno falsificato i conti per nasconderli alle autorità. Peccato che il magistrato Ingroia sia ora impegnato con le elezioni, se era ancora in magistratura poteva incriminare tutti al MPS a partire dall’avvocato calabrese Mussari (perchè dicono sempre che MPS è un istituzione “tutta senese” ? la comandava un calabrese che rispondeva al pugliese D’Alema e all’emiliano Bersani)

Leggi anche il pezzo di Fabio Bolognini qui su MPS (4) che illustra le sfacciate balle raccontate per due anni dai suoi capi

1) http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/azioni/pagine/dettaglioazioninotiziepull/dettaglioazioninotiziepull.php?QUOTE=%21BMPS.MI&PNAC=nRC_23.01.2013_18.53_487
2) http://www.lorenzonipartners.com/index.php/138-l-europa-da-l-ok-ai-monti-bond-e-mette-sotto-esame-il-piano-mps
3) http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201301231937-ipp-rt10378-mps_viola_ad_consob_e_bankitalia_non_informate_su_derivati
4) http://www.linkerblog.biz/2013/01/23/monte-paschi-bugie-con-le-gambe-corte/

Fonte: www.cobraf.com 24/01/2013

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Monte dei Paschi di Siena e la scoperta dell’acqua calda

di Paolo Barnard

Dal Messaggero del 23/01/2013

“«La vera natura di alcune operazioni riguardanti il Monte dei Paschi di Siena riportate dalla stampa è emersa solo di recente, a seguito del rinvenimento di documenti tenuti celati all’Autorità di Vigilanza e portati alla luce dalla nuova dirigenza di Mps», afferma la Banca d’Italia in una nota.”

Oggi Mps in una nota ha affermato che «le analisi, avviate nel mese di ottobre 2012 inizialmente su Alexandria e successivamente estese anche a Santorini e Nota Italia…

Notate i due grassettati. Banca d’Italia parla di rivelazioni recenti e portate alla luce dalla nuova dirigenza MPS. La nuova dirigenza s’insedia il 27 aprile 2012. E’ quindi dopo l’aprile 2012 che essa scopre i documenti incriminanti sull’uso di derivati truffaldini. Tenete a mente aprile 2012. Nel secondo grassetto si parla di analisi avviate da MPS nell’ottobre 2012. Tenete a mente ottobre 2012.

Ora tenete a mente questa data: febbraio 2012, mesi prima delle date relative alla ‘grande scoperta’ di Profumo e di Banca d’Italia. Tenete a mente che la sostanza dei giochetti truffaldini fatti da MPS con altre banche internazionali si chiama “equity swaps

Riassunto:

A) Banca d’Italia e MPS dichiarano che tutto il pasticcio dei derivati si scopre fra l’aprile e l’ottobre 2012.

B) Il pasticcio dei derivati MPS fa uso delle “equity swaps”.

Ecco cosa scriveva un semplice corrispondente di Bloomberg nel febbraio 2012:

Investitori come Aabar Investments PJSC e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena hanno fatto uso di derivati per tentare di proteggere il loro valore o per ottenere prestiti… Monte Paschi ha accettato di mettere quote del suo capitale come garanzia nell’equity swap.”

Lo sapeva sto tizio e lo pubblicava in febbraio, mesi prima delle ‘scoperte’ italiane. Ma qui da noi Banca d’Italia e i bravi colleghi di Corriere e Sole 24 Ore? Ora scoprono l’acqua calda. What a wonderful world…

Fonte: paolobarnard
27/01/2013

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Monte dei Paschi di Siena, la banca “rossa”. Truffa per miliardi di euro col beneplacet di Monti e Bersani. Forza Nuova ne parlò ancora nel 2011

dell’On. Roberto Fiore, candidato premier per Forza Nuova

“Abbiamo denunciato lo scandalo dei fondi pubblici al Monte dei Paschi fin dall’ epoca dei Tremonti bond, nel 2011, ma nessuno ci ha ascoltato, neanche Grillo che ora si erge a paladino della giustizia e della legalità contro il governo dei banchieri.” E’ quanto dichiara l’ On. Roberto Fiore, leader di Forza Nuova e candidato premier alle prossime politiche, che prosegue, “Non solo il governo italiano si è reso colpevole di un fair competition nel privilegiare un istituto piuttosto che un altro, in questo caso il Monte dei Paschi, proprio perchè in mano, risaputamente, a personaggi dell’ attuale governo e della sinistra, ma , cosa più grave si è reso colpevole di aver finanziato, con i soldi pubblici in un momento di gravissima crisi, un istituto di credito che ha delapidato il patrimonio dei risparmiatori investendo sui derivati fino al collasso: uno strumento finanziario, quest’ ultimo che è stato giudicato dai tribunali italiani come fraudolento ed illegale. Sono pertanto responsabili Monti, Tremonti, all’ epoca ministro di Berlusconi e Bersani: sono pertanto tutti colpevoli e coinvolti nell’ ennesimo scandalo.”

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dell’Avv. Michele Croce (Responsabile di “Verona pulita”)

Grazie all’approvazione di Monti e al silenzio del PD saremo noi a pagare il buco di bilancio di MPS .

Per le tasche dei poveri cittadini Italiani non c’è pace..!!! Lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena non è solo una vergogna ma un vero e proprio danno per i cittadini. Guarda caso il “buco” di MPS corrisponde esattamente a quanto prelevato con l’IMU da Monti dalle nostre tasche… Guarda caso..!!!

Precisiamo che MPS è da sempre una banca “politica”, i 2/3 del suo consiglio d’amministrazione sono nominati politicamente e appartengono al PD ex PCI

Nell’ordine, questi i fatti:

1) Durante il governo Prodi, (esponente PD) MPS compra Antonveneta al prezzo di 10 miliardi di euro, quando ne vale appena 3.. !!??!! Nessuno dice niente, ne ABI (l’organo di controllo bancario Italiano), né Bankitalia, né i politici del PD; silenzio assoluto !!!

2) MPS compie l’operazione Alexandria andando in perdita (a causa della salita dello spread) di quasi 4 miliardi di euro.

3) MPS cerca di nascondere tali perdite sostituendo i pericolosissimi e tossici CDO (Obbligazioni di Debito Collaterale) relativi all’operazione Alexandria con titoli di maggiore qualità acquistati grazie ad un prestito di Banca Nomura a scadenza trentennale. Contemporaneamente banca Nomura  stipula con Mps un contratto di swap (sostituzione/cambio) sul tasso di tale debito, in base al quale la banca senese rinuncia alla cedola fissa in cambio di un tasso variabile legato allo spread sull’Euribor. In buona sostanza con questa operazione le perdite di MPS non compaiono a bilancio; il “buco di bilancio” pur esistendo non appare a ABI e Bankitalia poichè MPS non comunica a queste i contratti con banca Nomura, anzi li nasconde in cassaforte

Però..però… ‘ca nisciuno è fesso..!!!…come diceva Totò..!!

Non può essere che un’operazione come questa passi sottobanco senza che nessuno nell’ambiente della finanza internazionale ne sappia niente.

Altresì NON PUO’ ESSERE che i vertici del PD (da cui è composto il 66% del CDA di MPS) non sappiano nulla di questa operazione; così, stamani apro il giornale e cosa leggo..?? Bersani che con faccia accigliata e l’aria da candido angioletto, dichiara:

Nessuna responsabilità del Pd, per l’amor di Dio… il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche

Ma insomma sei “busetta e botton” col CDA di Monte dei Paschi e dichiari di non saper nulla..?!?!?!? Una faccia tosta, questo Bersani, da prenderlo a schiaffoni a due a due finchè non fanno dispari, tzè..!!

A proposito di faccia tosta… giro la pagina del giornale e quasi mi strabuzzano gli occhi dalle orbite per quello che leggo in un articolo su cui campeggia il faccione imbronciato di Tremonti, il quale attaccando l’operato di Mario Draghi proprio in merito a quanto accaduto a MPS, reclama “chiarezza e giustizia” definendolo un incapace.

Cooosaaaa..??!!?? Tremonti che reclama chiarezza e giustizia..?!?! Lo stesso Tremonti che da Ministro del Tesoro provò a mettere le mani sulle banche con i Tremonti bond, e che erogò proprio all’Mps la bellezza di 1,9 miliardi. Lo stesso Tremonti leghista, ipocrita e bugiardo che in nome dei contribuenti italiani tartassati dall’Imu, piange per i 3,9 miliardi di Monti-bond appena concessi all’istituto senese mentre è ancora occupato a nascondere “sotto il tappeto” i miliardi che spese nel 2005 per salvare Credieuronord, la «centrale» bancaria della truffa sulle quote latte ordita per conto della Lega di Bossi e Maroni..???!!?? Aguzzo meglio gli occhi e.. si si, è proprio lo stesso Tremonti, non c’è dubbio, lo riconosco dalla puzza di imbroglione.

Non v’è dubbio..!!! C’è una fanghiglia sporca e puzzosa, densa di malaffare che accomuna finanza e politica, è ora di fare pulizia..!!!

Ribadisco: ‘ca nisciuno è fesso..!!!

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Scatta la caccia al tesoretto nei cento conti correnti Pd

In un documento segreto spuntano milioni di euro del partito. Il tesoriere democrat Misiani: “Per noi è tutto regolare”

di Paolo Bracalini, Gian Marco Chiocci 

È il Palio dei veleni e dei sospetti democratici. In un clima sempre più intossicato da polemiche e rivelazioni sulla banca del Pd, la rossa Siena arrossisce di vergogna per le esternazioni dei vertici del partito romano pronti a scaricare ogni responsabilità sui referenti cittadini.

Arrossisce soprattutto per la divulgazione carbonara di un documento «rubato» da un alto funzionario Mps nelle segrete stanze di Rocca Salimbeni e girato per conoscenza a chi, in fatto di banche e di banchieri, è sicuramente estraneo: il segretario della Fiamma Tricolore, Luca Romagnoli.

Contattato dal Giornale, l’europarlamentare non si tira indietro. E conferma di essere entrato in possesso di una lista con un centinaio di conti correnti del Pd appoggiati su filiali Mps.

«Siamo venuti in possesso – dice – grazie a un alto funzionario della banca senese, persona di assoluta affidabilità e attendibilità, di un’enorme lista di conti corrente intestati al Pd, più di un centinaio, dove nel mese di dicembre sono transitati, su ciascuno di questi conti targati Mps, due bonifici per circa 200mila euro a conto. Il totale è di diversi milioni! Ora io non so cosa possa significare questa carta che già domani (oggi, ndr) metterò a disposizione degli inquirenti, ma trovo ridicolo che D’Alema o chi per lui dica di non saperne nulla delle cose del Monte dei Paschi di Siena quando poi, proprio a Mps, viene affidata un fiume impressionante di denaro che finisce in ogni angolo del Paese». In effetti i bonifici che il Giornale ha visionato sono allegati a una lettera del tesoriere Pd, Antonio Misiani, del 20 dicembre scorso, nella quale si danno indicazione al Centro Enti della banca senese di effettuare i versamenti sui conti correnti indicati.

Misiani, al Giornale, offre questa versione: «Dispiace rovinare l’eccitazione dell’onorevole Romagnoli di fronte a un documento che (a suo dire) proverebbe chissà quali rapporti tra il Pd e Mps ma lo informo che è andato decisamente fuori strada. Primo. Il Pd opera non solo con Mps ma con alcune tra le maggiori banche italiane: Intesa, Bnl, Bpm, Poste. Secondo. In relazione alla nuova normativa sul finanziamento della politica – la legge 96/2012, che ha dimezzato i contributi pubblici ai partiti introducendo l’incentivazione dell’autofinanziamento – il Pd ha deciso di centralizzare nel bilancio nazionale le entrate da tesseramento e da erogazioni liberali raccolte, aprendo una serie di conti correnti (uno per ogni struttura provinciale e regionale: oltre 100, appunto) intestati al Pd nazionale ma trattandosi di risorse che lo statuto destina alle strutture locali – con delega a operare attribuita al solo tesoriere di ciascuna federazione provinciale e regionale. Dovendo aprire un numero elevato di conti correnti con una movimentazione complessiva consistente (il Pd ha oltre 600mila tesserati con una quota di iscrizione minima di 15 euro), abbiamo effettuato un’indagine di mercato individuando in quella di Mps l’offerta più conveniente. Tutto qui. Resta il fatto molto grave che un documento interno relativo a un cliente di un istituto di credito è diventato di dominio pubblico, diventando oggetto di un tentativo abbastanza maldestro di strumentalizzazione politica».

Fonte. Il Giornale.it 27/1/2013

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Altro regalo alle banche: 4 miliardi a Montepaschi

di Vittorio Malagutti

Pacco dono di Stato alla banca di Profumo
Indebitata e indagata, non trova i soldi per rispettare gli impegni
Ma niente paura, glieli presta il governo

Siena chiama, Roma risponde. Il Monte dei Paschi proprio non ce la fa a trovare i soldi per rispettare gli impegni presi con l’autorità di vigilanza europea. Niente paura: il governo di Mario Monti presta 2 miliardi di euro alla grande banca toscana da tempo in difficoltà. Il gradito pacco dono arriverà sotto forma di obbligazioni sotto-scritte dallo Stato, ribattezzate Tremonti bond.
Non è la prima volta. L’operazione annunciata ieri dall’esecutivo ricorda quella ideata nel 2009, quando nel pieno della prima crisi finanziaria, alcuni istituti, tra cui Mps, fecero il pieno di risorse fresche grazie ai finanziamenti pubblici. All’epoca la regia fu dell’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Da qui il nome assegnato ai titoli. Adesso si replica e il denaro andrà tutto al Monte, dove poche settimane fa si è insediato il nuovo presidente Profumo. Per l’occasione verranno anche riviste le condizioni dei Tremonti bond per 1,9 miliardi già in pancia all’istituto senese.
A CONTI FATTI, quindi, l’intervento del governo potrebbe arrivare a sfiorare i 4 miliardi. Il tempo stringe, ormai. L’Eba (European banking authority) chiedeva al Monte 3,2 miliardi di nuovo patrimonio, ma la banca nei mesi scorsi ne ha trovati si è no un paio, grazie alla vendita di alcune attività e ad altre manovre contabili. Che fare? Un nuovo aumento di capitale in Borsa è improponibile. Gli azionisti del Monte hanno già sborsato 2 miliardi, giusto un anno fa. E i titoli pagati 0,44 euro ciascuno adesso quotano meno di 0,2. Peggio ancora, la Fondazione Mps, socio principale dell’istituto, ha finito i soldi. Non sia mai che la politica senese debba mollare definitivamente la presa sulla banca. Obbligazioni? Niente da fare neppure per quelle. Sul mercato nessuno le vuole.
Alla fine, Profumo e l’amministratore delegato Fabrizio Viola si sono presentati a Roma con il cappello in mano e il governo, con l’assistenza della Banca d’Italia, ha confezionato un salvagente su misura. A maggio, pochi giorni dopo la nomina, il neopresidente aveva detto di ritenere che il piano presentato all’Eba “potesse bastare”. Forse gli era sfuggito qualcosa, perché dopo mesi di trattative, anche molto concitate, il Monte ha dovuto ripararsi sotto l’ombrello aperto dallo Stato. I guai dell’istituto arrivano in parte dalla campagna acquisti varata negli anni del boom, culminata nel 2007 con l’acquisizione della Banca Antonveneta a un prezzo già all’epoca giudicato fuori misura dalla gran parte degli analisti. A distanza di 4 anni, il Monte ha chiuso il bilancio 2011 in perdita per 4,6 miliardi dovuti in gran parte alla svalutazione della sua controllata Antonveneta. Non è finita. Giusto un mese fa la discussa acquisizione del 2007 è finita anche al centro di un’inchiesta aperta dalla procura di Siena. Insomma, un diluvio di guai. Intanto però Giuseppe Mussari, il presidente di Mps che volle e gestì l’affare (si fa per dire) Antonveneta, ha perso il posto ma è stato appena riconfermato alla guida dell’Abi, la Confindustria delle banche. Non bastassero le perdite in bilancio, nei mesi scorsi è scesa in campo anche l’Eba. L’ente di vigilanza ha chiesto a una settantina di istituti europei la creazione di quello che è stato definito “un cuscinetto patrimoniale supplementare”. I nuovi capitali dovrebbero servire ad assicurare la stabilità degli istituti in caso di altre tempeste sul debito pubblico, del tipo di quella che nell’autunno scorso ha portato a un crollo delle quotazioni dei titoli di stato dei Paesi considerati a rischio, tra cui l’Italia. In sostanza, le banche hanno fatto indigestione di Btp e ora in qualche modo devono difendersi da nuovi scossoni di mercato.
Nei mesi scorsi Unicredit e Banco Popolare hanno fatto fronte alle richieste dell’Eba con una serie di operazioni di mercato. Siena invece si è rivolta a Roma. La banca ha mantenuto i suoi impegni, ma gli investitori restano pessimisti e ieri hanno venduto a piene mani i titoli Mps. Alla fine il ribasso ha superato il 5%, con la quotazione molto vicina ai minimi storici. Ai prezzi attuali il Monte capitalizza in Borsa 2,4 miliardi. Come dire che tutta la banca vale meno degli aiuti di Stato che ha ricevuto. O sta per ricevere.

Fonte: il fatto quotidiano 27/06/2012

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Ispezioni e sequestro nel corso dell’inchiesta sull’Istituto senese. Non coinvolto Palazzo Koch. Sequestrati 1,8 mld di euro alla banca giapponese Nomura

foto LaPresse
16 aprile 2013

10:10 – Magistrati della procura di Siena e militari della guardia di Finanza sono da questa mattina nella sede della Banca d’Italia, a Roma. L’ispezione è per attività legate all’inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.

Bankitalia è estranea al filone investigativo seguito in questa fase dai magistrati senesi. Ai dirigenti dell’istituto centrale sarebbero infatti stati notificati provvedimenti adottati dai magistrati toscani a carico di terzi.

Sequestrati 1,8 mld di euro alla banca giapponese Nomura – E’ di 1,8 miliardi di euro il sequestro che la Gdf sta eseguendo nei confronti di Banca Nomura su ordine della Procura di Siena nell’ambito dell’inchiesta su Mps. Circa 14,5 milioni di euro sono stati sequestrati anche a Mussari, Vigni e Baldassarri.

In una nota della procura di Siena si spiega che il sequestro (sono stati bloccati anche tutti i contratti in essere tra Bmps e Nomura relativi alla cosiddetta operazione Alessandria) è stato disposto a fini impeditivi e a fini di confisca per equivalente in relazione al reato di usura aggravata e truffa aggravata, commessa ai danni del Monte dei Paschi di Siena. I provvedimenti sono in corso di esecuzione a Siena, Roma, Milano, Bologna e Catanzaro.

Indagato presidente di Banca Nomura – Il presidente di Banca Nomura, Sadeq Sayeed, è indagato insieme al dirigente della stessa banca giapponese, Raffaele Ricci, per ostacolo aggravato all’esercizio dell’autorità di vigilanza, infedeltà patrimoniale aggravata e false comunicazioni sociali in concorso con Mussari, Vigni e Baldassarri nell’ambito dell’inchiesta su Mps.

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MPS: il GIP non sequestra somme

un bel regalo….

MPS: Confedercontribuenti, il Gip non sequestra le somme ai responsabili dello scandalo
Il gip del tribunale di Siena ha respinto il decreto d’urgenza del sequestro per Banca Nomura e per Sadeq Sayeed, oltre che per Giuseppe Mussari e Antonio Vigni. I pm avevano chiesto il sequestro di circa due miliardi di euro per Nomura. Secondo quanto riporta l’Ansa, per il gip Ugo Bellini non c’erano i requisiti per il decreto d’urgenza. In una nota Confedercontribuenti, mostra tutta la sua perplessità su questa decisione del Gip anche se attendiamo di conoscere le motivazioni. Intanto i responsabili dello scandalo possono stare tranquilli e magari attrezzarsi per non farsi piu’ sequestrare nulla. Lo scorso 16 aprile, la Guardia di Finanza aveva eseguito un maxi sequestro d’urgenza da 1,8 miliardi di euro: 88 milioni sono costituiti da “commissioni occulte percepite da Nomura” e 1,7 miliardi di euro depositati da Mps in favore di Nomura a titolo di garanzia sul finanziamento percepito dal Monte.

http://difesautentibancari.com/2013/04/27/mps-confedercontribuenti-il-gip-non-sequestra-le-somme-ai-responsabili-dello-scandalo/

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9 maggio 2013 | Autore

Altri riferimenti
http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/search?q=MPS
http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/search?q=mps+banca+canaglia

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