di RedazioneALLA DOMUS MARCEL LEFEBVRE – Via Pietro Nenni, 6 – a Paese (TV), don Floriano Abrahamowicz celebra le Sante Messe, che vengono trasmesse in diretta sul canale www.livestream.com/DOMUSMARCEL

2 Novembre: commemorazione dei fedeli defunti

Foto: 2 novembre, commemorazione dei fedeli defunti (ogni sacerdote può celebrare tre Messe). Orari delle S. Messe dell'Istituto Mater Boni Consilii:- Casa di Verra Savoia (TO): ore 7,30 e ore 8,00.- Oratorio di Torino: ore 18,15.- Oratorio di Milano: ore 7,30, ore 8,00 e ore 8,30.- Casa di San Martino dei Mulini (RN): ore 7,30 e ore 8,00.- Oratorio di Rimini: ore 18,00.- Oratorio di Roma: ore 17,00, ore 17,30 e ore 18,00.http://www.sodalitium.biz/http://www.casasanpiox.it/Sabato 2 Novembre commemorazione dei fedeli defunti (ogni sacerdote può celebrare tre Messe).

Don Floriano Abrahamowicz celebra le tre Messe a Paese (TV) apartire dalle ore 18.00. La terza Messa sarà trasmessa sul canale http://www.livestream.com/DOMUSMARCEL  alle ore 19.20 circa.

Orari delle S. Messe dell’Istituto Mater Boni Consilii:
– Casa di Verra Savoia (TO): ore 7,30 e ore 8,00.
– Oratorio di Torino: ore 18,15.
– Oratorio di Milano: ore 7,30, ore 8,00 e ore 8,30.
– Casa di San Martino dei Mulini (RN): ore 7,30 e ore 8,00.
– Oratorio di Rimini: ore 18,00.
– Oratorio di Roma: ore 17,00, ore 17,30 e ore 18,00.
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SANTE MESSE

Don Floriano Abrahamowicz ha fondato la Domus Marcel Lefebvre nel 2009, dopo esser stato violentemente espulso dalla Fraternità San Pio X per aver espresso le sue più profonde perplessità e poi critiche di fronte alla politica di ralliement dei vertici della stessa nei confronti del Vaticano occupato dai modernisti conciliari.

Don Floriano non è solamente sedevacantista simpliciter, quindi “non una cum” (non in comunione con)  i falsi Pastori che occupano abusivamente i Sacri Palazzi, ma evidenzia, a 50 anni dal Conciliabolo Vaticano II ordito dalla Contro-Chiesa per tentare la demolizione del Corpo Mistico di Gesù Cristo, che la visibilità della Chiesa è drasticamente ridotta, nella assoluta consapevolezza che le porte degli inferi non prevarranno mai su di Essa.

Le Sante Messe tridentine, dette di S. Pio V, celebrate regolarmente dal Reverendo sono:

– A Paese (TV) in Via Pietro Nenni n. 6 alle ore 10.30 ogni domenica e festa di precetto (con diretta sul canale http://www.livestream.com/DOMUSMARCEL – Non sostituisce l’assolvimento del precetto festivo)

– A Trieste (per info sul luogo tel. 346/0905134) alle ore 18.30 ogni PRIMA DOMENICA del MESE.

– A Verona presso una chiesa di proprietà privata (per info tel. 346/0905134) alle 18.30 ogni SECONDA DOMENICA DEL MESE

– A Bolzano presso una chiesa di proprietà privata (per info tel. 346/0905134) alle 18.30 ogni QUARTA DOMENICA DEL MESE

Saltuariamente, don Floriano celebra la Santa Messa in Carinzia, in Tirolo e in Calabria.

L’opera del Reverendo è benedetta da 9 Vescovi.

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Lo stesso avviene per il TRIDUO PASQUALE

GIOVEDI SANTO 28/03/2013: ORE 19.30

VENERDI SANTO 29/03/2013: ORE 19.30

VEGLIA DI PASQUA – SABATO SANTO 30/03/2013 ORE 20.30

DOMENICA DI PASQUA 31/03/2013 : ORE 10.30

DOMENICA IN ALBIS  7 APRILE ORE 10.30 A PAESE (TV)

DOMENICA IN ALBIS  7 APRILE ORE 18.30 A TRIESTE (per info. tel. don Floriano 346/0905134)

Segnalazione del Centro Studi Federici

La liturgia della Settimana Santa

La Settimana Santa. Uffici dalla Domenica delle Palme al Sabato Santo, secondo le rubriche di Papa S. Pio X. Testo latino – italiano (pagg. 120) euro 8,00.

Si tratta di un libretto che contiene l’ufficio proprio delle principali cerimonie della Settimana Santa dalla Domenica delle Palme al Sabato Santo. Il testo è secondo le rubriche di papa San Pio X, cioè anteriore alle riforme del 1955 e del 1962, alle quali lavorò il gesuita Annibale Bugnini, uno degli artefici della Messa Nuova di Paolo VI. Da usare in accoppiata con il Messalino Festivo delle nostre edizioni.

http://www.sodalitium.biz/index.php?ind=reviews&op=entry_view&iden=16

Istituto Mater Boni Consilii: S. Messe dalla domenica delle Palme alla domenica in Albis 

Il precetto della Comunione pasquale si soddisfa dalla domenica delle Palme (24 Marzo 2013) alla domenica dopo Pasqua (in Albis, 7 Aprile 2013). 

Ferrara (Albarea) – Chiesa San Luigi, via Pacchenia, 47.

Domenica 24 Marzo – Palme:  S. Messa alle ore 17,30.

Domenica 31 Marzo – Pasqua: S. Messa alle ore 11,30.

Domenica 7 Aprile – In Albis: S. Messa alle ore 17,30.

Per informazioni: tel. 0161.839335.

Loro Ciuffenna (AR) – Fattoria del Colombaio, st. dei 7 ponti.

Domenica 31 Marzo – Pasqua:  S. Messa alle ore 17,30.

Domenica 7 Aprile – In Albis: S. Messa alle ore 17,30.

Per informazioni: tel. 0161.839335.

Milano – Oratorio Sant’Ambrogio, via Vivarini, 3.

Domenica 24 Marzo – Palme: benedizione, processione e S. Messa alle ore 10,30. Attenzione all’orario

Domenica 31 Marzo – Pasqua:  S. Messa alle ore 11.

Domenica 7 Aprile – In Albis: S. Messa alle ore 11.

Per informazioni: tel. 0161.839335.

Modena – Ortaorio San Pio V, Via Savona 73.

Domenica 24 Marzo – Palme:  S. Messa alle ore 11.

Domenica 31 Marzo – Pasqua:  S. Messa alle ore 9.

Domenica 7 Aprile – In Albis: S. Messa alle ore 11.

Per informazioni: tel.0161.839335.

Pescara – Oratorio del Preziosissimo Sangue, via Ofanto, 24.

Domenica 24 Marzo – Palme: S. Messa alle ore 18,30.

Domenica 31 Marzo – Pasqua: S. Messa alle ore 18,30.

Per informazioni: tel. 0541.758961.

Potenza-  Via Giordano Bruno (già San Lorenzo) 6-8.

Domenica 31 Marzo – Pasqua:  S. Messa alle ore 19,30

Per informazioni: tel. 0541.758961.

Rimini – Oratorio San Gregorio Magno, via Molini, 8.

Domenica 24 Marzo – Palme:  benedizione e S. Messa alle ore 10,30. Attenzione all’orario.

Domenica 31 Marzo – Pasqua: S. Messa alle ore 11.

Domenica 7 Aprile – In Albis: S. Messa alle ore 11.

Per informazioni: tel. 0541.758961

Roma – Oratorio San Gregorio VII, via Pietro della Valle, 13/b.

Domenica 31 Marzo – Pasqua:  S. Messa alle ore 11.

Domenica 7 Aprile – In Albis: S. Messa alle ore 11.

Per informazioni: tel.0161.839335.

Rovereto (TN)

Domenica 31 Marzo – Pasqua:  S. Messa alle ore 18.

Domenica 7 Aprile – In Albis: S. Messa alle ore 18.

Per informazioni: tel. 0161.839335.

Torino – Oratorio del Sacro Cuore, via Thesauro, 3/d.

Domenica 24 Marzo – Palme: processione e S. Messa alle ore 10. Attenzione all’orario.

Domenica 31 Marzo – Pasqua:  S. Messa alle ore 9 e 11,15.

Domenica 7 Aprile – In Albis: S. Messa alle ore 9 e 11,15

Per informazioni tel. 0161.839335.

 

Valmadrera (LC) – Via Concordia, 21.

Domenica 24 Marzo – Palme: S. Messa alle ore 18.

Domenica 7 Aprile – In Albis: S. Messa alle ore 18.

Per informazioni: tel. 0341.580486.

Varese – Hotel Ungheria, via Borri, 98.

Domenica 24 Marzo – Palme: S. Messa alle ore 18.

Per informazioni: tel. 0161.839335

Verrua Savoia (TO) – Chiesa SS. Pietro e Paolo, loc. Carbignano 36.

Domenica 24 Marzo – Palme:  S. Messa alle ore 18.

Domenica 31 Marzo – Pasqua:  S. Messa alle ore 18.

Domenica 7 Aprile – In Albis: S. Messa alle ore 18.

Per informazioni tel. 0161.839335.

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MESSALE ROMANO QUOTIDIANO
ad uso dei fedeliMessale Romano quotidiano, edizione 1962
Volume formato 10 x 16 di 1880 pagine, con il testo bilingue (latino e italiano)
della S. Messa per tutti i giorni dell’anno liturgico.
Oltre all’Ordinario della Messa, al ciclo del Tempo e al ciclo dei Santi,
comprende alcuni cantici e inni e un appendice con Sacramenti,
sacramentali e orazioni.
Lo spediamo contrassegno.
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Associazione Fraternità San Pio X
Il Messale verrà inviato
in seguito alla ricezione del versamentoRecapiti della Fraternità Sacerdotale San Pio X:Albano (Roma)
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Montalenghe (Torino)
Priorato San Carlo Borromeo,
via Mazzini, 19, tel. 011.983.92.72 – fax: 011 – 983.94.86
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Rimini
Priorato Madonna di Loreto, via Mavoncello, 25.
Tel: 0541.72.77.67 – fax: 0541.72.60.75
Posta elettronica: rimini@sanpiox.i

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ORDINARIO DELLA S. MESSA DOMENICALE (AD USO DEI FEDELI)

 

Ingresso e Aspersione

(IN PIEDI)

Canto dell’ASPERGES ME o, da Pasqua a Pentecoste, del VIDI AQUAM, durante l’aspersione dell’altare e dei fedeli. Quindi Sacerdote e Ministri recitano il salmo JUDICA ME, finito il quale si dice (se il coro non canta l’Introito)

 

Sac. ‑   Introíbo ad altáre Dei.

Tutti ‑  Ad Deum qui lætíficat juventútem meam.

Sac. ‑   Adjutórium nostrum X in nómine Dómini.

Tutti ‑  Qui fécit cælum et terram.

Sac. –   Confíteor … Deum nostrum.

Min. ‑   Misereátur tui Omnípotens Deus, et dimíssis peccátis tuis perdúcat te ad vitam ætérnam.

Sac. ‑   Amen.

Tutti ‑ Confíteor Deo Omnipoténti, Beátæ Maríæ semper Vírgini, beáto Micha-éli Archángelo, beáto Joánni Baptístæ, sanctis Apóstolis Petro et Paulo, ómnibus Sanctis et tibi, pater, quia peccávi nimis cogitatióne, verbo et ópere: mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa (percuotendosi il petto).  Ídeo precor Beátam Maríam semper Vírginem, beátum Michaélem Archángelum, beátum Joánnem Baptístam, Sanctos Apóstolos Petrum et Paulum, omnes Sanctos et te, pater, oráre pro me ad Dóminum Deum nostrum.

Sac. ‑   Misereátur vestri omnípotens Deus, et dimíssis peccátis vestris perdúcat vos ad vitam ætérnam.

Tutti ‑  Amen.

Sac. ‑   Indulgéntiam, X absolutiónem, et remissiónem peccatórum nostrórum, tríbuat nobis omnípotens et miséricors Dóminus.

Tutti ‑ Amen.

Sac. ‑   Deus, tu convérsus vivificábis nos.

Tutti ‑ Et plebs tua lætábitur in te.

Sac. ‑   Osténde nobis, Dómine, misericórdiam tuam.

Tutti ‑ Et salutáre tuum da nobis.

Sac. ‑   Dómine, exáudi oratiónem meam.

Tutti ‑ Et clamor meus ad te véniat.

Sac. ‑   Dóminus vobiscum.

Tutti ‑ Et cum spíritu tuo.

Sac. ‑   Orémus.

(SEDUTI)

I fedeli cantano le parti sottolineate e in neretto

KÝRIE, eléison. Kýrie, eléison. Kýrie, eléison.

Christe, eléison. Christe, eléison. Christe, eléison.

Kýrie, eléison. Kýrie, eléison. Kýrie, eléison.

(IN PIEDI)

GLÓRIA IN EXCÉLSIS DEO

(si omette in Avvento e dalla Settuagesima a Pasqua esclusa)

Et in terra pax homínibus bonæ voluntátis. Laudámus te.

Benedícimus te. Adorámus te.

Glorificámus te. Grátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam.

Dómine Deus, Rex cæléstis, Deus Pater Omnípotens. Dómine, Fili unigénite Jesu Christe.

Dómine Deus, Agnus Dei, Fílius Patris. Qui tollis peccáta mundi, miserére nobis.

Qui tollis peccáta mundi, súscipe deprecatiónem nostram. Qui sedes ad déxteram Patris, miserére nobis.

Quóniam tu solus Sanctus. Tu solus Dóminus.

Tu solus Altíssimus, Jesu Christe. X Cum Sancto Spíritu in glória Dei Patris.

Amen.

Sac. ‑   Dóminus vobíscum.

Tutti ‑  Et cum spíritu tuo.

Il Sacerdote recita l’orazione detta COLLETTA, che così termina:

Sac. ‑   … per ómnia sǽcula sæculórum.

Tutti ‑  Amen.

(SEDUTI)

Segue la lettura dell’EPISTOLA, il canto da parte del coro di GRADUALE e ALLELUIA (o TRATTO), e la lettura del VANGELO (che si ascolta in piedi).

Quindi, dopo la predica, il Sacerdote intona il CREDO, cui si risponde a cori alterni tra il coro e il popolo (quest’ultimo nelle parti sottolineate e in neretto).

 

(IN PIEDI)

CREDO IN UNUM DEUM

Patrem omnipoténtem, factórem cæli et terræ, visibílium ómnium, et invisibílium.

Et in unum Dóminum Jesum Christum, Fílium Dei unigénitum.

Et ex Patre natum ante ómnia sǽcula.

Deum de Deo, lumen de lúmine, Deum verum de Deo vero.

Génitum, non factum, consubstantiálem Patri: per quem ómnia facta sunt.

Qui propter nos hómines, et propter nostram salútem descéndit de cælis.

(IN GINOCCHIO)

Et incarnátus est de Spíritu Sancto ex María Vírgine: et homo factus est.

(IN PIEDI)

Crucifíxus étiam pro nobis: sub Póntio Piláto passus, et sepúltus est.

Et resurréxit tértia die, secúndum Scriptúras.

Et ascéndit in cælum: sedet ad déxteram Patris.

Et íterum ventúrus est cum glória judicáre vivos et mórtuos: cuius regni non erit finis.

Et in Spíritum Sanctum, Dóminum, et vivificántem: qui ex Patre, Filióque procédit.

Qui cum Patre et Fílio simul adorátur et conglorificátur: qui locútus est per Prophétas.

Et unam, sanctam, cathólicam et apostólicam Ecclésiam.

Confíteor unum baptísma in remissiónem peccatórum.

Et expécto resurrectiónem mortuórum.

X Et vitam ventúri sǽculi.

Amen.

OFFERTORIO

Sac. ‑   Dóminus vobíscum.

Tutti ‑  Et cum spíritu tuo.

Sac. ‑   Orémus.

(SEDUTI)

Seguono le preghiere di Offertorio, dette a bassa voce, che si concludono con

Sac. ‑   … per omnia sæcula sæculórum.

Tutti ‑  Amen.

PREFAZIO

 (IN PIEDI)

Sac. ‑   Dóminus vobíscum.

Tutti ‑  Et cum spíritu tuo.

Sac. ‑   Sursum corda.

Tutti ‑ Habémus ad Dóminum.

Sac. ‑   Grátias agámus Dómino Deo nostro.

Tutti ‑ Dignum et justum est.

Sac. –               VERE DIGNUM et justum est….  una voce dicéntes:

SANCTUS, Sanctus, Sanctus Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cǽli et terra glória tua. Hosánna in excélsis.

X Benedíctus qui venit in nómine Dómini. Hosánna in excélsis.

CONSACRAZIONE

(IN GINOCCHIO)

Dopo la Consacrazione e l’ostensione, il Sacerdote così termina:

Sac. ‑   … per ómnia sǽcula sæculórum.

Tutti – Amen.

CANTO DEL PATER NOSTER

(IN PIEDI)

Sac. –   Orémus. Præcéptis salutáribus móniti, et divína institutióne formáti, audémus dícere:

PATER NOSTER, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum. Advéniat regnum tuum. Fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie. Et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris. Et ne nos indúcas in tempntaptiónem.

Tutti ‑  Sed líbera nos a malo.

Sac. ‑   … per ómnia sǽcula sæculórum.

Tutti ‑  Amen.

Sac. ‑   Pax Dómini sit semper vobíscum.

Tutti ‑  Et cum spíritu tuo.

AGNUS DEI, qui tollis peccáta mundi: miserére nobis.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi: miserére nobis.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi: dona nobis pacem.

COMUNIONE

(IN GINOCCHIO)

Sac. ‑   Ecce Agnus Dei: ecce qui tollit peccáta mundi.

Tutti ‑  (percuotendosi il petto) Dómine, non sum dignus ut intres sub tectum meum: sed tantum dic verbo et sanábitur ánima mea. (si ripete tre volte)        

Chi vuole ed è in stato di grazia agli occhi di Dio, si accosta alla S. Comunione che, secondo la pia tradizione, si riceve inginocchiati e sulla lingua.

(IN PIEDI)

Sac. ‑   Dóminus vobíscum.

Tutti ‑ Et cum spíritu tuo.

Sac. ‑   Orémus.

Il Sacerdote recita l’orazione detta POSTCOMMUNIO e così termina:

Sac. –   … per ómnia sǽcula sæculórum.

Tutti – Amen.

Sac. ‑   Dóminus vobíscum.

Tutti ‑ Et cum spíritu tuo.

Sac. ‑   Ite, missa est.

Tutti ‑ Deo grátias.

Sac. ‑   Benedícat vos Omnípotens Deus: X Pater, et Fílius, et Spíritus Sanctus.

Tutti ‑ Amen.

Durante la lettura dell’Ultimo Vangelo, coro e popolo cantano una delle seguenti Antifone alla Madonna:

ALMA REDEMPTORIS MATER       (dall’Avvento fino al 2 febbraio)

AVE REGINA CÆLORUM               (dal 3 febbraio fino al mercoledì santo)

REGINA CÆLI                                  (da Pasqua all’Ottava di Pentecoste)

SALVE REGINA                                (dopo Pentecoste fino alll’Avvento)

****

LEGENDA

Le parti scritte in caratteri tondi normali sono dette a bassa voce dal Sacerdote e dai Ministri.

Le parti in maiuscoletto sono dette dal Sacerdote

Le parti in maiuscoletto sottolineato sono cantate dal Sacerdote

Le parti in piccolo  e in verde sono dei ministri o dei ministri e fedeli insieme

Le parti in corsivo e in rosso, sono rubriche esplicative

PROCESSIONE DI INGRESSO

ASPERSIONE (la domenica)

Durante il canto dell’Asperges me (o del Vidi aquam), il Sacerdote asperge se stesso, l’altare, i ministri e i fedeli. Durante il canto del Gloria si ferma e inclina il capo. Finito il canto dell’antifona prosegue:

Sac. ‑      Osténde nobis, Dómine, misericórdiam tuam.

Min. ‑ Et salutáre tuum da nobis

Sac. ‑      Dómine, exáudi oratiónem meam.

Min. ‑ Et clámor meus ad te véniat

Sac. ‑      Dóminus vobiscum.

Min. ‑ Et cum spíritu tuo

Sac. ‑      Orémus. Exàudi nos, Dòmine, sancte Pater, omnìpotens aetèrne Deus, et mìttere dignèris sanctum àngelum tuum de cælis, qui custòdiat, fòveat, pròtegat, vìsitet atque defèndat omnes habitàntes in hoc habitàculo. Per Christum Dòminum nostrum.

Min. – Amen

Il Sacerdote si spoglia del piviale ed indossa la pianeta, quindi si dispone in piano ai piedi dell’altare, genuflette, si rialza e prosegue:

PREGHIERE AI PIEDI DELL’ALTARE (tutto a voce bassa se il coro canta l’Introito)

Sac. ‑     In nómine Patris + et Filii et Spíritus Sancti. Amen.

Sac. ‑     Introíbo ad altáre Dei.

Min. ‑ Ad Deum qui lætíficat iuventútem meam.

Sac. ‑     Iúdica me, Deus, et discérne causam meam de gente non sancta: ab hómine iníquo, et dolóso érue me.

Min. ‑ Quia tu es, Deus, fortitúdo mea: quare me repulísti, et quare tristis incédo, dum afflígit me inimícus?

Sac. ‑     Emítte lucem tuam et veritátem tuam: ipsa me deduxérunt et adduxérunt in montem sanctum tuum, et in tabernácula tua.

Min. ‑ Et introíbo ad altáre Dei: ad Deum qui lætíficat iuventútem meam.

Sac. ‑     Confitébor tibi in cíthara, Deus, Deus meus; quare tristis es, ánima mea, et quare contúrbas me?

Min. ‑ Spera in Deo, quóniam adhuc confitébor illi: salutare vúltus mei, et Deus meus.

Sac. ‑      (china il capo)Glória Patri et Fílio et Spirítui Sancto.

Min. ‑ Sicut erat in princípio et nunc et semper, et in sæcula sæculórum. Amen.

Sac. ‑     Introíbo ad altáre Dei.

Tutti ‑ Ad Deum qui lætíficat iuventútem meam

Sac. ‑     XAdiutórium nostrum in nómine Dómini.

Tutti ‑ Qui fécit cœlum et terram

                                                   Inclinandosi a mani giunte dice

Sac. ‑      Confíteor Deo omnipoténti, Beátæ Maríæ semper Virgini, beáto Michaëli Archángelo, beáto Joánni Baptístæ, sanctis Apóstolis Petro et Paulo, ómnibus Sánctis et vobis, fratres: quia peccávi nimis cogitatíone, verbo et ópere: mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa (battendosi il petto). Ideo precor beátam Maríam semper Vírginem, beátum Michaëlem Archángelum, beátum Joánnem Baptistám, Sanctos Apóstolos Petrum et Paulum, ómnes Sanctos, et vos, fratres, oráre pro me ad Dóminum Deum nostrum.

Min. ‑ Misereátur tui omnípotens Deus, et dimíssis peccátis tuis, perdúcat te ad vitam ætérnam.

                                                        Il Sacerdote si raddrizza

Sac. ‑     Amen.

Tutti ‑ Confíteor Deo omnipoténti, beátæ Maríæ semper Vírgini, beáto Michaëli Archángelo, beáto Joánni Baptístæ, sanctis Apóstolis Petro et Paulo, ómnibus Sánctis et tibi, pater: quia peccávi nimis cogitatíone, verbo et ópere: mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa. Ideo precor beátam Maríam semper Vírginem, beátum Michaëlem Archángelum, beátum Joánnem Baptistám, Sanctos Apóstolos Petrum et Paulum, ómnes Sanctos, et te, pater, oráre pro me ad Dóminum Deum nostrum.

Sac. ‑     Misereátur vestri omnípotens Deus, et dimíssis peccátis vestris perdúcat vos ad vitam ætérnam.

Tutti ‑ Amen.

Sac. ‑     Indulgéntiam, + absolutiónem, et remissiónem peccatórum nostrórum, tríbuat nobis omnípotens et miséricors Dóminus.

Tutti ‑ Amen

Sac. ‑     Deus, tu convérsus vivificábis nos.

Tutti ‑ Et plebs tua lætábitur in te.

Sac. ‑     Osténde nobis, Dómine, misericórdiam tuam.

Tutti ‑ Et salutáre tuum da nobis

Sac. ‑     Dómine, exáudi oratiónem meam.

Tutti ‑ Et clámor meus ad te véniat

Sac. ‑     Dóminus vobiscum.

Tutti ‑ Et cum spíritu tuo

Sac. ‑     Orémus (allargando e congiungendo le mani)

SALITA ALL’ALTARE

Il Sacerdote sale all’altare (i Ministri sollevano il lembo del camice) e a voce bassa recita

Sac. – Aufer a nobis, quæsumus, Dómine, iniquitátes nostras: ut ad sancta sanctórum puris mereámur méntibus introíre. Per Christum Dóminum nostrum. Amen.

                                   Il Sacerdote si inclina poggiando le mani sull’altare

Orámus te, Dómine, per mérita Sanctórum tuórum quórum relíquiæ hic sunt (bacia l’altare), et omnium Sanctórum: ut indùlgere dignéris ómnia peccata mea. Amen.

                                                           Se c’è l’incensazione:

Sac. – Ab illo bene+dicàris in cuius honore cremaberis

                                                            Quindi, preso il turibolo dal ministro, incensa l’altare, poi restituisce il turibolo al ministro che lo incensa

          Il Sacerdote in cornu epistolae (destra) legge l’INTROITO (v. proprio) segnandosi

Kyrie, eléison. Kyrie, eléison. Kyrie, eléison.

Christe, eléison. Christe, eléison. Christe, eléison.

Kyrie, eléison. Kyrie, eléison. Kyrie, eléison.

Terminato il canto del Kyrie, l’organo dà l’intonazione quindi il Sacerdote, allargate e giunte le mani, intona il Gloria (eccetto Avvento e dalla Settuagesima a Pasqua)

Sac. –      Glória in excélsis Deo

Et in terra pax homínibus bonæ voluntátis. Laudámus te.  Benedícimus te.

(china il capo) Adorámus te. Glorificámus te.

(china il capo) Grátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam.

Dómine Deus, Rex cœléstis, Deus Pater omnípotens.

Dómine, Fili unigénite (china il capo) Iesu Christe.

Dómine Deus, Agnus Dei, Filius Patris. Qui tollis peccáta mundi, miserére nobis.

Qui tollis peccáta mundi, (china il capo) súscipe deprecatiónem nostram.

Qui sedes ad déxteram Patris, miserére nobis. Quóniam tu solus Sanctus.

Tu solus Dóminus. Tu solus Altíssimus, (china il capo) Iesu Christe.

XCum sancto  Spiritu  in glória Dei Patris. Amen.

                                         Il Sac. bacia l’altare e si volge verso i fedeli

Sac. ‑      Dóminus vobíscum.

Tutti ‑ Et cum spíritu tuo

                                                           Si gira verso l’altare

Sac. ‑      Oremus.

                 Il Sacerdote canta l’orazione detta COLLETTA (v. proprio) e così termina

Sac. ‑      …per omnia sæcula sæculorum.

Tutti ‑ Amen.

LETTURA DELL’EPISTOLA

Min. ‑ Deo grátias.

                                          Il Coro canta Graduale, Alleluia o Tratto.

                             Il Sac. inclinato a mani giunte sull’altare dice a voce bassa

Sac. ‑      Munda cor meum, ac lábia mea, omnípotens Deus, qui lábia Isaiæ prophétæ cálculo mundásti igníto; ita me tua grata miseratióne dignáre mundáre, ut sanctum Evangélium tuum digne váleam nuntiáre. Per Christum Dóminum nostrum. Amen.

Iube, Dómne, benedícere. Dóminus sit in corde meo et in lábiis meis: ut dígne et competénter annúntiem Evangélium suum. Amen.

                                                                 Quindi canta

Sac. ‑      Dóminus vobiscum.

Tutti ‑ Et cum spíritu tuo.

Sac. ‑ XSequéntia [oppure: inítium] sancti Evangélii secúndum¼

Il Sac. fa un segno di croce col pollice sul Vangelo, sulla fronte, sulla bocca e sul cuore.

Tutti ‑ Glória tibi, Dómine.

LETTURA DEL VANGELO

Min. ‑ Laus tibi Christe.

Se c’è l’incenso, il Sacerdote lo benedice e incensa 3 volte il libro.

Sac. ‑ Per evangélica dicta deleántur nostra delícta (bacia il libro)

Dopo l’omelia il Sac., in mezzo all’altare rivolto verso la croce, allarga, alza e ricongiunge le mani, che tiene poi giunte, ed intona

Sac. –      Credo in unum Deum

(china il capo) Patrem omnipoténtem, factórem cœli et terræ, visibílium ómnium, et invisibílium.

Et in unum Dóminum (china il capo) Jesum Christum, Fílium Dei unigénitum.

Et ex Patre natum ante ómnia sæcula.

Deum de Deo, lumen de lúmine, Deum verum de Deo vero.

Génitum, non factum, consubstantiálem Patri: per quem ómnia facta sunt.

Qui propter nos hómines, et propter nostram salútem descéndit de cœlis.

(in ginocchio) Et incarnátus est de Spíritu Sancto ex Maria Vírgine: et homo factus est.

(in piedi) Crucifíxus étiam pro nobis: sub Póntio Pilato passus, et sepúltus est.

Et resurréxit tértia die, secúndum Scriptúras.

Et ascéndit in cœlum: sedet ad déxteram Patris.

Et íterum ventúrus est cum glória iudicáre vivos et mórtuos: cuius regni non erit finis.

Et in Spíritum Sanctum, Dóminum, et vivificántem: qui ex Patre, Filióque procédit.

Qui cum Patre et Filio simul (china il capo) adorátur et conglorificátur: qui locútus est per Prophétas.

Et unam, sanctam, cathólicam et apostólicam Ecclésiam.

Confíteor unum baptísma in remissiónem peccatórum.

Et expécto resurrectiónem mortuórum.

XEt vitam ventúri sæculi. Amen.

OFFERTORIO

                                             Bacia l’altare, si gira al popolo, canta:

Sac. ‑      Dóminus vobiscum.

Tutti ‑ Et cum spíritu tuo

                              Si gira verso l’altare, allarga e ricongiunge subito le mani

Sac. ‑ Orémus.

Legge l’Antifona all’Offertorio (v. proprio), quindi scopre il Calice, dando al Ministro il velo, pone il Calice a destra del corporale, solleva la patena con l’Ostia.

Recita le preghiere che seguono a bassa voce

Sac. ‑      SÙSCIPE, SANCTE PATER, omnípotens ætérne Deus, hanc immaculátam hóstiam, quam ego indígnus fámulus tuus óffero tibi Deo meo vivo, et vero, pro innumerabílibus peccátis, et offensiónibus, et negligéntiis meis, et pro ómnibus circumstántibus, sed et pro ómnibus fidélibus christiánis vivis atque defúnctis: ut mihi et illis profíciat ad salútem in vitam ætérnam. Amen.

Il Sac. fa un segno di croce con la patena sul corporale, depone l’Ostia sul corporale, mettendo la patena per metà sotto il corporale al lato destro. Al lato dell’epistola, asterge il Calice e vi versa vino e acqua che il Ministro gli porge.

Deus, qui humánæ substántiæ dignitátem mirabíliter condidísti, et mirabílius reformásti: da nobis per huius aquæ et vini mystérium, eius divinitátis esse consórtes, qui humanitátis nostræ fieri dignátus est párticeps, Iesus Christus Fílius tuus Dóminus noster: Qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sæcula sæculórum. Amen.

                                                      Eleva leggermente il calice

OFFÉRIMUS TIBI, Dómine, cálicem salutáris, tuam deprecántes cleméntiam: ut in conspéctu divinæ maiestátis tuæ, pro nostra, et totíus mundi salúte cum odóre suavitátis ascéndat. Amen.

Fa un segno di croce col calice sul corporale, lo depone e lo copre con la palla. Poi a mani giunte e inclinato recita

In spíritu humilitátis, et in ánimo contríto suscipiámur a te, Dómine: et sic fiat sacrifícium nostrum in conspéctu tuo hódie, ut pláceat tibi, Dómine Deus.

              Allarga le mani, le alza e le congiunge, alza gli occhi alla croce e li riabbassa

VENI, SANCTIFICÁTOR omnípotens, ætérne Deus,  et Xbénedic hoc sacrifícium tuo sancto nómini præparátum.

Benedizione dell’incenso:

Per intercessiónem beáti Michaëlis Archángeli, stantis a dextris altáris incénsi, et ómnium electórum suórum, incénsum istud dignétur Dóminus beneXdícere, et in odórem suavitátis accípere. Per Christum Dóminum nostrum. Amen.

                                    Incensa le offerte:

Incénsum istud a te benedíctum, ascéndat ad te, Dómine: et descéndat super nos misericórdia tua.

                                    Incensa la croce e l’altare

Dirigátur, Dómine, orátio mea, sicut incénsum in conspéctu tuo: elevátio mánuum meárum sacrifícium vespertínum. Pone, Dómine, custódiam ori meo, et óstium circumstántiæ lábiis meis: ut non declínet cor meum in verba malítiæ, ad excusándas excusatiónes in peccátis.

                                    Restituisce il turibolo al Ministro, che incensa il Sacerdote e i Fedeli

Accéndat in nobis Dóminus ignem sui amóris, et flammam ætérnæ caritátis. Amen.

Lavanda delle mani:

LAVÁBO inter innocéntes manus meas: et circúmdabo altáre tuum, Dómine:

Ut áudiam vocem laudis, et enárrem univérsa mirabília tua.

Dómine, diléxi decórem domus tuæ, et locum habitatiónis glóriæ tuæ.

Ne perdas cum ímpiis, Deus, ánimam meam, et cum viris sánguinum vitam meam:

In quorum mánibus iniquitátes sunt: déxtera eórum repléta est munéribus.

Ego autem in innocéntia mea ingréssus sum: rédime me et miserére mei.

Pes meus stetit in dirécto: in ecclésiis benedícam te, Dómine.

(china il capo) Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto.

Sicut erat in princípio, et nunc et semper, et in sæcula sæculórum.  Amen.

                    Inclinato in mezzo all’altare, recita a mani giunte appoggiate all’altare

SÚSCIPE SANCTA TRÍNITAS, hanc oblatiónem, quam tibi offérimus ob memóriam passiónis, resurrectiónis, et ascensiónis Iesu Christi Dómini nostri: et in honórem beátæ Mariæ semper Vírginis, et beáti Ioánnis Baptistæ, et sanctórum Apostolórum Petri et Pauli, et istórum, et ómnium Sanctórum: ut illis profíciat ad honórem, nobis autem ad salútem; et illi pro nobis intercédere dignéntur in cœlis, quorum memóriam ágimus in terris. Per eúmdem Christum Dóminum nostrum. Amen.

                      Bacia l’altare, si gira verso il popolo, allarga e ricongiunge le mani

Sac. ‑      ORÁTE, FRATRES:  ut meum ac vestrum sacrifícium acceptábile fiat apud Deum Patrem OMNIPOTÉNTEM.

                                                              Si volge all’altare

Min. ‑ Suscípiat Dóminus sacrifícium de mánibus tuis, ad laudem, et glóriam nóminis sui, ad utilitátem quoque nostram totiúsque Ecclésiæ suæ sanctæ.

Sac. ‑ Amen.

Il Sacerdote a bassa voce legge l’orazione detta SECRETA (v. proprio), posa le mani sull’altare e termina cantando le ultime parole

Sac. ‑ Per omnia sæcula sæculórum.

Tutti ‑ Amen.

Sac. ‑ Dóminus vobiscum

Tutti ‑ Et cum spíritu tuo

                                                                 Eleva le mani

Sac. ‑ Sursum corda

Tutti ‑ Habémus ad Dóminum

                                                   Congiunge le mani e si inchina

Sac. ‑ Grátias agámus Dómino Deo nostro.

Tutti ‑ Dignum et iustum est.

                                                                  PREFAZIO

                                                               Allarga le mani

Quello che segue è il prefazio della SS. Trinità, per le domeniche che non hanno uno proprio

Sac. –      Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine, sancte Pater, omnípotens ætérne Deus: Qui cum unigénito Fílio tuo, et Spíritu Sancto, unus es Deus, unus es Dóminus: non in uníus singularitáte persónæ, sed in uníus Trinitáte sabstántiæ. Quod énim de tua glória, revelánte te, crédimus, hoc de Fílio tuo, hoc de Spíritu Sancto, sine differéntia discretiónis sentímus. Ut in confessióne veræ sempiternæque Deitátis, et in persónis propríetas, et in esséntia únitas, et in maiestáte adorétur æquálitas. Quam láudant Angeli atque Archángeli, Chérubim quoque ac Séraphim: qui non céssant clamáre cotídie, una voce dicéntes:

 

                                               Ricongiunge le mani. Il coro canta:

Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus Deus Sábaoth. Pleni sunt cœli et terra glória tua. Hosánna in excélsis.

X Benedíctus qui venit in nómine Dómini. Hosánna in excélsis.

CONSACRAZIONE

Eleva le mani, leva gli occhi e li riabbassa, ricongiunge le mani e si inclina, recitando sottovoce:

TE ÍGITUR, clementíssime Pater, per Iesum Christum Filium tuum Dóminum nostrum, súpplices rogámus, ac pétimus (bacia l’altare) uti accépta hábeas, et benedícas  hæc Xdona, hæc Xmúnera, hæc Xsancta sacrifícia illibáta (allarga le mani) in primis, quæ tibi offérimus pro Ecclésia tua sancta cathólica: quam pacificáre, custodíre, adunáre et régere dignéris toto orbe terrárum: una cum fámulo tuo Papa nostro N., et Antístite nostro N., et ómnibus orthodóxis, atque cathólicæ, et apostólicæ fidei cultóribus.

MEMÉNTO, Dómine, famulórum, famularúmque tuárum (congiunge le mani) N¼ et N¼ et ómnium circumstántium (riallarga le mani), quorum tibi fides cógnita est, et nota devótio, pro quibus tibi offérimus: hoc sacrifícium láudis, pro se, suísque ómnibus: pro redemptióne animárum suárum, pro spe salútis, et incolumitátis suæ: tibíque reddunt vota sua ætérno Deo, vivo et vero.

COMMUNICÁNTES, et memóriam venerántes, in prímis gloriósæ semper Vírginis Mariæ, Genetrícis Dei et Dómini nostri Iesu Christi: sed et beáti Ióseph, eiúsdem Vírginis Sponsi, et beatórum Apostolórum ac Mártyrum tuórum: Petri et Pauli, Andréæ, Iacóbi, Ioánnis, Thomæ, Iacóbi, Philíppi, Bartholomæi, Matthæi, Simónis et Thaddæi: Lini, Cleti, Cleméntis, Xysti, Cornélii, Cypriáni, Lauréntii, Chrysógoni, Ioánnis et Pauli, Cosmæ et Damiáni: et ómnium Sanctórum tuórum; quorum méritis, precibúsque concédas, ut in ómnibus protectiónis tuæ muniámur auxílio.  (congiunge le mani) Per eúmdem Christum Dóminum nostrum. Amen.

                                                      Stende le mani sulle offerte

HANC ÍGITUR oblatiónem servitútis nostræ, sed et cunctæ famíliæ tuæ, quæsumus, Dómine, ut placátus accípias: diésque nostros in tua pace dispónas, atque ab ætérna damnatióne nos éripi, et in electórum tuórum iúbeas grege numerári. (Congiunge le mani) Per Christum Dóminum nostrum. Amen.

                              Attendere a questo punto che termini il canto del Sanctus

                  Il Ministro suona la campanella e sale a sollevare il lembo della pianeta

QUAM OBLATIÓNEM tu, Deus, in ómnibus, quæsumus, bene+díctam, adscríp+tam, ra+tam, rationábilem, acceptabilémque fácere dignéris  ut nobis CorXpus (segno di croce sull’Ostia) et SanXguis (segno di croce sul Calice) fiat dilectíssimi Filii tui Dómini nostri Iesu Christi (congiunge le mani)

                                                              Scopre la pisside

Qui pridie quam paterétur (prende l’Ostia) accépit panem in sanctas ac venerábiles manus suas (alza gli occhi e li riabbassa) et elevátis óculis in cœlum ad te Deum Patrem suum omnipoténtem, (china il capo) tibi grátias ágens,  beneXdíxit, fregit, dedítque discípulis suis, dicens: Accípite, et manducáte ex hoc ómnes (si china)

Hoc est enim Corpus meum.

Il Sac. si genuflette (campanella), eleva l’Osta (campanella), la pone sul corporale, si genuflette nuovamente (campanella) e si rialza. Fino all’abluzione, terrà congiunti pollice e indice, tranne che per prendere l’Ostia. Chiude la pisside e scopre il Calice

SÍMILI MODO póstquam cenátum est (prende il Calice con entrambe le mani) accípiens et hunc præclárum cálicem in sanctas ac venerábiles manus suas: item, (china il capo) tibi grátias ágens bene+díxit (benedice con la destra, tenendo il Calice colla sinistra), dedítque discípulis suis, dicens (solleva il Calice): Accípite et bibíte ex eo ómnes (si china)

Hic est enim Calix Sánguinis mei,

novi et ætérni testaménti:

mystérium fídei:

Qui pro vobis et pro multis

effundétur in remissiónem peccatórum.

Hæc quotiescúmque fecéritis, in mei memóriam faciétis.

Il Sac. si genuflette (campanella), eleva il Calice (campanella), lo pone sul corporale, si genuflette nuovamente (campanella) e si rialza. Copre il Calice

                                                               Allarga le mani

UNDE ET MÉMORES, Dómine, nos servi tui, sed et plebs tua sancta, eiúsdem Christi Fílii tui, Dómini nostri, tam beátæ passiónis, nec non et ab ínferis resurrectiónis, sed et in cœlos gloriósæ ascensiónis: offérimus præcláræ maiestáti tuæ, de tuis donis, ac datis hóstiam Xpuram, hóstiam Xsanctam, hóstiam Ximmaculátam, Panem Xsanctum (segna sull’Ostia) vitæ ætérnæ  et cálicem Xsalútis perpétuæ (segna sul Calice).

Supra quæ propítio ac seréno vultu respícere dignéris: et accépta habére, sícuti accépta habére dignátus es múnera púeri tui iusti Abel, et sacrifícium Patriárchæ nostri Abrahæ: et quod tibi óbtulit summus sacérdos tuus Melchísedech, sanctum sacrifícium, immaculátam hóstiam.

                                     Si inchina, ponendo le mani giunte sul corporale

SÚPPLICES te rogámus, omnípotens Deus: iube hæc perférri per manus sancti Angeli tui in sublíme altáre tuum, in conspéctu divinæ maiestátis tuæ: ut quotquot ex hac altáris (bacia l’altare) participatióne sacrosánctum Fílii tui CórXpus (segno di croce sull’Ostia) et SánXguinem (segno di croce sul Calice) sumpsérimus  ómni benedictióne cœlésti et grátia Xrepleámur (segna se stesso, poi congiunge le mani) Per eúmdem Christum Dóminum nostrum. Amen.

                                                               Allarga le mani

MEMÉNTO étiam, Dómine, famulórum, famulorúmque tuárum N¼ et N¼ qui nos præcessérunt cum signo fídei et dórmiunt in somno pacis. Ipsis, Dómine, et ómnibus in Christo quiescéntibus, locum refrigérii, lucis et pacis, ut indúlgeas, deprecámur. (congiunge le mani) Per eúmdem Christum Dóminum nostrum. Amen.

NOBIS QUOQUE PECCATÓRIBUS (Si batte il petto e poi riallarga le mani) fámulis tuis, de multitúdine miseratiónum tuárum sperántibus, partem áliquam, et societátem donáre dignéris, cum tuis sanctis Apóstolis et Martyribus: cum Ioánne, Stéphano, Matthía, Bárnaba, Ignátio, Alexándro, Marcellíno, Petro, Felicitáte, Perpétua, Ágatha, Lúcia, Agnéte, Cæcília, Anastásia, et ómnibus Sanctis tuis: intra quorum nos consórtium, non æstimátor mériti, sed véniæ, quæsumus, largítor admítte. (Congiunge le mani) Per Christum Dóminum nostrum.

Per quem hæc ómnia, Dómine, semper bona creas, sanctí+ficas, viví+ficas, bene+dícis, et præstas nobis.

DOSSOLOGIA

Il Sac. scopre il Calice, genuflette, cinge il Calice con la sinistra e prende l’Ostia con pollice e indice della mano destra, e con l’Ostia fa 3 segni di croce sul Calice:

PER IPXSUM, et cum ipXso, et in ipXso,

                                                 poi 2 segni di croce sul corporale

est tibi Deo XPatri omnipoténti, in unitáte Spíritus XSancti

                                                 eleva leggermente Ostia e Calice

ómnis honor et glória

depone l’Ostia e il Calice, ricopre quest’ultimo, genuflette, si rialza, e a voce alta canta

Sac. ‑ per ómnia sæcula sæculórum.

Tutti ‑ Amen

                                                            Congiunge le mani

Sac. – Orémus. Præcéptis salutáribus móniti, et divína institutióne formáti, audémus dícere:

                                                               Allarga le mani

PATER NOSTER, qui es in cœlis

Sanctificétur nomen tuum

Advéniat regnum tuum

Fiat volúntas tua, sicut in cœlo et in terra

Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie

Et dimítte nobis débita nostra,

sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris.

Et ne nos indúcas in tentatiónem.

Tutti – Sed libera nos a malo.

Sac. –      Amen.

    Tiene con la destra la patena in posizione verticale, tenendo la mano sinistra sul corporale

Líbera nos, quæsumus, Dómine, ab ómnibus malis, prætéritis, preséntibus et futúris: et intercedénte beáta et gloriósa semper Vírgine Dei Genetríce Maria, cum beátis Apóstolis tuis Petro et Paulo, atque Andréa, et ómnibus Sanctis (si segna con la patena, poi la bacia) da propítius pacem in diébus nostris:  ut, ope misericórdiæ tuæ adiúti, et a peccáto simus semper líberi, et ab ómni pertubatióne secúri. (sottopone la patena all’Ostia, scopre il Calice, genuflette, prende l’Ostia con due mani e la spezza sopra il Calice). Per eúmdem Dóminum nostrum Iesum Christum Filium tuum qui tecum vívit et régnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus,

Ripone sulla patena la metà dell’Ostia che ha nella destra, spezza una particola dell’altra metà, ripone anche quest’ultima sulla patena, e tiene la particola sopra il Calice, che cinge con la sinistra. Conclude cantando a voce alta

Sac. ‑ Per ómnia sæcula sæculórum.

Tutti ‑ Amen.

                                                  Segna sul calice con la particola

Sac. ‑ Pax XDómini sit Xsemper vobísXcum.

Tutti ‑ Et cum spíritu tuo.

                              Lascia cadere la particola nel Calice e dice a voce bassa

Sac. – Hæc commíxtio, et consecrátio Córporis et Sánguinis Dómini nostri Iesu Christi, fiat accipiéntibus nobis in vitam ætérnam. Amen.

             Copre il Calice, genuflette, giunge le mani e batte il petto 3 volte all’Agnus Dei

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi: miserére nobis

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi: miserére nobis

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi: dona nobis pacem

                                      Congiunge le mani e le appoggia sul corporale

Sac. – Dómine Iesu Christe, qui dixísti Apóstolis tuis: Pacem relínquo vobis, pacem meam do vobis: ne respícias peccáta mea, sed fidem Ecclésiæ tuæ: eámque secúndum voluntátem tuam pacificáre et coadunáre dignéris: Qui vivis et regnas, Deus, per ómnia sæcula sæculórum. Amen.

Dómine Iesu Christe, Fili Dei vivi, qui ex voluntáte Patris, cooperánte Spíritu Sancto, per mortem tuam mundum vivificásti: líbera me per hoc sacrosánctum Corpus et Sánguinem tuum ab ómnibus iniquitátibus meis, et univérsis malis: et   fac  me   tuis  semper inhærére mandátis, et a te nunquam separári permíttas: Qui cum eódem Deo Patre, et Spíritu Sancto vivis et regnas, Deus, in sæcula sæculórum. Amen.

Percéptio Córporis tui, Dómine Iesu Christe, quod ego indígnus súmere præsúmo, non mihi provéniat in iudícium et condemnatiónem: sed pro tua pietáte prosit mihi ad tutaméntum mentis et córporis, et ad medélam percipiéndam: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sæcula sæculórum. Amen.

                                                           Genuflette e si rialza

Panem cœléstem accípiam, et nomen Dómini invocábo.

                  Tenendo l’Ostia sulla patena con la sinistra, si batte il petto con la destra

Dómine, non sum dignus ut intres sub téctum meum: sed tantum dic verbo et sanábitur ánima mea (per 3 volte)

                                                  Si segna con l’Ostia sulla patena

Corpus Dómini nostri Iesu Christi custódiat ánimam meam in vitam ætérnam. Amen.

Si comunica, ripone la patena sul corporale, scopre il Calice, genuflette, raccoglie i frammenti che versa nel Calice, e dice

Quid retríbuam Dómino pro ómnibus quæ retríbuit mihi? Cálicem salutáris accípiam, et nomen Dómini invocábo. Laudans invocábo Dóminum, et ab inimícis meis salvus ero.

                                         Prende il Calice, si segna con esso dicendo

Sánguis Dómini nostri Iesu Christi custódiat ánimam meam in vitam ætérnam. Amen.

Si comunica al Calice, tenendo la patena sotto il mento. Il Ministro suona la campanella. Posa il Calice e lo ricopre. Eleva l’Ostia e a voce alta dice:

Sac. ‑ Ecce Agnus Dei: ecce qui tóllit peccáta mundi

Tutti ‑ Dómine, non sum dígnus ut intres sub téctum meum: sed tantum dic verbo et sanábitur ánima mea (3 volte)

                                          Distribuendo la S. Comunione, il Sac. dice

Corpus Domini nostri Iesu Christi custòdiat ànimam tuam in vitam aeternam. Amen

Tornato all’altare, scopre il Calice, genuflette, vi fa scendere i frammenti dalla patena, il Ministro vi versa acqua. Il Sac. beve e a voce bassa dice

Sac. –      Quod ore súmpsimus, Dómine, pura mente capiámus: et de múnere temporáli fiat nobis remédium sempitérnum.

                       Il Ministro deterge le dita del Sac. con vino e acqua sopra il Calice

Corpus tuum, Dómine, quod súmpsi, et Sánguis quem potávi, adhæreat viscéribus meis: et præsta; ut in me non remáneat scélerum mácula, quem pura et sancta refecérunt sacraménta: Qui vivis et regnas in sæcula sæculórum. Amen.

Il Sac. asciuga le dita, beve dal Calice, lo asterge e lo ricopre col velo e il corporale. Il Ministro porta il Calice in cornu Evangelii (a sinistra) e il Messale in cornu Epistolae.

Legge il COMMUNIO (v. proprio), quindi bacia l’altare e si gira verso il popolo

Sac. ‑      Dóminus vobíscum.

Tutti ‑ Et cum spíritu tuo.

                                                               Si gira all’altare

Sac. ‑      Orémus.

Il Sacerdote canta a voce alta l’orazione detta POSTCOMMUNIO (v. proprio)

Tutti – Amen

                                Il Sac. bacia l’altare nel centro e si gira verso il popolo

Sac. ‑      Dóminus vobíscum.

Tutti ‑ Et cum spíritu tuo.

                    Il Sac. attende l’intonazione dell’organo, quindi canta, volto al popolo

Sac. ‑      Ite, missa est.

Tutti ‑ Deo grátias.

          Il Sac. si gira all’altare, si inchina con le mani giunte sull’altare e dice a bassa voce

Sac. –      Pláceat tibi, sancta Trínitas, obséquium servitútis meæ: et præsta: ut sacrifícium, quod óculis tuæ Maiestátis indígnus óbtuli, tibi sit acceptábile, mihíque, et ómnibus, pro quibus illud óbtuli, sit, te miseránte, propitiábile. Per Christum Dóminum nostrum. Amen.

Bacia l’altare, allarga, leva e congiunge le mani, leva gli occhi al cielo, li riabbassa, quindi si volge ai fedeli

Sac. ‑      Benedícat vos omnípotens Deus, XPater, et Filius, et Spíritus Sanctus.

Tutti ‑ Amen.

ULTIMO VANGELO

                                                Il Sac. si sposta in cornu Evangelii

Sac. ‑      Dóminus vobíscum.

Min. ‑ Et cum spíritu tuo.

Sac. ‑      XInítium sancti Evangélii secúndum Ioánnem (si segna col pollice e giunge le mani)

Min. ‑ Glória tibi, Dómine.

Sac. –      In princípio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum,  et Deus erat Verbum.  Hoc erat in princípio apud Deum.  Ómnia per ipsum facta sunt: et sine ipso factum est nihil, quod factum est:  in ipso vita erat, et vita erat lux hóminum:  et lux in ténebris lucet,  et ténebræ eam non comprehendérunt. Fuit homo missus a Deo,  cui nomen erat Ioánnes.  Hic venit in testimónium,  ut testimónium perhibéret de lúmine, ut ómnes créderent per illum.  Non erat ille lux,  sed ut testimónium perhibéret de lúmine. Erat lux vera,  quæ illúminat ómnem hóminem veniéntem in hunc mundum.  In mundo erat,  et mundus per ipsum factus est,  et mundus eum non cognóvit.  In própria vénit,  et sui eum non recepérunt.  Quotquot autem recepérunt eum,  dedit eis potestátem fílios Dei fíeri,  his qui crédunt in nómine eius:  qui non ex sanguínibus, neque ex voluntáte carnis,  neque ex voluntáte viri,  sed ex Deo nati sunt.  (genuflette) Et Verbum caro factum est (si rialza), et habitávit in nobis;  et vídimus glóriam eius,  glóriam quasi Unigéniti a Patre,  plenum grátiæ et veritátis.

Min. ‑ Deo grátias.