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Magdi “Cristiano” Allam e Lupi. Stop di una “conversione” a più tempi, come il mandato del suo mentore Benedetto XVI?

Magdi Allam il simbolo dell’Apostasìa? Qual’è il simbolismo nascosto dietro questo rituale esoterico?

Facciamo subito una premessa. Il giorno dell’elezione di Bergoglio, dalla CEI parte a nome di mons. CROCIATA una lettera di felicitazioni al nuovo Papa ANGELO SCOLA, il candidato di Comunione e Liberazione al Soglio Pontificio. Una gaffe, un errore, un pronostico andato male? Poco tempo prima in una puntata di Report, un ex ciellino Marco Palmisano, aveva raccontato che l’ex Patriarca di Venezia ed attuale Arcivescovo di Milano si era prestato con Roberto Formigoni, Rocco Buttiglione e altri di partecipare nel 1979 ad un team per la formazione della squadra politica che Silvio Berlusconi stava mettendo in piedi. Don Giussani aveva ritenuto l’iniziativa degna; così come lo aveva ritenuto Craxi che passa al suo amico Berlusconi le consegne “contro i comunisti” assieme all’altro mentore già consigliere di Bettino Craxi Gianni Baget Bozzo ex segretario di Giuseppe Siri e autore dell’opera l’Anticristo. Su questa sequela si incastonano perfettamente il deputato ciellino Maurizio Lupi e la conversione di Magdi Allam.

Sembrerebbe il racconto di un film giallo o di un intrigo in Vaticano. Forse è l’ala pseudo fondamentalista della Chiesa opposta a quella gesuitica del defunto cardinal Carlo Maria Martini e del suo pupillo Jorge Mario Bergoglio. Un epilogo strano quello dell’APOSTASIA di Magdi Allam se non inquadrato in un clima apocalittico. Infatti la domanda è: era tutto programmato, visto che Magdi Allam parla anni fa di un gesto forte che avrebbe compiuto Joseph Ratzinger? E’ un caso che il padrino del battesimo si chiamasse Lupi?

Poi all’improvviso un corto circuito. Il giorno 4 novembre 2012 va in onda su Report di Milena Gabanelli un servizio di Alberto Nerazzini intitolato IL PAPA RE. Viene messo sotto accusa tutto il comparto politico (Movimento Popolare) ed economico di Comunione e Liberazione e Roberto Formigoni viene indebolito al punto che qualche mese dopo è costretto anche alle dimissioni da Governatore della Lombardia. Tre mesi dopo Benedetto XVI dà le dimissioni ed il cardinale Angelo Scola, papabile, subisce un primo colpo “micidiale” da parte di Marco Palmisano ex ciellino, ex Memores Domini, fondatore di Forza Italia che in fondo alla trasmissione, svela ciò che forse avrebbe dovuto rimanere un segreto (per chi non si sà). Poco dopo a febbraio 2013 Palmisano darà le dimissioni dalla Fininvest e si metterà in proprio. C’è da domarsi, oltretutto: perchè Palmisano che era 2° nella lista “Amo l’Italia” di Magdi Allam, in Lombardia, ha fatto un passo indietro prima della debacle del Movimento?

Vedere dal minuto 21:30 l’intervista

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Torniamo a Magdi Allan

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Una possibile chiave di lettura, l’improvvisa morte del “prete politico”

È stato pubblicato da poco il nuovo saggio di Don Gianni Baget Bozzo: l’Anticristo
Scritto con il caratteristico stile dell’Autore, tra l’indagine e la provocazione, anche questo libro presenta le riflessioni su alcuni aspetti della modernità e della moderna crisi della Chiesa. Crisi che, come scrive l’Autore, non c’era prima del Vaticano II: “è il Concilio che ha determinato la crisi. […] il Concilio ha distrutto un ordine cattolico che non voleva distruggere e ha provocato una crisi dottrinale che prima non c’era” (p. 12).
Velocemente, ma incisivamente, l’Autore pone in evidenza gli aspetti principali che caratterizzano questa moderna crisi nata dal Concilio. “Sino al Concilio il tema fondamentale della spiritualità della Chiesa era «la salvezza delle anime come suprema legge». … Ciò significava che l’occhio della Chiesa era diretto alla vita oltre la morte, … Non vi è dubbio che questa non è piú la predicazione della Chiesa di oggi. La vita eterna è oggi assente dall’annuncio.” (p.24).
Il cambiamento di tendenza della predicazione cristiana è tale che “dopo il Concilio [la Chiesa] ha scelto la via della secolarizzazione e ha rivestito gli ultimi panni del moderno: l’utopia.” “Questa utopia nasce dalla rimozione assoluta dal pensiero cristiano del tema del male in tutte le sue forme… Il pensiero cattolico sceglie la via della innocenza del pensiero cosí come quella dell’innocenza del cuore. Questa è la fine del cattolicesimo come cultura.” (p. 26).
Questa smania di adeguarsi al mondo e alle sue moderne utopie, fa si che “Su Dio scenda il silenzio. Egli viene presentato non come il Mistero, ma come un aspetto del mondo.” (p. 29). Cosí che non v’è piú alcun bisogno di adorare Dio, perché “Il Dio compassione, il Dio ecclesiastico di oggi, non richiede adorazione.” (p. 29).
E questo spiega bene perché si sia giunti cosí insistentemente alla nuova liturgia: “Uno dei risultati della riforma liturgica è stato quello di distruggere l’adorazione.” (p. 29). “Tutto è stato pensato, a cominciare dalla trasformazione dell’altare in mensa, con l’accento passato dalla rinnovazione del Sacrificio della Croce alla comunione dei fedeli con il Corpo del Signore. […] La Chiesa diviene cosí comunità in cui il sociale supera il personale, in cui l’unione tra i cristiani non avviene piú tra persone nella Persona divina, nello Spirito Santo, ma nella comunità umana. Tutto diviene prassi e comunità, la socializzazione del personale avviene con detrimento delle vitali radici teandriche del Cristianesimo. E cosí avviene l’evento disastroso centrale nella vita della Chiesa; un evento non voluto, non previsto, non desiderato: la sostituzione della Chiesa a Cristo. Una volta si diceva:  Cristo sí la Chiesa no, ma oggi sembra prevalere il principio contrario: la Chiesa sí Cristo no.” (pp. 47 e 49).

Ma com’è avvenuto tutto questo?

Quante volte Dio ha lasciato Israele e la Chiesa ai pensieri del loro cuore! Anche questa volta è accaduto. … Qualcosa, anzi qualcuno ha operato in quella direzione. Qualcuno che prima ha diffuso lo spirito del mondo nella chiesa in modo che la secolarizzazione sembrasse un atto d’amore, di carità, di apertura verso il mondo. […] Naturalmente questo processo, che non è nelle mani di nessuno, non ha un leader, un rappresentante; è un fenomeno non afferrabile come fatto umano, tanto è invadente e progressivo, non ha per sola causa la liturgia della Chiesa. Vi è un falso profeta collettivo, quello che chiamiamo l’Anticristo, che è impersonale; ed è in questa figura collettiva di un’opera impersonale … che sentiamo presente l’inafferrabile responsabilità della sovversione della Chiesa.” (pp. 49 e 50).

La riforma liturgica fu applicata in modo autoritario e violento, fu un atto di imposizione della gerarchia sui fedeli, che non domandavano la rivoluzione della liturgia. Nessuna obiezione venne ascoltata. Già operava il «principe di questo mondo» e il fiume anticristico fluiva per passi insensibili. Tutto sembrava cosí innovatore, intelligente, comprensibile: rendere persuasivo il mistero, quale tentazione! … Il risultato è stato il compimento della rivoluzione moderna quando il moderno finiva. E il risultato è che la liturgia della Chiesa postconciliare è una liturgia morente, priva del sacro, del canto, priva di bellezza, di grandezza.” (p. 51).

Perchè l’AntiCristo?

Nell’immaginario collettivo l’idea dell’Anticristo è legata ad una visione catastrofica dell’esistenza, visione che si scontra fortemente con la sensazione ottimistica di cui è impregnata la concezione moderna del progresso indefinito e migliorativo dell’umanità. Mentre invece, per i nostri padri, la figura di Satana, Principe di questo mondo, era qualcosa di talmente reale da sostenere lo stesso imperativo della Fede. Se nel mondo vi è il male, è Satana che lo produce: la disgrazia, la sofferenza, il dolore, la morte che accompagnano la vita dell’uomo in questo mondo sarebbero inspiegabili senza la pervasiva azione di Satana, delle sue illusioni e dei suoi inganni. “… Satana è il «deuteroagonista» del Cristianesimo, è colui senza il quale il Cristianesimo non sarebbe esprimibile”, dice l’Autore (p. 98).
Ma questa visione cristiana del mondo e dell’esistenza mal si concilia col mondo moderno, convinto che presto o tardi l’uomo, in quanto tale, possa risolvere tutti i mali del mondo. L’intervento di Dio, la sua azione redentrice, la visione ultramondana del destino dell’uomo, il preminente valore trascendente dell’esistenza umana, sono tutte cose che il mondo moderno ha relegato nell’àmbito della supposta mitologia infantile dei nostri padri, non ancora sufficientemente cresciuti alla consapevolezza della loro onnipotenza.
E la Chiesa postconciliare si è sforzata in tutti i modi per avvicinare la concezione cristiana a questa moderna concezione umana.
Il quadro del concilio è la comunità mondiale come si stava allora organizzando sotto l’egida dell’ONU: e la Chiesa intendeva proporsi come una visione religiosa funzionale a un’etica politica omogenea a quel modello. In questa visione il peccato diviene un fatto etico o politico…” (p. 98).
L’omissione del deuterantagonista distruggeva il Cristianesimo del Giudizio finale, dell’inferno, del paradiso, della resurrezione della carne. (…) Se tutto ciò è pia illusione, mito escatologico, apocalittica giudaica, infine materiale mitologico, allora «vana è la nostra fede», come dice Paolo ai Corinti. Senza il demonio il Cristianesimo perde il suo senso escatologico: e la Chiesa è lontana dall’essere veramente la Chiesa di Cristo se non parla del demonio. E se non ne parla piú, come accade in molte comunità cristiane, allora ciò significa che lo Spirito Santo le ha del tutto abbandonate.” (pp. 99 e 100).

Un tempo si insegnava giustamente che uno degli inganni piú sottili del demonio è costituito dalla diffusione della suggestione che egli non esista.
Come non riflettere allora sull’evidenza attuale che tale suggestione sia entrata a far parte dei piú profondi convincimenti degli uomini della Chiesa postconciliare?
Come impedirsi di giungere alla conclusione che Satana abbia riportato una grande vittoria, cosí da accelerare i tempi per l’avvento dell’Anticristo?
L’esistenza e la potenza del diavolo è una rivelazione propria di Gesú. (…) chi rivela il demonio è Gesú: i testi che nei Vangeli sinottici parlano degli indemoniati, di Beelzebul, di mammona, di Satana sono i piú significativi. (…) Oggi Satana è per i teologi il nulla, una non persona. Perdere Satana significa perdere il livello teologico del Vangelo, non intendere piú il Vangelo come storia del Figlio di Dio.” (pp. 105 e 106).

GIANNI BAGET BOZZO, L’Anticristo, ed. Mondadori, 2001, pp. 137, £ 28.000 (E 14,46)

(4/2002)

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Magdi “ex-Cristiano” Allam. Storia di una “conversione” a tempo, come il mandato del suo mentore

La notizia di Magdi Allam che non è più cristiano, raccontata oggi dal Giornale, è diventata presto trending su Twitter. E molti sfottono il povero amante dell’Italia:

di Maurizio-G. Ruggiero

Tre (a mio avviso) sono stati gli errori principali di Magdi Cristiano Allam, uniti a un grandissimo ego, quale traspare a ogni piè sospinto:

1 – una conversione abborracciata, come si vede dal passaggio della sua dichiarazione, che più sotto riportiamo, in cui contesta (laicisticamente e relativisticamente) la morale naturale difesa dalla Chiesa, approvando invece l’Allam, adesso, le relazioni ante ed extraconiugali, il divorzio e la liquidazione del celibato ecclesiastico;

2 – l’affidamento da lui fatto su falsi conservatori, comunque su non tradizionalisti come Ratzinger, con la segreta speranza di avere con loro un rapporto privilegiato sul terreno dell’Islam, cosa che è clamorosamente mancata; come pure, ma questo era scontato, nessun sostegno è stato dato alla formazione politica Io amo l’Italia, improvvidamente fondata dallo stesso Allam, il quale si è avventurato sul terreno elettorale senza cogliere l’intrinseca malvagità e l’irreformabilità del sistema democratico giacobino;

3 – il non voler comprendere il terribile castigo della crisi nella Chiesa, giunto fino alla privazione della somma autorità spirituale e morale, spinta fino alla burletta dei due marescialli, pardòn dei due pseudopapi o dei due papocchi usurpatori che si abbracciano l’un l’altro in diretta mondovisione (uno di loro in sedicente stato di clausura), applauditi dai propagandisti della Rivoluzione per il loro inaudito tradimento.

Tutto questo, accompagnato da un’insufficiente vita di grazia e di preghiera, che sola può far superare una prova tanto ardua, tutto questo, dicevamo, ha determinato questo tragico crollo del giornalista-politico. Un atto di apostasia che Magdi Cristiano Allam si sarebbe potuto risparmiare cogliendo il dato della realtà, ovvero che la chiesa conciliare non è la Chiesa Cattolica, e neppure in continuità con essa, stando a questa come Robespierre stava a Luigi XVI, la Francia repubblican-bagascia rispetto alla Monarchia del Re cristianissimo. Un conto, infatti, è separarsi dalla Chiesa, quella vera, quella eterna, cosa che integra scisma; altro separarsi dagli eretici e scismatici conciliari che la occupano, i quali per primi hanno voluto separarsi dalla Santa Chiesa nostra Madre.

Qualcuno lo spieghi a Magdi ex-Cristiano Allam. Anche se, forse, il suo atto di apostasia è più materiale che formale; più frutto di desolazione, di cattive passioni e di non conoscenza, che di una perversa volontà.

Nel frattempo Bergoglio, francescanamente benedetto dai lacché del regime e da Ratzinger stesso, miete i primi successi della follia progressista, miserabilista, cattocomunista, intrisa dell’eretica teologia della liberazione, di cui è portatore non sano.

Prima ci si attrezza a reagire, prima si convoca un autentico consesso di prelati cattolici che eleggano un vero Papa e lancino un segnale al mondo e meglio sarà per tutti, fermo restando che Dio ha certamente le sue vie per risolvere la crisi nella Chiesa (ma gli uomini debbono pur fare la loro parte!) e che gli eventi di quest’ultimo mese accelerano l’inevitabile restaurazione cattolica e tradizionale promessa a Fatima; pregustiamo già che essa coglierà di sorpresa, più che un fulmine a ciel sereno, i traditori, i relativisti senza Dio e le false religioni.

http://ioamolitalia.it/editoriale/perche-me-ne-vado-da-questa-chiesa-debole-con-l-islam.html

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I recenti segnali che a noi non sono sfuggiti

Articolo pubblicato su Ingannati da Alberto Medidi

Fabio Massimo scrive ad Allam (ma gli risponderà?)

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Con autorizzazione dell’autore, pubblico. Lui mi prega solo di far notare che è stata  ”scritta il 28 dicembre, giorno dei Santi Innocenti martiri, e inviata il 2 gennaio”

Ave Maria!

Mi chiamo Fabio Massimo Patricelli e vi scrivo su indicazione di xxxxx, attivista come me nel costituendo comitato referendario no194, e iscritto anche al vostro nascente movimento politico. Ho inoltre l’onore di conoscere anche Andrea Cavalleri, che pure è inserito nel vostro movimento politico e che inserisco anche in copia di questa email.

Il 27 dicembre scorso stavo facendo volantinaggio davanti la Mangiagalli, per pubblicizzare la prossima 12 ore di preghiera per la vita che sabato 5 gennaio si terrà lì e in contemporanea davanti ad altri 4 ospedali italiani, ove si compiono svariate migliaia di aborti volontari all’anno.
E, in una pausa, con lo stesso xxx e Giorgio Celsi (l’infermiere vice responsabile nazionale del no194 e che si batte già da anni -con coraggio leonino- per la vita e contro la legalizzazione della sua soppressione, qual’è in essenza la 194), si è arrivati a parlare del legame imprescindibile (ma che sembra essere ancora invisibile ai più) esistente tra la battaglia per una moneta sana e vera e quella per la tutela giuridica del diritto alla vita dei concepiti.

Sia xxx che Giorgio, che pur hanno gli occhi completamente aperti sul Grande Inganno della legalizzazione dell’aborto volontario, non avevano ancora puntato l’attenzione sulla “Grande Truffa” della moneta. E, soprattutto, non l’avevano ancora fatto -pur essendo entrambi cattolici ferventi- alla luce della parole pronunciate da Gesù, Parola fattaSi Carne, in merito alla moneta. Sulla quale, tutto ciò che è necessario sapere Egli ce lo fa sapere in poche parole, in quel famoso scambio avuto con farisei ed erodiani, che troviamo nel cap. 22 di San Matteo, versetti dal 15 al 22.
Dio ha voluto che arrivassi ad aprire gli occhi sull’ “integralità” di quello scambio. E su come sia  “scomoda” la parola di Gesù (che, in quanto parola Sua: non cambia, e vale nella stessa identica misura sia per gli esseri umani di duemila anni fa che per noi di oggi) qualora gli ponessimo anche noi, oggi (seppure con l’intento benevolo di sapere realmente cosa fare e non con l’intento malevolo di metterLo “con le spalle al muro”), quella stessa domanda che Gli posero farisei ed erodiani duemila anni fa: “Maestro, è lecito o no pagare le tasse allo Stato?”.

Qui ( http://www.ingannati.it/2012/04/27/pagare-le-tasse-e-lecito/ ) trovate quanto scrissi, otto mesi orsono.
E in cui mostro come Gesù ci dica che le tasse è giusto e lecito pagarle solo se la moneta (con cui Cesare, ossia lo Stato, ce ne richiede il pagamento) appartiene a Cesare stesso, in quanto è emessa da lui (con tanto di sua “effigie” sopra di essa).
Diversamente, c’è qualcosa (che è in realtà moltissimo) che non torna.

Laddove si aprono gli occhi sulla reale natura della moneta (che è bene “pubblico” per eccellenza, in quanto serve a far circolare la ricchezza fisica all’interno del corpo economico: al pari del sangue in quello fisico)  e sul fatto che sia un’aberrazione che la sua emissione (e quindi la sua proprietà) sia lasciata in appannaggio di soggetti privati (com’era la Banca d’Italia anche PRIMA del 1981, ossia del suo pieno distacco dal Ministero del Tesoro, ossia da “Cesare”; e com’è ancora di più lampantemente oggi la BCE: che non essendo neanche “prestatrice di ultima istanza” come la statunitense FED, ci obbliga di fatto non solo ad usare una moneta-debito, per di più in completo appannaggio a privati: ma pure a privati “stranieri”. E di fatto l’Euro è a tutti gli effetti pratici una moneta “straniera”, nella misura in cui non abbiamo, come Nazione italiana, alcuna “leva” per agire su di essa; e non si è mai vista alcuna Nazione aver raggiunto o aver mantenuto la prosperità economica laddove sia stato obbligata ad usare una moneta straniera): diventa poi facile e naturale arrivare a concepire il concetto di moneta-proprietà e di moneta-credito, così come l’ha spiegata un gigante come Giacinto Auriti.

Ma oggi non è sufficiente metter mano alla sola moneta, non più emessa da Cesare e lasciata in mano a Mammona.
Perché, nel frattempo, Cesare si è trasformato in Erode. Legalizzando l’uccisione dei bambini nella pancia delle mamme e imponendo che la si effettui proprio negli ospedali pubblici, finanziati con la moneta-debito emessa da Mammona e di cui ci chiede la restituzione attraverso il pagamento delle tasse.

“Io Amo l’Italia” mi pare essere ben consapevole:
sia dell’abominio della moneta-debito attraverso la quale Cesare si è lasciato espropriare da Mammona;
sia dell’abominio dell’aborto volontario legalizzato.
E mi pare abbia messo le rimozioni di entrambi questi abomini nel suo programma politico.
Ma tra questi due punti (emissione di una moneta statale ed usata sia per finanziare opere pubbliche veramente utili e necessarie alla nazione che per essere accreditata ai cittadini come reddito di cittadinanza; ripristino della tutela giuridica del diritto alla vita dei concepiti) vi è, come si diceva sopra, un legame indissolubile.

E consiste nel fatto che è la stessa vita umana il vero “sottostante” all’emissione di una moneta statale (ovvero “di Cesare”): che è fondamento del valore di una moneta in misura ben maggiore di qualsiasi artificiosa ed arbitraria “riserva” di qualsiasi tipo (che sia oro, argento, petrolio, altre monete, o un tanto omnicomprensivo quanto generico “pil”).

Perché, prescindendo anche dalla visione cristiana e realmente umana in base alla quale la persona umana è sempre fine e non può mai essere mezzo, è evidente che dal fatto stesso che una persona sia viva, ne deriva una ricchezza anche economica per tutto il contesto che la circonda: persino qualora tale persona sia malata e non auto-sufficiente.

E ciò è tanto più vero quanto più la moneta circolante nel corpo economico è moneta-proprietà o moneta-credito: che non è emessa “a debito”, sul quale si deve anche pagare un “interesse”. E, soprattutto, dove tale “debito” (con relativo “interesse”) è contratto con Mammona, che non è in alcun modo legittimata ad avere la proprietà (ossia, l’emissione) della moneta.

Altrimenti, con la “moneta-debito” e col debito contratto con Mammona: si arriva facilmente all’aberrazione di giustificare aborti ed eutanasie per apparenti “motivi umanitari” ma per reali “motivi economici”, come giustamente ricordava ieri il cardinale Bagnasco: http://www.corriere.it/politica/13_gennaio_01/cardinale-bagnasco-aborto-eutanasia_87dfcabe-5436-11e2-a89b-c14459bdd583.shtml

Ai cosiddetti “pro-choice” che oggi domandano (e sempre più domanderanno, quando -se Dio vuole- partirà la campagna referendaria che è l’obiettivo del no194): “voi pro-life la fate facile, ma cosa deve fare una povera donna che si ritrova incinta e non è assolutamente in grado di provvedere alla nuova vita che ha in pancia?”, non possiamo limitarci a rispondere: “che lo partorisca e poi lo dia in adozione”.
Bisogna arrivare ad osare l’inosabile ed affermare integralmente la verità, per quanto “scomoda” possa essere per i poteri forti che ci sovrastano (ma che dovranno anche loro dar conto all’Unico e Vero e Giusto Giudice, un giorno, di come hanno utilizzato il potere che gli è stato concesso di avere): “noi, oltre che per la tutela integrale della vita, dal concepimento alla morte naturale, siamo per la tutela economica integrale: che si può realizzare solo e soltanto con una moneta emessa dallo Stato ed accreditata ai cittadini, come reddito di cittadinanza, sufficiente a sostenere le spese essenziali. Così che non si darà più la situazione di una madre spinta ad abortire per la disperazione indotta dalla mancanza di moneta”.

Fintantoché coloro che si battono per una moneta-proprietà e coloro che si battono per la tutela della vita condurranno battaglie separate e distinte (ad esempio, il mio amico AM, cattolico fervente e titolare del prezioso sito su cui apparvero la mia esegesi delle parole di Gesù sulla moneta di Cesare, è tra i fondatori di una nuova formazione politica che si chiama “SI Siamo Italia” e che ha messo nel suo programma le riacquisizioni di pressoché tutte le sovranità negate, ad iniziare dall’essenziale ed imprescindibile sovranità monetaria: ma che putroppo non menziona neanche uno dei valori “non negoziabili”, ad iniziare dalla tutela della vita dal concepimento alla morte naturale): non si costituirà la vera massa-critica di uomini e donne di buona volontà realmente in grado di costruire qualcosa di radicalmente diverso rispetto all’attuale sistema sempre più marcio e perverso e in via di accartocciamento su sé stesso.

Un sistema che è così marcio e perverso che:
– fa di tutto per portare le persone alla disperazione ed al suicidio per mancanza di moneta,
– permette che siano uccisi nella nostra Italia circa 140mila bambini all’anno (molti dei quali per le ambascie economiche della futura mamma),
– ha permesso l’immigrazione incontrollata e generalizzata, perché “la popolazione sta invecchiando e servono nuovi occupati che paghino le pensioni agli anziani”
– sfavorisce in tutti i modi le adozioni alle coppie che vogliono adottare un figlio e che sono costrette a ricorrere alle adozioni internazionali (che richiedono l’esborso di “moneta”)
– favorisce la fecondazione artificiale sempre più spinta ed aberrante, nella logica di arrivare al concepimento di una nuova vita che sia sempre più fatto meccanico ed industriale (e per cui sia necessario spendere “moneta”) e sempre meno umano e naturale (e che è per definizione gratuito)
– sta favorendo in tutti i modi il riconoscimento dei “matrimoni” omosessuali, con relativo diritto ad adottare (o a ricorrere alle più aberranti tecniche di fecondazione artificiale, con annessa “madre in affitto”: arrivando così ad una “commercializzazione” totale ed abominevole della generazione di una nuova vita umana), disconoscendo in toto il diritto di un bambino ad avere un padre ed una madre.

Colgo l’occasione per chiedervi se il vostro nascente movimento politico è disponibile ad una pubblica dichiarazione a favore dell’iniziativa avviata dal no194, il cui costituendo comitato referendario conta ad oggi più di tredicimila aderenti, già organizzati geograficamente.

Restando a vostra disposizione per qualsiasi tipo di approfondimento,
vi saluto con stima.
Che Dio vi benedica.

Parusìa scrive:

Caro Fabio Massimo,
su questo punto che già discutemmo più volte in passato vorrei poterti sostenere nelle forme che tu conosci: portandolo come valore aggiunto per la costituzione di “comunità agricole” nei Borghi Eucaristici di Xenobia. In altro verso dubito seriamente che possa concretizzarsi quanto tu dica, sebbene auspicabile, apprezzabile. Ma non pongo limiti alla Provvidenza. Magari servirà per aprire gli occhi su ogni progetto alternativo a questa società “demente”, “tiepida”, “purgante”, “peccatrice”, per portarli sulla visione del Regno, lo stesso che Gesù ci è venuto a portare e testimoniato nei Santi Vangeli.
Veniamo alla tua preziosa e illuminante lettera a Magdi Allam e che forse avresti potuto mandare anche a Roberto Fiore, di sicuro più facilmente disposto a recepire quanto tu scrivi e dici da tempo http://issuu.com/forzanuova/docs/web_fn_new_programma?mode=window&backgroundColor=%23222222
Per quanto mi compete sapere, la moneta di Cesare aiuta e pensa al suo popolo come anche ai nascituri considerati una ricchezza irrinunciabile per il genere umano, la continuità della sua specie e ancor di più amati senza limite da Dio ai quali affida come ad ognuno di noi un’animo unica, irripetibile, insostituibile; la moneta di Erode, al contrario, non aiuta e non pensa al suo popolo e uccide i suoi nascituri con un piano diabolico per l’eccellenza imponendo nelle “inconsenzienti madri” lo stesso mantra che fa pensare che l’unica forma di sostentamento sia affidarsi alla accettazione incondizionata del Soldo dell’Anticristo e dell’ASSASSINO ANTICO, DIVORATORE DI ANIME E LADRO DI TEMPI (commercio e mercimonio unico con in MARCHIO della Bestia senza il quale non si può nè vendere e nè comprare; schiavitù e sottomissione senza condizione; mercenarismo come inutili e stolti SOLDATI apostàti dell’Unico Signore; la MINACCIA a subordinarsi al silenzio e alla menzogna attraverso un linguaggio subdolo e “politicamente corretto e ACCETTATO” che ipocritamente -consapevolmente o no- sostiene la cultura della morte e lo sterminazionismo; la RINUNCIA ALLA PROPRIA SOVRANITA’ in ogni campo a vantaggio delle matrici di peccato e di controllo o monopolio alimentare, energetico, politico, sanitario, monetario, religioso; il tutto riportato ad un programma luciferino transumanista e iperdemocratico).
Nel Depliant dei Borghi di Xenobia, di cui tu possiedi una copia e che ho vergato anche con il tuo prezioso aiuto, IL valore di forza, oltre alle CAERP (Cappelletta di Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo) per l’elevazione spirituale e la sintonizzazione con la Trinità e Maria Santissima, è quello del Reddito da Natalità, che contribuisce ad accrescere e “motivare” in ogni persona degna e realmente cattolica, un sano “trasferimento di ricchezza” inverando l’EcoTUr Caesar.
Infatti, verrebbe naturale pensare che ogni cattolico dovrebbe per primo attivarsi contribuendo a sopperire nella maniera che gli è più propria il “vuoto giuridico” che lascia alle donne il “DRAMMA” antropologico di decidere sulle sorti future del genere umano, affidandole al proprio carnefice che è ERODE e di cui siamo in qualche modo tutti complici silenti.
Ecco perchè l’azione di Fabio Massimo non è solo DEGNA ma merita di essere divulgata e portata avanti come “conditione sine qua non“.
Ora ciò è detto a titolo esemplificativo, pur essendo quella dei Borghi e della Resilienza Cattolica una proposta di progetto, potremmo insieme intenderlo come un modello sociale cristiano per gli ultimi tempi, in assenza di un protocollo che ne definisca le modalità anche laddove regna il silenzio e la desolazione.
Buona Epifania o Manifestazione del Signore (ai pagani di ogni epoca) e a tutti voi cattolici, cristiani e appartenenti ad altre religioni che avete orecchie per sentire e occhi per vedere
Parusìa
Vigilante Arciere

Parusìa scrive:

Quello che allego è bene saperlo: ci hanno incastrati e con noi tutti i politici che saranno eletti alla prossima legislatura. Ed è la ragione stessa per cui suggerisco a tutti di lasciar perdere, di non votare nessuno. L’unica percezione che possiamo avere per non sentirci davvero soli è contarci alla fine fra quanti non sono andati a votare. Ma non dico questo perchè non valga la pensa lottare, ma perchè la lotta si concentri sul suggerimento di Fabio Massimo: recupero delle Sovranità incentrate sulla lotta all’Aborto e sui valori della Vita. La lotta deve essere di merito ed esclusivamente sul piano Morale. Se qualcuno tace, noi abbiamo comunque l’obbligo di salire sui tetti e anteporre questi fatti ad ogni argomento che esula dalle nostre responsabilità. La Vita è Sacra!

http://www.stampalibera.com/?p=58267
http://www.ingannati.it/2013/01/08/signoraggio-anatomia-di-crimine/#comment-6235

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«La mia conversione al cattolicesimo la considero conclusa»

Magdi Cristiano Allam: «Lascio la Chiesa»

La motivazione: «Troppa debolezza con l’Islam»

Benedetto XVI battezza Magdi Allam nella basilica di San Pietro: è il 2008Benedetto XVI battezza Magdi Allam nella basilica di San Pietro: è il 2008

«La mia conversione al cattolicesimo la considero conclusa». Lo dichiara Magdi Cristiano Allam dalle pagine de Il Giornale spiegando che si tratta di «una scelta maturata anche di fronte alla realtà di due Papi», ma ciò che «più di ogni altro fattore mi ha allontanato dalla Chiesa -spiega- è la legittimazione dell’islam come vera religione di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro, delle moschee come luogo di culto».

LA SVOLTA – «Sono invece convinto – aggiunge – che l’Islam sia un’ideologia intrinsecamente violenta così come è stata storicamente conflittuale al suo interno e bellicosa al suo esterno. Ancor più sono convinto che l’Europa finirà per essere sottomessa all’islam, così come è già accaduto a partire dal Settimo secolo», «se non avrà la lucidità e il coraggio di denunciare l’incompatibilità dell’islam con la nostra civilità e i diritti fondamentali della persona, se non metterà al bando il Corano per apologia dell’odio». «Continuerò – conclude Magdi Cristiano Allam- a credere nel Gesù che ho sempre amato e a identificarmi orgogliosamente con il cristianesimo come la civiltà che più di altre avvicina l’uomo al Dio che ha scelto di diventare uomo». Redazione Online25 marzo 2013 | 9:56

Magdi Allam non è più cristiano

25/03/2013 – E lo annuncia al Giornale

Ciao mamma, guarda come mi converto. Magdi Allam se ne va dalla Chiesa perché è troppo amica dell’Islam, e lo annuncia sul Giornale:

La mia è una scelta estremamente sofferta, mentre guardo negli occhi Gesù e i tanti amici cattolici che proveranno amarezza e reagiranno con disapprovazione. C’è stata un’improvvisa accelerazionen el far maturare questa decisione di fronte alla realtà di due Papi, che per la prima volta nella Storia s’incontrano e si abbracciano, entrambi depositari dii nvestitura divina, dal momento che il grande elettore è lo Spirito Santo che si manifesta attraverso i cardinali, entrambi successori (…)di Pietro e vicari di Cristo anche a prescindere dalla decisione umana di dimettersi.

Sostiene Allam:

Ciò che più di ogni altro fattore mi ha allontanato dalla Chiesa è il relativismo religioso e in particolare la legittimazione dell’islam come vera religione, di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro, delle moschee come luogo di culto. È una autentica follia suicida il fatto che Giovanni Paolo II si spinse fino a baciare il Corano il 14 maggio 1999, che Benedetto XVI pose la mano sul Corano pregando in direzione della Mecca all’interno della Moschea Blu di Istanbul il 30 novembre 2006, mentre Francesco I ha esordito esaltando i musulmani «che adorano Dio unico, vivente e misericordioso».

E conclude:

Faccio questa scelta, nella sofferenza interiore e nella consapevolezza della disapprovazione che genereràn ella patria del cattolicesimo, perché sento come imperativo il dovere morale di continuare ad essere coerente con me stesso e con gli altri nel nome del primato della verità e della libertà. Non mi sono mai rassegnato alla menzogna e non mi sono mai sottomesso alla paura. Continuerò a credere nel Gesù che ho sempre amato e a identificarmi orgogliosamente nel cristianesimo come la civiltà che più di altre avvicina l’uomo al Dio che ha scelto di diventare uomoe che più di altre sostanzia l’essenza della nostra comune umanità. Continuerò a difendere laicamente i valori non negoziabili della sacralità della vita, della centralità della famiglianaturale, delladignità dellapersona,dellalibertàreligiosa. Continuerò ad andare avanti con la schiena dritta e a testa alta per dare i l mio contributo alla rinascita valoriale e identitaria degli italiani. Lo farò da uomo integro nell’integralità della mia umanità.

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L GIORNALE DI MERATE INTERVISTA MAGDI ALLAM, MONS. FISICHELLA E L’ON. LUPI

Barzanò(bim) «La testimonianza del cammino spirituale di un uomo islamico perfettamente integrato nel nostro Paese e sfociato in una scelta di fede eclatante». Con queste parole Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei Deputati, descrive l’incontro «Grazie Gesù», in programma giovedì prossimo, 2 ottobre, al quale parteciperà Magdi Cristiano Allam che, durante l’ultima veglia pasquale, è stato battezzato. Maurizio Lupi ha ricoperto l’importante ruolo di padrino del catecumeno. Insieme a loro sul palco del centro «Paolo VI» di Barzanò sarà presente monsignor Rino Fisichella, che ha seguito e preparato Magdi Allam nel suo percorso di conversione e preparazione ai sacramenti.
Dottor Magdi Cristiano Allam, cosa l’ha portata alla conversione?
«La mia conversione è iniziata quando avevo 4 anni. Ho avuto l’opportunità di studiare in alcune scuole italiane al Cairo e tramite la testimonianza di alcune loro opere. È stato un percorso che ha avuto il proprio compimento nell’incontro, in un primo tempo a distanza, con questo Papa, Benedetto XVI, che mi aveva affascinato da musulmano laico e liberale per la sua affermazione dell’indissolubilità tra fede e ragione, per il suo ergersi in modo coraggioso come paladino non solo della libertà religiosa, ma della libertà “tout court”».
Come sono attualmente i rapporti con gli amici e i conoscenti di fede musulmana?
«I rapporti che si basavano su una presunta condivisione di valori che caratterizzavano talune persone come musulmani moderati, in molti casi si sono rivelati fallaci. Queste persone sono state forse tra le prime a condannare il mio battesimo, ad assumere un atteggiamento molto critico, ritenendo che non avrei mai dovuto abbandonare l’Islam».
Dopo la conversione, come è cambiato il suo modo di fare il giornalista?
«Ho preso atto che all’Italia piacevo più da musulmano che ora da cattolico. I cattolici vivono in una condizione non molto felice, essere cristiani suona problematico, è più facile venire apprezzati come musulmani moderati che impegnati a difendere il mio attuale credo religioso».
In che rapporti è con monsignor Fisichella e con l’onorevole Lupi?
«Monsignor Fisichella continua ad essere la mia guida spirituale, è un pastore della Chiesa a cui sono molto legato, è un uomo di grande umanità, intelligenza e sensibilità. E’ riuscito ad accompagnarmi in questo cammino con saggezza, equilibrio e forza. Con Maurizio Lupi c’è un bel rapporto fatto di simpatia e di sincerità, per me è stata una gioia la sua partecipazione al mio battesimo nella veste di padrino, ha partecipato al giorno più bello della mia vita».

Barzanò(bim) L’altro importante protagonista di questa conversione è stato monsignor Rino Fisichella, rettore della «Pontificia Università Lateranense» e padre spirituale di Magdi Cristiano Allam.
La conversione di Magdi Allam ha fatto molto scalpore, ma tra la gente comune, ci sono parecchie persone che si convertono al cristianesimo?
«Certamente. Ci sono però due tipi di conversioni, c’è chi da non credente o praticante di un’altra religione decide di diventare cristiano, ma c’è anche chi vive nell’indifferenza e si abbandona ad uno stile di vita da “non praticante” per poi riavvicinarsi alla fede. Fortunatamente sono molte le persone che si riavvicinano al cristianesimo, la Grazia di Dio è sempre all’opera».
Quali sono stati, come padre spirituale, i momenti più significativi del cammino di conversione di Magdi Allam?
«Per quello che mi riguarda sono stati due, in particolare, i momenti che hanno suscitato in me grande commozione: quando per la prima volta Magdi mi ha aperto il suo cuore e mi ha annunciato che voleva diventare cristiano e in secondo luogo vedere versare sul suo capo l’acqua dalla fonte battesimale dalle mani di Benedetto XVI».
L’altro importante protagonista della conversione di Magdi Allam è stato Maurizio Lupi, che è anche presidente dell’associazione «Costruiamo il futuro» con sede a Merate, promotrice dell’evento.
«E’ stata una grande emozione fare da testimone a una conversione così significativa, di fronte al Papa. E’ la dimostrazione della forza della proposta cristiana, della sua grandezza. Tra Magdi e me c’è una comunione di sensibilità e di orizzonti: per scelta io cerco di portare il messaggio di Cristo in ogni aspetto della mia vita, compreso il Parlamento. E questo lui lo apprezza molto. Noi tutti dobbiamo fare i conti con la grande scelta di Magdi Allam perché ci mette di fronte alla nostra identità cristiana e alla libertà dell’uomo. E’ assurdo che un cristiano, o l’appartenente a qualsiasi altra fede, debba vivere da segregato perché ha rinunciato all’Islam per abbracciare un altro credo».
L’evento è organizzato in collaborazione con il Giornale di Merate.

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di Magdi Cristiano Allam, 12 Febbraio 2013 08:07:46
(da Il Giornale) – Ho mantenuto finora il riserbo sulla mia esperienza diretta con la realtà interna alla Chiesa, che mi ha fatto toccare con mano la gravità di un conflitto acceso tra il Papa e l’apparato che sovrintende alla gestione dello Stato del Vaticano, in considerazione della mia eterna gratitudine a Benedetto XVI per aver scelto di essere lui a darmi il battesimo, la cresima e l’eucaristia nella notte della Veglia Pasquale il 22 marzo 2008.
Ero ancora musulmano quando scaturì in me non solo una stima particolare ma un’attrazione irresistibile per il Papa quando, in occasione della Lectio Magistralis pronunciata nell’Università di Ratisbona il 12 settembre 2006, ebbe l’onestà intellettuale e il coraggio umano di dire la verità storica sull’espansionismo islamico compiutosi attraverso guerre, conversioni forzate e un fiume di sangue che sottomisero le sponde orientale e meridionale del Mediterraneo che erano al 95% cristiane.
Non lo fece direttamente ma citando l’imperatore bizantino Manuele II Paleologo. Si tratta di una ovvietà storica attestata negli stessi libri di storia che si insegnano nelle scuole dei Paesi islamici. Eppure per averla detta il Papa, si ritrovò condannato, anche a morte, dai governi e dai terroristi islamici. Così come scoprì di avere contro l’insieme dell’Occidente sempre più scristianizzato e, soprattutto, dovette fronteggiare le critiche interne alla sua stessa Chiesa.
Benedetto XVI fu di fatto costretto dai reggenti della diplomazia vaticana a giustificarsi per ben tre volte, ripetendo che non intendeva offendere i fedeli musulmani, rasentando ma mai cedendo alla pressione di trasformare la giustificazione in una pubblica scusa. Non bastò a placare né le ire degli islamici né la tendenza alla resa dei diplomatici vaticani. Fu così che il Papa fu costretto ad andare in Turchia e si ritrovò al fianco del Gran Mufti a pregare insieme rivolti alla Mecca nella Moschea Blu di Istanbul.
Quella di fatto segnò un successo della diplomazia vaticana costringendo il Papa ad arrendersi a quella che lui stesso definisce la “dittatura del relativismo”, considerata come il male profondo della nostra civiltà perché mettendo sullo stesso piano tutte le religioni e le culture, a prescindere dal loro contenuto, finisce per legittimare tutto e il contrario di tutto, il bene e il male, la verità e la menzogna, facendoci perdere la certezza della fede nel cristianesimo.
Mi ero immedesimato nel vissuto di Benedetto XVI e lo immaginai come un Papa isolato e assediato da un apparato clericale ostile all’interno del Vaticano. La sua straordinaria intelligenza, la sua immensa cultura e la sua ineguagliabile capacità di interpellare la nostra ragione e di accompagnarci per mano alla fede, dimostrandoci con umiltà come il cristianesimo sia la dimora naturale di fede e ragione, hanno per me rappresentato un faro che mi ha illuminato dentro fino a farmi scoprire il dono della fede in Cristo.
Fu così che quando grazie alla saggezza e alla fraterna disponibilità di monsignor Rino Fisichella, all’epoca Rettore dell’Università Lateranense, che mi accompagnò nel mio cammino spirituale per accedere ai sacramenti d’iniziazione alla fede cristiana, il Papa accettò di essere lui a darmi il battesimo, considerai che il Signore aveva scelto di unire la mia vita a quella del Santo Padre, indicandomelo come il più straordinario testimone di fede e ragione.
Ebbene quando alla fine della cerimonia religiosa nella sontuosità della Basilica di San Pietro, dopo tre infinite ore che ho percepito come il giorno più bello della mia vita, mi sono trovato al cospetto del Papa in compagnia del mio padrino Maurizio Lupi, lui si limitò ad un sorriso lieve ma di una serenità assoluta di chi è in pace con se stesso e con il Signore.
Ma non appena ci spostammo sulla sinistra per salutare il suo assistente, monsignor Georg Gänswein, scoprimmo sulle sue labbra un sorriso intenso, due occhi radiosi e dalle sue labbra uscì un’esclamazione di giubilo: “Abbiamo vinto!”.
Abbiamo vinto! Se c’è qualcuno che vince, significa che c’è qualcuno che ha perso. Chi aveva perso lo capii appena varcato la porta della Basilica per andare ad abbracciare monsignor Fisichella. Apparve il cardinale Giovanni Battista Re, all’epoca Prefetto della Congregazione per i Vescovi, che rivolgendosi ad alta voce e con un fare vagamente minatorio a monsignor Fisichella, gli disse: “Se Bin Laden dovesse farsi vivo, sapremmo a chi indirizzarlo!”.
 
Successivamente da varie fonti ho avuto la certezza che fino all’ultimo istante l’apparato dello Stato del Vaticano esercitò forti pressioni su Benedetto XVI per dissuaderlo dall’essere lui a darmi il battesimo, per paura delle rappresaglie da parte degli estremisti e dei terroristi islamici, ma che il Papa non ebbe mai alcuna esitazione.
È un fatto specifico e concreto che evidenzia come Benedetto XVI ha dovuto scontrarsi con poteri interni al Vaticano che, al fine di tutelarsi sul piano della sicurezza, sono arrivati a concepire che il Papa non dovesse adempiere a quella che è la sua missione, portare Cristo a chiunque liberamente lo scelga. Ed è un caso emblematico dello scontro tra la Chiesa universale che si sostanzia di spiritualità e un Vaticano terreno che si cala nella materialità al pari di qualsiasi altro Stato.
Questo è il nodo da sciogliere ed è la sfida che, con le sue dimissioni, Benedetto XVI ci lascia. La Chiesa è ad un bivio: restare ancorata alla sua missione spirituale incarnandosi nei dogmi della fede e nei valori non negoziabili oppure cedere alla ragion di Stato per auto-perpetuarsi costi quel che costi? È la pesante eredità che graverà sulle spalle del prossimo Papa.
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25.3.2013

“Sono deluso, è stata troppo debole con l’Islam, religione intrinsecamente violenta”

12:12 – “Non credo più nella Chiesa. Ciò che più di ogni altro fattore mi allontana è il relativismo religioso e in particolare la legittimazione dell’Islam come vera religione”. E’ l’annuncio a sorpresa di Magdi Cristiano Allam, il giornalista che cinque anni fa si era convertito al cristianesimo. Il 22 marzo del 2008, notte della veglia di Pasqua, infatti era stato battezzato da Benedetto XVI. La conversione aveva suscitato non poche polemiche.

Credo nel Gesù che ho amato sin da bambino – scrive Magdi Allam su Il Giornale – ma la mia conversione al cattolicesimo la considero conclusa“, in concomitanza con la fine del papato di Ratzinger.“Idolatria per papa Francesco” – “La Papalatria che ha infiammato l’euforia per Francesco I e ha rapidamente archiviato Benedetto XVI è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un quadro complessivo di incertezze e dubbi”, evidenzia Allam per il quale “la Chiesa è fisiologicamente buonista, mettendo sullo stesso piano, se non addirittura anteponendo, il bene altrui rispetto al bene proprio, compromettendo dalla radice il concetto di bene comune”.“Islam, religione violenta” – Allam cita gli episodi pro Islam da lui non digeriti. “È una autentica follia suicida il fatto che Giovanni Paolo II si spinse fino a baciare il Corano il 14 maggio 1999, che Benedetto XVI pose la mano sul Corano pregando in direzione della Mecca all’interno della Moschea Blu di Istanbul il 30 novembre 2006. Sono invece convinto che, pur nel rispetto dei musulmani depositari al pari di tutte le persone dei diritti inalienabili alla vita, alla dignità e alla libertà, l’islam sia un’ideologia intrinsecamente violenta così come è stata storicamente conflittuale al suo interno e bellicosa al suo esterno”.
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Perché me ne vado da questa Chiesa debole con l’islam

di Magdi Cristiano Allam

25/03/2013 08:21:32

Credo nel Gesù che ho amato sin da bambino, leggendolo nei Vangeli e vivificato da autentici testimoni – religiosi e laici cristiani – attraverso le loro opere buone, ma non credo più nella Chiesa. La mia conversione al cattolicesimo, avvenuta per mano di Benedetto XVI nella notte della Veglia Pasquale il 22 marzo 2008, la considero conclusa ora in concomitanza con la fine del suo papato. Sono stati 5 anni di passione in cui ho toccato con mano la vicissitudine del vivere da cattolico salvaguardando nella verità e in libertà ciò che sostanzia l’essenza del mio essere persona come depositario di valori non negoziabili, di un’identità certa, di una civiltà di cui inorgoglirsi, di una missione che dà un senso alla vita.

La mia è una scelta estremamente sofferta, mentre guardo negli occhi Gesù e i tanti amici cattolici che proveranno amarezza e reagiranno con disapprovazione. C’è stata un’improvvisa accelerazione nel far maturare questa decisione di fronte alla realtà di due Papi, che per la prima volta nella Storia s’incontrano e si abbracciano, entrambi depositari di investitura divina, dal momento che il grande elettore è lo Spirito Santo che si manifesta attraverso i cardinali, entrambi successori di Pietro e vicari di Cristo anche a prescindere dalla decisione umana di dimettersi.

La Papalatria che ha infiammato l’euforia per Francesco I e ha rapidamente archiviato Benedetto XVI, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un quadro complessivo di incertezze e dubbi sulla Chiesa che ho descritto correttamente e schiettamente già nel mio “Grazie Gesù” del 2008 e in “Europa Cristiana Libera” del 2009.

Se proprio Benedetto XVI denunciando la “dittatura del relativismo” mi aveva attratto e affascinato, la verità è che la Chiesa è fisiologicamente relativista. Il suo essere contemporaneamente Magistero universale e Stato secolare, ha fatto sì che la Chiesa da sempre accoglie nel suo seno un’infinità di comunità, congregazioni, ideologie, interessi materiali che si traducono nel mettere insieme tutto e il contrario di tutto. Così come la Chiesa è fisiologicamente globalista fondandosi sulla comunione dei cattolici in tutto il mondo, come emerge chiaramente dal Conclave. Ciò fa sì che la Chiesa assume posizioni ideologicamente contrari alla Nazione come identità e civiltà da preservare, predicando di fatto il superamento delle frontiere nazionali. Come conseguenza la Chiesa è fisiologicamente buonista, mettendo sullo stesso piano, se non addirittura anteponendo, il bene altrui rispetto al bene proprio, compromettendo dalla radice il concetto di bene comune. Infine prendo atto che la Chiesa è fisiologicamente tentata dal male, inteso come violazione della morale pubblica, dal momento che impone dei comportamenti che sono in conflitto con la natura umana, quali il celibato sacerdotale, l’astensione dai rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, l’indissolubilità del matrimonio, in aggiunta alla tentazione del denaro.

Ciò che più di ogni altro fattore mi ha allontanato dalla Chiesa è il relativismo religioso e in particolare la legittimazione dell’islam come vera religione, di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro, delle moschee come luogo di culto. E’ una autentica follia suicida il fatto che Giovanni Paolo II si spinse fino a baciare il Corano il 14 maggio 1999, che Benedetto XVI pose la mano sul Corano pregando in direzione della Mecca all’interno della Moschea Blu di Istanbul il 30 novembre 2006, mentre Francesco I ha esordito esaltando i musulmani che “che adorano Dio unico, vivente e misericordioso”. Sono invece convinto che, pur nel rispetto dei musulmani depositari al pari di tutte le persone dei diritti inalienabili alla vita, alla dignità e alla libertà, l’islam sia un’ideologia intrinsecamente violenta così come è stata storicamente conflittuale al suo interno e bellicoso al suo esterno. Ancor di più sono sempre più convinto che l’Europa finirà per essere sottomessa all’islam, così come è già accaduto a partire dal Settimo secolo alle altre due sponde del Mediterraneo, se non avrà la lucidità e il coraggio di denunciare l’incompatibilità dell’islam con la nostra civiltà e i diritti fondamentali della persona, se non metterà al bando il Corano per apologia dell’odio, della violenza e della morte nei confronti dei non musulmani, se non condannerà la sharia quale crimine contro l’umanità in quanto predica e pratica la violazione della sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà religiosa, infine se non bloccherà la diffusione delle moschee.

Sono contrario al globalismo che porta all’apertura incondizionata delle frontiere nazionali sulla base del principio che l’insieme dell’umanità deve concepirsi come fratelli e sorelle, che il mondo intero deve essere concepito come un’unica terra a disposizione di tutta l’umanità. Sono invece convinto che la popolazione autoctona debba legittimamente godere del diritto e del dovere di salvaguardare la propria civiltà e il proprio patrimonio.

Sono contrario al buonismo che porta la Chiesa a ergersi a massimo protettore degli immigrati, compresi e soprattutto i clandestini. Io sono per l’accoglienza con regole e la prima regola è che in Italia dobbiamo innanzitutto garantire il bene degli italiani, applicando correttamente l’esortazione di Gesù “ama il prossimo tuo così come ami te stesso”.

Sono stati dei testimoni – coloro che fanno sì che la verità che affermano corrisponde alla fede in cui credono e si traduca nelle opere buone che compiono – a persuadermi della bontà, del fascino, della bellezza e della forza del cristianesimo come dimora naturale dei valori non negoziabili, dei binomi indissolubili di verità e libertà, fede e ragione, valori e regole. Ed è proprio nel momento in cui attorno a me viene sempre meno la presenza di testimoni autentici e credibili, in parallelo alla conoscenza approfondita del contesto cattolico di riferimento, che è vacillata la mia fede nella Chiesa.

Faccio questa scelta, nella sofferenza interiore e nella consapevolezza della disapprovazione che genererà nella patria del cattolicesimo, perché sento come imperativo il dovere morale di continuare ad essere coerente con me stesso e con gli altri nel nome del primato della verità e della libertà. Non mi sono mai rassegnato alla menzogna e non mi sono mai sottomesso alla paura. Continuerò a credere nel Gesù che ho sempre amato e a identificarmi orgogliosamente nel cristianesimo come la civiltà che più di altre avvicina l’uomo al Dio che ha scelto di diventare uomo e che più di altre sostanzia l’essenza della nostra comune umanità. Continuerò a difendere laicamente i valori non negoziabili della sacralità della vita, della centralità della famiglia naturale, della dignità della persona, della libertà religiosa. Continuerò ad andare avanti con la schiena dritta e a testa alta per dare il mio contributo alla rinascita valoriale e identitaria degli italiani. Lo farò da uomo integro nell’integralità della mia umanità.

twitter@ioamolitalia.it

Commenti

  • sergio landi 3 ore fa

    Magdi, ti cito il tuo amato Benedetto XVI: “Non porre l’io al posto di Dio”. La tua è una fede giovane, e tutti i giovani inciampano e si rialzano. Sei nato in Cristo solo 5 anni fa. Non aver paura Magdi, ricorda che Cristo non si raggiunge con il cervello, con la cultura, con gli insegnamenti del mondo, ma con il cuore.

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  • Monica Iaccarino 5 ore fa

    …ma ha mai provato a leggere la bibbia chiedendo allo Spirito Santo di fargliela intendere sul serio? Lei,parla politicamente del cristianesimo,facendolo filtrare tra le mura del vaticano,ma voglio dirle che non sarà mai nessuna istituzione a portarla al cuore del Padre.Ed è invece,proprio quello,che deve cercare.Conosce la storia di Nicodemo? Ecco …quell’uomo religioso e colto,ragionava intorno alle cose di Dio…ma nn accedeva al Suo Amore,perchè voleva a tutti i costi razionalizzarlo con i suoi studi e dall’alto della sua posizione cattedratica …ma ebbe di buono che,sebbene nella notte per nn farsi vedere,si recò da quell’ Uomo che era tanto era lontano dalle posizioni del sinedrio di cui lui stesso era capo,e umiliandosi,dette voce ai suoi dubbi,facendo una semplice domanda al diretto interessato:Nicodemo voleva sapere chi LUI fosse.Gesù nn dette nessuna risposta secca…ma gli fornì la chiave per accedere ad una introspezione interiore che lo avrebbe portato alla Verità.
    Gesù gli rispose: In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio…Giovanni 3 è il capitolo che ha aperto la mente e il cuore a tanti credenti che sentivano solo il silenzio di Dio oltre le loro nenie della chiesa di Roma.

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    • Durante Teodolindo Monica Iaccarino 4 ore fa

      Purtroppo quando si cerca il vivente in mezzo ai morti e così. Quando si vuole realizzare Dio attraverso una religione idolatra come il Cattolicesimo. Se avesse accettato realmente IL Signore Gesù Cristo in Verità attraverso le Scritture non avrebbe abbandonato il Cristianesimo. Dvb. Pace.

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    • sergio landi Monica Iaccarino 27 minuti fa

      Sono davvero sorpreso e felice della verità dottrinale e della fede che risplende su questo sito e in molti commenti. Se questi sono i laici allora bisogna farsi coraggio, ha ragione Padre Livio. Molti laici hanno superato i consacrati nella fede, nella speranza e nella carità. Questi sono i veri miracoli. Chissà se Magdi leggerà questo suo post e se lo comprenderà. Grazie comunque

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      • Monica Iaccarino sergio landi 14 minuti fa

        caro Sergio …ho piacere che lei apprezzi il mio post,ma non so se lei lo abbia compreso davvero!Sono mille miglia lontana dal suo Livio (sa chiamarlo “padre” e addirittura con la MAIUSCOLA mi fa specie perchè Dio stesso ci dice di NON farlo per per Egli stesso) e lontana ancora di più da chi cita ad avvalorare tesi umane altrettante tesi umane…io ho la bibbia…essa è la lampada al mio piede,e sono cristiana salvata per grazia…nata di nuovo(non cattolica,naturalemnte)

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  • Vittorio Lodolo D’Oria 3 ore fa

    La Sposa di Cristo è grande perché ti ha saputo accogliere, si lascia rimproverare da te, si lascia abbandonare, ma continua a rimanere ferma ad attendere il tuo ritorno. Ti aspettiamo

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  • Andrea Sartori 3 ore fa

    L’avevo già capito, conoscendoti di persona, che la tua era una conversione molto superficiale, e davvero “papalatrica” (uno che accusa di papalatria dopo aver detto che la sua esperienza cattolica termina con la fine del pontificato di Ratzinger è “colui che guarda la pagliuzza nell’occhio del suo fratello, ma della trave nel suo non si accorge”)

    Nessuno archivia Ratzinger, ma ora il Papa è Jorge Mario Bergoglio, che tra l’altro si sta rivelando una boccata d’aria fresca. O facciamo come quei cattolici che avevano la papalatria di Wojtyla e lasciarono la Chiesa con Ratzinger? O peggio quelli che si fermano a Pacelli (grande Papa calunniato dai tuoi amici israeliti)?
    Gli stili sono diversi, il contenuto è il medesimo. Francesco (che nome meraviglioso! Ma sai almeno chi era Francesco d’Assisi?) ha lo stile giusto per questo momento storico. O non abbiamo visto l’abbraccio tra i due Papi?
    Avevano ragione, mi duole dirlo, i musulmani quando ti lanciavano tutte quelle accuse. E pensare che c’ero cascato pure io. Adesso dove andiamo? Dagli ebrei? Ti ricordo che quella è la religione più razzista del pianeta, devi avere il loro sangue (e poi come la mettiamo con le banche, visto che, Il Mercante di Venezia insegna, non hanno nulla da insegnare a mr. Monti in fatto di strozzinaggio legalizzato?).
    Ma bravo. E cosa vuol dire debole? Vuoi la Guerra Santa? E allora in cosa differirebbe il credo di Gesù da quello guerriero di Maometto “Maometto uccise, Gesù Cristo ordinò ai suoi di farsi uccidere” (Blaise Pascal). Ricorda.
    Lunga vita al nostro Pontefice Francesco. Di gente come te non ne ha bisogno.

    Andrea Sartori, uno che ha capito tardi

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    • sergio landi Andrea Sartori 3 ore fa

      Andrea sei troppo duro con Magdi. Devi capire che lui è nato in un’altra religione ed è arrivato al Signore solo 5 anni fa. E’ come quegli evangelici o luterani che si sono avvicinati a Gesù da poco e dopo una vita lontano da Lui e che, solo in seguito, rientrano nella Chiesa cattolica. Devi essere comprensivo, non accusarlo, ma sostenerlo. E non c’è miglior sostegno se non la preghiera e l’invocazione della pragamticità di Maria nel giorno dell’Annunciazione. Non credo ci sia cattiva fede in Magdi, ma solo una fede giovane. Magdi capirà che seguire Gesù significa prendere la croce, ovvero rinunciare completamente a se stessi ed essere un uomo nuovo, in cui vive il Cristo. Io sono certo che Magdi non potrà rinunciare all’Eucaristia, che è il cuore della nostra fede, il centro della nostra Chiesa. Senza le due colonne della fede, l’Eucaristia e Maria, si diventa come quei poveretti protestanti, ciechi che brancolano nelle tenebre. Preghiamo per loro

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  • sergio landi 3 ore fa

    Non si faccia vincere dal demonio, rinunci a se stesso, si spogli di tutto, della sua mente, della sua umanità, prenda Magdi Allam e lo getti nel pozzo. Le sue sono idee del mondo, ma il mondo è spazzatura. Scagli via se stesso e la sua intelligenza, la sua cultura, il suo pensiero, e cerchi solo la sapienza di Dio. Le auguro di ritrovarsi presto, e che questa sia solo una delle cadute nella sua via crucis. Mi toccherà aggiungere anche lei nelle preghiere,

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  • Luciano Bonazzi 5 ore fa

    Sottolineo per esperienza diretta (vivo in un paese islamico), che ogni 5 minuti nel mondo viene ucciso un cristiano. http://www.cesnur.org/2011/mi-…

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  • Oriana Mitolo un’ora fa

    non credo che debba aggiungere altro ai commenti che mi precedono, scritti da chi è più preparata di me su alcuni argomenti e che le consiglio di leggere attentamente.
    ho solo un quesito se me lo consente: dove va? nel senso:vuole costruirsi una Chiesa su immagine di chi? la sua?o di persone che sono illuminate dallo Spirito Santo un po meglio di noialtri?anche io, come lei, ho incontrato Gesù da pochi anni e noto in me una posizione più ferrea e radicale di tanti cattolici. Madre Teresa diceva “la Chiesa siamo io e te…tu cosa stai facendo?” se cerca di rispondere a questa domanda, non avrà tempo di pensare ad altro.
    Gesù è venuto anche per loro, a noi tocca testimoniare il Suo Amore.

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  • Vittorio Ravaioli 2 ore fa

    “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde se stesso?” (Lc 9,25)

    E ora, dove andrai, Magdi, con la tua schiena dritta e la tua testa alta? La Chiesa si serve, anche e specialmente ora che la battaglia infuria, come si legge anche in questo blog.
    La questione non è la papalatria e neanche la (con)cessione all’islam ma si tratta di quest’unica domanda: “Quando il Figlio dell’uomo tornerà troverà ancora fede sulla terra?”(Lc 18,8)
    Io, che Dio mi conservi, ci voglio essere: e tu?

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  • Alexbord 2 ore fa

    Magdi, a mio parere stai sbagliando, non farti prendere dalla sconforto, è una tentazione, non si abbandona la Chiesa il corpo di Cristo.
    Se proprio si lavora per correggerla, ma sempre dall’interno.
    Alessandro Bordogna

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  • Mario Verde 2 ore fa

    Caro Magdi, non cedere a questa tentazione. La Chiesa, non è un’istituzione nazionale e questo tu lo sai bene, perciò non spetta a Lei tutelare esclusivamente gli italiani. Questo è un compito politico. Condivido alcune cose che hai scritto, quali i comportamenti di apparente debolezza da parte del Clero in certe situazioni, ma è anche vero che questi sacerdoti e religiosi sono peccatori come noi, possono avere difficoltà ad assumere quelle posizioni ferme che tu auspichi. Io voglio credere che la Chiesa abbia adoperato una strategia differente, ovvero quella di aggirare l’ostacolo evitando delle conseguenze peggiori con l’andargli contro direttamente. Vedrai che questo Papa farà quelle denunce che dici, è solo questione di tempo, però a volte si può far comprendere la Verità adottando altre vie, sentieri che non allontanano e non dividono ulteriormente, ma che sanano ferite apparentemente insanabili. E’ vero non dobbiamo confondere i nostri costumi con i loro (altre forme di religiosità) però è necessario imparare a stare accanto a questi nostri fratelli, amici e nemici che siano, dopotutto è questo che ha fatto Gesù: è stato insieme ai malati e ai peccatori, senza divenire come loro, ma facendoli divenire al contrario più simili a Lui. Dobbiamo accogliere tutti, ma rimanendo quello che siamo: questo è il cristiano. Fai la scelta giusta caro fratello e Buona settimana Santa!

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  • Andrea Sartori 3 ore fa

    C’è chi è rimasto nella Chiesa nonostante la piaga della pedofilia e lo Ior perché sa che al di fuori di Cristo non c’è speranza, e questo se ne va perché non gli piace il nuovo Papa.
    Ma questa è Fede?

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  • Luigi ROMAGNOLI 3 ore fa

    …..e a tutti noi che abbiamo lottato nel tuo nome con IO AMO L’ITALIA ci hai pensato MAGDI? Che dirò al mio Commercialista che mi chiederà spiegazioni ed al mio amico Giovanni che mi dice che a Fabriano sta costruendo un gruppo di lavoro, ed ai ragazzi di Lecce che mi hanno chiesto le bandiere di IO AMO L’ITALIA, per strada e a mia moglie che mi chiede….PERCHE? Che dirò a chi incontrerò per la via e mi riconoscerà come uomo di ALI ad Ancona e sorriderà…….Che dirò alle mie Centurie sul web, che con orgoglio stanno lavorando per una idea condivisa fino a ieri e cosa risponderò a tutti i nostri nemici quando mi insulteranno come hanno già fatto chiamandomi “magdi kebab”? In nome di DIO capisci il mio dramma e dimmi cosa dovrò rispondere loro.

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  • sergio landi 3 ore fa

    Tutto sommato non sono preoccupato più di tanto. Questo tuo sfogo esce il 25 marzo, il giorno di Maria, dell’annuncio dell’angelo. Ti affidiamo a Lei, certi che tornerai presto a casa. Infatti non si è mai udito che quando qualcuno si sia affidato a Lei sia rimasto deluso.

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  • Gian Luigi Cuccu 3 ore fa

    Pur nel rispetto della Sua decisione, resto perplesso da alcune Sue affermazioni che mi paiono più adatte ad un partito che non alla Chiesa. Questa Chiesa è patria universale per definizione, quindi non può certo pensare che da tale prerogativa vengano esclusi gli islamici o gli stranieri.
    Con immutata stima (e, non lo nego, nella speranza che la Sua sia solo una piccola ‘sosta’ nel cammino intrapreso)…

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  • Bachisio Usai 3 ore fa

    Mi dispiace, ma non condivdo la tua decisione. La Chiesa di Cristo considera fratelli tutta l’umanità, anche quelli che sbagliano. Gesù è andato sulla Croce per la salvezza dell’umanità intera indicandoci la strada del martirio. Non prendo la spada per combattere coloro che mi vogliono sopraffare, ma porgo l’altra guancia. Sapevi che battezzandoti questa è una regola fondamentale del cristianesimo? E qual’è il mio prossimo? solo quello di nazionalità italiana? Capisco la tua amarezza, ma non è abbandonando la Chiesa che combatti la buona battaglia (2 Tm. 4,6.8)

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  • sergio landi 4 ore fa

    Sono davvero turbato per questa sua scelta. Mi ero illuso che la sua fosse una conversione autentica e sincera. Magdi, non esiste Gesù senza la sua Chiesa. La Chiesa, immagine di Maria santissima, è il corpo mistico del Signore, tentare di separare la Chiesa da Dio è come separare Gesù da Maria. Mi auguro possa essere illuminato dallo Spirito Santo. Il suo errore, che la spinge verso le eresie del protestantesimo, è giustificabile solo nella misura in cui è un giovane convertito, un bambino nella fede. Approfondisca la sua fede, studi meglio la Bibbia e le lettere di San Paolo, troverà conforto ai suoi dubbi, e, come dice San Paolo, si accorgerà che oggi ragiona come un bambino, un bambino che deve crescere nella fede.

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  • Dario Perna 4 ore fa

    San Francesco ribadiva l’assoluto bisogno della piena
    fedeltà nella Chiesa e nei suoi sacerdoti anche qualora questi avessero
    malauguratamente commesso peccato.

    Diceva: “non voglio in essi considerare il peccato”.

    Intendeva così separare nettamente la bontà della dottrina
    cristiana e della gerarchia ecclesiale, dall’eventuale cattiva condotta del
    clero,

    in modo che non si potesse condannare la prima con la scusa
    della seconda.

    A questo riguardo si addice bene la frase: “non si può amare
    Gesù per amore della Chiesa, ma si può amare la Chiesa per amore di Gesù”.

    Anche secondo me il cristiano deve essere cauto nell’aprirsi
    alle altre religioni o si rischia di demolire ogni affidabilità e veridicità
    della propria entrando appunto del relativismo religioso dove: “ogni religione
    va bene, tanto Gesù perdona tutti”.

    Tuttavia questi, a mio parere, non sono motivi assolutamente
    validi per decidere di uscire dalla Chiesa Santa e Cattolica fondata da Gesù
    Cristo.

    Chi non ne ha mai fatto parte e chi non la conosce non ha
    colpe; ma chi esce volutamente dalla Chiesa, esce dalla salvezza promessa da
    Dio.

    (Mc 16,16)

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  • Gennaro Amato 4 ore fa

    Egregio Dr Allam, la invito a rivedere la sua posizione
    circa la fede nella Chiesa, che è sostanziale per essere cristiano. Il Simbolo
    apostolico o Credo niceno-costantinopolitano prevede l’adesione e
    l’appartenenza identitaria alla Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Ed
    è proprio questa adesione identitaria che le consentirà di continuare la sua, e
    la nostra, lotta contro il relativismo che impera nella società, nella politica
    ma anche nella Chiesa! San Francesco è rimanso nella Chiesa per ripararla,
    Lutero ha scelto la via facile, la separazione. Ed è uscito. Tutto il
    protestantesimo è fondato sul relativismo, in quanto vorrebbe basare la
    dottrina cristiana sulla relatività della scelta personale di ogni credente!
    No! Non stanno così le cose! Se il fedele dice Si a Cristo, lo dice in maniera
    totale, non relativa. Afferma la propria identità cristiana nell’unico corpo
    che è la Chiesa, dove Cristo ne è il capo. Pregherò per Lei.

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  • Arthur Dent 4 ore fa

    mi addolora leggere queste righe. Pensavo che l’unica personalità politica del panorama attuale, che incarnasse – a livello di partito – non solo i valori ma la fede cristiana fosse proprio lei. Ma il credo cattolico recita anche “credo nella Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica”, quella Chiesa che – lungi dall’essere priva di difetti – è santa perchè santificata, è santa perchè di Cristo ne è il corpo. Come si può aderire alla Persona di Cristo limitandosi al Capo e ignorandone il Corpo?

    Ci sono preti, laici, vescovi che hanno posizioni buoniste?MA ESSI NON COSTITUISCONO LA CHIESA!

    Ci sono finanche papi che in passato hanno avuto figli da relazioni nascoste, che hanno messo il denaro al primo posto,ecc, eppure lei è diventato cristiano. Come mai? occhio non vede, cuore non duole? La sua visione di identità cristiana è quindi molto altalenante; finchè la Chiesa, nel suo insieme, la convince è cristiano, quando non la fa più non lo è. Non è così che funziona, la fede nella Chiesa non è nelle persone che la compongono , ma nello Spirito Santo che scrive sempre dritto sulle righe storte della storia. E il fatto che tale realtà stia in piedi da 2000 anni ne è prova, e conferma la parola del Cristo, al quale lei dice ancora di credere, che assicura che le forze degli inferi non prevarranno. Quindi, se lei crede a Cristo deve anche credere nella Sua parola; non credendo più nella Sua parola, ovvero che gli inferi non prevarranno sulla Chiesa, non crede neanche più a Lui, con buona pace del “Credo nel Gesù che ho amato sin da bambino”

    E mi lasci dire che troppo velocemente sta liquidando il papa attuale, che lo Spirito Santo – come lei ha scritto- ha eletto.
    Lei sta, a rigor di logica, liquidando anche lo Spirito di Dio.

    Lei, a mio avviso, ha una lettura fondamentalista dei fatti cristiani, e mi spiego: piuttosto che desumere dai segni di fratellanza, da lei citati, un tentativo di intessere relazioni fraterne con quanto di buono c’è anche tra i musulmani, lei vede un piegarsi di fronte a un buonismo. Siamo d’accordo che la Verità, che è Persona di Cristo, non vada sminuita, ma è anche vero che con segni di amore, di dialogo (dia-logos) , di ascolto, di in-contro non solo si contribuisce a realizzare la “pace in terra per gli uomini di buona volontà”, ma si mostra il volto attraente del Dio Amore, lo stesso che , attraverso veri testimoni, l’ha affascinata da piccolo. E quanto in minor misura è avvenuto per lei, perchè non dovrebbe potenzialmente avvenire mediante gesti di tale portata? perchè si dovrebbe privare qualche candela di essere accesa dai segni di accoglienza di un pontefice, che manifesta in Terra il Cristo dolce pastore? perchè solo per lei dovrebbe essere riservato il lusso di essere incuriositi e affascinati dall’Amore che è venuto “per noi e per tutti”?

    mi perdoni per le parole infuocate, ma il dispiacere è stato grande.

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    • Giliana Vardanega Arthur Dent 3 ore fa

      Concordo con questi concetti in risposta che io stessa avrei voluto esprimere al dott.Allam. Lo avevo votato un mese fa perchè rappresentava il mio ideale politico in difesa dei valori non negoziabili. Provo rammarico, delusa. Immagino che non abbia ancora preso in considerazione la dimensione mariana della religione cattolica, il fatto che questa notizia sia stata resa palese il giorno dell’Annunciazione, la dice tutta di come un battezzato come lui sia sotto lo sguardo di Maria, quindi spero in un suo ripensamento
      .

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    • Agnese Torrisi Cighetti Arthur Dent 3 ore fa

      l’erba grama è quella che non muore mai…. 2000 anni di bugie, verranno una per una tutte a galla.

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  • marco falbo 4 ore fa

    “nel nome del primato della verità e della libertà”, caro Magdi, forse è proprio questo pensiero che crea contrasti, divisioni, e odi e
    quindi il relativismo etico. Mi spiace perchè avevo visto in te, un testimone fedele, ma non vedo in te l’umiltà che è lo stesso Gesù Cristo
    incarna. Nessuno di noi si può erigere depositario della verità e dellalibertà, perchè lo Spirito Santo si muove a suo piacimento scegliendo
    il Papa: è la nostra umiltà, che per Fede, accetta la scelta di Dio. Le pecorelle si affidano al Vicario di Cristo chiunque esso sia, perchè
    ispirato da Dio. Ognuno è poi “ispirato” dal relativismo etico che rema contro la chiesa, può fare le sue scelte.
    “L’uomo è con Me o è contro di me” non ci sono 50 sfumature di grigio…..questa è la nostra
    Fede questo è il nostro credo!!!! E’ attraverso la nostra buona volontà,la nostra Fede, la nostra, forse debole ma autentica testimonianza,
    passando attravervo la Croce, che accetti i disegni oscuri, a volte per noi contradditori, della Provvidenza. Chi siamo noi “servi inutili” per
    giudicare la Chiesa di Dio e ad erigersi primati della verità e della libertà! Lo stesso Abramo, come tu sai, avrebbe ucciso suo figlio
    Isacco, se no fosse intervenuto l’angelo mandato da Dio. Comunque l’ha fatto, anche, se era per noi una cosa abominevole e atroce, ma per Fede ha detto si. Quel sì che il Signore tutto i giorni ci chiede, che chiedoa te, come fratello in Cristo, di accettare per amore!!!!! Che Dio sia
    conte!Marco Falbo

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  • Mario 9 minuti fa

    Tutto quello che Lei descrive, a mio modesto parere,
    poggia tutto su quel sensazionalismo soffocante e manicheo di cui la nostra
    cultura relativistica è piena.e purtroppo noi non ne siamo immuni.

    Che siamo pieni di limiti e peccatori, è un esperineza che quotidiamente faccio ma
    mi permetto di dire: dov’è la novita? Ci siamo mai chiesti come mai, pur con
    tutte le contraddizioni che esistono, è 2000 anni che la Chiesa va avanti nella
    sua missione? E’ forse frutto delle bravura di qualche stratega della
    comunicazione? E’ forse frutto di qualche buon consiglio dato dalle colonne di
    qualsiasi giornale? Oppure c’è qualcosa che non possediamo né io né lei e verso il quale camminiamo con tutte le conttraddizioni che ci
    portiamo adosso?

    Questo qualcosa che io chiamo Dio non mi ha lasciato solo con il mio peccato e con il
    mio non senso, si è messo accanto attraverso una serie di testimoni (a
    cominciare dalla mia famiglia) che
    incessantemete mi fanno gustare la profonda ragionevolezza e convenienza
    del Cristinesimo. Sono inoltre di grande aiuto, al mio cammino di fede, quelle
    miglia (o forse milioni) di fedeli Cristiani che negli stati mussulmani sono
    splendida testimonianza di come il cristianesimo sia una cosa profondamente
    ragionevole a che la vita vale la pena di essere vissuta per annunciare Cristo
    dentro tutte le contraddizioni che una persona, in quanto essere umano, può
    portare..

    A mio parere non mancano i testimoni (a quelli ci pensa DIO per fortuna!!!) manca la mia persona, manco io che non sono
    disposto ad accettare la modalità cin cui il Mistero.mi viene incontro; questa
    è la vera lotta che devo ingaggiare tutti i giorni con relativismo.

    Saluti
    Mario

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  • AB 10 minuti fa

    Perché me ne vado da questo tuo Movimento, debole perché troppo superficiale per comprendere la missione della Chiesa di Cristo

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  • Lella Mingardi 22 minuti fa

    Vorrei aggiungere,che forse sei amareggiato anche dai risultati elettorali,da quanto poco noi Italiani stiamo lottando per i valori cristiani.
    penso che giustamente tu sia deluso da noi….ma noi siamo noi e Gesù è Gesù.
    per amore suo,torna sui tuoi passi,per amore suo perdonaci se siamo un popolo di deboli,per amore suo,continua a credere che il Suo regno va oltre quello di questo mondo, e se puoi ,perdonaci.

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  • Gianluca Selmi 28 minuti fa

    Forse doveva fare più catechismo quando si è preparato al battesimo, sempre che l’abbia fatto.

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  • Lella Mingardi 29 minuti fa

    Caro Magdi,il Gesù che tu hai conosciuto,quello che anche io amo,non è stato un perdente perchè è morto in croce; la sua resurrezione è la prova di quanto la potenza Divina,possa andare oltre la morte.
    Che nell’Islam ci sia una forte valenza bellicosa,non si può negare,ma non tutti gli uomini sono uguali,non si può condannare un intero popolo .
    Lascia che sia Gesù ad estirpare la gramigna dal grano,noi esseri umani ,non sappiamo vedere ad un palmo dal naso.
    Essere Cristiani Cattolici,non vuol dire solo appartenere ad un popolo,ma appartenere a Cristo.
    Non è vero che il nostro amato Papa Benedetto è stato già dimenticato,ognuno di noi porta in se il suo ricordo,la sua bellezza e la sua umiltà.
    Personalmente prego con lui e per lui ogni giorno.
    Gesù non scelse gli apostoli perchè perfetti,ma perchè si mettessero al servizio dell’amore,contro ogni ragionevole dubbio.
    L’uomo di Dio deve imparare ad amare anche il suo nemico,perchè sarà l’amore a compiere il miracolo,non le regole di questa o quella Chiesa.
    Con affetto sincero.lella.

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  • andreito 36 minuti fa

    caro magdi, ti avevo votato e ovviamente sono molto deluso. ora non posso fare altro che pregare per te, perché tu possa tornare nel Santo Ovile! Non te ne andare, pensa alla tua anima, alla grazia che Dio ti ha fatto di farti conoscere la verità tutta intera. E, quindi, sii umile.

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  • Stefana D’ Amario un’ora fa

    Mi hanno insegnato che c’è una Chiesa di Gesù ed una chiesa degli uomini. Il nuovo Papa è un gesuita, quindi colto
    nella Dottrina. Vedrai che non ti deluderà,

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  • annalisa rossi un’ora fa

    anna rossi

    Caro Magdi, sono una di quelli che hanno iniziato a conoscerti ai tempi del forum sul Corriere. Credo nella tua sincerità .Però mi pare che questa scelta farà di te un integralista cattolico, facilmente attaccabile da quanti pensano che le Crociate siano paragonabili , se non l’inizio, dell’Islam radicale.

    Anch’io vorrei un Papa che prendesse posizione netta e chiara sull’Islam, inteso come tomba dei diritti, delle donne, intollerante verso le altre religioni. Un Papa che si battesse per la reciprocità delle religioni. Purtroppo il Vaticano è uno Stato, e deve agire con la diplomazia di uno Stato ( spero non sarà simile all’attuale Terzi ecc), si dice che deve essere cauto per non mettere in ulteriore pericolo i cristiani nei paesi musulmani, anche se io non la penso così.

    Purtroppo questo Papa buonista deve imporsi come uomo di pulizie dentro la Chiesa, sotto attacco da tempo dalla laicità europea e occidentale, attaccata in maniera oscena e ossessiva per la pedofilia.

    Deve , spero, almeno all’inizio , dare un’immagine di nuovo, di sano, di povertà anche; adesso i media sono tutti estasiati da Papa Francesco.
    Durerà? Io mi auguro che Papa Francesco avrà anche coraggio di affrontare temi spinosi come l’Islam; Papa Benedetto XVI col discorso di Ratisbona ci aveva forse provato, e si vede come è stato trattato.

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  • Barbara Dinardo un’ora fa

    Egr. sig. Allam Magdì Cristiano mi spiace molto che lei non abbia capito, come del resto al tempo storico di Gesù, cosa sia il cristianesimo: non una religione ma una Persona, Cristo mite e umile non un rivoluzionario, Re di un regno celeste e non terreno. Ha compreso la vera
    differenza abissale tra martirio cristiano e martirio islamico? Si dice cristiano ma ragiona da islamico per quanto riguarda la fede, ci ha mai fatto
    caso? Chi si ferma al giudizio sulla componente umana della Chiesa dimostra di non aver fatto esperienza autentica di Dio e di Gesù Cristo. Per quello che riguarda Antico e Nuovo Testamento, non vanno letti come fossero una saga ma meditati e pregati. Le consiglio di accostarsi alla Divina misericordia attraverso il diario di Santa Faustina Kowalska e capirà qualcosa di più di una fede che bisogna abbracciare con tutto se stesso e non intellettualmente. Le auguro di comprendere che si trova davanti a una prova che é da superare anziché battere in ritirata, magari vagabondando qua e la da una religione all’altra. Peraltro, in questo modo, dimostrerebbe di non avere stoffa nemmeno come politico. Dio la benedica. Le assicuro le mie povere preghiere ma confidando infinitamente in Colui che può tutto. Con affetto cristiano.

    Barbara

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  • stefanodifrancesco un’ora fa

    Carissimo Magdi Cristiano, ti sono fraternamente vicino in questo momento di profonda riflessione. Condivido ciò che scrivi e apprezzo la tua estrema lucidità nel constatare quanto purtroppo sia distante la Chiesa attuale dall’Uomo, laico o credente.

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  • luigirusso6667 un’ora fa

    non sono sorpreso di questa notizia, e in un certo senso sono contento, per ben due volte ti hò esortato a questa scelta,Gesù non hà voluto creare nessuna religione neanche l’ebraismo è una religione,è un modo di vivere tutto ciò che vi era di sbagliato Gesù lo ha corretto, la chiesa cattolica hà diviso i credenti come dimostrano dai commenti qui,che considerano cristiani solo i cattolici,rendendosi uguali agli islamici,che amano solo chi si comporta come loro.
    sputate tutto il veleno che avete in cuore, serpenti, amavate magdi perche era stato battezzato dal papa io lo amavo quando ancora era musulmano ,era già seguace di Cristo prima della mezzanotte di pasqua. perchè dite dove andrai magdi? dove deve andare? il cattolicesimo non è una nazione come lo è l’islam,che quando esci devi aver paura, il cattolicesimo è una stanza stretta.
    magdi fratello ,non farti impressionare dalle parole di costoro,questa è la nostra Croce.

    luigi russo

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  • sergio landi un’ora fa

    Caro Magdi, ho riletto bene il tuo articolo. Dici che lasci la Chiesa cattolica, ma se lasci la Chiesa cattolica lasci l’Eucaristia. E chi lascia l’Eucaristia lascia Cristo. Nessuno può dirsi cristiano se non mangia e beve il corpo e il sangue di Cristo. E’ quella l’essenza, Cristo corpo e sangue in mezzo a noi, non simbolismo, ma verità.

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  • Gianluca Valpondi 2 ore fa

    Carissimo Magdi Cristiano, perchè non porti tutte le tue perplessità sulla Chiesa in confessionale? Credi ancora in quel Sacramento? La nostra ragione da sola vacilla. Dice il Signore: “Le mie vie non sono le vostre vie, i miei pensieri non sono i vostri pensieri. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri” (Is 55,8-9)

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  • Paolo Colombara 2 ore fa

    La Chiesa, la Fede, la Religione, non sono un partito politico che si lascia quando non condividi piu’ le sue idee. La Fede o ce l’hai o non ce l’hai. E qui appare chiaro che non ce l’hai. Allora, se proprio vuoi cercare la tua strada, fallo per favore senza far sapere a tutti noi ogni passo che fai… sinceramente non ci interessa. Grazie.

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  • sergio landi 2 ore fa

    Caro Magdi, posso comprendere la tua posizione sull’Islam e condividerla in buona parte. Ma non dimenticare che i musulmani sono i figli di Ismaele ingannati da un falso profeta. Sono figli di Dio anche loro, e la Chiesa, ovvero il Signore, che è Misericordia, non può andare a muso duro contro di loro dicendo: “Siete degli scemi, non avete capito niente”. Deve anzi illuminarli affinché con il loro libero arbitrio scelgano da che parte stare, come avevi fatto anche tu. Andare pesantemente contro l’Islam sarebbe come rivolgersi ad una sorella qualsiasi, per esempio Veronica, spiegandole “guarda che sei ingannata”. Non tutti possono comprendere, ed abbandonare la vecchia via è doloroso, spesso difficilissimo. E’ nella Chiesa che puoi combattere la tua battaglia di sottomissione e di obbedienza, e di preghiera, per aiutare i nostri fratelli islamici.

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Caso Allam, una conversione incompiuta

di Massimo introvigne26-03-2013
Tratto da La nuova Bussola Quotidiana

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-caso-allam-una-conversione-incompiuta-6114.htm

Magdi Cristiano Allam abbandona la Chiesa Cattolica con un articolo su «il Giornale» del 25 marzo. È una notizia dolorosa per chi, come me, si considera amico del giornalista convertito dall’islam, con cui ha condiviso diverse iniziative. Purtroppo, però, era una notizia nell’aria da tempo. La conversione dell’amico Magdi Cristiano era in qualche modo ancora incompiuta. Come molti cattolici «adulti», di sinistra o di destra (perché ce ne sono anche a destra), pensava che – tanto più sulle materie dove si sentiva competente – fosse lui a dovere giudicare il Magistero e non il Magistero a dovere giudicare lui.

ll conflitto tra Allam e il Magistero della Chiesa parte dall’islam, ma va molto oltre. Nel suo articolo, accusa la Chiesa di essere arrendevole con l’islam e di non unirsi alle sue proposte radicali di vietare il Corano, come libro che predica l’odio, e di considerare la legge islamica un crimine contro l’umanità. Se la prende con Papa Francesco per il suo cordiale saluto ai musulmani, ma correttamente riconosce che le stesse posizioni sono state proposte dal beato Giovanni Paolo II (1920-2005) e da Benedetto XVI.

È del tutto assurdo contrapporre Papa Francesco che saluta i musulmani a un Benedetto XVI presentato come nemico intransigente di ogni dialogo sulla base – paradossalmente – della stessa cattiva interpretazione del discorso di Ratisbona del 12 settembre 2006 proposta dai fondamentalisti islamici. In quel discorso Papa Ratzinger non chiuse affatto la porta al dialogo con chi, nel mondo islamico, fosse disposto a rinunciare alla violenza. Mostrò che la violenza era diventata una tentazione permanente dell’islam a causa della rottura dell’equilibrio fra fede e ragione e della chiusura del dialogo, inizialmente promettente, tra cultura musulmana e filosofia greca. Ma spiegò anche come una nefasta «de-ellenizzazione», una rinuncia al rapporto con la cultura greca, avesse poi colpito anche l’Europa cristiana.

Da ultimo. è nel viaggio in Libano del 14-16 settembre 2012 che Benedetto XVI ha preso le distanze dalle posizioni che considerano il dialogo con i musulmani impossibile e sempre inopportuno. «Fedele all’insegnamento del Concilio Vaticano II – affermava in quell’occasione Papa Ratzinger –, la Chiesa cattolica guarda i musulmani con stima, essi che rendono culto a Dio soprattutto con la preghiera, l’elemosina e il digiuno, che venerano Gesù come profeta senza riconoscerne tuttavia la divinità, e che onorano Maria, la sua madre verginale».

Rivolgendosi ai ragazzi musulmani – alcuni dei quali venuti, in circostanze drammatiche, dalla Siria – che partecipavano al suo incontro con i giovani, l’attuale Pontefice Emerito così si esprimeva: «Voi siete con i giovani cristiani il futuro di questo meraviglioso Paese e dell’insieme del Medio Oriente. Cercate di costruirlo insieme! E quando sarete adulti, continuate a vivere la concordia nell’unità con i cristiani. Poiché la bellezza del Libano si trova in questa bella simbiosi. Bisogna che l’intero Medio Oriente, guardando voi, comprenda che i musulmani e i cristiani, l’Islam e il Cristianesimo, possono vivere insieme senza odio, nel rispetto del credo di ciascuno, per costruire insieme una società libera e umana».

Benedetto XVI in Libano non era affatto buonista o ingenuo. Sapeva – e lo affermava in modo chiaro e coraggioso con le parole dell’esortazione apostolica «Ecclesia in Medio Oriente» – che l’islam ha generato anche «pratiche di intolleranza, di discriminazione, di emarginazione e persino di persecuzione».
Ma alla fine – come già nel colloquio con Oriana Fallaci (1929-2006), di cui riferì la stessa giornalista – Benedetto XVI si rifiutava d’identificare tutti i musulmani con il fondamentalismo, e anche tutti i musulmani fondamentalisti – le cui idee sono inaccettabili, ma che non sono tutti assassini – con l’ultra-fondamentalismo che organizza il terrorismo e le stragi di cristiani.

E a Oriana Fallaci poneva un problema: se si rifiuta il dialogo, pure difficilissimo, con l’islam qual è l’alternativa? La guerra atomica contro un miliardo e mezzo di musulmani? In Turchia nel 2006 e in Libano nel 2012 Benedetto XVI ha cercato di proporre un altro cammino, pure stretto: l’islam non è un monolito. Tra quel miliardo e mezzo di musulmani – anzi un miliardo e seicento milioni secondo dati 2013 – ci sono variazioni sul tema quasi infinite, e la pazienza della Chiesa sa che, tra mille difficoltà, qualche interlocutore si può trovare. Ed è partendo da questi interlocutori che si può aprire un dialogo, che non porti a confondere religioni inconciliabili ma ad assicurare una coesistenza pacifica e gli elementari diritti delle minoranze e delle donne in tanti Paesi tormentati. Su questi temi Magdi Allam, come Oriana Fallaci, partiva da tante osservazioni giuste e condivisibili, ma alla fine mancava di quella profondità strategica che fa invece parte della sapienza millenaria della Chiesa.

Gli insegnamenti di Papa Ratzinger e di Papa Francesco sull’islam non sono novità. Si trovano nel «Catechismo della Chiesa Cattolica» che per il cattolico fedele è, come ci ha ricordato tante volte Benedetto XVI, la norma prossima della fede. Il Catechismo invita al dialogo perché «il disegno della salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in primo luogo i Musulmani, i quali, professando di tenere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso, che giudicherà gli uomini nel giorno finale» (n. 841). Insieme, lo stesso Catechismo fa notare come – accanto ad elementi positivi – nelle religioni non cristiane, islam compreso, siano presenti «limiti ed errori che sfigurano l’immagine di Dio» dovuti anche a «inganni del maligno» (n. 844). Entro questi parametri, c’è ampio spazio per la critica dei «limiti ed errori» dell’islam. Ma non per il rifiuto globale di quanto insegna il Magistero sul dialogo interreligioso.

Magdi Allam scrive che, non solo sull’islam, «la Chiesa è fisiologicamente relativista. Il suo essere contemporaneamente Magistero universale e Stato secolare, ha fatto sì che la Chiesa da sempre accoglie nel suo seno un’infinità di comunità, congregazioni, ideologie, interessi materiali che si traducono nel mettere insieme tutto e il contrario di tutto». Qui però c’è un po’ di confusione sulla nozione di relativismo, di cui Allam accusa la Chiesa «da sempre» e non solo come eventuale deviazione progressista recente. La pluralità di comunità, congregazioni, lingue, nazioni – e, in un mondo non formato da angeli, anche d’inevitabili «interessi materiali» – non è relativismo. L’importante è che in diverse lingue e con diversi stili si annunci la stessa dottrina essenziale.

Allam ha scoperto anche che «la Chiesa è fisiologicamente globalista fondandosi sulla comunione dei cattolici in tutto il mondo, come emerge chiaramente dal Conclave. Ciò fa sì che la Chiesa assume posizioni ideologicamente contrarie alla Nazione come identità e civiltà da preservare, predicando di fatto il superamento delle frontiere nazionali». È una vecchia accusa di tutti i tentativi di costruire nazional-cattolicesimi, che qui ricorda le pagine meno felici di Charles Maurras (1868-1952). Sì, nella Chiesa non ci sono stranieri, e la Chiesa non fa gli interessi di nessuna nazione. Le frontiere nazionali sono «da sempre» già superate dal Vangelo, e la Chiesa è «cattolica», cioè universale. Nello stesso tempo – secondo un grande insegnamento del beato Giovanni Paolo II – la Chiesa ama e custodisce, in quanto compatibile con la legge naturale, l’identità di tutte le nazioni, tanto più di quelle cui è stata la Chiesa stessa – come avviene quasi sempre in Europa e nelle Americhe – a dare forma e contenuto. Chi vuole opporre la nazione alla Chiesa dovrebbe sempre riflettere sul fatto che in tanti Paesi – compreso il nostro – la nazione senza la Chiesa non esisterebbe.

Infine, l’accusa più grave. Allam afferma anche che la Chiesa «compromette alla radice il concetto di bene comune» ed è essenzialmente immorale, peggio «fisiologicamente tentata dal male, inteso come violazione della morale pubblica, dal momento che impone dei comportamenti che sono in conflitto con la natura umana, quali il celibato sacerdotale, l’astensione dai rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, l’indissolubilità del matrimonio, in aggiunta alla tentazione del denaro». Qui sembra che la parabola si sia compiuta, e il Magdi Allam difensore della Chiesa e del Papa che ci piaceva si sia trasformato in un anticlericale da Bar Sport. La Chiesa è accusata insieme di cedere al mondo moderno e di non cedergli, invocando la solita abolizione del celibato sacerdotale e il solito rovesciamento della morale cattolica richiesti da tutti i laicisti e da tutti i progressisti.

L’errore di Magdi Allam – i cui libri hanno certamente fatto del bene, e per cui in questa Settimana Santa assicuriamo preghiere – è proprio quello del relativismo, di cui accusa la Chiesa. Chi non è relativista accetta l’insegnamento della Chiesa, il Catechismo, il Magistero quando gli piace ed eventualmente anche quando non gli piace, si tratti di fede o di morale, di islam o di rapporti prematrimoniali. Invece sia il progressista sia l’ultra-conservatore stanno con il Catechismo, il Magistero, il Papa solo quando questi «riflettono il consenso del Popolo di Dio» o «rispettano la Tradizione», cioè – detto in altre parole, e poiché senza Magistero è impossibile identificare dove sia e che cosa sia la Tradizione o quale sia il consenso del Popolo di Dio – solo quando coincidono con le loro soggettive opinioni.

Certo, si potrebbe dire che un luogo, o un libro, dov’è contenuta la Tradizione e che esprime il consenso del Popolo di Dio esiste: è il Catechismo. Peccato però che anche del «Catechismo della Chiesa Cattolica» si finisca poi per dire che va seguito solo quando è conforme alla Tradizione o alla presunta opinione prevalente nel Popolo di Dio, cioè solo quando ci piace. Alla fine, è questo il problema del povero Magdi Allam. Non si può scegliere: o ci si converte a tutta la dottrina cattolica, o non ci si converte affatto. Il Catechismo non è il piatto dei formaggi dove scegliere solo quello che ci piace. Preghiamo per Magdi Allam.

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3 risposte a “Magdi “Cristiano” Allam e Lupi. Stop di una “conversione” a più tempi, come il mandato del suo mentore Benedetto XVI?”

  1. Magdi Allam e la Chiesa: un divorzio Benedetto

    Da oggi, Magdi Exmusulmano Allam si è guadagnato un nuovo nome: Magdi Excristiano Exmusulmano Allam. O forse sarebbe meglio dire “Excattolico”, visto che d’ora in poi non è disposto a riconoscersi nella Chiesa e nella “Papalatria che ha infiammato l’euforia per Francesco I e ha rapidamente archiviato Benedetto XV”.

    Eggià: a ridosso di Pasqua del 2013 e a cinque anni esatti dalla sua conversione avvenuta a Pasqua del 2008, Allam annuncia ( http://www.corriere.it/politica/13_marzo_25/magdi-cistiano-vado-chiesa_7fdf327c-9528-11e2-84c1-f94cc40dd56b.shtml ) – manco fosse un contratto d’affitto – che “lascia la Chiesa”, anche se continuerà a “credere in Gesù e a identificarsi nel cristianesimo”. I motivi per cui sbatte la porta, sono però tutto un programma ( http://www.ilgiornale.it/news/interni/bersani-ora-basta-899699.html ) . Che dimostra che la sua conoscenza in materia di fede cristiana è almeno pari alla sua conoscenza in materia di fede islamica: meno di zero.

    Allam lascia la Chiesa perché “è fisiologicamente buonista, mettendo sullo stesso piano, se non addirittura anteponendo, il bene altrui rispetto al bene proprio”. E tanti saluti all’ “Ama il tuo prossimo come ami te stesso” di quel comunistaccio di Gesù. Non solo, Allam se ne va anche perché la Chiesa “è fisiologicamente tentata dal male, inteso come violazione della morale pubblica, dal momento che impone dei comportamenti che sono in conflitto con la natura umana, quali il celibato sacerdotale, l’astensione dai rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, l’indissolubilità del matrimonio”. Si vede che chi l’ha convinto a convertirsi non l’aveva ben informato sulle clausole del contratto.

    Infine, la chiesa è da abbandonare perché ha legittimato “l’islam come vera religione, di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro, delle moschee come luogo di culto” (e pazienza se l’Islam è una religione con un miliardo e passa di fedeli da 1400 anni) e perché è “contrario al buonismo che porta la Chiesa a ergersi a massimo protettore degli immigrati, compresi – e soprattutto – i clandestini”. Inutile dire che per lui, su questi fronti, Papa Francesco I sarà sembrato l’Anticristo in persona.

    E’ evidente che la decisione di Allam, oltre ad avere a che fare con la scomparsa dello “sponsor” che l’aveva battezzato urbi et orbi, ha anche a che fare con la sonora sconfitta elettorale, che il nostro attribuisce alla percezione da “gruppo religioso o gruppo di preghiera” (parole sue) che emana il suo movimenticello politico (al punto che in campagna elettorale uno è salito sul palco chiedendo “a tutti i presenti di alzarsi per recitare il Padre Nostro e l’Ave Maria, in un teatro pubblico dove la cittadinanza era stata invitata a partecipare a un comizio politico”).

    Ma se Allam pensava, con il suo ultimo colpo di scena (peccato che stavolta non ci sarà la diretta dal Vaticano), di risalire nei sondaggi prima della scadenza del suo mandato europarlamentare, posso già anticipargli che invece dello 0,13 che ha ottenuto in queste ultime elezioni, alle prossime otterrà lo 0,0000013. E al suo bel curriculum di “Ex” (exmusulmano, excattolico, exgiornalista), potrà anche aggiungere un bel “Expolitico”. A quel punto sono sicuro che la Chiesa, nella sua infinita bontà e a dimostrazione del suo buonismo, lo arruolerà nella guardia svizzera, chiudendo un occhio sul fatto che Allam, in fin dei conti, è e rimane un immigrato. Grazie a Dio fra i requisiti di ammissione non c’è l’essere biondi.

    Sherif El Sebaje
    Fonte: http://salamelik.blogspot.com
    Link: http://salamelik.blogspot.com/2013/03/allam-e-la-chiesa-un-divorzio-benedetto.html
    24.03.2013

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