Morte cerebrale, menzogna per favorire il trapianto d’organi

http://www.flipnews.org/flipnews/index.php?option=com_k2&view=item&id=5368:morte-cerebrale-e-trapianto-di-organi-un%E2%80%99autorevole-voce-critica

Una conversazione con il prof. Rocco Maruotti, chirurgo di fama internazionale

A cura di Roberto Fantini

D. La legge italiana n.578, del 29 dicembre 1993, nel suo articolo 1, dichiara che: “La morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo”. Il parlare di “cessazione irreversibile di tutte le funzioni” di un organo tuttora esplorato e conosciuto in minima parte non significa forse parlare di qualcosa che ha a che fare – per dirla con Karl Popper – più col piano della metafisica che con quello della verificabilità (e falsificabilità) sperimentale? Non dovrebbe lo stesso criterio della cosiddetta “morte cerebrale” apparire palesemente improponibile in sede scientifica?

R. La legge italiana ha recepito la morte di Harvard – conosciuta come morte cerebrale – sulla base di due fattori: l’eccitazione popolare per i trapianti e la spinta di parte della comunità medica per cambiare quello che per centinaia di migliaia di anni era stato il fondamento sacrale, umano ed universalmente accettato della fine della vita e quindi della morte. La classe medica ha riposto generalmente fiducia nel dogma stabilito dagli esperti di Harvard, allo stesso modo con cui i chirurghi ripongono la loro fiducia in quel che fanno, ad esempio, i colleghi anestesisti o ortopedici.

La Commissione della Harvard University era stata incaricata di definire la morte in chiave neurologica con lo scopo principale di evitare accuse legali alle équipes che cominciavano a fare la gara dei trapianti. I motivi espressamente addotti per definire come morte il coma considerato irreversibile erano e sono esclusivamente utilitaristici: liberare letti d’ospedale, alleviare il peso sociale dei pazienti in stato vegetativo, reperire organi da trapiantare senza il rischio di accuse legali e etiche alle équipes chirurgiche.

In sede scientifica, sulla morte di Harvard sono così stati scritti migliaia di libri e di articoli e sono stati fatti centinaia di congressi, meetings, trasmissioni televisive, articoli di giornale quasi esclusivamente ad opera di persone con generalizzato conflitto di interesse. Ancor oggi è in atto una corsa per ridefinire sempre più arbitrariamente la morte per l’interesse esclusivo del business dei trapianti e, ovviamente, di coloro che chiedono un ricambio di organi da estranei.

D. Questo comporta, allora, che il soggetto umano destinato ad essere espiantato è “morto” soltanto per mera convenzione?

R. è evidente che nessuno, al di fuori della coorte dei trapiantisti, considererebbe i pazienti in morte di Harvard come persone defunte. La prova era ed è che nessuno, compresi i trapiantisti, avrebbe, ad esempio, il coraggio di mettere in una bara una figlia che respiri, sia pure assistita, che abbia il cuore e il polso che battono, che abbia la cute rosea e calda, e che magari possa condurre a termine una gravidanza. È evidente che tali persone non sono cadaveri e che, d’altra parte, espiantare gli organi dai veri cadaveri è del tutto inutile al fine dei trapianti. Per questo recentemente è stato proposto di chiamare “finestra di espiantabilità” il tempo che un paziente vive tra un incidente e la morte vera e propria, onde evitare di cadere nell’assurdo scientifico della morte cerebrale di Harvard.

Tuttavia, già venti anni fa, nel 1992, l’articolo di Truog della stessa Harvard minava alle basi il concetto di morte cerebrale. Il testo dell’ articolo Rethinking brain death (Ripensamento della morte cerebrale) afferma testualmente: “Proponiamo quattro argomenti a sostegno del parere che i pazienti che rispondono agli attuali criteri clinici della morte cerebrale, non necessariamente presentano la perdita irreversibile di tutte le funzioni del cervello. In primo luogo, in molti pazienti clinicamente in morte cerebrale è conservata la funzione endocrina-ipotalamica. In secondo luogo, in molti pazienti è conservata l’attività elettrica cerebrale. In terzo luogo, alcuni pazienti conservano la capacità di reagire agli stimoli dell’ambiente. In quarto luogo, il cervello è definito fisiologicamente come sistema nervoso centrale e, in molti pazienti clinicamente in morte cerebrale, è conservata l’attività del sistema nervoso centrale, sotto forma di riflessi spinali. Questi risultati sono in netto contrasto con il requisito di una cessazione irreversibile di tutte le funzioni cerebrali”. La conclusione della ricerca scientifica fu che non esistono mezzi strumentali atti a dimostrare la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo, quindi neanche l’elettroencefalogramma o altri test sono in grado di accertare la cessazione irreversibile di ogni attività encefalica, men che meno il letale test dell’apnea. Lo stesso Truog ribadì con ancora più forza le sue tesi nel 1998.

D. Ma, allora, come è possibile che si continui a parlare, con toni tanto rassicuranti, di prelievo “da cadavere”?

R. Da circa venti anni i bioeticisti dalle varie Università si sono spinti a stilare nuove definizioni della morte ritenute necessarie per continuare l’attività trapiantistica e sempre sulla base del principio del procacciamento di organi da pazienti “as legally dead as necessary, as biologically alive as possible” (“legalmente morti per quanto è necessario, ma biologicamente vivi quanto più è possibile”). In pratica la morte viene sempre più ridefinita non come assenza irreversibile di tutte le funzioni cerebrali, ma come, ad esempio, cessazione di rapporti con il mondo.

Nel Report of the President’s Council on Bioethics vi sono scienziati che affermano “Findings totally undermine the current neurological death standard, which treats the brain as key to integrating and sustaining basic physical processes. Since these processes continue in the absence of brain function, doctors are confronted with three choices: 1- remove organs from a person still technically alive; 2- loosen the standards of brain death; or 3- revert to the old-fashioned standard of cardiac death” (“I risultati minano totalmente l’attuale standard di morte neurologica, che considera il cervello come la chiave per integrare e sostenere processi fisici di base. Dal momento che questi processi continueranno, in assenza di funzioni cerebrali, i medici si confrontano con tre scelte: 1 – prelievo di organi da una persona ancora tecnicamente in vita; 2 – allentare gli standard di morte cerebrale ; o 3 – tornare al vecchio standard della morte cardiaca”).

D. La scelta attuale del business dei trapianti è quella di allentare sempre più gli standard, ma si profila la necessità di ammettere che il paziente viene ucciso.

R. Da un punto di vista popperiano, quindi, per tornare alla sua domanda iniziale, la morte di Harvard è stata falsificata apertamente dai suoi stessi sostenitori. Parlando recentemente all’American Society of Bioethics and Humanities a Minneapolis Neil Lazar, del Toronto General Hospital, Maxwell J. Smith della University of Toronto e David Rodriguez-Arias della Basque University hanno affermato che è più importante sapere che i pazienti in morte di Harvard sono in condizioni “confortabili” e “senza rischi” piuttosto che se siano vivi. Essi hanno sottolineato l’ambiguità di determinare la morte indipendentemente dai criteri cerebrali e cardiaci: «“Cardiac death” (DCD) could be reversible and “brain death” is not always verifiable». (“La morte cardiaca può essere reversibile e la morte cerebrale non è sempre verificabile”). Hanno perciò concluso che la “regola del paziente morto” dovrebbe essere abbandonata, malgrado ciò sembri macabro a tutti! In effetti, oggi abbiamo una crudele medicalizzazione anche del processo della morte che non è più protetta, serena, confortata dai parenti. Oggi la morte di Harvard viene preceduta da una agonia artificialmente prolungata, da inutili e controproducenti indagini volte non ad aiutare il paziente, ma a garantire, sia la certificazione anticipata di morte, sia il suo contrario che è la vitalità biologica degli organi. Insomma, oltre al danno di un incidente e della morte, anche la beffa e la crudeltà di una terribile agonia e di una disumana macellazione nell’interesse del business dei trapianti.

D. Che senso ha, allora, continuare a parlare di “irreversibilità”?

R. Le posso assicurare che molti dei più autorevoli esperti confermano, se pure ce ne fosse stato bisogno, che l’irreversibilità è solo il trucco di una tetragona ostinazione del mondo degli espianti e della comprensibile, ma errata richiesta di leasing di vita da parte di coloro a cui viene data l’alternativa: trapianto o morte.

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Donna data per morta riapre gli occhi prima dell’espianto

video sveglia prima di espiantoQuando la “scienza” ci vuole morti per forza (morte cerebrale), la natura si ribella! Gli oramai innumerevoli casi di risveglio dovrebbero portare ad un’immediato intervento legislativo: la morte avviene quando il cuore smette di battere. Si bloccherà, così anche il business dell’espianto degli organi a cuore battente…

http://www.affaritaliani.it/coffee/videomedia/danimarca-si-sveglia-da-coma-prima-di-espianto-degli-organi.html

(…) La protagonista è una donna di Syracuse, nello stato di New York: nel 2009 Colleen Burns – racconta il New York Post – era stata ritenuta morta per un overdose di farmaci dai medici del St. Joseph’s Hospital Health Center. Ma mentre questi erano sul punto di prelevare i suoi organi, la 41enne – già in sala operatoria – ha aperto gli occhi. Burns, madre di tre figli, è stata dimessa dall’ospedale dopo due settimane, ma si è uccisa sedici mesi più tardi, nel gennaio 2011. La madre, Lucille Kuss, ha spiegato che non è stato quell’episodio a spingere la figlia a togliersi la vita: il suo problema era una profonda depressione. La famiglia ha deciso di non citare in giudizio l’ospedale per quanto accaduto.

“Erano scioccati – ha detto Kuss parlando dei medici – E’ stata una sorpresa anche per loro”. Il Dipartimento della salute dello Stato di New York tuttavia ha sanzionato l’ospedale con una multa di 6.000 dollari, ritenendo inaccettabili le procedure adottate.

“L’ospedale non ha effettuato un controllo approfondito ed accurato, senza analizzare in maniera adeguata i possibili segni di miglioramento delle sue funzioni neurologiche”, ha spiegato l’agenzia federale. L’overdose di farmaci aveva fatto sì che Burns cadesse in un coma profondo, mentre il personale ospedaliero riteneva che avesse subito danni irreversibili al cervello tali da procedere all’espianto degli organi.

Fonte: www.affaritaliani.it 10/07/2013

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Nuovo Ordine Mondiale, Transumanizzazione, Grande Inganno

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IL CORPO UMANO: MONOPOLIO DELLO STATO

di Gianni Lannes
Il corpo dell’essere umano non è intangibile, non è sacro, e non è di proprietà della persona che lo indossa. Infatti, in Italia dal 1999, grazie alla legge numero 91, si prelevano gli organi al momento della morte, anche se da vivi non è stato mai espresso l’assenso: è sufficiente non averlo rifiutato espressamente. In altri termini, il consenso si presume, giacché vale la norma grottesca, anzi  incostituzionale, appunto, del silenzio-assenso. E non vale l’eventuale opposizione dei familiari all’espianto di organi, da un corpo nel quale batte ancora il cuore, pur essendone stata dichiarata la morte cerebrale. Insomma, va in scena in camera operatoria un crimine legalizzato a tutti gli effetti dall’Autorità per eccellenza che detiene anche e soprattutto, il monopolio “legale” della violenza.
Anche in Gran Bretagna (dal 1986), Stati Uniti d’America e Svezia (dal 1987) è possibile espiantare organi, ma là, almeno, è obbligatorio il consenso ineludibile dei parenti.
Beata ignoranza – Il popolo italiano nella stragrande maggioranza non è a conoscenza di questa normativa. Pochi conoscono i loro diritti in una materia così essenziale. E non tutti sono d’accordo sul principio del silenzio-assenso, come non tutti accettano il dogma della morte cerebrale. In effetti, questo abusato teorema risponde ad una ragione commerciale: serve a consentire i trapianti di cuore. Singolare coincidenza: la definizione di morte legata all’esaurimento di tutte le funzioni del cervello è stata enunciata dalla Commissione di Harvard nel 1968: esattamente l’anno successivo alla prima operazione eseguita a Città del Capo il 3 dicembre 1967 da Christian Barnard.
In ambito scientifico c’è chi contesta con argomenti seri la validità del principio imperante in occidente: ad esempio il dottor Cicero Galli Coimbra del dipartimento di Neurologia e Neurochirurgia dell’università di San Paolo. Prima di questa aberrazione il terminale della vita umana era considerato l’ultimo battito cardiaco (il parametro vigente in Giappone). In questa linea affaristica emerge addirittura il cinico criterio “mors tua vita mea” avallato nel Belpaese, a metà degli anni Novanta dalla Corte costituzionale tricolore.
Predazione disumana – La regola del “silenzio-assenso” cancella il principio del corpo come bene esclusivo dell’individuo, lo sottrae alla comunità ed alla famiglia e lo consegna allo Stato come cosa (res) utilizzabile. In tal modo, il corpo umano all’insaputa della maggioranza silenziosa è diventato una proprietà esclusiva dell’autorità istituzionale italiota, arrogatosi il diritto di disporne.
Va ricordato che l’articolo 5 del Codice Civile vieta gli atti di disposizione del proprio corpo quando cagionino una diminuzione permanente dell’integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume. Diverse leggi sono state emanate in deroga a questa disposizione: oltre alla citata legge 458/1967, disciplinante il trapianto del rene tra persone viventi, vanno ricordate la legge 301/1993, recante norme in materia di prelievi ed innesti di cornea, e la legge n. 483/1999, che detta norme per consentire il trapianto parziale di fegato.
Nemesi medica – Due esempi a portata di memoria. Nel 1995 Martin Branch, un giovane turista tedesco in vacanza in Italia viene investito da un’automobile. Ricoverato a Napoli, i medici lo predispongono per prelevargli gli organi e avvertono i genitori che per fortuna si precipitano nello Stivale. I due strappano dalle grinfie dei sanitari il ragazzo e lo portano in Germania. Martin dopo un pò si risveglia dal coma, si laurea e diventa uno sportivo. Di casi simili gronda la cronaca. Basta scandagliare. Ricordate lo scandalo scoperto casualmente nell’estate dell’anno 2000 all’Alder Hey di Liverpool? Ben 8 mila cuori di bambini morti sotto i ferri e una quantità incredibile di organi prelevati all’insaputa dei genitori e conservati negli scantinati ospedalieri per fini di sedicente ricerca.
E come tralasciare il traffico di organi tra vivi. Soprattutto di migranti speciali: i clandestini ingannati, impacchettati e vivisezionati. Le maggiori vittime sono i bambini, rapiti, narcotizzati e fatti a pezzi, anche per rituali satanici di cui poco o nulla si parla in Italia.
Il pretesto ufficiale della legge italiana è sottrarre questa materia alla logica brutale del mercato. In realtà, questa normativa rivela un volto autoritario e antidemocratico, motivato dai chirurghi che pretendono di risolvere ogni malanno con un trapianto, occultando le vere ragioni del profitto e della ricerca di notorietà a tutti i costi.
Il retroscena – La legge del silenzio/assenso, della schedatura dei cittadini, dell’organizzazione della macellazione umana, dei finanziamenti, della promozione degli espianti/trapianti, dell’import-export, è nata nell’inganno. Il 19 gennaio di 14 anni fa, il ministro della Salute, tale Rosy Bindi ed il Presidente della Camera, al secolo Luciano Violante  rimettevano al vaglio e voto della Camera il Testo Unificato. Ebbene, i primi 5 articoli approvati del disegno di Legge, venivano trascritti in Commissione Affari Sociali, sotto la presidenza di Marida Bolognesi, privi della specifica “a scopo di trapianto”, cosicché risultava che l’espianto era senza vincoli, ossia funzionale a qualsiasi sperimentazione.  Successivamente il 2 febbraio la Camera approvava la legge della macellazione umana. Su 630 deputati, assenti 221, presenti in aula 409, di cui 105 astenuti, votanti 304: favorevoli 276, contrari 28.  L’11 febbraio il Testo Unificato veniva assegnato al Senato, dove il Presidente della Commissione Sanità Franco Carella (Verdi) tentava una votazione in Commissione legislativa. 40 firme riportavano il testo all’Aula, ma i capigruppo imponevano il voto redigente, blindato, ovvero senza possibilità di emendamenti. Il 25 marzo nel pomeriggio venivano espresse le dichiarazioni di voto, seguiva la votazione nominale a scrutinio simultaneo elettronico che subito dopo, stranamente, veniva annullata per mancanza del numero legale e rinviata (forse non piaceva l’esito?). Il 31 marzo a sorpresa, interrompendo il dibattito sulle quote latte, veniva introdotta la votazione estemporanea: pochi minuti e le lobby trapiantistiche ebbero partita vinta. Legge approvata in via definitiva con 139 si, 20 no e 16 astenuti su 325 senatori di cui presenti 184, assenti 141. Il primo di aprile 1999, il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, firmava la legge in tutta fretta (in pochi minuti, quando aveva a disposizione 30 giorni), sottoscritta dall’allora Presidente del Consiglio Massimo D’Alema, dal Guardasigilli Oliviero Diliberto, e dalla Ministra della Sanità Rosy Bindi. Nel frattempo La Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi presentava al Presidente della Repubblica Istanza di sospensione della promulgazione e rinvio alle Camere ai sensi dell’articolo 74 della Costituzione, in quanto la legge risulta palesemente incostituzionale. Il 15 aprile la legge 91/99 veniva pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 87.
Macellazione umana – Nerina Negrello, presidente del predetto sodalizio che ha contestato questa normativa nel 2008 ha pubblicamente dichiarato: «I Ministri della sanità che si sono succeduti: Rosy Bindi, Veronesi, Sirchia, Storace, Livia Turco, si sono ben guardati dall’emettere il Decreto attuativo per la manifestazione di volontà dei cittadini, previsto dalla legge 91/99 articolo 5. Hanno preferito la confusione alimentata dalle Disposizioni transitorie, sulle quali Bindi ha sovrapposto il Decreto ministeriale 8/04/2000 temporaneo per favorire le schedature illegali presso le Asl e i tesserini ingannevoli delle associazioni procacciatrici di organi. Questa legge cavalca la frode scientifica della “morte cerebrale” a cuore battente, imposta dai protocolli di Stato, e sviluppa il mercato della carne umana, seminando angoscia del vivere.  C’è anche un’altra obiezione: il fatto che gli organi  vengono espiantati da corpi ancora vivi, irrorati dal cuore autonomamente pulsante, corpi così reattivi da richiedere farmaci paralizzanti per facilitare l’operazione di espianto. La persona è dichiarata morta sulla base di esami controversi, in quanto non possono escludere la persistenza di alcune funzioni cerebrali e non sono praticati quei test che potrebbero evidenziare la vita in qualche parte del cervello. Le lobby trapiantistiche hanno ottenuto la Legge 91/1999, detta del silenzio-assenso, ma in realtà non è stato ancora emanato il decreto attuativo per la manifestazione della volontà individuale al fine di schedare donatori e non, nonostante siano trascorsi 9 anni. Non è quindi in atto il silenzio-assenso, ma qualcosa di peggio. Infatti, gli inviti del Centro nazionale trapianti a porre la “X” sul “Sì” o sul “No” dei prestampati Asl sono ingannevoli, così come le varie forme liberalizzate di volontà che offrono spazio a facili contraffazioni come i tesserini on line compilabili da chiunque o il fasullo tesserino della Bindi che si può trovare in tasca senza saperlo. Siamo in una giungla, dove si espiantano più organi, proprio perché la legge non viene attuata. Le autorità sanitarie hanno paura che i cittadini, messi alle strette con le notifiche previste dalla legge,vadano a dichiarare in massa: “No” ».
Anche il Governo dell’eterodiretto Monti ci ha messo lo zampino, con il decreto legislativo numero 216, varato in extremis l’11 dicembre 2012, mascherato con la dicitura “Disposizioni urgenti volte a evitare l’applicazione di sanzioni dell’Unione europea”.

Tutto è manipolato: le notizie, il cibo, l’istruzione pubblica, la sanità, il fisco. Soprattutto la cura della salute: il business per eccellenza. Il sistema di assistenza sanitario è intenzionalmente progettato non per curare i malati ma per tenerli sospesi tra salute e malattia, e bloccarli in un processo che arricchisce le multinazionali farmaceutiche.In attesa di un governo farsa, si approssima un altro allucinante traguardo: la clonazione umana.

Riferimenti:
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Donare gli organi?
Francesco Walter Pansini e Giulio Murero
tratto dal libro “Donare gli organi? Le cose da sapere in tempo

Tutta la polemica ruota principalmente attorno alla “questione coma” che noi preferiamo qui definire “profondo”, anche se la scienza lo definisce irreversibile mentre la legge: morte cerebrale”, ma è unicamente una convenzione del momento, soggetto ai normali cambiamenti del progresso scientifico, etico e forse solo dei punti vista.

Si dona da vivi o da morti?
I critici affermano che la domanda: “vuoi donare gli organi dopo la morte?’ non sia affatto corretta. Questi asseriscono che si dona da vivi anche se in coma profondo, infatti per prelevare gli organi da questi “morti”, li anestetizzano… Da qui deriverebbe l’affermazione per cui per salvare un malato con un trapianto bisogna ucciderne un altro, che forse poteva svegliarsi… se avesse avuto più di 6 ore di tempo… o fino a 24 ore per i bambini molto piccoli.

6 ore
6 ore di coma definito “irreversibile” da molti sono considerate un’attesa troppo breve. La legge precedente all’attuale prevedeva 12 ore e in quella ancora precedente 24. Tale modifica appare sconcertante a molti per l’assenza di giustificazioni adeguate.
Va aggiunto che la dichiarazione di morte cerebrale è prevista anche quando il cuore è fermo da 20 minuti. La cosa potrebbe sembrare ovvia, ma riportiamo più avanti casi di persone con una “pausa” molto più lunga, che sono “risuscitati”.

Decidono i parenti
In definitiva, in caso di coma improvviso e più frequentemente per incidente, i parenti che non si oppongono alla “donazione” del congiunto, ne decidono la morte dopo 6 ore, mentre quanti si oppongono fermano i sanitari, che di fatto sono costretti ad aspettare…anche se per legge dovrebbero abbandonare il paziente alla morte….dopo 6 ore…ed alla fine, comunque familiari ed amici possono sempre sostituirsi alla “Sanità”, nel pagare le spese per dargli una possibilità di ritornare, in un tempo maggiore.
I “parenti” previsti dalla legge 91/99 art. 3 sono nell’ordine: “il coniuge non separato, il convivente dichiarato tale all’anagrafe, o in mancanza, i figli maggiori di età, o in mancanza i genitori ovvero il rappresentante legale”. Per i figli minori lo stato di donatore ha valore solo se manifestato da entrambi i genitori.

Ci si “ritrova” donatori?
Il non rispondere alle raccomandate delle ASL con la richiesta di dichiararsi donatori o meno, come previsto dalla legge, implica il “trovarsi” donatori. Ma la non-risposta, entro 90 giorni è con troppa facilità dovuta alla incertezza di chi non è informato, al prendere tempo per farlo, o alla sottovalutazione del problema, e infine alla dimenticanza. Secondo molti la vita è il massimo valore della vita, e come tale la sua scelta non può essere affidata a qualcosa di non realmente esplicito.
Nell’attuale fase giuridica (Legge n.91/99 art. 23), le raccomandate non sono quasi mai arrivate e quindi siamo considerati tutti donatori, salvo opposizione dei parenti previsti dalla legge o presentazione, da parte di chiunque, di una dichiarazione autografa (firmata) in precedenza dal “morente”, di non voler essere donatore, ma questo sempre se si fa in tempo, cioè entro le 6 ore di osservazione del coma, periodo che ha lo scopo di determinare se legalmente si tratti di “morte cerebrale”. In assenza di queste possibili opposizioni, presentate comunque per iscritto, il morto cerebrale diventa morto sul serio.
L’iscrizione a un’associazione di donatori è considerata una dichiarazione sufficiente di essere tale, anche perché risulta poi al Ministero della Salute, ma può essere invalidata da un’altra autografa (firmata), di senso contrario e di data successiva, presentata da chiunque ma in tempo, ai sanitari

Encefalo, questo sconosciuto
Si conosce troppo poco dell’encefalo per definire lo stato di “coma irreversibile-morte cerebrale”, che viene identificato con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo (L. 578/93) anche alla luce dei numerosi “ritornati” sia da tale tipo di coma che addirittura dal “cuore fermo” per ore o più. Del resto non si è mai dimostrato che i “ritomati” siano sempre “menomati”, anzi la cronaca dei giornali ci parla a volte del contrario. L’encefalo è l’insieme degli organi principali del Sistema Nervoso Centrale interagenti tra loro, all’interno del capo, di cui fa parte il cervello. Parte dell’encefalo controlla il cuore e la respirazione.

In coma si sente tutto?
Alla luce di quanto riportato dai “ritornati”, bisogna chiedersi quanto il comatoso “senta” di quello che gli accade attorno…compreso “il taglio” dei suoi organi e quindi la morte…..
D’altra parte, come non pensare che l’anestesia serva anche ad evitare il rischio che “il morto si svegli” per il dolore? Se accadesse, a metà espianto, come farebbero….?

Come vive un trapiantato?
L’esistenza dei trapiantati non è comunque facile, perché essi assumono per tutta la vita, ogni giorno, farmaci che deprimono il sistema immunitario, per tentare di evitare il rigetto dell’organo. Ma così facendo s’indeboliscono, tanto da aumentare enormemente le probabilità di sviluppare un tumore o altre malattie gravi.
Che qualcuno di questi viva da vent’anni, e che magari si organizzino delle gare internazionali di atletica fra trapiantati è una cosa interessante, ma la valutazione deve essere fatta su grandi numeri (che non vengono resi noti), e non su singoli casi.

Quanto vive un trapiantato?
La sopravvivenza dei trapiantati non è certa. Basta considerare che solo nel 2005, per la prima volta, si è saputo che dopo un anno questa è stata del 75% nel 2004, da cui il dubbio che nel secondo anno di vita sia molto minore e fino al 2003 la loro sopravvivenza fosse modesta.

Organi e tessuti
La normativa di riferimento è costituita anche da una serie di leggi precedenti alla L. 91/99 e di decreti attuativi successivi, che riportiamo più avanti. Gli organi trapiantabili sono: reni, cuore, polmoni, fegato, pancreas, intestino mentre sono esplicitamente vietati i prelievi di gonadi (testicoli e ovaie) ed encefalo. 1 tessuti sono: cornee, valvole cardiache, arterie, vene, ossa, cartilagini, tendini e cute. La medicina sta inoltre perfezionando i trapianti di cellule staminali e di arti.

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Qualche giorno fa è arrivata a mia figlia, che sta per compiere ventun anni, una lettera riguardante la donazione degli organi, firmata dal presidente della Regione Piemonte.

Allegato alla lettera, un pieghevole, che spiega perché è importante donare i propri organi e tessuti e indica come si può fare a esprimere la volontà di farlo. In copertina, un cuore impacchettato con un nastro da regalo, e la scritta: Donazione degli organi. Guida a una scelta consapevole.

Ho molto apprezzato questa iniziativa. Intanto, per il taglio educativo.

Anche se nella tua biografia di ragazza giovane non ci hai ancora pensato, e ti sembra una questione remota – dice la lettera – sappi che hai quattro volte più possibilità di avere bisogno di un trapianto rispetto alla probabilità di trovarti nella situazione di donare i tuoi organi. Riflettici, prendi una decisione, parlane con la tua famiglia (che sarà chiamata a testimoniare sulla tua volontà, o sarà consultata nel caso in cui tu non abbia preso una decisione in vita).

C’è anche un tesserino, che, compilato, esprime la volontà del soggetto, e che si può tenere nel portafoglio; la propria scelta si può comunicare anche all’Aido (Associazione italiana per la donazione degli organi) o alla propria Asl.

Le spiegazioni sono chiare e sintetiche: attraverso i trapianti di organi e tessuti è possibile salvare molte vite e curare svariate malattie diversamente non guaribili; l’espianto degli organi avviene quando la diagnosi di morte cerebrale è sicura, e non vi è alcuna possibilità di essere “depredati” dei propri organi quando si è ancora in coma o comunque non morti: se il cuore batte ancora, è solo per l’attività delle macchine. Gli organi non vengono venduti (il commercio degli organi è un atto criminale e perseguito dalla legge), e i costi del trapianto sono a carico del Servizio sanitario nazionale. Non è possibile stabilire a chi debba essere trapiantato un proprio organo: sono scelte che sono fatte in base alla lista d’attesa (che risponde al criterio dell’urgenza) e alla compatibilità clinica e immunologica tra donatore e ricevente. Il corpo dal quale sono prelevati gli organi è riconsegnato per il rito funebre non deturpato. Infine, tutte le religioni sono favorevoli alla donazione degli organi, vista come un atto profondamente etico.

Rimando a un prossimo post la complessa questione che si pone intorno all’opportunità di alcuni costosissimi trapianti di organi dal punto di vista di una giusta distribuzione delle risorse, considerando la loro limitatezza. E’ giusto spendere centinaia di migliaia di euro per un trapianto, a fronte delle molte carenze del Ssn che riguardano migliaia di pazienti? Questione troppo intricata per essere affrontata in poche righe.

Mettiamo a fuoco prima i quesiti più diffusi. Avete scelto o scegliereste per voi o per i vostri cari la donazione degli organi? Apprezzereste, come io ho fatto, quest’opportunità per far riflettere i vostri figli sulla morte? Avete qualche perplessità sulla constatazione della morte cerebrale, o sulla donazione in genere?

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Fiumicino: arrestato ex uff.le israeliano per traffico organi

ROMA – La Polizia di Frontiera ha arrestato all’aeroporto di Fiumicino un ex alto ufficiale israeliano, latitante dal 2010. Era stato colpito da un mandato di cattura internazionale per traffico di organi umani.

Dal 29 ottobre del 2010 l’uomo era ricercato da tutte le polizie del mondo perché colpito da un mandato di cattura internazionale emesso dal tribunale dello stato brasiliano di Pernambuco, in seguito ad una condanna all’ergastolo per il reato di traffico di organi umani.
Venerdì 07 Giugno 2013 – 10:08
Ultimo aggiornamento: 10:12

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/traffico_organi_umani_arrestato_ex_ufficiale_israeliano/notizie/288963.shtml

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ROMA – La Polizia di Frontiera ha arrestato all’aeroporto di Fiumicino un ex alto ufficiale israeliano, latitante dal 2010: si chiama Tauber Gedalya e ha 77 anni. Era stato colpito da un mandato di cattura internazionale per traffico di organi umani.

Dal 29 ottobre del 2010 l’uomo era ricercato da tutte le polizie del mondo perché colpito da un mandato di cattura internazionale emesso dal tribunale dello stato brasiliano di Pernambuco, in seguito ad una condanna all’ergastolo per il reato di traffico di organi umani.

Il trafficante israeliano di organi umani è stato arrestato ieri dalla Polizia di Frontiera in collaborazione con l’Interpol. Ricercato da tutte le polizie del mondo, l’uomo è stato arrestato al Leonardo da Vinci dagli agenti diretti dal Dirigente della Quinta Zona Antonio Del Greco e dal Responsabile della Polizia di Frontiera, Rosario Testaiuti.

E’ stato scoperto al controllo passaporti dopo essere atterrato a Fiumicino da Boston con un volo Alitalia. Poiché il passaporto appariva contraffatto, l’agente della Polizia di Frontiera, si è rivolto al supervisore che ha avviato un accertamento. Dai controlli è emerso che sull’uomo pendeva un mandato di cattura internazionale emesso dal tribunale dello stato brasiliano di Pernambuco, perché condannato all’ergastolo per il reato di traffico di organi umani.

Dal primo gennaio 2002 nello stato del Pernambuco, Gedalya in complicità con alcuni cittadini brasiliani organizzava l’asportazione di organi umani, in prevalenza reni, di 19 cittadini brasiliani nella zona nord est del Brasile.

Dopo aver sottoposto queste persone ad esami medici, le faceva uscire dal Paese dirette in Sud Africa al fine di effettuare l’espianto ordinato da cittadini facoltosi. Per l’espianto degli organi, per la maggior parte reni, ogni cittadino brasiliano ha ricevuto una somma tra i sei e i 12mila dollari.
Venerdì 07 Giugno 2013 – 10:08
Ultimo aggiornamento: 13:36

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/traffico_organi_umani_arrestato_ex_ufficiale_israeliano/notizie/288963.shtml

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E all’imbarco a Boston nessuno se ne era accorto? Con un mandato di cattura internazionale?

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giunge notizia dalla Siria che Israele ha installato due ospedali da campo nei pressi della Alture di Golan, dichiarati ufficialmente “aperti per aiutare i ribelli feriti”,ma in realtà centri attivi in prelievo di organi umani, o dai feriti siriani,oppure da gente che viene rapita in Siria dalle bande dei mercenari inseriti dal mussad in mezzo ai gruppi armati che combattono in Siria da due anni !
Sembra che abbiano messo su una organizzazione sincronizzata con i corrispondenti negli Stati Uniti d’America che trovano gente ricca bisognosa di trapianti !

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DAMASCO – L’esercito siriano ha riassunto il controllo del valico di Quneitra, nel Golan occupato, dopo che in mattinata, per alcune ore, dei terroristi armati lo avevano occupato.

Nei bombardamenti successivi due caschi blu dell’Onu (uno dei quali pare sia un militare filippino) sono rimasti leggermente feriti. Dopo l’incidente, l’Austria, che fornisce 378 soldati alla missione delle Nazioni Unite, ha annunciato che ritirerà i suoi militari. Pare che alcuni terroristi feriti siano stati evacuati verso ospedali gestiti da Tel Aviv nei pressi delle alture siriane occupate del Golan e verso l’interno della Palestina occupata. Già ieri alcuni terroristi rimasti feriti ad al Qusseir erano stati trasportati in ospedali israeliani.

http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/126741-siria-l-esercito-reassume-il-controllo-del-valico-nel-golan

e vicino alle alture del Golan e nella Palestina occupata questi ospedali ci sono.