Il Front National vola nei sondaggi: che ne dice la massoneria francese?

Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

http://www.ilfarosulmondo.it/wp/?p=26263

di Federico Cenci

Nel giorno del suo 41esimo compleanno, il Front National riceve dai sondaggi un delizioso regalo. Per la prima volta, infatti, risulta che quello di Marine Le Pen è il primo partito di Francia. Lo rivela l’agenzia Ifop (per la rivista Le Nouvel Observateur): il Front National avrebbe raggiunto il 24% delle preferenze, seguito dal partito di centrodestra dell’Ump (22%) e, a ben cinque punti percentuali di distanza, dai socialisti del presidente François Hollande (19%).

I sondaggi premiano dunque l’unico partito che ha saputo farsi interprete dell’insofferenza dei cittadini francesi rispetto a due preminenti questioni di attualità: il progressismo estremo dell’attuale governo socialista e l’austerità imposta da Bruxelles. Nessun altro partito, a parte il Front National, ha pubblicamente appoggiato Manif pour tous, l’ampio movimento di protesta contro la legge che consente agli omosessuali di sposarsi e di adottare bambini. Fin da prima dell’approvazione di questa contestatissima legge, invece, Marine Le Pen affermava: «Tra le regole della nostra società, il matrimonio è tra un uomo e una donna». E ancora: «Non penso che sia positivo cambiare questa regola, se partiamo da questo principio, possiamo spingerci molto lontano nella modifica della nostra civiltà».

Così come sul modo arbitrario di Hollande di affrontare i temi etici, anche sull’Unione europea l’opinione della carismatica leader coincide con quella di gran parte dei suoi connazionali. Il consenso nei suoi confronti, infatti, si è impennato l’estate scorsa, dopo che Marine Le Pen ha affermato che laddove si trovasse a governare la Francia, per prima cosa rimetterebbe in discussione le politiche imposte da Bruxelles agli Stati nazionali. L’Europa di oggi, ha spiegato, «è solo un grande bluff. Da un lato c’è l’immenso potere dei popoli sovrani e dall’altro lato solo alcuni tecnocrati». Parole che hanno scaldato il vecchio cuore nazionalista francese, che oggi più che mai si sente vessato da un’Unione che – come in molti ritengono – interferendo sulle legislazioni nazionali rischia di schiacciare l’identità dei popoli.

Già in un suo libro autobiografico uscito nel 2011, Le Pen ebbe modo di chiarire la sua posizione: «Sia ben inteso, io non combatto l’Europa, ma la Ue, le sue politiche, la sua architettura, il suo Dna, i suoi progetti. L’Europa, al contrario, come io la vedo, è una civiltà, un territorio, una tradizione. Io sono europea, mi sento francese ed europea, ma la Ue è una struttura che considero totalitaria» (Controcorrente, ed. Pagine, 2011). Pensieri e parole che ora la premiano, lanciando il suo partito in testa ai sondaggi.

A questo punto, tuttavia, si pone un interrogativo tutt’altro che banale. Può vincere le elezioni, in un Paese dalla robusta tradizione massonica come la Francia, un partito fortemente stigmatizzato all’interno delle logge? Prima delle presidenziali dell’aprile 2012, Le Nouvel Observateur aveva dedicato un’approfondita inchiesta all’influenza esercitata dai “grembiulini” sull’esito delle elezioni. «L’esperienza delle ultime presidenziali – scriveva il giornalista François Bazin – insegna che non si vince senza un’etichetta massonica». Il candidato non deve essere necessariamente iscritto a una loggia – spiegava Bazin – ma rendersi disponibile ad assecondarne le richieste. Ebbene, mentre Le Nouvel Observateur usciva con questo articolo, come a volerlo avallare, Guy Arcinet, gran maestro del Grande Oriente di Francia, affermava gongolante che molti politici, durante la campagna elettorale, avevano fatto la fila per parlare nei templi massonici. Tra loro, l’attuale presidente Hollande, il vetero-comunista Mélenchon, il moderato “cattolico” Bayrou, l’ex presidente Sarkozy. All’appello mancava l’altra grande candidata Marine Le Pen, in quanto ritenuta indesiderata dai padroni di loggia.

In una pubblica scomunica nei confronti del Front National si era esibito negli stessi giorni anche Jean-Michel Quillardet, altro gran maestro del Grande Oriente, il quale aveva definito il partito di Le Pen agli antipodi da quei principi di fratellanza universale di cui i massoni si dicono alfieri. «Per il senso del vivere insieme, gli individui non devono essere ridotti alla loro professione, al colore della loro pelle, alla loro etnia o alle loro convinzioni religiose», aveva affermato Quillardet nell’atto di prendere le distanze dal Front National.

L’idiosincrasia massonica verso il Front National è stata confermata anche dal fondatore del partito nazionalista francese, Jean-Marie Le Pen. L’anziano padre di Marine, in occasione dei quarant’anni del partito, giusto un anno fa, accusò l’Ump di essersi impegnato a non allearsi mai con il Front National. Jean-Marie Le Pen aggiunse che fu il B’nai B’rith, una sorta di massoneria ebraica, ad imporre questa condizione ai vertici del centrodestra francese. «Del resto – disse Le Pen al settimanale Minute – credo che alcuni rappresentati del vecchio Rpr (Rassemblement pour la Republique, Raggruppamento per la Repubblica, ndr) si sarebbero vantati di questo patto, che sarebbe stato firmato dall’abominevole Chirac». Un patto che Jean-Marie Le Pen evocò già nel lontano 1997: «Chirac e il Rpr hanno preso un impegno con il B’nai B’rith e altre organizzazioni straniere: mai allearsi con il Front National, anche se ce n’è bisogno per raggiungere la maggioranza», aveva dichiarato in un’intervista a L’Express.

È bene chiarire. Non tutte le obbedienze francesi condividono un tale ostracismo verso il Front National. Altrimenti non si spiegherebbe la presenza, all’interno della squadra di stretti collaboratori di Marine Le Pen, dell’avvocato Gilbert Collard, iniziato in giovane età nella Gran Loggia di Francia e passato poi alla Gran Loggia Nazionale Francese, storicamente vicina alla massoneria inglese e di tendenza conservatrice.

Nella gran parte delle logge francesi, tuttavia, l’aria che si respira è satura di progressismo e ripugnanza verso i movimenti identitari ed euroscettici. E se è vero che l’influenza della massoneria, in Francia, spira più che altrove e riesce a condizionare i risultati delle elezioni, occorre che Marine Le Pen stia accorta. Una longa manus potrebbe arrestare il cammino del suo partito. Che, almeno ad oggi, appare trionfale.

————–o0o————–

Film COMPLETO, SENZA LE CENSURE DI RAI 3, con sottotitoli italiani molto accurati.

Il film fu girato nel 1943. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, lo sceneggiatore del film, Jean-Marie Rivière, venne arrestato, mentre il regista, Paul Riche, ed il produttore, Robert Muzard, vennero GIUSTIZIATI (+1949) per il loro ruolo nella realizzazione di questa pellicola antimassonica. Pregate per le loro anime.

Molti si domandano cosa sia la Massoneria. In breve si può rispondere che la Fra – Massoneria è uno strumento della lobby ebraica. Nella Massoneria, i capi della mafia ebraica riuniscono l’elite corrompibile di una nazione, ponendola sotto una “obbedienza massonica”, al vertice della quale ci sono sempre e solo LORO. Per entrare a fare parte della Massoneria è necessario sottoporsi ad un rituale iniziatico ben preciso. Il film francese “Forces Occultes” vi mostra tutta la liturgia massonica del rituale col quale si viene iniziati. Gli autori del film vennero uccisi anche a causa del fatto che avevano rivelato cose prima sconosciute sui dettagli di tale rito di ingresso nelle logge massoniche, ma soprattutto perché il film in questione è altamente rivelatore dell’organizzazione, della prassi e della mentalità massonica.

—————o0o—————

Forces Occultes film-denuncia sulla massoneria. Autori giustiziati, Rai3 censura

Forces Occultes è un film francese del 1943. È il più importante film-denuncia sulla massoneria.

La trama. Un deputato francese, in buona fede ma ingenuo, viene cooptato dalla massoneria. Dopo il rito di iniziazione, cominciano le delusioni di Avenel. Il deputato capisce che la maggior parte dei massoni utilizza l’ordine solo per ottenere favori, guadagnare soldi e prestigio e aggirare le leggi dello stato. Ma c’è di più. Avenel scopre che oltre alle misere ambizioni dei massoni di basso grado, esiste una volontà massonica internazionale molto più inquietante. Sarà infatti la massoneria francese a far entrare la Francia nella seconda guerra mondiale. Avenel proverà a fermare l’entrata in guerra ma sarà accoltellato da alcuni “fratelli” e si sveglierà in ospedale quando il conflitto è ormai iniziato.

Le conseguenze. Lo sceneggiatore del film, Jean-Marie Rivière, venne arrestato, mentre il regista, Jean Mamy (sotto lo pseudonimo di Paul Riche) e il produttore, Robert Muzard, vennero giustiziati per il loro ruolo nella realizzazione di questa pellicola.

Il “complottismo”. A differenza di quanto sostengono tanti debunker prezzolati che sono riusciti a convincere molte persone ignoranti e superficiali, le “teorie del complotto” non sono fantasie partorite dalla mente di visionari e diffuse tramite la rete. Il film è la prova che in passato, la consapevolezza dei cittadini riguardo alle “forze occulte” che dominano gli eventi mondiali, era molto maggiore. È anche la prova che in passato era più semplice trovare artisti, registi, sceneggiatori, produttori, ecc., disposti a raccontare la verità al grande pubblico. Oggi il sistema si è perfezionato. Da un lato è aumentata la censura, dall’altro la “dissidenza” è controllata: i paladini della “verità” sono uomini della massoneria, a cui viene data tanta visibilità ma a cui viene vietato di esporre la verità fino in fondo, con il risultato di allontanare i cittadini dalla percezione dei reali problemi e dal potere dei personaggi dietro le quinte. Tutti gli attivisti che vanno oltre i limiti del consentito, sono tacciati di complottismo, dietrologia, paranoia, ecc..

Rai 3. Il film è stato mandato in onda su Rai 3. La Rai, però, ha ben pensato di tagliare quasi tredici minuti che, coincidenza, sono i tredici minuti più importanti e significativi della pellicola. La censura della Rai, televisione massonica di stato, è la conferma di come il sistema si sia appunto perfezionato.

Le due versioni. Fortunatamente, in rete, è possibile trovare sia la versione integrale, sia la versione “ridotta” di Rai 3.

Qui il link per vedere l’originale. Qui il link per vedere la versione adatta al pubblico italiano.

Nella versione censurata il taglio avviene al minuto 31:55. Nella versione originale, come potete controllare, la scena corrispondente si trova al minuto 30:35. La scena tagliata dura fino al minuto 43:15.

Le scene tagliate. I tredici minuti censurati contengono quattro scene.

1° Scena: I massoni sono riuniti nella loggia mentre il popolo francese è in rivolta nelle piazze. La polizia reprime la rivolta sparando sulla folla. Quattordici cittadini francesi muoiono. Centinaia i feriti. Il film evidenzia come la responsabilità diretta della morte di quei cittadini sia da attribuire alla massoneria francese. Addirittura il Gran Maestro dice:

Il popolo francese può morire purché la massoneria viva.

2° Scena: Il parlamento francese elegge una commissione d’inchiesta per indagare sugli omicidi avvenuti nella rivolta. La massoneria esulta perché ben 35 commissari su 50 sono massoni e l’ordine ne esce pulito.

3° Scena: Il Gran Maestro organizza l’entrata in guerra della Francia telefonando ai fratelli massoni a capo delle più importanti istituzioni. Nell’ordine chiama: il Ministero degli Esteri, la Banca di Francia, lo Stato Maggiore, il Segretario del partito Radical Socialista, il quotidiano Le Temps e la fabbrica di aerei da guerra.

4° Scena: Sono i cinque minuti più importanti del film: il discorso tra il protagonista Avenel e il Gran Maestro. Trascrivo le battute più importanti del 33° grado. Riguardo ai massoni di basso grado dice:

Nella massoneria si nasconde tutto a chi ha un rango modesto. In basso non si sa niente.

Ma il Gran Maestro aggiunge che anche i massoni dei vertici, i gradi 33, non sono i dirigenti, come si potrebbe pensare:

Non ci sono dei capi tra noi, ci sono solo esecutori.

E allora chi è che detta gli ordini? Chiede Avenel. Il 33 risponde spiegando:

Cos’è la massoneria? Dei gruppi di uomini che si sono riuniti ai quattro angoli del pianeta per chiudere il mondo in una rete dalle maglie impenetrabili. Siamo 50 mila in Francia, 500 mila in Inghilterra, 3 milioni negli Stati Uniti.

Formiamo un unico blocco e una sola volontà.

Ci diffondiamo dappertutto, comandiamo dappertutto. Qui 300 parlamentari sono massoni. In Inghilterra il re fa parte del nostro ordine. Negli Stati Uniti il presidente è un 32°.

Non esiste un paese in cui non abbiamo appoggi segreti, i nostri uomini, le nostre banche, i nostri zelanti gruppi.

E questo è niente.

È solo la potenza materiale della massoneria.

C’è qualcos’altro. Una dottrina superiore.

La domanda finale. Se anche tra i massoni dei gradi più alti non ci sono dei capi ma solo esecutori, da chi è rappresentata quell’unica volontà che dirige la massoneria universale? Il film non lo dice esplicitamente ma lo lascia intendere. O almeno, lo lasciava intendere ai telespettatori degli anni ’40. Ma oggi, dopo altri settant’anni di propaganda e lavaggio di cervello, quanti telespettatori sono ancora in grado di capirlo?

Annunci