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Padre Amorth: la Chiesa è già infiltrata dalla massoneria. Perchè non si crede più nell’Inferno, in Satana e nell'”esorcismo”

Magia e occultismo: intervista a don Marcello Stanzione

di Francesca Izzo

Intervistatore: Francesca Izzo (A)

Intervistato: Don Marcello Stanzione (B)

(A) “Buon giorno. Può, darmi qualche informazione relativa al significato della colonna di Sant’Antonino e alla sua funzione?”.

(B) “Per motivi storici bisogna dire, innanzi tutto, che questa colonna fino al 1300 circa era qui, nella chiesa di Santa Maria La Nova. Quando questo borgo, culturalmente e socialmente, incominciò a declinare e Campagna centro acquistò una maggiore visibilità storico – culturale, la colonna fu trasportata a Sant’Antonino. La funzione di questa colonna, detta taumaturgica, è sempre stata quella di essere un ausilio per scacciare gli spiriti maligni e il demonio. La tradizione voleva che, legando gli ossessi a quella colonna, anche senza esorcismi, prima o poi gli spiriti si sarebbero allontanati. C’è psicologia, leggenda, antropologia, che sono strettamente legati a questi riti; una cosa è certa: quando la psichiatria e la psicologia ancora non erano in auge, quella colonna ha avuto una funzione catartica per molte persone che certamente non erano indemoniate ma psicopatiche, con problemi nevrotici che allora on si riuscivano a distinguere e quindi ha avuto una funzione medico – terapeutica. Per quanto riguarda la colonna, gli storici hanno affermato che è simile ai resti di colonne presenti in questa abbazia. La leggenda dice che il santo si flagellasse vicino a questa colonna per non cadere nelle tentazioni della concupiscenza e che addirittura, una volta, chiese al demonio di flagellarlo. La colonna è taumaturgica, perché è stata consacrata dalle penitenze, preghiere e sofferenze di Sant’Antonino. C’è un po’ il concetto medioevale della reliquia sacra; le reliquie dei santi, se messe sui corpi degli indemoniati, scacciavano i demoni e addirittura potevano guarire le persone ammalate”.

(A)“Quindi, secondo lei, molti di coloro che venivano considerati indemoniati erano in realtà sofferenti di malattie psichiche?”.

(B) “Si, una cosa è certa: in un ambiente culturale come il nostro dove la funzione delle donne è stato poco o niente importante, è chiaro che molte donne, come avviene anche oggi nelle società africane, accusando dei “malesseri di natura diabolica” diventano importanti, venivano coccolate dai mariti, erano al centro dei loro interessi. Lei sa bene che ogni persona ammalata ha sempre dei vantaggi secondari: esce un po’ dalla routine abituale, non va a lavorare ed è giustificata, può dire delle parolacce, fare delle oscenità, picchiare, ubriacarsi e la colpa si dà al demonio. Sicuramente la maggioranza delle persone che andavano lì avevano dei disturbi di natura psichiatrica. C’è da dire che, per quanto riguarda la dottrina della Chiesa, le fatture, i malefici, le opere di magia nera erano opera di persone affette da fatture o malefici. I casi classici di possessione del corpo, sono estremamente rari. Gran parte di queste persone avevano disturbi di natura psicosomatica, una certa parte, alquanto notevole, aveva disturbi di malefici e di fatture, ma erano veramente rari i casi di possessione diabolica. Fino agli anni ’65 – ’66 c’è stato un “boom” della colonna, poi dopo, un po’ l’avvento della psichiatria, un po’ il disinteresse dei sacerdoti riguardo questo fenomeno, ha provocato un lento declino del culto”.

(A) “Le persone anziane appaiono terrorizzate al solo ricordo di fenomeni di possessione (presunti o reali) che avvenivano in passato. Perché secondo lei?”.

(B) “Per molti anni non essendoci la televisione, la radio o il teatro, le persone che andavano lì e che, o erano veramente indemoniati (casi estremamente rari) o erano veramente dei disturbi psicosomatici, recitavano uno psicodramma nel senso che abbondavano gli sputi, le grida, dinanzi alla chiesa non voleva entrare, bestemmiavano, davano calci, pugni cazzotti; a quel tempo tutto ciò creava ansia, angoscia, panico, sia nei pochi casi di indemoniati che nei casi di persone ammalate che esteriormente assumevano un ruolo teatrale. Questo accadeva anche nelle tribù dell’Etiopia studiate da antropologi”.

(A) “Come si distingue una persona realmente indemoniata da un’altra che soffre di malattie psicosomatiche o disturbi psichici?”.

(C) Attualmente i pochi sacerdoti esorcisti lavorano in équipe con gli psichiatrici; spesso il confine è estremamente sottile infatti molti psicopatici hanno delle allucinazioni di natura religiosa. In genere, i criteri sono questi: odio verso il sacro (la persona ha difficoltà ad entrare nelle chiese), odio verso i preti, manifestazioni di capacità di chiaroveggenza, cioè conoscenza di fatti ci chi gli sta vicino, fatti nascosti ed occulti, previsioni del futuro nettamente superiori alle loro capacità. Ci può anche essere il fatto che persone non istruite parlino le lingue, c’è quindi capacità di parlare lingue straniere, sia moderne che antiche, come greco e latino., la persona deve avere una grande forza fisica che non si spiega in base al sesso, all’altezza e all’età. Per esempio noi abbiamo avuto casi interessanti di ragazzi che non conoscevano assolutamente il tedesco, erano posseduti da uno spirito malvagio che parlava questa lingua. Per fare l’esorcismo fu trovato un prete della diocesi di Salerno che parlava correttamente il tedesco, per cui fece l’esorcismo in tedesco a questi ragazzi del Liceo Scientifico. Ripeto, io casi di possessione diabolica sono destramente rari, sembrerebbe che siano in media una ventina all’anno in tutto il mondo cattolico, almeno quelli che si rivolgono ai sacerdoti. Più diffuso è il fatto del maleficio o fattura: l’arte di nuocere agli altri attraverso parole e segni. In genere può capitare che maghi , cartomanti, fattucchiere, possano mettere nei cuscini, nei materassi o nelle federe delle trecce legate, cioè si crea un impedimento o un legame. Può essere un0’attrazione di natura amorosa molto forte che una donna crea verso un uomo facendogli bere sangue mestruale nel caffè, nel vino o nell’acqua. Questa è una pratica molto diffusa però è chiaro che, se non vengano fatte anche delle invocazioni spiritistiche, il sangue mestruale da solo ha lo scopo di creare il voltastomaco; se però accanto ci sono invocazioni spiritiche, ha avuto dei casi del genere, c’è una vera e propria forma di incantesimo della persona. Ci sono anche altre forme, per esempio, la cosiddetta chiodatura magica: si buttano dei chiodi maleficati intorno alle abitazioni delle persone provocando loro del male. C’è tutta una fenomenologia della presenza delle fatture e degli spiritismi, cosa che brevemente elencherò: la persona sente dei rumori di non chiara natura razionale alle mura e alle pareti, se sono presenti animali domestici tipo cani e gatti si bloccano e si fermano come se vedessero qualcosa. Ci sono ei disturbi alla corrente elettrica: si accende la radio, la tv, senza che nessuno ci metta mano, si sentono dei passi, rumori di catene, si vedono immagini spettrali, le persone vengono spinte e cadono oppure ricevono delle forme di bastonate sulle spalle. Di notte si sentono degli strani profumi tipo carne putrefatta, un ansimare che è tipico dell’entità, la persona sul letto è infastidita come se qualcuno invisibilmente giacesse sul suo corpo. Ci sono tanti fenomeni che posso essere propriamente di natura malefica; per esempio si ritrovano cose strane negli orti, nei giardini, gabbie con degli uccelli morti dentro (man mano che l’uccello morto deperisce anche la persona deperisce). Come sacerdote, in anni che mi occupo di questa fenomenologia, devo dire che su cento persone che si rivolgono ad un prete pensando di avere una fattura, solamente 4 o 5 c’è l’hanno, però sono fenomeni reali, non immaginari e non si possono spiegare in base alla psichiatria che per altro ho studiato e quindi riesco a fare un certo discernimento. Certo, il campo psichico è talmente sottile che è facile ingannarsi, però, quando viene tolto un malefico togliendo l’oggetto maleficato, che viene prima benedetto e poi bruciato, e c’è una guarigione fisica della persona, non si può parlare di suggestione né di altre situazioni”.

(A) “Come spiega l’esistenza contemporanea del bene e del male nel mondo?”

(B) “Il criterio di fondo è questo e si spiega in base al fenomeno della dualità: esiste il maschile perché esiste il femminile, se esiste la notte, il buio, c’è anche la luce, il giorno, se esiste il caldo esiste anche il freddo. Se esiste la religione cristiana, se i sacerdoti cattolici invocano lo Spirito Santo consacrando l’Eucarestia e il Pane e il Vino diventano il Corpo e il Sangue di Cristo attraverso l’imposizione delle mani, per la consacrazione dello Spirito Santo, è anche vero che come ci sono i preti che operano per il bene,ci sono i sacerdoti di satana, degli spiriti maligni, che hanno il potere di consacrare negativamente degli oggetti per fare del male a delle persone. Se è vero che i Santi, come Padre Pio, operano ancora e certamente Padre Pio non è in Paradiso ma opera su questa terra (tante guarigioni lo attestano), è anche vera, l’altra faccia della medaglia. I dannati o i demoni, operatori di satana su questa terra, anche dopo morti infastidiscono gli spiriti incarnati che sono gli esseri umani. Quindi lo stesso criterio che esiste per il cristianesimo esiste per l’altra faccia della medaglia, solo che l’uno diffonde il bene, l’altro il regno delle tenebre e la sofferenza tra gli esseri umani. Se non è vero il demonio crolla anche il concetto di Dio e di Gesù Cristo (Gesù Cristo era famoso prima perché era un esorcista e poi dopo per le guarigioni). Negare la presenza dei malefici e degli esorcismi significa distruggere alla base il cristianesimo”.

(A) “Lei ha parlato di streghe, che la tradizione ci tramanda con lo stereotipo di donne brutte, cattive e deformi, mentre i maghi erano considerati figure positive. Ritorna ancora una volta la distinzione tra uomo e donna, “culture e natura”. Cosa ne pensa?”

(B) “Tenga presente che già nel Vangelo, parlando dei Re Magi, si dà una valutazione positiva di essi. Il mago viene considerato come sapiente che conosce l’astrologia e prevede il futuro. Il termine mago di per sé non è negativo mentre il termine strega, cartomante, fattucchiera, lo è. L’iconografia presenta la strega brutta perché si rifà al modello greco del bello e del buono: peri greci ciò che è bello è anche buono e viceversa; siccome la strega è cattiva non può essere che brutta. Certamente la strega vera è una donna bella, affascinante, seducente, non certamente brutta. Il discorso è questo: in genere le donne, anche per un fatto di emarginazione sociale, siccome la chiesa cattolica ha preso sempre degli uomini per il sacerdozio, ha rappresentato il controaltare. La donna, sentendosi esclusa, si è rifugiata in queste pratiche. In genere le donne, psicologicamente, sono superiori agli uomini, per cui sono forse anche più curiose. Le donne non potevano fare il prete, il medico, il manager, ciò creava dei risentimenti e più facilmente nella donna poteva esplodere la parte negativa, la zona d’ombra che tutti quanti noi abbiamo. Però, una cosa è certa, in generale donne sono attratte dall’occulto molto più degli uomini. Gli uomini sono più razionalisti sia in senso positivo che negativo; le donne sono affascinate dall’invisibile. C’è da dire però anche che sono più le donne a frequentare le chiese rispetto agli uomini, è normale che anche l’invisibile positivo attragga di più le donne. Le donne in genere sono molto attratte non solo dalla stregoneria, ma anche dalla religione in se stessa; non è un caso che le suore siano più numerose dei preti e che un buon 70% della popolazione praticante è formata da donne e da ragazze

(A) “In passato le persone che avevano handicap fisici, malformazioni o squilibri deambulatori, venivano considerati “esseri” che avevano un contatto con il mondo del sovrannaturale. Cosa ne pensa in proposito?”.

(B) “Per molti secoli tutti coloro che erano malati di epilessia venivano considerati indemoniati. Il discorso è questo, nel Vangelo Gesù ha fatto delle distinzioni chiare:; alcuni sono stati esorcizzati e quindi liberati dai demoni, altri guariti da un male fisico, liberati dalla lebbra, dalla cecità e dalla sordità. Ci sono casi intermedi, e Gesù, che 2000 anni fa non poteva parlare con un psichiatra, ha fatto una preghiera di guarigione interiore dai disturbi psicologici. Noi, negli ultimi secoli, abbiamo avuto un maggiore discernimento nel campo medico, però poi siamo passati agli estremi. Una volta, tutte le persone malate erano considerate indemoniate, oggi, invece, nessuno più viene considerato tale; questo do certo è sbagliato perché negli ospedali psichiatrici ci sono diverse persone affette da fattura o possedute anche se il numero è molto relativo. Poi, che devo dire: purtroppo negli esseri umani esiste la paura di ciò che è brutto quindi si è anche demonizzato il malforme e lo zoppo perché c’era sempre il concetto che in qualche modo la fisionomia rispecchiasse l’interiorità delle persone. Questo concetto, però, è presente ancora oggi nei nostri rapporti interpersonali, non è un caso che le belle donne abbiamo più successo delle ragazze mediamente belle. La bellezza affascina, e non a caso, le annunciatrici e le attrici sono tutte belle ragazze. Quindi, vorrei dire: noi adesso vogliamo criticare gli antichi ma i moderni non sono superiori di certo per spirito di giustizia”.

(A) “Poteva capitare a chiunque di essere posseduto da uno spirito malvagio?”.

(B) “In passato molte persone praticavano la divinazione considerata, da Sant’Agostino in poi, un’attività diabolica. Prima ancora della cartomanzia, nata nelle corti rinascimentali, vi erano diverse fonti di divinazione e chi le praticava era considerato legato al demonio. C’erano anche occasioni in cui la persona riceveva la fattura e quindi aveva “degli spiriti addosso” non per colpa sua ma degli altri. E’ chiaro, il demonio era anche un modo psicologico per attaccare gli altri; i cattolici dicevano che i protestanti avevano il diavolo, i protestanti dicevano che il Papa era l’Anticristo e i preti tutti indemoniati. Diciamo che è quello che poi succede tutt’oggi a livello politico: i vari partiti dicono che quello è il diavolo e quell’altro è il diavolo. Vediamo anche la polemica che ci fu tra Lutero e la chiesa cattolica; alcuni cattolici falsificarono la carta natale di Lutero e la data astrologica della sua nascita per farla coincidere con quella dell’Anticristo. Sono meccanismi sottili della psiche umana”.

(A) “Come si può difendere il proprio corpo dalla possessione del demonio? Può essere utile portare con sé un’immagine sacra?”

(B) “la cosa interessante è questa: la gente è molto superstiziosa, allora va dai maghi, spende 2 o 3 milioni per farsi fare un amuleto personalizzato, magari anche in base alla data di nascita, in base al segno astrale, poi va dal prete, si fa dare la croce e la medaglia di San benedetto oppure l’immagine della Madonna Miracolosa. Il concetto di fondo è sempre superstizioso, si può usare il crocifisso o portare il corno con la stessa mentalità (caratteristico il fatto che in alcune automobili il conducente ha sia la corona del rosario che un gobbetto o un cornicello). Il vero talismano, nel senso greco della parola è se stessi, io, per esempio, che sono prete, non ho mai portato croci addosso, né braccialetti o altre cose perché è la persona in se stessa che deve sprigionare una carica positiva. Una persona che prega, che è accogliente verso gli altri, che esercita l’amore è una persona positiva. Chi ha paura di essere indemoniato rivela una psicopatia di fondo; l’ansia non è un buon segno ma un sintomo di malattie psicologiche perché i figli di Dio non hanno paura di queste cose. Il demonio fa la sua parte però non bisogna mai aumentare il suo pericolo. Ci sono molte persone che, in epoca di crisi come la nostra, sono molto soggette a queste paure del demonio e del diavolo. Ultimamente non è più tanto la chiesa cattolica ad alimentare questa paura ma le sette o i testimoni di Geova: se si leggono le riviste “Torre di guardia”, “Svegliati” o anche le pubblicazioni geoviste, c’è una presenza ossessiva del demonio. Indubbiamente il demonio è un ottimo elemento per cui più facilmente possono essere dominate o dalle gerarchie religiose o da quelle politiche. Il demonio ha una molteplicità di scopi e di funzioni, per alcune persone è molto utile perché permette loro di dominare meglio gli altri.

(C) “La ringrazio della disponibilità. Mi scusi per il disturbo”.

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Massoneria Ecclesiastica? A combatterla sono proprio i Cattolici da oltre 50 anni: mai sentito nominare Padre Pio, Massimiliano Kolke, Don Luigi Villa, Edith Stein, Padre Enrico Zoffoli? Escogitur parla prevalentemente di questo. Temi che avevo portato anche dentro Stampa Libera e che quando vanno nella direzione della Rosa Rossa prendono sempre pieghe non previste.

Padre Amorth dice quello che chi ha voluto informarsi seriamente sa da secoli la massoneria di origine ebraica e’ nemica giurata della chiesa e ha infiltrato i seminari di suoi uomini per dare la scalata ai suoi vertici sino al papato se possibilie.

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Padre Amorth: la Chiesa è infiltrata dalla massoneria

 – Il Giornale, 19/03/2013

Il numero uno degli esorcisti: “Monti (e non solo) massone”
Padre Amorth: “Nel mondo comandano 7-8 persone. Hanno pestato i poveri e salvato i ricchi”. E sul nuovo pontefice: “Temo che faccia la fine di Papa Luciani”
Stefano Lorenzetto – Il Giornale, 19/03/2013

Un giudizio senza appello sul capo dello Stato ormai a fine mandato e sul presidente del Consiglio in carica ancora per pochi giorni. Anzi, un anatema, considerato che a pronunciarlo è padre Gabriele Amorth, il più famoso esorcista del mondo, oltre 160.000 riti di liberazione compiuti su indemoniati.

Eccolo, trascritto alla lettera: «Chi comanda è chi ha i soldi. Il nostro mondo è gestito da 7-8 persone che hanno in mano i quattrini. Di Monti cosa vuole che dica? Non per niente è stato messo su da un massone! Perché Napolitano è massone. Non lo conosco personalmente (Monti, ndr), però per essere arrivato così, di colpo, al ruolo che ha… Solo con la potenza della massoneria poteva arrivarci».
È una videointervista che dura quasi due ore, raccolta l’11 marzo. Mi è stato concesso di visionarne un estratto di 24 minuti. Davanti alla telecamera l’anziano sacerdote della Società San Paolo denuncia come l’associazione segreta si sia infiltrata nel cuore stesso della Chiesa: «La massoneria ha i rami dappertutto. Anche in Vaticano, purtroppo. Esiste. Perché è basata sul denaro, sulla carriera. Si aiutano reciprocamente».
In una successiva testimonianza di 15 minuti filmata il 13 marzo, nel pomeriggio in cui il conclave ha eletto il cardinale Jorge Mario Bergoglio al soglio di Pietro, l’esorcista racconta di come la massoneria sia riuscita a cacciare Ettore Gotti Tedeschi dalla guida dello Ior, dove Benedetto XVI l’aveva chiamato per uniformare la Santa Sede alle normative in materia di trasparenza e di antiriciclaggio. In una pausa delle riprese, il paolino ha espresso un terribile presentimento, portandosi una mano sul cuore: «Papa Luciani ce l’ho qua e non vorrei che il nuovo pontefice facesse la stessa fine».
I due video sono stati girati dal regista Massimo Emilio Gobbi, convocato a Roma da un cardinale (non italiano) della curia romana conosciuto anni fa attraverso monsignor Emmanuel Milingo, l’arcivescovo-esorcista dimesso dallo stato clericale nel 2009 e finito a recitare in Kamorrah days, un film di Gobbi. «Il porporato», spiega il cineasta, «mi ha informato che padre Amorth, 88 anni a maggio, intendeva dettare una sorta di testamento spirituale, ma soprattutto farne giungere uno spezzone ammonitorio al presidente degli Stati Uniti. S’è infatti convinto che Barack Obama, protestante aderente alla United Church of Christ, sia passato dalla parte di Satana dichiarando incostituzionale il divieto dei singoli Stati americani alla celebrazione delle nozze gay».
Ma perché il cardinale straniero amico di padre Amorth ha deciso di affidare il delicato compito proprio a Gobbi, autore di film non propriamente per educande? È presto detto: il regista, fondatore del movimento politico «Il Kennedy italiano» ispirato a sé medesimo, nel 2007 incontrò Obama: «Lo conobbi attraverso Ron Paul, candidato alla presidenza degli Stati Uniti, appoggiato con 50 milioni di dollari dal finanziere George Soros, per il quale ho lavorato».
Gobbi riferisce che fra lui e padre Amorth, partigiano a 18 anni nella Brigata Italia, ordinato prete nel 1954 e laureato in giurisprudenza, s’è subito instaurato un clima di grande fiducia: «Nonostante l’età avanzata, ha una lucidità mentale straordinaria. Prima di cominciare le riprese, mi ha persino chiesto: “Ha fatto il bianco?”. È l’espressione gergale usata dai cineoperatori quando bilanciano la telecamera puntando l’obiettivo su un cartoncino di quel colore».
Mentre il neoletto Papa Francesco manifesta con forza un anelito di spiritualità («ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!»), il vecchio esorcista traccia nella videointervista un profilo esattamente opposto della barca di Pietro: «Purtroppo anche nella Chiesa ci sono quelli che vanno avanti a forza di carriera, a forza di soldi, a forza di corruzione. Anche nella Chiesa c’è una grande massa di massoni. E anche tra i cardinali ce ne sono, altroché, altroché! Perché di fronte al dio denaro uno ammazzerebbe suo padre, sua madre, i suoi figli. Anche un uomo di Chiesa lo fa, se non ha fede. La massoneria è diventata la padrona nella gestione del denaro, un qualcosa di una potenza enorme. Ma cosa crede? Che sia il capoccia degli Stati Uniti, Obama, a comandare? Macché. Gli uomini politici sono tutti soggetti alla massoneria».
A questo punto padre Amorth sferra l’attacco a Giorgio Napolitano, definito senza perifrasi «massone», e a Mario Monti, imposto come premier dal capo dello Stato nel novembre 2011: «Sappiamo solo che hanno pestato i poveri e non hanno toccato i ricchi. Questo lo sappiamo con certezza. Pestato i poveri e non toccato i ricchi», ripete. «Per prima cosa io avrei dimezzato la paga a tutti i parlamentari, ai ministri». E ancora: «Le leggi di Monti… Ho visto varie persone che si sono suicidate in seguito a queste leggi. Un caso comunissimo: un cittadino possiede un appartamentino dove abita, quindi che non gli rende, e non ha entrate. Gli mettono tasse da pagare, e robuste, oltre 2.000 euro l’anno. Che fa? Io ne ho già conosciuti tanti che mi hanno detto: guardi, padre, l’unica soluzione è il suicidio».
«L’intervista con padre Amorth era fissata per il 6 marzo, ma alle 3 di notte ho avvertito un dolore lancinante al petto», racconta il regista Gobbi, cardiopatico iperteso, già colpito da infarto miocardico acuto nel 1992. «Alle 9 del mattino, anziché prendere l’aereo per Roma, sono stato ricoveraro all’ospedale civile di Venezia, dove mi è stata diagnosticata un’ischemia coronarica acuta», ed esibisce tanto di referto medico. «Era già stato programmato per l’indomani un intervento chirurgico. Verso sera viene al mio capezzale un medico e mi dice: “Lo sa che l’ischemia non c’è più? Completamente sparita. Non riusciamo a capire”, e mi ha dimesso».
Gobbi è convinto che il diavolo ci abbia messo la coda. Nonostante la vita sregolata che conduce, il regista dimostra se non altro d’avere più fede di quel cardinale che un giorno gelò padre Amorth con le seguenti parole: «Lei fa l’esorcista, ma lo sappiamo entrambi che Satana non esiste, no? Tutta superstizione. Andiamo, non vorrà farmi credere che lei ci crede davvero?».

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titolo la massoneria alla conquista della chiesa

di Carlo Alberto Agnoli 1

la massoneria vuole distruggere la chiesa cattolica

In queste pagine non ci proponiamo di provare la veridicità, nome per nome, della famosa lista di prelati massoni pubblicata il 12 settembre 1978 dal giornalista Mino Pecorelli in seguito a molteplici altre liste che erano già trapelate sulla stampa. Infatti, come escludere che Pecorelli, che era un piduista, o comunque vicinissimo a Lido Gelli, Venerabile della più famosa e famigerata Loggia massonica italiana, possa avere inserito dei nomi per confondere le acque o danneggiare qualche avversario? Certo, come meglio vedremo, c’è il significativo riscontro della lista di Panorama, del 10 agosto 1976. Ma anche questo elemento di per sé non è conclusivo. Anche personaggi fortemente indiziati di affiliazione massonica potrebbero in realtà non essere iscritti alla sètta, ma solo idealmente molto prossimi alle sue posizioni. Proprio per questa ragione abbiamo ritenuto opportuno non riprodurre per intero l’elenco apparso su Osservatore Politico ritenendo che le posizioni individuali vadano valutate caso per caso. Quello che invece ci preme dimostrare è la generale attendibilità della lista pecorelliana, sintomo di una penetrazione della Massoneria nelle più alte gerarchie ecclesiastiche così profonda da generare il dubbio che quella sètta si sia praticamente impadronita del timone di quella Chiesa cattolica che, nel segreto delle sue Logge, da secoli aveva giurato di distruggere, e che la stia pilotando verso gli scogli di un disastroso naufragio da cui solo la mano potente di Dio potrà salvarla.

CAPITOLO I
MINO PECORELLI E LA
«GRAN LOGGIA VATICANA»: UNA RIVELAZIONE

SULLA PENETRAZIONE MASSONICA NELLA CHIESA

Il 12 settembre 1978 la rivista Osservatore Politico del noto giornalista Mino Pecorelli (1928-1979) pubblicava un articolo intitolato «La Gran Loggia Vaticana» che destava notevole scalpore. In detto articolo, il Pecorelli, premesso che tanto in ambiente massonico quanto in ambiente cattolico tradizionalista correvano insistenti voci su una massiccia infiltrazione della Massoneria nelle più alte cariche ecclesiastiche e che l’agenzia di informazioni Euroitalia il 17 e il 25 agosto di quell’anno aveva diffuso, con tanto di numero e data di iscrizione alla sètta addirittura i nomi di quattro «papabili» in vista dell’imminente Conclave, elencava 113 nominativi di ecclesiastici e otto di altre personalità influenti in ambiente cattolico. Il tutto corredato con data di adesione, numero di matricola e sigla massonica. Il giornalista non precisava come fosse venuto in possesso di quei nominativi, ma è noto che era persona molto vicina al «Venerabile» Licio Gelli e alla famigerata Loggia P2. Da notare che nella lista in questione erano indicati, con identici dati di immatricolazione e di iscrizione alla sètta, anche i quattro cardinali di cui aveva parlato l’agenzia Euroitalia, e precisamente gli autorevolissimi Sebastiano Baggio (1913-1993), Salvatore Pappalardo (1918-2006), Ugo Poletti (1914-1997) e Jean Villot (1905-1979).

mino pecorelli venerabile licio gelli cardinale sebastiano baggio
Mino Pecorelli Licio Gelli Cardinal Baggio
cardinale salvatore pappalardo cardinale ugo poletti osservatore politico - la gran loggia vaticana
Cardinal Pappalardo Cardinal Poletti Osservatore Politico

L’autenticità di questo elenco – se veridico sconvolgente perché comproverebbe che già almeno dal 1978 (anzi, come vedremo in segui-to, dal 1976) la massoneria, da sempre condannata ed esecrata come la setta dell’ Anticristo, aveva acquistato un potere tanto più smisurato in quanto occulto e incontrollabile, sull’intera Chiesa cattolica – ha formato oggetto di polemiche. Data l’eccezionale importanza del tema che getta lunghe ombre di sospetto sulla gerarchia ecclesiastica conciliare e persino sul suo inse-gnamento, riteniamo assai utile fare il punto sulla questione in base agli elementi in nostro possesso, molti dei quali sopravvenuti all’articolo del Pecorelli. Prima, peraltro, di passare alla discussione dell’argomento, e affinché il lettore possa rendersi conto delle difficoltà in cui, a prescindere da certi indispensabili personaggi di facciata, si imbatte chiunque voglia accertare l’appartenenza di una o più persone a quella sètta, riteniamo necessario illustrare brevemente la questione del segreto libero-muratorio.

CAPITOLO II
UNA PREMESSA INDISPENSABILE
:

IL SEGRETO MASSONICO

Checché affermino i suoi pubblici sostenitori, la Massoneria è sempre stata e rimane una Società Segreta operante all’insaputa di tutti, tramite personaggi noti bensì, e spesso anche notissimi, ma la cui appartenenza ad essa resta circondata dal più rigoroso mistero. Costoro si incontrano in riservatissimi conciliaboli che li riuniscono al di là delle apparenti divergenze e dei contrasti anche clamorosi che appaiono al «mondo profano», per attuare piani e programmi comuni che devono restare ignoti al pubblico. Ciò è stato recentemente dimostrato dalla notoria vicenda della Loggia P2 nella quale confluivano uomini dalle più diverse e in apparenza contraddittorie etichette politiche e ideologiche. Né si dica, per favore, che la P2 era una Loggia «atipica» e «deviata». È lo stesso incontestato storico ufficiale della Massoneria, il professor Aldo Mola, ad affermare in un’intervista a Il Sabato, del 26 settembre 1992 – come sintetizza l’articolista – che la P2 «non fu una Loggia deviata, ma si dovette sacrificarla perché non si scoprisse che la vera Massoneria era coperta». Ciò, peraltro, è risultato ben chiaro a tutti in seguito alle indagini del giudice Agostino Cordova che hanno rivelato tutto un pullulare di Logge «deviate» in combutta con mafia, camorra e n’drangheta e immerse fino al collo nel «mercato» degli appalti truccati e delle tangenti. Tanto clamorose e numerose furono queste rivelazioni che – è cronaca recente – il 17 aprile 1993 il professor Giuliano Di Bernardo, fino a poco prima Gran Maestro del Grand’Oriente d’Italia, fondò una nuova «obbedienza» massonica, denominata «Gran Loggia Regolare d’Italia» per prendere le distanze – piuttosto tardivamente invero – da una organizzazione ormai ampiamente screditata. A dimostrare la gravità, l’importanza e l’essenzialità del segreto massonico, riportiamo qui da Il libro completo dei rituali massonici, pubblicato nel 1946 da Salvatore Farina (33º e massimo Grado del Rito Scozzese Antico e Accettato) parte della formula del giuramento dell’Apprendista massone, e cioè di colui che viene ammes-so al primo grado della “luce” iniziatica; giuramento pronunciato di fronte ai “fratelli”, che vi assistono in piedi e con le spade in pugno ad asseverarne la gravità e l’importanza, nonché i pericoli in cui incorre l’incauto divulgatore: «”Io N.N. liberamente e spontaneamente, con pieno e profondo convincimento dell’anima, con assoluta e irremovibile volontà, alla presenza del Grande Architetto dell’Universo: prometto e giuro di non palesare giammai i segreti della Libera Massoneria; di non far conoscere ad alcuno ciò che mi verrà rivelato, sotto pena di aver tagliata la gola, strappato il cuore e la lingua, le viscere la-cere, fatto il mio corpo cadavere in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere, questa sparsa al vento per esecrata memoria e infamia eterna; prometto e giuro di prestare aiuto e assistenza a tutti i fratelli Liberi Muratori sparsi sulla superficie della terra».

giuliano di bernardo aldo mola salvatore farina
Giuliano Di Bernardo Aldo Mola Salvatore Farina

Un’altra significativa formula di giuramento massonico analoga, ma non uguale, viene riportata su Il Sabato, del 30 giugno 1990 da Giano Accame (1928-2009) che lo trae dall’Emulation Ritual, «un rituale assai diffuso dal Settecento nelle Logge inglesi» introdotto in Italia nel 1976, essendo Gran Maestro Livio Salvini, pubblicato dalle Edizioni Soc. Erasmo del Grand’Oriente d’Italia. Eccone il testo: «Al fine di impedire che le nostre arti segrete e i nostri misteri nascosti possano essere impropriamente conosciuti per colpa della mia imprudenza, io solennemente giuro di osservare questi diversi punti senza accampare pretesti, equivoci o riserva mentale di sorta, pena, violando anche solo uno di essi, di avere la mia g. t. di L, la mia 1. s. d. s. r. e s. s. 1. r. d. m. a. 1. d. b. m. o alla d. d. – u. g. d. r. dove i. f. e r. d. m. a. r. d. v. o. 24 o.». Ed eccovi, secondo la spiegazione fornita dal già citato prof. Aldo Mola, in una pubblica conferenza, il significato di quelle iniziali: .«g. t. di t. significa gola tagliata di tondo, 1. s. d. s. r. lingua strappata dalla sua radice, s. s. 1. r. d. m. seppellimento sotto la riva del mare, a. 1. d. b. m. a livello della bassa marea, d. d. – u. g. d. r. distanza di una gomena dalla riva, dove i. f. e r. d. m. a. r. d. v. o. 24 o. il flusso e riflusso della marea arriva regolarmente due volte ogni 24 ore». In quell’articolo intitolato «Calvi horror show», l’Accame osserva come la morte del banchiere italiano Roberto Calvi (1920-1982) sotto il ponte dei «Frati Neri» di Londra ricordi singolarmente questo rituale. «Infatti – egli commenta – se uno viene strozzato per impiccagione gli si spacca la gola di netto mentre la lingua fuoriesce dalla sede naturale. Il cadavere del banchiere venne trovato alla distanza di una gomena dalla riva, dove il deflusso del Tamigi si imbatte ogni giorno con il flusso delle maree. E se manca il seppellimento nella sabbia, resta pur sempre la coincidenza del fatto che l’altezza del luogo in cui è stato ritrovato il cadavere di Calvi corrisponde esattamente al livello in cui si troverebbe la sabbia se non ci fossero gli argini costruiti artificialmente. Ce n’è quanto basta per autorizzare almeno la supposizione che dietro il suicidio di Calvi, banchiere cattolico ma anche massone della Loggia P2 (giacché persino a livello ecclesiastico esistono connessioni con la Massoneria) si celi in realtà un omicidio rituale massonico. Un’ipotesi che negli stessi ambienti massonici ha circolazione. Ho anzi motivo di ritenere che alla Massoneria stessa non dispiaccia che lo si creda, a dimostrazione della sua tenebrosa potenza».

esecuzione massonica roberto calvi

A sinistra: pose che indicano le tre fasi dell’esecuzione in caso di rivelazione del segreto massonico da parte di un adepto. A destra, il banchiere Roberto Calvi.

Sempre a proposito del segreto massonico, in un opuscolo senza data pubblicato a Roma nella seconda metà degli anni Cinquanta, intitolato L’essenza del segreto massonico, citato in Massoni e Massoneria di Padre Giovanni Caprile s.j. 2, si leggono queste significative parole: «La Massoneria è tutta un segreto per il mondo profano. Segreto di uomini, segreto di idee, segreto di cose e di fatti… (I nemici) hanno ragione di temere la pratica del segreto, perché è un’arma sottile e possente nelle mani della saggezza e della bontà. Li assilla costante il pensiero di questo esercito inafferrabile, i cui soldati non si sa chi siano, né quanti siano, ne dove siano, ne che facciano, né di che mezzi dispongano […]. Disorienta la loro ostilità preconcetta, l’ignorare quali cose portino fra le pieghe nascoste il suggello di una nostra volontà l’influsso di uno spirito nostro» 3. Ancora: dal libro Geheimbünde in Tirol («Società Segreta in Tirolo»), di Helmut Reinalter 4, apprendiamo che nella Loggia massonica fondata a Innsbruck nell’autunno del 1799, in prevalenza fra studenti italiani, uno dei temi fondamentali di discussione all’atto della costituzione fu quello di stabilire «quando un membro meritasse la pena di morte per avere rivelato il segreto» 5. In quella circostanza uno dei «Fratelli» fondatori, tale Giannini, compose un regolamento in versi in cui si leggeva:

«Chi rivela il segreto estinto cada,Faccialo per nequizia o per follia;Che l’util legge solo al danno bada» 6.

A conclusione di questo argomento ricordiamo che il «segreto dell’Istituzione», a quanto ci riferisce il Dizionario massonico di Luigi Trofei 7 è uno dei Landmarks, e cioè di quei «fondamenti immutabili e immutati che fanno della Istituzione massonica quello che è, e senza i quali essa sarebbe qualcosa di completamente diverso». L’importanza di questo Landmark è tale che il «Fratello» massone viene continuamente richiamato alla sua osservanza dallo stesso segno di saluto massonico. Infatti, in un Vademecum del Libero Muratore Apprendista, pubblicato dal Saggissimo della Valle del Tevere nel 1948 e riedito quest’anno in ristampa anastatica dalle Edizioni Brenner, leggiamo queste parole:

«Posizione all’Ordine: Per stare in piedi all’ordine si mette la mano destra sotto la gola, con le quattro dita strette e il pollice aperto in forma di squadra, e il braccio sinistro pendente lungo il corpo;

Segno di saluto: Stando all’ordine si stende il braccio e la mano destra orizzontalmente verso la spalla destra, e si lascia poi cadere lungo il lato destro del corpo, formando così la figura di una squadra. Questo segno, detto gutturale, significa che il Libero Muratore preferirebbe avere la gola tagliata anziché mancare al suo giuramento e rivelare i segreti massonici» 8.

Il taglio della gola, decisamente, in Massoneria è una vera e propria ossessione! Questa lunga premessa serve per dire che sarebbe del tutto fuori luogo, per non dire ridicolo, pretendere di accertare e verificare l’appartenenza di una persona alla Massoneria allo stesso modo che si accertano i dati di Tizio o di Caio all’ufficio anagrafe. «Massone scoperto non serve più… Massone notorio è spesso poco utile all’idea che professa», ebbe a dire il Gran Maestro Aggiunto della Massoneria italiana G. Francocci 9. E dunque evidente che la Massoneria, il cui sistema di potere e di dominio è dato, notoriamente, dalla infiltrazione nelle organizzazioni politiche, amministrative, culturali, economiche e nella stessa Chiesa, ha tutto l’interesse e a mantenere occulti i nomi dei propri adepti, e che tale interesse è tanto maggiore quanto più estraneo alla sètta è l’organismo infiltrato. Come, dunque, accertare l’appartenenza di una persona alla Libera Muratoria? A questo riguardo occorre tener presente che trattasi di una Società Segreta assai vasta: i suoi iscritti in Italia ammontano a qualche decina di massonimigliaia, mentre in Inghilterra siamo nell’ordine delle centinaia di migliaia, e negli USA addirittura in quello dei, seppur pochi, milioni. In una struttura cosi estesa (vi sono Logge massoniche in tutto il mondo) e numerosa, nonostante le tremende minacce rivolte a chi viola il segreto, ma che possono essere attuate solo in casi estremi per non allarmare eccessivamente la società civile, sono inevitabili fughe di notizie. Si consideri, ad esempio, che non è affatto raro il caso di frammassoni che, pentiti, si convertono al cattolicesimo e, apertamente o per interposta persona, rivelano i segreti di cui sono venuti a conoscenza. Vi sono poi all’interno della Massoneria gravi e aspre contrapposizioni fra varie «obbedienze» – basti citare, per l’Italia, quella notissima fra la Massoneria detta «di Palazzo Giustiniani» e quella detta «di Piazza del Gesù» – e persino fra Logge. Non possiamo qui intrattenerci sulla natura e i limiti di quei dissidi, però anche la rivelazione di nomi della parte avversa può entrare nel quadro di siffatte contese. Non mancano, poi, i casi in cui, a prescindere da ogni infrazione dell’obbligo del segreto, autorità sèttarie diffondono singoli nomi o interi elenchi per dimostrare, ad esempio, l’importanza culturale o sociale della loro istituzione, o la sua insospettabilità. Fu, ad esempio, in questo ordine di idee che in un’intervista apparsa su La Stampa, del 23 marzo 1990, l’allora Gran Maestro Di Bernardo fece presente l’affiliazione massonica del presidente degli USA George Bush. Altri elenchi o nominativi possono venir diffusi da «liberi battitori» che si servono dei segreti appresi in Loggia a scopo di ricatto o per ripicche o vendette, o per altri fini personali. Non è da escludere neppure che a un certo momento e per parti-colari motivi le centrali del potere latomistico decidano di sacrificare un’intera Loggia o parte di essa, come un giocatore di scacchi non esita a sacrificare una pedina o un alfiere, al fine di raggiungere determinati obiettivi. È verosimile che questo sia stato anche il caso della Loggia P2. Infatti, il noto scrittore piduista Pier Carpi (1940-2000) nella sua biografia di Licio Gelli 10, definisce quello della P2 «uno scandalo calcolato e mirato preparato nella sua strategia a tavolino». Certo, comunque, si è che di queste incertezze la Massoneria si avvale spregiudicatamente anche nella ricostruzione delle vicende storiche che la videro protagonista. Così, ad esempio, mentre da un lato rivendica come creazione propria la Rivoluzione Francese, dall’altro, attraverso altri autori, la ripudia, mantenendo sempre quel clima di equivoco e di bivalenza che costituisce uno degli aspetti caratteristici del segreto massonico. Recentemente, il già citato storico ufficiale della sètta, Aldo Mola, nel suo libro Storia della Massoneria dalle origini ai nostri giorni 11, riferendosi agli «studi» di un autore contemporaneo, certo Charles Porset, nega che siano stati massoni numerosi protagonisti o precursori della Rivoluzione dell’89, e in particolare Siéyès, Condorcet, D’Alembert, Diderot e Robespierre.

george bush pier carpi charles porset
George Bush Pier Carpi Charles Porset

In tal modo però egli contraddice quanto sempre asserito da altri autorevoli storici sèttari che indubbiamente avevano ingresso agli archivi delle Logge, inaccessibili ai «profani». Il fatto si è che l’ultimo libro del Mola è stato scritto in un frangente in cui, con le vicende della P2 e di «tangentopoli», occorreva tranquillizzare il pubblico allarmato dall’emergere del potere oscuro delle Logge, implicate nei più loschi traffici e in tenebrose mene politiche, e presentare la Massoneria come una inoffensiva associazione di velleitari priva di reale incidenza sulla vita e sui governi delle nazioni.

CAPITOLO III
LE LISTE DI PANORAMA E DI O
.P.:

LORO VALORE PROBATORIO

Abbiamo così inquadrato il problema del segreto massonico e delle difficoltà che incontra chiunque voglia individuare, anche sul piano della pura indagine storica, quali eventi rechino il sigillo della Massoneria e quali siano stati gli uomini di cui quella istituzione si è servita, al di là dei nomi dei pochi dignitari che debbono esporsi pubblicamente per poter sostenere di fronte al pubblico che la Massoneria non è una Società Segreta e di quelli dei rari adepti che preferiscono manifestare pubblicamente la propria affiliazione. A questo punto possiamo finalmente passare a discutere la questione della attendibilità che va attribuita alla lista di Osservatore Politico del 12 settembre 1978 e a quella ad essa precedente, apparsa su Panorama del 10 agosto 1976. Esse ci risultano essere le principali liste di prelati assertamente aderenti alla Massoneria che siano state pubblicate da quando, nel 1717, è stata fondata quella istituzione 12. Giova notare che i nomi che figurano nei due elenchi sono pressoché gli stessi: la differenza è che O.P. omette due nominativi riportati da Panorama, e ne aggiunge altri otto che in quest’ultima rivista non figurano. Quale valore possiamo attribuire a detti elenchi? Anzitutto va detto che sarebbe gravemente erroneo liquidarli come senz’altro inattendibili, come sbrigativamente fece il giornalista di Panorama con riferimento a quello da lui stesso pubblicato. Egli, infatti, specificò che quei nominativi «circola(va)no da qualche mese» in Vaticano. È ragionevole, dunque, arguirne che in ambiente così qualificato essi trovavano, quanto meno, qualche credito. Tanto ne trovavano che 13 alcuni Cardinali «chie(sero) con insistenza che si fa(cesse) chiarezza» e che Paolo VI (1897-1978), tramite l’allora Vescovo, poi Cardinale, Monsignor Benelli, fin dal 1975, affidò in via discreta e confidenziale le indagini nientemeno che al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Generale Enrico Mino, con particolare riguardo alla persona del Vescovo Annibale Bugnini (1912-1982), autore della discussa e rivoluzionaria riforma liturgica. Riferisce il giornalista di 30 Giorni che, sulla base degli elementi da lui acquisiti, quell’alto ufficiale espresse il convincimento che l’elenco fosse vero 14.

paolo VI mons. annibale bugnini generale enrico mino
Paolo VI Annibale Bugnini Generale Mino

Nuovi e più approfonditi accertamenti sulla lista di Panorama vennero richiesti al medesimo generale verso la metà del 1977 dall’autorevole Cardinale Arcivescovo di Genova Giuseppe Siri (1906-1989), evidentemente insoddisfatto perché vedeva rimanere ai loro posti di comando nella Chiesa persone in forte odore di Massoneria. Ma il generale Mino il 31 ottobre di quell’anno precipitò col suo elicottero, in Calabria sul monte Covello, trovando la morte in circostanze che 30 Giorni dell’11 novembre 1992, indica come altamente sospette 15 «portando così nella tomba – commenta sempre quella rivista – i risultati della seconda indagine». «Restano poi da spiegare – prosegue il nostro giornalista – delle misteriose telefonate, di cui esistono le intercettazioni, nel corso delle quali (Licio bibbia massonicaGelli) Venerabile burattinaio (della Loggia P2) parlava della successione al Generale Mino prima ancora che questo morisse nel tragico incidente aereo». Perché quella lista trovò tanto credito in Vaticano? È evidente che essa dovette essere presentata con qualche sostanziosa parvenza di veridicità. È quindi verosimile la storia, riferita dal giornalista di 30 Giorni, che essa fosse stata compilata sulla base di documenti fotocopiati presso la sede del Grand’Oriente d’Italia da un giovane impiegato – nipote di un frate – che, in presenza dello zio, consegnò il tutto a Mons. Giovanni Benelli (1921-1982), allora Sostituto della Segreteria di Stato, il quale li fece giurare entrambi «che non stavano mentendo su un argomento così grave» 16. Certo si è che un plico di fotocopie di quei documenti, verosimilmente di seconda generazione, era in possesso del Cardinale Dino Staffa (1906-1977). Anche 30 Giorni, del 6 giugno 1992, ne riproduce tre. Ma ecco che dopo la lista di Panorama sopravviene quella dell’Osservatore Politico di Pecorelli, che aggiunge, come si è visto, altri nominativi. Mino Pecorelli, come risulta dagli atti della commissione di inchiesta parlamentare su quella famigerata Loggia, è membro della P2: le sue parole sono quelle di uno che è addentro alle segrete cose. Nella premessa all’elenco, terribilmente corredato, a differenza di quello di Panorama, di tanto di data e numeri delle tessere di iscrizione, il che gli conferisce un tono di grande attendibilità, egli dice, in sintesi, di essere venuto in possesso della lista il 28 agosto precedente. Invita quindi l’appena eletto Albino Luciani (1912-1978) a un rigoroso controllo e conclude con queste parole: «Pubblicando questa lista di ecclesiastici forse affiliati alla Massoneria riteniamo di offrire un piccolo contributo (alla chiarezza nella Chiesa cattolica). O una pioggia di smentite o, nel silenzio, lepurazione» 17. Mancò la «pioggia» e mancò anche l’epurazione. Anche perché di lì a pochi giorni Giovanni Paolo I – «che aveva manifestato l’intenzione di metter mano alla questione dello IOR e di far chiarezza in merito alla lista dei presunti prelati iscritti alla Massoneria», che egli evidentemente non sottovalutava 18 – morì nelle circostanze a tutti note, mentre Mino Pecorelli fu freddato a colpi di pistola pochi mesi dopo, e precisamente il 20 marzo 1979. Perché Pecorelli fu ucciso? A quanto pare non per questa lista, o, almeno, non solo per questa lista. Ma egli era persona, come si è detto, a conoscenza di molti segreti, e non era facile smentirlo. Ragioniamo un po’: Pecorelli pubblica il suo elenco; il Vaticano è già in subbuglio per elementi già in possesso di alcuni autorevoli Cardinali, e voci conturbanti corrono per tutta la penisola.

cardinale giuseppe siri cardinale giovanni benelli giovanni Paolo I
Cardinal Siri Cardinal Benelli Giovanni Paolo I

Quale occasione più opportuna perché tutti gli elencati si collegassero smentendo con grande pubblicità un’accusa tanto più indegna in quanto corredata di dati che, se falsi, non potevano essere che frutto di un’ignobile invenzione, sollecitando essi stessi un’indagine chiarificatrice, a partire dall’analisi grafologica delle sigle in calce ai documenti che supportavano l’accusa? È giocoforza riconoscere che questa mancanza di smentite e questo silenzio, sottolineato anche dal Messaggero, del 29 maggio 1981 (pag. 3) sono estremamente eloquenti di per sé soli e rivestono un valore indiziario di grandissimo rilievo. Ma questo è ancora poco. Anzitutto, infatti, va detto, che prima ancora della loro pubblicazione le future liste di Panorama e di OP avevano trovato una significativa conferma. Abbiamo già visto, infatti, che l’oggetto principale dell’indagine avrebbe dovuto essere Monsignor Bugnini, particolarmente sgradito ai prelati tradizionalisti per avere predisposto quella famosa riforma liturgica che ha sconvolto in maniera inaudita il rito millenario della Santa Messa. Ebbene, nel luglio 1975 quel prelato veniva eliminato dalla Curia romana e nel settembre spedito come Nunzio in Iran, ed è lui stesso, nel suo libro intitolato La riforma liturgica a riconoscere che ilocchio onniveggente massonico suo allontanamento fu dovuto alle prove di appartenenza alla sètta raccolte a suo carico 19. Naturalmente il Bugnini nel suo libro sostenne trattarsi di una «perfida calunnia». Bisogna però credere che si trattasse di prove assai robuste se Paolo VI, che con lui aveva strettamente collaborato alla riforma liturgica, lavorando al suo fianco per ore e ore 20 e il cui atteggiamento nei confronti della Massoneria era – come meglio vedremo più oltre – altamente favorevole, si decise a un simile passo. Più ancora, però, la lista pecorelliana trovò conferma tre anni dopo, allorché scoppiò clamorosamente il caso della Loggia P2. Infatti, in quella circostanza non solo venne alla luce la strettissima collaborazione con la Massoneria di un personaggio assai importante – il Vescovo Paul Casimir Marcinkus (1922-2006), presidente dello IOR, elencato nella lista, ma si riportò la traumatica certezza che il Vaticano fosse largamente implicato nell’oscura vicenda, a partire dall’incarico di liquidazione dei beni della Santa Sede in Italia conferito al finanziere piduista Michele Sindona (1920-1986) dal Cardinal Sergio Guerri (1905-1992) su consiglio dello stesso Paolo VI 21. Infatti, come tutti ricordano, intorno a Marcinkus fu fatto robusto quadrato a partire dal sommo vertice della gerarchia vaticana, e quel prelato rimase tranquillo al suo posto ancora per molti anni. E ciò malgrado che, a quanto asserisce Nick Tosches, uno dei più famosi giornalisti degli USA, in un libro intervista che viene a buon diritto considerato «il memoriale postumo di Michele Sindona», Giovanni Paolo II (1920-2005), per pagare i duecentocinquanta milioni di dollari che lo IOR versò per quella vicenda allo Stato italiano, abbia ritenuto di dover ricorrere addirittura all’indizione di un Anno Santo straordinario, quello del 1983 22. È superfluo richiamare alla memoria il discredito che quell’affare tenebroso gettò sulla gerarchia ecclesiastica di allora e, attraverso di essa, sull’intera Chiesa. Il bello si è che, sebbene siano ormai decorsi tanti anni dalla sua pubblicazione, la lista del Pecorelli mantiene una sua attualità e continua a gettare luce su nuovi fatti di cronaca giudiziaria. Alludiamo qui, in particolare, al più clamoroso e odioso degli scandali che hanno travolto il governo dei partiti, quello del Ministero della Sanità, definito da Panorama del 14 novembre 1993 una truffa che in vent’anni è costata al contribuente italiano almeno 40.000 miliardi di vecchie lire. Ebbene, in questa vicenda emerge il nome di Mons. Fiorenzo Angelini, che figura nell’elenco di OP come entrato in Loggia fin dal lontano 14 ottobre 1957 23. Di questo prelato, nominato Cardinale nel penultimo Concistoro da Giovanni Paolo II, e che fin dal 1985 riveste la carica di presidente del Pontifìcio Consiglio Pastorale degli Operatori Sanitari, creato proprio in quell’anno dal medesimo Giovanni Paolo II, sono venuti alla luce gli stretti contatti col famigerato Duilio Poggiolini, Direttore generale del Servizio Farmaceutico Nazionale. Non vogliamo qui soffermarci sui fatti che hanno valso a quel Monsignore il soprannome di «Sua Sanità», ma solo sottolineare che, guarda caso, il Poggiolini è, come Calvi e Sindona, membro della Loggia P2.

paul casimir marcinkus michele sindona cardinal sergio guerri
Mons. Paul Marcinkus Michele Sindona Cardinal Sergio Guerri
nick tosches mons. fiorenzo angelini duilio poggiolini
Nick Tosches Mons. Fiorenzo Angelini Duilio Poggiolini

A questo riguardo, infatti, la giornalista Laura Maragnani, su Panorama del 14 novembre 1993, premesso che la militanza massonica del Poggiolini è talmente nota che in ambiente farmaceutico egli viene scherzosamente chiamato «Loggiolini», riferendosi a quel personaggio, così scrive: «Naturalmente è un chiacchierato. Tutti sanno che è protetto dal Cardinale Fiorenzo Angelini. E tutti sanno che è un massone, anzi, un piduista, codice E 18.91, tessera 2247. Altrettanto noto è il fatto che intrattenesse ottimi rapporti con le industrie farmaceutiche guidate da massoni». Non possono non colpire questi stretti rapporti fra un Cardinale e un noto esponente di una sètta che, fino al Concilio Ecumenico Vaticano II, è stata la più anatemizzata in centinaia di documenti pontifici in tutta la bimillenaria storia della Chiesa e che, per bocca di uno dei suoi più alti esponenti, il Gran Maestro del Grand’Oriente di Francia, Jacques Mitterrand, omonimo dell’ex Presidente della Repubblica francese, si autodefinisce ancora oggi «la controchiesa» 24. Un altro fra i più clamorosi episodi di tangentopoli è quello dei novantadue miliardi in titoli di Stato pagati dalla Montedison ai partiti. Quei titoli sono stati riciclati dallo IOR – che fà così la sua ricomparsa sulla scena dei grandi scandali – con complesse manovre bancarie all’estero riscuotendo però un’esosa provvigione di parecchi miliardi 25. Tale provvigione, per il suo spropositato ammontare, costituisce prova del fatto che i responsabili del Vaticano erano perfettamente consapevoli della illecita provenienza di quel danaro. Orbene chi ha gestito l’operazione? Per l’Enimont Luigi Bisignani, che è un notorio tesserato della P2 26, mentre per il Vaticano si parla di Mons. Donato De Bonis (1930-2001), il quale pure – sconcertante coincidenza – figura nell’elenco pecorelliano come iscritto alla Massoneria il 24 giugno 1968 27. Era lui «l’uomo chiave dello IOR che ha l’incarico di tenere i rapporti tra la commissione dei cinque Cardinali che gestiscono le finanze vaticane e l’organo laico che presiede l’istituto» 28.

 CAPITOLO IV
ALTRE PROVE DI VERIDICITÀ

Uno dei personaggi più altolocati indicati nella lista di OP è certamente il Cardinale Agostino Casaroli, che ricoprì poi per diversi anni la carica di Segretario di Stato, e cioè la più prestigiosa, nella Chiesa, dopo quella del Papa. Ebbene, sull’appartenenza alla Massoneria di questo prelato, oltre a una gravissima prova di cui parleremo in seguito, vi è un significativo indizio fornito dal Padre paolino Rosario Esposito. Questi, in un suo libro recante il programmatico titolo Le Grandi Concordanze tra Chiesa e Massoneria, pubblicato nel 1987 presso la massonica casa editrice Nardini di Firenze, riferisce che il Casaroli, in data 20 ottobre 1985, in occasione delle celebrazioni del quarantesimo anniversario dell’ONU, tenne, nella chiesa di San Patrizio, a New York, «un’omelia di vasto respiro» i cui contenuti, sui quali non è qui il luogo di soffermarsi, «attestano che le concordanze fra Chiesa e Massoneria possono essere considerate di fatto acquisite» 29. Nella sua relazione su quel sermone, Padre Esposito fà osservare che nel corso di esso il Cardinale usò per ben due volte all’ìncirca le stesse lupo travestito da agnelloparole che aprono e designano la Bolla In eminenti apostolatus specula con cui nel lontano 1738 Papa Clemente XII (1652-1740) aveva fulminato la prima scomunica contro la Massoneria, ma in un contesto e con valenza inversi, quasi a ricomunicare ciò che era stato scomunicato 30. La persona del Cardinal Casaroli richiama poi alla mente un’altra lista di prelati indicati come appartenenti alla Massoneria: quella apparsa sul numero di luglio del 1976 della rivista francese Introibo. Tale rivista, cattolica, e quindi di matrice del tutto diversa da quella del giornale di Pecorelli, riportava, oltre un anno prima, insieme con quello del nostro porporato, i nomi di numerosi altri ecclesiastici che figureranno poi negli elenchi di Panorama e di OP. Con questa differenza, però: che essa reca le date di affiliazione, ma non i numeri di tessera mentre, come si è visto, Panorama non riproduce né le une né gli altri, e OP, il più completo, li pubblica entrambi. Si registrano, inoltre, fra la lista di Introibo e quella di Pecorelli, alcune differenze nelle date di affiliazione. Pare logico dedurne che la seconda non derivi dalla prima e che la sua maggiore specificità e completezza si spieghi col fatto che Pecorelli era uomo di Loggia e, come tale, più addentro nei segreti della sètta. Ma se le cose stanno in questi termini se ne deve dedurre che l’elenco di Introibo va considerato come un ulteriore riscontro dei due già citati. E allora non può non colpire il ricorrere dei medesimi nomi, fra cui, oltre a quello del Casaroli, indicato con la stessa data di iscrizione della lista di OP, anche quelli del Cardinal Leo Jozef Suenens (1904-1996), del Cardinal Baggio, del Cardinal Michele Pellegrino (1903-1986), di Mons. Bugnini, di Mons. Angelini, del Vescovo di Trento, Mons. Alessandro Maria Gottardi (1912-2001), e via discorrendo. Fra i nomi di spicco indicati dal Pecorelli figura anche quello del famoso Padre scolopio Ernesto Balducci, scomparso in un incidente stradale il 26 aprile 1992, in occasione della cui morte l’Osservatore Romano ebbe ad esprimere profonda emozione e dolore. Ebbene, è sufficiente una conoscenza superficiale dell’opera di questo frate per rendersi conto che abbiamo a che fare con un uomo profondamente permeato dagli insegnamenti della Loggia. Ci limiteremo a spigolare alcune citazioni traendole dal suo libro L’Uomo Planetario 31: «Chi ancora si professa ateo, o marxista, o laico, e ha bisogno di un cristiano per completare la serie delle rappresentanze sul proscenio della cultura, non mi cerchi. Io non sono che un uomo» 32. Più oltre, commentando l’incontro «ecumenico» di Assisi del 27 ottobre 1986, così si esprime: «Siamo così alla resa dei conti. E in questa resa dei conti le religioni sono costrette a rivelarsi per quel che sono: produzioni simboliche di gruppi umani, sistemi ideologici in veste sacra […]. Timor fecit deos» 33. Poco prima, infatti, aveva scritto: «Nella generale eclissi delle identità, il nostro primo dovere è di restare fedeli a quella che abbiamo costruito 34, con una variante però, che essa va ritenuta non come il tutto ma come un frammento del tutto, di un tutto ancora nascosto nel futuro […]. Come il vero Dio, così anche il vero uomo è absconditus» 35.

padre rosario esposito papa clemente XII cardinal leo jozef suenens
Padre Rosario Esposito Papa Clemente XII Cardinal Suenens
cardinal michele pellegrino mons. alessandro maria gottardi padre ernesto balducci
Cardinal Pellegrino Mons. Gottardi Padre Balducci

Il Deus absconditus, il dio del futuro che si deve ancora rivelare e che nascerà dalla fusione e dalla morte di tutte le religioni esistenti! È, pari pari, l’insegnamento del 32º Grado del Rito Scozzese Antico e Accettato. Concludiamo il nostro excursus su Padre Balducci con questa citazione di sconvolgente crudezza: «È finita l’età dei popoli eletti. è finita anche letà dei salvatori. Come mi appare vera, oggi, la frase che Nietzsche rivolgeva ai cristiani del suo tempo: “Chi vi salverà dal vostro Salvatore“»? 36. A questo punto è opportuno ricordare brevemente chi è quel Friedrich Nietzsche (1844-1900) alla cui autorità Padre Balducci si richiama per ripudiare Gesù e il suo messaggio. Autore, tra l’altro, di un libro il cui titolo, L’Anticristo, è già tutto un programma, quel filosofo preconizza un «Superuomo» «liberato» da ogni precetto e remora di ordine morale, e contrappone Dioniso, dio della gioia, al Nazareno, predicatore didialogo catto-massonico una tetra «morale da schiavi» 37. Il suo pensiero, compreso il mito dell’eterno ritorno, è tutto permeato di quelle dottrine gnostiche che, secondo i più autorevoli trattatisti massonici (Albert Pike, René Guénon, ecc…) costituiscono il midollo della Massoneria, e che evidentemente il Balducci in gran parte condivide. Un altro dei personaggi più in vista della lista di OP è certamente il cardinale Leo Suenens, Primate del Belgio. Ebbene, il 24 settembre 1970, questo prelato, fatto senza precedenti negli annali della Chiesa belga, tenne una importante conferenza in una riunione massonica organizzata dall’alta Massoneria ebraica del B’nai B’rith 38. Questo fatto rivela, quanto meno, una sorprendente vicinanza a quella Massoneria che la Chiesa preconciliare anatemizzava come la sua principale, acerrima nemica. L’indizio, già di per sé assai grave, è tanto più significativo in quanto Mons. Suenens è autorevolissimo esponente di Pax Christi, un’organizzazione in cui l’impegno politico-sociale soverchia quello propriamente religioso fino a farlo scomparire. Ciò risulta evidente ai più sprovveduti dalla lettura del suo manifesto sul disarmo del maggio 1982, dove Dio, Gesù, la Vergine e i Santi non sono neppure nominati e tutto il discorso è incentrato, in buona sostanza, sulla prospettiva di quel Governo Mondiale o Repubblica Universale cui la Massoneria aspira fin dai suoi primordi, come già si evince dalle Costituzioni di Anderson del 1723, testo fondamentale della sètta libero-muratoria 39. Un’ulteriore gravissima conferma della lista Pecorelli viene da un’intervista apparsa sul settimanale Oggi, del 17 giugno 1981, sotto il titolo «Salvini mi confidò nomi di insospettabili». In tale intervista, l’avvocato Ermenegildo Benedetti di Massa Carrara, già Grande Oratore del Grand’Oriente d’Italia, e quindi, come egli stesso si esprime, numero due della Massoneria italiana, poi espulso per essere entrato in rotta di collisione con Licio Gelli e con i Gran Maestri che lo appoggiavano, dopo avere indicato fra i piduisti quasi sicuri Gianni Agnelli (1921-2003), e il conte Agusta, oltre che Vittorio Emanuele di Savoia, venendo al mondo ecclesiastico rese una dichiarazione che ci pare importante riportare per intero. «In Massoneria – egli disse – di Cardinali e di preti è piena la storia: si diceva di Monsignor Bettazzi, di monsignor Casaroli, del Cardinale Paletti, di Padre Caprile, direttore di “Civiltà Cattolica” e del Cardinale Marcinkus, l’uomo delle finanze vaticane, il cosiddetto “banchiere di Dio”. Di questa gente si è cominciato a parlare dal 1970 in poi. Sia chiaro, non erano chiacchiere di corridoio, erano informazioni riservate che ci scambiavamo noi del vertice della Massoneria italiana». A parte due imprecisioni, irrilevanti ai nostri fini e a quelli del Benedetti 40, cosa si ricava da questa dichiarazione uscita dalla bocca di un espulso e di un deluso che non ha più interesse a mentire e confondere le acque e che non ha avuto, a quanto pare, alcun rapporto con gli ecclesiastici indicati, onde è assurdo ipotizzare un suo intento diffamatorio?

– che i nomi da lui proferiti sono tutti riscontrabili nella lista Pecorelli;

– che non si trattava di «voci», sia pure autorevoli, bensì di «informazioni riservate» correnti fra i sommi vertici della Massoneria italiana.

Non ci risulta, poi, che nessuno dei prelati chiamati in causa sia intervenuto a querelare l’alto dignitario massonico nonostante la grande diffusione della notizia, pubblicata su un settimanale nazionale a larga tiratura. Le parole dell’ex Grande Oratore ci offrono lo spunto per un ennesimo riscontro in ordine all’attendibilità della lista Pecorelli: tra gli ecclesiastici menzionati dall’avvocato Benedetti figura infatti il famoso Padre gesuita Giovanni Caprile. Costui, che pure era stato per molti anni il campione dell’antimassonismo italiano, dopo il Concilio Vaticano II effettuò una virata di 180º gradi. Tale svolta fu così radicale da indurlo a entrare a far parte con don Vincenzo Miano, Padre Rosario Esposito, don Franco Molinari, professore alla Cattolica di Milano, e altri sacerdoti meno noti, di un gruppo preposto al dialogo Chiesa-Massoneria, che tenne contatti e pubblici incontri con i massimi dignitari italiani di quella sètta 41. Non solo: il Caprile arrivò al punto di scrivere, in collaborazione con un altro gesuita spagnolo, Padre José Antonio Ferrer Benimeli, un libro intitolato Massoneria e Chiesa cattolica ieri oggi e domani 42, in cui, sia pur citando un altro loro confratello, Padre Michel Riquet (1898-1993), si giungeva sino ad auspicare che fra Chiesa e Massoneria si pervenisse, da un iniziale «ecumenismo dei cuori» ad un «ecumenismo delle intelligenze e delle dottrine» 43, vale a dire, niente meno, che alla fusione, anche sul piano delle credenze, fra cristianesimo e Massoneria, fra Chiesa e «Antichiesa»! Un’ennesima verifica della lista di Pecorelli e di quella di Panorama che proponiamo al lettore è quella relativa al servita Padre Davide Maria Turoldo, morto il 6 febbraio 1992, esaltato dai suoi ammiratori come «profeta» e «poeta» dei nuovi tempi. Ebbene, è gioco-forza riconoscere che anche costui era un cattolico e un frate molto sui generis: convinto sostenitore del divorzio ai tempi del referendum promosso dai cattolici contro quell’istituto, nel 1971, nel santuario di Tirano, spezzò una corona del Rosario e la scaraventò fra i fedeli gridando: «Basta con queste superstizioni da Medio Evo»! Si ammetterà che da parte di un «servo di Maria» è un gesto piuttosto sconcertante. Ma di non diverso stampo era la sua «devozione» per Gesù Cristo: sul numero di Panorama, del 26 maggio 1988, infatti, scrivendo a proposito dell’esposizione dei crocifissi nei luoghi pubblici, egli ebbe a sostenere: «Ci sia o non ci sia appeso ai muri non cambia niente. Il crocifìsso non vale più niente per il mondo d’oggi; non dice più nulla a questa società […]. Oggi il Crocifisso in sé non rappresenta più nulla […]. Il Crocifisso per me è Oscar Romero ucciso, è il povero Luther King ucciso, sono i neri del Sud Africa, è Mandela in galera […]. Quelli sono i veri crocifissi»! Ci si domanda: c’è proprio tanto da stupirsi a trovare un frate di questo stampo in una o più liste massoniche? A noi, davvero non pare! L’ultimo, ma non certo in ordine di importanza, dei personaggi della lista di cui esaminiamo le posizioni è il Cardinale Jean Villot, per lunghi anni Segretario di Stato di Paolo VI, e poi fino alla morte, avvenuta il 9 marzo 1979, di Giovanni Paolo II.

don franco molinari padre josé antonio ferrer benimeli padre michel riquet
Don Franco Molinari Padre Ferrer Benimeli Padre Michel Riquet
padre davide maria turoldo cardinale jean villot cardinale achille liénart
Davide Maria Turoldo Cardinal Villot Cardinal Liénart

Questo porporato, visto il suo nome pubblicato sul mensile francese Lectures Françaises in una lista di ecclesiastici assertamente iscritti alla Massoneria, i cui nomi poi apparvero tutti nell’articolo del Pecorelli, eccezion fatta per quello del Cardinale Achille Liénart (1884-1973), scrisse al direttore della rivista una lettera del seguente tenore:

Il Cardinale Jean Villot

Segretario di Stato

saluta distintamente il Signor Direttore di Lectures Françaises. Avendo appreso recentemente che la rivista, nel suo numero di settembre del 1976, aveva menzionato il suo nome presentandolo come massone, il Cardinal Villot dichiara nella maniera più formale che non ha mai avuto in alcun momento della sua vita il minimo rapporto con la Massoneria né con alcuna altra società segreta. Aderisce pienamente alle condanne inflitte dai Sommi Pontefici.

Il Cardinal Villot prega il Direttore di Lectures Françaises di volergli inviare un esemplare del numero che pubblicherà questa smentita, e con anticipo lo ringrazia.

Vaticano, 31 ottobre 1976

Jean Cardinal Villot 44.

Dopo la sua morte, però, fra le sue cose fu trovato un libro intitolato Vie et perspectives de la franc-maçonnerie traditionnelle («Vita e prospettive della Massoneria Tradizionale»), di Jean Tourniac, Grande Oratore della Gran Loggia Nazionale di Francia. Sul frontespizio di detto libro figuravano due dediche manoscritte al medesimo Villot, una dello stesso autore, e l’altra del Gran Maestro della medesima Loggia.

cardinale jean villot e massoneria

Dediche al Cardinal Villot dell’Autore dell’opera Vie et perspectives de la franc-maçonnerie traditionnelle e del Gran Maestro della Gran Loggia Nazionale Francese sulla copia donatagli.

Di fronte a questo documento la «formale» assicurazione del porporato di non aver mai avuto «in alcun momento della sua vita il minimo rapporto con la Massoneria», appare, francamente, poco credibile. Del resto, le posizioni teologiche e ideali di Villot erano notoriamente quelle dei Cardinali Suenens, Poletti, Casaroli, del Vescovo Gottardi di Trento, ecc…, che figurano insieme con lui nella lista di Introibo, in quella di Panorama e in quella dell’Osservatore Politico.

CAPITOLO V
CHE CONCLUSIONI TRARRE SE LA LISTA È VERA
? IL GIUDIZIO DI PANORAMA.

MA VI ERANO ALTRI CARDINALI, PER PARLARE SOLO DI QUELLI,

ASSAI SOSPETTABILI ANCHE AL DI FUORI DELLA LISTA. LA DICHIARAZIONE

DI LICHTENAU. CARDINALI GRANDI ELETTORI;

«LOGGIA DI SAN PIETRO»; IL CARDINALE LIÉNART E IL VATICANO II.

LECUMENISMO CONCILIARE NEL GIUDIZIO DI UN 33º.

IL «GRANDE INIZIATO» OSWALD WIRTH E LA SUA RELIGIONE

La gravità delle implicazioni derivanti dalla conclusione che le liste di OP e di Panorama sono, per lo meno in rilevantissima parte, veridiche, non può sfuggire a nessuno. Invero lo stesso Panorama, proprio nel citato numero del 10 agosto 1976, nel commentare la sua lista, che pur definiva inattendibile e falsa, non esitava ad affermare: «Se lelenco fosse autentico, la Chiesa sarebbe in mano ai massoni. Paolo VI ne sarebbe addirittura circondato. Anzi, sarebbero stati loro a fargli da grandi elettori e poi a pilotarlo nelle più importanti decisioni prese durante questi tredici anni di pontificato. E, prima ancora, sarebbero stati loro a spingere il Concilio Vaticano II sulla strada delle riforme». Questa deduzione appare evidente sol che si consideri che la lista riporta i nomi di due Cardinali (Villot e Casaroli) che sono stati niente meno che Segretari di Stato della Santa Sede, e quello di un altro Cardinale (Poletti) che all’epoca era addirittura Cardinal Vicario di Roma e cioè il rappresentante di Paolo VI nel governo della Diocesi dei Papi. Più ancora allarma il fatto che vi siano fortissimi elementi per ritenere che i detti elenchi non fossero esaustivi. Ad esempio, esistono gravissimi indizi di affiliazione massonica sul Cardinale Franz Koenig (1905-2004), autorevole Arcivescovo di Vienna, che fu, col Cardinal Suenens e altri, uno dei principali promotori delle innovazioni conciliari. Il Koenig, infatti, che è stato il grande elettore di Giovanni Paolo II 45, viene indicato da Aldo Mola, storico ufficiale della Massoneria italiana, al condizionale ma, come egli stesso dice, sulla base delle informazioni di un «altissimo e ottimamente informato dignitario giustinianeo», come membro di una Loggia coperta romana, di cui facevano parte, Cesare Merzagora, Marcello Saccucci, Giuseppe Caradonna, Luigi Preti, Eugenio Cefis, Guido Carli, Enrico Cuccia, Michele Sindona, insieme con altri personaggi celebri e celeberrimi 46. Anche la rivista italiana Il Borghese, del 15 agosto 1976, parlò di una sua presunta affiliazione alla Massoneria. Un’ulteriore gravissima prova a carico di Koenig è data dal fatto che egli, insieme col Gran Maestro Delegato della Massoneria austriaca, Dottor Kurt Baresch, fu il promotore della commissione che approvò, in gran segreto, la «Dichiarazione» di Lichtenau, del 5 luglio 1970, messa per iscritto da Rolf Appel, membro del Senato delle Grandi Logge Riunite della Massoneria tedesca.

franz koenig e kurt baresch

Il Cardinale Franz Koenig (a sinistra), Arcivescovo di Vienna, a colloquio con Kurt Baresch (a destra), Gran Maestro Delegato della Massoneria austriaca.

Detta dichiarazione, elaborata e sottoscritta da una commissione mista massonico-cattolica, esordisce, incredibilmente, con una invocazione al Grande Architetto dell’Universo, e cioè al dio della Massoneria, e conclude auspicando la revoca di tutte le innumerevoli condanne emesse dalla Chiesa cattolica contro quella sètta nel corso dei secoli, e in particolare dei canoni del Codice di Diritto Canonico del 1917 che irrogano ai massoni la scomunica. Tale auspicio, giova ricordarlo, fu poi adempiuto da Giovanni Paolo II con la promulgazione del nuovo Codex Juris Canonici del 1983 47. Un altro nome di Cardinale che non figura nella lista Pecorelli è quello dell’oggi defunto Antonio Samorè (1905-1983), definito da 30 Giorni, del 4 aprile 1993 (pag. 51), «grande pioniere», insieme con Koenig,lupo travestito da agnello «del dialogo catto-massonico». Questo ecclesiastico viene indicato dal noto scrittore e giornalista piduista Pier Carpi – grande amico del Venerabile Licio Gelli – in un’intervista rilasciata all’Europeo, del 12 dicembre 1987, sotto il titolo «Nella Loggia di San Pietro», come membro attivo e influente della Loggia Ecclesia. Tale Loggia, a detta del Carpi, opererebbe in Vaticano alle dirette dipendenze del duca di Kent, Gran Maestro della Gran Loggia Madre d’Inghilterra. Essa viene definita da Gelli, nelle sue confidenze all’amico scrittore, come «potentissima» e sarebbe composta «solo (da) Cardinali e alti prelati» (pag. 53). Una notizia analoga ci giunge dal lontano Messico, riportata sulla rivista messicana cattolica progressista Proceso, del 12 ottobre 1992: il Commendatore del Supremo Consiglio della Massoneria messicana Carlos Vasquez Rangel, nel commentare la partenza per Roma del Gran Maestro della Massoneria di quel Paese, Enrique Olivares Santana, per assumervi la carica di ambasciatore presso la Santa Sede, così ebbe a dire: «Certamente troverà lì (in Vaticano) molti reazionari, ma anche molti Fratelli massoni: negli otto quartieri che formano il territorio del Vaticano funzionano quattro Logge massoniche. Alcuni degli alti funzionari del Vaticano sono massoni. Appartengono come noi al Rito Scozzese, ma in forma indipendente (e cioè sono collegati direttamente al duca di Kent, come afferma il Carpi). Anche nei Paesi dove la Chiesa non può operare, essi esplicano la loro attività segretamente, tramite le Logge». Tornando ai Cardinali in carica all’epoca della lista, ma non elencati dal Pecorelli, su cui nondimeno sussistono fondati sospetti di affiliazione e sicure prove di simpatie massoniche, citiamo Richard Cushing (1895-1970), Arcivescovo di Boston, che tenne in quella città, rispettivamente nel 1965 e nel 1966, due conferenze in Logge libero-muratorie 48, e partecipò unitamente ad altri presuli a «riunioni conviviali» 49 con esponenti della Massoneria; il Cardinale Avelar Brandào Vilela (1912-1986), Arcivescovo di Sào Salvador de Bahia, che il 26 dicembre 1975 arrivò addirittura a celebrare una messa di Natale per i membri della Loggia massonica Libertade della sua città, e i loro familiari (vedi fotografia sotto) 50, e il Cardinale Paulo Evaristo Arns, cui nel 1976 fu conferita «un’alta onorificenza massonica» 51.

cardinale avelar brandào vilela in una loggia massonica

Il cattivo pastore e i lupi. 1975: il Cardinale Avelar Brandào Vilela (al centro), Arcivescovo di San Salvador di Bahia, si reca nella Loggia brasiliana Libertade per ricevere dal Gran Maestro Florival Ferreira (a destra) il titolo di «Gran Benefattore» (della Massoneria?).

cardinale antonio samorè cardinale avelar brandào vilela cardinale paulo evaristo arns
Cardinal Samoré Cardinal Brandào Vilela Cardinal Arns
mons. richard cushing duca del kent cardinale terence james cooke
Mons. Richard Cushing Duca del Kent Cardinal Cooke

Sempre con riferimento all’ambiente americano, la rivista Renaissance traditionelle, al suo numero 27 del luglio 1976 (pag. 200), riferisce che la stampa massonica aveva annunciato con soddisfazione che il 28 marzo 1976 il Cardinale Terence James Cooke (1921-1983) aveva assistito a un grande banchetto cui erano intervenuti tremila massoni della Gran Loggia di New York e in quella occasione aveva preso la parola per deplorare «i passati malintesi» ed esprimere la speranza che i medesimi non avrebbero compromesso il «riavvicinamento fra Chiesa e Massoneria» 52. Un Cardinale il cui nome non figura nella lista di Pecorelli e in quella di Panorama, ma appare in quella, già citata, del periodico Introibo, del luglio 1976, è Achille Liénart, vescovo di Lilla. Il nome di questo prelato era già incluso in una lista di alti ecclesiastici massoni pubblicata dal settimanale italiano Il Borghese. Il Liénart sarebbe stato iniziato alla Massoneria a l'oecumenisme vu par un franc-maçon de tradition - yves marsaudonCambrai nel lontano 1912, e nel 1924 sarebbe stato elevato addirittura al 30° Grado del Rito Scozzese Antico e Accettato. Sul suo letto di morte, a detta della rivista francese Tradition-Information (nº 7, pag. 21), egli avrebbe esclamato: «Umanamente parlando, la Chiesa è perduta» 53. Ed è giocoforza riconoscere che, sapendo quel che pare sapesse sulle infiltrazioni massoniche nella Sposa di Cristo, «umanamente par-lando» aveva ottime ragioni per esprimersi a quel modo. Liénart è un personaggio particolarmente significativo e importante perché, oltre ad essere il presidente della Conferenza Episcopale di Francia 54 fu lui che, il 14 ottobre 1962, in occasione della prima seduta dei lavori del Concilio, diede inizio alla ribellione contro i programmi della Curia romana, respingendo i nomi da questa proposti per la composizione delle varie commissioni. In tal modo, pose le basi per la messa in discussione di tutti i lavori preparatori 55 per l’introduzione di quelle «novità» conciliari che nel giro di qualche lustro avrebbero profondamente modificato la liturgia e la stessa fisionomia e il concetto di Chiesa 56. Liénart fu poi uno dei capi di quel gruppo organizzato di padri conciliari del Nord Europa, di tendenze dichiaratamente liberali, che riuscì a prendere il timone del Concilio, pilotandolo verso lidi nuovi e inattesi. Tra gli esponenti più di spicco di tale gruppo figuravano il Cardinale Koenig e il Cardinal Suenens. Il nome di quest’ultimo si riscontra sia nell’elenco di Panorama che in quello di Pecorelli, ed è noto che egli fu in seguito il grande elettore di Paolo VI 57, il quale lo nominò immediatamente moderatore del Concilio a fianco del Cardinale GrégoirePierre Agagianian (1895-1971) 58. Tali essendo le condizioni della Chiesa ai tempi di Paolo VI e di Giovanni XXIII, non può stupire che il barone Yves Marsaudon, 33º Grado della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato, membro del Supremo Consiglio di Francia della Massoneria, nel suo libro, intitolato L’oecumenisme vu par un franc-maçon de Tradition («L’ecumenismo visto da un massone di tradizione»), e prefazionato da Charles Riandey, Sovrano Gran Commendatore di quel medesimo Supremo Consiglio, già nei primi mesi del 1964, e quindi molto prima della conclusione del Concilio Vaticano II e della redazione dei suoi documenti più rivoluzionari – le dichiarazioni conciliari Nostra Ætate e Dignitatis Humanæ – scrivesse parole che dovrebbero far riflettere ogni cattolico: «Essi (cioè i cattolici) – spiegava infatti il Marsaudon – non dovranno dimenticare che ogni strada (ossia ogni religione) conduce a Dio e mantenersi in questa coraggiosa nozione di libertà di pensiero, che – a tale proposito si può veramente parlare di rivoluzione partita dalle nostre logge massonichesi è estesa magnificamente sotto il Duomo di San Pietro» 59. E altrove, dopo avere esaltato «la rivoluzione voluta da Giovanni XXIII, la libertà di coscienza» 60, aggiunge: «Noi pensiamo che un massone degno di questo nome non possa che felicitarsi senza alcuna restrizione dei risultati irreversibili del Concilio» 61.

cardinale grégoire-pierre agagianian yves marsaudon giovanni XXIII
Cardinal Agagianian Yves Marsaudon Giovanni XXIII

In prefazione, del resto, aveva scritto: «Questo senso di universalismo che sta venendo alla luce a Roma è veramente la nostra (dei massoni) ragion d’essere. Di conseguenza, non possiamo ignorare il Concilio e le sue conseguenze» 62. Molto meno dovrebbe felicitarsene, a nostro avviso, un «cattolico degno di questo nome». Infatti, a pag. 82 del medesimo libro, apprendiamo che il barone Marsaudon, richiamandosi alla «teologia» evoluzionistica di Teilhard de Chardin (1881-1955) 63, si augura che il concetto di Dio che alla fine prevarrà sarà quello di «una congiunzione della scienza e della mistica in un accordo ormai possibile». In tale congiunzione il punto Omega teilhardiano (e cioè Dio), «coinciderà finalmente con l’infinito matematico», nel contesto di un «relativismo metafisico», posto «ad un livello talmente lontano dai dogmi da non avere più nulla di assoluto» 64. Ma più ancora dovrebbe allarmare il fatto che il barone Marsaudon, come prefaziona l’editore al suo libro, fosse discepolo di quel «Grande Iniziato che fu Oswald Wirth» 65, noto cultore di magia e satanista, come risulta, ad esempio, dal suo libro I Tarocchi, dove si incontrano frasi come le seguenti: «Il diavolo è il grande agente magico grazie ai quale si compiono i miracoli» 66: oppure: «Senza ardore diabolico noi rimaniamo freddi e impotenti: dobbiamo avere il diavolo in corpo 67 per influenzare gli altri e per agire in questo modo al di fuori di noi stessi» 68; o ancora: «Sulla terra nessuno può regnare se non fà alleanza col Principe di questo Mondo» 69. Da notare che il Wirth auspicava anch’egli, come il suo discepolo Marsaudon, e come tutta la Massoneria, «l’unità religiosa dell’umanità fondata sull’esoterismo comune a tutte le religioni» 70, e cioè sulla fusione ecumenica di tutte le religioni indistintamente. Tale fusione si realizzerà grazie «alla rivolta luciferina contro i dogmi regnanti» 71 e la nuova fede sincretistica sarà posta sotto la presidenza di un «papa» di nuovo genere. Trionferà finalmente in tal modo quello che il Wirth chiama il vero «cattolicesimo integrale» e quel papa sarà «il Sommo Pontefice di tutta l’umanità credente» 72.

CAPITOLO VI
GIOVANNI XXIII
, PAOLO VI E GIOVANNI PAOLO II E IL LORO

ATTEGGIAMENTO VERSO LA MASSONERIA:

DALLA SCOMUNICA ALLE «GRANDI CONCORDANZE»

Il tema della nostra indagine si ferma qui; alla lista di Mino Pecorelli considerata punto di arrivo di tutta una serie di liste pubblicate da altri periodici, e probabilmente riproduzione fedele di quella che già circolava in Vaticano da almeno due anni. D’altro canto, non è certo cosa di tutti i giorni che una benemerita «talpa» riesca a infiltrarsi negli archivi del Grand’Oriente e a sottrarne i documenti più riservati. Vanno comunque tenuti presenti i limiti della lista, derivanti dal fatto che, se esatta è la fonte indicata di 30 Giorni, i nominativi pubblicati da OP sono solo quelli – e forse neppur tutti – esistenti presso la sede del Grand’Oriente d’Italia, con esclusione quindi di quelli di altre Logge straniere o più riservate. Al capitolo V, ci siamo sforzati di dimostrare le ragioni per cui vi èvaticano e massoneria motivo di ritenere che la lista Pecorelli sia largamente incompleta. Così delineati i limiti del nostro lavoro, comprendiamo tuttavia perfettamente, e condividiamo, l’interrogativo che inevitabilmente si affaccerà alla mente dei nostri lettori, e cioè: se tale era la situazione del 1978, anzi del 1976, quale sarà quella di oggi? Altri nomi di prelati sono stati indicati dalla stampa, in questi anni, come sospetti di appartenenza alla Massoneria, o quanto meno di collusioni con la medesima. Si parla anzi di un’altra lista di ventotto ecclesiastici massoni, recentemente venuta in possesso della magistratura nel corso delle indagini del giudice Cordova su vicende criminose in cui la Massoneria risulta largamente coinvolta 73. Senza affrontare quelle nuove accuse, ci limitiamo ad osservare che tra i nomi della lista Pecorelli figurava anche quello del Cardinale Sebastiano Baggio 74. Orbene, quel porporato era Prefetto della Congregazione dei Vescovi, e quindi preposto alla nomina dei nuovi Vescovi, e tale fu lasciato, nonostante l’accusa pendente sul suo capo, ancora per lunghi anni. È logico inferirne che, se esatte sono le accuse risultanti anche da Panorama, da Introibo, da Lectures Françaises, e dal comunicato dell’agenzia Euroitalia, egli abbia inondato le diocesi del mondo intero di iscritti alle Logge e che la situazione, lungi dal migliorare, sia di gran lunga peggiorata. D’altronde, è caratteristico dei poteri occulti, e quindi incontrollati, estendere sempre più le proprie radici fino ad invadere per intero a somiglianza di un tumore maligno, il corpo aggredito. Il Cardinal Siri, del resto, che, come abbiamo visto, della questione si era largamente occupato, nel febbraio 1988 espresse a due giornalisti di 30 Giorni il timore che la sètta potesse arrivare a manipolare i Conclavi, e quindi ad eleggere un proprio «papa» 75. Giova comunque notare, anche se questo è un argomento che esula dal nostro esame, cui quindi accenniamo solo marginalmente, che l’atteggiamento di Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II nei confronti della Massoneria è purtroppo radicalmente diverso da quello di tutti coloro che li hanno preceduti sul Soglio di Pietro. Il 25 settembre 1964 appariva sul giornale francese Juvénal un’intervista rilasciata dal già citato barone Yves Marsaudon, ministro del Supremo Consiglio di Francia della Massoneria di Rito Scozzese, a Jean André Faucher che il Padre paolino Rosario Esposito riproduce nel suo libro intitolato Le Grandi Concordanze tra Chiesa e Massoneria 76. Ne riproduciamo qui le parti salienti:

– Jean André Faucher: «Lei ha conosciuto bene Papa Giovanni»?

– Yves Marsaudon: «Ero molto legato a Mons. Roncalli, Nunzio Apostolico a Parigi. Mi ha ricevuto più volte alla Nunziatura, e in diverse occasioni egli è venuto nel mio domicilio di Bellevue nella Seine-et-Oise. Quando sono stato nominato ministro dell’Ordine di Malta ho manifestato al Nunzio le mie perplessità a causa della mia appartenenza massonica. Mons. Roncalli mi ha confermato formalmente di restare in Massoneria».

– Jean André Faucher: «L’ha riveduto dopo la sua elevazione alla tiara»?

– Yves Marsaudon: «Sì, mi ha ricevuto a Castel Gandolfo nella mia qualità di Ministro emerito dell’Ordine di Malta e mi ha dato la sua benedizione rinnovandomi il suo incoraggiamento per un’opera di riavvicinamento tra le Chiese, come pure tra la Chiesa e la Massoneria di Tradizione».

Date tali premesse, non stupisce che lo stesso Marsaudon abbia premesso al citato suo libro L’oecumenisme vu par un franc-maçon de Tradition la seguente dedica: «Alla memoria di Angelo Roncalli/ Prete/ Arcivescovo di Mesembria/ Nunzio Apostolico a Parigi/ Cardinale della Chiesa Romana/ Patriarca di Venezia/ PAapa/ sotto il nome di Giovanni XXIII/ che si è degnato di accordarci/ la Sua Benedizione/ la Sua Comprensione/ e la Sua Protezione/ Al Padre dei Poveri/ Al Papa della Pace/ Al Padre di tutti i Cristiani/ All’Amico di tutti gli Uomini/ al suo Augusto continuatore/ Sua Santità il Papa/ Paolo VI». Più recentemente, il Gran Maestro della Massoneria italiana, Virgilio Gaito, in ben due occasioni si è espresso in merito ai rapporti tra la Massoneria e Giovanni XXIII: la prima volta in un’intervista a Fabio Andriola apparsa su L’Italia Settimanale, del 26 gennaio 1994, e la seconda in un’intervista a Giovanni Cubeddu apparsa su 30 Giorni, del febbraio 1994. Riportiamo nell’ordine i testi delle due interviste nella parte che qui importa:

Italia Settimanale: «Sì dice che Giovanni XXIII sia stato iniziato alla Massoneria quando era nunzio a Parigi. Riferisco quello che mi è stato detto. Del resto, nei suoi messaggi ho colto molti aspetti che sono proprio massonici».

30 Giorni: «Papa Giovanni XXIII, del resto, pare che sia stato iniziato a Parigi ed abbia partecipato ai lavori delle Officine ad Istanbul. Quando poi ho ascoltato le gerarchie ecclesiastiche parlare nelle omelie dell’uomo come centro dellUniverso mi sono commosso fino alle lacrime».

Di fronte a dichiarazioni così autorevoli e pubbliche ci lascia gravemente perplessi il fatto che, a quanto almeno ci risulta, il Vaticano non abbia ritenuto di dovere intervenire con vigorose e documentate smentite 77. Quanto a Paolo VI, la sua posizione nei confronti della Massoneria è stata, se possibile, ancor più favorevole di quella del suo predecessore. L’autorevole Padre paolino Rosario Esposito, professore in diverse Università Pontificie, grande fautore dell’accordo Chiesa-Massoneria, riferisce infatti che egli «seguiva e incoraggiava» 78 i pubblici incontri che, in spirito di ecumenica fratellanza, ebbero luogo nel periodo 1969-1977, fra esponenti della Chiesa e altissimi dignitari della sètta libero-muratoria. Di tali incontri l’Esposito parla con cognizione di causa perché ne fu protagonista con Don Miano, segretario del Segretariato per i non credenti, con il Vescovo Alberto Ablondi (1924-2010), presidente della Commissione Episcopale per l’Ecumenismo, (il cui nome, guarda caso, apre la lista Pecorelli e quella di Panorama) e con l’autorevole Padre Caprile di Civiltà Cattolica. Da parte massonica era quasi sempre presente il Gran Maestro Giordano Gamberini († 2003), poi clamorosamente coinvolto nella vicenda P2, affiancato di volta in volta da altri esponenti del Grand’Oriente d’Italia e, in un caso, da un rappresentante della Gran Loggia Nazionale di Francia 79.

virgilio gaito mons. alberto ablondi giordano gamberini
Virgilio Gaito Mons. Ablondi Giordano Gamberini

Da notare che l’Esposito, in un’intervista al periodico massonico Corriere Partenopeo, si è professato «massone fino al profondo dello spirito» aggiungendo: «Talmente solidale con loro, condivido tutto: le Costituzioni, i Landmarks, gli Antichi Doveri: sono totalmente con loro» 80. E sempre il medesimo Padre Esposito a scrivere su La Rivista Massonica del luglio 1978: «Il domenicano P. Felix Morlion, molto noto come fondatore della Università internazionale “Pro Deo” […] mi confidava un giorno di avere parlato con l’allora Mons. G. B. Montini dei rapporti disastrosi esistenti fra la Chiesa e la Massoneria. Il Montini gli disse: “Non passerà una generazione e tra le due società la pace sarà fatta”» 81. II religioso paolino commenta osservando che più che di una «previsione» sarebbe il caso di parlare di una «decisione», che poi il Monsignore lombardo, divenuto Paolo VI, attuò nei termini temporali preannunciati 82. Del resto, parlando dei rapporti fra Montini e la Massoneria non si può dimenticare che non solo il suo grande elettore fu il Cardinale Suenens, il cui nome figura sulla lista di OP e di Panorama, ma anche che la sua nomina fu preceduta, propiziata e probabilmente decisa in una specie di «preconclave» tenutosi nella villa di Grottaferrata di droit humain - triangolo massonicoUmberto Ortolani (1913-2002), membro famoso della P2 e indicato da taluni come il vero cervello della Loggia massonica di Licio Gelli 83. L’atteggiamento di favore di Paolo VI nei confronti della Massoneria si manifestò anche nella fiducia accordata al famigerato finanziere, pure piduista, Michele Sindona, poi condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio Ambrosoli e suo amico fin dai tempi in cui era Cardinale a Milano 84. A lui, infatti, tramite il Cardinale Guerri, egli diede l’incarico di liquidare buona parte del patrimonio immobiliare della Santa Sede 85. Sempre a proposito del Montini, non possiamo esimerci dal citare un altro atto, ben più univoco e significativo. Intendiamo riferirci al ricevimento ufficiale, in pubblica udienza, di una rappresentanza dell’alta Massoneria ebraica, denominata B’nai B’rith, che ebbe luogo il 3 giugno 1971, e fu reso noto al mondo intero attraverso le pagine dell’Osservatore Romano 86. Non per nulla, alla morte di Montini la Rivista Massonica, del luglio 1978, uscì con un articolo dell’ex Gran Maestro della Massoneria italiana Giordano Gamberini dal contenuto fortemente apologetico, in cui si legge fra l’altro: «Per noi è la morte di chi ha fatto cadere la condanna di Clemente XII e dei suoi successori. Ossia è la prima volta che muore il capo della più grande religione occidentale, non in stato di ostilità coi massoni. E per la prima volta nella storia i massoni possono rendere omaggio al tumulo di un Papa senza ambiguità né contraddizioni» 87. Venendo, infine, a Giovanni Paolo II, le sue manifestazioni di benevolenza e di apprezzamento nei confronti della sètta libero-muratoria sono state anch’esse purtroppo assai esplicite . Egli, invero, ha ricevuto delegazioni delle Logge del B’nai B’rith per ben tre volte: la prima il 22 marzo 1984, la seconda il 19 aprile 1985 e la terza il 6 dicembre 1990. Nel corso della prima udienza indirizzò ai delegati parole di caloroso benvenuto chiamandoli «cari amici» e proseguendo: «Sono molto felice di accogliervi in Vaticano. Voi siete un gruppo di dirigenti nazionali e internazionali dell’Associazione ebraica ben conosciuta la cui sede è negli Stati Uniti, ma la cui attività si estende in numerosi paesi, compresa Roma, ed è appunto la Lega del B’nai B’rith contro la Diffamazione […]. Il versetto di apertura del Salmo 113 viene a proposito: “Come è bello e dolce abitare tutti assieme come fratelli”» 88. La seconda udienza fu molto più significativa della precedente perché ebbe luogo in occasione delle celebrazioni del ventesimo anniversario di uno dei più importanti documenti del Concilio Vaticano II, la Dichiarazione Nostra Ætate, sulla cui origine e sul cui contenuto la Massoneria del B’nai B’rith aveva influito in maniera determinante, attraverso negoziazioni col Cardinale Augustin Bea (1881-1968), come fu reso noto in un sensazionale articolo apparso il 25 gennaio 1966 sulla rivista americana Look 89.

padre felix morlion umberto ortolani cardinale augustin bea
Padre Felix Morlion Umberto Ortolani Cardinal Bea

Di quelle celebrazioni commemorative romane il B’nai B’rith fu uno degli istituti promotori insieme con la Facoltà Teologica della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino e altre organizzazioni cattoliche 90. In tal modo quella Massoneria apponeva, anche di fronte al mondo intero, la propria firma sotto il documento conciliare e il ricevimento in quella occasione da parte di Giovanni Paolo II, convalidava e confermava quella rivendicata paternità. Anche l’udienza del 1990, infine, fu correlata, non a caso, a un anniversario, il 25°, della Nostra Ætate. Questa partecipazione del B’nai B’rith al Concilio Vaticano II come forza determinante e ispiratrice di almeno uno dei documenti fondamentali di quell’assise non può non sconcertare. Ciò tanto più ove si consideri che detta organizzazione è da anni al centro di aspre polemiche a causa di contatti, attraverso suoi esponenti di spicco, col traffico degli stupefacenti e con la malavita americana 91, nonché per il favore e il sostegno da essa accordato a Playboy, la più famosa rivista pornografica del mondo, impegnata anche nel campo della diffusione della «cultura della droga» 92. Il B’nai B’rith, infine, si è segnalato per la lotta senza quartiere che conduce negli USA allo scopo di cancellare dalle istituzioni di quel Paese ogni traccia di cristianesimo 93.

Il 22 marzo 1984, Giovanni Paolo II ha concesso un’udienza in Vaticno ad una delegazione della Massoneria esclusivamente ebraica del B’nai B’rith.

Ciò premesso non può poi ragionevolmente considerarsi casuale il fatto che Giovanni Paolo II abbia scelto come proprio «Teologo di Palazzo» il domenicano Georges Cottier, autore di un saggio intitolato Regards catholiques sur la Franc-Maçonnerie («Uno sguardo cattolico sulla Massoneria»), apparso sui numeri 4 e 5 del 1987 della rivista Nova et Vetera, e anche sui numeri 2 e 3 del medesimo anno della rivista del Segretariato per i non credenti Athéisme et Dialogue. In quello scritto, il Cottier auspica «dialogo e collaborazione» tra Chiesa e Massoneria non solo nel campo dei grandi compiti che si impongono all’umanità tutta intera come «la sopravvivenza della specie» e quella «della cultura», i «problemi della pace e della guerra», e via discorrendo, ma anche «sui valori etici» e «sul piano strettamente dottrinale» nei quali, evidentemente, ritiene che la Chiesa abbia qualcosa da imparare dalla Massoneria cui deve associarsi nella comune «ricerca della verità». L’affermazione, lo si ammetterà, è piuttosto strana da parte di un esponente di una Istituzione che si afferma di origine divina, arca della verità rivelata e della salvezza, e che ora, invece, riconosce di dovere andare a scuola da un’altra istituzione, o almeno di dovere, con essa, mettersi alla ricerca di una verità evidentemente ancora ignota. Tanto più strana ove si consideri che, giova ripeterlo, la nuova compagna di strada è stata in passato, nell’arco di 245 anni, anatemizzata dalla Gerarchia ecclesiastica circa 590 volte 94. Eppure tanta è la fiducia che Giovanni Paolo II attribuisce a Cottier che lo ha nominato presidente della Commissione Teologica 95 che dovrebbe preparare quel Giubileo del Terzo millennio che sembra costituire l’obiettivo massimo del suo lungo governo. Del resto, come già accennato, Karol Wojtyla è colui che, accogliendo i voti della Massoneria mondiale, ha promulgato nel 1983 il nuovo Codice di Diritto Canonico che, dopo due secoli e mezzo, cancella la scomunica contro gli aderenti della Massoneria. In questo contesto non può stupire che nell’ultimo Concistoro egli abbia elevato al cardinalato due personaggi che figurano nella lista Pecorelli, e precisamente Fiorenzo Angelini, indicato come iscritto alla sètta fin dal lontano 14 ottobre 1957 96, e Virgilio Noè, che viene dato come affiliato il 3 aprile 1961 97. D’altronde, si è già visto che il «grande elettore» di Giovanni Paolo II è stato quel Cardinal Koenig i cui strettissimi legami con la Massoneria sono stati da noi illustrati e che lo storico della sètta, Aldo Mola, indica come probabilissimo adepto di una riservatissima e assai potente Loggia romana. Né si può trascurare il fatto che Giovanni Paolo II risulta essere membro del Rotary Club, un’associazione non segreta, ma di incontestabile impronta massonica, fondata il 23 febbraio 1905 dall’avvocato massone Paul Harris (1868-1947) di Chicago e da altri tre colleghi, massoni come lui 98.

cardinale georges cottier cardinale virgilio noè rivista rotary marzo 2000

Da sinistra, il Cardinale Georges Cottier, il Cardinale Virgilio Noè, e infine la copertina della rivista ufficiale Rotary (marzo 200, nº3), che ricorda l’udienza concessa da Giovanni Paolo II a 16.000 rotariani in occasione del Giubileo.

La notizia è apparsa sulla rivista ufficiale del Rotary italiano del 9 settembre 1986, in una lettera intitolata «Una precisazione sull’articolo: “La Massoneria va a Canossa?”», riprodotta poi sulla rivista della Massoneria italiana Hiram del novembre-dicembre del medesimo anno, a firma di Lamberto Mosci, Governatore del 203° distretto rotariano. In essa, l’Autore, prendendo lo spunto da una riunione dei Rotary torinesi cui intervenne l’allora Gran Maestro della Massoneria italiana, Armando Corona (1921-2009), dopo aver esaltato i «valori spirituali comuni alla Massoneria e ai Rotary Clubs», fà presente che ormai la scomunica nei confronti della prima è caduta e insieme con essa anche i divieti canonici nei confronti dei secondi. A sostegno del suo assunto afferma, né ci risulta che questa autorevole e pubblica affermazione sia mai stata smentita, che «lo stesso Pontefice Giovanni Paolo II è un Paul Harris Fellow», vale a dire un rotariano. Non per nulla, infatti, Wojtyla ha reiteratamente ricevuto in Vaticano delegazioni del Rotary lodando i principi ispiratori di quell’associazione 99. Il fatto tanto più sconcerta in quanto la Rotary Foundation appoggia la diffusione del Notiziario della Buona Volontà Mondiale, organo neopagano e neognostico del Lucis Trust, già Lucifer Trust 100. Anche alla luce di questi fatti, va analizzata un’asserzione del più volte citato Padre Rosario Esposito che, nel suo libro intitolato Le grandi concordanze fra Chiesa e Massoneria parla non pure, come già fece a suo tempo Mons. Montini, di una «pace» fra le due istituzioni, ma addirittura di una identità 101 di idee e di programmi fra la gerarchia ecclesiastica postconciliare e la sètta libero-muratoria. Perché mai quell’autorevole e ben noto religioso non solo non è stato scomunicato per queste sue tesi, ma neanche, almeno che ci risulti, richiamato o solennemente smentito? Egli è tanto sicuro di quanto sostiene che, nel ribadire il suo impegno per una stretta collaborazione fra Chiesa e Massoneria, e i suoi panegirici nei confronti di quest’ultima, sul n° 2 di Vita Pastorale del 1993, rispondendo a un sacerdote che gli rimproverava il suo conclamato fìlo-massonismo, poteva tranquillamente scrivere: «Più volte ho chiarito che intendo portare avanti questo dialogo (quello, cioè, fra Chiesa e Massoneria) nello spirito della Chiesa […]. Ogniqualvolta se n’è presentata l’occasione, ho detto che sono e intendo rimanere figlio umile e devoto della Santa Chiesa, aderendo incondizionatamente alla sua dottrina su questo argomento senza ec-cezioni e restrizioni. Lo ripeto anche ora. è proprio in questo spirito che seguendo l’insegnamento dei Sommi Pontefici (evidentemente di quelli «conciliari», non certo dei precedenti; N.d.A.), del Concilio e di tanti compagni di viaggio proseguo il dialogo con la Massoneria».

san michele arcangelo

Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiæ Cælestis, satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude. Amen.

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro le insidie e la malvagità del demonio, sii nostro aiuto. Te lo chiediamo supplici che il Signore lo comandi. E tu, principe della milizia celeste, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione della anime. Amen.

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NOTE

1 EILES, Roma 1996. Scritto reperibile alla pagina web

http://www.vho.org/aaargh/fran/livres8/massoneriaechiesa.pdf

2 Edizioni La Civiltà Cattolica, 1958, pag. 18.

3 Il grassetto è dell’Autore.

4 Athesia Ed., 1982.

5 Cfr. H. Reinalter, Geheimbunde in Tyrol, pagg. 230-231

6 Ibid., pag. 230.

7 Ed. Bastogi, Foggia 1987.

8 Cfr. Vademecum del Libero Muratore Apprendista, pagg.45 e 46. Il grassetto è nostro.

9 Cfr. Todisco, «Le quattro Massonerie», in Il Mondo, del 18 febbraio 1950.

10 Il Venerabile, Gribaudo e Zarotti Ed., 1993, pag. 361.

11 Bompiani, 1992.

12 Esistono bensì liste di sacerdoti e prelati massoni assai abbondanti, fornite a un noto sacerdote antimassone dall’ex Gran Maestro della Massoneria G. Gamberini, ma tali liste hanno scarso interesse riferendosi a personaggi quasi tutti del tardo Settecento primi Ottocento, per lo più dimenticati.

13 Vedi 30 Giorni, dell’11 novembre 1992, pag. 30 e ss.

14 Ibid., pag. 32. 30 Giorni nella Chiesa e nel mondo è un’autorevole e qualificata rivista cattolica con edizioni, oltreché in italiano, in tedesco, inglese, francese, spagnolo e portoghese e distribuzione in Europa e nelle due Americhe. Ultimamente determinando un nuovo indirizzo, ne è diventato direttore l’ex Presidente del Consiglio Giulio Andreotti.

15 Ibid., pagg. 34 e 35.

16 Vedi anche Il Sabato, del 10 agosto 1991, pag. 21 e ss.

17 Il grassetto è nostro.

18 Cfr. 30 Giorni, del 9 settembre 1993, pagg. 44-45.

19 Cfr. 30 Giorni, dell’11 novembre 1992, pag. 31 in fondo e 32.

20 Cfr. 30 Giorni, del 6 giugno 1992, pagg. 49 e 51.

21 Cfr. N. Tosches, Il Mistero Sindona, Sugar Ed., 1986, pag. 138.

22 Ibid., pag. 282.

23 Numero di matricola 14/005, nome di Loggia ricavato, more massonico, dalle lettere iniziali del cognome e del nome: ANFI.

24 Cfr. R. Valnève, Teilhard l’apostata, 1971, pag. 52.

25 Cfr. Il Corriere della Sera, del 15 gennaio 1994, sotto il titolo «E così Di Pietro si è mangiato un altro alfiere».

26 Cfr. Il Corriere della Sera, del 10 gennaio 1994, pag. 5, sotto il titolo «Così fu benedetta l’operazione CCT».

27 Matricola 321/02, nome di Loggia «Dondebo» (DONato DE BOnis).

28 Cfr. La Stampa, del 10 gennaio 1994, sotto il titolo «Di Pietro indaga sul monsignore dello IOR».

29 Cfr. P. R. Esposito, Le Grandi Concordanze tra Chiesa e Massoneria, pag. 210.

30 Ibid., pagg. 210 e 211.

31 Ed. Cultura della Pace, San Domenico di Fiesole, 1990.

32 Cfr. P. E. Balducci, L’Uomo Planetario, pag. 178.

33 Ibid., pag. 182.

34 Ossia la cristianità. Si noti quel «costruito» che postula l’idea della religione come creazione dell’uomo.

35 Cfr. P. E. Balducci, op. cit., pag. 173.

36 Ibid., pag. 167.

37 Cfr. Al di là del bene e del male, aforisma nº 129.

38 Cfr. Y. Moncomble, Les professionels de l’antiracisme («I professionisti dell’antirazzismo»), Yann Moncomble, Parigi 1987, pag. 277.

39 Nel suo Storia della Massoneria in Italia dalle origini alla Rivoluzione Francese (Nuova Italia Ed., 1975, pag. 156), Carlo Francovich, che appartiene alla ristretta schiera degli storiografi ufficiali della Massoneria, riferisce che già in un rapporto della polizia asburgica del 3 agosto 1756, che sintetizzava un programma massonico andato perduto intitolato Istruzione italiana, si diceva chiaro e tondo che l’obiettivo perseguito dalla Massoneria era sin da allora quello di «estinguere tutti i principati e ridurre il mondo a una Repubblica Universale».

40 Marcinkus era vescovo, ma non Cardinale e Padre Caprile, gesuita, era autorevolissimo redattore, ma non direttore di Civiltà Cattolica.

41 Cfr. P. R. Esposito, op. cit., pag. 27.

42 Ed. Paoline, 1979.

43 Cfr. P. R. Esposito, op. cit., pag. 178.

44 Cfr. G. Virebeau, Prelats et Francs-Maçons, Publications Henry Coston, Parigi 1978, pagg. 13-14. Il grassetto non è nostro.

45 Cfr. 30 Giorni nella Chiesa e nel mondo, del 12 dicembre 1993, pag. 53; e del 10 dicembre 1992, pag. 10.

46 Cfr. A. Mola, Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, Bompiani Ed., 1992, pag. 744.

47 Sulla parte avuta da Koenig nella dichiarazione di Lichtenau, poi propalata, contro gli accordi, dall’alto dignitario massonico Raolf Appel e dal teologo Herbert Vorgrimler nel 1975, vedi M. Adler, Die Freimaurer und der Vatikan, Claus P. Clausen Verlag, Lippstadt, 1985, pagg. 123 e ss. Il testo della dichiarazione trovasi anche in J. A. Ferrer, G. Caprile, Massoneria e Chiesa cattolica, Pia Società San Paolo 1979, pagg. 191-194.

48 La citazione è tratta dal quindicinale Sì sì no no, del 30 novembre 1992, pag. 7.

49 Cfr. J. Ferrér-Benimeli, G. Caprile, Massoneria e Chiesa cattolica, pag. 116.

50 Cfr. P. R. Esposito, op. cit., pag., pag. 36.

51 Cfr. J. Ferrér-Benimeli, G. Caprile, op. cit., pag. 148.

52 Cfr. G. Virebeau, op. cit., pag. 127.

53 Cfr. Introibo, luglio 1976, pag. 2; G. Virebeau, op. cit., pag. 12.

54 Cfr. R. Wiltgen, Le Rhin se jette dans le Tibre («Il Reno si getta nel Tevere»), Éditions du Cèdre, 1973, pag. 16.

55 Vedasi a riguardo P. Hebblethwaite, Giovanni XXIII, il Papa del Concilio, Rusconi Ed., 1989, pag. 618.

56 Oggi la Chiesa viene presentata non più come l’arca di salvezza fra gli errori del mondo e l’unica vera fede fra le molte false, ma come una via di trascendenza, un po’ migliore delle tante.

57 Cfr. 30 Giorni, del 7 luglio 1992, pag. 45.

58 Ibid.

59 Cfr. Y. Marsaudon, L’oecuménisme vu par un franc-maçon de Tradition, éditions Vitiano, Parigi, 1° trimestre 1964, pag. 121.

60 Il grassetto è testuale.

61 Cfr. Y. Marsaudon, op. cit., pag. 120.

62 Ibid., pag. 25.

63 Teologia che specialmente attraverso Padre De Lubac, nominato poi Cardinale da Giovanni Paolo II per i suoi «meriti» dottrinali e conciliari, ebbe grande influenza sul Vaticano II.

64 Cfr. Y. Marsaudon, op. cit., pag. 82.

65 Ibid., pag. 20.

66 Cfr. O. Wirth, I Tarocchi, Ed. Mediterranee, Roma 1990, pag. 209.

67 Il grassetto è testuale.

68 Cfr. O. Wirth, op. cit., pag. 212.

69 Ibid., pag. 213.

70 Ibid., pag. 250.

71 Ibid., pag. 229.

72 Ibid., cap. V, «Il Papa», pag. 150.

73 Cfr. 30 Giorni, del 9 settembre 1993. pag. 29, sotto il titolo «Massoneria, Cordova bussa in Vaticano».

74 Nome di Loggia SEBA, matricola 85/2640, data di iscrizione 14 agosto 1957.

75 Cfr. Il Sabato, del 30 marzo 1981, nel contesto dell’articolo «L’Ombra della Loggia» in uno stelloncino a pag. 25 intitolato «Ci sono eccome…Un dialogo con Siri».

76 Nardini Ed, 1987, pag. 391.

77 Tra gli altri documenti su Giovanni XXIII e i suoi rapporti con la Massoneria richiamiamo qui brevemente la sconcertante testimonianza di Franco Bellegrandi, già Cameriere di spada e Cappa di Sua Santità, incaricato di Storia moderna all’Università di Innsbruck, giornalista e scrittore, nel suo libro Nichitaroncalli, International EILES Ed., Roma, pagg. 59-62 e 175-179.

78 Cfr. P. R. Esposito, op. cit., pag. 420.

79 Cfr. J. Ferrér-Benimeli, G. Caprile, op. cit., pagg. 125-127.

80 Cfr. Corriere Partenopeo, anno XIII, nº 5, luglio 1991.

81 Cfr. J. Ferrér-Benimeli, G. Caprile, op. cit., pag. 91.

82 Ibid.

83 Cfr. 30 Giorni, del 3 settembre 1993, l’articolo di Andrea Tornielli intitolato «Gli amici di Sua Eminenza», pag. 37; sottotitolo «Conclave in Villa». Parlando di quella riunione nel suo libro A ogni morte di Papa, l’on. Giulio Andreotti riferisce che uno degli intervenuti gli disse «fra il serio e il faceto che c’era già la maggioranza canonica». Su questa riunione confronta anche Il Papa non eletto, del famoso vaticanista Benny Lai, Laterza Ed. 1993, pag. 202.

84 Cfr. N. Tosches, op. cit., pagg. 62-63, 71-73.

85 Ibid., pagg. 138-141.

86 Cfr. D. Leroux, Pietro mi ami tu?, Ed. Gotica, Ferrara 1989, pag. 93.

87 Cfr. J. Ferrér-Benimeli, G. Caprile, op. cit., pag. 91.. Anche in occasione della morte di Giovanni XXIII, il Gamberini aveva rilasciato all’agenzia Pantheon un altro elogio funebre altamente significativo: «Scompare un uomo che si prometteva di colmare […] l’abisso scavato dalla Chiesa prima di lui fra sé medesima e la società moderna. E la sua morte è un gran male per tutti». Anche per quanto riguarda la sconcertante personalità di Paolo VI, rimandiamo il lettore ai vivaci, interessantissimi, ricordi di Franco Bellegrandi contenuti nel suo citato libro Nichitaroncalli.

88 Cfr. Documentation Catholique, nº 1874, pag. 509; cit. in D. Leroux, op. cit., pag. 95.

89 Vedasi al riguardo lo scritto di Léon de Poncins nel libro Infiltrations ennemies dans l’église, Documents et temoignages, Ed. Henry Coston, Parigi 1970, pag. 79 e ss.

90 Vedi l’edizione settimanale dell’Osservatore Romano, del 25 aprile 1985, pag. 12. La fotografia del ricevimento venne pubblicata sulla edizione settimanale dell’Osservatore Romano, del 10 maggio 1985, a pag. 7.

91 Vedasi al riguardo il quaderno della Executive Intelligence Review intitolato The Ugly Truth about A.D.L. («La brutta verità sull’A.D.L.»), Washington 1992, nonché il volume della stessa editrice Dope Inc, specialmente alle pagg. 502 e ss., 603 e ss. L’A.D.L. è il braccio operativo del B’nai B’rith.

92 Cfr. Y. Moncomble, Le pouvoir de la drogue dans la politique mondiale («Il potere della droga e la politica mondiale»), Parigi 1990, pag. 95 e ss., e in particolare pag. 99.

93 Cfr. E. Ratier, Mystères et secrets du B’nai B’rith («Misteri e segreti del B’nai B’rith»), Facta Ed., Parigi 1993, pag. 105 e ss.

94 Tante sono le condanne contate da Padre Esposito, che riporta i dati di questa sua ricerca su Jesus, dell’ottobre 1988.

95 Cfr. 30 Giorni, del 4 aprile 1995, pag. 33.

96 Sigla di Loggia ANFI, matricola 14/005.

97 Sigla di Loggia VINO, matricola 43652/21.

98 Cfr. P. R. Esposito, op. cit., pag. 335. In quel volume, al capitolo IX, Padre Esposito sottolinea la matrice e l’ispirazione massoniche del Rotary.

99 Ibid., pagg. 348 e 349.

100 Vedasi il supplemento al nº 1 del 1995 del detto Notiziario della Buona Volontà Mondiale.

101 Cfr. P. R. Esposito, op. cit., pag. 197.

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Padre Amorth conferma …


Padre Amorth conferma l’anticipazione di ‘Petrus’: “Dal Papa una nota per obbligare i Vescovi a nominare gli esorcisti”. Poi la denuncia: “Persino alcuni Cardinali non credono nel demonio” di Gianluca Barile

CITTA’ DEL VATICANO – E’ al vaglio della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti il documento, la cui redazione era stata preannunciata all’inizio dell’anno dal nostro quotidiano, con cui il la Santa Sede, per volere di Benedetto XVI, intimerà ai Vescovi di nominare un numero stabile di esorcisti nelle proprie Diocesi. Lo stesso Benedetto XVI, incontrando in Udienza il nostro collaboratore Monsignor Andrea Gemma, l’unico Vescovo a praticare il ministero della liberazione dagli spiriti infernali, aveva assicurato, lo scorso mese di Luglio, che stava per provvedere alla carenza sempre più cronica di esorcisti in Italia e nel mondo. Un impegno che, come conferma in esclusiva a ‘Petrus’ Padre Gabriele Amorth (nella foto), uno che di esorcismi se ne intende, il Pontefice ha mantenuto.

Dunque, Padre Amorth, che Lei sappia, come stanno le cose?

“A buon punto. La nota del Papa c’è ed io la conosco perfettamente a memoria. Grazie a Dio, quanto prima, i Vescovi saranno ‘costretti’ a nominare degli esorcisti malgrado il loro scetticismo…”.

Questa nota cosa stabilisce esattamente?

“Con questo documento, il Papa ordinerà ai Vescovi di nominare il numero necessario di esorcisti per liberare le persone possedute dal demonio nella propria Diocesi. Finalmente, dopo anni di battaglia da parte di noi esorcisti, i Vescovi non potranno più rifiutarsi di delegare dei sacerdoti per scacciare il diavolo”.

Lei non ha mai lesinato critiche a quei Vescovi che non praticano esorcismi e non nominano esorcisti…

“E ci mancherebbe altro! Come esorcista, ma prima ancora come sacerdote, ho il dovere tuttora di denunciare il colpevole immobilismo di tutti quei Vescovi – purtroppo, la maggior parte – che non formano e nominano esorcisti perché non credono nel demonio, non lo hanno mai studiato, non se ne sono mai occupati e di cui hanno solo una vaga credenza!”.

In effetti, per intervenire personalmente il Papa, la situazione sarà davvero critica…

“Critica è dir poco! La situazione è tragica! Pensi che persino dei Cardinali di Santa Romana Chiesa chiamati a guidare delle importantissime Diocesi non hanno mai delegato un esorcista perché non credono nel demonio!”.

Padre Amorth, la Sua accusa è molto grave: a chi si riferisce con esattezza?

“A chi mi riferisco?!? Basta guardarsi un po’ in giro! Tanto per restare in Italia, a Bologna non ci sono esorcisti, a Firenze si fatica a trovarne uno, a Napoli è un disastro. E sono tutte sedi cardinalizie! Vuole che continui?”.

Diciamo che, purtroppo, può bastare…

“Ecco. Allora, come vede, l’intervento del Santo Padre Benedetto XVI è a dir poco provvidenziale: al contrario di tanti Vescovi e Cardinali, lui crede, eccome, nell’esistenza del maligno”.

Sappiamo che Lei e Benedetto XVI avete avuto anche modo di approfondire la questione di persona…

“Esatto. L’ho incontrato tre volte quand’era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e, insieme ai confratelli esorcisti, quando è stato eletto Papa, e ci ha sempre incoraggiato ad andare avanti nel nostro ministero”.

Veniamo ora al ruolo dei laici nel ministero della liberazione: essi possono scacciare i demoni?

“Certo che sì! E se non lo fanno, cadono in peccato mortale!”.

Eppure c’è chi sostiene che la facoltà di esorcizzare sia riservata solo ai sacerdoti con regolare mandato del Vescovo…

“Dunque, il malinteso riguarda il termine esorcizzare. L’esorcismo è un sacramentale, una preghiera pubblica che può essere recitata solo ed esclusivamente da un sacerdote con l’autorità della Chiesa per scacciare il demonio. Bene. Le preghiere di liberazione hanno lo stesso scopo e la stessa efficacia dell’esorcismo, con la differenza che possono essere recitate anche da laici. La soluzione sta quindi nel mezzo: i laici ordinino in nome di Cristo al maligno di abbandonare il corpo dei posseduti, mostrino immagini e reliquie di Santi a cui sono molto devoti, invochino l’aiuto dei Santi, l’intercessione della Madonna, impongano il Crocifisso sulla testa dell’ammalato ma mai le mani; si guardino solo dal pronunciare la frase: ‘Io ti esorcizzo’. E dicano sempre, in continuazione: ‘Nel nome di Cristo, vattene, ritirati all’inferno, io ti scaccio spirito immondo! Sono a conoscenza di innumerevoli casi di posseduti liberati da laici e non da esorcisti, perché gli esorcisti, colpevolmente, agivano senza credere nel demonio e senza confidare in Dio. Poi, come esempio, c’è la vita di molti Santi: penso a Santa Caterina da Siena, che non era né sacerdote né suora, eppure scacciava il diavolo dai posseduti. Anzi, erano gli esorcisti stessi a chiedere il suo aiuto perché loro, pur essendo preti, non ci riuscivano”.

Una differenza ‘sottile’…

“Una differenza che serve esclusivamente a distinguere i ruoli tra sacerdoti e laici. Anche perché, lo ripeto, esorcismi e preghiere di liberazione hanno la stessa efficacia e, in fondo, possono essere considerati una cosa solo. Personalmente, ritengo determinante l’ausilio dei laici e il loro impegno nel ministero della liberazione. Visto l’esiguo numero di esorcisti, senza di loro ci sarebbero migliaia e migliaia di posseduti in più in giro per il mondo”.

Padre Amorth, da 13 anni, chi La intervista, si occupa del ministero della liberazione: perché tanto scetticismo verso i laici?

“Per ignoranza! I laici sono una risorsa fondamentale nella lotta agli inferi. Perché è vero che il sacerdote esorcista ha il mandato del Vescovo, ma i laici hanno già da 2000 anni il mandato di Cristo, che prima ai 12 Apostoli, poi ai 72 discepoli e infine a tutti gli uomini ha assicurato: ‘Nel nome mio scaccerete i demoni’. Ma cosa vuole, se non si crede nell’esistenza del diavolo, non si può credere nemmeno nel potere dei laici di scacciarlo. A tal proposito mi consenta di benedire dalle colonne del suo giornale tutti quei laici impegnati nel ministero della liberazione e, in particolare, i fratelli del Rinnovamento Carismatico che operano con grandissimi risultati nel mondo intero”.

Molti Santi, in vita,

A proposito di Gesù: molti teologi e biblisti, come dire, ‘progressisti’, si dicono certi che quelli narrati nel Vangelo ad opera del Signore non siano veri e propri esorcismi ma guarigioni da malattie mentali…

“E’ una falsità enorme! E la risposta la fornisce lo stesso Gesù, quando libera quel giovane ai piedi del Monte Tabor e dice: ‘Per scacciare questo tipo di demonio c’è bisogno di preghiera e digiuno’. E’ lui stesso a parlare di demonio. Che questi teologi e biblisti ne sappiano più del Signore e intendano smentirlo?”.

ei è esorcista ormai da tantissimi anni: trova che il fenomeno delle possessioni sia aumentato o diminuito?

“Non ho dubbi: è notevolmente aumentato. Basta guardare le Chiese semi-vuote per rendersene conto. Tutta colpa del sesso, della droga, della ricerca del potere, del denaro, del successo, del benessere ad ogni costo. Il mio primo pensiero va ai giovani: ormai si sono deliberatamente consegnati nelle mani di Satana. Alla Chiesa preferiscono le discoteche, a Cristo preferiscono Marilyn Manson, alla Celebrazione Eucaristica prediligono le messe nere, le sedute dai maghi e l’invocazione dei defunti. Tutte queste azioni distorte ed occulte prima li fanno cadere in peccato mortale e poi li fa andare incontro alla possessione diabolica, con conseguenze fisiche e psicologiche destinate a durare anni interi”.

Gruppo “Maria” di Padre Matteo La Grua
Si può telefonare ogni giorno dalle 10:30 oppure dalle 16:30, spiegando il problma e chiedendo la preghiera che si desidera.
Ind. Via Noce 126 – 90100 Palermo
Tel. 091/6827352 – 091/6827399

Padre Gabriele Amorth
Via Alessandro Severo,58 – 00145 Roma – Per appuntamento

Padre Giancarlo Gramolazzo
Via Poerio, 36 – 00152 Roma – Per appuntamento Tel. 06/5816145

Don Raul Salvucci
Via Langloss, 3 – 63023 Fermo
Tel. 0734/622561

Padre Daniele Libanori SJ
Chiesa del Gesù – Via degli Astalli 16 – 00186 Roma
Tel. 06.697001

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TESTIMONIANZA “FORZATA” DI LUCIFERO

UN SACERDOTE RACCONTA L’ESORCISMO SHOCK DELL’11 FEBBRAIO 2013 IN SEGUITO ALLE DIMISSIONI DEL PAPA

Un Sacerdote, Parroco e Teologo, ha scritto questo articolo su Internet , diffuso pure per e- mail .
Avendo avuto la fortuna di conoscere personalmente quello stimato Teologo  abbiamo ricavato questo post utilizzando il suo articolo.
Ci sono tuttavia pervenute  numerose e ponderatissime lamentele da parte di altri Sacerdoti che hanno criticato questo post sottolineando, saggiamente, che il demonio è il padre della menzogna e la Santa Chiesa consiglia che l’esorcista non intrattenga colloqui durante il rito di esorcismo con colui che è l’origine di tutte le  divisioni poichè ha in odio l’uomo, creatura di Dio e particolarmente la Chiesa Cattolica, mistica ed unica Sposa di  Cristo che porta alla salvezza le anime.
Abbiamo  tuttavia deciso di non togliere dal blog questo articolo del Sacerdote-teologo : il contenuto va letto come  elemento per una sana riflessione in questo periodo quaresimale .
Le  parole infatti che vi compaiono non si discostano affatto da altre testimonianze che diversi Santi hanno raccolto anche in epoche recenti  per l’edificazione dei fedeli .
La Sacra Scrittura insegna : “Rivestitevi dell’armatura di Dio per poter resistere agli agguati del diavolo. Poiché non abbiamo noi da lottare contro la carne e il sangue ma contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti maligni sparsi nell’aria” (Ef. 6,11-12) e la Santa Chiesa, nostra Madre, per bocca di Pietro, ci ricorda che il diavolo è come un leone ruggente che gira attorno a noi, cercando di divorarci. Ma noi gli resistiamo saldi nella fede impugnando le armi della nostra vittoria : la preghiera, la penitenza e la carità.   A.C.

CONFESSIONE SHOCK DI LUCIFERO SOTTO ESORCISMO MOSTRA IL SUO DIABOLICO PIANO IN SEGUITO ALLE DIMISSIONI DEL PAPA

Esorcismo dell’11 febbraio 2013

L’annuncio del Romano Pastore della Chiesa Universale, suscita in noi riflessione e timore per quanto sta attraversando la vacillante barca di Pietro.

A tal proposito riportiamo la confessione fatta da Lucifero, durante un esorcismo, che lascia sbigottiti e sgomenti, qualora le sue parole risultassero confermate nel prossimo futuro.

Ecco il testo integrale:

Esorcista: Nel nome dell’Immacolata Vergine Maria, ti ordino di dire la verità su quanto sta accadendo alla Chiesa di Cristo?

Lucifero: ” Noooooo, Quella là nooooo!
Il solo sentire pronunciare il Suo Nome è per me e per noi demoni, un tormento infinito.

Non voglio parlareeeeeeeeee, ma l’Alta Dama mi obbliga a risponderti Prete schifoso!
La Chiesa Cattolica è sotto attacco! Le potenze delle tenebre sono scatenate contro la Sposa di quello che abbiamo appeso alla Croce. E’ l’ultimo assalto che stiamo portando alla sua Chiesa. Le dimissioni del Pontefice, prese in piena libertà e coscienza, aprono la strada al nostro ultimo attacco frontale.

Quello lassù sta per ritornare sulla terra, non so né il dove e né il quando, ma sento che quel giorno è molto, molto, molto vicino.
Le mie stesse forze vanno sempre più affievolendosi, pertanto, devo concentrarmi e recuperare tutte le energie per convogliare i miei miliardi di demoni contro la Sede Apostolica.

Non basta la corruzione, non basta l’avidità di denaro, non basta suscitare gli scandali, bisogna condurre una battaglia che abbia come esito finale la distruzione della cosiddetta Chiesa di Roma.

Esorcista: Nel nome di Cristo, dimmi cosa vuoi fare contro la dolce Sposa di Dio?

Lucifero: Sono duemila anni che noi angeli decaduti con l’aiuto di uomini di Chiesa e di politicanti da strapazzo, cerchiamo di colpire mortalmente Quella tremenda Invenzione del Nazareno. Purtroppo non ci siamo ancora riusciti, perchè essa appartiene all’Onnipotente.

Tutti i nostri sforzi risultano vani, perchè le porte dell’inferno, come Quel crocefisso disse, non prevarranno. Ma noi non ci arrendiamo. Continueremo a colpirla, a ferirla, a farla sanguinare, anche grazie a chi, dall’interno di essa, si è consegnato nelle nostre mani.

Dobbiamo arrivare ad occupare il trono del Vicario di Quello inchiodato alla croce. Con le buone o con le cattive. Costi quel che costi.

Stiamo lavorando a spopolare i seminari, a far chiudere i conventi, ma non riusciamo a far smettere quelle donne e quegli uomini, rinchiusi dietro una grata, di pregare. Ancora ci sono giovani che si dedicano alla preghiera nel silenzio di quei monasteri. Maledetti! quanto ci fanno male quelle vite donate all’Altissimo.

Esorcista: In nome di Dio Onnipotente, ti ordino di dirmi cosa stai cercando di fare e di organizzare?

Lucifero: Nooooooo! Non te lo dicooooooo!

Esorcista: Ti ordino per il Sangue Preziosissimo di Cristo, di dirmi quanto ti ho chiesto?

Lucifero: Quello lassù è stanco dei vostri peccati, è disgustato dell’azione degli uomini, è deluso dall’agire delle donne. Siete affogati nel peccato. La maggior parte dell’umanità è mia, morta spiritualmente e non riesce a risollevarsi.

Ormai molti Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, sono in totale dissenso rispetto alla Tradizione della vostra Chiesa, sono in disaccordo sul conservatorismo papista.

E dietro il progressismo, dietro certe aperture post conciliari ci siamo noiiiiiiiii! Perchè vogliamo la confusione, la dissociazione, la divisione dentro e fuori la Sede petrina, come la chiamate voi.

Continuate pure a credere che tutto è una favola pretigna, cosi il numero di quelli che precipitano qui all’inferno aumenterà sempre più. Ormai non si contano più.

Esorcista: Nel nome dei Santi Martiri, di San Pio, di Santa Bernadette, di la verità sul futuro della Chiesa di Roma?

Lucifero: Non conosco il domani. Questo lo conosce solo Lui. Non so cosa accadrà tra un istante, perchè lo sa solo Lui. Non prevedo eventi, ma solo il presente.

Sono un perdente, uno che si è ribellato ed ha perso tutto. Ho perso il paradiso. Per sempre. Ma ho un obiettivo: trascinare quante più anime possibili nel mio regno di tormento. Voglio vendicarmi della mia cacciata dal paradiso, con lo strappargli anime. E’ questa la mia eterna vendetta.

Io non sono eterno, sono creatura proprio come voi, ma molto più forte di voi, molto più potente, più abile, più astuto. Sfrutto la mia astuzia per rovinarvi.

Posso dirti, brutto pretaccio, che provocheremo un attacco terribile contro la Chiesa romana, faremo tremare le sue mura, ma non scalfiremo la sua Stabilità.

Abbiamo fatto nascere la crisi economica per impoverire la popolazione mondiale, scoraggiare chi prega e infondere il veleno dell’allontanamento da Lui.

Non lasciamo nulla di intentato pur di separare la creatura dal Suo Creatore. Tutto ciò che può rovinarvi eternamente lo attuiamo.

Ma ora ci stiamo concentrando sulla Chiesa e sino a quando il nostro lavoro distruttore non sarà compiuto non le daremo pace.

Ho chiesto degli anni a Quello lassù. Ora è il nostro tempo, quindi siamo scatenati, ben sapendo che il periodo concesso sta per terminare.

Sento il tuono dell’Onnipotente che mi ricorda il mio nulla e l’obbedienza che, anche contro la mia volontà, gli devo.

Quel papa della “Rerum Novarum”, vide, mentre celebrava la Messa, i demoni fuoriuscire dalle viscere della terra e diffondersi dappertutto. Cosi scrisse quell’odiosa preghiera al Principe delle Milizie celesti, che noi, però, abbiamo fatto abolire al termine della celebrazione.

Oggi la terra è completamente invasa dai miei angeli decaduti, e se riusciste a vedere con gli occhi dello spirito, vi accorgereste che è tutto buio. Totalmente buio.

Se vedeste i mostri infernali agirarsi per il mondo morireste di paura per la forma orribile che hanno. Eppure non ci credete.

Esorcista: Nel nome della Santissima Trinità dimmi cosa hai in mente di fare contro l’umanità?

Lucifero: Distruggerla con tutte le mie forze. Ridurla in schiavitù. In una parola : Dannarla.
Devo provocare guerre, devastazioni, catastrofi, portandovi all’esasperazione e alla bestemmia.
La crisi devo aggravarla, ridurre in miseria sempre più persone, conducendole alla disperazione di non potersi liberare.

Poi devo trasformare radicalmente la vostra cosiddetta società civile in una grossa rolla per porci. Vi ci faccio sguazzare dentro, per poi perdervi all’inferno.

I miei servi sono già all’opera, molti devono fare il lavoro sporco che io ho comandato loro di fare, sino alla fine.

La terra deve essere un enorme cimitero, dove i pochi sopravvissuti saranno costretti ad adorarmi e servirmi come un dio. E’ questo il mio fine: essere dio al posto di Lui.

Molti mi celebrano il culto, altri mi invocano, altri ancora mi adorano. Ma non sanno che sono già dannati. Per una manciata di euro e qualche piacere si concedono a me, finendo per consegnarsi ai miei artigli.

Vedrete cosa farò alla vostra Chiesa, che scisma provocherò, peggiore di quelli passati. Vedremo quanti sono dalla Sua parte e quanti dalla mia.

Il tempo sta per finire ed Io sono tutto preso dall’aumentare il numero di coloro che passano dalla nostra parte. Tutti devono riconoscermi come unico signore, anche se sono un nulla.

Esorcista: Nel nome di Santa Gemma Galgani, di Santa Teresa di Gesù Bambino, di Santa Maria Goretti, cosa dobbiamo fare per vincerti e salvarci l’anima?

Lucifero: Noooooo! Non voglio parlareeeeeee!
Quello lassù mi costringe a risponderti.
La preghiera del Rosario, quella corona maledetta che tante anime ci strappa, è potentissima contro di noi, è un martello che ci schiaccia.

Pregate per Papa Benedetto, ha sofferto molto per i peccati compiuti nella Chiesa, il peso degli stessi lo ha indebolito nel fisico e nell’anima, ma non l’ho vinto. ( omissis )

Ritornate in Chiesa, confessatevi settimanalmente e comunicatevi spesso. Controllatevi, sopportatevi reciprocamente i difetti. Amatevi e fate risplendere in voi la luce della Fede.
La pace l’otterrete solo con la corona del Santo Rosario tra le mani, solo con la comunione sovente.

Andate a Messa, con devozione e rispetto, a costo di qualunque avversità.
Essa e solo essa può salvarvi dalla dannazione eterna.
E’ uno scudo potente contro l’inferno, contro le tentazioni, contro le seduzioni del Male.

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L’ESORCISMO PIÙ URGENTE IN QUESTO TRAPASSO STORICO

clip_image002[1]L’EDITORIALE DEL VENERDI

(A lato don Floriano Abrahamowicz dà alle fiamme i testi del Conciliabolo Vaticano II)

di Arai Daniele

Il movimento francese «Civitas» che si batte contro il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso, “pour défendre le mariage, la famille et la France catholique”, nei suoi ultimi comunicati avverte che non si tratta dell’ultimo attacco della rivoluzione, “car il faut bien se rendre compte que le mariage entre personnes de même sexe n’est que la première étape d’un plan que le gouvernement  a déjà rendu public dans des documents officiels qu’hélas personne ne lit. La suite ?

Infatti, si prepara ovunque un lungo piano d’ingegneria genetica di cui fa parte non solo un’eutanasia eugenetica. Questi resistenti avvertono pure che per combattere tali piani degeneri ci si dovrebbe risalire a un’ingegneria legislativa precedente che tocca temi della famiglia, come quelli bioetici; dal divorzio all’aborto e all’inseminazione perfino eterologa. Insomma, ci sarebbe da ricordare tutta la gran scalata rivoluzionaria contro la legge naturale e divina, risalente alla rivoluzione francese originale.

Si potrebbe continuare a dissertare sulle rivoluzioni culturali che stanno demolendo sistematicamente la Civiltà Occidentale, ma non basta se non si risale al suo motore: l’odio del Cristianesimo.

Ciò va ancora capito nel processo «culturale» innescato da Antonio Gramsci e dalla Scuola di Francoforte per far marcire dal suo interno la struttura naturale della Famiglia e dello Stato che si poggia sull’autorità naturale del Padre, il cui Verbo si è fatto carne per portare un ordine sufficiente nel mondo umano decaduto e dominato dal male. Ma l’uomo è più propenso ad aprirsi ad ogni aberrante «cultura» moderna che non alla Parola che edifica le anime e anche la società umana. Tutto in nome di «gnosi» aggiornate a «principi scientifici» come quella elucubrata da Freud e compagni, per cui “la storia dell’uomo è la storia della sua repressione”.

E il concetto dell’uomo «vittima» ha fatto strada, emergendo nella gnosi freudiana come la più rifinita accusa contro la Civiltà Occidentale, da affrontare con il liberatorio motto rivoluzionario di «tutto il potere al piacere». Sembrò allora una razionalizzazione diretta al «male» della repressione nella Civiltà, mentre in verità dimostrava l’inversione della stessa razionalità naturale, per esempio sulla ragione, sul vero fine della sessualità.

Su quest’inversione si è costruita quella «religione civile della nuova etica» descritta bene da Marcello Veneziani (v. articolo su Il Giornale, riprodotto da agerecontra).

Ecco allora scatenata la lotta in campo pseudo scientifico contro la responsabilizzazione dell’uomo occidentale. Tutto secondo l’opera freudiana caratterizzata dalla persistenza compulsiva nel centrare il problema umano sulla «repressione» religiosa della libertà ai piaceri. Freud vuol difendere l’aspirazione umana alla felicità, scambiandola col piacere. Ma poiché la vera libertà esiste solo nel piano spirituale e si sviluppa solo nel senso del bene creato e manifestato, tale «libertà carnale» è frutto dell’alienazione dell’uomo che, per una conquista materiale svende i valori spirituali che danno senso alla vita. Come se la vita fosse per il sesso e non il sesso per la vita, e come se il dono della vita non suscitasse il pensiero di una risposta di responsabilità verso il Creatore della vita.

Dall’inizio della Storia, tutti i popoli hanno manifestato tale pensiero offrendo sacrifici. Ma la «nuova cultura» d’ispirazione marxiana e freudiana, che altro non è se non il frutto di elaborazioni intellettualoidi contrarie a ogni elevazione del pensiero, vede la rinuncia alla soddisfazione dei piaceri – visti come bisogni vitali – come repressione.

Ecco il «bisogno di una rivoluzione mentale che faccia valere queste esigenze per far nascere un paradiso in terra in base alle conquiste delle utopie su una nuova «civiltà». Wilhelm Reich è stato il loro profeta nel paradiso sovietico, dimostratosi vero inferno.

La cosa andava quindi rielaborata per sfondare in un Occidente spensierato e opulento.

Un autore che ha lavorato con successo nella rielaborazione di queste elucubrazioni freudiane è stato Herbert Marcuse. Per lui anche se i pensieri e intuizioni di Freud, che avevano una decisiva valenza rivoluzionaria, erano ancora frutto di una «filosofia» ideologicamente conservatrice. In breve, Marcuse divenne padrino della rivoluzione americana, formato mondiale, col motto «fate l’amore e non la guerra»! Per aderirvi la gioventù non aveva neanche bisogno di leggere il suo astruso «Eros e Civiltà» (del 1955) per capire il messaggio e più ancora, metterlo in pratica per abbattere quanto restava di quell’altra civiltà del «Law and Order», di cui si vantava l’America democratista!

Siamo all’inizio degli anni Sessanta e alla «spallata» data da Giovanni 23 alla «libertà di coscienza e religione» della «Pacem in terris» che divenne basilare per la Dichiarazione dei diritti alla libertà religiosa del Vaticano 2 con la «Dignitatis humanae», per cui il cardinale Ottaviani dichiarò che i pochi anni di pontificato roncalliano hanno fatto più danno al Cattolicesimo che secoli di protestantesimo.

Infatti, in un ambiguo gioco di parole i chierici conciliari offrivano la nuova libertà «dovuta» alla «dignità umana» come implicito contributo a una nuova rivoluzione scoppiata in tutto il mondo. Fu il Sessantotto, figlio degli schiamazzi rivoluzionari delle piazze europee e americane contro un’ipotetica «repressione» sociale, legata pure a una storica repressione cattolica.

Che a ciò partecipasse un clero decadente lo si evince dall’abbandono in massa nelle schiere sacerdotali e religiose, con l’uscita e sconversione scandalosa di migliaia di preti in tutto il mondo. In quel periodo furono tanti a disertare la Chiesa, ma non le vie aperte dalle dichiarazione liberatorie del Vaticano 2 per la «dignitatis humanae», di cui, forti delle teorie freudiane e marxiane delle teologie di liberazione, divennero araldi festosi.

Dalle ambiguità ereticali di quel conciliabolo è sorto così un ramo clericale della nuova «cultura» della rivendicazione totale contro una «repressione» sociale e religiosa.

Essa è quella più esplicitata ora dalle parole e atti cui si dedica pure Bergoglio. Infatti, più si scava e più si scopre che il Vaticano 2 e i suoi falsi cristi erano e sono promotori delle intenzioni modernistiche e massoniche, improntate allo gnosticismo del «culto dell’uomo» messo in atto dalla dominate «religione civile della nuova etica».

Trattasi in verità dell’antireligione che finora ha avuto per frutti clamorosi la divisione delle famiglie, la denatalità, l’aborto, il potere omosessuale, il «matrimonio gay», lo show delle FEMEN, insomma una deresponsabilizzazione generale secondo il senso postmoderno d’avanguardia per cui «la religione uccide», ma il sesso libera!

Perché non si vuol capire che l’origine del problema è in una grave inversione religiosa e che contro simile insidia non resta che il potere divino del vero esorcismo cattolico?

Perciò è sempre più importante ricordare l’atto solenne di Don Floriano Abrahamowicz quando, indossando paramenti solenni, ha bruciato il libro del Vaticano 2.

Ciò, senz’altro, si rifaceva all’esorcismo di Leone XIII, riguardante il Trono della Verità.

Infatti, i Papi erano allerta nella difesa della Chiesa contro i mali mascherati dal «bene» della libertà e fraternità, ma senza il Padre. Anzi, con patrigni spergiuri.

Crede, chi scivola nell’apostasia, che sarà scusato nel seguire il motto dei falsi pastori?
L’avvertimento per discernere su ogni inganno degradante non è forse evangelico?
L’avviso più grave è quello dato da Gesù per i tempi escatologici: «Badate che nessuno vi inganni; molti verranno nel Mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno» (Mt 24, 4). Falsari che nello stesso nome di Gesù Cristo e degli Apostoli, assumono un’autorità per ingannare ed essere accolti e lodati nella loro opera malefica.

La distruzione della Cristianità e l’ascesa dell’Anticristo sono conseguenza di un grave «avvilimento» dell’autorità cattolica e del Papato; prima con lo sgangheramento delle porte della Chiesa, nello stesso nome di Cristo, poi col sovvertimento della sua Fede, finalmente, col massimo inganno della libertà religiosa che giustifica la ribellione.
Siamo infatti alla tappa finale con l’«eliminazione» virtuale della vera autorità papale con tutto il suo seguito fedele, figurata nella visione del Terzo Segreto di Fatima, profezia tuttora raggirata perché prelude all’inganno finale che non si vuole ammettere.
Papa Leone XIII nella sua «Diuturnum» denunciava la Riforma come «matrice di una falsa filosofia, madre del diritto moderno, della sovranità del popolo e delle false libertà»; processo rivoluzionario per cui «la rivoluzione francese non è stata altro che una vendetta della Riforma». Tutto per pervertire e diffondere il naturalismo agnostico ed evoluzionista che, cancellando esistenza dell’anima spirituale, colpisce la Cristianità e i suoi Capi. Si può capire allora l’epurazione introdotta in Vaticano per decapitare la vera Autorità cattolica, sostituendola con i falsi pastori della grande inversione!

In quali termini? Già Papa Pio VII scriveva sulle leggi rivoluzionarie per cui «si permette la libertà di culto e di coscienza…; per ciò stesso si confonde la verità con l’errore, e si pone al pari delle sètte, eretiche, e anche della perfidia giudaica, la Sposa santa e immacolata di Cristo, la Chiesa, fuori della quale non vi è salvezza… Il Papa parla delle sovversioni ereticali ed ecumeniste allora iniziare e ora presenti nel succo venefico dei documenti conciliari, dalla «Lumen gentium» alla «Dignitatis humanae», dalla «Gaudium et Spes» alla «Nostra aetate», promosse da questi «papi conciliari»! Così; Per la Tradizione e i suoi fedeli fu preparato un mattatoio virtuale, nella scia di Napoleone che ha stabilito ovunque l’uguaglianza tra i culti, cacciando religiosi, imponendo la spartizione forzata perfino di chiese, abolendo corporazioni, rovesciando voti e l’uso di beni ecclesiastici; in una parola, distruggendo l’antico ordine e dandosi da fare per sostituire la Civiltà cristiana con una civiltà i cui principi e fondamenti sarebbero stati i dogmi rivoluzionari della libertà, uguaglianza e fraternità ecumenista.

Pendono da allora tanti mali interni alla vita ecclesiale, in breve manifestatisi, come ben videro i Papi a conoscenza dell’Avviso di La Salette: «Roma perderà la Fede e diverrà la sede dell’Anticristo!»

Papa Leone XIII stabilì allora esorcismi per evitarlo, poiché sarebbe la rivoluzione dell’inganno interno alla Chiesa e al Papato, le infiltrazioni massoniche nella Chiesa, per cui la Massoneria aveva il proposito di corrompere insensibilmente i membri del clero e della gerarchia, con i falsi princìpi della Rivoluzione. Piano massonico descritto a fondo nel documento del «profeta» illuminato di questo «nuovo Cristianesimo», l’ex canonico Roca (1830-1893) convertito alle Società Segrete, vero precursore dei tempi dell’intrinsecamente perverso Vaticano 2, dove imperò l’idea di Roca attraverso il gesuita massone Teilhard de Chardin e compagni: «Per ottenere un papa nella misura richiesta, si tratta, per primo, di preparargli una generazione all’altezza del regno che ci prefiggiamo… preparare la Chiesa Universale… un’evoluzione.

E tutto attraverso un futuro Concilio indetto da un futuro papa: «Il Concilio del Vaticano (nuovo) non dovrà, come Cristo, rivelare ai suoi fratelli un nuovo insegnamento… ma semplicemente confermarli in quella civiltà moderna, i cui (nuovi) princìpi evangelici, le cui idee e opere essenzialmente cristiane divengano, senza che se ne accorgano, i princìpi, le idee e le opere delle nazioni rigenerate prima che Roma sognasse di preconizzarle. («Glorieux Centenaire», 1879, pagina 111)».
La Rivoluzione pianificava, soprattutto, di assorbire il Papato con l’erezione di «papi» per battezzare le idee sulla libertà, uguaglianza e fraternità della «religione dell’uomo che si fa dio», come ha detto Paolo 6º alla chiusura del Vaticano 2; di esaltare la «profonda religiosità di Lutero», come ha detto Giovanni Paolo 2º, ecc. Insomma per lodare una gioventù ribelle che urla contro la religione che curava la sopravvivenza della spiritualità umana, come Dio l’ha creata e Gesù Cristo l’ha redenta.
«Colpirò il Pastore, e le pecore del gregge saranno disperse!» (Mt 26,31; Mc 14,27).

Ecco il momento in cui le «nazioni» si scandalizzano di Gesù, Pastore e Maestro mandato da Dio; è il «tempo delle nazioni» che finisce (Lc 21, 24).

Quando e come il Pastore fu colpito?

Oggi lo sappiamo tristemente. Quando nel suo posto si elevarono mercenari aperti agli applausi e alleanze con i nemici della Chiesa.

E ora c’è Jorge Bergoglio, per il quale anche gli atei sono redenti, malgrado loro stessi!
Ecco la necessità dell’intero esorcismo di Papa Leone XIII invocando San Michele Arcangelo contro i poteri di Satana il cui brano soppresso nelle edizioni correnti è: «Le orde astuziosissime hanno riempito di amarezza la Chiesa, Sposa Immacolata dell’Agnello, e l’hanno inebriata con l’assenzio; si sono messi in opera per realizzare tutti i loro empi disegni. Là, dove è costituita la Sede del Beatissimo Pietro e Cattedra della Verità per illuminare i popoli, là, hanno collocato il trono dell’abominazione della loro empietà, affinché, ferito il Pastore, le pecore fossero disperse!».
La figura centrale della Profezia di Fatima è il Papa, sommo rappresentante di Cristo nel mondo. Il suo «eccidio virtuale» fa ormai capire la «liquidazione» del Papato per un tempom, come sarebbe «più chiaro» già nell’anno 1960, del malefico «pontificato» di Giovanni 23.

Che Dio ci liberi dall’opera sua e dei suoi successori traviati.

Affidiamo la Causa della Chiesa a Maria Regina, affinché alla fine si abbia il trionfo della Fede e del Suo Cuore Immacolato, insieme al Sacratissimo Cuore di Gesù.

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L’AGGIORNAMENTO CONCILIARE DELL’«INFERNO» CAUSÒ UN DEGRADO UMANO SENZA PARI

clip_image001[1]L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

“Alla fine della sua prima via Crucis del Venerdì santo, papa [?] Bergoglio si è cimentato in un’affermazione sconcertante. Egli ha detto: “Dio non condanna nessuno”, aggiungendo, per attenuare il concetto, che “siamo noi a scegliere”. Nonostante l’attenuazione, la frase contraddice il Vangelo, – dove più volte si parla di condanne che il Figlio dell’Uomo infliggerà, di “maledetti dal Padre mio” e di “fuoco della Geenna” (Mt 13, 41-43 e 49-51; Mt 25, 41-46; Mc 16, 15-16, ecc.) -, nonché l’Apocalisse di San Giovanni, l’Antico Testamento (nel quale le punizioni divine sono all’ordine del giorno), e naturalmente la Tradizione della Chiesa dalla patristica in poi.”

A scriverlo è Martino Mora (10/04/2013, Arianna Editrice, scheda fonte) ricordando tale singolare affermazione di Bergoglio. E continua:

“Naturalmente i mass media, così attenti nel narrare il minimo particolare sulla lavanda dei piedi del Giovedì santo, o sull’incontro tra i due papi (quello “emerito” e quello nuovo), non si sono concentrati su questa affermazione a mio parere molto significativa e, credo, rivelatrice. Ma sappiamo che seguire il circo mediatico significa condannarsi a non capire nulla. Invece comprendere il senso di quelle parole del papa è molto importante. È affermazione a mio parere rivelatrice, nel suo “buonismo”. Rivela, a mio parere, il solito atteggiamento cattolico [!] degli ultimi decenni, che sottovaluta la realtà del Male, del peccato e delle tendenze anticristiche, esterne e interne alla Chiesa stessa. Certo, negli ultimi decenni non è stata la prima volta che un papa [!] abbia sostenuto, in discorsi o interviste, tesi teologicamente molto azzardate [vedi false]. Solo per rimanere in tema e non toccare altri argomenti molto delicati (come ad esempio il rapporto del Dio cristiano con quello di altre religioni), potremmo ricordare la nota affermazione di Giovanni Paolo II sull’inferno: “L’inferno esiste, ma potrebbe essere vuoto” (discorso del 28 luglio 1999). Anche qui potremmo citare diverse affermazioni scritturali che smentiscono chiaramente questa ipotesi. A meno che qualcuno non ritenga che le affermazioni scritturali siamo una specie di mito platonico, cioè un racconto fantastico, utile al solo fine di estrapolarvi una verità razionale. Ma questo la Chiesa non l’ha mai sostenuto. La verità è che in nome di una pseudo carità presunta, buonista e mielosa, melensa e ruffiana, si vuole dimenticare la realtà profonda del Male e delle forze anticristiche presenti fuori e dentro la Chiesa. Da ciò nasce questo atteggiamento ottimista alla papa [?] Giovanni XXIII, i cui frutti sono sotto gli occhi di tutti coloro che davvero vogliono vedere. Dietro questa mentalità c’è Pelagio, e magari pure Jean Jaques Rousseau: l’uomo non è colpito dal peccato originale, il suo libero arbitrio non è stato scalfito dalla Caduta, la sua natura è sì imperfetta, ma tende al bene…

“Oggi la gran parte del clero, dall’ultimo pretino ai più alti gradi, è malata di buonismo, di “medicina della misericordia” giovannea. Siamo quindi, dicevo, nell’ambito della minimizzazione della dimensione tragica del Cristianesimo, per la quale la Città di Dio è perennemente in lotta con la Città dell’Uomo, che è ispirata dal Principe di questo mondo. Questo rifiuto della dimensione [agonica] del Cristianesimo, questo rifiuto di riconoscere le forze anticristiche e condannarle, rivela naturalmente il sottofondo pelagiano che è tipico, come diceva Del Noce, di qualsiasi modernismo teologico. Certamente, per non fare torto storico a Pelagio, bisogna ricordare che il monaco irlandese contemporaneo di Agostino era un ferreo rigorista, anche se la sua dottrina rischiava di rendere inessenziale la fede in Cristo. Oggi invece abbiamo un pelagianesimo di serie B: cè Pelagio, ma è un Pelagio lassista, accondiscendente, “buonista”, appunto. Un Pelagio alla moda. Un Pelagio perfetto per la società edonista. Così nei continui e ripetuti “mea culpa” di Giovanni Paolo II, a qualche anno di distanza possiamo cogliere non solo l’accettazione almeno parziale dell’interpretazione illuminista e protestante della storia della Chiesa (vista come una storia di crimini e nefandezze) ma anche l’incomprensione totale della dimensione tragica del Cristianesimo storico. Se infatti, come sosteneva il grande Agostino, la storia è il teatro dell’eterna antitesi tra la Città di Dio e quella dell’Uomo, e se la Città dell’Uomo è presente – con le sue forze anticristiche – anche nella Città di Dio in terra (la Chiesa), quest’ultima deve combatterla. Deve combattere l’Anticristo che è in Lei.

“E crediamo davvero sia possibile combattere senza dimensione coercitiva? Crediamo che la Chiesa avrebbe potuto combattere, detto fuori dai denti, senza Inquisizione o senza Sant’Uffizio? Il rifiuto della dimensione tragica del Cristianesimo, della consapevolezza del Male e delle forze anticristiche presenti nella storia, conduce a interpretare insensatamente la storia della Chiesa come una storia terribile di cui vergognarsi e scusarsi continuamente. È il famoso “pentitismo”, che iniziò con il bacio della pantofola del patriarca ortodosso Atenagora da parte di Paolo VI, e che poi ha raggiunto vette ineguagliate con Giovanni Paolo II, che avrebbe voluto riabilitare più o meno tutti, da Maometto a Lutero.
“Infine un sospetto o una malignità: che papa Bergoglio dica che Dio non condanna nessuno perché così, da suo Vicario in terra [?], si risparmierà la fatica di condannare e rimuovere molta gente? Egli, infatti, ha avuto un chiaro mandato, da parte dell’elite internazionale mondialista che veramente comanda, e da parte del circo mediatico ed essa legato, di colpire duramente i pedofili e gli artefici di scandali finanziari che fanno parte del clero. Benissimo, si dirà. Ma per quanto riguarda tutti gli “eterodossi” che rendono la Chiesa cattolica più simile ad un grande circolo liberale di discussione che ad una comunità religiosa coesa intorno alla fede e al dogma, il divieto di punizione – non scritto, ma evidente – permane intatto. La Chiesa non può più condannare o scomunicare nessuno (“scomunica” è divenuta parola maledetta e impronunciabile da parte di un papa). Altrimenti i lupi feroci del giornalismo laicista si scatenerebbero, e questo non sarebbe gradito da parte di un clero che ormai si è lasciato fortemente intimidire, quando addirittura non condivida esso stesso l’idea di Chiesa come grande società liberale dove persino l’eretico più estremo gode di non precisati “diritti”, che impediscono che possa essere messo alla porta.
“Quindi, per concludere, da un papa [?] che dice che “Dio non condanna nessuno”, non attendiamoci il superamento del pelagianesimo e la condanna delle forze anticristiche. In nome della buonistica e pelagiana “medicina della misericordia”, il Vicario di Cristo [?] non condannerà nessuno. Da don Gallo a don Giorgio de Capitani, dal priore di Bose ai nuovi Martini, l’eresia potrà tranquillamente convivere con l’ortodossia. Il vescovo di Vienna potrà continuare a ospitare nel museo diocesano mostre blasfeme su nostro Signore, e l’ultimo pretino coglione potrà esaltare i pornografi dal pulpito senza che nessuno lo riprenda/condanni. Se Dio non condanna, anche il suo Vicario è dispensato dal condannare. È forse ancor presto per dirlo con certezza, ma non credo che questo papa [?] possa risolvere la crisi della Chiesa. Naturalmente, sarei felice di sbagliarmi.”

La Chiesa vittima degli anticristi buonisti che degradano il mondo

Il discorso sopra è giusto ma diviene inconcluso se non segue, dopo quanto ha costatato, il giudizio fondato sui principi cattolici sulla vera autorità.

Fermi su di essi, nessuno incorre nell’infelicità di sbagliare. Brevemente:

Il vero Papa cattolico, Vicario di Cristo, ha una funzione rappresentativa per la conferma della Parola di Gesù, unico Capo della Chiesa. Se falsa questa Parola, incide in eresia e può essere giudicato. Se poi una serie di «papi» cambiano sistematicamente l’insegnamento intorno alle stesse verità riguardo all’Inferno, come qui è descritto, allora non siamo più di fronte all’eresia di un chierico, ma di un nuovo «sistema religioso» imperversante contro la Dottrina della Chiesa.

La Chiesa deve combattere l’Anticristo che è in Lei. Ciò è già stato descritto ripetutamente come la nuova dottrina del Vaticano 2º che, in rottura con la fede della Tradizione, fonda la nuova sua «chiesa conciliare».

Ora abbiamo qui occasione di verificarlo in rapporto all’Inferno.

La questione dell’inferno non aveva mai suscitato dubbi nel Cattolicesimo.

Ma poiché l’uomo moderno è incapace di concepire un Dio che punisce con un castigo eterno, la sua concezione soggettivistica della salvezza si è estesa al giudizio divino. Così solo efferati omicidi o scandalose truffe con grave ricaduta sociale o ambientale, delitti di guerrafondai, o mafiosi, o spacciatori di droghe sono visti come peccati degni di condanna, per il resto si smarrisce totalmente la gravità del peccato, così come del bene nel ritorno allo stato di grazia di fronte a Dio. Il peccato è inteso ormai naturalisticamente nell’ambito di una visione socio-politica della fede, come si è visto in fase avanzata nella teologia della liberazione.

Eppure, la società che scarta la certezza della «Giustizia divina» nell’Aldilà, non solo diventa diffusamente più immorale, ma ampiamente più criminale, per la semplice ragione che la maggior parte dei più gravi «peccati» politici e sociali delle grandi lobby o del grande capitale, sono occulti, quando non addirittura legalizzati; «peccati» di uomini per arraffare criminalmente potere e prestigio a scapito della verità e del bene dei popoli. Possono immaginare di rimanere senza condanna perché non riconosciuti in questo mondo?

Le gravissime conseguenze di quest’alienazione della Giustizia divina su tutto l’insegnamento dottrinale cattolico, che si estende dalla Morale alla soteriologia, hanno una ricaduta spaventosa anche su tutto l’ordinamento sociale, legato al livello generale di rettitudine delle coscienze. What if there is no Hell? È la domanda che oggi anche atei e liberali si pongono. E se non c’è l’Inferno? Come sarebbe la vita sociale se non ci fosse la coscienza dell’Inferno?

La nuova chiesa riduce l’Inferno ha un’idea alienante

La Chiesa di sempre ha già condannato le dottrine origeniane sull’apocatastasi, per cui alla fine tutti si salvano. Ma per i chierici che vogliono essere più buoni e giusti di Dio, anche la dottrina evangelica sull’Inferno va aggiornata alla luce di un modernismo più conforme ai tempi. Infatti, l’immagine veterotestamentaria del Dio giudice è divenuta insopportabile; considerata impropria davanti al Dio “buono e misericordioso”, escogitato da tanta religiosità contraddittoria.

Perciò, anche i conciliari ecumenisti, nella loro compulsiva rincorsa all’opinione dei media, tacciono sulla verità dell’Inferno che, se c’è, ospiterebbe al massimo dei demoni, sempre che si voglia credere all’esistenza di esseri particolarmente malvagi, alla stregua di mafiosi, antisemiti e dei vari narcotrafficanti di anime!

clip_image002[1]I grandi di tale aggiornamento dottrinale sono teologi del calibro di Hans Urs Von Balthasar, Karl Rahner, Edward Schillebeeckx, pensatori che hanno impresso una clamorosa virata alla riflessione religiosa per demolire verità di fede con il nefasto Vaticano 2º. Per essi la Grazia è ridotta a un dono di Cristo per far realizzare le potenzialità della fratellanza umana, più che per una virtuale vita soprannaturale. E così sparisce il senso espiativo del sacrificio, innato in ogni popolo d’ogni epoca, e divenuto universale con il Sacrificio di amore di Gesù Cristo. Tutti si potrebbero salvare – nonostante – ma anche negando e sputando sulla Sua croce.

Il riferimento conciliare di questa «redenzione universale” nonostante la fede è nella «Gaudium et Spes» 22. È il testo suggerito da Karol Wojtyla ripreso nella «Redemptor hominis», secondo cui Cristo, incarnandosi, avrebbe redento automaticamente l’umanità intera. Qui l’affinità nella riduzione della dannazione col più raffinato senso dell’Inferno vuoto del famoso ex gesuita Hans Urs Von Balthasar, che ci arriva attraverso raffinate riflessioni teologiche che sembrano perfino tradizionali, ma risalgono a uno strano livello “esoterico”. Una missione divina di riforma della Chiesa per tale «coltissimo teologo» sarebbe scaturita dal suo connubio con la “mistica” Adrienne Von Speyr, la donna (da lui convertita) con la quale ha convissuto e il cui misticismo ha impregnato tutta la sua teologia. In questa, la Cristologia e la Teologia trinitaria sono illuminate dalla teoria della kenosi, come annichilamento o svuotamento. Da questo deduce la separazione del Cristo Verbo incarnato, che al momento della morte in croce continua le sue sofferenze nella discesa agl’inferi per riscattare non solo i Patriarchi e i giusti in attesa che il Santo Sacrificio aprisse le porte del Cielo, ma pure i condannati, alieni ad ogni fede e morale. È l’Inferno svuotato, secondo le visioni della Von Speyr nelle sue passioni mistiche, che viene diffuso come verità dall’eruditissimo Von Balthasar! Ed ecco che Giovanni Paolo 2º lo promuove cardinale.

“La Civiltà Cattolica” corregge. L’inferno non è vuoto, è solo poco affollato

“In un articolo intitolato “L’inferno vuoto”, il gesuita Giandomenico Mucci smonta la tesi secondo la quale “l’inferno c’è ma è vuoto”. E lo fa sull’ultimo numero della “Civiltà Cattolica”, quindi con l’imprimatur della segreteria di stato vaticana che esamina e autorizza prima della stampa ogni articolo della rivista. La formula “l’inferno c’è ma è vuoto” è un luogo comune il cui moderno rilancio viene generalmente attribuito al teologo svizzero Hans Urs von Balthasar, promosso cardinale alla fine della vita. Ma c’è chi sostiene che anche Benedetto XVI velatamente approvi tale formula nella sua «Spe salvi»”. (Espresso blog).

Ciò è citato qui affinché si capisca la continuità «conciliare» nella «riduzione» della verità sull’Inferno e anche sul Limbo.

L’idea dell’inferno vuoto non è casuale, vista la linea ecumenista per cui ognuno si salva nella buona volontà verso la propria credenza. Ciò è stato continuato e intensificato nell’«apostolato» conciliare attraverso i nuovi catechismi, sinodi ecc, quando, non solo la nozione di castigo, ma di peccato, sono state mutate.

Vi è stato perfino il Sinodo del 1983 in cui la questione è stata trattata insieme a delle nuove categorie di peccati sociali. Naturalmente riducibili con assoluzioni impartite mediante nuove tasse, come vuole la morale democratica imperante.

In tale occasione, per niente unica, i fermenti dello spirito conciliare ottenevano già risultati strabilianti nelle teste dei vari prelati del mondo, che suscitarono i titoli più curiosi: «Nuove categorie di peccati»; «Inferno e paradiso chiusi per lavori», e mentre l’offesa a Dio e alla Sua Giustizia era derisa, spuntavano strani nuovi peccati politico-sociali, come trasgredire il sacro «egualitarismo» che ha per «luogo teologico» l’opzione preferenziale per i poveri, nuova comunione dei santi, formato conciliar-ecumenista.

Mentre uno degli aspetti più incisivi dell’Apparizione di Maria a Fatima fu la visione dell’Inferno per svegliare le anime alla terribile decadenza, le assemblee sinodali insieme ai papi conciliari si adattano alla permissività del mondo attuale.

Che cosa sussiste nella montagna di scritti del Vaticano 2º, che si vanta d’essere pastorale, per continuare quest’opera di salvezza? Ebbene, si può scalare questa montagna di cartacce alla ricerca dei “nuovissimi”: morte, giudizio, inferno e paradiso, senza trovare praticamente niente. E così, mentre si omette tutto sulla Giustizia divina, l’enfasi va tutta alla giustizia e pace dell’ONU, più consone allo «spirito» umanitarista in voga di cui, dal «Buono» a Bergoglio, sono invasati i conciliari. Sarebbe la vittoria dell’intellighenzia razionalista che da secoli accusa la Chiesa di avvalersi della minaccia, per imporsi a scapito della giustizia civile, di castighi divini. Intanto, all’ombra della «giustizia rivoluzionaria», si presenta lo spirito di rivolta per una realtà sociale infernale mai vissuta.

A Fatima la Madonna invitò il mondo a sanare questa realtà di mali ed errori crescenti, che riempiono l’Inferno, attraverso la devozione al suo Cuore Immacolato. È la Madre addolorata che offre aiuto a favore di quanti credono e vivono affidandosi al lavacro del Sangue riversato dal Sacratissimo Cuore di Gesù per salvarci dall’Inferno.

9 risposte a “Padre Amorth: la Chiesa è già infiltrata dalla massoneria. Perchè non si crede più nell’Inferno, in Satana e nell'”esorcismo””

  1. L DEMONIO, LE TENTAZIONI, LE OSSESSIONI, LE POSSESSIONI E LO SPIRITISMO.

    PRIMA RISTAMPA PER «I DIAVOLI. GUIDA ESSENZIALE»

    GLI ANGELI CATTIVI. Se gli Angeli Custodi ci aiutano a conseguire la nostra salvezza eterna, gli Angeli cattivi usano ogni sforzo per danneggiarci nel corpo, quando non cerchino di darci i beni della terra per un male maggiore e per rovinarci eternamente l’anima. Fanno così non perché ne ritraggano un vantaggio, ma solo per il loro odio a Dio e alle sue creature, che vorrebbero staccare da Lui e perdere. Però non possono fare di più di quello che Dio permette loro, e l’uomo, nel corpo, può ricevere del male entro questi limiti ma non può riceverne del male nell’anima, se non in quanto accetta di sua volontà.

    LA CADUTA DEGLI ANGELI. Gli Angeli furono sottoposti ad una prova. Quelli fedeli furono confermati in grazia, i ribelli invece, furono cacciati per sempre dal Paradiso e condannati alle pene eterne dell’Inferno. Il loro peccato fu un peccato di superbia perché la loro natura spirituale non li poteva attaccare ai beni sensibili propri del corpo e, secondo San Tommaso, la loro superbia consistette nel volere in modo disordinato la somiglianza con Dio. Questa somiglianza – spiega l’Aquinate (1, q. 63, a. 3) – non consisteva nell’equipararsi alla natura di Dio; nella sua intelligenza l’Angelo capiva che ciò era assurdo; né consisteva nel desiderare nel modo debito quelle perfezioni nelle quali si è chiamati a somigliare a Dio (e qui non ci sarebbe peccato a meno che uno non intendesse raggiungerle con le sue sole forze, senza la virtù di Dio). Secondo altri teologi come il Suarez, gli Angeli cattivi peccarono, perché quando fu loro rivelato il mistero della Incarnazione del Verbo, cui dovevano essere soggetti anche come Uomo, non si vollero sottomettere, e, capitanati da Lucifero si ribellarono. Furono condannati per sempre all’inferno e furono chiamati: demoni, diavoli, angeli prevaricatori. Il diavolo desiderò di conseguire con le sue forze la beatitudine ultima, il che è proprio di Dio.

    LE TENTAZIONI. L’opera del demonio è sempre limitata dalla permissione di Dio, che non permette che siamo tentati sopra le nostre forze, ma ci dà la grazia per resistere e vincere le tentazioni e ci dà i mezzi, come la preghiera, la penitenza, la vigilanza, per ottenere grazia abbondante. Quindi, quando l’uomo acconsente alla tentazione, è solo per colpa della sua cattiva volontà. Il demonio non può agire direttamente sull’intelletto e la volontà, ma solo indirettamente inducendoci all’errore, dando cattive immaginazioni e scatenando le passioni. Può agire invece direttamente sui sensi esterni, sulla memoria, sulla immaginazione e sull’appetito sensibile. Non tutte le tentazioni sono causate direttamente dal demonio, ma anche dalla triplice concupiscenza degli occhi, della carne e della superbia.

    PROVA. La Scrittura parla chiaramente della tentazione data dal demonio in forma di serpente ad Eva (Gn. 3, 1-6), e delle tentazioni di Giobbe. Il demonio osò tentare, in modo solo esterno come gli era possibile, lo stesso Gesù (Mt. 4 3-lO). Tentò Giuda a tradire il Maestro (Gv. 13, 2, 27). Gli Atti (5, 3) ci parlano della tentazione di Anania e Saffira, e S. Pietro (5, 8-9) e S. Paolo (Eph. 6 12) ci avvertono di stare in guardia contro le tentazioni del demonio. Dunque la S. Scrittura ci rivela chiaramente che l’uomo è tentato dal demonio.

    L’OSSESSIONE E LA POSSESSIONE. L’ossessione è una azione esterna del demonio con la quale circonda e assedia il corpo dell’uomo e tormenta l’anima con gravi tentazioni. Molte volte Dio la permette ai suoi Santi per purificarli ed elevarli anche attraverso queste tribolazioni indicibili, a grande perfezione. In queste prove in un modo tutto particolare, si prova la loro fedeltà a Dio, attraverso un crescendo spaventoso e impensabile di assalti che il demonio dà loro; ma nonostante la violenza e il prolungamento della prova essi attestano la loro fedeltà a Dio con una fermezza incrollabile per la grande grazia con cui Egli li sostiene. Hanno così modo di approfondire la loro umiltà (quando essi si considerano grandi peccatori non lo dicono ipocritamente, ma vedono tutta la debolezza se non ci fosse Dio a sostenerli), esercitano la pazienza, moltiplicano le loro preghiere e penitenze, riparano e ottengono grazie per coloro che si danno volontariamente al demonio col peccato. Il demonio a volte si presenta anche in forme visibili impure, li percuote, li trasporta da un luogo all’altro violentemente, attenta alla loro salute e vita fisica. Non dimentichiamo però che il demonio non può sorpassare i limiti permessi da Dio e che Questi assiste in un modo particolare queste anime a Lui predilette, così provate. Fra gli innumerevoli esempi che si leggono nelle vite dei Santi, citiamo solo S. Giobbe, percosso dal demonio non solo nei beni e nella famiglia, ma nella sua stessa persona; S. Antonio nel deserto; S. Gemma Galgani, più volte percossa ed umiliata dal demonio in varie forme. Lo stesso Gesù, che essendo Figlio di Dio, non poteva subire una ossessione diabolica, pure permise di essere trasportato dal demonio sul monte e sul pinnacolo del Tempio (Mt. 4). S. Agostino commenta che ciò non deve far meraviglia quando si pensi che permise che i satelliti di satana lo condannassero a morte e lo mettessero in Croce.

    POSSESSIONE. Una azione interna del demonio in quanto entra nel corpo dell’uomo, vi abita, si serve delle sue membra facendogli compiere azioni insolite. Nel Vangelo si leggono vari miracoli operati da Gesù per scacciare i demoni da coloro che ne erano posseduti (Mt. 4, 24; 8, 16; Mc. 1, 34, 9, 24; Lc. 8 30, ecc.). La Chiesa nel suo Rituale dà i segni per riconoscere la possessione diabolica e vanno esaminati molto prudentemente per non confondere la possessione con qualche malattia nervosa. Nei casi riconosciuti solo il Vescovo può permettere di fare gli «Esorcismi». Non è detto che chi è posseduto nel corpo dal demonio, sia necessariamente in peccato. A volte il Signore permette la possessione ad anime in peccato in castigo e medicina spirituale; molte altre volte ad anime buone per purificazione e merito.

    LO SPIRITISMO. Il demonio, per ingannare gli uomini e condurli alla rovina non solo con le tentazioni, ma ancora con lo Spiritismo cerca di presentarsi. Il primo fatto spiritico, potremmo dire che è stata la presentazione del diavolo sotto forma di serpente ad Eva. Nella forma moderna esso risale al 1852, quando ebbe inizio negli Stati Uniti d’America. Si diffuse in Europa, ed oggi ha una grandissima espansione nel Brasile. È noto che è peccato di superstizione invocare il demonio per conoscere cose occulte o fare cose meravigliose. Anche se nelle sedute spiritiche vengono evocate anime di morti, se da spiriti vengono risposte non sono certamente spiriti buoni. Né Dio, né gli Angeli, né anime che sono in luogo di salvezza si prestano alla curiosità vana ed ai giuochi degli uomini. […] La Chiesa ha condannato con risposta del S. Ufficio del 23 Giugno 1840 e lettera del medesimo in data 30 Luglio 1856 il magnetismo e l’ipnotismo quando da questi esperimenti naturali si vogliono ottenere effetti soprannaturali come la evocazione delle anime dei morti, la rivelazione di cose ignote e qualunque altra cosa superstiziosa. Inoltre questi esperimenti naturali diventano illeciti per il pericolo che l’ipnotizzatore imponga al soggetto magnetizzato cose cattive, o comunque agisca senza il suo consenso. Così pure se non c’è un serio motivo di scienza diventa illecito per i danni che può produrre alla salute fisica. Quando invece si tratti veramente di spiritismo la partecipazione è sempre illecita perché è opera diabolica. Fra i fenomeni spiritici sono senz’altro da annoverare i colpi battuti dai tavoli in risposta a domande; i quadri e gli oggetti che si muovono dalle pareti, la levitazione del medium, cioè della persona che fa da intermediaria fra i partecipanti e gli spiriti; l’apparizione di fiamme, di mani, teste o persone; la manifestazione di cose occulte. Molte volte in queste sedute vengono mischiate a cose pie, discorsi osceni o contro la fede. Il demonio, creando confusione fra il bene e il male trascina facilmente nell’inganno.

    [Brevi citazioni dalla SOMMA DI TEOLOGIA DOGMATICA, IIa Ed., Mons. G. Casali, Regnum Christi, Lucca, 1956, p. 190 ss.]

    In foto: “Eusapia Palladino (al centro) sembra far levitare un tavolo durante una seduta spiritica: da notare la gonna che nasconde le estremità delle gambe del tavolo, sotto le quali la medium era nota infilare i piedi, dopo averli sfilati dalle scarpe, per simulare le levitazioni.” (Fonte qui)

    ***

    I DIAVOLI. GUIDA ESSENZIALE. È in distribuzione nelle librerie cattoliche il testo «I diavoli. Guida essenziale. Compendio di demonologia», PRIMA RISTAMPA, Ed. Fede & Cultura, Verona, 2013, pagine 144. Autori: don Marcello Stanzione e Carlo Di Pietro.

    La fede della Chiesa, riguardo all’esistenza e all’azione malefica del demonio, si basa sulla testimonianza della Bibbia, che è parola di Dio. Nei Vangeli, Gesù si è presentato costantemente come il Vincitore di Satana e dei demoni che hanno potere sull’umanità peccatrice, affrontandoli personalmente e riportando su di loro la vittoria. Anche quando interviene per sanare le malattie e donare la guarigione, Gesù affronta e sconfigge Satana. Davanti all’autorità che Egli manifesta nei loro confronti, i suoi nemici Lo accusano: «Egli scaccia i demoni in virtù di Beelzebul, principe dei demoni» (Mc 3,22), mentre i suoi calunniatori si chiedono: «Non sarebbe per caso anch’egli posseduto dal demonio?» (Mc 3,30; Gv 7,20; 10,20s). Gesù fornisce però la vera spiegazione: Egli scaccia i demoni in virtù dello Spirito di Dio e ciò prova che il Regno di Dio è giunto fi no agli uomini. La Chiesa ha ricevuto da Lui la missione di continuare la sua opera salvifica, quale sacramento della redenzione, e di donare la liberazione interiore ed esteriore dal peccato.

    INDICE.

    1. Introduzione
    2. Nella battaglia non siamo soli
    3. Cenni sull’azione del demonio
    4. Cenni sul satanismo
    5. La Chiesa e il demonio
    6. Il discernimento
    7. Cenni sulla lotta al demonio
    8. Chi è il demonio
    9. La creazione degli angeli e dell’uomo
    10. Il dubbio di Lucifero
    11. Il peccato di Lucifero e degli angeli infedeli
    12. L’intervento di san Michele e degli angeli fedeli
    13. Le incursioni diaboliche
    14. L’attività degli spiriti maligni e la magia
    15. Il potere malefico dei demoni
    16. Il “destino” degli angeli buoni e dei demoni
    17. Dinamica fra angeli buoni e demoni
    18. Pseudo poteri di Satana e dei diavoli
    19. La vittoria di Cristo su Satana ed il potere della Chiesa
    20. L’esorcismo, potere salvifico di Cristo amministrato dalla Chiesa
    21. I riti di esorcismo e la liberazione
    22. Conclusioni

    PAGINE 144 formato 13×19

    © 2013 Edizioni Fede & Cultura

    ISBN 9788864092454

    PREZZO: €12,50 + spese di spedizione

    Per acquisti CLICCA QUI.

  2. 2 settembre 2013

    Tratto da: http://www.signoraggio.it/paolo-ferraro-non-era-il-sistema-non-era-la-rosa-rossa-e-un-apparato-deviato-e-segreto-che-ha-esaurito-il-suo-ruolo-tattico-e-non-lo-sa-lo-teme-solo-confusamente-e-confusamente-ormai/

    Paolo Ferraro: “Non era “il sistema”, non era la “Rosa rossa” . E’ un apparato deviato e segreto che ha “esaurito ” il suo ruolo tattico, e non lo sa, lo teme solo, confusamente, e confusamente ormai agisce.

    OLTRE LA SUPER GLADIO, BERLUSCONI, D’ALEMA, LETTA E GLI ALTRI .
    Liberiamo l’Italia e le altre nazioni.
    Non era “il sistema”, non era la “Rosa rossa” .

    E’ un apparato deviato e segreto che ha “esaurito ” il suo ruolo tattico, e non lo sa, lo teme solo, confusamente, e confusamente ormai agisce.


     

    Versione semplificata per i seguaci del blog occultistico-numerologico della “Crusca della accademia”.

    “Abbattuto Berlusconi, la (fra)massoneria pseudo vincente è nel frattempo stata svelata.

    Non si tratta di una associazione indefinita ed occulta terrifica (rosacroce) nè di “ricchi nazionali annoiati ed antropologicamente deviati “, né di un intero sistema deviato (e poiché intero , “immodificabile ” ).

    Si tratta di “Supergladio”, apparati deviati segreti, magistrati, professionisti, militari e psichiatri che in pochi ( ma “cattivi” ) coordinano attività deviate, crimini, pressioni e scalata nei gangli essenziali dello Stato, ( a partire dalla magistratura), una associazione che utilizza anche le tradizionali attività ed organizzazioni criminali.

    Abbiamo un prima generale organigramma ed una prima esaustiva analisi di tecniche, modalità operative, metodologie e strumenti anche culturali. Persino il CNR scalato da tempo .

    Sia chiaro: non sono “il sistema”, ma una deviazione specifica del sistema, che si è resa utile e va esaurendo il suo compito tattico: una associazione coperta e segreta che nelle criminali attività sue, o frutto del seme sparso e delle derive create, ha esagerato e creato devastanti confusioni e scompensi. Resta il compito strategico, ma sta per essere spazzata via e sostituita, come da copione, dagli stessi demiurghi lontani, i veri poteri forti internazionali.

    A noi il compito di dare la definitiva spallata e di prendere però in mano, insieme alla gente, le sorti e il destino del nostro paese.

    Al posto del nuovo ordine mondiale, il nuovo ordine delle nazioni e il ritorno alla legalità ed a costumi che salvino le genti .

    Così annichiliremo il compito degli strateghi della materia, dell’uomo dominato ed irretito : una banda di psichiatri deviati, militari, magistrati , avvocati, politici e (finti) intellettuali , pericolosamente ambiziosi, fautori sotterranei di ciò che è male “strumentalizzato” per il ricatto e il potere e dominio con un modello pre pidduista ridicolo, applicato alla lettera : una società fatta di centurioni, sacerdotesse vestali e plebe gaudente e povera, controllati con ludi (sessuali e non) et circenses (televisioni, spettacoli e sotto cultura ) e di bambini devastati ed irretiti. Li studiano, ci studiano e ancora “strategano” ( elaborano strategie ) .

    Tutto per impadronirsi infine dell’occidente mediterraneo, la culla odiata e irretita, concupita , irraggiungibile.

    La marginalizzazione ed eliminazione della vecchia P2, adepti e massoneria nazionale.

    Berlusconi e la cordata P2 che non si è riciclata, sono stati annnientati.

    Ora venti anni di strategia deviata e sotterranea contrapposta, esauriscono una componente primaria del loro ruolo storico in Italia, per raggiungimento dell’obiettivo immediato (distruzione di Berlusconi e della vecchia P2).

    Siamo giunti alla ideata definitiva sostituzione di una struttura e degli uomini ancient (vecchia P2), che a loro volta hanno a menadito applicato “sino alla loro stessa distruzione”, fedeli al vincolo massonico loro, l’abbecedario pidduista.

    Svuotamento della (vera) democrazia, tramite il primo controllo degli apparati e gangli dello Stato, ed intervento massivo su partiti, società, informazione e formazione degli uomini ( progetto di “rinascita democratica” di Gelli ), dovevano scorrere, acqua portata al mulino dell’apparato che anche sotterraneamente agiva, in segreto.

    Semplificando, la destra massonico nazionale, ha realizzato le fondamenta del progetto della sinistra massonica deviata e non, ma i concetti di sinistra e destra, sia chiaro, non contano nulla.

    Gli operatori piccoli, medi e grandi della disinformazione, incistati e sparsi ad arte anche nella rete nostra (Internet), tentano però, ancora, di difendere il velo, appositamente strutturato e fatto calare sulla operazione.

    La operazione, nel frattempo portata avanti, più complessa e sotterranea , folle e coperta, ma anche contraddittoria, mai posta in essere nella storia della umanità .

    Il nucleo generico dei soggetti affiliati nel progetto criminale della “Supergladio”.

    Psichiatri deviati in cordata, uomini di apparato di provata fede massonico deviata e una quota non grande di vertici militari, magistrati di caste, complici o partecipi, politici, dalla storia intrisa di esoterismo misto a ideologie marxistoidi, e uomini legati a matrici naziste ed esoteriche, e una quota di massoni di apparato, vanno ora incontro alla loro storica eliminazione e distruzione dopo oltre venti anni di devastazione sociale e infiltrazione di pratiche ed attività criminali, usate come fidelizzazione, pratica, sperimentazione e ricatto ), .

    Non lo sanno, lo temono solo, confusamente, e confusamente ormai agiscono.

    Alcuni di loro, ci risulta, hanno coltivato in piccoli gruppi un primitivo mito golpista a coloritura anticapitalista, ma erano solo usati, per quello che sono: utili idioti (saccenti).

    E non è affatto escluso che una quota di loro abbia creato cellule fideisticamente coerenti con un impraticabile e vergognoso progetto totalitario .

    Vi sono precise tracce che si diramano tra l’assassinio di Melania Rea, le vicende ed audio della Cecchignola, e molto di più.

    Si tratta di una matrice internazionale a copertura NAZI-KOMM, estremamente più articolata, e intrecciata sinanche al mondo più drasticamente sionista .

    Cellule sopportate quindi, ed utilizzate, anche nei loro loschi affari e traffici di droga, che alla fine usano implicitamente ideologie a fini interni.

    Ma restano e sono solo utili idioti, usati, al servizio, talvolta senza neanche supporlo, dei poteri forti internazionali, quelli dall’occhio lungo, che ragionano da sempre in termini di epoche e fasi storiche, delegando le minuzie nazionali a chi non può neanche arrivare a ragionare in quei termini storici.

    Ma la greppia e gli utili promessi e la stessa copertura lasciata intendere, vacillano oggi, irrevocabilmente , tra crisi economica esaurimento del ruolo loro e nostro ( piccolo ) lavoro di informazione e formazione .

    LA SUPER GLADIO.

    C’è in effetti un intermedio organismo nazionale, fluido, che appelliamo affettuosamente la SUPER GLADIO, o se volete una associazione di stampo mafioso ma di colletti bianchi, segreta e sovra-ordinata.

    Di questa associazione vi è stata precisa traccia sinanche nelle indagini condotte dalla Procura di Salerno, che fu smantellata nel 2009 , mentre veniva provvisoriamente accerchiato Paolo Ferraro a Roma.

    Ma sinanche i servizi antiplagio, divenuti scomodi, e la s.a.s. (squadra antisetta ) del Ministero dell’Interno subirono tale ovvia sorte (occorreva proteggere progetto ed organizzazione ed eliminare i punti di attrito istituzionali ed il pericolo che il tutto venisse capito e scoperto nelle sue radici).

    La super gladio in Italia, un organismo fluido che ha una quota ristretta di referenti e pochissime menti organizzatrici, dalla associazione per delinquere di stampo mafioso mutua tutti i caratteri.

    Ma la associazione doveva e non poteva non farsi “propaganda”, a fini di omertà e terrore, mediante i propalatori del mito esoterico simbolista e delle antiche matrici.

    Dovendo rimanere segreta è stata sapientemente ammantata della coltre di una adimensionale entità di casta.

    Cosicché omicidi, mostri e altre nefande attività “minori” (a copertura “progettata”) sono divenute foriere di mito, ricatto, paura e viltà negli stessi apparati statuali, succedendo alla stagione delle stragi e degli omicidi politici .

    IL “segreto di pulcinella” però, ora, neanche più tale è.

    Matrici esoteriche, simbolismo, numerologia e altre pratiche pseudo culturali.

    Ciò non toglie che matrici esoteriche, simbolismo, numerologia e altre pratiche pseudo culturali, costituiscano anche codici comportamentali e comunicativi, e si accentrino attorno a una sorta di primitiva religione e fede anti cattolica, che avversa la Chiesa come apparato contrapposto, ma anche come portatrice ancora di valori religiosi da estirpare.

    La Chiesa nel frattempo è stata ampiamente infiltrata, deviata, controllata e irretita, ma a sua volta, storicamente era portatrice di vari organismi e principi occulti e “segretati” .

    La infinita lotta tra massonerie e Chiesa cattolica, vede oggi invece alleati templari e ordini militar religiosi, con rappresentanze più o meno ampie, laici e servizi deviati, in un abbraccio occulto da tempo noto in generale, ma che ha il sapore della vergogna : potere e dominio delle vere potenze in terra .

    In concreto, pedofilia, omicidi illustri , persecuzioni in forma giuridico civile, riti ed orge, e scambi di favori e scambi di mercati , ma sempre guerreggiando come concorrenti ancora in lotta .

    LA SUPERGLADIO nella sua concreta consistenza e nella sua valenza tattica e strategica.

    La cordata a copertura massonico-satanista e fra-massonica, in un intreccio complesso, è stata gestita a livello di vertice da un gruppo criminale relativamente ristretto e certamente segreto, in grado di agevolare e sviluppare fenomeni socio-militar-politici devastanti, di intervenire con violenza fisica, capacità di deviare e ricatti e altro. Un gruppo ben posizionato a livelli di vertice cosicché la qualità ed il ruolo ed il potere professionale, culturale o della carica pubblica poteva sopperire alla segretezza ed al numero “chiuso ”. Anche qui niente di nuovo e lo schema P2 amplificato o, se volete, sopravvissuto a sé stesso.

    Accreditiamo al progetto ed alle attività criminali deviate, in ruolo consapevole e partecipato :

    • Psichiatri a doppio ruolo, infiltrati, utilizzati ed a loro volta gestori dei servizi segreti deviati da trenta anni e passa, in una schizofrenica e malata rincorsa anche personale di un obiettivo di potere finale irraggiungibile;
    • magistrati aderenti ed affiliati di matrice prevalente campano laziale;
    • frange, qualitativamente importanti, delle forze di polizia, e anche quantitativamente di carabinieri e guardie forestali, formate occultamente, ma anche in corsi spesati dalla collettività;
    • funzionari di apparato, in quota ristretta rispetto ai conniventi e collusi, irretiti ed illusi ;
    • una area di professionisti e associati legati alle professioni ed attività forensi o sociali , ma sinanche al territorio (micro funzionariato massonico deviato) ;
    • loschi e coperti politici più organici al progetto attuato sotterraneamente e nuovi affiliati pentiti pidduisti.

    Tutti costoro, presuntuosi esecutori del progetto internazionale, ma in realtà sciacquettanti nello stagno italico, mentre inneggiano alla distruzione di Berlusconi e già trattano per la resa ed i ponti alla residua guardia massonica, assistono impotenti, allo sgretolarsi di un impero loro, vacuo, di potere illusorio, ed alla completa messa allo scoperto del progetto.

    Uno specifico (sub) progetto “malato”, certo accreditato, formato ed insufflato internazionalmente, che appariva e si è rivelato pro tempore medio, utile alla strategia di dominio oltre atlantica, ( U.S.A.).

    Vi era e vi è la necessità di eliminare le massonerie nazionali, deviate anche esse, a modo loro, con modalità autoctone loro, ma anche deviate appositamente per poterle distruggere infine .

    IL tutto sta per essere travolto .

    L’assommarsi delle attività criminali e colluse , tra vari filoni, ha creato uno scenario ingestibile o programmato per essere “utilizzato”, anche, dai VERI POTERI FORTI che, quelli sì, esistono da oltre tre secoli, ma su scala mondiale capitalistica.

    La funzione di controllo ed occupazione dello Stato, la sistematica distruzione, ordita e gestita con metodologie e tecniche da apparato si va esaurendo e non c’è più funzione propulsiva, o ricatto utile, se non per ancora brevi tratti .

    Siamo, in termini tattici ( beninteso), alla fine della capacità espansiva della deriva affaristico corrotta e della compulsiva attività sotterranea, infarcita di transessuali controllati, pratiche pedofilo sataniste ed efebofilo-cattoliciste coperte, ingenerate ed agevolate.

    E siamo all’esaurimento della utilità tattica della espansione indotta, a vari fini, della prostituzione minorile, femminile e maschile (schiave bianche, minori rom e non), mentre i traffici internazionali, anche per autofinanziamento e da patto con le criminalità tradizionali, e i molti altri rivoli deviati funzionali e gestiti, sono ad un bivio perché la magistratura non deviata ha continuato a lavorare .

    Cambia lo scenario : tra modello sinarchico ( potere ai pochi potenti ) e rinascita democratica vera delle genti .

    Ora , per assurdo che sembri, un obiettivo strategico intermedio, potrebbe accomunarci ai nostri più seri ed importanti nemici, VERI POTERI FORTI INTERNAZIONALI, ed è la distruzione delle componenti nazionali deviate, usando la stessa famelica attività innescata dai Kapò del progetto deviato, contro loro stessi.

    Autodistruzione ed appiattimento di tutti e tutto in un pascolo magro dove brucano le genti inermi, agevolati dal crollo del sistema capitalistico nazionale nei paesi occidentali mediterranei.

    L’obiettivo, strategico, rappresenta la porta della ascesa al modello sinarchico puro potere di pochi, eletti dal loro potere economico e politico occulto .

    Per noi l’obiettivo strategico è simmetricamente diverso : è una vera alba dei popoli, che dia cultura , sapere e potere alla gente, prendendo forza dalla fine di una era e dalla necessità di una svolta epocale.

    Ma ora che abbiamo capito, si tratta di far capire a tutti, legando fatti ed analisi a prove, persone, e, come dire, di individuare ora la strategia di attacco migliore .

    Una volta avvertiti i gangli non deviati dello Stato, informate sin in fondo le basi della società e chiarito che la supergladio e le attività criminali ricollegate sono altro dalla massoneria, (che coltiva in sè a sua volta il germe della sua marcescenza storica , sia chiaro ) è ora il momento, di fornire un ”quadro soggettivo” più chiaro.

    Operazione semplice, perché le menti pensanti e gli artefici coperti del tutto sono seriamente pochi e, svelati, possono divenire meno, molto meno temibili, in questo momento di confusione e transizione. Siamo per ora in grado di dettagliare la struttura “romana” e ambientare sua storia ed attività, oltre la nostra storia .

    Francesco Bruno, Stefano Ferracuti, Luigi Cancrini e Tonino Cantelmi . La cordata psichiatrica deviata al vertice e nel cuore del progetto .

    I nomi che andiamo ad indicare sono ovviamente correlati a molti altri, ma essi spiccano per ruolo accademico sociale, informativo e per ramificazione delle attività, associazioni e per la grande attenzione a uno sdoppiamento di ruoli e di attività di copertura o coperte .

    Nella storia chiamata grande discovery tutti e quattro i calibri da novanta figurano in prima linea ed in prima linea caduti , perché clamorosa vicenda e clamorose analisi e riscontri li inchiodano a ruoli e ragioni delle attività, nella storia ( la magistratura ha i suoi tempi, o le sue ragioni quando seppellisce.)

    Ma i curricula , parlano da soli.

    Rinvio all’articolo che uscirà il cinque settembre (link che funzionerà da tale data)

    TRITTICO : BANDO ALLE CIANCIE, UN GIUDICE CONTENTO ED UN PROFILO ARTIFICIALMENTE INVENTATO

    (O ANCHE PROGETTATOda tempo ?! )

  3. “L’inferno è incostituzionale. E Dio un fuorilegge”. Il caso del prof. Lombardi Vallauri

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    Il caso del docente cacciato dalla Cattolica

    Per le sue stravaganti (ed eretiche… e magari un po’ cretine) affermazioni sull’inferno e su Dio, “ingiusti” e contrari ai “diritti umani”: il primo perché “eterno”; il secondo, perché “antidemocratico” e “disumano”

    di Vincenzo Scarpello

    Scarpello 2Posso dire di aver vissuto personalmente l’avvicendamento sulla cattedra di filosofia del diritto dell’Università cattolica tra Luigi Lombardi Vallauri e Bruno Montanari, attuale docente.

    Si trattò di un evento traumatico, del quale si parlò a lungo e non sono nell’austerità del quarto piano del dipartimento di giurisprudenza, ma anche fra noi studenti, che da matricole (o meglio MQM) ci ritrovammo catapultati in uno dei più singolari episodi della storia dell’ateneo dei cattolici italiani.

    Nel collegio dove ho trascorso la spensierata indecenza degli anni universitari, l’Augustinianum, aleggiava quasi il mito del docente “eretico”, che in nome della ragione e dei principi del diritto non risparmiava strali degni di un filosofo da bureaux d’esprits, contro la dottrina cristiana ed i suoi fondamenti dogmatici.

    Per queste sue posizioni eretiche (non eterodosse, inopportune, paradossali, ma eretiche!), ribadite con orgogliosa pervicacia nel suo libro “nera luce”, venne allontanato dall’insegnamento.

    Il prof. Luigi Lombardi Vallauri. E' stato allontanato dall'Università Cattolica per il suo insegnamento eterodosso sull'inferno.

    Il prof. Luigi Lombardi Vallauri. E’ stato allontanato dall’Università Cattolica per il suo insegnamento eterodosso sull’inferno.

    Non è tuttavia di questa vicenda che ho intenzione di parlare. Entrerei in un campo minato che già allora rischiò di deflagrare e che il Magnifico rettore Adriano Bausola, seppe gestire con estremo senso pratico.

    Voglio invece occuparmi di un tema in particolare sul quale il prof. Lombardi Vallauri insisteva con particolarissima originalità.

    Come avrei risposto – in un’urcronia nella quale il professore sarebbe rimasto sulla cattedra di filosofia del diritto – alle sue provocazioni, per nulla scontate, non sulla base delle mie discutibili opinioni, ma sulla base della ragione e del Magistero della Chiesa?

    Data la vastità dei temi trattati nella “Nera luce”, mi limiterò ad un argomento a me più consono, quello dell’inferno.

    L’inferno esiste e potrebbe essere pieno…

    Il teologo svizzero von Balthasar: a torto viene considerato eretico per le sue posizioni sull'inferno.

    Il teologo svizzero von Balthasar: a torto viene considerato eretico per le sue posizioni sull’inferno.

    Chi volesse rinfrescarsi le idee su cosa dice il Magistero della Chiesa cattolica sull’inferno e sui novissimi può andare qui e qui, e ne rammenterebbe l’eternità ed il fatto che non fu voluto da Dio, ma solo permesso, nella misteriosa prospettiva della salvezza.

    Allo svizzero-tedesco Hans Urs von Balthasar, teologo d’indubbia audacia e di altrettanta indubbia ortodossia, come prova la stroncatura che lo stesso fece alla insidiosa e ambigua teologia di Karl Rahner, in particolare alla teoria dei “cristiani anonimi”, è attribuita una frase erronea, frutto di una pura manipolazione giornalistica e non di una sua speculazione teologica: «L’Inferno esiste ma è vuoto» [vedere qui]. Nel 2008 il Padre Giandomenico Mucci, nel suo articolo qui riportato tratto da La Civiltà Cattolica, citando il celebre teologo risponde con le sue stesse parole: «La soluzione da me proposta, secondo la quale Dio non condanna alcuno, ma è l’uomo, che si rifiuta in maniera definitiva all’amore, a condannare se stesso». A ulteriore prova e chiarimento, von Balthasar scrisse “Breve discorso sull’Inferno” (ed. it. Queriniana, 1988. qui] e appresso “Sperare per tutti. Breve discorso su Inferno-apocatastasi” (ed. it. S. Paolo, 1997. qui]. Ciò nonostante, se andiamo a consultare internet, scopriremo pagine e pagine di presunti teologi e di presunti storici della teologia che lungi dall’aver mai letto due sole pagine della enorme produzione teologica di von Balthasar, presa come verità di fede questa estrapolazione e manipolazione giornalistica, lo tacciano in modo tanto superficiale quanto ameno persino di palese eresia [Esempio, qui, qui, qui].

    Tutta la Tradizione, sin dalle parole degli apostoli Pietro e Paolo, parlano della realtà dell’inferno, come luogo di tormenti per gli angeli ribelli e per quegli uomini che hanno rifiutato Dio.

    Il discorso si fece più articolato e interessante nella Patristica, che si divise tra quanti finirono col credere nella paganissima metempsicosi, come Origene e Carpocrate, e quanti, come ad esempio San Gerolamo, lo vollero come strumento della giustizia di Dio. Una giustizia divina, non umana, e proprio per questo non può essere giudicata secondo i metri del sentire giuridico umano positivo, passeggero come le stagioni, fra l’altro.

    Bando allo storicismo

    inferno_diavoloFaccio questa premessa, proprio perché è questo l’argomento in base al quale mi permetto di approcciare alle provocazioni intellettuali del prof. Lombardi Vallauri in merito all’inferno.

    Non si può comprendere l’inferno, del resto, se non si crede in Dio. Questa insopprimibile premessa, che taglia le gambe ad ogni approccio metodologico laico e storicistico, ha creato in passato delle sovrapposizioni di prospettiva che voglio in qualsiasi modo evitare. Altrimenti si dovrebbe ricostruire l’origine storica dell’idea di inferno, dallo zoroastrismo (prima religione a definirne con compiutezza l’essenza ed i contorni) alla paganità greco-romana, fino all’ambiente ebraico, che risente degli influssi medi e caldei.

    L’inferno cristiano non si sviluppa pertanto come la risultante delle diverse tradizioni religiose ed iniziatiche di derivazione mediorientale ed orfica, ma presenta tratti di originalità, anche rispetto allo Sheol della religione ebraica.

    Un errore di categorie

    41_00257802~die-verdammtenE’ la stessa Patristica, fucina della Tradizione, ad insegnare che l’inferno non fu ispirato da Dio, ma dal diavolo, il cui peccato di compiacimento della propria potenza, degenerato in superbia, sarebbe stato alla base della generazione di un luogo destinato alla sofferenza degli angeli ribelli e delle anime dannate.

    Un luogo il cui destino soprannaturale è quello di intrinsecarsi con le categorie aspaziali e atemporali dell’eternità che non possono essere ricondotte alle convenzioni umane. Fu creato nell’Evo all’inizio dei tempi, a seguito della prova angelica, contemporaneamente alla creazione del mondo.

    Non è pertanto né un luogo fisico, né tantomeno una differente dimensione a cui si può ad esempio accedere attraverso passaggi dimensionali tra universi paralleli, ma fa parte di una realtà spirituale soprannaturale, presente, eterna, immanente e trascendente nello stesso tempo, come immanente e trascendente è Dio stesso.

    La democrazia all’inferno

    Un dipinto mostra in modo didascalico una profonda verità: fino all'ultimo abbiamo la possibilità di evitare all'inferno. Sta a noi coglierla.

    Un dipinto mostra in modo didascalico una profonda verità: fino all’ultimo abbiamo la possibilità di evitare all’inferno. Sta a noi coglierla.

    Giustizia mosse il mio alto fattore, recita la Divina Commedia.

    Ma quale giustizia? Quella penale umana, che si fonda sulla retribuzione di una pena commisurata alla lesione del bene giuridico che è stato violato dal reo, oppure da una giustizia che trae le sue fondamenta nell’Amore eterno, ed in quanto tale, soggiace all’indefettibilità incorporata nell’eternità stessa?

    Una delle più controverse affermazioni del professore, che più mi ha colpito ed ha stimolato la mia riflessione sin dagli anni dell’Università, è l’interrogativo circa il fatto che un Dio buono, un Dio-amore, non possa consentire la salvezza di pochi buoni a scapito della dannazione dei molti, domanda che, per la verità, si posero prima di lui i filosofi pagani.

    Questa costituisce in realtà una premessa alla domanda fondamentale, che tratteremo a seguito, ma se non si parte dalle premesse non si può arrivare alla sostanza dei problemi.

    Innanzitutto, la “democraticità” del criterio di scelta di Dio. Le anime dei trapassati, in ogni caso, dovranno passare dall’abbraccio della misericordia di Dio, dall’indulgenza dei santi, dalle resipiscenze avute in vita, e perfino il più incallito dei peccatori ha la possibilità di pentirsi in articulo mortis, (e sulla sincerità di un pentimento di questo tipo c’è poco da simulare, dal momento che a sindacarne la bontà è Dio stesso, sommo giudice, che solo conosce i segreti dei cuori) tanto che all’inferno, come ha ribadito anche Benedetto XVI, rifacendosi alla teologia di von Balthasar, ci va chi veramente lo vuole, chi nega in maniera radicale e definitiva Dio, con scelta consapevole o con rincrudimento nei peccati mortali, soprattutto quelli che gridano vendetta al cospetto di Dio. Per intenderci: anche insistere nel proprio peccato mortale, senza pentirsene, certi che “è giusto” così, equivale al “rifiuto” di Dio.

    Dio giudicato dagli uomini. La sindrome di Ponzio Pilato

    Cristo si lascia giudicare dalle leggi umane. Da un giudice umano. E poi da quelli "popolari". E' innocente: ma tutti diranno "crucifige!" E' la democrazia... bellezza!

    Cristo si lascia giudicare dalle leggi umane. Da un giudice umano. E poi da quelli “popolari”. E’ innocente: ma tutti diranno “crucifige!” E’ la democrazia… bellezza!

    La legge di Dio, eternata nei comandamenti e nei precetti evangelici, per il suo fondamento soprannaturale, si distingue dalla legge naturale e da quella positiva. Vero è che anche la legge romana, sulla quale, lo si voglia o no, si basa la tradizione giuridica dell’Occidente e sui cui principi sono conformati gli ordinamenti di quasi tutto il mondo, aveva originariamente una fondazione religiosa, che si può riassumere nella dicotomia fas-nefas normata dalle antiche norme pontificali.

    Una giustizia il cui fondamento soprannaturale la pone al di sopra di ogni norma e di ogni criterio di giudizio umano, e sul presupposto di una Verità, che per la sua stessa essenza, non può essere democratica. La salvezza non è per tutti, ma per chi la vuole veramente. E, come si è detto precedentemente, l’uomo è artefice della propria salvezza e della propria dannazione sulla base della sua libertà, dono massimo dell’Amore di Dio, non una prova che un creatore sadico e burlone infliggerebbe all’umanità, quasi fosse un personale gioco di ruolo che ci coinvolge; al contrario ci pone veramente nella consapevolezza di essere al centro della creazione dell’Universo, se è vero che Dio stesso ha sacrificato suo Figlio per redimerla. Non è la conta dei giusti e dei reprobi a poter essere criterio di giudizio della misericordia divina, quel Dio che si è fatto giudicare dall’uomo sulla base delle legge romana ed ebraica e ne ha fatto scaturire il principale e dirompente episodio di catarsi aporetica che mise in discussione il fondamento etico di entrambe.

    La salvezza è voluta da Dio per tutti, ma è la libertà degli uomini che provoca, tramite il peccato, l’allontanamento da Dio. E quando questa scelta di peccato è irreversibile, tale scelta non porta soltanto alla morte, ma alla dannazione eterna.

    Il bacio colombino e l’eternità della pena infernale

    pic-infernL’eternità dell’inferno, ecco il tema principale della critica del Professor Lombardi Vallauri alla dottrina cattolica della giustizia divina.

    Una pena eterna, commisurata ad una colpa che ha un orizzonte temporale limitato.

    Un Dio che applica una pena sproporzionata all’offesa recataGli, non è un Dio giusto, non è un Dio buono, si diceva, un Dio che “fa la figura di un padre che chiude i suoi figli reprobi in una stamberga orrenda e poi butta via la chiave, per sempre! L’inferno decreta il fallimento totale della pedagogia di Dio.”

    Per quanto grave possa essere la colpa non esiste pena che sia giusto possa essere eterna, un fuoco inesauribile, eterno, superiore a quello che bruciò Giordano Bruno, che non dura milioni di anni, o fino alla fine dei tempi, ma la supera, essendo eterno, come sentenzia senza via di scampo l’Apocalisse.

    Un inferno al quale si è destinati, ed è il prof. Lombardi a fare questa citazione, non i malnati della redazione di Papalepapale, anche a seguito del celebre “bacio colombino” osculum sine periculo pollutionis, come avrebbe sentenziato il severo e ascetico Pontefice Alessandro VII Chigi nel 1666, sul quale postumamente scrissi in epitaffio Pasquino: «Bastava toglier l’uno e lasciar solo il 666».

    Le paure di Cicerone, che salva la capra stoica ed i cavoli epicurei

    Cicerone: anche lui si è posto il problema del dopo...

    Cicerone: anche lui si è posto il problema del dopo…

    La prospettiva di un Tartaro eterno aveva ossessionato anche i filosofi pagani, ed in particolare il principe degli avvocati romani, quel Marco Tullio Cicerone, la cui grafomania vanesia non gli fece raggiungere mai la tanto decantata atarassia proclamata dallo stoicismo moralistico, propendendo ad un eclettismo che mediava col suo epicureismo giovanile. L’Arpinate nelle Tusculanae tenterà di dare una soluzione al dibattito che in futuro appassionerà Lucrezio prima e Seneca poi, di un Tartaro eterno, del quale, per il primo non bisogna temere, godendosi appieno la vita ed i suoi piaceri, in quanto, dopo la morte, saremo annichiliti, e dal secondo, il quale prefigurava una quotidiana lotta, in nome dell’etica, con la propria esistenza, al fine di evitarlo.

    Cicerone si consolava della morte col pensiero che o ci rende eternamente felici o almeno ci toglie ogni possibilità di soffrire, di fatto aderendo all’annichilazione epicurea. Un argomento laicissimo e modernissimo, che si sposa col contemporaneo neopositivismo scientista, figlio di Bertrand Russell.

    Le eresie dei primi secoli. Sempre loro. Come l’inferno “temporaneo”

    inferno (1)La risposta al quesito posto da Lombardi Vallauri però la prospettiva ciceroniana non ce la offre, ma ce la offre invece l’oscura storia del IV secolo, nel quale prosperò la setta eretica dei misericordiosi.

    Secondo costoro, un numero più o meno grande di anni o di secoli tra tormenti strazianti devono essere sufficienti tanto a punire qualsiasi malvagio, quanto a saziare la sete divina di giustizia.

    Questa tesi si diffuse tra gli armeni ed i nestoriani, e venne confutata dalla Patristica in base ad un argomento morale. Se l’inferno fosse limitato o finito non avrebbe senso la “pedagogia di Dio” richiamata dal professor Lombardi Vallauri. Difatti, dinanzi ad un temporaneo castigo futuro collegato alla soddisfazione di un peccaminoso piacere limitato presente, non porrebbe problemi a cedervi, da momento che in futuro l’essere anime immortali, sacrificherebbe volentieri un periodo di lontananza da Dio, ed il fuoco stesso (detto in parole più semplici: se l’inferno fosse temporaneo, il peccatore si farebbe i suoi conti e direbbe: “vabbè, mò mi godo i piaceri perversi di questa terra… e pazienza se mi faccio poi una stagione all’inferno, tanto poi ne esco uguale e vado in paradiso… ma almeno me la sarò goduta sulla terra alla faccia di quegli scemi dei santi che per non farsi un po’ di inferno hanno avuto una vita virtuosa”). Per questo esiste il Purgatorio, non l’Inferno, che invece è destinato alla definitività di una scelta, come quella dei demoni, o quella dei dannati, che da se stessi si sono alienati la possibilità di un Premio eterno, cui deve necessariamente corrispondere una pena eterna.

    Tale pena è comminata non in base ad una legge umana, ma è intrinseca all’azione. Una pena necessariamente eterna, ove l’eternità va colta nella sua dimensione sovrannaturale, come si diceva, di atemporalità, che non può essere sottoposta alle dimensioni spaziotemporali della realtà immanente. La moralità dell’eternità della pena sta nel fatto che è voluta scientemente dal singolo, voluta, ribadita, acconsentita, nonostante la possibilità di recedere, non dando ascolto agli stimoli soprannaturali di salvezza che derivano da Dio.

    E’ il tempo l’orizzonte entro il quale noi scegliamo l’eternità, ed è solo nel tempo che possiamo giocare la partita della nostra salvezza e della dannazione. Per questo solo nel tempo possiamo pentirci o salvarci. Fuori da esso non è possibile perfino il pentimento.

    Ed è il tempo stesso l’orizzonte in cui opera la giustizia umana, il cui fine, è quello di favorire il pentimento dell’uomo, il suo reinserimento nella società, la possibilità di riconciliarsi con la sua vittima e con la società.

    Le leggi positive giudicano le leggi divine?

    La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino. E' servita veramente?

    La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. E’ servita veramente?

    Le leggi dell’uomo non sono quelle di Dio, né le leggi di Dio possono essere giudicate in base alle leggi positive umane, come fa il prof. Lombardi Vallauri, che arriva a sostenere che la concezione cristiana dell’inferno sarebbe non solo contraria ai principi generali del diritto, ma soprattutto anticostituzionale e contraria ai diritti dell’uomo, nuovo Vangelo laico, sulla base del quale si ha l’ardire perfino di giudicare Dio e le sue leggi.

    Proprio l’illuminista Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, ispirata dalle contraddizioni voltairiane e dallo gnosticismo di massa liberale, pensiamo a quella. Quel compendio di banalità e di dichiarazioni di principio, che i firmatari hanno fatto a gara per disapplicare nella pratica politica reale, ma della quale fanno ampiamente utilizzo per giustificare l’ingerenza e la propria politica di forza nei confronti degli stati sui quali si posano le loro brame geopolitiche.

    Perché Cina, Urss, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, i principali firmatari e vincitori dell’Asse durante la Seconda Guerra mondiale, non si sono mai fatti scrupolo di utilizzare i metodi dei nemici sconfitti, talvolta anche superandoli in disumanità, ma stranamente non hanno mai risposto dinanzi ad alcun tribunale internazionale dei comportamenti in guerra ed in pace compiuti in totale spregio e violazione delle immortali dichiarazioni di principio eternate con furia ideologica, a maggior dimostrazione del fatto che i rapporti internazionali non si basano sulla forza delle leggi e sui buoni sentimenti, ma sulla forza militare ed economica degli stati che garantisce vigenza ed applicatività alle leggi che si proclamano di seguire.

    Le Costituzioni non sono in fondo che pezzi di carta

    L'appello a firmare contro la legge sull'omofobia che si trova in alcuni siti cristiani, tra cui La Nuova Bussola. Non si tratta di essere omofobi, ma di capire che si vuole mettere un bavaglio alla Chiesa e al suo insegnamento in tema di omosessualità.

    L’appello a firmare contro la legge sull’omofobia che si trova in alcuni siti cristiani, tra cui La Nuova Bussola. Non si tratta di essere omofobi, ma di capire che si vuole mettere un bavaglio alla Chiesa e al suo insegnamento in tema di omosessualità.

    Nessuna Costituzione potrà mai avere la forza morale (per quanto supportata dall’autoconferita autorevolezza che si autoattribuisono quei pomposi sommi sacerdoti del tempio delle vanità e delle ipocrisie farisaiche, accademici che vanno sotto il nome di costituzionalisti), per permettersi di giudicare Dio; nessuna legge positiva, nessun nuovo diritto può coartare la legge morale di fondamento divino che è base e vincola il credente nel tempo e nell’eternità.

    Né alcuna legge potrebbe imporre alla Chiesa di modificarsi, sulla base delle mutevolezze del sentire sociale che è a fondamento del diritto positivo, in quanto la legge di Dio non è né diritto canonico, né diritto naturale (pur il diritto naturale essendo conformato, come diceva San Tommaso d’Aquino, alla legge di Dio).

    Qualora la Chiesa acconsentisse al mondo, smentisse il suo Magistero direttamente derivante dalla legge di Dio, e cedesse all’etica giuridica secolare, rinunzierebbe a se stessa.

    Prendiamo ad esempio la terrificante e disumana normativa sull’omofobia, in base alla quale si vorrebbe arrivare ad imporre alla Chiesa non solo di tacere, ma anche di modificare la sua teologia morale, gli stessi fondamenti scritturali (e le parole chiarissime, in proposito, di san Paolo) imponendole la moralità relativista. Una tale mostruosità giuridica ricorda i peggiori ordinamenti totalitari, e qualora dovesse trovare accoglimento anche in Italia, non solo costituirebbe un irrimediabile vulnus alle libertà costituzionali (sulle quali, questa volta i soloni del costituzionalismo nostrano fanno a gara di vergognoso silenzio) ma sarebbe una norma ingiusta in base alla ragione naturale e, per chi ci crede, alla legge divina. Una deriva totalitaria, basata sui sedicenti “diritti umani”, dinanzi alla quale tutti gli uomini liberi sono chiamati alla resistenza.

    E alla fine arriveranno i barbari

    Particolare del Giudizio Universale di Michelangelo. Si vorrebbe piegare alle leggi umane anche il Giudizio di Dio.

    Particolare del Giudizio Universale di Michelangelo. Si vorrebbe piegare alle leggi umane anche il Giudizio di Dio.

    Tali dottrine eretiche sono costate l’insegnamento al Prof. Lombardi Vallauri, idee che non riguardano solo l’inferno, ma perfino la bontà di Dio stesso, e di Gesù, presentato come un cattivissimo trasgressore dei diritti umani. Barbina e beffarda sorte volle che il professore se la prendesse perfino col teologo a suo dire eterodosso Hans Urs Von Balthasar, giudicando pretestuosa la sua dottrina dell’inferno vuoto, che altro non sarebbe se non un disperato tentativo della Chiesa di salvare la bontà e la misericordia di Dio. Mentre come abbiamo visto all’inizio, le cose stanno in altro modo e tutto nasce da un equivoco puramente giornalistico.

    Per adesso limitiamoci a constatare un fatto fondamentale, che in quest’epoca decisiva per la libertà del genere umano deve essere proclamato a gran voce: certa umanità vorrebbe piegare ai propri capricci perfino la giustizia divina, permeandola a immagine e somiglianza della legge positiva.

    Un’umanità che ha anche detto, con storicistica supponenza, che la stessa giustizia divina è a sua volta frutto del contesto culturale nel quale fu concepita.

    Bisogna solo augurarsi che questa umanità, se non della giustizia del Dio dei cristiani, non si dimentichi almeno dell’etica pratica, assoluta, dei progenitori greco-romani, i quali ammonirono che quando una Civiltà trascina se stessa in balia della propria ὕβϱις (smisuratezza), è destinata all’autodistruzione. Quando essi stessi cessarono di dare ascolto a questo precetto, arrivarono i barbari.


  4. La signora nel video l’antropologa Cecilia Gatto Trocchi si è suicidata? Cosa dice wikipedia: …era affetta da una forte depressione a causa della prematura scomparsa del figlio, Massimiliano Gatto, morto nel giugno del 2003 a causa di una leucemia fulminante subito dopo essere uscito vivo da un tremendo incidente d’auto. La studiosa si è tolta la vita alle 21,30 di lunedì 11 luglio 2005. In questo video non mi sembra che è colpito dalla depressione !!!!!!!!!

  5. Riporto da Stampa Libera

    Ricordo che quando andai ad un incontro di preghiera a Pontassieve vicino Firenze, qualche anno fa, Padre Amorth disse che lui esorcizzava 10/12 ore al giorno, 7 giorni su 7, comprese le domeniche e giorni come Natale e Pasqua, che sono giorni talmente speciali che le grazie in quei giorni scendono dal cielo in quantità e quindi come non approfittarne… La durata per ogni esorcismo può variare, ma almeno 5 – 6 al giorno li fa, quindi il numero indicato più o meno corrisponde a verità. Ovviamente quando va a fare questi incontri di preghiera non fa esorcismi ma solo preghiere di liberazione comunitarie.
    http://www.verginedegliultimitempi.com/amorth.htm
    Da notare in prima pagina anche alcuni messaggi privati dati anni fa, che si sono avverati e che stiamo vivendo.

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