San Marco 13, San Matteo 24, San Paolo Tessalonicesi 2, San Giovanni Apocalisse 13, San Daniele 8, La Salette, Fatima

Cosa cresce nel giardino dell’ignoranza

parco erbacce

Nel giardino dell’ignoranza cresce la paura per il diverso.

Nel giardino dell’ignoranza cresce la paura per la malattia.

Nel giardino dell’ignoranza trovano spazio le colture OGM.

Nel giardino dell’ignoranza si pensa che il clima cambi a causa delle attività umane.

Nel giardino dell’ignoranza si teme la malattia come un nemico da combattere, una maledizione da evitare.

Nel giardino dell’ignoranza cresce il senso di abbandono, la paura del domani, il bisogno di qualcuno che ci dica come fare, come mangiare, come curarci, cosa studiare, che lavoro chiedere, a chi chiedere tutto, ma proprio tutto.

Nel giardino dell’ignoranza non c’è libertà: si chiede alla burocrazia quello che si può e non si può fare.

bambini-gioco-parco-giardinoNel parco della consapevolezza cresce la certezza che Dio ha fatto questo mondo nell’abbondanza e che Lui non ci farà mai mancare quello che serve

Nel parco della consapevolezza prospera la serenità alimentata dall’amore sconfinato del Padre.

Nel parco della consapevolezza si riconoscono i falsi maestri che ci vogliono preoccupati, spaventati, soli, indifesi.

Nel parco della consapevolezza avvizziscono e si seccano subito le erbacce dell’invidia, dell’avidità, della paura di restare senza, perchè tutto è abbondanza.

Nel parco della consapevolezza le malattie sono un campanello d’allarme che serve a riportarci sulla strada maestra, piuttosto che un castigo o un attacco dall’esterno da combattere e soffocare.

Nel parco della consapevolezza prosperano naturalmente amicizia e solidarietà.

Nel parco della consapevolezza c’è spazio per tutti, e nessuno deve chiedere a qualcun altro cosa può fare: viene guidato dall’Amore.

Dove volete far crescere i vostri figli?

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La Rete di Mammona da cui liberarci

Decrescita felice o felicità in decrescita?

Arca è il Progetto Editoriale di una “rete di sistema“, organizzata per piccole cellule interattive e autosufficienti, e per l’operatività costruttiva antisistema scevra da paure, apostasie, imprudenze, cecità e stupidità tipico derivato disorganico della matrice mammonica e delle strutture di peccato.

Molti amici (anche di Stampa Libera) cominciano a scrivermi per sapere in cosa consiste il progetto di cui tanto vado parlando da un po’ di tempo a questa parte, e perché parto per andare dove. Ho deciso di scrivere questa premessa agli appunti di viaggio, perché altri possano seguirmi e coordinarsi con l’aiuto degli amici dei siti che definisco, sin da ora, della Resilienza Cattolica (La Pace in Gesù dopo il Superamento del Trauma Universale per il Tradimento del Papato di Roma)
Il progetto si fonda sulla Resilienza e ha lo scopo di creare una Confraternita di Cooperative per la costruzione di CAERP e Borghi -agricoli- di Xenobia tra persone che hanno recuperato il PIENO POSSESSO DEL PROPRIO TEMPO. A Xenobia non esistono deleghe e/o deroghe, perché tutti sono e devono essere impegnati: nessuno è servo e nessuno è padrone, e la fraternità è l’unica legge. Le CAERP sono la nostra Centrale TermoNucleare e Spirituale a flusso continuo e fondamento della Resilienza. Dirò poi.

Torniamo con la mente sulla terra, fra i mortali della stirpe “diseredata”
Ecco, appunto… mi sembra che non si sia ancora capito nulla del piano Monarch che è quello con cui verrà intronizzato e imposto anche mentalmente l’AntriCristo, il Duca, il Monarca del Mondo, con il suo Pensiero Unico; ed il Marchio della Bestia che lo sorregge e leggittima. Il suo progetto perentorio è toglierci tutto il Tempo portandolo sotto il suo diretto controllo e con questo impossessarsi totalmente e definitivamente della nostra anima spirituale (causa primaria del conflitto di Lucifero e degli Angeli Ribelli con Dio). L’AntiCristo con il suo programma Monarch che divora l’essere umano nella profondità della sua anima sin dalla infanzia, si pone in antitesi a Gesù, Re e Monarca dell’Universo e di ogni creatura indifesa.
Gesù infatti “tre” peccati considera più gravi degli altri, perché assecondano la famelicità dell’AntiCristo: la pedofilia, l’usura da signoraggio bancario, la verità tenuta nascosta al popolo. Soprattutto quando è Verità salvifica e sta scritta sui Libri Sacri perchè venisse divulgata in ogni angolo del Pianeta.

Vi invito a cogliere il senso delle parole di questo Rap che mi ha consigliato l’amico Stè di Stampa Libera. (clicca qui!)

Insisterò finchè potrò scrivere e parlare direttamente per mia mano e per mia voce: lasciamo perdere qualunque discussione che non porta alla concretizzazione di un “nostro piano” alternativo al sistema e tutto ciò che ci impedisce di diventare quanto prima operativo con una seria e importante rete “umana” di sistema, con strutture di appoggio e produzione, riferimenti territoriali ed editoriali, abitazioni e ospitalità, terreni agricoli e persorsi spirituali e culturali, borghi e conventi, comunità agricole, punti di acquisto e/o reperimento e immagazzinamento cibo, sementi, mezzi, risorse, collette e materiali. C’è poco da fidarsi di economisti, politici, giornalisti, sindacalisti, opinion leaders, scienziati, esperti e tuttologhi, guru che vanno in TV perorando alternative al sistema vigente, se poi continuano anche loro a sottrarvi denaro e tempo con parole, senza esortarvi al diritto di riprenderci la Sovranità monetaria, alimentare, sanitaria, formativa, energetica, o mettere su almeno un piccolo orto. Lo scopo, infatti, continuerà ad essere sempre quello: controllare il vostro Tempo, perché siete e dovete essere schiavi, anche se passivi, ma schiavi di tutto quello che hanno da dirvi contro voi stessi. E siccome solo Gesù è VIA, VERITA’ e VITA, se servirà tenervi lontano da Lui, vi daranno anche soldi, creeranno un sistema a credito, vi salderanno ogni debito; perchè è del nostro Tempo che vivono i Paladini e gli “Alfieri della Dissoluzione”. E paradossalmente siamo noi che facciamo vivere il loro sistema iniquo che è contro di noi. La vita corre e noi abbiamo ancora moltissime cose da fare per farci trovare PRONTI e DEGNI al momento opportuno da Gesù che Viene nella Potenza dello Spirito Santo. E siccome non sappiamo l’ora, fate vostro da subito il dono della GRATUITA’ e della POVERTA’, in SPIRITO. Che significa non essere poveri in canna, ma felici nel poco, senza brama di volere, volere (senti il passaggio di Sordi in “Finchè c’è Guerra c’è Speranza!”, voler sempre di più e per questo sentire il desiderio di un lavoro stabile, affascinante e ben remunerato, rientrando come in una spirale nel loro giogo “dalla culla alla tomba”. Qualunque notizia che circola (e state tranquilli anche quelle che riportiamo con un copia e incolla su Stampa Libera e che riteniamo buone per i contenuti e gli obiettivi), voi non lo sapete, e gli stessi autori e la Redazione non lo sanno: serve tutto solo per creare un lavorio martellante nella nostra testa, un malinteso amore nel nostro cuore, uno stare incollati dipendendo dall’aggiornamento dei commenti, che coltivano una rabbia, una ribellione, un presentimento, uno sconforto. E’ il modo più diretto ed efficace per rimodellare il nostro senso della percezione delle cose. Ci stanno riprogrammando, usando anche internet e chi vi naviga e scrive in buona fede, i neuroni cerebrali e nemmeno ce ne accorgiamo… mentre intanto ci sfilano via il Tempo, la cosa più preziosa che abbiamo per il nostro sano discernimento spirituale. Eppure, più segni manifesti di 70 anni di Repubblica sotto il dominio dello straniero anglosionista non sono sufficienti per capire che non siamo liberi? Pure il Papato è stato svenduto all’Avversario. E nel frattempo, sotto i nostri sguardi assenti e nel bel mezzo della diatriba Chiesa sì e Chiesa no, Vaticano Secondo sì, Vaticano Secondo no, Maria sì, Maria no, Dogmi sì, Dogmi no, Papa sì, Papa no, si sono realizzate le profezie di La Salette e Fatima. Ora arrivano i cataclismi della NASA-Area51.

Discovolante nell'Area 51

E’ inutile poi parlare dell’Unità d’Italia fatta anche per far piacere a Cavour che aveva un debito con la sua Banca del Nord e con i Rothschild, ma soprattutto per togliere in maniera programmata e sistematica la Chiesa Cattolica Romana ed il Papato, l’unico vero ostacolo (Katechon) al Nuovo Ordine Mondiale pensato da Pike e Mazzini, ma in realtà voluto dai Rabbini Talmudici (infiltrati) Gesuiti Sionisti e Illuminati (I Protocolli dei Savi di Sion altro non sono che il loro programma concordato e accettato al 33° grado di livello massonico). Ma questa oramai è dietrologia, notizia declassata di terzo e persino quarto livello, come le veline di Wikileaks. Internet serve anche a questo: darci in pasto notizie declassate e tenerci occupati per un altro pò. Ed io pure ho parlanto intensamente su Stampa Libera sia di Monarch, che di Transumanizzazione, ma anche dell’Ordine che vuole il Nuovo Mondo. Ho però introdotto argomenti nuovi che normalmente in internet sono interpretati in altro modo. Ma tant’è che me la sono raccontata da solo e anche un po’ divertito e ne ho ricavato delle pubblicazioni che sono consultabili su scribd assieme a tanti altri miei scritti su la Passione della Chiesa, dove troverete anche testi di John Kleeves. Ma la cosa certa che non diventerà mai desueta perché sempre in attività è che il Nuovo Ordine Mondiale ha bisogno di esistere anche comprando l’anima di giornalisti, politici, accademici, scienziati, scrittori, professori, medici, militari, ambasciatori, dirigenti, burocrati, sindacalisti, ingegneri, banchieri, preti, vescovi, teologi e cardinali, ecc. che mai dovranno dirvi la VERITA’; hanno dovuto comprare Case Editrici e imbrigliare le scuole ed il corpo docente per far passare tutte queste <strong<menzognee allestire una intera rete sommersa e segreta di produzione, commercializzazione e distribuzione di droghe e vizi, abusi e prevaricazioni per ogni genere e uso per corrompere, denigrare, distruggere e portarci nel dominio dell’INGANNO e della EMPIETA’. Non c’è attività umana che si realizzi e che non passi per il controllo della vastissima rete dei Servizi Segreti al comando dei Padroni del Mondo. Persino le Rivoluzioni Colorate sono realizzate con i loro capitali ed i loro sistemi supercollaudati di Agit Pop. Ma cosa c’è di più lampante che un fatto previsto, pronosticato, profetizzato che si realizza? Nulla è più potente -per aprire gli occhi- di una profezia che si realizza. E questa ha tutte le sembianze dell’INIQUITA’, della PERDIZIONE e dell’ABOMINIO DELLA DESOLAZIONE.
Persino al recente denuncia di Obama sugli intrallazzi dei Master in Comand dentro la Casa Bianca è una parte in commedia. Ora lui comincierà uno ad uno a disvelare i vari inganni per apparire un uomo dalla parte della gente. Ha tutte le carte in regola per diventare il Monarch, l’eletto, l’unto. Fissatevi in testa il suo nome vero: BARACK HUSEIN DUNHAM.

Inganno Globale

Ma noi non siamo capaci di vedere che c’è qualcosa di buono, al di là di ciò che vediamo, perché abbbiamo paura! Ci hanno insegnato a vivere per schemi prefissati e programmati
Lino Bottaro, Alberto Medici, Gianni Lannes, Lorenzo Acerna, ma anche Epiphanius, Stefano Anelli, Maurizio Blondet e Giuseppe Cosco (i primi veri apripista della controinformazione con le forti limitazioni date dal fatto che si muovevano in anticipo in un campo per molti ancora sconosciuto) ci hanno mostrato la potenza delle Matrici d’Inganno, sin dai tempi della scuola. A suo tempo ho dispiegato anch’io molte energie con un gruppo di amici, fuoriusciti da FdF aprendo il forum di EscogiTUr, che ho voluto chiudere perché ad un certo punto ho pensato: ma si può risolvere qualche problema solo parlandone?
Prendete le Carte del Gioco degli Illuminati, e vedete se c’è ancora qualcosa che non si è realizzato; ed ecco che la Sibilla (stavolta non “cumana”) ma dei Gesuiti vi dirà già cosa succederà domani, perché hanno impresso una ACCELERAZIONE alla Storia e ne siamo tutti coinvolti.

Carte Gioco degli Illuminati

Quello che nessuno mai vi dirà è cosa dovete e potete già fare oggi, se siete davvero rimasti liberi di gestire il vostro tempo! E se non lo facciamo qui su Stampa Libera o sul sito di Ingannati, voglio proprio sapere dove ce lo faranno mai fare di dirci quello che sappiamo e vorremmo fare per uscirne fuori!
Ecco perché chiedo qui, e andrò a chiedere in giro a piedi per l’Europa vestito con un sacco: qualcuno ha un pezzo di terra che non sfrutta o meglio che non riesce a far “fruttare”? Ce lo metta a disposizione. Qualcuno ha case sfitte che usa pochi mesi o settimane all’anno? Le metta a disposizione degli amici, degli ultimi. Idem per capannoni e tutto ciò che oggi è lì lasciato a se stesso a marcire, senza produrre risorse e ricchezza. Ecco cosa dobbiamo fare: attivare un sano e libero trasferimento di ricchezza da chi finora si è garantito una vita sopra ogni possibile e tollerabile disprezzo per l’altrui sorte (il prossimo dei Vangeli) per rimodellare tutti insieme un nuovo piano di welfare impostato sui beni comuni (res pubblica) e la sua equa distribuzione, solidarietà, ecosostenibilità e sussidiarietà, attorno all’idea di Borghi Eucaristici e Agricoli di Xenobia. E guardate che questa non è una idea comunista, bensì di comunità avanzata e cristiana, come è stata per quasi 2000 anni.

Borgo Rurale

Ma perché ciò accada, è ora di abbandonare tutto per RIPRENDERCI IL VOSTRO TEMPO! Sempre se non vi siete già “fatti fregare” e legare a doppia mandata con qualche debito o matriche di mammona. E sicuramente è così! Perché il piano è stato diabolico e sistematico con tutti, inesorabilmente “…e ingannerà se possibile anche gli eletti” (San Matteo 24:24). Vedete dove sta il problema? Parole, parole, parole, fiumi di parole ma alla fine anche chi legge sui siti di controinformazione e se la prende con le Banche usuraie o con Equitalia, quasi tutti hanno una ragione per non mollare ed una in più per sfogarsi ed essere arrabiati. Vedo nel mio immaginario gente gridare aiuto legata alle proprie catene! E le catene sono lì e si vedono. Servirebbero nuovi Mercedari come vorremmo essere noi Arcieri. Ma come si possono pagare i debiti di tutti quanti, se non esiste la volontà di cambiare casa, città, amicizie, vita, e sospendere le spese della palestra, dell’affitto, delle vacanze, del ristorante, della piscina, ecc. ecc. ecc.? Ci hanno fregato in ciò che più di prezioso abbiamo: IL TEMPO. Hanno fatto in modo che lo andassimo a consumare nei migliaia di rivoli creati con le Matrici. E se non ci sta bene il bianco, abbiamo in alternativa il nero: destra sinistra, scarpe alte, scarpe basse, Tv commerciale, Tv pubblica e Tv a pagamento, buoni e cattivi, onesti e farabutti.

Io sono pronto

Abbiamo perso la possibilità di dire: io sono PRONTO!
Se dunque qualcuno è libero per partire con me, in una settimana ci si organizza e si parte per l’8 di Dicembre, giorno dell’Immacolata! Ma io non sono Gesù che disse: chi mi ama mi segua. Ho un limite in più, ma una forza che nemmeno Gesù aveva: essere libero di spostarmi ovunque senza il freno degli amici e sfuggire al persecutore fino a che non sarà giunta l’ora.
Quindi, vediamo di comprenderci. Quale sarà il prossimo obiettivo della Programmazione Monarch e dei loro INFLUENCER? Ve lo dico io: prepararci alla guerra di Armageddon e di Gog e Magos e farci scendere tutti nelle piazze per schedarci o eliminarci in un sol colpo. Evitate questa trappola mortale. Ve lo scongiuro! Non fatevi trarre dalla tentazione di andare a difendere qualche valore in piazza, quando potete esercitarlo nelle vostre case e affermarlo con l’esempio; che intanto in questa società per come è stata concepita, formulata e strutturata, non c’è più spazio per il Decalogo da cui discendono tutti i valori universali. Rifiutate, piuttosto, il Marchio della Bestia. Gesù considererà questa mancanza di accortezza come segnale di Apostasia. Il vero cristiano in queste circostanze prega e opera (Ora et Labora).
Per quanto riguarda la reintroduzione della pena di morte, lo prevede il Trattato di Lisbona e persino quello di Maastricht. Ma perchè credete abbiano creato l’Eurogendfor? E sul Generale Antonio Pappalardo non fate affidamento. Arringa la gente, il popolo, per mandarlo al massacro. E’ sempre stato il suo ruolo sin dai tempi della P2.
Ma lo sapevate o no che in caso di insurrezione e motti di piazza viene ripristinata ipso facto la pena di morte? Ce lo ha ricordato Roberto Fiore il fondatore di Forza Nuova quando per il breve periodo che fu Europarlamentare chiese l’adesione anche della Lega per scongiurare ciò e Bossi si rifiutò di sottoscrivere le contromisure, sebbene condividessero l’idea di uscire dall’Euro.
E non sto parlando del “coraggio delle idee” di kenendiana memoria. Per carità. Ci sta tutto! Penso però al contesto in cui si è prodotta la notizia di quella ragazza che all’Università di Pavia ha mostrato coraggio e argomentazioni.
Per questo mi interrogo: come le ha acquisite, da dove, quando? Come ha potuto essere riempita di idee e nozioni ben farcite, senza che nessuno si domandi sul serio come si possa continuare a sopravvicere lo stesso in questa società se non rimanendo comunque installati ed impiantati in un contesto tipicamente neomondialista, dove tutto sembra cambiare pur non cambiando proprio perché si finisce per non proporre alternative vere? La rete internet è un programma militare, e chi è stato militare sa cosa significhi. E nulla è lasciato al caso. E’ la replica continua di informazioni che si propagano e ripetono all’infinito fino a che si inverano e danno un senso di compiutezza. “Ecco una che ha avuto coraggio e ha detto le cose come stanno!”. Ma come, non sono anni che girano nella rete e le conoscono tuti oramai questi mantra? Le notizie e le cose da dire e fare al momento opportuno, sono costruite come la rete ed il sistema monetario: quando comincia a girare prende valore e si invera nella vesta di una ragazza come in questo caso. Questo gergo piace a Marra, esperto di Mk-Ultra e PNL (Programmazione Neuro Linguistica), ma è la tecnica da sempre usata da Maurizio Costanzo e persino da Davide Hicke e Salage (il pedofilo). Noi queste cose dovremmo saperle, visto che se ne parla tanto anche su Stampa Libera. O si legge senza comprendere come capita nella maggior parte dei casi che facciamo finta di non vedere? E’ la stessa ragione per cui della Chiesa Cattolica si percepiscono solo gli scandali. e non le parole di Verità Universali.
Io ho fatto saltare un sistema di comunicazioni in Libano e se sono riuscito ad evitare un rientro forzato è solo perchè ho saputo anticiparli. Ma al processo di ammunitamento multiplo e aggravato (soprattutto perchè in area di guerra), ci sono dovuto andare. Sono stato assolto perchè a loro non conveniva che si andasse sui giornali. Ma il sistema di difesa è saltato e hanno dovuto rivedere tutto, compreso il rientro delle armi, che venivano lasciate incustodite negli uffici con i siriani che giravano nel compound. Eppure il loro unico problema erano le foto. Certo, con i massacri di israele quelle foto potevano essere compromettenti, compreso il rischio pedofilia.

Internet è un pozzo di richiami per la programmazione Monarch….
E noi siamo tra i migliori agenti, perché siamo parte attiva e pure gratuita, manovalanza intelligente a costo zero. Stiamo dando la forma al mondo come la vogliono loro, portandoci via il tempo l’un l’altro. Con noi non servono i VideoGiochi, lo Sport, la PayTv. Possiamo essere utilizzati per penetrare anche dove non arrivano questi sistemi di contollo mentale, perché abbiamo una capacità di penetrazioen e perforazione delle emozioni fino a rasentare il limite delle paure e della assenza di speranza E’ dal nostra TAM TAM che arriverà la SOLUZIONE DEL NUOVO ORDINE MONDIALE MICHOCHIPPATO E TRANSUMANIZZATO. Aggiungi della mistura di fatti, immagini ed incitazione all’odio ed è fatta. Depista, arringa, provoca, irrita, fa scattare dentro una reazione violenta, un odio verso generazioni, caste di politicanti corrotti, preti pedofili e depravati, maschi contro femmine, spiritualismi contro religioni. Ci mette uno contro l’altro. Ci usa. E quando sarà il momento invece di dire: SONO PRONTO! Saremmo sorpresi con il fallo in mano.. opps pardon, con le mani sulla tastiera.

Programmazione Monarch e la farfallina

E tutto questo credete che non appartenga ad un progetto concreto?
Mi sarà facile pensare, quando sarò in giro per l’Europa che alcuni si domanderanno dove starò mai e a che fare? Però sò anche che la maggior parte nemmeno se lo starà chiedendo perché nemmeno mi avrà letto. E tutto continuerà nella normalità. Già, i SISTEMI NORMALIZZATORI.
Quanta gente conoscete nella rete che sappia porsi su un piano costruttivo…,
operativo, amichevole, confidenziale, relazione, amorevole? Poche! Quasi tutti a dire io so, tu non sai niente, cazzate, già sentito, una vita che se ne parla, se ne parla e non si fa niente, noi sì, voi no, scrivi troppo, non hai detto nulla di nuovo sono cose risapute, ingenerando, anche nella Rete e tramite la rete il formulario del NOM:
PROBLEMA-REAZIONE-SOLUZIONE.
Ecco perché internet non chiuderà fino a che deve persistere questo mantra. Solo quando avremmo preso coscienza tutti di quello che dico, uno ad uno cominceranno a chiudere anche Stampa Libera. Loro vogliono scatenare una Reazione, ma con una premura: “TERTIUM NON DATUR”. Parola d’ordine di ogni SISTEMA DI MONITORAGGIO E NORMALIZZAZIONE: ”che si facciano evitare o piuttosto chiudano i siti che propongono le alternative vere, quelle per cui la gente poi passa davvero ai fatti, alla indifferenza e presa di distanza verso il nostro sistema”. Non che manchino suggerimenti nella rete; nonche non lascino passare anche idee buone e mezze verità; ma devono necessariamente essere slegati dal fattore TEMPO. In ogni proposta deve mancare il tempo materiale per realizzarle: ci deve essere un aggancio matriciale alla moneta, al potere, alla politica, alla medicina, all’energia. Quindi lasciate che restino su internet a masturbarsi la testa annaspando alla ricerca di soluzioni, che poi gli faremo piacere la nostra, che è già nel cassetto!” E’ proprio così: gli internauri sono il pezzo forte del processo Monarch, la cassa di risonanza per antonomasia delle nuove idee, la canalizzazione ideale del male, la tempesta perfetta per ogni rivoluzione, la vibrazione anticristica per la nuova era. Noi rappresentiamo questa parte nel processo e nemmeno ce ne accorgiamo. Siamo la parte metallica dell’ingranaggio, la parte solida, i neurotrasmettitori inconsapevoli che poi portano la notizia alla casalinga di Voghera o nelle scuole. Ne parlano con i figli, con gli amici e tutti siamo informati di quello che dice la TV e internet.

Siamo anche facilmente identificabili!
…Tanto che anche in internet, che riteniamo idealmente libera dai media mainsteam, non esiste una notizia correlata all’altra, nonostante la possibilità di inserire una infinità di iperlinks (che anzi, rimandano, rimandano, rimandano fino a perdere il punto di partenzadel discorso). L’amica Nicoletta Forcheri che saluto perché è una vera “passionaria”, insiste col voler mettere una dietro l’altra notizie di attualità. Nulla di più sbagliato e più riconducibile al piano di distrazione. Truman diceva: “se non controlli confondi”. La retta ragione e la ricerca empirica ha bisogno di tessere un filo logico e organico tra gli elementi che ne compongono lo studio per essere compreso fino in fondo. Non siamo comari che basta far passare il tempo, caspita! Così si interrompe inconsapevolmente (e vorrei pensare sia davvero così!) ogni discussione che si avvia alla costruzione di una reazione collettiva razionale e non solo di stomaco, viscerale, che sono quelle che vogliono loro con l’impatto immediato della notizia lasciata cadere là. Per evitare di cadere in questa trappola “qualunquistica” ho dovuto continuare da solo alcune discussioni, per centrare il punto. Su escogitur, invece, avevo realizzato un indice ragionato da cui si poteva subito comprendere il filo logico del sito, indipendentemente dalla notizia o dall’approfondimento in merito. Questo metodo di lavoro me lo sono portato anche su Stampa Libera. E quando finalmente era centrato l’obiettivo prefissato, mi fermavo per passare ad altri temi che meritavano approfondimento, come è successo per l’Ordine gestito dai Gesuiti e la >Transumanizzazione. Non esiste da nessuna parte una costruzione organica degli avvenimenti delle cose che ci accadono sotto gli occhi. Ma di sicuro tutta una serie di GATEKEEPERS che mettono un tappo, chiudono un forum di discussione, si postano davanti ad un cancello. Poi ci sono i distruttori di notizie o disturbatori (DEBUNKERS) ma anche gli incursoni, i sabotatori, i trolley (pattinatori che passano da un sito all’altro lanciando provocazioni, diridendo quelli più preparati e scomparendo, senza replicare alle risposte). Si passa da una discussione ad un’altra, da un foro all’altro, dalla piazza a facebook, dal computer alle faccende di lavoro, dal capo ufficio alla moglie al marito ai figli, alle tasse da pagare, al meccanico ancora da pagare ed il latte che tra poco chiude il negozio.
E tutto finisce nell’oblìo del tempo perduto. Si incarta tutto e si cestina. E neanche si tenta di cercarlo più: lo si compra, oramai, come tutto. Amen!

Problemi esistenziali ed il tempo che corre

…Ed i veri problemi dell’esistenza restano tagliati fuori.
Si parla di campi coltivati, comunità, orti sociali, armonia, energia pulita, ecocostenibilità, gas e acquisti solidali, case costruite di paglia, medicina naturale, l’amore per gli animali e poi, di nuovo a sporcarci i piedi in questa società che non è più la nostra, magari anche vendendo libri per ricavarsi da vivere. Ma questa non è una alternativa di vita, ma la proposta di un modo alternativo di vivere la salute. Cosa completamente diversa dal progetto dei Borghi di Xenobia. Forse perchè questa vita sociale non è mai stata la nostra, sin dai tempi del Peccato Originale di Adamo. E siamo sopravvissuti solo perché la religione ci ha insegnato ad essere diversi, sintonizzati sempre con la morale, la natura e Dio. Finchè questa Religione Rivelata continuava a mostrarsi per il MISTERO con cui valeva la pena essere vissuta! E’ infatti la società delle città-setta-prigione, quella che pensa che l’Eden sia solo un grande sogno per sciocchi illusi… Mentre è vero il contrario: noi dovremmo lavorare e vivere nella campagne raccoglierci tutti là a riorganizzarci l’esistenza. I migliori Preti, una volta, erano i “curati di campagna”. I Santi provengono quasi tutti dalla terra, dalla durezza della vita in cui si sopravvive solo con le armi spirituali e delle virtù evangeliche. I romani che amavano il vizio, nonostante fossero una grandissima civiltà, lasciavano le terre imperiali ai cristiani: e nacque così la Civiltà Cristiana e Contadina.
Ma chi se ne frega del Rettore, del Professore, del Politico, dell’Economista, del Direttore, del Ministro, del Presidente della Repubblica. Quando ero giovane, mia sorella più piccola mi diceva: “ma tu diresti queste cose al Presidente della Repubblica?” Sembrava che per lei fosse una autorità insindacabile. E forse allora lo era. Oggi Napolitano ci ha svenduto e ha consegnato la Sovranità ai nemici del Popolo italiano: e per questo vige su di lui l’accusa di Alto Tradimento.
Ma vi siete mai messi a parlare con le vostre feci seduti sul bordo della tazza, prima di tirare lo sciacquone? Tirate e basta! Che se ne vadano all’inferno. Ci lascino in pace. Noi vogliamo vivere! Non vivere per lavorare e pagare i debiti contratti dai nostri politici affaristi, zerbini ci criminali!

Di quale titolo universitario abbiamo bisogno, che la vita e persone davvero preparate non possano insegnarci?
Ancora rincorriamo i pezzi di carta, un diploma da appendere ad un muro. Un lavoro che non arriverà mai perchè sarà sempre più duro, contro ogni dignità, contro ogni aspettativa, totalmente diverso da quello che sappiamo fare davvero!? Oltretutto mal pagato e senza garanzie!
Ha ragione Gianni Tirelli quando asserisce che questa gente la manteniamo noi dandogli ancora la possibilità di replica.
Pasolini sapeva e per questo l’hanno ucciso. Noi che crediamo si sapere tutto, invece non sappiamo nulla e per questo possiamo tirare a campare fino alla nausea. Dormite tranquilli! Io oramai dormo addirittura con la porta di casa aperta. Prima avevo un cane a darmi l’illusione che potesse farmi da guardia, ma che razza di fesso. Figuriamoci se posso dar fastidio a qualcuno! Me la canto e me la suono come voglio e credo! Mi ci faccio anche una recensione critica sopra, Boh!

Però, io ho deciso! Ora sto cominciando ad alzare il tono, perchè tra qualche giorno lascio tutto.
Tagliare tutti i lacci e laccioli non è cosa da due giorni. E’ dal 2007 che sto chiudendo con tutto: l’ordine professionale e la cassa di previdenza, a cui ho riconsegnato il timbro ed il titolo di Architetto (ora sono solo dottore architetto ma mi accontento anche di essere chiamato Parusia); ho chiuso la partita IVA, chiuso il conto in banca (e grazie alla legge bersani non ho nemmeno dovuto pagare i 100 euro di chiusura conto); disdetto l’abbonamento TV (la pratica che mi ha preso più tempo); venduto tutto (praticamente non mi ero intestato quasi niente perchè la penso così da trenta anni, almeno) e lasciato tutti i libri, la biblioteca ai miei figli; soldi non ne ho mai avuti e non ne ho nemmeno ora; e potrei andare oltre. E non sono vecchio che sia chiaro questo. Uno della mia età è presidente d’America oggi, per intenderci. Ho la grinta e l’età per ricominciare tutto da capo, partendo con buoni strumenti di lavoro, quelli sì davvero fedeli, che porterò con me, senza che occupino alcuno spazio materiale.
Questo mondo possiamo recuperarlo solo ripartendo dalle campagne, credetemi. A loro, ai PADRONI DEL MONDO interessano gli yes man, recuperare il cibo, i piaceri, i diversivi, i gossip per gente ignorante che si accontenta di poco; gli interessa concentrarci tutti nei luna park delle aree metropolitane, affossarci nella Matrici tipiche delle città, dove sentire il profumo di carne umana e la paura delle anime di perdere le conquiste sociali e che restano ammassate per metro quadro a darsi la carica l’un l’altra, consumandosi a vicenda come in un condominio dove si è degli estranei.
Ma come non pensare alla ragazza dell’Università di Pavia. Vi rendete conto che la ragazza, per quanto coraggiosa, preparata, in bella forma espositiva sta solo proponendo una variante per il Nuovo Ordine Mondiale? Non l’avrebbero mai lasciata parlare se avesse voluto proporr un nuovo modello sociale. Gli hanno lasciato dire qualcosa rispetto una variante giovane, come un Ministero per la Gioventù (che non potrà mai essere Ministro della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca o della Propaganda) di cui Giorgia Meloni è stata rappresentante. O un Ministero per le Pari Opportunità (Froci, Lesbiche, Gender, Omofobi anticristiani) alla Carfagna. Per il resto tutto continuerà così e gli studenti “a pecoroni” dovranno andarsi a sottoporre all’insindacabile giudizio dei loro professsori checche ne pensino o no. Mentre in giro ci sono fior fiore di professori che non supereranno mai l’idoneità ad insegnare perchè non allineati con il regime. Ha detto delle verità scomode ma oramai note a tutti. Io voglio sentire parlare di valori.
Antonio Trunfio, che saluto calorosamente come saluto chi mi ha incoraggiato inconsapevolmente per questo mio intervento fuori programma (che per me in questa discussione equivale al fuori programma della RAGAZZA in questione) mi ha chiesto quale è il mio Dio: il mio Dio è quello Trinitario, Rivelatosi nella Storia per portarci un progetto di Società fondato sull’Amore, sulla Solidarietà, sul Rispetto della comune Legge Morale, sulla Sussidiarietà, sulla Bellezza, sul Buon Governo, sulla Giustizia, sulla Pace, sulla Ecosostenibilità e l’Equa distribuzione dei Beni Comuni che formano la ricchezza del genere umano. Non ho sentito una parola a tal riguardo, perchè sono parole che in internet si trovano raramente.
E tu Rocco mi dici di farla finita, che mi devo calmare!?
Quanto ignori il vero bene, e di quanto ci sia davvero bisogno di parole d’amore e di idee forti!
Ringrazio per questo l’esempio di Emiliano, Longino, di Manlio e di quanti altri su Stampa Libera parlano di Dio senza peli nella lingua, senza timore, ma solo a fin di bene, riportando all’attenzione le Parole che regolano la nostra coscienza. Anche questa è PNL ma nel senso buono.
Alexis Henri Charles de Clérel de Tocqueville (Parigi, 29 luglio 1805 – Cannes, 16 aprile 1859) era solito dire, a proposito della Democrazia-Tirannia: “arriverà un giorno in cui un Ministero dell’Educazione varrà più di due Ministeri dell’Economia “ …per non parlare dei martiri di ogni epoca, che educano alla vita sociale ed in comune in nome di Dio, a cui credono veramente vino alla morte. Martire vuol dire TESTIMONE.
Perchè, chi non ha il coraggio di morire in se stesso (cambiando prima se stesso, e poi il mondo) o ha idee che non valgono nulla (o che ripete a pappagallo) o non vale niente lui/lei come persona e come UOMO.
Pertanto il nostro motto dovrebbe essere, prima di suggerire agli altri cosa fare:
LIBERI, DA MAMMONA, PER LIBERARE
e per i cristiani credenti deve esserci anche un precetto in più (come avrebbe suggerito Don Zeno Saltini, fondatore di NOMADELFIA):
FACCIAMOCI TUTTI CARITA’ E COMUNITA’ D’AMORE SECONDO IL VANGELO.
Ho letto da qualche parte che “tertia non datur”: non esistono altre soluzioni. Ma siamo davvero sicuri? Cosa ce lo fa pensare? Non vedete invece che tutto induce a pensare che ci stiano tenendo il più possibile lontano da una soluzione (a portata di mano solo se avessimo il tempo) e che non è vero che ci vogliono poveri o ricchi, ma solamente schiavi legati a doppia mandata a loro?
Ecco perchè dico: muoviamoci ma nella direzione diversa da quella loro auspicata, ossia fuori dai loro schemi omologati e matriciali. Qualche esempio? Rinuncia al lavoro e posto fisso; ritorno alla terra; formazione di comunità dove poter attivare il principio di sussidiarietà; formazione continua ed educazione diretta dei figli; rinuncia al dio denaro con creazione di sistema di scambio basato sulla fiducia e sulla mutualità… il problema, come dicevo sopra è che in realtà è raro di questi tempi essere veramente libero, perchè la prima rapina a mano armata l’hanno effettuata riguardo al nostro tempo e alla possibilità di decidere in prontezza senza perdere in dignità e rispetto.
Dunque siamo in grado di prevedere fin dove si spingeranno? Cosa vogliono effettivamente da noi, oltre quello che già si sono presi? Sei tu in grado –si, tu che mi stai leggendo ora– di percepire che ci stanno levando anche l’anima, che ci stiamo amazzando fra noi, che nessuna Legge Morale, i Comandamenti, il Decalogo, chiamala come vuoi resiste più nemmeno di fronte alla Legge Umana? Ti rendi conto che i governanti mentono spudoratamente, quando questo era un Comandamento di Dio, di non mentire e dire falsa testimonianza? La CRONACA è un susseguirsi di amoralità: sì, puoi uccidere; sì puoi rubare; sì puoi commettere atti impuri anche sui bambini (basta che non sei un prete); sì puoi desiderare la donna d’altri; sì puoi desiderare la roba d’altri; sì puoi disonorare il padre e la madre. E nessuno dice più nulla, nemmeno i Preti.
Molti Cattolici sono scettici sulla ipotesi che vi sia un complotto dietro il Vaticano Secondo e che ha finistro col “defenestrare” la Vera Chiesa Cattolica Romana dai Palazzi del Bramante e di Papa Sisto IV. Se ne è accorto il mondo intero, meno che i cattolici buonisti. E’ una battaglia quasi persa in partenza. Gesù ce lo predisse che alla fine dei tempi, “prostitute e pubblicani” ci sarebbero passati avanti. Ma vada per il collega che non capisce e non vuol capire;. ma vedete che non si può parlare sempre di buona fede se anche il parroco non vuole darci ascolto. Loro hanno studiato i Testi Sacri e noi mostriamo loro che le Parole sono di Dio e tacciono.
Comunque nell’Apocalisse alla Lettera alla Chiesa di Laodicea Gesù parla dei Tiepidi che sono tutti quelli a cui ho fatto riferimento sopra, e che allora avranno seri problemi ad orientarsi quando ci sarà il “giudizio in piccolo“. Quei momenti saranno terribili, perchè si sentiranno tante campane tanti “falsi profeti”. Sarà un “marketing di tutto ciò che riguarda la vita spirituale”. E lo sarà alla ennesima potenza e chi non avrà acquisito i dati anzitempo della Verità, non li scoprirà allora. Per cui noi dobbiamo parlare finchè le nostre parole superino la corteccia cerebrale e diventi come un mantra. Le preghiere sono la programmazione neuro lingustica. Ovviamente Gesù ci chiederà conto anche delle opere, ed è per questo che la nostra spada deve avere due lame: Verità e Carità. La Testimonianza che avremo dato sarà fondamentale per questi amici quando dovranno associare da che parte è la Verità.

Diamo fuoco al mondo. Abbiamo gli strumenti per farlo.
Siate il sale della vita… la luce nel mondo“. Non fate che siano altri a portarvi la Luce (quella di Lucifero). Siete voi i Figli di Dio, i prediletti, per INSTAURARE TUTTO IN CRISTO (Legge Morale dei 10 Comandamenti e nuovo Comandamento dell’Amore come nei Vangeli). Altro che Nuovo Ordine Mondiale.
Per quanto mi riguarda, dunque, tanto sono convinto di ciò, che ho deciso di rispondere con un FIAT alla CHIAMATA del Cielo e dello Spirito Santo: “io sono alla porta e busso”. Ora parto, e se poi Dio mi vuole anche suo Sacertote, sono PRONTO!
Per quanto riguarda tutti, suggerisco quanto segue: in primis contattare quante più persone per far capire loro di NON AVERE PAURA. Per migliaia di anni gli esseri umani hanno vissuto senza automobili, lavatrici, riscaldamento, macchine del gas, corrente elettrica e sono sopravvissuti. Anzi, ci sono stati geni come Leonardo, Galileo, Tesla stesso che non avevano a disposizione i mezzi che oggi per noi sembrano essere vitali.
Ecco, tutto questo dobbiamo andarlo a dire. E dobbiamo anche spiegare quale è la vera lotta che si combatte, perchè siamo nel bel mezzo di una lotta materiale e spirituale. Noi dobbiamo affinare soprattutto gli strumenti spirituali.
Ora parto vestito da missionario in giro per l’Europa. Sarei voluto partire con altri, ma temo non sia ancora giuntoil momento. Devo affinare anche questa tecnica, come sono anni che ne affino altre. Conto di girare per almeno 1 anno e poi ripartirò da Fatima per dirigermi verso Gerusalemme. Quindi in questo periodo di Grandi Tribolazioni starò in giro quasi tutto il tempo, per dare animo, forza, coraggio, parole, spiegazioni. Ma soprattutto per portare il progetto dei Borghi di Xenobia, agricoli ed eucaristici da costruire attorno alla Cappellette di Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo, le CAERP: Gesù Eucaristia e Maria Tabernacolo (Tenda, Arca, Dimora di Dio). Perchè ci saranno molti falsi profeti, il “marketing della spiritualità” di stampo NEW AGE, diretto e controllato dalla LUCIS TRUST; e noi cattolici, ma anche tutte le persone di buona volontà, cristiani e non, non possiamo permetterci di mandare Gesù in soffitta, anche se ciò serve mettersi contro il Falso Agnello che oggi occupa la Cattedra di Pietro. Gesù è il Fondamento della Storia, Colui che Regge il Mondo. E’ Re, Monarca, perché Regge, non perché comanda. L’etimologia della parola Re è solo questa.

Per questo progetto ho preparato dei Depliant e del materiale illustrativo.
Il filmato che mi è stato suggerito da Stè e che ho allegato all’inizo, dice tutto; e penso che i giovani potrebbero capire l’importanza del TEMPO anche attraverso queste forme musicali a loro più congeniali di un sermone. Questo filmato va diffuso e spiegato bene!
Per quanto riguarda il progetto occorre anche lì tempo. Il tempo se ce l’hai, bene, altrimenti, come per il coraggio, non te lo puoi dare.
Ma nella mia formazione di Cattolico Resiliente e Arciere di Nostra Signora della Tenda, mi sono fatto un convincimento di un metodo che esula da tutti gli altri: noi non dobbiamo CONVINCERE, bensì CONVERTIRE. A molti che mi leggevano su escogitur dicevo: attenti, perchè prima o poi chiuderò il forum perchè è ora di portare TESTIMONIANZA vera, nei fatti e nelle opere. E così è stato: ho chiuso il forum che contava davvero molti lettori, quanti quelli di Stampa Libera.

Ora dobbiamo prima di tutto organizzarci e diffondere il più possibile questo messaggio di speranza.
Questo Articolo che lascerò su Stampa Libera e che spero venga pubblicato anche da altri siti amici, deve essere un punto di raccolta per suggerimenti ed eventualmente su cui poi costruire una reazione che io chiamo della Resilienza, perchè la incardino nel progetto Cattolico di chi è costretto a vincere il trauma che sulla Cattedra di Pietro da 50 anni ci siano delle “marionette” asservite al Potere mondiale. Siamo in Tempi di Sedevacantismo Apocalittico e grande Apostasìa.
Oramai i fatti di questo mondo mi riguardano solo nella misura in cui mi vengono a chiedere di rendere conto di quello che faccio, di quello che compro e vendo, di quello che sono e dichiaro di essere. Ma nella sostanza per il Mondo io sono morto. Se serve mi faccio fare anche un certificato chiedendo di non essere “incenerito”, perchè tra poco a loro servirà anche questa certificazione per essere “certi” che chi decide di scomparire sia veramente morto (un’altra delle ragioni per cui richiederanno l’introduzione dei microchip). Perché chi si dichara morto a questa società, nella sostanza sta commettendo un atto terroristico, più che un vero suicida, che invece muore “disperato” e quindi dannato nell’anima. Noi invece vogliamo rinascere, morendo a questo mondo di Mammona, a Vita Nuova, con Spirito Nuovo in un Mondo Nuovo che è il Regno di Dio, la forma tanto agognata da San Pio X di INSTAURARE OMNIA IN CHRISTO.
Il tempo che resta è poco, è vero. Ma vorrei invitare voi tutti ad una riflessione: per conquistare il mondo, l’Avversario ci ha impiegato millenni. Noi per riprendercelo ci potremmo impiegare 1 giorno. Basta solo che la gente percepisca che ciò è possibile. Ci sono tanti modi diretti, ma quelli più potenti sono le armi spirituali: fermarsi a recitare il Rosario, tutti insieme, non solo bloccherebbe ogni sistema di transazione bancaria (senza il quale il sistema finanziario morirebbe all’istante per assenza di irrorazone di sangue al cervello), ma si bloccherebbe anche tutto ciò che tiene in piedi questo sistema paranoico, schizzofrenico, ladro di tempi e di sentimenti, ipocrito, iniquo, empio, menzognero e falsificatore. Non solo: ci sarebbe un intervento divino immediato perchè si sarebbe raggiunta la consapevolezza del risveglio quantico. E’ quello che succederà, vedrete, quando ci saremmo affidati tutti a Maria, come Lei stessa ha chiesto di fare al Papa, che ne è stato indegno. Infatti, allora, ai tempi di Fatima, ma anche fino al 1960, per quanto nella nostra imperfezione, l’Universo intero era rappresentato dal Papato e da tutti i suoi Vescovi, discendenti degli Apostoli. Oggi sono quasi tutti apostati e solo il Popolo di Maria potrà riscattarli.

Dico questo per poterci raccordare con tutte le persone che decidono di cambiare stile di vita.
Io parto per una missione-pellegrinaggio alla ricerca di contatti. Ho un progetto chiaro in tasca, con proposte concrete. Un progetto che si rivolge a tutti, indistintamente. Non serve essere cattolici per essere amati, ma serve esserlo per invocare al Cielo gli aiuti spirituali che derivano dallo Spirito Santo e dalle intercessioni di Maria, Corredentrice e Mediatrice di Tutte le Grazie. Ovviamente in queste cose non ci si improvvisa, ma si può sempre imparare. A terra restano altre persone. Intendo dire che mentre io sono in movimento, altre persone si preoccupano d’altro: campi, costruzioni, produzioni, editoria, operatività in genere. Stiamo appena all’inizio dopo anni di incubazione. Se volete essere dei nostri e avete di che rimetterti in gioco, possiamo intanto scambiarci informazioni scrivendoci privatamente.

Il mio indirizzo mail è marcoturi(at)daniele.it (vi risponderò appena troverò un computer con cui collegarmi. Intanto lasciatemi i vostri messaggi)

Per “progetto chiaro” intendo l’idea collaudata di Borghi Agricoli (denominati di Xenobia) attorno a CAERP (Cappellette di Adorazione Eucaristica e del Rosario Perpetuo). Questa idea farà accaponare la pelle ai falsi papi che a Roma si susseguono da 50 anni e che si sono messi già di traverso circa la fondazione di Nomadelfia.
Se volete capire di più, andate su
http://www.nomadelfia.it
Ecco noi andremmo a replicare ovunque nel mondo questa idea.
Allego anche questo filmato di tre minuti per comprendere ancora meglio
quello che il Nuovo Ordine Mondiale non vuole si concretizzi mai

FRAMMENTO TRATTO DAL FILM “THE MISSION”

Ne dovranno bruciare di terra e di foreste prima di trovarci. Eviteremo di concentrarci tutti in uno stesso posto per evitare che in un sol colpo facciano svanire il progetto di rifarci una vita nuova e di riprenderci la Civiltà d’Amore che ci hanno tolta anche per una sorta di “Mysterium Iniquitatis
Io voglio rimanere umano. Voglio rimanere libero. Voglio poter amare il mio Unico Dio Gesù Cristo Salvatore.

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3 aprile 2013 | Autore

Tutto questo proliferare incessante di beni di ogni tipo, specie e natura, che il Sistema Liberista immette senza sosta sul mercato, è la conferma inopinabile e inconfutabile della loro totale inutilità. Se uno solo di questi beni producesse dei reali, concreti, efficaci vantaggi e benefici alle richieste di aiuto della comunità, renderebbe inutile e superflua la produzione di tutti gli altri, e decadrebbe seduta stante il concetto di “libera concorrenza”. Una libertà che nega l’originale significato etimologico di diritto, ma si ascrive a strumento di raggiro a fine estorsivo, e rinnega ogni forma di autentica civiltà e di società.
La “libera concorrenza”, è quel diabolico meccanismo di mercato che ci da la possibilità di scegliere fra una larga gamma di beni e prodotti, del tutto identici, ben sapendo che il loro livello di qualità e pericolosità, è già ben oltre la soglia della sicurezza sociale. E’ la concorrenza, ciò che oggi dirime la loro commercializzazione e l’acquisto, accomunati dall’intrinseca potenzialità di danneggiare con certezza matematica il consumatore.

Con i mezzi di comunicazione e di interazione mediatica sempre più invasivi, il Liberismo da il meglio di se nell’esibire la sua vera indole necrofila e scopo finale. La qualità, la naturalezza e i principi nutritivi delle materie prime, sono stati incredibilmente rimossi e sostituiti da elementi chimici di natura sintetica e cancerogena, e di seguito commercializzati a tambur battente attraverso un’opera di propaganda mistificatrice che induce al loro acquisto, esclusivamente sulla base di una visibilità che il prodotto ottiene, in maniera direttamente proporzionale al numero di Spot che lo pubblicizzano. Una concorrenza di quanto di peggio ci sia in circolazione, che non si attiene più a criteri di eccellenza ascrivibili a un atteggiamento di stampo etico/deontologico del produttore, ma che gioca sull’assenza di qui parametri di riferimento oggettivo e comparativo, necessari, in mancanza dei quali il consumatore non è più in grado di riconoscere le reali qualità e caratteristiche del bene.

Dovremmo dunque chiederci (giusto per fare qualche esempio) del perché esistano così tanti tipi di farmaci contro il mal di testa, il bruciore di stomaco, i dolori articolari, e diete, beveroni magici, lassativi, detergenti, ecc.. ecc.., quando ne basterebbe uno solo per ogni necessità, funzionante, così da sbaragliare per sempre dal mercato tutti gli altri. Se questo accadesse, per Liberismo Sistema sarebbe la fine.

Ergo, un prodotto valido ed efficiente, che rispetti i presupposti etici, non rientra nelle logiche della concorrenza; diversamente da tutti gli altri di mera natura commerciale, indotti all’acquisto dall’antagonismo e dalla competizione mediatica – un sofisticato e plateale imbroglio, supportato da slogan pervasivi, a garanzia di un ipotetico prestigioso marchio di fabbrica.

Un buon 90% della nostra economia e relativa occupazione, é sopravvissuta fino a oggi, proprio in virtù quel perverso meccanismo che basa la sua sopravvivenza sul commercio sistematico di beni effimeri, inutili e per lo più dannosi – ma che oggi ha i giorni contati.
Supponiamo che io disponga di una certa cifra X, ed intenda entrare nel mondo degli affari per rendere produttivo il mio capitale e ricavarne profitti. Come primo atto, commissionerò ad una agenzia specializzata “un’indagine di mercato”, che mi soddisfi l’esigenza di capire verso quali beni la domanda della massa è orientata.
A questo punto deciderò quale bene produrre, in base ad una semplificazione che tiene conto dei costi di produzione e distribuzione, e di alcune caratteristiche in linea con le mie competenze e visione delle cose.
Quantificando in 100 il mio capitale da investire, ne destinerò una quota (1%) per i costi relativi alla produzione del bene, mentre le 99 restanti (quasi l’intera somma), le disporrò per una massiccia campagna pubblicitaria capitanata da un accattivante slogan che miri dritto al cervello del branco di allocchi.
In questo modo, creo un bisogno che non esiste, o meglio che non esisteva, in ragione di un condizionamento indotto da un’opera di suggestione subliminale e di persuasione forzata. Un gioco da ragazzi!!
In realtà, il bene da me prodotto non serve a nulla: non è di nessuna utilità: ne al singolo ne alla società! E’ uno fra le migliaia di prodotti esposti in bella vista sugli scaffali di qualsiasi supermercato, per lo più dannosi alla salute e all’economia famigliare. Potrei chiamarlo, Danacol, Actimel, Bifidus Essensis Acti Regularis, o qualcosa che faccia “snellire dormendo” dal nome “Somatoline Cosmetic”!
Un buon 90% della nostra economia e relativa occupazione, é sopravvissuta fino a oggi, proprio in virtù quel perverso meccanismo che basa la sua sopravvivenza sul commercio sistematico di beni effimeri, inutili e per lo più dannosi – ma oggi ha i giorni contati. Una ulteriore, drastica e inevitabile contrazione dei consumi, costringerà migliaia di fabbriche a chiudere i battenti lasciando per strada milioni di lavoratori che, per causa di forza maggiore, si dovranno astenere da ogni consumo che non sia vitale. E’ il cane che si morde la coda – una trappola che non ci concede vie d’uscita – un Sistema cialtrone che si avvita su se stesso e non prevede altra soluzione che non sia il suo azzeramento.
Per tanto, non c’è proprio più nulla di che meravigliarsi ne tanto meno allarmarsi guardando i dati relativi alla disoccupazione.
Sarà sempre peggio, visto che sempre di più la gente ridurrà i suoi bisogni all’essenziale. E non solo per motivi di risparmio, ma perché è finalmente consapevole di quanto insensato sia tutto questo consumismo selvaggio e senza regole, causa di disparità sociale e deriva morale – un meccanismo di auto/distruzione.
Produrre e consumare cose inutili e nocive, per tenere in piedi questo Sistema di aria fritta, si pone a paradigma di un’umanità miserabile, svuotata di ogni suo vero contenuto etico, e motivo di esistere. Passeremo alla storia come “la civiltà degli imbecilli” per essere ridicolizzati e sfottuti nei secoli e i secoli a venire.
L’occupazione derivante da un lavoro che si basa sulla produzione di beni voluttuari, è precaria per definizione. Esaurito l’effetto della carica propagandistica ingannevole, che codificava questi beni come utili e necessari (sinonimo di progresso e di benessere), i consumatori si asterranno dall’acquistarli anteponendo, per priorità, quelli essenziali e primari. E questo è ciò che sta accadendo!
Questo meccanismo perverso che da quasi mezzo secolo é stato in grado di raggirare il buon senso dei cittadini, alterandone la consapevolezza, oggi si è bloccato, inceppato – è grippato!
La gente comune che è stata costretta dalla “Crisi” ha ridimensionare drasticamente il suo tenore di vita riducendo tutto all’essenziale, ha finalmente, forzatamente compreso (anche se fuori tempo massimo), che tutta quella lunga lista di beni, che un tempo acquistava sulla spinta di falsi bisogni indotti dal plagio mediatico, in realtà non sono di alcuna utilità.
E’ tempo di fare di necessità virtù – imbracciare la zappa e cominciare a faticare!
Un’occupazione sicura, salutare e onorevole.

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Come le nostre menti vengono modellate dai media – Il modello di propaganda

lunedì 22 aprile 2013

Di Andrea Iacono
http://idiotiepotere.blogspot.it

Il modello di propaganda è una teoria avanzata da Edward S. Herman e Noam Chomsky che tenta di fornire un modello di funzionamento della propaganda.
Con il termine propaganda definiamo il conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obbiettivi atti a beneficiare coloro che organizzano il processo nei mass media (ivi incluse le forme di pregiudizio sistemico).
« Il XX secolo è stato caratterizzato da tre sviluppi di grande importanza politica: la crescita della democrazia, la crescita del potere economico, e la crescita della propaganda per proteggere il potere economico dalla democrazia »
(Alex Carey, Taking the Risk out of Democracy: Corporate Propaganda versus Freedom and Liberty, University of Illinois Press, 1997, p.19)
« La guerra ci ha insegnato il potere della propaganda…Adesso quando abbiamo qualunque cosa da vendere agli americani, sappiamo come farlo »  (Roger Babson, 1919. Babson è il fondatore del Babson College e del Webber College, due delle business school private più prestigiose degli Stati Uniti)

« La manipolazione consapevole e intelligente delle abitudini organizzate e delle opinioni delle masse è un elemento importante in una società democratica. Coloro che manipolano questo meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che ha il vero potere di governare nel nostro paese. Veniamo governati, le nostre menti vengono modellate, i nostri gusti influenzati, le nostre idee suggerite per la maggior parte da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare. Questa è la conseguenza logica del modo in cui è organizzata la nostra società democratica »  (Edward Bernays, 1923)
“La mente collettiva non ragiona nel vero senso del termine. Al posto dei pensieri ha gli impulsi, le abitudini e le emozioni … il suo primo impulso è solitamente quello di seguire l’esempio di un leader fidato. Questo è uno dei principi basilari della psicologia di massa”.(Edward Bernays, Propaganda, p.53)

Il “modello di propaganda”, presentata per la prima volta nel libro “La fabbrica del consenso”, descrive i media come delle imprese che vendono un servizio ad altre imprese (gli inserzionisti pubblicitari). Questo “servizio” coincide con il controllo dell’opinione pubblica attuato per creare un consenso indotto e pianificato.
La teoria postula cinque “filtri” che determinano il tipo di notizie che vengono alla fine pubblicate, e che sono:
la proprietà
gli introiti (funding)
le fonti di notizie (sourcing)
la reazione negativa (flak)
l’ideologia (quella prima anticomunista e poi antiterrorista nel caso dei media americani).

La proprietà

Tutti i media dominanti sono grandi corporation che fanno a loro volta parte di conglomerati più grandi, che si estendono oltre i settori tradizionali dei media.
Queste aziende hanno forti interessi che potrebbero venire influenzati sfavorevolmente se alcune informazioni venissero divulgate. Secondo questo ragionamento, c’è da aspettarsi che le notizie che vanno in conflitto di interesse di coloro che posseggono il mezzo di comunicazione, vengano distorte.
Nei casi in cui massimizzare il profitto significhi sacrificare l’obiettività delle notizie, le notizie che alla fine verranno pubblicate saranno fondamentalmente distorte, qualora su queste i manager avessero un conflitto di interessi.

Osserva Herman, intervistato da David Ross:

Ne “La fabbrica del consenso”, mettiamo in evidenza gli interessi di coloro che controllano 25 delle più grosse corporazioni mediatiche. In mezzo alla tabella c’è il New York Times, proprietà della famiglia Sulzberger. Stiamo parlando di persone molto ricche facenti parte dell’establishment corporativo. L’idea secondo cui queste persone lascerebbero che i propri strumenti facciano qualcosa che potrebbe risultare contrario agli interessi della comunità corporativa è senza senso.

Gli introiti

I media di maggiore diffusione dipendono pesantemente dagli introiti pubblicitari per sopravvivere. Un giornale come il New York Times, per esempio, deriva il 75% dei suoi ricavi dalla pubblicità. I giornali in generale ricevono in media il 70 percento dei loro introiti dalla pubblicità, la televisione il 95%. Tutte le stazioni televisive e tutti i network hanno persone che vanno in giro per cercare di vendere i loro programmi alle aziende.

Osserva Herman, intervistato da David Ross:

Le aziende vogliono ciò che si definisce “un ambiente favorevole alla vendita” dei propri prodotti. Per cui c’è bisogno di competere per le aziende, e queste sono la principale fonte di finanziamento. Non c’è dubbio che le aziende influenzano ciò che fanno i media. La loro principale influenza deriva dal fatto che i media devono competere per loro, e i media devono convincere le aziende che i loro programmi soddisfano i loro bisogni.
Alcune aziende praticamente dettano condizioni specifiche sui programmi. Per esempio, Procter and Gamble, uno dei più grossi acquirenti di pubblicità, ha una regola pubblicitaria scritta. L’azienda non favorisce programmi che insultano le forze armate o che insinuano che la comunità imprenditoriale non sia una comunità benevola e spirituale. L’eccellente libro di Ben Bagdikian, “The Media Monopoly”’, cita direttamente Procter and Gamble.

Egli mostra inoltre come certe aziende forniscono indicazioni dicendo che reclamizzeranno soltanto in quei media che si confanno a “certi standard”, standard che in realtà sono di natura politica. Per cui se veramente hai un messaggio che va a disturbare la comunità imprenditoriale, nessuno ti comprerà spazi pubblicitari. Questo filtro delimita i media che potranno ricevere contratti pubblicitari, e perciò, chi potrà permettersi di spendere un sacco di soldi per produrre programmi di buona qualità. Questo filtro ha effetto anche sulla programmazione e nella cernita di notizie in quanto i media non vogliono offendere e far così scappare le aziende.

Le fonti di notizie

Il terzo filtro sostiene che i mass media hanno bisogno di un flusso costante di informazioni per soddisfare la loro richiesta giornaliera di notizie. In un’economia industrializzata, dove i consumatori richiedono informazioni su molteplici eventi globali, essi sostengono che questo compito può essere assolto solo dai settori finanziari e del governo, che possiedono le necessarie risorse materiali. Questi comprendono principalmente Il Pentagono e altri enti governativi. Chomsky e Herman sostengono quindi che tra i media e le parti del governo sorge una “relazione simbiotica”, sostenuta da necessità economiche e reciprocità di interessi. D’altra parte, governo e promotori di notizie tentano di rendere più semplice, per gli organi di informazione, l’acquisto dei loro servizi; secondo gli autori, essi li forniscono di centri in cui riunirsi, danno in anticipo ai giornalisti copie di discorsi o di rapporti futuri, programmano le conferenze stampa in ore adatte alle scadenze dei notiziari, scrivono lanci stampa in un linguaggio sfruttabile, organizzano attentamente le loro conferenze stampa e sessioni fotografiche.

D’altra parte i media diventano riluttanti a pubblicare articoli che potrebbero danneggiare gli interessi corporativi che forniscono loro le risorse dalle quali dipendono:
È molto difficile dare del bugiardo alle autorità da cui si dipende, anche se mentono spudoratamente.
La complessità di questa presunta relazione dà anche origine ad una “divisione morale del lavoro”, in cui “i funzionari sono coloro che possiedono e forniscono i fatti”, mentre i “reporter hanno il mero compito di riceverli da loro”. Si suppone quindi che i giornalisti adottino un atteggiamento acritico in modo da accettare i valori corporativi senza sperimentare la dissonanza cognitiva.

La risposta negativa

Il termine “flak” (fuoco contraereo) è stato usato dagli autori per definire quegli sforzi mirati a screditare organizzazioni e individui che siano in disaccordo (o sollevino dubbi) con le assunzioni prevalenti, favorevoli al potere costituito. Mentre i primi tre fattori “filtranti” sono una conseguenza dei meccanismi del mercato, il flak è caratterizzato da sforzi concertati ed intenzionali per gestire l’informazione pubblica.

L’ideologia (sostitutiva dell’anticomunismo)

I sostenitori del modello di propaganda di Chomsky e Herman sostengono che, con la disgregazione dell’Unione Sovietica, si sia necessariamente persa l’enfasi principale del “sistema propagandistico”, in questo caso l’anticomunismo, ed abbia bisogno di un sostituto. Chomsky e Herman sostengono che un possibile sostituto per l’ideologia centrale dell’anticomunismo sembra essere emerso nella forma di “anti-terrorismo”, dove “terrorismo” viene grossolanamente definito come qualsiasi opposizione alla politica estera degli Stati Uniti.

Il risultato di questi studi è allarmante ed è ovvio il motivo per cui i media non parlino di tutto ciò. Influenzare le masse, controllarle, plagiarne le opinioni, renderle acritiche, sono tecniche che viziano il processo democratico.
Il cittadino, o meglio l’elettore, se non ha una consapevolezza personale, se non è informato (o peggio, crede di essere informato), se non ha opinioni proprie ma solo indotte, come può effettuare una adeguata scelta del candidato che dovrà rappresentarlo? Ma non solo, come potrà operare un controllo critico delle politiche che i propri rappresentanti attueranno?
La risposta è semplice, il controllo delle masse, attraverso le tecniche di manipolazione (argomento già trattato in http://idiotiepotere.blogspot.it/2013/04/noam-chomsky-e-la-lista-delle-10.html) rende quella che tutti considerano democrazia, una grande illusione.

E’ di prioritaria importanza realizzare di non far (più?) parte di un sistema sociale democratico, smettere di perder tempo ed energie nel commentare e criticare quegli argomenti di “politica” che i media vi propinano quotidianamente. (Che il costo della politica, vedi gli stipendi dei parlamentari, sia l’epicentro del terremoto di indignazione di buona parte della popolazione,  dovrebbe essere un chiaro esempio pratico di quanto sia efficace il sistema di controllo dei media nel distogliere l’attenzione dai veri problemi della società)
Quella piccola minoranza di popolazione che ha avuto la “fortuna” (che oramai percepisco come condanna) di uscire dall’incantesimo del controllo mediatico deve, come obbligo morale, impegnarsi a divulgare queste nozioni, deve continuare ad informarsi ed informare. Siamo pochi e non abbiamo risorse, ma la verità è dalla nostra parte.
Solo la conoscenza può arricchire la coscienza della società.  (Rivoluzione silenziosa,  http://idiotiepotere.blogspot.it/p/rivoluzione-silenziosa.html)

Vi consiglio, per concludere, la visione di questo video di Mason Massy James.

http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2013/04/la-propaganda-moderna.html

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Come le nostre menti vengono modellate dai media

La democrazia è un teatrino che viene usata a mo’ di foglia di fico per nascondere il vero gioco di potere.

Già Atene conquistava militarmente le città commercialmente valide ed imponeva loro “la democrazia”.

In pratica facevano fuori i legittimi amministratori, mettevano ad amministrare dei Gauletier ed ufficialmente affermavano davanti alla storia che il governo (crazia) era del popolo (demo).

La stessa operazione è stata ripetuta recentemente dal Governo USA, che ha esportato la democrazia anche in Italia, in Irak in Libya in Afganistan.

Ultimamente l’uso dei triremi ateniesi e dei marines USA è stato integrato con l’utilizzo delle rivoluzioni colorate.

Hanno imposto una colonizzazione e con l’uso della propaganda l’hanno chiamata democrazia in maniera tale che il popolino si sentisse padrone di se stesso.

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Tutti gli strumenti di propaganda con cui ci controllano

Gli animalisti di fermiamo Green Hill, sono pagati dalla Cia.( sotto le mentite spoglie dell’ex ministro ancora in carica ( x mancanza di governo), Vittoria Brambilla ).
Fermare la sperimentazione è giusto? come principio lo è !ma non è una questione cruciale come si vuole fare credere…..
Infatti non risolve affato il problema reale della sperimentazione che è evitare il rischio sull’uomo…..( gli ipocriti questo non lo ammettono ).
Ma sotto c’ molto di + di ciò che si crede ! seguite il discorso….
Big Farma ha la possibilità di trasferire ovunque nel mondo i suoi laboratori di morte e torturare senza controllo quei poveri animaletti.
Qui da noi invece,si può ottenere un controllo che impedisca sofferenze inutili agli animali, dopo la sperimentazione…in altri paesi no!
Venendo al punto:
Questo movimento nato all’improvviso e senza padri… E quindi molto sospetto che sia strumentalizzato dal ministrero e da organizzazioni poco limpide che operano tramite i ministeri nel nostro paese….
viene usato !
E lo scopo è essenzialmente politico !
Serve in pretica x sviare l’attenzione delle masse!
da quel vero motivo di tensione che è oggi la crisi internazionale e la caduta dell’Euro !
che porterà tanto denaro agli investimenti dei banchieri già da quest’anno….metre le masse di poveri saranno letteralmente consegnate alla povertà e al degrado.
Segnalo che movimento è un Fake!
ed altri movimenti anonimi come, il movimento Womann (quelle ragazze che si spogliano alle manifestazioni ma non vengono mai arrestate)
come altri movimenti tipo,
Pussy Raiot, il Gay Pride (che si tiene in tutti i continenti e in tutte la Nazioni soprattutto quelle Cattoliche ( oggi abbiamo anche grande novità,un Imam Gay), ecc….
Sono tutti fake !
Tutti finanziati dalla Cia !
Si è scoperto che la Cia ha finanziato movimenti anche nel passato….
movimenti che controllano intere categorie professionali, come ad ex, i critici d’arte, che portarono l’arte contemporanea nei maggiori musei fino ad allora negati alle arti cubista e astratta, ecc.
Questa potente organizzazione è in grado di modificare la vita e i costumi, di milioni di persone (anche con la moda)
e lo fa solo quando non vuole che ci si occupi a leggere di quegli affari sporchi che avvenivano in contemporanea, ogni giorno, in certe nazioni come America latina e centrarle, vietnam, Africa, zone calde in genere. tranne, l’affare della Baia dei Porci con Kennedy, che ha spezzato quel magico incantesimo .
Il potere, tenendo lontano dalla mente della massa quegli eventi apparentemente così lontani tra loro, da non fare pensare che fossero organizzati dalla stessa intelligence….. Otteneva il beneficio di confondere la massa dagli scopi veri che si volevano perseguire in una guerra fradda di cui le masse ingnoravano l’esistenza.
Così abbiamo vissuto l’infanzia in una pace virtuale, in cui ci siamo illusi anche dei piccoli progresssi sociali in cui pensavamo di vivere realmente.

Si tratta di una tattica di alleggerimento della realtà che ha portato risultati certificati.

Altro che matrimoni gay, Animalisti, Pcifisti, Neo femminismo, Omofobia, qui si tratta di lavaggio del cervello e occultamento delle prove!
La guerra continua !
( tratto dal finale di Strumtruppen di Staino).

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28 aprile 2013 | Autore

Le controindicazioni e gli effetti collaterali gravi, relativi alle moderne scoperte scientifiche, il loro uso a mero fine commerciale, e la loro sinistra duplice natura, sono la prova provata, inequivocabile, di quanto perverso e demoniaco sia stato il “progresso” tecnologico.
Inventare un oggetto tecnico, una sostanza tecnica, fisica, fisico-chimica, significa inventare un incidente specifico. Quando si è inventato il treno, si è inventato un mezzo che permetteva d’andare più veloci ma, nel medesimo tempo, si è inventato la catastrofe ferroviaria. L’invenzione del battello è l’invenzione del naufragio, l’invenzione dell’elettricità, è l’invenzione della fulminazione. L’invenzione del cellulare, è l’invenzione delle radiazioni ionizzanti. L’invenzione dei farmaci, è l’invenzione delle controindicazioni, delle interazioni e degli effetti collaterali. L’invenzione dei fertilizzanti è l’invenzione della contaminazione e del cancro. Il trapianto di organi, del loro traffico, ecc..ecc…
Questo aspetto negativo della tecno/scienza è stato censurato. “La “tecnocrazia liberista”, accetta di vedere solo la positività del suo oggetto e dissimula senza posa l’incidente”. P.Virilio

Questi moderni geni del male, conoscono perfettamente i danni devastanti e le infinite controindicazioni delle loro scoperte, ma negano con forza ogni addebito e responsabilità. Ne va della loro credibilità, e del loro porta fogli, gonfio a dismisura dopo avere sottoscritto il contratto con una riconoscente e sorridente multinazionale.
I tumori al cervello dei nostri ragazzi causati dall’uso improprio del telefonino, stanno aumentando in modo allarmante; e non lo dico io, benché lo supponga, ma sono i dati, relativi ai ricoveri di giovani affetti da questa patologia che, negli ultimi tempi, sono in vorticoso aumento.
Quante cose, del resto, hanno cambiato la vita degli individui in maniera irreversibile (almeno per adesso!) in questo ultimo mezzo secolo? Pensiamo alla lavatrice, al frigorifero, ai pneumatici delle nostre macchine, e a un’infinità di cose, delle quali, nessun individuo delle società occidentali è più in grado di farne a meno.
La tecnologia, e nel caso specifico l’informatica, non sono per definizione oggetto di mitizzazione, ne tanto meno il parametro di comparazione atto a valutare il livello di civiltà, progresso e di felicità di un popolo.

“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono”. Era il 21 febbraio del 1965 quando, Malcom X, pronunciava con una naturalezza disarmante e un tono lapidario quell’avvertimento dai risvolti profetici. Oggi, a distanza di 46 anni, quell’intuizione si è rivelata realtà.
Il caro Steve Jobs (e che Dio lo abbia in gloria) del quale io, non intendo per nessun motivo, esserne il detrattore ne sminuire le sue assodate e geniali intuizioni e capacità tecniche, ci ha lasciato alla giovane età di 56 anni, devastato da un tumore al pancreas.
Un dato di fatto, scientifico e inopinabile, ci dice che negli ultimi decenni, si è assistito a un aumento esponenziale di infinite forme e patologie tumorali e leucemie, direttamente proporzionale alla commercializzazione su larga scala di “beni” e prodotti tecnologici. Cosa in realtà fa funzionare questi stramaledetti e infernali marchingegni, solo Dio lo sa!!! E’ questo il nocciolo della questione! La domanda inquietante che ognuno di noi si dovrebbe porre.
Io non appartengo all’autorevole categoria di scienziati e ricercatori che nell’affermazione “non è ancora stato provato”, intendono, furbescamente, spazzare via ogni possibile dubbio e critica sulle loro “scoperte”, ma a quella del buon senso, e della stringente logica del “due più due fa quattro”.
Solo qualcosa o qualcuno, al di fuori, della nostra comprensione, può produrre veri miracoli e privi di alcuna controindicazione. Uno scienziato, è comunque un uomo, per lo più affetto da ludica curiosità maniacale compulsiva.
Dovremmo però sapere, che esiste un limite etico e deontologico oltre il quale, tutto è profanazione e violazione – ma queste, non sono cose che s’imparano sui banchi di scuola.
Queste infernali macchinette (assemblate da questa cricca di psicopatici della scienza), per potere funzionare necessitano dello zampino del diavolo. E questo è un dato di fatto incontrovertibile!
Nulla, della moderna tecnologia avrebbe un senso, senza l’intervento mistificatore del maligno.
Ma il diavolo vuole sempre qualcosa in cambio – e oggi, non si limita all’anima, ma ne pretende la vita.
“NON E’ STATO ANCORA PROVATO”, ribatte istericamente lo scienziato, colpito al cuore della sua vanità e del suo mal riposto orgoglio.
Questi sciroppati della moderna scienza, conoscono perfettamente i danni devastanti e le infinite controindicazioni delle loro invenzioni, ma negano con forza ogni addebito e responsabilità.

Il prestigioso giornale americano Washington Post, nel numero del 29 Giugno 2005, riporta una notizia sui risultati di una ricerca a lungo termine (dal 1990 ad oggi) sull’effetto delle radiazioni ionizzanti sull’uomo e da cui risulta una pericolosità delle radiazioni anche a piccole dosi, fino ad oggi sottostimata che porta alla preoccupante affermazione che: “Non esiste un livello “sicuro” di radiazioni; anche basse dosi di esposizione ai raggi possono danneggiare il DNA.
Dallo studio epidemiologico condotto dalla National Academy of Science (1) (l’Accademia è una organizzazione privata incaricata dal governo U.S.A. di informare il Governo in materia scientifica) risulta che ogni piccola dose di radiazione pone un rischio di generare il cancro su una persona durante tutto l’arco della sua vita, e contraddice le precedenti affermazioni di alcuni scienziati che dicevano che piccole dosi sono innocue e persino benefiche.
I dati mettono quindi in discussione anche il cosiddetto limite massimo di radiazioni per cui, per esempio, il personale delle centrali nucleari deve abbandonare un reattore in caso di incidente. 
I risultati mettono in guardia su di un eccessivo uso di tecniche medico-diagnostiche come la scansione mediate tomografia assiale computerizzata TAC su tutto il corpo. 
I ricercatori affermano che nel loro lavoro non esiste una soglia di esposizione alle radiazioni sotto la quale il cancro non sia indotto. Anche i semplici raggi comunemente prescritti determinano alcuni rischi di effetti negativi sulla salute, essendo i raggi X più pericolosi di altre radiazioni ionizzanti.
Da questo studio emerge che 10 persone su 1000 svilupperanno il cancro dopo una sola esposizione alla TAC totale. 
Il lavoro conclude dicendo che non esiste una soglia di esposizione sotto la quale bassi livelli di radiazione possano essere dimostrati innocui o benefici.
Gli autori della ricerca hanno stimato che una persona su 100 esposta a 100 milliservert di radiazione durante la vita, svilupperà un cancro di tipo solido o una leucemia, e che la metà di questi casi sarà fatale. Inoltre si prevede che altre 42 persone di questo gruppo svilupperanno un cancro per altre cause.

“Non ho idea – dice Einstein – di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre”. E’ lo stesso Einstein che con le sue scoperte e ricerche aveva concorso alla realizzazione dell’ordigno più devastante e diabolico della storia dell’umanità: la bomba atomica.

Il 5 e 6 Agosto del 1945 l’America, nonostante il Giappone si trovasse in serie difficoltà e senza possibilità di riscossa, bombardò le città di Hiroshima e Nagasaki mettendo fine alla guerra, ma mietendo centinaia di migliaia di vittime ingiustificatamente.
Paradossalmente, colui che mise in moto la terribile macchina della bomba atomica, era lo stesso uomo che aveva affermato: “Il mio pacifismo è un sentimento istintivo, un sentimento che mi domina, perché l’assassinio dell’uomo mi ispira disgusto. Il mio atteggiamento non deriva da qualche teoria intellettuale, ma si fonda sulla mia profonda avversione per ogni specie di crudeltà e di odio.”
Ecco perché Einstein, fino alla sua morte, non dimenticò mai quella lettera e non si stancò di ripetere: “Se avessi saputo… non avrei mai scritto quella lettera” e per la stessa ragione nel 1955, in collaborazione con il filosofo inglese Bertrand Russell, ed altre menti del tempo, concepì un manifesto per sensibilizzare gli scienziati del mondo intero riguardo i pericoli di una guerra nucleare.

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Il lavoro non è un gioco (ma dovrebbe esserlo)

Di Marta Coccoluto

Dopo l’estenuante e direi poco proficua caccia all’individuazione del provvidenziale e salvifico “volano”, che avrebbe dovuto dare slancio a economia e lavoro, il mantra degli ultimi tempi sembra essere diventato “è necessario inventarsi un lavoro”.

Sì, ma come? Da dove si parte? Un punto di partenza per individuare una nuova strada professionale potrebbe essere quello di concentrare l’attenzione su una attività che sia in grado di farci spostare il concetto di lavoro inteso come ‘fatica’, come ‘obbligato e privo di scelta’, come ‘non divertente’, al lavoro come un qualcosa che non solo sia piacevole, ma a tratti quasi divertente, che non sia fatica, che non sia un obbligo ma una scelta. Insomma, quasi come un gioco.

Più o meno questo è il concetto chiave sostenuto da Peter Gray, professore e ricercatore di Psicologia presso il Boston College, nel suo libro “Free to Learn”.

Gray guarda alle tribù di cacciatori-raccoglitori superstiti come a un esempio: il lavoro per loro non è fatica, ma è l’estensione delle attività di gioco, svolte fin da bambini per imparare tutte quelle attività, dalla caccia alla costruzione delle capanne, dalla creazione degli utensili alla preparazione dei pasti, dalla cura dei bambini al parto e alla guarigione, che servono alla comunità per vivere, nutrirsi, produrre.

Con la crescita il gioco si perfeziona e abilità, attitudine e capacità personali lo traghettano nell’età adulta, trasformandolo in una attività produttiva, senza però che questa perda quel lato giocoso che permette di non percepirla come una fatica.

Il lavoro è vario e richiede molta abilità, conoscenza e intelligenza: mettersi alla prova è una sfida positiva. E’ giocoso perché è fatto in un contesto sociale, con gli amici: la gran parte del lavoro è fatto in modo cooperativo e anche il lavoro individuale è svolto in contesti sociali, con gli altri intorno. Il lavoro ha anche un riconoscimento sociale condiviso.

Nell’ovvia impossibilità di trasformarci tutti in cacciatori-raccoglitori e nella forse vana speranza di un deciso e improvviso cambio di rotta verso la costruzione di un sistema sociale ed economico fondato sui principi di condivisione, di autonomia individuale e di uguaglianza, non resta forse che riflettere su questa teoria e cercare di applicarne il senso più profondo al nostro contesto.

Oggi dobbiamo necessariamente reinventare, riprogettare e re-immaginare noi stessi e il nostro lavoro molte volte nella vita, non ci sono molte alternative. Molti nomadi digitali hanno già dimostrato che è possibile riuscirci, anche con successo.

Davanti a una situazione di crisi profonda e oggettiva, per “inventarci un lavoro” non possiamo che puntare su noi stessi, su idee piccole ma efficaci, guardando a ciò che ci piace fare, a ciò che stimola la nostra curiosità, il nostro talento, a ciò che ci dà l’idea di giocare.

Tony Wagner ha recentemente detto in una intervista che le “nostre conoscenze” contano molto meno di quello “che si può fare” con le stesse conoscenze, soprattutto perché oggi grazie a Internet la conoscenza è accessibile e disponibile a tutti.

Di gran lunga più importanti della conoscenza accademica, del “pezzo di carta”, come si dice qui in Italia, sono la capacità di innovare, ovvero la capacità di risolvere problemi in modo creativo o di creare alternative di vita e di lavoro, e abilità importanti, come il pensiero critico, la comunicazione e la collaborazione.

E’ forse proprio su questo che dobbiamo puntare oggi per metterci in gioco e trasformare il lavoro in qualcosa di divertente che amiamo e che dipende da una nostra scelta, che magari ci affatica anche ma è comunque portatore di valori positivi nella nostra vita.

Fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/09/lavoro-non-e-gioco-ma-dovrebbe-esserlo/588479/

http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2013/05/il-lavoro-non-e-un-gioco-ma-dovrebbe.html

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Bello,io ci sto,vorrei dirlo anche ai milioni di precari,o miliardi di cinesi di inventarsi un lavoro,e bello anche,giocoso magari.Solo che non ci sentono,non capiscono,e’strano pero.Mi hanno chiesto alcuni il n.di telefono dell’articolante,forse per ricerca di stimoli al gioco..Mah..non capisco,eppure “il concetto” e’ giusto.L’offerta crea sempre la sua domanda

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Il melting pot nelle città che farà gli uomini tutti uguali

Forse non ce ne siamo ancora accorti, ma stiamo diventando tutti uguali. Per la prima volta nella storia dell’umanità, più di metà della popolazione mondiale vive in città, e questo sta producendo un effetto non solo culturale, ma anche biologico. «Gli uomini sono oggi più geneticamente simili tra loro di quanto siano mai stati negli ultimi 100 mila anni», afferma il professor Steve Jones, genetista del London University College e uno degli scienziati più noti del pianeta. Non ci siamo mai assomigliati tanto, in altre parole, da quando poche decine di migliaia di Homo Sapiens popolavano l’Africa orientale e cominciavano a diffondersi nel resto del globo.

Geneticamente simili, va precisato, non significa avere tutti lo stesso aspetto, la stessa faccia, lo stesso colore della pelle: vuol dire avere un simile Dna. Ma una cosa è in un certo senso la premessa dell’altra, essendo in ultima analisi la genetica a determinare le caratteristiche del nostrocorpo. Nel presentare la tesi dell’ultimo libro del professor Jones, laBbc parla infatti di «grande omogeneizzazione umana». A determinarla, è l’urbanizzazione. Le città, sebbene rappresentino soltanto il 3 per cento della superficie terrestre, ospitano ora più del 50 per cento della popolazione totale della terra.Questo processo ha portato nel “melting pot” delle metropoli, nel pentolone di razze dei centri urbani, una quantità senza precedenti di immigrati da tutti i continenti. A New York si parlano 800 lingue. A Londra i bianchi sono adesso una minoranza (appena dieci anni fa erano ancora il 58 per cento). E come conseguenza di questa commistione, le lingue e i dialetti della terra diminuiscono costantemente: ogni due settimane ne scompare una delle 7 mila ancora esistenti.

In sostanza, la multietnicità, producendo società più diversificate dal punto di vista etnico e culturale, porta a mescolare le razze come non era mai accaduto, attraverso i matrimoni misti. Nord e sud, del mondo o di una stessa nazione, si mischiano. E dal cocktail genetico esce poco per volta una nuova specie: l’Homo Unicus. La razza degli uomini tutti uguali, non attraverso un fantascientifico progetto di clonazione, bensì come risultato di una rivoluzione nei trasporti, nel progresso, nello stile di vita.

«È un’evoluzione cominciata con la bicicletta», dice il genetista Jones, con una provocazione che contiene una verità di fondo. Per milioni di anni, fino praticamente a due-tre secoli fa, gli uomini hanno vissuto per lo più nel luogo in cui erano nati. La distanza tra un villaggio e una città, per non parlare di quella tra una nazione e l’altra, tra un continente e l’altro, appariva come quella tra la Terra e la Luna: incolmabile. Le navi dei conquistadores prima, i treni della rivoluzione industriale poi (e la metropolitana, la prima inaugurata a Londra 150 anni or sono), hanno ridotto e infine frantumato quella distanza. Il globale è diventato locale. E la concentrazione sempre più ampia e diffusa di persone di origine etnica e geografica differente all’interno di una stessa città ha creato unamiscela dapprima culturale, quindi pure biologica, come non accadeva dall’alba dell’Uomo.

Naturalmente è inesatto dire che siamo tutti uguali. Ma l’urbanizzazione, avverte l’eminente scienziato gallese, ci sta cambiando in modo non solo socioculturale. Possiamo sembrare diversi per ceto, reddito, religione, ma dentro, dal punto di vista scientifico, ci somigliamo quasi come al tempo del primo uomo. Dando ragione a quella vecchia battuta di Albert Einstein, che al funzionario dell’immigrazione di New York, il quale compilando il questionario d’ingresso negli Usa gli chiedeva a che razza appartenesse, rispose senza batter ciglio: «Umana».

Enrico Franceschini
Fonte: www.repubblica.it
20.05.2013

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Che meraviglia, sono estasiato! Le mie figlie, nate e cresciute sempre nella stessa città italiana non capiscono una sola parola del dialetto locale ma parlano perfettamente l’Inglese! Come sono orgoglioso di loro! Tutti uguali, senza un futuro e senza un lavoro, ma cosa importa?

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26 settembre 2013
http://www.associazionelatorre.com/2013/09/preparatevi-al-patentino-omofobia/

omofobia_patentino_discriminazioni_omosessuali– E il patentino? –

– Il patentino? –

– Già. –

– Quale patentino? –

L’impiegato allo sportello dell’Ufficio Scolastico mi guardò come fossi interdetto.

– Vuole farlo sì o no il concorso a cattedra? –

– Certo che lo voglio. –

– E allora deve consegnarmi, oltre al modulo compilato e ai certificati, anche il Patentino di non omofobia. Ce l’ha sì o no? –

Fresco di studi letterari e relativa laurea, non mi ero tenuto troppo al corrente delle ultime novità in fatto di concorsi pubblici. Non ne sapevo niente di quel patentino, né della legge istitutiva. Mi era completamente sfuggito anche il dibattito in Parlamento. Che dico, perfino le solite diatribe sui giornali, Tizio a favore Caio contro. Disimpegnato, direte voi. Asociale … sì, me l’hanno già detto. Comunque sia, consultando la Gazzetta Ufficiale scoprii che con un po’ di buona volontà avrei fatto in tempo a conseguirlo in tempo utile: la data in cui avrei potuto sostenere l’esame per il patentino era giusto due giorni prima della scadenza dell’iscrizione al concorso. Addio vacanza godereccia a Ibiza dunque, e sotto, nuovamente, a studiare! E mi ero appena cinto il capo di alloro! Ma forse ne valeva la pena.

La commissione era composta da tre persone. In mezzo sedeva il presidente: un uomo non giovane ma dal viso ancora bello, anche se con un che di fatuo nei lineamenti regolari e distinti. Vestiva di un finto-trasandato assai costoso: sotto il giubbino jeans di gran marca con fazzoletto sgargiante pendente dal taschino, una camicia blu scuro lievemente operata. Aveva capelli brizzolati dai riflessi azzurrini che scendevano – onda su onda – sulla fronte e sul collo. Mi rivolse subito un sorriso accattivante, cui si accompagnava uno sguardo dolce e un po’ sognante, quello sguardo che ogni candidato desidera trovare nel suo esaminatore.

Alla sua destra – stridente contrasto invero – sedeva un’anziana donna con un viso triangolare ricoperto da un fitto reticolo di rughe, capelli bianchi cortissimi e uno sguardo aguzzo e inquisitore che non prometteva niente di buono.

Infine dall’altro lato della cattedra era un uomo sulla cinquantina dal viso glabro e la frangia di capelli grigi incollati sulla fronte; sul lobo dilatato dell’orecchio sinistro luccicava un piccolo brillante. Indossava occhiali dalla sgargiante montatura rossa, lo stesso vivace colore della giacca attillata. A un primo sguardo pareva una commissione assai assortita, da non prendere sotto gamba, ma nel complesso potabile.

La donna canuta, dopo aver lentamente ricopiato su di una scheda i dati della mia carta di identità, posò lo sguardo su di me e lo mantenne a lungo, silenziosa.

– E’ in grado di citarmi l’articolo 1 della Legge 201/2014? – chiese infine con voce rauca, quasi maschile.

Quella legge ormai la conoscevo a memoria, così come tutta la pletora dei regolamenti attuativi. Con voce bassa ma sicura scandii:

– “L’identità di genere prescinde dal sesso biologico e coincide con la percezione che la persona ha di sé quale uomo o donna. Essa è in fieri durante l’intero ciclo psichico e biologico della persona.” –

– E ora mi dica il terzo – gracchiò la donna, alzando la voce come se la mia risposta l’avesse indispettita.

– “Ogni azione discriminatoria motivata dall’ identità di genere così come dall’ orientamento sessuale della vittima ….”

La donna attese senza battere ciglio che terminassi la risposta. Poi in silenzio, e con una certa teatralità, torse il viso verso l’altro commissario seduto al lato opposto della cattedra come a dirgli: per me è sufficiente, ora tocca a te.

Fu allora che il dio che presiede allo svolgimento degli esami di stato si distrasse e mi abbandonò al mio destino.

Il presidente, con il lodevole intento di “mettere a proprio agio il candidato” (come recitano le normative sulla conduzione degli esami) mi si rivolse col più accattivante dei sorrisi e il più amichevole dei toni.

– Che aspetto sbattuto che ha, giovanotto. Guarda che occhiaie … giorno e notte sui libri, eh? Ma era il caso di preoccuparsi così? Siamo così tremendi?… –

Fu, a tradirmi, quella certa mancanza di autocontrollo che mi prende quando improvvisamente mi sento a mio agio; quel libero fluttuare di sensazioni e di pensieri che mi induce a dire la prima cosa che passa per la testa, senza filtro.

– In effetti, presidente, sì, ho studiato come un negro. –

Un silenzio pregno di disagio calò improvviso nell’aula. Il commissario dal volto glabro sollevò di scatto la testa, che prima teneva china. La commissaria storse la bocca in un ghigno acido. Il presidente manteneva il suo sorriso accattivante parcheggiato sulle labbra, ma stemperato dall’ imbarazzo. Poi avvertii il brusio degli altri candidati seduti dietro di me ad aspettare il loro turno. Si può interpretare un brusio? A me sembrò all’inizio un’espressione di mero stupore, poi in qualche modo di maligno compiacimento.

L’uomo glabro mi fissava. Ora, incrociandone lo sguardo, ebbi la sensazione di un’ intima ripulsa di quegli nei miei confronti, ripulsa che lessi sulle sue labbra improvvisamente contratte e nello sguardo fattosi più acuto. Fu allora che notai le sopracciglia scolpite al rasoio e l’abbronzatura dal colore un po’ falso tipica delle lunghe sedute sul lettino solare. Aveva una strana voce chioccia e melliflua.

– Non ritiene di dover sorvegliare maggiormente il suo lessico? –

– Era solo un modo di dire. – risposi con tono conciliante. E poi, Dio perdonami, non so davvero perché aggiunsi: – Io non c’entro con la tratta degli schiavi. Non ero nato. –

Adesso è facile dire che sono stato incosciente. In quel momento mi sembrava di aver solo celiato. Non volevo provocare nessuno. Una battuta, per sdrammatizzare … Di scatto l’uomo si levò in piedi; con una mano si era appoggiato al bordo della cattedra, e l’altra la teneva sollevata col ditino vibrante indirizzato al soffitto. La voce chioccia si era fatta più alta e più stridula.

– Forse che L’Europa tutta non è solidalmente corresponsabile dell’immane tragedia del popolo nero? Forse che la sofferenza lancinante di milioni di donne e di uomini non pesa come un macigno sulla nostra storia comune? Abbiamo o non abbiamo divorato le risorse del continente africano, ponendo così le premesse di tutti i conflitti, di tutte le stragi, di tutte le ingiustizie sociali di quel continente? Lei non può chiamarsi fuori dalla correità. Partecipe di questa civiltà europea che ha prosperato sul sangue altrui come prospera un vampiro famelico, lei è colpevole quanto lo sono io. Con l’aggravante che non ne vuole essere cosciente, mentre io mi sono caricato del fardello, ne avverto il peso, ne soffro! – Ciò declamato, si risedette con i segni di una nobile afflizione sul volto.

Sono un giovane nato negli anni ‘80, sono un pragmatico. Questa faccenda della mia personale responsabilità di tutte le nefandezze della storia non l’ho mai digerita. Anche quando me l’avevano propinata a scuola i miei prof (ed ero piccolo, un ragazzino) non mi aveva convinto … Questo dover chiedere scusa a tutti quelli che incontro per strada, a momenti … scusami, fratello cinese, per quello che ti abbiamo fatto durante la rivolta dei boxers … scusami, fratello sudanese, per la presa di Karthoum … scusami, fratello amerindo, per l’uccisione di Montezuma … No. Sono certo disposto a pagare il conto per quello che ho fatto io. Di quello che ha fatto la cariatide del mio nonno volontario in Africa risponderà semmai lui (sempre che ne abbia voglia, rimbambito com’è). Se andava o meno con le sciarmutte, e quanti ne abbia fatti fuori, di nemici … Comunque sia, non replicai al predicozzo: ne aveva già fatti guai la mia lingua svelta.

Intanto che stavo lì guardingo e la commissaria ghignava e il presidente col sorriso stampato sulle labbra si guardava attorno, l’uomo glabro aveva preso a disegnare su un foglio con le mani corte e grassocce. I suoi gesti erano febbrili.

– Torniamo ora alla ragione per la quale lei è qui. Che cosa ho disegnato? – mi domandò facendo scorrere il foglio sul piano della cattedra verso di me.

Sul foglio era una figura umana fortemente stilizzata, simile a quelle che tracciano i bambini assai piccoli. Il capo rotondo era riccioluto. All’interno, due punti neri al posto degli occhi, un buffo naso a punta e una riga orizzontale come bocca. Sotto il collo filiforme iniziava una veste che si allargava progressivamente verso il basso. Dal bordo inferiore di questa fuoriuscivano due righe parallele che, piegandosi all’esterno ad angolo retto, rappresentavano rispettivamente le gambe e i piedi. Anche le braccia erano righe, al termine delle quali alcuni brevi tratti a raggiera rappresentavano le dita delle mani.

– Vedo l’immagine stilizzata di una ragazza. – risposi.

– Ahah! – sbottò compiaciuto l’uomo glabro.

– Ahah! – fece eco la donna canuta.

– Eh no, no, no … – intervenne il presidente con un’espressione dolcemente allarmata, facendo oscillare l’indice di fronte al suo naso. Decisamente il test del disegno doveva essere stato già somministrato a numerosi candidati.

Sbottò ancora il commissario, di nuovo alterandosi.

– No! No! No! Non è affatto così! –

Ora la voce chioccia era diventata irosa. Ad ogni no! l’uomo batteva entrambi i pugni sulla cattedra; ma senza energia, con un gesto floscio e stizzito.

– Da che cosa ha arguito, lei, che trattasi della rappresentazione di una ragazza? –

– Mah … dalla veste, naturalmente … –

– Ecco, lo sapevo! Avete visto? – e col capo faceva degli ampi cenni d’intesa agli altri membri della commissione. La donna canuta, ora, non si peritava di ridere forte e di gusto, a gola spiegata, come se io avessi detto una manifesta sciocchezza. Il presidente, che si era sforzato finché aveva potuto di dimostrarmi benevolenza, ora aveva indossato un’aria afflitta e rassegnata e cercava alle mie spalle lo sguardo degli altri candidati, come a dire: ma lo sentite? Che posso farci io? E intanto l’uomo glabro imperversava, agitando le manine le cui dita cicciose frullavano per aria:

– Lei è ora un libro aperto, per me! Così come è offensiva la sua indifferenza per le nostre responsabilità storiche, altrettanto offensivo è questo suo essere legato a schemi sessisti! Lei è qui per il patentino? E crede di meritarselo perché ha imparato gli articoli della legge a memoria? E’ lo spirito della legge che deve comprendere, che deve far suo! E questo spirito le deve parlare di una sessualità non schematica, ma libera, creativa! Perché mai un uomo non potrebbe desiderare di indossare un vestito da donna e, che so, di osservarsi allo specchio? –

– Perché gli farebbe schifo. Sempre che fosse davvero un uomo. – risposi guardandolo fisso con decisione.

E stavolta la lingua non aveva preceduto il cervello: aveva detto esattamente quello che volevo farle dire.

***

So che ora vi chiederete: perché hai deliberatamente urtato quell’uomo, il cui ruolo effettivo era con evidenza tale da condizionare la decisione della commissione, assai più di quello del presidente-comparsa? Potevi ancora giocartela: ammettere gli sbagli, riconoscere una certa tua superficialità, spiattellare ancora un paio di articoli di legge … e poi la stanchezza, le notti insonni che ti avevano logorato e fatto dire ciò che non pensavi … Il patentino di non omofobia – inutile dirlo – non te l’hanno dato. Dovrai aspettare un anno per rifare l’esame, e non potrai affrontare a breve il concorso cui tenevi …

***

Ecco, rispondo. Sono nato alla fine degli anni ’80, sono un pragmatico. Non ho mai fatto grandi riflessioni personali sui temi fondanti della filosofia e della vita. Sono passato dal pensiero debole alla società liquida. Di tutto ciò, io sono un riflesso, una conseguenza. Un epifenomeno, direbbe qualche mio professorone dell’università. Passo su internet parte della mia giornata. A scuola, studiavo per conseguire il diploma; all’università, la laurea. Capivo le cose, prendevo i voti. Non si cerchino dentro di me troppi valori non negoziabili. Sono un pragmatico, dicevo.

Però, però, però. Non ho simpatia per chi cerca di insegnarmi come devo pensare. Se poi lo fa in nome della libertà e della tolleranza, come quei bei tomi della commissione, ecco: questo mi sembra il massimo dell’ipocrisia.

E infine, che volete, da questo mio nonno che si faceva le sciarmutte e che inchiodò i mahratta davanti alle dune di Bir el Gobi, avrò pure ereditato qualcosa.

Racconto di Alfonso Indelicato

http://www.prolifenews.it/economia-e-vita/il-patentino-di-non-omofobia/

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Cosa nascondono i sistemi di credenze: silenzio assenso

Posted By On 12 ott 2013

Fonte: http://networkedblogs.com/O5hyK

La condizione di schiavitù (emotiva) e la dipendenza dai sistemi è funzionale al nutrimento dei nostri “predatori”, tacerne significa perpetrare questa condizione, lasciare che le cose accadano senza porvi un freno porterà tutti all’annientamento totale. Il resto alimenta solo lamentele che nutrono spropositatamente il sistema di alimentazione dei “predatori”. Gli alti e bassi della vita quotidiana sono il prezzo che paghiamo per vivere secondo le regole di questo “sistema”, ed è questo a trasformare gli umani in “cibo”. Il “sistema” di credenze, di regole comportamentali e molto altro è funzionale a questa condizione, vivere nella preoccupazione, nell’assenza, nel timore di perdere il cibo, quando nessuno di noi ha mai realmente sperimentato la “fame” è il riflesso del “loro” di timore. Se l’umanità resta in questa condizione vitale, “loro” non possono che avvantaggiarsene, ecco perché l’unica cosa che può permetterci di cambiare è superare il sistema “cognitivo” che ci hanno imposto attraverso il condizionamento. Un sistema “cognitivo” è il modo con cui noi interpretiamo i fatti e le circostanze della vita, il modo, cioè, con cui intendiamo o interpretiamo tali eventi.
Un binario comportamentale che ci porta tutti a produrre sempre gli stessi effetti o reazioni, quella condizione di impotenza ed inadeguatezza che permette loro di usufruire delle scariche di energia che diventano il “loro” alimento. Hanno fatto in modo che le “loro” necessità diventassero le nostre, convincendoci di essere quello che non siamo, instillandoci quel parassita, o demone che “loro” sono. Adesso siamo simbionti e non è così facile liberarsene, noi dipendiamo da loro adesso, come “loro” dipendono da noi per sopravvivere. Scollegare un individuo significa addestrarlo, prepararlo al distacco. Sono le nostre consuetudini sociali l’ostacolo, ecco perché nessuno si può accorgere della differenza. Siamo identificati, abitudinari e timorosi. La “paura” di restare senza lavoro ovvero senza cibo è un aspetto di questa relazione con i nostri “parassiti”, anche se questa cosa non è reale. Senza cibo restiamo sempre vivi, e questo fa molta differenza, a meno che non ti sia stata instillato quel certo senso di impotenza che ti induce a fare l’elemosina o cercare rifugio in una stazione dei treni o ad un centro della “caritas”. Capite quando è intricata la matassa? Sono “loro” ad ad aver “definito” la nostra visione, sono “loro” ad aver definito le nostre aspettative, le nostre speranze, i nostri sogni di successo e contemporaneamente anche i parametri del nostro fallimento di modo da impedirci, anche quando ogni sistema dovesse cadere in noi, di renderci conto e quindi avere quel guizzi di “verità” che tanto temono, è così che si sono assicurati di renderti inservibile. Smith dice – “quando noi abbiamo iniziato a pensare per voi!”.
Ogni essere umano di questa terra, indipendentemente dalla lingua che parla, risponde più o meno nello stesso identico modo a quegli stimoli che il “sistema” stesso prima ha instillato e successivamente continuato a sollecitare. Ecco perché ognuno di noi è assillato in realtà sempre e solo dai soliti problemi, e questo ciò che ci rende tutti tremendamente simili. Qualunque sia la terra di origine, in questa cosa siamo tutti identici, tutti assillati dagli stessi vincoli e bisogni. La cultura occidentale è lo schema che si sta imponendo in tutto il pianeta mica per caso. In America 2 secoli fa non era così ed ecco che i potenti si sono mossi alla conquista di quelle terre, ignorando la reale ragione che era sterminare gli indigeni che col tempo avrebbero potuto diventare educativamente e culturalmente una minaccia. Adesso ci raccontano scemenze sulla prateria e gli uomini medicina, sulle tribù e le loro pratiche magiche.
Bisogna partire da un sistema “cognitivo” diverso per poter vedere questo meccanismo, quel sistema “cognitivo”, proprio quello che “loro” non vogliono che acquisiamo, per questo le lotte, le persecuzioni e persino le religioni funzionale ai loro scopi, che non sono i tuoi. Dio è l’ultimo dei nostri problemi ed una meta difficilmente raggiungibile da dentro una prigione. L’essere umano è schiavo e dipendente da tutti i “sistemi” per una precisa ragione ed è questa ragione che adesso devi vedere altrimenti non c’è disciplina, pratica o altro che ti possa realmente aiutare. La nostra consapevolezza è stata abbassata a livello di un animale che anela solo a soddisfare quei bisogni primordiali che non sono i nostri, ma di un corpo che potenzialmente era capace di canalizzare “coscienza” e che invece è stato adeguatamente indebolito al fine di trasformare l’uomo originale e realizzare un nuovo individuo estremamente deresponsabilizzato.
Deresponsabilizzarci è stato funzionale o utile per garantirsi un riserva inesauribile di energia (vitale). Nessuno né è immune, ecco perché si può dire e fare quello che si pare a questo mondo, ed ecco perché abbiamo tutta questa apparente libertà di pensiero. Perché tanto alla fine ruzzoleremo sempre nelle stesse trappole “intellettuali”, e quando questo accade l’energia esce, ci sentiamo spersi ed incapaci di qualsiasi azioni propositiva per il nostro personale vantaggio dato che non lo conosciamo più quale sia. La stessa ricerca mistica o di un evoluzione spirituale rimane un abbaglio ed un eccellente specchietto per le allodole. E’ proprio quella tentazione protesa alla realizzazione a renderci di fatto totalmente immobili, quella tentazione di andare da un luogo all’altro, di scuola in scuola, di gruppo o di pensiero ad un altro, di un guru dopo l’altro, cercando esperienze forti al fine di sperimentare quell’adrenalina che altro non è che la preparazione del cibo per i nostri “predatori”; quello che a suo tempo ho avuto modo di chiamare: “blanblanare!”
Si comincia a capire cosa cerco di fare? Non mi interessa contrastare quelli che lo fanno (dormono, cosa volete che ne sappiano), mi interessa farvi vedere cosa vi stanno facendo, a cosa state servendo, a chi o cosa state dando “cibo”. Non ci sono corsi, non ci sono scuole, non ci sono dottrine, c’è che svegliarsi ed iniziare semmai ad incontrarsi al fine di realizzare quella resistenza, una rivoluzione, auspicabile che ci liberi per sempre dal torpore di questa esistenza vissuta senza vita a foraggiare e dare da mangiare a chissà quale temibile e sofisticato “predatore”. Non servono le armi, serve svegliarsi, serve coscienza, serve consapevolezza, è questa la guerra che è in atto adesso. Prendete gli hobbies. Un intrattenimento piacevole ed intellettuale dalle scarse implicazioni personale e il cui scopo finale è distrarci dai problemi quotidiani quegli stessi problemi confezionati ad oc ed uguali per tutti ed utili al “loro” sostentamento e che ci permetterebbero se vissuta a fondo di scoprirli. Persino la pratica spirituale o di una disciplina, te la stanno facendo diventare come qualcosa col sapore dell’intrattenimento, nessun implicazione diretta, nessun responsabilità questo perché ti manca il vero obbiettivo, la vera ragione, che è la schiavitù in cui versi.
Leggiamo libri, ascoltiamo guide, maestri e guru a vario titolo che ci trasmettono concetti come il distacco, la compassione, l’umiltà. A quale scopo? Ad alimentare ancora la nostra importanza personale, il nostro essere auto referenziati, il nostro apparente egocentrismo. Ho scritto “apparente” intenzionalmente perché se solo fossimo un pochino più egoisti capiremmo cosa ci stanno facendo; il nostro bisogno di considerazione è il “loro”. Il peggio arriva quando attraverso l’esperienza di una “pratica” sperimentiamo qualche “primitivo” stato, erroneamente detto “superiore”, di “coscienza”, o di profonda felicità, potenza o pace. Non abbiamo bisogno di pace, ma di quel silenzio interiore e quella calma per iniziare a vedere cosa sta realmente accadendo; la pace è per i morti quello che diventeremo se non ci svegliamo. Mi hanno scritto persone che sperimentano dopo aver provato per la prima volta il “lavoro in calma” il loro corpo energetico, e drammaticamente se ne compiacciono confondendo questa normale, spontanea, naturale esperienza di sè, del proprio prodotto energetico, per un’esperienza trascendentale, quando peggio credono che gli stia accadendo qualcosa di brutto. Ogni volta che qualcosa esce dal “controllo” sopraggiunge subito il sistema “cognitivo” in atto (in essere, attuale), un pensiero, un emozione, una sensazione a normalizzare tutto e renderlo la solita idiozia spirituale, mentre per noi la spiritualità è questione seria e “materialissima” (non materialista). Ci sono tante persone in questa condizione convinte di essere arrivate, di essere libere, uscite da “matrix” (come spesso scrivono); una tale ostinazione non può che essere frutto del condizionamento che forse si è visto, ma non si è potuto rimuovere. Lo capisci perché nel giro di pochi minuti manifestano tutti i sintomi di un infezione estesa: si compiacciono dei loro traguardi, te li elencano uno dopo l’altro per fare colpo, quando (altro lato della medaglia) si lamentano della loro inadeguatezza e si giustificano per quello che non sono stati capaci di realizzare e molto altro che non starò qui a dire.
Non capite che il primo grande vero inganno consiste nell’idea stessa del raggiungimento o realizzazione di un illuminazione o di un qualche tipo di risveglio; che non può arrivare, perché tu sei già sveglio. Sei quello che sei perché la tua possibilità di essere maggiormente consapevole è pregiudicata dal fatto che stai dando un mare di energia a tutti i tuoi sistemi di credenze e bisogni o istanze emotive. Quello che stai vivendo di istante in istante ti sta ripetendo continuamente questo, ma tu vuoi altro, perché quello che vedi ti terrorizza, non ti appaga, ed allora devi crearti un immagine alterata che ti dica che sta andando tutto per il meglio, che sei uno “avanti”; stai cercando in tutti i modi di non vedere. La tua ricerca mistica è il modo più elevato per non vedere, perché se vedi capisci. Capisci che sei schiavo, che sei cibo e non sai da quale parte prendere questa “cosa”, ed allora è meglio farcirsi la testa di bei traguardi spirituali e gradi a vario titolo. Mentre tutto quello che sarebbe utile realizzare è che siamo in guerra, siamo già in guerra e che “matrix” è tutta intorno a te proprio come “vodafone”, non ti lascia un istante, ti accompagna in tutto quello che fai, ti sostiene ed all’occorrenza pensa anche al tuo posto.
Dai capi spirituali a quelli che ci governano sono tutti ignari secondini di una prigione che non è la nostra, “che non ha sbarre, che non ha odore”; le condizioni di vita che hanno stabilito su questo pianeta sono atti ad assumere il dominio della nostra vita, privandoci di fatto dell’autentica libertà che non è quella che ci viene sventolata davanti, quella è solo ipocrisia e strumentale al nostro parassita o demone. Essi diventano nostri signori e maestri, ci hanno reso docili ed impotenti, ecco perché è proprio questo che sperimenti tutte le volte che vedi, che ti accorgi che c’è qualcosa che non quadra nel mondo, non sai cos’è ma lo avverti e questo ti crea disagio, perché non sai da che parte cominciare per uscirne. La cosa veramente diabolica è che è probabile che siamo stati noi a creare tutto questo, il nostro predatore ed i nostri allevatori, o che forse siamo stati noi a dargliene il potere di farci tutto questo. Sono potentissimi eggregora che si nutrono delle nostre passioni più profonde, delle nostre istanze emotive che null’altro scopo hanno che alimentare un bisogno ad un soddisfacimento che mai può realmente arrivare.
“Grande fu la magnificenza mentre davamo alla luce I.A., la cui sinistra coscienza ha creato un nuovo tipo di macchine” – questo è il vero significato di queste parole, siamo stati noi a creare tutto questo e fummo noi per primi ad oscurare il cielo? Adesso viviamo nella paradossale condizione che diventiamo le nostre creazioni e per questo diventano i nostri carnefici ed anche parassiti, cosa che noi, nonostante tutto, riusciamo ancora e comunque a vedere l’ha fuori. Ma quel mondo è frutto della nostra scarsa conoscenza, qualcosa che è uscito dalle oscure profondità del cosmo (probabilmente interiore) per prendere successivamente il nostro dominio e mangiare ogni possibilità attuale di risveglio. E’ questo che noi chiamiamo ego, ma l’ego è molto di più e per questo non può essere ucciso, ma solo allontanato fino a quando non tornerà più. Milioni di persone che vivono non solo inconsapevolmente ed ignari di essere allevati. Considerate quanto accade su questo piano, l’uomo costruisce cose immense, la sua intelligenza spazia anche oltre i confini di questo pianeta, dentro e fuori di lui, ma resta incredibilmente stupido ed attaccato alla superstizione, è avido, codardo e con un desiderio che non si soddisfa mai. Come è possibile che una tale meraviglia dell’universo manifesti le attitudini di un essere vorace come un qualsiasi “predatore” della Giungla?
Qualsiasi sia la lingua che parliamo alla fine inesorabilmente non possiamo che riconoscerci tutti nelle stesse preoccupazioni, abitudini, tutti inesorabilmente incentrati nell’ego e nell’autocompiacimento, un sottile strato di consapevolezza che ci permette a malapena di esistere. Sono questi predatori ad aver instillato in noi i sistemi di credenze che adesso difendiamo con tanta veemenza. E’ una sorta di mente aliena, estranea in tutto e per tutto alla nostra reale consapevolezza a predarci e renderci docili e consumabili. La “paura” che sperimentiamo non è la nostra, ma di coloro che temono di essere scoperti; perché vederli li vediamo, li abbiamo sempre visti, ma non siamo in grado di collocarli in una descrizione coerente, intellettualmente comprensibile, perché ci manca ed abbiamo bisogno di un sistema cognitivo diverso da quello che ci è stato imposto.
Allora forse solo così capiamo che cos’è che dal profondo delle nostre viscere, del nostro inconscio (reso tale dal sistema) ci spinge a cercare un nuovo tipo di istruzione. Solo contestualizzando la cosa all’interno di questa visione di schiavitù e dipendenza che possiamo fare uso di ciò che ci viene insegnato, diversamente ci riempiremo la testa di nuove congetture che permetteranno ai nostri predatori di tenerci ancora una volta sotto controllo. Quello che a “loro” interessa è solo toglierci coscienza, ridurre il nostro grado di consapevolezza a quello di un ebete, un animale intellettuale spaventato o uno svaporato esaltato emotivo-positivamente, incapace di ribellarsi a questa condizione perché non ne può intendere l’origine. I concetti di bene e male e le consuetudini sociali, in una parola quello che “loro” chiamano la “civilizzazione”, sono gli effetti di una condizione di “schiavitù” ordita fino ai massimi livelli, ecco perché ho detto “loro”, impersonale. Proprio come in “matrix” (il film) agenti lo sono tutti e non lo è nessuno. In questa trama sono coinvolti tutti ed a livelli diversi hanno pezzi maggiori di “conoscenza” in merito a questa cosa, ma non ne conoscono le ragioni, ne ignorano l’origine e l’autentica ragione, altrimenti scapperebbero come chiunque altro avesse chiaro che l’uomo non nasce ma viene coltivato per fino tremendamente vampireschi. Pensate soltanto alla saga di Twilight, il cui scopo finale e farvi parteggiare per i vampiri. Ma ci pensate?
I più che non vogliono vedere diventano di fatto agenti, ovvero sostenitori senza averne piena consapevolezza di quello che stanno facendo, non sanno quello che fanno altrimenti smetterebbero, si riempiono la bocca di parole come “rappresentanza”, “rappresentatività”, di “elettorato”, di “bene comune”, di “giustizia” e “libertà”, ma non hanno nessuna autorità, sono altri che li stanno muovendo e loro servono un altro padrone. Pensate al balletto attuale sull’IMU, come se non pagarla fosse la soluzione di tutti i mali e assolutamente necessario. Ti tengono in ballo sulla punta di uno spillo facendoci credere che sia la pista di una balera. Ci stanno imbrogliando e quelli che lo fanno ne sono ignari, sono totalmente inconsapevoli e quindi incapaci di arrivare a soluzioni per noi.
Quello che ci troviamo difronte è qualcosa di realmente serio, la minaccia più seria alla nostra “coscienza”, che non può essere abbattuto soltanto con 4 chiacchiere o con un seminario, un corso, un libro, una conferenza, o con un set di cristalli nuovi o una valigetta di rimedi, … o chissà cos’altro di cui ne siete certamente esperti: tutto materiale per mettersi la coscienza a posto e continuare a farsi “ciucciare” ogni possibilità di capire; a meno che non capiamo che sono solo degli strumenti, forse utili, ma quando si è capita la realtà dei fatti. Siamo guerrieri e ce lo siamo dimenticato, si guerrieri-viaggiatori, come dice Don Juan, che si sono fermati nel loro viaggio.
Il nostro deve essere un intento continuo nella direzione di dare energia a quella forza ribelle che di quando, in quando si manifesta grazie alle condizioni avverse che incontriamo, e come ben sapete l’energia va dove è la nostra attenzione. Se l’attenzione resta focalizzata su quella particolare “sensazione” allora diventiamo nel tempo indigesti ed inaccessibili ai nostri carnefici o predatori o parassiti. Il “voladores” di cui parla Don Juan è un potentissimo eggregora che si è prodotto a causa del transito su questo pianeta dei “viaggiatori” del tempo e delle dimensioni. Transito che ad un certo punto si è trasformato in uno stazionamento all’interno di spinte che apparentemente ci fanno muovere, ma che forzatamente ci tengono fermi su questo piano. I campi elettromagnetici del pianeta sono la forza di gravità che ci impedisce di andare oltre. Una condizione che probabilmente si è prodotta lentamente e in modo silente, al punto tale che i nostri antenati, dotati di una consapevolezza diversa (quelli che diedero alla luce I.A. nel film), non si sono resi conto e che ha prodotto questo nuovo tipo di macchine, ovvero questo parassita incorporeo, energetico, che è tutta la loro raziocinante maturazione qui.
E’ vero l’unica alternativa possibile è la disciplina, ma dobbiamo capire quale, e come attuarla, lamentarsi della nostra inadeguatezza serve i nostri “predatori”. Ogni cosa che ci accade è una sfida per un guerriero e in quella sfida si può vincere o si può perdere, ma sicuramente si sta tornando a vivere. Ecco perché non si tratta di scontrarsi apertamente con il sistema, perché il sistema è un effetto di questa condizione predatoria, ma di capirne l’origine, la causa, e di operare direttamente su essa, aumentando la nostra consapevolezza, e questo passa anche dal non tacere su alcuni aspetti del condizionamento e mettere in luce le contraddizioni del sistema; se studiamo gli effetti, col tempo, sapendolo, e qui è quello che sto cercando di portare alla vostra coscienza, potremmo iniziare a capire che la causa di cui parlo è vera, proprio come quella cimice che Neo si ritrova nella pancia. Acquisendo il potere e l’abilità di parlare apertamente, ognuno potrà affermare innanzitutto in se stesso – “io non ci sto! Non avete il mio consenso”.
In “il lato attivo dell’infinito” di C. Castaneda – Don Juan dice a questo proposito – “L’opera rivoluzionaria degli sciamani sta proprio nel loro rifiuto di onorare un accordo a cui non hanno partecipato. Nessun mi ha mai chiesto se acconsentissi a darmi in pasto a esseri dotati di una diversa consapevolezza. Semplicemente i miei genitori mi hanno messo al mondo perché fossi cibo, proprio come loro, e questo è quanto!” – ci rifletterei!
Il nostro silenzio (assenso) ha permesso le attuali condizioni di schiavitù ed impotenza dell’uomo, l’attuazione di leggi e regole da seguire che nel tempo hanno forzato al silenzio chiunque non sia d’accordo con il “sistema”, qualunque esso sia. Questo perché non è il sistema il problema ma cosa ci sta dietro. IL suo studio è un altro strumento di lavoro. Come ho già avuto modo di dire personalmente ho deciso da tempo di non “tacere”, non sopportavo stare a guardare alla finestra, come altri “fratelli” cosiddetti “esoteristi” mi esortavano a fare, i miei fratelli umani farsi trucidare, ammazzare dentro, da questi potenti della terra. Loro hanno “paura” e vogliono che la sperimentiamo anche noi. La “paura” che senti non è la tua è la loro, è la “paura” che tu li scopra, e te la trasmettono continuamente attraverso i media e i loro capi spirituali ed attraverso tutto quello di cui dispongono compresa questa rete. Presto, infatti, anche la rete sarà quasi del tutto inservibile, è per questo che è arrivato il momento di organizzarci.

Senza una sostanziale presa di coscienza dell’orrore di questa situazione ogni tentativo di svegliarci non porterà a nulla, perché non c’è nulla da svegliarsi, c’è solo da guardare meglio. Capire cosa sta accadendo e come funziona è la precondizione per realizzare tutto il resto, … dobbiamo costruire Zion, ma in Zion ci stanno quelli che sanno che le macchine si nutrono degli uomini, non possiamo realizzare un villaggio del bengodi, pensando che i problemi degli altri non ci tocchino o non ci interessino. Senza questa terrificante presa di coscienza nulla altro può essere fatto. Diversamente stiamo solo cercando di stare meglio, allora ha ragione Bergoglio: cerchiamo un benessere psicofisico per continuare a dormire, per non vedere i fantasmi alla nostra porta, quei mostri che ci assillavano sin da piccoli hanno un volto ed una ragione tenerci lontani dalla nostra consapevolezza, dalla nostra qualità multidimensionale, dal nostro “corpo energetico”, sono guardiani alle soglie dell’infinito per impedirci di riprendere il viaggio. Il sospetto è che questi guardiani li abbiamo creati noi perché col tempo questa condizione era comoda, inducendo i nostri antenati a pensare di potersi fermare qui, ignorando le conseguenze di una tale scelta (cit. “la cui sinistra coscienza ha creato un nuovo tipo di macchine” – Matrix, Morpheus). Non realizzeremo nessuna Zion perché non l’abbiamo realizzata in noi stessi, perché non abbiamo capito cosa sta accadendo qui, cercheremo solo di riprodurre un sistema nuovo, un altro sistema che i nostri “predatori” saranno capaci di utilizzare ancora una volta a loro vantaggio.

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