IL MOVIMENTO ABORTISTA RINGRAZIA BERGOGLIO!

L’EDITORIALE DEL VENERDI

abortistedi Arai Daniele

FRUTTI DELLA «LIBERTÀ DI COSCIENZA BERGOGLIONA» IN AMERICA

Era su Gloria.tv: Le abortiste americane ringraziano Papa Francesco per i gloria.tv/?media=513635 Translate this page

Oct 19, 2013 – Le abortiste americane ringraziano Papa Francesco per i suoi discorsi sulla  01:16 w il papa- bergoglio perdona i peccati via twitter sperato. Era, ma fu cancellato.

Le informazioni che seguono sono tradotte da un articolo di Luis Sergio Solimeo, specialista in temi ecclesiastiche della TFP nordamericana, riprodotti in spagnolo per i lettori di Radio Cristiandad (Argentina).

LifeSiteNews.com ha pubblicato uno studio di un teologo romano specializzato in ecclesiologia che, dopo aver professato che le interviste non coinvolgono l’infallibilità (!) papale (!), ha detto: «Il portabandiera del movimentoabortista negli Stati Uniti, l’aborto nazionale e riproduttiva Rights Action League – NARAL Pro-Choice America, laNational Abortion and Reproductive Rights Action League, ha pubblicato una nota di ringraziamento al «Papa»sulla sua pagina di Facebook con queste parole: “Caro Papa Francesco: Grazie. Firmato: «Donne per la libera scelta in tutto il mondo. NARAL Pro-Choice America» [https://www.facebook.com/photo.php?fbid=101518583071843215].

Nel frattempo, Carmen Barroso, direttrice per tutto l’Occidente della International Planned Parenthood Federation, che promuove l’aborto in tutto il mondo, ha scritto al direttore di The New York Times“Salutiamo con favore il desiderio del Papa Francisco di trovare ‘un nuovo equilibrio’ all’interno della Chiesa cattolica eassicurarsi che essa sia veramente una ‘casa per tutti’… Il riconoscimento che la Chiesa non è al passo con i tempi moderni non poteva venire in un momento migliore: con i leader mondiali alle Nazioni Unite per discutere i parametri di una nuova agenda per lo sviluppo globale devono avere priorità la salute e i dirittidelle donne e dei giovani. Ciò significa garantire l’accesso all’educazione sessuale completa, alla contraccezione e servizi di aborto sicuro; necessità cui il Vaticano si è opposto con veemenza. Speriamo chequesto sia un passo avanti affinché le violazioni dei diritti sessuali e riproduttivi diventino una cosa del passato” (The New York Times, 21-09-2013).

In un’intervista alla rete televisiva MSNBC, suor Jeannine Gramick , co-fondatrice di New Ways Ministry, organizzazione contraria alla dottrina cattolica per quanto riguarda la pratica omosessuale, ha detto di aver pianto di gioia leggendo l’intervista di Jorge Bergoglio [Emma MARGOLIN, Progressive Catholics hail Pope Francis’ position on social issues, in MSNBC, sección “NewsNation with Tamron Hall”, 19-09-2013,http://www.msnbc.com/msnbc/progressive-catholics-hail-pope-francis

Allo stesso modo , Marianne T. Duddy – Burke (“sposata” con una ex religiosa) [Cf. 15 Years in the Lives of a Catholic Lesbian Couple, in “The Huffington Post” — Gay Voices, 19-09-2013], direttrice esecutiva del movimento omosessuale “cattolico” DignityUSA , ha dichiarato: “I cattolici LGBT e i loro alleati si rallegreranno con l’appello del Papa ai leader della Chiesa di concentrarsi di più su essere pastori che di applicare norme. Ci auguriamo che i vescovi accolgano tale chiamata e interrompano immediatamente le campagne anti- LGBT, i licenziamenti dei dipendenti della Chiesa per quello che sono [cioè , essere gay], gli attacchi contro le persone che mettono in discussione o in dubbio gli insegnamenti ufficiali [della Chiesa] e la retorica esclusiva e moralista che si sente dai pulpiti troppo spesso.”

E continua:
“Il Papa non è ambiguo. Lasciate il pulpito persecutore e accompagnare il popolo” (Pope’s Comments Signal New Direction for Catholic Church — LGBT Catholics Welcome Pastoral Tone and Substance, in DignityUSA, 19-09-2013).

bergoglio dei palLa diffusa confusione conciliare e anticattolica

Mons. Charles Chaput, arcivescovo di Philadelphia, a sua volta, nella sua rubrica del 25 settembre sul giornalediocesano, dice che tra i messaggi che ha ricevuto circa l’intervista al Papa, c’erano molti “email da catechisti,genitori e cattolici ordinari, che si sentivano confusi da titoli che suggeriscono che la Chiesa in qualche modoha cambiato il suo insegnamento su una varietà di questioni morali”. E dà un esempio:

“Ho sentito dalla bocca di una madre di quattro figli, uno adottato, un altro disabile dalla nascita, e che ha trascorso anni consigliando giovani incinte [a non abortire] e alla apertura di cliniche proprie. Voleva sapereperché il Papa sembra rifiutare i loro sacrifici. Un sacerdote ha detto che il Papa ‘implicitamente ha accusato di avere una visione stretta fratelli sacerdoti che affrontano con serietà problemi morali “e che” ora c’è piùprobabilità che un prete moralmente serio sia pubblicamente identificato come problematico’. Un altro sacerdote ha scritto che ‘il problema è che [il Papa] porta felicità a tutte le persone sbagliate, gente che non potrà mai credere nel Vangelo e che continuerà a perseguitare la Chiesa” Mons. Charles J. CHAPUT, O.F.M. Cap., Pope Francis and ‘The Interview’, 25-09-2013, http://catholicphilly.com/2013/09/think-tank/weekly-message-from-archbishop-chaput/pope-francis-and-the-interview/.

“Questioni sulle quali dobbiamo essere categorici”

In una dichiarazione al quotidiano The Press Democrat, Santa Rosa (California), il vescovo di quella città, Mons.Robert Vasa ha detto di mai aver visto ossessione su aborto, contraccezione e l’omosessualità. Ha commentato: Io di certo so che ci sono persone, e potrei, probabilmente, essere tra loro, che credono fermamente che queste sono questioni culturali fondamentali su cui dobbiamo essere schietti”. E ha aggiunto:
“Ma io non sono ossessionato da esse. La stragrande maggioranza delle cose che scrivo non include l’abortocome argomento, nemmeno la contraccezione, il divorzio o il nuovo matrimonio”. E chiede: “C’è bisogno di insegnare su queste cose?”.

E risponde con fermezza: “Assolutamente sì” (Martin ESPINOZA, Catholics diverge on pope’s message, “The Press Democrat”, 20-09-2013).

La morale cattolica: un ammasso di dottrine snodate?

In una lettera pubblicata su un bollettino cattolico di Internet, Germain Grisez, professore emerito di Teologia Morale a Mount Saint Mary Seminary, del Maryland, e autore di numerosi libri sul tema, ha così commentato:
Ma qual è lo scopo di dire che il ministero pastorale della Chiesa non può essere ossessionato con la ‘trasmissione sconnessa di una moltitudine di dottrine da imporre insistentemente’? Fare quest’affermazionesuggerisce, sciaguratamente, una caricatura delle lezioni dei recenti pontificati. (…) La frase è scioccante. Essa colpisce le nostre profonde visioni interiori. Ma se è stata ispirata da uno spirito, non era lo Spirito Santo,perché è destinata a confondere e indurre in errore” (Apud Robert MOYNIHAN, PhD., Letter #90: Editorial on Pope’s Interview, 29-09-2013, http://themoynihanletters.com/from-the-desk-of/letter-90-editorial-on-popes-interview.

“Ossessione” o “dedizione”?

Drª. Janet E. Smith, professore di teologia morale presso, ha detto di sentirsi “disturbata” dal commento del Papa (?) per cui vi è una “ossessione” per l’aborto , l’omosessualità e la contraccezione , perché lei ha trascorso gran parte della sua vita trattando di affrontare tali questioni. Ma afferma che al contrario di “ossessione”, lei considera che è stata una consapevole dedizione che l’ha condotta a far fronte a tali problemi. E spiega:
“Aiutare le persone a capire perché gli atti di aborto, la contraccezione e gli atti omosessuali non sono conformi al piano di Dio per la felicità umana è un mezzo molto efficace per attrarre le persone più vicino al Signore e alla Chiesa, e è per questo che la maggior parte della mia vita adulta, più o meno, sono stata evangelizzatrice in questo modo”.
Pensano allo stesso modo legioni di combattenti per la vita, gli educatori dei metodi naturali di pianificazione familiare e l’astinenza sessuale, e coloro che lavorano con dedizione in organizzazioni come Courage, aiutando le persone con tendenze omosessuali a vivere castamente e sacrificarsi per amore di Dio e della Chiesa. la Drª. Smith dice che ci può essere qualche esagerazione o altro, ma lei non si è mai imbattuta in nessuna nella vita reale [Janet E. SMITH, Are We Obsessed?, in “First Things”, 25-09-2013, http://www.firstthings.com/onthesquare/2013/09/are-we-obsessed] .

Movimenti pro vita “gettati in pasto ai lupi”!

A sua volta, la Dottª. Monica Migliorino Miller, professoressa di Teologia a Madonna Universitynel Michigan , e direttrice dei Citizens for a Pro-life Society (Cittadini per una società pro-vita), ha giustamente espresso molto adeguatamente la frustrazione del movimento a causa delle osservazioni del Papa (?):

“Non sostengo che il Papa abbia voluto deliberatamente togliere la carta di cittadinanza, la legittimità, o screditare il lavoro degli attivisti pro-vita. Ma c’è abbastanza ambiguità nelle sue dichiarazioni, fatte [inoltre] in un certo tono, che, disgraziatamente, è una delle conseguenze del suo colloquio. Sono certa di non esser l’unico leader attivista pro-vita che ha la sensazione di essere messa in difficoltà e abbandonata nel compito, già molto difficile di terminare con l’aborto legalizzato, non certo solo per l’intervista del Papa, ma anche, ovviamente, dal modo in cui tutti i pro-vita sono stati deliberatamente o no gettati in pasto ai lupi.
“Mi chiedo se il Papa Francisco è pienamente consapevole della portata della ingiustizia che significa l’aborto. Non sono sicura di quanto lui capisca abbastanza quanto costa ai militanti pro-aborto salvare i bambini dall’aborto. Faccio qui una analogia circa gli effetti collaterali delle affermazioni del Papa: sarebbe come se il Papa Pio XII avesse detto a Oskar Schindler: ‘smettete di essere ossessionato con l’Olocausto degli ebrei.’
Ma, come la maggior parte del movimento per la vita, la Drª Miller non si scoraggia:  “Ma, in ogni caso, le dichiarazioni ambigue e inquietanti del Papa e gli effetti dello scoppio nei mass media, sono poco più che Dio ci chiede di soffrire per Lui. Di modo che no scoraggiatevi! Seguitate a compiere la vostra opera di salvezza. È ciò che Dio ci  chiede e noi dobbiamo essere Suoi servi fedeli. Avanti, amici miei! (Monica MIGLIORINO MILLER,Unpacking the Pope’s PR Debacle — What Happened and What It Means for Pro-Lifers A Critique of the Pope’s America Interview, in “Citizens for a Pro-Life Society”, http://www.prolifesociety.com.

Le tirate di Bergoglio: «rifugio» per i falsi politici «cattolici»!

Il P. Michael P. Orsi, ricercatore associato di Diritto e Religione presso Ave Maria School of Law, segnala che l’affermazione del Papa Francisco nella sua intervista, di essere un “figlio della Chiesa” – “non è sufficiente a mitigare il danno che le sue parole hanno causato al movimento per la vita e a coloro che cercano di difendere il matrimonio come unione tra un uomo e una donna. Le sue parole, infatti, consegnano una spada a quanti lo vogliono reprimere.”
Allo stesso modo, dice P. Orsi, “le riflessioni del Papa hanno fornito un rifugio per i politici cattolici che sostengono leggi permissive sull’aborto e la legalizzazione del matrimonio gay. Ora essi possono dichiarare che, come Papa, si sono occupati di questioni più gravi, come la povertà e la preoccupazione per i poveri” (Fr. Michael P. ORSI, The pope’s blurred red lines, in “The Washington Times”, 26-09-2013).

* * *

L’articolista evita di trascrivere anche i commenti riguardo all’intervista di Bergoglio a La Repubblica poiché finirebbe per dover inquadrare come eresiarca il personaggio che la gente sente il dovere di considerare «papa».

Ogni tanto riconoscono che le falsità che pronuncia sono «deliberate». Per esempio, quando ringrazia gli ebrei per aver conservato la fede in beneficio di tutti. Cose talmente gravi che preferiscono classificare di ambigue, anche se in seguito l’ateo Scalfari le incamera per diffonderle nel mondo anticristiano e nella goduria di tutti i demoni.

Poiché “non esiste un Dio cattolico, esiste Dio” e se S. Paolo insegna che “Cristo è il Capo della Chiesa, che è il suo Corpo, del quale Lui stesso è il Salvatore” (Ef 5, 23), un «vicario» che Lo tradisce, è solo «papa» nelle solite figure di linguaggio dei media.

Infatti, oggi non vi è figura di linguaggio più oscena che chiamare padre dei cristiani e pontefice di tutti gli uomini, uno che non vuole la conversione di nessuno a Nostro Signore Gesù Cristo, il Verbo Incarnato, che Bergoglio finge di rappresentare nella Sua santa Chiesa.

http://radiocristiandad.wordpress.com/2013/10/30/bergoglio-y-la-catolicidad-se-puede-pensar-en-la-iglesia-catolica-en-manos-de-este-traidor/

Jorge Bergoglio non è né può essere il Vicario di Dio per confermare la Parola divina nella Sua Chiesa, perché la corrompe, nella Dottrina e nella pratica, con la perdita di moltitudini di anime; esegue il mandato di «papa conciliare», ossia quelli eletti per sostituire il Papa cattolico «liquidato» con tutto il suo seguito fedele. Si tratta dell’eccidio virtuale visto dai pastorelli di Fatima: quel Terzo Segreto, sempre più chiaro già dal 1960. Da allora, questo mondo scristianizzato e apostata si merita solo degli anticristi, di opere sempre più manifeste.

Gloria.tv: Le abortiste americane ringraziano Papa Francesco… perché si sappia quale mondo lo acclama…

Chiediamo a Maria, Madre di Dio e Nostra, la grazia di mantenere una costante fedeltà alla vera Chiesa di Dio, Una, Santa, Cattolica, Apostolica e Romana, l’unica all’infuori della quale non vi è salvezza.

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Sinistra, aborto, e gli inganni delle etichette facili

Ecuadorean President Rafael Correa has expressed sympathy for Julian Assange.

Si sa: dover tenere la mente sempre sveglia, sempre curiosa, sempre in funzione, è una bella fatica. Molto più facile quindi assumere le categorie. Alto<->basso, sinistra<->destra, credente<->ateo, buono<->cattivo, amico<->nemico, e via dicendo. Non si deve fare lo sforzo di pensare, analizzare, capire. Su ogni argomento, su ogni soggetto, basta trovare la giusta classificazione, il giusto cassetto, il giusto spazio nello scaffale del nostro cervello giudicante. Vuoi mettere la semplicità?

Peccato che proprio sfruttando questa naturale “pigrizia” che ci caratterizza abbiano potuto ingannarci su così tanti e tali aspetti della nostra vita.

Nel caso specifico, riprendo un bell’articolo dal sito Arca di San Michele, autore Alver Metalli, sulle svariate posizioni anti-abortiste dei presidenti sudamericani, Correa in testa. E la tradizionale associazione mentale “sinistra“, quindi -> “teologia-della-liberazione“, quindi -> “opposto alla chiesa“, quindi -> “male“, forse va un po’ rivista, o no? Anche perchè noi, solo per parlare dell’Italia, con gli oltre tre milioni di omicidi compiuti in un trentennio, completamente assistiti e pagati con i soldi delle nostre tasse, siamo gli ultimi a poter parlare. Chi firmò quella legge? Non fu forse un governo che si proclamava “demo-CRISTIANO”, coun un ministro della salute che si definiva “demo-CRISTIANO”?

Con le etichette ci ingannano. Teniamo acceso il cervello, (sempre in unione col cuore).

(grassetti e commenti miei)

Sud America, la sinistra rivoluzionaria contro l’aborto. Effetto Correa?

Fonte vatican insider 18/10/2013

Autore Alver Metalli

Le dichiarazioni del presidente dell’Ecuador riaprono il dibattito su interruzione di gravidanza e legislazione in America Latina

Gli apprezzamenti della Chiesa ecuadoriana non si sono fatti aspettare e per bocca del presidente dei vescovi Antonio Arregui sono arrivati al destinatario con tanto di elogio pubblico “per il coraggio e la nobiltà d’animo con cui ha parlato”. Un veto che pesa quello preannunciato dal presidente dell’Ecuador Rafael Correa alla depenalizzazione dell’aborto se la legge passasse nel Congresso del suo paese con l’appoggio dei suoi compagni di partito di Alianza País.

Come un sasso nello stagno il “cattolico” e “rivoluzionario” presidente ecuadoriano ha smosso le acque in tutto il continente, dove la sinistra, nelle sue differenti gradazioni governa oramai da un decennio. E con un Papa come Francesco, “avanzato” in materia sociale, che propone un “nuovo equilibrio all’edificio morale della Chiesa”, rimescola le carte anche nella sinistra latinoamericana.

Tabaré VazquezL’ex presidente dell’Uruguay Tabaré Vazquez ha puntato la barra nella stessa direzione di Correa nel 2008; il veto alla legge gli costò l’ostracismo di una parte maggioritaria del Frente Amplio nel cui nome governava e la stessa poltrona presidenziale. (notevole dimostrazione di coerenza e di importanza dei valori non negoziabili, mentre da noi l’attaccamento alla poltrona fa dire di tutto e il contrario di tutto- Nota AM) Ma non ha cambiato posizione e di recente, da candidato presidente, è tornato a ripetere che “nessun scienziato mediamente sensato può negare che il zigote, frutto della fusione di due cellule, è un individuo distinto dal padre e dalla madre”. Con linguaggio medico qual è (Tabaré Vazquez è ginecologo) ha chiarito che “la filiazione non è determinata dall’annidamento ma dalla fecondazione e questa non è una questione religiosa ma una certezza biologica”. Tabaré Vazquez, secondo i sondaggi, si appresta a recuperare il posto perduto nel 2010 nelle prossime elezioni di ottobre 2014.

In Argentina, mentre la presidente Cristina Kirchner mantiene la sua posizione antiabortista sul piano personale nonostante la maggioranza del kirchnerismo sia a favore, un altro socialista, per di più candidato presidente, Hermes Binner, alla pari di Tabaré Vazquez afferma “come medico” di “difendere la vita e essere contro l’aborto”, pur non condividendo la sua penalizzazione (toh! mi trovo d’accordo! Nota AM).

MoralesSimile in questo al presidente della Bolivia Evo Morales quando sostiene che “l’aborto è un delitto”, anche se nel dibattito in corso sulla depenalizzazione sembra inclinare a favore di quest’ultima.

Sorprende osservare che la sinistra più rivoluzionaria, quella ex guerrigliera, è anche la più intransigente contro l’aborto. (sorprende perchè? Essere per una giustizia sociale deve per forza accompagnarsi ad essere contro la vita? Dove sta scritto? Nota AM)Probabilmente perché più proclive storicamente ad aderire al “sentire” delle popolazioni rurali e prevalentemente cattoliche che si proponeva si sollevare in armi (Ah! sarebbe un puro e semplice calclolo politico allora? Nota AM). Il presidente salvadoregno Mauricio Funes, in conto FMNL, si è opposto in più occasioni, durante il suo mandato iniziato nel giugno 2009, alla depenalizzazione dell’aborto, e anche di recente ha ripetuto che non promuoverà nessuna riforma della Costituzione in questa direzione. Daniel Ortega, sandinista doc ed ex guerrigliero, ha addirittura respinto gli emendamenti che depenalizzavano l‘aborto terapeutico dettando la linea al Fronte sandinista. La posizione antiabortista del plurimandatario nicaraguense è condivisa anche dalla moglie Rosario Murillo che con tutta probabilità – stando ai sondaggi di oggi – gli succederà alla presidenza nelle prossime elezioni.

La sinistra che vuole l’aborto, pur con gradi diversi di “libera autodeterminazione della dona”, ha i suoi paladini nell’ex presidente brasiliano Lula Da Silva, contrario all’aborto come cittadino, favorevole come Capo di stato, e la socialista Michelle Bachelet, la cui elezione, data per certa, riproporrebbe la depenalizzazione nel codice penale cileno. Notorie le posizioni favorevoli della sinistra messicana in generale e del Partito democratico rivoluzionario in particolare, che nel distretto federale di Città del Messico, governato da un suo candidato, ha già approvato la depenalizzazione dell’aborto offrendo il servizio pubblico negli ospedali per l’interruzione della gravidanza. E mentre il presidente del Venezuela Nicolás Maduro, alla pari di Chávez, legalizzerebbe l’aborto solo nei casi di violenza e incesto, l’oppositore Henrique Caprile è di più larghe vedute, dichiarandosi “d’accordo con l’aborto terapeutico e la pillola del giorno dopo” e a seguire le unioni civili omosessuali.

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Propaganda è solo propaganda satanica

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Quando una apparente “dis-grazia” (o vera Grazia?) è meglio di un omicidio

aborto

Ricevo da Fabio Massimo e volentieri pubblico.

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TESTIMONIANZA su F.

Sto vivendo da anni l’avventura delle “cellule parrocchiali”, cioè un sistema di evangelizzazione operata tramite piccoli gruppetti domestici. Questo significa anche condividere le preoccupazioni, le difficoltà, i santi progetti e le gioie che derivano dalla crescita del Regno di Dio.

L’amica e “concellulina” Paola mercoledì sera ci condivide la sua ultima e improvvisa impresa: il suo collega Giovanni le ha confidato che ha una figlia di 15 anni, che è rimasta incinta e lui vuole farla abortire. Paola resta toccata nel cuore dall’imminenza di questa tragedia che, purtroppo, è anche un delitto contro la persona umana e contro Dio. L’intervento è previsto il venerdì della stessa settimana, i tempi sono minimi, la situazione, secondo la logica umana, è disperata, irreparabile.

Paola, però, si fa un punto di onore di adoperarsi in tutti i modi possibili per evitare che il peggio accada, confidando nel fatto che ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio.
Perciò ci chiede tanta, tanta preghiera.
Dal canto suo, lei andrà giovedì a parlare con la famiglia e venerdì mattina è risoluta a presentarsi davanti alla clinica abortista alle 7:30 per un’estrema supplica, nonché monito alle coscienze.

Nel frattempo, dato che aderisco all’associazione NO194 (per l’eliminazione della piaga dell’aborto) e che ho già partecipato con loro a giornate di preghiera davanti alle cliniche abortiste, chiedo aiuto a questi amici, che si sono mostrati così pronti alla battaglia e solleciti nell’usare le armi della fede.
Due di noi, la sera del giovedì, partecipano ad un’Adorazione Eucaristica e chiedono preghiera anche al sacerdote.

Intanto arriva il resoconto di Paola, riguardo al colloquio con la famiglia.
Le notizie sono veramente tristi: la ragazzina vorrebbe tenere il bambino e suo padre (Giovanni il collega di Paola) non è un bruto o un insensibile con un cuore di pietra, ma è spaventato.
La famiglia ha dei problemi e i servizi sociali hanno già sottratto loro un figlio dandolo in affido.
F. è tenuta segregata e Paola non può neppure vederla.
Infatti gli assistenti sociali (mai una minuscola fu più appropriata) fanno pressione col ricatto e impongono la loro decisione: il bambino non deve nascere!
Negli ingranaggi logici (ma quanto limitati!) delle loro menti, non sanno vedere lo spazio per la nuova vita che invece i piccoli e i semplici accoglierebbero con tanto amore.

Il sentimento, l’azione, il ragionamento: tutto è vano.
Si può solo sperare nel Signore, capace di aprire vie nei deserti dell’impossibile.
E la speranza non delude!
Giovedì sera, a poche ore dall’intervento, F. ha un malore, viene portata al pronto soccorso ed ecco: ha perso il bambino.
Dato che la limitatezza umana non concedeva un posto sulla terra a questa creatura innocente, il Signore l’ha presa con sé.
E l’ha fatto concedendo una grande grazia: ha evitato il delitto dell’aborto, ha consentito a madre e figlio di separarsi in pace, ha risparmiato a F. gli anni di strazio e di tormento per aver visto massacrare il proprio bambino.

Dopo il ringraziamento a Dio, che opera meraviglie, voglio ringraziare anche tutte le persone generose che si sono fatte carico di questa situazione che non le toccava da vicino, che hanno pregato per degli sconosciuti, ma con la fede che fossero fratelli in Cristo.
Certamente il Signore vi benedirà, io posso solo ripetere ancora: grazie!

Genocidio sterminazionista

ABORTO = OMICIDIO

Libertà di scelta?

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Aborto: il più Grande Crimine contro l’Umanità e contro Dio

gravidanza
Poiché colui che domanda ragione del sangue si ricorda di loro; egli non dimentica il grido degli afflitti. (Salmi 9:12)
L’Eterno disse: «Che hai tu fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. (Gen 4:10)
Definizione Aborto:
Interruzione della gravidanza, sia naturale come indotta esternamente. In questo trattato ci riferiamo all’aborto indotto umanamente, con la precisa intenzione di espellere il feto dal corpo della madre e di procurarne la morte.
Aborto: la più grande malvagità verso noi stessi
Il 95% degli aborti sono voluti soltanto per ragioni al di fuori di un bisogno fisico o di malattia. Sono sempre per gravidanza non desiderata. Vi hanno fatto credere una fandonia. Nemmeno gli animali mammiferi uccidono i loro figli per queste ragioni. “Ora l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo.” (Genesi 6:5)
È il feto un essere umano?
I bimbi non ancora nati, non sono delle masse di tessuto da usare e gettare come pretendono quelli che procurano l’aborto, ma il feto è sempre umano sino dalla fertilizzazione perché tutto il codice DNA necessario per creare gli aspetti di ogni individuo sono già presenti al concepimento. E quello fa del feto un essere umano, senza nessun dubbio.
( le immagini che seguiranno sono molto forti se ne consiglia la visione solo se si vuole capire veramente cosa significa uccidere tramite l’aborto).
Tutti gli argomenti pro e contro l’aborto si basano su questo punto: è il feto umano o no?
Ma quali sono i fatti osservabili, prima delle 11 settimane dal concepimento:
    A 18-25 giorni dopo il concepimento il cuore batte già,
    A 6 settimane si può misurare la frequenze delle onde cerebrali
    A 8 settimane gli organi interni sono funzionanti e le impronte digitali sono visibili
    A 9 settimane il feto percepisce dolore
    Il bambino strizza gli occhi, ingoia e può formare un pugno e anche sorridere,
    Il bambino si muove e da calci,
    Il bambino percepisce caldo, luce e rumore,
    Il bambino si succhia il pollice,
    Il bambino pesa circa 30 grammi ed è circa 8 cm e può stare nel vostro palmo.
Domanda: è questo soltanto un grumo di cellule inutili da buttare via?
Qualche TEMPO “LEGALE” per ABORTO
Francia: 12 settimane
Germania: 12 settimane
Italia: 13 settimane
Svezia :18 settimane
UK: 24 settimane (presto sarà ridotto a 20 settimane)*
US : limite dopo 26 settimane
Australia: Nessun Limite

*UK vuole ridurre il tempo perché tanti bambini sopravvivono l’aborto di 24 settimane e devono essere uccisi fuori dal corpo della madre che tecnicamente sarebbe omicidio.
foto aborto omicidio
Dopo 2 mesi e 1 settimana
foto aborto omicidio
Ciò che rimane di aborti provocati mediante aspirazione a 2 mesi e 1 settimana di gravidanza (2 mesi e mezzo)
foto aborto omicidio
Dopo 2 mesi e 2 settimane con i ferri
foto aborto omicidio
Dopo 2 mesi e 2 settimane con i ferri
foto aborto omicidio
Dopo 2 mesi e 3 settimane con i ferri
foto aborto omicidio
Dopo 2 mesi e 3 settimane con i ferri
foto aborto omicidio
Dopo 3 mesi e 1 settimana
foto aborto omicidio
Dopo 4 mesi e 2 settimane con iniezione salina nella cavità amniotica
foto aborto omicidio
Dopo 4 mesi e 3 settimane
foto aborto omicidio
Dopo 5 mesi e 1 settimana con i ferri
foto aborto omicidio
Dopo 5 mesi e 1 settimana con i ferri. Stava per essere incenerito con cani e gatti, quando un medico si è accorto che, nonostante l’aborto, era ancora vivo
foto aborto omicidio
Dopo 5 mesi e 1 settimana. Saline
foto aborto omicidio
Dopo 5 mesi e 2 settimane
foto aborto omicidio
Aborto procurato mediante isterotomia (piccolo cesareo) a 6 mesi
foto aborto omicidio
Questo è il risultato di un mattino di lavoro in una clinica universitaria canadese. Questi bambini avevano raggiunto età fetali da 4 mesi e 2 settimane a 6 mesi prima di essere uccisi con l’aborto procurato
foto aborto omicidio
questo è l’aborto:un omicidio!
foto aborto omicidio
poteva essere tuo figlio!


Quali sono i più comuni metodi d’aborto

Salino: Una forte soluzione salina viene iniettata nel sacco che contiene il bimbo. Il piccolo respira e ingoia questa soluzione, viene avvelenato senza scampo mentre lotta e ha convulsioni. Ci vuole circa un’ora per uccidere il bambino (che non sempre muore), la madre partorisce il bimbo morto dopo un giorno o due. Se nasce ancora vivo, il bambino viene buttato in qualche secchio finché muore.
Parziale: Il bambino viene estratto al rovescio con faccia in giù, quando la testa è visibile le forbici sono piantate nella nuca e il buco allargato. Poi il cervello del bimbo viene succhiato via per afflosciare il cranio per fare partorire più facilmente il bimbo morto.

Cosa dice la Bibbia a tal proposito

Abbiamo visto sopra che anche la scienza prova con il DNA che il feto, sin dall’inizio è sicuramente un essere umano. Ma cosa dice la Scrittura: …..” e Rebecca, sua moglie, concepì. 22 Ma i bambini si spingevano l’un l’altro nel suo grembo”(Genesi 25:21-22) Da notare che i gemelli (Giacobbe e Esaù) non ancora nati e ancora dentro il grembo di Rebecca sono riferiti come ‘bambini’ dall’Ebreo banin che comunemente si riferisce a bambini già nati oppure a ‘figli’.
Vediamo un simile passaggio nel NT:” E avvenne che, appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le sobbalzò nel grembo……….. Poiché, ecco, appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, il bambino è sobbalzato di gioia nel mio grembo.” (Luca 1:41-44) La parola usata qui per ‘bambino’ (Giovanni il battista che sobbalzò per la presenza di Gesù nel grembo di Maria) è il greco brephos che si riferisce ad un feto o a un bambino appena nato.
Non c’è dubbio che la Bibbia consideri il feto come essere umano, anche dal concepimento. Davide testimonia della sua natura peccaminosa dal momento del concepimento: Ecco, io sono stato formato nell’iniquità e mia madre mi ha concepito nel, peccato. (Salmi 51:5). Perciò lui diventò una persona al momento del concepimento perché soltanto una persona può avere una natura peccaminosa. Davide si considerava essere umano fino dal concepimento.
Dio conosceva Geremia nel ventre di sua madre: «Prima che io ti formassi nel grembo di tua madre, ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, ti ho consacrato e ti ho stabilito profeta delle nazioni». (Geremia 1:5)
Dio chiamò Paolo per la sua grazia nel grembo di sua madre: “Ma quando piacque a Dio, che mi aveva appartato fin dal grembo di mia madre e mi ha chiamato per la sua grazia” (Galati 1:15)
Ma perché la Bibbia non parla tanto di aborto premeditato?
L’aborto era una cosa non comune a quei tempi e  non c’era bisogno di dare regole, per queste ragioni:
    * Per la donna Ebraica (e per le altre nazioni, sino ai tempi d’oggi) era una vergogna essere senza figli, mentre adesso non ne vogliamo, anzi li uccidiamo per salvaguardare i nostri piaceri: Quando Rachele vide che non dava figli a Giacobbe, diventò invidiosa di sua sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli altrimenti io muoio». (Genesi 30:1)
      Or la sua rivale (di Anna) la molestava continuamente per farla irritare, perché l’Eterno aveva chiuso il suo grembo. (1 Samuele 1:6)
      “24 Ora, dopo quei giorni, sua moglie Elisabetta concepì; e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: 25 «Ecco cosa mi ha fatto il Signore nei giorni, in cui ha volto il suo sguardo su di me per rimuovere la mia vergogna tra gli uomini».” (Luca 1:24-25)
    
* I figli sono un dono da Dio e nessun credente rifiuterebbe il Suo dono: “Ecco, i figli sono una eredità che viene dall’Eterno; il frutto del grembo è un premio, … Beato l’uomo che ne ha la sua faretra piena…. “(Salmi 127:3-5)
*Una donna incinta senza marito sarebbe stata messa a morte, per fornicazione, come per la donna che si sposava non vergine: “allora faranno uscire la giovane all’ingresso della casa di suo padre e la gente della sua città la lapiderà con pietre ed essa morirà, perché ha commesso un atto infame in Israele, facendo la prostituta in casa di suo padre. Così estirperai il male di mezzo a te. “(Deuteronomio 22:21)
*Nessuna donna ebrea si sognava di abortire perché avrebbe infranto il sesto comandamento di non uccidere e sarebbe stata messa a morte per aver ucciso: “Chiunque spargerà il sangue di un uomo, il suo sangue sarà sparso per mezzo di un uomo, perché DIO ha fatto l’uomo a sua immagine.” (Genesi 9:6)
* Infine il sesto comandamento copre benissimo l’aborto, perché la Parola del Signore riconosce il feto come persona a tutti gli effetti e perciò l’aborto premeditato è omicidio. Solo quando il feto viene considerato come una massa di cellule inutili che si entra in una mentalità contorta, bacata, malvagia e satanica che non riconosce la realtà della cosa.
(il feto genera il suo sangue, non lo prende dalla madre e la vita è nel sangue: Poiché la vita della carne è nel sangue….. (Levitico 17:11))
Qualche Statistica
Mondo:
In 54 nazioni (61% della popolazione mondiale) l’aborto è legale
In 97 nazioni (39% della popolazione mondiale) l’aborto è illegale
Ogni anno ci sono circa 46+ milioni di aborti, circa 126,000 aborti ogni giorno.  (quasi la popolazione d’Italia ammazzata ogni anno.)
Nella seconda guerra mondiale morirono circa 40 milioni di persone europee, 48 mondiale.
U.S.A.
Circa 1.6 milioni di aborti all’anno (quasi 3 volte la popolazione di Genova)
Oltre 42 milioni dal 1973 ad adesso (quando l’aborto fu legalizzato)
L’aborto è legale per qualsiasi ragione per tutti i 9 mesi

Ragioni per abortire:
 25.5% vogliono rimandare i figli (dopo che si sono divertiti)
 21.3% non possono (o non vogliono) permettersi bambini
14.1% il partner non vuole avere figli
12.2% troppo giovane, pressione dai genitori ad abortire
10.8% per ragioni di carriera o studi o altre cose più importanti
7.9% non vogliono più figli
3.3% rischio al feto
2.8% rischio alla vita della madre.
1% dovuto a stupro o incesto
1% per anomalie nel feto
95% degli aborti è fatto per ragioni di controllo di nascite, non per bisogno fisico
Più di due terzi di donne che abortiscono hanno un lavoro, il resto è a scuola.
80% di aborti sono a donne non sposate.

Italia
In Italia la percentuale di aborti sui nati vivi è del 26,6%
Ogni anno circa 140,000 aborti
Dal 1978 ad adesso il totale aborti in Italia circa è di 4,5 milioni
Perché la gente è così fortemente in favore dell’aborto e lo difende con la spada tratta?
Per almeno queste ragioni:
   1. Non c’è più paura di Dio nella nostra società. L’aborto è uccidere, secondo la parola del Signore, ma Satana attraverso la sua migliore creazione, la democrazia, è riuscito a far credere la bugia che l’aborto non ha niente a che fare con una persona vera, ma solo un grumo di cellule non volute,
   2. Di nuovo Satana attraverso la democrazia e sua figlia, il femminismo, è riuscito a far mettere la donna sul più alto piedistallo e fatto credere a tutti un’altra falsità: ovvero il feto è proprietà della donna quando invece i fatti sono che è proprietà di Dio e che la donna fu creata proprio per questa funzione. Hanno giustificato l’aborto facendo credere che l’aborto sarebbe stato solo nel caso ci fosse stato stupro o che la vita della madre fosse in pericolo, i fatti sono che la percentuale di aborti dovuta a stupro o incesto è solo l’1% mentre quella della madre in pericolo non è più del 2,8%. Vi hanno fatto credere che l’aborto si sarebbe fatto solo sotto i 3 mesi, in realtà l’aborto adesso è legale senza limiti di tempo e per qualsiasi ragione. I fatti sono che il 95% degli aborti sono fatti tutt’altro che per ragioni di salute, piuttosto per il controllo delle nascite e per “godersi” la vita.
   3. Ed ecco cosa dice la Parola di questi tempi: “Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili, 2 perché gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, 3 senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, 4 traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio” (2 Timoteo 3:1-4)
Si sentono forse tanti che alzano la voce contro l’omicidio di quest’enorme numero di vite indifese e innocenti? No, non tanti, ma vediamo gli Spagnoli che per la perdita di 200 vite su un treno hanno alzato una gran cagnara, hanno fatto saltare un futuro governo, si sono messi la coda fra le gambe e se ne sono ritornati a casa. Vediamo anche tribunali all’Aia che condannano per crimini contro l’umanità per qualche migliaio di persone trucidate. Abbiamo visto il gran tribunale di Norimberga, e sono tutte cose giuste, ma per i 50 milioni di vittime annuali indifese c’è forse qualcun che li protegge? c’è forse qualcuno che perora la loro causa? perché lo stato non lo fa, anzi li uccide. C’è qualcuno?
Noi Cristiani dobbiamo essere ben informati e non andare dietro fantasie, e non accettare le vie del mondo ma proclamare la Giustizia di Dio:
   1. Il feto è sempre umano sino dalla fertilizzazione perché tutto il codice DNA necessario per creare gli aspetti di ogni individuo sono già presenti al concepimento,
   2.la nozione che il feto è un ammasso di cellule inutili è totalmente falso e va rigettato,
   3. il feto è un essere umano e chi lo uccide è un assassino e dovrà rendere conto di questo a Dio,
   4. il sesto comandamento: Non ucciderai. (Esodo 20:13) è perciò pienamente applicabile,
   5. storicamente tutti i padri della chiesa condannarono l’aborto,
   6. la chiesa e i credenti non devono chiudere un occhio (o tutti e due) su questo atto infame ma lo devono denunciare come crimine contro l’umanità ed i perpetuatori puniti come assassini di innocenti,
   7. l’aborto non è il peccato imperdonabile, ma chi ne è stato partecipe, sia la madre come chi lo ha fatto, devono confessare questo omicidio al Signore.
Ecco dove ci hanno portato la Democrazia, il Femminismo e gli uomini di Satana modernisti.
La smodata distruzione di vite umane innocenti è un crimine contro Dio e una negazione della verità che noi siamo fatti a Sua immagine. Ogni cosa appartiene a Lui comunque. Al Signore appartiene la terra e tutto quello che è in essa, il mondo e i suoi abitanti. Salmo 24:1 La nostra propria vita è un dono prezioso che ci è stato dato, ma in definitiva noi apparteniamo a Dio! Noi Gli apparteniamo; semplicemente ci è stata concessa l’amministrazione della nostra vita, talenti, denaro, tempo, la terra su cui viviamo e le cose che abbiamo. Sebbene i bambini passino da noi, essi non sono nostri, così come noi rispetto ai nostri genitori. A ciascuno di noi è stato dato il dono della vita e la libertà, perciò siamo responsabili verso Dio. Nessuno di noi ha il diritto di negare lo stesso dono ad una persona che deve nascere. E’ un onore portare in grembo la potenza di un’altra vita nel nostro corpo; una vita fatta ad immagine di Dio!(Gen 5:1-2)
 
Distogliamoci dalla nostra crudeltà e difendiamo la santità della vita umana! Oltre al rispetto per Dio, offriamo compassione e misericordia per ogni vita attorno a noi, nata o ancora da nascere. Siamo donatori di vita anziché coloro che la tolgono.

Aiutiamo a far comprendere a tutti che abortire è commettere omicidio e che tale omicidio non potrà che significare la fine della nostra vita futura, chiedeiamone perdono a Dio se lo abbiamo fatto e impegnamoci a far sì che la conseguenza del nostro atto non modifichi la nostra vita terrena volgendola ancor di più verso il peccato, che è quello che Satana vuole….Sappiate che a livello individuale, c’è il perdono per la partecipazione al peccato di aborto. Con il sacrificio di Gesù Cristo, Dio può giustamente perdonare coloro che vengono a Lui in pentimento e in fede: 

Or tali eravate già alcuni di voi; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesú e mediante lo Spirito del nostro Dio.” (1 Corinzi 6:11)

” Essi si mescolarono con le nazioni e impararono le loro opere. Servirono i loro idoli, che divennero un laccio per essi; sacrificarono i propri figli e le proprie figlie ai demoni, e sparsero il sangue innocente, il sangue dei propi figli e delle propie figlie, che sacrificarono agli idoli di Canaan;e il paese fu profanato dal sangue versato”
(Salmo 106)

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Le politiche di depopolazione sono già attive da decenni nel Mondo e anche in Italia e con l’Agenda 21 stanno facendo un ulteriore salto di qualità.
Con il progredire della tecnica, della meccanizzazione, della tecnologia, la plebe è sempre meno utile alle elites e di conseguenza meno saremo e meglio è (per loro).
Uno dei paesi più attivi da tempo nelle politiche di depopolazione è la Cina con le politiche del figlio unico, degli aborti coatti, delle sterilizzazioni forzate e non e del trasferimento di massa dalle campagne alle città.
Sono le città ad essere sovrappopolate, non il mondo.
Il problema dei paesi occidentali non è la sovrappopolazione quanto semmai lo squilibrio generazionale mostruoso che produce poi a catena tutta una serie di squilibri di tipo economico e sociale.
Tutti i paesi occidentali spiccano nelle classifiche mondiali di invecchiamento, sterilità, infertilità. Riguardo alla sterilità una grossa mano viene data anche dai vaccini e dagli alimenti OGM. Bill Gates, anch’esso facente parte delle elites, è favorevole alle vaccinazioni di massa e finanzia la ricerca nell’ambito della nanotecnologia. In questo estratto video ne fa esplicito riferimento all’uso dei vaccini in relazione alla depopolazione.

I paesi più vecchi in assoluto (tra quelli di discrete dimensioni) sono Giappone, Germania e Italia che sono anche quelli con il minore numero di nascite.
Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica con questo papato le politiche ambientaliste del Nuovo Ordine Mondiale saranno appoggiate e sostenute e diffatti alla Messa di martedì scorso davanti ai leaders mondiali il Papa ha fatto cenno alla salvaguardia dell’ambiente come una delle priorità.
Tornando all’Agenda 21 è già all’opera anche in Italia, se vuoi saperne di più puoi cominciare da questo video:

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Fonte: http://www.medeu.it/notizia.php?tid=1139

In Svezia una donna ha abortito tre volte perchè voleva un maschietto. Ma qual è lo spirito della legge? (1 Giugno 2009) – L’esistenza di una coscienza morale – di solito riconosciuta dall’uomo di ogni razza e religione – potrebbe anche non bastare se si decide di intervenire giuridicamente nei confronti di un qualsiasi nascituro, espropriandolo del diritto alla vita!

In Svezia, già dal 1938 è possibile interrompere una gravidanza. Un’ulteriore legge, però, ha recentemente stabilito la possibilità di praticare l’aborto selettivo in base al sesso del bambino.

Se esiste una legge è certamente possibile appellarsi ad essa, senza correre il rischio dell’illegalità, ignorando qualsiasi criterio di coscienza morale, indipendentemente dal fatto che possa considerarsi “giusta”.

Proprio nel Paese scandinavo, in questi giorni, una donna ha seguito alla lettera la legge! Mamma già di due bambine ha voluto verificare il sesso del nascituro, relativamente alla sua terza gravidanza, sottoponendosi anche all’esame dell’amniocentesi, sperando che potesse trattarsi di un maschietto. Non avendo potuto soddisfare tale desiderio (poiché l’esito dell’esame aveva preannunciato la nascita di una femminuccia) la donna ha deciso di abortire. In realtà, la donna aveva precedentemente abortito (dichiarandolo apertamente ai medici) per ben due volte, sempre per lo stesso motivo: “voleva” un maschietto!

I medici, rivolgendosi alla Commissione nazionale della salute e del welfare, hanno cercato di capire fino a che punto può essere lecito da parte del genitore operare delle pressioni per conoscere il sesso del bambino. La risposta – neanche a dirlo – ha seguito i dettami della legge secondo la quale l’interruzione della gravidanza fino alla 18esima settimana è un diritto della donna, anche per quanto riguarda il sesso del nascituro.

Più del 25% delle gravidanze in Svezia si concludono con un aborto. Con l’introduzione della cosiddetta “pillola del giorno dopo” la percentuale degli aborti è poi aumentata del 17%. Quindi la laicità delle indicazioni ha lasciato per strada la sensibilizzazione sul tema, in particolare delle giovani donne.

Si rimane senza parole di fronte allo scenario di morte che si profila con l’aborto selettivo, fondato semplicemente sul sesso del nascituro, sui desideri spiccioli che considerano l’identità sessuale un mero dato, una merce come le altre, alla stregua addirittura di una eventuale malattia genetica.

Ma “Un figlio non è un dente cariato. Non lo si può estirpare come un dente e buttarlo nella pattumiera, tra il cotone sporco e le garze. Un figlio è una persona, e la vita di una persona è un continuum dall’attimo in cui viene concepita al momento in cui muore.” (dalla Lettera a un bambino mai nato di O. Fallaci)

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No194: l’aborto è omicidio

Non so se si possano stilare graduatorie dei vari impegni, delle varie battaglie; in fondo, se lottiamo tutti per il trionfo della Verità, è un bene che questa trionfi nei vari aspetti della nostra vita. Per questo credo che non si possa guardare con sufficienza chi non si occupa di signoraggio bancario, o chi non si occupa di scie chimiche, o chi non si occupa di vaccinazioni pericolose: è giusto che ognuno dia quello che può e che meglio si sposa che le proprie inclinazioni, col proprio sentire, col proprio vissuto e con la propria preparazione. E non si deve criticare questo o quell’altro perchè non mette al primo posto posto la battaglia che noi stiamo compiendo, convinti che quella sia l’unica, la suprema, e tutte le altre siano solo dei diversivi.

Forse però esiste una eccezione a questa affermazione. Forse però quando è in gioco la vita di un essere umano, che sta per essere ucciso, adesso, l’urgenza è tale che questa cosa dovrebbe venire prima di tutte le altre. Copio e incollo da http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2134

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L’INCREDIBILE CONVERSIONE DELLA DIRETTRICE DI UNA CLINICA DEL PIU’ GRANDE ENTE ABORTISTA AMERICANO RACCONTATA IN UN LIBRO
‘Se pensi che avere un aborto sia una scelta che elimina un problema… ripensaci, perché l’aborto non è la fine di un problema… è solo l’inizio di tanti problemi in più”
di Virginia Lalli

E’ uscito in Italia il libro (in inglese) “Unplanned” (non pianificati) di Abby Jhonson, ex direttrice a Bryan in Texas di una delle cliniche americane per aborti della catena “Planned Parenthood”.Il libro racconta la sua vicenda professionale e la sua trasformazione umana e spirituale all’insegna della verità e della compassione.

Abby incontra all’università del Texas una reclutatrice presso uno stand del volontariato per Planned Parenthood. Ricorda Abby: “Dicevano che erano lì per ridurre gli aborti, per renderli ‘sicuri’ e ‘rari’ con la pianificazione familiare. Parlavano in modo compassionevole, dicendo che non vogliono che le donne tornino indietro nel tempo con gli aborti illegali e pericolosi, facendo altresì riferimento ai diritti riproduttivi” .

La Jhonson desiderando aiutare le donne in difficoltà inizia come psicologa volontaria a lavorare per Planned Parenthood, fa rapidamente carriera e nel giro di otto anni diventa direttore della clinica del Texas.
Abby alla quale veniva imposto di raggiungere delle quote di aborti e di accettare senza discutere l’ideologia abortista del “diritto all’aborto” rimane turbata, constatando che l’aborto era più un prodotto che vendevano che una necessità da combattere affinché diminuissero gli aborti.

Ma tutto cambia il 26 settembre 2009 quando per carenza di personale le viene chiesto di assistere ad un controllo ecografico di un aborto. Vede con orrore un bambino di 13 settimane di gestazione completamente sviluppato con braccia, gambe, dita, piedi e un piccolo battito cardiaco combattere e infine perdere la sua vita per mano di un abortista.

“In un primo momento, il bambino non si muoveva, come se fosse addormentato. Ma poi, quando la sonda abortista è stata vicino ad esso, è saltato e ha cominciato a combattere, e ho visto che si allontanava dalla sonda. Nel giro di pochi secondi, la lotta era finita e il bambino aveva perso”.

“Pensavo che un bambino di poche settimane fosse incapace di sentire qualcosa” racconta Abby ma vide anche come si contorceva mentre il tubo lo aspirava “poi è scomparso sotto i miei occhi nella cannula – racconta Abby- aggiungendo che l’ultima cosa che vide fu “come la spina dorsale perfettamente formata venisse aspirata dalla cannula”.

“Non riuscivo a smettere di pensare a quante donne aveva rassicurato quando avevano chiesto prima di abortire, ‘Il mio bambino sentirà questo?’“.”Dicevo loro, una dopo l’altra, ‘No’, perché mi era stato detto da Planned Parenthood che il bambino non sentirebbe dolore fino a 28 settimane di gestazione’. Non potevo pensare che io avevo creduto a questa menzogna per otto anni. “La realtà è che un bambino prenatale può sentire dolore già ad otto settimane di gestazione”. In quel momento Abby ha avuto la piena consapevolezza di ciò che l’aborto è ed a che cosa stava dedicando la sua vita ed ha avuto una trasformazione profonda.

Abby ha continuato a lavorare a Planned Parenthood per poco tempo dopo l’aborto per trovare “il coraggio di mettere da parte l’orgoglio e ammettere a se stessa, agli amici e alla sua famiglia che aveva sbagliato e che loro avevano ragione”. ”Ma il 5 ottobre 2009 meno di un mese dopo racconta” io non sapevo cosa fare, sapevo solo che non potevo continuare a lavorare a Planned Parenthood”.

Abby si è rivolta al vicino ufficio della Colazione per la Vita, un locale gruppo a favore della vita che pregava fuori dal suo ufficio di Planned Parenthood. La Coalizione per la Vita ha lanciato nel 2004 “40 giorni per la vita”, una campagna di un gruppo locale di Byran, Texas. La campagna attiva due volte l’anno consiste in 40 giorni di preghiera e digiuno con veglie in turni davanti alle cliniche per aborti. I 40 giorni derivano dalla Bibbia: i 40 giorni sul Sinai di Mosè e i 40 giorni nel deserto di Gesù.

Abby ha promesso che avrebbe cominciato a sostenere la vita nel grembo materno ed esporre l’aborto per quello che è realmente. ”Sapevo che i membri della Coalizione avevano pregato per me per molti anni” Abby ha spiegato,”ed ero anche in buoni rapporti con alcuni di loro. Quello che non sapevo è che intorno a me si stava svolgendo una guerra spirituale. Quando ripenso alla mia vita a Planned Parenthood, di come ho agito e come ho parlato, mi fa quasi male fisicamente”, ha riflettuto. “Le cose che abbiamo detto, scherzando con i colleghi di lavoro, il tutto mentre stavamo uccidendo persone nello stesso edificio, vi è stato un male lì, quasi come se, quando si attraversano i cancelli del centro di aborto, qualcosa prende il controllo della tua mente”.

Abby rassegna le sue dimissioni da Planned Parenthood il 9 ottobre 2009. Planned Parenthood ha preso immediati provvedimenti legali nei confronti della Jhonson per violazione del contratto e violazione del segreto per ridurla al silenzio. Ma il giudice ha respinto la domanda di Planned Parenthood e la stampa americana ha quindi riportato la storia del suo cambiamento e la sua sorprendente testimonianza le consente di salvare vite umane dei non nati in tutto il Paese. Molti le hanno scritto, dopo aver letto il suo libro, stanno riconsiderando le loro scelte o vorrebbero lasciare l’industria degli aborti.
In un’ intervista Abby Jhonson ha dichiarato che ha lasciato il suo lavoro e si è unita alla Coalizione per la vita per aiutare le donne a capire la verità su aborto e non per diventare un personaggio pubblico.

Abby e il marito dopo la conversione sono entrati a far parte della Chiesa Cattolica. Nel suo sito Abby invita a pregare per i medici abortisti che ha avuto modo di conoscere e che praticano aborti anche fino a 22 o anche 36 settimane. Ha pubblicato una lettera per coloro che lavorano nelle cliniche che praticano aborti e racconta di pratiche fatte passare per contraccettive ma in realtà abortive.

Nel dicembre del 2011, è stato annunciato che la Johnson è stata assunta da Americani Uniti per la Vita come Senior Policy Advisor. Il padre di Abby ha affermato che se non fosse stato per l’aborto avrebbe avuto altri due nipoti riferendosi ai due aborti di Abby. Lei e il marito hanno una figlia. Abby si augura che coloro che conoscono la sua storia si rendano conto delle implicazioni di un aborto: “Se pensi che avere un aborto è una scelta personale, una scelta privata che elimina un problema: ripensaci. L’aborto farà male a te e a molti altri. L’aborto non è la fine di un problema: è solo l’inizio di tanti, molti problemi in più”.

Fonte: Nuove Frontiere Onlus, 01/02/2012
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Aggiunta del 19 Marzo 2012 (festa del papà o di San Giuseppe):
Inserisco un video di una ecografia di un aborto a 12 settimane e la foto di Emma Bonino che, negli anni precedenti l’approvazione della 194, si faceva fotografare praticando in persona un aborto con una pompa di bicicletta. La successiva carriera politica di quella donna la dice lunga su chi ha in mano il potere in Italia (e non solo).

Modifica del 28 Aprile 2012: Aggiungo l’intervista all’amica virtuale Elisabetta Bortoletto:

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Lettera al card.Scola: “lasciate che i bambini vengano a me”

scola

L’instancabile Fabio Massimo ha colpito ancora, e io, volentieri, pubblico la sua lettera aperta.

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Milano, 25 marzo 2012.           Annunciazione a Maria e Incarnazione di Gesù

S.E.za mons. Angelo Scola,

mi chiamo Fabio Massimo Patricelli e sono un ultimo che poco più di tre anni fa ha aperto la porta del cuore a nostro Signore Gesù, dopo averGli opposto più di vent’anni di ostinata indifferenza.

Per dono di Dio ho aperto gli occhi sulla Verità e l’Amore fattiSi Carne e Sangue in Gesù di Nazareth, Figlio di Dio e Dio Figlio, vero Uomo e vero Dio; e proprio oggi tutti noi cristiani ricordiamo l’Evento che fu l’immediata conseguenza di quel SI’ pronunciato da quella specialissima Ragazza di Nazareth all’Annuncio recatoLe dall’Arcangelo Gabriele, che La metteva al corrente dell’inimmaginabile progetto del Padre e del Suo inimmaginabile ruolo in quel Progetto: di fatto, subito dopo quel SI’, si realizzò l’Incarnazione di Dio.

L’Altissimo, nella Seconda Persona del Figlio Unigenito, Si faceva Carne e Sangue.

Dio Si faceva Uomo.

Anzi, Bambino.

Anzi, Feto.

Anzi, Zigote.

Gesù-Zigote, nella Sua prima Cellula, in cui era già perfettamente contenuta interamente la Sua Umanità. E la Sua Divinità, da quel momento non più scindibile da quella stessa Umanità.

Gesù-Zigote, Generato e non Creato (non solo ab-aeterno ma anche nel tempo), dall’unione di due specialissimi, pur se Umanissimi, Gameti: lo specialissimo, ma Umanissimo, Gamete Femminile di Maria Santissima: Gamete inintaccato dal Peccato Originale, essendo stata Ella concepita, circa sedici anni prima, senza la Macchia d’Origine. Per Volontà di Dio.

E l’altrettanto specialissimo, ma Umanissimo, Gamete Maschile: Gamete anch’esso inintaccato dal Peccato Originale, essendo creato in quel momento ex-nihilo da Dio, all’interno dell’Utero-Tabernacolo di Maria;

Gamete creato ex-nihilo da Dio, nella Terza Persona Divina dello Spirito Santo, perché Dio è l’Unico che sappia e possa creare ex-nihilo: in quanto Creatore ed Autore della Vita.

Da quell’Evento, da quel Momento (in cui il Gamete Femminile di Maria Santissima si unì al Gamete Maschile creato ex-nihilo per opera dello Spirito Santo) si realizzò l’unione più inimmaginabilmente perfetta ed integrale tra Trascendente ed Immanente.

E fu proprio quello l’Evento che, prima dell’Inizio dei Tempi e della Creazione dell’Universo Visibile, parve “folle” a colui che fino a quel momento era il braccio destro di Dio ed il più bello degli Angeli.

Folle, irrimediabilmente folle, parve a Lucifero quel Progetto che prevedeva che l’Altissimo Si facesse Carne e Sangue. Che prevedeva che lo Spirito Purissimo entrasse, inscindibilmente ed irreversibilmente, nella Materia Umana.

Tanto intimamente da nascere da Donna, e concepito dall’Umanità di una Donna.

Oggi, Sua Eminenza, festeggiamo l’Annunciazione.

E lo possiamo fare forti dellla vibrazione sincrona delle due Ali che sono dono di Dio: la Fede e la Ragione.

Del cui pieno, ed altrettanto pienamente sincrono, “utilizzo”: si può beneficiare soltanto se si è all’interno dell’Ovile Santo che è la Chiesa fondata DA e SU Gesù Cristo; ossia la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

E il nostro Santo Padre ed attuale Pietro, Benedetto XVI, ci ricorda sistematicamente che vanno utilizzati assieme, questi due doni.

Ce lo ricorda con tutta la sua sapienza di teologo e contemporaneamente con tutta la sua umiltà ed il suo cuore vibrante ed amante di “piccolo”.

Eminenza, il mio naturale e congenito “temporeggiare” (nomen omen) mi ha portato ad attendere fino ad oggi, giorno dell’Annunciazione a Maria Santissima e dell’Incarnazione di Dio, per scriverle questa lettera.

E, mentre lo sto facendo, di getto: intuisco e sento che è Volontà di Dio: sia il fatto di aver atteso che il fatto di starla scrivendo oggi, ed in questi termini.

Le scrivo, infatti, come coordinatore per la provincia di Milano (1) del comitato referendario no194.

Nel caso non ne abbia mai sentito parlare, Le spiego brevemente chi siamo e qual è il nostro progetto, sogno e speranza.

Siamo un gruppo di laici, di Fede cattolica ma non solo , capitanati su scala nazionale da Pietro Guerini, cattolico ed esercitante la professione di avvocato a Bergamo, che vuole spendersi per indire un referendum abrogativo dell’abominevole legge 194.

Con cui s’introdusse più di 33 anni fa, nella nostra Italia, la “legalizzazione” di ciò che è profondamente illegittimo: di fronte a Dio, per chi ha già il dono della Fede. Ma anche di fronte agli uomini, com’è facilmente mostrabile restando anche sul solo piano della Ragione e con l’ausilio determinante della Scienza: la quale rende possibile vedere (basti pensare a tutti alle moderne ecografie) e darsi pienamente conto (attraverso la conoscenza della genetica e dell’embriologia) di ciò che prima si poteva:

  • o sentire all’interno del proprio cuore (per coloro che, indipendentemente o persino malgrado la religione professata e/o praticata, vivono seguendo e praticando la Legge Naturale iscritta da Dio nel loro cuore; perché quel cuore lo lasciano parlare e non lo tacitano, preferendo invece continuare ad ascoltarlo);
  • o credere per Fede (per coloro che avendo Fede piena e viva nel Dio fattoSi Uomo, hanno di conseguenza Fede anche nella Chiesa da Lui e su di Lui fondata, e in tutto ciò che Essa insegna infallibilmente in tema di Fede e Morale: incluso, quindi, l’insegnamento che la vita di un nuovo essere umano dotato di Anima immortale inizi all’atto del suo concepimento, non uno o due o tre giorni -o mesi- dopo; o anche per coloro che hanno fede in un Dio che è Persona, seppur assolutamente trascendente e assolutamente disgiunta dalla sfera dell’umano com’è nelle altre due religioni monoteiste: ma che pur sempre rende chiaro ai Suoi credenti che l’aborto volontario è e resta uccisione di un essere umano innocente);
  • o capire usando rettamente la Ragione (il cui uso retto non genera e non può mai generare contraddizioni (3)

Il nostro progetto, sogno e speranza è quindi quello di arrivare a che sia riconosciuta nuovamente e pienamente, nella nostra Italia, l’umanità del concepito e della concepita.

E che egli o ella siano giuridicamente tutelati -nel loro diritto basilare: quello alla vita, di cui già godono- così come lo sono tutti gli altri esseri umani, che dalla pancia delle loro mamme sono già usciti.

gennaio del 2011 gli aderenti al costituendo comitato referendario (a cui si può aderire dal nostro sito: http://no194.org) erano poco meno di 190.

A distanza di poco più di un anno, siamo più di 6mila (2).

Quando, a Dio piacendo, saremo arrivati a 15mila -organizzati in una “rete” territoriale- allora la raccolta delle 500mila firme (da realizzarsi entro tre mesi a partire dal momento della presentazione dei quesiti alla Corte Costituzionale) si tradurrà, su scala individuale, nell’impegno per ciascuno di raccogliere circa 33 firme, certificate, a testa.

Sulla provincia di Milano le cose sono andate fino ad oggi piuttosto lentamente: ciò essendo stato causato anche e soprattutto dall’accidia del sottoscritto, che a fine agosto disse sì a Pietro Guerini per assumere il particolarmente oneroso (date alcune caratteristiche peculiari del cattolicesimo ambrosiano) ruolo di coordinatore provinciale del no194.

Essendomi, nel poco lavoro “sul campo” fatto sino ad oggi, confrontato già con la domanda fatidica di alcuni laici ed alcuni consacrati (“ma cosa ne pensa la Gerarchia di quest’iniziativa?”), sono a chiederLe, eminenza, oggi 25 marzo in cui ricordiamo quando Dio Stesso Si fece Zigote Umano grazie al SI’ di nostra Signora Maria Santissima, cosa ne pensa della nostra iniziativa.

Squisitamente laica, ma altrettanto squisitamente mirante a reinstaurare la Legge Naturale all’interno delle leggi umane. Che, diventando sempre più antitetiche alla Legge Naturale e quindi alla Legge Divina, producono anche danni devastanti nelle coscienze e nelle anime dei meno forti e dei meno cresciuti in senso spirituale.

Se ritiene che la nostra iniziativa sia conforme alla Volontà di Dio e quindi appoggiabile dalla Sua Chiesa, di cui Lei è il Pastore in questa Diocesi (una delle più importanti della Chiesa Cattolica): ne ringrazio fin d’ora il Signore, lascio alla Sua esperienza, saggezza e prudenza la determinazione delle modalità concrete in cui manifestare questo appoggio.

Se, invece, ritiene che la nostra iniziativa non sia Volontà di Dio o che comunque non debba essere appoggiata dalla Sua Chiesa: ringrazio ugualmente il Signore per la risposta che vorrà darmi.

Infine, su quel “lasciate che i bambini vengano a me” che ho avuto l’ardire di mettere nell’oggetto di questa lettera.

Con esso non è mia intenzione sottintendere che i bambini e le bambine uccisi a seguito di aborti volontari non possano godere della visione beatifica.

Su dove vadano le loro anime, innocenti di ogni peccato attuale e inficiate dalla sola Colpa d’Origine, nessuno può dire una parola certa.

E l’unica parola certa è quella che ci ricorda la Misericordia infinita di Dio.

Ma, altrettanto certamente, l’attuale “fabbrica degli aborti” (che ha le sue diramazioni in ogni dove) è una vera e propria “Struttura – o Matrice- di Peccato”.

Il cui fine è, evidentemente, opposto a quello che Gesù ci rese manifesto con quella Sua frase.

Combattere la “legalizzazione” dell’odierna Strage degli Innocenti, al fine di rimuoverla dall’ordinamento civile (che permettendo tale abominio, deturpa e sfigura proprio la sua “civiltà”) è impresa impossibile, ad occhi umani.

Ma, come uomini e donne di Fede: abbiamo il dovere di ricordare e far ricordare che ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio.

La ringrazio, Eminenza, dal più profondo del mio cuore per l’attenzione che ha voluto accordarmi leggendo questa mia lettera.

E, chiedendole la Sua benedizione, mi prendo la libertà di figlio di Dio di salutarla e di abbracciarla,

in Gesù Adveniente e Maria Corredentrice.

Fabio Massimo Patricelli

(1): attualmente semplice attivista

(2): attualmente più di 13mila

(3): un esempio lampante, tra i mille che vi sono a disposizione in merito all’aborto volontario, delle contraddizioni in cui si sprofonda quando non si ragiona rettamente è rilevabile nell’articolo apparso il 1 marzo sul Fatto Quotidiano (

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/abortire-neonati-proposta-etica/194634/ ) con cui si dà la notizia di due ricercatori italiani (emigrati all’estero) che propongono di “abortire” i bambini appena nati per gli stessi identici motivi che giustificano l’aborto dei bambini non ancora nati (coloro che eufemisticamente chiamiamo “feti”).

Ad oggi, fortunatamente, la reazione della grande (ma forse già non più stragrande) maggioranza di coloro che leggono questa notizia è ancora: “che ORRORE!”.

Anche Rita Guma, l’articolista (abortista) del Fatto Quotidiano ha questa sana reazione.

Peccato che, subito dopo, inizi ad arrampicarsi sugli specchi per avere la botte piena e la moglie ubriaca: ossia condannare l’abominio (futuro e potenziale) dell’uccisione “legalizzata” di bimbi appena usciti dalla pancia delle loro mamme e contemporaneamente salvare e giustificare l’abominio (presente ed attuale) dell’uccisione “legalizzata” dei bimbi che dalla pancia delle loro mamme non sono ancora usciti.

Ma la verità è sempre più evidente a sempre più persone: ossia che qualsiasi aborto volontario consista nell’uccisione di un bambino o di una bambina, anche se ancora nella pancia della sua mamma.

Uccisione che avviene molto spesso nella piena o parziale inconsapevolezza della madre, che fin troppo spesso dell’aborto volontario è la seconda grande vittima (si veda l’ottimamente documentato http://postaborto.it).

Inconsapevolezza fondata e nutrita dal fatto che l’aborto volontario è stato reso “legale” (ma non per questo legittimo), da 33 anni a questa parte qui in Italia: con la legge 194/78.

Tale legge è da abolire, senza se e senza ma: per proteggere i bambini, per proteggere le mamme, per proteggere la società.

Per proteggere le nostre stesse coscienze.

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Tentativi di divisione all’interno del No194

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L’avv. Pietro Guerini, promotore del comitato No194, per l’abrogazione della legge 194, mi ha inviato quanto segue con preghiera di pubblicazione, che volentieri accolgo.

Premetto la mia posizione sull’aborto: sono convinto che sia un omicidio, e mi piace citare Ron Paul, candidato presidenziale americano, che ha fatto il ginecologo per tutta la sua vita, e ha dichiarato: “nella mia lunga carriera di ginecologo non ho mai visto un solo caso, uno solo, in cui l’aborto si fosse reso necessario“.  Per questo ritengo profondamente ingiusto non soltanto l’aborto, ma anche il fatto che lo stato, cioè la collettività, non solo si accolli, ma renda gratuito questo omicidio. E questo è il mio (unico) punto fermo. Poi, come ben sa chi naviga su queste pagine, esistono diversi modi di applicare questo principio: chi vede la necessità di sanzionare l’aborto come omicidio in quanto tale, chi (come me) crede che l’aborto sia una pena già abbastanza grande per la mamma che lo compie e non ci sia ulteriore necessità di “punizione“.

Mi piace citare l’amico Fabio Massimo, che mi ha fatto capire che le battaglie per il ritorno ad una moneta sovrana e per il diritto alla vita devono andare di pari passo: sia perchè la miseria che accompagna uno stato che rinuncia alla propria sovranità monetaria può essere uno degli strumenti per indurre all’aborto, sia perchè, nel momento in cui il “sottostante” della moneta non è più un bene fisico (come era ad esempio l’oro) ma la comunità che accetta e usa quella moneta, il “sottostante” vero diventa la vita, che va preservata dal suo concepimento fino alla fine naturale.

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Spiegazione alla lettera ufficiale (scritta sotto):
In astratto sarebbero possibili tre quesiti sostanziali sulla 194 , fermo restando il mantenimento delle norme sanzionatorie ( artt. 17 , 18 e 19 ) dettate per i pochi casi di infrazione oggi previsti ed indispensabili per la non possibile reviviscenza delle pene stabilite dal codice penale prima del 1978 , anno in cui è entrata in vigore :
1 ) abrogazione di ogni norma ( la donna deve essere obbligata a far nascere il figlio anche se decede in conseguenza della gravidanza : incostituzionale in ogni caso ex art. 32 c.p. , diritto alla salute , e non abrogabile perché coperta , già prima della 194 , dalla causa di giusitificazione dello stato di necessità di cui all’art. 54 c.p. ) POSSIBILITA’ , DUNQUE , SOLO ASTRATTA ;
2 ) abrogazione totale con mantenimento dell’art. 6 lett. a ( la donna può abortire solo nel caso di pericolo di vita ) : nostro primo quesito , massimale in quanto abroga la 194 , facendo tornare alla situazione preesistente , a rischio sempre per il 32 ma con possibilità di ammissione ;
3 ) mantenimento anche dell’art. 6 lett. b ( ammissibilità anche nel caso di vi siano processipatologici tali da indicdere siulla salute fisicsìa e mentale della donna , quindi abolizione dell’attuale aborto libero nei primi 90 giorni di gravidanza ) : nostro secondo quesito , minimale , da proporsi nella prospettiva che venga dichiarato incostituzionale il nostro massimale .
Due giuristi a capo di una piccola associazione pro life dichiarano ( l’ufficialità vi sarà a giorni , ma hanno già fatto divulgare le voci ad arte ) che il caso 1 sarebbe ammissibile, il 2 no e che noi punteremmo solo sul minimale 3 .
La manovra evidente , orchestrata con altri 2-3 nostri avversari e confessata in via ufficiosa, è quella di far uscire l’ala più radicale e più militante della NO194 , contando sulla loro istintività ed impreparazione giuridica .
Il danno sarebbe notevole , per or sono usciti solo 4 piemontesi , debbo arginare questo fenomeno .
Il tutto per guadagnare qualche iscrizione ed a vantaggio di Pannella .
E’ il momento di comunicare particolarmente .
Grazie per lo spazio accordatomi .
Buon anno .
Pietro Guerini

COMUNICATO UFFICIALE DA PARTE DELL’UNICO PORTAVOCE NAZIONALE DEL COMITATO NO194 E DELL’OMONIMA ASSOCIAZIONE

A CAUSA DELLA CAMPAGNA MENZOGNERA , FONDATA SULLA MALA FEDE O SULL’IGNORANZA GIURIDICA , AVVIATA NEI NOSTRI CONFRONTI DA 4-5 PERSONE SEDICENTI PROLIFE, MA DI FATTO ALLEATE DI PANNELLA E DELLA BONINO , OCCORRE PER SCRUPOLO ANCHE SINTETIZZARE LA NOSTRA POSIZIONE SUI QUESITI REFERENDARI , RIBADENDO , IN LINEA CON QUANTO PRECISATO SIN DAL NOSTRO MANIFESTO E , QUINDI , DA SEMPRE :

1 ) CHE LA NOSTRA AZIONE E’ DIRETTA ALL’ABROGAZIONE TOTALE DELLA LEGGE 194 , SECONDO LA STESURA DI UN QUESITO MASSIMALE CHE CONTEMPLA LA CONSERVAZIONE DEGLI ARTT. SANZIONATORI ( 17 , 18 E 19 ) E DELL’ART. 6 LETT. A ( ABORTO AMMESSO NEL CASO DI PERICOLO DI VITA DELLA MADRE CHE PORTI A TERMINE LA GRAVIDANZA ) , ESSENDO QUEST’ULTIMA DISPOSIZIONE NON ABROGABILE , PER LA RICORRENZA , GIA’ PRIMA DELLA 194 , DELLA CAUSA DI GIUSTIFICAZIONE DELLO STATO DI NECESSITA’ DI CUI AL’ART. 54 C.P. ED ESSENDO UN QUESITO ESTESO ANCHE A TALE NORMA PALESEMENTE INCOSTITUZIONALE PER COLOSSALE CONTRASTO CON L’ART, 32 COST. ( CHE TUTELA IL DIRITTO ALLA SALUTE , CHE LA CONSULTA VALUTA CON RIFERIMENTO ALLA DONNA E NON AL CONCEPITO ) , SENZA TACERE IL VUOTO NORMATIVO CHE POTREBBE ESSERE RAVVISATO PER EFFETTO DI TALE ESTENSIONE ;

2 ) CHE LE ISCRITTE A GRUPPI “ PRO LIFE “ CHE CONTESTINO LA STESURA DI UN MASSIMALE CHE , COME IL NOSTRO , ESCLUDA L’ART. 6 LETTERA A , DEVONO SAPERE CHE ADERISCONO AD UN GRUPPO CHE RITIENE CHE , SE RISCHIASSERO LA VITA DURANTE LA GRAVIDANZA , ESSE NON POTREBBERO OPPORSI ALLA LORO MORTE E CHE TALE DOVREBBE ESSERE LA CONDIZIONE DI OGNI DONNA ;

3 ) CHE UN QUESITO MINIMALE ( CHE SE ACCOLTO DAGLI ELETTORI ELIMINEREBBE, COMUNQUE, IL LIBERO ABORTO , OGGI POSSIBILE NEI PRIMI 90 GIORNI DI GRAVIDANZA ) VIENE PRESENTATO SOLO IN VIA SUBORDINATA E NELLA PROSPETTIVA CHE IL MASSIMALE POSSA ESSERE DICHIARATO INCOSTITUZIONALE DALLA CONSULTA , LA QUALE CI IMPORREBBE COSI’ UNA DEMOLIZIONE GRADUALE DELLA LEGGE ;

4 ) CHE TALE OPZIONE SUBORDINATA VIENE ESPRESSAMENTE CALDEGGIATA ED APPROVATA DA GIOVANNI PAOLO II NELLA EVENGELIUM VITAE ( 73 ) , QUALORA , PER L’APPUNTO , QUELLA PRINCIPALE NON SIA ATTUABILE PER OSTACOLO FRAPPOSTO DALL’AUTORITA’ ( NEL NOSTRO CASO LA CONSULTA ) .

QUALUNQUE DIVERSA TESI CIRCA I NOSTRI OBIETTIVI , ANCHE FORMULATA DA ISCRITTI ALLA NO194 E PURE AVVOCATI , E’ DEL TUTTO PRIVA DI SIGNIFICATO , TANTO PIU’ SE PROVENIENTE DA PERSONE CHE NON RICOPRONO NEPPURE LA POSIZIONE DI REFERENTE PROVINCIALE , ESSENDO IL SOTTOSCRITTO L’UNICO PORTAVOCE NAZIONALE DI NO194 PROPRIO PER SCONGIURARE AL MASSIMO CONFUSIONI DI SORTA E LA DIFFUSIONE DI VOCI FALSE .

GRAZIE PER L’ATTENZIONE .

AVV. PIETRO GUERINI

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Considerata la continua attualità del problema trattato, e la necessità di sottolineare la capziosità di certe presunte verità scientifiche, siamo certi di fare cosa gradita ai nostri lettori riproducendo un vecchio articolo apparso sulla rivista FIDELITER, nel n° 97 di gennaio-febbraio 1994 (6/97)

LA CONTRACCEZIONE ABORTIVA

È il titolo dato da un medico ginecologo, cattolico, ad un rapporto sugli effetti della “pillola”, rapporto capitale e che interessa il moralista, il prete ed il confessore tanto quanto il medico.
Abitualmente si insegna da parte dei medici che la “pillola” ha un effetto contraccettivo stretto, cioè che essa impedisce puramente e semplicemente la fecondazione.
Certo, si tratta già di un peccato molto grave e che riceve l’epiteto di “contro-natura”, ma occorre dire di piú: la “pillola” possiede in piú una azione abortiva.
Non si tratta di una ipotesi ma di una certezza scientifica.
Non che essa provochi questa azione in maniera sistematica: l’effetto principale, centrale per parlare da medico, è proprio l’effetto contraccettivo, cioè l’inibizione della ovulazione e quindi della fecondazione.
Ma nei casi in cui, per varie ragioni, una fecondazione avesse comunque luogo il contraccettivo  produce altri effetti, secondari o periferici, che concorrono in modi diversi ad un aborto: sia rallentando l’arrivo dell’ovulo fecondato, cioè del bambino, nel luogo dove si impianterà (ed esso allora ne sarà incapace a causa del suo invecchiamento), sia per la diminuzione degli elementi nutritivi necessari alla sua sopravvivenza, sia, infine, impedendo il suo impianto nell’utero, impianto che viene detto nidificazione.
Cosí la “pillola”, tutte le “pillole” attualmente in vendita sul mercato, e soprattutto le piú recenti, hanno un effetto anti-annidamento chiamato pudicamente “antigestativo” ma il cui nome in linguaggio profano è semplicemente: aborto.
Con che frequenza hanno luogo questi aborti?
Si sa che la “pillola” ha un tasso di insuccesso che varia tra lo 0,2% e il 6% a seconda delle regioni, delle utilizzatrici, ….
È altrettanto provato, inoltre, che tra il 7% e il 10% dei casi, al momento dell’uso di questa medesima “pillola”, una fecondazione è possibile (perché l’effetto inibitore dell’ovulazione non ha avuto successo), ma non obbligatoria ovviamente. Il che equivale a dire che si ha aborto in misura variabile fra l’1% e il 10% dei casi. Il che, ancora, equivale a una frequenza che può raggiungere uno o due aborti all’anno.
Come per l’intrauterino, non è possibile affermare che l’aborto si produce in questo o quel momento, anche se è moralmente certo che se ne producono uno all’anno o piú, e quindi non è lecito applicare la sentenza di scomunica prevista per l’aborto.
Tuttavia questa “rivelazione” scientifica è un argomento importante e supplementare per combattere la contraccezione chimica.
È necessario che le donne siano informate che il ricorso a questi mezzi aggiunge al peccato contro-natura il peccato di omicidio.
Occorre notare con quanta cura questo effetto (recensito da circa il 1984 nelle pubblicazioni scientifiche ma già noto fin dal 1967) sia stato accuratamente nascosto nel pubblico dibattito.
I promotori della contraccezione ben sapevano che una comunicazione prematura e diffusa di questa informazione avrebbe inpedito a molte donne l’uso della “pillola”.
Il fatto che la “pillola” sia stata introdotta come mezzo sedicente non abortivo ha permesso alla nostra società moderna di abituarsi alla sua utilizzazione, come per l’intrauterino.
La presa di conoscenza attuale della sua azione abortiva precoce, presa di conoscenza ritardata e successiva, praticamente non impressiona piú i nostri contemporanei, poiché la potenza delle abitudini domina sulla conoscenza ottenuta successivamente. D’altra parte ci si abitua sempre di piú alla nozione di assassinio, e ciò lo si vede bene per l’aborto e l’eutanasia attiva, tanto piú quanto piú vengono sempre messe avanti delle ragioni umanitarie.
Resta infine da considerare la posizione del prete nel confessionale.
Mi sembra che quanto detto sopra permetta di considerare l’uso della “pillola” alla stregua di quello dell’intrauterino, poiché si arriva regolarmente ai medesimi risultati, anche se non c’è parità completa. Il che ovviamente aumenta la gravità del peccato commesso: quello delle donne, quello dei medici, quello dei vescovi francesi e dei preti da loro formati ad accettare la contraccezione.

(Si confronti la nota pastorale dei vescovi francesi sulla enciclica Humanæ Vitæ che dichiara: “La contraccezione non può mai essere un bene. Essa è sempre un disordine, ma questo disordine non è sempre colpevole …”).

In occasione di questa comunicazione mi sia permesso ricordare l’esistenza della Associazione Cattolica degli Infermieri e dei Medici (ACIM) che pubblica un bollettino trimestrale: Cahiers Saint-Raphael, in cui sono affrontati vari argomenti che riguardano la morale medica. (Association Catholique des Infermieres et Medecins, 3, rue Antoine Coypet, F-78000 Versailles, France; tel 0033-1-30.21.20.21  e  0033-1- 45.20.38.22 ).
Questo bollettino pubblicherà prossimamente un riassunto di questo rapporto, cosí come dei consigli spirituali per i membri delle professioni del campo sanitario.
L’ACIM ha per scopo l’unione degli appartenenti a queste medesime professioni per aiutarli a formarsi a condurre una vita cristiana profonda nell’ottica della loro professione; essa cerca anche di difendere la morale implicata nel campo medico.
Per questo motivo essa si rivolge anche alle famiglie, agli insegnanti ed educatori e anche ai singoli individui, perché tutti siamo toccati da questi problemi e dalle risposte da darvi. Attualmente stiamo cercando di aumentare la nostra diffusione, ma anche di costituire delle liste di medici sicuri dal punto di vista morale al fine di poter informare quelli che ce ne fanno richiesta.
Per tutto ciò abbiamo bisogno del vostro sostegno, e ve ne ringraziamo in anticipo.

Abbé Arnaud Selegny

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IL GENOCIDIO CHE NON VOGLIAMO VEDERE: 400 MILIONI DI ABORTI IN CINA (IMPOSTI DALLA LEGGE DEL FIGLIO UNICO)

7 aprile 2013 / In News

Quella dei regimi comunisti, nel mondo, è una carneficina senza fine, che però continua a lasciare tutti indifferenti. Non sappiamo se il prossimo loro crimine sarà una guerra atomica scatenata in Asia dalla Corea del Nord, come si teme in questi giorni.

Ma si sa che l’ultimo orrore è stato perpetrato e quantificato nei giorni scorsi dal regime cinese, protettore di quello nordcoreano, passando quasi inosservato, sebbene si tratti di un numero di vittime oceanico, senza eguali nella storia.

Due settimane fa il Ministero della Salute di Pechino – con i toni trionfali di chi rivendica un grande successo – ha comunicato che negli ultimi quarant’anni, cioè in pratica da quando è stata imposta la famigerata legge sul figlio unico, sono stati fatti in Cina quasi 400 milioni di aborti.

RAGIONERIA DELL’ORRORE

Il dato diffuso dalle agenzie parla infatti di 336 milioni di aborti (13 milioni nel solo 2012) a cui si dovrebbero sommare – dice l’agenzia Agi China – “403 milioni di donne sottoposte (spesso con la forza) all’introduzione di dispositivi anticoncezionali intrauterini” (le spirali in una certa percentuale hanno anch’essi effetti abortivi).

E’ vero che non si riesce nemmeno a focalizzare col pensiero una strage così immane. Infatti, secondo una cinica affermazione attribuita a Stalin, un morto è una tragedia, milioni di morti sono una statistica.

Tuttavia ci troviamo di fronte a una cifra che deve sconvolgere: basti solo pensare che l’intera Seconda guerra mondiale fece 50 milioni di morti (compresi bomba atomica e lager).

Marcello Flores, nel libro “Tutta la violenza di un secolo”, parlando appunto del secolo XX, indica la Seconda guerra mondiale, “con i suoi cinquanta milioni di morti” come “l’evento più distruttivo del XX secolo e forse della storia umana”.

Ebbene con la notizia diffusa dal regime cinese – per numero di vite umane soppresse – siamo davanti a quasi otto volte la Seconda guerra mondiale.

E’ la più colossale strage di vite umane che sia mai stata compiuta da uno Stato. Infatti in questo caso si tratta di un orrore di stato perché non siamo di fronte ad aborti volontari, ma perlopiù imposti per legge dal regime, non di rado con modalità feroci.

ORRORE QUOTIDIANO

Con 1500 aborti ogni ora le storie orribili sono all’ordine del giorno. Il mese scorso è trapelata la vicenda di una donna di 33 anni e del marito, che vivono nella provincia orientale dell’Anhui.

Avevano già un figlio, ma lei è rimasta di nuovo incinta. Per il regime questo nuovo bimbo era illegale.

Così i due hanno provato a nascondere la gravidanza, che era già al settimo mese, quando un vicino ha fatto la spia e sono arrivati i funzionari.

Per far vivere il bambino il regime pretendeva una multa salatissima che i genitori non erano in grado di pagare così venerdì 22 marzo la donna è stata presa a forza e su ordine delle autorità è stata fatta un’iniezione letale al bambino nel suo grembo.

Il piccolo era totalmente formato e – se non fosse stato soppresso con quell’iniezione – poteva già nascere vivo. Il padre disperato ha fatto una foto al corpo del piccino e l’ha postata su internet facendo grande impressione.

Anche la giovane Feng Jianmei, nella regione dello Shanxi, era al settimo mese di gravidanza. Si era opposta ai funzionari del Family planning arrivati mentre era sola in casa (il marito era a lavoro).

Così fu picchiata e trascinata su un veicolo. Costretta ad abortire poi si trovò il piccolo corpo del figlio nel letto vicino.

Sono storie da un mare di orrore. Chai Ling, coraggiosa voce del dissenso, ha denunciato: “E’ il più grande crimine contro l’umanità attualmente in atto, lo sventramento segreto e inumano di madri e figli, un Olocausto infinito che va avanti da trent’anni”. 

La caratteristica orripilante della tragedia cinese è proprio l’obbligatorietà degli aborti. Questo fra l’altro dovrebbe trovarci tutti unanimi nella condanna.

MIOPIA E INDIFFERENZA

Perché pure i radicali – che hanno sull’aborto le loro idee – si trovano a condannare l’aborto imposto dal regime alle donne cinesi (ricordo di aver sentito Massimo Bordin su Radio radicale). Ma dunque perché, di fronte alle cifre oggi emerse, nessuno denuncia quest’immane carneficina?

Oltretutto la disumanità del regime che sbandiera questa “statistica” come un successo è pure miope perché la voragine demografica che si è così prodotta sta provocando e provocherà in futuro una destabilizzazione, anche economica, oltreché negli equilibri sociali, dalle conseguenze incalcolabili (peraltro, siccome si è trattato perlopiù di un femminicidio, oggi in Cina c’è un eccesso di quasi 40 milioni di maschi e si ricorre a una “importazione” di donne dai paese vicini).

Quello che più colpisce – a distanza di alcuni giorni dalla diffusione della notizia – è l’assoluta indifferenza del mondo.

La Cina sta marciando a tappe forzate verso il traguardo di prima potenza mondiale e nessuno si permette di eccepire di fronte all’orrore.

L’Onu che – con la sua Commissione dei diritti umani – solo due mesi fa ha condannato Israele per gli insediamenti in Cisgiordania invitando la comunità internazionale a valutare perfino sanzioni economiche e politiche contro Gerusalemme, ha forse proferito parola su quei 330 milioni di vite umane soppresse dal regime cinese? No, niente.

E l’Europa dove magari si solleva un caso contro il governo dell’Ungheria in cui non è stata fatta alcuna strage? E i paesi europei, così sensibili ai diritti umani da scatenare addirittura una guerra contro la Libia di Gheddafi che ha portato al rovesciamento del regime?

E un uomo di principi umanitari e di fede cattolica come Romano Prodi – che è stato presidente della Commissione europea e oggi rappresenta l’Onu in Africa – ha forse alzato la sua voce indignata contro una simile tragedia di Stato?

Non ce ne siamo accorti. Eppure Prodi ha rapporti storici con la Cina, come pochi altri leader occidentale (è anche professore alla Ceibs – “China Europe International Business School” – a Shanghai).

Nel sito internet di Prodi c’è il resoconto del suo ultimo viaggio a Pechino, nel gennaio scorso, durante il quale, secondo Radio Cina Internazionale, “il membro dell’Ufficio politico del Comitato centrale del PCC Li Yuanchao ha positivamente valutato le relazioni sino-italiane e sino-europee… Dal canto suo, Prodi ha altamente apprezzato gli enormi risultati dello sviluppo acquisiti dal PCC alla guida del popolo cinese. Egli ha aggiunto che i vari ambienti italiani guardano con attenzione al rafforzamento delle relazioni con la Cina, e continueranno ad impegnarsi per promuovere lo sviluppo dei rapporti fra Italia e Cina e fra Europa e Cina”.

APPELLO

Dunque Prodi ha “altamente apprezzato” gli “enormi risultati” conseguiti dal Partito comunista cinese. Ma non si potrebbe far sapere ai compagni cinesi che quella legge di cui menano vanto ha provocato un orrore incommensurabile e inaccettabile?

Non si potrebbe sommessamente osservare che un genocidio di 336 milioni di vite umane innocenti è il più vasto crimine della storia che sia stato commesso da uno Stato?

Il presidente Prodi, che da sempre professa saldi principi democratici, la difesa rigorosa dei diritti umani e ha una visione della società improntata a forti valori morali, non ritiene che una simile carneficina meriti almeno una parola di protesta?

E così l’Unione europea e Obama che si prendono i premi Nobel per la pace, ma non si sognano nemmeno di inviare al regime cinese un vagito delle loro diplomazie.

Il cosiddetto mondo democratico digerisce tranquillamente, nella più completa indifferenza, l’orrore. Come l’opinione pubblica: lo facciamo continuando a rappresentarci come anime pure, progressiste e piene di ideali umanitari.

L’antico silenzio degli intellettuali e dei media sui crimini del comunismo si somma oggi alla tranquilla accettazione della Cina comunista come nuovo potere planetario, con genocidi annessi.

Cosa diranno di noi i posteri?

Antonio Socci

Da “Libero”, 7 aprile 2013

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I virus dei vaccini vengono coltivati in cellule di feti umani abortiti

Helen Ratajczak, ricercatrice della Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals, ha recentemente sollevato un vivace e turbolento dibattito tra chi discute il problema delle relazioni vaccino-autismo pubblicando un suo studio di revisione sulla ricerca sull’autismo. Si tratta di una nuova revisione di studi che esamina le varie cause ambientali dell’autismo, tra cui i vaccini e i loro componenti. Un elemento messo in luce, e che sembra essere sfuggito ai più è l’uso di cellule embrionali abortive nella produzione di vaccini.
La CBS News ha riportato: “La Dr. Ratajczak riferisce che quando i produttori di vaccini hanno dovuto eliminare il thimerosal dai vaccini (con l’eccezione dei vaccini contro l’influenza che ancora contengono thimerosal), hanno cominciato a produrre alcuni vaccini utilizzando tessuti umani.

L’utilizzo di tessuti umani secondo la Ratajczak riguarda attualmente 23 vaccini.
Nel suo studio ha discusso l’aumento di incidenza dell’autismo in corrispondenza con l’introduzione di DNA umano nel vaccino MMR, e suggerisce che le due cose potrebbero essere collegate.
Le pagine della revisione contengono un dettaglio che difficilmente poteva passare inosservato, cinque parole che rivelano uno dei segreti più shoccanti di Big Pharma, delle aziende farmaceutiche cioè: “…allevato in tessuti fetali umani”

A pagina 70 si legge: “Un aumento aggiuntivo del picco di autismo si raggiunse nel 1995 quando il vaccino della varicella fu allevato in tessuti fetali umani”.
La maggior parte di noi è del tutto ignara che le cellule di cultura umana usate per allevare i virus dei vaccini derivano da feti abortivi da decenni ormai e chi li produce è ben felice che il pubblico continui ad ignorarlo, perché sa che questo non potrebbe essere accettato dalla gente sia per le ignote conseguenze per la nostra salute che per il credo religioso di molti.

Il vaccino contro la varicella non è l’unico prodotto in questo modo e, secondo il Sound Choice Pharmaceutical Institute (SCPI), i seguenti 24 vaccini sono prodotti usando cellule provenienti da feti abortivi e/o contenenti DNA, proteine, o frammenti cellulari di colture di cellule coltivate derivate da feti umani abortivi:

Polio PolioVax, Pentacel, DT Polio Absorbed, Quadracel (Sanofi)
Measles, Mumps, Rubella MMR II, Meruvax II, MRVax, Biovax, ProQuad, MMR-V (Merck)
Priorix, Erolalix (GlaxoSmithKline)
Varicella (Chickenpox and Shingles) Varivax, ProQuad, MMR-V, Zostavax (Merck)
Varilix (GlaxoSmithKline)
Hepatitis A Vaqta (Merck)
Havrix, Twinrix (GlaxoSmithKine)
Avaxim, Vivaxim (Sanofi)
Epaxal (Crucell/Berna)
Rabies Imovax (Sanofi)

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Vaccini e autismo: una nuova revisione scientifica
Gabriele Milani – http://autismovaccini.com

Sharyl Attkinsons è una giornalista investigativa della CBS News ed ha intervistato nei giorni scorsi Helen Ratajczak: ex ricercatrice della Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals che ha pubblicato, come autrice o coautrice, 41 articoli articoli scientifici a volte “castrati dagli interessi delle case farmaceutiche“. E’ stata anche coautrice nel 2006 di uno studio per l’FDA e, nello stesso anno, è stata eletta Presidente della sezione Nord Est dell’Istituto di Tossicologia. E’ una scienziata seria e rispettata che dichiara apertamente alla CBS: “ora che sono in pensione posso scrivere ciò che voglio“.

E così è stato!… La sua revisione scientifica relativa al collegamento tra autismo e vaccini sta facendo tremare la CDC che, da nota ufficiale, risponde imbarazzata affermando che “ci vorrebbe troppo tempo per studiare e controbattere questa revisione scientifica“.
L’articolo è stata pubblicato dal Journal of Immunotoxicology ed è intitolato “Aspetti teorici dell’autismo: cause – un riesame“. Un pò a sorpresa è quindi un ex scienziato senior presso una ditta farmaceutica ad aprire il coperchio del pentolone degli orrori. La Ratajczak ha fatto quello che nessun altro ricercatore, a quanto pare, si è preoccupato di fare: ha esaminato tutto il corpo delle pubblicazioni scientifiche emerse dopo che l’autismo è stato descritto dal 1943. Non solo la teoria suggerita dalla ricerca quale il ruolo del vaccino trivalente Morbillo Parotite Rosolia, o il conservante al mercurio (thimerosal), ma ha analizzato tutte le ricerche riguardanti i vaccini in generale.

Nel suo articolo la Ratajczak afferma che “cause documentate di autismo includono mutazioni genetiche e/o delezioni cromosomiche, infezioni virali, e l’encefalite a seguito della vaccinazione. Conseguenza: l’autismo è il risultato di difetti genetici e/o infiammazione del cervello provocato dai vaccini“.

L’articolo prende in esame molti colpevoli potenziali correlati alle vaccinazioni, compreso il numero sempre più crescente di vaccini somministrati in un breve periodo di tempo. “Ciò che ho pubblicato è altamente incentrato sulla ipersensibilità del sistema immunitario del nostro corpo che viene buttato fuori di equilibrio” così afferma la Ratajczak nell’intervista.

Il Dr. Brian Strom, Università della Pennsylvania, che ha lavorato per lo I.O.M. (Istituto di Medicina) in qualità di consigliere per il governo sulla sicurezza dei vaccini, dice che l’opinione medica prevalente è che i vaccini sono scientificamente legati alla encefalopatia (danno cerebrale), ma non sono scientificamente legati all’autismo. Così, per quanto riguarda la revisione della Ratajczak, afferma che non trova nulla di straordinario: “Questa è una rassegna di teorie. La scienza è basata su fatti. Bisogna trarre conclusioni sugli effetti di un’esposizione sulle persone, avendo dati sulle persone. I dati sulle persone non supportano l’esistenza di una relazione in quanto tale, qualsiasi speculazione su una spiegazione per un (inesistente) rapporto è irrilevante“.

Però la Ratajczak si occupa anche di un fattore che non è stato ampiamente discusso ma che è stato ampiamente denunciato anche dal sottoscritto: DNA umano contenuto nei vaccini. Proprio così, DNA umano come denunciato anche dalla Pontificia Accademia Pro Vita. I rapporti della Ratajczak mettono in evidenza che all’incirca nello stesso momento in cui i produttori di vaccini furono chiamati a togliere dalla maggior parte dei vaccini il thimerosal (con l’eccezione dei vaccini antinfluenzali che ancora ampiamente contengono thimerosal), hanno iniziato a produrre alcuni vaccini utilizzando tessuti umani. La Ratajczak dice che tessuti umani sono attualmente utilizzati in 23 vaccini. Lei quindi discute l’aumento dell’incidenza dell’autismo corrispondente all’introduzione di DNA umano nel vaccino Morbillo Parotite Rosolia, e suggerisce come gli eventi potrebbero essere collegati. La Ratajczak afferma anche come un picco ulteriore di aumento dei casi di autismo si è verificato nel 1995 quando il vaccino contro la Varicella (Varivax) è stato coltivato nel tessuto fetale umano (MRC-5 si trova anche nel trivalente Priorix antiMoribillo-Parotite-Rosolia della GlaxoSmithKline che viene somministrato qui in Italia).

Perché il DNA umano potrebbe potenzialmente causare danni al cervello? Il modo in cui si instaura questo meccanismo, da far gelare il sangue, viene spiegato molto semplicemente dalla Ratajczak: “Perché è DNA umano e i destinatari sono gli esseri umani. Avviene una ricombinazione omologa del DNA integrato nel DNA dell’ospite. Una volta cambiato il DNA, secondo il concetto immunologico del self (proprio) e non-self (non proprio), si instaura un’alterazione del concetto di self e il proprio corpo attacca le proprie cellule. La maggior parte di questi avvenimenti avvengono nella loro massima espressione a danno dei neuroni nel cervello ancora in fase di maturazione del bambino. Così si instaura un processo di malattia autoimmunitaria che sfocia poi in una infiammazione. Questa infiammazione non si ferma, diventa cronica e continua per tutta la vita di quella persona“.

Il Dr. Strom afferma che non era a conoscenza che il DNA umano era contenuto nei vaccini (ma che strano!), e ribatte: “Non importa … Anche se il DNA umano è stato utilizzato nei vaccini, non significa che essi causano l’autismo“. La Ratajczak concorda sul fatto che “forse” nessuno ha ancora dimostrato come il DNA umano causa l’autismo, ma ricorda come i recentissimi studi del Sound Choice Pharmaceutical Institute sono una prova molto pesante che comprova questo legame e semmai nessuno ha dimostrato scientificamente il contrario.

Un ulteriore prova di come questo dibattito sia definitivamente aperto, arriva dalla denuncia sanitaria di un buon numero di scienziati indipendenti che affermano di essere stati sottoposti a orchestrate campagne di discredito quando la loro ricerca esponeva i problemi di sicurezza del vaccino, soprattutto se si entrava in tema di autismo. Così è stato chiesto alla Ratajczak come ha potuto effettuare ricerche in merito ad un argomento così controverso. Lei ha affermato che per anni, mentre lavorava nel settore farmaceutico, è stata limitata in quanto a ciò che le è stato permesso di pubblicare. “Ora sono in pensione“, ha quindi ribadito alla CBS News, “Io posso scrivere quello che voglio“.

Così la CBS news ha deciso di mettere alla prova il CDC per dargli modo di sfidare l’opinione della Ratajczak. Dal momento che molti funzionari governativi e gli scienziati proseguono ad insinuare che le teorie che collegano i vaccini all’autismo sono state smentite, mentre la ricerca della Ratajczak dimostra il contrario, la CBS ha organizzato un contraddittorio. Ebbene, a sorpresa i funzionari del CDC affermano che “ci vorrebbe troppo tempo per studiare e controbattere questa revisione scientifica“.

Integrazione

Sentitosi punto sul vivo, il Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) comunica sul suo sito che intende studiare l’autismo come possibile conseguenza clinica delle vaccinazioni, in un progetto di ricerca di 5 anni sulla sicurezza dei vaccini.
Il CDC studierà anche la disfunzione mitocondriale e il potenziale rischio di “danni neurologici” post vaccinali e per questo sta riunendo un team di esperti sulla fattibilità di studiare conseguenze sulla salute come l’autismo su bambini vaccinati e non vaccinati.

La mossa del CDC giunge un mese dopo che l’ente governativo che coordina le politiche sull’autismo (IACC) ha annunciato un cambiamento nelle priorità della ricerca verso i fattori ambientali scatenanti l’autismo, tra i quali include tossine, agenti biologici e “effetti avversi in seguito alle vaccinazioni”.
Il Centro per la sicurezza dei vaccini del CDC ha identificato la necessità di studiare “i disordini neurologici, tra cui i disordini dello spettro autistico” come una possibile conseguenza clinica delle vaccinazioni.

Il programma, che trovate qui nella sua interezza, si propone anche di stabilire se il conservante a base di mercurio thimerosal sia associato altresì all’aumento del rischio di “tic clinicamente importanti o della sindrome di Tourette“.
Il CDC ha citato uno studio (Thompson, NEJM, 2007), che “ha stabilito che una aumentata esposizione al mercurio dalla nascita ai 7 mesi sia associata con tic motori e fonici nei maschietti” e ha aggiunto che “un’associazione tra esposizione al thimerosal e tic è stata trovata in due precedenti studi (Andrews, Pediatrics, 2004; Verstraeten, Pediatrics, 2003).” Anche se bisogna sottolineare che Verstraeten ha poi rimangiato tutto quando è salito sulla carrozza della GlaxoSmithKline.

Notando che il team IACC “suggerisce diversi studi che comprendessero bambini vaccinati rispetto a quelli non vaccinati per stabilire se c’erano delle differenze conseguenti sulla salute“, il CDC ha stabilito di riunire “una commissione esterna di esperti per offrire una guida sulla fattibilità sulla conduzione di questi studi e su quelli aggiuntivi sul programma vaccinale, comprendendo studi che possano indicare se le vaccinazioni multiple aumentino il rischio di disordini del sistema immunitario“.

Probabilmente assisteremo a un bel valzer di burattini e bustarelle, possiamo facilmente scommetterci, però di fatto il tema relativo alla correlazione tra autismo e vaccinazioni apre finalmente tutte le porte degli orrori.
Ne vedremo delle belle…. anche dal punto di vista dell’informazione!

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L’opposizione all’aborto inserita nell’elenco delle torture dall’Onu

In un documento sui diritti umani presentato all’Onu si legge che chi si oppone all’aborto «infligge una forma di tortura alla donna».

Chi si oppone all’aborto e si rifiuta di praticarlo «infligge una forma di tortura alla donna». È quanto si legge nel “Rapporto del relatore speciale sulla tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti”, firmato dal commissario Juan E. Méndez, documento presentato durante la 22ma sessione del Consiglio dei diritti umani dell’Onu. Si legge: «Enti internazionali e regionali attivi nell’ambito dei diritti umani hanno cominciato a riconoscere che l’abuso e il maltrattamento di donne che cercano servizi di salute riproduttiva possono causare tremende e durevoli sofferenze fisiche e psicologiche».

RIFIUTARE L’ABORTO È TORTURA. Tra gli esempi c’è «il rifiuto dei servizi sanitari legalmente disponibili, come l’aborto e la cura post aborto». Come scrive il Foglio «un aborto negato è esplicitamente paragonato alla sterilizzazione e alla mutilazione genitale, citate giustamente nel rapporto come esempi di tortura. Al punto 47 si cita poi il caso di una donna polacca alla quale fu negato un test genetico sul feto dopo che un esame ecografico aveva evidenziato anormalità. Nel report dell’Onu si legge che, in casi come quello, “l’accesso alle informazioni sulla salute riproduttiva è fondamentale per la capacità di una donna di esercitare l’autonomia riproduttiva e i diritti alla salute e all’integrità fisica”. Negare le informazioni su un bambino “unfit”, indegno di vivere, è una violazione dei diritti umani».

VIETATO LIMITARE GLI ABORTI. L’Onu, dunque, punisce e cita come “tortura” non l’uccisione di un bambino nel grembo della madre ma tutte quelle leggi che limitano il ricorso all’aborto e magari, un domani, tutti quei medici che si rifiutano in coscienza di praticarli.

http://www.tempi.it/lonu-inserisce-nellelenco-delle-torture-lopposizione-allaborto#.UVbvHb_95Gx

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Non solo bambini morti in guerra. Ma tutte le stragi, tutti i genocidi, tutti gli aborti

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Bambini (Universali e Particolari)



Esiste una significativa distinzione tra chi viene commemorato con nome cognome e chi invece no. Nome e cognome danno un identificativo unico ed inequivocabile, mentre l’anonimato fa scendere l’identità nelle sabbie mobili dell’impersonale che facilmente scivola verso l’ignoto (monumento al milite ignoto, ad es.). Si tratta, insomma, di distinguere tra Universali e Particolari, dove questi ultimi godono di privilegi che all’Universale vengono negati.

Se nomino quindi Martin Richard sto dando un volto ed una nazionalità al bambino ucciso nell’esplosione della maratona di Boston. Al contrario non vengono mai menzionati nomi e cognomi dei bambini uccisi nelle varie zone di guerra. In Afganistan, ad esempio.

Quello che ci si può aspettare, al massimo, sono frasi di circostanza per la morte dei piccoli, magari condite da parole di rammarico, ma mai le generalità dei bambini uccisi. [1]Come se questi non avessero identità, o meglio come se l’impero mediatico si rifiutasse di veicolare l’idea che il democratico Occidente possa uccidere bambini veri, con nomi e cognomi e famiglie che li accudiscono. I terroristi (che provengono per definizione dai bassifondi dell’Impero) uccidono persone “vere”, mentre l’Impero uccide persone “impersonali” o ignote, questa è l’idea di fondo.

Ho cercato su Google “bambini uccisi Afghanistan” e la lista degli articoli è molto lunga. Tra questi spicca quello dell’UNICEF, che denuncia come un totale di 1.756 bambini sono stati uccisi o feriti a causa del conflitto in Afghanistan soltanto nel 2011 (una media di 4,8 bambini al giorno).[2]

Il che significa 5 maratone di Boston al giorno con relative bombe che esplodono. L’Unicef pare sappia quali sono le cause di tali stragi di innocenti: “I bambini sono stati utilizzati per attacchi suicidi, per posizionare ordigni esplosivi e portare viveri ai gruppi armati.”

Ecco scoperta l’origine dell’uccisione quotidiana di quei 5 bambini dalla pelle scura. La colpa ricade sempre sui terroristi. Nessun cenno ai raid NATO, l’ultimo dei quali ha ucciso 11 bambini e due donne.[3]

Nessun nome e cognome per queste innocenti vittime. Tutto viene lasciato nel limbo dell’Universale, nel nome della eterna lotta tra Bene e Male, dove solo i paladini del Bene hanno precise generalità, riprendendo un tema caro alla narrazione romantica: solo l’eroe ha connotati precisi.

E così mentre del povero Martin sappiamo tutto, delle vittime “altre” di simile età non sappiamo niente. Le guerre asimmetriche si combattono anche su questo piano di lettura, esaltando le caratteristiche di chi appartiene al Mondo del Bene ed ignorando completamente le caratteristiche di chi non appartiene a tale Mondo. Forse l’aspetto più inquietante delle moderne guerre asimmetriche è rappresentato dai droni: macchine mortali teleguidate da una comoda poltrona situata in una zona assolutamente sicura, lontana migliaia di chilometri dal conflitto. Sono 178 i bambini uccisi dagli attacchi dei droni statunitensi nelle zone di confine del Pakistan e Afghanistan. “Se uccidiamo casualmente una bambina di quattro anni è solo per impedire che un bambino americano di quattro anni venga ucciso qui da un attacco terroristico” afferma Klein, un sostenitore Obama.[4]

Con un non sequitur degno della peggiore propaganda goebbelsiana, Klein sta dicendo a chiare lettere che la vita di un bambino “altro” non ha alcuna possibilità di valere quanto la vita di un bambino imperiale. A livello di prevenzione la loro uccisione rappresenta dunque un episodio giustificabile. L’Occidente, agendo nel nome e per conto dell’Occidente, reputa che nessuna bambina di quattro anni possa rappresentare un ostacolo alla realizzazione di qualsivoglia volontà occidentale.

Conseguentemente il nome di quella bambina di quattro anni non verrà mai citato nella nella stampa occidentale, tutta tesa a sostenere l’inutilità di quella vita se paragonata a quella di un suo coetaneo imperiale. Bambina ignota, al contrario del coetaneo imperiale.

La retorica della propaganda mediatica è molto semplice: si tratta di tracciare la linea che divide chi appartiene alla “nostra” realtà e chi invece vive distante dal Mondo del Bene. I dettagli (foto e dati personali) rappresentano un lusso che viene concesso solo a chi ha il passaporto giusto. Chi non ce l’ha finisce immancabilmente nel gran calderone dell’indecifrabile impersonale e quindi dell’ignoto. La logica è quella di “occhio non vede, cuore non duole”. Ovviamente si versano fiumi di parole sui diritti dei minori, ci mancherebbe. Basta che siano valori universali. Quando si scende nel particolare tutto cambia. Quella bambina di quattro anni avente nome, cognome e nazionalità precisa, perde ogni diritto dato che non compare nel database imperiale.

Viene svelato così un aspetto importante della battaglia millenaria tra Universali e Particolari, e sul rispettivo ruolo. Se il diritto alla vita appartenesse ad ogni bambino (dichiarazione universalista) quei 5 bambini uccisi quotidianamente in Afganistan riempirebbero le pagine di giornali e tiggì, e la storia di Martin Richard sarebbe solo una triste storia tra tante. Quel giorno a Boston sarebbe stato uno tra i tanti in cui bambini, con cognomi e nazionalità precise (dichiarazione particolarista), vengono uccisi dalla criminale volontà di qualche adulto. E invece no. Per la Société du spectacle l’uccisione di un bambino afgano da parte di un drone non è “spettacolabile”. La spettacolarizzazione di quelle morti è fortemente diseducativa per l’attuale regime propagandistico perchè mette sullo stesso piano la vita di chi vive all’interno dell’Impero con quella di chi vive ai suoi margini. Spettacolarizzare invece la morte di un bambino “dei nostri” tra tanti che muoiono alle periferie dell’Impero ha il significato di riportare al centro del discorso mediatico il valore sublime di tutto ciò che avviene nel cuore dell’Impero stesso.

Tutto ciò che attiene all’Impero, quindi, è Particolare e dettagliatissimo, mentre tutto ciò che gli è estraneo è Universale e scarsamente definibile.

Nelle paludi dello scarsamente definibile è possibile che si sviluppino concetti come i Diritti Umani che permettono a Bombe Intelligenti di sventrare bambini con identità ben definite nel nome di criteri non facilmente definibili come Democrazia e Libertà.

Gli Universali sanno fare a pezzi i Particolari nel nome di quell’universalità che ci accompagna ormai da qualche millennio.

“La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo si applica ai popoli di ogni paese, quale che sia il loro retaggio culturale, perché tutti gli esseri umani hanno una comune aspirazione alla libertà, all’uguaglianza e alla dignità.”

Tenzin Gyatso, alias il Dalai Lama

[1]http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/daassociare/2013/03/03/AFGHANISTAN-UCCISI-ERRORE-DUE-BAMBINI-SUD-7-8-ANNI_8338376.html

[2]http://www.unicef.it/doc/3978/afghanistan-aumenta-numero-bambini-vittime-del-conflitto.htm

[3]http://www.corriere.it/esteri/13_aprile_07/afghanistan-nato-bambini%20_3c2e3062-9f7f-11e2-bce6-d212a8ef12b1.shtml

[4]http://www.osservatorioafghanistan.org/2012/12/la-morte-dei-bambini-che-non-fanno-notizia/

Fonte:http://www.appelloalpopolo.it/?p=8762

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Usa, pillola del giorno dopo alle 15enni

Autorizzata senza prescrizione medica dalla Food and Drug Administration

1 maggio 2013

foto Afp

06:46 – La Food and Drug Administration autorizzerà la vendita senza prescrizione della pillola del giorno dopo alle giovani a partire dai 15 anni. L’autorizzazione corregge in parte la decisione della stessa agenzia, presa nel 2011, di proibire la vendita libera di questa pillola contraccettiva d’urgenza denominata “Piano B” a tutte le giovani senza limiti di età. Questa proibizione era stata annullata lo scorso 5 aprile da un giudice di New York.

La Food and Drug Administration ha precisato in un comunicato che la sua decisione non è legata a quella del giudice ma a una precisa richiesta della casa farmaceutica Teva Pharmaceuticals Industries, produttrice della pillola. Quest’ultima aveva dapprima depositato una domanda per la vendita libera, poi la aveva modificata limitando la distribuzione appunto alle ragazze almeno quindicenni.

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ProLife News: stuprato da “genitori” gay; Costituzione ungherese; vorrei l’aborto illegale!

Segnalazione Rivista ProLife News

Letture consigliate
Stuprato dai “genitori” gay
Un ragazzino è stato abusato sessualmente dal padre adottivo e dal suo partner.
Le sue lamentele sono state ignorate per anni ed era stato rimandato a casa della coppia gay, nonostante le accuse di stupro, anzi, gli assistenti lodavano il “padre” adottivo omosessuale come un ‘genitore molto attento’.
http://www.prolifenews.it/senza-categoria/stuprato-dai-genitori-gay/

Ungheria, Costituzione e sovranità nazionale
«Ognuno ha diritto alla vita e alla dignità umana. La vita del feto è protetta fin dal concepimento». Questo articolo della nuova Costituzione Ungherese ha fatto infuriare i vertici UE e le lobby abortiste europee.
http://www.prolifenews.it/senza-categoria/ungheria-costituzione-e-sovranita-nazionale/

Una mamma dopo l’aborto: “Vorrei che l’aborto fosse illegale! Vorrei essere con il mio bambino”
A San Diego, in California, Peter Baklinski riceve, per LifeSiteNews.com, la testimonianza di una donna, che ha bisogno di parlare perché altre non facciano gli stessi sbagli che ha fatto lei.
http://www.prolifenews.it/notizie-dal-mondo/una-mamma-dopo-laborto-vorrei-che-laborto-fosse-illegale-vorrei-essere-con-il-mio-bambino/

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Confessioni di un ex-abortista

Copio e incollo questo illuminante pezzo dal blog di Costanza Miriano. Come sempre, quando un ex-insider si pente e racconta le cose come sono state vissute dal di dentro, la testimonianza ha un valore inestimabile. In inglese questi fuoriusciti sono definiti whistleblower (quelli che, soffiando nel fischietto, richiamano l’attenzione e svegliano la gente). Se trovo qualche pezzo video di questo tale lo aggiungerò al video-collage che ho già fatto su alcuni whistleblower importanti e famosi.

del dr. Bernard Nathanson*

Sono personalmente responsabile di aver eseguito 75.000 aborti. Ciò mi legittima a parlare con autorevolezza e credibilità sull’argomento. Sono stato uno dei fondatori della National Association for the Repeal of the Abortion Laws (NARAL), nata negli Stati Uniti, nel 1968. A quel tempo, un serio sondaggio d’opinione aveva rilevato che la maggioranza degli Americani era contraria a liberalizzare l’aborto. In capo a soli 5 anni, noi riuscimmo a costringere la Corte Suprema degli Stati Uniti ad emettere la decisione che, nel 1973, legalizzò l’aborto completamente, rendendolo possibile virtualmente fino al momento del parto.

Come ci riuscimmo? È importante capire le strategie messe in atto perché esse sono state utilizzate, con piccole varianti, in tutto il mondo occidentale al fine di cambiare le leggi contro l’aborto.

La prima strategia fu conquistare i massmedia

Cominciammo convincendo i massmedia che quella per la liberalizzazione dell’aborto era una battaglia liberale, progressista ed intellettualmente raffinata. Sapendo che se fosse stato fatto un vero sondaggio ne saremmo usciti sonoramente sconfitti, semplicemente inventammo i risultati di falsi sondaggi. Annunciammo ai media che dai nostri sondaggi risultava che il 60% degli Americani era favorevole alla liberalizzazione dell’aborto. Questa è la tecnica della bugia che si auto-realizza: poche persone, infatti, desiderano stare dalla parte della minoranza. Raccogliemmo ulteriori simpatie verso il nostro programma inventando il numero degli aborti illegali praticati ogni anno negli Stati Uniti. La cifra reale era di circa centomila, ma il numero che più volte ripetemmo attraverso i media era di un milione. Ripetendo continuamente enormi menzogne si finisce per convincere il pubblico.

Il numero delle donne morte per le conseguenze di aborti illegali si aggirava su 200-250 ogni anno. La cifra che costantemente indicammo ai media era 10.000. Questi falsi numeri penetrarono nelle coscienze degli Americani, convincendo molti che era necessario eliminare la legge che proibiva l’aborto.Un’altra favola che facemmo credere al pubblico attraverso i media era che la legalizzazione avrebbe significato soltanto che quegli aborti, allora eseguiti illegalmente, sarebbero divenuti legali. In realtà, ovviamente, l’aborto è divenuto ora il principale metodo di controllo delle nascite negli Stati Uniti e il loro numero annuale è aumentato del 1500% dalla legalizzazione.

La seconda strategia fu giocare la “carta cattolica”

Sbeffeggiammo sistematicamente la Chiesa Cattolica e le sue “idee socialmente arretrate” e scegliemmo la Gerarchia cattolica come colpevole dell’opposizione contro l’aborto. Questo argomento fu ripetuto all’infinito. Diffondemmo ai media bugie del tipo “tutti sappiamo che l’opposizione all’aborto viene dalla Gerarchia e non dalla maggioranza dei cattolici” e “ i sondaggi dimostrano ripetutamente che la maggior parte dei cattolici vuole la riforma della legge sull’aborto”. I media bersagliarono insistentemente il pubblico americano con queste informazioni, persuadendolo che qualsiasi opposizione alla liberalizzazione dell’aborto doveva essere sotto l’influenza della Gerarchia ecclesiastica e che i cattolici favorevoli all’aborto erano illuminati e lungimiranti. Da questa affermazione propagandistica si deduceva che non esistessero gruppi antiabortisti non cattolici; il fatto che altre religioni cristiane e non cristiane fossero (e ancora sono) unamimemente antiabortiste era costantemente sottaciuto, allo stesso modo delle opinioni pro-life espresse da atei.

 La terza strategia fu la denigrazione e la soppressione di tutte le prove scientifiche del fatto che la vita ha inizio dal concepimento.

Spesso mi viene chiesto che cosa mi abbia fatto cambiare idea. Come, da esponente abortista di punta, mi sono trasformato in un difensore pro-life? Nel 1973, sono diventato direttore di Ostetricia in un grande ospedale di New York City ed ho fondato l’unità di indagine prenatale, proprio quando stava prendendo il via una nuova grande tecnologia che oggi usiamo quotidianamente per studiare il feto nell’utero. Una delle principali tattiche pro-aborto è insistere sull’impossibilità di definire quando la vita abbia inizio, e che questa sia una domanda di carettere teologico o morale o filosofico ma non scientifico. La fetologia ha reso innegabilmente evidente che la vita inizia dal concepimento e che richiede tutta la protezione e la salvaguardia che ognuno di noi desidera per se stesso. È chiaro che la liberalizzazione dell’aborto è la deliberata distruzione di quella che indiscutibilmente è una vita umana. È un inaccettabile atto di violenza mortale. Si può comprendere che una gravidanza non pianificata sia uno straziante dilemma, ma cercare la soluzione in un deliberato atto di distruzione significa buttare via l’infinita ricchezza dell’ingengno umano e sottomettere il bene pubblico alla classica risposta utilitaristica ai problemi sociali.

Come scienziato so – non “credo”, ma “so” – che la vita ha inizio con il concepimento. Benché io non sia praticante, credo con tutto il cuore alla sacralità dell’esistenza che ci impone di fermare in modo definitivo ed irrevocabile questo triste e vergognoso crimine contro l’umanità.

*Il dottor Bernard Nathanson medico ginecologo statunitense, è stato uno dei membri di spicco del NARAL (National Association for the Repeal of Abortion Laws), cioè l’ente che più di ogni altro si batté per legalizzare l’aborto in USA; divenne direttore del CRASH (Center for Reproductive and sexual Health), la più grande struttura abortista del mondo. Egli stesso procurò con le sue mani 75.000 aborti.

 Negli anni settanta lo sviluppo degli ultrasuoni permise di avere una immagine definita del bambino in grembo e Nathanson assiste ad un aborto visto però tramite le immagini ultrasoniche, visto, cioè, quasi dalla parte del bambino. La visione lo cambia per sempre. Il campione dell’abortismo, è folgorato e diventa il più grande attivista pro-life.  Il suo libro Aborting America è un testo imprescindibile nella storia della cultura della vita, il suo documentario The Silent Scream diverrà uno strumento preziosissimo, poiché mostra fisicamente quello che Nathanson arriva a chiamare «il più grande olocausto della storia». Benché si fosse sempre dichiarato ateo giudeo, nel 1996, si convertì al cattolicesimo attraverso l’incontro con l’Opus Dei. E’ morto nel 2011.

In conclusione, questo bellissimo video sui bambini non nati:

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ANDREOTTI E UN’INAUDITA «TRAHISON DES CLERCS»

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Un ‘compromesso storico’ di portata e conseguenze inaudite si è realizzato sul piano religioso col tentativo di fusione dell’Idea cristiana con l’idea mondana.

La prima, dell’amore al Redentore, che sopperisce ignoranza dell’uomo e restaura la sua volontà decaduta; la seconda che disprezza e irride quest’amore in vista di un‘«ordine» antropocentrico moderno.

Per compiere tale conciliazione globale del mondo, una nuova classe clericale e civile riduce la Redenzione a un diritto universale dovuto alla ‘dignità umana’.

È l’idea della ‘Redenzione universale’ della Gaudium et Spes e della Redemptor hominis; prodotti del Vaticano 2, convocato per avviare il processo del nuovo ordine religioso per la nuova umanità, con una religione ‘più universale’.

Tale ‘nuovo umanesimo’ sarebbe la ‘Terza via’ conciliare che ha in vista una ‘presa di coscienza’ per introdurre nella religione del Sacrificio redentore un nuovo sentimento: l’utopica civiltà dell’amore, intesa come conciliazione e unione universale delle religioni. E la ‘terza via’ serve a raccordare le altre due con l’‘aggiornamento’ dell’ordine cristiano per la sua apertura alla modernità: idea gnostica e massonica estranea alla Fede cattolica, che i Papi condannarono come perversa, ma che i modernisti promuovono come auspicabile. il risultato fu la scristianizzazione di un mondo sempre più ateo e abosrtista.

I «clercs» della «terza via» per la gestione degli opposti

La nuova classe clericale si è formata nei tempi moderni per gestire, in nome della pace, ciò che è in realtà conflitto metafisico. Per farlo, pretendono di porre sullo stesso piano le rivendicazioni di uguaglianza e di diritti della città mondana col culto della città di Dio…. Ora, se prevale una politica ecclesiastica che ignora tale opposizione irriducibile mirando alla conciliazione totale, in extremis del bene col male, significa che i ‘maestri’ rivoluzionari sono all’interno della stessa Chiesa. Lo spirito di apertura al mondo è riconoscibile nei conciliari di ieri come di oggi perché dichiarano che il processo rivoluzionario, civile e religioso, è animato da un profondo e generoso spirito che opera per la fratellanza universale: manca solo che sia ‘battezzato’ per entrare nel solco del Cristianesimo. Tale aggiornamento, aperto ad ogni utopia, è riuscita dove le altre avevano fallito grazie alla ‘geniale semplicità’, leggi furbizia di Roncalli, poi Giovanni 23.

Qui s’inquadra l’enigma di Angelo Roncalli, «clerc» impregnato di modernismo, che divenne egualmente professore, vescovo, nunzio, patriarca… mirando a un’ opera «conciliare», da molto tempo nei piani delle logge illuministe, e delle sinagoghe del mondo per aggiornare la coscienza della Chiesa ai tempi moderni!

La conciliazione per mutare la coscienza della Chiesa di Cristo è il vero mistero d’iniquità in quanto perpetrato da un prelato in nome dell’autorità cattolica.

E se si considerano le spaventose conseguenze di queste devianze di uomini elevati alla somma Sede della Chiesa nell’introdurre le proprie elucubrazioni per ‘aggiornare’ la Fede si capisce di essere nel tempo dei vicari dell’Anticristo!

Per mezzo di loro il modernismo si è inserito a tal punto nella mentalità di ogni clerc conciliare che il senatore Andreotti arriva a dire nel suo libro «I quattro del Gesù. Storia di una eresia» (Rizzoli, Milano, 1999), che è ora per la Chiesa di rivedere “il giudizio su uomini che furono fino in tempi recentissimi perseguitati ingiustamente [perché fautori del modernismo]”.

Giudizio precario o profetico?

Nel caso del modernista Angelo Roncalli tutto avvenne in modo diverso dato che “egli aveva molto imparato da don Ernesto [Buonaiuti, che fu scomunicato], che ebbe l’unico torto di non aver saputo aspettare l’evolversi dei tempi” («A ogni morte di Papa», Rizzoli, 1982). Roncalli imparò ad aspettare la sua ora lavorando per la propria ascesa fino a poter inoculare il modernismo nelle vene della Chiesa attraverso un concilio pastorale [richiesto dalla Massoneria], ossia il Vaticano 2.

Come democristiano modernista Andreotti logicamente pretendeva che la nuova chiesa conciliare, modernista anch’essa più che mai, recuperassi i suoi vecchi araldi, condannati dalla Chiesa Cattolica. Anch’egli poi, come tanti altri, poté vantarsi di professare tali errori che, risultando vincenti al presente, sarebbero da prendersi per verità, come vorrebbe il pensiero sofistico e storicistico moderno!

Si può parlare dell’enigma che riguarda chi è ricordato come «Papa buono», cioè di Giovanni 23, che iniziò la sua carriera come professore di storia, ma al quale fu interdetto d’insegnare perché imbevuto di modernismo? Non è forse vero che allora, come oggi, professare l’eresia modernista era ragione per essere considerati contrari alla Fede e perciò fuori della Chiesa? Non c’è forse questa condanna, e non solo nei documenti di San Pio X? Quindi, fu lo stesso Andreotti a sollevare, pur senza accorgersi della gravità di quanto disse, gravi dilemmi richiedenti serie risposte, che rendono oltremodo legittimo e attuale parlare dell’«enigma Roncalli».

Il modernismo non sarebbe più un’eresia contraria alla Fede e perciò causa di auto esclusione dalla Chiesa cattolica? La sua condanna, che è nel Magistero dei Papi, in speciale modo di san Pio X, sarebbe superata? Con quali argomenti religiosi?

Sono essi nei documenti del Vaticano 2 o piuttosto questi l’hanno ignorata?

In tal caso il giudizio sul modernismo rinnovato sarebbe affidato, per assurdo, proprio allo stesso apparato modernista conciliare o ai suoi «clercs» con potere politico come Andreotti, che lo riciclarono in società (vedi la DC)! Il senatore trattò le condanne dell’eresia modernista, di cui si nutre il pensiero democristiano, con cinismo, quasi si trattasse di un malinteso non superato da parte della Chiesa.

Eppure, quegli errori furono descritti e condannati alla luce della Fede e, i loro frutti deleteri di scristianizzazione, pur se mascherati, sono oggi alla radice dell’immane decadenza registrata nella storia recente di una società abortista.

A questo punto si deve tornare alle spiegazioni di come il modernismo sia non solo un’eresia specifica, ma anche una falsa «filosofia» che giustifica ogni altro possibile compromesso e liberalità nell’eresia. La rivoluzione modernistica, nel suo sproposito d’inoculare un germe di mutazione nella Chiesa, fu profeticamente individuata dai Papi. San Pio X lo qualificò come «sintesi di tutte le eresie».

Nella «Pascendi», (48): «Muove dall’agnosticismo, e tende a dimostrare come nella religione, e specialmente nella cattolica, [… ci sia] il progressivo sviluppo del germe recato da Gesù Cristo… sempre immanente nella religione cattolica, di mano in mano e di pari passo con la storia, si è sviluppato ed è venuto adattandosi alle successive circostanze, da queste vitalmente assimilandosi a quanto gli convenisse di forme dottrinali, culturali, ecclesiastiche…».

Evoluzione e adattamento della religione immutabile ai tempi sono le gravi contraddizioni modernistiche che portano la vita intellettiva alla confusione, la vita morale all’indifferentismo e la vita religiosa all’ateismo; ciò spiegato magistralmente dai Papi, ma anche da rinomati filosofi di varie estrazioni, come sia Giovanni Gentile e Benedetto Croce (vedi articoli sul modernismo).

Un «compromesso modernista» sull’aborto in Italia
Il partito dell’«unità dei cristiani», la DC, maggioritario grazie a una Italia ancora cattolica, compì ogni sorta di patto. E sotto Paolo VI s’avviò al «compromesso storico» coi comunisti, interrotto solo dalle azioni terroristiche che culminarono con l’assassinio del gran tessitore di tali intese, Aldo Moro, amico di Montini.
La «DC» che, vantandosi di rappresentare pienamente la democrazia e si trovava, quindi, a disagio nel governare senza alleati, fu messa ironicamente alla prova proprio in occasione dell’approvazione della legge sull’aborto.
In quell’occasione, infatti, essa era sola al governo, onde a firmare e ad attuare quella legge iniqua fu una compagine ministeriale composta da soli democristiani.
Democristiano era pure il presidente della repubblica, Leone. Presto egli, e più tardi il primo ministro di allora, Andreotti, furono coinvolti in processi infamanti.
Il risultato politico prevedibile di un’idea che ostenta valori subalterni a scapito dei princìpi immutabili si è palesato con l’approvazione dell’aborto. Nell’accettazione di tale legge si sono chiaramente i termini della trasgressione della legge di Dio da parte del legislatore umano. Perciò il più grave fu l’allineamento della «Chiesa conciliare» alla prassi del partito «cristiano» in occasione del referendum sull’aborto in Italia. La Conferenza episcopale italiana, col tacito consenso del «vescovo di Roma», sostenne un progetto «minimo» di aborto, come se esso fosse meno contrario alla legge divina. Fu così che in occasione del referendum per la legalizzazione dell’aborto in Italia quattro erano le alternative: votare la proposta radicale di aborto totale; votare la proposta mista DC – CEI di «miniaborto»; votare «no» a queste proposte di legge, mantenendo l’«aborto parlamentare moderato» della legge 194; ASTENERSI DI VOTARE.
Quando alcuni, decisi a proclamare la necessità per i cattolici di astenersi si diressero alla Congregazione per la Dottrina della Fede, a dispetto delle obiezioni di molti vescovi, essa rispose (18/11/1974): «Non è lecito partecipare ad una campagna in favore dell’aborto né dare il suffragio del voto ad essa, né collaborare alla sua applicazione». L’esatto contrario di quanto voleva la DC.
Di fronte a questa posizione cattolica la DC pensava solo a salvare le apparenze di partito «cristiano» e a conservare il potere civile. Ma quale principio poteva addurre la CEI per giustificare la sua posizione ambigua – d’ordine religioso?

Poiché la piaga dell’aborto è l’effetto di una mentalità sociale distorta che corrode a fondo le coscienze dopo aver demolito nella società i baluardi dell’ordine cristiano a favore di un nuovo ordine per un mondo libertario, si deve risalire alle sue cause che sono certamente d’ordine religioso.

La questione dell’aborto non è certamente l’unica perfida ambiguità della nuova classe clericale, ma essendo clamorosa, serve per capire l’inganno in cui il modernismo conciliare ha coinvolto non solo i cattolici, ma tutta la società umana.
Non si poteva cambiare la natura omicida dell’aborto, ma si poteva portare i fedeli ad accettare la discussione democratica sulla questione, tacendo sul fatto che essa implica la distinzione tra bene e male. La novità stava nell’invitare i fedeli alla dialettica rivoluzionaria per cui una maggioranza può decidere contro quanto è stabilito dalla Legge divina. È il modo di sottomettere la verità ad inganni ed a illusioni e la moralità all’arbitrio di un’oscura e manovrata volontà popolare. Ma
la volontà delle persone e dei popoli dev’essere liberata proprio da questi «clerc» e dei poteri occulti e utopie perverse a cui sono legati.

Su cosa si fonda il nuovo ordine civile “abortista”?

«Utopismo eresia perenne», è il titolo dello studio del filosofo e storico Thomas Molnar, il cattolico ungherese che ha inquadrato da subito a che disordine mentale era arrivato e portava il mondo clericale modernista col Vaticano 2 (quello da Roncalli a Ratzinger).

Il filosofo Augusto del Noce aveva scritto sull’inevitabile «suicidio della rivoluzione» e perciò dei suoi sofismi, toccando la questione «utopistica», della «libertà di coscienza», sì, quella riservata solo agli innovatori (ma anche agli sterminatori) per imporre le loro ideologie demenziali come verità obiettive!

Chi sono gli “intellettuali demistificati” dell’aggiornamento conciliare?

Dice il filosofo Augusto Del Noce: “All’intellettuale era assegnata da Gramsci una funzione simile a quella che Marx assegnava al proletariato: quella di chi, liberando se stesso, libera il mondo. La decomposizione lo trasforma in funzionario dell’industria culturale, dipendente da una classe di potere che ha bisogno così dell’intellettuale dissacratore (quale «custode del nichilismo») come esperto aziendale” (Il suicidio della rivoluzione, Rusconi, Milano, 1978).

Così il chierico, ridotto a operatore sociale, fruisce di ampi spazivirtuali nella TV, ecc., onde amplificare le sue libertà religiose sovversive: errore degli errori per consacrati che intendevano anteporre valori umani a princìpi trascendenti nelle coscienze. Libertà di coscienza? Sì, ma riservata a tali novatori per inoculare nuove teologie e “nuovi utopie” nella “vecchia” religione della Chiesa di Dio. Ciò in combutta con umanisti rinunciatari alla trascendenza ma correligionari del nuovo umanesimo alla Paolo 6º,il gran «cultore dell’uomo», per il quale tutti i «valori del mondo rinunciatario alla trascendenza … sono stati non solo rispettati, ma onorati, i suoi sforzi sostenuti, le sue aspirazioni purificate e benedette.» (l’emblematica arringa alla chiusura del V2)

Nell’utopismo dei chierici modernisti, da Roncalli, poi Giovanni 23, a Montini, poi Paolo 6º e ora a Ratzinger, che si fa chiamare Benedetto, spetta convincere della opportunità illuminista di rinunciare alla trascendenza nel governo del mondo, per organizzarlo secondo una libertà e una pace, estranee a Cristo Re!

Come definire la relazione del pensiero dei “papi utopisti” con la crisi che devasta il mondo spirituale umano? Una risposta si ha dal noto scrittore cattolico G. K. Chesterton: «Oggi il criminale più pericoloso è il filosofo moderno, emancipatosi da ogni legge»!

L’inevitabile risultato religioso dei compromessi in campo sociale non poteva che essere un tentativo di contraffazione dottrinale per un’apertura «cattolica» alle idee del mondo: l’«aggiornamento». È emblematico come dai discorsi utopici di Giovanni 23 e di Paolo 6 traspaia un gran desiderio di apertura al mondo, proprio quando imperversava la tendenza alla scristianizzazione. Nei discorsi di rottura col Magistero di nulla serve la turpe «ermeneutica della continuità» del loro falso filosofo Ratzinger, per il quale l’evoluzione della «Tradizione vivente» fa che le dichiarazioni e le decisioni anti modernistiche dei Romani Pontefici o di chi per loro hanno perduto ogni valore. Con ciò, hanno accelerato il corso del mutamento nei Paesi cattolici, soprattutto, in Italia.

Su questi «clercs» di perdizione pesa proprio la radicale accusa del Papa Pio XI:
Molti sono, infatti, quelli che credono o dicono di tenere le dottrine cattoliche sull’autorità sociale … sui diritti della Santa Sede e le prerogative del Romano Pontefice e dell’episcopato, sui diritti sociali di Gesù Cristo stesso, Creatore, Redentore, Signore degli individui e dei popoli. Ma poi parlano, scrivono e, quel che è peggio, operano come non fossero più da seguire, o non col rigore di prima, le dottrine e le prescrizioni solennemente ed invariabilmente richiamate ed inculcate in tanti documenti pontifici, nominatamente di Leone XIII, Pio X e Benedetto XV. Contro questa specie di modernismo morale, giuridico, sociale, non meno condannevole del noto modernismo dogmatico, occorre pertanto richiamare quelle dottrine e quelle prescrizioni che abbiamo detto; occorre risvegliare in tutti quello spirito di fede, di carità soprannaturale e di cristiana disciplina, che solo può dare la loro retta intelligenza ed imporre la loro osservanza. Tutto questo occorre più che mai fare con la gioventù, massime poi con quella che si avvia al sacerdozio, perché nella generale confusione non sia, come dice l’Apostolo, « portata qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini, per quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore » [Ef 4, 14].” (Enc. Ubi Arcano. 23 dicembre 1922)

Il filosofo Augusto Del Noce ha descritto questi «clercs» come «operatori sociali» voluti dalla rivoluzione marxista. Ora, in rapporto alla Legge divina, sia i clercs di stampo clericale – da Roncalli a Bergoglio -, sia quelli di stampo civile, come Giulio Andreotti, vanno accomunati nello stesso tradimento mascherato da indispensabile compromesso con i poteri del mondo che cambia!

Sì, compromesso modernistico con l’errore che danna!

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20 Mar 2006

 Una denuncia assolutamente fondata
Qualche precisazione in margine agli attacchi rivolti contro il presidente della Camera dei Deputati, on. Irene Pivetti, per aver ricordato la verità storica del rifiuto della Democrazia Cristiana di difendere la vita nascente.

1. È più scandaloso il tradimento o la sua denuncia?

“Ciò che ha detto è falso, ridicolo e ingiusto; contro il divorzio e l’aborto ci fu una mobilitazione generale dei dc” (1): in questi termini l’ex direttore de L’Osservatore Romano, Valerio Volpini, è insorto contro l’accusa di tradimento dei valori cattolici, e in particolare della tutela della vita nascente, che alla Democrazia Cristiana ha rivolto il presidente della Camera dei Deputati, on. Irene Pivetti, in occasione dell’intervento pronunciato al Meeting dell’amicizia di Rimini, il 27 agosto 1994 (2); sulla questione specifica del comportamento tenuto in tema di aborto dal partito di Piazza del Gesù a Valerio Volpini hanno fatto eco più esponenti di rilievo scudocrociati, dall’on. Tina Anselmi, ministro della Sanità all’epoca del varo della legge n. 194 del 22 maggio 1978, che ha legalizzato l’interruzione volontaria della gravidanza, e quindi firmataria della legge stessa, secondo la quale Papa Paolo VI avrebbe esortato i ministri democristiani a non dimettersi e a restare in carica, pur dovendo sottoscrivere quel testo normativo (3), all’on. Emilio Colombo, che, parlando di “analisi culturali rozze e storicamente infondate”, ha definito la tesi dell’on. Irene Pivetti “una sfacciata e ingenerosa utilizzazione di parte di una delle più drammatiche vicende dei cattolici italiani e della Democrazia cristiana” (4).

La qualità della protesta, i termini adoperati e la quantità delle voci levatesi, fra le quali anche quelle di alcuni deputati eletti nelle file del CCD, il Centro Cristiano Democratico, potrebbero far dubitare della veridicità delle affermazioni fatte dal presidente della Camera dei Deputati, ma una rilettura dei dati essenziali della condotta tenuta dalla DC in materia di aborto — una rilettura assolutamente non inutile — è sufficiente a convincere dell’integrale adesione alla verità storica del giudizio espresso a Rimini, e quindi della falsità delle affermazioni di quanti si sono stracciate le vesti gridando allo scandalo.

2. Il tradimento in Parlamento

Il tradimento democristiano è iniziato nel mese di dicembre del 1975, allorché, a fronte delle proposte di legge presentate in Parlamento per introdurre l’aborto “legale”, l’allora presidente del Consiglio dei ministri, on. Aldo Moro, dichiarava la neutralità del governo; è proseguito nella primavera del 1976, quando, in presenza di una maggioranza nelle due Camere ancora teoricamente antiabortista, molti deputati della DC disertarono i lavori delle commissioni che si occupavano dell’esame delle proposte di legge, determinando il mutamento della maggioranza in senso ostile alla vita nascente; si è perfezionato nella primavera del 1978, allorché il testo che aveva unificato la varie proposte di legge abortiste, superato il vaglio delle commissioni, giungeva nelle aule della Camera e del Senato. Per il mese di giugno di quell’anno era stato fissato il referendum proposto dal Partito Radicale, mirante alla completa liberalizzazione dell’aborto, da perseguire con l’abrogazione delle norme del codice penale sanzionatrici dell’interruzione volontaria della gravidanza: i radicali ritenevano infatti la proposta di legge unificata in discussione insufficientemente permissiva; per impedire la celebrazione del referendum gli altri partiti abortisti accelerarono i lavori della Camera dei Deputati con il ricorso al rimedio della seduta-fiume, per realizzare la quale i rappresentanti del gruppo democristiano, all’epoca presieduti dall’on. Flaminio Piccoli, diedero il proprio assenso determinante (5): in sede di riunione dei capigruppo l’opposizione alla seduta-fiume sarebbe bastata a non far passare la legge.

A chi osserva che in tal modo si sarebbe andati incontro a un referendum dagli esiti incerti è semplice rispondere che quel voto si sarebbe svolto in condizioni certamente differenti rispetto a quelle in cui si è poi tenuta nel 1981 la consultazione popolare su iniziativa del Movimento per la Vita, con tre anni di aborto “legale” alle spalle; e che, comunque, la scelta era in quel momento fra la certezza di una legge legalizzatrice dell’omicidio del nascituro e il mero rischio di abrogare le norme penali che sanzionavano quest’ultimo. Di più: la legge n. 194/1978 è stata approvata dalla Camera con 308 voti a favore e 275 contrari; in teoria i sostenitori della nuova disciplina — e cioè il Partito Comunista Italiano, il Partito Socialista Italiano, il Partito Socialista Democratico Italiano, gli Indipendenti di sinistra, il Partito Repubblicano Italiano e il Partito Liberale Italiano — contavano su 319 voti, e i contrari — Democrazia Cristiana, Democrazia Nazionale, Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale, Südtiroler Volkspartei, Democrazia Proletaria e Partito Radicale — su 308. Fra i favorevoli alla legge i voti mancanti sono stati 11, mentre fra i contrari ben 33; coloro che, sulla carta, dovevano essere ostili alla proposta di legge e che al momento del voto erano assenti erano 29, 12 dei quali democristiani: ciò vuol dire che 4 fra i 33 teoricamente contrari hanno votato per la legge abortista e che, se tutti i contrari fossero stati presenti in aula all’atto della votazione e avessero espresso il proprio dissenso, le nuove norme non sarebbero passate (6). Che dire poi del comportamento dei senatori scudocrociati, i quali dapprima hanno presentato, nelle commissioni del Senato, 33 emendamenti agli articoli della proposta di legge unificata, e in un secondo momento, per una parte determinante, si sono allontanati dalle commissioni stesse all’atto della discussione, di fatto consentendo che i lavori procedessero più spediti e che si giungesse all’approvazione senza intoppi (7)?

3. Il tradimento con la sottoscrizione della legge n. 194, del 22 maggio 1978, e con la difesa della stessa legge davanti alla Corte Costituzionale

È noto a tutti che la legge n. 194/1978 reca le sottoscrizioni di un presidente della Repubblica, di un presidente del Consiglio dei ministri e di quattro ministri, tutti democristiani. “In effetti ebbi una crisi di coscienza e mi chiesi se dovevo firmare quella legge. — dirà dopo qualche anno il sen. Giulio Andreotti, che all’epoca era il presidente del Consiglio — Ma, se io mi fossi dimesso, nessun altro democristiano poteva firmarla. Si sarebbe aperta una crisi politica senza sbocco prevedibile, in un momento grave per il Paese. Una crisi che avrebbe forse creato anche complicazioni internazionali. Con le dimissioni avrei cioè contribuito a un male maggiore di quello che volevo evitare. Così firmai” (8). Di fronte a una così limpida teorizzazione della prevalenza della stabilità di un governo — uno delle decine della storia repubblicana — rispetto alla vita di milioni di innocenti, è necessaria una bella dose d’impudenza per impugnare di falso le affermazioni dell’on. Irene Pivetti sul contributo della DC non solo all’introduzione dell’aborto in Italia, ma, in generale, alla secolarizzazione della nostra nazione!

Di “atto dovuto” ha parlato in proposito pure l’attuale presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro (9), il quale, all’intervistatore che gli proponeva un raffronto con il comportamento di Pilato, rispondeva singolarmente, sì da rendere superfluo ogni commento: “Certo: Pilato è un mio collega. Come magistrato e come politico, io lo difendo. […] ha ceduto alla legge del potere, a quel “se non lo condanni non sei amico di Cesare” gridatogli dai peggiori nemici di Cesare. Ma erano quelli che potevano mettere in pericolo la sua carriera; e Pilato […] ha assunto le sue responsabilità. In questo coraggio [sic] va rispettato; ma va anche indicato come esempio di quel potere non “politico” di cui parlavo, perché gestito per il proprio interesse e non per quello della città, dello Stato” (10). Si tratta dello stesso on. Oscar Luigi Scalfaro che, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, letta alla riunione del Consiglio dei ministri del 26 agosto 1994, ha raccomandato al governo italiano, che si apprestava a definire i termini della partecipazione alla Conferenza Internazionale de Il Cairo su Popolazione e Sviluppo, a difendere in quella sede […] il diritto più essenziale e perciò del tutto primario per la persona umana: il diritto alla vita. Una civiltà che è per l’uomo, non può non farsi carico dell’affermazione di questo diritto e della sua tutela” (11): viene spontaneo chiedersi come mai analoga corrispondenza epistolare, allorché il diritto “essenziale e […] del tutto primario” alla vita veniva leso in modo così grave dal Parlamento italiano, sia mancata fra l’on. Oscar Luigi Scalfaro e il sen. Giulio Andreotti, allorché il primo aveva minori vincoli rispetto a quelli derivanti dalla sua attuale carica istituzionale e il secondo era il capo del governo.

Inoltre, se la considerazione della posta in gioco imponeva il rifiuto della firma in calce alla legge e le dimissioni ai ministri che invece l’hanno apposta, quali che fossero le conseguenze politiche, l’allora presidente della Repubblica, sen. Giovanni Leone, non aveva alcun bisogno di percorrere subito la strada delle dimissioni — cui fu invece costretto un mese dopo, nel giugno del 1978, a seguito dello scandalo Lockheed —, dal momento che l’articolo 74 della Costituzione gli dava la facoltà di chiedere alle Camere, con messaggio motivato, una nuova deliberazione della legge prima della promulgazione: il che, nel caso concreto, avrebbe reso possibile la celebrazione del referendum radicale e ritardato l’intervento del Parlamento. Infine, come dimenticare che il 5 dicembre 1979, allorché, per la prima volta, la Corte Costituzionale sottoponeva a esame di legittimità la legge n. 194/1978, il governo monocolore democristiano presieduto dal sen. Giulio Andreotti dava incarico all’Avvocatura dello Stato di difendere la conformità alla Costituzione della legge stessa (12)? Anche questo era un “atto dovuto”, quando accade non infrequentemente che il governo si associ nei giudizi costituzionali alle eccezioni sollevate contro un testo normativo?

4. Il tradimento durante il “referendum” del 1981

Quanto poi alla “mobilitazione generale dei dc” (13), che per Valerio Volpini avrebbe caratterizzato il referendum del 1981 promosso dal Movimento per la Vita e che ha ferito, fra gli altri, come si è detto sopra, l’orgoglio di partito dell’on. Emilio Colombo, chi ha vissuto quei giorni ormai lontani ricorderà con amarezza il disimpegno della DC, del tutto assente da un terreno di scontro occupato soltanto, sul fronte antiabortista, da una parte dell’associazionismo cattolico; qualora poi la memoria fosse appannata, per l’età o per la distanza temporale, basta menzionare qualche numero, di quelli che, pur in epoca di secolarizzazione e di pluralismo ideologico, non lasciano spazio alla discussione: in Basilicata, regione nella quale l’on. Emilio Colombo ha per decenni raccolto voti per la Camera dei Deputati e per il Parlamento Europeo, il numero di astenuti al referendum sull’aborto è stato di 147.655 su 455.398 iscritti nelle liste elettorali, pari al 32,4% (14), mentre alle elezioni politiche del 1979 gli elettori astenuti erano stati soltanto 66.169 su 447.636 iscritti al voto, pari al 15,4% (15), e due anni dopo il referendum, in occasione delle elezioni politiche del 1983, gli astenuti sono stati, in percentuale, ancora di meno: 66.952 su 464.992, pari al 14,4% (16). Tenendo conto da un lato della rilevante quantità di suffragi che la DC e l’on. Emilio Colombo hanno raccolto in quel periodo in Basilicata e dall’altro della circostanza che, da parte abortista e dei partiti della sinistra in genere, nel 1981 l’impegno per il voto e la propaganda furono massicce, si ha più di un motivo per concludere che, al momento del referendum, una parte consistente del tradizionale elettorato democristiano sia rimasta a casa; chi nei giorni del voto del referendum ha frequentato quelle zone testimonia che i torpedoni — ovviamente non di linea! —, che durante le elezioni politiche trasportavano gli elettori dalla campagna al seggio elettorale, nel 1981 sono rimasti chiusi nelle autorimesse.

5. Il tradimento continua ancora oggi

Et de hoc satis, verrebbe da dire. Anche perché, dopo il 1981, non è successo assolutamente nulla: quei personaggi che, all’interno della DC, si sono proposti per anni come difensori della vita nascente, a cominciare dall’on. Carlo Casini, hanno brillato per la totale assenza d’iniziativa politica, teorizzando la pericolosità di svolgere in Parlamento — a causa della presenza di una maggioranza teoricamente abortista — attività volta anche solo all’aiuto delle maternità difficili per non pregiudicare future e mai adottate ipotesi di modifica della legge n. 194/1978, e boicottando le proposte pro life di esponenti di partiti che all’epoca erano all’opposizione (17).

Al di là delle polemiche e delle invettive gratuite contro chi ha avuto il “torto” non solo di ricordare la verità storica, ma di averlo fatto con coraggio, pur ricoprendo la terza carica istituzionale dello Stato, resta il dato terribile del pieno vigore in Italia, ormai da sedici anni, di una legge che autorizza e finanzia la soppressione dell’innocente; al quale si aggiunge la constatazione che quanti oggi si ribellano e protestano contro la pretesa distorsione della storia non manifestano alcuna intenzione di ricuperare il terreno perduto e di trovare un’intesa sul punto con gli esponenti della nuova maggioranza ostili all’aborto: infatti, è il caso di ricordare che il segretario del Partito Popolare Italiano, on. Rocco Buttiglione, ha dichiarato che la revisione della legge n. 194/1978 “non è un dato dell’attualità politica immediata, ovvero di questa legislatura” (18).

Alfredo Mantovano

(1) La Gazzetta del Mezzogiorno, 30-8-1994.

(2) Cfr. Irene Pivetti, La riconquista oltre l’esilio e la regalità dolorosa di Cristo, intervento al Meeting dell’amicizia di Rimini, del 27-8-1994, in questo stesso numero di Cristianità.

(3) Cfr. La Gazzetta del Mezzogiorno, cit.

(4) Ibid., 29-8-1994.

(5) Cfr. il Giornale nuovo, 12-4-1978.

(6) Cfr. ibid., 16-4-1978.

(7) Cfr. ibid., 28-4-1978.

(8) Il brano fa parte di un’intervista raccolta da Vittorio Messori, in Idem, Inchiesta sul cristianesimo. “Sei tu il Messia che deve venire?”, Società editrice internazionale, Torino 1987, pp. 210- 211.

(9) La definizione è contenuta in un’intervista raccolta da V. Messori, in Idem, op. cit., p. 218.

(10) Ibid., p. 219.

(11) Avvenire, 28-8-1994.

(12) Cfr. Il governo democristiano difende la “legge” abortista, in Cristianità, anno VII, n. 56, dicembre 1979.

(13) La Gazzetta del Mezzogiorno, cit.

(14) Cfr. 1974 e 1981: le cifre dei “referendum”, in Cristianità, anno IX, n. 73-74, maggio-giugno 1981.

(15) Cfr. 3 giugno 1979. Le cifre del “rifiuto”, ibid., anno VII, n. 50-51, giugno-luglio 1979.

(16) Cfr. 26 giugno 1983. Le cifre del “rifiuto” e il “voto integrale”, ibid., anno XI, n. 98-99, giugno-luglio 1983.

(17) Cfr. maggiori dettagli nei miei Dieci anni d’aborto in Italia, ibid., anno XVI, n. 161, settembre 1988; e Aborto anno undecimo: dal “caso Mangiagalli” a “Provvedimenti in difesa della maternità”, ibid., anno XVIII, n. 177, gennaio 1990.

(18) Avvenire, 28-8-1994.

Articolo apparso sul n. 232 di Cristianità

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KISSINGER-LEAKS: QUANDO GLI USA BACCHETTARONO LA DC SU ABORTO E DIVORZIO: “ENORME ERRORE DI VALUTAZIONE”

I nuovi cable di Wikileaks raccontano la strigliata di Kissinger alla Dc dopo la sconfitta nel referendum sul divorzio del ’74 – La Casa bianca voleva rottamare i baciapile democristi: “Devono essere trovate facce nuove. Gli “integralisti” che si allineano alla Chiesa, dovranno essere messi in discussione”… – –

Stefania Maurizi per “la Repubblica

«La decisione di sfidare la legge sul divorzio è stata un enorme errore di valutazione». A mettere nero su bianco questo giudizio netto è la diplomazia americana subito dopo la cocente sconfitta subita dalla Dc nel referendum sul divorzio, come raccontano i “Kissinger Cables” di WikiLeaks, che l’Espresso pubblica in esclusiva per l’Italia in collaborazione con Repubblica.

Amintore FanfaniAmintore Fanfani Henry KissingerHenry Kissinger

È il 1974, anno della storica consultazione referendaria. Grande sponsor del no al divorzio è il leader Dc, Amintore Fanfani, amato e supportato dalla diplomazia americana, che segue ogni passaggio del travagliato scontro politico. Sono anni di battaglie per i diritti civili, ma anche tempi in cui il Pci fa paura e il “compromesso storico” è la bestia nera degli americani. La Chiesa è la grande alleata nella guerra ai comunisti e per gli Stati Uniti è fondamentale che il Pci di Enrico Berlinguer non ottenga la benedizione del Vaticano. Su questo punto la Chiesa è ferma.

Ma quando sulla scena politica irrompe il referendum sul divorzio, la diplomazia Usa mostra preoccupazione. Sonda le gole profonde «in tutti i partiti democratici» italiani per capire se la Dc rischia una sconfitta che può mettere a rischio il governo e rafforzare quel Pci che avanza in termini di consensi e legittimazione democratica. Nessuno riesce a fare previsioni, ma dalle informazioni raccolte, gli americani sono fiduciosi che il margine tra chi vincerà e chi ne uscirà sconfitto, sarà molto ridotto, e quindi la consultazione non avrà effetti destabilizzanti sulla Dc, se proprio dovesse perdere.

referendumreferendum referendum

Quando, però, il referendum del 12 maggio 1974 consegna una vittoria schiacciante ai divorzisti appoggiati dal Pci, la diplomazia Usa fa un’analisi lucida: «Sul lungo termine», scrive l’ambasciatore John Volpe, «questo dato di fatto costringerà la Democrazia cristiana, se vuole continuare a crescere nel mondo contemporaneo, a spostare il focus delle sue attività sui reali bisogni del Paese e sulle questioni pertinenti alle sfide economiche e politiche del mondo attuale. Devono essere trovate facce nuove. Quelle caratteristiche dell'”integralismo”, che tendono a vedere ogni problema in termini di allineamento del partito alla Chiesa, dovranno essere messe in discussione».

aborto

È un’analisi confermata anche dalle preziose fonti che gli americani hanno nel partito e che, nella discrezione delle conversazioni diplomatiche, sono schietti nel parlare delle difficoltà che hanno con la Chiesa. Nel febbraio 1976, per esempio, il leader democristiano lombardo, Gino Colombo – che «da anni è un nostro contatto, molto informato » – spiega al console Usa a Milano che, dopo il divorzio, «l’aborto è una bomba a orologeria. E sarebbe un disastro di dimensioni storiche se la Democrazia cristiana fosse obbligata a opporvisi con una consultazione referendaria».

Gli uomini in generale non sono contrari e le donne vogliono avere il diritto di scegliere per se stesse, e quindi, anche quella dell’aborto «è una battaglia che, in Italia, non si può più vincere». Il problema, spiega Colombo, è che la Chiesa è risolutamente contraria alla legge sull’aborto «e mentre non riesce a portarsi dietro l’opinione pubblica, riesce a trascinarsi dietro abbastanza senatori Dc da poter bloccare la legge in Senato.

Politicamente è una scelta suicida, ma il Vaticano si rifiuta di considerarne il prezzo politico. E paradossalmente è proprio la Dc il partito che sarà più rovinato dalla scelta di andare dietro alla Chiesa».

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Dossier Antiaborto

dell’Avv. Luca Campanotto

Primo dossier http://www.ilgiornaledelfriuli.net/cron/aborto-procurato-odioso-crimine-contro-lumanita-e-immensa-strage-degli-innocenti-avv-luca-campanotto/

Secondo dossier http://www.ilgiornaledelfriuli.net/cron/ulteriori-link-sullaborto-procurato-prima-appendice-di-aggiornamento-avv-luca-campanotto/

Terzo dossier http://www.ilgiornaledelfriuli.net/salu/ancora-link-sullaborto-provocato-seconda-appendice-di-aggiornamento-autore-avv-luca-campanotto/

File Pdf:

ABORTO PROCURATO

APPENDICE I ABORTO

APPENDICE II ABORTO

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La notizia è questa.

TREVISO – “Su sentenza della Corte di Cassazione la Ulss di Castelfranco (Treviso) ed un medico dovranno risarcire una famiglia per non aver diagnosticato la sindrome di down ad un feto durante una gravidanza poi portata a termine. Ma, fatto nuovo – come riferiscono i quotidiani locali – la Terza sezione civile della Suprema Corte ha stabilito che vanno risarciti non solo i genitori e i fratelli ma anche la stessa bambina nata down, cui la sindrome non era stata diagnosticata per mancati esami durante la gravidanza. La Corte di Cassazione ha, in sostanza, riconosciuto il risarcimento anche alla persona che, all’atto dell’indagine medica ed errore diagnostico, era un feto. Genitori, figli e bimba down hanno chiesto un risarcimento del danno quantificato in un milione di euro“.

Ora, la questione destinata a suscitare mille opinioni e dibattiti non finirà qua. Perchè? Perchè la sentenza va nella direzione dell’aborto facile, semplicistico, come soluzione meno cruenta, capace di schivare le sentenze più ardue, deresponsabilizzando di fatto chi esercita la professione dall’assumersi l’impegno di portare avantoi una gravidanza senza incappare in un incidente di valutazione che potrebbe rovinargli la carriere.

Vado al dunque. Oltre 4 anni fa una giovane analista di un grosso centro per ecografie e non solo, di Roma, diagnosticò per mia figlia due possibili patologie: nanismo o sindrome di down. Prese le misure del femore e dell’omero e sancì la sua impietosa sentenza: gli arti sono sproporzionati. Quindi è sintomatico di una patologia. “Cosa pensate di fare, preferisce abortire signora?” Sì, sì, così andò la questione. Era il 13 di agosto. A guardare bene, sul reperto, aveva invertito le misure e così il femore risultava più piccolo del femore. Grazie al cielo il nostro ecografo (aveva già seguito gli altri due figli e seguiva mia moglie da 20 anni) tornò anticipatamente dalle ferie, e visto che aveva inserito il caso nostro come ragione di un approfondimento per i suoi studi di statistica, prese a cuore il caso sin dall’inizio della gravidanza, perchè la bambina era effettivamente piccola a causa del malfunzionamento della placenta da parte della madre. Ecco perchè a mezzanotte, dico ore 24 della notte, ci accolse nel suo studio per analizzare attentamente la questione. La bambina era infatti continuamente monitorata e durante le ferie del professore fu egli stesso a consigliarci di andare in quell’altro studio. Fu lui che ci raccontò la storia di quel bambino che chiese al medico che avrebbe dovuto operarlo al cuore, se lui avesse mai visto Gesù in un bambino. Era molto scosso, il professore, da come la giovane collega avesse potuto trarre una conclusione così avventata.Egli ci fece notare che un medico, quando ha un bambino fra le braccia o nel monitor del computer, non può non pensare che ha per le mani una vita e non può non sentirsi parte di un progetto che va al di là delle apparenze.

Fatto sta che il professore ci segue ancora per un altro mese, finchè un sabato ci dice: correte in ospedale, perchè percepisco che la bambina potrebbe da un momento all’altro entrare in insufficienza respiratoria e ciò comprometterebbe il cervello e forse la vita stessa. Fu così che il 20 settembre a 8 mesi e mezzo nacque di 1,7 kg Benedetta. Minuscola come pochi, ma perfettamente in forma, e per niente nana e tanto meno down.

Devo dirvi che con mia moglie mai avremmo accettato l’aborto? Altrimenti, avremmo mai tentato l’impossibile come è stato? Dopo la nascita Benedetta è rimasta in incubatrice 20 giorni ed ogni giorno mia moglie si tirava il latte e glielo portava in ospedale perchè lì non poteva pernottarvi ed era lontana da casa. Ad un anno gli è stata diagnosticata l’epilessia per un attacco che l’ha colta durante il sonno. Poi una seconda volta in braccio al suo papà, che di corsa, senza prendere alcun mezzo è sceso dalle scale di casa per portarla al San Giovanni in terapia intensiva. Sembrava morta. Immaginatevi il mio cuore a che velocità andava. Per 3 anni Benedetta è stata seguita nel Centro del Santa Lucia sull’Ardeatina, dove sono accolti bambini e persone con deficit molto gravi. Non era il caso suo e ci sentivamo in difficoltà a vedere quali casi la natura riserva come prova per genitori coraggiosi. Benedetta era lì per essere accompagnata nei primi movimenti, nelle prime parole, nel mangiare a causa della pigrizia data dai suoi muscoli piccoli e fragili. Questo 2 volte la settimana per 2 ore ogni volta. Per queste ragioni ha avuto la via preferenziale per andare all’asilo, superando ogni graduatoria di merito e si è pensato di darle una assistente per l’insegnamento. Ma dopo il primo giorno tutte le insegnanti hanno esclamato: qui siamo noi che abbiamo bisogno della sua assistenza. Mai visto una bambina di tre anni comportarsi come una adulta. Benedetta è infatti una bambina intelligente e sensibile ed è la mascotte della classe per l’allegria e la brillantezza. E’ anche molto bella. Parla con proprietà di linguaggio unico per una bambina della sua età ed è abilisima in matematica. Il Centro Santa Lucia l’ha dovuta dismettere perchè non saprebbe più come giustificare la sua presenza là. Da quella volta, di attacchi più nulla. La dottoressa che l’ha in cura al Fatebenefratelli sa come la penso in fatto di medicine, e ci ha assicurato che la riduzione costante del farmaco potrà renderla tranquillamente indipendente da questa schiavitù già a sei anni.

Ma resta un problema. Quella giovane dottoressa che l’aveva già marcata per un aborto sicuro potrà mai risarcire il danno morale che ha compiuto con la sua sentenza? Un amico magistrato mi aveva garantito che avrei potuto portarla a processo perchè avevo tutta la documentazione sufficiente a dimostrare la sua incompetenza. Ma ho creduto che non avrei reso giustizia all’amore, a questa parola che comunque dà la vita e la vita procede dal Padre Creatore anche attraverso la nostra libera scelta di impedire che altri decidano per noi e forse perchè oggi la società e la Cassazione l’avrebbero tutelata egualmente, ma non per amore, non per giustizia, ma perchè oggi il mondo è fondato sulle corporazioni e sulla cultura della mote.

Allora la domanda sorge spontanea: cosa diranno mai i genitori a questa bambina down, quando chiederà “ma davvero mi avreste abortita se solo aveste saputo che ero così?” Mi aspetto questa risposta da gente capace solo di prendersela con gli obiettori di coscienza ospedalieri o con chi garantisce comunque la vita prima di tutto: “ma no cara, è che così abbiamo preso 1 milione di euro”. E no, cari loro, l’amore non si mercanteggia. Io avrei potuto prendere per il collo quella dottoressa, ma l’amore che ho sempre avuto per questa vita che stava per nascere, mi ha impedito, prima, di esaminare anche una pur brevissima possibilità di un aborto, e oggi, poi, mi consente anche di perdonare quella scellerata nonostante lei possa rispondermi con arroganza che può farne a meno del mio amore perchè la legge la tutelerebbe nel suo stesso interesse professionale e chissà “deontologico”. Spero che Ippocrate non ci ascolti! Io intanto mi tengo stretta Benedetta e spero che quei genitori almeno decidano di devolvere parte di questi soldi a quei genitori che invece una bambina down l’hanno voluto con tutto il cuore, tutta la mente, tutto lo spirito e tutta l’anima!!

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Manifesti contro l’aborto? I “democratici” ti aggrediscono

artic. CorriereRiceviamo e pubblichiamo qusta testimonianza, condividendo la battaglia per l’abrogazione della famigerata legge 194

di Giorgio Celsi

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_maggio_28/attivista-anti-aborto-spintoni-ospedale-monza-2221368706870.shtml

Sono Celsi Giorgio Presidente dell’Associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” e Vicepresidente dell’Associazione NO 194 che stà preparando il referendum per abrogare la legge 194 in materia di aborto, volevo sottolineare come negli ultimi mesi, abbiamo subito diverse aggressioni sia verbali che fisiche, mentre pacificamente e con regolare preavviso alle varie questure testimoniavamo con la preghiera e il volantinaggio fuori dagli ospedali ( vedi alla 12 ore di preghiera per la Vita svoltasi a Padova il 2 marzo 2013 http://video.gelocal.it/mattinopadova/locale/padova-e-scontro-sull-aborto-davanti-all-ospedale/9549/9561, alla 12 ore di preghiera alla clinica Mangiagalli del 2/3 2013 e del 4/ 5/2013 per ultimo l’aggressione subita ieri all’Ospedale San Gerardo di Monza). Questo a mio avviso succede perché stiamo mettendo in discussione con il referendum abrogativo la legge sull’aborto, infatti se distribuivamo pannolini o dicevamo ”La legge c’è basta metterla in pratica bene” nessuno ci avrebbe aggredito o insultato, ma noi non dobbiamo essere il popolo dei pannolini, dobbiamo essere il popolo della vita che si contrappone a chi pensa che sopprimere bambini nel ventre materno sia un diritto, quando invece è palesemente un delitto per di più perpetrato con i nostri soldi verso il più debole e indifeso dei nostri fratelli. Questi fatti però devono renderci più forti e farci capire che siamo sulla strada giusta,nel Vangelo infatti sta scritto: beati voi quando vi insulteranno e vi perseguiteranno” . Si sappia comunque che come abbiamo fatto fin d’ora, ad ogni aggressione sia vebale che fisica noi risponderemo con denunce e querele nei confronti di chi vuole ledere il nostro diritto costituzionale di manifestare a Difesa della Vita

Ben venga come si evince alla fine dell’articolo del Corriere.it il fatto che i miei volantini con delle vere foto di bambini abortiti nel cestino dei rifiuti ospedalieri, urtino la sensibilità dei passanti, perché visto che non si ha nessun timore di disturbare la sensibilità delle persone quando si tratta delle ingiustizie perpetrate ai danni degli animali o dell’ambiente non vedo perché io dovrei farmi scrupolo nel far emergere con i miei volantini una realtà che in 35 anni di aborto legalizzato ha causato la soppressione di quasi sei milioni di bambini nel caldo ventre materno, anzi le ceneri di questi bambini come diceva Padre Pio : “Vanno sbattute sulle facce di bronzo dei loro genitori, dei medici e degli infermieri responsabili”. Io aggiungo che andrebbero sbattute in faccia anche a tutti coloro che con la loro indifferenza e con il loro menefreghismo hanno permesso e continuano a permettere questo olocausto legalizzato, questo tributo a Satana. Ricordiamoci che Auschwitz inizia quando si guarda agli ospedale dove si fanno gli aborti e si pensa: “Tanto non sono ancora bambini “, oppure “a me questo non importa” o peggio ancora quando si giustifica la legge sull’aborto dicendo “Io non lo farei mai ma lascio che ci sia una legge che dia la libertà agli altri di farlo”. (che equivale a Dire: io non ucciderei mai una persona ma do la pistola a tutti coloro che vogliono farlo). Questa verità la chiesa la deve “gridare dai tetti”, abbiamo bisogno di pastori che illuminino le coscienze ammorbidite da 35 anni di legalizzazione dell’aborto.

In questo momento poi in cui si parla tanto di femminicidio ci si dimentica di tre milioni di bambine concepite soppresse legalmente dall’entrata in vigore della legge 194 in Italia se è vero che gli aborti ufficiali in questo arco di tempo, come detto ammontano a sei milioni. In più in Italia si sta sviluppando con l’aumento dell’immigrazione il fenomeno dell’aborto selettivo di bambine. E per questa immane ingiustizia perchè le radicali e le femministe non protestano la Bonino in primis ?

Dal canto mio capisco che quell’andare a testimoniare davanti agli ospedali abortisti in divisa da infermiere possa dare fastidio a molti, soprattutto a chi con gli interventi di aborto mira a far quadrare i bilanci del suo ospedale, ma ribadisco come ho risposto al presidente del mio collegio -Dott. Mutillo- che mi ha diffidato per questo prima verbalmente e poi per iscritto, che smetterò di andare a testimoniare in divisa, quando i medici e gli infermieri smetteranno di eseguire aborti.

Cordiali saluti, Celsi Giorgio Presidente Associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” e Vicepresidente Associazione “No 194” info@no194.org http://no194.org/ Per Info 3467035866

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La legge 194 si fonda su basi anti-scientifiche

Si pensa che il feto non abbia una vita propria fino alle 24 settimane, ma dal punto di vista scientifico questa idea è falsa (VIDEO: Diario di un Bambino mai nato)
di Roberto Algranati

Sulla “capacità di sopravvivenza autonoma del feto”, anche in ambienti colti, regna una grave disinformazione. Si pensa che, nel seno materno, il feto non abbia una vita propria ma partecipi alla vita stessa della madre e che solo verso le 24 settimane di gravidanza, il nascituro acquisti in qualche modo misterioso una vita propria e “autonoma”, che gli permetterebbe di sopravvivere fuori dal corpo della madre e gli conferirebbe un pieno diritto alla vita.
Dal punto di vista scientifico questa idea è completamente falsa. Eppure gli articoli 6 e 7 della legge 194/78, sull’aborto legale nel secondo trimestre di gravidanza, si basano proprio su questa idea erronea. In realtà qualunque animale, uomo compreso, per mantenersi in vita deve nutrirsi, respirare ed eliminare i prodotti del metabolismo.
Un adulto o un neonato adempiono queste funzioni per mezzo dei polmoni, del tubo dirigente, e dei reni. Invece l’embrione o il feto umano, come tutti i mammiferi placentati, compie le stesse funzioni per mezzo di un unico organo, la placenta, che li rende capaci di utilizzare il sangue della madre, che circola nelle pareti dell’utero, come sorgente di ossigeno e di sostanze nutritive e come via di eliminazione dell’anidride carbonica e degli altri prodotti del metabolismo.
La nascita, quindi, non è l’inizio della vita umana, ma solo un brusco cambiamento dell’ambiente di vita di un essere umano che già vive e si sviluppa fin dal concepimento. Il feto ha “capacità di sopravvivenza autonoma” quando i suoi polmoni, i suoi reni e il suo apparato digerente sono abbastanza sviluppati da sostituire le funzioni della placenta.
Particolarmente importante è la funzione dei polmoni. Se essi non sono in grado di sostituire la placenta nell’assunzione di ossigeno e nell’eliminazione dell’anidride carbonica, il bambino muore per insufficienza respiratoria. E’ questa la causa di gran lunga più importante della non sopravvivenza del feto fuori dell’utero materno, e non già una presunta “mancanza di vitalità“, o un tipo di vita “inferiore”.
Da questi dati scientifici risulta chiaro che è assurdo attribuire al feto un maggiore o minor grado di dignità umana, e quindi condizionare il suo pieno diritto alla vita, sulla base della sua capacità di sopravvivere fuori dall’utero, come stabilisce la legge 194 agli articoli 6 e 7. E’, infatti, irragionevole far dipendere il diritto alla vita sia dal modo con cui un essere umano si nutre e respira, sia dalla capacità di sopravvivenza al di fuori dell’utero perché questa dipende dal grado di assistenza medica disponibile.
Cento anni fa nessun neonato sopravviveva se nasceva prima delle 30 settimane di gravidanza; oggi, sopravvive il 70% dei nati fra la 25° e la 28° settimana, il 10% dei nati fra la 25° e la 23° settimana, il 3% dei nati alla 22°settimana. Ciò è possibile perché oggi i medici riescono a far funzionare sufficientemente i polmoni di un neonato molto prematuro anche quando questi, da soli, non sono ancora in grado di farlo.
Perciò, alla luce della scienza, è evidente la natura ideologica e antiscientifica degli articoli 6 e 7 della legge 194/78, come del resto lo sono anche molti articoli. Ciò ha creato un insanabile conflitto fra la legge positiva e la realtà di fatto, da cui non si potrà mai uscire fino a quando la legge continuerà a basarsi su pregiudizi ideologici senza tener conto dei dati oggettivi certi delle scienze biologiche.

Nota di BastaBugie: vi invitiamo a vedere il bellissimo video “Diario di un Bambino mai nato” cliccando qui sotto

Fonte: ProLife News, 13/05/2013
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http://www.paroladiugo.it/2013/07/05/si-sieda-sul-water-e-non-guardi-giu-puliamo-tutto-noi-ecco-laborto-fai-da-te-in-america/

«Si sieda sul water e non guardi giù, puliamo tutto noi». Ecco l’aborto fai da te in America
Posted by Parola diUgo on 05/07/2013 in Attualità

Un nuovo video di Live Action svela la crudeltà delle interruzioni di gravidanza nei primi giorni di vita del bambino

Il gruppo pro life “Live Action” ha pubblicato la sesta di una serie di inchieste video che mirano a rendere noto al grande pubblico – dopo il clamoroso processo al medico abortista Kermit Gosnell, condannato per crimini orribili sui neonati e sulle donne – quello che avviene normalmente nelle cliniche abortive degli Stati Uniti.

In quest’ultimo documentario Live Action rivela la crudeltà dell’aborto quando questo è effettuato su bambini alle prime settimane di vita: il protocollo seguito dai medici in questi casi è altrettanto terribile e per di più, diversamente da
quanto accade per l’aborto chirurgico, la donna è lasciata sola a vivere in piena coscienza tutto quello che avviene.

La procedura abortiva descritta nel filmato è quella basata sul ricorso a sostanze medicinali letali per il bambino. Si tratta di un metodo che comprende l’induzione del parto: con un ago inserito nel ventre della madre vengono iniettate sostanze velenose nel liquido amniotico e con altri medicinali si provocano le doglie per l’espulsione del bambino morto.

Il documentario è costruito con le registrazioni di conversazioni telefoniche intercorse fra le pazienti e i medici della Southwestern Women’s Options Clinic di Albuquerque, nel New Mexico. Il video contiene immagini piuttosto forti.

Qui di seguito proponiamo una nostra traduzione dei dialoghi.

Telefonata 1 Medico: Quello che sappiamo è che lei è alla ventisettesima settimana. Donna: Oh davvero? Medico: Sì, quindi è a circa un mese da… sì, effettivamente, lei è un mese avanti rispetto a quanto credeva. Questo cambia i suoi sentimenti al riguardo? Donna: È solo che non sapevo di essere così… così avanti, ma c’è differenza? Medico: È differente la procedura… è fatta di… induciamo il parto. Così partorirà un bambino morto.

Telefonata 2 Medico: Facciamo l’iniezione che blocca il battito del feto, ok? Ha già sentito qualche movimento? Donna: Mmmh… Medico: Poi il secondo giorno controlliamo, ci assicuriamo che abbia funzionato, ok? Ok? Questo non è… non è qualcosa che scivola via… il terzo giorno quindi induciamo il parto… e sarà dura quell’ultimo giorno. Donna: Sì, perché è… è come partorire un bambino. Medico: Sì. Donna: Ah ok… Medico: Ma è più piccolo. Donna: È piccolo. Medico: Ma comunque è intenso.

Telefonata 3 Consulente: Inserire l’ago dell’iniezione, andrà dritto dentro la sacca… dentro la gravidanza, ok? Lui è a testa in giù. Si inserisce verso il dorso del bambino, ok? Donna: Ok… Medico: Se ha la testa in giù sarà inserito verso il cranio. Donna: Ma lui lo sentirà? Consulente: Uhm… sa, io non… non sono sicuro. Non so se è abbastanza sviluppato per sentire. Uhm… ma potrebbe essere… questa idea la infastidisce? Donna: Eh un po’… sì, credo… a lei no? Consulente (ridendo dolcemente): Beh, penso che sia, uhm, necessario che accada per completare la procedura in modo sicuro… insomma, è forse il modo più umano di farlo. Perché non possiamo far partorire un bambino vivo. Donna: Quindi è come partorire un bambino. Medico: Mmmh… Donna: Un bimbo morto.

Telefonata 4 Consulente: Sente la pressione… si muove? Sta partorendo, allora non chiuda a chiave la porta della stanza d’albergo. Tenga vicino il cellulare e si sieda sul gabinetto… Non deve guardare nulla, non deve pulire nulla, stia solo al telefono con noi e, uhm… beh, noi proveremo a… stia al telefono con noi finché il dottore e l’infermiera arriveranno lì. Ok? Donna: E cosa succede se… se esce mentre sono in bagno? Consulente: Semplicemente non deve guardare giù, non deve fare nulla. Il medico e la dottoressa verranno a prendersi cura di lei… cioè se pensa che sia troppo guardarlo, beh, si sforzi di non guardarlo. Donna: Ok… Consulente: Ok? Uhm, se mai si copra con un asciugamano o con qualcosa… Donna: Ok.

Telefonata 5 Dottore: Se lei è fra le fortunate che non provano dolore con le contrazioni, e all’improvviso lei è lì e: “Ah, qualcosa sta uscendo”, allora si sieda sul water. Donna: Ok. Medico: Chiami e non chiuda la porta della camera d’albergo e noi entriamo e veniamo da lei… Donna: E se sono in bagno ed esce e finisce nel water? Cosa faccio? Medico: Stia seduta lì, deve stare lì. E non si muova fino a quando non arriviamo. Donna: Ok, non devo preoccuparmi di tirarlo fuori da lì? Medico: Non deve guardare né pulire nulla… Donna: Lei lo… Medico: Sì. Donna: Lo farà lei? Medico: Faremo tutto.

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3 July 2013 at 09:29

http://www.tempi.it/aborto-per-salute-donne-e-neonati-meglio-paesi-contrari-interruzione-gravidanza#.UdO9jayRqwE

Per la salute delle donne e dei neonati sono meglio i paesi contrari all’aborto

giugno 22, 2013 Benedetta Frigerio

Uno studio pubblicato dal Journal of American Physicians and Surgeons esamina i casi dell’Inghilterra e dell’Irlanda che hanno legislazioni opposte sull’aborto. Con risultati sorprendenti

Circa una donna su tre in Inghilterra ricorre all’aborto almeno una volta nella sua vita. In Irlanda circa una su dieci. È una delle conclusioni contenute in uno studio appena pubblicato dalla rivista scientifica Journal of American Physicians and Surgeons e condotto da Byron C. Calhoun (West Virginia University-Charleston), John M. Thorp (University of North Carolina) e Patrick Carroll (del britannico Pension and Population Research Institute). Prendendo in considerazione le popolazioni femminili dei paesi del Regno Unito, che hanno diverse legislazioni sull’interruzione volontaria di gravidanza, la ricerca dei tre sfata alcuni miti sull’argomento.

MORTALITÀ MATERNA. In Irlanda per esempio, dove l’aborto è permesso solo in caso di rischio di vita della donna, il numero degli aborti continua a rimanere basso, nonostante le donne siano libere di andare in Inghilterra per interrompere la gravidanza. Ma non è tutto. Perché secondo i tre studiosi la mortalità materna per le donne inglesi è doppia rispetto a quella delle irlandesi. L’esatto contrario di quanto teorizzano gli abortisti, che accusano i movimenti pro life di crudeltà nei confronti delle donne: in Inghilterra, dove le regole sull’aborto sono tra le più blande al mondo, negli ultimi dieci anni il tasso medio di mortalità materna è stato di 6 su 100 mila, in Irlanda di 3 su 100 mila.

PARTI PREMATURI. Un altro dato interessante rilevato dalla ricerca riguarda il rischio di parti prematuri (con relativo pericolo di paralisi cerebrali): anche questo è maggiore nei paesi che hanno “liberalizzato” l’aborto. In Irlanda, invece, il numero dei neonati in salute è più alto: «Negli ultimi quarant’anni di aborto legale nel Regno Unito l’interruzione di gravidanza è cresciuta parallelamente alle morti al parto, ai parti prematuri, ai nati sottopeso e alle paralisi cerebrali». Mentre in Irlanda accade appunto il contrario. Alla pratica dell’aborto si è dunque associata nel tempo una minore attenzione al valore del bambino e della madre.

STABILITÀ DI COPPIA. Inoltre, osservano i ricercatori, «in Irlanda il numero delle donne senza figli che abortiscono è la metà rispetto alla stessa categoria inglese». E questo, secondo gli autori, sarebbe legato al fatto che in Irlanda le donne sole in proporzione al totale della popolazione sono molte meno che in Inghilterra, e i matrimoni sono più stabili. Ma anche le donne single abortiscono più raramente in Irlanda, si legge nello studio, perché mentre in Gran Bretagna le coppie non sposate in caso di gravidanza inattesa spesso scelgono di ricorrere all’aborto, per gli irlandesi la soluzione preferita all’”imprevisto” è il matrimonio.

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