20 novembre 2013

Moshè Cantor in riunioneFonte: Alerta Digital

Traduzione di Luciano Lago

Una delle principali lobby di pressione nei paesi dell’eurozona è costituita dal CJE (“European Jewish Congress”). Come esempio di influenza nell’adottare le decisioni, con una azione senza precedenti, questo organismo ha chiesto ultimamente alla UE di realizzare delle ”Unità Speciali di vigilanza” per sorvegliare i cittadini che possano essere considerati “intolleranti” in uno qualsiasi dei 27 Stati membri.

l risultato di questa richiesta è stato la creazione dell’organismo “ European Council on Tolerance and Reconciliation”, assieme alla Commissione delle libertà civili del Parlamento Europeo. Questo Consiglio prenderà il controllo e si farà carico delle “unità speciali di vigilanza” nei differenti governi, incaricandosi della supervisione e rielaborazione dei dati dei “sospetti” ed opererà preferibilmente all’interno del Ministero della Giustizia di ogni Stato membro.

Per fare un esempio, a partire dall’anno che viene, si abiliteranno in Spagna più di 50 procure (“fiscalias”)contro i “delitti di odio”, ciò significa che ci saranno più giudici che si dedicheranno a perseguire, a reprimere e sanzionare quei cittadini spagnoli che abbiano opinioni politicamente non corrette che non i giudici che si dedichino a perseguire la corruzione istituzionale e/o politica.

Fra queste opinioni “politicamente non corrette”, si potranno perseguire legalmente coloro che abbiano opinioni contrarie al femminismo , al multiculturalismo, alla omosessualità, all’egualitarismo, al separatismo o all’immigrazione massiccia. Anche coloro che volessero denunciare il razzismo anti spagnolo, l’attacco alla tradizione, alla famiglia, alla endofobia istituzionale, la discriminazione positiva (negativa per gli spagnoli), ecc.. Di fatto queste leggi che si suppongono anti-discriminatorie ed anti -intolleranti sono elaborate in maniera tale che si potrebbero anche perseguire coloro i quali abbiano opinioni contrarie (basta che siano opinioni) al globalismo-mondialismo-sionismo.

Il principio ispiratore di queste misure, secondo quanto afferma lo stesso Moshe Cantor (presidente del CJE), è che “non c’è necessità di offrire tolleranza all’intollerante”. Rimane chiaro che con questa impostazione la principale vittima sarà la libertà di espressione che si vedrà ampiamente limitata visto che qualsiasi espressione pubblica sarà filtrata da una correzione politica.

La richiesta del Congresso Ebraico Europeo risulta diversa rispetto ai reati che si prevedevano nell”’Osservatorio Europeo per la Dignità “(OED), organismo che ha la sua sede a Bruxelles ed esamina la violazione dei diritti civili nell’Unione Europea. L’OED ha avvisato che l’EJC pretende di imporre un controllo governativo sui comportamenti sociali ed economici dei cittadini intolleranti nel senso più ampio possibile. Si osserva inoltre ed appare chiaro che questa posizione potrebbe dare luogo a situazioni nelle quali si potrebbero lanciare accuse poco chiare o ingiustificate contro persone o gruppi.

Le conseguenze dell’assunzione di questo requisito dalla UE potrebbero essere molto serie e dolorose. Secondo l’OED: “Se si stabilisce questa come politica della UE, si potrebbe avere l’effetto di stabilire unilateralmente delle categorie di reati senza nessuna base legale. Il risultato sarà una drastica riduzione ( e possibile estinzione) della libertà fondamentale di espressione e che gli individui o i gruppi si auto censurino per paura di essere processati per esprimere i propri punti di vista morali o personali.

L’Osservatorio Europeo per la dignità conclude realizzando una critica molto chiara alle misure suggerite dal Congresso Ebraico Europeo: “qualsiasi approvazione di questo statuto a livello nazionale da parte degli Stati nazionali europei non solo sarebbe un gran passo indietro ma questo implicherebbe una supervisione sopranazionale, un qualcosa che supporrebbe un giorno nero per la democrazia europea”.

Questa medesima linea del Congresso Ebraico Europeo (i cui interessi non sono né le libertà né la tolleranza ma piuttosto seguire gli interessi del sionismo per creare un meccanismo di controllo e supervisione sopranazionale su ogni cittadino al di sopra dei propri stati) ha spinto ugualmente i rispettivi governi a far votare il progetto di legge antirazzista in Grecia, in Ungheria ed in altri paesi, quello descritto in questo articolo, che è un progetto che essenzialmente consiste nella privazione del diritto di parola e di espressione dei cittadini con la finalità di adempiere a direttive internazionali e subordinando gli interessi delle singole nazioni.

http://www.alertadigital.com/2013/11/16/el-congreso-judio-europeo-cje-pide-a-la-union-europea-que-vigile-y-persiga-a-los-ciudadanos-intolerantes/

http://www.controinformazione.info/arrivano-dalla-ue-le-unita-speciali-di-vigilanza-per-sorvegliare-e-reprimere-chi-dissente/

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18 ottobre 2013

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it

di Gianni Lannes

Nel belpaese ora si censura nuovamente il libero pensiero: infatti il Parlamento tricolore si accinge a varare l’ennesima legge repressiva. Un nuovo reato appena inventato: il negazionismo storico su una vicenda particolare, consegnata ai posteri dalla storiografia ufficiale dei vincitori. Gli ebrei non si criticano. E guai a sfiorare la Shoah. Non metto in dubbio che il popolo “Eletto” sia stato perseguitato dai nazisti. Perché allora per gli zingari rinchiusi nei campi di concentramento, non vale lo stesso principio? In ogni caso, qualsiasi opinione in merito compresa la ricerca storiografica che non ossequia il dogma imperante è messa al bando.

In democrazia, in uno Stato di diritto, in un paese civile, un’opinione non può essere impedita e repressa dal codice penale. La disinformazione si affronta con la cultura, con la libera circolazione delle idee, con il confronto dialettico.

Il cruccio fondamentale per il sistema di potere è mantenere le moltitudini in uno stato di ignoranza diffusa. L’assunto vale per qualunque situazione che metta in discussione l’ordine dominante. Prendete le scie chimiche, ovvero l’aerosolterapia bellica che inquina l’ambiente, scatena le forze della natura e fa ammalare le persone. Chi osa accennarne viene tacciato inesorabilmente di “complottismo”. Eppure, anche e a rigor di logica e di semantica potrebbe al massimo essere considerato un complottologo, ovvero chi analizza o studia l’inquietante fenomeno.

Se i mezzi di di-informazione sono chiamati anche il “circo mediatico”, chiarisce, anche solo da un punto di vista simbolico, quale può essere oggi, in Italia e nel mondo, lo stato delle notizie addomesticate. Si prenda il caso del quotidiano La Stampa (proprietà Fiat) che proprio sulla guerra ambientale e segreta in atto, non fa che pubblicare marchette a buon mercato.

Tutto nei media è manipolato, così come ogni altro aspetto delle nostre esistenze, a partire dai vaccini inoculati ai neonati, transitando per il rimbambimento da psicofarmaci, ormai somministrati anche ai bambini (alla voce Ritalin), per giungere all’istupidimento da videogiochi, tv e internet.

I cibi sono contaminati da diversi tipi di aggressione, dalla modificazione genetica, all’immissione di nanoparticelle; dall’uso criminale delle scorte alimentari, all’inquinamento ambientale volutamente provocato con le irrorazioni chimiche degli aerei militari, nonché dall’irradiamento radioattivo.

Se poi pensiamo di rifugiarci in una tana protetta, sappiate che ormai anche l’ambiente è manipolato; a tal punto che si può dire che non esista luogo della Terra che sfugga alle deliranti operazioni di chi governa le dinamiche mondiali. Il fatto è che questi alieni criminali hanno ormai prodotto una condizione per la quale Gaia è soggetta a profonda modificazione genetica.

Andatevi a leggere la documentazione della Nasa o gli studi del Carnicom Institute, che dal 1999 analizza negli Stati Uniti gli effetti delle scie chimiche sugli organismi umani.

L’insieme delle operazioni condotte in combutta con i nostri governati che, o per avidità, o perché coinvolti direttamente in questi disgraziati piani di controllo globale, vengono fatte passare come la cosa più desiderabile del mondo.

Non vuoi vaccinare tuo figlio con il vaccino esavalente? Ma è per il suo bene, non importa se c’è dentro mercurio, alluminio, squalene, o chissà che altro ancora, e se provoca autismo, o peggio ancora, provoca più morti il vaccino della supposta malattia che dovrebbe combattere. Gli organismi geneticamente modificati sono per risolvere il problema della fame nel mondo, le guerre sono per portare la democrazia, le scie chimiche, che non esistono; e casomai esistessero, sono per combattere il riscaldamento globale.

Allora la crisi economica? Questa fantastica manovra per immiserire la popolazione mondiale e drenare ricchezze, dirottate verso le banche che, con infinite operazioni di riciclaggio, oltre a quello che ci rubano direttamente, stanno dietro alle operazioni illegali di tutto il mondo. Vuoi non fare sacrifici per la crisi, tu, operaio squattrinato, o insegnante dequalificato e impiegato senza ruolo, dopo che lor signori ti hanno rubato anche l’aria che respiri?

Veramente ci stanno pigliando per i fondelli in modo scientifico, organizzato e terrificante. Con quale leggerezza giocano con la vita delle persone questi ignobili personaggi, sorridendo, mentre avallano crimini contro l’umanità.

Non è tutto. Gli esportatori di democrazia internazionale giocano a produrre i terremoti con esperimenti di carattere militare. E per non farci mancare nulla del campionario di morte, si sono esibiti anche nella produzione di mini e maxi uragani. In Italia abbiamo avuto varie tempeste. Eh, ma cosa ci vuoi fare, la Natura è quel che è, e questi disastri ci sono sempre stati. Sì sì, salvo il fatto che, per chi ormai è abituato ad osservare quotidianamente l’attività di irrorazione chimica e di Haarp, appare evidente che questi sconvolgiemnti sono stati provocati dalla mano armata dell’uomo in divisa e doppiopetto.

Perché? Se non lo avete ancora capito, è in atto un piano di asservimento dell’umanità, che prevede, fra le altre cose, secondo gli eugenetisti come Bill Gates, oltre allo sterminio di gran parte della popolazione mondiale (anche grazie a vaccini che lo stesso Gates sta finanziando con miliardi di dollari), di ridurre la popolazione del Pianeta in uno stato tale di indigenza molto favorevole ad un suo dominio globale da parte di quelle che sono chiamate le élite. Chissà poi perché le chiamano così, visto che sono una massa di subumani? Sono anni ormai che giostrano con questa manfrina: nefandezze infinite nei confronti della vita, senza che in realtà nessuno faccia niente per arrestarli. Anzi, vuoi non essere d’accordo con la prossima guerra per la democrazia del petrolio, se poi questa ti garantisce la libertà di poter veder il calcio tutti i giorni in tv e di poter compulsare l’ultimo teleofnino di grido, assemblato con il coltan rubato all’Africa?

Ovviamente per il sistema vigente sarò un “complottista”, che scorge complotti dietro ogni angolo. Ma allora che nome avrà chi prende tangenti perché vengano vendute mine anti essere umano, magari di fabbricazione italiana tarate a misura di bambino, e fabbrica armamenti per cancellare la vita? Che nome potrebbe avere chi annienta centinaia di migliaia di esistenze umane per avere il controllo delle risorse energetiche? E chi commette a ripetizione stragi impunite?

Non chi attua “politiche” che rovinano gli agricoltori, per esempio, per favorire la vendita dei cereali, marci, da parte degli amici delle multinazionali. Non chi, grazie ad operazioni di geo-ingegneria, produce siccità per rovinare i raccolti di mais, mentre la Comunità Europea obbliga la tua nazione, contraria agli ogm, a commercializzare il mais 810 della Monsanto. Non chi, come il nostro Governo eterodiretto, penalizza l’economia a chilometro zero, a misura di essere umano. Altro che il bene comune.

Il sistema sociale in cui sopravviviamo è basato sulla menzogna senza limiti. L’incertezza del presente, il vuoto di valori, il non rispetto dell’altro. La percezione che ciascuno ha di sé e di quello che avviene. C’è una confusione di linguaggi, riflesso di una confusione di indirizzi morali. Tecnicamente la “comunicazione” si è ampliata a dismisura, ma si fatica a farsi sentire.

E’ il disorientamento del tempo corrente in cui tanti comunicano, ma pochi hanno veramente qualcosa da dire. Sia chiaro: la schiavitù è il risultato dell’obbedienza.

Spegnete la televisione, accendete la mente e aprite il cuore. Occorre vivere in un mondo migliore. Non bisogna soltanto sognarlo ad occhi aperti. Sveglia! Su la testa!!!

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ma tu guarda, la stessa europa che tramite la troika ammazza i popoli e frigna per la tragedia dei migranti, l’europa dei diritti e della prosperità per tutti NON AMMETTE LA SI CRITICHI CHE DEMOCRAZIA, DA DIFENDERE CON LA REPRESSIONE

4 ottobre 2013

Fonte ott 3, 2013

di MAURO MENEGHINI per l’indipendenza

I servizi segreti dell’Unione europea potranno perseguire i contribuenti e gli avversari dell’euro. Una delle costruzioni politiche più importanti di Wolfgang Schäuble sta per entrare in funzione: un servizio segreto che, finanziato con 230 milioni di euro dei contribuenti, controlli i cittadini europei. Con ciò si dovrebbe combattere il terrorismo. Ma anche filtrare demagoghi e euroscettici.Essenzialmente le truppe create dovrebbero esser impiegate quando gli stati indebitati decideranno di rafforzare la lotta agli evasori.

L’Unione Europea ha quasi completato la creazione dei servizi segreti preposti al controllo di tutte le attività dei cittadini europei. Uno dei padri di questo progetto è ilministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble e l’altro, annotatevi bene il nome, Frattini. Naturalmente, il servizio segreto dovrebbero controllare esclusivamente i movimenti terroristici. Questa la tesi ufficiale.

(Frattini: Forza Italia partito estremista, non piu’ europeista I partiti che non vogliono sottostare alla dittatura europea sono estremisti ?? ndr)

In realtà la nuova creazione può comprendere molte più attività: da chi non ha la stessa opinione agli euroscettici agli evasori fino ai demagoghi. L’UE ha in questa maniera creato i presupposti per assicurarsi un controllo inevadibile sui cittadini. Cosa che fin ora con i servizi d’informazione nazionale era facilmente eludibile. Ora Bruxelles ha assunto 1.300 collaboratori. Messo a disposizione 230 milioni di euro per assicurarsi che il progetto venga completato.

Questo è previsto. I servizi segreti saranno suddivisi in sei dipartimenti: Europol e Frontex verranno affiancate da altre quattro unità d’informazione, Intelligence AnalysisCenter (INTCEN), il Satellite Center, il Intelligence Directorate e il Situation Room. Queste dipenderanno dal “ministero degli esteri” (EAD). Ma in particolare il cuore della struttura dei servizi segreti sarà l’ Intelligence Analysis Center. L’idea di questa struttura così efficiente è stata di Wolfgang Schäuble che per molti anni ha ricoperto l’incarico quale ministro degli interni del governo tedesco.

Durante la presidenza tedesca della UE nel 2007 Wolfgang Schäuble costituì il gruppo denominato Future Group. Allora, ministro degli interni propose la interconnessione e la cooperazione fra polizia, corpi militari e servizi segreti a livello europeo. Questo lo si apprende da quanto riportato da Michael Monroy/ Andrey Hunko del gruppo degli europarlamentari di sinistra sul sito netzpolitik.org. I componenti del Future Group sono l’ex vicepresidente della UE Franco Frattini, l’ex ministro degli interni portoghese, sloveno, francese, svedese e ceco oltre naturalmente a Wolfgang Schäuble. Il gruppo dovrebbe ad esempio procedere “a consigliare interventi e provvedimenti riguardante la politica interna europea dal 2010” Questo quanto reso pubblico nei comunicati stampa d’allora.

In occasione di un secondo incontro il tema fu “Fusione della sicurezza esterna ed interna”. La discussione riguardò oltre ai principi giuridici (come la riservatezza dei dati) in ambito terroristico e sicurezza un miglior coordinamento delle forze militari, di polizia e di protezione civile. Gli atti dell’incontro del Future Group vennero anche pubblicati. Al punto 46 si legge:“Concludiamo sostenendo che il gruppo necessita di migliori condizioni quadro per un migliore lavoro dei corpi di polizia da ottenersi rafforzando l’Europol, mediante lo scambio costante di dati ed informazioni ed in particolare mediante l’integrazione dei mezzi tecnologici e d’informazione dei corpi di polizia”.

Il centro di spionaggio europeo (INTCEN) ha pertanto ad oggi i seguenti compiti. “L’EU INTCEN produce delle valutazioni basandosi su tutte le fonti d’informazione. Annualmente l’EU INTCEN crea circa 200 rapporti riguardante argomenti strategici e 50 rapporti speciali oltre che a briefing. A chi siano destinati tali documenti lo decide il titolo stesso delle valutazioni a seconda si tratti di organi o paesi presi in considerazione nei vari rapporti dell’EU INTCEN. La maggior parte sarà comunque a disposizione delle più alte cariche dell’UE, oltre alla direzione della EAD, Commissione europea e i Paesi dell’Unione europea (PSK) su cui verrà riportata la dicitura “Da prendere in considerazione solo se necessario” e con la dovuta cautela.

I servizi d’informazione vengono ora ulteriormente ampliati “L’INTCEN potrebbe ora diventare un organo civile-militare permanente”, così ha risposto il Governo tedesco ad una precisa domanda, questo sempre riportato da netzpolitik.org. Fino ad ora i servizi d’informazione di Bruxelles hanno raggiunto la dimensione di uno Stato come l’Austria. Insomma devono prestarsi affinché l’integrazione dell’Unione Europea avvenga senza incidenti. E negli anni prossimi avrà un ruolo chiave per combattere l’evasione fiscale. Così hanno deciso al G20. Gli Stati dovranno scambiarsi tutti i dati fiscali.

Comunque può accadere che non tutti i dati siano riportati dai corrispondenti uffici tributi. Per gli iperindebitati Paesi dell’Unione Europea avere a disposizione dei servizi d’informazione che aiutino nel recuperare delle tasse, è certamente un ottimo investimento. Tanto vengono pagati alla fine con i soldi di coloro che vengono controllati. Ora il sistema sta mostrando il suo vero volto.

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Può sembrare un equivoco, ma Eurogendfor sta anche per Eurogender. Il Grande Fratello passa per il controllo della sessualità, l’unico strumento di libertà rimasto in mano ai “poveri”. La sessualità del “genere” naturale è e resta dialogica, una incredibile forma di ricerca della verità e fonte di moralità e autodisciplina? Per questo non la vogliono politici e banchieri. Il grande inganno della “eurogender“!

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Bagno di sangue in Turchia

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Monti ci ha indebitato per 50 miliardi all’anno per 20 anni, e questo parlamento di invertebrati ha approvato senza una parola, così come non ha detto una parola la stampa. Poi, siccome è bravo (Monti) con i titoli delle sciagure che causa, ha chiamato questa sciagura fiscal compact.

Volete ribellarvi? Pensateci bene perché ora c’è Eurogendorf! Cos’è? È una polizia europea che ha tutti i possibili e immaginabili tipi di potere ma è immune a ogni forma di controllo sia giudiziario che parlamentare. In pratica possono anche uccidervi senza dover fornire spiegazioni a nessuno.

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Articolo di Debora Billi *

Un ufficiale dei Carabinieri con gendarmi spagnoli, a Vicenza

Visto che l’argomento tanto vi appassiona, e che in Rete non si esaurisce il dibattito su questa fantomatica Eurogendfor che starebbe bastonando i rivoltosi greci, vediamo di capirne un po’ di più.

La vox populi del momento vuole che Eurogendfor (già ribattezzata dagli spiritosi Eurotransgender) sia una forza di Polizia antisommossa promossa da vari Stati europei e impiegabile sugli scenari di rivolta o protesta nei Paesi membri o terzi, quali la Grecia.

Cosa è Eurogendfor ce lo dice in primis il governo italiano. Sarebbe una forza di Polizia militare istituita nel 2004, da impiegare in zone di crisi e di guerra, oppure dove le forze militari hanno appena lasciato il campo ad un nuovo governo dopo un conflitto. Operazioni nell’ambito della dichiarazione di Petersberg, uno dei soliti mille misteriosi trattati, che prevede “missioni umanitarie o di evacuazione, missioni intese al mantenimento della pace, nonché le missioni costituite da forze di combattimento per la gestione di crisi, ivi comprese operazioni di ripristino della pace”.

Bosnia Erzegovina e Haiti sono stati due scenari di impiego, roba più tosta dei blac bloc, almeno fino ad ora. Quando si parla di “gestione di crisi”, insomma, si tratta di crisi di tipo bellico e non certo di rivolte di piazza. O almeno così dicono.

Continua poi il sito del governo:

Per il momento, la compongono, oltre ai Carabinieri, uomini della Gendarmeria Nazionale francese, della Guardia Civil spagnola, della Guardia Nazionale Repubblicana portoghese e della Marechaussee Reale olandese. (I rumeni partecipano come osservatori)

Interessante è invece questa dichiarazione: L’Italia fornisce all’Eurogendfor il maggior contributo di uomini. Insomma, quando si tratta di mettere benzina nelle volanti di periferia non abbiamo una lira, quando invece bisogna fare i pavoni davanti agli stranieri siamo sempre in prima fila.

Sempre per rimanere sulle fonti ufficiali, leggiamo Wikipedia. La quale riferisce che Eurogendfor non obbedisce ai Parlamenti nazionali, nel solco della nuova tradizione che vuole i Parlamenti eletti sempre più insignificanti, ma ai singoli governi. Il che è inquietante assai, ma c’è almeno un contrappeso: per il dispiegamento operativo della forza di Polizia, è necessaria l’unanimità dei sei Stati membri di Eurogendfor. Insomma, non è che uno fa una telefonata: “Ehi, qui c’è casino per strada, mandatemi i superpoliziotti!”. Devono mettersi prima d’accordo in sei, figuriamoci.

Fin qui le fonti ufficiali. Ma ce ne sono altre, di notizie ufficiali, un po’ meno strombazzate. Per esempio, il fatto che la base di Eurogendfor si trovi a Vicenza (sì, proprio dove c’è la base NATO, ma sicuramente è un caso) e che lo Stato ospitante, cioè noi, sostiene tutte le spese del Quartier Generale. Scommetto che non ce lo avevano neanche chiesto, ci siamo offerti volontari.

Ma la cosa più interessante è la legge uscita sulla Gazzetta Ufficiale del 14 Maggio 2010, in cui si ratificano alcuni dei soliti misteriosi trattati europei, e che recita tra l’altro nell’art.4:

3. EUROGENDFOR potra’ essere utilizzata al fine di:

  • condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; 
  • assolvere  a  compiti  di  sorveglianza  pubblica,  gestione  del traffico,   controllo   delle   frontiere   e   attivita’ generale d’intelligence; 
  • proteggere le persone e i beni e mantenere  l’ordine  in  caso  di disordini pubblici.

Tutto ciò in contraddizione con quanto visto finora, ovvero che si tratta di una superpolizia impiegata in casi estremi e scenari di guerre. Ma quel che dichiarano i vari siti lascia il tempo che trova di fronte alla legge: e la legge dice che possono intervenire in piazza. D’altronde, era già scritto anche sul Trattato di Velsen del 2007: sarà per questo che i trattati restano sempre tanto misteriosi.

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Di Bruno Waterfield  –  The Telegraph

Tradotto per l’ARS da Anna Moffa di I Lupi Di Einstein

I politici ‘con due facce‘ hanno aperto la porta ad un superstato dell’UE rinunciando alla democrazia”, ha detto il veterano statista ceco Václav Klaus, a Bruno Waterfield.

La nuova spinta verso una federazione dell’Unione europea, completa di un proprio capo di Stato e dell’esercito, è la “fase finale” della distruzione della democrazia e dello Stato-nazione, ha messo in guardia il presidente della Repubblica Ceca.

In un’intervista con il Sunday Telegraph, Václav Klaus avverte che i politici “con due facce”, compresi i Conservatori, hanno aperto la porta ad un superstato UE cedendo democrazia, in quella che è una fuga dalla credibilità e dalla responsabilità verso i loro elettori.

  • “Dobbiamo pensare a come ripristinare la nostra indipendenza e la nostra sovranità. Questo è impossibile all’interno di una federazione. L’UE dovrebbe muoversi in una direzione opposta”, ha detto.
La settimana scorsa, la Germania, la Francia e altri nove dei più grandi paesi d’Europa hanno chiesto di mettere fine ai veti delle nazioni in materia di politica di difesa mentre Guido Westerwelle, ministro degli Esteri tedesco, ha sollecitato la creazione di un presidente europeo eletto direttamente “che nomina personalmente i membri del suo governo europeo”.

Il signor Westerwelle, facendo riferimento all’opposizione britannica, ha chiesto che gli Stati nazionali siano privati del diritto di veto in materia di difesa per “impedire che un singolo Stato membro possa essere in grado di ostacolare le iniziative”, che “potrebbero eventualmente coinvolgere un esercito europeo”.

Parlando nel Castello di Hradcany, un complesso di edifici maestosi che si ergono sopra Praga, un simbolo dell’identità nazionale ceca, Klaus ha descritto la richiesta di una federazione da parte del Presidente Barroso, immediatamente seguìta dall’intervento caldeggiato dalla Germania, come un punto di svolta importante.

  • “Questa è la prima volta che ha riconosciuto le reali ambizioni dei protagonisti odierni di un ulteriore approfondimento dell’integrazione europea. Fino ad oggi, le persone, come José Manuel Barroso, hanno nascosto queste ambizioni al pubblico europeo”, ha detto. “Ho paura che Barroso abbia la sensazione che questo sia il momento giusto per annunciare un tale sviluppo assolutamente sbagliato.”
  • “Pensano di mettere a punto il concetto di Europa, ma secondo me lo stanno distruggendo”.

Il Presidente Klaus, 71 anni, uno dei politici conservatori più esperti d’Europa, è stato primo ministro del suo paese per due volte dopo aver vinto le elezioni nazionali e completerà il suo secondo mandato come Presidente della Repubblica ceca il prossimo anno.

Spesso denominato “la Margaret Thatcher dell’Europa centrale”, il signor Klaus è nato nella Praga occupata dai nazisti, svolse un ruolo chiave nella rivoluzione di Velluto del 1989 che rovesciò il comunismo e divenne fondatore del Partito Democratico Civico Ceco, che è rimasto al governo per la maggior parte del periodo di indipendenza della Repubblica ceca.

Consigliò a malincuore l’adesione della Repubblica Ceca all’UE nel 2004 e cinque anni dopo fu l’ultimo capo di stato europeo a firmare il trattato di Lisbona, rimandando la firma, sotto forte pressione internazionale, fino a quando tutti i ricorsi legali e costituzionali contro di esso non furono portati a termine nel suo paese .”Siamo entrati nell’Unione europea, non in una federazione in cui saremmo diventati una provincia insignificante”, ha detto.

Klaus è un europeo cortese di vecchia scuola, un oratore pubblico appassionato e abituale, che insiste su una critica intellettuale delle idee piuttosto che sulla critica personale che spesso, oggi, sostituisce il serio dibattito politico. Con suo “grande rammarico” si ritrova ad essere un combattente solitario per la democrazia tra i capi di stato europei.

“Nei confronti delle élite politiche al vertice dei paesi, è vero, sono isolato”, ha detto. “Soprattutto dopo la nostra esperienza Comunista, noi sappiamo molto bene e forse meglio della gente in Europa Occidentale, che il processo di democrazia è più importante del risultato.

“E’ un’ironia della storia, non avrei mai pensato nel 1989, che ora avrei fatto questo: che il mio ruolo sarebbe stato quello di predicare il valore della democrazia.”

Nel suo libro, Europa: la frantumazione delle illusioni, che sarà pubblicato da Bloomsbury giovedì, il Signor Klaus ipotizza che l’UE si sia evoluta nella forma attuale perché i leader politici hanno trovato conveniente allontanarsi dai loro Stati nazione, dove gli elettori sono stati storicamente in grado di influenzarli.

  • “Le elite politiche hanno sempre saputo che lo spostamento del processo decisionale dal livello nazionale a quello sovranazionale indebolisce i meccanismi democratici tradizionali (che sono inseparabili dall’esistenza dello Stato-nazione), e questo aumenta il loro potere in modo radicale. Questo è il motivo per cui volevano questo cambiamento così fortemente in passato, ed è per questo che lo vogliono oggi”, scrive.
  • “Gli autori del concetto di integrazione europea sono riusciti a mandare in corto circuito la mente delle persone, creando un collegamento tra il nazionalismo aggressivo di Hitler (nazionalismo di un tipo del tutto negativo) e lo Stato nazionale tradizionale, mettendo in discussione l’esistenza degli stati nazionali, in generale. Tra i molti errori fatali e le menzogne che hanno sempre sostenuto l’evoluzione dell’Unione europea, questo è uno dei peggiori.”

Klaus è veramente sconcertato e sbalordito quando descrive la sua visita di Stato in Italia la scorsa settimana, quando ha incontrato quella che lui chiama la “mentalità distruttiva” dei politici italiani che stanno usando la crisi della zona euro per rinunciare alla democrazia e per eludere la responsabilità di gestire il loro paese.

  • “E’ stato davvero molto deprimente per me il modo in cui molti leader politici italiani hanno espresso il parere che è necessario spostare le competenze dall’Italia a Bruxelles per un solo motivo: accettano passivamente di non essere in grado di prendere decisioni razionali da soli”, ha detto. “Adesso possono trovare la scusa o l’alibi che ‘siamo costretti a farlo’. Non l’ho mai sentito dire prima così esplicitamente o direttamente”.

“E’ una fuga dalla credibilità e dalla responsabilità. Hanno ceduto il ruolo e l’importanza della democrazia. Questa è la conseguenza finale e davvero tragica.”

Con tristezza, più che rabbia, egli conclude che i Conservatori, al governo con David Cameron, non sono migliori di qualsiasi altro politico nazionale con “due facce”, che “ne mostrano una ai loro elettori e l’altra quando parlano a Bruxelles, in occasione dei vari vertici UE ed eventi simili.”

  • “Lo vediamo meglio con i conservatori britannici, dopo Margaret Thatcher. Con tutto il peso dell‘opinione pubblica alle loro spalle, nettamente contrari all’euro e a qualsiasi ulteriore trasferimento di poteri a Bruxelles – vincendo molti voti grazie a questo – non appena mettono piede sul continente, la loro volontà di lottare per questi principi evapora”, scrive.

Parlando al Sunday Telegraph, è stato troppo cortese come capo di stato ceco per criticare direttamente la leadership del primo ministro, ma privatamente ha detto di essere disperato per la sua insufficiente lotta al tavolo del vertice UE. “Vorrei tornare alla posizione di partenza con il Partito Conservatore. Non ho davvero voglia di aggiungere altro a quello che dico nel mio libro,” ha detto.

Dopo il crollo del comunismo, i conservatori nella Repubblica Ceca trovarono degli alleati naturali nelle loro controparti della Gran Bretagna guidata dalla Baronessa Thatcher – un rapporto che continua, con i membri del partito di Klaus seduti nel raggruppamento guidato dai conservatori britannici al Parlamento europeo.

Ma lo stesso signor Klaus sta cominciando a pensare al di là di questo. Come presidente ceco non può agire unilateralmente, maesprime il suo sostegno personale all’UK Independence Party, un rapporto che si è intensificato dopo un recente incontro con il suo leader Nigel Farage, e ha accennato a possibili piani quando il suo secondo e ultimo mandato in carica terminerà nel prossimo mese di marzo.

“Un coinvolgimento esplicito è al momento fuori questione. Credo nel lungo periodo, ma sicuramente non come presidente di questo paese”, ha detto, aggiungendo: “Condivido molte delle loro idee”

Europa: la frantumazione delle Illusioni di Václav Klaus sarà pubblicato da Bloomsbury il 27 settembre 2012

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Protocollo I (paragrafo 6)

Dove principia il diritto e dove termina? In uno Stato dove il potere e’ male organizzato, ove le leggi e le personalita’ del regnante sono resi inefficaci dal continuo liberalismo invadente, io mi servo di una nuova forma di attacco usando del diritto della froza per distruggere i canoni e i regolamenti gia’ esistenti, impadronirmi delle leggi, riorganizzare tutte le istituzioni, e diventare cosi’ il dittatore di coloro i quali hanno spontaneamente rinunciato al loro potere conferendolo a noi. La nostra forza, nelle attuali traballanti condizioni dell’autorita’ civile, sara maggiore di qualsiasi altra, perche’ sara’ invisibile, sino al momento che saremo diventati tanto forti da non temere piu’ nessun attacco per quanto assolutaemnte preparato. Dal male temporaneo, al quale siamo obbligati a ricorrere, emergera’ il benefizio in un regime incollabile che reintegrera’ il funzionamento dell’esistenza naturale, distrutto dal liberalismo.

Protocollo II (paragrafo 1)

Per il nostro scopo e’ indispensabile che le guerre non producano modificazioni territoriali. In tal modo, senza alterazioni territoriali, la guerra verrebbe trasferita sopra una base economica. Allora le nazioni dovranno riconoscere la nostra superiorita’ per l’assistenza che sapremo dare ad esse, e questo stato di cose mettera entrambe le parti alla merce’ dei nostri intermediari internazionali dagli occhi di lince, i quali hanno inoltre mezzi assolutamente illimitati. Allora i nostri diritti internazionali cancelleranno le leggi del mondo e noi governeremo i paesi nello stesso modo che i singoli governi governano i loro sudditi.

Paragrafo 3

La stampa e’ una grande forza nelle mani dei presenti governi, i quali per suo mezzo controllano le menti popolari. La stampa dimostra le pretese vitali della popolazione, ne rende note le lagnanze e talvolta crea lo scontento nella plebe. La realizzazione della liberta’ di parola nacque nella stampa, ma i governi non seppero usufruire di queste forze ed essa cade nelle nostre mani. Per mezzo della stampa acquistammo influenza pur rimanendo dietro le quinte. In virtu’ della stampa accumulammo l’oro: ci costo’ fiumi di sangue ed il sacrificio di molta nostra gente, ma ogni sacrificio dal lato nostro, vale migliaia di gentili nel cospetto di Dio.

Protocollo III (paragrafo 1)

Oggi vi posso assicurare che siamo a pochi passi dalla nostra meta. Rimane da percorrere ancora una breve distanza e poi il ciclo del Serpente Simbolico – emblema della nostra gente – sara’ completo. Quando questo ciclo sara’ chiuso, tutti gli Stati Europei vi saranno costretti come da catene infrangibili. La bilancia sociale ora esistente andra’ presto in sfacielo, perche’ noi ne alteriamo continuamente l’equilibrio, allo scopo di logorarla e distruggerne l’efficienza al piu’ presto possibile.

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Eurogendfor, la nuova polizia europea con poteri illimitati

Segnalazione di don Floriano Abrahamowicz

Praticamente non ne ha parlato nessuno. Praticamente la ratifica di Camera e Senato è avvenuta all’unanimità. Praticamente stiamo per finire nelle mani di una superpolizia dai poteri pressoché illimitati. Che sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA

Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Domanda retorica: nessuno. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie.

Il Trattato Eurogendfor venne firmato a Velsen il 18 ottobre 2007 da Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Italia. L’acronimo sta per Forza di Gendarmeria Europea (EGF): in sostanza è la futura polizia militare d’Europa. E non solo. Per capire esattamente che cos’è, leggiamone qualche passo. I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4). Il raggio d’azione: «EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5). La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero – l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa EUROGENDFOR» (art. 3).

Ricapitolando: la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.

Ma non è finita. L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.

Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Come  ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno con due coglioni così, che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano.

La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti.

Alessio Mannino
www.ilribelle.com
28.02.2011

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Eurogendfor o Gendarmeria Europea questa “sconosciuta”…

(ASI) Eurogendfor o Gendarmeria Europea. Questo il nome della nuovissima e innovativa, se così si può definire, forza militare sub-europea indipendente, nata a seguito della ratifica da parte del Parlamento italiano del Trattato Velsen del 18 ottobre 2009. Trattato che porta, anche, la firma di Francia, Spagna, Portogallo. Il nuovo corpo speciale, che gode di poteri altrettanto speciali, ha sede a Vicenza e obbliga il Bel Paese a sborsare la bellezza di 191.200 euro annui, in principio destinati sembrerebbe alla lotta contro la desertificazione. Ma non è questo che fa riflettere, dato che il popolo italiano è ormai abituato a uno spreco incessante dei soldi pubblici, ciò che lascia sconcertati è che la notizia sia stata fatta scivolare nel buoi più inconsapevole dei cittadini. Buoi che apporta dei cambiamenti consistenti alla tanto acclamata Unione Europea. Unione che è sempre stata giudicata da capi dil governo, ministri e quant’altro, unica ancora di salvezza del vecchio continente. Ma andiamo al nocciolo della questione. Il nuovo coordinamento di natura politico – militare serve a gestire tutti i disordine causati da uno stato di crisi riscontrato dai paesi firmatari, perciò, qualora vi fossero insurrezioni a livello nazionale ci penserà la nostra Eurogendfor a mettere a tacere tutto e tutti. La Gendarmeria Euopea non avrà alcun limite nel proprio compito, infatti potrà indagare e sostituirsi a qualsiasi corpo militare nazionale senza che nessuno possa metterci bocca, perché lei non risponde a nessuno. E già, proprio così. È completamente libera di agire come meglio crede, nessuno potrà intromettersi nei suoi “affari”. Una sicurezza in più per questa Europea ormai giunta al baratro. Se però nelle testate nazionali la notizia non è stata assolutamente trattata, il web impazza e grida disperatamente giustizia e libertà, preoccupato per un “1984” alla George Orwell percepito e percepibile. A questo punto non c’è che domandarsi del perché a firmare siano stati solo Francia, Spagna, Portogallo e Italia per una nuova armata europea che può intervenire sotto egida di Nato e Onu. C’è già chi ci vede lo zampino del gruppo Bildemberg per la costituzione del Nuovo Ordine Mondiale e chi semplicemente lo vede un oltraggio alla nazionalità del popolo. Solo il tempo potrà dare risposte a quesiti che al momento continuano ad aleggiare nell’aria.

Elena Testi – Agenzia Stampa Italia

Fonte: http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11672%3A-eurogendfor-o-gendarmeria-europea&catid=3%3Apolitica-estera&Itemid=35

Immagine tratta da “Informazione Libera” su Facebook

Vedi anche: Eurogendfor, la nuova polizia europea con poteri illimitati

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L’Eurogendfor non deve Rispondere a Nessuno

Segnalazione di Cardesio Cartesio

DI MARCO CANESTRARI 

Ogni informazione contenuta in questo testo deriva direttamente da fonti ufficiali

Il 12 giugno 2010, dopo la ratifica della Camera e del Senato senza nessun voto contrario, il trattato di Velsen entra in vigore in Italia. Questa legge istituisce la Forza di Gendarmeria Europea (Eurogendfor o EGF), già attiva a tutti gli effetti, con quartier generale a Vicenza.

Cosa è L’Eurogendfor?
E’ il primo Corpo ad ordinamento militare dell’Unione Europea a carattere sovranazionale, operativo, pre-organizzato, forte e spiegabile in tempi brevi.

A chi deve Rispondere?
La sua direzione è affidata, oltre che al comandante stesso (attualmente il portoghese Jorge Esteves), ad uno specifico comando interministeriale (il CIMIN, con sede a Vicenza), composto dai ministri competenti di ciascun paese, e tenuti a rispondere solo a sé stessi. La EGF gode quindi di piena autonomia. Non è alle dipendenze né sottoposto al controllo dei Parlamenti nazionali o del Parlamento europeo.

A Cosa Serve?
Serve ad eseguire tutti i compiti di polizia previsti nell’ambito delle operazioni di gestione delle crisi. L’art.4 della stessa legge dichiara che, tra le altre cose, rientra nei compiti dell’Eurogendfor: Controllo, supervisione e formazione della polizia nazionale, compreso il lavoro di indagine penale. Eseguire compiti di polizia giudiziaria. Acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence. Condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico, proteggere le persone e i beni in caso di disordini.

Può Essere Toccato?
L’articolo 21 del trattato di Velsen, con cui viene istituito questo corpo d’armata sovranazionale, prevede l’inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor.
L’articolo 22 immunizza le proprietà ed i capitali di Eurogendfor da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli stati nazionali.
L’articolo 23 prevede che tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere intercettate.
L’articolo 28 prevede che i Paesi firmatari rinuncino a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni.
L’articolo 29 prevede infine che gli appartenenti ad Eurogendfor non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in tutti quei casi collegati all’adempimento del loro servizio.

Che fine fanno Carabinieri e Polizia?
La legge di ratifica n° 84 del trattato di Velsen riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Lo scrive addirittura il sito dell’ U.N.A.C. (Unione Nazionale Arma Carabinieri): “L’U.E. impone la smilitarizzazione dell’Arma e l’accorpamento dei carabinieri alla Polizia di Stato. L’Arma dei carabinieri in un futuro più o meno prossimo, ma certamente non remoto, è destinata ad un inevitabile scioglimento”.

Conclusioni
In parole povere la legge dice che l’Eurogendfor è un corpo di superpoliziotti militari che dirigono le altre forze di polizia, in grado di svolgere missioni in Europa intervenendo rapidamente in zone di crisi ed anche nelle piazze. Non rispondono direttamente delle loro azioni né allo stato né all’Unione Europea. Sono inviolabili i loro capitali, edifici, archivi e comunicazioni. Non possono essere arrestati nemmeno a seguito di una sentenza emanata contro di loro e non sono tenuti a rispondere dei danni che procurano alle proprietà altrui. Per il dispiegamento operativo delle loro forze è sufficiente l’accordo fra una manciata di persone: Il Comandante e i ministri dei paesi firmatari. Questa è Legge.

La legge dovrebbe nascere per servire la società e non per rendere la società servitrice

FONTI:
EUROGENDFOR – Sito Ufficiale
TRATTATO DI VELSEN – Fotocopia firmata
LEGGE DELLA REPUBBLICA ITALIANA 14 maggio 2010, n. 84 (entrata in vigore 12/06/2010)U.N.A.C. – Sito Ufficiale

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EuroGendFor. L’esercito privato della UE è in procinto di partire per la Grecia.

Non tutti conoscono questa unità segreta che risponde al nome di «EuroGendFor». Il quartier generale di questa speciale task force di 3000 uomini si trova a Vicenza, Italia. L’ex ministro della Difesa francese Alliot-Marie ha iniziato la formazione di questa truppa, dopo le sempre più comuni forme di battaglie di strada e saccheggi provocati da giovani in Francia. L’«EuroGendFor» è allo stesso tempo, polizia, polizia giudiziaria, esercito e servizi segreti. Le competenze di questa unità sono praticamente illimitate. Essa deve, in stretta collaborazione con i militari europei, garantire la “la sicurezza nei territori di crisi europei”. Il suo compito è principalmente quello di sopprimere le rivolte. Sempre di più Stati membri dell’Unione Europea aderiscono al «EuroGendFor»
I governi europei sanno esattamente cosa li attende. Per evitare di dover usare i loro propri eserciti contro i cittadini del paese, le truppe paramilitari della “Forza di Gendarmeria Europea” è stata fondata in segreto. In teoria, si può ricorrere alla FEG ovunque vi sia una crisi. E’ ben stabilito nel Trattato di Velsen che regola gli interventi dell’EuroGendFor. Il suo motto motto è il seguente: “Lex paciferat” – che può essere tradotto come: “La legge porterà la pace”. Si sottolinea “il principio della stretta relazione tra l’imposizione dei principi giuridici e la restaurazione di un ambiente sicuro e protetto.”
Un “consiglio di guerra” sotto forma di un comitato interministeriale composto dai ministri della Difesa e la Sicurezza dei paesi membri dell’Unione europea partecipanti, decide la strategia di intervento. La truppa può essere attivata su richiesta o dopo decisione dell’UE
All’articolo 4 del Trattato Costitutivo sui compiti e gli impegni si legge: “È possibile ricorrere alla FEG per proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine.” I soldati di questa unita’ paramilitare dell’Unione europea devono rispettare la legge vigente dello Stato in cui operano e avungue vengano distribuiti, ma tutti gli edifici e tutti i terreni che venano presi dalle truppe divengono estraterritoriali e non sono più accessibili dalle stesse autorità dello Stato in cui operano. Il mostro dell’Unione europea abroga inoltre il diritto nazionale anche in caso di antisommossa. 
L’«EuroGendFor» è una truppa di polizia paramilitare e servizi segreti che possono rapidamente operare. Unisce tutti i poteri e mezzi militari, di polizia e servizi segreti che puo’essere utilizzaa come consultante dalle forze di polizia nazionali e dall’esercito, dopo essere stata commissionata da una unità di crisi interministeriale in ogni sede per la lotta contro le rivolte, ecc. Il ministero federale della Difesa ha elogiato l’EuroGendFor sui propri siti web, scrivendo:

“Polizia e esercito. Una gendarmeria europea promette la soluzione”.

L’EuroGendFor è ancora quasi completamente sconosciuta e nell’ombra. Ma non rimarrà a lungo tale. Sempre più persone vengono spinti dalla povertà e dalla politica di gestione disperata ed erronea della crisi, più queste truppe ricche di poteri illimitati dovrà “regolare” la situazione. I capi di stato europei si renderanno conto con gratitudine che non saranno obbligati ad usare le proprie forze di polizia e dell’esercito contro i propri cittadini.

Il trattato di Velsen
18 ottobre 2007
TRATTATO Tra il Regno di Spagna, la Repubblica Francese,la Repubblica Italiana, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica Portoghese,per l’istituzione della Forza di Gendarmeria EuropeaEUROGENDFOR Il Regno di Spagna,la Repubblica Francese,la Repubblica Italiana,il Regno dei Paesi Bassiela Repubblica Portoghese

Leggere il trattato qui:
http://www.vocidallastrada.com/2012/05/eurogendfor-lesercito-privato-della-ue.htmlTratto da: EuroGendFor. L’esercito privato della UE è in procinto di partire per la Grecia. | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/05/01/eurogendfor-lesercito-privato-della-ue-e-in-procinto-di-partire-per-la-grecia/#ixzz2CEJyK06Z
– Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

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L’Eurocrazia di prende l’Arma, per operazioni speciali!

DI SOLANGE MANFREDI
paolofranceschetti.blogspot.com

«Aboliscono i Carabinieri», sussurra un maresciallo preoccupato. Per un inspiegato decreto eurocratico, non devono più esistere Polizie militari nei Paesi europei. Entro il 2011, se abbiamo capito qualcosa dell’ambiguo e silenzioso progetto, il nostro maresciallo preoccupato non sarà più «maresciallo» ma ispettore; l’appuntato diverrà «assistente», un brigadiere capo sarà sovrintendente, insomma saranno trasformati in agenti di polizia civili, senza stellette. Dipendenti degli Interni e non della Difesa. I Paesi che non aboliranno la loro Polizia militare andranno incontro a gravi sanzioni europee.

E tutto ciò, avviene nel più completo silenzio e senza la minima protesta. I Carabinieri sono, fra le istituzioni, quella che gode della maggiore e più costante fiducia dell’opinione pubblica; costantemente, i sondaggi mostrano che gli italiani lo sentono il corpo più sicuro, colonna storica della nazione: possibile che nessun politico o giornale sollevi la questione?
Che tutti in silenzio accettino la cancellazione di un ente di così precisa identità, con due secoli di storia e tradizione militare?

L’Arma ha da poco conquistato lo status di quarta forza armata (alla pari con l’Esercito, l’Aviazione, la Marina), ossia un’autonomia che gli alti ufficiali hanno fortemente voluto (e brigato, con la loro potenza ragguardevole presso la politica); è possibile che i generali adesso cedano quella autonomia ed autogoverno senza fiatare? Per quanto «usi a obbedir tacendo», la cosa appare strana.

La risposta si trova forse nel fatto che non tutti i carabinieri passeranno alla Polizia di Stato. Una parte del personale – soprattutto gli ufficiali – rimarrà nell’Arma, e manterrà le sole funzioni di polizia militare: non più però come corpo al servizio dell’Italia, ma come corpo sovrannazionale.

Confluendo in un nuovo leviatano eurocratico, denominato «Eurogendfor», orwelliana sigla per Forza di Gendarmeria europea. (http://www.eurogendfor.eu/)

Eurogendfor è nata in Olanda il 18 ottobre 2007 col «trattato di Velsen» (uno dei tanti trattati di cui i cittadini non sanno nulla), firmato dai Paesi che sono dotati di Polizie militari: Francia (Gendarmerie), Spagna (Guardia Civil), Portogallo (Guardia nacional) e Olanda (Marechaussée) e ovviamente, per l’Italia, i Carabinieri.

Eurogendfor è una super-polizia sovrannazionale. Cioè (articolo 5) «a disposizione della UE, dell’OSCE, della NATO o di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche». Una forza «pre-organizzata e dispiegabile in tempi rapidi» e capace «di eseguire tutti i compiti di polizia previsti nell’ambito delle operazioni di gestione delle crisi».

Quali crisi? Si allude cripticamente a quelle definite «nel quadro della dichiarazione di Petersberg». Così, ecco un altro trattato ignorato dai cittadini. Poche righe ufficiali avvertono che «Il Consiglio ministeriale della UEO, riunito a Petersberg, presso Bonn, approvò, il 19 giugno 1992, una Dichiarazione che individuava una serie di compiti, precedentemente attribuiti alla stessa UEO, da assegnare all’Unione Europea; le cosiddette ‘missioni di Petersberg’ sono le seguenti: missioni umanitarie o di evacuazione, missioni intese al mantenimento della pace, nonché le missioni costituite da forze di combattimento per la gestione di crisi, ivi comprese operazioni di ripristino della pace». (http://europa.eu/scadplus/glossary/petersberg_tasks_it.htm)

Ea UEO è un vecchio arnese dell’atlantismo bellico, sopravvissuto alla guerra fredda. Adesso scopriamo che parte dei suoi compiti sono stati assunti dalla UE. E che i Carabinieri fanno parte di una forza armata permanente per «interventi umanitari», «guerra al terrorismo» ed altre guerre senza fine e non dichiarate, come sono diventate d’attualità dopo la scomparsa del Nemico sovietico. Evidentemente, questi conflitti devono essere resi permanenti. I nuovi carabinieri de-nazionalizzati interverranno in tutto il mondo. Non è chiaro se interverranno anche per sedare «crisi» sociali in Europa, contro i loro stessi cittadini. Apparentemente sì: Eurogendfor potrà svolgere sul suolo italiano tutte le attività sopra descritte. Si aspettano chiarimenti.

La formazione del corpo militare eurocratico è già avanzata. A Gennaio, Maroni ha inviato (alla chetichella) osservatori in Francia per studiare le soluzioni adottate da Sarkozy per la denazionalizzazione della Gendarmerie e la riduzione dei suoi membri di basso livello a poliziotti.

Uno degli aspetti inquietanti è la sede scelta per Eurogendfor: la caserma dei carabinieri «Generale Chinotto», che si trova a Vicenza. La stessa città dove è situata la più grande base militare statunitense in Italia, base che non è a disposizione della NATO ma soltanto del Pentagono, che vi mantiene un buon numero di testate nucleari.

Gli americani avranno voce in capitolo nell’ordinare le «missioni» per Eurogendfor? Viste le comprovate politiche subalterne dell’eurocrazia, il sospetto è lecito. Potrebbe chiarirlo la lettura accurata del trattato di Velsen: un trattato che non è dato leggere da nessuna parte. Non è stato allegato nemmeno alla proposta di legge della costituzione di Eurogendform per la parte italiana, presentata il 28 dicembre 2009. Vi è solo un riassunto del trattato, ad istruzione dei parlamentari che devono ratificarlo. E’ allegata anche la «dichiarazione d’intenti» firmata nel 2004, ma il trattato di Velsen (che consta di 47 articoli) no. Curioso.

E chi comanda su Eurogendfor? Un comitato interministeriale (orwellianamente CIMIN) con sede pure a Vicenza, composto dai rappresentanti ministeriali dei Paesi aderenti (per l’Italia, Difesa ed Esteri). Questo CIMIN esercita in esclusiva il «controllo politico» sulla nuova Polizia militare e decide di volta in volta le condizioni di ingaggio di Eurogendfor; e al Cimin solo Eurogendfor risponde. In altre parole, Eurogendfor non risponde ad alcun Parlamento, nè nazionale nè europeo.

E se già così la cosa appare di una gravità assoluta, (una forza di Polizia militare sovranazionale che non risponde delle proprie azioni ad alcun parlamento, ma solo ad un comitato interno) è leggendo il disegno di legge numero 3083 – A, passato al Senato (anche in questo caso nel più assordante silenzio) il 4 marzo 2010, che si coglie la assoluta pericolosità di tale struttura.

Infatti leggendo gli atti si scopre che la Eurogendfor (già assolutamente attiva e funzionante benché l’Italia ancora non abbia ratificato), SOSTITUENDO e/o rinforzando le forze di polizia aventi status civile, può compiere un ampio spettro di attività:

– garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico;

– eseguire compiti di polizia giudiziaria;

– monitorare la polizia locale nell’adempimento dei propri servizi

– compiere investigazioni criminali

– dirigere la pubblica sorveglianza

– regolamentare il traffico

– operare come Polizia di frontiera

– acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence

– proteggere la popolazione e la proprietà,

– ecc..

Ma ancora non basta, perché questa super Polizia sovranazionale gode anche di una sorta di totale immunità a livello internazionale. Infatti, leggendo il trattato si apprende che:

Articolo 21) i locali, edifici, archivi (anche informatici ed anche se non ivi presenti) appartenenti ad Eurogendfor sono inviolabili;

Articolo 22) le proprietà ed i capitali di Eurogendfor sono immuni da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria;

Articolo 23) tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possono essere intercettate;

Articolo 28) i Paesi firmatari rinunciano a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni. L’indennizzo non verrà richiesto neanche in caso di ferimento o decesso del personale di Eurogendfor;

Articolo 29) gli appartenenti ad Eurogendfor non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in uno specifico caso collegato all’adempimento del loro servizio.

E’ stata, in altri termini, creata una sorta di struttura militare sovranazionale che potrà operare in qualsiasi parte del mondo, sostituirsi alle forze di Polizia locali, agire nella più totale libertà (leggi immunità) e che, al termine dell’ingaggio, dovrà rispondere delle sue azioni al solo comitato interno.

Ora diventa forse più chiaro perché nessun vertice dell’Arma dei Carabinieri ha mosso alcuna obiezione alla legge di riforma che la vuole sotto le dirette dipendenze del ministero dell’Interno.

A finire sotto quel ministero saranno solo i sottufficiali e la truppa. Per gli ufficiali, l’Arma aumenta il suo potere: dovrà rispondere solo al CIMIN (ovvero a ufficiali e rappresentanti del ministero Esteri e Difesa); manterrà i suoi poteri in Italia e anzi nel mondo, e facendo parte dell’Eurogendfor, godendo di privilegi e immunità che prima non avevano, fino ad una totale immunità e insindacabilità. Lo status di cui già godono anche più inquietanti «istituzioni» europee, da Eurojust (procuratori d’accusa) e Europol, anch’essi insindacabili e persino sconosciuti ai cittadini europei – ammesso che siamo ancora cittadini.

Solange Manfredi
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/03/leurocrazia-si-prende-larma-per.html
24.03.2010

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Polizia antisommossa straniera forse già operativa in Grecia

Data: Giovedì, 20 ottobre @ 08:30:00 CDT
Argomento: Europa

DI DAVID MALONE
golemxiv.co.uk

Lo sapevate che l’UE ha la sua polizia anti-sommossa in grado di operare in qualsiasi paese Europeo, che non risponde direttamente a nessuno di loro? No, nemmeno io lo sapevo.

Si chiama Gendarmeria Europea (Eurogendfor). Ha la sua base in Italia, ma è finanziata e gestita dai sei paesi firmatari che sono Francia, Italia, Olanda, Spagna, Portogallo e Romania. Tuttavia, secondo il Trattato

La Gendarmeria è appositamente istituita per affrontare sommosse e disordini civili e, come enuncia il Trattato, deve essere

… esclusivamente composta da elementi delle forze di polizia a statuto militare.

Guardate la foto. Quante forze di polizia, anche anti-sommossa, che voi sappiate, usano l’attacco a baionetta?

La forza è composta da 3000 uomini con sede in Italia, in due brigate di rapida implementazione. Dal momento che la Grecia non è membro di Eurogendfor, pochi, o nessuno, dei suoi agenti/soldati (?) parlerà greco. Eppure, ora possono operare in Grecia. Ho verificato con degli amici ad Atene e mi dicono è vero. Ho anche contattato – o provato a contattare – direttamente Eurogendfor per due volte, allo scopo di verificare i fatti. Tuttavia il contatto e-mail sul loro sito web non funziona. Si può compilare un modulo, ma nelle ultime 4 ore e mezza, quando premo invio ottengo questa risposta:

“Il server non è in grado di inviare la vostro richiesta. Per favore riprovare più tardi”.

Telefonando direttamente alla sede centrale, risponde un sistema automatizzato. C’è una opzione Ufficio Stampa ma riporta al menu principale di “benvenuto”, come fa anche ogni altra singola opzione. E’ andato avanti così tutto il giorno.

In altre parole c’è la facciata di un contatto, ma la realtà operativa è “Levati dalle palle, plebeo!”

Che cosa vuol dire se si scopre essere vero che il governo Greco ha ‘invitato’ una polizia anti-sommossa quasi militare fatta di personale di altre nazioni per operare in Grecia contro i propri cittadini? La polizia Greca non basta? I militari Greci non sono disposti a spaccare teste? Ci vogliono degli stranieri che lo facciano per te?

Che differenza c’è esattamente tra Eurogendfor e qualsiasi altra forza mercenaria? Il governo Greco potrebbe ‘invitare’ qualsiasi esercito privato. Non importa come inquadrare Eurogendfor, la realtà è che il popolo Greco non ha votato a favore di questo trattato e di certo non gli è stato chiesto se è d’accordo che delle forze straniere quasi militari possano operare in Grecia. Se questa storia si rivela essere vera, allora significa che il governo Greco, come tutti i governi nel corso della storia che hanno perso ogni legittimità con la loro stessa gente, cerca il sostegno militare di forze esterne con cui reprimere il proprio popolo. Una volta vista in questo modo, alla fine entra in gioco la parola tirannia. E questa parola ha conseguenze estremamente gravi.

Facciamo un passo indietro. I tagli in Grecia sono intimamente legati con il salvataggio delle banche Francesi e Tedesche, nonché con i proprietari Greci delle banche Greche. Il popolo Greco sta manifestando da mesi contro il “salvataggio”. Il governo Greco ha ignorato il suo popolo e ha scelto di eseguire gli ordini delle élites della UE, del FMI, della BCE e della maggior parte di tutte le banche a livello globale.

Ora si presume che una forza anti-sommossa militarizzata non-Greca potrebbe essere arrivata per imporre l’austerità. Quali ordini stanno davvero eseguendo? Gli interessi di chi starebbero servendo? Forse delle banche? La classe finanziaria ha ormai un proprio personale di polizia anti-sommossa da spedire ovunque la gente tenti di sfidarla, e dove la polizia locale può non essere abbastanza ‘affidabile’ al servizio degli interessi sovra-nazionali delle banche?

Naturalmente questo non è il ruolo per cui Eurogendfor è stato istituito. Lo so. Ma comunque è questo il modo in cui funziona in realtà?

Continuerò a cercare di parlare con chiunque a Eurogendfor, e vi farò sapere se mai si degnano di accettare una e-mail o rispondere al telefono. Non trattenete il respiro. Chi sono io, dopo tutto? Solo un cittadino, e cosa conta di questi tempi? Cittadino? Nel nuovo ordine o sei titolare di un bond, o non sei nessuno.

Versione originale:

David Malone, l’autore del blog, è documentarista della BBC e autore del libro Debt Generation

Fonte: http://www.golemxiv.co.uk
Link: http://www.golemxiv.co.uk/2011/10/foreign-riot-police-now-operating-in-greece
14.10.2011

Versione italiana:

Fonte: http://vocidallestero.blogspot.com
Link: http://vocidallestero.blogspot.com/2011/10/polizia-antisommossa-straniera-forse.html
20.10.2011

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Cyber-censura, anche un’azienda italiana vende software ai regimi

Reporter Senza Frontiere le definisce “mercenari dell’era digitale” e le cita nel rapporto pubblicato il 12 marzo, insieme ai 5 “Stati nemici di internet”: Bahrein, Siria, Cina, Iran e Vietnam. Tra le società c’è anche la Hacking Team di Milano

Cyber-censura, anche un’azienda italiana vende software ai regimi

Vendono i loro software di cyber-monitoraggio della rete a regimi dittatoriali che li utilizzano per dare la caccia ai giornalisti scomodi, stanare i blogger non allineati e reprimere i diritti fondamentali. Sono 5 aziende occidentali. Reporter Senza Frontiere le definisce “mercenari dell’era digitale” e le cita nel rapporto pubblicato il 12 marzo in occasione della Giornata Mondiale contro la Cyber-censura, insieme ai 5 “Stati nemici di internet”: Bahrein, Siria, Cina, Iran e Vietnam. Tra le aziende ce n’è anche una italiana, la Hacking Team di Milano. Mettono su un mercato da 5 miliardi di dollari due tipi di tecnologie: software in grado di monitorare la rete su larga scala e spyware capaci di sorvegliare singoli computer.

“I loro prodotti – si legge nel rapporto – vengono usati per commettere violazioni dei diritti umani e della libertà di informazione“. “Il mio pc era stato arrestato prima che lo fossi io”, raccontava il 15 novembre 2012 Karim Taymour, attivista siriano, ad un giornalista di Bloomberg. Durante l’interrogatorio, gli uomini di Assad gli avevano mostrato oltre mille pagine in cui erano riportate le sue chat su Skype e migliaia di altri file scaricati da remoto da un programma che aveva scandagliato il suo pc fin nell’ultimo, remoto andito dell’hard disk. “I suoi torturatori – si legge nel rapporto, conoscevano la sua vita quanto lui, come se avessero vissuto con lui nella sua stanza”. Avevano usato software prodotti da aziende occidentali. Reporter Senza Frontiere ne ha individuate 5. C’è la francese Amesys, che prima della Primavera araba aveva venduto a Muammar Gheddafi il sistema “Eagle”, capace di intercettare posta elettronica, Facebook e chat: il regime lo utilizzava per spiare giornalisti, attivisti e oppositori politici. Dal maggio del 2012 Amesys è sotto inchiesta in Francia per “complicità in atti di tortura”.

Gamma Group è una company inglese: secondo un rapporto del 25 luglio 2012 dell’organizzazione Citizen Lab, i suoi trojan sono stati usati per spiare vari docenti universitari britannici. Il software è talmente avanzato da riuscire a prendere il controllo della webcam e del microfono, copiare i file dal disco rigido e scaricare messaggi istantanei e mail. Blue Coat è un’azienda nata e cresciuta nella Silicon Valley. I suoi software sono stati utilizzati da Cina, India, Iraq, Russia, Kenya, Indonesia, Bahrein (secondo una lista, molto più lunga, stilata da Citizen Lab) per monitorare i pc degli oppositori e bloccare la diffusione di dati e contenuti. Trovicor, ex Nokia Siemens Network, invece, è una ditta tedesca che ha fatto affari con una lunga serie di Stati, dal Nord Africa al Golfo Persico: i suoi “monitoring center” hanno aiutato le autorità di vari Paesi protagonisti della Primavera araba a spiare i dissidenti e conoscere i luoghi e gli orari scelti per le manifestazioni di piazza, in modo da reprimerle prima che avessero luogo.

Poi c’è la milanese Hacking Team. Il suo gioiello è il Remote Control System, venduto a circa 50 clienti in 30 paesi di 5 continenti”, spiegava lo scorso agosto a Slate Magazine David Vincenzetti, cofondatore della compagnia. RCS è un file Trojan in grado di spiare chat di Skype e scattare istantanee con la webcam. Può infettare un pc tramite “l’apertura di un file di testo o l’invio di un sms”, recita la brochure, e “può monitorare fino a centinaia di migliaia di target.” Nel dicembre 2011 un’inchiesta dell’Espresso basata su file pubblicati da Wikileaks definiva l’Rcs la “cyberbomba tricolore”. Nel 2012, secondo un’inchiesta di Slate.com, la tecnologia è stata utilizzata dalle autorità del Marocco per controllare i computer di Mamfakinch.com, citizen media project premiato nel luglio 2012 da Google e dall’organizzazione Global Voices per “la difesa e la promozione delle libertà di parola su internet”. Pochi giorni dopo il riconoscimento, scrive il magazine, i suoi giornalisti ricevettero una mail contenente il trojan progettato da Hacking Team. La politica arranca. Sia gli Usa che l’Ue si sono dotati di strumenti legislativi mirano ad evitare “l’uso maligno delle tecnologie”. Ad aprile 2012 Obama aveva firmato un ordine esecutivo per bloccare le proprietà delle aziende che vendono i loro prodotti a Iran e Siria. L’11 dicembre, poi, il Parlamento Europeo ha approvato il il report Digital Freedom Strategy, che invoca il “bando delle esportazioni di tecnologie repressive verso i regimi autoritari” e chiede alla Commissione Ue di “agire contro la criminalizzazione della libertà di espressione in Rete”. Ma la strada verso il rispetto dei diritti fondamentali sul web resta ancora lunga.

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PROTESTE POPOLARI DIFFUSE ? ARRIVA L’ESERCITO SOVRANAZIONALE

  DI CARLO SCALZOTTO
contropiano.org

Non capita spesso che un sito finanziario si occupi (criticamente, per di più) di repressione sociale. Ma questo articolo dal sito Finanza No Stop incuriosisce davvero.

Austerità crescente… l’ultima Follia UE: l’Esercito Comune contro i DISPERATI

L’Esercito Comune contro i Disperati. Intanto in Polonia si reclutano i gorilla, stessa cosa nelle vie della moda milanesi e romane (abbiamo appena iniziato). Il Coinvolgimento del Gruppo Visegrad e gli incontri particolari di Merkel  e Hollande.

Bruxelles, Varsavia – La situazione di crisi ha messo in luce, anche in questi giorni, importanti segnali d’allarme.

Le popolazioni, esasperate dal debito pubblico e dalla mancanza di lavoro…protestano quotidianamente contro l’ignobile sistema che li costringe alla miseria.

Gli imperi centrali, sia politici che finanziari, insistono sull’esigenza immediata di sedare ogni possibile iniziativa di rivolta. Per questo motivo i principali esponenti delle nazioni centroeuropee, proprio in questi giorni, hanno discusso in merito alla necessità di instaurare un , che controlli efficacemente le popolazioni in protesta, che combatta aspramente i sentimenti ostili a questa bieca società. Evidentemente le forze dell’ordine nazionali non sono più in grado di combattere con decisione le manifestazioni di dissenso – malgrado la presenza dei dittatoriali : la polizia speciale Ue con poteri praticamente illimitati, alle dipendenze della stessa Nato e con sede a Vicenza – avendo più volte palesato loro stessi lo scontento generale che avrebbero dovuto contrastare.

L’ira dei popoli europei contro l’eurocasta

Ormai quando il giovane universitario ed il poliziotto si trovano uno di fronte all’altro, si corre troppo spesso il rischio che i due rintraccino nelle proprie coscienze un sentimento comune di esasperazione, essendo nati e cresciuti nella stessa nazione e condividendo più d’una preoccupazione.

Come ben sappiamo, però, gli strateghi della del mondo capitalistico internazionale, fomentano lo scontro da decenni e vogliono che le due categorie continuino a darsele di santa ragione.

Proprio per questo motivo occorre delegare una nuova forza militare per la gestione dei disordini interni ai paesi, magari delle nuove facce, con usi costumi e lingue diverse, ricreando lo scenario di guerra tipico dei tempi andati. source
Il quesito a questo punto è d’obbligo: dove reperire queste massicce quantità di persone disposte a scagliarsi contro i poveri paesi del sud europeo? Semplice! In Polonia!

Follia Ue – Pronto il Battaglione Speciale del Gruppo Visegrad.

Centinaia di soldati polacchi sono già pronti per essere schierati negli scenari di crisi.

Appena due giorni fa il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno incontrato i membri del gruppo Visegrad, composto da Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e, per l’appunto, Polonia. Sulla falsa riga dell’esempio americano ed europeo, anche i paesi ti tradizione slava si sono dati da fare per mettere su in quattro e quattr’otto una loro congrega internazionale d’interessi politici ed economici. Così dopo aver ricevuto i complimenti dei due leader d’oltralpe per aver affrontato al meglio la crisi, a differenza nostra, i membri del V4 hanno proposto l’intervento di un ”battaglione speciale del gruppo Visegrad”.

Tremila mercenari pronti ad essere sguinzagliati entro il 2016.

Circa tremila soldati, entro il 2016 sulle strade europee, tutti addestrati a manganellare disperati in rovina, vittime della bank-usura. Il quotidiano slovacco ”Pravda” rivela i particolari del piano, chiaramente sconcertanti: ”La Polonia fornirebbe la maggior parte della forza militare dell’unità, fino a 1.600 soldati, mentre la Repubblica Ceca contribuirebbe principalmente con medici e strutture logistiche, l’Ungheria con ingegneri militari e la Slovacchia con esperti sulle armi di distruzione di massa”. Purtroppo, nella storia passata, abbiamo vissuto più volte momenti come questo e, se qualcosa abbiamo imparato, è proprio che l’ultilizzo di mezzi coercitivi come questo non possono essere tollerati. Pertanto intendiamo  manifestare la nostra indignazione, tenendo ben a mente i principi sui quali si fonda la civiltà. Lao Tzu, filosofo cinese del quinto secolo avanti Cristo, disse: ‘‘Dove s’accampano gli eserciti crescono sterpi e rovi; al seguito di grandi guerre ci sono anni di carestia”. Questa frase, oggi, sembra attuale più che mai.

* dal sito FinanzaNoStop, che si presenta così:

FinanzaNoStop è un Blog finanziario indipendente on-line che si rivolge a tutte le categorie di investitori (professionisti e non) e fa parte dei blog di Finanzaonline, Finanza.com e Borse.it, fornendo un servizio di informazione finanziaria che consenta anche a coloro che non possono seguire l’andamento borsistico in tempo reale, di investire nel mercato finanziario attraverso strategie pianificate con semplici segnali di ingresso ed uscita.

Carlo Scalzotto

tratto da http://www.contropiano.org

18 marzo 2013

NR: Sul vertice tra Germania, Francia e paesi del Gruppo di Visegrad Contropiano ha già scritto. Vedi:
http://www.contropiano.org/news-politica/item/15019-la-germania-arruola-l’europa-dell’est-?

Fonte: http://www.senzasoste.it
Link: http://www.senzasoste.it/internazionale/proteste-popolari-diffuse-arriva-l-esercito-sovranazionale
19.03.2013

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Bruxelles rafforza i poteri della polizia europea

di Andrea Perrone

L’agenzia di polizia dell’Unione europea con sede a L’Aja, Europol, vedrà rafforzati i suoi poteri e le sue capacità operative per implementare le attività di controllo nell’ambito di una proposta avanzata dai tecnocrati della Commissione europea.
Il progetto di regolamento impone agli Stati membri di alimentare l’agenzia con più dati, per migliorare la loro cooperazione riguardo ai crimini transfrontalieri e alle indagini. “L’Ue ha bisogno di una agenzia efficace ed economicamente efficiente per aiutare gli Stati membri a combattere la grave criminalità transfrontaliera e il terrorismo”, ha sottolineato in un comunicato il Commissario europeo per gli Affari interni, Cecilia Malmström (nella foto).
L’agenzia per l’elaborazione dei dati sarà anche rinnovata con mezzi altamente tecnologici per produrre risultati più efficienti con le informazioni già in suo possesso. Il regolamento prevede per l’agenzia di adottare un “privacy by design” approccio, con garanzie supplementari che permettano “all’Europol di adeguare la propria architettura IT per le sfide future e le esigenze delle autorità incaricate dell’applicazione della legge nell’Unione europea”. Malmström ha dichiarato che i cambiamenti rafforzeranno la protezione dei dati personali e aumenteranno le responsabilità di Europol nei confronti dell’Europarlamento e dei parlamenti nazionali. Parole che sembrano vere, ma nascondono ben altre verità, ovvero che l’unità prospettata servirà a controllare meglio chi ha posizioni politiche divergenti rispetto a quelle dei tecnocrati di Bruxelles e Francoforte. Posizioni molto diffuse a causa delle tensioni sociali crescenti merito delle politiche di austerità imposte dalla troika dell’usura internazionale e approvate dai governi nazionali.

Nel frattempo, l’Accademia europea di polizia, Cepol, verrà spostata dal Regno Unito e si fonderà con Europol, che ha la sua sede a L’Aja. La Commissione europea afferma che la fusione permetterà di risparmiare circa 17,2 milioni di euro per il periodo che va dal 2015 al 2020. Il College britannico ha rappresentato la prima agenzia Ue le cui spese di bilancio sono state bloccate dall’Europarlamento nel 2010 per una cattiva gestione. Il capo di Europol Rob Wainwright aveva in passato espresso una certa riluttanza sulla fusione di Cepol con l’agenzia di polizia Ue. Nel mese di gennaio, aveva sottolineato ai ministri britannici che l’Europol era stata già spremuta per i finanziamenti quando ha realizzato una nuova struttura per la lotta alla criminalità informatica.
“Se l’affare è quello di prendere un altro compito grande, ma ancora più fondi, allora preferirei non sia disponibile in tutto”, ha dichiarato. La Malmström ha annunciato la creazione di un centro per lotta alla cybercriminalità esattamente un anno fa. La Commissione intende trasformare l’Europol in un hub per la condivisione delle informazioni e delle analisi su reati ritenuti gravi. La riforma dovrebbe comprendere anche la formazione della polizia, hanno fatto sapere i Soloni di Bruxelles. Da parte sua, il gruppo Statewatch con sede a Londra che si occupa delle libertà civili ha delle riserve su come i dati vengono utilizzati da persone come Wainwright. E ricorda una relazione presentata nel 2011 dall’Europarlamento in cui si rileva che Europol aveva in suo possesso dei dati di un gruppo di 33 giovani donne, che venivano definite delle prostitute e sospettate di attività criminali. Ma successivamente è risultato che la maggior parte delle giovani erano soltanto vittime del traffico di esseri umani e che “non c’erano prove sufficienti per tenerle come sospettate nel sistema di Europol”.
Il rappresentante di Europol nel Regno Unito ha notificato all’agenzia il problema. Ma i dati riguardanti queste donne erano ancora memorizzati nel database della polizia europea, trascorso ormai un anno, nonostante la segnalazione proveniente dalla Gran Bretagna avesse sostenuto e dimostrato il contrario. Le mani nuovo regolamento sul controllo esterno della protezione dei dati di Europol al garante europeo della protezione dei dati.
“I diritti individuali, lesi dal trattamento dei dati da parte di Europol, saranno rafforzati”, ha osservato la Commissione Ue e i suoi tecnocrati sempre pronti a salmodiare la filastrocca dei diritti umani. Ma che questo avvenga veramente è sempre bene dubitarne. Intanto l’unificazione delle due sedi, quella di Londra e quella de L’Aja, rappresenta un passaggio che non promette niente di buono per i popoli e i cittadini europei, come dimostra la vicenda delle donne vittime del traffico di essere umani. Chiunque sia ritenuto avverso al sistema politico-economico attuale potrebbe essere schedato e considerato pericoloso da tutte le polizie dell’Unione europea e non solo. Un metodo questo per controllare, frenare e annullare qualsiasi tipo di tensione sociale che lentamente nell’Ue sta crescendo a causa della politica di austerità della troika dell’usura internazionale che annienta il futuro dei popoli europei.

Fonte: Rinascita – tratto da losai.eu – Segnalazione www.nocensura.com

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UE si appresta a regolamentare motori ricerca internet

Nathan Allonby – Tradotto da Anna Moffa

Un nuovo rapporto della Commissione europea raccomanda la regolamentazione delle notizie in internet, attraverso la modificazione dei motori di ricerca per controllare l’accesso ai “luoghi della cospirazione”, la creazione di agenzie stampa europee governative e la formazione di nuovi “quadri di giornalisti professionisti … per … scienza, tecnologia, finanza o medicina “.

Il rapporto sollecita anche i politici europei e i leader delle istituzioni europee a tenere conferenze stampa regolarmente, ad emergere dalle ombre e a prendere il centro della scena come veri leader europei. Questo segna l’inizio di una nuova era per l’Unione europea, e per il suo controllo sui media. Se state leggendo questo negli Stati Uniti o in Canada, siate consapevoli del fatto che ciò che succede in Europa potrebbe accadere anche in America del Nord, a causa dell’ Area di cooperazione euro-atlantica. Si tratta di un processo di convergenza attraverso il quale l’Europa e il Nord America adotteranno politiche simili su “libertà”, giustizia e sicurezza, da attuare entro il 2014, cosa che sembra si possa applicare alle ultime proposte sui media.

Il rapporto ( mezzi di informazione liberi e pluralistici per sostenere la democrazia europea ) è stato pubblicato questo mese da un Gruppo di Alto Livello (GAL), istituito dalla Commissione europea, e che includeva l’ex presidente della Lettonia e un ex ministro della giustizia tedesco. Il criterio alla base di questo rapporto è stato in una costante fase di elaborazione per qualche tempo. Gli obiettivi descritti nel 2011 includevano: – la possibilità di “riconquistare” la libertà di stampa, con particolare riferimento ad alcuni paesi specifici, tra cui Ungheria, Francia, Italia, Romania e Bulgaria, per aumentare i servizi d’informazione dell’Unione europea, e regolamentare i media internet e i social media come Twitter e Facebook. L’ultimo di questi obiettivi ha ricevuto attenzione da parte dell’UE dopo i disordini di Londra. (Cfr. La stampa in Europa: la libertà e il pluralismo a rischio | EurActiv )
Alcuni dei punti chiave del rapporto sono i seguenti:
L’UE chiede l’autorità legale (“competenza”) per regolare la stampa e i media d’informazione.
In questo contesto, la relazione non offre alcuna definizione di ciò che costituisce “giornalismo” e di ciò che sarà regolato, ma raccomanda piuttosto “il dibattito tra tutte le parti interessate su … orientamento per i giudici”.

Una gran parte della relazione riguarda i mezzi di comunicazione, internet e i nuovi motori di ricerca. Si propone l’inclusione dei motori di ricerca nella regolamentazione dei media.
La relazione approva in particolare i commenti di Cass Sunstein su internet ed estremismo. La relazione del GAL dice che “Cass Sunstein, ad esempio, solleva preoccupazioni sul fatto che Internet consentirà alle persone di essere meno impegnate nella società, viste le capacità crescenti di filtraggio personalizzato e la presenza decrescente di … giornali … indubbiamente un impatto potenzialmente negativo sulla democrazia … possiamo arrivare a leggere e sentire quello che vogliamo, e nient’altro che quello che vogliamo. La preoccupazione è che le … persone dimentichino che le alternative esistono e diventino così incapsulate in posizioni rigide da ostacolare la costruzione del consenso nella società.” Il rapporto continua, “l’isolamento e la frammentazione dell’informazione, insieme all’incapacità di controllare e valutare le fonti, possono avere un impatto negativo sulla democrazia”.
Per far fronte a questo, si propone l’inclusione dei motori di ricerca nella regolamentazione dei media. Si evidenzia che i motori di ricerca hanno un notevole impatto sul contenuto visualizzato e sull’importanza con la quale viene presentato: – “Il nuovo ambiente mediatico aumenta l’importanza dei ‘gate-keepers’, intermediari digitali che sono la via di accesso ad Internet (ad esempio, i motori di ricerca e i social network) … Per questi attori, solo l’UE ha la capacità effettiva di regolarli”
I siti che riproducono articoli (“aggregatori di notizie” e “intermediari digitali”) potrebbero essere oggetto di nuove restrizioni per imporre un contenuto equilibrato. Il rapporto afferma che “gli intermediari digitali, come i motori di ricerca, aggregatori di notizie, social network … dovrebbero essere inclusi nel monitoraggio del settore. Il ruolo sempre più rilevante che essi esercitano nel migliorare o limitare il pluralismo dei media deve essere preso in considerazione, soprattutto quando iniziano a produrre contenuti. Tuttavia, bisogna fare attenzione a distinguere tra i media che pubblicano lavoro direttamente, e servizi che consentono agli utenti di ripubblicare o linkare il lavoro di altre persone. ”
Si propone una sovvenzione a sostegno del giornalismo responsabile, del giornalismo che soddisfa determinati criteri – “Ci dovrebbe essere razionalizzazione e coordinamento del sostegno e del finanziamenti per un giornalismo di qualità”.
Il rapporto suggerisce che ci dovrebbero essere borse di studio per la formazione di giornalisti investigativi – “al fine di costruire quadri di giornalisti professionisti competenti per operare nel giornalismo investigativo, borse giornalistiche dovrebbero essere offerte [presso le] Università e i centri di ricerca … finanziate dalla UE. Le borse di studio … sarebbero particolarmente utili per il giornalismo investigativo, o per addestrare i giornalisti alla mediazione tra temi complessi quali la scienza, la tecnologia, la finanza o la medicina e il grande pubblico. ”
Il rapporto suggerisce che “l’alfabetizzazione mediatica dovrebbe essere insegnata nelle scuole a partire dal liceo. Il ruolo che i media svolgono in una democrazia funzionante dovrebbe essere attentamente esaminato nel quadro dei piani di studio nazionali”.
“Il GAL fa riferimento alla fondazione del Centro per il Pluralismo e la Libertà dei Media a Firenze nel dicembre 2011, incaricato di dare vita a studi politici e documenti” e “al finanziamento di progetti di ricerca come MEDIADEM (politiche europee in materia di media: valorizzazione e recupero di mezzi di informazione liberi e indipendenti nei sistemi democratici contemporanei) ”
L’Agenzia europea per i diritti fondamentali viene presentata come uno dei principali attori della strategia.
L’UE diventaterebbe una presenza regolare nei telegiornali. Si suggerisce che “gli attori politici dell’Unione europea hanno una speciale responsabilità nell’attivazione di … copertura stampa europea. I presidenti delle istituzioni dell’Unione europea dovrebbero organizzare regolarmente interviste con … i media nazionali in tutta l’UE. ”
Si suggerisce inoltre che “i finanziamenti per le reti multimediali europee transnazionali (inclusi gli elementi quali oneri per i costi di traduzione, di viaggio e di coordinamento) dovrebbero essere una componente essenziale della politica europea sui media. Il sostegno ai giornalisti specializzati in tematiche transnazionali dovrebbe essere incluso in tali finanziamenti. ”

Su quanto pubblicato sopra si potrebbero fare le seguenti osservazioni e commenti:

Molti sono sorpresi che il primo ministro David Cameron e il governo del Regno Unito si siano rifiutati di creare un nuovo regolamento per la stampa in risposta alla relazione Leveson. Forse perché erano già in attesa della relazione del Gruppo ad Alto Livello e di un piano d’azione coordinato a livello europeo? Sembra che il governo britannico stia promuovendo i controlli sui social media a causa dei disordini estivi del 2011. Il pubblico britannico si è abituato al riciclaggio della politica, laddove il governo britannico spinge l’UE a introdurre misure impopolari, e accusa di questo qualcun altro.
Le proposte di controllo sui motori di ricerca devono essere considerate sintomatiche. Le proposte controllerebbero l’accesso alle informazioni, piuttosto che i media semplicemente.
La tecnologia per modificare i risultati di ricerca è già molto sofisticata, essendo stata perfezionata in Cina per oltre un decennio. Google ha recentemente abbandonato le funzioni anti-censura del suo motore di ricerca – secondo alcuni a causa della pressione del governo cinese, che aveva ridotto l’accesso ai servizi di Google. Nel frattempo i controlli cinesi su internet sono diventati notevolmente più sofisticati, per esempio, con la capacità di rilevare e tagliare le connessioni quando sono in funzione Tor, Onion, crittografia o le reti Virtual Privacy Networks (VPNs).
Rispetto alla “costruzione del consenso nella società”, anche se la relazione europea del GAL dice “Chiaramente non è possibile costringere le persone ad utilizzare i media che non vogliono”, allo stesso modo nulla nella relazione sembra escludere la restrizione dell’accesso a determinati materiali o punti di vista.
Le raccomandazioni europee del GAL dovrebbero essere viste come proposte, sia nell’Unione europea che nel Regno Unito, di memorizzare le ricerche su Internet e i siti web visitati. La Direttiva sulla conservazione dei dati nel settore delle telecomunicazioni dell’UE attualmente è in fase di revisione e il Parlamento europeo ha votato nel 2010 perché fosse estesa alla registrazione di tutte le ricerche su Internet.
La relazione del GAL è una descrizione sommaria di principi generali, i cui dettagli non sono ancora disponibili.
La presente relazione segna l’annuncio pubblico di una guerra a lungo termine contro la libertà dei media che è stata pianificata accuratamente, almeno dal 2011.
Questo è solo l’inizio. Il finanziamento del nuovo Centro per il pluralismo e la libertà dei media e dei progetti di ricerca come MEDIADEM creerà un settore per generare nuove proposte e nuove normative.
L’UE è destinata a diventare un elemento costante nelle nostre notizie, con la creazione, negli Stati membri dell’UE, di nuove agenzie di stampa, canali multimediali e giornalisti finanziati e addestrati dall’UE, che riporteranno un nuovo modello di narrazione europea “transnazionale”, per dare risalto all’Unione europea e alle sue istituzioni. I politici dell’UE e i leader delle istituzioni dell’Unione europea saranno presenti nei telegiornali regolarmente.
Sembra che l’Unione europea sia destinata ad uscire dalle ombre per prendere il centro della scena nelle notizie politiche, come vero governo politico dell’Europa.
Per interessante contrasto, l’Unione europea si è mossa per ridurre la trasparenza interna e l’accesso ai documenti , come le bozze di legge. Si vedranno più cose, ma meno contenuti.
Le proposte di “pluralismo” ed equilibrio sembrano in grado di incidere in misura significativa su molti siti internet di notizie alternative.
I siti che includono una miscela di notizie “aggregate” (link da altri siti o articoli riprodotti da altri siti) e contenuti originali – forse la maggior parte dei siti di notizie alternative – sembrano rientrare nel quadro di nuove proposte in materia di controlli per una copertura equilibrata.
La menzione dei tribunali ha un suono sinistro. La Corte di Giustizia Europea (CGE) ha svolto un ruolo significativo nel promuovere la portata e i poteri dell’UE, e in effetti si comporta come un importante organo legislativo a sé stante.
Il rapporto non menziona il significativo allontanamento del pubblico dalle notizie mainstream dei media tradizionali, come TV e giornali, che sembra riflettere una diffusa insoddisfazione per il tipo di copertura delle notizie e per i contenuti che cercano di promuovere.
La proposta di sovvenzionare tali notizie riflette il fatto che il pubblico proprio non se la beve.
Anche se non viene dichiarato, forse è per questo che la relazione si propone di ri-educare il pubblico, a partire dalla scuola.
C’è un evidente conflitto tra un autentico pluralismo nei mezzi di comunicazione e l’obiettivo di “costruzione del consenso nella società”. La relazione del GAL riguarda quest’ultimo. Benvenuti in una nuova forma di “pluralismo” – un pluralismo regolamentato, armonizzato e politicamente-ortodosso.
Storicamente, i controlli sulla stampa hanno sempre soppresso le critiche ai governi, non hanno mai aumentato l’equilibrio.
La copertura mediatica mainstream in generale è fortemente di parte – filo-governativa, in termini di quantità di copertura e rilievo, rispetto a punti di vista opposti.
Sarebbe ingenuo pensare che i nuovi requisiti per una copertura equilibrata ridurrebbero in qualche modo l’inclinazione a favore dei governi negli articoli. Per esempio, dobbiamo aspettarci che la preoccupazione del rapporto riguardo al fatto che “le persone dimentichino che le alternative esistono e diventino così incapsulate in posizioni rigide” intende sollecitare una maggiore copertura di punti di vista alternativi critici dell’establishment? Questo significa verosimilmente che la menzione degli eventi del 9-11 dovrebbe in futuro essere bilanciata menzionando che una parte significativa della popolazione contesta la versione ufficiale? I rapporti sulle nuove misure di sicurezza anti-terrorismo sarebbero bilanciati dalla segnalazione che la maggioranza della popolazione non è d’accordo sulla loro giustificazione? La segnalazione del dibattito in Parlamento sarebbe bilanciata dalla menzione che alcune questioni sono bandite dalla discussione, o che sia il governo che l’opposizione sono guidati da Bilderbergers che sostengono simili punti di vista fino allo stremo e sostengono politiche simili?
Un equilibrio bilanciato non è praticato dai media mainstream – per esempio, non hanno presentato la versione dei fatti dal punto di vista del governo di Gheddafi in Libia o di Assad in Siria, nonostante ci fossero delle ragionevoli giustificazioni per farlo. Gli articoli nel periodo precedente alle invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq non erano equilibrati, con notevoli rapporti grossolanamente falsi, come le fantasie sulle grotte di bin-Laden a Tora Bora. Tuttavia, non è questo il tipo di rapporti che i governi stanno cercando di cambiare.
La creazione di nuovi “quadri di giornalisti professionisti … per … la scienza, la tecnologia, la finanza o la medicina”, suggerisce che si tratta di settori chiave in cui la Commissione Europea non è contenta della presentazione o vuole prendere il controllo del dibattito. Pensate alla medicina alternativa, alle colture GM, al riscaldamento globale, all’energia nucleare e alla crisi bancaria, per citarne alcuni. Si tratta di settori in cui i media alternativi hanno avuto un impatto significativo.
Come dobbiamo rispondere a questo?

La cosa più importante è non restare passivi – queste sono ancora solo proposte e devono ancora essere formalmente accettate dalla Commissione europea. Questo è il momento della protesta e dell’opposizione. Vale la pensa di osservare gli sviluppi nel Regno Unito perchè si ritiene che al Regno Unito sarà offerta la conduzione della cyber-sicurezza e del controllo in Europa. C’è una schiacciante disapprovazione pubblica delle proposte di sorveglianza internet – la consultazione parlamentare sulla legislazione ha ricevuto 19.000 e-mail contro, 0 a favore. Tuttavia, anche se la normativa potrebbe essere bloccata (temporaneamente), non lo sarà l’investimento multi-miliardiario nel programma di sorveglianza su internet. Sembra che l’approccio del governo alla democrazia abbia raggiunto lo stadio “Allora, come hai intenzione di fermarci?” Hanno capito che l’opposizione può essere rumorosa, ma è anche disorganizzata e non ha una strategia contro l’applicazione senza il consenso pubblico.

Un solo fattore che il governo può aver trascurato è che la strategia per la sorveglianza su internet del governo Britannico richiede un partenariato pubblico-privato e la collaborazione attiva degli operatori commerciali come i fornitori di motori di ricerca (ad esempio Google) e le reti sociali. Anche se il governo non può essere influenzato dall’opinione pubblica, sembra estremamente probabile che le organizzazioni commerciali sarebbero profondamente colpite dalla cattiva pubblicità e dalle vendite in calo. La pressione coordinata dei consumatori potrebbe facilmente fornire un’importante battuta d’arresto ai piani del governo, e probabilmente creare le premesse per una completa ritirata – se solo l’opposizione potesse essere coordinata. Sfortunatamente, questo aspetto dell’analisi del governo è corretto – l’opposizione dell’opinione pubblica è disorganizzata e in gran parte inefficace.

Questo è dovuto principalmente alla passività e alla compiacenza. In aggiunta ad una precedente indagine sull’introduzione di carte di identità in tutto il mondo, l’autore di questo articolo spiega anche l’opposizione a tali regimi, nazione per nazione. Anche se l’introduzione di questi sistemi è stato organizzato e coordinato a livello globale, l’opposizione si è rivelata disorganizzata e raramente organizzata anche a livello nazionale – il versante globalista ha quasi completato la sua prima vittoria, il pubblico non si è ancora svegliato. Nonostante l’articolo venga letto da centinaia di migliaia di persone e sia stato tradotto in diverse lingue, solo una manciata di persone ha risposto all’invito a contattare l’autore. Questo riflette il livello di passività che ha ostacolato l’organizzazione di una vera opposizione.

Se mai ci sarà una qualsiasi opposizione, questo è il momento di stabilire un contatto con gli altri, per far partire un’opposizione transnazionale . Dobbiamo costruire ponti reali tra persone – un contatto umano diretto, faccia a faccia, per quanto possibile – prima che l’UE inizi a monitorare, regolare e chiudere l’accesso a Internet. Allo stato attuale, è relativamente facile leggere e pubblicare articoli, trovare e collegarsi con persone che sono in disaccordo con l’agenda mainstream, globalista – presto, questo potrebbe essere molto più difficile, quando non potremo più comunicare facilmente.

Questo è anche il momento di scaricare e salvare le informazioni da internet, conoscenze particolarmente utili in merito a temi quali la medicina alternativa, la scienza e la vera storia della nostra società . Memorizzare in modo permanente, su disco o meglio ancora sulla carta. Facciamo in modo che non ce li portino via.

Questo è il momento di creare un internet alternativo, che non possano controllare. Tre filoni principali sono stati citati in articoli recenti: –

Vale anche la pena di attuare misure anti-sorveglianza, come descritto in – Tecniche per evitare la sorveglianza e la Censura
Non sappiamo quanto tempo abbiamo – Cerchiamo di non sprecarlo.

Fonte: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=9474

http://www.nocensura.com/2013/04/per-indebolire-i-media-alternativi.html#more

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Beppe Grillo: momento giusto per un colpo di stato.

“Inciuci? La gente prende i bastoni.”
Come abbiamo scritto nel nostro ultimo articolo, a Beppe Grillo rimangono poche carte da giocare se i partiti tradizionali si riformano o se si mettono d’accordo per una legge elettorale che sia la più dannosa possibile per il Movimento Cinque Stelle. Ora, se si verificassero gli scenari descritti nell’articolo precedente, l’ultimo carta da giocare per il carismatico comico genovese è questa: rivoluzione, colpo di stato. Ovviamente non abbiamo nessuna prova che si stia preparando una rivoluzione o un golpe e vogliamo semplicemente elaborare questo scenario e dimostrare come la sua possibilità di realizzazione nella nostra situazione politico-economica non sia così remota.
Vogliamo partire elencando quattro possibilità riguardanti un colpo di stato da parte di Grillo:

1) Colpo di stato appoggiato dagli americani con lo scopo di destabilizzare l’Eurozona, così da frenare il futuro crollo della valuta americana.
2) Colpo di stato appoggiato dagli americani con lo scopo di formare un governo interventista che decida di attaccare l’India o di intervenire in Siria (ricordiamoci che per quanto riguarda l’India il casus belli potrebbe essere la pena di morte per i due Marò).
3) Colpo di stato appoggiato dai poteri forti finanziari eurocratici per portare la guerra civile in Italia e così privarla definitivamente della sovranità anche con una missione militare.
4) Rivoluzione non appoggiata da nessuno con lo scopo di instaurare la democrazia diretta, il reddito di cittadinanza, proporre un referendum sull’euro e ristrutturare il debito pubblico.

Detto questo vogliamo inoltre elencare la strategia “americana” che Grillo potrebbe aver consapevolmente o inconsapevolmente seguito allo scopo di orientare l’opinione pubblica a favore di una rivoluzione:

1) Demonizzazione dell’avversario: l’ex comico genovese ha attaccato ferocemente l’intera classe politica con toni molto duri e aggressivi, ponendo il suo movimento in totale opposizione all’intero sistema politico. Inoltre continua con questa strategia evitando ogni alleanza o apparentamento con i partiti tradizionali. Questo ricorda la strategia americana di avvicinamento alla guerra, come in Iraq 2003 dove il regime di Saddam Hussein venne demonizzato per mesi prima di attaccarlo, così da disporre di un’opinione pubblica già preparata all’intervento militare. Nel nostro caso sicuramente il popolo potrebbe anche essere favorevole ad una rivoluzione contro questo sistema politico.
2) Sostegno popolare: Beppe Grillo ha fatto del sostegno popolare la sua arma vincente. Egli ha evitato di andare troppo a destra o troppo a sinistra, così da poter rappresentare tutto il popolo. Inoltre ha usato i mass media ed internet in maniera innovativa così da poter pubblicizzare se stesso e le sue idee nel massimo modo possibile.
3) Graduale inasprimento dei toni: c’è un sottile confine tra l’essere un leader carismatico o un pazzo. Grillo questo lo sa e gradualmente ha abituato l’opinione pubblica a toni sempre più forti, partendo dai “Vaffa Day”, passando al “siete morti”, al “uscite con le mani alzate”, al “saremo il 100%” fino ad arrivare al recentissimo “La gente prende i bastoni”, un chiaro riferimento ad una possibile rivolta violenta. Anche questo ricorda l’escalation usata nelle guerre dall’amministrazione americana.
4) Casus belli: come gli Stati Uniti non attaccano mai senza avere un casus belli che giustifichi il loro intervento, allo stesso tempo Grillo per poter invocare una rivoluzione ha bisogno di una provocazione chiara e grave da parte della casta politica, a questo riguardo specificheremo meglio in seguito.

Inoltre, ora elencheremo anche tutte le particolari circostanze che rendono la nostra situazione ideale per un colpo di stato:

1) Stallo politico: le recenti elezioni hanno portato la situazione politica in uno stallo senza precedenti, come sappiamo storicamente sono da situazioni del genere che sono scaturiti colpi di stato o rivoluzioni.
2) Aggravarsi della crisi economica: la crisi economica continua ad aggravarsi e non c’è alcun modo di poterla fermare, dato che il nostro stato è indebitato e non può ridurre le tasse, anzi le può solo aumentarle. I casi di suicidio aumentano, e alcune parti del Movimento Cinque Stelle iniziano a sostenere : “Non suicidarti, ribellati”.
3) Incontro con ambasciatore americano: penso che sia motivo di riflessione il fatto che il M5S abbia incontrato l’ambasciatore statunitense. Si è capito che siamo una colonia americana, ma il fatto che ci sia un incontro separato tra un ambasciatore straniero e il terzo partito italiano mi sembra perlomeno sospetto.
4) Dimissioni Terzi: come già scritto in un nostro altro articolo, sostenevamo che il Ministro Terzi avesse preso la decisione di non far rimpatriare i Marò su suggerimento degli USA dato che lo stesso ministro aveva incontrato da poco il Segretario di Stato Kerry. Lo stesso ministro si è poi improvvisamente dimesso ed è andato in rottura con il governo. Da monitorare.
5) Insofferenza dei militari: dopo il rimpatrio dei Marò, è di dominio pubblico l’insofferenza dei militari verso la molle politica del governo nei confronti dell’India. Inoltre da segnalare l’arresto di un militare che voleva organizzare l’occupazione del Parlamento e il fatto che Grillo in passato disse chiaramente che molti poliziotti e membri della Digos si fossero uniti al M5S.
6) Visibilità dei media stranieri: è sotto gli occhi di tutti come i media stranieri abbiamo dato moltissima visibilità a Grillo, questo deve far riflettere.
7) Conto alla rovescia: il Movimento Cinque Stelle è scosso da divisioni interne e come scritto nel nostro ultimo articolo rischia di rimanere intrappolato dalla casta e di fare la fine del Fronte dell’Uomo Qualunque. Quindi, a parte qualsiasi altra considerazione, una rivoluzione può essere l’ultima seria carta da giocare per Beppe Grillo per riformare radicalmente l’Italia.

Quindi esistono dei fattori che possono sicuramente suggerire una deriva rivoluzionaria del M5S. Ovviamente molti si chiederanno come può innescarsi materialmente una rivoluzione; quello che serve è come detto prima, un casus belli, questo a nostro avviso può essere uno di questo nel seguente elenco:
1) Accordo PDL-PD per una legge elettorale anti M5S.
2) Governo inciucio PDL-PD, con totale esclusione del M5S.
3) Presidenza della Repubblica a Berlusconi o a qualche altro “impresentabile”.
4) Richiesta di aiuti all’Europa e varo di un’altra manovra lacrime e sangue.
5) Fine dei soldi per gli ammortizzatori sociali e clima di scontro sociale.
6) Prelievo straordinario dei conti correnti.

Se si realizzasse una di queste situazioni sicuramente l’ex comico genovese potrebbe aver gioco facile del chiamare a raccolta la piazza e iniziare una protesta contro il governo. Inoltre basterebbe che una parte dei militari o della polizia (magari suggeriti dagli americani) appoggiasse un’eventuale rivolta e la rivoluzione diventerebbe una realtà.
A nostro avviso non è così remota l’avverarsi di una situazione del genere, perché abbiamo visto tutti come Beppe Grillo sappia richiamare centinaia di migliaia di persone e sappiamo anche che stiamo vivendo la crisi economica “da guerra”. Quindi le premesse ci sono e penso che ci possa essere una probabilità intorno al 30% che da esse scaturisca un colpo di stato, una rivoluzione o peggio ancora una guerra civile.
Personalmente, penso che la via rivoluzionaria sia strategicamente la migliore per Beppe Grillo, perché altrimenti il suo movimento si ridurrà ad essere un movimento di scopo e rischia seriamente di spaccarsi.

P.S: questo articolo non è una notizia e nemmeno una previsione. Esso vuole fornire un’ipotesi che possa invogliare il lettore a verificare nelle realtà le affermazioni in essa contenute ed eventualmente a monitorarne gli sviluppi. In alcun modo si vuole accusare Beppe Grillo o gli USA di preparare un colpo di stato in Italia e in alcun modo si vuole sostenere una rivoluzione o un colpo di stato contro la Stato italiano.

fonte: http://www.hescaton.com/wordpress/beppe-grillo-momento-giusto-per-un-colpo-di-stato/

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Grillo e Casaleggio stanno aspettando che si formi un “vero” governo per far scendere il “popolo” in piazza e aizzarlo stile “rivoluzioni colorate” made in usa.

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Eurogendfor, cos’è la gendarmeria europea?

Il potere dell’Unione Europea non si manifesta solo sulla nostra politica finanziaria ma ora anche su un aspetto importante del nostro convivere civile. Importante ma clamorosamente sottaciuto, ma che noi riteniamo fondamentale affrontare ai fini di Capire il quadro complessivo dell’attuale situazione europea.

L’argomento è poco conosciuto, trattato esclusivamente da pochi siti web e completamente marginalizzato, se non proprio ignorato, dai media mainstream nazionali. Parliamo dell’Eurogendfor. Cos’è l’Eurogendfor? Perché è importante Capire di cosa si tratta?
Innanzi tutto, potremmo sostenere con ferma certezza che l’Eurogendfor è la prova provata di quanto la stragrande maggioranza dei cittadini italiani siano completamente all’oscuro del contenuto dei trattati e degli accordi comunitari. L’Eurogendfor viene istituita il 18 ottobre del 2007 a Velsen, in Olanda, con un omonimo Trattato firmato da Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Portogallo; a cui in un secondo tempo si è aggiunta la Romania nel 2008. L’arma è formata da agenti provenienti dalle polizie militari dei paesi firmatari, nel caso dell’Italia il corpo dei Carabinieri e ha la sua base operativa sul territorio del nostro Paese, precisamente presso la Caserma “Generale Chinotto” di Vicenza.

Sul sito istituzionale si legge che viene: “costituita per Trattato con lo scopo di rafforzare le capacità di gestione delle crisi internazionali e contribuire alla Politica di Difesa e Sicurezza Comune (PSDC). Eurogendfor può essere considerata come uno strumento integrato finalizzato a condurre missioni di polizia in diversi teatri, inclusi quelli destabilizzati, a supporto dell’Unione Europea (EU), l’Organizzazione del Trattato Nord-Atlantico (NATO), le Nazioni Unite (UN), l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europea (OSCE) o eventuali coalizioni ad hoc.”

Fino ad ora questa forza di polizia europea è stata utilizzata prevalentemente in missioni all’estero, come nel 2007 in Bosnia- Herzegovina, nel 2009 in Afghanistan sotto la guida della NATO e nel 2010 ad Haiti in supporto alle Nazioni Unite. Sempre sul sito istituzionale si legge che i compiti principali dell’Eurogendfor riguardano la sostituzione delle forze di polizia locali o il loro rafforzamento nelle situazioni di crisi d’ordine pubblico e impiego in operazioni umanitarie. Quello che potremmo definire il “lato oscuro” di quest’istituzione europea, nascosto dietro la facciata delle missioni umanitarie e del motto: “Lex Paciferat”, è molto preoccupante. Gli agenti dell’arma, che può agire naturalmente sul territorio dei Paesi comunitari, rispondono esclusivamente al Cimin, il Comitato Interministeriale composto dai Ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. L’EGF nelle sue missioni ha compiti quasi illimitati: supervisioni, arresti, indagini penali, attività d’intelligence, controllo delle frontiere, formazione di personale, pubblica sorveglianza, protezione di beni e persone; ma, in cima alla lista della mansioni, come sottolineato anche sul sito istituzionale, troviamo le “missioni di ordine pubblico”.

Non pochi intravedono un sottile richiamo in questi scopi principali alla UEO e in particolare alla questione sorta con la dichiarazione Petersberg del giugno 1992, quando il Comitato Interministeriale, riunito appunto a Petersberg (Bonn), approva una Dichiarazione che individuava una serie di compiti, precedentemente attribuiti alla stessa UEO, da assegnare all’Unione Europea; le cosiddette “missioni Petersberg”: missioni umanitarie o di evacuazione, missioni intese al mantenimento della pace, nonché le missioni costituite da forze di combattimento per la gestione di crisi, ivi comprese operazioni di ripristino della pace, o meglio note come Peacekeeping.

Non è azzardato immaginare come questa forza potrà in futuro essere utilizzata anche in caso di forti scontri di piazza o in caso di rivolta popolare contro il governo in carica, o contro la stessa UE presumiamo. Nei giorni più accesi degli scontri avvenuti ad Atene, nell’ottobre del 2011, molti blog d’informazione greci e anche una radio hanno dato notizia dell’approdo di un contingente dell’Eurogenfor sull’isola di Igoumenitsa. Questa notizia, naturalmente segnalata come falsa e priva di fondamento dal governo greco, è stata ripresa e ritenuta affidabile anche dal documentarista della BBC, David Malone, sul suo blog: “Che differenza c’è esattamente tra Eurogendfor e qualsiasi altra forza mercenaria? Il governo Greco potrebbe ‘invitare’ qualsiasi esercito privato. Non importa come inquadrare Eurogendfor ,la realtà è che il popolo Greco non ha votato a favore di questo trattato e di certo non gli è stato chiesto se è d’accordo che delle forze straniere quasi militari possano operare in Grecia. Se questa storia si rivela essere vera, allora significa che il governo Greco, come tutti i governi nel corso della storia che hanno perso ogni legittimità con la loro stessa gente, cerca il sostegno militare di forze esterne con cui reprimere il proprio popolo. Una volta vista in questo modo, alla fine entra in gioco la parola tirannia. E questa parola ha conseguenze estremamente gravi.”

Leggendo il trattato che istituisce la gendarmeria, i timori espressi da molti prendono consistenza. Secondo l’art. 21 i locali, edifici, archivi, atti, file informatici, registrazioni e filmati di proprietà dell’arma sono da ritenersi inviolabili; l’art.22 garantisce un’immunità da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli stati nazionali, estesa alle proprietà ed ai capitali del corpo di gendarmeria, mentre l’art.23 dispone che le comunicazioni non possano essere intercettabili, l’art.28 chiarisce come i Paesi firmatari, rinunciano a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni, l’indennizzo non verrà richiesto neanche in caso di ferimento o decesso del personale di Eurogendfor. Infine, ma forse di maggior importanza, l’articolo 29 enuncia: “I membri del personale di Eurogendfor non potranno subire alcun procedimento relativo all’esecuzione di una sentenza emanata nei loro confronti nello Stato ospitante o nello Stato ricevente per un caso collegato all’adempimento del loro servizio”.

Il Parlamento italiano ha ratificato il Trattato il 14 maggio 2010. La Camera dei deputati lo ha approvato con voto unanime: presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442. Di lì a poco, anche Palazzo Madama si è adoperato per far passare il trattato che in poco tempo riceve il via libera dell’aula. Il 12 giugno 2010 il Trattato di Velsen entra in vigore nel nostro Paese, all’oscuro dei cittadini, senza alcun dibattito o discussione al riguardo e con il benestare di tutta la nostra classe politica, senza alcuna differenza di partito.

Mario Grigoletti (tratto da: capire davvero la crisi)

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Il popolo italiano non dovrebbere battersi contro la permanenza del nostro stato nell’Ue, ma “contro l’Europa delle banche”

Caduta Vaticano e Monarchie. Esercito comune. Eliminazione ceto medio. Fiscal Compact e ESM passi verso la perdita della sovranita’ nazionale, che portera’ a Unione Bancaria e ministero dell’Economica unico. Il popolo dovrebbe battersi non contro l’Europa, ma contro l’Europa delle banche.

Di Giuseppe Cirillo. 

In questo articolo, per Eurocrazia, vogliamo intendere tutti quei processi in atto che hanno lo scopo di trasferire il potere da soggetti separati all’Unione Europea, con l’obiettivo finale di creare il Superstato Europeo oppure gli Stati Uniti d’Europa, come si preferisce chiamarli.

Essenzialmente non sappiamo chi veramente stia dietro il movimento che sta spingendo sempre più verso gli Stati Uniti d’Europa, non ci interessa fare congetture complottiste, sicuramente sappiamo che ci sono i tecnocrati europei, gran parte della classe politica, le banche e presumibilmente anche parti della massoneria e dei servizi segreti. Ora, però non ci interessa sapere questo, ci interessa sapere quali sono gli obiettivi di questo processo europeista, così da non rimanere sorpresi quando si mostreranno.

Faremo prima un elenco di questi obiettivi e poi verranno spiegati nel dettaglio.

1) ELIMINAZIONE VALUTE NAZIONALI E CREAZIONE DI UNA VALUTA UNICA
AVANZAMENTO: 45%
2) ANNESSIONE DI TUTTA L’EUROPA GEOGRAFICA
AVANZAMENTO: 70%
3) ELIMINAZIONE SOVRANITA’ ECONOMICA NAZIONALE
AVANZAMENTO: 60%
4) POLITICA INTERNA COMUNE
AVANZAMENTO: 20%
5) ESERCITO COMUNE
AVANZAMENTO: 15%
6) FRAMMENTAZIONE TERRITORIALE
AVANZAMENTO: 10%
7) ELIMINAZIONE CETO MEDIO
AVANZAMENTO: 40%
8) ABOLIZIONI MONARCHIE
AVANZAMENTO: 5%
9) CADUTA DEL VATICANO
AVANZAMENTO: 60%
10) SFALDAMENTO LEGAMI FAMILIARI
AVANZAMENTO: 35%
11) NASCITA DI UN SENTIMENTO EUROPEISTA
AVANZAMENTO: 25%

Ecco questi sono i principali obiettivi della marcia eurocratica, ovviamente le percentuali sono indicative ed ognuno può pensarle in maniere diversa, il nostro scopo non è dare un dato preciso, ma semplicemente dare una linea di massima. Ora analizzeremo nel dettaglio ogni punto sopra descritto?

1) ELIMINAZIONE VALUTE NAZIONALI E CREAZIONE DI UNA VALUTA UNICA

La valuta unica, l’Euro, è stato il primo obiettivo raggiunto dagli eurocrati, abbiamo messo uno stato di avanzamento al 45% perché ancora molti paesi dell’Europa geografica non sono nell’Unione Europea e nemmeno nell’Eurozona e quindi non hanno l’Euro, ad eccezione del Kosovo che lo ha adottato unilateralmente.

E’ sotto gli occhi di tutti, che l’Euro ha avuto si degli effetti positivi, ma presumibilmente, soprattutto per i paesi più deboli, ha avuto gli effetti negativi di facilitare l’eccessivo indebitamento della popolazione grazie ai tassi bassi e di frenare le esportazioni. Quindi è una della cause della crisi economica europea e di riflesso danneggia anche i paesi più forti, perché decrescono fortemente le esportazioni verso i paesi più deboli e inoltre si devono indebitare per aiutare i paesi in difficoltà, quindi non c’è nessuno vincitore, ma solo una crisi generale europea, che come vedremo dopo, è utile per la marcia degli eurocrati.

2) ANNESSIONE DI TUTTA L’EUROPA GEOGRAFICA

Dall’inizio della crisi, si parla tutti i giorni di sfaldamento dell’Unione Europea, di Grexit, di uscita della Germania, di uscita del Regno Unito, di uscita dell’Italia. Ma gli anni passano, la crisi aumenta, ma nessuno abbandona l’Europa. Anzi a breve entrerà la Croazia, poi sarà il turno della Macedonia e forse dell’Islanda. Quindi l’Unione Europea continua ad allargarsi. La percentuale sopra scritta è relativa al totale dell’Europa geografica, esclusa la Turchia, che come già scritto, in un altro articolo, l’Europa genetica, non è geneticamente e culturalmente europea. E difatti anche la stessa Turchia ormai sembra aver rinunciato all’adesione all’UE.

Quindi difficilmente uscirà mai qualcuno dall’Unione Europea, l’unico stato che potrebbe uscire potrebbe essere il Regno Unito, come scritto nel nostro altro articolo, Verso un mondo orwelliano.

3) ELIMINAZIONE SOVRANITA’ ECONOMICA NAZIONALE

La crisi dei debiti sovrani è ovviamente manovrata, da poteri finanziari, che come nel caso dell’Italia e di Spagna, possono far salire lo spread quando vogliono e di conseguenza rendere impossibile finanziarsi sui mercati. Questa è presumibilmente una strategia di questo progetto europeo, perché queste crisi servono a spingere gli stati nazionali a cedere sempre più poteri agli organismi comunitari. Il Fiscal Compact e il Meccanismo Europeo di Stabilità, saranno un passo decisivo di questo processo che porterà infine all’unione bancaria e ad un Ministero dell’Economia Europeo.

A questo riguardo, invitiamo a consultare questo articolo.

4) POLITICA INTERNA COMUNE

Come è sotto gli occhi di tutto, gli scontri sociali sono in forte aumento e questa è una conseguenza necessaria della crisi. Ma attenzione, questo non significherà che i paesi coinvolti lasceranno l’Europa, al contrario questo potrebbe portare ad interventi europei nei paesi dove la situazione diventasse incontrollabile. Del resto un organismo di intervento comunitario, come l’Eurogendarmeria è stato già creato e se scoppiassero rivoluzioni e scontri sociali fortissimi, questo organismo sarà sicuramente potenziato e interverrà dove sarà necessario. Questo sarà un ulteriore passo anche per creare una polizia comunitaria e una politica interna comune. Quindi quando gli scontri diventeranno forti, interverrà l’Unione Europea; a nessun paese sarà permesso di fare una seria rivoluzione perché se un paese cadrebbe, si sfalderebbe l’intera Europa, quindi gli eurocrati non lo permetteranno mai.

5) ESERCITO COMUNE

La NATO è già un’alleanza militare comune a molti paesi europei, però attualmente esistono ancora gli eserciti nazionali. Probabilmente nei prossimi anni, come anche scritto nei programmi dei principali partiti, si avvierà la costruzione di un esercito europeo e anche di una politica estera comune. Come ho già scritto in questo blog, il mio pensiero è che la Terza Guerra Mondiale scoppierà entro due-tre anni al massimo e questa sarà probabilmente la “crisi” necessaria per spingere verso la creazione di un esercito comune.

6) FRAMMENTAZIONE TERRITORIALE

Catalogna, Scozia e le Fiandre sono i casi più importanti di indipendentismi all’interno dell’Unione Europea. Come scritto in Superstato Europa, questi processi d’indipendenza possono essere anche favoriti dagli europeisti, perché regioni più piccole all’interno dell’UE saranno più facili da gestire rispetto a stati nazionali più grandi e inoltre concorrono allo sfaldamento territoriale di quegli stati stessi. E’ probabile che se una regione riuscirà ad ottenere l’indipendenza rimanendo in seno all’Europa, potrebbe innescare un effetto dominio e spinte dalla crisi, diverse regioni di stati nazionali europei potrebbero staccarsi dai rispettivi stati. Quindi non pensiamo che i secessionismi vadano contro l’Europa, al contrario, potrebbero essere il classico Divide et Impera.

7) ELIMINAZIONE DEL CETO MEDIO

Il ceto medio borghese rappresenta una fascia di popolazione con un certo potere economico e sociale all’interno della società, questo è sicuramente un problema per la marcia eurocratica, perché questa fascia di popolazione fa parte di interessi di categoria ben definiti che spesso si oppongono anche con la forza ai cambiamenti in atto decisi dagli organismi comunitari (vedi quote latte, vedi rivolte camionisti, vedi rivolta anti Bolkestein, vedi rivolte anti liberalizzazioni).

La crisi odierna serve, quindi, anche ad eliminare economicamente questa fascia di popolazione. E lo sta facendo dato che le principali vittime sono appunto le piccole e medie imprese, gli artigiani, i commercianti, che chiudono sotto i colpi di una pressione fiscale sovietica e dalla contemporanea stretta creditizia decisa dal sistema bancario. Ma questo come abbiamo detto, non è una cosa negativa per gli eurocrati, perché gli lascia più ampia libertà di manovra e inoltre contribuisce alla caduta di quegli stati nazionali da eliminare. Oltre tutto, ha un altro scopo che descriveremo in un punto successivo.

8) ABOLIZIONE MONARCHIE

Chiaramente è assurdo poter creare uno Stato Unico Europeo, se all’interno esistono Re e Regine indipendenti. E’ vero che essi hanno un ruolo per lo più simbolico, ma impediscono una reale cessione di sovranità agli organismi comunitari. Di conseguenza, seguendo il nostro ragionamento, uno degli obiettivi da abbattere sono loro. E da tempo che i giornali e i media fanno di tutto per mettere in imbarazzo le principali monarchie e inoltre in Spagna e in Belgio ci sono già le prime voci che chiedono l’abdicazione. L’avanzamento di questo processo è pero solo agli inizi, i media hanno preparato il terreno con scandali e velate critiche, probabilmente quando la crisi sarà diventata ancora più grave di quella odierna, il popolo costringerà una di queste monarchie a lasciare il trono e come nel caso degli indipendentismi, si potrebbe innescare un effetto a catena con la conseguente fine definitiva dell’istituto monarchico in tutta Europa.

9) CADUTA DEL VATICANO

Il Vaticano è un potere che non può esistere nei futuri Stati Uniti d’Europea, perché è un potere religioso che influenza milioni di Europei e inoltre non esita a fare dell’ingerenza politica e a contrastare eventuali proposte di legge che non condivide (vedi matrimoni gay, eutanasia, prostituzione, cellule staminali,ecc).

Un potere indipendente di questa importanza deve essere eliminato, e infatti contro di esso si è scatenata una campagna mediatica che ormai dura anni, fatti di scandali sessuali, pedofilia fino ad arrivare a Vatileaks, IOR e alle dimissioni del Papa. Inoltre come scritto nel nostro articolo, l’Europa atea, la maggioranza della popolazione europea sta abbandonando la fede religiosa, e questo anche in termini economici porterà alla caduta del Vaticano e degli altri organismi religiosi protestanti e ortodossi.

10) SFALDAMENTO LEGAMI FAMILIARI

La famiglia tradizionale rappresenta per l’individuo un legame più forte rispetto alla lealtà verso lo Stato o del patriottismo. Gli eurocrati sicuramente non vogliono creare uno Stato dove gli individui abbiamo delle priorità più importanti rispetto alla fedeltà allo Stato stesso. E da decenni quindi che si opera per lo smembramento della famiglia tradizionale, attraverso il divorzio, i matrimoni tra omosessuali, la cultura del divertimento, la velata pubblicizzazione della promiscuità. Probabilmente l’obiettivo graduale è sradicare sempre più l’individuo dai suoi legami naturali, così da renderlo indipendente e quindi da ritrovare solo nella futura organizzazione statale il legame più forte.

Vedere a questo riguardo romanzi come 1984 di Orwell e Ritorno al Mondo Nuovo di Huxley,ma anche l’antica società spartana, dove l’individuo fin da piccolo veniva tolto dalla propria famiglia, per farlo crescere legato allo stato. E ovvio che avere una società più divisa, con persone senza legami forti tra di loro, è molto più gestibile rispetto a una società con vincoli familiari e di categoria più forti e radicati.

11) NASCITA DI UN SENTIMENTO EUROPEISTA

Tutti, in linea di massima sanno riconoscere un europeo da un extraeuropeo e sanno cos’è l’Europa, però assolutamente non si è ancora sviluppato una sorta di nazionalismo europeista, anzi, allo stato attuale sono i sentimenti di euroscetticismo, antieuropeismo e di rivalità verso le altri nazioni europee ad accrescere.

Quindi, riguardo a questo punto, siamo solo in uno stato di avanzamento iniziale. Una seria spinta alla creazione di un sentimento comune europeo, potrebbe essere una futura guerra mondiale, dove ci si ritroverà uniti contro un nemico comune. Ma anche, riprendendo il discorso precedente del ceto medio distrutto, un massa popolare europea ridotta in uno stato di povertà potrebbe sollevarsi a livello europeo, manipolata probabilmente dagli stessi poteri forti e creare una Primavera Europea simile ai moti del 1848 che portarono agli stati nazionali. E questo potrebbe creare un diffuso sentimento europeo.
Quindi la fase finale di questi processi potrebbe essere una rivoluzione che porterebbe alla creazione di unico stato. Se questa ipotesi vi sembra avventata, voglio ricordare come la Rivoluzione Francese, i moti del ’48 e recentemente la stessa Primavera Araba sono tutte rivoluzioni che hanno avuto una regia occulta o esterna. Il mio parere, è che difficilmente, noi come popolo, possiamo autonomamente dare vita ad una rivoluzione organizzata. Secondo il mio punto di vista, il popolo fa le rivolte, le rivoluzioni le fanno le elitè. Ma non perché il popolo sia inferiore in qualche modo a queste elitè, ma semplicemente perché quest’ultima è organizzata con un scopo ben preciso, mentre il popolo in rivolta è normalmente un insieme di interessi individuali e di rabbia contro qualcosa, senza uno scopo ben definito e quindi può essere manovrato da forze esterne.

Questa, secondo il nostro parere, è la lunga marcia che l’Eurocrazia dovrà compiere e sta compiendo per raggiungere l’obiettivo finale che si è posta, cioè il Superstato Europeo.

Molti mi criticheranno dicendo che non si può pensare in questo modo, perché se si ragiona dicendo che tutto è già scritto, si spinge verso l’inazione.
Voglio dire che lo scopo di questo articolo non è assolutamente quello, ma invece è quello di elencare le probabili tappe che verranno percorse da chi sta sostenendo questo processo.

Il mio pensiero personale è favorevole alla creazione di uno Stato Europeo Unico. Ma assolutamente sono contrario e sono un acerrimo nemico di questa Europa senz’anima dei tecnocrati e dei banchieri. Però al tempo stesso, penso che per il nostro futuro, solo l’Europa Unita potrà fronteggiare economicamente, politicamente e anche militarmente le potenze extraeuropee. Se no il rischio è che se saremo divisi rischiamo di rimanerne schiacciati e magari le nostre figlie si troveranno a fare le cameriere per il ceto medio arabo, indiano o cinese.

Perché attenzione, molti mi fanno l’esempio che senza Europa si sta meglio, può darsi che sia anche vero, ma attenzione, la Svizzera, la Norvegia ad esempio, prosperano perché hanno comunque l’indiretta protezione della NATO e gli stessi stati Europei divisi hanno potuto accrescere la loro ricchezza perché c’è la protezione degli Stati Uniti. Quindi chi maledice l’Europa e auspica l’uscita del suo paese da essa, deve riflettere su questo punto. Inoltre il ruolo degli Stati Uniti come gendarme mondiale sta calando e se un giorno non ci dovesse essere più, io non me li vedo tanto gli stati europei divisi a reggere con una politica estera separata e con eserciti separati, contro la Russia, ma anche solo contro l’insieme dei paesi Arabi o contro Cina o India.

Concludendo, il mio pensiero è che il processo eurocratico difficilmente sarà fermato, noi come popolo l’unica cosa che possiamo fare non è combattere contro la permanenza del nostro stato nell’UE, ma combattere insieme agli altri Popoli Europei contro l’Europa delle banche, ma non contro l’Europa e cercare di scippare l’Unione Europea ai tecnocrati ed ai poteri forti.
Ripeto la descrizione di questo processo non è un invito all’inazione, anzi,ognuno combatta la sua battaglia dove lo porta il suo cuore, indipendentemente dal risultato. La mia battaglia non sarà contro l’Europa ma contro la dittatura usuraia e corrotta oggi al potere e spero in cuor mio che possa nascere una Primavera Europea non manipolata da poteri esterni.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Hescaton – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.


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Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article/1507434/eurocrazia/il-piano-degli-eurocrati-per-creare-lo-stato-continente.aspx

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Italia- Stati Uniti: guerra permanente

Attenzione non solo al potere finanziario ma a quello delle élite militari. “Il Ministero della Difesa emana la “Direttiva ministeriale in merito alla politica militare per l’anno 2013”. Il documento risulta inquietante, ma la realtà è anche peggio. Uno scenario che vale come consiglio di lettura per tutti, negazionisti compresi. Certo, la dichiarazione di stato bellico non è ancora ufficiale, ma questi sono gli atti preliminari in vista di un’esecutorietà lampo. Anche perché questo atto istituzionale fa riferimento alla politica monetaria esplicitamente eterodiretta.

Come è noto, in tempo di guerra vale l’ordinamento appunto bellico. Infatti, questo documento non fa riferimento alla Costituzione Repubblicana, bensì al “Codice dell’Ordinamento militare, alle conclusioni del Consiglio europeo del 13-14 dicembre 2012, al Chicago Summit Declaration (rilasciata dai capi di Stato e di Governo dei Paesi dell’Alleanza Atlantica” il 20 maggio 2012), dove anche i rappresentanti del Belpaese senza alcun mandato del Popolo sovrano hanno accettato e confermato la guerra nucleare, ma soprattutto si poggia sul Trattato di Lisbona (firmato il 13 dicembre 2007 da Prodi & D’Alema) entrato in vigore nel 2009, annullando in punta di diritto la nostra Carta Costituzionale.

Alla luce di Eurogendfor di cui avevo già scritto tre anni fa (alla voce Trattato di Velsen), ovvero la gendarmeria militare europea sotto il controllo della NATO, che esautora tutte le forze di polizia, carabinieri compresi (in via di scioglimento), con licenza di uccidere e distruggere senza alcun controllo della magistratura e del Parlamento, ecco i punti (da 29 a 31) più preoccupanti delineati dal ministro della Difesa a pagina 10:

«L’Italia deve saper concorrere ad iniziative multiculturali caratterizzate da un significativo impegno militare, per affrontare in tempi brevi e in maniera risolutiva, crisi che dovessero accendersi in aree o contesti di critica rilevanza per la sicurezza del Paese e della stabilità internazionale.

Nel contempo alla luce delle istanze che giungono dal Paese, le Forze Armate devono tenersi pronte ad assicurare quel supporto tecnico e organizzativo che risulta decisivo in caso di particolari emergenze nazionali, nei modi e nei tempi che verranno richiesti da parte della autorità preposte alla gestione di tali eventi.

Non può essere, infine, ignorata la possibilità, per quanto remota, di un coinvolgimento del Paese e del sistema di alleanze del quale siamo parte in un confronto militare su vasta scala e di tipo ibrido, ovvero che implichi sia operazioni militari e convenzionali, sia operazioni nello spettro informativo, sia operazioni del dominio cibernetico».

Il Vecchio Continente alla stregua del Belpaese ha politicanti che prendono ordini come fantocci da poteri sovranazionali.

L’allarme rosso per la democrazia suona per l’intera Europa, incapace di ergersi in autonomia a confronto della volontà governativa di dominio globale degli Stati Uniti d’America.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/05/italia-europa-stato-di-guerra-permanente.html

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Eurogendfor, la polizia europea über alles: i nuovi gerarchi

Di Gea Ceccarelli

In questi giorni si parla molto dell’imminente scioglimento dell’Arma dei carabinieri e sono in tanti a domandarsi dove potranno finire dunque tutti coloro che hanno dedicato la propria vita alla forza militare italiana. Ebbene, la risposta è: polizia o Eurogendfor.

La Polizia non ha certo bisogno di presentazioni. La seconda, invece, sì, se non altro per il silenzio che su essa regna. L’Eurogendfor altro non è che l’European Gendarmerie Force, una sorta di esercito sovranazionale dotato di poteri straordinari, formato da 800 militari sempre pronti a intervenire in ogni luogo del pianeta e una riserva di di circa 2000 uomini attivabili entro trenta giorni.

Questa gendarmeria nacque nel 2004 su iniziativa di cinque Paesi Membri dell’Ue: Francia, Italia, Portogallo, Spagna e Paesi Bassi. Proprio quelli che, il 18 ottobre 2007 , firmarono a Noordwijk il Trattato di Velsen, il quale, formato da appena 42 articoli, ne disciplina compiti e poteri. Nel 2008, poi, ai cinque stati “padri” si aggiunse anche la Romania.

L’Egf, che ha sede a Vicenza, presso la caserma Chinotto, è a disposizione dell’Unione Europea, della Nato, dell’Onu e dell’Ocse, eppure non risponde a nessuno di essi, ma solo al Cimin (Comitato Interministeriale di Alto Livello), ossia a quel gruppo di ufficiali e rappresentanti del Ministero Esteri e Ministero Difesa. Rapidamente schierabile, composta da forze di polizia con status militare, interviene in scenari di crisi per riportare l’ordine pubblico.

Dalla sua nascita, ha -ufficialmente- operato in almeno tre scenari: in Bosnia Erzegovina dal 2007 al 2010, nell’ambito della Missione Eufo “Althea”; ad Haiti, nel 2010, a seguito del terremoto, rispondendo alla richiesta dell’Onu; in Afghanistan, sotto l’egida della Nato, dove tutt’ora addestra la Polizia locale. Eppure non sono in pochi a ritenere che sia stata schierata anche in altre località e contesti, come in Grecia durante le rivolte anti-austerity.

La cosa più preoccupante in assoluto di questa milizia, attualmente posta sotto il comando del colonnello olandese Cornelis Kuijs, è la sua totale autonomia. L’Eurogendfor, infatti, non deve rispondere né ai Parlamenti delle nazioni che l’hanno creata, né, tanto meno, a quello europeo di Strasburgo. Soprattutto, parrebbe che i membri dell’Efg possano godere di una “totale immunità giudiziaria”.

Nel Trattato di Velsen, il documento firmato dai ministri dei paesi che l’hanno costituita, si possono trovare infatti elencati i diversi “super poteri” che questa milizia europea si è vista riconoscere. Nell’articolo 21, per esempio, si cita l’inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi della gendarmeria. In quello successivo, ecco comparire l’immunità delle proprietà e dei capitali dell’Egf da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli Stati.

E ancora: l’articolo 23 prevede che tutte le comunicazioni degli ufficiali della forza in questione non possano essere intercettate da nessuna autorità giudiziaria, mentre il ventinovesimo, il più illuminante di tutti, spiega come il personale EGF non possa essere soggetto a “procedimenti di esecuzione di giudizi a loro carico relativi a situazioni derivanti dallo svolgimento dei loro compiti ufficiali emessi dello Stato ospite o di destinazione.”

Una carta bianca che permette ai super militari di far quello che preferiscono, appena mitigata dall’articolo 13, che sottolinea come il personale EGF debba “rispettare la legge in vigore nel Paese ospite o nel Paese di destinazione”. Inoltre, nell’articolo 28 del Trattato si chiarisce che i paesi aderenti rinunciano a chiedere indennizzi per eventuali danni procurati dalla milizia.

Una lunga serie di protezioni, dunque, che, assieme al silenzio che regna su di essa, andrebbe a coprire la forza di polizia internazionale, la quale può operare in tutte le fasi di gestione di una crisi: quella iniziale, “attraverso la stabilizzazione e il ripristino delle condizioni di ordine, sicurezza pubblica, sostituendo o rafforzando le forze di polizia locali deboli o inesistenti”; quella di transizione, “continuando a svolgere la sua missione come parte della componente militare, facilitando il coordinamento e la cooperazione con unità di polizia locali o internazionali”; e nel disimpegno, “agevolando il trasferimento delle responsabilità dai militari alla catena di comando civile.”

Il Trattato di Velsen, inoltre, affida ad Eurogendfor una serie di impegni e compiti che sollevano numerose incognite. Oltre al garantire la pubblica sicurezza e svolgere attività di polizia giudiziaria, l’Egf può controllare, sostituirsi o istruire le polizie locali, dirigere la pubblica sorveglianza, operare alle frontiere, acquisire ogni genere di informazione e, infine, svolgere operazioni d’intelligence.

Ed è proprio quest’ultimo punto, quello che preoccupa i più: una superforza che tutto può, con la benedizione di stati e organizzazioni, una struttura militare sovranazionale in grado di operare in qualsiasi angolo del globo senza dover render conto a nessuno, che si configura anche come organo di spionaggio interno ed esterno. In poche parole, una bomba innescata in mano ai potenti, i quali, secondo alcuni, l’avrebbero già utilizzata a proprio piacimento per placare proteste e rivolte. E’ il caso, appunto, della Grecia. In questa direzione, non sono in pochi a domandarsi quanto tempo debba trascorrere prima che i supermilitari intervengano anche in Italia, considerata la crisi sia governativa che finanziaria in cui il nostro paese riversa e che lo spinge perennemente sull’orlo del baratro. Oltre il quale, ci sono pochi dubbi, ci attendono i manganelli dell’Egf.

Fonte:http://www.articolotre.com/2013/05/eurogendfor-la-super-polizia-europea-su-cui-regna-lomerta/167045

http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/eurogendfor-la-polizia-europea-uber-alles-con-totale-immunita-giudiziaria-ecco-i-nuovi-gerarchi

http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2013/05/eurogendfor-la-polizia-europea-uber.html

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altro che ss! almeno quelle rispondevano del loro operato all’obersturmbannfuhrer che era anche capo della poizia e della gestapo (heydrich).i tipini cui è stato dato potere di vita o di morte sui cittadini non si sa neppure da chi prenderanno ordini.qui la realtà supera il più ansiogeno romanzo di fantascienza.

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Libertà sul web: dopo Boldrini e Grasso anche Napolitano chiede intervento

giovedì 16 maggio 2013

Dopo che la Presidente della Camera Boldrini ed il Presidente del Senato Grasso hanno espresso la volontà di “controllare” (censurare?) il web, dopo che l’AGCOM (autority guidata dai nominati dei partiti politici) ha annunciato leggi restrittive per i siti internet, questa volta è il Presidente Napolitano ad invocare interventi e repressione su internet: nel frattempo anche i mass media hanno iniziato a “spianare il terreno” enfatizzando la “violenza verbale” diffusa sul web: ne hanno parlato ieri (14/05/2013) a Ballarò: interventi che sembrano sdoganare la “necessità” di interventi verso la censura… che appare sempre più vicina: probabilmente per approvare l’agognato bavaglio aspetteranno l’estate, ad Agosto, quando la maggioranza degli italiani pensano alle spiagge e la “guardia” è più bassa… nel frattempo cercheranno di convincere chi non conosce la realtà della rete (molti della fascia di età sopra i 60 anni) circa la necessità di “intervenire”…

Che questo governo avrebbe censurato il web (o almeno sferrato l’ennesimo “attacco”, che sarà difficile scongiurare, visto che le elezioni questa volta sono lontane e che i partiti hanno fatto “fronte unico”) noi lo avevamo previsto in tempi non sospetti…

Staff nocensura.com
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Il Presidente Giorgio Napolitano: Troppa libertà sul Web, ADESSO BASTA. Polizia intervenga.

Di Andrea Mavilla

É davvero conflittuale il rapporto tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il web. Nell’Italia repubblicana esiste un reato che si chiama “Vilipendio”. L’articolo 278 del Codice penale lo riporta “Offese all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica. Chiunque offenda l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni”.

Illustre Presidente Giorgio Napolitano,

prima che lei approdasse sul Web, avrebbe dovuto chiedere al suo ufficio stampa, cosa sono i Forum, blog o Social Network.

I Forum, Blog o Social Network, non sono controllati o gestiti da “editori o giornalisti leccaculo”, i quali scrivono solo quello che più le piace o conviene. I Forum, blog o Social Network, sono gestiti dal POPOLO, non ESISTE alcuna censura, silenzio o dittatura. Questi strumenti sono LIBERI.

Illustre Presidente Giorgio Napolitano, credo che nel nostro Paese ci siano problemi ben più seri a cui pensare, non crede?

Anziché preoccuparsi OGGI del Web, perché in questi anni non si é mai preoccupato dei tanti corrotti, collusi e mafiosi, presenti in Parlamento?

  • Illustre Presidente, chi pagava e chi prendeva tangenti, non andava candidato, non andava giustificato, non andava elogiato; ma andava semplicemente isolato, punito e CONDANNATO.
  • Illustre Presidente, i corrotti, i collusi ed i mafiosi, non andavano candidati, non andavano giustificati, non andavano elogiati: ma andava semplicemente isolati, puniti e CONDANNATI.
  • Illustre Presidente, chi usava i nostri soldi per farsi rimborsare massaggi, escort, iPhone, iPad, iPod, profumi, matrimoni, pranzi, cene, nutella e carta igienica; non andava candidato, non andava giustificato, non andava elogiato: ma andava semplicemente isolato, punito e CONDANNATO.

Illustre Presidente, quando sbattete in faccia al popolo stremato e in recessione tutti i vostri privilegi e gli sprechi pubblici, quando chiedete tasse e sacrifici per finanziare le banche estere, quando spolpate fino all’osso il popolo mentre voi ve la godete tra auto blu, escort, benefits e pensioni milionarie… beh questo non è un vero e proprio insulto a tutti noi comuni cittadini?

Illustre Presidente, avrebbe dovuto tirare i pugni sulla scrivania, urlando ai suoi Parlamentari, Onorevoli e Senatori; chi DERUBA i soldi nelle casse dello Stato, non é un furbo da imitare o invidiare, ma un CRIMINALE da punire, condannare e detestare; perché deruba i soldi di tutti NOI comuni ed onesti cittadini. Cazzo!

Adesso può ordinare ai suoi “angeli custodi”, di farmi arrestare.

Andrea Mavilla

Fonte: http://www.andreamavilla.com/2013/05/15/il-presidente-giorgio-napolitano-troppa-liberta-sul-web-adesso-basta-polizia-intervenga/