Erbe e Piante Medicinali

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Piante officinali o medicinali. Cosa sono

Le piante e le erbe medicinali sono i rimedi che la natura ha partorito ancora prima della venuta dell’uomo. Gli antichi avevano quasi sicuramente un rapporto con la natura molto diretto. Per questo motivo avevano sviluppato quello che ai giorni nostri viene chiamato sesto senso. Sapevano quali piante o erbe utilizzare, anche se per capire il loro comportamento hanno sicuramente osato e rischiato, sperimentandone gli effetti benefici o tossici sulla propria pelle.

Le piante e le erbe officinali prendono il loro nome dalla parola latina officina in riferimento agli antichi laboratori farmaceutici dove si procedeva alll’estrazione di droghe tradizionalmente usate nella medicina popolare. L’espressione piante officinali, così come la conosciamo oggi, identifica sia le piante medicinali sia le piante aromatiche.

La legge n.99 del 6 gennaio 1931 recita: Per piante officinali si intendono le piante medicinali, aromatiche e da profumo Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità,l’espressione piante medicinali comprende ogni vegetale che contiene, in uno organo,o in più organi,delle sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o che sono i precursori di emisintesi chemio-farmaceutiche.

Mentre le piante aromatiche da essenze sono quelle piante che per il loro particolari pricipi attivi, vengono usate per rendere più appetibili i cibi, per aromatizzare i liquori ed entrare nella composizione dei prodotti cosmetici.

“Le piante e le erbe medicinali,o officinali,trovano un vasto utilizzo in erboristeria,omeopatia,fitoterapia,aromaterapia”
“Le piante e le erbe officinali, in erboristeria vengono anche chiamate droghe,con questo termine si intende la parte della pianta, corteccia, foglie, fiori, frutti o radici, più ricca dei suoi principi attivi.Queste vengono utilizzate in diversi modi. “

I principi attivi

I principi attivi che si trovano nelle erbe medicinali possono essere di varia natura e, da un punto di vista puramente chimico, appartengono alle classi degli alcaloidi, degli eterosidi, delle gomme, delle mucillagini, dei tannini, degli enzimi e delle vitamine.
Mentre, oli essenziali, resine, balsami e gommoresine, prodotti dalle piante per attrarre gli insetti (come le api per l’impollinazione) o per respingere i predatori , sono i principi attivi ottenuti dalle piante aromatiche che, per le loro proprietà odorose, sono utilizzati nella preparazione di profumi, cosmetici, bevande.
I principali principi attivi utilizzati sono:

OLI ESSENZIALI
TANNINI
AMARI
AMIDI
GLUDOSIDI
ALCALOIDI
MUCILLAGINI
SAPONINE

Il fitocomplesso

Il fitocomplesso è l’insieme di tutti i principi attivi presenti nei tessuti di una pianta officinale. Con le erbe officinali è possibile ricavarci molti medicinali:
sciroppi, creme pomate e unguenti, fumigazioni, conserve alimentari, confetture, gelatine, mieli aromatizzati, elisir, produzione di semi,infuso,decotto,olii essenziali.
Le sostanze farmaceuticamente attive nelle droghe vegetali sono :
Alcaloidi, Alcol, Amari, Antrachinoni, Carboidrati, Cumarine, Fenoli,
Fitoacidi, Flavonoidi e Flavoglicosidi, Glicosidi, Lipidi essenziali, Minerali, Mucolasi, Oli eterici, Oligoelementi, Resine, Saponine, Tannine, Vitamine.

La Fitomedicina

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce Fitomedicine,quei prodotti medicinali finiti, provvisti di etichetta, contenenti come principi attivi esclusivamente quelli delle piante o delle associazioni di piante allo stato grezzo sotto forma di preparati. Sono compresi anche succhi, frazioni lipidiche, gomme, oli essenziali.

Impiego curativo

Le principali modalità di impiego curativo e preventivo delle piante e delle erbe officinali sono:

INFUSO
DECOTTO
TISANA
IMPACCO
CATAPLASMA
TINTURE
ENOLITI
OLEOLITI
POMATE
SUFFUMIGI
POLVERI
SUCCO
IDROLATI
OLI ESSENZIALI

I gemmoderivati

La gemmoterapia è l’utilizzo in prima diluizione decimale di estratti idrogliceralcolici, ottenuti per macerazione in solvente idrogliceralcolico di tessuti embrionali vegetali freschi. Vengono utilizzate le gemme, i giovani getti, le giovani radici,i boccioli,gli amenti, le scorze interne di giovani rami e radici, i semi.

La teoria delle segnature

Ritratto di Jacob BoehmeJacob Boehme fu un filosofo e teologo tedesco autore di Signatura Rerum, La segnatura delle cose.
A partire dalla metà del Seicento,fino alla fine del XIX secolo, i medici utilizzavano gli estratti delle piante per curare diverse patologie,utilizzando la Teoria delle Segnature.Questa teoria filosofica e spirituale, stabilisce che una pianta con una forma somigliante a un organo del corpo umano ha un’azione benefica per quell’organo.
Fu Dio a porre un segno sulle piante da lui create e che possono essere utili per curare diverse malattie.

La classificazione delle piante con gli organi umani secondo questa teoria è :
Giallo e dolce, per la milza
Rosso e amaro per il cuore
Verde e acido per il fegato
Nero e salato per i polmoni

Ai giorni nostri questa teoria viene ancora utilizzata in Fitoterpia e nelle medicine naturali.

Le piante medicinali nella storia

Le notizie che si hanno sull’utilizzo delle piante medicinali a scopo curativo,da parte dell’uomo,sono pittosto contrastanti.
Alcuni studiosi ritengono che le prime notizie su un loro utilizzo risalga a 10.000 anni fa,per altri a tra i 5.000 e gli 8.000 anni fa. Queste norizie sono basate su degli scritti provenienti dalla Cina.

L’imperatore cinese Chen nong,inventore dell’agopuntura e fondatore della medicina cinese, è stato il primo medico della storia

Sperimentò su se stesso centiania di rimedi.Questi sono descritti nel suo erbario Pen Ts’ao Ching In seguito fu Li Shih chen a scrivere un’altro erbario, il Pen Ts’ao Kang MuQuesto erbario era composto da ben 52 volumi,dove descriveva le proprietà officinali di migliaia di piante e erbe officinali, con relative descrizioni di come usarle.

Documenti molto antichi testimoniano come i Sumeri utilizzassero il Cumio dei prati o il Timo come piante medicinali.
Nella Bibbia si citano come piante medicinali l’Anice e il Cumio. Per le loro proprietà i loro semi venivano usati come moneta di scambio per pagare i debiti.

Charaka, un medico indiano, scrisse nell’ottavo secolo a.C., Charaka Samhita, un testo fondamentale dell’Ayurveda.
Ayurveda è considerata da molti il sistema medico naturale più antico.Susruta, altro medico indiano scrisse,sempre nell’ottavo secolo a.C. Susruta Samhita, in cui vengono spiegate le proprietà medicinali delle piante nel campo chirurgico.
Il monaco buddhista Nagarjuna,studiò la preparazione di farmaci minerali, considerati tossici,trasformandoli in efficai rimedi. Un’altro popolo antico, gli Atzechi, conoscevano le proprietà medicinali di qualche milgiaio di piante.

Ritratto di Plinio il vecchio La Naturalis historia (37 libri),scritta da Plino,dove descrive le virtú delle piante medicinali,e il loro uso medico.

Ritratto di Ippocrate Ippocrate è sicuramente il medico greco più celebre.Classificò circa 400 specie di piante medicinali,in base alle loro azioni,
tra queste ricordiamo il Bsilico,la Ruta,la Salvia,la Menta. Ippocrate pose le basi della moderna Omeopatia indicando la stada da seguire,cioè,curare i sintomi con il contrario e curare i sintomi con il loro simile.

Ritratto di Dioscoride Pedanio Dioscoride nel primo secolo a.c. scrisse il trattato
De materia medica,dove descriveva gli usi delle piante curative.
Descriveva come l’aglio fosse utile nel tartare tosse,ulcere,mal di denti.O come il Giglio fosse in grado di togliere le rughe,il crescione contro la caduta dei capelli,ecc…

Ritratto immaginario di Carlo Magno di Albrecht Dürer Carlo Magno,nell’800 fece compilare una lista di piante medicinali, da coltivare per il benessere dei suoi sudditi. Fu lui a coniare la definizione delle piante medicinali e aromatiche,L’amica dell’uomo e l’orgoglio dei cuorchi.Ma la svolta decisiva fu nel XV secolo con l’invenzione della stampa.Infatti,successivamente furono pubblicati centinaia di libri e di erbari.

Ritratto dell'erborista inglese John Parkinson John Parkinson,un grande erborista inglese,Botanico Reale di Carlo I , nel 1640 pubblicò Theatrum Botanicum,dove descriveva l’uso e le proprietà curative di più di 3000 piante.
Nell’epoca Medievale un grande contributo è stato dato dalle Repubbliche marinare,in particolare Venezia,capitale occidentale per quanto riguarda lo studio delle piante medicinali,grazie anche agli scambi commerciali con l’Oriente,con l’importazione di nuove specie.

L'alchimista in cerca della Pietra Filosofale di Joseph Wright of Derby Gli Alchimisti,nel Medioevo:
si deve a loro la distillazione vera e propria che utilizzavano per la ricerca di elisir d’amore e della pietra filosofale.
I Monasteri Benedettini:
qui venivano studiati,sviluppati e custodoti i trattati di botanica.
Ma fu il XIX secolo un periodo molto importante per lo studio farmacognostico delle piante officinali;
si isolarono numerosi principi attivi, primo tra tutti la salicina isolata dalla corteccia del salice, dalla quale lo stesso Ippocrate, padre della moderna medicina, estraendone la linfa, ne aveva individuato le proprietà febbrifughe ed antidolorifiche, pur ignorandone il principio attivo.

L’era moderna

È all’inizio dell’ottocento che in America ed Europa,la chimica farmaceutica compie un passo importante.L’obbiettivo era l’isolamento dei principi attivi responsabili delle proprietà curative,contenuti nelle piante medicinali, e di produrli in quantità industriali.

Ritratto del farmacista tedesco Friedrich Wilhelm Sertürner Fu il farmacista tedesco Friedrich Wilhelm Sertürner ad isolare dall’Oppio,nel 1805,la morfina,scoprendo una nuova classe di farmaci.Il chimico francese Louis Nicolas Vauquelin, nel 1809 isolò la nicotina dal tabacco.

Ritratto del chimico francese Pierre Joseph Pelletier Ritratto del chimico francese Joseph Bienaimé Caventou In seguito i chimici francesi,Pierre Joseph Pelletier e Joseph Bienaimé Caventou isolarono la chinina dalla china,la caffeina dal caffè.
Furono queste scoperte a dare il via alla produzione industriale dei primi farmaci,il chinino contro la malaria, verso la fine dell’800 viene prodotta, per la prima volta, dalla Bayern l’Aspirina.

Ai giorni nostri la comunità scientifica ha riconosciuto le proprietà curative che hanno le piante medicinali. Infatti molti medicinali contengono principi attivi ricavati da queste piante. Questo progresso della scienza permise lo sviluppo di nuove tecniche di estrazione e studio dei principi attivi contenuti nelle piante.

Le piante e le erbe sono comunque l’elemento di base dei medicinali moderni. Anche nella preparazione dei cosmetici, delle bevande, dei cibi, si deve molto a queste piante. Ad esempio gli oli essenziali,dal profumo gradevole,vengono utilizzati nella preparazione di saponi e profumi.Oppure pensiamo alle erbe aromatiche, coltivate in tutto il mondo e che vengono utilizzate nei cibi per insaporirli, (insaccati, salsicce, biscotti, formaggi, ecc…).

La Fitoterapia moderna non deve essere considerata priva di rischi,perchè tutto quello che è naturale non può essere considerato privo di effetti collaterali. Per questo motivo è sempre utile consultare il proprio medico prima di assumere prodotti curativi naturali

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Le proprietà curative dell’origano selvatico

Decrescita felice

Nota bene: le informazioni qui riportate non costituiscono indicazione terapeutica alcuna, ma solo materiale informativo, anche perché ogni persona è un mondo a sè e l’uso di ogni sostanza (per quanto naturale) va soppesato attentamente, possibilmente concertato con il proprio medico di base o altro medico di fiducia. Giusto per fare un esempio, il dottor Perugini Billi afferma che l’olio essenziale di timo non va somministrato alle donne incinte; anche le sostanze naturali hanno dei principi attivi da utilizzare con saggezza.

L’olio di origano selvatico pare essere una sorta di rimedio miracoloso messoci a disposizione dalla natura: antibiotico, antimicotico, anti-Candida, anti-ossidante, digestivo, stimolante del sistema immunitario, rimedio per piccole ustioni, tagli e graffi, mal di denti.
Potete leggere in dettaglio le sue virtù sull’articolo:
Per altro le virtù del’origano sono state verificate dalla moderna scienza sperimentale, come ci mostra il dottor Perugini Billi (già menzionato più volte nei miei precedenti articoli) nell’articolo http://www.dottorperuginibilli.it/aromaterapia/475-virtu-dellolio-essenziale-di-origano all’interno del quale compare un elenco di afflizioni per le quali tali rimedio potrebbe essere utile:
• allergie
• micosi mucose e cutanee
• cistite
• stress, stanchezza
• artriti, artrosi, reumatismi muscolari
• infezioni batteriche e parassitarie
• punture di insetto
• forfora, dermatite da pannolino, crosta lattea, dermatiti
• diarrea, meteorismo
• disturbi digestivi
• deficit del sistema immunitario
• emicrania
• affezioni respiratorie
• sinusite
• faringite
Non ho ancora ben capito quanto siano differenti le proprietà curative dell’origano selvatico da quelle delle altre specie e sottospecie di origano. Da quello che ho letto i principi attivi essenziali sono il carvacrolo e il timolo (che condivide per altro con il timo, altro noto “antibiotico naturale”, vedi http://www.dottorperuginibilli.it/aromaterapia/142)
Sul sito http://www.herbalremedies.com/oregano-information.html  viene precisato che l’origano selvatico che detiene le più alte proprietà medicamentose corrisponde all’Origanum vulgaris hirtum una volta denominato Origanum heracleoticum, e detto altresì origano greco. Sul sito http://www.mountainvalleygrowers.com/orivulgarehirtum.htm leggo poi che tale specie di origano ha fiori bianchi a differenza dell’Origanum vulgaris che presenta dei fiori rosa.
Altre informazioni sull’origano potete trovarle ai link:

Mi sono messo a cercare informazioni sull’olio di origano selvatico dopo aver eletto la testimonianza di una famiglia in cui tutti i membri (e persino gli animali) sono malati di morbo di morgellons (fonte http://loveforlife.com.au/content/08/09/22/letter-morgellons-family-5th-december-2007).
Secondo la loro testimonianza tutto è partito dal padre che lavorava in una fabbrica che produceva microbi manipolati per mezzo di nano-tecnologia, dove si lavorava senza precauzione alcuna (ovviamente questo può essere una parte del problema perchè di mezzo ci sono anche i metalli pesanti e i nanopolimeri rilasciati con le scie chimiche). In un commento si suggeriva di diluire due o tre gocce di olio di origano selvatico in olio di oliva per spalmarlo sulle caratteristiche “ferite” dei malati di morgellons.
Viste le proprietà sopra elencate tale olio forse potrebbe essere utile ai malati di morgellons anche per altre finalità.
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A marzo i culi delle donne e degli uomini si mettono in bella vista… NEI CAMPI! eh sì Signori e Signore, preparatevi a scampagnate armati di coltellino e saccoccia per la raccolta delle erbe selvatiche! Buonissime da mangiare, ricchissime di proprietà, ecco quelle per le quali io vado pazza!
Prima di dedicarsi alla loro raccolta è, però, indispensabile sapere che:
1. Non si raccolgono in luoghi poco puliti e inquinati, con possibili contaminazioni di sostanze tossiche quali pesticidi, aflatossine, elementi radioattivi, metalli pesanti come piombo, mercurio, cadmio e arsenico;
2. Evitare aree nei pressi di fabbriche e industrie;
3. Non raccogliete niente sui cigli delle strade.

Acetosa

Acetosa

Acetosa

Dell’acetosa si raccolgono le foglie in marzo e aprile. È comunemente conosciuta come acetina, erba brusca e ossalina; si mangiano le foglie il cui sapore è leggermente acidulo. L’acetosa si può riconoscere dal gambo rosso striato e dalla fioritura di maggio – settembre che presenta grappoli di colore verde e/o rosa.
Il sapore acidulo e amarognolo indica le sue virtù diuretiche e depurative, rinfrescanti e antinfiammatorie.
Come si usa: l’acetosa è ottima in insalata cruda, nei risotti o in frittata, soprattutto le cime giovani e tenere.

Grespino Comune (Sonchus Oleraceus)

Cicerbita o Sonchus comune

Cicerbita o Sonchus comune

Plinio il Vecchio ci tramanda che Teseo, prima di inoltrarsi nel labirinto per uccidere il Minotauro, si nutrì con un bel piatto di grespino comune.
Questa ottima pianta commestibile la si può raccogliere nei capi di tutta Italia propri adesso: le sue foglie, in questo momento di sviluppo, sono tenere e non troppo fibrose.
Questa pianta veniva impiegata in erboristeria per le sue proprietà depurative, diuretiche, epatodetossicanti e sopratutto per la sua azione coleretica (stimolante la bile), ma oggi quasi completamente trascurata. La radice si usava, una volta tostata, quale miscellanea per il caffè
Come si usa: cruda in insalata, mista ad altre erbe di campo, lessata, usata quale contorno, condita con olio e limone o passata in padella con qualche spicchio di aglio.

Dragoncello

Dragoncello

Dragoncello

Del dragoncello, in marzo, si raccolgono le foglie. Il suo aroma è pungente, molto aromatico e per questo utilizzatissimo in cucina come spezia.
Oltre ad essere aromatico, il dragoncello è anche digestivo, stomachico, vermifugo.
Come si usa: per aromatizzare verdure crude in insalata, uova, frittate o sottoli fatti in casa. Si può essiccare, ridurlo in polvere e conservarlo in vasetti.

Raperonzolo selvatico

Raperonzolo selvatico

Raperonzolo selvatico

Il raperonzolo (Campanula rapunculus) è una pianta della famiglia delle campanulacee.
Il raperonzolo o raponzolo cresce spontaneamente in molte parti della penisola, si può trovare nei terreni incolti, nei boschi, nei prati fino a una quota di circa 1500 m. In alcune zone d’Italia però è vietato raccoglierlo. È tuttavia possibile coltivarlo nel proprio orto comprando i semi presso i negozi specializzati o recandosi da qualche coltivatore.
Si mangia la foglia di marzo, ma si trova nei campi tenerissimo anche in febbraio: la radice assomiglia a una carota, è leggermente amarognola ma con retrogusto di nocciola.
Le foglie hanno, invece, un gusto leggermente amarognolo e un leggero profumo di bosco.
Il raperonzolo ha proprietà disinfettanti e antinfiammatorie, è una verdura molto indicata per i diabetici, è ricco di vitamina C, fibre, proteine e sali minerali.
Come si usa: le foglie e le radici tagliate sottilmente si gustano in insalata. In alternativa è possibile attendere l’ingrossamento delle radici, che possono diventare lunghe fino a 10 cm, e consumarle cotte, per esempio fritte nel burro.

Silene

Silene

Silene

La Silene vulgaris o italica si raccoglie in marzo-aprile, per la precisione i germogli. È un’ottima erba spontanea, amarognola e piccante. In Italia centrale è denominata striduli, si mangiano saltati in padella con aglio e olio, in frittata, nelle minestre di stagione, ma anche nel ripieno di tortelli saporiti.
I germogli di silene sono ottimi bolliti per cinque minuti in acqua, conditi con olio e limoni e serviti d’accompagnamento alle uova lesse.

Tarassaco

tarassaco

tarassaco

In quanti modi lo avete sentito chiamare? Pisciacane, piscialletto, radicchio selvatico… questa fantastica e comune erba selvatica presente praticamente in tutta Italia, si consuma tutta. Le foglie si consumano fresche ma anche essiccate come dispensa; dalle radici se ne estrae il succo e si conservano in vasi di vetro previa essiccazione. Il tarassaco è un depurativo, diuretico, tonico, lassativo eccezionale: le foglie fresche – ma lasciate anche un poco di radice che conferisce quel sapore amarognolo squisito – si mangiano stufate in padella con olio e aglio e poi condite con limone, in frittata, in zuppa insieme alle ortiche e legumi, in sformati e come ripieno di pasta fresca. I bocci di fiore di tarassaco sono buonissimi in salamoia: fate bollire in 1 litro di aceto con 2 cucchiai di sale, raggiunta l’ebollizione scottate per due minuti i boccioli di tarassaco. Scolare e lasciar asciugare anche per una notte i boccioli su un telo di cotone coperti con un altro telo. Invasate i boccioli aggiungendo alloro, bacche di ginepro, coprite di olio d’oliva: fate riposare almeno due settimane. Più aspetterete, più questi stuzzichini saranno saporiti.

Valerianella

valerianella selvatica

valerianella selvatica

Una piccola insalatina a ciuffi facilmente riconoscibile chiamata anche songino, gallinella di campo, lattughino, molesino e dolcetta. È ottima gustata fresca in insalata ed ha proprietà depurative, emollienti, lassative e rimineralizzanti.

Viola mammola (che mi cresce anche in giardino)

viola mammola

viola mammola

Bellissima, profumatissima, indice che la primavera sta arrivando… ed è anche buona! È la viola mammola, anche detta viola odorata, dal dolcissimo profumo inconfondibile. Con i suoi fiori potrete fare un ottimo sciroppo dissetante se diluito in acqua, potrete candirli per decorare i dolci, oppure aggiunti nelle insalate primaverili. Che bontà!

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Erbe Curative (Mediche)

Le erbe e le piante medicinali (fitoterapia). Tutto sommato, l’erba a una garanzia di sopravvivenza.

Una grande distrazione è entrata nel mondo con l’avvento del progresso. Ci siamo dimenticati della Natura.

Saive Messegue : « Sulla terra che Dio ci ha dato ci comportiamo pressappoco come un elefante in un negozio di porcellane, devastando tutto al nostro passaggio, mentre dovremmo badare con tenerezza infinita a non calpestare ne i più piccolo fili d’erba, ne la più’ piccola formica.
Quanta crimini abbiamo commesso e commettiamo su di loro ? Bene, sono crimini che dopo tutto si ritorcono contro noi stessi. Poichè noi siamo parte della natura.
Nelle facoltà di medicina, accanto alla cattedra di erboristeria e di fitoterapia, dovrebbe esserci anche quella di fitosociologia.
Le piante e le erbe sono organizzate in classi sociali, con una gerarchia sociale, con privilegi sociali, e probabilmente anche con ingiu­stizie sociali.

Abbiamo parlato di grandi piante: volete sapere quella più lunga che vive sulla Terra?
Intanto non vive sulla terra, ma nel mare: a la macrocystis pyrifera che raggiunge una lunghezza di 300 metri.
E poichè ci siamo, vale la pena di sapere quante specie di piante conosciamo. Fino a poco tempo fa i naturalisti classifi­cavano circa 100.000 fanerogame e 25.000 crittogame; ma si ritiene che dalle prime ne esistano almeno il doppio; e delle seconde cinque o sei volte il numero di quelle note.
Se si pensa che Ippocrate, nel V secolo avanti Cristo descrisse 234 specie di piante, e che ancora agli inizi dell’Ottocento non si conoscevano the 30000 tipi vegetali, ci si può rendere agevolmente conto degli enormi progressi compiuti dalla botanica moderna.

Le piante sentono: lo sapevate?
Ormai è stato scientificamente dimostrato: anche le piante sentono, soffrono, gioiscono, e a loro modo piangono.
Si vuol forse dire che hanno un’anima? Non un’anima nel senso che intendiamo noi, ma qualcosa che avevamo noi, alcuni milioni di anni fa, quando gemendo e strisciando siamo usciti dal regno vegetale per entrare in quello animale. Gli esperti parlano, riferendosi alla sensibilità delle piante, di un’aura.

Che cos’e l’aura?
Avete mai visto una calamita? Ebbene, la parte calamitata di un ferro, o di, un ago, esercita la sua forza di attrazione:ciò dimostra che esiste una vera e propria irradiazione di magnetismo. Lo stesso dicasi per l’aura.
Non c’e alcun dubbio che il regno vegetale emana una fortissima influenza: da qui, le antiche leggende – leggende fino a un certo punto – le quali attribuivano qualcosa di sacro e di magico alle piante.
Come avviene anche tra gli uomini, ci sono piante dotate di un’aura fortemente irradiante, e perciò con un’individualità, o meglio una personalità, ben spiccata. Altre, invece, sono meno dotate.
Questo dimostra che come avviene fra gli uomini e gli animali, anche le piante sono soggette a simpatie e antipatie: come spieghereste altrimenti il fatto che ci sono persone che non riescono assoluta­mente a far sopravvivere le piante coltivate nel loro giardino?
Si sa che i fiori gioiscono per esempio delle ammirazioni e delle cure ricevute, con le stesse reazioni di una fanciulla.

Piante con principi medici e terapeutici.
Basta saperla guardare e capire. Nella famiglia delle malpighiacee esiste una liana dalla quale, con un processo molto semplice, si estrae un alcaloide che, preso in piccole dosi, esalta l’attività mentale e muscolare; in taluni soggetti provoca uno stato psichico il quale, secondo alcuni scienziati, permetterebbe una specie di seconda vista: di qui i nome di «pianta telepatica.. Diversi soggetti, sotto l’azione della pianta telepatica, ebbero, a quel che scriveva il medico e naturalista belga Maurin, visione di fatti che si svolgevano in luoghi lontanissimi ; e ne previdero altri che poi accaddero.
Sappiamo che popoli primitivi d’Africa, d’America e d’Asia, in mancanza di fabbriche d’armi, avvelenano le frecce con droghe potentissime che danno la morte in brevi istanti.
Ma sappiamo anche che vi sono altri fenomeni di cui sono protagonisti alcuni guerrieri: per esempio nel sistema di esplorazione usato prima del combattimento dagli indiani Huicols dei paesi del Peyotl.
Una pattuglia di osservatori precede il grosso delle forze, spingendosi su alture e arrampicandosi sugli alberi.
Uno di essi, appena in agguato sul posto prescelto, trangugia una pozione, quindi scruta l’oriz­zonte : dopo qualche tempo a in grado di riferire se il nemico è in vista e, in caso affermativo, quali siano lo schieramento, le forze, la direttrice d’attacco.
Il feno­meno straordinario sta nel fatto che, prima d’ingerire la droga, l’individuo non vedeva che a poche centinaia di metri, mentre sotto l’azione della pozione vede a distanza di molte miglia. L’indagine scientifica ha ammesso la possibilità del fenomeno: ci sono piante, cosiddette <

Piante Officinali (medicinali aut terapeutiche).
Nella grande varietà delle specie e delle famiglie delle piante erbacee, abbiamo operato una scelta: naturalmente ci siamo orientati su quelle piante erbacee aventi virtù terapeutiche, e questo per dare la possibilità al lettore, dopo aver letto il volume, di approfondire, sia pure in modo sommario, l’identità dell’erba di cui ha degustato il decotto o l’infusione.
Il lettore troverà inoltre erbe e piante erbacee, che erbe e piante erbacee non sono : ma veri e propri alberi. Non dimentichiamo che le cortecce o i frutti di questi alberi hanno proprietà medicamentose e culinarie.
Insomma, abbiamo cercato, anzi spigolato, nell’immensa flora della natura, notizie e curiosità, alcune interessanti dal punto di vista botanico e « storico » ; altre semplicemente pittoresche.

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