People in Praise LIVE!” è una proposta itinerante di preghiera, di lode a Dio e di approfondimento del Vangelo, con la gente e per la gente. In questi tempi storici di confusione, incertezze e conflitti la nostra preghiera va a Dio per implorare la somma di tutti i beni: lo Shalom, la Pace. Pace non solo nei campi di battaglia, ma al centro dei nostri cuori.

Secondo il vangelo, la felicità dell’umanità è il primo dei desideri di Dio e la prima e più grande responsabilità dell’uomo, perché Dio tutto ha preordinato alla bellezza, all’armonia e alla felicità. Il vangelo è il libro delle procedure, il manuale d’uso dell’umanità per conoscere le procedure per vivere sani, felici e in pace.

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martedì 11 ottobre 2011

Don Paolo Spoladore è padre, lo ha sentenziato il tribunale

Ormai è ufficiale, Pimpi ha “vinto”, ma non è una vittoria, è una sentenza del tribunale che ha attribuito al signor Paolo Spoladore, sospeso a divinis (1) dal Vescovo di Padova, la paternità del bambino avuto dalla donna, una psicologa cinquantenne, nato da una relazione con il sacerdote padovano, dal 1999 al 2002.
Il tribunale di Venezia, dove il signor Spoladore non si è mai presentato, ha dato ragione alla donna, ordinando all’ex sacerdote il pagamento degli alimenti – nella misura di 300 Euro al mese – delle spese processuali e al diritto del piccolo di aggiungere anche il cognome “Spoladore” Va tenuto presente, che secondo quanto scrive il Giornale (2), il “Dompa”, così lo chiamano i suoi seguaci, non si sarebbe presentato per fornire il campione del Dna.

E qui sorgono le contraddizioni di un personaggio che ha fatto della Comunicazione, del Perdono e della Verità i suoi moti da rivoluzione francese, disattendendoli davanti alla prova più naturale per un uomo: il coraggio d’essere padre, stridendo in modo lampante con quanto “insegnato” nei suoi corsi, oltretutto calpestando l’obbligo del celibato sacerdotale.
Se si possono muovere delle “accuse” nei confronti di Pimpi, si potrebbe dire che questa donna abbia ceduto alle lusinghe del fascino del clergyman (3), abbandonandosi ad un amore che oggettivamente non poteva avere futuro, vedendola nell’ottica del personaggio mediatico e degli eventi che l’ex don Spoladore ha costruito attorno a se, libri, dischi e ai suoi Corsi di Comunicazione dove è stata aperta a suo tempo un istruttoria da parte dell’Ordine dei Medici (4) per la presenza del Dott. Raffaele Migliorini, inscritto all’albo, e dove si può avere un idea dello “Spoladore pensiero” inerente a quanto scrive circa il “Metodo Di Bella” (5).
Così come va detto, per chi non avesse fatto i suoi corsi, e lo scrivente in passato gli ha passati tutti, che alla fine quanto viene detto all’interno altro non è che una libera interpretazione di tanti libri di medicina alternativa, tecniche PNL, olistica, linguaggio e comunicazione verbale e non verbale, il tutto miscelato e presentato sotto una forma di spiritualità new age, che dice tutto e il contrario di tutto, prendendo principalmente spunto dalle teorie di Rüdiger Dahlke (6), “Malattie Linguaggio dell’anima” e “Crisi personale e crescita interiore”, così come dai testi di Dirk Hammer, “La Nuova Medicina” (7), il tutto riferito a quando svolsi i corsi. E per citare un esempio: durante l’ultimo corso l’allora Don Paolo Spoladore aveva mostrato la foto della Cometa di Halley, asserendo che quella, la luce che prorompe dall’oscurità, è la dimostrazione della presenza di Dio che irrompe nell’Universo. Gli dissi, guardi che è un naturale fenomeno della fisica astronomica, la massa della cometa ha la coda per il semplice fatto del calore e del vento solare. Nulla di divino o di così’ trascendente. Risposta: un’occhiataccia e «Ci siamo capiti!» e di rimando: «Certo e Lei ha capito che io ho capito?»
Che la situazione inerente ai Corsi di Comunicazione fosse alquanto bizzarra era una cosa risaputa già dalla metà degli anni ’90 a Padova,; ricordo una conversazione avuta con un frate, ora defunto, circa la liceità religiosa, in seno alla tradizione cattolica, circa i libri e i corsi del a suo tempo Don Paolo Spoladore.La risposta che ricevetti fu la seguente: Le cose si sanno, ma ci sono in ballo grossi interessi economici (8), tanto è vero che i suoi libri figuravano in bella mostra all’interno della libreria Al Santo, a Padova. Ergo: “Pecunia non olet”.
Senza entrare nel merito della sentenza, a detta dei giuristi rivoluzionaria per l’Italia, questo dovrebbe dar coraggio a tutte le donne che hanno avuto o che hanno dei figli con esponenti del clero di uscire allo scoperto, dall’anonimato, dalla paura, dalla vergogna e dal facile giudizio del bigottismo e dal falso moralismo religioso, perché se è vero che una donna libera può commettere il “peccato” di innamorarsi di un ecclesiastico, il peccato più grave viene commesso dall’ecclesiastico il quale non solo ha fornicato, ma ha tradito l’impegno, i voti dati alla Chiesa e a Dio e l’Eucarestia che va a celebrare ogni domenica, tradendo no solo il Corpo mistico della Chiesa, ma anche i fedeli, e il primo vero abuso che un ecclesiastico fa, in questi casi, è quello, non d’essere debole nei confronti del richiamo della carne, ma d’essere in una posizione “dominate” in virtù del suo status religioso, e questo può portare la donna alla debolezza della carne, per ragioni o motivazioni che nulla hanno a che fare con il desiderio sessuale o con l’idea di un amore fallace, dove anche se la donna avesse “peccato”, esiste la confessione e qualsiasi sacerdote assolve per il peccato di “fornicazione”, ma dopo l’assoluzione ecclesiastica deve arrivare per la vittima il momento del riscatto personale e non aver vergogna del proprio passato, perché Gesù stesso disse all’adultera “Neppure io ti condanno, va e non peccare più.” – Giovanni 8,3-11. Se Dio, tramite Suo figlio non condanna, le condanne morali e il “giudizio” pseudo moralista degli altri, alla fine è nulla.
Il cattolicesimo oggi in crisi ha bisogno di molte più “Pimpi”, di molte più donne coraggiose che squarcino il “Velo del Tempio” dell’ipocrisia di alcuni sacerdoti che confidano nel silenzio e nell’omertà delle persone più deboli, facendo leva anche sull’ipocrita morale pubblica da salvaguardare – del non dare scandalo – usando la debolezza della donna, nascondendosi dietro costoro, che tacciono per paura del pubblico ludibrio e del giudizio altrui.
“Pimpi” ha fatto non una ma ben due scelte coraggiose, la prima tenere quel frutto che aveva nel grembo e il secondo denunciare il tutto agli organi inquirenti, mantenendo un profilo pubblico uguale a zero, rimanendo nell’ombra, chiedendo e ottenendo giustizia.
Va rilevato in fine che la Chiesa, sia nei suoi organismi periferici che in quelli centrali, sanno di queste donne – Tom Clacny scriveva in un suo romanzo: la Chiesa Cattolica ha il miglior servizio segreto del mondo – ma preferiscono sperare che le donne tacciano, che non diano scandalo, e la Chiesa, invece di fare pulizia al proprio interno, se fosse vera maestra di verità e vita, preferisce attendere gli eventi della giustizia secolare piuttosto che prendere scopa e ramazza e far pulizia al proprio interno.
E che poi non vadano a lamentarsi in giro per l’emorragia di fedeli. Nessun ammalato andrebbe a farsi curare da un medico più malato del paziente stesso.
Marco Bazzato
11.10.2011

(1) http://it.wikipedia.org/wiki/Sospensione_a_divinis
(2) http://www.ilgiornale.it/interni/il_bimbo_e_prete_lo_incastra_test_ora_deve_mantenerlo/11-10-2011/articolo-id=551014-page=0-comments=1

(3) http://it.wikipedia.org/wiki/Clergyman
(4) http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2010/03/10/news/padre-rock-sui-corsi-di-formazione-indagine-dell-ordine-dei-medici-1884605
(5). http://www.metododibella.org/cms-web/upl/doc/Don%20Paolo%20Spoladore.pdf  
  (6) http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_rudiger_dahlke.php 
(7) http://www.disinformazione.it/hamer7.htm

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