Forlì, indagati 29 banchieri per usura

Iscritti nel registro, tra gli altri, Bazoli, Modiano e Passera. Il pm chiede l’archiviazione, il gip dice no

07/09/2013

Indagati 29 banchieri per usura: scopri se c'è anche il tuoGiovanni Bazoli e Corrado Passera ai tempi di Banca Intesa

Ventinove tra dirigenti di banca e banchieri italiani sono indagati per truffa e usura aggravata. Verso fine ottobre la procura di Forlì diventerà piuttosto frequentata: è qui che il gip ha convocato una Camera di Consiglio per decidere le sorti di un’inchiesta che potrebbe diventare un caso pilota per il capitalismo italiano. Iscritti al registro degli indagati ci sono molti pezzi da novanta del nostro mondo creditizio del periodo 2008-2009: basti citare il presidente di Intesa Giovanni Bazoli, il dg della stessa banca Pietro Modiano, l’ex ad di Intesa ed ex ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, l’ex ad di Generali Giovanni Perissinotto. Fa loro compagnia un gruppo di dirigenti bancari (italiani e non) che sono chiamati a comparire come indagati all’appuntamento fissato dal gip.

Tutto parte dal 2009, anno in cui un imprenditore fa esposto alla procura perché ritiene spropositati i tassi ai quali, in periodo di crisi post-Lehman, le sue aziende ricevono credito dal sistema bancario. Il pm si prende il suo tempo per le indagini, apre come di consueto un fascicolo contro ignoti, quindi chiede l’archiviazione. Interviene qui il primo fatto notevole, che inizia a rendere decisamente interessante una vicenda giudiziaria cominciata come tante. Il gip infatti rifiuta l’archiviazione, chiedendo un supplemento di indagine. Il pm si riapplica alla pratica, disponendo una consulenza tecnica. Il documento, cui Libero ha avuto accesso, è frutto di un lavoro lungo e meticoloso. In 22 pagine rendiconta i tassi applicati sui conti correnti delle aziende dell’imprenditore, riscontrando valori superiori anche di mezzo punto percentuali a quelli che la legge considera usurari. Una precisazione doverosa: l’indagine non si è ancora trasformata in un processo con degli imputati. Il fatto che la «perizia» accerti tassi superiori a quelli fissati come soglia non determina in alcun modo l’eventuale colpevolezza di quelli che al momento sono solo indagati, né di chiunque all’interno delle banche interessate.

I nomi – Sta di fatto che in seguito a questa consulenza tecnica il pm iscrive al registro nomi e cognomi precisi, per i reati di truffa e usura (articoli 640 e 644 del codice penale). Questi nomi sono desunti proprio dal documento della Guardia di Finanza. Per stabilire i «responsabili» dei tassi la GdF si rivolge direttamente alle filiali delle banche. Queste li rimandano ai direttori di filiali, e su su fino ai consigli di amministrazione che negli anni precedenti hanno fissato i criteri per erogare il credito e le linee guida dei loro istituti. Per questo la lista degli indagati è una fotografia dei «quadri» del mondo bancario italiano, comprendenti vertici, direttori generali e membri dei consigli di amministrazione di Carisbo e Intesa, dalle quali l’imprenditore si riteneva truffato. A muovere l’indagine sembra essere la volontà di accertare le responsabilità specifiche di chi ha fissato tassi che una perizia giudica non leciti.
Le persone che in questi giorni stanno ricevendo la convocazione per la camera di consiglio sono, nell’ordine: Filippo Cavazzuti, Gianfranco Ragonesi, Carlo Bottari, Sergio Iovino, Paolo Lelli, Gianni Lorenzoni, Silvia Noè, Carlo Ricordi, Isabella Seragnoli, Pietro Modiano, Giovanni Bazoli, Giampio Bracchi, Corrado Passera, Giovanni Ancarani, Francesco Arcucci, Benito Benedini, Antoine Bernheim (nel frattempo deceduto), Ariberto Fassati, Paolo Fumagalli, Michel Le Masson, Giangiacomo Nardozzi, Eugenio Pavarani, Giovanni Perissinotto, Gino Trombi, Jean Frederic De Leusse, René Carron, Manuel Jorge Jardim Goncalves e Jean Laurent. Anche un occhio non esperto dei meandri della finanza può riconoscere almeno 3-4 nomi di primissimo piano tra gli indagati.
La responsabilità – Un passo indietro: in seguito alla perizia, il pm non chiede il rinvio a giudizio, ma una nuova archiviazione. La motivazione che adduce nella richiesta nel novembre 2012 merita di essere spiegata perché è esattamente il crinale su cui si gioca il futuro di questa inchiesta. Nel chiedere al gip l’emissione di un decreto di archiviazione, il pm infatti riconosce la qualità del lavoro di ricostruzione della polizia giudiziaria che rileva «condotte oggettivamente usurarie». Tuttavia, il pm si rifà alla giurisprudenza che non permette di contestare l’eventuale usura ai presidenti e ai dirigenti delle banche. Pertanto, non disponendo di «significativi e seri elementi a carico» che determinino la «mala fede» degli indagati, chiede l’archiviazione del «gotha» dei banchieri italiani. Qui accade il secondo fatto di rilievo: di nuovo infatti il gip non concede l’archiviazione, e dispone per ottobre l’udienza in camera di consiglio di cui si è parlato poco sopra.
Le opzioni – Cosa può accadere a fine ottobre? Le opzioni comprendono un raggio di tre possibilità. Ovviamente gli indagati si augurano che l’inchiesta venga archiviata. La parte offesa, invece, cioè l’imprenditore il cui esposto ha generato il tutto, avrebbe come maggior successo possibile la cosiddetta imputazione coatta, cioè un rinvio a giudizio disposto dal gip malgrado la richiesta opposta da parte del pubblico ministero. Per citare un caso mediamente famoso, è quel che è successo all’ex ministro Saverio Romano, per il quale il gip di Palermo si oppose alla richiesta di archiviazione mossa dal pm per il reato di concorso in associazione mafiosa, e ne dispose appunto l’imputazione coatta. Tra queste due opzioni – vittoria totale della difesa e successo dell’accusa che otterrebbe l’avvìo del processo – c’è una gamma di possibilità che sinteticamente potrebbe tradursi in un nuovo supplemento di indagini, volte a stabilire i veri responsabili delle presunte «condotte usurarie» di cui parla la relazione tecnica voluta dalla procura. In queste settimane gli eserciti legali delle banche avranno ovviamente tempo per organizzarsi e far valere le loro ragioni. Resta il fatto che dagli sviluppi di questo interessantissimo potenziale processo romagnolo potrebbero arrivare conseguenze anche clamorose per il nostro sistema bancario, visto il precedente che potrebbe creare e il numero di emuli che il ricorrente potrebbe scatenare. I lettori di Libero, nei prossimi giorni, ne saranno informati.
di Martino Cervo

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Usura da Signoraggio

Chi frequenta queste pagine, come chi ha letto “Ingannati” o “Risvegliàti” sa che siamo per una ristrutturazione del sistema creditizio in quanto il sistema attuale concede a delle società private l’immenso potere di erogare, creare dal nulla, “stampare” denaro (anche se sappiamo che non avviene fisicamente così), e assieme a tale potere viene inevitabilmente il potere di condizionare la politica, le politiche fiscali, del lavoro, sanitarie, ecc.: in una parola, il vero potere è sottratto al popolo (che invece diventa schiavo, vittima di un debito eterno) e resta concentrato nelle mani di pochissimi, potentissimi che non sono mai stati eletti in nessuna democratica votazione.

Ma tutto questo, come detto più volte, non ha nulla di illegale: il sistema prevede e anzi regola con delle norme precise questo tipo di economia. Pertanto l’unico tipo di cambiamento che si può auspicare è quello a livello politico. E questa non è una novità: abbiamo molti esempi di comportamenti e situazioni che evidenziano come la legalità si una cosa diversa dalla moralità. Se uccidete un bambino nel grembo della sua mamma, prima dei 90 giorni dal concepimento, pur facendo qualcosa di altamente immorale non commettete nulla di illegale. Se vi rifiutate di andare in una guerra di aggressione a disobbedite agli ordini di uccidere un “nemico”, siete altamente morali ma commettete qualcosa di illegale per la quale, in tempo di guerra dichiarata, si è anche passibili di pena di morte, come disertori.

Esistono però dei comportamenti, o delle abitudini, o degli usi del sistema creditizio che oltre ad essere immorali sono anche illegali. Se una banca chiede un tasso di interesse superiore a quello fissato dalla banca d’Italia commette reato di usura, nelle sue due forme di usura oggettiva (penale) o soggettiva, a seconda dell’entità dello sforamento della soglia. Per questo le banche stanno bene attente a non superare il tasso ufficiale, e si rifanno ad altre spese accessorie, nascoste sotto le diverse etichette, per caricare il malcapitato cliente in un modo “nascosto” e meno apparente. Peccato (per le banche) che la legge sia molto chiara, e richieda che nel calcolo degli oneri pagati dai debitori si vadano a sommare tutte le voci, e non soltanto il tasso di interesse ufficiale applicato (legge 108). Le banche si difendono dicendo che applicano il metodo di calcolo della banca d’Italia, ma fra una istituzione privata (come la banca d’Italia) e la legge, prevale la legge ufficiale dello Stato italiano. Per questo si possono mettere in campo azioni legali che posono restituire il maltolto nelle tasche degli imprenditori vessati (vedi qui ad esempio).

A titolo di esempio cito una storiella vera, capitata ad un conoscente (ometto nomi veri per ovvie ragioni). L’imprenditore Pippo lavora bene, e si avvale di un fido della banca XYZ per 200.000 €. Non sfora mai, è regolare coi pagamenti, pur fra mille difficoltà riesce a tirare avanti. Il direttore della filale della banca XYZ lo chiama e gli dice: “Caro Pippo, abbiamo visto che sei proprio bravo, sei affidabile, sei il classico cliente che tutte le banche vorrebbero avere, e ti vogliamo premiare: ti raddoppiamo l’affidamento! Pensa: adesso potrai sconfinare finoa 400.000 € senza nessun problema, metti una firmetta qui ed è tutto fatto“.

Pippo, che non è scemo, dice: “Grazie 1000, sono onorato della vostra poroposta, adesso però non ho tempo, lasciatemi tutto che firmo a casa e vi riporto le carte firmate“. Con calma, senza la pressione del direttore che gli impedisce di leggere le clausole, fa analizzare il contratto e scopre che la generosa offerta della banca è una fregatura: in particolare:

  1. non si tratta di un prestito ma di un affidamento a titolo anticipo fatture: quindi se non aumenta il suo fatturato, non gli serve a nulla;
  2. esiste una assicurazione obbligatoria onrosa associata, a copertura dell’aumentato rischio;
  3. esiste la CSA, la commissione sull’affidamento: dopo che la legge Bersani ha tolto la commissione sul massimo scoperto le banche hanno introdotto questo odioso balzello: mi paghi una percentuale sul massimo che io in teoria ti potrei concedere, anche se non lo userai mai: un vero e proprio prelievo ingiustificato.

Morale: costi aggiuntivi di circa 10.000 €/anno per non avere niente di utile. Cosa avrà fatto il nostro Pippo secondo voi? Sarà andato in banca infuriato, e avrà minacciato il direttore di filiale per il suo tentativo truffaldino? No, niente di tutto questo. Con umiltà, moderazione, sottotono, dice al direttore: “Grazie della vostra magnifica offerta, ma per il momento non mi serve, per il mio giro d’affari basta quello che ho, semmai ne riparleremo in futuro“.

EPILOGO

Se pensate che sia finita così, non conoscete il modo di ragionare della banca. Il direttore rispose a Pippo: “ma se rifiuti la nostra offerta (immaginate l’accento… un’offerta che non potrete rifiutare…) allora metti in crisi il nostro rapporto fiduciario! Ma se non accetti quello che ti proponiamo così generosamente, allora dobbiamo rivedere tutto il nostro rapporto! Mi vedrò cosretto a sottoporre il tuo caso ai piani alti, e penso che dovremo chiederti di rientrare immediatamente dell’attuale scoperto…

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10 aprile 2013
di: Antonio Miclavez* Fonte: http://seigneuriage.blogspot.it/2013/04/il-tasso-di-interesse-rapina-usuraia.html

La denuncia del presidente della Federcontribuenti Fvg contro la “Bankitalia Spa”

Dopo aver denunciato la truffa della proprietà monetaria con Marco della Luna in “Euroschiavi” nel 2006, dopo aver descritto la truffa della rarefazione monetaria pilotata in “Euflazione” nel 2009, nel 2011 ho iniziato a dedicarmi in qualità di presidente della Federcontribuenti FVG (Friuli Venezia Giulia) a valutare per i nostri associati i tassi d’interesse applicati dagli Istituti di credito.

Incredibile ma vero, quasi tutti i conti correnti ed i mutui erano, e tuttora lo sono, usurari, e quando il conto è usurario è accompagnato sempre dal reato di riciclaggio e spesso del reato di estorsione.
Quando un istituto di credito fa’ usura, la legge parla di Usura aggravata e raddoppia la pena fino ai 10 anni di galera, mentre il popolo la chiama usura bianca, per differenziarla dalla usura nera che si faceva per strada con la lupara, tanti anni fa. Mafia nera e mafia bianca.
Ora la lupara si chiama Tasso d’interesse, si chiama Equitalia, si chiama Monti.
Ora la mafia si chiama Monte dei Paschi di Siena, Banca d’Italia, BCE, Draghi, Barroso, Merkel, Fondo salvastati, Fondo monetario Internazionale.
Quando rilevavamo l’usura, depositavamo denuncia-querela alla Procura (è obbligatorio, l’Usura è un atto perseguito d’ufficio); il P.M. interpellava la Guardia di Finanza che stilava puntualmente una perizia che finora ha sempre confermato l’Usura e identificato i colpevoli confermando il dolo; poi il P.M. chiedeva l’archiviazione con nostro immenso stupore, e infine noi facevamo ricorso al GIP sperando che la causa non venisse archiviata. E in tanto ci mettevamo in attesa, e siamo ancora che aspettiamo; siamo in Italia.
Mai che un direttore di filiale venga condannato per usura aggravata; è sempre colpa del computer che si potrebbe anche mettere in galera, ma con poca soddisfazione dei milioni di vittime d’usura che ci vorrebbero vedere i vertici di Bankitalia che invece di fare da garante stà a guardare.
Anzi, manda in giro circolari che invitano all’errore, creando così l’alibi al povero direttore di filiale che tranquillamente ti applica il 300% (dati reali) di interesse senza finire dentro.
Almeno Fantozzi dopo la terza promozione a direttore megagalattico finiva dentro; da noi no, i vari Passera, Befera etc prendono stipendi da paura e stan li felici e contenti continuando a incassare per se stessi e per il padrone. Bau bau.
Ma quello di cui vorrei parlare qui è un altro argomento: il dubbio che mi è venuto riguardo ai misteriosi criteri che vengono seguiti per stabilire i tassi soglia, ovvero il limite dei tassi che i banchieri possono applicare per non beccarsi dai 2 ai 10 anni di galera. Perché tale tasso cambia ogni 3 mesi? Con che criterio? E quando cambia, chi ne trae vantaggio?
L’idea che ci siamo fatti in questi due anni di analisi dei conti bancari è che il tasso soglia viene tenuto il più alto possibile per mungere i clienti senza farli saltare subito, ovvero di “garrotarli” al più lungo possibile per poi farli morire come dei topi di fogna quando ormai non hanno più nulla da dare. Nulla di virtuoso nelle decisioni del Gotha della finanza, dei vari Draghi, Trichet o chi altro di invisibile che siede ai vertici: mera criminale speculazione alle spalle del cittadino che non sa, e crede che chi decide di volta in volta i tassi lo faccia per onorare dei misteriosi ma certamente virtuosi calcoli matematici che obbligano a prendere decisioni “dure ma sane per il futuro dell’economia”.
Perché la logica vorrebbe invece che i soldi vengono imprestati al tasso più vantaggioso per il cittadino, ovvero al dallo zero al – 3% (leggi meno 3 %) alle aziende che adesso sono in difficoltà visto che creare denaro non costa nulla, non è garantito da nulla, e ce ne è troppo poco in giro. Il Sign. Rossi invece pensa: “se il tasso è al 16% un motivo ci sarà pure; eppoi le banche non possono mica imprestare i soldi gratis! ” E anche noi crediamo chissà che calcoli complicati ci stanno dietro a quel numeretto con due decimali che ogni trimestre decide quanto bisogna dare alle banche per un servizio ridicolo e senza rischio.
Ma oltre il danno c’è la beffa; il mantenere alti i tassi di prestito vengono giustificati col ridicolo motivo che aumentare i tassi di interesse è fondamentale, altrimenti si crea inflazione; lo si fa insomma per aiutare l’economia. Ma non si specifica che l’unica economia che si aiuta è quella delle banche, perché se aumento i costi di un’azienda alzando il tasso degli interessi del denaro che all’azienda serve per operare, l’azienda per sopravvivere deve alzare i prezzi finali al cliente, ed è cosi che si crea l’aumento di prezzi e l’inflazione; in questo caso inflazione da rarefazione monetaria, ben diversa dall’inflazione di eccesso di valuta avvenuta in Germania nel lontano 1929.
Ma veniamo ai numeri: il 1° trimestre 2009 il tasso soglia era del 13.68% mentre il 2° trimestre 2009 era del 12,93% mentre nel 4° trimestre 2012 il tasso soglia di usura è arrivato al 16,38% grazie all’illuminato intervento del Bilderberg Monti. Cos’è cambiato di così radicale nell’economia da giustificare tali enormi cambiamenti? Niente; da allora vi è solo un inesorabile invariato peggioramento dell’economia. Perché non avere il tasso soglia all’1,1%, visto che Draghi ha creato 1.000 miliardi dal nulla dandoli all’1% alle banche? Lo 0,1% su tutta la massa monetaria per far poco e niente senza rischi mi sembra anche troppo! Come vedremo qui sotto si tratta di 7 miliardi l’anno!!
Ora facciamo un bel calcolo: se il denaro circolante valutato come liquidità secondaria o M2 si aggira sui 7.000 miliardi, l’utile del cartello bancario che ha prestato tali soldi (non dimentichiamo che TUTTI i soldi sono prestati dalle banche che li creano dal nulla senza garanzie né rischi) con l’interesse annuo del 16,38% incassato trimestralmente (il che fa aumentare il tasso annuo portandolo più o meno al 17,00% annuo) corrisponde ad un utile annuo per le banche di 1.190 miliardi. Tale utile che supera la metà del PIL è congruo con il servizio reso dal sistema bancario attuale, visto che il costo di un buon software bancario è di meno di un milionesimo di tale cifra, che il costo per la creazione del denaro elettronico è zero, i rischi zero e la gestione dei conti bancari bassissima?
Direi assolutamente di no.
E allora, visto che 700 miliardi è il costo del baraccone statale compresa la Fornero che và a prendersi le ciabatte con 15 auto blu e le guardie del corpo di cui si deve circondare Monti per evitare di prendersi 58 milioni di sberle dal popolo incazzato, perché non ci creiamo e gestiamo il denaro da soli?
E poi: a che cazzo servono i tassi soglia, se TUTTI gli istituti di credito li superano regolarmente, tanto sono coperti dall’ordine di squadra alle Procure che archiviano in barba alla legge; una legge che dovrebbe tutelare il Cittadino quando trova il coraggio di sporgere denuncia, e attende sperando in una giustizia che invece protegge solo le banche?
Capisco che anche i PM hanno il mutuo sulla casa e non vogliono mettersi contro le banche, ma certe cose è bene che si sappiano.
Inoltre, non eravamo in crisi, e il Governo doveva far di tutto per aiutare le aziende in difficoltà? Aumentando i tassi dal 12,93% al 16,38% %, chi ha aiutato secondo voi, le Aziende o le banche?
Quel noiosissimo Monti, quel golpista che ha la brillante idea di aprire una pagina in facebook per beccarsi 2 milioni di “vaffanculo”, quel sicario della Goldman Sachs, con che coraggio ci spiega nel suo ottimo quanto inutile inglese che aumentare il furto delle banche del 4% aiuta le aziende in difficoltà?
Ma veniamo ai motivi dichiarati per cui Bankitalia, al 95,4% posseduta dalle banche contro il proprio statuto, manda trimestralmente i “comunicati stampa” in cui con fare pomposo definisce per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze i “tassi effettivi globali medi” e quindi i “tassi soglia” decisi per il trimestre entrante.
Le regole le stabilisce il Ministero dell’Economia e delle Finanze nella “nota metodologica al decreto del 24 dicembre 2009″.
Cito il testo: “La rilevazione dei dati per ciascuna categoria riguarda le medie aritmetiche dei tassi praticati sulle operazioni censite nel trimestre di riferimento. Essa è condotta per classi di importo; non sono incluse nella rilevazione alcune fattispecie di operazioni condotte a tassi che non riflettono le condizioni del mercato (ad es. operazioni a tassi agevolati in virtù di provvedimenti legislativi). Per le operazioni di “credito personale”, “credito finalizzato”, “leasing”, “mutuo”, “altri finanziamenti” e “prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione” i tassi rilevati si riferiscono ai rapporti di finanziamento accesi nel trimestre; per esse è adottato un indicatore del costo del credito analogo al TAEG definito dalla normativa comunitaria sul credito al consumo. Per le “aperture di credito in conto corrente”, gli “scoperti senza affidamento”, il “credito revolving e con utilizzo di carte di credito”, gli “anticipi su crediti e sconto di portafoglio commerciale” e le operazioni di “factoring” – i cui tassi sono continuamente sottoposti a revisione – vengono rilevati i tassi praticati per tutte le operazioni in essere nel trimestre, computati sulla base dell’effettivo utilizzo. La rilevazione interessa l’intero sistema bancario e il complesso degli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del Testo unico bancario. I dati relativi agli intermediari finanziari iscritti nell’elenco di cui all’articolo 106 del medesimo testo unico sono stimati sulla base di una rilevazione campionaria.
Nella costruzione del campione si tiene conto delle variazioni intervenute nell’universo di riferimento rispetto alla precedente rilevazione. La scelta degli intermediari presenti nel campione avviene per estrazione casuale e riflette la distribuzione per area geografica. Mediante opportune tecniche di stratificazione dei dati, il numero di operazioni rilevate viene esteso all’intero universo attraverso l’utilizzo di coefficienti di espansione, calcolati come rapporto tra la numerosità degli strati nell’universo e quella degli strati del campione.
La Banca d’Italia procede ad aggregazioni tra dati omogenei al fine di agevolare la consultazione e l’utilizzo della rilevazione. Le categorie di finanziamento sono definite considerando l’omogeneità delle operazioni evidenziata dalle forme tecniche adottate e dal livello dei tassi di mercato rilevati. La tabella – che è stata definita sentita la Banca d’Italia – è composta da 24 tassi che fanno riferimento alle predette categorie di operazioni.
Le classi di importo riportate nella tabella sono aggregate sulla base della distribuzione delle operazioni tra le diverse classi presenti nella rilevazione statistica; lo scostamento dei tassi aggregati rispetto al dato segnalato per ciascuna classe di importo è contenuto:.:”
Ho letto più volte il testo per capirci qualcosa, ma ciò che intendono è che raccolgono i dati dalle banche in giro per l’Italia, fanno una media, e quello è il tasso soglia che non si deve superare altrimenti c’è usura.
Ma se i tassi praticati erano a usura il trimestre precedente e tu prendi quelli per fare il limite di quelli del trimestre dopo, chiaramente anche quelli saranno ad usura. Ed anche quelli, in barba alla legge, verranno sistematicamente superati dalle banche, anche perché i Cittadini non sanno leggere quei fogli misteriosi e criptici che la banca gli manda a casa in continuazione e non possono quindi protestare.
Insomma, Bankitalia legalizza tali tassi di usura applicati il trimestre precedente rendendoli legali per il trimestre successivo. Ecco il criterio geniale per metterci a 90 gradi con un bel barattolone di vasellina sopraffina che si chiama Sole 24 ore, Bocconi, TG1.
Volete una legge simpatica che ci farebbe risparmiare 1.190 miliardi all’anno? Portiamo il tasso soglia al 2% e tassiamo gli utili della banche al 90%.
Questo si dice ragionare; le manovrine da 20 miliardi son bazzecole.
Certamente il buon Monti & Co. è più bravo dello sceriffo di Nottingham a recuperare i soldi per il padrone che lo comanda. Speriamo che Robin Hood non tardi a venire per rimettere le cosa a posto.Antonio Miclavez
http://www.federcontribuentiFVG.it
(da ipharra.it)

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10 marzo 2013 | Autore

Articolo di: Avv. Floriana Baldino – 03.03.2013
Fonte: hearthaware.wordpress.com

Se la giustizia ordinaria è ancora ben lontana dal sanzionare l’illegittimità degli interessi bancari, non lo è più nel sanzionare la pratica ancora più scoretta dell’anatocismo, cioè degli interessi calcolati sugli interessi. Questo articolo, firmato dall’Avv. Floriana Baldino, citando la recente storica giurisprudenza, spiega perchè da oggi è possibile chiedere il rimborso delle somme ingiustamente trattenute per anatocismo e per l’applicazione della commissione di massimo scoperto.

Importante vittoria della Codacons sulle banche. Da oggi si potrà chiedere il rimborso di quanto pagato per anatocismo e commissione di massimo scoperto.

Un’importante sentenza destinata a fare storia nel mondo giuridico e ad avere un grandissimo eco, che riguarda le banche e le loro pratiche ormai consolidate di anatocismo, è finalmente arrivata[1]. Essa in realtà non è stata la prima ma la seconda.

Entrambe le sentenze arrivano da Bologna ed entrambe condannano la Carisbo a rimborsare i soldi pagati a due loro correntisti a titolo di massimo scoperto e per l’anatocismo. I clienti delle banche che hanno avuto in passato il proprio conto in rosso, o che abbiano chiesto crediti alle banche, da oggi potranno chiedere il rimborso delle somme in più versate alle banche.

Ma cosa è l’anatocismo?Sicuramente non è un concetto semplice da spiegare ma si può dire che nell’insieme esso rappresenta il costo del denaro quando si chiede un prestito alla Banca. Il costo reale del denaro che noi paghiamo alle banche non si trova esposto in nessun contratto bancario ed è molto più alto di quello che apparentemente può sembrare.

L’anatocismo ad es. può essere definito come un moltiplicatore del debito perché ad ogni scadenza di pagamento, verranno sommati anche gli interessi che già sono stati pagati a scadenza e che faranno parte integrante del capitale nel nuovo trimestre o a seconda dei casi (seppur più raro) nel nuovo semestre.

Per fare un esempio, ciò che noi paghiamo a marzo come interessi a giugno diventa capitale e su questi pagheremo nuovamente gli interessi (capitalizzazione degli interessi). L’anatocismo in realtà (interessi su interessi) è una pratica che, seppur ritenuta illegittima, è molto diffusa nell’ambito bancario.

Per calcolare però il costo del denaro quando chiediamo il credito o il nostro conto va in rosso, all’anatocismo dobbiamo anche aggiungere le commissioni di massimo scoperto e tutto ciò aumenta il costo effettivo del denaro fino ad arrivare un costo così elevato che qualsiasi media o piccola impresa o normale cittadino non riesce poi più a sostenere.

Da oggi però sarà possibile, sulla scia di queste sentenze, ottenere la restituzione delle somme che sono state chieste e pagate alle Banche ogni volta che è stato chiesto un credito o il proprio conto corrente è andato in rosso.

Naturalmente poter quantificare le somme di cui si ha diritto di chiedere la restituzione e capire bene anche il costo del denaro preso a credito, non è una cosa semplice da fare ed è necessario avvalersi di periti qualificati per poter calcolare il tutto ma la Codacons ha dichiarato che potranno fare una valutazione gratuita a chi li contatterà.

In realtà tutto parte da un’importante sentenza della Corte Costituzionale[2] che aveva dichiarato illegittimo un particolare art. del Decreto Milleproroghe[3], una norma emanata nel tentavo di salvare le banche dal restituire i soldi ai correntisti per anatocismo e molte altre somme indebitamente versate e che aveva effetti retroattivi.

Essa infatti stabiliva che “la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa”, e quindi retrodatava il decorso del termine di prescrizione per poter chiedere la restituzione delle somme versate e riduceva notevolmente i tempi per poter ricorrere da parte dei correntisti a tutela dei propri diritti nascenti dal rapporto stesso intrattenuto con la Banca.

Questa riduzione dei termini valeva anche per chi aveva già avviato azioni dirette alla ripetizione delle somme illegittimamente addebitate e che nelle more vedevano prescritti i loro diritti ad ottenere la restituzione delle somme, creando, tra le altre cose, un ingiustificata disparità.

Fino ad allora infatti, l’orientamento quasi unitario, era far decorrere i termini dal momento della chiusura del rapporto contrattuale o nel pagamento solutorio.

Infatti è in questo momento che si ha piena conoscenza delle somme non dovute (quali sono quelli derivanti, ad esempio, da interessi anatocistici o comunque non spettanti, da commissioni di massimo scoperto e così via). Quindi soltanto all’atto della chiusura del conto[4] si può essere consapevoli del danno subito e delle versate indebitamente.

Quindi ancorare con norma retroattiva la decorrenza del termine di prescrizione all’annotazione in conto significava individuarla in un momento diverso da quello in cui il diritto può essere fatto valere, anche secondo una specifica norma del codice civile[5].

Questa sentenza quindi stabilì che il dies a quo, ai fini della prescrizione di un diritto, decorre dal momento in cui il suo titolare è posto nelle condizioni di poterlo esercitare, e dichiarò l’illegittimità costituzionale di quel particolare articolo del Decreto Milleproroghe che di fatto avrebbe discriminato molti correntisti.

In pratica, da oggi tutti i clienti che si sono avvalsi di un credito presso le banche o hanno avuto il proprio conto in rosso, potranno chiedere la restituzione di parte del costo sostenuto per avere il denaro dalle stesse.

[1] Sentenza del tribunale di Bologna n. 325/13.
[2] Sentenza n. 78 del 2012.
[3] Dell’art. 2, comma 61, del d.l. 29 dicembre 2010, n. 225.
[4] Corte di cassazione, sezioni unite, sentenza n. 24418 del 2010.
[5] Art. 2935 cod. civ.

Hearthaware blog
Autore: Avv. Floriana Baldino – 03.03.2013
Esperta in Diritto Civile e Tributario – Foro di Trani (BT)
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18 gennaio 2013 | Autore

  IL DEBITO PERPETUO

                             (per gentile concessione di Rizzoli Editore anche su Scribd)

Negli anni Settanta l’antropologo francese Jean-Claude Galey fece una scoperta sconvolgente: sulle montagne dell’Himalaya orientale s’imbatté in una forma di feudalesimo accentrata sul debito perenne, che usava il corpo delle donne quale pegno e pagamento.[1]

Questa regione – al confine tra Cina, India e Tibet – è da sempre oggetto di rivalità tra le popolazioni che l’abitano. La lotta per il potere si è svolta all’ombra di attività commerciali molto proficue, grazie alle quali è nata una casta di ricche famiglie usuraie. Nei secoli, costoro hanno utilizzato il denaro dato in prestito quale strumento di controllo del territorio e di oppressione della popolazione.

Letteralmente schiavi del debito sono i cosiddetti «vinti», la casta più povera dei contadini. Questi moderni servi della gleba orientali vivono da secoli in una situazione d’indebitamento perpetuo, che si tramanda di padre in figlio, dal momento che nessuno dei loro antenati è mai stato in grado di ripagarlo. Senza terra, né possibilità di vendere la propria forza lavoro su un libero mercato, i vinti sopravvivono contraendo ulteriori debiti con il signore-usuraio di turno. In cambio del lavoro ricevono abbastanza per sfamarsi, vestirsi e ripararsi dalle intemperie.

Mentre l’indebitamento perenne è legato alla natura del prestito, e cioè allo strozzinaggio che impedisce che nel tempo si possa ripagarlo, la logica economica di questa schiavitù scaturisce dalla scomparsa del risparmio, non solo come categoria finanziaria, ma anche come attività esistenziale. Nei secoli i vinti hanno metabolizzato il debito al punto da accettarlo quasi come una componente biologica della loro esistenza. Chiedere sempre nuovi prestiti è dunque un atto naturale, simile alla nascita e alla morte, come naturale è l’usura e la realtà perpetua dell’indebitamento. E dato che da sempre l’economia locale ruota tutta intorno a questi principi, nessuno è mai stato in grado di immaginare un mondo diverso.

Ma perché questa continua necessità di contrarre nuovi debiti? Di che cosa possono avere bisogno i vinti, nella condizione di abietta miseria in cui vivono? Le loro spese eccezionali sono in realtà solo di due tipi: matrimoni e funerali. Ma come ripagare la dote e gli interessi quando non si possiede niente? Con una merce di scambio vecchia quanto il mondo: l’uso del corpo delle giovani contadine.

Le spose vengono prima date in pegno e poi usate per «sdebitarsi» attraverso prestazioni sessuali. Dopo la prima notte di nozze diventano le concubine del signore-usuraio, e quando costui si stanca di sfruttarle personalmente le manda a prostituirsi in qualche campo di boscaioli dove rimangono per uno o due anni. Solo quando hanno guadagnato abbastanza per risarcire la dote, a queste disgraziate viene concesso di tornare a casa dal marito e iniziare la vita di mogli.

Queste pratiche barbare sono accettate da tutta la società, compresa la casta dei vinti. Per il nostro modo di pensare, sono insensate e disumane, oltre che assurdamente facili da abolire. Basterebbe non chiedere la dote alle future spose ed evitare così di sottometterle a questo trauma e a tanto degrado. Eppure nessuno arriva a questa ovvia soluzione.

Le famiglie degli sposi esigono la dote anche se sanno bene come verrà pagata. Com’è possibile? Semplice: sulle montagne dell’Himalaya il debito perpetuo ha ridisegnato la mappa esistenziale, inclusa quella morale lungo la quale l’individuo naviga dalla nascita alla morte. L’alterazione del codice comportamentale della società è così forte da rompere anche i legami più solidi e duraturi come quelli di sangue tra genitori e figli. E chi ne fa le spese, naturalmente, sono le donne e i bambini, deboli ma allo stesso tempo desiderabili, perfetti quindi per essere ridotti a merce di scambio.

Come ha potuto questo sistema consolidarsi al punto da sembrare l’unica strada percorribile? È stato possibile perché i signori-usurai controllano il potere economico, quello politico e sono anche i depositari del codice morale, le loro famiglie possono influire sulle condizioni di vita di tutti gli altri, e lo fanno seguendo il loro interesse, non astratti concetti di umanità.

La confluenza dei principi morali con quelli finanziari ha trasformato l’usura in una pratica accettabile, e il debito in un obbligo morale. Mentre per noi occidentali l’idea che il corpo delle donne sia usato nella restituzione di denaro dovuto, anche solo per una notte, è raccapricciante, per le famiglie dei vinti far prostituire le figlie, o vendere i bambini, per ripagare la dote o un prestito diventa una questione d’onore. Le scoperte di Galey, come abbiamo detto, risalgono agli anni Settanta, ma è dalla notte dei tempi che l’usura giustifica pratiche disumane simili.

Nell’antica Babilonia, già nel 2500 a.C., quando l’indebitamento iniziò a diventare diffuso, le donne cadute in disgrazia per l’insolvenza di padri, mariti o fratelli entravano a far parte della casta delle prostitute. Inoltre, a causa di una legge che vietava loro di portare il velo, erano facilmente distinte dalle più fortunate libere. E non veniva concesso loro alcun tipo di rispetto.

Da migliaia di anni l’umanità tutta porta sulle spalle questo fardello morale e chi ha avuto il coraggio di liberarsene è sempre stato condannato alla gogna e all’ostracismo. Anche oggi chi denuncia il debito come iniquo e sostituisce la comoda equazione morale «riscatto del prestito = onore» con la più problematica «usura = disonore» viene guardato male (questione complicata dal fatto che la distinzione tra interesse e usura è molto variabile a seconda delle epoche e delle situazioni politiche).

Dalla Russia bolscevica all’Argentina del 2001 fino all’Ecuador, tutti i Paesi che hanno scelto l’opzione default si sono appellati alla cosiddetta teoria del «debito odioso». Con questa espressione si indica un obbligo finanziario ingiusto, per esempio quello contratto dai governi non a favore della popolazione, ma per interessi di casta o personali. Pochissimi, però, accettano questa posizione; per la maggioranza il concetto di prestito continua a essere legato all’onore.

Ebbene, oggi alcune nazioni europee sono come il corpo delle donne e dei bambini sull’Himalaya o nell’antica Mesopotamia, diventano un pegno nelle mani del mercato finanziario che ne può fare ciò che vuole a causa di un debito contratto dai pater familias, quelli che prendono le decisioni, ovvero i loro governi. Questa mercificazione viene accettata da chi ne è vittima, sulla base di principi non economici ma morali. Come nell’antica Babilonia, il default trasforma chi lo sceglie in Paese-paria, al quale non si deve alcun rispetto, l’equivalente delle donne non velate.

Il default è dunque un disonore, una macchia indelebile, che fa precipitare la popolazione nella casta più bassa. Ecco perché oggi il Nord Europa guarda con disprezzo alla Grecia che ha ottenuto con la PSI, la Private Sector Initiative, uno sconto del 75 per cento sul debito contratto con il settore privato, il che equivale de facto a un default. Ecco perché nel linguaggio della Troika, degli eurocrati di Bruxelles e dei politici del Nord risuona un disprezzo quasi di ordine morale per questa nazione che non ha adempiuto agli impegni finanziari contratti. Ed ecco infine perché noi italiani dovremmo accettare a testa bassa e in silenzio l’umiliazione di un debito – contratto da una classe politica inetta e per interessi di casta – e il peso dell’austerità economica che l’Europa ci impone.

Forse l’immagine più efficace è quella dell’ex premier greco Papandreou che, sotto una pioggia battente, lascia come un mendicante il G20 tenutosi a Cannes nel 2011, alle sue spalle i due giganti europei: Merkel e Sarkozy. I signori con i quali la Grecia si è indebitata non sono loro, ma le banche delle nazioni che costoro guidano, e di cui difendono gli interessi. Basterebbe questo per illustrare il conflitto d’interessi che esiste al centro di Eurolandia: paradossalmente chi dovrebbe difendere l’unione monetaria protegge anche i creditori che l’assediano. Proprio come i signori-usurai dei villaggi dell’Himalaya sono i Bramini che scrivono il codice morale della società.

E infatti è a Merkel e Sarkozy che nel gennaio del 2010 Papandreou ha offerto come pegno la popolazione greca in cambio delle linee di credito necessarie per evitare la bancarotta totale; e sono ancora loro ad aver imposto a questa nazione una politica di austerità avvilente e che per ora non offre risultati positivi. Quest’umiliazione serve a calmare gli animi dell’elettorato tedesco e delle nazioni del Nord, a convincerli che alla radice del problema c’è la natura oziosa dei greci e non un debito odioso costruito dalle loro banche e dai politici della periferia. Serve anche a perpetuare l’identificazione dell’onore con il prestito.

Che differenza c’è tra la cultura barbara del debito perpetuo dell’Himalaya e la crisi del debito sovrano?

Nessuna.

Nei villaggi sul tetto del mondo far prostituire le figlie per pagare i prestiti contratti dai padri e dai nonni rientra nella difesa dell’onore della famiglia. Nell’Europa unita votare un governo che prende ordini dalla Troika, cessare di essere una nazione libera, rientra nella difesa dell’onore di un Paese. È ciò che è successo ai greci nel 2012. E coloro che hanno denunciato che si tratta di usura perché Stati come la Spagna e l’Italia si indebitano per pagare gli interessi del debito e così facendo ne generano altri, sono stati subito messi a tacere. Eppure l’anatocismo, questo il termine con il quale viene definito il calcolo degli interessi sugli interessi, è vietato da molte religioni e costituzioni; ma come vedremo nel corso di questo pamphlet solo le nazioni libere dal debito ormai hanno una voce.

L’anatocismo abbinato alle politiche di austerità produce un impoverimento della popolazione  che rende viepiù impossibile risolvere il problema, e infatti in Italia nel 2012 è aumentato il rapporto debito-PIL. Viviamo insomma nella stessa situazione dei vinti dell’Himalaya: impossibilitati a rompere le catene del debito da una generazione all’altra, e gravati dalla scomparsa del concetto di risparmio e da una povertà perpetua. E l’aspetto più terribile è che tutto ciò sta diventando la normalità, tanto che la riduzione dello spread viene celebrata come una conquista economica, mentre l’obiettivo dovrebbe essere non dover monitorare questo indicatore. Più avanti vedremo come, dal crollo del Muro di Berlino, l’idea che uno Stato si debba tenere in piedi grazie a un sistema ininterrotto di prestiti ha fatto sempre più strada e il costo dell’indebitamento è schizzato in prima linea nell’esercito degli indicatori economici.

La moneta di scambio con cui compriamo il nostro presunto onore è oggi il futuro dei più deboli, i giovani, di cui ipotechiamo gli anni a venire riducendoli alla prostituzione del precariato, e i vecchi, che scelgono il suicidio piuttosto che l’umiliazione di mendicare. Questo sì è un prezzo che non possiamo permetterci di pagare. Il malessere dell’Europa non è solo economico, è un disagio psicologico che scaturisce dalla progressiva perdita della libertà, dalla restrizione dell’orizzonte del futuro e dall’aumento della violenza: è un costo altissimo che si manifesta con l’ascesa della destra nazista, gli scioperi generali in Grecia e gli scontri di piazza in Spagna fino agli scandali politici e al ritorno delle gambizzazioni in Italia.

Come siamo arrivati a tanto?

La risposta è nel colpo di coda di un capitalismo che all’inizio degli anni Ottanta, di fronte alle mutate condizioni mondiali non più favorevoli, ha usato l’Unione Europea per continuare a crescere nell’unico modo che conosce: violenza e colonizzazione, questa volta però in casa nostra. Un processo, quest’ultimo che i nostri politici hanno nascosto dietro l’offerta illimitata di crediti a buon mercato che arrivava dalle banche del Nord. Adesso che la grande abbuffata è terminata queste ci hanno presentato il conto, che comprende molte voci, tra cui l’impoverimento delle economie delle moderne colonie, e cioè la periferia, un serbatoio di manodopera a buon mercato e interi settori produttivi da acquistare a prezzo di saldo.

Lo stesso processo, inoltre, attraverso la crisi del debito sovrano corrode, pezzo dopo pezzo, la sovranità nazionale e la democrazia. Perché l’Italia non usa le riserve auree, seconde per grandezza in tutta Europa, quale garanzia del debito o mezzo per ridurlo? L’oro negli ultimi due anni è andato alle stelle moltiplicando esponenzialmente il valore delle riserve. Ma il nostro non appartiene più a noi, bensì alla Banca Centrale Europea che ha il diritto di veto sul suo impiego. Perché dobbiamo pagare l’IMU anche quando questa tassa riduce la propensione al consumo? Perché ci è stato imposto da Bruxelles.

Arriviamo così alla domanda chiave: a queste condizioni serve ancora votare? O forse è opportuno riconquistare la nostra democrazia esercitando la sovranità popolare in modi nuovi, in qualunque modo possibile, anche in Rete, esigendo che il nostro voto conti davvero qualcosa?

Esistono altre vie d’uscita, e le vedremo in queste pagine. Esiste un futuro nostro e lo visiteremo nei prossimi capitoli. Prima però è importante prendere coscienza di quanto è avvenuto fino a oggi.

[1] David Graeber, Debt: The First 5000 Years, Melville House, New York 2011 (ed. it. Debito. I primi 5000 anni, Il Saggiatore 2012).

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Esatto, tutta la popolazione deve prendere coscienza di quanto è avvenuto fino ad oggi.
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EUROSCHIAVI – free download!

15 nov ’11

L’Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta un’elevata pressione fiscale. Il debito pubblico è un’invenzione costruita da politici e banchieri al fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana e europea.

In passato, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di chi le emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale. Quando lo Stato domanda soldi alla Banca Centrale paga il costo del valore nominale (e non il solo costo tipografico) con titoli del debito pubblico, ossia impegnandosi a riscuotere crescenti tasse dai cittadini e dalle imprese. Tutto ciò avviene attraverso la Banca Centrale Europea, un mostro giuridico creato dal Trattato di Maastricht, esente da ogni controllo democratico come un vero e proprio Stato sovrano, posto al disopra delle parti.

Euroschiavi svela i segreti e i meccanismi di questo sistema di potere che si è eretto e mantenuto sul fatto di essere ignorato dalla gente, soprattutto dai lavoratori, dai risparmiatori e dai contribuenti, e indica come porre fine legalmente a questo saccheggio. Il libro è di facile comprensione sia per chi si interessa di politica e finanza sia per il lettore non specialista. Euroschiavi offre un’impressionante documentazione delle modalità con cui il moderno “Signore” (le Banche Centrali) ha costruito un sistema di potere e di leggi che pone al suo servizio lo Stato, il fisco, la Pubblica Amministrazione e tutti noi.
La Costituzione italiana, quella europea, i trattati, le leggi, sono manipolati o disattesi per occultare i traffici e gli interessi dei grandi banchieri proprietari delle Banche Centrali che si arrichiscono sulla pelle dei popoli.

Qui è possiible scaricare il testo in formato pdf: http://www.ucpe.eu/euroschiavi.pdf

Qui un intervento radiofonico dell’autore:

Qui una recente videointervista: http://www.youtube.com/watch?v=7e2jJGx7ETw&feature=player_embedded

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30 dicembre 2011 | Autore

Cassazione anti-Bankenstein (sentenza n. 46669)

Dr. Giovanni Battista Frescura
Consulente Tecnico *

Principi di diritto stabiliti dalla sentenza della Cassazione 19 dicembre 2011 n. 46669

1) l’innalzamento della soglia dell’usura vale solo dal maggio 2011, non è retroattivo, nemmeno ai fini penali;
La portata dell’intervento innovativo sulla determinazione dei criteri di individuazione del tasso soglia e la mancanza di norme transitorie, certamente non dovuta a disattenzione [del legislatore], denotano che si è voluto dare alla normativa (che ha introdotto un regime maggiormente favorevole agli istituti di credito in relazione al reato di usura) operatività con esclusivo riferimento a condotte poste in essere dopo la sua entrata in vigore, senza produrre effetti su preesistenti situazioni, regolate dalla normativa precedente.

2) le circolari della Banca d’Italia non hanno alcun valore ai fini dell’interpretazione della legge sull’usura;
Le circolari e le istruzioni della Banca d’Italia non rappresentano una fonte di diritti ed obblighi e nella ipotesi in cui gli istituti bancari si conformino ad una erronea interpretazione fornita dalla Banca d’Italia in una circolare, non può essere esclusa la sussistenza del reato di usura sotto il profilo dell’elemento oggettivo.
Le circolari o direttive, ove illegittime e in violazione di legge non hanno efficacia vincolante per gli istituti bancari sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia, neppure quale mezzo di interpretazione, trattandosi [l’usura] di questione nota nell’ambiente del commercio che non presenta in sè particolari difficoltà, stante anche la qualificazione soggettiva degli organi bancari e la disponibilità di strumenti di verifica da parte degli istituti di credito.

3) i presidenti o il c.d.a. delle banche sono responsabili dell’usura; fanno eccezione solo i casi relativi ai primi anni 2000, quando nessuno diceva che le banche facevano usura;
E’ ravvisabile in capo al presidente o al consiglio di amministrazione un potere di controllo gestionale sull’attività della direzione generale o centrale commerciale con specifico riferimento alla determinazione dei tassi di interesse, anche se a termini statutari tali organismi sottordinati abbiano autonomia gestionale operativa, con conseguente responsabilità penale concorrente degli organi apicali ove venga superato il tasso soglia degli interessi in ordine alla erogazione del credito alla clientela.
Non è scusabile, in linea di principio, da parte di un istituto di credito, l’errore riferibile al calcolo dell’ammontare degli interessi usurari trattandosi di interpretazione che oltre ad essere nota nell’ambiente bancario non rappresenta in se particolari difficoltà.
In mancanza di un orientamento giurisprudenziale di legittimità, sia civile che penale, all’epoca, che ritenesse illecita la prassi bancaria, sviluppatasi poi successivamente, nessuna censura di mancanza di doverosa prudenza può essere posta a carico dei presidenti delle banche e non può ritenersi violato il dovere di diligenza nella ricostruzione dei criteri applicabili ai fini della individuazione del tasso soglia a carico degli organi di vertici degli istituti bancari.

4) anche se non si individua il colpevole, ma il reato usura esiste, la banca deve rimborsare i danni.

[l’usura è] comunque un illecito avente rilevanza civilistica, non rileva, ai fini risarcitori, che non sia stato accertato il responsabile penale della condotta illecita, in quanto l’azione risarcitoria civile ben potrà essere espletata nei confronti degli istituti interessati che rispondono, comunque, del fatto dei propri dipendenti.

* Direttore Centro servizi peritali (per il controllo dell’usura)
Valdagno (VI) Via Dalmazia 39/A Tel. 0445.412545
Email csvaldagno@assimai.it
G. Frescura – Usura e d anatocismo – La verifica del TAEG nei finanziamenti legali
– 2011

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2 dicembre 2011 | Autore

Fonte: adusbef, 4 maggio 2011

VERGOGNOSO ATTACCO ALLA LEGGE 108/96 MINISTRO TREMONTI FEDELE ESECUTORE DEGLI INTERESSI DEI BANCHIERI.
ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI LANCIANO APPELLO A MOBILITAZIONE CONTRO LO SCEMPIO DEI DIRITTI.

La legge antiusura, 108/96 che prevede tassi soglia per tipologie di prestiti per verificare se un prestito è usurario, approvato 15 anni fa sotto la spinta delle associazioni dei consumatori,del volontariato e della Chiesa e che ha funzionato benissimo per inchiodare gli strozzini legalizzati alle loro responsabilità, ha le ore contate per precise responsabilità del ministro dell’economia Tremonti, il più fedele esecutore degli interessi illegali dei banchieri che avevano chiesto da tempo,già nel decreto milleproroghe di smantellare la sentenza di Cassazione sull’anatocismo e di aumentare i tassi di interesse usurari,per consentire alle banche di macinare profitti,stock option e laute prebende, sulla pelle delle famiglie strozzate e delle piccole e medie imprese.
E’ una delle più gravi vergogne delle tante di un Governo cameriere dei banchieri, spacciare per aiuti alle famiglie che non possono pagare le rate dei mutui, rinviando di qualche mese l’agonia con il conteggio degli interessi che maturano e dovranno poi essere pagati,per pacchetto sviluppo, vera e propria elemosina in cambio dello smantellamento della legge antiusura del 1996,che riformando l’art.644 del codice penale in merito allo stato di bisogno, prova diabolica e di difficile individuazione, aveva inserito il tasso soglia per tipologia di prestiti per determinare il reato di usura.
Adusbef e Federconsumatori, nel denunciare lo scippo con destrezza di un Governo nemico acerrimo di consumatori e risparmiatori che nei suoi tre anni di esistenza,ha smantellato la class action, cancellato il pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni approvando controriforme a misura di assicuratori e potentati economici, elargito finanziamenti ai signori banchieri sottraendoli ai più bisognosi,ai pensionati ed alle famiglie stremate, ritengono inaccettabile ed illegale aumentare per legge i tassi di interesse per compiacere i signori banchieri,la cui avidità,spregiudicatezza ed azzardo morale è senza alcun limite.
A fronte dei costi di gestione dei conti correnti pari a 295 euro,contro una medi a di 114 della media europea,di tassi sui mutui più alti dello 0,52%, dei tassi per il credito al consumo più elevati dell’1,90 per cento (dati ultimo bollettino BCE) di tassi sui depositi dello 0,025% con un tasso di riferimento dell’1,25%, le banche italiane non si accontentano di praticare tassi di interesse fino al 29 per cento, vogliono che il governo trucchi le carte per favorire i loro sporchi interessi.
Con crediti personali al tasso del 10,93%, crediti revolving del 17,39%, finanziamenti alle famiglie regolati al 12,60%,cessione del quinto dello stipendio al 13,710%,i signori banchieri capeggiati dall’Abi adusi ad erogare allegri affidamenti ai loro amici e sodali,non si accontentano di tassi soglia usurari che arrivano per alcune tipologie di prestiti fino al 29,235 %, vogliono ottenere l’ennesimo salvacondotto alle loro scorrerie finanziare ed alle loro quotidiane malefatte.
Adusbef e Federconsumatori lanciano un appello alle associazioni di volontariato,ai gruppi politici sensibili ai diritti dei cittadini e delle famiglie strangolate dalle banche, ai settori più sensibili della Chiesa che si adoperarono nel 1996 per l’approvazione della legge antiusura che funziona in tutta Europa,ai consumatori liberi,ai cittadini di buona volontà,di mobilitarsi per cercare fermare lo scempio dei diritti, inviando una mail caposegreteria.ministro@tesoro.it o un fax 06-4743449 al ministro dell’ Economia, oppure a telefonare per protesta al n.06-4761-3565.
Consumatori,risparmiatori,famiglie e piccole e medie imprese, strozzate ed impiccate da tassi elevati e da condizioni capestro,strangolati da usi,abusi e quotidiani soprusi dei signori del credito, seppur isolati da una cappa di informazione ostile ai loro diritti ed interessi,sapranno valutare condotte e riforme canaglia di un ministro dell’economia e di un governo tra i più fedeli servitori dei banchieri.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)
Roma,4 maggio 2011

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24 ottobre 2011

Articolo di Mondart * Link

Ogni attuale direzione perseguita dal potere porta invariabilmente ed inevitabilmente all’esplosione controllata del Sistema.

Inquadrando anche i dati forniti dallo studio proposto nel post precedente in un più ampio contesto strategico che vede indirizzate verso un unico scopo tutte le leve di potere disponibili all’ occidente ( economica, militare, giuridica, ecc ), leve scientemente ed unanimemente volte a riversare in istituzioni sovrastatali i poteri e le decisionalità delle singole nazioni senza trovare pressochè nessuna opposizione “interna”, possiamo individuare in ciò sia una volontà ben precisa ( e non ascrivibile alla specifica volontà di un singolo stato ), che le due fasi successive ed inevitabili, caratteristiche di tale direzione, messe ben in luce dallo stesso studio statistico: una prima fase di “gigantismo e accentramento”, ed una seconda di “indirizzo problematico” conseguente a quegli stessi postulati.


1)  FASE DI ACCENTRAMENTO: In tutti questi processi vediamo una prima fase atta a favorire il “gigantismo strutturale” e l’ accentramento di potere economico e giuridico verso strutture e istituzioni sempre più vaste e sovranazionali. C’è da chiedersi se questo sia il semplice risultato di una “deregulation”, del “laissez faire”, di una aggregazione spontanea, o non piuttosto l’ introduzione di regole ben precise in tal senso. Sbaglia infatti chi attribuisce tutto questo alla “mancanza dello Stato”: in un mercato veramente libero il solo potere economico potrebbe fare ben poco, e sarebbe costretto a ridimensionarsi da semplici impedimenti di tipo pratico e socio-politico ( vedi al riguardo questa analisi di Kleeves ); il gigantismo e l’ accentramento in poche mani, ben lungi dall’ essere un processo spontaneo, richiedono quindi la partecipazione attiva dei legislatori e della politica a spingere in tal senso: non “meno stato”, dunque, ma “più stato”, anche se quello “stato” che sta agendo di soppiatto non coincide più con le singole nazioni, nè coi loro interessi specifici. ( l’ esempio sotto riportato del modus agendi delle agenzie di rating è solo una piccola ed attualissima esemplificazione e conferma di tale concetto ).

Esemplificazione che mette ben in luce il “virus” giuridico introdotto, e l’ inosservanza della legislazione nazionale a favore di “qualcos’ altro” di esterno, un “qualcosa” che si configura sempre più come un super-stato in piena regola, in cui tutte le funzioni tipiche di uno stato ( economica, giuridica, esecutiva ) sono regolate da trattati ed organismi sovranazionali: gli manca per ora solo la piena funzione legislativa, che appunto deve essere ancora “segretamente concordata” coi vari governi nazionali ( e qui sta il concetto empirico di “complotto”, ossia nel fatto che ciò avvenga all’ oscuro della cittadinanza, e tramite trattati che vengono semplicemente “approvati e ratificati” in gran segreto dai Parlamenti … ma “CHI” esattamente li redige ?? ).

In sintesi, vediamo qui applicato quel principio di sabotaggio dei “regolatori interni” di un sistema per indurre al suo malfunzionamento e rottura sistemica, in perfetta coerenza con quanto già esposto in questo post.
Sembrerebbe quindi, ad una prima analisi, che tutto ciò venga fatto nell’ esclusivo interesse di questa “super-entità” … MA … c’è un “ma”, grosso come una casa …

2) FASE DI CRISI DA ACCENTRAMENTO: Ora, l’ interesse di chi sta concorrendo a distruggere gli stati nazionali a favore di questo super-organismo sovrastatale ( parliamo sempre di Occidente, sia chiaro ), dovrebbe essere innanzitutto quello di regolarlo fin dall’ inizio con una struttura tale da permetterne il miglior funzionamento possibile, ma vediamo subito che COSI’ NON E’: tornando sempre all’ esempio della nostra macchina, vediamo che a questa nuova macchina manca un “regolatore interno” essenziale: MANCA IL FRENO.
Senza il quale la macchina andrà per forza di cose a sbattere, ossia ancora una volta incontro a sicura rottura sistemica: insomma anche in questo “super-sistema” viene introdotto fin dall’ inizio il virus che inevitabilmente porterà al suo malfunzionamento.
Fuor di metafora, è esattamente quanto indicato costituire sul piano economico quel “potenziale pericolo” sottolineato proprio nello studio appena visto: ossia l’ eccessivo accentramento in pochi “gangli” di super-potere porta, come primo pericolo fatto osservare dagli analisti stessi, ad una estrema fragilità dell’ intero sistema.
Sistema che, non essendo “distribuito”, dipende troppo per il suo funzionamento da pochi gangli vitali, e la rottura anche di uno solo di essi potrebbe compromettere fortemente l’ intero sistema ( immaginate per farvi un’ idea approssimativa del concetto il funzionamento di una rete distributiva -elettrica, telefonica, ecc- e/o telematica -web provider contrapposta allo schema Thor, per esempio ). In sintesi abbiamo che un modello di rete accentrato in pochi gangli di potere sarà assai più fragile ed attaccabile di una rete maggiormente distribuita in nodi paritari.

Ora, vien spontaneo chiedersi “cui prodest” ? … Perchè lavorare tanto alacremente alla creazione di un sistema che già in partenza si mostra affetto da un tale grosso problema ? … Perchè non sono stati pensati e attuati gli opportuni “regolatori” di tale macroscopico difetto ? … E’ solo il verificarsi del ben noto proverbio che “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”, o non c’è piuttosto una precisa intenzionalità in tutto questo ? … E ancora: è il semplice espediente sempre adottato di “far ruotare la Storia”, oppure la precisa intenzione di portare all’ estremo le contraddizioni su cui poggia il sistema occidentale proprio per renderle visibili e attaccabili …?
( … E forse non a caso contestualmente si attizzano le rivolte contro questi stessi meccanismi ) …

Personalmente sono portato a credere che le popolazioni occidentali vengano spinte ( da una sinarchia che vede coinvolti i loro stessi governi ) ad un processo di unificazione che dovrà poi darsi delle regole definitive che distruggano e superino le varie “leve” fin qui usate per innescare e velocizzare tale processo: per questo viene fortemente ostacolata ogni ideologia di “ritorno” alle autonomie nazionali ( possiamo leggere in tal senso tutti i macro-eventi strategici attuali ) ma contestualmente viene favorita la protesta e la consapevolizzazione verso quelle stesse dinamiche criminose economiche e militari che costituiscono le leve -interna ed esterna- usate dal processo di unificazione in corso: l’ una (economica) viene resa attaccabile dall’ opinione pubblica con le manifestazioni di piazza ed un diffuso dissenso verso questo sistema economico, l’ altra (militare) attraverso la plateale mediaticità data agli eventi criminosi, mediaticità che ha il fine essenziale di creare un senso di orrore e fortissimo dissenso proprio verso quell’ America che costituisce il braccio armato di questa sinarchia …

Quale via per il dissenso ?   E se questa ipotesi risultasse plausibile, sarebbe giocoforza necessario rivedere completamente il concetto e gli obiettivi del dissenso, che andranno riconvogliati non più verso il tentativo di recupero di un deturpato nazionalismo, ma sulla più esatta individuazione e futuro impedimento al realizzarsi sistemico di quelle “leve truffaldine”, quei virus, quei “regolatori interni” che andranno individuati, debellati, e nuovamente scritti e stabiliti nell’ ambito di quella che sarà la futura forma unitaria.

E proprio in questo senso la via ci verrebbe mostrata e facilitata dai dominanti stessi ( manifestazioni, consapevolezza diffusa, internet, ecc ) e sarebbe la prima volta nella storia in cui lo stesso potere favorisce un potenziale processo di “auto-abbattimento” … un abbattimento non conseguenza dello scontro di due contrapposte èlites, ma da un’ organizzazione dal basso favorita ed organizzata proprio dai vertici … idea che coinciderebbe in sostanza con quella “visione buona” del NWO propagandata in Internet …

Idea che, analizzandola logicamente, vedrebbe sparire la contraddizione del perchè l’ attuale potere ci tenga tanto a farci sapere in tutti i modi possibili e a vari livelli di consapevolezza i suoi affari, difetti e meccanismi ( perchè strombazzarli attraverso i media e Internet, invece di mantenere su di essi il più oscuro segreto, come sempre è stato ? ) … idea che spiegherebbe anche, appunto, l’ apparente contraddizione della disponibilità resa popolare di strumenti quali la rete web; idea ancora che coinciderebbe finalmente con quel concetto di “NEMESI STORICA” tanto vantato dai principi stessi della Massoneria, quell’ “ordine dal caos” quale principio di raggiungimento di quella “conoscenza” che dovrebbe infine sopperire all’ assunto leonardesco per cui “l’ Umanità non era ancora pronta a recepire le sue innovazioni senza autodistruggersi” … Insomma ci sarebbe una logica in tutto questo; una logica confermata anche da tante pur pittoresche teorie internettiane che ci vedrebbero finalmente coinvolti nella redirezione di tale processo; una logica che comunque sia, nel bene e nel male, travalica completamente la visione della “volontà imperialista” di una sola nazione ( gli Usa ), nazione che viene non a caso internamente sottoposta alla stessa azione disgregante economica e giuridica attraverso quegli stessi identici “virus” utilizzati per sgretolare dall’ interno le altre nazioni occidentali, proprio mentre paradossalmente se ne sfrutta tutta la cui forza bellica verso l’ esterno per acquisire vantaggi di cui la nazione stessa non arriverà mai a godere … quale stato adotterebbe spontaneamente un tale balordo comportamento autodistruttivo ?? …
… ed ancora troviamo una coerenza tra tale idea e l’ impedimento di quell’ unione euroasiatica tanto temuta come potenziale superpotenza nazionale: strategia che, ben lungi dall’ essere imputata ( come erroneamente si tende a fare ) alla volontà imperialista degli Usa, è sempre stata perseguita già dalle potenze coloniali europee di Francia e Inghilterra ( o chi per loro ), tanto che per ogni Napoleone verrà predisposta una Waterloo, e per ogni Garibaldi un “obbedisco” … ma su tutto questo ci ritorneremo.

Ora facciamo invece un passo indietro, e torniamo ad esaminare la PRIMA FASE di accentramento, chiedendoci se sia possibile ravvisare in essa il “complotto”.
( Ai posteri invece verificare di persona se essa vedrà la sua escatologia concretizzarsi in una nemesi storica o in una dittatura orwelliana ).

FASE DI ACCENTRAMENTO: c’è complotto ?

Tecnicamente parlando NO, in quanto i governi nazionali non solo sono edotti di ciò, ma vengono anzi chiamati a condividere e ratificare gli strumenti tecnico-finanziari e giuridici attraverso i quali via-via si procede a questo processo di unificazione … processo dal quale la “popolazione”, la massa è esclusa in quanto non potrebbe logicamente che opporsi, e quindi non messa a conoscenza di quanto si va preparando ( e questo è invece di fatto un complotto in un contesto democratico, per cui ci troviamo di fronte ad un paradosso ) … Ciò non toglie che, “giuridicamente parlando”, nulla si possa imputare alle “menti organizzatrici” in quanto loro informano formalmente i governi ( e poichè le eventuali costrizioni sono occulte, non costituiscono prova giudiziaria ) …

Ci troviamo insomma in un paradosso giuridico, perfettamente esposto in questo post, per cui “nessuno è colpevole”: l’ unico “anello debole” (sempre giuridicamente parlando) della catena è infatti costituito proprio dai Governi in carica … ma non a caso i parlamentari godono dell’ immunità, per cui ci troviamo di fronte al solito “uroboro” … e FORSE NON A CASO i governi sono proprio gli obiettivi di ogni attuale destabilizzazione e manifestazione pilotata: anche essi infatti costituiscono una “leva” che viene usata per innescare il cambiamento, ma che poi dovrà essere travolta dal cambiamento stesso … ( e come per tutte le azioni concertate da queste “menti”, ogni obiettivo ha più di un movente retrostante ) … Beh, una certa genialità bisogna pur riconoscerla a questi “architetti”, parbleu !

Per concludere riporto questo articolo di Nicoletta Forcheri: benchè la mia opinione sia che qualunque azione di ripristino delle sovranità nazionali, così come qualunque azione legale intrapresa, non avranno alcuna chance di vittoria, ( e che il dissenso dovrà invece focalizzarsi non tanto verso fatti e aspetti singoli, ma verso il disvelamento e abbattimento dell’ ESSENZA di quei “leveraggi occulti” oggi utilizzati ), esso indica perfettamente e con un esempio attualissimo il “PARADOSSO GIURIDICO-ECONOMICO” ( se non si vuole chiamarlo “complotto” ) oggi in atto …

( Ad un futuro post invece il tentativo di comprendere se l’ escatologia di tutto ciò sia potenzialmente positiva o malvagia ).           

Berneschi: da “indagato” a “indignato” a “censurato” ?  ( di N. Forcheri )
Il 18 ottobre Berneschi, presidente della Carige, dichiarava al convegno Confindustria per l’internazionalizzazione delle PMI che “la valutazione delle agenzie di rating è solo politica”. Si noti una cosa, il giorno dopo puntuale arrivava il declassamento dell’agenzia Standard & Poors da A- a BBB+, intervenuto appena dodici giorni dopo quello di su’sore’ Moody’s da A2/P-1 a Baa1/P-2.Si noti un’altra cosa: mentre in Italia si internazionalizzano le PMI, volenti o nolenti, dedicando a tale azione massificata convegni e fondi, imponendo l’out out “o internazionalizzazione o fallire”, per fare posto alla grande distribuzione e alle big corporations straniere, in Francia le associazioni industriali e patronali si studiano il modello italiano (e svedese) di sviluppo delle PMI, e lo fanno finanziando un think tank o gruppo di studio chiamato Fabrique de l’Industrie, presieduto dal numero uno di Eads, per delineare una nuova politica industriale in modo da supplire alla carenza in Francia di PMI (http://www.la-fabrique.fr/4-questions-a-Louis-Gallois-president-de-La-Fabrique-de-l-industrie.htm – (http://www.linkiesta.it/sorpresa-ripartire-francia-studiano-le-nostre-pmi). Apparentemente il modello PMI italiano era buono, e anche quello dell’IRI, o meglio sarebbe stato buonissimo se non fossero stati attaccati dagli usurocratici internazionali.
Si noti anche che il metodo PMI in Italia, da sempre fiore all’occhiello dello stimatissimo Made in Italy, oltre a non essere né incoraggiato, né incentivato né tanto meno finanziato – pena la scure dell’antitrust, della Commissione europea e di tutti quanti – sta subendo un massacro generalizzato mediante appositi strumenti burocratici, fiscali, creditizi, studi di settore truffaldini. Si pensi che ad esempio Artigiancassa (cfr. http://www.artigiancassa.it/Pagine/default.aspx ), deputata a erogare crediti agli artigiani, è stata acquisita da BNP PARIBAS, creditrice al 30% del nostro debito pubblico, parzialmente proprietà dello Stato francese, banca dealer dei nostri titoli di Stato, socia in affari dell’azionista di riferimento (Albert Frère) di Gaz de France Suez, Total(FinaElf), Suez Environnement, Lafarge, Imerys, e controllante totalitaria della BNL… quella BNL che Fiorani e Berneschi volevano scalare in tutta fretta magari per evitare quest’ondata di occupazioni finanziarie del nostro paese. Stanno andando avanti nell’indifferenza della magistratura anche vere e proprie frodi generalizzate: molti sono infatti i casi d’iscrizione illegale delle PMI nel registro delle centrali di rischi delle banche con esposizioni debitorie fasulle, in modo da costringerle a ‘rientrare’ improvvisamente dai fidi e così facendo, fallire.
Si noti anche che quello che era apparso come uno sfogo particolarmente sincero di un presidente di una banca, Berneschi, non è stato più rintracciabile in alcun sito internet. Nel suo sfogo davanti a Confindustria, Berneschi si era infatti lamentato (vado a memoria) che con le regole contabili “imposte” – sottinteso dalla Banca internazionale dei regolamenti (?) – era diventato particolarmente difficile operare ed erogare credito  al pubblico e alle imprese e che Draghi non li aveva difesi, “pensava ad altro”. E che le banche del paese sono sane, vengono valutate dalle agenzie di rating senza esame dei fondamentali. Tale articolo “al veleno” è sparito da tutto il net, e a meno di abbonarsi o richiedere una copia all’archivio del Secolo, lo sfogo di Berneschi è introvabile.
Ora tale articolo è importante perché è un indizio di quel complotto della cupola finanziaria internazionale contro il nostro paese – uno dei tanti, vedasi i PIIGS, vedasi Siria e Libia, Polonia, Iraq, Afghanistan e Iran ecc. – una cupola invisibile, un governo ombra che ricatta, minaccia, censura, oscura, manipola dati e informazioni continuamente, manda i sicari, se del caso, fa paracadutare i suoi uomini in posti di alta responsabilità e su di essi preme al minimo sgarro, virgola di traverso, sospetto di non conformità. Basti pensare che Berneschi è uno di quei banchieri processati per la tentata scalata a BNL (http://www.corriere.it/economia/11_aprile_20/unipol-consorte-fazio_fb0f719e-6b65-11e0-b852-b4a6122a06f0.shtml ) che se non altro aveva il merito di essere ‘patriottica’ nel senso che avrebbe drenato meno crediti e capitali all’estero che non attualmente che è passata di mano a BNP Paribas – quella stessa BNP PARIBAS che ha chiuso completamente i rubinetti del credito agli artigiani mentre le nostre rendite e i nostri utili vanno direttamente ai suoi interessi franco-rotti (‘rossoscudi’), quelli della maggiore creditrice del nostro debito pubblico ‘sovrano’, a vantaggio della quale probabilmente è stata fatta fallire DEXIA..
Molte di queste alte cariche hanno, apertamente o discretamente, simpatizzato con la rivolta degli indignados, chi per strumentalizzare il movimento, ma altri per sincera e genuina simpatia. In fin dei conti anche loro hanno dei figli, e a giusto titolo si sentono preoccupati per la sorte che toccherà loro, che rischierà di essere sicuramente meno buona dal punto di vista economico della loro. Una sorte che i primi a non volere sono proprio loro, i figli, che a 20 anni sono indignati e si sentono facenti parte di quel 99% che contesta l’1% dei ricchi criminali del pianeta. Chi è intelligente, e non furbo, si rende conto che in tale contesto socioeconomico si storpia tutto, ivi comprese le relazioni amorose e la realizzazione personale e professionale.
Contro le agenzie di rating è stata inoltrata in data 13 ottobre una denuncia querela: contro le agenzie di rating, eventuali legali di dette e altre agenzie di rating, il governatore Draghi e il direttore generale Saccomanni della Banca d’Italia SPA per le seguenti ipotesi di reato seguenti (http://seigneuriage.blogspot.com/2011/10/denunciaquerela-contro-agenzie-di.html ):
1)Concorso formale in reato continuato (art.81 c.p.);
2) Pene per coloro che concorrono nel reato (art.110 c.p.);
3) Circostanze aggravanti (art.112 c.p.);
4) Corruzione del cittadino da parte dello straniero (art. 246);
5) Disfattismo politico (art.265 cp);
6) Disfattismo economico in periodo di guerra contro Serbia, Iraq, Libia, etc., etc., (art.267 c.p.);
7) Devastazione, saccheggio e strage (art.285 c.p.);
8) Corruzione per un atto d’ufficio (art.. 318 c.p.);
9) Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.);
10) Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art.320 c.p.);
11) Rifiuto di atti d’ufficio (art.328 c.p.);
12) Abusivo esercizio di professione (art. 348 c.p.);
13) Turbata libertà degli incanti (art.353 c.p.);
14) Omessa denuncia di reato da parte del cittadino (art. 364 c.p.);.);
15) Associazione a delinquere (art.416 bis);
16) Devastazione e saccheggio )art.419 c.p.);
17) Distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di produzione
(art.499 c.p.);
18) Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio
(art.501 c.p.);
19) Manovre speculative su merci (art.501 bis c.p.);
20) Turbata libertà dell’industria o del commercio (art.513 c.p.);
21) Istigazione o aiuto al suicidio (art.580 c.p.);
22) Furto (art.624 c.p.);
23) Truffa (art.640 c.p.);
24) Frode informatica (art.640 ter c.p.);
25) Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate, o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico (art. 656 c.p.);
27) Procurato allarme presso l’autorità (art. 658 c.p.)
28) Abuso della credulità popolare (art.661 c.p.);
29) Ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini.-
Nicoletta Forcheri
20 ottobre 2011
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7 ottobre 2011 | Autore
A breve verranno presentati i ricorsi alla Corte Costituzionale circa le seguenti 5 leggi, improntate del tutto a favore delle banche e a discapito dei cittadini\correntisti. Inoltre si procederà a promuovere un referendum abrogativo per auspicare la loro cancellazione dall’ordinamento giuridico.

Sono 5 le leggi, 3 delle quali recentissime, con le quali sono stati regalati alle banche centinaia di miliardi di euro annuali. E poiché (non so se stupisce) nessun partito si è opposto, non resta che il referendum.

La più recente è il DL n. 70\13.5.2011 (‘decreto sviluppo’), art. 8, secondo cui l’usura, che prima scattava quando il tasso medio veniva superato del 50%, scatta ora quando il tasso medio viene superato di 8 punti, o anche del 25% + 4 punti (ma questo secondo criterio è ‘fumogeno’: serve solo a confondere). Per fare l’esempio che interessa il maggior numero di italiani, nei mutui a tasso variabile, ora in media del 2,79%, prima, per verificarsi l’usura, la banca doveva praticare il 4,18%, ora invece il 10,79%. Cosa che, ora che non c’è più il baluardo del ‘tasso soglia’, ha già innescato un aumento strisciante del costo del denaro, e che inoltre serve a evitare alle banche le sempre più numerose condanne per usura.

La seconda è la L. n. 10, art. 2, comma 61, del 26.2.11, con cui, in contrasto frontale con decenni di giurisprudenza anche delle Sezioni Unite della Cassazione, si è stabilito che la prescrizione decennale nelle cause contro le banche, che decorreva dalla chiusura del conto corrente, ora decorra dall’annotazione dell’operazione. Significa che, ad esempio, in relazione a un conto durato venti anni e chiuso nove anni fa potevi recuperare tutto, mentre ora puoi recuperare solo un anno, ovvero solo le somme di cui la banca si è indebitamente appropriata tra oggi e dieci anni fa.

La terza è il D. Lgs n. 11 del 27.1.2010 con il quale – ora che si stavano vincendo le cause sulla ‘valuta zero’, cioè sull’accredito immediato dei versamenti – è stato stabilito l’accredito al terzo giorno. Una guerra iniziata invero proprio da me nel 1980 (ottenendo il primo risultato positivo nel 2004) in base al semplice argomento che se Tizio dà a Caio un assegno di 1.000 euro il primo gennaio, e Caio lo versa subito sul suo conto, i 1.000 euro vengono stornati a Tizio il primo gennaio e accreditati a Caio dopo alcuni (o molti) giorni, sicché, nell’intervallo, gli interessi vanno alla banca, che non è mai stata proprietaria dei soldi.

La quarta è il D Lgs 4.8.99, n. 342, art. 25, con cui si è stabilito che l’anatocismo (addebito trimestrale anziché annuale degli interessi) è legittimo purché venga praticato anche all’attivo, ‘dimenticando’ però l’enorme differenza tra tassi attivi e passivi. Una ‘amnesia’ che ha colpito anche la Corte Costituzionale vanificando la sentenza in cui si dilunga a illustrare la legittimità del ‘pareggiamento’ senza però aggiungere (lo ha dato per scontato?) che sarebbe occorso anche il ‘pareggiamento’ quantitativo dei tassi. Una ‘amnesia’ che, dal 22.4.2000, data di entrata in vigore di questo regime, al 31.12.2010, con un tasso attivo medio dello 0,87% e un tasso passivo medio del 13,32% (10,08% + lo 0,81% trimestrale = 3,24% annuo di commissione di massimo scoperto), ha causato – per ogni 100.000 euro – in dieci anni, un guadagno per i correntisti di 427 euro, ma un guadagno per le banche di 203.576 euro.

La quinta è il decreto legislativo 385 del 1993, art. 50, con il quale si è stabilito che è sufficiente una dichiarazione del direttore della banca (quindi ‘di parte’) per far diventare «certa, liquida ed esigibile» la somma scritta in fondo a un qualsiasi estratto conto bancario. Con la conseguenza, ove si rompano i rapporti, che la banca, anziché dover iniziare un giudizio civile con citazione, cosa che ti consentirebbe di difenderti adeguatamente, può depositare un ricorso per decreto ingiuntivo: decreti che spesso i giudici (sempre larghi di manica con le banche per motivi meglio noti a loro) rilasciano in forma esecutiva, sicché la banca può subito pignorarti quello che hai. Una norma assurda (solo le banche possono ‘autocertificare’ i propri crediti), oggi divenuta grottesca perché quasi tutte le voci dell’estratto conto sono ormai oggetto di censura giurisprudenziale, per cui si sa a priori che il saldo, all’esito dei giudizi, risulterà errato.

Alfonso Luigi Marra * http://www.marra.it/
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6 maggio 2011 | Autore

(messa in pagina qui: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2011/05/urgenza-di-creare-un-tribunale-speciale_06.html )
Avv. Alfonso Luigi Marra
Centro Direzionale G1, 80143 Napoli http://www.marra.italfonsoluigi@marra.it

Doc n. 186, 4.5.11
200.000 invii via mail. Inviato per posta ai magistrati NA, RO, MI, FI, SA, Corte Cost., Cass., TAR Campania e Lazio, Consiglio di Stato, Corte dei conti, CSM.

Urgenza di creare un tribunale speciale internazionale e istituire la pena di morte per chi realizza o occulta cose particolarmente dannose o rischiose per l’ambiente.

Urgente necessità – affinché emerga tutto quanto vi è di pericoloso nel mondo – di istituire un rapidissimo tribunale speciale internazionale per i crimini ambientali prevedendo fino alla pena di morte per chi realizza o occulta cose rischiose per l’umanità o per contesti di persone. Motivi per i quali, oltre alla stampa e a ogni altra forza, anche la magistratura, il resto dell’apparato burocratico, e la sinistra, lavorano in favore del potere bancario, cioè del signoraggio, e quindi per l’annientamento del pianeta attra-verso il nucleare, l’involuzione climatica e la devastazione ambientale, che appunto sono frutti del signoraggio, così come lo sono l’inflazione e le tasse. Illecito mosaico tra 4 cruciali norme incostituzionali e decenni di sentenze filo\bancarie quale esempio di lettura al contrario, da parte della politica e della magistratura, di quel principio di cui art. 41 della Costituzione nella universale violazione del quale è la ragione dell’attuale rovina del mondo. Proposta di una legge che – mediante la semplice disciplina dell’assegnazione automatica delle cause e delle indagini ai giudici e ai PM – spezzi l’aggregazionismo politico\opportunistico dei magistrati e l’uso anomalo della giustizia.Benché contrario alla pena di morte, già nel 1990, scrissi che «..quasi solleciterei un’eccezione per i delitti contro il pianeta». Oggi invece la considero un’urgente necessità, perché la Terra è zeppa di cose che possono annientarci, tra cui le 442 centrali atomiche, sicché urge indurre a parlare chi tace, consente o concorre a occultarle o occultarne i pericoli, come fanno chissà quanti nel mondo e rispetto a quali mostruosità. Poiché poi quello che è mancato è stato il controllo giudiziario, scrivo dei motivi per i quali anche la magistratura ha interpretato il fondamentale art. 41 della Costituzione come se vi leggesse che l’iniziativa economica privata «può svolgersi» (anziché «non può svolgersi») in contrasto con l’utilità sociale, nonché dei motivi per i quali, l’apparato burocratico – una piramide di cui la magistratura è il vertice – e la sinistra, sono anch’essi strenui difensori della criminalità bancaria, che è la radice di ogni male: male consistente nella subordinazione dell’uomo alle logiche produttive anziché delle logiche produttive all’uomo, che è poi la mia definizione di consumismo. Un’affermazione che voglio illustrare usando quale esempio quattro leggi illegittime e qualche decennio di giurisprudenza filo\bancaria nell’applicarle per dimostrare come, per causare i più tremendi disastri, non occorre essere demoniaci, ma basta l’adesione di massa a una pseudo-cultura politica e giudiziaria che, in nome di un modello di sviluppo idiota e delinquenziale, ha ignorato l’art. 41 consentendo di tutto all’economia vigente: dalle frodi alimentari al crimine dell’energia atomica ‘sotto controllo’. È insomma un ingenuo chi dice che la magistratura, il resto della burocrazia e la sinistra sono stataliste, perché sono invece i gendarmi di un ‘liberismo’ occulto e depravato. Magistratura e polizie che infatti ‘badano’ sì allo Stato, ma solo perché è anch’esso un ‘prodotto’ di proprietà delle banche, finanziarie, multinazionali ecc., al cui servizio lavorano. Un ‘prodotto’, anzi uno strumento, molto speciale, la cui prima funzione è rastrellare le tasse. Tasse che sono penalmente illecite perché servono solo a comprare dalle banche centrali (che come è ormai noto sono private perché di proprietà delle banche private) le banconote che stampano al costo della carta e dell’inchiostro, e che lo Stato potrebbe stamparsi ovviamente da sé. Da sé e senza mai causare alcuna svalutazione, perché la svalutazione dipende dalla produzione dei soldi da parte delle banche, che sono giuridicamente dei falsari (vedida http://www.marra.it).Senza contare l’altro bel lavoro della ‘giustizia’ e dell’apparato: perseguitare – quali evasori o riciclatori – coloro che si ribellano alle loro ricche padrone: cose che spiegano anche il filo\fiscalismo e filo\ bancarismo della sinistra. La sinistra cioè, istupidita com’è da decenni di asservimento ai poteri che finge di contrastare, crede che le fasce sociali che lavotano abbiano bisogno delle tasse, e perciò – idiozia delle idiozie – sostiene il crimine del signoraggio bancario (senza il quale delle tasse non occorrerebbero) per far sì che le si possa riscuotere. Le si possa riscuotere (si badi – tra politica, magistratura e informazione – in mano a che asini siamo) per poter così comprare, lo ribadisco, con denaro ‘inverato’ (il denaro già circolante) il denaro da ‘inverare’: il denaro cioè che le banche centrali stampano a costo zero e vendono poi agli Stati al valore facciale facendoselo pagare con i buoni del tesoro (rinvio di nuovo a http://www.marra.it).Non mi capite? E’ logico: ..visto che vi siete fatti mettere il prosciutto sugli occhi in cambio di qualche soldo e qualche vantaggio. La vostra ancorché non generalizzata tuttavia endemica corruzione non è cioè il male peggiore, perché il male peggiore è il vortice di stupidità in cui vi hanno spinti lavandovi il cervello con l’idea che il problema sia la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta e le infinite altre forme di delinquenza convenzionale, che sono poi frutto della sconfitta sociale. Vortice di stupidità che vi fa scambiare per ‘liberismo’ i crimini di chi domina la società. Stupidità indottavi alimentando in voi l’opportunismo e la pavidità per farvi disinteressare del modo delittuoso in cui si svolgono certi fenomeni commerciali, industriali, mediatici, energetici, ..vincenti, a causa dei quali ora tutti, compresi voi e i vostri cari, respireremo le aure radioattive. Cose costruite pian piano attraverso un quotidiano fatto di mille e mille violazioni dell’art. 41 della C. come quelle che sto per sottoporvi, in materia bancaria, in tema di anatocismo, accredito tardivo della valuta, decreti ingiuntivi e loro esecutività e, da ultimo, decorrenza della prescrizione. Norme e sentenza che ho scelto, non solo perché sono emblematiche di quello che fate d’abitudine dinanzi al signoraggio: il crimine dei crimini, ma anche per cercare di far entrare in queste vostre menti chiuse in che modo, gesto dopo gesto, fate passare le logiche che ci sovrastano, e forse ci uccideranno. Perché vedrete che non basterà evitare le verdure a foglia larga e il latte fresco per sfuggire alla sciagura causataci dai vostri padroni con il vostro aiuto. Signoraggio primario e secondario per non processare il quale voi giudici asserite di non avere giurisdizione sulle politiche economiche degli Stati, fingendo di non capire che le politiche economiche non c’entrano un fico, perché la Banca d’Italia e la BCE, attraverso il signoraggio, commettono crimini gravissimi, e i crimini cadono nella vostra giurisdizione. Fingete anche di non capire che sconfiggere la criminalità bancaria significa iniziare il percorso per sconfiggere il male, perché sono le banche il mostro che è dietro le centrali nucleari, dietro le migliaia di atomiche sparate nei decenni, dietro i quantitativi spaventosi di scorie nucleari che non si sa dove mettere, dietro la trasformazione in veleni graduali dei cibi, dietro l’involuzione climatica, dietro l’uso dell’informazione come mezzo di formazione del pensiero di massa, e dietro il malessere sociale. Esempi, quelli che sto per sottoporvi, né grandiosi né satanici ma solo miseri: giusto giusto insomma al vostro livello. Il primo, quanto alle quattro leggi illegittime che la magistratura si guarda bene dal censurare, riguarda l’anatocismo che, secondo i parlamentari che eleggono gli italiani diviene legittimo ove venga praticato sia all’attivo che al passivo: un insulto alla società perché non si vede che parità possa esserci con tassi attivo tipo 0,3% e passivi effettivi magari del 10%. La seconda, quella in tema di accredito tardivo dei versamenti e dei bonifici, perché se Tizio dà a Caio un assegno di 1.000 euro il 1.1.11, e Caio lo versa mezz’ora dopo, a Tizio stornano i 1.000 euro subito, e a Caio glieli accreditano dopo diciamo 3 giorni, sicché il sistema bancario ruba 3 giorni di interesse, perché i soldi sono di Tizio fino al 1.1.11 e di Caio dal 1.1.11. La terza, in tema di decreti ingiuntivi. È infatti già illegittimo e grave che a delle organizzazioni criminali come le banche si riconosca la possibilità di ottenere dei decreti ingiuntivi semplicemente in base a un numero in fondo a un estratto conto; ma quel che è assurdo è che si continui a farlo anche oggi, riconoscendo per di più, spesso, l’immediata esecutività: oggi, intendo dire, che è pacifico per giurisprudenza consolidata che tutte le voci del presunto debito sono in tutto o in parte illegittime, sicché è nota a priori l’erroneità del saldo: una giurisprudenza che l’avvocatura è riuscita a strappare dalle unghie della magistratura dopo uno sforzo che – quanto a me – dura dal 1980. La quarta, che riguarda la decorrenza della prescrizione dei diritti dall’annotazione in conto corrente, e non più dalla chiusura del conto: un gesto da volgari lobbisti filo\bancari e un’idiozia per molte ragioni, alcune delle quali sono quelle descritte dalle Sezioni Unite (imprescrittibilità dell’azione di nullità, mancanza nell’annotazione sia degli elementi costitutivi del credito che del carattere di pagamento, unicità del rapporto di conto corrente ecc.), ma l’altra, quella fondamentale, da tutti taciuta, è l’impossibilità, finché durano i rapporti con le banche, di eccepire alcunché, pena l’estraniazione dall’intero circuito economico. Una condizione incostituzionale che continua a sussistere anche dopo la chiusura di questo o quel singolo conto tant’è che – nel mentre il legislatore e i giudici fingono di non capirlo – le cause contro le banche le fanno solo coloro che sono già stati estromessi dal sistema bancario o ne sono usciti per ‘fine attività’. Senza contare che le ‘norme interpretative’ sono legittime quando vi sia incertezza, non quando servano a crearla calando sulla giurisprudenza consolidata e sulla certezza dei diritti e delle aspettative come un tornado. Quattro norme circa la cui illegittimità sto scrivendo, in collaborazione con gli avvocati Ginaldo Cucinella e Maria Benedetti, il ricorso formale per sollevare la questione di costituzionalità, che sarà poi scaricabile da http://www.marra.it. Quattro norme e chissà quante centinaia di migliaia, forse milioni, di sentenze che, osservate con ‘occhi che vedono’, si rivelano nell’insieme quali espressioni della profonda devianza della cultura politica e giudizia-ria. Una devianza che è stata via via introitata come ‘corretta’ visione della giustizia, sicché le violazioni imposte dai poteri sono divenute la regola. La stessa logica ‘vincente’ dalla quale l’apparato scientifico planetario si è fatto imporre la bontà delle centrali atomiche. Un’imposizione che inizia dalla scuola, fino all’informazione e, in generale, alla struttura di tutta la trama dei rapporti umani vigenti. Detto altrimenti, siamo di fronte all’essere divenute cultura dominante quella serie di forme di pochezza e opportunismo che le banche hanno iniettato nelle vene della collettività pagandola o punendola con un po’ di benessere in più o in meno. Una volgare logica di carote e bastoni rivolta a ottenere alla fine una generale abdicazione culturale, che spiega poi la tragicomica sicumera di chiunque, in un tale regime, sia riuscito aottenere un qualche riconoscimento. Ciò detto, lo strumento più facile e meno contestabile per norma-lizzare la giustizia è una legge che disciplini l’assegnazione automatica delle indagini e delle cause ai giudici o ai PM. E’ chiaro infatti che se qualcuno ha il potere di scegliere il tuo giudice o il tuo PM, ha anche il potere di predeterminare l’esito delle tue indagini o della tua causa mediante l’assegnarle a uno piuttosto che a un altro. Un potere che è poi il nucleo intorno al quale si formano, nella spartizione delle cause rilevanti, le ‘aggregazioni’ giudiziarie. Naturalmente la magistratura obietterà che esistono già i metodi di assegnazione automatica delle cause, ma è falso, perché sono metodi decisi e gestiti dai giudici, e di fatto incontrollati e incontrollabili, per cui sono automatiche solo le assegnazioni delle cause che non interessano a nessuno, mentre è proprio sulla spartizione delle indaginio delle cause di rilievo che si basa l’organizzazione della magistratura come lobby.

Alfonso Luigi Marra

I FISICI..
I fisici non sono venduti all’imprenditoria, ne sono invece i figli, perché essa li ha generati, allevati, e ora li nutre. Ovviamente talis pater…
Solo i figli di un padre tanto depravato infatti possono ‘non sapere’ che quella della «necessità degli equilibri atomici» è in realtà una pseudocultura lanciata dall’industria, che le centrali diverrebbero tante da non poterle più contare, figurarsi poi controllare, che le fonti alternative non esistono solo perché non le hanno costruite e che il risparmio non lo hanno voluto perché se no finirebbe la società dell’automobile, dei consumi…
1985/1986

Non ricordo bene i fatti e le date, ma I FISICI.. (che pubblicai in Cucciolino nel 1987) e altri scritti (uno dei quali contro Rubbia, allora ‘nuclearista’), facevano parte del volantino con il quale feci fallire il congresso appunto dei fisici organizzato a Roma per far omologare dagli ‘scienziati’ il progetto delle centrali atomiche, che il potere bancario e l’imprenditoria non erano riusciti a far passare utilizzando i politici. Il congresso, che doveva durare quattro giorni, non arrivò neppure a concludersi, benché poi siano riusciti a riempire di centrali il resto del mondo. Non so ora con quanti noccioli fusi o esplosi dovremo fare i conti, ma se vogliamo fare il possibile perché la fiaccola della civiltà umana non si spenga, bisogna finisca subito l’era dello strategismo e inizi l’era dell’intelligenza intesa come capacità di svilupparsi passando attraverso lo sviluppo degli altri, poiché, a questo livello di metodo nell’esercizio del pensiero, è inutile avere degli obiettivi, perché non possono essere raggiunti.
ALM

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31 agosto 2010 | Autore

Mi spiace ma, salvo eccezioni, di cui, se emergeranno, darò testimonianza, avvocati non vi ci chiamo, Cristiana Arditi di Castelvetere, Goffredo Maria Barbantini, Alessandro Cassiani, Donatella Ceré, Domenico Condello, Antonio Conte, Rodolfo Murra, Francesco Gianzi, Pietro Di Tosto, Sandro Fasciotti, Alessandro Graziani, Paolo Nesta, Livia Rossi, Mauro Vaglio. Devo escludere solo l’Avv. Giovanni Cipollone, anch’egli Consigliere dell’Ordine a Roma, che non conosco, per aver pubblicato un bell’articolo su “La storia di Giovanni e Margherita”.

Non vi ci chiamo perché qui, o siete avvocati voi, o lo sono io. Io che sono iscritto al molto scarno albo dei veri difensori dell’umanità dai crimini che la stanno annientando, a partire dal signoraggio bancario, di cui anche voi vi siete assunti la grave responsabilità di fingere di non sapere.
Albo diverso dal vostro, vastamente connotato da “avvocati” nel senso di meri mediatori scaltri e ladri in ogni sorta di scontri.

Distinguo verificati i quali io potrò rinunziare a ogni intento di iscrivere voi al mio albo, perché finora gli estremi non ci sono stati, e voi estromettere me dal vostro, o (è lo stesso) sospendermi sine die, fino cioè alla conclusione di questa pagliacciata del processo e procedimento per un falso inesistente e inconfigurabile del luglio 2001, per euro 271,71, di cui si può leggere in dettaglio dal doc. n. 158, da http://www.marra.it, già distribuito a Roma e Napoli.

Una pagliacciata sì, che però, proprio perché tale, rivela volgari intenti e motivazioni né palesabili né legittimi. Altrimenti è ovvio che un così insulso procedimento disciplinare non si spiegherebbe, visti oltretutto i moltissimi mai aperti pur a fronte di giudizi penali per ben altro che 271,71 euro.
Metodi vergognosi, odiosi che, peraltro, a usarli in accertamenti sui vostri studi, vorrei proprio vedere cosa farebbero emergere.

Un caso che sembra malizioso, quello dei due 71, visto che il 71, nella cabala, è l’uomo di merda.
Scenari retrostanti occulti fino a un certo punto, perché si comprende bene quante pressioni (e blandizie) ministeriali, giudiziarie, dell’Avvocatura, e di chissà chi altro, gravano su questo processo e procedimento.
Il mostro degli apparati e delle burocrazie si accorge infatti delle cause solo quando iniziano i pignoramenti, per cui, siccome stanno iniziando quelli ex lege Pinto, le aggressioni saranno ora continue.
Sciacalli che però vi invitano a nozze, perché mi aggredite anche per motivi legati al vostro conservatorismo da piattole, categoriale e non, di cui ora vi parlerò. Cosa che rende grave che ad aggredirmi siate voi.

Io infatti divido le persone tra avvocati e non avvocati, perché il livello di fraudolenza raggiunto dalla società è tale che solo gli avvocati possano districarcisi.
Ora, vedete, entro luglio pubblicherò “Il labirinto femminile”, il mio ultimo libro, oggetto del quale è la particolarissima vicenda d’amore tra Luisa e Paolo.

Luisa, giovane avvocatessa creata per sintetizzare in lei caratteri, aspetti e parti di un po’ tutte le donne e le esperienze sentimentali della mia vita, alcune lontanissime, ancorché focali, come quella, a lungo cercata, non più ritrovata, mai dimenticata, della soavissima nudità di una popolanina napoletana distesa tra me e i tiepidi umidori notturni della spiaggetta di Nisida, cullati noi dai lenti mormorii equorei, mentre i suoi occhi dorati dalla luna mi pervadevano l’anima e mi smarrivo nelle voluttà dello svolgersi della sua passione, quando l’ansito del suo respiro, al culmine del farsi profondo, meraviglioso si volse in un canto d’amore bellissimo, antichissimo, dolcissimo, che mi pervase ragazzo di una struggente stupefazione e dissolse le pareti di un antro in cui non sapevo di essere liberando su noi l’onda del firmamento pullulante di stelle.

Una Luisa positiva, giudiziosa, bella, innamorata ma preda, oltre che delle remore dettate dalla differenza di età, di una forma maniacale, fobica, di maliardismo: una particolare, estrema tipologia di strategismo sentimentale che pervaderà irriducibilmente ogni dettaglio del suo comportamento.
E Paolo, il titolare del grande studio legale in cui lavora, che ha il doppio dei suoi anni, e anche lui ho creato per sintetizzare in un unico io narrante i molti me attraverso i quali ho vissuto quelle esperienze, e ricavarne una sorta di romanzo fatto dei “loro” sms.

Ma, tra le righe dell’epistolario, vero protagonista del libro è il dramma universale di una “normalità” malgrado tutti spaventosamente fraudolenta, trasformistica, che ci sta distruggendo.
Non solo voi, cioè, ma tutti sono diventati dei biechi opportunisti, incapaci di elevarsi da quelli che credono essere i loro miseri interessi. E tutti usate, quale strumento intellettuale, la furberia.

Forma della conoscenza animale, la furberia, consistente nella capacità di svilupparsi prevaricando gli altri senza usare l’intelligenza, a cui vorrei condurvi, perché è la capacità di svilupparsi passando attraverso lo sviluppo degli altri. Astenendosi però dalla tendenziosità, che è la capacità di asservire l’intelligenza alle finalità della furberia.

Definizione di intelligenza, la mia, fin qui sconosciuta, e di cui vi segnalo io stesso la straordinaria rilevanza perché so già che siete così ignoranti che da soli non ci arrivereste; tant’è che non siete stati capaci di distinguere, da quanto siete zotici, il più grande pensatore di tutti i tempi da un malfattore. Né, vi capisco, le vostre conoscenze giuridiche da tragicomici paglietta e azzeccagarbugli potrebbero bastare a farvi capire che la mia cultura, le mie scoperte scientifiche, vi pongono obblighi di riconoscimento e di sostegno, sì morali, ma anche giuridici, perché i benefici delle mie tesi alla società sono un milione di volte maggiori di quelli che potreste arrecare voi, ammesso ne arrechiate, in un milione di intere vite come le vostre.

Un quadro in cui alla dialogicità proposta da Paolo come unico strumento per sconfiggere il male, si contrappongono furberia, strategismo, maliardismo, negatività e inciviltà, che non sono la stessa cosa, ma si rassomigliano moltissimo, perché si fecondano e si partoriscono l’un l’altra in una proliferazione infinita in cui di costante c’è il seme: la prevaricatorietà.

Prevaricatorietà che definisce come quella degenerazione della gerarchicità che si verifica quando la gerarchicità, che è tanto indispensabile quanto inevitabile, non si sviluppa attraverso l’intelligenza \ dialogicità, ma attraverso la furberia \ strategicità.
Un tormentarsi attraverso lo strategismo (attenti a quel che segue perché capirlo potrebbe aiutarvi a uscire dallo status di “gente meccanica”, che di certo vi attribuirebbe Manzoni), che ha rallentato di centinaia di migliaia di anni, se non milioni, il cammino dell’umanità.

Detto infatti che definisco cultura il modo che gli uomini mediano di dover avere in comune nel vedere la realtà, ciascuno, per dare il suo assenso a quella mediazione, esige che il sapere comune non contenga cose che non gli convengano. Una lotta per stabilire cosa si può sapere e cosa va rimosso che, ai primordi, avviene mediante la prevaricazione fisica e poi psichica, cioè la furberia.
Finché, a partire diciamo da un po’ più di due milioni di anni fa, quel tipo di homo non a caso chiamato habilis inizia ad acquisire le prime rudimentali forme di intelligenza. Salvo, disgraziatamente,
a inventare subito dopo la tendenziosità.

Insomma, il cervello umano è immutato da circa 35.000 anni, dall’affermazione dell’homo sapiens- sapiens, benché il cervello del sapiens (una sola volta sapiens), fosse circa lo stesso già da 200.000 anni, e anche il cervello del Neanderthal, comparso circa 700.000 anni fa, e scomparso circa 30.000 anni fa, avesse una capacità di pensiero simile.
Dove voglio arrivare? Al fatto che il cammino dell’umanità è stato così lento a causa della furberia \ strategismo!

Voglio affermare che quegli uomini erano dotati di cervelli come i nostri, capaci di forme primordiali di intelligenza da circa 2.000.000 di anni, e di forme acute da diciamo 500.000 anni.
Voglio affermare che se non riuscirono a creare una civiltà in cui il tempo delle piramidi era già da centinaia di migliaia di anni un tempo di viaggi siderali fu perché glielo impedì la stessa tara che frustra voi: lo strategismo.

Così come è stato lo strategismo, quando la civiltà, con ritmi lentissimi, ha raggiunto lo stadio attuale, che l’ha resa tale da pregiudicare l’abitabilità della Terra.
L’intelligenza è cioè cruciale, perché consente di accedere a forme di organizzazione sociali particolarmente proficue.
Organizzazione tipica anche di molti animali, come le api, che però non sono intelligenti, perché il loro operare è frutto di una selezione automatica per fini di sopravvivenza e di sviluppo, e al massimo esprime partecipatività, come nel cane che, in funzione delle sue esigenze emotive, quindi per quello che serve a lui, è in grado di spingere la sua partecipatività a livelli molto avanzati e flessibili, ma sarà intelligente solo quando saprà capire se hai fame e se dividere con te la scodella.

Animali che non esprimono mai intelligenza perché essa si identifica con quel volersi sviluppare passando attraverso lo sviluppo degli altri che nasce quando gli uomini scoprono i nuclei primordiali di ciò che si configurerà come generosità, che è quasi sinonimo di intelligenza, ma non necessariamente di amore.

Amore, o ciò che di solito si qualifica tale, che non si identifica automaticamente con l’intelligenza perché è sempre connotato dalla partecipatività, ma non automaticamente dalla generosità, ben potendosi amare in modo egoistico (furbesco) per goderne per quel che serve a noi; come il cane il padrone, o il satrapo le sue donne.
Amore che quando, anziché essere fondato, come oggi, sul dominare o essere dominati, sarà fondato sulla dialogicità \ intelligenza \ generosità, avrà esiti di grande potenza e particolarità.

Generosità \ intelligenza che l’uomo di Neanderthal testimonia di avere da centinaia di migliaia di anni per il sol fatto, ad esempio, di compiere gesti struggenti quali il seppellire i suoi cari in prossimità del fuoco perché possano godere del suo calore nei veri e propri “vani” che scavava nella roccia per allocarvi il tipo di civiltà che gli consentì di vivere in era glaciale.

Civiltà che è stata rallentata dal fatto che la prevaricatorietà \ egoismo \ furberia \ strategismo, in quanto rivolti, non a cercare soluzioni, ma a far conseguire vantaggi a chi li esercita, non possono innescare quella logica virtuosa di produzione automatica e continua di risultati positivi che innescherebbe la dialogicità, ma causano anzi serie ininterrotte di sempre più aggrovigliati problemi e contraddizioni che conducono all’inestricabilità e alla reiterazione infinita sia delle problematiche che dei rituali pseudo-risolutori, ovvero alla perpetuazione del male.

Inestricabilità che si insedia anche nelle menti di chi pratica lo strategismo, che finirà per ingrossare le fila degli individui caratterizzati dalle svariate tipologie di insufficienza o inadeguatezza mentale.

Perché, come per i bersagli fisici anche i bersagli intellettuali, per colpirli, bisogna mirargli.
Significa che se uno scienziato vuole giungere a una scoperta deve essere generoso, perché altrimenti la sua mente lavorerà per arrecargli vantaggi, e non saprà seguire la pista per giungere alla comprensione a cui aspira.
Ecco così che a Roma, a Gaza, a Londra, a New York, nel mondo, gli avvocati, i politici, gli scienziati, i filosofi, le persone, ricominciano ogni mattina come se fosse il primo mattino del mondo a dire e a fare con lo stesso tono e negli stessi modi le cose che da sempre non hanno mai risolto pressoché nulla.

Pressoché nulla perché alla fine i cambiamenti pure avvengono, ma con una lentezza e delle modalità che li rendono impercettibili e li guastano prima che si compiano, e con un immenso dispendio di energie, perché il lavorio dei meccanismi produce risultati mille volte no e una sì.
In regime dialogico, invece, iniziando alle 8 di un giorno qualsiasi, i soli 200.000 avvocati italiani produrrebbero prima di sera tipologie di cambiamenti mai realizzati dalla fondazione di Roma. Capite ora perché, se io scrivo cose come queste e voi vi alleate con la parte meno nobile e degli apparati e della magistratura per fermarmi, voi e io non possiamo stare nello stesso albo?

Voi cioè, per poter essere iscrivibili nel vero albo, il mio, avreste dovuto sì sollevarmi dalle cure della professione, ma aiutandomi in tutti i modi a sostenere le mie tesi e facendo sì che potessi conseguire un livello di riconoscimento sociale che non mi costringesse, come ho scritto nel 1986, “a lavorare finanche da avvocato per finanziare la mia rivoluzione senza sangue, senza morti e senza sconfitti.”

Voi e vostri colleghi di tutta Italia, avreste dovuto cioè divenire i sostenitori della mia cultura, usando la quale avreste cambiato con facilità il mondo; che invece vi sta cadendo sul capo.
Ma, visto che insistete a non farlo fin da quando, oltre 25 anni fa, iniziai a divulgare i miei scritti anche nel tribunale di Roma, vediamo il perché.

Ebbene, non lo fate, nonostante non vi spiacciano certo gli argomenti giuridici che io formulo nell’interesse della civiltà e voi copiate per lucrarci, perché siete solo degli squallidi evasori fiscali e previdenziali, dei vili, degli abboffini chini come cani sulle scodelle, degli accattoni che non riescono a vedere a un palmo dal naso e sfruttano la furberia per strappare brani di cibo dal corpo agonico della civiltà.

Perché me la prendo proprio con voi? Me la prendo con voi perché dovreste avere i requisiti morali per provare la vergogna; perché ho detto all’inizio che solo gli avvocati hanno il tipo di esperienza e di consapevolezza giuridica adatto a domare la fraudolenza moderna; perché tra tutti gli avvocati del mondo voi siete quelli dell’Italia e di Roma, cioè dei luoghi in cui da sempre è stata coniata la civiltà, perché l’Eneide è il codice dei valori dell’occidentalesimo, e in essa sono confluiti i valori dell’aristocrazismo greco pagano, codificato da Omero nell’Iliade e nell’Odissea, e del concettualesimo ebraico cristiano, codificato nella Bibbia.

Chi dunque, se non voi, può alzare lo scudo contro la barbarie che ci sta divorando? I Perry Mason?
O gli Obama e le Merkel, eletti quali garanti dell’immobilismo culturale funzionale al potere bancario?
Se me la prendo solo con voi o con tutta la categoria?
Me la prendo con tutta la categoria, salvo eccezioni, ma ci sono tra i normali iscritti all’albo e voi delle differenze, perché il normale iscritto ha più che altro la colpa di avervi votato.

Voi invece, a fronte dei vantaggi e onori del vostro ruolo, avreste il dovere di riconoscere e sostenere con adeguati gesti istituzionali ciò che conta; sicché l’esservi alleati con i nemici della mia cultura, delle mie scoperte scientifiche, della mia scoperta del modo di formazione del pensiero, è un tradimento a voi stessi, alla categoria e alla società.

Chiedete a me perché mai avreste fatto una cosa simile?
Secondo la vulgata è per invidia, ed è vero, perché nei miei confronti siete invidiosi come scimmie, sia voi che gli altri avvocati d’Italia, per non parlare dei napoletani.

Lo so anche perché ho inviato per anni le mie mail circolari a 75.000 avvocati di tutta Italia, con medie di cliccaggi fino al 25%, e “invidia” è la parola che trasuda dai molteplici dati che forniscono i programmi che descrivono ogni aspetto degli accessi al sito.

Un’invidia da “pezzenti e cazzi arrizzati”. “Pezzenti” nel senso di moralmente immiseriti dall’abdicazione culturale e intellettuale a un potere che vi sta soffocando sotto gli occhi i figli, le mogli, la vita, nell’insoddisfazione, nell’alienazione, nella droga, nella psicosi, nella disoccupazione, senza che muoviate un dito, e aiutandolo anzi nel combattere me che lo contrasto; e “cazzi arrizzati” nel senso di pervasi dalla convinzione che il diritto a esprimersi comporti l’automatica rilevanza delle puttanate che pensate e dite, per cui, avendo maturato una sia pur frustrata supponenza, perché è ovvio che nessuno vi pensa, e meno che mai vi pensate tra voi, ecco, sol che vi si tocchi, che vi ergete.
Ma io so che il male di per sé non esiste perché non è funzionale allo sviluppo, e la natura non lo ha selezionato. Per cui, se si vuol ledere un altro è sempre per procurare a sé un bene, magari in maniere anomale.

La gelosia, l’invidia, l’odio, sono cioè una fondamentale griglia che serve a impedire la velleità di riconoscimento, perché, se non ci fossero, chissà cosa ognuno di noi sarebbe capace di rivendicare.
Tant’è che non siete invidiosi dei soggetti innocui, come calciatori o rock star, o che consideriate utili, come i politici di comodo.

Ne deriva, a vostro maggior disonore, che vi sforzate di soffocarmi nei miasmi della vostra invidia e livore proprio perché sapete che sono un riformatore, e inoltre le mie tesi, e i miei ricorsi ex lege Pinto, legge causata da me quando ero parlamentare europeo, hanno la forza di rendere veloce la giustizia.

E’ indubbio, infatti, come scrivo sull’intestazione dei miei atti, che “..Se la civiltà è figlia del controllo la disfunzione della giustizia civile e amministrativa è necessariamente la madre dell’attuale stato delle cose.”

Disfunzione che voi potreste far cessare in un attimo, perché non siete i normali cittadini, che non capiscono e non sanno come reagire. Voi conoscete le frodi, i trucchi, i segreti di tutti, e siete anzi gli architetti di ogni broglio e raggiro, a partire dal signoraggio. Siete quelli che fanno scivolare nelle tasche della giustizia gli argomenti irresistibili per indurla a “non capire” che nei processi per usura deve rinviare a giudizio i consigli di amministrazione delle banche, non i funzionari delle agenzie; o per convincerla a “farsi sfuggire” che, per essere paritario l’anatocismo, bisognerebbe che il tasso non fosse il 10% al passivo, e lo 0,01% all’attivo, e che ci fosse un attivo.
Non capite perché mai non dovreste volere una giustizia veloce?

Non la volete, bari e bugiardi che non siete altro, intanto perché cambierebbe il mondo, e siete preda di un conservatorismo così sclerotico da concepire solo la stasi, ma soprattutto perché siete 200.000, e sapete che farebbe crollare il numero delle cause, perché in ogni causa c’è uno che ha torto e che eviterebbe la lite se sapesse che la settimana dopo sarebbe colpito da una sentenza, o al limite la definirebbe negli uffici di conciliazione, oggi negletti per gli stessi motivi.
Dietro la vostra invidia c’è insomma la paura che se le miei tesi divengono troppo note rimanete disoccupati.

Una paura che dimostra che dei giuristi non avete che le toghe, perché siete presi solo di voi e indifferenti al destino del mondo poiché la quasi totalità delle cose che ci soffocano sono perseguibili penalmente e civilmente.

Dei ciechi opportunisti che non capiscono neanche che la nuova società avrebbe bisogno di un numero infinito di veri esperti di cose giuridiche, data ormai la complessità di tutto, per cui è questo il tipo di servizio che dovreste specializzarvi a rendere, laddove pochissimi sanno fare qualcosa di diverso da quel che fate in massa.

E non basta. Voi sapete che il sistema fiscale è illecito, perché lo avete letto dal mio volantino sul signoraggio, e che basterebbe nazionalizzare la BCE, la Banca d’Italia e le altre banche centrali, che tutti credono siano già pubbliche, e finirebbe il debito pubblico, e non occorrerebbe più pagare le tasse, perché servono solo a comprare i soldi dalle banche centrali.

E che fate dinanzi a simili cose?
Niente altro che accanirvi a cercare di evadere e a tenere in piedi un giro di cause faraonico che serve solo a voi!

Lo faccio anch’io? No io no. A prescindere che le mie cause sono sempre funzionali allo sviluppo, le faccio per finanziare il cambiamento, e non ho conservato un euro dei molti che ho guadagnati, perché li ho spesi tutti in propaganda, libri, volantinaggi.
Ho sbagliato perché non dovevo generalizzare? No, non ho sbagliato. Sull’intestazione ci sono da sempre i miei numeri di telefono.
Anche ora, chi vuole aderire può chiamarmi o scrivermi.

Alfonso Luigi Marra

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22 aprile 2010 | Autore
Così scriveva S. Pascucci 5 anni fa… in un momento in cui la truffa finanziaria globale non era ancora stata smascherata

di Sandro Pascucci – www.signoraggio.com – 29/12/2005

Interviste scomode e strane analogie con il pensiero del defunto Robin Cook

D: Etleboro, come definire tale organizzazione nata nel cuore della Repubblica Srpska?
R: La Etleboro, più che un’ organizzazione di persone, può essere considerata un’organizzazione di informazioni, un insieme di dati statistici, economici e scientifici frutto di lunghe e elaborate ricerche, come può essere infatti evidenziato dal suo nome, acronimo di Elaborazioni Telematiche Libere Economiche Basi Operative Ricerca ad Oltranza. Partendo da tale base informativa e scientifica, tratta da fonti istituzionali, da indagini empiriche sul campo e sul nostro sistema economico di riferimento, oggi possiamo dire con fermezza che il nostro progetto è qualcosa che è destinato alla società tutta, un punto di partenza per una nuova era dell’informazione. Ci tengo dunque a precisare che il nostro non è uno studio di assistenza legale o commerciale, noi elaboriamo dati, ogni tipo di informazione tecnica, economica di utilità indispensabile per la piccola media impresa, la quale ha la possibilità di esternalizzare un’attività di ricerca e sviluppo, nonché di comunicazione interaziendale che da sola non può sostenere, né può essere surrogata da un semplice commercialista.

Un’attività di ricerca che è economicamente, ma anche praticamente inaccessibile per imprese di piccole o modeste dimensioni. Concentrando un insieme complesso di informazioni in un unico organismo e offrendole alla comunità d’imprese ad esso associate, si ha la possibilità di rendere efficienti i processi produttivi all’interno della singola impresa, all’interno dell’intera filiera produttiva (dalla manifattura, alla distribuzione) e così all’interno del mercato. Infatti, i processi distributivi di massa opprimono e assorbono gli utili della piccola e media impresa, in quanto impongono prezzi da fame, obbligano il piccolo imprenditore ad indebitarsi per sopravvivere, esponendole apertamente a ricatti , che giorno dopo giorno lo logorano fino a farlo scomparire. Basti pensare alle grandi città in cui stanno scomparendo sempre più i piccoli negozi, le piccole aziende, edificando ipermercati e centri di distribuzioni sempre più grandi . Basti pensare, ancora, ai coltivatore diretti. La vedo molto dura per questa categoria, la quale , sostenendo un prezzo per la manodopera molto elevato, e subendo prezzi di vendita decisi dai grossisti, rischia di non sopravvivere. Una totale ingiustizia, considerando che i cosiddetti Governi dei Buoni salvaguardano esclusivamente i propri interessi.

D: In tale circolo vizioso la Etleboro come interviene?
R: Con la Etleboro, si spezza la catena, il coltivatore viene direttamente collegato al mercato ortofrutticolo o al fruttivendolo, senza passaggi intermedi. Ad esempio, per un raccolto di fragole, il grossista paga una somma che non credo basterebbe a pagare tutti gli stipendi, annullando i relativi guadagni; così gli imprenditori sono costretti a “assumere” extracomunitari, sottopagati, sfruttati senza alcun trattamento di fine rapporto e dunque licenziabili immediatamente; del resto se il governo li legalizza aumentano le loro pretese ripercuotendosi in ogni caso sui profitti dell’imprenditore. Scattano così forme di criminalità “extracomunitarie” e tutta una serie di problemi sociali, questo solo perché non è stato stabilito il prezzo delle fragole!
Noi, dunque, cerchiamo di creare consorzi, cerchiamo di creare dei programmi computerizzati, una rete di comunicazione in cui le aziende possono unirsi senza discussioni, senza fare accordi formali, senza perdere tempo, perché è su quello che si gioca la competitività e la flessibilità di un’impresa. Le aziende vivono in un contesto a volte sconosciuto, nel buio totale, non possono sapere quanto venderanno, quanto i loro impianti sono in grado di produrre, dove reperire materie prime e le imprese a loro complementari.
Qualcuna di esse può rivolgersi a noi, per avere una consulenza, oppure chiedendo di essere rappresentata da nostre agenzie dislocate in varie località. Tutto questo con la massima economicità, utilizzando internet per contatti telefonici o videoconferenze.
In realtà noi cerchiamo di spiegare loro l’internazionalizzazione. Le imprese devono necessariamente cercare il baratto reciproco, devono garantire un livello minimo di produzione, ricercare costantemente materie prime, e poi agganciarsi ai consorzi , ai gruppi di acquisto. Purtroppo altri Paesi – dico Paesi per non dire vere e proprie lobby finanziarie – aggrediscono o addirittura saccheggiano piccole realtà economiche, infatti il furto è l’anima dell’opulenza. Ovviamente per difendersi da un attacco esterno occorrono banche amiche, alleate, cosa che attualmente non avviene, la banca è un vero conflitto di interessi , non può fare l’interesse dell’impresa se poi sfrutta una situazione di dipendenza.

D: Quando e come è nata la Etleboro ?
R: Etleboro nasce in un contesto molto difficile. Ho avuto un’esperienza diretta con i media e con moltissimi giornalisti, ed ho notato che molte volte l’informazione era veramente manipolata, inoltre gestisco e tratto data-base da sempre, ho una grande esperienza da questo punto di vista, che mi ha consentito di trovare delle informazioni considerate introvabili, ma che in realtà erano lì che aspettavano di essere scovate, con giusti metodi e i giusti tempi, che purtroppo mancano alle imprese. Per tale motivo si costituiscono società ed enti di ricerche di mercato, rassegne stampe che tuttavia forniscono informazioni non utilizzabili o inutili per imprenditori specializzati nel produrre e non nel vendere. L’impresa dovrebbe dunque al suo interno creare un vero laboratorio di idee, di cultura, pagando tuttavia un caro prezzo, senza ottenere i vantaggi di un’economia di scala, cioè di una concentrazione di saperi e esperienza che va a ridurre gli errori di elaborazione.

D: Etleboro dunque ha un’origine ideologica profonda…
R: Etleboro nasce mentre ero dietro le tracce di un qualcosa che tutti oggi cercano, di uno scoop giornalistico, di quello che viene considerato un segreto su cui hanno marciato le banche, e si sono combattute guerre, che poi si è rivelato una vera delusione, ma tutti quelli che si avvicinati alla verità sono morti in circostanze molto misteriose. In realtà Etleboro ritiene che oggi la vera arma delle banche e dei Governi dei Buoni sono i data-base, sono i programmi computerizzati, che sentenziano i dazi doganali.
Oggi siamo seduti in realtà sul nulla, perché i soldi si sono dissolti nei sistemi informatici e paghiamo degli interessi sul nulla, dando in ipoteca case e beni veri, ed è troppo facile dare la colpa ad Al Qaeda quando i titoli scendono a picco. È un sistema talmente complesso, la televisione accredita strutture e convince la gente, che può guadagnare senza lavorare, quando in realtà la borsa è una truffa. Basta guardare cosa è successo con la Banca d’Italia, una banca privata e non pubblica: siamo al ridicolo, chi ha preso soldi non sapeva perché, e chi ha fatto i bilanci neanche, insomma una massa di idioti al centro del potere.
E così se vado in banca per un prestito devo restituire il 300% di quello che chiedo, pagando interessi usurai, a questo punto credo che sia molto intelligente e più leale nei confronti degli imprenditori usare le cambiali.
La Etleboro ha un’origine ideologica di fondo, quella di creare un data-base di leggi e di notizie pubbliche, a cui la gente può accedere tranquillamente tramite un pc. In questo modo i media che hanno disinformato la gente, raccontato idiozie sarebbero passibili di una sanzione. Vi faccio un esempio molto concreto. Il sistema bancario è stato accusato di anatocismo, praticato per circa 30 anni, colpendo milioni di piccole imprese e di famiglie, tra cui anche la mia famiglia; le cause durano da anni, molti imprenditori sono falliti, mentre altri sono morti di malattie per lo stress subito. La situazione attuale è che molti imprenditori cercano di recuperare il salvabile, accontentandosi dei magri risarcimenti, quando invece è stata fatta una rapina, poi legalizzata. Se Etleboro fosse in atto, se tale sistema coinvolgesse un sistema economico nazionale, questa situazione non si creerebbe perché immediatamente la cd. polizia informativa segnala una distorsione, sanzionando gli abusi: la rete diventa una parte attiva, un’istituzione di salvaguardia. Non dovremmo avere amici importanti che ci difendano, e neanche giornalisti per rendere pubblica la cosa, perché ciascuno potrebbe difendersi da solo utilizzando le informazioni della rete. Oggi la rete è molto disorganizzata, un risultato del tutto intenzionale, e i grossi motori di ricerca sanno benissimo di cosa stiamo parlando: la disinformazione è la nuova arma, così come i data base e i programmi che reggono i sistemi monetari e valutari. La disinformazione è il nemico da combattere.

D: Il cancro del sistema dunque sono i data base, i sistemi computerizzati in cui si perdono i soldi la disinformazione, le banche che diventano antagoniste e usurano su qualcosa che non c’è. Qual è il meccanismo sotto accusa?
R: Allora prima di tutta la banca e una struttura privata , è bene che sia chiaro perché in questo momento le banche stanno diventando delle chiese in cui pregare i suoi santi. La banca , infatti, tramite i suoi sistemi informatici virtualizza il denaro, eroga prestiti per un ammontare superiore a quello risultante dal capitale sociale e dai crediti, basandosi sul ragionamento di fondo che non chiederanno i propri soldi nello stesso giorno. Così la banca ha la possibilità di virtualizzare le proprie attività anche per 50 volte il capitale effettivamente esistente. Dove sono i controlli allora? La convenzione di Basilea è composta da 13 gruppi bancari, privati. Ma in ogni caso il rispetto dei parametri e della correttezza non è garantito, desidero sapere allora quali sono i mezzi a disposizione della guardia di finanza, della magistratura per poter controllare questo. Evidentemente non esiste una cartella, una carta di identità del programma. Deve esserci un ente, una struttura statale che abbia il controllo, altrimenti le strutture economiche, le banche , con la complicità dei mass media, possono conservare indisturbate un potere sovranazionale, lo stesso che detiene il WTO.

Etleboro ha le prove chiare che i media attuano una manipolazione, fanno opera di convincimento, accreditando certe strutture come intoccabili. Nessun telegiornale, nessun media ha fatto notare che i titoli crollavano a picco dopo l’attentato dell’11 Settembre, non si è vista nessuna fila davanti gli sportelli bancari, il fattaccio era già stato deciso e organizzato a tavolino, dagli stessi speculatori che avevano comprato e acquistato quei titoli prima dell’attentato.
Voglio inoltre aggiungere che il debito è una vera e propria patologia , provoca effetti negativi sull’uomo. Ma non lo affermo io, lo dichiarano i rapporti dell’ONU, degli scienziati. Chiedete da dove viene il cancro e le malattie, chiedetelo ai veri scienziati, e non a quelli delle Multilivell , delle University da 500 dollari rintanati negli scantinati. Rivolgetevi alla scienza vera. È ora di finirla con tutta questa gente che imbroglia, stipendiati con milioni di euro per imbrogliare il popolo. Non ci sono soldi per la ricerca? Ma questa è una grossa idiozia!
Le banche e i banchieri devono smettere di possederci, di possedere la ricchezza di un’economia, sono criminali, usurai, ricattano la gente pagando cassieri e dipendenti ben vestiti per dire le più grandi bugie del mondo, a dirci che questa è la “Politica bancaria”. Ma non ha senso parlare di politica della banca, quando in realtà non sanno cosa dire e dicono questa frase. Io non riesco ancora a capire come questi personaggi riescano a raccontare sempre le stesse cose, così come fanno i telegiornali, che da 20 anni danno sempre le stesse notizie, o almeno mantengono lo stesso registro senza ombra di cedimento. Tutti sanno che le banche sono il cuore del riciclaggio internazionale, senza una banca e impossibile farlo. Occorrerebbe un’indagine seria, come quella di valorosi uomini come Giovanni Falcone, che vada ad aprire i forzieri della Svizzera e di questa miriade di Stati off shore per trovare il marcio del mondo intero, invece di dare informazioni banali e ovvie. Chi sono questi signori? Nome e Cognome!
Per fare una nazione ci sono voluti migliaia di anni,per fare una banca ci si fa in un giorno, non credete a questi truffatori.

D: Quindi il sistema finanziario è manipolato in funzione di qualcosa di ben più grande dell’anatocismo c’è in gioco il controllo di intere economie nazionali?
R:
Il sistema non ha bisogno di essere manipolato, è l’unico oggi che emette il denaro ha il controllo naturalmente, e per dirigere i burattini ha bisogno dei media. I politici continuano a fare discorsi nei salotti, quando li dovrebbero fare in un Parlamento.

D: Uno stato , dunque , emette denaro, no anzi compra moneta emessa dalla Banca Centrale, accrescendo il debito pubblico di interessi che finiranno nelle tasche dei privati. Una grande truffa taciuta dall’informazione! Vi state battendo per questo allora?
R: Si, è questa la nostra “resistenza”. L’informazione di massa è in mano a giornalisti imbroglioni, che disinformano, che credono di detenere la verità, ma in realtà, non fanno altro che nascondersi puntando un dito, si trasformano in pappagalli, raccontando ovvie verità, risapute, trite e ritrite ma in modo diverso. Raccontano i dettagli di falsi eventi , che non esistono, di guerre già finite. Io personalmente ho presentato l’elenco delle banche coinvolte nella questione del signoraggio, ma nessuno ha mai risposto alle mie e-mail , sono una vergogna, cialtroni e venduti. Non hanno mai parlato della sentenza del 30 settembre del giudice Rochira che a Lecce ha sentenziato il risarcimento del signoraggio, una sentenza senza dubbio storica. Ne ha parlato Striscia la notizia, ma dovrebbe continuare ad inseguirli ogni giorno, perché scappano. Anche internet ormai è un falso, è un modo per nascondere e neutralizzare la vera “resistenza”.

D: Qual è il ruolo della politica in tutto questo?
R: I politici spero che non siano camerieri dei banchieri , oppure non prendano l’osso spulciato da loro perchè allora noi siamo alla fame. La politica non comanda nulla, la politica è saltata quando sono caduti i muri dell’est e dell’ovest adesso non esiste più, esistono le aziende, le alleanze di gruppi economicamente fortissimi, che aggrediscono senza pietà alcune zone del mercato globale, fregandosene di tutto. La politica non gestisce più il sistema economico dal momento che accetta il cd. debito pubblico, che serve solo a pagare l’interesse del capitale. E se il capitale non si estingue mai, noi saremo costretti a venderci l’ultimo paio di mutante strappate che abbiamo. Tutto ciò senza tener presente che se siamo arrivati al punto di privatizzare l ‘acqua, significa che questa gente ci sta portando chiaramente alla rovina.
E se la politica non comanda, e i gruppi multinazionali irrompono nella piccola e media economia nazionale, e se le banche usurano sul nulla, significa che Etleboro ha ragione.

D: Anche la politica europea allora è fallita?
R: La gente non è stupida, l’Europa è fatta dai banchieri, da gente che beve vino buono e pensa che qui ci sono delle scimmie , e che loro sono Santoni , parlano di umanità dopo aver rubato miliardi , vivono in grandi ville con servitù al seguito, e continuano a guadagnare miliardi con i telex . Mangiano le ostriche, quelle buone, mentre il popolo deve mangiare wurstel di gomma . Credono che la gente non capisca, pretendono di stampare i soldi, per poi affittarli alla gente!
E così hanno bocciato l’Europa. La gente non crede più nell’idea dell’Europa perché si sente derubata, schiavizzata, perché l’Unione Europea non può essere fatta dai banchieri della Bce e da politici che hanno firmato un accordo. Ecco un altro trucco del sistema bancario! La Bce non è leale, nasconde i propri proprietari e fa una truffa ai danni dei cittadini, che , dal canto loro, anche se non sanno come si fa, capiscono che una rapina viene fatta, capiscono che si sta pagando un falso debito.
E poi perché l’Inghilterra, azionista della Bce, continua a percepire proventi pur non facendo parte dell’Unione monetaria. Questi signori non rispondono mai, dovrebbero dar conto a noi ma invece ci ignorano.

D: Cosa vuole creare la Etleboro in realtà?
R: Innanzitutto la cittadinanza digitale, ogni persona dovrà avere una mail. Vuole creare uno Stato, o più precisamente un’ entità , una zona franca, in cui l’intero sistema di pagamento, e dunque sistema creditizio e monetario, non si baserebbe sul concetto di oro come controvalore, ma su entità lavorative o meglio intellettive, ossia sui singoli lavoratori che hanno un valore intrinseco dato dalle proprie potenzialità produttive, definite sulla base di parametri. Oggi il mercato del lavoro valuta un uomo che ha studiato un’intera vita Lettere come un cuoco, un idraulico. L’entità lavorativa è una questione molto seria. L’università non deve essere una cantina in cui riunirsi per dire idiozie sugli OGM, ma un organismo gestito e fatto dai nostri scienziati. Basterebbe guardare le scuola e poi le banche, le scuole sembrano delle galere e le banche degli alberghi di lusso. Il nostro prodotto interno lordo deve essere anche intellettivo, bisogna ricreare un patrimonio di cervelli e stroncare il saccheggio delle multinazionali estere, o quello che hanno fatto gli americani quando sono venuti in Italia, lasciando le American Lire e strani personaggi che hanno fatto solo danni.
Uno stato deve avere dei brevetti, scoperte scientifiche e sapere cosa fanno i privati con le loro ricerche , non è possibile che grandi società o multimilionari finanziano una fondazione sulla ricerca mentale . I brevetti devono essere fatti dall’ università e non dai privati, e le imprese se vogliono possono finanziare progetti universitari, possono contribuire alla ricerca, accedere alle informazioni ma non possederle in via esclusiva. Una piccola azienda per creare propri brevetti, diffondere i propri marchi deve sostenere costi elevatissimi, deve reperire ricercatori, responsabili di marketing, pubblicitari , deve inoltre difendersi dai tentativi di imitazione delle economie in via di sviluppo, come la Cina , e non può farcela. Non può competere con le grandi aziende che hanno arsenali di studi legali, e protezioni burocratiche inattaccabili, nonché la possibilità di sparare 3500 spot e rompere l’anima ad un bambino, che imparerà a dire solo le cose vorrà essere regalate. Tra l’altro non possiamo non guardare la televisione, scegliere di spegnere perché la tv perché fa parte del sociale, è un qualcosa che fa parte dell’arredamento , e chi dice che basterebbe non guardarla dice solo idiozie.

D: Si potrebbe dunque anche spezzare il circolo vizioso del marketing, della pubblicità e della televisione?
R: La pubblicità è ingannevole, non vendono più un prodotto, vendono la loro idea di cosa va mangiato, di cosa va indossato. Io desidero produrre in ogni paese e non comprare e rivendere, fare una politica di consumatori. La cd. politica del consumismo non porta alla fratellanza per cui i nostri antenati si sono battuti. Necessariamente andando di questo passo, la ragione si perderà ed entreremo in un mondo tutto nuovo.

D: Cosa in realtà verrà creato dalla Etleboro?
R: Attualmente quello che vuole realizzare Etleboro, è un progetto pilota, partendo da una città, Banja Luka per l’appunto, dove creare un’entità lavorativa, sostenuta da una banca “del dare ed avere”, che farà circolare moneta a tutti gli effetti e concederà prestiti a fronte di un pagamento dei servizi, ma che darà anche la possibilità alle stesse aziende di dare in prestito il proprio eccesso di liquidità invece di investire. In pratica si cercherà di creare un sistema economico basato su un foglio elettronico, e dove ad emettere moneta è lo Stato, il quale sarà in prima persona a profittare del signoraggio, impedendo che venga intascato dai privati come attualmente fa la FED e la BCE.

D: Se emettete moneta, qual è il vostro controvalore?
R: Noi emettiamo sulla base del valore intellettivo di una comunità che viene stabilito in base alla loro categoria. Nel concedere credito viene valutata la potenzialità produttiva ed intellettiva di ciascuno, e se non viene restituito verrà registrato il mancato pagamento con lo stesso sistema della cambiale. Così, ad esempio, l’unità di misura, il punto di riferimento potrebbe essere assunta sulla base del costo di un’ora lavorativa di un operaio. La moneta verrà emessa sulla base della capacità lavorativa di un’entità di individui, perché la comunità detiene il potere sovrano, e deve impossessarsene.
Non è detto poi che altri paesi non possano accettare questo modello. Ma comunque non capisco il perché di tutta questa fretta di fare affari, di vendere, di pagare. Noi abbiamo un bene sovrano che è il diritto di vivere. Io non ho alcuna fretta ma vedo che invece l’America ne ha, ci sono delle cose che non si spiegano, che questa gente non dice , e ce le nasconde. È questo il tradimento, il fatto di sapere le cose e non dirle, nascondendosi dietro parole come parole “democrazia” o “bene per il paese”. Allora ho ragione a dire che sono il governo dei buoni.
Etleboro ha già chiesto ufficialmente tramite un giornale come avviene l’ emissione del marco convertibile, e che fine fa il signoraggio, ma attualmente non abbiamo avuto nessuna risposta. Questi signori sono delle menti raffinatissime, come diceva il Giudice Giovanni Falcone, perchè accreditando episodi alla mafia, curano intanto i loro interessi .La mia personale opinione è che non sono altro che criminali che chiedono il pizzo, al cui confronto la mafia sembrerebbe più onesta. Credono di essere dei pastori, ma prima devono essere delle pecore e poi cani.

D: Quali sono secondo lei le falle del sistema che possono in qualche modo fornire un idea, una prova tangibile, di quello di cui lei parla?
R: Comincerei, innanzitutto da Al qaida. Io personalmente ne ho un’idea profondamente diversa rispetto a quella di moltissimi giornalisti. Al qaida era un semplice Data Base dove erano contenuti i nomi dei cdd. “combattenti della libertà”, o se si preferisce, dei terroristi. Ma è anche qualcosa di più , è un data base le cui origini risalgono al 1969 , e se può interessare, hanno un profondo nesso con la @ utilizzata nel linguaggio di internet. Nessuno osa dire certe cose, e chi le ha dette è finito in carcere, oppure è stato ammazzato, questo perché una potenza ha fondato tutta la sua strategia per il controllo del mondo e delle sue risorse, sulla salvezza dal terrorismo. In realtà noi cerchiamo un “signor internet”, qualcuno che non esiste.

D: Al qaeda è un data base, una rete informatica. È strumentalizzata e da chi? Loro vogliono
disseminare terrore, ma colpiscono i centri finanziari intenzionalmente. Quindi non è una questione di guerra santa, o di lotta contro l’america e i suoi alleati.
R: Bisogna chiarire innanzitutto che io non accuso l’America o gli americani, semplicemente all’interno di certe strutture chiavi personalità politiche e dirigenziali sono direttamente controllati da lobby, da una strutture economiche sovranazionali, e le giustificazioni politiche servono solo a giustificare guerre, interventi aerei, e il saccheggio degli Stati. Al qaeda è un pretesto, un nemico invisibile, dà la possibilità di figurare e di visualizzare contro chi si deve combattere e chi si deve distruggere, perché si ha sempre bisogno di un “cattivo” per capire chi sono i “buoni”. I politici, i presidenti , sono dei ricattati, sono dei burattini nelle loro mani, dei pappagalli , perché in realtà è il sistema nel suo complesso che comanda. I servizi di intelligence non hanno soldi per combattere queste forme di criminalità che altro non sono che piraterie informatiche, e uno Stato è una macchina burocratica che ha bisogno di tempo per mettersi in moto, ed è sul tempo che giocano tutti. Basti pensare ad un esempio banale. Se le banche rubano ai cittadini faccio un esempio 100 euro sul conto corrente, dopo 10 anni che se ne accorgono, dopo cause eterne risarciscono solo il ricorrente ancora in vita , ma decideranno loro se e in che misura restituire quanto hanno rubato, ma non oltre la soglia del 10 %. È un furto fatto e pensato a tavolino, hanno talmente ben architettato la truffa che pensano ormai di essere nel pieno diritto a farlo.
Bin Laden è ricercato dal 1998 dall’Interpol di Tripoli, il primo ordine di cattura è stato fatto perché è evidente che il colonnello Gheddafi non era stupido, e aveva capito che questa banda era manipolata da ben altro.

L’11 settembre è stato architettato per servire ad una serie di lobby, banche, industriali e petrolieri. L’11 settembre l’America non aveva scelta, doveva esserci qualcosa, e uno degli elementi più interessanti è che l’Iraq aveva deciso di contrattare in euro e non più in dollari. Al livello economico doveva essere una specie di catastrofe finanziaria, e chi sapeva ha giocato bene le proprie carte in borsa, ad esempio con delle azioni con opzione put, con le quali si compra il diritto di vendere un certo quantitativo di azioni alla scadenza dell’opzione o di un certo periodo ad una somma prestabilita, così guadagnando sulla differenza tra quanto stabilito dall’opzione e il valore attuale del titolo. L’attentato, infatti, è veramente spettacolare, è qualcosa che ha fatto sciogliere le scatole nere, in modo da dare la possibilità ai tecnici e ai manipolatori di notizie di costruire le congetture e le ipotesi più assurde. Io credo in realtà che sia stata una demolizione controllata, e a far crollare le torri non sia stato il calore prodotto dallo schianto degli aerei, ma l’esplosivo appositamente e strategicamente collocato al loro interno. Tra le altre cose, nel momento in cui è avvenuto tutti i capi erano nelle macchine e nessuno aveva ancora preso posto in ufficio. Gli aerei hanno fatto solo spettacolo.
I problemi attuali provengono dal passato, e i detentori del potere fanno finta di non ricordare, adesso sembrano tutti dei rinati, in realtà sono complici per aver venduto il paese. Se volete sapere chi avete davvero di fronte bisogna tornare al 1968. Dietro l’omicidio di Kennedy, così come dietro a quello di Abramo Lincoln, non esiste altro che la fine degli Stati nazione, basterebbe andare a vedere chi ha guadagno da questa cosa, non serve la Cia , o la Nasa , serve qualcuno che sa a mala pena scrivere.
Kennedy fu ammazzato in seguito all’emissione di un emendamento che prevedeva l’attribuzione all’autorità del Presidente del potere di emettere certificati argentiferi contro qualsiasi deposito d’argento, argento o normali dollari d’argento nel Tesoro non legati alla restituzione di qualsiasi certificato argentifero preesistente, di prescrivere la denominazione di questi certificati argentiferi e di emettere normali monete d’argento e valuta sussidiaria redimibile in argento.

D: Chi sono questi “personaggi”, chi detiene il potere e il sistema?
R: Stiamo parlando di un mondo nuovo e sconosciuto,tutti parlano di lobby e tutti parlano di un insieme di gente che si unisce, ma alla fine è solo disinformazione. La verità è che sono pochissimi non sono più di 20 famiglie nel mondo che hanno un sistema di controllo fatto da server dove si concentrano e confluiscono tutti i centri di statistica sparsi in giro per il mondo, che elaborano dati e riferiscono tutto, latte, zucchero ed ogni altro bene. Questi signori non hanno bisogno di ciò che convenzionalmente si crede, detenendo l’informazione hanno già tutto. E se sanno che la popolazione è aumentata, con un tasso di mortalità più basso, gestiscono l’andamento dei prezzi e della produzione in tal senso.
I programmi controllano rigorosamente, e i pappagalli devono obbedire altrimenti saranno mandati via mediante scandali di “merendine rubate”. E così distruggono le università, che ormai insegnano come inutili che non servono a nulla, mentre i cervelli e la vera intelligenza viene assoldata dalle multinazionali.
Prendono la nostra mente perché sanno come manipolarla, sanno essere attori, sanno confrontarsi, sono organizzatissimi, abbiamo un nemico che si chiama Base dei Dati, e non al qaeda come ci vogliono far credere, sono i loro centri di analisi, quelli interrati, dove lavorano i più grandi cervelli del mondo sono stati comprati, e dove oggi e ancora oggi non ci raccontano come stanno le cose.
Questo è il vero crimine, e questa è la nuova era, l’era in cui Etleboro ha il coraggio di dire le cose come stanno, ciò che tanta gente in punto di morte ha detto per liberare la propria coscienza , ed è per questo che sono qui a creare, in un certo senso, una nuova resistenza, per affermare l’inconfessabile, per rivendicare la ragione degli emigranti, e per tutto il male che questi signori hanno fatto , per tutto il marcio a cui ho assistito, che al solo pensiero non si può che impazzire. Ho cominciato a fare tutto questo tanto tempo fa, e mi sono scontrato con un mondo nuovo e sconosciuto alla massa. Siamo in pochi a saperlo, e molti sono ossessionati, molta gente ha deciso di vivere, di scappare e diventare contadino. Io sono rimasto qui, e a volte penso davvero che le persone mi credano pazzo. Ho fatto lavori umili, ho cercato di avere un’altra vita, ma ho continuato su questa strada, per poter capire e poi spiegare tantissime cose. Io non sono pazzo, e sarebbe meglio cercare di capire perché una persona dice di essere pazza, e non ascoltare psichiatri illustri che ancora non riescono a guarire la pazzia, e non sanno fare altro che domande molto costose che le mie ex suocere facevano gratis.

D: Sulla base di tali congetture è possibile dunque spiegare tanti altri eventi.
R: La prova che esistono queste strutture internazionali è lampante. Vengono creati tribunali al di fuori della legge, dalle stesse lobby che hanno creato la guerra, e che dunque non hanno nulla di imparziale. Desidero allora sapere su quale base giuridica verrà sentenziata una pena per Saddam Hussein, o per Milosevich, arrestato come oggi la Cia arresta i terroristi, dato che non esiste un codice di procedura internazionale riconosciuto. È così assurdo che la procuratrice Carla Del Ponte non tenga conto dell’uranio con cui è stata bombardata la Bosnia e altre parti del mondo, e che ancora continuino a fanno conferenze stampa, a privatizzare tutto indebitando la popolazione, fanno crescere la criminalità ,e accusano povera gente che non vuole altro che la Serbia. Li accusano di nazionalismo, solo perché vogliono le stesse cose per cui anche i nostri antenati hanno combattuto, salendo sui carri armati, facendo barricate, solo perché difendono degli ideali o una bandiera. Oggi invece si difende il mercato delle multinazionali e delle banche.
Quello che hanno fatto queste famiglie con la complicità di nazioni sull’orlo del fallimento, è terribile , e ancora continuano ad inventare armi di distruzioni di massa in Iraq , mentre invece le buttano loro , sostenendo poi che il fosforo bianco serve solo ad illuminare e se cade per terra è del tutto accidentale.
Cercate di capire anche la bassezza e il livello infimo di questa schiera di vili servitori, che solo per avere elicotteri, ostriche e donne al seguito, dice le più subdole menzogne. Carla del Ponte, l’ambasciatore americano e quello inglese, raccontano storielle da quattro soldi, che , se tutti i giudici tutti e la polizia fiscale cominciassero realmente a fare un’indagine seria, sarebbero subito smentite così come l’intero complotto verrebbe alla luce. Sembra che sia meglio sostenere una cosa mai successa, raccontare assurdità e creare un embargo mediatico, informativo, economico e ridurre il popolo alla fame, crimini che poi saranno ammessi dai presidenti solo nel momento in cui anch’essi sono sull’orlo del burrone.
Mi riferisco a Srebrenica, che non è altro che una guerra tra ONU E NATO. Oggi si parla di NATO e non più di ONU. I serbi di Bosnia non devono essere più chiamati serbi ma Bosniaci, e occorre cambiare tutta la loro storia, le loro tradizioni, solo perché qualcuno ha deciso così. Desidero sapere perché non si fa un’ indagine seria sulla Coca-Cola, sulle armi vendute nei supermercati americani. Sarebbero meglio che questi impostori stiano zitti, dato che fanno tutto questo casino solo per caviale, ostriche e donne al seguito.
Allora a questo punto sarei curioso di ascoltare cosa ha da dire l’Iran, dato che a marzo deve cambiare il suo controvalore da dollari in euro, per creare poi una borsa vera e propria sul petrolio, dato che al signor Bush non rimane altro che attaccare. Dunque tutti sono all’opera adesso con i loro titoli, e le statistiche parlano chiaro. Non si può scherzare in America, se aumenta la benzina si avrà la rivoluzione, se per un giorno senza elettricità sono impazziti. Esistono tantissime nuove tecnologie, quella solare, lo starling, la fusione fredda, ma è come dire ai banchieri di smettere di fagocitare ogni cosa . Per cui sarebbe preferibile cominciare a fare qualcosa per convincerci che il nostro nemico è dentro di noi, e, invece di buttare la nostra anima nel materialismo, ritornare alle tradizioni dei popoli. Non è possibile più accettare che i ricchi diventano sempre più ricchi e noi sempre più poveri perché dobbiamo lavorare dalla mattina alla sera per pagare un debito inestinguibile

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25 maggio 2013 | Autore

Fonte: http://www.signoraggio.it/il-comune-di-roma-potrebbe-recuperare-dalle-banche-miliardi-di-euro-passaparola/

colosseo-RomaPROPRIO COSI: IL COMUNE DI ROMA CON UN’AZIONE GIUDIZIARIA POTREBBE RECUPERARE OLTRE 10.000.000.000€ (DIECI MILIARDI DI EURO) DALLE BANCHE: SOLDI CORRISPOSTI A TITOLO DI INTERESSE NEL CORSO DEGLI ANNI DALLE AMMINISTRAZIONI CHE SI SONO SUSSEGUITE. LE BANCHE PRATICANO ABITUALMENTE E SISTEMATICAMENTE NUMEROSE ILLICEITA’ (anatocismo, accredito tardivo etc.) SIA NEI CONFRONTI DEI PRIVATI CHE DEGLI ENTI LOCALI.

CHIUNQUE HA AVUTO UN “FIDO” (o “affidamento”) PUO’ FARE CAUSA ALLA BANCA E RECUPERARE I SOLDI PAGATI INGIUSTAMENTE; MOLTI IMPRENDITORI HANNO FATTO E STANNO FACENDO RIVALSA SULLE BANCHE, MENTRE I COMUNI ITALIANI, CHE HANNO DEBITI IMMENSI, NON LO FANNO PERCHE’ I POLITICI, DI TUTTI GLI ORIENTAMENTI, SONO COLLUSI.

COMPRESO IL SINDACO 5 STELLE DI PARMA PIZZAROTTI: A CUI MARRA ALCUNI MESI FA HA OFFERTO LA CONSULENZA GRATUITA DEL SUO STUDIO PER RECUPERARE I SOLDI SOTTRATTI AL COMUNE DI ROMA, PERCHE’ SE UN SOLO COMUNE FACESSE CAUSA, GLI ALTRI NON POTREBBERO CONTINUARE A FAR FINTA DI NIENTE… IL COMUNE DI PARMA TRA L’ALTRO HA UN RAPPORTO BILANCIO/DEBITO TRA I PIU’ ELEVATI, E L’AMMINISTRAZIONE HA PERSINO AUMENTATO LE TASSE PER CONTINUARE A PAGARE GLI INTERESSI RICHIESTI DALLE BANCHE, BUONA PARTE DEI QUALI SONO ILLECITI.

A QUALCUNO SEMBRA IMPOSSIBILE; MOLTI CITTADINI STENTANO A CREDERE CHE SIA COSI’, INVECE LO E’… INFATTI LA COALIZIONE A SOSTEGNO DI MARRA è STATA OSCURATA DAI MASS MEDIA MA NESSUNO HA PROVATO A NEGARE LA VERICIDITA’ DI QUANTO SOSTENUTO.

COALIZIONE DI MARRA OSCURATA PERCHE’ AL 1° PUNTO DEL PROGRAMMA HA PROPRIO IL RECUPERO DEI SOLDI SOTTRATTI DALLE BANCHE: PER QUESTO TI CHIEDIAMO – IN MODO PARTICOLARE SE VIVI A ROMA – DI INFORMARE TUTTI I TUOI AMICI E CONOSCENTI!

SPEZZIAMO LE CATENE DELLA CENSURA DELLA COSCA MEDIATICA: SONO I MASS MEDIA CHE DECIDONO I SINDACI ED I GOVERNI, E NON I CITTADINI…

LEGGI GLI ARTICOLI DI SEGUITO PER MAGGIORI INFORMAZIONI

“Elezioni comunali Roma 2013: sostenere Marra per recuperare i soldi rubati dalle banche al Comune e cambiare davvero le cose!”
http://www.signoraggio.it/elezioni-comunali-roma-2013-sostenere-marra-per-recuperare-i-soldi-rubati-al-comune-e-cambiare-davvero-le-cose/

“Pizzarotti come Monti: aumenta le tasse del 20% e rinuncia a farsi risarcire dalle banche…”
http://www.signoraggio.it/pizzarotti-come-monti-aumenta-le-tasse-del-20-e-rinuncia-a-farsi-risarcire-dalle-banche/

“I mass media oscurano la candidatura a sindaco di Roma dell’avv. Marra”
http://www.nocensura.com/2013/05/i-mass-media-oscurano-la-candidatura.html

“Alessandro Raffa: Ballarò intervista Marra… e poi trasmette solo 7 secondi di filmato!”
http://www.signoraggio.it/alessandro-raffa-ballaro-intervista-marra-e-poi-trasmette-solo-7-secondi-di-filmato/

PASSAPAROLA !!!

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