ARCADIJ PETROV – RIGENERARE GLI ORGANI E FAR RICRESCERE I DENTI.

Posted By On 13 ott 2013

Arcadij Petrov è uno scienziato russo, ricercatore di fama mondiale, fondatore e direttore dell’ Arkady Petrov Fonds, un’organizzazione no-profit a Mosca.
In qualità di presidente del Centro “ Bioinformation Technologies ”, si è dedicato alla ricerca della ” matrice di bio-informazione della persona”.

Questa ricerca si concentra sulla scoperta di tecniche di guarigione attraverso metodi non chirurgici e senza farmaci, affrontando malattie incurabili come la cecità congenita o accidentale, malattie cardiovascolari, del pancreas e altri organi.

Il Prof. Petrov ha contribuito a facilitare il trattamento di successo di centinaia di persone con diverse malattie.
Alcuni di questi casi includono la rigenerazione completa di organi precedentemente rimossi e il recupero totale da una varietà di malattie nelle loro ultime fasi di rigenerazione come reni malati, cistifellea, pancreas, organi riproduttivi femminili inefficienti, tiroide debilitata e non ultimo la ricrescita di denti.

Petrov e altri scienziati russi hanno imparato come inviare onde cerebrali curative di certe frequenze al corpo con il risultato che i pazienti possono rigenerare gli organi malati o mancanti.

La tecnologia di Petrov ha attirato l’attenzione di tutto il mondo ed è ora una tecnologia riconosciuta.
I risultati riguardanti la rigenerazione degli organi sono infatti ampiamente documentati e riconosciuti dallaMedicina tradizionale con diagnosi confermata e autenticata.

Arcadij Petrov è autore della trilogia “Creazione dell’Universo” ( titolo originale Creation of the World) bestseller in Russia – pubblicato Italia il primo volume Salva Te Stesso con Macro Edizioni.
Gli altri due volumi, non ancora pubblicati in Italia, sono : “Salvare il mondo in Te” e “Salva il Mondo intorno a Te”.

Le tecniche di guarigione vengono insegnate nel Centro diPetrov a Mosca, tuttavia su YouTube si trovano dei video, con testimonianze di guarigione avvenute anche dopo aver semplicemente letto per intero la trilogia “Creazione dell’Universo”, come quella della Sig.ra Galina Vladimirovna Nesheretova che nel 2005 ha avuto larigenerazione di due denti.

Praticamente tutti sono in grado di raggiungere queste capacità. Nel nostro centro abbiamo sviluppato specifici corsi di formazione che insegnano a fare questo. In particolare nel nostro centro troviamo che gli organi che sono stati precedentemente rimossi dal corpo con la chirurgia, crescono di nuovo. Ciò significa che è sufficiente inviare impulsi mentali specifici alle aree di quei cromosomi che sono responsabile dell’organo precedentemente rimosso, ossia attraverso cosciente focalizzazione mentale.

Le persone si aprono ad un nuovo Potere Interiore” Prof. Arcadij Petrov.

Salva Te Stesso - La Creazione dell'Universo - Libro

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DI TONY CARTALUCCI
Land Destroyer

La terapia genica minaccia di distruggere per sempre il profitto dei grandi dei farmaci, ma non senza combattere.

Immaginate di ricevere una diagnosi di cancro, di una patologia genetica o anche solo di un deterioramento legato all’età al mattino, di ricevere una singola iniezione la sera e di cominciare il vostro recupero la mattina successiva. Nessuna ricetta, nessun trattamento prolungato, nessuna scelta difficile tra situazione economica e miglioramento fisico. Questa è la promessa della terapia genica, una promessa già in parte in atto.

Immagine: Uno dei metodi della terapia genica – prendere cellule umane, modificarle geneticamente e reinserirle nel corpo umano dove si replicano e portano avanti le loro nuove funzioni (Microsof Encarta Online Concise Encyclopedia)

La terapia genica consiste nell’identificare i geni non funzionanti, siano essi naturali o mutati per via del cancro o dell’età, e progettare un vettore capace di sostituire questi con una porzione nuova, funzionante e riparata del vostro codice genetico. Una volta introdotti, i geni corretti si replicano spazzando via quelli invecchiati, mutati o semplicemente non funzionanti. La tecnologia è una lama a doppio taglio comunque – e potrebbe essere usata per far del male quanto del bene. L’attenzione pubblica e il coinvolgimento nel campo emergente della genetica sono una necessità assoluta per assicurare che questa tecnologia venga usata a fin di bene anziché per generare un profitto o, ancora peggio, per aumentare morti e la disparità sociale.

PNAC - NeoCon
Un’arma promettente ancora nelle mani di un nemico pericoloso

PNAC - NeoCon1La prospettiva dell’usare i concetti della terapia genica per creare armi genetiche è stata citata nel report del Neo-Conservative Project for a New American Century’s (PNAC) nel 2000 intitolato “Ricostruendo le difese americane” . Il testo dichiara

“La proliferazione dei missili balistici e a lungo raggio e dei veicoli aerei senza personale renderà molto più semplice proiettare le capacità di offesa sul Pianeta. Le munizioni stesse diventeranno sempre più precise, mentre nuovi metodi di attacco – elettronici, “non letali” e biologici – diventeranno più largamente diffusi.
Anche se il processo richiederà diverse decadi per compiersi, l’arte della guerra in aria, terra e mare diventerà molto diversa da come la conosciamo oggi e il “combattimento” probabilmente si svolgerà su dimensioni diverse: nello spazio, nel “cyberspazio” e verosimilmente nel mondo dei microorganismi. Forme avanzate di guerra biologica che possono “mirare” a genotipi specifici potrebbero trasformare questo tipo di guerra da regno del terrore a utile strumento politico.”

Questo documento del Settembre 2000 dichiara anche:

JFK Johnson“Una strategia di trasformazione che cercasse solamente di ottenere la possibilità per gli U.S.A di poter proiettare potere militare fuori dai confini e che, per esempio, sacrificasse la presenza militare sarebbe in disaccordo con gli obbiettivi politici del Paese e metterebbe in pericolo i suoi alleati. Inoltre tale processo di trasformazione, anche se alfiere di un cambiamento rivoluzionario, richiederebbe tempi lunghi, a meno che non avvenga un evento catastrofico e catalizzatore – come un nuovo Pearl Harbor.”

Esattamente un anno dopo, gli Stati Uniti sperimenteranno “casualmente” un nuovo Pearl Harbour come descritto dai firmatari di questo report. Questo evento “catastrofico e catalizzatore”, per non dire conveniente, è stato l’attacco dell’11 Settembre 2001 al World Trade Center a New York e al Pentagono. Le “trasformazioni” descritte nel 2000 nel documento del PNAC hanno preso il via in rapida successione, compresi gli elementi di guerra nel cyberspazio ora scagliati contro nazioni come l’Iran.

I partner ideologici del PNAC all’American Enterprise Institute, e soprattutto Jon Entine, rappresentano la versione moderna degli eugenisti del periodo nazista e hanno firmato articoli inneggianti la rinascita di questa decaduta, razzista e pseudoscientifica disciplina gettando al tempo stesso le basi per rendere legittime politiche genospecifiche – guerra compresa. Quando sarà ora di presentare armi genetiche al pubblico, saranno quelli come Entine all’AEI a decidere i punti della discussione.

Entine è anche un instancabile supporter degli organismi geneticamente modificati (OGM), più nello specifico di prodotti avvelenati e pericolosi dei giganti dell’agricoltura come Monsanto e Syngenta. Il suo sito, “the genetic literacy project”, sta spianando la strada senza remore agli sforzi delle lobby dell’agricoltura – con il supporto finanziario delle stesse lobby. I suoi rapporti con l’università e le altre compagnie indicano che le sue intenzioni di abusare di questa tecnologia non sono solo i deliri di un singolo uomo, ma fanno parte di un’agenda istituzionalizzata per la quale lui è semplicemente portavoce.

Quando le menzogne arrivano da gente come Entine o altri accademici ben pagati, una popolazione ben attrezzata è in grado di capirlo subito. Una rete di laboratori comuni sempre meglio equipaggiati darebbe alla gente la possibilità di essere considerati dai giganti di questo ambiente e di combattere le loro violazioni dei diritti in termini di agricoltura e sanità. Sotto la luce della verità gente come Entine e quelli da lui rappresentati non potrebbe operare con l’impunità della quale ora gode.

Immagine: Glybera – la prima terapia genica approvata nel mondo occidentale, potrebbe curare un raro quadro genetico che interessa il pancreas con un singolo trattamento. Non serve grande immaginazione per capire quale impatto avrebbe sui profitti delle case farmaceutiche, o quali misure queste prenderanno per proteggere i loro interessi. In ultima analisi questi trattamenti appartengono alle persone – non agli interessi privati e ai governi che li proteggono.

Esiste un’altra minaccia che va di pari passo alla promessa della terapia genica. Nel Novembre 2012 la prima terapia genica approvata nel mondo occidentale fece scalpore. Con il nome di Glybera e sviluppata da UniQure con sede ad Amsterdam, va a combattere una rara condizione genetica che colpisce il pancreas. Glybera potrebbe essere efficace per l’intera durata della vita, cioè potrebbe essere un trattamento risolutivo. Jorn Aldag, CEO di UniQure, propose al tempo una domanda: “come si fa a dare un prezzo a un trattamento simile?”

Nella realtà, la malattia è come una guerra. Una nazione non darebbe un prezzo alla sua sopravvivenza a fronte di un nemico minaccioso, e non dovrebbe neanche farlo per la sopravvivenza della sua popolazione a fronte di una malattia. Tra tutte le tematiche alle quali una nazione dovrebbe destinare i soldi pubblici, un’istituzione che producesse cure permanenti per malattie e deterioramenti dovuti all’età dovrebbe essere la prima. Un sistema sanitario insostenibile che brucia miliardi di dollari l’anno e che fa i conti con budget e qualità in discesa sarebbe profondamente trasformato da una simile iniziativa. Gli interessi privati sarebbero gli unici a perdere qualcosa, ma dato che questi interessi sono la spinta attuale per il destino umano abbiamo un indizio sul perché questa trasformazione non è nelle agende di nessuno.

Ancora una volta, l’ignoranza della popolazione fornisce l’oscurità che protegge questo racket e gli permette di andare avanti. Glybera è la prima terapia genica approvata e cura una condizione molto rara, ma molti altri trattamenti sono in fase di sperimentazione – comprese cure per l’emofilia e alcune neoplasie ematologiche. Questi lavori rivoluzionari dovrebbero essere al centro delle notizie sulla salute pubblica e dei dibattiti – così come dovrebbe esserlo il modo per deviare più risorse a queste ricerche alla luce dei grandi benefici a lungo termine che avranno su ogni singolo membro della società. L’espansione delle risorse umane necessarie a ricercare e sviluppare un nuovo sistema sanitario dovrebbe essere anch’essa un problema al centro del dibattito sulla salute pubblica. Ma non lo è.

Al contrario, problemi politici non legati alla sanità rappresentano il calcio della politica, usati per distrarre il pubblico da temi che potrebbero realmente cambiare tutto. Queste politiche non solo conservano i racket delle attuali case farmaceutiche ma aiutano ad espanderli insieme alle frodi finanziarie portate avanti dalle multinazionali delle assicurazioni.

Disarmare il nemico

La risposta non è aspettare che i politici e i media inizino ad interessarsi a questi argomenti – entrambe le categorie sono legate a partner che hanno grossi interessi finanziari nel perpetrare questo falso paradigma. Al contrario, la gente dovrebbe prendere in mano questi temi, decentralizzando sia il dibattito sulla salute pubblica sia la salute pubblica in quanto tale. Il primo passo è educare noi stessi e il pubblico sia sulle promesse che sulle realtà attuali dei campi in espansione della genetica e della bioingegneria. Internet e le letture universitarie disponibili gratuitamente permettono oggi di avere un’infarinatura delle basi della genetica e della bioingegneria:

Introduction to Biology (MIT 2005)
Introduction to Bioengineering (MIT 2006)
Bioengineering 200 Lecture 1 (Berkeley 2011)

Con un tavolo, un lavandino e i normali attrezzi disponibili in una cucina quei piccoli gruppi che oggi già si ritrovano su Internet possono iniziare ad esplorare e ad educare gli altri sui temi della biologia e della genetica. Invitare professionisti a supervisionare esperimenti più complessi, o lezioni e dimostrazioni, così come fornire al pubblico opportunità di educazione potrebbero essere i passi successivi. Molte iniziative universitarie riguardano la bioingegneria. I team di lavoro richiedono però spazi per incontrarsi e portare avanti le ricerche, per progettare ed eseguire gli esperimenti. Un’ iniziativa comune per fornire agli studenti un posto simile potrebbe portare facilmente ad un laboratorio comune – aprendo le porte alla ben più grande comunità degli entusiasti del fai da te.

Video: Genspace è un laboratorio comune che si trova a New York. Fornisce un modello da seguire per le altre comunità – un modello sia responsabile sia alfiere di implicazioni immense, dato che porta le persone a interagire con le basi della scienza e della tecnologia. Mentre molti si preoccupano per una tecnologia simile nelle mani di gente comune, i biologi fai da te probabilmente prenderanno la forma della rete – dove le persone problematiche sono la minoranza e i loro danni facilmente riparati da un numero crescente di soggetti informati e capaci.

Proprio come le stampanti 3D e altre forme sempre più competitive per creare strumenti stanno prendendo piede negli spazi creati da varie iniziative comunitarie, la tecnologia biomedica diventerà sempre più alla portata di tutti e facile da usare. Diventa importante quindi avere le risorse umane locali e le infrastrutture come supporto e leva per questa tecnologia in vista del miglior interesse delle persone – e non solo delle istituzioni.

Educare noi stessi e gli altri, così come creare spazi comuni per sviluppare e implementare biotecnologie potrebbe sembrare un piccolo passo da fare; eppure comunità simili in America e in giro per il mondo avrebbero un impatto profondo sia sul dibattito riguardo la salute pubblica sia sulla salute pubblica in generale. Incoraggerebbe una ventata di trasparenza su una disciplina al momento monopolizzata e fraintesa.

Le grandi case farmaceutiche e perfino aziende come IBM e Google che attualmente cercano vie per depistare la salute pubblica non potrebbero più nascondersi nell’ombra dell’ignoranza pubblica e perpetrare un approccio monetario, insostenibile e inumano sulla salute. Tutti quanti meritano le migliori cure possibili – e questo può essere vero solo tramite un’innovazione tecnologica costruita su solide basi gettate da una società informata, produttiva ed interessata. Le politiche attuali sembrano disegnate per ottenere esattamente l’opposto, lasciando la società cieca ed ignorante guidata da un’elite totalitaria.

Un intero esercito di persone come Entine è piegato agli interessi privati e non nasconde l’intenzione di monopolizzare e abusare della bioingegneria come mezzo per fare profitto e guerra. Diversamente dai proiettili, le armi genetiche hanno la capacità di cambiare permanentemente e profondamente il vero e ultimo significato di essere umani. Queste armi monopolizzanti hanno la possibilità di spazzarci via interamente, o di trasformarci in qualcosa di totalmente inumano o, come Bertrand Russell disse:

“Gradualmente, tramite selezione forzata, le differenze congenite tra i regnanti e i regnati aumenteranno fino a farli diventare praticamente specie diverse. Una rivolta del popolo a quel punto sarebbe improbabile tanto quanto un’insurrezione di pecore contro la pratica di mangiarne la carne” “The Impact of Science on Society (.pdf)” by Bertrand Russell, page 51 (page 29 of .pdf)

All’epoca di Russell l’ingegneria genetica, cioè una selezione forzata istantanea, non era una possibilità reale, ma le sue parole indicano che tra l’elite dei governanti esiste una motivazione per ottenere disparità. Oggi quella stessa elite ha in mano gli strumenti per ottenere il suo scopo nell’arco di una sola generazione. Abbiamo la capacità di rompere questo monopolio e di rimpiazzare la disuguaglianza con uno spettro pieno di potere decentrando le infrastrutture dalla più mondana delle questioni fino allo stato dell’arte della tecnologia.

Rivendicare il progresso umano e tecnologico e innovare grazie alla localizzazione è forse la battaglia più importante del nostro tempo, una di quelle che lascerà il suo vincitore in vetta e per sempre.

Tony Cartalucci
Fonte: http://landdestroyer.blogspot.it
Link: http://landdestroyer.blogspot.it/2012/12/on-cusp-of-ending-big-pharma.html
28.12.2012

Traduzione per Comedonchisciotte.org a cura di SEBASTIANO SENO

NB I numerosi link presenti nella versione originale sono stati omessi

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Un pò di storia delle Industrie Farmaceutiche

La IG Farben fu un conglomerato di aziende tedesche formato nel 1925, alcune delle quali attive dalla I guerra mondiale. Farben è una parola tedesca che significa “vernici“, “tinture“, o “colori“, e inizialmente molte di queste aziende producevano tinture, ma ben presto iniziarono a dedicarsi a una chimica sempre più avanzata. Prima della guerra, le aziende tedesche produttrici di coloranti per tessuti avevano praticamente il monopolio del mercato mondiale, che persero durante il conflitto. Una soluzione per riottenere questo primato fu quella di effettuare una grossa fusione. La fondazione della IG Farben fu una reazione alla sconfitta della Germania nel primo conflitto mondiale. La IG Farben detenne un monopolio quasi totale sulla produzione chimica durante il periodo della Germania Nazista. L’azienda chimica tedesca fu il cuore finanziario del regime di Hitler e fu la principale fornitrice dello Zyklon-B (la sostanza mortale utilizzata nelle camere a gas dei lager) al governo tedesco, durante l’Olocausto. La IG Farben fu anche una delle società che più richiesero deportati come cavie per esperimenti e test di medicinali di vario genere, grazie ai quali furoni inventati il gas nervino, l’eroina, il metadone e altre sostanze (specialmente a opera della Bayer, una delle società costitutive).

La IG Farben consisteva delle seguenti grandi aziende e di diverse altre più piccole.

Il Palazzo IG Farben, quartier generale del conglomerato a Francoforte sul Meno, fu progettato dall’architetto tedesco Hans Poelzig nel 1928 e terminato nel 1931. Durante la pianificazione dell’invasione di Cecoslovacchia e Polonia, la IG Farben cooperò strettamente con gli ufficiali nazisti e indicò quali stabilimenti chimici dovessero essere catturati e consegnati alla IG Farben.

Nel 1941, un’inchiesta negli USA svelò un matrimonio tra l’americana Standard Oil Co. e la IG Farben. Inoltre, fornì nuove prove a riguardo di complessi accordi su prezzi e commercializzazione tra la DuPont, uno dei suoi maggiori investitori e produttore di carburante, la U.S. Industrial Alcohol Co. e la loro sussidiaria, Cuba Distilling Co. L’inchiesta venne infine abbandonata, come dozzine di altre riguardanti diverse industrie, a causa della necessità di ottenere il supporto dell’industria nello sforzo bellico. Comunque, i principali dirigenti di molte compagnie petrolifere accettarono di dimettersi e le partecipazioni azionarie delle compagnie petrolifere in società produttrici di melasse vennero vendute come parte di un compromesso.

La IG Farben nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica dell’epoca, utilizzando la manodopera del vicino campo di concentramento. Si trattava di un impianto per la produzione di petrolio sintetico e di gomma (detta Buna) dal carbone ad Auschwitz, il che segnò l’inizio dell’attività delle SS e dei campi di questo luogo durante l’olocausto[1]. Nel 1944 questa fabbrica faceva uso di 83.000 deportati. Il pesticida Zyklon B, del quale la IG Farben deteneva il brevetto, e che veniva usato nelle camere a gas per gli omicidi di massa, era fabbricato dalla Degesch (Deutsche Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung), una società posseduta al 42,2% dalla IG Farben e che aveva manager della IG Farben nel suo consiglio di amministrazione.

Dei 24 consiglieri della IG Farben indiziati nel cosiddetto processo all’IG Farben (1947-1948), davanti a un tribunale militare statunitense al Processo di Norimberga, 13 vennero condannati alla prigione con pene dai 6 mesi agli otto anni. Al processo di Norimberga i responsabili della IG Farben furono dichiarati colpevoli di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Però un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati, grazie alla mediazione dell’ex-ministro delle Finanze Schacht, e s’infiltrarono nell’economia tedesca.

A causa della gravità dei crimini di guerra commessi dalla IG Farben nel corso della II guerra mondiale e dell’ampio coinvolgimento della direzione nelle atrocità naziste, la compagnia fu ritenuta troppo corrotta per poter continuare ad esistere e pertanto gli alleati considerarono l’ipotesi di confiscarne tutti i beni e chiuderla. Invece, nel 1951, la compagnia fu divisa nelle componenti originali. Le quattro più grosse comprarono rapidamente quelle più piccole e oggi restano solo Agfa, BASF e Bayer, mentre la Hoechst si è fusa con la francese Rhône-Poulenc, dando vita alla Sanofi Aventis, con sede a Strasburgo, in Francia.

Dopo l’Olocausto, la IG Farben ha partecipato a progetti americani per la creazione di agenti chimici per l’uso bellico. Fondò la Chemagrow Corporation a Kansas City, Missouri, che impiegava specialisti tedeschi e americani per conto dell’U.S. Army Chemical Corps. Il dottor Otto Bayer coprì la posizione di direttore della ricerca della IG Farben, dove sviluppò e testò numerose armi chimiche insieme al dott. Gerhard Schrader.

Secondo The Crime and Punishment of I.G. Farben, di Joseph Borkin, la IG Farben, prima della guerra, strinse degli accordi segreti con i maggiori vertici delle forze armate americane perché non fossero bombardati i suoi stabilimenti in Germania[2]. Alla fine della guerra, il 93% delle fabbriche non era stato bombardato.

Nel 1967, la Monsanto entrò in una joint venture con la IG Farben.

vedi Il mondo secondo Monsanto

Nonostante la compagnia sia stata ufficialmente liquidata nel 1952, continuò a essere trattata alla Borsa di Francoforte come un trust, che conteneva alcune proprietà immobiliari, e venne dichiarata in bancarotta il 10 novembre del 2003 dai suoi liquidatori, dopo aver versato 500.000 marchi (circa 200.000 euro) a una fondazione per gli ex-lavoratori forzati del regime nazista. Le restanti proprietà, del valore di 21 milioni di marchi (circa 9 milioni di euro) sono state messe all’asta. Durante tutto questo periodo la compagnia è stata soggetta a continue critiche per non aver pagato il lavoro dei prigionieri, unico motivo per cui sarebbe stata mantenuta in vita dopo il 1952.

La compagnia da parte sua imputava all’esistenza delle dispute legali l’impossibilità dello scioglimento, distribuendo così a ricompensa i beni fallimentari come compenso agli aventi diritto. Ogni anno per 49 anni consecutivi la sede della compagnia è stata sede di dimostrazioni da parte di centinaia di manifestanti.

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Novartis accusata di tangenti ai farmacisti per il Myfortic

La giustizia americana ha fatto sapere ieri di aver avviato un procedimento contro il colosso farmaceutico svizzero Novartis, con l’accusa di aver accordato sconti illegali ai farmacisti, in cambio del loro assenso a favorire la vendita di un farmaco, il Myfortic.
Secondo la denuncia presentata dalle autorità statunitensi, Novartis a partire dal 2005 avrebbe convinto almeno una centina di farmacie a «orientare migliaia di pazienti che erano stati sottoposti a trapianti» ad utilizzare il prodotto, proponendo «tangenti sotto forma di sconti e promozioni». In particolare, ad un farmacista di Los Angeles sarebbe stato accordato il 5% delle vendite annuali del Myfortic (ossia l’equivalente di centinaia di migliaia di dollari) per convincere tra 700 e 1000 pazienti a scegliere il farmaco marcato Novartis.
In questo modo il colosso svizzero si sarebbe accaparrato decine di milioni di dollari di rimborsi pubblici, legati ai programmi sanitari americani. Da parte sua, l’industria farmaceutica respinge ogni addebito, annunciando che si difenderà in tribunale.

Fonte:http://valori.it/economia/novartis-accusata-tangenti-ai-farmacisti-promuovere-myfortic-6343.html

http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2013/04/novartis-accusata-di-tangenti-ai.html

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30 novembre 2011

Riassunto dell’articolo pubblicato su: http://nuevamedicinahamer.blogcindario.com

Il Dr.Hamer ha appena pubblicato il suo ultimo libro, dove riassume le indagini effettuate, a partire dal 1984, su ogni paziente diagnosticato “affetto da AIDS”, o quantomeno “portatore del virus HIV”.

Anche in questo caso, il suo metodo è stato lo stesso usato per le altre “malattie”: il Dr. Hamer ha investigato empiricamente, alla luce delle Leggi Biologiche che egli stesso ha scoperto, su ogni caso di AIDS, per trovare infine il comun denominatore (o i comuni denominatori) che sono alla base del quadro clinico riconosciuto come “AIDS”. Ciò che il Dr. Hamer ha scoperto in merito, è sconosciuto perfino ai dissidenti più radicali della teoria convenzionale dell’AIDS, e se ciò è venuto alla luce in questa pubblicazione, in forma sistematica, è soltando grazie alla qualità del suo contenuto, che proviene -senza esagerazione-  dal “dissidente tra i dissidenti” della teoria vigente sull’origine dell’AIDS.Forse, nel giro di qualche mese, ne scriverò una critica o per lo meno un riassunto, laddove il tempo e le circostanze me lo permettano.
Chissà se questo libro sarà pubblicato in Spagnolo o in Inglese? La cosa è comunque molto probabile, anche se non so quando tali traduzioni saranno disponibili.
Questo libro è forse uno dei lavori medici più importanti (e rivoluzionari) che si siano mai svolti sull’AIDS e l’HIV, e uno dei contributi scientifici più notevoli tra quelli realizzati dal Dr. Hamer stesso.

Binario dello smegma, la diagnosi di HIV positivo e l’AIDS

Nel suo ultimo libro, il Dr.Hamer spiega ciò che ha scoperto alcuni anni fa sul tema dell’AIDS. In ciascun caso di ciascun paziente diagnosticato “HIV positivo”, il Dr. Hamer ha riscontrato che il paziente aveva patito un conflitto biologico (di qualsiasi tipo, ma più frequentemente di “perdita del territorio”) dove l’odore dello smegma del prepuzio fungeva da binario.

Secondo il “Dizionario dell’Accademia Reale Spagnola”, lo smegma è la “Secrezione delle ghiandole prepuziali“; e il prepuzio è la “Pelle mobile che copre il glande del pene“. Di conseguenza, lo smegma si produce soltanto negli uomini che non sono stati circoncisi (poiché la circoncisione consiste precisamente nel taglio del prepuzio che ricopre il glande = testa del pene). Ciò implica che, tra gli uomini circoncisi, fintanto che essi mantengono relazioni sessuali limitate a tale gruppo, non è possibile (o per lo meno è molto difficile) diagnosticare un “HIV positivo”, visto che nessuno ha un binario con lo smegma, qui appunto inesistente.

Forse questo spiega perché la circoncisione è stata considerata un fattore che previene il contagio dell’HIV. Per esempio, secondo questo articolo: “L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’agenzia delle Nazioni Unite contro l’AIDS (ONUAIDS) dissero che la circoncisione dovrebbe essere aggiunta agli interventi attuali per ridurre la diffusione del HIV.” E più avanti: “Tre prove in Africa hanno dimostrato che la circoncisione riduceva della metà il tasso di infezione da HIV negli uomini eterosessuali.”

Ovviamente, tutti questi dati non possono essere compresi correttamente se si ignora la NMG e, in particolare, sei si ignora ciò che il Dr. Hamer ha trovato sul binario dello smegma e la sua influenza causale nei test dell’HIV.

Bisogna anche dire che le ghiandole prepuziali sono incaricate di produrre lo smegma (tali ghiandole possono essere interessate anche da un conflitto biologico, più precisamente dal conflitto maschile di “non poter penetrare la vagina”, che in fase di conflitto attivo provoca una proliferazione delle cellule che producono lo smegma, il cui senso biologico è giustamente quello di aumentare la produzione di smegma per facilitare la penetrazione del pene nella vagina. In fase di soluzione, in presenza dei microbio corrispondenti, c’è una riduzione di queste cellule che hanno precedentemente proliferato in maniera straordinaria).

Nelle persone “sieropositive” (HIV positive) è in corso pertanto un conflitto biologico di territorio, o di altro tipo, dove comunque l’odore dello smegma rappresenta un binario.

Un esempio può essere il seguente: un uomo scopre sua moglie mentre sta compiendo un atto sessuale con un altro uomo, e percepisce l’odore dello smegma di quest’altro uomo (suo rivale) nel momento in cui patisce tale DHS.

Un altro esempio può essere quello di una prostituta che va con un uomo che in realtà vorrebbe respingere, e il cui odore dello smegma la disgusta (es: provocandole una DHS del conflitto di schifo-opposizione e ipoglicemia).

Un altro esempio può essere quello di una coppia di uomini omosessuali che, durante l’atto sessuale, poiché percepiscono a vicenda l’odore del loro smegma, patiscono una DHS.

Tecnicamente, la persona diventa allergica allo smegma del prepuzio maschile; e a partire da questo momento sviluppa anticorpi che sono gli stessi rilevati dal test dell’HIV, cosicché la persona sarà considerata “sieropositiva”.  In altre parole, i test dell’HIV (ELISA, Western Blot) non sono altro che test che rilevano la presenza di anticorpi formatisi in conseguenza di un’allergia (binario) allo smegma del prepuzio.

Essere sieropositivo” significherebbe dunque “essere allergico allo smegma del prepuzio”, “ovvero avere un binario relativo allo smegma”.

Ci sono un paio di eccezioni:

1. È possibile che una persona “HIV positiva” trasferisca, per via sanguigna, gli anticorpi a un’altra persona. In questo caso, anche quest’ultima persona risulterebbe positiva al test dell’HIV, poiché anch’essa avrebbe tali anticorpi. Ma forse questa persona sarebbe “HIV negativa” nel giro di qualche mese o un anno, poiché essa non subisce un binario con lo smegma, ma possiede solamente gli anticorpi che vanno scomparendo col tempo.
2. È anche possibile che la madre “sieropositiva” trasmetta, attraverso il latte materno, gli anticorpi al suo bambino. In questo caso anche il bambino risulterebbe per qualche tempo “sieropositivo”.

Ma il fatto è che tali anticorpi si originano come reazione allergica dell’organismo di fronte all’odore dello smegma nel momento in cui questo è parte di un conflitto biologico. Poiché si tratta di un binario, la persona vi cade continuamente (es: ogni volta che compie un atto sessuale; quando si ricorda del tema; quando guarda la faccia della persona con cui ha patito la DHS, ecc.), e ciò fa in modo che essa produca sempre gli anticorpi “anti-smegma” (=anticorpi contro l’HIV, nella teoria ufficiale) e sia considerata “sieropositiva”.

Riassumendo, se una persona è “HIV positiva”:

1. Ha patito, prima della diagnosi, un conflitto biologico in cui l’odore dello smegma funge da binario. Oppure,
2. in assenza di precedenti binari, ha ricevuto gli anticorpi dall’esterno, da parte di un’altra persona (come nel caso di molti emofilici).

In questo quadro, il virus HIV, che il Dr.Hamer considera inesistente (o almeno la cui esistenza non ha un’evidenza scientifica) non è la causa della positività dei test dell’AIDS. Quindi, non può neanche essere la causa dell’AIDS.

Questa scoperta del Dr.Hamer è sconosciuta anche dai ricercatori più dissidenti nei confronti della ufficiale dell’AIDS. E la ragione è ovvia: come potevano essi scoprire che un binario, relativo all’odore dello smegma, causerebbe la positività nei test dell’HIV, se il concetto di “binario” presuppone quello di conflitto biologico, e se quest’ultimo presuppone a sua volta le Leggi Biologiche della GNM?

Fonte:http://nuova-medicina-germanica.com

Articolo trovato su: http://www.casagiovanni.net

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3 gennaio 2013 | Autore
Fonte: freeanimals-freeanimals.blogspot.it  leviE’ vero che dal letame nascono i fiori ma è altrettanto vero che l’inferno è lastricato di buone intenzioni. Che la Montalcini si sia dedicata anima e corpo alla ricerca scientifica per trovare rimedi alle malattie umane può essere considerata una buona intenzione, ma passando sui cadaveri di migliaia di topi e altre cavie ha trasformato la loro e la nostra vita in un inferno. Che la vita delle cavie da laboratorio sia un inferno non ci dovrebbero essere dubbi; il difficile è fare il collegamento tra i risultati fallaci della ricerca con modelli animali e la messa sul mercato di farmaci inutili se non addirittura dannosi. Quindi, è più difficile capire come la nostra vita possa diventare un inferno a causa dei vivisettori.
La gente non fa il collegamento tra vivisezione e malattie umane, come non collega la bistecca che ha nel piatto alla mucca che pascolava libera sui prati – si fa per dire – finché non è stata macellata.
Manca la sinapsi, tanto per restare in tema di neuroni che sono stati l’argomento di studio della vegliarda.
Al Sistema delle industrie farmaceutiche, e della sanità in genere, va bene così: la gente meno ne capisce di salute e medicina, meglio è per tutto quell’esercito di ricercatori, medici, paramedici e parameci che sulle malattie ci campano.
Nel caso della Montalcini si potrebbe dire che dal letame della sua decennale attività di torturatrice di cavie è nato il fiore del premio Nobel, vinto nel 1986 insieme a Stanley Cohen, se non fosse che con il Nobel sono sempre gli stessi che se la suonano e se la cantano, ovvero vengono premiati camerieri e maggiordomi al servizio dei padroni occulti del mondo. Non trovate strano che siano stati premiati due ebrei in un colpo solo?
Poi qualcuno ci verrà a dire che la razza ebraica ha un Q.I. superiore a quello dei Gojm, i Gentili, e questo manderà in brodo di giuggiole Shimon Peres e tanti altri sionisti. Quest’ultimo non ha mancato di unirsi al coro delle lodi alla…..grande scienziata. Con la differenza che se lo fanno gli ebrei significa che piove sul bagnato, poiché il sangue non è acqua e al titolo di popolo eletto – anche in fatto di medagliere dei Nobel conseguiti – ci tengono, ma le sviolinate di un Giorgio Napolitano che su Leggo ha detto: “Rita era l’orgoglio dell’Italia”, mi avevano fatto venire voglia d’intitolare questo articolo “Il presidente leccaculo”, da tanto disgusto quel viscido servo degl’imperialisti mi provoca.
Poi ho cambiato idea perché l’argomento dell’articolo è la centenaria propagandista di BigPharma. Non meno rivoltanti sono stati gli esponenti di tutti gli schieramenti politici, ma i più rivoltanti di tutti sono stati Vendola e Bonelli, citati nello stesso articolo di Leggo del 30 dicembre: “Dal presidente di Sinistra Ecologia Libertà’ Nichi Vendola, al sindaco di Torino, Piero Fassino a quello di Roma Gianni Alemanno, dal leader dei Verdi Angelo Bonelli al senatore del Pd Ignazio Marino nessuno ha voluto rinunciare a ricordare Rita Levi Montalcini”.
Se non facevano così ci rimettevano il posto di sguatteri del sionismo mondiale. Penso che il sedicente ecologista Vendola e il Verde Bonelli non abbiano la più una pallida idea di cosa sia la vivisezione. Già da un pezzo mi sono accorto che i miei anni dedicati all’attivismo politico in favore delle Liste Verdi sono finiti ingloriosamente. Ma Annamaria Procacci, Gloria Grosso e Stefano Apuzzo, animalisti eletti con i Verdi negli anni Novanta, hanno forse lasciato qualche traccia del loro passaggio? Hanno reso questo mondo migliore di come l’hanno trovato o dobbiamo riconoscere che fare i deputati anche per due legislature di seguito non serve assolutamente a nulla?
Se loro tre ce l’hanno messa tutta, evidentemente non hanno svolto il ruolo romantico di lievito nella massa dei seicento parlamentari loro colleghi. Non sono stati il bruco che rode la mela dall’interno, per usare un’immagine un po’ meno romantica e più casereccia.
Centinaia d’animalisti li hanno votati. Loro hanno preso fior di stipendi, ma la vivisezione non è stata abolita, né la caccia, né i macelli. E nemmeno i circhi, in crisi nera da anni. Dunque, a cosa è servito mandare un drappello di animalisti in parlamento?
Se tanto mi dà tanto – e non vorrei fare l’uccello del malaugurio – anche il M5S è destinato a fare la stessa fine ingloriosa. Evidentemente bisogna trovare altre strade.
In una delle ultime interviste che le sono state fatte, la Montalcini terminava le sue affermazioni incitando lo Stato a dare più soldi alla ricerca. Lo ha fatto per anni anche Sandra Mondaini, vestendo i panni del pagliaccio Sbirulino, ma alla moglie di Raimondo Vianello non fu mai dato il premio Nobel. Ognuno fa la sua parte. Con la vegliarda si raggiunge un determinato target; con il simpatico clown una fascia d’età diversa, ma l’importante è che il pubblico sia intortato con la propaganda in favore di chi lo avvelena.
Sulle performances di Sbirulino posso sorvolare, perché come migliaia di persone sono state infinocchiate, così possono esserlo stati anche la Mondaini e suo marito, ma su una sedicente scienziata che ha appoggiato Francesco Della Valle quando la Fidia produceva il Cronassial e che ha continuato ad appoggiarlo anche dopo che vari paesi europei avevano vietato quel medicinale, grava l’accusa d’aver favorito la morte di centinaia di pazienti. Da bravi sudditi rispettosi delle istituzioni, in quella medicina essi avevano riposto le loro speranze di guarigione, anche perché era un premio Nobel a parlarne favorevolmente, mica un clown!
Qui emerge un altro scollamento. Il chirurgo che sbaglia non ha responsabilità e tanto meno ce l’ha il ricercatore. Tra i due, chirurgo e ricercatore, il primo è maggiormente sospettato della morte del paziente sotto i ferri, per ovvi motivi, mentre del ricercatore che fa test sugli animali nessuno andrà a pensare che abbia qualche parte di colpa nell’inefficacia dei farmaci, se non addirittura nella loro nocività.
Fanno vivisezione proprio per quello: per potersi difendere in sede legale nel caso di conclamato disastro farmaceutico. Nessun giudice potrà condannare i ricercatori nel momento in cui sono le leggi stesse ad imporre la ricerca su animali. Anche se la recente sentenza della magistratura che ha condannato alcuni sismologi va controcorrente, in genere nei confronti della casta degli scienziati tutti si mostrano ossequienti e rispettosi. E agli scienziati va bene così!
Le voci che da sempre si levano contro la truffa della ricerca su animali vengono sistematicamente soppresse, perché gli stessi azionisti della Glaxo, della Ciba-Geigy o della Eli Lilly sono anche azionisti, se non addirittura proprietari, delle testate giornalistiche e delle televisioni che diffondono le notizie.
Pertanto, basta che poche famiglie ricchissime come i Rothschild o i Rockefeller detengano la maggioranza delle azioni delle industrie agro-chemio-militarie, che gli scandali dei disastri farmaceutici e le cure che funzionano veramente saranno messe a tacere, attraverso la capillare operazione di disinformazione e diffamazione ai danni di pochi coraggiosi e onesti ricercatori. Ad essi non verrà mai assegnato il premio Nobel.
Le cure naturali saranno ridicolizzate. Gli antivivisezionisti saranno accusati di oscurantismo (la Montalcini ci chiamava “barbari”) e ai medici non allineati con le direttive di BigPharma sarà resa la vita difficile. Hamer latitante. La figlia di Gerson misconosciuta. Di Bella figlio messo nel dimenticatoio. Valdo Vaccaro insultato su un apposito sito palestra di violenza verbale. Simoncini definito “assassino” dal nostro ospite ormai fisso Angelo Nigrelli, detto Wasp.
E, per converso, Rita Levi Montalcini beatificata, benché atea. Silvio Garattini chiamato a tutti i talk show e intervistato un giorno sì e uno anche. La piovra delle multinazionali del farmaco presente ovunque, in ogni farmacia, negli ambulatori medici e negli ospedali. Di tanto in tanto anche sotto i gazebi delle associazioni inventate appositamente per raschiare il fondo del barile, affinché anche le briciole non vadano perdute.
Animali torturati inutilmente lontano dagli occhi del popolo beota e credulone. La classe politica che ai funerali dell’eroina ebrea ricambia i favori elargiti dai potenti massoni sionisti. In silenzio la mia vicina di casa muore con un tumore al seno, mio zio con quello al colon e la nera signora armata di falce, con il suo infernale sogghigno,  lavora a pieno regime, negli ospizi e nelle corsie d’ospedale, soddisfatta e grata dell’ottimo lavoro propagandistico della vegliarda defunta.
Lo specismo li aiuta tutti, dal primo all’ultimo, ma lo specismo è stato imposto nelle coscienze della gente da quegli stessi pretacci che ora lodano un’atea convinta. La supremazia della nostra specie sulle altre è stata la base culturale su cui è cresciuto il cancro della vivisezione, come anche quello del carnivorismo. Le poche voci dei pensatori e dei filosofi che chiamavano la vivisezione con il suo nome, crimine orrendo e truffa legale, sono state fatte passare come geremiadi d’anime pie e di poveri illusi.
A chi insisteva si è rinfacciato di amare più le bestie dei cristiani, ottima argomentazione per nascondere la verità che loro, vivisettori e vivisezionisti, amano più il proprio tornaconto economico che la salute della popolazione.
E’ morto un burattino, ma altri prenderanno il suo posto. Ha svolto bene il suo compito e se migliaia di pazienti affetti da malattie degenerative sono morti a causa del Cronassial, glielo si può anche perdonare. Abbiamo così pochi italiani vincitori di premio Nobel. Vogliamo mettere Dario Fo, per caso?
E poi, un piacere ai nostri padroni sionisti non si nega mai. Gli amici dei nostri amici, sono nostri amici e se gli ebrei sono amici dell’America, noi, in quanto colonia di quest’ultima, diventiamo anche colonia d’Israele.
Quanti nostri militari moriranno prossimamente in Iran? Se Israele ce lo chiede mica possiamo dire di no! Non abbiamo più un Craxi. Abbiamo Vendola e Bonelli!
Il suo lavoro, la vecchina l’ha compiuto. Lo sanno tutti che il cervello umano è solo un po’ più grande di quello dei topi. I risultati delle ricerche fin qui sono stati esaltanti, ma ora si tratta di vedere se si potranno anche applicare agli esseri umani. Non pretenderete che si ottenga subito il farmaco miracoloso?!
Ci vorranno anni prima di venirne a capo. Voi intanto mandate soldi. Li metteremo in banca e li faremo fruttare.
Abbiate fiducia in noi: siamo bravi ortolani, meticolosi e pazienti.
E di letame ce ne intendiamo.
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6 dicembre 2012 | Autore
Appena passata la giornata di commemorazione dell’Aids anche noi commemoriamo…
NB.  Nel linguaggio dei dominanti, normalmente le giornate di Commemorazione altro non servono che a reiterare una menzogna mediatica. Questa é la metodica che abbiamo scoperto a tutti i livelli di comunicazione, é la tecnica funzionale al depistaggio mediatico.
 
Fonte: www.ilvirusinventato.it/#nobel

l’invenzione dell’Aids come alibi morale all’indotta miseria ai popoli più pacifici della terra

Il nome di questo sito è un omaggio al Dott. PETER DUESBERG, direttore del laboratorio di Biologia Molecolare dell’Università di Berkeley in California, pioniere e principale protagonista della lotta alle falsa teoria virale dell’AIDS. Suo il principale libro scritto dai dissidenti: “Inventing the AIDS virus” edito in italiano da Baldini e Castoldi col titolo “AIDS – Il Virus Inventato”. La storia di Peter Duesberg, “probabilmente lo scienziato vivente più diffamato in assoluto” (Il direttore del periodico medico The Lancet) è stata presentata da Massimiliano Bucchi nella sua relazione “Eresia e censura nella scienza: il caso AIDS” al convegno Scienza e Democrazia tenuto a Napoli il 20 Aprile 2001.

La truffa AIDS/HIV: le cose che non vi hanno mai detto.

Questo sito nasce a seguito di una ricerca sull’AIDS, avviata per approfondire la conoscenza di un argomento che riguarda tutti, dopo aver sentito alcune storie di persone “sieropositive” in piena salute che hanno cominciato a star male nel momento in cui è iniziata la cura con i farmaci antiretrovirali. Si poteva pensare a semplice coincidenza oppure ipotizzare una qualche relazione tra i due eventi: la logica e un po’ di sano scetticismo ci hanno spinto verso l’indagine. Abbiamo quindi condotto una ricerca approfondita sull’argomento, e siamo arrivati dove non potevamo immaginare: ciò che credevamo vero da sempre, dal 1984, si è rivelato incoerente ridicolo e criminale; altre posizioni sono affiorate, un mondo di scienziati, medici, giornalisti e politici impegnati in una battaglia contro l’establishment per combattere un mostro che ha arricchito alcuni, ucciso molti, condizionato o terrorizzato tutti.Il quadro che si è delineato nel corso della nostra ricerca è estremamente complesso, gli aspetti clinici e sanitari del problema sono profondamente collegati a quelli sociali economici e politici. Non ci proponiamo quindi, in questo spazio, di fornire un’analisi completa ed esaustiva del fenomeno, ma piuttosto di indicare al lettore una prospettiva diversa, abbozzando gli aspetti principali della storia e fornendo indicazioni per reperire tutte le informazioni necessarie per validare e completare personalmente il quadro.

Premessa

Quando parliamo di AIDS usiamo due concetti basilari: “malato asintomatico” e “sieropositivo”. Sono intimamente collegati. Un malato asintomatico è una persona in cui non c’è nessuna evidenza, nessun sintomo, nessun segno della malattia: insomma uno che non è malato se non sulla base di un foglio di carta dove c’è scritto positivo. E anche la sieropositività è basata soltanto sulla stessa parola scritta sullo stesso foglio di carta. E quella parola è solo il risultato di un test. I medici sono stati espropriati della possibilità di fare una diagnosi, non c’è più confronto, non c’è più la possibilità che uno dica si e un altro no. La diagnosi la fa esclusivamente il sistema sanitario/farmaceutico che brevetta, approva e produce i test. E’ evidente che il concetto di malato asintomatico sieropositivo è contraddittorio e che tutto l’insieme è estremamente pericoloso: il test decide, al di là di ogni evidenza, se una persona è sana o malata.

Il Malato di AIDS Due posizioni a confronto Ricerche avanzate sull’HIV
La voce di un Nobel L’AIDS e la legge Sudafrica
L’Africa La CIA Terapie antiretrovirali
AZT and friends Il piccolo testimonial africano Il virus che non è un virus
Associazioni e siti Libri Pagine WEB
Il Problema Demografico L’AIDS in California Email

Il Malato di AIDS

Un soggetto viene classificato malato conclamato di AIDS quando si verificano due condizioni:

  • presenta i sintomi di almeno una delle 29 patologie considerate possibili conseguenze, come Polmonite, Tubercolosi, Linfoma, Diarrea, Herpes Simplex, Sarcoma di Kaposi, Candidiasi, etc..
  • è positivo al test HIV (Human Immunodeficiency Virus).

Se il soggetto è positivo al test ma sta bene viene considerato malato asintomatico. L’eventuale successiva comparsa dei sintomi di cui sopra cambierà la sua classificazione in malato conclamato. Se il soggetto presenta i sintomi di una delle patologie in elenco ma non è positivo al test non è malato di AIDS. L’eventuale successiva risposta positiva al test cambierà la sua classificazione in malato conclamato. Pertanto un malato di polmonite o tubercolosi negativo al test è solo malato di polmonite o tubercolosi. Mentre un malato di polmonite o tubercolosi positivo al test è malato di AIDS. E’ subito evidente che il test HIV ha un ruolo centrale nella diagnosi di AIDS.

Due posizioni a confronto

1. La posizione ufficiale:

  • il virus HIV è la causa dell’AIDS, che è quindi una patologia infettiva.
  • un test individua la presenza degli anticorpi e quindi del virus.
  • il virus può avere un periodo di latenza fino a decine di anni.
  • i sieropositivi (positivi-al-test) si ammaleranno e moriranno
  • i farmaci antiretrovirali (AZT in testa) combattono la diffusione del virus e allungano la vita.
  • alcuni sieropositivi non hanno sintomi perchè il virus è latente
  • anche i sieropositivi asintomatici devono prendere i farmaci quanto prima.

2. La posizione dei dissidenti:

  • il virus HIV non è stato mai isolato, probabilmente neanche esiste, l’AIDS non è causato da un virus e non è quindi una patologia infettiva.
  • l’AIDS è causato da un complesso di fattori (droghe pesanti, superesposizione ad agenti patogeni, farmaci) fortementi presenti in certi stili di vita, che alla lunga distruggono il sistema immunitario.
  • i test HIV non sono specifici e non è chiaro che cosa individuino.
  • la risposta positiva al test non è indice di niente e non giustifica alcuna terapia.
  • i farmaci antiretrovirali sono inutili in quanto non c’è nessun virus da combattere, e soprattutto letali perchè possono portare alla morte in pochi mesi distruggendo in particolare il sistema immunitario.
  • i malati di AIDS devono sospendere l’esposizione ai fattori patogeni, curarsi per le patologie specifiche di cui soffrono, seguire nel contempo terapie di sostegno per consentire al loro sistema immunitario il recupero.
  • i farmaci antiretrovirali hanno trasformato in malati di AIDS individui altrimenti sani che hanno avuto la sfortuna di risultare positivi-al-test.

In altre parole i dissidenti accusano l’establishment sanitario di adottare terapie che:

  • non curano i malati “veri” di AIDS ma anzi ne affrettano o ne causano la morte.
  • portano alla malattia e/o alla morte per AIDS malati “inventati”, soggetti sani risultati positivi-al-test.

Il paradigma dell’ortodossia è: HIV = AIDS = MORTE

Il paradigma della dissidenza è: TEST Positivo = CURA = MALATTIA e/o MORTE

Ora questo fenomeno ha interessato ad oggi circa duemilioniottocentomila persone in tutto il mondo (fonte: WER – Weekly Epidemiological Record – OMS – bollettino n. 49 del 7 Dicembre 2001 – Totale malati registrati in tutto il mondo dall’inizio ad oggi: 2.784.317); se è vero quanto sopra allora stiamo forse parlando di uno dei più atroci crimine contro l’umanità dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Ma non contro l’umanità in genere: quasi esclusivamente contro omosessuali, tossicodipendenti e neri. Un virus altamente selettivo, come nessun altro prima, tanto da potervi vedere uno strumento di pulizia etnica al servizio dell’uomo bianco e puritano.

Ricerche avanzate sull’HIV.

In Australia un gruppo di ricercatori del Royal Perth Hospital, definito “The Perth Group“, ha concentrato le proprie ricerche sull’isolamento dell’HIV e sulla validità dei test ELISA (test di primo livello, il più utilizzato), Western Blot (secondo livello, considerato più attendibile) e Viral Load (l’ultimo apparso); hanno concluso le loro ricerche affermando che nessuno dei lavori pubblicati dimostra che l’HIV sia stato isolato e che i tre test non provano affatto la presenza del virus HIV nei campioni di sangue sottoposti a test.

La voce di un Nobel.

Il Dottor Kary Mullis ha ricevuto il premio Nobel nel 1993 per aver inventato un procedimento, la PCR (Polymerase Chain Reaction), che permette di identificare un segmento di codice genetico (una specifica sequenza di nucleotidi) eventualmente presente in un campione ed amplificarne la concentrazione per facilitare all’osservatore la sua individuazione. Per poter completare una sua relazione ha cercato inutilmente documenti scientifici che contenessero la prova che il virus HIV sia la causa dell’AIDS. Da allora non si stanca di ripetere, senza essere mai stato smentito, che non esiste un solo documento scientifico che contenga tale prova. La scienza ha le sue regole, e nessuno può sostenere di aver scoperto qualcosa se non rende disponibile una documentazione completa ed esauriente che consenta ad altri di confermare o confutare la sua scoperta. È paradossale e preoccupante che un migliaio di scienziati sparsi per il mondo stiano lottando per dimostrare che l’ipotesi HIV=AIDS sia falsa, quando nessuno ha ancora dimostrato che è vera. D’altronde se qualcuno avesse isolato il virus HIV ed avesse provato il rapporto causale tra l’HIV e l’AIDS avrebbe con ogni probabilità ricevuto per tale scoperta il Nobel per la medicina. Non ci risulta che tale Nobel sia stato ad oggi assegnato.

L’AIDS e la legge.

La corte di Dortmund, il 15 Gennaio 2001, ha emesso una sentenza di condanna ad 8 mesi, con sospensione della pena, in un procedimento per Genocidio (Legge § 220a StGB) contro le Autorità Sanitarie Federali Tedesche e contro il Parlamento della Repubblica Federale Tedesca. Le autorità sanitarie erano accusate di aver diffuso informazioni e foto false relative all’isolamento del virus HIV; il Parlamento Tedesco era accusato di aver assecondato tali menzogne nonostante fosse a conoscenza dal 1994 del fatto che il virus HIV non è mai stato isolato, e che conseguentemente nessun test poteva essere approvato ed utilizzato per definire infette persone che, sane prima del test, sono poi morte dopo un trattamento con farmaci antiretrovirali. La tesi dell’accusa, e cioè che ne Montagnier (1983) ne Gallo (1984) avevano isolato alcun virus in connessione con l’AIDS e che il Bundestag era dal 1994 a conoscenza di tale fatto, è stata provata sulla base di un documento registrato negli archivi del German Bundestag stesso col numero DS 12/8591.Dopo la sentenza i ricorrenti hanno indirizzato una lettera nella quale descrivono le motivazioni e le conclusioni del procedimento legale a:

  • ONU, Office of the High Commissioner for Human Rights, Mary Robinson
  • Tutti i capi di Stato e tutti i capi di Governo
  • Tutte le Organizzazioni Governative

Sudafrica.

L’attuale Presidente Sudafricano Thabo Mbeki, subentrato a Nelson Mandela il 16 Giugno 1999, sta combattendo da ormai due anni una battaglia, contro il potere politico/economico dell’ortodossia sanitaria occidentale, sul tema dell’AIDS: ha voluto una commissione presidenziale mista ortodossi e dissidenti appositamente istituita col compito di affrontare gli aspetti più controversi dell’AIDS, come la non specificità del test o la tossicità dei farmaci antiretrovirali. Il 3 Aprile 2000 il Presidente Mbeki ha indirizzato una lettera a tutti i Leaders del Mondo per spiegare la posizione del Governo Sudafricano sull’epidemia sub-sahariana di AIDS. In sostanza ha ringraziato per la disponibilità del mondo occidentale, ha sottolineato come l’AIDS in Africa sia un fenomeno specifico e profondamente diverso da quello occidentale, ha affermato che sarebbe assurdo e illogico imporre l’esperienza occidentale alla realtà africana, e che quindi il problema deve essere affrontato e risolto dall’Africa in modo autonomo. Nel frattempo i farmaci antiretrovirali non sono compresi nelle terapie per l’AIDS utilizzate dal sistema sanitario sudafricano, ne da quelli di diversi altri paesi a sud del Sahara che appoggiano l’iniziativa del Presidente Mbeki, nonostante la recente e reclamizzata vittoria giudiziaria contro Big Pharma. Questa scelta ha scatenato una campagnia diffamatoria internazionale contro il Presidente Mbeki, veicolata ai massimi livelli in Gran Bretagna con accuse infamanti tramite:

  • The Observer: “Mbeki lascia morire nel dolore i bambini malati di AIDS”
  • The Times: “Mbeki soffre di un complesso di persecuzione”
  • The Telegraph: “L’Africa dovrebbe essere ricolonizzata”
  • The Sunday Times: “Mbeki nemico della gente”
  • International Herald Tribune: ” Il Sudafrica rifiuta un prestito di un miliardo di US$ per comprare farmaci antiretrovirali”

La GlaxoSmithKline (già Barrough Wellcome e poi Glaxo Wellcome), produttrice dell’AZT, il più tristemente famoso dei farmaci antiretrovirali, e di tanti altri farmaci dello stesso tipo, leader mondiale nel commercio di farmaci HIV/AIDS è una multinazionale inglese. In questo scenario, che fa del Presidente Mbeki il leader di un nuovo tentativo di indipendenza e rinascita dell’Africa, l’ex Presidente Nelson Mandela si è apertamente schierato con le tesi dei poteri forti occidentali, sostenendo la teoria virale dell’AIDS e la necessità di utilizzare i farmaci antiretrovirali.

L’Africa.

Il Dott. David Rasnick, membro della Commissione Presidenziale Sudafricana, ha descritto l’epidemia africana di AIDS con le seguenti parole: “Se si smettesse di usare il test HIV l’epidemia africana di AIDS scomparirebbe”. Il WHO (World Health Organization) produce un bollettino settimanale chiamato WER (Weekly Epidemiological Record) nel quale vengono riportati i totali cumulativi di tutti i casi di HIV/AIDS registratati in ciascun paese del mondo, totalizzati per paese e continente:

  • Bollettino n. 47 del 26 Novembre 1999 – totale casi HIV/AIDS registrati in Africa dall’inizio dell’epidemia al Nov. 1999: 794.444
  • Bollettino n. 47 del 24 Novembre 2000 – totale casi HIV/AIDS registrati in Africa dall’inizio dell’epidemia al Nov. 2000: 876.009
  • Bollettino n. 49 del 07 Dicembre 2001 – totale casi HIV/AIDS registrati in Africa dall’inizio dell’epidemia al Dic. 2001: 1.093.522

Come si vede i casi registrati in Africa negli ultimi due anni sono 299.078. Davvero poca cosa se si pensa che in Africa vivono 760 milioni di persone e ne muoiono più di 10 milioni all’anno, di cui un milione per malaria. Purtroppo il WHO preferisce dare evidenza alle stime invece che ai dati ricevuti dai paesi interessati, ed ecco allora comparire 30/40 milioni di malati ed avviare una crociata contro questo flagello biblico. L’epidemia vera è quella di menzogne. In Africa esistono da sempre patologie tipiche della povertà e molto diffuse: aggiungiamo il test che risulta tendenzialmente positivo in presenza di una qualche patologia (vedere la lista dei fattori che possono causare una risposta positiva al test HIV) e il gioco è fatto. Chi prima moriva di tubercolosi o diarrea oggi muore di AIDS. Nessun problema, l’uomo bianco dispone della medicina giusta. Ma è troppo costosa, i paesi africani non possono permettersela. Nessun problema, l’uomo bianco ha anche la banca mondiale e può concedere prestiti molto vantaggiosi per acquistare le miracolose medicine occidentali.

La CIA.

Il 1 Maggio 2000 la Casa-Bianca ha dichiarato l’AIDS una minaccia per la sicurezza nazionale, e ha dato con ciò mandato alla CIA per gestire ufficialmente la faccenda. Viene spontaneo pensare che la minaccia sia rappresentata dalla diffusione dell’epidemia negli USA, ma non è cosi: i dati del CDC (Center for Disease Control) mostrano che i casi di AIDS negli ultimi anni sono calati notevolmente, e sono circa il 30% rispetto al picco degli anni 92/93. Il problema non è quindi la crescita del fenomeno, ma, per quanto paradossale e grottesco possa apparire, l’esatto contrario, la sua eventuale scomparsa. Sono ormai così imponenti gli interessi economici politici e burocratici legati al virus HIV che la sua morte prematura potrebbe sconvolgere parecchi equilibri:

  • 100.000 ricercatori e medici, in buona parte americani, hanno carriere e stipendi legati al virus.
  • 93 miliardi di US$ (oltre 200.000 miliardi di lire) sono stati stanziati fino ad oggi nei soli Stati Uniti per le ricerche sull’AIDS.
  • più di 1000 associazioni raccolgono in totale migliaia di miliardi di lire all’anno per aiutare i malati di AIDS.
  • alcune decine di migliaia di miliardi di lire all’anno impinguano i bilanci delle multinazionali del farmaco con la vendita dei farmaci “salvavita” antiretrovirali e dei test HIV (ELISA, Western Blot, Viral Load)
  • organismi come USAID (U.S. Agency International Development) UNAIDS (United Nations AIDS program), WHO (World Health Organization), ricevono stanziamenti annuali di migliaia di miliardi di lire per combattere l’AIDS. L’ONU ha appena chiesto uno stanziamento di 20.000 miliardi di lire per affrontare l’emergenza.

C’è da credere che tale virus sarà tenuto in vita artificialmente per parecchio tempo. C’è anche da credere che la successione temporale tra la lettera del Presidente Mbeki e l’annuncio della Casa Bianca non sia pienamente casuale. D’altronde lo stesso Mbeki ha apertamente accusato la CIA e le multinazionali del farmaco di aver orchestrato la campagna di discredito nei suoi confronti. Tutto ciò non deve stupire. Il dissenso ha ripetuto le proprie critiche per 16 anni senza che l’establishment scientifico e gli interessi che esso rappresenta, e da cui è sostenuto, si sentissero minimamente minacciati, visto il loro enorme potere e la conseguente capacità di emarginare e imbavagliare i settori della scienza non graditi. Ma ora il Presidente Mbeki con la sua Commissione mista sull’AIDS ha dato voce alla dissidenza, e la recente relazione (Presidential AIDS Advisory Panel Report), pubblicata nel mese di Marzo 2001, prevede 10 progetti di ricerca che potrebbero seppellire la teoria ufficiale sull’ipotesi virale dell’AIDS. Forse si capisce come mai, in questi ultimi mesi, il tam-tam mediatico sui 30 milioni di malati africani ha suonato senza tregua al massimo del volume.

Terapie antiretrovirali.

Il DHHS (U.S.A. Department of Health and Human Services) ha dal 5 Febbraio 2001 modificato le direttive sanitarie relative all’utilizzo dei farmaci antiretrovirali (Guidelines for the Use of Antiretroviral Agents in HIV-Infected Adults and Adolescents), affermando che forse non è il caso di utilizzarli su pazienti asintomatici non essendo chiaro se i “vantaggi” bilanciano gli effetti tossici. Ha con ciò abbandonato una filosofia terapeutica in auge dal 1987, anno in cui la FDA (Food and Drug Administration) ha approvato l’utilizzo dell’AZT, filosofia riassunta nelle parole “hit hard and hit early” (colpisci duro e colpisci presto) sulla base della quale persone positive-al-test assolutamente sane, sono state messe in cura con terapie a base di farmaci allungavita: spesso la morte è sopravvenuta nel giro di pochi mesi. I nuovi indirizzi prevedono che la terapia venga prescritta al presentarsi di qualche segno della malattia e non per la sola condizione di sieropositività. Con ciò si ammette che il sieropositivo non è più un malato e non corre alcun rischio. Si deve considerare che il primo test HIV è stato introdotto nel 1984 ed in quell’anno sono comparsi i primi sieropositivi destinati ad ammalarsi, si diceva allora, entro 1-2 anni. Col passare degli anni, e dell’invecchiamento in salute di sieropositivi che hanno scelto di non assumere farmaci antiretrovirali e la cui vita si è “allungata spontaneamente”, il periodo di latenza si è dovuto estendere inesorabilmente ed è adesso stimato in decine di anni. Col periodo di latenza lungo ormai quanto una vita le direttive sanitarie che prevedevano la terapia da subito erano diventate ingiustificabili. E non è quindi più sostenibile che i pazienti di una volta “sarebbero” morti senza terapia. Prima o poi qualcuno dovrà rispondere ad alcune domande: spiegare come mai i positivi-al-test asintomatici fino a ieri sono stati terrorizzati, e come mai quelli che sotto terrore hanno accettato la cura sono per lo più morti, mentre quelli che hanno resistito e non sono stati curati sono vivi e non si sono ammalati di AIDS. Esemplare è la storia di Christine Maggiore positiva-al-test asintomatica dal 1992 quando i risultati di un test le cambiarono, giovanissima, la vita. Superato il trauma della sentenza “da 5 a 7 anni di vita, trattamento con AZT da subito”, ha iniziato la sua personale via crucis tra un medico e l’altro, finchè dopo circa un anno l’incontro con la dissidenza l’ha condotta fuori dall’incubo. Da quel momento, sfuggita al sistema sanitario, ha dedicato la sua vita alla causa: con altri positivi-al-test come lei ha fondato un’associazione “Alive and Well” (vivi e vegeti) che ha lo scopo di fornire informazioni a quelli che devono, come lei ha fatto, fare una scelta. Ha realizzato un sito, ha scritto un libro, ha incontrato un uomo che ama, hanno avuto un bambino che ora ha 5 anni. È sempre positiva-al-test. La sua vita valeva per Big Pharma alcune decine di migliaia di dollari.

AZT and friends (Medicines from Hell).

L’AZT (Azidotimidina, Zidovudina, Retrovir) fu messo a punto nel 1964 da un ricercatore della Cancer Foundation di Detroit, Jerome Horwitz . E’ una forma alterata della Timina, uno dei quattro nucleotidi che costituiscono i filamenti del nostro DNA. A differenza della Timina ha un solo legame per cui sostituendosi al nucleotide originale impedisce l’aggiunta di ulteriori nucleotidi al filamento in formazione interrompendo il processo di duplicazione del DNA. Quindi l’AZT, impedendo alla cellula di copiare il proprio DNA ne blocca il processo di duplicazione, e impedisce così la formazione di nuove cellule. L’AZT non fa differenza tra cellule sane, cancerose o virus. Per cui se da una parte può arrestare la duplicazione di quelle malate o dei virus, dall’altra blocca tutti i processi vitali devastando l’organismo. La sostanza si rivelò talmente tossica (letale) che Horwitz neanchè ne chiese il brevetto, e archiviò la documentazione. L’AZT usci dalla polvere nel 1986 e fu approvato dalla FDA nel 1987, dopo una sperimentazione truffa (Vedi Poison by Prescription: The AZT Story – John Lauritsen). Tra le conseguenza della somministrazione di AZT ci sono: distruzione del sistema immunitario, distruzione del midollo osseo, distruzione dei tessuti e della flora batterica intestinale, atrofia dei muscoli, danni al fegato al pancreas alla pelle al sistema nervoso, linfoma. Della categoria degli pseudo nucleotidi fanno parte oltre all’AZT i successivi 3TC (Epivir), D4T (Zerit), ddC (Hivid), ddI (Videx) e ABC (Ziagen): il loro funzionamento è analogo, così come le conseguenze. A partire dal 1996 all’utilizzo di un singolo farmaco si è sostituito un “cocktail” di farmaci (HAART – Highly Active Antiretroviral Therapy) unendo agli pseudo nucleotidi gli inibitori della proteasi, un enzima necessario alla separazione di segmenti proteici. In tal modo, ancora una volta si impediscono delle attività biologiche necessarie sia alla formazione di nuove copie dei virus che al corretto funzionamento delle nostre cellule, con effetti tossici devastanti. Fanno parte di questa categoria: Invirase, Fortovase, Agenerase, Kaletra. Se l’HIV-AIDS fosse una sentenza inappellabile di morte da virus, come la teoria ufficiale sostiene, l’utilizzo delle sostanze antiretrovirali, le cui caratteristiche tossiche sono evidenti e riconosciute, potrebbe apparire come un male necessario. Ma se come, sostengono i dissidenti, non è un virus la causa dell’AIDS, allora la somministrazione di sostanze antiretrovirali è un atto criminale, genocidio, perpetrato secondo le seguenti modalità:

  • Positivi-al-test asintomatici morti: sono stati uccisi dal sistema sanitario con devastazioni e sofferenze indicibili.
  • Positivi-al-test asintomatici vivi: sono sottoposti dal sistema sanitario a danni e sofferenze ingiustificabili e rischiano di morire.
  • Positivi-al-test conclamati morti: alcuni sarebbero morti comunque ma senza una dose aggiuntiva di devastazioni e sofferenze; altri con le cure opportune avrebbero potuto guarire e sono quindi anch’essi vittime del sistema sanitario.
  • Positivi-al-test conclamati vivi: non sono curati opportunamente, sono sottoposti dal sistema sanitario a danni e sofferenze ingiustificabili e rischiano di morire.

Secondo Lauritsen, che ha condotto le analisi più approfondite sull’argomento, circa la metà delle persone trattate con le sostanze antiretrovirali appartengono al gruppo dei positivi-al-test perfettamente sani prima della “cura”. Al momento ci sono alcune centinaia di migliaia di persone al mondo a cui vengono somministrate sostanze antiretrovirali. Fortunatamente i dosaggi delle sostanze antiretrovirali sono stati alleggeriti nel corso degli anni, e la somministrazione che era continuativa nei primi anni è oggi a cicli: questo ha ridotto fortemente la mortalità dei soggetti trattati allontanandola da una percentuale che è stata prossima al 100% per parecchi anni.

lI piccolo testimonial africano.

I telegiornali RAI del 1 Giugno 2001 hanno mandato un servizio per ricordare la morte di Nkosi Johnson, il bambino nero di 12 anni, dal corpo ischeletrito e straziato, che durante la conferenza sull’AIDS tenuta a Durban nel 2000 ha commosso la platea ed il mondo con le sue poche parole appena percettibili. Il cuore non può rimanere insensibile a quell’immagine. Lo sapevano bene gli organizzatori quando con lucido cinismo hanno deciso di utilizzarlo come testimonial e prova toccante della tragedia che vogliono imporre all’Africa e al mondo. È nato sieropositivo, ha detto il giornalista RAI, ma è stato fortunato perché all’età di 2 anni è stato adottato da una famiglia bianca ed ha potuto essere curato. Si, ha potuto prendere l’AZT prima ed il cocktail poi, ed il suo piccolo corpo martoriato ne mostrava con terribile evidenza gli effetti devastanti. Questo il giornalista RAI non l’ha detto, ne i telespettatori hanno potuto supporlo, e dieci milioni di persone sono rimaste convinte che quello strazio sia la conseguenza del terribile virus dell’AIDS. La storia è comparsa anche su “la Repubblica” del 2 Giugno. Nkosi ha preso 15 pillole al giorno per 9 anni, c’era scritto, (e cioè 49.275 pillole, più o meno il suo peso corporeo, circa 100.000 dollari) ma neanche una parola sulla possibilità che tutto quel veleno sia responsabile di quell’immagine di morte, scolpita sul suo corpo come un virus non avrebbe mai potuto fare. Tali sospetti, ancorchè concepiti, non potrebbero d’altronde essere espressi da parte di giornali che tramite l’inserto salute raccolgono miliardi con la pubblicità delle case farmaceutiche.

Il virus che non è un virus.

Il virus HIV a voler esser precisi non è un virus ma un retrovirus. La differenza è che i virus contengono DNA mentre i retrovirus contengono RNA: questo è un codice di servizio utilizzato dai processi cellulari per trasferire informazioni dal nucleo, dove risiede il DNA, ai ribosomi, dove si assemblano proteine.

I retrovirus sono andati di moda negli anni 70/80 e ne sono stati individuati ed isolati circa 200, tutti assolutamente innocui. Tutti meno quello HIV che oltre ad essere assolutamente terribile è anche l’unico mai isolato. Successive ricerche hanno confutato l’esistenza stessa dei retrovirus: le strutture biochimiche ed i processi enzimatici che avevano giustificato tale “scoperta” sono risultati appartenere alla cellula e non al presunto ospite. Ma dimentichiamo per un pò la nostra precisazione.

Si sa che i virus vengono combattuti dal sistema immunitario. Si sa che sono gli anticorpi ad identificare ed eliminare il virus, e si sa che solo gli anticorpi che hanno già ottenuto dei successi sul virus cominciano a duplicarsi incessantemente per costituire truppe specializzate sufficientemente numerose per affrontare ed eliminare il nemico. Si sa quindi che la presenza di anticorpi attesta la vittoria del sistema immunitario ed il superamento della malattia. Questo è vero sempre, meno che per l’HIV.

Si sa che all’infezione segue l’incubazione, durante la quale il virus si moltiplica rapidamente, fin quando la sua concentrazione porta al manifestarsi della malattia e all’attivazione del sistema immunitario: la prima battaglia è quella più difficile perché il nemico si presenta in forze avendo potuto, ancora sconosciuto, moltiplicarsi indisturbato. Dopo la prima sconfitta il virus può rimanere latente, guardato a vista, ed eventuali successivi scontri si risolvono rapidamente a favore del sistema immunitario: se c’è una battaglia che il virus può vincere questa è la prima, come l’esperienza insegna. Questo è vero sempre, meno che per l’HIV: in questo caso il virus viene sconfitto immediatamente dal sistema immunitario senza neanche mostrare segni della propria presenza, diventa latente per un tempo che può essere biblico, e si risveglia poi con conseguenze nefaste senza che il sistema immunitario possa opporre la benchè minima resistenza. Per spiegare questa sua particolare attitudine è stato definito un “lentivirus”.

Lo si è anche definito “elusivo” e “mutante” per spiegare la sua capacità di non farsi individuare dagli scienziati o eliminare dagli pseudo nucleotidi (AZT). Poi vista questa sua supposta capacità si è potuto suggerire di utilizzare l’azione combinata di più farmaci (il cocktail HAART) con vantaggi evidenti per le case farmaceutiche che invece di farsi concorrenza possono spartirsi una torta ancora più grande.

Si sa che l’evoluzione ha impiegato un miliardo di anni per far assumere agli organismi unicellulari la nostra meravigliosa complessità. E va da se che per un miliardo di anni il sistema immunitario si è sviluppato vincendo tutte assolutamente tutte le sue battaglie contro i virus, altrimenti non saremmo qui a parlarne. E non ha usato l’AZT. Poi è arrivato l’HIV e quello che è stato vero per un miliardo di anni improvvisamente non lo è più.

Il vaccino è una forma indebolita del virus di cui mantiene le sembianze ma non l’intraprendenza: è insomma una specie di identikit che si fornisce al sistema immunitario per consentirgli di selezionare e allertare i suoi anticorpi migliori, quelli capaci di combattere con successo quel virus. Se mai il virus si presenta il sistema immunitario è già pronto e può agire rapidamente evitando l’insorgere della malattia. Il male viene combattuto comunque dagli anticorpi, non dal vaccino che serve solo per predisporre gli anticorpi giusti. Secondo la tesi ufficiale, tutti i soggetti infettati dall’HIV sviluppano spontaneamente gli anticorpi entro 2-4 settimane dall’infezione, tant’è che il test rileva proprio la presenza di tali anticorpi. A cosa potrà mai servire un vaccino per l’HIV è uno dei più grandi misteri della storia dell’umanità. Se poi consideriamo che questo virus è mutante il mistero si infittisce: quale identikit verrà fornito al sistema immunitario? Se poi ci ricordiamo che il virus HIV non è mai stato isolato allora possiamo solo pensare al miracolo: l’identikit di una entità che nessuno ha mai visto.

Tutte queste assurdità sono i sintomi evidenti di una grave malattia conclamata che ha colpito il sistema sanitario internazionale e l’ambiente scientifico collegato, un’infezione maligna che ha attaccato il rigore scientifico, l’onestà intellettuale, la correttezza professionale, e che ha lasciato spazio solo al potere e al guadagno, rivolgendo il sistema sanitario contro la sua stessa ragione di essere: curare i malati. Ma se il male si è potuto diffondere a tal punto è perché le nostre democrazie non hanno gli anticorpi giusti, il potere del sistema farmaceutico-sanitario non è controbilanciato da poteri altrettanto forti schierati dalla parte dei cittadini: i ministeri della sanità dei paesi occidentali nei 17 anni trascorsi hanno dato prova di essere pienamente asserviti agli interessi del sistema farmaceutico-sanitario internazionale, testimoniando così il livello di collusione ormai stabilitosi. Che fare? Cominciamo col diffondere informazione. E aiutiamo il Presidente Mbeki a difendere l’intelletto, la cultura, la sessualità, la sanità ed il buon senso da interessi criminali collocati un po’ ovunque ma principalmente oltreoceano.

Il problema demografico.

La società americana è multietnica, ma l’etnia doc è una sola, quella bianca e puritana che nel 19° secolo colonizzò con le armi il sud del paese muovendo i primi passi di una crociata-jihad-guerra santa, destinata ad affermare nel mondo la supremazia dello “spirito americano”, dei suoi interessi regole e valori. Ma l’americano doc si riproduce poco, nelle grandi città è già minoranza, presto lo sarà nel paese, e già oggi è solo il 2,5% della popolazione mondiale. Popolazione mondiale che cresce invece rapidamente. Cosa accadrà tra 50-100-200 anni? Quanti abitanti avrà la terra per ciascun americano doc? Quanto inquineranno? Quanto forte sarà la pressione alle frontiere? E altre domande che menti esperte avranno sicuramente formulato, perché è lecito supporre che scienziati di ogni genere siano pagati oltreoceano per studiare il problema, individuarne le variabili, definire modelli matematici, sviluppare sistemi di simulazione, prevedere tutti gli scenari possibili, individuare il peggiore, definire gli interventi possibili per evitarlo, scegliere il più adatto, agire. Cosa potranno mai decidere di fare contro il pericolo demografico se non contenere l’aumento demografico. Come? Beh, ci sono solo due modi. Diminuire le nascite e aumentare le morti. E l’AIDS cosa c’entra? Beh, col terrore del contagio sessuale si potrebbe infilare un preservativo a tutti gli africani prima e a tutti gli asiatici poi. Con AZT & friends si potrebbero curare opportunamente tutti i positivi-al-test. Il test potrebbe essere tarato per ciascun paese in modo div……..

Ovviamente stavamo scherzando, questa è fantascienza, il dottor Stranamore è solo il personaggio di un film, abbiamo lasciato libera la fantasia e vedete da voi le conseguenze, quanti brutti pensieri. Dimentichiamo. Ma consentitemi prima un’ultima domanda. É pensabile che tutta questa follia sia tenuta in piedi solo per vendere un pò di farmaci agli africani? Ha senso inventare un’epidemia per vendere farmaci in un continente pieno di epidemie? Se lo scopo era vendere farmaci non si potevano affrontare le epidemie storiche di tubercolosi, polmonite, malaria, diarrea, per cui muoiono 3,5 milioni di africani ogni anno, con lo stesso spirito di crociata mostrato quotidianamente per l’AIDS? Perchè i farmaci tradizionali no e gli antiretrovirali si? Avete una risposta?

(Libero adattatamento delle tesi sostenute in World Without AIDS (Credence Publications) da Steven Ransom & Plillip Day. Visitare anche la pagina Watch out Africa.)

L’AIDS in California.

In questo Stato, che ha una popolazione di circa 31 milioni di abitanti, l’AIDS ha avuto sia una diffusione superiore a quella media dei paesi occidentali, sia una una contrazione più rapida di quella in atto negli stessi. I dati della tabella riportata sotto possono avere due interpretazioni diametralmente opposte a seconda della premessa:

A. Il virus HIV esiste, causa l’AIDS, ed il test è specifico ed affidabile. I dati dicono che:

  • le terapie sono diventate più efficaci con il passare degli anni e hanno ridotto sempre più i casi di morte dovuti alla presenza del virus.
  • la prevenzione e l’efficacia delle terapie hanno ridotto fortemente i casi di nuove infezioni.

B. Il virus HIV non esiste, non è la causa dell’AIDS, il test è fasullo. I dati dicono che:

  • le terapie sono divenute con gli anni meno letali e si è ridotto il numero di morti dovute alla loro somministrazione.
  • la forte presenza di controinformazione sul territorio ha allontanato le persone dal meccanismo di alimentazione del fenomeno: i test HIV.
Stato della California. Fonte: www.aids-statistics.com (*)
 
Anno Casi AIDS Morti AIDS
>1982
306
291
1983
708
682
1984
1,409
1,358
1985
2,586
2,495
1986
4,073
3,918
1987
5,678
5,389
1988
6,746
6,274
1989
8,246
7,389
1990
9,040
7,733
1991
11,200
8,970
1992
12,614
8,823
1993
11,935
6,778
1994
10,337
4,239
1995
9,348
2,359
1996
7,259
1,197
1997
5,502
640
1998
4,152
386
Jan.-Mar. 1999
340
19

(*) Questo sito è stato accessibile fino al mese di Novembre 2001. Poi è stato cancellato. Era l’unico sito che forniva i dati suddivisi per anno. Al momento si trovano solo siti che forniscono dati cumulativi che non consentono di capire l’andamento del fenomeno.

Associazioni e siti:

I dissidenti hanno dato vita a numerose associazioni e sono presenti in tutti i paesi occidentali. Per saperne di più:

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30 ottobre 2012

www.disinformazione.it

Helen Ratajczak, ricercatrice della Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals, ha recentemente sollevato un vivace e turbolento dibattito tra chi discute il problema delle relazioni vaccino-autismo pubblicando un suo studio di revisione sulla ricerca sull’autismo. Si tratta di una nuova revisione di studi che esamina le varie cause ambientali dell’autismo, tra cui i vaccini e i loro componenti. Un elemento messo in luce, e che sembra essere sfuggito ai più è l’uso di cellule embrionali abortive nella produzione di vaccini.
La CBS News ha riportato: “La Dr. Ratajczak riferisce che quando i produttori di vaccini hanno dovuto eliminare il thimerosal dai vaccini (con l’eccezione dei vaccini contro l’influenza che ancora contengono thimerosal), hanno cominciato a produrre alcuni vaccini utilizzando tessuti umani.

L’utilizzo di tessuti umani secondo la Ratajczak riguarda attualmente 23 vaccini.
Nel suo studio ha discusso l’aumento di incidenza dell’autismo in corrispondenza con l’introduzione di DNA umano nel vaccino MMR, e suggerisce che le due cose potrebbero essere collegate.
Le pagine della revisione contengono un dettaglio che difficilmente poteva passare inosservato, cinque parole che rivelano uno dei segreti più shoccanti di Big Pharma, delle aziende farmaceutiche cioè: “…allevato in tessuti fetali umani”

A pagina 70 si legge: “Un aumento aggiuntivo del picco di autismo si raggiunse nel 1995 quando il vaccino della varicella fu allevato in tessuti fetali umani”.
La maggior parte di noi è del tutto ignara che le cellule di cultura umana usate per allevare i virus dei vaccini derivano da feti abortivi da decenni ormai e chi li produce è ben felice che il pubblico continui ad ignorarlo, perché sa che questo non potrebbe essere accettato dalla gente sia per le ignote conseguenze per la nostra salute che per il credo religioso di molti.

Il vaccino contro la varicella non è l’unico prodotto in questo modo e, secondo il Sound Choice Pharmaceutical Institute (SCPI), i seguenti 24 vaccini sono prodotti usando cellule provenienti da feti abortivi e/o contenenti DNA, proteine, o frammenti cellulari di colture di cellule coltivate derivate da feti umani abortivi:

Polio PolioVax, Pentacel, DT Polio Absorbed, Quadracel (Sanofi)
Measles, Mumps, Rubella MMR II, Meruvax II, MRVax, Biovax, ProQuad, MMR-V (Merck)
Priorix, Erolalix (GlaxoSmithKline)
Varicella (Chickenpox and Shingles) Varivax, ProQuad, MMR-V, Zostavax (Merck)
Varilix (GlaxoSmithKline)
Hepatitis A Vaqta (Merck)
Havrix, Twinrix (GlaxoSmithKine)
Avaxim, Vivaxim (Sanofi)
Epaxal (Crucell/Berna)
Rabies Imovax (Sanofi)

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Vaccini e autismo: una nuova revisione scientifica
Gabriele Milani – http://autismovaccini.com

Sharyl Attkinsons è una giornalista investigativa della CBS News ed ha intervistato nei giorni scorsi Helen Ratajczak: ex ricercatrice della Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals che ha pubblicato, come autrice o coautrice, 41 articoli articoli scientifici a volte “castrati dagli interessi delle case farmaceutiche“. E’ stata anche coautrice nel 2006 di uno studio per l’FDA e, nello stesso anno, è stata eletta  Presidente della sezione Nord Est dell’Istituto di Tossicologia. E’ una scienziata seria e rispettata che dichiara apertamente alla CBS: “ora che sono in pensione posso scrivere ciò che voglio“.

E così è stato!… La sua revisione scientifica relativa al collegamento tra autismo e vaccini sta facendo tremare la CDC che, da nota ufficiale, risponde imbarazzata affermando che “ci vorrebbe troppo tempo per studiare e controbattere questa revisione scientifica“.
L’articolo è stata pubblicato dal Journal of Immunotoxicology ed è intitolato “Aspetti teorici dell’autismo: cause – un riesame“.  Un pò a sorpresa è quindi un ex scienziato senior presso una ditta farmaceutica ad aprire il coperchio del pentolone degli orrori. La Ratajczak ha fatto quello che nessun altro ricercatore, a quanto pare, si è preoccupato di fare: ha esaminato tutto il corpo delle pubblicazioni scientifiche emerse dopo che l’autismo è stato descritto dal 1943. Non solo la teoria suggerita dalla ricerca quale il ruolo del vaccino trivalente Morbillo Parotite Rosolia, o il conservante al mercurio (thimerosal), ma ha analizzato tutte le ricerche riguardanti i vaccini in generale.

Nel suo articolo la Ratajczak afferma che “cause documentate di autismo includono mutazioni genetiche e/o delezioni cromosomiche, infezioni virali, e l’encefalite a seguito della vaccinazione. Conseguenza: l’autismo è il risultato di difetti genetici e/o infiammazione del cervello provocato dai vaccini“.

L’articolo prende in esame molti colpevoli potenziali correlati alle vaccinazioni, compreso il numero sempre più crescente di vaccini somministrati in un breve periodo di tempo. “Ciò che ho pubblicato è altamente incentrato sulla ipersensibilità del sistema immunitario del nostro corpo che viene buttato fuori di equilibrio” così afferma la Ratajczak nell’intervista.

Il Dr. Brian Strom, Università della Pennsylvania, che ha lavorato per lo I.O.M. (Istituto di Medicina) in qualità di consigliere per il governo sulla sicurezza dei vaccini, dice che l’opinione medica prevalente è che i vaccini sono scientificamente legati alla encefalopatia (danno cerebrale), ma non sono scientificamente legati all’autismo. Così, per quanto riguarda la revisione della Ratajczak, afferma che non trova nulla di straordinario: “Questa è una rassegna di teorie. La scienza è basata su fatti. Bisogna trarre conclusioni sugli effetti di un’esposizione sulle persone, avendo dati sulle persone. I dati sulle persone non supportano l’esistenza di una relazione in quanto tale, qualsiasi speculazione su una spiegazione per un (inesistente) rapporto è irrilevante“.

Però la Ratajczak si occupa anche di un fattore che non è stato ampiamente discusso ma che è stato ampiamente denunciato anche dal sottoscritto: DNA umano contenuto nei vaccini. Proprio così, DNA umano come denunciato anche dalla Pontificia Accademia Pro Vita. I rapporti della Ratajczak mettono in evidenza che all’incirca nello stesso momento in cui i produttori di vaccini furono chiamati a togliere dalla maggior parte dei vaccini il thimerosal (con l’eccezione dei vaccini antinfluenzali che ancora ampiamente contengono thimerosal), hanno iniziato a produrre alcuni vaccini utilizzando tessuti umani. La Ratajczak dice che tessuti umani sono attualmente utilizzati in 23 vaccini. Lei quindi discute l’aumento dell’incidenza dell’autismo corrispondente all’introduzione di DNA umano nel vaccino Morbillo Parotite Rosolia, e suggerisce come gli eventi potrebbero essere collegati. La Ratajczak afferma anche come un picco ulteriore di aumento dei casi di autismo si è verificato nel 1995 quando il vaccino contro la Varicella (Varivax) è stato coltivato nel tessuto fetale umano (MRC-5 si trova anche nel trivalente Priorix antiMoribillo-Parotite-Rosolia della GlaxoSmithKline che viene somministrato qui in Italia).

Perché il DNA umano potrebbe potenzialmente causare danni al cervello?  Il modo in cui si instaura questo meccanismo, da far gelare il sangue, viene spiegato molto semplicemente dalla Ratajczak: “Perché è DNA umano e i destinatari sono gli esseri umani. Avviene una ricombinazione omologa del DNA integrato nel DNA dell’ospite. Una volta cambiato il DNA, secondo il concetto immunologico del self (proprio) e non-self (non proprio), si instaura un’alterazione del concetto di self e il proprio corpo attacca le proprie cellule. La maggior parte di questi avvenimenti avvengono nella loro massima espressione a danno dei neuroni nel cervello ancora in fase di maturazione del bambino. Così si instaura un processo di malattia autoimmunitaria che sfocia poi in una infiammazione. Questa infiammazione non si ferma, diventa cronica e continua per tutta la vita di quella persona“.

Il Dr. Strom afferma che non era a conoscenza che il DNA umano era contenuto nei vaccini (ma che strano!), e ribatte: “Non importa … Anche se il DNA umano è stato utilizzato nei vaccini, non significa che essi causano l’autismo“. La Ratajczak concorda sul fatto che “forse” nessuno ha ancora dimostrato come il DNA umano causa l’autismo, ma ricorda come i recentissimi studi del Sound Choice Pharmaceutical Institute sono una prova molto pesante che comprova questo legame e semmai nessuno ha dimostrato scientificamente il contrario.

Un ulteriore prova di come questo dibattito sia definitivamente aperto, arriva dalla denuncia sanitaria di un buon numero di scienziati indipendenti che affermano di essere stati sottoposti a orchestrate campagne di discredito quando la loro ricerca esponeva i problemi di sicurezza del vaccino, soprattutto se si entrava in tema di autismo. Così è stato chiesto alla Ratajczak come ha potuto effettuare ricerche in merito ad un argomento così controverso. Lei ha affermato che per anni, mentre lavorava nel settore farmaceutico, è stata limitata in quanto a ciò che le è stato permesso di pubblicare. “Ora sono in pensione“, ha quindi ribadito alla CBS News, “Io posso scrivere quello che voglio“.

Così la CBS news ha deciso di mettere alla prova il CDC per dargli modo di sfidare l’opinione della Ratajczak. Dal momento che molti funzionari governativi e gli scienziati proseguono ad insinuare che le teorie che collegano i vaccini all’autismo sono state smentite, mentre la ricerca della Ratajczak dimostra il contrario, la CBS ha organizzato un contraddittorio. Ebbene, a sorpresa i funzionari del CDC affermano che “ci vorrebbe troppo tempo per studiare e controbattere questa revisione scientifica“.

Integrazione

Sentitosi punto sul vivo, il Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) comunica sul suo sito che intende studiare l’autismo come possibile conseguenza clinica delle vaccinazioni, in un progetto di ricerca di 5 anni sulla sicurezza dei vaccini.
Il CDC studierà anche la disfunzione mitocondriale e il potenziale rischio di “danni neurologici” post vaccinali e per questo sta riunendo un team di esperti sulla fattibilità di studiare conseguenze sulla salute come l’autismo su bambini vaccinati e non vaccinati.

La mossa del CDC giunge un mese dopo che l’ente governativo che coordina le politiche sull’autismo (IACC) ha annunciato un cambiamento nelle priorità della ricerca verso i fattori ambientali scatenanti l’autismo, tra i quali include tossine, agenti biologici e “effetti avversi in seguito alle vaccinazioni”.
Il Centro per la sicurezza dei vaccini del CDC ha identificato la necessità di studiare “i disordini neurologici, tra cui i disordini dello spettro autistico” come una possibile conseguenza clinica delle vaccinazioni.

Il programma, che trovate qui nella sua interezza, si propone anche di stabilire se il conservante a base di mercurio thimerosal sia associato altresì all’aumento del rischio di “tic clinicamente importanti o della sindrome di Tourette“.
Il CDC ha citato uno studio (Thompson, NEJM, 2007), che “ha stabilito che una aumentata esposizione al mercurio dalla nascita ai 7 mesi sia associata con tic motori e fonici nei maschietti” e ha aggiunto che “un’associazione tra esposizione al thimerosal e tic è stata trovata in due precedenti studi (Andrews, Pediatrics, 2004; Verstraeten, Pediatrics, 2003).” Anche se bisogna sottolineare che Verstraeten ha poi rimangiato tutto quando è salito sulla carrozza della GlaxoSmithKline.

Notando che il team IACC “suggerisce diversi studi che comprendessero bambini vaccinati rispetto a quelli non vaccinati per stabilire se c’erano delle differenze conseguenti sulla salute“, il CDC ha stabilito di riunire “una commissione esterna di esperti per offrire una guida sulla fattibilità sulla conduzione di questi studi e su quelli aggiuntivi sul programma vaccinale, comprendendo studi che possano indicare se le vaccinazioni multiple aumentino il rischio di disordini del sistema immunitario“.

Probabilmente assisteremo a un bel valzer di burattini e bustarelle, possiamo facilmente scommetterci, però di fatto il tema relativo alla correlazione tra autismo e vaccinazioni apre finalmente tutte le porte degli orrori.
Ne vedremo delle belle…. anche dal punto di vista dell’informazione!

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2 ottobre 2012

Lorenzo Acerra – 24 settembre 2012 da www.disinformazione.it

Quando a Mariarosa Dalla Costa fu proposta l’isterectomia per una situazione che a suo avviso non la giustificava affatto, la docente dell’Università di Padova si mise alla ricerca affannosa d’informazioni. Le verifiche successive condotte con più medici e con numerose altre donne le fecero constatare “come questa proposta fosse divenuta da tempo una specie di rete, ovvero un approccio che, ora vedremo, prende in considerazione più l’età della paziente che la gravità della patologia, tesse oggettivamente attorno a una donna il rischio di essere isterectomizzata per il semplice avanzare degli anni ed avere una qualche affezione uterina.” (Dalla Costa 1998, “Isterectomia, una questione aperta nel rapporto donne-medicine”
http://books.google.it/books?id=ENIl18XuDm0C&pg=PP1&lpg=PP1&dq=%22Mariarosa+Dalla+Costa%22+isterectomia&source=bl&ots=YgF5MB1ugf&sig=UkmokF-qLUxy5GYmtFsqeeBOnb8&hl=it&sa=X&ei=TwtcUNeJI43DswbMp4D4BA&sqi=2&ved=0CCUQ6AEwAQ#v=onepage&q=%22Mariarosa%20Dalla%20Costa%22%20isterectomia&f=false ).

Il fatto è che una donna su tre (di 60 anni o più) ha subito l’isterectomia negli USA e nel sud Australia; nel Regno Unito una donna su cinque tra quelle di età superiore a 65 anni. In Italia abbiamo uno studio nella regione Veneto: una donna su quattro nel corso della sua vita viene sottoposta ad isterectomia. Collenghi F. (1997) scrive: “L’isterectomia è diventata tanto comune che i ginecologi ormai vi fanno ricorso come riflesso immediato al primo manifestarsi dei disturbi che spesso precedono o accompagnano la menopausa.”

Nel romanzo “La montagna incantata” Thomas Mann ci presenta un medico che si rende conto di essere l’ultimo impotente baluardo per i suoi pazienti di fronte ad un mondo della medicina che, visto globalmente, tende a negare opzioni più vantaggiose per l’individuo e ad allargarsi sempre nella direzione di massimo volume di affari. Quale siano le migliori soluzioni per il paziente oggi viene definito con grande attenzione dalla medicina accademica. E nonostante questo non possiamo negare che le preoccupazioni di Mann possano essere ancora reali. Per esempio eccoci di fronte al medico dispensatore d’isterectomie (600.000 all’anno negli Stati Uniti). L’ostacolo da superare sono i fibromi uterini, l’endometriosi, perdite ematiche, dolori. Quando una donna con sintomi ricorrenti, “inspiegabili” e “inguaribili”, si trova di fronte ai risultati di una sonografia e il medico sventola insistentemente possibili pericoli che sembrano imminenti o inevitabili (ma vi avverto, senza basi scientifiche in questo caso), che cosa succede? La donna si convince allora che la sua situazione è particolarmente grave, cede alla richiesta di chirurgia senza sapere che è stata coinvolta in una guerra su ampia scala, assurda, del mondo della medicina contro l’utero. Per avere un’idea di come la comunicazione con il dispensatore di “isterectomie preventive” faccia nascere decisioni sbagliate, si può dare un’occhiata a testi di controinformazione come questi: Questione di Ormoni (M. Gluck 2010 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__questione-di-ormoni.php), Do You Really Need Surgery? (M. Moore 2003, The Hysterectomy Hoax (S. West 1993), No more hysterectomies (V.G. Hufnagel 1989). Scelte drammatiche come la chirurgia vengono fatte dalle donne per terrore, per fiducia con l’interlocutore con il quale si è aperta una comunicazione, per mancanza di altre opzioni percorribili, per comunicazioni sbagliate e disinformatamente ambigue.

Che la medicina accademica vada in una certa direzione non significa che anche noi pazienti dobbiamo seguire. Però significa che dobbiamo essere noi infaticabilmente sul binario dell’informazione. Vedremo ora da cosa sono causati i fibromi e le sintomatologie inguaribili. Altrimenti, rimanendo sul versante in cui i fibromi sono delle entità incontrollabili e senza causa nota, l’isterectomia forse non è del tutto al di fuori del raggio della ragionevolezza. Comunque è ragionevole almeno quanto prendere come proprio interlocutore di riferimento chi “ignora”, o peggio ancora chi è stato così pompato d’informazioni da non voler sentire nient’altro.

Thomas Mann era convinto che  da un momento all’altro dovesse arrivare alla resa dei conti il conflitto tra il miglior interesse del paziente e un sistema medico-ospedaliero, in cui diventavano sempre più protagonisti aziende troppo interessate ai propri rientri economici. Ma ciò non accadde, perché quello che Mann non vide arrivare era l’illusione del controllo, nella forma di uno strumento estremamente costoso, che richiedeva che decine di migliaia di animali fossero sacrificati ogni volta che iniziava un nuovo tentativo di sviluppare un farmaco da brevettare. Ciò portava l’ars curandi quanto più possibile in un monopolio inefficiente e al di sopra delle regole del libero mercato. Di che personaggi aveva bisogno questo sistema per svilupparsi?

Si narra che il farmacista Pasteur (1822 –1895), allora un chimico e inserzionista pubblicitario, plagiò la ricerca di un serio ricercatore del tempo, il dottor Antoine Béchamp, sottoponendo all’Accademia Francese della Scienza una teoria della malattia nella forma in cui il mondo della medicina la voleva. In questa teoria spariva la responsabilità del calo di forza vitale, dunque gli stili di vita e gli eventi tossici subiti dal paziente. Rimanevano le malattie, entità a sé stanti, definite in base ai farmaci e a dei parametri biochimici riproducibili.

Il cortissimo necrologio uscito sul British Medical Journal sulla morte di Béchamp (1816 – 1908) fa accenno, senza chiarirle meglio, a delle teorie complesse e inutilizzabili per la medicina moderna su cui di questo ricercatore semi-sconosciuto. Cioè che bisognasse valorizzare la forza vitale: “il terreno biologico è tutto”. Béchamp aveva scoperto nei suoi studi che la tossicità dei germi dipendeva dal bisogno che i germi avevano di trovare il loro habitat naturale, cioè i tessuti malati. Questa era la vera connessione tra malattia e germi: la malattia ha la sua origine in tessuti malati, intossicati, sovraccaricati da certi metaboliti e metabolismi; su di essi trova ospitalità il germe, che puntualmente finisce per essere accusato di originare la malattia, mentre invece “il terreno è tutto”.

La verità è che la connessione tra un microrganismo e una malattia può essere assicurata solo se il terreno biologico è stato compromesso (tossicosi intestinale, acidificazione). Oppure se un germe ha trovato spazio e accoglienza per un tempo sufficientemente lungo in un’area circoscritta dell’organismo, creando un focus, che poi avvelenerà l’organismo a distanza con i tioli che vengono generati dal suo metabolismo o anche interferendo sui programmi di regolazione biologica, come fa un segnale radio che si sovrappone, disturbandolo, al programma principale che ci serviva. Più forte è la sovrapposizione, più abbiamo problemi a realizzare il nostro intento originario, cioè ascoltare il programma desiderato. Un campo di disturbo si comporta in modo simile.

Questa tesi è stata sposata nell’ultimo mezzo secolo da un approccio biologico chiamato “Medicina Funzionale”, che fa risalire le sue origini a Pischinger e Voll. La prima domanda che si pone il terapeuta di “Medicina Funzionale” è questa: “Che cosa disturba la normale auto-regolazione biologica?”
Sembra proprio che i denti del giudizio e i denti devitalizzati siano implicati, i primi perché sono sistematicamente associati con la presenza di aree ossee con metabolismo alterato e i secondi con la preservazione chimica di tessuti putrefattibili e l’esistenza di livelli bassissimi o nulli di ossigenazione ( www.disinformazione.it/denti_causa_malattia.htm ).
Questo discorso di evitare di avere denti morti era stato noto da millenni, ma poi è andato sempre più sfumando, complici la dimenticanza sempre maggiore di medici impegnati in altre cose, cose serie dettate dalla nuova scienza, e appunto una medicina che sempre più chiudeva un occhio sulle vere cause delle malattie.

Il progressista sistema di legittimazione scientifica otteneva sempre più il risultato di far scomparire facilmente informazioni essenziali, per il fatto che nessuno fosse in grado di trarre il proprio sostentamento da esse. Otteneva il risultato d’ipnotizzare il medico, cosa interessante dal punto di vista affrontato nella “Montagna incantantata” da Mann. Stava diventando un ingranaggio così portentoso che riceveva la fiducia incondizionata del pubblico.
Molti di voi già sanno che il discorso della legittimazione scientifica non è un gran bello spettacolo a vedersi. In pratica è un business, una procedura costosa con dei datori di lavoro indiretti, pronta a dare soddisfazione ai facoltosi protagonisti del mercato. Storicamente i primi a vedere la necessità di far crescere il mondo della medicina come lo conosciamo oggi furono gli industriali: l’industria del latte in polvere, i Rockefeller, etc. Vediamo l’esempio del latte in polvere nell’alimentazione della prima infanzia. Il movimento tecnologico e ‘scientifico’ che diede la sua disponibilità a promuovere quell’industria, sapendo dove doveva andare a parare, si trovò in buona sintonia con la misurazione della salute del neonato in base all’aumento di peso che dava il latte in polvere e non il latte materno umano. Infatti il bambino nutrito con latte vaccino cresceva senz’altro più in fretta, ma questo veloce aumento era ottenuto tutto a scapito della resistenza, della consistenza, della qualità, della salute e della longevità di quell’individuo. L’effetto era di dilatare la consistenza di tutti gli organi (che si formano velocemente e male). Invece i medici pediatri di allora usarono questo parametro, una variazione mensile di 170 grammi in più sulla bilancia (che è data dal latte di mucca e non dal latte umano), come misura di salute del neonato. Il latte materno non era abbastanza buono se confrontato con quello di mucca proposto dal commercio. E molti ci credettero anche!

Chirurgia “profilattica” – Mariarosa Dalla Costa fa presente anche un altro discorso: “L’associazione dell’isterectomia con l’ovariectomia cosiddetta “profilattica” è un tema contraddittorio ed affrontato più su base empirica che scientifica. I testi di chirurgia per medici ne danno ampiamente indicazione giustificandola come strumento di prevenzione.” Ma perché privare la donna di un organo sano e di un apporto ormonale importante sia prima che dopo la menopausa visto che oggi sono disponibilie mezzi di diagnosi precoce come l’ecografia ?

Dalla Costa: “[l’isterectomia] è diventata per i ginecologi il riflesso immediato al primo manifestarsi dei disturbi che spesso precedono o accompagnano la menopausa. “L’autrice dice anche che nella ricerca scientifica è mancato un impegno costante per individuare le cause che favoriscono l’insorgenza dei fibromi, oppure per capire se l’isterectomia migliorava la qualità della vita rispetto alle altre terapie possibili. Dalla Costa: “Lo scarso impegno nella ricerca di base può essere dovuto al fatto che si tratta di alterazioni benigne, che non sempre costituiscono “malattia” nel senso che abbiamo detto sopra, ma anche al fatto che, con una chirurgia così diffusamente applicata e silenziosamente subita dalle donne, spesso senza valutazione del rapporto con il beneficio che s’intendeva ottenere, si è in qualche modo by-passato il problema”.

Le soluzioni – Qui in Germania è normale che persone ragionevoli vadano da un Heilpratiker prima di andare poi per una second-opinion da un medico della mutua per la medicina farmacologica convenzionale, e alcuni medici della mutua sono anche Heilpraktiker (come lo è stato per 20 anni il mio amico Dr. Thomas Herms, http://www.schiena-a-pezzi.it/area-problematica-denti.htm). C’era un tempo in cui nemmeno io conoscevo il tedesco e la questione dei focus dentali come fonte cronica d’interferenza sulla regolazione, di funghi e di metaboliti tossici. Il pericolo è che la buona volontà del paziente, alla ricerca di qualcosa con cui poter modificare il corso degli eventi, incontri l’ignoranza, in quel caso diventandone vittima e venendone sfiancata.

Mi riferisco alla non conoscenza in Italia di un problema centrale come quello dei denti morti infetti (vedi nella bibliografia gli scritti del Dr. Ernest Adler 1983, del Dr. Ralf Türk 1982, del Dr. Fritz Kramer 1980, del Dr. Joachim Thomsen 1985, del Dr. Alexander Rossaint 1991, del Dr. Manfred Nürnberg 1995, del Dr. Otto Bergsmann 1998, del Dr. Max Daunderer 1999, della d.ssa Rosemarie Mieg 1999, del Dr. Christian Kobau 2000, della d.ssa Montserrat Noguera 2002, del Dr. Dietrich Volkmer 2005, del Dr. Johann Lechner 2006, del Dr. Dietrich Klinghardt 2007, del Dr. Thomas Klein 2007, del Dr. Thomas Rau 2009, del Dr. Karl Heinz Graf 2010, del Dr. Wilhelm Schuler 2012).

I fibromi e i disturbi ormonali non sono quella cosa inguaribile e senza cause che è stata descritta. Vedo sempre più persone per niente alternative che, messe di fronte all’incredibile apporto di danni proposti di volta in volta come il male minore, non infrequentemente devono migrare in una qualche forma di ricerca personale in terapie complementari. Cos’altro si può dire in poche righe che poi diventa decisivo per tutte le persone di buona volontà?

Il latte animale consumato nell’età adulta: 250 volte più ormoni. Nessuno oggi, nemmeno un allevatore bio­logico, può permettersi di pagare vitto, allog­gio e manodopera per una mucca improduttiva per i dieci mesi della sua gravidanza; perciò la mucca deve essere ingravidata subito dopo il parto, così che potrà avere il prossimo parto e, con esso, di nuovo subito di nuovo latte, non appena l’attuale ciclo di allat­tamento giunge ad esaurimento. Però pensia­mo un attimo a questo: il suo latte contiene in questo caso 250 volte più ormoni di quelli che ci sarebbero stati se non fosse stata gravida; in­fatti contiene anche gli ormoni generati dalla placenta! Il consumo di latte pastorizzato de­termina effetti ormonali completamente nuovi e non voluti da madre-natura, soprattutto dopo che l’omogeneizzazione rimpicciolisce le dimensioni delle sue palline di grassi, provocan­do un passaggio in circolo nel sangue di ormo­ni che normalmente non sarebbero mai riusciti ad attraversare i pori della mucosa intestinale.”

Gli estrogeni: vi prego siate informati sulle consequenze nefaste di usare Premarin e la terapia sostitutiva convenzionale. I fibromi sono stimolati dall’estrogeno. Una possibile terapia naturale è l’uso di ormoni bioidentici prodotti dalla pianta dello Yam. Gli ormoni sintetici causano invece catastrofi. Fate riferimento ad internet per capire il discorso degli ormoni bioidentici e dei danni mostruosi invece delle terapie ormonali convenzionali con prodotti equini, sintetici e molecolarmente diversi da quelli naturali.

L’intolleranza al glutine: proteina modificata con radiazione e mediante selzioni per la glutinosità, che poi nella digestione finisce per creare frammenti poco digeribili e insidiosi (www.disinformazione.it/glutine.htm) Consultare il dossier completo qui: it.scribd.com/doc/101362660/Il-Mal-Di-Glutine-Lorenzo-Acerra-2005

Campo di regolazione bloccato da zavorre metaboliche: viene spiegato qui nel mio libro sul Magnesio (2005)
(http://books.google.it/books?id=wOrioj9oaHEC&pg=PA50&lpg=PA50&dq=magnesio+acerra+lorenzo+fibroma+maria+grazia&source=bl&ots=Sh0xyXkKI8&sig=DIfygNijd6q9aeM0N7vnzDss_dw&hl=it&sa=X&ei=P3BVUIavKcGh4gSrzoGQDA&ved=0CDUQ6AEwAA#v=onepage&q=magnesio%20acerra%20lorenzo%20fibroma%20maria%20grazia&f=false )

Detto in altre parole, esiste nel nostro organismo una RAM, una capacità vitale che fa si che 35 grammi di ATP vengano creati e metabolizzati 2.000 volte al giorno. Una produzione insufficiente di ATP porta all’interno di ogni cellula ad un diminuzione di tutte le funzioni cellulari. Questa e la causa di malattie che poi sono diverse in ciascun individuo e prendono nomi diversi.

Sono certo che solo il togliere l’amalgama dentale non è sufficiente. Sono certo che ognuno può trovare il suo percorso. Forse me n’è sfuggito qualcuno, ma sono certo che la strada diventa proibitivamente in salita senza valutare le presenze di granulomi, denti del giudizio impattati e denti devitalizzati marci (www.disinformazione.it/denti_causa_malattia.htm).
Come osservavano già nell’800 Rudolf Virchow e Antoine Béchamp, nei primi stadi d’infiammazione (formazione di pus), i batteri presenti sono gli streptococchi ma man mano che i tessuti si disintegrano ulteriormente, gli streptococchi si trasformano in stafilococchi– cioè cambiano in una forma adeguata al nuovo ambiente dei tessuti morti.

Scrive il Dr. Johann Lechner (2006): – Quando si parla di campi di disturbo dentali, bisogna dire che l’effetto negativo della loro interferenza cronica può assumere qualsiasi forma sia dettata dalla suscettibilità del paziente e dalla distribuzione delle tossine solforate dei batteri anaerobici sui meridiani di agopuntura. Sappiamo questo grazie ai successi più svariati, come vediamo in questa testimonianza della signora D.M., 68 anni, mia paziente:

“Dopo l’estrazione di tutte le radici dei denti afflitti e i campi di disturbo infetti tre anni fa, ho registrato i seguenti cambiamenti permanenti:

– L’artrosi delle falangi su entrambe le mani e sul polso destro si è fermata e non provo più dolori.

– Le aritmie nervose sono diminuite notevolmente.

– La mia capacità produttiva in generale è aumentata notevolmente.”

Per la medicina classica è incredibile che tramite un singolo provvedimento, il “risanamento dei focus dentali”, vengano guarite contemporaneamente tre aree malate completamente diverse: disturbi reumatici nell’area delle articolazioni, disturbi del ritmo cardiaco e al contempo la situazione di controllo vegetativo, nel senso di una migliorata efficienza generale. Ma quando si comprende che le malattie altro non sono che micro-carenze localizzate del sistema di regolazione che poi nel tempo diventano macro-carenze del sistema di regolazione, la clinica ti porta automaticamente su questa strada.

– Il risanamento odontoiatrico rimuove uno stimolo cronico.

– L’eliminazione dello stimolo cronico fa migliorare la regolazione e normalizzare il substrato immunologico

All’interno delle cellule gli schemi di regolazione per l’auto-conservazione funzionano meglio.

I malanni della paziente svaniscono perché abbiamo ridotto la somma degli ostacoli alla autoguarigione.

Bibliografia

Adler, Ernest (in spagnolo): “Enfermedas generales causadas por campos de irritacion del sistema neuro-vegetativo producidas por problemas dentales” (1983) http://www.terapianeural.com/images/stories/pdf/ADLER_LIBRO.pdf
( ENG-Systemic illnesses caused by neuro-vegetative interference fields and focus of dental origin. )

Adler, Ernest (in tedesco): “Storfeld und Herd im Trigeminusbereich”. ISBN- 9783000136788, Gesellschaft f. Ganzheitliche Medizin 1983

Bergsmann, Otto: “Chronische Belastungen – Unspezifische Basis klinischer Syndrome”. ISBN- 3850764710, Facultas Universitätsverlag Wien, 1998-  ( ITA-Zavorre croniche sul sistema di regolazione di base; ENG-Aspecific consequences caused by chronic biological burdens. )

Daunderer, Max: “Autoimmungifte, Psychogifte, Giftherde”, http://toxcenter.de/atlas-der-giftherde  – Landsberg 1997.  ( ITA-Veleni autoimmuni, veleni malattie fisiche e mentali a distanza; ENG- Poisons for the focal illnesses of the immune system, the brain and the body. )

Fudalla, Siegfried: “Die fokale Erkrankung des Körpers”, Hippokrates Verlag 1954.  ( ITA- Malattia focale del corpo; ENG- The focal illness in the body.  )

Graf, Karl Heinz: “Störfeld Zahn”. ISBN- 9783437585708, Elsevier München 2010  ( ITA- Campi di disturbo di origine dentale; ENG- Dental Focuses )

Hattyasy, Desider: “Wurzekbehandlung und Herderkrankung”. Johann Barth Verlag Leipzig 1955.  ( ITA- Denti devitalizzati e malattie focali; ENG- Root canals and focal illnesses )

Henning, Hartel: “Bildatlas der Herddiagnostik im Kieferbereich”. ISBN- 3776012153, Karl F. Haug Verlag Heidelberg, 1992  ( ITA- Atlante di foto dei focus dentali; ENG-Dental focuses: an atlas of photos. )

Klein, Thomas: “Energieverlust und Krankheit durch Zahnherde”. ISBN- 9783939865094, Hygeia-Verlag 2007. ( ITA-Malattie e mancanza di energia causata dai focus dentali; ENG-Illnesses and lack of energy caused by dental focuses. )

Klinghardt, Dietrich: “Neurobiologie des Kiefer- Zahnbereichs und der Psyche”. ISBN 9783937766454, Steinhardt 2007.  ( ITA- Neurobiologia oro-dentale e psiche; Oro-dental neurobiology and the psyche )

Kobau, Christian: “Ganzheitlich und Naturheilkundlich Orientierte Zahnmedizin”. ISBN- 3950030344, Klagenfurt 2000. ( ITA-Odontoiatria funzionale e biologica; ENG- Biological and functional dentistry )

Kramer, Fritz: “Die chronische Pulpitis als odontogener Herd”. Nürnberg 1980.  ( ITA-La pulpite cronica ha possibili effetti a distanza; ENG-Chronic pulpitis and its focal effects. )

Lechner, Johann: “Der Feind in meinem Mund”. ISBN- 9783000200489, München 2006.  ( ITA-Il nemico nella vostra bocca; ENG- The problem originates from your mouth )

Mieg, Rosemarie: “Krankheitsherd Zahne” (1999), ISBN: 978-3-8304-3918-9 (ITA-Malattie causate da focus dentali; ENG- Focal illnesses caused by the teeth )

Noguera, Montserrat: “Ottavo odontone e correlazioni sistemiche: casistica clinica” (EAV 2002) dentitossici.altervista.org/devitalizzazione/ottavo_eav_011_04.pdf  ( ENG-The eighth odontone: systemic effects and clinical cases )

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Rau, Thomas: Chronisch krank? Heile dich selbst!”. ISBN- 9783037803929, Paracelsus Klinik Fona Verlag AG 2009. ( ITA-Sei malato cronico? Ecco la tua guarigione! ; ENG-Chronically ill? Heal yourself  )

Rossaint, Alexander: “Ganzheitliche Zahnheilkunde”. ISBN- 9783778525517, Haug Verlag Heidelberg 1991. ( ITA-Odontoiatria olistica; ENG-Olistic dentistry. )

Schuler, Wilhelm: “Fäulnisgifte aus dem Zahn-, Kieferbereich – Die wahren Ursachen von psychischen Störungen, Immunkrankheiten, Krebs?” – Frankfurt 2012. ( ITA-Le vere cause di malattie mentali, immunitarie e tumorali? Le tossine anaerobiche prodotte nell’area denti. ENG- The chemistry of dead teeth as cause of mental, immunological and tumoral illnesses )

Thomsen, Joachim: “Odontogene Herde und Störfaktoren”. Medizinisch Literarische Verlagsgesellschaft 1985.  ( ITA-Focus odontogeno e campi di disturbo; ENG-Odontones as a possible cause of focus and intereference fields. )

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Voegeli, Adolf: “Die rheumatischen Erkrankungen”. ISBN- 3776003375, Karl Haug Verlag 1961. ( ITA-Sulle malattie reumatiche; ENG-The rheumatic pathology. )

Volkmer, Dietrich: “Herd, Focus, Störfeld”. ISBN- 9783833426957, booksondemand 2005.  ( ITA-Irritazione, focus,campo di disturbo )

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Intervista al dott. Giuseppe Nacci, autore del libro “Mille piante per guarire dal cancro senza chemio”

Di su maggio 1, 2013
prevenire e curare il cancroPubblichiamo un’intervista allo specialista in medicina nucleare e medico chirurgo, il dott. Giuseppe Nacci.

Dottor Nacci, cosa ha spinto un medico specializzato in medicina nucleare a intraprendere degli studi nel mondo delle erbe e dell’alimentazione naturale?

Il mio è stato un lungo percorso di studio, iniziato nel 1983, quando mi iscrissi all’Università di Trieste per studiare Medicina. Avevo molto interesse, fin da allora, per lo studio del Cancro, e quindi pur buttandomi a capofitto nello studio, mettevo da parte ogni informazione in merito al cancro che riuscivo a trovare nei testi di studio.

Così, fin dall’inizio, lasciai stare tutta quella parte di medicina e di chirurgia che non era inerente al cancro, permettendomi così di focalizzare il mio interesse soltanto sugli aspetti fondamentali di tutte quelle branche della medicina che potevano avere attinenza con il cancro: dalla chirurgia, alla Biochimica, alla Immunologia, alla Medicina Interna, alla Radio-terapia, alla Chemio-terapia…
Insomma, evitai di disperdere tempo ed energia sui tanti versanti scientifici che il lunghissimo corso di 6 ANNI di laurea in Medicina e Chirurgia offre ad ogni studente…
La conclusione fu quindi che quando arrivai alla fine dei 6 anni di medicina e chirurgia, e dovendo decidere quale strada intraprendere, in realtà avevo già tutto molto chiaro in testa:
sarei andato in qualsiasi parte del mondo dove vi fosse stato un interesse a curare il cancro NON con la Chemio-terapia, ma con un metodo che stavo studiando già da alcuni anni, sulla base di lavori americani già avviati:
1) usare Anticorpi Monoclonali radioattivi al posto della CHEMIO, per non danneggiare i globuli bianchi, il fegato i reni e gli altri organi del paziente.
2) usare Radio-terapia ADRONICA al posto della vecchia Radio-terapia con raggi X che si faceva ancora, allo scopo di “bruciare” solo il cancro e non gli organi vicini…
3) Dare massimo sostegno alle difese immunitarie (Globuli bianchi) nella speranza di un “risveglio” delle difese immunitarie contro il cancro. Infatti, ci insegnavano all’Università che i globuli bianchi non sono in grado di riconoscere bene e quindi di attaccare in maniera decisiva il cancro…. Quindi gli Anticorpi Monoclonali radioattivi e la Radio-terapia adronica (che non arrecavano danno alle difese immunitarie) avrebbero “aperto la strada” ai globuli bianchi…
Fu così che ebbi l’occasione di andare a Milano, dove in quei 5 anni ebbi modo di verificare dal vivo le mie teorie sull’impiego delle radiazioni, senza tralasciare lo studio sull’attivazione dei globuli bianchi contro il cancro …giungendo persino a scoprire l’impiego in medicina di un nuovo radio-isotopo a scopo medico: il Gadolinio 159…che era molto meno pericoloso per i globuli bianchi, fra tutte le radiazioni che si potevano usare contro il cancro…
Nel 1996 tornai finalmente a Trieste, e chiesi di realizzare anche qui, nel Friuli Venezia Giulia, questo nuovo genere di cure anti-cancro basate con Anticorpi Monoclonali e sulla Radioterapia adronica (che era in progetto in varie parti d’Italia): avevo anche lo studio sul Gadolinio 159 da sviluppare presso l’AREA PARK di Trieste…
Ma tutto finì in niente, e pur avendo conseguito una specialità in medicina nucleare, mi dissero che posto per me, non c’era.
Anche in altre città, dove c’erano dei concorsi per medicina nucleare, non trovai posto.
Così per 3 anni cercai inutilmente una collocazione in qualche centro di medicina nucleare, forte di quanto avevo imparato e sviluppato, compreso anche un brevetto che nel frattempo mi ero fatto per il Gadolinio 159….
Rimasi male, ma in fondo ero un medico, e anche se avevo buttato via 5 anni della mia vita per una specialità che non mi serviva, e altri 3 anni in inutili concorsi presso ospedali vari, decisi di cambiare strada.
Perchè, in fondo, avevo sbagliato a credere che gli Anticorpi Radioattivi dovevano essere il vero e UNICO sistema di cura del cancro….
Avevo sbagliato, perchè NON sapevo determinate cose, che in maniera fortuita e occasionale, mi era capitato di leggere e di studiare in quegli ultimi anni…
Per farla breve, tra il 1998 e il 2000 imparai che moltissime vitamine sono in grado di far “suicidare” le cellule del cancro e della leucemia. Oggi ho raccolto molti di questi articoli, e anche in INTERNET è possibile leggere questi splendidi lavori scientifici che per noi medici hanno il valore di una SENTENZA di Cassazione, e che pertanto non possono essere confutati, NEGATI o fatti passare sotto silenzio; vedi ad esempio: www.erbeofficinali.org/dati/nacci/tisaneantitum.php
www.erbeofficinali.org/dati/nacci/allpdf.php

E’ stato così che ho cambiato strada… pur dovendo accettare, serenamente, di buttare alle ortiche 5 anni di sacrificio passati nei migliori centri di medicina nucleare e altri 3 anni a fare concorsi inutili e un brevetto. Ma bisogna essere onesti e lineari nella vita: se capisci che una strada è sbagliata, per quanti sacrifici ti sia costata, devi avere il coraggio di cambiare e, soprattutto, di non ingannare gli altri. Per questo, trovo molto grave che, determinate persone, scienziati e medici in particolare, si siano mobilitati contro le terapie anti-cancro basate sull’utilizzo delle vitamine naturali, e che sono :
la FITO-TERAPIA occidentale (Gerson, Kousmine, Breuss, etc..) quella indiana (Ayurveda) e quella cinese….

La prima edizione del suo libro, andata subito esaurita, usciva proprio a dicembre 2006, periodo nel quale fior di nomi della Sanità italiana prendevano posizioni piuttosto nette in merito a medicina alternativa , tacciandole come terapie prive di basi scientifiche…

Migliaia di vitamine, contenute in piante fresche, sono in grado di indurre fenomeni di attivazione delle difese immunitarie contro germi, virus o cellule tumorali, o addirittura di provocare fenomeni di apoptosi (suicidio cellulare o morte programmata nelle stesse cellule tumorali).

In poche parole è vero più che mai che “I prati e i boschi sono la farmacia di Dio”. (Goethe, se non erro).

Sì, l’Umanità dispone di un patrimonio immenso, vera “FARMACIA DEL SIGNORE” che può aiutare enormemente tutti noi a stare in salute.
In natura esistono circa 800.000 specie di piante, di cui circa 500.000 già classificate. Si stima che oltre il 90% di esse contengano sostanze vitaminiche o complessi pro-vitaminici essenziali per la normale funzionalità bio-chimica umana.
Su circa 500.000 specie classificate hanno trovato che:

In Europa ci sono circa 20.000 specie di piante.
In Nord-America altre 20.000 specie autocnone diverse da quelle europee.
In Cina circa 60.000 specie già classificate, diverse dalle nostre.
Nel sud-est asiatico, India compresa, circa altre 120.000 classificate.
In Sud America circa 150.000 specie classificate
In Africa ce ne sono altre 150-000, forse di più….
Ci sono molte più specie di piante nei climi equatoriali, per via delle migliori condizioni ambientali.
Oggi la Biochimica è ancora oggetto di studio approfondito, poiché l’evoluzione dei mammiferi, durato oltre 60 milioni di anni, è avvenuto fondamentalmente sull’utilizzo esterno di sostanze vitaminiche e pro-vitaminiche essenziali di derivazione vegetale, in una complessa sinergia d’azione che ancora oggi non è ben conosciuta nella sua dinamica endo-cellulare e soprattutto genomica (DNA).
Si ritiene pertanto che la grande maggioranza delle malattie attualmente note possano derivare, sostanzialmente, da semplici carenze vitaminiche: carenze che possono essere più o meno evidenziate da condizioni ambientali e da predisposizione genetica dell’individuo.
In sostanza la malattia genetica o quella cronico-degenerativa possono essere curate con mega-dosi di vitamine “giuste” che vanno ad agire nei complessi sistemi biochimici delle nostre cellule… il problema è che siamo ancora molto indietro con la VERA MEDICINA SCIENTIFICA DELLA VERA RICERCA, e quindi non sappiamo con precisione quali vitamine dare, e in che misura, in caso di gravissime malattie genetiche… oggi inguaribili.
Viceversa, per la banali malattie cronico-degenerative, basterebbe un mix continuo e abbondante di vitamine naturali, prese ogni giorno, in grandi quantità…
Quindi, se il presupposto eziologico delle malattie, visto in chiave di deficit enzimatici da carenze vitaminiche, dovesse risultare corretto, allora la maggior parte delle malattie o delle sindromi potrebbero essere curate e guarite mediante l’accurata scelta medica di particolari piante (Rimedi Naturali) , non soltanto europee, ma anche provenienti da Asia, Africa, Oceania e Americhe.

Lo studio scientifico delle singole piante officinali dev’essere quindi oggetto di approfondito dibattito in tutto il mondo, allo scopo di ottenere più efficaci cure mediche, valorizzando le antiche conoscenze fito-medicamentose del passato, integrate dall’impiego di strumenti di analisi moderni, comprovanti le decine o centinaia di principi attivi contenuti nella singola pianta. Tale studio di “Rimedi Naturali” è attualmente in corso presso aggiornati lavori scientifici (vedi ad esempio rivista scientifica in lingua inglese “Fitoterapia”, disponibile anche su INTERNET:http://www.indena.it/fitoterapia_index.asp ).

Migliaia di vitamine, contenute in piante fresche, sono in grado di indurre fenomeni di attivazione delle difese immunitarie contro germi, virus o cellule tumorali, o addirittura di provocare fenomeni di apoptosi (suicidio cellulare o morte programmata nelle stesse cellule tumorali).

La maggior parte delle malattie attuali (Cancro, Infarto, Ictus, Diabete, Alzheimer, Sclerosi Multipla, Parkinson, Osteoporosi, etc.) sono malattie cronico-degenerative dovute a carenze vitaminiche, e pertanto non possono essere curate con farmaci brevettati di sintesi chimica. Ma le sostanze chimiche brevettate costituiscono il baluardo dell’infinita potenza e ricchezza della Medicina chimica occidentale, che adesso pensa addirittura a brevettare le stesse piante modificandone il patrimonio. Oggi, purtroppo, le malattie vengono curate con sostanze chimiche di basso costo, dirette a ridurre i sintomi, piuttosto che a curare le cause biochimiche che sono alla base delle malattie.

Le vitamine naturali curano infatti le basi biochimiche delle malattie ripristinando le normali funzioni delle cellule.
Ma non sono sfruttabili commercialmente dalle Multinazionali che quindi ritengono molto meglio imbottire il paziente di farmaci chimici, così che il paziente stia un po’ meglio (pur non guarendo dalla malattia) e consentendo un ritorno economico per la ditta farmaceutica.
Le prime dieci multinazioni chemio-farmaceutiche hanno un bilancio annuale di circa 200 miliardi di Euro-dollari.
I loro farmaci non guariscono, ma soltanto curano i sintomi delle malattie: così c’è il ritorno economico di patologie che non guariscono e che trasformano il paziente in una continua fonte di introito per l’Azienda farmaceutica.
Sarebbe troppo facile dire alla gente che per curare la pressione alta del sangue basta togliere il sodio dall’alimentazione (compresi i cibi che lo contengono)
Sarebbe troppo facile spiegare alla gente che il DIABETE dell’adulto (non quello auto-immune) è semplicemente dovuto alla mancanza di vitamina F, che rende impossibile al glucosio di penetrare all’interno delle cellule, e che basterebbe associare un alimentazione vegetariana, per non consentire più alle pareti dell’intestino di riassorbire gli acidi biliari in eccesso ….
BASTEREBBE DIRE ALLA GENTE CHE IL CANCRO È UNA BANALE MALATTIA METABOLICA, RISOLVIBILE CON ALIMENTAZIONE RICCA DI VITAMINE NATURALI, capaci di far ripristinare l’ordine di suicidio (APOPTOSI) per le cellule malate, di stimolare le difese immunitarie (globuli bianchi) e di togliere dall’alimentazione tutto quello che fa crescere le cellule malate, come le PROTEINE.
Troppo comodo ed economicamente sbagliato: il mercato del CANCRO, rende da solo circa 200 miliardi di Euro-dollari fra costi dei farmaci (inutili), del personale medico e infermieristico, delle attrezzature TAC, di RISONANZA MAGNETICA, degli stessi Reparti appositi di degenza…. senza specificare che soltanto 1 paziente su 50 sarà ancora vivo dopo 5 anni dalla prima CHEMIO… (http://www.mednat.org/cancro/MORGAN.PDF )
Eppure, tutta questa politica è cambiata in America negli anni 70, quando dopo la proibizione per i medici alternativi americani di curare il cancro con le vitamine naturali (in primis con la B17) sorsero in MESSICO le prime “Cliniche PRIVATE per ricchi” ( www.healthtours.com ; http://www.alternativemedicaltours.com/ ), DOVE QUESTI MEDICI ALTERNATIVI HANNO DIMOSTRATO di curare il cancro con percentuali di guarigione molto alte: dal trenta per cento al settanta per cento…
Ma la risposta non si è fatta attendere: negli anni 90 sono comparsi sul mercato alimentare le piante OGM.
Le Multinazionali che producono le piante OGM sono le stesse che producono i farmaci chimici di sintesi (vedi DECIMA DICHIARAZIONE su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” (www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm )

Le piante OGM costano moltissimo in ricerca e sviluppo.

E allora, perchè le producono ? Forse per ridurre la Fame del mondo ?

Non credo, considerando ciò che gli Scienziati Indipendenti Inglesi www.indsp.org hanno dimostrato nel 2003 (vedi ALLEGATO 4 su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” (www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm )

Piuttosto è molto grave che queste piante OGM, se CEREALI o LEGUMI, vengono tutte aricchite con aminoacidi essenziali (ufficialmente per risolvere la fame del mondo).
Ma cereali o legumi arricchiti con tutti e 9 gli aminoacidi essenziali sono come mangiare ogni giorno grandi quantitativi di carne, e questo vuol dire:
MODIFICAZIONE della flora batterica intestinale che diventa putrefattiva, con acidosi sistemica, e comparsa di malattie cronico-degenerative, compreso il DIABETE, il cancro , e molte altre malattie….
Nelle piante OGM sono inseriti veleni tossici per uccidere gli insetti (Bacillus turingensis), ma questo vuol dire anche caduta delle nostre difese immunitarie.
Nelle piante OGM vengono introdotti dei “simpatici” VIRUS che hanno la capacità, come le radiazioni, di modificare il DNA delle piante. Ma questi Retrovirus sono gli stessi che negli animali provocano la Leucemia, i linfomi, i sarcomi, i cancri…. (vedi ALLEGATO 5 su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO ENZA CHEMIO” (www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm )
E’ mia convinzione che la politica di conversione agricola a favore delle sementi OGM sia diretta allo scopo di impoverire sempre più la MEDICINA ALTERNATIVA di tutti quei presidi vitaminici necessari alla salvaguardia della salute dei cittadini, e che questo sia condotto deliberatamente da BIG-FARMA, allo scopo di distruggere la concorrenza della Medicina Naturale: (vedi DECIMA DICHIARAZIONE su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CACNRO SENZA CHEMIO (www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm )

Del resto, anche l’Unione Europea vuole dare una stretta di vite all’utilizzo delle vitamine naturali (vedi SETTIMA DICHIARAZIONE su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CACNRO SENZA CHEMIO”(www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm )

La minaccia OGM è quindi molto grave (vedi anche OTTAVA DICHIARAZIONE su “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CACNRO SENZA CHEMIO “. (www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm )

La denuncia, nel suo libro, delle grandi aziende sementiere OGM che scientemente e dolosamente immettono sul mercato frutti e semi mortiferi è una voce nel deserto?

No, non sono solo. Del resto non potrei da solo affermare tutte queste cose. Sul mio libro, liberamente scaricabile da INTERNET “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” (www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm ) c’è una ricchissima documentazione scientifica di quello che sta accadendo a causa degli OGM. Ad esempio, trovo molto interessanti le argomentazioni fatte dagli Scienziati Indipendenti Inglesi: le loro argomentazioni scientifiche dovrebbero fare molto riflettere. (vedi ALLEGATO 4: The Case for a GM-free Sustainable World (Per un mondo sostenibile, libero da OGM)

Il quadro da lei dipinto sugli alimenti di OGM lascia intuire un comportamento criminale, se non diabolico, da parte di governi e enti produttori sulla progressiva, silenziosa introduzione degli stessi nella catena industriale e alimentare della società.

La questione è molto complessa. Parlando con un alto ufficiale della Guardia di Finanza e con persone della Magistratura, il quadro che emerge è sostanzialmente quello di un mondo, quale quello attuale, in cui si sono persi i valori dell’ETICA, della Moralità, e quindi del rispetto per gli altri e, soprattutto, il rispetto per la VITA altrui.

Oggi, i medici fanno il loro mestiere solo per guadagnare, non per curare la gente.
Se volessero realmente curare la gente, i Medici di Base non manderebbero i loro pazienti a morire sotto le flebo di chemio, perchè loro sanno benissimo che su 50 pazienti malati di cancro che fanno al chemio, soltanto 1 di questi 50 pazienti sarà ancora vivo dopo 5 anni….(www.mednat.org/cancro/MORGAN.PDF ).
Nè, questi medici possono andare a dire in giro che loro queste statistiche non le sanno…
Se è vero che la LEGGE non ammette l’ IGNORANZA, anche la MEDICINA non deve ammettere tale IGNORANZA, nè tollerarla…

In poche parole, tra farmaci e alimenti OGM e/o comunque modificati industrialmente con additivi, coloranti, conservanti, etc. nessuno può evitare di intossicarsi o avvelenarsi lentamente con quello che mangia

Purtroppo è così, a meno che non ci si decida ad avviare il ritorno di una agricoltura meno chimica e meno industriale possibile, cioè abbassando il più possibile i Pesticidi.In quanto agli OGM, questi devono essere assolutamente banditi.L’OBIETTIVO FINALE dev’essere però il ripristino di un ‘agricoltura “biologica” . Tale ripristino è costoso, poichè bisogna cominciare ad avviare una seria politica di difesa ambientale, ma i risultati economici di produzione agricola e quelli medico-salutistici sulla popolazione sono stati ben dimostrati dagli studi degli Scienziati indipendenti Inglesi www.indsp.org (vedi ALLEGATO 4 del libro “MILLE PIANTE PER GUARIE DAL CANCRO SENZA CHEMIO”)” (www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm ).

E’ necessario conservare i semi della nostra tradizione agricola, tramandati per migliaia di anni nelle nostre campagne. Ma se le campagne italiane si spopolano, se le piccole aziende agricole familiari segnano il passo e cedono il posto a poche grandi aziende che coltivano in regime di mono-coltura (leggi: OGM), se l’unico sbocco di mercato è quello della grande distribuzione organizzata, allora non ci sarà speranza per la biodiversità dell’agricoltura biologica italiana, perché è stata proprio la grande distribuzione dei prodotti alimentari la principale causa della sua scomparsa. Affinché la biodiversità possa ritornare, affinché le antiche varietà di frutta, verdura, ortaggi, cereali, legumi possano nuovamente essere coltivate, è necessario creare le basi un nuovo Rinascimento Italiano della cultura contadina pluri-millenaria della nostra antica terra.

Questa nuova base potrà dare un aiuto economico immenso all’Agricoltura Biologica attraverso la vendita diretta, senza intermediazioni alcune, dei prodotti delle fattorie, provenienti direttamente dalle mani dell’agricoltore alle mani del paziente e dei suoi familiari.
Dovranno essere costruiti piccoli mercati coperti nei paesi del Sud-Italia, dove la LEGGE potrà verificare il rispetto di un giusto prezzo per i prodotti biologici, che potranno essere così decisi nel rispetto dei prodotti simili venduti in altre località vicine, evitando speculazioni, ma venduti sempre al disopra di un certo costo, allo scopo di incentivare l’agricoltore a proseguire con la produzione del biologico, perché questo significherà il rispetto di un “giusto prezzo” per l’agricoltore.
Questo modello che rappresenta l’immediato futuro, per molte aziende è già presente, e genera una serie di effetti positivi sull’economia delle campagne.
Sarà quindi importante ricollegare le persone della campagna alle persone delle città, riscoprendo e rivalorizzando servizi di elenchi gratuiti di aziende agricole del biologico, capaci di praticare anche la vendita diretta dei loro prodotti, cioè del “cibo locale”, o per meglio dire, di una “mappa del cibo locale”.
Secondo gli ultimi dati ISTAT, le aziende agricole italiane sono 1.963.263; di queste 1.659.615 (pari all’84,5%) hanno una superficie inferiore ai 10 ettari. Soltanto 20.425 imprese hanno una superficie superiore a 100 ettari: rappresentano solo l’1% di tutte le aziende agricole, ma sono anche quelle più a rischio di un eventuale passaggio alla semina di piante OGM.

Riguardo gli alimenti di produzione biologica spesso si è obiettato che per far fronte alle esigenze di mercato bisogna utililizzare ugualmente tecniche “industriali”.
Inoltre nonostante le più avanzate tecniche di coltivazione e produzione siano rispettose dei dettami naturali non è forse l’integrità degli alimenti inficiata essendo l’ambiente odierno così pesantemente inquinato?

Secondo gli Scienziati Indipendenti Inglesi ( www.indsp.org ), la produttività e le rese sono maggiori con l’agricoltura biologica rispetto a quelle ottenute con l’agricoltura chimica-industriale.

1. Agricoltura sostenibile

Nel terzo mondo 9 milioni di agricoltori hanno adottato pratiche agricole biologiche (chiamate anche “sostenibili”), per un totale di 30 milioni di ettari così coltivati in Asia, America latina e Africa; i dati, scientificamente affidabili, raccolti da 90 progetti, dimostrano che queste pratiche portano a un aumento della produttività e delle rese del 50-100% per le colture non irrigate e del 5-10% per le irrigue.
Studi a lungo termine condotti in paesi industrializzati dimostrano che le rese dell’agricoltura biologica sono equiparabili a quelle dell’agricoltura convenzionale e spesso sono superiori.
2. Miglioramento dei terreni
Le pratiche agricole sostenibili riducono l’erosione del suolo, migliorano la struttura fisica del terreno e la sua capacità di ritenzione dell’acqua, tutti fattori di cruciale importanza per evitare la perdita dei raccolti durante i periodi di siccità;
La fertilità del suolo è mantenuta e aumentata dalle pratiche agricole sostenibili;
I suoli coltivati con le pratiche sostenibili mostrano una maggiore attività biologica: un più alto numero di lombrichi, artropodi, micorrize ed altri funghi, e di microrganismi, tutti organismi utili per il riciclo dei nutrienti e per l’eliminazione naturale delle malattie.
3. Ambiente più pulito
Nell’agricoltura sostenibile (cioè biologica) è scarso o del tutto assente l’uso di prodotti chimici inquinanti;
Minori quantità di nitrati e fosforo raggiungono la falda freatica;
La filtrazione dell’acqua è migliore nei sistemi ad agricoltura biologica, che quindi sono meno esposti all’erosione e contribuiscono meno all’inquinamento delle acque per dilavazione delle superfici;
4. Riduzione degli antiparassitari, senza aumento dei parassiti
La lotta integrata ai parassiti ha ridotto il numero delle irrorazioni con antiparassitari da 3,4 a una per stagione in Vietnam, da 2,9 a 0,5 in Sri Lanka e da 2,9 a 1,1 in Indonesia;
Nella produzione californiana di pomodori, la scelta di non usare insetticidi di sintesi non ha comportato alcun incremento delle perdite di raccolto per danni da parassiti;
Il controllo dei parassiti si può realizzare senza ricorrere a antiparassitari e senza che ciò comporti perdite del raccolto, usando ad esempio colture ‘trappola’ per attirare la piralide, come si è visto nell’Africa orientale dove la piralide è un parassita importante;
5. l’agricoltura biologica fa crescere la bio-diversità

In Cina migliaia di coltivatori di riso hanno raddoppiato i raccolti e quasi eliminato una delle malattie del riso più devastanti, semplicemente piantando una mescolanza di due diverse varietà;
Essa porta effetti benefici quali il recupero di terreni degradati, il miglioramento della struttura del suolo e della sua capacità di filtrazione dell’acqua.
6. L’agricoltura biologica è sostenibile sia dal punto di vista dell’ambiente che dell’economia .
Una ricerca sulla produzione delle mele con sistemi agricoli diversi ha rivelato che l’agricoltura biologica si colloca al primo posto per quanto riguarda la sostenibilità ambientale ed economica; al secondo posto si piazza il sistema della lotta integrata e all’ultimo quello dell’agricoltura convenzionale; le mele biologiche si sono rivelate le più redditizie per il loro più alto prezzo di mercato, per il più rapido ritorno degli investimenti e un più veloce recupero dei costi.
Uno studio condotto su tutta l’Europa ha indicato che l’agricoltura biologica dà risultati migliori di quella convenzionale, rispetto alla grande maggioranza degli indicatori ambientali.
Un’indagine condotta dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (la FAO) ha concluso che le pratiche di agricoltura biologica opportunamente applicate portano a un miglioramento delle condizioni ambientali, a tutti i livelli.
7. Effetti positivi sui cambiamenti climatici, tramite la riduzione del consumo diretto e indiretto di energia.
L’agricoltura biologica usa l’energia in modo molto più efficiente, e riduce notevolmente le emissioni di CO2, rispetto all’agricoltura convenzionale sia per quanto riguarda il consumo diretto di energia sotto forma di combustibili fossili, sia riguardo al consumo indiretto connesso con l’uso di fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi.
L’agricoltura biolgica ristabilisce la materia organica del suolo, aumentando la quantità di carbonio sequestrato nel terreno, quindi sottraendo significative quantità di carbonio dall’atmosfera.
L’agricoltura biologica probabilmente emette meno biossido di azoto (N2O), un altro importante gas serra e una delle cause della distruzione dello strato di ozono.
8. Produzione efficiente, ad alto profitto
Nell’agricoltura biologica qualunque eventuale riduzione delle rese è più che compensata dai miglioramenti ecologici e dagli aumenti di efficienza.
Le aziende biologiche, più piccole, producono molto di più per unità di superficie che non i ben più grandi appezzamenti di terreno caratteristici dell’agricoltura convenzionale.
Nell’agricoltura biologica i costi di produzione sono spesso più bassi che nell’agricoltura convenzionale, portando a ritorni netti equivalenti o più alti anche senza il premio sui prezzi dei prodotti biologici; quando si tiene conto dei prezzi più alti per i prodotti biologici, i profitti di questo sistema di agricoltura sono quasi sempre superiori.
9. Aumento della sicurezza alimentare e dei vantaggi alle comunità locali
Un’indagine sui risultati dei progetti di agricoltura sostenibile ha dimostrato che la produzione media alimentare per famiglia è aumentata di 1,71 tonnellate all’anno (fino al 73%) per 4,42 milioni di coltivatori che lavorano 3,58 milioni di ettari, portando alle comunità locali grandi benefici in termini di sicurezza alimentare e di salute.
L’aumento della produttività fa aumentare la quantità di cibo disponibile e i redditi, quindi riduce la povertà aumentando l’accesso al cibo, riducendo la malnutrizione e migliorando le condizioni di salute e di vita.
I metodi dell’agricoltura sostenibile attingono intensamente dalle conoscenze tradizionali e danno importanza all’esperienza dei coltivatori e alle loro innovazioni, quindi ne migliorano la condizione sociale e l’autonomia, rafforzando le relazioni sociali e culturali all’interno delle comunità locali.
Per ogni sterlina spesa per acquistare prodotti dell’agricoltura biologica (in uno Studio condotto nel Regno Unito), vengono generate 2.59 sterline per l’economia locale; per ogni sterlina spesa in un supermercato, vengono generate soltanto 1,40 sterline per l’economia locale.
10. Prodotti alimentari migliori per la salute
Il cibo biologico è più sicuro, poiché nell’agricoltura biologica è vietato l’uso di antiparassitari; è perciò raro trovare in questi alimenti residui chimici nocivi;
nella produzione biologica è vietato l’uso di additivi artificiali, come i grassi idrogenati, l’acido fosforico, l’aspartame e il glutammato monosodico, che sono stati messi in relazione con patologie molto diverse quali le cardiopatie, l’osteoporosi, l’emicrania e l’iperattività;
Le pratiche dell’agricoltura biologica hanno dimostrato di avere effetti positivi su tutti gli aspetti riguardanti la salute e l’ambiente.
In più queste pratiche agricole sono ovunque fonte di sicurezza alimentare, benessere sociale e culturale per tutte le comunità locali.

Seguire un’alimentazione veramente naturale, come raccomanda nel suo libro, presuppone un drastico cambio di abitudini e conoscenze da parte di chiunque si decida a divenire il medico di se stesso
Non credo che ci voglia tanto, basta diventare VEGETARIANI di veri PRODOTTI BIOLOGICI….
Del resto, quando 5 anni fa ho deciso di iniziare a curare i pazienti in questo modo, avevo davanti a me 2 scelte:
PRIMA SCELTA (quella lucrativa)
Cercare un importatore di veri prodotti biologici che avrebbe fatto pervenire a domicilio del mio paziente, OGNI SETTIMANA, frutta e verdura biologica OLANDESE di altissimo valore curativo. Dare al paziente gli indirizzi per acquistare uno spremi-frutta da 2.600 Dollari, lo stesso che viene usato nelle cliniche americane “per ricchi”. Visitare a domicilio il mio paziente, mantenendo rigorosamente il silenzio, affinchè non si sapesse in giro di queste pratiche curative.
Infine, per dare maggior lustro alla serietà di quanto facevo, richiedere al paziente una parcella salatissima….
SECONDA SCELTA (quella che ho fatto) :
Diffondere via INTERNET, tramite sistemi avanzati di UVER UP l’intero mio PROTOCOLLO TERAPEUTICO, senza nascondere nulla, affinchè si sapesse in giro tutta la questione. In pratica, informare la gente della necessità di avere cibo da AGRICOLTURA BIOLOGICA, facendo loro sapere esattamente quello che potevano mangiare e quello che non potevano mangiare, se avevano un cancro, e con le analisi del sangue da fare, e ciò che il MEDICO di Famiglia avrebbe potuto intraprendere per curare il paziente, gratis, a casa loro… come se fossero stati in una clinica privata per ricchi…
Il sito INTERNET fu aperto il 22 novembre 2002.
Riuscii a mantenerlo aperto fino al 27 novembre 2005.
Risultati : credo di aver contribuito ad una maggior diffusione di informazioni vitali per la salute della gente.
Dopo la sua chiusura, tutto il materiale di quel sito fu trasformato in un libro “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” e regalato a molti siti INTERNET:
www.alternativemed.eu/cancro/1000%20piante_cancro.pdf

www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php

www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf

www.medicinetradizionali.it/nacci.htm

www.pedras.it/nacci.pdf

www.procaduceo.org/it_schede/0_tumori/0_ricercatori/0_nacci/0_nacci.htm

I tumori non vengono presentati più come malattie incurabili, soprattutto agli occhi dei non addetti ai lavori, una volta letto il suo libro e avuto accesso alla bibliografia riportata.

Sì, è vero. Non pretendo naturalmente di essere all’altezza dei grandi medici che aprirono le cliniche private in Messico…
Inoltre mi devo fidare di quello che fa il paziente,e con il tempo ho imparato cose che non vengono insegnate all’Università, nè tanto meno negli OSPEDALI, pur avendo frequentato i migliori ospedali…
Risultati ne ho avuti, e su INTERNET ci sono anche lettere di alcuni miei pazienti in remissione clinica : www.mednat.org/cancro/Casi%20clinici.pdf
In merito al Fallimento della Chemio vedi anche “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” secondo capitolo(www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm ), oppure lo stesso lavoro di Morgan del 2004, compiuto su oltre 230.000 pazienti sottoposti a chemio (www.mednat.org/cancro/MORGAN.PDF )

Nel suo testo afferma che le cure tradizionali contro il Cancro (Chemio-Terapia, Radio-Terapia) non solo sono spesso inutili, ma addirittura talmente nocive che pregiudicherebbero una terapia naturale per via delle pericolose alterazioni che provocherebbero all’organismo che in qualche modo cerca di attivare le proprie difese…

Purtroppo è vero.
La Chemio-Terapia rimane per molto tempo nel corpo del paziente, e continua ad arrecare danni agli organi.
E’ un po’ come le radiazioni di Hiroshima: il paziente morirà anche a causa della chemio che ha fatto….
Strano a dirsi, ma negli anni 30, in AMERICA, le donne operate di cancro al seno sopravvivevano in media per circa 12 anni dopo l’intervento chirurgico: questo lavoro che analizzo alcune migliaia di donne americane operate al seno negli anni 20 e 30, è stato pubblicato di recente, nel 2004, sulla rivista scientifica Cancer, No.100.
Oggi, invece, se le donne con cancro al seno fanno anche la chemio, la loro sopravvivenza, in media, non supera i 3 anni…
Allora, se viene da me un paziente che ha già fatto la chemio, io non so come curarlo, perchè se gli somministro le vitamine per provocare il suicidio delle cellule del cancro, purtroppo provoco anche un quadro di ri-avvelenamento acuto da chemio che ritorna in circolo, distruggendo in maniera ancora più rapida i vari organi, fra cui soprattutto il fegato, i reni, il midollo osseo, i polmoni, il cuore.
Infatti, il paziente, dopo aver bevuto il primo bicchiere di frutta, verdura o Aloe frullata, NON è più in grado di bere altri succhi di frutta e di verdura biologica: li vomita immediatamente a causa della detossificazione indotta dalle vitamine naturali precedentemente prese con il primo bicchiere.
E poichè la terapia consiste in almeno 12-13 bicchieroni di frutta fresaca biologica, possiamo immaginare a quale livello di terpai possiamo arrivare in quadro del genere…
NOTA: In merito a danni da radiazioni e da chemio, vedi “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” ALLEGATO 30 : scala degli effetti biologici della chemio-terapia (www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm )

Non si fa altro che aiutare l’organismo a combattere da se stesso il tumore. Combattimento lungo e duro ma con concrete possibilità di piena riuscita…

Sì. Effettivamente la cura è molto lunga. Mi sono accorto che se dopo un anno il paziente smette di alimentarsi correttamente e riprende con formaggio, latte, burro, etc…il cancro riparte subito.

Aveva ragione Gerson, quando diceva che latte, carne , uova, e altri alimenti proibiti non devono essere presi per almeno 3 anni …
Secondo le cliniche private, se la cura è fatta su un paziente che non ha mai fatto la chemio, le probabilità di essere vivo a 5 anni vanno dal trenta per cento al settanta per cento.
Al capitolo 4 del libro “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” (www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ;www.medicinetradizionali.it/nacci.htm ) ci sono gli approfondimenti sulla RISPOSTA IMMUNITARIA contro il cancro, dove viene descritta la FEBBRE POMERIDIANA, l’infiammazione dei linfonodi vicini al cancro, l’infiammazione successiva del cancro quando viene infiltrato dai globuli bianchi, la risoluzione finale della massa tumorale a distanza di molti mesi dall’inizio della risposta immunitaria….

Diabete di tipo 2, quello alimentare, è utile innanzitutto far capire alle persone che con un’alimentazione mirata e corretta, nel senso che è comunque diversa da quella propugnata normalmente da medici e nutrizionisti, e un’appropriata attività fisica è possibile curare questa patologia molto più efficacemente che con l’utilizzo dei farmaci

La letteratura medica scientifica su questa patologia è vastissima.

La vecchia terapia Gerson modificata per la cura del Diabete mellito di secondo tipo affermava che la causa preponderante da cui deriverebbe la patologia era, sostanzialmente, l’elevata presenza di colesterolo nel sangue, da cui deriverebbe quindi l’impossibilità per i recettori cellulari di assorbire l’insulina.
E’ interessante però, a questo punto, chiederci per quale motivo il colesterolo possa essere così alto nel sangue dei pazienti malati di Diabete Mellito di Secondo Tipo, e quindi chiederci se la sua semplice riduzione attraverso la dieta, e non attraverso farmaci come le “statine”, possa essere la vera chiave risolutiva del Diabete Mellito di Secondo Tipo: una cura finalmente svincolata dalle terapie chimico-farmaceutiche.
Dei circa 2 grammi di colesterolo presenti nell’organismo umano circa il 70% si origina nel fegato (colesterolo endogeno). L’altra quota (30%) è introdotta nell’organismo con gli alimenti (colesterolo esogeno).
Circa l’80% del colesterolo viene rimosso dal corpo dopo la sua trasformazione in acidi biliari, i quali, una volta riversati nel duodeno e di qui nell’intestino, vengono eliminati con le feci. Tale processo, però, è largamente influenzato dal tipo di dieta adottato.
Gli individui che consumano cibi prevalentemente proteici e poveri di vegetali ospitano nel colon moltitudini di microrganismi “cattivi” che svolgono azione degradativi nei confronti degli acidi biliari. Questi, grazie anche alla velocità di transito rallentata proprio dalle diete “raffinate”, vengono in gran parte riassorbiti e, attraverso la vena porta, tornano al fegato (circolo entero-epatico).
Da ciò deriva che una dieta povera di fibre determina una condizione per cui, nel fegato, una minor quantità di colesterolo viene convertita in acidi biliari ed escreta nel duodeno; inoltre, vecchio colesterolo si aggiunge a quello sintetizzato quotidianamente.
Poiché è stato più volte dimostrato in studi sull’uomo ed esperimenti sugli animali che la via più diretta e più importante utilizzata dall’organismo per disfarsi del colesterolo in eccesso è il colon e la defecazione, sicuramente la dieta moderna, povera di fibre e ricca di proteine animali, gioca un ruolo di primaria importanza nel fenomeno di accumulo del colesterolo nel sangue. Al contrario, una dieta ricca di carboidrati, vegetali e crusca dei cereali accelera il transito intestinale e favorisce la presenza nel colon di una flora “amica” . In questa condizione, si operano una degradazione degli acidi biliari molto ridotta, uno scarso riassorbimento degli stessi e una loro veloce e massiva espulsione con le feci.
In tal modo, il livello di colesterolo ematico si abbassa, prima di tutto perché ingenti quantità di quest’ultimo vengono espulse con l’alvo e poi perché il fegato è stimolato a trasformare il colesterolo in acidi biliari che vengono prontamente eliminati.
Questo tipo di flora “amica”, inoltre, produce acidi grassi volatili in grado di inibire la sintesi di colesterolo e dotati di un buon valore energetico, e in minor misura vitamine, aminoacidi e oligopeptidi. Le fermentazioni del grosso intestino, fra l’altro, possono degradare composti tossici e cancerogeni.
Anche lo stile di vita influisce sulla colesterolemia: il tasso di colesterolo HDL è maggiore nelle persone attive, nei bevitori moderati, nei non fumatori, mentre l’LDL è più elevato in chi è sedentario, fuma, è obeso. Fattori di rischio aggiuntivi sono l’ereditarietà, l’ipertensione e l’abuso di alcol….”
Anche la dott.ssa Catherine Kousmine curava il Diabete Mellito di Secondo Tipo basandosi sulla corretta assunzione degli alimenti, ripristinando la funzionalità delle pareti cellulari, di tessuto (es.: intestinale) e di organo (es.: fegato), in particolare mediante l’utilizzo della vitamina F (acido grasso poli-insaturo), e quindi sul divieto assoluto di alimenti ricchi di acidi grassi saturi come ad esempio il burro, la margarina, etc….
La minaccia delle Statine
Lo smaltimento del colesterolo non può avvenire con sistemi farmacologici come le Statine, poiché ciò può essere mortale, come evidenziato in letteratura medica indipendente in merito al caso “Lipobay”. Infatti, si è convinti che l’organismo umano tenda a sopperire alle carenze croniche di vitamina C mediante applicazione di colesterolo sui tessuti connettivali deficitari. L’uomo e la scimmia non sono in grado di produrre vitamina C, a differenza di quasi tutti gli altri animali, e questo spiega la loro particolare suscettibilità ad andare incontro a patologie vascolari come l’infarto miocardio e ictus. La carenza di vitamina C, nella dieta moderna, obbliga l’organismo del paziente a utilizzare il colesterolo per “tenere insieme” le fibre di collagene dei tessuti, ma questo espone a particolari rischi, soprattutto in particolari e delicate zone “di usura” come le pareti arteriose, che tendono così a formare placche ateromatosiche (la letteratura medica dimostra che queste placche possono regredire in presenza di elevatissime quantità di vitamina C e altre vitamine). Lipobay e altre statine eliminano il colesterolo dall’organismo in maniera innaturale, esponendolo così a rotture di importanti pareti arteriose (essendo venuto a mancare il “collante” che le teneva unite e non essendoci abbastanza vitamina C da sopperire come “collante”).
Nota: l’improvvisa e innaturale deprivazione di colesterolo dall’organismo potrebbe però essere causa anche di altre patologie come forse la stessa Sclerosi Multipla.
Si può quindi riassumere che la terapia del Diabete Mellito NON Insulino-Dipendente, o Diabete dell’Adulto o Diabete di Secondo Tipo, dev’essere basato sulle seguenti considerazioni:
1) I recettori insulinici cellulari sono in Down Regulation a causa di elevate quantità di colesterolo circolante nel sangue.
2) Il colesterolo dev’essere quindi assimilato il meno possibile dal cibo ma, poiché viene soprattutto prodotto dal fegato, dev’essere smaltito dall’organismo ogni giorno attraverso le feci.
3) Lo smaltimento del colesterolo non può avvenire con sistemi farmacologici come le statine, poiché ciò può essere mortale a causa di gravi malattie ancora poco indagate nella eziopatogenesi carenziale di vitamina C (infarti, ictus) o da carenza stessa di colesterolo in pazienti deficitari di particolari enzimi epatici (sospetta insorgenza di Sclerosi Multipla).
4) E’ molto più conveniente, quindi, considerare una terapia basata sul ripristino della funzionalità intestinale per il corretto smaltimento “naturale” del colesterolo in eccesso: sostanzialmente, quindi, un ritorno alla Terapia Gerson modificata per le malattie dismetaboliche, con aggiunta di alcune varianti operate dalla Kousmine, in particolare con ampio utilizzo di vitamina F.
Nota: questa terapia viene pertanto qui riassunta nelle sue linee essenziali ricordando comunque che solo un medico può farla eseguire ai suoi pazienti, e che l’autore del presente lavoro (Dott. Giuseppe Nacci) declina ogni responsabilità per chiunque intenda seguire le successive indicazioni senza essere seguito da un medico di sua fiducia.
1) Ripristino della flora batterica intestinale saprofita.
2) Eliminazione di parassiti, funghi e flora batterica gram-negativa.
3) Ripristino della normale parete intestinale
4) Integrazione di vitamina F
5) Integrazione di vitamina C

L’alimentazione dovrà quindi essere priva di glucosio, lieviti, proteine se contenenti tutti e 9 gli aminoacidi essenziali), acido folico, vitamina B12.
Sono quindi esclusi:
carne, pesce, uova, latte (è carne liquida), tutti i derivati del latte, funghi, alghe, polline.
Il paziente non può assumere nello stesso pasto legumi e cereali. Sono preferibili i cereali ai legumi. Fra i cereali è preferibile il Farro (70 grammi per piatto).
E’ preferibile togliere anche Sodio (cloruro di Sodio, o Sale Marino)
La curva glicemica, provocata comunque dal cibo introdotto, dovrà essere sempre al di sotto di determinati valori. A titolo indicativo potrebbero essere elencati alcuni cibi crudi con indicazione delle quantità assimilabile ogni ora come pari a valori accettabili di curva glicemica massima tollerabile in 1 ora per un paziente diabetico.
In pratica tocca al medico curante definire le associazioni migliori fra le diverse portate di frutta e/o verdura
Spezie utili da aggiungere alla pasta di farro o nei frullati di frutta e/o verdura: Aneto, Finocchio bastardo, Anice, Basilico, Cannella, Cardamomo, Chiodi di Garofano, Coriandolo, Cumino bianco, Curcuma, Drangoncello, Melissa, Menta, Origano, Maggiorana, Pepe rosa, Peperoncino , Paprika, Rafano, Rosmarino, Senape selvatica, Senape bianca, Timo, Zafferano, Zenzero.
E’ anche utile 1 cucchiaio di Aceto di Mele biologiche di ottima qualità (ottenuto dal Sidro, con Mele biologiche tenute in botti di rovere o di castagno per almeno 6 mesi), allungato con mezzo bicchiere di acqua.
Infine il Diabete non può prescindere dalla grave minaccia degli Organismi Geneticamente Modificati.
Oggi, purtroppo, le Multinazionali Biotech OGM stanno inquinando la catena alimentare con patate, cereali e legumi arricchiti di tutti e 9 gli aminoacidi essenziali.
In particolare si segnala: Soia, Fagioli, Piselli, Mais, Riso, Grano tenero (Pane), Grano duro (Pasta), Patate.
Un altro grave fatto è che nei cibi OGM viene sintetizzato dalla pianta stessa un micidiale veleno insetticida: il Bacillus thuringiensis, la cui pericolosità è stata già dimostrata in animali da laboratorio (topi) nutriti sia con Mais OGM che con Patate OGM.
Un’altra grave minaccia degli OGM è data dal fatto che molti di essi contengono Retro-virus allo scopo di provocare modificazioni genetiche nelle piante: purtroppo entrano anche nelle nostre cellule, provocando leucemie, cancro, mutazioni genetiche sulla discendenza. (vedi “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO”) (www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm ) ci sono gli approfondimenti sulla RISPOSTA
Nota 1 : il Cromo organico
L’impiego del Cromo organico, contenuto nelle piante potrebbe essere una delle componenti multi-vitaminiche opro-vitaminiche più importanti per la normale funzionalità pancreatica, così come lo Zinco organico per le patologie prostatiche di tipo carenziale o lo Iodio organico per le patologie tiroidee carenziali.
Nota 2: Il moderno trattamento farmacologico e il grande spreco delle risorse finanziarie
Dopo la diagnosi di diabete, il moderno trattamento medico prevede la somministrazione di farmaci sostanzialmente inutili e costosi per la società: ipoglicemici orali e insulina.
E’ importante premettere che né l’insulina, né i farmaci ipoglicemici orali esercitano azione terapeutica sul diabete: nessuna di queste strategie mediche è stata studiata per normalizzare l’assorbimento cellulare di glucosio da parte delle cellule.
La prognosi con questo trattamento medico è crescentemente apportatrice di invalidità e di morte prematura, determinate da infarto e/o insufficienza renale, e/o collasso.
Farmaci ipoglicemici orali
Sono apparsi sul mercato circa 10 anni fa, e sono suddivisi in 5 classi: biguanidi, inibitori della glucosidasi, meglitinidi, sulfoniluree, tiazolidinedioni.
Biguanidi:
abbassano lo zucchero sanguigno in tre modi:
1) inibendo il normale rilascio da parte del fegato delle sue riserve di glucosio;
2) interferendo con l’assorbimento intestinale del glucosio presente nei cibi ingeriti (carboidrati);
3) aumentando l’assorbimento periferico di glucosio.
Inibitori della glucosidasi: sono stati elaborati per inibire gli enzimi amilasi prodotti dal pancreas, essenziali per la digestione dei carboidrati. La teoria è che se si inibisce la digestione dei carboidrati, il livello di zucchero sanguigno non può essere elevato.
Meglitinidi: sono state elaborate per stimolare il pancreas a produrre insulina in un paziente che probabilmente presenta già un elevato livello di insulina nel flusso sanguigno, livello che solo di rado viene misurato dai medici. Ovviamente questi farmaci vengono frequentemente prescritti senza alcuna conoscenza del preesistente livello di insulina; il fatto che un eventuale elevato livello di insulina sia dannoso quasi quanto un elevato livello di glucosio è ampiamente ignorato.
Sulfoniluree: sono un’altra classe di stimolanti del pancreas elaborate per stimolare la produzione di insulina. Prima della prescrizione di questi farmaci, di rado i medici eseguono delle determinazioni dell’insulina nel siero. Tali farmaci vengono spresso prescritti ai diabetici di tipo II, molti dei quali presentano di già elevata insulina inefficace, e sono noti per provocare ipoglicemia come effetto collaterale.
Tiazolidinedioni: sembrerebbero causare il cancro al fegato (dati riservati).
Insulina: oggi si prescrive l’insulina per entrambi i tipi di dabete I e II.
L’insulina sostituisce quella che l’organismo non produce più. Questo trattamento, per quanto necessario per preservare la vita ai diabetici di tipo I, è tuttavia assai discutibile se somministrato ai diabetici di II tipo.

Guarigione da Diabete Mellito di Secondo Tipo con la dieta vegetariana
I tempi di guarigione con Aloe, vitamine A,C,E,F e dieta vegetariana sono dell’ordine di un anno o più. I problemi vascolari determinati da un elevato livello cronico di glucosio si risolvono abbastanza velocemente. Ma gli effetti della retinopatia e della neuropatia periferica sono variabili.
Secondo le cliniche private straniere “della salute”, soprattutto quelle di orientamento simil-gersoniano, si afferma che, in ambito renale, il recupero non può più sussistere quando il danno ha superato il 20% della funzionalità renale normale: i sottili capillari delle membrane basali di glomeruli renali iniziano a disfarsi a causa del diabete, sostituitì da tessuto cicatriziale, e il danno è irreversibile. Anche in ambito oculistico il tessuto cicatriziale dovuto alle emorragia retinale provocata da interventi laser non consente più il recupero dei danni.
Per ripulire la arterie, infine, sono necessari molti anni di dieta.
NOTA: VEDI anche ALLEGATO 21 del libro “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO”.(www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ;www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf ; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm )

Le malattie cardiovascolari (Aterosclerosi, Infarto, Ictus) possono essere efficacemente contrastate senza o quasi l’impiego dei farmaci. Ciò che si deduce è che da un lato la maggior parte della popolazione è all’oscuro di queste possibilità, ma anche che, dall’altro lato, pur di non modificare le proprie abitudini voluttuarie (soprattutto alimentari) molti preferiscono ricorrere ai medicinali
Purtroppo è vero.
La gente dovrebbe essere informata sull’estrema importanza delle vitamine naturali per prevenire le malattie cardio-circolatorie.
Ad esempio l’olio di semi di lino spremuto a freddo dovrebbe essere ripreso in Friuli: si salverebbero tantissime vite proprio a causa della preziosissima vitamina F che vi è contenuta: infatti serve contro cancri, leucemie, diabete, e malattie cardio-vascolari.
Ma è proprio su queste ultime che bisognerebbe fare prevenzione insegnando che le famose placche di colesterolo, che poi ostruiscono le coronarie del cuore e provocando l’infarto, possono regredire nel corso degli anni con alimentazione vegetariana e molta, molta vitamina C.
Ma è importante anche la vitamina A, la vitamina E, il Licopene e tantissime altre vitamine…. Viceversa, sono contrario all’uso delle Statine in MEDICINA.
Nel mio libro “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO” trovate moltissime cose su queste vitamine al capitolo 9. In merito alle malattie cardio-vascolari e ai processi di invecchiamento c’è una ricca documentazione in ALLEGATO 23

Incredibile, anche la Sclerosi Multipla, soprattutto se presa nei primi due anni può essere efficacemente controllata senza le terribili conseguenze che conosciamo

Sì, fu la dottoressa Chaterine Kousmine, per prima, a capire l’importanza dell’OLIO DI SEMI DI LINO spremuto a freddo per la cura di questa malattia, accanto alla solita dieta vegetariana: curò oltre 600 pazienti in 30 anni, e scrisse il libro “La sclerosi a placche non è inguaribile”, (Ed. Natura) vedi: www.macrolibrarsi.it/libro.php?lid=4110 Nel mio libro “MILLE PIANTE PER GUARIRE DAL CANCRO SENZA CHEMIO”, in ALLEGATO 22 (www.erbeofficinali.org/dati/nacci/index.php ; www.mednat.org/Nacci%20libro.pdf; www.medicinetradizionali.it/nacci.htm ) ci sono gli approfondimenti sulla risposta riporto tutto quello che ritengo utile sull’argomento.

Personalmente ritengo utile anche il Cardo mariano per il miglioramento della funzionalità epatica, poichè credo che la patologia possa forse risiedere in una carenza della produzione di colesterolo a livello epatico.

Le vitamine che abbiamo visto così importanti (amine della vita) debbono essere ricavate esclusivamente dall’alimentazione (naturale, biologica), visto che vengono enfatizzate proprio queste caratteristiche,o possono essere assunte utilizzando i prodotti in vendita nelle farmacie (e nei supermercati).

Le vere vitamine sono quelle contenute nella frutta e nella verdura fresca.
Quelle sintetiche non hanno valore, a parte forse la vitamina C sintetica, che continuo ancora a dare ai miei pazienti, ma solo perchè costa molto poco rispetto alla vitamina C naturale (che comunque prendono).
In realtà, è molto più efficace la vitamina C naturale, e questo vale per tutte le vitamine in genere.
Il motivo è semplice: è la flora batterica “amica” che metabolizza il cibo, ricchissimo di sostanze pro-vitaminiche e che, in maniera in gran parte ancora sconosciuta, fa sì che le pareti dell’intestino possano assorbire queste preziosissime vitamine.
Quando diamo quelle sintetiche, non sappiamo cosa succede, a parte il fatto di avere meno effetto curativo o, addirittura, avvelenamento epatico da over dose di vitamina A….
e LE VITAMINE SINTETICHE sono meno di una trentina, volendo essere magnanimi.
Inoltre, un pasto di diversa frutta e verdura biologica apporta circa 20.000-30.000 sostanze vitaminiche a noi in gran parte ancora sconosciute.
L’unica cosa che sappiamo di esse e che fanno tanto bene alla salute dell’uomo da poter riuscire a curare cancri in metastasi avanzate a pazienti cui i medici davano pochi mesi di vita, prima che questi stessi pazienti fuggissero da quegli stessi ospedali pubblici americani per andare a farsi ricoverare nelle famose cliniche private per ricchi…..a bere centrifugati e frullati di frutta biologica fresca al ritmo di 1/4 di litro ogni ora, per 10-12 ore consecutive, restando in tali cliniche per 6-8 mesi…

Le Medicine cosiddette “alternative” (fitoterapia, medicina cinese, medicina indiana, etc..) hanno in realtà molto da dire nel campo dei tumori e di molte altre patologie. Bisogna avere il coraggio da parte della medicina allopatica (quella classica, per intenderci) di lasciare che anche queste possano giocare un proprio ruolo per il bene di moltissime persone

Sarebbe bello, ma io non ci credo. Il motivo è che oggi la Medicina è stata letteralmente “comprata” dalle multinazionali farmaceutiche.

Non c’è più ETICA, moralità e rispetto per la VITA.

Il problema è quindi a monte: tocca alla società civile, attraverso i suoi strumenti, e in primis, attraverso la MAGISTRATURA, fare ordine in questo stato di cose: non è possibile che si sia lasciata introdurre la logica del profitto di BIG PHARMA nell’ambito della salute pubblica. Ma questo non è un problema solo italiano: è un problema di economia mondiale.

Tratto integralmente dal numero di giugno del 2007 di “ALTO FRIULI” mensile d’informazioni, notizie e cultura della montagna friulana

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