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Nuovo Ordine Mondiale, Eugenetica, Transumanizzazione, Controllo Mentale

Riporto qui di seguito la traduzione del primo capitolo del libro di Peter Breggin “Brain-Disabling Treatments in Psychiatry: Drugs, Electroshock, and the Role of the FDA” (1997, Springer Publishing Company) ovvero “Trattamenti psichiatrici che danneggiano il cervello: Psicofarmaci, Elettroshock e il ruolo della FDA”.
Tale scritto era disponibile on line sul vecchio sito dello psichiatra statunitense Peter Breggin, e la sua traduzione in italiano è presente sul web da anni (la pubblicazione è stata concordata anni fa con l’autore).
Peter R. Breggin è un medico psichiatra, ma fa parte del piccolissimo gruppo di psichiatri che critica aspramente – con precise argomentazioni scientifiche – i classici sistemi di “trattamento” psichiatrici (contenzione, psicofarmaci, elettroshock). Ha già scritto diversi libri sui danni causati da simili “terapie” ed ha anche messo a punto un’alternativa basata sul rapporto umano e l’ascolto che egli chiama “terapia empatica”.
Nel suo libro più recente Breggin si è focalizzato su come smettere l’assunzione di psicofarmaci, dal momento che, come scrive egli stesso sul proprio sito, se è pericoloso assumerli, è spesso altrettanto pericoloso smetterli:

La maggior parte degli psicofarmaci possono causare reazioni durante la loro dismissione, che includono talvolta problemi fisici ed emozionali che possono costituire un pericolo mortale. La sospensione degli psicofarmaci andrebbe fatta attentamente sotto un’esperta supervisione clinica.

Purtroppo non esistono traduzioni integrali in italiano dei libri di Peter Breggin.

Trattamenti psichiatrici che danneggiano il cervello

Capitolo 1

Nell’ultima decade è aumentato continuamente il ricorso agli psicofarmaci, non solo all’interno della psichiatria, ma nella medicina nel suo complesso, e persino nell’ambito scolastico. Praticamente ogni paziente che viene ricoverato in una struttura psichiatrica è incoraggiato o forzato a prendere tali farmaci. C’è una tendenza all’interno della pschiatria a rendere più semplice la costrizione che obbliga i pazienti a ricevere iniezioni di farmaci a lento rilascio (e lunga azione) per una cura extra-ospedaliera. È usanza comune degli psichiatri privati dare ai pazienti un farmaco durante la prima visita e spiegare loro che avranno bisogno di farmaci per tutta la vita. Medici di famiglia, internisti ed altri medici prescrivono in gran quantità antidepressivi e tranquillanti minori. Professionisti non medici, come gli psicologi e gli assistenti sociali, si sentono obbligati a consigliare ai loro pazienti una valutazione di trattamento psicofarmacologico. In questo maniera la medicalizzazione farmacologia porta aggressivamente all’esclusione della psicoterapia. Farmaci per adulti vengono prescritti in quantità sempre maggiori ai bambini.
Anche i non professionisti si sono uniti all’entusiasmo per gli psicofarmaci. A causa del supporto dato dai mass-media a questa campagna a favore dei farmaci, ed a causa delle campagne pubblicitarie e promozionali delle case farmaceutiche, i pazienti spesso arrivano allo studio del dottore avendo già in mente il nome di una medicina. I docenti spesso raccomandano agli alunni una valutazione di trattamento psicofarmacologico.
Come un aspetto di questo complessivo riemergere della bio-psichiatria (2), l’elettroshock è diventato sempre più popolare. Persino la psicochirurgia trova nuovamente chi parla in favore di essa (vedi Breggin & Breggin, 1994b).
Questa “rivoluzione del farmaco” vede gli psicofarmaci come qualcosa che alla lunga è più utile che dannoso, persino come una cura in senso assoluto. Alla stessa stregua dell’insulina o della penicillina, essi sono visti come un trattamento specifico per una specifica malattia. Spesso viene detto che tali farmaci correggono degli squilibri biochimici nel cervello. Queste ipotesi hanno creato un ambiente in cui è difficile porre l’accento sugli effetti nocivi dei farmaci; criticare per principio gli psicofarmaci è ormai considerata un’eresia, poco diffusa per giunta.
Questo libro difende un punto di vista decisamente differente, ossia che gli psicofarmaci svolgono il loro ruolo essenzialmente causando disfunzioni cerebrali, e che a lungo andare fanno molto più male che bene. Mostrerò che gli psicofarmaci non sono trattamenti specifici per nessuna specifica malattia mentale. Invece di correggere squilibri biochimici, gli psicofarmaci sono loro a causarli, a volte in maniera permanente.
La critica in questo libro coincide con un punto di vista alternativo, cioè che gli approcci sociali, educativi e spirituali sono i più utili nell’aiutare gli individui a superare i propri problemi personali e a vivere una vita più piena di significato. Ho già descritto altrove alcuni di tali approcci (Breggin, 1991a, 1992a, 1997; Breggin & Breggin, 1941; Breggin & Stern, 1996). Molti altri hanno continuato a dar voce, da differenti punti di vista, ad un forte criticismo del modello organicistica e dei trattamenti medici (Armstrong, 1993; Breeding, 1996; Caplan, 1995; Cohen, 2990; Colbert, 1995; Fisher & Greenberg, 1989; Grobe, 1995; Jacobs, 1995; Kirk & Kutchins, 1992; Modrow, 1992; Mosher & Burti, 1989; Romme & Escher, 1993; Sharkey, 1994). Qui voglio ribadire i presupposti impliciti usati per giustificare i trattamenti con farmaci e con elettroshock in psichiatria, e per documentare i loro effetti di debilitazione e danneggiamento e del cervello.
I principi che sono introdotti in questo capitolo saranno documentati ed elaborati lungo tutto il corso del libro. Per questo le citazioni saranno omesse nel capitolo.
 
I principi cerebro-debilitanti dei trattamenti
I moderni trattamenti farmacologici dalla psichiatria guadagnano la loro credibilità da alcune assunzioni che sia i professionisti che i profani spesso accettano nella stessa maniera come se fossero provate scientificamente. Queste assunzioni sottintese in realtà sono dei miti: si tratta di falsità sulle quali si regge un sistema di pensiero ed un insieme di pratiche. In contrasto con questi miti, questo libro identifica le basi di funzionamento della psicofarmacologia che sono state provate con evidenze cliniche e scientifiche. Mentre questo libro nella sua interezza fornisce le prove di questi principi, questo capitolo li riassume:
I Tutti i trattamenti biopsichiatrici hanno in comune la maniera in cui esplicano la loro azione, ossia il danneggiamento e l’alterazione delle normali funzioni cerebrali.
I farmacologi parlano di un indice terapeutico delle medicine, il rapporto fra gli effetti benefici e quelli tossici. In realtà i trattamenti biochimici sul cervello sono tali che l’effetto tossico e quello terapeutico coincidono. Lo stesso dicasi per l’elettroshock e la psicochirurgia.
Da quello che sappiamo dalla neurologia appena una sostanza estranea entra in contatto col cervello, i suoi effetti tossici si manifestano subito anche come effetti psicoattivi. Senza tossicità il farmaco non avrebbe alcun effetto psicoattivo.
II Ogni intervento biopsichiatrico causa disfunzioni cerebrali generalizzati.
Sebbene trattamenti specifici hanno effetti differenti e riconoscibili sul cervello, essi hanno in comune la capacità di produrre disfunzioni generalizzate con qualche grado di danneggiamento su tutto lo spettro delle funzioni emotive e intellettuali. A causa del fatto che il cervello è altamente integrato (3), non è possibile disabilitare in maniera circoscritta alcune funzioni cerebrali senza danneggiarne varie altre. Per esempio, anche la produzione di una leggera mancanza di sensitività emozionale, di letargia, o di senso di stanchezza, danneggia le funzioni cognitive quali l’attenzione, la concentrazione, la prontezza di riflessi, la coscienza di sé stessi e la sensibilità sociale.
Elettroshock e psicochirurgia ovviamente producono sempre disfunzioni generalizzate. Alcuni farmaci a volte possono non produrre tali effetti se vengono presi a dosaggi minimi, ma è anche vero che difficilmente esplicano il loro effetto terapeutico a quei dosaggi.
III I trattamenti biopsichiatrici esplicano i loro effetti “terapeutici” danneggiando le più alte funzioni umane, inclusa la reattività emozionale, la sensibilità sociale, l’auto-coscienza e la capacità di auto-comprensione, l’autonomia e l’autodeterminazione. Effetti più drastici possono essere apatia , euforia e una sorta di indifferenza tipica delle persone lobotomizzate.
Le più alte funzioni mentali, psicologiche e spirituali sono danneggiate dagli interventi biopsichiatrici. Questo danno è causato da una parte da una disfunzione generalizzata del cervello, e dall’altra di specifici effetti sul lobo frontale, il sistema limbico e altre strutture. A volte si arriva a una indifferenza tipica delle persone lobotomizzate nei confronti di sé stessi e degli altri, una sindrome che io ho chiamato “deattivazione”.
I trattamenti biopsichiatrici sono considerati efficaci quando i medici e/o i pazienti preferiscono uno stato di funzionalità cerebrale ridotta e quindi di minore capacità mentale, minore espressione emozionale. Se l’individuo trattato con psicofarmaci riferisce sentimenti ancora più forti e potenti, questo è molto probabilmente causato da un stima irreale di quello che succede, da una danneggiata capacità di giudizio, o euforia (4). Quando pazienti che assumono un terapia in “dose di mantenimento” non provano nessun effetto, o la dose è troppo bassa per avere un effetto clinico o il paziente è in capace di percepire l’effetto del farmaco.

IV Ogni trattamento biopsichiatrico produce i suoi effetti primari ed essenziali di danneggiamento del cervello su ogni persona, compreso volontari e pazienti con differenti diagnosi psichiatriche

A dispetto delle radicate convinzioni di chi propone gli psicofarmaci, non ci sono specifici effetti psicoattivi dei farmaci per specifici disordini mentali.
Esiste ovviamente una certa varietà biologica e psicologica nella maniera in cui la gente risponde ai farmaci, all’elettroshock, persino alla lobotomia o ad un’accidentale incidente alla testa. Ad ogni modo, come principio generale, gli interventi biopsichiatrici hanno effetti non specifici che non dipendono dallo stato mentale della persona che li assume (5). Per esempio, sarà mostrato che i neurolettici e il litio hanno lo stesso effetto su pazienti, animali e volontari.
V I pazienti rispondono ai trattamenti cerebro-debilitati con le loro proprie reazioni psicologiche, come apatia, euforia, accondiscendenza o risentimento.
C’è una qualche variazione nel modo in cui gli individui rispondono ai farmaci. Per esempio lo stesso antidepressivo addormenterà una persona e ne ecciterà un’altra. Il Ritalin rende tranquilli molti bambini, ma agita gli altri.
Può essere molto difficile separare le risposte indotte dai farmaci da quelle indotte dalla nostra psicologia. Per esempio, quasi tutti gli antidepressivi possono causare euforia e mania (6). Allo stesso tempo, alcune delle persone che ricevono questi farmaci hanno le loro proprie tendenze a sviluppare certi stati mentali. Similmente una varietà di farmaci sono capaci di generare agitazione e ostilità nei pazienti, tali risposte possono anche essere sviluppate senza farmaci. La docilità e l’accondiscendenza che sono state osservate in seguito alla somministrazione dei neurolettici può essere causata dalla sindrome da deattivazione indotta dai farmaci, ma può anche derivare dal fatto che il paziente si rende conto che una ulteriore resistenza è futile o pericolosa.
Più in là nel corso di questo capitolo, introdurrò il concetto di “iatrogenic helplessness and denial” (7) riguardo all’effetto combinato degli effetti neurologici e psicologici dei trattamenti biopsichiatrici. Nel capitolo 11, discuterò alcuni criteri per verificare quando un farmaco in sé stesso può causare una risposta mentale ed emozionale abnorme, incluso un comportamento distruttivo.
VI Le sofferenze mentali ed emotive ordinariamente trattate con interventi biopsichiatrici non hanno cause genetiche o biologiche.
A dispetto di più di due secoli di ricerca intensiva, di nessun disordine psichiatrico comunemente diagnosticato è stata scoperta una causa genetica o biologica, inclusa la schizofrenia, la depressione, il disordine maniaco-depressivo, i vari disturbi dell’ansia, e i disordini dei bambini come il disturbo dell’attenzione-iperattività.
Al momento per quanto ne sappiamo non ci sono squilibri biochimici nelle menti dei pazienti psichiatrici fino a quando non vengono somministrati loro i farmaci. È puramente speculativo ed è persino naif asserire che antidepressivi come il Prozac correggono una neurotrasmissione serotoninergica ipoattiva (uno squilibrio biochimico della dopamina), o che neurolettici come l’Haldol correggono neurotrasmissioni dopaminergiche iperattive (uno squilibrio della dopamina). Il fallimento del tentativo di dimostrare l’esistenza di una qualsiasi anormalità nei pazienti psichiatrici, a dispetto di decadi di sforzi intensivi, suggerisce che tali difetti biologici non esistono.
Teoricamente è possibile che si scopra in futuro che alcuni dei problemi trattati dagli psichiatri abbiano una base biologica. Per esempio le funzioni mentali spesso migliorano quando alcuni disordini fisici, come l’ipotiroidismo o la Cushing’s Syndrome, sono adeguatamente trattati.
Ad ogni modo, la grande maggioranza dei problemi ordinariamente trattati dagli psichiatri non sembra neanche lontanamente legata a malattie del cervello (vedi i capitoli 5 e 9). Per esempio, essi non producono i deficit cognitivi a livello della memoria o del ragionamento astratto caratteristici dei disordini cerebrali. Essi non sono accompagnati da febbre o da segni di malattia rilevabili tramite accertamenti di laboratorio. Al contrario, test neurologici e neuropsicologici generalmente indicano [nei cosiddetti “malati di mente”] funzioni cerebrali nella norma o al di sopra della norma, e anche il corpo risulta essere in salute. È molto difficile pensare che alcuni dei problemi ordinariamente trattati dagli psichiatri siano basati su malfunzionamenti del cervello piuttosto che da esperienze di vita di individui con cervelli normali.
Se di alcuni pazienti diagnosticati come depressi o schizofrenici si scoprisse che abbiano leggeri squilibri biochimici, questo non giustificherebbe le correnti pratiche biopsichiatriche. Dato che queste supposti squilibri non sono stati ancora identificati, non ha alcun senso dare farmaci tossici, inclusi gli antidepressivi e neurolettici attualmente disponibili, dato che tutti danneggiano notevolmente le funzioni cerebrali.
L’idea che uno stato irrazionale o di stress emotivo sia causato funzioni cerebrali danneggiate ed alterate è semplicemente falso. Una analogia con la televisione può illustrare perché sia così. Se un programma televisivo è offensivo o irrazionale, ciò non vuol dire che qualcosa sia guasto nella struttura o nell’elettronica del televisore. Non ha senso attribuire il cattivo programma televisivo a una cattiva programmazione a una cattiva struttura. Similmente, una persona può essere molto disturbata psicologicamente senza che ci sia nessun corrispondente difetto nella struttura cerebrale. Ad ogni modo, l’argomento è irrilevante, dato che nessun intervento biopsichiatrico contemporaneo può dimostrare realmente di correggere una disfunzione cerebrale nella stessa maniera in cui un esperto di elettronica può mettere a posto un televisore. Invece noi somministriamo ciecamente sostanze tossiche a un cervello che è molto più delicato e vulnerabile di un televisore. Addirittura noi usiamo l’elettroshock o mutiliamo il cervello in una maniera che allarmerebbe un riparatore o un venditore di TV, dato che corrisponde al danneggiamento del televisore stesso.
É stato spesso ipotizzato che persone che soffrono di disturbi emozionali estremi, come allucinazioni e paranoie, o impulsi omicidi e suicidi, siano sufficientemente anormali da far pensare all’esistenza di una causa biologica del loro comportamento. Tuttavia la vita emozionale degli esseri umani ha sempre incluso un largo spettro di attività mentali e comportamentali. Che un particolare stato mentale o una particolare azione sia eccezionalmente irrazionale e distruttiva, non indica di per sé una causa fisica. D’altronde se certi comportamenti estremi necessitassero una spiegazione biologica, allora sarebbe nostro dovere reagire con comportamenti estremamente etici, razionali, e amorevoli a tali situazioni, dato che sono così rare nella vita umana.
Il fatto che un farmaco funziona, cioè, influenza il cervello e la mente in una maniera che sembra positiva, non conferma il fatto che tale individuo soffra di un sottostante disordine biologico. In tutta la storia conosciuta, gli individui hanno medicato sé stessi per una varietà di ragioni psicologiche e spirituali, dalla richiesta di uno stato superiore di conoscenza al desiderio di una vita più sopportabile. Bevande alcoliche, caffè e te, tabacco, e marijuana cono comunemente consumati dalla gente per aumentare il loro senso di benessere. Lo stesso non c’è nessun motivo di credere che i risultati che essi ottengono siano dovuti ad un sottostante squilibrio biochimico.
VII Se un disordine del cervello o della mente affligge già un individuo, gli interventi biopsichiatrici attualmente disponibili peggiorano il disordine.
I trattamenti biopsichiatrici attualmente disponibili non sono specifici per nessun disordine conosciuto del cervello. Senza eccezione essi disabilitano le normali funzioni cerebrali senza correggere nessuna anormalità del cervello. Di conseguenza se un paziente sta soffrendo di un qualche noto disordine cerebrale, i trattamenti biopsichiatrico possono solo peggiorarlo. Un esempio classico è la somministrazione di Haldol per controllare i soggetti emozionalmente alterati che soffrono di Alzheimer. Invece che diminuire i sintomi della malattia il farmaco aggrava la demenza.
Dopo che I farmaci psichiatrici sono stati sviluppati e commercializzati dalle aziende farmaceutiche, vengono fatti tentativi di giustificare il loro uso sulla base di presunti squilibri biochimici. Per esempio si è detto che il Prozac attui i suoi benefici effetti migliorando la neurotrasmissione serotoninergica. Anche l’elettroshock e la lobotomia sono giustificati dicendo che tali interventi correggono gli squilibri biochimici. Non c’è nessuna evidenza che queste intrusioni correggano uno squilibrio biochimico. Una vasta gamma di agenti cerebro debilitanti sono usati per trattare ogni tipo di disordine, qualsiasi cosa dal Prozac allo Xanax fino all’elettroshock è prescritto per la depressione, e ogni trattamento finisce per compromettere numerose funzioni cerebrali. In realtà, tutti gli interventi biopsichiatrici attualmente disponibili causano un danno diretto al cervello e quindi alla mente senza correggere nessuna disfunzione a noi nota.
VIII I trattamenti biopsichiatrici individuali non sono specifici per I particolari disordini mentali.
É stato speso detto che la psichiatria ha trattamenti specifici per specifiche categorie diagnostiche: per esempio, i neurolettici per la schizofrenia, li antidepressivi per la depressione, i tranquillanti minori per l’ansia, il litio per la mania, e gli stimolanti, come il Ritalin, per deficit dell’attenzione-iperattività. Nella pratica attuale il fatto che molti individui etichettati come schizofrenici vengano inizialmente trattati con neurolettici o che i cosiddetti depressi vengano trattati con antidepressivi, dipende in parte da una convenzione all’interno della professione.
Quando un farmaco sembra più efficace rispetto a un particolare disordine, questo spesso dipende dal fatto che esso abbia un effetto soppressivo o energizzante sul SNC. Per esempio, se i pazienti cosiddetti depressi sono giù sia emotivamente che fisicamente, dare loro un neurolettico che causa ritardi a livello psicomotorio tenderà a farli peggiorare. Di questi pazienti si dice facilmente che sembrano migliorare quando vengono stimolati artificialmente. D’altra parte se i pazienti “schizofrenici” sono agitati e difficili da controllare, non avrebbe senso dare loro degli stimolanti. Di questi si dice che sono migliorati se assumono un neurolettico che riduce o appiattisce la loro risposta emotiva complessiva. Questi effetti di massima ad ogni modo sono ben lontani dall’essere risposte specifiche per malattie specifiche.
IX Il cervello cerca di compensare fisicamente gli effetti disabilitanti degli interventi bio-psichiatrici, il che porta frequentemente all’insorgere di effetti collaterali negativi che si sommano a quelli già presenti, oltre alla difficoltà di sospensione del trattamento [fenomeni di dipendenza]
Il cervello non accetta favorevolmente i farmaci psichiatrici come se fossero delle benefiche delle sostanze nutritive. Invece il cervello reagisce ad esse come fa con un qualsiasi agente tossico e cerca di sopraffare il loro impatto distruttivo. Per esempio quando il Prozac induce un eccesso di serotonina nella connessione sinaptica , il cervello compensa riducendo la fuoriuscita di serotonina nelle terminazioni nervose e riducendo il numero di recettori nella sinapsi che può ricevere la serotonina. Similmente, quando l’ Haldol riduce la reattività nel sistema dopaminergico, il cervello compensa, producendo iperattività nello stesso sistema in cementando il numero e la sensitività dei recettori della dopamina.
È difficile se non impossibile determinare accuratamente la sottostante condizione psicologica di una persona che sta assumendo farmaci psichiatrici. Ci sono così tanti fattori che complicano la faccenda, inclusi gli effetti di disabilitazione cerebrale dei farmaci, le reazioni compensatorie del cervello e la risposta psicologica dei pazienti all’assunzione dei farmaci.
A causa del fatto che il cervello cerca di compensare l’effetto di molti farmaci psicoattivi, i pazienti possono avere difficoltà ad abbandonare la maggior parte dei trattamenti psichiatrici. Fisicamente, il cervello non può riprendersi dall’effetto dei farmaci così velocemente come il farmaco può essere repentinamente tolto, e così il meccanismo compensatorio può avere bisogno di settimane o mesi per tornare alla normalità dopo che il farmaco è stato abbandonato. A volte, come succede nella discinesia tardiva, il cervello non riesce più a tornare alla normalità. Psicologicamente i pazienti hanno paura che le loro sofferenza emozionale peggiorerà senza farmaci. Gli può essere stato detto dagli psichiatri che essi hanno bisogno di medicine per il resto della loro vita. Ciò può rendere l’abbandono dei farmaci ancora più difficile.
X Pazienti soggetti a interventi biopsichiatrici spesso mostrano poca capacità di giudizio sugli effetti positivi o negativi del trattamento sulle loro funzioni cerebrali.
Disfunzioni cerebrali generalizzate tendono a ridurre l’abilità individuale a percepire la disfunzione. Persone danneggiate [dall’uso dei farmaci o altre sostanze tossiche] non solo tendono a minimizzare la loro disfunzione, ma spesso hanno una visione di sé stessi come se funzionassero meglio che mai. Gli individui intossicati dall’alcool, per esempio, spesso mostrano poca capacità di giudizio nello stimare la loro capacità di guidare un’automobile o di portare avanti una conversazione sensata. Molte persone che fumano regolarmente marijuana credono che essa migliori le loro funzioni psicologiche e sociali, ma se smettono di assumerla, diviene chiaro a loro stessi che la loro memoria, prontezza mentale, la sensibilità emozionale, la capacità di relazionarsi socialmente, sono stati danneggiati durante il periodo di assunzione della droga. Le persone intossicate con stimolanti, come l’anfetamina, possono sentire di avere capacità superiori o addirittura superumane, mentre in realtà sono spesso seriamente danneggiate. Lo stesso è vero per tutti i farmaci psichiatrici. Spesso il paziente si rende poco conto del grado di danno mentale o emozionale fino a quando il farmaco non viene sospeso per qualche tempo e il cervello ha il tempo di ristabilirsi.
Nella mia esperienza di esperto medico clinico e forense, ho viso pazienti rimanere per anni in uno stato di seria intossicazione a causa di uno o più farmaci senza che se ne rendessero conto. Attribuendo le loro condizioni alle loro stesse risposte emozionali o a fattori di stress ambientale, essi possono persino chiedere più medicine.
Dopo l’elettroshock o la psicochirurgia, i pazienti possono anche non capire la causa iatrogena della loro disfunzione mentale e credere di avere bisogno di ulteriori interventi.
La difficoltà a percepire l’estensione del danneggiamento indotto dal trattamento può avere numerose cause psicologiche e fisiologiche:
Rifiuto psicologico. Gli individui sopraffatti da sofferenza emotiva facilmente negano la loro disfunzione psicologica. Non vogliono ammettere di essere seriamente danneggiati a livello mentale. Se essi sperano di sentirsi meglio usando un farmaco, la negazione può essere ulteriormente rinforzata.
Effetto Placebo. I pazienti hanno fede nel fatto che gli interventi biopsichiatrici saranno utili piuttosto che dannosi, e ciò fa sì che non vogliano vedere le disfunzioni indotte dal farmaco o che le attribuiscano ai loro problemi emozionali.
Complicità. In misura molto notevole, i pazienti riferiranno ai dottori quello che i dottori vogliono sentire. Se uno psichiatra chiaramente vuole sentirsi dire che il farmaco è utile, e non dannoso, molti pazienti saranno accondiscendenti dando false informazioni o nascondendo ogni evidenza contraria.
Confusione psicologicamente indotta. Individui psicologicamente alterati possono facilmente perdere la loro capacità di giudizio riguardo al peggioramento delle loro condizioni. Essi possono persino scambiare un negativo effetto collaterale del farmaco, come l’ansia causata da un tranquillante minore o la depressione causata da un narcolettico, per un peggioramento delle loro condizioni emotive. Tipicamente essi se la prendono con sé stessi invece che con le medicine. Quando il medico esagera nel vantare al paziente i benefici del farmaco e non informa il paziente dei suoi potenziali effetti collaterali, non fa che favorire tale confusione.
Confusione indotta dai farmaci. Quasi tutti gli interventi bio-psichiatrici possono a volte indurre confusione, danneggiando la comprensione da parte del paziente delle disfunzioni mentali indotte dai farmaci.
Anosognosia indotta dai farmaci. Anosognosia è un termine che si riferisce alla capacità del danno cerebrale di causare la negazione delle funzionalità perdute. L’ anosognosia è un segno della disabilitazione del sistema nervoso centrale (CNS) (vedi sotto e al capitolo 5). Essa ha basi fisiche in aggiunta ad una base psicologica.
XI I medici che prescrivono gli interventi biopsichiatrici spesso hanno un concetto non realistico dei loro rischi e dei loro benefici.
In anni recenti, dubbi sono stati sollevati sull’obiettività delle prove cliniche nelle quali i farmaci vengono comparati coi placebo o con altri trattamenti alternativi (vedi i capitoli 6 e 11). Troppo spesso i ricercatori sono influenzati dalle loro inclinazioni inconsce.
Se gli studi clinici e scientifici possono essere distorti dai pregiudizi di chi li porta avanti, è ancora più facile che la pratica clinica quotidiana sia affetta dalle speranze e dalle aspettative del medico prescrivente. Moltissimi medici hanno prescritto farmaci per anni con entusiasmo eccessivo, prima che si provasse che gli agenti chimici dei farmaci sono inutili o inaccettabilmente pericolosi. Le anfetamine, per esempio, furono liberamente dispensate per molti anni a milioni di pazienti sia per la depressione che per il controllo del peso senza nessun riguardo per la loro mancanza di efficacia e per la dipendenza che esse inducevano nelle persone trattate. Similmente, I tranquillanti minori, quali il valium, furono dati a milioni di pazienti prima che la professione riconoscesse che essi hanno pochi o nessun effetto a lungo termine e che possono creare dipendenza. Sia la psicochirurgia che l’elettroshock continuano ad essere utilizzati, nonostante gli ovvi devastanti effetti sulla vita mentale dei pazienti e nonostante l’assenza di prove della loro efficacia.
IMPOTENZA E RIFIUTO DI AMMETTERE LA VERITÀ: “IATROGENIC HELPLESSNESS AND DENIAL (IHAD)”
Ho coniato il temine iatrogenic helplessness and denial (IHAD) per designare il principio guida degli interventi biopsichiatrici. (Breggin, 1983b). Esso descrive come gli interventi biopsichiatrici usano tecniche autoritarie, rinforzate da interventi di debilitazione del cervello, per produrre una sempre maggiore impotenza e dipendenza da parte del paziente.
L’IHAD include la mutua negazione del paziente e del medico sull’impatto dannoso dei trattamenti, così come la loro mutua negazione dei problemi sottostanti psicologici e situazionali del paziente. Soprattutto, l’IHAD spiega la frequenza con cui è stato possibile alla psichiatria utilizzare tecniche che danneggiano il cervello come, l’elettroshock e la psicochirurgia, così come farmaci tossici.
Prima che il potenziale paziente incontri uno psichiatra, lui o lei si è spesso sentito impotente per qualche periodo di tempo. Nella mia formulazione, l’impotenza è il comune denominatore di tutti i fallimenti psichiatrici. L’impotenza è al centro della maggior parte degli approcci auto-degradanti alla vita (Breggin, 1992a, 1997). La gente che si sente senza speranza, impotente tende ad abbandonare l’uso della ragione, dell’amore, e dell’autodeterminazione, per sopraffare la sofferenza emozionale, i conflitti interni e gli stress della vita reale. Essi invece cercano risposte altrove , fuori da loro. Nei tempi moderni questo significa spesso rivolgersi agli “esperti”.
L’IHAD va molto più in là di una suggestione relativamente benigna (quale può essere utilizzata in medicina e in psichiatria, per esempio, per aiutare a far fronte al dolore fisico o alla dipendenza). Per prima cosa, nell’ IHAD lo psichiatra compromette il cervello del paziente, rafforzando la sottomissione del paziente alla suggestione attraverso una disfunzione fisica e mentale. Secondariamente, nell’ IHAD lo psichiatra rinnega egli stesso gli effetti dannosi del trattamento così come gli ancora presenti problemi psicologici o situazionali del paziente.
Spesso la negazione è accompagnata da confabulazione – l’uso da parte del paziente di razionalizzazioni o di varie “storie di copertura” per nascondere l’entità della disfunzione mentale. La confabulazione è ben compresa in psichiatria e neurologia, ma è generalmente ignorata in riguardo agli effetti indotti dai trattamenti. Molti pazienti confabulate sui buoni risultati della terapia farmacologica quando essi sono ovviamente danneggiati da essa.
La negazione è strettamente legata all’indifferenza. A volte è difficile dire se il paziente non si preoccupa, o se egli si preoccupa così tanto che non può sopportare di affrontare le sue disfunzioni fisiche e mentali. La negazione è anche legata all’euforia. Dopo la lobotomia o l’elettroshock, e a volte durante il trattamento farmacologico, il paziente può sviluppare un irrealistico sentimento positivo.
La negazione è una delle più primitive risposte alle minacce. La persone evita di affrontare i problemi e quindi diviene incapace di risolverli. La negazione come difesa di base tende a causare una vita impotente, inadeguata.
Il danno cerebrale e la disfunzione, qualunque sia la causa, inclusi incidenti e malattie fisiche, spesso produce impotenza (helplessness) e rifiuto di affrontare la verità (denial); ma solo nella psichiatria il danno e la disfunzione vengono utilizzati come “trattamento” per produrre tali effetti disabilitanti.
CONCLUSIONE
Come ho discusso in libri precedenti (1991a, 1994a, 1994b), credo che i concetti di “malattia mentale” e “disordine mentale” siano fuorvianti, e che nessuno dei problemi comunemente trattati dagli psichiatri siano di origine genetica o biologica. I termini “schizofrenia” e “depressione” per esempio, sono basati su concetti la cui validità può essere confutata. Ad ogni modo, i principi della debilitazione delle funzioni cerebrali rimarrebbero validi anche se alcuni dei fenomeni mentali che vengono trattati si rivelasse avere delle basi biologiche o genetiche. Tutti i trattamenti biopsichiatrici attualmente disponibili – farmaci, elettroshock, e psicochirurgia – ottengono il loro effetto terapeutico danneggiando e disabilitando le normali funzioni cerebrali.
Note:
(1) Psichiatra americano direttore del “centro per lo studio della psichiatria e la psicologia” di Bethesda nel Maryland.
(2) Cioè dell’uso di trattamenti fisici per “riabilitare” i “malati di mente”: uso di farmaci di sintesi chimica, elettroshock, psicochirurgia (lobotomia).
(3) Le sue funzioni, la sua struttura e la sua complessità sono tali che c’è una elevata reciproca dipendenza fra le varie sue parti e fra le varie funzioni che assolve.
(4) Il termine euforia usato in psichiatria indica una esagerata irrazionale o irrealistico senso di benessere. Può avere in origine una causa psicologica ma è comunemente causata da danni al cervello o dalla tossicità dei farmaci.
(5) Non hanno cioè uno specifico effetto sui cosiddetti schizofrenici o sui cosiddetti depressi, ma inducono lo stesso tipo di comportamento su qualsiasi persona.
(6) L’euforia è inusuale nei pazienti trattati coi neurolettici a causa dei loro effetti soppressivi sul SNC (vedi capitolo 2). È più comune in pazienti trattati con antidepressivi, stimolanti, e tranquillanti minori.
(7) Impotenza e insieme negazione della realtà del danno mentale e cerebrale, causati entrambi dalle medicine (iatrogeni).

ulteriori traduzioni in italiano degli scritti di Peter Breggin sono disponibili ai link seguenti

–Peter Breggin – David Cohen: Reazioni di dismissione da benzodiazepine (tranqillanti minori)

–Peter Breggin – David Cohen: Reazioni di dismissione da Antidepressivi SSRI (Prozac, Zoloft, Celexa, Paxil, Luvox) e da Antidepressivi atipici (Effexor Wellbutrin Zyban Serzone Remeron Ludiomill)

Alcuni saggi di Peter Breggin si trovano tradotti in italiano sul sito Il nido del cuculo

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Mai più!  La vera storia della psichiatria raccontata dallo psichiatra Peter Breggin
Natural news – Peter Breggin, psichiatra, scrittore
8 aprile 2013 – CCDU

Da un po’ di tempo, negli USA, molta gente chiede la costituzione di un Registro nazionale di salute mentale, da collegare al sistema di rilascio delle licenze per le pistole. Sulla terribile scia di Newtown, sinistra, destra e l’attuale amministrazione federale degli Stati Uniti chiedono che vengano irrigiditi i requisiti di salute mentale, rendendo più facile, e perfino obbligatorio, per i funzionari della sanità (tra cui psichiatri e psicoterapeuti) internare persone in caso di sospetto di perpetrazione di violenza. In un recente blog, ho analizzato tutti i modi in cui psichiatria e singoli psichiatri hanno già troppa autorità di ricoverare i cittadini americani. E ho evidenziato come tale potere si sia dimostrato inefficace nel prevenire la violenza.

Infatti, come molti stanno ora imparando, gli psicofarmaci possono causare violenza e hanno contribuito al verificarsi di sparatorie nelle scuole e ad altri drammi. Voglio qui ricordare e mettere in guardia sul fatto che la psichiatria è stata e continua a essere la causa di alcuni degli abusi più grandi nel mondo occidentale. In seguito alle sparatorie nelle scuole, alla psichiatria non dovrebbe essere consentito di assumere ancora più potere.
Considerate come punto di partenza le diverse centinaia di anni di storia del sistema statale degli ospedali psichiatrici. Dato il potere di internare le persone a loro discrezione, gli psichiatri “toglievano dalla circolazione” – in diverse centinaia di anni – innumerevoli milioni di persone nel mondo occidentale. Nel suo periodo di massimo splendore negli anni trenta, trasformando innumerevoli pazienti in cavie, la psichiatria ha inventato e praticato la lobotomia, il coma da shock da insulina e l’elettroshock. Nonostante le schiaccianti prove dei suoi effetti dannosi, l’elettroshock continua a fiorire e a essere spinto da avvocati, menomando probabilmente diverse centinaia di migliaia di pazienti ogni anno negli Stati Uniti.

Come può la psichiatria essere priva di qualsiasi restrizione e autocritica? Negli anni settanta, quando una recrudescenza di lobotomia ha minacciato un’altra ondata di mutilazioni di cervello, mi trovavo da solo come il primo psichiatra a opporsi pubblicamente a questo “trattamento”. La mia vittoriosa campagna internazionale contro la psicochirurgia ha lanciato la mia carriera di riforma psichiatrica. La violenta reazione della psichiatria ai miei sforzi di riforma mi ha insegnato come tenacemente la psichiatria tenga al suo potere e persino ai suoi trattamenti più barbari. Dico questo per farvi capire che la psichiatria non può essere attendibile nel monitorare se stessa. Cerca sempre solo di incrementare il proprio potere sulla pelle di coloro che sostiene di aiutare.
È divenuto fuori moda parlare della Germania nazista. Ma solo pochi conoscono la verità. Più di ogni altro avvenimento nella storia, ci insegna a stare in guardia sul crescente potere psichiatrico.

Senza alcun coinvolgimento di Hitler, alla fine degli anni trenta la psichiatria tedesca ha attuato lo sterminio di massa della sua popolazione psichiatrica, definendolo misericordiosa “eutanasia” ma in verità per liberare la nazione tedesca delle “bocche inutili”. Al processo di Norimberga sui criminali nazisti, tenutosi dopo la guerra, molti degli osservatori di rango più alto dichiararono che l’Olocausto non avrebbe mai avuto luogo senza che la psichiatria tedesca avesse prima dimostrato che l’omicidio di massa poteva essere compiuto in modo sistematico. I quattro osservatori medici di rango più alto di Norimberga incaricati di cavar fuori tutti i crimini psichiatrici erano due rappresentanti dell’associazione medica tedesca, il rappresentante americano dell’AMA, e lo psichiatra dell’esercito americano. Tutti e quattro hanno concordato che l’annientamento della popolazione degli ospedali mentali della Germania, organizzato per opera della psichiatria, era il primo passo verso l’Olocausto.

In poche parole, la psichiatria ha sviluppato i primi centri di sterminio in Germania, completo di sapone di legno nelle false docce alimentato con gas velenosi. La psichiatria ha sperimentato anche la cremazione di massa per nascondere i dettagli. Il programma era molto organizzato e traghettava i pazienti ai centri di morte in quelli che sarebbe poi diventato quei treni infami con persone stipate come bestiame. Dopo che quasi tutti i pazienti degli ospedali esistenti furono macellati, tra cui molti bambini, la psichiatria tedesca vi ha portato un flusso costante di nuovi pazienti per essere uccisi.
Quando il programma formale si è concluso a causa dell’opposizione dell’opinione pubblica, gli ospedali di stato hanno preso l’onere su di loro, avvelenando e affamando i pazienti per poi cremarli.

Riconosciuta in America, la psichiatria organizzata ha fatto sterilizzare decine di migliaia di americani. Per un periodo in California, non potevate essere rilasciati da un ospedale di stato, a meno che non foste stati sterilizzati. In Virginia sono stati presi di mira i ritardati. I sostenitori americani della sterilizzazione si recarono a Berlino per aiutare i nazisti a pianificare il loro programma di sterilizzazione. Questi americani hanno assicurato ai tedeschi che non avrebbero incontrato nessuna opposizione dall’America a sterilizzare i loro cittadini mentalmente e fisicamente “non idonei”.
Mentre l’omicidio di pazienti mentali era in pieno svolgimento in Germania, neurologi e psichiatri americani non volevano saperne di esserne tagliati fuori. Nel 1942, l’American Psychiatric Association ha tenuto un dibattito su: “se sterilizzare o uccidere i bambini considerati “ritardati” perché con un basso IQ una volta raggiunta l’età di cinque anni”. Quelle erano le sole due scelte nel dibattito: sterilizzazione o morte.

Dopo il dibattito, la Gazzetta ufficiale dell’Associazione psichiatrica americana ha pubblicato un editoriale in cui dichiarava di aver scelto a favore dell’omicidio (“eutanasia” nell’American Journal of Psychiatry, 1942, volume 99, pp. 141-143). Dice che gli psichiatri dovrebbero fare appello a tutte le loro abilità psicologiche per mantenere i genitori lontani dal sentimento di colpevolezza per aver accettato di avere ucciso i loro figli.
Dall’Olocausto psichiatrico alla lobotomia, l’elettroshock e al drogare con psicofarmaci dannosi la massa di bambini e anziani d’America, cosa rende la psichiatria così ossessiva nel perpetrare danni? Ci sono naturalmente più spiegazioni per questo. Una chiave è il maldestro tentativo della psichiatria nel trattare gli esseri umani “scientificamente” che in definitiva significa trattarli senza empatia, come oggetti inanimati. Quando ci si avvicina agli esseri umani senza cura genuina e amore, non diventiamo neutri o obiettivi: diventiamo distruttivi.
Noi non dobbiamo lasciare che la tragedia di Newtown conceda ulteriore potere alla psichiatria e permetterle di guadagnare ancora più autorità e controllo sulla nostra società, più di quanto già non ne possieda. Le potenziali conseguenze sono catastrofiche e disumanizzanti.

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Il progetto di controllo mentale: la psichiatria, l’elettroshock ed MK-ULTRA

domenica 27 gennaio 2008

L’elettroshock produce amnesia, incapacità ad apprendere, danni cerebrali irreversibili, paura, apatia, perdita di creatività, caratteristiche queste che ne fanno un ottimo mezzo di controllo della personalità, niente di strano quindi che la sua sperimentazione venne sovvenzionata dalla CIA in funzione del suo programma di “controllo mentale”.

Alcuni di questi esperimenti furono portati avanti dal dottor Ewen Cameron e consistevano in periodi di uno-due mesi di elettroshock (6 scosse due volte al giorno, a volte anche in soggetti di 60 anni) e nell’uso immediatamente successivo in un periodo in cui secondo lo stesso Cameron nel paziente vi è completa amnesia, di messaggi registrati che venivano fatti ascoltare per 16 ore al giorno, il tutto condito con dosi massicce di barbiturici che inducevano il sonno per gran parte della giornata.

Da notare che il dottor Cameron fu eletto di volta in volta presidente dell’Associazione Psichiatrica Americana, Canadese e Mondiale, nonché della Società di Psichiatria Biologica, segno più che mai evidente che i suoi colleghi approvavano ed ammiravano le sue “ricerche”.
D’altronde nello stesso periodo fra gli anni 40 e 50 vi furono numerosi altri esperimenti similari riportati nelle riviste psichiatriche con nomi agghiaccianti quali “elettroshock regressivo”, “blitz elettroshock”, “terapia di annichilazione”. Queste tecniche furono poi abbandonate, ma nel 1966 un’altra forma di elettroshock intensivo fu introdotta il cui uso pare essere in aumento. Tale tecnica detta “terapia elettroconvulsiva multipla monitorizzata” prevede 4-8 scosse a due minuti di intervallo per ogni seduta

E chi ha fornito i soldi per tali esperimenti? Oltre alla CIA che li ha sovvenzionati parzialmente per un certo periodo, la maggior parte dei soldi necessari per sviluppare queste tecniche sono sempre venuti dagli stessi pazienti che le subivano e dai loro parenti che pagavano per il loro ricovero nei vari istituti di “Salute mentale”!

“Ovviamente” queste tecniche sono ancora in uso specie nelle zone di conflitto in Medio Oriente, ma probabilmente anche “in patria” per produrre killer manipolati (assassinio di Kennedy?).

E non pensiate che l’Italia stai a guardare, perchè esiste un’associazione di solidarietà con le vittime del controllo mentale con armi elettroniche, il caso più famoso è quello di Paolo Dorigo. Se volete qui c’è un interessante documento in pdf.

Quella che segue è la testimonianza di un sopravvissuto della psichiatria che ho tradotto personalmente da un giornale canadese (il “Phoenix rising”). Essa è una delle tante storie atroci degli esperimenti che sono stati fatti dalla psichiatria su “pazienti” involontari (anche bambini molto piccoli) trattate alla stregua di cavie viventi.

E sebbene sia solo una parte del quadro, rende benissimo l’idea del progetto di controllo mentale denominato MK-ULTRA, al quale la psichiatria (specie quella degli Stati Uniti d’America) ha attivamente collaborato.


Ted Chabasinsky, ricoverato a New York nel 1944: “Prima che nascessi avevano già stabilito che ero matto”. A 6 anni il primo elettrochoc.

Questa è la storia dell’altra metà della mia vita.

Psichiatri e assistenti sociali avevano già deciso prima ancora che io nascessi che io sarei diventato un paziente delle istituzioni psichiatriche. La mia madre naturale era stata rinchiusa poco prima che io nascessi e fu rinchiusa nuovamente subito dopo. L’assistente sociale del Foundling Hospital disse ai miei genitori adottivi che mia madre era “diversa” e Miss Callaghan ben presto li indusse a trovare sintomi anche in me. Ogni mese Miss Callaghan veniva a discutere dei miei problemi coi miei genitori adottivi. Se io volevo semplicemente stare nel giardino sul retro con mia sorella e giocare a fare tortine di fango, questo era un segno che ero troppo passivo e introverso, e mia madre e mio padre avrebbero dovuto incoraggiarmi a esplorare maggiormente gli altri posti nelle vicinanze. Quando iniziai a vagare per i dintorni andai nel giardino di un vicino di casa e colsi alcuni fiori. Il vicino si lamentò e Miss Callaghan tenne una lunga discussione coi miei genitori sul modo di reprimere i miei impulsi dannosi.

Quando Miss Callaghan ebbe scoperto abbastanza sintomi fui spedito in un istituto psichiatrico per bambini per essere diagnosticato ufficialmente e diventare una cavia per la dottoressa Lauretta Bender. Fui uno dei primi bambini “trattati” con l’elettroshock. Avevo sei anni.
Non volevo subire l’elettroshock, non volevo! Ci vollero tre infermieri per tenermi. All’inizio fu la dottoressa Bender in persona ad azionare l’interruttore, ma più t ardi quando non fui più un caso interessante, il mio torturatore fu diverso ogni volta.

Volevo morire, ma non avevo realmente idea di cosa fosse la morte. Sapevo che era qualcosa di terribile. Forse sarò così stanco dopo il prossimo trattamento che non mi alzerò più, e sarò morto. Ma mi rialzavo sempre. Qualcosa in me al di là dei miei desideri mi faceva ritornare in me stesso. Memorizzavo il mio nome, insegnai a me stesso a dire il mio nome. Teddy, Teddy, io sono Teddy … io sono qui, io sono qui, in questa stanza, nell’ospedale. E la mia mamma se n’è andata … Voglio andare giù, voglio andare dove l’elettroshock mi sta mandando, voglio smettere di lottare e morire … e qualcosa mi ha fatto vivere e andare avanti a vivere. Dovevo ricordarmi di non lasciare che nessuno mi stesse più vicino.

Passai il mio settimo compleanno in questa maniera, e il mio ottavo ed il nono rinchiuso in una stanza al Rockland State Hospital. Avevo imparato che la migliore maniera di resistere era di dormire il più possibile, e dormire era tutto quello che potevo fare in ogni caso. ero in uno stato di costante deperimento ed iniziai ad avere raffreddori che duravano tutto l’anno perché il più sadico infermiere spegneva il riscaldamento e apriva la finestra anche a Dicembre. Il dottor Sobel disse che ciò era un segno della mia debolezza e che non amavo l’aria fresca.

A volte gli infermieri lasciavano la porta della mia stanza aperta mentre il resto dei ragazzi andavano nella stanza da pranzo ed io andavo in giro a cercare qualcosa da leggere, qualcosa da guardare, con cui giocare, qualsiasi cosa che avessi potuto usare per distrarmi. Conservavo parte del mio cibo e pensavo per ore a quando l’avrei mangiato. A volte i gatti correvano attraverso la stanza, lungo i muri, e li guardavo con attenzione stando attento a non spaventarli. Avrei voluto essere abbastanza piccolo da correre sotto la porta come potevano fare loro. A volte non c’era niente nella stanza, proprio niente, ed io mi stendevo sul materasso e piangevo. Cercavo di addormentarmi ma non potevo dormire 24 ore al giorno, e non potevo sopportare i sogni. Mi raggomitolavo come una palla, afferrando i ginocchi e rotolando avanti e indietro sul materasso cercando di confortarmi. E ho pianto e pianto sperando che qualcuno venisse. Sarò buono dicevo.

E l’infermiere mi guardava fisso inaspettatamente attraverso la piccola finestra irrobustita con dei fili all’interno in modo che io non potessi rompere il vetro ed uccidermi.

E così ho passato la mia infanzia svegliandomi da un incubo all’altro in stanze chiuse a chiave con ritagli di giornali e pagine di fumetti strappate e croste di pane e i miei anici i gatti, con nessuno che mi dicesse chi fossi. E quando compii 17 anni e i medici pensarono di avermi distrutto mi liberarono.

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Le origini della psichiatria
Tratto dalla pubblicazione PSICHIATRIA a cura del CCDU

Fino alla metà dell’800, la pratica che è divenuta nota come “psichiatria” fu responsabile solo di rinchiudere le persone mentalmente malate. I pazienti venivano trattati come animali e ci si occupava di essi con la forza bruta. Nei manicomi dominavano le punizioni fisiche crudeli.
I ricoverati venivano rinchiusi in gabbie, armadi e stalle per animali, incatenati e frustati. Lo psichiatra Lee Coleman, autore di Regno dell’Errore, afferma che le radici della psichiatria si basano sul controllo e sul potere: “Qualunque cosa fosse stata fatta per rendere più gestibile questa persona sarebbe stato chiamato semplicemente un trattamento. E la triste realtà è che molti di questi cosiddetti trattamenti erano sostanzialmente torture“.

Tra il 1600 ed il 1700, i ricoverati nell’infame manicomio londinese chiamato “Bedlam” venivano incatenati, picchiati, avvelenati con cibo avariato e sottoposti con regolarità a salassi. Gli unici beneficiari di questo trattamento furono i custodi del manicomio che intascarono delle fortune esibendo le vittime come animali da circo a chiunque pagasse per entrare.
Nel 1684, in Inghilterra, il dottor Thomas Willis scrisse un testo sulla malattia mentale sostenendo che: “Sono necessari disciplina, minacce, catene e percosse… Nulla è veramente più necessario e più efficace per la guarigione di queste persone che costringerle al rispetto e ad aver timore dell’intimidazione“.

Nel 1700 ed il 1800 i pazienti venivano incatenati nudi ai muri, picchiati con verghe e frustati per ottenere obbedienza. Il direttore del manicomio francese Philippe Pinel abolì l’uso delle catene nell’Istituto Salpêtrière di Parigi nel 1793. Tuttavia al loro posto creò le camicie di forza ed usava minacciare con la punizione di ’10 forti frustate” per i pazienti che si comportavano male.
Nel 1808 il tedesco Johann Christian Reil coniò il termine “psichiatria”. La parola letteralmente significa “guarire l’anima”, dal greco “psyche”. Eppure Reil già nel 1803 giunse alla conclusione che la causa dei disturbi mentali era nel cervello e non nell’anima, causa mai provata. Fu un fautore della punizione, dell’intimidazione, dei rumori forti, delle frustate e dell’oppio come trattamento, descrivendo i suoi sistemi una “tortura non dannosa”. Per chi soffriva di “fissazione sulla purezza del sesso femminile”, Reil raccomandava come cura per la sua fissazione “una prostituta”.

Benjamin Rush, il “padre della psichiatria americana”, pubblicò il primo manuale sulla psichiatria nel 1812. La masturbazione e il troppo sangue nel cervello furono considerate la causa della pazzia. La cura consisteva nella cauterizzazione del midollo spinale, dei genitali o nell’ immobilizzare le parti intime del paziente nel gesso per prevenire la masturbazione.

Benjamin Rush (padre della psichiatria americana) progettò la sedia tranquillante (foto 1) per immobilizzare la vittima e tenerla in uno stato di disagio e di dolore. La sua invenzione derivava dalla “sedia della strega”, usata per estorcere confessioni da persone accusate di stregoneria

Oltre alla sedia tranquillante (foto 1) vi furono le sedie girevoli che causavano capogiri, nausea, vomito e a volte emorragia. Lo psichiatra francese Jean-Martin Charcot usò il compressore ovarico (2) per comprimere la zona ovarica per calmare le donne isteriche e la camicia forza è sempre stata un prodotto dei manicomi.

Logo ufficiale dell’Associazione Psichiatri Americani (APA) con Benjamin Rush

I trattamenti raccomandati da Rush includevano:

– Lasciar cadere le vittime chiuse in una cassa in una vasca d’acqua basandosi sulla teoria che “se il paziente fosse quasi affogato e poi riportato in vita, avrebbe lasciato la malattia alle spalle“.

– Produrre vesciche alle caviglie per far allontanare il sangue dalla “testa surriscaldata“.

– Far dissanguare il paziente fino a fargli perdere “quattro quinti del sangue” per diminuire così il “flusso eccessivo” di sangue al cervello.

Verso il 1890 gli psichiatri, cercando di emulare i progressi medici del tempo, condussero esperimenti sempre più strani nella ricerca di nuove cure, per esempio iniettavano ai pazienti estratti di organi sessuali e ghiandole animali. L’estratto della tiroide di pecora (la ghiandola che influenza la crescita e l’energia) era un trattamento comune che provocò febbre, perdita di peso ed una riduzione di globuli rossi.
Negli anni ’20, il professore austriaco di psichiatria Julius Wagner-Jauregg iniettò il virus della malaria nei suoi pazienti, asserendo che la febbre risultante li avrebbe aiutati a recuperare la loro sanità mentale. A Wagner-Jauregg nel 1927 fu conferito il Premio Nobel per la medicina per questa scoperta.
Queste sono le inquietanti parole di Rush: “Il terrore agisce in maniera forte sul corpo attraverso la mente e dovrebbe essere impiegato nella cura della pazzia“.

Qual è il vero piano della psichiatria
Jan Eastgate – PSICHIATRIA

Che cos’ha fatto la psichiatria per venire etichettata “Un’industria di morte”?
Troverai la risposta in queste pagine e nel documentario: “Psichiatria: un’industria di morte”. E una risposta che racchiude duecento anni di storia della psichiatria ed il grave impatto che ha avuto sulla società odierna. Poco è cambiato dall’inizio, quando gli psichiatri incatenavano, frustavano, facevano patire la fame e torturavano i loro pazienti. Allora, come ora, la meta era rendere docile l’individuo, non la cura della pazzia. I trattamenti brutali che la psichiatria ha creato e che tuttora usa (elettroshock, psicochirurgia e psicofarmaci) ne sono la prova. Quando la psichiatria è uscita dagli ospedali psichiatrici per diffondersi nella società, i risultati sono stati davvero disastrosi. La moderna psichiatria è motivata dalla missione di “andare dietro ai soldi”, per citare le parole dell’attuale presidente dell’Associazione Psichiatrica Americana; sei così testimone di un’industria corrotta, motivata dal profitto, che lascia dietro di sé morte e distruzione.

Parole dure, ma basate su fatti nudi e crudi. Fatti che devi conoscere. Considera che:

– La psichiatria monopolizza la salute mentale internazionale ed ogni anno richiede migliaia di miliardi di dollari dai governi per i suoi servizi.

– Le assicurazioni, solo negli Stati Uniti, pagano 69 miliardi di dollari all’anno per la salute mentale.

– I costi per i servizi psichiatrici superano quelli della medicina di quasi il 200%.

– Il totale delle vendite di psicofarmaci nel mondo è nell’ordine di 76 miliardi di dollari l’anno. E cosa stanno ottenendo i governi e le società in cambio?

– Gli psichiatri hanno ammesso che non hanno la cura per un singolo disturbo mentale.

– Non sanno l’effetto dei trattamenti sui pazient7

– In base ad uno studio fatto sui pazienti ricoverati, i trattamenti psichiatrici hanno un tasso di fallimento pari al 99%.

– Negli ultimi 40 anni il numero dei morti per trattamenti psichiatrici è stato quasi il doppio degli americani uccisi durante tutte le guerre combattute dal 1776 ad oggi dagli Stati Uniti.

– Più di 20 milioni di bambini in tutto il mondo fanno uso di psicofarmaci che causano violenza, psicosi, allucinazioni, omicidi, colpi apoplettici, diabete, attacchi cardiaci e morte per presunti disordini la cui esistenza non è mai stata provata scientificamente.

– Gli antidepressivi, “medicine miracolose”, sono così largamente prescritti che più di 150 milioni di persone in tutto il mondo hanno assunto farmaci SSRI (Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina).

– Questi farmaci sono sotto osservazione dalle agenzie del farmaco in tutto il mondo perché possono generare violenza e impulsi suicidi in chi li assume.

– In America il numero di persone di 65 anni sottoposte ad elettroshock è superiore di tre volte

– mezzo a quelli di 64 anni. Perché? Perché l’assicurazione statale sulla salute è disponibile all’età di 65 anni.

– Nel 2005, la Food and Drug Administration (FDA) ha reso noti i gravi danni dell’elettroshock (pazienti con gravi bruciature, donne che hanno abortito e addirittura morte).

– Mentre quasi metà degli anziani che ha ricevuto ECT è morta nell’arco di due anni, l’ECT sta continuando a venir praticato in tutto il mondo, uccidendo qualcosa come 10.000 persone. Più di due terzi delle vittime sono donne.

Se la psichiatria è così distruttiva come ha fatto ad integrarsi in questo modo nella società?
Nel 1940 lo psichiatra inglese John Rawling Rees, il cofondatore della World Federation for Mental Health (WFMH), durante una riunione del Consiglio Nazionale dell’Igiene Mentale del Regno Unito disse: “La vita pubblica, la politica e l’industria dovrebbero essere sotto la sfera d’influenza [della psichiatria]… abbiamo sferrato un attacco ad alcune professioni. Le due più facili più facili, naturalmente, sono l’insegnamento e la Chiesa ; le due più difficili sono la legge e la medicina….”

Nel 1945, un momento di grande scompiglio, incertezza e sgomento, lo psichiatra canadese e cofondatore del WFMH, G. Brock Chisholm, dichiarò: “Per arrivare a governare il mondo bisogna rimuovere dalle menti l’individualismo, il rispetto delle tradizioni familiari, il patriottismo nazionale e i suoi dogmi religiosi“.
Queste parole, i progetti distruttivi di Chisholm, Rees e della WFMH, sono state le solide fondamenta della moderna psichiatria.
A dispetto di migliaia di miliardi di dollari investiti nelle sue ricerche per la cura della malattia mentale, la psichiatria non cura né migliora niente. Al contrario, gli psichiatri rovinano la vita e minano la società con grandi costi. Qualcosa può e deve essere fatto in merito a questa professione. Solo passando all’azione possiamo sperare di creare un futuro più luminoso per la società ed i nostri bambini.

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venerdì 3 aprile 2009

MICROCHIP, CONTROLLO MENTALE, CIBERNETICA, PSICHIATRIA E DSM

MICROCHIP, CONTROLLO MENTALE, CIBERNETICA, PSICHIATRIA E DSM

di Rauni-Leena Luukanen-Kilde

ImageNel 1948, Norbert Weiner pubblicò un libro, “Cybernetics” sulla comunicazione neurologica e teorie di controllo, già in uso, all’epoca, in piccoli circoli. Yoneji Masuda “ Padre della Società dell’Informazione”, nel 1980 espresse la preoccupazione che la nostra libertà fosse minacciata in modo Orwelliano dalla tecnologia cibernetica, completamente sconosciuta alla maggior parte della gente. Questa tecnologia collega il cervello delle persone ai satelliti mediante microchips impiantati, controllati tramite supercomputers situati in basi sotterranee.

I primi impianti cerebrali furono inseriti chirurgicamente nel 1974, nello stato dell’Ohio, Stati Uniti, e anche a Stoccolma, in Svezia. Elettrodi cerebrali furono inseriti nei crani di bambini, nel 1946, senza che i genitori ne fossero a conoscenza. Negli anni ’50 e ’60, impianti elettrici furono inseriti nel cervello di animali e umani, soprattutto negli Stati Uniti, durante le ricerche sulla modificazione del comportamento, e sul funzionamento del cervello e del corpo. Metodi di controllo mentale furono usati nel tentativo di cambiare il comportamento umano e i suoi atteggiamenti. Influenzare il funzionamento del cervello divenne un obiettivo importante dei sevizi segreti e militari.

Trent’anni fa impianti cerebrali risultarono, ai R-X, misurare 1 cm. Impianti successivi si rimpicciolirono fino ad essere grandi come un chicco di riso. Erano fatti di silicio, e quelli successivi persino di arsenioferrite. Oggi sono abbastanza piccoli da poter essere inseriti nel collo o nella schiena, e anche per via indovenosa in diverse parti del corpo, durante operazioni chirurgiche, con o senza il consenso del soggetto. E’ ormai quasi impossibile rintracciarli o rimuoverli.

E’ tecnicamente possibile inserire ad ogni neonato un microchip che potrebbe dunque servire per identificare la persona per il resto della sua vita. Simili piani sono stati discussi segretamente negli Stati Uniti, senza nessuna esposizione delle questioni relative alla privacy.

In Svezia, il Primo Ministro Olof Palme, diede il permesso, nel 1973, di inserire impianti nei detenuti, e l’accertamento dei dati dell’ ex direttore generale Jan Freese, rivelò che a pazienti di case di riposo erano stati messi degli impianti alla metà degli anni ’80. La tecnologia fu rivelata nel rapporto statale svedese del 1972/74 “Statens Officiella Utradninger” (SOU).

Gli esseri umani con impianti possono essere seguiti ovunque: Le funzioni cerebrali possono essere monitorate a distanza dai supercomputers e persino alterate mediante il cambiamento delle frequenze. Cavie di esperimenti segreti sono state detenuti, soldati, malati di mente, bambini portatori di handicap, audiolesi e ciechi, omosessuali, donne single, anziani, scolari e qualsiasi gruppo di persone considerato “marginale” dalle élites di sperimentatori. Le esperienze pubblicate, dei detenuti della prigione statale dello Utah, ad esempio, sono shockanti.

Gli attuali microchips agiscono mediante onde radio a bassa frequenza che li rendono rintracciabili. Con l’aiuto dei satelliti, le persone con gli impianti possono essere rintracciate ovunque nel globo. Questa tecnica fu tra quelle testate nella guerra in Iraq, secondo il Dr. Carl Sanders, che ha inventato l’interfaccia biotico (IMI- Intelligence-manned interface), che viene iniettato alle persone. (Già durante la Guerra in Vietnam, ai soldati veniva iniettato il Rambo Chip, ideato per aumentare il flusso di adrenalina nel sangue.)

I supercomputers da 20 bilioni di bit al secondo, alla US National Security Agency (NSA), possono adesso “vedere e sentire” qualsiasi esperienza dei soldati nel campo di battaglia, con un sistema di monitoraggio a distanza (RMS). Quando un microchip di 5 micromillimetri (il diametro di un capello è di 50 micromillimetri) è piazzato nel nervo ottico, manda neuroimpulsi dal cervello che inducono le esperienze, gli odori, le visioni e voci della persona con l’impianto. Una volta trasferiti e depositati in un computer, questi neuroimpulsi possono essere rispediti al cervello della persona tramite il microchip perché li riviva. Usando un RMS, un operatore di computers a terra può mandare messaggi elettromagnetici (codificati in forma di segnali) al sistema nervoso, simulando una determinata prestazione. Con l’RMS si può indurre persone sane ad avere allucinazioni o a sentire voci nella propria testa.

Ogni pensiero, reazione, cosa udita o osservata causa una certa potenzialità, e percorsi neurologici nel cervello e il suo campo elettromagnetico, che adesso possono essere decodificati in pensieri, immagini e voci.
Stimolazioni elettromagnetiche possono, d’altra parte, cambiare le onde cerebrali di una persona e simulare attività muscolare, causando dolorosi crampi vissuti come una tortura.

Il sistema elettronico di sorveglianza dell’ NSA può simultaneamente seguire e gestire milioni di persone. Ognuno di noi ha una unica frequenza di risonanza bioelettrica nel cervello, proprio come abbiamo impronte digitali uniche. Con stimoli cerebrali completamente decodificati dalle frequenze elettromagnetiche (EMF), segnali elettromagnetici pulsanti possono essere inviati al cervello creando la voce desiderata ed effetti visivi, perché vengano percepito dal soggetto prescelto. E’ una forma di guerra elettronica. Ad astronauti statunitensi vennero inseriti degli impianti prima di essere mandati nello spazio, in modo che i loro pensieri potessero essere seguiti e tutte le loro emozioni registrate 24 ore al giorno.

Nel maggio 1996 il Washington Post ha riportato che al principe William di Gran Bretagna venne inserito un impianto all’età di 12 anni. In questo modo, se fosse stato rapito, un’onda radio con determinate frequenze avrebbe potuto essere puntata verso il microchip. Il segnale del microchip sarebbe stato rintracciato tramite un satellite collegato allo schermo del computer del quartier generali della polizia, dove gli spostamenti del principe avrebbero potuto essere seguiti. Avrebbe potuto trovarsi ovunque nel globo.

I mass media non si sono occupati del fatto che la privacy di una persona con un impianto scompare per il resto della sua vita. La persona può essere manipolata in molti modi. Usando frequenze diverse, il controllore segreto di questa attrezzature può addirittura modificare la vita emotiva di una persona. La si può rendere aggressiva o letargica. La sessualità può venire influenzata artificialmente. I segnali del pensiero e le riflessioni del subconscio possono essere letti, i sogni influenzati e persino indotti, tutto senza che la persona con l’impianto lo sappia o acconsenta.

In questo modo potrebbe essere creato un perfetto cyber soldato. Questa tecnologia segreta è stata usata dai militari in certi paesi NATO sin dagli anni ’80, senza che la popolazione accademica o civile ne avesse mai sentito parlare. Di conseguenza, poche informazioni riguardo sistemi così invasivi di controllo mentale sono reperibili in riviste professionali o accademiche.

Il gruppo Signals Intelligence dell’NSA, può monitorare a distanza informazioni del cervello umano decodificando i potenziali provocati (3,50HZ, 5 milliwatt), emessi dal cervello. Detenuti sottoposti ad esperimenti sia a Gotheburg, Svezia e Vienna, Austria, hanno scoperto di avere evidenti lesioni cerebrali. Ridotta circolazione sanguigna e mancanza di ossigeno nel lobo temporale destro risultano là dove impianti cerebrali erano di solito attivi. Un soggetto di nazionalità finlandese, sottoposto ad esperimenti, ebbe atrofia cerebrale e saltuaria perdita dei sensi, dovuti alla mancanza di ossigeno. Tecniche di controllo mentale possono essere usate per scopi politici. L’obiettivo dei manipolatori della mente, oggi, è indurre le persone o i gruppi presi di mira, ad agire contro le loro convinzioni e i loro interessi. Individui zombificati possono persino venire programmati ad uccidere e in seguito non ricordare niente del loro crimine. Esempi allarmanti di questo fenomeno si possono trovare negli Stati Uniti.

Si sta conducendo questa “guerra silenziosa” contro civili inconsapevoli e soldati, da parte di organismi militari e dei servizi segreti. Sin dal 1980, stimolazioni elettroniche del cervello (ESB) sono state segretamente usate per controllare le persone scelte senza il loro consenso o che ne fossero a conoscenza. Tutti gli accordi internazionali sui diritti umani proibiscono la manipolazione non consensuale degli esseri umani – persino in prigione, per non parlare della popolazione civile.

Dietro iniziativa del senatore degli Stati Uniti, John Glenn, nel gennaio 1997, cominciarono discussioni riguardanti i pericoli di irradiare la popolazione civile. Puntare le funzioni cerebrali della gente con campi elettromagnetici e raggi (da elicotteri e aeroplani, satelliti, furgoni parcheggiati, case vicine, pali del telefono, apparecchi elettrici, telefoni mobili, TV, radio, ecc…) fa parte del problema irradiamento, di cui si dovrebbero occupare apparati governativi democraticamente eletti. In aggiunta al controllo mentale elettronico, sono stati sviluppati anche metodi chimici. Droghe che alterano la mente e diversi gas da inalazione, che agiscono negativamente sul funzionamento del cervello, possono essere diffusi nei condotti dell’aria o nei tubi dell’acqua. In questo modo sono stati testati anche batteri e virus in numerosi paesi. L’attuale supertecnologia, che connette le funzioni del nostro cervello attraverso microchips (o addirittura senza di essi, secondo le ultime tecnologie) a computers satellitari negli Stati Uniti o in Israele, rappresentano la più grave minaccia per l’umanità.

Gli ultimi supercomputers sono sufficientemente potenti da monitorare la popolazione di tutto il mondo. Cosa succederà quando la gente sarà tentata da falsi presupposti, a lasciarsi impiantare microchips nel corpo? Un’esca sarà quella della carta d’identità microchip. Negli Stati Uniti è persino stata proposta segretamente una legislazione obbligatoria che criminalizza la rimozione della carta d’identità impiantata. Siamo pronti per la robotizzazione dell’umanità e la totale eliminazione della privacy, inclusa la libertà di pensiero? Quanti di noi vorrebbero cedere la propria intera vita, inclusi i nostri pensieri più segreti, al Grande Fratello? Già esiste una tecnologia per creare un totalitario Nuovo Ordine Mondiale. Nascosti sistemi neurologici di comunicazione sono posizionati in modo da annullare il pensiero indipendente e controllare l’attività sociale e politica negli egoistici interessi privati e militari.

Quando le nostre funzioni cerebrali saranno ormai connesse ai supercomputers, tramite impianti radio e microchips, sarà troppo tardi per protestare. Questa minaccia può essere sconfitta solo istruendo il pubblico usando la letteratura disponibile di biotelemetria e le informazioni scambiate ai congressi internazionali.

Uno dei motivi per i quali questa tecnologia è rimasta un segreto statale è l’esteso prestigio del “Diagnostic Statistical Manual IV”, prodotto dalla American Psychiatric Assoiation (AA) statunitense, e stampato in otto lingue. Psichiatri al servizio dei servizi segreti degli Stati Uniti hanno contribuito senza dubbio alla stesura e correzione di questo manuale. Questa “Bibbia” della psichiatria nasconde lo sviluppo segreto delle tecnologie di controllo mentale, etichettando alcuni dei loro effetti come sintomi di schizzofrenia paranoica.

Le vittime di controllo mentale sono così definite, automaticamente, come mentalmente malate dai medici che hanno appreso la lista dei “sintomi” DSM nella scuola medica. I medici non sono stati istruiti sul fatto che i pazienti potrebbero dire la verità quando raccontano di essere stati presi contro la loro volontà e usati come cavie per forme elettroniche, chimiche e batteriologiche di guerra psicologica.

Il tempo finirà per cambiare la direzione della medicina militare e assicurare il futuro della libertà umana.

Fonte: Spekula, pubblicazione di studenti di medicina della Finlandia del nord e medici dell’Università Olk di Oulu

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Terrore e psichiatria: i piani di Bush per il controllo mentale – Davis Fiore

21 Luglio 2006

Otto milioni di dollari, questa la spaventosa cifra che il Congresso degli Stati Uniti avrebbe stanziato per portare avanti un piano senza precedenti, per coinvolgere 52 milioni di studenti e cittadini di tutte le et, adulti compresi.

Al fine di definire precise politiche per i trattamenti farmacologici in materia di salute mentale, il presidente Bush, nell’aprile del 2002, nomin una commissione, costituita da 22 membri, conosciuta oggi col nome di “President’s New Freedom Commission On Mental Health”, Nuova Commissione Presidenziale Per La Libert In Materia Di Igiene Mentale (British Medical Journal del 19 giugno 2004). Si tratta di un organismo composto per buona parte da coloro che nel 95 definirono le direttive farmacologiche adottate in Texas, o TMAP (Texas Medication Algorithm Project).

Non un caso, ma proprio quell’anno Bush era governatore dello stato, mentre a finanziare questo oscuro programma fu una multinazionale, la Johnson & Johnson attraverso una sua fondazione e successivamente attraverso la Janssen Pharmaceutica, unazienda sussidiaria. Tra i membri della Nuova Commissione figura anche Robert N. Postlethwait, ex dipendente del colosso farmaceutico Ely Lilly. Per inciso, ricordiamo che persino l’ex-presidente George Herbert Walker Bush fece parte del consiglio di amministrazione della Ely Lilly.

Tutta una serie di strane coincidenze che destano notevole allarme sulle possibili collusioni e sull’ampliamento della definizione delle “malattie” psichiatriche, una misura in parte gi attuata e capace di colpire una fetta considerevole della popolazione. La Nuova Commissione nominata dall’attuale presidente intende raccomandare l’impiego del TMAP anche negli altri stati, con uno SCREENING COMPLETO DEI BAMBINI. Per quelli considerati affetti da ADHD, la somministrazione del Ritalin ormai diventata dobbligo. Si tratta di uno strumento con cui potenzialmente possibile controllare le masse e con cui gli individui scomodi possono essere dichiarati pazzi, e dove persino le ideologie politiche e religiose contrastanti rischiano di essere combattute. Non uno scenario fantascientifico se si guarda per un attimo la realt.

Ora ci sono studenti che persino in Italia vengono costretti ad assumere psicofarmaci per continuare a frequentare la scuola, con fatti di cronaca nera che destano molto scalpore. Tutti ricorderete il bambino di Milano che nei giorni scorsi i genitori si videro rifiutare dalla scuola, perch non gli somministravano psicofarmaci. Negli Stati Uniti otto milioni di bambini sono sottoposti a trattamanti farmacologici per disturbi mentali e in Italia ben 30000 mila.

La storia si ripete, sono innumerevoli i fatti che hanno interessato gli Stati Uniti e poi sono arrivati sino a noi.

Non permettiamo che questa piaga si allarghi!

Davis Fiore, Milano

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COME DIFENDERSI DALLA PSICHIATRIA

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Controllo mentale e schifezze naziste con i soldi Rockfeller

12 marzo 2012

manchurian2ARTICOLO LUNGO MA VERAMENTE MOLTO INTERESSANTE, SOPRATUTTO VERSO LA FINE.
CONSIGLIATA LA LETTURA.
http://www.rrigamonti.com/controllo-mental…ldi-rockfeller/

Il 2004 ha visto l’uscita nelle sale cinematografiche di “The Manchurian Candidate“, il remake del film interpretato da Frank Sinatra nel 1962. Basato sull’omonimo romanzo scritto nel 1959 da Richard Condon, narra di un soldato americano catturato in Corea dai comunisti e sottoposto al lavaggio del cervello che lo riduce allo stato di uno zombi-killer pronto ad uccidere il principale candidato alle presidenziali americane. L’anno dopo, a seguito dell’assassinio del presidente americano J. F. Kennedy a Dallas, il film venne ritirato dalle sale cinematografiche dallo stesso Sinatra.

La spaventosa realtà descritta nel libro (e nel film) riaffiorò con l’assassinio di Bobby Kennedy, nel 1968 mentre si apprestava anch’egli a vincere le presidenziali americane, diventando improvvisamente chiara negli anni ‘70, quando vennero resi pubblici alcuni documenti sul programma MKULTRA della C.I.A., sfuggiti per errore alla loro distruzione totale ordinata nel 1973 dall’allora direttore della C.I.A. Richard Helms. I documenti testimoniavano che il programma MKULTRA:

«…riguardava la ricerca e lo sviluppo di materiale chimico, biologico e radiologico da potersi utilizzare in operazioni clandestine per controllare il comportamento umano […] furono tracciate ulteriori strade per il controllo del comportamento umano, da investigarsi sotto l’ombrello protettivo dell’MKULTRA, incluso radiazioni, elettroshock, vari campi della psicologia, sociologia e antropologia, grafologia, sostanze molestanti, materiali e dispositivi paramilitari.»

Il programma includeva l’uso di esseri umani ignari per la sperimentazione di L.S.D. (dietilamide dell’acido lisergico), lavaggio del cervello e tecniche di interrogazione. Ufficialmente MKULTRA fu creato per ricercare il modo di controllare la mente umana allo scopo di contrastare le presunte attività di manipolazione mentale (lavaggio del cervello) attribuite ai regimi comunisti, in particolar modo di Corea, Cina e Unione Sovietica.
Nel 1953, a seguito di tali dicerie, il direttore della C.I.A., Allen Dulles (che diresse la C.I.A. fino al 1961), autorizzò il programma MKULTRA finanziando diversi progetti intesi a realizzare il controllo mentale degli esseri umani tramite l’uso di ipnosi, droghe psicotrope, elettroshock, lobotomie, suggestioni subliminali indotte, nonché combinazioni varie di queste tecniche tra loro.

Nonostante la prova di attività illecite e flagranti violazioni alla Costituzione Americana e alla carta dei Diritti dell’Uomo, nonostante le prove e le confessioni di uso indiscriminato di L.S.D. su soggetti ignari, la Commissione Senatoriale, istituita nel 1975 dal presidente Gerald Ford, non portò a decisioni significative e ben poco mutò all’interno della C.I.A. La Commissione era presieduta dal vice-presidente americano Nelson Rockefeller, il che dette origine al diffuso punto di vista sarcastico che “la volpe era stata nominata a guardia dell’ovile”. Rockefeller… un nome da tenere a mente!

Ma partiamo dall’inizio per capire come si sia potuta realizzare, solo qualche anno fa, tanta aberrazione nel nome della democrazia, della pace e del benessere del genere umano, e chi l’abbia potuta realizzare. Seguiremo un percorso abbastanza lungo e poco “divertente”, ma che reputiamo necessario per capire a fondo i meccanismi che hanno portato a MKULTRA, quali pericoli si possono celare nel futuro dell’umanità e, possibilmente, come porvi rimedio. Il primo e più importante dei rimedi è la conoscenza della verità! Si presti particolare attenzione al ripetersi di certi nomi e di certe sigle, poiché sono loro, un pugno di criminali che, nel nome della scienza e invocando propositi umanitari, cercano di controllare e dominare il resto di noi.

Nel 1860 John D. Rockefeller iniziò l’attività petrolifera usando capitali britannici, nacque così la Standard Oil Co., oggi denominata ExxonMobil[1]. In seguito nacque la Rockefeller Foundation, più o meno contemporaneamente alla nascita della Federal Reserve (di ispirazione britannica), dell’IRS (Internal Revenue Service, l’ufficio delle imposte americano) e dell’F.B.I. (Federal Bureau of Investigation). Anni dopo il ramo discendente da William Rockefeller, fratello di John D., entrò nella National City Bank (l’attuale Citibank con filiali un po’ ovunque, Italia inclusa)[2]. Nel 1911 William ingaggiò in forma privata l’alto ufficiale dei servizi segreti britannici Claude Dansey. Poiché gli Stati Uniti si stavano preparando a partecipare alla Prima Guerra Mondiale al fianco dell’ex nemico, la Gran Bretagna, Dansey in persona riorganizzò i servizi segreti dell’esercito statunitense facendone un distaccamento dei servizi segreti britannici. Il discepolo americano di Dansey, generale Marlborough Churchill, un lontano parente di Winston Churchill, fu nominato direttore dei servizi segreti dell’esercito USA. Alla fine della guerra Churchill diresse la Black Chamber, un gruppo di spionaggio con sede a New York, che offriva i propri servigi al Dipartimento di Stato, all’esercito USA e ai finanzieri privati leali alla Gran Bretagna.

Negli anni ’20 la Rockefeller Foundation finanziò i progetti tedeschi di genetica psichiatrica, vale a dire i progetti criminali denominati purificazione della razza, igiene razziale o miglioramento della razza, sviluppati inizialmente nei laboratori londinesi della Galton e nelle sue derivate Società di Eugenetica in Inghilterra e in America. A Monaco, l’Istituto Kraeplin fu ribattezzato Istituto di Psichiatria Kaiser Wilhelm e da allora fu finanziato con i fondi della Rockefeller Foundation e diretto da uomini della Fondazione. Fu anche creato l’Istituto di Antropologia, Eugenetica ed Ereditarietà Umana Kaiser Wilhelm. A capo di entrambi gli istituti fu posto lo psichiatra filo-nazista svizzero Ernst Rudin. Inizialmente ci fu un finanziamento di 11 milioni di marchi effettuato da Gustav Krupp von Bohlen und Halbach (rappresentante della famiglia Krupp che faceva affari nel campo dell’acciaio e delle armi) e da James Loeb, un americano proveniente dalla famiglia di banchieri Kuhn-Loeb, che continuò a finanziare l’istituto anche in seguito, coinvolgendo i suoi amici ebrei americani. Da notare che James Loeb era cognato di Paul Warburg e che i Warburg erano proprietari della Kuhn-Loeb Bank ed erano partner in affari con William Rockefeller. Alla lista dei finanziatori si aggiunse la famiglia Harriman, la quale usava per i propri affari i fondi messi a disposizione da Sir Ernst Cassel, il banchiere personale della famiglia reale britannica. Nel 1925 la Rockefeller Foundation stanziò a favore dell’Istituto Psichiatrico di Monaco la somma iniziale di 2,5 milioni di dollari, nel 1928 stanziò altri 325.000 dollari per la costruzione di un nuovo edificio e continuò a finanziare l’istituto e il suo direttore Rudin. Negli anni 1930-35 pagò per un’indagine antropologica riguardante la popolazione mondiale in termini eugenetici, condotta dagli eugenetisti nazisti tra cui Rudin, Verschuer, Eugen Fischer.

All’inizio degli anni ’30 gli esperti in psicologia e purificazione razziale della famiglia Rockefeller crearono la Josiah Macy Foundation, un’organizzazione per la ricerca medica che “lavorava” sia per conto dei Rockefellers che dei servizi segreti Britannici, a dirigere la quale fu chiamato il generale Marlborough Churchill, già capo dei servizi segreti dell’esercito americano.
Nel 1932 il movimento di eugenetica, ispirato da esponenti britannici, dette vita alla Federazione Mondiale di Eugenetica nominando alla carica di presidente il dottor Ernst Rudin, dell’Istituto Psichiatrico di Monaco. Il movimento, al tempo, si proponeva l’uccisione o la sterilizzazione degli individui che, per motivi ereditari, potevano essere un pesante fardello sociale o una minaccia nazionale (come nel caso degli ebrei in Germania).

Il 1933 vide l’ascesa al potere di Adolf Hitler. Il Governatore della Banca d’Inghilterra, Montagu Norman, s’incaricò di dar corso alle strategie dei fans di Hitler, le famiglie Rockefeller, Warburg e Harriman, finanziando gli armamenti della Germania nazista. Pochi mesi dopo la propria nascita, la Federazione Mondiale di Eugenetica divenne una sezione dello stato nazista e Rudin fu nominato a capo della Società di Igiene Razziale e, in qualità di facente parte della squadra di “Esperti in Ereditarietà” capeggiati dal gerarca delle SS Heinrich Himmler, redasse la legge sulla sterilizzazione che, descritta come una legge modello americana, fu adottata nel luglio 1933 e orgogliosamente stampata nel settembre dello stesso anno con la firma di Hitler (Eugenetical News – USA). Il gruppo Rockefeller redasse altre leggi razziali basate, come lo fu la legge sulla sterilizzazione, sullo statuto vigente nel Commowealth della Virginia. Otmar Verschuer e il suo assistente dottor Josef Mengele scrissero i rapporti utilizzati dalle corti speciali per imporre le leggi sulla purezza razziale di Rudin.

Nel 1934 la Massoneria del Rito Scozzese (l’ala americana della Massoneria britannica, antagonista alla Massoneria del Gran Oriente praticata in Italia con la quale non è da confondere, n.d.r.) affiancò i Rockefeller nel finanziamento delle ricerche di eugenetica psichiatrica. Il Rito Scozzese (che durante la Guerra di Secessione sostenne gli Stati del Sud contro il Nord di Abraham Lincoln), fautore di progetti per la supremazia razziale dei bianchi quali il famigerato Ku Klux Klan, riconosceva come capo assoluto il Gran Maestro della Gran Loggia Madre dei Massoni nel Mondo, che era anche il Gran Maestro della Gran Loggia Unita d’Inghilterra, il Duca di Connaught, figlio della regina Vittoria e fratello di Re Enrico VII. Suo padre era il principe tedesco Albert Coburg e grazie a lui il Duca di Connaught coltivò simpatie filo-tedesche che lo portarono ad accogliere come membro della famiglia Connaught un giovane turista tedesco, Joachim von Ribbentrop. Lo stesso che in età adulta diventò ambasciatore tedesco nel Regno Unito e lavorò in perfetta sintonia di vedute con il Duca di Connaught e con suo nipote Edoardo VIII, dichiaratamente filo-nazista, oltre che con il Governatore della Banca d’Inghilterra Montagu Norman.

Lo psichiatra genetista tedesco Franz J. Kallmann, che lavorò sotto il protettorato di Ernst Rudin alla Rockefeller Foundation in Germania studiando la degenerazione ereditaria, dichiarò al Congresso sulla Scienza della Popolazione, tenutosi a Berlino nel 1935, che per debellare la schizofrenia bisognava sterilizzare sia i malati che i loro parenti “apparentemente” sani, in modo da eliminare il rischio di propagazione ereditario. Poiché Kallmann risultò essere un “mezzo-ebreo”, nel 1936 fu forzato ad emigrare negli Stati Uniti, dove continuò le proprie ricerche presso l’Istituto di Psichiatria dello Stato di New York di cui divenne direttore della ricerca. A dirigere l’Istituto c’era il dottor Nolan D.C. Lewis, referente del Rito Scozzese per quanto riguardava la ricerca sulla schizofrenia. Il Rito finanziò Kallmann per condurre uno studio su oltre 1000 casi di schizofrenia al fine di dichiarare l’ereditarietà dei disordini mentali. Lo studio di Kallmann fu pubblicato simultaneamente nel 1938 sia negli Stati Uniti che in Germania e fu usato da quest’ultima come pretesto per iniziare, nel 1939, l’uccisione dei malati affetti da disturbi mentali e da varie altre “deficienze”, procurando la morte ad oltre 200.000 persone nelle camere a gas o tramite iniezioni letali. Nella prefazione del suo lavoro Kallmann ringraziò il Rito Scozzese e il suo mentore Ernst Rudin.

La Germania nazista aveva bisogno di carburante per portare avanti le proprie campagne belliche. Il colosso chimico IG Farben, guidato dalla famiglia Warburg, in fusione-simbiosi con la Standard Oil dei Rockefeller, si mise a produrre gasolio utilizzando il carbone. Per realizzare il progetto la IG Farben-Standard Oil costruì nel 1940-41 una gigantesca struttura ad Auschwitz, in Polonia, dove i nazisti concentravano ebrei e altri soggetti deportati da utilizzare come manovalanza gratuita per i lavori di trasformazione del carbone in gasolio, mentre quelli non idonei ai lavori venivano avviati alle camere a gas e ai forni crematori (a sua difesa, la Rockefeller Foundation sostiene di essersi limitata a finanziare i programmi Nazisti di ricerca psichiatrica. Sic!).

Nel 1943 fu nominato dirigente medico di Auschwitz l’assistente di Otmar Verschuer, il dottor Josef Mengele. In qualità di direttore pro-tempore dell’Istituto rockefelliano di Antropologia, Eugenetica ed Ereditarietà Umana Kaiser Wilhelm di Berlino, Verschuer si assicurò che il Consiglio per la Ricerca Tedesco inviasse a Mengele i fondi necessari per gli esperimenti sui prigionieri, con particolare riguardo ai gemelli, il campo di ricerca favorito da Mengele. Sotto la sua guida e la supervisione di Verschuer, al quale venivano inviati giornalmente campioni di sangue per le sue ricerche sulle proteine, furono compiuti scempi orribili nel nome della scienza. Donne sterilizzate, uomini castrati, organi asportati senza anestesia e inviati ai laboratori del gruppo Rockefeller dell’Istituto Kaiser Wilhelm, affinché Verschuer potesse fare i suoi esperimenti. [È interessante notare che, mentre Mengele fu attivamente ricercato per i suoi crimini e viene universalmente dipinto senza mezzi termini per il mostro che era, nessuno si interessò a Verschuer il quale, in virtù della suo alto rango nell’establishment rockefelliano, nel 1947 ottenne di poter continuare la propria “ricerca scientifica” sotto l’egida dell’Ufficio per l’Ereditarietà Umana, che proprio in quell’anno si trasferì da Londra a Copenhagen. Nel 1956, nella sede dell’Ufficio per l’Ereditarietà Umana costruita a Copenhagen con i soldi dei Rockefeller, fu tenuto il primo Congresso post-bellico sulla Genetica Umana. Nel frattempo una vecchia conoscenza, il dottor Kallman, diventato un dirigente della Società Americana di Eugenetica, testimoniò a favore della de-nazificazione del Verschuer. In seguito Kallmann e Verschuer, con altri autorevoli nazisti, crearono la Società Americana di Genetica Umana, la stessa che in seguito dette vita al Progetto Genoma Umano.]

Mentre il conflitto divampava, la Rockefeller Foundation e l’esercito del Canada misero insieme i propri esperti psichiatrici. Facile da realizzare, poiché il comandante medico dell’Esercito Canadese, lo psichiatra Brock Chisholm, fu addestrato nella Clinica Psichiatrica Tavistock di Londra, una dei maggiori beneficiari della Rockefeller Foundation. Nel 1943 la Fondazione creò l’Allen Memorial Institute presso l’Università McGill di Montreal e a dirigere il reparto psichiatrico dell’istituto fu chiamato lo psichiatra-genetista scozzese, immigrato negli U.S.A., dottor Donald Ewen Cameron, un nome che diventerà famoso nell’ambito dell’MKULTRA. Sotto gli auspici e la protezione dell’esercito canadese, della Rockefeller Foundation e della C.I.A., l’Istituto Allen fu teatro di interrogatori coercitivi sperimentali ad opera di Cameron, che prevedevano l’uso “terminale” dell’elettroshock come metodo di tortura tramite la bruciatura del cervello causata dalle scariche elettriche, la psicochirurgia (lobotomia) e il lavaggio del cervello tramite somministrazione di droghe, farmaci e ipnosi. Nel frattempo nell’Ospedale Psichiatrico St. Elizabeth di Washington, D.C., (dove vengono ricoverati gli attentatori dei presidenti) iniziò a circolare la marijuana. Il dirigente psichiatrico dell’ospedale, e militante nel Rito Scozzese, dottor Winfred Overholser, nel 1943 capeggiò la commissione “siero della verità” dell’Ufficio dei Servizi Strategici (O.S.S.). Con il pretesto ufficiale di voler combattere il fascismo, Overholser e il suo staff somministrarono mescalina a vari soggetti cavia e, nella primavera del ’43, giunsero alla giusta miscela di marijuana e tabacco in grado di creare nel soggetto uno “stato di irresponsabilità” tale da “sciogliergli la lingua” e obbligarlo a raccontare la verità. Forti di questa “bella scusa” e con la complicità di agenti del controspionaggio e dell’FBI diretta da J. Edgar Hoover, un altro esponente del Rito Scozzese, Overholser e i suoi somministrarono marijuana ai soldati in tutte le basi americane per aiutare la ricerca di soggetti sovversivi. In seguito, negli anni ’50 e ’60, gli strateghi dell’MKULTRA utilizzarono gli stessi canali per trasformare in drogati un’intera generazione di giovani.

Nel 1944 Montagu Norman, rassegnò le dimissioni da Governatore della Banca d’Inghilterra e iniziò immediatamente un nuovo progetto ironicamente legato ai suoi ripetuti esaurimenti e conseguenti ricoveri: organizzò nella propria abitazione londinese l’Associazione Nazionale per la Salute Mentale britannica (National Association for Mental Health, N.A.M.H.). L’assistente di Norman presso la Banca d’Inghilterra, Otto Niemeyer, divenne il tesoriere dell’Associazione, mentre sua nipote Mary Appleby, che aveva lavorato nella sezione tedesca del Ministero degli Esteri Britannico, fu nominata segretario generale. Presidente dell’Associazione fu Richard Austen Butler, che era stato il vice di Lord Halifax al Ministero degli Esteri e portavoce nel Parlamento Inglese della politica a favore del nazismo. La direzione dell’Associazione toccò al genero di Lord Halifax, mentre la vice-direzione andò alla moglie di Norman, Priscilla Reyntiens Worsthorne Norman, un’attivista dell’eugenetica. Ben presto l’influente gruppo di Norman si espanse ed assunse il controllo della professione psichiatrica mondiale.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale il dottor Donald Ewen Cameron fu chiamato ad aiutare l’unità di guerra psicologica della corona inglese Tavistock nella valutazione della sanità mentale di Rudolph Hess. Ciò valse a Cameron la nomina di esperto nei processi per crimini di guerra di Norimberga. Sembra che il suo vecchio collega all’O.S.S. (Ufficio dei Servizi Strategici dell’Esercito Americano), Allen Dulles, futuro direttore della C.I.A. e fautore dell’MKULTRA, si dichiarò compiaciuto del suggerimento di Cameron di trattare ogni sopravissuto tedesco di età superiore ai 12 anni con l’elettroshock, in modo da eliminare le restanti vestigia del nazismo.

Nel 1948 l’Associazione Nazionale per la Salute Mentale di Norman radunò i leader mondiali della psichiatria e della psicologia in un Congresso Internazionale sulla Salute Mentale che si tenne a Londra, presso il Ministero della Sanità del Regno Unito. Durante il congresso fu creata la Federazione Mondiale per la Salute Mentale (World Federation of Menthal Health, tutt’ora in vigore e responsabile della pubblicazione del controverso D.S.M., il Manuale Diagnostico Statistico delle cosiddette malattie mentali). La signora Norman fu nominata nel consiglio esecutivo, mentre la presidenza della neonata W.F.M.H. toccò al comandante del dipartimento di guerra psicologica dell’esercito inglese e dirigente dell’Istituto Tavistock, il Generale di Brigata dottor John Rawling Rees. Dall’altra parte dell’oceano, a New York, Clarence G. Michalis, un uomo di Montagu Norman, fu chiamato a dirigere il Consiglio di Amministrazione della Josiah Macy Foundation, la quale iniziò a pagare per le attività della Federazione Mondiale per la Salute Mentale e dell’Istituto Tavistock negli Stati Uniti: cioè fornire sostanze stupefacenti e sovvertire gli ideali occidentali. Il dirigente medico della Josiah Macy Foundation, dottor Frank Fremont-Smith, fu anche co-direttore permanente con Rees della Federazione Mondiale per la Salute Mentale. La coordinatrice della delegazione statunitense al Congresso, Nina Ridenour, più tardi scrisse nel suo libro “Mental Health in the United States: A Fifty Years History” che la Federazione Mondiale per la Salute Mentale fu creata su consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’UNESCO, entrambe organizzazioni delle Nazioni Unite, poiché c’era la necessità di avere un’ente con cui “co-operare” nel campo della salute mentale che fosse non-governativo (O.N.G.), così da eludere qualsivoglia legge e costituzione. Il primo direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità fu lo psichiatra canadese Brock Chisholm, cioè colui che creò l’Allen Memorial Institute presso l’Università McGill di Montreal con l’aiuto della Rockefeller Foundation.

L’UNESCO invece fu fondata dal suo primo segretario generale, lo stratega dell’eugenetica e biologo Julian Huxley, nipote del primo editore di Darwin, amico di Rees e fratello dello scrittore e cantore delle droghe sintetiche Aldous Huxley. È interessante notare quali personaggi siano stati nominati a fungere da vice-presidenti della Federazione Mondiale per la Salute Mentale: Cyril Burt, uno psichiatra dell’Istituto Tavistock e attivista eugenetico, noto per le sue “ricerche” sui gemelli; Hugh Chrichton-Miller, fondatore della Clinica Tavistock nonché vice-presidente dell’Istituto Carl G. Jung di Zurigo e dell’Associazione Nazionale per la Salute Mentale britannica; Dame Evelyn Fox, leader del movimento eugenetico e guida di Lady Norman; lo psichiatra genetista Sir David Henderson, operante a Londra, Monaco e New York, insegnante di Donald Ewen Cameron e autore di Psichiatria e Miglioramento della Razza; Lord Thomas Jeeves Horder, presidente della Società di Eugenetica della Gran Bretagna, presidente dell’Associazione per la Pianificazione Familiare, presidente dell’associazione per le Relazioni Pubbliche Anglo-Sovietiche; Carl Gustav Jung, psichiatra curante di Montagu Norman, Paul Mellon e di Allen Dulles, rappresentante della psichiatria tedesca sotto i Nazisti e co-editore del nazista Journal of Psychotherapy; Winfred Overholser, a capo della delegazione americana al Congresso, rappresentante del Rito Scozzese, dirigente dell’Ospedale Psichiatrico St. Elizabeth di Washington, colui che somministrò marijuana ai soldati americani. Il primo oratore del Congresso fu Margaret Mead che sarebbe diventata presidente della Federazione Mondiale per la Salute Mentale nel 1956-57, in piena attività criminosa dell’MKULTRA.

MKULTRA
L’MKULTRA, programma post-bellico anglo-americano per il controllo mentale, ebbe in Donald Ewen Cameron il suo personaggio più famoso. Addestratosi all’Ospedale Mentale Reale di Glawgow sotto la guida di Sir David Henderson, Cameron fondò la branchia canadese della Federazione Mondiale per la Salute Mentale presieduta dal suo amico Rees. Inoltre diventò presidente dell’Associazione Psichiatrica Canadese, dell’Associazione Psichiatrica Americana (A.P.A.) e dell’Associazione Psichiatrica Mondiale. Giunse improvvisamente alla notorietà quando alcuni sopravvissuti ai suoi esperimenti denunciarono la CIA, che era la finanziatrice delle attività di Cameron, la quale pagò cifre milionarie in transazioni extra-giudiziarie pur di far tacere i denuncianti, contando anche sul fatto che i sopravvissuti agli esperimenti di Cameron erano oggettivamente pochi, essendo la maggior parte deceduta a causa degli esperimenti stessi. A seguito delle indagini compiute sia dalla Commissione Senatoriale istituita nel 1975 dal presidente Gerald Ford che da reporter indipendenti, si scoprì che Cameron somministrava alle sue vittime droghe e farmaci per farle dormire per settimane intere, svegliandole giornalmente solo per sottoporle a scariche di elettroshock al cervello. Per fare ciò utilizzava il metodo di Page-Russel che consisteva nell’immobilizzare il paziente e somministrargli una scarica iniziale di un secondo, quindi da cinque a nove scariche ulteriori. Cameron, però, aumentò il voltaggio previsto e portò la batteria di scariche da una a due e perfino tre volte al giorno. I malcapitati pazienti persero la memoria, chi parzialmente chi in modo totale, alcuni persero anche la capacità di controllare le funzioni corporee e, in certi casi, la capacità di parlare. Fu accertato che almeno una paziente fu ridotta quasi allo stato vegetale, quindi Cameron le asportò chirurgicamente i centri cognitivi del cervello riuscendo a mantenerla in vita.

Il dottor Cameron fece anche esperimenti con il curaro, il veleno che uccide simulando un attacco cardiaco. Egli, però, sostenne di averlo sempre usato in dosi non letali al solo scopo di immobilizzare ulteriormente i suoi pazienti mentre venivano sottoposti alla privazione sensoriale (cura del sonno) per periodi che arrivavano fino a 65 giorni. (Tutt’oggi l’elettroshock viene chiamato “terapia al curaro” poiché l’irrigidimento dei muscoli causato dal curaro evita che i pazienti si spezzino i denti o si taglino la lingua durante la somministrazione delle scariche elettriche.)
Quindi ai pazienti così trattati veniva somministrato l’LSD al fine di ottenere delle allucinazioni “programmabili”. Una volta che i soggetti erano considerati “pronti”, iniziava la “Guida Psichica”: mediante un auricolare posto sotto il cuscino oppure con delle cuffie inamovibili, veniva riprodotto in continuazione un nastro per imprimere determinate frasi nella memoria residua delle vittime. Si scoprì che la CIA finanziò questi orrori tramite la Società per gli Studi di Ecologia Umana (Society for the Study of Human Ecology), la quale, al solo scopo di meglio accreditarsi come vera e legittima organizzazione accademica, finanziò anche uno studio sulla circoncisione di bambini turchi, compresi tra i cinque e i sette anni e residenti ad Istanbul, e sui problemi che essi avevano con i loro genitali.

Per quanto riguarda gli esperimenti con l’L.S.D., essa veniva veicolata dalla Josiah Macy Foundation tramite il suo dirigente medico Frank Fremont-Smith che nel 1954-55, guarda caso gli anni cruciali per il decollo del programma MKULTRA, fu anche presidente della Federazione Mondiale della Salute Mentale. Frank Fremont-Smith fu iniziato all’L.S.D. da Harold Abramson, uno psichiatra ricercatore alla Columbia University e al centro di eugenetica di Cold Spring Harbor, a Long Island, facente anch’egli parte dei ricercatori dell’MKULTRA. Abramson fu il primo a somministrare L.S.D. all’antropologo Gregory Bateson, marito di Margaret Mead. Bateson, a sua volta, nel 1959 somministrò L.S.D. al poeta della beat-generation Allen Ginsberg durante un esperimento alla Stanford University. Poco dopo l’L.S.D. diventerà la droga simbolo della cultura Hippy e verrà esportata e somministrata ai giovani “contestatori” di tutto il mondo occidentale.

Un altro sperimentatore dell’L.S.D. fu il dottor Paul Hock che, assieme al leader dell’eugenetica nazista Franz Kallmann, co-diresse la ricerca all’Istituto Psichiatrico della Stato di New York, presso la Columbia University. Hock era membro della Società Americana di Eugenetica e fu nominato Commissario di Stato per l’Igiene Mentale dal governatore di New York Averell Harriman e poi ri-nominato dal governatore Nelson Rockefeller (colui che presiedette la Commissione Senatoriale d’indagine sull’MKULTRA). Inoltre, fu Hock che causò la morte del tennista newyorchese Harold Blauer mediante iniezioni di derivati della mescalina.

Responsabile di molti progetti MKULTRA, fu il biochimico Sidney Gobblieb, dirigente della Divisione Chimica dei Servizi Tecnici della CIA, creatore di tossine letali, sieri della verità e assiduo sperimentatore di L.S.D., ispiratore del “Dottor Stranamore”, il personaggio creato da Stanley Kubrik e interpretato da Peter Sellers. Nel giugno 1953 Gobblieb approvò il progetto per lo studio degli aspetti biochimici, neurofisiologici, sociali e di psichiatria clinica dell’acido lisergico dietilamide. Inizialmente l’L.S.D. veniva somministrata al personale interno alla CIA e i risultati venivano inviati a Gobblied per catalogazione e analisi. Il 19 novembre del 1953 fu somministrata L.S.D. all’ignaro dottor Frank Olson, uno scienziato dell’Esercito americano che lavorava al programma MKULTRA. Olson entrò in un interminabile stato di schizofrenia paranoica, fu portato al cospetto di Abramson che non seppe fare nulla se non convincere Olson a ricoverarsi nel manicomio di Chestnut Lodge a Rockville, Maryland. Ma la sera prima del ricovero, a una settimana dall’ingestione dell’LSD, Olson volò fuori dalla finestra del decimo piano dell’hotel in cui alloggiava. Suicidio voluto o procurato? Non si sa, ma il caso Olson diventò uno scandalo tale da incidere le prime crepe nella segretezza dell’MKULTRA. Fu da allora che i test sull’LSD, precedentemente fatti su soggetti interni alla CIA o al programma MKULTRA, furono fatti su soggetti esterni e completamente ignari, in particolar modo su prigionieri, tossicodipendenti ricoverati in strutture di riabilitazione, internati nei manicomi. Tutta gente che difficilmente avrebbe protestato e ancor più difficilmente sarebbe stata creduta.

Sebbene la storia dell’MKULTRA sia indissolubilmente legata al nome C.I.A., il programma MKULTRA non fu ordito dalla C.I.A. come tale, bensì dal suo direttore Allen Dulles, un paziente di Carl Gustav Jung e vecchio amico ed estimatore di Donald Ewen Cameron, cioè un prodotto psichiatrico lui stesso. Si tenga presente, inoltre, che le ricerche oggetto dell’MKULTRA erano figlie delle ricerche psichiatriche naziste, che a loro volta erano figlie delle teorie psichiatriche che si andavano sviluppando fin dal secolo precedente. A riprova di ciò, le ricerche per il controllo mentale dell’uomo non terminarono con la sospensione di MKULTRA, poiché alcuni tra i suoi più importanti ricercatori, cioè i veri responsabili ed esecutori dei crimini, furono riuniti nel 1961 da Robert H. Felix (psichiatra e maestro massone del 33° grado, fondatore del N.I.M.H., National Institute of Mental Health, di cui fu direttore dal 1949 al 1964) sotto l’egida dell’American College of Neuropsychopharmachology: un gruppo di circa 150 persone che includeva psichiatri, biologi, psicologi del comportamento, chimici, farmacisti e neuropsicologi continuò indisturbato il lavoro dei vari Kallmann, Overholser, Mengele, Cameron, Gobblied, Abramson, e così via.

Nel 1967, alla vigilia dell’esplosione della contestazione giovanile dei Figli dei Fiori, dediti all’uso e all’abuso di droghe, il Gruppo di Studio per gli Effetti dei Farmaci Psicotropi sugli Umani Normali (Study Group for the Effects of Psychotropic Drugs on Normal Humans) tenne una conferenza per stabilire il corso degli Stati Uniti verso il 2000. Gli atti della conferenza furono redatti da due protagonisti dell’MKULTRA, il dottor Wayne O. Evans, direttore del U.S. Army Military Stress Laboratory (Laboratorio Militare per lo Stress dell’Esercito Statunitense) nel Massachusetts, e Nathan Kline, un fanatico psichiatra eugenetista, ricercatore presso la Columbia University e praticante di psicologia-woodoo nella sua clinica di Haiti. Nella prefazione agli atti si leggeva che:

«…l’attuale gamma di farmaci utilizzati sembrerà quasi insignificante se la compariamo alla quantità possibile di sostanze chimiche che saranno disponibili per il controllo degli aspetti selettivi della vita dell’uomo del 2000 […] La cultura Americana […] si sta muovendo verso una “società sensoriale” […] Una maggiore attenzione viene data all’esperienza sensoriale, minore invece alle filosofie razionali o a quelle orientate al lavoro. Una tale visione filosofica abbinata ai mezzi per separare il comportamento sessuale dalla riproduzione o dalla malattia, aumenterà indubbiamente la libertà sessuale […] Appare ovvio che i giovani di oggi non siano più impauriti né dalla droga né dal sesso. D’altra parte, filosofi e portavoce dell’avanguardia propugnano l’esperienza sensoriale personale come la raison d’être della prossima generazione. Per terminare, ci stiamo dirigendo verso un’epoca in cui il lavoro significativo sarà possibile solo per una minoranza: in un’epoca simile gli afrodisiaci chimici possono essere accettati come mezzi comuni per occupare il proprio tempo. Sarà interessante vedere se la moralità pubblica nei prossimi 30 anni cambierà nella stessa misura in cui è cambiata negli ultimi 30. Se noi accettiamo che l’umore, la motivazione e l’emozione umana sono i riflessi di uno stato neurochimico del cervello, allora i farmaci possono fornire un mezzo semplice, rapido e conveniente per produrre qualsiasi stato neurochimico desiderato. Più presto smetteremo di confondere le asserzioni scientifiche sui farmaci con quelle morali, più presto potremo razionalmente considerare gli stati neurochimici che vogliamo fornire alla gente.»

Si faccia per un attimo mente locale sui propositi asseriti nel 1967 da Evans e Kline comparandoli alla situazione attuale, al proliferare di sostanze chimiche, siano esse droghe da strada oppure psicofarmaci. Lo spinello è normale, l’ecstasy in discoteca è d’obbligo e una “nuova” schiera di psichiatri ha dato vita al M.A.P.S. (Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies), che promuove l’ecstasy, l’L.S.D. e altre droghe psicotrope come la soluzione dei problemi dell’uomo (l’ecstasy viene addirittura definita pillola dell’amore in grado di realizzare il comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso”). Ricorrere a psicofarmaci per qualsiasi sciocchezza è diventato normale e altamente pubblicizzato dagli psichiatri e dai loro accoliti, sia in programmi televisivi che sulla carta stampata che su internet. Il Prozac è stato ridefinito dal marketing “pillola della felicità”; il Ritalin viene regolarmente somministrato a sei milioni di bambini americani (che gli psichiatri statunitensi hanno dichiarato affetti dal controverso A.D.H.D., Disturbo da Deficit dell’Attenzione con Iperattività) e ora arriva anche in Italia dove professionisti prezzolati, insegnanti incapaci e genitori scansafatiche più interessati alle proprie esperienze sensoriali personali che ai propri figli, sperano di trovare la soluzione per mettere sotto controllo la vivida intelligenza dei bambini che hanno la sfortuna di incontrarli. Inoltre, direttamente dagli studi targati anni ’50 sulla manipolazione mentale, ecco la pillola per dimenticare, che elimina i brutti ricordi – ciò che Cameron voleva ottenere somministrando elettroshock ai tedeschi sopravissuti – ma elimina anche la responsabilità. Il sesso “disinibito“, infine, è diventato l’argomento principe sia in televisione che su giornali e riviste. Ci sono telefilm che sembrano scritti da Evans e Kline in persona, mentre i reality format ci mostrano individui alla ricerca della notorietà e del facile guadagno che si fanno rinchiudere per mesi in spazi angusti, ripresi giorno e notte dalle telecamere in una specie di psicoanalisi mediatica collettiva in cui non può mancare lui, il vero protagonista, quello che tutti aspettano e vogliono vedere: il sesso. A dargli man forte, da qualche anno, viene commercializzato il Viagra, l’immancabile pillola che dovrebbe trasformare tutti i maschi in stalloni. Come enunciato nel 1967, si stanno realizzando i sistemi per occupare il tempo e la mente delle persone, irretendole in un fascio interminabile di esperienze sensoriali, facendo loro credere di essere libere ed emancipate mentre, in realtà, sono sempre meno capaci di prestare seriamente attenzione a ciò che succede loro intorno.

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Pensi? Sei pazzo! La psichiatria scienza esatta o strumento di persecuzione del Sistema?

di Padre Maria

Secondo gli psichiatri tutti devono attenersi a “schemi” imposti. Proibito pensare diversamente; se lo fai, sei pericoloso. Ma chi è normale? Quasi tutti si sono adeguati al sistema per vigliaccheria o per denaro, col terrore di essere considerati “diversi”, “fuori norma”! Il concetto di “pazzia” è misurabile? All’infuori di Dio, qual è il metro di giudizio?
Conoscete l’esperimento di Rosenham? Otto “finti” pazienti si rivolsero ad un reparto psichiatrico. Tutti furono etichettati “schizofrenici” e ricoverati! Questo dà l’ idea di come si può essere definiti pazzi, pur essendo normali. Nessun medico si accorse che erano sani, nessuno mise in dubbio la diagnosi, nonostante i pazienti si comportassero in modo normale.

Sorge allora un dubbio atroce: quanti “sani” sono rinchiusi nei reparti psichiatrici solo perché danno fastidio a qualcuno? E’ facile dichiarare pazzo chi non vuol rinunciare alla Fede, chi sa troppe cose e le dice, un povero ricco che non vuole morire. Dichiarato pazzo, i suoi beni passano alla moglie sconsolata… che ne farà migliore uso con il compagno adultero…magari lo psicoanalista che dichiarò il marito scemo! Che ne dite? Psichiatria scienza? Esatta?

Psicofarmaci: di certo c’è solo che fanno danni! Perché non dare sostegno morale ai pazienti, piuttosto che imbottirli di psicofarmaci che creano solo danni terribili? O se sono momentaneamente tentati di suicidio (chi non lo è stato?) al posto di rendersi complici di tale peccato, aiutarli a superare il momento di crisi? Gli psicofarmaci portano, tra tanti danni, la discinesia (perdita di controllo delle funzioni motorie, demenza, apatia simile a lobotomia.) Il 90% dei pazienti sviluppa psicosi e danni cerebrali irreversibili. Giovamento da quei farmaci? Milioni d’euro per l’ospedale e le multinazionale del farmaco. Ogni giorno di ricovero di paziente rapporta al Business Farmaco/Stato 1000 €. Sicuri che il paziente non stesse meglio prima ?

L’esperimento di Rosenham: Com’è facile essere presi per matti! Prova della non scientificità della psichiatria. Otto pseudopazienti: quattro psicologi, un pediatra, uno psichiatra, e altri due: tre donne, cinque uomini. Con pseudonimi. I professionisti finsero altra occupazione, per evitare speciali attenzioni. La presenza degli pseudopazienti era sconosciuta allo staff dell’ospedale. Si presentarono in vari ospedali. Vecchi, nuovi, con orientamento sperimentale o no. Un ospedale privato, gli altri statali. Lo pseudopaziente si presentava lamentandosi di sentire voci. Alla domanda di cosa dicevano le voci, rispondeva che erano poco chiare ma capiva “vuoto, inconsistente “. Le voci non erano familiari ma dello stesso sesso. La scelta di tali sintomi fu fatta per l’apparente somiglianza con i sintomi di vuoto esistenziale, stato di dolorosa ansietà :”La mia vita è vuota e inconsistente”. Oltre ad inventare i sintomi e falsificare nome e impiego, non ci furono alterazioni della storia personale. Gli eventi della vita dello pseudopaziente furono presentati come realmente accaduti. I rapporti con genitori, fratelli, coniuge, figli, lavoro, furono descritti com’erano, con frustrazioni, sofferenze, gioie e soddisfazioni. Nessuna delle loro storie o comportamenti era patologica. Subito dopo l’ammissione, lo pseudopaziente cessava di simulare. In alcuni casi, si verificò un breve periodo di nervosismo, dato che nessun dei pseudopazienti credeva di essere ammesso in ospedale cosi facilmente. Si comportava in reparto normalmente, parlando con pazienti e staff. Quando lo staff gli chiedeva come si sentiva, diceva di star bene e di essere senza più sintomi. Si atteneva alle istruzioni date, fingeva di prendere i farmaci. Trascorreva il tempo scrivendo osservazioni sul reparto. Inizialmente in segreto, ma non appena apparve chiaro che nessuno ci faceva caso, si misero a scrivere in luoghi pubblici. Lo pseudopaziente non sapeva quando sarebbe stato dimesso. Lo stress del ricovero fu forte e gli pseudopazienti avrebbero voluto essere dimessi subito dopo essere stati ammessi. Erano quindi motivati a comportarsi da sani. Il loro comportamento normale è confermato dalle relazioni degli infermieri.”Modi amichevoli, senza segno della loro anormalità“. Nonostante si mostrassero sani di mente, non furono mai identificati come tali. Ammessi con diagnosi di schizofrenia, furono dimessi con “schizofrenia in via di remissione”. Mai ci fu domanda su una possibile simulazione. Una volta etichettato pazzo, un paziente rimane intrappolato in questa etichetta. Dimesso, la sua malattia deve essere “in via di remissione”; non sarà mai del tutto sano. L’errore in diagnosi psichiatrica non ha le stesse conseguenze che in altra diagnosi medica. La diagnosi di malattia fisica errata ha conseguenze, ma abitualmente non porta pregiudizio morale alla persona. Ma una diagnosi psichiatrica errata, sì! Psicoanalisti e psichiatri non fanno mai l’esame di coscienza!

L’etichetta resta attaccata, eterno marchio d’inferiorità. L’incapacità dei figli di Freud è anche dovuta all’ “errore di secondo tipo.”I medici sono più portati a chiamare malato un sano (falso positivo di secondo tipo) che sano un malato (falso negativo di primo tipo). Perché? Meglio sospettare l’esistenza di una malattia: La psichiatria è Business…come i maghi in Tv.

In Italia, una diagnosi di pazzia può essere invertita? Siamo andati a vedere. Il ventesimo esperimento fu fatto in un ospedale, il cui staff conosceva i nostri risultati ma non volle credere ad errori così enormi. Furono informati che per 3 mesi, pseudopazienti si sarebbero presentati. Allo staff fu richiesto di identificarli. Su 193 pazienti, 41 furono considerati pseudopazienti da un membro dello staff, 19 da due membri. In realtà nessun pseudopaziente si presentò durante quel periodo. Agghiacciante. Quei pazienti sospettati “sani” dallo staff? Erano pazzi? Qualsiasi processo diagnostico che si presti a errori così madornali non è attendibile. Etichettato pazzo, il paziente non può far più nulla: questo influenza in modo profondo la percezione che gli altri hanno di lui. Quanti sono stigmatizzati da diagnosi errate?“Il 90% dei ricoverati in psichiatria vengono rilevati dal sacerdote esorcista e non da uno psichiatra più pazzo di loro.” (Padre Amorth, esorcista). Triste realtà, spaventose conseguenze: quanti sani nei reparti psichiatrici?

E le belle ragazze pazze, violentate quotidianamente dagli infermieri maschi, iniettate prima con contraccettivi, e se incinte, fatte abortire in fretta nello stesso reparto. Quanti casi in Italia, ma silenziati immediatamente da Asl e giudici. Report e Beppe Grillo dovrebbero indagare.

Mostruoso strumento di repressione statale: Gulag psichiatrici nei paesi comunisti o in Israele o in USA? In Italia abbiamo di meglio: il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) atto anti-libertario imposto discretamente dal Governo: se dai fastidio, denunciando lo sporco del Governo o la Sanità, si avvicinano semplici vigili urbani,e senza mandato ti arrestano, ti trascinano in una Asl, e ti iniettano contro la tua libertà psicofarmaci che ti distruggono il cervello definitivamente. Né Rai ne Report della Gabanelli hanno mai osato toccare l’argomento.

Inventeranno patologie per tutto: sei casto? Allora sei pazzo! -Pensi? Sei pazzo…e ti rinchiudo!-Non pensi? Sei sano! Chi deciderà se siamo buoni o cattivi cittadini? Quando ‘folli’ o buoni genitori? Chi pensa e agisce di conseguenza va incontro a repressione. La legge, sempre più, perseguita chi non si allinea. (Legge Mastella 01/07 :toglie ogni libertà di ricerca storica) Genitori che rifiutano vaccini, chemio, programmi scolari immorali per i propri figli vengono privati della patria potestà; chi è cattolico, dunque scomodo, rischia il trattamento psichiatrico obbligatorio; dichiarato incapace di intendere e di volere. Militari che rifiutano, com’è il loro dovere, di partecipare alle guerra ingiuste attuali si ritrovano in carcere a vita. Il Medico che rifiuta l’aborto o il farmacista che rifiuta di vendere preservativi o prodotti contraccettivi immorali, è processato. Peggio dell’inquisizione. Psichiatria scienza o strumento di persecuzione nelle mani dello Stato?

Rosenham è dimostrazione delle menzogne della psichiatria. Conclusioni del capo dell’esperimento? “Non siamo in grado di distinguere sani da malati di mente”. Significa di più: la negazione dell’esistenza della malattia mentale. Si può asserire l’esistenza di una malattia quando non esistono criteri per distinguerla dallo stato di salute? Possiamo parlare di cancro se non ci sono elementi diagnostici (biopsia, ecografia,ecc) che permettano accertamenti sicuri della malattia? Come parlare di malattia mentale quando tali esperimenti provano che i giudizi di sano o pazzo sono soggettivi? La psichiatria si basa non su accertamenti medico-diagnostici (analisi di sangue o altro come fa la neurologia che studia scientificamente le malattie del sistema nervoso) ma su analisi del comportamento. Basta per capire l’arbitrarietà dei giudizi psichiatrici. “Ma hanno trovato le basi genetiche della malattia mentale” -Se non si sa distinguere schizofrenico da sano, si può dire che la schizofrenia si trasmette di padre in figlio per via ereditaria? Chi fa tale affermazione, schiavo di immensi interessi o grande ignorante, dimentica cosa significa rigore scientifico; se la Scienza avesse sempre fatto così, crederemmo ancora che la terra è piatta o che siamo figli della generazione spontanea come i Darwinisti.

Ultima in data (Rivista Come stai, Marzo 2006). Lo Stato inventò la sindrome di Gerusalemme. Sintomi? Il colpito “esprime gran interesse per i temi religiosi, coinvolgendo chi è vicino in conversazione e invitando la gente a tenere comportamenti più in linea con la dottrina”?!! Capite? Chi riprenderà il suo prossimo nel peccato, com’è dovere grave secondo il mandato evangelico, sarà rinchiuso come pazzo o arrestato. Bella Italia delle libertà senza Dio. Siamo alle ultime pagine dell’Apocalisse, persecuzione anticattolica aperta, ritorno alle catacombe. Ma chi teme Dio non teme altro; e questo lo rende invulnerabile.