Vicino a Medjugorje esiste un sito misterioso vicino al fiume Visoko, la valle bosbiaca delle Piramidi, Un enigma ancora tutto da decifrare visto che le 4 piramidi presenti nell’area sembrano preesistere a quelle egizie di molti millenni. Cosa è accaduto dunque in quell’area oggi luogo delle cosiddette apparizioni e che è stata rinvenuta solo nel 2005? Quali collegamenti potrebbero intercorrere con la città di Astana (sAtana)?

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Nuovi studi sulle Piramidi di Visoko spingono l’inizio della civiltà indietro di 20 mila anni

Posted By On 14 ott 2013

Una nuova serie di analisi condotte dal dottor Sam Osmanagich su alcuni campioni organici rinvenuti all’interno della Piramide del Sole rivelano una datazione di circa 30 mila anni. Se confermati, gli entusiasmanti risultati costringono a riconsiderare la comprensione dello sviluppo della civiltà e della storia umana, che attualmente si fa iniziare a circa 9 mila anni fa.

piramidi bosnia

La valle bosniaca delle Piramidi è un complesso di 4 antiche piramidi situato nel fertile bacino del fiume Visoko, a circa 40 chilometri a nordovest di Sarajevo, Bosnia-Erzegovina.

Scoperto nel 2005 dal dottor Sam Osmanagich (Foreign Member della Russian Academy of Natural Sciences e Anthropology Professor presso l’American University in Bosnia-Herzegovina), il sito è al suo ottavo anno di scavo. I ricercatori hanno individuato quattro strutture monumentali: la Piramide del Sole, la Piramide della Luna, la Piramide del Drago e la Piramide dell’Amore.

L’intero sito è stato associato ad un più ampio Tempio della Madre Terra, parte di un complesso di tunnel sotterranei che copre circa 6 chilometri quadrati.

“I popoli antichi che hanno realizzato queste piramidi conoscevano i segreti della frequenza e dell’energia della Terra”, spiega il dottor Osmanagich. “Hanno usato queste risorse naturali per sviluppare tecniche di costruzione su scale che non abbiamo mai visto prima sulla Terra”.

La datazione di 29 mila anni è stata ottenuta dall’esame al radiocarbonio di un pezzo di materiale organico recuperato nello strato di argilla adiacente alla Piramide del Sole.

Nonostante la lunga campagna di scavi, tra i ricercatori ci sono ancora pareri discordi sulla vera natura delle formazioni bosniache. Alcuni credono che si tratti di formazioni naturali che sorprendentemente hanno la caratteristica forma piramidale. Ma nuovi studi condotti sui materiali potrebbero confermare definitivamente l’origine artificiale delle Piramidi di Visoko.

Secondo quanto riporta Deborah West sul New Era Times, uno studio comparato condotto da cinque istituti separati confermerebbe in maniera pressoché definitiva l’origine artificiale della controverse Piramidi Bosniache, mettendo a tacere i dubbi e le voci scettiche che in questi anni si sono rincorse incessantemente.

Secondo le analisi condotte da alcuni team indipendenti, il materiale di costruzione della Piramide del Sole contiene calcestruzzo di alta qualità.

Tra gli istituti coinvolti nelle analisi risulta anche il Politecnico di Torino con il suo laboratorio di analisi chimica e di rifrattometria, dove sono stati eseguiti una serie di test su alcune delle pietre arenarie e dei blocchi di conglomerato prelevati direttamente dalla piramide bosniaca, dimostrando che i campioni risultano composti da un materiale inerte molto simile a quello che si trovava nell’antico calcestruzzo utilizzato dai romani.

I risultati del politecnico sono stati confermati in maniera indipendente dalle analisi compiute sugli stessi campioni presso l’Università di Zenica, in Bosnia-Erzegovina.

Un’ulteriore conferma all’entusiasmante scoperta arriva dal professor Joseph Davidovits, un celebre scienziato francese, membro dell’Associazione Internazionale degli egittologi, il quale ha eseguito personalmente alcuni test sui campioni prelevati nel sito della piramide.

“Ho eseguito le analisi al microscopio elettronico e posso affermare che la struttura chimica del conglomerato utilizzato è molto antico”, scrive Davidovits.

Secondo le sue analisi, il conglomerato risulta essere un cemento composto da calcio e potassio e che, nonostante sia difficile stabilirne con precisione una datazione, non c’è dubbio che si tratti di materiale molto antico, forse più antico della tecnica utilizzata dagli egizi di 3500 anni fa.

Ulteriori prove sull’uso del calcestruzzo per la costruzione delle piramidi arriva dal lavoro del professor Micheal Barsoum, professore presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali della Drexel University, e del professor Gilles Hug, dell’Aerospace Research Agency francese, i quali hanno ottenuto la prova scientifica che i materiali che compongono le enigmatiche colline bosniache sono di origine artificiale.

In particolare, questo studio sfata la convinzione che le antiche piramidi del mondo siano state costruite tutte con la tecnica a blocchi di calcare intagliati.

A quanto pare la tecnica del calcestruzzo era già conosciuta dall’umanità in epoca remotissima.

L’enigma delle Piramidi Bosniache

Prima di tutto è opportuno chiarire la questione “piramidi-non piramidi”. Il motivo per cui il termine “piramidi” va preso con le molle dipende dal fatto che, in realtà, non ci troviamo di fronte a costruzioni monumentali paragonabili a quelle dell’antico Egitto o a quelle Maya, quanto piuttosto a strutture naturali, nella fattispecie alcune colline, rimodellate da un’azione artificiale.

Tra i fautori di questa di teoria “manipolativa” (o delle “strutture naturali rimodellate”), troviamo Riccardo Brett, ricercatore formatosi a Ca’ Foscari, ultimo supervisore degli scavi a Visoko per conto della “Bosnian Pyramid of the Sun Foundation” (la Fondazione diretta da Osmanagich, che presiede al controllo dell’intera area archeologica delle Piramidi Bosniache).

E’ possibile visionare un ampio resoconto offerto da Enrico Rizzato, pubblicato dalla rubrica Mistero Bufo del Corriere della Sera, nel quale è contenuta anche un’ampia intervista rilasciata da Riccardo Brett e che si può riassumere nei seguenti punti:

– le “Piramidi Bosniache” esistono realmente, anche se dovremmo più propriamente chiamarle “Colline Bosniache rimodellate artificialmente”;

– sono realizzazioni databili perlomeno al neolitico, forse anche più antiche (questo in base agli ultimi rinvenimenti archeologici);

– successivamente sono state “vissute” ed utilizzate dall’uomo in diversi altri contesti storici (quasi sicuramente in epoca romana e nel periodo medievale), ogni volta con scopi probabilmente differenti;

– all’interno dei “Tunnel di Ravne” sono stati anche scoperti dei muretti a secco che fanno propendere per l’autenticità ed antichità dell’intera struttura;

– almeno una parte di queste strutture (mi riferisco, ad esempio, proprio ai “Tunnel di Ravne”) era libera da detriti ed esplorabile ancora nel XVIII secolo; in particolare, per quel che riguarda i “Tunnel di Ravne”, ne è la prova il reperto costituito da un’antica lampada ad olio del XVIII secolo, ritrovato all’interno dei tunnel stessi, e, di conseguenza, corrisponde a falsità l’affermazione che sia la Fondazione di Osmanagich, attraverso l’opera degli scavatori volontari, a “realizzare” oggigiorno i tunnel, spacciandoli poi furbescamente per strutture antiche;

– alcuni campioni di materiale prelevato dagli scavi sono stati analizzati da un noto esperto internazionale che afferma trattarsi di geopolimero cementizio artificiale;

– alla luce delle ultime scoperte archeologiche effettuate in loco (anche dal Brett), chi insiste nel dire che le “Piramidi Bosniache” e le strutture sotterranee ad esse connesse non esistono, oppure che si tratta solamente di formazioni geologiche naturali è quanto meno in errore o, al peggio, in malafede.

Naturalmente, da quando è stato scoperte nel 2005, il complesso bosniaco delle piramidi è stato oggetto di interesse scientifico da parte di numerosi ricercatori che si sono avvicendati nel corso degli anni.

Tutti i resoconti pubblicati rendono impossibile negare l’autenticità di questa scoperta che potrebbe costringere a riscrivere la storia dell’umanità.

Tra le cause di maggiore interesse da parte degli studiosi ci sono alcuni enigmatici fenomeni energetici che ancora non si riescono a comprendere e che secondo Osmanagich, prima o poi, verranno analizzati scientificamente.

“Il team di scienziati che da anni conduce una serie di studi interdisciplinari è particolarmente interessato allo studio dell’enigmatica energia cosmica che sembra emergere dal sito archeologico in Bosnia. Scopo dello studio è capire la grande conoscenza in possesso della cultura antica che ha lasciato alle sue spalle queste incredibili opere”.

Ecco alcune caratteristiche rilevate grazie alle misurazioni eseguite dei ricercatori:

– la Piramide del Sole misura 220 metri di altezza, un terzo più alta della Grande Piramide di Giza;

– la datazione al radio carbonio mostra che ci troviamo di fronte ad una struttura antica di almeno 25 mila anni;

– l’esplorazione del labirinto sotterraneo ha rivelato un blocco di ceramiche di 8 tonnellate;

– gli strumenti hanno rivelato un raggio energetico, di natura elettromagnetico, con un raggio di 4,5 metri e una frequenza di 28 kHz che parte dalla cima della Piramide del Sole;

– sempre dalla cima della Piramide, sembra esserci un fascio di ultrasuoni con un raggio di 10 metri e una frequenza di 28-33 kHz.

Le quattro piramidi bosniache risultano allineate ai quattro punti cardinali e orientate tutte verso la stella polare.

“Anche se nel corso degli anni sono state scoperte migliaia di piramidi su tutto il pianeta, nessuna di esse ha la qualità costruttiva e l’antichità di quelle Bosniache”, spiega Osmanagich.

“Gli studi condotti dall’equipe interdisciplinare mostrano che le piramidi bosniache sono molto più antiche e molto più grandi di quelle conosciute.

Se come qualcuno ipotizza, le piramidi sono delle grosse centrali capaci di produrre energia, la comprensione della tecnologia che è alla base del loro funzionamento potrebbe liberare l’umanità della dipendenza dai combustibili fossili e inaugurare una nuova era di prosperità e armonia con la natura”.

Inoltre, pare che i test confermino alcuni effetti benefici dal punto di vista medico sulla salute umana, prospettando che la decifrazione della tecnologia delle piramidi bosniache potrebbe avere ricadute benefiche anche sulla cura delle malattie dell’uomo. Ancora una volta, le piramidi ci lasciano a bocca aperta.

Fonte http://www.ilnavigatorecurioso.it

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21 settembre 2013
Nelle foto di Astana non troverete le scie di sostanze chimiche rilasciate dai bombardieri Nato, quelle che avvelenano l’Europa per intenderci. Perchè?

http://www.neovitruvian.it/2013/05/15/astana-kazakistan/

Astana è la prima capitale realizzata nel 21° secolo e rappresenta perfettamente gli ideali dell’elite. L’idea per tale progetto è scaturita dalla mente di un uomo: Nursultan Nazarbayev,

topastanpresidente del Kazakistan (si lo so è il paese di Borat). Sostenuta da miliardi di petrodollari, la città venne costruita da zero in una zona remota e deserta delle steppe asiatiche. Il risultato è sorprendente: una capitale occulta e futuristica, la quale abbraccia i principi del Nuovo Ordine Mondiale, celebrando allo stesso tempo la più antica religione che l’uomo conosca: il culto solare. La città è ancora un enorme cantiere, ma gli edifici già completi riassumono la visione occulta di Nazarbayev.

LA PIRAMIDE DELLA PACE

82673az_foster_astanaConcepito dall’architetto più prolifico della Gran Bretagna, Lord Norman Forster, questa piramide gigante è una presenza alquanto strana nel mezzo delle steppe asiatiche. L’edificio è dedicato alla “rinuncia della violenza” e al “riunire le religioni del mondo”. Norman Foster disse che l’edificio non ha simboli religiosi riconoscibili per consentire il ricongiungimento armonioso delle confessioni. In realtà, la piramide è un tempio per la vera religione degli occultisti: il culto solare. Un viaggio all’interno di questo edificio immerge il visitatore nel simbolismo. Rappresenta infatti il percorso verso l’illuminazione. Iniziamo il nostro tour.

LA FORMA PIRAMIDALE

“Gli iniziati accettato la forma piramidale come il simbolo ideale sia della dottrina segreta che delle istituzioni le quali ne diffondono i principi”-Manly P. Hall, Insegnamenti Segreti di tutte le età

250px-usa_great_seal_reverseNovus Ordo Seclorum = Nuovo Ordine delle epoche

Come Manly P. Hall ha dichiarato, la piramide è il simbolo supremo che rappresenta i misteri delle antiche civiltà. Sublime nella sua semplicità, divina nelle sue proporzioni, ella incarna sia la conoscenza divina posseduta dagli illuminati sia disorientamento delle masse. L’elite odierna, iniziata all’occulto, è l’erede di questa antica saggezza e utilizza la piramide come simbolo di potere nel mondo moderno. La cuspide fluttuante/mancante rappresenta il principio divino presente nell’universo e in ogni essere umano. Un altro significato simbolico attribuito al vertice mancante è il carattere incompiuto del Nuovo Ordine Mondiale. Si dice che la cuspide della Grande Piramide sarà reintegrata quando questo antico progetto diverrà realtà. Qui sotto possiamo vedere altre piramidi in vari luoghi della Terra, che rappresentano il potere elitario.

capped20pyramid20in20memphisMemphis Arena

luxorLuxor Hotel, Las Vegas

tga_dubai_0128Raffles Hotel, Dubai

IL TEATRO DELL’OPERA (PIANO TERRA)

Quando si entra nella piramide, l’interno è buio e cavernoso. Il piano nel seminterrato ospita il teatro dell’Opera di Astana, dove la massa ignara viene intrattenuta.

pyramid3Il teatro dell’opera

Nonostante l’oscurità, un’enorme immagine del sole occupa quasi tutto il soffitto.

LA SEZIONE INTERMEDIA

delegates-of-the-ii-congress-of-leaders-of-world-and-traditional-religions-attend-a-plenary-session-in-astana-12-september-2006-a-three-day-forum-on-rAttorno alla tavola solare

Proprio sopra il teatro dell’opera vi è lo spazio centrale della piramide. Esso viene utilizzato come una sala riunioni per i convegni tra i leader religiosi del mondo. Vediamo velocemente il simbolismo qui presente. Abbiamo i leader religiosi di tutto il mondo seduti intorno ad un’enorme rappresentazione solare, mentre cercano di conciliare le loro differenze per la Nuova Era. Il simbolismo è evidente: tutte queste teologie sono semplicemente la conseguenza dell’oggetto originale di culto: il sole.

Questo spazio è molto più luminoso del teatro dell’opera, in quanto rappresenta il progresso verso l’illuminazione. L’immagine del sole al centro della tavola rotonda è esattamente sopra al “sole” del teatro dell’opera. In questo modo, mentre il popolo in generale viene intrattenuto nel buio del mondo materiale, gli illuminati, seduti proprio sopra di loro, cercano di raggiungere la divinità.

palace_of_peace_6Se andate a leggere altri articoli su questo sito, potrete conoscere gli obiettivi del Nuovo Ordine Mondiale. Tra essi vi è la sostituzione di tutte le religioni con una forma di neo-paganesimo. Servono a questo gli incontri svolti in questo edificio. La città di Astana è veramente una città del Nuovo Ordine Mondiale.

L’APICE

astana_pyramid_5L’apice è letteralmente celeste. E’ rotondo, completamente finestrato e inondato dalla luce. Nelle finestre sono incorporate immagini di colombe bianche, che rappresentano la pace, ovvero l’unificazione dei governi e delle religioni del mondo nel Nuovo Ordine Mondiale. L’apice è la rappresentazione finale del raggiungimento dell’illuminazione.

Guardate il soffitto del vertice:

276656576_5c3d39f733La divinità solare splende sopra l’illuminato. Bellissimo.

Le sezioni della piramide (l’oscuro teatro dell’opera, la sala conferenze e l’apice “divino”) incarnano la visione pitagorica del mondo. Gli insegnamenti di Pitagora sono accuratamente studiati nelle moderne società occulte.

Pitagora divise l’universo in tre parti, che chiamò il mondo supremo, il mondo superiore e il mondo inferiore. Il più alto, o mondo supremo, è un’essenza spirituale sottile, inter penetrativa la quale pervade tutte le cose ed è dunque il vero piano della Divinità Suprema, in quanto essa è onnipresente, onnipotente e onnisciente. Entrambi i mondi inferiori esisto all’interno della natura di questa sfera suprema.

Il Mondo Superiore era la casa degli immortali. Fu anche la dimora degli archetipi; la loro natura non è in alcun modo parte della materialità, tuttavia proiettando le loro ombre (nel mondo inferiore), potevano essere riconoscibili. Il terzo, o mondo inferiore, è la dimora di quelle creature che prendono parte alla sostanza materiale. Questa sfera è dunque il luogo dove risiedono, temporaneamente, l’uomo e i regni inferiori, i quali sono in grado di superarla tramite la ragione e la filosofia. -Ibid

800fosterspyramidLe tre sezioni della piramide

In altre parole, questa piramide, è molto più che un’attrazione turistica, è una rappresentazione della filosofia degli iniziati. Come Dan Cruikshanks ha detto nel suo piuttosto criptico documentario, si tratta di una “rappresentazione del potere che verrà”

BAYTEREK

310px-bayterekProgettato dal noto architetto britannico Sir Norman Foster, il monumento è destinato a incarnare un racconto popolare riguardo un mitico albero della vita e un uccello magico della felicità. L’uccello, chiamato Samruk, aveva deposto il suo uovo nella fessura tra due rami di un albero di pioppo. L’uovo – il globo d’oro nella parte superiore del monumento – rappresenta, ancora una volta, il Sole, la Divinità Suprema.

Questo “albero della vita”, rappresenta il canale attraverso il quale gli spiriti lasciano il mondo materiale e si uniscono al mondo divino. Questo concetto è ricorrente nella maggior parte (se non in tutte) le società esoteriche.

ALL’INTERNO DEL GLOBO DORATO

UNA DEDICA AL FILM ATTO DI FORZA

I visitatori possono andare in cima alla torre e avere una splendida vista della città. Si possono trovare anche stani oggetti.

99_bigAll’interno del globo troviamo questo oggetto enigmatico. E’ un triangolo d’oro con un’impronta del presidente Nazarbayev. Perché? Onestamente non lo so. Tutto quello che posso dire è che sembra uscita del film Atto di Forza.

marsstartwy8COMPOSIZIONE BATA

98_bigSi tratta di un globo firmato dai rappresentanti di diciassette confessioni religiose. Sì, ancora una volta, ci troviamo di fronte al concetto di unificare le religioni in un Nuovo Ordine Mondiale.

bataCOLONNE MASSONICHE

bayterek_kz_1Due pilastri assieme ad uno centrale in lontananza. Potrebbe trattarsi di simbolismo massonico?

medium11Sì, i due pilastri d’oro rappresentano i due pilastri della Massoneria di nome Jachin e Boaz. Non voglio entrare nel merito sul simbolismo di questi pilastri (tra l’altro analizzati in diversi articoli), tuttavia si può supporre che Nazarbayev sia un massone.

PALAZZO PRESIDENZIALE

palaceSituato in una posizione dominante, il Palazzo Presidenziale si trova alla fine di un percorso cerimoniale che parte dalla torre Bayterek. Una grande cupola si trova sulla cima del palazzo, in rappresentanza del principio femminile, in contrasto con la torre fallica di Bayterek – il principio maschile. Questo layout è presente in quasi tutte le città importanti, tra cui Washington DC e Parigi.

IL KHAN SHATYRY ENTERTAINMENT CENTER (IL TENDONE PIU’ GRANDE DEL MONDO)

world_biggest_tent_astanaQuest’opera incompiuta è concepita, ancora una volta, da Sir Norman Foster (che fondamentalmente ha progettato tutta la città). Sotto la tenda, c’è una superficie più grande di 10 stadi di calcio, che sarà adibita a parco urbano, con negozi e luogi di intrattenimento con piazze e strade, un fiume, un centro commerciale, un minigolf e una spiaggia. La struttura è fatta per assomigliare ad un tabernacolo, alla pari del Tempio di Salomone.

Questi luoghi di culto, composti da tende, venivano utilizzati dagli ebrei durante i tempi biblici. Gli iniziati attribuiscono a questi antichi insediamenti un significato esoterico.

PROSSIMAMENTE AD ASTANA

Astana è ancora in costruzione, tuttavia, in cantiere, ci sono alcuni progetti davvero sorprendenti. Eccone alcuni.

MERCATI CENTRALI

vyonyx_foster_central_markets_astana_01Progettati dal buon vecchio Norman Foster.

CRAZY TOWER (Non è il nome ufficiale)

1064seventowersplannedforastanakazakhstan_pic1STADIO “OCCHIO CHE TUTTO VEDE” (Non è il nome ufficiale)

astanastadiumCONCLUDENDO

Come membri dell’élite mondiale stanno creando le condizioni necessarie per unire il mondo in un unico governo, sparpagliando in tutto il mondo i simboli del loro potere. Il fatto che la popolazione in genere non abbia idea di cosa rappresentino queste strutture è esattamente il motivo per cui i loro piani vanno avanti senza problemi o intoppi. Manly P. Hall scrisse nel 1918:

“Quando governa la mafia, l’uomo è governato dall’ignoranza, quando governa la chiesa, egli è governato dalla superstizione e quando governa lo stato, è governato dalla paura. Prima che gli uomini possano vivere insieme in armonia e comprensione, l’ignoranza deve essere trasmutata in saggezza, la superstizione in fede illuminata e la paura in amore “

La mafia è uguale alla democrazia, la chiesa è uguale alla religione e lo stato è uguale ai paesi. In altre parole, prima che gli uomini possano vivere in armonia, dobbiamo abolire la democrazia (perché la massa è troppo stupida), le religioni (perché sono superstizioni) e gli stati (perché abbiamo bisogno di un governo mondiale). E continua:

“Il governo perfetto della terra deve essere modellato sul governo divino da cui l’universo è ordinato. In quel giorno, quando verrà stabilito il perfetto ordine con la pace universale, gli uomini non cercheranno più la felicità, perché essa zampillerà dentro di loro.”

Suona bene? Si tratta solo di una trappola. Quando questo accadrà, la maggior parte della popolazione mondiale sarà morta…

Fonte

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Oltre 35mila apparizioni? La telenovela dello Spirito. Basta solo dire che chi va in quel posto va ad adorare il diavolo. È l’unica presenza e certezza che si ha fin dalle prime apparizioni!!! Adoratori di Satana. Una statuetta portata da Padre Pablo Martin Sanguiao a Civitavecchia e regalata ad una famiglia di operai comincia a piangere: se le apparizioni di Medjugorje fossero una buona cosa, ciò non sarebbe dovuto accadere. Ed invece accade, e ciò allarma la Chiesa nella persona del Vescovo. La Madonna stessa ci fa sapere con quel pianto una Sua sofferenza per le anime che si perdono, ma anche il massimo inganno perpetuato nel Suo nome, dal serpente antico, in Croazia. E su questo segno avviene la “conversione”, auspicata per se stesso, del Vescovo Girolamo Grillo. E se si scoprisse poi che a Medj stanno allestendo un Campo di Concentramento?

Filmato in La Storia Siamo Noi su “La lacrimazione della Madonnina di Civitavecchia” venuta da Medjugorie

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Chi va a Medjugorje?

di Redazione

Chesterthon: “Quando l’uomo cessa di credere in Dio, inizia a credere in tutto”.

Viaggio “Energetico-Spirituale” in Bosnia alle Piramidi di Visoko e Medjugorje. Un “viaggio per la salute del corpo e della mente”. “UN VIAGGIO PER RICONNETTERSI CON LA MADRE UNIVERSALE, nell’apertura del cuore, la REGINA DELLA PACE MARIA, PER ESSERE IN ARMONIA CON IL SACRO che è in noi e intorno a noi“. Pura dottrina New Age, antopocentrica esoterista e panteista.

Con partenza da Treviso ecco il viaggio di Pasqua dal 28/3 al 02/04 del 2013:

Il primo giorno prevede la visita alle “sfere energetiche” di Zavidovici, la cui fantomatica energia pervadebbe il corpo, “abbracciandolo”.

Il secondo giorno si sale sulla “piramide del Sole” ove si trovano i resti della fortezza d Visoko, che il programma ripodotto qui, definisce: ” luogo particolarmente magnetico, portale di connessione con lo spazio e quindi adatto alla meditazione”. Non è specificato quale tipo di meditazione, ma forse qualcosa lo si può dedurre tra breve, quando citeremo le credenziali degli accompagnatori. Quanto alla “connessione con lo spazio” non si specifica meglio, anche se letto così qualcuno potrebbe credere di potersi mettere in contatto coi marziani oppure con E.T., magari per aiutarlo a telefonare a casa…

Dopo aver visitato la “piramide della Luna”, il terzo giorno è previsto l’arrivo a Medjugorje, con la “salita al monte delle apparizioni”, meditazione (?) e visita dei luoghi sacri della città. Il quinto giorno c’è la salita al monte Krizevac. Qui le “meditazioni” sono guidate. Nel pomeriggio, tempo libero e, da programma: “possibili incontri con i veggenti”.

Per capire di più, vediamo chi sono gli ACCOMPAGNATORI:

– Valeria Fonzo, maestra di yoga tantrico e meditazione, specializzata in percorsi di consapevolezza, sensibilizzazione, sensorialità e coscienza corporea, master Reiki.

– Damir Sturman, sensitivo, ricercatore, operatore olistico, specializzato in pulizie energetiche e meditazioni di guarigione.

L’associazione di cui fa parte la sig.ra Valeria Fonzo si chiama Sanghita Tantric Center e il suo sito ne dichiara tale finalità: “nasce con lo scopo di promuovere il benessere psico fisico e accompagnare le persone in un viaggio verso la conoscenza di se e la felicita. ritornare consapevoli della bellezza del cuore, riunire in noi le forze del cielo con l’energia della madre terra e vivere in armonia con il mondo intorno a noi.
Recuperare lo stato naturale dell’essere umano che è essere nella salute integrale, in un corpo ben abitato dalla propria essenza vitale, rilassato, integrato, autentico e spontaneo, stabile nel Sè, è la nostra realizzazione di vita per viverla in piena armonia, con gioia e nella presenza al qui e ora”.

Il costo della gita è di 490,00 euro a testa, comprensivi di rimborsi spese per i due accompagnatori, “che offrono il loro supporto energetico-spirituale e pratiche di yoga del respiro e meditazione”.

Da programma non risultano kit magici modello Wanna Marchi.

La Sig.ra Fonzo:

“Ha fatto parte per molti anni della Gran fratellanza universale*, istituzione mondiale per lo sviluppo della coscienza umana , come membro attivo all’interno, sia nella presidenza che come insegnante di yoga nella associazione di Treviso . E in un organismo all’interno della stessa istituzione il S.O.A. supremo ordine di acquarius ha sperimentato un percorso iniziatico , un percorso di crescita interiore sotto la guida di maestri iniziati.

Per 25 anni è stata discepola del maestro indiano Ram Prakash Sharma Yogi , ora deceduto, in un percorso tantrico di autoconoscenza, ispirandola attraverso l’amore , la gioia per la vita a liberare le proprie potenzialità. Da lui apprende lo yoga del mantra e suono e riceve l’appellativo Sanghita

Nel frattempo in Europa ha approfondito il cammino tantrico sentendolo sempre più congeniale alla sua natura, seguendo per 12 anni il maestro francese Daniel Odier che si rifà alla via del Tantra Cachemiro.puntando alla realizzazione di Essere nella spontaneità e spazialità attraverso la sensorialità e tutt’ora lo segue.

Ha inoltre partecipato a diversi seminari residenziali con Herman Hurache Mamani shamano peruviano , sul potere e la forza del femminile e con Parvati Nanda Nath maestra di tantra indiana.

Ha realizzato training di formazione di coscienza corporea con Giuseppe Chieppa ( terapista della riabilitazione specializzato in metodiche di coscientizzazione corporea , per sciogliere i blocchi emozionali e integrare corpo-emozioni –mente -. spirito) e con Cati Mari Cardona , sensitiva shamana spagnola, approfondendo con le sue metodiche la capacità di essere ancorati al basso ventre nel punto Campal per riconoscere le interferenze esterne energetiche e liberarsene. per una autentica realizzazione.nella materia e nello spirito.
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Nel dicembre 2009 Valeria in uno dei suoi viaggi in India , incontra nella foresta di Risikesh alle pendici dell’Himalaia l’anziano gurù Sri Swami Balyogi Premvarni, discepolo di SIVANANDA che pur essendo in ritiro spirituale da diversi anni l’accoglie nel suo piccolo ashram nella foresta e nella solitudine vive con lui un intenso ritiro spirituale . da lui apprende tecniche di kriya yoga , Kundalini yoga e Chandra yoga ( yoga della luna)

In questi ultimi anni Valeria Sanghita ha integrato le diverse esperienze con un intenso lavoro personale interiore di realizzazione spirituale e lo propone all’esterno in percorsi di consapevolezza sia come lavoro individuale che di gruppo nominandolo “IL RUBINO DEL CUORE” .ispirandosi all’insegnamento del maestro Daniel Odier..
Ha aperto e gestito insieme a collaboratori- soci il centro yoga La terra del Sole per 8 anni nel comune di Villorba – Treviso e poi da 2 anni, l’associazione Sanghita tantric Center sempre in zona Lancenigo di Villorba..
Conduce seminari in zona Treviso e altrove e propone vacanze alternative e viaggi energetico- spirituali in Bosnia, Croazia , Sicilia Ibiza ecc…e là dove la madre terra chiama con la sua energia…” (Fonte: il sito dell’Associazione)

Ma cosè la Grande fratellanza universale?

La Grande Fratellanza Universale

       Esiste sulla Terra una loggia di studiosi che si riuniscono solo una volta all’anno per discutere su varie questioni scientifiche. Queste persone illuminate sanno della Terra, del suo passato e del suo presente molto più di tutti gli scienziati contemporanei, rappresentanti della scienza ufficiale. Per quanto riguarda il futuro della Terra, invece, non lo conoscono positivamente nemmeno loro; anche loro fanno delle supposizioni su di esso. Oltre a questa loggia di illuminati presente sulla Terra, sul Sole ne esiste un’altra di grandi Illuminati, i quali conoscono positivamente non solo il passato della nostra Terra, ma anche il suo futuro. Ma sia l’una che l’altra sono solo degli organi di quell’organismo universale di Esseri perfetti, altamente avanzati, che formano la Grande Fratellanza Universale. Questi Esseri perfetti sono, senza paragoni, più avanzati anche degli umani più avanzati sulla Terra, perché essi uscirono dal Primo Principio prima delle persone. Tutti loro passarono per il sentiero dell’evoluzione sotto la guida dello Spirito Divino e giunsero a quel grado, al quale si trovano attualmente. E noi, quando parliamo della Grande Fratellanza Universale, intendiamo quella gerarchia di Esseri ragionevoli che terminarono la loro evoluzione milioni e miliardi di anni prima delle persone e che ora gestiscono l’intero Cosmo. Lo gestiscono loro perché personalmente presero parte alla sua creazione sotto la guida diretta del Grande Spirito Divino. E considerando la struttura ragionevole dell’intero Universo, con tutti i suoi sistemi galattici, con tutti i suoi innumerevoli Soli e pianeti, considerando solamente quella meccanica superiore e la perfezione tecnica con cui è costruita la Terra, ci si può rendere conto della mente potente, dello spirito che ebbero questi creatori geniali che lavorarono alla realizzazione del piano Divino di costruzione dell’Universo.

        Secondo il grado del loro sviluppo, della loro conoscenza e del servizio che svolgono, questi Esseri sono ordinati secondo una scala gerarchica, in una struttura organica i cui gradi sono conosciuti sotto i nomi:

         –        Serafini: Fratelli dell’Amore

         –        Cherubini: Fratelli dell’Armonia

         –        Troni: Fratelli della Volontà

         –        Dominazioni: Fratelli dell’Intelligenza e della Gioia

         –        Forze: Fratelli del Movimento e della Crescita

         –        Potestà: Fratelli delle Forme e delle Arti

         –        Principati: Fratelli del Tempo, dello Stato e del Tatto

         –        Arcangeli: Fratelli del Fuoco e del Calore

         –        Angeli: Fratelli portatori della Vita e della Vegetazione

         –        l’ultimo grado sarà occupato dalle anime umane avanzate.

        Tutti insieme rappresentano il grande Uomo Cosmico.

        L’attività di questi Esseri è così armoniosamente distribuita che ognuno di loro sa quando, come e che cosa fare. Gestiscono le funzioni del grande organismo universale che comprende tutti i sistemi solari. Secondo noi, vi sono tre tipi di sistemi solari. I primi, che sono organi di interi universi stellari, costituiscono il mondo materiale fisico, tessuto dalla materia più densa, anche se quest’ultima è a gradi. I sistemi solari del secondo tipo sono fatti di una materia più fine, la materia del mondo spirituale, e rientrano nel mondo degli Angeli. La terza categoria di sistemi solari costituisce nel suo insieme il mondo Divino ed è fatta di una materia ancora più fine, superiore. Anche il Cielo, di cui si parla nelle sacre Scritture, non è quella volta celeste sopra di noi, dietro cui lo spazio mondiale si perde e sulla quale brillano di notte le stelle. Il Cielo è organizzato da Esseri superiori, da grandi anime e perciò è grande nelle sue azioni. Gli Angeli, che popolano il Cielo, sono delle grandi anime che costantemente mandano la loro luce al mondo intero. L’energia del loro pensiero potente viene distribuita nell’intero Cosmo e muove tutto nel mondo come una forza collettiva.

        Non pensate che gli Angeli siano degli Esseri immateriali, degli “spiriti” trasparenti. Sono degli Esseri i cui corpi sono altamente organizzati, formati da energia pura e raggiante. Un Angelo è in grado di controllare il suo corpo in modo da poter diventare visibile o invisibile. Può viaggiare liberamente nello spazio illimitato a una velocità molto più grande di quella della luce. Può percorrere interi sistemi solari, interi universi stellari.

        Anche gli Angeli si trovano a diversi gradi di sviluppo, ma generalmente sono divisi in due grandi regni. Coloro che appartengono al regno superiore scendono raramente sulla Terra, mentre coloro che appartengono al regno inferiore vi scendono più spesso per aiutare lo sviluppo spirituale delle persone. Questi grandi fratelli dell’Umanità provengono sempre dalla razza umana, ma passarono per il sentiero dell’evoluzione miliardi di anni prima dell’essere umano terrestre, in condizioni molto più favorevoli che utilizzarono in modo ragionevole.

        Se la vita dell’Umanità segue un certo piano, se sulla Terra fioriscono delle culture con le loro scienze, religioni, arti, se le persone hanno un’aspirazione eterna verso lo sviluppo e la perfezione, questo è dovuto a questi Esseri ragionevoli che sono strettamente collegati alle persone e che costantemente lavorano e si prendono cura di loro. Dai loro cuori scaturisce Amore, Gioia, Vita. E grazie a questo loro impulso, le persone vivono e hanno aspirazioni. Il loro desiderio è che l’Umanità acquisisca la luce che hanno loro, la libertà di cui godono. Vogliono insegnare alle persone a vivere secondo quelle grandi leggi secondo cui vivono anche loro. Applicano le leggi più ragionevoli nel mondo. Hanno la vita più pura ed elevata, una vita assolutamente disinteressata. Nella loro grande abnegazione, questi amorevoli ministri di Dio scendono da soli sulla Terra in forma umana per aiutare le persone. Mandano costantemente dei loro ambasciatori sulla Terra in diverse forme. Tutti i geni, tutte le grandi persone, i santi, gli adepti, tutti gli studiosi, gli scrittori, gli statisti che aiutano lo sviluppo dell’Umanità in una o nell’altra direzione, sono sempre dei ministri della Grande Fratellanza Universale. Questa Fratellanza sceglie tra le persone le anime più avanzate e le prepara per un lavoro spirituale tra i loro fratelli. Nell’attuale Umanità vi sono delle persone che possiedono delle forze spirituali sottili, che hanno una struttura più fine. Si distinguono con dei corpi altamente organizzati e plastici perché conducono una vita assolutamente pura e santa. Il loro sviluppo eccezionale li rende capaci di aiutare l’Umanità. I più avanzati tra loro terminarono il loro sviluppo sulla Terra e possiedono delle conoscenze ampie che raggiungono le manifestazioni più alte nel pensiero e nell’azione, in tutte le direzioni. Sono quegli spiriti potenti che palesemente o di nascosto  stimolano l’Umanità ad andare avanti. Dietro ogni attività spirituale sulla Terra, dietro ogni manifestazione spirituale ci sono questi Fratelli. Dietro ogni grande persona, dietro ogni poeta, ogni musicista o artista ci sono sempre loro. Per una persona geniale sulla Terra, migliaia di anime geniali devono riunirsi e esprimersi per suo tramite.

        Che cosa è Cristo? Cristo è uno spirito collettivo. È un insieme. Gli Esseri che Lo formano sanno molte cose di quella scienza positiva, assoluta e Divina che esisteva prima della creazione del mondo. Molti di loro vivono sulla Terra per migliaia di anni. Passarono attraverso il processo della resurrezione, per loro non esiste né la morte né la reincarnazione. Questi esseri umani, chiamati “figli di Dio” e nel cui spirito vive Dio, che sono legati all’intero mondo ragionevole, a tutti gli Esseri avanzati di tutti i sistemi solari, sono appunto quelle grandi anime, Maestri dell’Umanità, la cui anima e il cui cuore traboccano di Amore e di Vita. Tutti i figli di Dio riuniti in uno, tutte le anime ragionevoli che vivono in un’unità Divina, questo è Cristo. In questo senso lui è a Capo della Grande Fratellanza Universale.

        Anche la stella di cui si parla nel Vangelo e che apparve alla nascita di Cristo fu qualcosa di vivo. Essa rappresentò un insieme di Esseri viventi scesi dall’alto ad annunciare la nascita di Cristo. Però solo tre saggi dell’Est, Grandi Illuminati, videro e riconobbero questa stella. Anche questi tre saggi erano dei ministri della Grande Fratellanza Universale.

        E quindi, ricordatevi: l’unica Grande Comunità che esiste ora nel mondo è la Grande Fratellanza Universale.

        I membri della Grande Fratellanza Universale, che guidano lo sviluppo dell’Umanità, la guidano verso un futuro chiaro, ma non formano nessuna società o organizzazione visibile alle persone. Costituiscono una collettività viva, una società ragionevole che esiste fuori dalle condizioni depravate in cui vivono le persone. Perciò è ridicolo dire che la sede di questa Fratellanza è qua o là, tra questo o quel popolo.

        Tutti questi Grandi fratelli, che lavorano nelle sfere spirituali della Terra, appartengono a sette gerarchie. Alcuni di loro appartengono all’Amore e si chiamano “Fratelli dell’Amore”, altri appartengono alla Saggezza e si chiamano “Fratelli della Saggezza”. Sono loro che mantengono le Scienze e le Arti e che portano la Conoscenza all’Umanità. Altri ancora si chiamano “Fratelli della Verità”. Sono loro che apportano libertà nelle menti e nei cuori umani. Sono loro che apportano quella libertà che rende lo spirito umano, l’anima umana, la mente umana e il cuore liberi, liberi in tutti i sensi della parola. Altri si chiamano “Fratelli della Giustizia”. Loro portano Giustizia all’Umanità e si occupano della distribuzione di quei beni invisibili di cui le persone contemporanee hanno bisogno. Altri si chiamano “Fratelli della Virtù”, altri “Fratelli della Bellezza” e alla fine vengono coloro che portano il nome “geovisti”. Questo però non è il vero nome di questi fratelli. Io non posso pronunciarlo perché è sacro.

        Questi Fratelli non sono così semplici come pensano le persone. Ognuno di loro può sollevare la Terra con la  mano e gettarla come un pallone nello spazio! Possono fare questo perché dietro di loro sta qualcosa di più potente, di più grande, di cui loro sono ministri. E quando alcuni pensano di potersi opporre a questi Fratelli, ciò indica che non capiscono il senso profondo che è contenuto nel concetto di “Fratello Bianco”. Se si tratta di Forza, questi Fratelli possiedono la forza più grande. Loro conoscono così bene le funzioni del cervello umano che in un giorno possono fare addormentare l’intera Umanità. Che cosa sono le armi contemporanee più potenti davanti alla Forza di questi Fratelli? Non vogliono servirsi di misure rigide, ma lasciano che le persone provino da sole le cose, anche se a prezzo di migliaia di sofferenze, perché solo le sofferenze sono in grado di nobilitarle e correggerle.

        Anche le persone capiranno un giorno che nel mondo esiste uno grande Stato di diritto i cui cittadini, i figli di Dio, sono gli esseri più ragionevoli, che vivono secondo la legge di Dio e che compiono la Sua volontà. Non rimarrà popolo nel mondo che non proverà la forza e la potenza di questo Stato di diritto.

        Se oggi le persone non vanno sulla strada giusta, la ragione è che, in contrapposizione alla Grande Fratellanza Bianca, lavora un’altra loggia di Esseri intelligenti, che non capirono il senso profondo della Vita e che hanno delle concezioni diametralmente opposte a quest’ultima. Formano la cosiddetta Fratellanza Nera. La Fratellanza Nera è una gerarchia di Esseri che occupano diversi gradi in base alla loro intelligenza. Per dare un’idea chiara della loro funzione dirò che, mentre la Fratellanza Bianca lavora nei rami e nei fiori della Vita secondo i metodi dei rami e dei fiori, la Fratellanza Nera lavora nelle radici della vita. Mentre la Fratellanza Bianca lavora nella testa e nel petto dell’uomo cosmico, la Fratellanza Nera lavora nello stomaco, nel fegato e nei polmoni. Di conseguenza, la Fratellanza Bianca è legata alle forze positive, al Bene, mentre la Fratellanza Nera alle forze negative, al Male, nel senso più ampio della parola. Entrambe le Forze però sono necessarie per ora per la manifestazione della Vita. La loro funzione è ben distribuita.

        Oltre a queste due scuole, esiste una terza scuola, la scuola dei Grandi Maestri che appartengono a una gerarchia più elevata e che gestiscono l’attività delle prime due. Si servono dei metodi sia degli uni che degli altri per i propri Grandi obiettivi, ma non rientrano in nessuna delle due scuole. Sono quei Grandi Maestri della Fratellanza Universale che gestiscono l’intero spazio e che, dopo la fine di ogni evoluzione, creano nuove onde di evoluzione che seguono un altro piano e un altro ritmo. Sotto la guida del loro potente Spirito, scesero dalle alte vette dell’Esistenza quegli spiriti elevati che crearono i sistemi solari, tra cui anche il nostro. Crearono e ordinarono la prima terra “cosmica”, il “paradiso” di una volta. Su questa terra cosmica ancora oggi vivono quegli uomini perfetti che terminarono la propria evoluzione. Sono i grandi Precursori dell’Umanità. Questi Creatori del passato, questi grandi Predecessori, anche oggi scendono di nuovo sulla nostra terra per trasformarla in un paradiso. Con loro arriveranno anche quelle centoquarantaquattromila anime di cui si parla nell’Apocalisse di Giovanni, e tra le quali vi sono rappresentanti di tutti i popoli del passato e del presente. Arriveranno tutti i santi, tutti gli adepti e i Maestri di tempi immemorabili. Con il loro Spirito potente caricheranno di lavoro tutte le anime risvegliate dai quattro punti della Terra e tutti insieme introdurranno un vero ordine nel mondo. Dopo aver finito il loro lavoro, si ritireranno e lasceranno vivere e lavorare le persone nelle nuove condizioni. Così si ristabilirà la comunicazione tra il mondo visibile e quello invisibile.

        Così lavora, e così lavorerà sempre la Grande Fratellanza Universale nel mondo. Lavorerà fino a quando l’Amore unico, la Saggezza unica e la Verità unica si estenderanno all’intera Esistenza. Allora ogni respiro loderà Dio in pace e sacra armonia.

Fonte: www.beinsadouno.it

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CHIESA VIVA n° 392 marzo 2007
CHIESA VIVA n° 395 giugno 2007
CHIESA VIVA n° 398 ottobre 2007

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BROGLIACCIO DI ESCOGITUR

(La prima “apparizione” è avvenuta il 24 giugno 1981

e sino ad oggi, se ne contano più di 35.000).

Primavera 1982: la Prima Commissione d’indagine sui fatti di Medjugorje emette una prima relazione negativa.

23 marzo 1984: il vescovo di Mostar, Pavao Zanic, dichiara di non approvare che sacerdoti e laici cattolici “organizzino” pellegrinaggi a Medjugorje.

11 ottobre 1984: il vescovo di Mostar, Pavao Zanic, afferma: «Dichiaro che tutto è una grande truffa, un inganno… non ci sono “apparizioni” della Madonna… Io credo che c’è il Demonio!».

11 novembre 1984: l’Osservatore Romano pubblica il testo di due Comunicati: quello della Conferenza Episcopale, riunita a Zagabria il 12 ottobre precedente, e quello della Commissione d’indagine diocesana, riunitasi a Mostar il 10-11 ottobre. In entrambi i comunicati si raccomanda al clero e ai fedeli di non organizzare o intrupparsi in pellegrinaggi “ufficiali” diretti a Medjugorje.

Primavera 1986: la Seconda Commissione d’indagine sui fatti di Medjugorje emette una seconda relazione negativa. Il 12 maggio 1986, il vescovo di Mostar, mons. P. Zanic, invia la relazione negativa al Presidente della S. Congregazione per la Dottrina della Fede, card. J. Ratzinger, il quale demanda alla CEJ (Conferenza Episcopale Jugoslava) la competenza di istituire una Terza Commissione.

17 agosto 1989: il vescovo di Mostar, Pavao Zanic, nella sua lettera del 17 agosto 1989, ad un reverendo afferma: «Devo dire che non ho cambiato il mio pensiero su Medjugorje. Dichiaro che tutto è una grande truffa, un inganno… La gente ingenua e desiderosa crede tutto… stupidaggini incredibili! Non ci sono le apparizioni della Madonna, non ci sono messaggi!.. Nella mia diocesi, neanche un sacerdote diocesano crede nelle apparizioni; (soltanto) la terza parte dei francescani ci crede, e solo un vescovo (mon. Frane Franic) su 35 vescovi in Jugoslavia. Questo è un doloroso episodio nella storia della Chiesa! In gioco vi è una quantità enorme di denaro! I veggenti sono manipolati molto bene, premiati, fatti ricchi!.. Io devo difendere la Fede e la Madonna; sono pronto a morire per la verità!».

11 aprile 1991: la CEJ, dopo il lavoro della Terza Commissione (30 tra sacerdoti e medici scelti e 20 Vescovi, divisi in tre Commissioni, in più di 30 Sessioni) presieduta da mons. F. Komariza, vescovo di Banja Luka, emette una Dichiarazione in cui si afferma: «Dalle indagini finora svolte: “Non patet supernaturalitas”! (= NON CONSTA LA SOPRANNATURALITà)!

­16 agosto 1996: la validità della Dichiarazione della Terza Commissione è stata ribadita dal Dr. Navarro-Walls, portavoce della S. Sede.

26 maggio 1998: la validità della Dichiarazione della Terza Commissione è stata ribadita anche da mons. Tarcisio Bertone, allora Segretario della S. Congregazione della Dottrina per la Fede, nella lettera del 26 maggio 1998, a S. Ecc.za Mons. G. Aubray, vescovo di Saint Denis de la Rèunion.

Aprile 2007: al termine della Visita “ad limina Apostolorum”, i Vescovi della Toscana sono invitati dal Papa ad un incontro, presso la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, con il Segretario Sua ecc.za Mons. Angelo Amato il quale, sull’argomento Medjugorje, invita i Vescovi a rendere pubblica l’Omelia (del 15 giugno 2006) del vescovo di Mostar, Mons. Ratko Peric, per fare chiarezza sul fenomeno religioso legato a questo luogo.

Estratti dall’Omelia del Vescovo di Mostar, Mons. Ratko Peric

(del 15 giugno 2006)

Nella sua Omelia, il Vescovo mette in chiaro i seguenti punti:

1. Se «qualcuno a Medjugorje si confessa sinceramente e riceve devotamente la Santa Comunione», costui da tale stato di grazia «non può passare in maniera illogica alla conclusione: Io mi sono confessato, mi sento bene, ora sono convertito, dunque la Madonna appare a Medjugorje».

2. Il Vescovo dichiara: «nella chiesa locale di Mostar-Duvno esiste qualcosa come uno scisma: un gruppo di sacerdoti, dimessi dal Governo generale dei Frati minori dell’Ordine francescano, a causa della loro disobbedienza al Santo Padre, già da anni mantiene in maniera violenta, più chiese parrocchiali ed uffici con l’inventario ecclesiastico. In tali parrocchie essi operano non solo illegalmente ma amministrano i Sacramenti sacrilegamente…». Tale prassi deve essere scioccante per tutti noi.

3. «Medjugorje è una parrocchia cattolica… e nessuno è autorizzato ad attribuire il titolo ufficiale di “Santuario” a questo luogo».

4. «In base alle indagini ecclesiastiche sugli avvenimenti di Medjugorje non si può affermare che si tratti di apparizioni o rivelazioni soprannaturali…».

5. «Nessun sacerdote… è autorizzato a presentare la sua opinione privata, contraria alla posizione ufficiale della Chiesa sulle apparizioni e messaggi…».

6. «I fedeli cattolici… devono sapere che non sono permessi i pellegrinaggi ecclesiastici, né ufficiali né privati… se presuppongono l’autenticità delle “apparizioni”… ».

7. «… come Vescovo locale ritengo che… non è accertata, a livello ecclesiastico, nessuna “apparizione” della Madonna… il fatto che si parla di decine di migliaia di “apparizioni” non attribuisce nessuna autenticità a tali eventi… Tale alluvione delle presunte apparizioni ci convince ancora di più che in tutto questo non è accertato niente di autentico e veritiero».

8. «Perciò invito quelli che dicono di sé di essere “veggenti” di mostrare l’obbedienza ecclesiastica e di cessare con tali pubbliche comparse e comunicati in questa parrocchia. Con ciò manifesteranno il loro dovuto senso ecclesiale non mettendo le “apparizioni” private… sopra la posizione ufficiale della Chiesa».

9. «La fede è una cosa seria e responsabile. La Chiesa è un’istituzione seria e responsabile».

Una domanda obbligata

Dopo aver letto la valanga di documenti ecclesiali sopra esposti, ci si domanda: com’è possibile che questa storia di Medjugorje non sia ancora finita, conclusa, archiviata?

È mai possibile che tutte queste posizioni ufficiali chiare e irrevocabili delle competenti Autorità ecclesiastiche non abbiano alcun valore, non producano alcun effetto? È mai possibile che non si riesca a ottenere l’obbedienza dei Frati, di certi Preti e di certi Vescovi per difendere la Fede e la Verità? Perché con posizioni ufficiali così decise, definitive e non passibili di mutamento, si lascia fare, non si interviene, non si condanna, non si governa la Chiesa?

Perché non si impone la disciplina a quei frati ribelli, ricchi e sospesi “a divinis”, e che si sono impossessati con la violenza di intere parrocchie e somministrano sacramenti invalidi e in modo sacrilego?

È una domanda legittima a cui bisogna cercare di dare una risposta!

Apparizioni “preannunciate” e gestite dai Carismatici

Mentre a La Salette, a Lourdes e a Fatima, la Madonna è apparsa improvvisamente senza alcun preavviso ed ha deciso Lei come, dove e quando apparire, a Medjugorje, invece, le “apparizioni” della Madonna sono state, prima, “preannunciate”, poi programmate, sostenute e diffuse da membri del Movimento carismatico; movimento infiltratosi nella Chiesa, per il sostegno di certi membri dell’alta Gerarchia ecclesiastica.

I più scalmanati divulgatori delle presunte “apparizioni”, infatti, sono tutti carismatici: in Francia, il dr. Philippe Madre, membro carismatico della comunità “Leone di Giuda e dell’Agnello immacolato”; il fratel Efraim, della stessa comunità carismatica; il francescano Svetonar, pure carismatico; Laurentin, il noto teologo francese, ultra simpatizzante per il Rinnovamento carismatico; padre Emiliano Tardiv, apostolo mondiale del Rinnovamento; la stragrande maggioranza degli “esperti” di quelle presunte “apparizioni”, è tutta carismatica;  l’unico vescovo jugoslavo che credeva alle “apparizioni” Mons. Frane Franic, arcivescovo di Split (Spalato) era un appassionato carismatico; infine, i francescani della comunità di Medjugorje, padre Jozo  Zovko, parroco di Medjugorje al tempo delle prime “apparizioni”, apparteneva al Rinnovamento carismatico, mentre Tomislav Vlasic, era un leader carismatico che divenne, poi, il rappresentante ufficiale dei “veggenti” e dei “messaggi”.

Inoltre, quasi tutti i libri su Medjugorie, per esempio in Francia, sono prodotti da membri del Rinnovamento carismatico. La maggior parte delle testimonianze a favore di Medjugorie proviene da scrittori e teologi carismatici. Il premio “Sapienza” a Laurentin, fu dato dall’Agenzia di diffusione del “Rinnovamento Carismatico”, ecc. ecc..

Ma il legame tra le presunte “apparizioni” di Medjugorje e il Movimento carismatico sembra avere radici più profonde: l’abate Laurentin, il maggior apologista delle “apparizioni” di Medjugorje e teologo progressista nel Vaticano II, famoso per il suo lavoro minimalista sull’importanza della Madonna nella Chiesa, fu a conoscenza delle “apparizioni” ancor prima che avvenissero, assieme ad altri suoi confratelli carismatici.

Ad esempio: il Dott Heribert Muhlen, un prete tedesco, professore di dogmatica alla facoltà teologica di Paderborn, responsabile del Movimento carismatico in Germania, in una conferenza che tenne a Zagabria, disse al clero: «Nel vostro paese, Dio sta preparando delle grandi cose, che avranno un’influenza profonda sul destino dell’Europa intera!».

Nel maggio 1981, Padre Tardiv, uno dei massimi esponenti internazionali del Rinnovamento carismatico, così profetizzò al Padre Tomislav: «Non abbiate paura, vi mando mia Madre!» (R.F., p. 38).

Ma allora, forse che anche la Madonna è apostola e profeta del Movimento carismatico?..

Lo affermerebbe l’abbé Lautentin dicendo che c’è una vera “armonia prestabilita tra le apparizioni di Medjugorje e il Movimento carismatico”.

La stessa “apparizione” invita alla pratica dei riti carismatici: pregare per gli ammalati, digiunare per essi, imporre loro le mani, dare loro delle unzioni di olio carismatico. Il tutto può essere fatto dai laici!

Padre Bubalo chiese a Vicka: «Come vi è venuta l’idea di imporre le mani ai malati?»; Vicka rispose: «Ciò fa parte del messaggio di Nostra Signora»… Inoltre, l’“apparizione” raccomandò anche la creazione di gruppi di preghiera carismatici, non solo a Medjugorie, ma anche in tutte le parrocchie della Jugoslavia.

Fu allora che Padre Tomislav invitò a Medjugorie il Padre Tardiv, il quale, insieme al dr. Philippe Madre e Padre Rancourt, i tre apostoli del Rinnovamento carismatico, iniziarono la parrocchia ai riti “pentecostali”: battesimo dello Spirito, parlare le lingue, profezie, ecc…

Ma, cos’è questo Movimento carismatico, o Rinnovamento carismatico, detto anche “Pentecostismo”?

Il “Pentecostismo” nacque agli inizi del 1900, quando, in una casa di Topeka (Kansas), dove il pastore metodista Charles Parham aveva fondato una scuola per lo studio della Bibbia, in una veglia di preghiera, la studentessa Agnès Ozman (poi, Signora La Berge) chiese l’imposizione delle mani, come avveniva all’inizio del Nuovo Testamento, per ricevere lo Spirito Santo. Poco dopo, ella si mise a parlare in lingua bohemien. Lo stesso avvenne ad altri membri, nei giorni seguenti.

Si sa, però, che il racconto di quella Agnès è sempre stato stranamente introvabile, per cui la nascita del Pentecostismo è alquanto tenebrosa.

Tutto ciò, però, farebbe pensare ad una possessione diabolica, difatti, qui, non c’è alcuna sete interiore di amare di più Cristo e di ricevere i doni dello Spirito Santo, quanto piuttosto di godere, in maniera sensibile, di carismi straordinari di cui lo Spirito Santo colmava i primi cristiani.

Così, nacque il moderno “Movimento pentecostale”, con conversioni, guarigioni, profezie, e che si estese in breve tempo in tutto il Texas, e poi a Los Angeles, a Chicago, a New York, a Londra, in Scandinavia…

Da questo “Pentecostismo”, nacque il “neo-pentecostismo” (che Laurentin descrive come il risorgere della stessa esperienza che avveniva nelle confessioni cristiane più tradizionali) nelle sue forme episcopale, luterana, presbiteriana e cattolica.

L’abate Laurentin, già dal 1975, al suo lavoro “Pentecostismo presso i cattolici”, aveva aggiunto un capitolo nuovo, ossia: “Maria prototipo carismatico” (pp. 241-250), svolgendo la tesi su questo tema: “Maria è pentecostale…  Maria è il modello carismatico… il prototipo dei cristiani battezzati nello Spirito. Maria è profeta e glossale… prototipo non solamente dei carismi in generale, ma anche della preghiera in lingue, che caratterizza il Movimento della Pentecoste… Maria è, in primo piano, nel gruppo carismatico…”, ecc…

Dunque, secondo il Movimento carismatico, la Madonna è loro “modello” e loro “attiva collaboratrice”? Modello e collaboratrice per quali finalità?

Ci dobbiamo allora chiedere cos’è in realtà il Movimento carismatico e quale il suo fine.

In sintesi, il Movimento carismatico è la corrente del “Pentecostismo” che vuole unire tutte le Chiese cristiane! È un movimento, quindi, che vuole realizzare il sogno della Massoneria: riunire tutte le religioni sotto la sua direzione e, così facendo, annichilire la Chiesa cattolica!

Infatti, nelle “Costituzioni massoniche” del 1723, si legge: «L’idea della Massoneria è di riunire tutte le religioni e creare una religione universale: religione nella quale tutti gli uomini si accordano».

Questo ecumenismo massonico, però, è l’arma letale per raggiungere lo scopo supremo della Massoneria, dichiarato in una istruzione segreta dal Capo dell’Alta Vendita, il Nubius: «Il nostro scopo è quello di Voltaire e della Rivoluzione francese: l’annichilimento totale della Chiesa cattolica e della stessa idea cristiana!».

Il card. Leo Suenens:

 “Padrino” del Movimento carismatico

Il “Padrino” del “Movimento carismatico” fu il card. Leo Suenes, arcivescovo della diocesi di Malines-Bruxelles. Nel 1967, introdusse nella Chiesa cattolica l’eresia del “Pentecostismo”, al quale cambiò il nome in “Rinnovamento carismatico”.

Il card. Suenes, nel Vaticano II fu uno degli arbitri occulti degli schemi sulla “libertà religiosa” e la “Chiesa nel mondo moderno”, sulla Liturgia, sulla Collegialità…

Egli patrocinò, a Bruxelles, il Congresso Internazionale dell’Alta Massoneria ebraica dei “B’nai B’rith”; ricevette il “Premio Templeton” (Fondazione massonica metodista americana) con la seguente Motivazione: “Per il suo contributo alla trasformazione delle strutture ecclesiastiche”. Una delle sue “trasformazioni” da lui auspicata fu: “Nulla si oppone, sul piano teologico, all’accesso delle donne al sacerdozio”.

Inoltre, prese  posizione contro l’enciclica “Humanae vitae”, e a favore dei contraccettivi; lasciò che un parroco invitasse, a distribuire la Comunione, un prete apostata, fattosi pastore protestante; in più, lo elevò al rango di “Decano”; impose la Comunione sulle mani; fece costruire chiese nuove senza alcuna possibilità di inginocchiarsi, parificandosi, così, ai protestanti che negano la Presenza Reale…

Di questo Prelato, “Il Borghese” del 26 ottobre 1969, (pp. 502-503) scrisse di un suo “matrimonio civile” (avvenuto prima o dopo il suo sacerdozio?). Era questa, forse, la ragione per la quale Egli voleva la reintegrazione dei “preti-sposati”?

Premesso tutto questo, è forse una sorpresa trovare il nome del card. Leo Suenens, nell’elenco dei 121 nomi di alti Prelati della famosa “Lista Pecorelli”, con tanto di data di iniziazione massonica: 15/6/1967; numero di matricola: 21/64; e sigla: LESU?

Il Vescovo Frane Franic

Di questo vescovo carismatico della Jugoslavia, l’unico di 35 Vescovi della Jugoslavia a credere alle “apparizioni” di Medjugorje, cosa si può dire?

Membro della Commissione teologica per i fatti di Medjugorje, in un articolo, tratto dalla Rivista Vjesnik Nadbiskupije Splitsko-Makarske del gennaio 1985, l’arcivescovo Frane Franic scriveva: «Molti studiosi, come per esempio R. Laurentin, Urs von Balthasar e altri teologi francesi e italiani, mi hanno aiutato in questo compito… avevo riflettuto molto su questi fatti: paragonavo continuamente Medjugorje a Fatima (…). Mi pare che, anche oggi, certe cerchie all’interno della Chiesa si servano di Fatima come sostegno e appoggio per un anticomunismo radicale. Ma i messaggi di Medjugorje, al contrario, predicano l’amore… verso comunisti, musulmani, ortodossi e cattolici… (…). A Medjugorje vengono confermate le dichiarazioni del Vaticano II sull’ecumenicità. Alcuni, all’interno della Chiesa si erano opposti all’ecumenismo, e altri vi si oppongono considerandolo un’“eresia” del Vaticano II. Ma intanto, i messaggi di Medjugorie hanno rafforzato le dichiarazioni del Concilio…».

Se i messaggi della “Madonna” di Medjugorje predicano tutto questo, ci domandiamo: «È veramente strana questa “Madonna” di Medjugorje che, dopo aver “dimenticato” le richieste e i segreti trasmessi a Fatima, a Medjugorje,dimentica” i pericoli rappresentati dalla Russia comunista, non chiede più la sua conversione, e “conferma e rafforza le dichiarazioni del Vaticano II” e il suo ecumenismo massonico, partoriti da quella stessa Gerarchia che Ella aveva accusato di apostasia; una Gerarchia che non ha il coraggio di togliere il bavaglio alla Madonna di Fatima sul suo “Terzo Segreto”, perché questo contiene la condanna del suo tradimento e della sua apostasia!».

La stessa accusa la Madonna l’aveva lanciata a La Salette: «Roma perderà la Fede e diventerà la sede dell’Anticristo!».

L’8 febbraio 1984, il Vescovo Franic dona a Giovanni Paolo II un libro di Ivan Muzic, intitolato: “I massoni e la Jugoslavia”, nella cui prefazione, Leo Magnino, presidente dell’Accademia archeologica italiana, dopo aver detto che un uomo quando bussa alla porta di un Tempio massonico, cerca la luce, la gnosi… dice: «egli bussa alla porta di un Tempio che comprende tutte le chiese… in cui vi è una paternità comune e incontestabile: Dio, per gli antichi ebrei, il Padre celeste, per i cristiani… e che per i massoni si identifica come Grande Architetto dell’Universo (detto anche Satana e Lucifero – n.d.r.)».

Magnino conclude: «Dobbiamo augurarci che… la Chiesa cattolica e la Massoneria raggiungano quell’intesa da tanti auspicata…»!

Dunque, la “Madonna” di Medjugorje con i suoi messaggi rafforzerebbe le dichiarazioni del Vaticano II, promuoverebbe l’incontro del Cattolicesimo con l’Islam e il Marxismo, e la tanta auspicata intesa tra Chiesa cattolica e Massoneria, sotto lo sguardo benevolo di un Dio-Padre-Grande Architetto dell’Universo?

Di fronte a questi fatti, è proprio il caso di ricordare ancora le parole di Gesù: «Sorgeranno falsi Cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto!» (Mt. 24-25).

Le prime “apparizioni”

La prima “apparizione” avvenne il 24 giugno 1981, festa di S. Giovanni Battista; proprio lo stesso giorno di fondazione della Massoneria, nel 1717. (Nella data del 24 giugno, Solstizio d’estate, la Massoneria, cioè gli adoratori del Sole, nascondevano il nome del loro dio (Lucifero) sotto quello di un santo: San Giovanni Battista il cui nome “Giovanni” è associato a “Giano”, nome sotto il quale i Romani adoravano il sole).

Nei loro racconti sulle prime “apparizioni”, i “veggenti” appaiono impauriti, disturbati, persino in panico, alla vista dell’Apparizione. Dopo Ivanka, Mirjana e Milka, che hanno già visto l’Apparizione, arriva Vicka che, alla vista della figura apparsa, restò terrorizzata e, toltasi le scarpe, a piedi nudi, fuggì come una folle (Lj. p. 14).

Più tardi, ella dirà: «Il primo giorno, abbiamo tutti urlato, facendo boccacce» (p. 59). Questo lo disse anche a Padre Bubalo. Ancora singhiozzante, chiese ad Ivan di accompagnarla. Da lontano videro l’Apparizione: «Ivan fuggì immediatamente, scavalcando un muro di cinta e lasciando le mele e ogni altro che aveva… L’Apparizione fece segno alle ragazze di avvicinarsi, ma queste non lo fecero».

Vicka, al ritorno, disse: «mi sono gettata sul divano e non smettevo più di piangere, piangere…» (pp. 19-31).

Quale differenza tra la pace e la gioia traboccante di Bernadetta e dei tre pastorelli di Fatima! Giacinta esclamava di continuo: «Oh, che bella Signora!.. che bella Signora!».

Invece, Vicka raccontò di aver visto quella figura con abito e capelli neri, e che portava, nella mano destra, qualcosa che continuava a coprire e scoprire, senza poter mai vedere cosa fosse!

Ecco quello che padre Vlasic racconta di Mirjana: «Un giorno, mentre attendeva la santa Vergine, ella ha visto la luce, e dalla luce è uscito il diavolo, sotto le sembianze e le vesti di Maria, ma aveva un viso nero, orribile, e la guardava con degli occhi penetranti… e le proponeva tutti i piaceri del mondo… Dopo un po’, venne la “Vergine”(??) e le disse: “Scusami per quanto è successo, ma lo dovevi vedere per sapere chi è, e sapere anche che avrai delle tentazioni nel mondo”!.. Aveva un mantello grigiastro, di un grigio caffè e latte, tendente al blu» (L. p. 45).

Un’apparizione, illusoria o diabolica, ha sempre una qualche parte di cattivo e va avanti con imbrogli per un bel pezzo, magari con rassomiglianze di manifestazioni divine autentiche.

Quindi, anche in questo campo di fenomeni straordinari, la potenza del Demonio è immensa. Può vestirsi, persino, di Angelo di luce, e persino apparire con l’aspetto di Nostro Signore o della Madonna. Così camuffato, il Demonio può operare ogni sorta di prodigi, estasi, levitazioni, rumori strani, locuzioni in lingue, fare discorsi pii, ecc., pur di arrivare, poi, a infiltrare errori per le anime.

Però, mentre le opere di Dio sono sempre improntate a serietà e maestà, quelle diaboliche hanno sempre qualcosa di banale, di stravagante, di disordinato e persino di ridicolo.

La prima cosa che si nota nelle apparizioni è la banalità dei dialoghi.

Ecco, ad esempio, la registrazione di un dialogo con l’apparizione: «Cara Santa Vergine, cosa ti aspetti da noi?». Risposta: «Fede e rispetto per me»… e: «perché non appari in chiesa, così che tutti ti vedano?». Risposta: «Benedetti coloro che non hanno visto, eppure hanno creduto»!.. «Cosa desideri dai nostri sacerdoti?»… «che credano fermamente!»… «Preferisci che ti preghino o ti cantino?»… «fate ambedue le cose: cantate e pregate»… e via di questo passo.  La Madonna (?), alla fine del dialogo, disse: «Miei angeli, miei angeli cari!.. andate nella pace di Dio»!

Come si vede, è un dialogo banale, il cui ritornello è di “venir creduta senza prova!..”.

La sera, dopo aver detto alla Madonna: «…per quanti giorni verrai ancora a visitarci?»… «Per quanto tempo vorrete», rispose; e poi aggiunse: «Siete già così stanchi di vedermi?».

Il 30 giugno 1981, i veggenti dissero che la Madonna aveva promesso di tornare ancora soltanto per tre giorni, fino al venerdì successivo. Ora, come spiegare questa promessa e poi, invece, continuare ad apparire altre migliaia di volte?..

Dio non interviene in modo straordinario senza gravi ed evidenti motivi. Se i messaggi ripetono luoghi comuni, o si hanno ripetizioni di apparizioni precedenti, è certo che non sono da credersi.

Ma il parroco carismatico di Medjugorje Jozo Zovko, dopo solo tre incontri con i “veggenti”, e senza alcuna indagine, dava loro pieno credito e senza alcuna autorizzazione da parte delle autorità della Chiesa; quindi, non ispirato da Dio, ma solamente da carismatico!

P. Tomislav, senza aspettare anch’egli che l’autorità ecclesiastica si pronunciasse su quei fenomeni, invitò i fedeli a “partecipare anch’essi all’esperienza dei veggenti”,  trascinando, il popolo in un tipo di follìa carismatica, tanto più che “nessuno dei sacerdoti della parrocchia conosceva i veggenti”!

Da allora, i pellegrinaggi ebbero inizio.

Frati ribelli… e ricchi

Ecco il problema principale che esisteva, nella diocesi di Mostar-Duvno, prima delle “apparizioni”: negli ultimi anni, si era giunti fino allo scisma. Otto francescani (e forse più!) furono espulsi dall’Ordine OFM, e sospesi “a divinis”, perché si erano ribellati alla Santa Sede e, non avendo accettato che alcune parrocchie da loro amministrate passassero sotto la diocesi, occuparono, con la forza, almeno cinque parrocchie, continuando ad amministrarle e a dirigerle loro, invitando persino un diacono vetero-cattolico, che si spacciava per Vescovo, a cresimare circa 800 ragazzi, in tre parrocchie.

Che dire, quindi, di tutto questo e dei frutti (marci) di questa situazione di disubbidienza di quei francescani colà residenti?.. Quante confessioni senza la dovuta licenza necessaria! Quante assistenze invalide alle celebrazioni dei matrimoni! Quanti Sacramenti nulli! Quante disobbedienze, sacrilegi, irregolarità!..

Perché non è stato possibile e non è tuttora possibile ristabilire l’ubbidienza e l’ordine nella diocesi di Mostar?

Quando il Governo Centrale di Belgrado aprì le porte alla fiumana di turisti che si recavano a Medjugorje, le entrate si aggiravano sui 500.000 dollari all’anno; cifra che cresceva di continuo! Le “apparizioni” di Medjugorje, infatti, promossero un enorme flusso di denaro, tuttora imponente!

Vicino a Mostar c’è una piccolissima banca che, fino al 1980, aveva un ruolo insignificante nel sistema bancario internazionale, e che teneva i conti dell’Ordine Francescano e che, in parte, era anche sua proprietà.

Ebbene, la “Hrvatska Banka DD Mostar” teneva, tra le sue componenti, il meglio dell’universo bancario mondiale, i cui protagonisti erano: Citibank (che funge da corrispondente per New York e Londra), Deutsche ABN-Amro, Bank Brussels, Lambert, Nat West, BCI Skand, Enskilda, CSFB, Bank of Tokio, Cassa di Risparmio, Bayerische, Bank of America.

Come si vede, sono banche altolocate, comprese la “Unicredito Italiano S.p.a.” di Genova. Un dirigente di quel gruppo di società fu anche Franzo Grande Stevens, uno degli “uomini di fiducia” del Vaticano.

Il flusso di denaro, promosso dalle presunte “apparizioni”, però, non faceva perdere la testa solo ai frati, ma anche alla popolazione locale: «Nel momento in cui, nel 1991, in Jugoslavia scoppiò la guerra, l’afflusso dei pellegrini (e conseguentemente il giro d’affari) ebbe un calo vertiginoso. Ciò portò a una vera e propria faida tra tre gruppi familiari (di cui uno di origine serba) che si contendevano i pochi clienti disponibili e volevano, quindi, eliminare i concorrenti. Mart Bax, professore presso la Vrije Universiteit di Amsterdam, a partire dal 1983 ha soggiornato ogni anno (compreso il periodo della guerra) per alcune settimane a Medjugorje con lo scopo di studiare il fenomeno dal punto di vista socio-antropologico.

Questa la sua testimonianza sullo scontro tra clan di cui stiamo parlando, tratta dal libro “Medjugorje: Religion, Politics and Violence in Rural Bosnia” di cui è Autore: “Circa ottanta persone, almeno sessanta delle quali del posto, furono uccise (…). I loro corpi mutilati, in genere appesi a un albero o alla trave del soffitto, testimoniano queste atrocità”. In nota, aggiunge: “Le mutilazioni seguivano uno schema fisso ed erano sempre più le parti del corpo che venivano asportate”». (Marco Corvaglia, “Medjugorje: è tutto falso”, p. 84).

Dal Processo di Medjugorje

Per i fenomeni delle apparizioni, gli esperti di teologia mistica danno criteri di discernimento precisi, che ci fanno distinguere le manifestazioni divine autentiche da ogni contraffazione, come imposture, turbe psico-patoligiche, interventi diabolici. Perciò, non basta constatare l’equilibrio psichico dei veggenti, e neppure inquisire sulla loro vita spirituale, né che siano influenzati da altri, perché ciò non sarebbe sufficiente.

Si devono avere, invece, criteri certi, di ordine oggettivo, ossia: natura e contenuto dottrinale dei fatti, perché, in fatto di dogma, basta un solo punto che risulti negativo, e tutto crolla!

***

Le “apparizioni”, per ben sei mesi, non avvennero più in chiesa, ma sulla collina (poi, vietata al pubblico!), nei boschi, nei campi! In questi tempi, avvenivano fenomeni bizzarri e straordinari, ma ciò che più ci interessa sono i “fatti” che infangano e oltraggiano la celestiale dignità della Madonna!

La “Madonna” di Medjugorje e la sua banale familiarità

Nei “veggenti” di Medjugorje, subito dopo la prima “apparizione”, si è constatata una scandalosa familiarità con la “Madonna”.

Mirjana, per esempio, richiesta se prevedeva altre apparizioni della “Madonna”, rispose: «Ci arrangiamo a metterci d’accordo insieme. Oggi, mi metto d’accordo con lei per sapere quando potrà apparire domani».

Nel “diario” di Ivan, ecco alcune sue frasi bizzarre e banali: «Ella non s’è fermata che per brevi istanti. Ha soltanto detto che ero molto stanco e che dovevo riposarmi per essere in forma».

Anche per gli altri “veggenti” è la stessa cosa.

Il giorno 8 settembre, la “Madonna” appare in casa di Jakov. Questi le disse: «Cara santa Vergine, ti auguro un lieto compleanno!». La “Madonna” gli strinse la mano con quel gesto comune, che diventa anche un abbraccio, come avvenne una volta, verso mezzanotte, quando la “Madonna” abbracciò Vicka e Jakov! (Lj., p. 40).

Un’altra volta, una sera di S. Silvestro (1982), mentre Ivanka, in compagnia di paesani, attende l’inizio del nuovo anno, la “Madonna” appare «e rivolse a tutti i suoi auguri di buon anno» (Lj., p. 120)!

La “Madonna” di Medjugorje non dà ordini ma consigli

La “Madonna” di Medjugorje, infatti, non dà ordini, ma consigli, i quali – come si sa – non impegnano ciecamente. Lo scrive il solito Laurentin: «La Madonna non si comporta da madre possessiva (sic) verso i veggenti, ma lascia a loro la scelta. “Desidererei… a voi la scelta!”… “È affar vostro. Io non voglio obbligare nessuno”…». Anche quando Jakov non vuole più andare a scuola, la Madonna non glielo comanda…

Laurentin canzona persino la nonna di Mirjana perché le disse: «Come volete che la Madonna vi appaia se non evitate la compagnia dei giovanotti, prendendo gusto a scherzare con loro?..». Ma Mirjana risponde: «La Madonna non intende fare di noi dei falsi devoti ipocriti!».

La “Madonna” di Medjugorje e i “viaggi in Paradiso”

I “veggenti” di Medjugorje dicono persino di essere stati “presi semplicemente per mano dalla Madonna e condotti in paradiso”: «Abbiamo visto il paradiso e il purgatorio», ha detto Marija. E questa: «Una volta, da Vicka, un’altra, in casa mia; e ancora una volta, non so più dove!».

Che sovrabbondanza di viaggi extraterrestri!..

A Fatima, la Madonna ha fatto vedere ai pastorelli solo l’inferno, ed essi, per tutta la vita, furono come segnati da quella spaventosa visione!

I “veggenti” di Medjugorje, invece, del paradiso ne parlano come di un posto di poche cose: persone gioiose, molte; un uomo che fa da portiere; gli angeli che volano, il tutto insomma, diverso dalla terra, con un sole più brillante. Ma sono balordaggini, queste, e ridicole descrizioni, dove Dio stesso e la Vergine sono stranamente assenti.

In conclusione, i veggenti di Medjugorje hanno visto niente, né la dimora della SS. Trinità, né Cristo glorioso, né l’Immacolata Madre di Dio, ma solo una grottesca caricatura del Maligno, priva d’ogni conoscenza dei divini misteri!

La “Madonna” di Medjugorje benedice gli oggetti di pietà

Una cosa buffa era quando la “Madonna” benediceva oggetti di pietà: rosari, medaglie ed altro. Una volta, Mirjana, non riuscendo ad innalzare il sacchetto che aveva riempito di oggetti da benedire, vide la Madonna che si chinava per benedire il contenuto.

Ora, è inconcepibile che la Madonna compia un tale gesto, anche perché la benedizione degli oggetti di devozione rientra nel ministero sacerdotale, esclusa, quindi, anche la Santa Vergine!

La “Madonna” di Medjugorje si fa toccare

Una sera, i veggenti si trovavano in un campo con alcuni amici, vicini a un certo Marinko, e vi apparve la Madonna. I ragazzi dissero: «La Madonna permette a tutti quelli che lo desiderano di venire a toccarla»!  I veggenti li guidavano: «Adesso, voi toccate il suo velo, il suo capo, la sua mano, il suo vestito»… Tutto questo durò un quarto d’ora, circa; poi, la Madonna li lasciò. In quello stesso momento, Marija gridò: «Oh Marinko, la Madonna ci ha lasciati, tutta annerita!».

Il 7 agosto vi fu un appuntamento notturno. La Madonna domandò ai “veggenti” di recarsi sul luogo delle apparizioni alle ore 2 di notte. Sul posto, c’era una vecchia croce di legno che assomigliava a un feticcio. Improvvisamente, un pallone di luce uscì da quella croce, spezzandosi, poi, in migliaia di piccole stelle. I ragazzi, presi dal panico, si misero a gridare. Alla fine, i ragazzi dissero che la Vergine pronunciò ancora queste parole: «se ciascuno di voi lo desidera, può toccarmi!». Quelli che la toccarono, sentirono, poi, una specie di intorpidimento nelle mani. Quell’atmosfera malsana, nelle ore notturne, non poteva essere che il demonio dell’impurità!

Ancora: una religiosa, in casa di Jakov, durante un’apparizione della “Madonna”, sentì chiederle da Marija se desiderava di toccare la Madonna. Disse di sì. «Allora, Lei mi afferrò la mano destra, sollevandola fino alla spalla della Vergine, e la condusse, poi, verso il basso, indicandomi, in successione, ciò che toccavo, e cioè… l’ho accarezzata fino ai piedi» (Lj., p. 52)!!

Ma può venire da Dio una simile azione?.. Non è inquietante?.. nauseante?..

C’è da chiedersi: può l’Immacolata, Madre di Dio, prestarsi a toccamenti sconvenienti del genere, rimanendo, poi, annerita! È incredibile e scandalosa questa scena, tanto oltraggiosa alla Vergine!

La “Madonna” di Medjugorje prega come i peccatori

La “Madonna” di Medjugorje prega non solo con i peccatori, ma anche come i peccatori, quindi, non più Immacolata! E precisamente l’8 dicembre, ella pregò così: «Figlio mio prediletto, se è tuo beneplacito, perdona i tanto gravi e numerosi peccati con cui l’umanità ti offende»… poi, «recitò il “Padre nostro” e il “Gloria” insieme ai ragazzi, e disse che pregava così tutti i giorni, ai piedi della croce…»!

Ci sarebbero più di una decina di testimonianze dei veggenti che affermano che la “Madonna” aveva «l’abitudine di recitare il “pater” con loro». Perciò, anche la Madonna direbbe al Padre celeste di “perdonare” i nostri debiti, di “non c’indurre in tentazione, ma liberarci dal male?..”.

Ma non è, forse, blasfema, in bocca alla Madonna, questa preghiera? A Lourdes, Ella taceva, a labbra chiuse, a tutte le “Ave, Maria”, e ai “Pater”, che solo Bernardetta diceva e la Vergine inchinava il capo solo al “Gloria Patri”.

A Medjugorje, invece, la “Madonna” è ridotta a “peccatrice”! Quindi, è più che certo che non è la Madonna!

La “Madonna” di Medjugorje è per l’eguaglianza delle religioni

In effetti, l’apparizione ha detto che tutte le religioni si equivalgono: «In Dio non ci sono divisioni né religioni. Siete voi nel mondo che avete creato le divisioni»!

Di conseguenza, noi dovremmo rispettare le religioni altrui, come disse la “Madonna” di Medjugorie: «… noi dobbiamo rispettare ogni uomo nella sua fede. Un uomo non dovrebbe mai venir disprezzato a causa delle convinzioni che nutre sul cammino della vita».

E ancora: «… soprattutto, nel villaggio, i credenti si separano troppo dagli ortodossi e dai musulmani. E questo non è bene»… «perché tale rispetto della libertà religiosa è una parte integrante della nostra fede». «Voi non credete se non rispettate le altre religioni: musulmana e serba». «Tu non sei cristiana se non le rispetti»!

Ora, questo parlare di “mancanza d’unità delle religioni”, è uno slogan massonico che, in bocca a una “Apparizione”, non può essere che di Satana. Si ricordino le violenti diatribe di Gesù contro i Farisei e le condanne degli Apostoli contro i primi eretici e scismatici che laceravano la Chiesa. Si pensi a tutti i Dottori della Chiesa, ai Santi Papi e ai Vescovi che compirono il loro dovere di difesa della dottrina della Chiesa.

A Medjugorje, al contrario, le differenze di religioni e di dottrine false, non contano agli occhi dell’“Apparizione”.

C’è da chiedersi: come mai, a Medjugorie, la Madonna viene a garantire i temi della teologia e della pastorale post-conciliare e imporre con fermezza la “libertà religiosa” che i teologi cattolici hanno sempre rifiutato, perché eresia di origine massonica e satanica?

La “Madonna” di Medjugorje sostituisce Fatima con l’apostasia moderna

P. Tomislav, allora, rivolge ai veggenti la domanda: «Qual è il ruolo di Gesù Cristo, se la religione musulmana è buona?». Mirjana, però, non risponde a questa obiezione, ma ripete le parole, sopraddette sul rispetto delle altre religioni, della Madonna.

Il che è indifferentismo conciliare!

Una tale posizione spirituale fa giubilare Laurentin, da fargli dire: «Le apparizioni di Medjugorie non hanno uno stile retrogrado… s’iscrivono, invece, nella pastorale post-conciliare. La Madonna incoraggia l’apertura, l’ecumenismo, la pace», che è il messaggio più importante della “Madonna” di Medjugorje: «Occorre pregare, digiunare, bisogna convertirsi e promuovere la pace… il messaggio più importante è la pace. L’ha sottolineato Lei».

Ma non era la conversione del mondo il messaggio più importante della Madonna di Fatima? E questo non dipende, invece, dalla consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e non con l’indiferentismo conciliare del rispetto delle altre religioni?

È, quindi, una vera rivoluzione: un cristianesimo aggiornato per conciliare l’inconciliabile e l’incompatibile: la “città del mondo” in opposizione alla “città di Dio”, quale descritta da S. Agostino.

Purtroppo, col Vaticano II si è cercato un compromesso storico di portata mondiale per attuare questa opposizione. È la “Gaudium et spes” che ha aperto proprio questo ordine: una compenetrazione di città terrena e città celeste per realizzare il medesimo compito… cooperando assieme alle altre chiese e religioni. Una missione, cioè, secondo una mentalità al servizio di un nuovo ordine mondiale.

Ma allora, Roma, sede venerata della Verità, diventerebbe un’altra volta centro di tutti gli errori, come disse Pio IX, quando si cercava di insinuare la conciliazione della Chiesa e del Papa con la Babele moderna?

Sembra proprio di sì, e la “Madonna” di Medjugorje  fa parte di questo inganno ecumenico, di questa seduzione dell’apostasia annunciata dalle Sacre Scritture e dalla Madonna di La Salette e di Fatima!

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Quando è più facile credere alla Madonnina di Civitavecchia che lacrima sangue che alle apparizioni sacrileghe di Medjugorje. E ce n’è ben donde!

Speciale La Storia siamo noi sui segreti di Civitavecchia

La storia siamo noi, in onda su Rai3 giovedì 21 marzo 2013 alle 22.50, ha riproposto uno speciale sui segreti di Civitavecchia. A quasi vent’anni dal fenomeno della Madonnina che avrebbe versato per quattordici volte lacrime di sangue nel giardino di casa della famiglia Gregori, il mistero sulla statuetta proveniente da Medjugorje non è ancora stato risolto. La piccola Jessica Gregori aveva quattordici anni quando vide per la prima volta la Madonna di gesso versare lacrime nel suo giardino di Pantano-Civitavecchia. Da allora il fenomeno si sarebbe ripetuto più volte di fronte a testimoni diversi: dall’enorme clamore mediatico sucitato dal presunto miracolo sono nate diverse inchieste giudiziarie, un esposto per truffa da parte del Codacons e indagini interne alla Chiesa.
La Storia siamo noi ripercorre le tappe di quella vicenda misteriosa con il reportage di Elisabetta Castana, tra video, documenti inediti e testimonianze. Grazie alle rivelazioni della famiglia Gregori, che da anni non concedeva più interviste ai media, sono emersi nuovi elementi sulle lacrimazioni ed interrogativi su cui nemmeno la Chiesa ha saputo pronunciarsi. Dal 17 giugno 1995 la statuetta della Madonna è custodita in una teca della parrocchia di Sant’Agostino di Civitavecchia, esposta alla venerazione dei fedeli. Il caso è sparito dalle cronache ormai da tempo e ancora oggi, dopo numerosi esami scientifici, non è stata scritta una parola definitiva su quanto accaduto.
E’ stato proposto in esclusiva anche un documento in possesso del Vescovo di Civitavecchia Girolamo Grillo e controfirmato Papa Giovanni Paolo II, a testimonianza della devozione del Santo Padre alla statuetta di Civitavecchia, malgrado l’attendibilità del miracolo non sia mai stata oggetto di pronuncia da parte del Vaticano. Nell’intervista a La Storia siamo noi, la prima testimone delle lacrimazioni mariane, Jessica Gregori, rivela che tra i messaggi della vergine Maria ci sarebbe stato anche un monito particolare, che oggi, alla luce delle dimissioni di Benedetto XVI, suona più che mai profetico: “Il Santo Padre purtroppo non comanda come dovrebbe, a comandare  sono i cardinali che decidono più di lui“.


Filmato in La Storia Siamo Noi su “La lacrimazione della Madonnina di Civitavecchia

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La statuetta di Medjugorie parla a chi cerca la verità e a chi la vuol sentire. Perchè parla di Sè e del Messaggio di Fatima nascosto dalla copertura mediatica di Medjugorje.

«Madonnina delle lacrime di Civitavecchia» è il devoto appellativo assegnato a una statuetta di Medjugorje protagonista dell’ultima, clamorosa “rivelazione“ mariana. Un episodio avvenuto il 2 febbraio e diventato in pochi mesi un caso di dimensioni internazionali. Sia per i misteriosi ma significativi collegamenti con Medjugorje, sia per l’intervento immediato della gerarchia ecclesiastica locale e della Congregazione pontificia per la dottrina della fede. In poco più di un anno Civitavecchia, per il vastissimo intervento di giornali e televisioni, per le sue ripercussioni sull’opinione pubblica, per i suoi risvolti sociali e culturali, per la devozione popolare suscitata, è stata accostata alle altre grandi epifanie mariane dell’Otto e del Novecento. Tanto che qualcuno ha già tracciato una linea retta che muove da Lourdes e, attraverso Fatima e Medjugorje, arriva a Civitavecchia, alle porte di Roma, nel cuore stesso della cristianità.
Una statuetta di Medjugorje – Il caso ruota intorno a una statuetta di gesso bianco smaltato raffigurante la Beata Vergine. Una statuetta alta circa 40 centimetri che per quattro mesi, dal settembre 1994 al febbraio 1995 — quando cominciano le lacrimazioni — rimane fissata a una base di cemento, in una nicchia di pietre, in fondo al giardinetto di una casa di Civitavecchia, quartiere Pantano.
La statuetta è stata fabbricata in serie da un artigiano di Medjugorje, Stephan Vlaho, 38 anni, e poi esposta, insieme ad altre statue di soggetto sacro, sugli scaffali del suo negozio. Nel settembre 1994 don Pablo Martin Sanguiao, parroco di Sant’Agostino a Civitavecchia, appunto nel quartiere Pantano, partecipa a un pellegrinaggio di alcuni giorni a Medjugorje. Prima del ritorno acquista la statuetta della Madonna insieme a un’altra raffigurante santo Stefano. Non si tratta di un’opera d’arte. Anzi, è un pezzo di fattura piuttosto modesta che riproduce l’immagine della Madonna della pace di Medjugorje.
La statuetta viene conservata per pochi giorni in casa di don Pablo Martin. Poi il sacerdote decide di donarla a un suo parrocchiano, Fabio Gregori, 32 anni, operaio dell’ENEL. C’è da festeggiare il ritorno dell’uomo tra ie braccia della Chiesa, cattolica, dopo una crisi religiosa provocata dalla predicazione dei Testimoni di Geova. Per alcuni mesi Gregori, un pò ingenuamente, forse senza neppure esserne troppo convinto, ha partecipato ai loro incontri domenicali. Poi si è accorto che su nuinerosi punti la dottrina dei Testimoni di Geova diverge in modo inconcffiabile da quella della Chiesa cattolica e ha deciso di tornare alla sua parrocchia. Va quindi a confidarsi con il suo parroco che lo esorta a una fede più autentica e devota e gli addita come esempio la Madonna di Medjugorje. Anzi, per incoraggiarlo, il sacerdote gli dona la statuetta acquistata qualche giorno prima durante il pellegrinaggio. «La Madonna» gli dice accomiatandosi «sia la maestra e la custode della tua fede».Verso la metà del settembre 1994 la piccola opera di gesso bianco compare nel giardinetto dei Gregori, in via Fontanatetta. Fabio ha una moglie, Anna Maria Accorsi, 31 anni, che lavora come impiegata, e due figli, Jessica di 5 anni e Davide di 2.<i>Lacrime di sangue?</i> – il pomeriggio del 2 febbraio 1995, giovedì, festa della Madonna Candelora, la famiglia Gregori sta uscendo di casa per andare a messa in parrocchia. Mentre il padre sta sistemando sul seggiolino posteriore dell’auto il figlio più piccolo, l’altra figlia, Jessica, che si è attardata in giardino, vede il volto della statuetta rigato di rosso. «Papà, papà, la Madonnina piange sangue» grida la piccola. Fabio Gregori sul momento non riesce a comprendere quello che la bambina sta dicendo. Ma Jessica insiste, ancora più allarmata: «Papà, presto, vieni a vedere, la Madonnina piange, piange davvero sangue».
L’operaio questa volta fa qualche passo verso la casa, tanto per accontentare sua figlia, ma quando volge lo sguardo verso la statuetta, rimane impietrito. Pensa a un’allucinazione, guarda meglio, poi si avvicina alla nicchia. Quello che vede non gli sembra possibile. La prima lacrima, quella dell’occhio destro, si è già fermata a metà della guancia. L’altra, sull’occhio sinistro, si muove ancora, molto lentamente. Supera il mento e sta per stillare sul petto della statuetta. L’operaio adesso è a pochi centimetri dalla Madonnina, allunga una mano e tocca quel liquido rossastro che non riesce ancora a considerare sangue. L’impronta del suo dito rimane sullo smalto bianco. In preda all’emozione, disorientato e confuso, fa salire i bambini sull’auto e si dirige verso la parrocchia.
La messa è già cominciata. Fabio Gregori raggiunge la moglie, che aveva preceduto marito e figli in chiesa, e le rivela l’accaduto. Alla fine della celebrazione entrambi vanno a raccontare tutto a don Pablo Martin. Il sacerdote non dubita neppure per un momento. Sale in auto con i Gregori, arriva davanti alla statuetta, vede e si inginocchia in preghiera. E un momento di intensa emozione. Davanti alla nicchia della Madonnina il parroco tenta di trovare qualche spiegazione per quel fatto straordinario. Fabio, convinto che le lacrime della statuetta siano da attribuirsi alle sue mancanze, chiede a don Martin di confessarsi.
Il sacerdote decide poi di chiamare come testimone dell’episodio un altro parrocchiano, Enea Fabio Rubulotta, animatore di un gruppo di preghiera. Mentre il sacerdote si allontana in auto, arrivano alcuni parenti dei Gregori che vengono a loro volta informati dell’accaduto. Enrico, uno dei frateffi di Fabio, scatta anche alcune fotografie.
Fabio Gregori con i parenti e il parroco rimangono a lungo quella notte accanto alla statuetta per decidere sul da farsi. Alla fine don Martin consiglia di lasciare tutto come si trova e invita i presenti a non diffondere la notizia.<i>Scoppia il “caso Civitavecchia»</i> – Nonostante le sue esortazioni alla prudenza, il pomeriggio successivo, venerdì 3 febbraio, don Pablo Martin rivela lui stesso, durante la messa del pomeriggio, quanto accaduto ventiquattr’ore prima. Non indica il luogo delle apparizioni ma, nel piccolo quartiere di Pantano, la notizia corre subito di bocca in bocca. In breve la villetta dei Gregori viene individuata. Verso le 18, mentre la famiglia è riunita in soggiorno con alcuni parenti e amici, Fabio esce in giardino per prendere un po’ di legna e scorge nuovamente il volto della statuetta rigato di sangue. Tutti accorrono e rimangono senza fiato. Sembra davvero che dagli occhi della Madonna si stacchino due piccole lacrime. Il fenomeno si ripete verso le 20, mentre Fabio Gregori e l’amico Aldo Murgia stanno cercando di sistemare un vetro davanti alla nicchia per proteggere la statuetta. E la terza lacrimazione.
Il giorno successivo, sabato 4 febbraio, decine di persone si radunano davanti alla villetta per vedere «la statuetta che piange sangue». La via dove sorge l’edificio diventa impraticabile. Polizia, carabinieri e vigili urbani tentano di ordinare il flusso incessante delle auto. Ci sono i curiosi, gli scettici, ma anche gli esagitati. Qualcuno tenta di rimuovere il vetro davanti alla nicchia per toccare la Madonnina. Allora i Gregori e alcuni amici si danno il turno accanto alla statua per evitare guai peggiori.
Di fronte all’esplosione del caso don Pablo Martin decide che è giunto il momento di informare ufficialmente il vescovo. Stende quindi una cauta e distaccata relazione che, la sera stessa, fa giungere in curia.
Intanto la statuetta continua a piangere sangue. Tra il pomeriggio di sabato e la notte di domenica si contano almeno sei lacrimazioni. Di conseguenza aumentano i testimoni. Tra tanta gente comune, vedono quelle lacrime rossastre anche il comandante dei vigili urbani di Civitavecchia, Giancarlo Mori, e due agenti di polizia penitenziaria. Tutti testimonieranno poi di aver osservato distintamente gocce di sangue staccarsi dagli occhi della statuetta e scendere, anche se soio per pochi millimetri, lungo le guance.
Domenica 3 febbraio la folla che preme per vedere la statuetta diventa incontenibile. La fila delle auto è lunghissima. Per ordine del comune di Civitavecchia tutta la zona viene protetta con le transenne e i fedeli vengono incanalati lungo percorsi obbligati. Ognuno può sostare davanti alla statua soio pochi minuti. Alle 8.30, quando un’altra lacrima si stacca dagli occhi della Madonnina, la folla è attraversata da un fremito di emozione e di fervore mistico.
La calca adesso è davvero impressionante. Polizia e carabinieri chiedono rinforzi. Arrivano anche gli inviati di giornali e televisioni. E anche loro vedono le lacrime. «Per piangere, piange», deve ammettere Raffaello Masci de «La Stampa». Alle 10 i testimoni, tra cui un fotografo de «Il Messaggero», riferiscono di una nuova lacrimazione. Verso mezzogiorno un medico, Graziano Marsili, preleva un po’ di sangue della Madonnina per farlo analizzare. Verso le 21, mentre la folla ancora e imponente — alla fine della giornata secondo i calcoli della polizia passeranno davanti alla statuetta oltre cinquemila persone — si registra un nuovo pianto di sangue. A notte fonda, mentre alcune centinaia di persone ancora sostano davanti alla casa ui via Fontanatetta, i Gregori, sfiniti dalla giornata massacrante, decidono di trasferire altrove la Madonnina.

<i>Il “dietrofront” del vescovo</i> – La mattina di lunedì 6 febbraio, alle 5.30, Fabio Gregori stacca la statuetta di Medjugorie dal basamento di cemento e, in gran segreto, la porta a casa di don Pablo Martin. il parroco è ben lieto di custodirla finché non si saranno calmate le acque. Un’ora dopo però il sacerdote telefona all’operaio dell’Enel. Deve tornare subito a riprendersi la statuetta perché il vescovo, monsignor Girolamo Grillo, gli ha vietato di tenerla in chiesa o nella sua abitazione. Fabio Gregori deve rassegnarsi a obbedire. La Madonnina viene lasciata a casa di suo fratello Giovanni. Quando di buon mattino i primi fedeli cominciano ad ammassarsi davanti al giardino della villetta, trovano la nicchia vuota e un cartello «La statua è stata trasferita altrove». In quei primi giorni l’atteggiamento del vescovo è improntato a un forte scetticismo. Non solo vieta a don Martin di tenere in casa la statuetta, ordina anche ai sacerdoti e alle suore di non mettere piede nel giardino della villetta di via Fontanatetta. «Sono decisamente contrario a credere» dichiara nel corso di numerose interviste «che quelle lacrime abbiano qualcosa di soprannaturale». Il giorno dopo, lo scetticismo di monsignor Grillo comincia però a incrinarsi. Le analisi hanno stabilito che quello prelevato dalla statuetta è «liquido biologico, verosimilmente sangue». Nel frattempo al presule sono arrivate informazioni rassicuranti sulla famiglia di Fabio Gregori. Mercoledì 8, monsignor Grillo, alla presenza del parroco di Sant’Agostino, incontra Fabio, Annamaria e Jessica Gregori. Comunica loro che intende consegnare la statuetta a due esperti perché venga sottoposta ad analisi approfondite. Vengono scelti l’ematologo Angelo Fiori, direttore dell’Istituto di medicina legale dell’Università Cattolica di Roma, e Giancarlo Umani Ronchi, responsabile dell’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma.
Il giorno successivo, 9 febbraio, il vescovo porta personalmente la statuetta nei laboratori del Policlinico Gemelli. Dopo un prelievo di alcuni campioni di sangue, la Madonnina viene radiografata. L’esame permette subito di escludere la presenza di cavità sospette, marchingegni strani, pompette o valvole elettriche. La statuetta è un corpo pieno, di gesso. Le lacrimazioni non possono essere state provocate da un “trucco tecnico”.
Il 28 febbraio arrivano anche i risultati delle analisi del sangue. Fiori e Umani Ronchi hanno stabilito che si tratta veramente di sangue umano con caratteristiche maschili. La rivelazione crea un po’ di disagio e sembra dare credito a chi parla di un imbroglio. Per la teologia invece non c’è nessun imbarazzo. «Se la Madonna piange sangue maschile», spiega il mariologo Stefano De Fiores in un’intervista a «La Voce», «significa che intende associarsi al doloroso martirio sopportato da SUO Figlio Gesù durante la Passione. Quel sangue insomma potrebbe essere quello di Cristo».
Il 10 marzo monsignor Girolamo Grillo riferisce al cardinal Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, i risultati delle analisi. Il Vaticano precisa che la competenza del caso rimane del vescovo di Civitavecchia ma che, trattandosi di un episodio ormai di portata nazionale anche per l’eco suscitata sui mezzi di comunicazione, la Santa Sede desidera informazioni dettagliate e precise. Dopo il colloquio con Ratzinger, monsignor Grillo appare più cauto ma comunque sereno. «La questione appare delicata» spiega il vescovo «va affrontata con discrezione e cautela. La Chiesa, come sua tradizione, procede con calma. Ma questo non vuol dire che ci sia scetticismo».

<i>Magistratura e polemiche</i> – A complicare una situazione già ingarbugliata arrivano alla Procura della Repubblica di Civitavecchia due esposti “contro” la Madonnina delle lacrime. Il primo è firmato dal Codacons (Coordinamento delle associazioni in difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) e ipotizza il reato di abuso della credulità popolare. L’altra denuncia è sostenuta da Giovanni Panunzio, fondatore del «Telefono antiplagio», secondo il quale nel caso di Civitavecchia sarebbero evidenti i segni di una truffa. Le statuette, a parere di Panunzio, sarebbero due. La prima dotata di un marchingegno nascosto per provocare le lacrimazioni. L’altra “pulita” per superare gli esami degli esperti. Al momento opportuno le due statuette verrebbero sostituite e nessuno, fino a quel momento, si sarebbe accorto di nulla.
Di fronte a denunce circostanziate, e poi diffuse con gran clamore da giornali e televisioni, la Procura è costretta a muoversi. L’8 marzo vengono perquisite le abitazioni di Fabio Gregori, dei suoi quattro fratelli, dei genitori e di uno zio. La polizia non trova però nulla di sospetto. il giorno successivo la magistratura affida la perizia della statuetta ad Angelo Fiori e a Giancarlo Umani Ronchi, che già hanno esaminato la Madonnina per conto del vescovo di Civitavecchia. I due esperti sono affiancati dal biologo della Criminalpol, Aldo Spinella. Si procede a un nuovo prelievo di sangue dal volto della statuetta che poi viene anche sottoposta, sempre al Policlinico Gemeffi, a una TAC. Anche in questo caso non si trova nulla di sospetto. Le analisi di laboratorio permettono invece di confermare che il sangue appartiene a una sola persona, di sesso maschile. I periti riescono anche a individuare il DNA del sangue prelevato.
Il grande annuncio, poi il sequestro – La sera del 4 aprile, nel corso di una trasmissione televisiva dedicata al mistero delle lacrime di Civitavecchia, il professor Umani Ronchi rivela che la statuetta avrebbe nuovamente pianto. L’esperto ha avuto modo di esaminare la Madonnina per due volte. Prima il 9 febbraio, su invito di monsignor Grillo. Poi il 28 marzo, per disposizione della magistratura. Quel giorno il docente della Sapienza, accompagna a casa del vescovo — dove la statuetta è custodita — il perito della Procura. Mentre si procede al prelievo di altro sangue, Umani Ronchi nota che le tracce delle lacrime arrivano fino alla mandibola. «Come è possibile» si chiede l’esperto «se nel corso dell’altro prelievo avevamo grattato le lacrime, riducendole a un esile segno interrotto a metà della guancia?». A diradare ogni dubbio interviene monsignor Girolamo Grillo. «E vero», conferma il vescovo «la statuetta ha pianto tra le mie mani, alla presenza di quattro o cinque testimoni. Mia sorella ha allungato una mano per toccare le lacrime e sui suo dito è rimasta una traccia di liquido rossastro». La dichiarazione del vescovo, che è la persona a cui spetta secondo la Chiesa la parola definitiva sulla credibiità del caso, potrebbe rappresentare una svolta determinante nella vicenda di Civitavecchia.
La nuova lacrimazione, secondo le parole del presule, sarebbe avvenuta alle 8.15 del 15 marzo. Il vescovo aveva preso la Madonnina tra le mani e aveva iniziato a recitare il Salve Regina.
Improvvisamente la statuetta avrebbe cominciato a piangere. Una piccola lacrima che scende piano piano fin sotto il collo, lasciando monsignor Grillo tra lo stupore e lo smarrimento.
Ma adesso nel vescovo di Civitavecchia è sparita ogni traccia di scetticismo. La Madonnina, annuncia monsignor Grillo, deve tornare al più presto nella sede migliore, cioè la chiesa di Sant’Agostino. La data più opportuna sembra quella del venerdì santo, il 14 aprile. Il vescovo pensa a una Via Crucis che nel giorno della Passione di Cristo — e di conseguenza della Vergine che per lui ha versato lacrime di sangue — muova dalla casa di Fabio Gregori per dirigersi poi verso la parrocchia del Pantano.
E un progetto che entusiasma anche il sindaco di Civitavecchia, Pietro Tidei. Nelle settimane precedenti, il primo cittadino, sull’onda del clamore suscitato dalla Madonnina, aveva annunciato la costruzione di un grande santuario sul modello di Lourdes, provocando però la secca smentita di monsignor Grillo. Adesso invece che il vescovo stesso annuncia una grande celebrazione pubblica, il sindaco è ben lieto di mettere in moto la macchina dei preparativi per accogliere i pellegrini. Si ipotizza la presenza di venti-trentamila fedeli provenienti da tutta Italia. Ma a spegnare gli entusiasmi pensa ancora una volta la magistratura. Il 6 aprile il sostituto procuratore Antonio Larosa si presenta a casa del vescovo e gli notifica un provvedimento di sequestro. L’armadio in cui è custodita la statuetta viene sigillato dall’autorità giudiziaria. Sembra un provvedimento immotivato ai fini delle indagini. L’obiettivo appare piuttosto quello di evitare il ritorno della statuetta nella chiesa cli Sant’Agostino nella giornata del venerdì santo. Per quale motivo alla magistratura non piaccia quella grande celebrazione liturgica rimane un mistero senza risposta. Intanto però i magistrati raggiungono il loro scopo. Tanto è vero che martedì 18 aprile, due giorni dopo la Pasqua, senza che l’inchiesta nel frattempo sia approdata a nessun traguardo significativo, la Procura decide il clissequestro della statuetta.
DNA e teologia – IL 19 aprile si riunisce per la prima volta a Civitavecchia la commissione teologica istituita da monsignor Grillo. Vi fanno parte tra gli altri l’abate René Laurentin, teologo di fama internazionale, grande studioso di Lourdes e di Medjugorie, e padre Stefano De Fiores, docente alla Pontificia Facoltà Teologica Marianum di Roma, nonché direttore del Nuovo Dizionario di Mariologia (Edizioni Paoline). La Commissione ha il compito di verificare globalmente la vicenda della Madonnina e di esprimere un giudizio definitivo sulla credibilità teologica e sull’ortodossia dottrinale della lacrimazione. Tra la metà del 1995 e lo stesso periodo del 1996 la commissione si è riunita una decina di volte e, mentre questo libro va in stampa, non ha ancora ultimato il proprio compito.
Oltre a quella teologica c’è al lavoro, dal maggio 1995, una commissione tecnico scientifica presieduta da Raffaello Cortesini, primario di chirurgia del Policlinico Umberto I di Roma e componente della “Consulta medica” della Congregazione pontificia per le cause dei santi. La commissione è incaricata di analizzare tutti gli aspetti medici, biologici e soprattutto ematologici legati alla vicenda delle lacrimazioni di sangue. Secondo le disposizioni impartite dal vescovO di Civitavecchia la commissione tecnico-scientifica metterà poi a disposizione dei teologi i propri risultati.
Tra i vari compiti della commissione teologica c’è anche quello di decidere se i maschi della famiglia Gregori dovranno essere sottoposti all’esame del DNA. La questione del DNA esplode la mattina di venerdì 3 maggio, quando il medico legale Gino Saladino convoca nel suo ufficio Fabio Gregori, i suoi fratelli Giovanni, Enrico e Salvatore, lo zio Pietro e il figlio di Enrico, Alessandro, appena sedicenne. Cioè tutti i maschi della famiglia Gregori. L’intento è chiaro. La Procura intende verificare se il DNA del sangue di uno di loro è identico a quello lacrimato dalla statuetta che, come è noto, è di tipo maschile. La procedura seguita sembra però contraddittoria. Per quale motivo, prima di essere ascoltati dal magistrato i Gregori dovrebbero essere sottoposti al test? Se tutti fossero indagati, ma la circostanza non è confermata, avrebbero infatti diritto a nominare un perito di propria fiducia. Bruno Forestieri, l’avvocato della famiglia Gregori, consiglia di prendere tempo. Due giorni dopo Fabio Gregori annuncia che si sottoporrà al test del UNA soltanto se gli verrà chiesto dalla commissione teologica. E al momento in cui questo libro va in stampa la commissione non ha ancora avanzato alcuna richiesta. «Dai frutti li riconoscerete. . . » – La Madonnina torna nella chiesa di Sant’Agostino solo sabato 17 giugno. Il vescovo avrebbe preferito attendere i risultati della commissione teologica ma le richieste dei fedeli sono state insistenti e pressanti. Per festeggiare il ritorno della statuetta, monsignor Grillo organizza una tre giorni mariana, con veglie e preghiere. Ad attendere l’arrivo della statuetta ci sono circa cinquemila persone. Monsignor Grillo porta la statuetta in un’urna di vetro, entra in chiesa e la deposita su una colonna fiorita. La Messa viene celebrata sul sagrato antistante la chiesa. L’omelia è tenuta da padre Jozo Zovko, cappuccino, già parroco di Medjugorje. E una lunghissima riflessione che sottolinea gli stretti legami tra le apparizioni nel villaggio dell’Erzegovina e le lacrimazioni di Civitavecchia. Alla fine della celebrazione il vescovo entra in chiesa e chiude la Madonnina nella grande teca blindata preparata da tempo. Poi i fedeli sfilano davanti alla statuetta pregando e depositando fiori.
La devozione per la Madonnina delle lacrime non conosce soste neppure nelle settimane e nei mesi successivi. Quattro o cinque pullman arrivano al quartiere Pantano ogni giorno carichi di fedeli. La domenica, oltre a centinaia e centinaia di auto, i puliman sono una quarantina, cioè migliaia di persone. Fuori dalla piccola chiesa di Sant’Agostino, che ha una capienza massima di 120 posti, c’è sempre una lunga fila di persone in attesa di poter entrare per raggiungere la teca della Madonnina.
Tutti i giorni alle 17 si prega e si recita il Rosario meditato per oltre un’ora. Segue la Messa con l’omelia e tre volte la settimana c’è la veglia notturna. Tutti seguono con fervore gli appuntamenti liturgici. Anzi i gruppi di preghiera si moltiplicano, spuntano nuove iniziative di devozione. Il 27 novembre 1995 la parrocchia di Sant’Agostino viene consacrata al Cuore Immacolato di Maria. Tantissime anche le conversioni, il parroco don Pablo Martin ha rivelato che soltanto nella settimana santa del 1993 sono stati 108 i Testimoni di Geova che hanno abbandonato la loro setta e sono ritornati alla Chiesa cattolica. Si moltiplicano anche le guarigioni considerate miracolose. La documentazione relativa a cinque casi, i più clamorosi, è già stata consegnata alle commissioni che indagano sul caso della Madonnina delle lacrime.
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Medjugorje: anche Ratzinger non ci crede, sospesi due frati, vietati i pellegrinaggi

pubblicato domenica 23 settembre 2012

di Andrea Gentili

Ratko Peric, il vescovo di Mostar Duvno che si è schierato contro le apparizioni, dichiarandole come false

Piccolo retroscena di una storia lunga ormai 30 anni. «Stanno ancora accadendo ogni giorno?» chiede il pontefice Benedetto XVI al mons. Ratko Peric, vescovo della diocesi di Mostar-Duvno, dove risiede la parrocchia di Medjugorje. «Ogni giorno Santo Padre. Ad uno di loro a Boston, ad un’altra vicino Milano ed ancora ad un’altra in Krehin Gradac in Erzegovina, ed il tutto è fatto sotto il protocollo delle apparizioni di Medjugorje. Finora ci sono state circa 35.000 apparizioni e non se ne vede fine!»
L’incontro tra i due è avvenuto tra il 23 e il 28 febbraio 2006. Una visita privata, dichiarazioni riservate, tutto condito in una veste personale. Non era una visita ufficiale quella del mons. Peric a Papa Benedetto XVI, un incontro durato 15 minuti dove si è parlato di catechismo, di costruzione di nuove chiese in Erzegovina, ma anche di questioni meno gioiose come l’espulsione di nove membri dell’ordine francescano, e soprattutto, delle apparizioni di Medjugorje.

Facciamo chiarezza: la storia di Medjugorje inizia il 24 giugno 1981 quando la Madonna sarebbe apparsa a sei bambini. Allora la Bosnia-Erzegovina faceva parte della Jugoslavia, repubblica socialista con regime dittatoriale sullo stampo dell’Urss: andare in Chiesa significa essere non solo degli emarginati sociali, ma spesso anche rischiare la vita. In quegli anni tuttavia iniziava a spirare un vento di libertà portato da movimenti politici come Solidarnosch in Polonia, e dall’indebolimento del potere di controllo dell’Urss, cosicché al potere centrale del partito sfuggì il controllo della situazione, con conseguente ascesa dei nazionalisti cattolici, tra i quali giocò un ruolo fondamentale per lo sviluppo della storia l’ordine dei francescani. La vicenda era preparata ottimamente per suggestionare i fedeli e creare una sorta di collettivo religioso per la creazione di una consapevole identità nazionale, tanto che già nei due anni precedenti l’apparizione, a Medjugorje e nei dintorni comparvero all’improvviso numerosi segni “soprannaturali” come dei rosari comparsi dal cielo, e guarigioni miracolose. Non c’è alcun dubbio che proprio grazie a questi fenomeni e alla stessa apparizione della Vergine, i frati francescani ne uscirono decisamente rinforzati. Innanzitutto era stato proprio uno di loro a “profetizzare” l’avvento della Madonna, con conseguente afflusso di fedeli; ma non solo, perché proprio uno dei primi messaggi che l’apparizione affidò al cuore dei bambini non fu altro che una propaganda politica e cioè il compito di convincere il Papa in persona a redimere i francescani, i quali, con la pubblicità ottenuta dalle continue apparizioni, conquistarono sempre più consensi e si allearono con gli indipendentisti e con gli Ustascia, gruppo nazionalista e neo-nazista, famoso per gli eccidi di migliaia di ebrei, serbi e zingari durante la seconda guerra mondiale e la guerra di Jugoslavia.

Tutto ciò non si scopre ora, ma è curioso venire a conoscenza di come la Chiesa Cattolica romana ha reagito davanti a questa strumentalizzazione politica, perché se Papa Giovanni Paolo II credeva molto in Medjugorje, lo stesso non si può affermare per Benedetto XVI. Un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede datato 1978, firmato da Paolo VI e chiamato “norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni” afferma che spetta al vescovo della diocesi di verificare personalmente il contenuto e la manifestazione di tali apparizioni e di dare quindi lui stesso un giudizio. Ebbene le dichiarazioni ufficiali dei due vescovi di Mostar-Duvno che si sono succeduti ci sono state, e ben più di una. Entrambi hanno dichiarato che a Medjugorje «la Madonna non è mai apparsa». Nel 1986 la Conferenza Episcopale della Jugoslavia vietò i pellegrinaggi a Medjugorje, divieto poi andato in fumo per l’impossibilità di fermare i milioni di fedeli che ogni giorno si recavano nella parrocchia jugoslava. Nel 1991, dopo anni di indagini, la Conferenza Episcopale jugoslava giunse a una conclusione, che sarebbe stata poi spedita in lettera a Giovanni Paolo II: tale epistola affermava che «sulle base delle ricerche fin qui compiute, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni e fenomeni soprannaturali». Intanto in Jugoslavia si accendeva la guerra etnica, e i francescani, appoggiati dai sostegni economici delle Caritas francescane in tutto il mondo e dai soldi dei fedeli che pellegrinavano nella parrocchia dei miracoli, sostenevano il croato Karadzic a far man bassa dei bosniaci e di tutti i musulmani. Il vescovo di Mostar-Duvno, Ratko Peric, da sempre in forte contrasto con i francescani, fu rapito e poi successivamente liberato.

Medjugorje

Il Vaticano così, nel 1996, sciolse il suo silenzio, che si pensa fosse frutto dell’opera di rafforzamento della fede cattolica che comunque Medjugorje stava donando a una nazione in bilico tra il mondo ortodosso e quello islamico. Tarcisio Bertone, attuale segretario di Stato vaticano, ma allora segretario della Congregazione per la dottrina della Fede, in una lettera rivolta a Woityla, concluse che «i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje, intesa come luogo di autentiche apparizioni della Vergine, non possono essere organizzati né a livello parrocchiale, né diocesano». I frati francescani che invece avevano aiutato e appoggiato sia materialmente che spiritualmente i 6 bambini veggenti, padre Tomislav Vaslic e padre Jozo Zovko sono stati invece entrambi sospesi dalle loro cariche: mentre il secondo è stato espulso dall’ordine nel 2004, il primo, accusato di «diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, misticismo sospetto, disobbedienza nei confronti di ordini legittimi emessi, e sospetto di eresia e di scisma» è stato sospeso nel 2008, ma l’annuncio è stato dato ufficialmente solo qualche giorno fa. Addirittura sembra che Vaslic si sia dimesso per evitare la scomunica. I sei bambini intanto diventati adulti, vivrebbero invece nel lusso grazie alla loro fama e all’opera di pellegrinaggio che loro stessi organizzano anche nelle loro case, che sarebbero ovviamente a pagamento, con visite guidate e colloqui personali.
E così non ci si stupisce se nel colloquio tra Ratzinger e il vescovo Peric, il Papa sarebbe scoppiato a ridere quando Peric gli avrebbe chiesto se era vero che voleva riconoscere Medjugorje come Santuario. Come non stupisce che Benedetto XVI avrebbe chiesto: «Come può un credente accettare come credibili le apparizioni che si presentano ogni giorno e per tanti anni?»

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Padre Livio, Socci e carismatici obbediranno a Ratzinger?

Ombre su Medjugorje: il Papa riduce allo stato laicale Padre Tomislav Vlasic, la guida spirituale dei ‘veggenti‘ accusata di eresia, manipolazione delle coscienze e violazione del sesto Comandamento

CITTA’ DEL VATICANO – Esce di scena, portandosi dietro la minaccia di scomunica da parte del Papa e le accuse infamanti di eresia, manipolazione delle coscienze, misticismo sospetto e, persino, di aver avuto rapporti sessuali con una suora, il francescano Tomislav Vlasic, che nel 1981 diede vita al fenomeno Medjugorje in qualita’ di ‘padre spirituale’ dei sei ragazzini che improvvisamente cominciarono a riferire di vedere ogni giorno la Madonna. Vlasic non ha aspettato di essere scomunicato ed ha giocato d’anticipo: ha dato formalmente le dimissioni nel marzo scorso, anche se la notizia e’ trapelata solo in questi giorni. Un brutto colpo per l’immagine di Medjugorje, paesino dimenticato sulle colline dell’Erzegovina, divenuto dagli inizi degli anni Ottanta uno dei luoghi mariani piu’ frequentati del mondo, una calamita per milioni di devoti che vi si recano nonostante la Chiesa non l’abbia mai riconosciuto come sede di eventi ‘’soprannaturali”. Anzi, il Vaticano ha guardato sempre con diffidenza a quelle apparizioni mariane cosi’ puntuali, ogni giorno alle 17.00, che continuano tuttora, almeno a sentire i racconti dei veggenti, diventati adulti e sparpagliati in tutto il mondo: piu’ di 40 mila visioni e non ‘’sembrano avere fine”, come osservo’, in una visita ad Limina in Vaticano nel 2006, l’attuale vescovo della diocesi, quella di Mostar, Monsignor Ratko Peric. Le accuse mosse da Benedetto XVI, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede, contro il ‘padre spirituale’ del grande fenomeno mistico, sono dunque gravissime: ”Diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza verso gli ordini legittimamente costituiti e atti contro il ’sextum’ (contro il Sesto Comandamento)”. A renderle ancora piu’ fosche vi e’ una frase dell’ex dicastero di Ratzinger che ha il sapore di una sentenza: i peccati di cui e’ imputato il frate sono stati commessi ”nel contesto del fenomeno di Medjugorje”. Con l’uscita di scena di Vlasic, Medjugorje chiude un altro capitolo nella sua storia, scandita dai successi e dal fascino esercitato sui credenti e dai sospetti suscitati nell’apparato della Chiesa. Gia’ agli inizi, l’allora vescovo diocesano, il defunto Monsignor Pavao Zanic, accuso’ Vlasic e gli altri francescani di essere impostori: la Madonna, nelle sue apparizioni ai bambini, non mancava mai di criticare i comportamenti delle autorita’ ecclesiastiche del posto e di esaltare invece le gesta dei frati che, dal loro convento, gestivano i pellegrinaggi. Nel 1984, mentre a Medjugorje fioriva il turismo religioso, Vlasic prese carta e penna per autocelebrarsi con Papa Giovanni Paolo II come colui che, ”attraverso la Divina Provvidenza, guida i veggenti”. La Chiesa invio’ in quegli anni tre commissioni in loco, che non riuscirono a trovare nessun supporto alle affermazioni sugli incontri giornalieri con la Madonna; nel 1991 i vescovi della Jugoslavia sancirono che non si poteva parlare di ”apparizioni soprannaturali o rivelazioni”. Tutt’oggi, i fenomeni di Medjugorje ‘’sotto giudizio”. Nel 1985, il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, proibi’ ogni pellegrinaggio ufficiale, diocesano o parrocchiale al sito religioso. Lascio’ tuttavia la liberta’ ai singoli cattolici di recarsi a Medjugorje anche in compagnia di preti. Divenuto Pontefice, Benedetto ha quindi proseguito le indagini fino al verdetto finale contro il grande regista dell’ultima epopea mistica balcanica. L’ennesima tappa di una vicenda con troppi punti oscuri, dalla presunta inconsistenza teologica dei messaggi che la vergine affiderebbe ai ‘veggenti’, al giro d’affari ’sospetto’ che riguarderebbe sin dai primi anni Ottanta la piccola località della Bosnia Erzegovina. Per gli scettici, Medjugorje e’ tutta una montatura, un’invenzione dei sei ‘veggenti’; per chi chi crede nelle apparizioni, non solo e’ tutto vero, ma prima o poi dovrebbero essere addirittura svelati alcuni segreti affidati dalla Vergine Maria al gruppo di ‘mistici’. Cosi’, tra ‘falchi’ e ‘colombe’, continua la battaglia sull’autenticita’ delle apparizioni, in attesa del giudizio finale del Vaticano. Intanto, come si potra’ notare dall’intervista realizzata un anno fa e riproposta nell’apposita Area di questo giornale, anche chi come Padre Renè Laurentin, uno dei più importanti mariologi del mondo, era propenso a credere alla veridicità del fenomeno Medjugorje, adesso muove qualche passo indietro. fonte: (Papanews.it del 3/08/09)

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La “Madonna” di Medjugorje “riappare” a Napoli. Con le consuete grandi stranezze…

Mirijana Dragicevic la veggente di Medjugorie (©NewFotoSud/Antonio Di Laurenzio)

di Redazione

Non è Vanna Marchi bionda. E’ Mirijana Dragicevic, la supposta “veggente” di Medjugorje che sarà a Napoli il prossimo due febbraio. Ha scelto ancora una volta questa città per incontrare la “Madonna” che, a suo dire, dal 2 agosto del 1987 le appare regolarmente il secondo giorno di ogni mese. Non salta un appuntamento quella che lei definisce la “Madonna”. Addirittura la segue ovunque, che sia Napoli o Medjugorjie, Milano o Dubrovnik, Spalato o Parigi, Mostar o Bologna.  Sempre il 2 di ogni mese alle 9: la “Madonna”, sandali e abito bianco, arriverebbe sempre a quell’ora seguita da lunghi applausi, orazioni, pianti, urla, carismatismo e sentimentalismo di massa, suggestioni collettive. L’organizzazione non ha ancora comunicato se stavolta ci sarà pure la tarantella.

Il 2 febbraio del 2010, al Palavesuvio di via Argine, ad assistere all’apparizione furono in quindicimila, inclusi Riccardo Scamarcio e Valeria Golino. Una quantità di gente sorprendente, in tantissimi arrivarono nella notte, da tutte le regioni di Italia, dormirono in pullman per non correre il rischio di non esserci. A prova di quanto il sensazionalismo sia oramai divenuto una necessità da non perdere per molti. Nietta Nocerino era ed è la tenace e instancabile animatrice dell’evento.

Nonostante l’impegno di tutti i volontari dell’associazione per la buona riuscita dell’evento religioso, l’organizzazione dell’apparizione resta sempre particolarmente complessa. Eh sì, perché mentre le apparizioni certe della Madonna sono sempre avvenute a discrezione della Beata Vergine, oggi l’evento va organizzato come uno show: «A cominciare dal luogo – dice Nietta Nocerino – ho dovuto scegliere di nuovo il Palavesuvio anche se è troppo piccolo” (…). E’ la Nocerino, insomma, a scegliere il luogo ove far apparire la Madonna. A Lourdes, Fatima, La Salette, la Madre di Dio sceglieva da sola, con buona pace di tutti e nessuno si prendeva la briga, che so, di spostare l’evento dalla grotta di Massabielle alla piazza del paese per opportunità di spazi. In questo caso, invece, c’è bisogno di una attenta regia.

Ed ecco il momento dell’ “apparizione”, preceduto da alcuni istanti di assoluto silenzio. Pochi minuti di colloquio tra le 8.30 e le 9, poi la “veggente” consegna il messaggio che, attraverso la voce di un megafono, viene trasmesso ai fedeli presenti. «Quest’anno c’è di più – aggiunge la Nocerino – la veggente vuole offrire alla nostra città una testimonianza speciale. Dopo la lettura del messaggio che la Madonna le consegnerà, Mirijana mi ha detto che ha intenzione di parlare ai fedeli di Napoli. No, non so che cosa vuole dire, ma lo sapremo presto».

L’arrivo della “veggente” è in programma la sera del primo febbraio, riservatissimo il luogo dove passerà la notte con il marito e una coppia di parenti, la partenza per Medjugorje è invece prevista il giorno successivo all’apparizione. Riceve apparizioni quotidiane per un solo anno, dal 24 giugno ’81 al 25 dicembre ’82 quando, affidandole il decimo “segreto”, la presunta “Vergine Maria” le disse che per tutta la vita si sarebbe dovuta accontentare di una sola apparizione all’anno: il 18 marzo. Ma le cose poi non andarono così. Dal 2 agosto del 1987, infatti, il secondo giorno di ogni mese Mirijana dice di vedere di nuovo la “Madonna”. E giungiamo, dunque, anche alla ” “Madonna” che si contraddice”…

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La Madonna di Medjugorje apparirebbe alla cosidetta “veggente” Marija, nella camera da letto di un coppia che ha fondato una setta protestante fondamentalista…

mercoledì 7 marzo 2012

Dal recente libro di Saverio Gaeta
(…) Padre Emiliano Tardif, noto soprattutto per il carisma della profezia di guarigione, ricevette dal francescano Tomislav Vlasic, coinvolto in seguito nelle vicende di Medjugorje, la richiesta di pregare per la sua parrocchia e per la Jugoslavia. Parlando come a nome del Signore, padre Tardif disse: «Non abbiate paura, vi manderò mia Madre».(44)
Nella medesima occasione suor Briege McKenna, una religiosa dotata di particolari doni mistici, ricevette una visione interiore che ha così descritto: «In una chiesa bianca sormontata da due campanili, padre Tomislav era seduto sulla sedia del celebrante principale e fiumi di acqua viva scorrevano dall’altare. Molti giovani avanzavano e, formando una coppa con le mani, bevevano avidamente quell’acqua. Dopo essersi dissetati in questo modo, ripartivano verso casa e tornavano con i loro amici che, a loro volta, si avvicinavano a questa sorgente d’acqua viva per bere».(45)
Alcuni anni dopo, giungendo davanti alla parrocchia di San Giacomo, riconobbe immediatamente la chiesa che aveva «visto» in precedenza…

(44) J G. Spaziante, Cielo aperto, Mimep-Docete 1985, p. 38.
(45) E. Maillard, Il bambino nascosto di Medjugorje, Shalom 2006, p. 168.

Vedi pagina della citazione
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Tomislav Vlašić dimesso dallo stato religioso e presbiterale…
 Le fantasie di Vlašić sul compleanno della Gospa…
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Ora che è accertato che le apparizioni sarebbero iniziate, confermando i nostri dubbi sul fenomeno, per opera dell’eretico e spretato Vlasic, naturalmente i veggenti per bocca di MARIA PAVLOVIC si sono affrettati a dire, mentendo, che Vlasic non ha niente a che fare con loro.(si veda anche la pagina: “la Madonna conduce la comunita’ attraverso padre Tomislav anzi no“) In questo articolo  proponiamo questa ulteriore documentazione che pone luce su un altro evento connesso con le apparizioni di Medjugorje, la Madonna apparirebbe, a comando, nella camera da letto di una copia protestante fondamentalista, si spera che la commissione che stà vagliando il fenomeno sia in possesso di tali informazioni…

 Marija e Ivan – Apparizione a Milano (Palasharp) 29/3/2009… 
 § 1. Il letto delle apparizioni… e la cronaca giudiziaria Marija inginocchiata ai piedi del letto dei coniugi Colafrancesco, durante l’ “apparizione” del 23 marzo 2011 (la foto che abbiamo messo più sotto, è tratta dal sito ufficiale della comunità Caritas di Birmingham, Alabama: link nel testo dell’articolo) La veggente di Medjugorje Marija Pavlović Lunetti si reca quasi ogni anno oltreoceano, in una comunità statunitense denominata Caritas e fondata da un ex giardiniere, Terry Colafrancesco (ovviamente senza alcun legame con l’omonimo organismo della CEI). Essa ha sede nella città di Birmingham, nello stato dell’Alabama (Contea di Shelby) ed è interamente consacrata proprio al culto di Medjugorje. Ogni volta che soggiorna lì, in genere per una settimana, Marija asserisce di vedere la Madonna in piedi sul letto dei coniugi Colafrancesco o, nelle “grandi occasioni”, vicino a un pino, in un immenso campo di 54 ettari, dove avvenne la prima apparizione presso questo gruppo religioso, il 24 novembre 1988. Come si vedrà, la comunità ha ottenuto molta visibilità e pubblicità negli USA ospitando numerosissime volte (162 dal 1988 al 2011), anno dopo anno, le quotidiane apparizioni della veggente di Medjugorje. Ciò rende particolarmente interessante e significativa la conoscenza delle dottrine osservate in quella comunità e delle vicende giudiziarie che l’hanno coinvolta.
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Il 20 marzo 2011 il quotidiano The Birmingham News ha pubblicato un articolo intitolato Spreading the word of Caritas: Headquarters grows as visionary returns to Alabama [“Diffondere la parola di Caritas: la veggente torna in Alabama e la sede centrale si ingrandisce”] (a firma di Greg Garrison). In esso si legge: Caritas ha recentemente speso più di otto milioni di dollari per ampliare la sua sede centrale. In occasione di questa visita del marzo 2011, nel sito ufficiale della comunità, si legge tra l’altro: Marija arriva – La Madonna di Medjugorje rimanda l’apparizione La veggente di Medjugorje, Marija Lunetti, è arrivata alla Caritas oggi, 18 marzo, in serata. Normalmente, quando Marija è in viaggio, la Madonna le appare alla stessa ora delle Sue apparizioni a Medjugorje, verso le 18:40. Tuttavia, oggi la comunità della Caritas ha ricevuto una bella grazia, poiché la Madonna, per apparire a Marija, ha aspettato che lei arrivasse, circa sette ore dopo l’ora consueta dell’apparizione. […] La Camera da letto e il Campo delle Apparizioni, all’interno della Caritas hanno ricevuto la grazia di 156 apparizioni della Vergine Maria negli ultimi 21 anni […] Le 156 apparizioni sul suolo consacrato della Caritas sono avvenute nel 1988, 1989, 1994, 1998, 1999, 2001, 2003, 2004, luglio/agosto 2005, novembre 2005, 2008, febbraio 2009 e luglio 2009. Come accennato, dopo il soggiorno del marzo 2011 le apparizioni avute da Marija presso la comunità ammontano a 162. In questo resoconto è visibile una foto di Marija durante l’apparizione del 23 marzo 2011, inginocchiata ai piedi del letto dei coniugi Colafrancesco. In questa pagina è invece possibile vedere un resoconto del soggiorno di Marija del luglio 2009, comprensivo di foto che ritraggono il letto delle apparizioni. Quando Marija è lì, affluiscono migliaia di pellegrini da tutti gli Stati Uniti, tuttavia “la diocesi di Birmingham vieta ai sacerdoti di dire messa presso la Caritas”, scrive il quotidiano The Birmingham News nell’articolo Visionary from Medjugorje returns to Shelby County (“La veggente di Medjugorje torna nella contea di Shelby”) il 2 luglio 2008.
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Il 26 marzo 2001 il Birmingham Post-Herald pubblica un articolo (“Faith or folly?”) a firma di Sara Foss, in cui si legge: Accuse di lavaggio del cervello e riciclaggio di denaro colpiscono un gruppo religioso della zona mentre alcuni sfortunati membri abbandonano la Caritas nata nel 1987 nella contea di Shelby per promuovere l’esperienza di Medjugorje, il villaggio dell’Europa orientale in cui sei ragazzi hanno affermato di vedere la Vergine Maria. Oggi la Caritas è cresciuta fino a diventare un’impresa multimilionaria, con famiglie che vivono lì tutto l’anno, un’agenzia viaggi che offre pellegrinaggi a Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina, un ramo editoriale e anche una fattoria. […] Gli ex membri non sono i soli ad eprimere preoccupazione in relazione alla Caritas. Anche i francescani che vivono a Medjugorje e assistono i pellegrini si sono dimostrati preoccupati riguardo alla Caritas. In un comunicato diffuso ad agosto, padre Svetozar Kraljevic ha scritto: Qui da Medjugorje, a nome dei sacerdoti che lavorano nella parrocchia con pellegrini provenienti da tutto il mondo, esprimo la mia profonda preoccupazione per l’organizzazione chiamata Caritas di Birmingham, Alabama. […] Temiamo che ci siano segni di mancanza di rispetto per le relazioni familiari e reciproche, mancanza di rispetto per le autorità ecclesiastiche, per le famiglie di provenienza dei membri, per i beni di proprietà dei membri che sono ora lì e per quelli di coloro che erano lì ed hanno abbandonato la comunità.
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L’Associated Press il 28 marzo 2001 divulgava una notizia d’agenzia in cui, tra l’altro, era scritto: Ex ospiti [della comunità], incluso quello che una volta era il luogotenente di Colafrancesco, Pat Flynn, lo accusano di trarre profitto dalle donazioni e di sottoporre a un lavoro massacrante gli adulti e i bambini che vivono lì. Eravamo continuamente sovraccaricati di lavoro, ha detto Flynn, che lo scorso anno se n’è andato con la sua famiglia e ora vive nel Michigan. Con la mancanza di sonno si poteva rischiare di diventar matti.
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Il 13 dicembre 2001, anche il quotidiano Montgomery Advertiser, in un articolo (“Religious group faces lawsuit labeling it a cult”) a firma di Jay Reeves, riferisce della causa intentata nei confronti di Colafrancesco dagli ex ospiti della sua comunità: L’accusa afferma che la Caritas ha proprietà per 5 milioni e 900 mila dollari, guadagnati attraverso donazioni legittime, pressioni psicologiche e affari disonesti. È solo malanimo, ha detto Colafancesco martedì, rifiutando di rispondere alle accuse specifiche.[…] L’udienza si è tenuta venerdì, pochi giorni prima dell’arrivo alla Caritas di Marija Pavlović Lunetti, che afferma di vedere la Madre di Cristo da circa due decenni.[…] Migliaia di persone si riunirono in un terreno da pascolo quando la Lunetti venne per la prima volta in Alabama per donare un rene al fratello malato, con un trapianto effettuato a Birmingham. Era solo una piccola organizzazione, ma la Caritas da allora è diventata una delle più grandi organizzazioni dedite alla diffusione dei messaggi di Medjugorje. […] L’accusa afferma che Colafrancesco ha persuaso la Lunetti a venire in Alabama la prima volta, e continua a portarla, “per attrarre persone che vogliano vivere presso la Caritas e lavorare per lui a tempo pieno, per guadagnare denaro”. L’organizzazione risulta avere proprietà per 3 milioni e 800 mila dollari ed entrate per un milione e 800 mila dollari (dati relativi al 1999), in base alla dichiarazione resa all’Internal Revenue Service [Agenzia delle Entrate statunitense, n.d.a.]. Colafrancesco ha detto che il processo è stato fatto coincidere apposta con la visita della Lunetti: Stanno tentando un boicottaggio.
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 Il 28 dicembre 2004 il Birmingham News riferisce in un articolo di Nancy Wilstach (“Mediation ordered in Caritas lawsuit”): Ex membri e genitori di membri accusano la comunità Caritas di Birmingham, della Contea di Shelby, Alabama, guidata da Terry Colafrancesco, di frode, falso, influenza indebita, inflizione intenzionale di stress emotivo, sequestro di persona. Affermano che Colafrancesco attira nella Caritas devoti cattolici e poi li priva di tutto il loro denaro. […] Colafrancesco ha creato la Caritas dopo la visione avuta da una donna della Bosnia Erzegovina che riferì di essere visitata dalla Vergine Maria nel terreno da pascolo di Colafrancesco. La donna continua ad avere visioni durante i suoi periodici ritorni negli Stati Uniti. I membri della comunità consegnano i propri beni quando entrano nella Caritas. La comunità riceve anche donazioni da devoti di tutto il mondo. La Caritas, non riconosciuta dalla Chiesa cattolica, gestisce una scuola, una segheria, un negozio di articoli da regalo e una fattoria.
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L’8 marzo 2005 il Birmingham Post-Herald pubblica un articolo (“Mediation may end dispute at Caritas”) di Daniel Jackson, in cui vengono forniti aggiornamenti sull’andamento del processo: Le parti in causa inizieranno una mediazione il 30 marzo. […] Le procedure di mediazione sono chiuse al pubblico. […] Circa 30 persone, tra cui Flynn, che hanno risieduto lì per lungo tempo, hanno abbandonato la Caritas nel 1999 e nel 2000, lamentando lavoro estenuante, istruzione inadeguata per i bambini, riciclaggio di denaro, uso improprio delle donazioni e lavaggio del cervello da parte di Colafrancesco. Suzette Malveaux, professoressa della facoltà di giurisprudenza dell’Università dell’Alabama, ha detto che in molti casi si giunge a un accordo riservato, senza che il pubblico conosca le accuse. […] Se Colafrancesco trova un accordo per la mediazione con la controparte, il pubblico non potrà mai sapere i dettagli delle accuse che gli vengono mosse.
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 Il 7 aprile 2005 una notizia d’agenzia Associated Press recita così: Un accordo riservato è stato raggiunto nel processo intentato contro il gruppo religioso della Caritas da ex membri che affermavano di aver subito un lavaggio del cervello e di essere stati privati dei propri beni. L’accordo, con la mediazione dell’avvocato di Birmingham Artur Hanes Jr., ha regolato anche altri processi simili, riguardanti la Caritas, intentati nelle corti federali e di stato in California e Florida. Terry Colafrancesco della Contea di Shelby, vicino a Birmingham, fondò la Caritas dopo la visita, nel 1988, di una donna dell’Est Europa che riferì di vedere la Madonna nel pascolo per le mucche di Colafrancesco. […] Marija Pavlović Lunetti è ritornata periodicamente negli ultimi 17 anni e ha riferito di avere avuto altre visioni. […] La sua ultima visita, in maggio, ha richiamato migliaia di persone da tutto il paese e donazioni sono affluite alla Caritas da tutto il mondo. È previsto che la Lunetti torni in agosto. […] L’avvocato della Caritas, Daniel Burnick, ha detto […] giovedì che “la disputa è stata risolta con soddisfazione di entrambe le parti. I termini e le condizioni dell’accordo devono essere mantenuti riservati, come concordato tra le parti”.
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