L’invasione degli insetti transgenici

Posted By On 31 ott 2013

Gli insL’invasione degli insetti transgenicietti transgenici sono già nell’ambiente, ma la gente non lo sa. In Brasile sono stati rilasciati milioni di zanzare transgeniche per contrastare la zanzara aedes aegypti la cui puntura provoca la febbre dengue, così come alle Cayman e in Malesia. In Spagna è stata avanzata la richiesta di liberare nell’ambiente la mosca transgenica dell’olivo. Un disastro annunciato.

Gli insetti transgenici sono già nell’ambiente, ma la gente non lo sa. In Brasile sono stati rilasciati milioni di zanzare transgeniche per contrastare la zanzara aedes aegypti la cui puntura provoca la febbre dengue, così come alle Cayman e in Malesia. In Spagna è stata avanzata la richiesta di liberare nell’ambiente la mosca transgenica dell’olivo. Un disastro annunciato.

L’errore più grosso che si può fare è pensare che se gli insetti transgenici vengono rilasciati nell’ambiente lontano da casa nostra, allora siamo salvi. Gli insetti si spostano, si diffondono, arrivano dovunque, contaminano anche i loro predatori, cioè gli animali che li mangiano, e contaminano i frutti, depositandovisi sopra, che noi mangeremo.

Nel giugno scorso in Brasile, nello Stato di Bahia, sono state rilasciate nell’ambiente zanzare transgeniche in milioni di esemplari per contrastare l’insetto la cui puntura provoca la febbre dengue. L’azienda Oxitec ha prodotto la zanzara geneticamente modificata che rientra nel progetto portato avanti dall’organizzazione Moscamed Brasil. Sempre la Oxitec ha avanzato la richiesta alle autorità europee per poter rilasciare nell’ambiente, in Spagna, la mosca dell’olivo geneticamente modificata, notizia che ha scatenato la protesta di diverse associazioni ambientaliste e della Firab, la Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica. “Si tratta di un serio rischio per l’ambiente e di una tecnologia non testata e validata, rischio aggravato dal fatto che i ceppi di insetti ingegnerizzati sono esotici e non attinenti agli ambienti in cui verranno lanciati” ha detto la Firab. “Il ceppo di mosca dell’olivo utilizzato da Oxitec non è nativo della Spagna, ma ingegnerizzato a partire da un ceppo greco incrociato con ceppi israeliani – dice Firab – c’è quindi il timore di introdurre individui portanti diversi livelli di resistenza ai pesticidi. Il rilascio in ambiente di ceppi di parassiti entomologici non-nativi è di norma vietato nel quadro delle disposizioni europee in quanto alcune caratteristiche indesiderate potenzialmente presenti nel ceppo di nuova introduzione, come la resistenza ai pesticidi, possono diffondersi nella popolazione selvatica. Altre preoccupazioni sono relative al gran numero di larve ogm morte e vive rinvenibili nel frutto avviato al consumo e all’impatto di insetti geneticamente modificati sugli ecosistemi”.

Oxitec, dopo avere ricevuto un no dall’Inghilterra,sta tentando di introdurre insetti ogm anche negli Stati Uniti. Ad esempio vorrebbe introdurre la zanzara geneticamente modificata contro la dengue in Florida, ma appena la notizia si è sparsa la popolazione si è mobilitata con raccolte di firme e proteste per evitare che il progetto andasse avanti. Le autorità locali non hanno detto no a priori, ma hanno sospeso un’eventuale autorizzazione in attesa di studi e prove dell’innocuità di tali insetti. L’azienda Oxitec ha ammesso che mentre si rilasciano nell’ambiente gli esemplari ogm maschi (che non trasmettono la malattia con la puntura), vengono rilasciati anche esemplari femmine perché non è possibile impedirlo, ma si sono anche affrettati ad assicurare che la puntura delle femmine ogm è tal quale quella delle femmine non ogm dell’insetto, non provoca nulla di diverso. A dirlo però sono esclusivamente loro studi, nient’altro. Quindi ci si deve fidare della loro parola. Infatti non ci sono studi sulla popolazione per poter sapere se questa affermazione ha un fondamento. Così come non ci sono studi sulla contaminazione che gli insetti ogm possono produrre nell’ambiente, ibridandosi con insetti “convenzionali” o venendo mangiati da predatori o contaminando frutti. Peraltro insetti ogm sono già stati rilasciati anche alle Isole Cayman, in Malesia e presto accadrà a Panama e in India.

Poi si comincia già a invocare l’introduzione di insetti geneticamente modificati per combattere la malaria e per combattere i parassiti delle coltivazioni agricole. L’allarme ormai è planetario. Helen Wallace, direttrice dell’inglese GeneWatch, ha affermato: “La gente rimarrà sconvolta nel sapere che gli insetti geneticamente modificati possono essere immessi nell’ambiente senza nessun adeguato controllo”. Ci sono tanti, troppi conflitti di interessi in capo a chi prende le decisioni e agli organi regolatori. A spiegarlo molto bene è il rapporto pubblicato dall’organizzazione no-profit TestBiotech (che potete leggere in versione integrale nell’allegato in Pdf più sotto). Il rapporto spiega come la Oxitec si sia infiltrata nei processi di decision-making nel mondo. La società ha stretto rapporti con la multinazionale dei pesticidi e degli ogm Sygenta e ha già provveduto, appunto, al rilascio nell’ambiente di milioni di esemplari di insetti ogm. L’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, è indicata come uno dei numerosi esempi di come l’industria organizza e applica la sua influenza. Nel gruppo EFSA che valuta gli insetti geneticamente modificati ci sono molti casi di conflitti di interesse, inclusi esperti legati alla Oxitec che solo parzialmente hanno dichiarato i loro rapporti. Il documento EFSA che valuta i rischi di questi insetti per l’ambiente ha carenze evidenti: per esempio non considera l’impatto degli insetti GM sulla catena alimentare. La Oxitec, come spiega Barbara Peterson di Farm Wars, li ha programmati affinchè muoiano, in gran parte, allo stadio larvale, quindi le larve entreranno nella catena alimentare dopo essersi depositate sui frutti, basti pensare alle olive, ai cavoli, ai pomodori, e potranno essere trasportate, ancora vive, su questi frutti per diffondersi poi in altre aziende agricole e coltivazioni. Non c’è traccia di queste valutazioni nel rapporto dell’Efsa. Ci sono poi problemi dati dal fatto che tali insetti sono stati rilasciati nell’ambiente senza alcuna informazione fornita alle popolazioni. Peraltro la Oxitec ha saputo influenzare le autorizzazioni e le norme nel mondo. Innanzi tutto ha definito il rilascio di insetti GM nell’ambiente come un “contenimento biologico” in modo da bypassare le richieste di valutazione del rischio; poi ha evitato completamente di spiegare come questi insetti possano contenuti e limitati in una determinata area o su un determinato prodotto, perché è chiaro che ciò non è possibile; laddove ha fornito una valutazione del rischio, ha evitato di includere gli impatti sulla sopravvivenza degli insetti nell’ambiente e sulla salute e gli impatti della modifica delle popolazioni di insetti sull’immunità umana e sulle malattie; sta poi tentanto di evitare ogni responsabilità per danni se le cose dovessero mettersi male e sta anche tentando di operare un rilascio nell’ambiente su larga scala prima che ci sia una regolamentazione generale del settore in modo che comunque anche se arrivasse, arriverebbe a giochi fatti.

Negli allegati Pdf potete trovare il testo integrale dei rapporti di TestBiotech e di GeneWatch.

Per ulteriori informazioni potete anche scrivere una e-mail a:

Helen Wallace, GeneWatch, helen.wallace@genewatch.org

Christoph Then, Testbiotech, info@testbiotech.org

François Meienberg, Berne Declaration, food@evb.ch

Nina Holland, Corporate Europe Observatory (CEO), nina@corporateeurope.org

Tina Goethe, SwissAid, t.goethe@swissaid.ch

di Alexis Myriel
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Il miracolo scippato: le occasioni mancate della scienza italiana dagli anni 60 ad oggi

27 ottobre 2013

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22 ottobre 2013

Gran Bretagna: pronti per i bambini OGM. Solo 34 parlamentari UE contrari (2 italiani)

Fonte: http://lanuovabq.it/it/articoli-tre-genitori-biologici-bambini-ogm-nel-regno-unito-7562.htm Tratto da: http://www.losai.eu/gran-bretagna-pronti-per-i-bambini-ogm-solo-34-parlamentari-ue-contrari-2-italiani/

Tre genitori biologici: bambini Ogm nel Regno Unito

di Gianfranco Amato

La Gran Bretagna si ostina a voler detenere il guinness dei primati nelle mefistofeliche sperimentazioni genetiche, praticate nel sempre più inquietante laboratorio faustiano dell’Università di Newcastle. Dopo i noti tentativi di realizzazione di ibridi e chimere, ora è il turno della creazione di una nuova razza umana, attraverso procedimenti che avrebbero mandato in visibilio l’alchimista rinascimentale svizzero Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim, detto Paracelso, il primo a tentare la creazione in laboratorio dell’homunculus.

Il governo di Sua Maestà britannica, infatti, ha deciso di concedere il via libera alla fecondazione in vitro mediante l’utilizzazione del Dna di tre persone diverse. Secondo questa tecnica l’embrione viene prodotto con materiale genetico dei due genitori, fatta eccezione per una parte, corrispondente al Dna mitocondriale, che invece deriva da una donatrice. Si dovrebbero evitare così circa centocinquanta malattie derivanti dal mitocondrio materno, ovvero la centrale energetica della cellula. Per il miglioramento della specie umana, e l’eliminazione di possibili patologie genetiche, ecco arrivare i figli di tre genitori biologici. La nuova super razza destinata a sconfiggere le malattie e a soppiantare gli umani di serie B finora conosciuti dalla nostra civiltà. È qualcosa che fa venire i brividi, e più che ricordare le farneticazioni eugenetiche naziste del Neue Mensch, sembra richiamare alla mente le profezie distopiche di Aldous Huxley.

Fortunatamente c’è ancora qualcuno, però, che riesce ad indignarsi pubblicamente. Lodevole, ad esempio, è l’iniziativa di trentaquattro membri dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa – tra cui due soli italiani: l’on. Elena Centemero del Pdl e l’on. Jonny Crosio della Lega Nord – che hanno deciso di sottoscrivere una formale dichiarazione (written declaration no. 557 – doc.13325 del 3 ottobre 2013)* contro l’iniziativa governativa britannica. I coraggiosi trentaquattro, infatti, hanno riconosciuto la discutibile tecnica procreativa come una evidente «pratica di carattere eugenetico», e in quanto tale vietata dalla normativa internazionale. Nella dichiarazione si cita, infatti, l’art. 24 della Dichiarazione Universale sul Genoma e sui Diritti Umani dell’Unesco che ritiene «contrari alla dignità umana gli interventi sulle cellule germinali»; l’art. 13 della Convenzione sui Diritti Umani e la Biomedicina, il quale sancisce che «un intervento finalizzato a modificare il genoma umano non può essere intrapreso che per delle ragioni preventive, diagnostiche o terapeutiche e solamente se non ha come scopo di introdurre una modifica nel genoma dei discendenti»; l’art.3, secondo comma, lett.b), della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, il quale stabilisce che nell’ambito della medicina e della biologia deve essere sempre rispettato «il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle persone»; l’art.13, paragrafo 91, del rapporto esplicativo della Convenzione dei Diritti dell’Uomo e della Biomedicina, il quale proclama che «qualunque intervento finalizzato alla modifica del genoma dei discendenti è vietato», con la conseguenza che «per quanto riguarda, in particolare, le modifiche di spermatozoi od ovociti nell’ambito di un processo di fecondazione, queste non possono essere autorizzate». C’è, quindi, qualcuno ancora disposto a protestare contro quest’assurda idea di creare bambini geneticamente modificati.

A questo proposito vengono in mente la accese polemiche scaturite tempo fa dalla decisione della Commissione europea di autorizzare la coltivazione della patata Ogm Amflora, prodotta dalla multinazionale Bayer, decisione con cui si è posto fine all’embargo sulle nuove colture di organismi geneticamente modificati, che resisteva nell’Ue dall’ottobre del 1998. Un carosello vivace di proteste si è levato contro il provvedimento comunitario anche da parte di ambientalisti, verdi, greenpeacer, ecologisti, naturalisti, forti di un sondaggio che mostrava come il 74% degli europei fosse contrario agli Ogm. Allora volarono parole grosse. Si parlò di «aberrazione contro natura», di «arrogante atto di violenza per forzare la natura ai progetti dell’uomo», di «stupro dell’ordine naturale del creato». Chissà cosa pensano questi strenui difensori dell’ordine naturale del creato – sempre pronti ad indignarsi quando si tratta di piante o animali – di quello che gli scienziati di Newcastle e il governo britannico intendono fare della natura umana.

Fonte

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Al Muse di Trento: l’apoteosi della scienza (coi suoi errori)

Il fascino del museo di Renzo Piano invade notte a TrentoIn gita a Trento abbiamo fatto visita al nuovissimo museo dello delle scienze, il Muse. Molto ben fatto, molto interattivo, con moltissimi animali imbalsamati (che si possono anche toccare), esperimenti per bambini e non solo, video e giochi interattivi. Insomma, con il piccolo di 9 anni, dopo quasi sette ore abbiamo dovuto insistere per portarlo via.

Al complottista che sono, ovviamente, un paio di note stonate non sono andate giù. Innanzitutto la vulgata ufficiale dell’uomo discendente dalla scimmia, e tutto all’indietro fino agli organismi monocellulari, e gli amminoacidi creati “per caso” nel fatidico “brodo primordiale” (non vi avevo mai detto che non ci credo?).

Altra bufala stonata quella del global warming, in perfetta sintonia con la versione massmediatica, ma ormai sempre più contraddetta dalla maggior paerte degli scienziati (alla faccia del premio Nobel ad Al Gore). Pazienza.

Una piccola sezione con alcune “innovazioni” di alcune piccole aziende (perlopiù della zona) mi ha interessato. In particolare una, che ha studiato un sistema basato su tecnologie wireless NFC (Near Field Communication) e Wifi, per la trasmissione dei dati…. per contare le api che escono dall’arnia e quelle che rientrano alla sera: così in caso siano troppe le api che alla sera non fanno ritorno, si può generare un allarme all’allevatore, che verrà avvisato via SMS, mail, Voice mail… peccato che nessuno lo abbia avvisato che il mancato ritorno delle api sia dovuto agli OGM come il BT che, inseriti nelle piante affinchè producano insetticidi, impediscono alle api di ritrovare la strada del ritorno a casa (come dice Jeffrey Smith, autore de “L’inganno a Tavola”, pare siano legati all’uso dei nicotinoidi). E questo è il motivo per cui le api, in tutto il mondo, stanno morendo.

Chissà come facevano nell’antichità, a contare le api che non facevano ritorno a casa, la sera. Ma forse, senza tanto wifi e NFC, non ce n’era bisogno. Non c’erano gli OGM, e le api trovavano la strada per casa.

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Evoluzionismo o creazionismo? Poligenismo o monogenismo?

image001[1]Segnalato e scritto da Carlo di Pietro

Non sempre è facile accettare ciecamente alcune verità, specialmente se non le si riesce talvolta tecnicamente a comprendere; eppure la vita di ogni persona, per quanto si voglia essere proni all’immanenza, molte volte è arricchita da esperienze che oltrepassano la “norma mediamente comprensibile”: circostanze “casuali”, situazioni prossime al “sovrannaturale”, semplici “illusioni”, “premonizioni”, “sesto senso”, “cause da effetti” pre elaborate, ecc …

Interrogativo tipico del giovane in piena formazione culturale è “sulle origini della vita”, perché dinanzi alla bellezza del creato, alla complessa “perfezione” del corpo umano, alla vastità di sensazioni e sentimenti, ma anche a fronte della distruzione della natura, così “completa”, per mano dell’uomo ed alle cattiverie e degenerazioni, almeno una volta nella vita, nell’intimo di ognuno di noi, sorge la domanda “da dove veniamo?” , “come è possibile?” oppure “donde veniamo, chi siamo, dove andiamo?” (cit. Balzac).

Beh, a scuola ci viene venduta a caro prezzo – costi dell’istruzione primaria e testi in dotazione – una semplicistica risposta: “è certo che mondo ed uomo provengono dal caso”, ed in parte vengono utilizzate a conferma alcune teorie pseudo-scientifiche ormai superate da altre discipline, tuttavia quasi nessun docente ha probabilmente il “coraggio” di informare, manca sotto certi aspetti l’imparzialità o forse la conoscenza.

Proposizione in foro esterno verosimilmente di un importante astio nei confronti della Chiesa e quindi della religione cattolica e dei suoi dogmi, esternazione di astio così radicato nell’intimo di alcune persone (foro interno); o forse ignoranza involontaria, od anche incapacità di aggiornasi per via delle frenetiche circostanze della vita quotidiana? Non ho risposte, ma credo che l’esclusione aprioristica di una qualsiasi idea o ricerca non può portare buoni frutti, ma è causa diretta sempre più spesso di ignoranza, quindi di intolleranza ed anche di violenza in alcuni contesti. Dove la ragione riesce a spiegare un’idea, lì si manifesta una verità, quindi perché nasconderla, sapendo soprattutto che “fede e ragione non si escludono, ma al contrario si completano e si sostengono a vicenda” (cit. Fides et Ratio).

Mi domando come mai numerosi testi, come ad esempio “Genetic Entropy & the Mystery of the Genome*” di John C. Sanford, non solo siano snobbati dal mondo della scienza “per ragazzi”, ma addirittura si assiste ad una sorta in “inquisizione” permanente nei confronti degli stessi autori. Ci troviamo dinanzi ad un indifferentismo involontario o piuttosto in presenza di censura?

John C. Sanford, per esempio, nell’ottobre del 2005 dovette stampare in proprio il suo scritto “Genetic Entropy & the Mystery of the Genome” usando la sua Fondazione (Delle pecorelle smarrite). Ultimamente se ne apre la discussione più spesso e comincia ad esserci qualche ristampa ad opera di piccoli editori, anche vicini alla scienza, sicuramente molto “coraggiosi”. Il problema è che John C. Sanford non è uno qualsiasi ma è uno dei più importanti genetisti viventi, quindi, perché tutte queste difficoltà nella stampa e nella diffusione del testo o di analoghi scritti?

John Sanford, il cui curriculum è di altissimo gradimento agli evoluzionisti stessi, da 25 anni alla Cornell University, “è uno dei maggiori esperti mondiali di ingegneria genetica, con molti brevetti tra i quali tre dei più importanti metodi di manipolazione genetica:1) la resistenza patogeno – derivata; 2) l’immunizzazione genetica; 3) il processo biolistico (“gene gun”) col quale sono prodotti la maggior parte degli organismi transgenici. Per gran parte della sua vita Sanford ha cercato di ignorare i suoi dubbi circa l’adeguatezza dell’evoluzione per spiegare la genetica, ma alla fine non ha più potuto vivere l’inganno dell’evoluzione e ha riconosciuto la mano di un Progettista Intelligente nel DNA che ha ricercato per tutta una vita” [1].

Sanford era un evoluzionista convinto e molti dei suoi brevetti sono tuttora utilizzati dalla quasi totalità dei ricercatori che, come noto, sono quasi tutti micro-evoluzionisti – escluso ormai in ambito scientifico ilmacro-evoluzionismo considerato fallace sotto molti aspetti e specie dopo la scoperta della cosiddetta “esplosione del Cambriano” e dopo le ultime rivelazioni della paleontologia – in pratica credono che l’uomo derivi da una probabile evoluzione di un “tipo di scimmia”, alcuni sostengono anche che prima ancora ci fosse un brodo primordiale e da lì scaturì un anfibio, “padre” del regno animale – teoria in via di abbandono perché non è scientificamente dimostrabile il totale (macro) “progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti morfologici, strutturali e funzionali negli organismi viventi”.

Insomma, è preferibile sapere di essere discendete di un uomo ed una donna o di un “ramarro”?

Sanford deduce che: “l’assioma primario dell’evoluzione è sbagliato”; i meccanismi genetici non spiegano l’origine dell’informazione nel genoma; nemmeno come si possa conservare. “La vita non è attualmente in fase né di progresso né di conservazione, ma di degenerazione, al punto che l’estinzione del genoma umano appare tanto certa e deterministica quanto l’estinzione delle stelle, come riconosciuto da altri genetisti delle popolazioni” [2]. In sostanza, se il genoma degli animali complessi sta degenerando, allora nel passato aveva meno errori e quindi all’inizio doveva essere perfetto, e questa dinamica “involutiva” è confermata dalla scienza; estrapolazione legittima e prossima al creazionismo; da qui ne deriva il concetto molto noto anche agli stessi “darwinisti” dell’entropia genetica. Forse si troverà una risposta fra 100 o 200 anni, potrebbe anche esserci “un oggettivo limite temporale nelle ricerche”, ma oggi la situazione è questa.

Nel suo testo, Sanford afferma che “le mutazioni sono classificate come dannose, benefiche o neutrali. Quelle benefiche sono rarissime (come nell’esempio degli insetti senza ali: conferiscono un vantaggio solo in specifiche condizioni ambientali). A dimostrarlo sono i dati dell’osservazione. Quelle dannose tendono ad essere eliminate dalla selezione naturale. Invece quelle neutrali sono le più numerose e più facilmente si fissano nel genoma. Il risultato netto dell’accumulo delle mutazioni neutrali è la lenta e progressiva degenerazione del genoma. Una perdita d’informazione genetica che assomiglia all’aumento dell’entropia”, chiamata dai genetisti “entropia genetica” [3].

Ai livelli di Sanford non può certo essere ritenuto lo scienziato romano Giuseppe Sermonti, che comunque è scrittore, saggista, già professore Ordinario di Genetica all’Università di Perugia, Camerino e Palermo, direttore della rivista “Biology Forum”, vicepresidente del XIV Congresso Internazionale di Genetica (Mosca), cofondatore del gruppo degli Strutturalisti Dinamici di Osaka, insignito di premio per la Ricerca Scientifica dalla Vice-Presidenza del Consiglio per la Cultura nel 2004.

Sermonti – richiamando la genetica di Sanford – nei suoi studi riassunti anche nei testi “Dimenticare Darwin” e “Dopo Darwin” sostiene, facendo leva sul secondo principio della Termodinamicariconosciuto anche dai “darwinisti” e da tutti gli scienziati del mondo, che l’entropia, o principio di Carnot, anche noto come principio di evoluzione “[…] ha vari enunciati. Secondo Tait, Perrin e Langevin il principio dichiara che un sistema isolato non passa due volte dallo stesso stato (irreversibilità)”, quindi un “ordine perduto non si ricostituisce più spontaneamente”. Altrimenti asserisce che “è impossibile trasportare calore da un corpo freddo su uno caldo”. Ciò corrisponde all’affermazione che i corpi tendono ad una temperatura uniforme, cioè alla cosiddetta morte termica. Più in generale l’entropia esprime la tendenza dei sistemi alla uniformità, al disordine, alla perdita di forma e complessità, alla morte. Per metafora, un castello di sabbia tende ad essere raso al suolo e mai si ricomporrà spontaneamente. […] L’entropia è principio di scomposizione, di degradazione, di decadenza di ogni sistema isolato” [4].

La mutazione – che per definizione è un errore di copiatura del testo genetico, un accidente puramente casuale – è un fenomeno degradativo, tendente al disordine, al caos. In virtù di essa una popolazione non può mai tornare a una condizione precedente: si tratta dunque di un processo “irreversibile”. La selezione è un processo riduttivo, censorio, che tende ad eliminare le novità, la biodiversità, a livellare la popolazione. Liberata da tutti i suoi elementi estranei, romantici e teleonomici, l’evoluzione torna ad assumere l’asciutto volto dell’entropia. Diviene un processo dissolutore, una condanna alla perdita delle forme, una “fine delle specie”, quasi in contrapposizione al titolo darwiniano “L’origine delle Specie”. Entropia e evoluzione vengono ad identificarsi non solo lessicalmente, ma anche concettualmente, come comune analisi pessimistica dell’esistenza, fisica o vivente” [4].

Quindi il “ramarro” o la scimmia non può diventare uomo, viceversa potrebbe verificarsi scientificamente il contrario, se Dio lo permettesse. Si legge nel testo “Dimenticare Darwin” tutta la teoria scientifica che dimostra il perché “la mosca non è un cavallo”.

Allo stato di fatto ci troviamo attualmente in una situazione di reductio ad absurdum, perché i genetisti di tutto il mondo utilizzano i brevetti di Sanford che non sono 3 ma decine, gli stessi “darwinisti” non sono in grado di smentire la teoria dell’entropia genetica (forse non ne hanno ancora avuto il tempo materiale o gli strumenti in grado di farlo) e, fino a prova contraria, il “DNA non manipolato degenera, invecchia, peggiora e non migliora”. Ecco la dimostrazione indiretta per cui si nota che gli evoluzionisti e le tesi da loro sostenute sono sicuramente da prendere in secondo piano e non da “esaltare” a verità certe; vale a dire che l’evoluzionismo è in contraddizione con l’entropia creazionista, e sono gli stessi “darwinisti” e genetisti ad utilizzare brevetti del Sanford basati anche sulla legge di entropia, quindi indirettamente ammettono il loro possibile “torto”. A me questo stato di cose sembra davvero una reductio ad absurdum. Se noi facciamo un ragionamento per assurdo, come insegnava Euclide, proponiamo una “argomentazione logica in cui si assume temporaneamente un’ipotesi, si giunge ad una conclusione assurda, e quindi si dimostra che l’assunto originale deve essere errato”.

Che cosa dice l’evoluzionismo?

Per evoluzionismo possiamo affermare che si intende quell’ipotesi da biasimare (se intesa filosoficamente o nella metafisica), perché contraria al dogma del monogenismo; ipotesi dalla quale il cattolico deve rifuggire altrimenti aderirebbe ad errore o eresia; ipotesi non confermata dalla scienza, che sostiene che l’origine dei viventi sia da attribuire ad una sorta di “processo casuale di derivazione genetica da uno o più tipi primitivi, secondo i criteri concepiti dai vari naturalisi eretici che la puntellano”. Diciamo che l’evoluzionismo, per voler essere buoni, “se contenuto nei limiti di una pura ricerca scientifica, astrae dal problema della Causa Prima del fatto, e si fonda su dati positivi messi a disposizione casomai dalla paleontologia (ad oggi anche la grande paleontologia smentisce l’evoluzionismo poiché il numero di fossili intermedi non giustifica affatto tale teoria, ma anzi si sostiene che si tratta di sporadici casi di esseri anormali) o dall’anatomia comparata”. “L’ipotesi, discussa in campo filosofico, affronta invece il problema metafisico e lo risolve in senso materialistico (ateo) o spiritualistico, che invece implica per il credente un Dio Creatore e Legislatore della natura” (Dizionario del Cristianesimo, Enrico Zoffoli, Sinopsis, 1992). “Se fedele ai principi dell’essere, l’uomo deve respingere l’evoluzionismo filosofico, inteso in senso materialistico, apertamente assurdo e contrario all’inerranza biblica” (altro dogma fondamentale). (Ivi.)

Che cosa dice il creazionismo?

Per creazionismo intendiamo “quella dottrina filosofico teologica, confermata dalla Rivelazione e dal Magistero, secondo la quale l’anima umana, essendo per sé sussistente, è creata volta per volta da Dio non appena, nella formazione dello zigote, l’organismo è disposto a riceverla. – Ciò contro la teoria platonico-origenista della preesistenza […], e contro il traducianismo materiale, che fa nascere l’anima dal seme dei genitori, e spirituale che la fa derivare dall’anima dei medesimi”. (Ivi.)

Noi sappiamo che:

– l’anima umana è creata immediatamente da Dio [5];

– l’anima non è generata [6];

– non deriva per evoluzione da un’anima inferiore [7];

– non preesiste al corpo [8];

– non è un’emanazione della sostanza di Dio [9].

Il creazionismo si basa anche “sulla concezione filosofica o religiosa che attribuisce l’origine del mondo a un libero atto creativo compiuto da Dio. In una prospettiva meramente scientifica, il creazionismo è la sapienza che nega l’evoluzione delle specie viventi, sostenendo che esse sono state create da Dio così come sono e tali sono rimaste attraverso i secoli” [10]

Il biologo veronese Umberto Fasol, nel suo testo “Evoluzione o Complessita?” [11], conferma che nelle scuole c’è effettivamente una censura ed anche molto esplicita.

In realtà, l’animale non può aggiungere ai propri figli nemmeno una cellula e l’ambiente non possiede per definizione la capacità di indurre a creare alcunché. L’uomo esperimenta quotidianamente queste verità su se stesso in molteplici occasioni. Ogni animale è adatto al suo ambiente ma non in virtù di uno sforzo accumulato nel tempo di generazioni e generazioni, ma semplicemente perché è nato così, da genitori già adatti. Questo va sempre detto”.

Nel 2009 abbiamo ricordato i 150 anni dalla pubblicazione del volume di Charles Darwin (1809-1882) l’origine delle specie e il dibattito è stato ampio e molte sono state le pubblicazioni che hanno approfondito quanto aveva iniziato a descrivere il naturalista inglese. Quello che preme sottolineare è come, di questo dibattito, che è presente nella letteratura scientifica da molli anni, nemmeno un cenno si trovi nei manuali scolastici. Dalla terza classe della scuola primaria fino al termine del ciclo scolastico niente scalfisce la teoria dell’evoluzione secondo lo schema proposto da Charles Darwin e da quanti hanno continuato il suo lavoro. Sarebbe indispensabile un’impostazione più critica per un quadro che è estremamente complesso, ricco, pieno di sfumature e incertezze; non è scientificamente corretto quello che si legge nei manuali di biologia e certamente non è corretta l’impostazione. Si vuol far credere allo studente che stia leggendo le pagine del primo capitolo della storia del mondo, non solo dell’umanità, infatti la storia dei primi uomini è nelle pagine di storia, ma storia non è. Infatti, la storia è la disciplina che si occupa dello studio del passato tramite l’uso di fonti; nel caso delle origini del mondo e dei viventi “dobbiamo riconoscere che ci troviamo nella situazione di un’estrema scarsità di documenti, di una loro lacunosità e difficoltà di interpretazione, il che equivale a dire che il fatto [dell’evoluzione] è scarsamente provato in base a questi criteri” (Evandro Agazzi, Nuova Secondaria, n° 4, 2004, pag. 12)”.

Il genetista evoluzionista Richard W. Lewontin dice [12] che “la metafora della selezione naturale giustifica nella comunità accademica teorie sulla storia, sulla struttura sociale, sui fenomeni psicologici umani e culturali, spesso in modo fuorviante e pericoloso”.

La scienza ufficiale è inoltre concorde nel ritenere “non credibile” la teoria di Darwin formulata nel 1859 poiché non teneva conto di conoscenze importanti della biologia di oggi, quali:

– le leggi dell’ereditarietà dei caratteri;

– i cromosomi;

– i gameti responsabili del concepimento dei figli;

– il processo meiotico che porta al dimezzamento cromosomico nei gameti;

– il DNA e la sintesi delle proteine;

– il codice genetico;

– la membrana cellulare;

– gli organuli e tutta la moderna citologia;

– tutta la biochimica, ovvero le reazioni del metabolismo cellulare;

– le mutazioni genetiche;

– la microbiologia;

– la complessità irriducibile degli organi”. [13]

Da credenti, inoltre, non dobbiamo mai dimenticare che il neo-darwinismo è atea strumentalizzazione di presunte conclusioni scientifiche, esclude categoricamente il monogenismo che è invece una verità di fede certissima.

Ipotesi scientifica che fa derivare l’attuale specie umana da una sola coppia, confermando il racconto biblico sull’origine dell’uomo. Racconto che non potrà aver mai delle smentite dalla ricerca sperimentale, perché i reperti fossili non potrebbero mai dimostrare con certezza la contemporaneità di più coppie veramente originarie tra loro indipendenti, come suppone l’ipotesi contraria del poligenismo. Del resto, solo il monogenismo si concilia pienamente con la dottrina cattolica del peccato originale e della sua trasmissione, come Pio XII non mancò di osservare nell’enciclica Humani generis, n. 26” [14]. Secondo il piano di Dio, Cristo unico Redentore e Maria unica «corredentrice» sono stati preceduti dai progenitori ossia dalla prima coppia umana peccatrice. Ne risulta un parallelismo ricorrente in tutta la letteratura patristica e teologica [15].

Tornando quindi all’interrogativo iniziale, ovvero su come capire ciò che oltrepassa la “norma mediamente comprensibile”, papa Pio XII risponde alle accuse fatte alle scuole filosofiche cattoliche dagli esistenzialisti atei dicendo che “la filosofia cristiana non ha mai negato l’utilità e l’efficacia che hanno le buone disposizioni di tutta l’anima per conoscere ed abbracciare le verità religiose e morali; anzi, ha sempre insegnato che la mancanza di tali disposizioni può essere la causa per cui l’intelletto, sotto l’influsso delle passioni e della cattiva volontà, venga cosi oscurato da non poter rettamente vedere. Di più, il Dottor Comune ritiene che l’intelletto possa in qualche modo percepire i beni di grado superiore dell’ordine morale sia naturale che soprannaturale, in quanto esso esperimenta nell’ultimo una certa “connaturalità” sia essa naturale, sia frutto della grazia, con i medesimi beni” [16]

Davanti ad una ipotesi pseudo-scientifica – il darwinismo – che favorisce anche il poligenismo, Pio XII inoltre ricorda quella sconvenienza che poi è incompatibilità con la fede cattolica: “però quando si tratta dell’altra ipotesi, cioè del poligenismo, allora i figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà. I fedeli non possono abbracciare quell’opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l’insieme di molti progenitori; non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio” [17].

Quando Pio XII disse quello che disse nella sua Humani generis ci fu una levata di scudi: ma è mai possibile – dicevano in molti – che la Chiesa vada così contro l’evidenza? Come si può credere, in pieno XX secolo, che miliardi e miliardi di uomini possano essere scaturiti da una sola coppia? E invece Pio XII fu profetico. L’Humani generis è del 1950 e solo tre anni dopo l’americano Watson e l’inglese Crick scoprirono il DNA. Ebbene, oggi, attraverso l’analisi del nucleo mitocondriale, sappiamo che l’intero genere umano è scaturito da una sola madre. [18] Molti teologi contemporanei, che spesso indulgono in derive “razionaliste” ed “evoluzioniste” del dato rivelato, dovrebbero stare molto attenti. Il Concilio di Trento parla in maniera chiara (Sessione V, decreto sul peccato originale, canone 1): «Se qualcuno non confessa che Adamo, il primo uomo, Adamo, avendo trasgredito il comandamento di Dio nel paradiso, abbia subito perduto la santità e la giustizia in cui era stato costituito, e abbia incorso, per l’offesa di tale prevaricazione, l’ira e l’indignazione di Dio, e perciò la morte, che prima Dio gli aveva minacciato, e con la morte, la schiavitù sotto la potestà di colui che di poi ebbe l’impero della morte, e cioè del diavolo, e che tutto Adamo sia stato mutato in peggio nel corpo e nell’anima per quella offesa di prevaricazione, sia scomunicato». [19]

Spero che questa breve riflessione possa suscitare nuovo interesse nell’approfondimento della materia e possa contribuire al dibattito. Non ho alcuna pretesa. Resta tuttavia vivo in me l’interrogativo: perché non vengono scomunicati i battezzati che sponsorizzano evoluzionismo e poligenismo?

Pubblicazione a cura di Carlo Di Pietro (clicca qui per leggere altri studi pubblicati)

Note:

[*] http://www.amazon.com/Genetic-Entropy-Mystery-Genome-Sanford/dp/1599190028

[1] Cfr. “ENTROPIA E MUTAZIONI” di Stefano Bertoni – Comitato “Anti evoluzionista”

[2] Cfr. Higgins & Lynch, 2001, Metapopulation extinction caused by mutation accumulation

[3] Cfr. Dr.J.C.Sanford, Genetic Entropy & The Mystery of the Genome, FMS Publications, 3rd Ed., 2008, p.27

[4] Cfr. Rivista Abstracta n° 38 (Giugno 1989), pp. 90-95; G. Sermonti, Dimenticare Darwin. Il Cerchio, 2006

[5] Denzinger S., 190, 360, 685 S.c.G,., II, c. 87 S.th., I, q. 90, aa. 1-2; De Pot., q. 3, a. 9; Comp. th., c. 93; Quodl. III, a. 3, a. 1; IX, q. 5, a. 1

[6] Denzinger S. 360, 1007. -S.c.G., II, cc. 86, 88, 89

[7] Denzinger S. 3220

[8] Denzinger S. 403, 456. – S.th., I, q. 90, a. 4; S.c.G., II, cc. 83-84; De Pot., q. 3, a. 10

[9] Denzinger S. 190, 201, 285, 455, 685. -S.c.G., II, c. 85; S.th., I, q. 90, a. 1; Comp. th., c. 94

[10] Cfr. http://www.treccani.it/enciclopedia/creazionismo/

[11] Evoluzione o Complessità, U. Fasol, Fede&Cultura, Verona, 2010, pp. 61 ss.

[12] Recensione al volume di M. Piattelli Paimarini e J. Fodor, Gli errori di Darwin (Feltrinelli, 2010); Ibid. p. 62

[13] Ibid. p. 18

[14] Dizionario del Cristianesimo, Enrico Zoffoli, Sinopsis, 1992, p. 327

[15] Ibid.; Rm 5, 12ss. Cf. S. Agostino, Tract. in Joan., 9, 10, Patrologia greca e latina, J.P. Migne, 35, 1463

[16] Pio XII, Enciclica Humani generis, 22 agosto 1950

[17] Ibid.; cfr. Rom. V, 12-19; Conc. Trident., sess. V, can. 1-4

[18] http://www.radicicristiane.it/domanda.php/id/60/ref/15/Famiglia/Monogenismo-e-Poligenismo

[19] Ibid.

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Aggiornato il power point su geoingegneria e scie chimiche

Nuovo Ordine Mondiale, Transumanizzazione e Grande Fratello

La nuova versione molto ampliata e migliorata del power point su geoingegneria e scie chimiche (circa 34 Megabyte, 179 slide) è scaricabile al seguente link
Si tratta di uno strumento valido per mostrare alla gente la tangibile realtà del fenomeno di geoingegneria e delle operazioni di aerosol clandestino. Ogni notizia è corredata da un link di riferimento per chi volesse verificare l’attendibilità delle informazioni riportate.
Scaricatelo e utilizzatelo
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DI JURIAN MAESSEN
Explosivereports.comAlcuni scienziati affermano: un “club esclusivo” prenderà il controllo della geoingegneria mondiale Una pubblicazione scientifica (1) prospetta una “strategica e multilaterale implementazione su scala planetaria della geoingegneria, attraverso l’azione di un “club” esclusivo che accresce i benefici per i propri membri a scapito di chi non ne fa parte.In una recente pubblicazione edita da Environmental Research Letters, tre scienziati hanno riportato i risultati di un “gioco” di simulazione al computer che aveva lo scopo di testare in diversi scenari le modalità per dare vita ad un “piano di implementazione unilaterale” della geoingegneria globale.“(…) una coalizione internazionale sufficientemente potente potrebbe essere in grado di impiegare la geoingegneria solare. In questo lavoro, mostreremo come le differenze a livello regionale degli effetti prodotti dal clima offrano incentivi alla formazione di alleanze piccole, ma abbastanza potenti da sfruttare la geoingegneria.”Definita la geoingegneria come “riduzione intenzionale della quantità di luce solare che raggiunge la superficie terrestre attraverso il rilascio di aerosol nella stratosfera”, gli autori hanno poi usato modelli climatici (quelli usati dalla IPCC) come base per le loro attività “ludiche”, che descrivono come un “gioco di regolazione del termostato globale”:“Le caratteristiche delle alleanze per controllare il clima sono definite usando un “gioco di impostazione del termostato globale” basato sui risultati di modelli climatici. I membri dei gruppi avrebbero incentivi nell’esclusione di soggetti esterni che impedirebbero l’implementazione della geoingegneria solare a livello ottimale per la coalizione stessa.”, fanno notare gli autori Katharine Ricke e Ken Caldeira.Stabilite “regole e presupposti” gli autori spiegano che “il gioco avviene in due fasi.”“Durante la prima fase i giocatori scelgono a che gruppo appartenere e formano la coalizione vincente. Nella seconda fase, la coalizione vincente si comporta come un singolo agente per massimizzare i benefici della geoingegneria per i propri membri. I giocatori al di fuori della coalizione non prendono decisioni in questa seconda fase.”Partendo dall’assunto che i cambiamenti climatici provocati dall’uomo avranno effetti differenti da regione a regione, gli scienziati coinvolti in questa produzione di modelli hanno inserito queste differenze nel loro “gioco di regolazione del termostato globale”, ipotizzando differenti coalizioni internazionali che avrebbero più possibilità di successo nell’inziare e sostenere uno sforzo geoingegneristico:“(…) se venisse presa la decisione di procedere in qualche modo con l’impiego di un uno strato di aerosol introdotto intenzionalmente nella stratosfera, alcune regioni preferirebbero un raffreddamento o un riscaldamento in base al loro clima del momento, generando così complicati problemi nella regolazione del termostato globale. Inoltre, diversi studi attraverso i modelli hanno dimostrato che se la geoingegneria solare fosse usata per compensare l’aumento delle concentrazioni dei gas serra e fosse poi interrotta bruscamente, potrebbe avere luogo un riscaldamento molto rapido. Quindi se la geoingegneria solare fosse mai implementata, una sua interruzione potrebbe costituire una minaccia.”Da questa affermazione segue una drastica implicazione, ossia che l’unico modo per modificare attraverso la geoingegneria l’atmosfera terrestre sia uno sforzo prolungato da parte di una coalizione internazionale. La premessa del saggio, corroborata da simulazioni al computer, è che l’intervento di un “club esclusivo” di nazioni, sia la via migliore per finanziare una diffusione di aerosol di questa portata per un periodo di tempo sufficientemente lungo:“una implementazione multilaterale e strategica attraverso un “club” esclusivo che accresca i benefici per i membri a scapito di chi non ne fa parte. Se la possibilità di una coalizione globale è presa in considerazione nella formulazione di un sistema di scambi all’interno di una coalizione, il gioco qui rappresentato produce sempre un gruppo stabile e potente in cui tutti i membri beneficiano dell’esclusione di altri.”Il ragionamento dietro questa affermazione apparentemente contraddittoria è il seguente:“In un modello di coalizioni esclusive con accordi internazionali per la geoingegneria , se un gruppo dovesse sciogliersi un altro sarebbe subito pronto a prenderne il posto. Di pari passo con la crescita del potenziale pericolo di un’interruzione (per esempio se dovesse crescere il forzante radiativo dei gas serra che viene compensato con la geoingegneria), crescono anche gli incentivi nelle diverse potenziali coalizioni per evitare questa interruzione.”Che gli sforzi geoingegneristici di questo club esclusivo siano un progetto a lungo termine è evidenziato dall’affermazione degli autori secondo cui “se la coalizione decidesse in questo senso, potrebbe impiegare la geoingegneria solare a partire dal 2015 e le negoziazioni tra i membri del club determinerebbero una manipolazione del termostato globale solamente per i successivi dieci anni.”Dopo l’elenco degli esiti dei modelli applicati al loro gioco,gli studiosi concludono scrivendo che lo scenario del “club esclusivo”, in opposizione a quello inclusivo, finisce per essere il modo più auspicabile per procedere:“(…)i risultati delle nostre simulazioni ludiche mostrano il massimo beneficio ottenibile dalle regioni muovendosi strategicamente per formare delle cerchie esclusive; questo impone necessariamente dei danni recati ai non membri a seconda delle esigenze”.I risultati di questa pubblicazione sono intrinsecamente drastici, specialmente se teniamo conto del fatto che il Forum Economico Mondiale nel suo ultimo Rapporto sui Rischi Globali (2) ha messo in guardia sul fatto che uno “stato canaglia” o un solo uomo possano sabotare il cambiamento climatico globale per scopi efferati. Il rapporto descrive diversi possibili scenari o fattori X, che potrebbero verificarsi nel prossimo anno, tra i quali (pagina 57) un incubo geoingegneristico in cui, secondo il rapporto, “un paese o un piccolo gruppo di paesi causasse una crisi internazionale portando avanti l’impiego o la ricerca su larga scala indipendentemente dalla comunità internazionale. Il clima mondiale potrebbe effettivamente essere sabotato da uno stato canaglia o da una persona facoltosa, con costi incalcolabili per l’agricoltura, le infrastrutture e la stabilità globale.”Si tratta di una ironica confusione che si può creare solo tra le più importanti fazioni mondialiste.
Laddove il Forum Economico Mondiale ci mette in guardia contro possibili soggetti malintenzionati che portino avanti complotti geoingegneristici a livello planetario, un altro gruppo di scienziati finanziati da altri mondialisti, auspica che un “club esclusivo” si ponga alla guida degli sforzi mondiali di nebulizzazione per “controbilanciare il riscaldamento globale”.Nel rapporto del Forum Economico Mondiale ricaviamo l’impressione che gli stati canaglia descritti siano stati che non hanno siglato o che non sigleranno accordi mondiali supervisionati dalle Nazioni Unite. Questo, secondo il rapporto, creerebbe una falla a favore della sperimentazione non regolamentata.”“Per esempio”, dice il rapporto, “uno stato isolano minacciato dall’innalzamento dei livelli del mare potrebbe rendersi conto di non aver niente da perdere, oppure un individuo facoltoso con buone intenzioni potrebbe farsi carico dei problemi sulle proprie spalle. Alcuni segnali indicano che questo sta già iniziando ad accadere.”“Studi recenti”, continua il rapporto, “fanno presente che una piccola flotta aerea potrebbe introdurre un milione di tonnellate di composti sulfurei nella stratosfera (abbastanza da compensare grosso modo la metà del riscaldamento globale patito fino ad oggi) per 1-2 miliardi di dollari all’anno.”Lo scrittore ambientalista Clive Hamilton in un articolo del 2010 per il Guardian (3) scrive che: “si sta silenziosamente venendo a formare una potente coalizione di forze con l’idea simulare eruzioni vulcaniche per trasformare l’atmosfera terrestre e contrastare gli effetti del riscaldamento terrestre dovuto alle emissioni di carbonio. La modifica del clima terrestre attrae l’attenzione di scienziati, società scientifiche, investitori e think tank conservatori. Nonostante l’enormità della portata di ciò che si propone (niente meno che prendere il controllo del sistema climatico terrestre) il pubblico è stato quasi del tutto escluso dal discorso”.Nella creazione delle recenti tabelle dei modelli pubblicate in Environmental Research Letters, prima ancora di cominciare il “gioco di regolazione del termostato globale”, si è tenuto conto delle parole di Hamilton (anche lui convinto sostenitore della modifica umana del clima), che stiamo per riportare qui di seguito. Hamilton nel 2010 scrisse:“Senza un accordo internazionale, una nazione avventata che patisse gli effetti della discontinuità climatica potrebbe decidere di agire in modo indipendente. Non è da escludere che in una trentina d’anni il clima terrestre possa essere deciso da un pugno di alte cariche del Partito Comunista a Pechino. O che il governo di un’Australia azzoppata dalla siccità permanente, dalla agricoltura al collasso e dai feroci incendi nel bush possa rischiare di subire l’ira del mondo imbarcandosi in un progetto di controllo climatico”.Oltre al fatto che un qualsiasi sforzo di ingegneria planetaria sarebbe gravemente irresponsabile, e oltre al fatto che il riscaldamento globale di matrice umana sia una pseudo-scienza, il fatto che degli scienziati ora stiano immaginando un club elitario di nazioni che prendano in mano la geoingegneria globale dovrebbero far suonare campanelli d’allarme grossi come una casa.Jurian Maessen
Fonte: http://explosivereports.com
Link: http://explosivereports.com/2013/03/04/scientists-exclusive-club-to-assume-command-of-global-geoengineering/
4.03.2013Traduzione a cura di ALESSANDRO BOZZI per http://www.comedonchisciotte.org1) http://iopscience.iop.org/1748-9326/8/1/014021/pdf/1748-9326_8_1_014021.pdf
2) http://www3.weforum.org/docs/WEF_GlobalRisks_Report_2013.pdf
3) http://www.guardian.co.uk/environment/2010/sep/13/geoengineering-coalition-world-climate

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Ricercatori della NASA simulano la guerra nucleare contro l’effetto serra

Referendum_sul_nucleareAlan Robock, assieme ad uno staff di ricercatori nordamericani e russi, ha confermato la teoria dell’Inverno nucleare. Robock inoltre ha studiato l’introduzione di aerosol in atmosfera per modificare intenzionalmente il clima della terra. Da tali studi nasce il suo avviso di NON adoperare uno strumento che rischia di creare disastri senza fine, anche dove si optasse per una limitata applicazione locale. Robock mette in guardia non solo rispetto ad una guerra regionale nucleare, ma anche sulle probabili conseguenze in caso di irrorazioni atmosferiche.

La NASA ha voluto approfondire tramite simulazioni al computer l’ipotesi di un dosaggio mirato di esplosioni di bombe nucleari, per comprendere l’effetto sul clima. Più di 2000 test atomici realmente effettuati (anche se poco noti all’opinione pubblica) hanno fornito dati significativi. (1)

Risultato: la simulazione dei ricercatori della NASA porta alla conclusione che una “piccola” guerra nucleare diminuirebbe l’effetto serra del pianeta influendo sul clima terrestre e innescando un raffreddamento globale. La causa sarebbero gli incendi derivati dalle esplosioni. Circa 6 milioni di tonnellate di carbonio andrebbero a depositarsi nella troposfera. Il carbonio assorbendo il calore solare si eleverebbe andando poi a finire nello strato più esterno della nostra atmosfera dove impiegherebbe molto più tempo per abbandonare il cielo. Le conseguenze di questa drastica cura sarebbero carestie diffuse e una drastica diminuzione della produzione agricola. Inoltre l’assottigliamento o ancor peggio la scomparsa di buona parte dello strato di ozono esistente causerebbe un’esposizione molto elevata ai raggi ultravioletti, potenzialmente dannosi. Ciò comporterebbe nuove malattie della pelle e danni agli organi interni.

Le ‘cure’ ipotetiche esaminate hanno una caratteristica in comune: la potenziale forza distruttrice per l’ecosistema.

La notizia era stata diffusa dalla NASA attraverso il National Geographic.

Una Terra fredda e affamata con una guerra nucleare regionale

Vedi anche:

GUERRA NUCLEARE LOCALE, CATASTROFE GLOBALE

Alan Robock

http://www.nogeoingegneria.com/portfolio-view/alan-robock/

The role of atmospheric nuclear explosions on the stagnation of global warming in the mid 20th century

http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi…

http://eprints.lib.hokudai.ac.jp/dspace/bitstream/2115/42589…

Le conseguenze di una guerra nucleare

http://daily.wired.it/news/scienza/clima-terra-bomba-nucleare.html#content

(1)Effects of Nuclear Explosions

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E’ ufficiale: H.A.A.R.P. crea nuvole di plasma

Posted by on 24, mar, 2013

E’ ufficiale: H.A.A.R.P., il sistema di antenne polarizzate, spacciato ufficialmente per impianto utile a studiare la ionosfera, ha creato nuvole di plasma, secondo i piani indicati anche nel famigerato documento “Owning the weather in 2025”, dove sono menzionati gli A.I.M, ossia “artificial ionospheric mirrors”, specchi ionosferici artificiali, schermi atti a riverberare i campi elettrodinamici nell’ambito di operazioni militari, quali l’intercettazione di missili ed il rilevamento di bersagli. Rammentiamo che il plasma è il quarto stato della materia dove agli atomi sono strappati gli elettroni, grazie all’irradiazione di potenti energie. Le nuvole di bario ed i cirri artificiali di bassa quota (smart clouds), prodotti con gli aerei chimici sono strati di simil-plasma con i quali sono veicolate e dirette le onde elettromagnetiche, simulando e ricostruendo a basse altitudini le caratteristiche elettriche della ionosfera. L’affermazione secondo cui viviamo in un gigantesco forno a microonde non assume valenza solo metaforica…

Sul sito della Marina militare statunitense è stata recentemente riportata la notizia circa nubi di plasma create con il sistema H.A.A.R.P.

Fisici ed ingegneri che lavorano come ricercatori nei laboratori della Marina degli Stati Uniti alla Plasma physics division (Dipartimento di fisica del plasma), lavorando al programma High-frequency Active Auroral Research Program H.A.A.RP., ossia Programma di ricerca attivo aurorale con l’alta frequenza, nella struttura di Gakona (Alaska, Stati Uniti d’America) hanno prodotto con successo una duratura nuvola di plasma ad alta densità nell’atmosfera terrestre.

A questo link le prime righe dell’annuncio dato sul sito ufficiale della struttura militare.

Nell’articolo viene specificato che, a differenza delle nuvole di plasma generate precedentemente, che duravano appena dieci minuti, questa volta si è riusciti a creare una sfera di plasma più denso. La sfera è stata mantenuta “in vita” per un’ora dalle emissioni delle antenne della stazione H.A.A.R.P. e si è dissolta solo dopo che sono state interrotte le irradiazioni elettromagnetiche dell’installazione ubicate a Gakona.

Di là dai particolari tecnici, viene puntualizzato come l’esperimento, che ha impiegato emissioni sulle alte frequenze con una potenza pari a 3.6 megawatt, sia “part of the Defense advanced research projects agency (D.A.R.P.A.) sponsored Basic Research on Ionospheric Characteristics and Effects (BRIOCHE) campaign to explore ionospheric phenomena and its impact on communications and space weather, ovvero “parte della ricerca di base sugli effetti e le caratteristiche ionosferiche della D.A.R.P.A. (l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata nel campo della difesa – laddove per difesa, è noto, si intende l’esercito), un’iniziativa per esplorare i fenomeni della ionosfera ed i suoi impatti sulle comunicazioni e sul clima spaziale”.

Abbiamo quindi la precisa conferma che si tratta di un progetto bellico. L’articolo riferisce pure che “tali nuvole di plasma vengono usate come schermi artificiali alla quota di cinquanta chilometri, un’altitudine inferiore rispetto alla ionosfera. Queste nuvole artificiali sono volte a rilfettere i segnali elettromagnetici ad alta frequenza dei radar e dei sistemi di comunicazione”. Inoltre “la prossima iniziativa di H.A.A.R.P., in programma per l’inizio del 2013, includerà sperimentazioni per sviluppare nuvole di ionizzazione, ovvero di plasma, ancora più consistenti e stabili”.

Fonte: scienzamarcia

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Non è più accettabile il silenzio.

Parlamento Europeo 8-9 Aprile -Conferenza: Oltre le teorie di modificazione climatica- la società civile contro la geoingegneria

PRESS RELEASE, 30 MARZO, 2013

Il Parlamento Europeo ospiterà nei giorni 8 e 9 Aprile una conferenza intitolata:

“Oltre le teorie di modificazione climatica- la società civile contro la geoingegneria”

(Rue Wiertz , 60 Altiero Spinelli, ASP 1G3 dalle 9 alle 10,30. A seguire si terrà una conferenza stampa aperta ai corrispondenti accreditati. La sera prima, alle 18:30 vi sarà, nella stessa aula, la proiezione del documentario “Why in the World they are Spraying” del regista Michael Murphy. )

La conferenza è promossa da organizzazioni internazionali della società civile, raccolte attorno a “Skyguards”, in collaborazione con Alternativa-Laboratorio politico, e patrocinata dai gruppi parlamentari The Greens/European free Alliance e Alliance of Liberals and Democrats for Europe.

Il punto di partenza è riprendere il lavoro che fu impostato nel 1998 e che condusse all’approvazione – da parte della Commissione Affari Esteri, Sicurezza e Politiche di Difesa del Parlamento Europeo – il 14 Gennaio 1999, di una risoluzione in materia di ambiente e sicurezza a firma della relatrice Maj Britt Theorin.

Quella risoluzione è rimasta lettera morta sebbene già allora essa avesse richiesto di sottoporre a accurata verifica gli esperimenti militari in corso nell’atmosfera; sebbene avesse posto il problema della tutale della salute delle popolazioni e dell’ambiente; sebbene avesse evidenziato la necessità di dare ai cittadini gli strumenti essenziali per conoscere scopi, dimensioni e significato degli esperimenti che si compivano sulle loro teste.

Da allora nessuna trasparenza è stata adottata. Ciò sebbene sia ormai evidente che l’atmosfera terrestre è divenuta sede di esperimenti che attentano alla salute pubblica con irrorazioni clandestine di aerosol di cui non si conoscono né composizione, né scopi; sebbene ricerche militari sempre più sofisticate si effettuino senza tenere nel minimo conto i più elementari principi di precauzione; sebbene nuovi sistemi di armamenti siano ormai centrati sull’uso militare della ionosfera e degli strati più alti della atmosfera (vedi il famigerato progetto HAARP).

Non siamo più di fronte a denunce generiche. Vi è la prova del dolo. Coperta dal segreto. E dalla complicità delle istituzioni che democratiche che colludono con chi cerca di sapere, e che negano ogni cosa. Dunque gli organizzatori chiedono che quella risoluzione venga non solo attuata, ma sia aggiornata alla luce dei gravissimi elementi a disposizione.

Per questo esiste uno strumento giuridico : una commissione parlamentare straordinaria d’inchiesta. Il Parlamento Europeo dispone di un tale strumento ed è necessario che ora ne faccia uso con la massima sollecitudine. Le organizzazioni promotrici dell’incontro ringraziano i gruppi parlamentari che lo hanno sponsorizzato. Chiedono che la loro richiesta venga portata all’esame della Presidenza del Parlamento. Chiedono che si apra un dibattito pubblico che coinvolga la società civile, e dunque chiedono di essere consultate in modo da poter esibire prove e testimonianze di ciò che sta accadendo.

Per quanto ci riguarda faremo tutto quanto è in nostro potere per sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica europea di fronte alle violazioni dei principi europei, di fronte alle minacce all’ambiente e alla salute dei cittadini, di fronte al silenzio che copre complicità assai gravi, di ordine legale e penale.

Non è più accettabile il silenzio.

SKYGUARDS

CONTACT Josefina Fraile +34680915200

European Parliament Tatjana Zdanoka +3275669621

IN ALLEGATO IL PROGRAMMA DELLA CONFERENZA (IT-ING) e il Press Release (it-eng)

PER L’ITALIA CI SARANNO ANTONIO MAZZEO E GIULIETTO CHIESA.

http://www.nogeoingegneria.com/

http://www.nogeoingegneria.com/news/parlamento-europeo-8-9-aprile-conferenza-oltre-le-teorie-di-modificazione-climatica-la-societa-civile-contro-la-geoingegneria/

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Fil rouge

Segnaliamo un articolo pubblicato dalla rivista “Rinascita” sul numero del 9 marzo 2013 (pagiina 14). “Un crimine globale: la guerra climatica” a firma di Michael Picasso, è un pezzo caustico e risentito dove è denunciata la Geoingegneria assassina, intesa come incarnazione di un sistema ipocrita e nefasto. Riportiamo un passaggio dell’editoriale che ben ne esprime la vis folgorante: “Joe Fallisi, il noto tenore ed attivista, sostiene correttamente che in questa fase abbiamo ormai abbiamo superato la politica spettacolo per entrare di diritto e di fatto in quella degli spettri: la realtà viene negata con l’ausilio di tutto l’armamentario ‘democratico’ di guerriglia o guerra (disinformazione, trolls, pressioni economiche e giudiziarie, anatemi politico-sociali, delegittimazione nonché violenza privata fino alla strage)”. Il testo è un’analisi affilata non tanto delle operazioni chimico-biologiche, quanto dell’inestricabile rete di collusioni e coperture che rendono possibile ed impunito un misfatto così mostruoso.

E’ un misfatto le cui conseguenze sono sempre più devastanti: il sito governativo australiano di meteorologia ha riferito il 30 marzo scorso che in un’area al di sopra dell’India è stata rilevata un’anomalia ionosferica… Come volevasi dimostrare. Gli scienziati australiani brancolano, anzi fingono di brancolare nel buio. In che cosa consista tale aberrazione non è chiaro: pare si tratti di uno strappo nella sfera di plasma. Sembra che siano state registrate anche irregolarità gravitazionali. Ricordiamo en passant che l’interazione gravitazionale, fra le quattro conosciute, è la più enigmatica, non solo perché, a differenza delle altre forze, si ritiene che non sia mediata da particelle (i gravitoni non sono mai stati individuati), ma anche giacché più debole di quanto ci si attenderebbe. Infatti taluni scienziati hanno ipotizzato che gran parte della gravità sia annidata in altre dimensioni, mentre nella nostra ne emergerebbe solo un residuo. I fenomeni non saranno correlati agli arcinoti interventi dei sistemi H.A.A.R.P. o addirittura ad armi esotiche in grado di influire sul continuum spazio-temporale?

Se possibile, ancora più sinistri di questa anomalia, sono i forti boati che continuano a squassare varie località degli Stati Uniti. Come sempre, ne dà conto l’investigatrice Linda Moulton Howe che riporta l’ipotesi di un ingegnere elettronico in pensione. L’esperto spiega: “Le detonazioni provengono dalla Terra stessa. Profondi cambiamenti all’interno del nucleo causano vibrazioni della litosfera che le riverbera come fosse un diffusore fino alla ionosfera da cui le onde sonore sono deflesse come frequenze udibili. Queste vibrazioni sono all’origine pure dei sink holes”. E’ uno scenario che ricorda la pellicola “The core”. Mistero risolto? Forse. Fatto sta che anche lo scienziato statunitense Broocks Agnew chiama in causa la ionosfera, collegandola alle correnti a getto. Egli puntualizza: “H.A.A.R.P. non influisce sulle correnti a getto direttamente, ma in modo indiretto. Se la ionosfera si espande nello spazio, la stratosfera sottostante ad essa tende a modificarsi per colmare quel vuoto e, modificandosi, devia il corso delle jet streams di migliaia di chilometri. Così si alterano gli spostamenti delle correnti umide nell’atmosfera”.

Il sito “Tanker enemy meteo” continua le ricerche in ordine alla deviazione ed alla scissione della corrente a getto, connettendo tali eventi agli estremi climatici che stanno sconvolgendo il globo. La testata “Dailymail” ha confermato quanto era stato acquisito già tre anni addietro: la jet stream si è diramata, inducendo variazioni atmosferiche eccezionali, con temperature artiche nel Nord Europa e terribile calura nel Maghreb.

Rimaniamo negli Stati Uniti. Ormai è ufficiale: la pratica del fracking, ossia la disintegrazione del sottosuolo per estrarne combustibili fossili, provoca sismi. Leggiamo sul “Bloomberg”: “Gli scienziati hanno collegato il più grande terremoto avvenuto in Oklahoma allo smaltimento delle acque da produzione petrolifera, aggiungendo altre prove che possono condurre ad una regolamentazione del fracking per petrolio e gas. Il terremoto di magnitudo 5,7 del 2011 fu seguìto da un aumento di ben 11 volte dell’attività sismica in tutto il Midwest, mentre venivano perforati pozzi di smaltimento per gestire l’aumento di acque reflue da fracking. I ricercatori dell’Università dell’Oklahoma, della Columbia University e dell’U.S. Geological Survey, che hanno pubblicato la loro ricerca sulla rivista ‘Geology’, sostengono che i risultati evidenziano il rischio a lungo termine che pongono le migliaia di pozzi e mostrano la necessità di un monitoraggio migliore e la supervisione del governo”.

Sempre dall’Impero di U.S.A.tana giunge l’agghiacciante notizia che il farabutto noto come Barack Obama (Barry Soetoro), licenziando la legge di bilancio HR933, ha promulgato al suo interno una norma che rafforza le tutele a vantaggio della diabolica Monsanto. Il codicillo approvato, denominato “Farmer assurance provision”, nega alle corti federali l’autorità di interrompere immediatamente la piantagione e la vendita di colture transgeniche, qualunque possa essere il rischio per la salute dei consumatori (sic!). [1]

Insomma, l’agenda delle multinazionali e dei poteri mondialisti pare inarrestabile: la Geoingegneria-Bioingegneria è il mostro bicipite che minaccia l’umanità ed il pianeta.

Un lettore ci ha informato di aver colto frutti privi di semi. Siamo alla frutta… transgenica.

[1] La legge di riforma sanitaria voluta da Obama contempla l’obbligatorietà del microprocessore sottocutaneo: anche se il riferimento al microchip è stato rimosso dall’attuale testo, opportunamente censurato, l’obbligo è esplicitato nell’originale, che a suo tempo, nel mese di marzo 2010, provvedemmo ad archiviare. Vedi qui. La disinformazione di regime (vedi RAI e Mediaset in testa), basandosi su questa epurazione orwelliana, nega la realtà dei fatti.

Alle pagine 1001 e 1004 del documento epurato, il dispositivo viene descritto più approfonditamente:

“[…] Un dispositivo impiantabile di transponder a radiofrequenza che sia in grado di registrare i crediti, i dati di anamnesi del paziente – standardizzati e con immagini analitiche che permettano la condivisione degli stessi in diversi ambiti – oltre a qualsiasi altro dato ritenuto opportuno dal Segretario”.

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Giulietto Chiesa – La minaccia viene dal cielo

Nei prossimi giorni, precisamente lunedì 8 e martedì 9 aprile , si terrà a Bruxelles, nel Parlamento Europeo, un incontro che avrà per titolo: “Oltre le teorie circa le modificazioni del clima – La società civile contro la geo-ingegneria”.

L’incontro è stato promosso da me, in quanto presidente del laboratorio politico Alternativa, in collaborazione con Josefina Fraile Martin, presidente di Terra SOS-tenible e promotrice della coalizione Skyguards (a sua volta associazione internazionale che raggruppa ricercatori e attivisti di Grecia, Francia, Spagna, Belgio, Gran Bretagna e altri paesi europei).

Importante sottolineare che l’incontro è patrocinato ufficialmente da due gruppi parlamentari, quello dei Verdi e quello della European Free Alliance.

L’incontro si propone di sollevare l’attenzione dell’intero Parlamento Europeo sulla necessità di “proteggere realmente”, e senza ulteriori ritardi, i cittadini europei – istituendo una speciale commissione d’inchiesta (cosa che è nelle sue prerogative e nei suoi doveri) – per investigare su gravissimi fatti che, secondo una vasta quantità di indizi e di prove, minacciano la salute e l’incolumità di milioni di persone.

Secondo quanto già accertato dalle organizzazioni proponenti e da numerosi parlamentari europei, in questa e nelle precedenti legislature, per oltre un decennio l’Europa è stata sottoposta ad un massiccio e clandestino irroramento di aerosol, le cui caratteristiche e scopi sono ancora da scoprire, ma che si ritiene fondatamente siano in relazione a esperimenti connessi con il riscaldamento climatico in corso, e/o a esperimenti di carattere militare connessi con le ricerche statunitensi del progetto HAARP (High Frequencies Active Auroral Research Program).

Si tratta di attività che si svolgono al di fuori di ogni legale autorizzazione, sia essa nazionale o internazionale, senza che le popolazioni interessate ne siano state informate, e in violazione dei più elementari principi di precauzione stabiliti dalle norme internazionali.

I governi nazionali, che hanno il dovere primario di autorizzare l’uso dello spazio aereo e di difendere salute e sicurezza dei propri cittadini, negano addirittura l’esistenza di tali esperimenti. Ciò contro ogni evidenza. Da qui l’appello al Parlamento Europeo, alla sua Presidenza e a tutti i gruppi parlamentari.

Le organizzazioni promotrici porteranno un’ampia documentazione di fatti e di ricerche in corso, che si collegano a un’iniziativa che già il Parlamento Europeo intraprese nell’ormai lontano 1999, quando la sua Commissione Esteri, Sicurezza e Difesa adottò (il 14 gennaio) una risoluzione della relatrice Maj Britt Theorin dove, insieme alla sottolineatura della necessità di riorientare le spese per la difesa in direzione alla tutela dell’ambiente, si denunciava l’avvio di ricerche militari – con specifico riferimento al progetto HAARP – che sperimentavano nuovi sistemi di armamenti connessi con mutamenti artificiali del clima, realizzati con fasci di microonde ad altissima frequenza indirizzati verso gli strati superiori della ionosfera.

Tuttavia a quella risoluzione non venne dato alcun seguito. Approvata e messa in un cassetto. E, nel frattempo i programmi di irrorazione dall’alto, e lo sviluppo di armi di nuovo tipo, di controllo dei sistemi di comunicazione (del nemico, ma anche di potenziale controllo delle popolazioni “sottostanti”) è divenuto la regola. Il tutto senza alcuna trasparenza e senza che nemmeno le istituzioni siano messe al corrente di ciò che si progetta.

In questo contesto verrà esposta l’incredibile anomalia rappresentata dal MUOS (Mobile User Observation System) di Niscemi : una base militare americana (non NATO) impiantata al centro della Sicilia, senza che di questo fosse mai stato investito il Parlamento italiano, con autorizzazioni raffazzonate e in realtà illegali da parte della Regione Sicilia, in pieno disprezzo delle norme di sicurezza per le popolazioni. E si potrebbe continuare con l’elenco delle violazioni di ogni norma democratica e di sicurezza. .

Il nuovo governo siciliano, dopo il sorgere di una grande movimento di protesta, ha bloccato i lavori di in corso nella base (un’area gigantesca, equivalente a quella di un vasto aeroporto) che sono connessi con l’istituzione di un sistema mondiale di rilevazioni, controllo, guida di “oggetti mobili”, che connette altre quattro basi analoghe, in diversi continenti, collegate con un sistema di satelliti geostazionari che coprono l’intero pianeta.

Ma studi effettuati da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Torino collegano la costruzione di quattro nuove parabole mobili – insieme alle oltre 40 antenne di varie dimensioni e funzioni – con l’ipotesi che il sistema MUOS sia di gran lunga più importante di una stazione di rilevazione, controllo e guida (per esempio dei droni, aerei senza pilota a bordo, guidati a distanza), ma implichi l’uso di armi di aggressione di nuovo tipo, incluse armi spaziali volte ad “accecare” i sistemi di rilevazione avversari.

Nessuno naturalmente s’illude che il Parlamento Europeo avvii un’indagine che comporti il disvelamento di segreti militari di questa portata. Ma le questioni della sicurezza delle popolazioni (quelle derivanti dal controllo delle irrorazioni, impropriamente definite “scie chimiche”; quelle derivanti dal bombardamento elettronico cui sono sottoposte le persone in un raggio di trenta chilometri dalla base; come quelle derivanti dalla possibilità di diventare bersagli primari in caso di conflitti militari) debbono essere rese di pubblico dominio. Il paragrafo T e U della citata risoluzione sul rapporto di Maj Britt Theorin indicavano l’obbligo di ritornare al “principio di precauzione”. E le leggi europee obbligano al rispetto della salute delle persone.

Per questa ragione tra gli oratori a Bruxelles vi sarà Antonio Mazzeo, il principale animatore della protesta contro il MUOS, insieme a una decina di esperti internazionali. La sera di lunedì 8 aprile, alle ore 18:30, verrà proiettato, sempre all’interno del Parlamento, il film “Why in the world they are spraying?”, di Michael Murphy. Un documentario realizzato per mostrare fino a che punto si sono spinti i tentativi (segreti) di alterare i sistemi climatici naturali, di modificare la chimica del suolo, di influire sugli assetti geologici, di controllare l’approvvigionamento idrico di vaste aree del pianeta.

In ogni caso diverrà più difficile, dopo questa iniziativa, negare l’evidenza.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/06/tutela-salute-e-sicurezza-minaccia-viene-dal-cielo/553532/
4.04.2013

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Le minacce della Geoingegneria

Dane Wigington, uno dei maggiori esperti mondiali di Geoingegneria, interpellato pure nel fondamentale documentario di Michael Murphy, “What in the world are they spraying?”, ha di recente rilasciato un’intervista a George Noory, il conduttore del celebre programma radiofonico, “Coast to coast”. Si tratta di un importante contributo, soprattutto poiché Wigington evidenzia il caos climatico provocato dalle operazioni di geoingegneria clandestina. La sua analisi ci consentirà di svolgere rilevanti riflessioni che saranno il succo di un articolo il cui titolo sarà “Convergenza”.

Di seguito il sunto dell’intervista, nella traduzione dell’amico e collaboratore Wlady.

Il ricercatore ed attivista Dane Wigington ha documentato preoccupanti cambiamenti nell’ambiente dovuti alla geoingegneria. Ciò include varie tecniche di modificazione del clima, come le scie chimiche ed i sistemi H.A.A.R.P. A causa degli interventi compiuti con la dispersione nella biosfera di particelle metalliche, stiamo assistendo ad un “oscuramento globale”, con cui il 20% dei raggi del sole non raggiunge la superficie del pianeta.

Dane Wigington ha riferito che le attività illegali di geoingegneria sono attuate come un mezzo di controllo dei fenomeni atmosferici, ma queste operazioni sono una terribile minaccia per la vita sulla Terra. Lo studioso ci avverte: “Ad un certo punto, quando ti rendi conto che non è possibile uscire dalla porta di casa, senza inalare a pieni polmoni particelle metalliche, allora sai che devi prendere una posizione”.

Le analisi di laboratorio associate alle scie chimiche hanno sempre individuato elementi come alluminio, stronzio, bario, fluoro, manganese, ferro, arsenico etc. I test eseguiti spiegano la contaminazione del suolo e dell’acqua nonché il declino delle varie forme di vita. Le tempeste di neve indotte sono un’altra forma dannosa di modificazione dei fenomeni meteorologici: sempre più spesso la neve cade anche con temperature sopra lo zero.

Wigington sottolinea che la geoingegneria potrebbe spingere la Terra in una “sindrome di Venere”, in cui si attivano i cicli di feedback che cominciano a nutrirsi di sé stessi, fino a creare un clima infernale come quello del pianeta Venere.

Uno scienziato del N.O.A.A. ha rivelato a Wigington in via ufficiosa che molti ricercatori accademici sono a conoscenza della guerra climatica, ma essi temono di esporsi, paventando ritorsioni e sanzioni “legali”. Pochi sono stati gli informatori che hanno vuotato il sacco: tra costoro ricordiamo Kristen Meghan, ex igienista industriale in forza all’U.S.A.F. Ella è al corrente da tempo della varie operazioni.

A questo punto, Wigington ritiene che nella struttura del potere stia serpeggiando il panico. Egli commenta: “Anche coloro che hanno orchestrato questi programmi ora si stanno rendendo conto che non possono controllare la bestia che hanno lasciato uscire dalla gabbia. Ad esempio, ora stanno cercando disperatamente di riformare la coltre di ghiaccio nell’Artico, dopo che si è quasi del tutto sciolta”.

http://www.coasttocoastam.com/show/2013/03/13

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Tre video significativi da mostrare a chi ancora non sa o non crede alle scie chimiche

Nel primo video possiamo osservare due aerei in formazione, che volano così ravvicinati, da non potere essere certo aerei civili. Si notano inoltre nel filmato scie che si arrestano e poi ricominciano (mentre l’aereo continua a volare e quindi il motore non si è bloccato): come si possono chiamare scie di condensa?Infine la quota a cui volano qusti aerei è incredibilmente bassa, volano all’altezza dei cumuli (circa 2 km di quota come troviamo scritto su qualsiasi libro di scienze o sito di meteorologia, per esempio http://www.meteorete.it/bmnuvole.html) mentre i nostri ministri nelle loro risposte alle interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche affermano che si tratta sempre di scie di condensa formate da aerei che volano a quote di crociera (8/13 km).

Vedi per esempio la risposta di Pecoraro Scanio che tira in ballo l’analogia tra le nubi alte (cirri) e le scie di condensa e quindi dando implicitamente una stima dell’altezza cui si possono formare le vere scie di condensa (i cirri sono nubi alte che si formano oltre i 7 km di quota): http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=241&stile

Nel secondo video vediamo simili anomalie, ma in più c’è un areo che vola più basso lasciando una scia ed uno che vola più in alto senza lasciare scia. Le scie di condensa di regola si formano più facilente ad alta quota laddove fa più freddo (e su questo concordano tutti, anche i meteorologi). Non si tratta quindi di scie di condensa ma di spargimento di prodotti chimici (scie chimiche per l’appunto).

Nel terzo video appaiono delle scie vistose che alcuni vogliono spacciare per “wingtips”, normali scie che si possono formare in prossimità delle ali.

A tal riguardo esiste però il brevetto n° 4.412.654 che si riferisce ad un apparato per disperdere liquidi in forma di fine aerosol dai bordi delle ali, senza che che il sistema di irrorazione sia visibile, in quanto nascosto in una zona libera del profilo alare, terminante con una sottile feritoia. Vedi qui il brevetto [che per adesso è anche on line al link http://www.google.com/patents/US4412654].

Maggiori informazioni sull’articolo

NB: uno dei link cui ci si riferisce nell’articolo qui sopra è stato rimosso (qualcuno ha la coda di paglia); una copia dell’articolo è stata resa memorizzata e resa disponibile al seguente link  http://www.tanker-enemy.com/PDF/Weather-modification-Final-Report.pdf
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La conferenza dell’UE sulla modificazione del clima e la geoingegneria ribadisce le richieste di trasparenza e controllo democratico del 1999

di Christof Lehmann
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Christof Lehmann (nsnbc) -Nei giorni 8 e 9 Aprile si è tenuta presso il Parlamento europeo una conferenza, dal titolo “Oltre le teorie della modificazione climatica- la società civile contro la geoingegneria”. La conferenza ha rivalutato una risoluzione del 1999 e ha ribadito la mancanza sia di legislatori che di militari per salvaguardare la trasparenza e il controllo democratico su programmi riservati, che colpiscono intere popolazioni senza consenso, l’azione democratica, o l’accesso a dati e informazioni verificabili.
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I governi degli Stati membri dell’UE nascondono quello che è ovvio con una complicità silenziosa

La conferenza è iniziata l’8 aprile, con una proiezione ufficiale del documentario “Perché stanno spruzzando nel mondo?”del regista americano Michael Murphy.

La conferenza si è svolta sotto l’egida del gruppo parlamentare “Verdi/ Alleanza libera europea”, che è un’alleanza di partiti verdi europei e partiti liberali.

Tra i relatori alla conferenza UE, i parlamentari Tatjana Ždanoka da Lativia, che è membro della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, Werner Schulz dalla Germania, che è membro della commissione per gli affari esteri, François Alfonsi, che è un membro della commissione per lo sviluppo regionale, il consigliere comunale Linda Leblanc, che è il segretario del Partito verde di Cipro, l’ex ambasciatore dell’Ucraina in Grecia e vice presidente del Partito dei Verdi di Ucraina, Valerie Tsybukh, Giulietto Chiesa, che è un ex parlamentare europeo e il presidente dell’Alleanza “Alternativa”, Wayne Hall dalla Grecia, che è il coordinatore del sito web ” Enouranois”, Josefina Fraile dalla Spagna, che è un libero responsabile per la ricerca sull’ambiente della Piattaforma Internazionale contro la Modificazione del Clima ” Skyguards”, così come Claire Henrion dalla Francia, che è il presidente dell’associazione ACSEIPICA, e altri.

La conferenza si è tenuta grazie alla collaborazione tra le organizzazioni della società civile, riunite sotto la piattaforma internazionale “Skyguards”, in collaborazione con l’alleanza “Alternative”.

L’obiettivo principale della conferenza è stato quello di continuare il lavoro che era stato avviato nel 1998 dalla commissione del Parlamento europeo per gli affari esteri, la sicurezza e la politica di difesa, che ha portato all’adozione della “Risoluzione per l’ambiente, la sicurezza e la politica estera” il 14 gennaio 1999, con Theorin come relatore.

skyguards-QA-After-Conference-01 Mancanza di strumenti democratici, di diritti democratici e di trasparenza all’interno dell’Unione europea.

La proposta di risoluzione è stata ignorata dal 1999 fino ad oggi, e questo crea una grave carenza di diritti democratici, strumenti democratici, così come una grave carenza di trasparenza in seno all’Unione europea.

La proposta di risoluzione è stata ignorata, nonostante il fatto che essa richiedesse un esame accurato dei suoi risultati sugli esperimenti militari in corso in atmosfera, nonostante il fatto che fosse stata sottolineata la necessità di protezione della popolazione, la salute pubblica e l’ambiente, e nonostante il fatto che essa evidenziasse la necessità per i cittadini di avere i mezzi per capire lo scopo, l’estensione, e il significato di questi esperimenti. Dal 1999 però, non è stata adottata alcuna misura per garantire la trasparenza.

Quello che è successo dal 1999, tuttavia, è che si è verificata una diffusione significativa di disinformazione sugli esperimenti militari in atmosfera, e questo indica che sono state implementate tecniche ben collaudate e molto efficaci di ingegneria sociale per disinformare ed esporre i cittadini interessati come oggetti di scherno, con la conseguente negazione, da parte dei membri dei governi dell’Unione Europea, dell’ovvio, che è visibile a tutti coloro che osservano il cielo sopra l’Europa in un giorno normale.

Inoltre, la proposta di risoluzione è stata ignorata nonostante il fatto che in occasione della conferenza sia stata presentata la prova di come l’atmosfera della Terra è diventata un terreno di sperimentazione, cosa che sta minacciando la salute pubblica, la prova dell’irrorazione clandestina con sostanze di composizione sconosciuta e per scopi non dichiarati. Gli studi che erano parte delle prove presentate hanno documentato la crescente presenza di alluminio e di altri metalli nell’ambiente. Finora, non è stato pubblicato alcuno studio peer reviewed sull’effetto a lungo termine sulla salute umana e sull’ambiente, mentre l’irrorazione continua con un’intensità sempre crescente.

La mancanza di principi di precauzione più elementari. Sia la relazione del 1999 che il convegno del 2013 hanno condannato la sofisticata attività militare che viene effettuata in spregio dei principi di precauzione più elementari. La conferenza ha affrontato anche l’argomento dei nuovi sistemi di armamenti che si concentrano sull’uso militare della ionosfera, come ad esempio il programma HAARP, con base in Alaska, e il suo analogo nei pressi della città norvegese di Tromso e altrove.

I partecipanti alla conferenza hanno chiesto l’attuazione della mozione del 14 gennaio 1999, data l’abbondanza di prove documentali oggi esistenti, che sottolineano la gravità del problema. I partecipanti alla conferenza hanno sottolineato, che il Parlamento Europeo ha a sua disposizione lo strumento giuridico della Commissione parlamentare d’inchiesta ed è stata inoltrata la richiesta che tale comitato sia istituito senza ulteriori ritardi.

In assenza di una pressione pubblica consistente o di uno sviluppo catastrofico tuttavia, è improbabile che anche un’inchiesta parlamentare dia risultati per proteggere la popolazione dagli effetti della continua sperimentazione militare. Una grave carenza di strumenti democratici all’interno del sistema comunitario, la delega delle decisioni importanti ai commissari non eletti da una parte, e dall’altra la mancanza della possibilità del Parlamento Ue e dei cittadini dell’UE di incidere sulle attività militari condotte dalla NATO, e una generale mancanza di trasparenza per quanto riguarda le operazioni militari riservate nei paesi dell’Unione europea, sono solo alcuni degli ostacoli principali ai progressi per quanto riguarda la questione della geo-ingegneria e della modificazione del clima. Cioè, nonostante il fatto che queste operazioni o esperimenti possono avere un impatto diretto sulla popolazione generale. I partecipanti alla conferenza hanno sottolineato la necessità di un’informazione e un’iniziativa pubblica.

Alcuni dei relatori del convegno hanno segnalato che tenteranno di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su ciò che essi percepiscono come violazione dei principi europei, come un attacco contro l’ambiente e la salute dei cittadini, e come silenzio complice nell’occultamento di un illecito estremamente grave, che coinvolge la responsabilità legale e penale.

Articolo correlato:

Beyond Theories of Weather Modification. Civil Society versus Geo-Engineering

Risorse:

Testo integrale della Relazione
Perché stanno spruzzando nel mondo (Documentario Integrale)

Fonte: nsnbc.me 13 Aprile 2013
Traduzione: Anna Moffa per I Lupi di Einstein

http://ilupidieinstein.blogspot.it/2013/04/la-conferenza-dell-sulla-modificazione.html#more

VIDEO-DOCUMENTAZIONE qui:

http://www.nogeoingegneria.com/category/news/page/2/

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Se non avete ancora letto l’articolo di Federico sul World Political Forum, vi consiglio di leggerlo adesso (è interessantissimo, come tutti gli altri articoli da lui pubblicati sul Nuovo ordine mondiale).

Per chi non sapesse ancora a che cosa ci stiamo riferendo, è il caso di puntualizzare che il W.P.F. è uno dei tanti organismi come il CFR, l’Aspen Institute, il gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale, impegnati nella costruzione di un Nuovo governo mondiale e che vedono impegnati tra le proprie file politici di opposti schieramenti (ma allora dov’è questa opposizione?), dirigenti di grandi aziende, economisti, finanzieri, banchieri, e (sempre più spesso) qualche personaggio famoso del mondo musicale, del cinema o dello spettacolo (ingaggiato come “mascotte” del gruppo, forse per dare di esso un’immagine più positiva: è una mossa ad effetto che serve a noscondere agli occhi della maggioranza della popolazione il vero intento di simili congregazioni).

Il W.P.F. fu fondato nel 2003 da Mikhail Gorbachev, del quale forse pochi ricordano le dichiarazioni sulla “perestroika come primo passo verso la rifondazione dell’ordine mondiale”, e sui “dieci anni di tempo sprecati per la costruzione di un Nuovo Ordine Mondiale”.

In tale organismo, oltre al tristemente noto francese Jacques Attali, troviamo anche molti nostri connazionali tra i quali occorre citare i seguenti.

Francesco Cossiga, noto per i suoi legami con la struttura Gladio e quindi il suo coinvolgimento diretto nella creazione della strategia della tensione degli anni di piombo, diventato poi il primo Presidente della Repubblica che ha violato il sacrosanto articolo 11 (quello che proibisce all’Italia l’entrata in guerra per risolvere una controversia internazionale), ed infine ritornato di recente agli onori della cronaca per avere dichiarato che il governo (rispetto ai movimenti studenteschi contro la riforma Gelmini) avrebbe dovuto usare degli infiltrati per innescare degli scontri con la polizia e quindi “picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì”.

Giulio Andreotti, fin troppo noto e chiacchierato democristiano più volte Presidente del Consiglio, tante volte processato (e sempre “ovviamente” assolto) per sospetti legami con la mafia nonchè per l’omicidio Pecorelli

Emilio Colombo, altro esponente storico della Democrazia Cristiana, già diverse volte ministro e Presidente del Consiglio dei ministri, adesso senatore a vita come Andreotti, recentemente assurto agli onori della cronaca per il suo coinvolgimento in un’inchiesta sulla droga (da leggere al link precedente alcune trascrizioni delle sue conversazioni con un noto spacciatore di cocaina), ma di cui ricordiamo in questa sede che, nel 1989, ha presieduto una speciale commissione europea per il conseguimento degli obiettivi previsti del trattato di Maastricht.

Gianni De Michelis, ben noto a chi ha un po’ di memoria storica, come socialista craxiano dell’epoca degli scandali di “Mani pulite”.

… e … guarda un po’!

Giulietto Chiesa!

Ma come? vi chiederete voi, quel tipo là che sembrava quasi di estrema sinistra, il contestatore del sistema che denuncia persino l’auto attentato dell’11 settembre e che ammette (timidamente) persino la possibile esistenza di un fenomeno come le scie chimiche rispetto al quale afferma che occorrerebbe indagare, quel Giulietto Chiesa cui magari accordavate fiducia nel sentirlo così impegnato a denunciare tante malefatte del sistema, ce lo ritroviamo nello stesso gruppo di persone che ha come obiettivo quello di costruire un Nuovo Ordine Mondiale?

Beh, se non ci credete, leggetevi questo breve trafiletto tratto dall’intervista che Gorbachev ha rilasciato (guarda caso) proprio al suo compagno di associazione Giulietto Chiesa. Il titolo è già tutto un programma: “O nuovo modello di sviluppo o Apocalisse”.

Ma quale Apocalisse evoca? Quella innescata dalle scie chimiche? Dalla manipolazione climatica? Dall’avvelenamento vaccinale? Ma no, si riferisce alla crisi finanziaria (“dimenticando” che essa è artificiale), della crisi energetica connessa all’esaurimento delle riserve petrolifere (pensate forse che un uomo di punta del Nuovo Ordine Mondiale menzioni fonti energetiche pulite decentrate e poco costose come la fusione fredda?) e dei cambiamenti climatici (che ovviamente nelle sue parole sono collegati al Global warming, la famosa truffa che serve ad occultare il velenoso fenomeno delle scie chimiche e le pericolosissime modificazioni climatiche artificiali).

Del resto il W.P.F. si è schierato apertamente a favore della frode dell’effetto serra anche per giustificare (è la solita triste litania) regole globali per affrontare il problema (che in realtà è stato creato dalle stesse persone che affermano di volerlo risolvere).

Allora, vi chiederete voi: che ci sta a fare il signor Chiesa con gente di questo tipo, se non ne condivide appieno la maggior parte degli intenti, delle azioni e delle dichiarazioni programmatiche? Dunque forse capirete perché da lui non c’è da attendersi nessuna seria azione di indagine e men che mai di denuncia sulle scie chimiche.

D’altronde abbiamo già un Grillo che tuona dal pulpito, ma chiede poco più che un Parlamento composto da persone che non sono state (ancora) condannate, mentre dovrebbbe (se fosse onesto) lanciare veementi accuse a tutte le istituzioni per la loro complicità nel fenomeno delle scie chimiche (cui non osa accennare) e del signoraggio (di cui non tratta più).

Abbiamo un Travaglio che critica Berlusconi e nega l’esistenza del signoraggio (curioso il fatto che il suo forum sia moderato da un utente che usa lo pseudonimo di “La tigre della Malora”, al secolo Giovanni Giuliana, noto disinformatore – n.d.r.), un Di Pietro che ammette l’esistenza delle scie chimiche e del signoraggio e poi non osa contrastarli e, come loro, ci sono tanti altri gatekeeper, la cui funzione è impedire che le persone un po’ più smaliziate e meno succubi della propaganda di regime arrivino a prendere piena coscienza dell’inganno globale (per una più estesa trattazione del fenomeno dei gatekeeper, vedi l’esaustivo articolo i finti paladini della controinformazione).

Il signor Chiesa è quindi solo un altro personaggio da aggiungere a questa schiera, un gatekeeper, un guardiano del cancello che impedisce ai più curiosi di dare un’occhiata là dove i potenti non vogliono, perché, si sa, anche la gente che si crede più smaliziata in effetti tende a crearsi degli idoli ed a seguire dei leader, cullandosi nell’illusione che possano esistere ancora dei personaggi così famosi che restino intrinsecamente onesti.

E se il leader non affronta o minimizza il fenomeno delle scie chimiche, chi si fida di lui alzerà le spalle, quando qualcuno farà notare quelle strane scie persistenti che si espandono; inoltre continuerà a dubitare dell’esistenza persino di ciò che vede coi propri occhi, perché pensa che il proprio “guru” (che pure ha denunciato le menzogne dell’11 settembre), se esistessero le scie chimiche, le avrebbe già denunciate.

… sì, come no, magari con un bell’esposto alla magistratura firmato assieme ad Andreotti, De Michelis e Cossiga, giusto?

Quanto al cantante Bono, voce, front-man, idolo, figura carismatica dell’ormai decadente gruppo rock degli U2, che figura tra i membri del W.P.F., per il momento non mi esprimo. Non ho abbastanza elementi per poterlo giudicare un complice di oscure trame, un personaggio cooptato a forza (pena l’esclusione dallo star system), o semplicemente un ingenuo (ma in tal caso molto ingenuo) musicista con le tasche ormai piene di soldi.

Di sicuro è un cantante che ama dare di sè un’immagine di persona impegnata nella lotta contro la fame e la povertà nel mondo, ma che in realtà ha solo partecipato a qualche concerto di beneficenza, senza per questo mai denunciare fermamente il neocolonialismo economico, le politiche neoliberiste della globalizzazione. Il cosiddetto “impegno” di Bono e degli U2 è decisamente di basso profilo, come accade del resto per molta della cosiddetta “musica di protesta”.

Figuriamoci se potrebbe mai, un tal signore denunciare il marciume della medicina moderna, l’orrore delle vaccinazioni, delle scie chimiche o del signoraggio. Una persona come lui, se parlasse, verrebbe ascoltato attentamente, eppure non parla o, se denuncia, la sua è una denuncia vuota. Infatti quale azione seria ha egli intrapreso per fare aprire gli occhi della gente sul problema della guerra in Iraq, della militarizzazione degli U.S.A. e della Gran Bretagna o dell’ingiustizia del debito economico dei paesi del terzo mondo? Egli non va al di là delle parole generiche contro la guerra e, quando evidenzia il problema del debito internazionale (dei paesi poveri nei confronti del sistema creditizio internazionale), ovviamente evita di nominare il signoraggio.

Ammesso pure che egli non conosca il problema del signoraggio, diciamo pure che denunciare la questione del debito e tacere sulle responsabilità governative dell’11 settembre e su tutte le altre questioni correlate alle cospirazioni occulte dei padroni del mondo è il tipico atteggiamento dei gatekeeper. Qualcuno può anche farlo per ingenuità, ma che ci fa il signor Bono in un altro organismo assieme a Jimmy Carter, ex presidente degli U.S.A., uno di quelli che ha gestito la tirannia imperialista in prima persona? Guardate qui: www.ngws.org.

Purtroppo anche l’ottimo (musicalmente parlando) Brian Eno è entrato a far parte di uno di questi gruppi di costruttori del Nuovo ordine mondiale, in quanto figura tra i membri del CFR Europeo.

Che tristezza…

Fonte: La scienza marcia e la menzogna globale

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Meteorite e terremoto, il mistero messicano

Foto 5

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Sono centinaia le segnalazioni presenti in rete dell’avvistamento di un meteorite pochi minuti prima che il Messico occidentale venisse scosso da un terremoto di magnitudo 5.9. La scossa è stata registrata a 33 km a nord-ovest di La Union, il confine tra gli Stati di Guerrero e Michoacan, vicino alla costa del Pacifico. Il terremoto è stato avvertito anche a Città del Messico, (325 km di distanza), dove le persone si sono riversate in strada.

Video del Meteorite

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Morale

La scienza deve essere fondata sull’etica

Di Jan Quarius
http://storieriflessioni.blogspot.it

Dai tempi più antichi l’essere umano cerca risposte a domande. La maggior parte di queste stesse sono irrisolvibili o più precisamente prive di alcuna spiegazione logica e verificabile. Ad esempio perchè viviamo proprio sul pianeta Terra e non in un altro posto dell’universo, o se esiste vita dopo morte o no, oppure se l’universo è finito o infinito.

Già dall’inizio si voleva credere di avere delle risposte fondate su credi religiosi e non, poichè di altro non si disponeva. Alcuni si appassionavano delle stelle, considerando che quelle potessero dare delle risposte, gli altri invece rimanevano dentro ambiti diversi.
Si arriva ad un punto in cui viene introdotta la scienza, ossia quell’ambito di studio, ricerca e lavoro che si pone lo scopo di rispondere alle domande con il metodo della sperimentazione, e quindi in un modo ragionevole. Qui si inizia ad ipotizzare, inventare e scoprire, dimostrando anche la validità o la falsità di certe teorie. A questo punto si può dire che la scienza si basa sull’uso della ragione. Ma forse questo non è sempre vero? O forse la scienza di oggi non corrisponde ai suoi cannoni originali?
Margherita Hack dice che la ricerca dovrebbe essere libera da vincoli religiosi e soggiogata ad un unico preconcetto, quello di progredire nella sua applicazione in funzione del benessere degli esseri viventi.

Sembrerebbe quasi tutto giusto e vero. Nel medioevo abbiamo avuto molti scienziati impediti dalla religione nel loro studio, ma anche condannati. In fondo cos’è che tentevano di fare? Semplicemente di indagare, dandosi delle spiegazioni partendo da dei fenomeni naturali, che a molti sembravano ovvi, superficiali e stupidi. Ad esempio perchè sorgeva il sole, o quale era la forza che muoveva i pianeti o perchè splendevano le stelle cambiando anche il colore. Tutto questo alla religione non conveniva, perchè se almeno una di queste teorie fosse risolta, bisognava automanticamente dubitare sulle sacre scritture.

Risulta che la religione non è l’unico ostacolo della scienza. Ci possono essere anche altri nemici come l’ignoranza, l’odio, la chiusura mentale, il fanatismo, la politica, la guerra e il profitto. Questi sono altrettanto pericolosi. Paradossalmente succede che essi stessi possono diventare parte della scienza o peggio, il suo obiettivo.

In ogni epoca storica la scienza viene anche plasmata dalle ideologie dominanti, ma per fortuna dal passato si può imparare. Conosciamo individui che non erano proprio scienziati, ma che però tentarono di sfruttare gli scienziati anche corrompendoli o forzandoli semplicemente a dimostrare o creare qualcosa che non corrispondeva all’etica e alla giustizia.

Durante il nazismo venivano usati esseri viventi, uomini e animali, come cavie per sperimentazioni scientifiche. Lo scopo era di scoprire un’arma micidiale, di controllare le menti delle persone, la loro coscienza ed il loro limite. Venivano usate tecniche come la tortura, l’iniezione di veleni, il soffocamento con i gas, gli attacchi psicologici come l’imposizione di un bisogno o di una paura.

Non è tanto chiaro difatti se la scienza di oggi è basata sullo sviluppo umano. Anzi, spesso sembra che si basi sullo sviluppo di alcuni esseri umani. Ad esempio quando vengono fatti degli esperimenti nel cosiddetto “terzo mondo” trovando la scusa di aiutarli, ma poi risulta che quelli che godono dei risultati sono gli occidentali. Un altro esempio può essere la presenza di farmaci molto costosi che possono salvare la vita della gente ma che però costano tanto, quanto un cittadino medio non si può permettere.
La scienza può anche essere razzista, quando cerca di dimostrare la superiorità di un gruppo. Possiamo affermare dunque che tutte le derivazioni negative della scienza sono collegate tra di loro: gli interessi politici con la guerra e il profitto, il fanatismo con la chiusura mentale, ecc.
Tutto è giustificato in un qualche modo. Bisogna però ricordare che nulla dovrebbe essere giustificato dall’interesse materiale o intellettuale, come effettivamente diceva Primo Levi. Tutto deve essere per il bene dell’ambiente in cui viviamo e per quello dell’umanità.

Fonte:http://storieriflessioni.blogspot.it/2013/04/la-scienza-deve-essere-fondata-sulletica.html

http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2013/04/la-scienza-deve-essere-fondata-sulletica.html

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I climatologi non sono einstein, questo lo dice il suo successore

Il progresso etico è l’unica terapia per il danno prodotto dal progresso scientifico.

Freeman Dyson

è un fisico che insegna presso l’istituto di studi avanzati di Princeton, dove lavorava Albert Einstein. Quando Einsten morì nel 1955, ci fu l’inaugurazione, l’apertura per il titolo di “più brillante fisico del pianeta.” Dyson riempi il vuoto e se ne occupo. Così, ad esempio, quando il movimento del riscaldamento globale inizio, un sacco di gente si chiedeva perché lui non vi partecipasse. La ragione per cui lui è scettico è semplice, e l’ottantanovenne Dyson, me l’ha spiegato quando gli ho telefonato.

“Penso che ogni buon scienziato dovrebbe essere uno scettico”, ha detto Dyson.

Dyson è arrivato in America, dalla sua Inghilterra, a 23 anni e subito ha fatto grandi passi avanti nella teoria quantistica. Dopo di che, ha lavorato su un razzo a propulsione nucleare. Poi, alla fine del 1970, è stato coinvolto nella iniziale ricerca sui cambiamenti climatici, presso l’Istituto per l’analisi energetica a Oak Ridge in Tennessee.

“ Penso solo che loro non capiscono il clima “, ha detto dei climatologi “e che i loro modelli al computer sono pieni di fattori truffaldini “.

La ricerca, che ha coinvolto scienziati di diverse discipline, si è basata sulla sperimentazione. Gli scienziati hanno studiato tali domande come l’anidride carbonica atmosferica interagisce con la vita delle piante e il ruolo delle nubi sul riscaldamento. Ma questo approccio, ha perso contro l’approccio modellistico al computer, favorito dagli scienziati del clima. E questo approccio è stato sbagliato fin dall’inizio, Dyson ha detto.

Un importante fattore di correzione riguarda il ruolo delle nubi. L’effetto serra da anidride carbonica da solo è limitato. Per raggiungere le proiezioni apocalittiche strombazzate da Al Gore e company, i modelli devono includere l’ipotesi che la CO2 causi la formazione di nubi, in un maniera tale da produrre un maggiore riscaldamento.

“I modelli sono estremamente semplificati”, ha detto.

“Essi non rappresentano le nuvole in tutti i suoi dettagli. Hanno semplicemente utilizzato un fattore di correzione per rappresentare le stesse nuvole.”

Dyson ha detto che il suo scetticismo circa i modelli generati dal computer, è stato confermato da recenti segnalazioni che li sono giunte da uno studio di Ed Hawkins dell’Università di Reading in Gran Bretagna, che mostra le temperature globali sono piatte tra il 2000 e il 2010, anche se noi umani abbiamo riversato quantità record di CO2 nell’atmosfera durante quel decennio.

Questa è la rivendicazione per un uomo che è stato definito “un eretico civile” in un articolo della rivista New York Times per il suo punto di vista contrario. Dyson abbraccia questa etichetta, con l’implicazione che ciò, o chi si oppone, è un movimento religioso. Così fa il suo collega fisico di Princeton e collega scettico, William Happer.

“Ci sono persone che hanno solo bisogno di una causa che è più grande di loro”, ha detto Happer. “Poi si ci può sentire onesti e dire che le altre persone non sono oneste”

Per mostrare come incivile questa folla possa diventare, Happer mi ha inviato una mail, un articolo su un professore australiano, che propone – molto seriamente – la pena di morte per gli eretici, come Dyson. Come fece Galileo, che possono ottenere una sospensione della pena se ritratteranno. Io spero, che quel ragazzo non possa mai ascoltare l’affermazione più eretica di Dyson, ossia che l’atmosferica di CO2 potrebbe in realtà essere, il miglioramento dell’ambiente.

“E ‘certamente vero che l’anidride carbonica è un bene per la vegetazione”, ha detto Dyson. “Circa il 15 per cento dei raccolti agricoli sono dovuti a CO2 che mettiamo in atmosfera. Da questo punto di vista, è un vero valore bruciare carbone e petrolio.”

In realtà, ci sono prove più solide per gli effetti benefici di CO2 rispetto agli effetti negativi, ha detto. Allora perché il pubblico sente solo un lato di questo dibattito? Perché i media fanno un lavoro terribile per segnalare i negativi.

“Sono assolutamente disgustato”, ha detto dei giornalisti americani. “Questo è vero anche in Europa. E non capisco perché gli è stato fatto il lavaggio del cervello.”

Io conosco il perché: Sono pigri. Invece di scavare nei dettagli, la maggior parte dei giornalisti sono contenti di ripetere il mantra del “consenso” tra gli scienziati del clima. Il problema, detto Dyson, è che il consenso si basa su tali modelli informatici. I computer sono ottimi per analizzare ciò che è accaduto in passato, ha detto, ma non sono così bravi a capire cosa succederà in futuro. Ma un sacco di scienziati hanno costruito la loro carriera su di loro. Da qui l’odio per i dissidenti. “E’ stato simile anche in Unione Sovietica”, ha detto. “Chi avrebbe mai dubitato del futuro dell’economia marxista ? Tutto il resto era nella spazzatura.” C’è un sacco di spazio lasciato in quel bidone per le idee promulgate dal popolo più stupido, anche di Dyson. Che c’è posto per tutti.

Questa citazione dal grande HL Mencken cattura perfettamente la natura religiosa del loro climatico-culto.

“L’essenza della scienza è che è sempre pronta ad abbandonare una determinata idea, tuttavia fondamentale che può sembrare, per una migliore. L’essenza della teologia è che si tiene le sue verità essere eterne e immutabili.”

Fonte : http://blog.nj.com/njv_paul_mulshine/2013/04/climatologists_are_no_einstein.html
http://daltonsminima.altervista.org/

http://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/carbon-capture/i-climatologi-non-sono-einstein-questo-lo-dice-il-suo-successore/

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Alterazioni climatiche e geoingegneria: giocare ad essere Dio

24 maggio 2013

http://earthobservatory.nasa.gov/GlobalMaps/

Postiamo un articolo del 2011 per meglio comprendere la materia in questione.

Geoingegneria: giocare ad essere Dio

24 febbraio 2011 |

Fonte: http://www.tlaxcala-int.org

Originale: Geoingeniería: Jugar a ser Dios
Mariló Hidalgo Tradotto da Alba Canelli Editato da Aurora SantiniCurzio Bettio

Piogge anticipate, controllo degli uragani, neve per mitigare la siccità, riduzione della dimensione della grandine, tutto questo è tecnicamente possibile, grazie alla geoingegneria. Intervento tecnologico e scientifico su scala globale per cercare di contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Un gioco pericoloso con conseguenze imprevedibili.

Primavera tutto l’anno
In un primo momento un gruppo di scienziati autorevoli, sostenuti dagli Stati Uniti, nega categoricamente gli effetti del cambiamento climatico. In seguito non solo lo accetta, ma propone misure tecnologiche per salvare il pianeta dalla crisi climatica. Lo stesso percorso seguono la maggior parte degli stati del nord del pianeta, responsabili della maggior parte delle emissioni di CO2. Il settore privato, in cui rientrano le multinazionali chimiche, silvicole, petrolifere e agro-alimentari, lo stesso che aveva contribuito e beneficiato di questo caos, dà il benvenuto a questa specie di piano B provvidenziale che pretende di ignorare il cambiamento climatico.

Che cosa provoca questo cambio di opinione? Ammettere fin dall’inizio i fatti avrebbe significato riconoscere il fallimento del modello economico attuale, cosa che non interessa in alcun modo, perché continua a produrre benefici. D’altra parte, parlare di un cambiamento di paradigma sarebbe una misura molto impopolare tra la popolazione. Soluzione? Lasciare le cose come stanno e cercare altre “vie d’uscita” per mitigare gli effetti di questo ormai inarrestabile cambiamento climatico. Qualcosa che consenta di proseguire con le emissioni di CO2, il livello attuale di produzione e ovviamente di consumo e che garantisca la continuità del sistema attuale.

È in questo contesto che nasce la geoingegneria, il famoso piano B, un ramo dell’ingegneria che applica i progressi tecnologici su larga scala, per contrastare gli effetti dei cambiamenti nella chimica atmosferica. E, curiosamente, i negazionisti sono i principali promotori di queste nuove tecnologie. Coincidenza? Il giornalista indipendente Miguel Jara, specializzato nella ricerca e analisi delle questioni sanitarie e ambientali, ha studiato approfonditamente questo tema e gli ha persino dedicato un capitolo in uno dei suoi ultimi libri: La salud que viene: Nuevas enfermedades y el márketing del miedo (La salute a venire: nuove malattie e il marketing della paura) (Península).

“Se abbiamo contribuito tutti a scaldare il pianeta, perché non potremmo raffreddarlo?”, argomentano i difensori della geoingegneria.
L’autore spiega che “durante gli ultimi dieci anni, più o meno da quando si è iniziato a dimostrare l’influenza umana sul cambiamento climatico e quindi a mettere in discussione l’attuale modello di produzione e consumo capitalistico, sono emersi enti che, finanziati dall’industria petrolifera e chimica, con l’Exxon in testa, hanno cercato di creare confusione circa l’esistenza del cambiamento climatico per ritardare l’adozione di misure destinate a combatterlo, non potendo beneficiarsene”. Con il passare del tempo, il degrado ambientale è così evidente, ed anche la loro attività di lobby e di disinformazione, che la strategia sta cambiando. Ora non vi è alcun dubbio sull’azione dell’uomo e della sua società dei consumi sul clima, ma s’insiste sulla “mitigazione” e sull’”adattamento” del nostro sistema al cambiamento climatico. Ciò vuole essere fatto attraverso un nuovo mercato, quello fornito dalla geoingegneria: regolare la temperatura del pianeta a livelli confortevoli per la vita attraverso progetti di tecnologia molto complessi e molto costosi. In altre parole, non toccare il sistema economico ci ha portato a questa situazione e a dover fare nuovi affari con le tecnologie per combattere il cambiamento climatico.

“Se abbiamo contribuito tutti a scaldare il pianeta, perché non potremmo raffreddarlo?”, argomentano i difensori della geoingegneria. Una questione che dalla metà degli anni novanta viene discussa nell’ambito della stampa scientifica non solo statunitense ma anche europea. A tal fine vengono esaminate varie proposte e sono stati realizzati vari esperimenti, nonostante l’Organo sussidiario di consulenza scientifica, tecnica e tecnologica delleNazioni Unite stabilisca che “nessuna attività di geoingegneria concernente il clima avrà luogo finché non ci sarà un’adeguata base scientifica per giustificare tali attività.”

Chi giustifica tali attività, chi le controlla … sono pericolosi spazi bianchi. Nel frattempo, la chiave sta nel saper vendere. Così, progetti che non erano mai stati sottoposti ad un controllo in base ad un minimo di garanzie etiche, economiche, ecologiche o sanitarie, stanno acquisendo legittimità di fronte a governi e istituzioni scientifiche. Sono venduti come progetti “verdi”, “ecologici”, di “promozione dello sviluppo”. Perché non godersi la primavera la maggior parte dell’anno?

Cosa si sta facendo

Sebbene esistano pubblicazioni sulle ricerche di geoingegneria, mancano spiegazioni valide per avvicinare la questione al cittadino comune. La modificazione ambientale viene effettuata da tempo. Nel 1932 e 1949, vennero fatti i primi esperimenti con sostanze chimiche per creare pioggia artificiale, ancora prima che si parlasse di cambiamento climatico. Ma ci sono molte più cose in cantiere.

Il gruppo ETC, un’organizzazione internazionale con sede a Ottawa (Canada), ha speso anni nella ricerca e analisi di questo tema. I suoi membri difendono l’adozione di una moratoria sulla geoingegneria e avvertono del pericolo degli esperimenti compiuti in questo campo. Nella loro relazione ‘Geo ingegneria: giocando con Gaia‘, parlano di tre categorie di esperimenti: conduzione o gestione della radiazione solare, cattura o rimozione di anidride carbonica e cambiamento climatico. Non è fantascienza.

Gestione della radiazione solare:

  • Aerosol di solfati nella stratosfera: si lanciano nanoparticelle di solfato o di alluminio nella stratosfera mediante aerosol per bloccare la luce del sole. In questo modo si abbassa il termostato della Terra senza ridurre i livelli di gas serra nell’atmosfera.
  • Sbiancamento di nuvole: si spruzza acqua di mare nell’atmosfera per aumentare il potere riflettente e la condensazione delle nuvole, e così riflettere verso lo spazio la maggior parte dei raggi del sole.
  • Schermi spaziali: lancio di miliardi di piccoli veicoli spaziali automatici che agiscono come specchi, a migliaia di chilometri sopra la Terra, per evitare che una parte dei raggi solari raggiunga la superficie del pianeta, riducendo così il riscaldamento globale.
  • Miglioramento dell’albedine: si tratta di incrementare il potere riflettente della superficie terrestre piantando colture più bianche o più brillanti, o coprire regioni desertiche o montuose con materiale bianco riflettente.

Implicazioni:

La manipolazione artificiale della radiazione solare potrebbe innescare uno squilibrio nel fragile equilibrio dei complessi ecosistemi che si sono evoluti nel corso di millenni. La gestione della radiazione solare è uno strumento grossolano (anche noto come “Piano B”) e sarebbe una misura di emergenza per raffreddare il clima in situazioni catastrofiche. Tuttavia, è visto sempre più come parte di una nuova gestione globale permanente, in cui diverse variabili potrebbero essere ottimizzate per ottenere un clima “agli ordini”. È dimostrato che l’impatto sui climi regionali sarebbe diverso, ma non si sa abbastanza per le tecniche di simulazione che esistono adesso. I paesi in grado di applicare tali tecnologie tenderanno di fatto una mano al termostato e l’altra al ciclo idrologico.

Rimozione del biossido di carbonio
  • Fertilizzazione oceanica: Si tratta di provocare la cattura del carbonio in mare, utilizzando ferro o azoto per stimolare artificialmente la crescita del fitoplancton.
  • Miglioramento per affondamento o risalita del materiale oceanico: si riferisce all’uso di tubi giganti per trasportare le acque arricchite con azoto o fosforo dalle profondità dell’oceano e raffreddare le acque superficiali per migliorare la cattura di CO2 dal mare.
  • Ingegneria genetica delle alghe: L’utilizzo di alghe progettate geneticamente, di solito realizzate con tecniche di biologia sintetica, per coprire edifici, stagni aperti o la superficie oceanica al fine di catturare il biossido di carbonio.
  • Macchine per assorbire anidride carbonica o alberi artificiali (cattura dell’aria): è l’estrazione di CO2 dall’aria: il biossido di carbonio viene fatto passare attraverso un filtro posto in tali “alberi” e viene risucchiato. L’anidride carbonica estratta viene sepolta o gettata in mare allo stato solido.
  • Biochar (Carbone agricolo): Impiantare enormi quantità di biomassa e bruciarla mediante pirolisi (in un ambiente a basso livello di ossigeno) e seppellire le concentrazioni di carbonio nel suolo. Una proposta sostenuta dall’International Biochar Initiative (insieme di corporation). La produzione industriale di Biochar afferma che questa è una metodologia che fa riferimento alla precolombiana metodologia indigena tradizionale di terra preta amazzonica, ma le pratiche variano molto per qualità e dimensioni.
    [N.d.tr. : la terra preta, terra nera, e’ un tipo di terriccio che viene ritrovato in alcune zone del bacino del rio delle Amazzoni.
    Apparentemente questo terriccio e’ stato “fabbricato” da una civilta’ precolombiana, mescolando carbonella (il biochar) con terra.
    Il fine era di ammendare il terreno agricolo incrementandone la produttivita’.
    Caratteristica della terra preta e’ di contenere carbonio in forma chimica durevole e dalla struttura fisica microporosa.]
  • Cattura e stoccaggio del carbonio: più che una procedura specifica, è un concetto che si riferisce alla cattura del CO2 alla fonte (cioè, prima che entri nell’atmosfera) e al suo immagazzinamento negli oceani o in formazioni geologiche sulla terra ferma. Per la maggior parte degli esperti, ciò non è da considerarsi geo- ingegneria, in quanto cerca di catturare il CO2 prima che sia rilasciato nell’atmosfera. Tuttavia, è un problema dal punto di vista ambientale, perché un rilascio accidentale di CO2 immagazzinato potrebbe provocare un disordine climatico repentino.

Implicazioni:

Quando si utilizzano su larga scala, le tecnologie di rimozione del biossido di carbonio che garantiscono la cattura del CO2 dall’atmosfera dopo che è stato rilasciato possono distruggere, alterare involontariamente o provocare effetti collaterali secondari imprevedibili in ecosistemi complessi come i nostri oceani. La durata, affidabilità e sicurezza della cattura di carbonio (con meccanismi biologici o meccanici), a terra e nel mare, sono sconosciute. Inoltre, essa richiederebbe massicci investimenti, e l’esperimento dovrebbe essere condotto su larga scala per poter avere un impatto significativo sul clima. Molte di queste tecniche richiedono consumi non-sostenibili o cambiamenti nell’uso della terra e dei mari, che danneggerebbero le reti trofiche marine e il sostentamento di migliaia di persone che vivono di pesca artigianale.

Modificazione climatica

La modificazione climatica ha un passato lungo e controverso, compreso il suo uso militare nella guerra del Vietnam. Oggi dozzine di paesi la praticano, nonostante la mancanza di prove scientifiche della sua efficacia. È causa frequente di conflitti tra comunità vicine che pensano che la pioggia sia rubata dai seminatori di nuvole. L’impatto della modificazione climatica può essere forse più locale e a breve termine, tuttavia, è legato alla geoingegneria storica e scientifica.

  • Semina di nuvole (per provocare precipitazioni). Quest’attività è praticata fin dal XIX secolo, con essa si prometteva pioggia agli agricoltori in difficoltà a causa della siccità, e successivamente veniva usata come tecnica militare per sabotare i movimenti delle truppe. Anche se si basa su una scienza discutibile, la semina di nubi può avere un impatto molto grave nei luoghi in cui è effettuata. Può provocare conflitti tra comunità vicine per via dei cambiamenti nei modelli di precipitazioni.
  • Soppressione o re-indirizzamento degli uragani: ci sono già brevetti in attesa di approvazione su tecnologie non testate che garantiscono la soppressione o la modifica della direzione degli uragani.
Implicazioni:

Le tecniche di modificazione del clima hanno dimostrato effetti locali, ma non sappiamo quali altre modifiche hanno provocato ai modelli climatici regionali. Deviare uragani e modificare tempeste può avere impatti devastanti a livello globale e regionale. Ad esempio, è probabile che il percorso di un uragano venga deviato artificialmente, intenzionalmente o accidentalmente, verso una popolazione indifesa.

Chi c’è dietro
Il gruppo ETC ha iniziato a denunciare la geoingegneria alcuni anni fa, ma fu nella Conferenza mondiale dei popoli sul cambiamento climatico e sui diritti della madre terra, convocata dal governo boliviano nell’aprile 2010 a Cochabamba, che venne lanciata una campagna globale contro queste tecnologie, con la partecipazione di centinaia di organizzazioni e reti ambientaliste, contadini, indigeni, donne ed altri (www.nomanipulenlamadretierra.org). Abbiamo parlato con Silvia Ribeiro, ricercatrice e coordinatrice del programma del gruppo ETC, perché ci spieghi chi c’è dietro a tutto questo. “In cima alla lista dei promotori della geoingegneria c’è la Royal Society del Regno Unito, la più importante istituzione scientifica dell’Inghilterra, la National Academy of Sciences USA, e le loro corrispondenti in Canada, Germania e Russia”. Seguono i politici più preoccupati della loro rielezione che del cambiamento climatico. Oggi della geoingegneria si discute nei parlamenti e nei congressi più come una questione elettorale che come soluzione al cambiamento climatico. Le grandi industrie energetiche, aerospaziali e militari ascoltano prudentemente da dietro, tollerando la baraonda scientifica e lasciando che i cervelli conservatori (gli stessi che prima negavano i cambiamenti climatici) ricevano tutte le critiche. Una volta che altri causano lo “shock”, affermando che il cambiamento climatico incombe su di noi e non c’è modo per ridurre i gas a effetto serra in tempo, l’industria può presentare quindi la “terapia” perfetta: soluzioni tecnologiche che altereranno la stratosfera e/o ristruttureranno la superficie degli oceani per darci un po’ più di tempo.

Un’ulteriore prova di questo quadro e dei suoi protagonisti, la troviamo in un documento di quasi mille pagine realizzato da un gruppo di scienziati e ricercatori, pubblicato nel 1992, cinque anni prima del vertice di Kyoto, dal titolo “Implicazioni della politica del riscaldamento da effetto serra, mitigazione, adattamento e base scientifica”. “I suoi autori, dice Miguel Jara, sono un vastissimo gruppo di scienziati: l’Accademia Nazionale delle Scienze (National Academy of Sciences), l’Accademia Nazionale di Ingegneria (National Academy of Engineering) e l’Istituto di Medicina (Institute of Medicine), tutti degli Stati Uniti”. Come potete vedere, si tratta di elevatissime istanze del mondo scientifico americano. Va ricordato che nello stesso 1992 si è tenuta la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, che ha dato luogo a una serie di accordi, attraverso i quali i paesi del mondo si sono riuniti per la prima volta ad affrontare questo problema. Dietro la geoingegneria ci sono governi come quello degli Stati Uniti e i governi occidentali, alte istituzioni accademiche che sostengono ‘scientificamente’ l’attuale modello economico e imprenditoriale, alcune di queste che figurano tra i promotori dello studio appartengono al settore automobilistico, e non hanno alcun interesse a cambiare verso un modello più ecologico di produzione e di consumo per limitare il cambiamento climatico. “. Tutti loro brandiscono argomenti per giustificare la geoingegneria, fanno appelli perché vi siano maggiori investimenti nella ricerca ed esigono un maggior margine di manovra per fare esperimenti.

Alcuni mesi fa Bill Gates ha annunciato che stava finanziando un ambizioso progetto per fabbricare nuvole negli oceani, utilizzando ioduro d’argento.Il progetto è noto come “Silver Lining Project” ed è ufficiale dal maggio 2010, nonostante contravvenga alle risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che vietano chiaramente agli Stati di alterare il clima e li obbliga a proteggerlo in vista “delle generazioni presenti e future dell’umanità.” Lo ioduro è usato da anni in molti paesi per ridurre i danni causati dalla grandine.

Come ce la vendono?
I difensori della geoingegneria sanno che è molto difficile vendere questa proposta ai cittadini che già diffidano della scienza, dell’industria e dei governi, in relazione al cambiamento climatico. Inoltre, hanno potuto verificare che tutti gli sforzi fatti a loro tempo per far credere alla cittadinanza che il cambiamento climatico non esisteva, sono stati un fallimento. Questo ha fatto cercare loro altre strade. La paura si è convertita in un loro alleato. La velocità con cui si manifestano gli effetti del cambiamento climatico suscita timore tra la popolazione, una situazione che è sfruttata dalle aziende per vendere le loro “soluzioni miracolose”. Con la geoingegneria si può “salvare il pianeta”, “ripristinare l’equilibrio”, “regolare il clima”, “evitare disastri ecologici”, ecc.

Il Gruppo ETC svela gli argomenti e le strategie che stanno utilizzando questi gruppi per andare avanti con i loro piani di geo ingegneria:

Piano A (azione). La geoingegneria è più veloce ed economica che riscuotere tasse sulle emissioni di gas a effetto serra o ridurli. Dunque, perché aspettare? (Così la pensano Bjorn Lomborg del Copenhagen Consensus Center; Richard Branson, direttore esecutivo della Virgin Airlines e l’American Enterprise Institute).

Piano B (Backup). Dobbiamo preparare un Piano B, perché stiamo andando verso una catastrofe climatica inconfutabile. (Presa di posizione della Royal Society del Regno Unito, dello scienziato Ken Caldeira della Carnegie e dello scienziato David Keith dell’Università di Calgary).

Piano C (Commercio). Si può guadagnare molto denaro (e crediti di carbonio) con la geoingegneria (così la pensa Climos, società di fertilizzazione oceanica, e la lobby International Biochar Initiative).

Piano D (Difesa). Il controllo del clima, in particolare il controllo regionale, offre importanti vantaggi militari. Si tratta di un problema di sicurezza. (Lowell Wood, creatore dell’operazione Guerra delle Galassie, e il DARPA, Agenzia di Ricerca in Progetti Avanzati per la Difesa degli Stati Uniti).

Piano E (Ecologico). L’emergenza ecologica indica che è urgente mettere in marcia la geoingegneria. (Frozen Protection Campaign dell’Istmo, Environmental Defense Fund).

Alterazioni della salute

Giocare a essere Dio genera pericoli irreversibili non solo per il pianeta, ma anche per gli altri esseri viventi. Sono molti ad avvertire che in un secondo geologico stiamo manipolando sistemi molto complessi, che hanno impiegato migliaia di anni per svilupparsi, e ignoriamo gli effetti che ciò potrebbe comportare. Per quanto riguarda l’essere umano, mettono in guardia sull’emergere di nuove malattie che potrebbero essere correlate a questi esperimenti. “Parliamo di patologie emergenti che ogni volta influenzeranno sempre più persone, dice Miguel Jara, e che sono causate dall’inquinamento ambientale e soprattutto chimico-tossico che subiamo”. Tutti questi prodotti, chimici, biomateriali, farmaci di nuova generazione, lanciati nell’atmosfera, poco a poco vanno a posarsi sul suolo ed entrano in contatto con gli esseri umani. Essendo molte di queste sostanze nuove, il nostro sistema immunitario non le riconosce, e quindi è in grado di produrre una vasta gamma di malattie: sensibilità chimica multipla, affaticamento cronico, qualche nuovo tipo di leucemia, sindrome di Morgellons, ecc.
Tutte queste “fumigazioni chimiche” vengono condotte da qualche tempo in tutti i paesi del mondo in mezzo ad una grande segretezza. Si stima che ogni anno muoiano migliaia di persone in seguito ad una di queste malattie emergenti, anche se attualmente è difficile dimostrare la connessione tra di loro.

“Non manipolate la Madre Terra!”
Il Gruppo ETC è riuscito a riunire oltre un centinaio di organizzazioni della società civile per far pressione e frenare gli esperimenti di geoingegneria. A tale scopo i membri del gruppo hanno condotto la campagna “Non manipolate la Madre Terra”. L’obiettivo era di costruire un movimento globale per contrastare gli esperimenti di geoingegneria nel mondo e chiedere ai governi che li proibiscano, sia a livello nazionale sia globale. Sostengono la campagna organizzazioni di base, reti internazionali di contadini, popolazioni indigene, così come rinomati ambientalisti e attivisti nel perseguimento della giustizia sociale come Vandana Shiva, Bill McKibben, David Suzuki e Naomi Klein.

La ricercatrice dell’ETC, Silvia Ribeiro, ci parla dell’ultima vittoria conseguita. ”Il 29 ottobre 2010, le Nazioni Unite, applicando il principio di precauzione, hanno adottato una moratoria globale sulla geoingegneria, riconoscendo che si tratta di tecnologie ad alto rischio che potrebbero avere ripercussioni sulla biodiversità e altro ancora. Ciò ostacola le iniziative private e pubbliche che pretendono di assumere il controllo del termostato globale, con la motivazione di manipolare il clima per raffreddare il pianeta dal riscaldamento globale, provocato dagli stessi paesi e aziende che promuovono la geoingegneria. Ma non significa che questa lotta sia finita. Per mantenere e far rispettare tale la moratoria, sarà necessario che la vigilanza da parte della società continui e che venga segnalato qualsiasi tentativo di violazione, mentre ci si prepara per rafforzarla, e continuare a denunciare le false soluzioni alla crisi del clima”.

Dobbiamo porre un freno a quest’ansia di “riparare la macchina Terra” a qualsiasi costo, con lo scopo di dominare qualsiasi forma di vita che abita questo pianeta. In nome della libertà, della scienza, del progresso, si stanno portando a termine vere e proprie atrocità alle spalle del cittadino. Un cittadino che non è informato né sulle decisioni che guidano le ricerche che si stanno realizzando, né sulla portata e l’impatto che queste hanno sulla natura, la società e il futuro della razza umana. Le decisioni vengono prese tra “soci” uniti dal potere e dal denaro, e sono loro stessi a dettare le regole.

Alcuni storici parlano dell’esistenza nell’antichità di una civiltà avanzata, in possesso di una grande tecnologia in grado di controllare a proprio piacimento le forze della natura, e che ha vissuto una tragica fine a causa della sua eccessiva ambizione. Questo si riflette in molte leggende e scritti. Ciò che è scritto nel passato ci chiede in qualche modo di non dimenticare la nostra storia e i nostri errori per non ripeterli. La Terra non è un laboratorio, è la nostra casa. Cercare di cambiare la vita, il pianeta e i suoi cicli, significa violare la legge naturale, contro la rete che collega tutto il creato. E questo, prima o poi, si rivolterà contro di noi. La storia si ripete.

►Per ulteriori informazioni:

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Ufficiale, il “Riscaldamento Globale” non è più un dogma!

(articolo originale con link) http://quintoelementomusical.wordpress.com/2013/06/05/ufficiale-il-riscaldamento-globale-non-e-piu-un-dogma/

Quando da più parti palesavamo dei dubbi sulla teoria del “riscaldamento globale di origine antropica” le reazioni erano le più varie, dalla accusa di essere “al soldo dei petrolieri” o della lobby del carbone, alla minaccia di Trattamenti Sanitari Obbligatori, fino all’accostamento semantico al “male assoluto” tramite l’uso dell’ingiurioso termine “negazionista“. Da oggi però anche i più ligi epigoni del pensiero collettivo dovranno accettare una relativizzazione dei loro dogmi. Il colonnello e noto meteorologo Paolo Ernani ha rilasciato una intervista, publicata dall’ufficialissimo Meteoweb che, dopo il famoso caso del “climategate” e dopo i dubbi espressi dallo stesso Lovelock o dalla Università di Reading (UK) fa luce sull’argomento sollevando il velo di ipocrisia su dati reali ed interessi in gioco (ricordiamo, pacatamente, che tutto il dibattito sulla “geoingegneria” parte dall’accettazione di questo dogma). A voi la lettura.

Clima, intervista all’esperto: “sì, sta arrivando una nuova era glaciale ma non ve lo dicono per le lobby del global warming”

Neve06L’articolo pubblicato stamani con le dichiarazioni del Colonnello Paolo Ernani, noto meteorologo italiano, ha destato molto scalpore. Non si tratta, infatti, di quisquilie. Abbiamo intervistato lo stesso Ernani per capirne di più, e gli abbiamo chiesto quale sarà l’evoluzione termica della Terra nei decenni che verranno.
“Recenti nostri studi fanno pensare che qualcosa di rilevante si stia già manifestando“, ci ha risposto. “Per esempio nel calcolare sulla penisola italiana la temperatura media annua (1997-2012) e la sua relativa linea di tendenza abbiamo notato che quest’ultima tende a scendere. In parole più semplici la temperatura media sull’Italia ha smesso di salire dalla fine del secolo scorso e da allora, anno dopo anno e in maniera quasi impercettibile,sta scendendo. Insomma è in atto un’inversione di tendenza che sarà palpabile anche nello scorrere di questo anno 2013. In definitiva col passar del tempo (anni) farà sempre più freddo“.
spagna-apocalisse-di-neve-sui-pirenei-L-ZJieUUPerché siete orientati nel sostenere questa ipotesi?
“La risposta la si può trovare nelle pieghe del mio libro “effetto serra e macchie solari” edito nel 2006 da Sovera e che qui esplicito brevemente. Sappiamo per certo che tra il periodo freddo (1645-1715) relativo al minimo di Maunder e quello caldo attuale sono trascorsi 300 anni e che questo periodo caldo ( fino al 1996 circa) è correlato con un forte aumento delle macchie solari. Tale situazione tuttavia si sta modificando abbastanza rapidamente. Gli ultimi tre cicli solari (con lunghezza temporale media di 11 anni) si stanno affievolendo, ossia il sole sta perdendo potenza e di conseguenza anche la temperatura del Pianeta tornerebbe di nuovo a scendere dando così il via all’inversione di tendenza cui seguirebbe una instabilità planetaria associata non solo a fenomeni iniziali estremi quali forti piogge (basta vedere che cosa sta succedendo nell’Europa centrale) alternate a periodi poco piovosi, freddo intenso seguiti da periodi di caldo, tempeste violente ecc. ma porterebbe infine la temperatura verso valori via via sempre più bassi fino a generare decennio dopo decennio un’altra piccola era glaciale (io la situerei tra 2035-2045; altri ricercatori ancora più avanti)“.

Se tutto ciò si verificasse, cosa accadrà? “Si potrebbero ripetere su gran parte dell’Europa i fenomeni meteorologici avutisi durante il minimo di Maunder e cioè temperature abbastanza fredde ed espansione dei ghiacciai di diversi gradi di latitudine più a sud (nell’emisfero nord) rispetto alle posizioni attuali. Il discorso che abbiamo fatto sinora è condiviso anche da altri studiosi. Non molti in verità e tuttavia non siamo ben visti dai fautori del Riscaldamento globale spesso coccolati dalle lobby dell’energia eolica e fotovoltaica comodamente inserite nell’IPCC (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici di cui, Al Gore, ne è l’espressione più rappresentativa)”.

Scelto per voi da PEPE RAMONE

Vedi anche: CO2: 5.485 citazioni possono essere sbagliate???
http://quintoelementomusical.wordpress.com/2012/10/07/co2-5-485-citazioni-possono-essere-sbagliate/

Lovelock : “Troppo allarmismo, le temperature non stanno più aumentando”
https://quintoelementomusical.wordpress.com/2012/04/26/lovelock-troppo-allarmismo-le-temperature-non-stanno-piu-aumentando/

Scopri di più su : www.nogeoingegneria.com

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Cambiamenti climatici: l’Europa ormai nell’era dell’adattamento

Il rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente ammonisce: le conseguenze sono inevitabili, dobbiamo limitare i danni

Se vuole uscirne vincente, l’Europa deve adattarsi alla sfida dei cambiamenti climatici, e ridurne l’entità: parola dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea). Che, con un nuovo rapporto, mostra rischi ed opportunità celati nel climate change. Secondo lo studio, infatti, nonostante gli sforzi e i progetti di molti Stati europei per mantenere l’aumento di temperatura sotto i 2ºC, stiamo andando verso un’era che impone di adeguarsi a cambiamenti comunque in corso. Per mitigarli, molte città e regioni europee stanno già sviluppando progetti che attraverso la tecnologia, la governance o un uso diverso delle risorse possano aiutarle ad affrontare siccità, aumento delle precipitazioni o altri effetti estremi provocati dal riscaldamento globale. Il tutto con un occhio di riguardo a un dettaglio importante, vista la crisi in cui versa gran parte d’Europa: adattarsi può fare risparmiare somme enormi di denaro, sia pubblico che privato.

Progetti tecnologici e ingegneristici; approcci basati su natura ed ecosistemi; innovative politiche a livello locale: sono i tre tipi di misure, indicate rispettivamente come “grigie”, “verdi” e “soft” che, se combinate fra loro, secondo il rapporto Adaptation in Europe possono aiutare gli Stati europei ad uscire da un’impasse nella lotta ai cambiamenti climatici che si sta facendo pericolosa. Non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico. Una necessità, dunque, che può portare a grossi vantaggi. Un esempio? Barcellona, città con seri problemi di scarsità idrica, combinando misure grigie (come la costruzione di un impianto di dissalazione) e soft (come gli incentivi per la riduzione dei consumi di acqua), si prepara ad affrontare prolungati periodi di siccità.

Gli eventi meteorologici estremi interessano tutto il continente: se nelle zone artiche, settentrionali ed alpine si hanno allarmanti aumenti delle temperature medie e gravi perdite di specie e biodiversità, nell’Europa centrale e orientale i problemi principali sono legati alla diminuzione delle precipitazioni e all’aumento degli incendi, con relativa riduzione del valore commerciale delle zone boschive. L’area che soffre di più, insieme a quella artica, sembra però quella mediterranea, che racchiude quasi interamente l’Italia. Lì, infatti, ai problemi che attanagliano il resto del continente si aggiungono quelli della pesante riduzione di portata dei fiumi, di una ormai imminente desertificazione e del possibile arrivo di malattie tropicali. Come quelle trasmesse dalle zanzare, che hanno reso il nostro Paese all’avanguardia nello sviluppo di sistemi che le possano prevenire.

In particolare, Regione ed Arpa Emilia Romagna hanno sviluppato un sistema (ben spiegato nello studio) per il monitoraggio sanitario che (dopo il verificarsi proprio nella pianura emiliana dei primi due casi di contagio in Europa negli ultimi cinque anni), avverta sulle emergenti malattie trasmesse da insetti come la zanzara tigre asiatica (Aedes albopictus), appunto. Ma anche sui rischi per la salute causati da ondate di calore nelle aree urbane e sui possibili danni a persone e proprietà da fenomeni idrogeologici, a partire da quelli legati alle esondazioni del Po. Di queste, infatti, si prevede un aumento nei prossimi anni che potrà portare ad enormi esborsi da parte della collettività.

Se da una parte il costo di adattamento può essere elevato, dall’altra i risparmi complessivi dovuti ad alcuni interventi di adattamento sono ben superiori. Quello con cui si sta ristabilendo lo stato naturale del bacino del Danubio, ad esempio, è uno dei più grandi progetti in questo senso attualmente in corso. Anche se avrà un costo stimato di 183 milioni di euro, dovrebbe aiutare a prevenire inondazioni come quella del 2005, che in Svizzera, Germania, Austria e Romania causò ben 396 milioni di euro di danni.

Nell’Ue, tra il 1980 e il 2011 le perdite economiche per cittadini e imprese dovute alle alluvioni sono state più di 90 miliardi di euro. Per questo, come ricordato recentemente a Bruxelles dal Commissario europeo per il clima, Connie Hedegaard, la Strategia Europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici è da considerarsi una politica per la coesione sociale. “L’adattamento riguarda nuovi modi di pensare e di affrontare rischi e pericoli, incertezza e complessità”, afferma invece Jacqueline McGlade, direttore esecutivo della Eea: “Ciò richiederà agli europei di cooperare, per imparare gli uni dagli altri, e di investire nelle trasformazioni a lungo termine necessarie per sostenere il nostro benessere di fronte al cambiamento climatico”.

Andrea Bertaglio
Fonte: www.lastampa.it
2.06.2013

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Scie chimiche: effetti sulla salute e sul clima (articolo di Luca Romaldini)

Pubblichiamo un articolo del climatologo Luca Romaldini. Il testo presenta gli aspetti salienti della questione “scie chimiche”, inquadrandone la matrice militare, dietro il paravento degli “esperimenti” volti a mitigare il cosiddetto “riscaldamento del pianeta”. Non sfugga il piglio ironico dell’autore, un’ironia tanto più pungente quanto più forte è la condanna nei confronti di avvelenatori e negazionisti.

La polvere di vetro speciale (porous-walled glass microsphere) dovrebbe assorbire parte del CO2 e soprattutto riflettere i raggi solari, impedendo loro di giungere sulla Terra in eccesso.

Il punto è che gli esperimenti (“limitati”) sono condotti da qualche anno in segreto dal Savannah River National Laboratory di Alken (South Carolina), un centro che appartiene al Dipartimento dell’Energia (D.O.E.), un ministero che si occupa anche di realizzazioni militari, specie di quelle troppo “delicate” per apparire sotto la sovrintendenza del Pentagono. Significativamente, certi “esperimenti” con materiale fissile e radiattivo cadono sotto la competenza del D.O.E. Sembra che il progetto derivi da una proposta di Paul Crutzen, chimico olandese e Nobel 1995 per studi “sulla chimica dell’atmosfera, in particolare circa la formazione e la decomposizione dell’ozono”, studi grazie ai quali è stato bandito in tutto il mondo il CFC, gas di raffreddamento dei frigoriferi, “colpevole” del leggendario buco nell’ozono. E’ dunque uno scienziato molto vicino all’industria (quando si scoprì l’assottigliamento dell’ozonosfera, stava scadendo il brevetto del CFC appartenente al colosso chimico canadese DuPont, della famiglia Bronfman che stava per perderne l’esclusiva). Inoltre Crutzen lavora tra il Max Plank Institut tedesco e Stanford, San Francisco (California). (Il deterioramento subìto dalla coltre d’ozono è da attribuire in primis alle radiazioni nucleari, n.d.r.) Fanaticamente convinto delle colpe dell’uomo nel causare l’effetto serra, Crutzen propose di inondare la stratosfera con grandi quantità di zolfo lanciato da Boeing 747, ciò che, secondo lui, avrebbe raffreddato la Terra. Silenzio sugli effetti collaterali di una simile inseminazione dell’altissima atmosfera: del resto l’umanità colpevole va punita, per salvare il mondo. C’è chi, però, sospetta altri scopi.

Patrick Michaels, docente di Scienze ambientali all’Università della Virginia, afferma che i progetti di inseminazione della stratosfera derivano dalle ricerche degli scienziati sovietici che negli anni ‘70 cercarono di mutare il clima nel Nord della Russia e persino di invertire il corso di certi fiumi.

E’ impossibile che l’apparato scientifico-militare statunitense abbia trascurato un simile promettente campo di guerra, una volta che era stato aperto dal nemico. Come si intuisce, tutto questo porta molto vicino al fenomeno delle “scie chimiche”, rilasciate da aerei senza insegne negli Stati Uniti ed in Europa (In quasi tutto il pianeta, n.d.r.)

Una radio della Lousiana, KSLA News, ha commissionato un ennesimo esame del materiale di ricaduta, trovando che conteneva alti livelli di bario (6,8 parti per milione) e piombo (8,2 ppm), oltre che tracce di arsenico, cromo, cadmio, selenio e argento. Tutti metalli tranne uno, in genere tossici e di rado presenti in natura.

Il Louisiana Deparment of Environmental Quality ha riconosciuto che la quantità di bario è “molto insolita” (di fatto, era sei volte il livello di tossicità ammesso dall’E.P.A., l’Environmental Protection Agency), ma che “dimostrare la fonte dalle scie chimiche è un altro paio di maniche”(sic).

Un governo democratico non può volere il male dei suoi cittadini, anche se negli Stati Uniti, come hanno stabilito varie audizioni del Congresso, il governo sperimentò agenti biologici su 239 aree popolate. Altre innovazioni pensate per il vostro bene sono già in commercio. Per esempio, l’argento noto per le sue proprietà batteriologiche fin dai tempi degli antichi, viene oggi aggiunto in forma di nano-particelle in calze e tute da ginnastica (come deodorante), in certi bendaggi e prodotti di pulizia per la casa. Sulle qualità nuove, impreviste, spesso tossiche e super-attive che i metalli assumono quando sono finemente polverizzati in nano-particelle (un nanometro è un miliardesimo di metro), gli scienziati hanno moltiplicato gli allarmi. Ora due ricercatori, Paul Westerhoff e Troy Benn dell’Arizona State University, hanno presentato una ricerca alla American Chemical Society a proposito di un loro semplice esperimento condotto su calzini impregnati di nano-argento e già comunemente in commercio negli Stati Uniti (evita il cattivo odore). Lavando e rilavando i calzini, hanno appurato che essi rilasciano nano-particelle di argento che finiscono negli scarichi e infine nell’acqua di fiumi e laghi. Qui non attaccano solo i batteri colpevoli degli odori sgradevoli, ma aggrediscono anche microbi benefici e pesci, interferendo in modo imprevisto e ancora non ben studiato, nei processi biochimici della vita. I danni per l’ambiente ed anche per l’uomo sono ingenti: le nano-particelle superano la barriera delle fosse nasali che filtra i particolati meno fini, finendo nei polmoni e nel circolo. Si pensi agli effetti cancerosi dell’amianto dovuti allo sfarinameno in micro-particelle: le conseguenze possono essere imponenti, quanto più si diffonde l’uso commerciale di nano-materiali.

C’è anche il rischio che qualche Nobel proponga di disseminare nano-particelle nell’alta atmosfera, per salvarci dall’effetto-serra…

Il traffico aereo sopra i 6.500 m (20.000 piedi) di quota è controllato, sotto tale quota no. Gli aerei che incrociano al di sotto dei 6.500 possono anche non presentare un piano di volo all’E.N.A.V., perché non è richiesto. Tali aerei viaggiano in VFR ossia “volo a vista” quindi l’E.N.A.V. non è a conoscenza dei piani di volo (qui ho i miei forti dubbi…). Praticamente, al di sotto di 6.500 m di quota, ognuno fa quel che vuole. Ricordo, nel film “Il muro di gomma” (sulla strage di Ustica), una battuta di chi interpretava il fabbricante dei DC-9. Costui operava un paragone rispetto al traffico di Roma dicendo :”Che gran caos che c’è nelle strade di Roma, ognuno fa quel che vuole……e lassù è un po’ la stessa cosa”.

Compiamo un ragionamento semplice e logico: le scie di condensazione si possono formare al di sopra degli 8.000 m, temperatura inferiore ai 40 gradi sotto zero, umidità relativa al 70%.

Gli aerei “chimici” che noi vediamo (ricordo che si vede la fusoliera ad occhio nudo) non volano certo sopra gli 8.000 m. A volte non volano neanche a 6.000. Talora è già tanto se arrivano ai 3.000-4.000 m. A quella quota non è possibile il verificarsi delle scie di condensazione. Ne consegue una domanda: se a tale quota non è possibile la formazione di scie di condensazione, che diavolo di scie sono quelle che noi vediamo e che poi si espandono fino ad oscurare il cielo sopra le nostre teste? Ovvio che non sono scie di condensazione.

C’è poi un altro aspetto da riportare: gli aerei droni, ossia senza piloti. Sono velivoli che vengono pilotati tramite satellite. Perché poi questi voli non sono identificati dal radar AirNav? Forse perché sono militari e quindi hanno codici altamente criptati? Forse semplicemente perché non devono essere identificati. Il problema è che i nostri occhi identificano molto bene sia gli aerei sia le scie.

Identificano molto bene il crimine che questi signori in divisa stanno perpetrando sulla popolazione mondiale. Identificano molto bene quelle scie che alcuni si ostinano (in maniera interessata) a chiamare scie di condensazione e che giustificano il loro espandersi con la parola cristallizzazione dei vapori caldi emessi dai motori. Il problema è che il sottoscritto non ha visto mai una cristallizzazione che si espande, che non si scioglie (se di cristalli vogliamo proprio parlare, come quelli dei fiocchi di neve). Controllo climatico, nuove armi, organismi geneticamente modificati, malattie all’apparato respiratorio e alla pelle di origine “sconosciuta”, mutazioni dell’organismo (morbo di Morgellons) e chissà che altro.

Alzate gli occhi al cielo e ponetevi la domanda su che cosa stanno facendo.

http://newsclima.wordpress.com/2013/05/12/scie-chimiche-e-effetti-sul-clima-e-la-salute/#more-688

http://www.tankerenemy.com/2013/06/scie-chimiche-effetti-sulla-salute-e.html

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Esperti tutto il mondo confermano arrivo nuova era glaciale

L’aumento della temperatura globale del tardo 19° secolo ripropone lo schema della Mini Era Glaciale, scrive Peter Ferrara per Forbes: “l’andamento della temperatura globale accompagna, non i livelli in aumento della CO2, ma i cicli di temperatura oceanica dell’Oscillazione Pacifica Decadale (Pacific Decadal Oscillation, PDO) e della Oscillazione Atlantica Multidecennale (Atlantic Multidecadal Oscillation, AMO).”

Ogni 20-30 anni, l’acqua molto fredda presente sul fondo dell’oceano, sale verso la superficie, dove provoca un leggero effetto raffreddante sulle temperature globali fino a che il sole non scalda quell’acqua. Quell’acqua intiepidita poi contribuisce a temperature leggermente più calde, fino al ciclo successivo.

Quei cicli di temperatura oceanica costituiscono i motivi per cui le temperature si sono alzate tra 1915 e il 1945, quando le emissioni di CO2 erano molto più basse che negli anni recenti. Il mutamento in un ciclo di temperatura oceanica fredda, principalmente il PDO, è la ragione principale per cui le temperature globali sono scese dal 1945 fino alla fine degli anni ’70, nonostante l’aumento di emissioni di CO2 durante il periodo di industrializzazione post-guerra che ha interessato l’intero globo.

I 20-30 anni dei cicli di temperatura oceanica sono tornati caldi dalla fine degli anni ’70 fino alla fine degli anni ’90, ragione principale per cui le temperature si sono alzate in quel periodo. Ma il riscaldamento è terminato 15 anni fa, e le temperature globali hanno smesso di aumentare sin da allora, sebbene le emissioni globali di CO2 siano salite. Come ha riportato l’Economist, “Il mondo ha aggiunto approssimativamente 100 bilioni di tonnellate di carbonio nell’atmosfera tra il 2000 e il 2010. Quasi un quarto di tutta la CO2 emessa dall’umanità dal 1750.”

Eppure, nessun riscaldamento durante quel periodo. Perché? L’effetto serra della CO2 è debole e marginale paragonato alle cause naturali del cambiamento climatico.

All’inizio, l’attuale stallo del riscaldamento globale era attribuito ai cicli oceanici che ritornavano nella fase fredda. Ma qualcosa di molto più nefasto si è sviluppato durante questo periodo: le macchie solari seguono ritmi di breve termine di circa 11 anni, e ritmi di lungo termine che vanno dai 90 ai 200 anni. Il numero di macchie solari è declinato sostanzialmente nell’ultimo ciclo di 11 anni, mentre, nell’attuale, l’attività solare è crollata. La NASA ha emesso un rapporto nel gennaio di quest’anno dove si afferma che “il sole potrebbe essere al principio di un evento tipo Maunder. L’attuale ciclo solare è il più debole degli ultimi 50 anni.”

Il programma radiofonico The Voice of Russia ha affermato ad aprile che “il riscaldamento globale, che è stato l’oggetto di tante discussioni negli anni recenti, dovrebbe invece dare la precedenza al raffreddamento climatico. Secondo scienziati dell’Osservatorio Pulkovo a San Pietroburgo, l’attività solare sta diminuendo, sicché anche le temperature medie annuali inizieranno a declinare. Scienziati britannici e statunitensi sono ormai concordi nell’affermare che le previsioni del raffreddamento climatico sono ormai lontane dall’essere infondate.”

Il comunicato citava Yuri Nagovitsyn dell’Osservatorio Pulkovo, il quale sostiene che “l’attività solare è in calo. Il ciclo solare di 11 anni non apporta un cambiamento climatico significativo – solo l’1-2%. L’impatto del ciclo di 200 anni è molto più grande – oltre il 50%. A tale riguardo, potremmo trovarci in un periodo di raffreddamento della durata di 200-250 anni.” In altre parole un ritorno a una Mini Era Glaciale.

L’Herald tedesco ha riportato a marzo che i meteorologi tedeschi hanno rilevato che “l’inizio del 2013 è il più freddo degli ultimi 208 anni” e citano lo scienziato russo Habibullo Abdussamatov dell’Osservatorio Pulkovo, il quale dichiara che “ciò è prova di un ingresso in una Mini Era Glaciale. Dopo avere studiato le macchie solari e la loro relazione col cambiamento climatico sulla Terra, direi che ci troviamo ormai in una inevitabile avanzata verso un profondo calo di temperature.”

La fiducia nel Riscaldamento Globale sta collassando anche nella tanto devota Europa, che sta vivendo inverni sempre più rigidi che hanno cominciato a invadere persino la primavera. Christopher Booker, in un articolo sul Sunday Telegraph scrive che “in questo secolo, le temperature medie invernali sono scese di 1,45°C, più del doppio dell’aumento che ha caratterizzato il periodo 1850-1999, e il doppio rispetto all’aumento delle temperature registrate nel XX secolo.”

Persino il Britain Met Office, quasi da considerarsi il quartier generale dei sostenitori del riscaldamento globale, ha ammesso lo scorso dicembre che non ci sarebbero stati più incrementi di temperatura almeno fino al 2017.

Il Riscaldamento Globale non diverrà mai il problema che molti cercano di ingigantire. Le emissioni umane di CO2 costituiscono solo il 4 – 5% delle emissioni totali globali, incluse le cause naturali. Le concentrazioni atmosferiche della CO2 nelle lontane ere geologiche erano molto, molto più alte di oggi, eppure la vita è andata avanti. Forse perché l’impatto delle temperature sugli incrementi di concentrazione della CO2 declina logaritmicamente. Ciò significa che c’è un limite naturale su quanto la CO2 può effettivamente riscaldare il pianeta” – afferma Peter Ferrara per Forbes – “C’è un problema fondamentale con le temperature registrate in questo periodo controverso che stiamo vivendo, quando la scienza climatica si è incontrata e confusa con la scienza politicizzata. Le registrazioni effettuate da terra, sotto il controllo del Met Office, della NASA e del NOAA, mostrano più riscaldamento di quanto ne rivelino invece i satelliti. Però le rilevazioni satellitari sono state a loro volta avallate dai palloni meteorologici. E’ quando si giunge a terra che le informazioni vengono distorte.”Ciò che ora non si può fare a meno di notare è la grande divergenza tra le temperature del mondo reale e le proiezioni dei modelli climatici del Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC). Ecco perché “dal 1999 al 2011, le previsioni sulle temperature di 11 anni su 12 del Met Office erano troppo alte” scrive a gennaio il corrispondente climatico della BBC Paul Hudson.

http://www.meteoweb.eu/2013/06/esperti-di-tutto-il-mondo-confermano-larrivo-di-una-nuova-era-glaciale-previsioni-da-brividi-anche-sulla-prestigiosa-rivista-forbes/208325/

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Diga nello stretto di Bering per causare il Global Warming

7 giugno 2013

Con ogni probabilità i vostri insegnanti non vi hanno mai parlato del progetto proposto dall’Unione Sovietica che aveva tra i suoi principali obbiettivi quello di accelerare il global warming.

Nel 1956 la Russia propose un progetto combinato per riscaldare l’Oceano Artico e sciogliere alcune delle calotte polari. Il progetto prevedeva una diga lunga 55 miglia (88 km) lungo lo Stretto di Bering. I flussi di ghiaccio e le correnti fredde sarebbero state intrappolate a nord della diga e le correnti calde avrebbero portato acqua calda più a nord, con la diga che avrebbe bloccato l’acqua fredda.

Più pazzesco del piano sovietico, tuttavia, forse è il fatto che il governo degli Stati Uniti considerò seriamente la proposta.

Gli ufficiali americani asserirono che il piano era fattibile, ma i costi per una diga di 88km erano immensi. Alla fine il piano fu scartato, ma non prima di ricevere una considerevole attenzione internazionale.

Un articolo di giugno 1956, del Popular Mechanics, diceva:

“La diga Siberia-Alaska manterrebbe gli iceberg e le correnti artiche fuori dal Pacifico. Le correnti calde si muoverebbero senza controllo sulla sponda orientale della Siberia e sotto la costa occidentale del Nord America. Inoltre, l’acqua calda del Pacifico verrebbe immessa nell’Oceano Artico per cambiare il nord ghiacciato in un paesaggio rigoglioso. Un impianto nucleare da 2 milioni di Kilowatt guiderebbe questa “corrente del golfo” artificiale. I russi dicono che rompendo il collegamento del mare artico sulla Siberia e sul Canada, lo sviluppo trasformerebbe il clima dell’Asia del nord, America ed Europa del nord.”

Durante la seconda metà del ventesimo secolo i due lati non si sono uniti per molte collaborazioni – e alla luce di questa proposta penso che tutta l’umanità dovrebbe proferire sommessamente un grande grazie!

FONTE

Che l’ URSS abbia cercato di sciogliere l’artico, lo spiega lo storico della scienza e tecnologia James Rodger Fleming nel suo articolo How the USSR Tried to Melt the Arctic, ma l’idea di fondere la calotta polare artica risale almeno al 1870, quando il geologo Nathaniel Shaler aveva suggerito la canalizzazione della corrente più calda Kuroshio attraverso lo stretto di Bering.

Ma perché una così esplicita passione per una regione così poco ospitale? E perché nel 1991 è nato il Consiglio Artico, organismo che raccoglie i paesi che si affacciano sull’Artico (Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Svezia e Stati Uniti)?

L’obiettivo sarebbe di stabilire accordi per lo sfruttamento delle risorse energetiche dell’Artico.
Si calcola che nella regione più settentrionale del globo ci sia petrolio per 90 miliardi di barili e gas per 600 mila miliardi di metri cubici, vale a dire il 22% delle risorse di combustibile fossile non ancora sfruttate.
«Lo Stretto di Bering, che separa per 85 chilometri la Russia dall’Alaska – dice David Titley, oceanografo e ammiraglio della Marina americana – assumerà un’importanza strategica simile a quella dello Stretto di Hormuz», dove transita il greggio saudita. Una specie di nuovo Medioriente che potrebbe aprirsi al mondo grazie allo scioglimento dei ghiacci (La grande corsa al petrolio artico. La vetta del mondo diventa l’ultima frontiera della geopolitica
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-05-11/grande-corsa-petrolio-artico-213459.shtml?uuid=AaZb8LWD ).
Si può immaginare dunque che l’Artico diventi sempre più importante nei prossimi decenni mano a mano che i cambiamenti climatici renderanno le risorse naturali e le vie di trasporto più accessibili.
Stratfor Global Intelligence ha pubblicato un report (‘The Growing Importance of the Arctic Council’) che riassume le ragioni della crescente centralità di questa area nelle strategie economico-politiche di un numero crescente di Paesi.
Non che gli indigeni siano troppo felici, ma il treno va, si chiama INTERBERING. Una grande opera di “Extreme Engineering ” sta per partire.

Questo video illustra il futuro disegnato per la regione artica.
Impressionante!

VIDEO: Bering Strait Tunnel

ALTRI LINK:
Stretto di Bering: il tunnel sottomarino più lungo del mondo
Un sogno che dura da 160 anni

http://www.lestradedellinformazione.it/site/home/servizi-dinformazione/news/articolo6539.html

Arctic Council

www.arctic-council.org – Arctic Council

L’importanza crescente dell’Arctic Council

http://www.lindro.it/economia/2013-06-04/85215-limportanza-crescente-dellarctic-council

Italia osservatore in Consiglio Artico

http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/istituzioni/2013/05/15/Ue-osservatore-Consiglio-Artico-cresce-impegno-Europa_8711344.html

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Video e fonti

http://www.nogeoingegneria.com/timeline/storia-del-controllo-climatico/lurss-cerco-di-realizzare-una-diga-nello-stretto-di-bering-per-causare-il-global-warming/

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L’illusione di una biosfera artificiale

Più di vent’anni fa, otto scienziati entravano nell’ambiente artificiale BIOSFERA 2. Ci sono rimasti 2 anni per studiarla. L’esperimento fallì.

Ora si progettano insediamenti sulla Luna, su Marte, o su un asteroide. Forse si può, tramite l’utilizzo di elementi presenti nel suolo degli stessi pianeti per fabbricare ”mattoni” con cui costruire strutture abitabili e nuove tecnologie per ottenere dall’atmosfera e dal suolo tutti gli elementi indispensabili alla sopravvivenza dell’uomo, dall’aria al cibo?

Può l’uomo creare un ambiente artificiale autosufficiente in cui sopravvivere, per esempio nello spazio?

FREEMAN DYSON si pose queste domande, creando un progetto oggi noto come “SFERA DI DYSON“.

Edward Teller , collega di Dyson per un certo periodo, disse di essere stato ispirato dalla biosfera artificiale del fisico, proponendo il suo scudo terrestre, lo scudo stellare prima e l’ombrellone anti-radiazioni solari in seguito.

Edward Teller, padre della bomba all’idrogeno, ha reso popolare la proposta di geoingegneria nel 1997 quando presentò ad Erice lo “scudo“ di aerosol contro i raggi del sole. Le mega-strutture di Dyson vanno oltre il concetto di geoingegneria, potrebbero essere definite ingegneria stellare. Dyson progettò per una società di migliaia di anni più avanti della nostra in fatto di scienza e tecnologie. L’idea di una gigantesca sfera fu pubblicata in un articolo del1959/60, ispirata da un racconto di fantascienza degli anni ’30.

Dyson ipotizzava di utilizzare altri pianeti sfruttandoli come fonti di materie prime. Negli anni ’60 lo scienziato immaginò uno scenario per le civiltà future, costituito da una biosfera artificiale a forma di guscio intorno al sole (la cosiddetta “sfera di Dyson”) con lo scopo di catturare e sfruttare al massimo la radiazione emessa.

“Negli anni ’60 tutto sembrava possibile, persino smontare un pianeta delle dimensioni di Giove e rimontarlo in un’altra posizione, sotto forma di un’immensa sfera di pannelli solari con un raggio di 2 unità astronomiche e lo spessore di 2-3 metri, destinata a diventare una sterminata e autosufficiente colonia umana nello spazio” (1).

L’articolo “Search for Artificial Stellar Sources of Infrared Radiation” (Ricerca di sorgenti stellari artificiali nella radiazione infrarossa) uscito su “Science”, teorizzava che società tecnologicamente avanzate avrebbero potuto circondare completamente la propria stella per catturare l’energia emessa. Una volta rinchiusa, sarebbe possibile intercettare tutte le lunghezze d’onda del visibile per inviarle verso l’interno, mentre tutta la radiazione non utilizzata verrebbe mandata all’esterno sotto forma di radiazione infrarossa.
La sfera sarebbe costituita di un guscio di collettori solari, strutture orbitanti indipendenti, oltre 10.000 oggetti distribuiti lungo uno spessore radiale di un milione di chilometri o di habitat posti attorno alla stella. In questo modo prevedeva di raccogliere un’enorme quantità di energia e creare uno spazio vitale.

“Per fare un esempio pratico, una Sfera di Dyson posta nel sistema solare, con un raggio di 1 UA, cioè la distanza media fra terra e sole, pari a circa 149 600 000 km) avrebbe come minimo una superficie pari a 2,72 · 1017 km², all’incirca 600 milioni di volte l’area della superficie della terra. Il Sole emette una potenza energetica dell’ordine di 4 · 1026 W, della quale la maggior parte potrebbe essere disponibile per un utilizzo pratico” (1).

Ma secondo i più critici verrebbe immediatamente risucchiata dalla forza di gravità della stella. Migliaia di sfere in orbita attorno invece potrebbero funzionare, come i satelliti terrestri, ma si tratta pur sempre di ipotesi al limite dell’inverosimile, che se non fossero state postulate da un rispettabile astrofisico della Cambrige University e pubblicate su Science, nessuno avrebbe mai nemmeno preso in considerazione. Nel frattempo si gioca con la nostra biosfera. Rispetto alle fantasie di Dyson sono piccoli passi, ma con conseguenze che potrebbero essere devastanti. “Biosfera 2″ insegna. La conclusione a cui arrivarono gli scienziati fu che l’ecosistema terrestre è molto più complesso e delicato di quanto avevano immaginato. Il 22 settembre 1993 otto scienziati non avrebbero resistito un giorno in più dentro Biosfera 2, e furono tutti più che entusiasti di uscirne e ritornare sulla terra dopo 2 anni.
Una volta che la nostra atmosfera sarà definitivamente manomessa, dove andremo?

Rappresentazione artistica di una sfera di Dyson. Cortesia: Spaceranger
Citazioni di Dyson:

Io non affermo che sto leggendo il libro della Natura quando mi dedico a un calcolo scientifico. Non affermo di essere uno scrupoloso ricercatore scientifico quando parlo di Gesù e di Bacco. La scienza e la religione sono due finestre attraverso le quali possiamo guardare il mondo che ci circonda. Siamo liberi di scegliere. Come dice un proverbio svizzero: «C’è gente a cui piace andare in chiesa e c’è gente a cui piacciono le ciliegie». Si può avere un benevolo rispetto per la religione pur non essendo pii. La via della verità non è necessariamente lastricata di buone azioni.

Se DIO esiste ed è accessibile a noi, la sua mente e le nostre possono a loro volta differire l’una dalle altre in complessità e non in qualità.

Prendere coscienza della nostra piccolezza può aiutarci a riscattarci dall’arroganza, che è il peccato in cui cade più spesso lo scienziato.

La scienza non è un corpo dottrinale monolitico ma una cultura che cresce ed evolve costantemente. La scienza attuale è derivata dalla matrice di quella classica del secolo XIX, proprio come la pittura di Pablo Picasso e di Jackson Pollock è derivata dalle matrici dell’arte del secolo XIX. La scienza ha tendenze in competizione proprio come la pittura e la poesia.

Noi uomini siamo forse i meno specializzati e i più adattabili di tutte le specie esistenti. Siamo passati attraverso le ere glaciali e le catastrofi ambientali. Le piogge di comete possono essere state una delle principali forze che hanno guidato la nostra evoluzione e che ci hanno fatto diventare quelli che siamo ora.

Ci sono ancora grandi verità da dire, se avessimo sia il coraggio di enunciarle sia la buona disposizione ad accettarle.

Più lontano andremo nel futuro, più differenziazione delle strutture naturali scopriremo, e più diversificazioni tecnologiche potremo creare.

Penso che finalmente arriverà il momento in cui la fisica vorrà apprendere dalla biologia come la biologia vorrà apprendere dalla fisica, in cui la fisica accetterà le infinite diversità della natura come uno dei suoi temi centrali, proprio come la biologia ha accettato l’unità dell’apparato della codificazione genetica come uno dei suoi dogmi centrali (3).

DATI BIOGRAFICI

Freeman John Dyson

Freeman Dyson (1923-), fisico teorico e matematico britannico naturalizzato statunitense, ha insegnato a Princeton ed è noto per il suo lavoro nella teoria quantistica dei campi, nella fisica dello stato solido, in astronomia e ingegneria nucleare. Nel 1949 Dyson ha dimostrato l’equivalenza delle formulazioni dell’elettrodinamica quantistica dell’epoca, ovvero la formulazione del diagramma integrale di Feynman e il metodo dell’operatore di Schwinger e Tomonaga. Da questa dimostrazione ha derivato anche la “cosiddetta serie di Dyson”. Ha inoltre lavorato su numerosi argomenti in matematica quali la topologia, l’analisi, la teoria numerica e le matrici randomiche. Dal 1957 al 1961 ha lavorato al progetto Orion per l’utilizzo della propulsione nucleare nei voli spaziali, ma gli accordi per l’abbandono del nucleare hanno annullato il progetto. Nel 1958 ha guidato il team che ha concepito il TRIGA, un mini reattore nucleare utilizzato negli ospedali e nelle università di tutto il mondo per la produzione di isotopi. Nel 1966 ha dimostrato in maniera rigorosa che il principio di esclusione gioca un ruolo fondamentale nella stabilità della massa della materia. Freeman Dyson è membro della Royal Society ed è stato insignito della Medaglia Lorentz nel 1966 e della Medaglia Max Planck nel 1969. Nel 1993 ha vinto il Premio Enrico Fermi. Nonostante i numerosi riconoscimenti internazionali, non ha mai vinto il premio Nobel. Descritto come timido e schivo, con la tendenza a contraddire la maggioranza e a non seguire l’ortodossia, anche in questa occasione Freeman Dyson non si è smentito: “Chi vuole vincere il Nobel” ha dichiarato “deve richiamare attenzione per un lungo periodo di tempo, risolvere qualche problema importante e misterioso e restarci sopra per 10 anni. Non è proprio il mio stile” (2).

APPROFONDIMENTO E FONTI :

VIDEO: Dyson Sphere’s FAQ

http://www.estropico.com/id129.htm#altri_concetti_analoghi_alle_sfere_di_dyson

VIDEO: Freeman Dyson: Heretical Thoughts About Science and Society

VIDEO (BREVE): FREEMAN DYSON SU EDWARD TELLER

http://www.webofstories.com/play/4422

FREEMAN DYSON – BIOGRAFIA IN INGLESE

http://biography.yourdictionary.com/freeman-john-dyson

FREEMAN DYSON – BIBLIOGRAFIA (ing)

http://www.sns.ias.edu/sites/default/files/files/Dyson_Bibliography.pdf

I Libri di Freeman Dyson

FONTI:

http://www.memospazio.it/in-cerca-delle-sfere-di-dyson
http://www.direnzo.it/dett_libri.php?recordID=888604495X
http://it.wikiquote.org/wiki/Freeman_Dyson

VEDI ANCHE :

http://design.befan.it/abitare-sulla-luna-ora-e-piu-probabile-grazie-al-progetto-dello-studio-inglese-foster/

http://www.memospazio.it/in-cerca-delle-sfere-di-dyson#.UYVgiII0K_E

http://nemsisprojectresearch.blogspot.it/2010/02/le-sfere-di-dyson-e-altre-stranezze.html

http://www-history.mcs.st-andrews.ac.uk/Biographies/Dyson.html

http://daily.wired.it/news/scienza/2012/09/26/esperimento-biosfera-ambiente-artificiale-63527.html

http://www.nogeoingegneria.com/portfolio-view/freeman-dyson/

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La guerra del clima

La geoingegneria clandestina non esiste? E’ solo un’invenzione di quattro sciroccati in vena di fantasie? Ebbene, guardate e fate guardare questo documentario. Cambierete idea.

V-FACTORY-RAI 2 – La guerra del clima in streaming su tanker Enemy TV
http://www.tanker-enemy.tv/v-factory-la-guerra-del-clima-full-doc.htm

RAI 2, il 28 giugno, ha mostrato la versione integrale (con alcuni passaggi inediti) del documentario di History Channel “La guerra del clima”. E’ un reportage che potete comunque visionare qui (http://www.tanker-enemy.tv/la-guerra-climatica.htm) nella versione orginale. Purtroppo l’orario era tra i più infelici, ma è meglio che niente. L’aspetto positivo della faccenda consiste nel fatto che il dossier è stato trasmesso senza i tagli che lo avevano mutilato nella passata edizione di “Voyager” e, soprattutto, lasciando i testi e le didascalie originali.

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Quando i brevetti fermano l’innovazione scientifica

Di Fabristol
http://libertarianation.org/

Abbiamo visto più volte come la proprietà intellettuale sia un freno all’innovazione artistica e di fatto consista soltanto nel garantire un monopolio ad un autore. Oggi invece vedremo come l’uso dei brevetti possa fermare l’innovazione tecnologica e in ultima analisi la ricerca scientifica come quella biomedica.
La microscopia confocale è stata una – relativamente recente – pietra miliare della ricerca biomedica. Grazie all’utilizzo di un laser è possibile eccitare delle proteine fluorescenti inserite in un tessuto biologico e catturare ciò che avviene in tempo reale dal punto di vista fisiologico. Il problema di questa tecnica è che permette di focalizzare solo su un piano definito e quindi non permette di comprendere cosa avviene sopra o sotto questo piano. In pratica non possiamo avere una immagine in 3D in tempo reale. Per fare questo dobbiamo fare Z-stacking, ovvero dobbiamo fare una scannerizzazione di un piano alla volta. Ma anche così non possiamo penetrare abbastanza a fondo a causa della potenza del laser. Fortunatamente è poi arrivato il sistema di microscopia multifotone che permette di penetrare con il laser in profondità e di catturare delle immagini in 3D in tempo reale.
Il sistema multifotone fu brevettato dalla Cornell University nel 1991 e poi fu commercializzato dalla Bio-Rad che utilizzò questo monopolio per ben 18 anni (il brevetto scadde nel novembre del 2009) con risultati non entusiasmanti. Infatti nonostante avesse avuto in mano una tecnologia innovativa e rivoluzionaria la Bio-Rad non la utilizzò appieno e nel frattempo smise addirittura di produrre il suo sistema prima del 2009. Nel frattempo i ricercatori non potevano stare con le mani in mano. La tecnologia permetteva cose mai viste prima ma c’era un monopolio di mezzo che aumentava i costi a dismisura. Non solo ma la tecnologia non fu mai migliorata e sviluppata a causa della miopia o dell’incapacità di chi aveva il monopolio. L’unica scelta era quella di farsi un sistema fai da te con perdite di tempo enormi e risultati non eccellenti.
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Nel frattempo le più grandi compagnie di microscopia aspettavano la data del 2009 per poter entrare nel mercato “libero” del multifotone. Inutile dirlo dopo il 2009 ci fu un boom del mercato multifotone con tutte le più grandi compagnie di microscopia che hanno incominciato a produrre strumenti con questa tecnologia. Non solo ma nuove compagnie si sono affacciate sul mercato abbattendo i costi anche di due-tre volte tanto rispetto a prima. Grazie a questo Rinascimento nell’imaging nuove tecnologie si sono succedute come lo scanner a risonanza e fotomoltiplicatori più sensibili e ogni anno l’industria avanza a velocità elevatissime.
Ma il danno fu fatto: 20 anni di ritardo nella ricerca scientifica e nel progresso tecnologico nei tempi moderni sono come 2000 anni di progresso tecnologico dei tempi antichi. Senza quel brevetto nel 1991 avremmo oggi nel 2013 decine di compagnie nel settore, prezzi abbattuti e migliaia di pubblicazioni in più. Forse i burocrati non si rendono conto delle conseguenze disastrose che un semplice foglio come il brevetto può fare contro l’umanità. Malattie come Alzheimer o Parkinson o nuove branche della scienza come la medicina rigenerativa avrebbero potuto essere comprese meglio in questi 20 anni. Nuovi farmaci sarebbero potuti essere introdotti (per poi essere brevettati anche questi ultimi purtroppo e rallentare ancor di più il progresso scientifico!) per combattere queste malattie, i costi della ricerca scientifica e della sanità sarebbero stati abbattuti, nuovi posti di lavoro sarebbero stati creati, nuove tecnologie sarebbero potute essere sviluppate.
E tutto questo solo a causa di un brevetto del 1991. Pensate a quanto il progresso scientifico e tecnologico e artistico e culturale sia ogni giorno minato alla base a causa della proprietà intellettuale. Se siamo shockati dalla velocità con cui la tecnologia sta facendo passi da gigante oggi pensate a come sarebbe senza l’intervento dello Stato: un Rinascimento epocale, un salto nel futuro di centinaia di anni. If only…

Fonte:http://libertarianation.org/2013/10/07/come-i-brevetti-fermano-linnovazione-un-caso-della-ricerca-biomedica/

http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2013/10/quando-i-brevetti-fermano-linnovazione.html

anche:

http://fabristol.wordpress.com/

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La prova scientifica dell’esistenza delle scie chimiche

scie_chimicheCopio e incollo questo articolo tratto da tankerenemy, di Rosario Marcianò. Osservo come, se le scie chimiche fossero una bufala, nessun magistrato si sognerebbe di andare dietro ad un “cretino” che si occupa di tali stupidaggini. Per cui qualcosa sotto ci deve essere veramente.

E così, dopo il sostegno al sindaco di Resana, ecco un altro che esce dal coro che viene attaccato, e che dobbiamo sostenere. Ma noi siamo in tanti. E non ci tiramo indietro, quando è ora di far sentire la nostra voce.

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LA CRONACA

30 ottobre 2013, ore 7.00. Cinque agenti della Polizia postale di Imperia, su disposizione del Pubblico Ministero, Dottoressa Maria Paola Marrali, eseguono la perquisizione dell’appartamento ed il sequestro del materiale informatico allocato sui dischi rigidi. Il materiale, comprendente video, memorie difensive, programmi etc., appartenente a Rosario e ad Antonio Marcianò, è così a disposizione della Magistratura che ha deciso di acquisirlo e di compierne una ricognizione per ricavarne eventuali prove da usare a loro carico, a seguito di querela per diffamazione (sic) sporta dalla Signorina Serena Giacomin e dal Signor Massimo Della Schiava. Quest’ultimo peraltro dai Marcianò querelato, ma senza risultato alcuno. Non solo, due agenti, recatosi nella sala professori del Liceo “G.D. Cassini”, hanno poi perquisito l’armadietto di Antonio Marcianò.

LE NOSTRE VALUTAZIONI

In primo luogo, il sequestro, in seguito ad una semplice querela per diffamazione (sic), ci pare atto per lo meno eccessivo, se non illegittimo. Se si ravvisano gli estremi per un’offesa all’onorabilità di una persona, si può e si dovrebbe agire in modo differente, ad esempio, decretando la rimozione di un articolo o di un commento. Se il reato è stato compiuto usufruendo di strumenti della Rete, si interviene sugli strumenti messi a disposizione da Internet e non con la requisizione fisica dei dischi rigidi. Gli scopi di una misura tanto draconiana sono altri? Sottrarre materiale utile alla divulgazione di informazioni circa il genocidio noto come “Geoingegneria clandestina”? Scovare documenti (anche previo idoneo aggiustamento?), che possano essere usati per una raffica di nuove, strumentali accuse e farseschi procedimenti contro Rosario ed Antonio Marcianò? Sono legittime domande che ci poniamo, poiché saremmo inclini a ritenere che il fine vero dell’incursione sia quello di escogitare qualche stratagemma per incastrare Rosario ed Antonio Marcianò.

La lettura del “decreto di perquisizione personale e locale” è comunque molto istruttiva per comprendere il livello infimo cui è precipitata la “giustizia”. A parte la bislacca espressione “scie luminose”, anziché “scie chimiche” impiegata quasi certamente per tentare di schivare la questione cruciale – in sede di eventuale processo diventerà, invece, l’unico argomento su cui i sottoscritti si pronunceranno – è palese che l’iniziativa giudiziaria è viziata da un atteggiamento persecutorio. Non si intende trovare gli estremi di un reato, ma con il pretesto di un ipotetico reato, soffocare la libertà di ricerca (art. 33 della Costituzione, comma 1) ed il diritto ad esprimere il proprio pensiero (art. 21). Siamo di fronte alla perversa, prevaricatrice volontà di perseguire le opinioni, comunque siano espresse, ogni qual volta non coincidono con il pensiero dominante e con le versioni della tirannide politico-scientifica.

Qual è la genesi di un’iniziativa vergognosa e liberticida come questa? L’aver “offeso” (ed è ancora tutto da dimostrare) l’onorabilità dei signori sopra citati. Siamo sinceri e netti: che coloro abbiano una sfilza di titoli accademici o la licenza elementare non ci interessa minimamente. Il decreto è grottesco dove è scritto che i querelanti sono “soggetti in possesso di titoli di studio e competenze specifiche nella materia menzionata”. Che significa ciò? Che tutti gli altri sono degli ignoranti? Che quei due sono depositari della verità rivelata? Che nessun altro ha conseguito una laurea? Se essi definiscono la geoingegneria clandestina “scie luminose”, significa che non hanno compreso un fico secco della “materia menzionata”. Ammettiamo pure che siano competenti: la loro competenza dove si manifesta? Hanno mai confutato le argomentazioni nostre e degli scienziati che da decenni denunciano la guerra climatica? Scrivere degli insulti o falsificare la carta d’identita di Rosario Marcianò significa confutare? Quale reputazione avremmo leso? Se li abbiamo definiti negazionisti, è termine che si addice loro: infatti i negazionisti sono coloro che non ammettono la conclamata esistenza delle illegali attività chimiche nei nostri cieli. Vogliamo quantificare gli improperi, le ingiurie, le calunnie che i disinformatori producono in quantità industriale ogni giorno? Perché gli elaboratori dei negazionisti non sono mai stati posti sotto sequestro? Perché le innumerevoli denunce da noi presentate per delitti ben più gravi della diffamazione si sono quasi tutte volatilizzate?

La “giustizia” – ci insegnano i sofisti greci – è solo la legge del più forte e del più furbo. Dunque non ci illudiamo che essa possa seguire un corso ispirato a principi di imparzialità. Siamo qui per denunciare le storture e le sopraffazioni di un sistema iniquo e corrotto, asservito ai poteri forti, succubo e complice di una cricca di negazionisti. Che i depistatori siano laureati o no, non intercorre alcuna differenza. Laurea non è sempre sinonimo di amore per la verità né di rettitudine. Anche il Dottor Mengele era laureato. Se la scienza è connivente con gli scopi turpi dell’establishment non è scienza, ma depravazione. Se abbiamo contestato la supposta “scientificità” dei due, ne siamo orgogliosi. Riteniamo un preciso, ineludibile dovere dichiarare le scelleratezze degli apparati e le connivenze di chi le copre con la diuturna disinformazione sulla Rete e sui quotidiani. Aver affermato che i due in parola hanno diffuso informazioni erronee e distorte circa la geoingegneria clandestina ridonda a nostro onore: in questo modo abbiamo insegnato loro come si compiono le ricerche e quali sono i princìpi chimico-fisici con cui si può formare una scia di condensazione.

Ciò precisato, non rinunciamo a continuare con le nostre ricerche, traduzioni ed analisi, nonostante l’abnorme danno causato, in primis la perdita dei filmati. Non esitiamo a deprecare alcune affermazioni all’interno del dispositivo dove è scritto “gli indagati risultano altresì titolari di numerosi siti utilizzati alle medesime finalità”. Questa ci pare diffamazione, perché i nostri blog sono volti ad informare, non a screditare. Come potremmo screditare chi è già di per sé privo di credibilità? Non esitiamo a deplorare che il fazioso decreto esprime già dei giudizi di merito, prima che sia acclarata un’ipotetica diffamazione.

Siamo consapevoli che la schiacciasassi della “giustizia” non si fermerà. E’ proprio per questo che seguiteremo ad esporre atti intimidatori, vessazioni, tentativi di censurare, minacce, denigrazioni a mezzo stampa… Proseguiremo nel rintuzzare gli attacchi, fino a quando gli avvelenatori ed i loro servi non avranno ricevuto quello che si meritano. Sapremo aspettare, se sarà necessario.

RINGRAZIAMENTI

In questo frangente intendiamo ringraziare TUTTI gli amici (molti dei quali blogger ed autori) che hanno manifestato la loro solidarietà ed il loro sostegno con articoli, video, messaggi etc.

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