13:07 – Ci sarebbero almeno tre morti e diversi feriti e ustionati nell’esplosione di un furgone rosticceria ambulante avvenuto nella tarda mattina nel mercato ambulante di Guastalla (Reggio Emilia). Dalle prime notizie, pare che un incendio all’interno del furgone adibito a rosticceria ambulante abbia intaccato delle bombole di gas.

Secondo il quotidiano “Reggio online”, nell’esplosione sarebbero morte tre donne: la moglie del proprietario della rosticceria, la figlia e la cognata. I feriti gravi sarebbero otto e sono per lo più persone che si trovavano nei pressi del furgoncino-rosticceria al momento dell’esplosione.Sul posto forze dell’ordine e soccorritori del 118 con l’elisoccorso.

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15:03 – E’ di tre morti e undici feriti ustionati, di cui due gravissimi (il proprietario del negozio e una donna vicino al bancone), il bilancio dell’esplosione di un furgone rosticceria ambulante avvenuto nella tarda mattina nel mercato ambulante di Guastalla (Reggio Emilia). Dalle prime notizie, pare che un incendio all’interno del furgone adibito a rosticceria ambulante abbia intaccato delle bombole di gas.Nell’esplosione sono morte tre donne: la moglie 50enne del proprietario della rosticceria, Teresa, la figlia 28enne, Rossana Mango, e la cognata. I feriti gravi sarebbero otto e sono per lo più persone che si trovavano nei pressi del furgoncino-rosticceria al momento dell’esplosione.

Il titolare dell’attività di rosticceria ambulante si chiama Francesco Mango, 55 anni, abitante a San’Ilario d’Enza ma è originario di Aliano.

Lo scoppio avrebbe interessato anche un secondo banco di abbigliamento, oltre ad alcune auto che erano posteggiate nei pressi.

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28 febbraio 2013 – Il Messaggero – Rischio attentati: l’allarme dei Servizi segreti

La minaccia anarco-insurrezionalista rimane “estesa e multiforme”, in grado di tradursi in una “gamma di interventi” che può comprendere anche “attentati spettacolari”. Lo scrivono gli 007 nella relazione annuale consegnata al Parlamento.

Rischio attentati: l'allarme dei Servizi segreti

ROMA – La minaccia anarco-insurrezionalista rimane “estesa e multiforme”, in grado di tradursi in una “gamma di interventi” che può comprendere anche “attentati spettacolari”. Lo scrivono i servizi segreti nella Relazione annuale consegnata al Parlamento. Il ferimento dell’ad dell’Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi ha segnato “l’innalzamento del livello della minaccia” portata dagli anarco-insurrezionalisti, affermano gli 007. E l’attuale situazione economica viene vista in quegli ambienti come “potenzialmente favorevole” al progetto che vede al centro “l’azione diretta”. E’ in quest’ottica, dicono i Servizi, che si registrano appelli ed esortazioni a “superare le esitazioni” e mettere in atto “interventi conflittuali” che puntino al “sovvertimento del sistema”.

“SCENARI DI SCONTRO”.
Gli 007 individuano anche i possibili “scenari di scontro”: i poteri economico-finanziari, le forze dell’ordine e le forze armate, le lotte ambientaliste, l’opposizione al ‘dominio tecnologico’, gli autori delle riforme del welfare e del lavoro, le espressioni di quella che i Servizi chiamano “società del benessere”. Quanto alla minaccia rappresentata dagli eredi delle Br, gli 007 affermano che quegli ambienti, soprattutto nel settore carcerario, hanno fatto arrivare diverse sollecitazioni ma “non sono sembrati in grado di condurre un’efficace opera di infiltrazione, proselitismo e reclutamento”.

LA MINACCIA DEL CYBERCRIME. Il cybercrime rappresenta una minaccia “complessa, impalpabile e pervasiva” capace di produrre “ricadute peggiori di quelle ipotizzabili a seguito di attacchi convenzionali” e di “incidere sull’esercizio delle libertà essenziali per il sistema democratico”. La minaccia nel cyberspazio, dicono i Servizi, può arrivare da diversi soggetti: gruppi terroristici e criminali e singoli hacker, Stati o ‘insider’, personaggi che “grazie al loro ruolo e alla loro qualifica possono accedere ai sistemi informatici dell’ente pubblico o privato per il quale lavorano”. Quanto agli obiettivi degli attacchi cibernetici, gli 007 indicano in primo luogo il settore militare, dove si è registrato nel 2012 un aumento del numero di attacchi, lo spionaggio industriale ed economico, il crimine finanziario digitale.

RISCHIO AGGRESSIONE A MADE IN ITALY.
La crisi economica rafforza “l’azione aggressiva di gruppi esteri” che puntano a acquisire ”patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali –  si legge ancora nell relazione  – nonché marchi storici del made in Italy, a detrimento della competitività delle nostre imprese strategiche”.

ATTENZIONE A EXPO, GRANDI OPERE ED ENERGIA.
Grandi opere di edilizia pubblica, l’Expo milanese del 2015 ed il settore delle energie rinnovabili nel mirino delle organizzazioni criminali. Secondo le indicazioni raccolte dagli 007, i gruppi criminali continuano a ricercare contatti collusivi nell’ambito della pubblica amministrazione.

IN AFGHANISTAN RISCHI PER ITALIANI. Rimane “elevato” il livello di minaccia in Afghanistan: nella regione Ovest, dove operano i militari italiani, evidenzia la Relazione, si è registrato un incremento degli episodi ostili contro il contingente nazionale, che nel 2012 ha contato sette morti.

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Servizi segreti: da crisi nuove tensioni e rischio attentati

28 febbraio 2013
Nella loro relazione annuale al Parlamento, gli 007 spiegano che le difficoltà occupazionali e aziendali rischiano di provocare azioni “spettacolari” e attacchi non rivendicati. Allarme anche per la Camorra, in espansione in Toscana, Emilia e Lazio.
Nonostante i successi dell’azione di contrasto, la minaccia anarco-insurrezionalista resta “potenzialmente estesa” e “multiforme”, “suscettibile di tradursi in una gamma di interventi”. A sostenerlo è l’ultima Relazione annuale al Parlamento dei servizi di sicurezza, secondo cui tale quadro “può comprendere sia attentati ‘spettacolari’ potenzialmente lesivi come quelli tradizionalmente messi in atto dai gruppi Fai – Federazione anarchica informale – sia iniziative di non elevato spessore ad opera di altre sigle emergenti, non dotate delle medesime capacità tecnico-operative, come anche attacchi non rivendicati, in linea con la visione classica che individua nel compimento stesso del gesto e nella scelta dell’obiettivo la ‘riconoscibilità della matrice”. A causare questo innalzamento della tensione è “l’incremento delle difficoltà occupazionali e delle situazioni di crisi aziendali”, che mina progressivamente “la fiducia dei lavoratori nelle rappresentanze sindacali”, “alimenta la spontaneità rivendicativa” e innalza “la tensione sociale, offrendo nuove opportunità di inserimento ai gruppi antagonisti già territorialmente organizzati per intercettare il dissenso e incalanarlo verso ambiti di elevata conflittualità”.Proteste contro la riforma del welfare – Pur non rilevandosi “un conflitto strutturato, virulento e generalizzato”, gli 007 indicano numerosi “possibili scenari di scontro, con riferimento primario a quelli ‘classici’ dell’antirepressione, dell’antimilitarismo, dell’opposizione al ‘dominio tecnologico’, alla ‘devastazione dell’ambiente’ e ai ‘poteri economico-finanziari'”. Ma “ulteriori fronti di lotta potrebbero essere aperti in relazione all’eventuale diffondersi di tensioni e proteste connesse alla crisi economica, contro le riforme del welfare e del lavoro oppure, in un’ottica anticapitalista, contro le molteplici espressioni della ‘società del benessere’ e del consumismo”. Nel dibattito sulle modalità e le prospettive dell’anarchismo insurrezionale, sviluppatosi dopo l’attentato all’ad dell’Ansaldo Nucleare, sono emersi “appelli per ‘interventi conflittuali’ che non assumano un mero significato ribellistico ma siano coerenti con la prospettiva del sovvertimento del ‘sistema’, nonché esortazioni a quei settori ancora incerti sulla linea da seguire, incitati a superare le esitazioni per cogliere le opportunità che potrebbero delinearsi in uno scenario di conflittualità sociale legato al prolungarsi della crisi economica”.

Il pericolo della minaccia cibernetica
– In questo scenario “la minaccia cibernetica rappresenta, al momento, la sfida più impegnativa per il sistema Paese”. Nella loro relazione gli 007 affermano che non solo “gli effetti potenziali sono in grado di produrre ricadute peggiori di quelle ipotizzabili a seguito di attacchi convenzionali e di incidere sull’esercizio di libertà democratiche essenziali” ma “gli autori, le tecniche di attacco ed i bersagli mutano più velocemente delle contromisure”, rendendo difficile tentare di risolvere il problema. Nel cyberspazio, spiegano, “si muovono, con propositi offensivi o predatori, entità statuali, gruppi terroristici e criminali e un novero ampio e diversificato di autori individuali”: tra di loro figurano gli ‘insider’, “in grado di accedere ai sistemi informatici dell’ente pubblico o privato per il quale lavorano per acquisire, alterare o cancellare informazioni sensibili, ovvero mettere fuori uso, danneggiare o distruggere quel sistema”, e gli ‘hacktivisti’, nel cui ambito sono numerosi gli interventi riferiti ad Anonymous, “il cui tradizionale core business, ovvero assicurare la libertà di informazione sulla rete, ha fatto registrare un significativo allargamento a target di particolare sensibilità”.La Camorra in espansione – Un’altra zona ad alto rischio individuata dai servizi è quella della criminalità organizzata, con la Camorra che  “si conferma dotata di risorse umane, forza militare e capacità collusiva” e il cui raggio di azione comprende ormai anche zone come “Emilia, Toscana e basso Lazio”. La camorra partenopea – scrivono gli 007 – più in generale appare connotata “dalla crescente precarizzazione degli assetti clanici che, specie a Napoli nord, sta alimentando conflittualità violente per l’assunzione del controllo delle piazze di spaccio. La carenza di leadership e i vuoti di potere determinatisi a seguito di arresti, condanne e omicidi appaiono favorite tale instabilità, lasciando spazi all’ascesa di nuove leve aggressive ed ambiziose ma priva di capacità strategica”.
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La vittima sarebbe Silvano Trevisan. Il gruppo estremista islamico Ansaru: “I sette lavoratori rapiti ammazzati per vendicare le uccisioni delle forze nigeriane e del Regno Unito”

16:26 – Silvano Trevisan, uno dei sette lavoratori stranieri rapiti il mese scorso in Nigeria, sarebbe stato ucciso assieme agli altri ostaggi. E’ quanto scrive il gruppo estremista islamico responsabile del rapimento, Ansaru, sul proprio sito, spiegando di averlo fatto perché le forze di Nigeria e Regno Unito avrebbero ucciso dei musulmani nel tentativo di liberare gli ostaggi. Il portavoce dell’esercito nigeriano nega che ci sia stata alcuna operazione.

I sette lavoratori stranieri – tre cittadini libanesi e un inglese, un greco, un italiano e un filippino – sono tutti dipendenti della Setraco, una società di costruzioni libanese, e sono stati rapiti a metà febbraio. Ansaru è un gruppo della rete estremista nigeriana Boko Haram.Farnesina: “In corso verifiche” – La Farnesina sta verificando la notizia dell’uccisione in Nigeria dell’ostaggio italiano Silvano Trevisan. Attraverso l’Unità di crisi, il ministero degli Esteri sta effettuando tutte le verifiche necessarie.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/emilia-romagna/articoli/1085246/reggio-emilia-esplode-furgone-tre-morti.shtml

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