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SISTEMA MONETARIO FIAT: MANIPOLAZIONI & CARTA IGIENICA. DOVE’ IL LIMITE ALLA STUPIDITÀ ?
Postato il Giovedì, 07 novembre @ 00:10:00 CET di ernesto

Free Image Hosting at www.ImageShack.us DI MATTHIAS CHANG
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C’è gente stupida e gente veramente stupida.
Le persone stupide spesso non sono veramente stupide ma si comportano come tali perché mancano di istruzione e dell’accesso a certe informazioni privilegiate . Quindi, non si può davvero dare la colpa all’ignoranza con il sistema di istruzione che abbiamo oggi in tutto il mondo e con il ruolo che giocano i media per fare propaganda e far sembrare normale quello che vogliono le elite finanziarie che li controllano.

A scuola si insegna che “uno più uno fa due” , ma per certi versi negli ultimi anni, la maggior parte di noi ha subito il lavaggio del cervello, soprattutto con le offerte speciali, tanto che spesso sembra normale accettare che “uno più uno fa tre o più di tre” , a seconda del tipo di promozione. Ma , come facciamo a spiegarci che certi intellettuali – e tante altre persone “intelligenti”, soprattutto quelle che non possono resistere alla voglia di mettere prima o dopo il proprio nome una serie di sigle come “Dr.” “ PhC.” “MBA” ecc. – non solo credano che “uno più uno faccia tre o più di tre” , ma spesso passano una vita di lavoro per dimostrare questa assurdità e qualche volta vengono persino premiati per aver promosso un certo farmaco o gli conferiscono addirittura un Premio Nobel in economia o matematica !

Li adorano come fossero “Dei” , dei “Master of the Universe” e li nominano professori delle cosiddette “università di punta” , li chiamano come consulenti nelle agenzie finanziarie internazionali come il FMI e la Banca Mondiale o presso le banche centrali . Anche se per fortuna ci sono delle eccezioni , solo pochi, ma io ho la fortuna di lavorare con alcuni di loro .

Permettetemi di dimostrarvi quanto queste cosiddette persone intelligenti siano persone veramente stupide . Una persona onesta e intelligente che sappia riconoscere la verità non si prostituirebbe per qualche “titolo accademico” mettendo a rischio la propria integrità e l’onore della famiglia .
Delle “persone intelligenti possono anche essere pagate profumatamente” , ma rispetto ai miliardi di dollari che permettono di razziare a quegli stupratori finanziari delle banche che li sovvenzionano, a loro hanno lasciato solo qualche monetina: qualche spicciolo, qualche centesimo ? Ma procediamo per passi per spiegare la stupidità di queste cosiddette persone intelligenti .

PASSO 1 :

Che cosa è una obbligazione ? In parole povere, si tratta di una cambiale, di una conferma scritta di un debito. L’emittente (chi l’ha rilasciata) di un’obbligazione è il debitore e l’acquirente dell’obbligazione è il creditore . Il debitore si impegna a rimborsare la somma di capitale preso in prestito, più gli interessi per tutta la durata del prestito.

PASSO 2 :

Quando un governo (come ad esempio gli Stati Uniti ) emette un prestito obbligazionario significa che il governo ha fondi insufficienti e ha bisogno di prendere in prestito altro denaro per far fronte ai propri obblighi finanziari. Questo succede in genere quando le entrate ( tasse, ecc ) sono minori delle spese ( negli USA, un gran parte delle entrate deve finanziare le guerre) . Pertanto, quando un governo emette un prestito obbligazionario , diventa debitore . E un debitore deve rimborsare il debito quando il debito arriva alla sua scadenza naturale.

PASSO 3 :

Non molto tempo fa ( prima del 1971 ), il dollaro USA era sostenuto dall’oro . In termini monetari semplificati, i dollari americani stampati su carta erano convertibili in oro al tasso convenuto di 35 dollari per una oncia d’ oro . Quindi , se un creditore ( ad esempio, le banche centrali , le istituzioni finanziarie , gli investitori ecc ) prestava ad un debitore ( ad esempio, il governo USA), 10 miliardi di dollari, il creditore quando riceveva 10 miliardi di dollari li poteva scambiare per la quantità equivalente di oro al prezzo di US $ 35 per oncia.

Passo 4 :

Quando gli Stati Uniti nel 1971 fallirono perché a Fort Knox non c’era abbastanza oro per garantire a tutti i possessori di dollari di continuare a scambiarli con l’oro, il Presidente Nixon annunciò che il dollaro non sarebbe più stato convertibile in oro . Per questo motivo, il dollaro americano è diventato una valuta – fiat, in gergo volgare, denaro stampato su carta che non vale la cifra che riporta sopra ! Il dollaro non era più sostenuto da nulla, era diventato, ed è ancora, assolutamente senza nessun valore di riferimento. Naturalmente si stampano vari tipi di banconote, da US $ 1, da US $ 100 ecc, ma l’unica differenza tra queste banconote è solo la cifra indicata sul foglio di carta, che non ha altro valore.

Alla gente è stato fatto credere che quello scritto sulla banconota sia il valore del dollaro : un trucco per carpirne la fiducia.

Fino a quando in tutto il mondo si accetterà quel pezzo di carta come pagamento di beni e servizi , il pezzo di carta avrà come valore l’ importo indicato sul foglio di carta . Ma , questo pezzo di carta non può essere più scambiato con l’oro.

PASSO 5 :

Dato che gli Usa sono una superpotenza nucleare è stato usato questo potere per costringere tutti i paesi ad accettare il dollaro Usa in pagamento di beni e servizi venduti negli Stati Uniti . Con il tempo il $ USA è diventato anche la moneta di riserva mondiale . E’ stato un privilegio che gli Stati Uniti hanno esercitato per il proprio profitto, infatti in base a questo sistema la FED può creare US $ stampandoli in modo digitale con un semplice clic del mouse che trasforma la carta in banconote con una semplice registrazione nel libro mastro della FED!

PASSO 6 :

Il gioco della sanguisuga ! I paesi che hanno prestato dollari al governo USA sono i paesi che hanno un surplus di produzione di beni e di servizi e per queste merci sono stati pagati in US $ . Le persone che lavorano in questi paesi hanno dato l’anima per guadagnarsi il loro salario che hanno ricevuto nella valuta del loro paese . Ma molti di questi paesi, quando importano merci dall’estero, devono pagarle in dollari . Quindi, le banche centrali di questi paesi devono scambiare la loro valuta in US $ per comprare le merci di importazione.
Quando questi paesi hanno dollari in eccesso , li mettono in cassaforte e li usano come riserva per coprire i futuri pagamenti per i beni e servizi che dovranno importare.
Parte di questi surplus in dollari poi vengono anche usati per fare prestiti al governo degli Stati Uniti, comprando buoni del tesoro USA.

PASSO 7 :

Questo ha dato origine alla assurda situazione per cui gli Stati Uniti pagano per beni e servizi importati da tutto il mondo con denaro che la FED continua stampare ( come carta igienica) creandolo dal nulla. Poi i dollari che avanzano all’estero, ritornano sotto forma di prestiti, allo stesso governo degli Stati Uniti . Quindi con quella stessa carta igienica si comprano altri beni e servizi che si continuano a importare da tutto il mondo .

Poi il surplus viene riciclato di nuovo e la storia ricomincia. Adesso tutti questi prestiti devono essere rimborsati con gli interessi.
L’attuale debito degli Stati Uniti è tanto alto che non si potrebbero pagare nemmeno i soli interessi sui prestiti. Per questo motivo il Tesoro Americano sta emettendo obbligazioni per recuperare il surplus di dollari con cui ha invaso tutto il mondo.

Quindi il risultato di tutto è un enorme riciclaggio di carta igienica con scritto sopra DOLLARO.

PASSO 8 :

Ora , se tu mi avessi prestato dei soldi , diciamo 10 milioni di dollari dei tuoi sudati risparmi ( ma anche molto meno) , e io non potessi rimborsarti né i soldi del prestito né quelli degli interessi , tu saresti disposti ad accettare, come rimborso, degli altri dollari che ho creato io stesso dal nulla …. Dollari che, io stesso, ho appena stampato ?

Potresti accettarlo solo se non tu non sapessi che è denaro, diciamo , fac-simile, cioè lo avresti accettato solo se non avessi saputo che quel denaro è falso .

Siamo d’accordo ?
Ma , una volta scoperto che quello che ti propongo come rimborso è denaro falso , sicuramente ti rifiuteresti di accettare del denaro contraffatto !

CONCLUSIONE:

Se questo è come reagiresti quando si tratta dei tuoi soldi – guadagnati con sudore – perché non dovresti mettere in discussione l’operato del tuo governo e della tua banca centrale, se continuano ad accettare come rimborso dei prestiti del denaro stampato su carta igienica e creato dal nulla?
Se tu, in privato, rifiuteresti di accettare denaro falso , perché ti dovrebbe sembrare strano che il governo rifiuti di ricevere un pagamento fatto con soldi contraffatti, creati secondo una regola di un regime monetario chiamato “Quantitative Easing”, che non è altro che un modo sofisticato per dire “stampa di altro denaro” ?

Una obbligazione è una cambiale , quando il dollaro americano era sostenuto da un cambio aureo era ancora una cambiale, perché la banconota da un dollaro era convertibile in oro per quello stesso valore: l’oro è denaro reale , tanto quanto la banconota del dollaro è solo denaro.

Il denaro svolge una funzione essenziale “è un mezzo di scambio” , serve a facilitare lo scambio di beni e servizi.
Non è una riserva di valore .
I soldi (stampati su carta igienica) sono una “unità di conto” artificiale , perché non hanno nessun valore intrinseco. Il “valore intrinseco” dei soldi di carta (igienica) è la cifra stampata sul pezzo di carta (igienica).
L’ unità di conto è il parametro di riferimento con cui tutti gli altri beni e servizi sono valutati .
Infatti ogni volta , che si stampa altra moneta su carta igienica il “valore (unità di valore ) numerico stampato” in realtà diminuisce progressivamente.

In altre parole è l’inflazione ( cioè l’ aumento dell’offerta di denaro con la stampa di altro denaro reale, digitale o altro) che fa diminuire il potere d’acquisto del denaro di carta !

L’ effetto è che con un dollaro USA si acquisteranno sempre meno beni . Per fare un esempio , anni fa con cento dollari compravamo un paio di scarpe , ma ora ne servono duecento!

I soldi di carta igienica ( come unità di conto ) non possono continuare a essere il metro che può stabilire il valore di altri beni e servizi . Questo è il motivo per cui tutte le monete-fiat devono essere sotto il controllo delle banche centrali come la FED , e il valore del denaro fiat può essere manipolato secondo i bisogni dei banchieri corrotti e di quelli che sono l’élite dominante dell’ 1 % .
Questa è la differenza fondamentale tra oro e banconote stampate (su carta igienica)!
Pertanto , dato che il dollaro non è più sostenuto dall’oro è diventato una cambiale scritta su cartastraccia.

AIla scadenza il creditore riprende indietro la stessa carta e la usa per comprare altre obbligazioni, che verranno rimborsate con altri pezzi di carta , altre obbligazioni a forma di dollaro su cui è stampata una cifra “ONE Dollar” oppure “HUNDRED Dollar” , è uguale, e si continua !

Se il dollaro avesse un valore effettivo , non ci sarebbe bisogno di una legge per costringere chi entra in possesso di questo pezzo di carta ad accettarne l’uso in “full settlement of all debts”. Questa legge si chiama “Legal Tender” .
Senza questa legge , nessuno mai accetterebbe questi pezzi di carta a saldo dei debiti . Dato che la moneta non è sostenuta né da oro, né da qualsiasi altra cosa di valore (argento o altri metalli preziosi ), si tratta di un falso , si tratta di carta stampata, come se fossero “soldi veri” !
La fiducia sul valore dichiarato è imposta per legge!

Perché devi continuare ad accettare tutta questa m…, solo per dare realtà a quelli che si fanno passare per “intelligenti” ?
Tu lo sai che “uno più uno fa due” , anche se questi stupratori della finanza continuano a ripeterti che fa tre, o più di tre ! Quindi, se accettiamo questi soldi di carta igienica stiamo accettando un inganno, proprio come quando vogliamo credere che “uno più uno fa tre, o più di tre” !

Non facciamoci prendere in giro, questo loro – fiat money è una truffa, è peggio della carta igienica . Almeno la carta igienica ha una sua funzione critica corporea , una banconota o qualsiasi altro denaro fiat non serve neanche a questo !

Certe volte nella vita può capitare di essere stupidi o ignoranti, ma , perché vuoi restare stupido e ignorante quando capire le cose è tanto semplice ? Si tratta solo di avere un po’ di buonsenso. Non serve aver studiato scienze aerospaziali per capire che questo è sempre il solito “SCHEMA PONZI”.

Mattias Chang
Fonte: http://futurefastforward.com
Link: http://futurefastforward.com/component/content/article/8907.html
4.11.2013

Traduzione per ComeDonChisciotte.org a cura di Bosque Primario

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Il fatto che, approfittando di un crescente bisogno del dollaro come moneta di riserva, gli USA abbiano spacciato dollari per merci e servizi, e continuano a farlo, a costo quasi zero, è verosimile.
E’ altrettanto vero, però, che nel momento in cui le nazioni che detengono riserve in dollari volessero utilizzarle per comperare merci e servizi negli USA queste potrebbero farlo (al netto dell’inflazione che causerebbero), appropriandosi così di una fetta consistente delle ricchezze di quel paese.
In effetti Cinesi e Russi stanno facendo shopping in Europa, con quei dollari. Forse cosi fessi non lo sono.
L’argomento per cui dato che la FED può stampare dollari allora questi non dovrebbero essere utilizzati come riserva di valore nel mercato interno USA, onestamente, mi sembra una stupidaggine: il dollaro è una misura di valore, ed i “dollari” fisici (o elettronici) vengono utilizzati per realizzare una contabilità di quanto valore è posseduto da ogni attore del mercato. Il fatto che i pezzi di carta non abbiano valore intrinseco, e possano essere stampati dalla FED, non rende automaticamente la moneta senza valore, a meno che si rendesse pubblico che la FED cede in modo sistematico dollari a privati a titolo gratuito. In questo caso il problema sarebbe semplicemente una frode da perseguire, e non un difetto strutturale del sistema della moneta fiat.
Tutto questo accanirsi sulla moneta fiat è un falso problema. Le politiche monetarie che sono possibili grazie ad essa possono avere grandi effetti sulle dinamiche economiche e sulla distrubuzione della ricchezza. Paralizzarci in un sistema potenzialmente deflazionistico come il gold-standard non è detto che convenga. Più che il controllo delle banche centrali sulla moneta dovrebbe importare chi controlla le banche centrali.
L’argomento secondo cui l’espansione monetaria di questi ultimi 20 anni sia stata escogitata per depredare i cittadini da parte dell 1% è un mito: l’espansione monetaria è stata necessaria per ritardare il collasso dell’economia di mercato, dovuta alla diminuzione del valore marginale del lavoro rispetto al valore del capitale (brevetti, tecnologia, risorse naturali), a sua volta dovuta all’inesorabile progresso tecnologico.
Semmai la classe lavoratrice è stata tenuta artificialmente in vita dall’espansione del credito, effettuata da banche e banche centrali sotto pressione dei governi. L’1% si sarebbe arricchito comunque, perché l’avanzamento della tecnologia rende possibile l’accumulazione di capitali sempre maggiori, ed il loro sfruttamento in modo sempre più efficiente, mentre rende obsolete le prestazioni di fasce sempre maggiori di lavoratori. Il mercato libero pertanto tende a privare i lavoratori, sempre meno necessari, del loro potere d’acquisto.

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In origine, Dio disse: “FIAT LUX!” E la luce fu.

Molti millenni più tardi, David Rockfeller disse: “FIAT MONEY!”. E il dollaro fu.

Ci provò anche Minchionne, con “FIAT PANDA!”. Ma non ebbe successo.

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Qua il livello di sostenibilità del debito italiano:

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Qui abbiamo uno studio approfondito sull’ammontare del debito come interessi sugli interessi a dimostrazione delle regole usuraie imposte dal vincolo esterno”per disciplinare”

http://leprechaun.altervista.org/debito_pubblico_italiano.shtml

L’Italia aveva sempre avuto un debito pubblico basso, sotto cioè il 60%, sino a quando il ministro del Tesoro Beniamino Andreatta (padrino politico di Romano Prodi) tolse alla Banca d’Italia la facoltà di acquistare l’invenduto sul titoli pubblici emessi dal Tesoro ossia dallo Stato italiano.

Questa sola unica mossa, decisa unilateralmente da Andreatta, fece passare i tassi d’interessi sul debito pubblico dallo 0,3% al 18% e di conseguenza il debito pubblico italiano nel giro di un decennio raddoppiò passando dal 60% sul PIL al 120% sul PIL.

Nessuno nega che la corruzione sia un problema, e che il debito vada gestito. Ma si sa quantificare l’impatto della corruzione sul debito? Perché si puo quantificare l’impatto che l’aumento di più di sei punti del tasso di interesse reale ha avuto sulla dinamica del debito pubblico a partire dal divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia. Lì è esploso il debito. La corruzione c’era prima e c’è stata dopo. C’era anche negli anni ’90, quando eravamo in surplus con l’estero di quattro punti di Pil. E allora? Vogliamo parlare di cifre, e vogliamo distinguere i problemi microeconomici da quelli macroeconomici?

C’è una cosa molto semplice e non discutibile. L’Euro ha ammazzato Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia, e già anche peggiorato Francia. ecc..Non il “debito pubblico” “la corruzione” “gli sprechi”, Certo hanno anche quelli qualche responsabiltà, ma non sono la causa. Noi abbiamo sempre finanziato un Paese con sprechi ecc. Perchè sprecavamo ma facevamo PIL. Ce li mantenevamo gli sprechi ecc… Dovevamo migliorare, questo è un altro discorso.. Dopo Euro non abbiamo più fatto PIL. Quindi ci siamo indebitati. Ma dove? L’Euro lo ha fatto creando una voragine nei conti con l’estero di ognuno, e nell’indebitamento privato che in parte ne è conseguito, perchè l’Euro ha distrutto anche parte del mercato interno non difeso più da una valuta debole aprendo cioè la strada a import anche da Paesi forti che ora sono diventati competitivi, mentre prima no, i loro prodotti erano cari, essendo in valuta forte, e quindi non penetravano, cioè avevano prezzi troppo alti, e quindi la LIRA difendeva industria anche interna, non solo quella votata a export. E’ stato poi un import (che sono debiti con l’estero per noi se non compensati da export) finanziato da tassi bassi, artificiali per noi ed altri (tutti i PIIGS con inflazione più alta) e tarati su Germania, con questo dirottando su mercati finanziari piuttosto che produttivi (boom immobiliari ecc…). In questo quadro sono state imposti vincoli di bilancio (deficit/PIL ecc.) e l’unica via (voluta) è stata di far svalutare internamente, cioè ridurre salari, pensioni, tagliare, precarizzare, delocalizzare ecc.. (cioè tagliare costi) e aumentare tasse (cioè cercare di aumentare le entrate). Il tutto però come risultato non è mai migliorativo ma sempre peggiorativo (e questo lo sapevano, lo stesso centro studi FMI fa 172 casi di fallimenti di queste loro politiche di “austerity” in 40 anni, ma il centro studi non sono poi quelli di FMI che decidono. Lo sapevano quindi benissimo e quindi è voluto).

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Il tutto e’ una mistificazione tipica della scuola austriaca.Del Mar,il piu grande storico della moneta mai esistito al mondo scrisse:

“”Come regola gli economisti non si preoccupano di studiare la storia della moneta, è molto più facile per loro immaginarla e dedurne i principi da questa conoscenza immaginaria”.Leggere questo:

Le monete in realtà sono sempre state essenzialmente fiat, (e l’emissione di tutte sotto controllo dei Governi fino al 1700), e cioè erano essenzialmente fiat anche prima delle banconote, ed era proprio la loro natura fiat quella che in realtà conferiva buona parte del valore all’oro, per altro sempre tesaurizzato, e non viceversa come è comune pensare, e inoltre i sistemi erano poi basati di fatto su rame, bronzo e ottone in realtà, come l’Oricalco Romano del Sesterzio (una lega pressapoco identica al Nordic Gold dei 50 cent di EUR odierni), con un valore intrinseco bassissimo. (N.B. oggi i 50 cent hanno circa 8 10 cent di valore intrinseco, cioè il valore del metallo più la lavorazione) o le stesse monete d’argento (il denario Romano ad esempio) che erano coniate progressivamente con titolo sempre più basso, anche sotto il 50%. Quindi l’essenza fiat della moneta era quella determinante, e solo quando perdeva fiducia tutto il sistema (fu l’Antoniniano a sostituire il Denario, partendo da un titolo migliore) per guerre e sconvolgimenti politici si ripartiva da un miglior contenuto intrinseco, ma proprio per la perdita di parte della fiducia nell’autorità.Già Aristotele, nell’Etica, diceva: “la moneta esiste non per natura, ma per legge”. Questa nozione fu alla base per secoli, e fu anche la base della stabilità che si ebbe per secoli e da questa nozione deriva il fondamento cardine e cioè che l’emissione deve essere esclusivamente in mano allo Stato, e non ai privati. La non comprensione (sincera o interessata) della moneta si deve ad Adam Smith e a Jeremy Bentham, i cui argomenti sono basati sulla fallace nozione di moneta-merce, che poi ha portato tutta una serie di altri soggetti (banche private specialmente) a sponsorizzare questa tesi balorda e negata da tutta l’evidenza storica, e a occultare quella che era la cultura secolare ed anche quella corrente, man mano censurata e oscurata. Dalla nozione di moneta-merce deriva essenzialmente poi quella di moneta posseduta ed emessa privatamente, come è quella emessa oggi. Il privilegio di emettere moneta e di controllarne l’offerta è immenso, non c’è potere paragonabile a quello, e la concentrazione di ricchezza che ne deriva può far comprendere come quei privati che ne godettero, scippando man mano agli Stati e ai Governi la prerogativa di emetterla, siano di fatto divenuti i padroni e i decisori reali delle politiche nei vari Paesi.

Chi poi tentò di contrastare questo dominio, e di avviare un sistema differente, fu sempre demonizzato e attaccato e fece sempre una brutta fine, e l’ultimo in ordine di tempo è stato Gheddafi, senza con questo voler dare giudizi su di lui, ma solo sottolineando quel particolare aspetto, (Gheddafi stava promuovendo e organizzando un sistema monetario pan-Africano, sganciato dal dollaro) che fu almeno una parte delle ragioni che spinsero alla guerra.

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Apprezzo la suddivisione schematica degli argomenti in otto passi e nel merito mi appare quasi tutto condivisibile, ma le conclusioni sono inaccettabili.

1) Come già fa notare George, riportare il valore del denaro all’oro non risolve il problema, visto che bisognerebbe capire cosa dà valore all’oro. E qualcuno fa notare “Perchè l’oro e non il sale?” La risposta non può essere in termini convenzionali (“si accetta l’oro per consuetudine”) perchè bisognerebbe risalire alla ragione della consuetudine.

2) Chang dice che il “fiat money” è una forma di “schema Ponzi” e quindi è una truffa. Ma lo schema Ponzi è una truffa perchè il privato non può creare denaro dal nulla, invece lo Stato deve creare denaro dal nulla. L’unica alternativa finora proposta alla creazione di denaro dal nulla da parte dello Stato è la creazione di denaro dal nulla da parte delle banche.

3) Il fatto che il denaro viene comunque creato dal nulla viene solitamente nascosto con molto fumo, arrivando alla situazione (tra il ridicolo, l’assurdo ed il tragico) di oggi, in cui lo Stato crea il denaro dal nulla, lo dà da gestire alle banche e poi lo prende da esse in prestito. Particolarmente assurdo il fatto che lo Stato prende in prestito denaro che solo esso può creare. No, le banche non possono creare denaro se non hanno a loro disposizione uno Stato che si occupa di garantirlo anche con la forza quando serve.

4) Nelle conclusioni c’è anche l’errore grossolano di pensare che il denaro sia in sostanza “un mezzo di scambio”, cosa che contrasta grossolanamente con l’evidenza. Le persone assegnano un valore agli oggetti tramite il denaro nel mondo di oggi, es. la frase “questa automobile vale 10mila euro” ha implicitamente il significato che il valore sta nell’euro, che è diventato il termine di misura di ogni cosa. Per esso si uccide se necessario.

5) Qui il discorso si complica. Non si può andare a fondo se non si capisce che il denaro è il più potente feticcio mai creato dall’uomo. (Un feticcio è un artefatto umano che diventa oggetto di culto, spesso disconoscendo l’origine di tale oggetto come artefatto umano). Sono i desideri, i sogni, i deliri di potenza che pilotano la metafisica del denaro. Se fosse un oggetto di scambio basterebbe spiegarlo come una misura dei bisogni umani che si possono soddisfare (sarebbe già abbastanza complesso, ma non servirebbe la metafisica).

Provaci ancora Chang!

6) Una nota per quelli che parlano di signoraggio: alcuni discorsi mi appaiono in comune a quelli del signoraggio, ma è paricoloso usare tale parola, perchè la macchina del fango non è mai stata spenta, ed è pronta a vomitare sterco in quantità industriali su chi si azzarda ad usare tale parola. Essa esprime sinteticamente l’idea che le banche truffano i cittadini, è politicamente scorretto esprimere un tale concetto, nel mondo di oggi la verità nuda viene punita ferocemente.

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Bernard Lietar (ex professore universitario che ha lavorato anche per la Banca Centrale belga) dice alcune scomode verità sull’emissione della moneta

domenica 20 ottobre 2013

Per chi non lo sapesse Paul Krugman, che viene citato in questo discorso, ha vinto il premio nobel per l’economia nel 2008.

Chi tiene il discorso invece è Bernard Lietar, che ha lavorato anche per la Banca Centrale del Belgio ed è stato docente professore di economia, è l’autore di un libro sul “ripensamento della moneta”

Dopo avere visto questo video, che chiarisce molto bene quale sia il vero problema alla base della crisi attuale, vediamo adesso le patetiche dichiarazioni dell’attuale leader italiano, che cerca di mistificare la realtà spacciando per progresso quello che in realtà è tutto il contrario.

Addendum:

Paul Krugman, economista statunitense, dal 2000 collabora con il New York Times scrivendo editoriali d’opinione nel suo blog ed è anche professore di Economia e di Relazioni Internazionali all’Università di Princeton. Poco più di un anno fa aveva previsto che entro un mese la Grecia sarebbe uscita dall’euro e che i conti correnti correnti sarebbero stati bloccati in Spagna e Italia. Per quanto la situazione non sia certo rosea dobbiamo dire che si è proprio sbagliato.
Se difficilmente si assegnano premi nobel a persone scomode per il sistema (come viene ricordato nel video da Lietaer) a me viene anche il dubbio che Lietaer stesso possa essere l’ennesimo gatekeeper, per cui segnalo il suo intervento molto interessante, ma non avendo ancora letto il suo libro ed approfondito le sue idee sospendo il giudizio su di lui. Altrimenti c’è il rischio che finisca come con Lidia Undiemi, che avevo sostenuto nelle sue denunce sul MES per poi scoprire che tuonava contro tutti i “complottisti” che le chiedevano di denunciare anche il signoraggio e le scie chimiche.

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La Grande TRUFFA delle Banche (grazie ai politici)

Quando il direttore della filiale vi dice che la banca non ha in cassa il vostro denaro perché lo ha prestato, facendo il proprio mestiere, mente sapendo di mentire (oppure è un povero idiota).
Infatti se fosse così il denaro che avete materialmente depositato esisterebbe e sarebbe comunque in mano di qualcuno.

Invece NON è vero!

La truffa (grazie a tutti i politicanti servi che fanno le leggi) viene spacciata per garanzia e consiste in questo:
la banca deve tenere in cassa una piccola parte (circa il 2%) dei depositi, così vi fanno credere che se versate 100 € ne presti al massimo 98.
La verità vera è che il 2% è riferito ai debiti della banca che, tenendosi fermi in cassa 100 €, ne presta 5.000 (attraverso assegni, bonifici, fidi, ecc…), di cui il 2% sono prorio i 100 € che ha in cassa.

Con una sorta di miracolo evangelico, o se si preferisce la piantagione delle monete di Pinocchio, da 100€ la banca ne ha creati 5.000.
E’ tutto vero, per pudore la truffa viene chiamata “leva monetaria”.
Una prima conseguenza è che l’interesse è ben oltre il livello di strozzinaggio, infatti se la banca chiede il 10% incassa 5.000×10% = 500€ all’anno, che sulla moneta realmente esistente di 100€ rappresenta il 500% (comincio a giustificare moralmente i vecchi usurai).

“Se il popolo capisse il funzionamento del nostro sistema bancario prima di domani scoppierebbe la rivoluzione” diceva Henry Ford, invece noi che siamo non violenti vorremmo che la gente capisse e accettasse gioiosamente l’inganno e la schiavitù (anche quella dei padroni della moneta, che non siete voi e nemmeno il vostro stato cosidetto “sovrano e democratico”, ma questo è un altro discorso ancora peggiore).

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lungi da me difendere le panche, sono la causa di tutti i nostri guai economici da almeno 20 anni. quello che non capisco è come mai, visto che possono sostanzialmente creare denaro dal nulla, siano praticamente tutte alla canna del gas, e che ottenere un prestito è quasi impossibile

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Fabio Massimo dice su Ingannati
25 March 2012 at 11:10

Chi ha letto qualcosa di Silvio Gesell ha già aperto gli occhi su quella che è una verità fondamentale sulla moneta: il fatto che essa debba essere DEPERIBILE.
Perché DEPERIBILE è ogni ricchezza fisica prodotta grazie al sacro lavoro dell’Uomo.
E, siccome la moneta serve come:
1) come “unità di misura” di tale ricchezza
2) come “mezzo di scambio” per far circolare tale ricchezza (ESATTAMENTE come il sangue non è “ricchezza” in sé ma serve a far pervenire a tutti i distretti corporei la “ricchezza” organica costituta dall’ossigeno: che senza il sangue non potrebbe raggiungere tutte le cellule del corpo)
ne deriva, LOGICAMENTE, che anch’essa deve essere DEPERIBILE.
Viceversa (e seguendo la chimera che i figli degli uomini hanno seguito dalla notte dei tempi, a valle del Peccato Originale), ecco che si viene a creare una moneta indeperibile e, al limite, “immortale”. Una sorta di vero e proprio cancro economico, in cui viene sempre più valorizzata quella famosa “terza funzione monetaria” di cui si parla nei libri di economia: la moneta come RISERVA DI VALORE.
Ed ecco che, se essa diventa “riserva di valore”, e riserva inattaccabile dal normale deperimento organico e naturale che caratterizza tutti gli altri organismi (mentre il grano accumulato in un granaio può essere attaccato dalle tarme, la moneta metallica accumulata in un deposito è sostanzialmente inattaccabile), ecco che essa diventa il serbatoio, il combustibile ed il comburente permanente di tutti i possibili “attaccamenti” umani. La cui cifra caratteristica è appunto quella di voler “conservare” ciò che Dio vuole che passi.
Ed ecco che è proprio con l’acquisizione della terza funzione monetaria che essa acquisisce la sua natura di “sterco del demonio”.
Guarda caso: fintantoché avevano funzione monetaria le canne di bambù o le conchiglie, la deperibilità era assicurata.
Fu con l’introduzione della moneta metallica che si posero le basi materiali e strumentali perché l’ “attaccamento” umano (che, in quanto antitesi deformata e deformante dell’amore, è manifestamente uno dei massimi Inganni della Scimmia di Dio, come Alberto ha brillantemente sottolineato in un suo articolo sulle “patacche del falsario”: Inganno che fu ampiamente facilitato dalla nostra natura ferita e decaduta a seguito del Peccato Originale) potesse raggiungere parossismi inimmaginabili.
Fu con l’introduzione della moneta metallica che Mammona ebbe a disposizione uno strumento portentoso per esplicitare la sua operatività del tutto antitetica a quella del Padre Creatore ed Onnipotente (e infatti Gesù ci rammenta: non si possono servire due padroni).

Ma, nonostante l’avvenuta “metallizzazione”, vi era un antidoto alla “mammonicità” della moneta.
Un antidoto che Gesù ha certificato come tale, con parole altrettanto inequivocabili di quelle con cui ci invita a preservare le nostre anime, e se possibile anche i nostri corpi, dagli attaccamenti propostici massicciamente da Mammona.
Quest’antidoto era (ed è) dato da Cesare. Sovrano legittimo ed unico che legittimamente possa “imporre” le tasse.
Tasse che chi si fermi a riflettere sul fatto che la “seconda funzione monetaria” è in realtà quella essenziale (la moneta è tale perché circola. E, circolando, permette la vita del corpo economico) e che quindi è conseguentemente essenziale la presenza di un “circuito chiuso” entro il quale essa possa circolare (senza circuito chiuso non è -fisicamente- possibile alcuna circolazione): costui arriva facilmente alla conclusione che le tasse, prima che un’ “imposizione”, sono il frutto di una libera e consapevole accettazione.
Perché indispensabili al funzionamento “idraulico” del sistema economico.

Tutto questo l’avevo già scritto in post precedenti, ed è quello che fa notare lo stesso Paolo Barnard nel suo IPGC.
Le tasse non servono a pagare i servizi pubblici.
Le tasse non servono a “servire” il debito.
Le tasse servono a far riaffluire la moneta verso il suo punto iniziale, chiudendo così il circuito economico.

E stamattina, 25 marzo (giorno in cui si celebra oltre che l’Annunciazione anche e soprattutto l’Evento che fu il frutto del SI’ dato da quella Ragazza di Nazareth a quell’Annuncio: l’Incarnazione di Dio in Carne e Sangue. La Generazione dello Zigote dell’Uomo-Dio, Gesù di Nazareth. Zigote che, come tutti gli zigoti umani, nacque dall’unione tra due gameti: ma in questo caso furono du Gameti specialissimi. Il Gamete Femminile fu quello di Maria Santissima: Gamete che era intatto sia dal Peccato Originale – terzo dogma mariano, dell’Immacolata Concezione di Maria- che da qualsivoglia peccato attuale commesso fino a quel momento da Colei che diventava la Madre di Dio; il Gamete Maschile fu creato – “ex-nihilo”, così come solo Dio può e sa fare- per opera dello Spirito Santo, Sposo di Maria Santissima. Ecco l’Evento di quel 25 marzo di poco meno di duemila anni fa: in cui si realizzò la fusione perfetta ed irreversibile tra Trascendente ed Immanente), stamattina 25 marzo, dicevo, arrivo a capire, per Grazia di Dio e grazie alle considerazioni precedenti di Max e di Alberto, che le tasse svolgono una funzione ancora più importante: assicurare, oltre che la “circolarità” della moneta, proprio la sua “deperibilità”.

Gesù ci dice che è legittimo pagare le tasse a Cesare, poiché proprietario della moneta (che reca la sua effige).
E’ così che la moneta metallica (che nasce in opposizione a Dio, in quanto tentativo di “eternizzare” qualcosa che è intrinsecamente deperibile e transeunte: la ricchezza fisica e materiale) perde la sua natura offensiva nei confronti di Dio e diventa a Lui accettabile.
Solo appartendo a Cesare, che la emette, in quanto “proprietario” e che la richiede indietro. Così da evitare i dannosi (per l’anima dell’accumulatore e per i corpi di coloro che di quella moneta, che è in quantità finita, ne sono necessariamente privati) ed innaturali accumuli di quella stessa moneta.

Un sistema di moneta metallica (aurea, ma meglio ancora argentea: visto che di argento ce n’è molto di più dell’oro. E che siamo quasi 7 miliardi di esseri umani su questa terra, a far parte del corpo economico che ha bisogno della moneta-sangue) è legittimo SE E SOLO SE la moneta apprtiene ed è emessa da Cesare: ed a lui ritorna con l’imposizione delle tasse.
E da lui viene rimessa in circolo, con la spesa pubblica.

Un sistema di moneta non-metallica (cartacea od elettronica) “redime” la moneta dal suo peccato originale di “pretesa eternità” (la banconota viene distrutta o il bit viene annullato quando non esiste più il bene fisico che aveva giustificato la sua emissione/creazione).
Ma si presta ad un “peccato originale” di natura ancora più grave: l’asservimento a Mammona, se tale moneta non deperibile è creata da Mammona e non da Cesare (che però continua ad imporre, a questo punto illeggittimamente, le tasse)

La divisione tra “Goldsmiths” e “Greenbackers” è, come quasi tutte le divisioni, funzionale ai disegni disgregatori dell’Avversario (dico “quasi” perché c’è una sola divisione che è giusto riconoscere come tale, e che è invece interesse dell’Avversario celare, ammantandola di un falso e pseudo-pietoso buonismo: ed è quella tra figli di Dio e figli degli uomini).
Ed in questa divisione-tranello tanti figli di Dio ci sono cascati, in buona fede.
Laddove, d’altro canto, tanti figli degli uomini -ben consapevoli di servire gli interessi del padre che si sono scelti- seminano consapevolmente zizzania nell’uno e nell’altro schieramento, per confondere le idee ai più deboli ed ai più piccoli.

Tale divisione letteralmente si dissolve nel momento in cui si focalizza le verità essenziali sulla moneta:
– che essa è tanto più sana, e fruttifera e benefica quanto più CIRCOLA e non RISTAGNA (gli accumuli di moneta, così come gli accumuli di sangue, così come gli accumuli di merda: fanno male a tutti)
– che la CIRCOLAZIONE implica necessariamente un CIRCUITO CHIUSO
– che un circuito è CHIUSO se il punto iniziale (o punto d’ingresso/generatore/emettitore) della moneta concide col punto finale (o punto d’uscita/distruttore/assorbitore) della stessa
– che la moneta deve essere il più possibile conforme alla ricchezza fisica scambiata. E che se questa ricchezza è massimamente deperibile, anch’essa deve essere massimamente deperibile.
– che l’assenza di deperibilità (laddove si utilizzi una moneta metallica) comporta necessariamente un’azione più “invasiva” di Cesare, per ristabilire equilibri improntati a giustizia ed equità, laddove il libero operare degli uomini ha provocato accumulo di moneta metallica da parte dei più furbi e spregiudicati. E che in un regime di moneta metallica, l’imposizione delle tasse è assolutamente vitale: sia per “chiudere il circuito” che per spostare gli equilibri economici verso la direzione della giustizia e dell’equità
– che le TASSE si pagano a Cesare, laddove Cesare stesso sia il proprietario della moneta: qualsiasi differente configurazione, ci mette a rischio di asservimento a Mammona.

-o0o-

Alberto Medici says:

Fabione, non avrei pensato di riuscire ancora a stupirmi di te più di quanto fosse avvenuto in passato. Invece ci sei riuscito! Questo commento se permetti lo copio sotto l’articolo dove è più giusto che stia. Sottolineo che una moneta deperibile, ancorchè di difficile realizzazione, permetterebbe, anzi forzerebbe la circolazione e impedirebbe l’attaccamento allo stesso. Ma meglio dare status di articolo a questo intervento… :-)

Fabio Massimo says:

Ok, allora ti lascio il “compito a casa”: unire, in un unico testo, le considerazioni che facevo in margine a tre differenti articoli con quelle tue sull’attaccamento inteso come patacca spacciataci dal Falsario.
Se Dio vuole, si riesce a fare la sintesi e a tirare le fila tra signoraggisti nudi e crudi, alla Pascucci; e cultori della Modern Money Theory, alla Barnard.
Tenendo presente giganti del pensiero sulla moneta, come Auriti, Gesell ed Evans.
Ma tutto alla luce della Verità (e Amore) fattiSi Carne e Sangue: Gesù di Nazareth.
Colui che E’ Via, Verità e Vita.

Palla a te, fratello mio

http://www.ingannati.it/2012/02/25/a-cosa-servono-le-tasse-2/#comment-1451

http://www.ingannati.it/2012/03/07/ingannati-anche-da-topolino/#comment-1532

http://www.ingannati.it/2012/03/22/nuove-tasse-no-grazie/#comment-1633

Alberto Medici says:

Orco!!!! Ho visto questo commento adesso, che ho già ricopiato il tuo commento in una nuova nota! Uffa… Vabbeh, con calma, prima o poi mi verrà fuori. Però pensavo questo: in testa a tutto c’è il libero e gratuito dono di sè e del proprio tempo. Utopistico, irrealizzabile su vasta scala (nel piccolo, e parzialmente, no: e sono poprio quelle comunità, anche di famiglie, che hanno imparato il distacco e che vivono questo dono gratuito, che vivono meglio). Un po’ quello che dicevo nel video delle due uova regalate.
Un livello sotto viene il denaro deperibile: utile, ma impedisce l’attaccamento e il suo accumulo: chi se lo tiene, alla fine troverà solo le tarme.
Fra moneta senza sottostante e parità aurea non saprei dire qual’è quella che sta più in basso… ma adesso vado a dormire che la trasferta a Trieste a portare il figlio a giocare, stamattina presto, mi ha stancato… Baci a tutti!

Fabio Massimo says:

Sì, probabilmente la soluzione (che in tanti stiamo cercando, mi pare) sta in una sorta di modularità.
Con quello specialissimo “modulo” costituito da “l’economia del dono” sopra a tutti gli altri moduli: modulo praticabile integralmente laddove si scelga di vivere integralmente il Vangelo. Così com’era nelle prime (e vere) comunità cristiane, che non a caso vivevano nell’attesa del Ritorno imminente di Colui che era asceso al Cielo, per sedere alla destra del Padre.
Nel momento in cui si entra nel “mondo” (cosa che un vero cristiano è perfettamente libero di fare, ma auspicabilmente senza diventare uomo “del” mondo), con le sue dinamiche non informate dal Vangelo e profondamente influenzate dalle conseguenze (se non proprio dalla malattia ancora operante) del Peccato Originale, ecco che va sempre più preso in considerazione l’egoismo individuale.
Ma dove il tipo di meccanismi e di sistemi che vengono scelti sono di per sé “modulatori” o “scatenatori” di quello stesso egoismo.
La moneta-debito, emessa da privati ed addebitata a tutti coloro che emettitori di moneta non sono (il 99,999 della popolazione), e “certificata” da Cesare che la richiede indietro al momento del pagamento delle tasse (che, ricordiamolo: se servissero a “pagare” i servizi pubblici od a “pagare” il debito, allora potrebbero essere pagate anche con pezzi di formaggio, staie di grano, litri di vino, capi di bestiame, manufatti vari, ect ect ect. Così, invece, non è): tale moneta-debito siffatta è, tra tutti, lo strumento maggiormente “scatenante” gli egoismi individuali.
E forse è per questo che è così cara agli “acceleratori dei Tempi”.
Al cui club, alquanto esclusivo, sono convinto che Monti appartenga.

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5 ottobre 2013 | Autore
Fonte: http://rapportoaureo.wordpress.com/2013/08/09/ce-un-cuore-che-batte-nel-cuore-ditalia-liberiamoci-dai-signori-del-denaro-liberiamoci-dagli-usurai-finanziari/

di Francesco Filini (9 agosto 2013)

La crisi dell’euro, o dei cosiddetti “debiti sovrani”, che sta flagellando il Vecchio Continente, si caratterizza per un assurdo specifico molto particolare:l’artificiale rarefazione monetaria nell’economia reale, voluta e imposta dal sistema speculativo finanziario internazionale. L’anemia monetaria nell’economia reale, ovvero la mancanza di denaro circolante (sotto qualsiasi forma: cartamoneta, assegni, transazioni elettroniche, ecc..), innesca l’inevitabile spirale recessiva che porta alla progressiva e sistematica chiusura delle partite IVA. Il denaro – si sa – è il sangue del mercato: se ad un corpo comincia a mancare sempre più sangue le cellule prima si ammalano, poi muoiono quelle periferiche e successivamente collassa tutto l’organismo. Il corpo è l’organismo sociale, le cellule siamo noi, il sangue è il denaro.

Tommaso d’Aquino

Quando un’organismo sociale complesso, come la nostra Italia o come l’Europa, necessita di sangue perché le cellule si ammalano sempre di più e non sono più capaci di espletare la loro funzione di scambio, quest’organismo è costretto a chiedere delle “trasfusioni” a chi vende l’uso del sangue. Chi vende l’utilizzo del sangue oggi è il cosiddetto mercato finanziario (composto essenzialmente da cartelli bancari di ogni sorta, società di assicurazioni, società multinazionali), che dispone di infinite sacche di liquido vitale perché è capace di crearne dal nulla all’infinito: basta un ordine di Mario Draghi e la Banca Centrale Europea con un semplice “bit” elettronico mette a disposizione del mercato finanziario tutta la liquidità di cui esso necessita.
Ma quando l’organismo chiede una trasfusione non si ha di una comune transazione commerciale, ma un prestito. Il mercato finanziario infatti non cede la proprietà del denaro agli Stati, ma attraverso la formula del prestito ad interesse ne vende l’utilizzo, l’uso. Il grande filosofo nonché Dottore (dimenticato) della Chiesa Cattolica, Tommaso d’Aquino, nelle sua immensa opera Summa Theologica, spiegava che esistono beni destinati al loro consumo (come ad esempio il grano e il vino) e beni il cui uso non consiste nel consumo (ad esempio l’uso della casa). Il denaro è un bene di consumo.
Ma ascoltiamo le parole del Santo d’Aquino:

[…] tali sono, p. es., il vino che consumiamo usandolo per bere, e il grano che consumiamo usandolo per mangiare. Perciò in queste cose l’uso non va computato come distinto dalle cose stesse, poiché la concessione dell’uso implica la concessione della cosa. Quindi per tali cose il prestito determina un passaggio di proprietà. Se quindi uno volesse vendere il vino separatamente dall’uso del vino, venderebbe due volte la stessa cosa, oppure venderebbe un’entità inesistente. È chiaro, quindi, che commetterebbe un peccato di ingiustizia. E per lo stesso motivo commette un’ingiustizia chi presta il vino o il grano chiedendo due compensi, cioè la restituzione di una cosa equivalente e in più il prezzo dell’uso, denominato usura.

L’usura è quindi il prezzo dell’uso di un bene il cui utilizzo è vincolato al consumo: non si può dare del vino o del grano “in affitto”, ovvero chiedere del compenso per il bene che si cede e chiederne un altro per l’uso dello stesso, perché equivarrebbe a chiedere due compensi: la restituzione del bene e l’utilizzo dello stesso: in questo senso, su determinate fattispecie, non si può scindere l’oggetto dal suo utilizzo. Cosa invece ammissibile per altre tipologie di beni:

Ci sono invece altre cose il cui uso non consiste nel loro consumo: l’uso della casa, p. es., consiste nell’abitarla, non già nel distruggerla. Perciò in questi casi si può concedere l’una o l’altra delle due cose: p. es. uno può concedere a un altro la proprietà della casa riservandosene però l’uso per un certo tempo; o viceversa uno può concedere l’uso conservando la proprietà. E così è possibile percepire un compenso per l’uso della casa, ed esigere oltre a ciò la restituzione della casa stessa: come è evidente nei contratti di conduzione e di locazione.

Qui si fa riferimento a una tipologia di beni che non hanno il consumo come fine esclusivo, ma l’utilizzo degli stessi: esattamente come l’argenteria, una casa, un’automobile o qualsiasi altro bene che si può dare in affitto, è lecito chiedere un compenso per l’utilizzo per un determinato periodo di tempo. Questo non è ammissibile per qualsiasi oggetto utilizzato come denaro:

Ora il danaro, come insegna il Filosofo [Ethic. 5, 5; Polit. 1, 3], è stato inventato

Usurai

principalmente per facilitare gli scambi: quindi l’uso proprio e principale del danaro è il consumo o la spesa che di esso viene fatta negli scambi. E così è di per sé illecito il percepire un compenso per l’uso del danaro prestato, cioè per l’usura. Quindi, come l’uomo è tenuto a restituire le altre cose ingiustamente acquistate, così è tenuto a farlo per il danaro ricevuto come usura o interesse.”

Da qui nasce la dura condanna del Dottore della Chiesa Cattolica all’usura sul denaro, un’attività illecita deprecabile che va contro la giustizia e contro la natura, e che alla lunga comporta enormi squilibri sociali. Questa è l’attività di chi vende l’uso del denaro ad interesse, questa è l’attività degli usurai.

Ma torniamo all’organismo sociale. Essendo questo costretto a chiedere perpetuamente sangue in prestito che dovrà di continuo restituire con gli interessi (ed è evidente nel momento della restituzione sarà costretto a chiedere nuovi prestiti per sopravvivere), l’intero organismo perde la sua indipendenza e consegna le sue sorti in mano a chi ha il totale controllo del sangue. E’ come se attaccassimo un corpo umano ad un macchinario che nello stesso tempo immette ed estrae sangue, comportandosi come un cuore artificiale i cui battiti vengono scanditi artificialmente da chi, comodamente seduto dietro il macchinario, apre o chiude a seconda della sua convenienza i rubinetti che regolano il fluire del plasma.

E’ chiaro ed evidente che ad ogni chiusura della valvola d’immissione ed una contestuale apertura massima della valvola di drenaggio, il corpo subirà un salasso e cadrà catatonico in crisi cardio-respiratoria. Questo è quello che sta accadendo in Europa, nell’epoca del dominio assoluto dei signori del denaro. Da qualche tempo hanno deciso di chiudere i rubinetti del credito e di aprire quelli dell’estrazione che accade attraverso spietate e complesse valvole che vanno sotto il nome di fiscal compact, esm, ecc…
Ed è altrettanto chiaro che il corpo catatonico, anemico e in crisi cardio-respiratoria, sarà disposto a tutto pur di non perire, anche a cedere interi pezzi di organi. Ed è proprio quello che sta accadendo oggi: i servi dei signori del denaro chiamano quest’espianto d’organi in vari modi: liberalizzazioni, dismissione del patrimonio pubblico, cessione di assets delle società partecipate, ecc…

Una volta che si ha ben chiaro qual’è lo stato di salute dei popoli, degli organismi sociali complessi, e quali siano le aspettative di vita alle condizioni che abbiamo descritte, è il caso di risalire all’origine del problema e chiedersi perché un organismo complesso non sia in grado di produrre da sé il sangue invece di prenderlo continuamente in prestito da qualcuno.

Una rapida e banale analisi del sangue, ci svelerà come sia impossibile che il plasma circolante in qualsiasi organismo non sia di proprietà dello stesso, basta guardare la natura per rendersene conto. Se si pensa poi che il denaro oggi nasce senza costo e senza riserva, si capirà facilmente che a creare delle cifre dietro un computer o a stampare pezzi di carta colorati con delle cifre sovraimpresse, è capace benissimo anche uno Stato, come infiniti esempi storici lo dimostrano.

Questa CARTO-NOTA (chiamarla BANCO-NOTA è un errore) fu emessa dalla Repubblica Italiana e non dalla Banca d’Italia, dimostrazione evidente come uno Stato possa produrre da sé il denaro, senza indebitarsi chiedendolo in prestito alle banche

Basta rendersi conto che che il corpo malato sul letto di cui parlavamo prima, deve prendere solo un po’ di coraggio e staccare i tubi di quel cuore artificiale che pompa e drena sangue e scoprire il cuore interno all’organismo vive di luce propria.
Serve solo coraggio e autocoscienza. Non siamo parassiti, siamo uomini, siamo un popolo. Siamo i popoli. Quando questo sentimento si desterà risorgeremo come l’araba fenice, scrollandoci di dosso pidocchi, sanguisughe, usurai di ogni sorta.

Twitter @francescofilini

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27 agosto 2013 | Autore

Prendo al balzo la palla lanciatami da Alberto Medici per proporvi questo spunto di riflessione, trovato su Dionidream. Può essere utile anche a chi non ha compreso l’utilizzo del “denaro” digitale nell’Antropocrazia. J.C.

Articolo di Alessandro Pedone
Fonte: http://investire.aduc.it

denaro_maledetto_denaroIn una canzone di Franco Battiato, scritta dal filosofo Manlio Sgalambro, si dice che “il denaro è un’illusione collettiva”. Questa affermazione può avere varie chiavi di interpretazione, ma si può affermare che ciò sia vero anche in senso abbastanza stretto.La grande maggioranza delle persone è abituata a pensare al denaro come qualcosa di diverso rispetto a ciò che esso è veramente.

La mente umana ha una certa difficoltà a gestire i concetti astratti. Lo può fare, ma richiede un certo sforzo. I processi “automatici” (li chiamiamo in questo modo improprio per semplicità) della mente tendono a fare enormi semplificazioni che vanno benissimo per il mondo fisico, ma molto meno per i concetti astratti.

La grande maggioranza delle persone tratta il denaro come qualcosa di fisico, le cui caratteristiche non cambiano nel tempo. Se hanno, diciamo, 100.000 euro in banca, sono abituati a pensare a questi 100.000 euro come ad un oggetto, non come ad una relazione. Cioè come qualcosa che ha delle proprietà intrinseche, invece di qualcosa le cui proprietà derivano dalla interazione fra le persone che decidono di utilizzarlo.

Se ci riflettiamo con attenzione, tutti noi comprendiamo facilmente che il denaro, di per sé, non ha alcun valore. Ciò nonostante, tutti noi lo trattiamo come qualcosa che ha valore in sé.

Perché questo accade?

Perché i cambiamenti nelle proprietà del denaro, derivanti dalle interazioni fra coloro che lo utilizzano, sono di due tipi:

  1. continui, ma estremamente graduali;
  2. repentini e di grandi dimensioni, ma molto rari.

La nostra mente è abituata a gestire cambiamenti che sono sufficientemente frequenti e consistenti, come le condizioni meteo. Se i cambiamenti sono estremamente graduali, come il fenomeno della deriva dei continenti, oppure molto rilevanti ma rari, come un terremoto, la nostra mente esercita una semplificazione necessaria e tende ad ignorare questi fenomeni.

Il denaro che noi utilizziamo tutti i giorni è soggetto sia a cambiamenti continui (inflazione regolare) sia ad eventi traumatici (grandi svalutazioni, cambi forzosi, ecc.), ma noi tendiamo ad ignorarli.

Ogni giorno pensiamo al “gruzzoletto” che abbiamo da parte –per chi ha la fortuna di averlo– e crediamo che oggi quel gruzzoletto sia uguale a ciò che era ieri e sarà uguale a quello di domani (1).

Noi pensiamo al denaro come al “nostro” denaro. Quello che “io” ho guadagnato… quello che “io” ho messo da parte… il “mio” conto in banca.

Già pensare al denaro come “nostro” è una semplificazione necessaria, ma che ci porta a commettere importanti errori di percezione. Un oggetto può essere nostro (2). Una proprietà come un terreno, una casa, una bicicletta. Il fatto che sia nostro significa che possiamo disporne come vogliamo (chiaramente, nei limiti di ciò che è consentito dalla legge).

Col denaro, invece, non possiamo fare altro che scambiarlo con altre cose le quali, quelle sì, diventeranno nostre. Ma i 100.000 euro che oggi ho sul conto, con quante e quali cose potranno essere scambiate fra un anno, cinque anni o dieci anni? Questo non dipende in nessun modo da noi. Il denaro non ha proprietà intrinseche. Se ho una bicicletta, fino a quando non si rompe, io so che potrò usarla esattamente per la funzione per la quale l’ho acquistata. Con il denaro, la sua funzione di scambio varia in continuazione per una serie di fattori che sono completamente fuori dal controllo del possessore del denaro. Se noi consideriamo il denaro per la sua capacità di essere scambiato, dire che una persona possiede questa capacità è un nonsenso poiché questa capacità muta continuamente e non dipende in nessun modo da lui.

La maggior parte delle persone si inferocisce se vede il numerino del saldo del conto corrente diminuire, magari per effetto del pagamento di un tassa, ma non comprende che il problema è fare in modo che lo stesso numero –o anche un numero inferiore– possa avere un valore superiore, cioè possa essere scambiato con oggetti o prestazioni di servizi che abbiamo più valore.

Il denaro è la rappresentazione di una relazione, non è un oggetto!

Che cos’è che fa mutare il valore del denaro? L’interazione fra i soggetti che scelgono di utilizzarlo. Cioè i comportamenti degli agenti economici. Questa interazione è influenzata pesantemente da una serie di regole di politica economica e monetaria delle quali la maggior parte di coloro che utilizzano il denaro non sa praticamente nulla.

Chi decide, ad esempio, quanto denaro debba esserci in circolazione e chi lo produce?

Molti pensano che sia la banca centrale a produrre denaro. In realtà questo è vero in piccola parte.

Molti pensano che il denaro sia una merce limitata, come potrebbe essere il petrolio, ma non è così. Il denaro non è una merce, è la rappresentazione di una relazione. Dire: “lo Stato non ha il soldi” significa che non vogliamo o non possiamo modificare determinate regole che ci siamo auto-imposti. Lo stesso problema del debito pubblico è un problema solo perché siamo ingabbiati in una concezione del denaro che è assolutamente autolesionista, almeno per il 95% della popolazione.

L’errore chiave della nostra attuale concezione del denaro, come ho scritto altre volte su questo spazio, è quello di considerarlo contemporaneamente uno mezzo di scambio ed un mezzo di accumulo. E’ evidente a chiunque che se il denaro è un buon mezzo di accumulo non sarà mai un perfetto mezzo di scambio e viceversa. Ciò che lo rende un buon mezzo di accumulo è il tasso d’interesse. Il tasso d’interesse è una delle cause principali di tutti i nostri problemi economici-finanziari. La maggioranza delle persone non si rende conto che paga interessi in continuazione, anche se non ha contratto nessun finanziamento. Se una persona ha i suddetti 100.000 euro in titoli di stato, magari è felice di ricevere tre o quattro migliaia di euro di interessi, però non si rende conto delle decina di migliaia di euro di interessi che paga ogni anno.

Circa un quinto delle entrate dello stato se ne vanno per pagare gli interessi. Quindi un quinto delle tasse che paghiamo è dovuto ad interessi. Se uno acquista un automobile, del prezzo dell’automobile, una fetta molto consistente è costituita dai costi finanziari –cioè dagli interessi– che la casa produttrice paga.

Per gli immobili (sia che siamo in affitto, sia che abbiamo acquistato la casa) circa la metà dei costi che paghiamo per avere un tetto sotto la testa è dovuta agli interessi. In breve, noi paghiamo interessi continuamente, al supermercato, al bar, in palestra, ecc., ma non ce ne rendiamo conto! La cosa più grave è che la presenza del tasso d’interesse determina una concentrazione di ricchezza monetaria nelle mani di pochissimi.

Questo non è solo un problema di giustizia è anche un problema economico-finanziario. L’eccessiva concentrazione di ricchezza finanziaria nelle mani di pochi crea costanti disequilibri sia economici che finanziari i quali sono la causa di crisi finanziarie ed economiche sempre più grandi.

La soluzione radicale al problema, quindi, sarebbe quella di separare la funzione di accumulo di ricchezza da quello di mezzo di scambio, abolendo il tasso d’interesse ed introducendo un costo legato al possesso del denaro, ovvero un tasso d’interesse negativo. Il denaro, così liberato dal tasso d’interesse, diventerebbe un perfetto mezzo di scambio e la funzione di accumulo verrebbe riservata alle merci con tutte le problematiche che è giusto debbano essere collegate alla gestione di accumuli di ricchezza.

Questo, contrariamente a quanto si è portati a pensare, aumenterebbero il potere di acquisto perché il prezzo delle merci diminuirebbe e le tasse potrebbero essere ridotte drasticamente (non solo per i risparmi dello Stato sugli interessi, ma perché le imposte sui redditi verrebbero sostituite da questa forma di tassazione monetaria che è il tasso d’interesse negativo).

Gli unici che verrebbero penalizzati da una riforma radicale come questa sono coloro che riscuotono più interessi rispetto a quelli che pagano. Sono i super-ricchi. Coloro che hanno svariati milioni di euro in banca e possono vivere di rendita.

Questa esigua minoranza non vedrebbe più aumentare automaticamente il proprio enorme patrimonio e quindi ostacolerebbe in ogni modo una riforma del genere. Se avesse una prospettiva più lungimirante, però, si renderebbe conto che una riforma del genere gli consentirebbe di godere della loro enorme ricchezza senza attraversare quelle fasi di choc finanziario che sono assolutamente inevitabili con l’attuale modello. Stiamo vivendo una fase storica nella quale le principali banche centrali del mondo stanno mettendo in atto politiche monetarie non convenzionali per tentare di uscire da una crisi del sistema finanziario senza precedenti. Gli effetti di lungo termine di queste politiche sono sostanzialmente impossibili da prevedere. Sono ancora in pochi ad avere acquisito la consapevolezza che è l’attuale modello di moneta che non è più sostenibile. (3)

Abbiamo bisogno di una diversa concezione del denaro. Se il popolo si rendesse realmente conto di cos’è il denaro, come funziona, come viene prodotto, come viene redistribuito, avremmo risolto buona parte dei problemi economici perché l’attuale modello di moneta verrebbe travolto in favore di un modello più razionale e sostenibile.

Purtroppo, abbiamo un enorme problema d’informazione. Fino ad una quindicina di anni fa, semplicemente non se ne parlava. Oggi, con Internet, se ne parla molto nei così detti siti di “contro-informazione” ma insieme a tante cose corrette si dicono un mare di panzane colossali. Questo scredita completamente l’argomento agli occhi di chi è abituato ad affrontare le cose seriamente ed il tema non viene praticamente mai sollevato nei mezzi d’informazione tradizionali perché si pensa che l’argomento sia frutto di invenzioni di qualche complottista fuori di testa.

Prima o poi (purtroppo, temo più poi che prima) il tema dovrà essere affrontato. Questo sistema monetario non è sostenibile. Potrà reggere forse ancora qualche decennio, ma una riforma radicale sarà inevitabile e per allora anche la conoscenza del problema sarà molto più diffusa di quanto lo sia oggi. Almeno lo spero.

Note:

(1) Qualche settimana fa, mi è capitato di seguire un caso legale di una persona che aveva in mano un titolo del Monte dei Paschi di Siena per 10 milioni di marchi. A prima vista, si poteva pensare che tale titolo valesse moltissimo, se convertito in euro attuali. In realtà, a prescindere dall’esigibilità o meno del titolo, all’epoca nel quale era stato emesso, il periodo della Repubblica di Weimer, 10 milioni di marchi erano ben poca cosa. Il valore del denaro è assolutamente relativo al contesto storico nel quale viene utilizzato.

(2) In realtà se osserviamo le cose da punti di vista ancora più raffinati, non esiste niente al mondo che non sia interdipendente, neppure gli oggetti fisici, ma qui vogliamo focalizzarci sul concetto di denaro e per questo facciamo riferimento al mondo fisico così come lo percepiamo comunemente, facendo un errore simile a quello che facciamo comunemente con il denaro, ma con minori ripercussioni problematiche, almeno dal punto di vista economico-finanziario.

(3) Chi volesse approfondire il discorso sulla non sostenibilità del sistema monetario attuale può leggere il rapporto del Club of Rome a questo indirizzo: http://www.lietaer.com/2012/05/money-and-sustainability/

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Giulietto (Chiesa): analisi da leggere … meno la conclusione! (e la “Chiesa”?)

clip_image001[1]L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Sull’esame della situazione apocalittica del mondo attuale, fatto dal valente giornalista-scrittore Giulietto Chiesa, c’è da raccomandare l’ascolto; meno la conclusione.

Le sue accuse dirette al corso della drammatica situazione globale, si poggia su una lucida analisi della sua genesi nella degenerazione capitalistica causata dall’infausto morbo di natura monetaria nel mondo presente. Esso è diagnosticato come apice di tutte le trame storiche sommate per la devastazione morale, civile e fisica del Pianeta; un tumore di crescente malignità mai vista in secoli di storia. Più che di una crisi, si tratta del ginepraio di crisi dirette a una devastazione senza precedenti.

E il primo marchio di tale guaio planetario è l’esercizio della menzogna diffusa dalla grande informazione. Perfino quando essa accusa responsabilità governative e si scaglia contro grandi potenze nazionali, come l’America, che scatenano guerre folli di scopi dissennati, ancora mente, occulta o ignora i veri mandanti della corsa fatale all’abisso.

In verità non vi è tanto da accusare paesi quanto la mentalità infame dei centri di potere e di pensiero che, di fatto, governano il mondo. Le loro redini sono il sistema monetario manipolato e gestito da una cricca di banchieri, mossi da una folle brama di dominio globale attraverso la truffa «legale» di falsare il concetto stesso di denaro nel vasto giro internazionale. Non si tratta nemmeno più del vecchio capitalismo avido di rimpinzare d’oro mostruosi forzieri; si tratta d’inoculare nello stesso concetto di moneta, che è sangue e linfa del valore di scambio dell’attività umana, le astrazioni cancerogene, tanto invisibili quanto letali, della moneta fantastica; moltiplicata senza limiti per la goduria e la felicità generale. Altroché «pane et circensis»!

Ecco che tali «centri» lievitarono in misura galattica il mezzo monetario per una corsa inarrestabile delle genti, sempre più mosse dalla cupidigia dell’avere, del godere e del dominare, gonfiando delle «bolle abbaglianti» che impediscono di vedere i limiti reali delle risorse delle famiglie, delle imprese, delle nazioni e della stessa Terra. Così, non solo i privati, ma i paesi non riescono più a vivere senza un illimitato uso dei prodotti della più aggiornata tecnologia; dai satelliti agli F35. Un mondo che tutto consuma e brucia indifferente all’idea di una gestione sostenibile delle risorse naturali della terra, che hanno pur un limite misurabile.

Queste ormai sono limitazioni impossibili da spiegare a una generazione educata nella visione dell’evoluzione e del progresso senza confini. Perché averli per la cupidigia? Tale liberazione s’è tradotta nei nostri tempi nel linguaggio del denaro senza fondo, creato dal nulla; che non va neanche più stampato, ma digitato elettronicamente in un attimo. L’immaginazione al potere. Sì, in mano a degli assatanati!

Torniamo allora sul punto di una maledizione originale di cui il denaro non è alieno.

Il luogo del denaro nell’ordine teleologico (rapporto tra mezzi e fini nella filosofia perenne), pone la discussione sul rapporto della libertà individuale e i valori personali, che sfocia nella visione del comportamento e dello stile di vita d’ogni epoca.

Il noto sociologo tedesco Georg Simmel (1858-1918) dimostra come la modernità è caratterizzata da tratti intrinsecamente legati alla vita monetaria, come ad esempio l’accelerazione del tempo, la monetizzazione delle relazioni sociali, l’espansione dei mercati, la razionalizzazione e la quantificazione della vita e l’inversione tra mezzi e fini. Il denaro è il dio della vita moderna, afferma Simmel, che mostra come nella modernità tutto ruota intorno al denaro e, allo stesso tempo, il denaro fa girare tutto. Questo non vuol dire che nel mondo di oggi tutto è determinato e spiegato dalla vita monetaria, ma ci si rende conto che questa è una manifestazione e incarnazione degli elementi che caratterizzano i tratti sociali del nostro tempo. Ecco che l’opera di Simmel è una delle principali interpretazioni sociologiche della genesi del mondo moderno.

Tale analisi moltiplicata per mille dopo le Grandi Guerre e la Rivoluzione comunista e abbiamo il «dio denaro» elevato a dichiarato signore di tutta la Terra attraverso la coscienza consumistica di moltitudini.

Poiché è il pensiero a dover governare le persone e i popoli, ritorniamo per un momento all’idea di cosa debba essere la moneta nella vita civile.

Ora, il denaro è quel «segno» nel rapporto di scambio di valori tra persone, popoli e in fondo, di tutti con la natura. Una finanza che inventa soldi all’infuori di questi rapporti, e lo fa senza limiti, incute l’abuso smisurato della natura come frutto di un’ideologia che, senza contegno né misura dei mezzi, è di spreco elevato a sistema; è della guerra elevata a correttivo finanziario; è dell’utopia di un progresso senza limiti elevato a fine ultimo delle società. E dopo un certo tempo si presenta la fattura del disastro globale.

Basta pensare che la spesa con armamenti, che raggiunge cifre galattiche, è per la sua stessa natura progressiva, poiché pure il nemico continua a incrementare le sue spese di modo a perfezionare armi sempre nuove. In questo giro demenziale si svolgono anche i piani spaziali che bruciano foreste di risorse per sondare l’esistenza d’acqua nei pianeti.

In questi termini l’umanità è in via di un’accelerata autodistruzione, verso un epilogo storico apocalittico che dall’inizio vigono nei segni di Caino e di Babele.

A comprovarli vi è la realtà più dimostrata della storia: quella del Peccato originale.

Qui entra però la soluzione che segue i disegni divini: la Redenzione che ha suscitato nel mondo il Cristianesimo e la Chiesa per confermarlo.

Non mancano i registri storici su quest’Ordine sociale capace di affrontare a lungo termine l’economia legata alla giustizia e perciò ai sistemi sostenibili secondo la capacità e misura dell’uomo e della sua società di fronte alla natura. Oggi si vorrebbe deridere l’esempio della civiltà contadina. Si dice che questa nei suoi limiti non sarebbe mai bastata a sviluppare il potenziale di progresso umano. Che non ci sarebbe stato lo straordinario avanzamento scientifico e tecnologico se fosse mancato lo spirito mercantile che ha ingenerato l’impudente spirito moderno, del vertiginosa turbine del denaro inventato e moltiplicato senza ritegni e che ora viene giustamente individuato come vettore, causa efficiente del nefasto degrado umano in ogni campo. Non è forse da stabilire un rapporto tra, per esempio la pornografia miliardaria e la rovina sociale?

La questione assume, quindi, un sicuro senso religioso riguardante la verità.

E, infatti, tornando all’accusa di Giulietto Chiesa, oggi domina ovunque la menzogna in ogni campo. Va detto che la vera vittima del dominio monetarista è «la Verità».

A questo punto la lacuna trovata nell’«apocalisse» di quest’autore ha un chiaro Nome e cognome, è la Chiesa cattolica, la cui Cattedra pontificia, retta in ogni tempo da un Vicario del Signore, fu istituita per custodire la Verità in terra. Si tratta del capo della Cristianità, i cui principi cattolici devono reggere la vita in terra, affinché essa si svolga nella tranquillità dell’ordine; nella giustizia mirante il fine ultimo dell’uomo redento, come è nei disegni divini del Signore e Salvatore.

A causa della sua trasgressione ora ci confrontiamo con problemi ingenti: la caducità demografica dell’Europa, risultante dalla radicale incompetenza e irresponsabilità democratica, che è però imposta ovunque come soluzione universale.

Come risolvere un tale problema, che assume gravità «metafisica»?

Per i cattolici che sanno essere la Chiesa cattolica la vera custode della Verità e perciò dell’Ordine e della Giustizia, la crisi può solo derivare da una sua eclisse, così come la sola via per affrontare la crisi è restaurare la sua influenza e autorità pontificale.

Solo attraverso la Chiesa, che ha per Capo Gesù Cristo, si può tornare a quel vero ordine consistente nella supremazia dei disegni divini sulle ragioni politiche umane; si può avere la guida per la libertà delle coscienze che eleva l’anima spirituale dell’uomo verso il bene delle società. Solamente nella restaurazione degli eterni principi religiosi per l’ordine politico e sociale si può riavere quanto edifica la vita in questo mondo e salva nell’altro. “Questi principi non possono essere riattivati se non da chi li conosce, e nessuno li conosce se non la Chiesa cattolica”. (Juan Donoso Cortès)

La conclusione è che qualsiasi iniziativa nel senso di ristabilire l’influenza del pensiero cattolico su quello laicista, non può che partire dal ristabilimento dell’autorità papale la cui Sede è oggi occupata dai fautori di un’altra religione aliena se non contraria ai principi cattolici e perciò causa strumentale del disorientamento generale. Alla chiesa conciliare resta solo la luce fatua delle personali opinioni, che prendono per il sole della Rivelazione cristiana le ambiguità diabolicamente maliziose del Vaticano 2º.

E tutto dietro la maschera di quella religiosità conciliare, animatrice del più perverso democratismo, che vuole mettere a voti perfino i dettami della Legge naturale e divina.

Per trattare la questione dell’ordine nella società, per quanto riguarda la giustizia e la morale, sia quella della finanza legata al bene comune, sia quella della politica legata ai valori universali, si deve tornare al Magistero della Chiesa cattolica. Ma per farlo, il primo dovere è testimoniare il suo tragico silenzio. Quindi pregare e lavorare per il ritorno di un Papa cattolico, che la Misericordia divina susciti, a dispetto della miseria di questa generazione confusa e apostata.

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5 settembre 2013
reichtsbank
Oggi abbiamo la necessità di un aumento del volume di denaro. Ancor più, di sovranità monetaria. Ad ogni modo, il volume di denaro dovrebbe esser aumentato fino a quando i livelli dei prezzi delle materie prime, saranno saliti al punto tale da coprire i costi di produzione e lasciare un margine di onesto profitto ai produttori di materie prime: finchè il reddito nazionale non sarà sufficiente nel portare la struttura legittima obbligazionaria privata in sospeso e finchè non si fornisca sufficiente occupazione per quelli che vorranno lavorare. Non solo i “giovani“, come vi stanno martellando l’idea nella testa, ma TUTTI. Indistintamente.

Dopo aver raggiunto tale livello, il flusso di denaro dovrebbe esser aumentato solo come aumenterebbe l’effettiva produzione fisica della ricchezza. Una volta che il livello dei prezzi raggiungerebbe il tetto necessario, ulteriori emissioni di denaro dovrebbero avvenire solo quando aumenterebbe la produzione fisica. Altrimenti, avrà luogo un ulteriore ed indesiderabile aumento dei prezzi.

Il sistema finanziario italiano potrebbe esser regolato entro pochi mesi per raggiungere il prezzo richiesto delle materie prime e per assorbire i disoccupati: TUTTI, ripeto. Non solo i “giovani“.

Per meglio comprendere, vorrei narrarvi la storia di quel che successe in Germania e di quello che – probabilmente – accadrà in Italia se il popolo italiano non si risveglierà dal torpore mediatico indotto, iniziando a prendere il controllo del sistema monetario che è nelle mani di internazionalisti anti-patriottici.

La prima guerra mondiale finì nel 1918. Il 31 marzo 1919 (poco prima della conferenza di “pace” e della firma del trattato di Versailles), i livelli dei prezzi della Germania erano più alti solo del 117%: non più di quanto non lo fossero prima dell’inizio della Prima guerra mondiale. Questo aumento dei prezzi fu più contenuto rispetto a quanto avvenne negli USA. Il debito pubblico della Germania – a partire dall’inizio della Prima guerra mondiale fino al 31 marzo 1919 – ebbe un aumento di 130MLD di Marchi. In termini di dollari, sarebbero circa 30MLD. Gli Stati Uniti aumentarono il proprio debito pubblico per un importo analogo.

La struttura finanziaria tedesca non si trovava in nessuna condizione per giustificare la distruzione della moneta, se non quella dell’intenzione pianificata con i prestatori di denaro internazionali

Secondo i termini del Trattato di Versailles, praticamente tutto d’oro della Germania fu portato via, assieme al 75% dei depositi di ferro minerale e miniere. Inoltre, portarono via tutte le sue colonie e circa il 25% di altre proprietà fisiche.

I termini del trattato furono diabolici. In realtà, diretti a distruggere il popolo tedesco. Dal momento della firma del trattato nel giugno 1919 fino agli inizi del 1922, i poteri monetari internazionali che erano controllati dalla Reichsbank e dal governo tedesco, si stavano manipolando per ottenere il controllo della proprietà fisica reale in Germania

Arrivarono al punto di cambiare drasticamente le leggi bancarie della Germania, in modo tale da poter prendere in prestito dalla Reichsbank importi illimitati ed acquistare la proprietà fisica con la consapevolezza che – successivamente – il prestito avrebbe potuto essere rimborsato con moneta senza valore (vi ricorda qualche cosa, tutto questo? Non è forse quello che sta accadendo attualmente?, ndr)

Per darvi l’idea del volume di moneta che produssero in Germania, basterà solo osservare quello che accadde al livello dei prezzi. Vorrei ricordare che – durante la guerra – i livelli dei prezzi tedeschi non fu aumentato tanto quanto lo fecero negli Stati Uniti.

Nel 1920 il livello dei prezzi in Germania aumentò del 1500% rispetto al livello prebellico. Nel 1921 raggiunse il 3500% rispetto al livello prebellico. Nel 1922 fu del 147,000% rispetto al livello prebellico e dal 23 ottobre – quando la valuta perse completamente il suo valore – fu del 709MLD% rispetto al livello prebellico.

In altre parole, gli internazionalisti predatori stamparono marchi privati ​​e li immisero nel flusso di denaro con lo scopo dichiarato di distruggere il sistema monetario della Germania. Tutto ciò, significò la distruzione di tutte le polizze assicurative e di tutte le ipoteche di proprietà reali del popolo tedesco.

I banchieri internazionali (gli stessi di oggi, ndr) si erano già preparati. Ottennero il controllo fisico della proprietà e poterono così pagare i prestiti – molti dei quali furono manipolati attraverso la privata Reichsbank – con i soldi senza valore.

Quello che successe in Germania fu definito erroneamente INFLAZIONE. Non fu un’inflazione tedesca. Fu una questione d’inflazione di denaro privato, perpetrata da intriganti internazionali. L’inflazione non fu un’inflazione dei soldi del governo. Fu un’inflazione delle banconote private della Reichsbank. I funzionari della Reichsbank – un’istituzione privata – furono responsabili per l’emissione di moneta in volume sufficiente a distruggere l’intera struttura bancaria e rendere senza valore tutto il denaro della Germania.

La stessa cosa accadrà senza dubbio in Italia ed in tutti gli Stati europei, se la gente continuerà a permettere che il sistema monetario venga manipolato da coloro che ne hanno il completo controllo negli ultimi venti anni.

Ne trarranno profitto proprio come fecero con la Germania, acquisendo il possesso delle proprietà fisiche. Con la distruzione del sistema monetario, cesseranno di esistere anche gli unici diritti per la protezione dell’individuo, della sua proprietà, dei suoi diritti civili e religiosi.

Chiunque si vorrà erudire e/o indagare sulla distruzione della valuta “tedesca” o della sua rivalutazione francese ed italiana nel 1920, dovrebbe leggere “Foreign Currency and Exchange Investigation Conducted by Gold and Silver Inquiry of the United States Senate” ai sensi della Risoluzione 469 del 67° Congresso. Questo documento non è più in stampa, ma lo potete trovare in alcune librerie.

Che dire?

Alla fine, studiare la storia vi aprirà gli occhi su molti temi. Questa si ripete perché – chi ne manovra i fili e la gestisce – ha le stesse finalità portate a lungo termine. Svegliatevi e spegnete la TV che manipola i vostri cervelli!

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L’inutile polemica fra Tremonti e la Gabanelli

gabanelliDa quando, grazie al Cielo, mi è caduto dagli occhi il velo che mi impediva di vedere e capire la verità, non riesco quasi più a leggere le notizie riportate dai media senza un minimo di compassione per come i problemi vengono riportati, affrontati, e per come si tenta di risolverli centrando gli sforzi verso bersagli assolutamente inutili. Come l’altra sera, a sentire il ministro dello sviluppo economico, il concittadino Zanonato, che parla di aspetti assolutamente secondari come ricetta per uscire dalla crisi, o come oggi, quando, in viaggio per lavoro, mi sono ritrovato a leggere il “Corriere” (specifico l’occasione per sottolineare che NON l’ho comprato!).

Mi è caduta l’attenzione su un pezzo della Gabanelli che ripondeva all’ex ministro delle finanze Tremonti, e si capiva dal copia e incolla delle affermazioni che la giornalista faceva che lo “scontro” era sulle misure da prendere per limitare la dannosità dei derivati, quei contratti di finanza speculativa che hanno contribuito in massima parte alla crisi finanziaria del 2008 (quella definita dei “mutui subprime“). Anche in questo caso, come ogni volta che sento parlare di economia da chi non affronta il tema della creazione del denaro, mi è sembrato di sentire due persone discutere senza centrare l’aspetto cruciale del problema.

Di cosa si trattava? Sembra che l’aspetto fondamentale, oggetto della discussione, riguardasse la opportunità (sostenuta da Tremonti) o meno di inserire in bilancio le perdite da deprezzamento dei derivati solo alla loro scadenza, piuttosto che nel corso dei vari esercizi. Accessori, altri elementi di scaramuccia secondari, con reciproche accuse di maggiore o minore responsabilità del centrodestra o del centrosinistra nel consentire l’introduzione di tali derivati in Italia, di liberalizzarne il commercio e di consentirne l’acquisto e sottoscrizione anche alla pubbliche amministrazioni, in particolare quelle locali.

Barnier_Tremonti

Potrò sembrare troppo arrogante: chi sono io per dare lezioni di economia e di contabilità ad un ex ministro e ad una giornalista del calibro della Gabanelli? E’ vero, non sono nessuno, ma se vi dimostro che in poche righe si può spiegare la vera natura di questi derivati e il vero motivo per cui dovrebbe esserne vietata la vendita, vi renderete conto anche voi che, anche in questo caso, l’informazione mainstream, come quella fatta dai grandi quotidiani nazionali, anzichè fare un servizio di informazione (per il quale peraltro percepisce ingenti somme pubbliche, realizzate cioè con il denaro delle mie e vostre tasse), anzichè fare informazione fa una vera e propria opera di disinformazione.

I derivati fanno capo principalmente a due tipi di titoli: i CDO e i CDS.

I CDO, Colateralised Debt Obligations, sono dei “contenitori” in cui viene messo dentro di tutto: dai mutui per la casa (inclusi i mutui cosiddetti subprime, quelli cioè firmati con titolari di nulla a garanzia, quindi sotto il livello minimo, il “prime“, appunto, anche detti NINJA: No Income No Job or Assets – Nessun reddito, nessun lavoro o possedimento), debiti di carte di credito “farlocche” (quelle spedite a casa per posta anche a chi non le aveva chieste), ecc. ecc. Cosa c’è di male in questo? C’è di male che con questi sistemi si taglia del tutto il rapporto, che dovrebbe essere di fiducia, fra chi presta e chi riceve in prestito, per cui esisteva la ricerca di rapporti duraturi, fiduciari, fra la banca locale e chi chiedeva un prestito, ad esempio, per comprare la casa. Mai e poi mai la banca locale si sarebbe sognata di andare a prestare i capitali all’ubriacone del villaggio, perennemente senza lavoro e totalmente inaffidabile, anche perchè l’operato della banca locale veniva monitorato dai cittadini che in quella banca avevano depositato i loro risparmi, e non avrebbero tollerato un comportamento “sconsiderato” a dir poco. Con l’avvento della globalizzazione, con la separazione e l’anonimato del rapporto fra correntisti, banca e richiedenti il prestito, la banca non ha più freni e, siccome guadagna dal debito che riesce a creare, ha tutto l’interesse a far aumentare questo debito, indipendentemente che questo sia sicuro o meno. Non mi sembra un concetto difficile da capire, se lo si può spiegare in poche righe.

L’altro “filone” riguarda i CDS. I CDS (Credit Default Swaps) sono stati spacciati come “assicurazioni sul rischio“: compri un titolo che si rivaluta se un altro titolo si deprezza, in maniera tale che funge da “paracadute“. A parte che il comportamento criminale di Goldman Sachs che vendeva ai propri clienti i CDO (vedi sopra) e si autoassicurava con relativi CDS, classico conflitto di interesse ai danni dei clienti turlupinati, anche in assenza di tali comportamenti truffaldini i CDS andrebbero vietati tout court. I più liberisti potrebbero obiettare: “E perchè? Un contratto fra due persone adulte e consenzienti non dovrebbe essere sempre valido? Se sono d’accordo loro, perchè no?” A parte che questo non è in genere sempre vero (se io firmo un contratto con un’altra persona che prevede qualcosa di impossibile o di illegale questo è automaiticamente nullo), esistono un paio di regole, nel mondo assicurativo, che rendono tali contratti una violazione del lecito, se non del legale. Le regole sono queste: non ci si può assicurare contro il danno di un bene che non si possiede o sul quale non si ha alcun titolo, quantomeno di conduzione se non di possesso, e il motivo è chiaro: potrei assicurare, in assenza di tale regola, la casa di un vicino contro l’incendio, ed avere in tal modo tutto l’interesse che tale casa prenda fuoco: incasso il premio senza averne alcun danno relativo. La seconda regola è che non si può assicurare lo stesso bene più di una volta, e anche qui il motovo appare chiaro: se il bene è assicurato 100 volte, potrebbe essere che il beneficio derivante dal sinistro (incasso 100 volte il premio relativo) sia di gran lunga superiore al sinistro stesso.

Insomma, regole di buon senso che però nel caso del CDS non furono applicate, perchè si potevano acquistare CDS relativi a CDO che non si possedevano, ed in qualunque quantità.

Quindi, senza essere un genio della finanza, basterebbe dire: la produzione e commercializzazione di tali titoli, appunto definiti tossici, è vietata e punita a norma di legge.

Avete capito adesso il perchè della mia delusione, quando vedo che tutto il dibattito, fra due pezzi da 90 come la Gabanelli e Tremonti, si limita alla possibilità o meno di inserire le perdite derivanti da tali titoli solo alla scadenza o meno? Ancora una volta, come il ministro dello sviluppo Zanonato che non parla mai di proprietà della moneta, si sta concentrando l’attenzione sui falsi problemi, su aspetti secondari, dando l’illusione che la risoluzione di questi possa prtare qualche beneficio all’economia.

Ma noi, con pazienza e amore, continuiamo a lavorare perchè avvenga il risveglio. E a fine giornata andremo dal Padrone a dirgli: siamo servitori inutili, tutto è nelle Tue mani.

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Commenti di Eliseo su Ingannati

Gentili ed innocenti interlocutori,
l’opera che sta facendo Alberto su queste colonne è veramente grande, credete a me.
E se mi permettete, tenterò di spiegare con poche paroline facili facili che cosa sono i CDO (I collaterali):
La banca delinquente si dirige a un barbone, che dorme sotto i ponti, e gli dice: “Ehi, good boy, perchè non ti compri una casa?” (Che domanda). Tu firma qui un prestito e io, banca Goldman, ti do i soldi per comprarti la casa, con mobili e tutto, poi tu mi pagherai con comode e facili rate mensili. L’uomo tocca il cielo con un dito.
La banca sa benissimo che il barbone non è in condizioni di pagare un bel niente. È un “subprime, un sotto-subprime”: uno che non è in grado di pagare un bel niente.
Alla banca questo non interessa. Tanto i soldi che ti da la banca sono solo annotazioni scritturali elettroniche. A quella non costano un bel nulla.
Alla banca interessa essere titolare di un credito che scrive nel suo attivo patrimoniale: Crediti verso clienti.
Poi la banca riunisce una montagna di questi crediti inesigibili (che non saranno pagati alla scadenza). Ne fa una bella polenta. Li trasforma in obbligazioni “collaterali”, e promettendo un alto interesse, cioè un rendimento periodico alto, li vende a tutti, cittadini privati ed enti pubblici.
Il gerente della banca sa che una vecchietta ha i suoi risparmi di una vita e le dice: “Signora, perchè non compra le obbligazioni americane, che le fruttano alti interessi annuali?
E la vecchietta, che si fida dell’elegante impiegato di banca, della sua bella cravatta, delle sue scarpe e della sua faccia lucida, “investe”, compro i “Collaterali” le obbligazioni come le ha suggerito l’impiegato dalle scarpe lucide.
Solo quando viene la scadenza nessuno paga le obbligazioni. E la vecchietta perde tutti i suoi risparmi. Va dal gerente e lo minaccia con l’ombrellino rosa – Lei mi ha ingannato! – ma l’impiegato dalle scarpe lucide le risponde – Ma signora, scusi, non è sua questa firma nel contratto d’acquisto?
E la signora deve ammettere che, si, la firma è sua , e che nel contratto, con molti fogli stampati in corpo 4, in un linguaggio volutamente incomprensibile, sta scritto che responsabile del buon fine del negozio non è la banca, ma è la vecchietta.
E nell’inganno non cadono solo le vecchiette un pò rimbambite data l’età. Ma vi caddero grandi compagnie di fondi pensione, le quali, attratte dall’alto rendimento annuo, investirono i fondi dei loro clienti e furono al fallimento.
Ma la stampa e la TV, le brillanti giornaliste come la Gabanelli e l’importatissimo ministro che intende di economia, rimbambiscono gli ascoltatori e anzichè spiegare con parole semplici quel che succede, parlano in modo chic, volutamente incomprensibile, fatto ad arte per imbonire un popolo di pecorelle inconsapevoli studiose di Telenovelas e di partite di calcio. Alberto, tu non vuoi che io metta una cravatta di corda a questi delinquenti, lo so. N’est ce?

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Uno dei compiti delle banche centrali, oltre ad “emettere” moneta sarebbe di “vigilare” sulla, “legittimità”, sulla buona condotta degli istituti di credito.
Dov’erano allora le banche centrali quando banche come la Goldman Sachs effettuavano queste truffe: Vigilavano o non vigilavano sulla condotta delle banche?
Ma che vigilavano!, le banche centrali, private,sono di proprietà delle stesse banche che dovrebbero “sorvegliare”.
Insomma, sorvegliano sè stesse:
Come dice il Premio Nobel Harold Pinter: “Noi viviano in uno scenario di menzogne. E ci alimentiamo diariamente di menzogne, depistaggi e omissioni, astutamente messe in scena da: Classe politico amministrativa, giornalisti e “economisti” da operetta buffa. e da una magistratura con le sue bellissime toghe pene di importanti strisciette dorate e argentate, la quale recita la sua partre in commedia:
Traditori e saccheggiatori della nazione Italiana!

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In ricordo di Nando Ioppolo

Ci è giunta stamattina la notizia della morte di Nando Ioppolo. Avvocato ed economista, Ioppolo ha contribuito con i suoi studi e la sua opera divulgativa alla comprensione e alla critica del modello economico pseudo-liberista e del cosiddetto “Pensiero Unico in economia”. Animatore, insieme ad altri intellettuali milanesi, del centro studi “Circolo degli Scipioni”, Megachip lo vuole ricordare con un suo recentissimo scritto, inviato agli amici e compagni di Alternativa, laboratorio politico culturale al quale aderiva. In calce all’articolo, l’ultima video intervista rilasciata da Nando Ioppolo a Elia Menta di Accademia della Libertà.
(Megachip – la Redazione)

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Una proposta di azione comune post-keynesiana
di Nando Ioppolo

Cari compagni di cammino, studio, scrivo e insegno da 37 anni della miserevole inconsistenza scientifica del modello pseudo-liberista che si è andato affermando negli anni ’80, sorretto da quello che dal ’95 viene correntemente chiamato “il Pensiero Unico in economia”. Ne denuncio le incongruenze sistemiche, le conseguenze sfacciatamente negative delle ricette applicate in suo nome, aggiungendo inutilmente, ogni volta, che è incredibile al proposito la latitanza degli intellettuali organici del mondo del lavoro (PMI, mastranze organizzate, organizzazioni di categoria).

Ognuno ha avuto modo di capire da sé. Se non l’ha fatto ancora, non vale la pena attendere che capisca oggi, poiché vuol dire che è solo un dotto e non uno scienziato, laddove è scienziato solo chi, per se autodidatta, verifica teoricamente e sperimentalmente gli assiomi che costituiscono il blocco assiomatico di base di una qualsivoglia tesi scientifica.

Non è più tempo di attendere. Meglio salire oggi sul mio carro. Farlo domani è la più tradizionale delle nostre arti italiche, lo so bene, ma non credo che possa funzionare anche questa volta.

Quando a fronte del peggioramento drastico del nostro PIL e dei nostri conti pubblici in soli 16 mesi di sacrifici bocconiani, in confindustria e in ogni riunione possibile e immaginabile di categoria, locale come nazionale, vengono fischiati tutti i ministri, i politici e gli economisti che propongono altri sacrifici popolari per fare quadrare i conti pubblici sulla base dei suggerimenti/imposizioni che vengono dagli “esperti” finanziari, anche se questo accade senza che ancora venga proposta una alternativa credibile, vuol dire che siamo ormai alla resa finale dei conti tra il mondo del lavoro e quello degli strati parassitari e possidenti.

Non lasciamo che ciò assuma forme mostruose. Abbiamo il dovere intellettuale, politico, morale e spirituale di rendere dolce la transizione verso il mondo migliore che emergerà dalla ormai improcrastinabile riforma post-keynesiana delle fondamentali strutture economiche interne e internazionali. Uniamoci e diffondiamo questa conoscenza. Facciamolo con volantinaggi, spamming web, manifestazioni pacifiche, passa-parola, ma facciamolo subito!

Negli ultimi anni ho contrastato con successo un male il cui significato ho creduto fosse lo sprone a diffondere ciò che so da ormai 37 anni e non mi sono mai impegnato abbastanza a diffondere per pigrizia verso le pazzesche resistenze pseudo-scientifiche che incontravo. Da quando mi sto impegnando con adeguata serietà, sia a livello locale che nazionale, le difficoltà che incontravo vengono superate con una facilità e una rapidità che hanno del magico. Specialmente all’interno di ogni organizzazione che frequento con lealtà e passione, ma anche da tutti. Ho postato dei video su youtube sia da solo che con altri economisti e politici anti-liberisti di varia estrazione, quali Nino Galloni, Bruno Amoroso, Guido Viale e Giulietto Chiesa. Il loro successo di pubblico è commovente e convincente: è tempo che la verità trionfi, con amore, semplicità e bonomia, ma trionfi.

Non esiste infatti nessun vero “nemico” in quanto non esiste un vero potere organizzato intorno ad una coesa associazione che travalichi le generazioni, come avrebbero potuto esserlo la massoneria o la chiesa di Roma, piuttosto i gesuiti.

E non ne esiste nemmeno uno che sia organizzato intorno ad una struttura personale di proprietà e/o di controllo della ricchezza altrui.

Abbiamo solo conventicole di personaggi che approfittano della degenerazione delle grandi strutture proprietarie delle mega-imprese ottocentesche, le quali sono ormai da tempo autoreferenti, prive di controllo interno, nelle mani di persone che si formano nelle stesse università e frequentano gli stessi master, riconoscendosi nel medesimo credo economico pseudo-liberista. Tutto qui. Patetici in tal senso i tentativi di Bieldberg e riunioni simili di dare la illusione di una coesione che non esiste affatto e che non può esistere per ragioni strutturali interne a ciò che si vorrebbe unire.

Banche anche grandi e multinazionali a capitale polverizzato o comunque in mano di fondazioni da cui sono da tempo autonome perché si limitano a nominare dirigenti che non controllano ma di cui si fidano solo perché “si dice” che siano competenti, e che si lasciano depredare bellamente da manager che si comportano come quel mascalzone cui fosse conferita dal Tribunale la nomina di tutore di un bimbo di 4 anni privo di parenti sino alla decima generazione e con un patrimonio da 800 mln e passa, e, quindi, con il solo problema di nascondere le ruberie fatte per interesse e incuria onde semplicemente fare quadrare i conti ogni anno alla resa del bilancio!

Quale privato consentirebbe mai ai propri manager di migrare ad imprese formalmente concorrenti portandosi dietro i relativi segreti? Quale permetterebbe loro di aumentarsi da sé le prebende fino all’inverosimile e nonostante le palesi malversazioni fatte? Quali permetterebbero queste malversazioni? Quale Agnelli pagherebbe oggi Marchionne 1500 volte un dipendente Fiat quando ieri pagava Valletta appena 40 volte un suo operaio?

Non siate complottisti: la realtà è banale, in quanto ormai buona parte di queste mega-strutture sono da tempo autoreferenti, non rispondono a nessuno se non a manager che non sono per nulla fidelizzati e che non hanno nessuna cura dei patrimoni che organizzano. Manager che pensano solo a raggiungere obiettivi patrimoniali a breve per giustificare le proprie stock options e liquidazioni milionarie finchè … la pacchia dura!

Ogni deferenza nei loro confronti è immeritata. Ogni timore reverenziale è immeritato. Questo è un non-potere che si sta sfaldando da solo per incapacità assoluta di agire in modo unitario, come sarebbe da attendersi da una qualsiasi organizzazione personale o collettiva degna di questo nome. Manca infatti della minima competenza affettiva rispetto al bene comune perché non si concepisce in termini confuciani o anche solo di sana amministrazione, bensì amorali, privi di cuore e scrupoli, nella banale e diabolica convinzione che ogni vittoria si giustifichi da sé e per sè.

E mancando di questo senso di responsabilità è un non-potere che prende decisioni a intuito, separate le une dalle altre e non sufficientemente coerenti strategicamente. Non si preoccupa nemmeno del linciaggio cui verranno immancabilmente sottoposti quando sarà di dominio pubblico anche solo un millesimo delle loro responsabilità.

Che fare? (videocolloquio di Nando Ioppolo con Elia Menta)

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NON SIAMO PIÙ PADRONI DEI NOSTRI SOLDI, MA “VA TUTTO BENE”
Postato il Sabato, 19 ottobre @ 14:50:00 CEST di ernesto

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Pochi minuti di attenzione, prego.
Se si dovesse far sventolare una bandiera rossa per segnalare che ormai siamo in uno stato avanzato di disfacimento economico e finanziario, la JP Morgan Chase Bank questa mattina la dovrebbe far sventolare.

Da un rapporto sconvolgente di Infowars abbiamo appreso che il mega- colosso Chase Bank sta inviando a migliaia di lettere per informare le imprese che non saranno più permessi trasferimenti internazionali o depositi o prelievi in contanti che superino il limite mensile di US$ 50.000.

La Chase Bank ha confermato a Infowars che tutti i titolari di conti aziendali saranno soggetti a queste nuove regole. Dato che anche un negozio di alimentari o un ristorante rischiano che cinquantamila dollari al mese in contanti non bastino a pagare le spese correnti, queste regole sembrano essere state studiate come parte di un progetto più ampio per far chiudere tutte le aziende che lavorano prevalentemente con contanti.

Quando Mike Adams di Natural News ha ricevuto questa lettera ha subito chiamato la Chase Bank che ha confermato che si tratta di una nuova politica.

Secondo la Chase Bank, “va tutto bene” ed i clienti non devono preoccuparsi .

La risposta ha confermato solo che questi cambiamenti erano già cominciati “per un miglior servizio al cliente.” Ma non ha spiegato come si può dare un miglior servizio al cliente “bloccando i bonifici internazionali “ che servono agli stessi clienti.

Chase Bank ha assicurato che non ci saranno problemi né con il denaro in contanti , né con il debito pubblico né con altre cose del genere. In sostanza ha minimizzato l’intera questione e non ha spiegato perché questi controlli sui capitali siano stati imposti improvvisamente.

Questo è, a dir poco, uno di quei tipi di controllo sui capitali che servono ad una strategia economica che mira a limitare il movimento di denaro. Si tratta di una strategia messa in atto solo nei periodi di difficoltà economica o finanziaria e il più delle volte precede espropri di fondi da parte dello Stato .

Ormai ci hanno avvertito: la Chase Bank è probabilmente la prima di molte banche che cominceranno a mettere un lucchetto ai beni finanziari dei privati cittadini degli Stati Uniti d’America.

Queste nuove restrizioni hanno un particolare aspetto ironico perché la JP Morgan Chase (che con altri grandi gruppi bancari) è uno degli azionisti principali, e quindi uno dei proprietari della Federal Reserve, ed è proprio la FED che ha mandato all’estero migliaia di miliardi di dollari appena stampati in tutti questi ultini anni.

Non c’è assolutamente nessuna ragione legittima perché una delle più grandi banche del mondo debba limitare il flusso di denaro contanti alle imprese commerciali nazionali che hanno relazioni internazionali, soprattutto considerando che continuano a ripeterci che “viviamo in un mondo globalizzato”, in cui abbiamo bisogno di imparare a lavorare sempre di più con i nostri partner stranieri .

Non ha nessun senso .

A meno che , naturalmente, si ci si fermi a pensare che gli USA sono sull’orlo del baratro, letteralmente , da quasi un decennio .
Questo fu già confermato a gennaio del 2011, in una lettera al Congresso inviata dall’allora segretario al Tesoro Tim Geithner, quando parlò di dover mettere un tetto al debito pubblico degli Stati Uniti .

Anche se durasse un solo momento o ci fosse un “mezzo-crac”, questo già basterebbe per scatenare conseguenze economiche catastrofiche, che durerebbero decenni . Più di recente, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha ribadito la gravità di un qualsiasi passo falso che si dovesse fare in una spesa pubblica che costa trilioni di dollari di debito:
Nel caso in cui si verificasse un ostacolo qualsiasi e si mettesse un limite al debito, si potrebbe arrivare ad un “default” , dagli effetti catastrofici, non solo sui mercati finanziari, ma anche sulla creazione di posti di lavoro, sulla spesa dei consumatori e sulla crescita economica.

Basti pensare alla recente lettera inviata dall’amministrazione USA ai Direttori degli Uffici dei “Food Stamps”, in cui si ricordava che la mancanza di fondi avrebbe portato ad un congelamento di tutto il Programma Nutrizionale Suppletivo che offre assistenza a milioni di persone.
Entro 24 ore da una mossa come questa in tutto il paese, da costa a costa comincerebbero disordini, saccheggi e violenze

Ecco, ecco quanto ci manca.

Come abbiamo potuto vedere, il Congresso e il Presidente ci hanno”salvato” un’alta volta all’ultimo momento, ma hanno solo spostato data e ora di un momento inevitabile.

Il governo lo sa– come diceil Dipartimento del Tesoro e le Mega-Banche lo sanno pure .

Già parecchi anni fa l’analista economico Gerald Celente aveva previsto esattamente quello che sarebbe successo e che potrebbe accadere sulla scia di un attacco terroristico-canaglia che prendesse di mira direttamente la popolazione USA con la violenza o con attacchi informatici contro il sistema bancario o contro la rete elettrica :

Si chiuderanno le banche e gli Stati Uniti e le altre economie più fragili crolleranno, oro e argento si impenneranno, e le valute già in difficoltà andranno in crash.
Sarà dichiarata la legge marziale economica. Si introdurranno delle misure di emergenza temporanee, che poi rimarranno in vigore per sempre (
come coprifuoco e drastiche precauzioni di sicurezza, imposte da despoti e dittatori in tutto il mondo).
I diritti civili saranno sospesi
e, in particolare in America, la Patria di una Security, già oggi intollerabilmente invadente, si accetterà una onnipresenza di tipo orwelliano.

Con le banche chiuse e la legge marziale economica in atto, saranno fissate le restrizioni, gli importi, i tempi e la frequenza dei prelievi. Bisognerà avere una scorta di denaro sempre in cassa. Anche se i governi svalutaranno le loro monete, ma questo avverrà gradualmente, in più fasi.

Pezzo per pezzo , giorno dopo giorno , ingerenza dopo ingerenza , l’ END GAME comincerà ad essere messo a fuoco.

Sarà bene prendere sul serio quello che dice Mike Adams, perché altrimenti ci potrebbero essere gravi conseguenze per tutti noi.

E’ già cominciata, gente!

I controlli sui capitali cominceranno il 17 novembre. La corsa agli sportelli subito dopo. La Chase Bank ora sta solo informandoci che per noi non sarà possibile usare i soldi che abbiamo depositato .

Questa è la conseguenza evidente di una politica governativa che chiede alle banche di evitare che soldi in contanti lascino gli Stati Uniti e queste politiche vengono applicate solo quando si prevede un grande evento di default finanziario .

Potrebbe accadere domani, o il mese prossimo, o l’anno venturo. Ma il paradigma dei consumi in cui viviamo, questo stato di relativa pace e stabilità che stiamo attraversando… Verrà giù tutto insieme.

Forse è arrivato il tempo per farci fuori da tutto, forse ci siamo già adesso.

Loro, banche e governo, si stanno preparando per quello che sanno che sta arrivando .

Dovremmo farlo anche noi.

Marc Slavo
Fonte: http:// www. infowars.com /
Link: http://www.infowars.com/lock-down-your-cash-is-no-longer-your-own-everything-is-fine/
17.10.2013

Traduzione per ComeDonChisciotte.org a cura di Bosque Primario

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Avrà avuto sentore di tutto questo Letta quando era dallo zio Sam?

Prima il FMI, ora Infowars.Che noi si sia “americanizzati” lo sappiamo dai tempi del rock, si sarà americanizzato anche letta? Devo trovare subito una campana….

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FINANZIARIA LETTA, MACELLAZIONE HALAL
Postato il Lunedì, 21 ottobre @ 11:40:00 CEST di davide

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

“Italy is going the right way”

L’Italia sta andando per la giusta via – dice Obama – ma giusta… per chi?

Quando si vuole fare uscire tutto il sangue da un animale prima di ucciderlo, non gli si taglia l’arteria carotide, cioè la mandata del sangue al cervello, perché così morirebbe subito, il cuore si fermerebbe e il sangue non uscirebbe più. Gli si taglia invece la vena giugulare, ossia il ritorno del sangue dal cervello al cuore, in modo che il suo cuore continuerà a pulsare mandando sangue al cervello fino a che il sangue non sarà uscito tutto. E’ su questo principio, che funzionano il metodo ebraico detto kosher e quello islamico detto halal. E anche quello di Dracula, suppongo.

Ed è così che funziona la politica economica italiana, al servizio di interessi stranieri, da qualche decennio a questa parte: svuotare il Paese di tutta la sua linfa, ma lentamente, in modo che non “muoia”, ossia che non tracolli, interrompendo il deflusso; e che non soffra troppo, arrivando a ribellarsi. All’avvio dell’Euro, qualche anno di bassi tassi per la finanza pubblica, per gonfiare fabbisogno strutturale e debito, poi, di colpo, austerità e tassi alti (spread), per creare l’emergenza, imporre il presidenzialismo de facto e la “sospensione della democrazia” a tempo indeterminato.

Ma già con la riforma monetaria del 1981-83 e col Trattato di Maastricht era stata scardinata, senza tanti problemi di legalità e di osservanza delle forme, la prima parte della Costituzione, i principi fondamentali, iniziando dalla sovranità nazionale e dal primato del lavoro. Una volta fatto questo, tutto il resto è stato in discesa: un completamento, una conseguenza, un dovere…

Svuotare il paese delle sue industrie pregiate, dei suoi capitali, dei suoi cervelli scientifici, tecnici e imprenditoriali, della sua capacità di formazione e ricerca. In favore della finanza apolide e del suo feudatario-kapò europeo, ossia la Germania, che, grazie a questa alleanza, sta oggi apparentemente riuscendo nel suo obiettivo storico di sottomettere tutta l’Europa, denn heute gehoert uns Euro und morgen die ganze Welt. Vedremo…

I numeri e i grafici confermano ormai senza ombra di dubbio che ciò è quanto avvenuto e sta avvenendo, soprattutto nel confronto tra Germania e Italia: pil, occupazione, flussi di capitale, investimenti, quote di mercato internazionale, qualità della scuola, prospettive per i giovani e per i pensionati… chi ha guadagnato e chi ha perso è un fatto, un fatto visibile. Le industrie e le banche italiane di pregio sono oramai quasi tutte in mano di capitalisti stranieri, primariamente tedeschi e francesi, così come molte aziende di servizi pubblici essenziali.

Blocco dei cambi, veto delle protezioni doganali, privatizzazione della gestione delle banche centrali, politiche di tagli e tasse: queste mosse hanno prodotto e continuano a produrre esattamente i risultati opposti a quelli promessi e per cui erano stati imposti, e come reazione a tali risultati quei medesimi principi vengono ora imposti con ancor maggiore assolutezza e irreversibilità. Il che dimostra che il vero fine per cui sono stati concepiti e imposti è molto diverso da quello dichiarato, probabilmente opposto, ossia di creare disperazione, paura, miseria, distruzione, la fine delle democrazie parlamentari, della responsabilità dei governanti verso i governati, della possibilità di un’opposizione e persino di un dissenso culturale, scientifico, giuridico.

Persino il FMI ha riconosciuto che, su 167 paesi che hanno applicato misure di risanamento e rilancio economici basati sulla c.d. Austerità (tagli e tasse), nessuno si è risanato e rilanciato, ma tutti sono peggiorati, soprattutto in quanto al pil e al rapporto debito pubblico/pil. Grecia, Spagna, Italia confermano questa regola empirica.

In Italia, già si era visto che l’aumento dell’iva dal 20 al 21% fatto da Monti aveva prodotto, come previsto, non un aumento, bensì un calo del gettito iva, poiché aveva scoraggiato i consumi, la domanda aggregata, svolgendo quindi un effetto recessivo. Ebbene, il governo Letta, col pretesto di dover aumentare il gettito iva per non sforare il tetto del 3% del deficit pubblico, la ha ulteriormente alzata al 22%. Così produrrà un’ulteriore contrazione del gettito, della domanda aggregata, del pil. Il che è quello che vuole, quello per cui è stato voluto, così come il governo Monti.

I vent’anni di stagnazione e declino e delocalizzazioni ed emigrazioni, senza capacità di recupero, di questo Paese, nonostante i diversi cambi di maggioranze parlamentari e di inquilini del Quirinale, sono un aspetto di questo processo di lungo termine. Vent’anni inaugurati dal Britannia Party e da Mani Pulite.

A questo sono serviti l’architettura dell’UE, del mercato comune, dei parametri di convergenza, e soprattutto di quel sistema di blocco dei naturali aggiustamenti dei cambi monetari noto come Euro. A questo piano hanno lavorato molti governi e gli ultimi capi dello Stato. Ne ho parlato ampiamente nei miei ultimi tre saggi: Cimit€uro, Traditori al Governo, I Signori della Catastrofe (Arianna-Macro Edizioni).

E chi ha cooperato ad esso, non ha mai avuto problemi giudiziari e, se ne aveva, gli sono stati risolti. E sì che, con la faccenda del Britannia Party, e la successiva campagna di svendita di assets pubblici, vi era ben di che… altro che Ruby e diritti Mediaset! Qualche magistrato coraggioso, invero, ci provò, ma suoi colleghi più grossi lo dissuasero presto.

Però sospendete il giudizio morale e politico sugli attori di questo processo, almeno fino alla fine di questo articolo.

La legge finanziaria o di stabilità proposta da Letta per il 2014 e vigorosamente difesa da Napolitano è una legge halal, o kosher, se preferite: policy del dissanguamento lento e pacifico in favore dei Paesi e dei capitali dominanti. Si basa sui due pilastri della politica italiani degli ultimi decenni:

– mantenere la struttura di potere e consenso autoctona italiana, basata su una spesa pubblica clientelare spartitoria, ampiamente improduttiva e parassitaria, indispensabile per consentire alla casta di “mangiare” in proprio e di “foraggiare” i propri consensi e sostegni elettorali, affaristici e istituzionali; infatti la nuova legge finanziaria non rilancia i grandi investimenti, non riduce se non derisoriamente la pressione fiscale, non taglia minimamente le spese parassitarie, non attua minimamente i costi standard, mentre predispone clausole di salvaguardia che aumenteranno le tasse se il gettito fiscale e i risparmi previsti saranno insufficienti;

– mantenere il Paese nella sua condizione di sottomissione alla volontà e agli interessi della grande finanza apolide e del capitalismo imperialista di Berlino – volontà e interessi incarnati nella Commissione Europea, nel Consiglio Europeo, nella BCE, nel FMI; infatti non prevede alcun termine minimo di equità e alcuna indispensabile correzione dell’Eurosistema, che la Germania, la BCE e la UE debbano rispettare come condizione per la permanenza dell’Italia nell’Eurosistema stesso.

Questi due pilastri sono una sorta di patto: tu, casta italiana, aiutaci a estrarre tutto quello che c’è di buono per noi in Italia, e ad annientare la sua capacità di competere con me sui mercati; in cambio, noi ti lasceremo continuare a mangiare come sei abituata sulle spalle della cosa pubblica, dei lavoratori, dei risparmiatori – ma non troppo rapidamente e voracemente, altrimenti il Paese collassa o insorge, e ciò disturberebbe l’esecuzione del nostro piano. Naturalmente questa operazione deve apparire all’opinione pubblica come perfettamente legittima e democratica, perciò bisogna che tu, casta, metta insieme governi con ampie maggioranze parlamentari. Al resto, provvediamo noi. E non mettetevi strane idee: non vi sono alternative.

Già un quarantennio fa l’economista Nikolas Kaldor aveva anticipato che il risultato di un’unione monetaria europea, ossia del blocco degli aggiustamenti naturali dei cambi tra le valute europee, sarebbe stato di aumentare il vantaggio competitivo, ossia il plus di efficienza, dei paesi europei già più efficienti, a danno di quelli meno efficienti, facendo defluire industrie e capitali e lavoratori qualificati dai meno efficienti ai più efficienti. Un ventennio fa ribadivano questa previsione altri economisti famosi, come Paul Krugman e Wynne Godley. Tutti quelli che hanno architettato l’Euro, sapevano bene su che scogli era diretta la nave, molto meglio di quanto lo sapesse Schettino. Ma il loro scopo era appunto quello di far naufragare la nave.

Le previsioni si sono avverate e continuano ad avverarsi in modo conclamato e sempre più violento da almeno sette anni, ma non è stato introdotto alcun correttivo (ad es., un fisco federale tipo USA che compensi i deflussi e gli squilibri tra aree forti e aree deboli); al contrario, sono state inasprite le misure di squilibramento e sopraffazione; e dove qualche statista ha protestato o parlato di referendum sull’Euro – Berlusconi e Papandreou – è stato sostituito dalla Merkel.

En passant: la sostituzione di Berlusconi, l’appoggio alle politiche distruttive di Monti e alla finanziaria halal di Letta confermano la mia vecchia tesi che, dall’ordinamento internazionale vigente, il Quirinale, volente o nolente, viene usato come un organo di trasmissione alla politica italiana della volontà delle Potenze che dominano questo Paese. Per questo la sua immagine viene tanto esaltata e sacralizzata dai mass media: deve restare al di sopra di ogni sospetto, e soprattutto di quel sospetto. Siamo in una repubblica presidenziale… o pontificale?

L’Euro era quindi, sin dall’inizio, sin dal suo progetto – che molto deve anche ad architetti anche italiani – concepito per macellare l’Italia e altri paesi deboli in favore di Germania e altri paesi forti. Nel Newspeak, o Neolingua, dell’orwelliano 1984, si legge che “guerra” è “pace”, e il Ministero della Verità è quello dove le notizie e i documenti scritti del passato vengono modificati per confermare le previsioni e le dottrine del Partito. Analogamente, nella Neolingua comunitaria “sopraffazione” si dice “solidarietà” e “demolizione” si dice “risanamento” e la pratica dello svuotamento economico per via valutaria viene chiamata “misure di convergenza”.

La Francia, e, ancor più, il Regno Unito, vedono l’avanzata nei consensi elettorali di movimenti politici che partono dalla constatazione dei reali effetti dell’Euro, di Maastricht, di Lisbona, della burocrazia comunitaria; e che si propongono di porvi fine nell’interesse nazionale. Si tratta però di due paesi che, all’opposto dell’Italia, hanno conservato buona parte della loro sovranità nazionale, che hanno una classe politica e amministrativa abbastanza efficiente e non solo ladra, che hanno una identità nazionale radicata nella popolazione, e che soprattutto non sono composti da aree con bisogni divergenti in fatto di politiche economiche, finanziarie e monetarie (mi riferisco al Settentrione e al Meridione). Quindi non è probabile che in Italia possa aversi qualcosa di simile. Anzi, l’Italia si trova nella condizione di protettorato in cui è proprio perché è nata come entità politica messa insieme artificialmente, per volontà straniera, mediante conquiste militari, accozzando sistemi-paese e mentalità troppo diversi tra loro, che non si sono mai amalgamati.

Napolitano, che rimprovera ai critici del disegno di legge finanziaria presentato da Letta di non tener conto dei vincoli internazionali cui l’Italia è sottoposta, sembra proprio alludere alla condizione di protettorato o di sovranità zero in cui l’Italia si ritrova, oggi molto più di prima che fosse unificata 150 anni fa, e con la quale è da immaturi e da irresponsabili non fare i conti. L’unica realistica alternativa è l’emigrazione, e Monti ha talvolta alluso a ciò.

In un paese ancora oggi inebriato da ideologismi, giustizialismi, moralismi e buonismi, Napolitano si conferma un realista e un saggio disincantato, uno che conosce gli ordinamenti sociali e internazionali per quello che sono, ossia strutture di rapporti di forza, in cui democrazia e legalità e pluralismo servono solo a produrre consenso al sistema. Poiché gli italiani sono in questa condizione, bisogna farli obbedire e agire anche contro il loro interesse, onde risparmiare loro un male peggiore.

E bisogna evitare di divulgare inutilmente alla gente una consapevolezza che la renderebbe solo più infelice, più inquieta e più esposta alle violenze repressive destinate a seguire eventuali velleitari e impotenti tentativi di resistenza popolare.

Il messaggio opportuno e rassicurante da divulgare agli italiani, lo ha dettato il fiduciario dei grandi banchieri USA e del Washington Consensus, Barack Obama, sorridendo compiaciuto a Letta in Tv: “Italy is going the right way”.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/2013/10/20/finanziaria-letta-macellazione-halal/
20.10.2013

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Prendo a pretesto questo articolo, per dire che è una vergogna, per un paese civile, permettere la macellazione halal, così come quella islamica. Qui è lampante la falsità dei buonisti, ecologisti, animalisti. Tante belle parole, ma poi quando si devono scontrare con forze più grandi delle loro, allora tutti zitti, e al diavolo animali, sevizie e torture! Possibile che qui in Italia, nessuno denunci, si occupi di queste pratiche BARBARE? Eppure di associazioni (animaliste, verdi…), programmi televisivi (Report, Striscia, Le Iene,…)ce ne sono, però nessuno che si adoperi a FERMARE QUESTO SCEMPIO! Per quanto riguarda la “macellazione dell’Italia”, spero che possiamo fare ancora qualcosa, ma le speranze sono sempre più ridotte al lumicino. Il parlamento italiano è da troppi anni pieno zeppo di “onorevoli” macellai, protettori di lobby e poteri forti (avvocati, farmacisti, notai, banche, assicurazioni, ecc.), che mantengono i poteri alle corporazioni, e dissanguano il paese. Moltissimi siedono direttamente in Senato e Parlamento, e molti politici sono pagati per perorare le loro cause. Gli unici che hanno tentato di fare qualcosa, sono stati Bersani e Monti. Il primo fece riforme importanti su farmacie, assicurazioni, banche, professioni, e poi fu messo in ginocchio da corazzate imponenti. Anche all’interno del suo partito ci furono “giuda” che lo frenarono, e una di queste fu la Livia Turco, probabilmente pagata dalla POTENTISSIMA lobby dei farmaci. Monti, poi, fu tradito in modo ancora peggiore, con una legge già fatta, e modificata NOTTETEMPO, senza che nessuno se ne accorgesse. Fu una cosa clamorosa, ma che la dice lunga della potenza di fuoco di queste corporazioni. Purtroppo l’ENORME numero di avvocati (molti fatti eleggere da Berlu), Presidente e Vice dell’ordine dei farmacisti, Gasparri, Tomassini, Romani, e un lunghissimo elenco di “SENTINELLE DEL POTERE”, vigilano per assicurarsi che dalla vena giugulare il sangue continui ad uscire, fino all’ultima goccia.

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La gente dovrebbe sapere che ci sono tre livelli di potere:

TERZO LIVELLO: i politici (berlusconi, prodi, letta ecc), gente che non ha alcuna competenza di gestione di uno stato, ne di economia; questa gente è abile solo nella professione di politicante.

SECONDO LIVELLO: i “pensatori”, il cosiddetto think thank, uno stuolo di economisti, giuslavoristi, giornalisti, spesso laureati nelle università che formano questo tipo di quadri (in Italia la bocconi e la luiss), i quali progettano le strategie e le tattiche, scrivono i discorsi dei politicanti e sostengono l’operato dei politicanti attraverso i mass media.

PRIMO LIVELLO: i proprietari del capitale internazionale, banchieri, industriali, azionisti, finanzieri ecc, gente che non vediamo mai in TV, che sono quelli che finanziano le università suddette e pagano i “pensatori” dandogli ovviamente delle direttive ben precise.

L’obiettivo è smantellare lo stato e fondare una società basata sul noleggio a pagamento di qualsiasi servizio, in primis (proprio perchè non se ne può fare a meno) di quelli indispensabili alla vita: sanità, istruzione, casa, forniture energetiche, controllo di acqua potabile e cibo, servizi sociali (welfare), pensioni. TUTTO DEVE ESSERE DI PROPRIETA’ DEL PRIMO LIVELLO e tutto deve essere erogabile solo a pagamento.

E’ importante capire bene la struttura del potere, altrimenti la gente comune continuerà ad andare a protestare a roma sotto il parlamento chiedendo “casa e lavoro”.

Lo strumento principale di potere per il primo livello è il monopolio della creazione e gestione del denaro, ecco perchè qualsiasi idea di “moneta statale/pubblica emessa senza debito” viene sempre bocciata senza pietà da tutti i “pensatori”.

E’ fondamentale che ci si renda conto che la lotta per togliere dalle mani dei privati (Banche Centrali e banche commerciali) il monopolio della moneta E’ IL PRIMO PUNTO. Tutto il resto è una perdita di tempo.