Sul peccato di scandalo, “non versare sangue innocente”

di Carlo di Pietro

«Guai agli scandalosi. Chi scandalizzerà uno di questi piccolini che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino e fosse immerso nel profondo del mare».

Che ci proibisce il quinto comandamento: Non ammazzare?

Il quinto comandamento, «Non ammazzare», ci proibisce di arrecare danno alla vita, sia naturale che spirituale, del prossimo e nostra; perciò ci proibisce l’omicidio («non versare sangue innocente», e non proprio una proibizione «in ogni caso»), il suicidio, il duello, i ferimenti, le percosse, le ingiurie, le imprecazioni e lo scandalo.

Dopo il rispetto all’autorità umana, Dio comanda il rispetto alla vita del prossimo, ma nessuno è più prossimo a noi di noi stessi; quindi non solo comanda il rispetto alla vita altrui, tanto corporale quanto spirituale ma ancora, in primo luogo, il rispetto alla vita propria.

La parte positiva di questo comandamento è di conservare a noi e ai nostri dipendenti la vita, la quale è il massimo dei beni nell’ordine naturale; la parte negativa è di non far nulla che la possa danneggiare a noi o agli altri. […]

Che cos’è scandalo?

Scandalo è dare al prossimo, con qualunque atto cattivo, occasione di peccare.

Lo scandalo è un detto o un fatto, non retto, che porge al prossimo occasione di peccare, distogliendolo dal bene o incitandolo al male.

Condizioni. 1° Il fatto esterno, sia cattivo in sé o in apparenza; 2° dia ad altri occasione di peccare anche solo venialmente.

Affinché vi sia scandalo:

1° non è neppur necessario che la parola o l’azione sia di natura sua malvagia, basta che ne abbia l’aspetto. Onde San Paolo: «Se il mangiar carne scandalizza i fratelli, non mangerò carne in eterno. Astenetevi da ogni specie di male» (Ts V,21). E il vecchio Eleazaro preferì morire piuttosto che simulare di mangiare carne proibita dalla legge (2°Mac VI);

2° non è necessario che si abbia intenzione di indurre al peccato, il che sarebbe tentazione; basta che la parola detta, l’azione fatta od omessa dia al prossimo occasione di peccare: chi spara contro un uomo, Io ferisce o anche l’uccide, ancorché non ne abbia l’intenzione;

3° non è necessario neppure che il prossimo pecchi, ma basta che la parola, o l’azione abbia per sé efficacia d’indurlo a peccare. Gesù aveva detto agli Apostoli che voleva andare a Gerusalemme, ove sarebbe stato messo a morte per noi. Pietro, per l’amore che gli portava, cercò di dissuaderlo, ma Gesù gli disse: «Va’ indietro, satana, che mi sei di scandalo» (Mc 8,38).

Scandaloso non è solo chi insegna la malizia, ma anche chi la risveglia nel prossimo con parole, azioni che destano pensieri e desideri cattivi.

Specie. 1° Attivo e passivo; 2° diretto e indiretto.

1° Attivo è l’atto che può indurre a peccare; passivo, il peccato occasionato dall’atto cattivo, ossia, il primo è lo scandalo dato, l’altro, il ricevuto. E questo è detto: a) farisaico, se proviene dalla malizia di chi si scandalizza; b) dei pusilli o deboli o semplici, se proviene dall’ignoranza o debolezza di chi è scandalizzato.

2° Diretto, quando l’azione cattiva è fatta a bella posta per indurre altri al male, senza intendere la sua rovina spirituale; se invece si avesse di mira di farlo peccare per farlo peccare, ossia per minarlo spiritualmente, si avrebbe lo scandalo diabolico; indiretto, quando non si ha intenzione di indurre altri al male ma si pone cosa atta a incitarlo al male.

Si dà scandalo diretto col comandare, chiedere, istigare, consigliare cose cattive; indiretto si può dare in mille modi.

Lo scandalo è peccato gravissimo, e Dio domanderà conto del male che si fa commettere ad altri con perfidi eccitamenti e con cattivi esempi ; «Guai all’uomo per colpa del quale viene lo scandalo» (Mt XVIII,7).

Lo scandalo toglie, o tende a togliere, la vita soprannaturale, che è il più grande dei beni che l’uomo possa avere; quindi lo scandaloso è:

peggiore del ladro, perché questi ruba l’oro, quello la grazia di Dio, fa perdere il cielo; ruba le anime a Gesù,che morì per salvarle;

peggiore dell’assassino, perché questi ferisce e uccide il corpo; quello l’anima;

opera una vera strage, perché il male si propaga come si propaga la scintilla nel canneto, come si allarga la macchia d’olio, come si allargano i circoli concentrici che si formano, nel lago in cui si sia lasciato cadere un sassolino. Come un seme cattivo ne produce dieci, cento, mille, così uno scandalo; come un epidemico infetta una città, una provincia, così uno scandaloso.

Supponete che quest’anno una persona scandalizzi un’altra, e un altr’anno ognuna ne scandalizzi un’altra; e cosi ogni anno ognuno degli scandalizzati ne scandalizzi un altro. Dopo vent’anni quanto saranno le persone scandalizzate? Un numero enorme. Non è una strage?

Dio domanderà conto del male che si fa commettere. La giustizia umana, a chi avvelenò il pozzo, la fonte, domanda conto delle malattie e morti avvenute. Così la giustizia di Dio.

E sarà un conto terribile, perché gli scandalizzati, forse caduti nell’inferno, gridano vendetta, più che non gridasse il sangue di Abele contro Caino. E Dio dice che punirà: «E mia la vendetta e io la farò; ricercherò dallo scandaloso il sangue dello scandalizzato. Renderà l’anima sua per l’anima di lui» (Ez III,18). Perciò Gesù ha detto: «Guai agli scandalosi. Chi scandalizzerà uno di questi piccolini che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino e fosse immerso nel profondo del mare» (Mt XVIII, 6). Quindi riteniamo rivolta a noi la raccomandazione di S. Paolo ai Romani: «Guardatevi dall’imporre inciampo o scandalo al fratello» (Rm XIV,13).

Si deve denunziare lo scandaloso a chiunque. Non è un far la spia ma è un’opera di carità. Sarebbe far la spia il denunziare chi ha un male contagioso (la peste, il vaiolo, l’ADIS), affinché non infetti gli altri, o il denunziare chi getta il veleno nei cibi, nel pozzo? Così è carità per le pecore gridare al lupo. E’ anche una carità per lo scandaloso che verrà corretto.

Che cosa deve fare chi ha danneggiato il prossimo nella vita del corpo, o in quella dell’anima?

Chi ha danneggiato il prossimo non basta che si confessi, ma deve anche riparare al male che ha fatto col risarcire al prossimo i danni arrecati, col ritrattare gli errori insegnati, e col dar buoni esempi.

Citazioni e approfondimenti dal testo: “Il valore della vita“, Commento dogmatico – morale al Catechismo di San Pio X, F. Maccono.

Pubblicato anche su: http://radiospada.org/2013/07/18/sul-peccato-di-scandalo-non-versare-sangue-innocente/

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Omosessualità a Scuola, Controllo Mentale, Transumanizzazione

Quella che segue è la trascrizione ricavata da due di tre nastri inerenti al “Nuovo Sistema Mondiale”; i due nastri in questione vennero registrati nel 1988 e costituiscono i ricordi del Dr. Lawrence Dunegan riguardanti una conferenza cui egli assistette il 20 marzo 1969 nel contesto di un convegno della Pittsburgh Paediatric Society. Il conferenziere di suddetto raduno di pediatri (identificato nel terzo nastro registrato nel 1991) era il Dr. Richard Day (deceduto nel 1989), il quale all’epoca era docente di Pediatria presso la Mount Sinai Medical School di New York; in precedenza aveva rivestito l’incarico di direttore medico della Planned Parenthood Federation of America.

Il Dr. Dunegan era un ex studente del Dr. Day presso la University of Pittsburgh e, per quanto non a fondo, conosceva abbastanza bene il suo docente, che egli descrive come un insider dell’“Ordine” e, quantunque la sua memoria sia stata in un certo qual modo offuscata dal passare degli anni, il Dr. Dunegan è in grado di fornire sufficienti dettagli della conferenza, tali da consentire a qualsiasi individuo avveduto di discernere i veri obiettivi a monte delle tendenze dei nostri tempi. La trascrizione concerne un monologo reso in modo libero e colloquiale che rende meglio all’ascolto piuttosto che alla lettura.

Nuovo Sistema Mondiale

RIPETIZIONE DEI DUE PARAGRAFI PRECEDENTI

Le trascrizioni dei nastri 1 e 2 sono state leggermente ritoccate/rivedute onde eliminare alcuni manierismi verbali e migliorare la leggibilità. La trascrizione originale non ritoccata/riveduta è reperibile tramite il seguente link.

Il nastro 3 è un’intervista con il Dr. Larry Dunegan condotta da Randy Engel, direttore della U.S. Coalition for Life, registrata in data 10 ottobre 1991 a Pittsburgh, Pennsylvania; è possibile ordinare il set dei tre nastri presso il Florida Pro-family forum, P.O. Box 1059, Highland City, FL 33846-1059 (al costo di 20$).

CONTENUTI

  • ESISTONO UN POTERE, UNA FORZA O UN GRUPPO DI UOMINI CHE ORGANIZZANO E REINDIRIZZANO IL CAMBIAMENTO?
  • ORA TUTTO È IN ORDINE E NESSUNO PUÓ FERMARCI
  • LA POPOLAZIONE DOVRÀ ABITUARSI AL CAMBIAMENTO
  • GLI OBIETTIVI REALI E GLI OBIETTIVI DICHIARATI
  • CONTROLLO DEMOGRAFICO
  • AUTORIZZAZIONE AD AVERE FIGLI
  • REINDIRIZZARE LA FINALITÀ DEL SESSO
  • CONTRACCEZIONE GLOBALMENTE DISPONIBILE PER TUTTI
  • EDUCAZIONE SESSUALE COME STRUMENTO DI GOVERNO MONDIALE
  • ABORTO FINANZIATO A LIVELLO FISCALE COME CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE
  • FAVORIRE L’OMOSESSUALITÀ
  • TECNOLOGIA
  • DIMINUZIONE DELL’IMPORTANZA DELLE FAMIGLIE
  • EUTANASIA E ‘PILLOLA DELLA DIPARTITA’
  • LIMITARE L’ACCESSO A VISITE MEDICHE ACCESSIBILI
  • PIANIFICARE IL CONTROLLO SULLA MEDICINA
  • ELIMINAZIONE DEI MEDICI PRIVATI
  • NUOVA DIFFICOLTÀ DI DIAGNOSI E MALATTIE INCURABILI
  • SOPPRESSIONE DELLE CURE ANTICANCRO COME METODO DI CONTROLLO DEMOGRAFICO
  • INDUZIONE DI ATTACCHI CARDIACI COME FORMA DI ASSASSINIO
  • EDUCAZIONE COME STRUMENTO PER ACCELERARE L’INSORGENZA DELLA PUBERTÀ ED EVOLUZIONE
  • FUSIONE DI TUTTE LE RELIGIONI, LE VECCHIE RELIGIONI DOVRANNO SCOMPARIRE
  • MODIFICA DELLA BIBBIA TRAMITE REVISIONI DELLE PAROLE CHIAVE
  • LE CHIESE CI AIUTERANNO
  • RISTRUTTURAZIONE DELL’ISTRUZIONE COME METODO DI INDOTTRINAMENTO
  • PIÚ TEMPO TRASCORSO A SCUOLA, MA GLI ALLIEVI NON IMPARERANNO NULLA
  • CONTROLLO SU CHI HA ACCESSO ALLE INFORMAZIONI
  • SCUOLE COME PERNO DELLA COMUNITÀ
  • I LIBRI SCOMPARIRANNO DALLE BIBLIOTECHE
  • MODIFICA DELLE LEGGI
  • INCORAGGIAMENTO ALL’ABUSO DI DROGHE ONDE CREARE UN’ATMOSFERA DA GIUNGLA
  • ABUSO DI ALCOLICI
  • LIMITAZIONE DEI VIAGGI
  • NECESSITÀ DI PIÚ CARCERI E UTILIZZO DEGLI OSPEDALI COME PRIGIONI
  • FINE DELLA SICUREZZA
  • CRIMINALITÀ IMPIEGATA PER GESTIRE LA SOCIETÀ
  • RIDUZIONE DELLA PREMINENZA INDUSTRIALE STATUNITENSE
  • SPOSTAMENTO DI POPOLAZIONI ED ECONOMIE – RIMOZIONE DELLE RADICI SOCIALI
  • SPORT COME STRUMENTO DEL CAMBIAMENTO SOCIALE
  • SESSO E VIOLENZA INCULCATI TRAMITE SPETTACOLI DI INTRATTENIMENTO
  • LIMITAZIONI DEI VIAGGI E DOCUMENTI DI IDENTITÀ IMPIANTATI
  • CONTROLLO ALIMENTARE
  • CONTROLLO METEOROLOGICO
  • CONOSCERE LE REAZIONI DELLA POPOLAZIONE – INDURLA A FARE QUEL CHE SI DESIDERA
  • RICERCA SCIENTIFICA FALSIFICATA
  • TERRORISMO
  • CONTROLLO FINANZIARIO
  • SORVEGLIANZA, IMPIANTI E TELEVISORI CHE VI OSSERVANO
  • PROPRIETÀ DELL’ABITAZIONE COME RETAGGIO DEL PASSATO
  • AVVENTO DEL SISTEMA TOTALITARIO GLOBALE

ESISTE UN POTERE, UNA FORZA O UN GRUPPO DI UOMINI CHE ORGANIZZANO E REINDIRIZZANO IL CAMBIAMENTO?

Molto è stato scritto e detto da alcuni individui i quali hanno osservato tutti i cambiamenti avvenuti nella società statunitense nel corso dell’ultimo ventennio nonché, retrospettivamente, la precedente storia degli Stati Uniti e, naturalmente, del mondo, quindi sono giunti alla conclusione che esiste una cosiddetta cospirazione che influenza, invero controlla, i principali eventi storici non solo negli Stati Uniti ma anche nel resto del mondo.

Tale interpretazione complottista della storia si basa su osservazioni effettuate dall’esterno da alcuni soggetti i quali hanno raccolto prove e tratto la conclusione che, per l’appunto dall’esterno, intravedono una cospirazione; le loro prove e conclusioni si fondano su riscontri desunti in retrospettiva. Intendo ora descrivere quanto mi è capitato di ascoltare da un oratore nel 1969, vale dire quasi un ventennio fa. L’oratore in questione non parlava in termini di retrospettiva ma, piuttosto, prediceva cambiamenti che sarebbero stati determinati in futuro; costui non osservava dall’esterno verso l’interno, convinto di individuare una cospirazione, ma, invece, si trovava egli stesso all’interno, ammettendo che invero esistevano un potere, una forza, un gruppo di uomini che esercitavano un’influenza sufficiente a determinare eventi di primaria importanza implicanti nazioni di varie parti del  mondo. Inoltre prediceva, o per meglio dire esponeva, cambiamenti pianificati per la parte restante di questo secolo. Se ascoltando riuscite a rammentare, almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti, la situazione nel 1969 e negli anni immediatamente successivi e quindi ricordare i cambiamenti avvenuti da allora ai giorni nostri, a distanza di quasi vent’anni, sono convinto che rimarrete colpiti dal grado in cui le circostanze che secondo quanto pianificato si sarebbero dovute presentare siano già state realizzate. La realizzazione di alcuni degli eventi esaminati non era prevista entro il 1988 [nota: l’anno di questa registrazione], bensì entro la fine del secolo. Esiste una tabella di marcia e durante quella sessione accadde che ne venissero enunciati alcuni elementi. Chiunque rammenti i primi tempi della campagna di Kennedy ricorderà che egli parlava del progresso nel decennio degli anni Sessanta: all’epoca era una sorta di cliché – “il decennio dei Sessanta”. Bene, nel 1969 il nostro oratore parlava degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Prima di quel periodo non ricordo nessuno che parlasse del “decennio degli anni Quaranta o Cinquanta, quindi ritengo che il piano e la tabella di marcia complessivi avessero assunto una forma rilevante verso la fine degli anni Cinquanta. Si tratta di una mia ipotesi. In ogni caso, l’oratore disse che il suo scopo era erudirci sui cambiamenti che sarebbero stati apportati nel successivo trentennio, cosicché prima del volgere del secolo sarebbe stato operativo un nuovo sistema su scala mondiale. Come riferito da costui, “Progettiamo di addentrarci nel ventunesimo secolo con una partenza lanciata.”

ORA TUTTO È IN ORDINE E NESSUNO PUÓ FERMARCI

Mentre ascoltavamo quel che era in procinto di presentare, l’oratore disse “Alcuni fra voi penseranno che io stia parlando del Comunismo; bene, quello a cui mi riferisco è assai più importante del Comunismo!” All’epoca egli fece notare che fra Est e Ovest esiste molta più collaborazione di quanto comunemente compreso. Nelle note introduttive commentò che in quel momento era libero di parlare e che solo alcuni anni addietro non gli sarebbe stato concesso di esprimere quanto stava per esporre. In quel periodo era libero di parlare poiché a quel punto, citando le sue parole, “ora tutto è in ordine e nessuno può fermarci”. Proseguì affermando che i più non comprendono il modo di operare dei governi e persino individui che ricoprono alte cariche nei governi, compreso il nostro, non capiscono davvero come e dove si prendono le decisioni. Disse che coloro che esercitano realmente un’influenza sulle decisioni rispondono in gran parte a nomi familiari alla maggior parte di noi, ma che non avrebbe usato nominativi di individui o nomi di qualsivoglia organizzazione specifica. Se, tuttavia, lo avesse fatto, in massima parte i nominativi in questione sarebbero risultati noti all’uditorio nel suo complesso. Continuò dicendo che principalmente non si trattava di soggetti che ricoprivano cariche pubbliche, bensì di individui importanti noti per le loro occupazioni o incarichi privati. L’oratore era il Dr. Richard Day, medico nonché docente presso una grande università della zona orientale del paese, e si rivolgeva a un gruppo di circa un’ottantina di medici. Probabilmente il suo nome non dirà nulla a chiunque ascolti questo nastro, la cui registrazione ha come unico scopo l’eventualità di fornire a coloro che lo ascoltano una prospettiva in merito ai cambiamenti già apportati nell’ultimo ventennio nonché un’anticipazione di quanto alcuni di costoro stanno pianificando per la parte restante di questo secolo, in modo da entrare nel ventunesimo secolo confortati da una partenza lanciata. Alcuni di voi potrebbero non entrare in quel secolo. Il suo scopo nell’informare il nostro gruppo in merito ai cambiamenti in procinto di realizzazione era rendere a noi più agevole adattarci a essi. Invero, come sottolineò con precisione, “si sarebbe trattato di cambiamenti assai sorprendenti e, in alcuni casi, difficili da accettare per la popolazione” e confidava che, in veste di suoi ‘amici’, noi avremmo reso l’adattamento più agevole se avessimo in qualche modo saputo in anticipo cosa aspettarci.

LA POPOLAZIONE DOVRÀ ABITUARSI AL CAMBIAMENTO

Nelle note introduttive insistette sul fatto che nessuno dovesse disporre di un registratore né prendesse appunti; una tale pretesa rivolta da un professore al suo uditorio era cosa assai inconsueta. Qualcosa, nelle sue note, suggeriva che se si fosse venuto a sapere che aveva, per così dire, vuotato il sacco, egli avrebbe potuto subire ripercussioni negative. Quando inizialmente sentii tale affermazione pensai che forse si trattava di una specie di autocelebrazione, di un individuo che esaltava la propria importanza. Tuttavia, con il susseguirsi delle rivelazioni, cominciai a comprendere il motivo di sue eventuali premure in merito a evitare un’ampia diffusione di quanto veniva esposto, nonostante la natura pubblica della tribuna nel cui contesto parlava. Nondimeno, chiese che non venissero presi appunti né impiegati registratori, a indicare che se tali rivelazioni avessero avuto ampia eco pubblica egli avrebbe potuto correre qualche rischio personale. Ancora una volta, mentre le note si susseguivano e udivo le scandalose questioni esposte, mi risolsi a cercare di ricordare quanto più possibile di quello che Day diceva e di collegare i miei ricordi a semplici eventi circostanti nel caso decidessi di fare quanto sto facendo ora – registrare questo nastro. Intendevo altresì provare a mantenere una prospettiva su quello che si sarebbe sviluppato, se invero avrebbe seguito lo schema prefigurato – come è accaduto! A questo punto, onde evitare di scordare di inserirle in seguito, includerò alcune dichiarazioni rese di volta in volta nel corso della presentazione. Una di queste aveva a che vedere con il cambiamento. Tale dichiarazione recitava “La popolazione dovrà abituarsi all’idea di cambiamento, dovrà essere talmente avvezza al cambiamento da aspettarselo. Nulla avrà un carattere permanente.” Questo si è spesso manifestato nel contesto di una società in cui gli individui sembravano non avere radici od ormeggi, ma risultavano passivamente disposti ad accettare il cambiamento per il semplice fatto che era tutto quello che avessero mai conosciuto, in contrasto con generazioni di persone, sino al periodo attuale, nel cui ambito ci si aspettava che determinate cose accadessero e si mantenessero stabili come punto di riferimento della propria esistenza. Quindi il cambiamento era in procinto di essere determinato, doveva essere anticipato e atteso, accettato, senza porre domande. Un altro commento che fece capolino nel corso della presentazione fu “Le persone sono troppo fiduciose, non pongono le giuste domande.” A volte essere troppo fiduciosi veniva equiparato a essere troppo ottusi. Talora, tuttavia, quando Day affermava che “Le persone  non pongono le giuste domande” lo faceva quasi con un tono di rammarico, come se si trovasse a disagio nel contesto di cui faceva parte, e desiderasse che la gente lo mettesse in discussione e magari non fosse così fiduciosa.

GLI OBIETTIVI REALI E GLI OBIETTIVI DICHIARATI

Un altro commento ripetuto di tanto in tanto, in particolare in relazione alla modifica di leggi e usanze, recitava “Ogni cosa ha un duplice scopo. Il primo è lo scopo apparente che la renderà accettabile alla popolazione e il secondo è lo scopo reale che promuoverà gli obiettivi utili alla costituzione del nuovo sistema. Spesso rimarcava “Non vi è proprio altro modo, non vi è proprio altro modo!” Tale affermazione pareva giungere coma una sorta di apologia, specialmente al termine di descrizioni relative ad alcuni cambiamenti particolarmente sgradevoli. Ad esempio, la promozione della dipendenza dalle droghe, che affronteremo più avanti.

CONTROLLO DEMOGRAFICO

Il Dr. Day era assai attivo nei gruppi per il controllo demografico, ovvero il movimento per il controllo demografico, argomento che costituiva il vero momento di accesso a questioni specifiche a seguito dell’esposizione introduttiva. Affermò che la popolazione aumentava troppo rapidamente. Il numero di individui che abitano in contemporanea il pianeta va limitato, oppure esauriremo lo spazio vitale. Eccederemo la disponibilità delle risorse alimentari e inquineremo il mondo con i nostri rifiuti.

AUTORIZZAZIONE AD AVERE FIGLI

Alla gente non verrà concesso di avere figli solo perché lo desidera o perché è imprudente. Per lo più alle famiglie verrà imposto il numero massimo di due figli; alcuni ne potranno avere soltanto uno, quantunque si contempli l’eventualità di selezionare individui eccezionali e concedere loro tre figli. Tuttavia ai più verrà concesso di avere solo due figli, in quanto il tasso di crescita di popolazione zero corrisponde a 2.1 bambini a famiglia completa; di conseguenza, circa una famiglia ogni dieci potrebbe beneficiare del privilegio di un terzo figlio. Sino a quel punto per me la locuzione ‘controllo demografico’ connotava essenzialmente la limitazione del numero di nuovi nati, tuttavia il riferimento a quali persone avrebbero avuto la ‘concessione’ e quanto seguì chiariva che quando si intende ‘controllo demografico’ questo comporta ben altro che il semplice controllo delle nascite; significa il controllo di ogni impresa della popolazione del mondo intero; un significato assai più ampio di quanto mi fosse mai capitato di annettere alla locuzione prima di ascoltare le parole del Dr. Day. Ascoltando e riflettendo su alcune delle questioni che udite, inizierete a ravvisare in che modo un aspetto combacia con altri aspetti in termini di controllo delle imprese umane.

REINDIRIZZARE LA FINALITÀ DEL SESSO

Naturalmente, la fase successiva al controllo demografico era il sesso. Il Dr. Day disse che il sesso va separato dalla riproduzione. Il sesso è troppo piacevole, e gli stimoli troppo intensi, per aspettarsi che la gente vi rinunci. Sostanze chimiche negli alimenti e nell’acqua potabile finalizzate a ridurre lo stimolo sessuale non costituiscono una soluzione pratica. Quindi la strategia non comporterà la diminuzione dell’attività sessuale bensì il suo incremento, ma in modo tale che la gente non abbia bambini.

CONTRACCEZIONE GLOBALMENTE DISPONIBILE PER TUTTI

In questo ambito la prima premura riguardava la contraccezione, che verrebbe fortemente incoraggiata e nelle menti delle persone risulterebbe strettamente connessa al sesso; pensando o apprestandosi al sesso le persone penserebbero automaticamente alla contraccezione, la quale verrebbe resa disponibile a livello globale. I contraccettivi verranno esposti in modo assai più evidente negli empori, assieme a sigarette e gomme da masticare, in bella vista piuttosto che nascosti sotto la cassa, dove gli acquirenti dovrebbero richiederli e magari provare imbarazzo. Questo genere di evidenza era un modo per suggerire che i contraccettivi fanno parte della quotidianità come qualsiasi altro articolo venduto nell’emporio; verranno pubblicizzati e distribuiti nelle scuole unitamente a educazione sessuale!

EDUCAZIONE SESSUALE COME STRUMENTO DI GOVERNO MONDIALE

L’educazione sessuale è finalizzata a suscitare nei ragazzini l’interesse, operando la connessione fra sesso e necessità della contraccezione in una fase precoce delle loro vite, ancor prima che diventino veramente attivi sotto il profilo sessuale. A questo punto mi vennero in mente alcuni miei insegnanti, in particolare della scuola superiore, e ritenni del tutto incredibile pensare che costoro fossero d’accordo, e men che meno vi prendessero parte, con un’iniziativa volta alla distribuzione di contraccettivi agli studenti, tuttavia tale riflessione rispecchiava solo la mia mancata comprensione del modo in cui questa gente opera. Questo accadeva prima che fossero avviati programmi di corsi nelle scuole. Ormai numerose città degli Stati Uniti hanno già predisposto corsi nelle scuole, che vertono principalmente su contraccezione, controllo delle nascite e controllo demografico. L’idea quindi è che la connessione fra sesso e contraccezione introdotta e rafforzata a scuola si estenda al matrimonio. Ovviamente, se, una volta maturi, i giovani decidessero di sposarsi, il matrimonio stesso perderebbe importanza. Il Dr. Day in qualche modo ammise che probabilmente nel complesso le persone avrebbero desiderato sposarsi, ma certamente questo non sarebbe stato più considerato necessario per svolgere un’attività sessuale.

ABORTO FINANZIATO A LIVELLO FISCALE COME CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE 

Non sorprende che l’argomento successivo fosse l’aborto. E, tornando al 1969, quattro anni prima di Roe vs. Wade, egli disse, “l’aborto non sarà più reato.” L’aborto verrà accettato come prassi normale e coloro che non se lo potranno permettere beneficeranno di contributi statali. I contraccettivi verranno resi disponibili grazie a denaro derivato dalle tasse, affinché nessuno debba rinunciarvi. Se i programmi di educazione sessuale a scuola dovessero determinare un maggior numero di gravidanze nei minori, nessun problema; i genitori che si ritengono contrari all’aborto per motivazioni etiche o religiose cambieranno idea quando a restare incinte saranno le proprie giovani figlie, quindi quest’aspetto contribuirà a vincere l’opposizione all’aborto. Fra non molto solo alcuni irriducibili rifiuteranno di considerare accettabile l’aborto e costoro non avranno più alcun peso.

FAVORIRE L’OMOSESSUALITÀ

Stando a quanto dichiarato, “Le persone avranno il permesso di essere omosessuali”. Non dovranno nascondersi. Inoltre, gli anziani verranno incoraggiati a mantenere una vita sessuale attiva sino a tarda età, al limite delle loro possibilità. Chiunque potrà far sesso, comunque gli vada a genio. Tutto è lecito. Questo era il tenore della discussione. Inoltre, ricordo di aver pensato “Quanto è tracotante questo individuo, o chiunque egli rappresenti, per concepire di poter concedere o negare alle persone l’autorizzazione a fare determinate cose!” Nondimeno la terminologia impiegata era quella descritta. A tale riguardo si parlò del vestiario, le cui fogge sarebbero state rese più eccitanti e provocanti. Il 1969 era l’epoca delle minigonne, assai corte e ‘rivelatrici’. Il Dr. Day disse, “Non è solo la quantità di pelle esposta a rendere un vestito sessualmente seducente, ma spesso risultano stimolanti aspetti più raffinati.” Movenze, taglio dell’abito, tipo di tessuto, posizione di accessori di abbigliamento. “Se una donna ha un corpo attraente, per quale motivo non dovrebbe esibirlo?” Non si entrò nel dettaglio riguardo a cosa si intendesse con ‘abbigliamento provocante’, ma se si considera il cambiamento delle fogge del vestiario da allora in poi, si nota che i blue jeans sono confezionati in modo da risultare più attillati al cavallo; formano grinze, le quali sono indicatori essenziali, che indirizzano lo sguardo di un soggetto verso determinate aree anatomiche. Quella era all’incirca l’epoca del ‘brucia il reggiseno’. Day suggerì che molte donne non dovrebbero rinunciare al reggiseno, di cui hanno bisogno per risultare attraenti, quindi invece di bandirli e bruciarli, i reggipetti sarebbero tornati in auge. Non lo si menzionò specificamente, ma di sicuro, rispetto ai più spessi modelli in voga sino a quel periodo, un reggiseno di tessuto assai fine rivela in maggior misura il capezzolo e il resto.

TECNOLOGIA

In precedenza il Dr. Day aveva affermato che sesso e riproduzione sarebbero stati distinti. Sarebbe stato possibile sesso senza riproduzione e quindi la tecnologia corrispondeva a riproduzione senza attività sessuale, realizzata in laboratorio. Indicò che erano già in corso numerose ricerche relative al concepimento in laboratorio; l’argomento venne approfondito, tuttavia non ne ricordo i dettagli. Quanta di quella tecnologia ha da quell’epoca riscosso la mia attenzione; non riesco a ricordare in modo da distinguere quanto venne detto in quell’occasione da quanto ho appresso successivamente in forma di informazioni mediche generali.

DIMINUZIONE DELL’IMPORTANZA DELLE FAMIGLIE

Le famiglie sarebbero state ridotte di dimensioni. Abbiamo già accennato all’autorizzazione ad avere un massimo di due figli. Il divorzio sarebbe stato reso più agevole e diffuso. Per la maggior parte coloro che si sposeranno lo faranno più di una volta. Un maggior numero di individui non si sposerà, e costoro risiederanno in albergo e vivranno persino assieme; sarà una prassi comune – nessuno si porrà nemmeno domande in merito. Sarà comunemente accettato in quanto per nulla diverso da coppie sposate conviventi. Più donne lavoreranno fuori casa, più uomini verranno trasferiti in altre città, cambieranno lavoro e viaggeranno. Di conseguenza, per le famiglie mantenersi unite risulterà più arduo, il che tendenzialmente renderà il matrimonio meno stabile e, quindi, renderà gli individui meno propensi ad avere figli. Le famiglie estese saranno più ridotte e distanti. I viaggi saranno più agevoli e meno costosi, per un periodo, in modo che gli individui che dovessero viaggiare percepiscano di poter tornare presso le rispettive famiglie e non di essere stati allontanati recisamente da esse. Tuttavia, uno degli effetti finali di leggi più permissive sul divorzio combinate con la promozione degli spostamenti, nonché il trasferimento delle famiglie da una città all’altra, era quello di creare instabilità nelle famiglie. Se ambedue i coniugi lavorano e uno di essi viene trasferito, l’altro potrebbe non ottenere un altrettanto agevole trasferimento; ben presto, o uno/a rinuncia al lavoro e rimane nel luogo originario mentre l’altro/a se ne va, oppure abbandona l’impiego rischiando di non trovarne un altro nella nuova località. Un approccio decisamente diabolico!

EUTANASIA E ‘PILLOLA DELLA DIPARTITA’

Chiunque ha diritto a vivere solo fino a un certo punto. Gli anziani non sono più utili, diventano un onere. Bisognerebbe essere pronti ad accettare la morte. I più lo sono. Si potrebbe stabilire un limite di età arbitrario. In fin dei conti, nella vita si ha diritto a tante cene a base di carne, a tanti orgasmi e a tanti piaceri. Dopo che se ne sono avuti abbastanza e non si è più produttivi, operosi e fiscalmente attivi, allora bisognerebbe essere pronti a farsi da parte a favore delle nuove generazioni. Il Dr. Day menzionò svariate questioni che avrebbero contribuito a far comprendere alla gente di aver vissuto abbastanza; non le ricordo tutte, ma ne propongo alcune, l’impiego di inchiostro molto chiaro su moduli che i cittadini sono tenuti a compilare; gli anziani non riuscirebbero a leggere facilmente l’inchiostro sbiadito e dovrebbero chiedere aiuto a individui più giovani. Piani del traffico automobilistico, vi sarebbero più corsie destinate ad alte velocità, in cui gli anziani, con i loro riflessi rallentati,  incontrerebbero difficoltà a circolare e quindi perderebbero in parte la propria indipendenza.

LIMITARE L’ACCESSO A VISITE MEDICHE ACCESSIBILI

Un argomento discusso a fondo fu il costo dell’assistenza medica, gravosamente elevato. L’assistenza medica sarebbe strettamente connessa al lavoro di un individuo ma anche resa talmente costosa da risultare inaccessibile a individui oltre una certa soglia temporale; a meno di non disporre di una famiglia facoltosa a sostegno, costoro dovrebbero rinunciare all’assistenza. L’idea era che se tutti sostenessero “Basta! Che fardello per i giovani cercare di mantenere gli anziani”, allora i giovani diventerebbero disponibili ad accompagnare mamma e papà lungo il percorso, posto che ciò venga eseguito con umanità e dignità. Si fece un esempio – si potrebbe celebrare una premurosa festa di addio, un vero rito. Mamma e papà avevano svolto un ottimo lavoro. Poi, al termine della festa, assumono la ‘pillola della dipartita’.

PIANIFICARE IL CONTROLLO SULLA MEDICINA

L’argomento seguente è la medicina, in prospettiva suscettibile di profondi cambiamenti; nel complesso, sarebbe sottoposta a controlli assai più stringenti. Nel 1969 si osservò che “il Congresso non concorderà sull’assicurazione sanitaria nazionale, questo appare del tutto evidente. Tuttavia non è necessario, disponiamo di altri metodi per tener sotto controllo l’assistenza sanitaria.” Tali misure verrebbero introdotte più gradualmente, ma tutta l’erogazione dell’assistenza sanitaria sarebbe sottoposta a stretto controllo. L’assistenza sarebbe strettamente connessa al lavoro; se non lavorate o non siete in grado di farlo, non vi avrete accesso. I giorni degli ospedali che erogano cure gratuite diminuiranno gradualmente, sino a divenire virtualmente inesistenti. I costi saranno aumentati al punto da costringere le persone a non poterseli permettere senza un’assicurazione. La gente paga, voi ne avete diritto. Solo in seguito iniziai a comprendere la misura in cui non la paghereste; la vostra assistenza medica sarebbe pagata da altri. Di conseguenza, accetterete in ginocchio quanto vi è stato offerto come un privilegio. Il vostro ruolo di responsabilità per la vostra assistenza risulterà diminuito. Come digressione, non si tratta di qualcosa elaborato all’epoca, quando non me ne resi conto.

Funziona così: ognuno si è reso dipendente dall’assicurazione e se non ce l’avete allora pagate direttamente; il costo dell’assistenza sanitaria è enorme. Ad ogni modo, la società di assicurazioni che paga le vostre cure non corrisponde il medesimo ammontare. Se, poniamo, vi addebitano 600 dollari per l’uso di una sala operatoria, la società assicurativa non corrisponde l’intera cifra, ma solo 300 o 400 dollari. Tale differenziale nell’addebito ottiene l’effetto desiderato: consente alla società assicurativa di pagare quello che non vi sareste mai potuti permettere e di beneficiare di uno sconto a voi precluso. Quando osservate la fattura siete grati che la società assicurativa abbia potuto pagare e in tal modo siete dipendenti, virtualmente tenuti ad avere l’assicurazione. L’intera fattura è fraudolenta. L’accesso agli ospedali sarà rigidamente controllato e per accedere all’edificio sarà richiesta un’identificazione. Si istituiranno e intensificheranno gradualmente misure di sicurezza all’interno e all’esterno degli ospedali affinché nessun individuo non identificato possa accedere o spostarsi all’interno della struttura. Si ‘consentiranno’ ed enfatizzeranno furti di attrezzature ospedaliere, quali macchine per scrivere, microscopi e così via; i rapporti relativi verranno ingigantiti come pretesto necessario a determinare la necessità di una rigida sicurezza, fino a quando gli utenti non vi faranno l’abitudine. Chiunque transiti in ospedale sarà tenuto a esibire un tesserino di identificazione, munito di fotografia e indicante la funzione del portatore, ovvero dipendente, tecnico di laboratorio, visitatore o quant’altro. Questa procedura verrà attuata gradualmente, rendendo tutti avvezzi all’idea di identificarsi – sino a quando la prassi non venga accettata. Tale esigenza di identificazione per spostarsi inizierà in ambiti ristretti: ospedali, alcune aziende, ma si estenderà gradualmente sino a contemplare chiunque, ovunque! Si osservò che è possibile utilizzare gli ospedali per confinare soggetti e per la cura di criminali, il che non significava necessariamente cure mediche. All’epoca non conoscevo la locuzione “psico-prigione, presente in Unione Sovietica, tuttavia, senza tentare di ricordare i particolari, essenzialmente Day descriveva l’utilizzo degli ospedali sia per la cura dei malati sia per l’internamento di criminali per motivi diversi dal benessere medico di questi ultimi. La definizione di criminale non venne fornita.

ELIMINAZIONE DEI MEDICI PRIVATI

La figura del medico cambierebbe. Non verrebbe più considerato un singolo professionista al servizio di singoli pazienti, bensì gradualmente riconosciuto come un tecnico altamente specializzato – e il suo lavoro cambierebbe. La faccenda concerne includere azioni quali esecuzioni tramite iniezione letale. L’immagine del medico quale individuo potente e indipendente dovrebbe andare soggetta a modifiche. Il Dr. Day giunse ad affermare che “i medici guadagnano troppo; dovrebbero reclamizzarsi come qualsiasi altro prodotto.” Altrettanto dicasi per gli avvocati. Rammentate che l’uditorio era composto da medici, come l’oratore, ed era interessante che costui rivolgesse alla platea alcune dichiarazioni ingiuriose senza tema di inimicarsela. Il medico singolo diventerebbe un retaggio del passato. Alcuni intransigenti potrebbero cercare di resistere, ma nel complesso i medici verrebbero assunti da un istituto di qualche tipo. Verrebbero favorite la pratica della professione di gruppo e le società di servizi e quindi, una volta diventata gradualmente più accettabile l’immagine aziendale dell’assistenza sanitaria, i medici diventerebbero sempre più lavoratori dipendenti piuttosto che professionisti indipendenti.

Di pari passo, naturalmente, vige la prassi, non dichiarata ma necessaria, secondo cui il dipendente è al servizio del suo datore di lavoro, non del paziente.

Abbiamo dunque già visto molto di quanto avvenuto nell’ultimo ventennio e, a quanto pare, all’orizzonte vi è ben altro. All’epoca non si usava l’acronimo HMO (Health Maintenance Organization, compagnia di assicurazione sanitaria, ndt), ma prendendo in considerazione tali società assicurative si deduce che questa è la modalità secondo cui l’assistenza medica diventa terreno di conquista da quando la questione dell’assicurazione sanitaria nazionale non è più passata attraverso il Congresso. Alcuni medici intransigenti potrebbero fare un tentativo, mantenendo l’esercizio della professione individuale e rimanendo indipendenti, come per inciso il sottoscritto, ma subirebbero un’ingente diminuzione degli introiti; forse riuscirebbero a sbarcare il lunario, ma non vivrebbero mai nell’agiatezza propria di coloro disposti a diventare dipendenti del sistema. Infine, una volta consolidato il sistema, per il medico singolo non resterebbe alcuno spazio di manovra.

NUOVA DIFFICOLTÀ DI DIAGNOSI E MALATTIE INCURABILI

Il titolo seguente di cui occuparci riguarda salute e malattia. Day affermò che sarebbero comparse nuove patologie mai viste in precedenza, assai difficili da diagnosticare nonché incurabili – almeno per un certo periodo. L’argomento non venne approfondito, tuttavia ricordo che, non molto tempo dopo aver ascoltato suddetta esposizione, quando mi capitava di fare una diagnosi complicata mi domandavo, “Si tratta di un caso relativo a quello di cui parlava il Dr. Day?” Alcuni anni più tardi si sviluppò l’AIDS, che ritengo quantomeno un esempio di quanto descritto da Day. Ora penso che l’AIDS sia stata probabilmente una malattia fabbricata.

SOPPRESSIONE DELLE CURE ANTICANCRO COME METODO DI CONTROLLO DEMOGRAFICO

Cancro. Il Dr. Day disse “Al momento siamo in grado di curare pressoché qualsiasi tipo di cancro. Le informazioni sono archiviate presso il Rockefeller Institute, se mai si decidesse di doverle divulgare. Tuttavia considerate – se le persone smettessero di morire di cancro, con quale rapidità si verificherebbe una sovrappopolazione. È possibile morire di cancro così come per qualcos’altro.” Gli sforzi inerenti al trattamento del cancro verrebbero adeguati più al lenimento che alla cura. Si dichiarò che in definitiva le cure per il cancro nascoste presso il Rockefeller Institute sarebbero venute alla luce poiché alcuni ricercatori indipendenti avrebbero potuto divulgarle, nonostante le iniziative volte a occultarle. Tuttavia, almeno in quel momento, lasciare che la gente morisse di cancro era una valida opzione in quanto avrebbe rallentato il problema della sovrappopolazione.

INDUZIONE DI ATTACCHI CARDIACI COME FORMA DI ASSASSINIO

Un’altra questione assai interessante concerneva gli attacchi cardiaci. Il Dr. Day disse, “Ora esiste un modo per simulare un vero attacco cardiaco; lo si può utilizzare come metodo per assassinare.” Solo un patologo assai esperto, consapevole di cosa cercare esattamente durante un’autopsia, era in grado di distinguere l’attacco simulato da uno reale. Ritenni assai sorprendente e sconvolgente udire tali parole proferite proprio da quell’uomo in quel frangente specifico. Tale questione, e quella relativa alle cure anticancro, si stagliano ancora nella mia memoria, poiché erano talmente sconvolgenti e, all’epoca, mi apparivano non da lui. Quindi Day proseguì parlando di nutrizione ed esercizio fisico quasi nella medesima cornice. Per vivere a lungo come in precedenza gli individui dovrebbero alimentarsi correttamente e praticare un’adeguata attività fisica. I più non lo faranno. Quanto alla nutrizione, non ricordo alcuna dichiarazione specifica relativa a particolari elementi nutritivi inadeguati o in eccesso. In retrospettiva, mi viene da pensare che egli intendesse dire che regimi alimentari a elevato contenuto di sale e grassi avrebbero predisposto a ipertensione e cardiopatie arteriosclerotiche precoci; e che se le persone erano troppo pigre o troppo stupide da non praticare una debita attività fisica allora i grassi in circolazione sarebbero aumentati e avrebbero predisposto alla malattia. Disse inoltre qualcosa in merito all’ampia disponibilità di informazioni dietetiche ma i più, in particolar modo gli stupidi, i quali non avevano comunque alcun diritto di continuare a vivere, avrebbero ignorato suddette informazioni e continuato a cibarsi di prodotti a portata di mano e di sapore gradevole. In merito al cibo si delinearono altri aspetti sgradevoli, che non riesco proprio a rammentare. Tuttavia  ricordo di aver riflettuto sull’intenzione di allestire un orto in giardino, onde evitare gli alimenti contaminati, quali che fossero. Mi rammarico di non ricordare i particolari relativi alla nutrizione e ai rischi a essa connessi.

Quanto all’esercizio fisico, Day proseguì affermando che un maggior numero di persone avrebbe praticato una maggiore attività fisica, specialmente la corsa, visto che chiunque è in grado correre; non servono attrezzature o spazi speciali, si può correre ovunque ci si trovi. Come disse Day, “la gente correrà dappertutto.” E, su questa falsariga, sottolineò come l’offerta produce la domanda, riferendosi alle attrezzature e all’abbigliamento per atleti; dato che tali prodotti verrebbero resi maggiormente disponibili e accattivanti, soprattutto le scarpe da corsa, questo stimolerebbe le persone a sviluppare un interesse per la corsa come parte di un complesso tipo di campagna di propaganda pubblica; la gente verrebbe indotta ad acquistare allettanti attrezzature sportive e a praticare esercizio fisico. In merito alla nutrizione Day accennò anche al fatto che i luoghi pubblici destinati al consumo di alimenti sarebbero rapidamente aumentati, il che avrebbe comportato ricadute anche sulla famiglia. Man mano che un numero sempre maggiore di persone mangia fuori, il consumo casalingo dei pasti perde rilevanza. Le persone sarebbero meno dipendenti dalla propria cucina e, in prospettiva, questo era connesso anche all’ampia disponibilità di cibi pronti – da poter infilare nel microonde; pasti completi prefissati. Naturalmente siamo stati testimoni di tutto questo. Tuttavia all’epoca si prefigurò l’affermazione di tale approccio radicalmente diverso rispetto alla prassi di mangiar fuori e consumare a casa pasti già preparati. Gli alimenti già preparati rientrerebbero nella categoria dei rischi. Chiunque fosse abbastanza pigro da preferire cibi pronti piuttosto che prepararsi i propri farebbe meglio ad avere abbastanza energia per praticare attività fisica, poiché se fosse talmente pigro da evitare di fare esercizio fisico e di prepararsi i pasti, allora non meriterebbe di vivere molto a lungo. Questa considerazione venne presentata come una sorta di giudizio morale sulle persone e su come avrebbero dovuto impiegare le proprie energie. Coloro che sono avveduti, informati sulla nutrizione e abbastanza disciplinati da alimentarsi e praticare attività fisica in modo adeguato sono individui migliori – nonché il genere di persone che si desidera vivano più a lungo.

EDUCAZIONE COME STRUMENTO PER ACCELERARE L’INSORGENZA DELLA PUBERTÀ E L’EVOLUZIONE

Nel mezzo della discussione vi fu anche qualche accenno alla possibilità di accelerare l’insorgenza della pubertà, in connessione con la salute e in seguito con l’educazione, nonché con l’accelerazione del processo di mutamento evolutivo. Secondo un’affermazione, “riteniamo di poter far procedere l’evoluzione più rapidamente e nella direzione che ci prefiggiamo.” La ricordo come un’affermazione di carattere generale, ma non rammento se vennero forniti ulteriori dettagli.

FUSIONE DI TUTTE LE RELIGIONI, LE VECCHIE RELIGIONI DOVRANNO SCOMPARIRE

Altro ambito di discussione fu la religione. Chi parla è un ateo convinto. Day disse, “la religione non è necessariamente un fattore negativo. Molti sembrano averne bisogno, corredata dei relativi misteri e riti – quindi l’avranno. Tuttavia le principali religioni dei nostri tempi vanno modificate, in quanto non compatibili con i cambiamenti a venire. Le antiche religioni dovranno scomparire, specialmente il Cristianesimo. Una volta abbattuta la Chiesa Cattolica, il resto della Cristianità ne seguirà facilmente le sorti. Quindi sarà possibile far accettare in tutto il mondo una nuova religione utile, la quale incorporerà qualcosa da tutte quelle antiche per renderne più agevole l’accettazione e la familiarità da parte della popolazione. I più non si occuperanno granché di religione; comprenderanno di non averne bisogno.”

MODIFICA DELLA BIBBIA TRAMITE REVISIONI DELLE PAROLE CHIAVE

Per conseguire tale scopo, la Bibbia verrà modificata, riscritta per adattarsi alla nuova religione. Parole chiave verranno gradualmente sostituite da nuovi vocaboli dotati di varie sfumature di significato. Quindi l’accezione ascritta al nuovo vocabolo potrà risultare affine a quella del vecchio termine – e col passare del tempo si potranno accentuare altre sfumature di tale accezione e quindi sostituire gradualmente tale vocabolo con un altro.” Non so se la sto rendendo, ma l’idea è che non tutto quanto presente nella Scrittura va riscritto, solo alcune parole sostituite da altre parole. La variabilità del significato ascritto a ciascun termine è utilizzabile come strumento per modificare l’intero significato della Scrittura e quindi lo rende accettabile nel contesto della nuova religione. I più non noteranno la differenza e questo fu un altro dei casi in cui Day disse, “i pochi che noteranno la differenza non saranno abbastanza da avere una qualche rilevanza.”

LE CHIESE CI AIUTERANNO

Poi seguì una delle più sconcertanti dichiarazioni dell’intera presentazione: Day disse, “Alcuni di voi probabilmente penseranno che le Chiese non sosterranno questo sviluppo”, e proseguì, “le chiese ci aiuteranno!” Non approfondì la questione, non era chiaro cosa avesse in mente quando affermò “le chiese ci aiuteranno!” In retrospettiva credo che alcuni di noi possano capire cosa Day abbia inteso all’epoca. Rammento solo che pensai, “no, non lo faranno!”, ricordando le parole di nostro Signore rivolte a Pietro, “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.” Ebbene sì, alcuni membri delle Chiese potrebbero aver dato il loro apporto, e nel ventennio successivo abbiamo visto in che modo. Sappiamo tuttavia che il Verbo del Signore resisterà, e le porte degli inferi non prevarranno.

RISTRUTTURAZIONE DELL’ISTRUZIONE COME METODO DI INDOTTRINAMENTO

Altro ambito di discussione fu l’istruzione. In connessione con l’istruzione e ricordando quanto detto in merito alla religione, oltre a modificare la Bibbia Day disse che altrettanto valeva per la letteratura classica. Mi sembra di ricordare che come esempio si citarono le opere di Mark Twain, tuttavia Day affermò che un lettore distratto che avesse letto una versione riveduta di un classico non avrebbe mai sospettato l’apporto di qualche modifica; sarebbe stato necessario esaminare parola per parola per individuare un qualche cambiamento effettuato in questi classici, dato che le modifiche sarebbero state assai sagaci ma, al contempo, tali da favorire l’accettabilità del nuovo sistema.

PIÚ TEMPO TRASCORSO A SCUOLA, MA GLI ALLIEVI NON IMPARERANNO NULLA

Quanto all’istruzione, Day rilevò che i ragazzi trascorrerebbero più tempo a scuola ma in molte scuole non imparerebbero alcunché. Impareranno alcune cose, ma non tanto quanto in precedenza. Scuole migliori, situate in aree migliori con gente migliore, i cui ragazzi impareranno di più; in tali scuole l’apprendimento sarà accelerato. Un’altra occasione in cui Day affermò, “Riteniamo di riuscire a far procedere l’evoluzione.” Stimolando i ragazzi ad apprendere di più egli sembrava suggerire che i loro cervelli si evolverebbero, che la loro prole si evolverebbe; una sorta di stimolo all’evoluzione nel cui contesto i ragazzi apprenderebbero e risulterebbero più intelligenti a un’età più precoce, come se lo stimolo in questione alterasse la loro fisiologia. Soprattutto, l’educazione scolastica verrebbe prolungata, vale a dire durante l’anno scolastico. Non sono sicuro di cosa disse in merito a una giornata scolastica prolungata, ricordo che affermò che si prospettava di far durare la scuola tutta l’estate, che le vacanze scolastiche estive diventerebbero un retaggio del passato. Non solo per le scuole, ma per altre ragioni. La gente inizierebbe a pensare a periodi di vacanza tutto l’anno, non solo d’estate. Nel complesso gli studenti impiegherebbero tempi più lunghi per completare la propria istruzione. Per conseguire quella che in origine era una laurea di primo grado a questo punto richiederebbe diplomi superiori e maggiore scolarizzazione, cosicché una gran parte di tempo scolastico risulterebbe solo tempo sprecato. Le buone scuole diventerebbero più competitive. Quando ha descritto la questione ho dedotto che includeva tutte le scuole – dalle elementari al college – ma non ricordo se lo abbia affermato davvero. Gli studenti dovrebbero decidere in più giovane età cosa intendono studiare e quale percorso intraprendere; una volta iniziatolo, risulterebbe più arduo passare a un altro ambito di studio. Gli studi verrebbero concentrati in modo molto più approfondito ma delimitato. Non sarebbe possibile, senza autorizzazione, avere accesso a materiale di altri ambiti esterni alla propria area di studio. Mi sembra di ricordare che Day abbia parlato di accesso limitato ad altri ambiti di studio soprattutto a livello di college. I soggetti risulteranno assai specializzati nella propria area di competenza, ma non riusciranno a conseguire un’istruzione generale né a comprendere quanto accade nel suo complesso.

CONTROLLO SU CHI HA ACCESSO ALLE INFORMAZIONI

Day preconizzava già l’impiego di computer a livello educativo e disse che chiunque desiderasse avere accesso a un computer, oppure a testi non direttamente correlati al proprio ambito di studi, dovrebbe avere una ragione assai valida per richiederlo; diversamente, l’accesso verrebbe negato.

SCUOLE COME PERNO DELLA COMUNITÀ

Altra prospettiva concerneva il fatto che le scuole assumano maggiore importanza nella vita complessiva delle persone. Oltre all’attività accademica i ragazzi dovrebbero dedicarsi ad attività scolastiche, a meno di non volersene sentire del tutto esclusi. Attività spontanee fra ragazzi: nel sentirlo mi venne in mente – squadre amatoriali di football e baseball che costituimmo da ragazzini in fase di crescita. Mi dissi che i ragazzi desiderosi di qualsivoglia attività esterna alla scuola sarebbero pressoché costretti a praticarla attraverso la scuola stessa; all’esterno resterebbero ben poche opportunità. Ora, le pressioni del programma scolastico accelerato, le più rapide richieste per cui i ragazzi avvertirebbero di dover far parte di qualcosa – l’uno o l’altro club sportivo o qualche attività scolastica – secondo quanto ammesso da Day tali pressioni logorerebbero alcuni studenti. Egli disse, “I più avveduti impareranno a sopportare le pressioni e a sopravvivere. Saranno disponibili alcuni ausili per aiutare gli studenti a gestire lo stress, tuttavia quelli inadatti non riusciranno a farcela, quindi si dedicheranno ad altro.” A tale riguardo, e in seguito in rapporto ad abuso di alcol e droghe, Day evidenziò che i servizi psichiatrici di sostegno aumenteranno drasticamente. Nel contesto dello stimolo verso il rendimento si ammetteva che molti avrebbero avuto bisogno di aiuto e coloro degni di restare riuscirebbero ad accettarlo e trarne vantaggio, rimanendo super vincenti. Coloro i quali non riuscissero si arrenderebbero e risulterebbero quindi superflui – credo che il termine adatto sia ‘sacrificabili’. L’istruzione durerebbe per tutta la vita e gli adulti frequenterebbero la scuola; per essi vi saranno sempre nuove informazioni da aggiornare. Quando questo non è più possibile, si è troppo vecchi. Un altro espediente per comunicare ai più anziani che per loro è giunto il momento di passare oltre e prendere la pillola della dipartita. Se stare al passo con l’istruzione vi affatica troppo, oppure siete troppo vecchi per apprendere nuove informazioni, allora questo è il segnale – iniziate a prepararvi per farvi da parte.

ALCUNI LIBRI SCOMPARIRANNO DALLE BIBLIOTECHE

Oltre alla rivisitazione dei classici, cui ho accennato in precedenza e con la revisione della Bibbia, Day disse, “Alcuni libri scompariranno semplicemente dalle biblioteche.” Il tenore dell’affermazione era che alcuni libri contengono informazioni o idee che non dovrebbero restare in circolazione; di conseguenza, questi libri spariranno. Non rammento con precisione se Day spiegò in che modo avrebbero realizzato tale iniziativa, ma mi sembra che la faccenda includesse il furto; determinati individui incaricati di recarsi in determinate biblioteche a prelevare determinati libri per poi eliminarli. Non necessariamente una linea programmatica – semplici furti. Ancor più oltre, non tutti saranno autorizzati a possedere libri, mentre il possesso di alcuni libri sarà precluso a chiunque.

MODIFICA DELLE LEGGI

Altro argomento di discussione riguardò leggi che andavano modificate. All’epoca numerosi Stati prevedevano leggi che regolamentavano l’apertura degli esercizi commerciali e determinate attività nella giornata di domenica. Day disse che tali leggi [blue laws, leggi della domenica] verrebbero abrogate. Le leggi inerenti al gioco d’azzardo verrebbero riconfermate o attenuate, in modo da aumentare tale pratica; Day affermò che i governi sarebbero entrati nel settore del gioco d’azzardo; da allora in tutto il paese sono spuntate numerose lotterie di Stato e all’epoca eravamo già stati informati che questo sarebbe accaduto, in base al seguente ragionamento: “Per quale motivo tutto quel denaro del gioco d’azzardo dovrebbe restare in mano a privati quando lo Stato potrebbe trarne profitto?” Nondimeno la gente, se lo desidera, dovrebbe poter scommettere. Quindi, invece di un’attività privata o illegale, il gioco d’azzardo diventerebbe un’attività pubblica/statale. Le leggi sulla bancarotta sarebbero state modificate; non rammento i dettagli, solo l’iniziativa, e so che in seguito è successo. Le leggi antitrust verrebbero modificate, o interpretate diversamente, o ambedue le cose. In rapporto con le leggi antitrust si affermò che la competizione sarebbe stata in un certo senso incrementata, ma nella cornice di circostanze altrimenti controllate; quindi non si tratta di libera concorrenza. Ricordo di aver avuto l’impressione che si trattasse di qualcosa di analogo alla competizione, ma nella cerchia dei membri di un club, al cui esterno non vi sarebbe stato nessuno in grado di competere. Come le squadre che competono in una lega di professionisti; se siete la NFL o le American National Baseball Leagues – competete all’interno della lega ma la lega concorda sulle regole della competizione stessa – non è davvero una competizione libera.

INCORAGGIAMENTO ALL’ABUSO DI DROGHE ONDE CREARE UN’ATMOSFERA DA GIUNGLA

L’uso di droghe e alcol verrà incrementato, così come lo saranno le iniziative volte all’applicazione delle leggi contro la droga. A prima vista appariva una prassi contraddittoria. Per quale motivo incrementare l’abuso di droghe e al contempo l’applicazione delle leggi contro di esso? Nondimeno il concetto prevede che, in parte, l’accresciuta disponibilità di droghe determinerebbe una sorta di legge della giungla nel cui contesto i deboli e gli inadatti verrebbero emarginati. La dichiarazione del caso fu: “Prima che la Terra divenisse sovrappopolata sussisteva una legge della giungla secondo cui solo il più adatto sopravviveva. Tuttavia ora siamo diventati assai civilizzati – fin troppo civilizzati – e agli inadatti viene consentito di sopravvivere solo a spese dei più adatti.” L’abuso di droghe ripristinerà, in un certo senso, la legge della giungla e la selezione naturale del più adatto alla sopravvivenza. Notizie relative all’abuso di droga e alle iniziative di repressione del fenomeno da parte delle forze di polizia manterranno presente la questione nell’opinione pubblica, tendendo altresì a ridurre l’infondato autocompiacimento statunitense secondo cui il mondo è un luogo sicuro e piacevole.

ABUSO DI ALCOLICI

Altrettanto accadrà con l’alcol. L’abuso di alcolici verrà al contempo favorito e stigmatizzato. I vulnerabili e i deboli reagiranno alle stimolazioni e quindi lo useranno e ne abuseranno in maggior misura. La guida in stato di ebbrezza diventerà un problema assai serio; si promulgheranno leggi più restrittive in relazione alla guida sotto l’influenza di sostanze alcoliche, cosicché un numero sempre maggiore di individui si vedrà sospesa o ritirata la patente. Ancora una volta, saranno resi disponibili molti più ausili psicologici per aiutare i soggetti dipendenti da alcol e droghe. Il concetto prevede che per favorire tale situazione – droga e alcol vengono impiegati per selezionare ed escludere alcuni inadatti – anche gli individui altrimenti più validi andrebbero soggetti alla dipendenza e, se davvero idonei, avrebbero sufficiente discernimento da cercare appoggio psicologico e trarne vantaggio. Quindi i pianificatori presentarono la questione come una sorta di valore positivo; era come se Day affermasse, “Pensate che siamo malvagi a incoraggiare tutte queste brutte cose – ma osservate quanto siamo bravi – forniamo anche una via d’uscita!”

LIMITAZIONE DEI VIAGGI

Anche questo era connesso a qualcosa su cui torneremo più avanti in merito alle limitazioni complessive dei viaggi. Nessuno dovrebbe essere libero di spostarsi all’interno degli Stati Uniti come accade attualmente. La gente non ha bisogno di spostarsi in tal modo. Si tratta di un privilegio!

NECESSITÀ DI PIÚ CARCERI E UTILIZZO DEGLI OSPEDALI COME PRIGIONI

Saranno necessarie più prigioni e gli ospedali potrebbero svolgere tale funzione. La costruzione di alcuni nuovi ospedali verrebbe progettata in modo tale da renderli adattabili a un impiego come luogo di detenzione.

Fine del nastro 1

NASTRO 2
FINE DELLA SICUREZZA

Nulla ha un carattere di permanenza. Le strade verranno ridenominate e modificate nel percorso. Aree che non vedete da qualche tempo diventeranno poco familiari. Fra l’altro, questo contribuirebbe a instillare negli anziani la sensazione che è giunto il momento di passare oltre, consapevoli di non riuscire nemmeno a stare al passo con i cambiamenti in aree un tempo familiari. Si consentirà che edifici restino vuoti e si deteriorino, prassi riservata anche alle strade di determinate località. Lo scopo di tale iniziativa sarebbe quello di creare per gli inadatti l’atmosfera depressa, da giungla. A tal riguardo Day menzionò il fatto che edifici e ponti saranno costruiti in modo tale da crollare dopo un certo periodo, si verificherebbero in maggior numero incidenti aerei e stradali. Tutto questo andrebbe a favorire la sensazione di insicurezza, nulla sarebbe sicuro. Non molto tempo dopo la conferenza, e forse ancor prima in uno o due casi nell’area in cui vivo, si verificò la rottura di un ponte di recente costruzione; si scoprì un difetto di un altro ponte recente prima che anch’esso crollasse. Ricordo altresì di aver letto di incidenti sparsi in tutto il paese, in cui centri commerciali crollavano proprio quando erano zeppi di acquirenti. Rammento inoltre uno dei centri commerciali della nostra area, il primo edificio in cui ero stato dove si poteva percepire questa vibrazione in tutto l’edificio quando era affollato di clienti, nonché di essermi chiesto se tale centro non fosse uno degli edifici di cui parlava Day. Consultati, architetti e addetti alle costruzioni replicavano, “Oh no, quando l’edificio vibra così è un buon segno, significa che è elastico e non rigido.” Mah, sarà! Staremo a vedere. Altre aree saranno soggette a efficiente manutenzione; non tutti i quartieri della città saranno degradati.

CRIMINE IMPIEGATO PER GESTIRE LA SOCIETÀ

Si creeranno quartieri degradati e altre aree ben tenute. Coloro che saranno in grado di abbandonare i quartieri degradati per spostarsi in aree migliori impareranno a meglio apprezzare l’importanza della realizzazione umana. Vale a dire che se avranno lasciato la giungla e saranno arrivati, per così dire, al mondo civile, potranno essere orgogliosi del traguardo raggiunto. Mancava qualsiasi solidarietà nei confronti di coloro rimasti nella giungla della droga e nei quartieri allo sfascio. Quindi giunse una dichiarazione sorprendente, “Riteniamo di riuscire a circoscrivere efficacemente alle aree degradate le attività criminali, affinché non si propaghino molto nelle aree migliori.” A questo punto forse dovrei sottolineare che, a distanza di un ventennio, ovviamente quanto esposto non lo è parola per parola, ma quando dico che sto citando esprimo il senso generale di quanto affermato, quantunque forse non proprio alla lettera. Ricordo di essermi domandato come Day potesse essere così sicuro che gli elementi criminali sarebbero rimasti confinati dove egli desiderava restassero. Poi proseguì dicendo che nelle aree migliori sarebbe stato necessario intensificare le misure di sicurezza, vale dire più polizia e relative attività  meglio coordinate. Non si espresse così, ma all’epoca mi chiesi quali iniziative fossero in corso per consolidare tutti i dipartimenti di polizia delle periferie delle principali città. Credo fu la John Birch Society a dire, “Sostenete la polizia locale, non lasciate che i criminali si rafforzino.” Ricordo che mi domandai se quella fosse una delle cose che Day aveva in mente riguardo alla sicurezza, per quanto non dichiarato esplicitamente. Comunque sia, egli proseguì affermando che era previsto lo sviluppo di un’intera nuova industria di sistemi di sicurezza residenziale con allarmi, serrature e allarmi collegati alle stazioni di polizia, affinché le gente potesse proteggere sé stessa e i propri beni. Dato che parte dell’attività criminale si estenderebbe dalle aree degradate a quelle migliori, le aree dall’aspetto più opulento diventerebbero quelle più soggette ai furti in casa. Ancora una volta, ciò fu spacciato come una qualità positiva: guardate, stiamo generando tutte queste attività criminali ma considerate quanto siamo bravi – stiamo generando anche i mezzi con cui potete difendervi da esse. Una sorta di tiritera durante la presentazione riguardò il male riconosciuto e l’auto-indulgenza, “Vedete, vi abbiamo dato una via d’uscita.”

RIDUZIONE DELLA PREMINENZA INDUSTRIALE STATUNITENSE

Si giunse a discutere dell’industria statunitense – era la prima volta che sentivo la locuzione interdipendenza globale o il concetto relativo. Il piano dichiarato prevedeva che nella cornice di un sistema unificato globale a diverse parti del mondo sarebbero stati assegnati ruoli differenti nell’ambito del commercio e dell’industria. La costante preminenza e relativa indipendenza e autosufficienza degli Stati Uniti dovevano subire modifiche. Questa fu una delle svariate occasioni in cui Day disse che allo scopo di creare una nuova struttura prima bisogna abbattere quella precedente; l’industria statunitense ne costituiva un esempio. Il nostro sistema doveva essere limitato per fornire ad altri paesi l’opportunità di approntare le proprie industrie, poiché altrimenti non sarebbero stati in grado di competere con gli Stati Uniti; questo valeva in particolare per l’industria pesante, che sarebbe stata ridotta mentre un’industria analoga veniva sviluppata in altri paesi, specialmente in Giappone. A quel punto si discusse di acciaio e in particolare di automobili – ricordo affermazioni secondo cui dal Giappone si sarebbero importate autovetture in condizioni di parità con quelle prodotte a livello interno, ma quelle giapponesi si sarebbero rivelate migliori. Si sarebbero organizzate le cose in modo tale che le vetture statunitensi andassero soggette a guasti e si sfasciassero, cosicché la gente avrebbe optato per le auto d’importazione e ciò avrebbe dato slancio alla concorrenza straniera.

Un esempio riguardava il Giappone. Non ricordo se nel 1969 si vendessero automobili giapponesi negli USA, ma certamente non godevano di grande popolarità. Il concetto era di indurre nei proprietari di Ford, GM o Chrysler un lieve disgusto causato da episodi quali manovelle dei finestrini che si staccavano con maggior frequenza e componenti di plastica che si rompevano ma che, se fossero stati in metallo, avrebbero resistito. Il patriottismo statunitense avrebbe ben presto ceduto il passo alla praticità costituita dall’acquisto di una vettura giapponese, tedesca o di importazione, che sarebbe durata più a lungo con maggiore soddisfazione, anche delle vostre tasche. Il patriottismo sarebbe finito nel lavandino. In altre occasioni si citarono prodotti realizzati anch’essi per sfasciarsi presto; non ricordo gli articoli specifici o se ne vennero indicati altri oltre alle automobili, tuttavia rammento l’impressione, frutto della mia immaginazione, di un chirurgo a cui si sfasciava qualcosa in mano in un frangente critico in sala operatoria. Includeva qualcosa del genere nella sua discussione? Tuttavia, come rilevato in qualche punto del discorso relativo all’intenzionale realizzazione di prodotti difettosi e inaffidabili, tale prassi non solo avrebbe inficiato il patriottismo ma anche suscitato l’irritazione degli utenti finali di tali prodotti. Ancora una volta il concetto di non sentirsi molto sicuri, a confortare la nozione che il mondo non è un luogo granché affidabile. Gli Stati Uniti erano destinati a mantenersi forti nei settori relativi a informazione, comunicazioni, alta tecnologia, istruzione e agricoltura, nonché considerati ancora una sorta di chiave di volta del sistema globale. Tuttavia, l’industria pesante sarebbe stata trasferita altrove. Uno dei commenti relativi all’industria pesante fu che avevamo subìto abbastanza danni ambientali derivanti da ciminiere e scorie industriali; altri potevano farsene carico per un certo periodo. Anche in questo caso si presumeva che questa fosse una prospettiva positiva da accettare. Si è trasferita la nostra industria ma si è salvato l’ambiente, così in realtà non ci abbiamo rimesso.

SPOSTAMENTO DI POPOLAZIONI ED ECONOMIE – RIMOZIONE DELLE RADICI SOCIALI

In tale solco si parlò di persone che perdevano il lavoro a causa dell’industria e di opportunità di riqualificazione, e in particolare di futuri trasferimenti di popolazione. Una digressione, che esaminerò prima di dimenticarmene. Gli spostamenti di popolazione avevano come destinazione la Sun Belt, nuove località in cui la gente non avrebbe avuto radici; rispetto a luoghi in cui gli abitanti sono cresciuti, hanno famiglie allargate e messo radici, risulta più agevole cambiare le tradizioni lì dove vi sono numerosi individui trasferiti. Prendiamo questioni come i nuovi sistemi sanitari. Se vi trasferite da una città industriale nord-orientale e traslocate nella South Sunbelt o nella zona sud-occidentale sarete più disposti ad accettare, ad esempio, qualsiasi tipo di assistenza medica vigente in loco, mentre non sareste altrettanto disposti a farlo in un sistema di assistenza medica nel luogo in cui siete radicati e avete il sostegno della famiglia. Analogamente si citò (il Dr. Day usava il pronome plurale noi) che prima assumeremo il controllo delle città portuali – New York, Seattle, San Francisco – secondo la strategia che se si controllano le città portuali con la propria filosofia e stile di vita, il territorio centrale compreso nel mezzo dovrà cedere anch’esso. Non posso approfondire, ma è interessante. La zona centrale, il Midwest, sembra aver preservato il proprio conservatorismo; ma se si portano altrove industrie e lavoro e si trasferisce la popolazione, tale strategia è finalizzata a disgregare il conservatorismo. Quando si porta via l’industria, gli abitanti sono disoccupati e i poveri accetteranno qualsiasi cambiamento prospetti loro di offrire la sopravvivenza, i loro valori morali e la loro dedizione alle cose cederanno il passo alla sopravvivenza. Non è la mia filosofia, bensì le filosofia dell’oratore. Ad ogni modo, tornando alla questione industria, parte dell’industria pesante rimarrebbe, appena sufficiente a preservare una sorta di vivaio di competenze industriali passibili di ampliamento qualora il piano non funzionasse secondo le previsioni, cosicché la nazione non resterebbe priva di risorse e manodopera qualificata. Si trattava comunque di un piano di emergenza; si sperava e ci si attendeva che il processo di specializzazione estesa a livello mondiale venisse portato avanti. Tuttavia, forse sarò ripetitivo, uno degli esiti di tutto ciò è che con questa ‘interdipendenza globale’ le identità nazionali tenderebbero a perdere rilievo. Ciascuna area dipenderebbe da ogni altra area per questo o quell’elemento della propria sussistenza; diventeremmo tutti cittadini del mondo piuttosto che cittadini di una singola nazione.

SPORT COME STRUMENTO DEL CAMBIAMENTO SOCIALE

Continuiamo nella medesima direzione parlando di sport. Negli Stati Uniti gli sport dovevano subire cambiamenti, in parte come metodo per attenuare il nazionalismo. Il calcio, in quanto sport diffuso a livello mondiale, doveva essere enfatizzato e promosso negli USA, territorio in cui, aspetto interessante, all’epoca era virtualmente sconosciuto. A suo tempo avevo alcuni amici che frequentavano una scuola elementare diversa dalla mia, in cui giocavano a calcio e costituivano una vera novità; stiamo parlando degli anni Cinquanta. Quindi sentir parlare questo tizio di calcio in quest’area era sorprendente. Ad ogni modo, il calcio è considerato uno sport di livello internazionale e verrebbe promosso, mentre lo sport statunitense tradizionale, il baseball, verrebbe minimizzato e forse eliminato in quanto potenzialmente considerato troppo americano. Day discusse di tale eventualità. La prima reazione di qualcuno sarebbe – be’, si pagano poco i giocatori e questi non intendono giocare per un compenso scarso, quindi abbandonano il baseball e si dedicano ad altri sport o altre attività. Tuttavia Day disse che in realtà la cosa non funziona così. Di fatto, il modo per affossare il baseball sarebbe quello di aumentare moltissimo gli ingaggi, secondo il concetto in base al quale in concomitanza con compensi assurdamente elevati si manifesterebbe un certo malcontento e antagonismo da parte della gente risentita verso atleti pagati così tanto, mentre gli atleti inizierebbero a prendersela con sé stessi per i compensi degli altri giocatori e tenderebbero ad abbandonare lo sport. Gli elevati ingaggi potrebbero altresì ledere i proprietari e alienare le simpatie dei tifosi, i quali quindi sosterrebbero il calcio e i campi da baseball potrebbero essere utilizzati come campi da calcio. Non si descrisse tale processo come ineluttabile, ma se l’atmosfera internazionale non fosse cambiata abbastanza rapidamente la cosa era fattibile.

Vi furono commenti analoghi in merito al football, per quanto mi sembra di ricordare l’affermazione di Day secondo cui smantellare il football sarebbe risultato più arduo, in quanto sport praticato nei college e nei campionati professionisti, quindi più difficile da affossare. Vi fu qualche accenno anche alla violenza che nel football soddisfaceva un bisogno psicologico percepito, e la gente ha bisogno di violenza delegata; quindi, per tale ragione, il football sarebbe forse sopravvissuto per soddisfare suddetta esigenza. Altrettanto vale per l’hockey, sport dai connotati più internazionali cui si sarebbe dato  rilievo. Si prefigurava una certa concorrenza internazionale fra hockey e, in particolare, calcio; all’epoca la dimensione internazionale dell’hockey riguardava Stati Uniti e Canada. Rimasi sorpreso poiché pensai che l’oratore non mi colpì come appassionato di hockey, quale io sono; infatti non lo era, conosceva appena il gioco e cosa esso avrebbe apportato al cambiamento del programma sportivo in questione. In ogni caso la chiave di volta era il calcio, in quanto sport mondiale già praticato in Sud America, Europa e parti dell’Asia, e gli Stati Uniti avrebbero dovuto seguire la moda. Tutto questo favorirebbe la competizione internazionale in modo da farci diventare tutti cittadini del mondo ancor più che cittadini delle rispettive limitate nazioni.

Si parlò di caccia, il che non sorprende. La caccia richiede armi e in questi piani il controllo delle armi è un elemento di grande importanza. Non ricordo granché i particolari, tuttavia il concetto è che il possesso di armi è un privilegio e non tutti dovrebbero possederne. La caccia è un pretesto inadeguato per il possesso di armi, che dovrebbe essere limitato a tutti quanti. Invece di possedere armi proprie, i pochi privilegiati autorizzati a praticare la caccia potrebbero magari affittarle o prenderle a prestito presso sedi ufficiali. In fin dei conti, secondo quanto espresso, non tutti hanno bisogno di un’arma. In ambito sportivo grande importanza rivestivano gli sport femminili, destinati a sostituire le bambole, che sarebbero ancora disponibili, in quantità limitata e non in grande varietà. Le bambole non andrebbero promosse in quanto le ragazze non dovrebbero pensare a bambini e riproduzione, bensì stare all’aperto negli impianti sportivi come i ragazzi. In realtà ragazzi e ragazze non devono essere poi così diversi. I servizi da tè avrebbero fatto la fine delle bambole e tutte le cose tradizionalmente ritenute appannaggio delle femmine verrebbero sminuite man mano che le ragazze si dedicano ad attività più maschili. Ricordo altresì che le cronache sportive, assieme a quelli delle squadre maschili, avrebbero ospitato i punteggi delle squadre femminili, come a distanza di vent’anni si è iniziato a vedere nei giornali locali. Quindi tutto questo è destinato a modificare il modello del ruolo cui le ragazze dovrebbero ambire; mentre cresce, una ragazza dovrebbe ambire a diventare un’atleta piuttosto che una futura madre.

SESSO E VIOLENZA INCULCATI TRAMITE SPETTACOLI DI INTRATTENIMENTO

Intrattenimento. I film verranno resi gradualmente più espliciti quanto a sesso e linguaggio. In fin dei conti sesso e turpiloquio sono reali, quindi per quale motivo fingere che non lo siano? In televisione e al cinema proietteranno film pornografici. All’epoca non erano diffusi videoregistratori, ma Day indicò che le videocassette sarebbero state disponibili, così come videoregistratori domestici e film pornografici, da vedere presso il cinema locale o in televisione. Day disse qualcosa tipo: “nei film vedrete gente fare tutto quello che riuscite a immaginare”, aggiungendo che tutto questo ha lo scopo di far uscire allo scoperto il sesso; altra locuzione utilizzata in svariate occasioni – “sesso allo scoperto”. La violenza era destinata a diventare più vivida, con lo scopo di desensibilizzare la gente a essa. Si poteva preconizzare un periodo in cui la gente sarebbe stata testimone di atti di violenza reale e vi avrebbe preso parte. In seguito diverrà chiaro dove si va a parare. Quindi nell’intrattenimento ci sarebbe più violenza realistica, il che renderebbe più agevole per le persone abituarvisi. L’atteggiamento delle persone verso la morte cambierebbe; non la paventerebbero più così tanto, anzi la accetterebbero in misura maggiore e non sarebbero così atterrite alla vista di morti o feriti. Non ci serve una popolazione leziosa, paralizzata da quel che potrebbe vedere. La gente imparerebbe a dire, be’, non voglio che accada a me. Questa fu la prima dichiarazione indicante che il piano prevede numerose vittime umane, che i sopravvissuti vedrebbero. Questo particolare aspetto dell’esposizione mi ritornò bruscamente alla memoria alcuni anni dopo, quando uscì un film su Lone Ranger e portai mio figlio, molto piccolo, a vederlo. Già all’inizio vi erano alcune scene assai violente. Una delle vittime veniva colpita alla fronte, quando il proiettile penetrò vi fu una specie di spiaccichio corredato da sangue, quindi ricordo di essermi pentito di aver portato mio figlio e di aver provato rabbia verso il Dr. Day. Non che avesse realizzato lui il film, ma accettava di far parte di questo movimento; rimasi disgustato dal film, che fece riaffiorare distintamente nella mia memoria quell’aspetto della conferenza.

Per quanto concerne la musica, Day fece una dichiarazione alquanto schietta: la musica peggiorerà. Nel 1969 la musica rock stava diventando via via più sgradevole. Interessante il modo in cui espresse il concetto, “peggiorerà”, riconoscendo che era già brutta. I testi avrebbero assunto connotati esplicitamente più sessuali. Non si sarebbe più pubblicizzata melliflua musica romantica come quella composta prima di quel periodo. Tutta la vecchia musica sarebbe stata relegata a determinate emittenti radiofoniche e dischi destinati all’ascolto degli anziani, i quali avrebbero avuto a disposizione le proprie emittenti radiofoniche da seguire, come peraltro i giovani. Day sembrava suggerire che un gruppo non avrebbe ascoltato la musica dell’altro. Le persone più mature avrebbero rifiutato di ascoltare la spazzatura spacciata ai giovani, i quali a loro volta la avrebbero accettata poiché li identificava come generazione e li aiutava a sentirsi diversi e separati dalla generazione più vecchia. All’epoca ricordo di aver pensato che la cosa non sarebbe durata a lungo perché anche i giovani non avrebbero apprezzato la spazzatura; avendo l’opportunità di ascoltare la più gradevole musica precedente si sarebbero rivolti a essa.

Malauguratamente mi sbagliavo sul fatto che quando i ragazzi attraversano l’adolescenza ed entrano nel terzo decennio di vita alcuni fra loro affinano il proprio gusto musicale, invece purtroppo Day aveva ragione; si abituano alla spazzatura ed è tutto ciò che vogliono. Molti di loro non riescono a sopportare musica davvero valida. Day proseguì affermando che la musica avrebbe convogliato un messaggio destinato ai giovani e nessuno se ne sarebbe accorto, ritenendola solo di musica fracassona. All’epoca non compresi quel che intendeva, ma in retrospettiva ritengo che ora conosciamo quali messaggi sono contenuti nella musica destinata ai giovani.

E, ancora una volta, aveva ragione. Questo aspetto venne compendiato con il concetto secondo cui l’intrattenimento sarebbe stato uno strumento per influenzare i giovani, privo di effetto sui vecchi, già consolidati nelle proprie abitudini; i cambiamenti verrebbero indirizzati verso i giovani nel mezzo della loro formazione, mentre la generazione più vecchia verrebbe trascurata; non solo non la si potrebbe cambiare, ma riveste comunque un’importanza relativa. Una volta esaurite le vite dei più vecchi, sarebbe la generazione più giovane in fase di formazione a essere importante per il ventunesimo secolo. Day indicò anche tutti i vecchi film che sarebbero stati riportati alla ribalta e ricordo che la mia memoria ne passò rapidamente in rassegna un certo numero; mi chiesi se sarebbero stati inclusi quelli che avrei gradito rivedere. Oltre a vecchi film e vecchia musica, agli anziani sarebbero stati riservati altri privilegi: trasporto gratuito, acquisti d’occasione, sconti, agevolazioni fiscali – una serie di privilegi dovuti all’età avanzata. Tale prassi venne definita come una sorta di ricompensa per la generazione cresciuta attraverso la depressione e sopravvissuta ai rigori della Seconda Guerra Mondiale. Se la erano meritata e sarebbero stati ricompensati con tutti questi benefici, mentre la riproposizione di vecchi film e vecchia musica avrebbe contribuito ad alleviare nel comfort i loro ultimi anni. Quindi il discorso iniziò a diventare alquanto sinistro, poiché una volta passata quella generazione, alla fine degli anni Ottanta e all’inizio dei Novanta, in cui ci troviamo ora, la maggior parte di quel gruppo sarebbe scomparsa e quindi le cose si sarebbero irrigidite gradualmente, in modo sempre più rapido, in concomitanza con il ritiro di vecchi film, vecchia musica e intrattenimento più garbato.

LIMITAZIONI DEI VIAGGI E DOCUMENTI DI IDENTITÀ IMPIANTATI

I viaggi, invece di essere agevolati per gli anziani, verrebbero assai limitati. Per viaggiare le persone dovrebbero avere un permesso e una buona ragione, senza la quale non sarebbe consentito spostarsi; ognuno dovrebbe avere un documento d’identità. Inizialmente sarebbe una carta d’identità da portare al seguito e da esibire su richiesta. Si era già stabilito che in una fase successiva sarebbe stato elaborato un congegno da impiantare sotto la cute, codificato appositamente per identificare l’individuo, il che eliminerebbe la possibilità di documenti identificativi falsificati nonché l’eventualità che qualcuno sostenga di averli smarriti. La difficoltà di questi impianti ID sottocutanei concerneva l’ottenimento di qualche materiale transcutaneo o sottocutaneo che non provocasse reazioni allergiche risultanti in rigetto o infezioni e su cui fosse possibile registrare e recuperare informazioni tramite uno scanner. Si accennò al silicio, che all’epoca si riteneva fosse ben tollerato; si utilizzava per aumentare le dimensioni del seno, le donne che ritenevano di avere un seno troppo piccolo si sottoponevano a impianti al silicone [composto del silicio],prassi che immagino sia tuttora in auge. Ad ogni modo, all’epoca il silicio era considerato il materiale promettente per ambedue gli scopi: rimanere nel corpo senza rigetto e riuscire ad archiviare informazioni recuperabili tramite congegni elettronici.

CONTROLLO ALIMENTARE

Le derrate alimentari verrebbero sottoposte a rigidi controlli. Se l’aumento della popolazione non rallentasse, si creerebbe in fretta penuria di derrate e la popolazione comprenderebbe i rischi della sovrappopolazione. In definitiva, che il tasso di crescita della popolazione rallenti o meno, le forniture alimentari vanno sottoposte a un controllo centralizzato in modo che la popolazione sia ben nutrita, ma non abbastanza da appoggiare qualche fuggiasco dal nuovo sistema; in altri termini, un parente o un amico che non ha sottoscritto. Coltivare o allevare in proprio sarebbe illegale. Questo verrebbe realizzato con qualche pretesto. All’inizio ho accennato al fatto che vi era un duplice scopo per ogni cosa – lo scopo apparente e lo scopo reale; in questo caso lo scopo apparente riguarderebbe il fatto che coltivare vegetali in proprio non sarebbe sicuro, diffonderebbe malattie o qualcosa del genere. Quindi l’idea accettabile era di tutelare il consumatore, mentre quella reale era limitare le forniture alimentari; coltivare in proprio sarebbe illegale e persistere in attività del genere vi renderebbe un criminale.

CONTROLLO METEOROLOGICO

Quindi Day accennò al tempo, con un’altra dichiarazione davvero sconcertante, “Siamo o saremo presto in grado di controllare il tempo atmosferico. Non mi riferisco semplicemente alla già consolidata prassi di disseminare le nubi di cristalli di ioduro per indurre precipitazioni, bensì a controllo REALE.” Il tempo atmosferico era considerato un’arma bellica, un’arma per influenzare le politiche pubbliche. Si poteva far piovere o meno per influenzare determinate aree e ricondurle sotto il proprio controllo. Due aspetti della questione risultavano alquanto sconcertanti. “Da una parte è possibile provocare siccità durante la stagione della crescita in modo che nulla cresca, dall’altra scatenare piogge assai intense durante la stagione dei raccolti i modo che i campi risultino troppo fangosi per procedere al raccolto stesso, e invero sarebbe possibile fare entrambe le cose.” Non vi furono indicazioni sul metodo utile a conseguire tale scopo, ma solo accenni al fatto che la procedura era già possibile o assai prossima a esserlo. Politica. Day disse che ben pochi sanno davvero come funziona il governo. Qualcosa del tipo che funzionari eletti vengono influenzati in modi di cui nemmeno si accorgono e portano a termine progetti allestiti per loro convinti di esserne gli ideatori; di fatto, però, vengono manipolati in modi di cui non si rendono conto.

CONOSCERE LE REAZIONI DELLA POPOLAZIONE – INDURLA A FARE QUEL CHE SI DESIDERA

A un certo punto Day fece due dichiarazioni che adesso desidero inserire. Non rammento il frangente, ma sono valide in termini di prospettiva generale complessiva. La prima, “Le persone riescono ad avere in mente due idee contraddittorie allo stesso tempo e ad agire in base a esse, posto che tali idee contraddittorie vengano mantenute debitamente separate.” La seconda, “Si riesce a prevedere con notevole accuratezza quanto razionalmente gli individui reagiranno a determinate circostanze e informazioni in cui dovessero imbattersi. Quindi, per determinare la reazione desiderata serve soltanto esercitare il controllo sul genere di dati o informazioni presentati o le varietà di circostanze in cui gli individui vengono a trovarsi; essendo individui razionali, faranno quello che volete che facciano, magari non comprendendo appieno cosa stanno facendo o perché.”

RICERCA SCIENTIFICA FALSIFICATA

In questo ambito Day ammise che alcune ricerche scientifiche potrebbero essere falsificate, e invero lo sono state, allo scopo di conseguire gli esiti desiderati. “Le persone non pongono le giuste domande. Alcuni sono troppo fiduciosi.” Una dichiarazione interessante, dal momento che l’oratore e l’uditorio erano medici e presumibilmente assai obiettivi, spassionatamente scientifici e interamente dediti al metodo scientifico. Falsificare la ricerca scientifica in quell’ambiente è come essere blasfemi in chiesa, non si fa e basta. Ad ogni modo, da tutto questo sarebbe derivato il Nuovo Organo di Governo Internazionale, probabilmente, ma non necessariamente, tramite la Nazioni Unite e con una Corte Mondiale. All’epoca l’accettazione delle Nazioni Unite non era ritenuta diffusa come sperato; sarebbero proseguite iniziative volte ad aumentarne l’importanza. La gente si sarebbe sempre più abituata all’idea di cedere parte della sovranità nazionale; l’interdipendenza economica avrebbe favorito tale obiettivo secondo una prospettiva pacifica, l’elusione della guerra secondo una prospettiva improntata al timore delle ostilità. Si riconobbe operare pacificamente era meglio che farlo con la guerra, a quel punto definita “obsoleta”.

La considerai una frase interessante, dato che l’aggettivo obsoleto definisce un qualcosa un tempo ritenuto utile ma ora non più tale. La guerra è obsoleta, a causa degli ordigni nucleari, la guerra non è più controllabile. In precedenza i conflitti erano controllabili, ma se ordigni nucleari finissero in mani sbagliate si potrebbe verificare un disastro nucleare non preordinato. Le “mani sbagliate” non vennero identificate. Eravamo liberi di dedurre che forse si intendevano terroristi, ma in anni più recenti mi domando se fra le mani sbagliate si potessero annoverare anche elementi che ritenevamo disponessero di armamenti nucleari, ma magari non li hanno. Proprio come si affermò che negli Stati Uniti l’industria sarebbe stata preservata – in piccola parte, giusto nel caso in cui i piani di respiro mondiale non fossero andati a buon fine, giusto nel caso in cui qualche paese o altra personalità influente avesse deciso di sganciarsi dal branco e procedere per proprio conto, viene da domandarsi se altrettanto varrebbe per le armi nucleari. Quando Day accennò all’eventualità che cadessero in mani sbagliate, accennò altresì al fatto che il possesso di armi nucleari era stato tenuto sotto stretto controllo, come a implicare che chiunque ne fosse in possesso era designato ad averle, il che avrebbe necessariamente incluso l’Unione Sovietica, se davvero ne era in possesso. Ricordo tuttavia di aver domandato, “Sta dicendo o sottintendendo che questo paese ha intenzionalmente consegnato armi ai Sovietici?”

All’epoca sembrava una cosa impensabile da farsi, ancor meno da ammettere. Tuttavia i leader dell’Unione Sovietica sembrano così dipendenti dall’Occidente che viene da domandarsi se, posto che disponessero di tali armi, si sia temuto che avrebbero cercato di rivendicare indipendenza. Non saprei, qualcosa su cui riflettere. Chi intendeva Day dicendo “se questi ordigni finissero in mani sbagliate”? Forse solo terroristi. Comunque sia, il nuovo sistema verrebbe insediato, se non tramite pacifica collaborazione con ognuno disposto a cedere parte della sovranità nazionale, allora portando la nazione sull’orlo di una guerra nucleare. Data l’isteria creata dall’eventualità di un conflitto nucleare, tutti ne sarebbero talmente spaventati da scatenare una pubblica protesta volta a negoziare una pace pubblica, per conseguire la quale la gente sarebbe disposta a cedere la sovranità nazionale, il che introdurrebbe il ‘Nuovo Sistema Politico Internazionale’. Fu impressionante sentire che “Se nei posti chiave vi fossero troppe persone contrarie al processo, forse si presenterebbe la necessità di utilizzare uno, due o più ordigni nucleari.” Per come fu esposta, tale eventualità avrebbe forse convinto la gente che “Facciamo sul serio”, a cui seguì l’affermazione, “Una volta esplosi uno o due ordigni chiunque, anche il più riluttante, si arrenderebbe. Tale pace negoziata risulterebbe assai convincente”, come in una cornice o contesto secondo cui l’intera faccenda era stata simulata ma nessuno lo sapeva.

La gente, sentendone parlare, sarebbe convinta che si tratta di un autentico negoziato fra nemici ostili giunti infine alla conclusione che la pace è preferibile alla guerra. In tale contesto di discussione sulla guerra, considerata obsoleta, si affermò che alcuni aspetti della guerra erano positivi. Ad esempio, prima o poi si deve morire e talvolta in guerra le persone hanno la possibilità di dimostrare grande coraggio ed eroismo; se muoiono sono morte dignitosamente e se sopravvivono beneficiano di apprezzamento. Quindi, comunque vada, le sofferenze della guerra per i soldati valgono la candela, poiché è questa la ricompensa ottenuta dal loro impegno bellico. Altra giustificazione espressa in merito alla guerra fu che se si pensa che i molti milioni di caduti delle due guerre mondiali fossero sopravvissuti e avessero generato figli allora saremmo già sovrappopolati; le due guerre mondiali hanno dunque avuto un risvolto positivo nel ritardare il sovrappopolamento. Ora, però, esistono a disposizione di individui e governi mezzi tecnologici utili a tenere sotto controllo suddetto fenomeno, quindi la guerra risulta obsoleta, non più necessaria, obsoleta anche perché gli armamenti nucleari potrebbero distruggere l’intero universo; la guerra, un tempo controllabile, potrebbe sfuggire al controllo e per questi due motivi è obsoleta.

TERRORISMO

Si parlò del terrorismo, che sarebbe stato ampiamente usato in Europa e in altre parti del mondo. All’epoca si riteneva che il terrorismo non sarebbe stato necessario negli Stati Uniti, ma lo sarebbe diventato se gli USA non avessero proceduto ad accettare rapidamente il sistema. Tuttavia, almeno nell’immediato futuro, non era previsto, molto benevolmente da parte loro. Forse qui il terrorismo non risulterebbe necessario, implicando comunque che se lo fosse vi si farebbe senz’altro ricorso. Assieme a tali considerazioni giunse il velato rimprovero che sino ad allora gli Statunitensi se l’erano passata fin troppo bene e una lieve sventagliata di terrorismo li avrebbe convinti che il mondo è davvero un luogo pericoloso, o che lo può diventare se non cediamo il controllo alle autorità pertinenti.

CONTROLLO FINANZIARIO

Denaro e sistema bancario. Secondo un’affermazione, “L’inflazione è infinita. È possibile posporre a qualsiasi cifra un numero infinito di zeri e collocare i decimali ovunque si desideri”, a indicare che l’inflazione è uno strumento in mano ai controllori. Il denaro diverrà prevalentemente credito, come già accadeva. Il denaro è fondamentalmente credito, tuttavia lo scambio di denaro non avverrà tramite contanti o mezzi palpabili, bensì tramite un segnale di credito elettronico. La gente porterà con sé contanti in quantità assai ridotta, solo per quisquilie quali gomme da masticare e dolciumi. Qualsiasi acquisto di qualsiasi importo rilevante sarà effettuato elettronicamente. Gli stipendi e i pagamenti verranno accreditati elettronicamente sul vostro conto. Vi sarà un unico sistema bancario, che forse apparirà come più di uno ma in definitiva e fondamentalmente sarà unico, in modo tale che quando sarete pagati la somma verrà accreditata sul vostro conto e quando acquisterete qualcosa l’importo verrà dedotto dal conto al momento della transazione, sicché non porterete con voi alcuna somma. Sarà possibile tenere archivi informatici su qualsiasi vostra transazione, cosicché se steste acquistando troppo di uno specifico articolo e qualche funzionario volesse sapere cosa state facendo con il vostro denaro costui potrebbe riesaminare i vostri acquisti e determinare cosa stavate comprando.

Qualsiasi acquisto di importo rilevante, quale un’automobile, una bicicletta, un frigorifero, una radio, una televisione o altro sarà dotato di targhetta identificativa tracciabile, in modo tale che le autorità saranno in grado di risalire molto rapidamente a chi e quando ha effettuato l’acquisto, nonché a qualsiasi cosa ceduta o rubata – qualsiasi. Saranno i computer a consentirlo. La facoltà di risparmio verrà seriamente decurtata; la gente non riuscirà più a risparmiare ricchezze in quantità considerevole. Secondo quanto riconosciuto dall’oratore la ricchezza è potere e la ricchezza in mano a numerose persone non conviene a chi comanda, quindi se avrete troppo verrete tassati; più risparmierete, più elevata sarà l’aliquota fiscale sui vostri risparmi, che così non potranno mai giungere a importi troppo considerevoli. Inoltre, se iniziaste a manifestare la tendenza a risparmiare troppo potreste andare soggetti a una decurtazione dello stipendio. Diremmo, “Risparmi invece di spendere. In realtà tutto quel denaro non ti serve.”

Questo è fondamentalmente il concetto di impedire alla gente di accumulare qualsivoglia ricchezza che potrebbe avere un influsso distruttivo di ampia portata sul sistema. La gente verrà indotta a utilizzare il credito per avere prestiti e quindi a non onorare i propri debiti così da distruggere il proprio credito. Se siete troppo stupidi per gestire saggiamente il credito, questo conferisce alle autorità l’opportunità di punirvi severamente una volta abbattuto il vostro credito. Inizialmente i pagamenti elettronici si baseranno di tipi diversi di carte di credito, già utilizzate in qualche misura nel 1969. Non ora, ma la gente disporrà di carte di credito dotate di banda elettronica e quando vi avrà fatto l’abitudine si evidenzieranno i vantaggi di avere tutto concentrato in una singola carta di credito, al servizio di un unico sistema monetario, e non dovrà portarsi appresso tutta quella plastica.

SORVEGLIANZA, IMPIANTI E TELEVISORI CHE VI OSSERVANO

La fase successiva alla carta unica sarà sostituire quest’ultima con un impianto cutaneo. La carta unica potrebbe essere smarrita o rubata, creando problemi, o scambiata con qualcun altro per confondere l’identità. L’impianto cutaneo, d’altronde, non sarebbe soggetto a smarrimento o contraffazione o trasferimento ad altro soggetto, quindi voi e i vostri conti verreste identificati senza possibilità di errore. Gli impianti andrebbero collocati in qualche punto adatto; ad esempio la mano destra o la fronte. All’epoca, quando ascoltai tutto questo, non avevo dimestichezza con il Libro della Rivelazione. L’oratore disse, “Ora alcuni di voi che leggono la Bibbia vi annetteranno un significato”, ma poi escluse qualsiasi senso biblico. Si tratta solo di buon senso e di come il sistema potrebbe e dovrebbe funzionare, e non vi è alcuna necessità di cogliervi connessioni bibliche. Ribadisco, all’epoca non avevo una gran dimestichezza con il testo della Rivelazione.

Qualche tempo dopo la acquisii e il significato del discorso di Day divenne sensazionale. Non lo dimenticherò. Si menzionarono anche impianti che si sarebbero prestati a svolgere funzioni di sorveglianza emettendo radiosegnali. Un tale congegno potrebbe essere collocato sotto la cute o in un dente, come un’otturazione, cosicché fuggiaschi o altri cittadini potrebbero essere identificati tramite una determinata frequenza emessa dal rispettivo trasmettitore personale, nonché localizzati in qualsiasi luogo o momento da qualsivoglia autorità desideri scovarli, una prerogativa particolarmente utile nel caso di evasi. Si discusse ulteriormente della sorveglianza personale, tanto che  “Guarderete la televisione e al contempo qualcuno vi osserverà presso una stazione di monitoraggio centrale.” Gli apparecchi televisivi saranno dotati di un dispositivo apposito per tale funzione e per essere operativi non dovranno stare accesi; inoltre, il televisore sarà utilizzabile per controllare quello che guardate; gli addetti riusciranno a sapere cosa guardate alla televisione e come reagite, mentre voi non sapreste di essere osservati mentre guardate lo schermo. In che modo potremmo far accettare alla gente tali cose all’interno della propria abitazione? Bè, gli acquirenti le compreranno assieme al televisore e inizialmente non ne saranno a conoscenza.

Questo venne descritto come quella che ora conosciamo come TV via cavo, al posto di quella con antenna. Acquistando un televisore il monitor farebbe parte del blocco e i più non avrebbero sufficienti conoscenze per capire che era lì sin dall’inizio. Il cavo rappresenterebbe quindi il mezzo per trasportare al monitor il messaggio di sorveglianza. Quando la gente scoprisse l’attivazione di tale monitoraggio sarebbe altresì ormai dipendente dalla televisione sotto vari aspetti, così come lo è oggi dal telefono. La televisione verrebbe utilizzata per effettuare acquisti senza dover uscire di casa; basterebbe accendere il televisore e selezionare il canale apposito interagendo con il negozio prescelto; potreste saltare da un luogo all’altro per scegliere un abito o un frigorifero, il che sarebbe conveniente ma vi renderebbe dipendenti dal televisore, al punto di non poter fare a meno del monitor interno.

Si discusse anche di monitor audio, nel caso le autorità desiderassero ascoltare cosa succedeva in altre stanze diverse da quella in cui c’era il televisore. A tal riguardo, “Qualsiasi cavo connesso alla vostra abitazione, ad esempio quello del telefono, potrebbe essere sfruttato a tale scopo.” Ricordo tale questione in particolare poiché coincise con la fase finale della presentazione e mentre ce ne stavamo andando dal luogo del convegno dissi a un mio collega qualcosa in merito al fatto di andarmene a casa e strappare tutti i fili, salvo che sapevo di non poter tirare avanti senza telefono; il collega sembrava inebetito. Ora ritengo che egli non ricordi nemmeno di cosa parlammo o cosa ascoltammo all’epoca, perché glielo ho chiesto; ma in quel momento sembrava stordito. Si menzionò il fatto che prima di attuare tutte le modifiche inerenti al monitoraggio elettronico si sarebbero visti ovunque furgoni di servizio, con addetti a lavorare sui cavi e posizionare quelli nuovi. Questa attività rappresentava il modo in cui coloro a conoscenza della faccenda avrebbero saputo come procedevano le cose.

PROPRIETÀ DELL’ABITAZIONE COME RETAGGIO DEL PASSATO

La casa di proprietà diventerà un retaggio del passato. I costi delle abitazioni e dei mutui diverranno gradualmente così elevati che i più non potranno permetterseli. Coloro che già possedevano la propria abitazione avranno la facoltà di tenerla ma, col passare degli anni, per i giovani sarà sempre più difficile acquistare un casa. I giovani diventeranno in misura sempre maggiore inquilini in affitto, in particolare in appartamenti e condomini. In numero sempre più consistente le case resteranno invendute e sfitte; le persone non potranno permettersele, ma i prezzi non scenderanno. Verrebbe giustamente da pensare, casa sfitta, prezzo in ribasso, la gente acquista. Tuttavia vi furono alcune dichiarazioni indicanti che i prezzi verrebbero mantenuti elevati nonostante la grande disponibilità, in modo da paralizzare il mercato. La gente non riuscirebbe ad acquistare queste case e gradualmente una fetta sempre più consistente della popolazione si ritroverebbe costretta in piccoli appartamenti, non in grado di ospitare molti bambini. Poi, con la diminuzione dei proprietari di abitazioni, questi diventerebbero una minoranza. Costoro non riscuoterebbero alcuna simpatia da parte della maggioranza insediata in appartamenti, quindi le case di proprietà verrebbero sottratte/pignorate a causa di tasse sempre più elevate o altri regolamenti che risulterebbero deleteri per la proprietà e accettabili dalla maggioranza. Infine, alla gente verrebbe assegnato lo spazio in cui abitare, dove sarebbe comune convivere con individui estranei alla propria famiglia. Questo tramite il non sapere fino a che punto fidarsi potersi fidare di qualcuno. Tutto ricadrebbe sotto il controllo di un’autorità centrale per gli alloggi. Tenetelo presente nel 1990 quando vi chiederanno, “Quante stanze da letto ci sono nella sua abitazione? Quanti bagni? Dispone di una stanza per i giochi?” Queste informazioni sono personali e in base alla Costituzione vigente non rivestono alcun interesse per il governo. Tuttavia ve le richiederanno, quindi deciderete se e in che modo fornirle/come replicare.

AVVENTO DEL SISTEMA TOTALITARIO GLOBALE

Quando il novo sistema prenderà il sopravvento si prevede che i cittadini sottoscrivano un documento di fedeltà, indicando di non avere riserve o remore rispetto al vecchio sistema. “Non vi sarà spazio alcuno”, disse il Dr Day, “per coloro che non saranno d’accordo. Non possiamo permetterci tal genere di individui ingombranti, che quindi verranno trasferiti in luoghi appositi”, e qui non rammento le parole esatte, tuttavia trassi la conclusione che in questi luoghi appositi dove sarebbero stati condotti non sarebbero sopravvissuti a lungo. Forse Day disse qualcosa del tipo “eliminati con umanità”, ma non ricordo con precisione, solo l’impressione che il sistema non li avrebbe sostenuti se costoro non si fossero adeguati al sistema stesso; l’unica alternativa sarebbe stata la morte.

In tale contesto Day disse che non vi sarebbero martiri. Nel sentire tale affermazione inizialmente pensai che intendesse dire che non sarebbero state uccise persone, ma con il procedere della trattazione in realtà voleva dire che non sarebbero state uccise o tolte di mezzo in modo tale da servire come ispirazione ad altri, come accade con i martiri. Dichiarò piuttosto qualcosa del tipo, “La gente si limiterà a scomparire.” Propongo qui alla fine solo alcuni ulteriori spunti che ho scordato di inserire dove sarebbero più appropriati. Day affermò che probabilmente l’insediamento del nuovo sistema sarebbe avvenuto in un fine settimana d’inverno. Il venerdì sera si sarebbero interrotte le attività lavorative e il lunedì mattina vi sarebbe stato l’annuncio dell’insediamento del nuovo sistema.

Durante il processo di preparazione degli Stati Uniti a tali cambiamenti tutti sarebbero più impegnati, con minor tempo libero e minori opportunità di guardarsi intorno e constatare cosa sta accadendo. Inoltre, vi sarebbero ulteriori cambiamenti e difficoltà a tutelare i propri investimenti, i cui strumenti cambierebbero. I tassi d’interesse si modificherebbero in modo tale rendere arduo preservare quanto avevate già guadagnato. Interessante la questione automobili: sembrerebbe che ne esistano numerose varietà, ma a un sguardo più attento risulterebbe una grande reiterazione; verrebbero rese esteriormente diverse con cromature, copricerchi e simili, ma esaminando con attenzione si vedrebbe la medesima automobile fabbricata da più di un produttore.

Tale questione mi è saltata all’occhio quando mi trovavo in parcheggio e ho visto una piccola Ford – non ricordo il modello – e un’utilitaria giapponese, identiche salvo una serie di particolari quali il numero di fori nel copricerchio, le cromature attorno alla lamiera e la forma della griglia. A un esame più attento però, le componenti fondamentali risultavano identiche. Casualmente erano parcheggiate una di fianco all’altra, hanno attirato la mia attenzione e fatto riaffiorare alla memoria quanto esposto molti anni fa. Sto finendo il nastro e devo affrettarmi. Riassumendo, rilevo tutte le questioni esposte da un individuo in una specifica occasione e inerenti a così diverse imprese umane; quindi osservo come molte di tali previsioni si siano di fatto avverate. Intendendo i cambiamenti realizzati fra allora e adesso [1969 – 1988] e quelli pianificati per il futuro, credo sia innegabile che si tratta di un processo controllato e che esiste una cospirazione.

Il quesito che si pone a questo punto è cosa fare. Penso che per prima cosa dobbiamo riporre la nostra fede in Dio, pregare e chiedere la sua guida. In secondo luogo, fare quel che ci riesce per informare altri quanto più possibile, quanto più suscita il loro potenziale interesse. Alcuni se ne disinteressano, impegnati a perseguire i propri personali obiettivi. Tuttavia ritengo che dovremmo cercare di informare per quanto possibile tutti gli individui potenzialmente interessati, quindi riporre nuovamente la nostra fede in Dio e pregare costantemente per avere la sua guida e il coraggio di accettare quel che potremmo trovarci ad affrontare nel prossimo futuro. Invece di accettare la pace e la giustizia di cui sentiamo parlare così tanto di questi tempi – si tratta di un cliché! – insistiamo su libertà e giustizia per tutti.

Fonte: http://www.rense.com/general94/nwoplans.htm

Traduzione per NEXUS: Rick Bosco

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Educazione sessuale? Dietro c’è la lobby dei pedofili e la Fondazione Soros

I programmi di educazione sessuale per i bambini recentemente imposti in Croazia, ma già attuati in molti paesi secondo il metodo Kinsey, sono stati redatti da pedofili. E’ quanto sostiene la studiosa americana Judith Reisman che, invitata recentemente in Croazia per una serie di incontri e conferenze legate alla recente introduzione di (sconvolgenti) corsi di educazione sessuale, ha anche dimostrato i legami di questa lobby con la Fondazione Soros.
Judith Reisman, in passato consulente dell’FBI nonché del Parlamento e di diversi ministeri statunitensi, è uno dei maggiori esperti mondiali sul malfamato Kinsey Institute e il suo fondatore, Alfred Kinsey. La dottoressa Reisman ha dolorosamente vissuto in prima persona gli effetti della diffusione delle teorie di Kinsey: una figlia di dieci anni è stata stuprata da un violentatore seriale tredicenne, accanito lettore di Playboy. Dopo avere constatato come molte persone giustificassero questo atto affermando che forse la figlia era stata consenziente poiché i bambini sarebbero esseri sessuali, cioè desidererebbero il sesso, fin dalla nascita – una delle teorie di Kinsey -, la Reisman ha iniziato a studiare gli effetti di queste teorie, constatando come esse abbiano provocato nel secondo dopoguerra una diffusione esponenziale della pornografia e della pedofilia.
Considerate queste premesse, non sorprende che, una volta appreso dell’arrivo di Judith Reisman, i media croati di sinistra e laicisti, che appoggiano il governo nel suo programma di educazione sessuale, abbiano allestito una vera e propria propaganda di guerra nei confronti della scienziata americana, fatta di menzogne, insulti personali e diffamazioni, tra le quali quella di essere una «negatrice dell’Olocausto», il che, detto di un’ebrea americana che ha perso la maggior parte del ramo europeo della sua famiglia nei campi di concentramento nazisti, ha rappresentato un segno di inciviltà e arretratezza culturale veramente deprecabili.
I toni non sono scesi neppure durante la sua permanenza in Croazia. Al termine della lezione tenuta presso la Facoltà di Scienze Politiche, la dottoressa Reisman è stata aggredita verbalmente dal preside della medesima Facoltà, Nenad Zakošek. Alcune forze politiche di governo hanno cercato di impedire una conferenza della studiosa americana nel Parlamento croato, mentre il previsto dibattito alla Facoltà di Filosofia tra la dottoressa Reisman e il prof. Aleksandar Štulhofer, discepolo di Kinsey e ideatore del programma di educazione sessuale adottato dal Ministero croato per l’istruzione, è stato sospeso per ‘motivi di ordine pubblico’ a causa della ressa, creata ad arte dai gruppi appartenenti alla galassia omosessuale, che si è creata nell’aula dove il dibattito si sarebbe dovuto tenere.
Un improvviso ‘problema tecnico’ ha interrotto subito dopo l’inizio la proiezione del documentario su Kinsey del giornalista britannico Timothy Tate, collaboratore della dottoressa Reisman, in uno dei più grandi e moderni cinema di Zagabria alla presenza dell’autore e di circa 800 persone (tale problema non si era presentato nella proiezione di prova del DVD né a un successivo tentativo a porte chiuse compiuto in un altro locale). Un altro guasto, questa volta al sistema di amplificazione, ha poi impedito alla dottoressa Reisman e a Tate di tenere un’improvvisata conferenza dal palco del cinema che sostituisse la proiezione del film.
Questi avvenimenti hanno peraltro provocato la durissima reazione della sezione croata del Comitato di Helsinki.
In ogni caso la Reisman ha avuto modo di stupire i suoi ascoltatori non solo illuminando la figura di Alfred Kinsey (in Parlamento, davanti agli attoniti parlamenmtari del centro-destra che l’avevano invitata, lo ha definito il «pedofilo che ha cambiato il mondo» e uno «psicopatico sessuale che ha contaminato le nostre famiglie, la nostra cultura, le nostre leggi»), ma soprattutto ricostruendo l’origine dei programmi di educazione sessuale imposti alla Croazia. La studiosa americana ha rivelato come il professor Štulhofer abbia scritto un libro con lo studioso olandese pedofilo Theo Sandford, attualmente professore presso la Columbia University. Va notato che Sandford non è un esimio professore universitario con inconfessabili vizi privati, bensì un pedofilo dichiarato, co-fondatore e redattore della rivista olandese in lingua inglese di pedofili dichiarati Paidika, nonché autore di uno studio che si può trovare anche in rete dal titolo Boys on their contacts with men: a study of sexually expressed friendships (I ragazzi maschi nei contatti con gli uomini adulti: uno studio di amicizie espresse sessualmente), che non si limita a compiere un’indagine sulla pedofilia, ma esprime sulla stessa una chiara valutazione positiva.
In una successiva conferenza stampa, il giornalista inglese Timothy Tate ha poi affermato come Štulhofer abbia avuto non solamente uno, bensì tre collaboratori pedofili dichiarati e propagandisti della liceità della pedofilia, e cioè – oltre a Sandford – il sessuologo americano Vern Bullough, scomparso nel 2006, e il sessuologo tedesco Erwin J. Haeberle.
Bullough è stato, come Sandford, cofondatore e redattore di Paidika. Nella dichiarazione di intenti relativa a questa pubblicazione, egli afferma: «Il punto di partenza di Paidika è necessariamente la coscienza del nostro essere pedofili. Consideriamo la pedofilia come un rapporto sessuale consenziente tra persone di generazioni diverse».
In un’intervista concessa nel 1978 alla rivista pornografica americana Hustler, Haeberle ha invece affermato che è del tutto normale avere rapporti sessuali con bambini, i quali dovrebbero avere libero accesso ai libri per adulti – cioè pornografici – ed essere liberi di scegliere i propri partner sessuali, ivi inclusi gli adulti. Questo pedofilo dichiarato è stato membro dal 1977 al 1988 dell’Institute for Advanced Study of Human Sexuality, che ha redatto la maggior parte dei programmi di educazione sessuale nel mondo, corredato di fotografie pornografiche anche di bambini in seguito vendute a Hustler.
Una prova della stretta collaborazione tra Štulhofer e questi colleghi sessuologi pedofili è l’avere fatto parte tutti e quattro del comitato organizzatore di un convegno internazionale di sessuologi tenutosi a Dubrovnik, in Croazia, nel 2001 e finanziato dalla fondazione Soros.
Della stessa tendenza è un altro collaboratore di Štulhofer, il sessuologo tedesco Gunther Schmidt, il quale ha scritto la prefazione al libro di Sandford Male Intergenerational Intimacy (trad.: Intimità intergenerazionale tra maschi), affermando tra l’altro: «La minaccia che tutti gli atti di pedofilia vengano puniti dalla legge molto difficilmente potrebbe essere considerata un’azione degna di una società civile … Ciò rappresenta una discriminazione e la persecuzione di una minoranza, e quindi tali disposizioni di legge andrebbero abrogate».
Judith Reisman ha quindi provato che il programma di educazione sessuale imposto in Croazia, preparato secondo il metodo Kinsey dal prof. Štulhofer, è simile, quanto ai suoi tre scopi principali, a quasi tutti i programmi di educazione sessuale adottati a livello mondiale. Si tratta cioè del tentativo di sessualizzare i bambini e fornire ‘carne fresca’ per le voglie malsane di adulti perversi, di sdoganare l’omosessualità e altri gravi disordini della personalità come normali manifestazioni della sessualità umana, nonché di rendere i giovani dipendenti dal sesso a tutto vantaggio dell’industria della pornografia e dei preservativi, e ciò con il pretesto della lotta alle malattie trasmissibili sessualmente.
La presenza della dottoressa Reisman in Croazia ha provocato un terremoto che ha fatto vacillare i palazzi della politica, e ha indotto il governo a muoversi anche per vie diplomatiche. Secondo quanto rivelano fonti della Curia romana, l’ambasciatore croato presso la Santa Sede, Filip Vu?ak, avrebbe avuto un incontro con il segretario per i rapporti con gli Stati, mons. Dominique Mamberti, allo scopo di ammorbidire la posizione della Chiesa sulla questione, ricevendo un netto rifiuto da parte del suo interlocutore vaticano.
In un Paese democratico, la presentazione delle prove inconfutabili degli stretti legami di collaborazione tra l’ideatore di questo programma e i circoli pedofili, oltre a conseguenze di natura penale per l’interessato, avrebbe portato alle immediate dimissioni di Štulhofer e di tutti i funzionari del Ministero dell’Istruzione coinvolti nell’elaborazione del programma, ivi incluso lo stesso ministro. Non così nella Croazia di oggi che si appresta a entrare nell’Unione Europea. Anzi, passato il “terremoto” Reisman, i media di regime hanno fatto calare il silenzio sulla vicenda, e Štulhofer viene spesso chiamato in televisione a pontificare su questioni di sessualità, specialmente infantile (!) e giovanile, mentre nelle scuole elementari vengono proposti ai bambini di dieci anni temi di ‘lingua croata’ in cui si rappresentano situazioni esplicitamente sessuali.

www.losai.eu

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E’ in atto un piano di riconversione dall’industria manifatturiera al gioco d’azzardo. Ecco i nomi dei finanzieri, delle aziende, delle persone coinvolte.

di Sergio Di Cori Modigliani

21 maggio 2013

“Ciascuno di noi è l’artefice del suo destino, spetta a noi crearci le cause della felicità. E’ in gioco la nostra responsabilità e quella di nessun altro.”

XIV Dalai Lama

Dopo il danno anche la beffa. Un paese davvero faticoso, questo.

Negli ultimi giorni è esploso in rete, e soprattutto su facebook, un vero ginepraio di indignazione, scatenato da una scoperta considerata dal grande pubblico scandalosa: si racconta come siano stati scoperti dei lobbisti (in rappresentanza di anonime nonché potenti multinazionali) che si aggirano tra i corridoi di Montecitorio, i quali se ne vanno tra i vari gruppi politici e pagano –udite udite- 1000 se non addirittura 2000 euro al mese a dei parlamentari, per usufruire di un appoggio al fine di favorire l’accesso e l’approvazione di regole e concessioni legate alla diffusione del gioco d’azzardo, video slot in testa. La gente ha protestato a tal punto da spingere il presidente del Senato, Piero Grasso, a dichiarare “siamo in presenza di un fatto gravissimo, fuori i nomi, chi sa parli”.

Se non si trattasse di un’autentica tragedia, ci sarebbe davvero da ridere.

Non ho la più pallida idea di chi sia stato a far circolare questa voce spiritosa.

Tutto ciò, nella mente delle persone fa coniugare la seguente equazione: siamo alle solite, ecco là che si aggirano mafiosi che cercano di inserirsi in questo business per inquinarlo, approfittando della perdurante illegalità. Intendiamoci, in parte è così ma davvero in minima parte, questo è il punto. Il business delle video slot e del gioco d’azzardo, in Italia, è legale, in tutti i sensi. E il giro di affari che ruota intorno a queste macchinette davvero infernali ruota –secondo stime al ribasso- intorno ai 200/300 miliardi di euro, pari al 20% del nostro pil. Perché a gestirlo non sono quattro camorristi o un gruppo di arrembanti pirati, bensì la crema della finanza internazionale. E, ad avere in pugno la situazione non sono società ombra legate a loschi affari, bensì la crema dell’editoria italiana che si è gettata in questo segmento di mercato. Dice Jean Paul, analista finanziario con venti anni di esperienza sul campo, presso il Credit Suisse, una delle più grandi banche del pianeta, presso la sezione “wealth management” (gestione di grandi patrimoni): “La maggior parte dei miliardari, oggi, investono nelle video slot: è diventato il trend trainante dell’economia finanziaria italiana perché hanno costruito un sistema di speculazione sui derivati moltiplicandone i guadagni per cinque, dieci, anche venti volte il valore dei fondi di investimento. Sa, il povero disgraziato che infila la moneta di un euro dentro la feritoia della macchinetta ignora che quell’euro, in quel preciso istante, sta producendo profitto equivalente a circa dieci euro, che finisce nelle tasche di miliardari lontani migliaia di chilometri, magari in visita nei Caraibi dove si dedicano alla beneficenza”. Ci facciamo spiegare come funziona il meccanismo. Ci facciamo dare i nomi, i cognomi, le cifre. Ma prima di presentare la situazione per quella che essa è, è bene riassumere i fatti:

1). Il gioco d’azzardo in Italia è diventata la terza industria trainante e si avvia, dati alla mano, a diventare la seconda entro il 2013 e –se tutto va bene (sigh)- nel 2015 dovrebbe diventare la prima industria nazionale, soppiantando quella manifatturiera. Attualmente i giocatori d’azzardo sono circa 14 milioni ma (è sempre Jean Paul a fornirci i dati) “con una previsione di aumento entro la fine dell’anno di un 100% e per giugno del 2014 un incremento del 150%, raggiungendo la cifra di 30 milioni di utenti, pari al 50% della popolazione nazionale: hanno trovato il sistema di farsi dare ogni giorno dall’intera massa dei cittadini italiani milioni e milioni di euro cash che poi investono in derivati speculativi ad alto rischio. A gestire questo business sono case editrici e grosse banche”.

2). Nel 2007, un cocciuto magistrato ligure, Marco Smiroldo, dopo una battaglia condotta per quasi cinque anni, grazie alla solida collaborazione di alti ufficiali della Guardia di Finanza, riesce a inchiodare legalmente le società concessionarie al pagamento delle tasse dovute. Ecco come un giornalista de Il Secolo XIX di Genova relazionava l’evento sul suo quotidiano, nell’ottobre del 2010, quando, finalmente, si era giunti alla requisitoria finale in attesa della sentenza. Neanche a dirlo, il tutto si è verificato nella più totale indifferenza dei media:

27 ottobre 2010, scritto da marco menduni, pubblicato su “il secolo xix di Genova”

Linea dura contro le dieci concessionarie, il pm chiede i 98 miliardi evasi

ROMA. Il processo alla Corte dei Conti per le maxisanzioni a dieci concessionarie di slot machine è arrivato al capolinea malgrado le pressioni e gli interessi in gioco. Il pm Marco Smiroldo ha chiesto il pagamento dei 98 miliardi di euro dovuti ma non ha escluso altre soluzioni, purché i concessionari paghino il danno erariale.

Respinte le richieste di un nuovo rinvio.

dal nostro inviato

MARCO MENDUNI

ROMA 27 ottobre 2010.

In pochi, all’inizio di questa inchiesta, avrebbero giocato un soldo bucato sulla possibilità che il processo arrivasse alle sue conclusioni. Troppi gli interessi in gioco, troppa la pressione politica, troppe le lobby che si sono mosse per cercare di stopparlo. Invece si è concluso ieri, alla seconda udienza, con le richieste del pubblico ministero e le arringhe dei difensori. E il processo per le maxisanzioni chieste dalla Corte dei Conti alle dieci concessionarie, in Italia, delle slot machine. Il processo della supermulta da 98 miliardi di curo, diventato ormai il simbolo delle distorsioni del sistema-giochi nel nostro Paese. Ultimo atto prima delle sentenza. Quando arriverà? I giudici hanno ora due mesi di tempo per arrivare alle conclusioni, per decidere sul caso più clamoroso di danno alle casse dello Stato che dei magistrati italiani abbiano mai dovuto affrontare. Una sentenza sulla quale è impossibile tentare qualsiasi azzardo. L’aria tesa ha però contraddistinto tutta la giornata, nell’aula della Corte dei conti nella capitale, in una sala troppo piccola per contenere il pubblico di addetti ai lavori, politici e semplici curiosi arrivati per assistere a quest’ultimo atto pubblico prima della sentenza. Il pm Marco Smiroldo, in prima battuta, ha chiesto la conferma della penale chiesta originariamente, ed eravamo nel 2007. Quei 98 miliardi che, hanno ribattuto i legali delle società nel mirino, «corrispondono al Pil di un Paese industrializzato, a sei manovre finanziarie». Risultato: «Una somma impossibile da pagare», se non si vuole mandare a gambe all’aria il sistema. Ed è su questa contrapposizione che si sono giocate le quasi otto ore di battaglia processuale, Durissimo l’attacco del pm. Non soltanto tecnico. Le slot machine, ha spiegato Smiroldo, prima del 2002 erano illegalie terreno di conquista della criminalità organizzata. Poi si volle regolamentare il settore, rendendo legale, in Italia, questa forma di gioco d’azzardo. Ma con un imperativo categorico; ogni macchinetta doveva essere collegata a un sistema telematico di controllo. Doveva inviare al cervellone della Sogei, la società informatica del ministero dell’Economia, i dati di ogni singola giocata. Perché fossero applicate le tasse e ci fosse un controllo dello Stato su tutto il business. Così non è avvenuto. Il sistema di controllo ha fatto cilecca per anni. Le macchinette, che venivano ”interrogate” a distanza dal cervellone del ministero, non rispondevano. Conclusione di Smiroldo: il gioco d’azzardo sarebbe stato legale solo se controllato dallo Stato. Era proprio la verifica informatica a garantire i cittadini giocatori. Ma questo non è accaduto e la defaillance delle concessionarie ha trascinato lo Stato diventare biscazziere. Questa, secondo il pm, la più grave delle colpe. Tanto da fargli chiedere anche il risarcimento per la campagna promozionale dei Monopoli di Stato, quella sul ”gioco legale”. «E’ stata – ha detto Smiroldo una pubblicità ingannevole. Perché il gioco, mancando il primo requisito, quello delle verifica, non era legale». Conclusione? Gli italiani che hanno infilato le loro monete nelle macchine sono stati ingannati. Poi le richieste. Novantotto miliardi,ha ribadito ancora una volta il pm. Ma a questo punto non è questione di cifre. Si può anche scendere, ha spie gato ancora Smiroldo, ma l’importante è che il danno erariale causato dai dieci concessionari della rete new slot, soprattutto quello incentrato nel periodo 2004-2007, sia riconosciuto dalla corte. Corte assolutamente poco disposta a dare spazio a manovre dilatorie. I legali delle concessionarie hanno chiesto ancora un rinvio, ma il presidente Salvatore Nottola ha risposto di no e anche sbrigativamente. D’altronde, il processo è rimasto fermo quasi due anni perché la Cassazione potesse decidere sulle obiezioni degli avvocati dopo la prima udienza. E allora via a tappe forzate. Prima il pm, poi i 13 avvocati: dieci per le società, tre per i funzionari dei Monopoli di Stato accusati di non aver vigilato. L’ex numero uno Giorgio Tino, poi Antonio Tagliaferri (ancora oggi direttore dei giochi dei Monopoli) e Anna Maria Barbarito. Il pm ha formulato una richiesta principale e tre subordinate. Cosa vuol dire? Ha chiesto la conferma della sanzione da 98 miliardi. Ma ha anche esposto alla corte i documenti arrivati negli ultimi mesi alla procura. Tutti si sono mossi per cercare di ridurre la multa ai concessionari. Il Consiglio di Stato. E anche un comitato, voluto dal ministero dell’Economia e presieduto dall’ex Ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio. Il secondo metodo di calcolo fa scendere la cifra a 2,7 miliardi. Il terzo arriva agli 800 milioni stimati dalla ”commissione Monorchio”. L’ultima richiesta del pm lascia la discrezionalità della multa nelle mani dei giudici. Ma per le società concessionarie è ancora troppo. All’agenzia specializzata Agipronews confidano anche come vorrebbero chiudere la partita: 500 milioni tutto compreso, invece dei 98 miliardi. E non se ne parli più. menduni@ilsecoloxix.it

La sentenza arriva impietosa dopo qualche giorno: approvata la richiesta del pm: “Devono pagare allo Stato la cifra di 98,3 miliardi di euro” e vengono condannati per frode fiscale. Va da sé che si va in appello. La sentenza definitiva arriva nella primavera del 2012 su intervento della Corte dei Conti che accetta la richiesta di riduzione e la applica per una aliquota del 96%. Cifra definitiva da pagare: 2,5 miliardi di euro da versare entro 90 giorni. Da allora non è stata versato neppure un euro e tutte le società coinvolte, nonostante condannate in via definitiva per frode fiscale, seguitano a operare sul mercato. Il colonnello della Finanza che aveva avviato le indagini, Umberto Rapetto, si dimette dal suo incarico e si ritira a vita privata “disgustato dagli eventi”. Da specificare che prima del 2002 le slot machine (o videopoker) erano illegali e facevano gola alla criminalità organizzata che se l’è vista brutta quando lo Stato ha giustamente deciso di regolarizzare il settore. Lo ha fatto obbligando i gestori a collegare ogni macchina al sistema telematico di controllo della Sogei, società di Information and Communication Technology del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In questo modo non può sfuggire nessuna giocata al controllo e l’entrata delle tasse è garantita. Ma a quanto pare le società non hanno provveduto. Di chi è la colpa? Naturalmente delle società concessionarie. Questo è stato uno dei temi del procedimento a loro carico. Di certo il mancato allacciamento ha permesso loro di risparmiare, e molto, sulle tasse. Le società concessionarie, a leggere la sentenza, si erano impegnate perché tutto funzionasse a puntino ed è per questo che parte cospicua della sanzione, oltre ai sospetti di evasione, è costituita da quelle che vengono definite “inadempienze contrattuali”.

Ecco l’elenco delle cifre dovute e il nome delle società che non è mai stato divulgato:

LE CIFRE CONTESTATE

ATLANTIS WORLD 31,3 MILIARDI È la società leader indiscussa, vale da sola il 30% dell’intero mercato. Fondata dalla famiglia Corallo, fino alla primavera del 2008 aveva come rappresentante legale il deputato del partito PDL Amedeo Laboccetta ed era difeso dallo studio legale Bongiorno, di cui era titolare l’on. Bongiorno di FLI.

SNAI 8,1 MILIARDI Con un punto Snai ogni 10 mila abitanti, si conferma come principale operatore del mercato italiano delle scommesse. Fondata nel 1990, oggi è guidata da Maurizo Ughi, presidente e amministratore delegato.

HBG 7 MILIARDI Il Gruppo gestisce 20 tra le migliori sale Bingo presenti sul mercato italiano. Il management è di formazione spagnola. Antonio Porsia ha la doppia veste di presidente e amministratore delegato.

CIRSA 7 MILIARDI È un gruppo internazionale, fondato in Spagna nel 1978, leader nel settore del gioco e del divertimento. Cirsa Italia è nata nel 1996. Manuel Lao è il presidente, mentre il ruolo di ad è affidato a Osvaldo Mattion.

CODERE 6,8 MILIARDI È una società spagnola che gestisce più di 43.000 slot machines tra Europa e America Latina. L’amministratore delegato è Alejandro Pascual, mentre Massimo Ruta è il country manager Italia.GAMENET 2,8 MILIARDI È nata ufficialmente nell’ottobre del 2006. Le New Slot rappresentano il core business dell’azienda (con una rete telematica che ne gestisce oltre 57.000). Vitaliano Casalone è il presidente; Ezio Filippone l’ad.

COGETECH 9,3 MILIARDI Fondata nel 2004, è uno dei 4 operatori più importanti nel mercato italiano delle slot machines. La società possiede più di 38.000 slot in 15.000 punti vendita. L’attuale amministratore delegato è Fabio Schiavolin.

SISAL 4,4 MILIARDI È l’azienda italiana che ha inventato il mondo dei giochi in Italia. Si avvale di una rete di 20.000 punti vendita informatizzati. Augusto Fantozzi (nella foto) è il presidente, Emilio Petrone l’ad.

LOTTOMATICA 7,6 MILIARDI Il gruppo opera in oltre 50 Paesi, occupa 7.500 persone, nel 2009 ha registrato ricavi per 2.177 milioni. Presidente è Lorenzo Pelliccioli (nella foto), ad Marco Sala e direttore generale Renato Ascoli.

GMATICA 3,1 MILIARDI Nata nel 2004, con sede principale a Roma, Gmatica ha 60 dipendenti e opera nel settore delle slot machines. Matteo Marini è il presidente; amministratore delegato della società è Luca Contiello.

Andando però a spulciare dentro queste società si viene a scoprire (grazie all’aiuto di Jean Paul) qualcosa di strano e curioso: tutte queste società, in realtà, appartengono ad altre aziende che le possiedono. Prendiamone ad esempio due: Gamenet e Lottomatica, le due più importanti come ragione sociale.

Ecco come si presenta ufficialmente Gamenet:

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Del gruppo Gamenet fanno parte Gamenet Scommesse, per le scommesse sportive e ippiche, poker e giochi on line,Gamenet Arcades e Gamenet Entertainment, per la gestione diretta delle sale da gioco, Verve, nuovo progetto per location di alto profilo in grado di coniugare gli aspetti più accattivanti del divertimento: Food&Beverage, intrattenimento e gioco. Del gruppo fa anche parte Eurispea, società specializzata nella formazione di operatori e aziende del settore.

La proprietà è dell’operatore di private equity Trilantic Capital Partners.

Quindi è la Trilantic, la vera proprietaria, la quale –guarda caso- ha come socio di maggioranza il signor Corallo, ricercato dall’interpol per associazione a delinquere. Questa società è gestita attualmente da una persona che in Italia gode del massimo rispetto, un certo Giacinto D’Onofrio (promosso di recente al rango di partner associato) finanziere con un notevole curriculum vitae. E’ stato, infatti, per dieci anni il direttore generale dei servizi operativi marketing europei della Lehman Brothers, e nel marzo del 2009 ha mandato a picco la borsa di Milano con un crack di circa 4 miliardi di euro in seguito all’esplosione della bolla immobiliare statunitense alla quale era legato. Ma l’Italia è il paese delle meraviglie. E così, dal settore immobiliare passa alle video slot e fonda la sua azienda. Ecco come nel sito specializzato in attività di gioco d’azzardo lecito www.jamma.it lui parla della sua attività, in tempi recenti, tre mesi fa:

Giacinto d’Onofrio (Partner di Trilantic Capital Partners): resteremo ancora a lungo azionisti di Gamenet per le opportunità di crescita che vediamo

In: Personaggi

25 gennaio 2013 – 15:36

(Jamma) – “Siamo molto soddisfatti dell’investimento in Gamenet per molteplici ragioni– afferma il dott. Giacinto d’Onofrio in una intervista a Jamma.it . “La società ha generato brillanti risultati economico-finanziari: negli ultimi 2 anni, i ricavi sono cresciuti del 63% annuo e il margine operativo è cresciuto del 118% annuo”. Gamenet ha di fronte a sé nove anni di concessione, gli apparecchi da intrattenimento Newslot e Videolottery rappresentano il core business del concessionario che, grazie alla propria rete telematica, collega oggi oltre 60 mila apparecchi in più di 20 mila esercizi pubblici e sale da gioco di tutta Italia. Inoltre grazie all’acquisizione delle concessioni sportive e ippiche, sia terrestri, sia a distanza, Gamenet è attiva anche nel settore delle scommesse sportive e dei giochi on line. Tra i prodotti offerti negli oltre 100 negozi e corner Gamenet presenti in tutta Italia figurano le scommesse a quota fissa sul calcio, sull’automobilismo e su tutti i gli eventi sportivi nazionali e internazionali previsti dal palinsesto AAMS. “Mi auguro – dichiara d’Onofrio – che le opportunità di crescita non si limitino a quelle già note. Con la nascita di Gamenet Entertainment, è stata lanciata l’attività di gestione diretta delle sale da gioco, che punta a creare una catena di punti dedicati al gioco a marchio Gamenet. La società deve completare il lancio della sua offerta on line, che a differenza del passato cercherà di sfruttare maggiormente le sinergie esistenti fra la rete fisica e il mondo dell’on line. Gamenet potrà mettere in campo la sua forza finanziaria nell’aiutare i suoi clienti ad effettuare gli investimenti richiesti. Oggi possiamo dire di avere quasi completato il primo passo del piano che, assieme al management, ci eravamo prefissati. Nel 2013 stiamo avviando la seconda fase, e per raggiungere questo obiettivo si è deciso di procedere gradualmente, pertanto ritengo che ci vogliano almeno tre anni per poter beneficiare dei primi risultati”.

Non basta. Il nostro D’Onofrio è davvero un grande finanziere. Nel 2009, non appena la Lehman Brothers fallisce, lui che cosa fa? Semplice: si converte insieme a un certo Pinotti e mette su il più grosso sistema di fondi incrociati (per un valore iniziale nominale di svariati miliardi di euro) sostenuti da Unicredit, Intesa San Paolo, Mps e altri istituti che finiranno poi per essere il polmone finanziario dell’investimento in Gamenet, cioè nelle video slot. Ecco come il corriere della sera presentava l’intera vicenda in data 27 marzo 2009 in un succoso articolo firmato Mariarosaria Marchesano:

PRIMO PIANO FONDI CHIUSI I NUMERI E I PIANI DEL NUOVO POLO EX LEHMAN

Pignatti & Rupert a caccia di pmi

Una raccolta di 3,5 miliardi di dollari, per metà ancora da investire. Anche in Italia

Il nome è ancora top secret per via delle verifiche legali sul copyright, ma ne è stato scelto uno che sottolinea la vocazione internazionale dell’ investment company che si muoverà tra Londra e New York senza dimenticare il Sud Africa, Paese d’ origine del suo azionista di minoranza. Per il resto è tutto pronto per il decollo della società erede dei fondi di merchant banking di Lehman Brothers. Grazie a un management buy out realizzato da cinque ex vertici della banca d’ affari americana fallita lo scorso settembre, tra i quali c’ è l’ italiano Vittorio Pignatti Morano, sta per nascere, infatti, un nuovo protagonista della finanza, con al suo attivo risorse per circa 1,3 miliardi di euro da spendere per nuovi investimenti nei prossimi tre anni. Pignatti & C (gli altri soci protagonisti del management buy out sono Joe Cohen, Javier Banon, Charlie Ayers e Daniel James) detengono il 51% della nuova compagnia di cui il 49% è nelle mani del miliardario sudafricano Johann Rupert attraverso la sua Reinet quotata in Lussemburgo e a Johannesburg. Proprio in questi giorni si sono concluse le operazioni di consultazione tra gli investitori dei tre fondi, 300 in tutto tra Europa e Stati Uniti, che hanno votato la fiducia alla nuova compagine e confermato l’ investimento nei veicoli (Fondo III, Fondo IV Europe, nel quale figurano anche Mediobanca e Unicredit, e Fondo IV Global che vede, tra gli altri, la presenza dei fondi pensione del Comune di New York). Il management team della nuova società gestirà in tutto circa 3,5 miliardi di dollari di cui la metà è già investita in un portafoglio di 17 società tra le quali figura l’ italiana Spumador. “Disponiamo di risorse per 594 milioni di euro da investire nelle imprese europee e circa 700 milioni di euro in quelle americane entro aprile 2012″, spiega Pignatti, che nella nuova compagnia è uno dei responsabili per gli investimenti in Europa, “il profilo che ci interessa è quello di realtà di medie dimensioni con un business solido”. Pignatti spera “in un miglioramento del quadro congiunturale anche perché in questa fase il livello di rischio è elevato per un operatore finanziario che vuole andare con i piedi di piombo”. Prima di partire all’ attacco, dunque, “sarà fatta una selezione molto scrupolosa dei dossier e probabilmente non ci saranno operazioni prima del 2010″, dichiara Pignatti. Dunque, il paradosso di fronte al quale si potrebbe trovare la nuova investment company è quello di disporre di un’ ingente liquidità di denaro a fronte di un quadro macroeconomico talmente instabile da scoraggiare eventuali acquisizioni. Il calo della domanda, la stretta creditizia e il crollo di alcune economie emergenti come i Paesi Baltici sono i fattori che stanno spingendo molte imprese sull’ orlo del collasso. E in alcuni casi la situazione delle aziende precipita proprio a causa di operazioni spregiudicate di private equity di cui sono state oggetto caricandole di debiti nel momento sbagliato del ciclo economico. Insomma, se in circolazione ci sono dossier tossici è anche un po’ per colpa delle cosiddette locuste. “Non è il nostro approccio”, sostiene Giacinto d’ Onofrio, che lavorerà accanto a Pignatti come responsabile degli investimenti per l’ Italia (ha lavorato in Lehman negli ultimi dieci anni), “l’ uso eccessivo della leva è lontano dai nostri parametri e ne è una dimostrazione quanto fatto dal Fondo IV Europe”. D’ Onofrio racconta che tra aprile 2007 e aprile 2008 sono stati esaminati oltre cento dossier e non è stata conclusa alcuna operazione. Uno dei motivi è stato proprio l’ aver notato che molte imprese sul mercato avevano lo stesso livello di indebitamento di quando erano state acquisite da investitori del private equity. “Era un periodo in cui l’ indebitamento delle aziende arrivava a superare sette volte l’ ebitda. La media delle 17 aziende nei nostri portafogli è di 2,5 volte, il che dimostra un rapporto equilibrato tra debito ed equity”, conclude il manager. La nuova realtà ha già stretto una partnership con Nomura per l’ accesso ai database con le opportunità di investimento della banca giapponese. ***** Che cosa c’ è nel portafoglio usa? Società del settore Data Fondo Antero Risorse nat./Energia gen 03 Fund III Phoenix Brands Consumer gen 04 Fund III Enduring Resources Risorse nat./Energia dic 04 Fund III Evergreen Copyrights Media nov 05 Fund III Flagstone Reinsurance Servizi finanziari dic 05 Fund III Cross group Risorse nat./Energia mag 06 Fund III Delos Insurance Servizi finanziari ago 06 Fund III Mediterranean Resources Risorse nat./Energia apr 07 Fund III Angelica Healthcare ago 08 Fund IV Sram Consumer set 08 Fund IV In questa tabella, il portafoglio americano della società erede dei fondi di merchant banking di Lehman Brothers

Marchesano Mariarosaria 27 marzo 2009 pubblicato sul corriere della sera.

Hanno spostato i soldi, quindi, dal settore immobiliare esploso -dopo aver affondato l’economia mondiale- con una gigantesca bolla speculativa e hanno cominciato a investirli (sempre le stesse persone) in quello del gioco d’azzardo legalizzato. Il 17 marzo del 2011 presentano ufficialmente al pubblico italiano il consorzio denominato Acadi (Associazione Italiana Aziende Concessionarie Apparecchi da Intrattenimento) –chiamarle video slot suona brutto- nel corso di una manifestazione che si è svolta a Rimini dove viene spiegata l’importanza filosofica del gioco e viene ufficializzato anche l’ingresso dell’alta editoria in questo segmento di mercato. Ecco i nomi dei partecipanti di allora come viene raccontato nel loro sito (con annesso video): www.acadi.it/3 (www.youtube.com/watch?v=waPqfO09fa8 ) sostenuto dall’on. Maurizio Lupi. Ecco per intero il resoconto rilasciato dall’ufficio stampa che potete trovare formalizzato sul loro sito:

“GIOCARE PER GIOCO”: PRESENTATI AL MEETING DI RIMINI 2011 I PRIMI RISULTATI DEL PROGETTO DI RICERCA
Rimini, 23 agosto 2011 – Nell’ambito del Meeting di Rimini 2011 sono stati presentati ieri, durante il Convegno “Gioco: responsabilità e comunicazione”, i risultati della prima fase del progetto di ricerca “Giocare per Gioco”. La ricerca è stata commissionata dalle Associazioni ACADI (Associazione Concessionari Apparecchi da Intrattenimento) e GiochieSocietà, oltre che da Lottomatica Group e Sisal e sviluppata in linea con le indicazioni di AAMS – Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato in tema di gioco pubblico. Al convegno, moderato da Sergio Luciano, hanno partecipato l’On. Maurizio Lupi – Vicepresidente della Camera dei Deputati, Giovanni Emilio Maggi – Presidente Acadi e Direttore Relazioni Istituzionali Sisal, il Prof. Giancarlo Rovati – Ordinario di Sociologia Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed il Prof. Marco Pedroni – Sociologo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Centro di Ricerca ModaCult. La ricerca, condotta dalla Fondazione per la Sussidiarietà con la collaborazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e del suo Centro per lo studio della moda e della produzione culturale (ModaCult), avrà una durata di tre anni con l’obiettivo di monitorare in modo continuativo la percezione, le tendenze evolutive e la considerazione sociale del gioco pubblico in particolare da parte del mondo giovanile. “La scelta di svolgere questa ricerca è maturata fra tutti i committenti un anno fa proprio qui a Rimini – ha dichiarato Giovanni Emilio Maggi – Presidente ACADI e Direttore Relazioni Istituzionali Sisal – per studiare un modo nuovo e socialmente corretto di mettere in relazione il settore del gioco con il pubblico, in particolare quello dei giovani adulti. Ritengo che i primi risultati siano assolutamente interessanti e ci consentano di leggere il settore in un modo certamente diverso dall’abituale, fatto che ci carica ulteriormente di aspettative per le fasi successive della ricerca. L’appuntamento sarà di nuovo al Meeting fra 12 mesi.” A prendere la parola dopo Maggi, è stato Maurizio Lupi – Vicepresidente della Camera dei Deputati – “Ho accettato molto volentieri di portare un saluto al primo step di questa ricerca perché eravamo insieme a cena, lo scorso anno, quando è nata questa ipotesi. L’idea era quella di mettersi in gioco non nel fare impresa, ma nel mettersi in discussione da un punto di vista sociologico, cercando di andare a conoscere anche quello che deriva dall’offerta del gioco. La sfida è rendere possibile perseguire i fini aziendali, quindi di profitto e di sviluppo, e al tempo stesso quelli di responsabilità sociale e nei confronti della collettività, che è un po’ quello che sono chiamati a fare i concessionari. Per questo è importante questo progetto di ricerca attraverso il quale si può conoscere il proprio pubblico, potendo così comunicare in modo corretto e responsabile. In tal senso, il blog sarà uno strumento utilissimo”.

LA RICERCA

Avviata nel dicembre del 2010, sta producendo i suoi primi risultati su tre temi di grande rilevanza:
la comunicazione di prodotto dei principali concessionari
la comunicazione finalizzata al gioco pubblico responsabile
la relazione tra gioco e socialità nella percezione dell’opinione pubblica giovanile

La struttura della ricerca ha preso le mosse dall’analisi della letteratura esistente sul mondo del gioco, per passare, poi, ad una approfondita indagine sulle modalità di comunicazione dei diversi players, per concludersi con focus group di approfondimento delle tematiche di comunicazione. E’ stata condotta un’indagine qualitativa con l’obiettivo di rilevare la percezione, le reazioni e i valori associati al gioco e ai suoi protagonisti, attraverso alcuni focus group che hanno coinvolto giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni. Questi gruppi hanno permesso di far emergere e mettere a confronto differenti punti di vista, di individuare le tematiche relative al gioco responsabile ritenute più rilevanti e necessarie di approfondimento, ma soprattutto hanno consentito di individuare un’interessante serie di archetipi che allargano la visione spesso stereotipata del comportamento dei giocatori. La seconda parte della ricerca, ad oggi nella sua fase iniziale, tende ad aprirsi a canali di partecipazione più interattivi attraverso un blog, che ha già superato i 300 interventi, al fine di recepire in maniera più dinamica ed efficace le ipotesi creative ed i contributi allo sviluppo dei valori della responsabilità, sia nella pratica che nella comunicazione dei giochi. Nelle fasi successive della ricerca verranno anche osservate le modalità di approccio e partecipazione dei giocatori in alcuni luoghi emblematici del gioco-scommessa e sarà coinvolto un panel di esperti, rappresentativi di diversi mondi economici e culturali italiani. “La multidimensionalità del gioco-scommessa è spesso trascurata a favore di una rappresentazione stereotipata, spesso incentrata solo su comportamenti problematici che hanno messo in ombra il legame profondo tra gioco e società moderna, anche nelle sue dimensioni tecnologiche, economiche, finanziarie, imprenditoriali, organizzative” – ha commentato il Professor Giancarlo Rovati,Ordinario di Sociologia Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – “La ricerca, che durerà tre anni, ci permetterà di monitorare l’evoluzione sociale del gioco, restituendogli la centralità che gli è propria e la capacità di riassumere in sé molteplici dimensioni: convivialità, apprendimento, rischio-azzardo, divertimento ma anche dipendenza.” “La ricerca utilizza metodi tradizionali come i focus group e strumenti innovativi quali il blog con l’obiettivo di individuare le molteplici sfaccettature del gioco-scommessa nella percezione dei giovani.” – dichiara Marco Pedroni, Sociologo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Centro di Ricerca ModaCult – “La prima fase della rilevazione ha già permesso di evidenziare un ampio spettro di significati che i giovani, target estremamente consapevole ed esigente, attribuiscono al gioco-scommessa. Non esiste un profilo unico del giovane giocatore, ma una pluralità di atteggiamenti definiti dalla frequenza delle pratiche ludiche e dai significati positivi o negativi attribuiti al gioco.” I risultati della ricerca saranno resi noti con cadenza annuale in linea con il metodo del monitoraggio e dell’apprendimento in itinere.

Abstract Giocare per Gioco

Report Finale I° Anno
Ufficio Stampa ACADI

Ecco i principali nomi dei manager che controllano il settore:

Cirsa srl- GIOVANNI EMILIO MAGGI (PRESIDENTE) Giovanni Emilio Maggi nato a Milano e laureato all’Università Bocconi in Economia Aziendale, è il Direttore Relazioni Istituzionali del Gruppo Sisal e, come tale, interlocutore diretto di AAMS – Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato – delle Istituzioni, del Parlamento e degli altri organi ed enti regolatori, nazionali ed internazionali. Nel 2006 è stato uno dei fondatori di A.C.A.D.I. (Associazione Concessionari Apparecchi da Intrattenimento), divenendone Presidente nel 2007. Dopo una decennale e consolidata esperienza nel marketing in diverse prestigiose multinazionali del largo consumo, inizia la carriera nel Gruppo Sisal nel 1991 in qualità di Direttore Marketing, per poi occupare crescenti responsabilità come Direttore del Marketing Strategico e, successivamente, della Pianificazione Strategica e Business Development, ricoprendo anche incarichi in attività estere, sia nell’area del business che delle relazioni istituzionali. Giovanni Emilio Maggi è inoltre Consigliere d’Amministrazione di Sisal Slot, membro dell’Executive Committee di European Lotteries, consigliere dell’ Associazione “Giochi&Società” e componente del Comitato Aerea Giochi di Confindustria Servizi Innovativi.

FABIO SCHIAVOLIN (VICEPRESIDENTE)

Fabio Schiavolin dal 2004 riveste l’incarico di Amministratore Delegato e Direttore Generale della Cogetech Spa di Milano. Ha contribuito allo start up della Società partecipando a varie gare indette da AAMS ed ha gestito l’apertura del capitale ai fondi di Private Equity nel 2009. Nel maggio 2010 ha acquisito la filiale italiana di Ladbrokes Italia.

Precedentemente, nel 2006 è stato Amministratore Delegato di Cogemat spa Milano, Società della quale ha curato lo start up e successivamente si è occupato del fund raising e di attivare una joint venture con Gtech Corporation per la gestione dell’acquisto della partecipazione della società americana.

Dal 2002 al 2004, ha ricoperto il medesimo ruolo per BDC srl occupandosi dello start up di un progetto franchising nell’ambito della ristorazione. Ancor prima, per 6 anni ha ricoperto vari ruoli fino ad arrivare alla posizione di Direttore di Divisione di Cirsa Business Corporation.

Il dott. Schiavolin ha frequentato la Johnson Graduate School of Management alla Cornell University a Ithaca New York (USA) nel 1999 ed ha conseguito la Laurea in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Bologna nel 1996.

LUCA CONTIELLO

Luca Contiello è nato nel 1949 a Napoli, dove si è laureato in ingegneria elettronica.

Ha iniziato la propria carriera professionale nel 1978 presso la Società Generale di Informatica (SOGEI) di Roma.

Dal 1981 al 1992 ha maturato molteplici esperienze nel mondo dell’Information Technology in qualità di responsabile Sistemi e Reti della Società IC Soft di Napoli.

Dal 1992 al 2004 svolta la sua attività in Lottomatica, prima come responsabile Sistemi e Reti, successivamente in qualità di CTO.

Dal 2004 al 2007 ha ricoperto l’incarico di Amministratore Delegato della Inspired Leisure Link Italia SpA e di Consigliere d’Amministrazione di G.Matica.
Di quest’ultima è Amministratore Delegato dal 2008.

OSVALDO MATTION

Osvaldo Mattion è l’Amministatore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Cirsa in Italia.

Nato a Treviso nel 1953, ma milanese da sempre, ha costruito la sua carriera professionale operando in alcuni dei gruppi multinazionali più rappresentativi del panorama industriale italiano e internazionale, occupando ruoli dirigenziali fin dal 1984.

Inizialmente in Rockwell Automation, per 7 anni contribuisce allo start-up e alla crescita della società in Italia nel settore dell’automazione di fabbrica.

Successivamente per 13 anni in General Electric, ricopre incarichi di crescente responsabilità, approdando al ruolo di Direttore Commerciale Nazionale, dopo essere stato Direttore Vendite e Direttore Marketing. E’ anche nominato Presidente del Commercial Directors Council del Gruppo General Electric.

Più recentemente, per 6 anni opera per Pirelli Cavi e Sistemi, espandendo le sue responsabilità dal ruolo di Direttore Generale della Divisione Energia all’incarico di Regional Director, occupandosi di gestire tutte le attività dell’azienda nelle regioni Africa, Middle-East e South-Asia. In tale periodo l’Associazione Nazionale Produttori Cavi lo nomina alla guida del Gruppo Media Tensione e membro del Consiglio Direttivo.

In seguito, prima di passare al timone di Cirsa Italia, per 5 anni si impegna nell’attività di Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fast&Fluid (controllata dalla multinazionale americana IDEX).

MASSIMO RUTA
Massimo Maria Giuseppe Ruta riveste, da aprile 2009, l’incarico di Country Manager di Codere Italia.

In precedenza ha ricoperto lo stesso ruolo nella j.v. William Hill Codere Italia. Prima di approdare a Codere Italia, l’ing. Ruta ha gestito l’inizio delle attività di Intralot nei Caraibi.

Dal 1999 al 2007 è stato Country Manager di Gtech in Italia, rappresentando l’azienda nella j.v. Cogetech e supportando Gtech nel passaggio all’interno del Gruppo Lottomatica, con due anni di interruzione: 2002 (alla guida di un franchisor della catena Marriott in Italia) e 2003 (a capo di una società di software, con una compagine di 700 persone, a Roma).

Dal 1984 al 1999 ha ricoperto differenti ruoli in Olivetti Italia, divenendo infine il Responsabile dei Servizi per la Pubblica Amministrazione.

L’ing. Ruta ha conseguito la laurea in Ingegneria Elettrotecnica presso l’Università di Catania.

L’Italia è l’unico paese al mondo, che io sappia, in cui l’editoria ha scelto negli ultimi anni di disinvestire dai libri e spostare i capitali, invece, nel gioco d’azzardo. Se andate a vedere sul sito della più antica casa editrice italiana ancora in attività, la De Agostini, fondata nel secolo XIX, trovate che Il Gruppo De Agostini (www.gruppodeagostini.it) è una multinazionale italiana che ha le sue origini nel settore dell’editoria. Nel 2011 ha compiuto 110 anni di attività e oggi si presenta come una Holding di partecipazioni presente in diversi settori industriali e nel settore finanziario.

De Agostini Editore

Edita in 13 lingue e 30 Paesi: le sue attività sono focalizzate sull’organizzazione e sulla divulgazione della conoscenza. La Società ha responsabilità di coordinamento e di gestione strategica e operativa, in Italia e nel mondo, di tutte le realtà operative del Gruppo nel settore editoriale, organizzato come segue: De Agostini Publishing, De Agostini Libri, Editions Atlas France/Suisse e Digital De Agostini.
www.deagostini.it

De Agostini Communications

Il settore “media e communication” comprende gli interessi del Gruppo nelle attività di content production, broadcasting e distribuzione di contenuti per la televisione, i nuovi media e il cinema. Zodiak Media è una società leader, tra le più innovative e creative al mondo, nella produzione e distribuzione di contenuti di alta qualità per la televisione e i nuovi media. ATRESMEDIA, gruppo radio-televisivo spagnolo quotato alla Borsa di Madrid, di cui è detenuta una quota di rilevanza strategica in partnership con il socio spagnolo Planeta Corporation, è co-leader del mercato televisivo Spagnolo ed è attivo nei seguenti settori: ATRESMEDIA TELEVISIÓN, ATRESMEDIA RADIO, ATRESMEDIA DIGITAL, ATRESMEDIA PUBLICIDAD e ATRESMEDIA CINE.

www.zodiakmedia.com
www.antena3.com

Lottomatica Group. Società leader del mercato dei giochi e servizi, quotata alla borsa di Milano. De Agostini S.p.A. controlla Lottomatica Group con una quota di maggioranza assoluta. Lottomatica Group è la società operativa concessionaria dello Stato Italiano per la gestione del Lotto ed altri giochi pubblici (p.es. il Gratta e Vinci), dispone inoltre di un elevato know-how per l’elaborazione di sistemi e prodotti per giochi, nonché di sistemi per l’accettazione dei giochi e delle scommesse sportive, attraverso la fornitura di terminali e sistemi hardware e software. Con l’acquisizione di GTech, Lottomatica Group è diventata il più grande player mondiale nel settore delle lotterie, dei giochi e dei servizi.

www.gruppolottomatica.it
www.gtech.com

Quindi, Lottomatica, un’azienda che gestisce il gioco d’azzardo, che è 5 volte più grossa della Fiat, 12 volte più grande di Mediaset e 100 volte più grande di Mps, ed è l’unica azienda presente in borsa che dal 2010 a oggi seguita ad andare su al rialzo, è posseduta da una casa editrice. Quando a Berlusconi glielo spiegano, nell’autunno del 2011, fa un salto sulla sedia e da bravo imprenditore capisce che quello è il settore in cui investire. Costituisce una joint venture con la Gaming e costruisce la “Glaming” sintesi di Glamour e gioco d’azzardo, per lanciare il gossip dei suoi settimanali leggeri mescolandolo alle video slot su internet. Ma il suo governo salta. Quindi, niente concessione. Ci penserà, in extremis, Mario Monti, come ho già detto in un recente articolo. In data 21 dicembre 2012 alle ore 22.30, già dimissionario, infatti, sceglie di far applicare un decreto che attribuisce diverse nuove licenze di concessione per la distribuzione di video slot nel territorio nazionale, prima tra tutte la neonata società Glaming nella quale si sono fuse la “Gaming” e la “Arnoldo Mondadori Editore”. E così, anche Berlusconi irrompe in questo scenario. Due anni fa erano 240.000 macchinette. A gennaio del 2012 erano 290.000. A gennaio del 2013 erano 380.000. Sono previste per giugno del 2013 circa 450.000 e un milione entro la fine del 2014.

Big Business.

Intendiamoci: l’aspetto saliente di questo post consiste nel fatto che non contiene nessuna forma di denuncia. E’ tutto lecito. E’ tutto a posto come si deve. E’ tutto come vuole la Legge. La ragione per cui mi sono sobbarcato l’onere di fare questa lunga ricerca da offrire a tutti voi, sta proprio in questo. Ogni persona summenzionata, ogni azienda, ogni gruppo coinvolto è legale, è perfettamente a norma, e rispetta gli attuali dispositivi vigenti. Sono finiti i tempi delle denunce. E’ troppo tardi, ormai. Il dispendioso lavoro di Milena Gabanelli è completamente inutile. Siamo in una nuova fase completamente diversa, ed è bene e saggio per tutti comprenderlo fino in fondo per equipaggiarsi a dovere. Hanno varato norme e leggi che sono oscene e hanno fatto della “oscenità” la Norma Vigente, mentre il popolo si era fatto irretire e abbindolare pensando che la quotidiana oscenità pecoreccia offerta gratis dalla cupola mediatica, sia quella cartacea che quella telesionata, fosse un divertissement un po’ sporcaccione e niente più di questo. Non era così. Era semplicemente la punta dell’iceberg. Come ben sapevano tutti i sostenitori della necessità di rilanciare, invece, la Cultura. Nel 1973, la metalmeccanica era la prima industria del paese, quella agricola la seconda, il cinema era la terza industria nazionale, seconda nel pianeta; Cinecittà veniva subito dopo Hollywood. Il turismo alberghiero era la quarta industria e la cultura il quinto. Oggi il cinema è al 48esimo posto al mondo, la cultura al 27esimo posto tra le nazioni dell’Unione Europea, che sono 27. Il turismo d’arte è crollato dal primo posto in Europa al settimo, veniamo addirittura dopo la Scozia, il che è tutto dire, con rispetto parlando degli scozzesi che meritano rispetto per la loro abilità manageriale nel riuscire a vendere molto bene quell’unico quadro che hanno da qualche parte vicino a Glasgow. La tendenza è quella di de-industrializzare l’Italia e far sì che nel 2015 (cioè dopodomani) sia una nazione in cui il gioco d’azzardo è la prima industria del paese, leader nel mondo.

Da capitani d’industria a biscazzieri: questa è la trasformazione in atto, è bene saperlo.

Da sottolineare il fatto che nessuna di queste società produce nè lavoro, nè occupazione nè mercato. Muovono i soldi vostri, fanno soltanto questo. Alcuni non hanno neppure un ufficio. Prendono spiccioli alla massa di disperati e li moltiplicano per cinque, dieci, venti volte. Indignarsi non serve, così come è inutile –oltre che perdente- denunciare qualcosa che è legale. E’ un controsenso. Bisogna far propria (e incorporarla) l’idea della “Oscenità divenuta Legale”. Siamo finiti tutti dentro un film porno, mettetela così. Lo scoramento dei miei concittadini è pari a quello che potrebbe provare un giovane in una melanconica e piovosa domenica autunnale, quando passeggia per strada sperando di vivere un incontro sentimentale che lo riempia di emozioni passionali e di vibrazioni indimenticabili, e gli capita di incontrare una bella ragazza che lo guarda e gli proprone “vuoi che ti faccia vedere il culo?”. Noi italiani viviamo dentro questo film. Tutto ciò per rimarcare che non se ne esce facendo cortei o denunciando lobbisti che non esistono per far credere che esistano scenari diversi da quelli reali.

Si cambia soltanto cambiando le Leggi. E se non verrà fatto, si andrà avanti così. Diventiamo tutti partecipanti, magari a nostra insaputa. Ci hanno infilato dentro il paradosso della oscenità legalizzata. Se non lo si capisce, allora ci si condanna a tenersi le video slot e bisogna pure stare zitti. Bisogna elaborare la giusta opposizione all’oscenità legalizzata. Hanno reso osceno perfino il calcio. Chi lo segue ha visto con i propri occhi come il Milan abbia vinto alla Fiorentina il posto in Champions League in maniera legale: grazie a un rigore fantasma, secondo me inesistente, perché sul campo l’arbitro è, appunto, la Legge. Ventidue giorni fa, dopo una burrascosa riunione a Milano di carattere finanziario, dopo l’uscita dal consiglio di amministrazione di Mediobanca, Berlusconi deve avergliela giurata a Diego Della Valle. Non ho idea di quale strategia politica debba essere attuata. Non posso che fare ciò che ritengo sia mio dovere nel rispetto della cittadinanza: allertare su questa nuova fase e prendere atto che finirà per oscurare le nostre vite oscenizzando le nostre esistenze.

Chi sta in parlamento, qualunque sia il gruppo politico di appartenenza, o apre una gigantesca vertenza, subito, a salvaguardia degli interessi della collettività contro l’ingordigia sciacalla di finanzieri e loro accomunati, oppure ne diventa complice.

Altro che lobbisti, qui la situazione va cambiata a furor di popolo.

Come diceva Eduardo De Filippo “a da passà a nuttata”.

Ma è necessario attivare una furibonda passione civica individuale.

Ormai, se lo decidono, possono fare, legalmente, ciò che vogliono, come vogliono e quando lo vogliono.

Bisogna ritrovare il coraggio di scandalizzarsi ancora.

Ogni giorno. Tutti i giorni.

Scandalizzatevi! E scandagliate il vostro sdegno dovunque e comunque.

Link: http://www.liberi-pensieri.info/2013/05/e-in-atto-un-piano-di-riconversione-dallindustria-manifatturiera-al-gioco-dazzardo-ecco-i-nomi-dei-finanzieri-delle-aziende-delle-persone-coinvolte/

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