Testimone oculare rivela: “Ho visto Benedetto XVI uccidere una bambina”

Posted By On 08 nov 2013

Benedetto XVI – notare il simbolo rosacroce sul collare

“Ho visto Joseph Ratzinger partecipare all’omicidio rituale di una bambina”:
Testimone oculare di un sacrificio rituale svoltosi nel 1987 conferma il racconto di Toos Nijenhuis d’Olanda.

Bruxelles – Il processo penale di un papa è vicino. I politici italiani hanno accettato di lavorare con l’ITCCS (http://itccs.org/) in una comune azione legale contro il papato per la protezione di un fuggitivo ricercato dalla giustizia: il deposto Papa Benedetto XVI.

L’accordo è arrivato dopo che un nuovo testimone oculare ha confermato il coinvolgimento di Ratzinger in un sacrificio rituale di bambini in Olanda nel mese di agosto del 1987.

“Ho visto Ratzinger partecipare all’omicidio di una bambina in un castello francese nell’anno 1987″, ha dichiarato il testimone, che era un partecipante regolare nella tortura rituale di culto e l’uccisione di bambini.

“E’ stato brutto e orribile e non è successo solo una volta. Ratzinger ha preso spesso parte. Lui, Alfrink (olandese cardinale cattolico)e il Principe Bernardo (fondatore del Bilderberg) erano solo alcuni degli umomini più importanti che ne hanno preso parte”.

Questo nuovo testimone conferma il racconto di Toos Nijenhuis, una donna olandese che andò in pubbllico con la sua testimonianza oculare di crimini simili che coinvolgono Ratzinger, Alfrink e Bernardo.

Lo scorso 11 febbraio, poco dopo le sue dimissioni dalla carica di papa, Ratzinger è stato condannato per crimini contro l’umanità in data 25/02/2013, dalla Common Law Court of Justice con sede a Bruxelles, e un mandato d’arresto globale è stato emesso contro di lui. Da allora, egli ha eluso l’arresto rimanendo all’interno delle mura della Città del Vaticano con un decreto dell’attuale papa Francesco.

L’emergere di questa nuova prova ha spinto un gruppo di politici italiani ad accettare di lavorare con l’ITCCS nell’affrontare il papato con un caso giudiziario con papa Bergoglio, per il suo riparo di Ratzinger e la sua complicità in crimini di guerra.

“Stiamo cercando di rivedere se non abolire i Patti Lateranensi del nostro paese con il Vaticano, le cui azioni ad ospitare stupratori e assassini di bambini certamente soddisfano la definizione di un’organizzazione criminale transnazionale nell’ambito del diritto internazionale”, ha dichiarato un portavoce di uno dei politici.

In risposta, durante la stessa settimana del 7 ottobre, quando sono emerse queste nuove accuse, il Vaticano ha avviato una serie di attacchi contro i gruppi ITCCS in Europa coinvolti nel documentare l’impegno della chiesa cattolica nel culto rituale dell’omicidio.

Operatori retribuiti hanno sabotato il lavoro in Olanda e Irlanda dell’ITCCS e il 14 ottobre il sito principale dell’ITCCS è stato distrutto dagli stessi sabotatori.
Fonti politiche a Roma hanno rivelato che questi attacchi sono stati pagati e cordinati attraverso l’ufficio dell’agenzia di spionaggio del Vaticano, conosciuta come la “Santa Alleanza” fondata a Roma nel 1913. Sono coinvolti anche gli agenti del Nunzio Apostolico in Olanda, Mons. Andrè Dupuy coinvolto direttamente con 2 dei sabotatori, e l’arcivercovo di Dublino, Diarmuid Martin, che pure ha pagato tangenti per disturbare il lavoro dell’ITCCS fatto in Irlanda.

“Ovviamente il Vaticano è nel panico. Si tratta di un buon segno”, ha commentato il segretario dell’ITCCS di New York, Kevin Annet. “La marea politica si è spostata contro la chiesa e non è più possibile per assassini e stupratori di bambini nascondersi dietro il trattato Laterano. La gerarchia ecclesiastica sta usando i suoi soliti metodi di menzogne e disinformazione per spostare l’attenzione dalla propria colpevolezza criminale”.

In risposta ai rinnovati attacchi contro il suo lavoro, la direzione centrale dell’ITCCS a Bruxelles ha fatto il seguente annuncio per i media di tuto il mondo e i suoi affiliati in 26 paesi:

1 – Durante il mese di novembre, la nostra rete convocherà una conferenza stampa globale a Roma con i politici italiani per annunciare una nuova fase della nostra campagna di separazione che implica il potere secolare del Vaticano. Questa campagna prevede il lancio di una nuova azione legale di diritto comune contro l’attuale papa e dei suoi agenti per complicità in crimini contro l’umanità e del culto rituale dell’omicidio.

2 – Per salvaguardare questi sforzi, il nostro sito principale http://www.itccs.org è stato restaurato e protetto con nuove funzionalità di sicurezza. Inoltre, d’ora in poi, tutte le sezioni ITCCS opereranno sotto una carta ufficiale che tutti i membri devono firmare e su cui devono giurare.

3 – A titolo informativo, il nostro titolo è stato compromesso e sequestrato dagli agenti pagati e conosciuti con gli alias “Mel e Richard VE”, che agiscono nella deliberata opposizione al ITCCS per infangare il nostro lavoro ed il buon nome del nostro segretario Kevin Annett.

4 – Jorge Bergolio (alias papa Francesco) e altri funzionari del Vaticano sono ora sotto inchiesta penale per reati schifosi che coinvolgono il traffico, la tortura e l’uccisione di bambini.

Si prega di stare sintonizzati per ulteriori annunci e azioni.

Questa dichiarazione è stata rilasciata il 28 ottobre 2013, dalla Direzione Centrale del Tribunale Internazionale sui Crimini di Chiesa e Stato (ITCCS) a Bruxelles in Belgio.

Contact: itccscentral@gmail.com

Fonte http://itccs.org/

Traduzione italiana http://luniversovibra.altervista.org

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Lutto e dolore nella 'famiglia papale' morta una delle suore di RatzingerSiamo nel 2010. Sta succedendo di tutto. Oggi sappiamo che cominciava il Count Down per le dimissioni di Ratzinger. Ma il 10 maggio fu egli stesso a dichiarare che il messaggio di Fatima era tutt’altro che esaurito.

Proviamo ad immaginare un Papa che deve decidere sotto pressione di lasciare. Con chi
avrebbe parlato per prima? Con Padre Jorge, Gabriele, le Memores Domine, ecc.. E magari lo avrebbero scoraggiato e prolungato l’agonia Vaticana. Insomma era prima meglio isolare
Ratzinger anche sotto la pressione del dispiacere. Gabriele poi, per il nome, poteva essere un buon messaggio da portare anche all’esterno della Curia, per chi ancora non avesse capito che siamo giunti alla fine dei tempi.
Non credo che Gabriele apprezzasse Ratzinger. Ha parlato di Spirito Santo, di missioni.
C’é di mezzo la questione Madjugorie e NeoCatecumenali perorata invece da Bertone, il loro vero nemico…

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Manuela Camagni, una delle quattro assistenti laiche di Ratzinger, è stata falciata la scorsa notte mentre attraversava un tratto della via Nomentana. Faceva parte della comunità “Memores Domini”, citata anche nel recente libro “Luce del mondo” assieme ai due segretari personali. “Con loro guardiamo la tv o un film, ceniamo insieme e festeggiamo il Natale”

di MARCO ANSALDO Benedetto XVI

CITTA’ DEL VATICANO – C’è qualcosa di profondamente toccante – se una morte improvvisa possa mai considerarsi, com’è sempre, ingiusta – nella scomparsa di Manuela Camagni, una delle quattro assistenti laiche del Papa, falciata la scorsa notte mentre attraversava un tratto della via Nomentana, a Roma.

Proprio ieri, infatti, i primi lettori che hanno avuto sotto mano il libro di Benedetto XVI “Luce del mondo”, pubblicato con immediato successo dalla Libreria Editrice Vaticana (tiratura iniziale: 50 mila copie, e di cui è prevista già il 2 dicembre una seconda ristampa), hanno potuto leggere quanto il Pontefice sia attaccato alla sua famiglia pontificia, tra cui figurano appunto le quattro donne laiche della comunità “Memores Domini” che lo assistono nelle faccende domestiche e gli preparano i pasti. Loro quattro costituiscono la sua famiglia, più i due segretari personali di Joseph Ratzinger, il più noto monsignor Georg Gaenswein, tedesco, e il maltese Alfred Xuereb, che compare sempre al suo fianco nei suoi spostamenti e viaggi.

Nel libro, nel quale il Papa risponde alle domande del giornalista bavarese Peter Seewald, proprio al primo capitolo, intitolato “I Papi non cadono dal cielo”, Benedetto a un certo punto si diffonde a parlare della sua famiglia. Cosa fa  –  gli chiede il suo intervistatore – un Papa nel tempo libero, ammesso che ne abbia? “Cosa fa?  –  replica Ratzinger  –  Intanto, anche nel tempo libero deve esaminare documenti e leggere atti. Rimane sempre tanto lavoro da fare. Poi con la famiglia pontificia  –  quattro donne della comunità dei “Memores Domini” e i due segretari  –  ci sono i pasti in comune, e questo è un momento di distensione”.

Guardate insieme la televisione?, chiede ancora Seewald. “Guardo il notiziario  –  è la risposta  –  insieme ai miei segretari, e qualche volta anche un dvd”. Quali film le piacciono? “C’è un film molto bello su santa Giuseppina Bakhita, una donna africana, che abbiamo visto recentemente. Poi ci piace Don Camillo e Peppone…”. Immagino che conosca a memoria ogni episodio. (Il Papa ride). “Non tutti”. Dunque esiste anche un Papa “privato”… “Certo. Insieme alla famiglia pontificia festeggiamo il Natale, nei giorni festivi ascoltiamo musica e conversiamo. Festeggiamo gli onomastici e a volte recitiamo insieme i vespri. Insomma, le feste le passiamo insieme. E poi, insieme ai pasti, in comune c’è soprattutto la Santa Messa del mattino. E’ un momento particolarmente importante nel quale a partire dal Signore siamo insieme in modo molto intenso”.

Fin qui il libro del Papa. Il quale, questa mattina, appresa la notizia, è rimasto sconvolto dal grande dolore e si è subito ritirato in preghiera. Manuela Camagni era una suora laica di 56 anni dell’ordine delle Memores Domini: si tratta di un gruppo di donne laiche consacrate di Comunione e liberazione che accudiscono e vivono nell’Appartamento papale insieme al segretario personale Gaenswein e al vice-segretario Xuereb. Le altre tre consorelle sono note nell’ambiente vaticano con i loro nomi di battesimo, Loredana, Cristina e Carmela.

Manuela è stata investita e uccisa nella tarda serata di ieri mentre attraversava a piedi via Nomentana all’altezza dell’incrocio con viale Pola, vicino a Villa Torlonia. La suora stava attraversando la strada insieme a dei conoscenti, per raggiungere l’auto parcheggiata dall’altra parte, quando è stata travolta da una Fiat Panda. Dopo un volo di sei metri, ha sbattuto la testa sul marciapiede. Trasportata in codice rosso al Policlinico Umberto I, è morta poco dopo. L’investitore si è fermato ed è stato identificato. Originaria di Cesena, suor Manuela aveva prestato il suo servizio anche a Tunisi, al tempo in cui era vescovo monsignor Fouad Twal, attuale patriarca latino di Gerusalemme.

Per una coincidenza assolutamente singolare, l’incidente alla suora del Papa è avvenuto all’incrocio con viale Pola, la strada che porta alla sede centrale dell’Università Luiss, un tempo la cattolica Pro Deo, uno dei principali centri informativi del Vaticano. Proprio in quella strada, a soli 30 metri dall’incidente, all’edificio contrassegnato con il numero 12, abitava un tempo Felix Morlion, un domenicano belga dell’Ordine dei passionisti, poi noto agli inquirenti per avere avuto fortissimi legami con i servizi segreti americani. Sue tracce si trovano infatti nella vicenda dell’attentato del Lupo grigio turco Alì Agca a Papa Woityla. In un sopralluogo che un Agca scortatissimo da poliziotti fece proprio a viale Pola, l’attentatore disse che l’ordine di agire gli fu dato a Roma in un appartamento di quella strada, nella residenza di Sergei Antonov, uno dei tre bulgari arrestati quando il turco, a un anno dall’attentato, cominciò a indicare la pista di Sofia.

Il killer venuto da Malatya descrisse quella casa nei particolari, disegnandone addirittura una piantina dettagliatissima. Solo un particolare non corrispose: una porta, che Agca descrisse come scorrevole, a scomparsa nel muro, che risultò invece essere del tutto normale. Il lato curioso di questa “confusione” è che la descrizione di Agca corrispondeva invece perfettamente all’appartamento sottostante, che era uno degli appartamenti di proprietà dell’università Pro Deo, in uso proprio a Morlion.

Chi fece queste rivelazioni, in sede della commissione di indagine Mitrokhin sull’attentato al Papa, fu Giulio Andreotti, che citò come testimone il senatore Giuseppe Consolo, avvocato dei bulgari, che gli aveva parlato della strabiliante vicenda della piantina. Il tutto finì con una battuta di spirito di Andreotti. E nessuno indagò più su questa strana combinazione.

Padre Morlion, servitore discreto di 5 papi e attivo in molti campi non sempre ecclesiastici, morì nel 1987. Triste pensare oggi che le finestre dove fu forse concepito, o perfezionato, l’attentato a Wojtyla, si affaccino proprio sul pezzo di strada dove l’altra notte ha perso la vita la suora assistente di Ratzinger.

(24 novembre 2010)

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