(Versione completa)Pubblicato il 25 ottobre 2013 da in Complotti

cover-Sgrena“No, le cose non sono andate come vi hanno raccontato. Lo hanno mandato a morire…” Sulla liberazione di Giuliana Sgrena e l’uccisione di Nicola Calipari c’è un’altra verità. Imbarazzante per il nostro governo (siamo nel 2005 Ndr) e, ancor piu’ per gli Americani. Mister X (un superagente italiano dei servizi antiterrorismo) tormenta un paio di occhialini rotondi in stile Ghandi. E snocciola la sua ricostruzione di quanto è accaduto nella notte di venerdì quattro marzo a Baghdad, con rabbia malcelata. La sequenza è da thriller cinematografico. Un gippone nero blindato con i vetri oscurati percorre Al-Janub Street. A bordo quattro uomini, agenti segreti armati, e una donna bendata e assopita. L’automobile prosegue decisa in un buio che fa paura. Destinazione: aeroporto internazionale di Baghdad. Ma qualcosa o qualcuno cambia il programma. Ilgippone si ferma. La donna, tra voci concitate, viene fatta scendere e consegnata a un altro uomo che la fa salire a bordo di una Toyota senza vetri blindati. Giuliana Sgrena si accomoda dietro, in mezzo a due funzionari, uno dei quali è Nicola Calipari. Davanti ci sono l’autista, maggiore dei carabinieri, e un quarto agente. La Toyota riparte con i cinque passeggeri. Poco dopo, gli spari che uccidono il funzionario del Sismi, colpiscono il carabiniere e feriscono la giornalista del Manifesto, liberata dopo un mese di sequestro. Sono le ultime fasi di un film vero e tragico. Gli ultimi minuti di vita del poliziotto Nicola Calipari, lo 007 di 52 anni in corsa per diventare capo del Sismi, il servizio segreto militare oggi (2005) diretto dal generale della Guardia di Finanza Nicolò Pollari. Mister X conosceva bene Calipari. E io conosco bene lui. Mister X racconta «la fine di un’ ottima persona» con il solo vincolo di non citare il suo nome. Più per ragioni d ‘ufficio che per paura di essere riconosciuto. E’ uno dei responsabili del servizio antiterrorismo della Nato istituito dopo l’attentato alla stazione Atocha di Madrid che costò la vita a più di duecento persone l’11 marzo 2004. È giovane, vive nel nord Italia anche se a casa ci sta poco. Durante l’operazione Sgrena, ha seguito passo dopo passo i suoi uomini che hanno organizzato operativamente la liberazione della giornalista.
Il nostro incontro avviene in un bar alla periferia di una grande città. «Gli agenti che sono andati a prenderla sono del mio dipartimento e operano da due anni in Iraq»: è molto arrabbiato per come sono andate le cose, per un dramma che forse si poteva evitare e per quello che è stato detto e scritto sui cinque minuti di follia che sono costati la vita a Calipari. La sua versione dei fatti, sottolinea, non è peraltro incompatibile con gran parte di quanto ha riferito la Sgrena in prima persona: il racconto della prigionia e del rilascio scritto sul Manifesto dove, per esempio, descrive il suo passaggio, bendata, da un’auto a un’altra. La storia che ci racconta Mister X comincia da una drammatica riunione romana che contraddice quanto affermato da Berlusconi e ancor più decisamente da Fini …
«Cinque milioni di euro. Sono usciti dalle casse riservate della Presidenza della repubblica. Però ai rapitori ne sono arrivati 3,2. Sì, 3,2, anche se nei verbali c’è scritto cinque, glielo dico con certezza. Mi chiederà dove sono finiti gli altri, che strade hanno preso un milione e ottocento mila euro, più di tre miliardi e mezzo delle vecchie lire. Questo non glielo posso dire perché non ho le prove. Ho le prove, invece, del fatto che abbiamo consegnato denaro ai terroristi. Un paradosso no? Fanno gli attentati organizzandosi con i soldi dei servizi segreti dei paesi contro cui mettono le bombe. Mah! Eppure eravamo a un passo dal decidere di fare un blitz. I miei erano in grado di liberare Giuliana Sgrena senza pagare un euro di riscatto. Invece nell’ultima riunione a Roma, una riunione un po’ concitata con il Sismi e altre autorità, è prevalsa la linea di pagare. Qualcuno ha chiesto anche un contributo all’ambasciata americana, che . però questa volta non ha tirato fuori un centesimo. A differenza di quanto è successo con le due Simona».Gli ordini sono ordini.
«Abbiamo studiato il piano. Dopo infinite discussioni siamo arrivati a questo: i miei uomini dovevano prelevare la Sgrena e consegnarla al dottor Nicola Calipari e a un funzionario della Cia all’aeroporto di Baghdad. I sette chilometri di strada dovevano essere percorsi a bordo del nostro fuoristrada. I soldati americani di guardia ai tre check-point ·che dovevamo superare, corrispondenti ad altrettanti anelli di sicurezza antiterrorismo e antiterroristi, erano informati del passaggio della nostra macchina . Invece tra il secondo e il terzo anello, in una delle zone che noi stessi avevamo segnalato come tra le piu’ pericolose, veniamo fermati dal dottor Calipari che ci chiede di consegnargli la giornalista. l ragazzi gli dicono fino a dopo il terzo chek-point è molto pericoloso. Temono un attentato e poi gli americani non avrebbero riconosciuto l’auto. Alla fine, però, obbediscono a quello che era comunque un ordine. Giuliana Sgrena sale a bordo della Toyota dove, come da protocollo militare, ci sono, oltre a Calipari, altri tre agenti. Due davanti e due dietro (in realtà secondo alcune indiscrezioni il quarto uomo dietro sarebbe stato un terrorista ferito). La Sgrena si siede dietro, in mezzo tra Calipari e un altro funzionario dei servizi segreti. Cinque, erano in cinque su quella maledetta macchina. E io parlo solo se ho le prove».Che cosa sia successo esattamente poche centinaia di metri dopo, al check point volante dove avviene la sparatoria, lo stabilirà l’inchiesta congiunta italo-americana (Invece no). Tuttavia, le fonti interne ai servizi accreditano fortemente la tesi dell’incidente. In quelle ore, spiegano, si attendeva il passaggio del convoglio blindato di John Negroponte, lo “zar” americano in Irak. Lo stato era di massima allerta. È probabile che i marines abbiano aperto il fuoco convinti che quella Toyota solitaria e senza insegne fosse un’autobomba.
Ma il mistero è un altro. Perché le autorità italiane decidono di trasportare la Sgrena all’aeroporto in tutta fretta anziché farle trascorrere la notte in ambasciata per poi viaggiare di giorno, in condizioni di sicurezza? E ancora: perché avviene il trasbordo non programmato dal gippone blindato a una macchina senza alcuna difesa? ·La spiegazione delle gole profonde concorda: da qualche tempo gli americani avevano acceso un riflettore sull’ attività professionale di Giuliana Sgrena. La sua passione pacifista, la sua posizione di ascolto nei confronti della dissidenza irachena, le sue critiche agli “occupanti”, le avevano guadagnato i sospetti delle autorità militari che, su di lei, pare avessero aperto addirittura un dossier. Sospetti che la Cia, ben cosciente delle posizioni assunte dalla sinistra italiana, non condivideva ma che vengono rafforzati presso la polizia militare dalle circostanze del rapimento. La Sgrena, infatti, è sequestrata il venerdì (!!!) all’uscita di una moschea dove si raccolgono i profughi di Falluja e dov’è stata ospite dell’Imam per alcune ore. In più, si sa che gli italiani sono disposti a pagare, una prassi che il comando americano avversa fortemente.
Dopo la liberazione della giornalista- affermano le nostre fonti- i militari Usa avevano tutta l’intenzione di interrogarla e, in caso di rifiuto, erano disposti anche a un fermo. E questo sarebbe stato, ovviamente, un disastro d’immagine per le autorità italiane oltre che un ulteriore calvario per la giornalista. Da qui la decisione di accelerare il ritorno della Sgrena in patria. Calipari è costretto a cambiare velocemente i suoi piani, fidando nella benevola collaborazione del responsabile Cia in aeroporto per raggiungere senza troppi intralci la scaletta dell’aereo dell’aereonautica in attesa. Ma i marines all’ultimo check-point non sono informati di nulla. E comunque non riconoscono l’auto. Il convoglio italiano non raggiungerà mai la sua meta. Un faro, appena un lampo. Nessun avvertimento. Dieci, dodici secondi di raffiche rabbiose (per coprire un solo, unico, colpo molto preciso su Calipari). Poi il buio. Un’altra notte di buio a Baghdad.
Marco Gregoretti

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Il Signoraggio ed il sistema che replica se stesso. Tutto fu possibile dalla distruzione del Regno delle Due Sicilie

Dalla Resistenza ad oggi sono 28 i caduti nell’adempimento del loro dovere di informare :

Piero Gobetti, muore il 16 febbraio 1926, a Parigi, dopo essere stato percosso dai fascisti. Quando muore ha 25 anni. La stessa cosa che accade a Giovanni Amendola, bastonato nel luglio 1925 e che morirà a Cannes il 7 aprile 1926. Poi Carlo Merli ed Enzio Malatesta, entrambi aderenti al Movimento Comunista d’Italia-Bandiera Rossa, furono arrestati l’11 dicembre 1943 e fucilati per ordine del Tribunale speciale tedesco.

La mafia ha assassinato in Sicilia Cosimo Cristina (5 maggio 1960, 24 anni); Mauro De Mauro (16 settembre 1970, 49 anni);Giovanni Spampinato (27 ottobre 1972, 26 anni); Giuseppe Impastato (10 maggio 1978, 30 anni), dilaniato da un’esplosione, che dai microfoni di Radio Out aveva denunciato gli affari mafiosi di Cinisi; Mario Francese (27 gennaio 1979, 54 anni); Giuseppe Fava (5 gennaio 1984, 59 anni), fondatore de I siciliani, ucciso per le sue inchieste sugli appalti edilizi e i collegamenti tra mafia e missili di Comiso; Mauro Rostagno (26 settembre 1988, 45 anni), redattore di una tv privata; Giuseppe Alfano del quotidiano La Sicilia (8 gennaio 1993, 48 anni).


La camorra ha assassinato, il 23 settembre 1985, per le sue inchieste sulle alleanze criminali a Torre Annunziata Giancarlo Siani, 26 anni, de Il Mattino, mentre ancora misteriose sono le cause dell’assassinio di Carmine (Mino) Pecorelli, direttore del settimanale OP il 20 marzo 1979 (per questo delitto è stato assolto il senatore a vita Giulio Andreotti accusato di essere il mandante).

Ed ancora : l’ex vicedirettore de La Stampa Carlo Casalegno (16 novembre 1977, 61 anni) e l’inviato speciale del Corriere della Sera Walter Tobagi (28 maggio 1980, 33 anni), presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, entrambi assassinati dalle Br.

In Mozambico, nel 1987, è stato assassinato il triestino Almerigo Grilz dell’agenzia di stampa Albatros. L’1 giugno 1993 fu ucciso in Bosnia il freelance Guido Puletti, 40 anni mentre il 20 marzo 1994 furono uccisi insieme, in Somalia, Ilaria Alpi, 33 anni, del TG3 e il telecineoperatore triestino Miran Hrovatin, 46 anni. Un anno dopo, il 9 febbraio del 1995, sempre in Somalia, fu assassinato, in un agguato, il telecineoperatore Rai Marcello Palmisano. Poi toccò ad altri tre triestini, il giornalista Marco Luchetta e gli operatori Alessandro Ota e Dario D’Angelo, assassinati a Mostar in Bosnia. Quindi Antonio Russo (15 ottobre 2000, 40 anni) inviato di Radio Radicale, sulla strada di Tblisi in Georgia. Russo fu l’ultimo giornalista a documentare la pulizia etnica a Pristina (Kosovo). E da ultimi, il medico-reporter Raffaele Ciriello in Palestina, ucciso dai soldati israeliani il 13 marzo 2002, Maria Grazia Cutuli (19 novembre 2001, 39 anni) del Corriere della Sera in Afghanistan ed Enzo Baldoni (26 agosto 2004, 50 anni) freelance ucciso in Iraq.

Ha scritto Giuseppe Fava prima di essere assassinato dalla mafia : “Io ho un concetto etico del giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere”.

Già. Un giornalismo fatto di verità. Parole sante verrebbe a dire. Che differenza con tanti omaggiati soloni del giornalismo attuale che non hanno neppure vergogna, e dichiarano, come se fosse un merito, di essere stati al soldo di una potenza straniera come spie o dei servizi segreti. Giornalisti, incapaci di combattere, per calcolo o convenienza, “le corruzioni e le violenze”.

VITTIME DI COSA NOSTRA

XIX secolo

Anni 1860

Anni 1870

Anni 1890

XX secolo

Anni 1900

Anni 1910

Anni 1920

Anni 1930

  • con il fascismo negli anni 30 la mafia sembrò sparire per l’azione repressiva dello stato[senza fonte].

Anni 1940

Anni 1950

Anni 1960

Anni 1970

Anni 1980

Antonino Burrafato, Vice Brigadiere di Polizia ; Il 29 giugno 1982 era la giornata della partita Italia – Argentina, il vento era afoso[1] e il vice-brigadiere si stava apprestando ad andare a lavoro. Giunto a piazza Sant’Antonio alle ore 15.30 a poche decine di metri dal carcere, un commando di quattro uomini lo uccise usando esclusivamente armi corte.

  • Salvatore Zangara (8 ottobre 1983), analista.
  • Giuseppe Fava, (5 gennaio 1984), giornalista.
  • Mario Coniglio, (14 novembre 1984), macellaio, Coniglio aveva 55 anni quando fu massacrato dentro la sua bottega di via degli Emiri alla Zisa, a sparare contro l’ambulante furono due sicari con il volto coperto, a bordo di un vespone.Testimone uno dei figli che si trovava accanto a lui mentre veniva ucciso.La sentenza ha riconosciuto la colpevolezza del padre di Ganci, Raffaele, boss del quartiere della Noce, e di Domenico Guglielmini, entrambi condannati a 30 anni di reclusione; confermata anche la condanna a 10 anni per il pentito Antonio Galliano, che aveva sempre negato il proprio coinvolgimento.
  • Roberto Parisi (23 febbraio 1985), imprenditore e presidente del Palermo calcio, assieme al suo autista Giuseppe Mangano.
  • Piero Patti (28 febbraio 1985), imprenditore. Rimane ferita anche la figlia Gaia di nove anni.
  • Giuseppe Spada (14 giugno 1985), imprenditore.
  • Strage di Pizzolungo (2 aprile 1985): Barbara Rizzo in Asta, signora morta nell’attentato con autobomba contro il sostituto procuratore Carlo Palermo, salvatosi miracolosamente; morti anche i due figli gemelli di Barbara Asta.
  • Giuseppe Montana (28 luglio 1985), funzionario della squadra mobile, dirigente della sezione contro i latitanti mafiosi.
  • Ninni Cassarà (6 agosto 1985), dirigente della squadra mobile di Palermo, e il suo collega Roberto Antiochia, agente di polizia.
  • Graziella Campagna (12 dicembre 1985), diciassettenne di Saponara (ME) che aveva riconosciuto due latitanti.
  • Claudio Domino (7 ottobre 1986), bambino di 11 anni che stava passeggiando davanti al negozio dei suoi genitori in via Fattori, nel quartiere di San Lorenzo a Palermo. Un giovane a bordo di una motocicletta lo chiamò per nome. Claudio si avvicinò, l’uomo premette il grilletto ed un proiettile lo raggiunse in fronte, tra gli occhi. Morì all’istante. Cosa Nostra attraverso le gabbie del bunker del carcere de L’Ucciardone, avevendolo concordato prima, fece leggere a Giovanni Bontade, fratello di Stefano Bontade (anche lui poi ucciso) un comunicato che condannava tale omicidio e che non attribuiva origini mafiose (Per tale comunicato pentiti quali Francesco Marino Mannoia e Giovanni Brusca hanno riferito che Giovanni Bontade fu ucciso l’anno seguente, avendo indirettamente ammesso l’esistenza di Cosa Nostra con quel “Noi..”). Polizia e Carabinieri per mesi brancolarono nel buio. Dopo vari possibili motivi, una recente sentenza in primo grado ha attestato che il piccolo sarebbe stato ucciso perché scomodo testimone di una relazione tra sua madre e Salvatore Graffagnino, titolare di un esercizio commerciale accanto alla cartoleria dei Domino. La mamma di Claudio ha respinto tali accuse. Precedentemente a tale sentenza, fonti confidenziali riferirono alla Squadra mobile che uno dei responsabili era Salvatore Graffagnino, che fu sequestrato il 26 dicembre dell’86, torturato e poi assassinato. Durante gli interrogatori, il padre di Claudio ha sempre smentito quelle voci secondo le quali sarebbe stato avvcinato da esponenti di Cosa Nostra e invitato a non indagare perché: «Claudio era stato vendicato».
  • Giuseppe Insalaco (12 gennaio 1988), ex sindaco di Palermo.
  • Natale Mondo, (14 gennaio 1988), agente di polizia scampato all’attentato in cui persero la vita Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, venne ucciso perché si era infiltrato nelle cosche mafiose.
  • Alberto Giacomelli (14 settembre 1988), ex magistrato in pensione.
  • Antonino Saetta (25 settembre 1988), giudice ucciso con il figlio Stefano Saetta.
  • Mauro Rostagno (26 settembre 1988), leader della comunità Saman per il recupero dei tossicodipendenti e giornalista, dai microfoni di una televisione locale faceva i nomi di capi mafia e di politici corrotti. Venne assassinato a Valderice (TP).
  • Pietro Polara (27 febbraio 1989), commerciante di macchine agricole.Venne assassinato a Gela (Provincia di Caltanissetta CL).
  • Antonino Agostino (5 agosto 1989), agente di polizia, e la moglie Ida Castelluccio, incinta di cinque mesi

Anni 1990

XXI secolo

Anni 2000

Note

  1. ^ Sicania

Nel 1947 si hanno anche la strage di Messina (marzo) durante uno sciopero sindacale e la strage di Partinico (22 giugno 1947), quando con la complicità della banda di Salvatore Giuliano la mafia prese d’assalto le Camere del Lavoro della provincia di Palermo. A Partinico rimasero uccisi Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono, entrambi dirigenti della locale Camera del Lavoro e della sezione del Pci.

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VITTIME DELLA CAMORRA

Anni ottanta

Anni novanta

  • Nunzio Pandolfi (18 maggio 1990), ammazzato a due anni nel rione Sanità, mentre era tra le braccia della zia, nella stessa stanza dove c’era il padre vero obiettivo dell’agguato, anch’esso ucciso.
  • Tobia Andreozzi (30 agosto 1990), un ragioniere incensurato, estraneo alla camorra fu eliminato per il solo fatto di trovarsi in compagnia del vero obiettivo dei sicari.
  • Fabio De Pandi, 21 luglio 1991, colpito durante un regolamento di conti.
  • Palmina Scamardella (1994) lasciando una figlia di un anno
  • Alberto Varone, 24 luglio 1991, ucciso dal clan di Sessa Aurunca(CE)per non aver voluto cedere la sua attività. Storia raccontata nel libro “La Bestia”, di Raffaele Sardo
  • Nunziante Scibelli (30 ottobre 1991, Lauro, AV) la faida Cava-Graziano miete la prima vittima innocente della sanguinosa guerra tra clan. Si chiama Nunziante Scibelli, ha 26 anni, è di Taurano e fa l’operaio. La sua colpa: passare pochi istanti dopo con la stessa macchina del vero obiettivo dei killer, un’Alfetta marrone. Succede a Ima, frazione di Lauro.
  • Giuseppe Diana (19 marzo 1994), parroco di Casal di Principe
  • Gioacchino Costanzo (15 ottobre 1995), un bimbo di due anni, viene ucciso per mano della camorra. Era in auto con lo zio, un pregiudicato, venditore di sigarette di contrabbando, che il “commando” di sicari aveva deciso di eliminare[1]
  • Raffaele Pastore (23 novembre 1996), commerciante di Torre Annunziata, ucciso dalla camorra nel suo stesso negozio per aver denunciato un’estorsione e aver fatto arrestare un camorrista[2]
  • Silvia Ruotolo (11 giugno 1997)
  • Alberto Vallefuoco (24 anni), Salvatore De Falco (21) e Rosario Flaminio (24), uccisi a Pomigliano d’Arco perché scambiati per componente di una banda rivale (20 luglio 1998)[3]
  • Giovanni Gargiulo (18 febbraio 1998), ammazzato a 14 anni[4]
  • Giustino Perna, 30 aprile 1999, assicuratore, ucciso per una vendetta trasversale nell’ambito della faida di Pianura.

Anni 2000

Anni 2010

  • Angelo Vassallo (5 settembre 2010), ammazzato con sette colpi di pistola, era il sindaco di Pollica noto per il suo attivismo ambientale ed d’opposizione alla criminalità organizzata. Il suo assassinio è ancora oggetto d’indagini ma appare chiara la matrice camorristica.
  • Vincenzo Liguori, (13 gennaio 2011), 57 anni, meccanico ucciso per errore in una sparatoria a San Giorgio a Cremano.
  • Pasquale Romano (15 ottobre 2012), 30 anni, ucciso per errore da due sicari in sella ad una moto nel quartiere di Marianella, al confine con Scampia[13].

Note

  1. ^ Gioacchino Costanzo, studenticontrolacamorra.org
  2. ^ Denuncia un’estorsione: freddato nel suo negozio Repubblica.it
  3. ^ 20 luglio 1998, tre operai uccisi per sbaglio dalla camorra
  4. ^ « Napoli, la camorra lo uccide a 14 anni », La Repubblica, 18 febbraio 1998
  5. ^ « Una corona per ricordare Gigi e Paolo », videocomunicazioni.com, 11 agosto 2008
  6. ^ « Nove anni fa Gigi e Paolo furono uccisi per errore dalla camorra », videocomunicazioni.com, 11 agosto 2009
  7. ^ Repubblica.it
  8. ^ 6 Dicembre 2004 Casavatore (NA). Ucciso Dario Scherillo, 26 anni, vittima Innocente della Criminalità., VittimeMafia.it
  9. ^ « Napoli, agguato a Scampia la faida uccide un’altra donna », La Repubblica, 15 gennaio 2005
  10. ^ « Sei condanne per il delitto Attrice »
  11. ^ 21marzo: Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia (Attilio Romanò)
  12. ^ Omicidio Bidognetti
  13. ^ «Ucciso per sbaglio con 14 colpi di pistola»

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L’elenco delle vittime del terrorismo dal dopoguerra ad oggi (1947-2008)


Elenco delle vittime del terrorismo nella Provincia di Milano e in altre Provincie della Lombardia dal 1969 al 1984 (1)

La Regione Lombardia, negli anni bui del terrorismo e dello stragismo ha avuto 17 morti e 84 feriti per la strage di piazza Fontana a Milano. Altri 4 morti si sono avuti nella strage della Questura di Milano con 44 feriti e 5 vittime nella strage mafiosa di via Palestro con 14 feriti, 8 morti nella strage di Brescia e 103 feriti. A questi caduti vanno aggiunti: 1 insegnante pensionata deceduta a Brescia in un attentato con bomba nascosta in una pentola a pressione; 6 morti per la strage del Treno Rapido 904 (2 di Milano, 4 di Abbiategrasso); 3 morti di Como e 1 morto di Pavia per la strage alla Stazione di Bologna. Il totale dei morti per strage ammonta a 45 morti e oltre 200 feriti lombardi.
La Lombardia, è stata colpita, con eguale violenza, dal terrorismo rosso e dal terrorismo eversivo di destra con ben 36 uccisioni nella sola Provincia di Milano e con ben 44 feriti. Altre 4 uccisioni si sono avuti in altri paesi e città lombarde per un totale di 40 vittime, alle quali vanno aggiunte le 18 vittime catalogate come morti per atti di violenza o di scontro politico, soprattutto a Milano.
Senza contare le numerose vittime del dovere e alcune vittime per attentati mafiosi. In totale, la Lombardia, conta 103 morti per atti di terrorismo e stragi, mentre i feriti sono circa 300.

-UCCISI

1 – 17/05/1972 Luigi CALABRESI, Commissario di Pubblica Sicurezza.
2 – 12/04/1973 Antonio MARINO, Guardia di Pubblica Sicurezza.
3 – 27/05/1973 Federico MASSARIN, Guardia di Pubblica Sicurezza.
4 – 15/10/1974 Felice MARITANO, Maresciallo Maggiore dei Carabinieri, ucciso in un conflitto a fuoco.
5 – 13/03/1975 Sergio RAMELLI, Studente liceale missino, vittima di un pestaggio da parte della sinistra eversiva, muore dopo un atroce agonia il 24/04/1975.
6 – 29/04/1976 Enrico PEDENOVI, Avvocato, consigliere provinciale del MSI-DN.
7 – 15/12/1976 Vittorio PADOVANI, Vice Questore di Milano ucciso a Sesto San Giovanni.
8 – 15/12/1976 Sergio BAZZEGA, Maresciallo di P.S., ucciso a Sesto San Giovanni.
9 – 19/02/1977 Lino GHEDINI, Brigadiere della polizia stradale viene assassinato sulla statale tra Milano e Rho.
10 – 14/05/1977 Antonio CUSTRA, Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza.
11 – 18/03/1978 Lorenzo IANNUCCI, Studente ucciso dalla destra eversiva in via Mancinelli.
12 – 18/03/1978 Fausto TINELLI, Studente ucciso dalla destra eversiva in via Mancinelli.
13 – 20/04/1978 Francesco DI CATALDO, Maresciallo degli agenti di custodia del carcere di San Vittore.
14 – 23/06/1978 Roberto GIRONDI, morì una settimana dopo il 30 giugno 1978, a seguito delle ferite riportate per l’esplosione di un ordigno a Seregno (Mi).
15 – 29/01/1979 Emilio ALESSANDRINI, Sostituto Procuratore della Repubblica.
16 – 16/02/1979 Pierluigi TORREGIANI, Gioielliere.
17 – 19/04/1979 Andrea CAMPAGNA, Agente della Digos.
18 – 08/01/1980 Antonio CESTARI, Agente di Pubblica Sicurezza Commissariato Ticinese.
19 – 08/01/1980 Rocco SANTORO, Agente di Pubblica Sicurezza Commissariato Ticinese.
20 – 08/01/1980 Michele TATULLI, Agente di Pubblica Sicurezza del Commissariato Ticinese.
21 – 05/02/1980 Paolo PAOLETTI, Direttore tecnico della Icmesa.
22 – 19/03/1980 Guido GALLI, Magistrato.
23 – 28/05/1980 Walter TOBAGI, Giornalista del Corriere della Sera.
24 – 12/11/1980 Renato BRIANO, Dirigente della Ercole Marelli.
25 – 26/11/1980 Ezio LUCARELLI Carabiniere.
26 – 28/11/1980 Manfredo MAZZANTI, Dirigente industria Falk.
27 – 17/02/1981 Luigi MARANGONI, Direttore sanitario del Policlinico.
28 – 03/06/1981 Antonio FRASCA, Addetto alla vigilanza nell’Alfa Romeo di Arese fu ucciso dai militanti di “Prima linea”.
29 – 15/07/1981 Luigi CARLUCCIO, Brigadiere di Pubblica Sicurezza.
30 – 19/09/1981 Francesco RUCCI, Vice brigadiere degli agenti di custodia di San Vittore.
31 – 19/10/1981 Carlo BUONANTUONO, Agente di Pubblica Sicurezza.
32 – 19/10/1981 Vincenzo TUMMINELLO, Agente di Pubblica Sicurezza.
33 – 13/11/1981 Eleno Anello VISCARDI, Agente della Digos.
34 – 18/11/1981 Erminio Vittorio CARLONI, Guardia giurata della Mondialpol, ucciso in un aiuola
spartitraffico in viale Zara, 106.
35 – 16/07/1982 Valerio RENZI, Maresciallo dei Carabinieri, ucciso nell’ufficio postale di Lissone.
36 – 26/08/2004 Enzo BALDONI, Pubblicitario e collaboratore de “Il Diario” (ucciso in Iraq).

Le vittime del terrorismo in altri paesi o città della Lombardia

1 – 12/02/1977 Lorenzo FORLEO, Appuntato dell’Arma dei Carabinieri, ucciso a Carpenedolo (Brescia) da esponenti dell’estrema destra.
2 – 23/02/1979 Rosario SCALIA, Guardia giurata, fu ucciso dai “Comitati Comunisti Rivoluzionari” durante una rapina alla Banca Agricola Milanese a Barzanò (Como).
3 – 13/03/ 1979 GURRIERI Giuseppe, Appuntato dell’Arma dei Carabinieri di Bergamo, cadde in una violenta colluttazione quando due terroristi della “Guerriglia Proletaria”, armati e mascherati, fecero irruzione in un ambulatorio per sequestrare un medico che faceva servizio presso gli Istituti penitenziari di Bergamo.
4 – 18/12/1980 Alfio ZAPPALÀ, Guardia giurata in servizio di sorveglianza a Zinasco (Pavia) presso una banca fu ucciso da alcuni terroristi dei “Comitati Comunisti Rivoluzionari,” che compivano una rapina per autofinanziamento.

(1)L’elenco è stato aggiornato anche alle più recenti vittime come Enzo Baldoni e, nel caso degli scontri politici, anche negli anni successivi al 1984.UCCII

Le vittime della violenza, degli incidenti politici costruiti o involontari
e degli scontri politici in Milano dal 1969 al 1986

Come l’inizio della stagione dello stragismo a Milano e in Italia si concretizza con la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969, così la strategia degli opposti estremismi si realizza con l’uccisione dell’Agente di Pubblica Sicurezza Antonio Annarumma.
Durante un corteo dell’Unione comunisti italiani marxista leninisti, Annarumma resta ucciso da un tubo d’acciaio scagliato da uno dei manifestanti. Un coro di proteste alimenta “la maggioranza silenziosa”, che chiede, con insistenza, alle forze dell’ordine l’utilizzo del “pugno di ferro” contro le manifestazioni della sinistra extraparlamentare.
Abbiamo individuato 18 vittime per scontri e violenza politica (2).

1 – 19/11/1969 Antonio ANNARUMMA, agente di Pubblica Sicurezza, ucciso in via Larga.
2 – 16/12/1969 Giuseppe PINELLI, l’anarchico muore, precipitando dalla finestra della Questura di Milano per un “malore attivo”.
3 – 12/12/1970 Saverio SALTARELLI, studente ucciso in via Larga da un candelotto lacrimogeno lanciato dalla polizia ad altezza d’uomo nel corso della manifestazione per l’anniversario di piazza Fontana.
4 – 11/03/1972 Giuseppe TAVECCHIO, pensionato, muore colpito da un candelotto lacrimogeno nel corso degli scontri di “guerriglia urbana” attorno alla sede del Corriere della Sera.
5 – 23/01/1973 Roberto FRANCESCHI, studente, ucciso da un colpo d’arma da fuoco nel corso degli scontri presso l’Università Bocconi.
6 – 24/03/1974 Lucio TERMINIELLO, impiegato di banca, fu ucciso al Parco Lambro dalla destra neo-fascista.
7 – 16/04/1975 Claudio VARALLI, studente, ucciso a colpi di pistola dal missino Braggion.
8 – Aprile 1975 Carlo SARONIO, sequestrato e poi ucciso in un’operazione organizzata da Fioroni per finanziamento.
9 – 17/04/1975 Giannino ZIBECCHI, ucciso in piazza Cavour, durante la manifestazione per commemorare la morte di Varalli.
10 – 25/05/1975 Alberto BRASILI, studente lavoratore, viene aggredito e ucciso a pugnalate da un gruppo di destrorsi “sanbabilini” in via Mascagni.
11 – 27/04/1976 Gaetano AMOROSO, viene ucciso a coltellate dai neofascisti presso la Casa dello Studente a Città degli Studi in via Pascoli.
12 – 25/11/1978 Mauro BRUTTO, giovane cronista dell’Unità, che cercava di far luce sulla morte di Fausto e Iaio, finirà investito da un’auto pirata.
13 – 31/12/1978 Domenico BORNAZZINI, commerciante.
14 – 01/12/1978 Carlo LOMBARDI, macellaio.
15 – 1/12/1978 Piero MAGRI, autista.
(questi ultimi tre vengono uccisi in via Adige, ove si era verificata una sparatoria da due appartenenti di “Prima Linea” perché le tre vittime avevano espresso in un bar di Porta Romana, opinioni politiche contrarie a quelle degli imputati individuati.
16 – 1980 William VACCHER, viene assassinato da Prima Linea, perché accusato di essere un confidente della polizia per il delitto del giudice E. Alessandrini.
17 – 23/02/19086 Luca ROSSI, studente di solo 20 anni, viene ucciso da un colpo d’arma da fuoco, sparato accidentalmente da un agente di polizia per sedare una rissa in piazzale Lugano.
L’Associazione Luca Rossi, nasce il 30 luglio 1992, per l’educazione alla pace e all’amicizia fra i popoli.
18 – 17/03/2003 Davide “Dax” CESARE, militante del Centro Sociale O.R.So (Officina di Resistenza Sociale), ucciso a coltellate all’Ospedale San Paolo (quartiere Barona) dai fratelli neofascisti Federico e Mattia Morbi e dal loro padre Giorgio Morbi che li ha spalleggiato ed è stato prosciolto per mancanza di prove della sua partecipazione diretta all’agguato mortale.

(2) Lorenzo Iannucci, Sergio Ramelli e Fausto Tinelli risultano nell’elenco del Ministero dell’Interno, tra i beneficiari della legge del 3 agosto 2004, n. 206 recante “nuove norme a favore delle vittime terrorismo. Non abbiamo elementi sufficienti per sapere se sono state inserite anche altre vittime di questo elenco o del perché siano state escluse.

-FERITI

1 – 15/05/1975 Massimo DE CAROLIS, avvocato, allora capogruppo DC a Palazzo Marino.
2 – 07/10/1975 Cosimo VERNICH, brigadiere degli agenti di custodia del carcere di San Vittore.
3 – 10/11/1975 Valerio DI MARCO, dirigente della Innocenti.
4 – 02/04/1976 Matteo PALMIERI, capo delle guardie della Magneti Marelli.
5 – 11/03/1976 Fulvio NERI, ginecologo.
6 – 24/01/1977 Nicola TOMA, funzionario della Sit-Siemens.
7 – 15/03/1977 Guglielmo RESTELLI, caporeparto della Breda.
8 – 18/04/1977 Bruno RUCANO, capo del personale della società Vanossi.
9 – 19/05/1977 Giuseppe GHETTI, medico chirurgo specialista in medicina del lavoro, ferito nel suo ufficio di Seveso, mentre tutti gli altri furono feriti a Milano.
10 – 14/05/1977 Marzio GOLINELLI, edicolante sparato al volto mentre passava in strada.
11 – 02/06/1977 Indro MONTANELLI, giornalista, direttore del “Giornale Nuovo”.
12 – 09/06/1977 Fausto SILINI, caporeparto della Breda.
13 – 12/06/1977 Vito PATRONO, carabiniere.
14 – 12/06/1977 Gesuino SOLISI, carabiniere.
15 – 20/06/1977 Giuseppe D’AMBROSIO, caporeparto della Sit-Siemens.
16 – 25/06/1977 Roberto ANZALONE, medico e presidente dell’associazione medici mutualistici milanesi.
17 – 30/06/1977 Luciano MARRACANI, dirigente della FIAT-OM.
18 – 23/10/1977 Carlo ARIENTI, consigliere comunale DC.
19 – 08/11/1977 Aldo GRASSINI, dirigente dell’Alfa Romeo.
20 – 31/01/1978 Armando GIROTTO, titolare della omonima tipografia.
21 – 16/02/1978 Domenico SEGALA, dirigente dell’Alfa Romeo.
22 – 04/05/1978 Umberto DEGLI INNOCENTI, dirigente della Sit – Siemens.
23 – 08/05/1978 Diego FAVA, medico capo della sezione Inam di Porta Ticinese.
24 – 10/05/1978 Franco GIACOMAZZI, dipendente della Montedison.
25 – 11/05/1978 Massimo ASTARITA, funzionario della Chimical Nank.
26 – 12/05/1978 Tito BERARDINI, segretario di una sezione DC.
27 – 05/07/1978 Gavino MANCA, funzionario della Pirelli.
28 – 29/09/1978 Ippolito BESTONSO, dirigente dell’Alfa Romeo.
29 – 13/11/1978 Mario MARCHETTI, direttore sanitario di San Vittore.
30 – 24/01/1979 Battista FERLA, capo infermiere del Policlinico di Milano.
31 – 16/02/1979 Alberto TORREGIANI, figlio del gioielliere Pierluigi ucciso nel suo negozio, mentre Alberto rimase gravemente ferito e oggi vive su di una sedia a rotelle.
32 – 20/12/1979 Ferdinando MALATERRA, vice capo infermiere del Policlinico di Milano.
33 – 20/12/1979 Nino MANFREDI, vice capo infermiere del Policnico di Milano.
34 – 10/02/1980 Mario MIRAGLIA, ingegnere e dirigente d’azienda.
35 – 21/02/1980 Pietro DELLERA, capo reparto dell’Alfa Romeo.
36 – 01/04/1980 Emilio DE BUONO, giornalista de “il Popolo e del Presidente Circolo culturale Prealpi”.
37 – 01/04/1980 Antonio IOSA, presidente Circolo culturale Carlo Perini.
38 – 01/04/1980 Eros ROBBIANI, segretario DC sezione “L. Perazzoli” .
39 – 01/04/1980 Nadir TEDESCHI, parlamentare DC.
40 – 07/05/1980 Guido PASSALACQUA, giornalista de “La Repubblica”.
41 – 11/12/1980 Maurizio CARAMELLO, dirigente dell’Italtrafo.
42 – 28/06/1981 Sergio ALBERTARIO, tipografo.
43 – 27/07/1993 Aldo BERNAREGGI, vigile urbano del Comune di Milano.
44 – 28/06/1981 Armando PAGLIARO, vigile urbano del Comune di Milano.


Le vittime delle stragi a Milano


Strage di piazza Fontana
Banca Nazionale dell’Agricoltura 12 dicembre 1969 – 17 morti
Strage questura di Milano – 17 maggio 1973 – 4 morti
Arnoldi Giovanni anni 42
China Giulio anni 57
Corsini Eugenio anni …
Dendena Pietro anni 45
Gaiani Carlo anni 37
Galatioto Calogero anni 37
Garavaglia Carlo anni 71
Gerli Paolo anni 45
Mocchi Vittorio anni …
Papetti Gerolamo anni 78
Pasi Mario anni 48
Perego Carlo anni 74
Sangalli Oreste anni 49
Scaglia Angelo anni 61
Silva Carlo anni 71
Valè Attilio anni 52
Bortolon Gabriella anni 23
Panzino Giuseppe anni 64
Massarin Federico anni 30
Bertolazzi Saida anni 61

Strage di via Palestro -27 Luglio 1993-
5 morti
Ferrari Alessandro anni 30
Locatena Carlo anni 26
Pasotto Sergio anni 34
Picerno Stefano anni 37
Moussafir Idris anni 44

Le vittime della strage di piazza della Loggia a Brescia senza colpevoli come per la strage di piazza Fontana di Milano

– Brescia, piazza della Loggia, 28 maggio 1974

Banzi Bazoli Giulietta, anni 34, insegnante
Bottardi Milani Livia, anni 32, insegnante
Calzari Trebeschi Clementina, anni 31, insegnante
Natali Euplo, anni 69, pensionato
Pinto Luigi, anni 25, insegnante
Talenti Bartolomeo, anni 56, operaio
Trebeschi Alberto, anni 37, insegnante
Zambarda Vittorio, anni 60, pensionato

– 16/12/1976 a Brescia, Bianca Daller, una pensionata insegnante, viene uccisa dalle schegge per lo scoppio di un ordigno racchiuso in una pentola a pressione, nascosta in una borsa.

Le vittime milanesi nella strage del 23 dicembre 1984 treno rapido 904

Angela Calvanese in De Simone, anni 33
Giovanni De Simone, anni 40
Anna De Simone, anni 9
Nicola De Simone, anni 22
Giacchino Taglialatela, anni 50
Federica Taglialatela, anni 12

Le vittime lombarde di Como nella strage del 2 agosto 1980- Stazione di Bologna

Anna Maria Bosio in Mauri, anni 28
Carlo Mauri, anni 32
Luca Mauri, anni 6
Vincenzina Sala in Zanetti, di Pavia, anni 50

Strage di Piazza Fontana 12/12/1969

I feriti saranno 84 di cui 33 dipendenti della banca:
Agnelli Guglielmo, Aiello Salvatore, Airoli Carlo Antonio, Arioli Giuseppe, Barbieri Luigi, Bellaviti Antonio, Bellaviti Felice, Benigni Mario, Bergo Vittorio, Canepari Egidio, Cantoni Giuseppe, Caria Ezio, Carini Riccardo, Cattaneo Mario, Cerabolini Bruno, Cipolla Domenico, Codecà Luigi, Colombo Carlo, Cugini Franco, De Franceschi Renato, Falappi Adelfino, Falappi Giulio, Fiocchi Gianfranco, Ghirardi Enrico, Grioni Francesco, Lesmo Agostino, Magenes Primo, Martinetti Luigi, Meroni Dino, Messa Giacomo, Migliavacca Battista, Mocchi Raffaele, Morstabilini Giovani Maria, Nava Felice, Negri Giuseppe, Ortelli Taricio, Papetti Giocondo, Papetti Piero, Pirola Giuseppe, Pizzamiglio Enrico, Pizzamiglio Patrizia, Pizzocaro Angelo, Taveggia Antonio, Ubertone Angelo, Vaiani Francesco, Valtorta Felice, Villa Serafino, Ancona Dario, Barater Giuseppe, Bellemo Sergio, Boccola Gianfranco, Bodini Carlo, Bodini Gabriella, Buchetti Adino Bruno, Caldara Luigi, Cattaneo Guglielmo,
Cei Guido, Codecasa Erminio, Delprimo Pietro, De Mauro Corrado, Fornara Attilio, Foti Pasquale, Galimberti Alberto, Gavardi Pietro, Labombarda Raffaele, Lancellotti Franco, Maiocchi Francesco, Nobili Loris, Parachini Roberto, Pinchiroli Egidio, Pozzi Giuseppe, Prina Roberto, Riva Carlo, Roffi Arnaldo, Serra Francesco, Torella Osvaldo, Troni Pietro, Villa Quirino, Volo Pietro e Zumaglino Edgardo.

I FERITI MILANESI DELLE SEGUENTI STRAGI:


Strage stazione di Bologna 02/08/1980

Castaldo Roberto

Strage Rapido 904 del 23/12/1984
Verrone Luigi e Verrone Nicola

Strage di Fiumicino del 26/12/1985

Pincassi Abraham

Strage di Via Palestro 27/07/1993
Bernareggi Aldo e Armando Pagliaro


ASSOCIAZIONE ITALIANA VITTIME DEL TERRORISMO E DELL’EVERSIOINE CONTRO L’ORDINAMENTO COSTITUZIONALE DELLO STATO
Sede: Presso Amministrazione Provinciale di Torino
Via Maria Vittoria, n. 12 – 10123 TORINO
Telefono 011/8125406 Fax 011/ 8122488

Elenco Nazionale delle Vittime del Terrorismo

Elenco dei magistrati caduti per attentati di terrorismo *

1 – OCCORSIO VITTORIO, Roma 24.07.1976 (Ordine Nuovo)
2 – COCO FRANCESCO, Genova 08.06.1976 (Brigate rosse)
3 – PALMA RICCARDO, Roma 14.02.1978 (Brigate rosse)
4 – TARTAGLIONE GIROLAMO, Roma 10.10.1978 (Brigate rosse)
5 – CALVOSA FEDELE, Patrica (Frosinone) 8.11.1978 (Unione comunisti combattenti)
6 – ALESSANDRINI EMILIO, Milano 20.01.1979 (Prima Linea)
7 – BACHELET VITTORIO, Roma (università Sapienza) (Brigate rosse)
8 – GIACUMBI NICOLA, Salerno 16.03.1980 (Brigate rosse)
9 – MINERVINI GIROLAMO, Roma 18.03.1980 (Brigate rosse)
10 – GALLI GUIDO, Milano 19.03. 1980 (Prima Linea)
11 – AMATO MARIO, Roma 23.06.1980 (Nuclei armati rivoluzionari)

* DAGA LUIGI è stato annoverato fra le vittime civili del fondamentalismo islamico

Elenco dei civili caduti negli attentati terroristici

1 – ALA CARLO, dipendente industria Brandizzo,Torino 31.08.1980
2 – ALLEGRETTI LUIGI, cuoco, Roma 10.03.1980
3 – BIAGI MARCO, economista, Bologna 19.03.2003
4- ALBERTO BRASILI, studente, Milano 25.05.1975
5 – BRIANO RENATO, dipendente industria Ercole Marelli, Milano 12.01.1980
6 – CASALEGNO CARLO , giornalista de “La Stampa”,Torino 16.11.1977
7 – CIVITATE CARMINE, barista, Torino 18.07.1979
8 – COGGIOLA PIERO, funzionario Industria, Torino 28.09.1978
9 – CONTI LANDO, vice Sindaco,Firenze 10.02.1986
10 – CRESCENZIO ROBERTO, studente, Torino 01.010.1977
11 – CROCE FULVIO, avvocato, Torino 28.04.1977
12 – D’ALLEO SEBASTIANO, guardia giurata, Torino 21.10.1982
13 – D’ANTONA MASSIMO, economista, Roma 209.05.1999
14 – DEL COGLIANO RAFFAELE, Napoli 27.04.1982
15 – GHIGLIENO CARLO, funzionario industria, Torino 21. 09.1979
16 – GIRALUCCI GRAZIANO, rappresentante, Padova 1.06.1974
17 – GORI SILVIO, dirigente industriale, Venezia/Mestre 29.01.1980
18 – IURILLI EMANUELE, studente, Torino 09.03.1974
19 – MARANGONI LUIGI, Milano 17.02.1981
20 – MATTEI STEFANO, Roma 1604.1973
21 – MATTEI VIRGILIO , Roma 16.04.1973
22 – MAZZANTI MANFREDO, Milano 29.11.1980
23 – MAZZOLA GIUSEPPE, Padova 01.06.1974
24 – MORO ALDO, statista e presidente DC, Roma 09.05.1978
25 – PAOLELLA ALFREDO, Napoli 1978
26 – PAOLETTI PAOLO, dirigente industriale, Milano 05.02.1980
27 – PECI ROBERTO, Roma 3 agosto 1981. Roberto fratello del pentito Patrizio, viene sequestrato dalle b.r. scissioniste movimentaste di Giovanni Senzani il 10 giugno 1981 e dopo 54 giorni di prigionia viene processato e ucciso a sangue freddo. I terroristi firmano la condanna e l’esecuzione con undici colpi di pistola e l’intonazione dell’inno “L’internazionale”.
28 – PEDENOVI ENRICO, avvocato, Milano 29.04.1976
29 – PEDIO ANTONIO, guardia giurata, Torino 21.10.1982
30 – PETRI EMANUELE, agente polizia ferroviaria, 02/03/2003
31 – PISCIUNERI GIUSEPPE, guardia giurata, Torino 15.12.1978
32 – RAMELLI SERGIO, studente, Milano 29.04.1975
33 – ROSSA GUIDO, sindacalista, Genova 24.01.1979
34 – ROSSI PAOLO, Roma 27.03.1966
35 – ROSSI WALTER, Roma 30.09.1977
36 – MASI GIORGIA, studentessa, Roma 19.05.1977
37 – RUFFILLI ROBERTO, costituzionalista e senatore, Forlì 16.04.1988
38 – SABBADINI LINO, macellaio, Venezia/Mestre 16.02.1979
39 – TALIERCIO GIUSEPPE, dirigente industria, Venezia 6.07.1981
40 – TARANTELLI EZIO, economista, Roma 27.03.1985
41 – TOBAGI WALTER, giornalista Corriere della Sera, Milano 28.05.1980
42 – TORREGGIANI PIERLUIGI, gioielliere, Milano16.02.1979
43 – CARLONI ERMINIO VITTORIO, guardia giurata, Milano 18/11/1982

Elenco aggiuntivo dei deceduti civili considerati, a vario titolo, dal Ministero dell’Interno vittime del terrorismo (3)

1 – BIGONZETTI FRANCO, Roma 07.01.1978
2 – CARDILLO ANTONIO, Roma 29.09.1967
3 – CECCHETTI STEFANO, Roma 19.01.1978
4 – CECCHINI FRANCESCO, Roma. 16.06.1979
5 – CIAVATTA FRANCESCO, Roma 07.011978.
6 – DI NELLA PAOLO, Roma 8.02.1983
7 – FALVELLA CARLO, Salerno 07.07.1972
8 – GIRONDI ROBERTO, Seregno, 23/06/1978
9- IANNUCCI LORENZO, Milano 18.03.1978
10 – LEANDRI ANTONIO, Roma ucciso per sbaglio dai NAR al posto di un avvocato.
11 – MANCIA ANGELO , Roma 12.03.1980
12 – PISTOLESI ANGELO, Roma 28.12.1977
13 – SENA DANTE, professore, Roma attentato alle “Linee aeree turche” 1973
14 – TINELLI FAUSTO, Milano 18.03.1978
15 – VERBANO VALERIO, Roma 22.02.1980
16 – ZICCHIERI MARIO, Roma 29.101975
Totale vittime civili per fatti di terrorismo n. 58

(3) Fra il 1970 e il 1983 furono uccisi 21 militanti del Movimento Sociale Italiano. I 21 delitti dei giovani di estrema destra durante gli anni di piombo, furono dimenticati da una congiura del silenzio. Solo con l’approvazione della legge n. 206 del 3 agosto 2004, molte di queste vittime furono inserire nell’elenco dei deceduti civili da parte del Ministero dell’Interno. Fra gli elenchi riportati mancano, tuttavia i seguenti nominativi: GIAQUINTO Alberto, MANTAKAS Micky, RECCHIONI Stefano, VENTURINI Ugo, ALLEGRETTI Luigi e ci scusiamo per qualche ulteriore dimenticanza. Sui militanti dell’MSI è stato pubblicato da Luca Telese il volume “Cuori Neri” edito da Sperling e Kupfler, Milano, Gennaio 2006.


ASSOCIAZIONE ITALIANA VITTIME DEL TERRORISMO E DELL’EVERSIONE CONTRO
L’ORDINAMENTO COSTITUZIONALE DELLO STATO

Elenco dei caduti per fatti di terrorismo, appartenenti alle “Forze Polizia” o alle “Forze Armate”

1 – ALBANESE ALFREDO, Commissario Capo, Venezia 12.05.1980
2 – ALBERGHINA FILIPPO, Agente di P.S., 24.12.1984
3 – AMMATURO ANTONIO, Vice Questore, Napoli 15.07.1982
4 – ARNESANO MAURIZIO, Agente P.S., Roma 06.021980
5 – ATZEI BENITO, Vice Brigadiere dei Carabinieri, Roma 08.10.1982
6 – BATTAGLINI VITTORIO, Maresciallo dei Carabinieri, Genova 21.11.1979
7 – BAZZEGA SERGIO, Maresciallo P.S., 15.12.1976
8 – BERARDI ROSARIO, Maresciallo P.S.,Torino 10.03.1978
9 – BUONANTUONO CARLO, Agente di P.S., Milano 19.10.1981
10 – CALABRESI LUIGI, Commissario Capo, Milano 17.05.1972
11 – CAMPAGNA ANDREA, Agente Digos, Milano19. 04.1979
12 – CAPOBIANCO CIRO, Guardia P.S., Roma dicembre 1982
13 – CARBONE LUIGI, Brigadiere P.S., Napoli 27.04.1981
14 – CARRETTA GIUSEPPE, Guardia P.S., 08.06.1982
15 – CASU ANTONIO, Appuntato dei Carabinieri, Genova 25.01.1980
16 – CERAVOLO GIOVANNI, Appuntato P.S., 24.01.1975
17 – CESTARI ANTONIO, Agente P.S., Milano 08.01.1980
18 – CINOTTI RAFFAELE, Vice Brigadiere Agenti Custodia, Roma 07.04.1981
19 – CIOTTA GIUSEPPE, Agente di P.S., Torino 12.03.1977
20 – CODOTTO ENEA, Appuntato Carabinieri, 05.02.1981
21 – CORTELLESSA IPPOLITO, Appuntato dei Carabinieri, 11.08.1980
22 – COTUGNO LORENZO, Agente di Custodia, Torino 11.04.1978
23 – CUSANO FRANCESCO, Vice Questore, Vercelli 01.09.1986
24 – CUZZOLI PIERO, Brigadiere dei Carabinieri, 11.08.1980
25 – D’ALFONSO GIOVANNI, Appuntato dei Carabinieri, 05.06.1975
26 – DEJANA ANTIOCO, Appuntato Carabinieri, Genova 08.06.1976
27 – DE MARCO MARIO, Guardia P.S., Salerno 08.08. 1982
28 – DI CATALDO FRANCESCO, Agente di Custodia, Milano 24.04.1978
29 – DI LEONARDO GIOVANNI, Agente P.S., Roma 01.05.1985
30 – DIONISI FAUSTO, Agente P.S., Firenze 20.01.1978
31 – DI ROMA CIRIACO, Agente P.S., Roma 23.10.1981
32 – ESPOSITO ANTONIO, Commissario Capo, Genova 21.06.1978
33 – EVANGELISTA FRANCESCO, Appuntato P.S., Roma 28.05.1980
34 – GALVALIGI ENRICI, Generale dei Carabinieri, Roma 31.12.1980
35 – GALLUZZO ANTONIO, Guardia P.S., Roma 24.06.1982
36 – GHEDINI LINO, Brigadiere P.S., 19.02.1977
37 – GIORGIERI LICIO, Generale Aeronautica, Roma anno 1987
38 – GRANATO MICHELE, Guardia P.S., Settembre 1979
39 – GUERRIERI GIUSEPPE, Appuntato dei Carabinieri,13.03.1979
40 – IOZZINO RAFFAELE, Agente P.S., Roma 16.03.1978
41 – LANARI ROLANDO, Agente Scelto P.S., Roma14. 02.1987
42 – LANZA SALVATORE, Agente P.S., Torino15. 12.1978
43 – LANZAFAME SANTO, Appuntato dei Carabinieri, 06.081981
44 – LEONARDI ORESTE, Maresciallo Maggiore dei Carabinieri, Roma 16.03.1978
45 – LOMBARDI GIUSEPPE, Appuntato P.S., 22.10.1975
46 – LOMBARDINI ANDREA, Brigadiere dei Carabinieri, 05.12.1974
47 – LORUSSO GIUSEPPE, Agente di Custodia, Torino 19.01.1979
48 – LUCARELLI EZIO, Brigadiere dei Carabinieri, 26.11.1980
49 – LUCCHESI BRUNO, Appuntato P.S., 23.10.1976
50 – MANA BARTOLOMEO, Vigile Urbano, Torino 13.07.1979
51 – MARINO ANTONIO, Guardia P.S., Milano 14.04.1973
52 – MARITANO FELICE, Maresciallo Maggiore dei Carabinieri, 15.07.1974
53 – MARONESE LUIGI, Carabiniere, 15.10.1974
54 – MARTINI EDOARDO, Guardia Scelta P.S., Bolzano 30.09.1967
55 – MASSARIN FEDERICO, Guardia P.S., Milano 27.05.1973
56 – MEA ANTONIO, Brigadiere P.S., Roma 03.05.1979
57 – NIEDDA ANTONIO, Appuntato P.S., 04.09.1975
58 – OLLANU PIERINO, Guardia P.S., 03.05.1979
59 – PADOVANI VITTORIO, Vice Questore, Milano 15.12.1976
60 – PALUMBO PRISCO, Agente P.S., Roma 14.12.1976
61 – PORCEDDU SALVATORE, Agente P.S., Torino 15.12.1978
62 – RADICI ROMANO, Carabiniere, 06.12.1981
63 – RAPESTA GIUSEPPE, Appuntato dei Carabinieri, Roma 12.05.1982
64 – RENZI VALERIO, Maresciallo Capo dei Carabinieri, 16.07.1982
65 – RICCI DOMENICO, Appuntato dei Carabinieri, 16.03.1978
66 – RIVERA GIULIO, Agente P.S., Roma 16.03.1978
67 – ROMITI MARINO, Maresciallo P.S., 07.12.1979
68 – RUCCI FRANCESCO, Vice Brigadiere Agenti Custodia, Milano 19.09.1981
69 – SAMMARCO FRANCO, Guardia P.S., Roma 08.06.1982
70 – SANTORO ANTONIO, Maresciallo agente di custodia, Udine, 06.06.1978
71 – SANTORO ROCCO , Brigadiere P.S., Milano 08.01.1980
72 – SAPONARA GIOVANNI, Agente P.S., Genova 08.06.1979
73 – SAVASTANO GIUSEPPE, Carabiniere, 21.01.1982
74 – SCRAVAGLIERI GIUSEPPE, Agente P.S., Roma 14.02.1987
75 – STRAULLU FRANCO, Capitano P.S., Roma 21.10.1981
76 – TARSILLI EURO, Agente P.S., Carabiniere, 21.01.1982
77 – TATULLI MICHELE, Agente P.S., Milano 08.01 1980
78 – TAVERNA DOMENICO, Maresciallo P.S., 27.11.1979
79 – TOSA MARIO, Carabiniere, Genova 21.11.1979
80- TUMINELLO VINCENZO, Agente P.S., Milano 19.10.1981
81- TUTTOBENE EMANUELE, Ten. Col. Carabinieri, Genova 25.01.1979
82 – VARISCO ANTONIO, Ten. Col. Dei Carabinieri, Roma 13.07.1979
83 – VINCI SEBASTIANO, Vice Questore, Roma 19.06.1981
84 – VISCARDI ELENO, Agente Digos, Milano 13.11.1981
85 – ZIZZI FRANCESCO, Vice Brigadiere P.S., Roma 16.03.1978

Non dimentichiamo, inoltre, le centinai di feriti, che hanno riportato gravi mutilazioni o invalidità perm-nenti a seguito di attentati terroristici e i familiari delle vittime vedove, orfani e familiari dei feriti.

Elenco aggiuntivo dei deceduti, a vario titolo, considerati dal Ministero dell’Interno vittime del terrorismo e di strage di tale matrice

1 – ARIU PALMERIO, Carabiniere, Sesto Pusteria (Bolzano) 26.08.1965
2 – BANDIERA ANTONIO, Guardia di P.S., 26.08.1982
3 – BARBORINI RENATO, Guardia di P.S., 06.02.1977
4 – CAGNAZZO VINCENZO, Tenente Colonnello Sarroch, (Cagliari) 14.09.1979
5 – CARLUCCIO LUIGI, Brigadiere P.S., Milano 15.07.1981
6 – CARACUTA NICETO, Appuntato dei Carabinieri, Firenze 15.03.1979
7 – CHIONNA ANTONIO, Appuntato dei Carabinieri, Martina Franca (Taranto) 03.06.1980
8 – CONTI OTTAVIO, Agente P.S., Gennaio 1985
9 – CUSTRA ANTONIO, Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza, 14.05.1977
10 – DE GENNARO LUIGI, Carabiniere, Sesto Punteria (Bolzano) 29.08.1985
11 – FEMIANO ARMANDO, Appuntato P.S., 22.10.1980
12 – FERRARO ANTONIO, Brigadiere, Peteano di Segrado (Gorizia), 31.05.1972
13 – FILIPPO GIUSEPPE, Guardia P.S., Bari 28.11.1980
14 – FOTI FILIUPPO, Brigadiere P.S., Bolzano 01.09.1967
15 – GENTILE FRANCESCO, Capitano Carabinieri, San Nicolò Comelico (Belluno) 25.06.1967
16 – GRAZIOSI CLAUDIO, Guardia P.S., 23.03.1977
17 – LUCCHESI BRUNO, Appuntato P.S., 23.10.1976
18 – MAZZOCCA GIUSEPPE, Carabiniere, Fermo (Ascoli Piceno) 28.07.1981
19 – MILANI LUCIANO, Appuntato dei Carabinieri, Bardi (Parma) 19.11.1979
20 – MUSSI GIANNI, Brigadiere P.S., 22.10.1975
21 – PANZETTA FRANCESCO, Appuntato dei Carabinieri, Fermo (Ascoli Piceno) 28.07.1981
22 – PORCIELLO DOMENICO, Brigadiere Carabinieri, Roma 1973 (attentato linee aree turche)
23 – POVEROMO DONATO, Carabiniere, Peteano (Gorizia) 31.05.1972
24 – STEFANINI GERMANA, Vigilatrice del Carcere di Rebibbia, Roma 28.01.1983
25 – TIRALONGO VITTORIO, Carabiniere, Selva dei Mulini (Bolzano) 3.09.1964

Il totale vittime delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate ammonta a n. 109, esclusi i caduti della strage di Nassiriya e dei caduti negli attentati del terrorismo fondamentalista islamico, sia in Iraq, sia in Afghanistan, sia in altri Paesi ove sono stati uccisi cittadini militari e civili italiani, non compresi in questo elenco.
Nel numerare l’elenco dei morti il mio pensiero va alle vite perdute, alle famiglie disarticolate e alla cappa di dolore che tutto avvolge. Riflettiamo sulle vittime del terrorismo, sui silenzi e sui quotidiani dolori dei familiari e dei feriti sopravvissuti. Non è possibile ingabbiare una cultura di paura, un senso di frustrazione, una solitudine psicologica (4)

(4) Le vittime delle stragi nell’Italia dei misteri sono a parte vedere volume A. Iosa “La storia di ieri e di oggi” alle pagine 355-357-359 – Edizione Fondazione Carlo Perini – Milano gennaio 2008.


RIEPILOGO GENERALE DELLE VITTIME DI TERRORISMO *
(escluse le vittime civili di stragi di tale matrice: vedere elenco a parte)

Categoria: Magistrati n. 11
Categoria: Vittime civili elenco Associazione Italiana di Torino “ 42
Categoria: Vittime civili elenco aggiuntivo del Ministero Interno “ 17
Categoria: Forze dell’Ordine elenco Associazione Italiana di Torino “ 85
Categorie: Forze dell’Ordine elenco aggiuntivo Ministero Interno “ 25
Categoria: Strage di Nassiriya “ 19
Categoria: Vittime civili estremismo islamico “ 24
Categoria: II strage di Nassiriya n. 4
Categoria: III attentato di Nassiriya n. 1
Categoria: strage di Kabul e attentati in Afghanistan n. 12
=====================================================================
Totale vittime del terrorismo n. 241 *
=====================================================================
* esclusi i 10 militari morti in incidenti vari e non per atti di terrorismo in Iraq e i 5 in Afghanistan. Escluse, altresì, le vittime per scontri o violenza politica il cui numero è imprecisato.

ELENCO DEI CADUTI DEL TERRORISMO NELLA STRAGE DI NASSIRIYA (IRAQ) 12 novembre 2003

01 – BECI MARCO – Direzione Generale Cooperazione MAE (civile)
02 – BRUNO MASSIMILIANO -Aiutante C.C.s.UPS, Raggruppamento Investigazione Scientifica, Roma
03 – CARRISI ALESSANDRO – 1° Caporal Maggiore 6° Reggimento Trasimeno
04 – CAVALLARO GIOVANNI – Sottotenente C.C. Nucleo Operativo Asti
05 – COLETTA GIUSEPPE – Brigadiere C.C. Stazione San Vitaliano, Napoli
06 – FERRARO EMANUELE – Caporal Maggiore 6° Reggimento Trasimeno
07 – FICUCIELLO MASSIMO – Capitano Reggimento Lagunari
08 – FILIPPA ANDREA – Appuntato C.C. 13° Reggimento Friuli Venezia Giulia
09 – FREGOSI ENZO – Sottotenente C.C.
10 – GHIONE DANIELE – Maresciallo Capo C.C. 13° Reggimento Friuli Venezia Giulia
11 – GHITTI IVAN – Brigadiere C.C. Reggimento 13° Reggimento Friuli Venezia Giulia
12 – INTRAVAIA DOMENICO – Vice Brigadiere C.C. Reggimento C.C. Sicilia
13 – MAIORANA HORATIO – Appuntato C.C. Battaglione Laives
14 – MERLINO FILIPPO – Maresciallo C.C.
15 – OLLA SILVIO – Maresciallo Capo 151° Reggimento Sasssari
16 – PETRUCCI PIETRO – Caporal Maggiore 151° Reggimento Sassari
17 – RAGAZZI ALFIO-Maresciallo Aiutante C.C.s.UPS,Raggrupp. Investigazione Scientifica, Roma
18 – ROLLA STEFANO – Dottore, Vice Ispettore Produzione “Gabbiano Film” (civile)
19 – TRINCONE ALFONSO – Sottotenente C.C. Nucleo Operativo Ecologico

ELENCO DEI CADUTI DEL TERRORISMO NELLA II STRAGE DI NASSIRIYA (IRAQ) 27 aprile 2006*

1 – CIARDELLI NICOLA – Capitano dell’Esercito del 185° Reggimento della Brigata Folgore
2 – DE TRIZIO CARLO – Maresciallo Capo dei Carabinieri
3 – FRASSINITO ENRICO – Sottufficiale dei Carabinieri – deceduto il 7 maggio 2006 a seguito delle ferite
4 – LATTANZIO FRANCO – Maresciallo Capo dei Carabinieri

*
BOGDAN HANCU – militare rumeno, deceduto con i quattro italiani

ATTENTATO DI NASSIRIYA (IRAQ) DEL 5 GIUGNO 2006

PIBIRI ALESSANDRO – Caporale Maggiore del 152° Reggimento della Brigata Sassari – anni25

STRAGI DI KABUL E ATTENTATI IN AFGHANISTAN

05/05/2006 pressi di KABUL
FIORITO MANUEL – Tenente del 2° Reggimento Alpini di Cuneo
POLSINELLI LUCA – Maresciallo del 9° Reggimento Alpini dell’Aquila

26/09/2006 pressi di KABUL
CARDELLA VINCENZO – Aplino caporalmaggiore, deceduto il 30/09/2006 a seguito delle ferite
LANGELLA GIORGIO – Alpino caporalmaggiore

22/09/2007 regione del Schindand
D’AURIA LORENZO – militare italiano del SISMI, deceduto il 04/10/2007 a seguito delle ferite

24/11/2007 villagigo di Paghman
PALADINI DANIELE – Maresciallo Capo del 2° Reggimento Pontieri di Piacenza

13/02/2008 a 60 km da Kabul
PEZZULO GIOVANNI – Primo Maresciallo ucciso mentre distribuiva viveri

Altri militari morti in Iraq (*)

16/05/2004 VANZAN MATTEO – Lagunare muore nell’attacco contro la Base White Horse.
5/07/2004 TARANTINO ANTONIO – Caporalmaggiore muore in un incidente stradale.
21/01/2005 COLA SIMONE, muore colpito a bordo del suo elicottero.
15/03/2005 MARRACINO SALVATORE – Parà della Folgore muore durante un’esercitazione
1/06/2005 BIONDINI MASSIMILIANO – Maresc. capo 7° Regg. Cavalieri dell’aria “Vega” Rimini
1/06/2005 BRIGANTI GIOVANNI – Capitano, 7° Regg. Cavalieri dell’aria “Vega” di Rimini
1/06/2005 CIRILLO MARCO – Maresciallo del 1° Regg. Aviazione dell’Esercito “Antares” Viterbo
1/06/2005 LIMA GIUSEPPE – Tenente colonnello del 7° Regg. dei Cavalieri dell’aria “Vega” di Rimini
14/07/2005 CASAGRANDE DAVIDE – Ranger dell’esercito muore a Nassiriya
22/09/2006 VITALIANO MASSIMO – Caporale Maggiore di 25 anni, morto in un incidente stradale

Altri militari morti in Afghanistan (*)

03/10/2004 BRUNO GIOVANNI – Caporalmaggiore, morto in un incidente stradale
03/02/2005 VIANINI BRUNO – Capitano di fregata, morto durante un volo di trasferimento da Herat a Kabul
11/10/2005 SANFILIPPO MICHELE – Caporalmaggiore, colpito accidentalmente dalla pistola di un commilitone
02/07/2006 LIGUORI CARLO – Tenente colonnello dell’Esercito, morto per arresto cardiaco
20/09/2006 ORLANDO GIUSEPPE – Caporalmaggiore, morto in un incidente stradale a 13 km da Kabul

(*) da onorare, ma non trattasi di vittime del terrorismo.


Le vittime civili del terrorismo fondamentalista islamico internazionale

Elenco delle vittime civili del terrorismo fondamentalista islamico *

1 – ALPI ILARIA – Giornalista del TG3, uccisa il 20/03/1994 a Mogadiscio in Somalia con il suo operatore Miran Hrovatin
2 – AMATO ANTONIO – Cameriere sgozzato al centro Oasis di Khobar in Arabia Saudita, il 30/05/2004
3 – BALDONI ENZO – Pubblicitario e collaboratore de “Il Diario” di Milano, Ucciso in Iraq. 26/08/2004
4 – BASTIANUTTI DANIELA – Impiegata di Casarano, strage di Sharm el Sheikh (Egitto), 27/07/2005
5 – BASTIANUTTI PAOLA -Impiegata di Casarano, strage di Sharm el Sheikh (Egitto), 27/07/2005
6 – CACCIA BENEDETTA – Impiegata nata a Roma e strage della Stazione di Londra- 7/07/2005
7 – COLOMBO SALVATORE – Vescovo di Mogadiscio in Somalia, ucciso il 09/07/1989
8 – CONTI GIOVANNI – Giornalista di Aci Trezza, ’attentato di Sharm el Sheikh (Egitto), 27/07/2005
9 – CONTI SEBASTIANO – Magazziniere di Aci Trezza, Sharm el Sheikh (Egitto), 27/07/2005
10 – CUTULI MARIA GRAZIA – Corrispondente del Corriere della Sera, uccisa in Afghanistan il 19/11/2001
11 – DAGA LUIGI – Giudice, ucciso in un attentato all’Hotel Semiramide del Cairo (Egitto). 27/03/1993
12 – FRAMMARTINO ANGELO – volontario pacifista di 24 anni, uffiso a coltellate da un ragazzo palestinese a Gerusalemme, 18/08/2006
13 – FUMAGALLI GRAZIELLA – dottoressa e missionaria laica, uccisa nell’ospedale di Merka, in Somalia, il 22/10/1995
14 – HROVATIN MIRAN – Operatore del TG3, ucciso in Somalia insieme ad Ilaria Alpi il 20/03/1994
15 – MAIORANA DANIELA – Giornalista di Aci Trezza, strage di Sharm el Sheikh (Egitto), 27/07/2005
16 – PRIVITERA RITA – Impiegata di Aci Trezza, strage di Sharm el Sheikh (Egitto), 27/07/2005
17 – QUATTROCCHI FABRIZIO – Guardia del Corpo di Genova, ucciso a Bagdad (Iraq),15/04/2004
18 – RINAUDO JESSICA – Impiegata, uccisa nell’attentato di Taba (Egitto), 13/10/2004
19 – RINAUDO SABINA – Impiegata, uccisa nell’attentato di Taba (Egitto), 13/10/2004
20 – SANTORO SALVATORE – Volontario, ucciso fuori Bagdad (Iraq), 16/12/2004
21 – SGORBATI LEONELLA – Suora missionaria, uccisa all’ospedale di Mogadiscio, in Somalia, il 17/09/2006
22 – TONELLI ANNALENA – volontaria laica, uccisa a Borama in Somalia il 05/10/2003
23 – WALI ANWARD AYAD, Italo – iracheno, ucciso a Bagdad nell’agosto del 2004
24 – YONA ROMANO, Ucciso nell’attentato di Instanbul. 15.11.2003

* Va onorato,i perché non considerato vittima del terrorismo: CALIPARI NICOLA, funzionario del Sismi, 04/03/2005 muore a Bagdad sull’auto che trasporta l’ostaggio liberato, Giuliana Sgrena del “Il Manifesto”

Le vittime civili Beci Marco e Rolla Stefano sono stati già inserite nell’elenco delle 19 persone uccise nella strage di Nassiriya.


Le vittime delle stragi


Portella della Ginestra – 1 MAGGIO 1947 – 11 MORTI
GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) (9)
TRENO FRECCIA DEL SUD
22 LUGLIO 1970 – 6 MORTI E 50 FERITI
Giovanni Megna anni 18
Vito Allotta “ 19
Vincenzo La Fata “ 7
Giovanni Grifò “ 12
Lorenzo di Maggio “ …
Francesco Vicari “ …
Castrenza Intravaia “ …
Giorgio Cusenza “ …
Margherita Clesceri “ …
Serafino Lasciari “ …
Filippo di Salvo “ …
Rita Camicia
Rosa Fazzari
Adriana Vassallo
Letizia Palumbo
Nicoletta Mazzocchio
Andrea Gamgemi anni 65

PETANO DI SAGRADO
31 MAGGIO 1972 – 3 MORTI
Antonio Ferraro “ 31
Franco Dongiovanni “ 23
Donato Poveromo “ 33

MALGA SASSO (BOLZANO)
9 SETTEMBRE 1966 – 3 MORTI

MILANO-QUESTURA
17 MAGGIO 1973 – 4 MORTI E 45 FERITI
Gabriella Bortolon “ 23
Giuseppe Panzino “ 64
Federico Masarin “ 30
Saida Bertolazzi “ 61
Eriberto Volgger
Martino Cossu
Franco Petrucci
CIMA VALLONA (BELLUNO)
25 GIUGNO 1967 – 4 MORTI

BRESCIA-PIAZZA DELLA LOGGIA
28 MAGGIO 1974 – 8 MORTI E 103 FERITI
Armando Piva
Francesco Gentile
Mario Di Lecce
Olivio Dordi

Giulietta Banzi Bazoli “ 34
Livia Bottardi Milani “ 32
Clementina Calzari Trebeschi “ 31
Alberto Trebeschi “ 37
Eupio Natali “ 69
Luigi Pinto “ 25
Bartolomeo Talenti “ 56
Vittorio Zambarda “ 60
MILANO-PIAZZA FONTANA
BANCA DELL’AGRICOLTURA
12 DICEMBRE 1969 – 16 MORTI E 88 FERITI
Giovanni Arnoldi “ 42
Carlo Perego “ 74
Giulio China “ 57
Giovanni Corsini “ …
Pietro Dendena “ 45
Carlo Gaiani “ 37
Calogero Glatioto “ 71
Carlo Garavaglia “ 67
Paolo Gerli “ 45
Luigi Meloni “ 37
Vittorio Mocchi “ …
Gerolamo Papetti “ 78
Mario Pasi “ 48
Oreste Sangalli “ 49
Angelo Scaglia “ 61
Carlo Silva “ 71
Attilio Valè “ 52
TRENO ITALICUS – SAN BENEDETTO VAL
DI SAMBRO
4 AGOSTO 1974 – 12 MORTI E 44 FERITI
Nicola Buffi anni 51
Maria Santina Carraro in Russo “ 47
Marco Russo “ 14
Nunzio Russo “ 49
Elena Celli “ 67
Elena Donatini “ 58
Tsugufumi Fukuda “ 32
Raffaella Garosi “ 22
Herbert Kontriner “ 35
Antidio Medaglia “ 70
Wilhelmus Jacobus Hanema “ 20
Silver Sirotti “ 25
BOLOGNA STAZIONE CENTRALE
2 AGOSTO 1980 – 85 MORTI
ANTONELLA CECI anni 19
ANGELA MARINO anni 23
LEO LUCA MARINO anni 24
DOMENICA MARINO anni 26
ERRICA FRIGERIO IN DIOMEDE FRESA anni 57
VITO DIOMEDE FRESA anni 62
CESARE FRANCESCO DIOMEDE FRESA anni 14
ANNA MARIA BOSIO IN MAURI anni 28
CARLO MAURI anni 32
LUCA MAURI anni 6
ECKHARDT MADER anni 14
MARGRET ROHRS IN MADER anni 39
KAI MADER anni 8
SONIA BURRI anni 7
PATRIZIA MESSINEO anni 18
SILVANA SERRAVALLI IN BARBERA anni 34
MANUELA GALLON anni 11
NATALIA AGOSTINI IN GALLON anni 40
MARINA ANTONELLA TROLESE anni 16
ANNA MARIA SALVAGNINI IN TROLESE anni 51
ROBERTO DE MARCHI anni 21
ELISABETTA MANEA VED. DE MARCHI anni 60
ELEONORA GERACI IN VACCARO anni 46
VITTORIO VACCARO anni 24
VELIA CARLI IN LAURO anni 50
SALVATORE LAURO anni 57
PAOLO ZECCHI anni 23
VIVIANA BUGAMELLI IN ZECCHI anni 23
CATHERINE HELEN MITCHELL anni 22
JOHN ANDREW KOLPINSKI anni 22
ANGELA FRESU anni 3
MARIA FRESU anni 24
LOREDANA MOLINA IN SACRATI anni 44
ANGELICA TARSI anni 72
KATIA BERTASI anni 34
MIRELLA FORNASARI anni 36
EURIDIA BERGIANTI anni 49
NILLA NATALI anni 25
FRANCA DALL’OLIO anni 20
RITA VERDE anni 23
FLAVIA CASADEI anni 18
GIUSEPPE PATRUNO anni 18
ROSSELLA MARCEDDU anni 19
DAVIDE CAPRIOLI anni 20
VITO ALES anni 20
IWAO SEKIGUCHI anni 20
BRIGITTE DROUHARD anni 21
ROBERTO PROCELLI anni 21
MAURO ALGANON anni 22
MARIA ANGELA MARANGON anni 22
VERDIANA BIVONA anni 22
FRANCESCO GOMEZ MARTINEZ anni 23
MAURO DI VITTORIO anni 24
SERGIO SECCI anni 24
ROBERTO GAIOLA anni 25
ANGELO PRIORE anni 26
ONOFRIO ZAPPALA’ anni 27
PIO CARMINE REMOLLINO anni 31
GAETANO RODA anni 31
ANTONINO DI PAOLA anni 32
MIRCO CASTELLARO anni 33
NAZZARENO BASSO anni 33
VINCENZO PETTENI anni 34
SALVATORE SEMINARA anni 34
CARLA GOZZI anni 36
UMBERTO LUGLI anni 38
FAUSTO VENTURI anni 38
ARGEO BONORA anni 42
FRANCESCO BETTI anni 44
MARIO SICA anni 44
PIER FRANCESCO LAURENTI anni 44
PAOLINO BIANCHI anni 50
VINCENZINA SALA IN ZANETTI anni 50
BERTA EBNER anni 50
VINCENZO LANCONELLI anni 51
LINA FERRETTI IN MANNOCCI anni 53
ROMEO RUOZI anni 54
AMORVENO MARZAGALLI anni 54
ANTONIO FRANCESCO LASCALA anni 56
ROSINA BARBARO IN MONTANI anni 58
IRENE BRETON IN BOUDOUBAN anni 61
PIETRO GALASSI anni 66
LIDIA OLLA IN CARDILLO anni 67
MARIA IDRIA AVATI anni 80
ANTONIO MONTANARI anni 86
TRENO RAPIDO 904- 23 DICEMBRE 1984 – 17 MORTI- FIRENZE VIA DEI GEORGOFILI – 27 MAGGIO 1993 – 5 MORTI
Giovanbattista Altobelli anni 51
Anna Maria Brandi ” 26
Angela Calvanese ”
in De Simone ” 33
Anna De Simone ” 9
Giovanni De Simone ” 4
Nicola De Simone ” 40
Susanna Cavalli ” 22
Lucia Cerrato ” 76
Pier Francesco Leoni ” 23
Luisella Matarazzo ” 25
Carmine Moccia ” 30
Valeria Moratello ” 22
Maria Luigia Morini ” 45
Federica Tagliatatela ” 12
Abramo Vastarella ” 29In seguito al trauma riportato:
Gioacchino Taglialatela
Giovanni Calabrò
Dario Capolicchio anni 22
Angela Fiume
in Nencioni ” 36
Caterina Nencioni mesi 6
Fabrizio Nencioni anni 39
Nadia Nencioni ” 9

MILANO VIA PALESTRO – 27 LUGLIO 1993 – 5 MORTI
Alessandro Ferrari anni 30
Carlo Locatena ” 26
Driss Moussafir ” 44
Sergio Pasotto ” 34
Stefano Picerno ” 37


LA STRAGE DI USTICA – 27 GIIUGNO 1980 – 81 MORTI

Cinzia Andres
Luigi Andres
Francesco Baiamonte
Paola Bonati
Alberto Bonfietti
Alberto Bosco
Maria Vincenza Calderone
Giuseppe Cammarota
Arnaldo Campanini
Antonio Candia
Antonella Cappellini
Giovanni Cerami
Maria Grazia Croce
Francesca D’Alfonso
Salvatore D’Alfonso
Sebastiano D’Alfonso
Michele Davì
Giuseppe Calogero De Ciccio
Rosa De Dominicis
Elvira De Lisi
Francesco Di Natale
Antonella Diodato
Giuseppe Diodato
Vincenzo Diodato
Giacomo Filippi
Enzo Fontana
Vito Fontana
Carmela Fullone
Rosario Fullone
Vito Gallo
Domenico Gatti
Guelfo Gherardi
Antonino Greco
Berta Gruber
Andrea Guarano
Vincenzo Guardi
Giacomo Guerino
Graziella Guerra
Rita Guzzo
Giuseppe Lachina
Gaetano La Rocca
Paolo Licata
Maria Rosaria Liotta
Francesca Lupo
Giovanna Lupo
Giuseppe Manitta
Claudio Marchese
Daniela Marfisi
Tiziana Marfisi
Erica Mazzel
Rita Mazzel
Maria Assunta Mignani
Annino Molteni
Paolo Morici
Guglielmo Norritto
Lorenzo Ongari
Paola Papi
Alessandra Parisi
Carlo Parrinello
Francesca Parrinello
Anna Paola Pellicciani
Antonella Pinocchio
Giovanni Pinocchio
Gaetano Prestileo
Andrea Reina
Giulia Reina
Costanzo Ronchini
Marianna Siracusa
Maria Elena Speciale
Giuliana Superchi
Antonio Torres
Giulia Maria Concetta Tripliciano
Pierpaolo Ugolini
Daniela Valentini
Giuseppe Valenza
Massimo Venturi
Marco Volanti
Maria Volpe
Alessandro Zanetti
Emanuele Zanetti
Nicola Zanetti


15 dicembre 1973 e 27 dicembre 1985 attentati suicidi a Fiumicino*

Il terrorismo arabo in Italia inizia la sua lunga sequela di attentati dal 7 dicembre 1973 all’aeroporto di Fiumicino cinque terroristi arabi s’impossessano di un aereo con passeggeri in ostaggio ed è strage. Si contano ben 32 morti e 15 feriti e altri attentati si susseguono a Rpma prendendo di mira soprattutto gli israeliani diretti a Tel Avvv.
Il 27 dicembre 1985, alle nove del mattino, un commando terroristico formato da quattro uomini entra nell’atrio dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino e si posiziona di fronte ai banchi accettazione delle compagnie aeree El Al e Twa. Poco dopo, i quattro uomini, armati di kalashnikov, cominciano a lanciare bombe a mano e a sparare sulla folla assembrata davanti ai banchi del check-in e nel bar vicino. Gli agenti della sicurezza israeliani e le forze dell’ordine italiane rispondono al fuoco; circa due minuti dopo, tre attentatori sono uccisi e il quarto catturato. L’attentato provoca 17 morti e settantasette feriti. Contemporaneamente, in
Austria, un commando formato da tre terroristi mette in atto lo stesso tipo di azione all’aeroporto Schwechat di Vienna, provocando tre morti e quaranta feriti. I giovani che formano i commando di Fiumicino e Vienna sono di età compresa tra i venti e i venticinque anni circa, provengono dai campi di Sabra e Chatila in Libano e considerano se stessi palestinesi. L’azione che hanno intrapreso è stata concepita come un’azione suicida.
Questa nuova manifestazione del terrorismo internazionale di matrice palestinese ha risultati politici disastrosi sia per l’OLP che per i suoi sostenitori in Europa, mettendo inoltre in serio pericolo i tentativi di dare vita a colloqui di pace in Medio Oriente. Gli atti terroristici sono rivendicati da quattro gruppi diversi. La prima rivendicazione giunge il giorno stesso dell’attentato, alle 16.30, con una telefonata alla rete radiofonica spagnola Ser: l’attentato è rivendicato a nome dell’organizzazione Abu Nidal nella Costa del Sol. La seconda rivendicazione,
che riguarda l’attentato di Vienna, è fatta attraverso una telefonata a una stazione di polizia austriaca: rivendica l’attentato a nome di un’organizzazione chiamata Ottobre Rosso. La terza rivendicazione, per entrambi gli attentati, giunge ad un’agenzia di stampa internazionale a Beirut ed è fatta a nome di un’altra organizzazione, le Cellule della guerriglia araba. La quarta rivendicazione giunge all’Agenzia Ansa di Milano e rivendica l’attentato a nome dell’OLP dichiarando: «Abbiamo colpito a Roma e a Vienna perché l’Italia tiene prigioniero un nostro capitano». Nonostante queste diverse rivendicazioni, gli attentati saranno infine attribuiti ad Abu Nidal, la cui fazione rappresentava una delle ali più estreme di tutto il terrorismo palestinese.

* Manca l’elenco delle 32 vittime della strage del 15 dicembre 1973 e delle 17 vittime della strage sempre all’Aeroporto di Fiumicino a Roma il 27 dicembre 1985

Tavola riassuntiva delle vittime del terrorismo e di stragi di tale matrice al 30 marzo 2004

Stragi che hanno coinvolto civili
luogo data deceduti fam.ri vivi con diritto a vitalizio invalidi => 80% in vita invalidi 25-79 % in vita invalidi < 25 % superstiti – speciali elargizioni
Piazza Fontana – Mi 12/12/1969 17 22 0 35 0 17
Questura di Milano 17/05/1973 1 1 0 0 0 1
Piazza della Loggia – BS 28/05/1974 8 10 0 2 9 8
Treno Italicus 04/08/1974 12 15 0 10 2 12
Strage di Bologna 02/08/1980 85 109 10 43 13 76
Rapido 904 23/12/1984 16 20 0 12 11 16
Aeroporto di Fiumicino – Roma 27/12/1985 13 16 0 0 0 13
Firenze – via Georgofili 27/05/1993 5 4 0 4 12 5
Milano – via Palestro 27/07/1993 5 4 0 2 0 5
Nassyria 12/11/2003 2 2 0 0 0 2
Istabul 15/11/2003 1 1 0 0 0 1

Forze di Polizia Magistrati e Forze armate
luogo data deceduti fam.ri vivi con diritto a vitalizio invalidi => 80% in vita invalidi 25-79 % in vita invalidi < 25 % superstiti – speciali elargizioni
forze di polizia e forze armate 133 180 22 14 10 127
Magistrati 11 26 0 0 0 11

Singoli attentati che hanno coinvolto civili
luogo data deceduti fam.ri vivi con diritto a vitalizio invalidi => 80% in vita invalidi 25-79 % in vita invalidi < 25 % superstiti – speciali elargizioni
49 63 2 38 10 49

TOTALE GENERALE
358 473 34 160 67 343