Dai documenti di don Luigi Villa un’inquietante contaminazione all’interno della Chiesa cattolica

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Il mondo è governato da tutt’altri personaggi che neppure immaginano coloro il cui occhio non giunge dietro le quinte. (Benjamin Disraeli, primo ministro britannico) Ieri abbiamo visto come l’Islam, troppo superficialmente etichettato dai mass-media come religione “tradizionale” e fanaticamente avversa all’ideologia moderna occidentale (e quindi illuminista e materialista), sia in realtà infiltrato da importanti esponenti e seguaci di un determinato tipo di massoneria.

Don Luigi Villa dise un giorno: «La massoneria ha in mano la Chiesa e lo Stato. Ma il loro punto debole è la superbia. Prima o poi i loro giochi di potere verranno alla luce».

Padre Pio lo incarico di “dedicare tutta la sua vita per difendere la Chiesa di Cristo dall’opera della Massoneria, soprattutto quella ecclesiastica”.

Oggi, saccheggiando a piene mani dall’enorme documentazione messa a disposizione dei lettori dal battagliero don Luigi Villa attraverso la sua casa editrice (Civiltà) e il suo periodico Chiesa viva (Via Galileo Galilei 121, Brescia, telefono e fax: 030 – 3700003), affrontiamo lo spinosissimo problema delle infiltrazioni massoniche in seno alla Chiesa cattolica. Ci occuperemo soprattutto di due volumi e di un opuscoletto scritti da don Villa.Trattasi di due libri dedicati alla controversa figura di papa Paolo VI e di un pamphlet da poco uscito dal titolo Una nomina scandalo!, dedicata alla recentissima nomina di monsignor Francesco Marchisano a Vicario generale dello Stato del Vaticano e arciprete della Basilica Vaticana. Il quale Marchisano, stando ai documenti pubblicati dal sacerdote lombardo, sarebbe un importante massone, da quarant’anni impegnato a sostenere la lotta della setta massonica contro il suo nemico storico: la Chiesa cattolica. E, secondo don Villa, Marchisano non sarebbe l’unico prelato massonico operante nelle stanze vaticane, come vedremo.

ANTEFATTO: AGOSTO 1976 E LA LOGGIA DI SAN PIETRO – Ma prima di entrare nella strettissima attualità, bisogna fare qualche passo indietro nel tempo e risalire all’estate del 1976 e precisamente al mese di agosto di quell’anno, quando il settimanale Panorama (ben diverso dall’attuale, impegnato soprattutto a raccontare aneddoti tradizionalmente consoni ai settimanali scandalistici femminili) pubblica l’elenco, preparato dal giornalista Mino Pecorelli per il suo periodico Op, di cardinali, vescovi ed alti prelati cattolici affiliati alla massoneria. Pur definendolo inattendibile (ma don Villa la pensa diversamente), il commento di Panorama alla pubblicazione dell’elenco della Gran Loggia vaticana riassume in poche righe quello che don Villa ha scoperto leggendo decine di migliaia di documenti riservati, di discorsi pubblici e interni alla Chiesa, di articoli di riviste di mezzo mondo: ovvero, che la massoneria, grazie alla spinta favorevole del Concilio Vaticano II, ha raggiunto i vertici della Chiesa cattolica ed è vicinissima alla vittoria contro il suo nemico secolare. Scrisse infatti Panorama nel numero del 10 agosto 1976: «Se l’elenco fosse autentico, la Chiesa sarebbe in mano ai massoni. Paolo Vi ne sarebbe addirittura circondato. Anzi, sarebbero stati loro a fargli da grandi elettori e poi a pilotarlo nelle più importanti decisioni prese durante questi 13 anni di pontificato. E, prima ancora, sarebbero stati loro a spingere il Concilio Vaticano II sulla strada delle riforme». Le riforme, appunto: da quella liturgica a quella dei Seminari, giudicata perniciosa da don Villa e da molti altri sacerdoti e prelati che hanno preferito non esporsi. Don Luigi non è un lefebvriano e neppure un sedevacantista, le posizioni tradizionaliste ed anticonciliari provengono quindi dall’interno della stessa Chiesa, a rappresentare, forse, l’estremo tentativo, l’ultima battaglia contro il demone della sovversione e della scristianizzazione che ammorba da anni i corridoi vaticani, tanto da far dire a suo tempo (era il 1972) dallo stesso Paolo VI una frase simbolicamente drammatica: «Da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel Tempio di Dio».

IL FUMO DI SATANA NEL TEMPIO DI DIO – Don Villa, nel libro Paolo VI  beato?, dimostra che l’elenco della Gran Loggia vaticana è veritiero. I nomi in esso contenuti dovrebbero far rabbrividire qualsiasi fedele alla parola di Cristo. Sarebbero stati massoni, infatti, quindi nemici mortali della Chiesa, vicinissimi e potenti collaboratori di papa Montini. Ne citiamo alcuni: monsignor Pasquale Macchi, segretario personale del pontefice (lo ritroveremo più avanti); il cardinale Jean Villot, segretario di Stato di Paolo VI, di Giovanni Paolo I e di Giovanni Paolo II, fino alla morte avvenuta nel 1979; il cardinale Agostino Casaroli, sulla cui appartenenza alla massoneria sarebbe a conoscenza anche papa Wojtyla, stando alla testimonianza resa a don Villa da un arcivescovo, stretto collaboratore dell’attuale pontefice; il vescovo Annibale Bugnini, cui Paolo VI affidò la «rivoluzione liturgica» al Concilio, nonostante il precedente allontanamento del Bugnini da parte di Giovanni XXIII; il vescovo Paul Marcinkus, presidente dello Ior, legato alla scandalo Sindona. Pare che papa Luciani, il papa dei 33 giorni (e il 33 è un numero simbolico per tutti i massoni), volesse fare «pulizia» all’interno del Vaticano, avendo individuato l’«arrosto» massonico coperto dal «fumo» di Satana e molti, tra cui don Villa, individuano in questa volontà manifesta le cause dell’improvvisa morte di Giovanni Paolo I.

PAOLO VI E IL TRIONFO DEI “FIGLI DELLA VEDOVA” – Nella postfazione al libro Paolo VI, processo a un Papa?, don Villa scrive, riprendendo una sua lettera inviata nel 1979 a monsignor Driwisz, segretario personale di Giovanni Paolo II: «La Chiesa ha ormai i suoi seminari distrutti, o semi distrutti e quasi tutti vuoti, divenuti pascolo di preti modernisti, socialistoidi, politologi e persino eretici; come pure vede gli Istituti religiosi ridotti a cifre irrisorie e i Conventi fatti deserti, a causa di un esodo continuo, impressionante!.. e vede anche le dissacrazioni liturgiche, innumerevoli e continue, talora innominabili, che hanno ridotto la sacralità ad una sceneggiata, vuota di ogni spiritualità; e vede sul clero imperversare un vento di terrorismo teologico, fatto da teste d’uovo pervicaci…». Don Villa concludeva così: «Ripeto anche a Lei quello che da anni mi sto chiedendo, e cioè: perché Paolo VI ha aperto al Modernismo? Perché ha aperto al comunismo? Perché ha aperto alla Massoneria?.. Tre terribili domande a cui la Storia dovrà e potrà rispondere; e non sarà, certo, una risposta di plauso!.. Inoltre, rimarrà sempre vero che Mons. Montini fu cacciato via dalla segreterie di Stato dallo stesso Pio XII, perché Lo tradiva!..».

PADRE PIO, L’ANTI-MASSONE – In quella postfazione don Villa accenna anche alla sua amicizia con una delle figure più straordinarie e al tempo stesso controverse della Chiesa del XX secolo: Padre Pio. Il sacerdote, santificato lo scorso 23 giugno, incitò don Villa a «combattere la Massoneria». «Mi disse – scrive il sacerdote – di mettermi in contatto con S. Ecc.za Monsignor G. B. Bosio e sotto la Sua protezione diretta, per eseguire quel mandato che mi aveva affidato. Così feci. Al termine del mio terzo incontro con padre Pio, salutandomi, Egli mi abbracciò e mi disse: «Coraggio, coraggio, coraggio! Dovrai soffrire molto da una Chiesa già invasa dalla Massoneria!». Una Chiesa «invasa» dalla Massoneria potrà mai difendersi dai suoi nemici, quali l’Islam, la scristianizzazione, l’ecumenismo? La risposta è lapalissiana: no. Per questo motivo i documenti proposti da don Villa sono diventati veri e propri tabù. Inviati a tutti i giornali, nessuno ha mai scritto una riga, si lamenta il battagliero prete padano. Denunce ai suoi danni? Nessuna. Eppure spesso don Villa lancia accuse pesantissime, eppure… silenzio! Vista la tragica fine di Pecorelli, ammazzato a pistolettate pochi mesi dopo la pubblicazione dell’elenco della Gran Loggia vaticana e vista la stranissima morte di papa Luciani dopo soli 33 giorni del suo pontificato, nel 1978, don Villa non ha mai avuto paura? Chi lo conosce dice di no e a vederlo nulla lascia sospettare il contrario. Eppure, ci raccontano alcuni suoi amici, è stato oggetto di diversi attentati e aggressioni, una delle quali a Parigi, proprio mentre si trovava ad indagare su alcuni cardinali in odore di grembiulino massonico. Ma don Villa, fermo nella Fede e sicuro che alla fine le «porte dell’Inferno non prevarranno», tira dritto per la sua strada, continuando a combattere la massoneria, come indicato da Padre Pio. Sta ultimando il terzo e conclusivo volume sui guasti commessi da Paolo VI, prepara il nuovo numero di Chiesa viva e ha appena pubblicato l’opuscoletto di cui abbiamo accennato all’inizio: Una nomina scandalo! Vediamo il perché.

LO «SCANDALO» DELLA NOMINA DI MONS. MARCHISANO – Il 26 aprile di quest’anno l’Osservatore Romano riportava in prima pagina, all’interno della rubrica “Nostre informazioni”, che «il Santo Padre, accogliendo la richiesta presentataGli dall’Eminentissimo Signor cardinale Virgilio Noè, ha accettato le sue dimissioni» e ha nominato al suo posto «Arciprete della Patriarcale Basilica Vaticana, Suo Vicario Generale per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro l’Eccellentissimo Monsignore Francesco Marchisano». Marchisano era arcivescovo titolare della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, quando il Papa lo nomina a successore del cardinal Noè. Ma il neo-nominato, stando ai documenti pubblicati da don Villa, è un potente massone, rispettoso dell’ordine impartito da Nubius, Capo d’Azione politica della Massoneria Universale: «Tendete le vostre reti – invocava Nubius – tendetele al fondo delle sacrestie, dei Seminari e dei Conventi! Voi pescherete degli amici e li condurrete ai piedi della Cattedra Apostolica. Voi avrete così pescato una rivoluzione in tiara e cappa, preceduta dalla croce e dal gonfalone; una rivoluzione che non avrà bisogno che di ben piccolo aiuto per appiccare il fuoco ai quattro angoli del mondo».

TRE LETTERE INQUIETANTI – Don Villa riporta il testo integrale di tre lettere inviate da un certo “Frama” al Venerabile Gran Maestro del Grande Oriente di palazzo Giustiniani. Due risalgono al 1961, nella terza la data è illeggibile. Da notare che in tutti i documenti massonici i nomi reali dei “fratelli” sono occultati da sigle e il Frama in questione sarebbe nient’altro che Francesco Marchisano, all’epoca sottosegretario della Congregazione Studi ed Educazione Cattolica. Ma non mancheranno altre sorprese. Il 23 maggio 1961 Frama  scrive al capo dei massoni italiani di aver ricevuto «con molta gioia, tramite il F. Mapa, il Vostro delicato incarico: organizzare silenziosamente in tutto il Piemonte e la Lombardia come disgregare gli studi e la disciplina nei seminari». Un po’ come avvenne dopo il 1968 nelle scuole statali, quando professori imbevuti di ideologie marxiste, socialiste, libertarie, materialistiche, fecero di tutto per devastare l’insegnamento pubblico, riducendo alla fine la scuola in uno squallido «diplomificio» incapace di selezionare i migliori sulla base della meritocrazia. Il Fratello “Mapa” in questione – secondo don Villa – è Pasquale Macchi, che sappiamo essere stato segretario personale di Paolo VI. Sarebbe stato lui, quindi, a far da tramite tra il Gran Maestro e Marchisano. Quattro mesi dopo, il 12 settembre 1961, sempre secondo i documenti illustrati dal sacerdote lombardo, “Frama” scrive ancora a palazzo Giustiniani. «Dopo aver avvicinato e contattato più volte i Ff. “Pelmi” e “Bifra”, sono ritornato da “Mapa” per presentare un primo piano di lavoro – scrive “Frama” – Egli consiglia di iniziare con la disgregazione dei programmi di studio, insistendo presso i nostri fedeli docenti perché, con argomenti di nuova pseudo-teologia e pseudo-filosofia, gettino il seme presso gli alunni, oggi sitibondi di novità». «In tal modo – continua la lettera -, la disgregazione disciplinare sarà una semplice conseguenza che verrà spontaneamente, senza che noi ce ne occupiamo: penseranno gli stessi alunni». Un piano evidentemente esteso e ben architettato, quello della massoneria contro la Chiesa. Un piano che ha purtroppo dato i suoi frutti marci. La terza lettera di “Frama” parla di una riunione svoltasi la sera prima tra i Fratelli “Pelmi”, “Mapa”, “Bifra”, “Salma”, “Buan”, “Algo” e “Vino”, in cui si è deciso di «iniziare degli esperimenti presso alcuni seminari d’Italia», ad esempio Torino, Trento e Udine, pieni di massoni. Inoltre «bisogna diffondere in tutti i Seminari il nostro concetto di libertà e di dignità della persona umana, senza alcuna remora né da parte dei superiori, né da parte di alcuna legge. Occorre una stampa capillare». Vediamo chi si celava dietro quella sigle, secondo quanto riportato da don Villa. “Buan” trattavasi di Bugnini Annibale, di cui abbiamo già parlato, autore della riforma liturgica sotto papa Montini e quindi inviato in Iran come Pro-Nunzio apostolico, dopo che un cardinale consegnò a Paolo VI le prove della sua appartenenza alla setta massonica. “Pelmi” sarebbe stato Michele Pellegrino, cardinale e arcivescovo di Torino, mentre “Algo” sarebbe la sigla massonica di Alessandro Gottardi, arcivescovo di Trento. Sotto il nome in codice di “Vino” si celerebbe invece Virgilio Noè, cardinale e fresco protagonista per aver passato la mano in favore di Marchisano, mentre “Bifra” sarebbe Franco Biffi, rettore dell’Università lateranense, e “Salma” l’Abate O.S.B. di Finalpia, nel Savonese, Salvatore Marsili.

VERSO LA BATTAGLIA FINALE – Arcivescovi, cardinali, rettori di atenei pontifici: la massoneria ha perciò pianificato, anno dopo anno, la sua infiltrazione ai massimi livelli della gerarchia ecclesiastica, arrivando infine a circondare il Soglio di Pietro? Davanti ai documenti di don Villa è difficile non crederlo. Moltissime le coincidenze, così come gli indizi che dal Concilio Vaticano II a tutt’oggi, evidenziano la trasformazione della Chiesa cattolica, oseremmo dire l’involuzione della medesima. Da qui i rischi nel divulgare simili documenti, come le vicissitudini di don Villa dimostrano. Noi non vogliamo dare alcun parere su quanto riportato nei volumi del coraggioso sacerdote padano, il quale continuerà – me lo ha ripetuto – la sua battaglia nel nome di Cristo e della Tradizione cattolica. Semplicemente cerchiamo di fare il nostro lavoro di cronisti, offrendo ai lettori uno squarcio di quanto accade dietro le quinte della Chiesa, così come viene riportato da un suo servitore. Il quale, pur ammettendo la quasi-vittoria della massoneria a livello pratico, è sicuro che alla fine vincerà la Verità. «Noi abbiamo sempre parlato di questi assalti contro Cristo e la Sua Chiesa – scrive don Villa – pur sapendo che Cristo ha già vinto Lucifero e il Mondo, ma non ignorando neppure, però, che Noi, che viviamo nel tempo, non abbiamo ancora terminata la battaglia contro di Loro!». E se si conosce il nemico, specie quello che si maschera e si nasconde, aumenteranno le possibilità di vincerlo una volta per tutte.

Massoneria: inganno globale

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Alcune tappe del piano massonico contro la Chiesa

MOLTE COSE SCRITTE SOTTO SI SONO Già REALIZZATE!

Se il tema della pedofilia di alcuni sacerdoti nella Chiesa è fonte di scandalo e di sofferenza, il problema delle infiltrazioni massoniche nella gerarchia è ancor più grave. Il primo infatti produce scandalo e sofferenza, ma il secondo svuota la fede cristiana dal di dentro come fanno certi parassiti delle piante, i quali, svuotano l’interno del tronco fino a quando la pianta muore senza che apparentemente nulla apparisse dal di fuori. Uno dei primi segnali di questa malattia mortale è quando chi dovrebbe dire “no, no; si, si” (Mt 5,37) di fronte al mondo e ai potenti incomincia invece a dire ni, ni!

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Direttive, piani e risoluzioni ai fratelli massoni (1961)

1. Il Concilio Vaticano II è l’occasione, la grande occasione che aspettavamo per il trionfo delle nostre idee, visto che i massoni sono già al lavoro in tutti i gradi della Gerarchia ecclesiastica.

2. Rimane ancora il Papato, ma noi lo colpiremo mortalmente se, senza troppe scosse e sotto l’apparenza di miti pecorelle, noi continueremo con diligenza a modellare la cristianità in modo che possa esprimere il papa dei nostri sogni. Quando avremo convertito la Gerarchia acclesiastica e la massa dei fedeli alle nostre teorie, senza che se ne accorgano, tutto andrà avanti da sé.

3. In una tale situazione indesiderabile, il nostro ruolo consiste nel dividere, suscitando discussioni, ma per quanto possibile su questioni di aspetto secondario, col fine di distogliere l’attenzione dall’essenziale che vogliamo distruggere. Per esempio, quelli di sinistra, su nostra istigazione, combatteranno per l’abolizione del latino dalla liturgia; e quelli di destra, sempre su nostra istigazione, lo difenderanno (come colui che, al posto di difendere un tesoro, se lo lascia rubare, tutto contento di conservare la cassaforte in cui era rinchiuso, ormai vuota).

4. Tutto dovrà essere rimesso in discussione da parte di tutti.

5. Per favorire la confusione, noi imporremo ai preti l’uso di un gergo nuovo ed oscuro.

6. Il Papa che faremo eleggere possiederà al massimo grado l’arte dell’ambivalenza (tamquam vir duplex). Per esempio, egli disapproverà i modernisti a parole, ma nei fatti li sosterrà (sopprimendo per prima cosa il giuramento antimodernista).

7. Mettiamo nostri uomini nei Ministeri dell’Educazione, nelle scuole, per fingere di proteggere la religione, ma in realtà per la distruggere dall’interno. Senza religione, la gioventù sarà immediatamente preda dell’immoralità, e quindi completamente nelle nostre mani.

8. Ad esempio, commentando la frase: «Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia» noi l’attribuiremo a coloro che lottano per rivendicare i “diritti dell’uomo”, e non la santità come ha fatto la Chiesa fino ad oggi. Di conseguenza, i contestatori ed i rivoluzionari, violenti o no, saranno in un sol colpo indistintamente beatificati da Cristo che, a sua volta, diverrà il prototipo del rivoluzionario.

9. Noi faremo infiltrare le donne ovunque si radunano preti o religiosi: donne che, sotto il velo di un finto candore, sappiano ben camuffare la loro perversione. Esse dovranno far girare la testa soprattutto ai capi, se non per conquistarli alla nostra causa, almeno per comprometterli in qualche maniera. In questo modo potremo chiudere molte bocche per sempre, e la smetteranno di combatterci e difendere la dottrina tradizionale cattolica.

10. Nelle chiese, nei manuali scolastici, dovunque, le immagini e le statue di Cristo, di sua Madre e dei Santi dovranno essere tali da suscitare disgusto o derisione. Siate certi che anche in questo i preti si adatteranno alle nostre indicazioni.

11. È di grande importanza per la riuscita dei nostri piani che la psicologia, la psichiatria e la psicanalisi siano adottate come materie principali nei seminari secolari e regolari.

Bilancio sull’applicazione dei Decreti conciliari e previsione per il Postconcilio.

Dalla rivista massonica L’Humanisme, Novembre/Dicembre 1968

Le colonne della vecchia Chiesa che sono crollate più facilmente sono state:

1. Il dogma dell’infallibilità papale, grazie alla collegialità.

2. La “Presenza reale” di Cristo nel Sacramento dell’altare: “intercomunione”; “concelebrazione” dei preti cattolici con i pastori protestanti; la “comunione nella mano”; “abolizione delle genuflessioni”…

3. Declassamento del Sacramento della Confessione: diminuzione del senso del peccato, confessioni di massa, insinuazione che il peccato sia stato interpretato in una visione pessimistica delle Bibbia, da parte della filosofia medievale.

I dieci comandamenti massonici per la lotta contro la Roma cattolica (1976)

1. La roccia di Pietro dev’essere spaccata. Vi sono circa 2500 Vescovi nella Chiesa [nel 1976, NdR]: dobbiamo quindispezzarla in 2500 pezzi! Dobbiamo togliere potere al Papa e ai Vescovi, utilizzando il sistema delle decisioni maggioritarie di diversi Collegi democratici, in seno ai quali metteremo i nostri affiliati. Li giustificheremo in nome di un “cristianesimo adulto”.

2. Trasformare la coscienza del fanciullo: il rapporto tra padre e figlio deve diventare un rapporto di cameratismo.

3. Eliminazione di qualsiasi tradizione.

4. Screditare i Vangeli, mettere in dubbio le verità della fede.

5. Riforma liturgica: sopprimere la lingua latina obbligatoria, per creare la confusione di Babilonia nelle diverse liturgie.

6. Rimuovere il senso di colpa e la coscienza del peccato.

7. Privare le chiese della “Presenza reale”, cambiare l’altare in “tavola”, rimuovere le immagini sacre.

8. Trasformare la “professione di fede” in una concezione esistenziale della fede.

9. Escludere la Madre di Gesù dalla vita ecclesiastica.

10. Abbreviare il tempo dedicato alla preghiera, per dar più spazio al cristianesimo attivo.

Piano massonico del 1995
Traduzione della rivista spagnola Roca viva, Febbraio 1997, José Abascal, Madrid

A – Tramite una lotta costante e metodica per far scomparire la Chiesa cattolica, noi abbiamo ottenuto dei sostanziali progressi, conformemente agli scopi prefissi:

1. Rottura dell’unica fede. Molti dubitano già dei dogmi fondamentali: presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, divinità e resurrezione di Gesù, Verginità di Maria, esistenza dell’Inferno, degli Angeli e dei demoni, ecc.

2. Stato di scisma e di apostasia, ancora latente ma già reale.

3. Contestazione del Papa e della sua dottrina.

4. Controllo delle edizioni e delle pubblicazioni cattoliche.

5. Ingresso della Massoneria nell’insegnamento religioso, specialmente nelle Facoltà Ecclesiastiche e nei Seminari.

6. Gli infiltrati nei Seminari e nelle Congregazioni religiose hanno ottenuto posti influenti e lavorano con efficacia.

7. Vescovi, preti e catechisti, ma anche diverse Congregazioni religiose maschili e femminili lavorano con noi, forse senza saperlo, ma in modo efficace.

8. Emarginazione e disprezzo dei preti e dei religiosi fedeli alla dottrina tradizionale.

9. Abbandono della Confessione, tramite la promozione dell’assoluzione comunitaria.

10. Perdita della preghiera nelle sue forme distinte: preghiera personale, Rosario, Via Crucis, processioni, suppliche, ecc.

11. Disprezzo per la devozione verso l’Eucaristia.

B – Molto efficaci si sono rivelate le “misure” che abbiamo proposto:

1. Cambiare la struttura della Messa, attenuandone l’aspetto verticale ed accentuandone quello orizzontale.

2. Introdurre la “libertà liturgica”, togliendo paramenti, cambiando o eliminando cerimonie, volgarizzando e svuotando di senso i riti.

3. Ricevere la Comunione in piedi e nella mano, togliendo così importanza all’Ostia.

4. Eliminare la genuflessione ed ogni forma di riverenza.

5. Alterare il senso del peccato.

6. Promuovere l’immoralità, concependola come “libertà” e “progresso”: liberazione sessuale, preservativi, contraccettivi, omosessualità, promozione della pornografia in televisione e in videocassette, film, sex-shop, riviste, ma soprattutto in televisione.

7. Approvazione dell’aborto: finalmente anche la cattolica Irlanda l’ha approvato!

8. Eliminare la formazione morale e religiosa dei giovani.

9. Corrompere la gioventù, diffondere la droga, il sesso, i divertimenti immorali, le bestemmie, la violenza ecc.

10. Controllare i mezzi di comunicazione sociale, soprattutto la televisione.

C – Dobbiamo continuare a progredire nei punti delle indicazioni riportate qui sopra. Noi siamo già in grado di di occupare i vertici del potere nella Chiesa. Allora si diffonderà apertamente, grazie all’autorità, l’ultima fase della nostra tattica:

1. Farla finita con la dimensione trascendente ed ogni forma di preghiera.

2. Distruggere e svuotare totalmente il contenuto dei dogmi.

3. Sostituire il teocentrismo con l’antropocentrismo.

4. Relativizzare la morale: non vi devono essere principi né riferimenti oggettivi, ed ancor meno imposizioni venute dall’alto. Tutto dev’essere soggettivo.

5. Liberalizzazione delle pratiche sessuali, contraccezione, omosessualità…

6. Sacerdozio alle donne.

7. Ecc. ecc.

E finalmente – è questa la nostra grande aspirazione – l’eliminazione della messa. Ovviamente non potremo eliminarla da un giorno all’altro: molti non l’accetterebbero. Occorre sopprimere l’aspetto”sacrificale” e la ridurre ad una dimensione di “cena fraterna”. In questo modo non vi sarà più alcun valore sacramentale, e la messa sarà trasformata in una semplice riunione, vuota d’ogni contenuto.

Ecco la nostra grande aspirazione, poiché distruggendo la messa cattolica noi distruggeremo la Chiesa dall’interno, senza persecuzione sanguinaria e grazie alla capitolazione dei cattolici stessi.

Abbiamo il trionfo a portata di mano!

Solo un intervento diretto e straordinario di Dio potrebbe impedirlo. Ma noi potremo presto, m olto presto gridare: «Ti abbiamo vinto, Galileo!»

La mira della massoneria è di governare il mondo,

dopo aver spazzato via il Cristianesimo

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Altro passo decisivo per la canonizzazione di Giovanni Paolo II, che ora è attesa entro dicembre. A questa, però, il Pontefice Francesco potrebbe aggiungere a sorpresa quella di Giovanni XXIII

2.7.2013
foto Ansa

13:27 – Due Papi santi in un colpo solo. Alla canonizzazione di Giovanni Paolo II, attesa entro l’anno, si potrebbe aggiungere, in contemporanea, quella di Angelo Roncalli, Giovanni XXIII, il “Papa buono”. Secondo quanto riportato da La Stampa, entrambi i pontefici potrebbero essere fatti santi da Papa Francesco il prossimo dicembre, dopo la conclusione dell’Anno della Fede.

Papa Wojtyla santo entro l’anno – La riunione plenaria di cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei santi ha approvato il secondo miracolo attribuito all’intercessione di Giovanni Paolo II. Papa Wojtyla sarà dunque santo con tutta probabilità entro l’anno e la cerimonia di canonizzazione potrebbe tenersi a dicembre.

La canonizzazione del “Papa buono” – Il dossier per la canonizzazione di Angelo Roncalli, beatificato nel 2000, sarà esaminato da cardinali e vescovi questa estate. Il Prefetto della Congregazione, il cardinale Angelo Amato, dovrebbe incontrare a breve Papa Francesco e, nel giro di qualche giorno, la notizia dovrebbe essere ufficializzata.

I miracoli – Per diventare santi, la Chiesa prevede un secondo miracolo avvenuto dopo la beatificazione. Per Giovanni Paolo II ci sarebbe un’improvvisa guarigione di una donna. Con quest’ultimo passaggio, il papa polacco diventerebbe santo in tempi record. Per quanto riguarda Roncalli, invece, numerosi sono stati le segnalazioni e i presunti miracoli. Uno di questi, cosa non saputa, avrebbe superato il severo esame di medici e teologi. Da qui la decisione di accelerare l’iter di canonizzazione e unificarli.

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