Aumento dei tumori e difetti neonatali dove si usano OGM

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Come riportato in questo articolo, in Argentina, dove si fa largo uso di OGM (l’avevo fatto notare anche in questo post, dove criticavo un modo fuorviante e strumentale di fare informazione), sono in aumento tumori, difetti alla nascita e altre malattie, in stretta correlazione all’utilizzo di organismi geneticamente modificati e all’uso incontrollato di pesticidi.

Ironia della sorte, proprio l’uso di pesticidi, che secondo i promotori degli organismi geneticamente modificati (Monsanto in primis) avrebbe dovuto diminuire grazie all’introduzione di queste nuove “creature” (gli OGM appunto), laddove la loro introduzione è stata massiccia è aumentato paurosamente (da 9 a 84 milioni di galloni all’anno negli ultimi 24 anni). Ormai i livelli di Glifosato (il principio attivo del Roundup della Monsanto) nel terreno sono così alti che l’EPA, l’ente di protezione ambientale americano, nel Maggio di quest’anno ha dovuto innalzare la soglia considerata a rischio (per non bloccarne l’utilizzo e la commercializzazione).

Copio e incollo (traduzione lacunosa di Google translate, meglio che niente!)

A new report has linked unregulated agrochemical use in Argentina to increased cancer rates, birth defects and other health problems there. The Associated Press’ report described pesticide use near heavily populated areas, children being regularly exposed to harmful agrochemicals, the contamination of water supplies, and workers who were not properly trained to handle such pesticides.

The AP report focused on regions in Argentina that produce soybeans, cotton and corn. According to the news agency, Argentina adopted the use of genetically modified organisms, GMOs, as well as agrochemicals from Monsanto Co., in 1996 and all of the country’s soy crops, with corn and cotton just behind, are genetically modified.

Despite the claims from Monsanto that pesticide use would decrease with GMO crops, the new report indicates instead a dramatic increase, from nine million gallons used in 1990 to 84 million gallons in 2013. That number, per square acre, is more than double the pesticide use in the United States, reports AP.

While Argentina has regulations in place concerning agrochemical and pesticide use, the report revealed many of these rules were largely ignored. Spraying was prohibited around populated areas but the AP report revealed chemicals were being used as close as 165 feet from populated areas instead of the 1.9 miles that was legally allowed. Argentina president Cristina Fernandez did set up a commission in 2009 but that group has not met since 2010.

The biggest problem, and what led to the increased use in pesticides, is developed resistance. While production can be increased by using GMOs and resorting to a “no-till” method of farming, which does not disturb the top soil and reduces costs and time, pests develop a resistance to pesticides which leads to more spraying. As noted by AP, the main ingredient in Monsanto’s Roundup brand is Glyphosate, which is considered safe to the point the U.S. Environmental Protection Agency increased the safety threshold of glyphosate residue in food in May of this year.

Despite warnings and regulations, pesticide misuse is rampant in Argentina and has led to many health problems, reports AP. According to the findings, “Cancer rates in provincial towns surrounded by soy farming are 2 to 4 times higher than the national average.” While it is not clear if birth defect rates featured such an increase across all provinces, one province did see a fourfold increase since 1996, when GMOs were first introduced. Monsanto spokesman Thomas Helscher notes the problem is not the chemicals but the misuse and was quoted as saying, “Monsanto takes the stewardship of products seriously and we communicate regularly with our customers regarding proper use of our products.”

The AP’s report is just the latest in a series of negative developments affecting public and government policy on GMOs. As reported on Huffington Post, Mexico banned the use of genetically modified corn, while the controversial “Monsanto Protection Act” was defeated in the United States. In response to increased concern, Monsanto and DuPont launched a website about agrochemicals and GMOs. Scientists are also disseminating new information on the possible health risks associated with pesticides and genetically modified foods, and hoping to counter common misconceptions about the issue.

Un nuovo rapporto ha legato all’uso agrochimica non regolamentata in Argentina a tassi di cancro aumentato , difetti di nascita e altri problemi di salute Ci . L’ Associated Press ‘ rapporto descrive l’uso dei pesticidi in prossimità di aree densamente popolate , i bambini di essere regolarmente esposti a prodotti chimici dannosi , la contaminazione delle risorse idriche , e dei lavoratori che non sono stati adeguatamente formati per gestire tali pesticidi .

Il rapporto AP focalizzato sulle regioni in Argentina che producono soia, cotone e mais . Secondo l’ agenzia di stampa , l’Argentina ha adottato l’uso di organismi geneticamente modificati , OGM , così come prodotti chimici di sintesi provenienti da Monsanto Co. , nel 1996 e tutte le colture di soia del paese , con mais e cotone alle spalle , sono geneticamente modificati .

Nonostante le affermazioni della Monsanto , che l’uso dei pesticidi diminuirebbe con colture OGM , il nuovo rapporto indica invece un drammatico aumento , da nove milioni di galloni utilizzati in 1990-84.000.000 di galloni nel 2013 . Quel numero , per ettaro quadrato , è più del doppio di uso di pesticidi negli Stati Uniti , riporta AP .

Mentre l’Argentina ha regolamenti in vigore in materia di agrochimici e pesticidi , il rapporto ha rivelato molte di queste regole sono state in gran parte ignorate . Spruzzo è stata vietata in prossimità delle aree popolate , ma il rapporto di AP ha rivelato prodotti chimici sono stati utilizzati il più vicino 165 metri da aree popolate invece dei 1,9 miglia che era legalmente permesso . Presidente dell’Argentina Cristina Fernandez ha istituito una commissione nel 2009, ma quel gruppo non si è riunito dal 2010.

Il problema più grande , e ciò ha portato ad un maggiore utilizzo di pesticidi , si sviluppa resistenza . Mentre la produzione può essere aumentata utilizzando OGM e ricorrere ad un “no -till ” metodo di allevamento , che non disturba il terreno superiore e riduce i costi ei tempi , i parassiti sviluppano una resistenza ai pesticidi , che porta a una maggiore irrorazione . Come notato da AP , l’ingrediente principale di marca Roundup della Monsanto è il glifosato , che è considerato sicuro per il punto della US Environmental Protection Agency ha aumentato la soglia di sicurezza dei residui di glifosato in cibo nel maggio di quest’anno .

Nonostante gli avvertimenti e le normative , pesticidi abuso è dilagante in Argentina e ha portato a molti problemi di salute , rapporti di AP . Secondo i risultati , “i tassi di cancro nelle città di provincia circondata da soia agricoltura sono da 2 a 4 volte superiore rispetto alla media nazionale . ” Anche se non è chiaro se i tassi di difetti alla nascita in evidenza un tale aumento in tutte le province , una provincia ha visto un quadruplice aumentare dal 1996, quando gli OGM sono stati introdotti . Il portavoce della Monsanto Thomas Helscher rileva il problema non sono i prodotti chimici , ma l’ uso improprio ed è stato citato come dicendo: ” Monsanto prende la gestione di prodotti sul serio e ci comunica regolarmente con i nostri clienti per quanto riguarda l’uso corretto dei nostri prodotti . ”

La relazione della AP è solo l’ ultimo di una serie di sviluppi negativi che interessano la politica pubblica e di governo in materia di OGM . Come riportato su Huffington Post , il Messico ha vietato l’uso di mais geneticamente modificato , mentre il controverso ” Monsanto Protection Act” è stato sconfitto negli Stati Uniti . In risposta alla crescente preoccupazione , Monsanto e DuPont ha lanciato un sito web su prodotti agrochimici e di OGM . Gli scienziati stanno inoltre diffondendo nuove informazioni sui possibili rischi per la salute associati ai pesticidi e gli alimenti geneticamente modificati , e sperando di contrastare idee sbagliate comuni circa la questione.

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La sete di monopolio della Monsanto

Di su settembre 13, 2013
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Il problema comune che andiamo ad affrontare è quello del potere della ricchezza di condensazione e degli interessi delle compagnie monopolistiche.
Esso ha dato vita ad un capitalismo clientelare che sfrutta il governo per arricchirsi sulle spalle della gente, mettendo spesso a repentaglio le risorse che costituiscono il suo fabbisogno di base. Un chiaro esempio di questo atteggiamento è rappresentato dalla corporation chimica e agraria Monsanto. La Monsanto rappresenta una minaccia per la riserva mondiale di cibo: ecco una sfida cruciale della nostra epoca. E’ la lotta al centro della crisi globale che riguarda l’ecosistema, l’economia e l’energia.

La Monsanto inoltre immette nell’ambiente sostanze chimiche velenose e promuove metodologie di coltivazione che rendono il cambiamento climatico ancor più aspro.

Le azioni della Monsanto si traducono in danni per ciascuno di noi. Essa antepone la rincorsa al proprio profitto al bisogno di cibo sano, alla necessità di un’offerta diversificata di semenze e di maggior stabilità nell’economia agricola. Ha a disposizione una serie di strumenti per controllare l’accesso ai semi e non fa altro che esercitare pressioni per l’utilizzo degli OGM e di sostanze chimiche tossiche i cui effetti sulla salute suscitano non poca preoccupazione. E tutto ciò viene fatto con l’aiuto del governo statunitense.

Un chiaro esempio di quanto entrambe le parti siano corrotte e colluse è stato l’episodio dell’investitura di Michael Taylor, un lobbista della Monsanto, come “zar del cibo” (ufficialmente vice commissario per le politiche alimentari) da parte del presidente Obama, che così facendo ha bypassato l’iter della conferma da parte del senato – che avrebbe inevitabilmente attirato l’attenzione su questa nomina.

Quanto più la gente si rende conto che si sta lottando per la propria esistenza, tanto più le fila del movimento popolare globale di opposizione alla Monsanto si allargano. Il 25 maggio è stata la giornata della mobilitazione globale contro la Monsanto, con l’adesione di centinaia di città e di 41 paesi. La M va fermata prima che la sua sconfinata avidità distrugga la nostra salute e l’ambiente che ci circonda. Dobbiamo unirci quanto prima alla lotta per fermarli.

Monsanto: una minaccia per la salute pubblica e per l’ambiente

I prodotti della Monsanto portano ad un incremento nell’utilizzo di fertilizzanti, pesticidi, erbicidi, acqua ed energia. In un momento in cui è necessario che il mondo intero passi dall’impatto distruttivo dell’agricoltura intensiva ad una dimensione locale ed organica sia del cibo che del modo di coltivare, la M rema esattamente nella direzione opposta.

La Monsanto ha cominciato come compagnia chimica nel 1901. Nel corso degli anni Trenta è stata responsabile di alcuni dei maggiori disastri chimici della storia – policlorobifenili o PCB e diossina. Stando al profilo stilato dalla Food & Water Watch, un solo stabilimento della M. a Sauget, Illinois, produceva il 99 percento di PCB, e ciò fino a quando non furono banditi nel 1976. I PCB sono cancerogeni e dannosi per molti organi e sistemi. Ancora adesso vengono illegalmente scaricati nei corsi d’acqua, insediandosi nelle piante e nelle colture, nel pesce e negli altri organismi acquatici e finendo di conseguenza nel nostro cibo. Dove c’era l’impianto di Sauget oggi sorgono due sedi della Superfund.

La diossina è il defogliante utilizzato in Vietnam e noto come Agent Orange. È una delle sostanze chimiche più dannose, altamente cancerogena e responsabile di 50 malattie e 20 difetti congeniti. Tra il 1962 e il 1971, 19 milioni di galloni di Agent Orange sono stati spruzzati in Vietnam. Una class action presentata da alcuni veterani del Vietnam contro l’ Agent Orange si è risolta con un risarcimento di 180 milioni di dollari. Ed uno stabilimento della M che produceva diossina a Times Beach, Missouri, ha avvelenato l’area al punto che la città ha dovuto essere rimossa dalla cartina. Migliaia di persone sono state costrette ad emigrare ed ora anche qui è sorta una sede della Superfund. In linea con il suo tipico modus operandi, la M ha declinato qualunque responsabilità.

Il suo agente chimico maggiormente venduto in tutto il mondo è l’erbicida glifosato, in commercio sotto il nome di RoundUp. La M lo spaccia per un prodotto sicuro e da esso ha guadagnato una fortuna. Le vendite del RoundUp e di altri erbicidi a base di glifosato hanno rappresentato da sole il 27 percento dell’intero fatturato del 2011. I tecnici della M hanno modificato geneticamente dei semi, creando il marchio “Roundup Ready”, in modo da renderli resistenti al Roundup, che in questo modo è diventato indispensabile per coloro che li hanno acquistati. I Roundup Ready sono la linea di prodotti geneticamente modificati di maggior successo per la M e hanno fatto del Roundup l’erbicida più usato nel mondo.

Il Roundup è tossico e notoriamente causa di cancro, morbo di Parkinson, difetti congeniti ed infertilità. Un dossier Europeo del 2012 rileva che “l’industria sa fin dagli studi condotti negli anni ottanta che, ad alte dosi, il glifosato causa malformazioni negli animali da cavia” e che “dal 1993 tali effetti sono ravvisabili anche a fronte di dosi basse o medie”. Tali informazioni non sono state rese note e tanto la M quanto il governo Europeo hanno fuorviato i consumatori dichiarando che il glifosato era sano. La stessa cosa ha fatto il governo statunitense.

In risposta alla smentita di M circa la tossicità del prodotto, la Earth Open Source ha fatto esplicito riferimento a studi, alcuni dei quali finanziati dalla stessa M, che mostrano come “il glifosfato causa difetti congeniti negli animali da cavia”, oltre che “cancro, malattie genetiche, disturbi endocrini ed altri gravi effetti sulla salute. Molti di tali effetti sono rilevabili già con dosaggi bassi ma psicologicamente rilevanti.”.

Prima che arrivassero i semi resistenti al glifosfato, gli agricoltori usavano quantitativi minori di Roundup per paura di uccidere le piante (visto che notoriamente l’erbicida in questione ammazza tutto ciò che è verde). Ma da un dossier del 2012 emerge che con l’impiego dei semi resistenti “l’erbicida può essere spruzzato in dosi massicce, spesso dagli aerei, vicino alle case, alle scuole e ai centri abitati, con il conseguente incremento del cancro e dei difetti congeniti”.

C’è di più. Gli agricoltori hanno scoperto delle “super erbe” resistenti al Roundup, ovvero non sterminabili dall’erbicida. Un coltivatore dell’Arkansas dice a US News: “Non è fantascienza, sta accadendo realmente. Stiamo creando le super erbe”. In effetti le erbe dichiarate resistenti al Roundup sono già 24. In seguito alla loro comparsa uno studio evidenzia che “gli agricoltori usano sempre più glifosfato ed altri mix di erbicidi ancora più letali”. I contadini che coltivano raccolti geneticamente modificati utilizzano infatti il 25 percento in più di erbicidi rispetto a quelli che invece utilizzano i semi tradizionali.

La M produce anche una serie di pesticidi meno conosciuti. L’autore Jill Richardson riporta che tra essi ci sono “degli agenti chimici soprannominati Pessimi Attori dal Pesticide Action Network”. Essi includono noti cancerogeni, sostanze che disturbano il sistema endocrino ed altre tossine come Alachlor, Acetochlor, Atrazine,Clopyralid, Dicamba e Thiodicarb.

Non solo la M non si assume la responsabilità dell’impatto causato dalla sua velenosa produzione chimica, ma fa addirittura del suo meglio per evitare che la ricerca possa mettere in luce i suoi effetti tossici. Nel 2011, ad esempio, la M ha acquisito Beeologics, una compagnia nata con lo scopo di riportare ad uno stato ottimale la salute delle api e che sosteneva sia mediaticamente che scientificamente l’ipotesi secondo cui un uso eccessivo dei pesticidi avrebbe causato la loro diminuzione.

La M rappresenta una minaccia per l’agricoltura sostenibile perchè la coltivazione dei suoi prodotti richiede una quantità enorme di acqua e di combustibile fossile. In genere si crede che i raccolti geneticamente modificati siano più resistenti alla siccità, ma i fatti dimostrano l’esatto contrario. Don Huber, uno scienziato esperto, fa notare infatti che “produrre una libbra di fagioli di soia trattati con il glifosfato Roundup richiede il doppio dell’acqua necessaria ad una pianta che non lo è”.

La M rischia di influire gravemente sul cambiamento del clima a causa del suo modello agricolo ad alto consumo energetico e dell’utilizzo dell’etanolo come combustibile. L’Associazione dei consumatori organici riassume il tutto dicendo che “ si stima che la produzione e la lavorazione delle colture OGM, dal deforestamento ai pesticidi, dai fertilizzanti a base di combustibile fossile alle imprese agricole inquinanti, e la filiera del cibo ad alto dispendio di carburante producano da sole il 51 percento delle emissioni mondiali di gas responsabilI dell’effetto serra”.

L’azione di marketing della M ha fatto sì che oggi esista un mito dell’OGM. La verità è che i cibi geneticamente modificati sono diversi da quelli tradizionali, non sono più nutrienti né tanto meno è stato dimostrato che siano sani. I pochi studi che sono stati condotti finora individuano gli OGM come responsabili di danni al fegato e ai reni. I semi OGM non danno raccolti più abbondanti e non semplificano la vita dei coltivatori. E non saranno certo loro la soluzione per sfamare il mondo intero. Al contrario, il loro utilizzo significa per l’ambiente danni legati all’abuso di pesticidi, combustibili fossili e acqua. E rappresenta un’aggravante al problema ambientale al momento più grave, ovvero quello dello stravolgimento climatico.

Una delle chiavi della sostenibilità e della durata in un periodo di forte stress ambientale è la biodiversità, ovvero l’esistenza di diverse varietà di piante e degli insetti, dei batteri e dei funghi necessari alla loro sopravvivenza, in modo che la produzione del cibo possa avvenire in qualunque condizione. A causa del cambiamento climatico l’ambiente è sottoposto ad un forte stress: condizioni meteorologiche estreme, nuovi tipi di insetti che migrano da sud a nord ed erbe mai viste prima stanno diventando oramai comuni. Questo è un momento in cui la biodiversità è più importante che mai.

Ma anni di agricoltura chimica e di avvelenamento dell’aria, dell’acqua, della terra e del cibo l’hanno limitata ed hanno causato la morte di molti esseri viventi. L’uso di erbicidi e pesticidi non è dannoso solo per la salute dell’uomo, ma anche per quella di piante benefiche, insetti ed animali che rischiano addirittura l’estinzione.

La M preme per la diminuzione della biodiversità concentrando nelle sue mani la riserva mondiale di semenze. Promuovendo le sue colture OGM, contaminando i semi e creando una situazione di monopolio la M si avvia a dominare il sistema alimentare mondiale.

I geni della M si trovano nel 40 percento delle coltivazioni cresciute negli Stati Uniti. Da un dossier di marzo di quest’anno emerge che negli Usa l’86 percento del grano, l’88 percento del cotone ed il 96 percento dei fagioli di soia è geneticamente modificato, rendendo quasi del tutto vana la possibilità di coltivare prodotti che non lo siano. Man mano che le colture OGM si diffondono ed infettano o si mischiano con quelle tradizionali, diventa sempre più difficile conservare delle semenze non contaminate. Questo è un problema, perchè come abbiamo detto finora le colture trattate non sono sostenibili per una serie di motivi.

Gli sforzi della M per dominare il mercato sono cominciati fin dal 1982 sbaragliando la concorrenza. Nella decade dopo la metà degli anni 90 la M ha speso più di 12 miliardi di dollari per rilevare almeno 30 imprese, portando al declino i produttori di semi indipendenti. Una delle acquisizioni che più ha contribuito a dare vigore al suo business è stata quella, nel 1997, della Holden Foundation Seeds e di altri due distributori di semenze appartenenti alla Holden per 1,02 miliardi di dollari. Holden era l’ultimo grande produttore di semi indipendente del paese. La compagnia apparteneva alla famiglia Holden da 3 generazioni. Le sue semenze (grano escluso) erano piantate nel 35 percento dei terreni disponibili ed erano loro i maggiori produttori di grano primario, il seme originario da cui poi si ricavano gli ibridi.

Jill Richardson parla di come la M sfrutti il proprio strapotere sul mercato “per costringere i commercianti di semenze a non tenere molti prodotti della concorrenza…inficia la capacità delle compagnie di amalgamare le qualità della M con quelli dei loro competitors. E’ inoltre risaputo che chi pianta semi targati M deve firmare un contratto che vieta la loro conservazione ed il loro riutilizzo”. Ha promesso sconti ai coltivatori che assicuravano di scegliere almeno il 70 percento dei suoi prodotti, in modo da tagliare la concorrenza fuori dal mercato. Il risultato è stato che spinti o addirittura forzati alla bancarotta, il numero dei produttori di semi indipendenti è crollato da 300 a 100 a partire dalla metà degli anni 90. La M ha pure chiesto che i semi Roundup Ready venissero trattati solo con il Roundup, lasciando fuori dai giochi i competitors generici e meno costosi.

Tutto ciò ha corrisposto ad un’impennata dei prezzi sia per i consumatori che per i coltivatori. Dal 2001 la M ha più che raddoppiato il prezzo dei semi di soia e di grano, e agli agricoltori è stato esplicitamente detto di aspettarsi nuovi aumenti. Secondo uno studio condotto nel marzo di quest’anno, dal 1995 al 2011 il costo medio per seminare un ettaro di soia è incrementato del 325 percento; i prezzi del cotone hanno raggiunto il picco del 516 percento e quelli del grano del 259 percento. Tutto ciò ha avuto un effetto devastante in India, dove 270000 agricoltori della Bt Cotton si sono suicidati – molti dei quali ingerendo dei pesticidi – proprio perché strozzati dal debito incessantemente in crescita. La peggiore minaccia connessa alla perdita della biodiversità, tuttavia, è l’incapacità di adattarsi a cambiamenti climatici sempre più difficili da prevedere. Come riporta Salom, “molti dei coltivatori e dei commercianti comprati dalla M erano esperti regionali, conoscitori di un terreno che sapevano come prendere in base anche alle bizzarrie del tempo e dei parassiti locali . Questo tessuto di conoscenze e di sperimentazioni locali è stato pesantemente disgregato”. Richardson aggiunge che quando i raccolti sono “troppo omogenei geneticamente, diventano più vulnerabili ad una singola malattia o ad un parassita che li può spazzare via.”

Un dossier di marzo 2013, “I giganti dei semi contro gli agricoltori statunitensi” ha messo in luce che il predominio della M sta facendo diminuire anche il numero dei coltivatori indipendenti. Stando ad esso a partire da gennaio del 2013 la M, asserendo che vi siano state delle violazioni di brevetto sui propri semi, ha archiviato qualcosa come 144 cause che vedono coinvolti 410 coltivatori e 56 piccole attività agricole in almeno 27 stati. Alcuni tra questi agricoltori sono stati citati perchè il polline porta i prodotti della M nelle loro fattorie. Ci sono stati talmente tanti casi che è impossibile riassumerli tutti in questo articolo, ma per ulteriori informazioni su questo ed su altri contenziosi che riguardano la M potete consultare l’eccellente sito dell’Associazione dei Consumatori Organici.

M: la massima esemplificazione del governo corrotto e incapace di operare nell’interesse pubblico

Penserete che questa situazione di monopolio abbia portato a delle cause per antitrust. In effetti subito dopo essersi insediata l’amministrazione Obama ha dato il via a delle inchieste, prendendo in esame diversi stati che stavano investigando sulle pratiche della M. L’inchiesta è stata annunciata con molta risonanza, ma lo scorso novembre, senza nemmeno un comunicato stampa, il Dipartimento di Giustizia l’ha chiusa. Non ci resta che concludere che si sia trattato di una manovra per ostacolare i governi.

All’inizio dell’inchiesta antitrust si sperava che in futuro avrebbe potuto esistere un mercato con derivazioni maggiormente diversificate di semenze e più competizione, ma con la decisione dell’amministrazione Obama di interrompere le indagini il monopolio della M è stato praticamente dichiarato legale così come i suoi abusi per comprare o distruggere la concorrenza.

La M incarna i nessi politici, gli avvicendamenti, la governance corrotta delle corporations e tutto ciò che di sbagliato c’è nel modo di governare statunitense. Open Secrets riporta che la M è uno dei più accaniti sperperatori di Washington. Nel 2012 ha speso 6 milioni di dollari in lobbismo, imponendosi come il maggior scialacquatore agroalimentare. Dopo di lei Archer Daniel Midlands con poco più di un milione di dollari.

La M è l’esemplificazione della commistione tra industria e governo. Almeno sette funzionari della M hanno ricoperto dei ruoli governativi. Michael Taylor ha abbandonato la Food and Drug Administration (FDA) nel 1984 per entrare a far parte della Join & Spalding, lo studio legale che spalleggia la M. Nel 1991 è tornato alla FDA e poi l’ha lasciata per rientrare alla M come vice presidente alle politiche pubbliche, per poi ritornare alla FDA nel ruolo tutt’oggi ricoperto di “zar del cibo”, riuscendo a compiere le sue manovre in favore della modificazione genetica degli alimenti. Taylor ha giocato un ruolo fondamentale nell’introduzione dell’ rBGH (ormone per la crescita bovina), utilizzato per incrementare la produzione di latte nelle mucche del mercato statunitense all’inizio degli anni ’90. Tutto ciò con l’aiuto di altri due personaggi che hanno fatto la spola tra Monsanto e FDA, la dottoressa Margaret Miller e Susan Sechen, entrambe dall’Ufficio per i Nuovi Farmaci sugli Animali.

Tra gli altri turnoveristi abbiamo funzionari di alto livello: Arthur Hayes, commissario della FDA dal 1981 al 1983 nonché consulente per l’agenzia di pubbliche relazioni Searle, in seguito unitosi alla Monsanto; Michael A. Friedman, prima vice commissario della FDA e subito dopo vice presidente superiore per gli affari medici alla Searle; Virginia Weldon, membro del Comitato Consultivo sui Farmaci Endocrinologici e Metabolici della FDA, successivamente ritiratasi per diventare presidente delle politiche pubbliche alla M.

La FDA non è l’unico posto dove la M esercita la propria capacità di riciclare il personale. Il Ministero della Giustizia alla Corte Suprema, Clarence Thomas, era un avvocato della M. Di recente la Corte Suprema si è pronunciata contro un agricoltore citato in giudizio dalla M, ingiungendogli il pagamento di 84000 dollari per danni.

Ma non sono questi avvicendamenti il problema, bensì il fatto che alcuni alti ufficiali del governo “lavorino” per la M dai loro uffici. Un esempio si è verificato quando, durante l’amministrazione Clinton, la Francia si è mostrata riluttante ad utilizzare i semi della M sul proprio suolo. Per cominciare Charlene Barschefsky ha sollecitato il governo francese. Dal momento che non ha funzionato il Segretario di Stato Madlene Albright ha fatto pressione. Avendo anche lei fallito lo stesso Presidente Clinton si è accollato il compito di dare “una lavata di capo” al Primo Ministro Lionel Jospin. Ma non è bastato. Così il Vice Presidente Gore ha fatto pressioni su Jospin, che alla fine ha capitolato.

Questo non è che un esempio di come la macchina della politica estera del governo USA agisca per conto della M. Cinque anni di intercettazioni di WikiLeaks durante l’amministrazione Bush e Obama rivelano che il Dipartimento di Stato ha spinto i prodotti della M in tutto il mondo ed ha esercitato pressioni per l’utilizzo di cibi geneticamente modificati ovunque ha potuto. È quasi come se il governo statunitense altro non fosse che la divisione marketing della M e degli OGM. Nell’agosto del 2011 WikiLeaks ha rivelato che i diplomatici americani avevano richiesto dei fondi per permettere ai lobbisti dell’industria biotecnologica di intavolare delle trattative con i funzionari politici e agricoli dei “paesi bersaglio”, ovvero aree come l’Africa e l’America Latina.

Sicuramente nei nuovi grandi accordi commerciali, la Partnership Trans-Pacifica e l’intesa in fase di discussione con l’Europa, gli Stati Uniti cercheranno di introdurre le tutele per la M e gli OGM. In Europa gli addetti alla sicurezza del cibo e delle colture sono molto preoccupati che l’abbassamento delle barriere commerciali spiani la strada a questi ultimi. Qui infatti agli OGM viene destinato meno dell’1 percento del terreno coltivabile.

Appena la gente prova ad utilizzare degli strumenti democratici per cambiare il comportamento della M, lei ed i suoi alleati stanziano immediatamente milioni per confondere i votanti e creare panico. Ciò è emerso chiaramente nel Novembre del 2012, quando in California sono stati spesi decine di migliaia di dollari per stroncare un’iniziativa che prevedeva la richiesta, sui cibi, di etichette che indicassero il contenuto o meno di OGM. I gruppi di consumatori continuano a premere per queste etichette. Ci sarà un altro voto nel 2013 nello Stato di Washington, ed il Vermont potrebbe essere il primo stato a fare passare la legge che richiede l’etichettatura.

Nonostante in Europa sia richiesta l’etichettatura dei cibi contenenti OGM e alcune corporations statunitensi come Walmart e MacDonald si attengano a queste norme, la M ed i suoi alleati combattono per impedire che ciò accada anche negli Stati Uniti ad altri livelli. Più ci si batte e si sviluppa una coscienza civile motivata, più loro si adoperano per annientare questi sforzi obbligando il governo federale corrotto far passare una legge che impedisca agli stati di adottare le normative sull’etichettatura, dice Ronnie Cummins dell’Associazione dei Consumatori Organici.

Impossibile dite? Ebbene, a quanto pare la M ha già fatto in precedenza cose impossibili. Recentemente una vittoria legislativa che ha suscitato sdegno è stato l’Atto di protezione della M (attualmente identificato con il deviante nome Provvedimento per la Sicurezza degli Agricoltori), che all’inizio di quest’anno è stato sepolto sotto una finanziaria e che serve a proteggere la M dai tribunali. Ad esempio secondo questa nuova legge i tribunali federali non possono predisporre la cessazione della vendita né della coltivazione di semi geneticamente modificati, a prescindere da qualunque questione di salute sollevata circa gli effetti degli OGM a lungo termine. Al momento si sta cercando di aggiungere una clausola condizionale che respinga questa misura.

Fermare la M e spostarsi verso una politica agricola di buon senso

Il primo passo per arrestare il radicamento degli OGM nel nostro cibo è l’etichettatura. Come abbiamo detto gli stati stanno facendo progressi su questo fronte, nonostante gli sforzi della M per fermarli. Questa è la sfida, perchè solo una volta che i cibi sono etichettati i consumatori hanno il potere di scegliere di comprarli o meno. Cummins riporta che in Europa l’etichettatura è stata la chiave dell’arresto della diffusione dei cibi geneticamente modificati.

Uno degli strumenti da utilizzare è il boicottaggio. Le grandi corporations alimentari che vendono milioni di dollari di cibi organici e naturali hanno sostenuto la lotta contro gli OGM procedendo con l’etichettatura in California. Marchi come Kashi, Cascadian Farms, Bear Naked, Honest Tea, Odwalla Naked Juice e molte altre devono sentirsi dire che noi non acquisteremo i loro prodotti finchè non la smetteranno di finanziare l’ignoranza attraverso il blocco delle etichette sugli OGM.

Al fine di proteggere il nostro cibo e la nostra salute gli Stati Uniti devono cominciare ad adottare il principio precauzionale, ovvero dimostrare che un alimento è sano ancor prima di essere immesso sul mercato. Gli Usa applicano uno standard fasullo di “sostanziale equivalenza”, che elude la necessità di testare la sicurezza di un prodotto. Applicare il principio precauzionale sui prodotti della M significa dichiarare su di essi una moratoria fintanto che la loro sicurezza – e quella dei metodi di coltivazione – non viene certificata da test indipendenti (non finanziati da corporations) e a lungo termine. La nostra salute dovrebbe venire prima del profitto della M.

Alla gente va conferito maggior potere non solo attraverso l’accesso ad informazioni attendibili sui cibi geneticamente modificati e sul modo per evitarli – che consiste nell’acquistare alimenti organici e non trattati – ma anche attraverso la possibilità di fare causa a chi provoca danni all’ambiente e alla salute utilizzando gli OGM. L’abrogazione del “M Protection Act” è il primo passo in questa direzione, ma è necessario dare alle persone più possibilità di fare causa alle industrie che attentano al loro benessere.

Noi sosteniamo l’urgenza di un approccio biunivoco – protestare per ciò che non ci piace e costruire ciò che vogliamo. Ovvero che mentre ci battiamo affinchè siano l’agricoltura affidata alle comunità e l’orticoltura locale e organica a produrre il cibo non trattato e ad impegnarsi perchè le leggi vengano cambiate, al tempo stesso incitiamo alla lotta. Il 25 maggio di quest’anno sono stati 300 in tutto il mondo i movimenti di protesta che hanno aderito alla Marcia contro la M organizzata da Occupy M. Unitevi a questi movimenti.

Come una serie di altri problemi, anche quello del futuro delle risorse mondiali è da ricondursi all’opposizione tra la gente comune e gli interessi delle grandi corporations. Esso mette chiaramente in luce quanto i governi siano corrotti e quanto ci sia bisogno di una vera democrazia dove le persone siano messe nelle condizioni di poter decidere da sole in merito a questioni di base come quella relativa al cibo che mangiano e alle piante che vogliono coltivare. La resistenza popolare alla ricchezza di condensazione aumenta man mano che la gente reclama il diritto di poter decidere della propria esistenza.

Kevin Zeese e Margaret Flowers

Fonte

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Monsanto vince il World Food Prize

Di su ottobre 11, 2013
monsanto1In un contesto in cui lo sfruttamento della terra, l’uso di pesticidi che contribuiscono alla moria delle api e la contaminazione degli alimenti rendono una scommessa quotidiana capire ciò che abbiamo nel piatto, sembra un paradosso che una delle aziende che detiene il monopolio del settore alimentare e che ha messo in ginocchio i piccoli agricoltori di coltivazioni biologiche riceva un riconoscimento a livello mondiale.

Eppure, in quasi totale silenzio, in questi giorni sarà conferito alla Monsanto un riconoscimento molto importante: il World Food Prize, il Nobel del cibo istituito nel 1986 dall’agronomo e ambientalista statunitense Norman Borlaug.

No, non è uno scherzo. Lo scorso giugno sono stati resi noti i nomi dei vincitori del premio, tre biologi, tra cui Robert Fraley, conosciuto ai più per essere il biotecnologo dell’azienda Monsanto.

Non solo, sembra che Fraley dovrà condividere i 250mila dollari di premio con altri due colleghi biotecnologi, tra cui Mary-Dell Chilton, che opera presso la società biotech Syngenta.

Per chi non lo ricordasse, la società Syngenta, assieme alla Bayer, è tra i maggiori produttori di pesticidi che contribuiscono alla moria delle api.

La Commissione Europea, infatti, ha sospeso l’utilizzo di alcuni di questi prodotti, anche se la Syngenta ha presentato ricorso contro la decisione della Commissione adottata, secondo l’azienda, sulla base di una procedura incompleta e su valutazioni inadeguate da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Una situazione un po’ paradossale quella del conferimento del premio che, secondo alcuni, potrebbe avere delle conseguenze importanti nello scenario agricolo mondiale. Una sorta di legittimazione del modello di business spietato adottato in questi anni dalla Monsanto, che impoverisce agricoltori e monopolizza la produzione di cibo. Sembrerebbe inoltre che, tra i finanziatori dello stesso premio, compaiano proprio Monsanto e Syngenta.

La cerimonia della premiazione sarà tenuta il 16 ottobre prossimo, Giornata Mondiale per l’Alimentazione.

E, c’era da aspettarselo, la cosa ha scatenato un vero e proprio putiferio. Attorno alla questione, infatti, si è formato un attivo movimento politico che ha preso il nome di “Occupy the World Food Prize” e che sta organizzando su tutto il territorio americano manifestazioni atte a far conoscere ai cittadini statunitensi il problema relativo alle colture Ogm, soprattutto quelle adoperate dalla Monsanto, e ai rischi che comportano per il nostro organismo e per il nostro pianeta.

Non solo, il movimento ha organizzato una raccolta firme per fermare la consegna del premio. Sulla pagina apposita si legge: “In segno di protesta, 81 consiglieri del World Future Council hanno scritto una dichiarazione criticando con asprezza il World Food Prize Foundation per aver tradito il suo scopo. Nelle parole degli autori: “i semi OGM rafforzano un modello di agricoltura che mina la sostenibilità degli agricoltori con scarsa disponibilità di liquidi, che rappresentano gran parte delle persone affamate nel mondo… L’impatto più drammatico di tale dipendenza è in India, dove 270.000 agricoltori, molti intrappolati in debito per l’acquisto di sementi e prodotti chimici, si sono suicidati tra il 1995 e il 2012”.

Abbiamo già parlato di queste dinamiche quando abbiamo descritto la rivoluzione dei piccoli agricoltori che è avvenuta in Colombia.

Quanti fossero interessati alla storia della Monsanto, possono approfondire l’argomento leggendo il nostro articolo “Monsanto: un secolo di crimini contro l’umanità e la natura”.

Se, invece, volete firmare la petizione, potete farlo al link: http://action.sumofus.org/a/world-food-prize-monsanto-syngenta/5/2/?sub=fb

(Foto: ARA 3Xilos)

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Come mai la Monsanto ha sviluppato un gene resistente all’alluminio?
…nel periodo dell’aratura, vengono dispersi filamenti di polimeri biocompatibili che, inglobati nel terreno e quindi nelle radici degli ortaggi e dei cereali, ne trasformano il genoma….
segue articolo completo
http://www.tankerenemy.com/2010/05/sc… (2010)

Articoli correlati
http://www.tankerenemy.com/2008/03/sc…
http://www.tankerenemy.com/2009/03/ma… (2009)
http://www.tankerenemy.com/2009/02/ma…
http://www.tankerenemy.com/2007/02/le… (2007)

Fonti video Documentario Monsanto

(2009)

(2011)

(2012)

RT

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IL TRATTATO EUROPEO CODEX ALIMENTARIUS OBBLIGHERA’ GLI EUROPEI A MANGIARE OGM PRODOTTI DA MONSANTO, BAYER, NESTLE’, COCA COLA, PEPSI, e KRAFT.

Cosa sono gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati o Transgenici) , o meglio cosa NON dovremmo sapere di questi prodotti creati da un ingegneria genetica nelle mani di multinazionali come la MONSANTO e la BAYER ( ex I.G.FARBEN produttrice del ZYKLON B per i campi di concentramento Nazisti), PEPSI Co. e la KRAFT
Un profitto senza regole e un Capitalismo Malato genera simili mostri.
La Monsanto è un ambigua industria di Guerra, manipolazione genetiche, chimica e alimentazione. La I.G.Farben – Bayer famosa per i suoi business nell’ Olocausto Nazista.
I  genocidi della Monsanto  risalgono al Vietnam con l’Agente Arancia, un diserbante capace di uccidere qualsiasi forma di vita, 3 milioni di Vietnamiti uccisi e 150.000 bambini deformi fra il 1961 e il 1971, dove anche moltissimi militari Americani morirono di Cancro, anche di ritorno come Vetrani.
Non contenta dei profitti avuti crea nuovi diserbanti chimici, studi sull’ Eugentica e Manipolazioni Genetiche Clandestine, che assieme alla Bayer Chem/I.G. Farben industria di Guerra Nazista (Gas Zyklon B per i Forni Crematori) che oggi vende Farmaci per curare la nostra salute..un bel paradosso !!!
Sempre la Monsanto comincia la deforestazione dell’Amazzonia seminando il suo Mais Terminator (pensa che nome rassicurante) o il NK603 e MON810 (in Europa), Il Riso LLRICE601 della BAYER  sta creando danni irreversibili all’ ecosistema ed al sostentamento umano, alla terra ed agli animali. Esso distrugge ogni forma di vita creando mutazione genetiche trasmissibili per generazioni. Devastazione del terreno nelle sue proprietà vitali e minerali.
Monsanto crea devastazioni negli USA distruggendo chimicamente terreni fertili, tanto da non poter essere recuperati, le coltivaizoni OGM sono piene di ATRAZINA ed altri diserbanti mortali. I danni sono IMMEDIATI ed IRREVERSIBILI sulla salute e sul terreno, degli animali e degli uomini.
Altri prodotti sono : la Noce Killer del Brasile, il Frankenstein’s Popcorn ed il Round Up che sta distruggendo anche le coltivazioni italiane ed altri mostri alimentari-agricoli
Oggi questo abominio devasta anche il Brasile, Cile, Venezuela, India, Cina, Russia e Argentina con conseguenti denunce di tentato sterminio di Stati dagli stessi paese. Negli USA a causato il suicidio di 250.000 agricoltori.
Inquesto crimine mondiale sono coinvolte le maggiori case farmaceutiche e chimiche.
Le devastazioni all’ ecosistema della Monsanto è uno dei più gravi dell’ esistenza umana

Ora questo MOSTRO è nei nostri supermarket ce lo obbliga l’ Europa...!!!!!!!!!!

……………………..MONSANTO
FLUORO, ASPARTAME E VACCINI MORTALI

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GIGANTESCHI TUMORI NEI RATTI CAUSATI DA OGM MONSANTO
Round Up – Neotame – Monsanto – Tumori

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FRANCIA – PESANTI DANNI AMBIENTALI – FEBBRAIO 2012
FRANCIA – UNO STUDIO FRANCESE DIMOSTRA LA PERICOLOSITA’ DEGLI OGM
LEGGI L’ ARTICOLO COMPLETO……………………..

RUSSIA – DOPO LO STUDIO SHOCK LA RUSSIA RITIRA LE IMPORTAZIONI MONSANTO NK603″LEGGI L’ ARTICOLO COMPLETOLEGGI L’ ARTICOLO COMPLETOThe RUSSIAN ACADEMY of MEDICAL and TECHNICAL SCIENCE”Il mais MONSANTO ha ucciso 2 milioni di persone”

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USA MAIS E SOIA INQUINATI DA VIRUS ERBICIDA
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PERU’ – OGM MONSANTO BANDITI PER 10 ANNI
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VENEZUELA – BANDITE LE COLTIVAZIONI OGM
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LA CELIACHIA NON E’ UNA MALATTIA MA DERIVA DAL FRUMENTO OGM
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DANNI IRREVERSIBILI ALL’ UOMO E ALL’ AGRICOLTURA OPERATA DAL “MONSANTO ROUND UP”

IL PESTICIDA MONSANTO “ROUND UP” PROVOCA MUTAZIONI GENETICHE
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MONSANTO NASCONDE LA PERICOLOSITA’ DEL “ROUND UP” PER 30 ANNI

……………..7 MODI PER AVVELENARCI SEGRETAMENTELEGGI L’ ARTICOLO COMPLETO………………MONSANTO CAUSA 250.000 SUICIDI NEGLI STATI UNITI

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INDIA – IL COTONE TRANSGENICO STA UCCIDENDO GLI AGRICOLTORI INDIANI

Roma, 9 mag. – (Adnkronos) – Il cotone Ogm sta uccidendo gli agricoltori indiani. A documentare la disperazione di queste persone è il documentario ‘Behind the label’ che alza il velo su una situazione diventata ormai insostenibile non solo per i coltivatori ma anche per l’ambiente. I danni che le coltivazioni di cotone geneticamente modificato stanno creando negli ultimi 10 anni “sono enormi” commenta all’Adnkronos Sebastiano Tecchio regista che, assieme a Cecilia Mastrantonio, ha curato la parte autorale della pellicola prodotta da Barbara Ceschi a Santacroce e Overcom.
I suoli agricoli si impoveriscono fino alla sterilità, si moltiplicano nuovi parassiti, non contrastati dalle sementi Ogm e animali domestici muoiono inspiegabilmente dopo aver pascolato tra i residui del cotone geneticamente modificato….segue

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VIDEO DOCUMENTAZIONE STORICA

I DEVASTANTI EFFETTI DEL DISERBANTE “AGENTE ARANCIO”
 AGENT ORANGE BY MONSANTO

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 AGENT ORANGE BY MONSANTO

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GLI EFFETTI DRAMMATICI DELLE IRRORAZIONI
CON SCIE CHIMICHE DI “AGENTE ARANCIO”

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DOCUMENTARIO SHOCK
“IL MONDO SECONDO MONSANTO”

Chiunque abbia usato o viva vicino questi pesticidi e ora ad altissimo rischio di morte: tumori multipli e gravi deformazioni genetiche ereditarie del DNA.

SCONVOLGENTE..!!!!!!!

…………………….IL LIBRO

Distribuito da ARIANNA EDITRICE

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PESTICIDE CORPORATIONS
MONSANTO – DUPONT – SYGENTA – DOW – BAYER -PEPSI Co. – NESTLE’ – COCA COLA – CON AGRA

Prodotti contenenti OGM MONSANTO
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SUPER QUARK : DELIRIO IN DIFESA DEGLI OGM
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Articoli in evidenza 

OCCUPY MONSANTO 

MONSANTO’S FRANKENSTEIN CORN

NO OGM – LA MONSANTO INVADE L’EUROPA CON IL “CODEX ALIMENTARIUS”

MEDICINA E SALUTE / SCONVOLGENTE VERITA SUGLI OGM di Giuseppe Altieri

MAIS OGM – LA VERITA’ VIENE A GALLA

OGM – UN DANNO PER CONTADINI AMERICANI

GREENPEACE ITALIA – OGM

L’ ESPRESSO – GLI OGM SONO TRA NOI

MONSANTO, BAYER TRIAL FOR ‘SYSTEMATIC HUMAN’S RIGHT ABUSE’ Pubblicato da a 5/19/2012 03:40:00 AM

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15 gennaio 2009 | Autore

… E IL CONTROLLO DEL PIANETA!

di Stephen Lendman

© gennaio 2008

…un piano diabolico, che punta molto in alto: controllare i prodotti alimentari essenziali di 2.4 miliardi di persone e, al contempo, distruggere la diversità biologica di oltre 140.000 varietà sviluppate…

La fusione fra le grandi multinazionali dei settori farmaceutico e alimentare

All’alba del nuovo secolo l’agricoltura a conduzione familiare risultava decimata dai poteri dell’agribusiness corporativo integrati a livello verticale, i quali oltrepassarono il loro già rigoglioso dominio risalente ai primi anni Venti del secolo appena trascorso. A quel punto tale attività industriale, con vendite annuali superiori ai 400 miliardi di dollari, quanto a profitti si trovava – a livello nazionale – al secondo posto dopo quella farmaceutica. Il passo successivo era quello di fondere i colossi del settore farmaceutico con quelli del settore agroalimentare. In un documento divulgato nel 2003, la National Defense University del Pentagono annotava: “L’agribusiness rappresenta [ora] per gli Stati Uniti quello che il petrolio rappresenta per il Medioriente.” Attualmente viene considerato una “arma strategica nell’arsenale dell’unica superpotenza mondiale”, ma con costi enormi per i consumatori di ogni angolo del pianeta.

L’agribusiness andava a gonfie vele e il governo statunitense lo sosteneva con sussidi annuali di decine di miliardi di dollari. Il Farm Bill del 1996 sospendeva la facoltà del ministro statunitense dell’Agricoltura di equilibrare domanda e offerta, consentendo in tal modo una produzione priva di limitazioni. I colossi agroalimentari sfruttarono appieno tale situazione per controllare le forze del mercato; schiacciarono i piccoli agricoltori ricorrendo alla sovraproduzione e facendo calare i prezzi, inoltre esercitarono pressioni sui prezzi dei terreni man mano che i piccoli gestori fallivano, creando in tal modo opportunità per l’acquisizione di terre a basso costo nell’ottica di maggiori concentrazione e dominio.
Quindi vi fu la fase dell’integrazione della Rivoluzione Genetica nell’agribusiness, secondo le modalità in cui Ray Goldberg di Harvard intendeva si presentasse. Dall’ingegneria genetica sarebbero stati creati interi nuovi settori, fra cui farmaci geneticamente modificati/manipolati derivati da piante GE/GM nel contesto di un nuovo “sistema agrofarmaceutico”. Goldberg prefigurò una “rivoluzione genetica [tramite] la convergenza industriale dei settori di alimenti, salute, medicina, tessile ed energia”, nell’ambito di un mercato del tutto privo di regolamentazione. Non si faceva menzione di un minaccioso occulto incubo per il consumatore.

Il cibo è potere

Nel 1985 l’elemento catalizzatore della Rivoluzione Genetica furono i finanziamenti della Rockefeller Foundation; le mire erano assai ambiziose: verificare se le piante GM fossero praticabili sotto il profilo commerciale e, in tal caso, diffonderle ovunque. Secondo Eng-dahl si trattava della “nuova eugenetica” – culmine delle precedenti ricerche avviate negli anni Trenta – disciplina peraltro basata sul concetto che i problemi dell’umanità si possano “risolvere tramite manipolazioni chimiche e genetiche…come fondamentale metodo di controllo sociale e ingegneria sociale”. Gli scienziati della fondazione cercarono di conseguire tale risultato riducendo le infinite complessità della vita a “semplici, deterministici e predittivi modelli” nel contesto del loro diabolico piano – mappando strutture genetiche allo scopo di “correggere problemi di natura sociale e morale fra cui criminalità, povertà, fame e instabilità politica”. Nel 1973, con lo sviluppo delle essenziali tecniche di ingegneria genetica, il progetto era in atto.
La questione si basa su quello che viene denominato DNA ricombinante (rDNA) e funziona introducendo a livello genetico in piante e animali DNA estraneo per creare organismi geneticamente modificati (OGM), ma non senza rischi. La D.ssa Mae-Wan Ho, primo biologo presso il London Institute of Science in Society, spiega che esistono pericoli in quanto il processo è impreciso. “E incontrollabile e inaffidabile, e finisce tipicamente per danneggiare e scombinare il genoma ospite, con conseguenze del tutto imprevedibili” che potrebbero scatenare un letale e irrevocabile “Ceppo Andromeda”. La ricerca è andata avanti comunque, fra le menzogne secondo cui i rischi erano minimi e che era in vista un futuro radioso. Tutto quel che importava erano i potenziali enormi profitti e i vantaggi geopolitici – quindi approfittiamo della situazione e lasciamo che il denaro vada a finire dove capita.
Uno dei progetti era quello di mappare il genoma del riso, il che determinò l’avvio di un’iniziativa – della durata di 17 anni – finalizzata a diffondere il riso OGM in tutto il mondo, spalleggiata dal denaro della Rockefeller Foundation; quest’ultima spese milioni di dollari per finanziare 46 laboratori scientifici in tutto il mondo, sovvenzionò la preparazione di centinaia di neolaureati e sviluppò una “confraternita d’elite” formata dai più eminenti ricercatori scientifici presso gli istituti di ricerca appoggiati dalla Fondazione stessa. Si trattava di un piano diabolico, che puntava molto in alto: controllare i prodotti alimentari essenziali di 2.4 miliardi di persone e, al contempo, distruggere la diversità biologica di oltre 140.000 varietà sviluppate in grado di far fronte a siccità e parassiti e di crescere in ogni clima immaginabile.
L’obiettivo primario era l’Asia; Engdahl espone la sinistra vicenda dell’International Rice Research Institute (IRRI), di stanza nelle Filippine e finanziato dalla Fondazione. Tale istituto disponeva di una banca del gene provvista di “ogni rilevante varietà di riso nota” e che annoverava un quinto di tutte le varietà. L’IRRI consentì ai colossi dell’agribusiness di utilizzare illegalmente le sementi a scopo di modificazione genetica esclusiva e brevettata, in modo che costoro potessero immetterle sul mercato e averne il controllo esigendo che gli agricoltori fossero muniti di concessione nonché costretti a corrispondere annualmente somme per i diritti di licenza.
Nel 2000 venne elaborato un riuscito “Golden Rice” arricchito con betacarotene (precursore della vitamina A), poi commercializzato in base alla fraudolenta asserzione che una ciotola al giorno di tale riso era in grado di prevenire la cecità e altre carenze di vitamina A.
Si trattava di una truffa, dato che altri prodotti sono fonti – di gran lunga migliori – di tale elemento nutritivo, laddove per assumerne un quantitativo sufficiente è necessario ingurgitare quotidianamente l’impossibile massa di nove chili di riso.
Nondimeno, i sostenitori della Rivoluzione Genetica erano pronti alla loro mossa successiva, ovvero “il consolidamento del controllo globale delle forniture alimentari dell’umanità”, per il quale disponevano di un nuovo strumento: l’Organizzazione Mondiale del Commercio. I colossi corporativi ne stilarono i regolamenti per avvantaggiare sé stessi a scapito dei paesi in via di sviluppo esclusi dal ‘gioco’.

La diffusione sfrenata delle sementi OGM: inizia la rivoluzione della produzione mondiale di derrate alimentari

Alla fine degli anni Ottanta una rete globale di biologi molecolari preparati in ingegneria genetica era pronta ad avviare la “Seconda Rivoluzione Genetica”. Il loro primo test di laboratorio fu l’Argentina, la prima nazione “cavia” coinvolta in un avventato esperimento con nuovi prodotti alimentari non testati e potenzialmente pericolosi.
L’Argentina si rivelò un bersaglio facile quando, nel luglio 1989, Carlos Menem ne divenne presidente. Costui rappresentava il sogno di ogni esponente delle corpora-zioni, un compiacente suddito del Washington Consensus, e permise persino ai compari di David Rockefeller a Washington e New York di stilare il suo programma economico innervato dal dogma della Scuola di Chicago: privatizzazioni, deregolamentazione, mercati locali aperti alle importazioni e tagli ai già ridotti servizi sociali.
Nel 1991 l’Argentina era già un “laboratorio sperimentale segreto per lo sviluppo di coltivazioni geneticamente manipolate”. Di fatto l’agricoltura del paese era stata consegnata a Monsanto, Dow, DuPont e ad altri colossi degli OGM affinchè questi la sfruttassero per il loro profitto. Le cose non sarebbero mai più state le stesse. Verso la metà degli anni Novanta Menem stava “rivoluzion[ando] la tradizionale produttiva agricoltura argentina” per tra-sformarla in una monocoltura destinata all’esportazione globale.
Dal 1996 al 2004, a livello globale, la messa a dimora di coltivazioni OGM si espanse sino a raggiungere i 167 mi-lioni di acri, un incremento pari a 40 volte che sfruttava il 25 per cento di tutti i terreni arabili disponibili a livello mondiale; due terzi della superficie in acri (106 milioni di acri, ovvero 43 milioni di ettari) si trovavano in territorio statunitense. Nel 2004 l’Argentina si trovava al secondo posto, con 34 milioni di acri (14 milioni di ettari), mentre la produzione si stava estendendo a Brasile, Cina, Canada, Sudafrica, Indonesia, India, Filippine, Colombia, Honduras, Spagna ed Europa dell’Est (Polonia, Romania e Bulgaria). La rivoluzione procedeva a gonfie vele; a quel punto sembrava inarrestabile.
Nel 1995 la Monsanto introdusse i fagioli di soia Roundup Ready (RR), dotati del loro speciale batterio inserito geneticamente che consente alla pianta di resistere all’irrorazione dell’erbicida glifosato, il Roundup. La soia OGM risulta così protetta dallo stesso prodotto che in Colombia si impiega per sradicare le coltivazioni di piante adibite alla produzione di droghe ma che, al contempo, danneggia coltivazioni lecite ed esseri umani. Dopo che, nel 1996, la soia RR della Monsanto venne autorizzata dalla FDA (ente statunitense preposto al controllo alimentare e farmacologico, ndt), in Argentina “un sistema agricolo nazionale un tempo produttivo basato su aziende a conduzione familiare [fu trasformato in] un sistema statale neo-feudale dominato da una manciata di potenti e facoltosi” proprietari che lo sfruttavano a loro profitto. Menem andò avanti. In meno di un decennio aveva permesso che la varietà del paese, rappresentata da frumento, granturco e bestiame, venisse sostituita da una monocoltura controllata dalle corporazioni. Si trattò di un patto faustiano, che verso la fine del 2007 contribuì a far toccare al prezzo delle azioni della Monsanto un livello mai raggiunto in precedenza.
I precedenti decenni contraddistinti da varietà e rota-zione delle colture avevano preservato la qualità del suolo argentino, tuttavia tale situazione cambiò allorquando si attestò la monocoltura della soia, accompagnata dalla sua forte dipendenza dai fertilizzanti chimici. Le colture argentine tradizionali scomparvero e il bestiame fu rinchiuso in sovraffollati ambienti confinati per l’allevamento intensivo, come negli Stati Uniti. Engdahl cita un eminente agro-ecologo il quale prefigura che, se continueranno, queste pratiche distruggeranno il territorio nell’arco di 50 anni. Niente lascia intravedere che vi sarà una qualche interruzione del processo.
La crisi economica che ha colpito l’Argentina verso la fine degli anni Novanta-inizi del decennio successivo ha reso disponibili ampi e ulteriori appezzamenti di terra, allorché gli agricoltori ridotti sul lastrico si videro costretti a rinunciare alle loro tenute svendendole per pochi soldi.

I predatori corporativi e i proprietari terrieri latifondisti ne approfittarono. Con la monocoltura meccanizzata di soia OGM i caseifici del paese si ridussero della metà e “centinaia di migliaia di lavoratori [furono costretti a] lasciare le terre” per andare a ingrossare le fila dei poveri.
La Monsanto attraversava un ottimo periodo e utilizzò vari piani di sfruttamento; nel 1999 indusse Menem a consentirle di riscuotere “diritti prorogati”, sebbene la legislazione argentina vietasse tale prassi. Anche l’esporta-zione illegale di sementi Roundup Ready in Brasile, Paraguay, Bolivia e Uruguay si svolse di nascosto.
La Monsanto quindi esercitò sul governo argentino pressioni affinchè riconoscesse il suo “diritto di brevetto della tecnologia”; si costituì un Fondo di Compensazione della Tecnologia, gestito dal Ministero dell’Agricoltura, che costrinse gli agricoltori a corrispondere una tassa pari a quasi l’uno per cento sulle vendite di soia OGM; a beneficiare dei fondi furono la Monsanto e altri fornitori di sementi OGM.
Nel 2004 quasi la metà dei terreni coltivabili della nazione era adibita alla produzione di soia GM e oltre il 90 per cento di tale frazione era destinato esclusivamente alla qualità Roundup Ready della Monsanto. Engdahl la vede in questi termini: “L’Argentina era diventata il più grande incontrollato laboratorio sperimentale per gli OGM.” La sua popolazione si era a sua volta trasformata in ignari topi da laboratorio.
Nel 2005 il governo del Brasile venne a più miti consigli e legalizzò per la prima volta le sementi OGM. Nel 2006 USA, Argentina e Brasile incidevano per oltre 1*81 per cento della produzione mondiale di soia GM, il che “comporta che praticamente ogni animale del pianeta alimentato con pastoni alla soia consuma soia geneticamente manipolata” e, inoltre, che chiunque mangi le carni di questi animali fa inavvertitamente altrettanto.
L’Argentina ha sperimentato ulteriori ricadute che rischiano di assumere maggiori dimensioni. La sua monocoltura della soia ha avuto imponenti effetti sul territorio delle campagne, mentre ampi tratti di foreste sono stati distrutti. Gli agricoltori tradizionali vicini alle colture di soia sono stati seriamente danneggiati dall’irrorazione aerea di Roundup; i loro raccolti sono rimasti devastati, perché è questo che l’erbicida in questione è progettato a fare: uccidere tutte le piante prive della resistenza geneticamente modificata. Gli agricoltori in questione raccontano che il loro pollame è morto e che i cavalli sono stati gravemente danneggiati dalle irrorazioni aeree. Anche gli esseri umani hanno subito conseguenze e possono manifestare violenti sintomi di nausea, diarrea e vomito, nonché lesioni cutanee. Altri riferiscono di ulteriori ricadute: animali nati con gravi malformazioni degli organi, banane e patate dolci deformi, nonché laghi pieni di pesci morti. Per di più, alcune famiglie rurali affermano che in seguito alle irrorazioni aeree i loro figli hanno sviluppato “grottesche chiazze sul corpo”.
Quanto al promesso maggior rendimento della soia GM, i risultati hanno evidenziato raccolti ridotti del 5-15 per cento rispetto ai loro corrispondenti tradizionali, più “nuove tenaci erbe infestanti” per distruggere le quali necessita una quantità tripla di erbicida. Allorquando gli agricoltori si rendono conto di tutto questo, ormai è troppo tardi.
Engdahl riassume la situazione degli agricoltori: “Risulterebbe arduo immaginare uno schema più perfetto di coercizione umana.” E la situazione era ancor peggiore. L’Argentina è stato il primo caso di sperimentazione “in un piano globale portato a compimento nell’arco di decenni e di portata assolutamente sconvolgente e terrificante”.

Parte del piano prevedeva che i colossi dell’agribusiness OGM avessero mano libera sul relativo settore dell’economia, onde trasformare radicalmente il sistema produttivo agroalimentare dell’Iraq in un modello per sementi e piante OGM.

L’Iraq beneficia dei semi statunitensi della democrazia

Per l’Iraq la democrazia ha comportato la cancellazione della “culla della civiltà” a favore di un capitalismo liberista privo di impedimenti. Nel 2003 l’Iraq è stato invaso non solo per il suo petrolio, ma anche per trasformare il paese in un gigantesco paradiso del libero commercio. Il piano era diabolico, elaborato e orrendo: guerra lampo di tipo “colpisci e terrorizza”, elaborate operazioni psicologiche, la paura usata come arma, occupazione repressiva, tortura e detenzione di massa e, infine, la più rapida e radicale riconfigurazione di un paese a memoria d’uomo. Tutto accadde nell’arco di alcune settimane. L’Iraq non esiste più, il paese è una terra desolata, la sua popolazione è devastata e si è creato il terreno per uno sfrenato saccheggio da parte delle corporazioni su scala pressoché inimmaginabile.
Parte del piano prevedeva che i colossi dell’agribusiness OGM avessero mano libera sul relativo settore dell’economia, onde trasformare radicalmente il sistema produttivo agroalimentare dell’Iraq in un modello per sementi e piante OGM; questo fu affidato al mandato di svariate delle 100 “leggi Bremer” celermente applicate, tuttavia al riguardo gli Iracheni non hanno avuto voce in capitolo, dato che il paese era ormai governato da Washington e dalla sua filiale all’interno della superprotetta Zona Verde, nella più grande ambasciata statu¬nitense al mondo.
Le leggi di Bremer hanno imposto la più rigida “terapia d’urto” mai vista in puro stile Scuola di Chicago, del genere di quelle che, sin dalla loro introduzione nel Cile di Pinochet, avvenuta nel 1973, devastarono paesi di tutto il mondo. La formula era quella consueta: licenziamenti di massa dei dipendenti statali, nell’ordine delle centinaia di migliaia; importazioni illimitate in assenza di tariffe, dazi, ispezioni o tasse; deregolamentazione; infine, il più vasto piano di privatizzazione e liquidazione del patrimonio statale dai tempi del collasso dell’Unione Sovietica. Le tasse imposte alle corporazioni sono state abbassate dal 40 al 15 per cento. Gli investitori esteri potevano possedere il cento per cento dei beni iracheni, fatta eccezione per il petrolio; potevano inoltre riportare in patria i loro profitti senza che questi venissero tassati, né avevano l’obbligo di reinvestire nel paese. Come se non bastasse, sono state date loro concessioni d’uso quarantennali per la produzione di petrolio. Le uniche leggi dell’era Saddam sopravvissute erano quelle concernenti le limitazioni imposte ai sindacati e alla contrattazione collettiva. Le transnazionali straniere, in gran parte statunitensi, si sono avventate sulla preda e hanno divorato ogni cosa. Gli Iracheni non erano in grado di competere e le leggi di occupazione hanno garantito che ciò non avvenisse.
Prendete in considerazione il Bremer Order 81 del 26 aprile 2004, concernente i brevetti e la relativa durata; tale direttiva recita: “Agli agricoltori sarà vietato riutilizzare sementi di varietà tutelate o di qualsiasi altra varietà.” Tale normativa conferiva ai proprietari dei brevetti delle suddette varietà i diritti assoluti – per 20 anni – sull’utilizzo delle loro sementi da parte degli agricoltori; si tratta di sementi geneticamente manipolate e di proprietà delle transnazionali. Gli agricoltori iracheni che ne fanno uso hanno dovuto firmare un accordo in base al quale sono tenuti a pagare una “tassa sulla tecnologia” nonché una tassa annuale di utilizzo. L’impiego di sementi “simili” a quelle brevettate e tutelate potrebbe portare a multe assai salate e persino alla detenzione. Al centro della direttiva vi è la “Plant Variety Protection” (PVP) – laddove le sementi OGM hanno conseguito la tutela per scalzare 10.000 anni di sviluppo di varietà di piante.
La fertile valle irachena compresa fra i fiumi Tigri ed Eufrate è ideale per le colture. Sin dall’8000 a.C. gli agricoltori la utilizzano per sviluppare “abbondanti sementi di quasi ogni varietà utilizzata oggi nel mondo”. Tali varietà sono state ormai annientate tramite il piano di modernizzazione e industrializzazione OGM, in modo che l’agribusiness potesse prendere piede nella regione e rifornire il mercato mondiale.
Mentre gli Iracheni soffrono e patiscono la fame, i colossi degli OGM gestiscono l’agricoltura del paese a scopo di esportazione. Ora gli agricoltori iracheni sono servi dell’agribusiness e costretti a coltivare prodotti estranei al regime alimentare locale, come il frumento destinato alla produzione di pasta. A stabilirlo sono le Leggi Bremer, peraltro inviolabili in base all’Articolo 26 della Costituzione redatta dagli Stati Uniti. L’articolo in questione recita che il governo iracheno non ha la facoltà di modificare le leggi formulate da un occupante straniero. Per garantirlo, in ogni ministero sono presenti simpatizzanti degli Stati Uniti, i più fidati dei quali collocati nei dicasteri cruciali.
Engdahl riassume i danni arrecati all’agricoltura: “La trasformazione forzata della produzione alimentare dell’Iraq in colture OGM brevettate è uno dei più chiari esempi di [come] la Monsanto e altri colossi OGM stiano imponendo [tali] colture a una popolazione mondiale ignara o riluttante.”
Con esse stanno infestando il pianeta, un paese alla volta, e tentare di porre rimedio ai danni che provocano è rutile.

Il “Giardino delle Delizie in Terra”

II 1° gennaio 1995 fu costituito ufficialmente il WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), dotato dei poteri di imporre e far osservare agli stati membri le sue leggi stilate dalle corporazioni. L’agribusiness statunitense esercitava già il predominio, nondimeno a questo punto aveva a disposizione un nuovo ente sovranazionale e non eletto per promuovere la propria agenda privata su scala globale. Il WTO svolge il ruolo di “poliziotto” del libero commercio globale nonché quello di rapace “ariete del multimiliardario agribusiness mondiale” per conto dei colossi del settore. I suoi regolamenti sono stati stilati con la forza e gli strumenti di una “autorità punitiva” adibita a imporre pesanti sanzioni economiche e di altro genere a coloro che violano i regolamenti stessi, in base ai quali l’agricoltura ha un ruolo prioritario poiché le società statunitensi sono dominanti. La Cargill ha redatto i regola-menti che Engdahl definisce il “Cargill Pian” e che:
• proibiscono a livello mondiale tutti i programmi agricoli governativi e i sostegni ai prezzi (ma strizzano l’occhio, annuendo, ai considerevoli sussidi statunitensi);
• vietano alle nazioni di imporre regolamentazioni alle importazioni allo scopo di tutelare la propria produzione agricola;

• proibiscono i controlli sull’esportazione di prodotti agricoli, anche in tempi di carestia, in modo che la Cargill possa dominare il commercio mondiale dell’esportazione di cereali;
• vietano alle nazioni di limitare gli scambi commerciali tramite leggi di tutela definite “barriere commerciali”, il che fra l’altro apre i mercati mondiali a importazioni senza restrizioni di prodotti alimentari OGM, senza alcuna necessità di dimostrarne la sicurezza.

La lobby dell’International Food & Agricultural Trade Policy Council (IPC) ha collaborato con la Cargill e l’agribusiness statunitense onde promuoverne l’agenda in questione. A prendere il comando sono stati i paesi del cosiddetto Gruppo dei Quattro (Quad): Stati Uniti, Canada, Giappone e Unione Europea (UÈ). Riunendosi in segreto, costoro hanno stabilito per tutti i 134 membri del WTO le politiche agricole formulate dai colossi agroalimentari statunitensi, fra cui Cargill, Monsanto, ADM e DuPont, unitamente a colossi europei quali Nestlé e Unilever. La loro politica era finalizzata a eliminare le leggi e le misure di protezione nazionali a favore di liberi mercati privi di restrizio¬ni a vantaggio dei paesi del ‘Nord Globale’.

Esistono altri regolamenti del WTO, nell’ambito dell’Agreement on Technical Barriers to Trade (Accordo sulle barriere tecniche al commercio, ndt), i quali proibiscono l’etichettatura degli OGM. Di conseguenza, i consumatori non sanno cosa mangiano né sono in grado di evitare questi prodotti alimentari potenzialmente pericolosi. Per risolvere tale problema nel 1996 è stato stilato il Protocollo sulla Biosicurezza, che dovrebbe essere in vigore proprio a tale scopo. Ad ogni modo alle richieste dei paesi in via di sviluppo è stato “teso un agguato da parte del governo e della lobby dell’agribu-siness, potenti e organizzati”, i quali hanno sabotato i negoziati e insistito affinchè le misure inerenti alla biosicurezza fossero subordinate ai regolamenti commerciali del WTO a vantaggio dei paesi industrializzati. Come risultato i negoziati sono falliti, le problematiche relative alla sicurezza sono state ignorate e si è spianata la strada all’indiscriminata diffusione delle sementi OGM su scala mondiale.
In base ai regolamenti TRIPS del WTO, tutti gli stati membri sono tenuti a varare leggi sulla proprietà intellettuale a tutela dei brevetti che, per l’appunto, rendono il sapere una proprietà, il che a sua volta “da libero sfogo” pressoché ovunque alla proliferazione di sementi e alimenti OGM, anche contravvenendo alle leggi nazionali in materia di sicurezza alimentare.
I colossi degli OGM hanno amici potenti nel governo; i secondi appoggiano l’agenda dei primi. Uno di costoro è George W. Bush il quale nel 2003, dopo l’invasione dell’Iraq, ha fatto della proliferazione delle sementi OGM la sua priorità; con un sostegno di tal genere, le società degli OGM hanno spinto la situazione sino al limite.

Engdahl fornisce un calzante esempio che riguarda la società biotecnologica texana RiceTec. La RiceTec ha tramato per brevettare il riso basmati, da migliaia d’anni alimento principale in tutta l’Asia. Con la collusione dell’IRRI, la società ha trafugato le sementi e le ha brevettate in base ai regolamenti stilati dalla Fondazione Rockefeller. A rendere questo possibile è stata una sentenza emessa nel 2001 dalla Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Ag Supply v. Pioneer Hi-Bred; “ha tutelato il principio in base al quale si ammettono brevetti su piante e altre forme di vita”.
In base al regolamento, è possibile brevettare varietà di piante OGM – e alcune agenzie governative statunitensi sono compiici nell’aiutare i colossi dell’agribusiness ad assicurarsi che nulla si frapponga sulla loro strada. Di conseguenza, il furibondo attacco della monocoltura OGM minaccia ovunque la diversità delle specie vegetali.
Con il pieno appoggio di Washington e del WTO, le principali società di biotecnologie stanno brevettando qualsiasi pianta immaginabile in forma OGM. Engdahl fa riferimento alla “Rivoluzione Genetica [come a una] forza torrenziale nell’agricoltura mondiale” all’inizio del nuovo millennio, con quattro società dominanti che detengono il controllo degli OGM e dei relativi mercati agrochimici: Monsanto, DuPont e Dow AgroSciences negli USA e, in Svizzera, Syngenta (creata dalla fusione dei settori agricoltura della Novartis e della AstraZeneca).
Il “numero uno a livello mondiale” è la Monsanto. Abbiamo esaminato tale società nella prima parte del presente articolo; Engdahl cita le parole del suo presidente, secondo cui lo scopo è la fusione globale di “tre delle più grandi industrie a livello mondiale – agricoltura, prodotti alimentari e salute – che attualmente operano [separatamente, ma] alcuni cambiamenti…ne determineranno l’integrazione”. Questa frase risale a sette anni orsono. Ora sta accadendo.

Engdahl prende in considerazione informazioni pertinenti sull’industria che altrimenti potrebbero essere pas¬sate inosservate: che i tre colossi statunitensi degli OGM vantano prolungati e sordidi rapporti di collaborazione con il Pentagono nella fornitura di agenti chimici altamente devastanti come l’Agente Arancio, il napalm e altri. Adesso costoro pretendono che ci fidiamo di loro per quanto riguarda i prodotti più importanti che ingeriamo – alimenti e farmaci – a dispetto di ben fondate prove che! le loro varietà OGM sono nocive per la salute umana. I I loro trascorsi di attenzione per la salute pubblica sono! atroci.
Piaccia o meno, stanno promuovendo la loro agenda, come peraltro evidenzia un rapporto della Fondazione Rockefeller risalente al 2004. A partire dal 19961 la produzione di colture GM ha conseguito incrementi! percentuali a due cifre per nove anni consecutivi. Attualmente in 17 paesi oltre otto milioni di agricoltori! seminano colture OGM, per oltre il 90 per cento deij casi in paesi in via di sviluppo. Gli Stati Uniti sono gran lunga il paese leader, “con un’aggressiva promozic ne governativa, assenza di etichettatura e dominio sulla produzione agricola nazionale”. Qui, “le colture geneticamente manipolate [hanno] fondamentalmente pre il sopravvento sulla catena alimentare statunitense”. Ne 2004, oltre l’85 per cento delle sementi di soia e il 45 per cento di quelle di granturco erano geneticamente

modificate e, dato che gli alimenti destinati agli animali provengono principalmente da tali colture, “l’intera produzione di carne della nazione [e le esportazioni] deriva da animali nutriti con alimenti geneticamente modificati”. Quello che mangiano gli animali lo ingeriscono anche gli uomini.
La faccenda assume toni ancor più drammatici. Il vento e l’aria fanno proliferare le sementi GM nei campi adiacenti, compresi quelli biologici, che ora sono in qualche misura contaminati. Engdahl spiega:
“…dopo appena sei anni, una porzione stimata nell’ordine del 67 per cento della superficie agricola statunitense totale è rimasta [irreparabilmente] contaminata da sementi geneticamente manipolate. Il genio era uscito dalla bottiglia”; per quel che è noto a livello scientifico, niente è in grado di invertire tale situazione.
Questo rende la coltivazione “biologica pura” impossibile, fatta eccezione, forse, per alcune aziende assai isolate, che comunque costituiscono un’esigua percentuale del settore. Pur tuttavia, le colture biologiche sono più sicure di quelle trattate con sostanze chimiche e incomparabilmente preferibili a qualsiasi tipo di coltura geneticamente modificata. Detto questo, dato che la Rivoluzione Genetica progredisce a livello mondiale, il futuro dell’agricoltura biologica è a rischio – il che lascia inorriditi coloro che, come il sottoscritto, vi fanno assegnamento.
Prendete inoltre in considerazione il modo in cui i colossi degli OGM acquisiscono quote di mercato avvalendosi dell’ausilio del governo e del WTO, agevolati dall’imposizione di rigidi accordi sui diritti di utilizzazione e sulle tecnologie agli agricoltori, i quali sono tenuti a corrispondere tasse su base annuale. Gli accordi in questione sono vincolanti e applicati tramite accordi sull’impiego della tecnologia che gli agricoltori si trovano costretti a sottoscrivere, rimanendo così intrappolati in una “nuova forma di servitù della gleba”. Ogni anno sono costretti ad acquistare nuove sementi e hanno la proibizione di riutilizzare qualsiasi semente degli anni precedenti, come invece accadeva abitualmente prima dell’introduzione degli OGM. Il mancato rispetto degli accordi può avere come esito gravi danni legali o persino la detenzione e, potenzialmente, la perdita dei terreni.
Conniventi agenzie governative e astute strategie di commercializzazione favoriscono la “Rivoluzione Genetica”, servendosi di “menzogne, dannate menzogne” secondo cui le colture OGM hanno maggior rendimento e sono in grado di risolvere il problema della fame nel mondo. I riscontri dimostrano tutt’altro. Per di più, con l’andar del tempo si sviluppano “supererbe infestanti” resistenti e il rendimento dei raccolti cala. Gli agricoltori si vedono costretti a utilizzare maggiori quantitativi di erbicidi, sono vincolati a elevate tasse di diritto d’uso e finiscono per rimetterci del denaro. In sostanza: il caso delle “sementi geneticamente manipolate per l’agricoltura [era] fondato su una roccaforte di frodi scientifiche e menzogne corporative”. Queste informazioni vengono tenute nascoste al pubblico e nel momento in cui sprovveduti agricoltori si accorgono di essere stati imbrogliati, ormai è troppo tardi.
I riscontri inerenti ai pericoli rappresentati dagli OGM sono progressivamente aumentati e hanno messo in allarme l’industria del settore. Nel 2005 ricerche scientifiche russe hanno dimostrato che gli OGM provocano danni che possono avere inizio in utero: in oltre la metà dei casi, ratti alimentati con soia geneticamente modificata sono morti entro le prime tre settimane di vita – vale a dire sei volte il normale tasso di decessi.

Controllo demografico: Terminator, Traitor e sementi di mais anticoncezionale

Di importanza cruciale per la strategia dei colossi degli OGM era la necessità di una “nuova tecnologia che permettesse loro di commercializzare sementi che non si riproducessero”, quindi elaborarono tecnologie di restrizione all’uso di piante geneticamente modificate (GURTs), che produssero le cosiddette sementi “Terminator”. Il procedimento è brevettato e si applica a sementi di tutte le specie di piante. Ripiantarle non ha alcun esito: non cresceranno. Si tratta della soluzione dell’industria al controllo della produzione alimentare mondiale e garantisce al contempo lauti profitti. Che scoperta! Mais, soia e altre sementi Terminator sono state “geneticamente modificate per ‘suicidarsi’ dopo una stagione di coltivazione” a opera di un gene incorporato che produce una tossina. Una tecnologia di seconda generazione strettamente correlata, la T-GURT, produce sementi soprannominate Traitor. Tale tecnologia verte sul controllo della fertilità e delle caratteristiche genetiche di una pianta grazie a un “promotore di gene che può essere indotto” denominato “interruttore del gene”. Le colture OGM resistenti ai parassiti e alle malattie ‘funzionano’ unicamente tramite l’impiego di uno specifico composto chimico realizzato dalle società come la Monsanto. Gli agricoltori che acquistano sementi illegalmente non avranno a disposizione il composto che “accende” il gene resistente. In tal modo la tecnologia Traitor crea un nuovo mercato vincolato ai colossi degli OGM, laddove le sementi Traitor risultano avere costi di produzione inferiori rispetto a quelle Terminator.
Combinate, queste due tecnologie conferiscono ai colossi dell’agribusiness poteri senza precedenti: “Per la prima volta nella storia, tale situazione [consente a] tre o quattro multinazionali private delle sementi…di dettare agli agricoltori di tutto il mondo le proprie condizioni.” Si tratta di uno strumento di guerra biologica quasi “troppo valido per crederci”, a fronte dell’aperta opposizione della cittadinanza che l’industria e il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) si propongono di mettere a tacere.
Engdahl cita il portavoce dell’USDA Willard Phelps il quale, in un’intervista risalente a giugno del 1998, affermava che l’ente desiderava che la tecnologia Terminator fosse “data ampiamente in concessione e resa speditamente disponibile a numerose società del settore sementi”. La ragione di fondo era occulta: introdurre le sementi in questione nei paesi in via di sviluppo in quanto primaria strategia della Fondazione Rockefeller. Engdahl la definisce il “Cavallo di Troia dei colossi occidentali delle sementi OGM per acquisire il controllo delle forniture alimentari del Terzo Mondo, in aree in cui le leggi sui brevetti sono assai permissive o addirittura inesistenti”. Per la Fondazione diventò di importanza prioritaria diffondere le sementi in tutto il mondo, onde impossessarsi in modo irreversibile dei mercati. L’USDA appoggiò in pieno tale progetto.
Un tal genere di influenza (assieme al WTO) è soverchiante; è la tattica utilizzata allorquando il Dipartimento di Stato e quello dell’Agricoltura degli Stati Uniti coordinano interventi di lotta alle carestie impiegando prodotti geneticamente modificati in eccedenza. Gli agricoltori che ricevono le sementi OGM non vengono informati sulla loro natura: le piantano inconsapevolmente per il raccolto successivo e così vengono ‘arpionati’. La proliferazione, peraltro, non è limitata all’Africa. Lo scopo dell’industria del settore è quello di introdurre gli OGM ovunque, ricorrendo alla coercizione, alla corruzione e ad altre tattiche illegali, soprattutto in paesi in via di sviluppo pesantemente indebitati. Nel caso della Polonia, il suolo – che era uno dei più fertili in Europa – risulta ormai dfet&feiKito dalla contamina-zione genetica.
Prendete ora in considerazione come il piano sia connesso con la strategia della Fondazione Rockefeller per il controllo della popolazione. Nel 2001 il progetto ricevette agevolazioni quando la compagnia biotech privata Epicyte annunciò di aver sviluppato con sucesso la “coltura OGM definitiva”: la semente di mais anticoncezionale; questa venne definita la soluzione alla “sovrappopolazione” del pianeta, tuttavia le notizie in merito scomparvero dalla circolazione dopo che la Biolex acquisì la compagnia.
In un modo o nell’altro, la Fondazione Rockefeller tenta di ridurre la popolazione, come peraltro sta facendo in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) finanziando sommessamente il suo programma di “salute riproduttiva” tramite l’impiego di un vaccino contro il tetano che, combinato con ormoni naturali hCG, opera come un agente abortivo che impedisce la gravidanza, quantunque tale aspetto non venga reso noto alle donne che lo assumono.
Quanto alla prospettiva del Pentagono a riguardo della riduzione della popolazione come sofisticata forma di ‘”guerra biologica’ [finalizzata a] risolvere la fame nel mondo”, tutto tace.

Il panico dell’influenza aviaria e i polli OGM

Nel 2005 George W. Bush indusse ingannevolmente l’opinione pubblica a credere che, se incontrastata, una cosiddetta epidemia di influenza aviaria si sarebbe trasformata in una pandemia. Come di consueto, la soluzione fu quella di delegare al settore privato e premiare i suoi compari. Nel caso specifico, egli chiese al Congresso di destinare uno stanziamento d’emergenza pari a un miliardo di dollari dei contribuenti per un farmaco, il Tamiflu. Un fatto cruciale rimase sottaciuto: il farmaco era elaborato e brevettato dalla Gilead Science – il cui presidente, prima di assumere l’incarico di segretario alla Difesa, rispondeva al nome di Donald Rumsfeld, il quale peraltro ne era ancora azionista di maggior rilievo. La paura, combinata con gli stanziamenti del governo e un prezzo delle azioni in aumento, mise Rumsfeld nelle condizioni di accumulare una fortuna, esattamente nello stesso modo in cui Dick Cheney, nelle vesti di vicepresidente, aveva tratto profitto dai propri legami con la Halliburton.
Engdahl pone il seguente quesito: “La paura dell’influenza aviaria fu l’ennesimo stratagemma del Pentagono” dalle finalità ignote? Rifacendosi a note e insabbiate azioni passate del governo, “un presumibilmente letale” nuovo ceppo di influenza “doveva essere considerato decisamente con sospetto”; veniva sfruttato per promuovere gli interessi dell’agribusiness e della pollicoltura “secondo il modello della Tyson Foods dell’Arkansas”. Considerate i fatti. A causa degli spazi angusti e delle condizioni di sovraffollamento cui sono costretti gli animali, gli allevamenti in batteria costituiscono il terreno di coltura per una potenziale proliferazione di malattie, nondimeno tale aspetto non è mai stato citato come una minaccia. Al contrario, a essere additati come colpevoli sono stati i piccoli allevamenti all’aperto a conduzione familiare, in particolar modo quelli asiatici, quando in realtà tale nozione è quantomeno assai poco plausibile; i piccoli allevamenti di questo tipo sono i più sicuri, tuttavia la campagna di propaganda di marca governativo-industriale ha sostenuto il contrario.
Lo schema è palese. Cinque colossi multinazionali dominano la produzione e la lavorazione delle carni di pollo: Tyson (la più grande), Gold Kist, Pilgrim’s Pride, ConAgra Poultry e Perdue Farms, le quali producono carne di pollo “in atroci condizioni sotto il profilo sanitario e della sicurezza”. Secondo il GAO (Government Accountabili-ty Office), i lavoratori impiegati presso questi impianti di lavorazione presentano “uno dei più elevati tassi di lesioni e malattie di tutto il settore industriale”. Si è citata l’esposizione a “pericolose sostanze chimiche, sangue, materia fecale, il tutto esacerbato da scarsa ventilazione e, spesso, temperature estreme”.
Oltre a ciò, i polli sono racchiusi in spazi assai esigui e “negli allevamenti in batteria viene loro impedito di muoversi o svolgere qualsivoglia esercizio motorio [in modo da poter] crescere…molto di più [e più rapidamente] di quanto mai avvenuto in precedenza”. Si impiegano anche promotori della crescita, che a loro volta determinano problemi per la salute.
In misura sempre maggiore, gli esperti di animali ritengono che sono tali allevamenti – e non quelli asiatici di piccole dimensioni – la reale fonte di pericolose nuove patologie come l’influenza aviaria; tali informazioni sono assenti dal circuito ufficiale, di conseguenza il pubblico viene ingannato. Questo è il modo in cui i colossi della lavorazione della carne di pollo riescono a globalizzare la produzione mondiale, coadiuvati – come una “manna dal cielo” – dalla paura dell’influenza aviaria. Se l’intento di estromettere i piccoli allevatori asiatici avrà esito positivo, la Tyson e altre società saranno in grado di accedere all’enorme mercato asiatico del pollame; il loro scopo è questo, laddove il metodo è l’eliminazione della concorrenza – con l’ausilio di amici nelle alte sfere.
Anche la creazione della prima popolazione di animali OGM fa parte del piano, nella prospettiva di trasformare i polli di tutto il mondo in volatili OGM. Engdahl la mette in questi termini: “All’indomani del 2006, cavalcando la paura di un’epidemia umana di influenza aviaria, i rappresentanti degli OGM o della Rivoluzione Genetica miravano chiaramente a conquistare la più importante fonte di proteine a livello mondiale, ovvero il pollame.”

Nondimeno si prospettava anche un altro piano volto a dominare la produzione globale di derrate alimentari: “Terminator stava per finire sotto il controllo del più grande colosso mondiale dell’agribusiness delle sementi OGM.”

Armageddon genetico: Terminator e brevetti sui maiali

Allo scopo di completare il suo abortito tentativo di acquisizione del 1999, nel 2007 la Monsanto acquisì la Delta & Pine Land (D&PL). La D&PL deteneva i diritti globali sul Terminator e li estese con successo ai GURTs. L’accordo rese la Monsanto “il soverchiante monopolista delle sementi agricole di quasi tutte le varietà”, compresi frutti e ortaggi ottenuti l’anno precedente nel contesto dell’acquisizione della Seminis, azienda grazie alla quale la Monsanto si ritrova ora la prima società nel settore frutta e ortaggi, la seconda nelle colture agronomiche, nonché la terza più grande azienda agrochimica a livello mondiale. Con la D&PL, la Monsanto detiene anche il controllo assoluto sulla maggioranza delle sementi delle piante agricole e, inoltre, sta entrando nel settore dell’ingegneria genetica e dei brevetti relativi agli animali.
Nel 2005, la Monsanto ha richiesto al WTO i diritti di brevetto internazionali per la sua rivendicata manipolazione genetica di un mezzo per identificare i geni di maiale derivati da sperma suino brevettato. La società aspira inoltre ai brevetti e al diritto di riscuotere tasse di concessione per particolari animali da fattoria e mandrie di bestiame. Se tali prerogative verranno concesse, “qualsiasi maiale prodotto utilizzando tale tecnica riproduttiva sarà tutelato dai brevetti in questione”. Man mano che i patrocinatori legali degli OGM riescono a inoltrare istanze volte a ‘mettere sotto chiave’ la vita animale come proprietà intellettuale, altrettanto velocemente vengono impiegate e brevettate svariate tecniche.

Società come la Monsanto e la Cargill hanno investito ingenti quantità di denaro per modificare geneticamente animali a scopo di profitto, di conseguenza esigono i diritti di brevetto e concessione per i risultati ottenuti, quantunque tutto questo rappresenti il contraverso obiettivo di brevettare la vita stessa. Ad ogni modo nel 1980, nell’ambito del caso Diamond v. Chakra-barty, una sentenza della Corte Suprema statunitense ha fornito loro uno spiraglio stabilendo che “qualsiasi cosa realizzata dall’uomo sotto il sole” è brevettabile, decisione che spianò la strada all’epocale brevetto del “Oncomouse”, manipolato geneticamente per risultare maggiormente suscettibile al cancro.
Engdahl descrive il modo in cui i colossi dell’agribusiness hanno adottato una “campagna di menzogne e distorsioni furtiva, sistematica e debitamente appoggiata”, volta ad avanzare in direzione dello scopo ultimo di Henry Kissinger: assumere il controllo del petrolio per avere il controllo delle nazioni; assumere il controllo delle derrate alimentari per avere il controllo delle popolazioni”. Il perseguimento di ambedue gli obiettivi è in fase di realizzazione, con scarsa consapevolezza da parte del pubblico su quanto sia avanzato lo stato delle cose e quanto sia sconsiderato il piano – manipolare geneticamente tutte le piante e le forme di vita e controllare la popolazione mondiale selezionandone le parti “indesiderate”.
Postfazione: organizzare l’opposizione
Nel 2006 un tribunale del WTO ha emesso una sentenza favorevole agli Stati Uniti a scapito dell’Unione Europea, sentenza che in tal modo minaccia di aprire questa importante area agricola alla “introduzione forzata [di] piante e prodotti alimentari geneticamente manipolati”.
Raccomandava che il Dispute Settlement Body (DSB-Ente di Risoluzione delle Dispute, ndt) del WTO richiedesse alla UÈ di rispettare i propri obblighi in base all’accordo SPS del WTO stesso, che consente all’agri-business di ignorare diritti e leggi nazionali a tutela della salute e della sicurezza pubbliche. Per i paesi della UÈ la mancata osservanza di tali obblighi può comportare costi nell’ordine delle centinaia di milioni di dollari in sanzioni annuali, quindi la questione è di importanza cruciale per ambe due le parti in causa.
All’epoca dello scritto di Engdahl, non era chiaro se la “mostruosa e malefica macchina degli OGM sarebbe stata fermata a livello globale”. La questione è tuttora incerta, ma al dicembre 2007 nella UE solo nove prodotti alimentari biotech hanno l’autorizzazione alla vendita. Sinora le esportazioni statunitensi di mais sono per la maggior parte bloccate e il commercio di altri prodotti viene impedito, nonostante dozzine di richieste pendenti in cantiere il cui destino non è ancora stato deciso.
Alcuni paesi della UÈ, fra cui Francia, Germania, Austria e Danimarca, bandiscono persino prodotti alimentari biotech approvati dalla UÈ, annebbiando ulteriormente le prospettive. I sondaggi ne indicano la motivazione, dato che l’opinione pubblica europea si è opposta con pervicacia agli alimenti e ingredienti OGM; in Francia i livelli di ostilità arrivano all’89 per cento, mentre il 79 per cento della popolazione vuole che i governi bandiscano i prodotti in questione.
Questo dimostra che i cittadini europei sono di gran lunga più avanti dei loro corrispondenti statunitensi, nonché molto meglio tutelati (sinora) dalla relativa esclusione complessiva e dalla legislazione che impone l’etichettatura dei prodotti autorizzati alla vendita. Tale normativa è di importanza cruciale, in quanto mette i consumatori nelle condizioni di decidere se avvalersi o meno di questi alimenti; se le persone se ne asterranno in numero consistente, gli esercizi del settore prodotti alimentari non li terranno in vendita.
Engdahl conclude facendo notare quanto i colossi degli OGM siano vulnerabili alle critiche.
Il fatto di ficcare in gola ai consumatori prodotti non testati costituisce “la base su cui organizzare una moratoria o bando globale sui prodotti stessi”, sempre che si riesca a organizzare una sufficiente opposizione che sappia farsi sentire.
In tutto il libro, Engdahl suona l’allarme con dovizia di fatti accuratamente documentati sull’industria, i suoi prodotti e le sue finalità.
Convertire l’agricoltura mondiale agli OGM, consentire all’agribusiness di gestirli a proprio piacere e combinare tale piano con una diabolica agenda di eliminazione mirata della popolazione, tutto questo equivale a risolvere la fame nel mondo tramite il genocidio, mettendo al contempo in pericolo la parte restante.
Sinora Washington e l’industria procedono a gonfie vele verso il controllo del petrolio e del cibo. Centinaia di I milioni di persone in tutto il mondo vi si oppongono, mal non è chiaro se ciò sia sufficiente.
Il libro di Engdahl rappresenta un accorato appello peri far comprendere a ogni amico della Terra che questioni! talmente cruciali non possono essere lasciate nelle mani di colossi degli affari privi di scrupoli e dei loro compiacenti! amici delle alte sfere di ogni angolo del pianeta. Il libro! presenta pile di argomenti contro costoro; è necessario! leggerlo con attenzione e utilizzarne le informazioni. La posta in gioco è troppo alta. La salute e la sicurezza degli! esseri umani non devono mai essere sacrificate in nome! del profitto.


L’autore/recensore:
Stephen Lendman vive a Chicago, USA, e può essere contattato via| email presso lendmanstephen@sbcglobal.net Visitate il suo sito blog http://www.sjlendman.blogspot.com

[FONTE: NEXUS EDIZIONI – http://www.nexusmagazine.com]

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Per Parmalat i Ferrero hanno tutto, tranne la voglia
Antonio Vanuzzo

Chi è il cavaliere bianco che avrebbe potuto salvaguardare l’italianità di Parmalat? Radiografia

Una famiglia dal genio indiscutibile, eccessivamente chiusa in sé stessa. La definizione che la rivista anglosassone Forbes offre di Michele Ferrero, il figlio di Pietro, fondatore dell’azienda dolciaria di Alba universalmente nota per la Nutella, la dice lunga su una delle tipiche storie da manuale del nostro Made in Italy: «Real life Willy Wonka is one of Europe’s richest and most secretive tycoons». Suona più o meno così: «Il Willy Wonka (il pasticcere creato dalla penna di Roald Dahl interpretato da Johnnie Depp nella pellicola ”La fabbrica di Cioccolata”) in carne e ossa è uno degli imprenditori più ricchi e riservati d’Europa». Precisamente 18 miliardi di dollari, al 32mo posto nella classifica mondiale, dietro Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, e saldamente al primo in Italia.

Talmente geloso del proprio «gioiellino» – che nel 2009 ha generato un fatturato pari a 8 miliardi di dollari (impiegando 21mila persone in tutto il mondo) – da lasciar perdere golose occasioni per consolidare ulteriormente la propria leadership, come Cadbury e, ieri, Parmalat. La famiglia piemontese ha ribadito, ieri, di guardare «con interesse e simpatia alla eventualità di un progetto industriale di lungo periodo di stampo italiano», e si è detta «interessata se matureranno le condizioni che lo rendano possibile». Il mercato e gli osservatori più attenti, tuttavia, non credono a un rientro in scena in tempi brevi. Eppure, guardando ai bilanci, gli stessi osservatori restano convinti che «Ferrero non avrebbe avuto problemi a comprarsi Parmalat neanche se il prezzo fosse stato di 4 euro per azione», come ha detto uno di loro a Linkiesta sotto garanzia di anonimato. Ovvero, un euro e 20 cent in più dell’offerta vincente dei francesi di Lactalis, pari a 2 euro e 80 per azione. Un altro gruppo alimentare non quotato che non ha certamente puntato forte sulla comunicazione per avere successo negli affari nostrani.

Di Ferrero, a parte la Nutella e gli Ovetti Kinder e i Ferrero Rocher e le Tic Tac, non si sa molto. La testa dell’azienda, infatti, è nel Granducato dal 1997, mentre Michele vive nel Principato di Monaco, lontano dai riflettori. La Ferrero International SA è la cassaforte di famiglia, che detiene tutti i marchi di un impero che va dal Brasile all’Australia, dove, piccola curiosità, vanta una presenza dal ’74 ed è la quarta società dolciaria dopo Cadbury, Nestlé e Mars.

Cadbury, appunto. La famiglia piemontese si ritirò dalla corsa per conquistare la società inglese nel gennaio 2010, lasciando campo libero alla Kraft. Motivazioni economiche: Kraft offrì 11 miliardi di euro (il prezzo finale fu di 11,9 miliardi di sterline, euro circa), mentre la cordata Ferrero-Hersey’s avrebbe dovuto chiedere alle banche, rispettivamente, 4,5 (garantiti da Mediobanca e UniCredit) e 7 miliardi di euro per il gruppo statunitense. Troppa leva, si scrisse, per i prudenti Ferrero. Resta il fatto che, soltanto una decina di giorni dopo l’operazione, il presidente del gruppo inglese, Roger Carr, spiegò che avrebbe preferito la soluzione italiana, ma che «la voglia del padre (Michele Ferrero) di infilarsi in una complessa transazione era obiettivamente scarsa, avendo sempre preferito la crescita organica».

Eppure, andando a spulciare i bilanci della Ferrero International, a capo di una galassia composta da 37 società, non manca certo l’ossigeno finanziario per chiudere acquisizioni impegnative, come i 5 miliardi di euro che sarebbero stati necessari a garantirsi il controllo del Gruppo di Collecchio allo stesso prezzo per azione pagato dai francesi.

I numeri che emergono dalle carte lussemburghesi mostrano un esercizio 2009-2010 (si chiude il bilancio al 31 agosto) contrassegnato da un utile netto pari a 347 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 44 milioni del 2008-2009 e ai 288 milioni dell’anno fiscale 2007-2008. Al risultato dell’anno scorso hanno contribuito i 476 milioni di euro di cedole avute da Ferrero Trading Lux, che si occupa delle attività commerciali del gruppo, e da Ferrero Middle and Eastern Europe, mentre i dividendi hanno toccato quota 280 milioni di euro, 430 milioni nell’esercizio precedente e 100 milioni nel 2007. Ben 720 milioni di euro totali in tre anni. Gli asset totali sono pari a 3,7 miliardi di euro (3,6 nel 2009, 3,7 nel 2008 e 3,5 nel 2007). I prestiti subordinati ammontano a 1,6 miliardi di euro, rispetto agli 1,7 del 2009 e al miliardo e 300mila euro del 2008, più 31 milioni di euro di debiti bancari a breve termine (21 nel 2009). Una struttura finanziaria equilibrata.

Ulteriore riprova dell’attenzione finanziaria della famiglia originaria di Viaiano Superiore, nel cuneese, è nella remunerazione del top management, guidato dai fratelli Pietro e Giovanni, è stato di 1,6 milioni, 1,5 nel 2009. Cifre contenute se confrontate, ad esempio, con un caso di stretta attualità, come quello della famiglia Ligresti.

Eppure, come per Cadbury un anno fa, è mancato la volontà di spendere cassa per mangiarsi un’azienda in perfetta salute, ricca di cassa e sicuramente meno costosa dei bon bon britannici. Nel 2009, la fabbrica nata ad Alba ha giudato la classifica del Reputation Institute come società più affidabile al mondo per i consumatori, stracciando marchi globali come Ikea e Johnson & Johnson. Anche per questo, una colazione italiana made in Ferrero, dal latte alla Nutella, sembrava a tanti, sul mercato, una bellissima idea. A tanti, ma non ai Ferrero.

antonio.vanuzzo@linkiesta.it

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/parmalat-i-ferrero-hanno-tutto-tranne-la-voglia#ixzz2O50MxQo2

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Obama ha firmato l’”Atto di Protezione Monsanto” (HR933) – Legalizzata l’assenza di controlli sugli OGM

La rabbia cresce contro il presidente Barack Obama, il giorno dopo la firma che converte in Legge un Disegno comprendente una disposizione che è stata prontamente ribattezzata dall’opposizione, la “Legge Protezione Monsanto “.
La suddetta nota, la risoluzione di continuità HR 933, era principalmente destinata a scongiurare un blocco del governo e assicurare che lo stesso governo federale potesse continuare a pagare i suoi conti per i prossimi sei mesi.
Però gli avvocati di “Food and Public Safety” e molti agricoltori indipendenti, sono furiosi perche Obama ha firmato nonostante l’inserimento di una norma che, ritengono, sia un regalo all’impresa Monsanto Company (NYSE:MON) e altre ditte che producono organismi geneticamente modificati (OGM) o sementi geneticamente modificate (GE).
I manifestanti hanno trascorso gli ultimi due giorni protestando davanti alla Casa Bianca, prima invitando Obama a porre il veto alla risoluzione e poi per criticare la avvenuta firma della Legge.
Le proteste vengono sulla scia di una massiccia campagna, organizzata dal gruppo di avvocati Food Democracy Now, che ha raccolto più di 200.000 firme di persone che chiedevano al Presidente Obama di porre il veto al HR 933 al fine di bloccare ed eliminare la sezione 735 – il cosiddetto “Monsanto Protection Act” – da essere codificata in legge.
Però Obama ha ignorato la petizione, scegliendo invece di firmare una legge che, effettivamente, impedisce alle Corti di Giustizia Federali, di poter proibire la vendita o la coltivazione di colture OGM o GE, indipendentemente da quali possano essere le future conseguenze per la salute, derivanti dal consumo di questi prodotti.
“Questa legge è semplicemente uno stratagemma delle lobbies industriali per continuare a vendere i semi geneticamente modificati, anche quando un tribunale ha dichiarato che sono stati approvati da USDA illegalmente”, questa è la chiara presa di posizione dei promotori della petizione. “È una legge inutile ed è un chiaro attacco, senza precedenti , al potere e all’indipendenza della rama giudiziaria degli Stati Uniti. Il Congresso non dovrebbe intromettersi mai nel processo di revisione giudiziaria, sopratutto di una forma basata esclusivamente sull’interesse di una manciata di aziende speciali.”
Molti sostenitori della sicurezza alimentare, sostengono che non ci sono abbastanza studi sui potenziali rischi per la salute di semi e colture OGM e GE, in questo contesto, il potere giudiziario, era un ricorso fondamentale per proibire alle aziende di vendere o coltivare organismi geneticamente modificati, in caso che venissero alla luce rischi per la salute del consumatore.
Ma il “Monsanto Protection Act”, chiamato invece dai suoi sostenitori “Garanzia delle forniture ai Coltivatori”, cancella tale opzione al potere giudiziario. Gli oppositori al Disegno di Legge, oltre ad essere arrabbiati con il Presidente Obama per la firma apposta allo stesso, sono indignati con la Senatrice Barbara Mikulski, D-MD., che è accusata di aver commesso un errore gravissimo nel non modificare il Disegno di Legge e lasciar passare la norma che proibisce alle Corti Federali di giudicare sui suddetti OGM e GE.
Andrew Kimbrell, direttore esecutivo del centro per la sicurezza alimentare, ha dichiarato alla stampa: “In questo inciucio, nascosto nelle plieghe di un disegno di legge totalmente estraneo al tipo di industria che alla fine va a regolamentare, la senatrice Mikulski ha voltato le spalle ai consumatori suoi elettori, all’ambiente e alla protezione dell’agricultura in favore degli interessi di aziende biotech come Monsanto” e ancora “Questo è un abuso di potere, queste non sono il tipo di azioni che il pubblico si attende dalla senatrice Mikulski o dalla maggioranza dei democratici al Senato”.
Molti oppositori alla Legge sostengono che questa norma era già inserita nel disegno di legge mentre questi era ancora allo studio della Commissione agli Stanziamenti del Senato, presieduta dalla Sen. Mikulski, e che il Comitato non ha apportato nessuna modifica al disegno stesso.
Molti Deputati del Partito Democratico, che hanno votato per il disegno di legge, hanno dichiarato di non essere a conoscenza della norma li inserita e volta a legiferare una questione così delicata.

www.losai.eu

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8 aprile 2013 | Autore

monsantoland1CHI DOBBIAMO LINCIARE?

Riccardo Iacona, nell’ultima puntata di Presa Diretta su Rai 3, porta a conoscenza dell’italia intera uno scandalo di proporzioni bibliche. I cittadini bresciani oggi si svegliano consapevoli di vivere in un territorio fra i più inquinati al mondo, nel quale le acque, i terreni, la vegetazione e gli animali hanno livelli di PCB migliaia di volte superiori a quelli consentiti per legge (1).
Sono inoltre decenni che esiste questa situazione, ma è stata taciuta, occultata e nascosta ai più.
La città di Brescia è, insieme alla città di Anniston negli USA, la seconda città al mondo per gravità dell’inquinamento nelle acque e nel suolo, contaminate da PCB (2).
Le pubbliche autorità, preposte a difendere il territorio bene pubblico ed i cittadini residenti, non hanno svolto il loro lavoro di difesa del bene comune, ma sono state quantomeno incompetenti e/o omertose a favore di privati ammanicati in vario modo con politici locali e nazionali.
E , indovina un po’, quali politici e quali privati?
Il Partito Dementocratico di Gargamella coi ‘capitani coraggiosi’ dalemiani, in testa fra tutti il Gnutti, compare di merende (pardon, di scalate), di Colaninno & soci.
Costoro, paraculati sotto l’ala protettrice di mamma PD hanno scorrazzato in lungo ed in largo per anni nell’economia italiana, portando distruzione e devastazione in tutte le aziende pubbliche e private che hanno toccato nel loro ‘girovagare’. Attila a confronto era un chirichetto.
Ma nel 2001 la magistratura non poteva procedere, figurarsi, l’ex sindaco di Brescia (targato PD, ma guarda un po’) illustrissimo Corsini, non poteva costituirsi parte offesa in un processo contro i compagni di merende, ovvio.
E così il tutto finì archiviato, o meglio, rimandato.
Un bubbone di questa portata non poteva rimanere a lungo intatto, prima o poi sarebbe scoppiato.
E questa bella manovra procrastinatrice ha dato tutto il tempo a Gnutti di fare le sue solite manovre creative per tirarsi fuori dalla Caffaro e lasciarla fallire.
Quindi ora ci ritroviamo con i soliti italici scaricabarile e con la Caffaro fallita.
Ma siccome il danno c’è e tutto il territorio bresciano è da bonificare, con costi miliardari, chi pensate che debba scucire i quattrini, miliardi e miliardi di euro per i prossimi enne anni a venire? Indovinato, noi cittadini italiani tutti. E con l’economia oramai distrutta che ci ritroviamo.

Dovete sapere che il PCB è una brutta bestia, entra soprattutto nei sistemi acquosi, penetra nel corpo degli animali ed essendo liposolubile, passa e si accumula nei tessuti adiposi. La tossicità diretta non è quella più pericolosa, in quanto per uccidere un topo occorrono circa 5 grammi di PCB per ogni chilo corporeo, invece è la somministrazione prolungata e quindi l’accumulo che porta alla morte. Il PCB penetra e si diffonde nel fegato, nei tessuti nervosi e in tutti gli organi e tessuti ad alta componente lipidica.
Oltre a provocare diversi tipi di cancro, l’esposizione prolungata al PCB “scassa” letteralmente il sistema immunitario e l’apparato endocrino, con conseguenze molto gravi.
Basti dire che incidenze per morte di cancro al fegato è del 58% superiore per un bresciano rispetto a qualunque altro abitante del nord italia.
La produzione di PCB è stata vietata per la prima volta in Giappone nel 1972, a seguito di un incidente che coinvolse 2000 persone. Successivamente, fu vietata negli Stati Uniti a partire dal 1977, e in Italia a partire dal 1983. In quell’anno ha terminato l’attività l’unico stabilimento italiano che produceva PCB, situato a Brescia. L’azienda locale Caffaro produceva PCB dal 1932, a seguito dell’acquisizione dalla Monsanto, nel 1930 dei diritti di utilizzo di tale brevetto.
Brescia ed Anniston, negli USA, rappresentano i maggiori casi a livello mondiale di contaminazione da PCB nelle acque e nel suolo, in termini di quantità di sostanza tossica dispersa, estensione del territorio contaminato, numerosità della popolazione coinvolta, durata della produzione. I valori rilevati dalla ASL bresciana sono dal 1999, anche 5000 volte al di sopra dei limiti fissati dal DM 471/1999 (livelli per area residenziale, 0,001 mg/kg). A seguito di quella ed altre indagini, a giugno 2001 viene presentata una denuncia di disastro ambientale alla Procura della Repubblica di Brescia. Altre indagini a campione sulla popolazione bresciana adulta hanno evidenziato che i residenti di alcune aree urbane hanno valori di PCBemia superiori anche di 10-20 volte rispetto quelli di riferimento (3).
Ma la MONSANTO è stata portata in tribunale, ha dovuto pagare 700 milioni di dollari ai cittadini che aveva inquinato e adesso si sta facendo carico di tutte le spese della bonifica. Da noi invece non è successo nulla, la Procura della Repubblica non ha portato a processo i dirigenti della Caffaro, la Caffaro nel frattempo è fallita e non esiste più e gli enormi costi della bonifica rimangono sulle nostre spalle. Dove troviamo adesso i miliardi di euro che servono per ripulire la città di Brescia?

Grazie PD. Ed ora, a pericolo scampato per Gnutti & soci di dover rifondere il danno, Rai 3 da il ‘LA’ per farne un caso nazionale. A pensar male si fa peccato…

Ascanio Montisci

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Monsanto controlla il nostro cibo, avvelena la nostra terra, e influenza tutti e tre i poteri dello stato

MonsantoCome la Monsanto è passata dal vendere Aspirina a controllare il nostro approvvigionamento alimentare

Monsanto controlla il nostro cibo, avvelena la nostra terra, e influenza tutti e tre i poteri dello stato.

Il 40% delle colture negli Stati Uniti contengono i loro geni. Producono l’erbicida più venduto al mondo. Molte delle loro fabbriche sono ora siti Superfund tossici.

Spendono milioni di dollari ogni anno per fare pressione sul governo con le lobby.

E’ ora di dare uno sguardo più da vicino a chi controlla il nostro cibo, avvelena la nostra terra, e influenza tutti e tre i poteri dello stato.

Per fare questo, il gruppo di controllo Food and Water Watch ha recentemente pubblicato un profilo aziendale della Monsanto.

Patty Lovera, aiuto direttore di Food and Water Watch, sostiene che si è deciso di concentrarsi sulla Monsanto perché si sentiva la necessità di “mettere insieme un pezzo in cui la gente potesse cogliere tutti gli aspetti di questa società.”

“Ci colpisce veramente quando parliamo di come sia chiaro che questa è una società chimica che voleva espandere la sua portata”, dice lei. “Una società chimica che ha iniziato a comprare aziende sementiere.” [Patty Lovera] crede sia importante “per gli attivisti del settore alimentare comprendere tutti i legami tra semi e sostanze chimiche.“

Monsanto the Chemical Company

La Monsanto, fondata come azienda chimica nel 1901, prende il nome dal cognome da nubile della moglie del suo fondatore. Il suo primo prodotto è la saccarina, un dolcificante artificiale. La narrazione che fa la compagnia della propria storia enfatizza i suoi prodotti per l’agricoltura, saltando avanti dalla sua fondazione al 1945, quando cominciò la produzione di prodotti agrochimici come l’erbicida 2,4-D.

Prima del suo ingresso nel mercato agricolo, la Monsanto ha prodotto alcuni innocui – anche benefici! – prodotti come l’aspirina*. Produsse anche materie plastiche, gomma sintetica, caffeina, e la vanillina, un aroma artificiale di vaniglia. Sul versante non così innocuo, nel 1930 iniziò a produrre i PCB tossici.

Secondo un nuovo rapporto, un enorme 99 per cento di tutti i PCB, policlorobifenili, utilizzati negli Stati Uniti sono stati prodotti in un unico stabilimento della Monsanto a Sauget, Illinois. L’impianto sfornò PCB tossici dal 1930 fino a quando non vennero vietati nel 1976. Usati come refrigeranti e lubrificanti in elettronica, i PCB sono sostanze cancerogene e dannose per il fegato, il sistema endocrino, il sistema immunitario, l’apparato riproduttivo, il sistema dello sviluppo, la pelle, gli occhi e il cervello.

Anche dopo l’iniziale pulizia del 1982 di quello stabilimento, Sauget ospita ancora due siti Superfund. (Un sito Superfund è definito dall’EPA (Environmental Protection Agency) come “un luogo incontrollato o abbandonato in cui si trovano rifiuti pericolosi, che è possibile colpiscano gli ecosistemi locali o le persone.“)

Questo è solo uno dei numerosi impianti della Monsanto che divennero siti Superfund.

Spostamento della Monsanto verso l’agricoltura

Nonostante la sua moderna attenzione per l’agricoltura, la Monsanto non creò ancora una divisione agricola all’interno della società fino al 1960. Ben presto cominciò a sfornare nuovi pesticidi, ognuno denominato in modo colorito con uno scabro tema occidentale: Lasso, Roundup, Warrant, Lariat, Bullet, Harness ecc.

Tralasciato dalla versione della Monsanto dei suoi storici successi, vi è un erbicida chiamato Agente Orange. Il defoliante, un mix di erbicidi 2,4-D e 2,4,5-T, è stato ampiamente utilizzato durante la guerra in Vietnam. I quasi 19 milioni di litri spruzzati in quel paese tra il 1962 e il 1971 furono contaminati da diossina, una sostanza cancerogena, così potente che viene misurata e regolata a concentrazioni di parti per trilione. La diossina venne creata come sottoprodotto del processo di produzione dell’Agente Orange e sia i veterani americani che i vietnamiti soffrirono di problemi di salute in seguito all’uso del diserbante.

Le fortune della Monsanto sono cambiate per sempre nel 1982, quando ha modificato geneticamente una cellula vegetale. Il team responsabile, guidato da Ernest Jaworski, comprendeva Robb Fraley, Stephen Rogers, e Robert Horsch.

Oggi, Fraley è vice presidente esecutivo della Monsanto e capo dell’ufficio tecnologico. Horsch è asceso anche al rango di vice presidente di Monsanto, ma si è dimesso dopo 25 anni per unirsi alla Fondazione Gates. Là, lavora ad un aumento dei raccolti nell’Africa sub-sahariana. Assieme al suo team ha ricevuto la National Medal of Technology dal presidente Clinton nel 1998.

http://www.alternet.org/food/how-monsanto-went-selling-aspirin-controlling-our-food-supply

* [L’acido acetil-salicilico venne scoperto da un chimico francese Charles Frederic Gerhardt nel 1853; l’aspirina venne sintetizzata e brevettata solo nel 1899 ma non fu la Monsanto di Saint Louis a farlo, bensì la Bayer di Monaco nel 1899. La Monsanto statunitense beneficiò, solo dopo il 1918, della confisca statunitense dei brevetti della Bayer come risarcimento per i danni bellici della Prima Guerra mondiale e potè mettere in vendita la versione americana da banco dell’aspirina ndt ].

Fonte: terrarealtime.blogspot.it

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I Cavalieri di Malta, il Vaticano, La Monsanto

e l’avvelenamento di massa

lunedì 9 maggio 2011
Il Cavaliere di Malta di John F.
Queeny: Fondatore della Monsanto

Secondo il Conte di Venezia, John Francis Queeny, fondatore della Monsanto Company, era un Cavaliere di Malta. il Cattolico irlandese-americano Queeny (1859-1933) fondò l’azienda nel 1901 all’interno della roccaforte dei Gesuiti di S. Lewis, che ospita la Saint Louis University del Papa Nero dal 1818. Questo è lo stesso anno in cui JP Morgan, Cavaliere Papale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, fondò la US Steel Corporation e nel 1911 avrebbe nominato il Cavaliere di Malta John A. Farrell come suo presidente. Interessante: Queeny, Morgan e Farrell erano tutti dei malvagi Bianchi Gentili servi del Papa, nessun ebreo nel mix!
Con sede a Creve Cour, nel Missouri, la Monsanto è diventata un mostro del male, distruggendo la salute e l’ambiente delle persone “eretiche e liberali” Bianche Anglo Sassoni Protestanti e Battiste del Nord America, prese così di mira, in conformità della controriforma del Concilio di Trento del Papa Nero. La Monsanto è la principale produttrice mondiale del diserbante “Roundup”, oltre a produrre il 90% dei semi geneticamente modificati a livello mondiale. Produttrice un tempo degli ormai fuorilegge DDT e Agente Orange durante la guerra del Vietnam diretta dalla CIA del Cardinale Francis Spellman, lMonsanto ha forti legami con la Compagnia Walt Disney, che ha avuto sostegno finanziario dalla Bank of America dell’Ordine, che fu fondata nel 1904 nella San Francisco governata dai gesuiti dall’italo-americano Cavaliere di Malta Cattolico Romano Amedeo Giannini. Disney possiede l’ABC Television Network e il suo direttore emerito è Roy Disney (fratello del compianto Walt Disney) che fu inserito nei Cavalieri di San Gregorio nel corso della stessa cerimonia con il proprietario di Fox News Rupert Murdoch. Interessante: ABC e Fox sono entrambe controllate da Roma attraverso i fratelli Cavalieri dell’Ordine di San Gregorio! Si potrebbe dire molto di più, ma si può essere sicuri che i Cavalieri di Malta, insieme ad altri ordini papali, governano da Wall Street l’economia monopolistica del “Sacro Romano” Cartello Corporativo-Fascista-Socialista-Comunista Impero Americano del 14° Emendamento, Monsanto inclusa. Per il quadro completo, vedere “Satanic Businness Empire” di Fred Parsons.
a società ha sviluppato e ha messo ora sul mercato anche l’ormone della crescita bovina, avvelenando ulteriormente la catena alimentare qui in America. E’ molto intrigante che l’Europa – il Rivissuto Sacro Romano Impero del Papa, ingannevolmente chiamato “L’Unione Europea” – si rifiuti di acquistare la carne prodotta negli Stati Uniti! Dopo aver acquistato la GD Searle and Company nel 1995, Monsanto, tramite la sua NutraSwett Company, è la produttrice di aspartame, la famigerata neuro-tossina venduta al pubblico come dolcificante artificiale. L’aspartame è il “dolcificante” nel “soft drink” “Pepsi”; Pepsico una volta impiegava l’assassino di JFK/collegamento dell’FBI alla Commissione Warren e Cavaliere di Malta Cartha D. DeLoach. E per continuare con il modus operandi dell’Ordine di mettere un Ebreo alla testa del loro cartello capitalista di imprese, Robert B. Shapiro fu l’amministratore delegato della Monsanto dal 1995 al 2000. La diabolica Grande Cospirazione per il governo mondiale deve sempre sembrare essere guidata dagli ebrei, mai da parte del Papa di Roma che usa selezionati Massoni “Ebrei di Corte” come suoi subalterni!

Cavaliere di Malta Dr. Robert C. Gallo, 1995

“..”Nel leggere l’articolo ricordate quanto segue:
I. Rupert Murdoch, proprietario di Fox News e delle sue 22 stazioni televisive in tutto il mondo, è un membro del CFR e un potente Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno, una fratellanza geopolitica di uomini di primo piano che servono Papa Benedetto XVI, Re di Roma, che, a sua volta, è controllato dal Generale Superiore dei Gesuiti, Adolfo Nicolas.
II. Monsanto è stata fondata dal Cavaliere di Malta John Francis Queeny (1859-1933) e fino ad oggi è rimasta sotto il controllo di quell’ordine militare crociato fedele al Papa di Roma.
III. La FDA e la sua Cancro Inquisizione sono state sotto il controllo dei Cavalieri Papali fin dall’inizio di queste macchine organizzate per uccidere, durante gli anni ’30.
In effetti, questo omicida cartello Saudita basato sul petrolio, promotore di farmaci venne formato durante i dodici anni del regno presidenziale del Coadiutore Temporale Massone Franklin D. Roosevelt. E il mentore di questo malvagio Roosevelt fu il Gesuita della Georgetown University Edmund A. Walsh – uno dei più potenti ed influenti Gesuiti Americani del XX secolo. Oggi, un principale cospiratore, strettamente coinvolto con la FDA e la Cancro Inquisizione dell’Ordine, non è altro che il Cattolico Romano italo-americano, Cavaliere di Malta, Robert C. Gallo, uno dei promotori della falsa teoria dietro l’epidemia di AIDS del Papa Nero.

Motivi per Boicottare Monsanto

Ecco un breve elenco delle molte irregolarità e dei crimini che hanno commesso a titolo definitivo:

Iscritti all’elenco dei Cavalieri di Malta*
Redatta da Eric Samuelson, J. D. http://www.biblebelievers.org.au/kmlst1.htm
Edward Fenech Adami
Drolor Bosso Adamti
Generale Allavena
George W. Anderson
James Jesus Angelton
Samuel Alito
Julian Allason
Joe M. Allbaugh
Roberto Alejos Arzu
Silvio Berlusconi
Gran Maestro, il Principe Andrew Willoughby Ninian Bertie (cugino della Regina Elisabetta II) defunto.
(Ex Primo Ministro) Tony Blair
Michael Bloomberg
Elmer Bobst
Marie Corinne Claiborne Boggs Morrison (Lindy Boggs Dame)
T. Geoffrey Boisi
John Robert Bolton
Charles Joseph Bonaparte
Il principe Valerio Borghese
Il Dr. Barry Bradley
Nicholas Brady
Joseph Brennan
Monsignor Mario Brini
Pat Buchanan
James Buckley
William F. Buckley, Jr.
George Bush H.W
George W. Bush
Jeb Bush
Precott Bush, Jr.
Frank Capra
(Re), Juan Carlos
Frank Carlucci Charles III
William Casey
Michael Chertoff
Gustavo Cisneros
(Presidente) Bill Clinton
(Cardinale) Terence Cooke
Gerald Coughlin
(Senatore), John Danforth
John J. DeGioia
Cartha DeLoach
Giscard d’Estaing
Giulliano di Bernardo
Bill Donovan
Allen Dulles
Avery Dulles
(Arcivescovo) Edward Egan
Frank J. Fahrenkopf Jr.
Noreen Falcone
(Conte) Franz Egon
John Farrell
Matthew Festing (79° Gran Maestro)
Edwin J. Feulner
Francis D. Flanagan
Raymond Flynn
Adrian Fortescue (16 ° secolo)
John C. Gannon
Licio Gelli
Reinhard Gehlen
Burton Gerber
Rudy Giuliani
Emilio T. González
Dr. Lawrence Gonzi
Sir John Gorman CVO
Thomas K. Gorman
J. Peter Grace
Guthrie Signore di Craigiebank
Gen. Alexander Haig
Cyril Hamilton
Otto d’Asburgo
William Randolph Hearst
Edward L. Hennessy, Jr.
(Barone) Conrad Hilton
Heinrich Himmler
Richard Holbrooke
J. Edgar Hoover
Leonard G. Horowitz
Daniel Imperato
Lee Iococca
Carl Nicola Karcher
Francis L. Kellogg
Joseph Kennedy
(Senatore) Ted Kennedy
Henry Kissinger A.
Bowie Kuhn
Il cardinale Pio Laghi
Cathy L. Lanier
Joseph P. Larkin
Louis Lehrman
Generale de Lorenzo
Clara Booth Luce (Dama)
Henry Luce
Thabo Mbeki
Angus Daniel McDonald
George MacDonald
Nelson Mandela
Avro Manhattan
Alexandre de Marenches
John McCone
Thomas Melady
Sir Stewart Menzies
(Principe) Angelo di Mojana
Thomas S. Monaghan
Lord Christopher Monckton Walter
Rupert Murdoch
Robert James Nicholson “Jim”
Oliver North
Joseph A. O’Hare
Francesco (Frank) V. Ortiz
‘Tip’ Thomas O’Neill
George Pataki
Il Cardinale Patrono
Fra Giancarlo Pallavicini
Fra Hubert Pallavicini
Franz von Papen
Barone Luigi Parrilli
Juan Peron
Peter G. Peterson
Harold A.R. ‘Kim’ Philby
Augusto Pinochet
Eric Prince
John J. Raskob
(Presidente) Ronald Reagan E.
John Charles Reynolds
Giorgio Rocca
Nelson Rockefeller
David Rockefeller
Francis Rooney
Rick Santorum
Generale Giuseppe Santovito
Antonin Scalia
Walter Schellenburg
Phyllis Schlafly (Dame)
John E Schmitz
Joseph Edward Schmitz (Blackwater)
Stephen A. Schwarzman
Frank Shakespeare
Martin F. Shea
Clay Shaw
William Edward Simon Jr.
Jennifer Sims
Frank Sinatra
Frederick W. Smith
Il cardinale Francis Spellman
Francix X. Stankard
Steve Stavros
Myron Taylor
George Tenet
Fritz Thyssen
Richard Torrenzano
L’ammiraglio Giovanni Torrinsi
(Prince) Anton Turkul
Albrecht von Boeselager
Winfried Henckel von Donnersmark
Thomas Von Essen
Amschel Mayer Rothschild von
Robert Ferdinand Wagner, Jr
Kurt Waldheim
Generale Vernon Walters A.
Col. Albert J. Wetzel
Canon West Edward
Generale William Westmoreland
Gen. Charles A. Willoughby
William Wilson
Robert Zoellick
Gen. Anthony Zinni

link articoli originali : http://www.vaticanassassins.org/2009/11/knight-of-malta-john-f-queeny-founder-of-monsanto/
http://www.vaticanassassins.org/2010/12/papal-knights-fox-news-monsanto-fda-plot-to-poison-the-childern-of-america/http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2010/12/03/monsantos-ongoing-corruption-incites-forbes-retraction.aspx
http://nwo-truthresearch.blogspot.com/2011/05/gesuiti-monsanto-e-avvelenamento-di.html

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Tra le decine di migliaia di file nascosti nei server di WikiLeaks, ci sono alcuni documenti che non hanno attirato l’attenzione che meritano. Si tratta dei resoconti di inchieste, rapporti diplomatici, trattative e intrighi su temi importanti come la scienza, la ricerca e la tutela dell’ambiente. Ecco i più significativi.

Il Vaticano e cibi geneticamente modificati.

Secondo WikiLeaks, nel 2008 il governo degli Usa ha fatto pressioni sul Vaticano perché rivedesse la sua posizione riguardo gli Ogm. La Santa Sede rifiutò, ma si fece promotrice di una critica sofisticata: “Una larga diffusione di cibo geneticamente modificato nei paesi in via di sviluppo potrebbe creare una forma di imperialismo economico utile solo ad arricchire le corporazioni multinazionali”. Come a dire, nessun dubbio sulla sicurezza degli Ogm, a patto che non diventino un modo per schiavizzare le popolazioni contadine delle nazioni più deboli.

Nel 2 marzo del 2010 vi è stata una decisa apertura verso gli OGM da parte del vaticano come pubblicato su adnkronos di cui riportiamo alcuni stralci:

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/?id=3.1.73501274

Una chiara apertura all’agricoltura transgenica, cioè agli ogm, è venuta dal Vaticano in queste ore per voce del Cancelliere della Pontificia accademia per le scienze, mons. Marcelo Sanchez Sorondo. Mons. Sanchez infatti partecipa a un vertice sui problemi dell’economia nella globalizzazione che si sta svolgendo a Cuba alla presenza di più di mille studiosi provenienti da ogni parte del mondo, rappresentanti di Ong e di organismi internazionali.

L’intervento dell’esponente vaticano ha trovato ampio risalto sulla stampa cubana. Il vescovo ha difeso la trasformazione transgenica in agricoltura purché contribuisca ad alleviare la fame nel mondo e non si trasformi in attività speculativa che colpisce la giustizia sociale. Sanchez Sorondo ha affermato che lo sviluppo di sementi transgeniche per combattere la fame è un “fatto positivo”, e può aiutare a far affermare “la giustizia tra i beni e le persone”. L’intervento dell’alto esponente vaticano apre di nuovo il dibattito all’interno della stessa Chiesa cattolica su un tema dove si confrontano posizioni diverse.

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lunedì 8 aprile 2013

La rabbia cresce contro il presidente Barack Obama, il giorno dopo la firma che converte in Legge un Disegno comprendente una disposizione che è stata prontamente ribattezzata dall’opposizione, la “Legge Protezione Monsanto “.

La suddetta nota, la risoluzione di continuità HR 933, era principalmente destinata a scongiurare un blocco del governo e assicurare che lo stesso governo federale potesse continuare a pagare i suoi conti per i prossimi sei mesi.

Però gli avvocati di “Food and Public Safety” e molti agricoltori indipendenti, sono furiosi perche Obama ha firmato nonostante l’inserimento di una norma che, ritengono, sia un regalo all’impresa Monsanto Company (NYSE:MON) e altre ditte che producono organismi geneticamente modificati (OGM) o sementi geneticamente modificate (GE).

obama-monsanto-protection-act.jpg

I manifestanti hanno trascorso gli ultimi due giorni protestando davanti alla Casa Bianca, prima invitando Obama a porre il veto alla risoluzione e poi per criticare la avvenuta firma della Legge.

Le proteste vengono sulla scia di una massiccia campagna, organizzata dal gruppo di avvocati Food Democracy Now, che ha raccolto più di 200.000 firme di persone che chiedevano al Presidente Obama di porre il veto al HR 933 al fine di bloccare ed eliminare la sezione 735 – il cosiddetto “Monsanto Protection Act” – da essere codificata in legge.

Però Obama ha ignorato la petizione, scegliendo invece di firmare una legge che, effettivamente, impedisce alle Corti di Giustizia Federali, di poter proibire la vendita o la coltivazione di colture OGM o GE, indipendentemente da quali possano essere le future conseguenze per la salute, derivanti dal consumo di questi prodotti.

“Questa legge è semplicemente uno stratagemma delle lobbies industriali per continuare a vendere i semi geneticamente modificati, anche quando un tribunale ha dichiarato che sono stati approvati da USDA illegalmente”, questa è la chiara presa di posizione dei promotori della petizione. “È una legge inutile ed è un chiaro attacco, senza precedenti , al potere e all’indipendenza della rama giudiziaria degli Stati Uniti. Il Congresso non dovrebbe intromettersi mai nel processo di revisione giudiziaria, sopratutto di una forma basata esclusivamente sull’interesse di una manciata di aziende speciali.”

Molti sostenitori della sicurezza alimentare, sostengono che non ci sono abbastanza studi sui potenziali rischi per la salute di semi e colture OGM e GE, in questo contesto, il potere giudiziario, era un ricorso fondamentale per proibire alle aziende di vendere o coltivare organismi geneticamente modificati, in caso che venissero alla luce rischi per la salute del consumatore.

Ma il “Monsanto Protection Act”, chiamato invece dai suoi sostenitori “Garanzia delle forniture ai Coltivatori”, cancella tale opzione al potere giudiziario. Gli oppositori al Disegno di Legge, oltre ad essere arrabbiati con il Presidente Obama per la firma apposta allo stesso, sono indignati con la Senatrice Barbara Mikulski, D-MD., che è accusata di aver commesso un errore gravissimo nel non modificare il Disegno di Legge e lasciar passare la norma che proibisce alle Corti Federali di giudicare sui suddetti OGM e GE.

Andrew Kimbrell, direttore esecutivo del centro per la sicurezza alimentare, ha dichiarato alla stampa: “In questo inciucio, nascosto nelle plieghe di un disegno di legge totalmente estraneo al tipo di industria che alla fine va a regolamentare, la senatrice Mikulski ha voltato le spalle ai consumatori suoi elettori, all’ambiente e alla protezione dell’agricultura in favore degli interessi di aziende biotech come Monsanto” e ancora “Questo è un abuso di potere, queste non sono il tipo di azioni che il pubblico si attende dalla senatrice Mikulski o dalla maggioranza dei democratici al Senato”.

Molti oppositori alla Legge sostengono che questa norma era già inserita nel disegno di legge mentre questi era ancora allo studio della Commissione agli Stanziamenti del Senato, presieduta dalla Sen. Mikulski, e che il Comitato non ha apportato nessuna modifica al disegno stesso.

Molti Deputati del Partito Democratico, che hanno votato per il disegno di legge, hanno dichiarato di non essere a conoscenza della norma li inserita e volta a legiferare una questione così delicata.

Fonte: www.ibtimes.com

traduzione di: Dionidream

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1 maggio 2013 | Autore

Fonte: Fonte: ecoblog.it via http://www.signoraggio.it

In Ue divieto per 3 pesticidi che uccidono le api ma senza il voto dell'Italia

Tre pesticidi neonicotinoidi considerati mortali per le api sono stati vietati nell’Unione europea con una moratoria di altri 2 anni, in attesa che si giunga al divieto definitivo. Sono stati interdetti l’ Imidacloprid e Clothianidin prodotti dalla Bayer e il Thiamethoxam di Syngenta, dopo che l’EFSA aveva espresso un parere inquietante sugli effetti dei neonicotinoidi. Come fa notare però Greenpeace che qualche giorno fa ha pubblicato il rapporto Api in declino, l’Italia ha votato contro la moratoria:

La maggioranza dei Paesi UE ha votato a favore del bando parziale dei neonicotinoidi, i pesticidi killer delle api e la Commissione europea ha preso l’impegno di metterlo in atto. L’Italia, invece, ha deciso di difendere gli interessi di multinazionali dell’agro-chimica come Bayer e Syngenta, e ha votato contro. Mentre l’Europa muove il primo passo verso un’agricoltura più sostenibile, l’Italia fa un salto indietro.

Esprime una parziale soddisfazione l’AIAB il cui presidente Alessandro Triantafyllidis scrive in una nota stampa:

Apprezziamo l’iniziativa della Commissione, ma la situazione richiede una nettezza che non ammette continue proroghe.Si proceda con una decisione chiara che metta definitivamente al bando sostanze pericolose tanto per le api che per l’intero ecosistema. Riteniamo, inoltre, che una tale decisione rappresenti un primo banco di prova per il governo appena insediatosi che può decidere se schierarsi con le lobby della chimica o con le esigenze di salute dei cittadini, delle api e dell’ambiente.

Il divieto di uso riguarda le colture di mais, colza, girasole e cotone. Per Stéphane Le Foll Ministro delle Politiche Agricole francese questa soluzione:

consente la protezione efficace delle api, pur mantenendo la competitività degli agricoltori francesi in relazione alle loro controparti europee.

Diversa l’opinione degli apicoltori che ritengono la soluzione non abbastanza efficace, come ha avuto modo di spiegare Yves Vedrenne presidente dell’Unione Nazionale Apicoltura:

Se la moratoria entra in vigore nel luglio 2013, per esempio, sarà troppo tardi per la semina per il 2014. Abbiamo bisogno che sia presa una decisione completa e motivata.

Hanno votato contro la moratoria: UK, repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia, Austria e Portogallo. Si sono astenuti: Irlanda, Lituania, Finlandia, Grecia. Hanno votato per la moratoria: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Spagna, Francia, Cipro, Germania, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Slovenia e Svezia.

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Perchè occorre avere il mente le Candele di Cera pura d’api, Benedetta? Perchè è sintomatico della nostra resistenza ai pesticidi e salvaguardia del Creato

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Moria delle api, disastro ambientale causato dagli insetticidi: “Bisogna vietarli”

Da quando il ministero della Salute ha sospeso l’uso dei neonicotinoidi per la concia di sementi, c’è stato un miglioramento. Il Consiglio per la ricerca di apicoltura: “E’ importante che tale sospensione, in scadenza al 30 di giugno 2012, sia prorogata”

La mortalità delle api è ancora un indicatore che documenta il benessere ecologico ed economico del paese. Attraverso l’impollinazione le api sostengono la vita dell’84% delle piante, e del 75% di quelle di interesse alimentare. In Italia si stimano un milione e 100mila alveari, gestiti da circa 75.000 apicoltori, per un valore economico di circa 1.500 milioni di euro all’anno. Così, mentre l’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) è impegnata in alcuni progetti scientifici per esprimersi sul legame fra alcuni agrofarmaci sistemici (su tutti gli insetticidi neonicotinoidi) e la moria delle api, sono stati pubblicati diversi e autorevoli studi che dimostrano inequivocabilmente tale legame.

Gli insetticidi neonicotinoidi sono una delle principali cause della disastrosa moria delle api, e questo è confermato anche dai dati della ricerca che il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha affidato al Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura), coordinata da Marco Lodesani. Certo alla moria delle api contribuiscono anche fattori di ambientali, come il cambiamento climatico o gli stress nutrizionali, o la scelta di ceppi d’api non autoctone, ma da quando il ministero della Salute ha sospeso l’uso dei neonicotinoidi per la concia di sementi, soprattutto del mais nel Nord Italia, la moria è considerevolmente diminuita. Perciò è importante che tale sospensione, in scadenza al 30 di giugno 2012, sia prorogata. E anzi occorre vietare definitivamente l’uso dei neonicotinoidi (di cui eravamo fra i primi utilizzatori in Europa), non solo nella concia del mais, ma anche in tutte le altre colture dove sono impiegati in spray o nella fertirrigazione.

Tanto più questi insetticidi non aiutano nemmeno ad aumentare le produzioni, come attestano i dati degli ultimi anni. “Dal 2002 al 2008 il calo della produzione nazionale di miele è arrivato progressivamente al 50%” dice Francesco Panella, presidente Unaapi (Unione nazionale apicoltori italiani): “Dopo la sospensione dei neonicotinoidi, invece, siamo ritornati alle nostre produzioni. Oggi, nonostante la crisi, l’apicoltura è uno dei pochi settori dove le aziende stanno crescendo”.

“C’è poco da discutere su questi insetticidi” commenta Vincenzo Girolami, docente di entomologia agraria all’Università di Padova:  “Servono solo ad aumentare il budget delle multinazionali e non le produzioni. Da quando sono stati sospesi per la concia del mais, la produzione del mais stesso è aumentata in modo incredibile. È da trent’anni che mi batto perché gli agricoltori siano abbastanza furbi da non usarli. Ora sul fattore della mortalità delle api interverrà l’Efsa, che la gente pensa sia un autorità europea indipendente, ma questo non mi lascia affatto tranquillo: metà dei miei colleghi ricercatori non sono veramente indipendenti ma sono in pratica pagati dalle multinazionali, tanto in Germania quanto in Inghilterra”. Perfino il pm Raffaele Guariniello, della Procura della Repubblica di Torino, è intervenuto nella vicenda mesi fa, conducendo un’inchiesta e accusando la Bayer CropScience di Milano e la Syngenta Crop Protection Italia di “diffusione di malattie degli animali pericolose per il patrimonio zootecnico e per l’economia nazionale”. Insomma la ricerca del Cra e di tutte le università che vi hanno collaborato, ha portato finalmente alla creazione di una rete di monitoraggio nazionale degli alveari e del loro stato sanitario: da ciò si è visto che per salvare le api, e dunque l’agricoltura, bisogna cambiare i metodi di lotta agli insetti dannosi. Oppure tornare a far ruotare le colture.

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Moria delle api

Moria delle apiMoria delle api. Incredibile: oltre 800.000 firme in soli 7 giorni! Arriviamo a un milione e
consegniamo un messaggio forte all’UE e agli USA. Qui sotto l’e-mail: firma
e inoltrala per far crescere i nostri numeri!
Le api stanno morendo in tutto il mondo e la nostra intera catena alimentare
è in pericolo. Gli scienziati puntano il dito contro i pesticidi tossici e
quattro governi europei li hanno già vietati. Se riusciamo a convincere gli
USA e l’UE a unirsi alla messa al bando, altri governi in tutto il mondo
potrebbero seguirli, e salvare così le api dall’estinzione. Firma la
petizione e inoltra questo appello urgente:

In silenzio, miliardi di api stanno morendo e la nostra intera catena
alimentare è in pericolo. Le api non solo producono il miele, ma sono una
gigantesca forza lavoro, perché impollinano ben il 90% delle piante che
coltiviamo.

Diversi studi scientifici hanno individuato in un gruppo di pesticidi
tossici la loro drastica diminuzione, mentre la popolazione delle api è
aumentata incredibilmente nei quattro paesi europei che hanno vietato questi
prodotti. Ma alcune potenti industrie chimiche stanno facendo pressioni
enormi per continuare a vendere questo veleno. L’opportunità che abbiamo per
salvare le api ora è di spingere gli Stati Uniti e l’Unione europea a unirsi
nella messa al bando di quei prodotti: la loro azione è cruciale perché
avrebbe un effetto a catena nel resto del mondo.

Non abbiamo tempo da perdere: il dibattito su cosa fare si sta facendo
infuocato. Qui non si tratta soltanto di salvare le api, ma della
sopravvivenza dell’ecosistema. Costruiamo un gigantesco ronzio globale
diretto all’UE e agli USA per mettere fuori legge questi composti chimici
killer e salvare così le nostre api e il nostro cibo. Firma la petizione
urgente sotto, inoltrala a tutti e noi la consegneremo ai decisori chiave:

https://secure.avaaz.org/it/save_the_bees/?vl

Le api sono essenziali per la vita sulla Terra: ogni anno impollinano piante
e coltivazioni per un valore stimato in 40 miliardi di dollari, oltre un
terzo delle scorte alimentari in molti paesi. Senza un’azione immediata per
salvare le api potremmo rimanere senza frutta, verdura, noci, oli e cotone.

Negli ultimi anni la popolazione delle api ha registrato un notevole declino
globale: alcune specie di api sono ora estinte e altre arrivano solo al 4%
del loro numero precedente. Gli scienziati si stanno arrovellando per
trovare le risposte. Alcuni studi ritengono che il declino sia dovuto alla
combinazione di alcuni fattori, incluse malattie, la perdita dell’habitat
naturale e prodotti chimici tossici. Ma una nuova ricerca indipendente di
primo piano ha prodotto dati incontrovertibili che danno la colpa ai
pesticidi neonicotinoidi. Francia, Italia, Slovenia e Germania, paesi in cui
è basato il suo più grande produttore Bayer, hanno vietato uno di questi
killer delle api. Ma Bayer continua a esportare il suo veleno in tutto il
mondo.

La questione sta per raggiungere il punto di ebollizione, visto che
importanti nuovi studi confermano la portata del problema. Se riusciremo a
convincere i decisori europei e statunitensi ad agire, altri li seguiranno.
Non sarà facile. Un documento trapelato dimostra che l’Agenzia statunitense
per la protezione dell’ambiente era a conoscenza dei pericoli del pesticida,
ma che li ha ignorati. Il documento dice che il prodotto “altamente tossico”
della Bayer comporta “un grave rischio per insetti fuori bersaglio [api da
miele]”.

Dobbiamo far sentire le nostre voci per contrastare la forte influenza
esercitata da Bayer sui decisori pubblici e sugli scienziati, sia negli
Stati Uniti che nell’Unione europea, dove finanzia gli studi e siede negli
organi decisionali. I veri esperti – gli apicoltori e gli agricoltori –
vogliono il divieto di questi pesticidi finché e qualora non avremo studi
dimostrati e indipendenti che dimostrano che siamo al sicuro. Aiutiamoli
ora. Firma la petizione sotto, poi inoltra questa e-mail:

https://secure.avaaz.org/it/save_the_bees/?vl

Non possiamo più permetterci di lasciare la nostra delicata catena
alimentare nelle mani della ricerca diretta dall’industria chimica e dai
regolatori che sono sul loro libro paga. Con il divieto di questi pesticidi
saremo più vicini a un mondo sicuro per noi stessi e e per le altre specie
di cui abbiamo cura e che dipendono da noi.

Con speranza,

Alex, Alice, Iain, David e tutto il resto del team di Avaaz.

PIU’ INFORMAZIONI

Strage di api, pesticidi sotto accusa
http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_26/miele_calo_produzione_moria_api
_bca2575c-5b26-11dd-95e7-00144f02aabc.shtml

Wikileaks: conferma del sordido intreccio che protegge la Bayer
http://www.mieliditalia.it/index.php/il-declino-delle-api/pesticidi-e-insett
i-utili/80002-wikileaks-conferma-del-sordido-intreccio-che-protegge-la-bayer

Moria di api: colpa dei pesticidi, fuorvianti le altre ipotesi
http://www.apicolturaonline.it/ilvelino8507.html

Legambiente e apicoltori: “Stop ai pesticidi killer delle api e
dell’ambiente”
http://www.newsfood.com/q/a1c626d9/legambiente-e-apicoltori-stop-ai-pesticid
i-killer-delle-api-e-dellambiente/

Lo stop ai pesticidi ha fatto bene. Boom di miele italiano nel 2009
http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=14000

Il declino delle api imputabile a un cocktail chimico che interferisce con
il cervello (in inglese)
http://www.guardian.co.uk/environment/2010/jun/22/chemicals-bees-decline-maj
or-study?INTCMP=SRCH

Circolo Culturale AmbienteScienze
www.worldwewant.org

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VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA 

con candele di cera d’api benedetta

MISSALE  ROMANUM VETUS  ORDO

Per antichissima tradizione questa è «la notte di veglia in onore dei Signore» (Es 12,42), giustamente definita «la veglia madre di tutte le veglie» (s. Agostino). In questa notte il Signore «è passato» per salvare e liberare il suo popolo oppresso dalla schiavitù; in questa notte Cristo «è passato» alla vita vincendo la grande nemica dell’uomo, la morte; questa notte è celebrazione-memoriale del nostro «passaggio» in Dio attraverso il battesimo, la confermazione e l’eucaristia. Vegliare è un atteggiamento permanente della Chiesa che, pur consapevole della presenza viva dei suo Signore, ne attende la venuta definitiva, quando la Pasqua si compirà nelle nozze eterne con lo Sposo e nel convito della vita (cf Ap 19,7-9).

« Rivivremo la Pasqua dei Signore… »
La liturgia non è coreografia, né vuoto ricordo, ma presenza viva, nei segni, dell’evento cardine della salvezza: la morte-risurrezione del Signore. Si può dire che per la Chiesa che celebra è sempre Pasqua, ma la ricorrenza annuale ha un’intensità ineguagliabile perché, in ragione della solennità, «ci rappresenta quasi visivamente il ricordo dell’evento» (s. Agostino). La successione dei simboli di cui è intessuta la Veglia esprime bene il senso della risurrezione di Cristo per la vita dell’uomo e del mondo.
Liturgia della luce: il mondo della tenebra è attraversato dalla Luce, il Cristo risorto, in cui Dio ha realizzato in modo definitivo il suo progetto di salvezza. In lui, primogenito di coloro che risorgono dai morti (Col 1,18), si illumina il destino dell’uomo e la sua identità di «immagine e somiglianza di Dio» (Gn 1,26-27); il cammino della storia si apre alla speranza di nuovi cieli e nuove terre dischiusa da questa irruzione del divino nell’umano.
I catecumeni e battezzati, che la tradizione cristiana ha definito «illuminati»: per la loro adesione vitale a Cristo-Luce, sanno che la loro esistenza è radicalmente cambiata. Dio li «ha chiamati dalle tenebre alla sua luce ammirabile» (1 Pt 2,9) e davanti a loro ha dischiuso un orizzonte di vita e di libertà. Ecco perché si innalza il «canto nuovo» (il preconio, il gloria, l’alleluia) come ricordo delle meraviglie operate dal Signore nella nostra storia di «salvati», e come rendimento di grazie per una vita di luce,
—  Liturgia della parola: le 7 letture dell’Antico Testamento sono un compendio della storia della salvezza. Già la quaresima (cf la prima lettura di ogni domenica nei tre cicli) aveva sottolineato che il battesimo è inserimento in questa grande «storia» attuata da Dio fin dalla creazione. Nella consapevolezza che la Pasqua di Cristo tutto adempie e ricapitola, la Chiesa medita ciò che Dio ha operato nella storia. Quella serie di eventi e di promesse vanno riletti come realtà che sempre si attuano nell’ «oggi» della celebrazione; sono dono e mèta da perseguire continuamente.
—  Liturgia battesimale: il popolo chiamato da Dio a libertà, deve passare attraverso un’acqua che distrugge e rigenera. Come Israele nel Mar Rosso, anche Gesù è passato attraverso il mare della morte e ne è uscito vittorioso. Nelle acque del battesimo è inghiottito il mondo del peccato e riemerge la creazione nuova. L’acqua, fecondata dallo Spirito, genera il popolo dei figli di Dio: un popolo di santi, un popolo profetico, sacerdotale e regale. Con i nuovi battezzati, tutta la Chiesa fa memoria dei suo passaggio pasquale, e rinnova nelle «promesse battesimali» la propria fedeltà al dono ricevuto e agli impegni assunti in un continuo processo di rinnovamento, di conversione e di rinascita (cf Rm 6,3.11 e colletta).
—  Liturgia eucaristica: è il vertice di tutto il cammino quaresimale e della celebrazione vigiliare. Il popolo rigenerato nel battesimo per la potenza dello Spirito, è ammesso al convito pasquale che corona la nuova condizione di libertà e riconciliazione. Partecipando al corpo e al sangue del Signore, la Chiesa offre se stessa in sacrificio spirituale per essere sempre più inserita nella pasqua di Cristo. Egli rimane per sempre con i suoi nei segni del suo donami perché essi imparino a passare ogni giorno da morte a vita nella carità (cf oraz. dopo la com.).

Una luce che mai si spegne
Dentro la struttura e i simboli della celebrazione è possibile leggere il paradigma dell’esistenza cristiana nata dalla Pasqua. Luce, Parola, Acqua, Convito sono le realtà costitutive e i punti di riferimento essenziali della vita nuova: uscito dal mondo tenebroso del peccato, il cristiano è chiamato ad essere portatore di luce (cf Ef 5,8; Col 1,12.13); a perseverare nell’ascolto di Cristo morto e risorto, Parola definitiva della storia; a vivere sotto la guida dello Spirito la vocazione battesimale; ad annunciare e a testimoniare nel dono di sé quel mistero di cui l’eucaristia celebra il memoriale.

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Profezie varie

Presagio n.164 di Merlino (XIII secolo)

“Quando la Santa Madre del Signore comparirà in più parti e quando Pietro avrà due nomi, sarà tempo di prepararsi perché l’ora sesta (l’ora del diavolo e delle tenebre) sarà vicina”.

Papa Giovanni XXII (1316-1333)

“Un giorno, quando gli anticristi ritorneranno a Roma, lo faranno non perché riconosceranno in Roma la loro sede naturale ma perché chiamati dai loro interessi … Quando uno di questi Anticristi al momento dell’elezione assumerà due nomi per far credere di seguire due indirizzi, mentre non sarà nè l’uno nè l’altro, si vedrà di cosa sono capaci.

Vi saranno due imperi senza corone a contendersi il mondo, ma ne sorgerà un terzo.

L’Italia sarà teatro di violenze senza precedenti e ci vorrà una lira astese per comprare una libbra di pane … Il Tevere e il Po saranno due cloache e a Roma, insieme all’Anticristo dai due nomi, sarà ucciso anche un capo di fazione, dai suoi stessi compagni”.

Eileen George (1982)

“…Prima verrà la carestia, tra il 1990 e il 1999. E poi inizierà una grande guerra… Mio Padre ha detto che questa persona sta già programmando queste cose… Stanno costruendo armi… Sarà collegato ai russi, i comunisti. Sarà un anticristo… Ha indossato una veste lunga. Sarà molto intelligente e ben equipaggiato per la guerra nucleare… Sarà peggiore di Hitler. Questo musulmano lancerà contro di noi dei missili. I nostri radar li individueranno e i nostri missili li intercetteranno. Ma alcuni sfuggiranno e colpiranno la città di New York”.

La SS.ma Vergine Maria a Teresa Musco (1973)

“Sta per iniziare una nuova guerra nella terra dove è nato il Salvatore, cioè il Mio amatissimo Figlio e non si fermerà. Sembra che fanno la pace ma non è vero, perché da lì nascerà la grande guerra, da lì viene il grande castigo dal cielo e dalla terra”.

Suor Maria di Gesù Crocifisso (XIX secolo)

“Tutti gli stati saranno sconvolti dalla guerra e dai conflitti civili. Durante l’oscurità che durerà tre giorni, la gente che si è data alle vie del male perirà, così che solo un quarto del genere umano sopravviverà”.

Gesù Cristo a suor Anna Ali (1987)

“Figlia Mia, prega molto ed espia… La desolazione e la morte stanno per arrivare. L’intero mondo sarà in guerra. Rovina e morte stanno per giungere. Le armi mortali stermineranno non solo gli eserciti ma anche le cose più sante e sacre, i bambini, gli anziani e gli infermi”.

Beata Anna Maria Taigi (XIX secolo)

“Verrà su tutta la terra un’intensa oscurità che durerà tre giorni e tre notti. Non si riuscirà a vedere niente, e l’aria sarà carica di una pestilenza che reclamerà la vita soprattutto, ma non solo, dei nemici della religione. Sarà impossibile usare i mezzi di illuminazione fatti dall’uomo, tranne le candele benedette. Colui il quale, spinto dalla curiosità, aprirà la finestra per guardare fuori o uscirà di casa, cadrà morto sul posto. Durante questi tre giorni la gente dovrà rimanere nella propria casa, pregare il Rosario e implorare la misericordia di Dio”.

La SS.ma Vergine Maria a Christiana Agbo (1984)

“Satana è davvero all’opera e durante il tempo dei tre giorni di buio i demoni agiranno con più accanimento perché quello sarà il loro momento. Grazie al Rosario Satana non può sconfiggere i miei figli”.

Beata Anna Maria Taigi (XIX secolo)

Tutti i nemici della Chiesa in quei giorni di tenebre periranno. Soltanto chi si convertirà potrà essere salvato.

Una candela, se benedetta, durerà accesa per tre giorni. Solo nella casa degli empi, non rimarrà accesa. Durante questi tre giorni, i demoni appariranno nelle forme più orribili e nell’aria risuoneranno solo le loro bestemmie. Raggi e scintille entreranno nelle case, ma non riusciranno a spegnere le candele benedette. Non saranno spente ne dai venti, ne dai terremoti. Un nube rossa come il sangue, attraverserà il cielo, e un forte rumore farà tremare tutta la terra.

Dopo i tre giorni, la terra sarà tutta un cimitero, i cadaveri degli empi, ma anche quelli dei giusti copriranno il suolo. Una grande desolazione regnerà, tutta la vegetazione distrutta, così sarà anche la maggior parte del genere umano. La crisi sarà per tutti e il Castigo di Dio sarà su tutta la terra. Durante i tre giorni di tenebre, coloro che non si saranno convertiti periranno, i sopravvissuti saranno solo una quarta parte dell’umanità.

Quando sentirete il rombo tremendo, dovrete chiudere porte e finestre in modo da coprire la luce che viene da fuori e non siate curiosi, perché sarete puniti. Sentirete delle voci di persone a voi care, ma non aprite la porta, perché non sono loro, ma demoni che vi ingannano per poter entrare nelle vostre case.

Raccoglietevi in preghiera davanti al Crocifisso e raccomandatevi a Dio con tanta fede, senza timore, e tutte le tribolazioni di quelle terribili notti passeranno. Risplenderà nuovamente il sole, e seguirà l’avvento nuovo del regno di Dio sulla Terra. Vigilare e pregare, aspettate con fiducia il momento di grazia. Beati voi se avrete creduto alle parole di Dio e avrete sofferto per il Suo Nome. Se credete a tutto questo, non avrete più bisogno di altre rivelazioni”.

San Gaspare del Bufalo (XIX secolo)

“Colui che sopravviverà ai tre giorni di tenebra e di pianto, apparirà a se stesso come l’unico sopravvivente sulla terra, perché di fatto il mondo sarà coperto di cadaveri”.

Gesù Cristo a Maria Giulia Jahenny (XIX secolo)

Quando in una fredda notte d’inverno, il tuono romberà allora chiudete molto in fretta porte e finestre. I vostri occhi non devono profanare il terribile avvenimento con sguardi curiosi … riunitevi in preghiera dinanzi al Crocifisso, ponetevi sotto la protezione di Mia Madre Santissima. Non lasciatevi prendere da alcun dubbio riguardo alla vostra salvezza. Accendete le candele benedette, recitate il Rosario. Perseverate tre giorni e due notti. Io, vostro Dio, avrò purificato tutto. Magnifico sarà il Mio regno di pace.

I tre giorni di tenebre saranno di giovedì, venerdì e sabato, tre giorni meno una notte.

Durante questi tre giorni di oscurità terrificante, non deve essere aperta nessuna finestra, perché nessuno riuscirà a vedere la terra e il colore terribile che essa avrà in quei giorni di punizione, senza che muoia immediatamente.

Il cielo sarà in fiamme, la terra si spaccherà. Durante questi tre giorni di oscurità lasciate accese le candele benedette dappertutto, nessuna altra luce risplenderà.

Nessuno, fuori dalla sua abitazione, sopravviverà. La terra tremerà come al giudizio e la paura sarà grande.

Solo le candele di cera benedetta daranno luce durante queste orribili tenebre. Una sola candela sarà sufficiente per tutta la durata di questa notte d’inferno. Nelle case dei malvagi e dei blasfemi queste candele non daranno luce.

Tutto tremerà tranne il mobile sul quale brucia la candela benedetta. Questo non tremerà. Vi riunirete tutti con il crocifisso e con la Mia immagine benedetta. Questo è ciò che terrà lontano questo terrore.

Durante queste tenebre i diavoli e i malvagi prenderanno le forme più orribili… nuvole rosse come il sangue si muoveranno attraverso il cielo. Il fragore del tuono scuoterà la terra e lampi sinistri attraverseranno i cieli. La terra verrà sconvolta fino alle fondamenta. Il mare crescerà, le sue onde fragorose si riverseranno sui continenti.

La terra diventerà come un vasto cimitero. I corpi dei malvagi e dei giusti ricopriranno il suolo.

Gesù Cristo a Enzo Alocci (1977)

Quel giorno un carro di fuoco attraverserà tutto l’universo, lasciando dietro di sé una forte luce a voi sconosciuta. Quello sarà l’avviso che il castigo di Dio è vicino. La terra tremerà, il sole girerà su sé stesso con grandi esplosioni; la luna sarà a lutto. Tutto questo avverrà in un tempo di circa mezz’ora. In quel momento il cielo sarà libero da ogni nube e il fenomeno miracoloso sarà visibile da ogni parte della Terra. E il sole si allontanerà e un forte rombo di tuono scuoterà la terra e sarà il buio. Tutte le bocche infuocate, le cui emanazioni gli scienziati chiamano fenomeni, presto si metteranno in eruzione, e così un giorno anche la terra diventerà simile a magma infuocato e sommergerà paesi, città e nazioni. Durante i tre giorni di tenebre i persecutori della Chiesa saranno annientati. La potenza che viene dall’alto e la terra si avvicineranno; il fuoco sarà su tutta la terra ed il mondo sarà coperto da cadaveri… Durante i tre giorni di buio nulla sarà visibile agli uomini. L’aria diventerà pestilenziale e recherà grave danno… Verrà un nuovo mondo”.

Profezie di padre Pio

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Messaggio di Gesù a Padre Pio (28 gennaio 1950)

L’ora dei castighi è vicina, ma manifesterò la Mia Misericordia.

La vostra epoca sarà testimone di un terribile castigo. I Miei Angeli prenderanno cura spirituale di annientare tutti coloro che si burlano di Me e che non crederanno alle Mie profezie.

Uragani di fuoco saranno scagliati dalle nuvole, e si estenderanno su tutta la terra. Temporali, tempeste, tuoni e piogge ininterrotte, terremoti copriranno la terra durante tre giorni. Seguirà allora una pioggia di fuoco ininterrotta, per dimostrare che Dio è Signore della creazione.

Coloro che sperano e credono nella Mia Parola non dovranno temere, né dovranno temere nulla coloro che divulgheranno il Mio messaggio, perché non li abbandonerò. Nessun male sarà fatto a coloro che sono nelle Mie Grazie, e che cercheranno la protezione della Madre Mia.

Per prepararvi a questa prova, vi darò dei segni e delle istruzioni. La notte sarà freddissima, il vento spunterà, il tuono si farà sentire. Chiudete tutte le porte e tutte le finestre. Non parlate con nessuno di fuori. Inginocchiatevi davanti al vostro Crocifisso; pentitevi dei vostri peccati; pregate Mia Madre di ottenere la Sua protezione.

Non guardate fuori durante il terremoto, perché l’ira del Padre Mio è santa, non sopportereste la vista della Sua ira…

Nella terza notte cesseranno i terremoti ed il fuoco, ed il giorno dopo il sole risplenderà di nuovo. Gli angeli scenderanno dal cielo e porteranno sulla terra lo spirito della pace. Un terzo dell’ umanità perirà…

Messaggi profetici di Padre Pio

-1-

Il mondo sta andando verso la rovina. Gli uomini hanno abbandonato la giusta strada, per avventurarsi in viottoli che finiscono nel deserto della violenza… Se non ritorneranno subito ad abbeverarsi alla fonte dell’umiltà, della carità e dell’amore, sarà la catastrofe.

-2-

Verranno cose tremende. Io non riesco più a intercedere per gli uomini. La pietà divina sta per finire. L’uomo era stato creato per amare la vita, ed è finito per distruggere la vita…

-3-

Quando il mondo è stato affidato all’uomo era un giardino. L’uomo lo ha trasformato in un rovaio pieno di veleni. Nulla serve ormai per purificare la casa dell’uomo. È necessaria un’opera profonda, che può venire solo dal cielo.

-4-

Preparatevi a vivere tre giorni al buio totale. Questi tre giorni sono molto vicini… E in questi giorni rimarrete come morti, senza mangiare e senza bere. Poi tornerà la luce. Ma molti saranno gli uomini che non la vedranno più.

-5-

Molta gente scapperà sconvolta. Ma correrà senza avere una meta. Diranno che a oriente c’è la salvezza e la gente correrà verso oriente, ma cadrà in un dirupo. Diranno che a occidente c’è la salvezza e la gente correrà verso occidente, ma cadrà in una fornace.

-6-

La terra tremerà e il panico sarà grande… La terra è malata. Il terremoto sarà come un serpente: lo sentirete strisciare da tutte le parti. E molte pietre cadranno. E molti uomini periranno.

-7-

Siete come formiche, perché verrà il tempo in cui gli uomini si toglieranno gli occhi per una briciola di pane. I negozi saranno saccheggiati, i magazzini saranno presi d’assalto e distrutti. Povero sarà colui che in quei giorni tenebrosi si troverà senza una candela, senza una brocca d’acqua e senza il necessario per tre mesi.

-8-

Scomparirà una terra… una grande terra. Un paese sarà cancellato per sempre dalle carte geografiche… E con lui verrà trascinata nel fango la storia, la ricchezza e gli uomini.

-9-

L’amore dell’uomo per l’uomo è diventato una vuota parola. Come potete pretendere che Gesù vi ami, se voi non sapete amare nemmeno quelli che mangiano alla stessa vostra tavola? Dall’ira di Dio non saranno risparmiati gli uomini di scienza, ma gli uomini di cuore.

-10-

Sono disperato… non so più che cosa fare perché l’umanità si ravveda. Se continuerà su questa strada, l’ira tremenda di Dio si scatenerà come un fulmine tremendo.

-11-

Una meteora cadrà sulla terra e tutto sussulterà. Sarà un disastro, molto peggiore di una guerra. Molte cose saranno cancellate. E questo sarà uno dei segni…

-12-

Gli uomini vivranno una tragica esperienza. Molti verranno travolti del fiume, molti verranno inceneriti dal fuoco, molti verranno sepolti dai veleni… Mio rimarrò vicino ai puri di cuore.