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Villa Wanda di Gelli sequestrata per frode fiscale

Indagati anche la moglie e i figli
Accusa di Frode fiscale per Licio Gelli
Sequestrata Villa Wanda ad Arezzo
Blitz delle Fiamme gialle. Il provvedimento nell’ambito di un’inchiesta per presunte tasse omesse per 17 milioni di euro

AREZZO – Di venerabile probabilmente gli resta soltanto l’età: 94 anni compiuti ad aprile. Eppure Licio Gelli, ex capo della loggia P2 e per molti il depositario dei segreti più inconfessabili della storia d’Italia del Dopoguerra, continua ad interessare molte procure. E adesso anche il fisco, che contesta a lui e alla sua famiglia un’evasione colossale da 17 milioni di euro. Tanto da far scattare un’indagine della procura di Arezzo che giovedì mattina ha disposto il sequestro preventivo di villa Wanda, la residenza sulla collina di Santa Maria delle Grazie dove furono ritrovati gli elenchi della loggia massonica segreta, una zona residenziale di Arezzo dove Gelli vive ancora oggi. L’ex capo della P2 è indagato insieme alla moglie Gabriella Vasile, ai tre figli Maurizio, Maria Rosa e Raffaello e un nipote, Alessandro Marsilli.

L’INCHIESTA – Secondo il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, Licio Gelli e la sua famiglia, avrebbero architettato un sistema per frodare il fisco con il tentativo di una vendita fittizia di villa Wanda per evitarne il pignoramento da parte di Equitalia. Secondo le indagini della Guardia di Finanza, tutto sarebbe iniziato nel 1988 quando l’agenzia delle entrate venne in possesso del testamento olografo dello stesso Gelli (recuperato dalla polizia francese) che attestava notevolissime disponibilità patrimoniali in territorio estero e alcuni documenti che dimostravano spese elevatissime per il sostentamento dei tre figli, Raffaello, Maria Rosa e Maurizio, cifre notevolmente superiori ai redditi dichiarati.

Villa Wanda (Ansa)Villa Wanda (Ansa)
LE CIFRE – Le cifre degli omessi pagamenti? Le commissioni tributarie che dopo numerosi ricorsi hanno accertato gli omessi pagamenti di imposte sui redditi e di registro, le hanno quantificati in cartelle esattoriali nei confronti di Licio Gelli per 8,8 milioni di euro, del figlio Maurizio per 7,2 milioni, della figlia Maria Rosa per 1,1 milioni e del primogenito Raffaello per 500 mila euro. Due i passaggi chiave dell’operazione: le iscrizioni ipotecarie sull’immobile a favore della moglie di Licio Gelli e del nipote, a fronte di crediti vantati dagli stessi per l’erogazione di presunti finanziamenti nei confronti della società di famiglia; quindi, ottenuta tale giustificazione formale, la successiva alienazione del compendio immobiliare nell’asse patrimoniale di una società romana, precostituita ad hoc e sempre riconducibile ai medesimi congiunti di Licio Gelli.

VILLA WANDA – Villa Wanda, trentatré stanze su tre piani, con piscina e serra, immerso in un parco di tre ettari già di proprietà della famiglia Lebole, è da sempre la dimora preferita da Gelli. Oltre agli elenchi della P2, gli investigatori trovarono nascosti nelle fioriere 160 chili di lingotti d’oro. Ed è qui che l’ex venerabile scelse di scontare gli arresti domiciliari. Pochi mesi fa la procura di Palermo, che sta indagando sulla trattativa tra Stato e mafia che sarebbe stata avviata dopo le stragi che dal 1992 al 1993 gettarono terrore e disperazione in Italia, uccidendo innocenti ed eroi come Falcone, Borsellino e gli uomini delle loro scorte, aveva ascoltato l’ex venerabile maestro come testimone.
10 ottobre 2013

http://www.corriere.it/cronache/13_ottobre_10/arezzo-sequestrata-villa-licio-gelli-d3478134-3173-11e3-ab72-585440a4731e.shtml

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