Dal racconto di suor Lucia:
“Arrivati a Cova da Iria, vicino all’elce, spinta da un movimento interiore, chiesi al popolo che chiudessero gli ombrelli, per recitare il Rosario. Poco dopo vedemmo il riflesso della luce e subito dopo la Madonna sull’elce.

– Che cosa volete da me ?
(Risposta della Madonna)
– Voglio dirti che facciano qui una cappella in mio onore; chè Io sono la Madonna del Rosario; che continuino a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra terminerà e i militari torneranno tra breve alle loro case.
– Io avevo molte cose da chiederVi: se guarite alcuni malati e la conversione di alcuni peccatori, ecc.
(Risposta della Madonna)
– Alcuni, sì; altri no; è necessario che si correggano; che domandino perdono dei loro peccati; – e assumendo un aspetto più triste – che non offendano più Dio nostro Signore, che è già molto offeso.

E aprendo le mani le fece riflettere nel sole; e, mentre si elevava, il riflesso della sua stessa luce continuava a proiettarsi contro il sole. … Scomparsa la Madonna nell’immensa distanza del firmamento, vedemmo, vicino al sole, San Giuseppe col Bambino e la Madonna vestita di bianco con un manto azzurro. San Giuseppe e il Bambino parevano benedire il mondo, con dei gesti che facevano con la mano in forma di Croce. Poco dopo, svanita questa apparizione, vidi nostro Signore e la Madonna, che mi dava l’impressione d’essere la Madonna dei Dolori. Nostro Signore pareva benedire il mondo, come aveva fatto San Giuseppe. Svanì questa apparizione e mi parve di vedere ancora la Madonna nelle vesti della Madonna del Carmelo”.

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Fatima, miracolo del Sole: scienza disarmata!

articolo pubblicato nel 2007

Il più grosso evento del XX° secolo fu appunto il Miracolo del Sole di Fatima. Questo evento legato inequivocabilmente a Dio, precede di qualche decennio le scoperte di Qumran sul Mar Morto. Queste scoperte archeologiche sono considerate le più importanti del XX° secolo e anch’esse sono legate inequivocabilmente a Dio e alla Fede.
Ma cosa avvenne a Fatima.

In sintesi 3 bambini, pastorelli, dichiararono di aver visto la Madonna. A quei tempi il Portogallo era retto da un governo anticlericale. Molte chiese venivano chiuse! Era sufficiente che venisse supposto il rischio di incitamento alla ribellione popolare per far muovere la macchina giudiziaria statale che non tardava a perseguitare il clero e i credenti.
Infatti la notizia di questa apparizione non fu accolta bene ne dalle famiglie dei bambini, che tentarono di far tacere la cosa, ne dallo stesso parrocco, che fu il primo scettico, forse anche perchè temeva la chiusura della chiesa a Fatima.
Questo era il clima che si presentava a Fatima quando 90 anni fa avveniva la prima apparizione.
Seguirono altre apparizioni, sempre il 13 di ogni mese!
La notizia piano piano cominciava a diffondersi. I bambini furono addirittura sequestrati dalle autorità per interrogarli e metterli in condizione di dire la verità sulle presunte apparizioni.
Furono anche minacciati di morte.
Loro imperterriti continuarono a ripetere che avevano visto la Madonna.
Sappiamo bene che basta molto meno per far confessare un bimbo quando dice le bugie.
Loro invece continuarono a dire che quello che avevano già confessato era la verità.
La situazione diveniva a dir poco insostenibile.
Un governo anticlericale che cercava, con buoni risultati, di evitare rivolte popolari, si trovava a fronteggiare una situazione nuova e incontenibile.
Di fatti i bimbi, in un’apparizione, chiesero alla Madonna  di aiutarli e compiere un miracolo che dimostrasse inequivocbilmente che loro non mentivano.
La Madonna allora promise loro: In ottobre farò il miracolo perché tutti credano.

Fu così che il 13 di ottobre si trovarono riuniti nelle campagne di Fatima circa 70 mila persone. Tra di esse fedeli ma anche tantissimi scettici accorsi per verificare la cosidetta prova del 9!
Insomma è stato promesso un miracolo visibile a tutti coloro che sarebbero venuti, quale occasione migliore per uno scettico di poter deridere i cosidetti creduloni?
Era presente anche la stampa anticlericale, anche per lei occasione di giocarsi dei tanti fedeli e del clero.
Di seguito le testimonianze di testimoni oculari:

La Madonna, per il 13 Ottobre, aveva promesso ai veggenti di Fatima un grande miracolo, affinché tutti credessero: man mano che si avvicinava il giorno fatidico, l’attesa diventava sempre più impaziente e mobilitava folle mai viste precedentemente.

Riferisce il giornale portoghese ‘O Dia‘ in un reportage del 19 Ottobre 1917, che oggi sappiamo essere stato citato da Dona Madalena de Martel Patricio: “Si erano spopolati paesi, villaggi e città vicine. Fin dalla vigilia sulle strade gruppi di pellegrini si avviavano a Fatima…”.
E il giornale ‘O Seculo‘, per la penna di Averlino de Almeida, dà questa descrizione: “Sulla strada s’incontrano i primi gruppi di pellegrini che vanno verso il luogo santo, distante ben più di venti chilometri. Uomini e donne sono quasi tutti scalzi.
Al sorger dell’alba, nuovi gruppi si avviano intrepidi e attraversano l’abitato, il cui silenzio viene rotto dall’armonia dei loro canti. Il sole nasce, ma la volta del cielo minaccia la pioggia. Le nubi nere si ammucchiano proprio verso Fatima, ma nulla può arrestare coloro che, da tutte le strade e con tutti i mezzi di locomozione, confluiscono al paese.
A mezzogiorno del 13 Ottobre 1917 la vallata era un mare di gente: era piovuto durante tutta la notte e continuava a piovere, ma l’attesa era grande…, anche se qualcuno era venuto per deridere e assistere allo spettacolo del grande fiasco”.
Il momento fissato era il mezzogiorno solare. La pioggia cessò e alcuni istanti dopo i tre bambini vedono il lampo e Lucia grida: “Silenzio! Silenzio! Viene la Madonna, viene la Madonna!”.
E la Madonna, per l’ultima volta, viene a posare i suoi piedi verginali sopra l’elce dei giorni precedenti.

Lucia entra in comunicazione diretta con lei e non sente la mamma che le dice: “Guarda bene, figlia; guarda di non ingannarti!”.
Una nube argentea avvolge il candido gruppo come una tenue voluta di incenso.
Lucia si rivolge con la semplicità di sempre alla Vergine che le appare: “Che volete da me?” – “Voglio dirti che si costruisca qui una Cappella in mio onore. Io sono la Madonna del Rosario. Continuate a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati torneranno presto alle proprie case” – “Ho molte grazie da chiederVi. Le esaudirete?”, esclama Lucia. – “Alcune sì, altre no”, risponde la Vergine. E aggiunge: “È necessario che i peccatori si convertano, che chiedano perdono dei loro peccati”.
E, assumendo un’aria di tristezza, continua: “Non offendano più Gesù che è già troppo offeso”. – “Non volete più niente da me?”, domanda infine Lucia. – “Non voglio altro”, risponde la bianca Signora. – “Io pure non Vi chiedo più nulla”, conclude Lucia.
E la Madonna del Rosario si accomiata, per l’ultima volta, dai suoi tre confidenti.
La visione è più splendente del sole! Mentre i fanciulli contemplavano estatici, ha inizio il miracolo annunziato: stupendo come nessuno avrebbe osato sperare.I racconti dei testimoni
Il resoconto di un testimone oculare, il dott. José Maria de Almeida Garrett, professore alla Facoltà di Scienze di Coimbra, Portogallo

“Saranno state circa le tredici e trenta pomeridiane quando, nel punto esatto dove si trovavano i fanciulli si alzò una colonna di fumo, sottile, bella e azzurrina, che si estendeva per almeno due metri sopra le loro teste, e a quella altezza evaporava.
Questo fenomeno, perfettamente visibile a occhio nudo, durò pochi secondi.
Non avendo preso nota della sua durata, non so dire se era più o meno di un minuto. Il fumo si dissolse improvvisamente, e dopo un po’ si riformò una seconda volta, e poi una terza.
Il cielo, che era stato nuvoloso tutto il giorno, improvvisamente si schiarì: la pioggia cessò e sembrò che il sole stesse per riempire di luce la campagna circostante, che in quella mattinata invernale appariva così malinconica.
Io stavo guardando il luogo delle apparizioni in una serena, anche se fredda, aspettativa di qualcosa che doveva accadere, e la mia curiosità diminuiva per il lungo tempo che era passato senza che nulla attirasse la mia attenzione. Il sole, pochi istanti prima, si era fatto largo tra la spessa coltre di nuvole che lo nascondevano e ora risplendeva chiaro e intenso.
Improvvisamente udii il clamore di centinaia di voci e vidi che la folla si sparpagliava ai miei piedi … voltava la schiena al luogo dove, fino a quel momento, si era concentrata la sua attesa e guardava verso il sole dall’altro lato. Anche io mi sono rivoltato verso il punto che richiamava lo sguardo di tutti e potei vedere il sole apparire come un disco chiarissimo, con i contorni nitidi, che splendeva senza offendere la vista. Non poteva essere confuso con il sole visto attraverso una nebbia (che non c’era in quel momento) perché non era né velato né attenuato. A Fatima esso manteneva la sua luce e il suo calore e si stagliava nel cielo con i suoi nitidi contorni, come un largo tavolo da gioco. La cosa più stupefacente era il poter contemplare il disco solare, per lungo tempo, brillante di luce e calore, senza ferirsi gli occhi o danneggiare la retina. [Durante questo tempo] il disco del sole non rimase immobile: aveva un movimento vertiginoso [ma] non come lo scintillìo di una stella in tutto il suo splendore perché esso girava su se stesso in folli giravolte.
Durante il fenomeno solare che ho appena descritto, avvenne anche un cambiamento di colore nell’atmosfera. Guardando verso il sole, ho notato che tutto stava diventando più scuro. Ho guardato prima gli oggetti più vicini e poi ho esteso il mio sguardo ai campi fino all’orizzonte. Vidi ogni cosa assumere il colore dell’ametista. Gli oggetti intorno a me, il cielo e l’atmosfera, erano dello stesso colore. Ogni cosa, sia vicina che lontana era cambiata, assumendo il colore di un vecchio damasco giallo. Sembrava che la gente soffrisse di itterizia e io ricordo di aver provato un senso di divertimento vedendo le persone sembrare così brutte e sgradevoli. La mia stessa mano era di tale colore.
Poi, improvvisamente, si udì un clamore, un grido di angoscia prorompere da tutti. Il sole, roteando selvaggiamente, sembrò staccarsi all’improvviso dal firmamento e, rosso come sangue, avanzare minacciosamente verso la terra come per schiacciarci con il suo peso immenso e ardente. Durante quei momenti provai una sensazione veramente terribile.
Tutti i fenomeni che ho descritto furono da me osservati in uno stato d’animo calmo e sereno, senza alcun disturbo emotivo. Interpretarli e spiegarli è compito di altri. Debbo dichiarare infine che mai, prima o dopo il 13 ottobre [1917] ho assistito a simili fenomeni atmosferici o solari”.

“Noi guardavamo senza difficoltà il sole – ci racconta il padre di Giacinta – e non accecava. Pareva che si spegnesse e si accendesse un po’ in un modo, un po’ in un altro. Gettava raggi di luce da un lato e dall’altro e colorava ogni cosa di differenti colori: gli alberi e il popolo, la terra e l’aria. Ma la cosa più stupefacente è che il sole non faceva male alla vista.
Tutto era quieto e tranquillo. Tutti tenevano gli occhi rivolti verso il cielo, quando ad un certo punto il sole si fermò e poi cominciò a danzare e a saltare: si fermò un’altra volta e un’altra volta cominciò a danzare, fino al punto che sembrò staccarsi dal cielo e venire sopra di noi. Fu un momento terribile!…”.

Maria da Capelinha ha dichiarato: “Il sole assumeva diversi colori: giallo, azzurro, bianco; e tremava, tremava tanto che pareva una ruota di fuoco che venisse a cadere sul popolo! Tutti gridavano: ‘Ahi, Gesù, qui moriamo tutti! Gesù, qui moriamo tutti!’.
Altri urlavano: ‘O Madonna, aiuto!’ – e recitavano l’atto di contrizione. Ci fu persino una signora che fece la confessione generale, e ad alta voce diceva: ‘Io ho fatto questo e quest’altro peccato…’.

Interessantissima è pure la descrizione rilasciata da P. Ignazio Lourenco: “Avevo allora appena nove anni e frequentavo la Scuola elementare del mio paese, che dista da Fatima 18 o 19 kilometri. Si era verso mezzogiorno, quando fummo sorpresi dalle grida ed esclamazioni di uomini e donne che passavano per la strada, davanti alla Scuola. La maestra fu la prima a correre sulla strada, senza poter impedire che noi ragazzi le corressimo dietro. Nella strada il popolo piangeva e gridava, indicando il sole: era il miracolo, il grande miracolo che si vedeva distintamente dall’alto del monte, ove è posto il mio paese. Mi sento incapace di descriverlo come anch’io lo vidi e sentii allora […].
Vicino a me stava un incredulo che aveva passato la mattinata a ridersi dei creduloni che facevano tutto quel viaggio a Fatima ‘per vedere una ragazza’. Lo guardai: era come paralizzato, assorto, spaventato, con gli occhi fissi al sole. Poi lo vidi tremare da capo a piedi e, levando le mani al cielo, cadere in ginocchio nel fango, gridando: ‘Nostra Signora! Nostra Signora!’ […].
Passati dieci minuti di fenomeni straordinari e terribili, il sole tornò al suo posto, nello stesso modo con cui era disceso, pallido e quasi senza splendore… Quando la gente si persuase che il pericolo era scampato, fu un’esplosione di gioia. Tutti proruppero in un coro di ringraziamento: ‘Miracolo, miracolo! Sia benedetta la Madonna!’ “.
Terminato il fenomeno solare, avvenne un fatto naturalmente inspiegabile: tutta quella gente, inzuppata d’acqua com’era, si ritrovò completamente asciutta.
La Vergine Santa aveva moltiplicato i suoi prodigi per confermare la verità delle affermazioni dei piccoli veggenti e, in definitiva, la verità del Vangelo di Gesù. Perché la preoccupazione di Maria è una sola: farci capire che quel che ha detto Gesù è tutto vero, anzi: è la Verità!

Intervista ad Anna Cabral de Camara Ribeiro Ferreira
Di origine aristocratica, lucida, semplice nel raccontare l’avvenimento,
ella ha già narrato il miracolo allo stesso Papa Giovanni Paolo II, quando questi andò in Portogallo a visitare Fatima. Vera matriarca, ha più di cento discendenti diretti, tra nipoti e pronipoti.
La Santa Vergine ha voluto concludere le sue apparizioni a Fatima davanti a cinquantamila persone, compiendo un prodigio in cielo visibile da tutti coloro che si trovavano sul posto e nelle vicinanze. Si trattava di attirare l’attenzione di tutta l’umanità sul messaggio che Ella aveva appena trasmesso ai tre umili pastorelli d’Aljustrel, villaggio del Portogallo allora sconosciuto che ha raggiunto in tal modo la gloria e la fama nella Storia.
S’intende che questa fantastica “danza del sole” non ha soltanto commosso le persone che vi hanno assistito. Oggi meraviglia anche tutti coloro che vengono a conoscenza dell’avvenimento, autenticazione soprannaturale del messaggio che nel corso di sei mesi Nostra Signora ha comunicato a Lucia, Giacinta e Francesco.
Un amico di Spunti ha incontrato a casa sua, nel Portogallo, la Signora Anna Cabral de Camara Ribeiro Ferreira, la quale ha assistito al miracolo del sole durante l’ultima apparizione della Santa Vergine a Fatima ìl 113 ottobre 1917.

Che età aveva al momento del miracolo del sole?
Avevo quattordici anni quando sono andata con mio padre, mia madre, mio zio, mia zia e le mie due sorelle a vedere ciò che accadeva a Fatima.
E’ stato in occasione di quale apparizione?
Per l’ultima apparizione, quella del 13 ottobre, il giorno in cui Nostra Signora aveva annunziato – e noi lo sapevamo – che durante l’ultima apparizione Ella avrebbe dato un segno affinché tutti credessero che Lei appariva ai pastorelli sull’albero, i1 leccio.
Ed é quello che è successo. Noi siamo giunti ed abbiamo constatato che laggiù non c’erano altro che dei lecci. Pioveva da diversi giorni e c’era quindi molto fango. Ad un certo momento la folla si è aperta per lasciar passare i tre pastorelli che si avviavano verso il leccio dove Nostra Signora era solita appari re e dove, oggi, esiste una piccola cappella.
Poi la pioggia è cessata. I pastorelli sono passati vicino a noi e sono andati ad inginocchiarsi sotto l’albero dove Nostra Signora era apparsa. Essi hanno cominciato a pregare il rosario assieme a noi. Lucia, la più grande, ha interrotto ad un tratto la recitazione del rosario e ha detto, rivolta ai presenti: Guardate il sole! Ci siamo rivolti verso il sole che si era affacciato dopo la scomparsa delle nuvole e lo abbiamo visto danzare; faceva dei giri come una ruota, si aveva l’impressione che scendesse e lanciasse una miriade di faville. Avevamo tutti una grandissima paura! Dopo aver avuto l’impressione che il sole andasse a schiacciarsi sulla terra, ci siamo tutti messi in ginocchio nel fango ed abbiamo cominciato a pregare, terrorizzati. Tutto questo è durato poco tempo, il sole si è fermato all’improvviso. Io posso assicurarle che la gente era sollevata. Tutti si sono alzati ed abbiamo continuato a pregare. Abbiamo capito che era proprio un miracolo, che era il segno annunziato e tutti abbiamo creduto.
Vorrei raccontarle un’altra cosa che soltanto noi abbiamo visto. Proprio davanti a noi c’era una contadina con un enorme paracqua e, quando le persone pregavano, lei le accompagnava. Era talmente concentrata nelle sue preghiere che non faceva attenzione al sole e non aveva visto nulla. E’ rimasta per tutto il tempo sotto suo paracqua a pregare. D’un tratto ha girato la testa verso l’alto ed ha detto: Ah, la Madre Santa, San Giuseppe, il Bambino Gesù! Mio padre si è girato e ci ha detto: Povera donna! E’ cosi nervosa che vede la Sacra Famiglia attraverso il suo parapioggia. Ma noi l’abbiamo rispettata e l’abbiamo lasciata in pace, poveretta.
Qualche tempo dopo, Lucia ha raccontato che dopo la scomparsa della Santa Vergine, era apparsa loro la Sacra Famiglia. Dunque, quella contadina, con assoluta certezza e benché non avesse visto il miracolo del sole perché era raccolta in preghiera, è stata ricompensata per la sua devozione da Nostra Signora che probabilmente le ha lasciato vedere la Sacra Famiglia.
Questo è ciò che ho visto e ciò a cui ho assistito!”da luci sull’est

Un altro fatto è testimoniato da tutti i presenti: mentre prima del prodigio solare la folla aveva gli abiti letteralmente inzuppati di pioggia, dieci minuti dopo si trovò con gli abiti completamente asciutti! E gli abiti non possono andare soggetti ad allucinazioni!
altre fonti esterne: miracolo sole di Fatima
…..…..…..
Articolo del 15 Ottobre 1917 sul quotidiano anticlericale “O Seculo”
Cose sorprendenti: Come il sole ha danzato in pieno giorno a Fatima
Le apparizioni della Vergine. – In che cosa consiste il Segno del Cielo.
Migliaia di persone gridano al miracolo. – La guerra e la pace.

(dal nostro inviato speciale M. Avelino di Almeida)Ourém, 13 Ottobre.
Ieri, verso le 16, scendendo dal treno, dopo un lungo viaggio, sulla stazione di Chao de Macas, dove arrivavano anche delle pie genti venute da lontano per assistere al “Miracolo”, ho domandato a bruciapelo ad un ragazzo dell’omnibus se avesse già visto la Madonna. Con un sorriso sardonico ed uno sguardo di sbieco, non ha esitato a rispondermi: “Per quel che mi riguarda, io non ho visto che pietre, carri, automobili, bestie e persone!”. Per un comprensibile equivoco, l’automobile che doveva condurci (con la signorina Judah Ruah) fino alla città non arriva, così ci decidiamo a percorrere coraggiosamente a piedi circa due miglia, dal momento che la carrozza non ha più posti e che tutte le carrette in attesa di viaggiatori sono da tempo prenotate. Strada facendo incontriamo i primi gruppi diretti verso il luogo santo, a più di 20 chilometri. Quasi tutti, uomini e donne, avanzano a piedi nudi – le donne portano le loro calzature in un sacco sopra la testa, gli uomini si appoggiano a grossi bastoni tenendo prudentemente a portata di mano il loro ombrello.
Sembrerebbero tutti stranieri, stando a ciò che accade attorno ad essi, infatti si disinteressano completamente del paesaggio come degli altri viaggiatori, persi in un sogno, recitando il loro rosario in una triste melopea. Una donna recita la prima parte dell’ “Ave Maria”; i suoi compagni, in coro, recitano la seconda parte della supplica. Con un passo sicuro e cadenzato, percorrono la strada polverosa che si snoda fra boschetti di abeti e di olivi. Vogliono arrivare prima che cali la notte al luogo dell’apparizione, dove sperano di poter dormire sotto un cielo sereno e sotto la fredda luce delle stelle, accanto al leccio benedetto, così che oggi possano vedere meglio.
All’ingresso della città, donne del popolo, che l’ambiente ha già reso atee, commentano, con toni sarcastici, il fatto del giorno: Allora, domani andrete a vedere la Santa? Io no. Se almeno venisse lei qui! E ridono di gusto, mentre i devoti proseguono il loro cammino, indifferenti a tutto ciò che non riguarda l’obiettivo del loro pellegrinaggio. È solamente grazie ad un’estrema gentilezza che possiamo alloggiare ad Ourém. Per tutta la notte si riuniscono sulla piazza della città i più disparati veicoli, trasportando credenti e curiosi. Non mancano vecchie donne vestite di nero, ricurve già sotto il peso degli anni, ma con negli occhi sfavillanti la luce ardente della fede che le ha coraggiosamente indotte ad abbandonare per un giorno intero il piccolo focolare domestico.
Sin dall’alba nuovi gruppi sorgono, intrepidi; attraversano, senza fermarsi, il paese, di cui infrangono il silenzio con i loro canti, intonati da graziose voci femminili, in un violento contrasto con la rude tempra di quella gente…
Appare il sole, ma l’aspetto del cielo è presagio di tempesta. S’addensano nuvole nere, precisamente dalla parte di Fatima. Nulla, tuttavia, trattiene coloro che, attraverso tutte le strade e con ogni sorta di mezzi di locomozione, affluiscono lassù. Le lussuose automobili sfrecciano ad una velocità vertiginosa, facendo suonare i loro clacsons; i carri trainati da buoi si portano su un lato della strada; i landò, le carrozze signorili, i calessi chiusi, i carri nei quali sono stati improvvisati dei sedili, sono pieni fino quasi a sfasciarsi…
Quasi tutti, con il proprio sacco delle provviste più o meno ben guarnito per le bocche cristiane, portano con sé del cibo per quelli che il “Poverello” chiamava nostri fratelli, e così ognuno adempie coraggiosamente al proprio dovere…
Si odono dei sonagli, si vede un carro con dei buoi; eppure l’aria di festa è discreta, i modi contenuti, l’ordine assoluto… Gli asinelli trottano sul bordo della strada, e i ciclisti, molto numerosi, compiono delle vere e proprie evoluzioni per non schiantarsi contro i carri.
Verso le dieci il cielo si copre completamente e una bella pioggia non si fa attendere. L’acqua, sbattuta da un vento selvaggio graffia il viso, danneggiando la massicciata e penetrando fino alle ossa i viaggiatori sprovvisti di ombrelli o di altre protezioni. Nessuno perde la pazienza; ognuno continua il proprio cammino, e se alcuni si riparano sotto gli alberi, accanto ai muri di case coloniche o nelle case isolate che sporgono sulla strada, altri proseguono la loro marcia con una determinazione sorprendente; si possono osservare alcune donne, i cui abiti, incollati al corpo – in ragione della violenza e dell’insistenza della pioggia – ne disegnano le forme come se fossero appena uscite da un bagno.
La zona di Fatima dove si dice che la Vergine sia apparsa ai pastorelli del villaggio d’Aljustrel, è dominata in gran parte dalla strada di Leiria, lungo la quale hanno parcheggiato le automobili dei pellegrini e dei turisti. Qualcuno ha contato più di cento auto e più di cento biciclette, e sarebbe impossibile contare i diversi carri che ingombrano la strada. In mezzo ad essi, il carro di Torres Novas, nel quale fraternizzano persone di tutte le condizioni sociali.
La massa dei pellegrini, delle migliaia di persone giunte da numerose zone limitrofe, alla quale si sono aggiunti i fedeli di diverse regioni, si riunisce attorno al piccolo leccio che, a dire dei pastorelli, durante la visione funge da piedistallo. Lo si può considerare come il centro di un largo cerchio, sulle cui pendenze prendono posto gli spettatori e i devoti. A vederlo dalla strada, l’insieme è semplicemente fantastico. Dei lungimiranti contadini, accampati sotto i loro enormi ombrelli, accompagnano la vendita delle loro magre provviste con canti religiosi e decine del Rosario. Nessuno teme di sprofondare i piedi nella terra fangosa, pur di vedere da vicino l’albero al di sopra del quale fu costruito un grosso portico dove si bilanciano due lucerne…I gruppi si alternano nell’intonare le lodi alla Vergine ed ecco qui che una lepre, stordita, che si salva fuggendo in direzione di un bosco, riesce a distogliere l’attenzione di una mezza dozzina di piccoli pastori che la raggiungono e l’abbattono a colpi di bastoni…
E i nostri pastorelli?…Lucia, di dieci anni, la veggente, e i suoi piccoli amici, Francesco, di nove, e Giacinta, di sette, non sono ancora arrivati. La loro presenza è annunciata probabilmente per la mezz’ora che precede l’apparizione. Le fanciulle, coronate di fiori, vengono condotte verso il punto in cui sorge il portico. La pioggia continua senza sosta, ma nessuno dispera. Giungono sulla strada dei carri in ritardo. Gruppi di fedeli s’inginocchiano nel fango e Lucia li invita, ordina loro di chiudere gli ombrelli. L’ordine arriva e subito viene eseguito, senza che nessuno si lamenti. Ci sono persone, molte persone in estasi, si direbbe: sono commosse, le loro labbra disseccate non pregano più; alcune cadono in deliquio, con le mani in atto di preghiera e gli occhi inumiditi dalle lacrime; sembrano toccare il soprannaturale…
Il bambino afferma che la Signora gli ha parlato ancora una volta e il cielo, costantemente coperto, d’un tratto inizia a schiarirsi dall’alto; la pioggia s’arresta e lo si capisce quando il sole va ad inondare di luce il paesaggio, reso ancor più triste da quel mattino d’inverno…
L’ultima ora è quella che conta per questa gente, che calcoli spassionati di persone colte e del tutto estranee alle influenze mistiche, valutano attorno alle 30 o 40 mila unità.
L’evento miracoloso, il segno visibile annunciato è sul punto di manifestarsi – assicurano dei pellegrini…E si assiste allora ad uno spettacolo unico ed incredibile allo stesso tempo per chi non ne è stato testimone. Dall’alto della strada, dove si ammucchiano i carri e dove si trovano centinaia e centinaia di persone, comprese quelle cui è mancato il coraggio di gettarsi nella terra fangosa, si vede l’immensa folla voltarsi verso il sole sgombro di nuvole, in pieno giorno. Il sole ricorda un disco d’argento sbiadito ed è possibile guardarlo in faccia senza subire il minimo disagio. Non scotta, non acceca. Si direbbe un’eclisse. Ma ecco qui che si alza un grandissimo clamore e sentiamo gridare agli spettatori più vicini: “Miracolo, miracolo! Meraviglia, meraviglia!”
Agli occhi stupiti di questa gente, il cui atteggiamento ci riporta ai tempi biblici e che, piena di spavento, con la testa scoperta guarda l’azzurro del cielo, il sole ha come iniziato a vacillare, a fare movimenti bruschi, mai visti sino allora, e al di fuori di tutte le leggi cosmiche – il sole “ha danzato”, per usare l’espressione tipica dei contadini…Salito sul predellino del carro di Torres Novas, un vecchio, di cui la statura e la fisionomia, allo stesso tempo dolce ed energica, ricordano quelle di Paul Déroulède, recita gridando, girato verso il sole, il Credo, dall’inizio alla fine.
Gli domando il suo nome; lui è M. Jean-Marie Aimé de Melo Ramalho da Cunha Vasconcellos.
Lo vedo poi che si rivolge a quelli che lo circondano e che hanno tenuto il loro cappello in testa, supplicandoli con veemenza di toglierselo davanti ad una così straordinaria dimostrazione dell’esistenza di Dio. Scene simili si ripetono in altri posti. Una signora gridando scoppia in lacrime, quasi soffoca: Quale pietà! Vi sono ancora uomini che non si scoprono davanti ad un miracolo così stupefacente! Subito le persone si domandano l’una con l’altra se hanno visto qualcosa e che cosa hanno visto. La maggior parte confessa di aver visto il tremore del sole, la sua danza: altre, invece, affermano di aver visto il volto sorridente della Vergine stessa; giurano che il sole abbia girato su se stesso, proprio come una ruota di fuochi d’artificio; che si è abbassato fino a bruciare la terra con i suoi raggi…Un’altra racconta che l’ha visto cambiare successivamente di colore…
Sono quasi le tre. Il cielo è limpido e il sole segue il suo corso con l’abituale fulgore che nessuno osa contemplare direttamente. E i pastorelli?… Lucia, colei che parla alla Vergine, annuncia, con modi teatrali, ad un uomo che la trasporta di gruppo in gruppo, che la guerra sta per finire e che i soldati sono sul punto di far ritorno… Una tale notizia, tuttavia, non rende più felici coloro che l’ascoltano. Il Segno celeste è tutto. Molta curiosità, nondimeno, per vedere le due bambine con le loro ghirlande di rose; vi è chi cerca di baciare le mani dei “piccoli santi”, e una delle due, Giacinta, è sul punto di venir meno piuttosto che di danzare; ma ciò a cui tutti aspirano, – il Segno del Cielo – è sufficiente a soddisfarli, a radicarli nella loro fede di Bretoni. Degli strilloni offrono cartoline con i ritratti dei fanciulli ed altre raffiguranti un soldato del “Corpo spedizioniere portoghese” che pensa all’aiuto della sua protettrice per la salvezza della Patria, – ed anche un’immagine della Vergine rappresentata così come appare nella visione…
Facevano buoni affari e certamente caddero più soldi nelle tasche di questi venditori e nella cassetta delle elemosine che nelle mani tese e aperte dei lebbrosi e dei ciechi che, passando accanto ai pellegrini, lanciavano le loro grida strazianti… La dispersione è rapida e senza incidenti, senza disordine, senza che si renda necessario l’intervento di pattuglie di polizia. I pellegrini che partono subito, correndo sulla strada, sono quelli che arrivarono per primi, con i loro cappelli sulla testa o appoggiati ai loro bastoni. Con l’animo festante, diffondono la buona notizia nei villaggi che non si sono del tutto spopolati per giungere sin qui. E i sacerdoti? Alcuni si erano visti sui luoghi, sistemati accanto agli spettatori curiosi piuttosto che ai pellegrini desiderosi di favori celesti. Gli uni o gli altri non riescono a nascondere la soddisfazione che appare di solito sul viso dei trionfatori… Resta alle autorità pronunciarsi sulla macabra danza del sole, che oggi, a Fatima, ha fatto esplodere gli Osanna dal petto dei fedeli ed ha naturalmente impressionato – testimoni degni di fiducia me l’assicurano – i liberi-pensatori ed altre persone che non si preoccupano di cose religiose e che erano giunti in questa terra ormai famosa.
Questo articolo, scritto sabato 13, pubblicato lunedì 15, fece grande scalpore. Fu una soddisfazione per i cattolici vedere che questo empio, obbligato a ritrattare ciò che aveva scritto il giorno prima, riconobbe i fatti.I massoni, suoi antichi amici, lo punirono per la sua lealtà – del resto così naturale – ingiuriandolo negli organi rimasti fedeli alla massoneria anticattolica.
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