Visto che di simbolismo parleremo, partiamo da questa premessa: come mai il maggiordomo di Ratzinger si chiamava GABRIELE di cognome. “Nomen omen” dicevano gli antichi. Nostra Signora ricevette l’annuncio dall’Arcangelo Gabriele. Quale era l’annuncio che stavano confezionando con il caso di Vatileaks?

Verso la fine, al minuto 6 del filmato è Benedetto16 a benedire il Signore!

Per la prima volta nel Conclave entrano solo Cardinali che hanno ricevuto la consacrazione episcopale dopo il Concilio Vaticano II, interrompendo la tradizionale continuità tra le varie epoche della Chiesa.
Come se non bastasse, molti Cardinali sono compromessi con il potere, con gli scandali, con gli affari finanziari locali ed internazionali. Siamo nel pieno dell’Abominio della desolazione stare nel luogo santo, dove non dovrebbe stare, dove non si conviene. San Daniele 8, San Marco 13, San Matteo 24, San Paolo Ts2, San Giovanni 13, e poi La Salette e Fatima sull’apostasìa. Possiamo aspettarci qualcosa di buono dopo 53 anni di sedevacantismo?

Certo, 53 anni di Sedevacante… lo sapeva bene anche Walt Disney! Ma 53 era anche il numero con cui Restivo firmava il delitto di Elisa Caps (E=5; C=3). Ricordate la pover ragazza trovata nel sottotetto della Canonica della Chiesa della Santissima Trinità a Potenza, feudo del ministro e rais della DC, Colombo?

Ovviamente la Chiesa non è divisa: è una e non perirà, perché “le porte dell’inferno non prevarranno”. I modernisti non sono cattolici, e bisogna scovarli, come fece San Pio X. Sono “nelle viscere della Chiesa”, parafrasando Papa Sarto, come un tumore che si annida all’interno del corpo malato. Il modernismo non edifica, demolisce e si autodemolisce. Non raccoglie, disperde. La Chiesa sopravviverà, ma occorrerà estirpare il modernismo agnostico e certo buonismo ecumenista, sinarchico, fabianista, neopagano e sincretico. Poi, la Chiesa potrà essere grande albero o, al contrario, piccolo gregge: poco importa, giacché è sempre il gregge di Cristo.
Quindi anche se c’è del marcio nella Chiesa, ed il Corpo Mistico è affetto da un tumore ben localizzato pronto a diventare metastasi (apostasìa) non possiamo permettere che altri pensino o dicano che occorre costituire una nuova Chiesa (come accadde tante volte nel passato e accade anche oggi), ma semplicemente che occorre estirpare il male da dentro e se impossibile, prenderne le distanze ma restando avvinti nel Fondamento dell’Oblazione, nel Sacrificio Continuo e nella Santa Madre. E se una volta nascevano gli ordini religiosi per cara

Conosceva l’inizio e la fine: Editto di Milano con cui Costantino rese il Cristianesimo religione libera di Stato!

tterizzarsi secondo specifici carismi, oggi sorgerà in Maria e per mezzo di Maria (mediatrice di Tutte le Grazie, Colei che è nella Trinità, nonchè CorRedentrine nella terra), il Resto Fedele, che prenderà le distanze dal male (più che dalle persone) che serpeggia fra le fila di “falsi” ecclesiastici, “falsi” fedeli, “falsi” credenti”. Disse Gesù: “quando tornerò, troverò ancora la Fede?”. E acora: “Prostitute e Pubblicani vi passeranno avanti”.

Siamo nei tempi della Resilienza Cattolica (ovviamente dentro la Chiesa, Una Santa Cattolica Apostolica Romana, e ancora Mariana, Militante, Docente, Missionaria e Trionfante) ovvero nella fase in cui è necessario superare il trauma del sedevacantismo apocalittico che è in atto da oltre 53 anni sin dall’insediamento del primo “precursore” dell’Anticristo, quel Giovanni 23 che non ebbe fiducia nei messaggi portati a Fatima da Nostra Signora della Tenda, l’augusto Tabernacolo.

Certo, 53 anni di Sedevacante… lo sapeva bene anche Walt Disney! Ma 53 era anche il numero con cui si firmava il delitto di Elisa Caps (E=5; C=3). Ricordate la ragazza ritrovata morta nel 17 marzo 2010 a “Potenza“(=chiesa materialiter), nel sottotetto della canonica della Santissima Trinità 17 anni dopo la scomparsa avvenuta? E se fosse che il Falso Agnello era in programma dovesse essere eletto proprio il 17 marzo tre anni (come il giorno della Resurrezione del Cristo) dopo aver rinvenuto il corpo straziato di una ragazza su cui alcuni pedofili preti possono aver compiuto un atto sacrilego come sul corpo della Emanuela Orlandi?

Quanta simbologia esoterica dunque!

23 il numero degli Illuminati (non è un caso che nel 1947 viene cancellato dagli Annales Pontifici il titolo di Papa a Baldassare Cossa che perde il 23 dal nome di Giovanni e questo presumibilmente per fare un favore a Roncalli che lo voleva a tutti i costi); di Baviera l’ultimo Papa (precursore) degli Illuminati (che poi è stato a fianco di Giovanni Paolo II proprio 23 anni, dal 1982). La Torre con il numero 16. 17 il probabile numero che si darà il Falso Agnello, se dovesse chiamarsi Benedetto XVII o Gregorio XVII così come voleva chimarsi l’altro Arcivescovo di Genova, Giuseppe Siri. Ma a questo punto dovremmo andare a rispolverare il libro di Yallop David, In nome di Dio. La morte di papa Luciani: una dose eccessiva di calmanti ha ucciso il papa“, disse il segretario di Giovanni Paolo I. “L’hanno ammazzato perché voleva cambiare le cose“, dichiarò una stretta parente. “Infarto del miocardio”, fu l’annuncio ufficiale del Vaticano alla stampa mondiale. La morte di Albino Luciani avvenuta nella notte tra il 28 e il 29 settembre del 1978, trentatré giorni dopo la sua elezione, fin dal primo momento ha destato molti dubbi e sospetti. Fu una congiura?

E che dire di quando Siri venne eletto Papa nel 1958 dovendo rinunciare al nome di Gregorio 17 per pressioni? E questo stesso nome che Albino Luciani aveva deciso di prendere per se se fosse stato eletto Papa nel Conclave del 1978? Questo nome che poi rimbalzò di nuovo alla morte di Luciani, Giovanni Paolo I, quando, questa volte, venne eletto Giovanni Paolo I dopo che Siri aveva rinunciato per la seconda volta?

Riporto: si chiamerà Gregorio XVII

Il nuovo cardinale Albino Luciani si trovava a Belluno per la festa di San Gregorio Magno, patrono del suo vecchio seminario. “Dopo la celebrazione liturgica, i sacerdoti (oltre un centinaio) si riunirono per un pranzo fraterno nel refettorio del seminario. Al brindisi,  prese la parola monsignor Antonio De Lotte, il più anziano sacerdote della diocesi di Belluno. Con la sua voce ancora ferma da ottimo predicatore egli tese le lodi del neocardinale proiettandole nel futuro e dicendo testualmente : “Lei ci ha fatto usare i nomi di cappellano, di vicerettore, di monsignore, di vescovo, di patriarca, di eminenza; non poniamo limiti alla divina Providenza, ci auguriamo di poterla chiamare con il nome di Gregorio XVII“. Un applauso scrosciante sommerse monsignor De Lotte, mentre il cardinal Luciani scrollava la testa divertito, stringendo un po’ nervosamente le posate”.

da “L’Amico del popolo”, 1978

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