Grande Fratello e Nuovo Ordine Mondiale

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Articolo di Paolo Franceschetti *

1. Premessa. 2. Il potere dei mass media. 3. La strana caratteristica dei personaggi Tv: la mancanza di una vita spirituale. 4. La manipolazione spirituale dei mass media. 5. Gli attacchi alla spiritualità. 6. Gli obiettivi della manipolazione spirituale. 7. Conclusioni.

Nella foto: bambini di una scuola peruviana in meditazione.

1. Premessa.

Per anni ho amato la TV come mezzo, ma anche come fine.
Uno dei miei piaceri più grandi era vedermi un bel telefilm, magari sgranocchiando noccioline, bevendo una bibita o un caffè e poi fumando una sigaretta.
Avevo la TV anche al bagno, perché mi piaceva vedermi il TG5 mentre mi facevo la barba e trovavo che si trattasse di un’invenzione eccezionale. Pensavo ad esempio ai malati costretti per mesi o anni a letto, alle persone sofferenti di insonnia, e al cambiamento in positivo che potevano ricevere dall’avere un’ampia scelta di programmi TV, film, telefilm, documentari, notiziari, ecc.
Sentivo spesso parlare della TV come un mezzo di condizionamento mentale; Pasolini disse “niente di più feroce della banalissima televisione”, e pare che Berlinguer quando venne inaugurato il primo programma RAI disse “è la fine della democrazia”.
Con gli anni ho imparato a capire che in effetti c’era una parte di verità in quello che loro dicevano. Ma pensavo si trattasse pur sempre di un’esagerazione perché dentro di me ero convinto che l’ascoltatore avesse comunque un certo senso critico; se un programma non piace – pensavo – basta spegnere la TV. Consideravo quindi come esagerati quei genitori che non volevano assolutamente che i propri figli guardassero la TV.
Ci fu però un momento della mia vita in cui mi resi conto della vastità del problema rimanendo anche scioccato dalla sua gravità; fu in questo momento che mi sono reso conto che i mass media sono un vero e proprio strumento di controllo mentale della popolazione, uno strumento straordinario e più potente di quanto si immagini; fu quando mi resi conto che giornali e TV presentano costantemente, senza eccezione alcuna, una visione completamente falsa e distorta della realtà giudiziaria. Sarah Scazzi, Cogne, Garlasco, Erba, Mostro di Firenze, Bestie di Satana, presentano sempre come capri espiatori degli improbabili assassini (contadini analfabeti, spazzini, madri casalinghe, studenti), nascondendo la realtà, cioè che i veri assassini sono spesso avvocati, magistrati, ufficiali dei carabinieri, architetti, ingegneri, commercialisti, preti…
Quando un professore universitario uccide la moglie a martellate la notizia non viene riportata dai giornali.
Quando un generale dell’esercito uccide la figlia piccola (caso di Milica Cupic), tutto tace.
In altri casi può capitare che ad uccidere sia un gruppo di letterati, artisti, professionisti, comprendenti addirittura il magistrato che coordina le indagini (come nel caso del Mostro di Firenze); quando l’opinione pubblica reclama a gran voce un colpevole, si trovano quattro contadini analfabeti e il caso è risolto. Mentre i veri assassini scrivono libri sulla giustizia, tengono conferenze sulla legalità e insegnano nelle scuole di polizia, oppure vanno a Chi l’ha Visto come esperti della vicenda del Mostro di Firenze a discutere l’ultima pista investigativa sulla vicenda.
Da anni, insomma, avevo capito che vengono manipolate le informazioni relative a medicina, politica, finanza. Ma resomi conto che nella realtà TV e giornali arrivavano a manipolare addirittura i delitti, trasformando gli assassini in investigatori, e degli innocenti in assassini, rimasi shockato, e ho capito che la potenza dei mass media come fattore di condizionamento mentale è superiore a qualsiasi immaginazione.
Una gran parte delle manipolazioni mediatiche dell’informazione è stata da me presa in considerazione in altre sedi quando mi sono occupato di alcuni dei delitti più importanti;
Solange, in un articolo sulla funzione della televisione, ha citato i casi di Al Qaeda e altri.
Riflettendo su questi argomenti mi sono accorto però che la manipolazione più grave, e più grande, che viene effettuata in grande stile è un’altra, molto più sottile e proprio per questo molto più efficace e pericolosa di qualsiasi altra. E’ una manipolazione difficile da smascherare in parte perché è sotto gli occhi di tutti, e come tutte le cose cui siamo abituati da sempre non riusciamo a percepirle come distorte; in secondo luogo perché per percepirla occorre essere dotati di una visione spirituale della vita, che la maggior parte della gente non ha, anche quando – a parole – si dichiara cattolica, protestante, buddista, ecc.
La manipolazione di cui parlo è quella spirituale. La manipolazione consiste, cioè, nel presentarci un mondo completamente privo di parte spirituale.
Facciamo prima alcune premesse.

2. Il potere dei mass media.

Partiamo dal presupposto che la TV ha l’immenso potere di influenzare comportamenti, idee, costumi e addirittura cambiare radicalmente abitudini di vita o credenze.
Se la TV comincia a mandare in onda notizie di rumeni che uccidono italiani, dopo poco tempo si diffonderà un odio diffuso verso i rumeni.
Se la TV presenta Forza Nuova come un covo di fascisti, nazisti, violenti e privi di cervello, la gente si sarà fatta quell’idea, anche se mediamente le persone iscritte a Forza Nuova sono maggiormente impegnate nel sociale rispetto al resto della popolazione e si occupano di temi importantissimi dal punto di vista sociale.
Come ha ben evidenziato Solange, Al Qaeda non esiste più dal 2002, ma per il 99 per cento della popolazione esiste ancora, e Osama Bin Laden il cattivo è stato ucciso di recente dai buoni americani.
Per il 99 per cento della popolazione europea gli islamici sono intolleranti e guerrafondai, e vogliono la guerra santa contro gli infedeli.
Anche se questa affermazione è in palese contrasto con la realtà che viviamo quotidianamente, ove si incontrano arabi – che hanno pizzerie, kebaberie, o negozi vari – gentili, rispettosi, sereni, spesso generosi, la gente continua ad avere questa idea.
In compenso, siccome la TV non nomina mai i cinesi, nessuno si accorge che fra pochi mesi, quando la crisi finanziaria sarà al suo massimo apice, la nostra economia sarà distrutta a vantaggio di quella cinese.
Siccome gli assassini che vengono presentati in TV sono sempre contadini, spazzini, studenti, casalinghe, drogati, la gente normalmente si fa l’idea che i magistrati, i politici, gli architetti, gli avvocati, i commercialisti, non uccidano nessuno e nella società si crea quindi la ridicola equazione “professionista = persona per bene”.
Talvolta la TV è un modello positivo.
Quando ero giovane, vivendo in una famiglia conflittuale dove le idee venivano in genere espresse con una certa violenza verbale, avevo preso a modello di comportamento familiare i vari telefilm come “I Robinson” o “Genitori in blue jeans”. Decisi che avrei imparato a discutere come facevano nei telefilm dei Robinson, e quindi quando il mio fratellino, di quindici anni più piccolo, faceva una sciocchezza, anziché insultarlo gli dicevo con calma ciò che pensavo.
Guardando telefilm come “RIS” o come “La piovra”, un giovane laureato può decidere di entrare in polizia o in magistratura.
La TV, insomma, propone modelli di comportamento, propone fini, ispira stili di vita, e inculca, che ce ne rendiamo conto o no, idee e pensieri.

3. La strana caratteristica dei personaggi TV. La mancanza di una vita spirituale.

Fin da piccolo, essendo appassionato di telefilm, di cui colleziono varie serie (X-Files, Magnum PI, A-Team, Robinson, Casa Keaton), avevo notato che i protagonisti non hanno mai idee politiche, e men che meno hanno una vita spirituale o religiosa.
I vari personaggi discutono tra loro, amano, odiano, uccidono, lavorano, ma straordinariamente non fanno mai discorsi relativi a religione e politica.
Pensiamo alle trame di film e telefilm.
In essi i personaggi hanno crisi di identità, hanno problemi di coppia, familiari, lavorativi. Ma mai hanno crisi religiose o mistiche, non si domandano mai il senso della vita e della morte, non discutono mai di Dio, di Cristo, Allah, Buddha.
Le trame sono costituite da protagonisti che trovano il lavoro dopo anni di ricerca, che trovano un assassino dopo anni di indagine, che trovano l’amore dopo anni di solitudine, che ritrovano qualcosa (amici, parenti, felicità) dopo anni; si narra di guerre, battaglie, intrighi di corte nazionali o internazionali, ma mai – sottolineo mai – persone che sono alla ricerca del senso della vita e lo trovano, quale che sia il modo; mai si narra di persone che si interrogano sul senso della morte e arrivano a spiegarlo.
I film sulla vita di Gesù sono diversi in realtà, ma la maggior parte si soffermano sugli aspetti formali e biografici della sua vita e nessuno affronta il problema del suo reale messaggio e della diversità di esso rispetto agli insegnamenti misterici precedenti. Men che meno poi si affronta il discorso della sua formazione spirituale prima dei 29 anni, o quello della permanenza del suo messaggio dopo la crocifissione.
Anche i film sui vari santi, come quelli su San Francesco di Assisi, si soffermano sugli aspetti più biografici che spirituali.
I film veramente spirituali sono pochi; per quanto mi ricordo “Hollywood Buddha”, “Conversazioni con Dio”, “Powder”, “Il pianeta verde”, “Peaceful warrior”, “Incontri con uomini straordinari”, “Samsara”, “Siddharta” “Bab Aziz” e pochi altri (e alcuni di essi sono poi incomprensibili per qualsiasi spettatore anche di cultura elevate, come ad esempio “La montagna sacra” di Jodorosky).
Ma tali film non vengono mai mandati in onda nelle TV nazionali, mentre i palinsesti continuano a propinare i vari Fantozzi o i film di Trinità.
Nei talk show si parla di politica, di moda, di gossip vario, ma raramente, per non dire mai, si accenna alla vita spirituale dei vari personaggi che intervengono, pubblici o non.
Il motivo è presto detto.

4. La manipolazione spirituale dei mass media.

Se un regista facesse un film sulla vita di Buddha, di Maometto, di Krishna, se si affrontasse l’aspetto della meditazione nella vita di ogni giorno, il giorno dopo la proiezione del film migliaia di persone andrebbero a cercare un centro buddista, islamico o di Yoga per approfondire gli aspetti spirituali della vita.
Se il protagonista di un film o telefilm (siano essi i membri dell’A-Team, i protagonisti di X-Files, o il papà del telefilm Casa Keaton) trovasse la forza interiore per risolvere i suoi problemi in una qualunque religione, migliaia di persone si interesserebbero a quella religione per vedere se davvero sia possibile attingere la stessa forza.
Se un film narrasse di una persona nevrotica che trova la calma e la serenità non con una psicoterapia o con l’amore, ma grazie a sessioni di meditazione, il giorno dopo ci sarebbe un sovraffollamento di persone che andrebbero a cercare insegnanti di discipline spirituali.
Anche i film più belli e con un contenuto apparentemente profondo come “L’attimo fuggente” con Robin Williams, “Big Kahuna” e altri, sono solo apparentemente profondi ma in realtà funzionali ad una mancanza di spiritualità; ne “L’attimo fuggente” infatti il protagonista dice “siamo vermi, e prima o poi non esisteremo più”; nel discorso sulla vita del film “Big Kahuna” (bello, indubbiamente, anche se un po’ retorico) il succo del discorso è “prendi la vita come viene, tanto non puoi farci nulla” e “non prendertela se non sai che fare con la tua vita” e “le tue scelte sono scommesse”.
Uno dei pochi film con il titolo espressamente dedicato alla felicità (“La ricerca della felicità”, che narra la storia vera dell’industriale Chris Gardner) è incentrato, in buona sostanza, sul modo di diventare straricchi quando si è poveri.
Straordinariamente poi la Chiesa cattolica, che in questi anni è intervenuta spesso in materia morale, dicendo cosa un film può dire e cosa non può dire, lo ha fatto intromettendosi su aspetti del tutto marginali, e assolutamente non spirituali. Le critiche della Chiesa si sono appuntate sull’eccessiva sessualità nei film, sul fatto che un film fosse favorevole o meno all’omosessualità, ma non sulla totale assenza di valori spirituali nelle opere in circolazione.
Un film come “Je vous salue, Marie” di Godard, dove erano presenti anche piccoli aspetti spirituali, venne attaccato prevalentemente perché ritenuto “irrispettoso” nei confronti della religione cattolica, e per le scene di nudo in cui appariva Maria.
Non mi risulta però che la Chiesa abbia mai sponsorizzato o promosso, o comunque stimolato, la produzione di film dal contenuto spirituale e che trattassero i temi della ricerca interiore, del senso della vita, dell’umanità, o anche solo del rapporto tra le varie religioni.
Il discorso è identico quando dai film e telefilm si passa a talk show, o programmi di intrattenimento vari.
Documentari e programmi di intrattenimento si occupano degli usi e costumi di paesi e città, delle tradizioni culinarie delle varie regioni, parlando di videogiochi, di moda, di auto, moto, gossip, sentimenti, ecc. Abbiamo programmi in cui la gente si fidanza, si lascia, litiga, fa sesso, parla di problemi personali, gare di vario tipo, giochi, addirittura programmi con cui si realizzano a comando desideri; ma nessun programma parla mai di Dio, dell’anima, di discipline spirituali, Yoga, meditazione, mantra, cristalloterapia; banditi quasi del tutto gli argomenti del vegetarianesimo o della dieta vegana.
Ovviamente è anche bandito qualsiasi programma di approfondimento sulle varie religioni del mondo.
Anche per quanto riguarda la carta stampata il discorso è identico.
I personaggi principali dei romanzi più famosi sono pervasi da una totale assenza di spiritualità.
Romanzi e/o racconti dal contenuto spirituale sono relegati ai margini della letteratura, pubblicati da editori semi-sconosciuti o di nicchia, e oggetto di una pubblicità fatta solo col passa parola. Penso a romanzi molto belli come “Il lama delle cinque saggezze”, ad opere monumentali come il Vangelo di Maria Valtorta, o libri stupendi come “Memorie di un esseno” di Daniel Givaudan, fino a romanzi più semplici, ma comunque godibili, come “Il Budda, Geoff e io” pubblicato da Esperia.
Libri biografici che possono cambiare la vita di una persona, come “Bagliori di un’infanzia dorata” di Osho, “Autobiografia di uno yogi” di Paramahansa Yogananda o “Vita di Siddhartha il Buddha” di Thich Nhat Hanh, che pure hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo, restano sconosciuti ai più; mentre quasi tutti, prima o poi, hanno letto una biografia di Berlusconi, della famiglia Agnelli, di Hitler, di Mussolini, Garibaldi, Mazzini, quando non di giocatori di calcio o inutili personaggi della TV.
Ovviamente da queste biografie, vengono omesse tutte le parti strettamente esoteriche, così ad esempio dalla biografia di Hitler viene sempre taciuta l’influenza che ebbe su di lui il personaggio di Crowley.
Quotidiani, settimanali e mensili vari, seguono il modello di ispirazione televisivo. Le riviste abbondano di consigli dietetici (dieta della pasta, dieta della pizza, dieta solo proteine, diete solo uva, solo pesche, solo albicocche, dieta a punti) ma mai viene approfondito il discorso vegetariano e vegano da un’ottica spirituale; abbondano i consigli per aumentare il numero di orgasmi maschili e femminili, le lettere al direttore che parlano delle corna che vengono messe al partner, ma mai che si faccia un discorso spirituale, religioso, meditativo.
In particolare, lo Yoga viene sempre e solo presentato come una disciplina per stare bene e in forma, in sostanza come una variante dell’idromassaggio o della sauna, ma mai si precisa che lo Yoga è la scienza della meditazione per chi vuole trovare Dio. Yoga significa infatti unione, e in particolare unione con Dio.
Analogo discorso vale per la musica di largo consumo, dove i contenuti spirituali, se si fa eccezione per alcune perle rare come Battiato, sono del tutto assenti. Il solo settore i cui testi sono intrisi di spiritualità sono quelli di autori metal come gli Iron Maiden, ma si tratta di un settore di nicchia e per giunta demonizzato come satanico.
Chi non si piega, come Rino Gaetano, De Andrè, Michael Jackson, Luigi Tenco, viene ucciso; chi azzarda troppo con i suoi testi, come Jovanotti o Roberto Vecchioni (che col suo lamento di un cavaliere dell’ordine di rosacroce prova a criticare il sistema rosacrociano e che in molti testi accenna comunque a contenuti spirituali) riceve una bella denuncia o subisce un incidente, per rientrare nei ranghi, magari vincendo anche Sanremo.

5. Gli attacchi alla spiritualità.

Parallelamente alla privazione di qualsiasi contenuto spirituale, i mass media operano spesso attacchi verso chi potrebbe elevare la spiritualità degli individui.
I maestri spirituali che emergono con prepotenza nella società vengono regolarmente attaccati e viene distorto il loro messaggio.

Paramahansa Yogananda

Ai tempi in cui il movimento hippie si ispirava a Paramahansa Yogananda, partì l’operazione mediatica Charles Manson e gli hippie divennero automaticamente nullafacenti assassini.

Ai tempi in cui Sai Baba iniziava ad essere conosciuto in Occidente, Corrado Leoni (padre del più famoso Paolo Leoni, in carcere per essere il capo delle Bestie di Satana) uccide una donna di nome Maddalena Russo, e siccome era seguace di Sai Baba, i giornali accosteranno la figura di Corrado Leoni al satanismo e a Sai Baba; da quel momento molti faranno l’accostamento Sai Baba – Satana, e questo maestro spirituale verrà presentato ovunque come un ciarlatano indiano che faceva finti miracoli per attirare le folle.
L’operazione di marketing negativo si ripete con il figlio di Corrado Leoni, Paolo; questa volta l’attacco è alla musica metal e al mondo dei metallari; a partire dalla storia delle Bestie di Satana, infatti, il metal verrà ogni volta ostinatamente presentato come un mondo di satanisti.
Di Osho, che verrà assassinato dalla CIA mediante avvelenamento da tallio, le tv e i giornali in genere puntano il loro indice contro le sue 99 Rolls Royce e contro le (presunte) orge che si effettuavano all’interno della comunità degli arancioni.
Il movimento degli Hare Krishna viene presentato come un movimento di rincoglioniti che tutto il giorno si limita a cantare “hare krishna hare hare”.
In generale, tutto il mondo della magia e dell’esoterismo è presentato utilizzando come testimonial Vanna Marchi e il Mago Otelma.
Per finire, senza che gli stessi cristiani se ne rendano conto, un attacco costante e continuo alla figura di Cristo è portato dai mass media ogni volta che si presenta al mondo il volto meno presentabile della Chiesa; cardinali bigotti, papi impresentabili che appoggiano mafiosi e piduisti, discorsi demenziali sul sesso e sulle parolacce, preti pedofili, ovverosia tutto il peggio che il Cristianesimo ha prodotto.
Operazioni il cui vero obiettivo è allontanare la gente da tutto ciò che è Dio, religione, spirito, anima, senso della vita.

6. Gli obiettivi della manipolazione spirituale.

Questa manipolazione spirituale ha due obiettivi, uno mediato e uno immediato.
Il motivo immediato è evitare che la gente si faccia domande, che effettui ricerche spirituali, che indaghi il motivo per cui l’uomo è sulla terra e si addentri nei misteri dell’anima.
Il motivo mediato è la creazione di una massa di persone schiave del sistema e docili al volere di chi comanda.
La creazione di una popolazione dotata di una forte spiritualità infatti provocherebbe il collasso del sistema capitalistico, e il potere non avrebbe più armi per rendere schiavo il cittadino.
Osho, Krishnamurti, Gurdjieff, Tolle, Evola, De Mello, Sai Baba, Yogananda, Aivanhov, Steiner, Guenon, Padre Pio, erano giganti dell’umanità e totalmente inattaccabili dal sistema in cui viviamo; e persone che ragionino seguendo le loro linee di pensiero non sarebbero più pecore, ma esseri pensanti.
Un libro come “Gesù di Nazaret” di Benedetto XVI, idoneo a far odiare anche al cattolico più incallito la figura di Cristo, viene venduto negli autogrill, unitamente ai libri di Paolo Brosio; libri come il Vangelo di Maria Valtorta o “Memorie di un esseno”, idonei a far innamorare della figura di Cristo chi ancora non la conoscesse, sono quasi sconosciuti ai più.
Stesso discorso vale per testi come “Le religioni del mondo” di Huston Smith.
Infine, controcorrente rispetto alle cose che ho sempre sostenuto fino ad oggi, penso che la vera ragione per cui i media non parlano mai del dibattito secolare tra Chiesa e Massoneria, non sia quello di nascondere la trama di poteri occulti che governa il mondo. Infatti la maggior parte delle persone affiliate alla massoneria è inconsapevole di quanto avviene ai piani alti, come la maggior parte dei cattolici ignora tutto ciò che riguarda lo IOR, i rapporti con la massoneria, i Templari, i Cavalieri di Malta, ecc., e continuerebbe ad ignorare il sistema di potere occulto che ci governa anche se nei media si parlasse più spesso di massoneria e società segrete.
Credo invece che la ragione dell’occultamento di queste problematiche sia quella di evitare che la gente si faccia domande di tipo spirituale; la lotta tra Chiesa e Massoneria nei secoli (compresa la lotta tra Chiesa e Templari, e prima ancora tra seguaci delle dottrine paoline e giovanniti) è in realtà una lotta spirituale, che aveva – ed ha ancora oggi – come obiettivo le coscienze dei popoli, e il sistematico appiattimento di ogni aspetto spirituale nella vita delle persone.
Chiunque inizi a interessarsi dello scontro titanico e secolare tra Templari, Rosacroce, Massoneria, e Chiesa cattolica, finisce inevitabilmente prima o poi per sviluppare un proprio percorso spirituale, ed è quello il vero obiettivo di chi non parla mai di queste tematiche.
Infatti chiunque voglia capire e approfondire la figura di Cristo con uno spirito di ricerca libero da dogmi, prima o poi deve studiare la storia della chiesa; dopodichè inevitabilmente deve passare allo studio della massoneria e successivamente, e necessariamente, deve approfondire templari e rosacroce. A quel punto finisce in una sorta di vortice che porta ad approfondire ebraismo, islamismo, e a chiedersi il senso di tutto ciò, e a capire l’origine del caos sociale in cui ci troviamo.
Gli effetti di questa manipolazione in particolare sono i seguenti.

Innanzitutto il cittadino ignorante è docile al sistema. Infatti la persona con una forte spiritualità non è controllabile e manipolabile. I maestri spirituali di ogni tempo spesso hanno avuto grandi ricchezze, ma in linea di massima erano e sono insensibili al concetto di ricchezza o povertà.

Il presidente Soka Gakkai.

Si fanno la galera piuttosto che aderire alle richieste del sistema (qui il mio pensiero corre al primo presidente della Soka Gakkai, che preferì morire in carcere piuttosto che accettare le richieste di chi voleva che il suo movimento si piegasse al potere allora dominante; ai primi cristiani che preferivano morire piuttosto che cambiare religione; ai catari che si fecero sterminare piuttosto che obbedire al papa; ma con esempi più piccoli penso ai ragazzi in galera per la vicenda delle Bestie di Satana, che hanno preferito la galera piuttosto che accusare gli amici di delitti mai commessi; penso a Rino Gaetano che sapeva i rischi che correva ma non ha rinunciato a mettere in musica sotto forma simbolica quello che sapeva del sistema; ecc.). La persona priva di spiritualità aderirà sempre alle richieste del sistema con la scusa dei figli, del lavoro, della famiglia; una persona che vive in una dimensione spirituale piena sa che figli, famiglia, lavoro, e se stesso, sono solo mezzi per realizzare fini più elevati.

In secondo luogo si fornisce “più potere a chi sta al potere”.
La conoscenza è potere, e tenere milioni di persone all’oscuro delle verità spirituali più importanti equivale ad avere un maggior controllo su di loro. Le persone che ricoprono posizioni di vertice nella società, infatti, sono a conoscenza di concetti e dominano informazioni completamente sconosciute ai più. Mentre nei mass media si relega l’esoterismo a una questione da mago Otelma o da mago Silvan, i grandi della terra sono spesso esperti di esoterismo, dotati quindi di una forte spiritualità. Una spiritualità negativa, nera, satanica direbbe qualcuno da un’ottica cattolicocentrica, ma comunque una spiritualità che li rende diversi dalla maggior parte delle persone. E’ noto che tutti i presidenti degli USA sono stati e sono massoni; Berlusconi, come dice Gioele Magaldi nel suo sito Grande oriente democratico, non solo è un esperto di esoterismo, ma ha fondato addirittura una sua massoneria; Hitler faceva parte e si avvaleva della società Thule e aveva come consigliere Aleister Crowley; in linea di massima sono massoni e praticano e studiano discipline esoteriche la maggior parte delle persone del mondo della politica e dello spettacolo (anche un soggetto come Borghezio infatti è stato definito un esperto di Cabala).
Infine, si rende impossibile alle masse la comprensione dei meccanismi dei principali avvenimenti della storia e della politica. La totale ignoranza sul significato del termine “spiritualità” ed “esoterismo” rende impossibile capire perché avvengono certe guerre, perché si fanno determinate scelte politiche, e il motivo di alcuni accadimenti di natura politica.
Alcuni esempi chiariranno il concetto.

Paolo Leoni

Non ho avuto difficoltà a spiegare le ragioni dell’operazione “Bestie di Satana” a Paolo Leoni, considerato uno dei leader della setta delle Bestie di Satana e in galera con l’ergastolo, perché è una persona che pratica la meditazione, che legge riviste come X Times, e aveva letto – solo per fare un esempio – alcune opere di Rudolf Steiner; mi è stato impossibile spiegarlo ad altre persone coinvolte, perché non conoscevano neanche lontanamente il significato del termine esoterismo, e ovviamente ne ignoravano l’importanza nella comprensione della realtà quotidiana.

Non si può capire il conflitto con l’Islam senza prendere in considerazione la parte spirituale ed esoterica della questione. In un colloquio avuto tempo fa, Fausto Carotenuto (ex funzionario dei servizi segreti, ora dedito ad attività spirituali e che ha il sito Coscienze in rete) mi disse che non si possono spiegare le guerre senza capire la parte esoterica e spirituale. Le motivazioni del conflitto infatti, siano esse quelle ufficiali o quelle meno note tipicamente complottiste, non reggono ad una prova logica e dei fatti; gli USA infatti sanno bene che gli stati islamici non userebbe mai la bomba atomica o altre armi contro la Nato perché tutto il mondo islamico verrebbe spazzato via in un soffio e nessuno stato islamico è così folle da decidere di attaccare le potenze occidentali; il conflitto non ha ad oggetto il petrolio perché le società petrolifere mondiali sono già praticamente sotto il controllo totale delle multinazionali occidentali; il terrorismo non è un problema perché i nostri servizi segreti hanno mezzi e uomini a sufficienza per impedire attacchi terroristici; non esiste insomma un motivo logico al mondo per una guerra all’Islam, che può essere spiegata unicamente sotto il profilo esoterico e spirituale.

Aldo Moro

Non mi è mai stato difficile spiegare le ragioni per cui è stato ucciso Aldo Moro a chi è dotato di una forte spiritualità, anche quando era un ignorante di politica e cronaca e non leggeva mai un giornale. Mi è invece stato assolutamente impossibile spiegarlo a persone che pure hanno studiato il caso Moro per decenni e sono considerati degli esperti in materia, che erano totalmente a digiuno di esoterismo e ignoravano il significato del termine spiritualità. Non si rapisce infatti un personaggio politico della statura di Aldo Moro per 55 giorni, creando un casino unico al mondo, solo perché questi era un personaggio scomodo e voleva il compromesso storico e l’apertura a sinistra; in altre parole, non si pone in essere un evento come quello, senza una regia di altissimo livello e senza ragioni diverse da quelle meramente politiche, che possono essere spiegate solo in termini esoterici, e inquadrando tutto il fatto nell’ambito di un processo di politica internazionale che prendeva le mosse da decenni prima, e che continua ancora oggi. Ho quindi rinunciato al dialogo con persone pure preparatissime ed umanamente eccezionali per la semplice ragione che non capiscono, e il dialogo su questi punti è impossibile.

Mi è stato impossibile spiegare a Salvatore Borsellino – persona stupenda, che stimo molto – il motivo dell’uccisione di suo fratello (non credo abbia mai neanche letto l’articolo che ho scritto sulla morte di suo fratello) per il semplice motivo che non ha mai voluto approfondire il modus operandi della massoneria, e tantomeno ovviamente ha mai voluto sapere nulla di esoterismo.

7. Conclusioni.

La manipolazione spirituale è molto difficile da smascherare per una serie di motivi.
La manipolazione relativa al Mostro di Firenze, in fondo, può essere smascherata semplicemente facendo ricerche o indagini anche personali.
Alla manipolazione riguardante le guerre scatenate per fini sbagliati, ci si può arrivare talvolta anche con la sola logica, e sicuramente con documenti ufficiali.
Una manipolazione così grande ed evidente come quella spirituale, invece, non può essere percepita facilmente perché occorre in primo luogo essere dotati di una visione spirituale della vita, quale che essa sia; e poi occorre analizzare molto bene il sistema dei mass media.
La maggior parte delle persone ha della religione un’immagine solo formale. Per rimanere in Italia, una parte dei cittadini si definisce cattolica o cristiana solo perché va a messa la domenica, e qualcuno vi si definisce solo perché ci va a Pasqua e Natale, e rispetta il principio del non uccidere e non rubare.
Un’altra si vanta di essere atea e di non credere in nulla.
Si può dire quindi che il 99 per cento delle persone non ha una vita spirituale e non sa neanche cosa essa sia.
Ai propri figli quindi non insegna il significato della vita e della morte, perché non lo conosce lui stesso; non insegna a dare una lettura spirituale ai gesti quotidiani, perché non ne è capace e non sa neanche cosa significhi una cosa del genere.
Con gli amici discute sempre e solo di calcio, auto, vacanze, lavoro, e quando si entra in discorsi socialmente impegnati, al massimo si toccano sentimenti, politica e giustizia.
Non potendo accorgersi quindi dell’assoluta assenza di contenuti spirituali in ciò che vede o legge, senza saperlo forma le sue idee, le sue aspirazioni e i suoi comportamenti, su ciò che sente in TV o nei mass media.
Nessuno ci insegna, fin da piccoli, la verità molto banale che il parametro di realizzazione dell’individuo deve essere la felicità individuale, non gli aspetti materiali della vita, e soprattutto nessuno ci insegna come realizzare questa felicità senza tali aspetti materiali.
La totale assenza di valori spirituali dalla vita quotidiana di tutti fa sì che non si percepisca il reale problema di fondo della politica, cioè che una società completamente priva di parametri spirituali nelle proprie scelte è destinata al fallimento.
In fondo, la crisi che è in atto e i disastri che stanno per arrivare sono unicamente il risultato della totale assenza di spiritualità nella cultura occidentale; una spiritualità che anche la Chiesa cattolica ha ridotto a dilemmi come “aborto sì o no”, “crocifisso nelle scuole sì o no”, “nudo nei film sì o no”, contribuendo a sopprimere tutto ciò che nell’uomo è più importante (l’anima) per esaltare (male e mortificandola) la parte corporale.
Questo, secondo un disegno ben preciso da parte dell’élite dominante, il cui fine è chiaro solo a chi ragiona in termini spirituali e colloca gli eventi – singoli e collettivi – in una dimensione globale e millenaria: trasformare le masse in una comunità di zombie, il cui unico fine sia avere un auto di grossa cilindrata e una bella casa, che prediliga certi lavori a discapito di altri, che vesta in modo giusto, si comporti in modo giusto, mangi cibi giusti, il cui unico svago sia uscire a cena fuori mangiando in una serata quello che potrebbe sfamare un intero villaggio africano per una settimana, docili al sistema perché con la minaccia di perdere il lavoro e la casa, saranno costretti a subire umiliazioni, ordini demenziali, commettere infrazioni, illeciti penali; una moltitudine di schiavi del sistema che lavori sei giorni su sette, affinché il settimo giorno questa moltitudine possa uscire dalle città ammassata come in un formicaio, per invadere supermercati d’inverno e spiagge d’estate, affinché in età pensionabile possano dire “l’ho fatto per i miei figli”, e successivamente i figli possano dire la stessa cosa, in una ruota senza fine in cui mai nessuno possa dire a se stesso “questo l’ho fatto per me stesso” o anche “l’ho fatto per l’umanità”.
Il risultato è altresì una schiera di intellettuali che hanno biblioteche di migliaia di volumi, che conoscono la letteratura, la storia, la filosofia, la psicologia, che conoscono complessi saggi di psicologia delle folle, che hanno letto Marx, Freud, Eco, ma che, se gli domandi “perchè viviamo e moriamo?, esiste Dio?”, non sanno rispondere, ma non sanno rispondere neanche alla più banale domanda: “qual è la cosa più importante da insegnare ad un figlio, e che come prima cosa dobbiamo imparare noi stessi?

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9 febbraio 2013 | Autore

Social engineering concepthttp://www.disinformazione.it/persuasori_occulti.htm

Marcello Pamio – 27 novembre 2012 – tratto da Effervescienza nr. 46 l’inserto di Biolcalenda mese ottobre 2012
www.labiolca.it/effervescienza

La pubblicità può essere descritta come la scienza di fermare l’intelligenza umana abbastanza a lungo da ricavarne denaro”, Stephen Leacock

Nel 1957 il giornalista Vance Packard scrisse “I persuasori occulti”, un libro che svelava i trucchi psicologici e le tattiche usate dal marketing, per manipolare le nostre menti e convincerci a comprare.
Libro inquietante per l’epoca. Oggi però, i pubblicitari sono diventati più bravi, furbi e spietati.
Grazie ai nuovi strumenti tecnologici, alle scoperte nel campo del comportamento, della psicologia cognitiva e delle neuroscienze, sanno cosa ha effetto su di noi molto meglio di quanto noi stessi possiamo immaginare.
Scansionano i nostri cervelli e mettono in luce le paure più nascoste, i sogni, i desideri; ripercorrono le orme che lasciamo ogni volta che usiamo una tessera fedeltà o la carta di credito al supermercato.
Sanno cosa ci ispira, ci spaventa e cosa ci seduce, e alla fine, usano queste informazioni per celare la verità, manipolarci mentalmente e persuaderci a comprare.
Vediamo alcune strategie messe in atto dai “persuasori”.

Il Kids marketing
Gran parte del budget del marketing è impiegata per impiantare i brand (marchi) nel cervello dei piccoli consumatori, perché le nostre preferenze per i prodotti attecchiscono dentro di noi ancora prima di nascere. Il linguaggio materno è udibile dall’utero, ma quello che non si sapeva è che la musica lascia nel feto un’impressione duratura in grado di plasmare i gusti che avranno da adulti.
Le ultime scoperte confermano che ascoltare reclame e jingle pubblicitari nell’utero ci predispone favorevolmente nei confronti dei brand associati. Il marketing lo sa e ha iniziato ad escogitare modi per capitalizzare tale spregiudicato fenomeno…
Con il kids marketing si coinvolgono i bambini nei giochi, monitorando il loro comportamento e preferenze, il tutto per aggiornare gli assortimenti dei supermercati: ridisegnare forma e colore degli scaffali, arricchire i totem posizionati di fianco alle casse, ecc. Non a caso giocattoli e merendine sono disposti a circa un metro da terra, alla portata dei più piccoli.
I bambini sotto i tre anni (guardano 40.000 spot pubblicitari all’anno e conoscono più nomi di personaggi pubblicitari che animali), solo negli Usa, rappresentano un mercato da 20 miliardi di dollari!
A 6 mesi i bambini sono in grado di formarsi un’immagine mentale di loghi, e infatti i biberon e passeggini vengono decorati con personaggi ad hoc. I loghi riconosciuti a 18 mesi saranno preferiti anche da adulti.
Per finire, condizionando i bambini agli acquisti si condizionano anche i genitori: il 75% degli acquisti spontanei può essere ricondotto a un bambino e una madre su due compra un alimento che è stato chiesto dal figlio.

Marketing della paura e nostalgia
La paura è un’emozione che stimola la secrezione di adrenalina, scatenando il riflesso primordiale del combatti o fuggi. Tale riflesso produce a sua volta un altro ormone, l’epinefrina che determina un piacere estremo.  Il sangue affluisce ad arti e muscoli, per cui il cervello ne sarà privato, e questo ci rende incapaci di pensare con lucidità: la paura è persuasore molto efficace (psicofarmaci, vaccini, ecc.). Le case farmaceutiche spendono decine di miliardi di dollari per inventare nuove malattie e alimentare le nostre paure. Risultato? Le vendite di farmaci da ricetta in America raggiungono i 235 miliardi di dollari all’anno.
Spesso l’approccio consiste nell’evocare emozioni negative, indi presentare l’acquisto del prodotto come l’unico e veloce modo di liberarsi di quell’emozione. Pubblicità più sofisticate adoperano invece l’umorismo come rinforzo positivo: far ridere è un ottimo mezzo per far simpatizzare con il prodotto.
Viceversa, struggersi nei ricordi migliora l’umore, l’autostima e rafforza le relazioni.
La nostra predilezione per la nostalgia dipende dal fatto che il cervello è programmato per ricordare le esperienze passate come più piacevoli di quanto le avessimo ritenute nel momento. Tendiamo a valutare gli eventi passati in una luce più rosea.
Anche la nostra età percepita è un fattore cruciale nelle decisioni di acquisto: più invecchiamo e più rimpiangiamo il passato. Il “marketing della nostalgia” è una strategia di grande efficacia, con cui i pubblicitari riportano in vita immagini, suoni e spot del passato per venderci un brand.

Le dipendenze
I cibi ricchi di grassi e zuccheri (cioccolate, patatine, merendine…) sono tra i prodotti che generano più dipendenza. Le aziende arricchiscono appositamente i loro prodotti con sostanze che creano assuefazione (glutammato monosodico, caffeina, sciroppo di mais, aspartame, zucchero).
Uno studio pubblicato su “Nature Neuroscience”, dimostra che questi alimenti agiscono sul cervello in modo quasi identico alla cocaina e all’eroina!
Lo zucchero stimola la secrezione della dopamina, il neurotrasmettitore del benessere, mentre la caffeina ne inibisce il suo riassorbimento, facendoci sentire briosi e vivaci, e dall’altra  stimola l’adrenalina che ci fa sentire carichi.
Anche i giochi danno una dipendenza fisiologica fortissima, il cervello infatti reagisce rilasciando più dopamina. Per questo le aziende cercano di aumentare le vendite di Playstation e Wii, anche perché hanno scoperto che quando i giochi sono progettati a dovere, non fanno sviluppare soltanto una dipendenza dal gioco stesso, ma possono riprogrammare il cervello rendendo dipendenti dall’atto di comprare, dallo shopping.
Usano i videogiochi per trasformarci in drogati dello shopping: brandwashing.

Vanity sizing
E’ un bieco trucco con cui alcuni negozi vendono abiti più larghi per farci credere di indossare una taglia più piccola.
Le taglie riportate nelle etichette di abbigliamento spesso non corrispondono a quelle reali: sono di una taglia più bassa. Il neuromarketing sa benissimo che ambo i sessi comprano più volentieri un prodotto che li fa sembrare più magri, anche se ciò non è vero.

Celebrity marketing
Sfruttano la fama delle celebrità (attori, sportivi, ecc.) per lavarci il cervello, perché un prodotto associato a una persona famosa esercita un ascendente subliminale potentissimo.
Il “celebrity marketing” fa leva sul fatto che sogniamo di diventare famosi, belli e popolari, vogliamo essere loro o almeno essere come loro.
Non a caso il numero delle persone famose si è moltiplicato negli ultimi anni, grazie a programmi creati ad arte: reality show, intrattenimento, ecc. Aumentano i testimonial per poterli usare per la pubblicità.

Data mining
Si tratta di un business enorme che consiste nel tracciare e analizzare il comportamento dei consumatori, per poi categorizzare ed elaborare i dati e usarli per persuaderci a comprare e, a volte, a manipolarci.
Le aziende possono conoscere le nostre abitudini, l’etnia, il sesso, l’indirizzo, il telefono, il numero dei componenti della famiglia e molto altro ancora. Il nome tecnico è “Ricerca motivazionale”, e in pratica vanno alla ricerca delle motivazioni che stanno alla base dei comportamenti di acquisto dei consumatori.
Analizzando i dati delle carte fedeltà e incrociandoli con quelli delle carte di credito, è possibile scoprire delle cose inquietanti su tutti noi.
I “programmi fedeltà” infatti esistono solo per persuaderci a comprare di più.
Ogni volta che usiamo tali carte, viene aggiunta al nostro archivio digitale l’indicazione di quello che abbiamo comprato, le quantità, l’ora, il giorno e il prezzo. Quando usiamo le carte di credito, l’azienda archivia la cifra e la tipologia merceologica: ad ogni transazione è assegnato un codice di quattro cifre che indica la tipologia di acquisto.
Dove questi dati vadano a finire è facile da immaginare.

Percorsi e orientamento
Sapevate che si spende di più se ci muoviamo nel negozio in senso antiorario?
Il braccio destro ha più margine di movimento per afferrare i prodotti; la guida delle auto, tranne alcuni paesi, è a destra e leggiamo da sinistra a destra, per cui i nostri occhi tendono a seguire questo movimento anche quando si è davanti a uno scaffale.
I supermercati sono pensati per favorire la circolazione dei clienti da destra a sinistra, col risultato che le cose più acquistate sono sempre sugli scaffali a destra. Le grosse industrie, sapendo questo, posizionano i loro prodotti civetta sempre a destra.
La porta d’ingresso è sempre a destra, e questo è un modo subdolo nel determinare il flusso d’acquisto antiorario.
Infine i percorsi contorti all’interno servono per farci camminare lentamente, e più lentamente ci muoviamo, più prodotti vedremo…e saremo tentati di comprare.
I beni di prima necessità come sale, zucchero, ecc., sono posizionati lontanissimo dall’ingresso e difficili da scovare, obbligandoci a ripercorrere più volte le corsie facendoci girare l’intero supermercato. Addirittura in molti supermercati cambiano di posto i prodotti una volta al mese, per impedirci di trovare facilmente quello che cerchiamo.
L’istituto ID Magasin, specializzato in ricerche comportamentali e di mercato, ha messo a punto un dispositivo per registrare ciò che il cliente guarda da quando entra a quando esce, scoprendo che l’area più osservata negli scaffali è a circa 20 centimetri al di sotto del nostro orizzonte visivo.
Un prodotto collocato a un metro e mezzo d’altezza ha la massima probabilità d’essere notato e quindi di essere acquistato.

La musica è servita
Quale musica è meglio: rock, metallica, samba o sinfonica?
A questo ci pensano aziende come Muzak, gli “architetti audio”, che hanno progettato 74 programmi musicali in 10 categorie diverse, che spaziano dal rock, alla classica, e tutte sortiscono un effetto psicologico ben preciso e diverso.
Anche la velocità e il ritmo sono importanti. Nei supermercati la musica è lenta perché dobbiamo muoverci più lentamente per comprare di più, mentre nei fast-food e ristoranti è più veloce allo scopo di accelerare il ritmo della masticazione, in questo modo ci spingono ad andarcene prima per servire più clienti.

I carrelli della spesa
Nel 60% dei carrelli si trovano batteri coliformi, gli stessi dei bagni pubblici. Uno studio ha trovato più batteri di tutte le altre superfici analizzate, inclusi water e poggiatesta dei treni.
Il carrello è stato inventato nel 1938, con l’unico intento di stimolare gli acquisti, e nel corso degli anni le dimensioni sono aumentate permettendo di contenere più prodotti.
Oggi si trovano carrelli di dimensione ridotta dedicati ai bambini, e in questa maniera da una parte vengono abituati e indottrinati fin da piccoli a usarlo, dall’altra possono riempirlo con i prodotti posizionati alla loro altezza.

Esposizioni
Le industrie pagano per posizionare i loro prodotti dove possono essere visti più facilmente dalle persone: un metro e mezzo da terra, a destra e a fine corsia.
Posizionano a fine corsia, dove c’è anche più spazio, prodotti ad alto profitto, come le cioccolate e che ispirano acquisti compulsivi.
Le persone comprano il 30% in più di prodotti che sono posizionati nelle esposizioni di fine corsia, rispetto quelli a metà corridoio, perché si pensa che “il vero affare è alla fine”.

Attenzione agli amici
Paradossalmente il persuasore occulto più potente sono proprio gli amici. Il marketing e le aziende non possono nulla in confronto all’influenza esercitata da un consumatore sull’altro. Nulla è più persuasivo quanto osservare una persona che conosciamo e rispettiamo intenta a usare un prodotto.
Quando un brand ci è raccomandato da un’altra persona, nel nostro cervello le aree razionali e procedurali si disattivano. Tali meccanismi spiegano come mai la pubblicità basata sul passaparola ci resta in testa per settimane, mentre non ricordiamo gli spot televisivi visti alla mattina.

Conclusione
Aveva ragione Edward L. Bernay, padre della Propaganda, quando scrisse nel 1928 che “gli uomini raramente sono consapevoli delle vere ragioni che stanno alla base delle loro azioni”.
Questo articolo è incompleto perché il materiale su tali argomenti è faraonico, ma dopo questa lettura forse saremo un po’ più consapevoli del piano diabolico del neuromarketing.
La consapevolezza, assieme a un percorso di crescita evolutivo-spirituale, rimangono gli strumenti più potenti per difendersi dalla persuasione….e non solo.
Partendo da hic et nunc, qui e ora, è molto importante essere presenti il più possibile nella nostra vita. La tv, in quanto strumento prìncipe della manipolazione, meno la guardiamo e meglio è per tutti, soprattutto per i bambini. Infine, evitare di fare la spesa durante gli orari di pranzo e cena, perché lo stimolo della fame incentiva acquisti compulsivi, non usare il carrello e portarsi sempre la lista della spesa.
Questi consigli sono banalità o possono far tremare i polsi alle multinazionali? Lo sapremo solo se li metteremo in pratica…

Tratto da:

– “Neuroschiavi: tecniche e psicopatologia della manipolazione politica, economica e religiosa”, Marco Della Luna e Paolo Ciono, ed. Macro
– “Le bugie del neuromarketing: come le aziende orientano i nostri consumi”, Martin Lindstrom, ed. Hoepli
– “Neuromarketing”,Martin Lindstrom, ed. Apogeo
– “Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere”, ed. Tascabili Newton
– “Propaganda: dalla manipolazione dell’opinione pubblica in democrazia”, Edward Louis Bernays, ed. Fausto Lupetti
– “I persuasori occulti”, Vance Packard, ed. Einaudi

www.disinformazione.it

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Il metodo per creare l’opinione pubblica

By Edoardo Capuano – Posted on 07 febbraio 2013

MediaDa un lato, una situazione economica e sociale inedita. Dall’altro, un dibattito pubblico mutilato, ridotto all’alternativa tra austerità di destra e rigore di sinistra. Come si definisce lo spazio dei discorsi ufficiali, per quale prodigio l’opinione di una minoranza si trasforma in «opinione pubblica»? È ciò che spiega il sociologo Pierre Bourdieu in questo corso sullo Stato tenuto nel 1990 al Collège de France e pubblicato questo mese. (Le Monde Diplomatique)

Un «uomo ufficiale» è un ventriloquo che parla in nome dello Stato: assume un portamento ufficiale – bisognerebbe descrivere la messinscena del personaggio ufficiale –, parla a favore e al posto del gruppo al quale si rivolge, parla per e al posto di tutti, parla in quanto rappresentante dell’universale.

E a questo punto si arriva alla moderna nozione di opinione pubblica. Cos’è questa opinione pubblica invocata dai creatori di diritto delle società moderne, delle società nelle quali il diritto esiste? È tacitamente l’opinione di tutti, della maggioranza o di coloro che contano, di quelli che sono degni di avere un’opinione.

Penso che la definizione esplicita in una società che si pretende democratica, e cioè che l’opinione ufficiale è l’opinione di tutti, nasconda una definizione latente, e cioè che l’opinione pubblica è l’opinione di quelli che sono degni di avere un’opinione. C’è una sorta di definizione censuaria dell’opinione pubblica come opinione illuminata, opinione degna di questo nome. La logica delle commissioni ufficiali è quella di creare un gruppo in grado di dare tutti i segnali esterni, socialmente riconosciuti e riconoscibili, della sua capacità di esprimere l’opinione degna di essere espressa, e nelle forme convenienti.

Uno dei criteri taciti più importanti nella selezione dei membri della commissione, in particolare del suo presidente, è l’intuizione, da parte di chi è incaricato della composizione della commissione, che la persona in questione conosca le regole tacite dell’universo burocratico e le riconosca: in altre parole, qualcuno che sappia giocare il gioco della commissione in maniera appropriata, quella che va oltre le regole del gioco, che lo legittima; non si è mai così tanto nel gioco come quando si va oltre.

In ogni gioco, ci sono regole e fair-play. A proposito dell’uomo cabilo, o del mondo intellettuale, avevo utilizzato questa formula: l’eccellenza, nella maggior parte delle società, è l’arte di giocare con la regola del gioco, facendo di questo gioco con la regola del gioco un omaggio supremo al gioco. Il trasgressore controllato è la vera antitesi dell’eretico. Il gruppo dominante coopta i suoi membri su indizi minimi di comportamento, che sono l’arte di rispettare la regola del gioco fin nelle trasgressioni regolate della regola del gioco: la buona creanza, il contegno. È la celebre frase di Chamfort: «Il grande vicario può sorridere a una battuta contro la religione, il vescovo può riderne apertamente, il cardinale metterci del suo (1).»Più si sale nella gerarchia delle eccellenze, più si può giocare con la regola del gioco, ma ex officio, a partire da una posizione che sia tale da eliminare ogni dubbio. L’humour anticlericale di un cardinale è squisitamente clericale.

L’opinione pubblica è sempre una specie di realtà doppia. È quella cosa che non si può non invocare quando si vuole legiferare in campi non organizzati. Quando si dice «C’è un vuoto giuridico» (espressione straordinaria), a proposito dell’eutanasia o dei bimbi-provetta, si convocano delle persone, che si metteranno a lavorare con tutta la loro autorità. Dominique Memmi (2) descrive un comitato di etica [sulla procreazione artificiale], la sua composizione con gente disparata – psicologi, sociologi, donne, femministe, arcivescovi, rabbini, scienziati, ecc. – che hanno il compito di trasformare una somma di idioletti (3) etici in un discorso universale che colmerà un vuoto giuridico, cioè darà una soluzione ufficiale a un problema difficile che turba la società – legalizzare le madri portatrici, ad esempio. Se si lavora in questo genere di situazione, si deve invocare un’opinione pubblica.

In questo contesto, si capisce molto bene la funzione affidata ai sondaggi. Dire «i sondaggi sono con noi», è come dire «Dio è con noi» in un altro contesto. Ma la storia dei sondaggi è seccante, perché a volte l’opinione illuminata è contro la pena di morte, mentre i sondaggi sono piuttosto a favore. Che fare? Si fa una commissione. La commissione costituisce un’opinione pubblica illuminata che tradurrà l’opinione illuminata in opinione legittima in nome dell’opinione pubblica – che magari dice il contrario o non pensa proprio niente (come succede su molti argomenti). Una delle proprietà dei sondaggi consiste nel porre alla gente problemi che non si pone, nel suggerire risposte a problemi che non si è posta, quindi nell’imporre risposte. Non è questione di cercare vie traverse nella costituzione dei campioni, è il fatto di imporre a tutti problemi che sono sentiti dall’opinione illuminata e, per questa via, di proporre risposte generali a problemi sentiti solo da alcuni, quindi di dare risposte illuminate in quanto le si è generate con la domanda: si è dato vita a problemi che per la gente non esistevano, mentre la domanda era quale fosse il loro problema.

Vi tradurrò un testo di Alexander Mackinnon del 1828, tratto da un libro di Peel su Herbert Spencer (4). Mackinnon definisce l’opinione pubblica, ne dà la definizione che sarebbe ufficiale se non fosse inconfessabile in una società democratica. Quando si parla di opinione pubblica, si gioca sempre un doppio gioco tra la definizione confessabile (l’opinione di tutti) e l’opinione autorizzata ed efficiente che è ottenuta come sotto-insieme ristretto dell’opinione pubblica democraticamente definita: «È l’opinione, a proposito di un qualsivoglia argomento di cui si parli, espressa dalle persone più informate, più intelligenti e più morali della comunità. Essa viene gradualmente diffusa e adottata da tutte le persone dotate di una certa istruzione e di un sentire adeguato a uno Stato civilizzato». La verità dei dominanti diventa quella di tutti. Mettere in scena l’autorità che autorizza a parlare.

Negli anni 1880, si diceva apertamente all’Assemblea nazionale ciò che la sociologia ha dovuto riscoprire, e cioè che il sistema scolastico doveva espellere i figli delle classi più sfavorite. All’inizio si poneva la questione, che poi si è del tutto risolta in quanto il sistema scolastico si è messo a fare, senza esplicita richiesta, ciò che ci si aspettava da lui. Quindi, nessun bisogno di parlarne. L’interesse del ritorno sulla genesi è molto importante perché, nella fase iniziale, si rintracciano dibattiti in cui vengono espresse a chiare lettere cose che, in seguito, possono sembrare provocazioni dei sociologi.

Il riproduttore dell’autorità sa produrre – nel senso etimologico del termine: producere significa «portare alla luce» –, teatralizzandolo, qualcosa che non esiste (nel senso di sensibile, di visibile), e nel nome del quale parla. Deve produrre ciò in nome di cui ha il diritto di produrre. Non può non teatralizzare, non dare forma, non fare miracoli. Il miracolo più comune, per un creatore verbale, è il miracolo verbale, il successo retorico; deve produrre la messinscena di ciò che autorizza il suo dire, in altre parole dell’autorità in nome della quale è autorizzato a parlare. Ritrovo la definizione della prosopopea che cercavo prima: «Figura retorica attraverso la quale si fa parlare e agire una persona che viene evocata, un assente, un morto, un animale, una cosa personificata». E nel dizionario, che è sempre uno strumento formidabile, si trova questa frase di Baudelaire a proposito della poesia: «Maneggiare sapientemente una lingua, vuol dire praticare una specie di stregoneria evocatrice».

I chierici, quelli che manipolano una lingua sapiente come i giuristi e i poeti, devono mettere in scena il referente immaginario in nome del quale parlano e che parlando producono nelle forme; devono fare esistere quello che esprimono e ciò in nome di cui si esprimono. Devono insieme produrre un discorso e produrre la fiducia nell’universalità del loro discorso attraverso la produzione sensibile (nel senso di evocazione degli spiriti, dei fantasmi – lo Stato è un fantasma…) di questa cosa che sarà garante di ciò che fanno: «la nazione», «i lavoratori», «il popolo», «il segreto di Stato», «la sicurezza nazionale», «la domanda sociale», ecc. Percy Schramm ha mostrato come le cerimonie di consacrazione fossero il transfert, nell’ordine politico, delle cerimonie religiose (5). Se il cerimoniale religioso può trasferirsi così facilmente nelle cerimonie politiche, attraverso le cerimonie della consacrazione, è perché si tratta, nei due casi, di far credere che c’è un fondamento al discorso, il quale appare autofondante, legittimo, universale solo in quanto c’è la teatralizzazione – nel senso di evocazione magica, di stregoneria – del gruppo unito e consenziente al discorso che lo unisce. Da cui il cerimoniale giuridico.

Lo storico inglese E. P. Thompson ha insistito sul ruolo della teatralizzazione giuridica nel XVIII secolo inglese – le parrucche, ecc. –, che non si può comprendere completamente se non si vede che non si tratta di un semplice apparato, nel senso di Pascal, che verrebbe ad aggiungersi: è parte costitutiva dell’atto giuridico (6). Parlare forense in giacca e cravatta è rischioso: si rischia di perdere lo sfarzo del discorso. Si parla sempre di riformare il linguaggio giuridico senza mai farlo, perché è l’ultimo indumento: i re nudi non sono più carismatici. Ufficialità, o malafede collettiva.

Una delle dimensioni molto importanti della teatralizzazione è la teatralizzazione dell’interesse per l’interesse generale; è la teatralizzazione della convinzione dell’interesse per l’universale, del disinteresse dell’uomo politico – teatralizzazione della fede del prete, della convinzione dell’uomo politico, della sua fiducia in ciò che fa. Se la teatralizzazione della convinzione fa parte delle condizioni tacite dell’esercizio della professione di chierico – se un professore di filosofia deve aver l’aria di credere alla filosofia –, è perché è l’omaggio fondamentale del personaggio ufficiale all’autorità; è ciò che bisogna concedere all’autorità per essere un’autorità: bisogna concedere il disinteresse, la fiducia nell’autorità, per essere un vero personaggio ufficiale. Il disinteresse non è una virtù secondaria: è la virtù politica di tutti i mandatari. Le scappatelle dei preti, gli scandali politici sono il crollo di questa specie di fede politica nella quale tutti sono in malafede, la fede essendo una sorta di malafede collettiva, in senso sartriano: un gioco nel quale tutti mentono a se stessi e agli altri sapendo che anche quelli mentono a se stessi. È questa l’autorità…

Note:

* Sociologo (1930-2002). Testo estratto da Sur l’Etat. Cours au Collège de France 1989-1992, Raisons d’Agir-Seuil, Parigi, 2012, in uscita il 5 gennaio.

(1) Nicolas de Chamfort, Maximes et pensées, Parigi, 1795.

(2) Dominique Memmi, «Savants et maîtres à penser. La fabrication d’une morale de la procréation artificielle», Actes de la recherche en sciences sociales, n° 76-77, Parigi, 1989, p. 82-103.

(3) Dal greco idios, «particolare»: discorso particolare.

(4) John David Yeadon Peel, Herbert Spencer. The Evolution of a Sociologist, Heinemann, Londra, 1971. William Alexander Mackinnon (1789-1870) ebbe una lunga carriera come membro del Parlamento britannico.

(5) Percy Ernst Schramm, Der König von Frankreich. Das Wesen der Monarchie von 9 zum 16. Jahrhundert. Ein Kapital aus der Geschichte des abendländischen Staates (due volumi), H. Böhlaus Nachfolger, Weimar, 1939.

(6) Edward Palmer Thompson, «Patrician society, plebeian culture», Journal of Social History, vol. 7, n° 4, Berkeley (California),1974, p. 382-405. (Traduzione di G. P.).

Autore: Pierre Bourdieu* – Le Monde Diplomatique / Fonte: monde-diplomatique.it

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E’ diventato quasi impossibile discernere la “verità” dei fatti in questo nostro pianeta sempre più caotico. La realtà è contorta, quasi ribaltata sotto sopra, in questo rapido dispiegamento di crisi su più fronti. Il mondo sta affrontando una nuova guerra mondiale nel mondo arabo, l’olocausto nucleare di Fukushima, il totale collasso economico e un aumento sorprendente del costo dei beni essenziali.

In ogni caso, al pubblico è stata mostrata una realtà molto lontana dal vero, quasi opposta. E’ così palesemente chiaro, che sembra un test per vedere in quanto tempo la psiche umana, sotto stress, può reggere prima di deformarsi. George Orwell sarebbe impressionato dal livello raggiunto grazie all’informazione (manipolata) a 2 vie, che si è interessata dei recenti eventi catastrofici.

La guerra viene ora classificata come azione umanitaria. Le radiazioni nucleari di Fukushima…fanno bene. Il crollo della finanza pubblica e privata è colpa del contribuente. Il prezzo dei prodotti alimentari e del petrolio dipendono dalle speculazioni in borsa, non dalla domanda e dall’offerta effettive.

Mai prima d’ora, abbiamo subito così tante crisi in una sola volta, seguite da spiegazioni inaccettabili dei cosiddetti “leader” del popolo. Il presidente degli Stati Uniti può tranquillamente mandare dei soldati americani in guerra e spendere i soldi dei contribuenti senza neanche consultare i rappresentanti eletti dai cittadini ‘. L’EPA può autocraticamente regolare i livelli di radiazioni sopportabili dall’uomo, nonostante tutte le prove sostengano il contrario. I banchieri privati possono richiedere salvataggi e tagli di austerità ad una popolazione già in difficoltà che non ha nulla a che fare con i loro debiti. Il prezzo del cibo e del petrolio può essere determinato nel casinò di Wall Street a scapito dell’umanità. A noi viene detto che è per il nostro bene, per la nostra sicurezza personale e per la nostra sicurezza economica.

Questa folle deformazione della morale e del buon senso può avvenire solo sotto la direzione di una forza che richiede “la confusione delle masse” e un compromesso alla morale umana, per realizzare una impolare agenda. Una forza il cui motto è “Order Out Of Chaos“.” Una forza il cui scopo è creare deliberatamente tali situazioni disastrose per consolidare sempre di più il controllo. Chiaramente, è una forza che ha un ottima risonanza nei media e che sfrutta per diffondere propagandisticamente la sua verità.


La diversità di questi eventi rispetto al passato è la loro dimensione, la portata, e la coalescenza nello stesso tempo. Ciò che David Icke definisce come “totalitarismo in punta di piedi” è quella strisciante tirannia che costruisce le crisi sul modello di ragionamento “problema-reazione-soluzione”, che apparentemente, negli ultimi tempi, sembra essere arrivato all’ultimo giro di boa. In altre parole, è chiaro che ci stiamo muovendo rapidamente verso una dittatura globale con o senza l’accettazione delle masse. Tuttavia, gli sforzi per disinnescare e desensibilizzare la popolazione con messaggi moralmente conflittuali, sembra si stiano intensificando.

Al fine di indurre l’ipnosi, un ipnotizzatore deve sovraccaricare la mente dei partecipanti con “unità di messaggio” sconosciute, al fine di far scattare i primitivi istinti di sopravvivenza quali ” la lotta, la fuga, o il fingersi morti.” Quando la mente cerca di interpretare queste unità messaggio sconosciute ne viene sopraffatta. L’ipnotizzatore avverte il picco di sovraccarico e permette al soggetto di liberarsene con il comando “dormi.” Tuttavia, è probabile che il partecipante avrebbe comunque scelto questo percorso, indipendentemente dal comando, poichè il soggetto aveva iniziato il processo in una posizione rilassata e, come un animale addomesticato, è stato sicuramente precondizionato per fuggire in caso di sopraffazione.

Una volta in questo stato di sovraccarico, la parte del cervello necessaria al pensiero critico viene ridimensionata e il soggetto è disposto ad accettare quasi ogni suggestione – come comicamente visto in alcune dimostrazioni di ipnosi. Durante questo spettacolo messo in scena dalle elite, abbiamo assistito a dei rabbiosi liberali anti-guerra che si sono trasformati in cagnolini sul tema delle uccisioni preventive. Assistiamo come di consuetudine alla messa in commercio di veleni da parte delle case faraceutiche. Abbiamo infine assistito agli economisti del libero mercato promuovere intese come nel vero capitalismo monopolistico.
Le conoscenze “accettate” sono straordinariamente facili da manipolare utilizzando una suggestiva messaggistica, specialmente se collegata a una forte risposta emotiva, come la paura. Gli esseri umani tutti, sono certamente sensibili a queste tecniche manipolative. Quindi, come possiamo mantenere una sorta di morale durante questo attacco calcolato di riprogrammazione?
In primo luogo, dobbiamo riconoscere quando la paura, che è il più potente attivatore emotivo, viene usato per influenzare la nostra percezione di una determinata politica, o di una realtà in genere. Non dobbiamo permettere a noi stessi di sentire la paura, ma dobbiamo invece riconoscerla per quello che è, cioè uno strumento di controllo. Una volta padroni della propria percezione, si noterà altri inneschi emotivi meno potenti volti a convincere l’umanità ad accettare certe incognite. Sarete stupiti da come molti vostri coetanei si perdono nella paura e cercano disperatamente di sostenere che essa giustifichi alcune azioni disumane.
In secondo luogo, è opportuno far cadere il significato del dualismo politico, destra e sinistra, capitalismo contro comunismo, ecc. Dobbiamo smettere di tifare per una squadra o seguire ciecamente un leader sulla base di certe etichette. Ad esempio, una guerra di aggressione è giustificabile se a lanciarla è un liberale di sinistra con tanto di nobel per la pace? E se anche i leader religiosi ne promuovessero la causa? Non essere accecato dall’insensato pensiero di gruppo il quale ha spesso come regista l’autorità, in tutte le sue forme. Pensa con la tua testa.

In definitiva, dobbiamo focalizzare la nostra bussola verso le credenze fondamentali dell’uomo quali la pace, l’amore e la libertà. Quando la nostra volontà viene bilanciata da queste forze, ci sono meno probabilità di essere portati fuori rotta. I credenti nella pace non possono giustificare la violenza a meno che una minaccia diretta richieda un’immediata auto-difesa, e solo allora utilizzarla come ultima risorsa. I credenti nell’amore considererebbero i loro vicini come pari e li proteggerebbero come fratelli. Icredenti nella libertà preferirebbero morire come conseguenza delle proprie decisioni piuttosto che essere privati delle loro libertà dall’autorità. Significativamente, quando la nostra bussola punta verso questi principi, in genere, ci troviamo in conflitto nei confronti dell’attuale autorità e di come essa spieghi gli eventi e proponga soluzioni. Queste forze completamente opposte ci permettono di vedere la vera agenda in modo più chiaro.
Riconoscendo la battaglia che si sta giocando per il controllo delle nostre menti possiamo filtrare le famigerate “unità messaggio sconosciute”, identificandole come spazzatura in modo che esse non si accumulino creando un sovraccarico. Questo processo permette di vivere una vita spontanea, in cui la volontà non viene controllata se non da te stesso. E’ questa la chiave per il “cambiamento”. In altre parole, non possiamo sconfiggere questa potente forza negativa, giocando con le loro regole. Dobbiamo, singolarmente, vivere rispettando i nostri principi, evitando di cedere anche quando tutti sembrano contro di te o quando l’occasione ti porta davanti alla scelta di tradire i tuoi valori. Non ti preoccupare, forse anche gli altri riusciranno a rompere l’incanto, quando l’odio costruito giustificherà un’altra guerra, quando si accorgeranno del costante bombardamento di ingiustizie che grava sulle loro spalle da quando sono nati. E voi, mattinieri, seguendo i vostri ideali di giustizia, libertà e pace, smentirete migliaia di anni di bugie.

Fonte

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Le pecore sono pecore non perchè DEVONO esserlo, ma perché VOGLIONO esserlo

venerdì 8 febbraio 2013

Alcune frasi sono dotate di un simbolismo immediatamente riconoscibile. Quando le sentiamo, sappiamo immediatamente a cosa e a chi si riferiscono, possono addirittura approfondire la comprensione di una determinata situazione, se applicate nel modo giusto. Riescono a spostare il nostro punto di vista permettendoci di osservare una determinata situazione in un modo completamente diverso. Potrebbero farci ridere, piangere, ma non rimarremo mai indifferenti di fronte a tali affermazioni.

Nel corso della storia ci sono sempre state persone che avevano ragione e, solitamente, una “maggioranza” che aveva torto, su ogni singolo problema. I difensori dell’ignoranza istituzionalizzata sostengono costantemente che la verità è “relativa” e che non dovrebbero essere criticati per le loro “opinioni”. Usano questo relativismo come copertura per la loro riluttanza ad ammettere di essere ignoranti. Vorrei chieder loro se credono di aver sempre ragione, di non avere nulla da imparare! Se la verità è “relativa”, se la moralità e i principi sono “grigi”, allora chi, potrà mai essere in torto nelle loro menti contorte? Sembrerebbe che le uniche persone che considerano assolutamente fuori luogo sono coloro che affrontano il sistema.

Quello che non riescono a capire è che le loro “opinioni” non sono frutto delle loro menti. Ciò in cui credono è semplicemente il risultato di un condizionamento. Sono disposti ad abbracciare il sistema, non importa quanto ingiusto sia, perché la loro intera identità è basata sulla sua esistenza. Non critichiamo le persone perché non sono consapevoli (tutti in un momento o l’altro della nostra vita non lo eravamo), ma le ammoniamo perchè negano dei fatti palesi, al fine di evitare di ammettere che hanno torto e che, forse, sono stati ingannati dall’establishment. Come chiamiamo, allora, queste persone che rimangono ostinatamente ignoranti (o comodamente ignare) di fronte ai fatti e seguono il gregge (il pensiero mainstream) a scapito della verità?Noi li chiamiamo pecore…Il termine pecora sta rapidamente diventando un termine per definire un’era. Non è solo uno strumento per ridicolizzare, anche se in effetti sembra ferire i sentimenti degli ignoranti e degli inconsapevoli, cosa mio parere, positiva (se provano vergogna per la loro inadeguatezza, allora, forse, un giorno potranno riscattarsi). No, c’è molto di più in ballo…Quando uno è circondato da palesi assurdità, dalla mancanza di libertà, di compassione e di umanità, quella persona ha bisogno di un modo per descrivere tale orrore. Un modo per accendere una luce nell’oscura follia. Un modo per rimuovere le barriere della confusione e costruire un percorso chiaro verso la ragione. Ha bisogno di quantificare la minaccia, in modo da superarla e arrivare, finalmente, alla comprensione.In quest’epoca moderna, siamo totalmente colpiti da una epidemia di idiozia volontaria che non ha alcuna giustificazione razionale. Un secolo fa, tale comportamento sarebbe stato soffocato rapidamente da un flusso di informazioni concrete. Oggi, però, l’umanità ha un vero e proprio buffet di dati a portata di mano in qualsiasi momento. Possiamo capire la realtà e la verità delle cose con il minimo sforzo. Non possiamo più lamentarci dell’inaccessibilità di certe notizie. L’unico ostacolo siamo noi stessi…

Sì, il nostro governo e la nostra società sono diventati corrotti fino al midollo. Sì, le fonti tradizionali di informazione nei media mainstream sono completamente inutili e disoneste. Si, il nostro sistema di istruzione pubblica è completamente marcio e le nostre scuole sono state trasformate in fabbriche di zombie dove, le giovani menti, vengono private della creatività e dell’individualità. Sì, il sistema in cui nasciamo è stato progettato per farci diventare stupidi. Tuttavia, il sistema non ci ha ancora tolto la facoltà di decidere. Tutti noi abbiamo una scelta: Farci guidare da altri o decidere il nostro percorso in autonomia.

In definitiva, le pecore sono pecore non perchè DEVONO esserlo, ma perché VOGLIONO esserlo…

E’ la debolezza più grande e più sfruttabile presente nell’uomo, la nostra disponibilità a sacrificare tutto, pur di non ammettere di essere ignoranti. Questa è la baraccopoli filosofica della “pecora” comune. E’ patetica, è brutta ed è una piaga dilagante.

Ci stiamo velocemente avvicinando al periodo in cui la sub-popolazione pecorina verrà utilizzata come carne da macello per avviare il cambiamento su una scala senza precedenti. E’ successo molte volte nel corso della storia. Il sistema, aspirando ad un potere illimitato, brandisce le parti più ignoranti della popolazione nel tentativo di distruggere i nemici ideologici dello Stato. Spesso, il gregge è ignaro del fatto di venir utilizzato contro la libertà e contro la verità. Sa solo che deve partecipare e “sopravvivere”, anche se ciò vorrà dire vivere una vita vuota e priva di significato.

Ora più che mai è importante per il Movimento della Libertà capire ed identificare chi sono queste persone e ciò che li rende così. Il tempo scorre veloce ed è facile, per noi, ritrovarci intrappolati in una mandria dagli occhi vitrei. Le pecore possono essere salvate da se stesse, ma solo se riconoscono che questi particolari comportamenti fanno parte della loro stessa follia…

PIGRIZIA ISTITUZIONALIZZATA

Alcune pecore non sono ignoranti perché sono stupide. Piuttosto, sono ignoranti, perché si rifiutano di scoprire ed interessarsi ai fatti che circondano il loro mondo. Sono abituati ad essere “educati/ammaestrati”. E’ più facile farsi dire cosa pensare, piuttosto che sviluppare la propria visione del mondo. Le pecore, spesso, affermano di “voler solo essere lasciate in pace”, e che “non voglio pensare ai problemi del mondo”, ma quasi tutte, allo stesso tempo, vogliono pensare di aver un qualche effetto sul futuro. Vogliono i vantaggi di una società sana ed equilibrata, ma non vogliono mettersi in gioco per rendere tale società una realtà effettiva. Vogliono che “altre persone” facciano funzionare il sistema, e queste altre persone non vedono l’ora di sfruttare, a loro vantaggio, l’inerzia delle pecore. La tirannia esisterà finchè le persone continueranno ad affidare le proprie responsabilità al sistema. Le pecore rendono possibile le oligarchie e la dittatura.ARROGANZA SENZA MERITO

Ho incontrato molte persone che non sono pienamente consapevoli di come il loro mondo funziona o perché succedano loro cose terribili. Questo di per sé non è necessariamente un male. Se uno è in grado di accettare il fatto che ha bisogno di saperne di più, ha già superato di gran lunga la maggior parte della società con la forza del suo carattere. Purtroppo, le pecore non condividono questo atteggiamento. Non solo sono ignoranti sulla maggior parte delle questioni, ma non lo ammetteranno mai, e, attaccheranno ferocemente coloro che dispongono di informazioni sostanziali.

Si tratta forse di un complesso di inferiorità? Forse. Sono così pervase dalla visione del mondo proposta dagli organi di informazione mainstream e dal governo che la reputano al pari di un Vangelo. Vivono seguendo gli ideali mainstream, ma, segretamente, nutrono dei dubbi. Sanno che non hanno la capacità di difendere il sistema, nel caso si trovassero di fronte un avversario intelligente ed informato e così, sviluppano un atteggiamento di arroganza e disprezzo per chi pone loro delle domande. Questa arroganza è un meccanismo di difesa che ha lo scopo di nascondere la debolezza dei loro argomenti. In combinazione con gli attacchi ad personam e le minacce fisiche, le pecore cercano di scongiurare le critiche in modo da non dover impegnarsi in un dibattito legittimo.

SEMPRE PREOCCUPATI DAL PENSIERO DELLA MAGGIORANZA

Le pecore sono immerse nel regno del mainstream. Così profondamente da diventare uno dei tanti ingranaggi nella macchina della mente collettiva (o mente alveare). La loro intera esistenza è basata sulla fede cieca nel sistema. Se il sistema si rivelasse difettoso, allora anche loro, per estensione, lo sarebbero. Ignorano ogni ragione e difendono selvaggiamente il sistema, come se fossero intrappolati in una sorta di setta, perché la loro fragile identità dipende dalla continua prosperità dell’establishment.

Le pecore di solito sono motivate dalla paura. Nei loro primi anni di vita, probabilmente, hanno ceduto alle pressioni esterne e hanno imparato a diminuire il loro dolore personale conformandosi costantemente alla maggioranza. Oppure, hanno cercato di conformarsi rapidamente e sono diventati dipendenti dal potere che il collettivo è in grado di esercitare sugli altri. In entrambi i casi, non hanno mai realmente messo in discussione o meno se la “maggioranza” avesse ragione nel suo comportamento. Hanno invece deciso, ad un certo punto della loro vita, che la maggioranza ha sempre ragione, semplicemente perchè E’ la maggioranza.

MAI DISCUTERE CON I PROFESSIONISTI

Le pecore vengono facilmente impressionate da chi veste bene, ha un uniforme, un camice da laboratorio, o un diploma o un titolo in rilievo. Vedono e venerano il costume, a prescindere dall’uomo che sta al suo interno. Per le pecore, i titoli e le arbitrarie posizioni di autorità rendono superiori le opinioni di certi uomini, tanto da renderle immediatamente legge.

OSSESSIONATI DALLO STATO

Poiché la pecora media non ha la minima idea di come essere indipendente o autosufficiente, attribuisce la sua sopravvivenza al successo dello Stato. Reputa sacrosante le parole dello Stato e non ha il concetto di governo dal basso. Intesse lodi per le elezioni democratiche e per la partecipazione dei cittadini nelle decisioni, ma, quando lo Stato va contro la volontà popolare e fa quello che vuole, cercherà di razionalizzare questo atto criminoso.

Per loro, il governo, come costrutto, potrebbe essere fallibile (o meno), ma questa fallibilità non cambia la finalità del potere statale. Il governo non deve essere disturbato e certamente non vi devono essere opposizioni. Ribellarsi allo Stato è ribellarsi alla legge e la legge, nella loro mente, è dio. Le questioni morali sono irrilevanti. Sono talmente distaccati dalla loro coscienza che non vi è rimasto nulla, tranne un vuoto nero pece, in attesa di essere riempito dalle esigenze della oligarchia.

Quando si trovano di fronte a uomini che sono disposti a combattere e a morire per interferire con l’abuso di potere statale, rispondono con shock e repulsione. Come potrebbe un individuo mettersi contro la volontà della maggioranza e del governo? Come osano sfidare l’establishment?

IL FALSO PARADIGMA DI SINISTRA/DESTRA

Quando avviene il confronto, le pecore la buttano quasi sempre sulle opinioni politiche. Vi attaccheranno dicendovi che siete dei “comunisti”. Vi attaccheranno dicendovi che siete dei “fascisti”. La loro presunzione riguardo a ciò che vi renderebbe comunisti o fascisti è del tutto distorta e priva di significato. Questo, naturalmente, non è un problema per loro.

Non riescono a riconoscere la corruzione e la somiglianza tra i partiti, perché questo non è utile ai loro interessi. Non vogliono sapere che cosa sia il liberalismo rapportato con il neo-liberalismo. Non vogliono sapere che cosa sia il vero conservatorismo rapportato al neo-conservatorismo. Vogliono solo un modo semplice per respingere voi e le informazioni che portate senza ragionare troppo. E’ il falso paradigma destra/sinistra che rende tutto ciò possibile.

RISPOSTE PREVEDIBILI

Le pecore sono creature bidimensionali altamente prevedibili. Di fronte ai loro fallimenti, seguiranno una lista pre-programmata di risposte allo scopo di deviare e confondere discussione.

Sosterranno che “tutti pensano di essere più intelligenti degli altri”, e che, in realtà, la “verità è relativa”. La storia, però, non supporta questa visione contorta. Ci sono sempre stati momenti in cui alcune persone erano moralmente e intellettualmente corrette, mentre molte altre erano pericolosamente in torto. Alcune persone prendono decisioni che portano al caos e alla distruzione, mentre altre prendono decisioni che portano alla prosperità e alla creazione. La verità, la verità nuda e cruda, non è relativa. E’ inflessibile, è senza compromessi, ed è definitiva. Per avere successo come esseri umani ci si deve imporre di stare dalla parte della verità più volte possibile. Dire che la verità è “malleabile” a seconda dei nostri desideri particolari vuol dire essere sempre dalla parte del torto.

Le pecore si basano principalmente sulla diffamazione e sulla distorsione della logica, al fine di far deragliare dibattito. Non attaccano la vostra posizione, colpiscono soprattutto la vostra persona. Si fanno beffe, ridacchiano ma quando i giochi sono conclusi ci si rende conto di quanta poca sostanza vi era nelle loro parole.

Infine, useranno l’opinione di maggioranza come carta jolly e nella maggior parte dei casi non si tratterà di una tattica! Sono davvero convinti che se la maggior parte del pubblico accetta una convinzione, tale convinzione diventerà automaticamente un fatto. Il loro obiettivo, dunque, è quello di cavalcare sempre l’onda del parere di maggioranza in modo da sentirsi sempre dalla parte della “verità”. Naturalmente, questo modo di pensare, in passato, ha portato ad alcune delle peggiori atrocità. La mente collettiva non si preoccupa della libertà individuale, compresa la libertà di vivere in pace. La violenza fisica e psicologica in nome della conformità è molto comune in tali culture.

Le pecore sono marionette e il loro compito è quello di supportare, come delle cheerleaders, l’istituzione e soffocare tutte le voci oneste. Sono generalmente privi di alcun rimorso poichè non hanno mai dovuto affrontare conseguenze tangibili per il loro cieco sostegno del sistema. Cercano di rafforzare le sbarre della prigione perché il mondo esterno dove il pensiero e l’espressione sono libere, le intimidisce e le paralizza. In un ambiente dove la sopravvivenza dipende dal merito individuale e dai principi, le pecore non verrebbero valutate. Sarebbero inutili. Questo potrebbe spiegare il loro odio palese per gli individualisti. I ricercatori della verità che cercano di decentralizzare e incrinare il potere, stanno indirettamente tagliando il cordone ombelicale che li lega allo stato-balia. Vedono la nostra lotta per la libertà come una minaccia alla loro facile ed inutile esistenza. Purtroppo, il loro “benessere” deriva interamente dalla nostra schiavitù.

Tratto da Neovitruvian

Pubblicato da krommino75

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Canicattì, Sal Marchese: “Attenti ai pericoli nei social network”

Scritto da Redazione Canicatti Web Notizie il 21 marzo 2013, alle 07:29 |

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato a firma del noto cantautore cristano Sal Marchese e fondatore del Movimento cattolico: “I Seguaci di Maria”.

Si è diffusa nel mondo delle chat e dei social network (facebook soprattutto) una nuova trovata da parte di quella gente che rende culto a satana, lucifero; causa e origine di tutti i mali che ci sono nel mondo. Fermo restando la libertà dell’uomo nel credere o meno, e/o nel scegliersi il “dio” che più gli piace, il problema, invece, resta per i cristiani, ovvero per coloro che hanno scelto come proprio Dio e Signore, Gesù Cristo, ovvero Dio stesso che si è fatto uomo. Sono i satanisti, luciferini e compari, invece, che cercano in tutti i modi di ingannare e di far cadere nelle loro trappole i cristiani. Il modo in cui il demonio ingannò i nostri progenitori Adamo ed Eva, è sempre lo stesso. Dalla creazione del mondo ad oggi, il suo “metodo” e quello dei suoi seguaci, non è cambiato, visto che l’inganno e la menzogna gli riescono bene. Sto parlando di una breve parola, ovvero, L.O.L, che si è diffusa in rete come se fosse un saluto, un commento da lasciare. Questa parola è passata per buona, come se volesse significare “ridere a crepapelle” cioè dalla lingua inglese “Laugh on Laughing”. Ma il vero significato è un altro, e i luciferini, che hanno diffuso in rete questo termine, lo sanno benissimo. Gesù aveva detto chiaramente: “i figli delle tenebre sono più scaltri dei figli della Luce” (Vangelo di Luca; 16,1-8) Il vero significato di questa parola è “Lucifer our lord” (Lucifero nostro signore). Qualcuno potrebbe anche dire: “io seguo e prego Cristo e non m’interessa quello che fanno gli altri”. Qui nasce il punto della situazione. Tutti i cristiani e non (atei, buddisti, musulmani…), che utilizzano continuamente nelle chat questa parola, invocano Lucifero. Questa parola è stata inventata per evocare il maligno, e chi lo fa, volontariamente o involontariamente, consapevolmente o inconsapevolmente, rischia di essere disturbato dal male, con il serio e reale rischio di incorrere in strane malattie fisiche e psichiche di origine diabolica, di cui i Vangeli sono pieni. Ad ulteriore conferma di questo, vi racconto un episodio che mi è capitato. Tempo fa, ero entrato in uno dei tanti gruppi che esistono su facebook, e al suo interno, avevo pubblicato un’ immagine cristiana su Don Bosco con i suoi giovani. Quasi tutti coloro che erano nel gruppo, hanno commentato l’immagine scrivendo: L.O.L. , oltre a bestemmie di vario tipo contro il cristianesimo e la sua chiesa cattolica. Quindi invito i genitori, i docenti, i sacerdoti, e tutti coloro che si occupano dell’educazione dei giovani, di informare i ragazzi (e purtroppo anche gli adulti) di non scrivere o pubblicare mai niente di cui non si conosce la vera origine. Di certo non si sbagliava, Papa Paolo VI nell’udienza del 15 novembre 1972, quando disse chiaramente che nella “difesa da quel male, che chiamiamo Demonio”, sta uno dei maggiori bisogni della Chiesa d’allora e di sempre. http://www.iseguacidimaria.it

Sal Marchese