Gv-1:1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.Gv-1:2 Essa era nel principio con Dio.

Gv-1:3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.

Gv-1:4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini.

Gv-1:5 La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.

Gv-1:6 Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni.

Gv-1:7 Egli venne come testimone per render testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui.

Gv-1:8 Egli stesso non era la luce, ma venne per render testimonianza alla luce.

Gv-1:9 La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo.

Gv-1:10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto.

Gv-1:11 È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto;

Gv-1:12 ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome;

Gv-1:13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio.

Gv-1:14 E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.

Gv-1:15 Giovanni gli ha reso testimonianza, esclamando: “Era di lui che io dicevo: “Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me.

Gv-1:16 Infatti, dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia””.

Gv-1:17 Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo.

Gv-1:18 Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l’ha fatto conoscere.

Gv-1:19 Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei mandarono da Gerusalemme dei sacerdoti e dei Leviti per domandargli: “Tu chi sei?”

Gv-1:20 Egli confessò e non negò; confessò dicendo: “Io non sono il Cristo”.

Gv-1:21 Essi gli domandarono: “Chi sei dunque? Sei Elia?” Egli rispose: “Non lo sono”. “Sei tu il profeta?” Egli rispose: “No”.

Gv-1:22 Essi dunque gli dissero: “Chi sei? affinché diamo una risposta a quelli che ci hanno mandati. Che dici di te stesso?”

Gv-1:23 Egli disse: “Io sono la voce di uno che grida nel deserto: “Raddrizzate la via del Signore”, come ha detto il profeta Isaia”.

Gv-1:24 Quelli che erano stati mandati da lui erano del gruppo dei farisei;

Gv-1:25 e gli domandarono: “Perché dunque battezzi, se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?”

Gv-1:26 Giovanni rispose loro, dicendo: “Io battezzo in acqua; tra di voi è presente uno che voi non conoscete,

Gv-1:27 colui che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari!”

Gv-1:28 Queste cose avvennero in Betania di là dal Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Gv-1:29 Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!

Gv-1:30 Questi è colui del quale dicevo: “Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me”.

Gv-1:31 Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua”.

Gv-1:32 Giovanni rese testimonianza, dicendo: “Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui.

Gv-1:33 Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: “Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo”.

Gv-1:34 E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figlio di Dio”.

Gv-1:35 Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli;

Gv-1:36 e fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: “Ecco l’Agnello di Dio!”

Gv-1:37 I suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù.

Gv-1:38 Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: “Che cercate?” Ed essi gli dissero: “Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?”

Gv-1:39 Egli rispose loro: “Venite e vedrete”. Essi dunque andarono, videro dove abitava e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.

Gv-1:40 Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni e avevano seguito Gesù.

Gv-1:41 Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia” (che, tradotto, vuol dire Cristo);

Gv-1:42 e lo condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa” (che si traduce “Pietro”).

Gv-1:43 Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: “Seguimi”. Gv-1:44 Filippo era di Betsàida, della città di Andrea e di Pietro.

Gv-1:45 Filippo trovò Natanaele e gli disse: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe”.

Gv-1:46 Natanaele gli disse: “Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?” Filippo gli rispose: “Vieni a vedere”.

Gv-1:47 Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro e disse di lui: “Ecco un vero Israelita in cui non c’è frode”.

Gv-1:48 Natanaele gli chiese: “Da che cosa mi conosci?” Gesù gli rispose: “Prima che Filippo ti chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto”.

Gv-1:49 Natanaele gli rispose: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele”.

Gv-1:50 Gesù rispose e gli disse: “Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste”.

Gv-1:51 Poi gli disse: “In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.

Gv-2:1 Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, e c’era la madre di Gesù.

Gv-2:2 E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze.

Gv-2:3 Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”.

Gv-2:4 Gesù le disse: “Che c’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta”.

Gv-2:5 Sua madre disse ai servitori: “Fate tutto quel che vi dirà”.

Gv-2:6 C’erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure.

Gv-2:7 Gesù disse loro: “Riempite d’acqua i recipienti”. Ed essi li riempirono fino all’orlo.

Gv-2:8 Poi disse loro: “Adesso attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono.

Gv-2:9 Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l’acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse:

Gv-2:10 “Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora”.

Gv-2:11 Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.

Gv-2:12 Dopo questo, scese a Capernaum egli con sua madre, con i suoi fratelli e i suoi discepoli, e rimasero là alcuni giorni.

Gv-2:13 La Pasqua dei Giudei era vicina e Gesù salì a Gerusalemme.

Gv-2:14 Trovò nel tempio quelli che vendevano buoi, pecore, colombi, e i cambiavalute seduti.

Gv-2:15 Fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio, pecore e buoi; sparpagliò il denaro dei cambiavalute, rovesciò le tavole,

Gv-2:16 e a quelli che vendevano i colombi disse: “Portate via di qui queste cose; smettete di fare della casa del Padre mio una casa di mercato”.

Gv-2:17 E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la tua casa mi consuma”.

Gv-2:18 I Giudei allora presero a dirgli: “Quale segno miracoloso ci mostri per fare queste cose?”

Gv-2:19 Gesù rispose loro: “Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!”

Gv-2:20 Allora i Giudei dissero: “Quarantasei anni è durata la costruzione di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni?”

Gv-2:21 Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

Gv-2:22 Quando dunque fu risorto dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo; e credettero alla Scrittura e alla parola che Gesù aveva detta.

Gv-2:23 Mentre egli era in Gerusalemme, alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i segni miracolosi che egli faceva.

Gv-2:24 Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti

Gv-2:25 e perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.

Gv-3:1 C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei.

Gv-3:2 Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: “Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui”.

Gv-3:3 Gesù gli rispose: “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio”.

Gv-3:4 Nicodemo gli disse: “Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?”

Gv-3:5 Gesù rispose: “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

Gv-3:6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito.

Gv-3:7 Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”.

Gv-3:8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito”.

Gv-3:9 Nicodemo replicò e gli disse: “Come possono avvenire queste cose?”

Gv-3:10 Gesù gli rispose: “Tu sei maestro d’Israele e non sai queste cose?

Gv-3:11 In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza.

Gv-3:12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?

Gv-3:13 Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell’uomo [che è nel cielo].

Gv-3:14 “E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato,

Gv-3:15 affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.

Gv-3:16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Gv-3:17 Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Gv-3:18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

Gv-3:19 Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.

Gv-3:20 Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte;

Gv-3:21 ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio”.

Gv-3:22 Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nelle campagne della Giudea; là si trattenne con loro e battezzava.

Gv-3:23 Anche Giovanni stava battezzando a Enon, presso Salim, perché là c’era molta acqua; e la gente veniva a farsi battezzare.

Gv-3:24 Giovanni, infatti, non era ancora stato messo in prigione.

Gv-3:25 Nacque dunque una discussione sulla purificazione, tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo.

Gv-3:26 E andarono da Giovanni e gli dissero: “Rabbì, colui che era con te di là dal Giordano, e al quale rendesti testimonianza, eccolo che battezza, e tutti vanno da lui”.

Gv-3:27 Giovanni rispose: “L’uomo non può ricever nulla se non gli è dato dal cielo.

Gv-3:28 Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: “Io non sono il Cristo, ma sono mandato davanti a lui”.

Gv-3:29 Colui che ha la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, si rallegra vivamente alla voce dello sposo; questa gioia, che è la mia, è ora completa.

Gv-3:30 Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca.

Gv-3:31 Colui che viene dall’alto è sopra tutti; colui che viene dalla terra è della terra e parla come uno che è della terra; colui che vien dal cielo è sopra tutti.

Gv-3:32 Egli rende testimonianza di quello che ha visto e udito, ma nessuno riceve la sua testimonianza.

Gv-3:33 Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha confermato che Dio è veritiero.

Gv-3:34 Perché colui che Dio ha mandato dice le parole di Dio; Dio infatti non dà lo Spirito con misura.

Gv-3:35 Il Padre ama il Figlio, e gli ha dato ogni cosa in mano.

Gv-3:36 Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui”.

Gv-4:1 Quando dunque Gesù seppe che i farisei avevano udito che egli faceva e battezzava più discepoli di Giovanni

Gv-4:2 (sebbene non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli),

Gv-4:3 lasciò la Giudea e se ne andò di nuovo in Galilea.

Gv-4:4 Or doveva passare per la Samaria.

Gv-4:5 Giunse dunque a una città della Samaria, chiamata Sicar, vicina al podere che Giacobbe aveva dato a suo figlio Giuseppe;

Gv-4:6 e là c’era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso il pozzo. Era circa l’ora sesta.

Gv-4:7 Una Samaritana venne ad attingere l’acqua. Gesù le disse: “Dammi da bere”.

Gv-4:8 (Infatti i suoi discepoli erano andati in città a comprar da mangiare.)

Gv-4:9 La Samaritana allora gli disse: “Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?” Infatti i Giudei non hanno relazioni con i Samaritani.

Gv-4:10 Gesù le rispose: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: “Dammi da bere”, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell’acqua viva”.

Gv-4:11 La donna gli disse: “Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove avresti dunque quest’acqua viva?

Gv-4:12 Sei tu più grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede questo pozzo e ne bevve egli stesso con i suoi figli e il suo bestiame?”

Gv-4:13 Gesù le rispose: “Chiunque beve di quest’acqua avrà sete di nuovo;

Gv-4:14 ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna”.

Gv-4:15 La donna gli disse: “Signore, dammi di quest’acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più fin qui ad attingere”.

Gv-4:16 Gesù le disse: “Va’ a chiamar tuo marito e vieni qua”.

Gv-4:17 La donna gli rispose: “Non ho marito”. E Gesù: “Hai detto bene: “Non ho marito”;

Gv-4:18 perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto la verità”.

Gv-4:19 La donna gli disse: “Signore, vedo che tu sei un profeta.

Gv-4:20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare”.

Gv-4:21 Gesù le disse: “Donna, credimi; l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre.

Gv-4:22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei.

Gv-4:23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori.

Gv-4:24 Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità”.

Gv-4:25 La donna gli disse: “Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve venire; quando sarà venuto ci annunzierà ogni cosa”.

Gv-4:26 Gesù le disse: “Sono io, io che ti parlo!”

Gv-4:27 In quel mentre giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che egli parlasse con una donna; eppure nessuno gli chiese: “Che cerchi?” o: “Perché discorri con lei?”

Gv-4:28 La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente:

Gv-4:29 “Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto; non potrebbe essere lui il Cristo?”

Gv-4:30 La gente uscì dalla città e andò da lui.

Gv-4:31 Intanto i discepoli lo pregavano, dicendo: “Maestro, mangia”.

Gv-4:32 Ma egli disse loro: “Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete”.

Gv-4:33 Perciò i discepoli si dicevano gli uni gli altri: “Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?”

Gv-4:34 Gesù disse loro: “Il mio cibo è far la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l’opera sua.

Gv-4:35 Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura.

Gv-4:36 Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme.

Gv-4:37 Poiché in questo è vero il detto: “L’uno semina e l’altro miete”.

Gv-4:38 Io vi ho mandati a mietere là dove voi non avete lavorato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica”.

Gv-4:39 Molti Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna: “Egli mi ha detto tutto quello che ho fatto”.

Gv-4:40 Quando dunque i Samaritani andarono da lui, lo pregarono di trattenersi da loro; ed egli si trattenne là due giorni.

Gv-4:41 E molti di più credettero a motivo della sua parola

Gv-4:42 e dicevano alla donna: “Non è più a motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo; perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo”. Gv-4:43 Trascorsi quei due giorni, egli partì di là per andare in Galilea;

Gv-4:44 poiché Gesù stesso aveva attestato che un profeta non è onorato nella sua patria.

Gv-4:45 Quando dunque andò in Galilea, fu accolto dai Galilei, perché avevano visto le cose che egli aveva fatte in Gerusalemme durante la festa; essi pure infatti erano andati alla festa.

Gv-4:46 Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un ufficiale del re, il cui figlio era infermo a Capernaum.

Gv-4:47 Come egli ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò da lui e lo pregò che scendesse e guarisse suo figlio, perché stava per morire.

Gv-4:48 Perciò Gesù gli disse: “Se non vedete segni e miracoli, voi non crederete”.

Gv-4:49 L’ufficiale del re gli disse: “Signore, scendi prima che il mio bambino muoia”.

Gv-4:50 Gesù gli disse: “Va’, tuo figlio vive”. Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detta, e se ne andò.

Gv-4:51 E mentre già stava scendendo, i suoi servi gli andarono incontro e gli dissero: “Tuo figlio vive”.

Gv-4:52 Allora egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli risposero: “Ieri, all’ora settima, la febbre lo lasciò”.

Gv-4:53 Così il padre riconobbe che la guarigione era avvenuta nell’ora che Gesù gli aveva detto: “Tuo figlio vive”; e credette lui con tutta la sua casa.

Gv-4:54 Gesù fece questo secondo segno miracoloso, tornando dalla Giudea in Galilea.

Gv-5:1 Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.

Gv-5:2 Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici.

Gv-5:3 Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici[, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua;

Gv-5:4 perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata era guarito di qualunque malattia fosse colpito].

Gv-5:5 Là c’era un uomo che da trentotto anni era infermo.

Gv-5:6 Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così, gli disse: “Vuoi guarire?”

Gv-5:7 L’infermo gli rispose: “Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me”.

Gv-5:8 Gesù gli disse: “Àlzati, prendi il tuo lettuccio, e cammina”.

Gv-5:9 In quell’istante quell’uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare.

Gv-5:10 Quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: “È sabato, e non ti è permesso portare il tuo lettuccio”.

Gv-5:11 Ma egli rispose loro: “Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi il tuo lettuccio e cammina””.

Gv-5:12 Essi gli domandarono: “Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi il tuo lettuccio e cammina?””

Gv-5:13 Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, perché in quel luogo c’era molta gente.

Gv-5:14 Più tardi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: “Ecco, tu sei guarito; non peccare più, ché non ti accada di peggio”.

Gv-5:15 L’uomo se ne andò, e disse ai Giudei che colui che l’aveva guarito era Gesù.

Gv-5:16 Per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo; perché faceva quelle cose di sabato.

Gv-5:17 Gesù rispose loro: “Il Padre mio opera fino ad ora, e anch’io opero”.

Gv-5:18 Per questo i Giudei più che mai cercavano d’ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

Gv-5:19 Gesù quindi rispose e disse loro: “In verità, in verità vi dico che il Figlio non può da sé stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente.

Gv-5:20 Perché il Padre ama il Figlio, e gli mostra tutto quello che egli fa; e gli mostrerà opere maggiori di queste, affinché ne restiate meravigliati.

Gv-5:21 Infatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figlio vivifica chi vuole.

Gv-5:22 Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio,

Gv-5:23 affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato.

Gv-5:24 In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

Gv-5:25 In verità, in verità vi dico: l’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno.

Gv-5:26 Perché come il Padre ha vita in sé stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in sé stesso;

Gv-5:27 e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo.

Gv-5:28 Non vi meravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori;

Gv-5:29 quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio.

Gv-5:30 Io non posso far nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudizio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

Gv-5:31 “Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera.

Gv-5:32 Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli rende di me è vera.

Gv-5:33 Voi avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità.

Gv-5:34 Io però la testimonianza non la ricevo dall’uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati.

Gv-5:35 Egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve tempo godere alla sua luce.

Gv-5:36 Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha date da compiere, quelle stesse opere che faccio, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

Gv-5:37 Il Padre che mi ha mandato, egli stesso ha reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l’avete mai udita; il suo volto, non l’avete mai visto;

Gv-5:38 e la sua parola non dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato.

Gv-5:39 Voi investigate le Scritture, perché pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse son quelle che rendono testimonianza di me;

Gv-5:40 eppure non volete venire a me per aver la vita!

Gv-5:41 Io non prendo gloria dagli uomini;

Gv-5:42 ma so che non avete l’amore di Dio in voi.

Gv-5:43 Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete.

Gv-5:44 Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene da Dio solo?

Gv-5:45 Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al Padre; c’è chi vi accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza.

Gv-5:46 Infatti, se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha scritto di me.

Gv-5:47 Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?”

Gv-6:1 Dopo queste cose Gesù se ne andò all’altra riva del mare di Galilea, cioè il mare di Tiberiade.

Gv-6:2 Una gran folla lo seguiva, perché vedeva i miracoli che egli faceva sugli infermi.

Gv-6:3 Ma Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli.

Gv-6:4 Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.

Gv-6:5 Gesù dunque, alzati gli occhi e vedendo che una gran folla veniva verso di lui, disse a Filippo: “Dove compreremo del pane perché questa gente abbia da mangiare?”

Gv-6:6 Diceva così per metterlo alla prova; perché sapeva bene quello che stava per fare.

Gv-6:7 Filippo gli rispose: “Duecento denari di pani non bastano perché ciascuno ne riceva un pezzetto”.

Gv-6:8 Uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse:

Gv-6:9 “C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente?”

Gv-6:10 Gesù disse: “Fateli sedere”. C’era molta erba in quel luogo. La gente dunque si sedette, ed erano circa cinquemila uomini.

Gv-6:11 Gesù, quindi, prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì alla gente seduta; lo stesso fece dei pesci, quanti ne vollero.

Gv-6:12 Quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: “Raccogliete i pezzi avanzati, perché niente si perda”.

Gv-6:13 Essi quindi li raccolsero e riempirono dodici ceste di pezzi che di quei cinque pani d’orzo erano avanzati a quelli che avevano mangiati.

Gv-6:14 La gente dunque, avendo visto il miracolo che Gesù aveva fatto, disse: “Questi è certo il profeta che deve venire nel mondo”.

Gv-6:15 Gesù, quindi, sapendo che stavano per venire a rapirlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo.

Gv-6:16 Quando fu sera, i suoi discepoli scesero al mare

Gv-6:17 e, montati in una barca, si dirigevano all’altra riva, verso Capernaum. Era già buio e Gesù non era ancora venuto presso di loro.

Gv-6:18 Il mare era agitato, perché tirava un forte vento.

Gv-6:19 Com’ebbero remato per circa venticinque o trenta stadi, videro Gesù camminare sul mare e accostarsi alla barca; ed ebbero paura.

Gv-6:20 Ma egli disse loro: “Sono io, non temete”.

Gv-6:21 Essi dunque lo vollero prendere nella barca, e subito la barca toccò terra là dove erano diretti.

Gv-6:22 La folla che era rimasta sull’altra riva del mare aveva notato che non c’era là altro che una barca sola, e che Gesù non vi era entrato con i suoi discepoli, ma che i discepoli erano partiti da soli.

Gv-6:23 Altre barche erano giunte da Tiberiade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie.

Gv-6:24 La folla, dunque, quando ebbe visto che Gesù non era là e che non vi erano i suoi discepoli, montò in quelle barche, e andò a Capernaum in cerca di Gesù.

Gv-6:25 Trovatolo di là dal mare, gli dissero: “Rabbì, quando sei giunto qui?”

Gv-6:26 Gesù rispose loro: “In verità, in verità vi dico che voi mi cercate, non perché avete visto dei segni miracolosi, ma perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati.

Gv-6:27 Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà; poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo”.

Gv-6:28 Essi dunque gli dissero: “Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?”

Gv-6:29 Gesù rispose loro: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”.

Gv-6:30 Allora essi gli dissero: “Quale segno miracoloso fai, dunque, perché lo vediamo e ti crediamo? Che operi?

Gv-6:31 I nostri padri mangiarono la manna nel deserto, come è scritto: “Egli diede loro da mangiare del pane venuto dal cielo””.

Gv-6:32 Gesù disse loro: “In verità, in verità vi dico che non Mosè vi ha dato il pane che viene dal cielo, ma il Padre mio vi dà il vero pane che viene dal cielo.

Gv-6:33 Poiché il pane di Dio è quello che scende dal cielo, e dà vita al mondo”.

Gv-6:34 Essi quindi gli dissero: “Signore, dacci sempre di codesto pane”.

Gv-6:35 Gesù disse loro: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete.

Gv-6:36 Ma io ve l’ho detto: “Voi mi avete visto, eppure non credete!”

Gv-6:37 Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori;

Gv-6:38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

Gv-6:39 Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nessuno di quelli che egli mi ha dati, ma che li risusciti nell’ultimo giorno.

Gv-6:40 Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Gv-6:41 Perciò i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: “Io sono il pane che è disceso dal cielo”.

Gv-6:42 Dicevano: “Non è costui Gesù, il figlio di Giuseppe, del quale conosciamo il padre e la madre? Come mai ora dice: “Io sono disceso dal cielo?””

Gv-6:43 Gesù rispose loro: “Non mormorate tra di voi.

Gv-6:44 Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

Gv-6:45 È scritto nei profeti: “Saranno tutti istruiti da Dio”. Ogni uomo che ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.

Gv-6:46 Perché nessuno ha visto il Padre, se non colui che è da Dio; egli ha visto il Padre. Gv-6:47 In verità, in verità vi dico: chi crede in me ha vita eterna.

Gv-6:48 Io sono il pane della vita.

Gv-6:49 I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono.

Gv-6:50 Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia.

Gv-6:51 Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne, [che darò] per la vita del mondo”.

Gv-6:52 I Giudei dunque discutevano tra di loro, dicendo: “Come può costui darci da mangiare la sua carne?”

Gv-6:53 Perciò Gesù disse loro: “In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi.

Gv-6:54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

Gv-6:55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda.

Gv-6:56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui.

Gv-6:57 Come il Padre vivente mi ha mandato e io vivo a motivo del Padre, così chi mi mangia vivrà anch’egli a motivo di me.

Gv-6:58 Questo è il pane che è disceso dal cielo; non come quello che i padri mangiarono e morirono; chi mangia di questo pane vivrà in eterno”.

Gv-6:59 Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga di Capernaum.

Gv-6:60 Perciò molti dei suoi discepoli, dopo aver udito, dissero: “Questo parlare è duro; chi può ascoltarlo?”

Gv-6:61 Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano di ciò, disse loro: “Questo vi scandalizza?

Gv-6:62 E che sarebbe se vedeste il Figlio dell’uomo ascendere dov’era prima?

Gv-6:63 È lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.

Gv-6:64 Ma tra di voi ci sono alcuni che non credono”. Gesù sapeva infatti fin dal principio chi erano quelli che non credevano, e chi era colui che lo avrebbe tradito.

Gv-6:65 E diceva: “Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre”.

Gv-6:66 Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.

Gv-6:67 Perciò Gesù disse ai dodici: “Non volete andarvene anche voi?”

Gv-6:68 Simon Pietro gli rispose: “Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; Gv-6:69 e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio”.

Gv-6:70 Gesù rispose loro: “Non ho io scelto voi dodici? Eppure, uno di voi è un diavolo!”

Gv-6:71 Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota, perché questi, uno dei dodici, stava per tradirlo.

Gv-7:1 Dopo queste cose, Gesù se ne andava per la Galilea, non volendo fare altrettanto in Giudea perché i Giudei cercavano di ucciderlo.

Gv-7:2 Or la festa dei Giudei, detta delle Capanne, era vicina.

Gv-7:3 Perciò i suoi fratelli gli dissero: “Parti di qua e va’ in Giudea, affinché i tuoi discepoli vedano anch’essi le opere che tu fai.

Gv-7:4 Poiché nessuno agisce in segreto, quando cerca di essere riconosciuto pubblicamente. Se tu fai queste cose, manifèstati al mondo”.

Gv-7:5 Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui.

Gv-7:6 Gesù quindi disse loro: “Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo, invece, è sempre pronto.

Gv-7:7 Il mondo non può odiare voi; ma odia me, perché io testimonio di lui che le sue opere sono malvagie.

Gv-7:8 Salite voi alla festa; io non salgo a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto”.

Gv-7:9 Dette queste cose, rimase in Galilea.

Gv-7:10 Ma quando i suoi fratelli furono saliti alla festa, allora vi salì anche lui; non palesemente, ma come di nascosto.

Gv-7:11 I Giudei dunque lo cercavano durante la festa, e dicevano: “Dov’è quel tale?”

Gv-7:12 Vi era tra la folla un gran mormorio riguardo a lui. Alcuni dicevano: “È un uomo per bene!” Altri dicevano: “No, anzi, svia la gente!”

Gv-7:13 Nessuno però parlava di lui apertamente, per paura dei Giudei.

Gv-7:14 Verso la metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare.

Gv-7:15 Perciò i Giudei si meravigliavano e dicevano: “Come mai conosce così bene le Scritture senza aver fatto studi?”

Gv-7:16 Gesù rispose loro: “La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato.

Gv-7:17 Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio.

Gv-7:18 Chi parla di suo cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato, è veritiero e non vi è ingiustizia in lui.

Gv-7:19 Mosè non vi ha forse dato la legge? Eppure nessuno di voi mette in pratica la legge! Perché cercate d’uccidermi?”

Gv-7:20 La gente rispose: “Tu hai un demonio! Chi cerca di ucciderti?”

Gv-7:21 Gesù rispose loro: “Un’opera sola ho fatto, e tutti ve ne meravigliate.

Gv-7:22 Mosè vi ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma viene dai padri); e voi circoncidete l’uomo in giorno di sabato.

Gv-7:23 Se un uomo riceve la circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, vi adirate voi contro di me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto intero?

Gv-7:24 Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate secondo giustizia”.

Gv-7:25 Perciò alcuni di Gerusalemme dicevano: “Non è questi colui che cercano di uccidere?

Gv-7:26 Eppure, ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono nulla. Che i capi abbiano riconosciuto per davvero che egli è il Cristo?

Gv-7:27 Eppure, costui sappiamo di dov’è; ma quando il Cristo verrà, nessuno saprà di dove egli sia”.

Gv-7:28 Gesù dunque, insegnando nel tempio, esclamò: “Voi certamente mi conoscete e sapete di dove sono; però non son venuto da me, ma colui che mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete.

Gv-7:29 Io lo conosco, perché vengo da lui, ed è lui che mi ha mandato”.

Gv-7:30 Cercavano perciò di arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso, perché l’ora sua non era ancora venuta.

Gv-7:31 Ma molti della folla credettero in lui, e dicevano: “Quando il Cristo sarà venuto, farà più segni miracolosi di quanti ne abbia fatto questi?”

Gv-7:32 I farisei udirono la gente mormorare queste cose di lui; e i capi dei sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo.

Gv-7:33 Perciò Gesù disse loro: “Io sono ancora con voi per poco tempo; poi me ne vado a colui che mi ha mandato.

Gv-7:34 Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove io sarò, voi non potete venire”.

Gv-7:35 Perciò i Giudei dissero tra di loro: “Dove andrà dunque ché noi non lo troveremo? Andrà forse da quelli che sono dispersi tra i Greci, a insegnare ai Greci?

Gv-7:36 Che significano queste sue parole: “Voi mi cercherete e non mi troverete”; e: “Dove io sarò voi non potete venire?””

Gv-7:37 Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva.

Gv-7:38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”.

Gv-7:39 Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.

Gv-7:40 Una parte dunque della gente, udite quelle parole, diceva: “Questi è davvero il profeta”.

Gv-7:41 Altri dicevano: “Questi è il Cristo”. Altri, invece, dicevano: “Ma è forse dalla Galilea che viene il Cristo?

Gv-7:42 La Scrittura non dice forse che il Cristo viene dalla discendenza di Davide e da Betlemme, il villaggio dove stava Davide?”

Gv-7:43 Vi fu dunque dissenso, tra la gente, a causa sua;

Gv-7:44 e alcuni di loro lo volevano arrestare, ma nessuno gli mise le mani addosso.

Gv-7:45 Le guardie dunque tornarono dai capi dei sacerdoti e dai farisei, i quali dissero loro: “Perché non l’avete portato?”

Gv-7:46 Le guardie risposero: “Nessuno parlò mai come quest’uomo!”

Gv-7:47 Perciò i farisei replicarono loro: “Siete stati sedotti anche voi?

Gv-7:48 Ha qualcuno dei capi o dei farisei creduto in lui?

Gv-7:49 Ma questo popolino, che non conosce la legge, è maledetto!”

Gv-7:50 Nicodemo (uno di loro, quello che prima era andato da lui) disse:

Gv-7:51 “La nostra legge giudica forse un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quello che ha fatto?”

Gv-7:52 Essi gli risposero: “Sei anche tu di Galilea? Esamina, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta”.

Gv-7:53 [E ognuno se ne andò a casa sua.

Gv-8:1 Gesù andò al monte degli Ulivi.

Gv-8:2 All’alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva.

Gv-8:3 Allora gli scribi e i farisei gli condussero un donna còlta in adulterio; e, fattala stare in mezzo,

Gv-8:4 gli dissero: “Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio.

Gv-8:5 Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?”

Gv-8:6 Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra.

Gv-8:7 E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”.

Gv-8:8 E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra.

Gv-8:9 Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo.

Gv-8:10 Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: “Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?”

Gv-8:11 Ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più”.]

Gv-8:12 Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.

Gv-8:13 Allora i farisei gli dissero: “Tu testimoni di te stesso; la tua testimonianza non è vera”. Gv-8:14 Gesù rispose loro: “Anche se io testimonio di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove son venuto e dove vado; ma voi non sapete da dove io vengo né dove vado.

Gv-8:15 Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno.

Gv-8:16 Anche se giudico, il mio giudizio è veritiero, perché non sono solo, ma sono io con il Padre che mi ha mandato.

Gv-8:17 D’altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è vera.

Gv-8:18 Or sono io a testimoniare di me stesso, e anche il Padre che mi ha mandato testimonia di me”.

Gv-8:19 Essi perciò gli dissero: “Dov’è tuo Padre?” Gesù rispose: “Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio”.

Gv-8:20 Queste parole disse Gesù nella sala del tesoro, insegnando nel tempio; e nessuno lo arrestò, perché l’ora sua non era ancora venuta.

Gv-8:21 Egli dunque disse loro di nuovo: “Io me ne vado e voi mi cercherete e morirete nel vostro peccato; dove vado io, voi non potete venire”.

Gv-8:22 Perciò i Giudei dicevano: “S’ucciderà forse, poiché dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?”

Gv-8:23 Egli diceva loro: “Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo.

Gv-8:24 Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati”.

Gv-8:25 Allora gli domandarono: “Chi sei tu?” Gesù rispose loro: “Sono per l’appunto quel che vi dico.

Gv-8:26 Ho molte cose da dire e da giudicare sul conto vostro; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udite da lui, le dico al mondo”.

Gv-8:27 Essi non capirono che egli parlava loro del Padre.

Gv-8:28 Gesù dunque disse loro: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che io sono, e che non faccio nulla da me, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato. Gv-8:29 E colui che mi ha mandato è con me; egli non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli piacciono”.

Gv-8:30 Mentre egli parlava così, molti credettero in lui.

Gv-8:31 Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: “Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;

Gv-8:32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.

Gv-8:33 Essi gli risposero: “Noi siamo discendenti d’Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: “Voi diverrete liberi”?”

Gv-8:34 Gesù rispose loro: “In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato.

Gv-8:35 Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre. Gv-8:36 Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi.

Gv-8:37 So che siete discendenti d’Abraamo; ma cercate di uccidermi, perché la mia parola non penetra in voi.

Gv-8:38 Io dico quel che ho visto presso il Padre mio; e voi pure fate le cose che avete udite dal padre vostro”.

Gv-8:39 Essi gli risposero: “Nostro padre è Abraamo”. Gesù disse loro: “Se foste figli di Abraamo, fareste le opere di Abraamo;

Gv-8:40 ma ora cercate di uccidermi, perché vi ho detto la verità che ho udita da Dio; Abraamo non fece così.

Gv-8:41 Voi fate le opere del padre vostro”. Essi gli dissero: “Noi non siamo nati da fornicazione; abbiamo un solo Padre: Dio”.

Gv-8:42 Gesù disse loro: “Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e vengo da Dio; infatti io non son venuto da me, ma è lui che mi ha mandato.

Gv-8:43 Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola.

Gv-8:44 Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna.

Gv-8:45 A me, perché io dico la verità, voi non credete.

Gv-8:46 Chi di voi mi convince di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete?

Gv-8:47 Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio”.

Gv-8:48 I Giudei gli risposero: “Non diciamo noi con ragione che sei un Samaritano e che hai un demonio?”

Gv-8:49 Gesù replicò: “Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate.

Gv-8:50 Io non cerco la mia gloria; v’è uno che la cerca e che giudica.

Gv-8:51 In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte”.

Gv-8:52 I Giudei gli dissero: “Ora sappiamo che tu hai un demonio. Abraamo e i profeti sono morti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non gusterà mai la morte”.

Gv-8:53 Sei tu forse maggiore del padre nostro Abraamo il quale è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?”

Gv-8:54 Gesù rispose: “Se io glorifico me stesso, la mia gloria è nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite essere vostro Dio,

Gv-8:55 e non l’avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la sua parola.

Gv-8:56 Abraamo, vostro padre, ha gioito nell’attesa di vedere il mio giorno; e l’ha visto, e se n’è rallegrato”.

Gv-8:57 I Giudei gli dissero: “Tu non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abraamo?”

Gv-8:58 Gesù disse loro: “In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono”.

Gv-8:59 Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

Gv-9:1 Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita.

Gv-9:2 I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: “Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?”

Gv-9:3 Gesù rispose: “Né lui ha peccato, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.

Gv-9:4 Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare.

Gv-9:5 Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo”.

Gv-9:6 Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco,

Gv-9:7 e gli disse: “Va’, làvati nella vasca di Siloe” (che significa: mandato). Egli dunque andò, si lavò, e tornò che ci vedeva.

Gv-9:8 Perciò i vicini e quelli che l’avevano visto prima, perché era mendicante, dicevano: “Non è questo colui che stava seduto a chieder l’elemosina?”

Gv-9:9 Alcuni dicevano: “È lui”. Altri dicevano: “No, ma gli somiglia”. Egli diceva: “Sono io”.

Gv-9:10 Allora essi gli domandarono: “Com’è che ti sono stati aperti gli occhi?”

Gv-9:11 Egli rispose: “Quell’uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: “Va’ a Siloe e làvati”. Io quindi sono andato, mi son lavato e ho ricuperato la vista”.

Gv-9:12 Ed essi gli dissero: “Dov’è costui?” Egli rispose: “Non so”.

Gv-9:13 Condussero dai farisei colui che era stato cieco.

Gv-9:14 Or era in giorno di sabato che Gesù aveva fatto il fango e gli aveva aperto gli occhi.

Gv-9:15 I farisei dunque gli domandarono di nuovo come egli avesse ricuperato la vista. Ed egli disse loro: “Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo”.

Gv-9:16 Perciò alcuni dei farisei dicevano: “Quest’uomo non è da Dio perché non osserva il sabato”. Ma altri dicevano: “Come può un peccatore fare tali miracoli?” E vi era disaccordo tra di loro.

Gv-9:17 Essi dunque dissero di nuovo al cieco: “Tu, che dici di lui, poiché ti ha aperto gli occhi?” Egli rispose: “È un profeta”.

Gv-9:18 I Giudei però non credettero che lui fosse stato cieco e avesse ricuperato la vista, finché non ebbero chiamato i genitori di colui che aveva ricuperato la vista,

Gv-9:19 e li ebbero interrogati così: “È questo vostro figlio che dite esser nato cieco? Com’è dunque che ora ci vede?”

Gv-9:20 I suoi genitori risposero: “Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco;

Gv-9:21 ma come ora ci veda, non sappiamo, né sappiamo chi gli abbia aperto gli occhi; domandatelo a lui; egli è adulto, parlerà lui di sé”.

Gv-9:22 Questo dissero i suoi genitori perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla sinagoga.

Gv-9:23 Per questo i suoi genitori dissero: “Egli è adulto, domandatelo a lui”.

Gv-9:24 Essi dunque chiamarono per la seconda volta l’uomo che era stato cieco, e gli dissero: “Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore”.

Gv-9:25 Egli rispose: “Se egli sia un peccatore, non so; una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo”. Gv-9:26 Essi allora gli dissero: “Che cosa ti ha fatto? Come ti aprì gli occhi?”

Gv-9:27 Egli rispose loro: “Ve l’ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventar suoi discepoli anche voi?”

Gv-9:28 Essi lo insultarono e dissero: “Sei tu discepolo di costui! Noi siamo discepoli di Mosè.

Gv-9:29 Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma in quanto a costui, non sappiamo di dove sia”.

Gv-9:30 L’uomo rispose loro: “Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure mi ha aperto gli occhi!

Gv-9:31 Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio e fa la volontà di Dio, egli lo esaudisce.

Gv-9:32 Da che mondo è mondo non si è mai udito che uno abbia aperto gli occhi a uno nato cieco.

Gv-9:33 Se quest’uomo non fosse da Dio, non potrebbe far nulla”.

Gv-9:34 Essi gli risposero: “Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi?” E lo cacciarono fuori.

Gv-9:35 Gesù udì che lo avevano cacciato fuori; e, trovatolo, gli disse: “Credi nel Figlio dell’uomo?”

Gv-9:36 Quegli rispose: “Chi è, Signore, perché io creda in lui?”

Gv-9:37 Gesù gli disse: “Tu l’hai già visto; è colui che parla con te, è lui”.

Gv-9:38 Egli disse: “Signore, io credo”. E gli si prostrò dinanzi.

Gv-9:39 Gesù disse: “Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi”.

Gv-9:40 Alcuni farisei, che erano con lui, udirono queste cose e gli dissero: “Siamo ciechi anche noi?”

Gv-9:41 Gesù rispose loro: “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane.

Gv-10:1 “In verità, in verità vi dico che chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante.

Gv-10:2 Ma colui che entra per la porta è il pastore delle pecore.

Gv-10:3 A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori.

Gv-10:4 Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.

Gv-10:5 Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei”.

Gv-10:6 Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono quali fossero le cose che diceva loro.

Gv-10:7 Perciò Gesù di nuovo disse loro: “In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.

Gv-10:8 Tutti quelli che sono venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.

Gv-10:9 Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura.

Gv-10:10 Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.

Gv-10:11 Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore.

Gv-10:12 Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde.

Gv-10:13 Il mercenario [si dà alla fuga perché è mercenario e] non si cura delle pecore.

Gv-10:14 Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me,

Gv-10:15 come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.

Gv-10:16 Ho anche altre pecore, che non sono di quest’ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore.

Gv-10:17 Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi.

Gv-10:18 Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio”.

Gv-10:19 Nacque di nuovo un dissenso tra i Giudei per queste parole.

Gv-10:20 Molti di loro dicevano: “Ha un demonio ed è fuori di sé; perché lo ascoltate?”

Gv-10:21 Altri dicevano: “Queste non sono parole di un indemoniato. Può un demonio aprire gli occhi ai ciechi?”

Gv-10:22 In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno,

Gv-10:23 e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.

Gv-10:24 I Giudei dunque gli si fecero attorno e gli dissero: “Fino a quando terrai sospeso l’animo nostro? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente”.

Gv-10:25 Gesù rispose loro: “Ve l’ho detto, e non lo credete; le opere che faccio nel nome del Padre mio, sono quelle che testimoniano di me;

Gv-10:26 ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore.

Gv-10:27 Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono;

Gv-10:28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano.

Gv-10:29 Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre.

Gv-10:30 Io e il Padre siamo uno”.

Gv-10:31 I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo.

Gv-10:32 Gesù disse loro: “Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?”

Gv-10:33 I Giudei gli risposero: “Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio”.

Gv-10:34 Gesù rispose loro: “Non sta scritto nella vostra legge: “Io ho detto: voi siete dèi?”

Gv-10:35 Se chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata),

Gv-10:36 come mai a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, voi dite che bestemmia, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio?”

Gv-10:37 Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete;

Gv-10:38 ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre”.

Gv-10:39 Essi cercavano nuovamente di arrestarlo; ma egli sfuggì loro dalle mani.

Gv-10:40 Gesù se ne andò di nuovo oltre il Giordano, dove Giovanni da principio battezzava, e là si trattenne.

Gv-10:41 Molti vennero a lui e dicevano: “Giovanni, è vero, non fece nessun segno miracoloso; ma tutto quello che Giovanni disse di quest’uomo, era vero”.

Gv-10:42 E là molti credettero in lui.

Gv-11:1 C’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella.

Gv-11:2 Maria era quella che unse il Signore di olio profumato e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; Lazzaro, suo fratello, era malato.

Gv-11:3 Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato”.

Gv-11:4 Gesù, udito ciò, disse: “Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato”.

Gv-11:5 Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro;

Gv-11:6 com’ebbe udito che egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava.

Gv-11:7 Poi disse ai discepoli: “Torniamo in Giudea!”

Gv-11:8 I discepoli gli dissero: “Maestro, proprio adesso i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vuoi tornare là?”

Gv-11:9 Gesù rispose: “Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;

Gv-11:10 ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui”.

Gv-11:11 Così parlò; poi disse loro: “Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo”.

Gv-11:12 Perciò i discepoli gli dissero: “Signore, se egli dorme, sarà salvo”.

Gv-11:13 Or Gesù aveva parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire del sonno.

Gv-11:14 Allora Gesù disse loro apertamente: “Lazzaro è morto,

Gv-11:15 e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!”

Gv-11:16 Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: “Andiamo anche noi, per morire con lui!”

Gv-11:17 Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro.

Gv-11:18 Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi,

Gv-11:19 e molti Giudei erano andati da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.

Gv-11:20 Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.

Gv-11:21 Marta dunque disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;

Gv-11:22 e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà”.

Gv-11:23 Gesù le disse: “Tuo fratello risusciterà”.

Gv-11:24 Marta gli disse: “Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno”.

Gv-11:25 Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;

Gv-11:26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?”

Gv-11:27 Ella gli disse: “Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo”.

Gv-11:28 Detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: “Il Maestro è qui, e ti chiama”.

Gv-11:29 Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e andò da lui.

Gv-11:30 Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta lo aveva incontrato.

Gv-11:31 Quando dunque i Giudei, che erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria si era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.

Gv-11:32 Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”.

Gv-11:33 Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse:

Gv-11:34 “Dove l’avete deposto?” Essi gli dissero: “Signore, vieni a vedere!”

Gv-11:35 Gesù pianse.

Gv-11:36 Perciò i Giudei dicevano: “Guarda come l’amava!”

Gv-11:37 Ma alcuni di loro dicevano: “Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?”

Gv-11:38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in sé stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura.

Gv-11:39 Gesù disse: “Togliete la pietra!” Marta, la sorella del morto, gli disse: “Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno”.

Gv-11:40 Gesù le disse: “Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?”

Gv-11:41 Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito.

Gv-11:42 Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato”.

Gv-11:43 Detto questo, gridò ad alta voce: “Lazzaro, vieni fuori!”

Gv-11:44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: “Scioglietelo e lasciatelo andare”.

Gv-11:45 Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte da Gesù, credettero in lui.

Gv-11:46 Ma alcuni di loro andarono dai farisei e raccontarono loro quello che Gesù aveva fatto.

Gv-11:47 I capi dei sacerdoti e i farisei, quindi, riunirono il sinedrio e dicevano: “Che facciamo? Perché quest’uomo fa molti segni miracolosi.

Gv-11:48 Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno come città e come nazione”.

 

* IL VANGELO “DELL’ANNUNCIO” SECONDO GIOVANNI (seconda parte)
Gv-11:49 Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: “Voi non capite nulla,Gv-11:50 e non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione”.

Gv-11:51 Or egli non disse questo di suo; ma, siccome era sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione;

Gv-11:52 e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi.

Gv-11:53 Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire.

Gv-11:54 Gesù quindi non andava più apertamente tra i Giudei, ma si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim; e là si trattenne con i suoi discepoli.

Gv-11:55 La Pasqua dei Giudei era vicina e molti di quella regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.

Gv-11:56 Cercavano dunque Gesù; e, stando nel tempio, dicevano tra di loro: “Che ve ne pare? Verrà alla festa?”

Gv-11:57 Or i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che se qualcuno sapesse dov’egli era, ne facesse denuncia perché potessero arrestarlo.

Gv-12:1 Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, andò a Betania dov’era Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.

Gv-12:2 Qui gli offrirono una cena; Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui.

Gv-12:3 Allora Maria, presa una libbra d’olio profumato, di nardo puro, di gran valore, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena del profumo dell’olio.

Gv-12:4 Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse:

Gv-12:5 “Perché non si è venduto quest’olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?”

Gv-12:6 Diceva così, non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che vi si metteva dentro.

Gv-12:7 Gesù dunque disse: “Lasciala stare; ella lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura.

Gv-12:8 Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me, non mi avete sempre”.

Gv-12:9 Una gran folla di Giudei seppe dunque che egli era lì; e ci andarono non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.

Gv-12:10 Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro,

Gv-12:11 perché, a causa sua, molti Giudei andavano e credevano in Gesù.

Gv-12:12 Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme,

Gv-12:13 prese dei rami di palme, uscì a incontrarlo, e gridava: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!”

Gv-12:14 Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:

Gv-12:15 “Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, montato sopra un puledro d’asina!”

Gv-12:16 I suoi discepoli non compresero subito queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, allora si ricordarono che queste cose erano state scritte di lui, e che essi gliele avevano fatte.

Gv-12:17 La folla dunque, che era con lui quando aveva chiamato Lazzaro fuori dal sepolcro e l’aveva risuscitato dai morti, ne rendeva testimonianza.

Gv-12:18 Per questo la folla gli andò incontro, perché avevano udito che egli aveva fatto quel segno miracoloso.

Gv-12:19 Perciò i farisei dicevano tra di loro: “Vedete che non guadagnate nulla? Ecco, il mondo gli corre dietro!”

Gv-12:20 Or tra quelli che salivano alla festa per adorare c’erano alcuni Greci.

Gv-12:21 Questi dunque, avvicinatisi a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, gli fecero questa richiesta: “Signore, vorremmo vedere Gesù”.

Gv-12:22 Filippo andò a dirlo ad Andrea; e Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.

Gv-12:23 Gesù rispose loro, dicendo: “L’ora è venuta, che il Figlio dell’uomo dev’essere glorificato.

Gv-12:24 In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto.

Gv-12:25 Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna.

Gv-12:26 Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà.

Gv-12:27 Ora, l’animo mio è turbato; e che dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest’ora.

Gv-12:28 Padre, glorifica il tuo nome!”Allora venne una voce dal cielo: “L’ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo!”

Gv-12:29 Perciò la folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: “Gli ha parlato un angelo”.

Gv-12:30 Gesù disse: “Questa voce non è venuta per me, ma per voi.

Gv-12:31 Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo;

Gv-12:32 e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me”.

Gv-12:33 Così diceva per indicare di qual morte doveva morire.

Gv-12:34 La folla quindi gli rispose: “Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo dimora in eterno; come mai dunque tu dici che il Figlio dell’uomo dev’essere innalzato? Chi è questo Figlio dell’uomo?”

Gv-12:35 Gesù dunque disse loro: “La luce è ancora per poco tempo tra di voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre, non sa dove va.

Gv-12:36 Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figli di luce”.

Gv-12:36 Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figli di luce”.

Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose da loro.

Gv-12:37 Sebbene avesse fatto tanti segni miracolosi in loro presenza, non credevano in lui;

Gv-12:38 affinché si adempisse la parola detta dal profeta Isaia: “Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? A chi è stato rivelato il braccio del Signore?”

Gv-12:39 Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia:

Gv-12:40 “Egli ha accecato i loro occhi e ha indurito i loro cuori, affinché non vedano con gli occhi, e non comprendano con il cuore, e non si convertano, e io non li guarisca”.

Gv-12:41 Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò.

Gv-12:42 Ciò nonostante, molti, anche tra i capi, credettero in lui; ma a causa dei farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga;

Gv-12:43 perché preferirono la gloria degli uomini alla gloria di Dio.

Gv-12:44 Ma Gesù ad alta voce esclamò: “Chi crede in me, crede non in me, ma in colui che mi ha mandato;

Gv-12:45 e chi vede me, vede colui che mi ha mandato.

Gv-12:46 Io son venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre.

Gv-12:47 Se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.

Gv-12:48 Chi mi respinge e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno.

Gv-12:49 Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha comandato lui quello che devo dire e di cui devo parlare;

Gv-12:50 e so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me”.

Gv-13:1 Or prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.

Gv-13:2 Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo,

Gv-13:3 Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava,

Gv-13:4 si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse.

Gv-13:5 Poi mise dell’acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto.

Gv-13:6 Si avvicinò dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: “Tu, Signore, lavare i piedi a me?” Gv-13:7 Gesù gli rispose: “Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo”.

Gv-13:8 Pietro gli disse: “Non mi laverai mai i piedi!” Gesù gli rispose: “Se non ti lavo, non hai parte alcuna con me”.

Gv-13:9 E Simon Pietro: “Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!”

Gv-13:10 Gesù gli disse: “Chi è lavato tutto, non ha bisogno che di aver lavati i piedi; è purificato tutto quanto; e voi siete purificati, ma non tutti”.

Gv-13:11 Perché sapeva chi era colui che lo tradiva; per questo disse: “Non tutti siete netti”.

Gv-13:12 Quando dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro: “Capite quello che vi ho fatto?

Gv-13:13 Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono.

Gv-13:14 Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.

Gv-13:15 Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.

Gv-13:16 In verità, in verità vi dico che il servo non è maggiore del suo signore, né il messaggero è maggiore di colui che lo ha mandato.

Gv-13:17 Se sapete queste cose, siete beati se le fate.

Gv-13:18 “Non parlo di voi tutti; io conosco quelli che ho scelti; ma, perché sia adempiuta la Scrittura, “Colui che mangia il mio pane,ha levato contro di me il suo calcagno”.

Gv-13:19 Ve lo dico fin d’ora, prima che accada; affinché quando sarà accaduto, voi crediate che io sono.

Gv-13:20 In verità, in verità vi dico: chi riceve colui che io avrò mandato, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato”.

Gv-13:21 Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito e, apertamente, così dichiarò: “In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà”.

Gv-13:22 I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo di chi parlasse.

Gv-13:23 Ora, a tavola, inclinato sul petto di Gesù, stava uno dei discepoli, quello che Gesù amava.

Gv-13:24 Simon Pietro gli fece cenno di domandare chi fosse colui del quale parlava.

Gv-13:25 Egli, chinatosi sul petto di Gesù, gli domandò: “Signore, chi è?”

Gv-13:26 Gesù rispose: “È quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto”. E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota.

Gv-13:27 Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Per cui Gesù gli disse: “Quel che fai, fallo presto”.

Gv-13:28 Ma nessuno dei commensali comprese perché gli avesse detto così.

Gv-13:29 Difatti alcuni pensavano che, siccome Giuda teneva la borsa, Gesù gli avesse detto: “Compra quel che ci occorre per la festa”; ovvero che desse qualcosa ai poveri.

Gv-13:30 Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte.

Gv-13:31 Quando egli fu uscito, Gesù disse: “Ora il Figlio dell’uomo è glorificato e Dio è glorificato in lui.

Gv-13:32 Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà anche in sé stesso e lo glorificherà presto.

Gv-13:33 Figlioli, è per poco che sono ancora con voi. Voi mi cercherete; e, come ho detto ai Giudei: “Dove vado io, voi non potete venire”, così lo dico ora a voi.

Gv-13:34 Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.

Gv-13:35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri”.

Gv-13:36 Simon Pietro gli domandò: “Signore, dove vai?” Gesù rispose: “Dove vado io, non puoi seguirmi per ora; ma mi seguirai più tardi”.

Gv-13:37 Pietro gli disse: “Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!”

Gv-13:38 Gesù gli rispose: “Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico che il gallo non canterà che già tu non mi abbia rinnegato tre volte.

Gv-14:1 “Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!

Gv-14:2 Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo?

Gv-14:3 Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi;

Gv-14:4 e del luogo dove io vado, sapete anche la via”.

Gv-14:5 Tommaso gli disse: “Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo sapere la via?”

Gv-14:6 Gesù gli disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Gv-14:7 Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l’avete visto”.

Gv-14:8 Filippo gli disse: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”.

Gv-14:9 Gesù gli disse: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: “Mostraci il Padre”?

Gv-14:10 Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue.

Gv-14:11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse.

Gv-14:12 In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre;

Gv-14:13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. Gv-14:14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

Gv-14:15 “Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti;

Gv-14:16 e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre,

Gv-14:17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.

Gv-14:18 Non vi lascerò orfani; tornerò da voi.

Gv-14:19 Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.

Gv-14:20 In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me e io in voi.

Gv-14:21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui”.

Gv-14:22 Giuda (non l’Iscariota) gli domandò: “Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?”

Gv-14:23 Gesù gli rispose: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui.

Gv-14:24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.

Gv-14:25 Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi;

Gv-14:26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.

Gv-14:27 Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti.

Gv-14:28 Avete udito che vi ho detto: “Io me ne vado, e torno da voi”; se voi mi amaste, vi rallegrereste che io vada al Padre, perché il Padre è maggiore di me.

Gv-14:29 Ora ve l’ho detto prima che avvenga, affinché, quando sarà avvenuto, crediate.

Gv-14:30 Io non parlerò più con voi per molto, perché viene il principe di questo mondo. Egli non può nulla contro di me;

Gv-14:31 ma così avviene affinché il mondo conosca che amo il Padre e opero come il Padre mi ha ordinato. Alzatevi, andiamo via di qui.

Gv-15:1 “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo.

Gv-15:2 Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di più.

Gv-15:3 Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunziata.

Gv-15:4 Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.

Gv-15:5 Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla.

Gv-15:6 Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.

Gv-15:7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.

Gv-15:8 In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.

Gv-15:9 Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore.

Gv-15:10 Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.

Gv-15:11 Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa.

Gv-15:12 “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.

Gv-15:13 Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.

Gv-15:14 Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.

Gv-15:15 Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.

Gv-15:16 Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.

Gv-15:17 Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Gv-15:18 “Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me.

Gv-15:19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia.

Gv-15:20 Ricordatevi della parola che vi ho detta: “Il servo non è più grande del suo signore”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.

Gv-15:21 Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.

Gv-15:22 Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero colpa; ma ora non hanno scusa per il loro peccato.

Gv-15:23 Chi odia me, odia anche il Padre mio.

Gv-15:24 Se non avessi fatto tra di loro le opere che nessun altro ha mai fatte, non avrebbero colpa; ma ora le hanno viste, e hanno odiato me e il Padre mio.

Gv-15:25 Ma questo è avvenuto affinché sia adempiuta la parola scritta nella loro legge: “Mi hanno odiato senza motivo”.

Gv-15:26 Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me;

Gv-15:27 e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio. Gv-16:1 “Io vi ho detto queste cose, affinché non siate sviati.

Gv-16:2 Vi espelleranno dalle sinagoghe; anzi, l’ora viene che chiunque vi ucciderà, crederà di rendere un culto a Dio.

Gv-16:3 Faranno questo perché non hanno conosciuto né il Padre né me.

Gv-16:4 Ma io vi ho detto queste cose, affinché quando sia giunta l’ora, vi ricordiate che ve le ho dette. Non ve le dissi da principio perché ero con voi.

Gv-16:5 “Ma ora vado a colui che mi ha mandato; e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”

Gv-16:6 Invece, perché vi ho detto queste cose, la tristezza vi ha riempito il cuore.

Gv-16:7 Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò.

Gv-16:8 Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Gv-16:9 Quanto al peccato, perché non credono in me;

Gv-16:10 quanto alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più;

Gv-16:11 quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.

Gv-16:12 Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata;

Gv-16:13 quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Gv-16:14 Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.

Gv-16:15 Tutte le cose che ha il Padre, sono mie; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà.

Gv-16:16 “Tra poco non mi vedrete più; e tra un altro poco mi vedrete [perché vado al Padre]”.

Gv-16:17 Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra di loro: “Che cos’è questo che ci dice: “Tra poco non mi vedrete più”; e: “Tra un altro poco mi vedrete”; e: “Perché vado al Padre”?”

Gv-16:18 Dicevano dunque: “Che cos’è questo “tra poco” che egli dice? Noi non sappiamo quello che egli voglia dire”.

Gv-16:19 Gesù comprese che volevano interrogarlo, e disse loro: “Voi vi domandate l’un l’altro che cosa significano quelle mie parole: “Tra poco non mi vedrete più”, e: “Tra un altro poco mi vedrete”?

Gv-16:20 In verità, in verità vi dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Sarete rattristati, ma la vostra tristezza sarà cambiata in gioia.

Gv-16:21 La donna, quando partorisce, prova dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia per la gioia che sia venuta al mondo una creatura umana.

Gv-16:22 Così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi toglierà la vostra gioia.

Gv-16:23 In quel giorno non mi rivolgerete alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà.

Gv-16:24 Fino ad ora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa.

Gv-16:25 “Vi ho detto queste cose in similitudini; l’ora viene che non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi farò conoscere il Padre.

Gv-16:26 In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi;

Gv-16:27 poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio.

Gv-16:28 Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e vado al Padre”.

Gv-16:29 I suoi discepoli gli dissero: “Ecco, adesso tu parli apertamente, e non usi similitudini.

Gv-16:30 Ora sappiamo che sai ogni cosa e non hai bisogno che nessuno ti interroghi; perciò crediamo che sei proceduto da Dio”.

Gv-16:31 Gesù rispose loro: “Adesso credete?

Gv-16:32 L’ora viene, anzi è venuta, che sarete dispersi, ciascuno per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.

Gv-16:33 Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo”.

Gv-17:1 Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, l’ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te,

Gv-17:2 giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati.

Gv-17:3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo.

Gv-17:4 Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare.

Gv-17:5 Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.

Gv-17:6 Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola.

Gv-17:7 Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te;

Gv-17:8 poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato.

Gv-17:9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi;

Gv-17:10 e tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro.

Gv-17:11 Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi.

Gv-17:12 Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta.

Gv-17:13 Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in sé stessi la mia gioia.

Gv-17:14 Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo.

Gv-17:15 Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno.

Gv-17:16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.

Gv-17:17 Santificali nella verità: la tua parola è verità.

Gv-17:18 Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo.

Gv-17:19 Per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità.

Gv-17:20 Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola:

Gv-17:21 che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.

Gv-17:22 Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno;

Gv-17:23 io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me.

Gv-17:24 Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo.

Gv-17:25 Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato;

Gv-17:26 e io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l’amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro”.

Gv-18:1 Dette queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Chedron, dov’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli.

Gv-18:2 Giuda, che lo tradiva, conosceva anche egli quel luogo, perché Gesù si era spesso riunito là con i suoi discepoli.

Gv-18:3 Giuda dunque, presa la coorte e le guardie mandate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, andò là con lanterne, torce e armi.

Gv-18:4 Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: “Chi cercate?”

Gv-18:5 Gli risposero: “Gesù il Nazareno!” Gesù disse loro: “Io sono”. Giuda, che lo tradiva, era anch’egli là con loro.

Gv-18:6 Appena Gesù ebbe detto loro: “Io sono”, indietreggiarono e caddero in terra.

Gv-18:7 Egli dunque domandò loro di nuovo: “Chi cercate?” Essi dissero: “Gesù il Nazareno”.

Gv-18:8 Gesù rispose: “Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi”.

Gv-18:9 E ciò affinché si adempisse la parola che egli aveva detta: “Di quelli che tu mi hai dati, non ne ho perduto nessuno”.

Gv-18:10 Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la prese e colpì il servo del sommo sacerdote, recidendogli l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco.

Gv-18:11 Ma Gesù disse a Pietro: “Rimetti la spada nel fodero; non berrò forse il calice che il Padre mi ha dato?”

Gv-18:12 La coorte, dunque, il tribuno e le guardie dei Giudei, presero Gesù e lo legarono,

Gv-18:13 e lo condussero prima da Anna, perché era suocero di Caiafa, che era sommo sacerdote di quell’anno.

Gv-18:14 Ora Caiafa era quello che aveva consigliato ai Giudei esser cosa utile che un uomo solo morisse per il popolo.

Gv-18:15 Intanto Simon Pietro e un altro discepolo seguivano Gesù; e quel discepolo era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote;

Gv-18:16 Pietro invece stava fuori, alla porta. Allora quell’altro discepolo che era noto al sommo sacerdote, uscì, parlò con la portinaia e fece entrare Pietro.

Gv-18:17 La serva portinaia dunque disse a Pietro: “Non sei anche tu dei discepoli di quest’uomo?” Egli rispose: “Non lo sono”.

Gv-18:18 Ora i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e stavano là a scaldarsi; anche Pietro stava con loro e si scaldava.

Gv-18:19 Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina.

Gv-18:20 Gesù gli rispose: “Io ho parlato apertamente al mondo; ho sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si radunano; e non ho detto nulla in segreto.

Gv-18:21 Perché m’interroghi? Domanda a quelli che mi hanno udito, quello che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho dette”.

Gv-18:22 Ma appena ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: “Così rispondi al sommo sacerdote?”

Gv-18:23 Gesù gli rispose: “Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?”

Gv-18:24 Quindi Anna lo mandò legato a Caiafa, sommo sacerdote.

Gv-18:25 Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi, e gli dissero: “Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?” Egli lo negò e disse: “Non lo sono”.

Gv-18:26 Uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: “Non ti ho forse visto nel giardino con lui?”

Gv-18:27 E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò.

Gv-18:28 Poi, da Caiafa, condussero Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e poter così mangiare la Pasqua.

Gv-18:29 Pilato dunque andò fuori verso di loro e domandò: “Quale accusa portate contro quest’uomo?”

Gv-18:30 Essi gli risposero: “Se costui non fosse un malfattore, non te lo avremmo dato nelle mani”.

Gv-18:31 Pilato quindi disse loro: “Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge”. I Giudei gli dissero: “A noi non è lecito far morire nessuno”.

Gv-18:32 E ciò affinché si adempisse la parola che Gesù aveva detta, indicando di qual morte doveva morire.

Gv-18:33 Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: “Sei tu il re dei Giudei?”

Gv-18:34 Gesù gli rispose: “Dici questo di tuo, oppure altri te l’hanno detto di me?”

Gv-18:35 Pilato gli rispose: “Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani; che cosa hai fatto?”

Gv-18:36 Gesù rispose: “Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui”.

Gv-18:37 Allora Pilato gli disse: “Ma dunque, sei tu re?” Gesù rispose: “Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce”.

Gv-18:38 Pilato gli disse: “Che cos’è verità?” E detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: “Io non trovo colpa in lui.

Gv-18:39 Ma voi avete l’usanza che io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il re dei Giudei?”

Gv-18:40 Allora gridarono di nuovo: “Non costui, ma Barabba!” Ora, Barabba era un ladrone.

Gv-19:1 Allora Pilato prese Gesù e lo fece flagellare.

Gv-19:2 I soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e gli misero addosso un manto di porpora; e s’accostavano a lui e dicevano:

Gv-19:3 “Salve, re dei Giudei!” E lo schiaffeggiavano.

Gv-19:4 Pilato uscì di nuovo, e disse loro: “Ecco, ve lo conduco fuori, affinché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa”.

Gv-19:5 Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. Pilato disse loro: “Ecco l’uomo!”

Gv-19:6 Come dunque i capi dei sacerdoti e le guardie lo ebbero visto, gridarono: “Crocifiggilo, crocifiggilo!” Pilato disse loro: “Prendetelo voi e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa”.

Gv-19:7 I Giudei gli risposero: “Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio”.

Gv-19:8 Quando Pilato udì questa parola, ebbe ancor più paura;

Gv-19:9 e, rientrato nel pretorio, disse a Gesù: “Di dove sei tu?” Ma Gesù non gli rispose.

Gv-19:10 Allora Pilato gli disse: “Non mi parli? Non sai che ho il potere di liberarti e il potere di crocifiggerti?”

Gv-19:11 Gesù gli rispose: “Tu non avresti alcun’autorità su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto; perciò chi mi ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa”.

Gv-19:12 Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: “Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare”.

Gv-19:13 Pilato dunque, udite queste parole, condusse fuori Gesù, e si mise a sedere in tribunale nel luogo detto Lastrico, e in ebraico Gabbatà.

Gv-19:14 Era la preparazione della Pasqua, ed era l’ora sesta. Egli disse ai Giudei: “Ecco il vostro re!”

Gv-19:15 Allora essi gridarono: “Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo!” Pilato disse loro: “Crocifiggerò il vostro re?” I capi dei sacerdoti risposero: “Noi non abbiamo altro re che Cesare”.

Gv-19:16 Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Gv-19:17 Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, giunse al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota,

Gv-19:18 dove lo crocifissero, assieme ad altri due, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo.

Gv-19:19 Pilato fece pure un’iscrizione e la pose sulla croce. V’era scritto: GESÙ IL NAZARENO, IL RE DEI GIUDEI.

Gv-19:20 Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l’iscrizione era in ebraico, in latino e in greco.

Gv-19:21 Perciò i capi dei sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato: “Non lasciare scritto: “Il re dei Giudei”; ma che egli ha detto: “Io sono il re dei Giudei””.

Gv-19:22 Pilato rispose: “Quello che ho scritto, ho scritto”.

Gv-19:23 I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato. Presero anche la tunica, che era senza cuciture, tessuta per intero dall’alto in basso.

Gv-19:24 Dissero dunque tra di loro: “Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi”; affinché si adempisse la Scrittura che dice: “Hanno spartito fra loro le mie vesti, e hanno tirato a sorte la mia tunica”. Questo fecero dunque i soldati.

Gv-19:25 Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena.

Gv-19:26 Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: “Donna, ecco tuo figlio!”

Gv-19:27 Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!” E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua.

Gv-19:28 Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: “Ho sete”.

Gv-19:29 C’era lì un vaso pieno d’aceto; posta dunque una spugna, imbevuta d’aceto, in cima a un ramo d’issopo, l’accostarono alla sua bocca.

Gv-19:30 Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: “È compiuto!” E, chinato il capo, rese lo spirito. Gv-19:31 Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione e quel sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe, e fossero portati via.

Gv-19:32 I soldati dunque vennero e spezzarono le gambe al primo, e poi anche all’altro che era crocifisso con lui;

Gv-19:33 ma giunti a Gesù, lo videro già morto, e non gli spezzarono le gambe,

Gv-19:34 ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua.

Gv-19:35 Colui che lo ha visto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è vera; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate.

Gv-19:36 Poiché questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura: “Nessun osso di lui sarà spezzato”.

Gv-19:37 E un’altra Scrittura dice: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”.

Gv-19:38 Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma in segreto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di poter prendere il corpo di Gesù, e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e prese il corpo di Gesù.

Gv-19:39 Nicodemo, che in precedenza era andato da Gesù di notte, venne anch’egli, portando una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre.

Gv-19:40 Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in fasce con gli aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso i Giudei.

Gv-19:41 Nel luogo dov’egli era stato crocifisso c’era un giardino, e in quel giardino un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato deposto.

Gv-19:42 Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino.

Gv-20:1 Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro.

Gv-20:2 Allora corse verso Simon Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: “Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo”.

Gv-20:3 Pietro e l’altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro.

Gv-20:4 I due correvano assieme, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro;

Gv-20:5 e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò.

Gv-20:6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra,

Gv-20:7 e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte.

Gv-20:8 Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette.

Gv-20:9 Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti.

Gv-20:10 I discepoli dunque se ne tornarono a casa.

Gv-20:11 Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro,

Gv-20:12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù.

Gv-20:13 Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?” Ella rispose loro: “Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l’abbiano deposto”.

Gv-20:14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù.

Gv-20:15 Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: “Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, e io lo prenderò”.

Gv-20:16 Gesù le disse: “Maria!” Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: “Rabbunì!” che vuol dire: “Maestro!”

Gv-20:17 Gesù le disse: “Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro””.

Gv-20:18 Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.

Gv-20:19 La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: “Pace a voi!”

Gv-20:20 E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono.

Gv-20:21 Allora Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi”.

Gv-20:22 Detto questo, soffiò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo.

Gv-20:23 A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti”.

Gv-20:24 Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù.

Gv-20:25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: “Abbiamo visto il Signore!” Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò”.

Gv-20:26 Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: “Pace a voi!”

Gv-20:27 Poi disse a Tommaso: “Porgi qua il dito e vedi le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente”.

Gv-20:28 Tommaso gli rispose: “Signor mio e Dio mio!”

Gv-20:29 Gesù gli disse: “Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”

Gv-20:30 Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro;

Gv-20:31 ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.

Gv-21:1 Dopo queste cose, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli presso il mar di Tiberiade; e si manifestò in questa maniera.

Gv-21:2 Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e due altri dei suoi discepoli erano insieme.

Gv-21:3 Simon Pietro disse loro: “Vado a pescare”. Essi gli dissero: “Veniamo anche noi con te”. Uscirono e salirono sulla barca; e quella notte non presero nulla.

Gv-21:4 Quando già era mattina, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli però non sapevano che era Gesù.

Gv-21:5 Allora Gesù disse loro: “Figlioli, avete del pesce?” Gli risposero: “No”.

Gv-21:6 Ed egli disse loro: “Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete”. Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero di pesci.

Gv-21:7 Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “È il Signore!” Simon Pietro, udito che era il Signore, si cinse la veste, perché era nudo, e si gettò in mare.

Gv-21:8 Ma gli altri discepoli vennero con la barca, perché non erano molto distanti da terra (circa duecento cubiti), trascinando la rete con i pesci.

Gv-21:9 Appena scesero a terra, videro là della brace e del pesce messovi su, e del pane.

Gv-21:10 Gesù disse loro: “Portate qua dei pesci che avete preso ora”.

Gv-21:11 Simon Pietro allora salì sulla barca e tirò a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò.

Gv-21:12 Gesù disse loro: “Venite a far colazione”. E nessuno dei discepoli osava chiedergli: “Chi sei?” Sapendo che era il Signore.

Gv-21:13 Gesù venne, prese il pane e lo diede loro; e così anche il pesce.

Gv-21:14 Questa era già la terza volta che Gesù si manifestava ai suoi discepoli, dopo esser risuscitato dai morti.

Gv-21:15 Quand’ebbero fatto colazione, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi ami più di questi?” Egli rispose: “Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene”. Gesù gli disse: “Pasci i miei agnelli”.

Gv-21:16 Gli disse di nuovo, una seconda volta: “Simone di Giovanni, mi ami?” Egli rispose: “Sì, Signore; tu sai che ti voglio bene”. Gesù gli disse: “Pastura le mie pecore”.

Gv-21:17 Gli disse la terza volta: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?” Pietro fu rattristato che egli avesse detto la terza volta: “Mi vuoi bene?” E gli rispose: “Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene”. Gesù gli disse: “Pasci le mie pecore.

Gv-21:18 In verità, in verità ti dico che quand’eri più giovane, ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non vorresti”.

Gv-21:19 Disse questo per indicare con quale morte avrebbe glorificato Dio. E, dopo aver parlato così, gli disse: “Seguimi”.

Gv-21:20 Pietro, voltatosi, vide venirgli dietro il discepolo che Gesù amava; quello stesso che durante la cena stava inclinato sul seno di Gesù e aveva detto: “Signore, chi è che ti tradisce?”

Gv-21:21 Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: “Signore, e di lui che sarà?”

Gv-21:22 Gesù gli rispose: “Se voglio che rimanga finché io venga, che t’importa? Tu, seguimi”.

Gv-21:23 Per questo motivo si sparse tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto; Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: “Se voglio che rimanga finché io venga, che t’importa?”

Gv-21:24 Questo è il discepolo che rende testimonianza di queste cose, e che ha scritto queste cose; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.

Gv-21:25 Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte; se si scrivessero a una a una, penso che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero.

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