Lc-1:1 Poiché molti hanno intrapreso a ordinare una narrazione dei fatti che hanno avuto compimento in mezzo a noi,

Lc-1:2 come ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola,

Lc-1:3 è parso bene anche a me, dopo essermi accuratamente informato di ogni cosa dall’origine, di scrivertene per ordine, illustre Teofilo,

Lc-1:4 perché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate.

Lc-1:5 Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote di nome Zaccaria, del turno di Abìa; sua moglie era discendente d’Aaronne e si chiamava Elisabetta.

Lc-1:6 Erano entrambi giusti davanti a Dio e osservavano in modo irreprensibile tutti i comandamenti e i precetti del Signore.

Lc-1:7 Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed erano tutti e due in età avanzata.

Lc-1:8 Mentre Zaccaria esercitava il sacerdozio davanti a Dio nell’ordine del suo turno,

Lc-1:9 secondo la consuetudine del sacerdozio, gli toccò in sorte di entrare nel tempio del Signore per offrirvi il profumo;

Lc-1:10 e tutta la moltitudine del popolo stava fuori in preghiera nell’ora del profumo.

Lc-1:11 E gli apparve un angelo del Signore, in piedi alla destra dell’altare dei profumi.

Lc-1:12 Zaccaria lo vide e fu turbato e preso da spavento.

Lc-1:13 Ma l’angelo gli disse: “Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita; tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, e gli porrai nome Giovanni.

Lc-1:14 Tu ne avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno per la sua nascita.

Lc-1:15 Perché sarà grande davanti al Signore. Non berrà né vino né bevande alcoliche, e sarà pieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre;

Lc-1:16 convertirà molti dei figli d’Israele al Signore, loro Dio;

Lc-1:17 andrà davanti a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per volgere i cuori dei padri ai figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto”.

Lc-1:18 E Zaccaria disse all’angelo: “Da che cosa conoscerò questo? Perché io sono vecchio e mia moglie è in età avanzata”.

Lc-1:19 L’angelo gli rispose: “Io son Gabriele che sto davanti a Dio; e sono stato mandato a parlarti e annunziarti queste liete notizie.

Lc-1:20 Ecco, tu sarai muto, e non potrai parlare fino al giorno che queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno a loro tempo”.

Lc-1:21 Il popolo intanto stava aspettando Zaccaria, e si meravigliava del suo indugiare nel tempio.

Lc-1:22 Ma quando fu uscito, non poteva parlare loro; e capirono che aveva avuto una visione nel tempio; ed egli faceva loro dei segni e restava muto.

Lc-1:23 Quando furono compiuti i giorni del suo servizio, egli se ne andò a casa sua.

Lc-1:24 Dopo quei giorni, sua moglie Elisabetta rimase incinta; e si tenne nascosta per cinque mesi, dicendo:

Lc-1:25 “Ecco quanto ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui mi ha rivolto il suo sguardo per cancellare la mia vergogna in mezzo agli uomini”.

Lc-1:26 Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret,

Lc-1:27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria.

Lc-1:28 L’angelo, entrato da lei, disse: “Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te”.

Lc-1:29 Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto.

Lc-1:30 L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

Lc-1:31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù.

Lc-1:32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre.

Lc-1:33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine”.

Lc-1:34 Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?”

Lc-1:35 L’angelo le rispose: “Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.

Lc-1:36 Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese, per lei, che era chiamata sterile;

Lc-1:37 poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace”.

Lc-1:38 Maria disse: “Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola”. E l’angelo la lasciò.

Lc-1:39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, Lc-1:40 ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.

Lc-1:41 Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo,

Lc-1:42 e ad alta voce esclamò: “Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno!

Lc-1:43 Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me?

Lc-1:44 Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo.

Lc-1:45 Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento”.

Lc-1:46 E Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore,

Lc-1:47 e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore,

Lc-1:48 perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva. Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata,

Lc-1:49 perché grandi cose mi ha fatte il Potente. Santo è il suo nome;

Lc-1:50 e la sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono.

Lc-1:51 Egli ha operato potentemente con il suo braccio; ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore;

Lc-1:52 ha detronizzato i potenti, e ha innalzato gli umili;

Lc-1:53 ha colmato di beni gli affamati, e ha rimandato a mani vuote i ricchi.

Lc-1:54 Ha soccorso Israele, suo servitore, ricordandosi della misericordia,

Lc-1:55 di cui aveva parlato ai nostri padri, verso Abraamo e verso la sua discendenza per sempre”.

Lc-1:56 Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua.

Lc-1:57 Compiutosi per lei il tempo del parto, Elisabetta diede alla luce un figlio.

Lc-1:58 I suoi vicini e i parenti udirono che il Signore le aveva usato grande misericordia, e se ne rallegravano con lei.

Lc-1:59 L’ottavo giorno vennero a circoncidere il bambino, e lo chiamavano Zaccaria dal nome di suo padre.

Lc-1:60 Allora sua madre intervenne e disse: “No, sarà invece chiamato Giovanni”.

Lc-1:61 Ed essi le dissero: “Non c’è nessuno nella tua parentela che porti questo nome”.

Lc-1:62 E con cenni domandavano al padre come voleva che fosse chiamato.

Lc-1:63 Egli, chiesta una tavoletta, scrisse così: “Il suo nome è Giovanni”. E tutti si meravigliarono.

Lc-1:64 In quell’istante la sua bocca fu aperta e la sua lingua sciolta, ed egli parlava, benedicendo Dio.

Lc-1:65 E tutti i loro vicini furono presi da timore; e tutte queste cose si divulgavano per tutta la regione montuosa della Giudea.

Lc-1:66 Tutti quelli che le udirono, le serbarono nel loro cuore e dicevano: “Che sarà mai questo bambino?” Perché la mano del Signore era con lui.

Lc-1:67 Zaccaria, suo padre, fu pieno di Spirito Santo e profetizzò, dicendo:

Lc-1:68 “Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo, Lc-1:69 e ci ha suscitato un potente Salvatore nella casa di Davide suo servo,

Lc-1:70 come aveva promesso da tempo per bocca dei suoi profeti;

Lc-1:71 uno che ci salverà dai nostri nemici e dalle mani di tutti quelli che ci odiano.

Lc-1:72 Egli usa così misericordia verso i nostri padri e si ricorda del suo santo patto,

Lc-1:73 del giuramento che fece ad Abraamo nostro padre,

Lc-1:74 di concederci che, liberati dalla mano dei nostri nemici, lo serviamo senza paura,

Lc-1:75 in santità e giustizia, alla sua presenza, tutti i giorni della nostra vita.

Lc-1:76 E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai davanti al Signore per preparare le sue vie,

Lc-1:77 per dare al suo popolo conoscenza della salvezza mediante il perdono dei loro peccati,

Lc-1:78 grazie ai sentimenti di misericordia del nostro Dio; per i quali l’Aurora dall’alto ci visiterà

Lc-1:79 per risplendere su quelli che giacciono in tenebre e in ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace”.

Lc-1:80 Or il bambino cresceva e si fortificava nello spirito; e stette nei deserti fino al giorno in cui doveva manifestarsi a Israele.

Lc-2:1 In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l’impero.

Lc-2:2 Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria.

Lc-2:3 Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città.

Lc-2:4 Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide,

Lc-2:5 per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta.

Lc-2:6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto;

Lc-2:7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

Lc-2:8 In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.

Lc-2:9 E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.

Lc-2:10 L’angelo disse loro: “Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:

Lc-2:11 “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.

Lc-2:12 E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia””.

Lc-2:13 E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

Lc-2:14 “Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch’egli gradisce!”

Lc-2:15 Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro:

“Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere”.

Lc-2:16 Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia;

Lc-2:17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino.

Lc-2:18 E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori.

Lc-2:19 Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo.

Lc-2:20 E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunziato.

Lc-2:21 Quando furono compiuti gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu messo il nome di Gesù, che gli era stato dato dall’angelo prima che egli fosse concepito.

Lc-2:22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore,

Lc-2:23 come è scritto nella legge del Signore: “Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore”;

Lc-2:24 e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi.

Lc-2:25 Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest’uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d’Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui;

Lc-2:26 e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore.

Lc-2:27 Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge,

Lc-2:28 lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo:

Lc-2:29 “Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola;

Lc-2:30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

Lc-2:31 che hai preparata dinanzi a tutti i popoli

Lc-2:32 per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”.

Lc-2:33 Il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che si dicevano di lui.

Lc-2:34 E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di lui: “Ecco, egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione

Lc-2:35 a te stessa una spada trafiggerà l’anima), affinché i pensieri di molti cuori siano svelati”.

Lc-2:36 Vi era anche Anna, profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser. Era molto avanti negli anni: dopo essere vissuta con il marito sette anni dalla sua verginità, era rimasta vedova e aveva raggiunto gli ottantaquattro anni.

Lc-2:37 Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.

Lc-2:38 Sopraggiunta in quella stessa ora, anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Lc-2:39 Com’ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazaret, loro città.

Lc-2:40 E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.

Lc-2:41 I suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.

Lc-2:42 Quando giunse all’età di dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l’usanza della festa;

Lc-2:43 passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all’insaputa dei genitori;

Lc-2:44 i quali, pensando che egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;

Lc-2:45 e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme cercandolo.

Lc-2:46 Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande;

Lc-2:47 e tutti quelli che l’udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte.

Lc-2:48 Quando i suoi genitori lo videro, rimasero stupiti; e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena”.

Lc-2:49 Ed egli disse loro: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?”

Lc-2:50 Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro.

Lc-2:51 Poi discese con loro, andò a Nazaret, e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

Lc-2:52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.

Lc-3:1 Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, quando Ponzio Pilato era governatore della Giudea, ed Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e Lisania tetrarca dell’Abilene,

Lc-3:2 sotto i sommi sacerdoti Anna e Caiafa, la parola di Dio fu diretta a Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.

Lc-3:3 Ed egli andò per tutta la regione intorno al Giordano, predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati,

Lc-3:4 come sta scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: “Voce di uno che grida nel deserto: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri.

Lc-3:5 Ogni valle sarà colmata e ogni monte e ogni colle sarà spianato; le vie tortuose saranno fatte diritte e quelle accidentate saranno appianate;

Lc-3:6 e ogni creatura vedrà la salvezza di Dio””.

Lc-3:7 Giovanni dunque diceva alle folle che andavano per essere battezzate da lui: “Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire l’ira futura?

Lc-3:8 Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento, e non cominciate a dire in voi stessi: “Noi abbiamo Abraamo per padre!” Perché vi dico che Dio può da queste pietre far sorgere dei figli ad Abraamo.

Lc-3:9 Ormai la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero dunque che non fa buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco”.

Lc-3:10 E la folla lo interrogava, dicendo: “Allora, che dobbiamo fare?”

Lc-3:11 Egli rispondeva loro: “Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”.

Lc-3:12 Vennero anche dei pubblicani per essere battezzati e gli dissero: “Maestro, che dobbiamo fare?”

Lc-3:13 Ed egli rispose loro: “Non riscotete nulla di più di quello che vi è ordinato”.

Lc-3:14 Lo interrogarono pure dei soldati, dicendo: “E noi, che dobbiamo fare?” Ed egli a loro: “Non fate estorsioni, non opprimete nessuno con false denunzie, e contentatevi della vostra paga”.

Lc-3:15 Ora il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro se Giovanni fosse il Cristo.

Lc-3:16 Giovanni rispose, dicendo a tutti: “Io vi battezzo in acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

Lc-3:17 Egli ha in mano il suo ventilabro per ripulire interamente la sua aia e raccogliere il grano nel suo granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile”.

Lc-3:18 Così, con molte e varie esortazioni evangelizzava il popolo;

Lc-3:19 ma Erode, il tetrarca, rimproverato da lui a proposito di Erodiada, moglie di suo fratello, e per tutte le malvagità che aveva commesso,

Lc-3:20 aggiunse a tutte le altre anche questa: rinchiuse Giovanni in prigione.

Lc-3:21 Ora, mentre tutto il popolo si faceva battezzare, anche Gesù fu battezzato; e, mentre pregava, si aprì il cielo,

Lc-3:22 e lo Spirito Santo scese su di lui in forma corporea, come una colomba; e venne una voce dal cielo: “Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto”.

Lc-3:23 Gesù, quando cominciò a insegnare, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, di Eli,

Lc-3:24 di Mattàt, di Levi, di Melchi, di Iannài, di Giuseppe,

Lc-3:25 di Mattatìa, di Amos, di Naum, di Esli, di Naggai,

Lc-3:26 di Maat, di Mattatìa, di Semèin, di Iosec, di Ioda,

Lc-3:27 di Ioanan, di Resa, di Zorobabèle, di Salatiel, di Neri,

Lc-3:28 di Melchi, di Addi, di Cosam, di Elmadàm, di Er,

Lc-3:29 di Gesù, di Eliezer, di Iorim, di Mattàt, di Levi,

Lc-3:30 di Simeone, di Giuda, di Giuseppe, di Ionam, di Eliachim,

Lc-3:31 di Melea, di Menna, di Mattata, di Natan, di Davide,

Lc-3:32 di Iesse, di Iobed, di Boos, di Sala, di Naàsson,

Lc-3:33 di Aminadàb, di Admin, di Arni, di Esrom, di Fares, di Giuda,

Lc-3:34 di Giacobbe, d’Isacco, d’Abraamo, di Tara, di Nacor,

Lc-3:35 di Seruc, di Ragau, di Falec, di Eber, di Sala,

Lc-3:36 di Cainam, di Arfàcsad, di Sem, di Noè, di Lamec,

Lc-3:37 di Matusala, di Enoc, di Iaret, di Maleleel, di Cainam,

Lc-3:38 di Enos, di Set, di Adamo, di Dio.

Lc-4:1 Gesù, pieno di Spirito Santo, ritornò dal Giordano, e fu condotto dallo Spirito nel deserto per quaranta giorni, dove era tentato dal diavolo.

Lc-4:2 Durante quei giorni non mangiò nulla; e quando furono trascorsi, ebbe fame.

Lc-4:3 Il diavolo gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane”.

Lc-4:4 Gesù gli rispose: “Sta scritto: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo””.

Lc-4:5 Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo e gli disse:

Lc-4:6 “Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni; perché essa mi è stata data, e la do a chi voglio.

Lc-4:7 Se dunque tu ti prostri ad adorarmi, sarà tutta tua”.

Lc-4:8 Gesù gli rispose: “Sta scritto: “Adora il Signore, il tuo Dio, e a lui solo rendi il tuo culto””.

Lc-4:9 Allora lo portò a Gerusalemme e lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù di qui;

Lc-4:10 perché sta scritto: “Egli ordinerà ai suoi angeli che ti proteggano;

Lc-4:11 ed essi ti porteranno sulle mani,perché tu non inciampi con il piede in una pietra””.

Lc-4:12 Gesù gli rispose: “È stato detto: “Non tentare il Signore Dio tuo””.

Lc-4:13 Allora il diavolo, dopo aver finito ogni tentazione, si allontanò da lui fino a un momento determinato.

Lc-4:14 Gesù, nella potenza dello Spirito, se ne tornò in Galilea; e la sua fama si sparse per tutta la regione.

Lc-4:15 E insegnava nelle loro sinagoghe, glorificato da tutti.

Lc-4:16 Si recò a Nazaret, dov’era stato allevato e, com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga. Alzatosi per leggere,

Lc-4:17 gli fu dato il libro del profeta Isaia. Aperto il libro, trovò quel passo dov’era scritto:

Lc-4:18 “Lo Spirito del Signore è sopra di me;perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato ad annunziare la liberazione ai prigionieri, e ai ciechi il ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi,

Lc-4:19 e a proclamare l’anno accettevole del Signore”.

Lc-4:20 Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui.

Lc-4:21 Egli prese a dir loro: “Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite”.

Lc-4:22 Tutti gli rendevano testimonianza, e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: “Non è costui il figlio di Giuseppe?”

Lc-4:23 Ed egli disse loro: “Certo, voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso; fa’ anche qui nella tua patria tutto quello che abbiamo udito essere avvenuto in Capernaum!””

Lc-4:24 Ma egli disse: “In verità vi dico che nessun profeta è ben accetto nella sua patria.

Lc-4:25 Anzi, vi dico in verità che ai giorni di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e vi fu grande carestia in tutto il paese, c’erano molte vedove in Israele;

Lc-4:26 eppure a nessuna di esse fu mandato Elia, ma fu mandato a una vedova in Sarepta di Sidone.

Lc-4:27 Al tempo del profeta Eliseo, c’erano molti lebbrosi in Israele; eppure nessuno di loro fu purificato; lo fu solo Naaman, il Siro”.

Lc-4:28 Udendo queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni d’ira.

Lc-4:29 Si alzarono, lo cacciarono fuori dalla città, e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale era costruita la loro città, per precipitarlo giù. Lc-4:30 Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

Lc-4:31 Poi discese a Capernaum, città della Galilea, e qui insegnava alla gente nei giorni di sabato.

Lc-4:32 Ed essi si stupivano del suo insegnamento perché parlava con autorità.

Lc-4:33 Or nella sinagoga si trovava un uomo che aveva uno spirito di demonio impuro, il quale gridò a gran voce:

Lc-4:34 “Ahi! Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: Il Santo di Dio!”

Lc-4:35 Gesù lo sgridò, dicendo: “Taci, ed esci da quest’uomo!” E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui senza fargli alcun male.

Lc-4:36 E tutti furono presi da stupore e discutevano tra di loro, dicendo: “Che parola è questa? Egli comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi, ed essi escono”.

Lc-4:37 E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione.

Lc-4:38 Poi, alzatosi e uscito dalla sinagoga, entrò in casa di Simone. Or la suocera di Simone era tormentata da una gran febbre; e lo pregarono per lei.

Lc-4:39 Chinatosi su di lei, egli sgridò la febbre, e la febbre la lasciò; ed ella subito si alzò e si mise a servirli.

Lc-4:40 Al tramontar del sole, tutti quelli che avevano dei sofferenti di varie malattie, li conducevano a lui; ed egli li guariva, imponendo le mani a ciascuno.

Lc-4:41 Anche i demòni uscivano da molti, gridando e dicendo: “Tu sei il Figlio di Dio!” Ma egli li sgridava e non permetteva loro di parlare, perché sapevano che egli era il Cristo.

Lc-4:42 Poi, fattosi giorno, uscì e andò in un luogo deserto; e le folle lo cercavano e giunsero fino a lui; e lo trattenevano perché non si allontanasse da loro.

Lc-4:43 Ma egli disse loro: “Anche alle altre città bisogna che io annunzi la buona notizia del regno di Dio; poiché per questo sono stato mandato”.

Lc-4:44 E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Lc-5:1 Mentre egli stava in piedi sulla riva del lago di Gennesaret e la folla si stringeva intorno a lui per udire la parola di Dio,

Lc-5:2 Gesù vide due barche ferme a riva: da esse i pescatori erano smontati e lavavano le reti.

Lc-5:3 Montato su una di quelle barche, che era di Simone, lo pregò di scostarsi un poco da terra; poi, sedutosi sulla barca, insegnava alla folla.

Lc-5:4 Com’ebbe terminato di parlare, disse a Simone: “Prendi il largo, e gettate le reti per pescare”.

Lc-5:5 Simone gli rispose: “Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti”.

Lc-5:6 E, fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano.

Lc-5:7 Allora fecero segno ai loro compagni dell’altra barca, di venire ad aiutarli. Quelli vennero e riempirono tutt’e due le barche, tanto che affondavano.

Lc-5:8 Simon Pietro, veduto ciò, si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: “Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore”.

Lc-5:9 Perché spavento aveva colto lui, e tutti quelli che erano con lui, per la quantità di pesci che avevano presi,

Lc-5:10 e così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Allora Gesù disse a Simone: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”.

Lc-5:11 Ed essi, tratte le barche a terra, lasciarono ogni cosa e lo seguirono.

Lc-5:12 Mentre egli si trovava in una di quelle città, ecco un uomo tutto coperto di lebbra, il quale, veduto Gesù, si gettò con la faccia a terra e lo pregò dicendo: “Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi”.

Lc-5:13 Ed egli stese la mano e lo toccò, dicendo: “Lo voglio, sii purificato”. In quell’istante la lebbra sparì da lui.

Lc-5:14 Poi Gesù gli comandò di non dirlo a nessuno. “Ma va’”, gli disse, “mòstrati al sacerdote e offri per la tua purificazione ciò che Mosè ha prescritto; e ciò serva loro di testimonianza”.

Lc-5:15 Però la fama di lui si spandeva sempre più; e moltissima gente si radunava per udirlo ed essere guarita dalle sue infermità.

Lc-5:16 Ma egli si ritirava nei luoghi deserti e pregava.

Lc-5:17 Un giorno Gesù stava insegnando; e c’erano, là seduti, dei farisei e dei dottori della legge, venuti da tutti i villaggi della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme; e la potenza del Signore era con lui per compiere guarigioni.

Lc-5:18 Ed ecco degli uomini che portavano sopra un letto un paralitico, e cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui.

Lc-5:19 Non trovando modo d’introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e, fatta un’apertura fra le tegole, lo calarono giù con il suo lettuccio, in mezzo alla gente, davanti a Gesù.

Lc-5:20 Ed egli, veduta la loro fede, disse: “Uomo, i tuoi peccati ti sono perdonati”.

Lc-5:21 Allora gli scribi e i farisei cominciarono a ragionare, dicendo: “Chi è costui che bestemmia? Chi può perdonare i peccati se non Dio solo?”

Lc-5:22 Ma Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse loro: “Che cosa pensate nei vostri cuori?

Lc-5:23 Che cosa è più facile, dire: “I tuoi peccati ti sono perdonati”, oppure dire: “Àlzati e cammina?”

Lc-5:24 Ora, affinché sappiate che il Figlio dell’uomo ha sulla terra il potere di perdonare i peccati, “Io ti dico”, disse al paralitico, “àlzati, prendi il tuo lettuccio, e va’ a casa tua””.

Lc-5:25 E subito il paralitico si alzò in presenza loro, prese il suo giaciglio e se ne andò a casa sua, glorificando Dio.

Lc-5:26 Tutti furono presi da stupore e glorificavano Dio; e, pieni di spavento, dicevano: “Oggi abbiamo visto cose straordinarie”.

Lc-5:27 Dopo queste cose, egli uscì e notò un pubblicano, di nome Levi, che sedeva al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”.

Lc-5:28 Ed egli, lasciata ogni cosa, si alzò e si mise a seguirlo.

Lc-5:29 Levi gli preparò un grande banchetto in casa sua; e una gran folla di pubblicani e di altre persone erano a tavola con loro.

Lc-5:30 I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai discepoli di Gesù: “Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?”

Lc-5:31 Gesù rispose loro: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, bensì i malati.

Lc-5:32 Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento”.

Lc-5:33 Essi gli dissero: “I discepoli di Giovanni digiunano spesso e pregano; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono”.

Lc-5:34 Gesù disse loro: “Potete far digiunare gli amici dello sposo, mentre lo sposo è con loro?

Lc-5:35 Ma verranno i giorni in cui lo sposo sarà loro tolto: allora, in quei giorni, digiuneranno”.

Lc-5:36 Disse loro anche una parabola: “Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo a un vestito vecchio; altrimenti strappa il nuovo, e il pezzo tolto dal nuovo non si adatta al vecchio.

Lc-5:37 Nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo fa scoppiare gli otri, il vino si spande, e gli otri vanno perduti.

Lc-5:38 Ma il vino nuovo va messo in otri nuovi.

Lc-5:39 E nessuno, che abbia bevuto vino vecchio, ne desidera del nuovo, perché dice: “Il vecchio è buono””.

Lc-6:1 Avvenne che in un giorno di sabato egli passava per i campi di grano. I suoi discepoli strappavano delle spighe e, sfregandole con le mani, mangiavano il grano.

Lc-6:2 E alcuni farisei dissero: “Perché fate ciò che non è lecito di sabato?”

Lc-6:3 Gesù rispose loro: “Non avete mai letto ciò che fece Davide, quand’ebbe fame, egli e coloro che erano con lui?

Lc-6:4 Come entrò nella casa di Dio, e prese i pani di presentazione, ne mangiò e ne diede anche a quelli che erano con lui, benché non sia lecito mangiarne se non ai soli sacerdoti?”

Lc-6:5 E diceva loro: “Il Figlio dell’uomo è signore del sabato”.

Lc-6:6 Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era lì un uomo che aveva la mano destra paralizzata.

Lc-6:7 Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se avrebbe fatto una guarigione di sabato, per trovare di che accusarlo.

Lc-6:8 Ma egli conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: “Àlzati, e mettiti in mezzo!” Ed egli, alzatosi, stette in piedi.

Lc-6:9 Poi Gesù disse loro: “Io domando a voi: è lecito, di sabato, far del bene o far del male? Salvare una persona o ucciderla?”

Lc-6:10 E, girato lo sguardo intorno su tutti loro, disse a quell’uomo: “Stendi la mano!” Egli lo fece, e la sua mano fu guarita.

Lc-6:11 Ed essi furono pieni di furore e discutevano tra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

Lc-6:12 In quei giorni egli andò sul monte a pregare, e passò la notte pregando Dio.

Lc-6:13 Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli:

Lc-6:14 Simone, che chiamò anche Pietro, e suo fratello Andrea; Giacomo e Giovanni; Filippo e Bartolomeo;

Lc-6:15 Matteo e Tommaso; Giacomo, figlio d’Alfeo, e Simone, chiamato Zelota;

Lc-6:16 Giuda, figlio di Giacomo, e Giuda Iscariota, che divenne traditore.

Lc-6:17 Sceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante, dove si trovava una gran folla di suoi discepoli e un gran numero di persone di tutta la Giudea, di Gerusalemme e della costa di Tiro e di Sidone,

Lc-6:18 i quali erano venuti per udirlo e per essere guariti dalle loro malattie.

Lc-6:19 Quelli che erano tormentati da spiriti immondi erano guariti; e tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva un potere che guariva tutti.

Lc-6:20 Egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: “Beati voi che siete poveri, perché il regno di Dio è vostro.

Lc-6:21 Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete.

Lc-6:22 Beati voi, quando gli uomini vi odieranno, e quando vi scacceranno da loro, e vi insulteranno e metteranno al bando il vostro nome come malvagio, a motivo del Figlio dell’uomo.

Lc-6:23 Rallegratevi in quel giorno e saltate di gioia, perché, ecco, il vostro premio è grande nei cieli; perché i padri loro facevano lo stesso ai profeti.

Lc-6:24 Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.

Lc-6:25 Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.

Lc-6:26 Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi, perché i padri loro facevano lo stesso con i falsi profeti.

Lc-6:27 “Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che vi odiano;

Lc-6:28 benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che vi oltraggiano.

Lc-6:29 A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica.

Lc-6:30 Dà a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare.

Lc-6:31 E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro.

Lc-6:32 Se amate quelli che vi amano, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori amano quelli che li amano.

Lc-6:33 E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, quale grazia ve ne viene? Anche i peccatori fanno lo stesso.

Lc-6:34 E se prestate a quelli dai quali sperate di ricevere, qual grazia ne avete? Anche i peccatori prestano ai peccatori per riceverne altrettanto.

Lc-6:35 Ma amate i vostri nemici, fate del bene, prestate senza sperarne nulla e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; poiché egli è buono verso gli ingrati e i malvagi. Lc-6:36 Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.

Lc-6:37 “Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato.

Lc-6:38 Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi”.

Lc-6:39 Poi disse loro anche una parabola: “Può un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso?

Lc-6:40 Un discepolo non è più grande del maestro; ma ogni discepolo ben preparato sarà come il suo maestro.

Lc-6:41 Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell’occhio tuo?

Lc-6:42 Come puoi dire a tuo fratello: “Fratello, lascia che io tolga la pagliuzza che hai nell’occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nell’occhio tuo? Ipocrita, togli prima dall’occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello.

Lc-6:43 Non c’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né vi è albero cattivo che faccia frutto buono;

Lc-6:44 perché ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi.

Lc-6:45 L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene; e l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro tira fuori il male; perché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca.

Lc-6:46 “Perché mi chiamate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?

Lc-6:47 Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi assomiglia.

Lc-6:48 Assomiglia a un uomo il quale, costruendo una casa, ha scavato e scavato profondamente, e ha posto il fondamento sulla roccia; e, venuta un’alluvione, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto smuoverla perché era stata costruita bene.

Lc-6:49 Ma chi ha udito e non ha messo in pratica, assomiglia a un uomo che ha costruito una casa sul terreno, senza fondamenta; la fiumana l’ha investita, e subito è crollata; e la rovina di quella casa è stata grande”.

Lc-7:1 Dopo che egli ebbe terminato tutti questi discorsi davanti al popolo che l’ascoltava, entrò in Capernaum.

Lc-7:2 Un centurione aveva un servo, molto stimato, che era infermo e stava per morire;

Lc-7:3 avendo udito parlare di Gesù, gli mandò degli anziani dei Giudei per pregarlo che venisse a guarire il suo servo.

Lc-7:4 Essi, presentatisi a Gesù, lo pregavano con insistenza, dicendo: “Egli merita che tu gli conceda questo;

Lc-7:5 perché ama la nostra nazione ed è lui che ci ha costruito la sinagoga”.

Lc-7:6 Gesù s’incamminò con loro; ormai non si trovava più molto lontano dalla casa, quando il centurione mandò degli amici a dirgli: “Signore, non darti quest’incomodo, perché io non son degno che tu entri sotto il mio tetto;

Lc-7:7 perciò non mi sono neppure ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito.

Lc-7:8 Perché anch’io sono uomo sottoposto all’autorità altrui, e ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: “Vai”, ed egli va; a un altro: “Vieni”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo”, ed egli lo fa”.

Lc-7:9 Udito questo, Gesù restò meravigliato di lui; e, rivolgendosi alla folla che lo seguiva, disse: “Io vi dico che neppure in Israele ho trovato una così gran fede!”

Lc-7:10 E quando gli inviati furono tornati a casa, trovarono il servo guarito.

Lc-7:11 Poco dopo egli si avviò verso una città chiamata Nain, e i suoi discepoli e una gran folla andavano con lui.

Lc-7:12 Quando fu vicino alla porta della città, ecco che si portava alla sepoltura un morto, figlio unico di sua madre, che era vedova; e molta gente della città era con lei.

Lc-7:13 Il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: “Non piangere!”

Lc-7:14 E, avvicinatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: “Ragazzo, dico a te, àlzati!”

Lc-7:15 Il morto si alzò e si mise seduto, e cominciò a parlare. E Gesù lo restituì a sua madre.

Lc-7:16 Tutti furono presi da timore, e glorificavano Dio, dicendo: “Un grande profeta è sorto tra di noi”; e: “Dio ha visitato il suo popolo”.

Lc-7:17 E questo dire intorno a Gesù si divulgò per tutta la Giudea e per tutto il paese intorno.

Lc-7:18 I discepoli di Giovanni gli riferirono tutte queste cose.

Lc-7:19 Ed egli, chiamati a sé due dei suoi discepoli, li mandò dal Signore a dirgli: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?”

Lc-7:20 Quelli si presentarono a Gesù e gli dissero: “Giovanni il battista ci ha mandati da te a chiederti: “Sei tu colui che deve venire o ne aspetteremo un altro?””

Lc-7:21 In quella stessa ora, Gesù guarì molti da malattie, da infermità e da spiriti maligni, e a molti ciechi restituì la vista.

Lc-7:22 Poi rispose loro: “Andate a riferire a Giovanni quello che avete visto e udito: i ciechi ricuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, il vangelo è annunziato ai poveri.

Lc-7:23 Beato colui che non si sarà scandalizzato di me!”

Lc-7:24 Quando gli inviati di Giovanni se ne furono andati, Gesù cominciò a parlare di Giovanni alla folla: “Che cosa andaste a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento?

Lc-7:25 Ma che cosa andaste a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Ecco, quelli che portano degli abiti sontuosi e vivono in delizie stanno nei palazzi dei re.

Lc-7:26 Ma che andaste a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e uno più di un profeta.

Lc-7:27 Egli è colui del quale è scritto: “Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero, che preparerà la tua via davanti a te”.

Lc-7:28 Io vi dico: fra i nati di donna nessuno è più grande di Giovanni; però, il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

Lc-7:29 Tutto il popolo che lo ha udito, anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio, facendosi battezzare del battesimo di Giovanni;

Lc-7:30 ma i farisei e i dottori della legge, non facendosi battezzare da lui, hanno respinto la volontà di Dio per loro.

Lc-7:31 A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione? A chi sono simili?

Lc-7:32 Sono simili a bambini seduti in piazza, che gridano gli uni agli altri: “Vi abbiamo sonato il flauto e non avete ballato; abbiamo cantato dei lamenti e non avete pianto”.

Lc-7:33 Difatti è venuto Giovanni il battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “Ha un demonio”.

Lc-7:34 È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori!

Lc-7:35 Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli””.

Lc-7:36 Uno dei farisei lo invitò a pranzo; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola.

Lc-7:37 Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato;

Lc-7:38 e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l’olio.

Lc-7:39 Il fariseo che lo aveva invitato, veduto ciò, disse fra sé: “Costui, se fosse profeta, saprebbe che donna è questa che lo tocca; perché è una peccatrice”.

Lc-7:40 E Gesù, rispondendo gli disse: “Simone, ho qualcosa da dirti”. Ed egli: “Maestro, di’ pure”.

Lc-7:41 “Un creditore aveva due debitori; l’uno gli doveva cinquecento denari e l’altro cinquanta.

Lc-7:42 E poiché non avevano di che pagare condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?”

Lc-7:43 Simone rispose: “Ritengo sia colui al quale ha condonato di più”. Gesù gli disse: “Hai giudicato rettamente”.

Lc-7:44 E, voltatosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell’acqua per i piedi; ma lei mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.

Lc-7:45 Tu non mi hai dato un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. Lc-7:46 Tu non mi hai versato l’olio sul capo; ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.

Lc-7:47 Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama”.

Lc-7:48 Poi disse alla donna: “I tuoi peccati sono perdonati”.

Lc-7:49 Quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire in loro stessi: “Chi è costui che perdona anche i peccati?”

Lc-7:50 Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace”.

Lc-8:1 In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunziando la buona notizia del regno di Dio.

Lc-8:2 Con lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni;

Lc-8:3 Giovanna, moglie di Cuza, l’amministratore di Erode; Susanna e molte altre che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni.

Lc-8:4 Or come si riuniva una gran folla e la gente di ogni città accorreva a lui, egli disse in parabola:

Lc-8:5 “Il seminatore uscì a seminare la sua semenza; e, mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada: fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono.

Lc-8:6 Un’altra cadde sulla roccia: appena fu germogliato seccò, perché non aveva umidità.

Lc-8:7 Un’altra cadde in mezzo alle spine: le spine, crescendo insieme con esso, lo soffocarono.

Lc-8:8 Un’altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno”. Dicendo queste cose, esclamava: “Chi ha orecchi per udire oda!”

Lc-8:9 I suoi discepoli gli domandarono che cosa volesse dire questa parabola.

Lc-8:10 Ed egli disse: “A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri se ne parla in parabole, affinché vedendo non vedano, e udendo non comprendano.

Lc-8:11 Or questo è il significato della parabola: il seme è la parola di Dio.

Lc-8:12 Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati.

Lc-8:13 Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro.

Lc-8:14 Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità.

Lc-8:15 E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza.

Lc-8:16 “Nessuno accende una lampada e poi la copre con un vaso, o la mette sotto il letto; anzi la mette sul candeliere, perché chi entra veda la luce.

Lc-8:17 Poiché non c’è nulla di nascosto che non debba manifestarsi, né di segreto che non debba essere conosciuto e venire alla luce.

Lc-8:18 Attenti dunque a come ascoltate: perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, anche quello che pensa di avere gli sarà tolto”.

Lc-8:19 Sua madre e i suoi fratelli vennero a trovarlo; ma non potevano avvicinarlo a motivo della folla.

Lc-8:20 Gli fu riferito: “Tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori, e vogliono vederti”.

Lc-8:21 Ma egli rispose loro: “Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”.

Lc-8:22 Un giorno egli salì su una barca con i suoi discepoli, e disse loro: “Passiamo all’altra riva del lago”. E presero il largo.

Lc-8:23 Mentre navigavano, egli si addormentò; e si abbattè sul lago un turbine di vento, tanto che la barca si riempiva d’acqua, ed essi erano in pericolo.

Lc-8:24 I discepoli, avvicinatisi, lo svegliarono, dicendo: “Maestro, Maestro, noi periamo!” Ma egli, destatosi, sgridò il vento e i flutti che si calmarono, e si fece bonaccia.

Lc-8:25 Poi disse loro: “Dov’è la vostra fede?” Ma essi, impauriti e meravigliati, dicevano l’uno all’altro: “Chi è mai costui che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli ubbidiscono?”

Lc-8:26 Approdarono nel paese dei Gerasèni, che sta di fronte alla Galilea.

Lc-8:27 Quando egli fu sceso a terra, gli venne incontro un uomo della città: era posseduto da demòni e da molto tempo non indossava vestiti, non abitava in una casa, ma stava fra le tombe.

Lc-8:28 Appena vide Gesù, lanciò un grido, si inginocchiò davanti a lui e disse a gran voce: “Che c’è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi”.

Lc-8:29 Gesù, infatti, aveva comandato allo spirito immondo di uscire da quell’uomo, di cui si era impadronito da molto tempo; e, anche quando lo legavano con catene e lo custodivano in ceppi, spezzava i legami, e veniva trascinato via dal demonio nei deserti.

Lc-8:30 Gesù gli domandò: “Qual è il tuo nome?” Ed egli rispose: “Legione”; perché molti demòni erano entrati in lui.

Lc-8:31 Ed essi lo pregavano che non comandasse loro di andare nell’abisso.

Lc-8:32 C’era là un branco numeroso di porci che pascolava sul monte; e i demòni lo pregarono di permetter loro di entrare in quelli. Ed egli lo permise.

Lc-8:33 I demòni, usciti da quell’uomo, entrarono nei porci; e quel branco si gettò a precipizio giù nel lago e affogò.

Lc-8:34 Coloro che li custodivano videro ciò che era avvenuto, se ne fuggirono e portarono la notizia in città e per la campagna.

8:35 La gente uscì a vedere l’accaduto; e, venuta da Gesù, trovò l’uomo, dal quale erano usciti i demòni, che sedeva ai piedi di Gesù, vestito e sano di mente; e si impaurirono.

Lc-8:36 Quelli che avevano visto, raccontarono loro come l’indemoniato era stato liberato.

Lc-8:37 L’intera popolazione della regione dei Gerasèni pregò Gesù che se ne andasse via da loro; perché erano presi da grande spavento. Egli, salito sulla barca, se ne tornò indietro.

Lc-8:38 L’uomo dal quale erano usciti i demòni, lo pregava di poter restare con lui, ma Gesù lo rimandò, dicendo:

Lc-8:39 “Torna a casa tua, e racconta le grandi cose che Dio ha fatte per te”. Ed egli se ne andò per tutta la città, proclamando tutto quello che Gesù aveva fatto per lui.

Lc-8:40 Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti lo stavano aspettando.

Lc-8:41 Ecco venire un uomo, di nome Iairo, che era capo della sinagoga; e, gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di entrare in casa sua,

Lc-8:42 perché aveva una figlia unica di circa dodici anni, che stava per morire. Or mentre Gesù vi andava, la folla faceva ressa intorno a lui.

Lc-8:43 Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni [e aveva speso tutti i suoi beni con i medici] senza poter essere guarita da nessuno,

Lc-8:44 si avvicinò di dietro e gli toccò il lembo della veste; e in quell’istante il suo flusso ristagnò.

Lc-8:45 E Gesù domandò: “Chi mi ha toccato?” E siccome tutti negavano, Pietro e quelli che erano con lui risposero: “Maestro, la folla ti stringe e ti preme”.

Lc-8:46 Ma Gesù replicò: “Qualcuno mi ha toccato, perché ho sentito che una potenza è uscita da me”.

Lc-8:47 La donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per quale motivo lo aveva toccato e come era stata guarita in un istante.

Lc-8:48 Ma egli le disse: “Figliola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace”.

Lc-8:49 Mentr’egli parlava ancora, venne uno dalla casa del capo della sinagoga, a dirgli: “Tua figlia è morta; non disturbare più il Maestro”.

Lc-8:50 Ma Gesù, udito ciò, rispose a Iairo: “Non temere; solo abbi fede, e sarà salva”.

Lc-8:51 Arrivato alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui all’infuori di Pietro, Giovanni, Giacomo, il padre e la madre della bambina.

Lc-8:52 Or tutti piangevano e facevano cordoglio per lei. Ma egli disse: “Non piangete, perché non è morta, ma dorme”.

Lc-8:53 E ridevano di lui, sapendo che era morta.

Lc-8:54 Ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: “Bambina, àlzati”.

Lc-8:55 Lo spirito di lei ritornò ed ella si alzò subito; Gesù comandò che le dessero da mangiare.

Lc-8:56 E i genitori di lei rimasero sbalorditi; ma egli ordinò loro di non dire a nessuno quello che era avvenuto.

Lc-9:1 Gesù, convocati i dodici, diede loro l’autorità su tutti i demòni e il potere di guarire le malattie.

Lc-9:2 Li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire i malati.

Lc-9:3 E disse loro: “Non prendete nulla per il viaggio: né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non abbiate tunica di ricambio.

Lc-9:4 In qualunque casa entrerete, in quella rimanete e da quella ripartite.

Lc-9:5 Quanto a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro città, scotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro di loro”.

Lc-9:6 Ed essi, partiti, andavano di villaggio in villaggio, evangelizzando e operando guarigioni dappertutto.

Lc-9:7 Erode, il tetrarca, udì parlare di tutti quei fatti; ne era perplesso, perché alcuni dicevano: “Giovanni è risuscitato dai morti”;

Lc-9:8 altri dicevano: “È apparso Elia”; e altri: “È risuscitato uno degli antichi profeti”.

Lc-9:9 Ma Erode disse: “Giovanni l’ho fatto decapitare; chi è dunque costui del quale sento dire queste cose?” E cercava di vederlo.

Lc-9:10 Gli apostoli ritornarono e raccontarono a Gesù tutte le cose che avevano fatte; ed egli li prese con sé e si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsàida.

Lc-9:11 Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono; ed egli li accolse e parlava loro del regno di Dio, e guariva quelli che avevano bisogno di guarigione.

Lc-9:12 Or il giorno cominciava a declinare; e i dodici, avvicinatisi, gli dissero: “Lascia andare la folla, perché se ne vada per i villaggi e per le campagne vicine per trovarvi cena e alloggio, perché qui siamo in un luogo deserto”.

Lc-9:13 Ma egli rispose: “Date loro voi da mangiare”. Ed essi obiettarono: “Noi non abbiamo altro che cinque pani e due pesci; a meno che non andiamo noi a comprar dei viveri per tutta questa gente”.

Lc-9:14 Perché c’erano cinquemila uomini. Ed egli disse ai suoi discepoli: “Fateli sedere a gruppi di una cinquantina”.

Lc-9:15 E così li fecero accomodare tutti.

Lc-9:16 Poi Gesù prese i cinque pani e i due pesci, alzò lo sguardo al cielo e li benedisse, li spezzò e li diede ai suoi discepoli perché li distribuissero alla gente.

Lc-9:17 Tutti mangiarono a sazietà e dei pezzi avanzati si portarono via dodici ceste.

Lc-9:18 Mentre egli stava pregando in disparte, i discepoli erano con lui; ed egli domandò loro: “Chi dice la gente che io sia?”

Lc-9:19 E quelli risposero: “Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia, e altri, uno dei profeti antichi che è risuscitato”.

Lc-9:20 Ed egli disse loro: “E voi, chi dite che io sia?” Pietro rispose: “Il Cristo di Dio”.

Lc-9:21 Ed egli ordinò loro di non dirlo a nessuno, e aggiunse:

Lc-9:22 “Bisogna che il Figlio dell’uomo soffra molte cose e sia respinto dagli anziani, dai capi dei sacerdoti, dagli scribi, sia ucciso, e risusciti il terzo giorno”.

Lc-9:23 Diceva poi a tutti: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua.

Lc-9:24 Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la salverà.

Lc-9:25 Infatti, che serve all’uomo guadagnare tutto il mondo, se poi perde o rovina sé stesso?

Lc-9:26 Perché se uno ha vergogna di me e delle mie parole, il Figlio dell’uomo avrà vergogna di lui, quando verrà nella gloria sua e del Padre e dei santi angeli.

Lc-9:27 Ora io vi dico in verità che alcuni di quelli che sono qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbiano visto il regno di Dio”.

Lc-9:28 Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo, e salì sul monte a pregare.

Lc-9:29 Mentre pregava, l’aspetto del suo volto fu mutato e la sua veste divenne di un candore sfolgorante.

Lc-9:30 Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia,

Lc-9:31 i quali, apparsi in gloria, parlavano della sua dipartita che stava per compiersi in Gerusalemme.

Lc-9:32 Pietro e quelli che erano con lui erano oppressi dal sonno; e, quando si furono svegliati, videro la sua gloria e i due uomini che erano con lui.

Lc-9:33 Come questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli non sapeva quello che diceva.

Lc-9:34 Mentre parlava così, venne una nuvola che li avvolse; e i discepoli temettero quando quelli entrarono nella nuvola.

Lc-9:35 E una voce venne dalla nuvola, dicendo: “Questi è mio Figlio, colui che io ho scelto: ascoltatelo”.

Lc-9:36 Mentre la voce parlava, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero e in quei giorni non riferirono nulla a nessuno di quello che avevano visto.

Lc-9:37 Il giorno seguente, quando essi scesero dal monte, una gran folla andò incontro a Gesù. Lc-9:38 Un uomo dalla folla gridò: “Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio: è l’unico che io abbia.

Lc-9:39 Ecco, uno spirito si impadronisce di lui, e subito egli grida; e lo spirito lo contorce, facendolo schiumare, e a fatica si allontana da lui, dopo averlo straziato.

Lc-9:40 Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non hanno potuto”.

Lc-9:41 Gesù rispose: “O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò? Porta qui tuo figlio”.

Lc-9:42 Mentre il ragazzo si avvicinava, il demonio lo gettò per terra e cominciò a contorcerlo con le convulsioni; ma Gesù sgridò lo spirito immondo, guarì il ragazzo e lo rese a suo padre.

Lc-9:43 E tutti rimasero sbalorditi della grandezza di Dio. Mentre tutti si meravigliavano di tutte le cose che Gesù faceva, egli disse ai suoi discepoli:

Lc-9:44 “Voi, tenete bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini”.

Lc-9:45 Ma essi non capivano queste parole che erano per loro velate, così da risultare incomprensibili, e temevano di interrogarlo su quanto aveva detto.

Lc-9:46 Poi cominciarono a discutere su chi di loro fosse il più grande.

Lc-9:47 Ma Gesù, conosciuto il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo pose accanto e disse loro:

Lc-9:48 “Chi riceve questo bambino nel nome mio, riceve me; e chi riceve me, riceve Colui che mi ha mandato. Perché chi è il più piccolo tra di voi, quello è grande”.

Lc-9:49 Allora Giovanni disse: “Maestro, noi abbiamo visto un tale che scacciava i demòni nel tuo nome, e glielo abbiamo vietato perché non ti segue con noi”.

Lc-9:50 Ma Gesù gli disse: “Non glielo vietate, perché chi non è contro di voi è per voi”.

Lc-9:51 Poi, mentre si avvicinava il tempo in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Gesù si mise risolutamente in cammino per andare a Gerusalemme.

Lc-9:52 Mandò davanti a sé dei messaggeri, i quali, partiti, entrarono in un villaggio dei Samaritani per preparargli un alloggio.

Lc-9:53 Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme.

Lc-9:54 Veduto ciò, i suoi discepoli Giacomo e Giovanni dissero: “Signore, vuoi che diciamo che un fuoco scenda dal cielo e li consumi?”

Lc-9:55 Ma egli si voltò verso di loro e li sgridò. [E disse: “Voi non sapete di quale spirito siete animati.

Lc-9:56 Poiché il Figlio dell’uomo è venuto, non per perdere le anime degli uomini, ma per salvarle”.] E se ne andarono in un altro villaggio.

Lc-9:57 Mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: “Io ti seguirò dovunque andrai”.

Lc-9:58 E Gesù gli rispose: “Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.

Lc-9:59 A un altro disse: “Seguimi”. Ed egli rispose: “Permettimi di andare prima a seppellire mio padre”.

Lc-9:60 Ma Gesù gli disse: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio”.

Lc-9:61 Un altro ancora gli disse: “Ti seguirò, Signore, ma lasciami prima salutare quelli di casa mia”.

Lc-9:62 Ma Gesù gli disse: “Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio”.

Lc-10:1 Dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dov’egli stesso stava per andare.

Lc-10:2 E diceva loro: “La mèsse è grande, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il Signore della mèsse perché spinga degli operai nella sua mèsse.

Lc-10:3 Andate; ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi.

Lc-10:4 Non portate né borsa, né sacca, né calzari, e non salutate nessuno per via.

Lc-10:5 In qualunque casa entriate, dite prima: “Pace a questa casa!”

Lc-10:6 Se vi è lì un figlio di pace, la vostra pace riposerà su di lui; se no, ritornerà a voi.

Lc-10:7 Rimanete in quella stessa casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno del suo salario. Non passate di casa in casa.

Lc-10:8 In qualunque città entriate, se vi ricevono, mangiate ciò che vi sarà messo davanti,

Lc-10:9 guarite i malati che ci saranno e dite loro: “Il regno di Dio si è avvicinato a voi”.

Lc-10:10 Ma in qualunque città entriate, se non vi ricevono, uscite sulle piazze e dite:

Lc-10:11 “Perfino la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scotiamo contro di voi; sappiate tuttavia questo, che il regno di Dio si è avvicinato a voi”.

Lc-10:12 Io vi dico che in quel giorno la sorte di Sodoma sarà più tollerabile della sorte di quella città.

Lc-10:13 “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida; perché se in Tiro e in Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute tra di voi, già da tempo si sarebbero ravvedute, prendendo il cilicio e sedendo nella cenere.

Lc-10:14 Perciò, nel giorno del giudizio, la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra.

Lc-10:15 E tu, Capernaum, sarai forse innalzata fino al cielo? No, sarai abbassata fino al soggiorno dei morti!

Lc-10:16 Chi ascolta voi ascolta me; chi respinge voi respinge me, e chi rifiuta me rifiuta Colui che mi ha mandato”.

Lc-10:17 Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: “Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome”.

Lc-10:18 Ed egli disse loro: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore.

Lc-10:19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male.

Lc-10:20 Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”.

Lc-10:21 In quella stessa ora, Gesù, mosso dallo Spirito Santo, esultò e disse: “Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli! Sì, Padre, perché così ti è piaciuto!

 

* IL VANGELO “DELLA GIOIA” SECONDO LUCA (seconda parte)
Lc-10:22 Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno sa chi è il Figlio, se non il Padre; né chi è il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo”.Lc-10:23 E, rivolgendosi ai discepoli, disse loro privatamente: “Beati gli occhi che vedono quello che voi vedete!

Lc-10:24 Perché vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere quello che voi vedete, e non l’hanno visto; e udire quello che voi udite, e non l’hanno udito”.

Lc-10:25 Ed ecco, un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova, e gli disse: “Maestro, che devo fare per ereditar la vita eterna?”

Lc-10:26 Gesù gli disse: “Nella legge che cosa sta scritto? Come leggi?”

Lc-10:27 Egli rispose: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la forza tua, con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso”.

Lc-10:28 Gesù gli disse: “Hai risposto esattamente; fa’ questo, e vivrai”.

Lc-10:29 Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è il mio prossimo?”

Lc-10:30 Gesù rispose: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s’imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.

Lc-10:31 Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada; e lo vide, ma passò oltre dal lato opposto.

Lc-10:32 Così pure un Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma passò oltre dal lato opposto.

Lc-10:33 Ma un samaritano che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide e ne ebbe pietà;

Lc-10:34 avvicinatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui.

Lc-10:35 Il giorno dopo, presi due denari, li diede all’oste e gli disse: “Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno”.

Lc-10:36 Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s’imbatté nei ladroni?”

Lc-10:37 Quegli rispose: “Colui che gli usò misericordia”. Gesù gli disse: “Va’, e fa’ anche tu la stessa cosa”.

Lc-10:38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ricevette in casa sua.

Lc-10:39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola.

Lc-10:40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: “Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”.

Lc-10:41 Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria.

Lc-10:42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta”.

Lc-11:1 Gesù era stato in disparte a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”.

Lc-11:2 Egli disse loro: “Quando pregate, dite: “Padre, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno;

Lc-11:3 dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano;

Lc-11:4 e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione””.

Lc-11:5 Poi disse loro: “Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte e gli dice: “Amico, prestami tre pani,

Lc-11:6 perché un amico mi è arrivato in casa da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti”;

Lc-11:7 e se quello dal di dentro gli risponde: “Non darmi fastidio; la porta è già chiusa, e i miei bambini sono con me a letto, io non posso alzarmi per darteli”,

Lc-11:8 io vi dico che se anche non si alzasse a darglieli perché gli è amico, tuttavia, per la sua importunità, si alzerà e gli darà tutti i pani che gli occorrono.

Lc-11:9 Io altresì vi dico: chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto.

Lc-11:10 Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa.

Lc-11:11 E chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente?

Lc-11:12 Oppure se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione?

Lc-11:13 Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”

Lc-11:14 Gesù stava scacciando un demonio che era muto; e, quando il demonio fu uscito, il muto parlò e la folla si stupì.

Lc-11:15 Ma alcuni di loro dissero: “È per l’aiuto di Belzebù, principe dei demòni, che egli scaccia i demòni”.

Lc-11:16 Altri, per metterlo alla prova, gli chiedevano un segno dal cielo.

Lc-11:17 Ma egli, conoscendo i loro pensieri, disse loro: “Ogni regno diviso contro sé stesso va in rovina, e casa crolla su casa.

Lc-11:18 Se dunque anche Satana è diviso contro sé stesso, come potrà reggere il suo regno? Poiché voi dite che è per l’aiuto di Belzebù che io scaccio i demòni.

Lc-11:19 E se io scaccio i demòni con l’aiuto di Belzebù, con l’aiuto di chi li scacciano i vostri figli? Perciò, essi stessi saranno i vostri giudici.

Lc-11:20 Ma se è con il dito di Dio che io scaccio i demòni, allora il regno di Dio è giunto fino a voi.

Lc-11:21 Quando l’uomo forte, ben armato, guarda l’ingresso della sua casa, ciò che egli possiede è al sicuro;

Lc-11:22 ma quando uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l’armatura nella quale confidava e ne divide il bottino.

Lc-11:23 Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.

Lc-11:24 “Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi, cercando riposo; e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, dalla quale sono uscito”;

Lc-11:25 e, quando ci arriva, la trova spazzata e adorna.

Lc-11:26 Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano ad abitarla; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima”.

Lc-11:27 Mentr’egli diceva queste cose, dalla folla una donna alzò la voce e gli disse: “Beato il grembo che ti portò e le mammelle che tu poppasti!” Ma egli disse:

Lc-11:28 “Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!”

Lc-11:29 Mentre la gente si affollava intorno a lui, egli cominciò a dire: “Questa generazione è una generazione malvagia; chiede un segno ma nessun segno le sarà dato, tranne il segno di Giona.

Lc-11:30 Infatti come Giona fu un segno per i Niniviti, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.

Lc-11:31 Nel giorno del giudizio la regina del mezzogiorno si alzerà con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché ella venne dagli estremi confini della terra per udire la sapienza di Salomone; ed ecco qui c’è più di Salomone.

Lc-11:32 Nel giorno del giudizio i Niniviti si alzeranno con questa generazione e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui c’è più di Giona.

Lc-11:33 “Nessuno, quando ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto un vaso; anzi la mette sul candeliere, perché coloro che entrano vedano la luce.

Lc-11:34 La lampada del tuo corpo è l’occhio; se l’occhio tuo è limpido, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è malvagio, anche il tuo corpo è nelle tenebre.

Lc-11:35 Sta quindi attento che la luce che è in te non sia tenebre.

Lc-11:36 Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senza avere alcuna parte tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t’illumina con il suo splendore”.

Lc-11:37 Mentr’egli parlava, un fariseo lo invitò a pranzo da lui. Egli entrò e si mise a tavola.

Lc-11:38 Il fariseo, veduto questo, si meravigliò che non si fosse lavato prima del pranzo.

Lc-11:39 Il Signore gli disse: “Voi farisei pulite l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di malvagità.

Lc-11:40 Stolti, Colui che ha fatto l’esterno, non ha fatto anche l’interno?

Lc-11:41 Date piuttosto in elemosina quello che è dentro il piatto; e ogni cosa sarà pura per voi.

Lc-11:42 Ma guai a voi, farisei, perché pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erba, e trascurate la giustizia e l’amor di Dio! Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre.

Lc-11:43 Guai a voi, farisei, perché amate i primi posti nelle sinagoghe, e i saluti nelle piazze.

Lc-11:44 Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono, e chi vi cammina sopra non ne sa niente”.

Lc-11:45 Allora uno dei dottori della legge, rispondendo gli disse: “Maestro, parlando così, offendi anche noi”.

Lc-11:46 Ed egli disse: “Guai anche a voi, dottori della legge, perché caricate la gente di pesi difficili da portare, e voi non toccate quei pesi neppure con un dito!

Lc-11:47 Guai a voi, perché costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li uccisero.

Lc-11:48 Voi dunque testimoniate delle opere dei vostri padri e le approvate; perché essi li uccisero e voi costruite loro dei sepolcri.

Lc-11:49 Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Io manderò loro dei profeti e degli apostoli; ne uccideranno alcuni e ne perseguiteranno altri”,

Lc-11:50 affinché del sangue di tutti i profeti sparso fin dall’inizio del mondo sia chiesto conto a questa generazione;

Lc-11:51 dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria che fu ucciso tra l’altare e il tempio; sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.

Lc-11:52 Guai a voi, dottori della legge, perché avete portato via la chiave della scienza! Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l’avete impedito”.

Lc-11:53 E quando fu uscito di là gli scribi e i farisei cominciarono a contrastarlo duramente e a farlo parlare su molte cose; tendendogli insidie,

Lc-11:54 per cogliere qualche parola che gli uscisse di bocca.

Lc-12:1 Nel frattempo la gente si era riunita a migliaia, così da calpestarsi gli uni gli altri. Allora Gesù cominciò a dire prima di tutto ai suoi discepoli: “Guardatevi dal lievito dei farisei, che è ipocrisia.

Lc-12:2 Ma non c’è niente di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.

Lc-12:3 Perciò tutto quello che avete detto nelle tenebre, sarà udito nella luce; e quel che avete detto all’orecchio nelle stanze interne, sarà proclamato sui tetti.

Lc-12:4 Ma a voi, che siete miei amici, io dico: non temete quelli che uccidono il corpo ma, oltre a questo, non possono far di più.

Lc-12:5 Io vi mostrerò chi dovete temere. Temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella geenna. Sì, vi dico, temete lui.

Lc-12:6 Cinque passeri non si vendono per due soldi? Eppure non uno di essi è dimenticato davanti a Dio;

Lc-12:7 anzi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri.

Lc-12:8 Or io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo riconoscerà lui davanti agli angeli di Dio;

Lc-12:9 ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.

Lc-12:10 E chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato.

Lc-12:11 Quando poi vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi del come e del che risponderete a vostra difesa, o di quello che direte;

Lc-12:12 perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento stesso quello che dovrete dire”. Lc-12:13 Or uno della folla gli disse: “Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità”.

Lc-12:14 Ma Gesù gli rispose: “Uomo, chi mi ha costituito su di voi giudice o spartitore?”

Lc-12:15 Poi disse loro: “State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede, che egli ha la sua vita”.

Lc-12:16 E disse loro questa parabola: “La campagna di un uomo ricco fruttò abbondantemente;

Lc-12:17 egli ragionava così, fra sé: “Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?” E disse:

Lc-12:18 “Questo farò: demolirò i miei granai, ne costruirò altri più grandi, vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni,

Lc-12:19 e dirò all’anima mia: “Anima, tu hai molti beni ammassati per molti anni; ripòsati, mangia, bevi, divèrtiti””.

Lc-12:20 Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?”

Lc-12:21 Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio”.

Lc-12:22 Poi disse ai suoi discepoli: “Perciò vi dico: non siate in ansia per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo, di che vi vestirete;

Lc-12:23 poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito.

Lc-12:24 Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi, quanto più degli uccelli valete!

Lc-12:25 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita?

Lc-12:26 Se dunque non potete fare nemmeno ciò che è minimo, perché vi affannate per il resto?

Lc-12:27 Guardate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu mai vestito come uno di loro.

Lc-12:28 Or se Dio riveste così l’erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi, gente di poca fede!

Lc-12:29 Anche voi non state a cercare che cosa mangerete e che cosa berrete, e non state in ansia!

Lc-12:30 Perché è la gente del mondo che ricerca tutte queste cose; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno.

Lc-12:31 Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in più.

Lc-12:32 Non temere, piccolo gregge; perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno.

Lc-12:33 Vendete i vostri beni, e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nel cielo, dove ladro non si avvicina e tignola non rode.

Lc-12:34 Perché dov’è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore.

Lc-12:35 “I vostri fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese;

Lc-12:36 siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando tornerà dalle nozze, per aprirgli appena giungerà e busserà.

Lc-12:37 Beati quei servi che il padrone, arrivando, troverà vigilanti! In verità io vi dico che egli si rimboccherà le vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.

Lc-12:38 Se giungerà alla seconda o alla terza vigilia e li troverà così, beati loro!

Lc-12:39 Sappiate questo, che se il padrone di casa conoscesse a che ora verrà il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.

Lc-12:40 Anche voi siate pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate”.

Lc-12:41 Pietro disse: “Signore, questa parabola la dici per noi, o anche per tutti?”

Lc-12:42 Il Signore rispose: “Chi è dunque l’amministratore fedele e prudente che il padrone costituirà sui suoi domestici per dar loro a suo tempo la loro porzione di viveri?

Lc-12:43 Beato quel servo che il padrone, al suo arrivo, troverà intento a far così.

Lc-12:44 In verità vi dico che lo costituirà su tutti i suoi beni.

Lc-12:45 Ma se quel servo dice in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”; e comincia a battere i servi e le serve, a mangiare, bere e ubriacarsi,

Lc-12:46 il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se lo aspetta e nell’ora che non sa, e lo punirà severamente, e gli assegnerà la sorte degli infedeli.

Lc-12:47 Quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non ha preparato né fatto nulla per compiere la sua volontà, riceverà molte percosse;

Lc-12:48 ma colui che non l’ha conosciuta e ha fatto cose degne di castigo, ne riceverà poche. A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà.

Lc-12:49 “Io sono venuto ad accendere un fuoco sulla terra; e che mi resta da desiderare, se già è acceso?

Lc-12:50 Vi è un battesimo del quale devo essere battezzato; e sono angosciato finché non sia compiuto!

Lc-12:51 Voi pensate che io sia venuto a portar pace sulla terra? No, vi dico, ma piuttosto divisione;

Lc-12:52 perché, da ora in avanti, se vi sono cinque persone in una casa, saranno divise tre contro due e due contro tre;

Lc-12:53 saranno divisi il padre contro il figlio e il figlio contro il padre; la madre contro la figlia, la figlia contro la madre; la suocera contro la nuora e la nuora contro la suocera”.

Lc-12:54 Diceva ancora alle folle: “Quando vedete una nuvola venire su da ponente, voi dite subito: “Viene la pioggia”; e così avviene.

Lc-12:55 Quando sentite soffiare lo scirocco, dite: “Farà caldo”; e così è.

Lc-12:56 Ipocriti, l’aspetto della terra e del cielo sapete riconoscerlo; come mai non sapete riconoscere questo tempo?

Lc-12:57 Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?

Lc-12:58 Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, fa’ di tutto mentre sei per via, per accordarti con lui; perché non ti porti davanti al giudice, e il giudice ti consegni all’esecutore giudiziario e l’esecutore ti metta in prigione.

Lc-12:59 Io ti dico che non uscirai di là, finché non avrai pagato fino all’ultimo centesimo”.

Lc-13:1 In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato con i loro sacrifici.

Lc-13:2 Gesù rispose loro: “Pensate che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, perché hanno sofferto quelle cose?

Lc-13:3 No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo.

Lc-13:4 O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?

Lc-13:5 No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti come loro”.

Lc-13:6 Disse anche questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna; andò a cercarvi del frutto e non ne trovò.

Lc-13:7 Disse dunque al vignaiuolo: “Ecco, sono ormai tre anni che vengo a cercar frutto da questo fico, e non ne trovo; taglialo; perché sta lì a sfruttare il terreno?”

Lc-13:8 Ma l’altro gli rispose: “Signore, lascialo ancora quest’anno; gli zapperò intorno e gli metterò del concime.

Lc-13:9 Forse darà frutto in avvenire; se no, lo taglierai””.

Lc-13:10 Gesù stava insegnando di sabato in una sinagoga.

Lc-13:11 Ecco una donna, che da diciotto anni era posseduta da uno spirito che la rendeva inferma, ed era tutta curva e assolutamente incapace di raddrizzarsi.

Lc-13:12 Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: “Donna, tu sei liberata dalla tua infermità”.

Lc-13:13 Pose le mani su di lei, e nello stesso momento ella fu raddrizzata e glorificava Dio.

Lc-13:14 Or il capo della sinagoga, indignato che Gesù avesse fatto una guarigione di sabato, disse alla folla: “Ci sono sei giorni nei quali si deve lavorare; venite dunque in quelli a farvi guarire, e non in giorno di sabato”.

Lc-13:15 Ma il Signore gli rispose: “Ipocriti, ciascuno di voi non scioglie, di sabato, il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia per condurlo a bere?

Lc-13:16 E questa, che è figlia di Abraamo, e che Satana aveva tenuto legata per ben diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?”

Lc-13:17 Mentre diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, e la moltitudine si rallegrava di tutte le opere gloriose da lui compiute.

Lc-13:18 Diceva ancora: “A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo paragonerò?

Lc-13:19 È simile a un granello di senape che un uomo ha preso e gettato nel suo orto; ed è cresciuto ed è divenuto albero; e gli uccelli del cielo si sono riparati sui suoi rami”.

Lc-13:20 E di nuovo disse: “A che cosa paragonerò il regno di Dio?

Lc-13:21 Esso è simile al lievito che una donna ha preso e mescolato in tre misure di farina, finché sia tutta lievitata”.

Lc-13:22 Egli attraversava città e villaggi, insegnando e avvicinandosi a Gerusalemme.

Lc-13:23 Un tale gli disse: “Signore, sono pochi i salvati?” Ed egli disse loro:

Lc-13:24 “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno.

Lc-13:25 Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, stando di fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici”. Ed egli vi risponderà: “Io non so da dove venite”.

Lc-13:26 Allora comincerete a dire: “Noi abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze!”

Lc-13:27 Ed egli dirà: “Io vi dico che non so da dove venite. Allontanatevi da me, voi tutti, malfattori”.

Lc-13:28 Là ci sarà pianto e stridor di denti, quando vedrete Abraamo, Isacco, Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi ne sarete buttati fuori.

Lc-13:29 E ne verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno, e staranno a tavola nel regno di Dio.

Lc-13:30 Ecco, vi sono degli ultimi che saranno primi e dei primi che saranno ultimi”.

Lc-13:31 In quello stesso momento vennero alcuni farisei a dirgli: “Parti, e vattene di qui, perché Erode vuol farti morire”.

Lc-13:32 Ed egli disse loro: “Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio i demòni, compio guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno avrò terminato”.

Lc-13:33 Ma bisogna che io cammini oggi, domani e dopodomani, perché non può essere che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.

Lc-13:34 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!

Lc-13:35 Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata [deserta]. Io vi dico che non mi vedrete più, fino al giorno in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”” Lc-14:1 Gesù entrò di sabato in casa di uno dei principali farisei per prendere cibo, ed essi lo stavano osservando,

Lc-14:2 quando si presentò davanti a lui un idropico.

Lc-14:3 Gesù prese a dire ai dottori della legge e ai farisei: “È lecito o no far guarigioni in giorno di sabato?” Ma essi tacquero.

Lc-14:4 Allora egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.

Lc-14:5 Poi disse loro: “Chi di voi, se gli cade nel pozzo un figlio o un bue, non lo tira subito fuori in giorno di sabato?”

Lc-14:6 Ed essi non potevano risponder nulla in contrario.

Lc-14:7 Notando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro questa parabola:

Lc-14:8 “Quando sarai invitato a nozze da qualcuno, non ti mettere a tavola al primo posto, perché può darsi che sia stato invitato da lui qualcuno più importante di te,

Lc-14:9 e chi ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedi il posto a questo!” e tu debba con tua vergogna andare allora a occupare l’ultimo posto.

Lc-14:10 Ma quando sarai invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, affinché quando verrà colui che ti ha invitato, ti dica: “Amico, vieni più avanti”. Allora ne avrai onore davanti a tutti quelli che saranno a tavola con te.

Lc-14:11 Poiché chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato”.

Lc-14:12 Diceva pure a colui che lo aveva invitato: “Quando fai un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi; perché essi potrebbero a loro volta invitare te, e così ti sarebbe reso il contraccambio;

Lc-14:13 ma quando fai un convito, chiama poveri, storpi, zoppi, ciechi;

Lc-14:14 e sarai beato, perché non hanno modo di contraccambiare; infatti il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione dei giusti”.

Lc-14:15 Uno degli invitati, udite queste cose, gli disse: “Beato chi mangerà pane nel regno di Dio!”

Lc-14:16 Gesù gli disse: “Un uomo preparò una gran cena e invitò molti;

Lc-14:17 e all’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, perché tutto è già pronto”.

Lc-14:18 Tutti insieme cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e ho necessità di andarlo a vedere; ti prego di scusarmi”.

Lc-14:19 Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”.

Lc-14:20 Un altro disse: “Ho preso moglie, e perciò non posso venire”.

Lc-14:21 Il servo tornò e riferì queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa si adirò e disse al suo servo: “Va’ presto per le piazze e per le vie della città, e conduci qua poveri, storpi, ciechi e zoppi”.

Lc-14:22 Poi il servo disse: “Signore, si è fatto come hai comandato e c’è ancora posto”.

Lc-14:23 Il signore disse al servo: “Va’ fuori per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, affinché la mia casa sia piena.

Lc-14:24 Perché io vi dico che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati, assaggerà la mia cena””.

Lc-14:25 Or molta gente andava con lui; ed egli, rivolto verso la folla disse:

Lc-14:26 “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo.

Lc-14:27 E chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Lc-14:28 Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha abbastanza per poterla finire?

Lc-14:29 Perché non succeda che, quando ne abbia posto le fondamenta e non la possa finire, tutti quelli che la vedranno comincino a beffarsi di lui, dicendo:

Lc-14:30 “Quest’uomo ha cominciato a costruire e non ha potuto terminare”.

Lc-14:31 Oppure, qual è il re che, partendo per muovere guerra a un altro re, non si sieda prima a esaminare se con diecimila uomini può affrontare colui che gli viene contro con ventimila?

Lc-14:32 Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un’ambasciata e chiede di trattare la pace.

Lc-14:33 Così dunque ognuno di voi, che non rinunzia a tutto quello che ha, non può essere mio discepolo.

Lc-14:34 Il sale, certo, è buono; ma se anche il sale diventa insipido, con che cosa gli si darà sapore?

Lc-14:35 Non serve né per il terreno, né per il concime; lo si butta via. Chi ha orecchi per udire oda”.

Lc-15:1 Tutti i pubblicani e i “peccatori” si avvicinavano a lui per ascoltarlo.

Lc-15:2 Ma i farisei e gli scribi mormoravano, dicendo: “Costui accoglie i peccatori e mangia con loro”.

Lc-15:3 Ed egli disse loro questa parabola:

Lc-15:4 “Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova?

Lc-15:5 E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle;

Lc-15:6 e giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta”.

Lc-15:7 Vi dico che così ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento.

Lc-15:8 “Oppure, qual è la donna che se ha dieci dramme e ne perde una, non accende un lume e non spazza la casa e non cerca con cura finché non la ritrova?

Lc-15:9 Quando l’ha trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: “Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta”.

Lc-15:10 Così, vi dico, v’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede”. Lc-15:11 Disse ancora: “Un uomo aveva due figli.

Lc-15:12 Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. Ed egli divise fra loro i beni.

Lc-15:13 Di lì a poco, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano, e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente.

Lc-15:14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.

Lc-15:15 Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali.

Lc-15:16 Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava.

Lc-15:17 Allora, rientrato in sé, disse: “Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!

Lc-15:18 Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: padre, ho peccato contro il cielo e contro di te:

Lc-15:19 non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi”.

Lc-15:20 Egli dunque si alzò e tornò da suo padre; ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione: corse, gli si gettò al collo, lo baciò e ribaciò.

Lc-15:21 E il figlio gli disse: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”.

Lc-15:22 Ma il padre disse ai suoi servi: “Presto, portate qui la veste più bella, e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi;

Lc-15:23 portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,

Lc-15:24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto, ed è stato ritrovato”. E si misero a fare gran festa.

Lc-15:25 Or il figlio maggiore si trovava nei campi, e mentre tornava, come fu vicino a casa, udì la musica e le danze.

Lc-15:26 Chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa succedesse.

Lc-15:27 Quello gli disse: “È tornato tuo fratello e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato, perché lo ha riavuto sano e salvo”.

Lc-15:28 Egli si adirò e non volle entrare; allora suo padre uscì e lo pregava di entrare.

Lc-15:29 Ma egli rispose al padre: “Ecco, da tanti anni ti servo e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto per far festa con i miei amici;

Lc-15:30 ma quando è venuto questo tuo figlio che ha sperperato i tuoi beni con le prostitute, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato”.

Lc-15:31 Il padre gli disse: “Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua;

Lc-15:32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato””.

Lc-16:1 Gesù diceva ancora ai suoi discepoli: “Un uomo ricco aveva un fattore, il quale fu accusato davanti a lui di sperperare i suoi beni.

Lc-16:2 Egli lo chiamò e gli disse: “Che cos’è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché tu non puoi più essere mio fattore”.

Lc-16:3 Il fattore disse fra sé: “Che farò, ora che il padrone mi toglie l’amministrazione? Di zappare non sono capace; di mendicare mi vergogno.

Lc-16:4 So quello che farò, perché qualcuno mi riceva in casa sua quando dovrò lasciare l’amministrazione”.

Lc-16:5 Fece venire uno per uno i debitori del suo padrone, e disse al primo:

Lc-16:6 “Quanto devi al mio padrone?” Quello rispose: “Cento bati d’olio”. Egli disse: “Prendi la tua scritta, siedi, e scrivi presto: cinquanta”.

Lc-16:7 Poi disse a un altro: “E tu, quanto devi?” Quello rispose: “Cento cori di grano”. Egli disse: “Prendi la tua scritta, e scrivi: ottanta”.

Lc-16:8 E il padrone lodò il fattore disonesto perché aveva agito con avvedutezza; poiché i figli di questo mondo, nelle relazioni con quelli della loro generazione, sono più avveduti dei figli della luce.

Lc-16:9 E io vi dico: fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste; perché quando esse verranno a mancare, quelli vi ricevano nelle dimore eterne.

Lc-16:10 Chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è ingiusto anche nelle grandi.

Lc-16:11 Se dunque non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà quelle vere?

Lc-16:12 E, se non siete stati fedeli nei beni altrui, chi vi darà i vostri?

Lc-16:13 Nessun domestico può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona”.

Lc-16:14 I farisei, che amavano il denaro, udivano tutte queste cose e si beffavano di lui.

Lc-16:15 Ed egli disse loro: “Voi vi proclamate giusti davanti agli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori; perché quello che è eccelso tra gli uomini, è abominevole davanti a Dio.

 

* IL VANGELO “DELLA GIOIA” SECONDO LUCA (terza parte)
Lc-16:16 La legge e i profeti hanno durato fino a Giovanni; da quel tempo è annunziata la buona notizia del regno di Dio, e ciascuno vi entra a forza.Lc-16:17 È più facile che passino cielo e terra, anziché cada un solo apice della legge.

Lc-16:18 “Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio.

Lc-16:19 “C’era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente;

Lc-16:20 e c’era un mendicante, chiamato Lazzaro, che stava alla porta di lui, pieno di ulceri,

Lc-16:21 e bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; e perfino i cani venivano a leccargli le ulceri.

Lc-16:22 Avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abraamo; morì anche il ricco, e fu sepolto.

Lc-16:23 E nel soggiorno dei morti, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno;

Lc-16:24 ed esclamò: “Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma”.

Lc-16:25 Ma Abraamo disse: “Figlio, ricòrdati che tu nella tua vita hai ricevuto i tuoi beni e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato.

Lc-16:26 Oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una grande voragine, perché quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, né di là si passi da noi”.

Lc-16:27 Ed egli disse: “Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre,

Lc-16:28 perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento”.

Lc-16:29 Abraamo disse: “Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli”.

Lc-16:30 Ed egli: “No, padre Abraamo; ma se qualcuno dai morti va a loro, si ravvedranno”.

Lc-16:31 Abraamo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscita””.

Lc-17:1 Gesù disse ai suoi discepoli: “È impossibile che non avvengano scandali, ma guai a colui per colpa del quale avvengono!

Lc-17:2 Sarebbe meglio per lui che una macina da mulino gli fosse messa al collo e fosse gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno solo di questi piccoli.

Lc-17:3 State attenti a voi stessi! Se tuo fratello pecca, riprendilo; e se si ravvede, perdonalo.

Lc-17:4 Se ha peccato contro di te sette volte al giorno, e sette volte torna da te e ti dice: “Mi pento”, perdonalo”.

Lc-17:5 Allora gli apostoli dissero al Signore: “Aumentaci la fede”.

Lc-17:6 Il Signore disse: “Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo sicomoro: “Sràdicati e trapiàntati nel mare”, e vi ubbidirebbe.

Lc-17:7 “Se uno di voi ha un servo che ara o bada alle pecore, gli dirà forse, quando quello torna a casa dai campi: “Vieni subito a metterti a tavola”?

Lc-17:8 Non gli dirà invece: “Preparami la cena, rimbòccati le vesti e servimi finché io abbia mangiato e bevuto, poi mangerai e berrai tu”?

Lc-17:9 Si ritiene forse obbligato verso quel servo perché ha fatto quello che gli era stato comandato?

Lc-17:10 Così, anche voi, quando avrete fatto tutto ciò che vi è comandato, dite: “Noi siamo servi inutili; abbiamo fatto quello che eravamo in obbligo di fare””.

Lc-17:11 Nel recarsi a Gerusalemme, Gesù passava sui confini della Samaria e della Galilea.

Lc-17:12 Come entrava in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, i quali si fermarono lontano da lui,

Lc-17:13 e alzarono la voce, dicendo: “Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!”

Lc-17:14 Vedutili, egli disse loro: “Andate a mostrarvi ai sacerdoti”. E, mentre andavano, furono purificati.

Lc-17:15 Uno di loro vedendo che era purificato, tornò indietro, glorificando Dio ad alta voce;

Lc-17:16 e si gettò ai piedi di Gesù con la faccia a terra, ringraziandolo; ed era un samaritano.

Lc-17:17 Gesù, rispondendo, disse: “I dieci non sono stati tutti purificati? Dove sono gli altri nove?

Lc-17:18 Non si è trovato nessuno che sia tornato per dar gloria a Dio tranne questo straniero?”

Lc-17:19 E gli disse: “Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato”.

Lc-17:20 Interrogato poi dai farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro: “Il regno di Dio non viene in modo da attirare gli sguardi; né si dirà:

Lc-17:21 “Eccolo qui”, o “eccolo là”; perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi”.

Lc-17:22 Disse pure ai suoi discepoli: “Verranno giorni che desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, e non lo vedrete.

Lc-17:23 E vi si dirà: “Eccolo là”, o “eccolo qui”. Non andate, e non li seguite;

Lc-17:24 perché com’è il lampo che balenando risplende da una estremità all’altra del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno.

Lc-17:25 Ma prima bisogna che egli soffra molte cose, e sia respinto da questa generazione.

Lc-17:26 Come avvenne ai giorni di Noè, così pure avverrà ai giorni del Figlio dell’uomo.

Lc-17:27 Si mangiava, si beveva, si prendeva moglie, si andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio che li fece perire tutti.

Lc-17:28 Similmente, come avvenne ai giorni di Lot: si mangiava, si beveva, si comprava, si vendeva, si piantava, si costruiva;

Lc-17:29 ma nel giorno che Lot uscì da Sodoma piovve dal cielo fuoco e zolfo, che li fece perire tutti.

Lc-17:30 Lo stesso avverrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo sarà manifestato.

Lc-17:31 In quel giorno, chi sarà sulla terrazza e avrà le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così pure chi sarà nei campi non torni indietro.

Lc-17:32 Ricordatevi della moglie di Lot.

Lc-17:33 Chi cercherà di salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà, la preserverà.

Lc-17:34 Io vi dico: in quella notte, due saranno in un letto; l’uno sarà preso, e l’altro lasciato.

Lc-17:35 Due donne macineranno assieme; l’una sarà presa e l’altra lasciata.

Lc-17:36 [Due uomini saranno nei campi; l’uno sarà preso e l’altro lasciato.]”

Lc-17:37 I discepoli risposero: “Dove sarà, Signore?” Ed egli disse loro: “Dove sarà il corpo, là pure si raduneranno le aquile”.

Lc-18:1 Propose loro ancora questa parabola per mostrare che dovevano pregare sempre e non stancarsi:

Lc-18:2 “In una certa città vi era un giudice, che non temeva Dio e non aveva rispetto per nessuno;

Lc-18:3 e in quella città vi era una vedova, la quale andava da lui e diceva: “Rendimi giustizia sul mio avversario”.

Lc-18:4 Egli per qualche tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé: “Benché io non tema Dio e non abbia rispetto per nessuno,

Lc-18:5 pure, poiché questa vedova continua a importunarmi, le renderò giustizia, perché, venendo a insistere, non finisca per rompermi la testa””.

Lc-18:6 Il Signore disse: “Ascoltate quel che dice il giudice ingiusto.

Lc-18:7 Dio non renderà dunque giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui? Tarderà nei loro confronti?

Lc-18:8 Io vi dico che renderà giustizia con prontezza. Ma quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?”

Lc-18:9 Disse ancora questa parabola per certuni che erano persuasi di essere giusti e disprezzavano gli altri:

Lc-18:10 “Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo, e l’altro pubblicano.

Lc-18:11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: “O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri; neppure come questo pubblicano.

Lc-18:12 Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo”.

Lc-18:13 Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!”

Lc-18:14 Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato”.

Lc-18:15 Portavano a Gesù anche i bambini, perché li toccasse; ma i discepoli, vedendo, li sgridavano.

Lc-18:16 Allora Gesù li chiamò a sé e disse: “Lasciate che i bambini vengano a me, e non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro.

Lc-18:17 In verità vi dico: chiunque non accoglierà il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto”.

Lc-18:18 Uno dei capi lo interrogò, dicendo: “Maestro buono, che devo fare per ereditar la vita eterna?”

Lc-18:19 Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. Lc-18:20 Tu conosci i comandamenti: non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa testimonianza; onora tuo padre e tua madre”.

Lc-18:21 Ed egli rispose: “Tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia gioventù”.

Lc-18:22 Gesù, udito questo, gli disse: “Una cosa ti manca ancora: vendi tutto quello che hai, e distribuiscilo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”.

Lc-18:23 Ma egli, udite queste cose, ne fu afflitto, perché era molto ricco.

Lc-18:24 Gesù, vedendolo [così triste], disse: “Quanto è difficile, per quelli che hanno delle ricchezze, entrare nel regno di Dio!

Lc-18:25 Perché è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio”.

Lc-18:26 Quelli che udirono dissero: “Chi dunque può essere salvato?”

Lc-18:27 Egli rispose: “Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio”.

Lc-18:28 Pietro disse: “Ecco, noi abbiamo lasciato le nostre cose e ti abbiamo seguito”.

Lc-18:29 Ed egli disse loro: “Vi dico in verità che non c’è nessuno che abbia lasciato casa, o moglie, o fratelli, o genitori, o figli per amor del regno di Dio,

Lc-18:30 il quale non ne riceva molte volte tanto in questo tempo, e nell’età futura la vita eterna”.

Lc-18:31 Poi, prese con sé i dodici, e disse loro: “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e saranno compiute riguardo al Figlio dell’uomo tutte le cose scritte dai profeti;

Lc-18:32 perché egli sarà consegnato ai pagani, e sarà schernito e oltraggiato e gli sputeranno addosso;

Lc-18:33 e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno; ma il terzo giorno risusciterà”.

Lc-18:34 Ed essi non capirono nulla di tutto questo; quel discorso era per loro oscuro, e non capivano ciò che Gesù voleva dire.

Lc-18:35 Com’egli si avvicinava a Gerico, un cieco che sedeva presso la strada, mendicando,

Lc-18:36 udì la folla che passava, e domandò che cosa fosse.

Lc-18:37 Gli fecero sapere che passava Gesù il Nazareno.

Lc-18:38 Allora egli gridò: “Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!”

Lc-18:39 E quelli che precedevano, lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”

Lc-18:40 Gesù, fermatosi, comandò che il cieco fosse condotto a lui; e, quando gli fu vicino, gli domandò:

Lc-18:41 “Che vuoi che io ti faccia?” Egli disse: “Signore, che io ricuperi la vista”.

Lc-18:42 E Gesù gli disse: “Ricupera la vista; la tua fede ti ha salvato”.

Lc-18:43 Nello stesso momento ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Dio; e tutto il popolo, visto ciò, diede lode a Dio.

Lc-19:1 Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città.

Lc-19:2 Un uomo, di nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco,

Lc-19:3 cercava di vedere chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura.

Lc-19:4 Allora per vederlo, corse avanti, e salì sopra un sicomoro, perché egli doveva passare per quella via.

Lc-19:5 Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse: “Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua”.

Lc-19:6 Egli si affrettò a scendere e lo accolse con gioia.

Lc-19:7 Veduto questo, tutti mormoravano, dicendo: “È andato ad alloggiare in casa di un peccatore!”

Lc-19:8 Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo”.

Lc-19:9 Gesù gli disse: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figlio d’Abraamo;

Lc-19:10 perché il Figlio dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto”.

Lc-19:11 Mentre essi ascoltavano queste cose, Gesù aggiunse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi credevano che il regno di Dio stesse per manifestarsi immediatamente.

Lc-19:12 Disse dunque: “Un uomo nobile se ne andò in un paese lontano per ricevere l’investitura di un regno e poi tornare.

Lc-19:13 Chiamati a sé dieci suoi servi, diede loro dieci mine e disse loro: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”.

Lc-19:14 Or i suoi concittadini l’odiavano e gli mandarono dietro degli ambasciatori per dire: “Non vogliamo che costui regni su di noi”.

Lc-19:15 Quando egli fu tornato, dopo aver ricevuto l’investitura del regno, fece venire quei servi ai quali aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ognuno avesse guadagnato mettendolo a frutto.

Lc-19:16 Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua mina ne ha fruttate altre dieci”.

Lc-19:17 Il re gli disse: “Va bene, servo buono; poiché sei stato fedele nelle minime cose, abbi potere su dieci città”.

Lc-19:18 Poi venne il secondo, dicendo: “La tua mina, Signore, ha fruttato cinque mine”.

Lc-19:19 Egli disse anche a questo: “E tu sii a capo di cinque città”.

Lc-19:20 Poi ne venne un altro che disse: “Signore, ecco la tua mina che ho tenuta nascosta in un fazzoletto,

Lc-19:21 perché ho avuto paura di te che sei uomo duro; tu prendi quello che non hai depositato, e mieti quello che non hai seminato”.

Lc-19:22 Il re gli disse: “Dalle tue parole ti giudicherò, servo malvagio! Tu sapevi che io sono un uomo duro, che prendo quello che non ho depositato e mieto quello che non ho seminato;

Lc-19:23 perché non hai messo il mio denaro in banca, e io, al mio ritorno, lo avrei riscosso con l’interesse?”

Lc-19:24 Poi disse a coloro che erano presenti: “Toglietegli la mina e datela a colui che ha dieci mine”.

Lc-19:25 Essi gli dissero: “Signore, egli ha dieci mine!”

Lc-19:26 “Io vi dico che a chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.

Lc-19:27 E quei miei nemici che non volevano che io regnassi su di loro, conduceteli qui e uccideteli in mia presenza””.

Lc-19:28 Dette queste cose, Gesù andava avanti, salendo a Gerusalemme.

Lc-19:29 Come fu vicino a Betfage e a Betania, presso il monte detto degli Ulivi, mandò due discepoli, dicendo:

Lc-19:30 “Andate nella borgata di fronte, nella quale, entrando, troverete un puledro legato, su cui non è mai salito nessuno; slegatelo e conducetelo qui da me.

Lc-19:31 Se qualcuno vi domanda perché lo slegate, direte così: “Il Signore ne ha bisogno””.

Lc-19:32 E quelli che erano stati mandati partirono e trovarono tutto come egli aveva detto loro.

Lc-19:33 Mentre essi slegavano il puledro, i suoi padroni dissero loro: “Perché slegate il puledro?”

Lc-19:34 Essi risposero: “Il Signore ne ha bisogno”.

Lc-19:35 E lo condussero a Gesù; e, gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù.

Lc-19:36 Mentre egli avanzava stendevano i loro mantelli sulla via.

Lc-19:37 Quando fu vicino alla città, alla discesa del monte degli Ulivi, tutta la folla dei discepoli, con gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutte le opere potenti che avevano viste,

Lc-19:38 dicendo: “Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria nei luoghi altissimi!”

Lc-19:39 Alcuni farisei, tra la folla, gli dissero: “Maestro, sgrida i tuoi discepoli!”

Lc-19:40 Ma egli rispose: “Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno”.

Lc-19:41 Quando fu vicino, vedendo la città, pianse su di essa, dicendo:

Lc-19:42 “Oh se tu sapessi, almeno oggi, ciò che occorre per la tua pace! Ma ora è nascosto ai tuoi occhi.

Lc-19:43 Poiché verranno su di te dei giorni nei quali i tuoi nemici ti faranno attorno delle trincee, ti accerchieranno e ti stringeranno da ogni parte;

Lc-19:44 abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata”.

Lc-19:45 Poi, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori,

Lc-19:46 dicendo loro: “Sta scritto: “La mia casa sarà una casa di preghiera, ma voi ne avete fatto un covo di ladri””.

Lc-19:47 Ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi e i notabili del popolo cercavano di farlo morire;

Lc-19:48 ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.

Lc-20:1 Uno di quei giorni, mentre insegnava al popolo nel tempio ed evangelizzava,

sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani, e gli parlarono così:

Lc-20:2 “Dicci con quale autorità fai queste cose, o chi ti ha dato questa autorità”.

Lc-20:3 Ed egli rispose loro: “Anch’io vi farò una domanda. Ditemi:

Lc-20:4 il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?”

Lc-20:5 Ed essi ragionavano così tra di loro: “Se diciamo: dal cielo, egli ci dirà: “Perché non gli credeste?”

Lc-20:6 Ma se diciamo: dagli uomini, tutto il popolo ci lapiderà, perché è persuaso che Giovanni fosse un profeta”.

Lc-20:7 E risposero di non sapere da dove venisse.

Lc-20:8 Gesù disse loro: “Neppure io vi dico con quale autorità faccio queste cose”.

Lc-20:9 Poi cominciò a dire al popolo questa parabola: “Un uomo piantò una vigna, la affidò a dei vignaiuoli, e se ne andò in viaggio per molto tempo.

Lc-20:10 Al tempo della raccolta mandò un servo da quei vignaiuoli perché gli dessero una parte del frutto della vigna; ma i vignaiuoli, dopo averlo percosso, lo rimandarono a mani vuote.

Lc-20:11 Egli mandò un altro servo; ma dopo aver percosso e insultato anche questo, lo rimandarono a mani vuote.

Lc-20:12 Egli ne mandò ancora un terzo; e quelli, dopo aver ferito anche questo, lo scacciarono.

Lc-20:13 Allora il padrone della vigna disse: “Che farò? Manderò il mio diletto figlio; forse a lui porteranno rispetto”.

Lc-20:14 Ma quando i vignaiuoli lo videro, fecero tra di loro questo ragionamento: “Costui è l’erede; uccidiamolo, affinché l’eredità diventi nostra”.

Lc-20:15 E lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Dunque che cosa farà loro il padrone della vigna?

Lc-20:16 Verrà e sterminerà quei vignaiuoli, e darà la vigna ad altri”. Essi, udito ciò, dissero: “Non sia mai!”

Lc-20:17 Ma egli li guardò in faccia e disse: “Che significa dunque ciò che sta scritto: “La pietra che i costruttori hanno rifiutata è quella che è diventata pietra angolare?”

Lc-20:18 Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà ed essa stritolerà colui sul quale cadrà”.

Lc-20:19 In quella stessa ora gli scribi e i capi dei sacerdoti cercarono di mettergli le mani addosso, ma temettero il popolo; perché capirono che egli aveva detto quella parabola per loro.

Lc-20:20 Si misero a osservare Gesù e gli mandarono delle spie che fingessero di essere giusti per coglierlo in fallo su una sua parola e consegnarlo, così, all’autorità e al potere del governatore.

Lc-20:21 Costoro gli fecero una domanda: “Maestro, noi sappiamo che tu parli e insegni rettamente, e non hai riguardi personali, ma insegni la via di Dio secondo verità:

Lc-20:22 ci è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?”

Lc-20:23 Ma egli, accortosi del loro tranello, disse:

Lc-20:24 “Mostratemi un denaro; di chi porta l’effigie e l’iscrizione?” Ed essi dissero: “Di Cesare”.

Lc-20:25 Ed egli a loro: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio”.

Lc-20:26 Essi non poterono coglierlo in fallo davanti al popolo; e, meravigliati della sua risposta, tacquero.

Lc-20:27 Poi si avvicinarono alcuni sadducei, i quali negano che ci sia risurrezione, e lo interrogarono, dicendo:

Lc-20:28 “Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se il fratello di uno muore, avendo moglie ma senza figli, il fratello ne prenda la moglie e dia una discendenza a suo fratello”.

Lc-20:29 C’erano dunque sette fratelli. Il primo prese moglie, e morì senza figli.

Lc-20:30 Il secondo pure la sposò;

Lc-20:31 poi il terzo; e così, fino al settimo, morirono senza lasciar figli.

Lc-20:32 Infine morì anche la donna.

Lc-20:33 Nella risurrezione, dunque, di chi sarà moglie quella donna? Perché tutti e sette l’hanno avuta per moglie”.

Lc-20:34 Gesù disse loro: “I figli di questo mondo sposano e sono sposati;

Lc-20:35 ma quelli che saranno ritenuti degni di aver parte al mondo avvenire e alla risurrezione dai morti, non prendono né danno moglie;

Lc-20:36 neanche possono più morire perché sono simili agli angeli e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione.

Lc-20:37 Che poi i morti risuscitino, lo dichiarò anche Mosè nel passo del “pruno”, quando chiama il Signore, Dio di Abraamo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.

Lc-20:38 Ora, egli non è Dio di morti, ma di vivi; perché per lui tutti vivono”.

Lc-20:39 Alcuni scribi, rispondendo, dissero: “Maestro, hai detto bene”.

Lc-20:40 E non osavano più fargli alcuna domanda.

Lc-20:41 Ed egli disse loro: “Come mai si dice che il Cristo è Figlio di Davide?

Lc-20:42 Poiché Davide stesso, nel libro dei Salmi, dice: “Il Signore ha detto al mio Signore: “Siedi alla mia destra,

Lc-20:43 finché io abbia messo i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi””.

Lc-20:44 Davide dunque lo chiama Signore; come può essere suo figlio?”

Lc-20:45 Mentre tutto il popolo lo ascoltava, egli disse ai suoi discepoli:

Lc-20:46 “Guardatevi dagli scribi, i quali passeggiano volentieri in lunghe vesti, amano essere salutati nelle piazze, e avere i primi posti nelle sinagoghe e nei conviti;

Lc-20:47 essi divorano le case delle vedove e fanno lunghe preghiere per mettersi in mostra. Costoro riceveranno una condanna maggiore”.

Lc-21:1 Poi, alzati gli occhi, Gesù vide dei ricchi che mettevano i loro doni nella cassa delle offerte.

Lc-21:2 Vide anche una vedova poveretta che vi metteva due spiccioli;

Lc-21:3 e disse: “In verità vi dico che questa povera vedova ha messo più di tutti;

Lc-21:4 perché tutti costoro hanno messo nelle offerte del loro superfluo; ma lei vi ha messo del suo necessario, tutto quello che aveva per vivere”.

Lc-21:5 Alcuni gli fecero notare come il tempio fosse adorno di belle pietre e di doni votivi, ed egli disse:

Lc-21:6 “Verranno giorni in cui di tutte queste cose che voi ammirate non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata”.

Lc-21:7 Essi gli domandarono: “Maestro, quando avverranno dunque queste cose? E quale sarà il segno che tutte queste cose stanno per compiersi?”

Lc-21:8 Egli disse: “Guardate di non farvi ingannare; perché molti verranno in nome mio, dicendo: “Sono io”; e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro.

Lc-21:9 Quando sentirete parlare di guerre e di sommosse, non siate spaventati; perché bisogna che queste cose avvengano prima; ma la fine non verrà subito”.

Lc-21:10 Allora disse loro: “Insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno;

Lc-21:11 vi saranno grandi terremoti, e in vari luoghi pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo.

Lc-21:12 Ma prima di tutte queste cose, vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno consegnandovi alle sinagoghe, e mettendovi in prigione, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.

Lc-21:13 Ma ciò vi darà occasione di rendere testimonianza.

Lc-21:14 Mettetevi dunque in cuore di non premeditare come rispondere a vostra difesa,

Lc-21:15 perché io vi darò una parola e una sapienza alle quali tutti i vostri avversari non potranno opporsi né contraddire.

Lc-21:16 Voi sarete traditi perfino da genitori, fratelli, parenti e amici; faranno morire parecchi di voi;

Lc-21:17 e sarete odiati da tutti a causa del mio nome;

Lc-21:18 ma neppure un capello del vostro capo perirà.

Lc-21:19 Con la vostra costanza salverete le vostre vite.

Lc-21:20 “Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina.

Lc-21:21 Allora quelli che sono in Giudea, fuggano sui monti; e quelli che sono in città, se ne allontanino; e quelli che sono nella campagna non entrino nella città.

Lc-21:22 Perché quelli sono giorni di vendetta, affinché si adempia tutto quello che è stato scritto.

Lc-21:23 Guai alle donne che saranno incinte, e a quelle che allatteranno in quei giorni! Perché vi sarà grande calamità nel paese e ira su questo popolo.

Lc-21:24 Cadranno sotto il taglio della spada, e saranno condotti prigionieri fra tutti i popoli; e Gerusalemme sarà calpestata dai popoli, finché i tempi delle nazioni siano compiuti.

Lc-21:25 Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle; sulla terra, angoscia delle nazioni, spaventate dal rimbombo del mare e delle onde;

Lc-21:26 gli uomini verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo; poiché le potenze dei cieli saranno scrollate.

Lc-21:27 Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole con potenza e gloria grande.

Lc-21:28 Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina”.

Lc-21:29 Disse loro una parabola: “Guardate il fico e tutti gli alberi;

Lc-21:30 quando cominciano a germogliare, voi, guardando, riconoscete da voi stessi che l’estate è ormai vicina.

Lc-21:31 Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.

Lc-21:32 In verità vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute.

Lc-21:33 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

Lc-21:34 Badate a voi stessi, perché i vostri cuori non siano intorpiditi da stravizio, da ubriachezza, dalle ansiose preoccupazioni di questa vita e che quel giorno non vi venga addosso all’improvviso come un laccio;

Lc-21:35 perché verrà sopra tutti quelli che abitano su tutta la terra.

Lc-21:36 Vegliate dunque, pregando in ogni momento, affinché siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per venire, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo”.

Lc-21:37 Di giorno Gesù insegnava nel tempio; poi usciva e passava la notte sul monte detto degli Ulivi.

Lc-21:38 E tutto il popolo, la mattina presto, andava da lui nel tempio per ascoltarlo.

Lc-22:1 La festa degli Azzimi, detta la Pasqua, si avvicinava;

Lc-22:2 e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di farlo morire, ma temevano il popolo. Lc-22:3 Satana entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era nel numero dei dodici.

Lc-22:4 Egli andò a conferire con i capi dei sacerdoti e i capitani sul modo di consegnarlo nelle loro mani.

Lc-22:5 Essi si rallegrarono e pattuirono di dargli del denaro.

Lc-22:6 Egli fu d’accordo e cercava l’occasione buona per consegnare loro Gesù di nascosto alla folla.

Lc-22:7 Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva sacrificare la Pasqua.

Lc-22:8 Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: “Andate a prepararci la cena pasquale, affinché la mangiamo”.

Lc-22:9 Essi gli chiesero: “Dove vuoi che la prepariamo?”

Lc-22:10 Ed egli rispose loro: “Quando sarete entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua; seguitelo nella casa dove egli entrerà.

Lc-22:11 E dite al padrone di casa: “Il Maestro ti manda a dire: Dov’è la stanza nella quale mangerò la Pasqua con i miei discepoli?”

Lc-22:12 Ed egli vi mostrerà, al piano di sopra, una grande sala ammobiliata; qui apparecchiate”.

Lc-22:13 Essi andarono e trovarono com’egli aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

Lc-22:14 Quando giunse l’ora, egli si mise a tavola, e gli apostoli con lui.

Lc-22:15 Egli disse loro: “Ho vivamente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire;

Lc-22:16 poiché io vi dico che non la mangerò più, finché sia compiuta nel regno di Dio”.

Lc-22:17 E, preso un calice, rese grazie e disse: “Prendete questo e distribuitelo fra di voi;

Lc-22:18 perché io vi dico che ormai non berrò più del frutto della vigna, finché sia venuto il regno di Dio”.

Lc-22:19 Poi prese del pane, rese grazie e lo ruppe, e lo diede loro dicendo: “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”.

Lc-22:20 Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: “Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi.

Lc-22:21 “Del resto, ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me sulla tavola.

Lc-22:22 Perché il Figlio dell’uomo, certo, se ne va, come è stabilito; ma guai a quell’uomo per mezzo del quale egli è tradito!”

Lc-22:23 Ed essi cominciarono a domandarsi gli uni gli altri chi sarebbe mai, tra di loro, a far questo.

Lc-22:24 Fra di loro nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il più grande.

Lc-22:25 Ma egli disse loro: “I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che le sottomettono al loro dominio sono chiamati benefattori.

Lc-22:26 Ma per voi non dev’essere così; anzi il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve.

Lc-22:27 Perché, chi è più grande, colui che è a tavola oppure colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve.

Lc-22:28 Or voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove;

Lc-22:29 e io dispongo che vi sia dato un regno, come il Padre mio ha disposto che fosse dato a me,

Lc-22:30 affinché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno, e sediate su troni per giudicare le dodici tribù d’Israele.

Lc-22:31 “Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano;

Lc-22:32 ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli”.

Lc-22:33 Pietro gli disse: “Signore, sono pronto ad andare con te in prigione e alla morte”.

Lc-22:34 E Gesù: “Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi”.

Lc-22:35 Poi disse loro: “Quando vi mandai senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa?” Essi risposero: “Niente”. Ed egli disse loro:

Lc-22:36 “Ma ora, chi ha una borsa, la prenda; così pure una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.

Lc-22:37 Perché io vi dico che in me dev’essere adempiuto ciò che è scritto: “Egli è stato annoverato tra i malfattori”. Infatti, le cose che si riferiscono a me, stanno per compiersi”.

Lc-22:38 Ed essi dissero: “Signore, ecco qui due spade!” Ma egli disse loro: “Basta!”

Lc-22:39 Poi, uscito, andò, come al solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono.

Lc-22:40 Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate di non entrare in tentazione”.

Lc-22:41 Egli si staccò da loro circa un tiro di sasso e postosi in ginocchio pregava, dicendo:

Lc-22:42 “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta”.

Lc-22:43 [Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo.

Lc-22:44 Ed essendo in agonia, egli pregava ancor più intensamente; e il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue che cadevano in terra.]

Lc-22:45 E, dopo aver pregato, si alzò, andò dai discepoli e li trovò addormentati per la tristezza,

Lc-22:46 e disse loro: “Perché dormite? Alzatevi e pregate, affinché non entriate in tentazione”.

Lc-22:47 Mentre parlava ancora, ecco una folla; e colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici, la precedeva, e si avvicinò a Gesù per baciarlo.

Lc-22:48 Ma Gesù gli disse: “Giuda, tradisci il Figlio dell’uomo con un bacio?”

Lc-22:49 Quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per succedere, dissero: “Signore, dobbiamo colpire con la spada?”

Lc-22:50 E uno di loro percosse il servo del sommo sacerdote, e gli recise l’orecchio destro.

Lc-22:51 Ma Gesù intervenne e disse: “Lasciate, basta!” E, toccato l’orecchio di quell’uomo, lo guarì.

Lc-22:52 Gesù disse ai capi dei sacerdoti, ai capitani del tempio e agli anziani che erano venuti contro di lui: “Siete usciti con spade e bastoni, come contro un brigante!

Lc-22:53 Mentre ero ogni giorno con voi nel tempio, non mi avete mai messo le mani addosso; ma questa è l’ora vostra, questa è la potenza delle tenebre”.

Lc-22:54 Dopo averlo arrestato, lo portarono via e lo condussero nella casa del sommo sacerdote; e Pietro seguiva da lontano.

Lc-22:55 Essi accesero un fuoco in mezzo al cortile, sedendovi intorno. Pietro si sedette in mezzo a loro.

Lc-22:56 Una serva, vedendo Pietro seduto presso il fuoco, lo guardò fisso e disse: “Anche costui era con Gesù”.

Lc-22:57 Ma egli negò, dicendo: “Donna, non lo conosco”.

Lc-22:58 E poco dopo, un altro lo vide e disse: “Anche tu sei di quelli”. Ma Pietro rispose: “No, uomo, non lo sono”.

Lc-22:59 Trascorsa circa un’ora, un altro insisteva, dicendo: “Certo, anche questi era con lui, poiché è Galileo”.

Lc-22:60 Ma Pietro disse: “Uomo, io non so quello che dici”. E subito, mentre parlava ancora, il gallo cantò.

Lc-22:61 E il Signore, voltatosi, guardò Pietro; e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detta: “Oggi, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”.

Lc-22:62 E, andato fuori, pianse amaramente.

Lc-22:63 Gli uomini che tenevano Gesù, lo schernivano percotendolo;

Lc-22:64 poi lo bendarono e gli domandavano: “Indovina, profeta! Chi ti ha percosso?”

Lc-22:65 E dicevano molte altre cose contro di lui, bestemmiando.

Lc-22:66 Appena fu giorno, gli anziani del popolo, i capi dei sacerdoti e gli scribi si riunirono, e lo condussero nel loro sinedrio, dicendo:

Lc-22:67 “Se tu sei il Cristo, diccelo”. Ma egli disse loro: “Anche se ve lo dicessi, non credereste;

Lc-22:68 e se io vi facessi delle domande, non rispondereste.

Lc-22:69 Ma da ora in avanti il Figlio dell’uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio”.

Lc-22:70 E tutti dissero: “Sei tu, dunque, il Figlio di Dio?” Ed egli rispose loro: “Voi stessi dite che io lo sono”.

Lc-22:71 E quelli dissero: “Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? Lo abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca”.

Lc-23:1 Poi tutta l’assemblea si alzò e lo condussero da Pilato.

Lc-23:2 E cominciarono ad accusarlo, dicendo: “Abbiamo trovato quest’uomo che sovvertiva la nostra nazione, istigava a non pagare i tributi a Cesare e diceva di essere lui il Cristo re”.

Lc-23:3 Pilato lo interrogò, dicendo: “Sei tu il re dei Giudei?” E Gesù gli rispose: “Tu lo dici”.

Lc-23:4 Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: “Non trovo nessuna colpa in quest’uomo”.

Lc-23:5 Ma essi insistevano, dicendo: “Egli sobilla il popolo insegnando per tutta la Giudea; ha cominciato dalla Galilea ed è giunto fin qui”.

Lc-23:6 Quando Pilato udì questo, domandò se quell’uomo fosse Galileo.

Lc-23:7 Saputo che egli era della giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode, che si trovava anch’egli a Gerusalemme in quei giorni.

Lc-23:8 Quando vide Gesù, Erode se ne rallegrò molto, perché da lungo tempo desiderava vederlo, avendo sentito parlare di lui; e sperava di vedergli fare qualche miracolo.

Lc-23:9 Gli rivolse molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla.

Lc-23:10 Or i capi dei sacerdoti e gli scribi stavano là, accusandolo con veemenza.

Lc-23:11 Erode, con i suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò da Pilato.

Lc-23:12 In quel giorno, Erode e Pilato divennero amici; prima infatti erano stati nemici.

Lc-23:13 Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, i magistrati e il popolo, disse loro:

Lc-23:14 “Avete fatto comparire davanti a me quest’uomo come sovversivo; ed ecco, dopo averlo esaminato in presenza vostra, non ho trovato in lui nessuna delle colpe di cui l’accusate;

Lc-23:15 e neppure Erode, poiché egli l’ha rimandato da noi; ecco egli non ha fatto nulla che sia degno di morte.

Lc-23:16 Perciò, dopo averlo castigato lo libererò”.

Lc-23:17 [Or egli aveva l’obbligo di liberare loro un carcerato in occasione della festa;]

Lc-23:18 ma essi gridarono tutti insieme: “Fa’ morire costui e liberaci Barabba!”

Lc-23:19 Barabba era stato messo in prigione a motivo di una sommossa avvenuta in città e di un omicidio.

Lc-23:20 E Pilato parlò loro di nuovo perché desiderava liberare Gesù;

Lc-23:21 ma essi gridavano: “Crocifiggilo, crocifiggilo!”

Lc-23:22 Per la terza volta egli disse loro: “Ma che male ha fatto? Io non ho trovato nulla in lui, che meriti la morte. Perciò, dopo averlo castigato, lo libererò”.

Lc-23:23 Ma essi insistevano a gran voce, chiedendo che fosse crocifisso; e le loro grida finirono per avere il sopravvento.

Lc-23:24 Pilato decise che fosse fatto quello che domandavano:

Lc-23:25 liberò colui che era stato messo in prigione per sommossa e omicidio, e che essi avevano richiesto; ma abbandonò Gesù alla loro volontà.

Lc-23:26 Mentre lo portavano via, presero un certo Simone, di Cirene, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce perché la portasse dietro a Gesù.

Lc-23:27 Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che facevano cordoglio e lamento per lui.

Lc-23:28 Ma Gesù, voltatosi verso di loro, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figli.

Lc-23:29 Perché, ecco, i giorni vengono nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno partorito e le mammelle che non hanno allattato”.

Lc-23:30 Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadeteci addosso”; e ai colli: “Copriteci”.

Lc-23:31 Perché se fanno questo al legno verde, che cosa sarà fatto al secco?”

Lc-23:32 Ora, altri due, malfattori, erano condotti per essere messi a morte insieme a lui.

Lc-23:33 Quando furono giunti al luogo detto “il Teschio”, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra.

Lc-23:34 [Gesù diceva: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”.] Poi divisero le sue vesti, tirandole a sorte.

Lc-23:35 Il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si beffavano di lui, dicendo: “Ha salvato altri, salvi sé stesso, se è il Cristo, l’Eletto di Dio!”

Lc-23:36 Pure i soldati lo schernivano, accostandosi, presentandogli dell’aceto e dicendo:

Lc-23:37 “Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso!”

Lc-23:38 Vi era anche questa iscrizione sopra il suo capo: QUESTO È IL RE DEI GIUDEI.

Lc-23:39 Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!”

Lc-23:40 Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: “Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio?

Lc-23:41 Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male”.

Lc-23:42 E diceva: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!”

Lc-23:43 Gesù gli disse: “Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso”.

Lc-23:44 Era circa l’ora sesta, e si fecero tenebre su tutto il paese fino all’ora nona;

Lc-23:45 il sole si oscurò. La cortina del tempio si squarciò nel mezzo.

Lc-23:46 Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio”. Detto questo, spirò.

Lc-23:47 Il centurione, veduto ciò che era accaduto, glorificava Dio dicendo: “Veramente, quest’uomo era giusto”.

Lc-23:48 E tutta la folla che assisteva a questo spettacolo, vedute le cose che erano accadute, se ne tornava battendosi il petto.

Lc-23:49 Ma tutti i suoi conoscenti e le donne che lo avevano accompagnato dalla Galilea stavano a guardare queste cose da lontano.

Lc-23:50 C’era un uomo, di nome Giuseppe, che era membro del Consiglio, uomo giusto e buono,

Lc-23:51 il quale non aveva acconsentito alla deliberazione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatea, città della Giudea, e aspettava il regno di Dio.

Lc-23:52 Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù.

Lc-23:53 E, trattolo giù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo mise in una tomba scavata nella roccia, dove nessuno era ancora stato deposto.

Lc-23:54 Era il giorno della Preparazione, e stava per cominciare il sabato.

Lc-23:55 Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea, seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come vi era stato deposto il corpo di Gesù.

Lc-23:56 Poi, tornarono indietro e prepararono aromi e profumi. Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento.

Lc-24:1 Ma il primo giorno della settimana, la mattina prestissimo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparati.

Lc-24:2 E trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro.

Lc-24:3 Ma quando entrarono non trovarono il corpo del Signore Gesù.

Lc-24:4 Mentre se ne stavano perplesse di questo fatto, ecco che apparvero davanti a loro due uomini in vesti risplendenti;

Lc-24:5 tutte impaurite, chinarono il viso a terra; ma quelli dissero loro: “Perché cercate il vivente tra i morti?

Lc-24:6 Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordate come egli vi parlò quand’era ancora in Galilea,

Lc-24:7 dicendo che il Figlio dell’uomo doveva essere dato nelle mani di uomini peccatori ed essere crocifisso, e il terzo giorno risuscitare”.

Lc-24:8 Esse si ricordarono delle sue parole.

Lc-24:9 Tornate dal sepolcro, annunziarono tutte queste cose agli undici e a tutti gli altri.

Lc-24:10 Quelle che dissero queste cose agli apostoli erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria, madre di Giacomo, e le altre donne che erano con loro.

Lc-24:11 Quelle parole sembrarono loro un vaneggiare e non prestarono fede alle donne.

Lc-24:12 Ma Pietro, alzatosi, corse al sepolcro; si chinò a guardare e vide solo le fasce; poi se ne andò, meravigliandosi dentro di sé per quello che era avvenuto.

Lc-24:13 Due di loro se ne andavano in quello stesso giorno a un villaggio di nome Emmaus, distante da Gerusalemme sessanta stadi;

Lc-24:14 e parlavano tra di loro di tutte le cose che erano accadute.

Lc-24:15 Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro.

Lc-24:16 Ma i loro occhi erano impediti a tal punto che non lo riconoscevano.

Lc-24:17 Egli domandò loro: “Di che discorrete fra di voi lungo il cammino?” Ed essi si fermarono tutti tristi.

Lc-24:18 Uno dei due, che si chiamava Cleopa, gli rispose: “Tu solo, tra i forestieri, stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose che vi sono accadute in questi giorni?”

Lc-24:19 Egli disse loro: “Quali?” Essi gli risposero: “Il fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo;

Lc-24:20 come i capi dei sacerdoti e i nostri magistrati lo hanno fatto condannare a morte e lo hanno crocifisso.

Lc-24:21 Noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo giorno da quando sono accadute queste cose.

Lc-24:22 È vero che certe donne tra di noi ci hanno fatto stupire; andate la mattina di buon’ora al sepolcro,

Lc-24:23 non hanno trovato il suo corpo, e sono ritornate dicendo di aver avuto anche una visione di angeli, i quali dicono che egli è vivo.

Lc-24:24 Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato tutto come avevano detto le donne; ma lui non lo hanno visto”.

Lc-24:25 Allora Gesù disse loro: “O insensati e lenti di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette!

Lc-24:26 Non doveva il Cristo soffrire tutto ciò ed entrare nella sua gloria?”

Lc-24:27 E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano.

Lc-24:28 Quando si furono avvicinati al villaggio dove andavano, egli fece come se volesse proseguire.

Lc-24:29 Essi lo trattennero, dicendo: “Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno sta per finire”. Ed egli entrò per rimanere con loro.

Lc-24:30 Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro.

Lc-24:31 Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero; ma egli scomparve alla loro vista.

Lc-24:32 Ed essi dissero l’uno all’altro: “Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentr’egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?”

Lc-24:33 E, alzatisi in quello stesso momento, tornarono a Gerusalemme e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro,

Lc-24:34 i quali dicevano: “Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone”.

Lc-24:35 Essi pure raccontarono le cose avvenute loro per la via, e come era stato da loro riconosciuto nello spezzare il pane.

Lc-24:36 Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: “Pace a voi!”

Lc-24:37 Ma essi, sconvolti e atterriti, pensavano di vedere un fantasma.

Lc-24:38 Ed egli disse loro: “Perché siete turbati? E perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

Lc-24:39 Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io; toccatemi e guardate; perché un fantasma non ha carne e ossa come vedete che ho io”.

Lc-24:40 E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Lc-24:41 Ma siccome per la gioia non credevano ancora e si stupivano, disse loro: “Avete qui qualcosa da mangiare?”

Lc-24:42 Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito;

Lc-24:43 egli lo prese, e mangiò in loro presenza.

Lc-24:44 Poi disse loro: “Queste sono le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi”.

Lc-24:45 Allora aprì loro la mente per capire le Scritture e disse loro:

Lc-24:46 “Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno,

Lc-24:47 e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.

Lc-24:48 Voi siete testimoni di queste cose.

Lc-24:49 Ed ecco io mando su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi, rimanete in questa città, finché siate rivestiti di potenza dall’alto”.

Lc-24:50 Poi li condusse fuori fin presso Betania; e, alzate in alto le mani, li benedisse.

Lc-24:51 Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato su nel cielo.

Lc-24:52 Ed essi, adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande gioia;

Lc-24:53 e stavano sempre nel tempio, benedicendo Dio.

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