Tre occasioni create dagli Usa per entrare in Guerra

Divide_et_Impera_di_Paolo_Sensini_1

~
TRE OCCASIONI CREATE DAGLI USA PER ENTRARE IN GUERRA

~ Prologo ~

Nell’articolo “La fonte ed il fine delle due guerre mondiali”, pubblicato recentemente su questo sito, ho accennato agli appigli cui si è aggrappata l’America del nord per entrare nella prima e seconda guerra mondiale.

Ora li espongo in dettaglio basandomi principalmente sull’ottimo libro di Paolo Sensini ‘Divide et impera’, Strategie del caos per il XXI secolo nel vicino e medio oriente, Milano, Mimesis, 2013.

1898 la guerra contro la Spagna e la ‘Maine’

Il conflitto del 1898 tra Usa e Spagna fu provocato dall’affondamento di una nave statunitense (15 febbraio 1898), affondamento che offrì l’occasione agli Usa per dichiarare guerra alla Spagna (23 aprile 1898) conquistare Cuba e le Filippine.

Il 15 febbraio del 1898 avvenne un’esplosione, alquanto anomala, a bordo della Maine (una nave da guerra degli Usa) presso il porto dell’Avana. In quell’incidente persero la vita 262 marinai nordamericani. Gli Usa accusarono la Spagna di aver affondato la loro nave e le dichiararono guerra.

Circa ottanta anni dopo il fatto gli storici e le stesse autorità statunitensi hanno riconosciuto che l’esplosione era stata causata dagli Usa per avere il pretesto di attaccare e sconfiggere la Spagna, che oramai aveva perso il suo ruolo di superpotenza marina.

La guerra ebbe termine nella battaglia, assai cruenta, di “San Juan Hill” il 1° luglio del 1898. I militari statunitensi assaltarono una collina presso Santiago di Cuba e sgominarono gli spagnoli.

Il 10 dicembre del 1898 Usa e Spagna si accordarono con il Trattato di Parigi e stabilirono che Cuba fosse dichiarata indipendente (de jure, ma de facto era pienamente sotto l’orbita nordamericana), Portorico passava agli Usa e le Filippine erano vendute dalla Spagna agli Usa per 20 milioni di dollari. I filippini, però, si ribellarono agli Usa e iniziò una guerra che durò sino al 1913 con circa 1 milione di morti filippini e 4 mila americani.

Nel 1913 gli Usa si affacciarono come grande potenza sulla scena del mondo e divennero una superpotenza nel 1917 e specialmente nel 1941 con l’entrata in guerra durante il primo e il secondo conflitto mondiale.

1915-1917 la prima guerra mondiale e il ‘Lusitania’

Il 7 maggio del 1915 la turbonave inglese Lusitania fu affondata da un sommergibile tedesco; 124 passeggeri americani vi trovarono la morte. Questo incidente fu sfruttato dagli Usa come l’occasione per iniziare una crisi diplomatica con la Germania per due anni ed entrare poi in guerra a fianco di Gb e Francia nel 1917.

Il Lusitania faceva contrabbando bellico tra Liverpool e New York, in violazione di tutte le norme del diritto navale, secondo il quale ogni nazione s’impegnava – per riguardo alla vita dei suoi cittadini – a non mischiare il traffico di armi con il trasporto di civili. Il 1° maggio del 1915 il Lusitania lasciò il porto di New York per portare armi (e passeggeri a mo’ di copertura) a Liverpool.

Già Winston Churchill aveva fatto violare questo principio di diritto navale, dando l’ordine di armare con cannoni le navi mercantili britanniche. Egli nella sua autobiografia (intitolata La crisi mondiale, 4 voll., tr. it., Roma, Società Poligrafica Italiana, 1929-31) spiegò che tale strategia mirava a creare un incidente tra Germania e Usa per far scendere quest’ultima in guerra a fianco della Gb (ivi, vol. 2°, pp. 724-735), che da sola non avrebbe potuto sconfiggere la Germania.

Secondo la testimonianza del Comandante Kenworthy “Il Lusitania fu inviato deliberatamente a velocità elevata verso un’area in cui era noto che si celava un sottomarino germanico ”. I sommergibili tedeschi non potevano affiorare alla superficie ed intimare alle nave mercantili (ma armate di cannoni) di fermarsi e lasciarsi perquisire, perché correvano il rischio di essere affondati. Infatti queste navi non erano semplici battelli mercantili, ma vere e proprie flotte belliche che potevano, secondo le norme del diritto navale, essere attaccate dal nemico e nel caso specifico dai sommergibili tedeschi, i quali però – essendo obbligati a rimanere sommersi – correvano il rischio di scambiare le navi neutrali con quelle inglesi ed affondare, quindi, equipaggi non militari, causando un incidente diplomatico, che sarebbe diventato facilmente bellico soprattutto con gli Usa.

Fu così che il 7 maggio del 1915 alle 14, 10 un siluro tedesco colpì il Lusitania, che essendo carico di munizioni belliche scoppiò e affondò non tanto per il siluro tedesco, ma a causa della seconda esplosione avvenuta all’interno della sua stiva ricolma di munizioni. Durante il processo dell’incidente occorso al Lusitania “Londra si prodigò in modo particolare affinché non si facesse alcun cenno alla seconda esplosione interna e agli ordigni a bordo della nave” (R. Prinzhofer – C. L. Droste, Il caso Lusitania, cit., p. 216).

L’8 maggio i quotidiani britannici uscirono con titoli cubitali in prima pagina per stigmatizzare l’orrendo crimine commesso dai … tedeschi. L’ambasciatore americano a Londra telegrafò nel medesimo giorno al presidente americano Wilson per spiegargli che l’Inghilterra si attendeva l’entrata degli Usa in guerra entro la fine di maggio. I media statunitensi ripresero la campagna stampa inglese per spingere il Presidente Wilson ad entrare in guerra.

Fu così che dopo le elezioni del 1916 Wilson, essendo stato riconfermato Presidente degli Usa, presentò al Congresso la proposta di entrare in guerra il 4 aprile del 1917 e il 6 la guerra venne dichiarata alla Germania con l’invio di 4 milioni di uomini in Europa.

Inoltre “i grandi istituti finanziari americani erano consapevoli che i Paesi dell’Intesa, in caso di sconfitta, non avrebbero potuto pagare i debiti contratti con gli Usa, e che il capitalismo tedesco si sarebbe enormemente rafforzato”. Era quindi necessario scendere in guerra.

Le sorti del conflitto erano sin allora favorevoli alla Germania essendo la Russia caduta vittima della Rivoluzione bolscevica, la Francia in preda a numerosi ammutinamenti dei soldati e l’Inghilterra, pur non essendo in una situazione disperata come la Francia e la Russia, in gravi difficoltà perché nel febbraio del 1917 la Germania aveva lanciato una grande campagna di sottomarini contro i mercantili armati britannici, la quale rischiava di mettere in ginocchio la marina inglese. Perciò nel 1917 gli Usa ripescarono la vicenda, vecchia di due anni, del Lusitania e dichiararono guerra alla Germania per spostare il baricentro del potere mondiale dall’Europa all’Atlantico, mediante il loro impero finanziario che è il principale punto di forza statunitense. La Germania, essendo il braccio armato dell’Europa, doveva essere abbattuta per spostare il potere mondiale del Vecchio Continente al di là dell’Atlantico. I medesimi motivi riporteranno Gb, Francia e Usa nel 1939-45 alla guerra contro la Germania.

Paolo Viola conclude: «sotto molti aspetti gli Usa erano il vero vincitore del primo conflitto mondiale. Pagando un costo relativamente modesto avevano determinato la vittoria dell’Intesa. Avevano prestato i capitali necessari alla vittoria, di cui avrebbero incassato per anni i benefici. I Paesi vinti erano distrutti; e i vincitori europei si erano gravemente indebitati, mentre gli americani si erano arricchiti. Tolta di mezzo la Russia, gli Usa avevano gettato tutto il loro peso dalla parte delle democrazie contro i regimi autoritari; quindi potevano presentare la guerra non come uno scontro tra nazionalismi o imperialismi, ma come una vittoria del “bene” sul “male”» (Il Novecento, cit., p. 30).

1941 ‘Pearl Harbor’ e la seconda guerra mondiale

Il 7 dicembre del 1941 l’aviazione giapponese attaccò e distrusse 21 navi da guerra statunitensi e 323 aerei, causando 2. 396 morti tra i militari americani presso il porto di Pearl Harbor. Gli Usa dichiararono guerra al Giappone e quindi alla Germania e all’Italia, che erano alleate dell’Impero nipponico.

Molti storici super partes, tra cui Robert B. Stinnett (pluridecorato Usa al valor militare nella seconda guerra mondiale), hanno sviscerato la questione di Pearl Harbor.

Gli Usa nel 1941, in pratica, già si trovavano in guerra, ma non l’avevano ancora dichiarata de jure. Infatti la marina statunitense aveva ricevuto l’ordine di sparare a vista sui convogli germanici nell’Atlantico del nord, ove passavano le spedizioni dagli Usa alla Gb, anche se i sottomarini tedeschi non attaccavano i convogli statunitensi per non offrire l’occasione agli Usa di entrare in guerra.

In realtà Roosevelt voleva portare gli Usa in guerra contro il Giappone e la Germania facendo credere all’opinione pubblica americana che la Patria fosse stata attaccata e dovesse rispondere all’aggressione.

Nel 1939 gli Usa avevano dichiarato l’embargo al Giappone ed inasprirono le sue condizioni sino al 1941 mettendo l’Impero nipponico in una situazione di estrema necessità per spingerlo ad entrare in guerra onde non essere affamato dall’embargo.

Inoltre gli Usa avevano decriptato il codice diplomatico giapponese e sapevano che nel luglio del 1941 il Giappone si preparava alla guerra per non morir di fame a causa dell’embargo.

Infine la flotta Usa attraccata a Pearl Harbor avrebbe potuto essere messa in salvo, ma si fece tutto il contrario al fine di entrare in guerra.

Paolo Viola scrive: “questo grave sforzo bellico statunitense annullò gli ultimi residui della crisi economica del 1929. Non ci furono più problemi di disoccupazione in America. […]. Una società, che dieci anni prima soffriva di una mancanza generale di lavoro e di motivazioni, dovette improvvisamente mobilitare tutte le proprie risorse per un grande obiettivo di interesse comune: la guerra contro il nemico. Per giunta gli Usa erano l’unica delle potenze belligeranti talmente lontana dai teatri di guerra da essere fuori dalla portata degli attacchi aerei, e quindi l’unica a non essere colpita nella sua popolazione civile. Questo costituì una differenza enorme rispetto agli altri Paesi, di entrambe i campi, e permise agli Usa di uscire dal conflitto come il principale vincitore materiale: quello che incassava i maggiori benefici con i minori costi” (Il Novecento, cit., p. 202).

Consiglio vivamente lo studio del libro di Paolo Sensini di cui mi servirò in futuro per una serie di articoli sulla questione del vicino e medio oriente, che è di vitale importanza per le sorti della civiltà europea e cattolica.

d. Curzio Nitoglia

10/12/2013

http://doncurzionitoglia.net/2013/12/10/tre-occasioni-create-dagli-usa-per-entrare-in-guerra/

~

“Divide et Impera” si puó richiedere e acquistare direttamente presso:

www.mimesisedizioni.it

http://www.mimesisedizioni.it/Eterotopie/Divide-et-impera.html

mimesis@mimesisedizioni.it

————————o0o————————

*

Prologo

●In ambiente teo/conservatore italiano (specialmente “Alleanza Cattolica”) si è diffusa l’idea che la massoneria latina è incompatibile con la Religione cattolico-romana in quanto atea ed anticlericale, mentre la massoneria anglo/americana non è né atea e neppure anticlericale e quindi compatibile col Cattolicesimo.

●Ora anche la ‘Conferenza Episcopale Tedesca’ nel 1983 ha precisato che pure la massoneria non apertamente atea ed anticlericale è soggettivista e relativista e quindi incompatibile con il Cattolicesimo.

●Un recente saggio sulle origini e i Rituali segreti della massoneria statunitense ci dimostra come la massoneria nordamericana sia anche atea, anticattolica, e persino luciferiana. Cerco di riassumere il saggio in questione e di porgerne il succo al lettore perché possa farsi un’idea appropriata non solo della massoneria americana, ma anche del teo/conservatorismo che pretende coniugare le radici americane (di cui la massoneria è parte capitale assieme al calvinismo e al giudaismo) con la civiltà europea e col Cattolicesimo, in funzione, ieri anti/sovietica ed oggi anti/islamista. Certamente l’islam e il bolscevismo sono incompatibili colla Religione cattolico-romana, ma non lo è di meno la massoneria anche americana e il teo/conservatorismo, che è una sua recente creatura politica, particolarmente pericolosa per l’ambiente cattolico tradizionale.

*

I Rituali massonici statunitensi dell’Ottocento

●Padre Paolo Siano in Fides Catholica (Frigento, 2/2011, pp. 22-83) dedica un lungo “saggio”, molto ben documentato (intitolato “Laicità illuministica ed Illuminismo esoterico nella Massoneria nordamericana), alla massoneria statunitense e dimostra che essa è non solo soggettivista e relativista, ma persino esoterica, gnostica, cabalistica e luciferista.

●Infatti, se si scava a fondo, l’Illuminismo radicale francese e non solo quello moderato inglese ha influito sulla massoneria americana (specialmente di ‘Rito scozzese’) e l’ha tinta di un profondo esoterismo cabalistico e gnostico sino a farla giungere al Prometeismo e al Luciferianismo.

●I due Rituali – consultati da padre Paolo Siano – del Supreme Council 33° grado dello Scottish Rite e del Southern Jurisdiction insegnano che il 30° grado del ‘Rito Scozzese Antico Accettato’, Cavaliere Kadosh, s’ispira ai Templari (cosiddetti “deviati”). I massoni Kadosh sarebbero i neo/Templari, cavalieri che lottano contro il Papato e i Dogmi della Chiesa romana[1].

●Inoltre la massoneria esoterica statunitense si spinge all’elogio di Prometeo, figura mitologica pagana, che si erge e lotta contro la Divinità ed ante-tipo di Lucifero, l’Angelo decaduto e diventato demonio per il suo “non serviam”, gridato contro la Volontà di Dio[2]. Il “Dio” cui si rifanno i massoni americani è “il Dio che è nell’Uomo”[3], in breve la Divinità della massoneria non-atea e americana è il panteismo immanentista.

●La “Loggia” massonica è presentata come il “luogo della presenza luminosa della Divinità” o la Shekinah ebraica[4]. I neo/Templari (ossia i massoni) hanno ricevuto dai cabalisti e dagli gnostici le dottrine esoteriche e magiche, tramite i Kadosh[5]. La massoneria esoterica ha, quindi, legami molto stretti con la magia specialmente cabalistica[6]. Non è estranea ad essa neppure la “magia sessuale” più deviata e degenerata, da cui Sigmund Freud ha tratto le sue bizzarre teorie cabalistico-tamudiche[7], che nulla hanno di medico-scientifico[8].

●La teoria dell’Androgino primitivo, non poteva mancare alla massoneria esoterica anche americana e non solo latina[9]. Il “Dio” massonico stesso è androgino o ermafrodito, in “Dio” vi è il “Lui” e il “Lei”, il “maschile” e il “femminile”[10]. Inoltre l’energia della Kundalini (l’osso sacro) fa parte dei Rituali magici della muratoria statunitense, con le relative pratiche di sodomia[11].

*

Storia della massoneria anglo/americana

●Nel 1895 un gruppo di massoni inglesi, statunitensi e canadesi (H. L. Stillson – W. J. Hugan, a cura di) pubblicarono un volume di circa mille pagine intitolato History of the Ancient and Honorable Fraternity of Free and Accepted Masons and concordant Orders (Boston-New York, 1895). Tale libro è la prova che la massoneria anglo/americana regolare e ritenuta non-atea e non-anticlericale coltivava almeno già da allora uno spirito gnostico, cabalistico, esoterico e ferocemente anticattolico-romano, né più e né meno come le massonerie latine dichiaratamente laiciste, atee ed anticlericali. Nel libro suddetto si legge che la Religione, anche quella cristiana, è “un prodotto dell’uomo, anzi del sentimento umano”[12], anticipando la dottrina del ‘sentimento’ o ‘esperienza religiosa’[13] del modernismo condannato da S. Pio X nella Pascendi nel 1907.

*

Essoterismo massonico americano nel Novecento

●Jirah Dewey Buck (+ 1916), massone statunitense 33° grado, ha pubblicato diversi libri per spiegare la natura della filosofia occulta della massoneria, in cui è presente un forte spirito anticattolico, antipapista ed anticlericale, il tutto condito dalla “Teosofia” di madame Elena Blavatsky, la quale ha influenzato molto il modernismo italiano tramite Antonio Fogazzaro. Secondo J. D. Buck “l’uomo è divino, Dio è connaturale all’uomo”[14]. Addirittura “satana è il padre delle Religioni dogmatiche, perché è il padre della menzogna”[15]. Egli anticipa alcuni temi del modernismo, che elogia esplicitamente[16], e perfino della nouvelle théologie asserendo che “Cristo è la Divinità dell’uomo”[17]. Infine nel 1917 si rifà al panteismo induista[18].

●Addirittura nel 1953 il massone nordamericano C. F. Arkoncel ha scritto un saggio sulla rivista “The New Age” in cui ha spiegato il concetto cabalistico e massonico di conciliazione tra bene/male, luce/tenebre, superiore/inferiore. Tutto sarebbe opera del “Grande Architetto dell’Universo” e tale coincidentia oppositorum si  trova nel 1953 sulla medesima rivista “The New Age”. Il massone americano Irving R. kitts, ha scritto un articolo sui “cercatori e portatori di Luce”, in cui i cercatori sarebbero i massoni e il portatore per eccellenza sarebbe Lucifero (‘fero’ = porto, ‘lux’ = luce)[19]. Infine nel 1961 C. Raymond Frey riaggancia il rituale massonico agli antichi misteri pagani e egizi[20].

*

Conclusione

●Da queste mole di citazioni che vanno dall’Ottocento sino al 1961 si evince con certezza che anche la massoneria statunitense è satanica nella sua essenza, come aveva insegnato Leone XIII nell’Enciclica Humanum Genus del 1884 sulla massoneria in generale. Quindi la distinzione fatta dal teo/conservatorismo, soprattutto italiano (Giovanni Cantoni, Massimo Introvigne, Marco Respinti) non sussiste e l’alleanza tra teo/conservatorimo ed anti/modernismo è totalmente impossibile.

d. CURZIO NITOGLIA

18 gennaio 2012

http://www.doncurzionitoglia.com/massoneria_usa_luciferiana.htm



[1] Cfr. Offices of Constitution and Inauguration of a Council of Knights Kadosh and Installations its Officers as used in the Southern Jurisdiction of the United States, 1870, p. 87.

[2] Ivi, p. 14.

[3] Ivi, p. 56.

[4] Cfr. Constitutions and Inauguration of a Grand Consistory and Installation of its Officers as used in the Southern Jurisdiction of the United States, 1872, p. 83.

[5] Cfr. A. Pike, Readings XXXII, Washington, 1889, pp. 12-13.

[6] Cfr. A. G. Mackey, An Encyclopaedia of Freemasonry, Chicago-London-New York, 1921, vol. I, p. 249 e 375.

[7] Ivi, cit., vol. II, p. 641.

[8] Cfr. David Bakan, Freud et la mystique juive, Parigi, Payot, 1964.

[9] Ivi, vol. II, pp. 759-760.

[10] Ivi, vol. I, p. 15.

[11] Ivi, vol. I, p. 455.

[12] Ivi, pp. 41-117, passim.

[13] Cfr. P. Parente, voce “Esperienza religiosa”, in “Dizionario di Teologia dommatica”, Roma, Studium, IV ed., 1957.

[14] J. D. Buck, The Nature and Aim of Theosophy, Cincinnati, 1889, p. 15.

[15] Ivi, p. 45.

[16] Ivi, p. 160.

[17] The New Avatar and the Destiny of the Soul, Cincinnati, 1911, p. 216.

Per esempio Giovanni Paolo II afferma nella sua prima Enciclica (del 1979) ‘Redemptor hominis’ n° 9: «Dio in Lui [Cristo] si avvicina ad ogni uomo dandogli il tre volte Santo Spirito di Verità». Sempre in ‘Redemptor hominis’ n° 13: «non si tratta dell’uomo astratto, ma reale concreto storico, si tratta di ciascun uomo, perché […] con ognuno Cristo si è unito per sempre […]. l’uomo – senza eccezione alcuna – è stato redento da Cristo, perché, con l’uomo – ciascun uomo senza eccezione alcuna – Cristo è in qualche modo unito, anche quando l’uomo non è di ciò consapevole […] mistero [della Redenzione] del quale diventa partecipe ciascuno dei quattro miliardi di uomini viventi sul nostro pianeta, dal momento in cui viene concepito sotto il cuore della madre». Nella sua terza Enciclica (del 1986) ‘Dominum et vivificantem’ n° 50 Giovanni Paolo II scrive: «Et Verbum caro factum est. Il Verbo si è unito ad ogni carne [creatura], specialmente all’uomo, questa è la portata cosmica della Redenzione. Dio è immanente al mondo e lo vivifica dal di dentro. […] l’Incarnazione del Figlio di Dio significa l’assunzione all’unità con Dio, non solo della natura umana ma in essa, in un certo senso, di tutto ciò che è carne: di […] tutto il mondo visibile e materiale […]. il Generato prima di ogni creatura, incarnandosi […] si unisce, in qualche modo con l’intera realtà dell’uomo […] ed in essa con ogni carne, con tutta la creazione».

[18] Cfr. The Genius of Freemasonry, Chicago, 1917, p. 24. Come farà Raimon Pannikkar (+ 2008). Cfr. Raffaele Luise, Raimon Pannikkar. Profeta del dopodomani, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2011. «Fedele a quattro religioni: la cattolica, l’induista, la buddista e la secolare, Pannikkar è stato l’inimitabile maestro del dialogo interculturale e interreligioso. Il libro rivela (p. 267) che ad ispirare per primo a Giovanni Paolo II la grande Giornata interreligiosa di preghiera, che si tenne in Assisi il 27 ottobre 1986, fu proprio lui» (in sovra-copertina). Raffaele Luise è il decano dei vaticanisti Rai. L’Opera Omnia di R. Pannikkar è in corso di pubblicazione in italiano presso la Jaca Book di Milano, sotto la direzione di Milena Carrara Pavan. Si noti il”Fedele a quattro religioni”, incredibile, ma vero. Molte delle idee espresse dalla massoneria americana si ritrovano nel pensiero pan-ecumenista pannikkariano. In un prossimo articolo tratterò per esteso questo tema.

[19] Seekers of Light, in “The New Age”, Washington, vol. 61, n° 3, p. 174.

[20] The Golden Fleece, in “The New Age”, Washington, vol. 69, n° 3, marzo 1961, p. 21.

————————o0o————————

La corrispondenza Mazzini-Pike del 1870
Tratto da “Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia


Albert Pike (1809-1891), massone del 33° grado, Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del R.S.A.A. (Rito Scozzese Antico e Accettato) della Giurisdizione Sud degli Stati Uniti.
Membro onorario di quasi tutti i concilii supremi del mondo, e membro del K.K.K, Ku Klux Klan.
Amico del frammassone Giuseppe Mazzini

Mazzini tratteneva una fitta corrispondenza col Pike: ai fini del nostro studio sono ben significative due lettere in particolare: quella che Mazzini inviò al Pike il 22 gennaio 1870 e quella del Pike a Mazzino datata 15 agosto 1871. Jean Lombard annota che questa corrispondenza si trova depositata negli archivi di Temple House, la sede del Rito Scozzese di Washington, ma off limits cioè di consultazione vietata; pur tuttavia la lettera di Albert Pike, scritta il 15 agosto 1871, venne una volta esposta alla British Museum Library di Londra. Là un ufficiale di marina canadese, il commodoro William Guy Carr (presente in veste di consulente per gli Stati Uniti alla Conferenza di San Francisco del 26 giugno 1945) poté prenderne conoscenza e pubblicarne un riassunto nel libro citato Pawns in the Game.

Il documento è curiosamente profetico e precorritore della sinistra triade “crisi-guerra-rivoluzione”, che ha tormentato il XX° secolo. Ecco in che forma lo presenta il Carr:

“[ … ] La prima Guerra Mondiale doveva essere combattuta per consentire agli “Illuminati” di abbattere il potere degli zar in Russia e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo. Le divergenze suscitate dagli agenti degli “Illuminati” fra Impero britannico e tedesco furono usate per fomentare questa guerra. Dopo che la guerra ebbe fine si doveva edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere altri governi e indebolire le religioni.

La Seconda Guerra Mondiale doveva essere fomentata approfittando della differenza fra fascisti e sionisti politici. La guerra doveva essere combattuta in modo da distruggere il nazismo e aumentare il potere del sionismo politico, onde consentire lo stabilimento in Palestina dello stato sovrano d’Israele. Durante la Seconda Guerra Mondiale si doveva costituire un’Intemazionale comunista altrettanto forte dell’intera Cristianità. A questo punto quest’ultima doveva essere contenuta e tenuta sotto controllo rin quando richiesto per il cataclisma sociale finale. Può una persona informata negare che Roosevelt e Churchill hanno realizzato questa politica?

La Terza Guerra Mondiale dovrà essere fomentata approfittando delle divergenze suscitate dagli agenti degli Illuminati fra sionismo politico e dirigenti del mondo islamico. La guerra dovrà essere orientata in modo che Islam (mondo arabo e quello musulmano) e sionismo politico (incluso lo Stato d’Israele) si distruggano a vicenda, mentre nello stesso tempo le nazioni rimanenti, una volta di più divise e contrapposte fra loro, saranno in tal frangente forzate a combattersi fra loro fino al completo esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico.

[ … ] Il 15 agosto 1871 Pike disse a Mazzini che alla fine della Terza Guerra Mondiale coloro che aspirano al Governo Mondiale provocheranno il più grande cataclisma sociale mai visto. Si citano qui le parole scritte dallo stesso Pike nella lettera che si dice catalogata presso la biblioteca del British Museum di Londra:

“Noi scateneremo i nichilisti e gli atei e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che mostrerà chiaramente, in tutto il suo orrore, alle nazioni, l’effetto dell’ateismo assoluto, origine della barbarie e della sovversione sanguinaria. Allora ovunque i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari, questi distruttori della civiltà, e la moltitudine disingannata dal cristianesimo, i cui adoratori saranno da quel momento privi di orientamento alla ricerca di un ideale, senza più sapere ove dirigere l’adorazione, riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero rivelata finalmente alla vista del pubblico, manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo conquistati e schiacciati allo stesso tempo!”

“Quando Mazzini mori nel 1872 – prosegue ancora il Carr – nominò suo successore un altro capo rivoluzionario, Adriano Lemmi. A Lemmi più tardi sarebbero succeduti Lenin e Trotzkij. Le attività rivoluzionarie di tutti costoro vennero finanziate da banchieri inglesi, francesi, tedeschi e americani. Il lettore deve avere presente che i banchieri internazionali dì oggi, al pari dei cambiavalute dei tempi di Cristo, sono solo strumenti e agenti degli Illuminati. Mentre al grande pubblico era lasciato credere che il Comunismo è un movimento di lavoratori per distruggere il Capitalismo, gli ufficiali dei Servizi di Informazione inglesi e americani erano in possesso di autentica evidenza documentaria comprovante che capitalisti internazionalisti operanti attraverso i loro istituti bancari avevano finanziato entrambe le parti in ogni guerra e rivoluzione combattute dal 1776”

Giuseppe Mazzini, frammassone fondatore della “Loggia Propaganda P1” (da non confondersi con la “Loggia Propaganda P2” fondata da Adriano Lemmi nel 1875) e della “Prima Internazionale Comunista” (“L’altra faccia di Carlo Marx“, ed. Uomini Nuovi).